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Innovazione e Tecnologia

 

Rete Wifi sul litorale tirrenico paolano

01 giu 08 Tutta la fascia costiera di Paola sarà cablata per permettere la connettività adsl wi-fi. E' il risultato del progetto Urban Wi-fi, realizzato dalla società Wireless Gate in collaborazione con l'assessorato al Turismo del Comune di Paola. "Il sistema - è detto in una nota della società - è già in essere e l'infrastruttura telematica è stata realizzata in toto dalla società secondo i parametri di legge e impatto ambientale. E' la prima volta che questo tipo di iniziativa viene realizzata in Calabria, mentre in Italia esistono pochissime realtà che offrono questo sistema di comunicazione". "Nel concreto - prosegue la nota - la spiaggia di Paola è stata dotata di una rete telematica che permetterà ai turisti di poter accedere a internet da un qualsiasi punto della costa, anche dal mare o stando su un'imbarcazione che si trova a 200 metri dalla costa". "Paola - ha detto l'assessore al Turismo, Franco Perrotta, durante la conferenza di presentazione - si munisce di uno strumento unico nel suo genere, con ricadute più che positive sia per il turista che per l'operatore balneare, il quale potrà, tramite la rete, acquisire le informazioni necessarie al miglioramento continuo della sua struttura". Paola è la prima città calabrese a poter offrire questo tipo di servizio per i turisti.

Convegno a Cetraro, dal 4 luglio, su nuove tecnologie e società

20 giu 08 Avremo un altro impatto rivoluzionario da parte di nuove tecnologie informatiche sull'economia, sull'industria, sulla scienza, sui servizi avanzati, forse anche sullo stesso modo di vivere e quindi sulla società nel suo insieme? E' quello che, in cinque giorni di programma, dal 30 giugno al 4 luglio, si propone di stabilire il Convegno HPC 2008 che si svolgerà a Cetraro. All'incontro parteciperanno specialisti ed esperti prestigiosi provenienti dal mondo accademico, da grandi centri di ricerca internazionali, da agenzie governative, da aziende informatiche di fama mondiale. Assieme al prof. Lucio Grandinetti, studioso dell'Università della Calabria e presidente del comitato organizzatore, e all'americano Daniel Reed, membro del Comitato di Consiglieri del Presidente Usa Bush per la scienza e la tecnologia dell'informazione, al simposio di Cetraro, dove saranno presentati gli studi di avanguardia nel campo della ricerca informatica, altri studiosi di fama internazionale, fra i quali Alex Shafarenko dell'Università di Hertfordshire, il cinese Weiwu Hu, il giapponese Satoshi Matsuoka, gli australiani Tim Ho e David Abramson, lo spagnolo Ignacio Llorente, l'israeliano Avner Algom e altri ancora, si confronteranno sul presente e sul futuro dell'informatica. Enormi capacità di elaborazione, di comunicazione, di visualizzazione saranno ben presto a disposizione di qualsiasi utente. I cosiddetti sistemi manycore, infatti, potranno portare a un vero e proprio salto di qualità nella realizzazione di nuovi microprocessori, cuore dei sistemi di elaborazione grandi o piccoli che siano. Si tratta di un appuntamento scientifico che, rivolgendo uno sguardo approfondito ad alcune tematiche di punta per prevedere le realizzazioni, le applicazioni, gli usi, gli impatti futuri, di tecnologie informatiche di avanguardia attualmente in fase di evoluzione e sviluppo, cercherà di chiarire cosa ci sia da aspettarsi, in un futuro prossimo. "Sistemi a rete emergenti, noti come clouds (nuvole) - anticipa Lucio Grandinetti, docente all'Unical, responsabile dell'appuntamento - avranno sicuramente un effetto strepitoso sul modo di interagire fra gruppi distribuiti, sulla creazione di grandi organizzazioni virtuali e quindi anche sulle interazioni sociali".

Firma digitale in via sperimentale in Calabria e altre cinque regioni

08 mag 08 Niente più documenti cartacei negli uffici giudiziari. Tessere elettroniche consentiranno al personale amministrativo del ministero della Giustizia e ai magistrati la firma digitalizzata di atti e provvedimenti. Per ora l'esperienza riguarderà sei regioni pilota, dove saranno distribuite 22 mila tessere elettroniche: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Il Dipartimento Organizzazione Giudiziaria del ministero della Giustizia sta realizzando un progetto per l'accesso sicuro ai sistemi informatici del Dicastero previsto nel Programma Operativo Nazionale "Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno d'Italia 2000-2006", con l'assenso dell'Autorità Garante per la Protezione dei Dati e del Centro nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione. Le smart cards - previste nel progetto di cui è responsabile Stefano Aprile, magistrato del Dipartimento - serviranno a più scopi: quale tessera di riconoscimento, rilasciata dall'Amministrazione per la 'identificazione a vista', in sostituzione del tradizionale modello cartaceo; per la autenticazione informatica del dipendente in modo da garantire l'accesso sicuro ai sistemi informatici in uso agli uffici giudiziari, in sostituzione del tradizionale sistema basato sulla digitazione di parole chiave che si presta a possibilità di intromissione o frode; per la firma digitale di atti e provvedimenti, nell'ottica della de-materializzazione del documento cartaceo. Per accedere alla postazione di lavoro sarà necessario disporre della tessera personale, del codice segreto PIN e - nei soli casi in cui si acceda a postazioni di lavoro critiche in quanto afferenti a particolari settori della giurisdizione dove massime sono le esigenze di sicurezza - sarà richiesta l'apposizione dell'impronta digitale del titolare della carta.

Scongiurata la chiusura di Almaviva sud

27 mar 08 Scongiurata la chiusura dello stabilimento Almaviva Sud di Cosenza, società di servizi e soluzioni informatiche: è stato siglato oggi un accordo tra le parti per il rilancio dell'azienda presso il ministero dello Sviluppo economico, alla presenza del vice ministro Sergio D'Antoni. Lo riferisce una nota del ministero che ha dunque preso atto dell'accordo raggiunto tra i rappresentanti dell'azienda e dei sindacati (Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e Rsu aziendali). L'intesa "individua le azioni per il mantenimento e il rilancio della presenza produttiva in Calabria", si sottolinea nella nota. Lo stesso dicastero "prende altresì atto - prosegue la nota - dell'impegno a supportare il raggiungimento degli obiettivi assunto nell'ambito delle proprie competenze dalla Regione Calabria, rappresentata dall'assessore alle Attività produttive Francesco Sulla. Il ministero dello Sviluppo economico - conclude la nota - si impegnerà a monitorare e verificare la realizzazione delle azioni concordate".

Digital divide: la calabria al di sotto della media nazionale per la banda larga

19 mar 08 E' pari al 45,7 la percentuale di penetrazione della connessione a banda larga nelle pubbliche amministrazioni locali calabresi. Il dato - nettamente al di sotto di quella nazionale che è del 58,9 - emerge dall'ultima Rilevazione sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nelle pubbliche amministrazioni locali nel 2007 i cui contenuti sono pubblicati nella rubrica "Barometro" del supplemento "Sud" del Sole 24Ore. Dall'indagine viene fuori, inoltre, che solo il 21,3% dei comuni della regione dispongono della posta elettronica con un valore distante, anche in questo caso, dalla media nazionale che é del 29,9%. In Calabria esiste anche un 4,9% dei comuni che non utilizza per niente questo ausilio elettronico. A livello di personal computer utilizzate dai dipendenti la Rilevazione mette in evidenza che ogni 100 dipendenti negli uffici pubblici calabresi sono attivi 68,9 pc.

Uilm “Per Almaviva Sud serve una governance delle risorse pubbliche”

29/02 "La crisi che attraverso il settore informatico sembra proprio inarrestabile. Dopo la messa in liquidazione di Tesi, società mista pubblico-privato nata con legge regionale nel 1996 ora è la volta della società privata Almaviva". A sostenerlo, in una nota, è Franco Ciancio della segreteria provinciale della Uilm di Cosenza. "Le situazioni sono diverse - prosegue Ciancio - ma esiste nei due casi un dato comportamentale in comune: il privato in Calabria in questo settore che sia o non sia calabrese non investe. Si mettono in difficoltà i lavoratori che vedono molto vicino lo spettro della disoccupazione come il caso di Almaviva, spingendoli a fare pressione verso i governi locali per risolvere il problema sociale della perdita del posto di lavoro". "Il risultato di questo comportamento del privato - sostiene ancora Ciancio - è che il prezzo più alto viene pagato dalle famiglie calabresi. Cosa si chiede ai governi locali? Di liberare le ingenti risorse finanziare già disponibili per accedere ai bandi? La storia calabrese insegna, le risorse spese (caso Telcal) cosa hanno prodotto? Allora la cosa più seria da fare e quella di ripensare la proposta fatta tempo addietro dal segretario regionale Roberto Castagna e dal segretario provinciale Antonio Lento della Uil: di concertare con la massima urgenza la governance dei finanziamenti pubblici legati ad un progetto di sviluppo della nostra terra, mettendo in campo gli strumenti esistenti già in altre regioni, le professionalità manageriali locali di alto livello che hanno prodotto nel corso degli ultimi anni nelle regioni attuate servizi di qualità al cittadino e lavoro stabile alle persone che ci lavorano"

Almaviva sud in sciopero

26/02 "In considerazione delle dichiarazioni comunicate dalla proprietà dell'Almaviva Sud, nella persona del presidente, Alberto Tripi, di voler chiudere l'azienda, i lavoratori e i sindacati, sono da tempo scesi in stato di agitazione e di lotta". E' quanto riferisce in una nota il segretario provinciale di Cosenza della Fim-Cisl, Ciro Bacci. "Tramite la nostra organizzazione - prosegue Bacci - si è riusciti ad ottenere una convocazione per domani, 27 febbraio, alle 11, dal Ministero delle Attività dello Sviluppo Economiche, e precisamente dal Viceministro con Delega al Mezzogiorno, Sergio D'Antoni che ha invitato il Presidente della Regione, Loiero, la proprietà, l'Azienda e le organizzazioni sindacali". "Nel comunicare tale iniziativa ai lavoratori riuniti in assemblea - afferma ancora il segretario della Fim-Cisl - si è ritenuto di proclamare una giornata di sciopero, proprio nella mattinata di domani, per 'occupare' l'azienda e manifestare nell'orario dell'incontro esternamente al Palazzo della Prefettura a Piazza 11 Settembre, reiterando la richiesta di incontrare il prefetto Lisi per sensibilizzarlo sul dramma che vivono 170 famiglie. Un'ulteriore iniziativa di una giornata di sciopero, con relativa manifestazione, sarà promossa a Catanzaro sotto l'abitazione del presidente Loiero nell'ipotesi che dia motivazioni puerili al fine di non partecipare alla convocazione del Ministro D'Antoni". "Ricordiamo, inoltre - riferisce ancora acci - che, dalla data del suo insediamento, abbiamo chiesto più volte al Presidente Loiero di convocare un tavolo per Carisiel oggi Almaviva Sud, ma le richieste pur se sollecitate da più parti non è stato mai possibile ottenerle. Pertanto auspichiamo davvero che oggi più che ieri il Presidente della nostra amata Regione Calabria si sforzi per dare risposte concrete alle famiglie che vivono questo dramma nella disperazione e nello sconforto"

Fiom “Che fine farà Almaviva sud?”

19/02 Il settore informatico in Calabria é terra di guerra e di conquista: lo sostiene la Fiom Cgil del capoluogo bruzio, in una nota in cui prende in esame il caso dell'Almaviva Sud. "Secondo la proprietà - dice la Fiom Cgil - Almaviva Sud doveva diventare impresa di riferimento del gruppo Almaviva per tutto il sud Italia. Oggi invece si cambia idea. Perché? Seguirà anche questa azienda la fine di altre del settore? Ed i controllori? Cioé la classe politica? Assenti, o incapaci di governare processi legati ad interessi di varia natura ed in balia di eventi generati dalla disattenzione per i problemi reali. A questo punto è necessario un' adeguata azione di controllo e di denuncia ed il sindacato farà la sua parte non sottraendosi al ruolo di tutela e garante dei lavoratori".

Tramonti (CISL) “Priorità salvare i posti di lavoro di Almaviva Sud”

19/02 "La situazione di grande precarietà in cui versano gran parte delle società informatiche presenti sul territorio regionale, per ultimo Almaviva Sud, impone una netta inversione di tendenza per porre freno ad un declino che sembra inesorabile". A sostenerlo, in una nota, è il segretario provinciale della Cisl di Cosenza, Paolo Tramonti. "Non è possibile che realtà fino a poco tempo fa apprezzate anche al di fuori dei confini regionali - prosegue Tramonti - oggi vivano una situazione di grande precarietà ed incertezza, con conseguenze sempre più drammatiche per l'occupazione. A questo punto è necessario e non più rinviabile mettere in campo un'adeguata programmazione a livello economico e sociale che punti a rilanciare l'intero comparto a livello regionale individuando strumenti, interventi e risorse da utilizzare". "E' auspicabile che lo stesso Gruppo Almaviva, coerentemente agli impegni formalmente assunti, sostenga maggiormente Almaviva Sud indipendentemente dalle vicende legate alla programmazione regionale, che pure è auspicabile vadano al più presto nella giusta direzione".

Vertenza Almaviva: intervengono Perugini, UIL

06/02 Il Sindaco di Cosenza, Salvatore Perugini, manifesta la propria solidarietà nei confronti dei 170 lavoratori dell'azienda informatica Almaviva Sud, da circa un anno in Cassa Integrazione, che hanno inteso intraprendere, tra le altre azioni di lotta sindacale, l'iniziativa di insediare un gazebo in Piazza 11 settembre per manifestare alla cittadinanza lo stato di grave precarietà personale e dello loro famiglie nonché la gravissima situazione di crisi dell'intero comparto informatico e, quindi, delle altre aziende del territorio. "Sono disponibile - dichiara Perugini - ad intraprendere, nell'ambito delle mie competenze istituzionali, qualsiasi azione utile a scongiurare il gravissimo pericolo di chiusura del sito calabrese del gruppo Almaviva. Auspico l'immediata attivazione di un tavolo di discussione tra la Proprietà, i massimi livelli delle Istituzioni provinciali e regionali e le OO.SS., che porti al pronto recupero dell'emergenza in atto. Almaviva Sud - prosegue il Sindaco di Cosenza - è un'azienda in cui operano professionalità calabresi di alto livello, che hanno lavorato per importanti banche italiane, per i tribunali della Calabria e di altre regioni e per diversi enti regionali e nazionali. Chiedo perciò pertanto alla Proprietà di non smantellare Almaviva Sud, perseguendo tutte le strategie industriali che consentano di considerare il presidio calabrese come parte integrante del Gruppo Almaviva. Valorizzare pienamente questo ricco patrimonio professionale ed aziendale non ha solo la finalità di salvare il futuro di 170 famiglie per la maggior parte cosentine, ma risponde anche all'esigenza di creare progresso e valorizzare il tessuto socio-economico della regione"
UIL “No all’indifferenza”. "Se non si ferma la tendenza alla chiusura o al ridimensionamento delle presenze industriali nella provincia di Cosenza, i rischi di andare incontro ad una desertificazione industriale sono concreti". E' quanto afferma, in una nota, il segretario generale della Uil provinciale di Cosenza, Antonio Lento che parla di "crisi nera". "A far sgranare il rosario della disperazione - prosegue Lento - sono i 139 lavoratori della Rabà, figlia di una ennesima 488 andata a male, e i 150 lavoratori della "Almaviva Sud" e di una politica provinciale e regionale che continua ad assistere al sistematico 'annientamento' di imprese che hanno portato in giro per il mondo un prodotto di qualità rappresentando ai più alti livelli le potenzialità della provincia di Cosenza". Per Lento siamo dinanzi "all'ennesima sconfitta di una politica dell'indifferenza e dell'inefficienza. I cittadini sono stanchi del solito fluido mieloso che viene loro servito. Queste politiche hanno 'ucciso' l'occupazione nella nostra provincia e la somministrazione di strane medicine, come lo scarico di responsabilità, dell'ultima ora ha il sapore della beffa. Occorre mutare le politiche fallimentari e gli indirizzi finora seguiti, per tornare a sorridere"

Almaviva Sud “Non siamo figli di un dio minore”

02/02 La storia di ALMAVIVA SUD parte da molto lontano. Ebbene dopo 25 anni di lavoro la società creata dalla fusione di INTERSIEL E CARISIEL è in procinto di chiudere. Un’altra azienda dell’ Innovazione Tecnologica calabrese potrebbe sparire, e con essa circa 170 dipendenti con elevata professionalità andranno a casa. Probabilmente al pubblico poco attento la cosa non interessa, ma è doveroso sottolineare, la poca voglia delle istituzioni calabresi di mettere in atto sistemi di logica produttiva e di creare serie opportunità di lavoro per il popolo dei nuovi laureati disoccupati calabresi. Tanto tempo e tante energie profuse in proclami ,conferenze, dibattiti ed intanto le aziende chiudono. Ed i POR 2000-2006 e 2007-2013, una enormità di soldi, giacciono fermi per incapacità progettuale. Bene ALMAVIVA SUD composta da professionalità calabresi, che hanno dato tanto per le migliori banche italiane, per la sanità calabrese e nazionale, per i tribunali calabresi ed italiani, e tutti gli enti calabresi e non, sta per chiudere.
Per dover di cronaca da IRI-STET si è passati a TELECOM per poi finire nelle mani della famiglia TRIPI, con il patron Alberto Re dei CALL-CENTER. Un gruppo composto da circa 18.000 dipendenti con sedi in Brasile, Cina e India, che acquisisce FINSIEL, la creatrice dell’informatica nazionale per un trentennio e BANKSIEL società di informatica operante per le più grandi banche italiane , e comunica dopo 2 anni che non ha intenzione di continuare a ricapitalizzare la realtà calabrese del gruppo. La Calabria langue inesorabilmente in un pantano politico-istituzionale passivo, autoreferenziale e poco avvezzo a capire le necessita del popolo che governa e gestisce a suo piacimento. Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità. Il Governatore della Calabria deve fare la sua parte, il Presidente della Provincia anche, cosi come chi ci ha acquistato da TELECOM deve mantenere gli impegni presi in fase di acquisizione. Pensiamo non sia compito dei dipendenti cercare attività in giro per il mondo, per l’informatica si può lavorare da Cosenza per qualsiasi parte della terra. Bene che cosa hanno fatto i dipendenti?
Ligi al dovere e sempre rispettosi di chi li paga si sopporta da un anno la CASSA INTEGRAZIONE in silenzio, svolgendo anche attività extra regionali. Dalla fusione INTERSIEL e CARISIEL in poi hanno sopportato con l’ausilio del sindacato l’esodo incentivato di circa 50 dipendenti ricorrendo a MOBILITA’ LUNGA , BREVE ed altro, tutto questo per ridurre i costi aziendali. E come in una commedia pirandelliana da una parte viene richiesto un ulteriore sforzo ai lavoratori ed al sindacato chiedendo il proseguimento della cassa integrazione e dall’altra viene comunicata la volontà di non ricapitalizzare più l’azienda.
A questo punto ci chiediamo perché debbano essere considerati FIGLI DI UN DIO MINORE i lavoratori calabresi, escludendoli di fatto da un piano industriale di gruppo. Per 25 anni INTERSIEL e CARISIEL oggi ALMAVIVA SUD hanno lavorato esclusivamente a stretto contatto con la capogruppo FINSIEL, oggi ALMAVIVA S.p.A.. Bisogna garantire ai lavoratori la possibilità di non perdere, dopo tanti anni e tanta professionalità profusa in tutta italia, lo stipendio con tutto ciò che ne consegue. Bisogna dare la possibilità al lavoratore di lavorare per il gruppo ed all’interno del gruppo in qualsiasi sito nazionale. La professionalità dei lavoratori non può essere svilita così. Le istituzioni si sveglino ed aiutino i calabresi onesti, gli imprenditori facciano il loro mestiere, i lavoratori continueranno a dare come sempre il loro contributo, sperando di trovare in futuro conforto in un corifeo di voci, ridde, dibattiti che ad oggi non hanno portato a nulla.
L’assemblea dei lavoratori chiede con forza che le problematiche di ALMAVIVA SUD vengano ricondotte al tavolo di trattative nazionale dove si discute di tutto il gruppo ALMAVIVA.
I dipendenti si sono auto-determinati dando mandato pieno al sindacato per mettere in campo qualsiasi forma di lotta possibile
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Conti in rosso per Almaviva Sud

19/10 "Nonostante il forte impegno sin qui profuso dalla Holding di controllo, i conti del 2007 di Almaviva Sud evidenziano il perdurare di un risultato gravemente negativo tale da imporre al Consiglio di Amministrazione della Società la convocazione urgente di una riunione dell'Assemblea Straordinaria dei soci". E' quanto tra l'altro afferma in un comunicato la società Almaviva spa. "Non possiamo dire, purtroppo, di avere avuto la sensazione che, in questi anni, il nostro sforzo sia stato adeguatamente apprezzato - e, tanto meno, valorizzato - dai nostri interlocutori istituzionali. Identica indifferenza è stata rivolta ai nostri progetti di ampliamento del business di Almaviva Sud, che avremmo voluto - ed ancora vorremmo - divenisse punto di riferimento e di catalizzazione delle attività in ambito IT del Gruppo Almaviva in tutto il Mezzogiorno d'Italia.I ricavi di Almaviva Sud nell'ultimo triennio sono complessivamente pari a 22.217.000 euro Di tali ricavi, solo una minima parte - ed, esattamente, 5.860.000 euro, pari al 26% del totale - è realizzata verso committenti pubblici locali, e sempre in esito a procedure concorsuali di evidenza pubblica. Per il resto, il fatturato di Almaviva Sud deriva da attività svolte sul mercato non regionale e da subappalti affidati da altre aziende del Gruppo Almaviva. Nel medesimo arco temporale, l'azionista di Almaviva Sud ha effettuato interventi di ricapitalizzazione della società per un ammontare di 11.723.000 euro".

Sindacati “Colpevole disinteresse dalla Giunta regionale sul comparto informatico”

24/05 "Sconcerto e disapprovazione" sono stati espressi in un documento dai segretari provinciali di Cosenza di Cgil, Cisl e Uil Wladimiro Sacco, Paolo Tramonti e Antonio Lento "per il colpevole disinteresse da parte del Governo regionale sulla vicenda del comparto informatico che, soprattutto nella nostra provincia, continua a vivere una situazione di grande drammaticità, con lo smantellamento di quasi tutte le realtà produttive e la perdita di centinaia di posti di lavoro". "Aziende considerate fino a poco tempo fa il fiore all' occhiello dell' intera regione - sostengono Sacco, Tramonti e Lento - sono state in questi anni progressivamente e inesorabilmente falciate, subendo un crollo verticale: drastica riduzione delle funzioni, cessazione delle attività, ammortizzatori sociali per quasi tutta la platea dei lavoratori il cui destino professionale e occupazionale è oggi seriamente compromesso. Una vicenda di così grande complessità avrebbe richiesto ben altra considerazione e ben altro impegno da parte del Governo regionale che, nonostante i reiterati interventi e le pressanti rivendicazioni del sindacato e dei lavoratori non ha finora indicato quali linee di intervento intende mettere in atto per rilanciare un settore vitale e strategico per la crescita dell'intera regione". Per i segretari provinciali di Cosenza di Cgil, Cisl e Uil "in questo senso costituisce una novità positiva apprendere dai mass-media dell' improvviso risveglio e del rinnovato interesse del governatore della Calabria per tali problematiche, soprattutto in considerazione dei grandi ritardi e delle disattenzioni accumulate in tutti questi anni dall' esecutivo da lui presieduto: non vorremmo però trovarci di fronte ancora una volta a fumose e generiche promesse, anche perché le recenti dichiarazioni del governatore non appaiono supportate da alcuna strategia in grado di portare all' effettivo superamento dell' attuale fase". "Sollecitiamo il presidente e l' intera Giunta regionale - proseguono Sacco, Tramonti e Lento - ad attivare, fin da subito, formali tavoli di confronto e concertazione con le parti sociali, individuando proposte di merito e indicazioni certe di strumenti, interventi e risorse da mettere in campo, potendo contare anche sull' utilizzo del quadro comunitario 2007-2013. Sulla base di questi impegni, e non sugli atteggiamenti paternalistici di quest' ultimo periodo, il sindacato misurerà la coerenza del Governatore Loiero, preannunciando, come prossima iniziativa, la massiccia partecipazione del comparto allo sciopero generale del prossimo 19 Giugno"

Il Censis vacchetta le PA: Portali internet del lavoro poco accessibili

26/03 Non è facile trovare il lavoro attraverso i siti internet delle amministrazioni pubbliche. Le informazioni sono frammentate in tanti portali e solo il 50% delle Regioni italiane fornisce ai cittadini portali per la ricerca dell'impiego con un livello minimo di accessibilità. L'occasione per fare il punto sui siti più cliccati dai giovani in ricerca del lavoro è una indagine realizzata in modo congiunto da Formez e Censis per misurare la facilità di 'navigazione' sui portali specializzati di Province e Regioni. Cioé come l'e-governance delle amministrazioni pubbliche affronta il nodo "ricerca del lavoro". Lo studio mette in luce che il livello di accessibilità dei portali analizzati è basso, "nonostante la sempre più diffusa consapevolezza dell'importanza di rendere accessibili i propri siti". Il bisogno di maggiore comprensibilità è stato sottolineato anche dal sottosegretario all'Innovazione, Beatrice Magnolfi, che durante la presentazione della ricerca, ha espresso la necessità di "sviluppare l'interattività dei servizi" per dare vita ad "un unico sistema di accesso telematico a livello nazionale", più facilmente utilizzabile dai giovani rispetto ai tanti portali sparsi sul territorio. Ma quello dell'accessibilità e solo uno dei quattro parametri presi in considerazione dall'analisi dal Formez e del Censis. Gli altri sono il livello di informazioni fornite, la relazionalità dei portali (collegamenti esterni) e i servizi alla persona e alle imprese. In merito ad ognuno di questi 4 livelli è stato dato a ciascun portale un punteggio che va da zero a 100. Accessibilità: solo 8 regioni su 16 delle regioni esaminate e solo il 37% delle province possiedono siti accessibili al livello minimo attualmente definito dalle varie linee guida e dalla normativa non sono la maggioranza. Il 72,6% dei portali provinciali consente di riportarsi costantemente all'home page nel corso della navigazione ma non sono moltissimi invece i siti che consentono di ingrandire i caratteri dello schermo, opzione gradita per utenti ipovedenti (56% di siti provinciali e 12 regionali). Informazioni fornite: la presenza di informazioni sui Centri per l'impiego operanti sul territorio è completa nel 75% dei siti web provinciali analizzati. Nel 56% dei casi vengono fornite anche brochure spesso divise per target di utenza. Servizi alla persona e alle imprese: servizi pienamente interattivi sono presenti, per il cittadino, nel 24,7% dei siti provinciali e per le imprese nel 37% dei casi. Si tratta di numeri piuttosto alti nel mondo dei servizi on line. I servizi alle imprese sono i più diffusi, anche perché la risposta da parte delle imprese è generalmente massiccia. Relazionalità: se il 42,5% dei siti provinciali non ha un gran numero di link in entrata (quindi si tratta quasi esclusivamente dei link provenienti dal sito della provincia e della regione), quasi il 15,1% ha più di 199 link in entrata, segno di una maggiore capacità comunicativa. Sono Emilia Romagna, Molise e Campania le regioni che offrono i servizi online per l'impiego migliori, ottenendo quindi i punteggi più alti (punteggio dato dalla media dei valori ottenuti nei 4 parametri sopraindicati). L'Emilia Romagna è al primo posto, con un punteggio di 64 su 100. Da sottolineare soprattutto - si legge nello studio - la completa presenza dei servizi alle imprese sia in termini di ampia diffusione che di alta interattività, il cui punteggio medio è di 94 su 100. Ottimo il punteggio medio anche dal punto di vista della qualità tecnologica (74 su 100). Il Molise è al secondo posto e raggiunge un punteggio medio 58 su 100, con un buon il livello di relazionalità (47). La Campania è la terza in classifica, con 57 punti su 100, frutto in particolare dei servizi alle imprese. Le peggiori in classifica sono invece le regioni Veneto, Toscana e Puglia. In Veneto il punteggio medio è di 41 su 100 e nasce da situazioni provinciali piuttosto diverse una dall'altra. In Toscana la media dei punteggi ottenuti dai siti analizzati è piuttosto bassa, il valore medio è infatti di 38 su 100. Per la Puglia invece "non si può ancora parlare di sistema territoriale dei servizi per l'impiego". Infatti solo la Provincia di Lecce ha attivato un portale vero e proprio e il suo punteggio arriva solo a 28 su 100. Ecco di seguito una tabella elaborata da Censis e Formez, con i valori medi dell'indice sintetico dei portali regionali e provinciali.

Regione Media indice sintetico (valore in rapporto a 100)
Emilia Romagna 63
Molise 58
Campania 57
Liguria 55
Lombardia 53
Marche 52
Calabria 50
Friuli Venezia Giulia 48
Umbria 45
Lazio 44
Piemonte 44
Abruzzo 43
Basilicata 42
Veneto 41
Toscana 38
Puglia 28

Lento (Uil) “Ex lavoratori Telcal completamente dimenticati”

23/03 La Uil interviene, con una dichiarazione del segretario provinciale di Cosenza Antonio Lento, sulla vicenda degli ex lavoratori di Telcal, il consorzio a suo tempo costituito per la realizzazione del piano telematico. I politici, dice il sindacalista, “dopo aver speso più di quattrocento miliardi di vecchie lire per formare giovani agenti di sviluppo, oggi lasciano questi lavoratori in mezzo al guado. Eppure questa regione - dice Lento - ha bisogno di sviluppo. Ma per uscire dal guado vanno impiegate tutte le risorse disponibili, ivi comprese quelle umane”. Lento contesta “la scelta di questa Giunta regionale di non far lavorare questi giovani professionisti, precari, i quali stanno pagando un prezzo per un’arretratezza politica generale ossia quell’arretratezza che dà a taluni e toglie ad altri”. Lento sottolinea che i circa 100 lavoratori interessati “con il vecchio governo regionale presieduto da Giuseppe Chiaravalloti, avevano ottenuto un accordo per il loro util izzo in Arpacal”. Secondo il segretario della Uil cosentina “se ci fosse volontà politica si potrebbe ricominciare proprio da quell’accordo, considerato che ci sarebbero le possibilità. Un punto fondamentale sarebbe poi quello di avviare una concertazione tra Regione e Province per una progettazione, realizzazione e messa a regime di un sistema di strumenti di informazione e comunicazione integrati, articolati, organici, coerenti con le missioni dell’ente Provincia, orientati a dare una maggiore diffusione e visibilità ai servizi provinciali in materia di formazione e lavoro, nonché alle altre attività dell’Ente ad essi correlate, ai fini di una loro valorizzazione, utilizzando mezzi idonei all’ampio target di riferimento (utenti direttamente o potenzialmente interessati, soggetti economici e associativi, organizzazioni professionali e di rappresentanza, soggetti istituzionali). Realizzare dunque un “Piano di Comunicazione” - dice Lento - che potrebbe configurarsi come un pi ano di comunicazione multicanale che, accanto all’utilizzo di strumenti informativi di tipo tradizionale, di consolidato e comprovato impatto mediatico (tv, radio, stampa, cartellonistica, eventi) fa ricorso anche alle tecnologie ICT - Information & Communication Technology e CTI - Computer Telephony Integration, nell’intento di rispondere all’esigenza di “accrescere l’apporto multimediale ai nuovi servizi del Servizio Formazione e Lavoro” ”. Rispetto a questa esigenza, a parere del sindacalista, “dovrebbero esprimere la propria volontà politica anche l’assessorato al lavoro e alla formazione della Provincia per l’affidamento di un servizio di informazione e comunicazione integrate in materia di formazione professionale e politiche attive del lavoro”. La Uil, dichiara Lento, “assieme alle lavoratrici e ai lavoratori di ex Telcal non permetterà che altri pezzi di questo decisivo settore vengano destrutturati, rendendo ancora più gravi il declino industriale e la situazione occupazionale della nostra Regione”.

Il Demanio lancia il portale dell’immobiliare pubblico

14/03 Circa 6 miliardi di euro dalla gestione del patrimonio immobiliare pubblico negli ultimi sei anni, 4 miliardi nel 2007 dalla valorizzazione del patrimonio dei beni della difesa. L'Agenzia del Demanio si prepara a raccogliere nuove sfide sul mercato immobiliare italiano ed estero dotandosi di un nuovo strumento: il portale www.demaniore.com. La nuova iniziativa - nata in collaborazione con l'Ansa ed il Sole 24 ore - è stata lanciata oggi a Cannes durante la diciottesima edizione del Mipim. "Si tratta di una grande sfida - ha detto il vice direttore del Demanio, Carlo Petagna - per creare una piattaforma unica che metta in contatto i diversi operatori del settore al fine di creare sinergia e valore". All'interno del portale, oltre 700 news dall'Italia e dal mondo, dalle realtà degli enti locali, approfondimenti, un ricco magazine e una aggiornata foto-gallery. "Magazine e vetrina degli immobili - ha sottolineato Petagna - sono infatti le due chiavi d'accesso messe a disposizione degli operatori che mostrano la forte offerta pubblica nel reale estate. Una vera e propria vetrina virtuale - ha aggiunto - in cui promuovere le più interessanti opportunità di investimento nazionali ed internazionali". Petagna ha poi annunciato che proprio la vetrina immobiliare, con la domanda e l'offerta, sarà da oggi disponibile sui dispositivi mobili digitando www.demaniore.com/mobile. Per quanto riguarda i programmi di sinergie, il Demanio ha anche raggiunto un'intesa con il proprio omologo francese per esporre le offerte d'oltralpe sul portale italiano. "L'Ansa è orgogliosa - ha detto dal canto suo il direttore Gianpiero Gramaglia - di contribuire a realizzare un progetto così innovativo ed ambizioso. Per essere all'altezza della sfida - ha aggiunto - ha messo in campo tutto il proprio know-how e la propria rete informativa. Con questo contributo di notizie, servizi, reportage, interviste, foto e video in italiano ed in inglese - ha concluso Gramaglia - l'Ansa ha voluto essere ancora una volta protagonista nell'informazione specializzata a dimostrare la sua capacità di rispondere alle attese e alle sollecitazioni di un'amministrazione pubblica esigente e rigorosa".

La Provincia di Venezia pubblica su internet i compensi degli amministratori

08/03 La Provincia di Venezia ha deciso, tra le prime amministrazioni locali in Italia, di diffondere via internet i compensi degli amministratori nominati nelle società partecipate, in applicazione di quanto previsto dalla Finanziaria. E' stata infatti approvata la delibera proposta dal vicepresidente e assessore alle società partecipate Andrea Ferrazzi per la pubblicazione sull'Albo pretorio e sul sito dell'amministrazione provinciale dell'elenco delle società nelle quali la Provincia ha nominato amministratori in propria rappresentanza. "Il nostro non è stato solo un adempimento burocratico - sottolinea Ferrazzi - è sempre stato negli obiettivi della giunta quello di garantire la massima trasparenza nel rapporto con i cittadini". Per Ferrazzi risponde a questa impostazione anche la scelta di ridurre del 25% il numero degli enti dei quali la Provincia è partecipe. Scorrendo l'elenco dei compensi, si scopre che al presidente dell'Azienda di promozione turistica di Venezia vengono corrisposti 20 mila euro l'anno, mentre il vicepresidente dell'Actv (l'azienda di trasporto lagunare) Claudio Bertolin guadagna 43.487 euro. Oltre i 20 mila euro anche il presidente del Gral, il Consorzio per la gestione delle risorse alieutiche lagunari, Dino Lazzarotto, (24 mila euro) e la consigliera dell'Actv Bruna Mestrini (20.658). Il compenso più alto - 70 mila euro - viene però totalizzato dall'ex presidente della Provincia Luigino Busatto, grazie alla presidenza della San Servolo Servizi (30 mila euro) e alla nomina a consigliere dell'Autostrada Brescia-Padova (40 mila euro).

Lavoratori Ex Telcal “409 miliardi spesi e neanche un posto di lavoro”

07/02 “A breve ricorreranno tre anni dalla data in cui i lavoratori ex-Telcal hanno iniziato il loro calvario di disoccupati”. E’ quanto scrivono in una nota, giunta in Redazione, i lavoratori Ex-Telcal. “Una storia come tante, è vero, in questa nostra regione che si misura quotidianamente con i problemi del lavoro; ma con delle sue peculiarità che noi in ogni occasione puntualizziamo: uno degli investimenti pubblici più consistenti degli ultimi anni (409 miliardi delle vecchie lire) e nemmeno l'ombra di un posto di lavoro creato. Lo abbiamo gridato sempre a gran voce, sia quando dall'altra parte a raccogliere le nostre ragioni era un governo regionale di centro-destra, sia oggi con il centro-sinistra ormai al potere da due anni. E continueremo a farlo, convinti più che mai del fondamento di giustizia sociale che sottende alla nostra azione. Lo abbiamo manifestato in uno degli scioperi generali più partecipati degli ultimi anni, quello che qualcuno (leggi Chiaravalloti) volle definire una "carnevalata", e continuiamo a manifestarlo oggi ai governanti di turno che in quanto a maschere e travestimenti non scherzano. In solitudine, purtroppo, perché da tempo ormai si è radicata in noi la convinzione che anche il Sindacato, quello vero, quello con la "S" maiuscola, si sia dimenticato di noi. La nostra condizione di sottoprecariato (al peggio non c'è mai fine!) non genera quell'interesse che in altri settori (vedi LSU - LPU, forestali, interinali Brutium etc. etc.) si manifesta. Persino le rappresentanze sindacali, che a nostro avviso (data la distribuzione su tutte le province calabresi del bacino dei lavoratori ex Telcal) dovevano essere strutturate su base regionale, sono state delegate alle segreterie della provincia di Cosenza. Le quali, fino ad ora, si sono limitate al semplice "gestire il malumore e proporre poco o nulla!". Nonostante tutto rimane in noi la consapevolezza e l'auspicio di un ruolo molto più rappresentativo ed attivo (in termini di propositività e di collaborazione con i lavoratori) da parte del sindacato, condizione necessaria per proseguire sulla strada di una efficace azione di lotta e di proposta. Sperando che questo auspicio non venga vanificato e possa fungere da base per un nuovo e serio percorso condiviso, continueremo a ricercare il confronto con chiunque ce ne offra l'opportunità”

I lavoratori di Tesi consegnano una lettera a Loiero “Quale soluzione?”

30/01 In occasione della presentazione dei Fondi POR a cosenza i lavoratori di Tesi hanno cnsegnato al Presidneet Loiero la seguente lettera: “Egregio Presidente On.le Agazio Loiero, Le rinnoviamo, ancora una volta, l’invito a farci conoscere la soluzione occupazionale che Lei, ripetutamente, ha detto di avere per i lavoratori di TESI. La sollecitiamo, quindi, a rispondere alla richiesta di incontro, inviataLe ufficialmente dalle OO.SS. mercoledì 17 c.m., al fine di esporre il suo progetto. La preghiamo di dare seguito a questa sollecitazione dei lavoratori che da tempo si sentono completamente abbandonati dall’Istituzione Regione Calabria. La stessa che, nel 1996, con una Legge Regionale aveva dato vita ad una società (TESI S.p.A.) che salvaguardava professionalità informatiche calabresi, che ancora oggi vogliono contribuire al programma di cambiamento di cui Lei è il massimo promotore istituzionale, Distinti saluti. I Dipendenti di TESI”

L’Interpol istituisce una task force informatica contro la pedofilia

17/01 L'Interpol ha annunciato oggi l'istituzione di una speciale task force per combattere il fenomeno sempre più diffuso dei pedofili che si servono di falsi siti internet per avere accesso ai minori. Tali siti non contengono immagini pornografiche, ma fungono da 'facciata' , consentendo ai pedofili di contattare i titolari dei siti e di accedere fisicamente ai cosiddetti "modelli" o per acquistare foto di bambini vittime di abusi sessuali. "Questa tendenza richiede l'attenzione urgente delle autorità di polizia, ma gran parte delle forze di polizia nazionali non dispongono delle notevoli risorse investigative necessarie ed è per questo che l'Interpol si appresta a lanciare il progetto", ha dichiarato Ronald Noble, il capo dell'organismo internazionale, nel corso di una conferenza sulla pedofilia a Parigi. Noble ha precisato che la task force indagherà anche sul coinvolgimento della criminalità organizzata in moti siti pedopornografici. L'Interpol ha reso noto che spenderà un milione di euro per lanciare il progetto, reclutaré due esperti per due anni e finanziare sei riunioni di coordinamento internazionale.

I regali di natale non piacciono? Allora si rivendono on-line

02/01 Finiranno in vendita online o in beneficenza le migliaia di maglioni, cravatte e pigiami non graditi trovati sotto l'albero di Natale dagli italiani. Lo rivela una ricerca di Research International per eBay.it, secondo la quale oltre 88 mila persone, molti più uomini (74mila) che donne, metteranno i loro doni all'asta su eBay. Ma c'é anche chi, soprattutto le donne, non aspira a guadagnare: il 18,5% del campione, infatti, ha detto che riciclerà i doni regalandoli a qualcun altro, mentre il 10,5% circa li darà in beneficenza. In molti, comunque, si terranno i regali in casa, anche se inutilizzati: ben 7 su 10 intervistati, infatti, hanno dichiarato che non useranno i loro doni, ma non li daranno nemmeno via. Poco o nullo lo sforzo di farseli piacere o di trovare un utilizzo, almeno parziale: il 68% degli italiani si limiterà ad accantonarli (circa 13 milioni di uomini e 12 milioni e 400 mila donne). Nella hit parade dei regali più brutti, al primo posto svettano maglioni, cravatte e pigiami (7,5 milioni di italiani, secondo il sondaggio, li odiano), seguiti dagli oggetti per la casa, in particolare soprammobili e utensili casalinghi, mentre al terzo posto si posizionano i libri. In cima alla lista dei desideri di Natale, soprattutto femminili, si trovano invece gli anelli.

Sale all’88% la copertura ADSL in Italia. In sei milioni, però, sono fuori

26/12 La copertura Adsl in Italia ha raggiunto ormai l'88% della popolazione ma nonostante l'enorme sforzo di infrastrutturazione ci sono ancora 6 milioni circa di cittadini che restano a rischio di digital divide. Da settembre 2006 l'accesso a internet a banda larga è infatti disponibile per l'88% della popolazione rispetto a poco più del 40% del dicembre 2001: resta perciò un 12% della popolazione che risiede in aree dove i collegamenti a banda larga possono essere realizzati solo attraverso costosi collegamenti dedicati o soluzioni satellitari e non con la tecnologia che oggi è considerata di riferimento per la banda larga e cioé l'Adsl. Non solo, secondo quanto emerge dall'ultimo rapporto dell'Osservatorio sulla banda larga che realizza un monitoraggio continuativo delle infrastrutture e servizi a banda larga, il divario rischia di aumentare. Nonostante l'accelerazione nella copertura dei servizi Adsl e la previsione di un'ulteriore estensione della copertura per quanto riguarda i servizi di base, l'evoluzione in atto verso le reti di telecomunicazione di nuova generazione nasconde infatti "il rischio di nuove e più rilevanti forme di divario digitale". Dal rapporto dell' Osservatorio emerge però un dato tendenzialmente confortante per quanto riguarda il confronto internazionale. La diffusione della banda larga in Italia è infatti inferiore alla media europea ma se si considerano gli utenti potenziali l'Italia si colloca ai primi posti della graduatoria. L'Italia è infatti il settimo paese nel mondo per numero di accessi alla banda larga e, in ambito Ue, risulta al quarto posto, subito dopo Germania, Gran Bretagna e Francia. L'Italia si posiziona però nel gruppo di mezzo se si guarda ai tassi di penetrazione ogni 100 abitanti che sono simili a quelli della Spagna e di poco inferiori alla media dell'Europa a 15 (13,2% contro 16,5%). Secondo l'Osservatorio, però, questo dato va considerato anche in rapporto ad altri fattori, come l'estensione delle reti Tv via cavo, la densità telefonica e, soprattutto rispetto all'alfabetizzazione telematica. In Italia il 56 della popolazione ultrasedicenne non ha mai utilizzato un pc contro il 34% della media Ue a 25 e a valori che sono inferiori al 20% per Germania e Regno Unito. Per l'Osservatorio, insomma, se lo sviluppo del mercato broadband viene riportato alla sola base "accessibile" ( popolazione che ha utilizzato un Pc) si scopre che l'Italia si colloca ai primi posti del ranking europeo, in compagnia degli apparentemente irraggiungibili paesi scandinavi. Il rapporto degli accessi broadband per 100 utilizzatori di pc è infatti pari a 30 per l'Italia contro il 23 della media Ue a 15. Allo stesso tempo, l'incidenza degli accessi broadband sul totale degli accessi ad Internet domestici ha ormai raggiunto anche in Italia valori di tutto rispetto, essendo ormai superiore al 70%.

La cosentina “Mice” entra nel gruppo Epsilon e diventa Epsilon Italia

04/12 La calabrese Microsoft consulting engineering, impresa hight tech che opera da un decennio nei settori delle tecnologie spaziali, del telerilevamento satellitare e dei sistemi informativi geografici, avvia una strategia internazionale e si trasforma in Epsilon Italia, entrando in Epsilon Group che ha sede ad Atene. L'accordo è stato siglato nella città greca tra l'ideatore e fondatore di Epsilon Group, Marc Bonazountas, e il direttore tecnico e fondatore di Mice (ora Epsilon Italia), Giacomo Martirano. Il gruppo Epsilon, attualmente, ha ramificazioni a Cipro e in Russia, con progetto di ulteriori espansioni internazionali. "L'appartenenza a Epsilon Group - sostiene Giacomo Martirano - apre opportunità di crescita e sviluppo internazionale, per la nostra impresa, soprattutto nell'area del bacino Mediterraneo e balcanica. Risorse umane altamente qualificate, tecnologie all'avanguardia, agilità di movimento sono i nostri punti di forza. In ambito locale - prosegue Martirano - le prospettive riguardano soprattutto il telerilevamento da satellite per il monitoraggio ambientale marino e terrestre". Tra i clienti e partner locali dell'impresa, il dipartimento di Difesa del suolo dell'Università della Calabria, il Cnr-Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica della Calabria, la Provincia di Cosenza. Giacomo Martirano vanta una pluriennale esperienza come progettista in Alenia Spazio, presso l'Aerospatiale di Cannes e presso il Jet Propultion laboratori della Nasa a Pasaden. Nel corso del decennio di attività, la ex Mice ha partecipato a progetti di ricerca e sviluppo co-finanziati, tra gli altri, dall'Agenzia spaziale europea.

Tesi: I sindacati chiedono l’apertura di un tavolo di concertazione

30/11 "E' necessario aprire un tavolo di concertazione alla presenza dei soci pubblici e delle istituzioni locali per mettere in atto strategie utili a salvaguardare i livelli occupazionali della società Tesi". E' quanto si afferma in un comunicato delle segreterie provinciali di Cosenza di Cgil, Cisl e Uil. I sindacati rilevano, nella nota, "la perdurante fase di stallo in cui continua a versare l' intera vicenda della società informatica cosentina con il rischio, ormai sempre più concreto, della perdita di 38 posti di lavoro. Non è accettabile - sostengono i sindacati - che di fronte ad una situazione che sta diventando sempre più insostenibile, quanti hanno la responsabilità di assumere decisioni e di intervenire continuino, nei fatti, a manifestare il più assoluto disinteresse rispetto ad una vicenda di grande ed evidente complessità". Per i segretari provinciali Paolo Tramonti (Cisl), Antonio Lento (Uil) e Vladimiro Sacco (Cgil) "in questo senso preoccupa la latitanza della Giunta regionale incredibilmente ferma non solo sulla vertenza in questione ma, più complessivamente, su tutte le problematiche del settore informatico che, soprattutto per la provincia di Cosenza, è caratterizzato da una profonda crisi che non sta risparmiando nessuna azienda del comparto: da Carisiel a Intersiel, D.N.E. Telca, oltre che Tesi stessa. Non c'é più tempo da perdere anche tenendo conto della situazione di grande difficoltà e precarietà in cui versano i lavoratori ad oggi creditori di ben sette stipendi e per i quali si rende ormai sempre più urgente il ricorso alla cassa integrazione straordinaria, strumento che per il sindacato doveva essere attivato in precedenza".

Fir/CISL “Necessario bloccare il declino tecnologico”

26/11 "E' necessario che la classe politica calabrese si impegni a frenare il declino del settore informatico e tecnologico che prometteva sviluppo ed occupazione". Lo ha detto Paolo Tramonti segretario generale dell' Ust-Cisl di Cosenza - secondo quanto riporta un comunicato - in occasione del convegno sul tema "Il ruolo degli enti pubblici di ricerca in Calabria" promosso dalla Federazione innovazione e ricerca (Fir-Cisl). "La Cisl - ha aggiunto Tramonti - intende lanciare un messaggio forte alle istituzioni locali con la speranza che la Regione ci creda fino in fondo, per una reciproca consapevolezza e l' interazione fra gli enti". "La finanziaria blocca le assunzioni - ha sottolineato il segretario regionale della Fir-Cisl, Dionisio Caloiero - ignora il precariato e mina l' autonomia degli enti locali. Ma alcune regioni non si sono arrese utilizzando fondi propri e comunitari. Marginali, invece, gli investimenti della Calabria. Senza la compartecipazione di Università, enti pubblici locali di ricerca, istituzioni ed enti privati di ricerca non registreremo mai ricadute positive nei settori produttivi e sulla qualità di vita". Al convegno hanno partecipato il presidente della Provincia di Cosenza Mario Oliverio che ha insistito sulla necessità di inserire il "coordinamento di un sistema di risorse al livello locale, nazionale internazionale" e l' assessore regionale all' Ambiente Diego Tommasi che ha parlato della "creazione di una rete regionale di interazione fra i diversi organismi produttivi. Stiamo coinvolgendo - ha aggiunto - gli Enti parco e il sistema della raccolta differenziata. Con enti di ricerca specializzati sul riciclo dei materiali riutilizzabili attiveremo un nuovo corso di crescita. La partita va giocata sul territorio". "Nonostante gli annunci - ha sostenuto il vicepresidente della Regione Nicola Adamo, secondo quanto riferito nella nota - una vera politica per la ricerca non è stata fatta. Il settore non è aggiuntivo ma è una leva intrinseca al progresso. La prima condizione è come lo Stato intende creare un contesto di convergenze per le imprese e per i privati. Poi c' è la necessità che il medesimo premii i processi ed i prodotti dell' innovazione come stimolo alla competitività". "La Calabria - ha detto il segretario generale regionale della Cisl Luigi Sbarra - è in ginocchio con folle di giovani disoccupati e di pensionati assediano la sede regionale tutte le mattine. Le beghe politiche della Regione sono inammissibili. Occorre invece proseguire sulla strada imboccata dall' assessore regionale Principe di cui condividiamo alcuni interventi in materia di innovazione come il bando sui vaucher formativi di alta formazione rivolti ai giovani laureati, il confronto con l'autorità di gestione del Por Calabria per stabilire un nuovo bando rivolto ai laureati per tirocini formativi e stage sulla pubblica amministrazione".

Truffe online: denunce e sequestri in tutta Italia

23/11 Il Nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza ha stroncato una serie di truffe on line su tutto il territorio nazionale. L'indagine ha portato all'avvio di una serie di procedimenti giudiziari in diverse Procure, con perquisizioni, sequestri e la denuncia di numerose persone accusate di frodi "realizzate - sottolineano alla Guardia di Finanza - in maniera sorprendentemente fantasiosa con siti web trappola o mediante aste e vendite su eBay". I dettagli dell'operazione verranno forniti domani, nel corso di una conferenza stampa.

Lavoratori ex-Telcal: I Sindacati chiedono un confronto con la Regione

06/11 "E' ormai ineludibile un confronto politico con il Governo regionale sulla vertenza ex-Telcal". E' quanto sostengono, in una nota, i responsabili delle segreterie provinciali di Cosenza dell'Alai-Cisl, Francesco Garritano, Nidil-Cgil, Delio Di Blasi e Franco Voce, e Cpo-Uil, Gianvincenzo Petrassi. Nella nota si riferisce che "nei giorni scorsi si è tenuto in incontro presso la sede dell'Assessorato al Lavoro tra le organizzazioni sindacali ed i rappresentanti della Regione e della Provincia di Cosenza ed una delegazione di lavoratori. A seguito di questo incontro i sindacati, assieme ai lavoratori, si dicono indignati per come si è svolta quella riunione, dovendo assistere ad un mortificante scambio di accuse tra la Regione e la Provincia di Cosenza. Alai-Cisl, Nidil-Cgil e Cpo-Uil ribadiscono con forza la richiesta di un confronto serio con la Giunta regionale e ritengono indispensabile e non più rinviabile conoscere quali siano le reali intenzioni dell'esecutivo in merito al futuro di questi cento lavoratori che da due anni vivono una situazione di assoluta drammaticità. Da diversi anni si è assistito a proclami, presentazioni di pseudo-progetti, dichiarazioni pubbliche di esponenti regionali puntualmente dimenticate. Al di là di un investimento che col passare del tempo ha superato i 410 miliardi di lire, resta il dato relativo alle risorse umane che nel corso degli anni, all'interno del Piano telematico calabrese, sono state formate acquisendo alte professionalità e competenze che potrebbero permettere alla Regione di recuperare il gap di informatizzazione che attanaglia la Calabria. Risorse umane e professionalità che certamente non devono andare disperse". "Nell'evidenziare il difficilissimo momento economico ed occupazionale dell'intero comparto informatico, e più in generale dell'intera regione, - conclude la nota - invitiamo tutti i lavoratori a partecipare allo sciopero generale del comparto informatico che si terrà mercoledì 8 Novembre in modo da dare un forte segnale al Governo regionale".

L’8 novembre sciopero delle aziende informatiche cosentine

31/10 Le segreterie provinciali di Cosenza dei sindacati Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato per l'8 novembre lo sciopero generale dei lavoratori delle aziende del settore informatico per protestare, è detto in una nota, "contro la grave crisi che si registra nel settore". Nel corso della giornata di sciopero sarà anche attuato un sit-in a Catanzaro davanti la sede della presidenza della Giunta regionale. La decisione è stata presa dopo un incontro che i sindacati hanno avuto con il coordinamento delle Rsu delle aziende. A conclusione della riunione è stato anche stabilito di chiedere alla Giunta regionale di convocare un incontro con i sindacati "in occasione del quale - si afferma nella nota - individuare soluzioni atte a garantire un tangibile sviluppo delle realtà calabresi e la salvaguardia di tutti i livelli occupazionali sul territorio, con l'assunzione delle relative responsabilità da parte di tutti i soggetti interessati alla questione"

Lento (UIL) “La Calabria nell’informatica resta al palo”

27/10 "La Calabria resta al palo e registra il fallimento del tessuto informatico esistente e la conseguente perdita di un bacino professionale di dovuto rispetto, con la conseguenza negativa di una regione che rischia di compromettere definitivamente la ripresa economica e sociale". Lo afferma Antonio Lento, segretario provinciale della Uil di Cosenza. "La costituzione di una società pubblico privata - sostiene Lento - è l'unica soluzione perseguibile per risollevare il comparto informatico e rendere produttivi gli investimenti nell' ambito della società dell' informazione, per poter rendere efficaci, efficienti e, soprattutto, trasparenti le informazioni nell' ambito della Pubblica Amministrazione ma, con la parte pubblica che ha il dovere di focalizzarsi sugli aspetti della 'governance', configurandosi come soggetto protagonista e non passivo". "Su queste basi - prosegue il segretario della Uil cosentina - chiederemo un tavolo di concertazione con la Regione, le Province e i Comuni, capoluogo di provincia. Il governo regionale, in particolare, ci dovrà dire cosa intende fare nei confronti dei circa 350 lavoratori Intersiel, Carisiel, Tesi ed ex Telcal sapendo che ci sono grandi risorse e grandi possibilità di costruire, anche in Calabria, un polo informatico regionale".

RSA Tesi: “Clic ci ha tolto dal mercato per farci chiudere”

26/10 “La volontà espressa dai soci di Tesi SpA è risultata quella di mettere in atto la liquidazione volontaria dell’Azienda”. Lo afferma in una nota le RSA e i dipendenti di Tesi SPA. “I dipendenti prosegue la nota- della Società si sarebbero aspettati che il socio privato riconsegnasse le quote azionarie alla Fincalabra, che partecipa alla Società per conto della Regione Calabria, attraverso la “put option” prevista nel contratto di ingresso Fincalabra-CLIC, a valle del fatto che CLIC, complice la scarsa vigilanza della Fincalabra, ha miseramente fallito nella gestione della Società.
CLIC, raggruppamento delle maggiori società calabresi, Abramotel, Adepta, CM Sud Sistemi, IFM, Sirfin, Whynot (per un totale di 700 professionisti e un fatturato totale di circa 30 milioni di euro), grazie ad un prestito partecipativo erogato dalla Fincalabra di più di 3 (tre) milioni di euro, aveva assicurato che avrebbe sicuramente rilanciato Tesi, ma il risultato è sotto gli occhi di tutti.
E’ dunque opportuno chiarire qual è stato il reale apporto industriale dato a Tesi da parte del socio privato:
1. aver relegato il futuro della Società alla partecipazione ad una unica gara nel settore sanità bloccando di fatto qualsiasi altra proposta;
2. non aver previsto una soluzione alternativa all’assenza di commesse regionali, cosa che avrebbe tutelato in ogni caso il futuro dei dipendenti, così come succede nelle singole società appartenenti a CLIC;
3. aver dissolto le relazioni con gli enti pubblici, soci di Tesi, a causa di scelte strategiche sbagliate;
4. non aver sfruttato le professionalità dei dipendenti ma averle depauperate nel tempo, in attesa di attività e proponendo una riorganizzazione aziendale a fronte di un inconsistente piano industriale e in assenza di qualsivoglia commessa.
A tutto questo i lavoratori dicono basta. Ritengono che non debbano essere loro a pagare per una gestione fallimentare e quindi chiedono al socio CLIC di riconoscere il proprio fallimento nella gestione di Tesi e di cedere le quote societarie alla Fincalabra.
Contemporaneamente, i dipendenti chiedono alla Regione Calabria di assumersi la propria responsabilità quale Ente emanatore della legge istitutiva di Tesi (L.R. n° 14 del 17/6/1996).
I lavoratori rivolgono un accorato appello al Presidente Loiero affinchè intervenga tempestivamente per attuare una soluzione stabile, dignitosa e definitiva per i lavoratori di Tesi. I lavoratori si aspettano un intervento di politica industriale sana che prenda le distanze dalla gestione fallimentare fino ad oggi sperimentata, ricorrendo eventualmente ad un riassetto societario e ad una ridefinizione della mission di Tesi, secondo quanto previsto anche dalle ultime disposizioni (Decreto Bersani) sulle società dei servizi compartecipate da enti pubblici, in modo da salvaguardare gli attuali posti di lavoro”.

Loiero “Diffondere la convergenza tecnologica e la banda larga”

25/10 "L'articolo 21 della Costituzione offre il diritto a tutti i cittadini di partecipare all'informazione, ma l'Italia è un Paese talvolta arretrato come ci ha contestato il Commissario europeo alla 'Societa' dell'informazioné". E' quanto ha detto il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, nel corso di un convegno sul tema "Nuove forme di televisione: tv in mobilità e Ip-television" svoltosi a Roma, presso la sala delle conferenze della Camera dei Deputati, nell'ambito della 15/ma edizione del premio 'La Calabria nel mondo' organizzato dal presidente dall'Associazione C3 International, Peppino Accroglianò. Loiero, nel saluto rivolto alle autorità, ai relatori ed ai tantissimi calabresi presenti ha sottolineato il ruolo importante della televisione, in positivo ed in negativo, cioé per essere capace di unificare culturalmente il paese, ma anche di essere strumento di distorsione della realtà. "Perciò, la convergenza tecnologica - ha aggiunto - e la diffusione della banda larga devono essere opportunità concrete per la crescita non solo del pluralismo televisivo, ma dell'intero tessuto economico-sociale, colmando il ritardo dell'Italia ed in particolare di alcuni territori come la Calabria, dove l'evoluzione dei new media può diventare un'importante opportunità di sviluppo". Lo sviluppo delle tecnologie digitali - è scritto in una nota - e della convergenza tra tv, telefonino e computer è un fattore essenziale per la crescita del pluralismo e della democrazia dell'informazione. Su questo punto di vista hanno convenuto tutti i relatori (dai rappresentanti Mediaset a quelli di 3 Italia, Sky e Fastweb) ed in particolare il presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, prof. Corrado Calabrò. Loiero ha poi consegnato alcuni dei premi della 15/ma edizione de "La Calabria nel mondo" ai corregionali selezionati dall'Associazione C3 International, intrattenendosi a colloquio con il campione del mondo della nazionale italiana di calcio Simone Perrotta.

Lavoratori Telcal, incontro con il Prefetto

25/10 Si è tenuto stamani a Cosenza un incontro, presieduto dal prefetto, Bruno Sbordone, su richiesta della Nidil Cgil, per analizzare le problematiche riguardanti i lavoratori ex Telcal. Alla riunione hanno preso parte i rappresentanti di Cgil e Cisl ed una delegazione degli stessi lavoratori "che hanno ampiamente illustrato - è detto in un comunicato - la questione connessa all' attuale condizione di elevata precarietà dovuta all' ormai prossima scadenza del contratto che li lega alla Regione. Piena disponibilità e vicinanza è stata manifestata al riguardo dal Prefetto ai 60 lavoratori coinvolti che, purtroppo, si inseriscono in un quadro di diffusa e preoccupante precarietà occupazionale in ambito provinciale. La disponibilità offerta ai lavoratori è diretta ad intervenire sollecitamente nei confronti del Dipartimento della Presidenza della Regione perché, come da impegni assunti dalla stessa struttura regionale nello scorso mese di marzo, venga attivato con urgenza il tavolo istituzionale per l' avvio di importanti progetti già esistenti e finanziati, quali, ad esempio, la digitalizzazione della pubblica amministrazione, che favorirebbe la stabilizzazione dei lavoratori medesimi".

A Roma la XV edizione del premio la Calabria nel mondo. Si è parlato di Tv in mobilità e IP television. Santo Versace tra i premiati.

24/10 Le nuove frontiere della televisione, dai programmi sul cellulare all'intrattenimento sul web. E' stato questo il tema portante del convegno 'Nuove forme di Televisione: TV in mobilita' e IP Television', che si è svolto a Roma, a Palazzo Marini, nell'ambito della XV edizione del premio internazionale 'La Calabria nel Mondo'. "Per una rete aperta e democratica - ha sottolineato Antonio Sassano, dell'Università di Roma La Sapienza - è necessario impedire l'integrazione verticale, ovvero impedire che chi è proprietario della rete sia anche il fornitore dei contenuti su di essa veicolati". Il primo passo, ribadisce Sassano, è comunque quello di realizzare le nuove reti fisse e mobili, intervenendo allo stesso tempo con le regole e le normative. Sul problema della copertura di rete si è invece soffermato Stefano Mannoni, commissario dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, mentre Vincenzo Novari, amministratore delegato di 3 Italia ha portato l'attenzione sulla 'onerosita'' degli investimenti necessari per le infrastrutture. 'Costruire dei modelli tecnologici - ha sottolineato Novari - significa immancabilmente aumentare la spesa. Per aggiornare l'intera rete alle nuove tecnologie servirebbero, ad esempio, altri 25 miliardi di eurò. 'Il Dvb-H e' uno strumento, farlo diventare un servizio implica un processo complesso e economicamente impegnativò, ha rilanciato Bianca Maria Martinelli, responsabile degli Affari Legali di Vodafone, ribadendo la necessità di dare la possibilità agli operatori di realizzare le infrastrutture di rete.
E nella stessa manifestazione il ministro Linda Lanzillotta ha insignito ad alcuni calabresi illustri il premio “Calabria nel mondo” consegnando, tra gli altri, l’ambito riconoscimento, al generale della Guardia di Finanza Fabrizio Ferraglia; alla giornalista Anna La Rosa a Giovanni Grimaldi, presidente dell' autorita' portuale di Gioia Tauro; agli imprenditori Santo Versace ed Antonino Gatto al calciatore Simone Perrotta. ''Abbiamo avuto l' onore per ben tre lustri ogni anno - ha detto il presidente di C3 International, l' associazione che organizza il premio, Peppino Accrogliano' - di premiare illustri conterranei che con la loro opera e il loro impegno professionale encomiabile hanno raggiunto altissimi risultati, diffondendo in Italia e nel mondo la cultura di una splendida terra, sicuramente difficile ma piena di risorse naturalistiche, ricca di storia e tradizioni, pregna di energie e calore umano''. Nel corso della premiazione il presidente di Despar Italia, Antonino Gatto, ha puntato l' attenzione sulla ''positivita' della Calabria. Abbiamo bisogno - ha detto Gatto - di fattivita' e concretezza. Bisogna reagire specie quando la nostra terra viene rappresentata come coacervo di tutti i mali del mondo. Non si puo' offendere un intero popolo, ponendo l' attenzione solo sul marcio. C' e' anche una realta' diversa che merita di essere spronata, incentivata, e dalla quale intercettare positivita'. Abbiamo bisogno di stimoli e voglia di fare, e a tutti livelli di predicare di meno sulle cose da fare e predicare di piu' il fare''. La giornalista Anna La Rosa ha puntato l' attenzione sulla sua calabresita'. ''Quando vengo in Calabria - ha detto - trovo tanta energia positiva. Ultimamente sono tornata nella mia terra per il delitto Fortugno. Ebbene, quando succedevano cose terribili di questo tipo ed io avevo 18 anni, noi ragazzi di allora ci chiudevamo in casa. Oggi i giovani di Locri si ribellano, scendono in strada. E' questa l' immagine bella, nuova, diversa della Calabria''. Concludendo la cerimonia, il presidente della Regione, Agazio Loiero, e' tornato sulle polemiche sorte all' indomani della trasmissione televisiva ''Annozero''. ''Ho protestato - ha detto Loiero - a nome dei calabresi onesti sottolineando che cosi' non si offre un contributo alla verita'. Non voglio fare processi a nessuno, non nego che tante di quelle cose fatte vedere in tv esistono, come per esempio una criminalita' organizzata tra le piu' pericolose del Paese, cosi' come esistono, pero', tante cose positive in questa terra. Ed e' ingiusto parlare solo del negativo. Lo devo ai calabresi onesti. Ecco perche' ho protestato''. ''Sono emozionata - ha detto il ministro Linda Lanzillotta, ritirando il premio - cerchero' di fare qualcosa da ministro di utile per la Calabria perche' lo devo alla mia terra. Questo premio mi da' una spinta in piu' a farlo''. Simone Perrotta ha donato la maglia della Nazionale con la quale e' diventato campione del mondo al presidente di C3, Peppino Accrogliano'. Ai premiati e' andata una maschera apotropaica d' argento del maestro Gerardo Sacco. Gli onorevoli Giuseppe Galati ed Ennio Morrone hanno consegnato, sempre ad Accrogliano', una medaglia donata dal presidente della Camera, Fausto Bertinotti.

I lavoratori ex Telcal proclamano una giornata di mobilitazione

23710 Una giornata di mobilitazione dei lavoratori dell'ex-Telcal è stata organizzata per mercoledì nei pressi della prefettura di Cosenza. L'iniziativa è stata decisa dalle segreterie provinciali del Nidil-Cgil, Alai-Cisl e Cpo-Uil di Cosenza. "Dopo l'incontro avuto nei giorni scorsi alla Regione - è scritto in una nota dei sindacati - esprimiamo forte preoccupazione sul futuro occupazione dei lavoratori ex-Telcal. Nel Luglio il Vicepresidente della Giunta Regionale Nicola Adamo si impegnò affinché l'intero bacino degli ex-Telcal non avesse più interruzioni del rapporto di lavoro avendo delineato più percorsi da poter intraprendere per poter poi garantire a questi lavoratori una condizione più stabile e duratura. A distanza di pochi mesi non possono che riscontrare che il percorso delineato da Adamo non ha avuto seguito; anzi, le prospettive lavorative di questi lavoratori sembrano essere svanite quasi del tutto a causa dell'incapacità di questo Governo Regionale". "Consideriamo non più tollerabile - concludono i sindacati - il modo di operare di questa Giunta regionale ed in particolar modo invitano il Vicepresidente Nicola Adamo ad essere più concreto nei fatti e non pensare a fare solo promosse puntualmente mai mantenute"

Tramonti (CISL) “Per Tesi è il momento della verità”

21/10 "E' il momento della verità, i soci privati e pubblici a partire dalla Regione Calabria (Fin-Calabria), non possono più tirarsi indietro. Le parti chiamate in causa dai lavoratori hanno il dovere di far rientrare la protesta, del tutto legittima, con misure concrete e dignitose". E' quanto afferma in una nota il segretario generale della Ust-Cisl di Cosenza, Paolo Tramonti, circa la mobilitazione dei lavoratori della Tesi di Rende. "Il personale - ha aggiunto - sta conducendo una giusta battaglia in difesa dei propri diritti, del lavoro e finalizzata alla sensibilizzazione di tutti i livelli istituzionali. La Cisl é con loro. Sosteniamo le iniziative di lotta e ci aggiungiamo al coro che chiede garanzie per il futuro occupazionale. Trent'otto posti di lavoro sono effettivamente a rischio a causa di errori commessi dalla proprietà. Non è scritto né appartiene alla 'giustizia sociale' che i dipendenti debbano espiare le colpe di altri". Il Segretario dell'Ust-Cisl ritiene che "la società non ha mai valorizzato l'alto profilo professionale degli impiegati. Il cammino tortuoso imboccato dalla vertenza lascia presagire una perdita doppia, come comparto informatico ed in termini di professionalità del settore. L'assemblea dei soci che si terrà il 23 ottobre sarà decisiva come un verdetto. Lontano da ogni ambiguità e da sterili dualismi, questo appuntamento dovrà delineare in modo inequivocabile il destino della società. E' fondamentale, per il nostro sindacato, che ogni tipo di soluzione assunta si attenga, perentoriamente, alla salvaguardia dei livelli occupazionali. Soprattutto in vista delle iniziative che la Regione, prossimamente, dovrebbe mettere in campo per il rilancio produttivo del comparto". "Nei futuri assetti strategici della Tesi - ha concluso Tramonti - si dovrà insistere sulle prospettive di sviluppo e dell'innovazione. In questo ambito, ed in questo momento, la Calabria si gioca la partita finale, si tratta solo di scegliere se restare in panchina o competere con le altre regioni italiane già proiettate nell'avanguardia".

Tesi: Dipendenti preoccupati. Le rassicurazioni non bastano. Ciancio (UILM) “Nasce un altra società?”

20/10 “I dipendenti di Tesi SpA effettueranno una seconda giornata di sciopero per lunedì 23 p.v.. In questa giornata si terrà l’Assemblea dei soci che sarà decisiva per le sorti di Tesi SpA”. A darne informazione una nota della RSA e dei dipendenti di Tesi Spa. “I lavoratori sono fortemente preoccupati – si afferma nel documento- per il loro futuro occupazionale, nonostante le rassicurazioni avute dal Dirigente Generale, Dr. Petramala, circa la salvaguardia dei loro posti di lavoro. Come ribadito presso la Presidenza della Regione, i lavoratori chiedono anche ai soci di Tesi che la determinazione dell’Assemblea sia finalizzata a:
1. la stabilità occupazionale dei lavoratori, anche in considerazione del fatto che Tesi nasce da una legge regionale (14/96), come società mista operante nel settore ICT;
2. il pagamento immediato degli stipendi arretrati.
Per quest’ultimo punto, i lavoratori hanno chiesto ai Soci della parte pubblica di mettere al primo punto dell’ordine del giorno dell’Assemblea la discussione circa la corresponsione delle spettanze pregresse per risolvere il loro gravoso problema economico”.
Ed a sottolineare l’estremo disagio in cui versano i lavoratori di Tesi, è intervenuto il segretario provinciale della UILM di Cosenza, Franco Ciancio che in una dichiarazione mostra tutet le perplessità dell’ultima operazione nel comparto informatico. "I dipendenti – afferma Ciancio- si sono rivolti al Presidente della Giunta come massimo garante istituzionale della Calabria per far valere i propri diritti che stanno per perdere: gli stipendi pregressi di 6 mesi e il futuro occupazionale.L'esito dell'incontro di ieri da una parte impegna la Regione a non disperdere il patrimonio di professionalita' che sono i dipendenti di Tesi, dall'altra parte mette in evidenza le incoerenze della politica, l'ipotesi futura del comparto ICT regionale probabilmente sara' la costituzione di una societa' mista. La societa' Tesi istituita con una legge regionale del 1996 allora cosa era?"

Tesi: La Regione assicura “Il personale sarà salvaguardato”

19/10 Sara' salvaguardata la posizione attuale dei dipendenti della Tesi Spa nell'ambito dei futuri assetti del comparto Itc che saranno disegnati dalla Regione. L'assicurazione e' venuta dal dirigente generale della presidenza, Franco Petramala, che, stamani, ha incontrato i lavoratori e le rappresentanze sindacali della societa' informatica per affrontare la crisi e le prospettive occupazionali di Tesi. I dipendenti e i sindacati, e' scritto in un comunicato dell'Ufficio stampa della Giunta regionale, avevano sollecitato alla Regione, come garante istituzionale della parte pubblica della societa', una soluzione industriale, anche in relazione all'imminente riunione dell'assemblea dei soci prevista per lunedi' 23 ottobre, chiedendo, in particolare, che le prossime determinazioni assembleari siano finalizzate alla stabilita' occupazionale, in considerazione che Tesi spa nasce da una legge regionale come societa' mista operante nel settore Itc, e al pagamento immediato degli stipendi arretrati. I lavoratori di Tesi, in stato di agitazione già da tempo per la mancanza della soluzione di cassa integrazione e per il mancato pagamento di sei mesi di stipendi arretrati, avevano protestato questa mattina a Catanzaro davanti la sede della Giunta regionale

I dipendenti di Tesi, senza stipendi, protestano davanti la Regione

19/10 “I dipendenti di Tesi, in stato di agitazione ormai da tempo, effettueranno 19 una giornata di sciopero con autoconvocazione presso la sede della Giunta Regionale, denunciando la mancata corresponsione delle ultime sei mensilità, nonché l’assoluta latitanza dei vertici aziendali”. E’ quanto comunica una nota delle RSU aziendali. “I lavoratori .prosegue la nota- stigmatizzano e denunciano l’incapacità della gestione affidata al socio privato CLIC, in grado solo di amministrare malamente denaro pubblico, ma nel contempo anche la totale assenza del socio pubblico di maggioranza Fincalabra, a causa del mancato rinnovo da parte della Regione delle cariche istituzionali al suo interno. Ciò, di fatto, ha generato l’impossibilità dei soci a decidere in maniera collegiale sulle sorti di Tesi creando una situazione di stallo.
I lavoratori, stanchi del continuo balletto di responsabilità, si rivolgono direttamente al Presidente Loiero come maggiore garante istituzionale, essendo Tesi nata con una legge regionale (Legge n. 14 del 17/06/1996), affinché da politico lungimirante ed attento alla valorizzazione delle risorse che operano sul territorio calabrese, intervenga con le azioni politicamente più opportune per attuare una soluzione definitiva e dignitosa, mirata alla salvaguardia del loro posto di lavoro.

La Regione blocca le commesse e le aziende informatiche vanno in crisi

18/10 Continuano le tensioni sociali per i lavoratori calabresi del settore informatico. Lunedi' a scendere in piazza sono stati i 240 dipendenti della Almaviva Sud (l'ex Intersiel) e di Carisiel che hanno bloccato una importante strada di comunicazione a Rende, creando per un'intera mattinata caos nel traffico di Rende e Cosenza . Duecentoquaranta posti di lavoro a rischio, con l'assenza di commesse nel comparto informatico, oggi in crisi di per sé, evince una situazione sempre più critica. Due aziende oggi controllate dal gruppo Cos di Alberto Tripi, che ha rilevato due anni fa l'intero gruppo Finsiel dalla Telecom. I sindacati denunciano che il gruppo Cos al momento dell'acquisizione aveva ventilato l'ipotesi della creazione di un grande gruppo di dimensioni internazionali. In realta' la carenza di commesse, anche dalla Regione Calabria, ha di fatto congelato la spesa dei fondi Por previsti per la cosiddetta "Societa' dell'Informazione". Nei fatti ha provocato la sclerosi dell'intero comparto informatico in Calabria. La sostanziale assenza di commesse pubbliche sta provocando una serie di tensioni, come le recenti polemiche tra diverse societa' del settore che si accusavano a vicenda dei presunti rispettivi monopoli. Una crisi sulla quale e' necessario un impegno da parte della Regione e una riflessione precisa: lo sviluppo delle aziende informatiche non puo' dipendere esclusivamente dalle commesse pubbliche e d'altro canto la Regione e' chiamata a spendere bene le risorse disponibili per esigenze realmente presenti nel settore della pubblica amministrazione del suo territorio. Privilegiare le aziende locali vuol dire dare una mano alla molla dello sviluppo locale per una benefica ricaduta sul territorio.

Vertenza Tesi: Laratta (DL) “Gli enti facciano la loro parte”

18/10 Il deputato dell'Ulivo, Franco Laratta, ha depositato una interrogazione indirizzata ai ministri del Lavoro e dello Sviluppo economico sulla grave crisi del polo tecnologico "Tesi" di Cosenza. Al centro dell'interpellanza la mancanza di commesse da parte dei soggetti pubblici che avrebbero dovuto, all'indomani del rimpasto societario, garantire il lavoro necessario affinché si potesse scongiurare una nuova crisi. Oggi - dice Laratta - moltissimi lavoratori sono giustamente sul piede di guerra perché rivendicano maggiori certezze e la soluzione definitiva di una vertenza che va avanti da anni. Nell'interpellanza Laratta considera che "a tutt'oggi né la Regione Calabria n&eacu