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Notizie di Cronaca
dal 18/5 al 05/06

 

L’attore Crespi si difende: “nessuna aggressione”

05/06 Nessuna aggressione e nessuna violenza, ma soltanto un intervento in difesa di un' amica oggetto di alcune avances: cosi' Vincenzo Leopizzi, di 34 anni, in arte Lorenzo Crespi, l' attore messinese protagonista della prima serie della fiction televisiva ''Carabinieri'', arrestato ieri a Villa San Giovanni con l' accusa di lesioni personali aggravate, si e' difeso nel corso dell' interrogatorio cui e' stato sottoposto nel corso del giudizio direttissimo. Crespo e' stato arrestato insieme a due amici, Achille Comito, di 33 anni, di Vibo Valentia, e Claudio Renda, di 44, di Roma, che erano insieme a lui e con i quali, secondo la versione fornita dai tre, si sarebbe dovuto recare a cena. I tre sono stati sentiti separatamente fornendo una versione dei fatti coincidente e diversa da quella riferita dalle presunte vittime dell' aggressione. Leopizzi e gli altri due arrestati hanno detto di essere intervenuti in difesa di una loro amica, che sarebbe dovuta andare a cena con loro, e di non avere aggredito i due autotrasportatori ma soltanto di averli inseguiti. Alla vista di Comito e Renga (Leopizzi sarebbe rimasto qualche metro indietro perche' impegnato in una conversazione telefonica col suo cellulare), i due autotrasportatori si sarebbero separati, allontanandosi in direzioni diverse. Uno dei due, tra l' altro, sempre secondo la versione fornita dai tre arrestati, durante la fuga, sarebbe inciampato su una sedia, procurandosi le lesioni riscontrategli successivamente in ospedale. Leopizzi e i suoi due amici avrebbero poi desistito dall' inseguimento. I tre arrestati, inoltre, che nel corso dell' interrogatorio sono stati assistiti dal loro difensore di fiducia, Antonio Porcelli, del Foro di Vibo Valentia, hanno negato di essere stati nell' occasione alticci. La sentenza del giudizio direttissimo e' stata fissata per il 21 giugno prossimo. ''Abbiamo - ha detto l' avv. Porcelli - assoluta fiducia nella giustizia. Sono convinto della totale estraneita' dei miei assistiti. Vincenzo Leopizzi, in particolare, e' un artista serio e un ragazzo dalla schiena dritta. Insieme ai suoi due amici ha solo prestato soccorso ad un' amica in difficolta' e non ha assolutamente aggredito nessuno''.

A Praia minaccia un cuoco con il coltello e viene arrestato da Carabinieri

05/06 I carabinieri hanno arrestato a Praia a Mare un uomo noto alle forze dell’ordine, Ugo Iannicelli, di 45 anni, con l' accusa di minaccia aggravata. Secondo quanto hanno riferito i militari, l' uomo, mentre era in stato di ebrezza, avrebbe minacciato, per motivi in corso d' accertamento, impugnando un coltello da cucina, il cuoco di un ristorante in cui si era recato a mangiare. Iannicelli, alla vista dei militari, non ha opposto resistenza, gettando il coltello a terra. L' arrestato e' stato portato nel carcere di Paola.

Un arresto per furto a Cittadella

05/06 Un napoletano di 50 anni, Giovanni Rea, e' stato arrestato dai Carabinieri di Cittadella del capo con l'accusa di furto aggravato. L'uomo e' stato sorpreso in flagranza di reato dai militari dell'Arma, mentre stava forzando la finestra di una abitazione estiva di proprieta' di una famiglia di Roma. Durante la successiva perquisizione, all'interno dell'autocarro di Rea, i carabinieri hanno rinvenuto circa 500 chili di pigne di pino marittimo, che l'uomo aveva sottratto dal giardino della casa. L'uomo e' stato rinchiuso nella casa circondariale di Paola, a disposizione del sostituto procuratore della repubblica Domenico Fiordalisi.

Lamponi calabresi della Locride commercializzati in Trentino grazie a Mons. Bregantini

04/06 La Cooperativa Sant'Orsola di Pergine Valsugana ha avviato la commercializzazione di lamponi prodotti da 15 associati che operano in Calabria nella zona di Locri e fanno parte di un'associazione costituita su sollecitazione di monsignor Giancarlo Bregantini, trentino, vescovo di Gerace. I lamponi occupano il primo posto per importanza nella produzione di piccoli frutti della Cooperativa Sant'Orsola. Il quantitativo complessivo va dai 2 mila ai 3 mila quintali secondo le annate e rappresenta il 5 % della produzione di fragole e piccoli frutti conferita al magazzino di Pergine Valsugana. L' Associazione Produttori agricoli Sant'orsola, nata nel 1975, e' una cooperativa di oltre mille agricoltori specializzati nella produzione e commercializzazione di fragole estive e piccoli frutti (o frutti di bosco) quali lamponi, more, ribes rosso e bianco, mirtilli giganti, mirtilli e fragoline di bosco, uva spina, ciliegie ed altra frutta. I produttori associati praticano la loro attivita' nelle valli del Trentino, in special modo in quei luoghi dove l'elevata altitudine, la penuria di terreni e la conformazione del territorio non consentono la coltivazione del melo e della vite, attivita' tradizionali, e creano la necessita' di esercitare attivita' ad alto fabbisogno di manodopera.

Continua il confronto sulla lotta alla mafia. “La Calabria ha bisogno di legalità e sicurezza”

Allarme di Masotina:“Ai Laghi di Sibari siamo punto e accapo”

04/06 “Il problema dei Laghi di Sibari non e' stato ancora risolto. Come Associazione siamo fortemente preoccupati. Per questo motivo stamattina abbiamo inteso lanciare un grido d' allarme e fare chiarezza rispetto a tutte quelle notizie che davano quasi per scontato la risoluzione del problema del canale degli Stombi''. Lo ha detto Nunzio Masotina, neo presidente dell' Associazione Laghi di Sibari, incontrando i giornalisti nel salone dell' Associazione. ''Noi oggi - ha aggiunto Masotina - stiamo assistendo, e' vero, al disinsabbiamento che permettera', almeno in questa stagione, di entrare e di uscire dai Laghi di Sibari. Pero', il discorso che noi avevamo avviato riguardava la risoluzione globale e definitiva del problema. Oggi, non vedendo attivate procedure per bandi europei, o comunque bandi, per la realizzazione del prolungamento dei pennelli o la costruzione di un sabbiadotto, o altro ancora che la tecnica moderna puo' suggerire, lanciamo questo grido d' allarme affinche' le Istituzioni preposte (Regione, Comune, altre) si attivino per la risoluzione definitiva del problema con l' utilizzo, al piu' presto, delle somme, 2 milioni e 300mila euro, che gia' la Regione ha messo a disposizione''. Per Masotina ''si deve partire con la predisposizione di una gara d' appalto europea che dia la possibilita' di prolungare questi pennelli, completare i lavori e avere un porto degno di questo nome. Non vorremmo che la prossima mareggiata autunnale ostruisse nuovamente il canale e si riproponessero gli stessi problemi che stiamo affrontando oggi, con l' unico risultato di aver sperperato danaro pubblico''.

Dalla finzione alla realtà: Il bello del serial “Carabinieri”, Crespi, arrestato da CC veri

04/06 Ha interpretato il maresciallo Palermo nella prima serie tv ''Carabinieri'', ma nella tarda serata di ieri, l' attore Lorenzo Crespi (vero nome Vincenzo Leopizzi), di 33 anni, di Messina, e' stato arrestato dai carabinieri, quelli veri, di Villa San Giovanni, insieme a due amici per lesioni personali aggravate dal concorso, la premeditazione, i futili motivi e dall' uso di armi improprie. L' arresto dei tre, Achille Comito, di 33 anni, di Vibo Valentia, Claudio Renda, di 44 anni, di Roma, e Leopizzi, e' stato convalidato stamani dal magistrato che ha disposto gli arresti domiciliari per tutti. I fatti sono accaduti la notte scorsa a Villa San Giovanni, quando due camionisti hanno rivolto alcuni apprezzamenti ad una amica dei tre, che li stava aspettando e li ha avvertiti. I camionisti, intanto, si erano allontanati, ma, secondo la ricostruzione dei carabinieri, dopo aver percorso neanche cento metri hanno sentito della grida ed hanno visto delle persone che li rincorrevano. Compreso il pericolo i due si sono divisi: uno e' riuscito a rifugiarsi nel Comando della Polizia stradale, l' altro, invece, e' stato raggiunto dai tre e, secondo l' accusa, picchiato anche con una sedia in legno e due bottiglie di vetro, poi trovate infrante sul luogo dai carabinieri. E' stata una pattuglia dell' Arma di Villa San Giovanni a notare il corpo riverso a terra del camionista, un trentacinquenne di Benevento. Soccorso e portato nell' ospedale di Scilla e' stato giudicato guaribile in 25 giorni per ecchimosi ed escoriazioni varie e la frattura di una costola. Immediatamente sono scattate le ricerche degli aggressori, cui hanno partecipato anche agenti di polizia e due guardie private, concluse in pochissimo tempo dai carabinieri che hanno bloccato i tre, ansimanti, a poche centinaia di metri dal luogo dell' aggressione. I tre sono stati arrestati mentre la donna e' stata denunciata per favoreggiamento personale, per il suo strenuo e disperato tentativo di scagionare i tre con dichiarazioni che i carabinieri hanno definito ''inverosimili''.
Da buttafuori a bello della fiction. E' la storia di Lorenzo Crespi., Vincenzo Leopizzi, questo il suo vero nome, si e' trasferito a 16 anni a Milano dove muove i primi passi nel mondo della moda e del cinema. Cameriere, buttafuori e modello, Crespi, prima di darsi alla recitazione, lavora a lungo in una discoteca di Milano. Da qui il passo nel mondo della moda e' breve. Armani lo chiama per diventare testimonial della collezione uomo e le sue foto arrivano anche su 'Vogue'. Tre anni dopo pero' Lorenzo decide di abbandonare completamente il mondo della moda per dedicarsi alla sua vera passione: la recitazione. Debutta al cinema nel 1995 ne ''I buchi neri'', di Pappi Corsicato, cui segue nello stesso anno ''La sindrome di Stendhal'' di Dario Argento. Nel 1996 e' uno degli attori di ''Italiani'' di Maurizio Ponzi, ''Ninfa plebea'' di Lina Wertmuller e ''Marianna Ucria'' di Roberto Faenza. Nel 1996 debbutta in tv interpretando Yanez ne ''Il ritorno di Sandokan'' per la regia di Enzo Castellari. Ma il grande anno per Crespi e' il 1997. E' infatti il protagonista di ''Porzus'' di Renzo Martinelli e vince il Globo d'Oro della stampa estera. Per la regia di Pasquale Squitieri, nello stesso anno, e' nel cast di ''Stupor mundi'' sulla vita di Federico II e nel cast de ''La principessa e il povero'' di Lamberto Bava. Nel 1999 interpreta Ettore Musumeci in 'Operazione Odissea', una fiction Mediaset in due puntate per la regia di Giuseppe Ferrara. Nel 2001 interpreta per Raidue la fiction ''Donne di mafia'' e, soprattutto, per Canale 5 ''Carabinieri'', fiction cui deve gran parte del suo successo, interpretando il ruolo del maresciallo Tommaso Palermo. Nel 2003 il ritorno al cinema nei panni del brigante Grifone con 'Tra due mondi' di Fabio Conversi e le accuse alla produzione di ''Carabinieri'' per un'ernia del disco che, secondo l'attore, lo avrebbe portato vicino alla paralisi. ''Non vado in Chiesa ma prego tutti i giorni Gesu' Cristo -racconto' Crespi nell'occasione - Quando stavo male ho visto per almeno 50 volte Gesu' di Nazareth. Il capolavoro di Zeffirelli e l'amicizia di alcuni amici totalmente estranei alla mia professione mi hanno aiutato a sopravvivere non solo all'abbandono di tutti i miei colleghi ma anche, e soprattutto alla violenza della produzione della fiction di 'Carabinieri' che, malgrado i miei problemi di salute, mi ha penalizzato annullando il contratto e decurtandomi il 50% del compenso pattuito''. Attualmente e' impegnato nella fiction Rai ''Gente di mare'' in cui interpreta un ex pugile diventato ufficiale gentiliomo della Guardia costiera, diretta da Alfredo Peyretti e Vittorio De Sisti.

Quindicenne muore sotto crollo del muro della scuola a San Mango

04/06 Un ragazzo di 15 anni, Pietro Ganino, e' morto dopo essere stato travolto dal crollo di un muro alto un paio di metri. Il fatto e' accaduto a San Mango D' Aquino. Il ragazzo, insieme ad alcuni amici, stava giocando nei pressi del muro di recinzione della scuola del paese, che si trova vicino ad un altro muro che delimita una zona di campagna alla quale si accede tramite un cancello e che, secondo quanto si e' appreso, e' nella disponibilita' della stessa scuola. Per cause che i carabinieri stanno cercando di appurare, il muro ed il cancello sono caduti travolgendo Pietro Ganino e provocandogli la frattura del rachide cervicale. La morte del ragazzo e' stata istantanea.

A Rossano, sale su di un albero per tagliare un ramo, cade e muore sul colpo

04/06 Un uomo di 42 anni, Domenico Natale De Simone, e' morto cadendo da un albero di pino sul quale si era arrampicato per tagliare un ramo che sporgeva sul suo terrazzo di casa. L' incidente e' avvenuto in Largo Firenze, nel pieno centro di Rossano. L' uomo lascia la moglie e due figli in tenera eta'.

Due arresti dei CC a Cassano Ionio

04/06 Roberto Fiorino, di 29 anni di Napoli, attualmente agli arresti domiciliari nella comunita' Saman di Cassano allo Jonio, e' stato arrestato dai carabinieri in esecuzione di un mandato di arresto emesso dal Tribunale di sorveglianza di Napoli. Fiorino, che deve scontare una pena di due anni di reclusione per spaccio di stupefacenti, reato commesso a Napoli nel 2003, e' stato portato nel carcere di Castrovillari. Inoltre, sempre i carabinieri di Cassano, in esecuzione di un' ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di sorveglianza di Catanzaro, hanno arrestato Francesco Iannicelli, di 40 anni. L' uomo deve scontare un residuo di pena di un mese e un giorno per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Per l' uomo sono stati disposti gli arresti domiciliari.

L’ANAS, con i turisti in arrivo, apre due nuovi cantieri sull’A/3, e lo svincolo di Cosenza sud è in alto mare.

03/06 Mentre a Cosenza i lavori dello svincolo sud proseguono a rilento e la scadenza prevista del 14 giugno non verrà sicuramente rispettata, vista l’opera ancora tutta in itinere e la strada completamente smantellata a soli 10 giorni dalla scadenza promessa, l’Anas in un comunicato comunica l’apertura di due nuovi cantieri. Due nuovi cantieri che vengono aperti con l’approssimarsi delle vacanze e della venuta dei turisti. Una scelta scellerata ed incredibile che va contro qualunque logica che favorisca lo sviluppo e la crescita del turismo in Calabria. I due nuovi cantieri sono posti tra gli svincoli di Gioia e Reggio. In un pezzo di strada dove si accumula tutto il traffico diretto verso la Sicilia. Giusto in tempo per frenare l’esodo estivo e far disperare i tanti turisti ed emigrati che decidono di passare le vacanze a sud. Recita la nota dell’ente stradale: “L'Anas prosegue i lavori di ammodernamento e di messa in sicurezza della A3 Autostrada Salerno-Reggio Calabria sul tratto calabrese, tra gli svincoli di Gioia Tauro e Reggio Calabria. Due nuovi cantieri verranno aperti sul quinto e sesto macrolotto, rispettivamente dal km 393,500 al km 423,300 e dal km 423,300 al km 442,920. Il primo cantiere interessa il tratto dal km 427,000 al km 425,200 sulla sede nord, e riguarda i lavori di esecuzione dei sondaggi all'interno delle gallerie ''Pilone'' e ''Paci 2'', propedeutici alla realizzazione delle nuove gallerie che sostituiranno quelle esistenti. Per consentire l'esecuzione di questi lavori, la sede nord sara' chiusa al traffico veicolare dalle 7 di lunedi' 6 giugno fino alle 18 di venerdi' 24 giugno. I veicoli diretti verso Salerno verranno quindi deviati sulla carreggiata sud predisposta al doppio senso di circolazione. Il secondo cantiere interessa invece il tratto dal km 423,144 al km 422,722, sempre sulla sede nord, e riguarda l'esecuzione di una paratia di sostegno, necessaria per realizzare l'ampliamento della sede autostradale con la costruzione della corsia di emergenza. I lavori inizieranno alle ore 18,00 di martedi' 7 giugno per terminare alle ore 18,00 di giovedi' 30 giugno. In questo caso la chiusura al traffico veicolare interessera' unicamente la corsia di marcia e non l'intera sede autostradale. I veicoli diretti verso Salerno potranno quindi proseguire sulla corsia di sorpasso della medesima sede nord. Le squadre di emergenza e di pronto intervento dell'Anas assicureranno, 24 ore su 24, unitamente agli operatori dell'impresa che esegue i lavori, la vigilanza dei cantieri e la gestione delle eventuali code, al fine di garantire la transitabilita' in condizioni di sicurezza.”

Sequestrati beni per 4 milioni di euro al boss della ‘ndrangheta, Arena

03/06 Settantadue ettari di terreno, in parte edificabili, a due passi dalle splendide coste della riserva marina di Isola Capo Rizzuto, e due fabbricati costituiscono il piccolo, ma pregiato impero di Nicola Arena, capo dell' omonima cosca, che stamani e' stato sequestrato dai carabinieri in quella che costituisce una delle piu' consistenti operazioni del genere condotta negli ultimi anni nel crotonese. I sigilli sono stati apposti dai carabinieri del Reparto operativo di Crotone che dopo mesi di indagini patrimoniali, hanno eseguito un provvedimento dell' Ufficio misure di prevenzione del Tribunale che ha accolto la richiesta avanzata dal sostituto procuratore Pier Paolo Bruni. Per gli inquirenti i terreni e i fabbricati costituiscono l' illecito patrimonio messo su dal boss nel corso degli anni e, comunque, assolutamente sproporzionato rispetto ai redditi ufficiali dichiarati. Patrimonio tanto piu' ingiustificabile, ha osservato il cap. Paolo Storoni, comandante del Reparto operativo di Crotone, se si prova a confrontarlo con i ricavi dell' unica attivita' ufficialmente svolta negli anni '70 e '80 da Nicola Arena, quella di guardiano alle dipendenze di una societa' turistica internazionale e con un reddito di un milione al mese. Come hanno potuto Nicola Arena e sua moglie (alla quale sono intestati alcuni dei beni sequestrati) accumulare un patrimonio che secondo le stime ammonta a 4 milioni di euro? Le indagini dell' Arma sono giunte cosi' alla prima conclusione: quella sperequazione tra redditi dichiarati e l' entita' dei beni accertati nella disponibilita' di Arena sarebbe da ricercare negli illeciti guadagni, provento dell' attivita' prevalentemente di estorsione attribuita ad Arena; attivita' di estorsione ''agevolata e resa possibile - sottolineano i carabinieri - grazie alla posizione di preminenza dello stesso nel sodalizio criminale a lui facente capo e capace della forza intimidatrice tipica delle associazioni di stampo mafioso''. Nicola Arena, condannato alla pena definitiva di 14 anni di reclusione per associazione di tipo mafioso finalizzata all' estorsione, si trova recluso in regime di 41 bis dopo essere stato arrestato nel 1996 dai carabinieri dopo tre anni di latitanza. Il procuratore di Crotone, Franco Tricoli, nell' elogiare le indagini dei carabinieri e nel riferire gli apprezzamenti delle Procure nazionale e distrettuale antimafia, ha evidenziato l' importanza delle indagini patrimoniali ''perche' si colpiscono le finalita', l'obiettivo delle cosche''. Bruni ha sostenuto che la strategia di ''aggressione ai patrimoni mafiosi ha lo scopo di chiudere i rubinetti alla 'ndrangheta e la possibilita' che essa si approvvigioni di armi e droga''. Storoni, invece, ha spiegato che e' durato tre mesi l' esame del patrimonio di Nicola Arena e che i beni sequestrati sono stati accumulati nel corso degli anni, e comunque prima del suo arresto. L' ufficiale ha quindi ricordato che l' indagine patrimoniale, inquadrata in una vasta azione di contrasto della 'ndrangheta, vede operare insieme Reparto operativo e Procura della Repubblica. Indagine che ha gia' portato nel febbraio scorso, a Isola Capo Rizzuto, al sequestro di beni per un valore di 3 milioni e 700 mila euro appartenuti a soggetti inseriti nello stesso clan mafioso.

Continua il dibattito sulla proposta di Callipo di usare l’esercito contro la ndrangheta. Anche oggi un coro di no di Franzè, Galati, Napoli e Spini. Serve rafforzare le indagini.

 

Appaltato per 1.5 mln di euro il primo lotto del restauro del castello aragonese di Castrovillari

03/06 Riguardera' il restauro delle mura perimetrali e la rimozione di quelle manomissioni che in epoca recente sono state create all' interno per renderlo piu' confacente alla sua funzione di carcere, svolta sino al 1996, la prima fase del progetto di recupero del castello aragonese di Castrovillari. Il primo lotto dei lavori e' stato appaltato per la somma di un milione e 500mila euro. L' intervento di recupero e' stato illustrato nel corso di un convegno promosso dall' Amministrazione comunale alla presenza di amministratori, tecnici parlamentari ed esperti della Soprintendenza calabrese. Il progetto, riferisce una nota, propone una filosofia del restauro che punta a far ritornare il castello al suo antico splendore, senza perdere di vista il fossato esterno, la porta principale, le torri, la corte ed i camminamenti.

Attivato un corso di lingua arbresh a San Demetrio Corone

03/06 Ha avuto inizio un corso di alfabetizzazione e di aggiornamento in lingua albanese riservato ai dipendenti dal Comune di San Demetrio Corone e promosso dallo stesso ente. A gestirlo e' l'ufficio dello Sportello linguistico del Comune. L' iniziativa, che si concludera' entro il mese di giugno, rientra fra le attivita' previste dalla legge 482 del 1999 per la tutela delle minoranze linguistiche storiche. Il Comune di San Demetrio Corone e' stato tra i primi centri albanofoni ad attivare uno sportello linguistico e un sito web bilingue.

Fermati i decreti per il rischio sismico. Alla Calabria vanno quasi cinque milioni di euro

03/06 Il presidente del Consiglio dei Ministri ha approvato oggi i decreti proposti dal dipartimento della Protezione Civile per il finanziamento, per oltre 66 milioni di euro, di interventi di competenza regionale diretti a ridurre il rischio sismico relativo ad edifici ed opere di particolare importanza. Lo comunica una nota. Per la regione Molise, colpita dal terremoto dell'ottobre 2002, le somme spettanti sono state già trasferite con apposita ordinanza di protezione civile. A breve saranno approvati ulteriori finanziamenti destinati alle amministrazioni di Stato, per un importo complessivo di oltre 32 milioni di euro. A questi primi 100 milioni di euro si aggiungeranno entro l'anno altri 100 milioni destinati alle stesse finalità. E' la prima volta che nel nostro Paese si dà avvio ad un consistente e concreto programma di verifica, di miglioramento e di adeguamento strutturale antisismico esteso a tutto il territorio nazionale che tiene conto della diversa incidenza del rischio sismico nelle diverse aree. Ecco gli importi che ciascuna regione avrà a disposizione per rafforzare l'azione di prevenzione in questo delicatissimo settore: Regione Abruzzo: 2.286.850,36; Regione Basilicata: 1.291.937,00; Regione Calabria: 4.775.129,54; Regione Campania: 11.622.677,10; Regione Friuli Venezia Giulia: 1.642.901,00; Regione Emilia Romagna: 5.578.731,00; Regione Lazio: 7.445.302,52; Regione Liguria: 860.160,00; Regione Lombardia: 2.040.303,00; Regione Marche: 2.916.281,00; Regione Piemonte: 580.317,00; Provincia autonoma Trento: 425.969,00; Regione Puglia: 3.674.577,00; Regione Sicilia: 9.664.163,00; Regione Toscana: 6.040.474,00; Regione Umbria: 1.676.584,37; Regione Veneto: 4.026.129,00. Per un totale di assegnazioni di 66.548.455,89 milioni di euro.

Dal sei giugno nuovo volo dalla Calabria verso Bologna, parte da Crotone

03/06 Dal 6 giugno Emilia-Romagna e Calabria saranno piu' vicine: prendera' infatti il via lunedi' prossimo il nuovo volo diretto Bologna - Crotone. Operato dalla compagnia aerea 'Club Air' con BAe 146/200 da 91 posti, il volo avra' cadenza trisettimanale, con partenze il lunedi', mercoledi' e venerdi'. La partenza da Bologna e' fissata per le ore 15,50 con arrivo a Crotone alle ore 17,30. Il ritorno da Crotone parte alle ore 9,50 con arrivo a Bologna alle ore 11,30. I biglietti, con prezzi a partire da 89 euro (tariffa di sola andata, tasse e supplementi esclusi), possono essere acquistati all'indirizzo www.clubair.it, chiamando il call center al numero 02-801581, oppure rivolgendosi alle agenzie di viaggio. Nata nel novembre 2002 dall'esperienza del tour operator Valsole Viaggi e Turismo di Milano, la 'Club Air' si e' specializzata nei voli per l'Est europeo. Da Bologna opera con collegamenti trisettimanali per Bucarest e Cluj. Con Crotone, salgono a dieci le destinazioni nazionali raggiungibili dal 'Marconi' con voli di linea.

Ammaraggio d’emergenza di un Canadair a Lamezia

03/06 Un Canadair del Dipartimento della Protezione Civile ha compiuto questa mattina un ammaraggio davanti a Lamezia Terme, a causa di un'avaria al motore. La manovra, attuata a scopo precauzionale, e' perfettamente riuscita e sia i piloti sia il velivolo non hanno riportato alcuna conseguenza. L'ammaraggio e' stato seguito da due vedette della Capitaneria di Porto, che avevano precedentemente interdetto ad altre imbarcazioni il tratto di mare. Il Canadair e' stato successivamente rimorchiato nel porto di Vibo Valentia per le riparazioni.

Accade ancora questo: A Lamezia due giovani apprezzano la sorella e lui li accoltella

03/06 In Calabria succede ancora questo: apprezzano la sorella e lui accoltella i due ragazzi che avevano osato tanto. E’ successo a lamezia Terme dove un ventenne , Francesco Piperissa, e' stato arrestato dagli agenti del Commissariato di PS di Lamezia Terme per tentato omicidio. Vittime due ragazzi di sedici anni. Il giovane, sapendo di essere ricercato, si e' costituito alcune ore dopo il fatto in Commissariato. Ai poliziotti ha anche consegnato un coltello ancora sporco di sangue. Ad avvertire gli agenti e' stato il sanitario di turno al pronto soccorso dell' ospedale lametino dove si erano presentati due sedicenni con ferite di arma da punta e taglio in piu' parti del corpo. I due sono stati giudicati guaribili in 12 e 10 giorni. Dalla ricostruzione fatta dai poliziotti e' emerso che i sedicenni, nel corso della serata di ieri, erano stati presi a coltellate in una discoteca del luogo da Piperissa che in tal modo, e' stato riferito, avrebbe dovuto difendere l' onore della sorella, oggetto di apprezzamenti troppo spinti.

La vedova Calipari si costituisce parte offesa nel procedimento aperto dalla Procura di Roma. La Sgrena dichiara: “Non sarò libera se non si saprà la verità”

Ucciso in un agguato un pregiudicato a Vibo.

02/06 Potrebbe essere maturato negli ambienti degli spacciatori di droga il movente dell'omicidio di Antonino D'Amico, il pregiudicato di 27 anni ucciso la scorsa notte in un agguato nella frazione Piscopio di Vibo Valentia. E' quanto e' emerso dalle prime risultanze delle indagini sull'omicidio , svolte dalla Squadra mobile di Vibo Valentia. D'Amico era stato scarcerato nello scorso mese di novembre dopo essere stato arrestato nel gennaio del 2000 nell'ambito dell'operazione denominata Tuono condotta contro una banda di spacciatori di droga. Il pregiudicato era stato coinvolto anche nell'omicidio di un ragazzo nomade, ucciso il 21 luglio del 1997, ma era stato successivamente assolto dall'accusa con sentenza passata in giudicato. Per i dieci mesi di detenzione che aveva trascorso a causa di tale accusa il suo avvocato, Bruno Ganino, aveva presentato una richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione. Per Antonino D'Amico, di recente, era stata disposta la misura della sorveglianza speciale, ma il relativo provvedimento, secondo quanto si e' appreso, non gli era stato ancora notificato. Un fratello di D'Amico, Salvatore, e' attualmente detenuto, in regime di arresti domiciliari, perche' coinvolto anch'egli in un'operazione contro un'organizzazione di spacciatori di sostanze stupefacenti. Per quanto riguarda la dinamica dell'omicidio, gli investigatori ipotizzano che a uccidere D'Amico siano state due persone. Lo si desume dal fatto che i colpi d'arma da fuoco sparati contro il pregiudicato sono di due calibri diversi. Nel momento dell'agguato D'Amico, che risiedeva a Soriano Calabro, era alla guida del proprio scooter e stava facendo rientro a casa dei nonni, che abitano a Piscopio e dei quali era ospite da alcune settimane. Il giovane, quando e' stato raggiunto dai primi colpi, ha accelerato, nel tentativo di sfuggire all'agguato. A quel punto, pero', gli assassini hanno sparato altri colpi che hanno raggiunto il pregiudicato. La morte di D' Amico, raggiunto dai colpi in varie parti del corpo, e' stata istantanea. L' omicidio, secondo quanto si e' appreso, non ha avuto testimoni.. Le indagini sull'omicidio sono dirette dal sostituto procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Rosina Romano.

Callipo apre il dibattito sulla mafia: Esercito si o no, è comunque una gravissima emergenza.Contrari Loiero e Minniti.

Nella Locride si respira la paura

02/06 (G.C.) La Locride ripiomba nella paura, dopo l’ attentato di stampo mafioso avvenuto nei giorni scorsi a Siderno. Col passare delle ore tra gli inquirenti prende sempre più forma l’ ipotesi di una nuova guerra tra cosche. L’ omicidio di Cosimo Cordì avvenuto a Siderno, in via Cesare Battisti, si presume possa fare parte della sanguinosa faida di Locri tra le cosche dei Cordì e dei Cataldo. A coordinare le indagini è il sostituto procuratore della Repubblica di Locri , Monica Gargiulo. Secondo alcune indiscrezioni nei prossimi giorni il fascicolo passerà ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. Intanto la società civile cerca di reagire. L’ on. Domenico Bova-chiede un incontro con il Ministro degli Interni, Giuseppe Pisanu, per discutere gli eventi accaduti nella locride. Da settembre sono stati commessi dodici attentati di stampo mafiosi, tutti rimasti impuniti. Nella giornata di oggi ci sarà un incontro nella sede della DIA di Reggio Calabria per cercare di contrastare l’ ondata di violenza che sta turbando gli abitanti della Locride. Anche la chiesa ha preso posizione con il vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, mons. Giancarlo Brigantini “ Speriamo che il sangue non continui a chiamare sangue”, ed ha aggiunto, “quanto sta avvenendo nella Locride è molto grave, sta turbando tutto il territorio e l’ intera opinione pubblica. Come Chiesa- siamo preoccupati”. Ora si attende una risposta decisa dello Stato per mettere la parola fine alla lunga scia di sangue che ha caratterizzato la locride negli ultimi decenni.

Calabria sotto l’assedio della criminalità. Secondo Confesercenti crimini in costante aumento

02/06 Da Vibo Valentia, a Gioia Tauro al crotonese, gli imprenditori calabresi sono sotto assedio. La 'ndrangheta, negli ultimi anni, si e' fatta piu' pervasiva, piu' minacciosa e violenta. A Reggio Calabria, ad esempio, il 70 per cento dei commercianti paga il pizzo. E lo stesso succede nel vibonese o nella Locride. La conferma arriva dall'ultimo rapporto stilato da Sos Impresa di Confesercenti Calabria: gli attentati intimidatori ai dannid elle imprese e dei commercianti sono in costante aumento. E nel mirino delle cosche finiscono sempre piu' spesso le amministrazioni locali. Nel solo 2004, secondo un rapporto di Legautonomie Calabria, sono stati 88 gli attentati ai danni di dirigenti e amministratori pubblici. Un attentato ogni quattro giorni nella sola Vibo Valentia. Ecco i dati degli ultimi 3 mesi. :
12 MARZO - Colpi di pistola contro un impianto di distribuzione di carburante in costruzione a Serra San Bruno.
13 MARZO - Esplosione di un ordigno rudimentale vicino al camion della societa' 'Proserpina Spa' a Soriano. Nello stesso giorno, sempre a Soriano, va a fuoco l'automobile di un imprenditore.
23 MARZO - A Vibo viene ritrovata una busta di plastica
contenete due proiettili di fucile calibro 12, tre petardi e pezzi di
giornale nei pressi dell'abitazione di Franco De Luca, segretario
della Federazione Ds di Vibo Valentia.
30 MARZO - Viene dato alle fiamme un escavatore della ditta 'Press Pali' nella zona di Mileto, lungo l'autostrada Salerno Reggio Calabria. La ditta sta curando i lavori di ampliamento della carreggiata.
4 APRILE - Incendio di un'auto ad Acquaro
5 APRILE - Atti vandalici contro il campo sportivo ad Acquaro
6-7 APRILE - Esplode un ordigno rudimentale in un panificio di Pizzo Calabro. La panetteria e' di proprieta' di un consigliere comunale di Filogaso.
11 APRILE - La 'ndrangheta torna ad uccidere. A Piscopio viene assassinato Antonio De Pietro, ispettore della Direzione Provinciale del lavoro.
15 APRILE - Una bomba rudimentale esplode davanti ad un gelateria di San Nicolo', frazione di Ricadi.
16 APRILE - Incendio in un negozio di giocattoli a Tropea.
20 APRILE - Colpi di pistola contro la saracinesca di un negozio di esposizioni di materiali per l'edilizia e contro un esercizio commerciale di materiali elettrici.
21 APRILE - Incendio di due autovetture a Zambrone Garavati, frazione di Rombiolo.
22 APRILE - A Piscopio vengono dati alle fiamme due escavatori di proprieta' di Vincenzo Restuccia, uno dei maggiori imprenditori edili della provincia di Vibo Valentia. Nello stesso giorno alcuni colpi di pistola vengono esplosi contro altri mezzi di proprieta' dell'imprenditore.
23 APRILE - A Vibo Valentia viene ritrovata na busta di plastica contenente 9 proiettili per pistola calibro 9, nelle vicinanze della ditta Polistena, in contrada Colamazza. Nello stesso giorno la 'ndrangheta appicca il fuoco in una falegnameria di proprieta' di Raffaele Muscia a Tropea.
24 APRILE - Incendio nell'azienda dolciaria Cassarese a Nardodipace, aperta da circa due mesi da alcuni giovani del posto, anche grazie ai contributi di incentivo all'imprenditoria giovanile.
25 APRILE - Tre giovani mandano in frantumi numerose bottiglie e suppellettili in un bar rosticceria a Serra San Bruno. Nello stesso giorno vengono date alle fiamme mille balle di fieno a Filandari.
2 MAGGIO - Esplosione di un ordigno artigianale sotto l'auto di un impreditore edile a Ricadi
4 MAGGIO - Distruzione di uno stabilimento balneare in localita'Difesa di Pizzo, che avrebbe dovuto iniziare l'attivita' dopo pochi giorni.
5 MAGGIO - Incendio in un supermercato a servizio di un'azienda turistica di Ricadi. (segue)
30 MAGGIO - Una tanica di benzina e alcuni proiettili vengono ritrovati su una betoniera dell'azienda di proprieta' del presidente degli induatriali di Vibo Valentia, VincenzoRestuccia.
1 GIUGNO - L'ultimo atto di una lunga scia di violenza in serata. A Vibo Velentia Antonio D'Amico, 27 anni viene freddato da una raffica di proiettili. A sparare, con ogni probabilita', un commando composto da almeno due persone. D'Amico aveva numerosi precedenti penali, ed era stato implicato nell'omicidio di uno slavo.

Cetraro come centro di Cultura

02/06 Nelle piu' antiche citta' della costa calabrese, che affondano le loro radici in una storia millenaria, si sta facendo strada la consapevolezza di rappresentare gli anelli piu' forti e privilegiati di una catena che abbraccia e lega idealmente assieme popoli e paesi di una comune civilta' mediterranea. Questo il senso complessivo della manifestazione ''La scuola incontra la cultura'', organizzata dalla citta' di Cetraro, alla quale hanno preso parte personalita' politiche regionali, provinciali e cittadine e che e' stata animata dai 350 studenti della locale Scuola media statale. La manifestazione, giunta ormai alla sua sesta edizione, ha avuto quest'anno come tema dominante quello dello sviluppo ecosostenibile ed autocentrato dei Paesi in via di sviluppo. Su un palco all' aperto, nei giardini del Palazzo del Trono di questa che e' una delle piu' belle ed antiche citta' della costa tirrenica calabrese, si sono alternati studenti che hanno letto testi attinenti al tema dello sviluppo, illustrato anche con l'ausilio di materiale video e fotografico i risultati della loro ricerca durata un anno intero e, infine, suonato i loro strumenti (la scuola media statale di Cetraro e' ad indirizzo musicale). ''Cetraro e' sempre stata una stella che, da ogni punto di vista e soprattutto da quello culturale, ha sempre voluto brillare di luce propria'', ha detto il presidente del Consiglio provinciale Francesco Principe. Gli ha fatto eco il sindaco, professor Giuseppe Aieta, il quale ha affermato che la citta' ''diverra' sempre di piu' un centro di solidarieta' e, conscia di appartenere al mondo ricco e sviluppato e convinta che il proprio futuro e' nel Mediterraneo, compira' ogni sforzo necessario per affrancarsi sempre piu' da una dimensione paesana e diventare protagonista dei propri destini in tutta la regione mediterranea''. ''Quello della nostra scuola media statale - ha detto dal canto suo il preside Leopoldo Piccolillo - e' un percorso didattico volto a fare della ricerca sui temi d'attualita' uno dei pilastri fondamentali dell'educazione dei nostri ragazzi. Quest'anno ci siamo dedicati allo sviluppo sostenibile ed ai differenti aspetti che esso assume in occidente e nel mondo in via di sviluppo. L'anno scorso abbiamo invece affrontato il tema dei deboli e degli handicappati e l'anno prima quello dell' acqua''. "La nostra ricerca - ha aggiunto il docente - si conclude tradizionalmente con la premiazione di personalita' che, con la loro attivita', hanno svolto un'azione meritoria per la nostra regione e per i temi sociali che ci stanno a cuore''. Quest'anno la citta' ha voluto premiare, in questo contesto, ANSAmed e la Fondazione Laboratorio Mediterraneo, per il lavoro svolto da questi due organismi nell'affermazione di un'immagine della regione Mediterraneo come lago di pace e cooperazione e non come fonte di tensioni e incomprensioni internazionali. L'architetto Michele Capasso ha ritirato il premio per il fondazione Laboratorio Mediterraneo. Per ANSAmed e' intervenuto il responsabile degli esteri e dei rapporti internazionali dell'ANSA, Giulio Pecora, al quale e' stata consegnata una pergamena in riconoscimento, scrivono le autorita' cittadine, ''del lavoro svolto da ANSAmed per la comunicazione tra genti di culture diverse''.

Sei arresti per spaccio a Corigliano

02/06 I carabinieri hanno arrestato a Corigliano Calabro sei persone, tutte appartenenti allo stesso nucleo familiare, con l' accusa di detenzione illegale a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Gli arrestati sono Cataldo Gammuto, di 31 anni; Pino Cosimo Gammuto e Giuseppe Gammuto, entrambi di 34 anni; Antonio Gammuto, di 36; Pasqualina Montella, di 28 e Rosa Russo, di 59, tutti residenti nella frazione Schiavonea. Gli arresti sono stati fatti dai carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro in collaborazione con il Nucleo unita' cinofile di Vibo Valentia. Gli arresti sono scaturiti da una perquisizione domiciliare nel corso della quale i sei arrestati sono stati trovati in possesso di 180 grammi di hashish, gia' confezionati in dosi per la vendita; 16 fiale di metadone, 11 piantine di marijuana, due confezioni di semi di marijuana, materiale per il confezionamento delle dosi di droga ed un coltello. Gli arrestati, su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica di Rossano, Francesca Neri, sono stati portati nel carcere di Rossano.

Callipo scrive al Presidente Ciampi: “Lo Stato si riappropri del territorio anche con l’esercito”. Loiero “Callipo ha ragione”. Sbarra: “appello che non può passare inosservato”

01/06 ''Tra le tante 'incompiute' di cui spesso si parla, il labirinto delle grandi opere non fatte in Italia, dovrebbe comprenderne una che, se non portata a termine, rischia veramente di bloccare la democrazia calabrese: la lotta alla mafia''. A sostenerlo e' Filippo Callipo, presidente di Confindustria Calabria che ha scritto una ''lettera aperta'' al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, invocando, se necessario, anche l' intervento dell' esercito ''purche' lo Stato si riappropri del territorio''. ''Noi, in Calabria - prosegue Callipo - combattiamo contro una delle mafie definite da autorevoli esperti, la piu' pericolosa. Ma sentiamo, Signor Presidente, un senso d' impotenza che non e' per nulla rassicurante; e che e' il risultato dell' assenza di risposte da parte degli Organi pubblici competenti. In Calabria la mafia, ormai, ha in ostaggio lo spazio vitale indispensabile per l'esercizio d' importanti diritti costituzionali.Dal diritto a fare impresa, continuamente assediato, al diritto a vivere in una societa' normale''. Per il leader degli imprenditori calabresi, in passato vittima di diversi episodi intimidatori, ''la triste, desolante, sveglia nella mia regione, al mattino, un po' dappertutto, la da' la mafia,attraverso i suoi emissari che,impuniti,minacciano, intimoriscono, colpiscono. Ci vanno di mezzo amministratori pubblici, imprenditori, cittadini. Il rischio e' l'assuefazione, che forse in parte c' e' gia'. La realta' e' che lo Stato, benche' assicuri, a parole, interventi mirati, non e' in grado, pero', di garantire l' integrita' fisica dei cittadini italiani che risiedono in Calabria. Senza sicurezza non c'e' sviluppo''. Nella lettera Callipo spiega di avere deciso di rivolgersi al Capo dello Stato ''perche' le mie formali istanze, rivolte a diverse autorita' regionali e nazionali, non hanno sortito alcun effetto, mentre in Calabria la recrudescenza della criminalita' e' un fenomeno che condiziona la vita di tutti noi''. ''Lo sviluppo della regione e' zoppo - prosegue Callipo - l' anno scorso 10mila giovani laureati hanno lasciato la Calabria, le imprese subiscono il tallone di ferro della criminalita' e non sanno piu' a quale santo votarsi. A luglio la Banca Antonveneta, chiudera' lo sportello di Gioia Tauro. Una disfatta vera e propria. Ci manca soltanto che qualche burocrate, di quelli piu' zelanti, apponga un cartello ai confini della Calabria: 'Chiuso per mafia'''. Il leader degli industriali calabresi ricorda, nella lettera, di avere indirizzato, lo scorso ottobre, un appello al Ministro degli Interni ''che e' rimasto senza risposta. Nella provincia di Vibo Valentia ci sono imprenditori che sono presi di mira giornalmente e di recente la criminalita' ha sparato anche sugli operai dell' impresa di cui e' titolare il Presidente dell' Assindustria della stessa provincia. Eppure dal Ministro non si e' avuto neanche un cenno d'attenzione. In seguito, ho rivolto un appello al Presidente della Regione, Agazio Loiero, che ha garantito l' istituzione dell'ennesimo Osservatorio sulla legalita', quasi che la mafia fosse un fatto di secondaria importanza, o al piu' un fenomeno su cui chiamare a raccolta uno stuolo d' esperti magari''. Callipo fa riferimento anche ai colloqui avuto con i vertici della Polizia ''durante i quali - scrive Callipo - ho avuto la sensazione che i due alti dirigenti dello Stato, avessero percepito l' inaudita situazione calabrese, a distanza di qualche mese, in Calabria sono stati inviati dei funzionari del Ministero per illustrare un questionario da me gia' definito banale ed offensivo per la gente di Calabria''. ''Sebbene l' impegno delle Forze di Polizia presenti sul territorio sia apprezzabile - prosegue il presidente di Confindustria Calabria - il fenomeno negli anni passati e' stato sottovalutato ed oggi ha raggiunto dimensioni tali da richiedere misure eccezionali. Se necessario, ben venga anche la presenza dell' Esercito, giunti a questo punto, purche' lo Stato si riappropri del territorio. La sovranita' statuale, oggi, in Calabria, e' messa in crisi. Secondo alcuni, questa misura eccezionale rovinerebbe l' immagine della Calabria. Allora si propongano interventi congegnati per arginare la recrudescenza insopportabile della mafia, a meno che non si voglia accettare l' idea di un' emigrazione generalizzata. O quella di convivere con la mafia''.
Loiero: “Callipo ha ragione, serve l’impegno dello Stato”
''Mi complimento per l'iniziativa del presidente degli industriali calabresi. Ha ragione Callipo: ci sono condizioni di anormalita' in Calabria che andiamo denunciando da tempo e che impongono un impegno immediato e concreto anche a livello nazionale''. Lo ha sostenuto il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, commentando la lettera aperta inviata dal presidente della Confindustria calabrese, Filippo Callipo, al Capo dello Stato, sui problemi della criminalita'. 'La Regione da me guidata - ha aggiunto Loiero - si e' fatta carico degli stessi problemi, avviando una serie di iniziative, come l'Osservatorio antimafia e la costituzione di parte civile nei processi di mafia, per contrastare un fenomeno che impedisce lo sviluppo della regione''.
Sbarra : “L’appello di Callipo mon può passare inosservato”
''L' ennesimo appello disperato del presidente di Confindustria, Callipo, alle autorita' di Governo nazionale e regionale per contrastare con iniziative concrete il ripetersi oramai continuo e costanti di atti criminosi contro il mondo dell' impresa, del lavoro, delle istituzioni locali non puo' passare inosservato''. A sostenerlo e' stato il segretario generale della Cisl Calabria, Luigi Sbarra. ''Il sindacato confederale calabrese, il 21 maggio scorso - ha aggiunto Sbarra - ha fatto sfilare nella Citta' di Lamezia Terme 40.000 lavoratori e cittadini per rivendicare piu' legalita' e sicurezza per sostenere il processo di sviluppo economico e sociale della Calabria. Lo Stato e la Regione non possono ignorare e sottovalutare quanto sta avvenendo in queste ore in Calabria dove la mafia spara all' impazzata su amministratori ed imprenditori diventati facile bersaglio del crimine organizzato. Infatti i continui episodi di violenza e di intimidazione mafiosa ai danni di amministratori locali, imprenditori, lavoratori e' il segnale piu' evidente della pericolosita' e dell' aggressivita' raggiunta in Calabria dalla criminalita' organizzata''. ''Le Istituzioni nazionali e regionali ad ogni livello - ha sostenuto il segretario della Cisl - non possono assistere inermi a questa escalation criminale che offende la dignita' delle persone oneste e pregiudica ogni seria prospettiva di crescita economica della Calabria. Quanto e' accaduto negli ultimi giorni a Lamezia Terme, ad Altomonte, a Vibo Valentia, nel Reggino, a Cassari di Nardodipace e' la testimonianza vera e concreta di come la criminalita' mafiosa attacca le istituzioni democratiche, ostacola lo sviluppo, distrugge il lavoro e l' occupazione, mette in discussione diritti e liberta' nei nostri territori. La risposta dello Stato deve essere forte, efficace, puntuale non solo nelle attivita' di prevenzione e repressione dei reati assicurando presto i responsabili di questi gesti sconsiderati alla giustizia, ma anche con interventi di politica economica e sociale coniugando sviluppo e sicurezza, occupazione e cultura della legalita'. Non e' piu' tempo di pannicelli caldi, di questionari informativi, di osservatori regionali sul fenomeno mafioso, ne esistono tanti, non hanno funzionato e prodotto nulla in termini di risultati concreti salvo che per i componenti i quali hanno ricevuto qualche lauto compenso. Serve invece costruire una forte risposta civile e democratica di tutta la societa' calabrese, una straordinaria capacita' di lotta e di mobilitazione collettiva che metta insieme istituzioni, politica, forze dell' economia, rappresentanza sindacali, il mondo della Chiesa, della cultura, delle professioni per isolare nelle coscienze, nelle comunita' e nei territori la malapianta mafiosa e criminale''. ''Il sindacato confederale Cgil-Cisl-Uil della Calabria - ha concluso Sbarra - intende fare, come sempre, senza tentennamenti ed ambiguita', la sua parte per contrastare con le armi della protesta civile e democratica dei lavoratori la violenza mafiosa in qualunque modo essa si presenti''.

Medaglia d’oro alla memoria di Calipari consegnata dal Presidente Ciampi alla moglie Rosa Villecco

Sequestrato dalla Finanza, per contributi indebiti, uno stabilimento tessile di Montalto.

01/06 Uno stabilimento industriale, la Modacolor di Montalto Uffugo, operante nel settore tessile e del valore di circa sette milioni di euro, e' stato sequestrato dalla Guardia di finanza nell' ambito di un' inchiesta condotta dalla procura di Cosenza sulla percezione di contributi a fondo perduto nazionali e comunitari. Quattro persone risultano indagate. Le indagini della Guardia di finanza sono cominciate lo scorso autunno su una societa' che risultava avere avuto rapporti economici con fornitori tedeschi e inglesi presentando i modelli relativi al monitoraggio delle transazioni intracomunitarie, ma non le dichiarazioni annuali ai fini dell' Iva e delle imposte sui redditi. La societa', dopo un breve periodo di vita e di operativita' del tutto cartolare per gli investigatori, era stata messa in liquidita'. I finanzieri hanno quindi ipotizzato un possibile caso di ''frode carosello'', ossia un meccanismo tipico delle operazioni intracomunitarie finalizzato alla creazione di un fittizio diritto alla detrazione dell' Iva o di una indebita richiesta di rimborso mediante l' emissione di fatture per operazioni inesistenti. Un meccanismo, hanno spiegato gli investigatori, che prevede l' esistenza di una societa' ''cartiera'' (Termine utilizzato per indicare una societa' che, di fatto, opera solo sulla carta) e di una impresa utilizzatrice che e' la vera beneficiaria della frode. In questo caso, secondo gli investigatori, la Modacolor. Dagli accertamenti, secondo l' accusa, e' emerso che la Modacolor aveva utilizzato fatture emesse per operazioni inesistenti relative all' acquisto di macchinari industriali in realta' contrattati ed acquistati direttamente dai fornitori intracomunitari. L' utilizzo delle fatture fittizie era finalizzato all' evasione fiscale, visto che la modacolor ha conseguito un rimborso d' Iva per oltre 500 mila euro. Inoltre la societa', a fronte di un investimento di 5,5 milioni di euro, ha incassato un contributo di oltre quattro milioni impegnandosi all' adeguamento del capitale sociale con versamenti per oltre tre milioni. Tali versamenti, secondo la finanza, non sono avvenuti con capitali freschi versati dai soci, ma grazie alle somme restituite loro dalla ''cartiera'' con assegni circolari intestati a nomi di fantasia frutto della sovrafatturazione emessa fittiziamente per l' acquisto dei macchinari. Gli investigatori non hanno fornito indicazioni circa la ''cartiera'' perche' le indagini proseguono per accertare se abbia avuto rapporti anche con altre societa'.

Il corpo di un dentista di San Marco rinvenuto sotto un cavalcavia. Si pensa al suicidio

01/06 Il cadavere di un uomo, Riccardo La Regina, di 45 anni, di San Marco Argentano, dentista, e' stato rinvenuto nella tarda mattinata di oggi, dopo una notte di ricerche scattate intorno alle 19 di ieri, sotto un cavalcavia della statale 283 delle Terme. Il corpo era accasciato sotto il ponte. Nella tarda serata di ieri i carabinieri avevano ritrovato la sua vettura, una Audi A6, con le chiavi inserite nel cruscotto, il cellulare dell'uomo e il suo portafogli. Dal punto del ritrovamento si sono quindi avviate le ricerche. Sospese per la notte. Stamattina, alla ripresa delle ricerche, c’è stato il rinvenimento del cadavere. Il professionista era sposato e padre di un bambino di 15 anni. Le circostanze del decesso non sono state ancora chiarite, ma si sospetta che si sia trattato di un insano gesto. Secondo i primi accertamenti, comunque, l'uomo e' precipitato dal viadotto, alto 120 metri. Per il recupero della salma sono intervenuti i Vigili del Fuoco.

Riunito a Lamezia, sotto la presidenza di Saverio Greco, il Coordinamento regionale dei Consigli comunali

01/06 “Si è riunito nella giornata di martedì il coordinamento regionale dei Consigli Comunali calabresi, presieduto dal Dr. Saverio Greco, Presidente del Consiglio Comunale di Cosenza”. E’ quanto afferma in una nota il Coordinatore regionale dei Consigli comunali, Saverio Greco. “La riunione si è tenuta nella sede municipale di Lamezia Terme, il cui Consiglio Comunale è tornato in attività dopo il lungo scioglimento decretato dal Presidente della Repubblica. Con tale iniziativa il coordinamento regionale ha inteso trasmettere al Presidente Luzzo i migliori auspici di buon lavoro, al Sindaco Speranza un incoraggiamento a proseguire sulla via della partecipazione democratica e della mobilitazione civile, ai cittadini tutti di Lamezia l’espressione concreta della solidarietà e della vicinanza di tutti i comuni calabresi. Nel corso della riunione si è trattato peraltro delle gravi incertezze che ancora oggi caratterizzano l’aspetto della proiezione esterna al municipio del ruolo e della funzione del presidente dell’assise di rappresentanza democratica municipale. La particolare segnalazione pervenuta, secondo cui sarebbe imminente l’inaugurazione di una nuova sala consiliare di un importante municipio della nostra regione con una cerimonia che non vede affatto coinvolto il presidente di quello stesso consiglio comunale la cui sala viene inaugurata, ha convinto il Direttivo Regionale ad assumere una ferma posizione di rincrescimento sul caso specifico, che segnala in maniera inequivocabile la necessità di impegnare il coordinamento regionale nello sforzo di proporre regole istituzionali che, una volta recepite dai singoli consigli in forma regolamentare, non provochino più alcuna incertezza in tema di cerimoniale e circa la proiezione esterna della figura del Presidente del Consiglio Comunale e dell’istituzione democratica che lo stesso rappresenta. Nei prossimi mesi il coordinamento regionale dei consiglieri comunali elaborerà una bozza regolamentare che disciplinerà quale sia la più corretta esposizione all’esterno dell’amministrazione municipale del Consiglio Comunale e della sua rappresentanza istituzionale in occasione di convegni, inaugurazioni, cerimonie pubbliche e quant’altro preveda la presenza della rappresentanza municipale.

Il Presidente Oliverio incontra i vertici di Sviluppo Italia che investirà nel turismo

01/06 Dell'importante ruolo di Sviluppo Italia nella provincia di Cosenza e in Calabria e di una importante sinergia istituzionale s'e' parlato stamani, nella sede della Provincia, nel corso di un incontro tra il presidente, Mario Oliverio, Francesco Samengo, vicepresidente di Sviluppo Italia e Leonardo Loprete, amministratore delegato di Sviluppo Italia Calabria. Erano inoltre presenti il Sindaco di Corigliano, Giovan Battista Genova ed il consigliere regionale Franco Pacenza. Nel corso della riunione, riferisce una nota, ''sono state affrontate alcune problematiche relative all'area di Sibari, al porto di Corigliano, alla valorizzazione del sito archeologico e dei beni culturali della Sibaritide, sino alla realizzazione di un consistente investimento, da parte di Sviluppo Italia, nel settore turistico, proprio nella Sibaritide''. Da parte del Presidente della Provincia e' stato ''evidenziato il ruolo che Sviluppo Italia e' chiamato ad assumere per contribuire al decollo e all'utilizzazione del porto di Sibari, in particolare attraverso Italia Navigando, societa' promossa da Sviluppo Italia e verso la valorizzazione delle potenzialita' turistiche oggetto di interventi gia' programmati e che devono essere portati a compimento nel rispetto di scadenze indicate''. ''Si tratta - ha spiegato Oliverio - di realizzare le sinergie necessarie tra i diversi soggetti istituzionali per realizzare obiettivi che, in particolare nell'area della Sibaritide, possono rendere concreto un percorso di crescita e di sviluppo per il tramite di una valorizzazione integrata delle risorse che sono in quel territorio''. Dal canto suo Samengo ha espresso la piena disponibilita' di Sviluppo Italia a collaborare e concertare interventi su progetti che rientrano nelle competenze e nelle finalita' della societa'. ''Attraverso al concertazione con la Provincia e le istituzioni interessate- ha riferito il vicepresidente di Sviluppo Italia- abbiamo gia' in cantiere un importante progetto nel settore del turismo proprio a Sibari e quanto prima inizieremo i lavori per la sua realizzazione''. Disponibilita' ed interesse sono stati manifestati ancora da parte del dottor Samengo per le attivita' che possono consentire un pieno utilizzo del Porto di Corigliano e la valorizzazione dei beni culturali. Nei prossimo giorni, e' stato stabilito stamani, si terranno altri colloqui destinati ad approfondire singole questioni, sia a Cosenza che a Roma. Nella capitale, il Presidente Oliverio incontrera' anche Massimo Caputi, amministratore delegato di Sviluppo Italia.

Sabato 4 al Metropolis presentazione della Mostra “Arti e Mestieri d’Altri Tempi”


01/06 Importante appuntamento sabato 4 giugno prossimo, alle ore 12.00, presso la galleria superiore del Centro Commerciale Metropolis, Zona Food, per la conferenza stampa di presentazione della Mostra “Arti e Mestieri d’Altri Tempi”, organizzata dalla Provincia di Cosenza, in collaborazione con il Centro Commerciale Metropolis. Saranno il Presidente della Provincia di Cosenza On. Gerardo Mario Oliverio, l’Ing. Rolando Manna, Presidente dell’omonimo Gruppo, e l’Assessore all’Artigianato e Formazione Professionale, Domenico Bevacqua, ad illustrare l’iniziativa, nata dall’esigenza di “mettere in vetrina”, attraverso una Mostra dell’Artigianato di Eccellenza della provincia di Cosenza, la produzione dell’artigianato diffuso sul territorio in settori tradizionali, quali il tessile, la lavorazione della ceramica, del ferro, del cuoio e delle pelli. Da sabato 4 giugno e fino al 30, per la prima volta, dunque, in un Centro Commerciale, ambito solitamente deputato a luogo di aggregazione, viene allestita una mostra che consente ad un più vasto pubblico di ammirare non solo i manufatti, ma anche le varie fasi della loro lavorazione, cioè mentre vengono realizzati. In particolare la Mostra sarà suddivisa in quattro sezioni: dal 4 all’11 giugno, ci sarà la settimana dedicata alla ceramica, dal 13 al 18 alla pelletteria, dal 20 al 30 giugno al ferro battuto e tessili e ricami. Saranno presenti gli Assessori ed i Consiglieri Provinciali.

Trovate tracce vicino al cadavere della ragazza trovata morta a Montalto a gennaio

01/06 Un' impronta digitale ed un campione di Dna, che potra' servire per eventuali comparazioni, sono state trovate dai carabinieri del Ris di Messina su una bottiglia di whisky e su alcuni mozziconi di sigarette trovati vicino al corpo di Lisa Gabriele, di 22 anni, il cui cadevere fu trovato il 9 gennaio scorso in un bosco alla periferia di Montalto Uffugo. La giovane, secondo i risultati dell' autopsia, potrebbe essere stata uccisa. Le indagini sono condotte dai carabinieri e coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Cosenza, Antonio Tridico.

Venerdì 3 chiusi gli uffici della Provincia di Cosenza

01/06 Il Settore Ordinamento ed Organizzazione Intersettoriale della Provincia di Cosenza avvisa, in una nota diffusa dll’Ufficio stampa dell’Amministrazione provinciale, che gli Uffici dell’Ente Provincia “rimarranno chiusi al pubblico, nella giornata di venerdì 3 giugno prossimo, per disinfezione locali”.

Medaglia d’oro del presidente Ciampi ai minatori caduti a Marcinelle. Il Presidente Loiero ringrazia

31/05 La Repubblica italiana non dimentica i suoi lavoratori che hanno perso la vita per guadagnare un pezzo di pane lontano da casa. In occasione della Festa del 2 Giugno, Carlo Azeglio Ciampi ha voluto dirlo con un gesto altamente significativo: conferendo la Medaglia d'Oro al Merito Civile alla memoria di ognuno dei 136 minatori italiani che l'8 agosto 1956 persero la vita nella terribile sciagura della miniera di carbone di Marcinelle, in Belgio, causata da una esplosione di gas in galleria. Il decreto che assegna il riconoscimento alla memoria, e' stato firmato dal presidente della Repubblica su proposta del ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu. Questa la motivazione ufficiale, identica per ciascuna delle 136 vittime italiane: ''Lavoratore emigrato in Belgio, in seguito alla tragica esplosione di gas verificatasi nella miniera di carbone di Marcinelle, rimaneva bloccato insieme ad altri 135 connazionali, in un pozzo a piu' di mille metri di profondita', sacrificando la vita ai piu' nobili ideali di riscatto sociale. Luminosa testimonianza del lavoro e del sacrificio degli italiani all'estero, meritevole del ricordo e dell'unanime riconoscenza della Nazione tutta''. 8 agosto 1956 - Marcinelle, Belgio. Nel 2002, durante la visita di Stato in Belgio, Ciampi si reco' in visita alla miniera ormai in disuso, trasformata in museo. Accompagnato dal re del Belgio, richiamo' ''dolorosissimi ricordi'' di quella che fu, nel 1956, una grande tragedia italiana ed europea, ma anche un test per l'Europa che passato l'immediato dopoguerra, cominciava ad unirsi e ad integrarsi. A quella sciagura che costo' la vita a 262 minatori, di cui 136 italiani, disse Ciampi, ''per la prima volta, e' bene ricordarlo, fu data una risposta europea: furono migliorate radicalmente le condizioni di lavoro in tutte le miniere dell'Europa comunitaria''. ''La tragedia di Marcinelle - sottolineo' il presidente della Repubblica - fece, per la formazione di una coscienza europea, piu' di quel che avevano fatto tutti i trattati firmati in quegli anni. Quei lavoratori che lasciarono le loro terre per emigrare in cerca di lavoro varcando frontiere secolari, recentemente abbattute, furono i primi costruttori di un'Europa unita, i primi cittadini europei. Come tali li ricordiamo e rendiamo omaggio al loro sacrificio e alla loro memoria''.
Il Presidente Loiero ringrazia:
''Il riconoscimento alla memoria da parte della piu' alta carica dello Stato alle vittime della tragedia di Marcinelle, emigranti per bisogno come ebbe a sottolineare Romano Prodi quando da presidente della Commissione europea visito' il luogo della tragedia, e' quanto di piu' doveroso si potesse fare per ricordarle ma che solo la sensibilita' del presidente della Repubblica, Carlo Azelio Ciampi, ha fatto''. Lo ha detto, secondo quanto riferisce una nota del portavoce, il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero. ''Per questo - ha aggiunto Loiero - come presidente di una Regione che a quella tragedia ha pagato un contributo enorme in vite umane, in questo momento mi sento di ringraziare Ciampi con tutto il cuore''. Loiero, ''particolarmente sensibile - si afferma ancora nella nota - al dramma dell' emigrazione che per oltre un secolo ha svuotato la Calabria di forze vive e di intelligenze'', ha simbolicamente dedicato il suo primo atto istituzionale proprio a una visita a Marcinelle al fine di sottolineare gli ''importanti valori del lavoro italiano all' estero e i sacrifici, anche di sangue, di cui e' lastricata la vita degli emigranti''. ''Erano tempi duri - ha detto ancora Loiero -, tempi in cui questi lavoratori garantivano al nostro Paese, in uno scambio disumano, la fornitura di carbone che contribuivano a estrarre dalle viscere della terra''. E allora le medaglie concesse da Ciampi per quella che egli giustamente definisce una grande tragedia italiana ed europea, sono la riaffermazione dei valori di un Europa unita che intende voltare pagina. Proprio per dare un senso ed un significato al sacrificio delle vittime di Marcinelle del 1956, quando l' Europa, partendo dal sud d' Italia, muoveva i primi passi, dobbiamo batterci per una coscienza europea. Non condividiamo, in questa convinzione, le scelte francesi fatte col voto, ne' alcune dichiarazioni del nostro governo di questi giorni che tendono a disunire il continente europeo che tende, invece a mettere insieme la storia e la cultura dei popoli europei. Marcinelle e' un esempio''.
Il 12 aprile scorso, come primo atto dopo essere stato eletto Presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero si era recato in visita a Marcinelle dove depose una corona di fiori davanti al cippo di marmo che ricorda quei 262 minatori, di cui 136 emigrati dall'Italia, che morirono intrappolati a quasi mille metri di profondita'. ''La nostra - disse il presidente della Regiobe Calabria - e' una regione legata all'emigrazione: una famiglia su due nel Mezzogiorno e' stata segnata da questo fenomeno. Mi e' sembrato naturale, come primo atto, ricordare tutti coloro che sono stati costretti a lasciare il proprio paese per trovare un lavoro all'estero, spesso senza alcuna tutela e garanzia, che serviva solo a costruire gli imperi economici degli altri. Oggi il fenomeno dell'emigrazione, sia pure sotto forme diverse, sembra aver ripreso vigore. Molti giovani del Mezzogiorno stanno partendo per trovare lavoro altrove. Spariscono cosi' dalle statistiche della disoccupazione, tanta e' la sfiducia. Noi dobbiamo batterci per invertire questa tendenza''. A Marcinelle, l'8 agosto 1956, una nuvola di fumo nero si levo' dalla miniera 'Bois du Cazier'. Un pozzo era in fiamme a 975 metri di profondita'. Tra gli italiani che rimasero morirono nella tragedia c'erano lavoratori provenienti da molte regioni del Mezzogiorno, compresa la Calabria. ''E' nel nostro codice genetico avere un grande rispetto per gli immigrati, aprire le porte fa parte del nostro Dna'', disse Loiero facendo riferimento alla parte della Costituzione italiana sulla tutela degli stranieri. -->Il nostro speciale sull'evento Marcinelle del 12 aprile

Morto in ospedale il nipote di un boss, a Siderno, ferito a fucilate in un agguato

31/05 E' morto nell'ospedale di Locri, dove era stato ricoverato in gravi condizioni, Salvatore Cordi', di 51 anni, ferito in un agguato compiuto da sconosciuto nel centro di Siderno. L'uomo, ferito alla testa da due colpi di fucile caricato a pallettoni, e' stato sottoposto a due interventi chirurgici ma non e' sopravvissuto a causa della gravita' delle ferite. La vittima, che era nipote del boss della 'ndrangheta Antonio Cordi' detto il ragioniere, si trovava nel centro di Siderno quando e' stato avvicinato da alcune persone che hanno iniziato a sparare diversi colpi di fucile, due dei quali l'hanno raggiunto alla testa. Cordi' e' stato soccorso e accompagnato nell'ospedale di Locri dove le sue condizioni sono parse da subito molto gravi. Dopo l'agguato i carabinieri e gli agenti della polizia di Stato hanno avviato numerose perquisizioni e controlli nei confronti di persone con precedenti penali di Siderno e dei comuni limitrofi. Gli investigatori non escludono che l'agguato contro Salvatore Cordi' sia stato compiuto nell'ambito di contrasti tra gli esponenti della criminalita' organizzata locale per il controllo dei traffici illeciti. Gli investigatori stanno sentendo anche amici e familiari della vittima per ricostruire i suoi ultimi spostamenti prima dell'agguato. Dagli interrogatori non sarebbero emersi, secondo quanto si e' appreso, elementi utili alle indagini.

Ancora intimidazioni al presidente Restuccia. Oggi spari contro un suo cantiere

31/05 Alcuni colpi d'arma da fuoco sono stati sparati da sconosciuti contro il cantiere di proprieta' dell'imprenditore e presidente dell'Assindustria di Vibo Valentia, Vincenzo Restuccia, nella frazione Piscopio di Vibo Valentia. I colpi hanno raggiunto un cumulo di detriti. Il rumore degli spari e' stato sentito da un operaio che si trovava in quel momento all' interno del cantiere e che ha denunciato l'accaduto ai carabinieri. Gia' nella giornata di ieri un' altra intimidazione era stata compiuta da sconosciuti contro il cantiere. Vicino alla struttura era stata lasciata una tanica di benzina e dei proiettili. Prima di quelle di ieri sera e di oggi, l' imprenditore, nell' ultimo mese, aveva subito quattro intimidazioni, tutte e quattro nello stesso cantiere dove vengono svolti lavori per la metanizzazione. Dopo gli ultimi episodi il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica aveva deciso di sottoporre i cantieri a vigilanza.
''Nei cantieri della ditta Restuccia lavorano circa duecento persone. Duecento padri di famiglia. Ho sulle spalle una responsabilita' enorme. Come faccio a lasciare tutto e dire loro che da domani si troveranno senza un'occupazione?''. Cosi' il presidente dell'Assindustria di Vibo Valentia, Vincenzo Restuccia, ha commentato l'ennesima intimidazione, la seconda in due giorni e la sesta in un mese, compiuta ai suoi danni. ''Io credo nella Calabria - ha aggiunto Restuccia - e sono fermamente convinto delle sue potenzialita'. Questa scia di violenza, pero', preclude ogni possibilita' di crescita economica. L'ccanimento contro gli imprenditori e' feroce e se tale situazione persistera', e' reale il rischio che non riusciremo piu' a fare impresa nella nostra bellissima Calabria. Sono consapevole che la presenza inquietante della malavita spaventa tutti noi, ma dobbiamo credere, abbiamo il dovere di farlo, che anche da noi si puo' dare occupazione. Ormai siamo arrivati ad una vera e propria lotta per la sopravvivenza. E' in gioco il futuro dell'intera Calabria, che corre il serio rischio di vedere collassare il suo sistema economico. Alle aziende vengono tarpate le ali della crescita. E meno imprese equivale a piu' disoccupazione e minore ricchezza. Allora mi domando: a chi giova una Calabria arretrata economicamente? E a chi puo' interessare una terra preda della criminalita' ed impregnata d'illegalita'? Pertanto invito tutti a resistere e ad avere il coraggio di lottare e non farsi sopraffare da questa ondata di violenza''.

Illegittima la perquisizione dell’abitazione di Chiaravalloti. Il Tar accoglie il ricorso

31/05 Il Tribunale per il riesame di Catanzaro ha annullato, dichiarandone l'illegittimita', il provvedimento con il quale la Procura della Repubblica ha disposto la perquisizione nell'abitazione dell'ex presidente della Regione Calabria, Giuseppe Chiaravalloti, effettuata nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta truffa sull'utilizzo da parte dell'ex Giunta regionale dei finanziamenti statali e comunitari destinati al settore della depurazione delle acque. La decisione e' stata presa in accoglimento del ricorso che era stato presentato dagli avvocati Armando Veneto, Enzo Musco e Franco Scalzi, difensori di Chiaravalloti, attuale vicepresidente dell'Authority per la privacy. Gli avvocati di Chiaravalloti avevano chiesto, in particolare, l'annullamento del provvedimento di perquisizione e del sequestro di atti e documenti fatto nel corso dello stesso accertamento. I legali dell'ex presidente della Regione Calabria avevano motivato la loro iniziativa, secondo quanto si sosteneva nel ricorso presentato ai giudici del riesame, con ''la totale assenza di elementi indizianti a carico di Chiaravalloti per il reato ipotizzato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, all' abuso d' ufficio ed al disastro ambientale''. Secondo i difensori, infatti, ''il decreto di perquisizione ed il sequestro devono essere motivati, oltre che dall'esistenza dei gravi indizi di reato, dall'effettiva necessita' della perquisizione e della pertinenza degli oggetti sequestrati''. ''In sostanza - ha spiegato l'avv. Veneto - la perquisizione a carico di Chiaravalloti non poteva essere effettuata perche' mancavano gli indizi di reato e, di conseguenza, non c'era una motivazione adeguata per disporre l'accertamento. A questo c' e' da aggiungere - ha detto ancora Veneto - che gli oggetti sequestrati non avevano alcuna pertinenza con l'indagine, essendo Chiaravalloti estraneo alla stessa''. L'inchiesta sull'utilizzo dei finanziamenti nel settore della depurazione, condotta dal sostituto procuratore Luigi de Magistris, aveva portato il 16 maggio scorso all'emissione di 12 informazioni di garanzia, con contestuale decreto di perquisizione. Oltre che nei confronti di Chiaravalloti, i provvedimenti erano stati emessi a carico, tra gli altri, dell'ex assessore regionale all'Ambiente, Domenico Basile, e dell'ex subcommissario per l'emergenza ambientale in Calabria, Giovambattista Papello, attuale consigliere d'amministrazione dell'Anas.

La commissione antimafia, su iniziativa della Napoli, chiede le verifiche delle liste dei candidati di Lamezia e Briatico

31/05 La commissione parlamentare antimafia chiedera' le liste dei candidati alle elezioni amministrative nei comuni di Lamezia Terme e Briatico nelle ultime due tornate elettorali. Lo ha deciso l' Ufficio di Presidenza che ''nell' ambito della costante attenzione alla lotta alla criminalita' in Calabria'' acquisira' anche informazioni ed aggiornamenti dalle DDA della Calabria.
La decisione dell'Ufficio di presidenza della Commissione parlamentare antimafia di acquisire le liste dei candidati nelle due ultime elezioni comunali svoltesi a Lamezia Terme e Briatico e' stata presa su proposta del vicepresidente dell'organismo, Angela Napoli. A renderlo noto e' stata la stessa vicepresidente Napoli. I Comuni di Lamezia Terme e Briatico, in occasione delle elezioni amministrative del 3 e 4 aprile scorsi, sono tornati alla gestione ordinaria dopo un periodo di commissariamento determinato dal loro scioglimento nel 2003 per presunte infiltrazioni mafiose. ''La decisione della Commissione - ha detto il vicepresidente Napoli - non deve essere intesa come un fatto punitivo nei confronti dei Consigli comunali eletti in occasione della consultazione del 3 e 4 aprile, ne' delle Giunte che amministrano attualmente i due enti. Si tratta, piuttosto, di un'iniziativa che va interpretata in termini di pura conoscenza e di verifica. La nostra iniziativa potrebbe anche essere di aiuto, tra l'altro, per interpretare, per quanto riguarda in particolare Lamezia Terme, l'origine e il movente delle intimidazioni compiute nelle ultime settimane ai danni del sindaco, Gianni Speranza''. ''C' e' da precisare, comunque - ha aggiunto Angela Napoli - che la Commissione antimafia non ha alcun potere d'intervento sulla composizione delle liste presentate dai singoli partiti, ne' puo' esercitare, in questo senso, alcun ruolo repressivo''. Da parte sua lo stesso sindaco Speranza ha detto di non considerare negativamente l'iniziativa della Commissione antimafia. ''Si tratta - ha detto Speranza - di un fatto normale che credo possa essere di tutela della citta' e delle istituzioni di Lamezia Terme''.

A Corigliano giornata di studi degli ingegneri sulla figura del Responsabile unico


Nella foto da sx: Silvio Mele, Carlo De Vuono, Oreste Morcavallo, Battista Genova, Raffaele Agrippino, Alessandro Coletta

31/05 S'è svolto, nei giorni scorsi, nel Castello Ducale di Corigliano una giornata di studio organizzata dall'Inarsind (Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti della Provincia di Cosenza) sul tema "Il Responsabile del Procedimento - Ruolo, Compiti e Responsabilità". L'appuntamento, patrocinato dall'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cosenza, dall'Amministrazione Comunale di Corigliano e dall'Amministrazione Provinciale di Cosenza, ha riguardato un tema molto importante per le categorie degli Ingegneri e degli Architetti.<<Oltre all'argomento - ha spiegato nel corso del suo intervento Il Presidente dell'Inarsind Cosenza, Raffaele Agrippino, che riguarda un aspetto complesso della Professione, la giornata di studi ha rappresentato un momento importante per la categoria poiché è riuscita ad offrire su questo argomento e più in generale sulle problematiche della professione, un momento di confronto e sintesi tra i il Sindacato, l'Ordine degli Ingegneri, l' Unitel (Unione Nazionale Italiana Tecnici Enti Locali ndc) e le Istituzioni grazie al contributo dell'Assessore provinciale ai Lavori Pubblici con delega alle categorie Professionali, Oreste Morcavallo, che sta dimostrando, su temi fondamentali per la Professione, una straordinaria attenzione e sensibilità>>.
<<Questa giornata di studi - ha ribadito il segretario del Sindacato Carlo De Vuono è stata importantissima perché finalmente si discute di aspetti importanti per le attività Professionale degli Ingegneri e degli Architetti con un approccio finalizzato alla risoluzione delle problematiche più rilevanti>>. A Carlo De Vuono ha fatto eco il presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Cosenza Menotti Imbrogno. <La categoria degli Ingegneri nella nostra regione - ha detto - non sta vivendo un momento felice. Come confermano i dati Inarcassa - si trovano agli ultimi posti italiani per produzione di reddito. Un segnale d'allarme che non va sottovalutato e che impone sia al Sindacato che all'Ordine ed alle Istituzioni la necessità di trovare soluzioni adeguate>>.
Nel Corso della giornata di studi particolarmente apprezzato è stato l'intervento dell'Assessore Oreste Morcavallo che ha relazione sugli "aspetti legali della figura del Responsabile Unico del procedimento" sottolineando come <<la figura del Responsabile Unico - ha detto - abbia assunto un ruolo importantissimo per la semplificazione dei procedimenti amministrativi con lo scopo di operare un avvicinamento tra il cittadino e la Pubblica Amministrazione. L'obiettivo della normativa è quello di individuare un riferimento pubblicamente conosciuto, quale responsabile di tutto l'iter di un'attività, cui, sia l'Amministrazione che il cittadino, si possa rapportare>>. L'Ing. Alessandro Coletta ha invece discusso dell' "Incarico di progettazione e di direzione lavori all'interno ed all'esterno dell'amministrazione - Ruolo dei liberi professionisti". Proprio nel corso dell'intervento dell'Ing. Coletta è stato, tra l'altro, chiarito un aspetto che in passato ha destato diverse perplessità tra i Professionisti e che riguarda l' attività di progettazione e direzione lavori da parte di un iscritto all'albo professionale che <<non può rientrare - è stato detto con chiarezza dall'Ing. Coletta - tra le prestazioni di lavoro autonomo occasionale ne di collaborazione coordinata e continuativa>>.
Sono, infine, intervenuti i delegati Inarcassa degli architetti e degli Ingegneri rispettivamente Pasquale Costabile e Giuseppe De Salvo ed il Presidente Provinciale dell'Unitel , Silvio Mele, ed il Sindaco di Corigliano, Battista Genova.

Il Sindaco di Cassano, Gallo, chiede all’Anas il completamento dei lavori tra la ss534 e la 106

31/05 ''L' imminente stagione estiva e l'afflusso di innumerevoli turisti che da qui a poco affolleranno la costa cassanese impongono di sapere i tempi di apertura della strada che collega la ss534 e la 106 bis, per dare risposte certe ai cittadini residenti, agli operatori turistici e a quanti sceglieranno Sibari per le vacanze''. E' quanto sostiene il sindaco di Cassano allo Ionio, Gialuca Gallo, in una lettera inviata all'Anas per protestare contro la mancata ultimazione dei lavori della strada che collega le strade statali 534 e 106 bis. ''Su questa bretella - ha aggiunto - nonostante gli impegni e le rassicurazioni da parte dei vertici dell'Anas a distanza di tre settimane i lavori ancora procedono a rilento e il rischio che anche l'estate 2005 trascorra senza l'apertura di questo importante segmento viario si fa sempre piu' reale''. Il sindaco Gallo ha invitato il capo sezione dell'Anas di Cosenza e il direttore del compartimento di Catanzaro ''ad attivarsi in fretta e a porre in essere ogni utile azione affinche' si giunga celermente alla soluzione definitiva della problematica''.

L’Agenzia delle entrate fornirà assistenza per la presentazione del modello “Unico 2005”

31/05 Ha avuto inizio l'operazione per la presentazione della dichiarazione dei redditi ''Unico 2005'' che terminera' il primo agosto 2005 per i contribuenti che sceglieranno di presentare il modello cartaceo tramite banche o posta, ed il prossimo due novembre per chi invece avra' preferito la modalita' di trasmissione telematica. ''Anche per ''Unico 2005'' - e' scritto in una nota - dopo il successo dello scorso anno, l'Agenzia delle Entrate dedica particolare attenzione al servizio gratuito di trasmissione telematica delle dichiarazioni riservato ai contribuenti persone fisiche, attraverso i suoi uffici locali uniformemente distribuiti sul territorio nazionale. Proprio per garantire il massimo di assistenza ed essere concretamente sempre piu' collaborativi con i contribuenti, l'Agenzia ricorda che attraverso le pagine Web del sito Internet www.agenziaentrate.it, si puo' accedere al servizio ''Trova l'ufficio'', per individuare la sede dell'Amministrazione fiscale piu' vicina a casa, o meglio servita dai mezzi pubblici o dotata di parcheggio, in altre parole piu' comoda''. I contribuenti possono inoltre prenotare un appuntamento, con l'indicazione del giorno e dell'ora desiderati. Una volta giunti in ufficio saranno assistiti gratuitamente dalla fase della preparazione, alla compilazione e alla trasmissione on-line del modello, senza la possibilita' di commettere errori formali.

Il Comune di Castrovillari celebra, per il 2giugno, la Festa della Repubblica

31/05 L'amministrazione comunale di Castrovillari celebra e ricorda la Festa della Repubblica. Un momento importante nella coscienza collettiva del Paese per quello che significa, a tutela della democrazia, della liberta', per la costruzione e per l'allargamento dell'Europa, che sta attraversando un momento particolare dopo l'esito negativo del referendum in Francia sul trattato costituzionale europeo. ''L'occasione - ricorda il sindaco, Franco Blaiotta- e' per ribadire anche il ruolo dell'Italia nell'Unione e di questa sulla scena internazionale, senza perdere di vista le radici cristiane dell'Europa, quelle che hanno aiutato la riconciliazione delle nazionidopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e garantito la pace per oltre mezzo secolo''. Il dialogo culturale, lo sforzo di affermare questa appartenenza al progetto comune ''e' la condizione indispensabile della crescita delle nostre popol