Mentre
a sud fa caldo, mezza Italia è sottacqua sommersa da piogge
e temporali
06/11 Domenica sott'acqua per mezza Italia, con temporali e piogge
intense che dal Friuli al Lazio hanno provocato allagamenti, piccoli
smottamenti, diversi incidenti stradali e fatto salire al livello
di guardia i corsi d'acqua. Una situazione che, dicono gli esperti
della Veglia Meteo della Protezione Civile, si e' estesa in queste
ore al sud e persistera' fino alla giornata di martedi', quando e'
previsto un miglioramento generalizzato. Tutt'altra giornata si e'
vissuta, invece, in Calabria: bel tempo, sole e temperature primaverili
sia sul versante tirrenico che quello ionico. In molti ne hanno approfittato
passando la giornata in spiaggia a prendere il sole e fare il bagno
in acque ancora calde. La perturbazione, arrivata sul nord Italia
gia' nella serata di ieri, ha gia' provocato secondo la Coldiretti
e la Confagricoltura danni ingenti alle campagne del centro-nord.
E' arrivata anche la neve sulle vette alpine: al Tonale e in Valchiavenna,
sullo Stelvio e in Valtellina, sui passi dell'Alto Adige e in generale
sulle cime oltre i duemila metri. In Lombardia e' piovuto a dirotto
su tutta la regione. Numerosi sono stati gli incidenti stradali causati
dalla pioggia (nel piu' grave, avvenuto nel bresciano, due giovani
sono morti e due sono rimasti feriti) e gli interventi dei vigili
del fuoco. A Cremona il maltempo e' stato invece provvidenziale: i
temporali hanno di fatto abbassato i livelli di inquinamento da polveri
sottili e il sindaco ha revocato il blocco della circolazione. Piogge
intense anche in Veneto - dove si sono registrati problemi per allagamenti,
cadute di alberi e straripamento di alcuni canali - e in Emilia Romagna,
con il Secchia, il Panaro e il Reno che si sono ingrossati e hanno
superato i primi livelli di attenzione. Non e' stata pero' segnalata
alcuna situazione di criticita' alla sala operativa della Protezione
civile regionale. Situazione analoga in Toscana (a Massa Marittima
sono caduti 100 millimetri di pioggia in due ore), una delle regioni
piu' colpite dall'ondata di maltempo insieme al Lazio. Alcune strade
sono state chiuse, un piccolo ponte e' crollato, diverse imbarcazioni
sono affondate. Anche qui stato di attenzione per i fiumi, in particolare
nel grossetano (dove sei persone sono state soccorse) e in provincia
di Livorno, dove il fiume Cornia ha rotto gli argini. E cinque persone
sono state tratte in salvo dalla Capitaneria di Porto: erano a bordo
di una barca a vela al largo di Livorno che, dopo aver rotto il timone
e per il peggioramento delle condizioni del mare, rischiava di finire
sugli scogli. Non e' andata meglio nel Lazio: un nubifragio ha interessato
il litorale a nord di Roma e la statale Aurelia e' rimasta bloccata
per oltre un'ora all' altezza di Santa Marilla mentre e' rimasto chiuso
per alcune ore il casello di Civitavecchia sud sulla A12 Roma-Civitavecchia.
E nelle prime ore della giornata il maltempo ha provocato disagi all'aeroporto
di Fiumicino, con i voli che hanno accumulato ritardi fino a 30 minuti.
Pioggia incessante per tutta la giornata anche a Roma, con strade
allagate e vigili del fuoco impegnati a rispondere a centinaia di
chiamate dei cittadini in difficolta'. Proprio i pompieri ne hanno
fatto le spese: un mezzo e' finito in una voragine apertasi a causa
delle forti piogge. Una situazione dovuta pero', secondo l'opposizione
di centrodestra, piu' alle responsabilita' della giunta Veltroni che
alla pioggia. ''Prodi - dice il ministro Alemanno - prima di fare
pericolose previsioni sul rischio di rivolta sociale nelle periferie,
dovrebbe molto piu' semplicemente sollecitare il sindaco Walter Veltroni
a tutelare le periferie romane da rischio acquazzoni. A Roma basta
un acquazzone per mettere in crisi la citta'''. ''Dovremo aspettare
il primo annegato per pioggia - conclude il ministro delle politiche
Agricole e Forestali - perche' il sindaco Veltroni utilizzi qualche
risorsa per la manutenzione ordinaria degli scarichi di acqua piovana
della capitale?''. ''Basta un temporale per mettere in difficolta'
la capitale d'Italia - dice il capogruppo di Fi al parlamento europeo
e consigliere capitolino Antonio Tajani - Anche oggi i cittadini romani
hanno dovuto pagare le conseguenze della pessima manutenzione della
rete stradale della citta' e di un'amministrazione che in cinque anni
non e' stata in condizione di migliorare le condizioni di vita dei
romani''. In serata il maltempo ha raggiunto la Campania, dove si
sono registrati i primi allagamenti e disagi. E al porto di Pozzuoli
un'auto che stava sbarcando da un traghetto e' finita in mare: tanta
paura per i quattro occupanti - un uomo, una donna e i loro due figli
- che sono stati pero' immediatamente salvati dagli uomini della Capitaneria
di Porto
Bel tempo, sole e temperature al di sopra della media e assolutamente
primaverili: in controtendenza con gran parte del Paese in Calabria
e' ancora tempo di mare. Stamani sole su tutta la regione e sulle
spiagge dello Ionio e del Tirreno si sono notati vacanzieri domenicali
a prendere il sole e a fare il bagno in acque ancora calde. Del resto
nelle ore centrali del giorno la temperatura si e' mantenuta attorno
ai 24, 25 gradi. Bel tempo anche in montagna, soprattutto nella Sila
cosentina presa d' assalto da turisti provenienti anche da Puglia
e Sicilia.
Omicidio
Fortugno: A Reggio arriva il super prefetto
De Sena. Mons. Bregantini: “La risposta
dei giovani un fiore da maturare”. L’ANCI conferma
il Consiglio nazionale a Locri
Smantellata
una mini base della droga a Cassano Nascondevano in casa 300 dosi
di eroina. Tre arresti
05/11
Tre persone sono state arrestate nel corso di una perquisizione, compiuta
giovedi' scorso ma la notizia e' stata diffusa solo stamane, dai carabinieri
a Cassano allo Ionio per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini
di spaccio. I tre sono Angela Iannicelli, di 36 anni; Agostino Perciaccante
(30) e Antonio Perciaccante (36). In particolare Angela Iannicelli
e' cognata di Antonio Perciaccante e zia acquisita di Agostino, mentre
Antonio Perciaccante e' zio di Agostino. Secondo quanto emerso nella
conferenza stampa che gli inquirenti hanno tenuto a Castrovillari,
i militari, nel corso di una perquisizione domiciliare eseguita in
un appartamento popolare e un garage ubicati in rione Ponte del Treno
di Cassano, hanno rinvenuto circa 70 grammi di eroina pura, quantita',
secondo gli inquirenti, da cui si potevano ricavare dalle 250 alle
300 dosi da immettere sul mercato ad un prezzo di 35, 40 euro ciascuna.
I carabinieri hanno rinvenuto anche due bilancini di precisione digitali,
tutto l' occorrente per il confezionamento delle dosi, 2.700 euro
in contanti ritenuti proventi dello spaccio e una sorta di ''diario''
scritto con un linguaggio cifrato, che al momento e' al vaglio degli
esperti. ''Abbiamo inferto un duro colpo al mercato cassanese della
droga - ha detto Baldo Pisani, sostituto procuratore della Repubblica
del Tribunale di Castrovillari - Abbiamo intrapreso una lotta senza
quartiere contro i trafficanti di morte. I risultati non si fanno
attendere''. I tre arresti, ha spiegato Massimiliano Davico, comandante
della Compagnia di Corigliano dei carabinieri, "sono il frutto
di un servizio mirato di osservazione, pedinamento e controllo di
ben determinati soggetti che, solitamente, frequentano i vicoli del
centro storico cassanese". L’operazione di Cassano, comunque,
evidenzia la preoccupante capillarizzazione del mercato della droga,
ormai diffuso così nelle pieghe della società, da essere
addirittura gestito a livello familiare. Questo dimostra come la ndrangheta
abbia un potere così diffuso, velato quasi di normalità,
che va oltre il “preoccupante”. Le indagini proseguono.
Omicidio
De Pietro: Scarcerati anche i quattro fermati
05/11 Il gip del tribunale di Vibo Valentia, Lucia Monaco, non ha
convalidato il fermo, disponendo la scarcerazione, delle quattro persone
accusate di responsabilita' nell' omicidio di Antonio De Pietro, l'
impiegato di 44 anni ucciso l' 11 aprile scorso con alcuni colpi di
pistola nella frazione Piscopio. Le persone di cui non e' stato convalidato
il fermo sono Maria Carmela Fortuna, di 43 anni, casalinga, sorella
dell' amante di De Pietro; il figlio di Maria Carmela Fortuna, Vincenzo
Fiorillo, di 21 anni, e Rosario Battaglia (21), tutti e tre della
frazione Piscopio di Vibo Valentia, nonche' Michele Fiorillo, di 19
anni, di San Gregorio d' Ippona. Secondo la procura della repubblica
di Vibo Valentia, che aveva emesso i provvedimenti di fermo, a progettare
ed eseguire l' omicidio di De Pietro sarebbero stati i familiari della
donna che da tempo intratteneva con l' impiegato una relazione extraconiugale.
Movente dell' omicidio sarebbe stata la volonta' di porre fine ai
continui regali e benefici economici che la donna elargiva all' uomo.
Nel corso dell' udienza il pm, Giuseppe Lombardo, aveva chiesto che
gli arresti venissero convalidati e che fosse emessa ordinanza di
custodia cautelare in carcere. La richiesta era stata vivacemente
contestata dai legali dei quattro fermati i quali avevano sostenuto
che non esistono i presupposti per l' arresto perche' manca la gravita'
indiziaria e non esiste il pericolo di fuga. Per qyuesto avevano chiesto
per tutti i loro difesi l' immediata remissione in liberta'. Ieri
il gip presso il Tribunale dei minori di Catanzaro, Teresa Chiodo,non
aveva convalidato il fermo di altri due ragazzi coinvolti nella vicenda,
due minorenni di 16 e 17 anni, figli dell' amante della vittima, uno
dei quali e' accusato dell' esecuzione materiale dell' omicidio. I
due minori sono stati rimessi in liberta'.
Omicidio
Fortugno: Loiero: “L’omicidio Fortugno
un vero boomerang per la ndrangheta”. Rita
Borsellino: “ A Locri come a Palermo, le lenzuola bianche come
ribellione civile”. Pezzotta a Locri dedica a Fortugno
la sede della CISL. “Per non dimenticare….”
I
direttori delle carceri calabresi condannano il gesto di intimidazione
a Quattrone
05/11 I direttori delle carceri e dei Centri di servizio sociale
della Calabria, in una nota, esprimono ''la piu' ferma e dura condanna
per il vile gesto compiuto ai danni del provveditore regionale dell'
Amministrazione penitenziaria, Paolo Quattrone'', nell' abitazione
estiva del quale, la scorsa notte, a Bova Marina (Reggio Calabria),
sono stati compiuti atti vandalici, accompagnati da scritte dal contenuto
minaccioso. ''Quanti hanno vigliaccamente e subdolamente potuto concepire
di oltrepassare la soglia dell'abitazione di Quattrone - e' detto
nella nota - sono uomini senza dignita' e non sanno che in realta'
l'alto dirigente e l'uomo Paolo Quattrone sono un tutt' uno e che
la forza delle idee e la cultura del fare che improntano la sua azione
- la sua storia lo insegna - non indietreggiano di fronte ad alcun
tipo di intimidazione e minaccia. La Calabria che oggi e' al centro
dell' attenzione delle istituzioni e dell' opinione pubblica nazionale
per la corale levata di scudi che ha fatto seguito ai recenti gravissimi
episodi di criminalita' organizzata e' la stessa regione che a livello
di sistema penitenziario da piu' di tre anni e' riconosciuta come
modello avanzato per tutto il territorio nazionale grazie alle iniziative
intraprese ed ai concreti risultati raggiunti dall' Amministrazione
penitenziaria sotto la sicura e ferma guida del provveditore Quattrone
. E noi direttori, che ci onoriamo di essere i suoi primi collaboratori
e che condividiamo con lui progetti, idee , entusiasmi ed anche le
inevitabili difficolta', non possiamo che sentirci colpiti personalmente
dal vile gesto che lo ha colpito''. ''Nel contempo, per la sincera
e salda condivisione d' intenti che ci lega al provveditore - si afferma
ancora nel comunicato - respingiamo con sdegno il tentativo di fare
tornare la situazione all' oscurantismo del passato, ad un sistema
penitenziario inefficiente, poco trasparente e 'a compartimenti stagni'
che evidentemente facevano comodo ad alcuni o a molti. La minaccia
rivolta con l'utilizzo di una simbologia prettamente mafiosa a chi
rappresenta lo Stato in un delicato ambito quale quello penitenziario,
si rivelera' ancora una volta, dunque, un clamoroso boomerang per
chi ha agito vigliaccamente proprio perche' non sortira' altro effetto
se non quello di rafforzare nello stesso provveditore Quattrone, in
chi come noi lavora al suo fianco ed in tutti gli operatori penitenziari
della Calabria il convincimento che la strada intrapresa e' quella
giusta e che su questa si deve proseguire senza tentennamenti e senza
guardare in faccia nessuno per il rinnovamento del sistema penitenziario
calabrese''
Congresso
sugli anziani a Diamante
05/11 ''Essere anziani in Calabria'' e' il tema del convegno regionale
di domani al Teatro Vittoria di Diamante. I lavori avranno inizio
alle ore 9 con i saluti di Mons. Domenico Crusco Vescovo di San Marco
Argentano e del sindaco Ernesto Caselli. Poi due relazioni. Il prof.
Franco Perticone dell'Universita' Magna Grecia di Catanzaro parlera'
sul tema ''Essere anziani in Calabria''. Ezio Barbieri, presidente
nazionale dell'Associazione Nazionale dei centri sociali fara' il
punto sulla realta' del volontariato e i centri sociali nella nostra
regione.Tre gli interventi programmati: Ferdinando Aiello assessore
ai servizi sociali della provincia di Cosenza, Ernesto Magorno capogruppo
DS alla Provincia e Antonio Acri Consigliere Regione Calabria. Le
conclusioni sono affidate al Presidente della Provincia Mario Oliverio.
Coordinatore e moderatore dei lavori il giornalista Enzo Monaco.
Due
cosentini arrestati per cocaina allo svincolo A3 di Lagonegro
05/11 Due persone residenti in provincia di Cosenza sono state arrestate
oggi per detenzione di droga dalla polizia stradale sulla A3, nei
pressi dello svincolo di Lagonegro Nord (Potenza). P.F. di 26 anni
e P.L.C. di 23 sono stati fermati dalla polstrada di Lagonegro per
un normale controllo. Sulla loro Fiat Uno sono stati trovati 50,35
grammi di cocaina.
Calabrese
arrestato per rapina a Viterbo
05/11 Un calabrese di 50 anni, condannato per rapina, porto abusivo
di armi e associazione a delinquere di stampo mafioso, e' stato arrestato
nella tarda serata di ieri dagli uomini della Squadra Mobile della
Questura di Viterbo, diretta da Salvatore Gava, insieme con i colleghi
della Squadra Mobile di Potenza. L'uomo, C. S., era destinatario di
un ordine d'arresto emesso dalla procura della Repubblica di Potenza
in quanto deve scontare un residuo pena di un anno e mezzo di reclusione
per reati commessi tra il 1983 e il 1995 tra Melfi (Potenza) ed Altamura
(Bari). C.S., che aveva scontato alcuni anni di reclusione preventiva
prima delle condanne definitive, faceva parte di un'organizzazione
criminale dedita, tra l'altro, alle estorsioni. Dopo la scarcerazione
per decorrenza dei termini si era trasferito nel Viterbese, dove e'
stato arrestato. L'uomo e' stato portato nel carcere viterbese di
Mammagialla.
Quattro
arresti a Corigliano e Cassano
05/11 Quattro persone sono state arrestate e due minori sono stati
denunciati nel corso di controlli compiuti dai carabinieri nel cosentino.
A Corigliano Calabro al termine di una perquisizione i carabinieri
hanno denunciato un minore ed arrestato due persone perche' trovati
in possesso di 6,4 grammi di marijuana. A Cassano allo Jonio, invece,
un minore e' stato denunciato ed altre due persone arrestate perche'
sorpresi mentre stavano rubando dei cavi elettrici dall'interno della
locale stazione ferroviaria
Incendiata
la finestra di un negozio di Villapiana
05/11 La finestra di un negozio di abbigliamento e' stata incendiata
nella notte da sconosciuti a Villapiana. L'infisso e' stato cosparso
di liquido infiammabile e poi incendiato. Il danneggiamento e' stato
scoperto dal proprietario del negozio che ha denunciato l'accaduto
ai carabinieri.
Omicidio
De Pietro: Non convalidati i fermi dei due minori
04/11 Il gip del tribunale per i minorenni di Catanzaro, Teresa Chiodo,
non ha convalidato il fermo dei due ragazzi accusati di responsabilita'
nell'omicidio di Antonio De Pietro, l'impiegato di 44 anni ucciso
l'11 aprile scorso nella frazione Piscopio di Vibo Valentia. I due
minori erano stati fermati ieri, insieme ad altre quattro persone,
tutte maggiorenni, in esecuzione di un provvedimento emesso dalla
Procura della repubblica del tribunale di Vibo Valentia. Uno dei due
minori, di cui non e' stato convalidato il fermo, era accusato, in
particolare, di essere stato esecutore materiale dell'omicidio. Secondo
l'accusa, l'assassinio di De Pietro sarebbe stato progettato per motivi
economici dai familiari dell'amante dell'impiegato, esasperati per
il fatto che la loro congiunta avrebbe fatto continui regali all'uomo,
tra cui un'automobile e un appartamento. A De Pietro, inoltre, la
donna avrebbe anche intestato un conto corrente bancario sul quale
versava continuamente somme di denaro. Il gip Chiodo non ha convalidato
i fermi, rigettando anche la richiesta di emissione di misura cautelare,
accogliendo la richiesta del difensore dei due minori, Giovanni Marafioti,
secondo cui nei confronti dei suoi assistiti non sarebbe stata mossa
una contestazione specifica, distinta da quella attribuita ai quattro
maggiorenni coinvolti nella stessa vicenda. Per domani, intanto, e'
fissata davanti al gip del tribunale di Vibo Valentia l'udienza di
convalida del fermo dei quattro maggiorenni, tra cui c'e' anche la
sorella dell'amante di De Pietro.
Omicidio
Fortugno: Vertice a Palzzo Chigi con Berlusconi
e Pisanu. Nessuna operazione speciale prevista.
Lumia: "Lotta alla mafia non è priorità
del Governo.
In
15 mila a Locri contro la ndrangheta. Maria
Grazia Laganà: “La speranza di questi giovani
mi sorregge”
A
Locri in tantissimi, soprattutto giovani, a gridare
la voglia di cambiare di una regione intera. Partita la marcia
(video).
Al
Rendano il prossimo Consiglio provinciale dedicato alla Legalità
e Sicurezza in Calabria
05/11 Si terrà presso il Teatro A. Rendano di Cosenza il Consiglio
Provinciale, convocato per martedì 8 novembre prossimo, in
prima convocazione ed in sessione straordinaria “aperta”,
alle ore 17.30, sul tema “Legalità e sicurezza in Calabria”.
Questa iniziativa, a pochi giorni dal delitto del Vice Presidente
del Consiglio Regionale On. Francesco Fortugno, assume particolare
importanza e significato al fine di contribuire a rendere più
efficace ed incisiva la mobilitazione per contrastare e combattere
la mafia e la criminalità organizzata.
Alla riunione, alla quale hanno dato già piena adesione numerose
personalità rappresentative delle Istituzioni, delle forze
sociali, del mondo culturale e produttivo della nostra regione e della
provincia, sono invitati a partecipare i Senatori, i Deputati, i Consiglieri
Regionali, i Sindaci, i Presidenti delle Comunità Montane,
gli Amministratori locali, i rappresentanti di tutti i partiti politici,
gli Ordini Professionali, le Associazioni di categoria, le Organizzazioni
Sindacali e le Autorità tutte.
La Provincia sollecita, pertanto, la più ampia partecipazione
nella convinzione di fare cosa opportuna e utile, finalizzata a costruire
un fronte comune e unitario di lotta contro la mafia e per la legalità.
Anziano
si suicida buttandosi sotto un treno a Paola
04/11 Un uomo di 70 anni, V.D., si e' suicidato, questa mattina,
buttandosi sotto un treno merci mentre transitava sul primo binario
nelle vicinanze della stazione di Paola. Sul posto sono intervenuti
i sanitari del 118 e gli agenti della polizia ferroviaria di Paola.
Denunce
per una battuta di caccia al cinghiale nel parco del Pollino
04/11 Alcune persone sono state denunciate perche' sorprese dal personale
del corpo forestale dello Stato mentre partecipavano ad una battuta
di caccia al cinghiale nell'area dei Parco Nazionale della Sila. Nel
corso di controlli, finalizzati a reprimere il fenomeno del bracconaggio,
il personale della forestale ha individuato, nelle campagne di San
Giovanni in Fiore, un gruppo di cacciatori che partecipavano abusivamente
ad una battuta di caccia al cinghiale. Ai cacciatori sono stati sequestrati
complessivamente sette fucili, una carabina e 150 cartucce di vario
tipo. Il Presidente del Parco Nazionale della Sila, Antonio Garcea,
ha evidenziato che l'operazione e' ''un'ulteriore dimostrazione -
e' scritto in una nota - del fatto che le peculiarita' naturalistiche
di rilievo, di cui e' ricco il territorio, sono sottoposte, a cura
dell'Ente Parco, ad una efficace azione di salvaguardia, tutela, conservazione
e valorizzazione''.
Creolina
al Liceo Classico di Praia a mare
04/11 Un atto vandalico e' stato compiuto nella notte da sconosciuti
nel liceo classico di Praia a Mare. Alcune persone sono entrate nell'istituto
scolastico ed hanno versato sul pavimento del disinfettante. L'episodio
e' stato scoperto stamane dal personale della scuola che ha provveduto
a ripulire il pavimento. L'accaduto e' stato denunciato ai carabinieri
che hanno avviato le indagini.
Incendiata,
a Santa Maria del Cedro, la moto di un operaio
04/11 Una moto di un operaio e' stata incendiata da sconosciuti a
Santa Maria del Cedro. Il mezzo era parcheggiato nei pressi dell'abitazione
del proprietario quando e' stato cosparso di liquido infiammabile
e incendiato. L'episodio e' stato denunciato ai carabinieri che hanno
avviato le indagini.
Nomade
arrestata dopo un furto a Crosia, Denunciati due minori
04/11 Una giovane nomade, J.Z., 19 anni, di nazionalita' slava, e'
stata arrestata dai carabinieri che hanno denunciato anche due minorenni.
La diciannovenne e' stata sorpresa dai carabinieri mentre usciva da
un appartamento dove aveva rubato oggetti in oro per un valore di
circa mille euro. Le due minori denunciate, invece, sono state rintracciate
dai carabinieri nei pressi dell'abitazione.
Operai
di una ditta di rifiuti protestano davanti il comune di Scigliano
04/11 Quindici dipendenti della 'Presila Cosentina', ditta specializzata
nel settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani, hanno sostato
con sei autocompattatori nelle vicinanze del Comune di Scigliano per
protestare contro l'ordinanza del sindaco che ha disposto la sospensione
dell'attivita' di discarica consortile per gravi irregolarita' gestionali
da parte della ditta.
Brevi
di Cronaca a Cosenza, Scalea e Zumpano
Due persone sono state arrestate ed altre tre sono state denunciate
nel corso di controlli compiuti dai carabinieri nel cosentino. A Cosenza
e' stata arrestata una persona con precedenti penali perche' trovata
in possesso di alcune dosi di hascisc. A Zumpano, invece, e' stato
arrestato un uomo per furto aggravato in concorso con una minore che
e' stata denunciata. A Scalea i carabinieri hanno denunciato due persone
perche' trovate con un coltello a serramanico di genere vietato.
Due
arresti a Cassano
04/11 Due persone, Giuseppe Franco Aita, di 32 anni, e Gordana Ahmetovic,
di 23, sono state arrestate dai carabinieri nella frazione Doria di
Cassano allo Ionio con l' accusa di furto aggravato. I due sono stati
sorpresi nella stazione ferroviaria mentre, insieme ad un minore,
che e' stato denunciato in stato di liberta', s' impossessavano di
cavi di rame. Aita e Ahmetovic sono stati portati nel carcere di Castrovillari.
Due
giovani di Corigliano arrestati e poi messi in libertà in attesa
di giudizio
04/11 Due giovani di Corigliano, Massimo R., di 20 anni, e Simone
G., di 18 anni, sono stati arrestati dai carabinieri, con l'accusa
di spaccio di sostanze stupefacenti. Durante una perquisizione sono
stati trovati in possesso di 7 grammi di maryuana. Con loro e' stato
denunciato a piede libero alla Procura dei Minori di Catanzaro, un
minorenne. I due arrestati sono stati rimessi in liberta' in attesa
del giudizio.
Due
automobili incendiate a Corigliano
04/11 Due automobili sono state incendiate nella notte da sconosciuti
a Corigliano. I due incendi, avvenuti a distanza di qualche ora, hanno
provocato danni ad un'Alfa Romeo Gtv di un imprenditore e ad un'Alfa
145 di un commerciante. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco
del distaccamento di Rossano ed i carabinieri della compagnia di Corigliano,
che hanno avviato le indagini.
Omicidio
di Africo: Convalidato il fermo di ieri ed oggi eseguito un secondo
fermo
03/11 La Polizia di Stato ha fermato un giovane di 30 anni con l'
accusa di essere uno dei responsabili dell' assassinio di Antonio
Giorgi, di 21 anni, ucciso in un agguato di stampo mafioso lunedi'
scorso ad Africo Nuovo. Ad eseguire il fermo e' stato il Commissariato
di Bovalino della Polizia di Stato sulla base di un provvedimento
emesso dal sostituto procuratore della Repubblica di Reggio Calabria
Francesco Mollace. Il giovane fermato avrebbe fatto parte del commando,
composto da almeno cinque persone, che ha organizzato ed eseguito
l' assassinio di Giorgi, sorpreso dai killer mentre, alla guida della
propria automobile, stava percorrendo la statale 106. L’uomo
è sospettato di essere il secondo motociclista che faceva parte
del commando che ha ucciso Antonio Giorgi. Il fermato è Pasquale
Casile, di 23 anni. Il giovane, secondo quanto si e' appreso, sarebbe
vicino alla famiglia di Salvatore Favasuli, di 20 anni, ucciso il
6 gennaio scorso in contrada Palazzi di Casignana, sempre nella Locride.
Questo confermerebbe la pista seguita da subito dagli investigatori
secondo i quali il delitto di Giorgi e' stata una reazione all' omicidio
di Favasuli. Gli investigatori, dopo i due fermi operati sono convinti
di essere risaliti a due componenti del commando che ha teso l' agguato
a Giorgi ed in particolare a coloro che viaggiavano sulla motocicletta.
L' altro fermato, Giuseppe Lucisano, di 22 anni, infatti, e' il proprietario
della moto usata per compiere l' agguato. Restano da identificare
gli altri componenti del gruppo di fuoco, probabilmente tre persone,
che si trovavano sul luogo dell' omicidio a bordo di un' auto. Sarebbero
stati questi ultimi ad inseguire Giorgi che aveva tentato di fuggire
a piedi dopo avere forato i pneumatici della sua auto mandando la
moto dei sicari a sbattere contro un guardarail. Riguardo alla loro
identificazione c' e' un certo ottimismo, anche perche', e' stato
sottolineato in ambienti investigativi, quando ci sono uomini e mezzi
a disposizione la qualita' del lavoro ha un salto di qualita'. Inoltre
il Gip del Tribunale di Reggio Calabria, Natina Prattico', ha convalidato
il fermo, emettendo contestualmente un'ordinanza di custodia cautelare,
di Giuseppe Lucisano, di 22 anni, accusato di concorso nell'omicidio
di Antonio Giorgi, il giovane ucciso lunedi' scorso in un agguato
ad Africo Bianco. Lucisano era stato sottoposto a fermo dai carabinieri
della Compagnia di Bianco, su disposizione del sostituto procuratore
di Reggio Calabria, Francesco Mollace, nelle ore immediatamente successive
al delitto. A lui gli investigatori sono risaliti grazie al numero
di telaio della motocicletta che alcuni dei killer che componevano
il gruppo di fuoco (almeno cinque) sono stati costretti ad abbandonare
sulla strada dopo essere stati speronati dall'auto della vittima.
Dai controlli effettuati e' risultato che la moto, cui era stata apposta
una targa con numeri contraffatti, era di proprieta' di Lucisano.
Messaggio
di Ciampi ai giovani in occasione della marcia di Locri:
“Spezzare ovunque le catene della paura”. Loiero
ai ragazzi: "Sono con voi". Fortugno
disse: "I giovani, futuro della Calabria". Il
Consiglio regionale dedica la seduta ai giovani. Oggi la marcia.
Bloccato
dai CC un tentativo di estorsione nel vibonese: un bandito ferito
03/11 Un' operazione dei carabinieri per l' arresto in flagranza
di alcuni estortori che avevano chiesto del denaro in cambio della
restituzione di un' automobile rubata si e' conclusa col ferimento,
in modo lieve, e l' arresto di uno dei presunti componenti la banda.
Il fatto e' accaduto nel pomeriggio a Mileto nella centrale via Conte
Ruggero e nell' adiacente piazza Pio XII. Qui il gruppo aveva dato
appuntamento al proprietario di un' auto rubata nei giorni scorsi
a Pizzo Calabro. All' appuntamento, pero', si sono presentati anche
i carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia che si sono
appostati nella zona. Quando i militari si sono qualificati i banditi
hanno tentato la fuga. La dinamica dei fatti non e' stata ancora chiarita
del tutto, ma di sicuro sono stati esplosi alcuni colpi di pistola
uno dei quali ha ferito ad un piede Francesco Prostamo, gia' noto
alle forze dell' ordine, che e' stato arrestato e portato nell' ospedale
civile di Vibo Valentia. I carabinieri, che non escludono che i banditi
fossero armati, stanno eseguendo numerose perquisizioni in casa di
pregiudicati della zona.
Ass.
Riccetti: “Presto al via i lavori della strada crollata di Cerzeto”
03/11 ''Presto, la mobilita' nell' area di Cerzeto verra' ricondotta
a normalita' dopo i disagi causati dal crollo di un tratto pari a
400 metri di strada provinciale, chiusa immediatamente al traffico
dopo il disastro dello scorso 7 marzo''. Lo si apprende da un comunicato
dell' assessore alla Viabilita' della Provincia di Cosenza, Arturo
Riccetti. La Provincia, e' detto nel comunicato, ha infatti espletato
la gara per l' affidamento dei lavori urgenti di costruzione della
variante al tratto in frana della strada provinciale S. Martino di
Finita - Cerzeto - Varco Bufalo. La realizzazione dell' opera pubblica,
essenziale per la comunita' colpita, era stata decisa dalla Giunta
presieduta da Mario Oliverio che, nel Maggio scorso, aveva stanziato
allo scopo 212 mila euro, provenienti dal fondo riserva dell'Ente.
''Assolviamo ad un impegno - ha detto Riccetti - assunto con la comunita'
di Cerzeto che ha dovuto sin ora unire ad altri il disagio della difficoltosa
circolazione nella zona, sottolineando che il lieve ritardo registratosi
nella consegna dei lavori, rispetto ai tempi previsti, si e' reso
necessario per espletare al meglio tutte le conseguenti operazioni
di esproprio preliminari all'avvio dell' opera viaria''
Il
Sindaco di Cassano chiede di istituire la Capitaneria al Porto di
Corigliano
03/11 Il sindaco di Cassano Ionio, Gianluca Gallo, ha chiesto al
vice ministro dei Trasporti, Mario Tassone, l' elevazione dell' Ufficio
circondariale marittimo di Corigliano Calabro al rango di Capitaneria
di Porto. ''La provincia di Cosenza - ha scritto Gallo - e' l' unica
entita' marittima che si affaccia sul Tirreno e sullo Jonio priva
di una sede di Capitaneria di Porto. Il Porto di Corigliano, in una
impostazione sinergica con il Porto di Gioia Tauro e' destinato ad
assumere nel bacino del Mediterraneo un ruolo strategico in termini
di scambi commerciali e turistico-attrattivi sull' asse Adriatico
- Balcani - Medio Oriente. Con l' elevazione dello scalo portuale
di Corigliano a Capitaneria di Porto il territorio cosentino beneficerebbe
di una pubblica autorita' corrispondente, sul piano delle competenze
amministrative, a quella di Crotone, ossia indipendente da quest'
ultima. La sede dell' Autorita' marittima di Corigliano, sarebbe,
infatti, situata centralmente sia rispetto al litorale della provincia
cosentina sia rispetto alle altre Capitanerie di Porto piu' vicine,
come Crotone e Taranto, quindi, in una posizione strategica''. A supporto
della sua istanza, il sindaco di Cassano, ha allegato anche una nota
informativa sull' Ufficio Circondariale di Corigliano Calabro, la
cui giurisdizione si estende per circa 120 km di costa abbracciando
ben 16 comuni costieri.
Omicidio
De Pietro: Sarebbe stato ucciso dai familiari e dall’amante,
dicono gli inquirenti. Sei arresti
03/11 Ucciso dai figli e dai familiari della donna con cui intratteneva
da tempo una relazione extraconiugale: sarebbe stato questo il movente
per il quale l' 11 aprile scorso, nella frazione Piscopio di Vibo
Valentia, e' stato ucciso Antonio De Pietro, di 44 anni, impiegato
della Direzione provinciale del lavoro. E' questa la conclusione cui
e' giunta la Procura della Repubblica di Vibo Valentia sulla base
delle indagini svolte dai carabinieri del Comando provinciale. Nei
confronti di quattro dei sei presunti responsabili dell' omicidio
di De Pietro, il procuratore della Repubblica, Alfredo Laudonio, ed
il sostituto Giuseppe Lombardo hanno emesso altrettanti provvedimenti
di fermo, che sono stati tutti eseguiti, con l' accusa di concorso
in omicidio. Altri due fermi sono stati disposti dalla Procura della
Repubblica per i minorenni di Catanzaro. Ad eseguire l' omicidio,
utilizzando una pistola, sarebbe stato uno dei figli minorenni dell'
amante dell' uomo. Alla progettazione dell' assassinio avrebbero partecipato
anche la sorella della donna, Maria Carmela Fortuna, di 43 anni; altri
due figli della stessa amante di De Pietro, Vincenzo e Michele Fiorillo,
di 21 e 19 anni; Rosario Battaglia, di 21, ed un altro minore, legato
da rapporti di parentela con la famiglia coinvolta nella vicenda.
Secondo quanto e' emerso dalle indagini, l' uccisione di De Pietro
sarebbe stata progettata per porre fine alla relazione extraconiugale
tra De Pietro e la donna anche per i continui regali che quest' ultima
faceva all' uomo e per i danni economici che ne derivavano per l'
intero gruppo familiare. Tra l' altro a De Pietro la donna avrebbe
anche intestato un conto corrente e regalato un immobile ed un' automobile
di grossa cilindrata.
Calunnie
e minacce a Magistrato della DDA di Potenza: ordinate perquisizioni
dalla DDA di Catanzaro
03/11 La Guardia di Finanza ha fatto oggi numerose perquisizioni
in Basilicata e nel carcere romano di Rebibbia nell' ambito di un'
inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica della Direzione
distrettuale antimafia di Catanzaro per fare luce su numerosi episodi
di calunnie e minacce - aggravati dal metodo mafioso - nei confronti
di Vincenzo Montemurro, pm presso la Direzione distrettuale antimafia
di Potenza, e di un sottufficiale dei Carabinieri, il maresciallo
Vito Rubini, in servizio a Matera. Le perquisizioni sono state ordinate
dal Procuratore della Dda Repubblica di Catanzaro, Mariano Lombardi,
dal procuratore aggiunto, Mario Spagnuolo, e dal sostituto, Luigi
De Magistris. Le hanno eseguite i militari del nucleo provinciale
di polizia tributaria di Catanzaro delle fiamme gialle e quelli della
sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica della
citta' calabrese. La Guardia di Finanza ha perquisito le celle di
Pierdonato Zito, storico boss del clan omonimo che, negli anni '90,
fu protagonista di gravi episodi (fra cui omicidi ed estorsioni) nel
Materano, e della moglie, Maria Buonpastore, a Rebibbia; e ha perquisito
anche le case e alcuni locali nella disponibilita' di Giovanni Luigi
Cosentino, ritenuto uno dei capi del clan dei Basilischi; e di altre
cinque persone: Nicola Lupo, Michele Di Pede, Marco Ripa, Gennaro
Porcelli e Saverio Riviezzi. La Guardia di Finanza ha sequestrato
documenti e altro materiale da cui risulterebbe che era stato avviato
un altro tentativo di delegittimare l' operato di Montemurro. Nell'
inchiesta sono indagate altre persone, fra le quali tre avvocati,
due lucani (Pietro Damiano Mazzoccoli e Vito Druda) e un calabrese
(Giuseppe Lupis): non vi sono state perquisizioni a carico dei tre
avvocati. Secondo l' accusa, calunnie e minacce nei confronti di Montemurro
e del sottufficiale dei Carabinieri - che ha svolto un ruolo di primo
piano nelle inchieste contro la criminalita' organizzata coordinate
da Montemurro - avevano lo scopo di minare la professionalita' del
magistrato stesso e dell' investigatore e di delegittimarli, bloccando
indagini e processi in corso. In particolare, contro il magistrato
sono state presentate, numerose denunce con accuse di irregolarita'
nei procedimenti, accordi con i collaboratori di giustizia e corruzione.
Tali denunce hanno dato vita a 18 inchieste a carico di Montemurro
da parte della Procura della Repubblica di Catanzaro, competente per
territorio, tutte archiviate e tutte alla base dell' inchiesta odierna.
Durante l' udienza di un processo, a Potenza, poi, Montemurro subi'
un tentativo di aggressione proprio da parte di Porcelli. Tutto e'
avvenuto - sempre secondo l' ipotesi accusatoria della Procura della
Repubblica di Catanzaro, basata sulle indagini della Guardia di Finanza
- con il ''concreto apporto di avvocati privi di scrupolo''. Il sostituto
procuratore della Repubblica presso la Direzione distrettuale antimafia
di Potenza, Vincenzo Montemurro, ha detto di aver appreso dell' esecuzione
dei provvedimenti di perquisizione disposti dalla Procura della Repubblica
di Catanzaro. ''Gli sviluppi odierni della vicenda - ha aggiunto il
magistrato - suscitano in me sentimenti di orgoglio e soddisfazione
non personali ma riferiti alle mille difficolta' in cui, in questi
anni, la Dda potentina e gli investigatori hanno portato avanti inchieste
molto delicate. Un' azione incisiva difficile da portare avanti con
serenita' - ha continuato Montemurro - sapendo che qualcuno ti ha
denunciato, cerca di delegittimarti, ti costringe a difenderti davanti
ad altri magistrati, cerca di far naufragare il lavoro che e' stato
fatto''. ''In questi ultimi tre anni e mezzo - ha aggiunto il pm -
mi sono sentito molte volte infangato e isolato e ho temuto spesso
e ancora temo soprattutto per la mia famiglia, perche' come la storia
ci insegna i magistrati prima di delegittimano, poi si isolano e poi
si ammazzano. Ho reagito nell' unica maniera possibile per coloro
che fanno i magistrati sforzandosi di avere un profondo senso dello
Stato: moltiplicando gli sforzi per lavorare con correttezza e serenita',
rispettando la legge sempre e comunque. Ho evitato persino di esercitare
il legittimo diritto di costituzione di parte civile, per non cadere
nella trappola di chi, consigliato tecnicamente, voleva precostituire
situazione di incompatibilita'. Con la stessa serenita' - ha concluso
Montemurro - domani saro' in udienza a rappresentare la pubblica accusa''.
Il
Presidente dell’ANCI, Domenici aderisce alla campagna di Riferimenti
su Calipari
03/11 Il presidente dell' Anci Leonardo Domenici, sindaco del Comune
di Firenze, ha comunicato al coordinamento nazionale antimafia ''Riferimenti''
la propria adesione all' appello per chiedere che sia fatta piena
luce sulla morte di Nicola Calipari, funzionario del Sismi, ucciso
a Baghdad in un posto di blocco di militari Usa dopo la liberazione
della giornalista Giuliana Sgrena. ''Assicuro - ha spiegato Domenici
- la massima divulgazione a tutti gli amministratori locali e comunico
che l' appello e' visibile sul sito www.anci.it''
Proiettili
davanti la sede del comune di Scido
03/11 Un atto grave intimidatorio e' stato compiuto la notte scorsa
ai danni del Comune di Scido, nel reggino. Davanti al portone del
municipio e' stato lasciato un pezzo di fil di ferro con attaccate
tre proiettili calibro 38. Insieme ai proiettili c' era anche un foglio
di carta con su scritto ''per il signor sindaco auguri di buon onomastico''.
Le indagini sull' episodio sono condotte dai carabinieri.
Latitante
arrestato nel reggino
03/11 Un presunto affiliato alla 'ndrangheta, Domenico Chirico, di
54 anni, latitante, e' stato arrestato dai carabinieri a Reggio Calabria.
Chirico e' stato sorpreso dai militari del Comando provinciale di
Reggio mentre si recava a trovare la moglie. L' uomo, accusato di
essere un esponente della cosca Condello, deve scontare una condanna
definitiva a cinque anni di reclusione per associazione per delinquere
di tipo mafioso.
Operazione
contro i taroccatori dalla GDF a Schiavonea
03/11 Cinquecento cd musicali illecitamente riprodotti e alcune paia
di occhiali con marchi contraffatti sono stati sequestrati dalla guardia
di finanza di Corigliano Calabro, che ha anche arrestato il venditore
dei cd e denunciato in stato di liberta' quello degli occhiali. L'
operazione e' stata condotta nel corso di controlli disposti in occasione
della fiera tenutasi sul lungomare della frazione Schiavonea. I finanzieri
hanno anche individuato e verbalizzato numerosi operatori economici
che per la cessione di beni non ottemperavano agli obblighi di emissione
di scontrini fiscali.
A
Rossano, accoltella l’amico e viene arrestato
03/11 Un uomo, Antonio Eloquente, di 69 anni, ex dipendente Enel,
e' stato arrestato dai carabinieri, a Rossano, con l' accusa di avere
tentato di uccidere un coetaneo S.L. sferrandogli delle coltellate
all' addome. L' uomo che ha riportato gravi ferite all' addome, e'
ricoverato in prognosi riservata all' ospedale di Cetraro. Secondo
quanto emerso dalle indagini tutto sarebbe stato originato da una
banale lite. Dagli insulti, dapprima solo verbali, i due litiganti
sono pero' passati alle vie di fatto munendosi di pietre e coltelli
e azzuffandosi proprio nel piazzale antistante la stazione ferroviaria.
Al termine della lite S.L. ha cercato soccorso presso la sede della
polizia municipale di Rossano scalo e poi e' stato ricoverato nel
reparto di chirurgia dell' ospedale civile di Rossano da dove poi
e' stato disposto il trasferimento nel reparto rianimazione del nosocomio
di Cetraro. All' identita' di Eloquente, che nella colluttazione ha
riportato solo delle escoriazioni, i carabinieri sono riusciti a risalire
sulla base della sommaria descrizione fatta dallo stesso S.L.
Brevi
di Cronaca da Mirto e San Pietro in Guarano
03/11 Due persone sono state tratte in arresto in provincia di Cosenza
dai carabinieri del comando provinciale. A Mirto Crosia i carabinieri
della locale stazione insieme a quelli della stazione di Campana hanno
tratto in arresto una cittadina jugoslava per furto aggravato in concorso
con altri due minori di nazionalita' serba e jugoslava i quali sono
stati denunciati a piede libero. Mentre i carabinieri di San Pietro
in Guarano hanno notificato a una persona gia' reclusa nel carcere
di Catanzaro un'ordinanza di custodia emessa dal Gip del Tribunale
di Cosenza. L'uomo e' ritenuto responsabile di ricettazione.
Pino
Arlacchi: “Inverosimile la stima di Eurispes sul fatturato ndrangheta.
E’ 20 volte inferiore”
02/11 “L’ unico paese del mondo in cui l’ economia
illecita raggiunge il 50% del PIL si chiama Afghanistan. La Calabria,
secondo i “calcoli” dell’ EURISPES, fa di meglio,
raggiungendo il 156%. Solo questo ordine di grandezza è sufficiente
a far capire quanto inverosimili siano i dati EURISPES sul fatturato
della ‘ndrangheta. La cifra dei profitti internazionali della
‘ndrangheta stimata dall’ EURISPES è platealmente
inverosimile. L’ ultimo rapporto pubblicato dall’ Ufficio
ONU di Vienna per la lotta contro la droga e la criminalità
valuta in 39 miliardi di euro il fatturato all’ ingrosso di
tutte le mafie mondiali dell’ eroina e della cocaina”.
Lo afferma il professor Pino Arlacchi, già vicesegretario dell’ONU,
studioso dei fenomeni criminali. Arlacchi spiega quindi che “la
cifra effettiva del fatturato della ‘ndrangheta è più
vicina a 1,8 miliardi di euro: 20 volte inferiore ai dati EURISPES”.
Secondo lo studioso “si tratta comunque di una cifra ragguardevole,
che divisa tra le 110 cosche calabresi, significa un reddito di 16,4
milioni di euro ciascuna ogni anno. Ognuno dei 5.000 affiliati alle
cosche può contare su 360mila euro di reddito all’ anno,
che è a sua volta 31 volte il reddito procapite dei calabresi,
pari a 11milioni 600mila euro annui”.
“Se i mafiosi calabresi fatturassero 36 miliardi euro all’anno
– afferma Arlacchi - avremmo come minimo 110 supermiliardari
nella nostra regione, pari al numero dei capicosca. Gente con oltre
300 miliardi di vecchie di lire di reddito annuo e migliaia di miliardi
in banca. Avremmo zero disoccupazione e povertà, e saremmo
tutti dalla parte della ‘ndrangheta. Andremmo a Gioia Tauro
o a Locri come si va a Lourdes o alla Silicon Valley. I mafiosi più
ricchi della storia – eicorda lo studioso - sono stati i narcos
colombiani degli anni ’80, quelli del cartello di Medellin e
Cali, sconfitti dieci anni fa. Gente in grado di comprarsi ministri,
deputati e Presidenti, e di elargire benefici a città intere.
I loro profitti non hanno mai oltrepassato i 6 miliardi di dollari
all’ anno. Il patrimonio stimato dei cugini Salvo, i più
ricchi mafiosi della storia italiana, non ha superato i 500 miliardi
di vecchie lire”.
La realtà fa capire Arlacchi, per quanto riguarda la Calabria
è ben diversa. “La cifra di 36 miliardi di euro sul fatturato
della ‘ndrangheta diffusa dall’ EURISPES è semplicemente
assurda, perché in contraddizione con la logica, l’ evidenza,
e con gli studi delle Nazioni Unite e di tutti gli economisti che
si sono occupati di economie illecite. Secondo la stima più
generosa che è possibile fare, basata su un economia illegale
pari al 10% del PIL italiano, Il fatturato della ‘ndrangheta
non può superare i 3,6 miliardi di euro, pari al 15,3% del
PIL calabrese. Questi 3,6 miliardi di euro includono sia i profitti
locali che quelli internazionali. L’ importo è di 10
volte inferiore alle cifre iperboliche sparate dall’ EURISPES
e da pubblici ufficiali incauti allo scopo di fare titolo sui giornali”.
Omicidio
Fortugno: Le indagini nell’ASL di Locri. Confermata
la pista della sanità. Avviati gli atti per la commissione
d’accesso antimafia. Loiero: “Rinviato
al mittente il cupo messaggio dei clan". Messaggio del
fratello di Peppino Impastato. Numerose
adesioni alla marcia.
Omicidio
di Africo: Soluzione vicina. Forse ferito uno dei sicari
02/11 Sarebbe rimasto ferito uno dei killer di Antonio Giorgi, il
ventunenne ucciso lunedi' scorso ad Africo Nuovo. Sulla fiancata dell'
auto della vittima, infatti, sono state trovate tracce di sangue che
potrebbero appartenere ad uno dei due motociclisti che componevano
il commando. Giorgi, quando si e' accorto di quanto stava accadendo,
ha speronato la moto, mandandola ad urtare contro un guardrail. Nella
manovra i pneumatici della sua vettura, una Mercedes classe A, sono
rimasti forati ed e' per questo che ha tentato la fuga a piedi, resa
inutile dalla presenza sul posto di un altro gruppo di persone (almeno
tre secondo gli investigatori) che erano in auto. Potrebbero essere
stati questi ultimi ad inseguire Giorgi e ad ucciderlo. In mano agli
investigatori, che sono ottimisti per la soluzione del caso, c' e'
anche la pistola calibro 357 magnum persa sul luogo del delitto da
uno dei sicari in moto e che ha sparato cinque colpi che hanno raggiunto
il parabrezza della vettura. L' arma sara' sottoposta alle perizie
del caso per accertarne la provenienza e verificare se sia gia' stata
usata in passato. Intanto proseguono gli accertamenti su Giuseppe
Lucisano, il giovane di 22 anni sottoposto a fermo di pg dai carabinieri
della Compagnia di Bianco su disposizione del sostituto procuratore
di Reggio Calabria, Francesco Mollace, che coordina le indagini, per
porto illegale di arma clandestina e omicidio aggravato. E' lui il
proprietario della moto utilizzata dai killer alla quale era stata
modificata la targa. Gli investigatori non escludono che il giovane
possa anche avere fatto parte del commando. La sua posizione dovra'
ora passare al vaglio del Gip che dovra' prendere una decisione entro
venerdi' prossimo. I legali di Lucisano, gli avvocati Giovanna Mollica
e Domenico Versaci, intanto, hanno reso noto che il loro assistito
si e' dichiarato estraneo ai fatti sostenendo di avere trascorso la
mattinata nel Tribunale di Melito Porto Salvo per rinunciare ad una
eredita' del padre morto nei mesi scorsi. Inoltre, per quanto riguarda
la moto, il giovane avrebbe sostenuto di averla lasciata con le chiavi
inserite nel quadro di accensione nelle vicinanze di un bar prima
di andare a Melito. L' ipotesi che viene seguita dagli investigatori
per chiarire i contorni del delitto di Giorgi e' che l' assassinio
possa rappresentare una reazione all' omicidio di Salvatore Favasuli,
di 20 anni, ucciso il 6 gennaio scorso in contrada Palazzi di Casignana,
sempre nella Locride. Lucisano, e' stato fatto rilevare, sarebbe stato
legato da rapporti di amicizia con Favasuli. Il fatto che sia stata
utilizzata una moto non rubata, per gli investigatori, non rivestirebbe
particolare importanza. Il fatto che i killer siano stati costretti
ad abbandonarla ha rappresentato un imprevisto dovuto alla reazione
di Giorgi. A Bianco, infine, i carabinieri hanno trovato una Fiat
Punto di colore scuro. La vettura e' adesso al centro delle investigazioni
scientifiche per accertare se sia l' auto utilizzata dai killer di
Giorgi.
Centomila
cartoline a Ciampi per chieder giustizia sul “caso Calipari”
02/11 Centomila cartoline con l' immagine di Nicola Calipari da distribuire
gratuitamente nelle piazze delle principali citta' d' Italia invitando
i cittadini a inviarle, firmate, al Quirinale: e' l' iniziativa lanciata
dal coordinamento nazionale antimafia 'Riferimenti' per chiedere il
sostegno collettivo all' appello gia' rivolto al presidente Ciampi
perche' sia fatta piena luce sulla morte del funzionario del Sismi,
ucciso a Baghdad in un posto di blocco di militari Usa dopo la liberazione
della giornalista Giuliana Sgrena. La presentazione ufficiale della
cartolina con ''la mia firma per Nicola'' e' in programma a Roma nei
prossimi giorni. All' iniziativa del coordinamento 'Riferimenti' partecipano
Giuliana Sgrena, Simona Torretta e Simona Pari, Salvatore Agliana,
Umberto Cupertino e Salvatore Stefio - ostaggi italiani rapiti e liberati
in Iraq -, ma hanno aderito personaggi del mondo dello spettacolo,
come Gigi Proietti e Carlo Freccero, esponenti della societa' civile,
''Un ponte per...'', la Cgil, e molti sindaci che hanno messo a disposizioni
le sedi delle biblioteche comunali cittadine per dare il massimo risalto
alla campagna. ''Siamo tutti parte lesa e abbiamo, quindi, il diritto
di pretendere verita' e giustizia per quella morte assurda'', e' stampato
sulla cartolina. Adriana Musella, presidente del Coordinamento, spiega:
''Dopo il deposito della perizia, secondo cui a sparare e' stata una
sola arma, l' opera di mobilitazione pubblica prosegue anche per sostenere
chi dovra' difendere la posizione italiana nell' inchiesta in corso.
Riponiamo fiducia e speranza nel presidente Ciampi. La voce di un
popolo unita intorno ai valori della verita' e della giustizia e'
una forza vincente. Tutelare la memoria di Nicola vuol dire tutelare
la dignita' di noi tutti''.
La
Provincia di Cosenza presenta “L’educazione alla sicurezza
stradale nelle scuole”
02/11 Giovedì 3 Novembre, alle ore 11,00, presso la Presidenza
della Provincia di Cosenza, in corso Telesio, verrà presentato
il “Progetto di Educazione alla Sicurezza Stradale”. Il
progetto, organizzato dall’Assessorato ai Trasporti della Provincia
di Cosenza, in collaborazione con lo studio di consulenza automobilistica
“Castellano” di Cosenza, è indirizzato agli alunni
della scuole elementari e medie. “Si tratta – spiega l’Assessore
ai Trasporti della Provincia, Giuseppe Gagliardi - di una sorta di
sperimentazione che interesserà dapprima undici istituti scolastici
distribuiti su tutto il territorio cosentino. L’educazione stradale
è uno strumento di fondamentale importanza anche per lo sviluppo
del comportamento individuale e di gruppo, ma, come tutte le attività
sociali, siamo convinti che sia necessario cominciare ad educare i
più giovani che saranno gli automobilisti di domani”.
Alla presentazione del progetto prenderanno parte, oltre l’Assessore
Gagliardi, il Presidente della Provincia, onorevole Mario Oliverio;
l’ingegnere Claudio Carravetta, responsabile Ufficio Trasporti
della Provincia; il dottor Riccardo Succurro, in rappresentanza dei
Dirigenti Scolastici; il comandante della Polizia Stradale di Cosenza,
Gianfranco Martorano.
Due
arresti a Corigliano
02/11 Due persone sono state arrestate dai carabinieri nel corso
di controlli compiuti nella zona di Corigliano Calabro. I due arrestati
sono accusati dei reati di violenza minaccia e resistenza a pubblico
ufficiale e danneggiamento.
Rapina
da 11mila euro all’ufficio postale di Mileto
02/11 Tre persone con il volto coperto da passamontagna hanno compiuto
una rapina nell'ufficio postale a Mileto. I tre, dopo aver minacciato
gli impiegati, si sono fatti consegnare il denaro custodito nelle
casse. Il bottino della rapina ammonterebbe ad oltre undicimila euro.
I rapinatori sono fuggiti a piedi facendo perdere le loro tracce.
L'episodio e' stato denunciato ai carabinieri che hanno avviato le
indagini.
La
Smeco potrebbe revocare i licenziamenti, tutto dipende da Provincia
e Regione
01/11 Il destino dei lavoratori della Smeco licenziati nei giorni
scorsi dipende dagli impegni che la Provincia di Cosenza e la Regione
Calabria riterranno di prendere con la societa' romana che, per conto
dell'Ato cosentina, gestisce gli impianti di depurazione delle acque
reflue. Quella assunta dalla Smeco e' stata, fanno capire i dirigenti
della societa', ''una decisione sofferta ma inevitabile''. Il licenziamento
di una diecina di lavoratori e' stato in pratica un atto dovuto in
presenza di una situazione insostenibile come quella in cui l'azienda
si e' venuta a trovare a causa dei mancati pagamenti sia da parte
dell'Ufficio per l'Emergenza Ambientale fino al maggio 2003 sia per
il periodo successivo da parte dell'Ato cosentina, a sua volta creditrice
nei confronti di molti Comuni. I dirigenti della Smeco fanno riferimento
alla situazione finanziaria della societa' che da anni sopporta, con
mezzi propri o ricorrendo al credito, il sistematico inadempimento
dell'Ato dei Committenti pubblici per far fronte comunque agli impegni
ed al pagamento degli stipendi, ma che ora non e' piu' in grado di
sostenere un onere del genere senza mettere a repentaglio la stessa
sopravvivenza della societa'. Il contratto con l'Ato di Cosenza, peraltro,
e' scaduto da dieci mesi e non e' stato ancora rinnovato, mentre il
credito della Smeco, nei confronti dell'autorita' dell'Ambito Territoriale
Ottimale e dell'Ufficio del Commissario per l'Emergenza Ambientale,
ammonta gia' ad oltre dieci milioni di euro. La insostenibilita' della
situazione e' da tempo nota anche ai sindacati che infatti hanno a
piu' riprese insistito affinche' la Provincia di Cosenza si attivasse
per effettuare i pagamenti alla Smeco al fine di scongiurare gli altrimenti
inevitabili licenziamenti; finora, pero', al di la' di assicurazioni
di massima e di promesse non si e' andati. Ora, forse, si apre uno
spiraglio per una soluzione positiva. I lavoratori della Smeco, infatti,
hanno avuto ieri un incontro col Presidente della Provincia di Cosenza
Oliverio ed hanno ottenuto che della vicenda si discuta anche con
i vertici della Regione Calabria. Per venerdi' prossimo e' stato fissato
a Catanzaro un incontro al quale, oltre ad Oliverio, ai rappresentanti
sindacali ed ai rappresentanti della Smeco, prenderanno parte anche
il Presidente della Regione, Agazio Loiero, e l'assessore regionale
all'Ambiente, Diego Tommasi. Se, attraverso una attenta analisi della
situazione ed una adeguata valutazione delle responsabilita', si riuscisse
ad arrivare a quella che appare la soluzione piu' logica e giusta,
prevedendo precisi impegni riguardo al pagamento dello scaduto ed
al puntuale mantenimento degli impegni per il futuro, la Smeco potrebbe
anche arrivare alla revoca dei licenziamenti adottati.
Omicidio
di Africo: Eseguito un fermo, ma si teme la faida
01/11
C'e' ottimismo negli ambienti investigativi e giudiziari in merito
agli sviluppi delle indagini sull'assassinio di Antonio Giorgi, il
giovane di 21 anni ucciso ieri mattina ad Africo Nuovo. Negli stessi
ambienti, pero', non si nasconde il rischio che l'assassinio di Giorgi
possa scatenare una faida all'interno della 'ndrangheta dalle conseguenze
imprevedibili. Quello di Giorgi, comunque, non sembra destinato a
diventare un omicidio insoluto come quasi tutti gli altri 25 accaduti
nell'ultimo anno nella Locride. Il fermo di Giuseppe Lucisano, di
22 anni, eseguito dai carabinieri della Compagnia di Bianco, indirizza
le indagini lungo una direzione precisa. L'ipotesi che viene seguita
dagli investigatori, infatti, e' che l'assassinio di Giorgi possa
rappresentare una reazione all'omicidio di Salvatore Favasuli, di
20 anni, ucciso il 6 gennaio scorso in contrada Palazzi di Casignana,
sempre nella Locride. L'assassinio di Favasuli potrebbe avere avuto
come movente una partita di droga non pagata. Un omicidio dopo il
quale le cosche della Locride si sarebbero accordate per bloccare
vendette e risposte incontrollate, anche per evitare che la Locride
possa essere oggetto di una vigilanza eccessiva, e quindi fastidiosa
per gli affari della cosche, da parte delle forze dell'ordine. Qualcosa,
pero', in questo senso non ha funzionato perche' qualcuno ha deciso
ugualmente di uccidere Giorgi. Una vendetta giunta a distanza di dieci
mesi dall'assassinio di Favasuli, sempre che il collegamento tra i
due omicidi risponda alla realta'. Un dato rilevante e' che Giuseppe
Lucisano sarebbe stato legato da rapporti di amicizia con Favasuli.
Il giovane fermato, tra l'altro, e' il proprietario della moto a bordo
della quale viaggiavano due delle persone che hanno eseguito l'agguato
contro Giorgi. Il mezzo aveva la targa contraffatta, ma i carabinieri,
attraverso il numero di telaio, sono riusciti ugualmente a risalire
all'identita' del proprietario. L'abbandono da parte degli assassini
sul luogo dell'omicidio della moto utilizzata per compiere l'agguato
ha rappresentato per gli assassini il classico imprevisto. Una circostanza
che e' dipesa dalla reazione di Giorgi, che ha speronato, con la sua
auto, la moto con a bordo i due assassini facendoli cadere e costringendoli
a lasciare sul posto il mezzo. E' a questo punto che sarebbero entrate
in azione altre tre persone che viaggiavano, pronte a intervenire,
a bordo di un automobile. Giorgi, che nel frattempo era sceso dalla
sua Mercedes classe A per cercare scampo a piedi, e' stato cosi' raggiunto
e ucciso con alcuni colpi di pistola. I carabinieri non escludono
che Giuseppe Lucisano possa avere partecipato all'esecuzione dell'omicidio.
Sarebbe stato lui, infatti, una delle due persone che viaggiavano
a bordo della moto. Preso lui, i carabinieri non escludono di potere
giungere presto all'identificazione dell'intero gruppo di fuoco. ''La
risposta giudiziaria all'efferato assassinio di Antonio Giorgi - ha
detto Francesco Mollace, il sostituto procuratore della Repubblica
di Reggio Calabria che sta conducendo l'inchiesta sull'omicidio -
arrivera' a breve e sara' una risposta estremamente determinata''.
Intanto la Locride, dopo l'assassinio il 16 ottobre scorso del vicepresidente
del Consiglio regionale, Francesco Fortugno, e quello di Antonio Giorgi,
ripiomba nella paura di una nuova ''guerra di mafia'', in una situazione
sempre piu' incontrollabile
Omicido
Fortugno: Si indaga tra le carte di Fortugno.
Adamo: “Lo Stato sia parte civile nei
processi per mafia”
Traffico
di rientro da Ognissanti regolare sulla A3
01/11 Primo pomeriggio della festa di Ognissanti e il traffico su
strade e autostrade comincia a intensificarsi in direzione delle grandi
citta'. Gli italiani che, in auto, si sono spostati a milioni verso
le localita' d'origine per portare un omaggio ai propri cari scomparsi,
nonche' quelli che hanno raggiunto localita' turistiche per cogliere
l'occasione di uno degli ultimi ponti dell'anno, stanno tornando verso
casa. Al nord il rientro e' in qualche modo ostacolato dalla pioggia,
ed anche i tanti cantieri di lavoro sulle autostrade stanno ostacolando
il viaggio di ritorno. Sulla A-15 Parma-La Spezia in direzione di
Parma, infatti, si registra la coda piu' lunga dovuta non al traffico
di rientro, ma proprio ai lavori in corso: 12 chilometri. Sulla A-1
tra Rioveggio e Sassomarconi, in direzione nord, le auto sono incolonnate
per 8 chilometri a causa di un incidente. Puro traffico di rientro,
invece, su tutte le direttrici che portano a Roma: vetture a passo
d'uomo sull'Autosole tra Ponzano Romano e la diramazione di Roma nord,
auto in colonna dallo svincolo di Valmontone alla barriera di Roma-sud
e code anche a quella di Roma-est. Circolazione caotica pure in direzione
delle citta' del nord: traffico molto intenso si registra infatti
intorno a Genova sulla A-12 tra Chiavari e Nervi; rallentamenti in
direzione di Firenze tra Valdichiana e Arezzo e code sulla A-1 tra
Incisa e Firenze nord verso Bologna. Traffico praticamente inesistente
invece al sud, come anche quello di ritorno dalle mete marine particolarmente
gettonate durante l'estate: tempi di percorrenza assolutamente normali
sulla A-14 Adriatica e sulla Salerno-Reggio Calabria. In serata solo
il trafficovero le grandi città ha registrato un considerevole
aumento.
Cinque
auto incendiate nel vibonese
01/11 Cinque automezzi sono stati incendiati, in tempi diversi, nel
corso della notte nel Vibonese. I roghi, sulla cui natura indagano
i carabinieri si sono verificati a Vibo, Ricadi, Tropea e Filadelfia
e hanno impegnato due squadre dei Vigili del fuoco di Vibo. In citta'
le fiamme hanno distrutto una Fiat Tempra di proprieta' di una donna,
A.C del posto. A Ricadi, localita' Santa Maria di Capo Vaticano, sono
state date alle fiamme un autoveicolo Fiat Scudo e una Fiat Panda,
il primo intestato ad una donna G.N. 32 anni del posto, titolare di
un albergo nel cui cortile le due auto si trovavano parcheggiate e
l' auto intestata al marito A.C. pure lui residente a Ricadi. A Tropea
e' stata incendiata una Golf di proprieta' di D.A. 27 anni del posto
mentre a Montesoro di Filadelfia, le fiamme si sono sviluppate a bordo
di una Mercedes. Tutti i mezzi tranne la Fiat Panda sono stati distrutti
Incendiata
uan rivendita di fiori a Corigliano
01/11 Un container in vetro resina adibito a rivendita di fiori e'
stato incendiato nella notte da sconosciuti a Corigliano Calabro.
Nella struttura e' stato cosparso un ingente quantita' di liquido
infiammabile e poi incendiata. Le fiamme, che hanno provocato ingenti
danni, sono state spente dai vigili del fuoco. L'episodio e' stato
denunciato ai carabinieri che hanno avviato le indagini
Quattro
minori denunciati per furto e ricettazione a Bisignano e Cerisano
01/11 Quattro minori sono stati denunciati a piede libero dai carabinieri,
nel Cosentino, nel corso di alcuni servizi per il controllo del territorio.
A Bisignano sono stati denunciati due minori accusati di furto aggravato
e ricettazione. La stessa accusa grava su due giovani di Cerisano,
fermati e denunciati a piede libero dai militari della locale stazione.
I due avrebbero compiuto un furto in un'abitazione e tentato di vendere
la refurtiva. Duole notare che aumentano i reati commessi da minori
Ieri sera, infatti, a Cassano Ionio, sempre i carabinieri, avevano
arrestato un quindicenne sorpreso a vendere alcune dosi di eroina.
Due
persone denunciate per hascisc a San Lorenzo del Vallo
01/11 Due persone sono state denunciate a piede libero dai Carabinieri
del Nucleo Operativo Radio Mobile di San marco Argentano. I due dopo
un controllo sono stati trovati in possesso di un pezzo di 20 grammi
di hascisc.
Un
altro incidente mortale sulla 107 vicino Arcavacata
31/10
Ancora un incidente mortale sulla 107 Paola-Crotone nel tratto tra
i due svincoli di Arcavacata. Un incidente mortale come quello che
la settimana scorsa ha stroncato la vita di un’altra persona.
Questa volta , purtroppo, è toccato ad un impiegato del genio
civile di Cosenza, Gaetano Sergi, di 57 anni, di San Fili. L’uomo
è morto sul colpo. Sergi era alla guida di una Fiat Punto che,
per cause in corso d' accertamento, si e' scontrata frontalmente con
un autocarro, il conducente del quale e' rimasto illeso. Sul luogo
dell' incidente si sono recati i vigili del fuoco che hanno dovuto
lavorare per circa venti minuti per estrarre il corpo dell’uomo
dalle lamiere accartocciate dell’auto. Sul posto è intervenuta
una pattuglia della polizia stradale e i sanitari del 118. Ai medici,
purtroppo, non è rimasto altro da fare che constatare il decesso
dell’uomo. In questo tratto sono purtroppo molto frequenti gli
incidenti, per via della serie di passaggi trasversali che costeggiano
la 107 in questo punto. Un percorso quasi cittadino che sui suoi lati
presenta diversi centri commerciali e distributori di benzina nonché
uffici. Inoltre in questo tratto sboccano diversi automezzi pesanti
provenienti dai numerosi depositi siti nella zona industriale di Cutura
e molte volte, o per distrazione o per cattiva visibilità,
l’incidente è quasi quotidiano. Il percorso andrebbe
sottoposto a norme più severe di transito con soluzioni che
possano rallentarne il traffico.
Sei
ore di audizioni per la commissione del CSM.
Rognoni: “A Reggio ci sono ombre e luci”. Tutti
i veleni della Giustizia Calabrese
La
locride peggio del Far West: Oggi ad
Africo il 26° delitto.
Omicido
Fortugno: Si indaga sulla sanità. Fortugno
stava contrastando interessi “importanti”. De Sena.
“Riflettori dello Stato sempre accesi
sulla Calabria”. Anna e Giuseppe Fortugno ai giovani:
"siamo con voi"
I
lavoratori del bacino del Pollino in stato di agitazione
31/10 I circa 400 lavoratori idraulico forestali del bacino del Pollino
hanno dichiarato lo stato d' agitazione per protestare contro il mancato
pagamento delle mensilita' di settembre, ottobre e degli arretrati
contrattuali dell' anno scorso. Una delegazione dei lavoratori, accompagnata
dal segretario comprensoriale della Flai Cgil, Vincenzo Laurito, ha
inscenato una manifestazione di protesta presso l' ufficio sub provinciale
dell' Afor di Castrovillari. Una delegazione dei lavoratori e' stata
ricevuta. Il segretario comprensoriale della Flai Cgil e la delegazione
dei lavoratori sono stati ricevuti dal geometra Giovanni Morano, capo
ufficio della struttura Afor della citta' del Pollino''. Morano, nel
prendere atto dei motivi della protesta dei lavoratori, ha dichiarato
che ''l' ufficio Afor di Castrovillari non ha alcuna responsabilita'
per il mancato pagamento non avendo ricevuto alcun accredito da parte
della Regione Calabria''. ''Come Flai Cgil - ha dichiarato il segretario
comprensoriale Vincenzo Laurito - invitiamo l' ufficio regionale dell'
Afor, che e' l' unico abilitato a erogare le spettanze ai lavoratori,
di attivarsi tempestivamente, senza ulteriori ritardi e indugi, al
pagamento delle mensilita' di settembre, ottobre e degli arretrati
contrattuali riferiti all' anno scorso. Se cio' non avverra' nei prossimi
giorni, i lavoratori daranno vita a forme di lotte piu' eclatanti''
Immobile
di Castrovillari confiscato ospiterà la Protezione Civile
31/10 L'amministrazione comunale di Castrovillari ha ottenuto dalla
Regione Calabria un finanziamento di centoventisettemila euro per
la ristrutturazione di un edificio di contrada Galluccio, confiscato
in base alla normativa antimafia concesso al Comune di Castrovillari,
che lo adoperera' per accogliere le associazione di volontariato di
protezione civile. Lo hanno reso noto con un comunicato gli assessori
Eugenio Salerno e Mario Innocenzo Rummolo i quali sottolineano la
portata della nuova acquisizione "che sicuramente sara' una ulteriore
occasione per strutturare al meglio il Centro di protezione civile
che ha sede in citta'". Intanto l'associazione onlus di protezione
civile Lipambiente, che sta presidiando giorno e notte la zona del
rione Civita di Castrovillari, in cui lunedi' pomeriggio e' crollata
un'ala del vecchio e disabitato palazzo Gesualdi, di proprieta' dell'Aterp,
sta vigilando, con un altro gruppo, la sede del centro operativo misto
di protezione civile di Cammarata dove l'Amministrazione municipale
ha trasportato le sofisticate apparecchiature multimediali inviate
dalla Regione Calabria per strutturare il presidio e necessarie per
seguire e prevenire eventuali fenomeni nonche' supportare l'azione
di coordino e di concertazione degli ipotizzabili interventi da programmare
tra organismi, istituzioni e uomini. "L'associazione , guidata
da Cosimo Covelli, e' stata l'unica - ricordano gli assessori - tra
le tre presenti sul territorio e contattate dall'amministrazione comunale,
a mettersi a disposizione, mentre si stanno per avviare a conclusione
i lavori, riguardanti la ultimazione e sistemazione della sede. Un
dato - hanno dichiarato gli amministratori - che ci inorgoglisce,
rende merito al sodalizio e ribadisce il ruolo che ha sempre voluto
svolgere questa "onlus" nei confronti della citta', a tutela
del territorio, dell'ambiente e delle popolazioni". Lipambiente
ha circa duecento soci, di cui sessanta operativi, pronti ad intervenire
in caso di emergenza e formata da volontari e da un gruppo cinofilo
da soccorso, con cani addestrati per la ricerca di persone in superficie
e sotto le macerie.
Il
cadavere di un agente di Ps in pensione ritrovato lungo la linea ferroviaria
tra Amantea e Longobardi
31/10 Il cadavere di un agente della Polizia di Stato in pensione,
Michelangelo Macri', di 89 anni. e' stato trovato nei pressi dei binari
della linea tirrenica tra le stazioni di Amantea e Longobardi, lungo
la tratta del tirreno cosentino. A causa del ritrovamento il traffico
ferroviario e' stato interrotto per alcune ore. Sul luogo dell’incidente
sono stati svolti degli accertamenti degli agenti della polizia ferroviaria
che hanno cercato di individuare le cause della morte. L'uomo, secondo
quanto si e' appreso, potrebbe essere caduto da un treno in transito
sulla linea. Su una mano del pensionato, infatti, gli agenti della
polizia ferroviaria hanno trovato tracce di grasso. Inoltre Macri',
che viveva a Roma, era in possesso di un biglietto ferroviario per
Gioiosa Jonica, nel Reggino
Due
discariche abusive sequestrate a Cassano
31/10 La Guardia di finanza ha sequestrato a Cassano allo Ionio due
aree sulle quali erano state realizzate altrettante discariche abusive.
Le due aree in cui erano state realizzate le discariche, per un' estensione
di circa duemila metri quadri, sono ubicate nei pressi del torrente
Raganello. Nelle discariche erano stati abbandonati rifiuti di ogni
genere, tra cui eternit e materiale ferroso (lavanderie, frigoriferi,
carcasse di auto) e plastico. Un' informativa di reato in relazione
alla scoperta delle due discariche e' stata presentata alla Procura
della Repubblica di Castrovillari.
Racket
delle estorsioni: Due capannoni incendiati e distrutti a Pianopoli
31/10 Persone non identificate stasera a Pianopoli, il contrada Malaspina,
hanno compiuto un attentato incendiario contro due capannoni di proprieta'
di un imprenditore del settore del legno. I due capannoni, che sono
andati distrutti, erano adibiti uno a segheria e l' altro a laboratorio.
I vigili del fuoco sono ancora impegnati nell' opera di spegnimento
delle fiamme. I danni ammontano ad alcune centinaia di migliaia di
euro. Per le indagini sul posto si sono recati gli agenti del commissariato
di Lamezia Terme della polizia di Stato. L' ipotesi considerata piu'
attendibile e' che l' incendio sia opera del racket delle estorsioni,
particolarmente attivo a Lamezia Terme e in tutto il lametino.
Pacco
bomba lasciato davanti un negozio di lamezia
31/10 Intorno alle 8.30 di questa mattina un involucro sospetto ha
attirato l' attenzione di un passante che ha avvisato i carabinieri.
Era posizionato davanti alla saracinesca di un negozio di articoli
sportivi di Viale Stazione a Nicastro. Sul posto sono intervenuti
sia i carabinieri che i vigili urbani che hanno immediatamente allertato
gli artificieri di Cosenza. Una volta arrivati gli artificieri hanno
aperto il pacchetto che era completamente nastrato. All' interno c'
era un contenitore di vetro con dentro benzina e proiettili. Sull'
episodio hanno avviato indagini i carabinieri della Compagnia di Lamezia.
Atti
vandalici al teatro Grandinetti di Lamezia: presi gli autori, sono
sei minorenni.
31/10 Sei giovani, tutti minorenni, sono stati denunciati in stato
di liberta' dalla Polizia di Stato, con l' accusa di essere i responsabili
degli atti vandalici compiuti nella notte tra sabato e domenica scorsi
a Lamezia Terme all' interno del Teatro Grandinetti. I vandali, tra
l' altro, avevano danneggiato alcune poltrone, riversandovi il contenuto
di un estintore, distrutto alcune sedie e strappato un tendone. All'
identificazione dei sei minori, il personale del Commissariato di
Lamezia e' giunto dopo avere trovato all' interno del teatro un portafogli
appartenente ad uno dei giovani responsabili degli atti vandalici.
Dopo che la Polizia l' ha individuato e bloccato, il ragazzo ha ammesso
le proprie responsabilita' rivelando anche l' identita' dei suoi complici.
Il questore di Catanzaro, Romolo Panico, che ha diretto l' attivita'
d' indagine che ha portato all' identificazione dei sei minori, ha
rilevato come i ''danneggiamenti nel Teatro Grandinetti siano stati
soltanto il frutto di una bravata. Nessun movente politico, dunque,
alla base del gesto. Troppe volte, quando si verificano danneggiamenti
ed intimidazioni a Lamezia Terme, si crea un allarme ingiustificato
in relazione a possibili moventi politici che, almeno in alcuni casi,
invece, non hanno ragione di esistere''.
Un
rumeno tenta il suicidio gettandosi dal Municipio di Acri. Gravi le
sue condizoni
31/10
Un cittadino straniero di nazionalita' rumena, Cristian Irasoc, di
35 anni ha tentato il suicidio lanciandosi dalla terrazza del municipio
ad Acri. L'uomo e' stato soccorso ed accompagnato nell'ospedale di
Cosenza dove e' stato ricoverato. L’uomo, che versa in gravi
condizioni ha subito la frattura della base cranica. Disperate le
sue condizioni di salute. Il paese dei Acri è letteralmente
sconvolto dall’accaduto e il Sindaco, rimasto scosso dall’insano
gesto, ha chisto ai carabinieri che stanno conducendo le indagini
di chiarire quanto prima i motivi dell’insano gesto. I militari,
infatti, sono intervenuti per ricostruire la dinamica ed il movente
del tentato suicidio. A terra sono rimasti, sotto il muraglione del
municipio, da dove si è lanciato, macchie di sangue coperte
dalle foglie e le scarpe del rumeno. L’uomo faceva l’operai.
Si ignorano le cause del gesto.
Otto
cacciatori di cinghiale nel Parco della Sila denunciati per bracconaggio
31/10 Otto cacciatori impegnati in una battuta di caccia al cinghiale
all' interno del Parco nazionale della Sila sono stati denunciati
dagli agenti del Comando provinciale del Corpo forestale dello Stato
di Cosenza per il reato di introduzione di armi e attivita' venatoria
illegale all' interno di una area protetta. Sequestrati anche sette
fucili da caccia calibro 12, una carabina e 160 cartucce di vario
tipo. L' operazione e' stata fatta nell' ambito di una serie di controlli
mirati alla prevenzione ed alla repressione del fenomeno del bracconaggio.
Gli agenti, dopo avere circoscritto il territorio di San Giovanni
in Fiore, sono entrati in azione bloccando la squadra di cacciatori,
in gran parte provenienti da Luzzi.
Incidente
sulla 107 vicino San Giovanni: due feriti
31/10 Ci sono stati rallentamenti alla circolazione stradale, segnalati
dalla polizia, sulla strada statale 107, nei pressi di San Giovanni
in Fiore. La causa: un incidente stradale nel quale sono rimaste ferite
due persone. Nello scontro sono rimasti coinvolti tre camion ed un
fuoristrada. Sul luogo oltre alla Polstrada sono intervenuti gli agenti
dei i vigili del fuoco che hanno liberato l’importante arteria
di scorrimento.
A
Cassano, spacciava eroina a soli 15 anni: fermato.
31/10 Oggi pomeriggio i carabinieri della Tenenza di Cassano Ionio
hanno arrestato in flagranza di reato per detenzione di sostanze stupefacenti
ai fini dello spaccio N. C. di appena 15 anni, residente a Cassano.
Un fatto davvero gravissimo. Il minorenne alla vista dei militari
ha subito cercato di disfarsi di un involucro, che e' stato successivamente
recuperato dai carabinieri. Il pacchetto conteneva 9 grammi di eroina.
La droga e' stata sequestrata, mentre il quindicenne e' stato trasferito
al Centro di prima accoglienza di Catanzaro, a disposizione dell'autorita'
giudiziaria.
Brevi
di Cronaca da Tortora, Paola e San Giorgio Albanese
31/10 I carabinieri del nucleo operativo di Tortora, in provincia
di Cosenza, hanno arrestato un clandestino, cittadino algerino, perche'
illegalmente presente nel territorio italiano. Inoltre l'extracomunitario
e' stato denunciato a piede libero per ricettazione e violazione norme
sul diritto d'autore essendo stato trovato in possesso di 167 Dvd
e 96 Cd privi del contrassegno Siae. A Paola una persona, che non
e' stata identificata, ha sparato sette colpi d'arma da fuoco contro
un giovane di 23 anni, Sante Mantuano, conosciuto dalle forze dell’ordine,
il quale, pero', non e' stato ferito. L'episodio e' accaduto nel corso
di un litigio avvenuto tra i due alla periferia della cittadina tirrenica
cosentina. Il giovane quando si e' accorto che il rivale era armato
e' riuscito a nascondersi evitando i colpi di pistola. Sul luogo del
litigio sono intervenuti i carabinieri che hanno avviato le indagini.
A San Giorgio Albanese un incendio si e' sviluppato nell'abitazione
di un pensionato di 72 anni. Le fiamme sono state provocate dal malfunzionamento
di una stufa a gas. L'incendio e' stato spento