HOME, Torna alla pagina Indice
Citta' di Cosenza , Torna alla pagina Indice
Dir.resp. Pippo Gatto
Home . Cronaca . Università . Sport . Politica . Link . Cultura . Spettacoli . Calcio . Forum . Meteo .
Hinterland
 Rende
 Castrolibero
 Castiglione
 Servizi on Line
 Segnala i problemi 
 Famacie di Turno 
 Gare e Appalti 
 Bandi e Concorsi 
 Cinema
 Scrivi alla Redazione 


 
 Turismo
 I Monumenti
 Mappa dell'Hinterland
 Centro Storico
 Notizie per i visitatori
 Rubriche
 Alimentazione
 Agroalimentare
 Ambiente
 Attualità/Cronaca
 Consumatori
 Cronaca Rosa e Gossip
 Cultura
 Diritti del Cittadino
 Economia e Finanza
 Innovazione e Tecnologia
 Politica e Sociale
 Servizi Speciali e Dossier
 Sindacati
 Spettacoli
 Sport
 Partecipativi
 Chat
 Forum
 Scienza
 Innovazione
 Informatica
 Scienza
 Associazioni
 Salute
 Prevenzione
 Sanità e Salute
 Scuola e Giovani
 Scuola
 Musica
 Università




Previsioni: Epson Meteo

+

 

Sanità e Salute

 

Non si trovano i vaccini. Medico di Dipignano scrive alle ASL di Roma e Milano

30/11 Ha scritto ai vertici delle aziende sanitarie di Roma, Milano e di altre grandi citta' del nord e del sud del Paese per chiedere l'invio di vaccini influenzali in grado di soddisfare le esigenze dei suoi pazienti, rimasti a corto di immunizzazione: Ernesto Paola, medico di medicina generale a Dipignano, al colmo dell'esasperazione, ha preso carta e penna per tentare di ovviare alla carenza del vaccino per i suoi pazienti. ''Anche l'anno in corso, come i precedenti, - scrive nella lettera Paola - mi sono rivolto all'azienda sanitaria di Cosenza richiedendo 250 vaccini antinfluenzali. Ho ricevuto soltanto 80 dosi non riuscendo ad averne altre, nonostante le ripetute ed eclatanti manifestazioni pubbliche''. Il medico, nella richiesta avanzata ai vertici delle aziende sanitarie locali contattate, precisa, inoltre, che ''non sapendo piu' cosa fare, visto che siamo ormai al limite del periodo vaccinale e l'azienda sanitaria non ha provveduto ad inviarmi le dosi di vaccino per completare la campagna di immunizzazione mi rivolgo a voi a nome dei miei pazienti ultrasessantacinquenni rimasti a rischio influenza, alcuni dei quali con gravi patologie, chiedendo, qualora siano stati registrati vaccini in esubero, di volerli offrire ai miei 'vecchietti' per garantire loro un inverno tranquillo''. ''La nostra comunita' - conclude il medico - e' disposta a ricambiare l'eventuale generosita' dimostrando gratitudine e con un grande abbraccio e un affettuoso gemellaggio a base di scambi sociali e culturali''

Nomine sulla Sanità: Ancora tante polemiche. Bruno e Sculco "Riflettere su difficoltà". IDV insoddisfatta. Fondazione Betania: "Decisoni coraggiose. Fedele (FI) "Armonia smentita". Ed altri ancora.

Vaccinate altre 311 mila persone in Calabria contro l’influenza

30/11 Sono 311.100 le persone vaccinate nei centri preposti delle 11 aziende sanitarie della regione, nell' ambito della campagna antinfluenzale. Lo ha reso noto l' assessorato regionale alla Salute. Il dato riguarda le categorie a rischio e gli ultrassessantacinquenni, che hanno diritto alla vaccinazione gratuita. L' assessorato, e' scritto in una nota, ''ha indicato nello specifico le cifre riguardanti le singole realta' territoriali anche in riferimento alla disponibilita' di vaccino, precisando il quadro della situazione alla luce di lamentele riportate in proposito dagli organi di informazione''. Nell' ambito dell' As 1 di Paola la campagna, secondo quanto e' stato riferito, e' quasi alla fine con 100 dosi residuate e circa 27.000 vaccinati. Nell' As 2 di Castrovillari sono state praticate 17.100 dosi e richieste ulteriori 400 dosi ''al momento non ricevute per mancanza di vaccino da parte delle case produttrici''. Per quanto riguarda l' As 3 di Rossano l' assessorato ha fatto rilevare che ''nessuna lamentela si e' registrata da parte dell' utenza''. Nella stessa azienda sanitaria ''la campagna e' al termine e c'e' ancora una piccola scorta di vaccino''. In questo caso le persone vaccinate sono state 30.000. Sono state invece 50.000 le dosi distribuite nell' ambito dell' As 4 di Cosenza dove ''l' ulteriore richiesta di 10.000 dosi alle case farmaceutiche - e' scritto nella nota - non ha avuto esito favorevole''. La campagna vaccinale e' quasi alla fine nell' As 5 di Crotone dove si e' registrata ''qualche lamentela per gli over 65 e le categorie a rischio'' per cui e' stata fatta una richiesta ulteriore di 4.000 dosi a cui ha fatto riscontro l' invio di circa 1.500 dosi da parte della Glaxo. I vaccinati (il dato si riferisce al solo capoluogo) sono stati circa 6.000. Nel territorio dell' As 6 di Lamezia Terme sono stati vaccinati tutti i prenotati. ''Restano circa 200 dosi - ha reso noto l' assessorato - che saranno utilizzate per chi ne fara' richiesta''. In tutto sono state eseguite 22.500 vaccinazioni. La campagna e' terminata a Catanzaro (As 7), dove i cittadini coinvolti sono stati 40.000. Sono disponibili ulteriori 250 dosi di vaccino. A Vibo Valentia (As 8) sono state vaccinate circa 31.000 persone. La campagna e' quasi alla fine nell' ambito dell' As 9 di Locri ''con un numero di vaccini uguale alle esigenze dell'utenza. I vaccinati sono stati circa 23.000, fra cui anche appartenenti alle forze dell' ordine''. Nessuna lamentela sul territorio dell' As 10 di Palmi dove la vaccinazione ha riguardato 27.000 persone, rispondendo a tutte le richieste. Campagna quasi completata anche nell' ambito dell' As 11 di Reggio Calabria. I vaccinati, in questo caso, sono stati 37.500 con una integrazione delle dosi iniziali di 2.000 unita'. ''La carenza di vaccino riscontrata in alcune aziende sanitarie - e' stato fatto rilevare in ambienti dell' assessorato alla Salute - e' stata determinata dall' indisponibilita' di dosi sufficienti da parte delle case farmaceutiche. Un fenomeno probabilmente legato anche all' allarme suscitato dai casi di influenza aviaria che ha indotto un numero di cittadini maggiore di quello usuale a chiedere il vaccino antinfluenzale nelle farmacie, con un conseguente aumento delle richieste alle case produttrici''

In 20 anni, 628 casi di Aids in Calabria. Ass. Lo Moro: “Occorre tenere altra la guardia”

29/11-(Giampaolo Cataldo)- Sono 628 i casi di “Sindrome da immunodeficienza acquisita”, meglio conosciuta come Aids, registrati in Calabria dal 1985 al novembre 2005. I casi registrati nel ventennio in questione hanno riguardato 497 uomini adulti, 119 donne adulte e 12 bambini (7 maschi e 5 femmine). Nei 20 anni presi in esame, il picco si e' avuto tra il 1994 (con 75 casi segnalati), il 1995 ( 69 casi) ed il 1996 (58 casi). Negli ultimi cinque anni i casi segnalati sono stati 24 nel 2001 e nel 2002; 26 nel 2003, 23 nel 2004 e 14 nel 2005. Per quanto attiene al tasso di mortalita', il 64%,6% dei pazienti risulta deceduto. Per quanto concerne il 2005, dei 14 casi segnalati nei primi 11 mesi dell'anno in corso, due riguardano donne adulte, 12 uomini adulti e nessuno bambini. L'eta' mediana maschile delle persone affette e' di 43,5 anni, mentre quella femminile e' di 40,5 anni. Il dato emerge dal bollettino elaborato dall'assessorato regionale alla tutela della Salute e curato dai dirigenti Rubens Curia e Daniele Giuseppe Chirico in vista della giornata mondiale della lotta all'Aids che si celebra ogni anno il primo dicembre.
Tra i fattori di rischio segnalati, 5 dei casi registrati sono riferiti a contatti eterosessuali, 8 a tossicodipendenti, uno a persone omosessuali. ''Anche se l'aggiornamento delle notifiche e' parziale e non definitivo - si legge nello studio dell'assessorato - in questi 11 mesi dell'anno solare, in generale, si nota un sensibile calo di segnalazioni rispetto all'anno precedente e si osserva anche una controtendenza: gli 8 casi dovuti alle pratiche associate all'uso di sostanze stupefacenti per via endovenosa (tossicodipendenti) superano i 6 casi attribuiti alla trasmissione sessuale (eterosessuale/omosessuale). Stesso discorso vale - si fa rilevare - per le segnalazioni dei pazienti provenienti da fuori regione, dove la maggiore parte dei casi notificati riguarda l'uso di sostanze stupefacenti per via endovenosa''. Nel solo 2004 erano stati segnalati 23 casi: 5 riguardanti donne adulte; 18 uomini adulti; nessun caso pediatrico, con un'eta' mediana maschile di 43,7 anni ed un'eta mediana femminile di 44,6. Per quanto concerne i fattori di rischio segnalati, lo studio evidenzia 8 casi di contagio da contatti eterosessuali; 8 da situazioni di tossicodipendenza; 6 da pratiche omosessuali e bisessuali; un caso originato da trasfusione.
Il bollettino dell'assessorato prende in esame anche i dati complessivi degli ultimi tre anni. Tra il 2003 ed il 2005 sono stati segnalati in tutto 53 casi: 18 donne adulte, 59 uomini adulti, nessun caso pediatrico, con un' eta’ media maschile di 42,8 anni ed un' eta' media femminile di 40,6. Per quanto concerne i fattori di rischio segnalati, 25 casi riguardano contatti eterosessuali; 26 persone tossicodipendenti; 9 persone omosessuali o bisessuali; 2 i casi di contagio da trasfusione; uno il caso di origine non accertata. I casi notificati nello stesso triennio in provincia di Catanzaro sono stati 14; 12 quelli accertati nella provincia di Reggio Calabria, 11 nelle province di Crotone e Cosenza, 5 in quella di Vibo. Sono stati 10 infine le segnalazioni da fuori regione. L'assessorato segnala che nel periodo preso in esame tutte le province, tranne quella di Reggio Calabria, denotano tassi di incidenza del morbo in discesa. Un dato giudicato ''Confortante'', anche se, si fa rilevare, ''i dati del 2005 sono parziali e non definitivi''. Su base regionale, il tasso di incidenza dell'Aids (per 100.000 abitanti) e' stato nel 2003 dell'1,3% e nel 2004 dello 0,9%. Per quanto riguarda il 2005, al momento della pubblicazione del bollettino il ministero della Salute non aveva reso noto il dato.
A commentare i “risultati” dell’ inchiesta è l' assessore regionale alla Salute, Doris Lo Moro: ''I dati riportati nel bollettino realizzato dal Dipartimento per la tutela della Salute in concomitanza con la giornata mondiale dedicata alla riflessione sull'Aids evidenziano che l'incidenza di questo terribile morbo sulla popolazione calabrese e' tra le piu' basse registrate tra le regioni italiane. Questo, pero', non deve indurci a sottovalutare il fenomeno''. ''Tanto piu' - aggiunge l' assessore - che alla contrazione dei casi registrata nei Paesi occidentali fa da contraltare il notevole incremento riscontrato nei paesi dell'Africa e del sud est asiatico''. Un vaccino contro questa terribile malattia, purtroppo, non e' stato ancora realizzato. Attualmente, l'unica difesa dall'Aids e' la prevenzione. Presupposto per la prevenzione e' la conoscenza ed e' per questa ragione che l'assessorato ha predisposto il bollettino sull' andamento della malattia in Calabria. I 14 casi riscontrati nei primi 11 mesi del 2005 sono comunque troppi ed eccessivo sarebbe anche un solo caso. E' confortante il dato secondo cui nessun caso pediatrico sia stato rilevato negli ultimi tre anni in Calabria, ma ancora troppe donne e troppi uomini adulti si ammalano''.
Secondo Doris Lo Moro, ''il dato epidemiologico in Italia ed in Calabria si e' significativamente modificato. La trasmissione per via sessuale del virus Hiv ha definitivamente preso il sopravvento rispetto ad altre modalita' di infezione, dallo scambio di siringhe usate alle trasfusioni. Questo significa che l'informazione e la profilassi fin qui seguita hanno consentito enormi progressi. Allo stesso tempo, sappiamo bene che esistono gli strumenti per mettersi al riparo da rischi di contagio anche per via sessuale. Evidentemente, pero', se siamo costretti a prendere atto di nuovi casi di infezione da Aids per questa via, dobbiamo dedurne che manca ancora una cultura della prevenzione. L'allarmismo non serve, ma questa consapevolezza non deve indurci ad abbassare la guardia. Quindi dobbiamo potenziare i canali di informazione e di educazione alla salute. L' elaborazione di questo bollettino da parte dei dirigenti Rubens Curia e Daniele Chirico va in questa direzione, naturalmente in un contesto in cui si garantisca continuita' nelle varie iniziative di prevenzione e si lavori per il reinserimento sociale, attraverso l'assistenza domiciliare in case alloggio e negli ospedali, in favore dei soggetti Hiv positivi ed in Aids conclamato. Cio' tenendo ben presenti anche i rischi di emarginazione e pregiudizio verso cui una malattia cosi' particolare puo' spingere''.

Nomine sulla Sanità: Nascono le polemiche. DL: "Scarso rinnovamento". Loiero: “Abbiamo agito bene"

Cosenza, per due giorni, “capitale” dell’oncologia nazionale.

28/11 Dal 2 al 4 dicembre prossimi, presso il Teatro Rendano e la Biblioteca Nazionale di Cosenza, si terranno, in sessioni congiunte, i lavori della XI Conferenza Nazionale di Oncologia dell’A.I.O.M., l’Associazione Italiana di Oncologia Medica , la più prestigiosa associazione scientifica in materia oncologica in Italia. L’apertura dei lavori è prevista per le 18,30 di giorno 2, alla presenza del presidente della Regione Calabria On. Agazio Loiero , del Sindaco di Cosenza Eva Catizone , dell’Assessore alla Salute on. Doris Lo Moro e del Presidente della Provincia di Cosenza Mario Oliverio. A presiedere la Conferenza saranno il dottor Gianfranco Filippelli (nella foto a sinistra), Direttore dell’Unità Operativa di Oncologia Medica dell’Azienda Sanitaria di Paola e il Professore Emilio Bajetta , Direttore del reparto di Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. “All’importante assise, che potrà contare sulla partecipazione dei maggiori esperti italiani in oncologia, - dice il dottore Filippelli - verranno illustrati quali sono i risultati raggiunti nella cura dei tumori, quali sono le prospettive della ricerca, qual è il futuro nel campo della diagnosi precoce e la diagnostica in generale. Ma si disserterà anche sullo stato della nuova chirurgia, dei protocolli chemioterapici sempre più efficaci e della radioterapia”. In pratica, per due giorni, Cosenza sarà la “capitale” dell’oncologia nazionale. Gli oltre 140 relatori previsti analizzeranno tutte le problematiche scientifiche dal punto di vista clinico, ma anche dando ampio risalto al nursing infermieristico , al mondo della ricerca ed alla corretta raccolta dei dati derivanti dalla stessa. Molti gli argomenti che verranno trattati nella “due giorni” di lavoro, dai big killer, le neoplasie a polmone, mammelle e intestino, fino ai tumori rari su cui sono previsti un ampio dibattito e confronti sulle nuove terapie biologiche che tante speranze stanno generando nella comunità scientifica e ovviamente nei pazienti: anticorpi monoclinali , target therapy , nuove terapie ormonali nel cancro della mammella ma anche moltissime terapie di supporto per ridurre al minimo i sintomi più gravi quali il dolore , la depressione midollare , nausea , vomito e fratture patologiche tumorali. Ampio spazio sarà, poi, offerto alla capacità di offrire ai pazienti oncologici una sempre migliore qualità della vita, sicuramente uno degli obiettivi maggiormente perseguito, anche grazie al contributo delle associazioni di volontariato.

La Regione nomina i nuovi direttori della sanità. Loiero: “Una scelta di rinnovamento”. Tutti i nominativi. Lomoro: "segnale di novità e discontinuità"

Bindi: la devolution penalizza il sud con lo stop ai viaggi della speranza. A rischio il SSN

28/11 Con la devolution il rischio di un disfacimento del Sistema Sanitario Nazionale ''e' concreto e ne abbiamo gia' una anticipazione in questa Finanziaria che pone un tetto alla mobilita' dei cittadini, ovvero alla libera circolazione dei pazienti dentro il territorio nazionale''. E' questo l' allarme lanciato oggi dalla responsabile Sanita' della Margherita, Rosi Bindi. ''Con al devolution approvata - ha detto Bindi in occasione della presentazione del volume 'I servizi sanitari regionali tra autonomia e coerenze di sistema' a cura di Renato Balduzzi, organizzata dal Centro di Ricerca 'V.Bachelet' e dall' associazione Medici Dirigenti Anaao-Assomed - ci troviamo di fronte non piu' al concetto raffinato di legislazione concorrente, ma a quello un po' rozzo di doppia competenza esclusiva, che apparentemente sembra risolvere tutto ma in realta' complichera' la vita ai cittadini e, soprattutto, consentira' alle singole regioni di cambiare principi di sistema''. Bindi ha quindi precisato come il tetto messo in Finanziaria alla mobilita' dei cittadini e' proprio ''un esempio del fatto che con la devoluzione ci saranno 21 sistemi regionali e, naturalmente, tra l' uno e l' altro ci saranno delle frontiere. Dunque - ha denunciato l' esponente della Margherita - il principio della piena mobilita' dei cittadini all' interno del sistema sanitario nazionale italiano gia' con questa finanziaria viene messo a rischio''. ''Tutti - ha proseguito Bindi - auspichiamo una Calabria e una Sicilia che non abbiano bisogno di migrazioni di pazienti, ma questo significa creare i servizi e non impedire gia' oggi ai calabresi e ai siciliani di andarsi a curare a Roma o altrove''. Secondo la responsabile Sanita' della Margherita, il referendum in materia rappresentera' quindi un ''passaggio fondamentale'': ''per quanto mi riguarda - ha concluso Bindi - sono impegnata sia a vincere le elezioni sia ad impedire questo sfregio alla vita nel nostro Paese''

Mons. Bregantini organizza un sit in davanti l’ospedale di Gerace mai aperto. Loiero: “Stiamo valutando il caso”

25/11 Un sit-in simbolico dinanzi all'ospedale di Gerace, ultimato alcuni anni fa e mai utilizzato, per chiedere l'utilizzo della struttura e' stato organizzato nel corso del raduno dei giovani promosso dalla diocesi di Locri. All'iniziativa hanno partecipato il vescovo di Locri, Monsignor Giancarlo Maria Bregantini, il delegato pastorale giovanile, don Mario Del Piano, ed una delegazione di giovani che partecipavano a Gerace ad un raduno. ''Si e' trattato di un' iniziativa - ha detto don Mario Del Piano - che il vescovo ha voluto collocare nella giornata di riflessione dei giovani. Ci siamo fermati dinanzi all'ospedale di Gerace, abbiamo pregato e poi abbiamo espresso il nostro sogno e cioe' quello di poter vedere la struttura valorizzata per la gente del luogo, non importa per quale utilita'''. L'ospedale di Gerace, costato circa nove miliardi delle vecchie lire, e' stato completato ormai da circa cinque anni e doveva ospitare il reparto di geriatria-lungodegenza e riabilitazione. ''Siamo rammaricati - ha aggiunto don Mario - nel vedere questa struttura, costata un sacco di soldi, chiusa ed abbandonata. Il nostro e' stato un gesto simbolico ma vorremmo che il nostro sogno si realizzasse''. Il sit-in si e' concluso con una benedizione da parte di mons. Bregantini affinche' ''il Signore illumini le autorita' che hanno il potere di decidere in merito''. Parlando ai giovani Monsignor Bregantini ha sostenuto che la struttura potrebbe essere utilizzata, in alternativa, per attivita' di ricerca, sociali, culturali ed assistenziali per gli anziani purche' sia fonte di sviluppo ed eroghi servizi alla collettivita'.
''Il problema della struttura destinata ad ospedale di Gerace era gia' alla valutazione della Giunta regionale, ed e' un problema che riguarda anche altre strutture gemelle costruite negli anni passati e mai utilizzate in altri centri della Calabria''. E' quanto ha detto il presidente della Regione, Agazio Loiero, dopo aver appreso del sit-in al quale ha partecipato il Vescovo di Locri, Monsignor Giancarlo Maria Bregantini, ed un gruppo di giovani che partecipavano ad un raduno. Loiero ha assicurato che quanto prima la Giunta regionale potrebbe assumere delle iniziative al riguardo.

A Badolato si è svolto l’”Obesity day”

25/11 Si e' svolta a Badolato, nei locali del Polo sanitario, una manifestazione in occasione dell' Obesity day, manifestazione nazionale per la lotta all' obesita'. L' iniziativa, promossa dall'Unita' operativa complessa di Diabetologia e dietologia territoriale dell' Azienda sanitaria 7 di Catanzaro, diretta da Giuseppe Pipicelli, ha suscitato grande interesse in considerazione del fatto che anche in Calabria l' obesita', considerata ormai a tutti gli effetti una patologia, e' in forte aumento. ''Alla manifestazione di Badolato per l' Obesity day - e' detto in un comunicato dell' Azienda sanitaria - hanno aderito, per quanto riguarda il personale sanitario, la dottoressa Giovanna Angotzi, la dietista Mary Caterina Pascale e l' infermiera professionale Luigia Milano, coadiuvate dal dottor Andrea Armogida, responsabile del Polo Sanitario di Badolato. Nel corso della mattinata agli operatori si sono rivolti numerosi cittadini di varia estrazione sociale e culturale, ciascuno con problemi di sovrappeso e obesita', disturbi molto comuni a tutte le classi di utenti, ai quali sono stati rilevati i parametri antropometrici e sono stati somministrati specifici questionari''.

A gennaio in Calabria riunione degli assessori regionali della sanità, sui limiti della mobilità sanitaria

24/11 Si terra' in Calabria la prossima riunione degli assessori alla Sanita' delle Regioni e delle Province autonome italiane. La decisione e' stata assunta a Roma, nel corso dell' ultima riunione della commissione Salute della conferenza delle Regioni, su proposta del coordinatore Enrico Rossi, assessore della Toscana. L' incontro - e' scritto in una nota dell'assessore regionale alla sanita' della Calabria - avra' luogo nel mese di gennaio e sara' dedicato al problema della mobilita' interregionale, bloccata da una norma introdotta dalla legge finanziaria, che vede la Calabria fra le regioni piu' interessate. ''La decisione di tenere in Calabria la riunione - ha detto l'assessore regionale alla sanita' della Calabria, Doris Lo Moro - e' senza dubbio un riconoscimento ed un atto di solidarieta' verso la Calabria, tradizionalmente tra le regioni piu' esposte al fenomeno dell' emigrazione sanitaria e che per questo sara' particolarmente penalizzata dal blocco imposto dalla manovra economica del governo''. Ma la soddisfazione dell' assessore e' ancora maggiore per un'altra decisione assunta dai suoi colleghi: quella di puntare su accordi bilaterali fra le Regioni per disciplinare la materia. ''Siamo impegnati, ed io per prima - ha aggiunto - principalmente per potenziare l' offerta di servizi sul territorio, che e' passaggio preliminare verso una sanita' efficiente in Calabria in presenza della quale i cittadini non avrebbero motivo di curarsi altrove. Ma siamo anche consapevoli che scegliere dove curarsi e' un diritto ed e' nostra intenzione garantirlo con accordi specifici fra le Regioni. Occorre pero' anche un intervento di razionalizzazione per fare in modo che l' emigrazione sia limitata a prestazioni di alta specializzazione e non piu' motivata da prestazioni ordinarie o ricoveri impropri''. Sono queste, dunque, le questioni nel cui merito gli assessori entreranno durante il loro prossimo incontro che non a caso si terra' in Calabria. L' emigrazione ha inciso sulla spesa sanitaria calabrese, nel corso del 2004, per 213 milioni e 615 mila euro. Lombardia (23,13%), Lazio (17,44%), Emilia Romagna (12,48%), Sicilia (11,57%), Toscana (7,65%) sono le aree in cui maggiormente si concentra l' emigrazione sanitaria calabrese. ''Dati - ha concluso Lo Moro - che evidenziano come la mobilita' ospedaliera sia diretta verso le Regioni piu' lontane con le quali intendiamo raggiungere intese specifiche per disciplinare i flussi, ma dicendo no con fermezza al blocco statale''. Lo Moro ha anche reso noto che una prima intesa sta per essere raggiunta con la Regione Lazio e sara' perfezionata prossimamente

Papalia (CGIL Medici) “L’Annunziata un ospedale in preda all’anarchia”

23/11 “Questo è un ospedale ingovernato ormai da mesi, se non da anni, che ha mille problemi e presenta punte di anarchia allarmanti. E’ un ospedale che ha bisogno urgente di un direttore generale di alto profilo, capace di incidere subito su una realtà in caduta libera per raddrizzare la situazione. Pur apprezzando il rigore metodologico dell’assessore regionale Doris Lo Moro e dalla Giunta per arrivare a questa nomina, mi sembra che ogni altro rinvio, però, sarebbe di pregiudizio per i cittadini utenti”. Lo afferma Teresa Papalia, segretaria aziendale della Cgil medici dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, secondo la quale “è necessario anche un forte impegno da parte di tutti per ripristinare regole e rilanciare la qualità dell’offerta assistenziale che già pone problemi seri”. “Noto molte fibrillazioni in giro e molte mi sembrano interessate. In questo quadro – aggiunge la dottoressa Papalia – mi sembra una fuga in avanti, per esempio, porre come priorità una cancellazione delle procedure concorsuali relative ai concorsi per primario. Non si può e non si deve fare di tutte le erbe un fascio perché ci sono concorsi e concorsi. Concentrare però l’attenzione, come è stato fatto, esclusivamente sui concorsi per primari mi sembra, in verità, riduttivo e fuorviante. In ogni caso non è il problema dei problemi e non può essere fatta una omologazione tra tutte le situazioni. Non mi pare proprio che il destino di questa azienda ospedaliera dipenda solo dalla nomina dei primari o dall’annullamento dei concorsi. Quanto meno non mi pare che questo debba essere il primo punto da affrontare quando sono evidenti a tutti i guasti che sono stati procurati da una politica clientelare che ha mortificato le professionalità a ogni livello, premiando al contrario alcuni personaggi esclusivamente per meriti di appartenenza. Incominciamo a parlare dei servizi da valorizzare e chiediamoci sulla base di quale logica o interesse altri sono stati di fatto cancellati (penso ai trapianti di rene che non si fanno più nonostante ci siano competenze e strutture). Incominciamo a chiederci come mai le piante organiche mostrino vuoti a tutti i livelli. I cittadini hanno bisogno, proprio quando lo Stato sociale viene messo totalmente in discussione dal governo, di avere una Sanità di qualità e per essa dobbiamo impegnarci”.
“Alta – secondo la segretaria aziendale dei medici Cgil – deve essere la vigilanza del sindacato per impedire e denunciare casi specifici di abuso (cosa che in passato è stata sottovalutata) ma non per questo è necessario chiedere, senza avere perfetta cognizione dell’esistente, l’azzeramento di procedure concorsuali come se ciò fosse il toccasana di una situazione gravemente compromessa per ben altri motivi”.

Calabria malata di reumatismi ma non lo sa

22/11 La Calabria e' malata di reumatismi, ma non lo sa. Si pensa solo agli anziani, ma c'e' un sommerso fatto anche di giovani. Un dato dimostra la gravita' del fenomeno in Calabria: su cento ricoverati in ospedale, quasi cinque ci finiscono solo per malattie reumatiche. E' quanto e' stato reso noto nel corso della conferenza stampa di presentazione del Congresso nazionale della Societa' Italiana di Reumatologia che si svolgera' a Verona da domani a sabato. Nel 2003 in Calabria, secondo i dati del Ministero della Salute, il 4,8 per cento dei ricoveri ordinari per acuti ha riguardato le malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo. Dato che pone la Calabria al dodicesimo posto in Italia per l' incidenza dei ricoveri in questo gruppo rispetto al totale dei ricoveri. In Italia 5,9 ogni cento ricoveri nel 2003 hanno riguardato le malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto connettivo. In particolare in Calabria si sono avuti 14.178 ricoveri, con una degenza media di 7,1 giorni. In Italia si sono avuti 502.102 ricoveri con una degenza media di 6 giorni. Tra le malattie del sistema osteomuscolare, l' artrite reumatoide e' certamente una delle piu' invalidanti. In Calabria, secondo i dati del Ministero della Salute, nel 2003 si sono avuti 420 ricoveri per artrite reumatoide in regime ordinario (8.234 in Italia) e 247 in day hospital (7.920 in Italia). Il maggior numero di ricoveri per artrite reumatoide in Calabria ha riguardato le pazienti donne (306 in regime ordinario e 168 in day hospital). Nella grande maggioranza, per il regime ordinario, si e' trattato di anziani, uomini e donne, oltre i 65 anni e di soggetti nella fascia d' eta' 15-64 anni. Per quanto riguarda il day hospital, la fascia maggiormente colpita e' quella 15-64 anni. Ai dati dei ricoveri in Calabria sono da aggiungere tutte le persone che si curano ambulatorialmente o da sole a casa. Si stima che in Italia nel 2005 i pazienti con artrite reumatoide in trattamento con farmaci biologici (si tratta delle terapie di ultima generazione) siano circa 7.500. Solo qualche anno fa i dati parlavano di 3.903 pazienti, di cui l'1,8 per cento in Calabria. Un' altra patologia reumatica, progressiva e dolorosa, e' la spondilite anchilosante. In Calabria nel 2003 si sono avuti 40 ricoveri in regime ordinario (845 il dato nazionale) e 31 in day hospital (886 i ricoveri in Italia). Il maggior numero di ricoveri per spondilite anchilosante in Calabria ha riguardato gli uomini (37 in regime ordinario e 23 in day hospital). Nella grande maggioranza, per il regime ordinario e per il day hospital, si e' trattato di uomini e donne dai 15 ai 64 anni. Fra le malattie reumatiche, quella che si registra piu' frequentemente e' l' artrosi. In Calabria nel 2003 si sono avuti 2.979 ricoveri in regime ordinario (114.411 il dato nazionale) e 322 in day hospital (9.417 i ricoveri in Italia). Il maggior numero di ricoveri per artrosi in Calabria ha riguardato le donne (2.032 in regime ordinario e 228 in day hospital). Nella grande maggioranza, per il regime ordinario, si e' trattato di uomini e donne oltre i 65 anni e per il day hospital di uomini e donne da 15 a 64 anni

Entro fine mese le nomine dei DG della sanità calabrese

22/11 Entro fine mese, o al massimo nei primi giorni di dicembre, la Giunta regionale nominera' i nuovi direttori generali nel comparto sanitario. Oggi l' esecutivo calabrese, riunito sotto la presidenza di Agazio Loiero, ha ascoltato un' informativa dell' assessore alla sanita', Doris Lo Moro, che ha effettuato una prima selezione sui candidati che avevano presentato domanda. Una nuova riunione di giunta e' programmata per lunedi' 28 novembre e l' Ansa ha appreso, in qualificati ambienti politici del centrosinistra, che proprio questa data puo' essere quella possibile per la definizione del quadro delle nomine. Una riunione di giunta e' poi probabile anche per il 2 dicembre se per il 28 novembre non dovesse andare in porto la delicata partita sul comparto sanitario

Nominata dalla Regione la commissione d’inchiesta sulla sanità a Vibo

22/11 La Giunta regionale della Calabria ha nominato la commissione d' inchiesta che dovra' verificare l' attivita' amministrativa dell' Azienda sanitaria 8 di Vibo Valentia e, in particolare, la regolarita' amministrativa e contabile delle procedure relative alla costruzione del nuovo ospedale del capoluogo. La nomina della commissione, deliberata dalla Giunta regionale il 23 settembre scorso, era stata annunciata dall' assessore regionale alla Salute, Doris Lo Moro, all' indomani della diffusione delle prime notizie sull' operazione ''Ricatto'', coordinata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, riguardo presunte irregolarita' nell' assegnazione di appalti e servizi da parte dell'azienda sanitaria. Della commissione, secondo quanto e' detto nel provvedimento firmato dal dirigente generale dell'assessorato alla Salute, Raffaele Faillace, fanno parte quattro esperti esterni ''di comprovata esperienza e professionalita'''. Si tratta di Fabio Lorenzoni, docente di diritto amministrativo alla scuola professioni forensi dell' Universita' ''La Sapienza'' di Roma, che presiedera' l' organismo; di Giorgio Valentini, dirigente amministrativo del Ministero della Salute; di Mario Pinelli, docente di legislazione sanitaria all' Universita' di Modena, e di Giovanna Romeo, dirigente amministrativo del ministero della Salute. La commissione dovra' concludere i lavori entro 90 giorni dall' insediamento, prorogabili fino ad un massimo di 120 giorni.

A Bocchigliero è attiva la telecardiologia

21/11 I 1.600 abitanti di Bocchigliero possono usufruire del servizio di Telecardiologia messo a punto da Telbios, Telecom Italia e Anaste, l'associazione che raggruppa le Case di Riposo. L'idea e' venuta a Don Nando Ciliberti che e' il Presidente della Casa di Riposo per Anziani 'Santa Maria' il quale dopo aver visto i vantaggi del servizio di Telecardiologia messo a punto dalle 3 societa', ha pensato di chiederne l'utilizzo non solo per la Casa di Riposo da lui diretta ma anche per tutti gli abitanti del comune di Bocchigliero dove la Casa di Riposo Santa Maria ha sede. Bocchigliero e' uno dei comuni nella Sila, situato a 1.000 metri di altezza e ubicato in una zona impervia e isolata rispetto ai centri maggiori della zona che sono Cosenza e Rossano. L'unico mezzo pubblico di collegamento e' un autobus con due sole corse giornaliere. Su circa 1.600 abitanti il 50% sono anziani. Il paese dispone di Guardia Medica, di un ambulatorio e dell'assistenza di due medici di famiglia e di una farmacia. ''Con questo servizio - ha detto don Ciliberti - potremo fornire la possibilita' di un costante monitoraggio cardiologico non solo a tutti gli ospiti della nostra Casa di riposo ma all'intero paese di Bocchigliero. Viviamo in un paese bellissimo ma anche molto lontano dai centri in cui si puo' trovare assistenza sanitaria e in questo modo tutto il paese non si sentira' piu' solo. Ma questo e' solo l'inizio perche' dopo l' elettrocardiogramma saremo in grado di monitorare anche i parametri della funzionalita' respiratoria, la glicemia, la pressione arteriosa ecc. In questo modo tutti i cittadini di Bocchigliero potranno essere costantemente assistiti come capita nei centri urbani piu' grandi''

Secondo il Codacons in Calabria si muore di più di tumore per mancanza di impianti radioterapici

21/11 ''Di tumore si muore piu' in Calabria che nel resto d' Italia. A Crotone, in particolare, manca la possibilita' di effettuare cure radioterapiche''. E' quanto sostiene, in una nota, il Codacons Calabria. ''Nello stato in cui ci troviamo - si aggiunge nella nota - un malato di leucemia, nel nord, ha circa il 50 per cento di possibilita' in piu' di sopravvivere, rispetto ad un malato nella residente in Calabria. Fra le principali cause del divario, c' e' la diversa dotazione di impianti di radioterapia. Sulla nostra regione, infatti, pesa un gap infrastrutturale che obbliga i calabresi a diventare pendolari anche per eseguire un ciclo di radioterapia. Sempre a Crotone, inoltre, si registra una cronica mancanza delle apparecchiature per effettuare le risonanze magnetiche ed anche la Tac. Riceviamo continue segnalazioni da parte di molte famiglie, gia' distrutte dalla sorte, costrette a sopportare lunghi viaggi della speranza presso i centri piu' vicini dove poter sottoporre i propri congiunti alle cure radioterapiche. Dover intraprendere un viaggio in autobus o in auto, dopo aver sostenuto un trattamento radioterapico, e' un calvario inimmaginabile. Ci chiediamo come possa conciliarsi questo gap infrastrutturale con i circa 500 milioni di euro destinati alla Sanita' in Calabria e che non risultano essere stati spesi dal precedente Governo regionale''. ''Ci troviamo in questa situazione - conclude il Codacons - perche' in tutti questi anni non si e' inteso provvedere all' ammodernamento delle strutture ospedaliere, forse per favorire il privato, in maniera tale da offrire risposte adeguate ai pazienti ed agli operatori''.

Gallo “La Finanziaria taglia di fatto anche le cure sanitarie fuori regione”

19/11 “Desta grande preoccupazione la notizia diffusa da alcuni organi di stampa, relativa alla norma inserita nella Finanziaria in discussione in Parlamento, che fisserebbe limiti alla migrazione sanitaria all’interno del Paese”. Ad affermarlo è l’ex assessore alla disabilità del Comune di Cosenza, Vincenzo Gallo. “Sarebbe stato previsto, infatti, un tetto massimo dei rimborsi riconosciuti – prosegue Gallo- alle strutture sanitarie per i pazienti che vanno a curarsi in una regione diversa da quella di appartenenza, ad eccezione delle prestazioni oncologiche e di quelle di alta specialità, di cui non è però stato ancora reso noto l’elenco.
La riforma della Costituzione approvata qualche giorno fa in Parlamento, che trasferisce tutte le competenze in materia sanitaria alle Regioni, con il rischio di accentuare le diversità di trattamento tra i cittadini e di creare 20 sistemi sanitari, deve essere per fortuna ancora confermata da un referendum.
Questa norma, invece, inserita nella Finanziaria, introdurrebbe immediatamente, di fatto, delle frontiere tra regioni.
Ciò potrebbe mettere in grave pericolo soprattutto i cittadini con gravi patologie e disabilità abitanti in Calabria e in altre regioni del Mezzogiorno, viste che le carenze esistenti nell’offerta sanitaria non potranno essere certamente colmate in breve tempo.
La norma è stata già definita “paradossale” dal responsabile nazionale del tribunale per i diritti dei malati, ma c’è da augurarsi che ci sia una mobilitazione da parte di tutti parlamentari calabresi e meridionali affinché non venga definitivamente approvata.
E’ da sottolineare che in Italia c’è sicuramente necessità di ridurre il debito pubblico e di una razionalizzazione della spesa sanitaria.
Ma sembra del tutto iniquo ridurre le tasse ai cittadini con redditi più alti, come è stato fatto con la riforma dell’IRPEF e con l’eliminazione della tassa di successione anche per i titolari di grandi patrimoni, o consentire sprechi in vari settori e poi essere costretti ad abbandonare al loro destino i cittadini più deboli e in difficoltà”. Questo il testo della norma fornito dalla Fish Calabria:
XII Commissione - Resoconto di giovedì 17 novembre 2005, pag 114 SEDE CONSULTIVA
Giovedì 17 novembre 2005. - Presidenza del presidente Giuseppe PALUMBO. - Interviene il sottosegretario di Stato per la salute Cesare Cursi.
La seduta comincia alle 15.25.
Legge finanziaria per l'anno 2006.
C. 6177 Governo, approvato dal Senato.
(Relazione alla V Commissione).
Bilancio dello Stato per l'anno 2006 e bilancio pluriennale per il triennio 2006-2008.
C. 6178, e relative note di variazione C. 6178-bis e C. 6178-ter Governo, approvato dal Senato.
Tabella n. 2: Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (limitatamente alle parti di competenza).
Tabella n. 4: Stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali (limitatamente alle parti di competenza).
Tabella n. 15: Stato di previsione del Ministero della salute.
(Relazione alla V Commissione).
(Esame congiunto e rinvio).
Il comma 203, pur riconoscendo il diritto alla libera scelta da parte dei cittadini, prevede un tetto massimo regionale per il rimborso e la compensazione interregionale delle prestazioni erogate da una regione in favore di cittadini residenti in altre regioni. I criteri generali per il rimborso e la compensazione saranno definiti con decreto del Ministro della salute, d'intesa con la Conferenza Stato-regioni, sentita l'Agenzia per i servizi sanitari regionali. Nell'ambito di tali criteri, le regioni «possono stabilire specifiche intese e concordare politiche tariffarie». Dal tetto sono comunque escluse le cure oncologiche e i ricoveri legati a discipline di alta specialità.

Corbelli chiede un Consiglio provinciale sulla sanità

18/11 Franco Corbelli, leader del movimento Diritti civili, ha chiesto che venga convocata una riunione straordinaria ed aperta del Consiglio provinciale da e consigliere provinciale di Cosenza, Franco Corbelli, chiede un Consiglio provinciale straordinario ''da dedicare - afferma Corbelli - al tema della sanita', delle tante carenze nelle varie strutture e ai disagi e diritti violati dei cittadini utenti''. Corbelli, che e' un componente del Consiglio, auspica la presenza alla riunione del presidente della Regione, Agazio Loiero, e dell' assessore alla Sanita', Doris Lo Moro. Il leader di Diritti civili, inoltre, facendo riferimento sempre ai temi della sanita', sostiene che ''occorre nominare direttori generali, capaci e competenti, non scelti con il criterio (politico) del manuale Cancelli. La sanita' a Cosenza e in Calabria e' letteralmente allo sfascio. Per gli esami diagnostici occorrono mesi di attesa. Se la situazione non e' ancora del tutto precipitata lo si deve solo all' abnegazione del personale medico e paramedico delle varie strutture ospedaliere di Cosenza, della provincia e dell' intera regione che, con grande impegno e senso di responsabilita', sopperisce alle gravi carenze organizzative, strutturali e di organico. Non e' tollerabile che per fare un esame un cittadino debba aspettare tre mesi. Questo non succede neanche in un Paese del terzo mondo! La sanita' deve essere la prima, vera, assoluta emergenza e priorita' della nostra regione e dell' intero Paese. Piu' dello stesso lavoro''.

La CGIl chiede la cancellazione dell’accordo regionale sulla medicina generale

17/11 La cancellazione delle norme dell' accordo regionale sulla medicina generale deliberato dalla precedente Giunta regionale nell' agosto 2003 e' stata chiesta al presidente della Giunta regionale e all' Assessorato regionale alla Salute dalla segreteria della Funzione pubblica Cgil Medici. ''La richiesta - e' scritto in un comunicato - trae spunto da una segnalazione dell' Autorita' garante della concorrenza e del mercato, del 25 ottobre scorso, e permetterebbe di attivare le procedure previste per l' apertura di nuovi studi di medicina di base, che assicurino l' assistenza ambulatoriale negli ambiti territoriali individuati dalle Asl.La Fp-Cgil Medici era fra le organizzazioni sindacali non firmatarie di quell' accordo regionale, anche a causa di queste norme contestate, in quanto avrebbero di fatto impedito per anni l' ingresso di nuovi sanitari nell' area della medicina di famiglia''. ''La segnalazione dell' Autorita' garante della concorrenza e del mercato, indirizzata al Presidente della Giunta Regionale Agazio Loiero - prosegue il comunicato - fa finalmente giustizia precisando, inoltre, che queste norme vanno a ledere anche gli interessi dei cittadini calabresi. Infatti si produrrebbero effetti discriminatori sia a danno dei sanitari che intendono accedere alla professione di medico di famiglia, sia dei pazienti assistiti dal servizio sanitario regionale, limitando le reali possibilita' di accesso alle prestazioni''. ''Nell' interesse dei cittadini e dei medici calabresi - conclude la nota - la Fp-Cgil Medici - si impegnera' a che queste regole vengano recepite nell' accordo regionale per la medicina generale attualmente in fase di discussione e chiedera' che si modifichino quelle norme presenti nel vigente accordo nazionale in contrasto con tali direttive''.

Appello della CISL Medici per la sanità calabrese: “Corriamo ai ripari”

17/11 “La precarietà della sanità calabrese è fin troppo evidente: commissari allo sbando; reparti ospedalieri da tempo senza primari; dirigenza medica (a ragione) che vive un profondo disagio, una demotivazione continua, sovra esposta professionalmente; sfondamento della spesa farmaceutica; risorse economiche che inconcepibilmente, si regalano ai privati e si sottraggono ai bilanci pubblici”. A sostenerlo e' Mario Marino segretario regionale Cisl Medici in una dichiarazione. “A tutt'oggi non risultano -prosegue Marino- contabilizzate le spettanze contrattuali della dirigenza medica e dei medici convenzionati. Le difficoltà finanziarie di ogni singola azienda sono tali che sarà una chimera poter aggiornare già dal prossimo mese di dicembre gli stipendi. Per questo la CISL Medici chiede con forza l'intervento regionale per poter onorare gli impegni assunti nella conferenza Stato - Regione. Se a tutto ciò andiamo a sommare la mancanza assoluta di una programmazione e la presenza di un governo della salute inefficiente e disattento, che vive di proclami e di inutili "ispezioni" nelle strutture sanitarie, siamo davvero alla frutta. Una situazione simile non è più tollerabile. Cosi come non sono più tollerabili: la gestione della politica regionale in mano a soggetti presi in prestito dalle ASL, che continuano ad esercitare ruoli fondamentali perché abili nel taglia/incolla; la non ufficiaiizzazione dei debiti fuori bilancio dell'azienda (che il vice presidente del consiglio ci dice essere di oltre 70 milioni di euro!), ivi comprese le irregolari dismissioni immobiliari compiute nelle stesse. Non è certamente questo il modo per rinnovare la sanità, così la si distrugge definitivamente. Bisogna far ricorso a professionalità autentiche e organizzare un nuovo ponte di comando regionale, attrezzato per risolvere i problemi, che possa godere da subito della presenza nelle aziende di direttori generali onesti ed efficienti, veramente degni di tale ruolo. A proposito di ciò bisogna che questi vengano immediatamente nominati, anche al fine di scongiurare l'intervento commissariale che potrebbe essere disposto dal Ministro Storace. Quanto ai nomi che circolano, non è per nulla accettabile la proposizione di alcuni personaggi che, seppur provvisti di titoli accademici mancano dei requisiti di dirigenza richiesti. Abbiamo il dovere di scegliere il meglio della professionalità confermando e reclutando i direttori generali attraverso metodologie obiettivamente meritocratiche e professionali, quelle che garantiscono ai cittadini servizi adeguati ai bisogni, a quei cittadini che hanno dato il consenso all'attuale governo calabrese, nei confronti del quale cominciano a perdere speranza”.

Allarme per l’aumento della spesa farmaceutica

17/11 In Calabria, dopo l'abolizione dei ticket aumenta la spesa sanitaria. Un dato che preoccupa Giuseppe Mercurio, segretario generale della Fnp - Cisl Calabria, il quale nel richiamare l'attenzione sul fatto che il suo sindacato aveva condiviso e apprezzato ''l'iniziativa assunta qualche mese addietro dalla giunta regionale della Calabria , il provvedimento per l'eliminazione dei ticket sui farmaci e per la mono prescrizione sulle ricette'', ricorda anche che aveva ''manifestato una perplessita' circa la valenza 'erga omnes' del provvedimento, sostenendo che lo stesso avrebbe avuto un sapore di maggiore equita' e giustizia sociale se avesse riguardato solo le fasce economicamente piu' deboli e non anche quelle che il ticket possono tranquillamente pagare perche' rientranti tra i percettori di redditi medio-alti''. Oggi, rispetto a quel provvedimento assunto dalla giunta regionale della Calabria subito dopo il suo insediamento e condiviso da tutte le organizzazioni sindacali, Mercurio pur riconfermando la ''piena condivisione della bonta' e della forte rilevanza politica dell'iniziativa assunta dalla Giunta regionale nella eliminazione del ticket'', richiama ''la preoccupazione manifestata dal momento che in Calabria la spesa farmaceutica si e' impennata del 30% nel mese di settembre 2005 rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, cosi' come rilevato sulla stampa locale''. Il sindacato inoltre e' preoccupato ''ancora di piu' per il fatto che, non a caso, nei giorni scorsi sia stata evidenziata una protesta circa l'aumento, deciso dalla Regione, della retta a carico delle famiglie per quanti sono ricoverati nelle strutture protette per anziani e disabili''. Secondo la Fnp-Cisl ''l'ipotesi ventilata di provvedimenti atti a contenere la spesa farmaceutica, che in Calabria e' decisamente fuori controllo ed ormai attestata al 13% di sfondamento rispetto al limite posto a livello nazionale, puo' anche trovare d'accordo la nostra Federazione, purche' gli stessi provvedimenti rientrino in un contesto di politiche concertate e condivise, anche alla luce del protocollo di intesa appena siglato dal Presidente Loiero con i segretari confederali di Cgil, Cisl Ed Uil''. Mercurio si dice infine convinto ''della necessita' di correre ai ripari con manovre di contenimento della spesa farmaceutica, ma siamo altrettanto consapevoli che occorrera' mettere in campo strategie che evitino ai calabresi di dover subire eventuali balzelli fiscali per far fronte al crescente disavanzo della spesa sanitaria nella sua piu' ampia articolazione, anche perche', come abbiamo sostenuto a suo tempo, restiamo fortemente determinati nella reiterazione di una richiesta che l'intera Cisl calabrese ha formulato alla Regione e che riguarda, in buona sostanza, la riduzione dell'Irpef regionale e del bollo auto''. La Fnp auspica dunque l'avvio di un tavolo specifico di concertazione ''che consenta di condividere in modo responsabile ogni provvedimento che va in direzione del risanamento della spesa sanitaria ma anche del rilancio dei servizi sanitari e sociali in Calabria''.

Bianchi (DL) “Contenere la spesa sanitaria coinvolgendo i medici”

17/11 ''La decisione di abolire il ticket da parte del centrosinistra e' stato un impegno assunto con gli elettori per una misura iniqua e priva di efficacia nel contenimento della spesa farmaceutica come dimostrano i dati contenuti nella relazione della corte dei Conti''. E' quanto sostiene in una nota la parlamentare della Margherita, Dorina Bianchi, circa l' abolizione del ticket in Calabria. ''Il centrodestra - ha aggiunto - aveva introdotto in Calabria il ticket quale presunta misura per il contenimento della spesa farmaceutica il tutto con scarsi risultati. Il ticket era di un euro fisso per ogni confezione. Tuttavia la Calabria e' stata la Regione che in base all' ultima relazione della Corte dei Conti ha fatto registrare nel 2004 una delle piu' alte spese farmaceutiche pro capite con 221 euro collocandosi solo dopo Lazio e Sicilia e ben al di sopra della spesa media fissata in 209 euro pro capite''. ''La Calabria - ha proseguito Bianchi - inoltre e' la regione che ha fatto registrare un incremento notevole del numero di ricette farmaceutiche determinato dall' applicazione, dal I settembre 2004, dalla giunta di centrodestra, dell' obbligo per i medici di prescrivere non piu' di una sola confezione di ciascun farmaco per ricetta. Questo ha consentito quindi un aumento delle entrate con un sistema assolutamente iniquo perche' generalizzato e senza suddivisione ne' per patologie ne' per fasce di reddito. Per non parlare delle farmacie di alcune regioni del centro-sud tra cui anche quelle calabresi che continuano a subire da parte delle Asl pesanti ritardi nei pagamenti degli importi dovuti per i farmaci erogati ai cittadini. Questa e' la spesa farmaceutica che ci ha lasciato il centrodestra''. ''Il centrosinistra - ha concluso - invece ha deciso di puntare al contenimento della spesa farmaceutica coinvolgendo i medici di famiglia sulla adeguatezza delle prescrizioni e su un patto di trasparenza tra medici farmacie e cittadini''.

SLF Cobas: “La spesa farmaceutica subordinata ai poteri forti”

17/11 Il Sindacato dei lavoratori dell'Industria Farmaceutica Slf Cobas, attraverso un documento, denuncia all'opinione pubblica e alle istituzioni ''la sconcertante gestione dell'assistenza farmaceutica nella Regione Calabria, che, rifiutando non solo la concertazione ma anche il solo confronto con le parti sociali, procede irresponsabilmente a subordinare le esigenze degli assistiti agli interessi forti dei poteri locali e nazionali''. L'assessorato alla Sanita', secondo il sindacato, ''scopiazzando metodiche di altre Regioni piu' ricche, meglio attrezzate e che dispongono per ragioni inique di maggiori fondi per l'assistenza sanitaria, ha rinviato decisioni che assunte tempestivamente avrebbero impedito che la spesa farmaceutica crescesse in misura eccessiva e preoccupante''. ''Non c'e' chi non veda o non capisca - si legge ancora nella nota - il motivo dei continui rinvii, della cartolarizzazione dei crediti vantati dall'industria farmaceutica (la Calabria e' l'unica Regione ad avere impegnato i fondi dei prossimi anni per pagare cio' che altri hanno rinviato) della piu' volte annunciata volonta' di avviare la distribuzione dei farmaci attraverso gli ospedali''. ''L'erogazione di farmaci attraverso gli ospedali - continua il documento - prevede l'acquisto diretto dei farmaci e solitamente la spesa viene scaricata sulla voce di beni e servizi e non sulla spesa farmaceutica, come invece dovrebbe, e cio' allo scopo di nascondere la spesa farmaceutica vera, dissimulando gestioni virtuose che invece sono disastrose''. Insieme a cio', sempre secondo il sindacato, ''l'Assessorato alla Sanita' sta accumulando, in numerose ASL, altri debiti con le farmacie che gia' manifestano gravi difficolta' che se non saranno risolte tempestivamente saranno motivo di sospensione dell'assistenza farmaceutica. La Regione Calabria, anche per le promesse ripetute in campagna elettorale, deve garantire ai cittadini una assistenza farmaceutica che vada oltre i livelli essenziali di assistenza (Lea) e pertanto l'Assessorato alla Sanita' ha il dovere di attivare tutti gli strumenti di contenimento e di controllo della spesa di cui dispone e di cui ha piena competenza''. Il Sindacato dei lavoratori dell'Industria Farmaceutica SLF Cobas invita le autorita' ''a vigilare affinche' l'Assessorato alla Sanita' promuova l'appropriatezza prescrittiva, impedisca qualsiasi azione di boicottaggio dei farmaci generici ed emani le linee guida che regolamentano l'informazione sui farmaci, evitando ulteriori sperperi e garantendo i livelli occupazionali di quanti operano nel settore''.

Dal 21 torna la settimana di prevenzione andrologica

16/11 Sensibilizzare la popolazione maschile calabrese verso una maggiore cura e attenzione nei confronti dell' apparato riproduttivo e sessuale. E' l' obiettivo della Settimana di Prevenzione Andrologica 2005 che si terra' anche in Calabria dal 21 al 26 di novembre. Giunta alla sua quinta edizione, la ''Settimana'' promossa dalla Societa' italiana di andrologia rendera' possibili visite andrologiche gratuite all' interno di 150 centri specializzati distribuiti sull' intero territorio nazionale. In Calabria, i centri che hanno aderito al progetto sono i reparti di urologia dell' Ospedale di Gioia Tauro e del Pugliese-Ciaccio di Catanzaro. ''Le precedenti quattro edizioni della Settimana della prevenzione andrologica, che hanno visto coinvolti complessivamente 204 centri, 300 specialisti e circa 20.000 pazienti - sottolinea Vincenzo Gentile, presidente della Societa' italiana di andrologia - hanno fatto diagnosticare molte patologie congenite o acquisite dell' apparato genitale maschile fino a quel momento mai diagnosticate in quei soggetti. Non bisogna dimenticare poi che i disturbi andrologici possono anche essere l' indicatore di una serie di patologie organiche quali flogosi, diabete, ipercolesterolemia, ipertensione, insufficienza renale, depressione ed altro ancora. E', quindi, importante sostenere una seria e strutturata attivita' informativa e preventiva, portando l' universo maschile alla consapevolezza di dover affrontare quei problemi che limitano il benessere dell' individuo e della coppia, attraverso la consultazione di specialisti in grado di indicare la strada giusta per risolverli''. Da quest' anno, inoltre, la ''Settimana'' assume una valenza ancor piu' significativa in seguito all' abolizione del servizio di leva obbligatorio e, quindi, della relativa visita medica con la conseguenza che e' venuto meno anche il primo screening utile all' individuazione di eventuali patologie dell' apparato riproduttivo, che se trascurate possono avere conseguenze anche severe. Nelle precedenti edizioni della Settimana sono stati piu' di 20 mila i maschi, tra i 20 e i 70 anni, coinvolti dall' iniziativa. In occasione dell' edizione di quest' anno sara' utilizzato per la prima volta il Italia il nuovo questionario denominato ''Male Sexual Health Questionnaire'', pubblicato negli USA nel 2004 sulla rivista ''Urology'' che ha ricevuto di recente la validazione anche nel nostro Paese.

In Italia si bevono bevande alcoliche già ad 11 anni, media più bassa d'Europa. L'alcol non riduce i rischi al cuore.

12/11 In Italia la soglia di inizio di consumo di bevande alcoliche e' 11 anni, la piu' bassa d' Europa, e l' eta' media di inizio e' 14 anni. Inoltre e' in aumento l' assunzione di alcolici, che non e' piu' concentrata nel fine settimana, ma si sta allargando anche agli altri giorni della settimana. A lanciare l' allarme e' stata la Societa' italiana di alcologia (Sia) che sta celebrando il proprio congresso nazionale a Vibo Valentia. Dai lavori e' emerso che, per quanto riguarda alcol e guida, l' 80% dei giovani bevono e comunque si mettono alla guida dopo aver bevuto; il 20% dei giovani che sono forti bevitori si mettono alla guida; al 4% dei giovani nelle ultime quattro settimane e' capitato di guidare in stato di ebbrezza; la maggior parte degli incidenti e' causata da maschi (9 su 10). Al riguardo la Sia ha patrocinato il progetto nazionale di prevenzione con la Just Media Comunication ''il Pilota'', un reality show finalizzato a sensibilizzare i giovani in discoteca e altri locali di ritrovo su effetti e conseguenze del consumo di alcolici tramite il gioco ed il divertimento. Dalla campagna e' emerso che il 63% di giovani dichiara di consumare bevande alcoliche in discoteca, il restante prima di recarvisi; una giovane su cinque dichiara di tornare a casa sempre ubriaca e una su due spesso, solo una su trentatre non si ubriaca; il 26% dichiara di consumare aperitivi mix alcol e frutta, il 23% rhum e il 15% birra; il 34% conosce il tasso massimo di alcolemia consentito dalla legge. Il problema del consumo di alcol, pero', si fa sentire anche sui luoghi di lavoro. Nel corso del congresso e' stato evidenziato che l' uso di alcol nei luoghi di lavoro e' causa del 4-20% di tutti gli infortuni che corrispondono a 37.000-188.000 eventi all' anno. L' Oms, secondo quanto riferito dalla Sia, stima i costi sociali e sanitari del consumo di alcolici nel 2-5% del Prodotto nazionale lordo di uno Stato. ''Di questa quota - e' scritto in una nota - una parte rilevante e' dovuta a licenziamenti o declassazioni. E' necessario quindi sperimentare interventi di sensibilizzazione ed informazione rispetto ai rischi alcol rivolta a tutti i lavoratori e individuare modelli di intervento per quei lavoratori che presentano un problema alcol correlato in modo da attivare percorsi alternativi a quello del licenziamento, oltre che di cura ed aiuto''
''Le conoscenze attuali non consentono di identificare quantita' di consumo alcolico raccomandabili o sicure per la salute. E' piu' corretto parlare di quantita' a basso rischio, evidenziando che il rischio esiste a qualunque livello di consumo, anche minimo, ed aumenta progressivamente con l' incremento delle quantita' consumate di bevande alcoliche''. A sostenerlo e' stato il presidente nazionale della Societa' italiana di alcologia (Sia), Valentino Patussi, nel corso del congresso nazionale a Vibo Valentia. ''Possono indubbiamente esistere - ha aggiunto Patussi - degli effetti che favoriscono le sensazioni di benessere, di relax, di abbassamento della tensione, sensazioni di gusto e di piacere. Effetti che sono sicuramente utili all' organismo, ma che possono essere comunque raggiunti anche senza l' alcol. Anche quantita' moderate di alcol sono coinvolte nell' aumento del rischio di insorgenza di vari tipi di tumori in diversi organi, sopratutto mammella, cavo orale, faringe e prime vie aeree, stomaco. Lo stesso vale per gli incidenti cerebrovascolari emorragici o la sindrome feto-alcolica. Alla luce di tutto cio', non appare corretto evidenziare o affermare da un punto di vista scientifico, epidemiologico, di salute pubblica ed etico che il vino o la birra o i superalcolici riducano il rischio di malattie, incluse quelle cardiovascolari, se tali affermazioni risultino private o non integrate dell' informazione relativa ai danni che subisce l' organismo a quelli stessi livelli di consumo che si dichiara protettivi''. Patussi ha quindi affermato che esistono condizioni che pongono gli individui in situazioni di vulnerabilita' tale da sconsigliare in assoluto il consumo di alcol. Ed ha citato, tra gli altri, i casi dei ragazzi con meno di 16 anni, di donne in gravidanza o che l' hanno programmata, se si assumono farmaci o si si soffre di una patologia acuta o cronica. Il presidente della Sia ha rilevato che per quanto riguarda il resveratrolo, un' antiossidante, in un litro di vino si registrano mediamente livelli di 0,6-0,8 milligrammi della sostanza. ''Per ottenere gli effetti di protezione e per favorire un ridotto rischio vascolare - ha spiegato Patussi - la quantita' giornaliera assicurata dalla prescrizione medica dei comuni farmaci che contengono principi attivi analoghi al resveratrolo e' pari a 1.000 mg. Per raggiungere tali livelli terapeutici sarebbero necessari 1.660 di litri di vino circa al giorno. La Sia ritiene eticamente corretto suggerire l' assunzione di alimenti che non contengono componenti tossiche; pertanto meglio assumere una dieta equilibrata ricordando che gli antiossidanti si trovano in quantita' superiori al vino nei broccoli, cavoli, fagioli, olio, kiwi e frutta in genere''. Anche per quanto riguarda il presunto effetto sull' Alzheimer, la Sia ha denunciato ''l' uso distorto e manipolativo delle informazioni derivanti dagli studi sperimentali, quali quelli che dimostrano effetti protettivi cellulari, ad esempio nei topi, e che vengono utilizzate in maniera speculativa per formulare alcune conclusioni e relativi battage di stampa assolutamente inappropriati ed inutili per la razza umana''. Al riguardo la Sia ha ricordato che ''il dato in vitro deve essere verificato in vivo, prima in modelli animali poi con studi su pazienti di tipo sperimentale, possibilmente randomizzati controllati. Fino a che una molecola, sia essa naturale che sintetica, non ha superato tale valutazione, il suo uso rimane solo un' ipotesi sperimentale. Ipotesi affascinante, ma sempre un' ipotesi e quindi da non prendere in considerazione sul piano terapeutico, specialmente se la sua assunzione puo' essere associata agli effetti di un tossico come l' alcol''. ''Non ci sono - ha ribadito, infine, Patussi - quantita' sicure di consumo di alcol. E' provato che il 10% di tutte le malattie a livello di popolazione e' attualmente attribuibile, direttamente o indirettamente, al consumo di alcol il che emerge da dati Ossfad, Iss, Sia ed Oms''.

In aumento i donatori di organi in Calabria

11/11 Il numero dei donatori di organi per trapianti in Calabria e' passato dai 4,5 per milione di persone del 2004 ai 6,6 nel 2005. Il dato, diffuso dal Centro nazionale trapianti ed aggiornato al 20 settembre scorso, e' stato reso noto nel corso della conferenza stampa svoltasi a Roma per celebrare il ventennale del primo trapianto di cuore in Italia. La percentuale nazionale e' del 21,1 per cento. Un altro dato significativo e' quello che riguarda la diminuzione delle persone contrarie alla donazione degli organi, che sono passate dal 60 per cento del 2004 al 34,8 del 2005 (la media nazionale e' del 27,8 per cento).

In Calabria oltre 60.000 i casi di diabete conclamato. Sabato e domenica iniziative nella regione.

10/11 Sono sessantamila i diabetici calabresi conclamati, mentre altri ventimila sarebbero coloro che sono affetti dalla malattia senza saperlo. E' quanto emerge dai dati degli organizzatori della Giornata del Diabete che si svolgera' anche in Calabria il 12 e 13 novembre nelle piazze delle principali citta'. Grazie al volontariato di medici, operatori sanitari, infermieri e associazioni di pazienti, tutti i cittadini potranno ricevere materiale informativo sulla malattia, gadget, consulenza medica qualificata e soprattutto potranno effettuare gratuitamente l' esame della glicemia. Con una semplice puntura sul dito e' infatti possibile scoprire il livello degli zuccheri nel sangue. Ai cittadini sara' inoltre fatto compilare un questionario diagnostico per la rilevazione del rischio diabete. ''In Calabria - ha detto il coordinatore regionale della giornata, dott. Gaudenzio Stagno - si stimano 60mila diabetici conclamati e altri 20mila sono malati senza saperlo. Per questo e' importante controllare periodicamente la glicemia e prevenire la malattia facendo attivita' fisica regolare (almeno mezz'ora al giorno) e mantenendo sempre il peso giusto''. In Italia le persone colpite da diabete sono oltre tre milioni ed almeno un milione ne soffre o sta per soffrirne senza saperlo. La Giornata del Diabete si svolgera' in 300 piazze delle principali citta' italiane ed e' organizzata - su incarico diretto del Ministero della Salute - dalle maggiori associazioni di pazienti, Fand, Fdg, Aid, Aniad e Juvenile Diabetes Foundation Italia, con la consulenza scientifica di Diabete Italia (consorzio tra la Societa' Italiana di Diabetologia e l' Associazione Medici Diabetologi). L'edizione 2005, infine, e' dedicata alla prevenzione del piede diabetico, ovvero delle gravi complicanze a carico di gambe e piedi che colpiscono 15 diabetici su 100.

La Giunta regionale dichiara la decadenza del DG Madaffari all'AS di Lamezia

07/11 La Giunta regionale, riunitasi, sotto la presidenza del vicepresidente, Nicola Adamo, ha approvato una delibera con cui ha dichiarato la decadenza di Carmela Madaffari dalla Direzione generale dell' Azienda sanitaria di Lamezia Terme. La decisione e' stata presa su proposta dell' assessore alla Sanita', Doris Lo Moro. L' esecutivo ha cosi' riconfermato il commissario Giuseppe Biamonte fino alla nomina del nuovo Direttore generale. ''La decadenza di Carmela Madaffari - si afferma in un comunicato dell' ufficio stampa della Giunta - e' da attribuirsi ad uno squilibrio di bilancio, riscontrato sia dal Commissario che dal Collegio dei revisori. E' da precisare, tra l'altro, che il giudice del lavoro che si era pronunciato sul ricorso della stessa Madaffari non aveva ordinato il suo reintegro, ma aveva sospeso solo il decreto di nomina di Biamonte. Con il provvedimento di oggi la Giunta ha, quindi, messo fine alla vicenda. In un analoga situazione, il Giudice del lavoro del Tribunale di Castrovillari aveva deciso respingendo il ricorso e condannando alle spese il ricorrente''

Il 10 e l’11 due giornate sull’osteoporosi a a Scalea

Due giornate dedicate allo studio e alla prevenzione dell'osteoporosi. L'iniziativa e' dell'Amministrazione comunale di Scalea in collaborazione con la Caritas locale, i medici di medicina generale e lo specialista reumatologo. `'Le giornate di prevenzione sull'osteoporosi'' si svolgeranno giovedi' 10 e venerdi' 11 nei locali della biblioteca comunale, in piazza Maggiore De Palma, nel centro storico di Scalea. Per giovedi' 10 l'orario fissato e' dalle 15.00 alle 18.00, mentre per venerdi' 11 novembre dalle 9.00 alle 11.30. ''Sara' possibile ¿ ha fatto sapere il dottor Marcello D'Amico, uno degli organizzatori delle giornate ¿ effettuare una densitometria ossea, la Moc, gratuita. Probabilmente ci saranno molte richieste e, per questo motivo, si consiglia di parlare prima con il proprio medico''.

Allarme OMS: Aumenta l’uso di alcol in Italia. Nella prossima settimana congresso a Vibo.

05/11 Al Congresso Nazionale Societa' Italiana di Alcologia che si terra' a Vibo Valentia dal 10 al 12 novembre prossimi saranno portati i dati piu' che mai allarmanti che pervengono dalle maggiori e piu' attendibili organizzazioni scientifiche. Secondo il World Health Report dell'OMS, l'alcol provoca direttamente o indirettamente il 10% di tutte le malattie, il 10% dei tumori, il 63% delle cirrosi epatiche,ma anche il 41% degli omicidi ed il 45% degli incidenti, il 9% delle invalidita' e delle malattie croniche. L'OMS indica inoltre che i costi annuali, sociali e sanitari, sostenuti a causa di problemi collegati all'alcol, sono pari al 2-5% del PIL; la stima elaborata dall' Istituto Superiore di Sanita' sul PIL nazionale del 2003 (1.324 miliardi di euro) indica in circa 40 miliardi di euro anni tali costi. Nell'intera Europa un giovane su quattro tra i 15 e i 29 anni muore a causa dell'alcol che rappresenta, anche in Italia, il primo fattore di rischio di invalidita', mortalita' prematura e malattia cronica tra i giovani. La Societa' Italiana di Alcologia e l'Istituto Superiore di Sanita' lanciano l'allarme. Dalla relazione introduttiva al Congresso di Vibo Valentia Emanuele Scafato,direttore dell'Osservatorio Nazionale Alcol-OssFAD dell'Istituto Superiore di Sanita' si evince che in Italia sono circa 7 milioni gli italiani che consumano quantita' di alcol considerabili a maggior rischio e che eccedono le Linee guida per una sana alimentazione dell'INRAN-Ministero per le Politiche Agricole (1-2 bicchieri al giorno di una qualsiasi bevanda alcolica per le donne, 2-3 bicchieri al giorno per gli uomini); cio' significa che il 19 % circa dei consumatori di bevande alcoliche in Italia costituisce la quota di popolazione italiana a maggior rischio di problemi e patologie alcolcorrelate con una prevalenza maggiore per il sesso femminile, di per se' maggiormente vulnerabile agli effetti dell'alcol. I dati diffusi dall'ISS segnalano inoltre che sono circa 800.000 gli adolescenti italiani al di sotto dei 16 anni (eta' legale per la somministrazione) che consumano alcolici prediligendo birra, aperitivi alcolici e superalcolici consumati secondo modalita' sempre piu' frequenti di uso piu' che di consumo di alcol e certamente difformi rispetto alle tradizioni mediterranee. L'Italia ha in Europa il record dell'iniziazione all'uso di alcol: 11 ed i 12 anni rispetto alla media europea che e' di 14 anni. Secondo i dati ISS sono sempre piu' numerosi gli adolescenti che consumano alcol: nel 2001, l'ISTAT ne ha contati 870.000 di eta' compresa tra i 14 e i 16 anni, 22.000 in piu' rispetto al 2000 e 89.000 in piu' rispetto al 1998 con un lieve decremento registrato nel 2002. Ed e' anche nella fasce piu' giovanili (14-17 anni e 18-24 anni) che si registrano gli unici incrementi nel numero di consumatori e consumatrici di bevande alcoliche fuori pasto. Circa 200 giovani perdono la vita ogni anno a causa di incidenti stradali provocati dall'alcol,responsabile anche del 50% degli incidenti non mortali sulle strade che provocano gravi disabilita'. Dalle informazioni elaborate dall'ISS relative alla Rilevazione 2002 dei dati di attivita' dei Servizi per la cura delle alcoldipendenze (Ministero della Salute) si rileva nel periodo 1996-2002 un incremento del 109 % nel numero degli alcoldipendenti di sesso maschile (dai 16.361 del 1996 ai 34.191 del 2002) e del 100 % per le alcoldipendenti (dai 5.148 ai 10.299). Contestualmente si registra un incremento nel numero dei Servizi dai 280 del 1996 ai 423 del 2002 (+51,1 %) con un incremento consistente nel periodo 2001-2002 (99 Servizi in piu' ) a testimonianza dell'attivazione regionale nei confronti di una domanda crescente ma anche di un crescente squilibrio nel rapporto utenti/servizi. L'alcol sempre di piu' viene utilizzata dai giovani come ''sballo''e come sostanza capace di determinare un rinforzo positivo sull'umore producendo effetti sulle performance personali ovvero viene utilizzata come ''accesso'' o ''ponte'' all'uso di altre sostanze illegali. Commento: C'e' da chiedersi a questo punto come mai l'alcol pur determinando quanto fino ad ora esposto non assurge mai ad attenzione specifica dalla legislazione italiana che non ne limita e regolarizza la commercializzazione e l'accessibilita'; si preferisce porre all' attenzione della opinione pubblica il problema cocaina, assolutamente da non sottovalutare, ma che ancora non ha avuto la espansione massiccia sulla popolazione che invece presenta l'alcol tanto da prevedere la creazione di servizi specifici. I dati supportano la necessita' di agire con importanti interventi di prevenzione e di misure a tutela della salute (in particolare dei giovani) che possano consentire la riduzione dei fenomeni di abuso stimolati da una crescente pressione mediatica (pubblicita') e dall'incremento della disponibilita' di bevande alcoliche garantita da prezzi ''promozionali'' come testimoniato dalle happy hours ormai diffusi su tutto il territorio nazionale. Circa 200 giovani perdono la vita ogni anno a causa di incidenti stradali provocati dall'alcol,responsabile anche del 50% degli incidenti non mortali sulle strade che provocano gravi disabilita'. Dalle informazioni elaborate dall'ISS relative alla Rilevazione 2002 dei dati di attivita' dei Servizi per la cura delle alcoldipendenze (Ministero della Salute) si rileva nel periodo 1996-2002 un incremento del 109 % nel numero degli alcoldipendenti di sesso maschile (dai 16.361 del 1996 ai 34.191 del 2002) e del 100 % per le alcoldipendenti (dai 5.148 ai 10.299). Contestualmente si registra un incremento nel numero dei Servizi dai 280 del 1996 ai 423 del 2002 (+51,1 %) con un incremento consistente nel periodo 2001-2002 (99 Servizi in piu' ) a testimonianza dell'attivazione regionale nei confronti di una domanda crescente ma anche di un crescente squilibrio nel rapporto utenti/servizi. L'alcol sempre di piu' viene utilizzata dai giovani come ''sballo''e come sostanza capace di determinare un rinforzo positivo sull'umore producendo effetti sulle performance personali ovvero viene utilizzata come ''accesso'' o ''ponte'' all'uso di altre sostanze illegali. Commento: C'e' da chiedersi a questo punto come mai l'alcol pur determinando quanto fino ad ora esposto non assurge mai ad attenzione specifica dalla legislazione italiana che non ne limita e regolarizza la commercializzazione e l'accessibilita'; si preferisce porre all' attenzione della opinione pubblica il problema cocaina, assolutamente da non sottovalutare, ma che ancora non ha avuto la espansione massiccia sulla popolazione che invece presenta l'alcol tanto da prevedere la creazione di servizi specifici. I dati supportano la necessita' di agire con importanti interventi di prevenzione e di misure a tutela della salute (in particolare dei giovani) che possano consentire la riduzione dei fenomeni di abuso stimolati da una crescente pressione mediatica (pubblicita') e dall'incremento della disponibilita' di bevande alcoliche garantita da prezzi ''promozionali'' come testimoniato dalle happy hours ormai diffusi su tutto il territorio nazionale.

Accolto il ricorso contro la sospensione del Dg dell’ASL di Lamezia.

04/11 Il giudice del lavoro di Lamezia Terme, Nicola Marrone, ha accolto il ricorso presentato da Carmela Madaffari contro la sua sospensione dal' incarico di direttore generale dell' Azienda sanitaria di Lamezia Terme, decisa dalla Giunta regionale, e di nominare come commissario Giuseppe Biamonte. I difensori di Carmela Madaffari, Domenico De Tommaso e Domenico Sorace, avevano sostenuto l' illegittimita' della sospensione e della nomina di Biamonte ''sia per l' insussistenza del potere di sospensione, sia per l' inesistenza dei presupposti per l' adozione del provvedimento''. Il Giudice del lavoro, nella sua ordinanza, ha sostenuto l' illegittimita' della sospensione del direttore generale dell' Azienda sanitaria per ''l' insussistenza dei motivi e dei presupposti richiesti dalla normativa vigente''. Con la stessa ordinanza il giudice del lavoro ha anche sospeso la nomina di Biamonte a commissario dell' Azienda sanitaria di Lamezia. Il giudice ha sostenuto che ''nella fattispecie puo' ravvisarsi il pericolo di un pregiudizio imminente ed irreparabile dell' immagine professionale della dottoressa Madafferi, per gli inevitabili riflessi negativi determinati dalla modalita' pubblicistiche del procedimento di sospensione che indubbiamente determinano una notevole compromissione della sua immagine pubblica intesa come espressione della sua personalita'''. Il giudice ha rilevato inoltre ''la contraddittorieta' intrinseca dell' operato della Giunta regionale che, costituendo una mera violazione di ordine procedimentale e formale, ha assunto in concreto il carattere di contrarieta' ai principi generali della correttezza e buona fede''.

Virus dei polli: L’AS4 ricorda le disposizioni agli operatori

02/11 Il Servizio delle Attività economiche e produttive, richiamando una nota dell’As4, ricorda a tutti gli operatori interessati le disposizioni dell’ordinanza del Ministero della Salute del 2 settembre scorso circa le carni fresche di volatili da cortile. In particolare, va osservato rigorosamente l’obbligo di apporre sulle carni avicole una nuova etichettatura contenente informazioni complete a garantire la tracciabilità su tutta la filiera commerciale. L’As4 di Cosenza raccomanda a tutti gli operatori del settore interessati di verificare nelle fasi di introduzione di tali alimenti le nuove indicazioni previste dall’ordinanza.

Due allevatori e due veterinari denunciati per il mancato rispetto dell’ordinanza sull’aviaria

02/11 Un allevatore di polli e due veterinari sono stati segnalati all' autorita' giudiziaria dai carabinieri del Nas di Catanzaro per il mancato rispetto dell' ordinanza del ministero della Salute dell' agosto scorso in materia di misure di prevenzione dell' influenza aviaria. Il fatto e' avvenuto a Joppolo, un comune del vibonese. Nel corso dei controlli all' interno dell' impianto di macellazione sono stati sono sequestrati anche 20.000 polli da ingrasso.

Avviate le iscrizioni per corso di specializzazione in Psicoterapie

31/10 Sono aperte in Calabria le iscrizioni per il Corso di Specializzazione in ''Psicoterapie Brevi ad Approccio Strategico'' dell' Istituto per lo Studio delle Psicoterapie (Isp), con sede a Vibo Valentia. La specializzazione ha durata quadriennale, per un totale di 500 ore annue di formazione. Al termine del percorso la scuola, legalmente riconosciuta dal Ministero dell' Universita' e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, rilascera' un Diploma che consentira' l' esercizio dell' attivita' psicoterapeutica. ''Dal punto di vista didattico e metodologico - ha detto la responsabile del centro di Viobo Valentia, Valeria Verrastro - le lezioni hanno carattere prevalentemente pratico ed esperienziale ed offrono la possibilita' di completare il quadriennio scegliendo tra differenti ambiti di applicazione, tra i quali, appunto, l' approccio strategico, che si rivolge alle nevrosi e alle psicosi ma consente anche di operare interventi psicologici nelle carceri, nel mondo del lavoro e delle organizzazioni, nel campo della sessuologia ed in quello della devianza, per citare alcune delle applicazioni 'non tradizionali' di un approccio derivante dalla ricerca in campo psicoterapeutico''. Le lezioni inizieranno a febbraio 2006 ed avranno luogo a Lamezia Terme.

L’AS 4 di Cosenza non paga a e l’ASA minaccia licenziamenti

28/10 L' As di Cosenza 4 non paga le strutture specialistiche ambulatoriali accreditate e l' Asa, l' associazione che riunisce una trentina di strutture, minaccia la protesta e i licenziamenti. Dallo scorso aprile, e' scritto in una nota, le strutture specialistiche ambulatoriali accreditate del territorio dell' As 4, non ricevono le spettanze che sono loro dovute e riconosciute da un regolare contratto stipulato con l' Azienda Sanitaria. ''La conseguenza immediata di questo inaccettabile ritardo - afferma il presidente dell' Asa, Fernando Ruffolo - e' stata la difficolta' con la quale sono stati corrisposti gli stipendi al personale dipendente, con conseguente ricorso al credito bancario anche per affrontare le spese di gestione quotidiana. Questa situazione e' diventata sempre piu' gravosa e rischia di riflettersi inevitabilmente sul mantenimento dei posti di lavoro. Diciamola in parole povere: licenziamenti''. ''Ci ritroviamo - continua Ruffolo - nella condizione di attuare i sistemi di protesta gia' sperimentati nel passato per poter ottenere quanto ci spetta e, soprattutto, nei tempi dovuti. Praticamente quanto eravamo riusciti a fare con l' ex direttore generale dell' As 4, Franco Buoncristiano. Il problema e' anche da individuare nel continuo susseguirsi dei cambi al vertice dell' As. I manager, infatti, prima di passare all' erogazione della spesa, devono necessariamente avere consapevolezza del compito che sono stati chiamati ad assolvere. Questo produce un inevitabile ritardo che, pero', si riflette negativamente sul funzionamento delle strutture specialistiche accreditate. Leggiamo sulla stampa di continui travagli e riflessioni da parte degli amministratori regionali per giungere ad un assetto definitivo delle As calabresi. Ci auguriamo che tali riflessioni non durino piu' cosi' a lungo e che i diritti di chi lavora in realta' come la nostra vengano riconosciuti e compensati nei tempi e nei modi dovuti''. ''E' grave - conclude Ruffolo - che dei nostri lavoratori nessuno parli. Non siamo soggetti di spreco, ma assolviamo, al contrario, ad una funzione di pubblico servizio. E' bene precisare che la Regione spende almeno il 20% in meno rispetto alla media nazionale per la specialistica, unico vero strumento di prevenzione, mentre molto di piu' sempre rispetto alla media nazionale, viene speso per i ricoveri e la farmaceutica. In fondo non dovrebbe essere cosi' difficile provvedere nei tempi giusti ai pagamenti se e' vero, com'e' vero, che, ad esempio, le spettanze alle Rsa, cioe' le strutture di residenza e riabilitazione per anziani, vengono corrisposte con estrema puntualita'''

L’Ospedale di Scalea non deve diventare un palazzo degli uffici

28/10 ''L' ospedale di Scalea non deve diventare un palazzo degli Uffici''. E' quanto sostiene Mario Russo, sindaco di Scalea, che sollecita all' Azienda sanitaria di Paola la realizzazione di un protocollo d'intesa sul futuro della struttura costruita da circa trent' anni e mai aperta. ''Ora che c' e' l' idea di utilizzare fino in fondo l' ospedale di contrada Petrosa - afferma Russo - non si pensi di esaurire la funzione di quella struttura ad un luogo destinato ai soli uffici. Bisogna darsi da fare per decidere il futuro di quella realta' e, per questo faccio appello al commissario Alberto De Maio ed anche all' assessore regionale Doris Lo Moro. Posso accettare l' idea di realizzare la sede del distretto nello stesso stabile, ma chiedo, - sottolinea il sindaco di Scalea - innanzitutto e senza mezzi termini, che in quei locali siano riportate