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Ambiente ed Energia

 

Il parco del Pollino presenta al Minstero il piano antincendi per il 2008

14/02 Il Parco del Pollino - dove nella scorsa estate le fiamme hanno distrutto oltre sei mila ettari di vegetazione - ha presentato al Ministero dell'Ambiente il Piano antincendio per il 2008. Lo ha annunciato l'ufficio stampa precisando che "il piano, per essere operativo, dovrà essere contemplato nei Piani antincendio regionali, di Calabria e di Basilicata". "La brutta stagione di fuoco che ci ha visto, nostro malgrado, protagonisti, nel 2007 - ha spiegato il Presidente del Parco, Domenico Pappaterra - vorremo restasse solo un lontano e brutto ricordo. Puntiamo, attraverso i finanziamenti disponibili, sia ad attivare azioni in grado di fronteggiare, nell'eventualità, i roghi sia soprattutto a prevenirli". Nel Piano è previsto che "d'intesa con le Regioni, siano utilizzati, in qualità di operai idraulico forestali, una parte degli ex lavoratori socialmente utili del Parco. Inoltre - è scritto nella nota - il Parco intende realizzare, con un suo finanziamento, un centro polifunzionale a Campotenese, nel comune di Morano Calabro (Cosenza), con una ede operativa del Comando territoriale per l'Ambiente del Corpo Forestale dello Stato in prossimità dello svincolo autostradale, località ritenuta una zona di grande interesse turistico".

Fare Verde “Gli impianti eolici rovinano il paesaggio”

14/02 "Consentire una massiccia infrastrutturazione eolica significa introdurre un elemento estraneo che stride con i più importanti valori di identità del territorio calabrese e finisce per alterarli in modo irreversibile". E' quanto sostiene, in una nota, il presidente di Fare Verde Cosenza, Francesco Pacienza. "Significa, ancora - aggiunge Pacienza - rovinare radicalmente il paesaggio e la naturalità dei Parchi, finanziati tra l'altro con risorse pubbliche. Vuol dire anche, come ampiamente dimostrato, deprimere il valore immobiliare dei terreni e dei centri storici e, insieme, inibire le potenzialità future di sviluppo locale delle piccole imprese basate sulle peculiarità del territorio, sul turismo, sull'agriturimo, sull'agricoltura, sull'allevamento di qualità". Secondo Pacienza, "in Calabria, pur di creare i parchi eolici, si assiste alla sistematica violazione di regolamenti regionali e la loro installazione in aree all'interno di Parchi nazionali o aree a protezione speciali o di particolare interesse per la biodiversità o il paesaggio"

Realizzato dalla Lipu il primo censimento dei nidi di rondine

22/01 Sono 358, di cui 141 con presenza di uova, i nidi di rondine censiti nel territorio del Comune di Rende a conclusione del progetto Agricoltura e Natura realizzato dalla Lega italiana protezione uccelli (Lipu). "In due aree agricole - è scritto in un comunicato - sono concentrati circa il 65% dei nidi censiti mentre sul restante territorio comunale la presenza della rondine è stata riscontrata a 'macchia di leopardo', in ambienti anche semi urbani e in siti inusuali per la specie quali case abbandonate, magazzini, ponti". Oltre 180 alunni della scuola primaria e una decina di insegnanti appartenenti agli Istituti scolastici di Carolei, Dipignano, Montalto Uffugo e Rende hanno partecipato attivamente alla realizzazione dell'iniziativa attraverso interventi didattici in aree agricole, attività ludiche e rappresentazioni grafiche. In più sono state svolte 70 uscite sul campo da parte dei volontari della Lipu che hanno effettuato il primo censimento della rondine per valutarne la consistenza numerica. Sensibilizzate anche una decina di aziende agricole sulla necessità di riprendere in considerazione un tipo di agricoltura tradizionale. Agli agricoltori sono stati illustrati gli incentivi economici previsti dall'Unione europea per questa tipologia di interventi. Incontri si sono svolti con amministratori di vari comuni della provincia di Cosenza con l'obiettivo di informare e sensibilizzare sull'utilità di rondini, rondoni e balestrucci. Cinque, inoltre, sono stati i Comuni che, grazie all'attività svolta, hanno approvato la cosiddetta "delibera salvarondini", un atto amministrativo emanato dal Consiglio comunale per proteggere i nidi dei volatili. "L'obiettivo del progetto - ha detto Roberto Santopaolo, delegato Lipu di Rende - è stato quello di sviluppare localmente il rapporto tra agricoltura e natura, o meglio gli effetti che le pratiche agricole intensive possono avere sull'ambiente attraverso delle azioni di ricerca sul campo, di sensibilizzazione e di tutela; il tutto con il coinvolgimento attivo di scolaresche, agricoltori e amministratori".

La Giunta di San Demetrio Corone approva l’impianto dei parchi eolici

16/01 La Giunta comunale di San Demetrio Corone ha approvato lo schema di manifestazione di interesse per la realizzazione di parchi eolici. Il termine ultimo per la presentazione delle offerte da parte dei soggetti interessati è fissato al 29 febbraio 2008. L'esecutivo comunale ha individuato le aree del territorio idonee alla realizzazione di parchi eolici ed ha approvato lo schema di convenzione tipo contenenti i termini che devono regolare il rapporto tra il Comune e l'impresa che intende realizzare e gestire il parco. Interessate tutte le zone periferiche del territorio comunale con oltre trecento metri di altitudine. Le ditte che intendono partecipare alla manifestazione di interesse, oltre a produrre tutti i documenti necessari, dovranno indicare l'offerta economica e i termini che costituiranno gli elementi per determinare l'offerta più vantaggiosa per il comune.

Legambiente Calabria. “Differenziare sia un atto solidale”

13/01 ''Due chili di rifiuti indifferenziati in meno, ottenuti diminuendo i piccoli sprechi quotidiani o incrementando sempre piu' la raccolta differenziata, possono creare in poche settimane quello spazio in discarica necessario ad accogliere il surplus di rifiuti campani senza nessun aggravio per gli impianti di smaltimento''.E' la proposta che avanza Francesco Falcone, direttore di Legambiente Calabria. ''In Calabria produciamo in media piu' di 1,5 kg di spazzatura al giorno - sostiene Falcone - se nelle prossime settimane tutti i calabresi risparmiassero alle proprie discariche due kg si diminuirebbe la pressione complessiva sulle discariche di ben 4.022.932 kg di rifiuti in meno in un solo giorno, oltre 4.000 tonnellate. La disponibilita' della Calabria a ricevere rifiuti dalla Campania e' un atto di solidarieta' che va verificata in trasparenza, alla luce del sole per quantita' e tempi limitati''. ''Differenziamo come non abbiamo mai fatto - prosegue ancora il direttore di Legambiente Calabria - e riduciamo per quanto possibile i nostri rifiuti. E' una dimostrazione di solidarieta' civile e soprattutto una prova che sappiamo e possiamo fare di meglio di quanto fatto finora. Due chili di meno e' anche un'occasione per trasformare in opportunita' la triste vicenda rifiuti. Nel nostro Paese, in Campania e in Calabria, la produzione annua di rifiuti cresce a un ritmo superiore a quello della raccolta differenziata. E' utile quindi diffondere sempre di piu' le esperienze positive dei 1.150 Comuni ricicloni del Paese per sottolineare che buttare meno spazzatura e' il primo passo per una corretta gestione del ciclo dei rifiuti''. Anche i piccoli comuni calabresi iniziano a battere colpi, e' il caso del comune di Spezzano Albanese, in provincia di Cosenza, che intende dare attuazione alla riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti attraverso la raccolta differenziata ed in prima persona Sindaco e vicesindaco faranno nelle scuole attivita' di sensibilizzazione sulle modalita' di raccolta differenziata, per trasformare un problema in opportunita' di sviluppo e salvaguardia del territorio''. ''Sbagliano, a nostro avviso, - conclude Falcone - quanti cavalcano facile populismo e non si assumono responsabilita', al di la' delle appartenenze politiche le responsabilita' sono suddivise in tutti gli schieramenti; sbaglia chi chiude al senso di responsabilita' di ciascun cittadino e sbagliano i cittadini piu' attenti alle tematiche ambientali che hanno il dovere di stimolare, incalzare ed aiutare il Paese ad uscire da quello che e' un problema nazionale che riguarda ogni italiano e certamente non aiuta e non risolve i problemi l'atteggiamento di quanti si pongono in un approccio 'leghista''''.

Pecoraro Scanio presenta il rapporto ambientale sulla Calabria

05/11 Martedì 6, il ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Alfonso Pecoraro Scanio, sarà ad Altafiumara di Villa San Giovanni, per presentare il Rapporto sullo stato dell'ambiente in Calabria. Lo rende noto un comunicato del ministero. "Si tratta - ha commentato Pecoraro Scanio - di un momento di confronto importante e costruttivo con il quale, non solo sarà possibile rilanciare gli impegni in materia di tutela ambientale nel territorio calabrese, ma anche mettere in evidenza i progressi e l'enorme patrimonio di elementi positivi presenti in una regione che sta affrontando le sue emergenze con grande responsabilità". "Nel rapporto, - prosegue la nota - infatti, si mettono in luce, tra l'altro, gli ottimi risultati ottenuti dalla raccolta differenziata porta a porta, alla quale hanno aderito 348 Comuni, di cui 280 hanno gia avviato il servizio, raggiungendo così picchi di incremento tra i più alti a livello nazionale. Inoltre, - conclude il comunicato - si evidenzia l'importanza del programma in materia di informazione, divulgazione ed educazione ambientale per il quale, dopo l'approvazione dell'Unesco, che ha battezzato il Piano regionale quale migliore strumento a livello mondiale, è arrivato anche il riconoscimento ufficiale del Compa 2007, il Salone europeo della comunicazione pubblica". "La presentazione del rapporto - è detto in un comunicato della Regione - avviene dopo sette anni dall'ultima edizione e per l'occasione si riunirà anche la 'commissione ambiente e protezione civile' degli assessorati regionali. Essi dovranno esprimere due pareri: sullo schema del decreto ministeriale sulla 'tutela del territorio e del mare - Criteri e metodologie per la verifica dell'idoneità dei sedimenti da sottoporre a drenaggiò e ' Revisione della parte III del Dlgs. 152/2006 - Ricognizione stato dei lavori''. "Oltre al ministro Scanio, - prosegue la nota - parteciperanno all'incontro, tra gli altri, il presidente della conferenza delle Regioni, Vasco Errani, il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, e l'assessore regionale all'ambiente e coordinatore nazionale della commissione, Diego Tommasi che evidenzia che "in circa trenta mesi di governo, grazie al lavoro sinergico con l'Arpacal, la Calabria ha posto l'ambiente tra le proprie priorità politiche, ottenendo dati positivi". "Questi - aggiunge - alcuni risultati ottenuti: interventi nel settore della bonifica, che ha visto la pulizia di 670 discariche e la programmazione di interventi su altre 400, tramite i progetti 'Puliamo la Calabria 1 e 2'; campagna di informazione, diffusa attraverso internet, l'invio di 50 mila sms e la realizzazione di alcuni video 'confezionati' con la collaborazione gratuita dei tre attori calabresi Pino Gigliotti, Tonino Chiappetta e Paolo Marra, che saranno trasmessi dalle emittenti televisive calabresi; accordo di programma con l'ufficio scolastico regionale, grazie al quale sono state coinvolte in diversi progetti 850 scuole, per un totale di 135 mila studenti". "Non ci siamo dimenticati - conclude Tommasi - neppure della programmazione futura tenendo conto anche dell'opportunità del Por 2007/2013. In questi mesi, con lo stesso slancio col quale abbiamo denunciato le negatività, abbiamo evidenziato e riportato alla luce l'enorme patrimonio di positività, affinché si traducano in concrete occasioni di sviluppo, crescita economica e culturale della Calabria".

Fare Verde “No agli incentivi all’eolico”

19/10 "Come abbiamo più volte sottolineato siamo contrari ad una politica di esclusiva incentivazione dell'eolico come principale fonte rinnovabile per la produzione di energia". E' quanto scritto in una nota del Presidente dell'Associazione provincia di Cosenza 'Fare Verde', Francesco Pacienza. "Questa politica - prosegue - sta generando una vera onda d'urto contro i nuovi 'colonizzatori', spinti solo dall'interesse del business racchiuso nel valore dei certificati verdi e non nella vera ed effettiva tutela dell'ambiente". Fare Verde Cosenza ha sempre ribadito che questi impianti, definiti industriali perché formati da molti aerogeneratori e perché realizzati da società private, dovrebbero sorgere in "appositi distretti industriali - prosegue la nota - precedentemente predisposti a livello regionale o locale e non in aree protette o agricole o boschive o in prossimità di abitazioni, come nella realtà calabrese accade. Ma la quantità di energia che questi parchi eolici sono in grado di produrre è puramente teorica perché soggetta ad una variabile incostante: il vento. Infatti devono essere predisposte centrali con capacità di riserva equivalenti alla capacità, teorica, di produzione". "Se non vi fossero - conclude - gli incentivi dei certificati verdi, i finanziamenti regionali, gli incentivi fiscali ed i contributi comunitari, in Calabria quante delle oltre 1200 richieste di parchi eolici industrial vi sarebbero realmente?".

Nel Pollino inizia il piano abbattimento cinghiali

09/10 Il Ministero dell'Ambiente ha approvato il Piano sperimentale di prelievo selettivo del cinghiale, elaborato dall'Ente Parco nazionale del Pollino "per lenire il grave problema della sovrappopolazione degli ungulati, che riveste, ormai, carattere d'emergenza in molte aree del Parco calabro-lucano". Lo ha annunciato - in una nota diffusa dall'ufficio stampa - il Presidente del Parco, Domenico Pappaterra, secondo il quale "così il problema che attanaglia da anni diverse comunità sarà sicuramente ridimensionato". "Nei prossimi giorni - ha annunciato Pappaterra - saranno convocate le Province di Cosenza, Potenza e Matera, le Aziende sanitarie, il Cta del Corpo forestale dello Stato e le Polizie provinciali per dare concreta attuazione al Piano". Secondo Pappaterra, "il problema dei cinghiali è stato il primo prospettatomi da molti sindaci delle aree più interne del Parco. In maniera concreta ho cercato di far arrivare al capolinea un procedimento lungo e tortuoso la cui mancata conclusione rischiava di irritare ancor più i già provati agricoltori del Parco. L'approvazione da parte del Ministero ci permette di partire con le prime azioni previste dal Piano e di ristabilire un clima di serenità e di fiducia nei coltivatori che giustamente vogliono godere dei frutti del loro insostituibile lavoro". "Peraltro - ha concluso Pappaterra - il Parco, in questi anni, sta sopportando elevati costi per l'indennizzo dei danni agli agricoltori che alla distanza rischiano di essere incompatibili con le disponibilità finanziare dell'Ente".

Fare Verde “Scellerato destinare gli alberi alle biomasse”

25/09 L'idea di destinare la legna recuperata dal taglio degli alberi bruciati nella zona del Parco del Pollino ricadente nel comune di Castrovillari nelle centrali a biomasse per la produzione di energia elettrica è "un'idea scellerata alla cui base vi è solo l'affarismo più bieco nello sfruttare una catastrofe immane che ha colpito l'intera Calabria per tutta l'estate ed un'area importante del Parco Nazionale del Pollino.". A sostenerlo, in un comunicato, è l'associazione il presidente provinciale di Cosenza dell'associazione Fare Verde, Francesco Pacienza. "Ancora non si sono spente le ceneri fumanti - afferma Pcienza - che hanno devastato oltre 9.600 ettari di boschi in Calabria attribuibili a ben 1614 incendi quasi tutti di origine dolosa; mentre continua la conta dei danni diretti ed indiretti all'ambiente, al territorio ed alle popolazioni che assommano a decine di miliardi di euro; mentre da ogni dove si levano inviti alla prevenzione e ad una maggiore repressione di tali fenomeni criminosi; mentre il Presidente della Repubblica, Napolitano, lancia un appello per una 'mobilitazione permanente' contro i roghi, per sensibilizzare le persone verso un atteggiamento di approccio positivo nei confronti dell'ambiente, patrimonio di tutti e dimora di ciascuno, bene prezioso da custodire con grande rispetto anche per le generazioni future, come sottolineato anche dal Pontefice; ecco che si fanno avanti idee e proposte come quella lanciata dal sindaco di Castrovillari, Blaiotta, di destinare la legna recuperata dal taglio degli alberi bruciati nelle centrali a biomasse". "Fare Verde - prosegue la nota - chiede al sindaco Blaiotta se ha avuto la stessa sollecitudine nell'attivare il 'Catasto delle aree in incendiate' e tutti quegli strumenti previsti dalle vigenti normative al fine di prevenire gli incendi e ridurne gli effetti devastanti sull'ambiente e sul territorio. Fare Verde Cosenza chiede che il neopresidente del Parco del Pollino si opponga ad ogni proposta che verrà avanzata verso tali finalità che sancirebbero definitivamente l'apoteosi della follia nella distruzione di un patrimonio di tutti e non di pochi"

Calabria agli ultimi posti nelle compatibilità ambientali

03/09 " Il rapporto elaborato dall'osservatorio ambientale dell'Istat, sulle compatibilità ambientali dei Comuni d'Italia pubblicato ieri sul 'Sole-24 Ore', non trova nessuna delle cinque province calabresi nelle prime posizioni". A sottolinearlo è Giovanni Perri, presidente provinciale dell'ordine degli agronomi forestali di Cosenza, che ricorda anche che nell'articolo si "evidenzia come in tutto il Meridione le problematiche ecologiche impongano particolare attenzione per il miglioramento generale della qualità della vita. Infatti, - aggiunge - nella classifica finale, sono le città di Trento, Venezia e Modena, ad essere posizionate ai primi tre posti, mentre bisogna scendere al 32/mo per trovare Reggio Calabria, al 49/mo per Cosenza, al 59/mo e 60/mo posto per Crotone e Vivo Valentia ed infine al 100/mo per Catanzaro". "Necessita purtroppo sottolineare il fatto che a livello di pianificazione, - aggiunge Perri - la politica del verde cittadino ha spesso finito per essere ispirata da modelli superati, basati solo su parametri di tipo quantitativo e con progettazioni generiche ed approssimative. Quello che serve sono interventi organici finalizzati ad esaltare gli aspetti qualitativi delle opere a verde per una migliore qualità delle vita". "La Calabria può farcela a risalire e le posizioni della graduatoria - conclude il presidente degli agronomi cosentini - e diventare veramente una delle regioni più ecologiche del Paese, ovviamente con impegni politici programmatici ed amministrativi strategici non più disarticolati ed improvvisati, bensì piani organici in materia di lotta all'inquinamento, ai rumori ed al traffico per un generale miglioramento delle qualità della vita a tutti i livelli, per attestarci nel futuro ai livelli ecologici ed ambientali di crescita pari alle altre realtà italiane ed europee".

Tartarughe prolifiche sulle spiagge calabresi

21/08 Nove tartarughe della specie caretta caretta sono nate su un'affollata spiaggia in località Torre Lupo a Reggio Calabria. A darne notizia sono Domenico Morabito e Paola Chesi, biologi del Centro turistico studentesco ambiente che, insieme a Stefano Di Marco, vice presidente nazionale del Cts, hanno chiesto all'assessore regionale all'Ambiente, è detto in un comunicato, Diego Tommasi, "che venga istituita al più presto una riserva naturale regionale che protegga i siti di nidificazione presenti lungo il litorale ionico della provincia di Reggio Calabria che, a ragione, potrebbe essere ribattezzata come la costa delle tartarughe". Morabito e Chesi, con l'assistenza della Capitaneria di porto, dopo aver individuato il nido, hanno assistito le prime tartarughine usciti dalla sabbia, aiutandole a raggiungere il mare. Attualmente, in attesa che la schiusa si completi, il nido é sorvegliato 24 ore su 24 dal personale esperto del Cts ambiente e da decine di volontari provenienti da tutta Italia. La caretta caretta, secondo quanto evidenzia Stefano Nannarelli, esperto tartarughe del Settore conservazione natura del Cts, è una specie che frequenta abitualmente i nostri mari ma "sta rischiando di scomparire per la progressiva antropizzazione di spiagge adatte alla nidificazione. Negli ultimi anni il litorale ionico della Calabria aveva fatto registrare alcune nidificazioni ma mai nella zona di Reggio. Per questo l'evento è particolarmente importante". "Proprio per garantire la conservazione di questi rettili marini in Calabria - si afferma ancora nel comunicato - il Cts, in collaborazione con Ministero dell'Ambiente, Commissione europea, Regione e Provincia di Reggio Calabria ha avviato due importanti progetti che si propongono di svolgere una serie di azioni urgenti per la conservazione della specie. Questo, se si considera che, come spiega Aldo Cosentino, direttore generale della direzione Protezione natura del Ministero dell'Ambiente, la Calabria 'riveste un ruolo strategico per la conservazione delle tartarughe marine della specie caretta caretta''

Il WWF calabrese contro la centrale a carbone di Saline joniche

21/08 Il Wwf calabrese è contrario all'insediamento della centrale a carbone a Saline Joniche. Secondo gli ambientalisti il "progetto di realizzare una centrale a carbone nell'area dei Pantani di Saline Joniche è del tutto incompatibile con la conservazione e la valorizzazione delle risorse naturalistiche dell'area interessata e genera forti preoccupazioni sull'impatto ambientale che l'opera avrebbe sull'intero comprensorio". "Il valore naturalistico della zona - prosegue la nota dell'associazione ambientalista - è dato dalla presenza, nel corso dell'anno, di numerose specie di uccelli migratori, tra cui non mancano aironi, cigni reali, fenicotteri rosa, numerose specie di anatre e, come simbolo dei pantani, l'elegantissimo cavaliere d'Italia che risulta nidificante sulle rive dell'importante zona umida". Il Wwf, preannunciando che intraprenderà tutte le iniziative possibili per scongiurare quello che considera un ennesimo attacco all'ambiente, ritiene "incredibile che, dopo i clamorosi e drammatici fallimenti dei vari insediamenti industraili, di cui Saline rappresenta ancora uno degli esempi più eloquenti dopo le storiche battaglie contro la centrale a carbone di Gioia Tauro e mentre tutta la stessa Piana è alle prese con i gravissimi problemi causati dall'inceneritore, in Calabria si continua a perseguire la strada della produzione energetica a scapito del territorio e della salute dei cittadini"

CTS: Creare un rapporto tra pescatori e Delfini

13/08 Sul rapporto tra delfini ed attivita' di pesca professionale sara' focalizzata l'attenzione del Veliero dei Delfini che e' in Calabria e che sara' presente a Tropea. La campagna, alla sua quinta edizione, e' promossa dal Centro turistico studentesco ambiente in collaborazione con il ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare e con la partecipazione della Guardia Costiera, della Guardia di Finanza e del Nucleo Operativo Ambientale dei Carabinieri. Obiettivo del 2007, Anno Internazionale del Delfino, e', ancora una volta, quello di verificare lo stato di salute dei cetacei che vivono nelle acque del nostro Paese individuando i fattori di rischio, le iniziative attivate e auspicabili per proteggerli e, infine, sensibilizzare amministratori e cittadini verso scelte sostenibili. Sulla base di una serie di indicatori, l'impegno per la conservazione dei delfini e, piu' in generale, verso la tutela delle biodiversita' sara' analizzato, valutato e alla fine della campagna saranno rese note le localita' amiche dei delfini. Ma piu' che distribuire voti e pagelle, l'iniziativa si pone come invito deciso ad attuare politiche sempre piu' efficaci in difesa del nostro mare. A fine campagna sara' quindi possibile conoscere la classifica delle Localita' amiche dei Delfini. Per riuscire ad armonizzare i rapporti tra i delfini e gli operatori della pesca andrebbero adottate attivita' di prevenzione, soprattutto attraverso l'utilizzo di dispositivi di nuova generazione. Bisogna pensare al coinvolgimento attivo dei pescatori. Sarebbe inoltre importante incentivare nuove professionalita' legate all'ambiente marino e ai cetacei in generale, che possano andare a compensare il danno economico dovuto alla perdita del pescato e ai danni alle reti. ''La velocita' - ha detto il Vice Presidente Nazionale del Cts, Stefano Di Marco - con cui si sono diffuse nel mondo le attivita' di whale watching e di dolphin watching ci deve far riflettere. Le attivita' eco-compatibili contribuiscono ogni anno ad incrementare il bilancio degli stati costieri nel mondo con piu' di 1 miliardo di dollari. Questo tipo di attivita' condotte in 87 paesi attraggono piu' di 9 milioni di osservatori ogni anno. Per quel che riguarda l'Italia, il CTS Ambiente ha prodotto una stima sul valore economico dei delfini. Visto che in Italia esistono almeno 100 localita' costiere dove e' stata registrata la presenza stabile di delfini e altri cetacei, considerando una media di 6000 persone che per ciascuna localita' durante l'anno possono partecipare a queste attivita' e calcolando un prezzo medio di 30 euro a persona per un'escursione di mezza giornata, si arriva a una stima di 18 milioni di euro-anno''.

Blitz di Goletta Verde davanti l’isola di Dino

29/07 Gli attivisti della Goletta Verde di Legambiente hanno manifestato stamani, sulla costa tirrenica calabrese, davanti all' isola di Dino ''per esprimere il loro deciso 'No' alla costruzione dell' ennesimo super albergo su un promontorio a poche decine di metri di distanza dalla Torre di avvistamento angioina'': a riferirlo e' un comunicato del' associazione ambientalista. ''I lavori dell' hotel a 5 stelle sono bloccati dal maggio del 2006, Legambiente e Regione Calabria - riporta il comunicato - si sono costituite parte civile e il processo e' ancora in atto. La convenzione urbanistica che ne autorizza la costruzione sarebbe viziata da elaborati tecnici incongruenti con il processo di lottizzazione: non esiste un provvedimento comunale che preveda la lottizzazione dell' area in questione. Inoltre, manca completamente una valutazione di impatto ambientale della Regione Calabria''. ''Ma cio' che ci sta piu' a cuore, - afferma Rina Guadagnini, portavoce di Goletta Verde di Legambiente - ed e' principalmente il motivo per il quale non abbiamo voluto rinunciare a questa sosta a Praia a Mare, e' fermare la scellerata autorizzazione della soprintendenza di Cosenza e del Comune di Praia a costruire l' ecomostro, un super albergo di 11mila metri cubi di cemento su sette livelli sfalsati che protenderebbero verso la spiaggia''.

Goletta verde scopre acque fuori dai limiti nel reggino

28/07 Sono diciannove i prelievi effettuati lungo le spiagge delle province di Catanzaro e Reggio Calabria (costa ionica e Stretto di Messina) da Goletta Verde di Legambiente che è approdata a Roccella Ionica. I risultati del monitoraggio sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa. "Di questi - è scritto in un comunicato di Legambiente - tredici sono risultati non inquinati, quattro leggermente inquinati, mentre i restanti due presentano un livello di inquinamento più grave. Tutti i dati usciti fuori dai limiti di legge sono concentrati nella provincia di Reggio, nel tratto ionico e dello stretto di Messina. Particolarmente preoccupante la situazione alla foce del torrente Fiumarella a sud di Reggio Calabria con valori che risultano fino a 200 volte superiori ai limiti di legge, come nel caso dei coliformi fecali". "Male anche il dato riscontrato nel punto di campionamento di Melito di Porto Salvo - prosegue la nota - con parametri 18 volte oltre i limiti previsti. Un monitoraggio lungo tutta la costa ionica: da Roseto Capo Spulico allo stretto di Messina per un totale di venticinque prelievi, che fa registrare un miglioramento della parte settentrionale (Cosenza, Crotone e Catanzaro) e una sostanziale conferma della scarsa qualità delle acque reggine". Alla presentazione dei risultati del monitoraggio sono intervenuti Katia Le Donne, portavoce di Goletta Verde; Nino Morabito, coordinatore di Legambiente Calabria; Erika Barillaro, presidente Legambiente Marina di Gioiosa Ionica, l' assessore con delega al porto, lavori pubblici e rapporti istituzionali del Comune di Roccella Jonica Vincenzo Bombardieri e una rappresentanza della Capitaneria di porto. "Continuiamo a registrare nella città di Reggio molti campioni fuori dai limiti - ha affermato Le Donne - In particolare la foce del torrente Fiumarella, in secca durante l' estate, mette in luce una condotta che scarica in mare carichi inquinanti raccolti lungo il suo percorso. E non è un caso isolato". "Roccella Ionica - ha sostenuto il presidente Morabito - ha intrapreso un percorso virtuoso puntando su un giusto connubio tra ambiente e turismo messo in atto dall' amministrazione comunale: qualità delle acque, condizioni ambientali, smaltimento dei rifiuti, cura dei beni patrimoniali, strutture ricettive, ospitalità, servizi offerti, buona cucina".

Goletta Verde: “Istituire area protetta a S.Andrea dello Ionio”

27/07 Goletta Verde ribadisce il suo "no" alla cementificazione della costa di Sant' Andrea Apostolo dello Jonio. La Goletta Verde di Legambiente, la campagna di monitoraggio delle acque di balneazione, realizzata con il contributo di Vodafone Italia e Italgest Mare, in collaborazione con il ministero dell' Ambiente e della tutela del territorio e del mare, si è fermata, durante la navigazione per Roccella Jonica, a Sant' Andrea Apostolo dello Jonio, per ribadire la necessità di istituire l' Area Protetta, che Legambiente con il Fai e il Wwf Italia vogliono realizzare, da Fosso Cupido al Torrente Alaca. "Su questo - è scritto in un comunicato - è stato anche firmato un protocollo di intesa tra l' Amministrazione comunale, Legambiente, Fai e Wwf Italia, che propone l' istituzione di un' Area Protetta per 500 ettari per salvarla da altri inutili opere di urbanizzazione e valorizzare la biodiversità di questa area. Questo tratto di costa è uno dei pochi luoghi della Calabria in cui la ferrovia non passa vicino al mare. Una spiaggia profonda, lunga oltre tre chilometri, con sabbia di granito bianco ancora incontaminata e ricca di vegetazione spontanea, gigli di mare e fauna selvatica. Fino a qualche anno fa, su questa spiaggia, deponevano le uova anche le tartarughe marine Caretta caretta, che oggi purtroppo non si fermano più qui, a causa dei viavai di fuoristrada che, con il loro aggressivo passaggio, strappano anche i fasci dei rari gigli marini. Un prezioso habitat ancora intatto, dove nidificano numerosissime specie di migratori nei loro voli tra l' Africa e l' Europa, come l' Airone cenerino, che non può essere compromesso". "Il maggior rischio per questo tratto di litorale - ha sostenuto Andrea Dominijanni, presidente del circolo di Legambiente di Catanzaro - è stato il progetto di un lungomare pedonale, che prevede quattro chilometri di cemento, per unire la zona già urbanizzata della Marina di Sant' Andrea Apostolo dello Jonio con i lidi e le caotiche lottizzazioni del vicino paese di San Sostene. Grazie alla sensibilità ambientale dell' Amministrazione comunale che ha accolto la richieste delle associazioni ambientaliste, il progetto è stato bloccato anche se è ancora presente sul piano regolatore". "L'istituzione di un' Oasi per la tutela del sistema dunale é una scelta - ha sostenuto Katia Le Donne portavoce di Goletta Verde - oltre che rispettosa dell' ambiente anche economicamente più proficua, mirata ad accogliere un turismo di qualità. L' intelligenza dell'Amministrazione comunale nel capire come la tutela di un patrimonio naturale come quello della costa di Sant'Andrea Apostolo dello Jonio, dimostra come sia possibile fare delle scelte consapevoli anche se in controtendenza all' andamento della cementificazione selvaggia attuata nella maggior parte della bella costa calabrese ionica".

Goletta verde promuove il mare dell’alto jonio calabrese. Male Crotone

26/07 Prima tappa calabrese per la Goletta Verde di Legambiente, la campagna di monitoraggio delle acque di balneazione, realizzata con il contributo di Vodafone Italia e Italgest Mare, in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare. Buona la situazione emersa nella costa ionica settentrionale della Calabria, dove i risultati delle analisi delle acque hanno fatto segnalare un solo caso fuori dai limiti previsti. Sei i prelievi eseguiti lungo la costa: i dati di Goletta Verde rappresentano un'istantanea scattata al mare della Calabria, per sorvegliare le acque dalla presenza di coliformi fecali e streptococchi fecali, batteri-spia della pressione antropica sul mare, come previsto dalla legge italiana (Dpr 470/82). Inoltre i tecnici di Legambiente ricercano da oltre tre anni la presenza di Escherichia Coli, indicatori nella direttiva europea 2006/7/3, che l'Italia dovrà recepire entro il 2008. Quanto è emerso sullo stato di salute del mare calabrese è stato divulgato nel corso della conferenza stampa di questa mattina, che si è svolta a bordo della Goletta Verde, attraccata al Porto Vecchio di Crotone. All'incontro erano presenti Giorgio Zampetti, portavoce di Goletta Verde; Nino Morabito, coordinatore regionale Legambiente Calabria; Antonio Tata, presidente Legambiente Crotone, e il tenente di vascello della capitaneria di porto locale, Giuseppe Stola, insieme al sottotenente di vascello Oreste Iemma. "Il mare delle prime due province esaminate in Calabria è risultato pulito in quasi tutti i punti di prelievo esaminati - ha dichiarato Giorgio Zampetti, portavoce di Goletta Verde -. L'unico punto fuori dai limiti previsti è quello sul lungomare Gramsci di Crotone. Un punto che negli anni si riconferma a rischio inquinamento. necessario un intervento di adeguamento della rete fognaria, la cui capacità deve essere ampliata, tenendo conto del fatto che Crotone negli ultimi anni è stata una città in crescita, ma nulla è cambiato per quanto riguarda la portata delle sue reti per gli scarichi urbani. Positivo - conclude Zampetti - il dato rilevato a Isola di Capo Rizzuto, che a distanza di un anno è risultato pulito. I prelievi dello scorso anni, infatti, avevano fatto emergere un dato leggermente inquinato". "Ma non è soltanto l'inquinamento organico delle acque a preoccuparci per la salute del nostro mare - dichiara Antonio Tata, presidente di Legambiente Crotone - ma anche quello industriale. I recenti dati divulgati dall'A.r.p.a.Cal confermano che oltre 50 anni di chimica in città hanno prodotto inquinamento da metalli pesanti anche in tutte le zone limitrofe fino alle acque del Porto nuovo. Qui gli ultimi campionamenti hanno dimostrato che esiste una contaminazione con concentrazioni ben oltre i limiti di legge, che arriva fino a quattro metri di profondità all'interno dei sedimenti di zinco, piombo, mercurio, arsenico e altre sostanze. Fino ad oggi - conclude Tata - le scelte fatte non sono riuscite ad attuare una efficace azione di bonifica e si continua a discutere senza prendere decisioni concrete in merito alle aree interessate". Ma i problemi della città non si fermano al mare: "Ventisette associazioni locali hanno raccolto dodicimila firme per ribadire il loro no al raddoppio della discarica di Columbra, alla periferia di Crotone - dichiara Nino Morabito, coordinatore regionale di Legambiente Calabria -. Discarica che per dimensioni sarebbe in grado di far fronte alle esigenze dell'intera provincia se funzionasse la raccolta differenziata. Ma il problema dei rifiuti riguarda tutta la Calabria dove, dopo un decennio di commissariamento, non esiste un adeguato piano regionale per la gestione dei rifiuti e si continuano a proporre soluzioni d'emergenza che fanno più danni di quanti dovrebbero risolverne. La Calabria sembra innamorata della politica della iperconcentrazione: inceneritore unico, come a Gioia Tauro, discarica unica, nel caso di Crotone. E si paventa l'ipotesi di costituire un'unica società per la gestione dei cinque Ambiti Territoriali Ottimali: una follia. Occorre - conclude Morabito - con urgenza che la Regione metta in campo un'adeguata politica in materia di rifiuti"

Blitz di Goletta verde contro l’abusivismo a Isola Capo Rizzuto

25/07 "Giù le mani dalla costa". E' questo lo slogan scritto sullo striscione che oggi pomeriggio i volontari di Legambiente hanno srotolato sulla spiaggia sotto la falesia del parco archeologico di Capo Colonna, nell' area marina di Capo Rizzuto. La manifestazione è stata organizzata in occasione del passaggio di Goletta Verde, la campagna estiva di Legambiente che da 22 anni informa sulla qualità delle acque di balneazione e denuncia abusi e illegalità ai danni delle coste italiane. "All' interno del parco archeologico - è scritto in un comunicato dell' Associazione - sono state confiscate oltre trenta case abusive, costruite alla fine degli anni ottanta, con sentenza definitiva della Cassazione nello scorso mese di maggio. Ma ad oggi ancora nulla è stato fatto per abbattere le costruzioni che invadono una zona sottoposta a numerosi vincoli: sito d' interesse comunitario (Sic), vincolo paesistico ambientale, area marina protetta e parco archeologico. Malgrado tutto le case continuano ad essere abitate, anche se saltuariamente, e sono anche sorte piccole infrastrutture, tra cui un molo e una strada sterrata che porta direttamente al mare". "L' iniziativa di oggi - ha sostenuto Antonio Tata, presidente di Legambiente Crotone - vuole riportare l' attenzione per questo tratto di costa minacciato da abusivismo edilizio e cementificazione selvaggia. In tutta l' area intorno ad Isola Capo Rizzuto ci sono un milione e 850 mila metri cubi di costruzioni totalmente illegali. Invece di abbattere si va in direzione opposta, sottoscrivendo accordi di programma per sanare queste abitazioni con la beffa di fondi comunitari". "In Italia - ha sostenuto Giorgio Zampetti, portavoce di Goletta Verde - sono state già create ventitre aree marine protette, per tutelare gli ecosistemi marini più preziosi e delicati. L' area marina di Isola di Capo Rizzuto è stata tra le prime ad essere istituita, nel 1991. Ma a distanza di 16 anni, molto rimane sulla carta. Un peccato che non si riesca a seguire gli esempi virtuosi di altre aree, che hanno coniugato tutela ambientale e sviluppo turistico".

Italia Nostra: “Allarmano 250 roghi in 10 giorni”

17/07 "Duecentocinquantacinque roghi in soli 10 giorni: un triste record questo che vede la Calabria al secondo posto in Italia per numero di incendi". A rilevarlo é l' associazione ambientalista Italia Nostra che evidenzia anche come il 9 ed il 15 luglio scorso gli incendi abbiano lambito il Parco del Pollino ed altre aree boschive. Sono dati, rileva l' associazione, "davvero preoccupanti, considerato che la temperatura è elevata e la stagione estiva é iniziata da poco". Italia Nostra chiede quindi al Corpo forestale dello Stato, al Coordinamento Territoriale Ambiente (Cta), all' Ente Parco del Pollino che "particolare attenzione sia dedicata alla salvaguardia dei boschi, così da prevenire gli incendi che, secondo il Cfs, nell' 80% dei casi è di origine dolosa. Quindi - prosegue la nota - attività costante di controllo così da intervenire nell' immediato anche con i mezzi aerei, per poter circoscrivere i roghi nel minor tempo possibile". L' associazione ricorda che il 15 luglio sono stati ben 30 gli ettari di lecceta distrutti dal fuoco a Papasidero, intorno al monte Ciagola, e che altri 100 sono a rischio. "Lo stesso danno all' ecosistema forestale - afferma Italia Nostra - era stato causato da un imponente rogo il 26 agosto 2006, quando altri 30 ettari di leccete e quercete erano andati a fuoco. Continuando a bruciare ettari di bosco nel Parco o nelle aree limitrofe, tutti gli sforzi per conservare la biodiversità, per tutelare la presenza della flora e fauna selvatica, protetti dalla legge quadro 394/91, viene ad essere messa in discussione". "Oltre al rischio gravissimo dei roghi - prosegue la nota - un altro pericolo incombe sull' ecosistema del Parco rappresentato dalla messa in esercizio della centrale a biomassa del Mercure, intenzionata a bruciare oltre 350 mila tonnellate di legname proveniente dai boschi del parco con conseguente produzione di gas serra e fuliggini". Italia Nostra, allo scopo di salvaguardare i boschi, propone quindi che "i rimboschimenti vengano fatti possibilmente con specie autoctone e che siano curati con diradamenti e manutenzioni adeguate; siano studiate e messe in atto azioni capillari come quelle di segnalare ai Provinciali dei Cfs le aree coperte dal fuoco e che il Cta del Parco tenga aggiornata una mappa degli eventi con una cartografia consultabile anche su internet sul sito del parco nazionale del Pollino; venga adottata finalmente una strategia del parco tendente ad una gestione competente del patrimonio forestale, ricordando che la conservazione degli habitat si può ottenere solo attraverso una conoscenza dettagliata delle diverse problematiche ecologiche connesse al patrimonio forestale; si arrivi all' adozione (non più rinviabile dopo otto anni) del piano del Parco nazionale del Pollino per superare gli interessi regionali e localistici ed evitare il rischio di un uso improprio delle risorse forestali, fatto che comporterebbe il venir meno della ragione fondante che ha portato all'istituzione dei parchi nazionali e delle aree protette in Italia; si lavori per una tutela della fauna, della biodiversità forestale (manca una legge quadro nazionale); le risorse naturali dei parchi siano salvaguardate secondo quanto stabilito dalla legge 394/91 attuando uno sviluppo che favorisca quei processi virtuosi solo enunciati, come la priorità degli incentivi pubblici per programmi e progetti attuati da Comuni all'interno dei parchi che nessuna Regione ha mai riconosciuto ed attuato".

Italia Nostra “Preoccupa il via libera alla Centrale del Mercure”

13/01 E' stato respinto dal Tribunale amministrativo della Calabria il ricorso presentato da Wwf, Legambiente e Forum Ambientalista contro la messa in esercizio della Centrale del Mercure nel territorio del Parco del Pollino. A darne notizia è l' associazione ambientalista "Pollinowatching" che, in un comunicato, parla di sentenza "che certamente susciterà nuove proteste da parte delle comunità della Valle del Mercure". "Le associazioni ricorrenti - è scritto nel comunicato - avevano evidenziato, tra l' altro, discordanze nei dati prodotti dall' Enel per l'ottenimento del parere di Valutazione d' Incidenza rilasciato dalla Regione Calabria per la messa in esercizio della centrale che brucerà biomassa. Il materiale verrà prelevato, secondo il provvedimento regionale, dai boschi del Parco nazionale del Pollino e più precisamente dalla Valle del Lao ove sono in via di definizione accordi con società private per la gestione dei boschi comunali". "Si tratterà ora di verificare - si sostiene nel comunicato - se il Parco Nazionale del Pollino, i sindaci della Valle del Mercure e quelli della Valle del Lao ricorreranno contro questa decisione del Tar Calabria al Consiglio di Stato e quale sarà la decisione del Ministero dell'Ambiente che sarebbe stato chiamato a pronunciarsi dal neo commissario del parco al momento dell' insediamento"
"Con grande disappunto e preoccupazione abbiamo appreso della sentenza del Tar della Calabria che ha rigettato il ricorso presentato da Wwf, Legambiente e Forum Ambientalista dando il via libera alla messa in esercizio della Centrale a biomasse Enel di Laino (40 MW), nel territorio del Parco nazionale del Pollino, nonostante le Comunità locali e le associazioni da tempo manifestino fondate preoccupazioni circa gli impatti sulla salute e sull' ecosistema del Parco". E' quanto si afferma in una lettera che Italia Nostra ha inviato al ministro dell' Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio. Nelle lettera, inviata anche al Commissario del Parco Nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra e ai sindaci dei Comuni della Valle del Lao e della Valle del Mercure, i vertici dell' associazione scrivono che "questa centrale porterà infatti a un disboscamento selvaggio all' interno del Parco, sottoposto alla legge quadro 394/91, la migliore in Europa in materia di conservazione e tutela del patrimonio ambientale, e interesserà un' area di particolare importanza per la tutela della biodiversità del Parco, che comprende due Sic/Zps di grande valore naturalistico per le molte specie floro faunistiche rare. Non si capisce allora come si possa parlare di energie rinnovabili - prosegue la lettera - quando poi si procede al taglio di foreste secolari, i polmoni verdi del Pianeta, la vera energia pulita e rinnovabile. Se è per rispettare il Protocollo di Kyoto allora si dovrebbe tener conto che un ettaro di alberi riduce le emissioni di CO2 nell' atmosfera nell' ordine di varie tonnellate all'anno". Al ministro dell' Ambiente Italia Nostra sollecita un intervento "per tutelare il territorio e l' ecosistema del Parco Nazionale del Pollino ancora privo degli strumenti di pianificazione" mentre al Commissario del Parco del Pollino ed ai sindaci della Valle del Mercure e della Valle del Lao chiede "di ricorrere contro questa assurda decisione del Tar Calabria al Consiglio di Stato dimostrando di essere dalla parte giusta, quella che garantisce il diritto all' ambiente ed alla salute di tutti i cittadini italiani".

Pronta la variante della Terna dell’elettrodotto Laino-Rizziconi

13/07 Non c' è nessun ritardo per la variante della linea dell' elettrodotto Rizziconi-Laino. E' quanto si afferma in un comunicato della società Terna nel quale si precisa che la società è pronta a illustrare il tracciato del nuovo percorso indicato dalla Provincia di Cosenza. "Terna sottolinea con rammarico - è detto nel comunicato - il riacutizzarsi di una campagna di disinformazione che non soltanto è lesiva dell' immagine e del buon nome della società ma, soprattutto, è fuorviante poiché non rende conto del lavoro svolto sino ad oggi. In questo modo si rischia seriamente di vanificare gli sforzi compiuti e di compromettere il non facile percorso di concertazione che, nonostante la normale dialettica insita in tali processi, ha già dato buoni frutti anche grazie al costante impegno del Ministero dell' Ambiente". "Per un corretto inquadramento della vicenda - prosegue la nota - Terna precisa che la linea elettrica in questione è stata regolarmente autorizzata nel 2002, dopo un iter durato sette anni, e che è entrata in esercizio a novembre del 2005. Tuttavia, per venire incontro alle richieste del Comune di Montalto Uffugo e delle istituzioni provinciali e regionali della Calabria, Terna si è resa fin da subito disponibile a collaborare, in costante dialogo con il Ministero dell' Ambiente, per individuare una variante al tracciato originario in grado di soddisfare le esigenze dei cittadini e la sicurezza del sistema elettrico". "Con questo spirito la società ha partecipato a tutti i tavoli e agli incontri promossi per raggiungere una soluzione del problema - è scritto ancora nella nota - di tale sforzo da parte di Terna ne sono prova, oltretutto, ben 4 progetti di variante elaborati nei mesi passati, tutti respinti dagli enti locali. Infine, sulla base delle indicazioni fornite dalla Provincia di Cosenza, Terna ha elaborato un nuovo progetto di variante, anche a seguito delle valutazioni, dei sopralluoghi e degli incontri effettuati nei mesi scorsi. Dopo l' ultimo sopralluogo del mese di maggio e recependo le indicazioni a proseguire il lavoro iniziato, Terna si è attivata per predisporre tutta la documentazione tecnica e amministrativa necessaria per l' avvio dell'iter autorizzativo. La raccolta della documentazione, anche a seguito dei dovuti sopralluoghi, richiede naturalmente alcuni mesi di lavoro; Terna sta però accelerando i tempi per arrivare quanto prima a depositare la domanda di autorizzazione entro i termini già illustrati al Ministero dell'Ambiente e alla Provincia di Cosenza". "Se fino ad oggi non è stato possibile presentare pubblicamente il lavoro svolto - conclude il comunicato - ciò non è imputabile come si è letto da qualche parte a presunte manchevolezze da parte di Terna. Né la società ha chiesto alcuna proroga o rinvio come pure è stato erroneamente affermato. Terna è pronta in qualsiasi momento ad illustrare alle istituzioni coinvolte lo stato della situazione".

Legambiente “Siccità problema cronico”

13/07 Oltre il 40% dell'acqua immessa nella rete idrica italiana viene sprecato a causa di tubature vecchie (il primato e' di Cosenza con il 70%). Venti miliardi di metri cubi all'anno (il 49% del totale disponibile) vengono inoltre letteralmente 'bevuti' dal settore agricolo, secondo le stime del 1999 (la media europea e' del 30%), mentre anche il costo stesso dell'acqua in Italia (52 centesimi di euro al metro cubo, ma gli agricoltori spendono fino a 100 volte meno) e' praticamente la meta' della media europea. Questi, in linea di massima, secondo Legambiente, sono i problemi piu' urgenti da risolvere nel nostro Paese in tema d'acqua. Per il presidente nazionale di Legambiente Roberto Della Seta ''non si puo' piu' parlare di emergenza, la siccita' in Italia e' ormai diventata un problema cronico che va affrontato e risolto una volta per tutte senza aspettare la prossima crisi''. Le coltivazioni - si legge in un comunicato dell'associazione ambientalista - oltre a prelevare di piu', sono anche quelle che restituiscono meno acqua all'ambiente, non piu' del 50% rispetto al 90% che ritorna disponibile dopo gli usi civili e industriali. Un dato preoccupante se calato nella realta' dei nostri fiumi, basti pensare che i prelievi idrici superficiali dal Po sono per il 95% a fini agricoli. Tra i rimedi proposti dall'associazione, l'adozione di sistemi di irrigazione piu' razionali come la microirrigazione e i sistemi 'a goccia'; rivedere il sistema di tariffazione degli usi dell'acqua prevedendo penalita' per per gli utilizzatori piu' grandi come nel caso delle societa' d'imbottigliamento delle minerali; prevedere nella prossima finanziaria risorse economiche per una grande opera nazionale di ammodernamento degli acquedotti e di razionalizzazione delle reti di distribuzione cittadine.

Assunti 30 ex LSU a tempo determinato nel Parco del Pollino

12/07 Stanno seguendo un corso di formazione, tenuto presso l'Ente Parco dagli stessi dipendenti dell'organo gestore, i 30 ex Lavoratori Socialmente Utili del versante lucano del Parco nazionale del Pollino assunti lunedì 9 luglio a tempo determinato, per sei mesi. lo ha reso noto, con un comunicato, l'ufficio stampa dell'ente Parco. E' la prima fase del progetto che consente attraverso l'assunzione del 10% dei lavoratori del bacino, la mobilità per tutte le persone (calabresi e lucani) coinvolte, circa 270 addetti. Il progetto - prosegue la nota - cofinanziato dalla Regione Basilicata, ha in programma l'utilizzo di otto, tra diplomati e laureati, sul territorio del Parco lucano, nei centri visita di Terranova del Pollino, Viggianello, San Severino Lucano e San Paolo Albanese. Tre di loro, invece, saranno impiegati presso l'Ente Parco, a Rotonda. I 19 operai, invece, saranno occupati in opere di manutenzione e di pulizia della sentieristica. Il loro utilizzo, per come annunciato dal Commissario dell'Ente, Domenico Pappaterra, avverrà in stretta sinergia con il Corpo Forestale dello Stato e con l'Associazione Guide Ufficiali del Parco. "Abbiamo ipotizzato un percorso di utilizzo produttivo - ha detto Pappaterra - che potrà contribuire a supportare la preziosa azione del Corpo Forestale dello Stato e delle Guide del Parco e, soprattutto, a dare risposte concrete ai visitatori. Lo sforzo per giungere a tale soluzione è stato grande anche se non è risolutivo della vertenza degli ex LSU calabro-lucani. Ottenuto questo risultato - ha concluso - dovremo, infatti, lavorare, insieme con i sindacati, che hanno riconosciuto il lavoro svolto sinora come altamente positivo, per ridare dignità lavorativa a tutte le persone interessate".

Approvato il bilancio del Parco del Pollino

07/07 La Comunita' del Parco Nazionale del Pollino, area protetta lucana e calabrese, ha approvato all'unanimita' il Bilancio 2007 nell'assemblea che si e' tenuta a Castrovillari (Cosenza). L'organo assembleare, che riunisce le Regioni Basilicata e Calabria, le Province di Potenza, Cosenza e Matera, le nove comunita' montante e i 56 Comuni interessati al Parco, ha raggiunto il plenum dei presenti come non accadeva dalla sua istituzione ad oggi. E' stata la prima riunione presieduta dal commissario straordinario e futuro presidente del Parco, Domenico Pappaterra. La Comunita' ha votato all'unanimita' anche la relazione di Pappaterra con la quale il futuro presidente presenta lo stato dell'arte del Parco e, soprattutto, indica la strada per rilanciare l'area protetta. Al Consiglio ha preso parte il direttore generale del Ministero dell'Ambiente, Aldo Cosentino. Presenti gli assessori regionali all'Ambiente della Basilicata, Vincenzo Santochirico, e della Calabria, Diego Tommasi, il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, l'assessore provinciale, Arturo Ricetti, il consigliere provinciale di Potenza, Sandro Berardone, che ha portato il saluto anche dei presidenti delle Province di Potenza e Matera, Sabino Altobello e Carmine Nigro. Presenti anche i presidenti delle Comunita' montane e i sindaci e loro delegati. La riunione e' stata presieduta dal presidente facente funzioni Salvatore Paolino. Nella relazione Pappaterra ha sottolineato che ''in questi lunghi quattordici anni (dall'istituzione del Parco) quello che e' mancato alla gestione dell'ente - ha dichiarato il commissario - e' stato l'orgoglio dell'identita' del territorio del Parco, come se questo luogo non fosse sentito proprio e le scelte, in molti casi si sono sovrapposte senza un senso, senza una strategia, senza una valutazione di impatto e di risultati''. Questo e' emerso nella campagna di ascolto di decine di sindaci, associazioni, operatori. Prossime priorita' sono il Piano per il Parco e il Piano di sviluppo socio-economico. Altre questioni da affrontare sono la riperimetrazione, la promozione socio-economica, il progetto degli ex Lsu del Parco, la divulgazione delle attivita', provvedimenti contro i danni alla fauna originati dal cinghiale.

Si della commissione Senato a Pappaterra presidente del parco del Pollino

05/07 Anche la Commissione Territorio, ambiente, beni ambientali del Senato ha approvato la proposta di nomina di Domenico Pappaterra a presidente dell'Ente Parco Nazionale del Pollino. Nella stessa mattinata di ieri, ad esprimersi favorevolmente, all'unanimità, era stata la Commissione della Camera, presieduta da Ermete Realacci. La tredicesima Commissione del Senato - informa una nota dell'ufficio stamoa del Parco - presieduta da Tommaso Sodano (RC-SE), relatore il senatore calabrese Franco Bruno (Margherita), ha dato così il via libera al Ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio per la nomina di Pappaterra che, è Commissario straordinario dell'Ente Parco dal 7 maggio scorso.

Chiude lo zoo di Basilicò sull?Aspromonte, animali all’asta

04/07 Chiude lo zoo di Basilico' realizzato dall'Azienda forestale della Calabria (Afor) a Basilico' sull'Aspromonte e i suoi 239 animali vanno all'asta: la decisione, presa lo scorso anno dal consiglio di amministrazione dell'Azienda (soppressa qualche mese fa), si e' concretizzata con la pubblicazione di un bando sul Bollettino ufficiale della Regione Calabria. A raccontare la vicenda della messa all'incanto di quella che viene definita un' ''Arca di Noe''' e' il quotidiano Calabria Ora che pubblica anche l'elenco dei lotti animali in vendita. La vicenda dello zoo di Basilico', voluto dalla giunta regionale di centrodestra, era stata al centro qualche anno addietro di un'interrogazione parlamentare di Nuccio Iovene, all'epoca senatore dei Ds e di Nichi Vendola, parlamentare di Rifondazione comunista. Entrambi avevano chiesto lumi sulle condizioni degli animali presenti in quello che alcune associazioni animaliste non avevano esitato a definire ''lager''.

Realacci e Margiotta favorevoli alla nomina di Pappaterra a presidente del Parco del Pollino

04/07 Per il presidente della commissione ambiente della Camera, Ermete Realacci, il parere favorevole alla nomina di Domenico Pappatella a presidente del parco nazionale del Pollino "é una nomina di valore, che ha trovato il consenso unanime tra maggioranza e opposizione nella votazione di oggi in Commissione". "Mi auguro - ha aggiunto Realacci - che sotto la sua guida il Parco del Pollino e lo straordinario territorio che comprende sappia trovare la giusta ripresa e la valorizzazione che merita nel panorama nazionale delle aree protette". In precedenza le due Regioni, Basilicata e Calabria, avevano espresso il loro parere favorevole attraverso i Presidenti Vito De Filippo e Agazio Loiero. Adesso si dovrà attendere il parere della Commissione Ambiente del Senato. Pappaterra, attualmente è Commissario straordinario dell'Ente Parco, dal 7 maggio del 2007. "Sono orgoglioso del parere espresso dalla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati - ha detto Pappaterra - a dimostrazione della proficua esperienza parlamentare svolta nella scorsa legislatura e di un rapporto di stima reciproca instaurato con i colleghi della Commissione, oltre che del riconoscimento di un impegno incessante svolto a favore del territorio del Pollino. Allorché sarò nominato presidente dell'Ente Parco - ha concluso - desidero continuare sulla strada intrapresa in questi primi due mesi, che punta al continuo protagonismo di tutti i soggetti interessati al Parco per realizzare un progetto comune di rilancio".
La Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, con voto segreto ed unanime (28 sì su 28 votanti) ha approvato oggi la proposta di nomina di Domenico Pappaterra a Presidente del Parco Nazionale del Pollino. Ne dà notizia Salvatore Margiotta, deputato dell'Ulivo, componente della medesima commissione. "L'unanimità registrata sul nome di Pappaterra, votato anche dalla minoranza - afferma Margiotta - suona a conferma della qualità e della competenza del designato. E' importante che il Parco del Pollino esca rapidamente dalla gestione commissariale, e si avviino concrete politiche di rilancio". "Dobbiamo, in particolare in Basilicata - aggiunge il parlamentare - riprendere a considerare il Parco quale elemento centrale della programmazione regionale: esso costituisce infatti uno dei cardini del territorio di eccellenza lucano,attorno a cui si possono costruire virtuose dinamiche di sviluppo economico e sociale. Facciamo molto affidamento sul lavoro di Pappaterra - ha concluso Margiotta - cui non mancherà, da parte mia come dell'intero Partito Democratico di Basilicata, ogni possibile sostegno".

Parte il programma per la tutela delle tartarughe marine

26/06 L' associazione ambientalista Cts ha varato, in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente, un programma di monitoraggio lungo il versante ionico reggino per la tutela delle tartarughe marine. L' iniziativa del Settore conservazione natura del Cts, associazione impegnata da oltre 15 anni nello studio e nella protezione della tartarughe, si articolerà su due livelli. "Il nostro lavoro - - ha detto Simona Clò, responsabile nazionale del Settore conservazione natura del Cts - si svolge su due diversi fronti Da un lato stiamo intervenendo per recuperare animali feriti o catturati accidentalmente dai pescatori lungo le coste calabresi e, dall'altro, stiamo partendo con un monitoraggio delle femmine nidificanti lungo il versante ionico della provincia di Reggio Calabria". Grazie alla stretta collaborazione con le Capitanerie di porto e i pescatori, gli animali recuperati vengono ospitati all'interno del Centro recupero tartarughe marine del Cts a Brancaleone. Qui uno staff di biologi e veterinari provvede alla loro cura e alla loro riabilitazione. Il Centro è attrezzato con sala operatoria, apparecchio per radiografie, camera oscura, microscopio e una serie di vasche per la degenza degli animali da riabilitare. Per facilitare il pronto intervento è stato attivato, in collaborazione con Europe assistance, un servizio Sos Tartarughe, con un numero verde (800 904 841) attivo 24 ore su 24, per la segnalazione di catture accidentali e il coordinamento delle attività di recupero. "E' nelle nostre intenzioni - ha detto l' assessore regionale all' Ambiente, Diego Tommasi - far diventare il Centro di Brancaleone, entrato già a far parte di diritto della rete nazionale Tartanet, un punto di riferimento per lo studio e la salvaguardia di questi animali per tutta la Calabria, oltre che un centro per la divulgazione delle informazioni sulla biologia e le minacce alla conservazione per le tartarughe". Le attività di monitoraggio prevedono il controllo delle spiagge durante le ore notturne per identificare le femmine nidificanti. Per non disturbare la delicata fase della deposizione delle uova, si procederà alla misurazione ed alla marcatura dell'esemplare solo quando tutte le sue attività saranno terminate. "La Regione Calabria - ha detto il Direttore generale della Direzione protezione natura del Ministero dell'Ambiente, Aldo Cosentino - riveste un ruolo strategico per la conservazione delle tartarughe marine della specie Caretta caretta. Il litorale ionico, infatti, insieme alla costa meridionale della Sicilia e alle isole Pelagie, è uno dei più importanti siti di nidificazione presenti in Italia, avendo ospitato negli ultimi anni numerose ovodeposizioni. Per questo abbiamo deciso di sostenere il progetto del Cts che opera già in Calabria con il progetto Life Natura Tartanet e che si propone con questa nuova iniziativa di effettuare un monitoraggio delle femmine nidificanti". Una task force di volontari provenienti da tutta Italia lavorerà al fianco dei ricercatori per identificare i nidi e vigilare sulle uova di mamma tartaruga, che grazie a quest' iniziativa del Cts potrà dormire sonni tranquilli. "Per garantire adeguate misure di conservazione a questa specie - ha sostenuto il responsabile del Centro recupero tartarughe marine Cts di Brancaleone, Domenico Morabito - chiediamo che venga istituita al più presto una Riserva naturale regionale che protegga i siti di ovodeposizione presenti lungo il litorale ionico della provincia di Reggio Calabria, che a ragione potrebbe essere ribattezzata come la 'Costa delle tartarughe'".

Appello per l’ecosistema del mare e delle coste del sud

25/06 L'ecosistema costiero del Sud rappresenta un complesso naturalistico, storico, culturale, antropologico ed archeologico unitario di eccezionale potenzialità. Sulla terra ferma abbraccia il territorio e le popolazioni delle regioni Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Campania con centri portuali, storici, ecosistemi naturali marini e dell'immediato entroterra, risorse territoriali storico-archeologiche della Magna Grecia. Le proposte di Associazioni, Comitati ed Amministratori locali per l'istituzione di un sistema di Aree Protette costiere mira a rilanciare, in virtù di un recente e ritrovato rapporto tra territorio e comunità locali, risorse strategiche per lo sviluppo, quali l'agricoltura di qualità e il turismo rispettoso dei valori dei luoghi. Intende promuovere un percorso unitario, sull'esempio delle coste della Manica, della Bretagna, della Scozia, della Biscaglia, o delle coste francesi, olandesi e greche, per rilanciare il ruolo di un'area che appartiene al Mediterraneo e ne rappresenta il cuore e che invece è minacciata da insensati progetti di tipo industriale e militare, così come dimostra la vicenda di Taranto ritenuta strategica per logiche belliche e militari. La costellazione dei paesaggi costieri, delle sue aree marittime, dei centri culturali, delle città e dei paesi rivieraschi, la presenza di numerose aree archeologiche della Magna Grecia costituiscono un unicum straordinario per rilanciare lo sviluppo del Sud per un percorso democratico dell'Europa verso i popoli del Mediterraneo, per il rispetto della diversità delle culture, delle religioni e dell'ambiente. Temi questi di grande importanza per valori di solidarietà, cooperazione, per la ricerca, per l'impegno per la convivenza tra i popoli, per la pace e per nuovi valori di identità delle comunità oggi sviliti dalla politica e dall'aggressione industriale e militare ai territori. I valori naturalistici rappresentano pertanto una traccia di lavoro sulla quale le Associazioni firmatarie dell'appello si impegnano ed impegnano le Istituzioni regionali e nazionali per uno sviluppo che veda direttamente protagonisti tutti gli attori sociali. Considerato che il Sud ed il sistema costiero in particolare è interessato da un incoerente sviluppo turistico ed insediativo, dalla speculazione e dall'uso di rapina dei fondi pubblici e di quelli comunitari che rischiano di pregiudicare anche le aree demaniali residuali ancora integre di rilievo ambientale. Verificato che sono emergenti aspirazioni al cambiamento provenienti dalle popolazioni che richiedono però un grande impegno di partecipazione ed intelligenza ma anche capacità di prospettive, progetti e azioni concrete quali leggi di salvaguardia sulla salvaguardia dela biodiversità su scala interregionale. Da qui l'appello affinché il Governo tuteli efficacemente il sistema della biodiversità costiera del Sud Italia attraverso leggi idonee, considerata la presenza di numerosi SIC (Siti di Importanza Comunitaria) e ZPS (Zone di Protezione Speciale) già individuati dalle Regioni, siti archeologici di grande importanza, numerose città e paesi ricchi di tradizione e cultura vanno raccordati con i valori naturalistici dei tre parchi nazionali della Sila, Pollino e della Murgia pugliese, includendo anche riserve Naturali Statali Marine e Riserve Naturali Regionali già istituite da Stato e Regioni. I firmatari dell'Appello per la "Difesa pacifica del Mediterraneo e per la salvaguardia della biodiversità delle coste del sud Italia" sono convinti che la ricostruzione dell'Identità del Sud vada fondata sulla cultura della pace e della solidarietà del Mediterraneo e richieda azioni di salvaguardia dei patrimoni culturali ed ambientali che a pieno titolo debbono essere inseriti nella Costituzione Italiana attraverso l'integrazione dell'articolo 9 della Costituzione, in linea con la necessità di tutelare l'ambiente e la biodiversità e assicurare un mondo vivibile alle generazioni presenti e future, colmando questa lacuna nella carta costituzionale.

Fare Verde: No al proliferare dei parchi eolici

25/06 Fare Verde denuncia il proliferare indiscriminato di richieste di autorizzazione per l'installazione di impianti eolici. Fare Verde rileva come questa non possa essere la soluzione giusta per la valorizzazione di terreni agricoli a cui la Politica non riesce a dare soluzioni concrete di sviluppo ed invita le Associazioni di categoria a voler sottoscrivere la Moratoria che Fare Verde si appresta a presentare contro il Piano Regionale sui parchi eolici. La Calabria non può continuare ad essere colonia dell'Italia, sacrificando la sua vocazione e la sua ricchezza agro-turistica che andrebbe tutelata da attacchi colonizzatori e valorizzata nelle sue diverse sfaccettature. Non si può permettere che all'interno del Parco Nazionale del Pollino recentemente commissariato dal Ministero all'Ambiente anche al fine di tutelare al meglio il territorio dopo anni di disattenzioni ed abbandono, Comune di Papasidero, vengano installate decine di torri di cemento alte più di 60 metri senza tener conto delle peculiarità di quel sito (SIC, ZPS, ecc.) che hanno fatto si che diventasse uno dei più bei Parchi d'Europa.

258 mln di danni dai cinghiali nel Parco del Pollino

24/06 E' stato pari a 258.756 euro il danno procurato nel 2006 dai cinghiali nel Parco nazionale del Pollino: il dato e' contenuto in un numero speciale sulla gestione dei cinghiali in Basilicata di ''Agrifoglio'', il periodico dell' Agenzia lucana di sviluppo e di innovazione in agricoltura (Alsia). Nel 2005 i danni stimati furono di 297.759 euro, nel 2004 di 255.336 euro e di 294.906 nel 2003. Le colture maggiornamente danneggiate nel 2006 sono state i castagneti (40 per cento), seguite dai vigneti (12 per cento), dai cereali (tre per cento), dagli erbai (due per cento), dal foraggio (uno per cento), mentre il restante 42 per cento riguarda altri tipi di coltivazioni.

Incontro del Commissario all’ambiente con Tommasi e le aziende rifiuti per la raccolta differenziata

21/06 I rappresentanti di tutte le societa' miste per i rifiuti calabresi dei 14 ambiti territoriali, hanno avuto un incontro, oggi su invito del Commissario per l' emergenza ambientale, il prefetto di Catanzaro Salvatore Montanaro, con lo stesso Prefetto e con l' assessore regionale all' Ambiente, Diego Tommasi, per fare il punto della situazione alla luce del progetto avviato dalla Regione per la raccolta differenziata, evidenziare le problematiche e avviare un percorso che porti ad una rimodulazione del sistema gestionale dei rifiuti e del sistema impiantistico. Nel corso degli interventi gli operatori del settore hanno avanzato i propri suggerimenti ad iniziare dalla riscossione diretta della tariffa sui rifiuti per avere un rapporto diretto cittadino-societa' allo scopo di evitare lungaggini. ''Oggi - ha sostenuto al termine Tommasi - si sancisce un percorso che per quanto riguarda la Regione e' stato sempre chiaro. La Regione e' al tavolo in quanto organo politico di programmazione e l' ufficio del commissario e' soggetto attuatore ed ente preposto per l' uscita dell' emergenza. Con oggi inizia un percorso per avviare al piu' presto un riordino di tutto il sistema e per chiudere definitivamente l' emergenza rifiuti in Calabria. E' stato un incontro molto positivo. E' un nuovo modello di approccio del sistema: non aspettare le societa' che vengono a bussare a cassa, ma affrontare insieme, a 360 gradi, i problemi e fare un punto del progetto che vede coinvolti 280 comuni nel primo bando e 101 nel secondo. Ci sono delle aree della nostra regione che hanno delle criticita' per la raccolta differenziata e oggi e' stato un momento importante per affrontarle''. ''Innanzi tutto - ha sostenuto il prefetto Montanaro - c' e' un metodo nuovo con il quale abbiamo gia' affrontato la depurazione con i Comuni. Anche in questo caso il metodo vede la partecipazione e la chiamata diretta di soggetti che gestiscono il servizio per fare insieme a noi il punto della situazione e capire come sta, quali sono le valutazioni e quali le proposte. Oggi sono emersi tre aspetti principali: il sistema tariffario con riscossione diretta, la rimodulazione del piano anche delle discariche all' interno dei singoli ambiti, la generale esigenza di razionalizzare il sistema in maniera da renderlo compatibile con una esigenza di carattere generale, che e' quella di offrire il miglior servizio di raccolta e smaltimento da una parte e dall' altra con una possibile riduzione dei soggetti che vanno a fare questo tipo di lavoro. Cio' per realizzare economie di scala che devono rientrare all' interno dell' intero sistema regionale che sta adottando una politica e una strategia che tende appunto a razionalizzare. In tale ambito deve entrare anche questo servizio sapendo che vogliamo offrire il massimo al cittadino che chiede giustamente il servizio tenendo conto anche delle giste esigenze di chi, anche come le societa' private, investe nelle societa' miste, ma con l' obiettivo primario dell' interesse generale''. ''Nell' ordinanza con la quale sono stato nominato - ha proseguito Montanaro - c' e', tra gli altri compiti, anche quello di identificare i percorsi per portare alla normalizzazione e al superamento dell' emergenza. L' abbiamo avviato per la depurazione, oggi avviamo la parte sulla raccolta differenziata. Pensiamo che questo percorso prosegua con un' operativita' maggiore del Commissario. Nei prossimi giorni il sub commissario La Sala effettuera' dei sopralluoghi sul posto. Poi convocheremo una riunione con tutti i Prefetti ed i Presidenti delle Province perche' siano coinvolti. Il desiderio sarebbe coinvolgere anche i sindaci, ma e' difficile mettere insieme 409 sindaci. Vogliamo comunque trovare il sistema perche' questo messaggio di condivisione arrivi anche ai sindaci''

Pappaterra “Eccessiva presenza di cinghiali nel parco del Pollino”

21/06 Il Commissario straordinario del Parco nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra, ha scritto ai prefetti di Potenza e Cosenza per affrontare "l'annosa questione dei cinghiali, la cui eccessiva presenza minaccia oltremodo le colture del territorio protetto acuendo le già esasperate tensioni sociali esistenti". Lo stesso Pappaterra - secondo quanto riferito dall'ufficio stampa del Parco - ha avviato "un'azione di sensibilizzazione nei confronti delle amministrazioni provinciali e delle Aziende sanitarie con l'obiettivo di firmare un protocollo d'intesa per gestire al meglio anche le operazioni di abbattimento". "Il ruolo delle Province - ha spiegato Pappaterra - è fondamentale essendo le stesse a gestire, per competenza, le attività venatorie. Potranno, quindi, essere utili nell'attività di formazione e qualificazione degli operatori di selezione e diventare partner nell'attività di controllo della popolazione di cinghiale, fermandone il ripopolamento".

Loiero “Crotone sede ideale per la centrale solare”. il Sindaco Vallone ringrazia

20/06 "Il mio orientamento è quello di localizzare la centrale termodinamica a Crotone e lo avevo anche anticipato la scorsa settimana al sindaco della città Peppino Vallone presente Mario Cimino, presidente del Consorzio di sviluppo industriale della provincia di Crotone. E sarà questa la localizzazione che proporrò alla Giunta regionale". E' quanto ha detto il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, circa la realizzazione della centrale solare. "Come ho avuto modo di dire - ha aggiunto Loiero - il ministro Pecoraro Scanio, che ringrazio per l'attenzione dimostrata ancora una volta verso la Calabria, regione attenta e sensibile ai problemi ambientali e per questo destinataria dell'unica centrale solare che verrà costruita in Italia (sarei contento se i sindacati ne prendessero nota), si è spinto con generosità a indicare Crotone come sito in cui realizzarla. L'abbiamo presa, così com'era, come una indicazione, per altro condivisa, e niente più. Perché a decidere non è il ministro, bensì la giunta regionale nella sua collegialità, in una logica di equa distribuzione degli interventi sul territorio regionale, che riguarderanno anche le zone franche e altro ancora". "Per il sito di Crotone - secondo il presidente Loiero - spingono due motivi semplici. Il primo riguarda l'aspetto economico. Se il governo regionale ha fatto una scelta precisa di tutelare le proprie risorse ambientali, sia per valorizzare un prezioso patrimonio naturale utile al rilancio dell'economia del territorio (il no a Europaradiso è scaturito da queste convinzioni), è questo un modo per coniugare lo sviluppo produttivo con la sostenibilità ambientale. Il secondo motivo é ancora più semplice: gli studi effettuati ci dicono che è quella l'area che ha il sole giusto per alimentare l'impianto. Tutto, ripeto, deve essere visto nell'ottica di una programmazione che riguardi l'intero territorio regionale, in cui si decida sulle zone franche urbane - ne abbiamo ottenute due ma dopo la sperimentazione potrebbero essercene altre - e sulla localizzazione di altri interventi produttivi, anche collegato al settore energetico e ambientale". Nei prossimi giorni, ha fatto sapere Loiero, la giunta sarà chiamata a decidere queste e altre cose, dopo avere coinvolto le amministrazioni locali e il partenariato. "Ci troviamo in una situazione favorevole e dobbiamo attivarci per non far sfumare l'occasione - ha detto ancora Loiero - anche perché la centrale termodinamica a concentrazione solare che siamo disposti a ospitare una volta definito il protocollo d'intesa, rappresenta per noi l'opportunità per aprire il nostro territorio alla sperimentazione di nuove tecnologie nel settore delle fonti rinnovabili, come abbiamo sottolineato nell'incontro romano con il ministro, il premio Nobel Rubbia e l'assessore Tommasi". "Si tratta di opportunità - ha concluso - che non finiscono con la centrale solare. In questo contesto gli impianti a concentrazione solare presentano importanti prospettive, sia per i costi limitati, sia per la loro elevata efficienza".
Il sindaco di Crotone, Peppino Vallone, commenta con soddisfazione l'orientamento espresso dal presidente della Giunta regionale, Agazio Loiero, circa la localizzazione della prima centrale solare termodinamica a concentrazione italiana nel crotonese. Orientamento che, rivela il sindaco di Crotone, gli era stato gia' anticipato dallo stesso Loiero la scorsa settimana. ''Viene cosi' sancito - sostiene Vallone - il riconoscimento delle peculiarita' e della storia per la produzione energetica di un territorio. E' la prima vera, concreta sfida di questo territorio, gia' riconosciuto quale Distretto energetico della Calabria, nel processo di sviluppo ecosostenibile, in armonia con il luogo e con la natura, e notevoli saranno le ricadute economiche-occupazioni e sociali che un insediamento di siffatta portata comporta. L'ipotesi di intitolare, poi, la centrale al grande matematico Pitagora e' la testimonianza dell'altissimo valore simbolico che lega il nome ai luoghi. Storia, cultura, saperi si intrecciano in funzione di una ipotesi di sviluppo''. ''Crotone e il suo territorio - conclude Vallone - tornano ad essere al centro del Mediterraneo, luogo mitico e reale, luogo privilegiato dei futuri rivolgimenti geopolitici mondiali in chiave energetica''

Speranza “La regione provveda alla pulizia delle spiagge”

13/06 Il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, ha scritto al Dipartimento Ambiente della Regione sottolineando "la necessità di interventi urgenti e non procrastinabili per rimuovere i rifiuti di tipo urbano presenti lungo la spiaggia in località Marinella, fino al pontile dell' area ex Sir". In una nota si afferma che "l' Amministrazione comunale aveva provveduto nei giorni scorsi alla pulizia degli otto chilometri di spiaggia comunale e ad eliminare i rifiuti presenti, con forte dispendio di personale e mezzi e con costi di pulitura che ammontano a circa 50 mila euro. Un lavoro che ha permesso di riportare la costa alla sua naturale bellezza e di inaugurare con successo la stagione estiva attraverso la festa degli aquiloni, con il coinvolgimento di scuole e associazioni ambientaliste che si sono ritrovate come ogni anno sui lidi del territorio comunale. Una giornata bellissima molto apprezzata dai bambini che si sono divertiti a giocare sulla spiaggia pulita e un'iniziativa lodata al tempo stesso dagli adulti. Purtroppo, dopo un sopralluogo effettuato il 12 giugno scorso, si è constatato che il lavoro svolto è stato vanificato dalla presenza, da località Marinella fino al pontile dell'area ex Sir, su tutta la battigia e su tutta la fascia costiera marina, di rifiuti di tipo urbano (buste e piatti di plastica, contenitori di detersivi, creme ecc.) ma anche di buste di fertilizzanti agricoli, fusti di plastica e metallici portati dalle correnti marine. Un evento che annualmente si ripete e che già nel 2005 e nel 2006 aveva visto ripetutamente impegnato il comune anche con un esposto alla Procura della Repubblica da parte del sindaco e la richiesta di sequestro dei rifiuti spiaggiati". Il sindaco Speranza, che ha inviato la lettera anche al presidente della regione, Loiero, ed all' assessore all' Ambiente, Tommasi, oltre che al procuratore della Repubblica di Lamezia, sostiene che "il Comune è fortemente preoccupato per le condizioni sempre più gravi in cui versa il nostro mare: sia per i non ancora risolti problemi del sistema depurativo, sia per la pr