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Alimentazione e Gastronomia

 

Giovedì a Cosenza la presentazione del “Golosario 2008”

22/01 Saranno presentati giovedì 24 gennaio a Cosenza, alla presenza dell'autore, il libro "Adesso, 366 giorni da vivere con gusto" e l'edizione 2008 de "Il Golosario" di Paolo Massobrio, fondatore del movimento di consumatori Papillon che ha 50 sedi seimila soci in tutta l'Italia. All'incontro, promosso dal Club di Papillon della Calabria, parteciperanno oltre al presidente dell'organismo calabrese, Francesco Saliceti; Pietro Molinaro, presidente Coldiretti Calabria; Aurelio Garritano, sindaco di Longobardi; Pietro Rende, commissario Camera di Commercio Industria Agricoltura e Artigianato di Cosenza; Gerardo Mario Oliverio, presidente della Provincia di Cosenza. Le conclusioni saranno tratte da mons. Salvatore Nunnari, arcivescovo metropolita di Cosenza-Bisignano. "Il volume di 500 pagine scritto per riportare il gusto dentro la famiglia italiana - è detto in un comunicato - è in distribuzione per i tipi di Comunica Edizioni; libro di lusso, con belle immagini e quadri d'autore, segue la scansione quotidiana di un'agenda, dove ogni giorno vengono pubblicate 'pillole' conoscitive per stare bene in famiglia e nella propria casa. Insomma, un vero e proprio scrigno di informazioni, curiosità e segreti che ruotano intorno alla casa, alla cucina, al vivere insieme e ricorda, con i suoi consigli, l'inestimabile valore della saggezza di un tempo quando la vita familiare era vissuta con un'altra attenzione e i ritmi erano meno frenetici di oggi". "Siamo nell'epoca di internet - sostiene Massobrio - abbiamo accesso a tutte le informazioni possibili e immaginabili e sembra di conoscere meno che nel Medioevo. E il tempo sfugge via. Soprattutto il 'nostro tempo' dedicato alla famiglia, dove spesso manca quella solennità antica che attorno alla tavola e, al posto a tavola, diventava educazione". Nell'occasione sarà presentata anche la decima edizione de Il Golosario, guida alle mille e più ghiottonerie, ai vini, ai negozi, alle boutique del gusto, a enoteche, cantine e ai 320 ristoranti migliori dello Stivale firmato da Paolo Massobrio. La Calabria è presente sul Golosario con: 71 artigiani del gusto, 25 cantine, 23 oleifici, 17 ristoranti e ben 140 botteghe e boutique del gusto.

A Parma la settimana della cucina calabrese

28/11 Vini Cirò e non solo superstar in occasione della Terza settimana della Cucina calabrese a Parma. Cene, esposizione e degustazione di prodotti tipici calabresi nella sede della Camera di commercio parmigiana hanno fatto da cornice ad un'iniziativa sul tema "I Grandi Vini di Calabria e il futuro delle Strade dei Vini". Alla manifestazione enogastronomica e culturale, promossa dai Calabresi di Parma, associazione presieduta da Raffaele D'Angelo, hanno partecipato, tra gli altri, il prof. Cesare Pitto dell'Università della Calabria; Pino Bonessi, presidente della Strada dei vini e dei saperi di Melissa e Cirò e sindaco di Melissa; Carlo Schianchi, presidente della Strada dei vini e dei sapori dei Colli di Parma e delle strade dei Vini dell'Emilia Romagna; l'assessore alle Attività produttive della Provincia di Crotone, Carlo Colucci e Donato Troiano, direttore della rivista Informacibo. Le cene a base di pietanze calabresi sono state preparate dagli chef Raffaele Fragale, docente di cucina nell'Istituto alberghiero di Salsomaggio Terme e di Antonio Abbruzzino, pluripremiato in concorsi internazionali e presidente regionale dell'Associazione professionale cuochi italiani. L'assessore Colucci, nel corso della manifestazione ha consegnato al presidente della Camera di Commercio di Parma, il primo riconoscimento "Amici della Cucina Calabrese a Parma" che consiste in un'opera "vinarello" preparata dall'artista crotonese Agostino Russo. Il soggetto riprodotto ha raffigurato la locandina. "Bisogna insistere molto su questo tipo di iniziative - ha affermato Colucci tirando le somme dell'iniziativa - per rafforzare i legami con la realtà di Parma soprattutto in ragione dell'importanza che la città e la provincia rivestono nel settore alimentare all'interno del quale la Calabria e i crotonese hanno molte carte da giocare". Spazi importanti, nell'ambito della manifestazione, sono stati dedicati alla solidarietà. In particolare sono stati venduti circa 700 chilogrammi di clementine offerte dal Consorzio Igp Calabria. Il ricavato della vendita è stato devoluto interamente all'Associazione Disabilità da Malattie Neurologiche dello Jonio (Admanj) che è stata presente con un proprio stand. La manifestazione calabrese in terra parmigiana ha ottenuto contributi e patrocini oltre che dall'Assessorato alle Attività produttive della Provincia di Crotone, dall'Assessorato all'Agricoltura della Regione Calabria e dal Comune di Melissa.

Delegazioni estere al Wine Days 2007

06/06 Assume anche un carattere internazionale l'evento "Calabria Wine Days '07'' che si svolgerà a Lamezia dal 9 all' 11 giugno prossimi. Ci saranno, infatti, delegazioni estere - dalla Danimarca, dalla Macedonia, dalla Tessaglia e dalla Bulgaria - alla tre giorni dedicata alla conoscenza del patrimonio enologico e degli itinerari del turismo del vino in Calabria. Tra venerdì pomeriggio e sabato mattina arriveranno a Lamezia Terme un gruppo di operatori danesi (importatori di vini e prodotti enogastronomici) e alcuni rappresentanti di Camere di commercio greche e bulgare provenienti da Florina (Macedonia Occidentale), Karditsa (Tessaglia) e Vratsa (Bulgaria). Ad accoglierli il presidente regionale dei sommelier-Ais, Gennaro Convertini; il presidente dell' Ordine regionale dei giornalisti, Giuseppe Soluri; il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, e l'assessore regionale al Turismo e vicepresidente della Giunta, Nicola Adamo. "Gli ospiti stranieri - è detto in un comunicato - parteciperanno sabato mattina al convegno sul turismo enologico, a cura dei parlamentari dell' associazione Luigi Veronelli e, soprattutto, tra sabato e lunedì, al susseguirsi di degustazioni guidate, banchi d'assaggio libero, visite alla scoperta di vigneti e cantine organizzati dall' Associazione sommeliers Calabria insieme al Comune di Lamezia Terme, in collaborazione con l'Assessorato regionale al Turismo, l' Ordine regionale dei giornalisti calabresi e il sostegno dell'Unione regionale delle Camere di commercio. Saranno tre giorni tutti da degustare, dunque, ma anche occasione per un confronto non solo locale sui risultati delle attività intraprese e sui nuovi progetti, sulla qualità raggiunta dall' enologia regionale, sugli affascinanti percorsi di un appropriato turismo enologico e gastronomico. Per tre giorni Lamezia sarà 'VinoCity', capitale del buon vino, del turismo enologico e di tutto quello che ruota intorno a questa eccezionale bevanda legata, come nessun'altra, alla cultura e al territorio con le sue peculiari identità". "La scelta di Lamezia Terme per il Calabria Wine Days - ha detto il sindaco Speranza - conferma l'impegno per la qualificazione e la valorizzazione dell'enologia locale. Oltre la sua centralità, Lamezia si fregia, infatti, di un' importante, 'storica' Denominazione d'Origine Controllata e vanta vini straordinari e un ricco paniere di produzioni tipiche". "Non solo degustazioni e assaggi di magnifici bianchi, rossi, rosati e passiti calabresi - prosegue il comunicato -: l'evento Calabria Wine Days '07 mira dichiaratamente a mettere in luce la qualita' del vigneto-Calabria rendendone partecipi innanzitutto il mondo dell' informazione, gli stessi sommelier calabresi, il mondo della ristorazione e della ricettività alberghiera e una selezionata schiera di invitati appartenenti al mondo della cultura, dell' imprenditoria e della politica".

Al Calabria Wine Day il top della produzione regionale vinicola

04/06 Iniziativa mirata alla conoscenza del patrimonio enologico e degli itinerari calabresi del turismo del vino ma anche workshop e "salone" del panorama regionale. Sarà una tre giorni interamente dedicata ai buoni i vini calabresi il "Calabria Wine Days '07'' in programma a Lamezia il 9, 10 e 11 giugno prossimi. La manifestazione, giunta alla seconda edizione, è promossa dall'Associazione Italiana Sommeliers della Calabria e dal Comune di Lamezia Terme in collaborazione con l'Ordine regionale dei Giornalisti, con l'Assessorato regionale al Turismo e l'Associazione interparlamentare "Luigi Veronelli" e col contributo dell'Unione regionale delle Camere di Commercio. Un appuntamento importante, il "Calabria Wine Days '07'' e l' opportunità per gli appassionati di incontrare e conoscere da vicino i migliori produttori di tutta la regione: dai grandi nomi del Cirotano e del Lametino, alle "storiche" cantine delle province di Cosenza e Reggio, alle aziende emergenti, guidate per lo più da giovani e donne, sicure promesse dell' enologia meridionale. "La tre giorni lametina - è scritto in un comunicato degl organizzatori - vedrà protagonisti assoluti i vini dal Pollino allo Stretto: bianchi, rossi, rosati e passiti che sempre più stanno guadagnando credibilità e considerazione anche fuori dai confini nazionali. Ma in primo piano ci saranno anche la terra, il paesaggio e i vigneti e, con le loro storie, uomini e donne del mondo enologico regionale e i sommelier di tutte e cinque le province". L' evento prenderà il via sabato 9 mattina col convegno nazionale "Turismo del vino-Percorsi enogastronomici in Calabria", a cura dell'Associazione interparlamentare "Luigi Veronelli", mentre domenica 10, nel pomeriggio si aprirà il grande festival dei banchi d'assaggio e si svolgeranno degustazioni guidate dagli esperti dell' Associazione italiana sommeliers (Ais). Da non perdere la degustazione dei più pregiati vini calabresi, ai primi posti delle top list nazionali ed estere. Quella di domenica pomeriggio - dalle 18.00 fino a tarda serata - sarà un' autentica kermesse, con centinaia di calici alzati per un grande brindisi collettivo allietato da intrattenimenti musicali.

Fino al 2 giugno negli autogrill la promozione del peperoncino

24/05 Si conclude il 2 giugno in tutti gli Autogrill d' Italia la promozione "Aglio, olio e peperoncino" promossa dall' Accademia Italiana del peperoncino. Le specialità di Calabria, in esposizione per un mese, stanno riscuotendo un grosso successo fra le migliaia di visitatori in sosta negli oltre 200 Autogrill italiani. Novità assoluta, è scritto in un comunicato, è la "crema di aglio" creata appositamente dall' azienda Paradiso dei golosi di Buonvicino e una confezione per preparare gli spaghetti aglio, olio e peperoncino, creazione dei Magnifici del Mezzogiorno di Santa Maria del Cedro. "Si tratta di una splendida iniziativa - ha detto il presidente dell' Accademia, Enzo Monaco - che consolida la collaborazione con Autogrill e apre la strada ad altre interessanti iniziative in preparazione per la prossima estate quando i turisti in giro negli Autogrill saranno più di trenta milioni". E' stata confermata, tra le altre, l' iniziativa "Amore piccante" da metà agosto al 10 settembre con la promozione del Peperoncino Festival che quest' anno festeggia il quindicesimo compleanno.

Gran festa del pane ad Altomonte

02/05 Degustazioni, forni aperti, promozione turistica ed enogastronomia. Queste le caratteristiche della "Gran festa del pane", organizzata dal Comune di Altomonte in collaborazione con la Regione e la Provincia, in programma ad Altomonte dal 24 al 27 maggio prossimi, che è stata presentata stamani a Cosenza. Alla conferenza hanno partecipato il vicepresidente e assessore al Turismo della Regione, Nicola Adamo; il presidente della Provincia, Mario Oliverio; il sindaco e l'assessore al Turismo del Comune di Altomonte, Gianpietro Coppola e Vincenzo Barbieri; l'amministratore delegato Gal Vallecrati, Valeria Fagiani. "La mia presenza qui oggi - ha detto Nicola Adamo - vuole testimoniare un'assunzione di responsabilità perché è attraverso la concertazione che è possibile promuovere forme di turismo integrato. Si tratta di un'iniziativa importante e ghiotta per lo sviluppo del nostro territorio. Dobbiamo superare la logica della settorialità e della segmentazione turistica, cercando di saper intercettare le esigenze dei turisti. Siamo una regione di sole, mare e monti, ma dobbiamo essere in grado di rendere competitiva la nostra offerta turistica, lavorando sulla specificità. Il pane può essere presentato come settore attrattivo non solo per la laboriosità sia industriale che regionale, ma soprattutto perché è fonte di informazioni storico-culturali importanti. Dobbiamo puntare sull'internazionalizzazione dei nostri prodotti cercando di essere sempre all'avanguardia, coniugando il locale con il globale". L'assessore Barbieri presentando il programma della manifestazione ha sottolineato che la "finalità è quella di far diventare l'enogastronomia attrattiva turistica che vuole diventare volano di tante altre iniziative". Per il presidente Oliverio "la Festa del pane di Altomonte ha un valore enorme soprattutto per la promozione turistica. Il pane è il simbolo della dieta mediterranea. Nell'era della globalizzazione è fondamentale fare leva sulla peculiarità, diffondendo una cultura della qualità". "Altomonte - ha detto il sindaco - vuole rappresentare l'eccellenza nel settore turistico coinvolgendo tutto il territorio e soprattutto avvicinando i giovani alla cultura attraverso la riscoperta di una sana alimentazione".

A Buonvicino iniziative per una sana alimentazione

26/04 Iniziative in favore dell'educazione al movimento, alla sana alimentazione, ed agli stili di vita salutari sono in corso nelle scuole di Buonvicino durante attività integrative ed extrascolastiche. L'iniziativa é stata promossa dalla locale Pro Loco in collaborazione con l'Assessorato alla Pubblica Istruzione della Regione Calabria, con il Comune di Buonvicino e con l'Istituto comprensivo. "Tutte le attività - ha detto la Presidente della Pro Loco, Antonella Biondi - sono finalizzate ad individuare le migliori strategie per coinvolgere i bambini nell'approfondire le tematiche relative all'alimentazione e al movimento da molteplici punti di vista per stimolare la creatività nei bambini, per individuare azioni e programmi finalizzati a contrastare concretamente lo sviluppo dell'obesità anche attraverso la visita di un nutrizionista a scuola. Il nostro intendo è fornire al mondo della scuola un contributo propositivo sui temi dell'educazione al movimento e alla sana alimentazione intesi come aspetti essenziali per la pratica responsabile di stili di vita salutari". Inoltre, per fine anno scolastico, sono previste due giornate rappresentative. Sport-cultura e salute chiuderà il percorso con una giornata presso il campo sportivo con la partecipazione di altre scuole del comprensorio. Per la proiezione del Corto a scuola, l'inaugurazione del Mosaico e il concerto di musica è prevista, alla chiusura dei lavori, una giornata in piazza.

Successo dei prodotti cosentini alla Foodex di Tokyo

14/03 Stanno riscuotendo l' auspicato interesse i prodotti cosentini che in questi giorni sono al Foodex 2007 di Tokyo, una delle più importanti fiere alimentari dell' Estremo Oriente. Lo ha comunicato con una e-mail all' assessore Maria Rosa Vuono la dottoressa Ida Parise agente export esperta in internazionalizzazione, che ha anche trasmesso i saluti e gli apprezzamenti dell' assessore Mario Pirillo. "I prodotti - ha scritto la Parise - hanno trovato estimatori interessati all' acquisto diretto e all' intermediazione con la distribuzione. Nei giorni prossimi ci attendono il momento della degustazione, la presentazione pubblica e l' incontro con gli interlocutori più significativi". Ricordiamo che nel "paniere cosentino" di imprese e prodotti tipici, portati a Tokyo per iniziativa del Comune di Cosenza, in collaborazione con Assindustria, figurano l' olio extravergine dell' oleificio Gabro, il vino Doc Donnici delle Cantine Spadafora, i prodotti dolciari di Renzelli, i formaggi dell' Assolav e i fichi imbottiti di Colavolpe.

Successo dei cuochi cosentini alla Fiera di Rimini

15/02 Successo a Rimini, nell' ambito della manifestazione "Artistica 2007" - riservata al mondo della ristorazione ed hotellerie - della delegazione del Pollino-Alto Ionio dell' Associazione provinciale cuochi cosentini(Apcc). I due chef in rappresentanza della delegazione sono stati Luigi Ferraro e Francesco Mancuso, entrambi concorrenti di categoria A, riservata alle opere di sculture vegetali, lavorazione di margarina e pasta artistica. "Le opere di pasta artistica - è scritto in una nota - che hanno ottenuto le onoreficenze sono state 'Profumi d' autunnò e 'I fiori dell'amoré, eseguite da Ferraro e premiate con medaglie di bronzo ed 'Il frutto di...vino' eseguita da Mancuso, che ha ottenuto la medaglia d'argento"

A Cesena successo dei prodotti tipici calabresi

27/12 Due serate all' insegna della migliore arte culinaria della nostra regione che hanno dato della Calabria un' immagine di terra operosa e di grandi tradizioni culturali e gastronomiche: si chiama "Calabria a tavola ..ridendo" la manifestazione organizzata dalla onlus "Di terra e di mare", col patrocinio dell' Assessorato regionale all' Agricoltura, che si è svolta nei giorni scorsi presso il teatro Verdi di Cesena. All' organizzazione dell' evento hanno concorso anche la Provincia di Forlì-Cesena e il Comune di Cesena. Alla kermesse hanno partecipato organizzazioni, associazioni imprenditoriali ed imprese fra le prime d' Italia che non hanno nascosto il loro interesse al fine di allacciare rapporti economici con le aziende calabresi. "Il successo riscosso da questa iniziativa - ha detto l' assessore regionale all' agricoltura Mario Pirillo - non solo non può essere disperso ma va urgentemente canalizzato in un rapporto produttivo e proficuo. Siamo certi che si possono aprire notevoli spazi e grandi opportunità che devono dare un' immagine positiva della nostra imprenditorialità oltre che risultati in termini di vendita e di commercializzazione dei nostri prodotti". "Ora - ha detto il presidente della onlus 'Di terra e di mare', Pasquale Capicotto - dobbiamo continuare dobbiamo organizzarci e programmare altre iniziative come questa, capaci di dare impulso alla nostra economia. La disponibilità dell' assessore Pirillo a sostenere la nostra attività ci incoraggia a proseguire sulla strada della collaborazione essenziale con l' istituzione regionale".

Week End enogastronomico Arberesh a Santa Sofia d’Epiro

11/12 Giorno 13 Dicembre 2006 alle ore 16:00 presso l'Enoteca "La Buca dei Vini" sita nella Città di Cosenza in Piazza dei Bruzi (tel 0984795495) L’Amministrazione comunale di Santa Sofia d’Epiro terrà una conferenza stampa sull'iniziativa WEEK END ARBERESH "Anche tu con noi alla scoperta della De.Co.", che vede la collaborazione di importanti associazioni presenti sul territorio quali: Club di Papillon della Calabria, Strada dei Vini e dei Sapori della Calabria, Pro Loco Santa Sofia d'Epiro. Una importante kermesse che si terrà nel Comune di Santa Sofia d'Epiro (CS) nei giorni 15-16-17 Dicembre 2006 e che vedrà diversi momenti culturali: da attività nell'ambito delle scuole alla presentazione dei "primi"prodotti De.Co. (Denominazioni Comunali), dalle Tradizioni nel Piatto all'Aperitivo Arberesh, dalla mostra dei prodotti del territorio a quelli dell'artigianato indi ad un percorso guidato presso le Aziende del Territorio che per l'occasione apriranno l e porte. A conclusione dell'incontro un "primo" assaggio del territorio!!

A Taurianova la seconda edizione del festival del Torrone

08/12 Sabato e domenica (9 e 10 p.v.) a Taurianova si terrà la seconda edizione del Torron&fest. Le manifestazioni, fitte di appuntamenti, si inseriscono nel quadro di iniziative che la nostra regione dedica al prodotto artigianale. A promuoverne l’iniziativa il comune di Taurianova, l’associazione dei produttori di torrone artigianale di Taurianova, lo Sportello per lo sviluppo locale e in sinergia con la Fondazione Field presieduta da Mario Muzzì. Taurianova rinnova dunque l’appuntamento con il Torron&fest, una due giorni interamente dedicata al torrone artigianale di qualità, riaffermando l’importanza e la centralità che il prodotto riveste nell’ambito dello sviluppo economico e sociale della città, che vanta una lunga e consolidata tradizione dolciaria, testimoniata dal numero consistente di laboratori artigianali attivi sul territorio. Il Torron&fest, giunto alla sua seconda edizione, in una logica di sviluppo integrato, sarà finalizzato alla creazione di un paniere di prodotti di eccellenza, accostando, con la collaborazione di esperti del gusto, la prelibatezza del torrone artigianale di Taurianova ai migliori vini e liquori prodotti in Calabria.
La prima edizione della manifestazione (dicembre 2005) era stata organizzata e finanziata nell’ambito del Progetto Emersione Calabria, gestito dalla Fondazione Field, attraverso l’iniziativa sperimentale “Emersione dei lavoratori nel sistema dolciario di Taurianova” che ha condotto, altresì, alla costituzione dell’Associazione dei produttori di torrone artigianale di Taurianova, una forma di aggregazione spontanea e volontaria, orientata a trasformarsi in Consorzio.
Mario Muzzì, presidente della Fondazione Field, interverrà alla tavola rotonda in programma, apportando il contributo e l’esperienza della Fondazione in tema di sviluppo locale e garantendo la continuità ad un’esperienza di successo che punta e diventare un appuntamento fisso.

Programma
sabato 9 dicembre
ex palazzo comunale di Radicena, via XX settembre Taurianova
Tavola Rotonda dal tema: “Le strategie per lo sviluppo urbano e il marketing delle risorse locali”
Saluti:
Avv. Rocco Biasi - Sindaco della Città e Presidente dell’Associazione del Torrone Artigianale
Introduce:
Fausto Siclari – Assessore alle Attività Produttive del Comune di Taurianova
Modera:
Enzo Pianelli - Giornalista
Intervengono:
Valerio Donato – Presidente A.R.S.S.A. Calabria
Pietro Molinaro – Presidente Coldiretti Calabria
Mario Muzzì – Presidente Fondazione FIELD
Mario Reda – Presidente Associazione Dottori In Agraria e Forestali – Club Qualità
Francesco Saliceti – Responsabile Regionale Club di Papillon della Calabria
Saveria Sesto – Consigliera Nazionale O.N.A.V. Calabria
Armando Veneto – Parlamentare Europeo - Presidente Aspromar
domenica 10 dicembre
ex palazzo comunale di Radicena, via XX settembre Taurianova
h. 15:00 Inaugurazione della “Casa del Torrone”
Spettacoli previsti:
- Burattini Tradizionali a Guanto, a cura dell’Associazione “Il Sasso nello Stagno” – Città di Rossano
- “Kang – Collettivo di musica improvvisata” gruppo acustico composto da contrabbasso-Viola-Chitarra-Mandolino-Percussioni a cura dell’Associazione Multiculturale Mammalucco;
- “Io come vedo il Torrone”: mostra dei disegni realizzati dai bambini delle scuole per la prima edizione del Torron&Fest;
- Premiazione dei primi classificati al concorso di fotografia e di poesia “Io come vedo il torrone” edizione 2006
Ore 16:00 Avvio percorsi degustativi
“Laboratorio del Gusto”: Il torrone artigianale di Taurianova incontra il vino
Percorso degustativo a numero chiuso (3 sessioni da 25 persone) organizzato e coordinato dall’ONAV.
“Il Gusto delle eccellenze” : Il torrone artigianale di Taurianova incontra i liquori
Percorso degustativo a numero chiuso (1 sessioni da 25 persone) organizzato e coordinato dal Club di Papillon.
La manifestazione si svolgera con la collaborazione di: Club Papillon Calabria, Associazione Multiculturale Mammalucco, ONAV Calabria. Gruppo Locale “Walter Schepis” Taurianova per ActionAid International

Tonino Napoli eletto presidente di Assapori

04/12 Tonino Napoli, ristoratore del Pantagrulel di Rende, è il neo Presidente di ASSAPORI, il Consorzio di qualità della ristorazione calabrese promosso nel 2003 da un'idea di Confindustria Cosenza per aggregare le esperienze più significative della Calabria nel campo della ristorazione di qualità. Succede ad Enzo Barbieri dell'Hotel Barbieri di Altomonte. Vice Presidente è Ivano Daffinà del Palazzo D'Alcontres di Vibo Valentia e Presidente onorario è Pinuccio Alia de La locanda di Alia di Castrovillari. La Segreteria del Consorzio è in Confindustria Cosenza. Compongono il Consiglio d'Amministrazione i ristoratori di De Gustibus di Palmi, Hotel Aquila e Edilweiss di Camigliatello Silano, L'Approdo di Vibo Valentia, La Tavernetta di Camigliatello Silano, Lido Sabbie d'Oro di Belvedere Marittimo, Scanderberg di Frascineto, Renzelli 1803 di Cosenza, Taverna Kerkira di Bagnara Calabra. Tonino Napoli, da pochi giorni magnificato in radio nello spazio curato dal gastronauta Davide Paolini, ha dichiarato che "il Consorzio Assapori intende promuovere il territorio mettendo in rete le strutture di eccellenza dell'ospitalità, qualificandone l'offerta, stimolando e favorendo l'incontro con le produzioni tipiche fino a dare vita ad un vero e proprio processo di filiera. Le iniziative specifiche che verranno realizzate nei prossimi mesi - ha continuato il Presidente Napoli- si porranno come obiettivo non solo la soddisfazione del palato, ma anche la curiosità del viaggiatore che desidera riscoprire ambienti, tradizioni, sapori e profumi tipici della Calabria, terra ospitale e ricca di tesori naturali e artistici". Il Presidente di Confindustria Cosenza Raffaele De Rango si unisce "all'unanime plauso per la nuova presidenza e al lavoro che sta realizzando il Consorzio Assapori che si aggiunge al progetto più ampio sul quale l'Associazione sta lavorando per rilanciare il settore turistico che, se ben supportato, nei propri sforzi di crescita, può divenire uno dei capisaldi del sistema economico della nostra regione". "Far crescere il numero dei ristoranti di Assapori -ha detto il Presidente Tonino Napoli- sarà uno dei principali obiettivi del prossimo triennio. Se cresce la qualità dell'offerta, se la stessa viene messa in rete e fatta conoscere - ha continuato Napoli- potremo dire di avere contribuito in maniera significativa alla promozione del nostro territorio aumentandone la capacità attrattiva e facendone apprezzare l'accoglienza eccellente. I ristoratori di Assapori sono appena tornati da Padova dove hanno riscosso molto successo per aver curato la cena che ha sancito il gemellaggio tra le Amministrazioni provinciali di Cosenza e di Padova alla presenza del Presidente Mario Oliverio e dell'Assessore Bevacqua, del Rettore dell'Unical Latorre e di tanti Sindaci cosentini e veneti all'interno di una manifestazione che ha messo in bella mostra l'artigianato locale. Per questo fine settimana i ristoratori di Assapori saranno a Crotone per festeggiare i quaranta anni di attività di Gerardo Sacco, l'orafo calabrese conosciuto in tutto il mondo.

A Mandatoriccio la finale del “Festival delle cozze taratine”

21/11 Valorizzare un prodotto tipico attraverso la creatività di sette chef provenienti da 5 regioni italiane, Lombardia, Campania, Puglia, Calabria e Molise. Questo è l'intento del festival nazionale della cozza nera tarantina, presentato in anteprima alla stampa a Roma. La kermesse che si concluderà a Mandatoriccio, Cosenza, ad aprile del 2007, ha in programma 12 tappe in altrettante località italiane, in cui una giuria selezionata valuterà i piatti dei sette chef che meglio riescono a valorizzare la cozza nera tarantina. La cozza di Taranto si distingue dalle altre produzioni nazionali perché viene allevata in un bacino dal nome Mar piccolo di Taranto, caratterizzato da un basso tasso di salinità dell'acqua, grazie alla presenza di sorgenti d'acqua dolce, i cosiddetti 'citri'. "Il festival, nato come evento regionale divenuto poi nazionale ed itinerante - spiega Cosimo Lardiello, fondatore-presidente del centro "Renoir"e organizzatore della manifestazione - è giunto quest'anno alla sua quinta edizione e vuole mettere a confronto l'inventiva di selezionati chef di importanti strutture alberghiere per offrire nuove interpretazioni culinarie di un prodotto tipico tarantino".

Dal 1 dicembre ad Acri “Assaporagionando”

16/11 Si svolgerà, nei giorni 1, 2 e 3 dicembre ad Acri, la sesta edizione della manifestazione Assaporagionando,organizzata dal Consorzio Cesapi, in collaborazione con l' Unione nazionale sindacale imprenditori e coltivatori, la Comunità Montana Destra Crati, l' Amministrazione comunale di Acri e la Pro-Loco, e con il patrocinio dell'assessorato regionale all' Ambiente, della Presidenza del Consiglio regionale, della Camera di Commercio di Cosenza, della Fondazione Vincenzo Padula e del Co.Se.r. Calabria. Assaporagionando, è scritto in una nota, diventa quest'anno anche il primo Salone Mediterraneo dei Prodotti Tipici. Nel corso dell' iniziativa ci sarà l'esposizione di 10 aziende partecipanti ad Assaporagionando. Il programma previsto per espositori e visitatori è molto articolato. La manifestazione sarà inaugurata il primo dicembre dal sindaco di Acri, Elio Coschignano. All' incontro parteciperanno, anche, l' assessore della Comunità Montana Destra Crati, Pietro Pettinato; il presidente della Pro-Loco di Acri, Gennaro Russo; il direttore del Cesapi, Carlo Franzisi, ed il vice presidente Unsic di Acri, Vincenzo Rostanzo.

La corsa tris di Montecatini dedicata al “Muscolo di grano” della Calabria

24/10 Sarà intitolata al "Muscolo di grano", l' alternativa "made in Calabria" tutta vegetariana e salutista alla carne, la corsa "tris" di trotto in programma domani all' ippodromo Sesana di Montecatini Terme. Per Enzo Marascio, di Isca sullo Ionio, creatore dell' innovativo prodotto a base di farina di grano della pregiata varietà Cappelli, legumi (lenticchie e soia) con acqua, olio extravergine d' oliva, spezie e erbe aromatiche in grado di sostituire la carne di cui possiede struttura e consistenza, si tratta di un ulteriore, importante riconoscimento. Sono otto in tutto le gare di domani sul circuito della cittadina termale toscana. Oltre alla "tris" nazionale, che vedrà impegnati "driver" come Eodardo Baldi, Manuele Matteini, Alessandro Rosaspina, ci saranno altre gare una delle quali è dedicata al Comune di Isca sullo Ionio, paese natale di Marascio, che sarà presente con una propria delegazione di amministratori guidata dal sindaco Pier Francesco Mirarchi. "Dopo aver superato recentemente con successo il vaglio dello staff del Dipartimento di medicina dell' Istituto di scienza dello sport del Coni all' Acquacetosa - spiega Marascio - siamo molto soddisfatti per la decisione degli amministratori di Montecatini e dei responsabili dell' ippodromo del centro termale. Era comunque nota l' attenzione da parte dei fantini per il nostro prodotto, in grado, tra l' altro, di consentire l' aumento della massa muscolare senza influire sul peso". Affetto da ipertensione e diabete, Marascio, che faceva il commercialista, s' imbatté qualche anno addietro con la necessità di dovere eliminare la carne dalla sua dieta alimentare. Il medico nutrizionista che lo aveva in cura gli indicò di alimentarsi solo con legumi e soia. Da ex "carnivoro", e pur senza poter vantare competenze particolari in materia agroalimentare, Marascio riuscì a preparare un impasto artigianale di prodotti vegetali che altrimenti avrebbe dovuto acquistare. Nacque così il muscolo di grano in grado di dare forma, grazie ad un pizzico di intuito e alla fantasia, non solo alla più classica delle bistecche ma anche a prosciutti, arrosti, porchetta, hamburger, salame e bresaola, con tanto di pelle, cotenna e muscoli. "Tutti prodotti, presentati con successo in diverse fiere agroalimentari in Italia e all' estero - sottolinea Marascio - che hanno caratteristiche di salubrità, sono privi di grassi saturi, con poche calorie e assenza di colesterolo. Alimenti versatili nella preparazione, conservabili a lungo nelle apposite confezioni, adatti a tutti i palati ed in grado di 'convertire', per aspetto e gusto, anche i più convinti amanti della carne".

Pecorino crotonese superstar a Parma

12/10 Pecorino crotonese "superstar", a Parma, in occasione della Seconda settimana della cucina calabrese. Si è rivelata un successo la "tre giorni" ad alto tasso di gastronomia promossa, nella città emiliana che accoglie da decenni una nutrita colonia di emigrati, dal Comitato culturale calabrese - Calabresi di Parma nell' anno dedicato alla promozione del prodotto tipico della zona del Marchesato. Tavole riccamente imbandite con il gustoso formaggio, molto conosciuto e apprezzato anche perché frutto di una tradizione secolare, sono state realizzate in alcuni dei principali locali della città e della provincia. A Rivarolo, nel ristorante Parco Sant' Andrea, l' associazione presieduta da Raffaele D' Angelo ha chiamato ancora una volta a raccolta esperti e gourmet sul tema "La pastorizia e i suoi prodotti in Calabria tra mito, storia e tradizione". Dopo la relazione ricca di spunti dell' antropologo Cesare Pitto, docente nelle Università di Modena e della Calabria, hanno partecipato al dibattito il presidente dell' Associazione produttori ovini e caprini della Calabria, Francesco Scarpino; il sindaco di Melissa Pino Bonessi, il presidente dell' Accademia del peperoncino di Diamante Enzo Monaco e Ignazio Garau presidente dell' associazione Città del Bio. Le conclusioni sono state affidate all' on. Rocco Caccavari. A base di pecorino, in chiusura della serata, sono state le elaborate pietanze proposte ai convegnisti e agli intervenuti dallo chef calabrese Antonio Abbruzzino, presidente dell' Associazione regionale cuochi, ma anche consulente per le microspecializzazioni all' Ipsar di Le Castella. Abbruzzino, maestro di cucina, ormai internazionalmente noto per essere presente nelle principali competizioni di alta cucina, ha proposto un menu che ha catturato interesse e attenzione. Nel corso della serata sono state recitate anche alcune poesie di Giuseppe Pompò tratte dal volume "Zero, uno, due, tre" accompagnate da suoni e canti della tradizione calabrese del gruppo Kalukapu. Sempre a Parma, in piazza Cesare Battisti, degustazioni a 'go go' di pecorino crotonese in una parentesi gastronomica offerta da Apocc (che ha messo a disposizione una grande quantità di prodotto), Confesercenti parmese e Organizzazione nazionale assaggiatori formaggi (Onaf). La kermesse calabrese ha avuto il suo epilogo a Salsomaggiore Terme in occasione della conferenza sul tema "Un' acqua... salata, piccante: sempre per la salute" realizzata con la collaborazione del Comune. Nella cittadina, nota oltre che per le sue acque anche per ospitare le finali nazionali di Miss Italia si è celebrato un interessante connubio a base di prodotto alimentari tradizionali calabresi e parmigiani.

Il team Italia vince l’International Kremlin Culinary Cup di Mosca

11/10 Anche la Comunità montana della Presila Catanzarese era tra gli sponsor della "missione" del team Italia dell' associazione professionale cuochi italiani che ha conquistato quest' anno il primo posto assoluto nella gara a squadre in occasione della seconda edizione della International Kremlin Culinary Cup di Mosca. "L' associazione professionale cuochi italiani - è detto in un comunicato - ha portato a casa sette medaglie d'oro, otto argenti e altrettanti bronzi vincendo la sfida ai fornelli davanti a Germania, Gran Bretagna, Svezia, Austria, Spagna, Fancia, Paesi Baltici, Corea, Islanda, Africa, Stati Uniti. "E' una vittoria del Tricolore italiano" - ha riferito Sonia Re, team manager dell'associazione professionale cuochi italiani - un trionfo del gusto e dei mille sapori del made in Italy che é stata conquistata con passione dai nostri cuochi grazie al contributo determinate dei nostri sponsor che hanno creduto nella validità della nostra missione in Russia". Gli altri sponsor dell' iniziativa sono stati Unioncamere e Ice; l' Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia; le Camere di Commercio di Catania e Napoli, quest'ultima attraverso l'azienda speciale di promozione Agripromos e la Comunità Montana Presila Catanzarese.

Il muscolo di grano presto nella dieta degli atleti Coni

02/10 Il "muscolo di grano" - l' alternativa vegetale alla carne di cui possiede struttura e consistenza, nata da un' idea del calabrese Enzo Marascio - entrerà a breve a pieno titolo nella dieta alimentare degli atleti italiani che fanno capo al Coni. Da Isca sullo Ionio, centro in provincia di Catanzaro, il paese dove risiede, Marascio, non sta nella pelle per questo importante risultato. "Sapevo - afferma - che i vertici del Comitato olimpico stavano acquisendo informazioni sul prodotto nelle varie fiere e manifestazioni alle quali abbiamo partecipato, dal Sana alle manifestazioni specializzate di Norimberga". L' impasto a base di farina di grano della pregiata varietà Cappelli, legumi (lenticchie e soia) con acqua, olio extravergine d' oliva, spezie e erbe aromatiche, sarà servito ai circa 2.500 atleti che nelle varie discipline difendono i colori nazionali nelle competizioni europee e olimpiche. Ma come nasce quest' alternativa del tutto vegetaria alla carne? Affetto da diabete e ipertensione, Marascio s' imbatte quasi per caso con la scoperta che avrebbe in qualche modo rivoluzionato la sua vita. Tutto avvenne dopo che un medico nutrizionista gli consigliò di controllare l' alimentazione e di evitare la carne. Davanti alla necessità di doversi alimentare solo con legumi e soia, pur in assenza di particolari competenze in materia agroalimentare, egli si cimentò con la preparazione e l' impasto artigianale dei prodotti vegetali che altrimenti avrebbe dovuto acquistare per poi impastarli. Nacque così il muscolo di grano in grado di dare forma, grazie ad un pizzico di intuito e alla fantasia, non solo alla più classica delle bistecche ma anche a prosciutti, arrosti, porchetta, hamburger, salame e bresaola con tanto di pelle, cotenna e muscoli. "Tutti prodotti - spiega Marascio - che hanno caratteristiche di salubrità, sono privi di grassi saturi, con poche calorie e assenza di colesterolo. Alimenti versatili nella preparazione, conservabili a lungo nelle apposite confezioni, adatti a tutti i palati e in grado di convincere, per aspetto e gusto, anche i più convinti amanti della carne". "A breve dopo i contatti con la sede romana del Comitato olimpico - sottolinea Marascio - partirà una prima serie di forniture. Così i nostri campioni potranno alimentarsi con il muscolo di grano, prodotto privo di grassi saturi, ma in grado di apportare un adeguato grado di carboidrati, quindi maggiore energia, maggiore velocità e resistenza"

A scuola troppi snack e poca frutta

12/09 Molti snack, poca frutta fresca. Un'analisi epidemiologica sulle abitudini alimentari dei ragazzi dai 14 ai 18 anni, condotta in alcune scuole della Campania da ricercatori del Cnr, mostra un eccesso di consumo di alimenti ricchi di grassi o zuccheri, associato ad un altrettanto preoccupante basso consumo di alimenti semplici e nutrienti Almeno a parole siamo tutti d'accordo: è ora di insegnare a scuola le nozioni base della buona alimentazione se vogliamo frenare davvero la tendenza al sovrappeso delle nuove generazioni. Ma controllare quello che i bambini ed i ragazzi mangiano non è facile; ancora più difficile è farlo nell'intervallo tra i pasti, quando tra uno spuntino e l'altro si può tranquillamente arrivare ad introdurre un eccesso di calorie, se non a 'fare il pieno' delle calorie totali giornaliere. Lo hanno appurato, attraverso un questionario distribuito in alcune scuole superiori della Campania, i ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche dell Istituto di chimica biomolecolare (Icb) di Sassari insieme ai loro colleghi dell Istituto di scienze dell alimentazione (Isa) di Avellino ed esperti della nutrizione. "Abbiamo distribuito e fatto compilare ai ragazzi un questionario in maniera anonima", spiega Giuseppe Palmieri dell Unità di genetica dei tumori dell Icb-Cnr di Sassari. "Durante questa prima fase pilota, abbiamo raccolto circa 300 questionari da ragazzi tra i 14 e i 18 anni delle scuole superiori". Preoccupanti i primi risultati. Nella prima colazione, mantiene ancora il primato il latte e caffé (consumato dal 51% del campione), seguito dai biscotti (un terzo circa) e da pane e fette biscottate, con il 30%. Ma già durante questo fondamentale pasto mattutino si rileva la scarsa abitudine ad alimenti naturali come miele, marmellata, yogurt, tutti sotto il 10%, un consumo doppio di succo di frutta confezionato rispetto alle spremute e ai frullati casalinghi e, analogamente, una prevalenza delle merendine confezionate rispetto ai dolci artigianali o fatti in casa (entrambi sotto il 10%). Complessivamente, perciò, solo un ragazzo su tre fa la classica colazione con caffellatte e biscotti, pane o fette biscottate. La situazione peggiora ulteriormente quando si passa agli spuntini. In quello mattutino, si riscontra un primato assoluto delle pizzette, che sfiorano il 60%, motivato probabilmente dalle particolari abitudini locali ma anche da una certa esigenza delle mamme di risolvere velocemente il pasto, seguite dai biscotti, appena sotto il 50%. Il terzo posto, con il 30%, vede alla pari panini imbottiti e i crackers, dunque due scelte opposte, ma ancora più negativa è la rilevante presenza, testimoniata da circa un quarto del campione, di patatine e bevande: specie comparata alla assenza pressoché assoluta di frutta, miele, marmellata e yogurt. Più composito ma altrettanto deludente il quadro dello spuntino pomeridiano. I biscotti compaiono nelle abitudini di un terzo dei ragazzi, purtroppo alla pari con le merendine confezionate, con la nutella comprensibilmente al terzo posto con quasi un terzo di amatori : purtroppo, però, la percentuale di pane e fette biscottate supera appena il 20%, segno che se ne fa un notevole consumo a sé stante. Sempre presenti bevande e patatine, con il 20% circa di media, ma per fortuna risulta doppio il consumo di frutta fresca e frullata rispetto ai succhi confezionati (rispettivamente poco meno del 30 e del 20%) e leggermente più diffuso il consumo di miele, marmellata e yogurt, anche se in misura sempre insufficiente: tutti, infatti, sono sotto il 20%. Sempre al benessere delle future generazioni è rivolta l attenzione dei ricercatori del Cnr che, tra marzo e maggio di quest anno, hanno attuato giornate settimanali di educazione alla salute nelle scuole superiori dei paesi vesuviani, volte ad incoraggiare stili di vita e comportamenti corretti nei giovanissimi. Dopo la pausa estiva, l attività di educazione alla salute riprenderà in numerose altre scuole della Campania, con una cadenza settimanale, grazie alla collaborazione di ricercatori del Cnr e di specialisti nella nutrizione dell'Associazione UMANA onlus.

A Crotone conferenza su storia, arte, cultura ed enogastronomia

07/09 Venerdì 8 settembre alle ore 10,30 presso l’Hotel Costa Tiziana di Crotone conferenza stampa sul tema “Calabria, un patrimonio da scoprire: arte, cultura, natura ed enogastronomia”. La conferenza stampa, che si terrà a conclusione di un educational tour organizzato dal Consorzio Destinazione Italia cui partecipano nove giornalisti delle più importanti testate della Repubblica Ceca e Slovacca, rappresenta una importante occasione per le Amministrazioni e per la stampa regionale di confrontarsi con i giornalisti esteri e per instaurare rapporti di scambio e collaborazione volti all’incremento della domanda turistica in Calabria.

A Fano la gara di tradizione culinaria marinara italiana: La disfida del Brodetto

06/09 Tutto pronto per la Disfida del Brodetto, evento clou della quarta edizione del Festival Internazionale del Brodetto e delle Zuppe di Pesce, in programma a Fano (PU) dal 12 al 17 settembre 2006. Cresce l’attesa per questa fortunata iniziativa organizzata dalla Confesercenti della Provincia di Pesaro e Urbino e dalla Federazione Ristoratori, insieme con Accademia Italiana della Cucina, Camera di Commercio, Comune di Fano, Provincia di Pesaro-Urbino e Regione Marche.
Sedici le delegazioni di chef che parteciperanno da tutta Italia in rappresentanza di 15 regioni, dal Friuli Venezia Giulia alla Puglia, dalla Liguria alla Sicilia, con doppia presenza per le Marche. Ogni regione presenterà la propria zuppa di pesce nel rispetto della tradizione, ma con qualche piccolo segreto. Gli chef si sfideranno mettendo a confronto abilità professionale e qualità delle zuppe; scorfani, seppie, molluschi, crostacei e i pesci più diversi cucinati con maestria riveleranno ai palati la ricchezza di ogni gustosa ricetta.
Per l’edizione 2006 saranno in gara i seguenti ristoranti rappresentanti le diverse regioni: Trattoria alle Vigne di San Canzian d’Isonzo (Gorizia) per il Friuli Venezia Giulia, Ristorante Esperia di Porto Garibaldi (Ferrara) per Emilia Romagna, Ristorante Al Cavaliere di Bosaro (Rovigo) per il Veneto, Ristorante Casa Nolfi di Fano (Pesaro Urbino) e Ristorante Villa Amalia di Falconara Marittima (Ancona) per le Marche, Antica Osteria Marconi di Potenza per la Basilicata, Antica Taverna del San Lucido (Cosenza) per la Calabria, Ristorante Jonico “’A rutta è ciauli” di Siracusa per la Sicilia, Ristorante Lucifero di Sapri (Salerno) per la Campania, Trattoria L’Angoletto di Civitavecchia (Roma) per il Lazio, Hostaria del Pavone di Vasto (Chieti) per l’Abruzzo, Ristorante Ribo di Guglionesi (Campobasso) per il Molise, Ristorante Antichi Sapori da Michele di Torre a Mare (Bari) per la Puglia, Ristorante Ciccillo a mare di Lerici (La Spezia) per la Liguria, Ristorante Lo Zenit di Cagliari per la Sardegna, Ristorante Amaro di Viareggio (Lucca) per la Toscana.
Come in ogni gara che si rispetti saranno presenti anche vere e proprie giurie: una popolare, aperta a tutti i buongustai al prezzo di 15 euro e l’altra composta da esperti gastronomi, che assaggeranno i piatti individuando il sapore più ricco e nello stesso tempo armonico e attribuiranno il titolo di “Miglior Zuppa di Pesce del 2006”. Il ristorante vincitore sarà premiato nella giornata di sabato 16 settembre durante la Festa Popolare della Cucina di Mare che si svolgerà nel centro storico della città.
In attesa che la Disfida del Brodetto abbia inizio, la provincia di Pesaro e Urbino si prepara a celebrare l’evento con “Il Mese del Brodetto”: i ristoranti della zona, dall’1 al 30 settembre 2006, proporranno nei loro menù la zuppa di pesce al prezzo promozionale di 12 euro.
Un Festival, quello di quest’anno, ricco di appuntamenti che si articoleranno durante tutto il prossimo mese: dalla Scuola di Brodetto, con chef e sommelier professionisti che terranno lezioni di cucina e abbinamento cibo-vini, alla Cena del Mediterraneo con chef italiani, francesi, tunisini e croati che proporranno un menù unico, dal Campionato dei Vini Italiani da Zuppa di Pesce alla Festa Popolare della Cucina di Mare nel centro storico di Fano.
A completare questa rassegna culinaria il workshop “Il vino e l’olio da pesce” e due convegni che danno internazionalità all’evento: “Piatti di pace – I popoli del Mediterraneo si incontrano a Tavola” e “La cultura del pesce”, organizzato dalla Accademia Italiana della Cucina.
Programma Generale

Dall’1 al 30 settembre
Il Mese del Brodetto
La tipica zuppa di pesce dell’Adriatico sarà offerta a 12 euro nei 29 ristoranti della provincia aderenti alla promozione.

Le Pescherie del Brodetto
Nelle pescherie di Pesaro e Fano che partecipano all’iniziativa pesce da brodetto (già selezionato e pulito) a 5 euro a porzione.

Lunedì 4 settembre
Ore 16,30/20,30 - Workshop “Il Vino e l’Olio da pesce”
In collaborazione con il consorzio produttori Altamarca.
Fano - Bastione Sangallo, ingresso riservato agli operatori del settore

Martedì 12 settembre
Ore 20,30 - I° Campionato dei Vini Italiani da Zuppa di Pesce
I vini sono forniti dall’enoteca Vino Vip di Pesaro
Fano - Eremo di Montegiove. Ingresso, degustazioni e gioco a 15 euro. Prenotazione obbligatoria

Mercoledì 13 settembre
Ore 19,00 - Disfida del Brodetto - Ottavi di finale
Fano- Ristoranti: Locanda 100role; Alla Lanterna; Osteria del Mare; Borgo del Faro; Vecchia Fornace; Florida; Da Yankee; Barone Rosso

Giovedì 14 settembre
Ore 18,30 - Convegno “Piatti di Pace - I Popoli del Mediterraneo s’incontrano a Tavola”.
Relatori: Fabrizio Battistelli, Ordinario di Sociologia all’Università La Sapienza di Roma e Segretario Generale di Archivio Disarmo;
Maria Lucia De Nicolò, Docente di Storia del Mediterraneo in età moderna all’Università di Bologna.
Serrungarina - Ristorante Symposium Quattro Stagioni, via Cartoceto 38, ingresso libero

Ore 19,00 - Disfida del Brodetto - Quarti di finale
Fano - Ristoranti: Osteria del Mare; El Cruchel; Docks 27; Metauro

Ore 20:30 - Cena del Mediterraneo
Serrungarina - Ristorante Symposium Quattro Stagioni, via Cartoceto 38, quota di partecipazione 50 euro, prenotazione obbligatoria

Venerdì 15 settembre
Ore 10,00 - A Scuola di Brodetto
In collaborazione con l’Istituto Alberghiero “Santa Marta”
Pesaro - Istituto Alberghiero Santa Marta, quota di partecipazione 50 euro, prenotazione obbligatoria (0721/828310)

Ore 17,00 - Convegno nazionale “La cultura del pesce”
Organizzato dalla Accademia Italiana della Cucina.
Relatori: Gianni Franceschi - direttore di “Civiltà della Tavola” e vicepresidente del “Centro studi Accademia Italiana della Cucina”;
Massimo Coccia - presidente nazionale Federcoopesca;
Corrado Piccinetti - docente di Biologia della Pesca all’Università di Bologna
Fano - Residenza Municipale, Sala della Concordia, ingresso libero

Ore 19,00 - Disfida del Brodetto - Semifinali
Fano - Ristoranti: El Cruchel; Locanda 100role

Sabato 16 settembre
Ore 10,00 - A Scuola di Brodetto.
In collaborazione con l’Istituto Alberghiero “Santa Marta”
Pesaro Istituto Alberghiero Santa Marta, quota di partecipazione 50 euro, prenotazione obbligatoria

Dalle ore 11,30 a tarda sera - Festa Popolare della Cucina di Mare (apertura stand gastronomici)
Fano, Giardini del Pincio

Ore 17,00 – Gruppo di musica etnica “La Galopa”
Fano, Giardini del Pincio

Ore 18,00 - Disfida del “Miglior brodetto casalingo” in collaborazione con le Circoscrizioni del Comune di Fano
Fano, Giardini del Pincio

Ore 19,00 - Disfida del Brodetto - Finalissima
La serata del gusto che decreterà la vincitrice della “Disfida del Brodetto”. Un appuntamento suggestivo nel quale poter assaggiare e votare due tra le migliori ricette di pesce tradizionali
Fano, Ristorante El Cruchel

Ore 21,00 - Premiazione del vincitore del Festival Internazionale del Brodetto e delle Zuppe di Pesce e del miglior brodetto casalingo.
A seguire spettacolo di danza orientale con la Scuola di Danza “Movimento e Fantasia” di Cagli e Musiche Mediterranee
Fano, Giardini del Pincio

Domenica 17 settembre
Dalle ore 11,30 a tarda sera - Festa Popolare della Cucina di Mare (apertura stand gastronomici)
Fano Giardini del Pincio

Ore 17,30/19,30 - “Canzoniere Grecanico Salentino”
A seguire Musiche Mediterranee
Fano, Giardini del Pincio

Sabato 23 e Domenica 24 settembre
“E la Festa continua…”
Dalle ore 11,30 a tarda sera - Festa Popolare della Cucina di Mare (apertura stand gastronomici) con musica
Fano, Giardini del Pincio

Arpacal assicura “Nessun inquinate nei cartoni delle pizze”

11/08 Nessuna traccia di contaminanti nei contenitori di cartone, usati generalmente per trasportare le pizze. E' questo l'esito delle analisi compiute dal laboratorio chimico, diretto da Francesco Russo, del dipartimento provinciale di Catanzaro dell' Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria, su tre contenitori per pizza da asporto che nel maggio scorso erano stati consegnati all'Arpacal dall'As 7 del capoluogo calabrese. La vicenda dei ''cartoni contaminati'' e' emersa da una inchiesta di una rivista dei consumatori nell'aprile scorso, che ha fatto scattare un'indagine della Procura della Repubblica di Torino. In Calabria un'associazione a tutela dei consumatori, aveva chiesto risposte ufficiali agli enti preposti al controllo e alle analisi dei campioni individuati nel territorio regionale. Il laboratorio dell'Arpacal ha quindi analizzato i cartoni consegnati dall'Asl, alla ricerca di sostanze chimiche potenzialmente in grado di ''migrare'' dal cartone alla pizza, con possibile danno alla salute del cittadino. ''L'agenzia - ha commentato il commissario dell'Arpacal, Lemma - e' costantemente impegnata a svolgere i compiti istituzionali ad essa demandati, con l'obiettivo di fornire un servizio utile per la collettivita'. Il nostro metodo d'azione, pero', e' quello tecnico-scientifico, ossia di esprimerci solo dopo aver svolto le opportune analisi e alla presenza di risultati scientifici certi''.

Estate piccante sulla Riviera dei Cedri

19/07 Dopo Diamante tutta la Riviera dei Cedri diventa piccante. Si chiama "Estatepic" ed é la nuova iniziativa dell' Accademia del peperoncino che promuove "Vacanze piccanti sulla riviera dei cedri". All'iniziativa hanno aderito sei comuni: Buonvicino, Grisolia, S. Maria del Cedro, Tortora, Verbicaro e Diamante. Dal 23 luglio al 6 settembre sei "feste" all' insegna del "diavolillo" che vuole affermarsi sempre più come simbolo dell' estate calabrese. Si comincerà il 23 luglio a S. Maria del Cedro con un binomio obbligatorio "Peperoncino e cedro". Si va avanti ad agosto con altri quattro appuntamenti: Buonvicino Piccante dal 9 all' 11; Verbicaro col Festival internazionale del folklore dal 9 al 13; Grisolia piccante il 14 a Tortora col ferragosto piccante il 15, 16 e 17. Si finisce a settembre a Diamante col Peperoncino Festival. Sei eventi che utilizzano il "marchio" ormai affermato del peperoncino valorizzando le tipicità del territorio. "Una formula nuova ed originale - ha detto il presidente dell' Accademia del peperoncino, Enzo Monaco - che fa salve le autonomie locali lasciando all' Accademia il lavoro di promozione e coordinamento". In pratica sono i Comuni, le Pro loco o le associazioni che organizzano e finanziano le iniziative mentre all' Accademia è affidato il compito del coordinamento e della promozione. Per far conoscere gli eventi sarà attuata una campagna pubblicitaria e la guida "Estatepic", una bella pubblicazione di cento pagine a colori che sarà distribuita gratis in tutti i paesi del Tirreno cosentino. Parole di entusiasmo per l' iniziativa sono venute dal sindaco di Diamante Ernesto Caselli e dal presidente della Provincia di Cosenza Mario Oliverio. Caselli sottolinea che gli eventi "offrono ai turisti nuove ed originali occasioni di svago assieme a nuove possibilità per la conoscenza della nostra storia e della nostra cultura". E il presidente Oliverio aggiunge che "il diavolillo è da sempre simbolo della nostra storia e della nostra cultura e garantisce alla nostra immagine una forte originalità".

Dalla Klipper un nuovo libro su come cucinare il pesce

18/07 A “60 semplici ricette per cucinare bene il pesce”, di Maria Caterina Ferraro, potrebbe essere idealmente consegnato l’oscar della cucina popolare. Un riconoscimento importante, tutt’altro da sottovalutare, visto che, dietro al target di riferimento, appunto la cucina popolare, si nascondono in realtà la capacità, le caratteristiche e, ovviamente, il contenuto di un volume che riesce a farsi apprezzare da un larghissimo numero di persone. “60 semplici ricette per cucinare bene il pesce” è il libro, edito dalla Klipper Edizioni, che mancava e che tutti hanno sempre desiderato leggere. Lo ha concepito, avvalendosi della sua lunga esperienza, Maria Caterina Ferraro, una veterana del settore, titolare, con il marito Pino De Marco e il figlio Domenico, di un’avviatissima pescheria a S. Maria del Cedro, che ha ceduto agli insistenti inviti dei suoi clienti, affinché trasformasse in conoscenza per tutti il ricco patrimonio di esperienza che gli deriva dalla sua lunga attività in questo campo. Ne è venuto fuori un libro semplice e spassoso, soprattutto per chi si diverte a passare il tempo davanti ai fornelli e si impegna a cucinare gustosissime pietanze. In barba ad ogni “formalismo” accademico, o alle mitiche e irrangiungibili rappresentazioni di un’arte culinaria, quella appunto riferita al pesce, che può certamente, come dimostra Maria Caterina Ferraro, estrinsecarsi anche attraverso un approccio accessibile, alla portata di tutti. “60 semplici ricette per cucinare bene il pesce” è un ricettario ricchissimo di particolari e di suggerimenti: dal momento in cui lo si acquista alle fasi successive, dalla squamatura alla pulizia, fino all’eliminazione delle interiora, non sempre affrontate con la necessaria perizia e accortezza, e che, invece, rappresentano momenti da rispettare con attenzione. Oggi, grazie al volume di ricette realizzato da Maria Caterina Ferraro, chiunque, animato di buona volontà e di un pizzico di entusiasmo, può decidere di compiere una piacevole e rilassante avventura culinaria, offrendo, una dopo l’altra, agli amici o in famiglia, una raffica di pietanze e di piatti di prim’ordine. Il libro sarà disponibile da venerdì in tutte le edicole e librerie.

A San Nicola Arcella la Giornata del Sommellier

15/07 La delegazione di Cosenza della Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori presenta domani 'La giornata del sommelier', manifestazione enogastronomica sul tema 'Bollicine d'Italia'. L'evento si svolgera' a San Nicola Arcella e sara' diviso in due momenti: il Convegno - incontro sul tema 'Bollicine d'Italia', a cui saranno presenti giornalisti, produttori, enologi, sommelier e autorita' politiche. La cena di gala, nella quale si potranno degustare 5 spumanti italiani provenienti da 5 zone italiane, abbinati a 5 piatti della cucina creativa Mediterraneo dello chef Vincenzo Pingitore membro di Euro-Torques Italia. Gli abbinamenti e la presentazione saranno a cura dei Sommelier della Fisar. A moderare il convegno - incontro che vedra' tra gli altri la presenza del sindaco di San Nicola Arcella Domenico Donadio e dell' Assessore al Turismo della provincia di Cosenza, Rosetta Console, sara' il delegato Fisar della Provincia di Cosenza, Francesco Pingitore.

Prodotti tipici calabresi in mostra a Civitavecchia

18/06 ''Un'occasione per favorire un confronto ed un dialogo tra due regioni particolarmente ricche di tradizioni e cultura e, nel contempo, per fare di Civitavecchia un importante punto di riferimento che, grazie al porto, puo' diventare la vetrina ed uno dei motori dello sviluppo della Provincia di Roma e del Lazio''. Questi, secondo l'assessore alle attivita' produttive della Provincia di Roma, Bruno Manzi, i principali obiettivi di '' Calabria Fest'', l'iniziativa organizzata in questo fine settimana dalle Pro Loco di Civitavecchia e Reggio Calabria in collaborazione con Turismidea , la Provincia ed il Comune di Roma, la Cna, la Confcommercio e l'Associazione Sommelier. Per due giorni, il centro storico di Civitavecchia fara' da scenario naturale all'esposizione dei prodotti tipici delle due regioni. Dalle 17 alle 24, in piazza Aurelio Saffi sara' possibile degustare vini, liquori ed i piatti della cucina calabrese, mentre la limitrofa via Trieste ospitera' il ''Festival dei sapori tradizionali del Lazio''. Saranno inoltre in mostra oggetti dell'artigianato calabrese, come le ceramiche di Orti,'e le opere di noti artisti delle due regioni. Il programma della manifestazione prevede anche la proiezione di video, una sfilata di acconciature di parrucchieri, l'esibizione di gruppi teatrali e musicali calabresi. Fuori programma invece la proiezione su maxi schermo, alle 21 di questa sera in piazza Leandra, della partita Italia - Usa.

La Sora Anna di San Cesario, la regina della cucina romana, sarà dal 21al 25 in Calabria, all’Hotel Executive

17/06 La Sora Anna dell’Osteria di San Cesareo, definita nientemeno da Heinz Beck, “la regina della cucina romana” scalda i fornelli e avvia il suo primo tour in Italia per far conoscere, erga omnes, le delizie della cucina romana. Dopo essere stata ospite d’onore nella notte degli Oscar a Hollywood, Sora Anna (il cui nome all’anagrafe è Anna Dente) tre cappucci, cioè il massimo, nella guida del “Gambero rosso” e - per giudizio unanime – creatrice di una delle migliori trattorie d’Italia, ha scelto di venire in Calabria per incrociare i suoi sapori con quelli della generosa terra meridionale, mitico scenario della Magna Grecia e patria non solo di filosofi ed eroi ma anche di grandi vini e grandi gusti. Lo slogan che annuncia l’evento è Roma da mangiare, e ancora di più suadente è il sottotitolo “vizio Capitale”. La Sora Anna sarà, dal 21 giugno al 25 giugno di giorno e di sera, ai fornelli del ristorante “Nabucco” dell’Hotel Executive a Rende che avrà il privilegio di questa apparizione che per quattro giorni soddisferà i più ricercati palati calabresi, ma non solo quelli perchè la cucina romana è strepitosa per tutti. Per presentare l’evento culturale, perchè di questo si tratta, è prevista una conferenza stampa per la mattina del 21 giugno 2006 alle ore 11,30 presso l’Hotel Executive. Sarà presente la Sora Anna in persona e autorevoli esponenti della cultura e delle istituzioni calabresi. Non potrà non fare gli onori di casa Mimmo Barile.

Un vino di Librandi trionfa al “Peperonvino” della Mostra d’Oltemare

27/05 Il "Magno Megonio" delle cantine Librandi di Cirò Marina ha trionfato a "Peperonvino", la manifestazione che si è svolta alla Mostra d' Oltremare a Napoli nell' ambito di "Vitigno Italia", il salone dei vini da vitigni autoctoni. L' iniziativa è stata organizzata dall' Accademia Italiana del peperoncino per celebrare il miglior sposalizio del vino con le leccornie piccanti di Calabria. Enzo Monaco, presidente dell' Accademia, ha presentato le specialità in gara: la sardella di Crucoli, la nduja di Spilinga e la confettura di peperoncino servita con un formaggio di pecora del Tirreno cosentino. "Tre autentici gioielli piccanti - ha detto Monaco - la sardella e la nduja tramandati a noi dai nostri nonni e la confettura, splendida creazione degli artigiani di oggi". Subito dopo, Antonella Bevilacqua, dell' Associazione Italiana Sommelier, ha proposto gli abbinamenti con tre vini da vitigno autoctono: un "Caracci Falerno Massico" della Cantina Villa Matilde; il "Magno Megonio" da Magliocco di Calabria delle Cantine Librandi di Cirò Marina; un "Aglianico rosato del Taburno" delle Cantine Fontanavecchia di Torrecuso in provincia di Benevento. "Un bianco - è scritto in una nota dell' Accademia - in omaggio a Veronelli che col peperoncino lo preferiva, per 'aiutare la bocca alla ripresa del boccone successivo'. Un rosso come vuole invece Giacomo Tachis che nello sposalizio vede 'una pazzia organolettica, una festa che irrompe nel palato, una frenesia che tocca tutte le forme di creativita''. E infine un rosato che a parere della sommelier Giuliana Cannada, 'riesce a conciliare opposte esigenze di gusti diversi'". Ai giornalisti presenti è piaciuto l'abbinamento della nduja di Spilinga col "Magno Megonio" delle cantine Librandi. Uno "sposalizio di territorio" definito "forte ed esaltante". "Un trionfo a bocca amara - ha sostenuto, però, Enzo Monaco - guastato a Napoli dall' assenza di tutta la Calabria: Regione, associazioni, enti e produttori. Incomprensibile in una regione ricca di vitigni autoctoni e in un momento in cui c' è addirittura una proposta di legge regionale che vorrebbe salvaguardarli"

Appuntamenti di cucina calabrese a Roma

25/05 Cinque appuntamenti gastronomici sono stati organizzati a Roma per promuovere la cucina e i vini calabresi. L' iniziativa, "Calabria cibo e vino", è organizzata dall' Accademia italiana del peperoncino con la collaborazione dei ristoranti gestiti da calabresi. Primo appuntamento in programma venerdì al Circolo della polizia di Stato sul lungotevere Flaminio. Al menù, curato dallo chef calabrese Everaldo Stranges, saranno abbinati i vini della cantina Spadafora e primo fra tutti il Donnici Doc. La serata sarà allietata da uno spettacolo di cabaret di Gianni Pellegrino e a tutti i partecipanti sarà distribuita gratis la pubblicazione "Calabria, cibo e vino" edita dall' Accademia italiana del peperoncino. "I ristoranti romani gestiti da calabresi - ha sostenuto Enzo Monaco - sono molti e molto legati alla Calabria. Questa iniziativa vuole esaltare la loro professionalità e aiutare concretamente lo sviluppo dell' enologia calabrese che segna il passo nonostante la buona qualità dei suoi vini. Cominciamo a fare qualcosa a Roma dove i calabresi sono più numerosi poi andremo avanti con altre grandi città come Torino e Milano".

Attenzione al fungo “trippicella”: è cancerogeno

16/05 "Attenzione ad un fungo che cresce nelle nostre zone in questo periodo e che, oltre ad esplicare un' azione tossica se ingerito in quantità abbondanti, ha soprattutto un' azione cancerogena anche se consumato in piccole quantità". E' quanto sostiene il dirigente dell' Azienda sanitaria 7 di Catanzaro, Francesco Faragò. "Questo fungo - dichiara Faragò - appartiene al genere Giromitra, la cui specie più nota e diffusa è la Gyromitra Esculenta che si trova in maniera relativamente abbondante nelle nostre zone. La stessa è comunemente chiamata 'trippicella' e viene tranquillamente consumata da molte persone. Le tossine presenti in questi funghi sono denominate Giromitrina e comprendono una miscela di sostanze chimicamente affini analoghe alla Metil-idrazina che ha proprietà cancerogene e di tossicità acuta. Il livello di tossicità di questi funghi è molto variabile in funzione della latitudine di crescita, risultando di gran lunga più tossici quelli dell' Europa centro-orientale. Ma anche in queste ultime regioni la dose-soglia per le manifestazioni di tossicità acuta è relativamente alta. Gioca un ruolo molto importante anche la sensibilità individuale. Nelle nostre zone, in conseguenza del fatto che probabilmente non si sono verificati mai casi di intossicazione acuta e non essendo conosciuto come pericoloso, tanti raccoglitori ancora vanno alla ricerca di questo fungo, per cui è opportuno ribadire che bisogna astenersi dal prelevarlo e consumarlo per evitare pericoli seri". "Per la prevenzione delle intossicazioni - è scritto in una nota - su tutto il territorio regionale ogni Azienda sanitaria, e quindi anche l' Azienda sanitaria 7, ha istituito l' Ispettorato micologico che è strutturato in uno o più centri di controllo micologico nei quali opera personale esperto. Questi centri si occupano di consulenza gratuita sulla commestibilità dei funghi raccolti da parte dei privati cittadini; del rilascio della certificazione di commestibilità per gli esercenti la vendita al dettaglio; della vigilanza ed il controllo dei funghi dal momento della raccolta, alle diverse fasi della commercializzazione, alle lavorazioni e fino alla somministrazione; delle consulenze micotossicologiche per le strutture ospedaliere pubbliche e private e per i medici di base; interventi di educazione e sensibilizzazione rivolti a gruppi di popolazione. Tutte queste attività hanno come obiettivo la prevenzione primaria e secondaria delle intossicazioni da funghi". "Sul nostro territorio - conclude il dirigente dell' As 7 - abbiamo istituito due Centri di controllo permanenti, mentre altri due, di cui uno in Sila, vengono attivati nei periodi di maggiore crescita dei funghi. I Centri permanenti hanno sede uno a Catanzaro e uno a Soverato. Le manifestazioni cliniche dovute ai funghi tossici non sempre hanno il classico esordio acuto, la cui sintomatologia compare in maniera vistosa e dopo poche ore dal consumo. Esistono forme di intossicazioni croniche con sintomi che si manifestano dopo lungo tempo, anche di molti anni. In questi casi risulta molto difficile mettere in relazione la manifestazione clinica con l' agente causale, anche perché questo può agire non come fattore unico, ma nell' ambito di un complesso meccanismo multicausale"

A Vibo la tappa calabrese del “MiWine Tour 2006” master italiano sul vino al bar

10/05 Si svolgerà, giovedì 11 maggio a Vibo Valentia, la tappa calabrese del Miwine Bar Tour 2006, il primo "master italiano su vino al bar", organizzato da MiWine - Esposizione professionale dei vini e dei distillati di qualità, in programma a Fiera Milano Rho dal 12 al 14 giugno, e dal Consorzio distributori alimentari (Cda). "200 baristi di Vibo Valentia e della Calabria - è scritto in una nota - prenderanno parte al 'Primo Master sul vino al bar'', per scoprire i segreti di un servizio di eccellenza. MiWine Bar Tour è il primo progetto italiano di formazione e di aggiornamento professionale gratuito rivolto ai responsabili di bar, wine bar, locali serali e notturni di tutta Italia per migliorare la proposta del vino di qualità, in un canale che sta assumendo un'importanza sempre maggiore sul mercato. Il consumo di vino al bar ha fatto registrare nell' ultimo anno una crescita senza precedenti e se continua a dimostrarsi vero il detto 'non c'é pasto senza un buon vinò, è altrettanto vero che ritrovarsi davanti ad un bicchiere di vino è considerato una delle migliori occasioni di socializzazione. Cresce così il numero dei locali attrezzati con 'wine corner', mentre sono sempre più numerosi i veri e propri 'wine bar'. Il progetto, coordinato da Alberto Zaccone, docente di Analisi sensoriale all'Istituto di Enologia e Ingegneria alimentare all'Università Cattolica del S. Cuore di Piacenza, e realizzato in collaborazione con l' Associazione italiana sommelier (Ais), prevede 18 appuntamenti dalla Val d'Aosta alla Sicilia, durante i quali i partecipanti avranno la possibilità di affinare le proprie conoscenze tecnico-pratiche sul vino, da utilizzare nel lavoro quotidiano a contatto con il consumatore. Quasi 200 baristi di Vibo Valentia e di tutta la Calabria, scelti tra gli oltre 4.100 presenti in tutta la regione si ritroveranno, domani a Vibo, dove un delegato dell'Associazione italiana sommeliers insegnerà loro le migliori tecniche e i segreti per un eccellente servizio del vino nei propri locali. Tra gli argomenti: la corretta conservazione dei vini, come stappare una bottiglia, quali bicchieri utilizzare e come servire il vino, come preparare una "carta dei vini", gli abbinamenti gastronomici e le principali normative sui vini di qualità". "Tra i partecipanti a questa fase regionale del master - prosegue la nota - verranno poi selezionati i 100 locali italiani con le migliori proposte di vini di qualità, che avranno la possibilità di prendere parte al concorso nazionale, in programma il 13 e 14 giugno nell'ambito di MiWine 2006. Nel nuovo polo espositivo di Fiera Milano, una giuria composta dai maggiori esperti di vino, presieduta da Ezio Rivella, presidente della Società italiana fiera agroalimentare di Fiera Milano sottoporrà i finalisti ad una serie di prove teoriche e pratiche, per nominare i vincitori assoluti delle tre categorie in gara: Bar, Wine Bar, locali della sera e della notte, che riceveranno in premio un innovativo apparecchio lavabicchieri offerto da Meiko. A tutti i partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione al corso e verranno offerti in omaggio utili strumenti professionali.MiWine 2006 non si limita infatti ai tre giorni di manifestazione, ma vive nei numerosi appuntamenti promozionali organizzati in Italia e all'estero, nell'ambito di fiere ed eventi strategici, prima e dopo lo svolgimento della manifestazione. MiWine ha scelto Milano come sede strategica della manifestazione, centro economico e finanziario del Paese, primo bacino italiano per consumo di vino e dunque destinato a richiamare operatori del settore nazionale ed estero".

Diminuiscono i sughi fatti in casa e aumentano quelli industriali

20/04 Il sugo non lo prepara piu' la mamma, che, ancora meno, e' disposta a darsi da fare per salse, intingoli o qualunque genere di condimento, anche il piu' semplice. I produttori di salse e ragu' pronti, in 5 anni sono aumentati del 127,5%. Cosi' come si sono decuplicate (+154,9%) rosticcerie, friggitorie, gastronomi, take away. Sono dati della Camera di Commercio di Milano che e' andata a guardare cosa bolle nelle pentole degli italiani. I profumi sono buoni, ma non hanno piu' nulla del sapore casalingo di una volta. L'industria alimentare nel terzo trimestre 2005 ha segnato una crescita del +17,9% rispetto allo stesso periodo nel 2000, portandosi da 84.523 a 99.644 imprese attive nel settore. Le regioni piu' golose sono la Sicilia (10.996 imprese attive nel 2005, l'11% del totale nazionale, +14,1% la crescita dal 2000), la Lombardia (10.872, 10,9%, +18,9%), la Campania (10.494, 10,5%, +15%), l'Emilia-Romagna (9.074, 9,1%, +10,1%) e la Puglia (7.556, 7,6%, +22,5%). Ma in crescita ci sono soprattutto i produttori industriali di condimenti e salse pronte (che passano da 109 nel 2000 a 248 nel 2005, +127,5%), cosi' come aumenta del +154,9% la produzione senza somministrazione di prodotti alimentari come i cibi preparati (gastronomie, friggitorie, rosticcerie, take away) e quelli precotti (surgelati, in scatola o comunque conservati) (in tabella con dicitura produzione di prodotti alimentari). In totale le imprese sono passate da 2.123 nel 2000 a 5.412 nel 2005. Segna il +119,1% anche la produzione di oli e grassi vegetali e animali, passando da 555 a 1216. Gli italiani, inoltre, apprezzano sempre piu' la birra, i cui produttori sono cresciuti in cinque anni del 153,1%, passando da 32 a 81 attivita'. In valori assoluti, per settore generale, spiccano i dati relativi alla produzione di prodotti di panetteria e di prodotti da forno e pasticceria fresca, con 52.876 attivita' rispetto alle 41.265 del 2000 (+28,1%). Seguono la produzione di gelati (6.579 imprese nel 2005 rispetto alle 4786 del 2000, crescita del 37,5%) e di paste alimentari e prodotti farinacei simili (5.559). Per quanto riguarda i settori del fresco salgono a 1254 le imprese di produzione e lavorazione della carne, escluse le macellerie, con un aumento del 62,4%, (772 nel 2000). In crescita anche la lavorazione e la conservazione di frutta e ortaggi, +81,6% da 316 a 574, cosi' come la produzione di cacao in polvere, cioccolato, caramelle e confetterie (572 imprese contro le 475 del 2000, +20,4%) e di bevande ottenute per infusione ed altre bevande fermentate (59 contro le 31 del 2000). Emerge da un'elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro delle imprese tra il 2000 e il 2005 (terzo trimestre). Tra le regioni piu' attive nei singoli settori, l'Emilia-Romagna prevale nella produzione, lavorazione e conservazione di carne, escluse le macellerie (167 imprese nel terzo trimestre 2005, 13,3% del totale nazionale, +119,7% tra 2000 e 2005) e in quella di condimenti e salse (63, 25,4%, +350%), la Sicilia nella produzione senza somministrazione di prodotti alimentari come i cibi preparati (gastronomie, friggitorie, rosticcerie, take away) e quelli precotti (surgelati, in scatola o comunque conservati) (839, 15,5%, +334,7%) e nei prodotti di panetteria e di prodotti da forno e pasticceria fresca (6.613, 12,5%, +15,6%). Prevalgono invece la Calabria nella produzione di oli e grassi vegetali e animali (281, 23,1%, +128,5%), la Lombardia nella produzione di gelati (1040, 15,8%, +33%), e di birra (12, 14,8%, +200%), la Campania nella lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi (108, 18,8%, +30,1%). Le regioni che crescono di piu' nel totale dell'industria alimentare tra 2000 e 2005 sono Sardegna (+40,2%), Calabria (+32%), Lazio (+26,3%) e Marche (+25,6%). Tra le province con piu' imprese nel settore Napoli (4727, +14,3%), Roma (3.770, +30% in 5 anni), Milano (3.405, +31,2%), Torino (3.028, +15%), Bari (2.807, +27,7%), Catania (2.664, +13,7%), Salerno (2.606, +10,4%), Palermo (2.247, +18,8%), Reggio Calabria (2.165, +41%, la provincia con la crescita maggiore nei 5 anni).

La Calabria, regno di acque minerali, non riesce ad esportare il suo oro blu

17/04 La Calabria e' il regno delle acque minerali. Ma la nostra regione, che e' tanto ricca di risorse naturali, e' povera di imprese che non riescono a far fronte alla domanda, in crescita, di bottiglie di acqua minerale che arriva dall'estero. Le 12 aziende calabresi che gestiscono il settore hanno problemi nella distribuzione soprattutto per gli alti costi e cosi' solo l'1% di bottiglie confezionate ogni anno riesce a oltrepassare i confini nazionali. In questo modo con le sue sorgenti, che abbondano nelle zone di Cosenza, Vibo Valentia, Catanzaro e che riforniscono anche le regioni vicine, la Calabria non riesce, purtroppo. a soddisfare la domanda in aumento. I marchi piu' ambiti si trovano nella provincia cosentina. Si tratta della 'Fonte Noce' a Parenti, dellla 'Sorgente dell'Amore' a Grimaldi e della Sorgente Serra Policaretto, che produce l'acqua 'Sila', nel comune di Acri. La provincia di Catanzaro vanta il maggior numero di etichette: nel comune di Feroleto Antico la Idromineral Beverage produce l'acqua 'Futura' mentre la Siamed le etichette 'Fonte Viva' e 'Vita Sana'; a Girifalco invece viene prodotta la famosa 'Acqua Calabria'. La zona di Vibo vanta ben tre etichette: la 'Fonte Perna Certosa' a Polia, l'acqua 'Fabrizia' e 'Serricella' nel comune di Fabrizia. Bel reggino infine si produce la 'Fontedoro' nel comune di Oppido Mamertina e la ben piu' reclamizzata 'Mangiatorella' di Stilo, che costituisce l'eccezione, in virtu' della sua capacita' di espansione sui mercati stranieri nel panorama delle imprese calabresi. ''Sono molte le ragioni per le quali non possiamo estendere oltre la nostra esportazione'', spiega uno dei responsabili del marchio più diffuso, quello della Fonte Certosa. I motivi? Eccessivi costi di trasporto. Ma non solo. Dall'ufficio marketing dell'Acqua Calabria riferisce che ''il buon lavoro nel 2004 negli Stati Uniti ha consentito di superare il dato dell1%''. ''Poi -aggiunge- la crisi economica internazionale ha condizionato fortemente la nostra esportazione in quanto i costi di acquisto per l'America sono aumentati. ora che il dollaro e' salito di quotazione speriamo per il 2006 in una ripresa''. Ma ci sono anche altri fattori. La maggior parte di queste aziende sono tutte a carattere familiare, realta' quindi abbastanza piccole nel contesto regionale. Viene da se' che tra costi di produzione e gestione, le spese diventano alte e di conseguenza la possibilita' di soddisfare le domande estere non sono tutte possibili. A tutto cio' va aggiunta la concorrenza delle multinazionali produttrici di acqua per rendere piu' chiaro il quadro del contesto economico concorrenziale nel quale operano. Nonostante l'1% di presenza all'estero le acque minerali made in Calabria sono presenti oltre oceano. Le destinazioni? La Mangiatorella, con una produzione annuale che supera i 50 milioni di bottiglie, arriva in Canada, Stati Uniti, Malta e Australia. Fonte Certosa, con 20 milioni di pezzi, invece solo in Canada mentre la Fonte Noce con 30 milioni annui arriva anche in Albania. Ma ancora, Acqua Calabria, al pari della Mangiatorella, arriva sulle tavole di americani, canadesi e australiani, con una produzione annuale di 70 milioni di pezzi. La Siamed, produttrice di due marchi con oltre 40 milioni di pezzi all'anno, esporta il proprio prodotto a Malta.Solo l'acqua Sila, con una produzione media di 30 milioni di bottiglie rimane entro i confini nazionali e precisamente nei confini del Mezzogiorno. Sul dato nazionale invece l''oro blu' calabrese va forte. In tutto il Mezzogiorno le etichette calabresi sono presenti nei bar, supermercati, ristoranti. Senza contare le famiglie che acquistano questi marchi. La Fonte Noce e' commercializzata in Sicilia, Puglia e Campania e lo stesso discorso vale per Fonte Certosa, Mangiatorella, Sila e le etichette Siamed;invece Acqua Calabria sebbene arriva in Sicilia, viene esportata nella provincia di Salerno, Taranto e Brindisi. Ultima considerazione per Mangiatorella che oltre al Sud,e' possibile trovarla anche a Milano e Roma: una delle poche in Calabria.Le concessioni per la commercializzazione delle acque minerali all'estero dipendono dal Regio Decreto del 1935 che regolamenta la coltivazione delle sostanze minerarie dello Stato quale bene demaniale. Quindi la normativa regolamenta che tutte le imprese per commercializzare i propri prodotti all'estero devono ottenere la concessione. L'acqua disponibile nella regione, oltre ad essere abbondante, e' di ottima qualita' e tra le migliori d'Italia e d'Europa. Per le caratteristiche geolitologiche delle rocce serbatoio e per la composizione dell'aria attraversata dalla pioggia prima d'infiltrarsi nel sottosuolo, l'acqua delle sorgenti calabresi presenta composizione chimica, biologica e temperatura ottimali dal punto di vista della potabilita'. Grazie ai preziosi accumuli di minerali presenti nelle antichissime roccie costituite prevalentemente da graniti, scisti, gneiss che non si trovano in nessun'altra regione di tutta la catena appenninica italiana, la mineralizzazione delle acque calabresi e' particolarissima. La gran diffusione di queste roccie, i processi geodinamici e la piovosita' molto elevata - la Calabria e' una delle regioni piu' piovose d'Italia - rendono il territorio calabrese ricco di suoli fertilissimi e di numerose sorgenti e falde d'acqua potabile ed anche termale di rilevante importanza e differente qualita'. In base alla quantita' di sali minerali contenuta ed alla legislazione vigente le acque sono classificate in minimamente mineralizzate, oligominerali, minerali e ricche di sali minerali. A seconda del tipo di sostanza prevalente vengono denominate solfate, fluorate, calciche, bicarbonatiche, magnesiache.

Le risorse locali come attrattive turistiche: il caso dell'enogastronomia

04/04 Negli ultimi decenni i cambiamenti in atto nel settore turistico hanno determinato nuovi modelli di vacanza e hanno favorito l’adozione di modalità competitive innovative fra le località turistiche. In particolare, è cresciuta la competizione fra mete tradizionali e destinazioni nuove e si sono aperti spazi di mercato per le “mete secondarie”, luoghi meno noti e non ancora interessati dai principali flussi turistici internazionali, ma, anche per tale motivo, particolarmente attraenti per alcuni segmenti turistici, alla continua ricerca dell’autenticità.
“Numerosi rilevanti cambiamenti – ha puntualizzato la prof.ssa Sonia Ferrari, docente di economia e gestione delle imprese di servizi, marketing del turismo, marketing territoriale ed event marketing presso la Facoltà di Economia dell’Università della Calabria, intervenuta nei lavori del convegno nazionale promosso a Nocera Tirinese dal dipartimento di chimica su “Il vino tra scienza, economia e cultura”, in collaborazione con l’ARSSA e il Consorzio Agricolo Scavino - legati al fenomeno della globalizzazione, alla diffusione delle nuove tecnologie nel settore dell’informatica e delle telecomunicazioni, oltre che, naturalmente, all’evoluzione dei consumi hanno trasformato, a partire dagli anni ’70, il settore turistico.
Con riferimento alla domanda, le novità sono nate a seguito di cambiamenti negli stili di vita e nei comportamenti d’acquisto, fra cui in primo luogo il ritorno alla natura e la riscoperta di stili di vita eco-compatibili, la ricerca delle tradizioni e della spiritualità, la de-massificazione dei consumi, la ricerca del benessere psico-fisico, lo spostamento verso modelli più sobri di consumo, verso vacanze esperienziali, verso forme di turismo più attive, sia dal punto di vista fisico che intellettuale, e verso nuovi tipi di turismo, quali agriturismo, percorsi eno-gastronomici, vacanze in mete di turismo spirituale e culturale.
Tutto ciò ha determinato – ha proseguito la prof.ssa Sonia Ferrari - la crisi del turismo di massa e l’affermazione del post-turismo, una trasformazione che ha comportato la nascita di più turismi, cioè di forme diversificate di consumo turistico, vacanze più brevi e meno concentrate dal punto di vista temporale, spesso legate ad interessi specifici, come natura, luoghi storici, modelli culturali e così via, oltre alla crescita rapidissima di alcuni segmenti, fra cui il turismo culturale e nelle località minori, il turismo rurale e il turismo eno-gastronomico.
In un panorama turistico di questo tipo – ha concluso la docente universitaria - in cui l’omogeneità dell’offerta tradizionale è evidente, le risorse locali rappresentano, dunque, oggi fonti di vantaggio competitivo ed elementi di differenziazione sempre più importanti. Esse possono assumere un ruolo particolarmente rilevante se sono legate a cultura, storia, tradizioni e folklore locali e se il coinvolgimento della comunità ospitante è elevato. Le attrattive basate su specificità locali, quali, in particolare, percorsi legati all’eno-gastronomia, sono, infatti, divenuti di frequente gli elementi di base di marchi turistici di successo, come è dimostrato dal crescente interesse mostrato negli ultimi anni dai visitatori italiani e stranieri per tali tipi di risorse turistiche”.

Frutta e verdura sempre più sane

22/03 Sulle tavole degli italiani frutta e verdura sempre più sicure. Lo conferma il dato medio emerso dal confronto dei risultati dei controlli sui residui di agrofarmaci effettuati dalle istituzioni pubbliche, enti privati e associazioni di consumatori che si occupano di sicurezza alimentare, protagoniste oggi dell’ incontro a Roma “Mangiare informati” organizzato da Agrofarma - l’associazione delle imprese produttrici di agrofarmaci - in collaborazione con Coldiretti e Intesa dei Consumatori e con la partecipazione del Ministero della Salute nella persona del Sottosegretario Senatore Cesare Cursi.
La quasi totalità delle produzioni commercializzate in Italia rispetta i limiti di legge (dal 97 al 98% dei campioni sono entro i limiti di legge), ben oltre la metà è addirittura assolutamente priva di residui (dal 64% al 67%) e solo una minima parte presenta residui di agrofarmaci oltre i limiti di legge (tra l’1.5 e il 3% dei campioni), ma sempre a dosi da 100 a 10.000 volte inferiori a quelle potenzialmente in grado di creare problemi per la salute dei consumatori. I valori dei prodotti fuori legge proiettano Italia al secondo posto in Europa con solo 1,6% di campioni non a norma a ridosso dell’Inghilterra 0,8% e prima di Grecia e Danimarca rispettivamente con il 2,3% e 3%. La continua collaborazione tra i vari soggetti protagonisti del settore ortofrutticolo e controlli sempre più severi - che complessivamente hanno interessato oltre 16.000 campioni per conto dell’ONR e circa 7.400 prodotti per conto del Ministero della Salute - hanno portato ad evidenziare una diminuzione di 0.7 punti percentuali (circa il 30%) del numero di prodotti irregolari (dal 3,6% al 2,9% per l’ONR e dal 2.1% al 1.4% per il Ministero della Salute, in un arco di tempo che va dal 1996 al 2004).
Ogni anno in Italia vengono analizzati almeno 50 mila campioni di frutta e verdura, presi a caso sul territorio nazionale, sui quali vengono eseguiti oltre 10 milioni di analisi, con particolare attenzione alle sostanze più delicate, quelle cioè che tendono a lasciare più tracce negli alimenti. I controlli in Italia sono effettuati da enti pubblici e organismi privati. Il Ministero della Salute attraverso le Aziende Sanitarie Locali e il Ministero delle Risorse Agricole e Forestali attraverso una Rete di Monitoraggio ad hoc si occupano infatti di monitorare con regolarità l’eventuale presenza di residui di agrofarmaci su migliaia di campioni di derrate fresche e alimenti trasformati. Oltre ai controlli Ministeriali sono da tempo attivi numerosi laboratori privati sparsi su tutto il territorio nazionale per conto di agricoltori, industrie agroalimentari e grande distribuzione, effettuano continuamente analisi di laboratorio sugli alimenti freschi o trasformati a garanzia di cibi sempre più sicuri.
“La convergenza dei risultati che emergono dal confronto dei vari dati relativi alla sicurezza di frutta e verdura in Italia non può che confortaci circa l’affidabilità del sistema dei controlli presenti nel nostro Paese frutto di una più che positiva sinergia fra tutti coloro che a vario titolo si occupano di portare sulle tavole degli italiani prodotti buoni, genuini e sicuri, così importanti per la salute del cittadino e così tanto cari ai nostri costumi e alle nostre storiche tradizioni culinarie” - commenta il sottosegretario alla Salute Senatore Cesare Cursi che conclude: “in termini di residui di agrofarmaci, il cibo italiano è infatti oggi il più sicuro in Europa, come dimostrato dai Rapporti Annuali della Commissione Europea”.
“I controlli dimostrano di essere assai efficaci e le normative in vigore, basate su principi di sicurezza estremamente cautelativi, hanno indirizzato nel tempo gli sforzi dell’industria verso la ricerca di prodotti sempre più sicuri per i consumatori e l’ambiente – commenta Luigi Radaelli, Presidente di Agrofarma - I risultati sono rassicuranti, ma non dobbiamo abbassare la guardia. L’industria, in stretta collaborazione con gli agricoltori sarà sempre più impegnata a migliorare la qualità del cibo italiano”.
“I risultati di queste analisi sono il frutto dell’impegno degli imprenditori agricoli che hanno reso il Made in Italy alimentare leader nelle garanzie di qualità e sicurezza alimentare ma - afferma Sergio Marini, Vice Presidente di Coldiretti - rappresentano anche una ragione in piu’ per mangiare ortofrutta dopo che nel 2005 i consumi di ortaggi freschi da parte delle famiglie italiane hanno fatto registrare una riduzione del 7,6 per cento in quantità con una spesa di poco inferiore ai 2 miliardi di euro e quelli di frutta fresca in calo del 1,3 per cento a 2,4 milioni di tonnellate per una spesa di 2,9 miliardi di euro. E per ottimizzare il rapporto qualità / prezzo il consiglio della Coldiretti è di verificare le etichette di origine e rispettare le stagioni acquistando frutta e verdura Made in Italy che può garantire condizioni di genuinità e freschezza uniche non essendo soggetta ai lunghi tempi di viaggio dei prodotti importati e contribuisce anche a ridurre l'inquinamento atmosferico perché si tratta "alimenti a chilometri zero", che non consumano carburante necessario ai lunghi trasporti.
L’Osservatorio Nazionale Residui, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, raccoglie ogni anno i risultati delle analisi di privati e li elabora in un rapporto annuale sulla bontà della frutta e verdura nazionale. “La direzione è confortante – commenta Gian Pietro Molinari, coordinatore dell’ONR – e va nel senso di una sempre maggiore tutela del consumatore. Dal 1997 ad oggi abbiamo potuto registrare un’evidente riduzione dei residui irregolari e un sostanziale aumento dei campioni senza residui rilevabili, e questo nonostante l’attenzione dei controllori si sia progressivamente concentrata proprio su quelle sostanze che tendono a lasciare più tracce negli alimenti, per assicurare al consumatore standard di controllo sempre più elevati”.
Una conferma del trend positivo che già da qualche anno caratterizza i risultati delle analisi del Ministero della Salute e dell’ONR arriva anche dalla principale organizzazione di consumatori, Intesa dei Consumatori, che è impegnata ormai da tre anni in collaborazione con Coldiretti ed Agrofarma in un’attività tesa a verificare la qualità della frutta e della verdura ogni giorno sulle tavole degli italiani. L’iniziativa “Mangia più Sicuro”, infatti, ha visto rappresentanti delle associazioni dei consumatori scendere in piazza nei principali mercati italiani per raccogliere campioni offerti spontaneamente dai cittadini e farli analizzare da laboratori certificati, con risultati ampiamente rassicuranti per il consumatore. “Esprimiamo soddisfazione per i risultati ottenuti che dimostrano ancora una volta come sia importante produrre frutta e verdura sicure attraverso un utilizzo minimo di agrofarmaci che, se usati in maniera irrazionale, potrebbero compromettere qualità e genuinità dei prodotti” commenta Rosario Trefiletti, Presidente di Federconsumatori .

 

Quantita’

Spesa

Variazione%

Variazione %

 

Milioni Tonnellate

Miliardi Di Euro

Spesa

Quantità

Frutta

2,4

2,9

-7,5

-1,3

Verdura

1,7

2

-2

-7,6

TOTALE

4,1

4,9

   

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Ismea Ac Nielsen consumi delle famiglie nel 2005

Codacons: “Serve un progetto per l’educazione alimentare nelle scuole”

15/03 ''Abbiamo deciso di attivare un percorso di educazione alimentare e di sensibilizzazione verso le produzioni tipiche e tradizionali calabresi da offrire a tutte le scuole elementari della regione''. E' quanto sostiene, in una nota, il presidente del Codacons della Calabria. ''La tradizione alimentare - aggiunge Di Lieto - deve diventare il punto di partenza per la creazione di un nuovo modello alimentare. Si parla comunemente di dieta, ma sarebbe meglio parlare di stili di vita e di modelli alimentari, proprio per il significato piu' ampio che essi racchiudono: non solo aspetti tecnici, scientifici ed economici, ma anche culturali nella piu' ampia accezione del termine. L' educazione alimentare nelle scuole rappresenta un' occasione e un' opportunita' per la conoscenza e la valorizzazione dei prodotti tipici e tradizionali calabresi, perche' il cibo e' anche e soprattutto cultura. Abbiamo anche proposto una legge regionale per la tutela e promozione delle produzioni regionali nonche' per la tutela dell'alimentazione nelle scuole. In questo modo avremo l'opportunita' di rafforzare i circuiti economici della nostra regione e, conseguentemente, assicurare posti di lavoro, se nell'acquisto di generi alimentari privilegeremo i prodotti calabresi. Per comprendere appieno l'importanza del problema sollevato dal Codacons, basta pensare a cosa mangiano i nostri bambini nelle mense scolastiche. Non dimentichiamo che una scorretta alimentazione scolastica formera' i malati di domani, con drammatiche ricadute sulle famiglie nonche' sulle gia' magre casse regionali''.

Al via a il concorso enogastronomico “Il gusto del territorio”

13/03 E' stata presentata, a Frascineto, la seconda edizione del premio letterario ''Il gusto del territorio'', organizzato dalla Federazione italiana sommelier albergatori e ristoratori (Fisar) della Provincia di Cosenza, in collaborazione con il comune di Frascineto e con la Provincia di Cosenza. All' iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, l' assessore provinciale, Rosetta Console e il sindaco di Frascineto, Domenico Braile. ''Si tratta di un' iniziativa - ha detto Rosetta Console - che si muove nell' ottica del rilancio e della valorizzazione del territorio''. ''Il premio viene riproposto - ha dichiarato il delegato Fisar, Franco Pingitore - per far conoscere in maniera piu' approfondita questa zona ed i frutti della terra, che ad essa appartengono e che sono gli elementi cardini della enogastronomia, che fa ricca ed autorevole la cucina mediterranea''. ''L' appuntamento turistico, culturale ed enogastronomico e' - ha concluso Luigina Ricioppo, membro della commissione esaminatrice del concorso - davvero unico nell' ambito della regione Calabria''

Da Diamante arriva la torta Sacher al peperoncino

11/03 Anche la ricetta della Sacher, la famosa torta al cioccolato, verra' rivisitata per inserirvi il peperoncino calabrese. Lunedi' prossimo, alle 18, su Raisat Gambero Rosso, nel corso della trasmissione ''Dolcemente'', il pasticcere Giovanni Santini, si cimentera' a rivisitare la Sacher che diventa cosi' una ''Sacher calabrese''. In studio sara' presente il presidente dell' Accademia italiana del peperoncino, Enzo Monaco. ''La storia di questo dolce mitico - e' scritto in un comunicato dell' Accademia - e' ricca di colpi di scena. Il sedicenne Franz Sacher, capostipite della omonima famiglia di albergatori, era a servizio del principe Metternich come apprendista cuoco da due anni. Il principe amava stupire i suoi ospiti con piatti sempre nuovi. Per un pranzo molto importante ordino' di inventare una torta nuova e tocco' proprio a Franz, che sostituiva lo chef malato, di creare questo dolce con i pochi ingredienti che aveva sottomano. Il successo di questa torta di cioccolato fu enorme e ben presto divenne famosissima in tutta l'Austria. Ma col successo nacque una disputa legale che duro' sette anni: la guerra dei 'dolci sette anni'. Il litigio verteva su chi aveva il diritto di fregiare questa torta con nome Sacher, l' albergo Sacher o il pasticciere Demel che aveva comprato da Eduard Sacher, nipote di Franz, il diritto di mettere nella sua torta di cioccolato, leggermente modificata da quella di Franz, il sigillo 'originale Sacher torte'. Dopo ben sette anni l' albergo Sacher vinse la causa. Questa torta la cui ricetta originale e' segreta, viene sempre servita nell' albergo Sacher di Vienna''. Nella versione che proporra' Santini nella trasmissione di lunedi', la confettura di albicocche non c' e'. Al suo posto c' e' il peperoncino, che aromatizza il cioccolato. e ci sono i fichi secchi di Calabria. ''Quelli della varieta' Dottato - ha sostenuto Monaco - che sono i piu' buoni di tutti e sono tipici della provincia di Cosenza''.

Presto attiva una task force sulla sicurezza alimentare

24/02 Una task force composta da tecnici dell' Assessorato regionale alla Salute e dell' Agenzia regionale per la protezione dell' Ambiente della Calabria si occupera' di programmare l' azione dei due enti in materia di sicurezza degli alimenti e di dare risposte ai ministeri competenti in tema di obblighi provenienti dalla normativa comunitaria. L' istituzione dell' organismo - il cui gruppo ristretto si riunira' gia' venerdi' prossimo - e' uno degli obiettivi programmati a conclusione della riunione che si e' svolta questa mattina nella sede centrale dell' Arpacal di Catanzaro. All' incontro hanno partecipato, tra gli altri, il commissario dell' agenzia, Domenico Lemma, il direttore scientifico Antonio Scalzo, il dirigente del settore prevenzione del Dipartimento regionale alla Tutela della Salute Luigi Rubens Curia. ''Ho potuto constatare - ha affermato Curia - l' immediata disponibilita' del commissario Lemma a predisporre questa prima riunione in modo che Arpacal e Dipartimento alla Salute potessero iniziare un percorso condiviso. Vi sono molte questioni per le quali, attraverso la collaborazione dell' Arpacal, siamo chiamati a dare risposte ai ministeri competenti, ma soprattutto ai cittadini calabresi ai quali dobbiamo dare risposte concrete sulla sicurezza di cio' che mangiano e bevono. La cultura della prevenzione e' cresciuta in questi anni, ma ho l' impressione che, per ritardi complessivi che si sono sedimentati, il cittadino calabrese sia particolarmente indifeso in questa tematica. Ecco perche' siamo chiamati a dare risposte efficaci alle emergenze, ma anche a programmare a medio e lungo termine un percorso comune, ognuno per le sue competenze, con l' Arpacal''. ''Oggi - ha sostenuto Lemma - Arpacal e Dipartimento alla Salute dialogano, non solo perche' vi e' un piano sanitario che lo prevede, ma anche perche' c' e' una legge, quella istitutiva dell' Agenzia ambientale calabrese, che lo dispone espressamente. Per quanto riguarda la nostra struttura, mi sento di garantire la grande professionalita' dei nostri dirigenti che, sulla base di un programma che possiamo concordare, potra' dare risposte concrete a tutte le richieste che provengono dal Dipartimento alla Salute. Vogliamo concretizzare un accordo di programma anche perche' se non riuscissimo a dialogare, l' Arpacal rischierebbe di rimanere un corpo estraneo al complesso sistema regionale. Ecco perche' adegueremo la nostra programmazione sulla base delle esigenze del dipartimento, non dimenticando che alle nostre spalle c' e' il sistema nazionale delle agenzie ambientali, in grado di supportare ogni nostra azione. E poi va ricordato che l' Assessore alla Salute e' autorevole componente del Comitato regionale d'indirizzo della nostra agenzia''

In Calabria il 40° congresso nazionale dell’Associamone Italiana Sommelier

20/02 Martedì 21 febbraio alle ore 11.30, a Catanzaro (presso i locali de La Buvette - Casa delle Culture in Piazza Prefettura), verrà presentato il 40° Congresso Nazionale AIS che si svolgerà per la prima volta in Calabria dall’1 al 4 ottobre prossimi. L’iniziativa sarà illustrata dal Presidente nazionale dell’Ais, Terenzio Medri, dal presidente della sezione territoriale regionale, Francesco Nicoletti, dal presidente dell’Ais Calabria, Gennaro Convertini e dal Delegato per Reggio Calabria, Demetrio Crupi.
Alla conferenza stampa parteciperà l’assessore regionale all’agricoltura, On.le Mario Pirillo. Saranno presenti, inoltre, alcuni tra i più importanti imprenditori del mondo del vino calabrese e una rappresentativa dei sommelier di tutte e cinque le province della regione.
Il Congresso nazionale che conclude il quarantesimo anno di vita dell’Ais è stato affidato all’associazione calabrese, la più giovane sezione territoriale d’Italia: la circostanza, che è senza precedenti, conferma l’affidabilità e la credibilità dei sommeliers calabresi e premia un’organizzazione dinamica e vivace che conta già nella regione 450 iscritti e 230 sommelier che hanno completato il percorso formativo.
Di assoluto rilievo, del resto, l’appuntamento d’ottobre: le tre giornate congressuali (presso il complesso alberghiero Altafiumara di Villa San Giovanni) impegneranno i vertici dell’Associazione, la Giunta Esecutiva nazionale, il Consiglio Nazionale e gli altri organi istituzionali e i rappresentanti delle delegazioni nazionali e estere: Germania, Belgio, Lussemburgo, Repubblica Dominicana, ecc.. Saranno tre giorni serrati di confronti sui risultati delle attività intraprese e sui nuovi progetti. E non solo. Ci saranno dibattiti, degustazioni, forum (dedicati, oltre che ai vini, all’extravergine d’oliva), tavole rotonde e la finale del concorso “migliore sommelier d’Italia”.
Si svolgerà, insomma, un evento destinato a scuotere l’intero mondo vitivinicolo calabrese. Assolvendo al prestigioso, quanto oneroso, compito di organizzare l’evento cardine della realtà associativa, l’Ais calabrese coglie l’occasione come possibilità preziosa di far diventare protagonisti di una prestigiosa vetrina internazionale, i nostri vini, i nostri prodotti, la nostra ristorazione e la nostra cultura del territorio con le sue peculiari identità.
Si profila, così, una svolta storica. Perché l’Ais calabrese intende sottolineare che la Calabria vanta un eccezionale patrimonio varietale di vitigni in gran parte ancora da scoprire. E che alla valorizzazione di queste uve dimenticate per secoli è legato il futuro del “vigneto Calabria” e lo stesso impegno dei sommelier. Il grande viaggio nell’eccellenza del vino calabrese è cominciato, insomma. Tra storia, scienza e alta qualità enologica.

La dieta mediterranea, "salvavita", applicata solo dal 10% degli italiani

16/02 I nostri nonni, nei primi anni '50, lo sapevano bene: mangiare 'sano', con pasti a base di pasta, verdura, pesce e olio di oliva, fa piu' che bene alla salute. In una parola, e' la Dieta Mediterranea, da molti decantata ma che oggi risulta concretamente applicata solo dal 10% degli italiani. Ritmi frenetici e pasti veloci hanno, infatti, lentamente allontanato il Belpaese delle sue salutari tradizioni culinarie. Ma oggi, esperti e nutrizionisti sono convinti della necessita' di rilanciare lo stile alimentare mediterraneo: arma efficace e decisiva anche per la prevenzione delle malattie cronico degenerative, dall'obesita' al diabete, vero flagello del nuovo millennio. Occasione per riaccendere i riflettori sulla cucina 'di casa nostra' la manifestazione 'La Dieta Mediterranea e l'olio di oliva, tra mito e realta', promossa a Roma dall'Istituto di valorizzazione dell'olio di oliva (Ivoli) e che rientra in una piu' ampia campagna, denominata 'Olive Oil European Style', finanziata con il contributo dell'Unione europea e del governo italiano. E poiche' a dirlo erano gia' i nonni, chef ed esperti culinari hanno 'riscoperto', per l'evento, proprio le loro antiche ricette, reinterpretandole in 'chiave moderna'. ''Gia' negli anni '50 - ha spiegato Antonino De Lorenzo, ordinario di nutrizione e alimentazione all'Universita' di Tor Vergata Roma 2 - il valore della dieta mediterranea e' stato dimostrato scientificamente attraverso il famoso 'studio dei sette paesi': i ricercatori fecero cioe' un confronto tra le diete adottate dalle popolazioni di sette paesi in nazioni diverse per verificarne benefici e difetti. Risultato: il regime alimentare migliore risulto' quello degli abitanti di Nicotera, in Calabria, fedeli seguaci, appunto, della dieta mediterranea''. Da allora, la 'dieta di Nicotera' e' sinonimo di alimentazione sana ed oggi, per ribadirlo, gli chef della manifestazione hanno riproposto sei piatti tipici degli anni '50 del paesino calabrese, dalla pasta e fagioli al pesce: piatti unici, alleati preziosi per la salute, ricchi di tutti i principi nutrizionali perche' un pasto sia davvero completo. La stessa Organizzazione mondiale della Sanita' (Oms), ha sottolineato De Lorenzo, ''raccomanda una dieta definita 'salutare' e che e' in realta' molto simile a quella mediterranea tipica della nostra classe contadina degli anni '50. Una dieta giornaliera, con cinque pasti, che vede cioe' bilanciati tutti i principali apporti nutrizionali: con una quota del 60% di carboidrati, del 30% di grassi, in prevalenza vegetali, e un apporto di almeno 30 grammi di fibre, che equivalgono a cinque porzioni di frutta o verdura''. Per non parlare, poi, dei benefici dell'olio di oliva: ''Anche la Food and drug administration, l'autorita' regolatoria per i farmaci statunitense - ha ricordato l'esperto - ha raccomandato alla popolazione americana l'utilizzo dell'olio di oliva nella dieta giornaliera, in una quantita' di almeno 21 grammi al giorno''. Insomma, le raccomandazioni sono chiare ed anche le basi scientifiche a sostegno della dieta mediterranea: ''Si stima che il 60% della mortalita' a livello mondiale, percentuale che raggiungera' addirittura il 75% nel 2025 - ha detto l'esperto - sia determinata da malattie cronico degenerative, come obesita', diabete, alcune cardiopatie ed il 30% dei tumori, che hanno tra le loro cause principali anche una dieta scorretta e l'inattivita' fisica''. E' dunque ''piu' che mai necessario - ha affermato De Lorenzo - incentivare una seria campagna di prevenzione rilanciando la dieta mediterranea. Bisogna infatti considerare che i benefici sono visibili sul lungo periodo. Questo vuol dire che, abituando a mangiar sano i nostri figli oggi, fra 15 anni potremmo misurarne gli effetti concreti''. Effetti che si tradurranno, concludono gli specialisti, in un 20% di cardiopatie ischemiche in meno ed una diminuzione del 46% dei tumori del colon e del 12% degli ictus.

Il muscolo di grano alternativa vegetariana alla carne

11/02 Il muscolo di grano, l' alternativa autenticamente sana e vegetariana alla carne nata in Calabria dall' ingegno di Enzo Marascio di Isca sullo Ionio, approda a Norimberga. In occasione del Biofach sara' presentato un nuovo squisito alimento, il ''Piatto alla Carlesca''. La linea muscolo di grano di Enzo Marascio gia' comprende ''Arrosti'', ''Prosciutti'', ''Fiorentine'', ''Porchette'' che hanno, come caratteristiche, di essere salutari, privi di grassi saturi, con poche calorie e senza colesterolo e bio (certificati dall' Icea e seguiti, dal prof. Luciano Pecchiai), versatili nella preparazione, conservabili a lungo nelle apposite confezioni, adatti a tutti i palati e in grado di convincere, per il loro aspetto e il loro gusto, anche i piu' convinti amanti della carne. L' inventore del muscolo di grano, si e' dato la missione di convertire anche anche gli amanti della carne a questo cibo vegetariano che valorizza la tradizione gastronomica e i prodotti italiani. Dopo aver presentato le sue invenzioni in diverse fiere dell' alimentazione dal 16 al 19 febbraio, a Norimberga, nell' ambito del Biofach, offre un barbecue dell' ultimo nato, il piu' sopraffino, il Piatto alla Carlesca: straordinariamente muscoloso con tanto di cotenna, pelle e muscoli ... di Grano, unico nel suo genere al Mondo. Il preparato e' cosi' chiamato perche' dedicato a Carlo ed esattamente al nome del Principe Carlo d' Inghilterra noto estimatore e promotore delle colture biologiche, nonche' egli stesso produttore biologico in Gran Bretagna. In esposizione a Norimberga ci saranno diversi piatti a base di muscolo di grano. Sara' un' occasione per illustrare il progetto alimentare frutto della genialita' italiana, la sua genesi e i suoi obiettivi.

Le tradizioni di Capodanno

31/12 Scorpacciata di lenticchie, zampone e cotechino, mutandine e reggiseni tassativamente color rosso, baci e auguri sotto il vischio: con la mezzanotte scatta il nuovo anno ma anche l'ora delle tradizioni. Antiche usanze, che spiega l'esperto, sono tutte legate ad un augurio di 'abbondanza' per l'anno nuovo e alle quali sembra proprio che gli italiani, per abitudine o scaramanzia, non vogliano rinunciare. Basti pensare che, secondo l'associazione Telefono blu, ben 270 milioni di euro verranno spesi a Capodanno per comprare abbigliamento intimo nuovo e soprattutto rosso, mentre i dati della Confederazione italiana agricoltori (Cia) dicono che per il cenone di San Silvestro gli italiani spenderanno ben 950 milioni di euro in lenticchie, cotechino, zampone, tacchino, frutta secca. Alberto Lombardo, studioso del Centro Studi La Runa, associazione di Chiavari che si occupa anche di tradizioni, mitologia, simbolismo e folklore, spiega che ''le tradizioni legate al Capodanno in Europa sono radicate e sopravvissute piu' a lungo di molte altre perche' affondano le loro radici in epoca arcaica''.''Questa - spiega Lombardo - insieme al solstizio d'estate, e' la fase piu' importante del ciclo dell'anno. Nel periodo piu' buio si attende, infatti, che il sole risorga e ricominci il suo ciclo vitale e si mangia di piu' come auspicio di abbondanza, perche' si attende che il calore del sole porti frutti nuovi''. Secondo Lombardo, proprio l'augurio che l'anno nuovo porti 'abbondanza' e' il tema dominante di tutte le tradizioni legate al Capodanno e soprattutto della credenza secondo cui mangiare lenticchie 'porta soldi nell'anno futuro'. ''Le lenticchie - spiega infatti Lombardo - non sono altro che una particolarizzazione dell'auspicio di abbondanza. Inoltre, per la loro forma ricordano piccole monete e forse per questo e' stato accostato tale tipo di legume al concetto di denaro''. Pentoloni di lenticchie a mezzanotte, quindi, si cucinano da Nord a Sud nello stivale e sono chiamati ad un assaggino tutti quanti, anche chi non ne va matto. D'altra parte secondo quanto afferma Telefono Blu, per il cenone saranno almeno 3000 le tonnellate di lenticchie che finiranno sui fornelli degli italiani. Su ogni tavola imbandita degna di rispetto, le lenticchie si accompagnano a zampone e cotechino. La parte del leone la fa dunque la carne di maiale e Lombardo spiega che anche dietro a questa scelta si nasconde una simbologia lontana. ''Anticamente - afferma lo studioso - si pensava che la carne di maiale donasse immortalita' ed abbondanza. Ad esempio i celti usavano mangiare maiale durante la loro notte sacra, ovvero il 1° novembre, che per noi col tempo e' diventato la festa di 'Halloween' e che e' assimilabile al nostro capodanno; mangiare quella carne - aggiunge Lombardo - rappresentava per loro la continuita' nell'aldila'''. Anche in questo caso, sembra che la tradizione detti ricette di fine anno agli italiani: secondo Telefono Blu si mangeranno per la notte di san Silvestro almeno 7 milioni di cotechini e ben 325 milioni di euro usciranno dalle tasche degli italiani per l'acquisto di salumi ed insaccati. Ma la tradizione non detta legge solo a tavola. Anche il look si conforma all'usanza, in base a cui l'ultimo dell'anno va di scena 'l'intimo rosso e va indossato anche qualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio e qualcosa di regalato'. ''Questa usanza e l'uso del colore rosso che contraddistingue tutte le feste fin dal Natale - spiega Lombardo - ha un valore simbolico, legato al fuoco. Infatti, in molti paesi europei - aggiunge - si usa lasciare acceso nel camino un legno acceso oppure addobbare l'albero di Natale con piccole candeline''. ''Il fuoco ed il rosso - afferma ancora Lombardo - sono legati al ciclo del Sole, che con il 31 dicembre ricomincia la sua ascesa e da' nuovo calore''. ''Quindi - sottolinea Lombardo - indossare qualcosa di rosso e' un augurio, rappresentativo di un nuovo inizio, mentre indossare qualcosa di vecchio vuole indicare una continuita' con il passato, cioe' portarsi nel nuovo anno quanto e' stato positivo in quello trascorso. Indossare qualcosa di regalato e di nuovo - prosegue - sono invece un auspicio di abbandanza per il futuro''. Che ci si creda o no, gli italiani non sembrano voler rinunciare al tentativo di aggiudicarsi in questo modo un po' di fortuna. Basti pensare che secondo una stima di Telefono Blu, sono oltre 3,2 milioni i reggiseni rossi venduti, con giarrettiere e ghepierre per oltre un milione. E neanche gli uomini rinunciano al rosso: l'associazione parla infatti di oltre 3,5 milioni di mutande rosse vendute, in calo invece i boxer, comprati comunque per oltre 2 milioni di pezzi. Dopo aver pensato al cibo e vestiario, se davvero si vuole rispettare la tradizione 'in toto', e' necessario munirsi di un mazzo di vischio, appenderlo alla porta e allo scattare della mezzanotte baciarsi proprio sotto la pianta: un gesto che porta fortuna e scaccia gli spiriti maligni dalla propria casa. Anche in questo caso, gli italiani sembrano piuttosto muniti: Telefono Blu parla di almeno 4,5 milioni di cornetti e mazzetti di vischio venduti. ''Questa tradizione ha origine da celti, che consideravano il vischio una pianta sacra in assoluto - spiega Lombardo - La casta sacerdotale celtica, i Druidi, durante le nozze di plenilunio salivano sui tronchi di quercia per recidere il vischio, perche' lo credevano in grado di portare immortalita'''. ''Peraltro - prosegue Lombardo - anche nelle popolazioni germaniche il vischio aveva un'importanza notevole ed era considerata pianta magica. Si dice infatti - sottolinea lo studioso - che unicamente il vischio riusci' ad uccidere il Dio Baldore, una divinita' positiva''. La componente di sacralita' e' forte in tutte le tradizioni di fine anno. D'altra parte, Lombardo spiega che ''il periodo che separa Natale dall'Epifania era considerato anticamente proprio un piccolo anno sacro. Infatti - conclude - si tratta di tredici giorni, che rappresentano ognuno un mese dell'anno, piu' un giorno che indica il completamento dell'intero ciclo''.

Iniziato il Congresso dell’Accademia del Peperoncino a Crotone

29/12 ''Millecosedde di Calabria'' e' il tema della cena di benvenuto che dara' il via stasera, a Crotone, al tredicesimo congresso dell' Accademia italiana del peperoncino. ''Ritorniamo in Calabria dopo sette anni - afferma Enzo Monaco, presidente dell' Accademia - col dichiarato proposito di far conoscere agli accademici di tutta Italia le nostre bellezze naturali, la nostra millenaria cultura e soprattutto il nostro patrimonio enogastronomico che in Italia non e' secondo a nessuno. Una cornice ideale per fare il bilancio delle attivita' svolte e programmare quelle del 2006''. ''Le indicazioni congressuali dell' anno scorso - aggiunge Monaco - avevano designato la Toscana e la regione del Chianti per questo tredicesimo appuntamento nazionale ma dopo i tragici avvenimenti di Locri abbiamo deciso di portare a Crotone i peperoncinomani di tutta Italia. Perche' abbiano una conoscenza diretta della Calabria e dei calabresi eredi di quella Magna Grecia che considerava sacra l' ospitalita'''. La sede del congresso e' a Crotone ma oltre alla citta' di Pitagora, riferisce una nota, i congressisti faranno escursioni a Ciro', a Melissa, a Santa Severina e a Locri per il concerto di Jovanotti in programma il giorno di Capodanno. I partecipanti avranno l' occasione di apprezzare le rinomate leccornie dolci e piccanti di Calabria e i grandi vini Doc e Igt dal Ciro' al Greco di Bianco. Previste, inoltre, visite ai Musei di Crotone, a Le Castella, alla bottega orafa di Gerardo Sacco, a Capocolonna e al Castello di Santa Severina dove e' previsto un incontro col Sindaco che consegnera' ai partecipanti le chiavi della citta' come simbolico invito a ritornare.

Natale tradizionale con meno salmone e più parmigiano. In aumento (+3.7%) la spesa per cenone e pranzo, ne beneficiano i prodotti tipici

23/12 Aumenta la spesa per il pranzo di Natale e ne beneficiano soprattutto i prodotti tipici del Made in Italy come il parmigiano reggiano (+3,8%) mentre stagnano i consumi dei prodotti simbolo del lusso come il salmone (-11,7%), le ostriche (-2,5%) e il caviale (-1%), sulla base dei dati Istat relativi alle importazioni nei primi nove mesi dell'anno. E' quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che ''ogni famiglia italiana per imbandire le tavole del Natale spendera' in media 113 euro, il 3,7% in piu' rispetto allo scorso anno, secondo le previsioni di Confesercenti. Se come tradizione oltre nove italiani su dieci trascorreranno la vigilia e il pranzo di Natale a casa di parenti e amici trascurando almeno per questa festivita' i ristoranti, nel Natale 2005 ''crescono gli acquisti alimentari fatti nei mercatini (+10%) scelti - sottolinea l'organizzazione agricola - sopratutto per combattere il caro prezzi, senza rinunciare alla qualita'. Un vero e proprio boom che coinvolge le piazze di molti Comuni dove e' possibile acquistare prodotti tipici all'insegna di trasparenza, legame con il territorio d'origine, genuinita' e risparmio, anche grazie alla presenza di mercatini della campagna organizzati direttamente dagli agricoltori. Se le previsioni saranno mantenute - sostiene la Coldiretti - si stima che per le festivita' natalizie gli italiani spenderanno 1,5 miliardi di euro per prodotti tipici nazionali destinati all'acquisto di vini e spumanti (40%), formaggi (35%), salumi (20%), extravergini di oliva (1%) e legumi, frutta secca e altri prodotti (4%)''. ''Ad essere piu' gettonati - continua la Coldiretti - sono i cibi territoriali, che ricordano una tradizione, un sapore del passato o un luogo scelti tra i 153 prodotti nazionali (il 20% del totale comunitario) che possono fregiarsi del marchio a denominazione di origine (Dop o Igp), i 4100 prodotti tradizionali regionali e i 453 vini Docg, Doc o Igt. E sono italiane anche il 97% delle bollicine acquistate dalle famiglie per i brindisi in casa; a essere preferiti, secondo un'indagine Ismea-AcNielsen, in sei casi su dieci sono gli spumanti Made in Italy dolci''.
''Stretto e' il legame del Natale con i valori della tradizione territoriale che si esprime a tavola anche nella riscoperta delle ricette del passato''. Lo evidenzia la Coldiretti che ha raccolto una panoramica dei piatti tipici delle prossime festivita' natalizie. Ecco i principali menu della tradizione al Nord, al centro-Italia e nel Mezzogiorno:
- NORD: - In Valle D'Aosta mocetta in crostini al miele, lardo con castagne caramellate con miele, crostini con fonduta e tartufo, zuppa alla Valpellinentze, salsiccia con Patate e Carbonata Valdostana con polenta. Come dolce Pere a sciroppo servite con crema di cioccolato e panna montata, caffe' Mandola' e le tegole; - In Piemonte cappone, bue bollito di Carru' e Moncalvo, insalata di carne cruda all'albese, peperoni in bagna cauda, flan del cardo, tayarin con pancetta petto d'oca, agnolotti al plin, torrone d'Alba. - In Lombardia cappone in gelatina, casoncelli in brodo, cappone ripieno con tritato, uova grana e mortadella e come dolce il 'Pan di Toni', il panettone. - Liguri i maccheroni in brodo, ravioli alla genovese, stecchi fritti, cappone, salcicce e spinaci, Faraona al forno con carciofi e come dolce pandolce, canditi, torrone, uva, fichi secchi e noci. - In Veneto come antipasto salumi vari (soppressa e salsiccia luganega), tra i primi brodo di cappone, risotto al radicchio, gnocchi al sugo d'anatra. Come secondi, polenta e baccala', lesso di manzo 'al cren' (salsa di rafano) con contorno di pure' di patate. Tra i dolci il pandoro di Verona, la mostarda con il mascarpone, il mandorlato di Cologna Veneta. - In Friuli Venezia Giulia Brovada e muset (zuppa di rape e cotechino) con polenta, trippa con sugo e formaggio, cappone e come dolce la gubana. - In Trentino canederli, strangolapreti, capriolo o capretto al forno con patate e per dolce lo Strüdel e lo zelten. - In Emilia Romagna culatello di Zibello, tra i primi tagliatelle al ragu', lasagne, tortellini in brodo (con ripieno di carne) e passatelli in brodo. Tra i secondi, cotechino di Modena, zampone con lenticchie, puré e mostarda, formaggio di fossa con la Saba (mosto cotto)
- CENTRO - In Toscana crostini di fegatini, brodo di cappone, arrosto di faraona, anatra, fegatelli e tordi e sformato di gobbi. Dolci: i cavallucci e i ricciarelli. - Nel Lazio per la vigilia fritto misto di verdure (broccoli e carciofi) e baccala' fritto, il capitone. Per il giorno di Natale, abbacchio al forno con patate e cappelletti in brodo per finire con pampepato e pangiallo. - In Umbria cappelletti ripieni di cappone e piccione, contorno di cardi umbri, cappone bollito e come dolce il panpepato, le pinoccate fatte di zucchero e pinoli e il torciglione serpentello di pasta dolce con mandorle. - marchigiani i maccheroncini di Campofilone in sugo, cappelletti in brodo di carne, Vincisgrassi e cappone arrosto. - In Abruzzo minestra di cardi, zuppa di castagne e ceci, lasagna con macinato, mozzarella e parmigiano. Tra i secondi, agnello arrosto e bollito di manzo. I dolci tradizionali sono: calcionetti fritti, ferratelle, e scrippelle. - In Molise zuppa di cardi, Pizza di Franz in brodo caldo, baccala' arracanato o al forno. Per dolce i Calciuni.
- SUD E ISOLE - In Campania minestra maritata di cicoria scarole e 'borraccia' in brodo di cappone, cappone imbottito e insalata di rinforzo; come dolci struffoli, Roccoco' e frutta secca. - In Basilicata minestra di scarole, verze e cardi cotta in brodo di tacchino e salami con aggiunta di formaggio, baccala' lesso con peperoni cruschi, strascinari al ragu' e come dolci i calzoncelli. - In Calabria crespelle ripiene alle alici e salumi Dop con aggiunta di pecorino crotonese e caciocavallo silano. Tre i primi, le scillatelle (o fileya) con ragu' di maiale, minestra maritata con verdure di campo e fagioli mentre tra i secondi capretto al forno alle erbe selvatiche con patate. - In Puglia cime di rape stufate, panzerotti fritti, anguilla arrostita con alloro, baccala', agnello al forno con lambascioni. Come dolce le pettole, le cartellate, i porcedduzzi e pasticceria di mandorle. - In Sardegna salsiccia, pecorino e olive 'a schibeci', gnocchetti sardi al sugo di salsiccia, agnello con patate al forno, porcetto al mirto. - In Sicilia sfincione, scacce ragusane, cardi in pastella e gallina in brodo, insalate di arance con aringa e cipolla, pasta con le sarde e sarde a beccafico, carne con pancetta coppata con contorno di sparaceddi e caponata. Per dolci, buccellati di Enna, cassate e cannoli e mustazzoli.

Gran successo della rassegna gastronomica fuscaldese

22/12 Grande partecipazione, il 20 dicembre, all'iniziativa "Le Tradizioni nel Piatto" voluta dalla Scuola Media Statale "L. De Seta" di Fuscaldo Marina (Cs), realizzata con la collaborazione del Club Papillon della Calabria. Il Dirigente Scolastico prof. Marcello Lorello nel parlare del progetto di educazione alimentare ha sottolineato l'importanza della difesa dei sapori tradizionali del territorio di Fuscaldo. Le tradizioni alimentari di una popolazione rappresentano dei saperi con caratteristiche di unicità e perciò meritevoli di essere salvaguardate e tramandate. Gli alunni, i genitori e i nonni dei circa 300 alunni, coordinati dalla professoressa Marianna Cavallari ideatrice e promotrice dell'iniziativa,hanno realizzato per l'evento 90 piatti, tutti "legati" al territorio (18 primi , 26 secondi, 14 contorni e 32 dolci). La Giuria del Club di Papillon presieduta da Francesco Saliceti, e composta da Nicola Mangraviti, Giovanna Martire ed Eugenio Gaudio, ha premiato i seguenti
piatti:" Lagana con ceci, agliata e salsiccia" miglior primo piatto," Baccalà con peperoni arrigliati e olive nere" miglior secondo piatto, "A Pulenta o Friscatula" miglior contorno e la "Pitta Mpigliata" quale miglior dolce. Alla manifestazione ha partecipato,in rappresentanza del commissario prefettizio del Comune di Fuscaldo dottoressa Eufemia Tarsia, il signor Emilio Cesareo, funzionario comunale.
Una nota di sentimento s'intreccia al viaggio dei sapori, dei profumi e dei colori che costellano e arricchiscono le tradizioni della nostra terra con la presenza dell'ex Preside, Prof. Gaetano Vena che ha rivissuto, ripercorrendo la via dei sapori, antichi ricordi che lo legano all'esperienza lavorativa nell'Istituto. E così, tra strette di mano e sorrisi nostalgici il passato ha incrociato il presente suscitando l'interesse degli alunni che con gioia ed entusiasmo si sono lasciati coinvolgere in questo originale percorso. E' proprio il caso di dirlo!!... il sapore e il sapere della nostra terra si amalgamano all'unisono in una tradizione che ha in sè aromi forti e contrastanti i quali riflettono la bellezza variegata del paesaggio e si richiamano nell'arte gastronomica in una profusione di aromi che risuona di antico e ritrova il legame con le nostre origini.
Ospiti d'eccezione il direttore dell'agenzia di Paola del Banco di Napoli e il Prof. Oliverio dell'Istituto Alberghiero di Paola che con la loro partecipazione hanno dimostrato quanto sia possibile oggigiorno canalizzare un'iniziativa che miri alla divulgazione delle tradizioni culturali e culinarie inserendole in un progetto di sviluppo per l'economia della nostra terra. Il cibo del passato allora, diviene fermento per il futuro e la massiccia e sorridente adesione dei ragazzi, alunni dell'istituto, lo hanno dimostrato appieno.

Alla Scuola Media De Seta di Fuscaldo la rassegna gastronomica fuscaldese

19/12 “Martedì 20 dicembre 2005 alle 10 la Scuola Media Statale "L. De Seta" di Fuscaldo(CS), in collaborazione con il club di Papillon della Calabria, presenta "Le tradizioni nel piatto". Promotrice della rassegna gastronomica fuscaldese è la professoressa Marianna Cavallari che è riuscita a far nascere negli alunni tanto entusiasmo, nell'organizzazione ha coinvolto le mamme ed anche le nonne. “Si è aperto un dialogo – scrivono gli alunni della scuola media di Fuscaldo - con le persone anziane che ci hanno aiutato nella ricerca delle ricette della tradizione. L'iniziativa sensibilizza noi ragazzi a recuperare le tradizioni, i sapori e i valori di un tempo che, col passare degli anni, si stanno affievolendo fino a scomparire quasi completamente. Accendiamo allora, "il camino" del cuore tutti insieme facendo ardere sempre più la fiamma del nostro AMORE anche nei fornelli! Fuscaldo è un antico paese della Calabria Citra, arroccato sulla collina dell'Elce. " non credo possa esistere in Calabria un paese come il n
ostro, così immobile nel tempo, intatto nel suo silenzio e nella sua solitudine eppure così aperto alla vita, ma con tante ombre, con tanti spiriti sovrani,mitici, lontani che incombono sulle mura, nei vicoli, nei portali di pietra scolpita dove sorprende l'inesauribile invenzione degli antichi scalpellini locali. (P. De Seta)... Un paese dal mitico nome FUSCALDO ( FONS CALIDUNS) nel quale si identificano i suoi abitanti, pieni di calore, arte e usanze culinarie. I Fuscaldesi, infatti, sono famosi per la loro cucina, costituita da piatti semplici che possiamo suddividere in "marinari" e "du paisi". La cucina Fuscaldese è costituita da piatti gustosi e nutrienti.Di questi ultimi fanno parte : cucuzza e fasoli (zucca gialla e fagioli), "scarola, fasoli e corii" (scarola, fagioli e cotenne di maiale), "lagane e ciciri" (tagliatelle fatte in casa con ceci), "pasta chjna" (piatto festivo a base di ziti spezzettati o penne, con polpettine di carne, uova sode e pezzetti di salame),
"Pasta fritta con alici e mollica" (tipico piatto della vigilia di Natale e di Capodanno). Ancora molto usato è il baccalà fritto con "pipi arrigliati" (peperoni a semi dolci lasciati asciugare al sole e poi passati nel forno per completarne l'asciugatura). Contorni vari sono le olive "ammaccate" (schiacciate e conservate in vasetti di terracotta), funghi e melenzane sott'olio. Ottima è "a'mbignulata" (pizza rustica ripiena di "fisuragli" (cicoli di maiale), uova sode, salame, tipica del periodo pasquale. I salumi sono ottimi e confezzionati in modo tradizionali: "sazizza, suprissata, capicoddu, agliata". Come i piatti "du paisi", anche quelli "marinari", sono altrettanto poveri ma gustosi. Le alici vengono preparate gratinate o marinate, le sarde fritte con origano e peperoncino. Altri piatti gustosissimi vengono ancora oggi preparati con "a rosamarina", neonata di pesce azzurro. Essa viene preparata in vari modi: a frittelle con pastella di uova e farina, cruda marinata n
el limone o a frittata ben croccante fatta con farina di "miglio" e condita con "pipi pisato" (peperoncino piccante, tostato e ridotto in polvere). I dolci tipici sono:"turdiddri", "scaliddre", "chjnuliddri"( di mostarda di uva fragola), "giurgiulena" (semi di sesamo tostati con miele e noci), "grispedde" ( crespelle a lunga lievitazione di farina e acqua). Ottime sono anche "i nucchette" di fichi secchi farciti con noci, bucce d'arancia e ricoperti di zucchero a velo con cannella e garofalo.
Gli alunni della Scuola Media di Fuscaldo.

Le tradizioni calabresi del Natale

18/12 Riti e cerimonie rigorosamente nel segno della tradizione rivivono durante le festivita' natalizie in Calabria. Dal 13 dicembre, giorno di santa Lucia, e' cominciato il tempo delle novene, una volta celebrate nelle ore antelucane, delle musiche e dei canti natalizi eseguiti, nei giorni che precedono la festa, da orchestrine ambulanti di ragazzi, dei pranzi con le tredici portate e delle gustose zeppole, dell'allestimento dei presepi nelle case e nelle chiese, dei giochi collettivi delle carte, delle tombolate, e, nel recente passato, con le nocciole, dei ''ceppi'' che ardono nelle piazze delle chiese durante la notte della Vigilia. E' il presepe, in particolare, a rispecchiare il folklore, l'ambiente e le realta' locali: i paesaggi aspri dei monti, gli usi e i costumi. Interessanti e originali, quindi, le statuette dei pastori modellati con la creta delle botteghe artigiane, le quali riproducono gli antichi vestiti, ormai spariti, dei popolani: le massare che indossano le saje, ampie gonne dai vivaci colori, il corpetto senza maniche, il commitinu, allacciato sul petto, la scuffia e i faddali; il massaru vestito di lana nera, abbrasciu, pantaloni corti fino al ginocchio, e calzature dai lunghi legacci, il lungo copricapo alla veneziana, ripiegato sull'omero. E con l'inizio della novena si entrava decisamente nell'aria di Natale. Anche se in occasione della festivita' dell'Immacolata Concezione (la prima in ordine di tempo, delle ricorrenze religiose che, nel mese di dicembre, ricordano i temi forti del Cristianesimo) si cominciava ad avvertire nelle case un'atmosfera di gioia diffusa e, nelle chiese, il ''pipitularu'' faceva la sua prima apparizione con il dolce suono del suo strumento di legno. Tra l'Immacolata e l'inizio della novena di Natale c'e' appunto festa di Santa Lucia che da' il vero inizio al periodo di festa. Da qui, l'antico adagio dialettale: ''all'uattu, Maria; alli tridici, Lucia; u vinticinqua; u veru Missi'a''. Erano queste le tre uniche feste dell'anno nelle quali ordinariamente si ''friggeva''. Un rito al quale si annetteva ed ancora oggi si collegano lieti auspici. Esigeva solo che il capo della famiglia, in modo particolare la vigilia di Natale, lo inaugurasse tenendo il manico della padella sul fuoco , per tutto il periodo in cui la moglie gettava nell'olio caldo i primi pezzi di pasta (farina e lievito impastati con acqua) in numero uguale a quello dei componenti della famiglia: erano le ''crispelle''. Esse prendevano il nome di ''monacelle'' quando, per conferire un sapore salato, alla pasta si aggiungevano pezzetti di acciuga. Una tradizione radicata, quella delle crispelle, che non ha perduto niente del suo smalto. Ancora ai tempi nostri, parenti e famiglie amiche provvedono a non far mancare questo preparato natalizio nelle case in lutto, le uniche dove a Natale non si ''frigge''. I giorni compresi tra Santa Lucia e Natale detti, non sappiamo in quale misura in modo appropriato, delle calende, forse in riferimento al nome del primo giorno del mese del calendario romano, erano considerati un'anticipazione dei dodici mesi dell'imminente anno nuovo. Percio', se il 13 dicembre era piovoso, gennaio sarebbe stato piovoso. Il 14 avrebbe fornito indicazioni utili sulle condizioni metereologiche di febbraio e cosi' via. Insomma un Natale nel segno della tradizione. Quella della vigilia e' la ''sira dell'abbuttu'', dell'abbuffata propiziatrice.
Una cena con nove (Pedace, Cassano) o tredici pietanze (quanto il numero degli apostoli con Cristo nell'ultima cena), o, addirittura, venticinque, come a Cardinale. Piatti semplici e poveri (pasta con acciughe, baccala' fritto e in umido, e, poi, ortaggi e frutta con variazioni di luogo in luogo, ma non carne, riservata al pranzo del venticinque). A Cassano alla mensa ci si siede dopo aver baciato la mano agli anziani della famiglia e dopo averne ricevuto la benedizione. A Pedace, invece, la tavola la si lascia imbandita in segno di augurio, per permettere ai morti, nella notte, di partecipare con i vivi alla consumazione rituale delle vivande (Cassano), e perche' la Madonna fermatasi con il Bambino, assaggi i cibi (Acquaformosa), o la Sacra Famiglia, stanca del camminare si sieda a mensa e si ristori. Alla messa di mezzanotte si va fra spari di mortaretti e saluti augurali. Dopo la processione e la deposizione del Bambino nella mangiatoia del presepe grande della chiesa si ritorna in casa in fretta. Il capofamiglia (ad Amantea il figlio piu' piccolo) depone il Bambinello nella mangiatoia del presepe confezionato col muschio, raccolto allegramente nei campi da brigate di ragazzi, e con casette di cartone ritagliato e dipinto, mentre gli altri eseguono canti natalizi, i cui testi celebrano le meraviglie della natura nell'incanto della notte di Natale, detta di 'festa trionfale', grandissima e senza pari. Ma la notte di Natale secondo le vecchie tradizioni e' anche notte di prodigi: i fiumi si fermano, le fontane versano olio o acqua miracolosa, gli animali parlano e i nascituri saranno lupi mannari (Alto Jonio). Ovunque in Calabria si narra di episodi straordinari.
A Grimaldi si attingeva l'acqua alla fonte, coperti di un panno nero per non essere riconosciuti. Quell'acqua, detta muta', aveva virtu' prodigiose contro ogni sorta di male, ed era custodita gelosamente. Bisogna far mangiare a sazieta' gli animali, perche' non abbiano a lamentarsi del padrone proprio la notte in cui accolgono il Bambino Gesu'. Ed a Mandaradoni agli animali si offrono la sera della vigilia le tredici pietanze rituali, guardandosi bene dal fermarsi con essi a lungo. Secondo la leggenda, poi, la notte della vigilia e' anche il momento propizio, l'unico dell'anno, per tramandare le formule con cui esercitare il potere della magia. Su tutte, pero', prevale quella bianca, per liberare l'uomo dal male e non per procurargli il male. E ad Amantea, addirittura, in chiesa durante la consacrazione, si fanno scongiuri per il mal di capo, il mal di occhi, i vermi, l'itterizia, e persino per l'aggressione di cani o di altri animali, con historiole palesi o sottintese, e concluse con la recita di tre Pater, Ave, Gloria. La recitazione della formula e' accompagnata da una ben precisa gestualita', generalmente da piccoli segni di croce tracciati sulla parte malata, o, per magia contagiosa, su un indumento del paziente, esattamente corrispondenti al ritmo della parola. Gesto e parola (l'uno palese, l'altra silenziosa) rendono efficace l'azione del rito. Ricco di tradizioni popolari e' il Natale presso gli albanesi d'Italia: si rivivono per l'occasione antiche usanze tramandate da secoli. Tutti attendono i rintocchi delle campane che annunciano la messa di mezzanotte. Le tradizioni culinarie vengono rispolverate, rivelando spesso una ricchezza di specialita' altrimenti insospettabile, mettendo a dura prova la valentia gastronomica delle donne pur in un rito che si ripete da centinaia di anni. Tutti partecipano alla cena, anzi alla notte delle ''tredici cose'', che sta a significare un banchetto con almeno tredici pietanze, sia pure soltanto sotto l'aspetto simbolico. Le pietanze d'obbligo, sono comunque, quelle tipiche, e cioe' ''fillilet''; lavorati precedentemente col ferro di calza in modo da poter accogliere, nel proprio pertugio, il denso sugo di castrato, irrobustito dal demoniaco peperoncino (diavulliq) e rifinito da una nevicata di peperoncino; ''rrashkatjelet, dromesat, shtridhelat'' sono altre paste fatte in casa. Si continua coi secondi: il capretto tenero e selvaggio viene arrostito assieme a patate o altri legumi, pronto a nobilitarsi, sotto un velo di pecorino e pangrattato gratinati; ''ngjale'' (anguille), ''bakalla'' (baccala').
L'epilogo dell'abbuffata vede un trimpudio di dolci dai sapori forti e decisi: turdilet, petullat, qenullilet, krispelet, kanaritulat, krustulit, kanalletat, skallilet, frutto di felice connubio fra miele (o mosto cotto), frutta secca, farina, uova. Uno dei momenti piu' attesi del periodo natalizio presso le comunita' albanesi della zona del Pollino, e' quello della preparazionc dei dolci tipici: petullat o krispelet, morbide frittelle a forma di ciambella, ottenute con pasta lievitata fritte in abbondante olio; kanarikullat, una sorta di cannoli di pasta sfoglia impastata col vino, fritti e poi cosparsi di miele; xhurxhullet o xhurxhullinat, una specie di torrone ottenuto da un impasto di miele, semi di sesamo e mandorle; bukunotet, ripieni di marmellata, di mostarda o di ricotta; kanaletet, a base di farina e uova e la forma di scaletta, dopo la cottura viene spolverato con zucchero; krustulit, a forma di enormi gnocchi, preparati come le kanallete, ma vengono, infine bagnati sul miele. Pane bianco, skallile, turdile e krispele costituiscono le preoccupazione delle massaie durante la settimana precedente il Natale a Falconara Albanese. Una antica tradizione, voleva che il capo famiglia presiedesse alla frittura delle krispele, assiso a reggere il manico della padella, mentre la padrona di casa calava nell'olio bollente la pasta lievitata alla quale dava la forma della ciambella o della palla ripiena di acciughe. In l'occasione delle festivita' natalizie, a S.Benedetto Ullano, si usa confezionare in casa diversi tipi di dolci, tutti fritti in padella, a base di farina, tuorli d'uova, zucchero, miele, farinaccio. I dolci piu' diffusi e conosciuti da tutti sono: petullat, turdilet, skallilet, kasatelet, skaudhatjelet. Si usa, altresi', confezionare in questa occasione pani speciali fatti in casa (natallizet), dalle forme diverse, rappresentanti pupazzetti in atteggiamenti curiosi, e due pani rappresentanti il Capodanno (kapudhani) e l'Epifania (Befania), che verranno conservati e consumati esclusivamente per le due occasioni. Questi due pani sono confezionati con piu' abbondanza di pasta, plasmata in forma sferica leggermente schiacciata e integrata da semplici ma originali elementi decorativi. E' tradizione a Firmo, confezionare in casa il dolce tipico di Natale (çiçirata), a base di farina, uova e un pizzico di sale. Impastato con le uova, si lavora la pasta, ricavando dei bastoncini che vengono, poi, tagliati simili a piccoli ceci. A Caraffa e Vena di Maida, si usano preparare in tutte le famiglie, petullelet, a base di farina e patate, impastate come il pane, con forme circolari o allungate; nakatulat, a base di latte, uova, zucchero e olio, hanno la forma di uno gnocco piu' grande. A S.Sofia d'Epiro, S.Demetrio Corone, S.Cosmo Albanese, Vaccarizzo Albanese e S.Giorgio Albanese, in tutte le case per l'occasione, vengono preparati tipici dolci tutti fritti in padella a base di farina, zucchero, uova e miele. I piu' conosciuti sono: krustulit, fatti di pasta e farina a mo' di cannoli con uova, vino e miele; skallilet, a base di farina impastati con uova a 'mo' di fusilli intrecciati in varie forme: qenullilet, a base di uova, lievito, farina, vino impastati e fritti nell'olio, ricoperti di zucchero a velo o di miele. Non v'e' famiglia ad Acquaformosa che non prepari le frittelle, grispellet, ed i cannoli spalmati di miele e zucchero, kruskulit. La sera della vigilia era consuetudine mangiare le tradizionali ''nove cose'', cioe' nove cibi differenti. Un tempo non si mangiava carne ma solo pesce, soprattutto l'anguilla (ngjala) e questa tradizione e' ancora rispettata da tutti. ''Ngjala zihet me kripe., vaI, uj e kutunjol, petrosin, vasilikua e qepe (l'anguilla si cucina con sale, olio, acqua, pomodoro, prezzemolo, basilico e cipolla).

A Buonvicino rassegna natalizia su musica e gastronomia

16/12 Musica, artigiano, ambiente e gastronomia. E' l'argomento della manifestazione che si terra' a Buonvicino dal 18 al 21 Dicembre 2005. Il progetto , a cura dell'Amministrazione comunale di Buonvicino, e' stato finanziato dalla Regione Calabria negli Assessorati del Turismo, Beni culturali e Agricoltura, dalla Provincia di Cosenza. A coordinare l'iniziativa, la Pro Loco Buonvicino avvalendosi della direzione tecnica-artistica dell'Architetto Ersilia Magorno. Molti i temi. Rapsodia d'Autunno a Buonvicino, invita. Tre giorni di incontri culturali - si legge in una nota - ascolto di musica folcloristica, presentazione di prodotti agroalimentare di qualita' e degustazioni guidate. Al mattino, una guida esperta dei luoghi accompagnera' studenti e docenti delle scuole medie e superiori nell'esplorazione di boschi e sorgenti. L'obiettivo e' quello di creare una rinnovata offerta complessiva del territorio che susciti, insieme, l'interesse degli amatori del gusto, della cultura, della musica e del folclore locale. In piu', favorire la diffusione e lo scambio di conoscenze sulle tematiche ambientali, incoraggiare la ricerca e l'applicazione di esperienze, ampliando gli orizzonti culturali delle giovani generazioni

Quinta sagra del maiale a Bosco di Rovito il 10 e 11 dicembre

07/12 L’Associazione Socio-Sportivo-Culturale “Boscolandia”, perseguendo uno dei principali obiettivi del suo programma, che è quello di riscoprire e valorizzare le tradizioni del passato, attraverso momenti di festa e di allegria, anche quest’anno promuove, con il patrocinio del Comune di Rovito e grazie alle sponsorizzazioni di alcune aziende locali, la “Quinta Sagra del Maiale”.L’appuntamento è fissato per Sabato 10 e Domenica 11 dicembre a Bosco di Rovito. La prima giornata, quella di sabato, avrà inizio alle ore 19, con una grande “frittolata” preparata da uomini e donne residenti in contrada Bosco, secondo l’antica ricetta, con verza coltivata negli orti delle nostre campagne. Nel corso della serata sarà possibile gustare, inoltre, panini con salsiccia dolce arrostita alla griglia, salsiccia di fegato, arrosti di maiale, pancetta e broccoli di rape, il tutto accompagnato da un ottimo bicchiere di vino locale. Domenica 11, invece, si comincerà a far festa dalle ore 13 in poi, con la Seconda Mega-Frittolata. Essendo ora di pranzo, chiaramente, chi vorrà potrà gustare anche un ricco primo piatto che prevede i fusilli della nonna al sugo di maiale, oltre agli arrosti di maiale con le rape, innaffiati da un buon bicchiere di vino locale. La seconda parte della festa avrà inizio alle 19. Le due serate, è inutile sottolinearlo, saranno allietate da danze, balli e ottimo varietà. A scanso di equivoci e di inattesi rovesci temporaleschi, invocati dai soliti iettatori, le due giornate della sagra si svolgeranno al caldo e al coperto, presso la saletta comunale. Tutti sono invitati a partecipare, specialmente le famiglie numerose, con nonni e bisnonni al seguito.

Dal 3 dicembre la festa del Torrone a Taurianova

30/11 Il Torron&Fest è una manifestazione che nasce nell’ambito dell’iniziativa “Emersione dei lavoratori nel sistema dolciario di Taurianova”, ed è finanziata nell’ambito dell’intervento n. 5 (progetti d’area) del Progetto Emersione Calabria. L'obiettivo primario è quello di far diventare Taurianova la capitale del torrone artigianale, valorizzando il torrone come prodotto tradizionale e legittimando la realizzazione di un network tra i produttori locali, attraverso la presentazione ufficiale dell’Associazione Volontaria che, con l’ausilio degli operatori dello Sportello Emersione e Sviluppo locale, si è costituita il 25 Novembre 2005.
L’Associazione, presieduta dal Sindaco della Città, persegue l’affermazione dell’identità storica, culturale, ambientale economica e sociale del torrone artigianale di Taurianova e, non a caso, adotta un marchio che, riprendendo alcuni elementi dello stemma comunale, mira all’attivazione di un processo di identificazione dei prodotti tipici locali con il territorio.
Il Torron&Fest coinvolgerà le associazioni Club Papillon, Saperi & Sapori, OEA e gli esperti del settore.
Soddisfazione per l’ottima iniziativa è stata espressa dal presidente della Commissione regionale, Franco Laratta. «Quella di Taurianova - ha sostenuto il presidente della Commissione -è un progetto importante che fa da interprete alle specificità del territorio. Dietro ogni prodotto tipico c'è una storia e una tradizione, e soprattutto c'è una identità. Ovvero ci sono valori importanti che hanno caratterizzato la comunità calabrese nel corso dei secoli. E' giusto quindi esaltatare al meglio questi valori per rafforzare ulteriormente le nostre radici di meridionali e calabresi. L’arte dolciaria calabrese – ha aggiunto Laratta - se tutelata e valorizzata opportunamente può raggiungere elevati standard qualitativi che consentono di proporsi in contesti produttivi e commerciali fuori regione e all’estero. Tuttavia – ha proseguito - a queste straordinarie potenzialità deve associarsi necessariamente l’idea di fare sistema e, sulla scorta di passate esperienze, la formula consortile rappresenta la via migliore per lavorare e produrre nella regolarità e dove ci si può affermare con successo».
Questo il PROGRAMMA (L’evento avrà luogo in occasione della festività dell’Immacolata Concezione e si articolerà nelle seguenti attività):

Sabato 3 dicembre: Avvio della manifestazione, attraverso la tavola rotonda che avrà come tema “il torrone artigianale di Taurianova: una risorsa per lo sviluppo locale”. Interverranno: l’avvocato Rocco Biasi, Sindaco della Città e Presidente dell’Associazione, il dott. Franco Laratta, presidente della Commissione Regionale per l’Emersione del lavoro non regolare, l’Arch. Cosimo Cuomo, coordinatore del Progetto Emersione Calabria, l’avvocato Demetrio Battaglia, presidente provinciale Confartigianato, il dott. Enzo Pianelli, giornalista e capo ufficio stampa A.R.S.SA. della Calabria, il professore Andrea Sinigallia, Marketing Enogastronomico, il dott. Maurizio Pescari, giornalista del Corriere della Sera e moderatore dell’evento, e i produttori aderenti all’Associazione.

Lunedì 5, martedì 6 e mercoledì 7 dicembre: “Corso di analisi sensoriale del torrone artigianale di Taurianova”, il primo in assoluto in Italia nel suo genere, a cura del prof. Andrea Giomo dell’Università degli Studi di Ancona. Il corso sarà a numero chiuso (25 corsisti) e prevede: la presentazione del torrone, quale risorsa economica di Taurianova, con la sua storia, le sue tradizioni e i consumi; attività di esercitazione nella valutazione sensoriale del torrone locale; attività di valutazione e confronto delle diverse tipologie di torrone italiano; viaggio nel mondo dell’abbinamento del torrone con i vini italiani.
Accanto al corso professionale, alla fine del quale i partecipanti riceveranno un attestato di frequenza, si organizzerà nelle stesse date un corso di degustazione per i bambini delle scuole primarie e secondarie, “A scuola di sapori”, gestito direttamente dalla giornalista Paola Gula, che farà conoscere alle nuove generazioni il torrone artigianale di Taurianova, soffermandosi sulle materie prime utilizzate (mandorle, miele, zucchero…) e le loro proprietà nutrizionali. In particolare, la lezione (della durata di circa un’ ora) sarà suddivisa in tre momenti distinti: la Leggenda: l’argomento “torrone” verrà introdotto con una leggenda o una fiaba, al fine di catturare l’attenzione degli alunni; l’Analisi Sensoriale: gli esempi, i giochi, le interazioni guideranno i bambini in modo indiretto al prodotto, in modo che intuiscano di cosa si tratta; sarà poi il momento di focalizzarsi sull’utilizzo dei “sensi” per scoprire il mondo circostante e l’importanza che questi hanno nel contatto col cibo; la Degustazione: inizierà con un’analisi olfattiva ad occhi bendati di diversi torroni, poi si passerà all’analisi visiva, quindi alla degustazione vera e propria, accompagnando ogni fase con spiegazioni sull’origine e la storia di ogni singolo prodotto, sottolineando l’importanza che tali produzioni di qualità rivestono per il territorio.
Gli alunni sono invitati a portare alle lezioni un loro disegno sul tema “come vediamo il torrone”. I migliori disegni verranno premiati durante la manifestazione “TORRON&fest”.
Per rendere più efficaci entrambi i corsi si prevedono delle visite guidate presso i laboratori artigianali aderenti all’Associazione.

Giovedì 8 dicembre: La manifestazione si concluderà in Piazza Italia, dove verrà allestito il “Villaggio del Torrone”. Ai produttori aderenti all’Associazione verranno affidati degli stand espositivi presso i quali i visitatori, dopo aver versato una cifra simbolica che andrà interamente devoluta in beneficenza, avranno la possibilità di assaggiare il meglio del torrone artigianale di Taurianova e di usufruire di uno sconto del 10% presso le aziende associate. Il villaggio sarà animato dagli Sbandieratori di Bisignano, dal teatrino dei burattinai e da Radio Toring104, che trasmetterà in diretta dalla Piazza. In tale occasione verranno premiati i migliori disegni realizzati dagli studenti che parteciperanno al corso di degustazione e verranno consegnati gli attestati ai partecipanti al corso di analisi sensoriale.

Petizione di Fare Verde per il vuoto a rendere nei contenitori alimentari per l’infanzia

29/11 “Da oggi è possibile sottoscrivere l’ “appello per il vuoto a rendere per i prodotti per l’infanzia” che Fare Verde spedirà nei prossimi giorni al Ministero della Salute, al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, al Ministero dell’Ambiente, al Ministero delle attività Produttive e a tutti i produttori di latte per l’infanzia (Nestlè, Milupa, Plasmon Heinz Italia,Nutricia, Humana, Abbot etc.)”. Lo afferma in una nota Il Presidente Provinciale FareVerde di Cosenza, Francesco Pacienza. “Premesso che –afferma Pacienza-, per Fare Verde l’allattamento naturale è sicuramente da preferirsi per la salute del bambino in termini di miglioramento del sistema immunitario, per combattere allergie, obesità e infezioni e molto altro ancora. Fare Verde rileva come, nella vicenda del latte Nestlè e Milupa per bambini contaminato da una sostanza chimica identificata come Isopropilthioxantone (ITX), nonostante i comunicati stampa rassicuranti delle aziende coinvolte, vi sono ancora molti i dubbi nei consumatori. Dubbi sulla sicurezza della chimica alimentare. Dubbi sui controlli. Dubbi sull’irripetibilità di nuove contaminazioni. Dubbi sui rischi per la salute.
Fare Verde è preoccupata anche se le aziende coinvolte hanno dichiarato quanto segue “Tetra Pak, in accordo con i produttori di questi tipi di alimenti, si è immediatamente attivata ed è passata ad un processo di stampa alternativo, non contenente inchiostri UV. La decisione è stata presa come misura precauzionale per salvaguardare la salute dei bambini ed in assenza di qualsiasi evidenza scientifica che indichi un rischio per la salute umana”, perché sono ancora migliaia le sostanze chimiche di cui non disponiamo di dati sufficienti a tranquillizzarci sulla loro pericolosità. Ci chiediamo: qual’è il livello di sicurezza di questi contenitori che, almeno in questa particolare circostanza, hanno rilasciato sostanze verso il liquido contenuto?
Siamo sconcertati per una situazione che ha coinvolto milioni di esemplari, peraltro destinati al consumo per l’infanzia. E’ solo in questo caso che si può immaginare si sia verificato?
Fare Verde è convinta che i contenitori in vetro, o comunque in materiale riutilizzabile, con vuoto a rendere siano l’unica precauzione garantita per salvaguardare la salute dei bambini e dell’ambiente.
Il vuoto a rendere consente di garantire, attraverso la sterilizzazione, sicurezza e, attraverso la cauzione, di impedire che il contenitore divenga rifiuto e venga invece lo ricordiamo, riutilizzato sino a sessanta volte; non gravando sui costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti, non andando ad alimentare inceneritori ed evitando i costi per la raccolta differenziata.
Il vuoto a rendere, è bene ricordarlo, non è limitato al solo vetro: in Germania, Olanda e Scandinavia per le bibite gassate vengono utilizzate bottiglie in PET lavabili e riempibili nuovamente; sempre in Scandinavia, ma anche in Alto Adige il vuoto a rendere è usato su bottiglie in policarbonato per il latte. Pertanto, chiediamo ai produttori di latte per l’infanzia e ai ministeri interessati (Ministero della Salute, Ministero delle Politiche Agricole, Ministero dell’Ambiente, Ministero delle attività produttive) alla luce di questi fatti come misura precauzionale per salvaguardare la salute dei bambini ed in assenza di qualsiasi evidenza scientifica che cancelli completamente ogni dubbio sui rischi per la salute umana di attivarsi per passare, almeno per i prodotti per l'infanzia, a forme di contenitori con vuoto a rendere in considerazione i vantaggi garantiti che il vuoto a rendere ha verso i bambini, l’ambiente e le generazioni future. L’appello è possibile firmarlo anche on line all’indirizzo internet www.fareverdecalabria.it

Fare verde: “Dopo la vicenda del latte Nestlè, preoccupazioni sui contenitori in Tetrabrick”

24/11 “Nella vicenda del latte Nestlè per bambini, contaminato da una sostanza chimica, tutta l’attenzione dei media si è concentrata sul latte e sull’incidente provocato dalla multinazionale nota anche per i boicottaggi a causa delle sue politiche di vendita aggressive nei paesi del terzo mondo e che, nella circostanza, ha utilizzato un contenitore conosciuto per i suoi costi ridotti per confezionare latte per bambini”. Eì quanto afferma in una dichiarazione il Presidente Provinciale Fare Verde di Cosenza, Francesco Pacienza. “Fare Verde – dichiara Pacienza- si chiede se tali problemi non siano riscontrabili sulle confezioni di latte di altre aziende presenti sul territorio calabrese con particolare attenzione alle varie Centrali del Latte disseminate sul territorio regionale.
I problemi che questo incidente pone sono l’uso della chimica nel confezionamento dei prodotti alimentari e nella produzione di rifiuti, anche alla luce dei nuovi regolamenti europei sulle sostanze chimiche. Tetra Brik, questo il nome della confezione oggetto del ritiro, si legge sul sito della azienda produttrice Tetra Pak, è la “confezione ideale per ridurre i costi senza sacrificare la funzionalità”. Due le domande che questo ennesimo caso su un prodotto alimentare dovrebbe porre, al di là dei soliti comunicati rassicuranti delle aziende coinvolte: da un lato quale è il reale livello di sicurezza di questi contenitori che, almeno in questa particolare circostanza, hanno rilasciato sostanze verso il liquido contenuto. E’ solo in questo caso che si può immaginare si sia verificato? A tale scopo Fare Verde chiede all’ARPACAL di eseguier tutti i controlli necessari al fine di garanntire e tutelare la salute dei consumatori. Dall’altro Fare Verde, da anni, sostiene la necessità di indirizzare la produzione dei contenitori per liquidi verso il vetro o comunque verso soluzioni riutilizzabili e con cauzionamento per evitare che materiale, peraltro non costituito da sola carta, entri nel circuito dei rifiuti e nella migliore delle ipotesi della raccolta differenziata. I vantaggi del vuoto a rendere sono molteplici. Il contenitore non diventa rifiuto, quindi non grava sui costi di raccolta e smaltimento e non va ad alimentare inceneritori. Fa risparmiare per intero le materie che sarebbero necessarie per la produzione di un altro contenitore L’operazione di lavaggio e sterilizzazione delle bottiglie in vetro richiede circa 60 volte meno energia rispetto alla produzione ex novo. Non solo, garantisce un corretto comportamento da parte del consumatore che è spinto dalla cauzione a restituire il vuoto con percentuali elevatissime (sempre superiori all’85% con punte del 99%), praticamente irraggiungibili in qualsiasi raccolta differenziata. Il vuoto a rendere, è bene ricordarlo, non è limitato al solo vetro: in Germania, Olanda e Scandinavia per le bibite gassate vengono utilizzate bottiglie in PET lavabili e riempibili nuovamente; sempre in Scandinavia, ma anche in Alto Adige il vuoto a rendere è usato su bottiglie in policarbonato per il latte. Una provocazione: perché la Nestlè, ma anche le aziende del latte presenti sul territorio calabrese (e le altre case produttrici, almeno di prodotti per l’infanzia) non provano a puntare sul vuoto a rendere (che sia vetro o policarbonato) anziché insistere su confezionamenti del genere?”

C’è “la Calabria da gustare” al Metropolis

21/11 La manifestazione “Calabria da gustare” che si svolge presso il centro Commerciale Metropolis dal 19 al novembre, rappresenta un’altra occasione importante per valorizzare i prodotti artigianali della nostra provincia. Il successo registrato da un’analoga iniziativa denominata “Arti & Mestieri d’altri tempi” Mostra dell’artigianato d’eccellenza della provincia di Cosenza, ha spinto questa amministrazione provinciale a proseguire la collaborazione con il Centro Commerciale Metropolis, ritenendo fondamentale in tale contesto di economia globalizzata creare una forte sinergia tra pubblico e privato.
Questa iniziativa è finalizzata a far conoscere al grande pubblico le tipicità ed il valore delle produzioni degli artigiani della provincia di Cosenza nel settore dell’enogastronomia. Le aziende presenti che espongono i loro prodotti pronti anche per una degustazione in loco, rappresentano solo una piccola parte della grande realtà dell’artigianato presente sul nostro territorio che ha bisogno di essere valorizzata e conosciuta e che ha dimostrato, non appena ne vengono create le condizioni, di essere apprezzata non solo in ambito calabrese ma anche internazionale.
Tale iniziativa, realizzata in collaborazione con il Centro Commerciale Metropolis, scaturisce dal tavolo di concertazione, a suo tempo attivato in attuazione del programma di governo del Presidente Oliverio, con le associazioni di categoria CNA, CASARTIGIANI e CONFARTIGIANATO, che con la loro attività hanno contribuito ad individuare e mantenere i rapporti con le aziende artigiane.

Dal 12 a Santa Sofia d’Epiro “Percorso Enogastronomico”

10/11Si terrà dal 12 al 13 novembre a Santa Sofia D’Epiro un “Percorso Enogastronomico”. Questo il programma:
Giorno 12 novembre
1° fase:
- Accompagnamento delle delegazioni e visite alle aziende del territorio di Santa Sofia D'Epiro: Ore 9.30 ritrovo delle delegazioni e dei partecipanti e partenza da piazza S.Attanasio
- Visita al frantoio "Olearia Chimento" c/da Mustica ore 10.00 e degustazione primo olio.
- Visita al frantoio "Baffa Caccuri" c/da Grottile ore 11,00 e presentazione cultivar a marchio DE CO "Ulliri Gjatëshor" e degustazione primo olio
- Visita al caseificio "Miracco Berlingieri" c/da Cavallo d'oro ore 12.00 e degustazione del formaggio.
- Pranzo del Contadino presso l'agriturismo "Vemi" ore 13,30
2°fase
- Convegno e presentazione enogastronomico ore 16,00 e talk show condotto da Riccardo Lagorio sul Tema Marketing e territorio:Il ruolo del percorso enogastronomico a Santa Sofia D'Epiro presso il ristorante "La Pergamena" ore 16,00.
(Relatori:Esperti territoriali/turistico,economisti ,sociologi,esperti di alimentazione e sviluppo locale)
3°fase
- L'Italia a Santa Sofia D'Epiro:Prima festa della Pasta e polenta e animazione dei gruppi folk ore 20,00 in Piazza S. Attanasio.
Giorno 13 novembre
Selezione,valutazione e premiazione dei migliori oli extra vergine d'oliva e formaggi a cura di esperti del settore presso l'agriturismo "Vemi" ore 17,00

Prodotti calabresi premiati all’Expo dei Sapori

07/11-(G.C.)- I prodotti della Locride non sono tutti “targati” ‘ndrangheta. Il Mantonico della Locride e' stato inserito tra i vini Top Hundred alla sesta edizione di Expo dei sapori che si e' svolto in Lombardia. Il premio e' stato ritirato da mons. Giancarlo Bregantini, vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, fondatore della Cooperativa Valle del Bonamico che produce questo antico vino. Anche altri due prodotti calabresi hanno ottenuto un riconoscimento nel corso della rassegna. Si tratta del prosciutto nero di Calabria del Gal Kroton di Torre Melissa e l' amaro Melissa dei laboratori artigiani Liquori di Longobardi (Cosenza).

Un premio al vino prodotto dalla cooperativa di Mons. Bregantini, tra i migliori cento italiani

29/10 Sara' il vescovo di Locri-Gerace mons. Giancarlo Maria Bregantini, presidente onorario della cooperativa ''Valle del Bonamico'', a ritirare il prossimo 6 novembre, il premio assegnato ai vini ''Terre d' Aspromonte'' nella categoria ''Top Hundred'' perche' inseriti tra i 100 migliori vini prodotti in Italia scelti da Paolo Massobrio e Marco Gatti. Il premio sara' consegnato a Milano in occasione della edizione 2005 di ''Expo dei Sapori. ''La presenza del vescovo Bregantini - si afferma in una nota della cooperativa - non ha valenza commerciale ma vuole onorare la Calabria ed evidenzia la volonta' di un territorio difficile come la Locride, ad investire sulle proprie forze e capacita' per risollevarsi e riemergere. Il premio 'Top Hundred' che verra' ritirato dal vescovo e presidente onorario - aggiunge la nota - e' un riconoscimento da condividere con tutti i calabresi, con la speranza e l' auspicio che esso trasmetta l' orgoglio nel cogliere i frutti del proprio lavoro con un prodotto della Locride, con vini calabresi. La Calabria in questo momento ha bisogno di alzare la testa e guardare avanti con ottimismo. Tutti gli operatori commerciali, i ristoratori, i produttori, gli agricoltori di questa terra devono dare prova, proponendoli, che si possono avere prodotti tipici di qualita' e competitivi per aprirsi alle nuove sfide che il mercato europeo propone''. La coop Valle del Bonamico, impegnata da anni nelle produzione di lamponi e piccoli frutti, ha deciso da alcuni anni di percorrere la strada della produzione vitivinicola scegliendo un target che privilegia la qualita' e l' eccellenza.

L’Accademia del Peperoncino all’EuroChocolate di Perugia

15/10 Tre peperoncini giganti daranno il benvenuto ai novecentomila visitatori attesi a Perugia per Eurochocolate. L'Accademia Italiana del peperoncino che il patron Eugenio Guarducci ha coinvolto nell'organizzazione di "Ottobre rosso" non si e' fatta sfuggire l'occasione di promuovere la Calabria nella vetrina della grande festa dedicata al cibo degli Dei. "Il peperoncino - ha detto il presidente Enzo Monaco - a nome della Calabria dara' il benvenuto alle migliaia di visitatori che arrivando a Perugia potranno anche apprezzare le leccornie dolci e piccanti della nostra terra". Ma la presenza dell'Accademia non si limitera' solo ai peperoncini giganti. Per le nove giornate perugine e' stato preparato un programma ricco di eventi. Nella storica Rocca Paolina e' stata allestita la mostra "Duecento volte capsicum" curata da Massimo Biagi dell'Universita' di Pisa. Tutte le sere a partire dalle ore 19, sempre nella rocca Paolina, saranno proiettati i dodici film vincitori al "Piccante film festival" di Diamante. Nella giornata di apertura presentazione di un numero speciale di Pic Mondopeperoncino, la rivista ufficiale dell'Accademia con articoli e servizi dedicati a Eurochocolate. Nello stand dell'annullo filatelico tre cartoline satiriche dedicate al matrimonio fra cioccolato e peperoncino disegnate da Cristina Fabris, Melanton e Passepartout reduci dai successi di "Vignette sul ring" del Festival del peperoncino di Diamante. L'appuntamento piu' importante mercoledi' 19 ottobre nell'aula magna dell'Universita' di Perugia per il convegno "Cioccolato e peperoncino: Revolution style" con relazioni del presidente dell'Accademia Enzo Monaco, dei prof. Paolo Brunetti e Francescoi Tei dell'Universita' di Perugia e Massimo Biagi dell'Universita' di Pisa, e con la partecipazione del preside della facolta' di agraria Francesco Pennacchi e del sindaco Renato Locchi. Sabato 22 la delegazione calabrese si trasferira' a Roma. Ospite della trasmissione Rai Uno Mattina, "raccontera'" agli italiani l'esperienza dolce e piccante di Perugia.

Otto ristoranti calabresi, tra cui cinque in provincia, nel “Golosario 2006”

14/10 Sono otto i ristoranti calabresi inseriti, tra i migliori 200 del Paese, nel ''Golosario 2006'' di Paolo Massobrio. Si tratta de La Tavernetta di Camigliatello Silano, Locanda di Alia di Castrovillari, Gaudio di Longobardi, De Gustibus di Palmi, Agriturismo Le Carolee di Pianopoli, Pantagruel Vecchia Rende, Vino e Camino di Trebisacce, Baylik di Reggio. La presenza calabrese, all' interno della nuova edizione del volume presentato a Perugia, e' arricchita inoltre da un contributo dell' attrice di origini calabresi, Vittoria Belvedere che racconta il suo rapporto con il cibo e le sue passioni enogastronomiche. Nella pubblicazione sono segnalati anche i vini Top Hundred 2005 della Calabria: ''Imyr'' Val di Neto bianco 2004 dell' azienda agricola Dattilo di Ceraudo e il ''Cannizzi'' 2003 (mantonico passito) della cooperativa Valle del Bonamico. ''Se in Italia si mangia sempre meglio - ha sottolineato Paolo Massobrio nella presentazione del nuovo volume - cio' e' dovuto al legame con i prodotti del territorio: questa e' la vera, grande novita' che conferma quanto in cucina la tradizione sia un' innovazione ben riuscita. La vitalita' dei piccoli artigiani alimentari e della nuova agricoltura italiana sta rafforzando l' identita' del gusto delle regioni d' Italia''.

L’Accademia del Peperoncino di Diamante aderisce al “Choco Day”

10/10 Trenta ristoranti ''piccanti'', da Udine a Pantelleria, parteciperanno alla prima edizione del ''Choco day'' che il 12 ottobre in tutta Italia promuove la cultura del cioccolato. Sono i ''locali amici'' dell' Accademia Italiana del peperoncino che offriranno ai loro clienti un piatto, un dessert o un liquore con cioccolato piccante. Inoltre saranno depliant illustrativi sul cioccolato e sull' Accademia. ''A Diamante - e' scritto in un comunicato - oltre ai ristoranti piccanti ci sara' la presentazione in anteprima della 'Palla di Eros' un gelato con cioccolato e peperoncino creato per l' occasione dal 'Caffe' Nini''. Da quest' anno infatti il 12 ottobre non sara' solo la data della scoperta dell' America, ma anche un' occasione per celebrare e promuovere il cioccolato puro ottenuto esclusivamente con burro e massa di cacao senza grassi e oli vegetali aggiunti che ne sviliscono le proprieta'''. L' Accademia del peperoncino e' stata fra le prime a sottoscrivere il manifesto programmatico del ''Choco day'' voluto da Eurochocolate per promuovere e diffondere la cultura del cioccolato. Un' iniziativa, prosegue la nota, che conferma la collaborazione fra le due associazioni impegnate nell' organizzazione di ''Ottobre rosso'' l' evento piccante in programma a Perugia dal 15 al 23 Ottobre. Per questo evento l' Accademia organizzera' una serie di ''iniziative piccanti'' e presentera' un numero speciale della rivista ''Pic Mondopeperoncino'' dedicato alle manifestazioni di Eurochocolate.

Due vini calabresi, Imyr e Canizzi, tra i 100 migliori d’Italia

28/09 ''Imyr'' Val di Neto bianco 2004 dell' Azienda Agricola Dattilo di Ceraudo e ''Cannizzi'' 2003 (mantonico passito) della Cooperativa Valle Del Bonamico sono due tra i 100 migliori vini d' Italia selezionati da Paolo Massobrio e Marco Gatti per i Top Hundred 2005 che saranno premiati da Expo Sapori, la fiera dei prodotti artigianali di qualita' che si terra' a Milano dal 2 al 7 novembre. I riconoscimenti, spiegano i due curatori dell' iniziativa, rappresentano un' affermazione per il territorio calabrese. ''Il premio Top Hundred - afferma Massobrio, presidente del Club Papillon - viene conferito a quei vini che sanno darci emozioni che si bevono, che sono attuali per il mercato. Per un lustro - sottolinea Gatti - non premiamo i vini degli anni precedenti. Una scelta per dimostrare che nell' Italia del vino non esistono solo classifiche eternamente cristallizzate, ma c' e' una vitalita' incredibile e che il famoso rapporto qualita'-prezzo forse si e' spostato''.

La Calabria vince il festival delle zuppe di pesce

19/09 Grazie ad una zuppa senza spine la Calabria, con un ristorante di Cropani Marina, 'Da Tonino', ha vinto il Festival nazionale del brodetto e delle zuppe di pesce che si e' svolto a Fano, battendo in volata i cuochi della cittadina marchigiana. La grande Festa della cucina di mare, a conclusione della manifestazione, e' slittata alle giornate di oggi e domani a causa del maltempo. Tradizione e innovazione, creativita' e cura dei dettagli sono le caratteristiche che hanno decretato la vittoria della zuppa 'U Quoddaro', firmata da Antonio Abbruzzino e Antonio Esposito, del ristorante calabrese in provincia di Catanzaro. Il piatto si e' aggiudicato la finalissima con 807 voti contro i 612 ottenuti dal brodetto fanese, preparato da Marco Veglio' e Enrico Ragnetti del 'Galeone'. Entrambe le ricette sono state comunque molto apprezzate sia dalla giuria popolare sia da quella tecnica, rappresentative di tutta l' Italia dei buongustai. Tra i giurati, a garantire l' imparzialita' del voto, gli Accademici della Cucina italiana e 12 giornalisti di testate nazionali e regionali. Molto soddisfatto il cuoco vincitore Antonio Abbruzzino: ''La mia vittoria contro la squadra di casa dimostra la trasparenza di questa manifestazione'', ha detto. Completamente deliscata e arricchita di accorgimenti estetici come il fagottino di triglie ripieno con patate legato da erba cipollina o il filetto di merluzzo arrotolato a formare una piccola rosa, la zuppa calabra associa agli ingredienti della tradizione alcuni spunti innovativi. ''Eliminando le spine - spiega Abbruzzino - e rendendo l' insieme piu' armonioso esteticamente abbiamo voluto promuovere il consumo di questo piatto della tradizione altrimenti poco richiesto nei ristoranti''.

Grande successo per il Peperoncino Festival di Diamante: oltre centomila presenze in cinque giorni

12/09 Oltre centomila presenze in cinque giorni; centocinquanta stand con prodotti tipici; ottomila litri di birra venduti; tutto esaurito negli alberghi di Diamante e della riviera dei cedri: sono cifre record, secondo l' Accademia del peperoncino, quelle che hanno caratterizzato il Peperoncino Festival, che ha chiuso i battenti ieri a mezzanotte. ''Il piu' importante evento turistico della Provincia di Cosenza e di tutta la Calabria'' ha detto, secondo quanto riferito in un comunicato, il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio. A lui hanno fatto eco l' assessore regionale al Turismo, Beniamino Donnici, che dopo aver visitato gli stand si e' complimentato con gli organizzatori, e l' assessore regionale all' Agricoltura, Mario Pirillo, che ha sottolineato il lavoro svolto dall' Accademia per valorizzare il peperoncino ''che e' senza dubbio il piu' rappresentativo dei prodotti tipici calabresi''. Soddisfatti gli Amministratori comunali di Diamante con il sindaco Ernesto Caselli che ha ringraziato il presidente dell' Accademia, Enzo Monaco, per aver regalato al paese ''un altro pezzo di agosto che ha concretamente allungato la stagione turistica''. Piu' soddisfatti di tutti i centotrenta standisti che hanno partecipato alla mostra-mercato ''Mangiare Mediterraneo'' e gli operatori turistici di Diamante che a loro dire sono riusciti a ''riequilibrare con gli incassi delle cinque giornate una stagione che a luglio ed agosto ha lasciato l' amaro in bocca''. ''L' attenzione dei media intanto - e' scritto in una nota degli organizzatori - e' tutta focalizzata sui due mangiatori di peperoncino che hanno conquistato i titoli nazionali: Maurizio Ciocca di Cividale d' Udine e Cristina Radulescu residente a Pavia che hanno divorato rispettivamente 555 e 540 grammi di spezia infuocata. Per loro due fioccano gli inviti da parte delle emittenti televisive regionali nazionali li vogliono in studio nelle loro trasmissioni. A partire da Raiuno che mandera' in onda le fasi salienti della gara nella trasmissione 'Festa italiana'''. Intanto l' interesse per la gara varca i confini nazionali. Dalla Germania e dalla Svezia e' arrivata la richiesta di allargare la manifestazione all' Europa per un campionato europeo di mangiatori di peperoncino.

A Diamante la gara dei mangiatori di peperoncino

09/09 Sabato 10 al Festival in corso a Diamante si svolgera' la finale nazionale del Campionato italiano mangiatori di peperoncino. I record da battere sono quelli di Vincenzo Maiolino di Udine e Antonietta Carriera di Campobasso, i campioni in carica che l'anno scorso hanno mangiato 729 e 450 grammi della rossa spezia. La gara sara' ripresa da Rai due che la mandera' in onda giovedi' prossimo nella trasmissione ''La Vita in diretta''. E' annunciata la presenza della televisione Coreana e di molti inviati di testate nazionali. Come sempre presentera' Gianni Pellegrino, l'attore calabrese da sempre presente al festival e ''personaggio-simbolo'' della manifestazione. E' prevista grandissima affluenza di pubblico e gli organizzatori per consentire a tutti di godere lo spettacolo, hanno installato nella Piazza Municipio e sul Lungomare due megaschermi che trasmetteranno in diretta l'intera manifestazione. La giornata di ieri del Festival del Peperoncino si e' aperta col convegno ''Pro e contro gli OGM'' al quale hanno partecipato il Prof. Amedeo Alpi dell'Universita' di Pisa, il Dott. Giovanni Perri, presidente regionale agronomi e forestali e il dott. Francesco Biondi, preside dell'Istituto Salvemini di Cosenza. Enzo Monaco e Marsio Blaiotta hanno poi presentato il disciplinare del ''peperoncino IGP di Calabria''. Ha concluso i lavori l' assessore regionale all' agricoltura Mario Pirillo che ha sottolineato l' importanza della coltivazione del ''diavolillo'' e l' impegno della Regione per valorizzare sempre di piu' questa tipica risorsa calabrese. Nella seconda parte della serata Enzo Monaco e l'Architetto Eugenio Guarducci hanno presentato ''Ottobre rosso'' l'evento nato dalla collaborazione fra l'Accademia Italiana del peperoncino ed Eurochocolate che sara' di scena a Perugia nel prossimo Ottobre. La finale nazionale del Campionato italiano mangiatori di peperoncino andra' in onda, secondo quanto e' stato riferito successivamente, su Rai Uno nel corso della trasmissione 'Festa Italiana'.

Successo delle prime due giornate del Peperoncino festival

08/09 Le prime due giornate del Festival del Peperoncino, dedicate ai fagioli ed ai tartufi, hanno registrato un grande successo. Lo si e' appreso da una nota dell'Accademia del Peperoncino che ha organizzato la manifestazione di Diamante. I fagioli gemellati col peperoncino sono stati grandi protagonisti con mostre e degustazioni, soprattutto con le relazioni del prof. Bruno Amantea dell' Universita' di Catanzaro e della prof.ssa Simonetta Fascetti dell' Universita' della Basilicata. Il convegno sui tartufi e le degustazioni di piatti col tartufo piccante hanno concluso il convegno sulla valorizzazione delle tartufaie del Pollino del quale si e' occupato la relazione del prof. Felice Spingola direttore del Centro Studi Pan. ''Un' altra grande sfida piccante - ha sottolineato Spingola - che l'Accademia fa sua per valorizzare una risorsa al momento del tutto ignorata''. Molta gente ha invaso gli stand, ha degustato le specialita' presentate dalle aziende per la mostra mercato ''Mangiare Mediterraneo'' apprezzando soprattutto le sette mostre allestite nell'area festival. Hanno lasciato col fiato sospeso le creazioni piccanti di Gerardo Sacco, l'orafo crotonese che ha creato gioielli anche per Liz Taylor. Mentre i disegni del ''Kamasutra'' hanno suscitato maliziosi sorrisi. Novita' assoluta della manifestazione e' stato comunque il ''Piccante Film Festival'' che ha portato il cinema in mezzo alla gente con due megaschermi che proiettano in continuazione i dodici film premiati dalla giuria. Fra una degustazione e l' altra i visitatori possono votare e scegliere cosi' il loro cortometraggio preferito. Ogni ''corto'' dura massimo tre minuti e la gente si lascia coinvolgere volentieri. Per stasera, oltre alla kermesse gastronomica che coinvolge tutto il paese, c'e' la rassegna del teatro di strada per le vie del centro storico e due convegni in piazzetta S. Biagio. Uno sugli Ogm con le conclusioni dell' Assessore regionale Mario Pirillo e la presentazione di ''Ottobre Rosso'' l' evento piccante di Eurochocolate per il quale interverra' da Perugia il patron Eugenio Guarducci.

Anteprima di Eurochocolate ad “Ottobre rosso” a Diamante

29/08 Anteprima in Calabria per 'Ottobre rosso', la sezione speciale di Eurochocolate dedicata a cioccolato e peperoncino. Sara' infatti ospite a Diamante del Piccante film festival organizzato dall'Accademia italiana del peperoncino dove sara' allestita una sezione speciale dedicata ai due alimenti. Secondo gli organizzatori di Eurochocolate (in programma dal 15 al 23 ottobre) le ultime tendenze, infatti, parlano chiaro: il binomio tra cioccolata e peperoncino e' destinato a sfondare e sono sempre di piu' le aziende italiane a lanciarsi in questa avventura. Nella rassegna calabrese, che si terra' dal 7 all'11 settembre, saranno proposti decine di corti d'autore provenienti da tutto il mondo con al centro il tema ''piccante'' inteso in senso gastronomico, figurato e metaforico. Al vincitore, il presidente di Eurochocolate, Eugenio Guarducci, consegnera' una targa speciale firmata Ottobre rosso. Sempre a Diamante, al tema dolce-piccante sara' dedicato anche un incontro con i giornalisti, il 9 settembre, durante il quale sara' presentata la prossima edizione di Eurochocolate e lo speciale spazio dedicato al ''capsicum''. Sara' quindi il Piccante film festival a sbarcare a Perugia, grazie alla collaborazione tra la kermesse italiana del cioccolato e l'Accademia italiana del peperoncino. Il peperoncino, infatti, sara' il protagonista dell'area ''piu' esplosiva'' di tutta la manifestazione e si sposera' con la cioccolata nelle dolci tavolette, nei liquori, e poi ancora nelle praline, nelle torte e nelle creme spalmabili delle piu' importanti aziende artigianali e non del panorama italiano. Sara' inoltre anche oggetto di un approfondimento scientifico, dal titolo ''Cioccolato & peperoncino revolution style'', al quale parteciperanno i maggiori esperti del settore. Il convegno si terra' il 19 ottobre presso il bellissimo chiostro della chiesa di San Pietro, sede della facolta' di agraria. E ad Ottobre Rosso ci sara' anche un momento per imparare l'arte culinaria che fa del binomio peperoncino-cioccolato un trionfo del gusto, grazie alla presenza della prestigiosa Kenwood Chef School, che mostrera' ai visitatori come sbizzarrirsi tra i fornelli.

Sabato 23 convegno su “Alimentazione e salute” ad Amantea, promosso dall’assessorato regionale all’Agricoltura

19/07 Si terrà sabato 23 luglio 2005, con inizio alle ore 9.30, presso l’Hotel Village “La Principessa” di Amantea, un Convegno sul tema “Alimentazione e Salute”.
L’appuntamento è promosso dall’Assessore Regionale all’Agricoltura, Foreste, Forestazione, Caccia e Pesca, On. Mario Pirillo e dalla Clinica di Gastroenterologia ed Epatologia dell’Università di Perugia, con il patrocinio della Società Italiana di Gastroenterologia.
I lavori saranno coordinati dal Prof. Antonio Morelli, professore Ordinario di Gastroenterologia Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Perugia.
Interverranno il Dott. Giampiero Bocci, rappresentante Consiglio Regionale dell’Umbria, l’On. Agazio Loiero, Presidente della Giunta Regionale della Calabria e l’Assessore Regionale alla Sanità On. Doris Lo Moro.
Aprirà i lavori il Dott. Gabriele Perriello, che parlerà della “Dieta Mediterranea: ieri e oggi”; il Prof. Vincenzo Fogliano, “Cibi funzionali”; il Prof. Nicola Caporaso, “Alimentazione e tumori”; la Prof.ssa Filomena Morisco, che riferirà su “Gli alimenti nella prevenzione e nella terapia delle malattie del fegato e dell’apparato digerente”.
A seguire il Prof. Kenneth Setchell, che discuterà sul “Ruolo degli isoflavoni nella dieta” ed il Prof. Antonio Morelli che relazionerà sulle “Ricerche scientifiche su un nuovo alimento a base di soia: pasta al germe di soia. Prevenzione delle malattie cardiovascolari, controllo della glicemia e digeribilità”.
Giuseppe Alia, Presidente dell’associazione Assapori, Regione Calabria, tratterà “Sapori e salute: integrazione tra arte culinaria e stato di benessere”.
I lavori pomeridiani saranno riaperti dal Prof.. Stefano Milani, “La farmacia in fondo al mare: pufa n-3 per combattere le malattie cardiovascolari”, il Prof. Maurizio Servili, “Effetti benefici sulla salute dei componenti dell’olio extravergine di oliva: attività antiossidanti dei tocoferoli e dei composti fenolici”, il Prof. Gian Francesco Montedoro, “Composizione fenolica dei vini rossi: possibili applicazioni salutistiche”, il Prof. Calogero Surrenti, “Nutrigenomica: scienza futurista”.
Seguirà una discussione ed i lavori saranno chiusi dall’Assessore all’Agricoltura, Foreste, Forestazione, Cacciae Pesca della Regione Calabria, On. Mario Pirillo.

Domenica a Frascineto gli esami del primo corso di sommellier Fisar

24/06 Si svolgeranno domenica prossima, a Frascineto, gli esami del corso di primo livello di sommelier Fisar, alla presenza del responsabile della Federazione italiana sommelier albergatori e ristoratori, Antonio Zaffina, competente per il Sud Italia, e del delegato provinciale di Cosenza, Franco Pingitore. I diplomi, invece, saranno consegnati il 2 luglio, nella sala convegni del centro visite del Parco, sempre nel centro arberesh, in occasione della cerimonia di consegna del premio del primo concorso letterario ''Il gusto del territorio''. Il corso di primo livello e' stato organizzato dalla Fisar provinciale ed e' stato seguito da 18 aspiranti sommelier che ne hanno riconosciuto l' importanza e la valenza per chi vuole avvicinarsi a tale tipo di comparto. ''Le lezioni - ha sostenuto Pingitore - tenute da specialisti provenienti da piu' regioni hanno spaziato sulle varie tematiche, legate alla produzione, tra tecniche e metodiche, e su come indirizzare l' ospite a scegliere a tavola. A disposizione per l' occasione i vini piu' importanti del Paese per essere sapientemente abbinati coi i piatti tipici della tradizione mediterranea. L' iniziativa continuera' e sara' rinnovata grazie anche alle tante sollecitazioni provenienti dal mondo vinicolo''.

Legapesca promuove le ghiottonerie marine italiane. In Calabria, su tutte, la rosamarina.

04/06 Promuovere lo sviluppo della pesca equivale anche a valorizzare le tradizioni alimentari del settore, come a dire che se non c'e' domanda non c'e' neanche offerta. Deve essere partita da questo presupposto la Lega Pesca che con il Consorzio del Mediterraneo ha dato alle stampe un prezioso volumetto per gli appassionati delle ghiottonerie marine, una guida alle produzioni artigianali locali oggi piu' che mai a rischio di estinzione per la pressione esercitata dalla grande trasformazione industriale. Produzioni che viceversa possono in prospettiva rappresentare un vero e proprio volano di sviluppo per le economie costiere locali. Qualche esempio? La Bottarga di Muggine Oro di Cabras, le Acciughe salate di Cetara, il Cuore di Tonno di Erice, la Bottarga di Tonno di Favignana, il Tonno rosso sott'olio del Mediterraneo e via di seguito scorrendo lungo tutte le coste e le tradizioni italiane. Tutte queste rarita' e prelibatezze sono da oggi segnalate e descritte, con diversi suggerimenti gastronomici nel volumetto "Le tradizioni del mare - Storia, tecniche e lavorazione e cultura gastronomica dei prodotti tradizionali ittici delle regioni meridionali italiane" che offre anche preziose indicazioni su dove acquistare questi prodotti. "Vogliamo presentare il variegato mondo della gastronomia dei pesci, dei crostacei e dei molluschi, scrive nella prefazione Ettore Iani' presidente di Lega Pesca, per far percepire una differenza tra i prodotti ittici del mercato globale e quelli del nostro mercato. Tutto cio' anche attraverso questa pubblicazione che raccoglie e da' risalto alle produzioni ittiche tipiche e tradizionali del nostro mezzogiorno, dove la pesca rappresenta una realta' socio-economica e culturale importante e che va' fatta conoscere anche nelle sue specificita' gastronomiche. La valorizzazione culinaria delle produzioni ittiche potra' avere un effetto secondario non irrilevante: la diffusione delle conoscenze legate alla cultura ed alla tradizione della pesca e dell'alimentazione italiana ad un pubblico sempre piu' ampio. Abbiamo scelto solo alcune delle piu' tradizionali specialita' marinare delle regioni meridionali, per la cui difesa e valorizzazione si propone innanzitutto il sostegno di apposite politiche di marchio. Uno strumento per dare valore aggiunto alle produzioni e per offrire ai consumatori piena garanzia di riconoscibilita' e di sicurezza alimentare". -Ecco dunque che dalla Calabria si riscoprono le aguglie fritte, la bottarga di tonno, le frittelle di neonata, il pesce stocco alla ghiotta, la rosamarina (Mustica, Novellame, Caviale dei poveri). Dalla Campania la tradizione delle alici di Menaica, l'arte della colatura di alici di Cetara, i calamaretti alla napoletana, i cecenielli fritti, la spigola all'acqua pazza, l'anguilla del pescatore. E che dire della Puglia? con le anguille di Lesina, le anguille "arraganate", i cognotti, le cozze ripiene, le sarde in tortiera, la scapece gallipolina. Parlare di Sardegna e' parlare di Aragosta, di bottarga di muggine, di buridda alla cagliaritana, di merca di muggine, del mosciame di tonno ma anche di Panada de anguidda e di pisci a scabbecciu. Infine la Sicilia non e' da meno con le alici all'agrodolce, il cous cous di pesce, il cuore di tonno, il lattume, le sarde a beccafico, lo spada alla messinese, lo stoccafisso alla messinese, e il tonno alla siciliana. "Gli scaffali delle librerie italiane, da qualche anno - afferma dal canto suo Agostino Bagnato presidente del Consorzio Mediterraneo - sono pieni di libri di cucina, ricettari, modi di preparare il cibo riferiti alle varie epoche storiche. Si tratta di una moda che nasce tuttavia da una esigenza profonda d'identita' culturale e di distintivita' individuale. La gastronomia e' diventata oggetto di analisi e di approfondimento culturale a piu' livelli. Da qui l'abusato binomio saperi&sapori, non sempre onorato da adeguati studi, sapienti ricerche, finalizzate indagini. Non soltanto sagre e feste locali, ma anche ristoranti rinomati e cuochi illustri si cimentano con la tradizione enogastronomia legata al pesce, nei luoghi di mare e nelle grandi metropoli, con risultati positivi sul piano dell'immagine, anche se occorrerebbe maggiore rigore documentale nell'organizzazione degli eventi. In questi ultimi anni anche l'industria ittica di trasformazione ha cercato di recuperare la sapienza artigianale di un tempo. Non soltanto i prodotti della lavorazione del tonno stanno riscuotendo l'interesse dei consumatori, ma anche le produzioni della pesca nelle acque dolci mediante affumicamento, salagione ed essiccazione, stanno richiamando la crescente attenzione del pubblico, impegnando i pescatori e le maestranze da un lato e i ricercatori dall'altro a garantire qualita' sempre piu' elevate". "Alcuni prodotti tipici italiani, strettamente legati a determinati territori e a piatti territoriali, stanno vivendo, osserva Alberto Clementelli, presidente Consorzio Cisa, un forte successo con un aumento della domanda e, vista la limitata possibilita' di offerta, ottengono un buon livello di prezzo e un adeguato valore aggiunto. Questo successo dei prodotti tipici e' dovuto al forte legame tra prodotto e storia del territorio, che porta il consumatore a riconoscere non solo quel gusto e quel sapore irresistibile, ma anche le sensazioni, le immagini e i ricordi della sua permanenza in quel particolare luogo. Quanto volte vi sara' capitato di vedere gli amici delle vacanze e provare a ricreare l'atmosfera estiva attraverso piatti tipici assaggiati nei luoghi di vacanza? Questo sistema fa si che i nostri prodotti tipici siano, piu' o meno inconsciamente, promossi e pubblicizzati dai turisti stessi, che li portano nelle proprie case e li regalano a parenti e amici. Quando si compra un prodotto tipico si cerca un alimento, ma anche un territorio e la sua immagine. Ed e' questo che non lo rende paragonabile al prodotto industriale.

Il 40% degli italiani utilizza il gelato come sostituto del pranzo

02/06 Il 40% degli italiani utilizza il gelato come sostitutivo del pasto principale. Avviene soprattutto tra quelli residenti al Nord, che lo sceglie ormai in tutti i 12 mesi dell'anno. Queste, ma anche tante altre, le novita' contenute in un sondaggio realizzato dalla Confartigianato su un campione di 800 gelaterie artigianali italiane. In termini generali, registra lo studio, aumenta sempre di piu' il gradimento dei nostri connazionali per il gelato Doc. Quindi, se per il 40% degli italiani esso sostituisce il pranzo principale, per il restante 60% il gelato rimane un elemento di gratificazione, gustato soprattutto nel primo pomeriggio e anche a cena. Magari, come accennato, a casa, come conferma l'aumento del 20% delle vendite in vaschette da asporto registrato nel corso dell'ultimo anno. Per quanto riguarda poi i gusti, l'osservatorio privilegiato delle gelaterie artigianali decreta senza ombra di dubbio un ritorno deciso ai gusti semplici: su tutti i classici crema e cioccolato, che hanno la meglio sulle miscele piu' o meno ardite realizzate negli anni scorsi dai cucchiai dei nostri mastri gelatai. Ma c'e' di piu': il gelato artigianale, visto che si consuma in preferenza d'estate, sa rispondere adeguatamente anche alle esigenze dei piu' attenti alla linea con versioni ipocaloriche ad hoc, o per chi invece deve fare i conti con intolleranze alimentari. Sul tasso di gradimento da parte dei consumatori italiani parlano chiaro i numeri: le gelaterie artigianali dal 2001 al 2004 sono aumentate di circa il 3% l'anno, arrivando a contare, al 31 dicembre 2004, 32.419 esercizi e 82.716 addetti. Un complesso produttivo che realizza il 56% della produzione nazionale. A livello territoriale il gradino piu' alto tra le regioni con maggior numero di gelaterie e' occupato dalla Lombardia (con 5.389 unita'), seguita dal Veneto (3.182) e dall'Emilia Romagna (2.993). Fanalino di coda il Molise, con 167 gelaterie. Quella del gelato artigianale italiano - di cui nell'ultimo anno ne sono state consumate 332 mila tonnellate, circa 12 kg pro capite - e' una ricetta semplice e, assicurano gli addetti ai lavori, ''genuina'': soltanto latte, uova, zucchero e frutta. Rigorosamente freschi, senza conservanti ed additivi artificiali, lavorati secondo le tecniche tradizionali senza insufflazione d'aria. Nel frattempo, ormai da anni la Confartigianato ha chiesto all'Unione europea di operare per rendere riconoscibile, rispetto ai prodotti industriali, il gelato artigianale italiano, riconoscendo in primis il marchio europeo 'Stg' (Specialita' tradizionale garantita). Tutto cio', ricorda l'organizzazione, per difenderlo dai numerosi tentativi d'imitazione e dalla contaminazione di sostanze a rischio (in particolare dalla presenza di Ogm). A questo scopo, viene ricordato, la Confartigianato ha gia' presentato al Ministero delle Politiche Agricole il 'disciplinare di produzione' del gelato artigianale. Vale a dire, una sorta di 'codice', comprensivo di ingredienti e metodo di lavorazione, utilizzato tra l'altro anche da enti di certificazione che con una certa periodicita' effettuano controlli di qualita' nelle gelaterie artigianali italiane. Ecco di seguito una tabella relativa alla distribuzione regionale delle gelaterie artigianali:

Regioni

Totale Imprese

% sul Totale

--------------

--------------

------------

Piemonte

2.472

7,6

Valle d'Aosta

124

0,4

Lombardia

5.389

16,6

Trentino A.A.

672

2,1

Veneto

3.182

9,8

Friuli V.G.

906

2,8

Liguria

1.257

3,9

Emilia Romagna

2.993

9,2

Toscana

2.178

6,7

Umbria

406

1,3

Marche

877

2,7

Lazio

2.660

8,2

Abruzzo

729

2,2

Molise

167

0,5

Campania

2.395

7,4

Puglia

1.584

4,9

Basilicata

285

0,9

Calabria

937

2,9

Sicilia

2.111

6,5

Sardegna

1.096

3,4

----------------

--------------

-----------

ITALIA

32.419

100,0%.

 

Inaugurata ad Alessandria una delegazione dell’Accademia del Peperoncino

16/05 E' stata inaugurata ad Alessandria la delegazione dell' Accademia italiana del peperoncino. Enzo Monaco, ha eletto, nel corso di una cerimonia di inagurazione della delegazione, Mario Cuzzetto come delegato accademico perche' assieme a Vittorio Todarello, Miki Iacino e Giuseppe De Cicco, tutti grimaldesi, sono stati i piu' convinti promotori dell' iniziativa. ''Durante l' incontro - e' scritto in un comunicato dell' Accademia - avvenuto alla presenza di Enzo Monaco, del prof. Bruno Amantea, calabrese doc di Grimaldi e l' assessore provinciale di Alessandria, Massimo Barbadoro, si e' varata l' idea di organizzare per la fine di settembre una manifestazione chiamata 'Peperoncino nei castelli' e che avra' luogo ad Alessandria''. ''Dopo il convegno di presentazione - conclude la nota - la serata si e' conclusa con uno spettacolo musicale nel corso del quale si e' esibito per la prima volta il gruppo folk 'Santa Lucerna' chiamato cosi' dal nome di una localita' di Grimaldi''

Pasta a basso contenuto calorico presentata al convegno di Assindustria “Mangiare bene per vivere in salute”

06/05 “Creare un alimento che potesse avere gli effetti positivi della soia senza modificare le nostre abitudini alimentari”. Questa la straordinaria intuizione che ha portato allo sviluppo della pasta Aliveris, una pasta di semola di grano duro arricchita di germe di soia, a cui hanno fornito un contributo scientifico fondamentale il Professor Antonio Morelli, Direttore della Clinica di Gastroenterologia ed Epatologia dell’Università degli Studi di Perugina, il Professor Kenneth Setchell, Direttore del Clinical Mass Spectrometry Lab Cincinnati Children’s Hospital Medical Center, Ohio, USA e il Prof. Carlo Clerici, docente di Gastroenterologia ed Epatologia del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Perugina. I tre scienziati hanno presentato i risultati delle sperimentazioni cliniche da loro condotte nel corso del convegno “Mangiare bene per vivere in salute” svoltosi il 6 maggio presso l’Assindustria di Cosenza. Il risultato di anni di ricerca: una pasta di gusto tradizionale, di alto valore gastronomico, che unisce alla migliore semola di grano duro un estratto naturale di germe di soia, ricco di isoflavoni, sostanze naturali antiossidanti che aiutano a contrastare l'insorgenza e l'evoluzione di molte malattie diffuse nei paesi Occidentali. I lavori sono stati aperti dal Presidente di Assindustria Cosenza, Raffaele De Rango, e dal Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Cosenza, Eugenio Corcioni. Nel suo intervento il Professor Morelli ha sottolineato come i risultati della sperimentazione della pasta Aliveris sull’uomo, per valutarne gli effetti sull’apparato cardiovascolare, abbiano fornito risultati strabilianti. “ Nelle persone con ipercolesterolomia – ha sostenuto il Professor Morelli – che hanno mangiato, per quattro settimane, 80 grammi di pasta al germe di soia si sono registrati, dopo un mese, una riduzione del 6,5% del colesterolo cosiddetto cattivo, del 20% dello stress ossidativi, del livello di infiammazione di circa il 50%, un aumento del 37% dell’elasticità vascolare e quindi una complessiva considerevole riduzione del rischio di malattie vascolari.” Questo tipo di pasta è risultata inoltre più digeribile, occorrendo un tempo di svuotamento gastrico inferiore del 27% rispetto alla pasta tradizionale.
Ma i vantaggi riguardano anche l’indice glicemico, che è risultato inferiore dell’8% rispetto alla pasta tradizionale, con conseguenti effetti favorevoli nei pazienti con intolleranza al glucosio e con diabete di tipo II. Per il Professor Kenneth Setchell, massima autorità nel campo delle sostanze fitoprotettive e scopritore nel 1980 degli isoflavoni “una dieta ricca di isoflavoni risulta preziosa anche per ridurre lo stress fisico, la salute delle ossa e delle articolazioni, il benessere delle donne in menopausa, la conservazione dell’efficienza mentale, la regolazione del metabolismo degli zuccheri, la salute del fegato, il controllo dei problemi legati all’obesità, alla demenza e all’Alzhaimer .” Sono intervenuti Vittorino lo Giudice, Dirigente U.O. Day Hospital Ia Divisione Mariano Santo, e Francesco Manichini, Direttore Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università della Calabria.

Un calabrese tra i vincitori del trofeo gastronomico di Alassio

14/04 Il calabrese Emanuele Natale ed il siciliano Vincenzo Naselli sono i vincitori della seconda edizione del Trofeo gastronomico intitolato alla memoria di Claudio Ventimiglia, che fu per oltre venti anni preside dell' istituto alberghiero di Alassio. Natale, dell' IPSAR di Vibo Valenza, e' risultato il migliore nella prova professionale ''L'arte del trinciare - I colori della Riviera delle Palme'', mentre Naselli, dell'Istituto Mandralisca di Cefalu', ha vinto la prova di enologia. La prima gara si e' svolta presso la Biblioteca civica ''Deaglio'' di Alassio, la seconda e' stata disputata nei locali della Sala Multiplex fra Albenga e Cisano sul Neva. Ad organizzare la kermesse culturale e gastronomica e' stato l'Istituto Secondario Superiore alassino per ricordare la figura di Ventimiglia che oltre ad essere stato preside della scuola alberghiera di Alassio per molti anni si impegno' anche per l'istituzione nel ponente savonese di una universita' alberghiera e del turismo. Alla manifestazione hanno aderito una decina di istituti alberghieri provenienti da tutta Italia.

Secondo Coldiretti 8 italiani su 10 passeranno la Pasqua a casa con piatti tradizionali

26/03 Otto italiani su dieci trascorreranno il giorno di Pasqua a casa con parenti e amici portando in tavola i sapori tipici della tradizione che non riguardano solo uova di cioccolato e colombe ma soprattutto tanti piatti tipici regionali che si tramandano da generazioni. E' quanto stima la Coldiretti, in riferimento alle notizie divulgate sugli italiani in viaggio e su quelli al ristorante, nel sottolineare che, anche a causa delle previsioni di maltempo, sono in molti a puntare sulla pasquetta per la classica gita fuori porta. Ed e' proprio tra molte mura domestiche che, sottolinea in una nota la Coldiretti, si svolge il tradizionale rito della preparazione e del consumo di specialita' alimentari caratteristiche della Pasqua e destinate spesso a rimanere solo un piacevole ricordo per tutto il restante periodo dell'anno. Specialita' che, continua la Coldiretti, hanno come ingrediente principale nella maggior parte dei casi i 380 milioni di uova che si prevede gli italiani mangeranno, direttamente soprattutto sode a colazione o attraverso dolci, creme e paste a pranzo. E se complessivamente il pranzo di pasqua degli italiani costera' intorno al miliardo e mezzo di euro, la spesa al ristorante e' stimata in media pari a circa 40 euro per persona mentre in famiglia e' possibile risparmiare piu' della meta', a seconda del tipo di menu', anche attraverso la preparazione casalinga dei piatti tradizionali che, sostiene la Coldiretti, e' una attivita' tornata ad essere gratificante per uomini e donne. Nel Lazio la tradizione vuole che si mangi per colazione la Corallina, salame tipico pasquale accompagnata dalla pizza al formaggio, nelle Marche si gusta la Crescia di Pasqua insieme alle uova sode. Per pranzo, invece, in Molise e' d'obbligo l'insalata buona Pasqua con fagiolini, uova sode, pomodori e frutta e per la Toscana la minestra con brodo di gallina e uovo sodo benedetto. Come secondi non puo' mancare in Puglia il Cutturidd, agnello cotto nel brodo con le erbe tipiche delle Murge e in Trentino le polpettine pasquali con macinato di agnello, prezzemolo, rosmarino, scalogno, sale e pepe. Come dolce impossibile rinunciare in Campania alla squisita Pastiera napoletana e in Abruzzo ai Fiadoni, calzoni al forno ripieni di formaggio di pecora. Ecco la mappa delle principali specialita' alimentari regionali preparate in occasione della Pasqua:
ABRUZZO: Fiadoni (Calzoni al forno ripieni di formaggio di pecora); BASILICATA: Scarcedda (dolce ripieno di uova sode);
CALABRIA: Cuzzupa (pagnotta dolce la cui dimensione cresce con l'eta' del membro familiare), Pitte Con Niepita (dolci a forma di mezzaluna da mangiare sia caldi che freddi); CAMPANIA: Pastiera (capolavoro napoletano con ricotta e grano e buccia d'arancio); EMILIA ROMAGNA: dolce Salame (dolce a forma di salame con cioccolato, biscotti, mandorle e cacao);
FRIULI V. GIULIA: Titole (piccole treccine dolci che avvolgono un uovocolorato di rosso); LAZIO: Corallina e pizza al formaggio a colazione,Abbacchio (Agnello cotto al forno con puntarelle o patate).
LIGURIA: Torta Pasqualina (rustico ripieno di verdura, uova e parmigiano); LOMBARDIA: Salame di Filzetta (salame con la parte magra del maiale e lavato con aceto e vino bianco); MARCHE: Crescia di Pasqua (Pizza al formaggio); MOLISE: Insalata Buona Pasqua (Insalata ricca con fagiolini, uova sode, pomodori e frutta);PIEMONTE: Persi al Furn (Pesche conservate e cotte al forno ripiene con amaretto); PUGLIA: Cutturidd (Agnello cotto nel brodo con le erbe tipiche delle Murge), Scarcedda Fazzolettino di pasta sfoglia, con un uovo intero nel mezzo cosparso di zucchero e confettini colorati.
SARDEGNA: Salame di Tergu (Salame di coscio del suino nero locale e conservato sotto la cenere); SICILIA: Torta Pasquale (con mandorle e spolverata con zucchero a velo); TOSCANA: Minestra con brodo di gallina e uovo sodo benedetto, Dolce di Sant'Agata (con l'uvetta); TRENTINO: Polpettine Pasquali (macinato di agnello con prezzemolo, rosmarino e scalogno); UMBRIA Ciaramicola (Ciambella guarnita con alkermes e glassata con albume, decorata con confetti colorati), Pizza Dolce di Pasqua; VALLE D'AOSTA: Crescia (Pizza al formaggio tagliata a fette e gustata insieme al salame); VENETO: Vovi e Sparasi (Uova sode, decorate con erbe di campo, colorate di rosso perche' bollite con le bucce di cipolla e asparagi).

La cucina calabrese di scena a Udine, Iniziativa di Assindustria Cosenza

25/03 “La cucina calabrese ed i vini del Friuli” sono andati in scena nei giorni scorsi ad Udine, in occasione della conviviale della delegazione friulana dell’Accademia italiana del peperoncino, sotto la regia del Consorzio Assapori, il Consorzio di Qualità della Ristorazione Calabrese, promosso dall’Associazione degli Industriali della Provincia di Cosenza.
Pinuccio Alia – Presidente della Sezione Turismo di Assindustria Cosenza tra i fondatori di Assapori – non ha dubbi “l’iniziativa ha riscosso un grande successo e l’esperienza consortile è vincente. Con i colleghi ed amici di Assapori stiamo cercando di mettere a frutto le diverse esperienze maturate in modo da poter promuovere la cucina d’eccellenza calabrese e qualificare l’offerta turistica complessiva. È un concetto semplice – continua Alia – attraverso i sapori si può fare turismo”.
“Assapori – conferma il Presidente di Assindustria Raffaele De Rango – è solo un buon esempio per ribadire l’assoluta urgenza di una programmazione regionale che, al di là delle disquisizioni politiche legate alla lettura dei dati statistici relativi alle presenze, riesca a vendere il nostro territorio quale sapiente mix di arte, cultura, eventi, gastronomia. C’è necessità di fare sintesi tra le varie iniziative che vengono realizzate sul territorio – continua Raffaele De Rango - e che, proprio in virtù di un coordinamento non ottimale, finiscono per non essere convenientemente portate a valore”.
“In un momento di generale difficoltà dell’economia – conclude il Presidente dell’Associazione degli Industriali della Provincia di Cosenza - bisogna dare forza e vigore ad un comparto che sta dimostrando la propria frizzante dinamicità e che supportato nei propri sforzi di crescita può divenire, a ragione, uno dei capisaldi del sistema economico della nostra regione”.
“Il sapore di un cibo – afferma Enzo Barbieri, Presidente di Assapori – scopre ed esalta la qualità di un vino che a sua volta completa il piacere di un cibo. È quanto abbiamo voluto mostrare accoppiando i piatti che raccontano le nostre radici con le migliori produzioni vinicole friulane”.
“I fritti, Veccharedde, Cipolla di Tropea e Zafarani Cruski”, hanno fatto per primi la loro apparizione nello splendido scenario dell’hotel Là di Moret, accompagnati dal Tocai ed a seguire il “pane di castagna con lardo e porcini” serviti insieme con Pinot Grigio.
Ecco serviti il “tonno da corsa su letto di cipolle dolci e scalogno fritto” insieme al Merlot del 2002 ed il “pecorino e formaggio di capra con mostarda d’uva e peperoncino confit” con il Veduzzo Friulano.
“Come si può non rimanere colpiti dai gusti netti, vitali, schietti – commenta il Presidente dell’accademia friulana Giuseppe Lo Guercio e promotore dell’iniziativa – della cucina calabrese. E’ stato un successo e speriamo che questa iniziativa sia foriera di ulteriori scambi, nell’ambito di una collaborazione di tipo enogastronomica da allargare anche all’economia, al turismo, alla cultura”.
Comparsa finale per “l’Oro nero di Calabria” ovvero liquirizia in salsa di anice accompagnata dai rinomati distillati della Nonino.

Iniziativa della Regione: Certificazione dei ristoranti tipici calabresi con un marchio

23/03 La Calabria sara' presto la prima regione che, ragionando in un' ottica di filiera, valorizzera', con il supporto della rete agricola, le tipicita' regionali nei ristoranti che esporranno il marchio della ''cucina calabrese''. ''L' iniziativa, realizzata per la prima volta su scala regionale - riferisce una nota della Regione - prevede la certificazione di quaranta locali che garantiranno il rispetto della tradizione alimentare calabrese. Il progetto 'Ristorante tipico', gia' attivo in alcune citta' italiane su iniziativa della Fipe-Confcommercio, si realizzera' in Calabria grazie ad un accordo siglato tra l' assessorato regionale all' Agricoltura e la Confagricoltura. E' stato cosi' costituito il 'Comitato della ristorazione tipica della cucina calabrese' che ha gia' esaminato il 'disciplinare' preliminare per la certificazione dei ristoranti e il piano operativo. Nel Comitato sono rappresentati gli enti promotori e i ristoratori tra i quali, per il riconosciuto impegno a sostegno della cucina calabrese, Pino Costantino, titolare dell' 'Arco Vecchio' di Cosenza; Natale Crucitti, titolare del ristorante 'La botte piena...' di Reggio Calabria, e Mimmo Stillo, titolare de 'La Brace' di Catanzaro Lido. Entro il prossimo mese di aprile saranno esaminate le richieste di adesione dei ristoranti che otterranno la certificazione prevista. I requisiti riguardano, in particolare, i piatti tipici, i prodotti utilizzati, il menu', compresa la carta dei vini e delle acque, e l' accoglienza''. ''In Calabria - prosegue la nota - saranno certificati, in una prima fase, almeno sei ristoranti in ogni provincia calabrese e alcuni locali nel resto d' Italia, inizialmente a Roma e Milano''. ''La Calabria - ha detto l' assessore regionale all' Agricoltura, Giovanni Dima, tra i promotori dell' iniziativa - potra' in tal modo ulteriormente valorizzare i prodotti che sono legati alle specificita' del territorio. Sono stati censiti 271 prodotti in grado di far emergere le straordinarie potenzialita' legate alla storia e alle tradizioni di questa terra. In questo senso il progetto 'Ristorante tipico', proprio perche' ragiona in quella ottica di filiera che da tempo andiamo sostenendo, consentira' di coniugare ancor piu' la qualita' alla promozione del 'marchio Calabria'''.

Lo chef Abruzzino promuove la Calabria a Salisburgo

15/03 Un grande chef, Antonio Abbruzzino, valorizzato anche da iniziative promosse dal GAL ''Valle del Crocchio'', e' in questi giorni a Salisburgo. Lo chef calabrese, delegato fiduciario dell'Associazione Professionale Cuochi Italiani per Catanzaro e provincia, restera' in Austria fino a domani per l'esposizione internazionale d'arte culinaria Ikka. Ad ottobre il maestro sara' a Mosca, a novembre in Lussemburgo per l'Expogast coppa del mondo.Non ancora smaltita la stanchezza della Turchia, dove si e' recato nel febbraio scorso, e' gia' pronto per le nuove importanti competizioni internazionali. ''La voglia di confrontarmi con colleghi di tutto il mondo - dice Abbruzzino - mi esalta e mi affascina, sono pronto a dare il meglio di me ma soprattutto a fare conoscere la nostra cultura gastronomica e i nostri preziosi prodotti della ormai famosa e da tutti consigliata cucina mediterranea''.Esponente di primo piano del Team Italia dell'Associazione Professionale Cuochi Italiani, ha partecipato al Festival Internazionale della gastronomia a Istanbul, dal 23 al 27 febbraio 2005. Per i cuochi Italiani sul podio, sensazionale l'affermazione del Team: 5 medaglie d'oro; 3 d'argento; 9 di bronzo e 2 meriti. Sullo sfondo di minareti e moschee, si e' svolta la kermesse gastronomica di alto livello professionale, con la partecipazione di diversi stati europei e mondiali, tra i quali Germania, Irlanda, Malta, Tunisia, Bielorussia, Azerbaijan, Urss, Grecia, Croazia, Cipro. Il team Italia dell'associazione Professionale Cuochi Italiani, come nella prima edizione, anche quest'anno e' salita sul podio nell'importante passerella culinaria di stile e tendenze, conosciuta per il suo primato nel promuovere e favorire le tradizioni del mondo della gastronomia e della cucina artistica. Istanbul, teatro della competizione internazionale, cuore pulsante della ''cinque giorni'' che ha abbracciato e coinvolto cuochi, giornalisti e personalita' del settore.Un medagliere da sogno per l'Associazione Professionale Cuochi Italiani che ha rappresentato i colori nazionali con una squadra di professionisti: Team Manager Sonia Re (Milano), presidente di squadra Ugo D'Orso (Napoli). Chef di cucina: Antonio Abbruzzino (di Andali, Catanzaro) che ha conquistato 3 medaglie d'oro,1 argento, 2 bronzo; Antonio Torchia (Sersale, Catanzaro) 1 medaglia di bronzo; Marco Di Lorenzi (Pesaro) 2 meriti; Raffaele Maggio (Lecce) 1 argento e 1 bronzo; Urso Maurizio (Siracusa) 1 argento e1 bronzo; Giorgio Perin (Verbania)1 oro e 1 bronzo; Francesco Liguori (Aosto) 1 oro e 1 bronzo; Giuseppe Spina (Napoli) 1 bronzo. Abbruzzino ha anche ottenuto successo, nell'ottobre scorso, alle Olimpiadi di Cucina, che si sono svolte in Germania. ''Sono considerate - precisa lo chef - il piu' importante evento culinario del settore. Alla esibizione internazionale d'arte culinaria vi partecipano una trentina di nazioni tra le piu' significative nel mondo dell'arte culinaria e della ristorazione. Ho partecipato con la consapevolezza di trovarmi a confronto con i migliori rappresentanti della cucina internazionale e con le scuole piu' rinomate, tutto questo mi ha spinto ad affrontare questo impegno con grande umilta' ma con altrettanta determinazione''.

Il 13 febbraio giornata enogastronomica sul trenino della Sila con Massobrio

08/02 Un itinerario sulla rotaia a scartamento ridotto delle Ferrovie della Calabria alla scoperta dei prodotti tipici calabresi da percorrere assieme al critico enogastronomico Paolo Massobrio presidente nazionale del Club Papillon. E' quanto propone il Club di Papillon della Calabria con una giornata che si terra' sull' altopiano silano il 13 febbraio prossimo. L'itinerario a bordo della locomotiva 533 si muovera' con la degustazione di oli, cipolle rosse di Tropea, caciocavallo e patate silane.

Un cosentino vince concorso nazionale di pasticceria

25/01 Domenico Spatafora, di San Giovanni in Fiore, ha vinto il titolo juniores ai campionati italiani di pasticceria organizzati nell' ambito del Salone internazionale della gelateria, pasticceria e panificazione artigianali, svoltosi a Rimini. Spatafora ha preceduto Fabio Vaianella, di Sciacca, e Giovanni Cappello, di Palermo. Vincitore della categoria seniores e' stato Emanuele Forcona, di Pescara.

Presentato a Lamezia progetto pilota sulla promozione della sana alimentazione

17/01 Presentato questa mattina a Lamezia Terme il progetto pilota regionale sulla ''promozione della sana alimentazione'' che vede coinvolte 33 scuole in tutta la Calabria. Il progetto, promosso dall'associazione ''Alfa e Omega'' presieduta da Maria Antonella Cauteruccio, psicologa della salute, ha come obiettivo quello di promuovere ''la conoscenza dei valori qualitativi dell'alimentazione, dei comportamenti e delle scelte consapevoli su cosa, come quando e quanto mangiare; l'assimilazione del modello alimentare mediterraneo; la conoscenza dei prodotti tipici locali e tradizionali in Calabria, espressione della corretta alimentazione mediterranea''. All'iniziativa di stamane hanno partecipato l'assessore regionale, Giovanni Dima, ed il presidente della prima commissione regionale e capogruppo di An, Egidio Chiarella. Nel salutare i convenuti, Dima ha parlato di ''ottima iniziativa. Il ministero delle Politiche agricole ha voluto sostenere questo progetto pilota. Le istituzioni devono coordinare questi processi ed immaginiamo che questa iniziativa sia accolta dalla popolazione scolastica''. Per Chiarella, invece, si tratta di una ''iniziativa importantissima innovativa, necessaria che apre finalmente la Calabria verso una direzione che le appartiene da secoli. Quando si parla della Calabria si parla di dieta mediterranea''.

Sarà un Natale al cioccolato

21/12 Quello che sta per arrivare sara' un Natale assai piu' dolce rispetto a quello passato. Almeno per quanto riguarda i dolci preparati dai pasticceri artigiani. In questo caso a fare la parte del leone sara' il cioccolato, il quale, secondo alcune stime elaborate dalla Confartigianato, dovrebbe far registrare un aumento del 10% rispetto alle vendite incassate lo scorso anno dalle 600 botteghe specializzate nell'arte della lavorazione del 'cibo degli dei', attestandosi intorno ai 55 milioni di euro. Andamento stabile, invece, per panettoni, pandoro e specialita' tipiche regionali, le cui vendite al termine delle feste natalizie dovrebbero raggiungere i 160 milioni di euro, in linea quindi con quanto fatto registrare a Natale 2003. Ma non basta: una delle novita' che certamente faranno piacere agli amanti della spesa modica e' rappresentata dai prezzi. Infatti, informa la rilevazione della Confartigianato, le 25 mila pasticcerie artigiane italiane - che rappresentano da sole il 77% del totale delle aziende del settore dolciario, forti, tra l'altro di oltre 40 mila addetti - venderanno i loro prodotti in linea con quanto fatto nel 2003, prevedendo, al chilogrammo, tra i 14 e i 18 euro per panettoni e pandoro, tra i 10 e i 13 per il torrone, e dai 20 ai 30 euro per il cioccolato. Piu' nello specifico, a Natale i consumi di panettone e pandoro artigianali saranno pari a 115 mila quintali, per un valore di circa 120 milioni di euro; le specialita' tipiche regionali, invece, sfioreranno i 45 mila quintali, per un giro d'affari superiore ai 40 milioni di euro. Per molti versi, comunque, segnala ancora la Confartigianato, la produzione artigianale di dolci al cioccolato continua a rappresentare un fiore all'occhiello nel novero dei prodotti tipici regionali. E cio' viene dimostrato sia dal giro d'affari annuo - 350 milioni di euro - che dall'accelerazione dei consumi registrati da 10 anni a questa parte, con un aumento medio dei consumi da 2 a 4 kg pro capite. Il cioccolato puro e tradizionale, cioe' - viene sottolineato - ''quello della tradizione artigianale'', e' realizzato esclusivamente con: pasta di cacao (composta soltanto da burro di cacao e cacao in polvere), zucchero, latte in polvere, aromatizzanti naturali. Una ricetta, viene spiegato, ''che la Confartigianato intende tutelare dalle imitazioni, e, per questo, ha richiesto all'Unione Europea il riconoscimento del marchio di Specialita' Tradizionale Garantita 'Antico Cioccolato Artigianale'''. Come e' noto e' decisamente ricca la produzione italiana di prodotti tipici legati al Natale. La Confartigianato conta che siano almeno 260 le specialita' diffuse nelle varie aree dello Stivale. Volendo stilare una graduatoria delle regioni piu' 'dolci' d'Italia, toccherebbe al Piemonte occupare il gradino piu' alto del podio, grazie alle sue 24 specialita' tradizionali in cui la nocciola e' l'immancabile ingrediente. A seguire, con 21 ricette, la Sicilia, patria della mandorla e terra d'origine del cioccolato (furono infatti gli spagnoli, sul finire del 1600, a portarvi il cacao e le tecniche di lavorazione messe a punto in Messico dagli Aztechi); infine, terzo posto ex aequo per Emilia Romagna, Puglia e Sardegna, forti di una scelta piu' che ampia. In Italia piu' che altrove, ricordano da sempre gli amanti dei dolci artigianali, le diverse specialita' raccontano la storia del territorio, nate spesso e volentieri dalla contaminazione di usi e costumi differenti. Il torrone, ad esempio, nato storicamente a Cremona, esiste in varie versioni a seconda della regione di produzione. Quindi c'e' quello piemontese con le nocciole, quello siciliano con le mandorle, o anche quello sfornato in Abruzzo, Marche e Calabria, dove si e' soliti aggiungere del cioccolato. Un elemento di diversita', quindi, che e' agevolmente estendibile a livello territoriale. Ad esempio nel Nord, dove si coltiva mais e si mangia polenta gialla, anche i dolci sono spesso a base di farina gialla. Qui i dolci continuano ad essere impastati con il burro, e la fanno da padrona i 'frollini' e le 'frolle'. Al Sud, invece, l'utilizzo del burro e' piu' raro, mentre sovente i fichi vanno a sostituire il mosto di vino o anche il vino stesso. Addirittura, viene ricordato, nella zona di Modica, in Sicilia, esiste un dolce piuttosto bizzarro, frutto della contaminazione culturale araba e, insieme, messicana: si chiama 'Mpanatigghi', ed e' una specie di tortello di pasta frolla con cioccolato e carne.

L’Accademia del peperoncino chiamata ad un convegno internazionale di cucina

26/11 Il ''diavolillo'' sara' protagonista fra i grandi ristoratori italiani nel mondo. A rappresentarlo al convegno internazionale in programma a Roma da lunedi' prossimo al 1 dicembre ci sara' l' Accademia italiana del peperoncino con il presidente Enzo Monaco. Nel convegno, organizzato dal ministro Tremaglia sotto l'alto patronato del presidente della Repubblica, Enzo Monaco fa parte del comitato d' onore ed e' relatore nella sessione di lavoro ''L' Arte della cucina e la cucina dell' arte'' in programma lunedi' prossimo con la direzione del giornalista Beppe Bigazzi. ''Si tratta - ha sostenuto Monaco - di un riconoscimento di grande prestigio per l'Accademia e soprattutto per il peperoncino che da insaporitore di piatti poveri diventa protagonista della ristorazione internazionale made in Italy''. Assieme a Monaco fanno parte del comitato d' onore il nutrizionista Giorgio Calabrese, i ristoratori Tony May e Alfonso Iaccarino, i giornalisti Bruno Vespa, Beppe Bigazzi e Rosanna Lambertini, i registi Ricky Tognazzi e Simona Izzo, gastronomi ed esperti di cucina in rappresentanza di tutti i paesi del mondo. Nel corso delle tre giornate romane parteciperanno ai lavori i ministri Alemanno, Tremaglia, Buttiglione, Gasparri, Gazzella, Sirchia, i sottosegretari Bono e Bonaiuti. Il convegno, e' scritto in una nota, si propone di accendere i riflettori sulla cucina italiana che i ristoratori hanno saputo portare e trasmettere in tutto il mondo attraverso il gusto, la fantasia e al creativita' facendola diventare uno dei simboli piu' preziosi del genio italiano all'estero. Una cucina che adesso grazie al peperoncino diventa piu' piccante e piu' calabrese.

Una Università di scienze gastronomiche anche in Calabria

24/11 L' Universita' dei Popoli di Badolato, diretta dallo storico Antonio Gesualdo, ha scritto a Carlo Petrini, presidente nazionale dello Slow Food, e ad Alberto Capatti, rettore della neonata Universita' di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cuneo), per proporre loro di esaminare la possibilita' che la Calabria possa avere una filiale della stessa Universita', la prima del genere istituita nel mondo. La proposta e' sostenuta dal fatto che la Calabria vanta da millenni molteplici caratteristiche attinenti l' eno-gastronomia. Gia' piu' di tremila anni fa il nostro territorio era denominato ''Enotria'' cioe' terra del vino ed il suo re Italo (dal quale e' derivato il nome Italia) invento' i cosiddetti ''Sissizi''... quei pasti comuni che servivano alla gente per socializzare e per realizzare una migliore coesione popolare, prima espressione di vera democrazia e di unita' tra le diverse classi sociali, come descrive con ammirazione il grande filosofo Aristotele (384-322 a.C.) nella sua ''Politica'' (in particolare al libro 7, capitolo 10, paragrafo 1329b). La Calabria e', inoltre, celebre per il culto del peperoncino (che ha addirittura una vera e propria Accademia, imitata nel mondo) e di altre specialita', spesso uniche (come il bergamotto o un cenere di cedro), che ci invidiano ovunque, con quella varieta' di mari, colline, montagne e microclimi che pochissimi possono attualmente vantare persino nello stesso mitico Mediterraneo. Traendo spunto da tali preziose basi vocazionali e storiche, l' Universita' dei Popoli, nella stessa richiesta avanzata allo Slow Food, sollecita numerose autorita' territoriali (principalmente il presidente della Regione Giuseppe Chiaravalloti), aziende, associazioni, persone di cultura a far si' che l' Universita' di Scienze Gastronomiche possa approdare presto in Calabria e diventare uno dei piu' potenti motori per la valorizzazione nazionale ed internazionale dei prodotti tipici e della cucina calabrese che vanta quella speciale dieta frugale ma varia, essenziale e sostanziosa, che oggi piu' che mai puo' salvare la salute ed il gusto dei popoli che, in ogni parte del mondo, sono messi gravemente in pericolo anche dalla cattiva globalizzazione gastronomia.

Ritrovate le radici del “Sangiovese”, sono anche in Calabria.

18/11 Ritrovati i "genitori" del sangiovese. la notizia arriva dal simposio internazionale sul sangiovese, organizzato da Arsia (l'agenzia della regione toscana per lo sviluppo e l'innovazione in agricoltura) in corso a Firenze. al simposio, i cui lavori sono iniziati mercoledi', e si concluderanno venerdi', sono presenti oltre 250 fra ricercatori, esperti e operatori del settore vitivinicolo provenienti da tutto il mondo. sono in calendario oltre 80 fra relazioni e comunicazioni scientifiche, da parte delle piu' autorevoli istituzioni di ricerca che operano nel settore, suddivise nelle 4 sezioni in cui e' articolato il congresso: mercato e comunicazione; innovazione e tradizione; identita' e peculiarita'; interazione genotipo-ambiente. La scoperta dell'identificazione dei "genitori" del sangiovese- considerata dagli esperti una primizia mondiale per il settore- e' stata comunicata dal ricercatore Jose' Vouillamoz dell'istituto agrario San Michele all'Adige, che ha presentato una comunicazione sul tema "relazioni genetiche del sangiovese". Secondo quanto risulta dalla ricerca, i "genitori" del sangiovese sono il "ciliegiolo" e il "calabrese montenuovo". Il primo e' un vitigno antico e ben noto della toscana. il secondo, ha spiegato Vouillamoz, e' un vitigno riscoperto in circostanze fortunate in un piccola azienda della Campania, dove sono ancora coltivate poche decine di piante. "Non e' un vitigno iscritto al registro varietale, ha continuato il ricercatore, ed e' stata grande la nostra sorpresa quando, eseguendo le indagini sul dna abbiamo constatato che la parentela risulta completa". Per ulteriore scrupolo, ha precisato ancora il ricercatore che ha rintracciato i genitori del sangiovese, "abbiamo eseguito la ricerca su 50 'microsatelliti' di dna, ed il risultato ci dice che il sangiovese ha la meta' dei geni (microsatelliti) del ciliegiolo e meta' del calabrese montenuovo". Su questo vitigno che proviene dalla Calabria si appunteranno ora ulteriori ricerche. tuttavia il ricercatore si e' detto assolutamente certo della scoperta. l'amministratore dell'Arsia, Maria Grazia Mammuccini, si e' complimentata per il lavoro svolto ed ha sottolineato l'importanza della scoperta, che rende noti i "genitori del vitigno piu' celebre e diffuso della Toscana, con il quale sono realizzati vini come il Brunello, il Chianti, il Chianti classico, il Carmignano ed il nobile di Montepulciano".

Successo dei prodotti del Parco del Pollino al Salone del Gusto di Torino

29/10 ''I prodotti del Parco Nazionale del Pollino non solo hanno ben figurato, ma hanno anche entusiasmato il numeroso pubblico ospite del Lingotto, offrendo una prova di quanto sia qualificata l' offerta eno-gastronomica del nostro territorio''. Lo ha detto il Presidente del Parco Nazionale del Pollino, Francesco Fino, all' indomani della conclusione della quinta edizione del Salone Internazionale del Gusto di Torino, tenutasi a Torino dal 21 al 15 ottobre scorsi, su iniziativa di Slow Food e Regione Piemonte. L' Ente Parco Nazionale del Pollino ha partecipato con un proprio Stand all' appuntamento, assieme ad altri partner quali l' Agenzia Lucana di Sviluppo ed Innovazione in Agricoltura, Ente promotore, assieme al Parco, del Progetto Marchio e Sviluppo Italia, che gestisce il Progetto NipP, Nuove Imprese Parco del Pollino.

La cucina mediterranea in un convegno il 28 a Lamezia

27/10 ''Il valore della cucina creativa mediterranea'' . Questo il tema del convegno che si svolgera' domani, 28 ottobre, con inizio alle ore 9,30, nella sede del Centro Agroalimentare di Lamezia Terme (Cz). Un incontro scientifico-culturale, inserito nel programma del progetto euromediterraneo, organizzato dall'Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria, in collaborazione con gli Assessorati Regionali all'Agricoltura, al Turismo e alla Pubblica Istruzione nonche' con le Ferrovie della Calabria e Confindustria Calabria, che ha portato in Calabria 42 scuole, provenienti da tutta Italia e da sei Paesi europei. L'appuntamento, coordinato dal direttore della sede Rai calabrese, Basilio Bianchini, e' stato articolato in due momenti. In mattinata, infatti, il convegno mettera' a fuoco l'importanza della cucina mediterranea per la salute umana, mentre nel pomeriggio il confronto si incentrera' sul valore economico e culturale dei prodotti tipici del mediterraneo. Alla manifestazione parteciperanno il presidente della giunta regionale, Giuseppe Chiaravalloti, gli assessori regionali all'Agricoltura, Giovanni Dima, alle Attivita' produttive, Pino Gentile e all'Istruzione, Saverio Zavettieri, nonche' i presidenti degli Industriali calabresi, Filippo Callipo, e delle Ferrovie della Calabria, Franco Covello. Interverranno come relatori Luigi Frenguellotti, direttore generale Azienda agroalimentare italiana e Antonino De Lorenzo, docente in nutrizione umana della Facolta' di Medicina dell'Universita' Tor Vergata di Roma. Quest'ultimo relazionera' sugli esiti di un'indagine condotta dall'Ateneo romano sui consumi alimentari nelle scuole calabresi. Sono previsti, poi, nel pomeriggio, gli interventi di Laura Rossi, ricercatrice dell'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti di Roma, e di Pino Antonini, governatore dello Slow Food Calabria. Nell'ambito della manifestazione sara' presentata ai partecipanti una pubblicazione dal titolo ''La cucina creativa mediterranea'', raccolta di antiche ricette di cucina tradizionale e mediterranea a cura degli Istituti Professionali per i Servizi Alberghieri e Ristorazione della Calabria. Un viaggio alla scoperta delle tradizioni alimentari di antica matrice mediterranea e prodotto in 10mila copie, che verra' distribuito gratuitamente con copertura nazionale a scuole specialistiche, istituzioni, Enti interessati e a una catena della grande distribuzionenazionale che commercializza i prodotti tipici calabresi.

Dal 26 confronto gastronomico tra sette paesi del Mediterraneo in Calabria

23/10 Sette Paesi a confronto sulla cultura enogastronomica del Mediterraneo. Gli studenti delle 19 scuole alberghiere della Calabria, di 17 regioni italiane e di sei Paesi del bacino del Mediterraneo, membri dell'AEHT (Association Europeenne de Hotellerie) parteciperanno alla manifestazione denominata euromediterraneo. L'iniziativa, promossa ed organizzata dall'Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria, prendera' il via martedi', 26 ottobre prossimo con l'arrivo in Calabria delle delegazioni provenienti dalle regioni e dalle Nazioni partecipanti. Il progetto, ideato dal Direttore Generale dell'USR Calabria, Ugo Panetta, in collaborazione con gli Assessorati Regionali all'Agricoltura, al Turismo e alla Pubblica Istruzione nonche' con le Ferrovie della Calabria e Confindustria Calabria, si sviluppera' in una serie di momenti di confronto sui temi della cultura del Mediterraneo. Martedi' 26 ottobre, le delegazioni delle 42 scuole alberghiere, subito dopo il loro arrivo in Calabria, faranno visita a Cosenza. Accompagnati dalle guide, messe a disposizione dall'Apt cosentina e all'accoglienza predisposta dall'assessorato regionale al Turismo, studenti e corpo docente delle scuole partecipanti alla manifestazione conosceranno da vicino le bellezze del centro storico della citta' dei Bruzii. Il giorno successivo le delegazioni si recheranno in Sila utilizzando il trenino a vapore delle Ferrovie della Calabria. Attraverso un percorso naturalistico e folkloristico potranno cosi' conoscere la cultura di questa parte della Calabria. In serata e' prevista una cena di gala nella Pinacoteca di Palazzo Arnone a Cosenza a cura dell'Ipssar della stessa citta'. La scaletta degli appuntamenti prevede, poi, un convegno sull'enogastronomia mediterranea dal titolo''Il valore della cucina creativa mediterranea'', che si svolgera' giovedi', 28 ottobre, nella sede del Centro Agroalimentare di Lamezia Terme (Cz) ed una gara professionale sul tema ''Un piatto della cucina creativa mediterranea'', che si terra' venerdi', 29 ottobre, nella sede dell'I.P.S.S.A.R. di Soverato.

Progetto “Ristorante Tipico” intesa tra Regione, Agricoltori e Ristoratori

21/10 Promuovere e valorizzare, in un sistema di filiera, le produzioni agroalimentari calabresi e la cucina tradizionale: e' l' obiettivo del progetto ''Ristorante tipico'', frutto di un' intesa tra Regione, Fipe-Confcommercio e Confagricoltura che sbarca adesso in Calabria dopo essere stato realizzato localmente a Roma, Firenze e Taranto. L' iniziativa, che di fatto sancisce una sorta di alleanza tra produttori agricoli e ristoratori all' insegna della promozione delle tradizioni alimentari del territorio calabrese, e' stata presentata a Catanzaro dall' assessore regionale all' Agricoltura, Giovanni Dima, dal responsabile del Centro studi di Fipe Luciano Sbraga e da Stefano Genovese di Confagricoltura. Presenti anche i presidenti regionale della Fipe Napoleone Guido e di Confragricoltura Francesco Macri' e alcuni ristoratori calabresi. Dalla prossima primavera 40 locali (30 in Calabria, cinque a Roma e cinque a Milano), al termine di una selezione che verra' effettuata da un organo indipendente sulla base delle indicazioni contenute in un disciplinare redatto da un comitato tecnico scientifico, potranno esporre il logo ''Ristorante tipico-cucina calabrese''. I locali, che faranno parte di questo ristretto ''club'', (in Calabria ci sono 2.500 ristoranti: 150 al top, 2.200 tradizionali e 70 moderni), avranno anche la possibilita' di vendere direttamente i prodotti tipici per il cui approvvigionamento saranno interessati direttamente i produttori. ''La Calabria, - ha spiegato Dima - ha tutta una serie di prodotti che sono strutturalmente legati alle specificita' del territorio dalla valorizzazione dei quali non si puo' prescindere. In questi ultimi mesi - ha aggiunto l' assessore - sono stati censiti 271 prodotti che, malgrado la nostra regione non abbia dal punto di vista agricolo le dimensioni di altre aree del Paese, sono in grado di fare emergere le potenzialita' legate alla storia e alle tradizioni di questa terra''. Per Dima, comunque, ''ci sono da superare quei limiti che portano il settore calabrese a non ragionare in termini di filiera. In questo senso il progetto 'Ristorante tipico' rientra nella logica della promozione e della opportunita' perche' consente di riconoscere la produzione calabrese attraverso la cucina. Il progetto - ha sostenuto ancora l' assessore - va nella direzione della certificazione di qualita' su cui la Regione punta in modo particolare. Non ci sono, infatti, finanziamenti da distribuire ma quello che prevale e' il tentativo fare riconoscere la tipicita' attraverso la ristorazione''. ''Questa - ha spiegato Braga entrando nel merito del progetto - e' la prima iniziativa che lega due mondi diversi della medesima filiera e che va incontro sia al cambiamento degli stili alimentari in atto sia all' evoluzione del settore gastronomico. Un ambito dalle potenzialita' enormi che, sul piano dell' offerta turistica, e' il secondo punto di forza del paese dopo i beni culturali''. Citando i risultati di un' indagine realizzata dalla Cirm per la Fipe, Sbraga ha sottolineato l' importanza della valorizzazione delle produzioni tipiche. ''Secondo quanto emerso - ha sottolineato - il 96% degli italiani vorrebbe mangiare tipico''. Per Stefano Genovese, di Confagricoltura, il progetto ''oltre a rappresentare uno sforzo di qualificazione dei prodotti colma una carenza nell' attivita' di marketing delle aziende. L' iniziativa 'Ristorante Tipico' ha un valore economico ma anche simbolico per chi, in questi anni di contrazione del settore come dimostrato dai dati emersi dal Censimento dell' agricoltura, ha speso soldi e investito''. Per il presidente della Fipe calabrese, Guido, si tratta di ''un progetto coerente con le vocazioni del territorio che potra' dare risultati per lungo tempo'', mentre per il presidente di Confagricoltura, Macri', ''l' iniziativa si inserisce nel piu' ampio progetto portato avanti in questi anni e mirato a presentare in modo nuovo le produzioni tipiche calabresi''.

Il 23 a Lamezia “Euromediterraneo”, manifestazione sulle abitudini alimentari mediterranee

21/10 Si svolgera' a Lamezia Terme, nel centro Agroalimentare, dal 26 al 30 ottobre, la manifestazione Euromediterraneo, un evento progettato e organizzato dall'Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria. L'iniziativa e' stata concretizzata con il partenariato della Regione Calabria - Assessorato Agricoltura Caccia e Pesca, Assessorato Turismo ed Attivita' economiche e produttive, Assessorato Pubblica Istruzione, di Confindustria Calabria e di Ferrovie della Calabria. Al riguardo, il Direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Ugo Panetta, ha inviato a tutti i dirigenti scolastici una circolare per richiamare l'attenzione internazionale, i valori della civilta' e della cultura mediterranea, quali si manifestano anche attraverso gli aspetti enogastronomici. La manifestazione si articola in tre momenti: un convegno sul tema '' Il valore della cucina creativa mediterranea'', che si svolgera' giovedi', 28 ottobre, nel Centro di Ricerca Agroalimentare della Calabria di Lamezia Terme; nell'ambito del Convegno sara' presentata, poi, una pubblicazione dal titolo ''La cucina creativa mediterranea -Ricette di antica tradizione calabrese'', elaborata grazie alla collaborazione degli Istituti professionali per i servizi alberghieri della Calabria; una gara professionale sul tema ''Un piatto della cucina creativa mediterranea'', per gli studenti degli Istituti del settore alberghiero e ristorativo – settore cucina - alla quale sono stati invitati, oltre alle scuole italiane, gli istituti dei Paesi membri dell'AEHT (Association Europeenne de Hotellerie) nonche' gli istituti alberghieri degli altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Nel corso del convegno del 28 ottobre, saranno trattate le tematiche relative all'educazione alimentare, anche in rapporto alla riforma scolastica, e saranno presentati i risultati di una ricerca, condotta nelle scuole calabresi sulle abitudini alimentari dei giovani.

Il Moscato di Saracena, presidio “Slow Food”, al Salone del Gusto di Torino il 21 ottobre

18/10 “Il moscato di Saracena è divenuto Presidio Slow Food e sarà al Salone del Gusto di Torino dal 21 al 25 di ottobre.” Lo ha annunciato la fiduciaria Slow Food del Pollino, Vittoria Maradei, la quale oltre a ribadire l’importanza di questa trasferta enogastronomica per il territorio, richiama l’attenzione sul ruolo che ha avuto il neo sodalizio per la promozione del tipico prodotto. “Un importante presupposto- sostiene la stessa - per una forma di cooperazione tra produttori, di cui il nostro territorio ne è quasi completamente sprovvisto per cultura , ma che prende forza e capacità appena decide di agire.”
Il progetto del Presidio per il moscato di Saracena, economicamente sostenuto dall’Amministrazione comunale , dall’Ente Parco del Pollino e dalla Comunità Montana, era stato inoltrato circa due anni fa all’ufficio presìdi dello slow food grazie all’interessamento proprio della stessa fiduciaria del Pollino, la quale ha fatto in modo che l’organismo internazionale, a tutela delle biodiversità, prendesse in seria considerazione tale richiesta per tutelare la qualità di questo vino liquoroso, realizzato ancora in modo artigianale da diverse famiglie per pochissimi fortunati. “Da qui l’idea- spiega Maradei- di pensare ad un organismo che potesse unire capacità e risorse per fare di questa peculiarità una occasione di crescita socio - economica per il paese ed uno strumento gravitazionale per la conoscenza turistica, ambientale, artistica ed enogastronomica della nostra realtà.” Un lavoro di concertazione che dovrà essere a sostegno ed a tutela di tutti i piccoli produttori, ma anche un mezzo per intercettare le risorse che leggi nazionali ed europee mettono a disposizione per incentivare le produzioni tipiche, sempre più portavoce di quei patrimoni storico – culturali che fanno delle testimonianze degli uomini del lavoro dei veri e propri scrigni.
“Problemi che , comunque, saranno affrontati e risolti pian piano, consapevoli- aggiunge la fiduciaria del Pollino- che c’è un mercato di nicchia molto interessato che non aspetta altro se non di captare questa specialità, come c’è stato testimoniato largamente in tante occasioni dove abbiamo partecipato.
Per questo la costituzione del Presidio e la sempre maggiore partecipazione a fiere, eventi e workshop ci suggeriscono- precisa- l’importanza di andare avanti e programmare ed incanalare le energie di quanti a Saracena si adoperano, in piccolo, in questa avventura enologica, che dovrà sfociare in un impegno più capillare: dal recupero al reimpianto dei vigneti, sino alla vinificazione, con l’aiuto anche di specialisti enologi. Una scommessa che avrà bisogno della collaborazione di tutti e che non può passare per inutili primogeniture- riferisce ancora Vittoria Maradei-: ne andrebbe del progetto che si vuole perseguire e che è strettamente connesso alla cultura contadina di Saracena ed al suo modo di intendere l’agricoltura e ciò che produce.”
Un concreto valore aggiunto, insomma, da non perdere per nessuna ragione al mondo e da ripensare e reinterpretare, individuando che sta proprio nell’esistente ed in una sua corretta gestione l’opportunità di riscatto economico di questo territorio. Basta riconoscerlo.

Intesa tra Regione, e confederazioni per l’avvio del progetto “Ristorante Tipico”

15/10 E' stata predisposta una intesa di collaborazione tra la Regione Calabria, la Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) Confcommercio e la Confagricoltura, per l' attivazione in Calabria del progetto ''Ristorante tipico''. Si tratta di un accordo di filiera - e' scritto in una nota del Portavoce della Presidenza calabrese - che unisce, per la prima volta in Italia, produttori e ristoratori accreditati consentendo al progetto di avanzare secondo logiche di marketing moderne ed efficaci per una promozione effettiva del ricco patrimonio agroalimentare calabrese. L' iniziativa sara' presentata dall' assessore regionale all' Agricoltura, Giovanni Dima, dal direttore generale di Fipe-Confcommercio, Edi Sommariva, dal direttore generale di Confagricoltura, Vito Bianco, dal presidente regionale Confagricoltura, Francesco Macri' e dal presidente provinciale Confcommercio, Antonio Tassone, giovedi' prossimo, alle 13 nella sede della Giunta regionale, a Catanzaro.

Degustazione del tartufo di Pizzo nella bouvette del Senato

06/10 Il tartufo di Pizzo e' stato protagonista oggi alla buvette del Senato. Una delegazione di produttori del prelibato gelato artigianale calabrese, guidata da Sinibaldo De Marco, ha offerto, infatti, ai senatori italiani la degustazione del tartufo nero e della nocciola imbottita. L'iniziativa, promossa dai senatori Antonio Gentile (Fi) e Franco Bevilacqua (An), ha riscontrato l'adesione entusiastica del presidente Marcello Pera e di tutti i senatori presenti. I rappresentanti del consorzio hanno illustrato le caratteristiche tipologiche e nutrizionali del gelato prodotto a Pizzo, in provincia di Vibo Valentia, partendo dalla qualita' dei prodotti base come le nocciole del luogo. ''Si tratta di una piccola, ma significativa testimonianza di bonta' dei nostri prodotti - commenta il senatore Antonio Gentile - che deve diventare traino di sviluppo per tutta la Regione. I senatori non conoscevano le prelibatezze del tartufo e della nocciola - ha aggiunto Gentile- e molti di loro mi hanno confessato che l'eccezionalita' del prodotto non ha eguali''. Gentile ha annunciato che insieme a Bevilacqua si battera' ''affinche' il Consorzio abbia il Dop'' e si augura che ''la Regione voglia programmare interventi in materia di formazione professionale per far perpetuare la professione alle nuove generazioni. La strada dei saperi e dei sapori- ha detto Gentile- e' la via maestra del Made in Calabria: ci auguriamo che il presidente Montezemolo, da oggi nella nostra Regione, possa fornirci strumenti di sostegno per la valorizzazione di queste risorse.

Domenica festa dei prodotti biologici

30/09 Un anziano su dieci, secondo il Censis, si mantiene in forma consumando prodotti biologici facendo una scelta dettata dalla saggezza dell'eta' che trova pero' conferma sul piano scientifico dove recenti studi hanno dimostrato che la maggiore presenza di polifenoli nelle piante coltivate con metodi biologici garantisce all'organismo una azione antiossidante che distrugge i radicali liberi causa di svariate malattie fra cui i tumori. E' questa una delle importanti ''ragioni del bio'' presentate oggi nel vademecum di Aiab, Coldiretti e Legambiente alla vigilia della quarta edizione della ''Biodomenica'', la festa nazionale dell'ambiente, della salute, dell'alimentazione e del gusto, dedicata all'agricoltura biologica che domenica 3 ottobre animera' oltre cento piazze in tutta Italia. L'azione protettiva confronti delle malattie - si sostiene nel vademecum - e' certamente superiore se si consuma biologico fin da piccoli perche' i bambini in relazione alla massa corporea mangiano piu' di un adulto e consumano, in proporzione, piu' alimenti come succhi di frutta, frutta e ortaggi. Se olio di oliva, vino rosso, pomodoro, frutta fresca e cereali con la buccia coltivati biologicamente contengono quantita' piu' elevate di polifenoli e fanno quindi ''invecchiare meno'', le aziende agricole biologiche consumano meno energia, hanno una emissione di CO2 inferiore del 40-60% e contribuiscono quindi a ridurre l'inquinamento ambientale. Consumare bio fa quindi bene a se stessi e agli altri, ma al di la' di una generica consapevolezza oggi, che il fenomeno in Italia ha raggiunto dimensioni ragguardevoli conquistando l'1,5- 2% della spesa alimentare degli italiani, per un fatturato che nel 2003 ha sfiorato i 1.500 milioni di euro, possiamo disporre di una serie di studi che dimostrano come il biologico sia realmente un vantaggio in piu' per la salute dei consumatori e per la tutela dell'ambiente e del territorio. Alla conferenza stampa di presentazione della Biodomenica 2004 cui erano presenti, il Presidente di Aiab Vincenzo Vizioli, il Presidente di Coldiretti, Paolo Bedoni, e il Presidente di Legambiente, Roberto Della Seta, sono state percio' presentate e raccolte in un vademecum le migliori ragioni che fanno del biologico una scelta vincente. ''Da mercato di nicchia il biologico sta conquistando sempre piu' le tavole degli italiani'', ha dichiarato Vincenzo Vizioli, presidente di AIAB. ''Per questa ragione abbiamo voluto evidenziare per il lancio dell'edizione 2004 della Biodomenica, la necessita' di una maggiore attenzione da parte del mondo politico a chi produce per la salute dell'uomo e dell'ambiente e, contemporaneamente, organizzando i mercati nelle piazze, rispondere all'esigenza di avvicinare sempre di piu' il consumatore al produttore biologico, perche' i cibi sani e buoni devono essere per tutti. Per rafforzare poi l'importanza di una corretta e sana alimentazione quest'anno proporremmo, a chi ci verra' a trovare nelle piazze, il modello alimentare riassunto nello slogan ''Cinque porzioni al giorno di frutta e verdura. Queste le ragioni, semplici, lampanti, che ci hanno portato ad attivare una campagna nazionale utile a promuovere e valorizzare presso consumatori ed istituzioni l'efficacia del consumo di frutta e verdura per conservare la salute e prevenire le malattie.'' ''Ci sono buone ragioni - secondo il presidente di Coldiretti Bedoni - per consumare gli alimenti tipici, naturali e biologici di casa nostra che con il passaggio rapido dal campo alla tavola assicurano salute, freschezza e gusto''. Nel sottolineare che ''serve una etichettatura trasparente con l'indicazione del Paese di origine anche per promuovere le coltivazioni biologiche italiane bedoni ha parlato di '' necessita' evidente come dimostra l'aumento del 13% del numero di importatori e la contestuale preoccupante riduzione nella stessa percentuale (13%) del numero di aziende biologiche italiane, che va anche contrastata con scelte politiche da parte delle Regioni nell'applicazione in Italia a partire dal primo gennaio 2005 della Riforma della Politica Agricola''. ''La valorizzazione dell'agricoltura biologica e' un pilastro indispensabile nella costruzione di un'effettiva sicurezza alimentare'', ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Roberto Della Seta. Ma come ogni anno, la giornata della Biodomenica, sara' soprattutto un momento di festa per apprezzare i prodotti delle nostre campagne nelle piazze delle citta' del nord, centro e sud Italia. Il ''cuore'' della festa domenica 3 ottobre sara' a Roma a Villa Celimontana dove un centinaio di stand faranno conoscere i prodotti delle aziende biologiche e ci sara' una Fattoria didattica dove si svolgeranno dimostrazioni delle tradizionali lavorazioni di prodotti. A Torino in piazza Madama Cristina ci sara' il mercatino con le aziende da tutto il Piemonte, mentre a Napoli nella storica Galleria Umberto Primo, di fronte al Teatro San Carlo, per tutta la giornata esposizione e vendita di prodotti tipici e ''bio''con spettacoli della tradizione folcloristica partenopea. A Firenze una stalla ''bio'' sara' allestita in piazza Indipendenza con un toro, una mucca e un vitello per fare conoscere il ciclo della produzione della carne ''bio''. A Milano la giornata si svolgera' sotto la Madonnina in Piazza Diaz mentre a Genova in via Cairoli ci sara' una vetrina per prodotti ''bio'' come la patata ''quarantina'' genovese, i formaggi di capra, e poi miele, frutta di stagione e olio della Riviera Ligure con servizio di ristorazione e menu rigorosamente ''bio''. Sul Lungomare di Reggio Calabria, il ''chilometro piu' bello d'Italia'', oltre trenta stand con il meglio delle produzioni tradizionali della provincia della Fata Morgana; e inoltre estrazione dell'essenza di bergamotto, preparazione di prestigiosi dolci, miele d'agrumi, olio novello, formaggi e carni ovicaprine e bovine degli allevamenti aspromontani. A Perugia nei Giardini Carducci, degustazione di prodotti ''bio'' e sondaggio tra i cittadini sul tema ''Ho scelto Biologico perche'...'' per raccogliere le ragioni della scelta maturata dai consumatori verso gli alimenti ''bio'' ed evidenziare la consapevolezza dei vantaggi di questo tipo di agricoltura per quanto riguarda la salute delle persone e la tutela di ambiente e territorio. A Bari in Piazza del Ferrarese ci sara' una offerta speciale di frutta e ortaggi rigorosamente ''bio'' nella ''cassetta famiglia'' per la scorta settimanale, mentre a Cagliari sul Lungomare Poetto in vendita i prodotti della tradizione agroalimentare e della gastronomia sarda e dell'artigianato locale. A Palermo a Villa Sperlinga stand con degustazione e vendita di prodotti ''bio'' dal vino ai formaggi, all'ortofrutta di stagione come a Udine dove in via Mercato Vecchio, centro storico della citta' saranno offerti ortofrutticoli, vino e miele. A Campobasso in piazzetta Palomba, storica piazza della citta', esposizione e vendita ''bio'' dal vino ai sottaceti e sottoli, ortaggi e frutta mentre ad Ascoli Piceno in piazza Arringo mostra mercato dei prodotti ''bio'' e dei prodotti tipici da tutta la regione: olio, vino, orzo, frutta di stagione.

Autorizzato l’aumento del titolo alcolometrico delle uve calabresi

22/09 Via libera, per la campagna 2004-2005, all'aumento del titolo alcolometrico volumico naturale delle uve raccolte nelle aree vitivinicole della Calabria e destinate alla produzione dei vini Vqprd (Vini di qualita' prodotti in regioni determinate). Il decreto (4 agosto) del direttore generale per la qualita' dei prodotti agroalimentari e la tutela del consumatore e' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale in edicola. Le operazioni di arricchimento dovranno essere effettuate secondo le modalita' previste dai regolamenti comunitari e nel limite massimo di due gradi. L'autorizzazione all'arricchimento riguarda tutte le tipologie di prodotti vitivinicoli previste dai disciplinari di produzione di Ciro' e Melissa.

Si è insediata la commissione regionale Alimenti e Nutrizione

20/09 Si e' riunita oggi a Lamezia Terme la Commissione permanente Alimenti e Nutrizione, presieduta dall' Assessore regionale alla sanita', Giovanni Luzzo, che era accompagnato dal consigliere Egidio Chiarella, il quale, in Consiglio Regionale, e' stato il proponente dell'emendamento al piano Sanitario regionale, per l'istituzione dell' organismo tecnico. ''La commissione - e' scritto in una nota - avra' il ruolo e la funzione di approntare e fornire indirizzi e linee-guida alimentari, finalizzati alla salute dei cittadini. Sara' importante individuare modalita' operative piu' efficaci ed idonee per educare i cittadini, di qualunque eta', a modelli e stili di vita corretti, soprattutto per la prevenzione primaria e secondaria dei fattori di rischio delle malattie cardio e cerebrovascolari, nonche' per la prevenzione delle malattie oncologiche, in quanto entrambe sono ai primi posti come causa di morte nei paesi industrializzati. Vari studi scientifici hanno dimostrato il rapporto tra alimentazione e fattori di rischio, quali ipertensione arteriosa, diabete, ipercolesterolemia, obesita' e sedentarieta'; pertanto sara' necessario individuare percorsi utili a promuovere il concetto di alimentazione come stile di vita''. ''La commissione - prosegue la nota - si lega anche alle linee guida del Ministero delle Politiche Agricole, volute ed energicamente sostenute dal Ministro Alemanno, per la promozione dei prodotti tipici come espressione dell'applicazione della dieta mediterranea. Pertanto e' prevista la collaborazione diretta con l'Assessorato alla Agricoltura, Giovanni Dima''. La programmazione dei lavori della commissione prevede gia' l'importanza di un rapporto istituzionale periodico con le scuole, in quanto i ragazzi potranno diventare il veicolo di accesso alle famiglie, in direzione del raggiungimento di una corretta informazione che porti ad una buona qualita' di vita. La commissione e' composta da esperti nei settori epidemiologico, sanitario, psicologico, alimentare, agro-alimentare: dott. Salvatore Lo Presti, prof. Agostino Gnasso, Dott. Domenico Mannino, dott. Francesco Dignitoso, dott.ssa Annalisa Spinelli, dott.ssa Maria Antonella Cauteruccio, dott. Nazzareno Brissa, dott.ssa Francesca Fratto, sig.ra Mary Pascale, dott. Giuseppe Pipicelli e dott.ssa Caterina Adornato. All'incontro di insediamento erano presenti, oltre ai componenti, il dott. Giacomo Brancati, dirigente di settore, dott.ssa Carmelina Madafferi, Direttore Generale As 6 Lamezia e il consigliere Regionale, Raffaele Senatore.

Pirillo presenta un progetto di legge regionale a sostegno della cipolla rossa

20/09 Il Consigliere Regionale e Capogruppo della Margherita, Mario Pirillo, ha presentato un progetto di legge concernente “Interventi urgenti in favore dei produttori della cipolla rossa di Tropea della zona compresa tra Amantea e Capo Vaticano”. L’iniziativa mira a predisporre efficaci strumenti di supporto all’attività dei produttori di cipolla rossa che, in questi ultimi tempi, attraversa una fase di estrema difficoltà a causa delle straordinarie intemperie invernali che hanno colpito le zone di produzione, compromettendo la tenuta sul mercato delle aziende interessate. “Alle difficoltà incontrate nel processo di produzione nell’annata agraria 2003/2004 – aggravate altresì da una prolungata irregolare erogazione dell’acqua per l’irrigazione dei campi da parte del Consorzio di Bonifica di Lamezia Terme – scrive l’On. Pirillo nella relazione al progetto di legge - si aggiunge una ridimensionata capacità di penetrazione del prodotto nel mercato nazionale ed estero. Finalità precipua della proposta legislativa è quella di incentivare lo svolgimento di attività promozionali (partecipazioni a fiere, partnership, degustazioni, ecc.) che supportino la fase di commercializzazione. Sono inoltre previsti specifici interventi di sostegno al reddito dei lavoratori (anche attraverso l’accollo da parte della Regione degli oneri previdenziali ed assistenziali per l’annualità 2005) volti, in parte, a compensare le perdite. “In un momento di forte sofferenza dell’agricoltura calabrese – ha spiegato l’On. Pirillo – occorre apprestare adeguati strumenti legislativi in favore della produzione di uno tra i più importanti e rinomati prodotti della nostra terra, anche alla luce della concorrenza spietata da parte di altri paesi produttori e soprattutto all’utilizzo del marchio “cipolla rossa di Tropea” per specie di prodotti di bassa qualità. La Giunta Regionale – ha proseguito l’On. Pirillo - deve investire il Ministero delle Politiche agricole della situazione di forte crisi che tale tipo di produzione sta attraversando, onde predisporre un piano d’interventi che riesca a fronteggiare l’emergenza. Non si può restare inerti di fronte al rischio concreto del forte ridimensionamento della rinomata coltura e soprattutto occorre che siano con solerzia “liberate” risorse nella direzione di un sostegno di qualità all’agricoltura calabrese”.

Dal 26 al 30 ottobre gara di cucina mediterranea in Calabria con 42 nazioni a confronto

18/09 Quarantadue nazioni a confronto sulla cultura enogastronomica del Mediterraneo. Gli studenti delle scuole alberghiere di 36 Stati europei e di 8 Paesi del bacino del Mediterraneo parteciperanno alla manifestazione denominata Euromediterraneo. Una iniziativa promossa ed organizzata dall'Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria in collaborazione con gli Assessorati Regionali ll'Agricoltura, al Turismo e alla Pubblica Istruzione nonche' con le Ferrovie della Calabria e Confindustria Calabria. Un programma ricco di appuntamenti che si svolgeranno in Calabria dal 26 al 30 ottobre prossimo. Alla conferenza stampa di martedi' interverranno il Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria, gli Assessori Regionali coinvolti nell'evento culturale ed i Presidenti delle Ferrovie della Calabria e di Confindustria Calabria.

Proposto un progetto per la filiera del peperoncino

17/09 La necessita' di realizzare un progetto di filiera del peperoncino ''per garantire al consumatore il giusto rapporto qualita'/prezzo'' e' stata evidenziata da Domenico Scalise, presidente della Sezione industrie alimentari dell' Associazione industriali di Catanzaro, intervenuto all' ultima trasmissione di Uno Mattina estate che e' tornata ad occuparsi del peperoncino. Nel corso dell' ultima trasmissione, condotta da Sonia Grey, e' scritto in un comunicato dell' Assindustria di Catanzaro, accanto alla nutrizionalista Elisabetta Bernardi, allo chef Fabio Campolo, ed in una cornice fatta di ''collane'' rosse, l' imprenditore catanzarese, che da oltre un ventennio promuove una serie di azioni finalizzate alla diffusione del peperoncino di Calabria, ha saputo decantare le straordinarie virtu' dello stesso. Dopo l' illustrazione delle proprieta' nutrizionali da parte di Bernardi - in un etto di peperoncino calabrese ci sono ben 229 mg di vitamina C, superiore a quella contenuta negli agrumi - Domenico Scalise, e' scritto nella nota, ''in maniera disinvolta, anche se con un pizzico di emozione dovuta alla diretta, ha saputo rispondere egregiamente alle domande fatte dalla conduttrice, indicando le varieta' piu' diffuse prodotte in Calabria: 'ceraseddu', ciliegine, sigaretta a mazzetto, vulcan, naso di cane''. ''Introdotto da Cristoforo Colombo, in Europa - ha detto, tra l' altro, Scalise - il peperoncino trova in Calabria un clima mite, tra i 18 ed i 25 gradi, ed un terreno idoneo per la sua coltivazione. Tranne che nel latte, a colazione, viene ampiamente consumato come ortaggio fresco, come condimento per la pasta, nel pane, nei biscotti, nel tono, nella grappa, sulla carne e sul pesce, nelle zuppe, nelle marmellate, nell' industria agroalimentare e, soprattutto, nei tradizionali insaccati calabresi: salsiccia, capocollo, soppressata, 'nduja'.Da ultimo, diventa un piatto eccellente con i vari ripieni di pesce, formaggi, carni. Il prodotto fresco, all' origine, ha un costo che va da 0,50 a 0,60 euro a seconda delle varieta'.Ma per il consumatore finale i costi lievitano, dati i vari passaggi. Pertanto e' necessario realizzare un progetto di filiera per garantire al consumatore il giusto rapporto qualita'/prezzo''.

La Calabria presente al “Festival nazionale dei primi piatti –I primi d’Italia” a Perugia

14/09 Dai ravioli alla polenta saranno 140, tra pastifici tradizionali e industria alimentare, le aziende coinvolte nella sesta edizione della manifestazione ''I primi d'Italia - Festival nazionale dei primi piatti'' che si terra' a Foligno, in provincia di Perugia, dal 29 settembre al 3 ottobre, all'indomani della tradizionale Quintana. Per la kermesse dedicata a tutte le tipologie di pasta nazionale, manifestazione promossa dal socio della Confcommercio provinciale Epta, resteranno aperte le dieci taverne medioevali del centro storico umbro, affiancate da 'villaggi del gusto' gestiti dalle regioni Piemonte, Liguria, Sicilia e Calabria. ''Vogliamo valorizzare tutte le produzioni nazionali - ha annunciato a Roma nella conferenza stampa di presentazione il presidente dell'Epta Roberto Prosperi - sia industriali che di nicchia, attivando incontri con la Fida che rappresenta i dettaglianti della distribuzione e facendo riscoprire ai visitatori ricette tipiche di ogni territorio, oltre a proporre una rievocazione storica del pranzo umbro della battitura, nel giorno di trebbiatura del grano'' ''Dopo la presentazione del 'Festival nazionale dei primi piatti' nelle sedi estere dell'Ice - annuncia il responsabile commerciale dell'Epta Giorgio Menichini - l'appuntamento di Spoleto sta registrando l'adesione di numerosi buyers dalla Cina e dai paesi di recente ingresso nell'Unione Europea. Anche ai corsi professionali di alta cucina, proposti con la collaborazione di chef di calibro e stelle Michelin come Valeria Piccini (Grosseto), Nicola Portinari (Vicenza), Gabriele Ferron (Verona); Marco Bistarelli (Perugia) e Beppe Sardi (Alessandria), sono iscritti diversi operatori provenienti da Cina, Spagna e Australia. In programma anche focus-prodotto sulla cucina vegetariana, alimentazione dei single e intolleranze alimentari''. Secondo l'Epta il tema della intolleranze e' di estremo interesse sia per i consumatori che per il mondo della produzione. ''Un dato per tutti - ha aggiunto Prosperi - delle 52 produzioni artigianali presenti all'appuntamento di Spoleto, 8 commercializzano prodotti senza glutine''. Tra le novita' dell'edizione 2004 ''I primi d'Italia junior'', il mini festival dedicato ai ragazzi dai 7 ai 12 anni con la collaborazione di Disney cucina dove il clan di Paperino e Topolino riuscira' - e' la scommessa della testata a fumetti - a rendere golose agli occhi dei piu' giovani barbabietole, coste e mele, pietanze solitamente snobbate negli anni dell'infanzia. Tra gli appuntamenti culturali la presentazione dei 'Libri da gustare', carrellata di titoli a tema enogastronomico, il photoreportage di Nevio Doz con ritratti di chef e protagonisti dell'enogastronomia italiana oltre alla presentazione di 500 ricette proposte dagli 82 chef partecipanti all'edizione 2003 che ha registrato 107.000 visitatori. In occasione del festival di Foligno il 'Consorzio di tutela e valorizzazione delle varieta' tipiche di riso italiano e sue tradizioni' consegnera' un premio al cardinal Sodano ''per tutto quello che sta facendo per la fame nel mondo''.

Giornata del vino, in casa Librandi, dedicata al lavoro in vigna.

13/09 E' stato dedicato al lavoro in vigna il 'picking grapes', la giornata del vino e della viticoltura calabrese. Nel corso della manifestazione, organizzata dai fratelli Librandi, titolari dell'omonima azienda di Ciro' Marina, e' stato possibile conoscere la parte meno visibile del lavoro che si svolge nelle aziende vinicole. Alla manifestazione hanno tra gli altri partecipato il Presidente della Giunta Regionale Giuseppe Chiaravalloti, l'Assessore all'Agricoltura Giovanni Dima, l'Assessore al Turismo e Industria Alberghiera Giuseppe Gentile, l'Assessore alla Forestazione Dionisio Gallo, l'onorevole Dorina Bianchi, il Prefetto e Presidente del Tribunale di Crotone. L' incontro ha avuto inizio nelle vigne della tenuta Rosaneti (230 ettari di terreno, parte in Agro di Rocca di Neto e parte in Agro di Casabona), che i piu' attenti osservatori e conoscitori vinicoltura giudicano l'esempio migliore, con solide radici nella tradizione e uno sguardo puntato verso un futuro, della vitivinicola regionale.Guidata dal professor Attilio Scienza, docente all'Universita' di Milano, e da anni apprezzato consulente della casa vinicola di Ciro', ha avuto luogo l'operazione definita, con termine inglese, ''picking grapes'' ovverosia una raccolta mirata, vigneto per vigneto, di campioni delle diverse varieta' di uva, per giudicare il grado di maturazione delle uve. E per decidere pertanto, in base all'assaggio, ai valori analitici rilevati nel corso delle successive dettagliate analisi di laboratorio, al grado di sanita' delle uve e alle prospettive meteorologiche per il mese di settembre, l'epoca di maturazione, una volta conseguita la piena maturita' tecnica e fenologica delle uve. Gli intervenuti, grazie al linguaggio e alla capacita' di divulgatore del professor Scienza, e soprattutto toccando con mano, in campo, la realta' viva e concreta del lavoro svolto dall'azienda Librandi nell'ambito del rinnovamento della vitivinicoltura regionale, che si e' tradotto nella realizzazione di campi sperimentali condotti in collaborazione con l'Universita' di Milano, di dettagliati studi sul Dna delle varieta' introdotte, con diversi sesti d'impianto e portainnesti, di prove di microvinificazione, e nel recupero e rilancio di antiche varieta' autoctone calabresi. Dopo il picking grapes (letteralmente raccolta campione, saltando chicco da chicco, delle uve), l'incontro e' poi proseguito presso il centro culturale ''A Casedda'', dove sempre il professor Scienza ha parlato delle prospettive della viticoltura calabrese, dei programmi di rilancio di una regione la cui storia in campo vitivinicolo risale sino all'antichita' greco-romana, e che grazie al suo ricchissimo patrimonio ampelografico ha un grandissimo futuro davanti a se'. Prima del brindisi e di un buffet a base di specialita' tipiche calabresi, i fratelli Antonio Cataldo e Nicodemo Librandi, dopo aver fornito alcune valutazioni sulla vendemmia, gia' avviata con le uve bianche Chardonnay, Greco e Sauvignon, e che proseguira', una volta conseguita la piena maturazione, con le uve a bacca rossa, hanno parlato dei programmi futuri dell'azienda, viticoli e non. ''Sempre piu' importante - e' scritto in una nota - sara' l'impegno, in campo culturale e scientifico, attraverso collaborazioni e sinergie con l'Universita' di Cosenza, con antropologi e studiosi della cultura locale, per recuperare notizie storiche, documenti, testimonianze, relative alle origini e allo sviluppo della civilta' della vite e del vino in Calabria, alla provenienza e alla diffusione, sul territorio, delle diverse cultivar, alla loro fortuna (e alla loro scomparsa) nei secoli, alle forme di coltivazione utilizzate.Ricerche che serviranno a dare maggiore forza e spessore a quell'opera di riscoperta e rivalutazione del ricco patrimonio ampelografico regionale che per i Librandi e' diventata una priorita' assoluta e una sorta di mission per gli anni a venire, e che considerano la chiave di volta per dare alla vitienologia calabrese un futuro luminoso''.

Ottima la vendemmia 2004, casa Librandi annuncia due appuntamenti per giorno 9

07/09 ''Picking grapes'', raccolta campione delle uve giovedi' 9 settembre nei vigneti di Librandi a Ciro' Marina e presentazione dei programmi futuri presso il centro culturale 'A Casedda'. Avviata gia' la vendemmia 2004 (che si annuncia di ottimo livello) con la raccolta delle uve bianche Chardonnay e Sauvignon (destinate al bianco Igt Critone) e del Greco destinato al Ciro' bianco, la casa vinicola Librandi di Ciro' marina, azienda nota anche per il rinnovamento della vitivinicoltura regionale e il recupero e rilancio di antiche varieta' autoctone calabresi (il Magliocco, da cui e' nato il Magno Megonio, e il Mantonico, matrice delle Passule e dell'Efeso), organizza per giovedi' 9 settembre, dalle 17, un appuntamento in due fasi, dapprima in vigna, nella tenuta Rosaneti (160 ettari di terreno, parte in Agro di Rocca di Neto e parte in Agro di Casabona), e poi, a seguire, presso il centro culturale aziendale ''A Casedda'' (contrada San Gennaro S.S. 106). Guidata dal professor Attilio Scienza, docente all'Universita' di Milano, e da anni consulente della casa vinicola cirotana, nei vigneti di Rosaneti si svolgera', alla presenza della stampa, delle autorita' e di viticoltori, il cosiddetto picking grapes, termine inglese con il quale si designa la pratica di passare in vigna e raccogliere, vigneto per vigneto, campioni delle diverse varieta' di uva (Gaglioppo, da cui nasce il celeberrimo Ciro' rosso riserva Duca San Felice, Magliocco, Mantonico e altre varieta' minori calabresi a bacca rossa, nonche' Cabernet Sauvignon e Cabernet franc, utilizzati rispettivamente insieme al Gaglioppo nel rosso Gravello e nel rosato Terre Lontane), per giudicare il grado di maturazione delle uve. E per decidere pertanto, in base all'assaggio (indicatore tuttora molto importante), ai valori analitici rilevati nel corso di dettagliate analisi di laboratorio, al grado di sanita' delle uve e alle prospettive meteorologiche per il mese di settembre, l'epoca di maturazione, una volta conseguita la piena maturita' tecnica e fenologica delle uve. Questo particolare appuntamento del picking grapes (letteralmente raccolta campione, saltando da chicco a chicco, delle uve), sara' un' occasione per tutti gli intervenuti per poi fare il punto, presso il centro culturale ''A Casedda'', grazie alla presenza di Scienza, sulle prospettive della viticoltura calabrese, sui programmi di rilancio di una regione la cui storia in campo vitivinicolo risale sino all'antichita' greco-romana, e che grazie al suo ricchissimo patrimonio ampelografico ha un grandissimo futuro davanti a se'. E consentira' a tutti di verificare, attraverso un assaggio dei vini programmato alla fine della giornata, il livello qualitativo raggiunto dai vini dell'azienda cirotana, recentemente riconosciuto, sulla rivista The Wine Advocate, da un opinion leader come Robert Parker e dal suo collaboratore per l'Italia Daniel Thomases, che ha assegnato altisonanti punteggi di 91/100 rispettivamente al bianco Efeso 2002 (da uve Mantonico) e al rosso Magno Megonio 2001, ottenuto da uve Magliocco 100%.

L’ass. Dima sollecita al Ministero la tutela delle clementine

30/08 Con l' avvio della prossima campagna agrumaria, l' Assessore regionale all' Agricoltura Giovanni Dima ha sollecitato, attraverso una comunicazione ufficiale, gli organismi competenti in materia e cioe' il Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, il Ministero per il Commercio con l' Estero, l' Istituto per il Commercio con l' Estero ed il Servizio nazionale Fito - sanitario affinche' sia tutelata, con forza, la produzione agrumicola regionale.''Anche quest' anno - ha affermato Dima - abbiamo sollecitato, con anticipo rispetto all' inizio della prossima campagna agrumaria, gli organismi preposti al controllo ed alla tutela della qualita' dei prodotti agro-alimentari affinche' si combatta con forza il truffaldino fenomeno dell'introduzione illegale di clementine affogliate di provenienza spagnola e commercializzate in Italia come calabresi''. ''Questa prima iniziativa - ha continuato Dima - rientra in un progetto piu' generale, da noi riproposto anche quest' anno, che punta non solo sulla prevenzione ma anche sulla promozione dei prodotti agro - alimentari calabresi tra i quali spicca, naturalmente, la clementina di Calabria che rappresenta, con oltre il 55% della produzione nazionale, un prodotto tipico regionale che deve essere sempre di piu' valorizzato''. ''E' necessario, pertanto - ha ribadito Dima - salvaguardare un prodotto che, per le sue qualita' e caratteristiche organolettiche, presenta elementi di originalita' e di tipicita' che non possono essere messi in discussione da una commercializzazione truffaldina che si ripresenta all' inizio di ogni campagna agrumaria anche se correttamente occorre affermare che, gia' negli anni scorsi, le autorita' competenti, grazie alle nostre sollecitazioni, hanno raggiunto buoni risultati in questa battaglia di tutela del prodotto''. Alla tutela delle clementine di Calabria sui mercati nazionali si aggiunge, inoltre, un ulteriore impegno dell' Assessorato all' Agricoltura nei confronti della creazione di un marchio, Cle', realizzato ed ideato per identificare, ancora di piu', lo stesso prodotto. ''La creazione di un marchio unico identificativo delle clementine di Calabria - ha concluso Dima - non fa altro che rafforzare ed aumentare la tutela, perche' facilmente riconoscibile dal consumatore, di un prodotto tipico, tutela che si integra perfettamente con quella che faranno gli organismi competenti''.

Il gelato di Pizzo ora è “Doc”. Registrato il marchio.

03/08 E' stato approvato dall' Ufficio italiano brevetti e marchi del Ministero delle Attivita' produttive il marchio collettivo ''Il gelato di Pizzo''. Ne da' notizia la Camera di commercio di Vibo Valentia. A depositare il marchio era stato il Consorzio artigiani gelatieri di Pizzo costituito dalla stessa Camera di commercio con il supporto della Pro Loco di Pizzo. Il Consorzio gelatieri artigiani di Pizzo associa la quasi totalita' delle imprese produttrici di gelato artigianale monodose di Pizzo ''proponendosi - e' detto in un comunicato - come soggetto promotore di strategie di sviluppo e di marketing del prodotto sul mercato nazionale ed internazionale. Si tratta di imprese con una solida esperienza e tradizione alle spalle e che, sia pure ancora con strutture organizzative familiari e di limitata dimensione, sono in grado di trarre nuovo slancio strategico dalle politiche comuni di marchio e di marketing che il Consorzio potra' d'ora in poi promuovere al fine di far evolvere la struttura produttiva locale verso un sistema produttivo di tipo distrettuale''. Presentato lo scorso anno alla Fiera Expo dei Sapori di Milano dall' allora presidente della Camera di Commercio, Giuseppe Rito, a partire dal prossimo mese di ottobre il marchio ''Il Gelato di Pizzo'' comincera' a circolare sui mercati di consumo. ''Il marchio - afferma ancora la Camera di commercio di Vibo Valentia - servira' ad identificare i prodotti, e quindi i produttori, che rispecchiano effettivamente gli elevati standard di qualita' e di genuinita' imposti dal disciplinare di produzione adottato dal Consorzio (ingredienti di prima qualita', freschi e senza alcuna aggiunta di additivi) tutelando la vera gelateria artigianale di Pizzo dalle imitazioni di basso profilo qualitativo oltre che dal gelato industriale. Al momento le prime specialita' ad essere protette saranno quelle del tartufo di Pizzo, della nocciola imbottita e del cioccolato imbottito, ma il disciplinare di produzione sara' successivamente e gradualmente ampliato anche a tutte le altre specialita' inventate e prodotte dalla fantasia e dalla genialita' dei maestri gelatieri di Pizzo''. In autunno, secondo quanto riferito, si prevede il completamento delle verifiche di certificazione dei soci produttori, verifiche affidate dalla Camera di Commercio, che svolge funzioni di organismo di controllo, agli esperti di Agroqualita' srl, societa' partecipata dal sistema camerale leader nel settore delle certificazioni di qualita' nell' agroalimentare che in Italia opera gia' come struttura tecnica di controllo incaricata dal Mipaf per 13 Dop (tra cui l' Olio extravergine d' oliva Lametia) e nove Igp (tra cui le Clementine di Calabria). ''E' un risultato di grande rilievo - ha sostenuto il commissario Dario Lamanna - che premia l' impegno della Camera di Commercio, e con essa della Pro Loco di Pizzo che ha creduto fin dall'inizio nel progetto con il presidente Sergio Fragale ed il direttore Emanuele Stillitani. Siamo riusciti a definire e portare avanti in breve tempo un percorso concreto ed operativo di tutela e di valorizzazione di una delle produzioni tipiche piu' rinomate della nostra provincia''.

“Calici di Stelle”: serata dei sommellier a Morano Calabro

02/08 La Federazione Italiana Sommeliers Albergatori e ristoratori (Fisar) della provincia di Cosenza, insieme con l'APT, Sviluppo Italia e l'assessorato regionale all'agricoltura, in occasione della notte di San Lorenzo, sosterra' la consueta manifestazione ''Calici di stelle'', in programma martedi' prossimo, 10 agosto, nel giardino del Nibbio di Morano Calabro (Cs). La serata prevede una tavola rotonda sul ruolo dei prodotti enogastronomici di qualita', quali portavoci di emergenze architettoniche e storico culturali della zona del Pollino e della stessa Calabria. In programma anche la proiezione del documentario ''Scirocco, la Calabria ed il Mediterraneo'', presentato dall'autrice, Maria Barresi. I partecipanti, comunque, potranno visitare l'esposizione di opere d'arte in ferro dell'artista Lucians Lore' ed ascoltare passi e poesie a cura della docente, Enza Ciacherella.

A fine mese a Tropea la sagra della cipolla rossa

24/07 "Cipolla / anfora luminosa,/ petalo a petalo/ si formo' la tua bellezza/ squame di cristallo ti accrebbero / e nel segreto della terra oscura / si arrotondo' il tuo ventre di rugiada./ Sotto la terra / fu il miracolo........": cosi' scriveva Pablo Neruda pensando alla cipolla. Un miracolo della terra che in Calabria e' stato come una benedizione del cielo. La cipolla rossa di Tropea, rossa e famosa quanto la Ferrari, sara' la protagonista di una delle sagre che si terranno entro fine luglio. La cipolla - originaria della Turchia, dell' Iran e dell' India, un tempo pianta sacra per gli Egiziani - fu portata nella fascia tirrenica meridionale calabrese probabilmente dai Fenici. Appartenente alla famiglia delle ''Gigliacee'', e' tra i prodotti tipici calabresi piu' conosciuti nel mondo ed e', tra l' altro, anche l' unica varieta' che puo' essere mangiata cruda, tra le tante esistenti. Le sue speciali caratteristiche le hanno permesso di essere riconosciuta dai piu' grandi ristoratori italiani, che l' hanno inserita a pieno titolo nei loro piatti. In effetti, gli intenditori la classificano come un alimento dolce, tenero e croccante, ricercato per il consumo fresco nei mercati nazionali ed anche internazionali, e secondo appropriati studi, si dice contenga numerose proprieta' tra cui quella batteriostatica, emolliente, stimolatrice della secrezione biliare, regolatrice del tasso colesterolemico; si dice sia addirittura preventiva delle malattie vascolari e dell' infarto. L' ultima scoperta sulle caratteristiche della cipolla e' recente, ed e' avvenuta ad opera dello scienziato calabro-argentino, Pasquale Potenza, che, dopo tanti studi, ha rilevato la presenza di uno dei componenti del ''Viagra'' nella cipolla rossa di Tropea. La notizia, naturalmente, ha fatto piacere ai tanti produttori delle zone. In Calabria, infatti, per la coltivazione e produzione della cipolla vi sono 165.000 aziende, di cui solo 34.000 abbastanza sviluppate; molte di loro si ritrovano riuniti nell''Accademia della cipolla rossa di Tropea''. Con questo alimento eccezionale, Tropea e' entrata a far parte delle ''Citta' dei sapori'' insieme ad Alba con il suo tartufo bianco, Amalfi con il limoncello, Cellino San Marco con l' olio di oliva e il vino, Sulmona con i confetti, San Daniele del Friuli con il prosciutto, Sogliano al Rubicone con il formaggio di fossa, Treviso con l' olio, di Zibello con il culatello. E tanto per dare un tocco di raffinatezza alla rossa di Tropea, qualcuno si e' anche industriato a trasformarla in gelato. Il gelato alla cipolla, cosi' come alla `nduja, e' possibile trovarlo da ''Gelati Tonino'', un bar lungo il corso Vittorio Emanuele dove il gestore Antonio La Torre, in arte Tonino, ha gia' sperimentato piu' di 55 specialita', tutte apprezzate dai suoi clienti. Il gelato alla cipolla gli e' valso il primo premio nazionale gelatieri.

Senatore (FI) propone un marchio di qualità per i prodotti agroalimentari del distretto di Sibari

20/07 L'istituzione di un marchio di qualita' quale tutela dei produttori e garanzia dei consumatori per la bonta' e la genuinita' delle produzioni del distretto di Sibari: e' quanto ha proposto il presidente della commissione ambiente del consiglio regionale, Raffaele Senatore, che ha presentato un emendamento al progetto di legge sull'istituzione dei distretti rurali e agroalimentari di qualita'. ''Il marchio di qualita' - e' scritto in una nota - dovra' essere regolamentato da un apposito disciplinare e servira' a identificare la provenienza e ad agevolare le azioni di marketing e di promozione dei prodotti sul mercato nazionale ed estero. Al fine, poi, di assicurare un' unicita' di intenti e un coordinamento politico in riferimento alle specifiche tematiche dell' agricoltura, dell' agroalimentare, dell' agroindustriale e dell' agriturismo, il consigliere regionale di Forza Italia ha voluto rendere piu' funzionale ed elastico il Comitato di Distretto, riconsiderando le rappresentanze previste al suo interno. L' emendamento presentato consentira', infatti, una maggiore e piu' rappresentativa presenza dei soggetti interessanti''.
''Per quanto concerne - prosegue la nota - l' istituzione del distretto agroalimentare di Sibari, l' emendamento proposto da Senatore, vuole integrare al precedente elenco quei comuni che, caratterizzati da entita' storiche e territoriali relativi alla produzione di beni e servizi, erano stati esclusi e che, invece, per omogeneita' di territorio e di significative presenze di imprese, nonche' per le produzioni certificate e tutelate presenti, debbono essere necessariamente incluse nello stesso distretto''. I comuni che il presidente della Commissione ambiente ha
voluto fortemente facessero parte dell' elenco sono: Mormanno, Crosia, Cropalati, Bocchigliero, Longobucco, Calopezzati, Pietrapaola, Campana, Terravecchia, Scala Coeli, Mandatoriccio e Cariati.

Finalmente arrivano le multe anche per i prodotti alimentari doc contraffatti

16/07 "Dopo i sequestri di borsette, orologi, occhiali e compact disc 'taroccati' scattano multe salate anche per le truffe a tavola causate dalla falsificazione di formaggi, prosciutti ed extravergini di oliva a denominazione di origine o indicazione geografica protetta". Lo afferma con soddisfazione la Coldiretti in riferimento alla definitiva approvazione da parte del consiglio dei ministri del decreto legislativo con disposizioni sanzionatorie per le violazioni e gli abusi nei confronti delle norme riguardanti i prodotti alimentari tipici. Gli esempi non mancano - riferisce la Coldiretti - come dimostrano i sequestri effettuati dalle forze dell'ordine come il carico di limoni sospettato di voler contraffare il tipico Limone d'Amalfi Igp o il sequestro di ingenti quantitativi di clementine iberiche spacciate come clementine di Calabria Igp o ancora mele vendute come Val di Non Dop ma non provenienti dal Trentino. Ma soprattutto - continua la Coldiretti - irregolarita' relative ai formaggi, salumi e agli oli a marchio Dop e Igp che riguardano l'uso illecito della denominazione protetta da parte di prodotti non certificati dagli organismi di controllo. Sotto sequestro sono finiti nel 2003 ben 8.231 Kg di caciocavallo silano, 2.075 Kg di pecorino siciliano, 196 Kg di fiore Sardo, 17 Kg di pecorino romano, 10 Kg di Mozzarella di bufala campana, 9 Kg di parmigiano reggiano e persino 5 cosci di prosciutto di Carpegna. Il decreto approvato - continua la Coldiretti - si pone peraltro in linea con i recenti orientamenti comunitari che hanno esteso i controlli alle dogane alle contraffazioni degli alimenti a denominazione di origine e spingono verso il rafforzamento dei provvedimenti contro la contraffazione e la pirateria anche per gli alimenti a denominazioni d'origine.

Enogastronomia come momento di sviluppo. Convegno a Mongrassano

01/07 Gli strumenti attivati per favorire lo sviluppo turistico ed economico della Valle del Crati sono stati al centro di un convegno promosso dal Gal locale sul tema "Il progetto Cimpa ed il piano di sviluppo locale: due occasioni per la valorizzazione dei prodotti tipici". Durante i lavori, secondo quanto riferito in un comunicato, e' stato illustrato il progetto Cimpa (Cibi meridiani monumenti paralleli) finanziato nell' ambito del programma d' iniziativa comunitaria Interreg III B Medocc. Il progetto, incentrato sulla promozione del turismo eno-gastronomico, vede impegnato un partenariato transnazionale, del quale il Gal Valle del Crati fa parte, coordinato in qualita' di capofila dalla Regione Calabria-Dipartimento Obiettivi strategici. Il turismo gastronomico, e' stato detto nel corso del convegno, in particolare se connesso con le tradizioni locali, puo' costituire un' importante volano di sviluppo del territorio. Il progetto Cimpa prevede, tra l'altro,l'organizzazione in Calabria di un festival internazionale della gastronomia nel quale il territorio della Valle del Crati proporra' i suoi prodotti e quattro pietanze che sono state selezionate da un'apposita commissione. Il Gal ha anche presentato il Piano di sviluppo locale finanziato nell'ambito del Pic Leader Plus. Il presidente del Gal, Antonello Della Motta, e l'amministratore delegato, Valeria Fagiani, hanno evidenziato che gia' con il programma Leader II "sono stati creati nuovi posti di lavoro, nuove imprese, e sono state realizzate le prime offerte agrituristiche del territorio. Le aziende, inoltre, sono state aiutate a raggiungere gli standard richiesti dalla normativa europea". L'assessore regionale all' Agricoltura, Giovanni Dima, concludendo i lavori, ha sottolineato che "l' enogastronomia calabrese rappresenta un patrimonio prezioso da salvaguardare e promuovere. i prodotti tradizionali della nostra terra - ha aggiunto - oltre ad essere una garanzia per il consumatore, rappresentano un forte ed indissolubile legame con il territorio. E la Regione e' impegnata, con specifiche norme legislative e numerose iniziative, a tutelare e promuovere, sui mercati interni e stranieri, le tradizioni alimentari calabresi".

Successo della cucina tipica calabrese in Toscana

28/06 Ha riscosso successo la cucina tipica calabrese presentata nel corso di una manifestazione
svoltasi ad Artiminio (Prato), nella villa 'Ferdinandea'. L'iniziativa e' stata promossa dalle Federazioni Sommeliers Albergatori e Ristoratori delle province di Cosenza e Prato ed
ha coinvolto alcuni giornalisti dei quotidiani La Nazione ed il Tirreno, dirigenti dello Slow Food della Toscana, il Consorzio produttori del Carmignano. La manifestazione e' stata introdotta
dal saluto del delegato Fisar di Prato, Luigi Bozza, il quale ha sottolineato con che professionalita' la Calabria e la provincia di Cosenza portano avanti la loro tradizione culinaria, tra produzioni di eccellenza e ricette di antico sapore, grazie soprattutto ai soci Fisar. "L'approfondimento - e' scritto in una nota - si e' giocato in un Gran Gala' d'autore, firmato con piatti dallo chef, Vincenzo Pingitore, e con prodotti di diverse aziende del settore enogastronomico che hanno fatto gustare il meglio dei prodotti piu' caratteristici della cucina mediterranea''. Alla serata hanno partecipato anche il presidente nazionale della Fisar, Lido Tridenti, che ha consegnato allo chef del Pollino il diploma Fisaral merito dell'enogastronomia italiana, sempre piu' legata alla tradizione, qualita' e gusto. ''Elementi - ha dichiarato il delegato della Fisar cosentina - che esprimono la volonta' di tramandare piatti e consuetidini antiche ma pur sempre attuali e ricercate, quelli che poi fanno ancora piu' grande l'offerta turistica della regione, delle aree interne e costiere, ricche di produzioni e metodiche che hanno reso intramontabile in tutto il mondo l'enogastronomia italiana
con quella mediterranea".

Calabria e Toscana insieme per la gola

22/06 Toscana e Calabria insieme per un percorso della "gola" tutto da costruire. Sara' la citta' di Artiminio, in provincia di Prato, dove si erge la stupenda villa Medicea, la cosiddetta "Ferdinandea", ad accogliere dopodomani, 24 giugno, il primo gemellaggio tra le Federazioni Sommeliers Albergatori e Ristoratori delle province di Cosenza e Prato, insieme per uno scambio enogastronomico che, garantiscono i promotori dell'iniziativa, ne fara' vedere e gustare delle belle. Il delegato della Fisar (federazione sommeliers) cosentina, Franco Pingitore, ricorda che " da sempre Calabria e Toscana portano avanti una tradizione culinaria di grande valenza, a partire da produzioni di eccellenza e ricette tipiche saporitissime." Il "tandem " culinario si giochera' tutto in un Gran Gala', tra piatti e profumi, che vedra' la Calabria rappresentata in cucina dallo Chef, Vincenzo Pingitore, e da dieci importanti aziende del settore enogastronomico, che offriranno il meglio dei manufatti più caratteristici della gastronomia mediterranea. Alla serata parteciperanno giornalisti di settore, lo staff nazionale della FISAR, il Consorzio produttori del Carmignano, zona in cui ci celebra il gemellaggio, e rappresentanti istituzionali. "Tutti - ricorda il delegato della Fisar cosentina- in attesa di questo evento che propone una accoppiata gastronomica di tutto rispetto per cultura, storia e tradizione, creata da uomini e donne che vedono nelle risorse della loro terra un ottimo volano per la crescita e conoscenza dei costumi e consuetudini,
di cui l'enogastronomia e' da sempre un veicolatore ed attrattore di turismo e promozione d'immagine".

26 e 27 Febbraio Convegno sull'Alimentazione

24/02 Giovedì 26 e Venerdì 27 febbraio convegno promosso dall'ARSSA, d' intesa col Dipartimento obiettivi strategici della Regione, sul tema della "Valorizzazione dei prodotti tipici e dieta Mediterranea". ''Il Progetto Euromedsys - ha detto il presidente dell' Arssa, Antonio Pizzini - si propone di contribuire alla crescita economica ed allo sviluppo della competivita' dei sistemi economici locali del Mediterraneo attraverso la valorizzazione della qualita' e dell' eccellenza. A tal fine Euromedsys mira, fra l'altro, ad individuare e selezionare parametri utili a definire e standardizzare il concetto d'eccellenza, in modo da rendere certificabile le nostre produzioni agroalimentari''. ''I Paesi del bacino del Mediterraneo - e' detto in una nota dell' Arssa - dispongono, infatti, di produzioni tipiche e tradizionali caratterizzate da un' elevata qualita' che trova il momento di sintesi nella cosiddetta 'dieta mediterranea', sempre piu' apprezzata nel mondo''

 

 

 


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