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Ambiente ed Energia
Il parco del Pollino presenta al Minstero il piano antincendi per il 2008 14/02 Il Parco del Pollino - dove nella scorsa estate
le fiamme hanno distrutto oltre sei mila ettari di vegetazione - ha
presentato al Ministero dell'Ambiente il Piano antincendio per il
2008. Lo ha annunciato l'ufficio stampa precisando che "il piano,
per essere operativo, dovrà essere contemplato nei Piani antincendio
regionali, di Calabria e di Basilicata". "La brutta stagione
di fuoco che ci ha visto, nostro malgrado, protagonisti, nel 2007
- ha spiegato il Presidente del Parco, Domenico Pappaterra - vorremo
restasse solo un lontano e brutto ricordo. Puntiamo, attraverso i
finanziamenti disponibili, sia ad attivare azioni in grado di fronteggiare,
nell'eventualità, i roghi sia soprattutto a prevenirli".
Nel Piano è previsto che "d'intesa con le Regioni, siano
utilizzati, in qualità di operai idraulico forestali, una parte
degli ex lavoratori socialmente utili del Parco. Inoltre - è
scritto nella nota - il Parco intende realizzare, con un suo finanziamento,
un centro polifunzionale a Campotenese, nel comune di Morano Calabro
(Cosenza), con una ede operativa del Comando territoriale per l'Ambiente
del Corpo Forestale dello Stato in prossimità dello svincolo
autostradale, località ritenuta una zona di grande interesse
turistico". Fare Verde “Gli impianti eolici rovinano il paesaggio” 14/02 "Consentire una massiccia infrastrutturazione
eolica significa introdurre un elemento estraneo che stride con i
più importanti valori di identità del territorio calabrese
e finisce per alterarli in modo irreversibile". E' quanto sostiene,
in una nota, il presidente di Fare Verde Cosenza, Francesco Pacienza.
"Significa, ancora - aggiunge Pacienza - rovinare radicalmente
il paesaggio e la naturalità dei Parchi, finanziati tra l'altro
con risorse pubbliche. Vuol dire anche, come ampiamente dimostrato,
deprimere il valore immobiliare dei terreni e dei centri storici e,
insieme, inibire le potenzialità future di sviluppo locale
delle piccole imprese basate sulle peculiarità del territorio,
sul turismo, sull'agriturimo, sull'agricoltura, sull'allevamento di
qualità". Secondo Pacienza, "in Calabria, pur di
creare i parchi eolici, si assiste alla sistematica violazione di
regolamenti regionali e la loro installazione in aree all'interno
di Parchi nazionali o aree a protezione speciali o di particolare
interesse per la biodiversità o il paesaggio" Realizzato dalla Lipu il primo censimento dei nidi di rondine 22/01 Sono 358, di cui 141 con presenza di uova, i
nidi di rondine censiti nel territorio del Comune di Rende a conclusione
del progetto Agricoltura e Natura realizzato dalla Lega italiana protezione
uccelli (Lipu). "In due aree agricole - è scritto in un
comunicato - sono concentrati circa il 65% dei nidi censiti mentre
sul restante territorio comunale la presenza della rondine è
stata riscontrata a 'macchia di leopardo', in ambienti anche semi
urbani e in siti inusuali per la specie quali case abbandonate, magazzini,
ponti". Oltre 180 alunni della scuola primaria e una decina di
insegnanti appartenenti agli Istituti scolastici di Carolei, Dipignano,
Montalto Uffugo e Rende hanno partecipato attivamente alla realizzazione
dell'iniziativa attraverso interventi didattici in aree agricole,
attività ludiche e rappresentazioni grafiche. In più
sono state svolte 70 uscite sul campo da parte dei volontari della
Lipu che hanno effettuato il primo censimento della rondine per valutarne
la consistenza numerica. Sensibilizzate anche una decina di aziende
agricole sulla necessità di riprendere in considerazione un
tipo di agricoltura tradizionale. Agli agricoltori sono stati illustrati
gli incentivi economici previsti dall'Unione europea per questa tipologia
di interventi. Incontri si sono svolti con amministratori di vari
comuni della provincia di Cosenza con l'obiettivo di informare e sensibilizzare
sull'utilità di rondini, rondoni e balestrucci. Cinque, inoltre,
sono stati i Comuni che, grazie all'attività svolta, hanno
approvato la cosiddetta "delibera salvarondini", un atto
amministrativo emanato dal Consiglio comunale per proteggere i nidi
dei volatili. "L'obiettivo del progetto - ha detto Roberto Santopaolo,
delegato Lipu di Rende - è stato quello di sviluppare localmente
il rapporto tra agricoltura e natura, o meglio gli effetti che le
pratiche agricole intensive possono avere sull'ambiente attraverso
delle azioni di ricerca sul campo, di sensibilizzazione e di tutela;
il tutto con il coinvolgimento attivo di scolaresche, agricoltori
e amministratori". La Giunta di San Demetrio Corone approva l’impianto dei parchi eolici 16/01 La Giunta comunale di San Demetrio Corone ha approvato lo schema di manifestazione di interesse per la realizzazione di parchi eolici. Il termine ultimo per la presentazione delle offerte da parte dei soggetti interessati è fissato al 29 febbraio 2008. L'esecutivo comunale ha individuato le aree del territorio idonee alla realizzazione di parchi eolici ed ha approvato lo schema di convenzione tipo contenenti i termini che devono regolare il rapporto tra il Comune e l'impresa che intende realizzare e gestire il parco. Interessate tutte le zone periferiche del territorio comunale con oltre trecento metri di altitudine. Le ditte che intendono partecipare alla manifestazione di interesse, oltre a produrre tutti i documenti necessari, dovranno indicare l'offerta economica e i termini che costituiranno gli elementi per determinare l'offerta più vantaggiosa per il comune. Legambiente Calabria. “Differenziare sia un atto solidale” 13/01 ''Due chili di rifiuti indifferenziati in meno,
ottenuti diminuendo i piccoli sprechi quotidiani o incrementando sempre
piu' la raccolta differenziata, possono creare in poche settimane
quello spazio in discarica necessario ad accogliere il surplus di
rifiuti campani senza nessun aggravio per gli impianti di smaltimento''.E'
la proposta che avanza Francesco Falcone, direttore di Legambiente
Calabria. ''In Calabria produciamo in media piu' di 1,5 kg di spazzatura
al giorno - sostiene Falcone - se nelle prossime settimane tutti i
calabresi risparmiassero alle proprie discariche due kg si diminuirebbe
la pressione complessiva sulle discariche di ben 4.022.932 kg di rifiuti
in meno in un solo giorno, oltre 4.000 tonnellate. La disponibilita'
della Calabria a ricevere rifiuti dalla Campania e' un atto di solidarieta'
che va verificata in trasparenza, alla luce del sole per quantita'
e tempi limitati''. ''Differenziamo come non abbiamo mai fatto - prosegue
ancora il direttore di Legambiente Calabria - e riduciamo per quanto
possibile i nostri rifiuti. E' una dimostrazione di solidarieta' civile
e soprattutto una prova che sappiamo e possiamo fare di meglio di
quanto fatto finora. Due chili di meno e' anche un'occasione per trasformare
in opportunita' la triste vicenda rifiuti. Nel nostro Paese, in Campania
e in Calabria, la produzione annua di rifiuti cresce a un ritmo superiore
a quello della raccolta differenziata. E' utile quindi diffondere
sempre di piu' le esperienze positive dei 1.150 Comuni ricicloni del
Paese per sottolineare che buttare meno spazzatura e' il primo passo
per una corretta gestione del ciclo dei rifiuti''. Anche i piccoli
comuni calabresi iniziano a battere colpi, e' il caso del comune di
Spezzano Albanese, in provincia di Cosenza, che intende dare attuazione
alla riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti attraverso la raccolta
differenziata ed in prima persona Sindaco e vicesindaco faranno nelle
scuole attivita' di sensibilizzazione sulle modalita' di raccolta
differenziata, per trasformare un problema in opportunita' di sviluppo
e salvaguardia del territorio''. ''Sbagliano, a nostro avviso, - conclude
Falcone - quanti cavalcano facile populismo e non si assumono responsabilita',
al di la' delle appartenenze politiche le responsabilita' sono suddivise
in tutti gli schieramenti; sbaglia chi chiude al senso di responsabilita'
di ciascun cittadino e sbagliano i cittadini piu' attenti alle tematiche
ambientali che hanno il dovere di stimolare, incalzare ed aiutare
il Paese ad uscire da quello che e' un problema nazionale che riguarda
ogni italiano e certamente non aiuta e non risolve i problemi l'atteggiamento
di quanti si pongono in un approccio 'leghista''''. Pecoraro Scanio presenta il rapporto ambientale sulla Calabria 05/11 Martedì 6, il ministro dell'Ambiente
e della tutela del territorio e del mare, Alfonso Pecoraro Scanio,
sarà ad Altafiumara di Villa San Giovanni, per presentare il
Rapporto sullo stato dell'ambiente in Calabria. Lo rende noto un comunicato
del ministero. "Si tratta - ha commentato Pecoraro Scanio - di
un momento di confronto importante e costruttivo con il quale, non
solo sarà possibile rilanciare gli impegni in materia di tutela
ambientale nel territorio calabrese, ma anche mettere in evidenza
i progressi e l'enorme patrimonio di elementi positivi presenti in
una regione che sta affrontando le sue emergenze con grande responsabilità".
"Nel rapporto, - prosegue la nota - infatti, si mettono in luce,
tra l'altro, gli ottimi risultati ottenuti dalla raccolta differenziata
porta a porta, alla quale hanno aderito 348 Comuni, di cui 280 hanno
gia avviato il servizio, raggiungendo così picchi di incremento
tra i più alti a livello nazionale. Inoltre, - conclude il
comunicato - si evidenzia l'importanza del programma in materia di
informazione, divulgazione ed educazione ambientale per il quale,
dopo l'approvazione dell'Unesco, che ha battezzato il Piano regionale
quale migliore strumento a livello mondiale, è arrivato anche
il riconoscimento ufficiale del Compa 2007, il Salone europeo della
comunicazione pubblica". "La presentazione del rapporto
- è detto in un comunicato della Regione - avviene dopo sette
anni dall'ultima edizione e per l'occasione si riunirà anche
la 'commissione ambiente e protezione civile' degli assessorati regionali.
Essi dovranno esprimere due pareri: sullo schema del decreto ministeriale
sulla 'tutela del territorio e del mare - Criteri e metodologie per
la verifica dell'idoneità dei sedimenti da sottoporre a drenaggiò
e ' Revisione della parte III del Dlgs. 152/2006 - Ricognizione stato
dei lavori''. "Oltre al ministro Scanio, - prosegue la nota -
parteciperanno all'incontro, tra gli altri, il presidente della conferenza
delle Regioni, Vasco Errani, il presidente della Regione Calabria,
Agazio Loiero, e l'assessore regionale all'ambiente e coordinatore
nazionale della commissione, Diego Tommasi che evidenzia che "in
circa trenta mesi di governo, grazie al lavoro sinergico con l'Arpacal,
la Calabria ha posto l'ambiente tra le proprie priorità politiche,
ottenendo dati positivi". "Questi - aggiunge - alcuni risultati
ottenuti: interventi nel settore della bonifica, che ha visto la pulizia
di 670 discariche e la programmazione di interventi su altre 400,
tramite i progetti 'Puliamo la Calabria 1 e 2'; campagna di informazione,
diffusa attraverso internet, l'invio di 50 mila sms e la realizzazione
di alcuni video 'confezionati' con la collaborazione gratuita dei
tre attori calabresi Pino Gigliotti, Tonino Chiappetta e Paolo Marra,
che saranno trasmessi dalle emittenti televisive calabresi; accordo
di programma con l'ufficio scolastico regionale, grazie al quale sono
state coinvolte in diversi progetti 850 scuole, per un totale di 135
mila studenti". "Non ci siamo dimenticati - conclude Tommasi
- neppure della programmazione futura tenendo conto anche dell'opportunità
del Por 2007/2013. In questi mesi, con lo stesso slancio col quale
abbiamo denunciato le negatività, abbiamo evidenziato e riportato
alla luce l'enorme patrimonio di positività, affinché
si traducano in concrete occasioni di sviluppo, crescita economica
e culturale della Calabria". Fare Verde “No agli incentivi all’eolico” 19/10 "Come abbiamo più volte sottolineato
siamo contrari ad una politica di esclusiva incentivazione dell'eolico
come principale fonte rinnovabile per la produzione di energia".
E' quanto scritto in una nota del Presidente dell'Associazione provincia
di Cosenza 'Fare Verde', Francesco Pacienza. "Questa politica
- prosegue - sta generando una vera onda d'urto contro i nuovi 'colonizzatori',
spinti solo dall'interesse del business racchiuso nel valore dei certificati
verdi e non nella vera ed effettiva tutela dell'ambiente". Fare
Verde Cosenza ha sempre ribadito che questi impianti, definiti industriali
perché formati da molti aerogeneratori e perché realizzati
da società private, dovrebbero sorgere in "appositi distretti
industriali - prosegue la nota - precedentemente predisposti a livello
regionale o locale e non in aree protette o agricole o boschive o
in prossimità di abitazioni, come nella realtà calabrese
accade. Ma la quantità di energia che questi parchi eolici
sono in grado di produrre è puramente teorica perché
soggetta ad una variabile incostante: il vento. Infatti devono essere
predisposte centrali con capacità di riserva equivalenti alla
capacità, teorica, di produzione". "Se non vi fossero
- conclude - gli incentivi dei certificati verdi, i finanziamenti
regionali, gli incentivi fiscali ed i contributi comunitari, in Calabria
quante delle oltre 1200 richieste di parchi eolici industrial vi sarebbero
realmente?". Nel Pollino inizia il piano abbattimento cinghiali 09/10 Il Ministero dell'Ambiente ha approvato il Piano
sperimentale di prelievo selettivo del cinghiale, elaborato dall'Ente
Parco nazionale del Pollino "per lenire il grave problema della
sovrappopolazione degli ungulati, che riveste, ormai, carattere d'emergenza
in molte aree del Parco calabro-lucano". Lo ha annunciato - in
una nota diffusa dall'ufficio stampa - il Presidente del Parco, Domenico
Pappaterra, secondo il quale "così il problema che attanaglia
da anni diverse comunità sarà sicuramente ridimensionato".
"Nei prossimi giorni - ha annunciato Pappaterra - saranno convocate
le Province di Cosenza, Potenza e Matera, le Aziende sanitarie, il
Cta del Corpo forestale dello Stato e le Polizie provinciali per dare
concreta attuazione al Piano". Secondo Pappaterra, "il problema
dei cinghiali è stato il primo prospettatomi da molti sindaci
delle aree più interne del Parco. In maniera concreta ho cercato
di far arrivare al capolinea un procedimento lungo e tortuoso la cui
mancata conclusione rischiava di irritare ancor più i già
provati agricoltori del Parco. L'approvazione da parte del Ministero
ci permette di partire con le prime azioni previste dal Piano e di
ristabilire un clima di serenità e di fiducia nei coltivatori
che giustamente vogliono godere dei frutti del loro insostituibile
lavoro". "Peraltro - ha concluso Pappaterra - il Parco,
in questi anni, sta sopportando elevati costi per l'indennizzo dei
danni agli agricoltori che alla distanza rischiano di essere incompatibili
con le disponibilità finanziare dell'Ente". Fare Verde “Scellerato destinare gli alberi alle biomasse” 25/09 L'idea di destinare la legna recuperata dal
taglio degli alberi bruciati nella zona del Parco del Pollino ricadente
nel comune di Castrovillari nelle centrali a biomasse per la produzione
di energia elettrica è "un'idea scellerata alla cui base
vi è solo l'affarismo più bieco nello sfruttare una
catastrofe immane che ha colpito l'intera Calabria per tutta l'estate
ed un'area importante del Parco Nazionale del Pollino.". A sostenerlo,
in un comunicato, è l'associazione il presidente provinciale
di Cosenza dell'associazione Fare Verde, Francesco Pacienza. "Ancora
non si sono spente le ceneri fumanti - afferma Pcienza - che hanno
devastato oltre 9.600 ettari di boschi in Calabria attribuibili a
ben 1614 incendi quasi tutti di origine dolosa; mentre continua la
conta dei danni diretti ed indiretti all'ambiente, al territorio ed
alle popolazioni che assommano a decine di miliardi di euro; mentre
da ogni dove si levano inviti alla prevenzione e ad una maggiore repressione
di tali fenomeni criminosi; mentre il Presidente della Repubblica,
Napolitano, lancia un appello per una 'mobilitazione permanente' contro
i roghi, per sensibilizzare le persone verso un atteggiamento di approccio
positivo nei confronti dell'ambiente, patrimonio di tutti e dimora
di ciascuno, bene prezioso da custodire con grande rispetto anche
per le generazioni future, come sottolineato anche dal Pontefice;
ecco che si fanno avanti idee e proposte come quella lanciata dal
sindaco di Castrovillari, Blaiotta, di destinare la legna recuperata
dal taglio degli alberi bruciati nelle centrali a biomasse".
"Fare Verde - prosegue la nota - chiede al sindaco Blaiotta se
ha avuto la stessa sollecitudine nell'attivare il 'Catasto delle aree
in incendiate' e tutti quegli strumenti previsti dalle vigenti normative
al fine di prevenire gli incendi e ridurne gli effetti devastanti
sull'ambiente e sul territorio. Fare Verde Cosenza chiede che il neopresidente
del Parco del Pollino si opponga ad ogni proposta che verrà
avanzata verso tali finalità che sancirebbero definitivamente
l'apoteosi della follia nella distruzione di un patrimonio di tutti
e non di pochi" Calabria agli ultimi posti nelle compatibilità ambientali 03/09 " Il rapporto elaborato dall'osservatorio ambientale dell'Istat,
sulle compatibilità ambientali dei Comuni d'Italia pubblicato
ieri sul 'Sole-24 Ore', non trova nessuna delle cinque province calabresi
nelle prime posizioni". A sottolinearlo è Giovanni Perri,
presidente provinciale dell'ordine degli agronomi forestali di Cosenza,
che ricorda anche che nell'articolo si "evidenzia come in tutto
il Meridione le problematiche ecologiche impongano particolare attenzione
per il miglioramento generale della qualità della vita. Infatti,
- aggiunge - nella classifica finale, sono le città di Trento,
Venezia e Modena, ad essere posizionate ai primi tre posti, mentre
bisogna scendere al 32/mo per trovare Reggio Calabria, al 49/mo per
Cosenza, al 59/mo e 60/mo posto per Crotone e Vivo Valentia ed infine
al 100/mo per Catanzaro". "Necessita purtroppo sottolineare
il fatto che a livello di pianificazione, - aggiunge Perri - la politica
del verde cittadino ha spesso finito per essere ispirata da modelli
superati, basati solo su parametri di tipo quantitativo e con progettazioni
generiche ed approssimative. Quello che serve sono interventi organici
finalizzati ad esaltare gli aspetti qualitativi delle opere a verde
per una migliore qualità delle vita". "La Calabria
può farcela a risalire e le posizioni della graduatoria - conclude
il presidente degli agronomi cosentini - e diventare veramente una
delle regioni più ecologiche del Paese, ovviamente con impegni
politici programmatici ed amministrativi strategici non più
disarticolati ed improvvisati, bensì piani organici in materia
di lotta all'inquinamento, ai rumori ed al traffico per un generale
miglioramento delle qualità della vita a tutti i livelli, per
attestarci nel futuro ai livelli ecologici ed ambientali di crescita
pari alle altre realtà italiane ed europee". Tartarughe prolifiche sulle spiagge calabresi 21/08 Nove tartarughe della specie caretta caretta sono nate su un'affollata
spiaggia in località Torre Lupo a Reggio Calabria. A darne
notizia sono Domenico Morabito e Paola Chesi, biologi del Centro turistico
studentesco ambiente che, insieme a Stefano Di Marco, vice presidente
nazionale del Cts, hanno chiesto all'assessore regionale all'Ambiente,
è detto in un comunicato, Diego Tommasi, "che venga istituita
al più presto una riserva naturale regionale che protegga i
siti di nidificazione presenti lungo il litorale ionico della provincia
di Reggio Calabria che, a ragione, potrebbe essere ribattezzata come
la costa delle tartarughe". Morabito e Chesi, con l'assistenza
della Capitaneria di porto, dopo aver individuato il nido, hanno assistito
le prime tartarughine usciti dalla sabbia, aiutandole a raggiungere
il mare. Attualmente, in attesa che la schiusa si completi, il nido
é sorvegliato 24 ore su 24 dal personale esperto del Cts ambiente
e da decine di volontari provenienti da tutta Italia. La caretta caretta,
secondo quanto evidenzia Stefano Nannarelli, esperto tartarughe del
Settore conservazione natura del Cts, è una specie che frequenta
abitualmente i nostri mari ma "sta rischiando di scomparire per
la progressiva antropizzazione di spiagge adatte alla nidificazione.
Negli ultimi anni il litorale ionico della Calabria aveva fatto registrare
alcune nidificazioni ma mai nella zona di Reggio. Per questo l'evento
è particolarmente importante". "Proprio per garantire
la conservazione di questi rettili marini in Calabria - si afferma
ancora nel comunicato - il Cts, in collaborazione con Ministero dell'Ambiente,
Commissione europea, Regione e Provincia di Reggio Calabria ha avviato
due importanti progetti che si propongono di svolgere una serie di
azioni urgenti per la conservazione della specie. Questo, se si considera
che, come spiega Aldo Cosentino, direttore generale della direzione
Protezione natura del Ministero dell'Ambiente, la Calabria 'riveste
un ruolo strategico per la conservazione delle tartarughe marine della
specie caretta caretta'' Il WWF calabrese contro la centrale a carbone di Saline joniche 21/08 Il Wwf calabrese è contrario all'insediamento della
centrale a carbone a Saline Joniche. Secondo gli ambientalisti il
"progetto di realizzare una centrale a carbone nell'area dei
Pantani di Saline Joniche è del tutto incompatibile con la
conservazione e la valorizzazione delle risorse naturalistiche dell'area
interessata e genera forti preoccupazioni sull'impatto ambientale
che l'opera avrebbe sull'intero comprensorio". "Il valore
naturalistico della zona - prosegue la nota dell'associazione ambientalista
- è dato dalla presenza, nel corso dell'anno, di numerose specie
di uccelli migratori, tra cui non mancano aironi, cigni reali, fenicotteri
rosa, numerose specie di anatre e, come simbolo dei pantani, l'elegantissimo
cavaliere d'Italia che risulta nidificante sulle rive dell'importante
zona umida". Il Wwf, preannunciando che intraprenderà
tutte le iniziative possibili per scongiurare quello che considera
un ennesimo attacco all'ambiente, ritiene "incredibile che, dopo
i clamorosi e drammatici fallimenti dei vari insediamenti industraili,
di cui Saline rappresenta ancora uno degli esempi più eloquenti
dopo le storiche battaglie contro la centrale a carbone di Gioia Tauro
e mentre tutta la stessa Piana è alle prese con i gravissimi
problemi causati dall'inceneritore, in Calabria si continua a perseguire
la strada della produzione energetica a scapito del territorio e della
salute dei cittadini" CTS: Creare un rapporto tra pescatori e Delfini 13/08 Sul rapporto tra delfini ed attivita' di pesca professionale
sara' focalizzata l'attenzione del Veliero dei Delfini che e' in Calabria
e che sara' presente a Tropea. La campagna, alla sua quinta edizione,
e' promossa dal Centro turistico studentesco ambiente in collaborazione
con il ministero dell'Ambiente e della Tutela del territorio e del
Mare e con la partecipazione della Guardia Costiera, della Guardia
di Finanza e del Nucleo Operativo Ambientale dei Carabinieri. Obiettivo
del 2007, Anno Internazionale del Delfino, e', ancora una volta, quello
di verificare lo stato di salute dei cetacei che vivono nelle acque
del nostro Paese individuando i fattori di rischio, le iniziative
attivate e auspicabili per proteggerli e, infine, sensibilizzare amministratori
e cittadini verso scelte sostenibili. Sulla base di una serie di indicatori,
l'impegno per la conservazione dei delfini e, piu' in generale, verso
la tutela delle biodiversita' sara' analizzato, valutato e alla fine
della campagna saranno rese note le localita' amiche dei delfini.
Ma piu' che distribuire voti e pagelle, l'iniziativa si pone come
invito deciso ad attuare politiche sempre piu' efficaci in difesa
del nostro mare. A fine campagna sara' quindi possibile conoscere
la classifica delle Localita' amiche dei Delfini. Per riuscire ad
armonizzare i rapporti tra i delfini e gli operatori della pesca andrebbero
adottate attivita' di prevenzione, soprattutto attraverso l'utilizzo
di dispositivi di nuova generazione. Bisogna pensare al coinvolgimento
attivo dei pescatori. Sarebbe inoltre importante incentivare nuove
professionalita' legate all'ambiente marino e ai cetacei in generale,
che possano andare a compensare il danno economico dovuto alla perdita
del pescato e ai danni alle reti. ''La velocita' - ha detto il Vice
Presidente Nazionale del Cts, Stefano Di Marco - con cui si sono diffuse
nel mondo le attivita' di whale watching e di dolphin watching ci
deve far riflettere. Le attivita' eco-compatibili contribuiscono ogni
anno ad incrementare il bilancio degli stati costieri nel mondo con
piu' di 1 miliardo di dollari. Questo tipo di attivita' condotte in
87 paesi attraggono piu' di 9 milioni di osservatori ogni anno. Per
quel che riguarda l'Italia, il CTS Ambiente ha prodotto una stima
sul valore economico dei delfini. Visto che in Italia esistono almeno
100 localita' costiere dove e' stata registrata la presenza stabile
di delfini e altri cetacei, considerando una media di 6000 persone
che per ciascuna localita' durante l'anno possono partecipare a queste
attivita' e calcolando un prezzo medio di 30 euro a persona per un'escursione
di mezza giornata, si arriva a una stima di 18 milioni di euro-anno''. Blitz di Goletta Verde davanti l’isola di Dino 29/07 Gli attivisti della Goletta Verde di Legambiente hanno manifestato stamani, sulla costa tirrenica calabrese, davanti all' isola di Dino ''per esprimere il loro deciso 'No' alla costruzione dell' ennesimo super albergo su un promontorio a poche decine di metri di distanza dalla Torre di avvistamento angioina'': a riferirlo e' un comunicato del' associazione ambientalista. ''I lavori dell' hotel a 5 stelle sono bloccati dal maggio del 2006, Legambiente e Regione Calabria - riporta il comunicato - si sono costituite parte civile e il processo e' ancora in atto. La convenzione urbanistica che ne autorizza la costruzione sarebbe viziata da elaborati tecnici incongruenti con il processo di lottizzazione: non esiste un provvedimento comunale che preveda la lottizzazione dell' area in questione. Inoltre, manca completamente una valutazione di impatto ambientale della Regione Calabria''. ''Ma cio' che ci sta piu' a cuore, - afferma Rina Guadagnini, portavoce di Goletta Verde di Legambiente - ed e' principalmente il motivo per il quale non abbiamo voluto rinunciare a questa sosta a Praia a Mare, e' fermare la scellerata autorizzazione della soprintendenza di Cosenza e del Comune di Praia a costruire l' ecomostro, un super albergo di 11mila metri cubi di cemento su sette livelli sfalsati che protenderebbero verso la spiaggia''. Goletta verde scopre acque fuori dai limiti nel reggino 28/07 Sono diciannove i prelievi effettuati lungo le spiagge delle
province di Catanzaro e Reggio Calabria (costa ionica e Stretto di
Messina) da Goletta Verde di Legambiente che è approdata a
Roccella Ionica. I risultati del monitoraggio sono stati presentati
nel corso di una conferenza stampa. "Di questi - è scritto
in un comunicato di Legambiente - tredici sono risultati non inquinati,
quattro leggermente inquinati, mentre i restanti due presentano un
livello di inquinamento più grave. Tutti i dati usciti fuori
dai limiti di legge sono concentrati nella provincia di Reggio, nel
tratto ionico e dello stretto di Messina. Particolarmente preoccupante
la situazione alla foce del torrente Fiumarella a sud di Reggio Calabria
con valori che risultano fino a 200 volte superiori ai limiti di legge,
come nel caso dei coliformi fecali". "Male anche il dato
riscontrato nel punto di campionamento di Melito di Porto Salvo -
prosegue la nota - con parametri 18 volte oltre i limiti previsti.
Un monitoraggio lungo tutta la costa ionica: da Roseto Capo Spulico
allo stretto di Messina per un totale di venticinque prelievi, che
fa registrare un miglioramento della parte settentrionale (Cosenza,
Crotone e Catanzaro) e una sostanziale conferma della scarsa qualità
delle acque reggine". Alla presentazione dei risultati del monitoraggio
sono intervenuti Katia Le Donne, portavoce di Goletta Verde; Nino
Morabito, coordinatore di Legambiente Calabria; Erika Barillaro, presidente
Legambiente Marina di Gioiosa Ionica, l' assessore con delega al porto,
lavori pubblici e rapporti istituzionali del Comune di Roccella Jonica
Vincenzo Bombardieri e una rappresentanza della Capitaneria di porto.
"Continuiamo a registrare nella città di Reggio molti
campioni fuori dai limiti - ha affermato Le Donne - In particolare
la foce del torrente Fiumarella, in secca durante l' estate, mette
in luce una condotta che scarica in mare carichi inquinanti raccolti
lungo il suo percorso. E non è un caso isolato". "Roccella
Ionica - ha sostenuto il presidente Morabito - ha intrapreso un percorso
virtuoso puntando su un giusto connubio tra ambiente e turismo messo
in atto dall' amministrazione comunale: qualità delle acque,
condizioni ambientali, smaltimento dei rifiuti, cura dei beni patrimoniali,
strutture ricettive, ospitalità, servizi offerti, buona cucina".
Goletta Verde: “Istituire area protetta a S.Andrea dello Ionio” 27/07 Goletta Verde ribadisce il suo "no" alla cementificazione
della costa di Sant' Andrea Apostolo dello Jonio. La Goletta Verde
di Legambiente, la campagna di monitoraggio delle acque di balneazione,
realizzata con il contributo di Vodafone Italia e Italgest Mare, in
collaborazione con il ministero dell' Ambiente e della tutela del
territorio e del mare, si è fermata, durante la navigazione
per Roccella Jonica, a Sant' Andrea Apostolo dello Jonio, per ribadire
la necessità di istituire l' Area Protetta, che Legambiente
con il Fai e il Wwf Italia vogliono realizzare, da Fosso Cupido al
Torrente Alaca. "Su questo - è scritto in un comunicato
- è stato anche firmato un protocollo di intesa tra l' Amministrazione
comunale, Legambiente, Fai e Wwf Italia, che propone l' istituzione
di un' Area Protetta per 500 ettari per salvarla da altri inutili
opere di urbanizzazione e valorizzare la biodiversità di questa
area. Questo tratto di costa è uno dei pochi luoghi della Calabria
in cui la ferrovia non passa vicino al mare. Una spiaggia profonda,
lunga oltre tre chilometri, con sabbia di granito bianco ancora incontaminata
e ricca di vegetazione spontanea, gigli di mare e fauna selvatica.
Fino a qualche anno fa, su questa spiaggia, deponevano le uova anche
le tartarughe marine Caretta caretta, che oggi purtroppo non si fermano
più qui, a causa dei viavai di fuoristrada che, con il loro
aggressivo passaggio, strappano anche i fasci dei rari gigli marini.
Un prezioso habitat ancora intatto, dove nidificano numerosissime
specie di migratori nei loro voli tra l' Africa e l' Europa, come
l' Airone cenerino, che non può essere compromesso". "Il
maggior rischio per questo tratto di litorale - ha sostenuto Andrea
Dominijanni, presidente del circolo di Legambiente di Catanzaro -
è stato il progetto di un lungomare pedonale, che prevede quattro
chilometri di cemento, per unire la zona già urbanizzata della
Marina di Sant' Andrea Apostolo dello Jonio con i lidi e le caotiche
lottizzazioni del vicino paese di San Sostene. Grazie alla sensibilità
ambientale dell' Amministrazione comunale che ha accolto la richieste
delle associazioni ambientaliste, il progetto è stato bloccato
anche se è ancora presente sul piano regolatore". "L'istituzione
di un' Oasi per la tutela del sistema dunale é una scelta -
ha sostenuto Katia Le Donne portavoce di Goletta Verde - oltre che
rispettosa dell' ambiente anche economicamente più proficua,
mirata ad accogliere un turismo di qualità. L' intelligenza
dell'Amministrazione comunale nel capire come la tutela di un patrimonio
naturale come quello della costa di Sant'Andrea Apostolo dello Jonio,
dimostra come sia possibile fare delle scelte consapevoli anche se
in controtendenza all' andamento della cementificazione selvaggia
attuata nella maggior parte della bella costa calabrese ionica".
Goletta verde promuove il mare dell’alto jonio calabrese. Male Crotone 26/07 Prima tappa calabrese per la Goletta Verde di Legambiente,
la campagna di monitoraggio delle acque di balneazione, realizzata
con il contributo di Vodafone Italia e Italgest Mare, in collaborazione
con il Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del
mare. Buona la situazione emersa nella costa ionica settentrionale
della Calabria, dove i risultati delle analisi delle acque hanno fatto
segnalare un solo caso fuori dai limiti previsti. Sei i prelievi eseguiti
lungo la costa: i dati di Goletta Verde rappresentano un'istantanea
scattata al mare della Calabria, per sorvegliare le acque dalla presenza
di coliformi fecali e streptococchi fecali, batteri-spia della pressione
antropica sul mare, come previsto dalla legge italiana (Dpr 470/82).
Inoltre i tecnici di Legambiente ricercano da oltre tre anni la presenza
di Escherichia Coli, indicatori nella direttiva europea 2006/7/3,
che l'Italia dovrà recepire entro il 2008. Quanto è
emerso sullo stato di salute del mare calabrese è stato divulgato
nel corso della conferenza stampa di questa mattina, che si è
svolta a bordo della Goletta Verde, attraccata al Porto Vecchio di
Crotone. All'incontro erano presenti Giorgio Zampetti, portavoce di
Goletta Verde; Nino Morabito, coordinatore regionale Legambiente Calabria;
Antonio Tata, presidente Legambiente Crotone, e il tenente di vascello
della capitaneria di porto locale, Giuseppe Stola, insieme al sottotenente
di vascello Oreste Iemma. "Il mare delle prime due province esaminate
in Calabria è risultato pulito in quasi tutti i punti di prelievo
esaminati - ha dichiarato Giorgio Zampetti, portavoce di Goletta Verde
-. L'unico punto fuori dai limiti previsti è quello sul lungomare
Gramsci di Crotone. Un punto che negli anni si riconferma a rischio
inquinamento. necessario un intervento di adeguamento della rete fognaria,
la cui capacità deve essere ampliata, tenendo conto del fatto
che Crotone negli ultimi anni è stata una città in crescita,
ma nulla è cambiato per quanto riguarda la portata delle sue
reti per gli scarichi urbani. Positivo - conclude Zampetti - il dato
rilevato a Isola di Capo Rizzuto, che a distanza di un anno è
risultato pulito. I prelievi dello scorso anni, infatti, avevano fatto
emergere un dato leggermente inquinato". "Ma non è
soltanto l'inquinamento organico delle acque a preoccuparci per la
salute del nostro mare - dichiara Antonio Tata, presidente di Legambiente
Crotone - ma anche quello industriale. I recenti dati divulgati dall'A.r.p.a.Cal
confermano che oltre 50 anni di chimica in città hanno prodotto
inquinamento da metalli pesanti anche in tutte le zone limitrofe fino
alle acque del Porto nuovo. Qui gli ultimi campionamenti hanno dimostrato
che esiste una contaminazione con concentrazioni ben oltre i limiti
di legge, che arriva fino a quattro metri di profondità all'interno
dei sedimenti di zinco, piombo, mercurio, arsenico e altre sostanze.
Fino ad oggi - conclude Tata - le scelte fatte non sono riuscite ad
attuare una efficace azione di bonifica e si continua a discutere
senza prendere decisioni concrete in merito alle aree interessate".
Ma i problemi della città non si fermano al mare: "Ventisette
associazioni locali hanno raccolto dodicimila firme per ribadire il
loro no al raddoppio della discarica di Columbra, alla periferia di
Crotone - dichiara Nino Morabito, coordinatore regionale di Legambiente
Calabria -. Discarica che per dimensioni sarebbe in grado di far fronte
alle esigenze dell'intera provincia se funzionasse la raccolta differenziata.
Ma il problema dei rifiuti riguarda tutta la Calabria dove, dopo un
decennio di commissariamento, non esiste un adeguato piano regionale
per la gestione dei rifiuti e si continuano a proporre soluzioni d'emergenza
che fanno più danni di quanti dovrebbero risolverne. La Calabria
sembra innamorata della politica della iperconcentrazione: inceneritore
unico, come a Gioia Tauro, discarica unica, nel caso di Crotone. E
si paventa l'ipotesi di costituire un'unica società per la
gestione dei cinque Ambiti Territoriali Ottimali: una follia. Occorre
- conclude Morabito - con urgenza che la Regione metta in campo un'adeguata
politica in materia di rifiuti" Blitz di Goletta verde contro l’abusivismo a Isola Capo Rizzuto 25/07 "Giù le mani dalla costa". E' questo lo slogan
scritto sullo striscione che oggi pomeriggio i volontari di Legambiente
hanno srotolato sulla spiaggia sotto la falesia del parco archeologico
di Capo Colonna, nell' area marina di Capo Rizzuto. La manifestazione
è stata organizzata in occasione del passaggio di Goletta Verde,
la campagna estiva di Legambiente che da 22 anni informa sulla qualità
delle acque di balneazione e denuncia abusi e illegalità ai
danni delle coste italiane. "All' interno del parco archeologico
- è scritto in un comunicato dell' Associazione - sono state
confiscate oltre trenta case abusive, costruite alla fine degli anni
ottanta, con sentenza definitiva della Cassazione nello scorso mese
di maggio. Ma ad oggi ancora nulla è stato fatto per abbattere
le costruzioni che invadono una zona sottoposta a numerosi vincoli:
sito d' interesse comunitario (Sic), vincolo paesistico ambientale,
area marina protetta e parco archeologico. Malgrado tutto le case
continuano ad essere abitate, anche se saltuariamente, e sono anche
sorte piccole infrastrutture, tra cui un molo e una strada sterrata
che porta direttamente al mare". "L' iniziativa di oggi
- ha sostenuto Antonio Tata, presidente di Legambiente Crotone - vuole
riportare l' attenzione per questo tratto di costa minacciato da abusivismo
edilizio e cementificazione selvaggia. In tutta l' area intorno ad
Isola Capo Rizzuto ci sono un milione e 850 mila metri cubi di costruzioni
totalmente illegali. Invece di abbattere si va in direzione opposta,
sottoscrivendo accordi di programma per sanare queste abitazioni con
la beffa di fondi comunitari". "In Italia - ha sostenuto
Giorgio Zampetti, portavoce di Goletta Verde - sono state già
create ventitre aree marine protette, per tutelare gli ecosistemi
marini più preziosi e delicati. L' area marina di Isola di
Capo Rizzuto è stata tra le prime ad essere istituita, nel
1991. Ma a distanza di 16 anni, molto rimane sulla carta. Un peccato
che non si riesca a seguire gli esempi virtuosi di altre aree, che
hanno coniugato tutela ambientale e sviluppo turistico". Italia Nostra: “Allarmano 250 roghi in 10 giorni” 17/07 "Duecentocinquantacinque roghi in soli 10 giorni: un triste
record questo che vede la Calabria al secondo posto in Italia per
numero di incendi". A rilevarlo é l' associazione ambientalista
Italia Nostra che evidenzia anche come il 9 ed il 15 luglio scorso
gli incendi abbiano lambito il Parco del Pollino ed altre aree boschive.
Sono dati, rileva l' associazione, "davvero preoccupanti, considerato
che la temperatura è elevata e la stagione estiva é
iniziata da poco". Italia Nostra chiede quindi al Corpo forestale
dello Stato, al Coordinamento Territoriale Ambiente (Cta), all' Ente
Parco del Pollino che "particolare attenzione sia dedicata alla
salvaguardia dei boschi, così da prevenire gli incendi che,
secondo il Cfs, nell' 80% dei casi è di origine dolosa. Quindi
- prosegue la nota - attività costante di controllo così
da intervenire nell' immediato anche con i mezzi aerei, per poter
circoscrivere i roghi nel minor tempo possibile". L' associazione
ricorda che il 15 luglio sono stati ben 30 gli ettari di lecceta distrutti
dal fuoco a Papasidero, intorno al monte Ciagola, e che altri 100
sono a rischio. "Lo stesso danno all' ecosistema forestale -
afferma Italia Nostra - era stato causato da un imponente rogo il
26 agosto 2006, quando altri 30 ettari di leccete e quercete erano
andati a fuoco. Continuando a bruciare ettari di bosco nel Parco o
nelle aree limitrofe, tutti gli sforzi per conservare la biodiversità,
per tutelare la presenza della flora e fauna selvatica, protetti dalla
legge quadro 394/91, viene ad essere messa in discussione". "Oltre
al rischio gravissimo dei roghi - prosegue la nota - un altro pericolo
incombe sull' ecosistema del Parco rappresentato dalla messa in esercizio
della centrale a biomassa del Mercure, intenzionata a bruciare oltre
350 mila tonnellate di legname proveniente dai boschi del parco con
conseguente produzione di gas serra e fuliggini". Italia Nostra,
allo scopo di salvaguardare i boschi, propone quindi che "i rimboschimenti
vengano fatti possibilmente con specie autoctone e che siano curati
con diradamenti e manutenzioni adeguate; siano studiate e messe in
atto azioni capillari come quelle di segnalare ai Provinciali dei
Cfs le aree coperte dal fuoco e che il Cta del Parco tenga aggiornata
una mappa degli eventi con una cartografia consultabile anche su internet
sul sito del parco nazionale del Pollino; venga adottata finalmente
una strategia del parco tendente ad una gestione competente del patrimonio
forestale, ricordando che la conservazione degli habitat si può
ottenere solo attraverso una conoscenza dettagliata delle diverse
problematiche ecologiche connesse al patrimonio forestale; si arrivi
all' adozione (non più rinviabile dopo otto anni) del piano
del Parco nazionale del Pollino per superare gli interessi regionali
e localistici ed evitare il rischio di un uso improprio delle risorse
forestali, fatto che comporterebbe il venir meno della ragione fondante
che ha portato all'istituzione dei parchi nazionali e delle aree protette
in Italia; si lavori per una tutela della fauna, della biodiversità
forestale (manca una legge quadro nazionale); le risorse naturali
dei parchi siano salvaguardate secondo quanto stabilito dalla legge
394/91 attuando uno sviluppo che favorisca quei processi virtuosi
solo enunciati, come la priorità degli incentivi pubblici per
programmi e progetti attuati da Comuni all'interno dei parchi che
nessuna Regione ha mai riconosciuto ed attuato". Italia Nostra “Preoccupa il via libera alla Centrale del Mercure” 13/01 E' stato respinto dal Tribunale amministrativo della Calabria
il ricorso presentato da Wwf, Legambiente e Forum Ambientalista contro
la messa in esercizio della Centrale del Mercure nel territorio del
Parco del Pollino. A darne notizia è l' associazione ambientalista
"Pollinowatching" che, in un comunicato, parla di sentenza
"che certamente susciterà nuove proteste da parte delle
comunità della Valle del Mercure". "Le associazioni
ricorrenti - è scritto nel comunicato - avevano evidenziato,
tra l' altro, discordanze nei dati prodotti dall' Enel per l'ottenimento
del parere di Valutazione d' Incidenza rilasciato dalla Regione Calabria
per la messa in esercizio della centrale che brucerà biomassa.
Il materiale verrà prelevato, secondo il provvedimento regionale,
dai boschi del Parco nazionale del Pollino e più precisamente
dalla Valle del Lao ove sono in via di definizione accordi con società
private per la gestione dei boschi comunali". "Si tratterà
ora di verificare - si sostiene nel comunicato - se il Parco Nazionale
del Pollino, i sindaci della Valle del Mercure e quelli della Valle
del Lao ricorreranno contro questa decisione del Tar Calabria al Consiglio
di Stato e quale sarà la decisione del Ministero dell'Ambiente
che sarebbe stato chiamato a pronunciarsi dal neo commissario del
parco al momento dell' insediamento" Pronta la variante della Terna dell’elettrodotto Laino-Rizziconi 13/07 Non c' è nessun ritardo per la variante della linea
dell' elettrodotto Rizziconi-Laino. E' quanto si afferma in un comunicato
della società Terna nel quale si precisa che la società
è pronta a illustrare il tracciato del nuovo percorso indicato
dalla Provincia di Cosenza. "Terna sottolinea con rammarico -
è detto nel comunicato - il riacutizzarsi di una campagna di
disinformazione che non soltanto è lesiva dell' immagine e
del buon nome della società ma, soprattutto, è fuorviante
poiché non rende conto del lavoro svolto sino ad oggi. In questo
modo si rischia seriamente di vanificare gli sforzi compiuti e di
compromettere il non facile percorso di concertazione che, nonostante
la normale dialettica insita in tali processi, ha già dato
buoni frutti anche grazie al costante impegno del Ministero dell'
Ambiente". "Per un corretto inquadramento della vicenda
- prosegue la nota - Terna precisa che la linea elettrica in questione
è stata regolarmente autorizzata nel 2002, dopo un iter durato
sette anni, e che è entrata in esercizio a novembre del 2005.
Tuttavia, per venire incontro alle richieste del Comune di Montalto
Uffugo e delle istituzioni provinciali e regionali della Calabria,
Terna si è resa fin da subito disponibile a collaborare, in
costante dialogo con il Ministero dell' Ambiente, per individuare
una variante al tracciato originario in grado di soddisfare le esigenze
dei cittadini e la sicurezza del sistema elettrico". "Con
questo spirito la società ha partecipato a tutti i tavoli e
agli incontri promossi per raggiungere una soluzione del problema
- è scritto ancora nella nota - di tale sforzo da parte di
Terna ne sono prova, oltretutto, ben 4 progetti di variante elaborati
nei mesi passati, tutti respinti dagli enti locali. Infine, sulla
base delle indicazioni fornite dalla Provincia di Cosenza, Terna ha
elaborato un nuovo progetto di variante, anche a seguito delle valutazioni,
dei sopralluoghi e degli incontri effettuati nei mesi scorsi. Dopo
l' ultimo sopralluogo del mese di maggio e recependo le indicazioni
a proseguire il lavoro iniziato, Terna si è attivata per predisporre
tutta la documentazione tecnica e amministrativa necessaria per l'
avvio dell'iter autorizzativo. La raccolta della documentazione, anche
a seguito dei dovuti sopralluoghi, richiede naturalmente alcuni mesi
di lavoro; Terna sta però accelerando i tempi per arrivare
quanto prima a depositare la domanda di autorizzazione entro i termini
già illustrati al Ministero dell'Ambiente e alla Provincia
di Cosenza". "Se fino ad oggi non è stato possibile
presentare pubblicamente il lavoro svolto - conclude il comunicato
- ciò non è imputabile come si è letto da qualche
parte a presunte manchevolezze da parte di Terna. Né la società
ha chiesto alcuna proroga o rinvio come pure è stato erroneamente
affermato. Terna è pronta in qualsiasi momento ad illustrare
alle istituzioni coinvolte lo stato della situazione". Legambiente “Siccità problema cronico” 13/07 Oltre il 40% dell'acqua immessa nella rete idrica italiana
viene sprecato a causa di tubature vecchie (il primato e' di Cosenza
con il 70%). Venti miliardi di metri cubi all'anno (il 49% del totale
disponibile) vengono inoltre letteralmente 'bevuti' dal settore agricolo,
secondo le stime del 1999 (la media europea e' del 30%), mentre anche
il costo stesso dell'acqua in Italia (52 centesimi di euro al metro
cubo, ma gli agricoltori spendono fino a 100 volte meno) e' praticamente
la meta' della media europea. Questi, in linea di massima, secondo
Legambiente, sono i problemi piu' urgenti da risolvere nel nostro
Paese in tema d'acqua. Per il presidente nazionale di Legambiente
Roberto Della Seta ''non si puo' piu' parlare di emergenza, la siccita'
in Italia e' ormai diventata un problema cronico che va affrontato
e risolto una volta per tutte senza aspettare la prossima crisi''.
Le coltivazioni - si legge in un comunicato dell'associazione ambientalista
- oltre a prelevare di piu', sono anche quelle che restituiscono meno
acqua all'ambiente, non piu' del 50% rispetto al 90% che ritorna disponibile
dopo gli usi civili e industriali. Un dato preoccupante se calato
nella realta' dei nostri fiumi, basti pensare che i prelievi idrici
superficiali dal Po sono per il 95% a fini agricoli. Tra i rimedi
proposti dall'associazione, l'adozione di sistemi di irrigazione piu'
razionali come la microirrigazione e i sistemi 'a goccia'; rivedere
il sistema di tariffazione degli usi dell'acqua prevedendo penalita'
per per gli utilizzatori piu' grandi come nel caso delle societa'
d'imbottigliamento delle minerali; prevedere nella prossima finanziaria
risorse economiche per una grande opera nazionale di ammodernamento
degli acquedotti e di razionalizzazione delle reti di distribuzione
cittadine. Assunti 30 ex LSU a tempo determinato nel Parco del Pollino 12/07 Stanno seguendo un corso di formazione, tenuto presso l'Ente
Parco dagli stessi dipendenti dell'organo gestore, i 30 ex Lavoratori
Socialmente Utili del versante lucano del Parco nazionale del Pollino
assunti lunedì 9 luglio a tempo determinato, per sei mesi.
lo ha reso noto, con un comunicato, l'ufficio stampa dell'ente Parco.
E' la prima fase del progetto che consente attraverso l'assunzione
del 10% dei lavoratori del bacino, la mobilità per tutte le
persone (calabresi e lucani) coinvolte, circa 270 addetti. Il progetto
- prosegue la nota - cofinanziato dalla Regione Basilicata, ha in
programma l'utilizzo di otto, tra diplomati e laureati, sul territorio
del Parco lucano, nei centri visita di Terranova del Pollino, Viggianello,
San Severino Lucano e San Paolo Albanese. Tre di loro, invece, saranno
impiegati presso l'Ente Parco, a Rotonda. I 19 operai, invece, saranno
occupati in opere di manutenzione e di pulizia della sentieristica.
Il loro utilizzo, per come annunciato dal Commissario dell'Ente, Domenico
Pappaterra, avverrà in stretta sinergia con il Corpo Forestale
dello Stato e con l'Associazione Guide Ufficiali del Parco. "Abbiamo
ipotizzato un percorso di utilizzo produttivo - ha detto Pappaterra
- che potrà contribuire a supportare la preziosa azione del
Corpo Forestale dello Stato e delle Guide del Parco e, soprattutto,
a dare risposte concrete ai visitatori. Lo sforzo per giungere a tale
soluzione è stato grande anche se non è risolutivo della
vertenza degli ex LSU calabro-lucani. Ottenuto questo risultato -
ha concluso - dovremo, infatti, lavorare, insieme con i sindacati,
che hanno riconosciuto il lavoro svolto sinora come altamente positivo,
per ridare dignità lavorativa a tutte le persone interessate". Approvato il bilancio del Parco del Pollino 07/07 La Comunita' del Parco Nazionale del Pollino, area protetta
lucana e calabrese, ha approvato all'unanimita' il Bilancio 2007 nell'assemblea
che si e' tenuta a Castrovillari (Cosenza). L'organo assembleare,
che riunisce le Regioni Basilicata e Calabria, le Province di Potenza,
Cosenza e Matera, le nove comunita' montante e i 56 Comuni interessati
al Parco, ha raggiunto il plenum dei presenti come non accadeva dalla
sua istituzione ad oggi. E' stata la prima riunione presieduta dal
commissario straordinario e futuro presidente del Parco, Domenico
Pappaterra. La Comunita' ha votato all'unanimita' anche la relazione
di Pappaterra con la quale il futuro presidente presenta lo stato
dell'arte del Parco e, soprattutto, indica la strada per rilanciare
l'area protetta. Al Consiglio ha preso parte il direttore generale
del Ministero dell'Ambiente, Aldo Cosentino. Presenti gli assessori
regionali all'Ambiente della Basilicata, Vincenzo Santochirico, e
della Calabria, Diego Tommasi, il presidente della Provincia di Cosenza,
Mario Oliverio, l'assessore provinciale, Arturo Ricetti, il consigliere
provinciale di Potenza, Sandro Berardone, che ha portato il saluto
anche dei presidenti delle Province di Potenza e Matera, Sabino Altobello
e Carmine Nigro. Presenti anche i presidenti delle Comunita' montane
e i sindaci e loro delegati. La riunione e' stata presieduta dal presidente
facente funzioni Salvatore Paolino. Nella relazione Pappaterra ha
sottolineato che ''in questi lunghi quattordici anni (dall'istituzione
del Parco) quello che e' mancato alla gestione dell'ente - ha dichiarato
il commissario - e' stato l'orgoglio dell'identita' del territorio
del Parco, come se questo luogo non fosse sentito proprio e le scelte,
in molti casi si sono sovrapposte senza un senso, senza una strategia,
senza una valutazione di impatto e di risultati''. Questo e' emerso
nella campagna di ascolto di decine di sindaci, associazioni, operatori.
Prossime priorita' sono il Piano per il Parco e il Piano di sviluppo
socio-economico. Altre questioni da affrontare sono la riperimetrazione,
la promozione socio-economica, il progetto degli ex Lsu del Parco,
la divulgazione delle attivita', provvedimenti contro i danni alla
fauna originati dal cinghiale. Si della commissione Senato a Pappaterra presidente del parco del Pollino 05/07 Anche la Commissione Territorio, ambiente, beni ambientali
del Senato ha approvato la proposta di nomina di Domenico Pappaterra
a presidente dell'Ente Parco Nazionale del Pollino. Nella stessa mattinata
di ieri, ad esprimersi favorevolmente, all'unanimità, era stata
la Commissione della Camera, presieduta da Ermete Realacci. La tredicesima
Commissione del Senato - informa una nota dell'ufficio stamoa del
Parco - presieduta da Tommaso Sodano (RC-SE), relatore il senatore
calabrese Franco Bruno (Margherita), ha dato così il via libera
al Ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio per la nomina di
Pappaterra che, è Commissario straordinario dell'Ente Parco
dal 7 maggio scorso. Chiude lo zoo di Basilicò sull?Aspromonte, animali all’asta 04/07 Chiude lo zoo di Basilico' realizzato dall'Azienda forestale della Calabria (Afor) a Basilico' sull'Aspromonte e i suoi 239 animali vanno all'asta: la decisione, presa lo scorso anno dal consiglio di amministrazione dell'Azienda (soppressa qualche mese fa), si e' concretizzata con la pubblicazione di un bando sul Bollettino ufficiale della Regione Calabria. A raccontare la vicenda della messa all'incanto di quella che viene definita un' ''Arca di Noe''' e' il quotidiano Calabria Ora che pubblica anche l'elenco dei lotti animali in vendita. La vicenda dello zoo di Basilico', voluto dalla giunta regionale di centrodestra, era stata al centro qualche anno addietro di un'interrogazione parlamentare di Nuccio Iovene, all'epoca senatore dei Ds e di Nichi Vendola, parlamentare di Rifondazione comunista. Entrambi avevano chiesto lumi sulle condizioni degli animali presenti in quello che alcune associazioni animaliste non avevano esitato a definire ''lager''. Realacci e Margiotta favorevoli alla nomina di Pappaterra a presidente del Parco del Pollino 04/07 Per il presidente della commissione ambiente della Camera,
Ermete Realacci, il parere favorevole alla nomina di Domenico Pappatella
a presidente del parco nazionale del Pollino "é una nomina
di valore, che ha trovato il consenso unanime tra maggioranza e opposizione
nella votazione di oggi in Commissione". "Mi auguro - ha
aggiunto Realacci - che sotto la sua guida il Parco del Pollino e
lo straordinario territorio che comprende sappia trovare la giusta
ripresa e la valorizzazione che merita nel panorama nazionale delle
aree protette". In precedenza le due Regioni, Basilicata e Calabria,
avevano espresso il loro parere favorevole attraverso i Presidenti
Vito De Filippo e Agazio Loiero. Adesso si dovrà attendere
il parere della Commissione Ambiente del Senato. Pappaterra, attualmente
è Commissario straordinario dell'Ente Parco, dal 7 maggio del
2007. "Sono orgoglioso del parere espresso dalla Commissione
Ambiente della Camera dei Deputati - ha detto Pappaterra - a dimostrazione
della proficua esperienza parlamentare svolta nella scorsa legislatura
e di un rapporto di stima reciproca instaurato con i colleghi della
Commissione, oltre che del riconoscimento di un impegno incessante
svolto a favore del territorio del Pollino. Allorché sarò
nominato presidente dell'Ente Parco - ha concluso - desidero continuare
sulla strada intrapresa in questi primi due mesi, che punta al continuo
protagonismo di tutti i soggetti interessati al Parco per realizzare
un progetto comune di rilancio". Parte il programma per la tutela delle tartarughe marine 26/06 L' associazione ambientalista Cts ha varato, in collaborazione
con il Ministero dell'Ambiente, un programma di monitoraggio lungo
il versante ionico reggino per la tutela delle tartarughe marine.
L' iniziativa del Settore conservazione natura del Cts, associazione
impegnata da oltre 15 anni nello studio e nella protezione della tartarughe,
si articolerà su due livelli. "Il nostro lavoro - - ha
detto Simona Clò, responsabile nazionale del Settore conservazione
natura del Cts - si svolge su due diversi fronti Da un lato stiamo
intervenendo per recuperare animali feriti o catturati accidentalmente
dai pescatori lungo le coste calabresi e, dall'altro, stiamo partendo
con un monitoraggio delle femmine nidificanti lungo il versante ionico
della provincia di Reggio Calabria". Grazie alla stretta collaborazione
con le Capitanerie di porto e i pescatori, gli animali recuperati
vengono ospitati all'interno del Centro recupero tartarughe marine
del Cts a Brancaleone. Qui uno staff di biologi e veterinari provvede
alla loro cura e alla loro riabilitazione. Il Centro è attrezzato
con sala operatoria, apparecchio per radiografie, camera oscura, microscopio
e una serie di vasche per la degenza degli animali da riabilitare.
Per facilitare il pronto intervento è stato attivato, in collaborazione
con Europe assistance, un servizio Sos Tartarughe, con un numero verde
(800 904 841) attivo 24 ore su 24, per la segnalazione di catture
accidentali e il coordinamento delle attività di recupero.
"E' nelle nostre intenzioni - ha detto l' assessore regionale
all' Ambiente, Diego Tommasi - far diventare il Centro di Brancaleone,
entrato già a far parte di diritto della rete nazionale Tartanet,
un punto di riferimento per lo studio e la salvaguardia di questi
animali per tutta la Calabria, oltre che un centro per la divulgazione
delle informazioni sulla biologia e le minacce alla conservazione
per le tartarughe". Le attività di monitoraggio prevedono
il controllo delle spiagge durante le ore notturne per identificare
le femmine nidificanti. Per non disturbare la delicata fase della
deposizione delle uova, si procederà alla misurazione ed alla
marcatura dell'esemplare solo quando tutte le sue attività
saranno terminate. "La Regione Calabria - ha detto il Direttore
generale della Direzione protezione natura del Ministero dell'Ambiente,
Aldo Cosentino - riveste un ruolo strategico per la conservazione
delle tartarughe marine della specie Caretta caretta. Il litorale
ionico, infatti, insieme alla costa meridionale della Sicilia e alle
isole Pelagie, è uno dei più importanti siti di nidificazione
presenti in Italia, avendo ospitato negli ultimi anni numerose ovodeposizioni.
Per questo abbiamo deciso di sostenere il progetto del Cts che opera
già in Calabria con il progetto Life Natura Tartanet e che
si propone con questa nuova iniziativa di effettuare un monitoraggio
delle femmine nidificanti". Una task force di volontari provenienti
da tutta Italia lavorerà al fianco dei ricercatori per identificare
i nidi e vigilare sulle uova di mamma tartaruga, che grazie a quest'
iniziativa del Cts potrà dormire sonni tranquilli. "Per
garantire adeguate misure di conservazione a questa specie - ha sostenuto
il responsabile del Centro recupero tartarughe marine Cts di Brancaleone,
Domenico Morabito - chiediamo che venga istituita al più presto
una Riserva naturale regionale che protegga i siti di ovodeposizione
presenti lungo il litorale ionico della provincia di Reggio Calabria,
che a ragione potrebbe essere ribattezzata come la 'Costa delle tartarughe'". Appello per l’ecosistema del mare e delle coste del sud 25/06 L'ecosistema costiero del Sud rappresenta un complesso naturalistico,
storico, culturale, antropologico ed archeologico unitario di eccezionale
potenzialità. Sulla terra ferma abbraccia il territorio e le
popolazioni delle regioni Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e
Campania con centri portuali, storici, ecosistemi naturali marini
e dell'immediato entroterra, risorse territoriali storico-archeologiche
della Magna Grecia. Le proposte di Associazioni, Comitati ed Amministratori
locali per l'istituzione di un sistema di Aree Protette costiere mira
a rilanciare, in virtù di un recente e ritrovato rapporto tra
territorio e comunità locali, risorse strategiche per lo sviluppo,
quali l'agricoltura di qualità e il turismo rispettoso dei
valori dei luoghi. Intende promuovere un percorso unitario, sull'esempio
delle coste della Manica, della Bretagna, della Scozia, della Biscaglia,
o delle coste francesi, olandesi e greche, per rilanciare il ruolo
di un'area che appartiene al Mediterraneo e ne rappresenta il cuore
e che invece è minacciata da insensati progetti di tipo industriale
e militare, così come dimostra la vicenda di Taranto ritenuta
strategica per logiche belliche e militari. La costellazione dei paesaggi
costieri, delle sue aree marittime, dei centri culturali, delle città
e dei paesi rivieraschi, la presenza di numerose aree archeologiche
della Magna Grecia costituiscono un unicum straordinario per rilanciare
lo sviluppo del Sud per un percorso democratico dell'Europa verso
i popoli del Mediterraneo, per il rispetto della diversità
delle culture, delle religioni e dell'ambiente. Temi questi di grande
importanza per valori di solidarietà, cooperazione, per la
ricerca, per l'impegno per la convivenza tra i popoli, per la pace
e per nuovi valori di identità delle comunità oggi sviliti
dalla politica e dall'aggressione industriale e militare ai territori.
I valori naturalistici rappresentano pertanto una traccia di lavoro
sulla quale le Associazioni firmatarie dell'appello si impegnano ed
impegnano le Istituzioni regionali e nazionali per uno sviluppo che
veda direttamente protagonisti tutti gli attori sociali. Considerato
che il Sud ed il sistema costiero in particolare è interessato
da un incoerente sviluppo turistico ed insediativo, dalla speculazione
e dall'uso di rapina dei fondi pubblici e di quelli comunitari che
rischiano di pregiudicare anche le aree demaniali residuali ancora
integre di rilievo ambientale. Verificato che sono emergenti aspirazioni
al cambiamento provenienti dalle popolazioni che richiedono però
un grande impegno di partecipazione ed intelligenza ma anche capacità
di prospettive, progetti e azioni concrete quali leggi di salvaguardia
sulla salvaguardia dela biodiversità su scala interregionale.
Da qui l'appello affinché il Governo tuteli efficacemente il
sistema della biodiversità costiera del Sud Italia attraverso
leggi idonee, considerata la presenza di numerosi SIC (Siti di Importanza
Comunitaria) e ZPS (Zone di Protezione Speciale) già individuati
dalle Regioni, siti archeologici di grande importanza, numerose città
e paesi ricchi di tradizione e cultura vanno raccordati con i valori
naturalistici dei tre parchi nazionali della Sila, Pollino e della
Murgia pugliese, includendo anche riserve Naturali Statali Marine
e Riserve Naturali Regionali già istituite da Stato e Regioni.
I firmatari dell'Appello per la "Difesa pacifica del Mediterraneo
e per la salvaguardia della biodiversità delle coste del sud
Italia" sono convinti che la ricostruzione dell'Identità
del Sud vada fondata sulla cultura della pace e della solidarietà
del Mediterraneo e richieda azioni di salvaguardia dei patrimoni culturali
ed ambientali che a pieno titolo debbono essere inseriti nella Costituzione
Italiana attraverso l'integrazione dell'articolo 9 della Costituzione,
in linea con la necessità di tutelare l'ambiente e la biodiversità
e assicurare un mondo vivibile alle generazioni presenti e future,
colmando questa lacuna nella carta costituzionale. Fare Verde: No al proliferare dei parchi eolici 25/06 Fare Verde denuncia il proliferare indiscriminato di richieste
di autorizzazione per l'installazione di impianti eolici. Fare Verde
rileva come questa non possa essere la soluzione giusta per la valorizzazione
di terreni agricoli a cui la Politica non riesce a dare soluzioni
concrete di sviluppo ed invita le Associazioni di categoria a voler
sottoscrivere la Moratoria che Fare Verde si appresta a presentare
contro il Piano Regionale sui parchi eolici. La Calabria non può
continuare ad essere colonia dell'Italia, sacrificando la sua vocazione
e la sua ricchezza agro-turistica che andrebbe tutelata da attacchi
colonizzatori e valorizzata nelle sue diverse sfaccettature. Non si
può permettere che all'interno del Parco Nazionale del Pollino
recentemente commissariato dal Ministero all'Ambiente anche al fine
di tutelare al meglio il territorio dopo anni di disattenzioni ed
abbandono, Comune di Papasidero, vengano installate decine di torri
di cemento alte più di 60 metri senza tener conto delle peculiarità
di quel sito (SIC, ZPS, ecc.) che hanno fatto si che diventasse uno
dei più bei Parchi d'Europa. 258 mln di danni dai cinghiali nel Parco del Pollino 24/06 E' stato pari a 258.756 euro il danno procurato nel 2006 dai
cinghiali nel Parco nazionale del Pollino: il dato e' contenuto in
un numero speciale sulla gestione dei cinghiali in Basilicata di ''Agrifoglio'',
il periodico dell' Agenzia lucana di sviluppo e di innovazione in
agricoltura (Alsia). Nel 2005 i danni stimati furono di 297.759 euro,
nel 2004 di 255.336 euro e di 294.906 nel 2003. Le colture maggiornamente
danneggiate nel 2006 sono state i castagneti (40 per cento), seguite
dai vigneti (12 per cento), dai cereali (tre per cento), dagli erbai
(due per cento), dal foraggio (uno per cento), mentre il restante
42 per cento riguarda altri tipi di coltivazioni. Incontro del Commissario all’ambiente con Tommasi e le aziende rifiuti per la raccolta differenziata 21/06 I rappresentanti di tutte le societa' miste per i rifiuti calabresi
dei 14 ambiti territoriali, hanno avuto un incontro, oggi su invito
del Commissario per l' emergenza ambientale, il prefetto di Catanzaro
Salvatore Montanaro, con lo stesso Prefetto e con l' assessore regionale
all' Ambiente, Diego Tommasi, per fare il punto della situazione alla
luce del progetto avviato dalla Regione per la raccolta differenziata,
evidenziare le problematiche e avviare un percorso che porti ad una
rimodulazione del sistema gestionale dei rifiuti e del sistema impiantistico.
Nel corso degli interventi gli operatori del settore hanno avanzato
i propri suggerimenti ad iniziare dalla riscossione diretta della
tariffa sui rifiuti per avere un rapporto diretto cittadino-societa'
allo scopo di evitare lungaggini. ''Oggi - ha sostenuto al termine
Tommasi - si sancisce un percorso che per quanto riguarda la Regione
e' stato sempre chiaro. La Regione e' al tavolo in quanto organo politico
di programmazione e l' ufficio del commissario e' soggetto attuatore
ed ente preposto per l' uscita dell' emergenza. Con oggi inizia un
percorso per avviare al piu' presto un riordino di tutto il sistema
e per chiudere definitivamente l' emergenza rifiuti in Calabria. E'
stato un incontro molto positivo. E' un nuovo modello di approccio
del sistema: non aspettare le societa' che vengono a bussare a cassa,
ma affrontare insieme, a 360 gradi, i problemi e fare un punto del
progetto che vede coinvolti 280 comuni nel primo bando e 101 nel secondo.
Ci sono delle aree della nostra regione che hanno delle criticita'
per la raccolta differenziata e oggi e' stato un momento importante
per affrontarle''. ''Innanzi tutto - ha sostenuto il prefetto Montanaro
- c' e' un metodo nuovo con il quale abbiamo gia' affrontato la depurazione
con i Comuni. Anche in questo caso il metodo vede la partecipazione
e la chiamata diretta di soggetti che gestiscono il servizio per fare
insieme a noi il punto della situazione e capire come sta, quali sono
le valutazioni e quali le proposte. Oggi sono emersi tre aspetti principali:
il sistema tariffario con riscossione diretta, la rimodulazione del
piano anche delle discariche all' interno dei singoli ambiti, la generale
esigenza di razionalizzare il sistema in maniera da renderlo compatibile
con una esigenza di carattere generale, che e' quella di offrire il
miglior servizio di raccolta e smaltimento da una parte e dall' altra
con una possibile riduzione dei soggetti che vanno a fare questo tipo
di lavoro. Cio' per realizzare economie di scala che devono rientrare
all' interno dell' intero sistema regionale che sta adottando una
politica e una strategia che tende appunto a razionalizzare. In tale
ambito deve entrare anche questo servizio sapendo che vogliamo offrire
il massimo al cittadino che chiede giustamente il servizio tenendo
conto anche delle giste esigenze di chi, anche come le societa' private,
investe nelle societa' miste, ma con l' obiettivo primario dell' interesse
generale''. ''Nell' ordinanza con la quale sono stato nominato - ha
proseguito Montanaro - c' e', tra gli altri compiti, anche quello
di identificare i percorsi per portare alla normalizzazione e al superamento
dell' emergenza. L' abbiamo avviato per la depurazione, oggi avviamo
la parte sulla raccolta differenziata. Pensiamo che questo percorso
prosegua con un' operativita' maggiore del Commissario. Nei prossimi
giorni il sub commissario La Sala effettuera' dei sopralluoghi sul
posto. Poi convocheremo una riunione con tutti i Prefetti ed i Presidenti
delle Province perche' siano coinvolti. Il desiderio sarebbe coinvolgere
anche i sindaci, ma e' difficile mettere insieme 409 sindaci. Vogliamo
comunque trovare il sistema perche' questo messaggio di condivisione
arrivi anche ai sindaci'' Pappaterra “Eccessiva presenza di cinghiali nel parco del Pollino” 21/06 Il Commissario straordinario del Parco nazionale del Pollino,
Domenico Pappaterra, ha scritto ai prefetti di Potenza e Cosenza per
affrontare "l'annosa questione dei cinghiali, la cui eccessiva
presenza minaccia oltremodo le colture del territorio protetto acuendo
le già esasperate tensioni sociali esistenti". Lo stesso
Pappaterra - secondo quanto riferito dall'ufficio stampa del Parco
- ha avviato "un'azione di sensibilizzazione nei confronti delle
amministrazioni provinciali e delle Aziende sanitarie con l'obiettivo
di firmare un protocollo d'intesa per gestire al meglio anche le operazioni
di abbattimento". "Il ruolo delle Province - ha spiegato
Pappaterra - è fondamentale essendo le stesse a gestire, per
competenza, le attività venatorie. Potranno, quindi, essere
utili nell'attività di formazione e qualificazione degli operatori
di selezione e diventare partner nell'attività di controllo
della popolazione di cinghiale, fermandone il ripopolamento". Loiero “Crotone sede ideale per la centrale solare”. il Sindaco Vallone ringrazia 20/06 "Il mio orientamento è quello di localizzare la
centrale termodinamica a Crotone e lo avevo anche anticipato la scorsa
settimana al sindaco della città Peppino Vallone presente Mario
Cimino, presidente del Consorzio di sviluppo industriale della provincia
di Crotone. E sarà questa la localizzazione che proporrò
alla Giunta regionale". E' quanto ha detto il presidente della
Regione Calabria, Agazio Loiero, circa la realizzazione della centrale
solare. "Come ho avuto modo di dire - ha aggiunto Loiero - il
ministro Pecoraro Scanio, che ringrazio per l'attenzione dimostrata
ancora una volta verso la Calabria, regione attenta e sensibile ai
problemi ambientali e per questo destinataria dell'unica centrale
solare che verrà costruita in Italia (sarei contento se i sindacati
ne prendessero nota), si è spinto con generosità a indicare
Crotone come sito in cui realizzarla. L'abbiamo presa, così
com'era, come una indicazione, per altro condivisa, e niente più.
Perché a decidere non è il ministro, bensì la
giunta regionale nella sua collegialità, in una logica di equa
distribuzione degli interventi sul territorio regionale, che riguarderanno
anche le zone franche e altro ancora". "Per il sito di Crotone
- secondo il presidente Loiero - spingono due motivi semplici. Il
primo riguarda l'aspetto economico. Se il governo regionale ha fatto
una scelta precisa di tutelare le proprie risorse ambientali, sia
per valorizzare un prezioso patrimonio naturale utile al rilancio
dell'economia del territorio (il no a Europaradiso è scaturito
da queste convinzioni), è questo un modo per coniugare lo sviluppo
produttivo con la sostenibilità ambientale. Il secondo motivo
é ancora più semplice: gli studi effettuati ci dicono
che è quella l'area che ha il sole giusto per alimentare l'impianto.
Tutto, ripeto, deve essere visto nell'ottica di una programmazione
che riguardi l'intero territorio regionale, in cui si decida sulle
zone franche urbane - ne abbiamo ottenute due ma dopo la sperimentazione
potrebbero essercene altre - e sulla localizzazione di altri interventi
produttivi, anche collegato al settore energetico e ambientale".
Nei prossimi giorni, ha fatto sapere Loiero, la giunta sarà
chiamata a decidere queste e altre cose, dopo avere coinvolto le amministrazioni
locali e il partenariato. "Ci troviamo in una situazione favorevole
e dobbiamo attivarci per non far sfumare l'occasione - ha detto ancora
Loiero - anche perché la centrale termodinamica a concentrazione
solare che siamo disposti a ospitare una volta definito il protocollo
d'intesa, rappresenta per noi l'opportunità per aprire il nostro
territorio alla sperimentazione di nuove tecnologie nel settore delle
fonti rinnovabili, come abbiamo sottolineato nell'incontro romano
con il ministro, il premio Nobel Rubbia e l'assessore Tommasi".
"Si tratta di opportunità - ha concluso - che non finiscono
con la centrale solare. In questo contesto gli impianti a concentrazione
solare presentano importanti prospettive, sia per i costi limitati,
sia per la loro elevata efficienza". Speranza “La regione provveda alla pulizia delle spiagge” 13/06 Il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, ha scritto al Dipartimento Ambiente della Regione sottolineando "la necessità di interventi urgenti e non procrastinabili per rimuovere i rifiuti di tipo urbano presenti lungo la spiaggia in località Marinella, fino al pontile dell' area ex Sir". In una nota si afferma che "l' Amministrazione comunale aveva provveduto nei giorni scorsi alla pulizia degli otto chilometri di spiaggia comunale e ad eliminare i rifiuti presenti, con forte dispendio di personale e mezzi e con costi di pulitura che ammontano a circa 50 mila euro. Un lavoro che ha permesso di riportare la costa alla sua naturale bellezza e di inaugurare con successo la stagione estiva attraverso la festa degli aquiloni, con il coinvolgimento di scuole e associazioni ambientaliste che si sono ritrovate come ogni anno sui lidi del territorio comunale. Una giornata bellissima molto apprezzata dai bambini che si sono divertiti a giocare sulla spiaggia pulita e un'iniziativa lodata al tempo stesso dagli adulti. Purtroppo, dopo un sopralluogo effettuato il 12 giugno scorso, si è constatato che il lavoro svolto è stato vanificato dalla presenza, da località Marinella fino al pontile dell'area ex Sir, su tutta la battigia e su tutta la fascia costiera marina, di rifiuti di tipo urbano (buste e piatti di plastica, contenitori di detersivi, creme ecc.) ma anche di buste di fertilizzanti agricoli, fusti di plastica e metallici portati dalle correnti marine. Un evento che annualmente si ripete e che già nel 2005 e nel 2006 aveva visto ripetutamente impegnato il comune anche con un esposto alla Procura della Repubblica da parte del sindaco e la richiesta di sequestro dei rifiuti spiaggiati". Il sindaco Speranza, che ha inviato la lettera anche al presidente della regione, Loiero, ed all' assessore all' Ambiente, Tommasi, oltre che al procuratore della Repubblica di Lamezia, sostiene che "il Comune è fortemente preoccupato per le condizioni sempre più gravi in cui versa il nostro mare: sia per i non ancora risolti problemi del sistema depurativo, sia per la pr |