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Sanità e Salute
dal 15/2 al 7/7

 

La Margherita chiede le dimissioni del Manager dell’AO cosentina

07/07 L’Osservatorio della Margherita sull’Azienda Ospedaliera di Cosenza prende atto delle dichiarazioni fatte dal Manager in una conferenza-stampa e si compiace di venire a conoscenza che con una donazione e qualche litro d’acqua minerale i problemi dell’Ospedale sono in via di risoluzione. È vero, però, che nulla di concreto è stato detto e riferito in merito alle osservazioni sulla “mancanza di trasparenza” e sulle “discordanze contabili” riscontrate dal Collegio dei revisori sul documento contabile dell’Azienda, che hanno costretto gli stessi revisori a non esprimere parere positivo; è altresì vero che, come è noto a tutti gli utenti, l’Azienda non ha bisogno di medici, infermieri, tecnici, ecc., ma solo di qualche amministrativo in più, anche a costo di proporre nuove piante organiche funzionali a tale logica, bloccando nel contempo le nomine dei primari che mancano nei vari reparti. È noto ancora che i fornitori vengono pagati ormai “puntualmente” con un anno di ritardo. Ma, fuori da ogni ironia, l’unico atto vero che il Manager può fare per ridare la credibilità persa all’Azienda, oggi che ha scontato i debiti con chi del centrodestra lo ha nominato, è rassegnare le dimissioni.

CGIL: “Le aziende ospedaliere disattendono le prescrizioni dell’ass. Lo Moro”

07/07 L' esecutivo regionale Fp Medici Cgil, dopo una riunione con rappresentanti di tutte le aziende sanitarie e ospedaliere della Calabria, ha espresso ''una severa condanna nei confronti del comportamento mostrato dai direttori generali delle aziende pubbliche del servizio sanitario regionale''. ''A tre mesi dalle elezioni amministrative - e' scritto in un comunicato della Cgil - e nonostante il nuovo assessore abbia formalmente prescritto ai direttori generali di limitarsi alla gestione degli affari correnti, essi si dedicano, come se niente fosse cambiato, a modificare l' assetto delle strutture sanitarie; a distribuire incarichi e denaro pubblico, applicando esclusivamente criteri sfacciatamente clientelari; perfino all' adozione dei piani attuativi e degli atti aziendali''. I medici della Cgil hanno chiesto ''un intervento urgente della Giunta, che provveda alla rimozione immediata dei direttori generali per gravi motivi di inefficienza; fanno proprio l' orientamento espresso dai moltissimi partecipanti a svariati incontri con l' assessore Lo Moro in tutta la regione, di accelerare le verifiche in corso e non riconfermare nessuno dei 'manager' degli ultimi cinque anni, sventando qualsiasi tentativo di trasformismo. Pensiamo che accettare anche in minima parte questi atteggiamenti avrebbe il sapore di una beffa per chi si e' battuto con coerenza in questi anni contro una Giunta inadempiente e clientelare e per chi ha contribuito al cambiamento anche attraverso lo strumento elettorale''. ''I medici Cgil - e' scritto, infine, nella nota - confidano che la nuova Giunta regionale e l' assessore Lo Moro vogliano adottare rapidamente provvedimenti utili a ricostituire la fiducia nella possibilita' di una corretta amministrazione della sanita' in Calabria''.

L’AIOP trova la disponibilità dell’Ass. Lo Moro

07/07 Si è riunita a Catanzaro, nella sede dell’AIOP, l’Assemblea degli associati presieduta dall’avv. Enzo Paolini. All’ordine del giorno la situazione di grave crisi finanziaria in cui versano tutte le Case di cura calabresi per i ritardi accumulati dalle ASL e dagli uffici regionali nei pagamenti dovuti per le prestazioni erogate nel 2004 e negli anni precedenti.-L’avvocato Paolini, nell’introdurre i lavori, ha messo in evidenza la responsabilità degli uffici regionali riconoscendo al governo in carica e all’Assessore alla Sanità, Doris Lo Moro, l’attenuante di aver ereditato una situazione certamente complessa non risolvibile con procedure di puro decisionismo politico.-Tuttavia tre mesi sono ormai trascorsi dall’insediamento del nuovo governo regionale e la gravità della situazione delle Case di cura non consente ulteriori attese.- In questo senso l’Assemblea ha dato mandato al Presidente di proseguire gli incontri con l’assessorato regionale, ponendo come condizione vincolate il pagamento immediato di una tranche dei crediti maturati per il 2004 indispensabile per continuare l’attività ordinaria.- L’Assessore Doris Lo Moro, informata delle conclusioni dei lavori dell’assemblea, ha confermato la sua disponibilità a rispondere, con procedura d’urgenza, alle necessità prospettate dai titolari delle case di cura ribadendo il proposito di voler chiudere, in tempi brevissimi, tutto il contenzioso esistente per avviare un nuovo ciclo di rapporti improntati al reciproco rispetto dei ruoli, nel convergente interesse di offrire ai calabresi un servizio sanitario di alto profilo sia nella componente pubblica che in quella privata.-

Buoncristiano: “Non vogliamo prevaricare i sindacati”

07/07 ''Non abbiamo nessuna volonta' di prevaricare i sindacati, ne' tanto meno di discriminare gli attuali dipendenti del Cup: vogliamo, invece, ottimizzare un servizio fondamentale, ma prima di farlo e prima di sottoporre il tutto alla Conferenza dei Sindaci ci confronteremo con le organizzazioni sindacali''. E' quanto sostiene il direttore generale dell'Azienda Sanitaria di Cosenza, Francesco Buoncristiano. ''Convocheremo i sindacati - ha aggiunto - per discutere insieme del progetto e solo allora lo sottoporremo all'attenzione della Conferenza dei Sindaci. Pur non essendo obbligati a percorrere quest'ultimo passaggio il rispetto che nutriamo verso la Conferenza ci porta a discutere con chi rappresenta i cittadini un progetto che alcuni, impropriamente, definiscono come gia' esecutivo''. ''Vogliamo migliorare il servizio - ha concluso Buoncristiano - ed utilizzare al meglio, nel rispetto contrattuale, le professionalita' oggi esistenti''.

CUMI-AISS: “La regione rettifichi le assegnazioni dei fondi per le Aziende Sanitarie”

06/07 ''La Giunta Regionale deve assolutamente rettificare le assegnazioni finanziarie alle aziende al fine di consentire le dovute applicazioni contrattuali non ulteriormente derogabili e, soprattutto, rivisitare i criteri e gli indirizzi di definizione dei piani di attivita' delle aziende''. E' quanto sostiene in una nota il segretario regionale del sindacato Cumi-Aiss, Carmine Dell' Isola. ''A distanza - ha aggiunto - di alcuni mesi dall' insediamento della nuova Giunta regionale vogliamo ribadire le critiche gia' mosse alle determinazioni ed agli indirizzi di programmazione sanitaria da parte della precedente amministrazione regionale ed invitiamo l' Assessore alla Sanita' ad avviare verifiche e rettifiche delle assegnazioni finanziarie alle aziende ed agli indirizzi di programmazione per le seguenti motivazioni. Nel Piano Sanitario Regionale e' stabilito che il criterio di finanziamento delle aziende sanitarie e' quello della cosiddetta quota capitaria, cioe' il fondo sanitario regionale e' ripartito alle aziende per il numero di abitanti di ogni area''. ''Molte aziende - ha proseguito Dell'Isola - non hanno potuto tenere conto nei bilanci di previsione degli oneri relativi al futuro contratto della dirigenza e quelli relativi al contratto della convenzionata sia perche' non si conosce l' effettiva entita' degli stessi ricadenti nell'esercizio in corso e precedenti, sia perche' l' assegnazione finanziaria per l' anno corrente risulta, per le ragioni sopra esposte, insufficiente e sottostimata. Conseguentemente assumono particolare rilievo gli esiti di assegnazioni finanziarie inadeguate''.

Oltre 455 milioni di euro per la sanità non sono stati spesi dalla vecchia Giunta

05/07 Oltre 455 milioni di euro destinati alla Sanita' non sono stati spesi dalla Regione Calabria. Si tratta di una somma ricavata da varie voci di bilancio riferite a finanziamenti accumulati negli ultimi anni. Il dato e' stato fornito dall'assessore alla salute Doris Lo Moro, nel corso di uan conferenza stampa della Giunta. "Nel corso di questi anni - ha detto l'assessore – una grande occasione e' stata sprecata dalla regione Calabria, al fine di ammodernare la rete ospedaliera e territoriale". Tra le voci di spesa inattuate, l'assessore ha citato 349.662.653 euro della legge 67/88; 10.000.000 di euro della legge 135/90 per la costruzione di unita' operative di malattie infettive; 25.000.000 di euro della legge 448/98 relativa alla riqualificazione dell'assistenza sanitaria nelle citta' di Reggio Calabria e Catanzaro; 54.332919 euro di fondi Inail. A queste risorse vanno aggiunte quelle destinate a progetti obiettivo di carattere prioritario, come screening oncologici, alla informatizzazione di strutture trasfusionali, ad iniziative di farmaco vigilanza, all'assistenza domiciliare.

Lunedì 11 presentazione del libro “La salute impaziente” di Rosy Bindi al Cinema Italia

04/07 Che cos'è la salute? Come si tutela questo bene fondamentale della persona? Si può avere un sistema sanitario equo ed efficace? A questi interrogativi tenta di dare risposta il libro di Rosy Bindi, ex ministro della sanità, dal titolo “La salute impaziente” che sarà presentato al Cinema Italia di Cosenza lunedì prossimo, 11 luglio, alle ore 18,30. Alla manifestazione prenderanno parte, oltre all’autrice, il Sindaco Eva Catizone, il vicesindaco ed assessore alla diffusione del libro Maria Francesca Corigliano e l’assessore regionale alla sanità Doris Lo Moro.A coordinare i lavori sarà la giornalista Marisa Fallico. Con il doppio registro dell'analisi politica e del racconto della propria esperienza di governo, Rosy Bindi affronta nel libro “La salute impaziente”, uno dei nodi cruciali della riforma del Welfare e ripercorre i cambiamenti che hanno investito il Servizio sanitario nazionale negli ultimi decenni. L'autrice della riforma sanitaria dell'Ulivo mette in guardia dai rischi di una strisciante privatizzazione dei sistemi di solidarietà pubblica e affronta le nuove emergenze della sanità italiana: dalla devolution all'invecchiamento della popolazione. Firma la prefazione Romano Prodi.

Qualcuno preme per mettere le mani sul CUP

03/07 Arriva l’estate e inizia la caccia agli argomenti interessanti. E quello del CUP (Centro Unico di Prenotazione) spunta puntualmente, ciclicamente come una chimera da risolvere, che viene puntualmente palleggiata sui tavoli politici. Un problema che non si è mai voluto risolvere perché le aziende sanitarie (AS e Ospedale), divise in due amministrazioni separate, non vogliono trovare una soluzione. L’ospedale ha un suo Cup, che funziona, e non aggiungiamo altro. E l’Azienda Sanitaria che vorrebbe attuarlo. Ma i due non hanno archivi comuni, hanno procedure che non comunicano e una piattaforma informatica da paesino di provincia. Tanti gli interventi e le consulenze esterne che ad oggi non hanno fruttato niente. Modeste competenze specifiche. Diversi i progetti presentati e le analisi fatte sul problema ma fino ad oggi solo riunioni inutili. Notevoli i problemi da risolvere. Per primo la gestione unica degli incassi a finire alle procedure unificate. Ma si sa quando si va cercare di modificare qualche pezzo di burocrazia, apriti cielo. I dirigenti si ribellano e alzano muri facendosi guerre tra i reparti. Ma dopo tanto parlare, qualcuno (evidentemente con qualche pressione) intervienee rilancia il problema- Per primo è proprio il direttore generale dell’Azienda Sanitaria di Cosenza, Franco Buoncristiano che in una nota afferma: ''Stiamo valutando la possibilita' di privatizzare il Cup, il centro per le prenotazioni, ma rassicuro la consigliere Hoo che nulla ancora e' stato deciso e che ogni decisione sara' sottoposta prima al vaglio della Conferenza dei Sindaci. Mi pare che la stessa consigliere Hoo condivida la necessita' di mettere mano ad un settore strategico per la vita aziendale, volto a saldare il rapporto con la cittadinanza. Non e' concepibile che i cittadini debbano trovarsi, nel 2005, davanti a loro un sistema farraginoso, che non consente di usufruire di quei vantaggi che oggi la tecnologia offre. Il nostro obiettivo e' fare in modo che l' utenza possa tranquillamente effettuare le prenotazioni da casa, o attraverso il telefono oppure mediante il computer, avendo risposte certe ed immediate''. ''Se procederemo alla privatizzazione del servizio - ha concluso Buoncristiano - utilizzeremo meglio e per altri obiettivi il personale amministrativo esistente, ma lo faremo, ripeto, solo di concerto con la Conferenza dei Sindaci, verso la quale nutriamo grande rispetto''. Quindi privatizzare un servizio, che di fatto privatizzato lo è già perché non esistono competenze interne e ci si avvale del supporto di aziende esterne, è l’uncia via. Molto probabilmente, anzi, come al solito l’innesco nasce da qualche pressione di chi ha interessi a mettere mano su questo importante progetto. Vedrete che come al solito spunteranno fuori i soliti nomi, quelli che fino ad oggi hanno speso tanto e realizzato poco. Noi ci auguriamo di no, anzi, ci auguriamo che del problema vengano interessate tutte le aziende del territorio e non i “solito noti” spendaccioni.

Ass. Lo Moro: “Per le strutture sanitarie della Piana serve un intervento radicale”

02/07 'Per le strutture sanitarie della piana di Gioia Tauro occorre un intervento radicale''. Lo ha detto l' assessore regionale alla Tutela della saluta, Doris Lo Moro, parlando con i giornalisti a margine della visita che ha compiuto stamattina nei cinque ospedali e nelle altre strutture sanitarie del comprensorio gioiese. L'assessore, che era accompagnata dal direttore generale Raffaele Faillace, ha aggiunto che ''il senso del 'viaggio' compiuto a Gioia Tauro e' di capire quali risposte dare alle aspettative di una popolazione che vive in un comprensorio in cui esistono diversi ospedali, nessuno dei quali e' pero' autonomo ed in grado di offrire tutti i servizi richiesti ad una sanita' moderna''. L'assessore Lo Moro, in particolare, ha ipotizzato un intervento in due fasi. ''In attesa - ha detto - di una soluzione definitiva, che richiede tempo e dunque non puo' che giungere a lungo termine, bisogna agire nell' immediato riorganizzando nella maniera piu' razionale l' esistente''. Lo Moro ha parlato di una realta' ''non soddisfacente, caratterizzata dall' esistenza di reparti accorpati in maniera irrazionale, per cui si verifica che anche laddove esiste un reparto potenzialmente efficiente, mancano le strutture complementari necessarie per renderlo pienamente funzionale. Cio' che serve, pertanto, e' un intervento radicale''.

La Regione approva tre progetti sulla Sanità: Prevenzione tumori e cardiovascolare, vaccinazioni

01/07 La Giunta regionale, su proposta dell' assessore alla Salute, Doris Lo Moro, ha approvato tre progetti. Si tratta della campagna per la prevenzione dei tumori, del piano regionale per la prevenzione cardiovascolare e del piano regionale della vaccinazioni. La loro attuazione e' prevista nell' ambito di un triennio. ''Sono - ha spiegato Doris Lo Moro - iniziative molto importanti ai fini della prevenzione di malattie purtroppo molto diffuse, per le quali la migliore attivita' di contrasto coincide proprio con un'oculata e tempestiva attivita' preventiva. La mia soddisfazione e' maggiore pensando che i tre progetti si rivolgono in particolare alle donne, agli anziani ed ai bambini''. Lo screening oncologico, e' scritto in un comunicato, e' finalizzato alla prevenzione di alcune particolari patologie tumorali: quello della cervice uterina, della mammella e del colon retto. L' obiettivo e' sottoporre a verifica lo stato di salute delle fasce della popolazione piu' esposte attraverso controlli medici che consentano di intervenire tempestivamente in caso di manifestazioni patologiche. L' attivita' di prevenzione sara' gratuita. Le famiglie riceveranno una lettera con la quale saranno invitate a sottoporsi a visita medica, con l' indicazione di tempi e modalita'. Il piano regionale per la prevenzione cardiovascolare prevede due livelli di intervento. Il primo concerne la prevenzione delle complicanze derivanti da alcune patologie particolari, come il diabete; il secondo prevede la diffusione di una ''carta dei rischi'' finalizzata a prevenire situazioni e comportamenti che possono favorire, ad esempio, l' insorgere dell' infarto o dell' ictus cerebrale, come un' alimentazione sbagliata o il fumo. Per quanto riguarda il piano regionale delle vaccinazioni, l' assessorato intende sensibilizzare le famiglie riguardo a malattie come il morbillo, la parotite, la rosolia. Le famiglie riceveranno a domicilio una dettagliata informativa, in particolare per quanto riguarda i rischi per alcune fasce sociali, come gli ultrasessantacinquenni, oltre che per i bambini. Il piano si avvarra' di una ''anagrafe vaccinale antinfluenzale'' informatizzata, che consentira' un controllo sulla popolazione, con l' obiettivo di raggiungere la percentuale piu' elevata di persone sottoposte alla vaccinazione. Lo stato d' attuazione dei progetti nell' arco di un triennio, da parte delle aziende sanitarie, sara' sottoposto alla verifica periodica di un nucleo di lavoro che sara' istituito ad hoc e pesera' sulla valutazione dell' attivita' dei direttori generali da parte dell' assessorato.

Gentile: “La Regione paghi le spettanze alle case di cura private”

01/07 ''Non sappiamo quali siano i problemi che ostano al pagamento delle spettanze alle case di cure private, ma e' necessario che la Giunta regionale di centrosinistra si renda conto che si tratta di una priorita' assoluta che riguarda quattromila dipendenti di cui 1.500 nel comprensorio cosentino''. Ad affermarlo e' stato il sen. Antonio Gentile, di Fi. ''Siamo stati in silenzio - ha sostenuto Gentile - perche' pensavamo che il ritardo dipendesse dalla necessita' di riorganizzare i servizi, ma evidentemente cosi' non e'. La Giunta deve dare motivazioni serie sui i ritardi dei pagamenti e soprattutto su cosa intenda fare, nel settore della sanita' privata accreditata, nel prossimo futuro. C' e' in gioco il futuro di migliaia di famiglia che chiedono regolarita' e puntualita' nell'erogazione degli stipendi. Siamo favorevoli alla riqualificazione di molte strutture cosi' come siamo convinti che solo attraverso un monitoraggio approfondito si potra' stabilire quali strutture svolgano un' alta funzione sociale e quale no. Ovvio che le istituzioni, a qualunque colore politico appartengono, devono evitare contrasti soci ed economici molto forti''. ''Consegnare le chiavi delle strutture, da parte dei titolari ai prefetti delle rispettive province - ha concluso Gentile - sembra un gesto disperato dovuto al fatto che la Regione ad oggi, non ha inteso, dopo innumerevoli richieste nemmeno convocare le parti per trovare giuste ed equilibrate soluzioni. La stragrande maggioranza delle cliniche private e' una risorsa e merita una pronta soluzione dei gravi problemi presenti''.

Dal 7 al 9 luglio congresso nazionale degli odontoiatri in Calabria

30/06 Sara' Stephen Wallace, docente del Dipartimento Implantologia orale della New York University School Dental Medicine, a tenere una speciale lezione nel corso del primo congresso interregionale dell' Associazione italiana odontoiatri (Aio) che si svolgera' a Copanello di Staletti' dal 7 al 9 luglio prossimi. L' iniziativa congressuale - che secondo gli organizzatori si propone come un importante momento di aggiornamento tecnico ma anche di confronto sugli scenari della categoria - e' stato promosso dalla sezione calabrese dell' Aio, presieduta da Gregorio Meddis. Il prof. Wallace, per la prima volta in Calabria, parlera', in occasione della prima giornata dei lavori, delle moderne tecniche di implantologia soffermandosi sulla ''Chirurgia del seno mascellare: l' ottimizzazione attraverso la tecnica, la corretta gestione delle complicanze e l' attenta selezione degli impianti e dei materiali da innesto''. ''La presenza di Wallace - ha detto Meddis - e' senza dubbio un evento importante per la nostra categoria perche' permette a tutti i professionisti del settore di conoscere l' avanguardia dell' implantologia e imparare, direttamente dalla fonte, le tecniche che permettono di installare gli impianti anche in zone limite. Scopo di questa lezione con il professore Wallace, infatti, sara' di imparare a confrontare i risultati delle diverse tecniche di rialzo del seno mascellare, sapendo scegliere la terapia piu' appropriata ed evitando, o gestendo, le complicanze chirurgiche''. Il docente della New York University, nella seconda giornata dei lavori, relazionera', invece, sulla esperienza portata avanti nel suo ateneo. In occasione del primo congresso interregionale degli odontoiatri, l' Aio presentera' anche la Prima edizione del Premio ''Rosa Maria Munizza'', odontoiatra catanzarese prematuramente scomparsa l' anno scorso. Il premio consiste nella consegna di una borsa di studio ad un neolaureato in Odontoiatria dell' Universita' Magna Graecia di Catanzaro nel biennio 2005-2006, che permettera' al giovane professionista di studiare per un intero mese alla New York University School of Dental Medicine, a contatto con i professionisti piu' qualificati a livello mondiale. ''Proprio nei giorni della scomparsa della dottoressa Munizza - spiega Meddis - la coincidenza volle che la New York University ci comunicasse l' approvazione del progetto a favore di un giovane neolaureato catanzarese. L' idea, quindi, di intitolare questo premio alla memoria della Munizza, molto legata alla sua professione che considerava una missione, e' stata immediata''. La ''tre giorni'' odontoiatrica di Copanello prevede, inoltre, numerosi momenti di aggiornamento tecnico: tra gli altri anche una tavola rotonda sulle ''Modalita' comportamentali nei contenziosi medico-legali in ambito odontostomatologico'', argomento molto sentito in questo momento dalla categoria che richiede maggiore attenzione al proprio codice deontologico. Le relazioni tecniche saranno a cura di esperti e cattedratici che affronteranno l' argomento a 360 gradi: tra questi, infatti, saranno presenti anche un magistrato ed avvocato.

Caruso (AN) “No alle strumentalizzazioni, i bilanci della sanità sono in ordine”

30/06 ''I bilanci della sanita' sono in ordine e questo principio vale per le aziende ospedaliere di Reggio Calabria, Cosenza, Catanzaro e per le aziende sanitarie: in questi anni abbiamo ridotto il debito complessivo di oltre un miliardo duecento milioni di euro, per cui non accetteremo strumentalizzazioni politiche: e' un discorso che facciamo a livello politico ed istituzionale''. A sostenerlo, in una nota, e' Roberto Caruso deputato di An. ''So che in molte aziende ci sono stati rilievi - afferma Caruso - ma non si e' trattato di bocciature, da parte dei revisori dei conti: questi rilievi saranno chiariti. La Giunta regionale ha tutto il diritto di effettuare le verifiche, ma al momento opportuno e nel rispetto assoluto delle leggi in vigore. Poi si faranno le scelte, ma queste dovranno essere fatte sulla base di una garanzia totale nei confronti dei cittadini''. Per il parlamentare di An ''il clima di pressione continua che si registra da quando e' stata eletta la nuova Giunta non e' accettabile, ne' si puo' dare credito a qualche corvo improvvisato che soffia sul fuoco. La Giunta deve fare le sue valutazioni, ma nella tranquillita', perche' le Spade di Damocle hanno il solo effetto di creare confusione e di non lasciare tranquillo chi lavora per la salute di tutti. E' chiaro - sottolinea Caruso - che se un revisore o un controllore, e parlo per esempio, fa un rilievo, questo deve essere valutato con prudenza: cio' deve avvenire in ogni caso ed in ogni settore della vita pubblica, chiaramente pretendendo che il controllore abbia tutti i titoli di legge per farlo. Chiedo all' assessore Lo Moro - conclude il parlamentare di An - che per me e' garanzia di onesta' intellettuale, di porre fine a questo stillicidio inaccettabile:a tempo debito, e mancano solo pochi mesi, si faranno le valutazioni di legge''.

Raccolti a Castrovillari 2.700 euro per la lotta alla leucemia

27/06 Circa 2.700 euro sono stati raccolti nel corso di una iniziativa benefica a Castrovillari e saranno devoluti all' Associazione italiana contro le leucemie, linfomi e melanoma, Ail. Lo ha reso noto Lucia Iazzolino, socia del sodalizio e promotrice della serata che ha coinvolto il Comune nell' iniziativa ''Dare Amore agli altri attraverso il nostro si''. L' esponente dell' Ail ha ringraziato la citta', le istituzioni e i partecipanti all' iniziativa cui sono intervenuti l' ematologo Carlo Gentile, presidente Ail di Cosenza; Donatella Laudadio, assessore alle Pari opportunita' della Provincia di Cosenza; il sindaco Franco Blaiotta; rappresentanti del gruppo Adovos.

Presentate a Gizzeria le linee guida sul trattamento dell’Alzheimer

25/06 Sono state presentate a Gizzeria Lido, nel corso di un incontro organizzato da Pfizer Italia, le prime Linee Guida Italiane sul trattamento della Malattia di Alzheimer. Alla stesura delle linee guida ha partecipato un comitato di esperti dell' Associazione italiana di psicogeriatria (Aip), composto da neurologi, psichiatri e geriatri in accordo con l' Associazione italiana malati di alzheimer(Aima) e la Federazione Alzheimer Italia. ''Le linee guida riguardano, in particolare, - e' detto in un comunicato del' Aip - il trattamento della Malattia di Alzheimer, una patologia nella quale il decadimento cognitivo e' tale da giungere, in tempi rapidi, a distruggere l' identita' della persona ammalata e la possibilita' di una normale relazione con l' ambiente che lo circonda. Il testo rappresenta un' opportunita' di riflessione e fornisce indicazioni metodologiche sui principali aspetti clinici delle demenze, senza nulla togliere alla liberta' del medico e degli operatori, ma invitando ad una necessaria valutazione e al confronto con le evidenze scientifiche piu' moderne''. ''Le linee guida nazionali - ha detto Amalia Bruni, direttore del Centro Regionale di Neurogenetica dell' ospedale di Lamezia Terme - rappresentano un' opportunita' per tutti i professionisti della cura che gravitano attorno al paziente affetto da malattia di Alzheimer. Rappresentano inoltre uno strumento essenziale anche per i medici specialisti in quanto in prospettiva tendono ad uniformare i criteri diagnostici e i trattamenti della patologia, nel rispetto della specificita' di ogni malato di Alzheimer''. Il morbo di Alzheimer oggi interessa 18 milioni di soggetti in tutto il mondo. In Italia ne soffrono circa 600.000 individui (il 7% della popolazione sopra i 65 anni) e si contano circa 80.000 nuovi casi l' anno. Nei prossimi 40 anni e' atteso un notevole incremento della diffusione globale della malattia a causa dell' aumento del numero delle persone anziane. La patologia di e' piu' diffusa tra la donne, poiche' queste ultime costituiscono la parte piu' ampia della popolazione anziana. Nel 77% dei casi, le donne sono quelle che si prendono cura dei malati di Alzheimer. ''L' Associazione Italiana di Psicogeriatria - e' detto ancora nella nota - ritiene, quindi, che guidare i medici e gli altri operatori lungo un percorso di cura indirizzato a pazienti affetti da malattia di Alzheimer sia di importanza fondamentale. Si e' quindi impegnata in un iter complesso che nei prossimi anni interessera' anche altri ambiti che si gioverebbero di linee guida: da quello della diagnosi (soprattutto precoce), all' organizzazione dei servizi, alle modalita' assistenziali''.

Belcastro: "Nessuna chiusura del pronto soccorso"

24/06 La direzione sanitaria dell'Azienda Ospedale di Cosenza comunica, che non e' ''prevista alcuna chiusura o ridimensionamento dei posti dedicati all'emergenza all'ospedale Annunziata''. La direzione, inoltre, rende noto che ''negli ultimi mesi sono stati realizzati, oltre all'area per l'osservazione breve intensiva (Obi) ed all'area triage , che prevede l'accettazione sulla base della gravita' del paziente, i Pronto Soccorso Specialistici, unici per la Calabria, quali il Ps Ortopedico,il Ps Ostetrico Ginecologico ed il Ps Pediatrico medico e chirurgico. Tutto questo - spiega la nota - per offrire ai pazienti prestazioni qualificate e specialistiche, anche in emergenza, e decongestionare il Pronto Soccorso generale''. Per quanto riguarda, poi, il personale dell'unita' operativa di medicina d'urgenza e pronto soccorso, la Direzione sanitaria ''precisa che l'organico attualmente in forza e' di 19 unita' di dirigenti medici, compreso il primario, di cui 4 inidonei alla sola attivita' di pronto soccorso (ma non alle attivita' di reparto e di accettazione sanitaria), mentre quello del perso-nale infermieristico e' stato di recente incrementato''. La direzione sanitaria, inoltre sottolinea che ''per ovviare all'inadeguatezza della gestione del reparto che determinerebbe, certamente, disagi all'utenza, si e' deciso di procedere all'assunzione (a tempo determinato e nell'assoluto rispettodelle vigenti disposizioni), dal prossimo mese di luglio, di ulteriori tre unita' di dirigenza medica, in possesso oltre che della specializzazione, della necessaria esperienza professionale''. La direzione sanitaria rende inoltre noto di avere avocato a se l'organizzazione dei turni di servizio del personale medico''. Mentre la direzione generale ha ''programmato un incontro, per martedi' prossimo, con l'assessore alla salute del Comune capoluogo per continuare il confronto programmatico ed istituzionale che ha come fine il miglioramento complessivo dei servizi ospedalieri''.

Il Sumai chiede un tavolo di confronto con la Regione. “Recuperare il gap tra Calabria e Paese”

24/06 ''I molteplici problemi che attanagliano la sanita' calabrese non consentono piu' ulteriori perdite di tempo. E' necessario avviare un tavolo di discussione tra gli organi politici della Regione, i sindacati, e i rappresentanti di categoria che, a vario titolo, interagiscono tra loro componendo la variegata galassia di un settore che soffre ormai di ritardi non piu' tollerabili''. Lo afferma Carlo Colella, segretario regionale del Sindacato unico medicina ambulatoriale italiana (Sumai). ''Ad alcune settimane dall' insediamento dell' assessore alla Sanita' Doris Lo Moro - prosegue Colella - diventa piu' che mai indispensabile riunire quanto prima le organizzazioni sindacali piu' rappresentative della sanita' calabrese per iniziare a definire obiettivi e strategie da perseguire assieme. Inizialmente, l' assessore Lo Moro ha giustamente avuto bisogno di compiere una ricognizione del settore per rilevare di persona i punti di criticita' e quelli delle potenzialita' della Sanita' nella nostra regione. Ora tale lavoro va completato iniziando, da subito, il confronto, in particolare di quei settori dove il danno all' amministrazione sanitaria attuato dalla destra si e' rivelato maggiore''. A parere del segretario regionale del Sumai ''serve un confronto complessivo e articolato, dal quale partire per definire modi e tempi dell' azione politica per recuperare il gap esistente tra la Calabria e il resto della nazione. E' da tenere presente che la nostra regione e' il fanalino di coda per quanto riguarda l' applicazione della normativa che discende dagli Acn e dalla Finanziaria 2005''. ''L' incapacita' al confronto mostrata dalla Giunta Chiaravalloti, e' stata una delle cause del suo fallimento politico e della sua conseguente sconfitta elettorale - sostiene ancora Colella - con l' arrivo di Agazio Loiero e Doris Lo Moro tante cose possono cambiare. Ed e' per questo che invitiamo il Presidente della Giunta e l' Assessore ad accorciare i tempi e a procedere senza indugio al confronto''.

Convegno sulla riabilitazione cardiopatica il 25 a Catanzaro

23/06 L'Azienda Ospedaliera 'Mater Domini' di Catanzaro, diretta da Mario Santagati e la Facolta' di Medicina dell'Universita' degli Studi 'Magna Grecia', diretta da Francesco Costanzo, hanno organizzato per sabato un Simposio sul tema: ''La riabilitazione del paziente cardiopatico e pneumopatico: una realta' operante verso nuove prospettive''. L'incontro sara' presieduto dal Gennarino Borrello primario del Centro per la valutazione e la riabilitazione del cardiopatico dell'Azienda ''Mater Domini'' di Catanzaro. E' prevista la partecipazione di numerosi docenti delle universita' calabresi e primari ospedalieri che relazioneranno sulle ultime metodologie e sui programmi riabilitativi nello scompenso cardiaco. Al Simposio, che ha valore di corso specialistico, prenderanno parte un centinaio di medici provenienti da tutta la regione. ''Negli Stati Uniti - ha detto Borrello - nel 2003 sono stati spesi circa 152 miliardi di dollari per il trattamento delle malattie cardiovascolari. Questa spesa e' largamente concentrata sulla prevenzione, sul trattamento e sulle complicanze della cardiopatia ischemica, i cosiddetti fattori di rischio non tutti modificabili. Fondamentalmente l'incidenza di patologia cardiovascolare e' progressivamente crescente con il crescere dei fattori di rischio. Anche in questo caso partiamo da dati americani, riscontrati anche nelle nostre latitudini, che dimostrano in maniera inequivocabile come la sopravvivenza di pazienti con varie classi di eta', sia fortemente condizionata dal numero dei fattori di rischio presenti in contemporanea, che riduce in maniera significativa la sopravvivenza di questi pazienti''.

Pronto soccorso dell’Annunziata, l’ass. D’Alessandro chiede un incontro urgente con l’Azienda Ospedaliera

22/06 Un urgente incontro con i vertici dell’Azienda Ospedaliera è stato chiesto dall’assessore alla salute del cittadino Roberto D’Alessandro per affrontare compiutamente i problemi che da più tempo riguardano il pronto soccorso del presidio ospedaliero dell’Annunziata, sia con riferimento all’organico, sia per quanto attiene alla logistica. “L’organico dei medici che prestano servizio presso il pronto soccorso medico del presidio ospedaliero dell’Annunziata di Cosenza – sottolinea l’assessore D’Alessandro - nel tempo si è progressivamente assottigliato, riducendosi da sedici ad otto unità. Solo queste otto unità, oggi, turnano effettivamente in un servizio così delicato. Queste otto unità, da qualche mese, sono coadiuvate da cinque giovani medici incaricati. Tre medici, infatti, sono stati giudicati non più idonei al servizio di pronto soccorso da una commissione medica competente e la situazione potrebbe ulteriormente aggravarsi – sottolinea ancora l’assessore D’Alessandro - in quanto altre due inidoneità già pronunciate, ma temporaneamente sospese, a quanto pare, potrebbero nell’imminenza essere ripristinate. Eppure il servizio di pronto soccorso – prosegue la dichiarazione di Roberto D’Alessandro - riesce a smaltire un ingente lavoro, che si traduce in cifre esorbitanti: oltre 50 mila prestazioni all’anno. Una tale mole di lavoro viene svolta puntualmente – e ciò che più conta – con grande professionalità, come testimonia il tasso di mortalità estremamente basso: appena lo 0,0002%, ovvero 60-70 casi di decesso all’anno. Alla professionalità, medici e paramedici coniugano un grande senso di abnegazione se si considerano gli spazi angusti, invivibili, spesso promiscui in cui sono costretti a svolgere la loro delicata opera. Il carico di lavoro non si è ridotto, l’organico dei medici sì!!! E’ paradossale, incredibile, ma vero. Tutto questo sotto lo sguardo indifferente ed inoperoso del management dell’azienda ospedaliera: Direttore generale e Direttore sanitario. L’Amministrazione comunale, interprete dello stato di disagio del personale medico e paramedico del servizio di pronto soccorso e interprete anche delle necessità dell’utenza, esorta i vertici dell’Azienda ospedaliera di Cosenza a porre immediatamente rimedio a tale gravosa ed incresciosa situazione attraverso soluzioni coerenti e conseguenziali, anche con l’attuale dotazione organica ospedaliera. Al fine – conclude l’assessore D’Alessandro - di individuare tali non più differibili soluzioni, che vanno opportunamente estese anche al reperimento di ulteriori spazi logistici, si invita il management dell’Azienda ospedaliera ad un urgente incontro, nel rispetto – sempre e comunque – dei ruoli e delle prerogative delle singole istituzioni.”

I consiglieri di FI al Comune di Cosenza definiscono una farsa il documento sulla sanità approvato in Consiglio

20/04 ''Il documento sulla sanita' cosentina e' stato approvato da 14 consiglieri su 41 e rappresenta non la volonta' del Consiglio comunale, ma di una sparuta minoranza con soggetti politici sui quali preferiamo sorvolare, ma la cui credibilita' puo' facilmente verificare rivolgendosi a qualche esponente della sinistra ed al mondo della societa' civile che ben conosce''. Lo affermano, in una lettera aperta inviata all' assessore regionale alla Sanita', Doris Lo Moro, i consiglieri di Fi al Comune di Cosenza, Sergio Bartoletti, Eugenio Gagliardi, Franco Perri, Massimo Logullo ed Alessandra Lo Polito. ''Il documento sulla sanita' - hanno sostenuto i consiglieri di Fi - e' una grande farsa portata avanti da un consigliere comunale che tutti conoscono. E' grave che il Consiglio non riesca ad affrontare argomenti del genere a maggioranza e, soprattutto, che non metta in evidenza le grandi cose realizzate all' azienda ospedaliera ed a quella sanitaria . Siamo in presenza di un uso falso dei sigilli della moralita' e della politica e su valori rispetto ai quali non ci puo' essere alcun patteggiamento. Una brutale e volgare aggressione viene quotidianamente rivolta, con metodi ricattatori, ai direttori generali delle due Aziende''. ''Una vicenda che dimostra, caro assessore - hanno concluso i consiglieri di Fi - la voglia di lottizzazione di soggetti che, peraltro, puntano a riportare alla guida della sanita' cosentina personaggi che le cronache, non solo quelle di costume, ben conoscono. Le verifiche vanno fatte da Lei e non da figuri che rappresentano una sconfitta per la citta' che e' stata di Fausto Gullo e di Giacomo Mancini, di Antonio Guarasci. E lo diciamo non solo all' assessore, ma anche all' apprezzato magistrato''.

Le case di cura chiedono l’intervento dei Prefetti delle cinque province

18/06 Il presidente dell’AIOP Calabria, avv. Enzo Paolini, ha inviato ai Prefetti delle cinque Province il seguente telegramma: “SOLLECITIAMO INCONTRO PER INSOSTENIBILE SITUAZIONE CASE DI CURA STOP CONSIDERIAMO LEGITTIME AGITAZIONI PERSONALE DIPENDENTE NON CORRETTAMENTE INFORMATO SU RESPONSABILITA’ SITUAZIONE STOP URGE VOSTRO DIRETTO INTERVENTO PRESSO REGIONE CALABRIA COLPEVOLMENTE INADEMPIENTE ET IRRESPONSABILMENTE ASSENTE STOP DEFERENTI SALUTI STOP ENZO PAOLINI PRESIDENTE AIOP CALABRIA“-
L’iniziativa del presidente dell’AIOP va messa in relazione alle agitazioni in corso da parte dei dipendenti delle Case di Cura che operano in Calabria i quali chiedono, per come e’ nel loro pieno diritto, di vedersi riconosciuti gli aumenti contrattuali, sottoscritti dall’AIOP, unitamente agli arretrati maturati. I titolari delle Case di Cura riconoscono il loro obbligo ma da mesi vanno insistendo con le ASL territoriali e con gli uffici dell’Assessorato regionale alla Sanità perché si provveda a pagare le prestazioni già erogate e che risalgono al 2004, per non dire di pagamenti arretrati che risalgono al 2003 ed oltre. E’ da condannare il comportamento della Regione che non spiega dove stia l’impedimento per procedere a tali pagamenti e utilizza, oltre il compatibile, la giustificazione del passaggio di competenze da una giunta di governo ad un’altra, da un assessore ad altro.
La Regione è stata informata, al livello più alto, della gravità della situazione ma a tutt’oggi non si è avuto modo, fra i tanti incontri avuti dalla nuova Giunta Regionale, di tenerne uno con la rappresentanza delle Case di Cura che svolgono quotidianamente un lavoro di delicata rilevanza sociale. In questa situazione non manca qualche dirigente sindacale che, non volendo affrontare il problema nella sua cruda realtà, fornisce ai lavoratori in agitazione notizie non vere o comunque imprecise, poiché affermare che la Regione ha fatto la sua parte per consentire la sigla dei nuovi contratti con relativi aumenti risponde al vero in termini di impegno assunto ma non si è ancora tradotto in atti amministrativi concreti e conseguenti. Per di più si continua a rinviare, con i più fantasiosi pretesti, il pagamento dei crediti già maturati dalle Case di Cura che hanno ormai utilizzato gli affidamenti bancari al massimo limite consentito.
Da qui l’iniziativa dell’AIOP di chiedere l’intervento diretto dei Prefetti, molto più a contatto delle realtà locali e dei problemi che quotidianamente bisogna affrontare, affinché la Regione si assuma le sue responsabilità e risponda all’opinione pubblica della messa in crisi non solo dell’ospedalità pubblica, a tutti nota per via dei costi impropri e degli sprechi che gravano sulle strutture ospedaliere, ma anche dell’ospedalità privata, comprimaria del servizio sanitario nazionale e regionale su un piano di assoluta parità, che per sua natura si è sempre attenuta a criteri imprescindibili di sana gestione sotto il profilo imprenditoriale in modo da poter garantire ai cittadini bisognosi di cure prestazioni di alta qualità.

In ripresa il numero delle nascite. Meno aborti volontari, aumentano quelli sponatnei.

16/06 In lieve ripresa il numero di figli per ogni donna, soprattutto grazie alle immigrate; in calo gli aborti volontari, in crescita quelli spontanei. Questa l'istantanea tracciata da Emilio Arisi, direttore della Ostetricia-Ginecologia dell'Ospedale S.Chiara di Trento, all'incontro con la stampa in apertura del 1/o Congresso Nazionale della Sic-Societa' Italiana della Contraccezione, a Modena da oggi a sabato 18 giugno. Persiste un problema di informazione, ha detto Annibale Volpe, presidente Sic: ''Il nostro obiettivo e' duplice: promuovere la ricerca, soddisfare una richiesta crescente di informazione. E' chiaro che non ci proponiamo di promuovere il ricorso alla contraccezione tout-court, bensi' di fornire a chi ha liberamente scelto di adottare metodi anticoncezionali l'informazione piu' chiara, semplice e completa,'' ha concluso. ''La fertilita' nel nostro paese e' in modesta ripresa nel numero di figli per donna - ha detto Arisi - Pur restando tra i piu' bassi del mondo, e' passato da 1,22 figli nel 1999 a 1,30 nel 2003. Cio' soprattutto per via delle donne immigrate da Paesi a piu' alto tasso di nascite. Tuttavia, nel 2050 si stima che la popolazione italiana possa essere attorno ai 50 milioni, con un saldo negativo rispetto ad oggi di oltre 7 milioni di persone, -12%'' ha spiegato. L'eta' media delle donne al primo parto, 25,5 anni nel 1961, 28 nel 2001, si sposta in avanti riducendo anche la probabilita' di un secondo o di un successivo parto. A cio' si lega probabilmente anche l'aumento negli anni dell'aborto spontaneo, influenzato dall'invecchiamento: da 56.157 casi nel 1982 a 70.235 nel 2001. ''Diminuisce, invece, il ricorso all'aborto volontario: da 234.801 nel 1982 a 132.795 nel 2003, -43,4%,'' ha detto ancora Arisi. ''Anche in questo quadro - ha sottolineato - entra prepotentemente la figura delle immigrato che hanno praticato l'aborto. passate da 8.967 nel 1995 a 29.263 nel 2002, +226.3%''. Sui metodi anticoncezionali, l'Italia si colloca in una posizione di medio-basso utilizzo della contraccezione ormonale rispetto all'Europa, ove in alcune nazioni circa il 50% delle donne in eta' fertile usa la pillola: ''Uno studio del 2003 su 12.138 donne scelte casualmente in 5 paesi europei, che includeva anche 2.301 donne italiane - ha spiegato Arisi - stimava che in Italia 2,6 milioni di donne utilizzassero la contraccezione ormonale (la pillola; cerotto e anello contraccettivo non erano ancora disponibili, ndr) con una percentuale del 19% nelle donne di 15-45 anni. Il 19% veniva attribuita alla Spagna, alla Gran Bretagna il 27%, alla Germania il 34%, alla Francia il 45%. In base alle stime ricavate dai dati delle vendite in farmacia (dati 2002), la percentuale di italiane di 15-45 anni che utilizzano la contraccezione ormonale mostra nette differenze: circa il 24% al Nord, il 20% al Centro e poco piu' del 13% al Sud''. Per regione, queste le stime di utilizzo tra i 15 e 45 anni nel 2002: Basilicata 9,5%; Campania 9,6%; Calabria 10,9%; Puglia 11,1%; Molise 11,8%; Sicilia 13,7%; Marche 16,4%; Abruzzo 16,4%; Umbria 18,3%; Lazio 19,1%; Veneto 21,3%; Friuli V.G. 22,7%; Piemonte 23,0%; Trentino A.A. 23,5%; Toscana 23,5%; Lombardia 24,3%; Liguria 24,9%; Emilia-R. 25,2%: V.Aosta 29,0%; Sardegna 32,7%. L'uso dello Iud (spirale) si e' stabilizzato, dopo aver subito un calo di circa il 40% dagli anni '90 al 2000, attestandosi attorno ai 150 mila inserimenti l'anno. ''Le diverse indagini stimano un utilizzo da parte del 3-5% delle donne in eta' fertile'', ha detto Arisi. Il profilattico viene stimato per un utilizzo da parte del 20% delle coppie, in crescita per la maggiore consapevolezza della necessita' di difendersi dalle malattie a trasmissione sessuale come l'Aids. Si stima che in Italia ne vengano utilizzati da 120 a 160 milioni di pezzi l'anno, cui vanno aggiunti non meno di 60-100 milioni di pezzi nelle prestazioni sessuali a pagamento. In crescita, ma ancora non a sufficienza, il ricorso al profilattico anche tra le adolescenti che hanno avuto esperienze sessuali: circa il 40% prima della maggiore eta'. Infatti, solo poco piu' della meta' ricorre a metodi anticoncezionali, quasi sempre - in oltre 7 casi su 10 - il profilattico, ma l'altra meta' non utilizza ne' un anticoncezionale ne' tantomeno una difesa dalle malattie sessualmente trasmesse. Un altro dato e' sulla contraccezione d'emergenza, in ascesa d'utilizzo. ''Dalla stima di quante confezioni di levonorgestrel (la pillola del giorno dopo, ndr) siano state vendute in farmacia nel 2004, si valuta che 310mila donne abbiamo usato questo metodo, con un incremento del 13% rispetto all'anno precedente. Questa metodica - ha concluso Arisi - e' sicuramente una delle poche per contrastare, in condizioni di urgenza, l'insorgere di una gravidanza non desiderata e la scelta di un possibile conseguente aborto volontario.''

Presentati i risultati del progetto “Donna e salute”

16/06 Sensibilizzare le donne che vivono in situazioni di disagio sul tema dell’educazione alla salute ed informarle sui problemi, sulle possibili soluzioni, sui servizi che la città offre. Ma soprattutto prestar loro quell’ascolto e quell’attenzione di cui hanno bisogno.Con questi obiettivi il Soroptimist International Club di Cosenza ha portato avanti il progetto – intervento di educazione sanitaria “Donna e salute”, realizzato con il contributo del “Progetto Donna” della Regione Calabria e in collaborazione con il Comune di Cosenza.L’iniziativa ha interessato il centro storico della città dei Bruzi e si è avvalsa della collaborazione del Centro d’ascolto alle donne della III Circoscrizione.I risultati di quest’esperienza con le donne del centro storico di Cosenza sono stati presentati ieri pomeriggio nel Salone di Rappresentanza di Palazzo dei Bruzi.“Si è trattato di un’esperienza piuttosto significativa per la nostra associazione – ha detto Maria Luisa Ammerata Feraco, presidente del Soroptimist Culb di Cosenza – Siamo donne che vogliono aiutare altre donne. Diamo voce e chi voce non ha. Questa volta, invece, abbiamo voluto soprattutto ascoltare”.“Il progetto avviato dal Soroptimist – ha commentato il Vice Sindaco Maria Francesca Corigliano – ha permesso di riscoprire una risorsa del nostro Comune, il Centro d’ascolto alle donne della III Circoscrizione, e di sperimentare una fruttuosa collaborazione che speriamo di allargare alle altre associazioni”.Anche l’assessore alle Politiche Femminili, Felicita Cinnante, ha sottolineato l’importanza della sussidiarietà.“Ognuno deve apportare il proprio contributo, per le proprie competenze e capacità”.Riguardo all’iniziativa ha aggiunto: “Si tratta di un progetto che s’inserisce nella filosofia che ha accompagnato la nascita del Centro d’ascolto, struttura che si propone di dare ascolto, attenzione, anche coccole a donne, che fanno spesso fatica a ricomporre i brandelli della loro esistenza”. La biologa Sabruna Garasto è entrata nei dettagli del progetto.“L’intervento – ha spiegato – ha interessato 22 donne del Centro storico, di età compresa tra i 19 e gli 82 anni, che hanno incontrato le nostre esperte in occasione di quattro seminari, incentrati su temi relativi alla ginecologia, alla cardiologia e alla psicologia, scelti dalle stesse donne”. Sono stati somministrati alle partecipanti due questionari, all’inizio e alla fine del progetto, uno conoscitivo e l’altro di feedback, per valutare l’incidenza effettiva dei messaggi lanciati. La maggior parte delle partecipanti ha mostrato di aver recepito i consigli e le indicazioni su modelli di vita e di comportamento più salutari. All’incontro di ieri pomeriggio hanno partecipato anche la cardiologa Cosima Cloro e le psicologhe Maria Francesca Amendola a Gianfranca Cosenza, che, insieme alla ginecologa Rosanna Voto, hanno tenuto i seminari.

Due espianti multi organo in 48 ore in Calabria e due trapianti di rene all’Annunziata

15/06 Due espianti multiorgano sono stati eseguiti nell'arco di 48 ore in strutture sanitarie calabresi. I prelievi sono stati effettuati dai cadaveri di due persone decedute a causa di problemi cerebro-vascolari acuti nei reparti di rianimazione delle aziende ospedaliere "Pugliese-Ciaccio" di Catanzaro e "Annunziata" di Cosenza. I successivi trapianti sono stati effettuati nei centri specializzati di Reggio Calabria (dove e' stato eseguito nella stessa giornata un trapianto di rene da donatore vivente) e Cosenza, con la collaborazione del professore Bruno Nardo dell'Universita' di Bologna. Apprezzamento per la "sensibilita', la generosita' ed il grande senso di altruismo" dimostrati dai due pazienti donatori e' stato espresso dall'assessore regionale alla salute Doris Lo Moro. "Questo grande gesto d'amore - ha detto l'assessore – ha consentito a tanti pazienti affetti da gravi malattie croniche di ricevere l'atteso trapianto necessario per la loro sopravvivenza o per il miglioramento della qualita' della vita". Lo Moro ha sottolineato, inoltre, che gli interventi sono stati possibili "grazie alla fattiva collaborazione ed alla professionalita' di rianimatori, nefrologi, medici di direzione sanitaria e coordinatori alla donazione e dei numerosi operatori e tecnici delle aziende ospedaliere stesse. Questo - secondo l'assessore - significa che la sanita' calabrese non parte da zero e che in essa operano competenze di alto livello. Incoraggiante - secondo Lo Moro - e' anche il diffondersi progressivo e costante della cultura della donazione in una regione nella quale, finora, sotto questo punto di vista, i dati non sono stati incoraggianti".

Bindi “Costituire un coordinamento sulla sanità delle regioni del Mezzogiorno”

14/06 ''In questo momento il centro sinistra governa in tutte le regioni meridionali e io credo che si debba costituire un coordinamento tra gli assessori regionali e i presidenti regionali del Sud per porre veramente la questione sanita' meridionale e per il rilancio di tutto il sistema sanitario nazionale''. Lo ha detto Rosi Bindi, oggi a Crotone, aggiungendo che ''se non si risolvera' questo problema anche dal punto di vista finanziario, rischiamo di mettere in crisi anche la sanita' delle altre regioni''. L' ex ministro della sanita' ha rilevato che nel Sud ''non mancano luoghi di eccellenza, grandi professionalita'; quello che manca e' il sistema, e' la rete dei servizi, e' la quotidiana presa in carico dei pazienti. Noi - ha quindi spiegato - abbiamo presentato come centro sinistra un disegno di legge proprio per la infrastrutturazione della sanita' del Sud che non significa solo nuovi ospedali, ma nuove tecnologie, investimenti formativi: per esempio nuovi manager, nuove competenze organizzative e professionali''. ''Siccome questa Giunta (il riferimento al nuovo governo regionale calabrese ndr) ha la possibilita' di farcela e l' assessore alla Sanita' e' una donna brava - ha detto la Bindi - io credo che la Calabria diventera' un laboratorio interessante''.

Veraldi (DL) “Le case di cura private sono inadempienti”

13/06 ''La vertenza della sanita' privata, relativa alle strutture accreditate nel sistema regionale della sanita' calabrese ed associate all' Aiop, tende ad inasprirsi, ancora una volta, a causa del mancato pagamento ai dipendenti degli arretrati contrattuali che, per il mese di maggio, avrebbero dovuto essere pari al 50% di quanto gia' stabilito dal rinnovo del contratto di lavoro''. E' quanto afferma, in una nota, Luigi veraldi, segretario generale della Cgil-Funzione pubblica della Calabria. ''A cio' si aggiunge - afferma ancora Veraldi - che ormai e' prassi consolidata il ritardato pagamento degli emolumenti economici correnti e quindi il ricorso dei lavoratori alla tutela sindacale, per una situazione che ormai si ritiene insostenibile e per la quale e' stata anche formalizzata diffida alle aziende, con l' annuncio dell' avvio di una fase di mobilitazione che potrebbe sfociare in una definitiva proclamazione dello sciopero. In considerazione della particolare fase legata allo stato di agitazione del personale, si e' provveduto a chiedere un incontro all' assessore regionale alla Sanita', Doris Lo Moro, per fare chiarezza sulle presunte problematiche inerenti il rapporto negoziale tra le strutture dell' Aiop ed il Servizio sanitario regionale. Se nell' espletamento di tale incontro non saranno ravvisate le necessarie garanzie che l' AIOP dovra' offrire in favore dei lavoratori, si delineera', insieme con questi ultimi, un percorso di azioni eclatanti per rivendicare il diritto al rispetto del contratto di lavoro e contestualmente si avanzera' proposta per la sospensione dall' accreditamento di tutte le strutture non in regola con le applicazioni e gli adempimenti previsti dal contratto di lavoro''.

Aggiudicati i lavori di rifacimento dell’Ospedale di Rogliano

11/06 L' Azienda ospedaliera di Cosenza ha aggiudicato la gara per i lavori di rifacimento del plesso ospedaliero di Rogliano, destinato ad ospitare il reparto di ricovero e ricerca neurologica insieme al Consiglio Nazionale delle Ricerche. Lo riferisce un comunicato nel quale si precisa che ''i lavori dureranno non piu' di sei mesi, per una spesa complessiva di circa 1,5 milioni di euro''. ''Saranno ristrutturati i locali interni - e' detto nella nota - messi a norma i collegamenti e la sicurezza. Il reparto neurologico di ricerca attivato con il Cnr sara' il secondo centro ospedaliero specifico italiano, dopo quello esistente a Pisa. Coordinatore scientifico sara' il prof. Aldo Quattrone, ritenuto uno dei migliori neurologi italiani''. ''Sempre a Rogliano, e' scritto nel comunicato, continuano i lavori per l' installazione della Tac ed entro la fine di giugno si potra' provvedere a questa fondamentale implementazione''. ''Su Rogliano - ha detto il direttore generale dell' Azienda , Antonio Belcastro - abbiamo concertato un lavoro di grande efficienza con tutte le organizzazioni sindacali e con i sindaci del Savuto, fissando degli obiettivi di qualita' che stanno per essere raggiunti''.

La Cisl-Fps proclama lo stato di agitazione della sanità privata. Non sono stati liquidati gli arretrati

10/06 La Cisl-Fps in una nota inviata all' Aiop regionale (Associazione della Ospedalita' Privata) e per conoscenza all' assessore Regionale alla Sanita', ha sollecitato il pagamento degli arretrati contrattuali per gli anni 2002-2003 e 2004 ai dipendenti. Lo ha reso noto il segretario generale del sindacato, Domenico Cubello. ''Nella nota - e' scritto in un comunicato - si fa riferimento agli impegni assunti per rideterminare l' abbattimento tariffario che la Regione ha determinato con la legge regionale 2/2005 anche e soprattutto per consentire la sottoscrizione del contratto nazionale di lavoro e la tenuta finanziaria delle Aziende rispetto al maggior costo del lavoro. L' impegno profuso dalle organizzazioni sindacali per arrivare alla riduzione dell' abbattimento tariffario era propedeutico al maggior costo del lavoro che comportava il nuovo contratto di lavoro sottoscritto il 19 gennaio 2005''. ''L' Aiop calabrese e nazionale - prosegue il comunicato della Cisl-Fps - si erano impegnate alla applicazione del contratto e alla liquidazione degli arretrati non appena la legge regionale fosse stata pubblicata sul Bur Calabria. Gli impegni assunti in sede di Assessorato sono stati mantenuti. Nonostante cio' l' Aiop e le Aziende associate stanno attuando un incomprensibile ostruzionismo e una spicciola speculazione a danno dei lavoratori non liquidando gli arretrati previsti''. ''La Cisl-Fps - conclude il comunicato - nel sollecitare l' incontro, gia' richiesto, ha interessato e sollecitato l' assessore alla Sanita', Doris Lo Moro, per intervenire presso l' Aiop. Inoltre e' stato proclamato lo stato di agitazione del personale della sanita' privata e sono state programmate assemblee nei posti di lavoro. La Cisl Fps si riserva di adire altre azioni di lotta che si riterranno necessarie''.

Insediato il nuovo direttore generale della Sanità, Faillace

08/06 Si e' insediato questa mattina il nuovo direttore generale del dipartimento alla tutela della salute della Regione Calabria, Raffaele Faillace. Il nuovo dirigente e' arrivato di buon'ora, stamani, nei suoi uffici in via Buccarelli, dove ha avuto un primo colloquio con l'assessore Doris Lo Moro. Calabrese di San Lorenzo Bellizzi (Cosenza), Faillace, 61 anni, ha un curriculum di tutto rispetto. Laureato in scienze politiche, risiede a Firenze. In Toscana, infatti, il nuovo direttore generale ha maturato gran parte della sua esperienza. Durante la sua carriera e' stato commissario straordinario nella costituenda azienda usl 2 di Lucca, che ha gestito con questo incarico per alcuni mesi nel 1994 prima di essere nominato direttore generale, funzione che ha svolto dal 1995 fino al 2000. Dal 1996 al 2000 e' stato anche chiamato al ruolo di liquidatore delle ex Uussll 4,5 e 6, per poi diventare direttore generale dell'azienda Usl 5 di Pisa dal 2000 al 2004. dal primo giugno 2004 ad oggi e' stato direttore di progetto-consulente del centro polifunzionale riabilitativo "Auxilium vitae" spa Volterra. "Tornando in Calabria - ha detto Faillace - ho accettato una grande sfida, quella cioe' di provare a trasferire in una realta' molto difficile l'esperienza maturata in Toscana. La Calabria e' la mia regione - ha aggiunto - dalla quale sono andato via appena ho terminato il liceo, ma senza tagliare i legami affettivi che ad essa mi legano. Fa abbastanza male leggere sempre statistiche negative su questa terra, in particolare nel settore sanitario. Durante la mia esperienza professionale ho potuto constatare il fenomeno dell'emigrazione sanitaria dalla Calabria, molto frequente anche verso le aziende sanitarie toscane. A Pisa, ad esempio, erano tanti i calabresi che sceglievano di curarsi". Un fenomeno, quello dei viaggi della speranza, che incide molto anche sul piano finanziario, oltre che su quello sociale: "Ne deriva - ha spiegato Faillace - un deficit di 400 miliardi di vecchie lire per la sanita' calabrese. Da qui - ha aggiunto - la volonta' di dare una mano alla riorganizzazione dei servizi sanitari in questa regione". Faillace ha poi sottolineato di essere stato convinto ad accettare l'incarico "dalla forte motivazione dell'assessore Doris Lo Moro. C'e' un impegno riformatore molto serio da parte sua e della Giunta regionale". Nessuna anticipazione sulle sue prime mosse, se non la volonta', annunciata nei giorni scorsi dall'assessore, di procedere ad una radicale riorganizzazione del dipartimento. "Voglio conoscere lo stato di salute dei calabresi – ha spiegato Faillace - accertare quali sono le patologie piu' diffuse fra la popolazione e, naturalmente, comprendere bene cosa spinge molta gente ad andare fuori per curarsi. Alla luce di questi dati imposteremo le nostre iniziative. Occorre individuare le maggiori criticita' per garantire in Calabria la funzionalita' della rete ospedaliera".

Per gli inizi di luglio apertura di un Hospice a Cassano

08/06 ''Agli inizi del prossimo mese di luglio diverra' operativo il centro di cure palliative per malati terminali. Cassano potra' cosi' vedere soddisfatto un antico credito, da sempre vantato in tema di sanita'''. E' quanto scrive il sindaco di Cassano allo Ionio, Gialuca Gallo, in una lettera inviata al direttore dell'azienda sanitaria di Rossano, Achille Gentile. ''Le promesse vuote e false dei decenni passati - ha aggiunto - cedono ora il passo a impegni e realizzazioni certe, segnale di una rinnovata attenzione per la citta' e, al tempo stesso, d'un corretto e proficuo rapporto tra istituzioni deputate all'amministrazione del medesimo territorio. L'apertura dell'Hospice sara' una perla di cui andare fieri. Questa struttura sara' l'emblema di una speranza che torna a rinascere, il segno di una sanita' che non si nega ai suoi utenti con un reparto, per ora, unico in Italia. Di questo non possiamo che essere soddisfatti. La cosa che maggiormente ci inorgoglisce e ci rassicura e' sapere che la direzione dell'Hospice sara' affidata al dottor Giovanni Nicotera, professionista di sicura esperienza e capacita' e dalle indiscutibili qualita' umane e morali. La prossima apertura della struttura sanitaria e' la risposta migliore all'impegno profuso, senza sosta, dall'amministrazione comunale cassanese e dall'azienda sanitaria rossanese, ma anche al lavoro di quanti, come la Cgil e il segretario di un tempo, Giuseppe Sammarro, tanto hanno faticato e combattuto per tradurre in realta' un programma di sviluppo sostenibile per la sanita' cassanese''. ''Insieme - ha concluso il sindaco rivolgendosi al direttore generale - abbiamo centrato l'obiettivo dell'Hospice, insieme potremo tagliare anche quest'altro importante e vitale traguardo, individuando tempi, modi e risorse per dotare la struttura ospedaliera cassanese d'una unita' per malati renali con almeno quattro posti rene''.

Il Convegno sulla degenerazione maculare senile alla Biblioteca Nazionale

08/06 Appuntamento aperto al pubblico quello che mercoledì 8 si è tenuto a Cosenza per parlare di Degenerazione Maculare Senile, una malattia degli occhi che nella forma più invalidante può portare alla cecità. L'incontro, organizzato in collaborazione con l'Unione Italiana Ciechi di Cosenza, si è tenuto presso la Biblioteca Nazionale in Piazzetta Toscano. Due specialisti dell'Unità Operativa di Oculistica dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza, il direttore dottor Aurelio Scrivano e il dottor Alessandro Tortorella, hanno illustrato le caratteristiche della patologia, le sue diverse forme, le possibilità e gli strumenti di autodiagnosi e di intervento, evidenziando la necessità di un controllo regolare della vista e il ruolo fondamentale di una diagnosi precoce. L'incontro rientra nella serie d'iniziative della Campagna di prevenzione "Occhio alla Macchia", nata dalla collaborazione della S.O.I (Società Oftalmologica Italiana) e dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (I.A.P.B), che rappresenta in Italia l'AMD Alliance International, con il contributo di Novartis.
La Degenerazione Maculare Senile nelle sue diverse forme, "secca" o "umida", comporta un deterioramento progressivo della macula, la parte più interna della retina, responsabile della visione distinta: ciò rende impossibile anche le più semplici attività quotidiane, come leggere, guidare, riconoscere un volto familiare. Nella sua forma più minacciosa, la neovascolare o "umida", in poco tempo porta a cecità legale nell'80% dei casi.
Sono circa 1 milione in Italia le persone affette da DMS: la malattia colpisce prevalentemente dopo i 50 anni e presenta una incidenza maggiore negli ultrasettantenni (della forma più grave, quella umida, soffre l'1% degli ultra 50enni, il 14% degli ultra 75enni e oltre il 30% degli ultra 85enni). Non sempre in fase di esordio è riconoscibile e questo rende particolarmente subdola la sua progressione.
In Calabria soffrono della malattia circa 9.100 persone (di cui più di 3.200 nella provincia di Cosenza). Si calcola, inoltre, che in questa regione la Degenerazione Maculare "umida", la forma più invalidante di questa patologia, colpisca oltre 980 persone, di cui 347 cosentini.
"La Campagna "Occhio alla Macchia" risponde alla necessità di far conoscere meglio questa malattia e, soprattutto, di educare a riconoscerne per tempo i sintomi, in quanto una diagnosi precoce è indispensabile per evitare i danni della Degenerazione Maculare Senile" afferma il dottor Aurelio Scrivano, direttore dell'Unità Operativa di Oculistica dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza.
"Alla diagnosi precoce è anche legato il successo dell'intervento terapeutico" continua il dottor Alessandro Tortorella, dirigente medico di Primo Livello presso l'Unità Operativa di Oculistica dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza. "La terapia fotodinamica, infatti, che può curare la forma più invalidante di Degenerazione Maculare, ossia quella "umida", è tanto più efficace quanto prima è applicata".
La terapia fotodinamica si avvale della verteporfina, una sostanza fotosensibile in grado di concentrarsi nelle cellule dei vasi sanguigni anomali alla base della lesione. La sostanza viene attivata illuminando l'occhio del paziente con una luce laser non termica: vengono così prodotti radicali liberi che aggrediscono solo i vasi sanguigni anomali, senza pregiudicare i vasi retinici sani.
Al pubblico che parteciperà all'incontro verrà distribuito materiale informativo di facile consultazione: la guida sulla patologia e il Test di Amsler, lo strumento attraverso il quale chiunque, seguendo le semplici istruzioni per l'uso, può valutare la comparsa dei sintomi che possono far pensare all'insorgenza di una Degenerazione Maculare Senile.
Nell'ambito della campagna "Occhio alla Macchia" è attivo il numero verde 800.859020 a cui è possibile richiedere informazioni di prima necessità e indirizzi su centri specializzati nella diagnosi e nella cura della malattia, nonché l'opuscolo informativo che verrà spedito gratuitamente a casa.

Speciale: Sconti in farmacia: Storace scrive ai farmacisti, ass. Lo Moro: "accordo per monitorare la spesa"

La Federfarma calabrese illude l’accordo con l’ass. Lo Moro

06/06 La Federfarma Calabria ''intende tranquillizzare i Cittadini sul fatto che potranno andare nella Farmacia piu' vicina ad acquistare cio' che serve, senza doversi preoccupare di verificare se e dove poter pagare di meno il farmaco necessario. L' accordo trovato con l' Assessore alla Sanita' Doris Lo Moro ed i Sindacati dei Lavoratori, infatti, prevede: l' immediata applicazione delle liste di trasparenza sui farmaci di fascia C (proposta al cittadino di acquistare un farmaco uguale di prezzo piu' basso); l' applicazione del massimo sconto previsto dal decreto sul prezzo dei farmaci da banco; l' attuazione di tutte le possibili azioni per ottenere che il decreto venga convertito in modo tale da mantenere lo stesso prezzo praticato in tutte le farmacie della Calabria ed in caso contrario la verifica che il decreto non si trasformi in un danno ai Cittadini residenti nelle Regioni piu' deboli e l' impegno a trovare soluzioni che impediscano questo inaccettabile risultato''. La Federfarma Calabria ha raggiunto tale accordo in attuazione del deliberato assunto alla unanimita' nella riunione del 26 maggio 2005.''Siamo certi che, in Calabria, le farmacie pronte ad agevolare i Cittadini siano la stragrande maggioranza, indipendentemente dalle dichiarazioni fatte da alcuni responsabili provinciali che hanno assunto posizioni contraddittorie che non sembrano rispondere agli interessi dei Cittadini e dei Farmacisti rappresentati. Non a caso l' Associazione di Catanzaro, Associazione che esprime il Presidente di Federfarma Calabria nella persona del Dr. Giuseppe Petronio ed un Componente in Comitato Centrale nazionale nella persona del Dr. Vincenzo De Filippo, entrambi ispiratori della citata delibera regionale, ha deciso di autosospendersi dalla Federfarma Regionale perche', evidentemente, ha difficolta' a giustificare, forse anche al suo interno, la posizione massimalista recentemente assunta dalla stessa. Ultima precisazione merita la presunta difesa delle piccole farmacie di cui si fanno scudo i rappresentanti di Vibo Valentia (assente alla riunione regionale) e di Catanzaro: la difesa delle piccole farmacie puo' essere realizzata solo ricercando comportamenti solidaristici finalizzati a permettere alle stesse la possibilita' di praticare prezzi uguali sul territorio regionale e non affidandole ad una inevitabile concorrenza da parte delle farmacie piu' grandi che rischierebbe di causarne il collasso con grave danno per gli ammalati e per la capillarita' del servizio. Il Decreto sulla riduzione dei prezzi dei farmaci e', purtroppo, gia' in vigore anche se i citati rappresentanti delle due province fanno finta di non accorgersene e non danno alcuna indicazione su cosa fare per ottenerne la modifica e, nello stesso tempo, non penalizzare i Cittadini e le Piccole Farmacie che sostengono di voler difendere''.

Mercoledì alla Biblioteca Nazionale di Cosenza incontro su “Degenerazione Maculare Senile (DMS): conoscerla per combatterla”

06/06 Una serie di incontri con il pubblico organizzati in diverse città italiane per parlare di Degenerazione Maculare Senile, una malattia degli occhi di cui soffrono 1 milione di italiani e che nella forma più invalidante può portare alla cecità. L'iniziativa rientra nella Campagna di prevenzione "Occhio alla Macchia" nata allo scopo di educare a riconoscere la DMS dai primi sintomi. Per limitare l'evoluzione della malattia, infatti, una diagnosi precoce è determinante. A Cosenza l'appuntamento, organizzato in collaborazione con la sezione locale dell'Unione Italiana Ciechi, è per mercoledì 8 giugno alle ore 17.00, presso la Biblioteca Nazionale in Piazzetta Antonio Toscano. Due specialisti dell'Unità Operativa di Oculistica dell'Ospedale Annunziata di Cosenza, il direttore dottor Aurelio Scrivano e il dottor Alessandro Tortorella, illustreranno le caratteristiche della patologia, le sue diverse forme, le possibilità e gli strumenti di autodiagnosi e di intervento, evidenziando la necessità di un controllo regolare della vista e il ruolo fondamentale di una diagnosi precoce. Al pubblico che interverrà sarà distribuito materiale informativo di facile consultazione: la guida sulla patologia e il Test di Amsler, lo strumento attraverso il quale chiunque, seguendo le semplici istruzioni per l'uso, può valutare la salute dei propri occhi. La Campagna "Occhio alla Macchia" è organizzata grazie alla collaborazione della S.O.I (Società Oftalmologica Italiana) e dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (I.A.P.B), che rappresenta in Italia l'AMD Alliance International, con il contributo di Novartis. Nell'ambito della campagna "Occhio alla Macchia" è attivo il numero verde 800.859020 a cui è possibile richiedere informazioni di prima necessità e indirizzi su centri specializzati nella diagnosi e nella cura della malattia, nonché l'opuscolo informativo che verrà spedito gratuitamente a casa.

Lo sconto sui farmaci è stato realizzato grazie all’accordo tra Regione e Federfarma. Negativi gli effetti del DL Storace

04/06 La Federazione unitaria lavoratori chimici, Filcea-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil, ''in seguito alle inesatte comunicazioni apparse sulla stampa ad opera di alcune forze politiche, intende chiarire che proprio a causa degli effetti negativi che il Dl Storace avrebbe prodotto nella nostra regione ha concordato con l' assessorato regionale alla Sanita' e alla Federfarma Calabria che agli utenti venga praticato lo sconto del 20% sui farmaci di fascia C e sui farmaci da banco''. ''Infatti - e' scritto in una nota dei sindacati - il Dl Storace non impone uno sconto, ma ne permette solo l' eventuale possibilita', tanto e' che nelle altre regioni tale Dl ancora non ha prodotto alcun effetto. Peraltro, la polemica in corso tra il ministro Storace e Federfarma dimostra che l' iniziativa del Governo non e' stata per niente accettata dai farmacisti, perche' stravolge il principio cardine del diritto alla salute, l' equita', e, quindi, la parita' di condizioni nell' accesso alle soluzioni terapeutiche e salutistiche tutte''. ''E' stato proprio grazie al confronto tra assessorato alla Sanita', Federfarma e Fulc - concludono i sindacati - che e' stato possibile, nella regione piu' povera, ottenere il massimo sconto per i cittadini, in attesa che tale Dl, palesemente iniquo, venga modificato in parlamento''.

Margherita: “All’Ospedale di Cosenza situazione intollerabile. Occorse un Osservatorio permanente sulla sanità”

04/06 Si è svolta, nella sede della Margherita, alla presenza del Coordinatore Regionale Franco Bruno, una riunione tra alcuni operatori della Sanità cosentina e parte della dirigenza del partito.
I convenuti hanno rivolto un plauso sentito ai DL di Cosenza per il documento articolato elaborato sulle tematiche della Sanità. «E' giusto - è scritto in una nota riassuntiva dell'incontro - che i partiti aiutino ad inquadrare lo sfondo in cui si muovono vicende complesse come quelle riguardanti la Salute dei cittadini. Su questa linea bisogna continuare a produrre uno sforzo di approfondimento puntuale sulle singole questioni come ad esempio quelle riguardanti l'Azienda Ospedaliera di Cosenza. Esiste una realtà particolare in questa Azienda - continua la nota - che si può sintetizzare in un semplice interrogativo: com'è possibile che questo
presidio, a prescindere dalle singole individualità, abbia perso in pochi anni tutto il bagaglio di
autorevolezza che la rendeva un riferimento certo per la Sanità calabrese? Non dipende certo dalle professionalità e dalle risorse umane presenti, anzi, esse sopperiscono, con abnegazione encomiabile, a deficit e limiti strutturali. Tuttavia è ormai evidente una crescente demoralizzazione e un palpabile scoramento del personale. Tutto ciò è sicuramente anche il risultato di una mancanza di regole, di una Sanità regionale che non riesce a fornire un quadro di riferimento, di una discrezionalità assunta a metodo. Ma può una struttura come quella di Cosenza, in cui è coinvolto e protagonista il fior fiore tra i professionisti regionali della Sanità, addossare solo alla mancanza d'indirizzo regionale lo stato attuale?
Non c'è stata forse anche una sorta di ineluttabile rassegnazione ad un andazzo in cui le scelte, tutte le scelte, sono state affidate all'esclusività del rapporto politico, quando non clientelare e spesso mediato da personaggi di secondo livello, coi soliti riferimenti istituzionali? La situazione è difficilmente tollerabile: concorsi di primari espletati da mesi e misteriosamente bloccati in reparti fondamentali; personale amministrativo, dai noti cognomi, assunto da pochissimi giorni e la cui utilità è tutta da verificare; protocolli interni inesistenti; piante organiche che appaiono e scompaiono in un batter d'occhio; enormi responsabilità sulle liste d'attese con gare aperte e mai concluse da anni.
Si potrebbe continuare in un lungo elenco, ma basta citare un solo altro esempio concreto: il Pronto Soccorso e la Medicina d'Urgenza. Quella, cioè, che è la porta d'ingresso dell'Ospedale, dove 50.000 prestazioni l'anno, con il corredo aggiunto di familiari ed operatori, vengono espletate negli stessi angusti locali di quarant'anni or sono. Si può continuare a tenere sotto pressione i tredici medici operativi, di cui cinque a tempo determinato, senza preoccuparsi di sostituire i loro colleghi inidonei al servizio di Pronto Soccorso, trasferendoli in altri reparti utili all'Ospedale? Si può sperare di rendere il reparto decente e funzionale con spazi adeguati alla natura di questo servizio o tutto deve dipendere dal rapporto intrattenuto o meno dal Primario con la dirigenza o, peggio ancora, favorire l'esodo da questi reparti caldi?
Insomma, c'è la necessità di ricostruire un rapporto corretto con questo pezzo di Sanità. Un rapporto in cui la politica sia attenta e vigile verso le questioni della Salute ma non invasiva, in cui gli operatori siano liberi di sviluppare i loro talenti, ma consapevoli del ruolo di controllo e di indirizzo che le istituzioni locali dovranno svolgere, e in cui si possa ricostruire, insieme, un vero obiettivo politico.
L'obiettivo potrebbe ad esempio essere ridurre, in cinque anni, almeno della metà le emigrazioni sanitarie non necessarie. Esistono più fattori che spingono verso altre Regioni, ma c'è di fondo, purtroppo, una sfiducia di base nei confronti del presidio ospedaliero che non riguarda solo i pazienti ma che pervade ormai lo stesso sistema sanitario locale. E' del tutto infondata questa sfiducia? Si può fare qualcosa per evitare o correggere tutto questo? Ridurre l'emigrazione è possibile anche ricostruendo un circuito fiduciario tra Ospedale, territorio e pazienti e quindi recuperando in qualità e in organizzazione, consentendo così, nel contempo, di realizzare notevoli risparmi di spesa improduttiva. Anche per questi motivi alla Margherita cittadina
viene chiesto un ulteriore impegno di mobilitazione, tendente a realizzare un "Osservatorio permanente sull'Azienda Ospedaliera" che, in maniera costante, aiuti questo percorso di ricostruzione e che contemporaneamente eviti al centrosinistra il pericolo del "sostituismo": se alla "cattiva politica sanitaria" di questi anni si sostituiranno semplicemente i riferimenti politici-istituzionali e non verrà ricostruito un clima di libertà, nel quale esplicare al meglio professionalità e confronti istituzionali democratici e trasparenti, il rischio è che questa Azienda continuerà alla meno peggio in un ruolo sempre più marginale e marginalizzato».

L’Ass. Lo Moro: Visiterò tutte le strutture sanitarie

01/06 Attivazione della Conferenza di programmazione sanitaria e sociosanitaria regionale; sopralluoghi in tutte le realta' ospedaliere della regione per conoscerne le condizioni; rapporti costanti con gli enti locali e con le parti sociali e sindacali; particolare attenzione al territorio; rivisitazione del Piano Sanitario regionale congruente con questa impostazione: sono gli impegni assunti dall'assessore regionale alla tutela della salute, Doris Lo Moro, che, con FederSanita' Anci Calabria, ha incontrato stamani i direttori generali delle Aziende sanitarie locali ed ospedaliere della Regione. L' incontro - secondo una nota - e' stata l'occasione per un primo contatto fra il Governo regionale ed i responsabili della gestione della sanita' calabrese, dopo le elezioni regionali del mese scorso. L' assessore ha esposto le sue prime valutazioni in ordine alla situazione nella regione ed ha annunciato ai direttori generali la volonta' di ''attivare un viaggio per conoscere le strutture sanitarie e verificare la realta' della organizzazione territoriale ed ospedaliera''. Lo Moro ha confermato la sua volonta' di operare con il metodo della concertazione per ''affrontare questo mondo in tutta la sua complessita' nel rispetto di ruoli istituzionali e leggi nazionali, ad iniziare dalla finanziaria, esercitando, pertanto, un ruolo di controllo e verifica sulle azioni del management aziendale''. Per Doris Lo Moro, inoltre, e' necessaria nella sanita' calabrese ''una vera e propria operazione verita' come metodo al quale uniformarsi per capire fino in fondo le tematiche ed i problemi che dovranno essere oggetto di intervento''. I direttori generati hanno manifestato apprezzamento per l' approccio culturale dell' assessore. Il presidente di FederSanita' Anci Calabria, Giuseppe Varacalli, ed il vicepresidente nazionale, Pier Natale Mengozzi, hanno rivendicato il ruolo positivo che l' associazione ha esercitato in questi anni in Calabria.

Convegno sul tumore alla prostata il 3 e 4 a Castrovillari

01/06 ''Il carcinoma della prostata'' e' il tema del convegno organizzato dall'Unita' Operativa di Oncologia del'Azienda Sanitaria di Castrovillari, diretta Gianni Cicero. L'iniziativa si svolgera' venerdi' e sabato nel Polifunzionale di San Girolamo, a Castrovillari. ''Oltre agli interventi mirati - ha detto Cicero - ho riservato ampi spazi alla presentazione e alla discussione di casi clinici esemplificativi e al confronto tra medici generici e specialisti, allo scopo di favorire quanto