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Diritti del Cittadino e Solidarietà

 

Corbelli “I Sindaci sostengano l’iniziativa Occhiobambino”

08/10 Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ha rivolto un appello a tutti i sindaci della provincia di Cosenza invitandoli a sostenere, con un contributo, l'iniziativa di solidarietà "Occhiobambino", mirata all'acquisto di un apparecchio, Ret Cam II (il cui costo é di 160mila euro), in grado di diagnosticare in tempo gravi patologie nei neonati che se non individuate e curate subito portano alla cecità totale. "Si tratta - sostiene Corbelli - di una grande battaglia civile per il raggiungimento di un straordinario obiettivo e la creazione di una importante struttura diagnostica al servizio di tutti i futuri nascituri, soprattutto di quelli figli di persone più povere". Corbelli auspica che, per il giorno di Santa Lucia, il 13 dicembre prossimo, possa essere raggiunta la somma necessaria (160 mila euro) per l'acquisto di questo importante strumento diagnostico. "Dotare il reparto di oculistica dell'ospedale dell'Annunziata di questo moderno e sofisticato apparecchio significa - sostiene il leader di Diritti civili - salvare la vista a molti bambini che nascono purtroppo con gravi patologie che se non individuate e curate in tempo portano alla cecità totale e irreparabile. Per questo la lodevole e meritoria iniziativa dei dottori Tortorella e Scrivano va sostenuta da parte di tutte le Istituzioni comunali, provinciali, regionali e dagli stessi cittadini. Questo apparecchio sarà a disposizione, nell'ospedale di Cosenza, dei neonati di tutti i comuni della provincia di Cosenza e del resto della Calabria. Per questo è giusto che tutti i sindaci, almeno quelli della provincia cosentina, partecipino e sostengano economicamente l'acquisto di questo strumento. Bastano tra i 500 e 1000 euro a comune e un contributo più consistente di altri Enti per raccogliere la somma necessaria per acquistare questo importantissimo e insostituibile strumento diagnostico per combattere la 'retinopatia della prematurita'' e salvare la vista a tanti bambini"

Provocazione Corbelli “Mille euro al parlamentare che vedrà il disabile in carcere a Reggio”

12/09 "Un premio in denaro. Una sorta di 'taglia'. Un assegno di mille euro (due milioni delle vecchie lire) a qualsiasi parlamentare che si recherà a far visita nel carcere di Reggio Calabria al giovane detenuto, Andrea B. , 25 anni, della provincia di Foggia, disabile al cento per cento e costretto su una sedia a rotelle". E' questa la proposta provocatoria che il leader di 'Diritti civili', Franco Corbelli, lancia, in un comunicato, per richiamare l'attenzione sul detenuto "da quattro mesi paralizzato nel lettino di una cella della casa circondariale reggina, che chiede di essere curato per non continuare a soffrire e che da sette mesi aspetta di essere sottoposto ad un esame di risonanza magnetica". "Da due settimane - è scritto nella nota - Corbelli denuncia, nel silenzio e nell'indifferenza delle Istituzioni, dei politici e della società civile, questo caso di ingiustizia e disumanità e si batte per la scarcerazione e il ricovero in una struttura sanitaria adeguata di questo ragazzo disabile". "Il leader di 'Diritti Civili' - prosegue il comunicato - ha recapitato, nei giorni scorsi, un appello al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e al papa Benedetto XVI (dopo l'intervento dello stesso Pontefice sui diritti di detenuti); ha manifestato, giovedì 30 agosto, davanti al carcere di Reggio e subito dopo ha incontrato la direttrice(facente funzione) della casa circondariale reggina". "Mentre dalla Puglia - afferma Corbelli - continuano le prese di posizione a sostegno della battaglia di 'Diritti Civili' a favore di questo ragazzo disabile (sono già intervenuti il Comune e la Provincia di Foggia, la segreteria provinciale foggiana dell'Udeur e il deputato pugliese dell'Ulivo Michele Bordo) in Calabria nessuno, sino ad oggi, ha speso una sola parola a favore di questo giovane paraplegico". "Da qui la protesta odierna. - dichiara il leader di 'Diritti Civili' - La 'taglia', il premio in denaro (l'assegno di mille euro) al parlamentare (calabrese e non) che andrà a far visita in carcere a Reggio al disabile Foggiano. La somma vuole essere un rimborso spese per quel deputato o senatore che dovrà raggiungere Reggio, magari da una città lontana". "Corbelli - conclude il comunicato - non risparmia nessuno in Calabria, centrodestra e centrosinistra, assenti e latitanti su questo drammatico caso umano e giudiziario, ipergarantisti con se stessi e con i loro amici e colleghi indagati, silenti sul dramma di questo ragazzo disabile. Se ne infischiano dei diritti (calpestati!) della povera gente, lottano solo per restare aggrappati al potere e alle poltrone, mentre la Calabria affossa, sprofonda letteralmente"

Corbelli “Gran silenzio sul dramma di un detenuto disabile”

01/09 ''C'e' silenzio generale in Calabria sul dramma e l'ingiustizia del giovane detenuto, Andrea B., 25 anni, della provincia di Foggia, in attesa del processo e del primo grado di giudizio, disabile al 100%, costretto alla sedia a rotelle, da 4 mesi paralizzato nel lettino di una cella del carcere di Reggio Calabria, dove si trova dall' inizio di agosto, che chiede di essere curato per non continuare a soffrire, per non morire e che da 7 mesi aspetta di essere sottoposto ad un esame di risonanza magnetica''. E' quanto denuncia, in un comunicato, Franco Corbelli, leader del movimento Diritti civili. ''Nessuno ha speso una sola parola, ha manifestato uno straccio di solidarieta' - prosegue Corbelli - per quel giovane detenuto paraplegico, abbandonato e dimenticato nel lettino della sua cella nel carcere di Reggio. Nessun parlamentare, nessun consigliere regionale, nessun sindaco, nessun amministratore, nessun partito, nessuna associazione, nessun vescovo, nessun prete, nessun sindacato, neppure l'ombra della cosiddetta societa' civile, neppure uno dell'esercito dei pseudogarantisti, pronti invece a mobilitarsi con fax ed e-mail, a scendere in piazza, a organizzare sit-in davanti al carcere per i personaggi famosi, e' intervenuto''. ''Continuero' a lottare - sostiene ancora il leader di Diritti civili - sino a quando questo giovane non sara' scarcerato e non verra', come e' suo sacrosanto diritto, curato in una struttura adeguata''

Corbelli: un detenuto ha tentato due volte il suicidio e si professa innocente

02/06 Il leader di Diritti civili, Franco Corbelli ha reso noto il testo di una lettera inviatagli da un detenuto, in carcere da quattro anni, che ha tentato due volte il suicidio e che si dichiara vittima di un errore giudiziario. "L' uomo, G.S., di 46 anni, agente di commercio per conto di aziende produttrici di formaggi e salumi - è scritto in un comunicato di Diritti civili - detenuto in un carcere calabrese, é stato arrestato nel 2003 con l' accusa di traffico di droga". "Sono una persona disperata - scrive l' uomo a Corbelli - sono al limite della sopportazione, mi ritrovo innocentemente recluso dal 5 marzo 2003. La mia sfortuna è di aver fatto qualche telefonata ad un commerciante, mio cliente, che aveva il telefono sotto controllo perché indagato per droga. Io parlavo con lui di formaggi e salumi, il mio mestiere. Per gli investigatori invece dietro quelle parole si nascondeva la droga. Io sono una persona perbene di una famiglia perbene. Mio padre ha fatto per 30 anni l' agente di commercio. I miei due fratelli sono stimati avvocati, come le loro mogli". "Ho sempre lavorato onestamente - prosegue la lettera - eppure mi ritrovo incredibilmente e ingiustamente in carcere. Da innocente. Sono disperato e profondamente depresso. Ho tentato due volte il suicidio, purtroppo mi hanno salvato gli agenti di custodia. Meglio morire che vivere in un carcere da innocente". Corbelli chiede che venga riaperto il caso e accertato se si tratti di un errore giudiziario.

Domenica le azalee della ricerca nelle piazze calabresi

10/05 Nelle piazze dei comuni della Calabria, così come accadrà nel resto d'Italia, domenica, in occasione della festa della mamma, l'Associazione italiana ricerca sul cancro (Airc) distribuirà l'Azalea della Ricerca. "La donna al centro della cura - è scritto in una nota - è il cuore della comunicazione di Airc in occasione di questa giornata dedicata alla mamma. La ricerca, infatti, sta cercando non solo di risolvere le forme più diffuse di tumore. In occasione di una giornata diventata simbolo della partecipazione collettiva alla battaglia contro i tumori femminili, Airc ha mobilitato la sua rete di oltre ventimila volontari che saranno presenti in più di 3000 piazze per distribuire 700.000 azalee per un contributo di 14 euro".

Il cinque per mille a Supporto Legale

10/04 Quest'anno e' possibile devolvere il 5 per 1000 della dichiarazione dei redditi a Supportolegale. E' una scelta che non ha alcun costo per i contribuenti, ma consente a Supportolegale di proseguire al meglio la propria attività di informazione, il lavoro dei suoi consulenti e le iniziative pubbliche. “Abbiamo iniziato – è scritto in una nota- occupandoci solo dei processi legati al G8; ma in questi anni ci e' stato dimostrato in molti modi che Genova continua, nella repressione delle piazze cosi' come negli arresti e nei processi che sempre piu' militanti e attivisti subiscono. Per questo il nostro raggio di azione, col tempo, si e' allargato spontaneamente a Cosenza, al processo San Paolo, freethefour, alla Cervantes, all'11 marzo, a Parma e alla miriade di procedimenti in corso contro i cosiddetti "sovversivi". Per destinare il 5 per 1000 a Supportolegale firmate nel primo riquadro ("Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilita' sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni riconosciute") e scrivete questo codice fiscale: 08405940019”.

Domenica un bonsai contro l’AIDS

04/04 Coinvolge sempre di più anche le donne l' epidemia di Aids in Calabria: nei primi sei mesi dello scorso anno, sono state sei le diagnosi di malattia conclamata relative a donne adulte, contro sette uomini. In aumento i casi attribuibili a trasmissione sessuale (7 per contatto eterosessuale, uno per contatto omo/bisessuale e quattro tra tossicodipendenti), mentre si assiste a un notevole abbassamento dell' età media che passa a 35,8 per i maschi e 33,6 per le donne, in controtendenza rispetto al resto del Paese. E' quanto rileva l' Anlaids, l' Associazione nazionale per la lotta contro l' Aids, che per ricordare che l' infezione è presente ha promosso per il fine settimana di Pasqua, in oltre 120 piazze di località calabresi, la tradizionale iniziativa della vendita dei bonsai che si presenta con i colori della solidarietà: l' azzurro dell' Anlaids e il verde dei bonsai che accompagnano e finanziano le iniziative dell' Associazione, legati dal fiocco rosso della solidarietà. Chi acquista un bonsai aiuta l' Anlaids a sostenere la ricerca e a finanziare borse di studio per i ricercatori più promettenti; a offrire sostegno alle persone sieropositive e assistenza ai malati di Aids; a realizzare campagne di educazione e informazione, nelle piazze e nelle scuole della Penisola; a portare una luce di speranza con i progetti di cooperazione nei paesi in via di sviluppo. Complessivamente, in Calabria sono 644 i casi di Aids registrati da gennaio 1985 a giugno 2006. Nello specifico, le notifiche hanno riguardato 509 uomini adulti, 123 donne adulte e 12 casi pediatrici. Nell' ultimo anno, tuttavia, rileva l' Anlaids, i casi pediatrici si sono azzerati mentre continuano a registrarsi casi di Aids tra gli adulti: nei primi sei mesi dello scorso anno se ne registravano 13. "Un numero elevato - sottolinea l' associazione - se rapportato ai 17 totali del 2005". Pur essendo quella che registra il massimo numero totale di casi notificati dal primo gennaio 2002 al 30 giugno 2006 (pari a 25), la provincia di Cosenza risulta la meno colpita in termini di incidenza, cioé in rapporto al numero di abitanti, pari a 3,36 ogni 100.000, contro una media regionale di 4,25: al primo posto c' è invece Crotone con una incidenza pari a 8,66 casi ogni 100.000 abitanti. Solo sette i casi registrati negli ultimi quattro anni a Vibo Valentia (3,99 l' incidenza) mentre si assesta al di sopra della media regionale anche la provincia di Catanzaro, con 5,50 casi ogni 100.000 abitanti, pari a un totale di 21 casi dal 2002 a giugno 2006. Diciannove i casi registrati a Reggio Calabria nello stesso periodo che, rapportati alla popolazione di 570.000 abitanti, rappresentano una incidenza pari a 4,04. A livello nazionale, l' iniziativa dell' Anlaids vedrà coinvolte tremila piazze e circa diecimila volontari per la vendita di più di duecentomila piante. Bonsai Aid Aids, che ha l' Alto Patronato del Presidente della Repubblica, giunge quest' anno al quindicesimo appuntamento ed ha per slogan "Prendi un bonsai per coltivare con noi la speranza". Nei tre giorni, volontari distribuiranno gratuitamente materiale informativo sulla malattia e sulla prevenzione dell' infezione da Hiv, oltre a svolgere un' opera di sensibilizzazione sui problemi umani e sociali delle persone sieropositive e malate di Aids. "Anche se è ormai superata la fase drammatica del decennio scorso, l'Aids è ancora emergenza in Italia e nei Paesi in via di sviluppo - ricorda Fernando Aiuti nella sua veste di presidente dell'Anlaids - e i numeri stanno a dimostrarlo. Non si arrestano le nuove infezioni e sempre più spesso le persone si scoprono sieropositive quando sono già ammalate di Aids: occorre maggiore informazione. Ecco perché invitiamo tutti a sostenerci prendendo un bonsai. Aiutando l'Anlaids si diffonde la cultura della prevenzione e si sostiene la ricerca. I risultati su questi investimenti dimostrano che oggi la vita media delle persone con infezione è molto aumentata ed i farmaci sono meglio tollerati. Questi dati devono invitare anche le persone a rischio a recarsi a fare il test perché se risultassero positive esiste la possibilità concreta e sicura di curarsi in tempo e vivere una vita in buone condizioni cliniche".

Tutto pronto negli USA per separare le gemelline cosentine unite dalla testa

26/03 Dopo due anni e mezzo di studi e preparativi in Texas, tutto e' pronto negli Stati Uniti per il rischioso intervento chirurgico per tentare di separare due gemelline siamesi - figlie di un sacerdote rumeno (cattolico di rito bizantino) che vive in provincia di Cosenza a cui il nostro giornale a dedicato una campagna di sostegno - nate unite alla testa. I medici di Dallas che hanno accolto le piccole Anastasia e Tatiana Dogaru, tre anni, hanno reso noto che ad aprile prenderanno il via in un centro specializzato in Ohio una serie di operazioni per dividerle. ''Senza la separazione, le bambine non possono farcela'', ha detto il dottor Kenneth Salyer, il chirurgo plastico che ha fondato la World Craniofacial Foundation (Wcf), una organizzazione texana specializzata in casi di gemelli 'craniopaghi' come le piccole Dogaru. Nello stesso tempo l'intervento per separarle, ha ammesso il chirurgo, ''sara' ad alto rischio'', vista la modalita' con cui sono unite le bambine e altre circostanze che complicano l'operazione: Anastasia, per esempio, non ha reni e il suo organismo si basa su quelli della gemella. La piccola dovra' sottoporsi quindi anche a un trapianto di reni, che vedra' con ogni probabilita' uno dei genitori come donatore. ''Come ogni mamma, tutto quello che voglio e' semplicemente avere bambine che vivano una vita normale'', ha detto la madre delle gemelle, Claudia Dogaru, 31 anni, in dichiarazioni diffuse da Wcf. Negli Usa la storia e' appena diventata di dominio pubblico, con la diffusione anche delle prime foto di Anastasia e Tatiana. Le bambine, ha raccontato la mamma, hanno capacita' di apprendimento adeguate alla loro eta' e come tutte le coetanee amano ''vestirsi da principesse'', giocare a costruire case, leggere e colorare. ''Non voglio perderle entrambe - ha detto mamma Claudia - ma non posso semplicemente star qui seduta a guardare quel che accade. Devo far qualcosa. Se non lo faccio, le condanno entrambe, e non potrei sopportarlo. Sono cosi' piene di vita e di voglia di giocare, saranno sempre felici e il loro spirito merita di avere una possibilita' ''. Il team medico che eseguira' l'intervento e' quello del Rainbow Babies & Children Hospital di Cleveland, un centro specializzato in interventi del genere. Sara' necessaria una procedura in quattro fasi nell'arco di alcuni mesi, ha spiegato il dottor Arun Gosain, uno dei membri del team, secondo il quale una delle fasi piu' delicate sara' verificare che il sistema vascolare di Tatiana - che ha piu' problemi di quello della sorella - funzioni regolarmente. ''Se non accadra', Tatiana potrebbe non sopravvivere alla separazione'', ha detto Gosain, aggiungendo che l'obiettivo dei medici e' la sopravvivenza di entrambe le gemelle, nonostante la difficolta' del loro caso. Le piccole sono le figlie di padre Alin Dogaru, un prete cattolico di rito bizantino che negli anni scorsi ha lanciato appelli in Calabria per raccogliere i fondi necessari a sostenere le spese mediche per le gemelle, dopo aver deciso che l'organizzazione di Dallas era la miglior opzione per Anastasia e Tatiana.

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Corbelli “Restano in Italia Mirko e Branco. I fratellini serbi non vedenti”

17/03 Resteranno in Italia i due fratellini serbi non vedenti. Il leader del movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, vince la difficile e importante battaglia a favore dei piccoli Marko (vede da un solo occhio) e Branko (completamente cieco), 9 e 8 anni, e riesce, in extremis, ad evitare l'espulsione dal nostro Paese, dei due bambini e dei loro genitori, una coppia di immigrati nomadi irregolari, da oltre 15 anni in Italia. Lunedi' prossimo, infatti, sara' concesso un nuovo permesso straordinario di soggiorno (l'ultimo e' scaduto mercoledi' scorso). I due bambini (nati e sempre vissuti in Italia) e i loro genitori, senza il nuovo permesso, avrebbero dovuto lasciare, nelle prossime ore, il nostro Paese, in quanto non in regola con la legge sull'immigrazione. Grande soddisfazione viene espressa da Corbelli che per ottenere questo risultato ha strenuamente lottato per alcune settimane. Per il settimo anno consecutivo il leader di Diritti Civili e' riuscito a far ottenere un permesso straordinario di soggiorno, per motivi umanitari, a questa famiglia di immigrati e a far restare cosi' nel nostro Paese i due bambini per poter essere curati e operati a Cosenza e a Bologna. Per perorare questa causa umanitaria Corbelli aveva rivolto una serie di appelli alle Istituzioni; domenica aveva organizzato un sit-in davanti alla Questura di Cosenza insieme ai bambini e ai loro genitori. Lunedi' scorso lo stesso leader di Diritti Civili si era personalmente recato negli uffici della Questura cosentina. Gli stessi bambini avevano rivolto un accorato appello chiedendo di non essere mandati via dall'Italia. 'Sta per essere scritta una nuova, bella pagina di giustizia - afferma Corbelli - di solidarieta' e grande umanita'. Sono riuscito ad ottenere per i due fratellini e i loro genitori un nuovo permesso di soggiorno, che sara' concesso lunedi' prossimo. Sono sette anni che lotto per questi bambini, dal lontano 2001, quando li ho tolti da una tenda-vergogna, accanto ad una discarica, alla periferia di Cosenza, dove sono nati e hanno vissuti sino all'eta' di 4 anni; ho trovato e li ho sistemati (dal luglio 2001) in una casa di Rende (offerta gratuitamente dal Comune), li ho fatti iscrivere a scuola, li ho fatti curare e operare". "Ogni anno purtroppo c'e' il rischio di vederli espulsi dal nostro Paese. Questo perche' la situazione di questa famiglia di immigrati - conclude Corbelli - non rispecchia quanto previsto dalla legge sulla immigrazione per poter restare in Italia. Per queste ragioni ogni anno devo battermi per sostenere questa causa umanitaria, forzare la stessa legge ed evitare cosi' l'espatrio dei due fratellini".
Nella mattinata un appello del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, in favore dei fratellini serbi non vedenti Mirko e Branko. "La battaglia di Diritti Civili per far rimanere in Italia Mirko e Branko - ha detto Loiero - è giusta e va sostenuta. A questi due bambini bisogna dare una speranza concreta e immediata. Il mancato rinnovo del permesso di soggiorno in Italia determinerebbe l'impossibilità di cure adeguate per i due ragazzi. giusto, quindi, che un Paese civile come l'Italia, che ha grandi tradizioni di accoglienza e solidarietà, dia un segnale forte. Per questo faccio appello anch'io affinché a Mirko e Branko venga consentito di rimanere in Italia, dove la loro salute sarà adeguatamente tutelata".

Iniziativa dell’AISM per la festa della donna

01/03 Sabato e domenica prossimi, in occasione della Festa della Donna, torna in 59 località della Calabria "La Gardenia dell'Aism", manifestazione di solidarietà promossa dall'Associazione italiana sclerosi multipla e dalla sua Fondazione. Oltre cinquemila piante di gardenia saranno distribuite, dai volontari dell'Aism e con il supporto dell'Associazione nazionale bersaglieri, in cambio di una donazione di 13 euro. Le persone con sclerosi multipla in Calabria sono circa millecinquecento. Sul territorio sono presenti sezioni dell'Aism in ogni capoluogo di provincia. a Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia. I soci e i sostenitori sui quali l'AISM può contare in questa Regione sono circa 16 mila. In un anno le ore dedicate dai volontari della Calabria alle persone colpite da sclerosi multipla superano le 86 mila. In particolare mille ore sono impegnate nella segreteria sociale, più di quattromila nell'aiuto domiciliare ed ottomila ore nell'attività ricreativa e di socializzazione. I fondi, che saranno raccolti con la prossima edizione di "La Gardenia dell'AISM" verranno utilizzati per mantenere e potenziare i servizi socio-sanitari in favore delle persone con sclerosi multipla e alle loro famiglie e per finanziare le attività di ricerca scientifica.

Un “piatto della salute” pieno di solidarietà

19/01 Si chiama "Il Piatto della Salute" ed è un' iniziativa mirata alla prevenzione antitumorale promossa dall' Associazione italiana per la ricerca sul cancro della Calabria e da Assapori che andrà avanti dal 21 al 27 gennaio. Il progetto, che prevede la proposta di una pietanza nel menù dei ristorati aderenti, si affianca all' iniziativa di carattere nazionale "Le Arance della Salute" promossa dell' Airc e che troverà il suo momento principale sabato 27 gennaio in più di 2500 piazze italiane. "Insieme ai colleghi ristoratori ed alla presidente dell' Airc Calabria, Rosella Pellegrini Serra - ha affermato il presidente di Assapori, Tonino Napoli - abbiamo pensato ad un 'Piatto della Salute', una gustosa rivisitazione di una ricetta della tradizione locale a base d' arancia, da proporre ai clienti che ci verranno a trovare nella settimana che precede la manifestazione di piazza organizzata dall' Airc Calabria". "In questo senso - ha concluso Napoli - pensiamo di sensibilizzare i nostri ospiti su una tematica importante, sposando una delle più rilevanti campagne d' informazione che ha l' obiettivo di diffondere la cultura della prevenzione e rendere consapevoli dell' importanza della ricerca nella lotta contro i tumori, malattie che possono essere sconfitte".

Giornata per l'AIAS a Sangineto nel giorno della Befana

03/01 "La Befana vien di notte" è il titolo di una manifestazione tra il divertimento e la solidarietà promossa per venerdì a Sangineto dalla sezione di Cetraro dell' Associazione italiana assistenza spastici (Aias). "Il ricavato della serata di beneficenza - è scritto in un comunicato - servirà per aiutare e gestire la Comunità socio - educativa 'Lo Scoiattolo' di Sangineto che, attualmente, ospita minori provenienti dalle diverse aree del disagio sociale e familiare. La comunità, nata grazie ai fondi della legge 285 del '97, e' tutt' ora in attività, nonostante la legge in questione e quindi i contributi economici da essa previsti, siano cessati dal 31-12-2005. Successivamente la comunità avrebbe dovuto essere inserita nei piani di zona previsti dalla legge 328/2000 e quindi ricevere gli adeguati finanziamenti previsti da tale legge. A tutt' oggi, però, la legge 328, recepita dalla Regione attraverso la legge regionale n. 23, non ha trovato ancora applicazione nei Distretti socio-sanitari ricadenti nel Territorio dell' Azienda sanitaria di Paola. Pertanto, dal mese di Gennaio 2006 non arriva più alcun finanziamento per garantire la copertura delle spese necessarie al mantenimento della Comunità, ad esclusione di un piccolo contributo straordinario inviato dall' Assessorato regionale ai servizi sociali, appena sufficiente per coprire le spese relative alle utenze dei 12 mesi di gestione appena trascorsi"

Raccolta fondi per l’Unione Ciechi

05/12 E’ partita la raccolta fondi per la costruzione del Centro Pluriservizi dell’Unione Italiana Ciechi, che avrà sede a Rende,nel terreno messo a disposizione dall’amministrazione comunale. La raccolta fondi, finalizzata alla costruzione del polifunzionale, sarà caratterizzata da una lotteria che avrà come titolo “Mattoni di Luce (aiutaci a costruire la nostra casa comune)”, l’offerta minima per l’acquisto del biglietto è di 2,50 euro, e la vincita sarà legata all’estrazione del lotto del 26 Aprile.
I premi in palio: primo estratto, una Chevrolet Matiz, secondo e terzo crociera costa per due persone, ed ancora fantastici premi. Questa iniziativa è solo la prima, che ha come scopo la raccolta fondi per la Casa Comune, in futuro sono previste attività sportive, spettacoli e l’apertura di un numero di conto corrente sul quale inviare le offerte. Il presidente della sezione provinciale dell’Unione Ciechi, Pietro Testa, con il dirigente nazionale Pino Bilotti, si sono attivati presso ogni ente pubblico e privato per la realizzazione della Casa Comune dei non vedenti. La struttura è un centro ad alta tecnologia che avrà al suo interno:
casa per gli anziani non vedenti, rimasti soli; centro di riabilitazione fisica e per le malattie oculari; vasca riabilitativa, gabinetto oculistico; centro del libro parlato; una serra così che gli ospiti del centro possano dedicarsi in piena autonomia alla cura del verde.
L’organismo sfrutterà tutte le tecnologie del risparmio energetico e per produrre elettricità a sua volta come i pannelli solari. Un centro fruibile in piena autonomia dai non vedenti, e che rappresenterà un orgoglio per il territorio calabrese tutto, in quanto sarà l’unico nel meridione.

Domenica l’incasso della MC Basket devoluto all’associazione “Gabriella DI Maio”

23/11 Il malato "terminale" è colui verso il quale la terapia medica non offre più alcuna possibilità di guarigione o di remissione. Egli è un ammalato diverso, uno che sa di dover morire ma combatte per vivere e la cui sola prospettiva sembra essere quella di una terapia da continuare fino alla fine delle sofferenze. Purtroppo non si può impedirgli di morire quando questo tempo è venuto, né di soffrire negli affetti, perché questa sofferenza fa parte del processo del morire. Si può però evitare che questa sofferenza venga vissuta nella solitudine e nell'abbandono. Si può aiutare l'uomo a vivere, nella pienezza della sua umanità, l'esperienza della sua sofferenza. E' necessario che il paziente "terminale" non sia più solo con la sua malattia.
La "Associazione Gabriella De Maio ONLUS", organizzazione non lucrativa di utilità sociale intitolata ad un giovane medico, Gabriella De Maio, medico analista, responsabile del laboratorio di analisi del "Policlinico Sacro Cuore" di Cosenza, morta a 41 anni, il 18 dicembre 1997, dopo 9 mesi di calvario (si veda www.gabriellademaio.it), offre, su Cosenza e provincia, assistenza domiciliare gratuita ai malati terminali neoplastici.
La "Associazione Gabriella De Maio ONLUS" svolge la propria attività di assistenza domiciliare ai malati neoplastici con grande entusiasmo e gratificanti risultati (nel 2005 sono state assistite 42 famiglie, essendo state rimborsate le spese per 8 ore di assistenza medica, 122 ore di assistenza psicologica, 1564 ore di assistenza infermieristica, 502 ore di assistenza alla persona): curare gli ammalati e le loro famiglie in maniera del tutto gratuita ed amorevole, oltre che servire a lasciar liberi i posti in ospedale, da la possibilità al sofferente di continuare a vivere nel proprio ambiente familiare.
La "Associazione Gabriella De Maio ONLUS" non si vuole sostituire alle strutture di base presenti sul territorio, ma individuatene le carenze cerca di integrare e collaborare con gli Enti Territoriali; già da tempo collabora con l'ASL n.4 di Cosenza nella realizzazione del servizio di ADI, Assistenza Domiciliare Integrata, fornendo gratuitamente presidi sanitari e valide figure professionali; per attuare le sue finalità assistenziali, l'associazione si avvale della professionalità di medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti, assistenti sociali, assistenti domiciliari, tutte figure professionali che vengono reclutate, si, tra le persone più meritevoli, ma a parità di bravura, vengono scelte le persone inoccupate: da qui la valenza ulteriore che vanta la nostra associazione: quello della ricaduta a livello occupazionale.
Proprio perché l'assistenza erogata è gratuita per le famiglie e totalmente a carico dell'associazione, si è sempre alla ricerca di sostegno finanziario, e non solo: le richieste di assistenza che ci giungono sono tragicamente numerose, e, in attesa che l'azienda sanitaria preposta a questo tipo di assistenza risolva i suoi problemi finanziari e riesca ad erogare i servizi che le competono, per poter rispondere a tutte c'è bisogno di fondi; ma è necessario anche diffondere la cultura della solidarietà, in quanto i nostri ammalati, è vero, sono inguaribili, ma non per questo incurabili e non si può lasciarli soli, respingendo il problema come a voler scongiurare una possibile ipotetica "contaminazione"!
Si ringrazia di cuore, per la sensibilità dimostrata, l'M.C.Basket Cosenza, in particolare l'allenatore Pierpaolo Carbone, il dirigente responsabile Giovanni Carbone, il presidente Santino Scarpelli ed il management intero per aver voluto rispondere così generosamente al nostro appello.

Domenica 26 novembre 2006, ore 18.00 Palasport "Ferraro", via Popilia, CS - M.C.Basket Cosenza - Pallacanestro Salerno Ingresso gratuito ai ragazzi fino a 18 anni. Posto unico 3,00 € L'incasso verrà devoluto alla "Associazione Gabriella De Maio ONLUS" per l'attività di assistenza domiciliare gratuita ai malati terminali neoplastici.

Le clementine per la Croce Rossa

23/10 "Cle per Cri" è il titolo dell'iniziativa che è stata presentata stamani a Cosenza dal presidente nazionale della Croce Rossa Italiana, Massimo Barra, e dal presidente del Consorzio clementine Igp di Calabria, Angelo Minisci. Le clementine calabresi sosterranno alcuni progetti umanitari della Croce Rossa Italiana. Dopo la presentazione del presidente provinciale della Croce Rossa Italiana, Maria Rosaria Pastore Nicoletti, sono intervenuti anche i rappresentanti della Regione Calabria, della Provincia e del Comune di Cosenza, dell'Azienda sanitaria di Cosenza. Angelo Minisci ha illustrato le caratteristiche del frutto calabrese, precisando che quest'anno è prevista una produzione favorevole e significativa di sei milioni di quintali da distribuire nel mercato nazionale e internazionale. Minisci ha espresso gratitudine per la disponibilità mostrata da parte della Croce Rossa Italiana, ribadendo l'intenzione a collaborare anche negli anni futuri in analoghe iniziative umanitarie. "L'augurio che ci facciamo - ha sottolineato Minisci - è che la bontà delle nostre clementine possa far accrescere la bontà di tutti coloro che vorranno sostenere la Croce Rossa Italiana". Il Presidente del Consorzio ha anche ringraziato le diverse associazioni di categoria che sosterranno l'iniziativa, come la Coldiretti Calabria, Confagricoltura, Confederazione Italiana Agricoltori e l' Associazione italiana per l' agricoltura biologica. Il presidente Massimo Barra, concludendo l'incontro ha ricordato gli scopi dell' iniziativa "Cle per Cri" finalizzata a sostenere alcuni progetti destinati a chi più ha bisogno. La Croce Rossa deve essere sempre animata dall'imparzialità nel rispetto delle leggi dello Stato, ma deve, anche, essere assolutamente libera nella sua azione a favore delle persone in difficoltà". A conclusione dell' incontro è stato anche presentato lo spot radiofonico, da oggi in onda sull' emittente nazionale Radio Italia, che ha come testimonial il calciatore della Nazionale e del Milan, Rino Gattuso, fondatore dell' associazione "Forza Ragazzi", che sostiene progetti a favore dei giovani.

Quinta giornata nazionale dell’AIDO

20/10 Sabato 21 e Domenica 22 ottobre p.v. si svolgerà la quinta giornata nazionale di informazione e autofinanziamento, promossa dall’Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule (A.I.D.O.). I volontari dell’A.I.D.O. saranno presenti, nella Provincia di Cosenza, ad Amantea Piazza Commercio, Cosenza Piazza Loreto e Piazza XI Settembre, Lago Villa Comunale, Rossano Villa Comunale, per incontrare i cittadini, dare loro informazioni sulle problematiche relative alla donazione e al trapianto di organi, tessuti e cellule e offrire una piantina di Anthurium andreanum. Le offerte ricevute saranno finalizzate a ulteriori campagne informative e alla ricerca sui trapianti. Il presidente nazionale Vincenzo Passarelli, nel presentare l’iniziativa ha dichiarato che: “Questa iniziativa autunnale dell’A.I.D.O. rientra nel quadro delle attività informative che l’Associazione porta avanti da oltre trent’anni. Un’azione prevalentemente culturale la quale ha bisogno di un intervento costante nel tessuto sociale. Essa infatti deve educare la gente al problema del prelievo e del trapianto modificandone gli atteggiamenti spesso scettici e diffidenti.
Nonostante la buona posizione raggiunta negli ultimi anni (21 donatori per milione di popolazione) la necessità di trapianti di organi e tessuti in Italia è grande. La lunghezza delle liste di attesa (9.000 pazienti) e le disparità tra nord e sud del Paese quanto a numero di donazioni ci dicono che ancora molto rimane da fare per rispondere adeguatamente ai bisogni dei trapianti. Bisogna continuare a sensibilizzare la società sul fatto che la collaborazione della popolazione è fondamentale per realizzare la terapia del trapianto e per poter diminuire il divario tra la disponibilità e la necessità di organi. La gente deve sapere che la sua attitudine alla donazione è fondamentale per evitare che neppure uno solo dei possibili beneficiari del trattamento con trapianto muoia per non avere potuto disporre in tempo di un organo nuovo e sano da sostituire all’organo malato”.

Domenica 12 novembre le clementine umanitarie della Croce Rossa

18/10 'Cle per Cri'. Clementine di Calabria per progetti `umanitarì L'iniziativa della Croce Rossa Italiana e del Consorzio clementine IGP di Calabria, con il supporto di Radio Italia, si terrà domenica 12 novembre. Le clementine IGP di Calabria nelle piazze di alcune città italiane per sostenere progetti `umanitarì della Croce Rossa Italiana. L'iniziativa denominata `Cle per Crì, promossa dalla Cri e dal Consorzio calabrese delle clementine IGP, avrà la voce di un noto testimonial e come partner l'emittente radiofonica nazionale "Radio Italia". Saranno interessate, per quest'anno, le città di Bologna, Cosenza, Milano, Padova e Roma nella giornata di domenica 12 novembre.

Diritti Civili denuncia un indulto negato ad un ex emigrato ora in carcere

08/09 Franco Corbelli, leader del movimento Diritti civili, ha reso noto il testo di una lettera inviatagli dall'ex emigrante calabrese di 54 anni, F.V., detenuto in un carcere della Calabria, dopo l'estradizione dalla Germania, per scontare un residuo pena di 2 anni e 5 mesi e al quale è stato negato l' indulto. "All' uomo, padre di due figli malati (di cui una gravemente inferma) che può vedere per tre ore ogni due mesi - é detto nel comunicato - il beneficio non è stato concesso per gli effetti di una legge approvata dal Parlamento e dalla Convezione di Strasburgo, in base alla quale cittadini italiani che commettono reati all' estero e vengono estradati possono beneficiare solo dell' amnistia e della grazia ma non dell'indulto. "Non ho più lacrime da versare - scrive il detenuto a Corbelli - Ho perso le mie forze. Mi resta solo lei come ultima speranza per denunciare la violazione dei diritti umani che sto subendo e per salvare mia figlia, gravemente malata. Ho scritto una lettera al Ministro della Giustizia, Mastella, ma non ho avuto nessuna risposta. Ho chiesto che se non mi venisse applicato l' indulto di riconoscermi almeno la sospensione della pena. Ho mandato al Ministro tutti i certificati medici di mia figlia. Gli ho anche scritto che pur di salvare mia figlia sono disposto a vendermi anche l' unica casa che ho. La prego come un fratello non mi abbandoni. E' un anno e quattro mesi che faccio lettere, ma nessuno mi ha mai risposto". "Non appena sarò scarcerato - prosegue il detenuto - porterò subito mia figlia in una clinica in Svizzera. Mia moglie non ce la fa più, l' altro mio figlio è anche lui malato e deve fare continue trasfusioni di sangue. Anche questi certificati li ho mandati al ministro Mastella. Le chiedo di far conoscere a tutti quello che sto subendo". "Provo indignazione e vergogna per questa ingiustizia - ha commentato Corbelli - per questa grave vicenda giudiziaria e umana, indegna di un Paese civile. Purtroppo sono, ancora una volta, da solo a combattere, nel silenzio e nella indifferenza generali, per difendere i diritti delle persone più povere, dei senza volto e senza diritti".

Detenuto inizia lo sciopero della fame per la non applicazione dell’indulto

05/09 Da quattro giorni ha iniziato lo sciopero della fame F.V., di 54 anni, l' emigrato calabrese, detenuto in un carcere della regione per scontare un residuo di pena di 2 anni e 5 mesi, padre di due figli malati di cui una inferma, al quale è stato negato l' indulto. E' quanto rende noto il leader di Diritti civili Franco Corbelli. All' uomo, estradato dalla Germania, - sottolinea Corbelli - é stato negato l' indulto perché, per un assurdo della legge, approvata dal Parlamento, e della Convenzione di Strasburgo, i cittadini italiani che commettono reati all' estero e vengono estradati (come nella fattispecie) possono beneficiare solo dell' amnistia e della grazia ma non dell' indulto. Il detenuto, che ha già scontato tre anni e 7 mesi di reclusione, di una pena complessiva di 6 anni, ha ringraziato il leader di Diritti Civili per il suo intervento e gli ha chiesto, con una nuova lettera, di far conoscere la sua 'odissea giudiziaria e umana' e di continuare ad aiutarlo, di non abbandonarlo, di farlo soprattutto 'per cercare di salvare quella sua povera e sfortunata figlia, bisognosa di affetto e di cure mediche, adeguate e continue'". "L' uomo, per protesta contro quella che definisce 'una grande ingiustizia e una grave violazione dei diritti umani piu' elementarì - aggiunge il leader di Diritti Civili - ha iniziato da 4 giorni lo sciopero della fame in carcere"

Nuovo premesso straordinario per i due fratellini ciechi

29/08 I due fratellini non vedenti, Marko e Branko, di 9 e 8 anni, hanno ottenuto oggi dalla Questura di Cosenza un nuovo permesso straordinario di soggiorno in Italia per motivi umanitari e di salute. A renderlo noto è stato il leader del movimento Diritti civili, Franco Corbelli, che ha accompagnato i piccoli insieme ai loro genitori, una coppia di profughi serbi. Corbelli ha poi incontrato e ringraziato per la disponibilità e sensibilità, il questore di Cosenza, Guido Marino, e la dirigente dell'Ufficio immigrazione, Francesca Parasporo.

Festa di ripiantagione contro la mafia nella locride

28/08 "Una risposta agli atti intimidatori della 'ndrangheta locale nei confronti di alcune cooperative del territorio''. A sostenerlo, in un comunicato del Consorzio sociale Goel, è un gruppo di giovani coinvolti nel progetto 'A fianco di chi resiste', organizzato dalle missionarie e dai missionari comboniani. "La manifestazione 'festa della rimpiantagione' - prosegue il comunicato - è avvenuta ieri, nell'azienda agricola 'Frutti del sole' di Locri. Si è trattato di una iniziativa concepita e sviluppata dal vescovo Giancarlo Bregantini che ne ha presieduto anche la celebrazione eucaristica. Il vescovo ha poi voluto dialogare con molti giovani, sottolinenado l'importanza di perseverare nella costruzione di 'una cultura della vita e della bellezza come strada maestra contrapposta alle logiche mafiose di morte'". "La scelta di fare questa esperienza - sottolineano i giovani nel comunicato - è nata dall'esigenza di solidarizzare con il vescovo e con tutte le persone del territorio che si stanno impegnando attivamente per contrastare la 'ndrangheta. Il campo ci ha visti impegnati nel lavoro agricolo, in alcune aziende della zona, a fianco delle persone che prestano regolarmente la loro opera nelle serre. Accanto ai momenti di lavoro abbiamo vissuto un percorso di catechesi tenuto da padre Alex Zanotelli. Molte sono state anche le testimonianze che ci hanno aiutato a comprendere meglio la difficile realta' locale soffocata dall'intreccio di potere mafioso e politico". "Con indignazione - concludono i giovani - ci siamo resi conto di come visibili siano i segni lasciati, nella terra calabrese, dall'isolamento e dall latitanza dello Stato. Pertanto ci impegneremo nel diffondere un'informazione più veritiera e continueremo a chiedere alle amministrazioni locali, al Governo regionale e nazionale ed alla chiesa, di dare sostegno alla resistenza verso la mafia"

Corbelli: “Destinare l’1% dei premi del Superenalotto ai Paesi poveri”

26/08 ''Destinare, ad ogni estrazione, l'1% del montepremi del Supernalotto ad un Fondo Solidarieta' per promuovere iniziative e campagne umanitarie nei Paesi poveri del mondo''. E' quanto chiede al Presidente del Consiglio, Prodi, al Ministro dell'Economia, Padoa Schioppa, e al direttore dei Monopoli di Stato, Tino, il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli. ''Da otto anni - prosegue il comunicato - Corbelli conduce la sua battaglia di denuncia sulle 'vincite pilotate' al Superenalotto, che hanno portato, nell'ottobre del 1998, all'apertura di una inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Paola, tuttora in corso e che potrebbe avere presto clamorosi risultati. Corbelli in questi anni e' stato piu' volte sentito dal procuratore di Paola, Luciano D'Emmanuele, e dalla Guardia di Finanza ed ha fornito ogni spiegazione sul meccanismo che permetterebbe di pilotare dall'esterno queste vincite, all'insaputa della Sisal. Il leader di Diritti Civili ha in questi otto anni previsto (anticipandola ad alcuni giornalisti e allo stesso magistrato) le zone esatte di alcune delle piu' grandi vincite ed ha parlato di una banda di hacker che opererebbero in quattro regioni: Lazio, Lombardia, Campania e Puglia, esattamente le regioni in cui si registrano quasi sempre le vincite record e dove, anticipa il coordinatore di Diritti Civili, si dovrebbe realizzare anche la nuova maxi vincita (questa sera sono in palio per il 6 oltre 47 milioni di euro, piu' di 94 miliardi delle vecchie lire), se anche questa sara' pilotata dai pirati informatici. Il 6 - continua Corbelli - e' oramai prossimo all'uscita. Stranamente infatti viene centrato ogni tre mesi. L' ultimo e' stato quello realizzato il primo giugno a Mentana, vicino Roma, e ancora prima, sempre a distanza di tre mesi, quello centrato a Pozzuoli, il 4 aprile''. ''In questi anni Corbelli - prosegue il comunicato - ha anche 'sfidato' la Sisal in alcuni confronti pubblici in televisione, al Costanzo Show e da Luciano Rispoli a lasciargli blindare il gioco (a costo zero) per smascherare e prevenire la truffa. La Sisal non ha accolto questa proposta''. ''Togliere l'1% al montepremi del Superenalotto - afferma ancora Corbelli - e' irrilevante per le vincite e per lo Stato, ma rilevantissimo e importantissimo per creare un Fondo Solidarieta'. Sarebbero circa 100 mila euro ad estrazione, 300 mila euro a settimana, un milione e 200 mila euro al mese, con le quali si potrebbero promuovere, a favore dei Paesi poveri, campagne di aiuti umanitari, di vaccinazioni, la costruzione di ospedali, pozzi, strade, scuole e si potrebbe altresi' attingere a questo Fondo Solidarieta' anche per far fronte a situazioni di emergenze nazionali e internazionali dovute a calamita' naturali. Questa mia proposta era stata accolta dai Monopoli e lasciata cadere dal Governo Berlusconi. Oggi chiedo al nuovo esecutivo presieduto da Prodi di farla diventare realta'''.

Corbelli (Diritti Civili) “Negato l’indulto ad un calabrese con una figli malata grave”

21/08 Il leader del movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, in una nota, ha segnalato il caso di un calabrese di 54 anni, F.V., estradato dalla Germania dove era emigrato e attualmente detenuto in un carcere della Calabria, che ha una figlia di 24 anni gravemente malata che non vede da quattro mesi. L'uomo, ha sostenuto Corbelli, deve scontare un residuo pena di due anni e cinque mesi dopo essere stato condannato a 6 anni di reclusione. Gli è stato negato l'indulto, ha aggiunto Corbelli, "per un assurdo della legge italiana, approvata nel luglio scorso dal Parlamento, e della Convezione di Strasburgo che all'articolo 12 prevede che 'i cittadini che commettono reati all'estero e vengono estradati possono beneficiare solo dell'amnistia e della grazia ma non dell'indultò". Il detenuto ha scritto al leader del Movimento Diritti Civili invocando il suo aiuto per quella che definisce una "grande ingiustizia, una violazione dei diritti umani e il dramma familiare che sta vivendo". "Si tratta - ha sostenuto Corbelli - di un'inaccettabile e atroce beffa. Il legale del detenuto ha presentato ricorso alla Corte d'appello di Catanzaro per chiedere l'applicazione dell'indulto anche per il suo assistito. La legge non è uguale per tutti in questo Paese. Si fanno leggi e indulti ad personam e poi si nega questo beneficio ad un povero cristo, uno dei sepolti vivi delle carceri, con una giovane figlia gravemente malata; la ragazza ha 24 anni, ha avuto asportati un rene e la milza e soffre di altre gravi patologie. Questa purtroppo è l'ennesima storia di ingiustizia e di diritti umani elementari negati e calpestati che ancora una volta colpisce le persone più povere, di cui nessuno parla e di cui nessuno si occupa".

Appello di Sgarbi e Corbelli per liberare le donne detenute con figli

23/07 Vittorio Sgarbi, ex sottosegretario ai Beni Culturali e attuale assessore alla Cultura al Comune di Milano, e Franco Corbelli, leader del Movimento Diritti Civili, rivolgono un appello al Presidente del Consiglio, al Ministro della Giustizia ed al Parlamento per chiedere l'approvazione di un disegno di legge che ''preveda, d'ufficio - e' detto in una nota - il beneficio degli arresti domiciliari o di altre forme alternative al carcere, come le strutture protette, le comunita' e le case-famiglia, per le circa 60 donne detenute insieme ai loro figli fino a 5 anni''. Corbelli, che ha gia' ottenuto il sostegno del deputato della Margherita Franco Laratta, che domani presentera' a tale proposito un ordine del giorno, e Sgarbi chiedono, in particolare, e' detto in una nota, ''un atto di giustizia e umanita'. La normativa in vigore in favore delle detenute madri prevede la possibilita' della concessione della detenzione domiciliare, non automatica e raramente applicata, solo per le donne recluse madri di bambini sino a 3 anni di eta'. Nelle carceri italiane sono attualmente circa 60 i bambini fino a 5 anni in cella insieme alle loro mamme detenute''. ''Una vergogna e una disumanita' - affermano Sgarbi e Corbelli - ed un fatto indegno di un Paese civile. Occorre subito liberare dal carcere questi bambini e le loro mamme. Il Movimento Diritti Civili da oltre 12 anni combatte per togliere dal carcere questi bambini, detenuti e dimenticati in cella. Oggi, mentre il Parlamento sta per votare un provvedimento di clemenza, l'indulto, che portera' fuori dal carcere 12 mila detenuti, non si puo' continuare ad ignorare e far restare in carcere questi bambini innocenti. Ancora prima dell'indulto, dunque, il Governo e il Parlamento hanno il dovere di varare un provvedimento di legge che ponga fine a questa mostruosita' dei bambini in cella. Con il solo indulto usciranno dal carcere 12 mula detenuti, mentre continueranno a restare in cella i bambini le cui mamme non potranno beneficiare del provvedimento di clemenza avendo pene da scontare di poco superiore ai tre anni e per reati, come la droga, esclusi dal progetto di legge. Questi bambini, per la loro drammatica esperienza in carcere, resteranno segnati per sempre e subiranno danni devastanti. Un Paese civile ed un Governo di centrosinistra che afferma di battersi per i diritti civili possono tollerare una simile brutalita'?''

Iniziativa di Laratta e Corbelli per liberare 60 bambini reclusi nelle carceri italiane con le loro madri

20/07 Forse finalmente ad una svolta decisiva e positiva la battaglia, che va avanti da 12 anni, del Movimento Diritti Civili per cancellare lo “scandalo (dimenticato!) dei 60 bambini in carcere con le loro mamme detenute”. Oggi a sostegno di questa “causa umanitaria e di giustizia giusta“ e ad accendere una speranza concreta per la definitiva soluzione del problema è una iniziativa parlamentare del deputato calabrese della Margherita, Franco Laratta, che dopo un incontro con il leader di Diritti Civili, Franco Corbelli, ha preannunciato una sua iniziativa, la presentazione di un emendamento, elaborato dallo stesso Laratta e da Corbelli, denominato “indultino per togliere i bambini dal carcere”, che prevede l’applicazione d’ufficio di benefici (come gli arresti domiciliari e altre forme di pene alternative alla prigione, come ad esempio le comunità, le case famiglia) per le donne detenute, madre di bambini da 0 a 5 anni. Corbelli, che da anni combatte e denuncia, con manifestazioni di protesta anche dentro la Camera dei Deputati, questa “crudeltà inaudita”, apprezza l’iniziativa parlamentare dell’on. Laratta (che definisce “un atto di giustizia e umanità”, che si augura venga adesso approvata dalle due Camere) e chiede, ancora una volta e con forza, di “liberare dal carcere questi bambini, con la concessione degli arresti domiciliari o di altre pene alternative alla prigione alle loro mamme recluse”, così come prevede l’emendamento Laratta-Diritti Civili e una stessa legge del 2001 (che vale per le madri detenute con bambini da 0 a 3 anni), purtroppo inapplicata”! Corbelli ricorda che da molto tempo porta avanti, in solitudine, la battaglia per togliere dalla prigione questi bimbi. “Secondo gli ultimi dati ufficiali i bambini, da 0 a 3 anni, attualmente in cella insieme alle loro mamme sono 60. Di questi sessanta bambini, 12 sono nel carcere romano di Rebibbia, 8 invece si trovano nel carcere di Sollicciano a Firenze, altri 8 a Le Vallette a Torino. Il resto di questi 60 bambini – afferma Corbelli - si trova in altri in penitenziari italiani. Sono queste le cifre dello scandalo, della grande vergogna nazionale, da tutti ignorata! L’aspetto ancora più grave di questa ignobile vicenda, indegna di un paese civile, è che questi bambini a causa della permanenza in cella, insieme alle loro mamme, hanno perso il sorriso e rischiano gravi e irreparabili danni per il futuro! Spero che adesso anche grazie all’iniziativa parlamentare del deputato Laratta finisca anche il silenzio sul dramma e sulla ingiustizia di questi 60 “bambini invisibili” in una cella. L’indulto deve diventare innanzitutto l’indultino per togliere i bambini dal carcere”. L’on. Laratta ha dichiarato: “Ho sempre condiviso la battaglia di Diritti Civili a favore di questi bambini. Un Paese civile e uno Stato di diritto hanno il dovere di porre subito fine a questa grande ingiustizia. Per questo insieme a Corbelli combatterò in Parlamento e fuori per vincere questa importante battaglia civile, libertaria e umanitaria e per il rispetto dei diritti dei bambini”. Ieri intanto lo stesso Corbelli ha recapitato un appello, sul dramma e sull’ingiustizia di questi bambini in cella, al Presidente della Repubblica, Napolitano, che fa seguito ad altre due istanze simili presentate da Diritti Civili, il 24 settembre 2005 e il 29 dicembre 2005, all’allora capo dello Stato; Ciampi.

Corbelli e Laratta incontrabo il giudice di sorveglianza per il caso del custode dell’oasi

17/07 Il deputato della Margherita Franco Laratta ed il leader di Diritti civili, Franco Corbelli, hanno incontrato stamani il giudice del Tribunale di sorveglianza di Cosenza, Alberto Liguori, per perorare la "causa umanitaria e questa battaglia di giustizia giusta e umana" in favore di Giovanni Valentino, di 60 anni, custode dell' Oasi Francescana di Cosenza, in carcere dal 20 giugno scorso per scontare un residuo di pena di 2 anni, 2 mesi e 11 giorni, per una vecchia condanna per ricettazione di un assegno a vuoto emesso oltre 20 anni fa. Laratta e Corbelli, secondo quanto è stato riferito, si sono augurati che la situazione di Valentino, anche "se complessa, possa trovare presto uno sbocco positivo che permetta al custode dell' Oasi Francescana di essere scarcerato e di far ritorno alla Mensa dei poveri per continuare la sua opera umanitaria a favore e a fianco delle persone indigenti, bisognose ed emarginate". "Confido - ha sostenuto Laratta - in un provvedimento di clemenza del giudice, considerato l' impegno umanitario che svolge da anni Valentino e anche perché i reati contro il patrimonio per i quali è stato condannato sono avvenuti molti anni fa. Valentino ha già scontato per questi reati diversi anni di carcere". "Si deve trovare - ha aggiunto Corbelli - la soluzione per farlo uscire subito dalla prigione, perché tenerlo ancora due anni e 2 mesi in una cella è la sconfitta di un Paese civile, di uno Stato di diritto, di una giustizia giusta e umana, è la fine di ogni speranza per tanta povera gente. Valentino, per questa vecchia storia di piccole truffe, di ricettazione, di assegni a vuoto emessi oltre 20 anni fa, ha già pagato un prezzo alto alla giustizia: ha scontato 6 anni di carcere, dal 5 novembre 1995 al giugno del 2001, quando venne scarcerato dopo una lunga battaglia del Movimento Diritti Civili. A che cosa serve averlo adesso strappato al suo straordinario impegno umanitario all' Oasi e riportato in carcere, per la stessa vecchia storia? La nostra iniziativa per Valentino è una battaglia non solo di giustizia ma di civiltà giuridica di un Paese".

L’Aisnaf, ha una sede operativa a Rossano

12/07 L’Aisnaf (Associazione italiana sindromi neurodegenative da accumulo di ferro) raccoglie fondi a favore della ricerca scientifica nella non facile battaglia contro le distonie evolutive dell’infanzia e ha scelto Rossano come sua sede operativa, mentre la sede legale è a Roma.
L’Associazione nata da appena 6 mesi per la forte iniziativa delle prime 10 famiglie che vivono in diverse regioni del Paese, con impegni lavorativi e sociali tra i più diversi, origina dalla condivisione parentale di una rarissima e altrettanto grave malattia genetica: l’HSSA (Sindrome di Hallervorden-Spatz) o PANK2, con tutto quello che ne consegue: la paura per una malattia che nessuno conosce, l’ansia per una diagnostica difficile che solo pochi centri al mondo sono capaci di fare, il dramma quando si apprende che non esistono terapie risolutive.
La nascita dell’Associazione è avvenuta per il forte impegno e la volontà di non arrendersi di alcune mamme di piccoli pazienti il cui accorato appello è stato raccolto da Telethon e rilanciato in anteprima nazionale su Rai Uno dall’attore Sebastiano Somma nel corso dell’ultima maratona televisiva.
Il Presidente dell’Associazione Natale Scalise da Rossano e la Vice-Presidente Lorella Faltibà da San Donà di Piave ringraziano Telethon sia per l’aiuto e la disponibilità finora offerta che per il patrocinio accordato alla prima riunione del Comitato scientifico dell’Aisnaf in programma il 3 luglio prossimo a Molano, presso l’Istituto neurologico nazionale “C. Besta” sul tema “Iniziative progettuali e di ricerca interdisciplinare sulla HSSA”, che vedrà finalmente riuniti con lo scopo primario di concertare un progetto di ricerca che trovi l’approvazione ed il finanziamento di Telethon i più accreditati ricercatori, neurologici, genetisti e biologi molecolari.
Giova ricordare che solo dalla ricerca di altissimo livello potranno derivare speranze di terapie finalmente efficaci per i piccoli pazienti, essendo le distonie infantili evolutive malattie del sistema nervoso a carattere progressivo e quindi irreversibili e spontaneamente peggiorative. La distonia provoca infatti disturbi gravemente invalidanti causati dalla contemporanea contrazione dei muscoli agonisti ed antagonisti con il risultato finale di movimenti innaturali, rigidi e ripetitivi che portano all’impossibilità alla deambulazione, ai movimenti degli arti superiori ed alla deglutizione.
Chi volesse sostenere il progetto di ricerca promosso dall’Aisnaf può contribuire con fondi da accreditare sul conto corrente bancario n. 6152588752/99 – Banca Intesa – filiale di Rossano, viale De Rosis (Abi 3069 – Cab 80920, cin W).

“Regala un cd” catena di solidarietà per i detenuti

10/07 "I rumori di una prigione sono tetri e privi di eco." Arthur Koestler "La Musica è dei poveri." Mercanti di Liquore "Quello che ti volevo chiedere è se i compagni musicisti non vogliano donare un cd ai loro compagni antifa detenuti da più di tre mesi. Ce lo meritiamo un po' di intrattenimento no?" Questo il contenuto di una lettera dal carcere di un arrestato dell'11-3 Sono i ragazzi e le ragazze arrestati l'11 marzo a chiederlo. Hanno ormai superato i 100 giorni di reclusione, una misura cautelare "preventiva" che si è trasformata in una condanna prima di qualsiasi processo, in un castigo del tutto arbitrario e indifferente alle responsabilità individuali. Il muro dietro cui sono costretti, non è solo fisico, è anche culturale e affettivo, quando far arrivare un libro, un messaggio, un oggetto caro diventa una trafila burocratica complicata e lunga. Così per la musica. In carcere si possono ascoltare esclusivamente cd che arrivino nuovi, nel loro imballo originale, completi di bollino siae. Non entrano le compilation che ognuno di noi si crea, non entrano i cd che ognuno ha a casa. Per questo è necessario ABBATTERE IL MURO DEL SUONO con l'aiuto dei gruppi e dei musicisti che vorranno, ancora una volta, rendere la loro musica veicolo di solidarietà e di libertà. Ci rivolgiamo a musicisti affermati e ad emergenti, a gruppi e a singoli: Vi chiediamo di inviare 4 copie di un vostro cd (i ragazzi sono in 4 carceri differenti). Noi lo faremo arrivare ai detenuti e gli chiederemo, quando usciranno, di regalarlo ad altri detenuti, così da continuare una piccola, ma importante, catena di solidarietà. A voi non costa nulla, per loro non ha prezzo.

Corbelli “Scarcerare il custode dell’Oasi Francescana”

06/07 "Chiedo l' immediata scarcerazione o almeno gli arresti domiciliari all' Oasi francescana per il suo custode, Giovanni Valentino, in carcere dal 20 giugno per una storia di assegni a vuoto, che risale a 20 anni fa. Speriamo che Valentino possa scontare questo residuo di pena e continuare, all' interno dell' Oasi, la sua importante e preziosa opera umanitaria a favore delle persone povere e bisognose come lui. Con Padre Fedele lontano da Cosenza e con Valentino in carcere, l' Oasi non è più la stessa". E' quanto afferma, in una nota, il leader del Movimento Diritti civili, Franco Corbelli. "Sei anni fa - aggiunge Corbelli - ho vinto questa prima battaglia civile per Valentino. Oggi purtroppo mi tocca rifare la stessa battaglia. Chiedo al giudice competente un atto di giustizia umano. Valentino è l' anima, il cuore, l' umile operaio della Oasi. E' lui che ogni giorno si prodiga per aiutare le persone indigenti. Pensa a tutto ad aiutare, sistemare, far mangiare i tanti poveri che quotidianamente arrivano all' Oasi. Questa è la sua casa. Valentino in carcere per un assegno a vuoto, emesso oltre 20 anni fa, è un fatto legittimo giuridicamente, ma comunque indegno di un Paese civile e di un Stato di diritto. Questo gesto è la fine non solo della giustizia, ma di ogni speranza, non solo per il custode dell' Oasi, ma per tutti i cittadini. E' questo un nuovo duro colpo per l'Oasi Francescana di Cosenza, dopo la vicenda di padre Fedele Bisceglia. E' una vicenda assurda e incredibile che riguarda proprio il braccio destro di Padre Fedele". Diritti Civili, che ha difeso Padre Fedele, è scritto in un comunicato del movimento, lancia oggi un appello a favore di Valentino, che deve scontare un residuo di pena di due anni, due mesi e 11 giorni, per una vecchia condanna per assegni a vuoti. Valentino, per questa storia di assegni, emessi oltre 20 anni fa, quando faceva il commerciante ambulante, ha già scontato oltre sei anni di carcere ed ha rischiato di restare per tutta la vita dietro le sbarre. Nel 2000 il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, dopo una lunga battaglia è riuscito a far scarcerare Valentino, grazie ad un provvedimento straordinario del giudice, emesso proprio in virtù dell' impegno umanitario di Valentino, all' interno dell' Oasi francescana. Valentino è diventato in questi anni il braccio destro di Padre Fedele, uno dei più preziosi collaboratori, impegnato insieme ad altri volontari a mandare avanti la struttura di accoglienza per poveri.

La Regione Calabria pagherà un trapianto negli USA ad una bimba calabrese di sette mesi

06/06 E' stato raccolto immediatamente dal presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, l' appello lanciato da Giuseppe Moscato, un operaio di 45 anni padre di una bambina di sette mesi affetta da una rara malattia, la sindrome di Di George completa, che le provoca una grave forma di immunodeficienza. L' unica possibilità di salvare la bambina da una malattia che la condurrebbe inesorabilmente alla morte è quella di sottoporla a trapianto di timo, una ghiandola endocrina che si sviluppa fino alla pubertà, per poi regredire, e che secerne sostanze fondamentali per lo sviluppo dello scheletro, della muscolatura e dell' apparato genitale. Il trapianto, nel mondo, viene effettuato soltanto in una struttura, la Duke University di Durham, in North Carolina, negli Stati Uniti. Un intervento che costa 350 mila dollari. Una cifra enorme e assolutamente impossibile da sostenere per Giuseppe Moscato. Negli ultimi mesi l' operaio di Vibo Valentia, mentre la figlia si trova ricoverata dalla nascita al Bambin Gesù di Roma, con la madre che non la lascia un attimo, si era rivolto a vari enti ed associazioni. "A garantirmi un aiuto - ha detto Moscato - era stata soltanto l' associazione di Parma 'Liberate il piccolo Tommaso', costituita dopo il rapimento del povero Tommaso Onofri. Adesso, grazie al sostegno della Regione Calabria, tutto diventa più facile e possiamo affrontare più serenamente la nostra drammatica situazione". Moscato ha avuto parole di riconoscenza, in particolare, per il presidente Loiero. "Voglio ringraziarlo immensamente - ha detto - per il sostegno che mi ha assicurato. Ma voglio ringraziare anche la stampa, l' intervento della quale, probabilmente, è stato decisivo per la soluzione del mio problema". "L'appello disperato del padre di Luana - ha detto, da parte sua, il presidente Loiero - non ci poteva lasciare indifferenti e d' altra parte c' è una legge regionale che, fatte le necessarie verifiche, ci consente di intervenire". Il caso di Luana era arrivato all' attenzione del presidente Loiero e dell' assessore alla Salute, Doris Lo Moro, grazie alla notizia in cui l' Ansa aveva riportato la richiesta d' aiuto di Giuseppe Moscato, proprio mentre la Giunta era in corso. La decisione, ha riferito il portavoce del presidente Loiero, è stata così "immediata ed unanime". "Per fortuna adesso - ha detto ancora Giuseppe Moscato - si é capita la gravità della situazione e la Regione Calabria mi é venuta incontro. Ne sono felice e spero che il sostegno economico che mi è stato garantito si possa concretizzare nel più breve tempo possibile per consentire l' effettuazione immediata del trapianto su mia figlia. Bisogna fare presto. Ogni giorno che passa pregiudica la situazione. Per questo bisogna agire nel modo più rapido". Luana, terzogenita di Moscato, che vive a Vibo Valentia, è già stata sottoposta a due interventi chirurgici a distanza di cinque giorni l' uno dall' altro quando aveva solo un mese ed è tuttora ricoverata in una camera sterile del Reparto trapianti dell' ospedale pediatrico romano dove viene sottoposta ad infusioni di immunoglobuline. I medici del Bambin Gesù hanno già preso contatto con la professoressa M.L. Market, che si è detta disponibile ad accogliere la piccola e ad eseguire l' intervento. Ma per fare questo è necessario che Luana trascorra in Usa un mese prima dell' operazione e almeno due o tre mesi dopo, previo deposito bancario. Una procedura che adesso, grazie al sostegno della Regione Calabria, sarà possibile avviare.

Gianni Rivera visita Centro AIAS di Diamante

23/05 L' ex calciatore Gianni Rivera ha trascorso un pomeriggio insieme ai bambini ospitati nel centro Aias di Diamante. Accolto con un lungo applauso, Rivera, accompagnato dal presidente, Annalisa Ferraguto, ha visitato le strutture del centro e si è intattenuto con i bambini ospitati nella struttura. "Sono fiducioso ed ottimista - ha detto Rivera - che non saranno più necessari cortei e manifestazioni perché l' Azienda sanitaria di Paola, nella persona del Direttore Generale, non può non ascoltare e soddisfare le richieste di questi bambini dolcissimi, dei loro familiari, e di tutti gli utenti del bellissimo centro riabilitativo che ho visitato quest'oggi. E' auspicabile, che, con gli animi distesi, si possa concertare un vero e proprio connubio tra il pubblico ed il privato sociale, che tra loro interagiscano, con l'unico obiettivo di rispondere alle esigenze di tutti i cittadini, ed in particolar modo a quelle delle fasce più deboli della società".

Corbelli: “Prodi intervenga per i due italiani arrestati in Kenia”

13/05 Franco Corbelli, leader del Movimento Diritti Civili, rivolge un appello a Romano Prodi chiedendogli di prendere in considerazione la vicenda dei coniugi italiani, Estella Dominga Furuli, calabrese emigrata in Argentina, ed Angelo Ricci, pugliese, da 17 mesi abbandonati in carcere in Kenya, con l'accusa di droga, che si dichiarano innocenti, e che, malgrado questo, rischiano una condanna all' ergastolo. Secondo Corbelli, "s' impone un intervento del futuro Presidente del Consiglio per porre fine ad una grande ingiustizia e ad una grave violazione dei diritti umani". Corbelli parla di "comportamento scandaloso del giudice keniota, che nei giorni scorsi ha rinviato l' udienza del processo ai due italiani per andare, ha detto, un mese in vacanza. Vogliamo promuovere una battaglia di verità, giustizia, libertà e rispetto dei diritti e della dignità della persona umana. La vicenda dei due italiani, malati e dimenticati in un carcere di Nairobi, è grave e inaccettabile. Siamo di fronte ad un inaudito abuso delle autorità keniote nei confronti dei due nostri connazionali arrestati e tenuti in una putrida cella da 17 mesi per accuse infondate, come è stato sostenuto da diversi testimoni inascoltati dai magistrati kenioti"

Domenica duemila volontari per l’azalea della ricerca

12/05 Saranno duemila i volontari che domenica scenderanno in 130 piazze calabresi per vendere 21.500 azalee e raccogliere 300.000 euro nell'ambito dell'iniziativa 'L'azalea della ricercà promossa dall'Associazione italiana per la ricerca sul cancro. "Il ricavato dell'iniziativa di quest'anno - ha il presidente dell'Airc Calabria, Rosella Pellegrini Serra - sarà destinato agli studi sulla diagnostica molecolare che cambierà definitivamente il modo di classificare i tumori, non più per patologia d'organo ma per patologia di gene, e modificherà anche le strategie terapeutiche". La diagnostica molecolare si basa, in campo oncologico, su due premesse ormai consolidate: è stato decifrato il menoma umano, il cancro è una malattia dei geni. Si apre, così, un nuovo modo di concepire la diagnosi patologica che sempre più si basa sull'analisi del profilo genetico del tumore dei singoli pazienti. "Questo - ha aggiunto Pellegrini Serra - permetterà di pianificare terapie diverse dalle attuali, che non sono strettamente specifiche, ma terapie personalizzate, disegnate per inibire le conseguenze del guasto genetico che ha causato il singolo tumore". "Con 14 euro potrete ricevere l'Azalea della Ricerca Airc - ha concluso la presidente dell'Airc Calabria - e la pubblicazione tascabile che, in omaggio alla Mamma, fornirà importanti consigli sulle nuove armi per proteggere il seno. Se volete è una sorta di regalo che Airc, in occasione della Festa della Mamma, fa a tutte le mamme per rassicurarle sull'impegno della ricerca per trovare cure sempre più innovative per la salute di tutta la famiglia". .

Iovene e Corbelli: “La diplomazia italiana aiuti i due italiani detenuti in Kenia”

05/05 Nuccio Iovene, senatore dei Ds, ha presentato un' interrogazione al Ministro degli Esteri chiedendo un intervento in favore dei due italiani, Estella Dominga Furulli, ed il marito, Angelo Ricci, che rischiano l' ergastolo in Kenia perché accusati di traffico di droga e che sono in carcere da 16 mesi. Iovene, nell' interrogazione, ripercorre la vicenda riferendo che "il tutto ha avuto inizio il 16 dicembre del 2004, quando la polizia keniota ha tradotto Estella Dominga Furulli ed il marito in cella con l'accusa - a quanto pare infondata perché non esiste una sola prova a loro carico - di essere al centro di un affare da 76 milioni di euro. Tale, infatti, sarebbe il valore della cocaina sequestrata nella villa di Malindi che i Ricci avevano in gestione e affittata a sei olandesi ed un keniota, i quali sarebbero i veri responsabili del gigantesco traffico di droga e che sono riusciti a fuggire il giorno prima del blitz grazie, probabilmente, ad una soffiata. Le condizioni di vita all' interno delle carceri del Kenia - sottolinea Iovene - sono durissime e questo sta incidendo sulla salute dei nostri due connazionali. In questi giorni è partita una campagna per la loro liberazione che vede in prima fila il Corriere della Sera a cui si è aggiunto il Quotidiano della Calabria". "Considerato - sostiene ancora Iovene - che nel corso del processo diverse persone, tra cui alcuni italiani, hanno testimoniato l' estraneità della coppia alla vicenda senza essere presi in seria considerazione dalle autorità keniote; - che il Kenia, come altri Stati africani, è vittima di fenomeni quali la corruzione, tanto che le cronache hanno recentemente parlato di una "tangentopoli africana", che ha provocato in questi ultimi mesi dimissioni a catena di ministri e alte cariche dello Stato, non ultime quelle dei titolari dei dicasteri della Giustizia e della Sicurezza Nazionale, chiedo di sapere se la nostra Ambasciata a Nairobi ha fatto tutto quanto era nelle sue competenze e nella sua responsabilità, nel corso di questi lunghi 16 mesi, per risolvere l'incredibile situazione che vede coinvolti Estella Dominga Furulli e il marito Angelo Ricci, e se non si ritenga opportuno intervenire immediatamente presso il Governo del Kenia al fine di accertare l'estraneità alle accuse a carico dei nostri due connazionali, ritenuti da tutti in Kenia assolutamente innocenti".
"Sulla vicenda dei due italiani detenuti in Kenia serve una mobilitazione straordinaria, non solo in Italia, per una comune battaglia di verità, giustizia, libertà e rispetto dei diritti e della dignità della persona umana". E' quanto sostiene, in una nota, Franco Corbelli, leader del movimento Diritti civili. "Ciò che serve - aggiunge Corbelli - è un' inchiesta ed un immediato intervento del Ministero degli Esteri per porre fine ad una grande ingiustizia e una grave violazione dei diritti umani". La vicenda dei due italiani, malati e dimenticati in un carcere di Nairobi, è grave e inaccettabile. Siamo di fronte ad un inaudito abuso delle autorità keniote nei confronti dei due nostri connazionali arrestati e tenuti in una putrida cella da 17 mesi per accuse infondate, come dichiarato da diversi testimoni inascoltati dai magistrati kenioti. Sconcerta e inquieta anche il comportamento delle autorità diplomatiche italiane in Kenia, che non hanno fatto nulla per la liberazione dei due italiani. Il Ministero degli Esteri deve subito promuovere un' inchiesta su questa vicenda per accertare ogni responsabilità ed un' eventuale negligenza e fare tutti i passi necessari per arrivare all' immediata liberazione dei due nostri connazionali, prima che sia troppo tardi".

Iniziativa di Diritti Civili per salvare i bimbi malati di Chernobyl

02/05 Ogni anno, in Ucraina, sono oltre 2000 i bambini che si ammalano di cancro in conseguenza dell' incidente nucleare verificatosi il 26 aprile del 1986 a Chernobyl. Il movimento Diritti civili ha lanciato un' iniziativa a favore dei giovanissimi colpiti dagli effetti di quel disastro. In particolare Franco Corbelli, leader del movimento, ha chiesto alla Regione e alla Provincia di Cosenza di acquistare e regalare all' ospedale di Kiev le apparecchiature per il servizio di chemioterapia, in modo che tanti bambini malati possano usufruirne ed essere curati gratuitamente. "Chiediamo - ha affermato Corbelli - al presidente della Regione, Loiero, a quello della Provincia di Cosenza, Oliverio, così come agli altri presidenti delle province calabresi, e non solo, ai sindaci, ai semplici cittadini di aiutare, ognuno nell' ambito delle proprie competenze e possibilità, questi bambini. Lo chiediamo, con grande partecipazione e commozione, dopo aver visto le immagini di questi ragazzi-bambini, malati, abbandonati negli orfanotrofi dell' Ucraina e condannati ad una morte atroce perché non possono essere né ricoverati negli ospedali (per mancanza di posti disponibili), né avere la possibilità di essere curati, perché non possono pagarsi le cure, come la chemioterapia, che in Ucraina è a pagamento". "Ognuno di noi - ha aggiunto Corbelli - ha il dovere di fare qualcosa e di non chiudere gli occhi di fronte a questo dramma. Tante famiglie in Calabria stanno dimostrando grande sensibilità e solidarietà, accogliendo e ospitando da tempo, ogni anno, molti bambini di Chernobyl, malati e bisognosi di cure".

Partita di solidarietà di vecchie glorie calabresi in campo per l’ADMO

15/04 La Nazionale attori e cantanti ed una rappresentativa di ex calciatori calabresi di A, B e C, la Sportland team.bet, si affronteranno il 25 aprile prossimo, alle 15, nello stadio D' Ippolito di Lamezia, in una partita il cui ricavato sara' devoluto all' Admo, l' Associazione donatori midollo osseo. ''Partecipare a questa iniziativa denominata 'La solidarieta' scende in campo' - ha sostenuto Sergio Servidone - fondatore, insieme a Felice Costanzo e Sergio Gallo Cantafio, dello Sportland team - fara', innanzitutto, bene al cuore, inteso in senso metaforico, e, poi, consentira' di vedere da vicino alcuni dei piu' famosi protagonisti della tv e del cinema''. Tra gli attori ci saranno, ad esempio, Sebastiano Somma, della fiction Sospetti, Giorgio Pasotti, di Distretto di Polizia, Luca Zingaretti, il famosissimo Commissario Montalbano. E ancora Tony Santagata, Mino Reitano, Ninetto Davoli, che e' originario di San Pietro a Maida. Nomi illustri, per chi e' pratico di calcio, anche tra le vecchie glorie calabresi, giocatori che hanno scritto il loro nome nell' albo di squadre famose e titolate e con le quali hanno calcato anche i piu' prestigiosi campi di calcio italiani ed internazionali. Da Massimo Mauro, ex Juventus, a Massimo Palanca, del Catanzaro in serie A, passando per Adriano Banelli, Alberto Spelta, Giorgio Pellizzaro, Claudio Ranieri, Gregorio Mauro, Pietro De Sensi, Fausto Silipo, Tato Sabatini, Vincenzo Galluzzo e molti altri ancora. ''Il binomio sport e solidarieta' - ha aggiunto Servidone - gratifica ed e' molto importante. Cio' che nobilita tutti coloro che prendono parte a queste iniziative e', evidentemente, la valenza delle finalita' che li muovono''. La Sportland team Calabria e' nata per portare in giro per l' Italia ed oltre il lato positivo della Calabria e per schierarsi contro la violenza negli stadi, il doping, il razzismo. Quello del 25 aprile e' il primo di tre appuntamenti con il progetto ''La solidarieta' scende in campo'' previsti quest' anno e organizzati in collaborazione con ''Puntobet&Sportingbet'', un provider del Coni per le scommesse sportive on line. Dopo la gara contro gli attori italiani, Sportland team sara' impegnata il 2 giugno, a Catanzaro, contro una formazione composta da magistrati, avvocati e politici, mentre a novembre la solidarieta' scendera' in campo a Cosenza contro l' Associazione dei giornalisti cosentini ''Mariarosaria Sessa''. E nel prossimo anno andra' in Svizzera e in America.

Ripartono i bambini somali curati negli ospedali calabresi

20/03 Si è conclusa la prima iniziativa umanitaria intrapresa dalla Regione Calabria riguardante diversi casi di bambini somali che, poco prima di Natale, sono stati operati a causa di gravi malformazioni presso gli ospedali calabresi. Con una cerimonia semplice ed emozionante, il Comune di Scandale, dove i bimbi sono stati ospitati in queste ultime settimane, ha salutato i piccoli somali, oramai ristabiliti ed in buona salute. Si è trattata di un’iniziativa umanitaria nata durante l’estate grazie al contributo della Presidenza della Giunta Regionale, e in particolare di Vincenzo Romano, responsabile amministrativo dell’Ufficio di Presidenza, che accogliendo l'invito da parte del medico Abdul Kadir Giama, dell’Organizzazione di volontari Comsed, si è adoperato per ottenere un supporto medico-chirurgico da parte delle strutture sanitarie regionali. Così, attraverso l'approvazione di una delibera di Giunta, si è potuto dare il via alla spedizione dei bimbi ammalati. I bambini, tutti al di sotto dei quattro anni, si chiamano Mohamed Muhiyadin Ahmed, che ha subito un intervento di Osteopatia; Bilal Osman Fuad, operato invece di estrofia vescica e di epispadia; Farah Abdul Abdullahi (stenosi arteria polmonare) ed Abshir Farhan Yasin (ipospadia). La cerimonia di saluto si è svolta presso Villa Condoleo a Scandale, struttura dove i bimbi hanno ricevuto le cure per la riabilitazione dopo gli interventi effettuati con successo presso le Aziende Ospedaliere di Catanzaro e Cosenza. Questa esperienza ha avuto un alto valore per i giovani ospiti che hanno trovato per due mesi un ambiente consono alla loro crescita ed hanno avuto la possibilità di inserirsi anche nel contesto sociale, ricreativo e scolastico, essendo stati accolti amorevolmente da tutto il personale preposto. Personale che si è dedicato alla cura dei bambini con molto amore e grande professionalità. Le strutture sanitarie regionali manterranno una forma di collaborazione con la Somalia attraverso altre iniziative come quella di addestrare i medici somali su interventi di micro e media chirurgia, che rappresentano l'ottanta per cento delle operazioni chirurgiche sui bambini in quel territorio. Per quanto riguarda gli interventi invece più urgenti e difficili, i reparti medici calabresi resteranno a disposizione costantemente.