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Sanità e Salute
Non si trovano i vaccini. Medico di Dipignano scrive alle ASL di Roma e Milano 30/11 Ha scritto ai vertici delle aziende sanitarie di Roma, Milano
e di altre grandi citta' del nord e del sud del Paese per chiedere
l'invio di vaccini influenzali in grado di soddisfare le esigenze
dei suoi pazienti, rimasti a corto di immunizzazione: Ernesto Paola,
medico di medicina generale a Dipignano, al colmo dell'esasperazione,
ha preso carta e penna per tentare di ovviare alla carenza del vaccino
per i suoi pazienti. ''Anche l'anno in corso, come i precedenti, -
scrive nella lettera Paola - mi sono rivolto all'azienda sanitaria
di Cosenza richiedendo 250 vaccini antinfluenzali. Ho ricevuto soltanto
80 dosi non riuscendo ad averne altre, nonostante le ripetute ed eclatanti
manifestazioni pubbliche''. Il medico, nella richiesta avanzata ai
vertici delle aziende sanitarie locali contattate, precisa, inoltre,
che ''non sapendo piu' cosa fare, visto che siamo ormai al limite
del periodo vaccinale e l'azienda sanitaria non ha provveduto ad inviarmi
le dosi di vaccino per completare la campagna di immunizzazione mi
rivolgo a voi a nome dei miei pazienti ultrasessantacinquenni rimasti
a rischio influenza, alcuni dei quali con gravi patologie, chiedendo,
qualora siano stati registrati vaccini in esubero, di volerli offrire
ai miei 'vecchietti' per garantire loro un inverno tranquillo''. ''La
nostra comunita' - conclude il medico - e' disposta a ricambiare l'eventuale
generosita' dimostrando gratitudine e con un grande abbraccio e un
affettuoso gemellaggio a base di scambi sociali e culturali'' Vaccinate altre 311 mila persone in Calabria contro l’influenza 30/11 Sono 311.100 le persone vaccinate nei centri preposti delle
11 aziende sanitarie della regione, nell' ambito della campagna antinfluenzale.
Lo ha reso noto l' assessorato regionale alla Salute. Il dato riguarda
le categorie a rischio e gli ultrassessantacinquenni, che hanno diritto
alla vaccinazione gratuita. L' assessorato, e' scritto in una nota,
''ha indicato nello specifico le cifre riguardanti le singole realta'
territoriali anche in riferimento alla disponibilita' di vaccino,
precisando il quadro della situazione alla luce di lamentele riportate
in proposito dagli organi di informazione''. Nell' ambito dell' As
1 di Paola la campagna, secondo quanto e' stato riferito, e' quasi
alla fine con 100 dosi residuate e circa 27.000 vaccinati. Nell' As
2 di Castrovillari sono state praticate 17.100 dosi e richieste ulteriori
400 dosi ''al momento non ricevute per mancanza di vaccino da parte
delle case produttrici''. Per quanto riguarda l' As 3 di Rossano l'
assessorato ha fatto rilevare che ''nessuna lamentela si e' registrata
da parte dell' utenza''. Nella stessa azienda sanitaria ''la campagna
e' al termine e c'e' ancora una piccola scorta di vaccino''. In questo
caso le persone vaccinate sono state 30.000. Sono state invece 50.000
le dosi distribuite nell' ambito dell' As 4 di Cosenza dove ''l' ulteriore
richiesta di 10.000 dosi alle case farmaceutiche - e' scritto nella
nota - non ha avuto esito favorevole''. La campagna vaccinale e' quasi
alla fine nell' As 5 di Crotone dove si e' registrata ''qualche lamentela
per gli over 65 e le categorie a rischio'' per cui e' stata fatta
una richiesta ulteriore di 4.000 dosi a cui ha fatto riscontro l'
invio di circa 1.500 dosi da parte della Glaxo. I vaccinati (il dato
si riferisce al solo capoluogo) sono stati circa 6.000. Nel territorio
dell' As 6 di Lamezia Terme sono stati vaccinati tutti i prenotati.
''Restano circa 200 dosi - ha reso noto l' assessorato - che saranno
utilizzate per chi ne fara' richiesta''. In tutto sono state eseguite
22.500 vaccinazioni. La campagna e' terminata a Catanzaro (As 7),
dove i cittadini coinvolti sono stati 40.000. Sono disponibili ulteriori
250 dosi di vaccino. A Vibo Valentia (As 8) sono state vaccinate circa
31.000 persone. La campagna e' quasi alla fine nell' ambito dell'
As 9 di Locri ''con un numero di vaccini uguale alle esigenze dell'utenza.
I vaccinati sono stati circa 23.000, fra cui anche appartenenti alle
forze dell' ordine''. Nessuna lamentela sul territorio dell' As 10
di Palmi dove la vaccinazione ha riguardato 27.000 persone, rispondendo
a tutte le richieste. Campagna quasi completata anche nell' ambito
dell' As 11 di Reggio Calabria. I vaccinati, in questo caso, sono
stati 37.500 con una integrazione delle dosi iniziali di 2.000 unita'.
''La carenza di vaccino riscontrata in alcune aziende sanitarie -
e' stato fatto rilevare in ambienti dell' assessorato alla Salute
- e' stata determinata dall' indisponibilita' di dosi sufficienti
da parte delle case farmaceutiche. Un fenomeno probabilmente legato
anche all' allarme suscitato dai casi di influenza aviaria che ha
indotto un numero di cittadini maggiore di quello usuale a chiedere
il vaccino antinfluenzale nelle farmacie, con un conseguente aumento
delle richieste alle case produttrici'' In 20 anni, 628 casi di Aids in Calabria. Ass. Lo Moro: “Occorre tenere altra la guardia” 29/11-(Giampaolo Cataldo)- Sono 628 i casi di “Sindrome da
immunodeficienza acquisita”, meglio conosciuta come Aids, registrati
in Calabria dal 1985 al novembre 2005. I casi registrati nel ventennio
in questione hanno riguardato 497 uomini adulti, 119 donne adulte
e 12 bambini (7 maschi e 5 femmine). Nei 20 anni presi in esame, il
picco si e' avuto tra il 1994 (con 75 casi segnalati), il 1995 ( 69
casi) ed il 1996 (58 casi). Negli ultimi cinque anni i casi segnalati
sono stati 24 nel 2001 e nel 2002; 26 nel 2003, 23 nel 2004 e 14 nel
2005. Per quanto attiene al tasso di mortalita', il 64%,6% dei pazienti
risulta deceduto. Per quanto concerne il 2005, dei 14 casi segnalati
nei primi 11 mesi dell'anno in corso, due riguardano donne adulte,
12 uomini adulti e nessuno bambini. L'eta' mediana maschile delle
persone affette e' di 43,5 anni, mentre quella femminile e' di 40,5
anni. Il dato emerge dal bollettino elaborato dall'assessorato regionale
alla tutela della Salute e curato dai dirigenti Rubens Curia e Daniele
Giuseppe Chirico in vista della giornata mondiale della lotta all'Aids
che si celebra ogni anno il primo dicembre. Nomine sulla Sanità: Nascono le polemiche. DL: "Scarso rinnovamento". Loiero: “Abbiamo agito bene" Cosenza, per due giorni, “capitale” dell’oncologia nazionale.
Bindi: la devolution penalizza il sud con lo stop ai viaggi della speranza. A rischio il SSN 28/11 Con la devolution il rischio di un disfacimento del Sistema
Sanitario Nazionale ''e' concreto e ne abbiamo gia' una anticipazione
in questa Finanziaria che pone un tetto alla mobilita' dei cittadini,
ovvero alla libera circolazione dei pazienti dentro il territorio
nazionale''. E' questo l' allarme lanciato oggi dalla responsabile
Sanita' della Margherita, Rosi Bindi. ''Con al devolution approvata
- ha detto Bindi in occasione della presentazione del volume 'I servizi
sanitari regionali tra autonomia e coerenze di sistema' a cura di
Renato Balduzzi, organizzata dal Centro di Ricerca 'V.Bachelet' e
dall' associazione Medici Dirigenti Anaao-Assomed - ci troviamo di
fronte non piu' al concetto raffinato di legislazione concorrente,
ma a quello un po' rozzo di doppia competenza esclusiva, che apparentemente
sembra risolvere tutto ma in realta' complichera' la vita ai cittadini
e, soprattutto, consentira' alle singole regioni di cambiare principi
di sistema''. Bindi ha quindi precisato come il tetto messo in Finanziaria
alla mobilita' dei cittadini e' proprio ''un esempio del fatto che
con la devoluzione ci saranno 21 sistemi regionali e, naturalmente,
tra l' uno e l' altro ci saranno delle frontiere. Dunque - ha denunciato
l' esponente della Margherita - il principio della piena mobilita'
dei cittadini all' interno del sistema sanitario nazionale italiano
gia' con questa finanziaria viene messo a rischio''. ''Tutti - ha
proseguito Bindi - auspichiamo una Calabria e una Sicilia che non
abbiano bisogno di migrazioni di pazienti, ma questo significa creare
i servizi e non impedire gia' oggi ai calabresi e ai siciliani di
andarsi a curare a Roma o altrove''. Secondo la responsabile Sanita'
della Margherita, il referendum in materia rappresentera' quindi un
''passaggio fondamentale'': ''per quanto mi riguarda - ha concluso
Bindi - sono impegnata sia a vincere le elezioni sia ad impedire questo
sfregio alla vita nel nostro Paese'' Mons. Bregantini organizza un sit in davanti l’ospedale di Gerace mai aperto. Loiero: “Stiamo valutando il caso” 25/11 Un sit-in simbolico dinanzi all'ospedale di Gerace, ultimato
alcuni anni fa e mai utilizzato, per chiedere l'utilizzo della struttura
e' stato organizzato nel corso del raduno dei giovani promosso dalla
diocesi di Locri. All'iniziativa hanno partecipato il vescovo di Locri,
Monsignor Giancarlo Maria Bregantini, il delegato pastorale giovanile,
don Mario Del Piano, ed una delegazione di giovani che partecipavano
a Gerace ad un raduno. ''Si e' trattato di un' iniziativa - ha detto
don Mario Del Piano - che il vescovo ha voluto collocare nella giornata
di riflessione dei giovani. Ci siamo fermati dinanzi all'ospedale
di Gerace, abbiamo pregato e poi abbiamo espresso il nostro sogno
e cioe' quello di poter vedere la struttura valorizzata per la gente
del luogo, non importa per quale utilita'''. L'ospedale di Gerace,
costato circa nove miliardi delle vecchie lire, e' stato completato
ormai da circa cinque anni e doveva ospitare il reparto di geriatria-lungodegenza
e riabilitazione. ''Siamo rammaricati - ha aggiunto don Mario - nel
vedere questa struttura, costata un sacco di soldi, chiusa ed abbandonata.
Il nostro e' stato un gesto simbolico ma vorremmo che il nostro sogno
si realizzasse''. Il sit-in si e' concluso con una benedizione da
parte di mons. Bregantini affinche' ''il Signore illumini le autorita'
che hanno il potere di decidere in merito''. Parlando ai giovani Monsignor
Bregantini ha sostenuto che la struttura potrebbe essere utilizzata,
in alternativa, per attivita' di ricerca, sociali, culturali ed assistenziali
per gli anziani purche' sia fonte di sviluppo ed eroghi servizi alla
collettivita'. A Badolato si è svolto l’”Obesity day” 25/11 Si e' svolta a Badolato, nei locali del Polo sanitario, una
manifestazione in occasione dell' Obesity day, manifestazione nazionale
per la lotta all' obesita'. L' iniziativa, promossa dall'Unita' operativa
complessa di Diabetologia e dietologia territoriale dell' Azienda
sanitaria 7 di Catanzaro, diretta da Giuseppe Pipicelli, ha suscitato
grande interesse in considerazione del fatto che anche in Calabria
l' obesita', considerata ormai a tutti gli effetti una patologia,
e' in forte aumento. ''Alla manifestazione di Badolato per l' Obesity
day - e' detto in un comunicato dell' Azienda sanitaria - hanno aderito,
per quanto riguarda il personale sanitario, la dottoressa Giovanna
Angotzi, la dietista Mary Caterina Pascale e l' infermiera professionale
Luigia Milano, coadiuvate dal dottor Andrea Armogida, responsabile
del Polo Sanitario di Badolato. Nel corso della mattinata agli operatori
si sono rivolti numerosi cittadini di varia estrazione sociale e culturale,
ciascuno con problemi di sovrappeso e obesita', disturbi molto comuni
a tutte le classi di utenti, ai quali sono stati rilevati i parametri
antropometrici e sono stati somministrati specifici questionari''.
A gennaio in Calabria riunione degli assessori regionali della sanità, sui limiti della mobilità sanitaria 24/11 Si terra' in Calabria la prossima riunione degli assessori
alla Sanita' delle Regioni e delle Province autonome italiane. La
decisione e' stata assunta a Roma, nel corso dell' ultima riunione
della commissione Salute della conferenza delle Regioni, su proposta
del coordinatore Enrico Rossi, assessore della Toscana. L' incontro
- e' scritto in una nota dell'assessore regionale alla sanita' della
Calabria - avra' luogo nel mese di gennaio e sara' dedicato al problema
della mobilita' interregionale, bloccata da una norma introdotta dalla
legge finanziaria, che vede la Calabria fra le regioni piu' interessate.
''La decisione di tenere in Calabria la riunione - ha detto l'assessore
regionale alla sanita' della Calabria, Doris Lo Moro - e' senza dubbio
un riconoscimento ed un atto di solidarieta' verso la Calabria, tradizionalmente
tra le regioni piu' esposte al fenomeno dell' emigrazione sanitaria
e che per questo sara' particolarmente penalizzata dal blocco imposto
dalla manovra economica del governo''. Ma la soddisfazione dell' assessore
e' ancora maggiore per un'altra decisione assunta dai suoi colleghi:
quella di puntare su accordi bilaterali fra le Regioni per disciplinare
la materia. ''Siamo impegnati, ed io per prima - ha aggiunto - principalmente
per potenziare l' offerta di servizi sul territorio, che e' passaggio
preliminare verso una sanita' efficiente in Calabria in presenza della
quale i cittadini non avrebbero motivo di curarsi altrove. Ma siamo
anche consapevoli che scegliere dove curarsi e' un diritto ed e' nostra
intenzione garantirlo con accordi specifici fra le Regioni. Occorre
pero' anche un intervento di razionalizzazione per fare in modo che
l' emigrazione sia limitata a prestazioni di alta specializzazione
e non piu' motivata da prestazioni ordinarie o ricoveri impropri''.
Sono queste, dunque, le questioni nel cui merito gli assessori entreranno
durante il loro prossimo incontro che non a caso si terra' in Calabria.
L' emigrazione ha inciso sulla spesa sanitaria calabrese, nel corso
del 2004, per 213 milioni e 615 mila euro. Lombardia (23,13%), Lazio
(17,44%), Emilia Romagna (12,48%), Sicilia (11,57%), Toscana (7,65%)
sono le aree in cui maggiormente si concentra l' emigrazione sanitaria
calabrese. ''Dati - ha concluso Lo Moro - che evidenziano come la
mobilita' ospedaliera sia diretta verso le Regioni piu' lontane con
le quali intendiamo raggiungere intese specifiche per disciplinare
i flussi, ma dicendo no con fermezza al blocco statale''. Lo Moro
ha anche reso noto che una prima intesa sta per essere raggiunta con
la Regione Lazio e sara' perfezionata prossimamente Papalia (CGIL Medici) “L’Annunziata un ospedale in preda all’anarchia” 23/11 “Questo è un ospedale ingovernato ormai da mesi,
se non da anni, che ha mille problemi e presenta punte di anarchia
allarmanti. E’ un ospedale che ha bisogno urgente di un direttore
generale di alto profilo, capace di incidere subito su una realtà
in caduta libera per raddrizzare la situazione. Pur apprezzando il
rigore metodologico dell’assessore regionale Doris Lo Moro e
dalla Giunta per arrivare a questa nomina, mi sembra che ogni altro
rinvio, però, sarebbe di pregiudizio per i cittadini utenti”.
Lo afferma Teresa Papalia, segretaria aziendale della Cgil medici
dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, secondo la quale “è
necessario anche un forte impegno da parte di tutti per ripristinare
regole e rilanciare la qualità dell’offerta assistenziale
che già pone problemi seri”. “Noto molte fibrillazioni
in giro e molte mi sembrano interessate. In questo quadro –
aggiunge la dottoressa Papalia – mi sembra una fuga in avanti,
per esempio, porre come priorità una cancellazione delle procedure
concorsuali relative ai concorsi per primario. Non si può e
non si deve fare di tutte le erbe un fascio perché ci sono
concorsi e concorsi. Concentrare però l’attenzione, come
è stato fatto, esclusivamente sui concorsi per primari mi sembra,
in verità, riduttivo e fuorviante. In ogni caso non è
il problema dei problemi e non può essere fatta una omologazione
tra tutte le situazioni. Non mi pare proprio che il destino di questa
azienda ospedaliera dipenda solo dalla nomina dei primari o dall’annullamento
dei concorsi. Quanto meno non mi pare che questo debba essere il primo
punto da affrontare quando sono evidenti a tutti i guasti che sono
stati procurati da una politica clientelare che ha mortificato le
professionalità a ogni livello, premiando al contrario alcuni
personaggi esclusivamente per meriti di appartenenza. Incominciamo
a parlare dei servizi da valorizzare e chiediamoci sulla base di quale
logica o interesse altri sono stati di fatto cancellati (penso ai
trapianti di rene che non si fanno più nonostante ci siano
competenze e strutture). Incominciamo a chiederci come mai le piante
organiche mostrino vuoti a tutti i livelli. I cittadini hanno bisogno,
proprio quando lo Stato sociale viene messo totalmente in discussione
dal governo, di avere una Sanità di qualità e per essa
dobbiamo impegnarci”. Calabria malata di reumatismi ma non lo sa 22/11 La Calabria e' malata di reumatismi, ma non lo sa. Si pensa
solo agli anziani, ma c'e' un sommerso fatto anche di giovani. Un
dato dimostra la gravita' del fenomeno in Calabria: su cento ricoverati
in ospedale, quasi cinque ci finiscono solo per malattie reumatiche.
E' quanto e' stato reso noto nel corso della conferenza stampa di
presentazione del Congresso nazionale della Societa' Italiana di Reumatologia
che si svolgera' a Verona da domani a sabato. Nel 2003 in Calabria,
secondo i dati del Ministero della Salute, il 4,8 per cento dei ricoveri
ordinari per acuti ha riguardato le malattie del sistema osteomuscolare
e del tessuto connettivo. Dato che pone la Calabria al dodicesimo
posto in Italia per l' incidenza dei ricoveri in questo gruppo rispetto
al totale dei ricoveri. In Italia 5,9 ogni cento ricoveri nel 2003
hanno riguardato le malattie del sistema osteomuscolare e del tessuto
connettivo. In particolare in Calabria si sono avuti 14.178 ricoveri,
con una degenza media di 7,1 giorni. In Italia si sono avuti 502.102
ricoveri con una degenza media di 6 giorni. Tra le malattie del sistema
osteomuscolare, l' artrite reumatoide e' certamente una delle piu'
invalidanti. In Calabria, secondo i dati del Ministero della Salute,
nel 2003 si sono avuti 420 ricoveri per artrite reumatoide in regime
ordinario (8.234 in Italia) e 247 in day hospital (7.920 in Italia).
Il maggior numero di ricoveri per artrite reumatoide in Calabria ha
riguardato le pazienti donne (306 in regime ordinario e 168 in day
hospital). Nella grande maggioranza, per il regime ordinario, si e'
trattato di anziani, uomini e donne, oltre i 65 anni e di soggetti
nella fascia d' eta' 15-64 anni. Per quanto riguarda il day hospital,
la fascia maggiormente colpita e' quella 15-64 anni. Ai dati dei ricoveri
in Calabria sono da aggiungere tutte le persone che si curano ambulatorialmente
o da sole a casa. Si stima che in Italia nel 2005 i pazienti con artrite
reumatoide in trattamento con farmaci biologici (si tratta delle terapie
di ultima generazione) siano circa 7.500. Solo qualche anno fa i dati
parlavano di 3.903 pazienti, di cui l'1,8 per cento in Calabria. Un'
altra patologia reumatica, progressiva e dolorosa, e' la spondilite
anchilosante. In Calabria nel 2003 si sono avuti 40 ricoveri in regime
ordinario (845 il dato nazionale) e 31 in day hospital (886 i ricoveri
in Italia). Il maggior numero di ricoveri per spondilite anchilosante
in Calabria ha riguardato gli uomini (37 in regime ordinario e 23
in day hospital). Nella grande maggioranza, per il regime ordinario
e per il day hospital, si e' trattato di uomini e donne dai 15 ai
64 anni. Fra le malattie reumatiche, quella che si registra piu' frequentemente
e' l' artrosi. In Calabria nel 2003 si sono avuti 2.979 ricoveri in
regime ordinario (114.411 il dato nazionale) e 322 in day hospital
(9.417 i ricoveri in Italia). Il maggior numero di ricoveri per artrosi
in Calabria ha riguardato le donne (2.032 in regime ordinario e 228
in day hospital). Nella grande maggioranza, per il regime ordinario,
si e' trattato di uomini e donne oltre i 65 anni e per il day hospital
di uomini e donne da 15 a 64 anni Entro fine mese le nomine dei DG della sanità calabrese 22/11 Entro fine mese, o al massimo nei primi giorni di dicembre,
la Giunta regionale nominera' i nuovi direttori generali nel comparto
sanitario. Oggi l' esecutivo calabrese, riunito sotto la presidenza
di Agazio Loiero, ha ascoltato un' informativa dell' assessore alla
sanita', Doris Lo Moro, che ha effettuato una prima selezione sui
candidati che avevano presentato domanda. Una nuova riunione di giunta
e' programmata per lunedi' 28 novembre e l' Ansa ha appreso, in qualificati
ambienti politici del centrosinistra, che proprio questa data puo'
essere quella possibile per la definizione del quadro delle nomine.
Una riunione di giunta e' poi probabile anche per il 2 dicembre se
per il 28 novembre non dovesse andare in porto la delicata partita
sul comparto sanitario Nominata dalla Regione la commissione d’inchiesta sulla sanità a Vibo 22/11 La Giunta regionale della Calabria ha nominato la commissione
d' inchiesta che dovra' verificare l' attivita' amministrativa dell'
Azienda sanitaria 8 di Vibo Valentia e, in particolare, la regolarita'
amministrativa e contabile delle procedure relative alla costruzione
del nuovo ospedale del capoluogo. La nomina della commissione, deliberata
dalla Giunta regionale il 23 settembre scorso, era stata annunciata
dall' assessore regionale alla Salute, Doris Lo Moro, all' indomani
della diffusione delle prime notizie sull' operazione ''Ricatto'',
coordinata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia, riguardo
presunte irregolarita' nell' assegnazione di appalti e servizi da
parte dell'azienda sanitaria. Della commissione, secondo quanto e'
detto nel provvedimento firmato dal dirigente generale dell'assessorato
alla Salute, Raffaele Faillace, fanno parte quattro esperti esterni
''di comprovata esperienza e professionalita'''. Si tratta di Fabio
Lorenzoni, docente di diritto amministrativo alla scuola professioni
forensi dell' Universita' ''La Sapienza'' di Roma, che presiedera'
l' organismo; di Giorgio Valentini, dirigente amministrativo del Ministero
della Salute; di Mario Pinelli, docente di legislazione sanitaria
all' Universita' di Modena, e di Giovanna Romeo, dirigente amministrativo
del ministero della Salute. La commissione dovra' concludere i lavori
entro 90 giorni dall' insediamento, prorogabili fino ad un massimo
di 120 giorni. A Bocchigliero è attiva la telecardiologia 21/11 I 1.600 abitanti di Bocchigliero possono usufruire del servizio
di Telecardiologia messo a punto da Telbios, Telecom Italia e Anaste,
l'associazione che raggruppa le Case di Riposo. L'idea e' venuta a
Don Nando Ciliberti che e' il Presidente della Casa di Riposo per
Anziani 'Santa Maria' il quale dopo aver visto i vantaggi del servizio
di Telecardiologia messo a punto dalle 3 societa', ha pensato di chiederne
l'utilizzo non solo per la Casa di Riposo da lui diretta ma anche
per tutti gli abitanti del comune di Bocchigliero dove la Casa di
Riposo Santa Maria ha sede. Bocchigliero e' uno dei comuni nella Sila,
situato a 1.000 metri di altezza e ubicato in una zona impervia e
isolata rispetto ai centri maggiori della zona che sono Cosenza e
Rossano. L'unico mezzo pubblico di collegamento e' un autobus con
due sole corse giornaliere. Su circa 1.600 abitanti il 50% sono anziani.
Il paese dispone di Guardia Medica, di un ambulatorio e dell'assistenza
di due medici di famiglia e di una farmacia. ''Con questo servizio
- ha detto don Ciliberti - potremo fornire la possibilita' di un costante
monitoraggio cardiologico non solo a tutti gli ospiti della nostra
Casa di riposo ma all'intero paese di Bocchigliero. Viviamo in un
paese bellissimo ma anche molto lontano dai centri in cui si puo'
trovare assistenza sanitaria e in questo modo tutto il paese non si
sentira' piu' solo. Ma questo e' solo l'inizio perche' dopo l' elettrocardiogramma
saremo in grado di monitorare anche i parametri della funzionalita'
respiratoria, la glicemia, la pressione arteriosa ecc. In questo modo
tutti i cittadini di Bocchigliero potranno essere costantemente assistiti
come capita nei centri urbani piu' grandi'' Secondo il Codacons in Calabria si muore di più di tumore per mancanza di impianti radioterapici 21/11 ''Di tumore si muore piu' in Calabria che nel resto d' Italia.
A Crotone, in particolare, manca la possibilita' di effettuare cure
radioterapiche''. E' quanto sostiene, in una nota, il Codacons Calabria.
''Nello stato in cui ci troviamo - si aggiunge nella nota - un malato
di leucemia, nel nord, ha circa il 50 per cento di possibilita' in
piu' di sopravvivere, rispetto ad un malato nella residente in Calabria.
Fra le principali cause del divario, c' e' la diversa dotazione di
impianti di radioterapia. Sulla nostra regione, infatti, pesa un gap
infrastrutturale che obbliga i calabresi a diventare pendolari anche
per eseguire un ciclo di radioterapia. Sempre a Crotone, inoltre,
si registra una cronica mancanza delle apparecchiature per effettuare
le risonanze magnetiche ed anche la Tac. Riceviamo continue segnalazioni
da parte di molte famiglie, gia' distrutte dalla sorte, costrette
a sopportare lunghi viaggi della speranza presso i centri piu' vicini
dove poter sottoporre i propri congiunti alle cure radioterapiche.
Dover intraprendere un viaggio in autobus o in auto, dopo aver sostenuto
un trattamento radioterapico, e' un calvario inimmaginabile. Ci chiediamo
come possa conciliarsi questo gap infrastrutturale con i circa 500
milioni di euro destinati alla Sanita' in Calabria e che non risultano
essere stati spesi dal precedente Governo regionale''. ''Ci troviamo
in questa situazione - conclude il Codacons - perche' in tutti questi
anni non si e' inteso provvedere all' ammodernamento delle strutture
ospedaliere, forse per favorire il privato, in maniera tale da offrire
risposte adeguate ai pazienti ed agli operatori''. Gallo “La Finanziaria taglia di fatto anche le cure sanitarie fuori regione” 19/11 “Desta grande preoccupazione la notizia diffusa da alcuni
organi di stampa, relativa alla norma inserita nella Finanziaria in
discussione in Parlamento, che fisserebbe limiti alla migrazione sanitaria
all’interno del Paese”. Ad affermarlo è l’ex
assessore alla disabilità del Comune di Cosenza, Vincenzo Gallo.
“Sarebbe stato previsto, infatti, un tetto massimo dei rimborsi
riconosciuti – prosegue Gallo- alle strutture sanitarie per
i pazienti che vanno a curarsi in una regione diversa da quella di
appartenenza, ad eccezione delle prestazioni oncologiche e di quelle
di alta specialità, di cui non è però stato ancora
reso noto l’elenco. Corbelli chiede un Consiglio provinciale sulla sanità 18/11 Franco Corbelli, leader del movimento Diritti civili, ha chiesto che venga convocata una riunione straordinaria ed aperta del Consiglio provinciale da e consigliere provinciale di Cosenza, Franco Corbelli, chiede un Consiglio provinciale straordinario ''da dedicare - afferma Corbelli - al tema della sanita', delle tante carenze nelle varie strutture e ai disagi e diritti violati dei cittadini utenti''. Corbelli, che e' un componente del Consiglio, auspica la presenza alla riunione del presidente della Regione, Agazio Loiero, e dell' assessore alla Sanita', Doris Lo Moro. Il leader di Diritti civili, inoltre, facendo riferimento sempre ai temi della sanita', sostiene che ''occorre nominare direttori generali, capaci e competenti, non scelti con il criterio (politico) del manuale Cancelli. La sanita' a Cosenza e in Calabria e' letteralmente allo sfascio. Per gli esami diagnostici occorrono mesi di attesa. Se la situazione non e' ancora del tutto precipitata lo si deve solo all' abnegazione del personale medico e paramedico delle varie strutture ospedaliere di Cosenza, della provincia e dell' intera regione che, con grande impegno e senso di responsabilita', sopperisce alle gravi carenze organizzative, strutturali e di organico. Non e' tollerabile che per fare un esame un cittadino debba aspettare tre mesi. Questo non succede neanche in un Paese del terzo mondo! La sanita' deve essere la prima, vera, assoluta emergenza e priorita' della nostra regione e dell' intero Paese. Piu' dello stesso lavoro''. La CGIl chiede la cancellazione dell’accordo regionale sulla medicina generale 17/11 La cancellazione delle norme dell' accordo regionale sulla
medicina generale deliberato dalla precedente Giunta regionale nell'
agosto 2003 e' stata chiesta al presidente della Giunta regionale
e all' Assessorato regionale alla Salute dalla segreteria della Funzione
pubblica Cgil Medici. ''La richiesta - e' scritto in un comunicato
- trae spunto da una segnalazione dell' Autorita' garante della concorrenza
e del mercato, del 25 ottobre scorso, e permetterebbe di attivare
le procedure previste per l' apertura di nuovi studi di medicina di
base, che assicurino l' assistenza ambulatoriale negli ambiti territoriali
individuati dalle Asl.La Fp-Cgil Medici era fra le organizzazioni
sindacali non firmatarie di quell' accordo regionale, anche a causa
di queste norme contestate, in quanto avrebbero di fatto impedito
per anni l' ingresso di nuovi sanitari nell' area della medicina di
famiglia''. ''La segnalazione dell' Autorita' garante della concorrenza
e del mercato, indirizzata al Presidente della Giunta Regionale Agazio
Loiero - prosegue il comunicato - fa finalmente giustizia precisando,
inoltre, che queste norme vanno a ledere anche gli interessi dei cittadini
calabresi. Infatti si produrrebbero effetti discriminatori sia a danno
dei sanitari che intendono accedere alla professione di medico di
famiglia, sia dei pazienti assistiti dal servizio sanitario regionale,
limitando le reali possibilita' di accesso alle prestazioni''. ''Nell'
interesse dei cittadini e dei medici calabresi - conclude la nota
- la Fp-Cgil Medici - si impegnera' a che queste regole vengano recepite
nell' accordo regionale per la medicina generale attualmente in fase
di discussione e chiedera' che si modifichino quelle norme presenti
nel vigente accordo nazionale in contrasto con tali direttive''. Appello della CISL Medici per la sanità calabrese: “Corriamo ai ripari” 17/11 “La precarietà della sanità calabrese è
fin troppo evidente: commissari allo sbando; reparti ospedalieri da
tempo senza primari; dirigenza medica (a ragione) che vive un profondo
disagio, una demotivazione continua, sovra esposta professionalmente;
sfondamento della spesa farmaceutica; risorse economiche che inconcepibilmente,
si regalano ai privati e si sottraggono ai bilanci pubblici”.
A sostenerlo e' Mario Marino segretario regionale Cisl Medici in una
dichiarazione. “A tutt'oggi non risultano -prosegue Marino-
contabilizzate le spettanze contrattuali della dirigenza medica e
dei medici convenzionati. Le difficoltà finanziarie di ogni
singola azienda sono tali che sarà una chimera poter aggiornare
già dal prossimo mese di dicembre gli stipendi. Per questo
la CISL Medici chiede con forza l'intervento regionale per poter onorare
gli impegni assunti nella conferenza Stato - Regione. Se a tutto ciò
andiamo a sommare la mancanza assoluta di una programmazione e la
presenza di un governo della salute inefficiente e disattento, che
vive di proclami e di inutili "ispezioni" nelle strutture
sanitarie, siamo davvero alla frutta. Una situazione simile non è
più tollerabile. Cosi come non sono più tollerabili:
la gestione della politica regionale in mano a soggetti presi in prestito
dalle ASL, che continuano ad esercitare ruoli fondamentali perché
abili nel taglia/incolla; la non ufficiaiizzazione dei debiti fuori
bilancio dell'azienda (che il vice presidente del consiglio ci dice
essere di oltre 70 milioni di euro!), ivi comprese le irregolari dismissioni
immobiliari compiute nelle stesse. Non è certamente questo
il modo per rinnovare la sanità, così la si distrugge
definitivamente. Bisogna far ricorso a professionalità autentiche
e organizzare un nuovo ponte di comando regionale, attrezzato per
risolvere i problemi, che possa godere da subito della presenza nelle
aziende di direttori generali onesti ed efficienti, veramente degni
di tale ruolo. A proposito di ciò bisogna che questi vengano
immediatamente nominati, anche al fine di scongiurare l'intervento
commissariale che potrebbe essere disposto dal Ministro Storace. Quanto
ai nomi che circolano, non è per nulla accettabile la proposizione
di alcuni personaggi che, seppur provvisti di titoli accademici mancano
dei requisiti di dirigenza richiesti. Abbiamo il dovere di scegliere
il meglio della professionalità confermando e reclutando i
direttori generali attraverso metodologie obiettivamente meritocratiche
e professionali, quelle che garantiscono ai cittadini servizi adeguati
ai bisogni, a quei cittadini che hanno dato il consenso all'attuale
governo calabrese, nei confronti del quale cominciano a perdere speranza”. Allarme per l’aumento della spesa farmaceutica 17/11 In Calabria, dopo l'abolizione dei ticket aumenta la spesa
sanitaria. Un dato che preoccupa Giuseppe Mercurio, segretario generale
della Fnp - Cisl Calabria, il quale nel richiamare l'attenzione sul
fatto che il suo sindacato aveva condiviso e apprezzato ''l'iniziativa
assunta qualche mese addietro dalla giunta regionale della Calabria
, il provvedimento per l'eliminazione dei ticket sui farmaci e per
la mono prescrizione sulle ricette'', ricorda anche che aveva ''manifestato
una perplessita' circa la valenza 'erga omnes' del provvedimento,
sostenendo che lo stesso avrebbe avuto un sapore di maggiore equita'
e giustizia sociale se avesse riguardato solo le fasce economicamente
piu' deboli e non anche quelle che il ticket possono tranquillamente
pagare perche' rientranti tra i percettori di redditi medio-alti''.
Oggi, rispetto a quel provvedimento assunto dalla giunta regionale
della Calabria subito dopo il suo insediamento e condiviso da tutte
le organizzazioni sindacali, Mercurio pur riconfermando la ''piena
condivisione della bonta' e della forte rilevanza politica dell'iniziativa
assunta dalla Giunta regionale nella eliminazione del ticket'', richiama
''la preoccupazione manifestata dal momento che in Calabria la spesa
farmaceutica si e' impennata del 30% nel mese di settembre 2005 rispetto
allo stesso mese dell'anno scorso, cosi' come rilevato sulla stampa
locale''. Il sindacato inoltre e' preoccupato ''ancora di piu' per
il fatto che, non a caso, nei giorni scorsi sia stata evidenziata
una protesta circa l'aumento, deciso dalla Regione, della retta a
carico delle famiglie per quanti sono ricoverati nelle strutture protette
per anziani e disabili''. Secondo la Fnp-Cisl ''l'ipotesi ventilata
di provvedimenti atti a contenere la spesa farmaceutica, che in Calabria
e' decisamente fuori controllo ed ormai attestata al 13% di sfondamento
rispetto al limite posto a livello nazionale, puo' anche trovare d'accordo
la nostra Federazione, purche' gli stessi provvedimenti rientrino
in un contesto di politiche concertate e condivise, anche alla luce
del protocollo di intesa appena siglato dal Presidente Loiero con
i segretari confederali di Cgil, Cisl Ed Uil''. Mercurio si dice infine
convinto ''della necessita' di correre ai ripari con manovre di contenimento
della spesa farmaceutica, ma siamo altrettanto consapevoli che occorrera'
mettere in campo strategie che evitino ai calabresi di dover subire
eventuali balzelli fiscali per far fronte al crescente disavanzo della
spesa sanitaria nella sua piu' ampia articolazione, anche perche',
come abbiamo sostenuto a suo tempo, restiamo fortemente determinati
nella reiterazione di una richiesta che l'intera Cisl calabrese ha
formulato alla Regione e che riguarda, in buona sostanza, la riduzione
dell'Irpef regionale e del bollo auto''. La Fnp auspica dunque l'avvio
di un tavolo specifico di concertazione ''che consenta di condividere
in modo responsabile ogni provvedimento che va in direzione del risanamento
della spesa sanitaria ma anche del rilancio dei servizi sanitari e
sociali in Calabria''. Bianchi (DL) “Contenere la spesa sanitaria coinvolgendo i medici” 17/11 ''La decisione di abolire il ticket da parte del centrosinistra
e' stato un impegno assunto con gli elettori per una misura iniqua
e priva di efficacia nel contenimento della spesa farmaceutica come
dimostrano i dati contenuti nella relazione della corte dei Conti''.
E' quanto sostiene in una nota la parlamentare della Margherita, Dorina
Bianchi, circa l' abolizione del ticket in Calabria. ''Il centrodestra
- ha aggiunto - aveva introdotto in Calabria il ticket quale presunta
misura per il contenimento della spesa farmaceutica il tutto con scarsi
risultati. Il ticket era di un euro fisso per ogni confezione. Tuttavia
la Calabria e' stata la Regione che in base all' ultima relazione
della Corte dei Conti ha fatto registrare nel 2004 una delle piu'
alte spese farmaceutiche pro capite con 221 euro collocandosi solo
dopo Lazio e Sicilia e ben al di sopra della spesa media fissata in
209 euro pro capite''. ''La Calabria - ha proseguito Bianchi - inoltre
e' la regione che ha fatto registrare un incremento notevole del numero
di ricette farmaceutiche determinato dall' applicazione, dal I settembre
2004, dalla giunta di centrodestra, dell' obbligo per i medici di
prescrivere non piu' di una sola confezione di ciascun farmaco per
ricetta. Questo ha consentito quindi un aumento delle entrate con
un sistema assolutamente iniquo perche' generalizzato e senza suddivisione
ne' per patologie ne' per fasce di reddito. Per non parlare delle
farmacie di alcune regioni del centro-sud tra cui anche quelle calabresi
che continuano a subire da parte delle Asl pesanti ritardi nei pagamenti
degli importi dovuti per i farmaci erogati ai cittadini. Questa e'
la spesa farmaceutica che ci ha lasciato il centrodestra''. ''Il centrosinistra
- ha concluso - invece ha deciso di puntare al contenimento della
spesa farmaceutica coinvolgendo i medici di famiglia sulla adeguatezza
delle prescrizioni e su un patto di trasparenza tra medici farmacie
e cittadini''. SLF Cobas: “La spesa farmaceutica subordinata ai poteri forti” 17/11 Il Sindacato dei lavoratori dell'Industria Farmaceutica Slf
Cobas, attraverso un documento, denuncia all'opinione pubblica e alle
istituzioni ''la sconcertante gestione dell'assistenza farmaceutica
nella Regione Calabria, che, rifiutando non solo la concertazione
ma anche il solo confronto con le parti sociali, procede irresponsabilmente
a subordinare le esigenze degli assistiti agli interessi forti dei
poteri locali e nazionali''. L'assessorato alla Sanita', secondo il
sindacato, ''scopiazzando metodiche di altre Regioni piu' ricche,
meglio attrezzate e che dispongono per ragioni inique di maggiori
fondi per l'assistenza sanitaria, ha rinviato decisioni che assunte
tempestivamente avrebbero impedito che la spesa farmaceutica crescesse
in misura eccessiva e preoccupante''. ''Non c'e' chi non veda o non
capisca - si legge ancora nella nota - il motivo dei continui rinvii,
della cartolarizzazione dei crediti vantati dall'industria farmaceutica
(la Calabria e' l'unica Regione ad avere impegnato i fondi dei prossimi
anni per pagare cio' che altri hanno rinviato) della piu' volte annunciata
volonta' di avviare la distribuzione dei farmaci attraverso gli ospedali''.
''L'erogazione di farmaci attraverso gli ospedali - continua il documento
- prevede l'acquisto diretto dei farmaci e solitamente la spesa viene
scaricata sulla voce di beni e servizi e non sulla spesa farmaceutica,
come invece dovrebbe, e cio' allo scopo di nascondere la spesa farmaceutica
vera, dissimulando gestioni virtuose che invece sono disastrose''.
Insieme a cio', sempre secondo il sindacato, ''l'Assessorato alla
Sanita' sta accumulando, in numerose ASL, altri debiti con le farmacie
che gia' manifestano gravi difficolta' che se non saranno risolte
tempestivamente saranno motivo di sospensione dell'assistenza farmaceutica.
La Regione Calabria, anche per le promesse ripetute in campagna elettorale,
deve garantire ai cittadini una assistenza farmaceutica che vada oltre
i livelli essenziali di assistenza (Lea) e pertanto l'Assessorato
alla Sanita' ha il dovere di attivare tutti gli strumenti di contenimento
e di controllo della spesa di cui dispone e di cui ha piena competenza''.
Il Sindacato dei lavoratori dell'Industria Farmaceutica SLF Cobas
invita le autorita' ''a vigilare affinche' l'Assessorato alla Sanita'
promuova l'appropriatezza prescrittiva, impedisca qualsiasi azione
di boicottaggio dei farmaci generici ed emani le linee guida che regolamentano
l'informazione sui farmaci, evitando ulteriori sperperi e garantendo
i livelli occupazionali di quanti operano nel settore''. Dal 21 torna la settimana di prevenzione andrologica 16/11 Sensibilizzare la popolazione maschile calabrese verso una
maggiore cura e attenzione nei confronti dell' apparato riproduttivo
e sessuale. E' l' obiettivo della Settimana di Prevenzione Andrologica
2005 che si terra' anche in Calabria dal 21 al 26 di novembre. Giunta
alla sua quinta edizione, la ''Settimana'' promossa dalla Societa'
italiana di andrologia rendera' possibili visite andrologiche gratuite
all' interno di 150 centri specializzati distribuiti sull' intero
territorio nazionale. In Calabria, i centri che hanno aderito al progetto
sono i reparti di urologia dell' Ospedale di Gioia Tauro e del Pugliese-Ciaccio
di Catanzaro. ''Le precedenti quattro edizioni della Settimana della
prevenzione andrologica, che hanno visto coinvolti complessivamente
204 centri, 300 specialisti e circa 20.000 pazienti - sottolinea Vincenzo
Gentile, presidente della Societa' italiana di andrologia - hanno
fatto diagnosticare molte patologie congenite o acquisite dell' apparato
genitale maschile fino a quel momento mai diagnosticate in quei soggetti.
Non bisogna dimenticare poi che i disturbi andrologici possono anche
essere l' indicatore di una serie di patologie organiche quali flogosi,
diabete, ipercolesterolemia, ipertensione, insufficienza renale, depressione
ed altro ancora. E', quindi, importante sostenere una seria e strutturata
attivita' informativa e preventiva, portando l' universo maschile
alla consapevolezza di dover affrontare quei problemi che limitano
il benessere dell' individuo e della coppia, attraverso la consultazione
di specialisti in grado di indicare la strada giusta per risolverli''.
Da quest' anno, inoltre, la ''Settimana'' assume una valenza ancor
piu' significativa in seguito all' abolizione del servizio di leva
obbligatorio e, quindi, della relativa visita medica con la conseguenza
che e' venuto meno anche il primo screening utile all' individuazione
di eventuali patologie dell' apparato riproduttivo, che se trascurate
possono avere conseguenze anche severe. Nelle precedenti edizioni
della Settimana sono stati piu' di 20 mila i maschi, tra i 20 e i
70 anni, coinvolti dall' iniziativa. In occasione dell' edizione di
quest' anno sara' utilizzato per la prima volta il Italia il nuovo
questionario denominato ''Male Sexual Health Questionnaire'', pubblicato
negli USA nel 2004 sulla rivista ''Urology'' che ha ricevuto di recente
la validazione anche nel nostro Paese. In Italia si bevono bevande alcoliche già ad 11 anni, media più bassa d'Europa. L'alcol non riduce i rischi al cuore. 12/11 In Italia la soglia di inizio di consumo di bevande alcoliche
e' 11 anni, la piu' bassa d' Europa, e l' eta' media di inizio e'
14 anni. Inoltre e' in aumento l' assunzione di alcolici, che non
e' piu' concentrata nel fine settimana, ma si sta allargando anche
agli altri giorni della settimana. A lanciare l' allarme e' stata
la Societa' italiana di alcologia (Sia) che sta celebrando il proprio
congresso nazionale a Vibo Valentia. Dai lavori e' emerso che, per
quanto riguarda alcol e guida, l' 80% dei giovani bevono e comunque
si mettono alla guida dopo aver bevuto; il 20% dei giovani che sono
forti bevitori si mettono alla guida; al 4% dei giovani nelle ultime
quattro settimane e' capitato di guidare in stato di ebbrezza; la
maggior parte degli incidenti e' causata da maschi (9 su 10). Al riguardo
la Sia ha patrocinato il progetto nazionale di prevenzione con la
Just Media Comunication ''il Pilota'', un reality show finalizzato
a sensibilizzare i giovani in discoteca e altri locali di ritrovo
su effetti e conseguenze del consumo di alcolici tramite il gioco
ed il divertimento. Dalla campagna e' emerso che il 63% di giovani
dichiara di consumare bevande alcoliche in discoteca, il restante
prima di recarvisi; una giovane su cinque dichiara di tornare a casa
sempre ubriaca e una su due spesso, solo una su trentatre non si ubriaca;
il 26% dichiara di consumare aperitivi mix alcol e frutta, il 23%
rhum e il 15% birra; il 34% conosce il tasso massimo di alcolemia
consentito dalla legge. Il problema del consumo di alcol, pero', si
fa sentire anche sui luoghi di lavoro. Nel corso del congresso e'
stato evidenziato che l' uso di alcol nei luoghi di lavoro e' causa
del 4-20% di tutti gli infortuni che corrispondono a 37.000-188.000
eventi all' anno. L' Oms, secondo quanto riferito dalla Sia, stima
i costi sociali e sanitari del consumo di alcolici nel 2-5% del Prodotto
nazionale lordo di uno Stato. ''Di questa quota - e' scritto in una
nota - una parte rilevante e' dovuta a licenziamenti o declassazioni.
E' necessario quindi sperimentare interventi di sensibilizzazione
ed informazione rispetto ai rischi alcol rivolta a tutti i lavoratori
e individuare modelli di intervento per quei lavoratori che presentano
un problema alcol correlato in modo da attivare percorsi alternativi
a quello del licenziamento, oltre che di cura ed aiuto'' In aumento i donatori di organi in Calabria 11/11 Il numero dei donatori di organi per trapianti in Calabria
e' passato dai 4,5 per milione di persone del 2004 ai 6,6 nel 2005.
Il dato, diffuso dal Centro nazionale trapianti ed aggiornato al 20
settembre scorso, e' stato reso noto nel corso della conferenza stampa
svoltasi a Roma per celebrare il ventennale del primo trapianto di
cuore in Italia. La percentuale nazionale e' del 21,1 per cento. Un
altro dato significativo e' quello che riguarda la diminuzione delle
persone contrarie alla donazione degli organi, che sono passate dal
60 per cento del 2004 al 34,8 del 2005 (la media nazionale e' del
27,8 per cento). In Calabria oltre 60.000 i casi di diabete conclamato. Sabato e domenica iniziative nella regione. 10/11 Sono sessantamila i diabetici calabresi conclamati, mentre
altri ventimila sarebbero coloro che sono affetti dalla malattia senza
saperlo. E' quanto emerge dai dati degli organizzatori della Giornata
del Diabete che si svolgera' anche in Calabria il 12 e 13 novembre
nelle piazze delle principali citta'. Grazie al volontariato di medici,
operatori sanitari, infermieri e associazioni di pazienti, tutti i
cittadini potranno ricevere materiale informativo sulla malattia,
gadget, consulenza medica qualificata e soprattutto potranno effettuare
gratuitamente l' esame della glicemia. Con una semplice puntura sul
dito e' infatti possibile scoprire il livello degli zuccheri nel sangue.
Ai cittadini sara' inoltre fatto compilare un questionario diagnostico
per la rilevazione del rischio diabete. ''In Calabria - ha detto il
coordinatore regionale della giornata, dott. Gaudenzio Stagno - si
stimano 60mila diabetici conclamati e altri 20mila sono malati senza
saperlo. Per questo e' importante controllare periodicamente la glicemia
e prevenire la malattia facendo attivita' fisica regolare (almeno
mezz'ora al giorno) e mantenendo sempre il peso giusto''. In Italia
le persone colpite da diabete sono oltre tre milioni ed almeno un
milione ne soffre o sta per soffrirne senza saperlo. La Giornata del
Diabete si svolgera' in 300 piazze delle principali citta' italiane
ed e' organizzata - su incarico diretto del Ministero della Salute
- dalle maggiori associazioni di pazienti, Fand, Fdg, Aid, Aniad e
Juvenile Diabetes Foundation Italia, con la consulenza scientifica
di Diabete Italia (consorzio tra la Societa' Italiana di Diabetologia
e l' Associazione Medici Diabetologi). L'edizione 2005, infine, e'
dedicata alla prevenzione del piede diabetico, ovvero delle gravi
complicanze a carico di gambe e piedi che colpiscono 15 diabetici
su 100. La Giunta regionale dichiara la decadenza del DG Madaffari all'AS di Lamezia 07/11 La Giunta regionale, riunitasi, sotto la presidenza del vicepresidente,
Nicola Adamo, ha approvato una delibera con cui ha dichiarato la decadenza
di Carmela Madaffari dalla Direzione generale dell' Azienda sanitaria
di Lamezia Terme. La decisione e' stata presa su proposta dell' assessore
alla Sanita', Doris Lo Moro. L' esecutivo ha cosi' riconfermato il
commissario Giuseppe Biamonte fino alla nomina del nuovo Direttore
generale. ''La decadenza di Carmela Madaffari - si afferma in un comunicato
dell' ufficio stampa della Giunta - e' da attribuirsi ad uno squilibrio
di bilancio, riscontrato sia dal Commissario che dal Collegio dei
revisori. E' da precisare, tra l'altro, che il giudice del lavoro
che si era pronunciato sul ricorso della stessa Madaffari non aveva
ordinato il suo reintegro, ma aveva sospeso solo il decreto di nomina
di Biamonte. Con il provvedimento di oggi la Giunta ha, quindi, messo
fine alla vicenda. In un analoga situazione, il Giudice del lavoro
del Tribunale di Castrovillari aveva deciso respingendo il ricorso
e condannando alle spese il ricorrente'' Il 10 e l’11 due giornate sull’osteoporosi a a Scalea Due giornate dedicate allo studio e alla prevenzione dell'osteoporosi.
L'iniziativa e' dell'Amministrazione comunale di Scalea in collaborazione
con la Caritas locale, i medici di medicina generale e lo specialista
reumatologo. `'Le giornate di prevenzione sull'osteoporosi'' si svolgeranno
giovedi' 10 e venerdi' 11 nei locali della biblioteca comunale, in
piazza Maggiore De Palma, nel centro storico di Scalea. Per giovedi'
10 l'orario fissato e' dalle 15.00 alle 18.00, mentre per venerdi'
11 novembre dalle 9.00 alle 11.30. ''Sara' possibile ¿ ha fatto
sapere il dottor Marcello D'Amico, uno degli organizzatori delle giornate
¿ effettuare una densitometria ossea, la Moc, gratuita. Probabilmente
ci saranno molte richieste e, per questo motivo, si consiglia di parlare
prima con il proprio medico''. Allarme OMS: Aumenta l’uso di alcol in Italia. Nella prossima settimana congresso a Vibo. 05/11 Al Congresso Nazionale Societa' Italiana di Alcologia che si
terra' a Vibo Valentia dal 10 al 12 novembre prossimi saranno portati
i dati piu' che mai allarmanti che pervengono dalle maggiori e piu'
attendibili organizzazioni scientifiche. Secondo il World Health Report
dell'OMS, l'alcol provoca direttamente o indirettamente il 10% di
tutte le malattie, il 10% dei tumori, il 63% delle cirrosi epatiche,ma
anche il 41% degli omicidi ed il 45% degli incidenti, il 9% delle
invalidita' e delle malattie croniche. L'OMS indica inoltre che i
costi annuali, sociali e sanitari, sostenuti a causa di problemi collegati
all'alcol, sono pari al 2-5% del PIL; la stima elaborata dall' Istituto
Superiore di Sanita' sul PIL nazionale del 2003 (1.324 miliardi di
euro) indica in circa 40 miliardi di euro anni tali costi. Nell'intera
Europa un giovane su quattro tra i 15 e i 29 anni muore a causa dell'alcol
che rappresenta, anche in Italia, il primo fattore di rischio di invalidita',
mortalita' prematura e malattia cronica tra i giovani. La Societa'
Italiana di Alcologia e l'Istituto Superiore di Sanita' lanciano l'allarme.
Dalla relazione introduttiva al Congresso di Vibo Valentia Emanuele
Scafato,direttore dell'Osservatorio Nazionale Alcol-OssFAD dell'Istituto
Superiore di Sanita' si evince che in Italia sono circa 7 milioni
gli italiani che consumano quantita' di alcol considerabili a maggior
rischio e che eccedono le Linee guida per una sana alimentazione dell'INRAN-Ministero
per le Politiche Agricole (1-2 bicchieri al giorno di una qualsiasi
bevanda alcolica per le donne, 2-3 bicchieri al giorno per gli uomini);
cio' significa che il 19 % circa dei consumatori di bevande alcoliche
in Italia costituisce la quota di popolazione italiana a maggior rischio
di problemi e patologie alcolcorrelate con una prevalenza maggiore
per il sesso femminile, di per se' maggiormente vulnerabile agli effetti
dell'alcol. I dati diffusi dall'ISS segnalano inoltre che sono circa
800.000 gli adolescenti italiani al di sotto dei 16 anni (eta' legale
per la somministrazione) che consumano alcolici prediligendo birra,
aperitivi alcolici e superalcolici consumati secondo modalita' sempre
piu' frequenti di uso piu' che di consumo di alcol e certamente difformi
rispetto alle tradizioni mediterranee. L'Italia ha in Europa il record
dell'iniziazione all'uso di alcol: 11 ed i 12 anni rispetto alla media
europea che e' di 14 anni. Secondo i dati ISS sono sempre piu' numerosi
gli adolescenti che consumano alcol: nel 2001, l'ISTAT ne ha contati
870.000 di eta' compresa tra i 14 e i 16 anni, 22.000 in piu' rispetto
al 2000 e 89.000 in piu' rispetto al 1998 con un lieve decremento
registrato nel 2002. Ed e' anche nella fasce piu' giovanili (14-17
anni e 18-24 anni) che si registrano gli unici incrementi nel numero
di consumatori e consumatrici di bevande alcoliche fuori pasto. Circa
200 giovani perdono la vita ogni anno a causa di incidenti stradali
provocati dall'alcol,responsabile anche del 50% degli incidenti non
mortali sulle strade che provocano gravi disabilita'. Dalle informazioni
elaborate dall'ISS relative alla Rilevazione 2002 dei dati di attivita'
dei Servizi per la cura delle alcoldipendenze (Ministero della Salute)
si rileva nel periodo 1996-2002 un incremento del 109 % nel numero
degli alcoldipendenti di sesso maschile (dai 16.361 del 1996 ai 34.191
del 2002) e del 100 % per le alcoldipendenti (dai 5.148 ai 10.299).
Contestualmente si registra un incremento nel numero dei Servizi dai
280 del 1996 ai 423 del 2002 (+51,1 %) con un incremento consistente
nel periodo 2001-2002 (99 Servizi in piu' ) a testimonianza dell'attivazione
regionale nei confronti di una domanda crescente ma anche di un crescente
squilibrio nel rapporto utenti/servizi. L'alcol sempre di piu' viene
utilizzata dai giovani come ''sballo''e come sostanza capace di determinare
un rinforzo positivo sull'umore producendo effetti sulle performance
personali ovvero viene utilizzata come ''accesso'' o ''ponte'' all'uso
di altre sostanze illegali. Commento: C'e' da chiedersi a questo punto
come mai l'alcol pur determinando quanto fino ad ora esposto non assurge
mai ad attenzione specifica dalla legislazione italiana che non ne
limita e regolarizza la commercializzazione e l'accessibilita'; si
preferisce porre all' attenzione della opinione pubblica il problema
cocaina, assolutamente da non sottovalutare, ma che ancora non ha
avuto la espansione massiccia sulla popolazione che invece presenta
l'alcol tanto da prevedere la creazione di servizi specifici. I dati
supportano la necessita' di agire con importanti interventi di prevenzione
e di misure a tutela della salute (in particolare dei giovani) che
possano consentire la riduzione dei fenomeni di abuso stimolati da
una crescente pressione mediatica (pubblicita') e dall'incremento
della disponibilita' di bevande alcoliche garantita da prezzi ''promozionali''
come testimoniato dalle happy hours ormai diffusi su tutto il territorio
nazionale. Circa 200 giovani perdono la vita ogni anno a causa di
incidenti stradali provocati dall'alcol,responsabile anche del 50%
degli incidenti non mortali sulle strade che provocano gravi disabilita'.
Dalle informazioni elaborate dall'ISS relative alla Rilevazione 2002
dei dati di attivita' dei Servizi per la cura delle alcoldipendenze
(Ministero della Salute) si rileva nel periodo 1996-2002 un incremento
del 109 % nel numero degli alcoldipendenti di sesso maschile (dai
16.361 del 1996 ai 34.191 del 2002) e del 100 % per le alcoldipendenti
(dai 5.148 ai 10.299). Contestualmente si registra un incremento nel
numero dei Servizi dai 280 del 1996 ai 423 del 2002 (+51,1 %) con
un incremento consistente nel periodo 2001-2002 (99 Servizi in piu'
) a testimonianza dell'attivazione regionale nei confronti di una
domanda crescente ma anche di un crescente squilibrio nel rapporto
utenti/servizi. L'alcol sempre di piu' viene utilizzata dai giovani
come ''sballo''e come sostanza capace di determinare un rinforzo positivo
sull'umore producendo effetti sulle performance personali ovvero viene
utilizzata come ''accesso'' o ''ponte'' all'uso di altre sostanze
illegali. Commento: C'e' da chiedersi a questo punto come mai l'alcol
pur determinando quanto fino ad ora esposto non assurge mai ad attenzione
specifica dalla legislazione italiana che non ne limita e regolarizza
la commercializzazione e l'accessibilita'; si preferisce porre all'
attenzione della opinione pubblica il problema cocaina, assolutamente
da non sottovalutare, ma che ancora non ha avuto la espansione massiccia
sulla popolazione che invece presenta l'alcol tanto da prevedere la
creazione di servizi specifici. I dati supportano la necessita' di
agire con importanti interventi di prevenzione e di misure a tutela
della salute (in particolare dei giovani) che possano consentire la
riduzione dei fenomeni di abuso stimolati da una crescente pressione
mediatica (pubblicita') e dall'incremento della disponibilita' di
bevande alcoliche garantita da prezzi ''promozionali'' come testimoniato
dalle happy hours ormai diffusi su tutto il territorio nazionale.
Accolto il ricorso contro la sospensione del Dg dell’ASL di Lamezia. 04/11 Il giudice del lavoro di Lamezia Terme, Nicola Marrone, ha
accolto il ricorso presentato da Carmela Madaffari contro la sua sospensione
dal' incarico di direttore generale dell' Azienda sanitaria di Lamezia
Terme, decisa dalla Giunta regionale, e di nominare come commissario
Giuseppe Biamonte. I difensori di Carmela Madaffari, Domenico De Tommaso
e Domenico Sorace, avevano sostenuto l' illegittimita' della sospensione
e della nomina di Biamonte ''sia per l' insussistenza del potere di
sospensione, sia per l' inesistenza dei presupposti per l' adozione
del provvedimento''. Il Giudice del lavoro, nella sua ordinanza, ha
sostenuto l' illegittimita' della sospensione del direttore generale
dell' Azienda sanitaria per ''l' insussistenza dei motivi e dei presupposti
richiesti dalla normativa vigente''. Con la stessa ordinanza il giudice
del lavoro ha anche sospeso la nomina di Biamonte a commissario dell'
Azienda sanitaria di Lamezia. Il giudice ha sostenuto che ''nella
fattispecie puo' ravvisarsi il pericolo di un pregiudizio imminente
ed irreparabile dell' immagine professionale della dottoressa Madafferi,
per gli inevitabili riflessi negativi determinati dalla modalita'
pubblicistiche del procedimento di sospensione che indubbiamente determinano
una notevole compromissione della sua immagine pubblica intesa come
espressione della sua personalita'''. Il giudice ha rilevato inoltre
''la contraddittorieta' intrinseca dell' operato della Giunta regionale
che, costituendo una mera violazione di ordine procedimentale e formale,
ha assunto in concreto il carattere di contrarieta' ai principi generali
della correttezza e buona fede''. Virus dei polli: L’AS4 ricorda le disposizioni agli operatori 02/11 Il Servizio delle Attività economiche e produttive,
richiamando una nota dell’As4, ricorda a tutti gli operatori
interessati le disposizioni dell’ordinanza del Ministero della
Salute del 2 settembre scorso circa le carni fresche di volatili da
cortile. In particolare, va osservato rigorosamente l’obbligo
di apporre sulle carni avicole una nuova etichettatura contenente
informazioni complete a garantire la tracciabilità su tutta
la filiera commerciale. L’As4 di Cosenza raccomanda a tutti
gli operatori del settore interessati di verificare nelle fasi di
introduzione di tali alimenti le nuove indicazioni previste dall’ordinanza.
Due allevatori e due veterinari denunciati per il mancato rispetto dell’ordinanza sull’aviaria 02/11 Un allevatore di polli e due veterinari sono stati segnalati
all' autorita' giudiziaria dai carabinieri del Nas di Catanzaro per
il mancato rispetto dell' ordinanza del ministero della Salute dell'
agosto scorso in materia di misure di prevenzione dell' influenza
aviaria. Il fatto e' avvenuto a Joppolo, un comune del vibonese. Nel
corso dei controlli all' interno dell' impianto di macellazione sono
stati sono sequestrati anche 20.000 polli da ingrasso. Avviate le iscrizioni per corso di specializzazione in Psicoterapie 31/10 Sono aperte in Calabria le iscrizioni per il Corso di Specializzazione
in ''Psicoterapie Brevi ad Approccio Strategico'' dell' Istituto per
lo Studio delle Psicoterapie (Isp), con sede a Vibo Valentia. La specializzazione
ha durata quadriennale, per un totale di 500 ore annue di formazione.
Al termine del percorso la scuola, legalmente riconosciuta dal Ministero
dell' Universita' e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, rilascera'
un Diploma che consentira' l' esercizio dell' attivita' psicoterapeutica.
''Dal punto di vista didattico e metodologico - ha detto la responsabile
del centro di Viobo Valentia, Valeria Verrastro - le lezioni hanno
carattere prevalentemente pratico ed esperienziale ed offrono la possibilita'
di completare il quadriennio scegliendo tra differenti ambiti di applicazione,
tra i quali, appunto, l' approccio strategico, che si rivolge alle
nevrosi e alle psicosi ma consente anche di operare interventi psicologici
nelle carceri, nel mondo del lavoro e delle organizzazioni, nel campo
della sessuologia ed in quello della devianza, per citare alcune delle
applicazioni 'non tradizionali' di un approccio derivante dalla ricerca
in campo psicoterapeutico''. Le lezioni inizieranno a febbraio 2006
ed avranno luogo a Lamezia Terme. L’AS 4 di Cosenza non paga a e l’ASA minaccia licenziamenti 28/10 L' As di Cosenza 4 non paga le strutture specialistiche ambulatoriali
accreditate e l' Asa, l' associazione che riunisce una trentina di
strutture, minaccia la protesta e i licenziamenti. Dallo scorso aprile,
e' scritto in una nota, le strutture specialistiche ambulatoriali
accreditate del territorio dell' As 4, non ricevono le spettanze che
sono loro dovute e riconosciute da un regolare contratto stipulato
con l' Azienda Sanitaria. ''La conseguenza immediata di questo inaccettabile
ritardo - afferma il presidente dell' Asa, Fernando Ruffolo - e' stata
la difficolta' con la quale sono stati corrisposti gli stipendi al
personale dipendente, con conseguente ricorso al credito bancario
anche per affrontare le spese di gestione quotidiana. Questa situazione
e' diventata sempre piu' gravosa e rischia di riflettersi inevitabilmente
sul mantenimento dei posti di lavoro. Diciamola in parole povere:
licenziamenti''. ''Ci ritroviamo - continua Ruffolo - nella condizione
di attuare i sistemi di protesta gia' sperimentati nel passato per
poter ottenere quanto ci spetta e, soprattutto, nei tempi dovuti.
Praticamente quanto eravamo riusciti a fare con l' ex direttore generale
dell' As 4, Franco Buoncristiano. Il problema e' anche da individuare
nel continuo susseguirsi dei cambi al vertice dell' As. I manager,
infatti, prima di passare all' erogazione della spesa, devono necessariamente
avere consapevolezza del compito che sono stati chiamati ad assolvere.
Questo produce un inevitabile ritardo che, pero', si riflette negativamente
sul funzionamento delle strutture specialistiche accreditate. Leggiamo
sulla stampa di continui travagli e riflessioni da parte degli amministratori
regionali per giungere ad un assetto definitivo delle As calabresi.
Ci auguriamo che tali riflessioni non durino piu' cosi' a lungo e
che i diritti di chi lavora in realta' come la nostra vengano riconosciuti
e compensati nei tempi e nei modi dovuti''. ''E' grave - conclude
Ruffolo - che dei nostri lavoratori nessuno parli. Non siamo soggetti
di spreco, ma assolviamo, al contrario, ad una funzione di pubblico
servizio. E' bene precisare che la Regione spende almeno il 20% in
meno rispetto alla media nazionale per la specialistica, unico vero
strumento di prevenzione, mentre molto di piu' sempre rispetto alla
media nazionale, viene speso per i ricoveri e la farmaceutica. In
fondo non dovrebbe essere cosi' difficile provvedere nei tempi giusti
ai pagamenti se e' vero, com'e' vero, che, ad esempio, le spettanze
alle Rsa, cioe' le strutture di residenza e riabilitazione per anziani,
vengono corrisposte con estrema puntualita''' L’Ospedale di Scalea non deve diventare un palazzo degli uffici 28/10 ''L' ospedale di Scalea non deve diventare un palazzo degli Uffici''. E' quanto sostiene Mario Russo, sindaco di Scalea, che sollecita all' Azienda sanitaria di Paola la realizzazione di un protocollo d'intesa sul futuro della struttura costruita da circa trent' anni e mai aperta. ''Ora che c' e' l' idea di utilizzare fino in fondo l' ospedale di contrada Petrosa - afferma Russo - non si pensi di esaurire la funzione di quella struttura ad un luogo destinato ai soli uffici. Bisogna darsi da fare per decidere il futuro di quella realta' e, per questo faccio appello al commissario Alberto De Maio ed anche all' assessore regionale Doris Lo Moro. Posso accettare l' idea di realizzare la sede del distretto nello stesso stabile, ma chiedo, - sottolinea il sindaco di Scalea - innanzitutto e senza mezzi termini, che in quei locali siano riportate |