L’attore
Crespi si difende: “nessuna aggressione”
05/06 Nessuna aggressione e nessuna violenza, ma soltanto un intervento
in difesa di un' amica oggetto di alcune avances: cosi' Vincenzo Leopizzi,
di 34 anni, in arte Lorenzo Crespi, l' attore messinese protagonista
della prima serie della fiction televisiva ''Carabinieri'', arrestato
ieri a Villa San Giovanni con l' accusa di lesioni personali aggravate,
si e' difeso nel corso dell' interrogatorio cui e' stato sottoposto
nel corso del giudizio direttissimo. Crespo e' stato arrestato insieme
a due amici, Achille Comito, di 33 anni, di Vibo Valentia, e Claudio
Renda, di 44, di Roma, che erano insieme a lui e con i quali, secondo
la versione fornita dai tre, si sarebbe dovuto recare a cena. I tre
sono stati sentiti separatamente fornendo una versione dei fatti coincidente
e diversa da quella riferita dalle presunte vittime dell' aggressione.
Leopizzi e gli altri due arrestati hanno detto di essere intervenuti
in difesa di una loro amica, che sarebbe dovuta andare a cena con
loro, e di non avere aggredito i due autotrasportatori ma soltanto
di averli inseguiti. Alla vista di Comito e Renga (Leopizzi sarebbe
rimasto qualche metro indietro perche' impegnato in una conversazione
telefonica col suo cellulare), i due autotrasportatori si sarebbero
separati, allontanandosi in direzioni diverse. Uno dei due, tra l'
altro, sempre secondo la versione fornita dai tre arrestati, durante
la fuga, sarebbe inciampato su una sedia, procurandosi le lesioni
riscontrategli successivamente in ospedale. Leopizzi e i suoi due
amici avrebbero poi desistito dall' inseguimento. I tre arrestati,
inoltre, che nel corso dell' interrogatorio sono stati assistiti dal
loro difensore di fiducia, Antonio Porcelli, del Foro di Vibo Valentia,
hanno negato di essere stati nell' occasione alticci. La sentenza
del giudizio direttissimo e' stata fissata per il 21 giugno prossimo.
''Abbiamo - ha detto l' avv. Porcelli - assoluta fiducia nella giustizia.
Sono convinto della totale estraneita' dei miei assistiti. Vincenzo
Leopizzi, in particolare, e' un artista serio e un ragazzo dalla schiena
dritta. Insieme ai suoi due amici ha solo prestato soccorso ad un'
amica in difficolta' e non ha assolutamente aggredito nessuno''.
A
Praia minaccia un cuoco con il coltello e viene arrestato da Carabinieri
05/06 I carabinieri hanno arrestato a Praia a Mare un uomo noto alle
forze dell’ordine, Ugo Iannicelli, di 45 anni, con l' accusa
di minaccia aggravata. Secondo quanto hanno riferito i militari, l'
uomo, mentre era in stato di ebrezza, avrebbe minacciato, per motivi
in corso d' accertamento, impugnando un coltello da cucina, il cuoco
di un ristorante in cui si era recato a mangiare. Iannicelli, alla
vista dei militari, non ha opposto resistenza, gettando il coltello
a terra. L' arrestato e' stato portato nel carcere di Paola.
Un
arresto per furto a Cittadella
05/06 Un napoletano di 50 anni, Giovanni Rea, e' stato arrestato
dai Carabinieri di Cittadella del capo con l'accusa di furto aggravato.
L'uomo e' stato sorpreso in flagranza di reato dai militari dell'Arma,
mentre stava forzando la finestra di una abitazione estiva di proprieta'
di una famiglia di Roma. Durante la successiva perquisizione, all'interno
dell'autocarro di Rea, i carabinieri hanno rinvenuto circa 500 chili
di pigne di pino marittimo, che l'uomo aveva sottratto dal giardino
della casa. L'uomo e' stato rinchiuso nella casa circondariale di
Paola, a disposizione del sostituto procuratore della repubblica Domenico
Fiordalisi.
Lamponi
calabresi della Locride commercializzati in Trentino grazie a Mons.
Bregantini
04/06 La Cooperativa Sant'Orsola di Pergine Valsugana ha avviato
la commercializzazione di lamponi prodotti da 15 associati che operano
in Calabria nella zona di Locri e fanno parte di un'associazione costituita
su sollecitazione di monsignor Giancarlo Bregantini, trentino, vescovo
di Gerace. I lamponi occupano il primo posto per importanza nella
produzione di piccoli frutti della Cooperativa Sant'Orsola. Il quantitativo
complessivo va dai 2 mila ai 3 mila quintali secondo le annate e rappresenta
il 5 % della produzione di fragole e piccoli frutti conferita al magazzino
di Pergine Valsugana. L' Associazione Produttori agricoli Sant'orsola,
nata nel 1975, e' una cooperativa di oltre mille agricoltori specializzati
nella produzione e commercializzazione di fragole estive e piccoli
frutti (o frutti di bosco) quali lamponi, more, ribes rosso e bianco,
mirtilli giganti, mirtilli e fragoline di bosco, uva spina, ciliegie
ed altra frutta. I produttori associati praticano la loro attivita'
nelle valli del Trentino, in special modo in quei luoghi dove l'elevata
altitudine, la penuria di terreni e la conformazione del territorio
non consentono la coltivazione del melo e della vite, attivita' tradizionali,
e creano la necessita' di esercitare attivita' ad alto fabbisogno
di manodopera.
Continua
il confronto sulla lotta alla mafia. “La Calabria ha bisogno
di legalità e sicurezza”
Allarme
di Masotina:“Ai Laghi di Sibari siamo punto e accapo”
04/06 “Il problema dei Laghi di Sibari non e' stato ancora
risolto. Come Associazione siamo fortemente preoccupati. Per questo
motivo stamattina abbiamo inteso lanciare un grido d' allarme e fare
chiarezza rispetto a tutte quelle notizie che davano quasi per scontato
la risoluzione del problema del canale degli Stombi''. Lo ha detto
Nunzio Masotina, neo presidente dell' Associazione Laghi di Sibari,
incontrando i giornalisti nel salone dell' Associazione. ''Noi oggi
- ha aggiunto Masotina - stiamo assistendo, e' vero, al disinsabbiamento
che permettera', almeno in questa stagione, di entrare e di uscire
dai Laghi di Sibari. Pero', il discorso che noi avevamo avviato riguardava
la risoluzione globale e definitiva del problema. Oggi, non vedendo
attivate procedure per bandi europei, o comunque bandi, per la realizzazione
del prolungamento dei pennelli o la costruzione di un sabbiadotto,
o altro ancora che la tecnica moderna puo' suggerire, lanciamo questo
grido d' allarme affinche' le Istituzioni preposte (Regione, Comune,
altre) si attivino per la risoluzione definitiva del problema con
l' utilizzo, al piu' presto, delle somme, 2 milioni e 300mila euro,
che gia' la Regione ha messo a disposizione''. Per Masotina ''si deve
partire con la predisposizione di una gara d' appalto europea che
dia la possibilita' di prolungare questi pennelli, completare i lavori
e avere un porto degno di questo nome. Non vorremmo che la prossima
mareggiata autunnale ostruisse nuovamente il canale e si riproponessero
gli stessi problemi che stiamo affrontando oggi, con l' unico risultato
di aver sperperato danaro pubblico''.
Dalla
finzione alla realtà: Il bello del serial “Carabinieri”,
Crespi, arrestato da CC veri
04/06 Ha interpretato il maresciallo Palermo nella prima serie tv
''Carabinieri'', ma nella tarda serata di ieri, l' attore Lorenzo
Crespi (vero nome Vincenzo Leopizzi), di 33 anni, di Messina, e' stato
arrestato dai carabinieri, quelli veri, di Villa San Giovanni, insieme
a due amici per lesioni personali aggravate dal concorso, la premeditazione,
i futili motivi e dall' uso di armi improprie. L' arresto dei tre,
Achille Comito, di 33 anni, di Vibo Valentia, Claudio Renda, di 44
anni, di Roma, e Leopizzi, e' stato convalidato stamani dal magistrato
che ha disposto gli arresti domiciliari per tutti. I fatti sono accaduti
la notte scorsa a Villa San Giovanni, quando due camionisti hanno
rivolto alcuni apprezzamenti ad una amica dei tre, che li stava aspettando
e li ha avvertiti. I camionisti, intanto, si erano allontanati, ma,
secondo la ricostruzione dei carabinieri, dopo aver percorso neanche
cento metri hanno sentito della grida ed hanno visto delle persone
che li rincorrevano. Compreso il pericolo i due si sono divisi: uno
e' riuscito a rifugiarsi nel Comando della Polizia stradale, l' altro,
invece, e' stato raggiunto dai tre e, secondo l' accusa, picchiato
anche con una sedia in legno e due bottiglie di vetro, poi trovate
infrante sul luogo dai carabinieri. E' stata una pattuglia dell' Arma
di Villa San Giovanni a notare il corpo riverso a terra del camionista,
un trentacinquenne di Benevento. Soccorso e portato nell' ospedale
di Scilla e' stato giudicato guaribile in 25 giorni per ecchimosi
ed escoriazioni varie e la frattura di una costola. Immediatamente
sono scattate le ricerche degli aggressori, cui hanno partecipato
anche agenti di polizia e due guardie private, concluse in pochissimo
tempo dai carabinieri che hanno bloccato i tre, ansimanti, a poche
centinaia di metri dal luogo dell' aggressione. I tre sono stati arrestati
mentre la donna e' stata denunciata per favoreggiamento personale,
per il suo strenuo e disperato tentativo di scagionare i tre con dichiarazioni
che i carabinieri hanno definito ''inverosimili''.
Da buttafuori a bello della fiction. E' la storia di Lorenzo Crespi.,
Vincenzo Leopizzi, questo il suo vero nome, si e' trasferito a 16
anni a Milano dove muove i primi passi nel mondo della moda e del
cinema. Cameriere, buttafuori e modello, Crespi, prima di darsi alla
recitazione, lavora a lungo in una discoteca di Milano. Da qui il
passo nel mondo della moda e' breve. Armani lo chiama per diventare
testimonial della collezione uomo e le sue foto arrivano anche su
'Vogue'. Tre anni dopo pero' Lorenzo decide di abbandonare completamente
il mondo della moda per dedicarsi alla sua vera passione: la recitazione.
Debutta al cinema nel 1995 ne ''I buchi neri'', di Pappi Corsicato,
cui segue nello stesso anno ''La sindrome di Stendhal'' di Dario Argento.
Nel 1996 e' uno degli attori di ''Italiani'' di Maurizio Ponzi, ''Ninfa
plebea'' di Lina Wertmuller e ''Marianna Ucria'' di Roberto Faenza.
Nel 1996 debbutta in tv interpretando Yanez ne ''Il ritorno di Sandokan''
per la regia di Enzo Castellari. Ma il grande anno per Crespi e' il
1997. E' infatti il protagonista di ''Porzus'' di Renzo Martinelli
e vince il Globo d'Oro della stampa estera. Per la regia di Pasquale
Squitieri, nello stesso anno, e' nel cast di ''Stupor mundi'' sulla
vita di Federico II e nel cast de ''La principessa e il povero'' di
Lamberto Bava. Nel 1999 interpreta Ettore Musumeci in 'Operazione
Odissea', una fiction Mediaset in due puntate per la regia di Giuseppe
Ferrara. Nel 2001 interpreta per Raidue la fiction ''Donne di mafia''
e, soprattutto, per Canale 5 ''Carabinieri'', fiction cui deve gran
parte del suo successo, interpretando il ruolo del maresciallo Tommaso
Palermo. Nel 2003 il ritorno al cinema nei panni del brigante Grifone
con 'Tra due mondi' di Fabio Conversi e le accuse alla produzione
di ''Carabinieri'' per un'ernia del disco che, secondo l'attore, lo
avrebbe portato vicino alla paralisi. ''Non vado in Chiesa ma prego
tutti i giorni Gesu' Cristo -racconto' Crespi nell'occasione - Quando
stavo male ho visto per almeno 50 volte Gesu' di Nazareth. Il capolavoro
di Zeffirelli e l'amicizia di alcuni amici totalmente estranei alla
mia professione mi hanno aiutato a sopravvivere non solo all'abbandono
di tutti i miei colleghi ma anche, e soprattutto alla violenza della
produzione della fiction di 'Carabinieri' che, malgrado i miei problemi
di salute, mi ha penalizzato annullando il contratto e decurtandomi
il 50% del compenso pattuito''. Attualmente e' impegnato nella fiction
Rai ''Gente di mare'' in cui interpreta un ex pugile diventato ufficiale
gentiliomo della Guardia costiera, diretta da Alfredo Peyretti e Vittorio
De Sisti.
Quindicenne
muore sotto crollo del muro della scuola a San Mango
04/06 Un ragazzo di 15 anni, Pietro Ganino, e' morto dopo essere
stato travolto dal crollo di un muro alto un paio di metri. Il fatto
e' accaduto a San Mango D' Aquino. Il ragazzo, insieme ad alcuni amici,
stava giocando nei pressi del muro di recinzione della scuola del
paese, che si trova vicino ad un altro muro che delimita una zona
di campagna alla quale si accede tramite un cancello e che, secondo
quanto si e' appreso, e' nella disponibilita' della stessa scuola.
Per cause che i carabinieri stanno cercando di appurare, il muro ed
il cancello sono caduti travolgendo Pietro Ganino e provocandogli
la frattura del rachide cervicale. La morte del ragazzo e' stata istantanea.
A
Rossano, sale su di un albero per tagliare un ramo, cade e muore sul
colpo
04/06 Un uomo di 42 anni, Domenico Natale De Simone, e' morto cadendo
da un albero di pino sul quale si era arrampicato per tagliare un
ramo che sporgeva sul suo terrazzo di casa. L' incidente e' avvenuto
in Largo Firenze, nel pieno centro di Rossano. L' uomo lascia la moglie
e due figli in tenera eta'.
Due
arresti dei CC a Cassano Ionio
04/06 Roberto Fiorino, di 29 anni di Napoli, attualmente agli arresti
domiciliari nella comunita' Saman di Cassano allo Jonio, e' stato
arrestato dai carabinieri in esecuzione di un mandato di arresto emesso
dal Tribunale di sorveglianza di Napoli. Fiorino, che deve scontare
una pena di due anni di reclusione per spaccio di stupefacenti, reato
commesso a Napoli nel 2003, e' stato portato nel carcere di Castrovillari.
Inoltre, sempre i carabinieri di Cassano, in esecuzione di un' ordinanza
di custodia cautelare emessa dal Tribunale di sorveglianza di Catanzaro,
hanno arrestato Francesco Iannicelli, di 40 anni. L' uomo deve scontare
un residuo di pena di un mese e un giorno per detenzione a fini di
spaccio di sostanze stupefacenti. Per l' uomo sono stati disposti
gli arresti domiciliari.
L’ANAS,
con i turisti in arrivo, apre due nuovi cantieri sull’A/3, e
lo svincolo di Cosenza sud è in alto mare.
03/06 Mentre a Cosenza i lavori dello svincolo sud proseguono a rilento
e la scadenza prevista del 14 giugno non verrà sicuramente
rispettata, vista l’opera ancora tutta in itinere e la strada
completamente smantellata a soli 10 giorni dalla scadenza promessa,
l’Anas in un comunicato comunica l’apertura di due nuovi
cantieri. Due nuovi cantieri che vengono aperti con l’approssimarsi
delle vacanze e della venuta dei turisti. Una scelta scellerata ed
incredibile che va contro qualunque logica che favorisca lo sviluppo
e la crescita del turismo in Calabria. I due nuovi cantieri sono posti
tra gli svincoli di Gioia e Reggio. In un pezzo di strada dove si
accumula tutto il traffico diretto verso la Sicilia. Giusto in tempo
per frenare l’esodo estivo e far disperare i tanti turisti ed
emigrati che decidono di passare le vacanze a sud. Recita la nota
dell’ente stradale: “L'Anas prosegue i lavori di ammodernamento
e di messa in sicurezza della A3 Autostrada Salerno-Reggio Calabria
sul tratto calabrese, tra gli svincoli di Gioia Tauro e Reggio Calabria.
Due nuovi cantieri verranno aperti sul quinto e sesto macrolotto,
rispettivamente dal km 393,500 al km 423,300 e dal km 423,300 al km
442,920. Il primo cantiere interessa il tratto dal km 427,000 al km
425,200 sulla sede nord, e riguarda i lavori di esecuzione dei sondaggi
all'interno delle gallerie ''Pilone'' e ''Paci 2'', propedeutici alla
realizzazione delle nuove gallerie che sostituiranno quelle esistenti.
Per consentire l'esecuzione di questi lavori, la sede nord sara' chiusa
al traffico veicolare dalle 7 di lunedi' 6 giugno fino alle 18 di
venerdi' 24 giugno. I veicoli diretti verso Salerno verranno quindi
deviati sulla carreggiata sud predisposta al doppio senso di circolazione.
Il secondo cantiere interessa invece il tratto dal km 423,144 al km
422,722, sempre sulla sede nord, e riguarda l'esecuzione di una paratia
di sostegno, necessaria per realizzare l'ampliamento della sede autostradale
con la costruzione della corsia di emergenza. I lavori inizieranno
alle ore 18,00 di martedi' 7 giugno per terminare alle ore 18,00 di
giovedi' 30 giugno. In questo caso la chiusura al traffico veicolare
interessera' unicamente la corsia di marcia e non l'intera sede autostradale.
I veicoli diretti verso Salerno potranno quindi proseguire sulla corsia
di sorpasso della medesima sede nord. Le squadre di emergenza e di
pronto intervento dell'Anas assicureranno, 24 ore su 24, unitamente
agli operatori dell'impresa che esegue i lavori, la vigilanza dei
cantieri e la gestione delle eventuali code, al fine di garantire
la transitabilita' in condizioni di sicurezza.”
Sequestrati
beni per 4 milioni di euro al boss della ‘ndrangheta, Arena
03/06 Settantadue ettari di terreno, in parte edificabili, a due
passi dalle splendide coste della riserva marina di Isola Capo Rizzuto,
e due fabbricati costituiscono il piccolo, ma pregiato impero di Nicola
Arena, capo dell' omonima cosca, che stamani e' stato sequestrato
dai carabinieri in quella che costituisce una delle piu' consistenti
operazioni del genere condotta negli ultimi anni nel crotonese. I
sigilli sono stati apposti dai carabinieri del Reparto operativo di
Crotone che dopo mesi di indagini patrimoniali, hanno eseguito un
provvedimento dell' Ufficio misure di prevenzione del Tribunale che
ha accolto la richiesta avanzata dal sostituto procuratore Pier Paolo
Bruni. Per gli inquirenti i terreni e i fabbricati costituiscono l'
illecito patrimonio messo su dal boss nel corso degli anni e, comunque,
assolutamente sproporzionato rispetto ai redditi ufficiali dichiarati.
Patrimonio tanto piu' ingiustificabile, ha osservato il cap. Paolo
Storoni, comandante del Reparto operativo di Crotone, se si prova
a confrontarlo con i ricavi dell' unica attivita' ufficialmente svolta
negli anni '70 e '80 da Nicola Arena, quella di guardiano alle dipendenze
di una societa' turistica internazionale e con un reddito di un milione
al mese. Come hanno potuto Nicola Arena e sua moglie (alla quale sono
intestati alcuni dei beni sequestrati) accumulare un patrimonio che
secondo le stime ammonta a 4 milioni di euro? Le indagini dell' Arma
sono giunte cosi' alla prima conclusione: quella sperequazione tra
redditi dichiarati e l' entita' dei beni accertati nella disponibilita'
di Arena sarebbe da ricercare negli illeciti guadagni, provento dell'
attivita' prevalentemente di estorsione attribuita ad Arena; attivita'
di estorsione ''agevolata e resa possibile - sottolineano i carabinieri
- grazie alla posizione di preminenza dello stesso nel sodalizio criminale
a lui facente capo e capace della forza intimidatrice tipica delle
associazioni di stampo mafioso''. Nicola Arena, condannato alla pena
definitiva di 14 anni di reclusione per associazione di tipo mafioso
finalizzata all' estorsione, si trova recluso in regime di 41 bis
dopo essere stato arrestato nel 1996 dai carabinieri dopo tre anni
di latitanza. Il procuratore di Crotone, Franco Tricoli, nell' elogiare
le indagini dei carabinieri e nel riferire gli apprezzamenti delle
Procure nazionale e distrettuale antimafia, ha evidenziato l' importanza
delle indagini patrimoniali ''perche' si colpiscono le finalita',
l'obiettivo delle cosche''. Bruni ha sostenuto che la strategia di
''aggressione ai patrimoni mafiosi ha lo scopo di chiudere i rubinetti
alla 'ndrangheta e la possibilita' che essa si approvvigioni di armi
e droga''. Storoni, invece, ha spiegato che e' durato tre mesi l'
esame del patrimonio di Nicola Arena e che i beni sequestrati sono
stati accumulati nel corso degli anni, e comunque prima del suo arresto.
L' ufficiale ha quindi ricordato che l' indagine patrimoniale, inquadrata
in una vasta azione di contrasto della 'ndrangheta, vede operare insieme
Reparto operativo e Procura della Repubblica. Indagine che ha gia'
portato nel febbraio scorso, a Isola Capo Rizzuto, al sequestro di
beni per un valore di 3 milioni e 700 mila euro appartenuti a soggetti
inseriti nello stesso clan mafioso.
Continua
il dibattito sulla proposta di Callipo di usare l’esercito contro
la ndrangheta. Anche oggi un coro di no di Franzè, Galati,
Napoli e Spini. Serve rafforzare le indagini.
Appaltato
per 1.5 mln di euro il primo lotto del restauro del castello aragonese
di Castrovillari
03/06 Riguardera' il restauro delle mura perimetrali e la rimozione
di quelle manomissioni che in epoca recente sono state create all'
interno per renderlo piu' confacente alla sua funzione di carcere,
svolta sino al 1996, la prima fase del progetto di recupero del castello
aragonese di Castrovillari. Il primo lotto dei lavori e' stato appaltato
per la somma di un milione e 500mila euro. L' intervento di recupero
e' stato illustrato nel corso di un convegno promosso dall' Amministrazione
comunale alla presenza di amministratori, tecnici parlamentari ed
esperti della Soprintendenza calabrese. Il progetto, riferisce una
nota, propone una filosofia del restauro che punta a far ritornare
il castello al suo antico splendore, senza perdere di vista il fossato
esterno, la porta principale, le torri, la corte ed i camminamenti.
Attivato
un corso di lingua arbresh a San Demetrio Corone
03/06 Ha avuto inizio un corso di alfabetizzazione e di aggiornamento
in lingua albanese riservato ai dipendenti dal Comune di San Demetrio
Corone e promosso dallo stesso ente. A gestirlo e' l'ufficio dello
Sportello linguistico del Comune. L' iniziativa, che si concludera'
entro il mese di giugno, rientra fra le attivita' previste dalla legge
482 del 1999 per la tutela delle minoranze linguistiche storiche.
Il Comune di San Demetrio Corone e' stato tra i primi centri albanofoni
ad attivare uno sportello linguistico e un sito web bilingue.
Fermati
i decreti per il rischio sismico. Alla Calabria vanno quasi cinque
milioni di euro
03/06 Il presidente del Consiglio dei Ministri ha approvato oggi
i decreti proposti dal dipartimento della Protezione Civile per il
finanziamento, per oltre 66 milioni di euro, di interventi di competenza
regionale diretti a ridurre il rischio sismico relativo ad edifici
ed opere di particolare importanza. Lo comunica una nota. Per la regione
Molise, colpita dal terremoto dell'ottobre 2002, le somme spettanti
sono state già trasferite con apposita ordinanza di protezione
civile. A breve saranno approvati ulteriori finanziamenti destinati
alle amministrazioni di Stato, per un importo complessivo di oltre
32 milioni di euro. A questi primi 100 milioni di euro si aggiungeranno
entro l'anno altri 100 milioni destinati alle stesse finalità.
E' la prima volta che nel nostro Paese si dà avvio ad un consistente
e concreto programma di verifica, di miglioramento e di adeguamento
strutturale antisismico esteso a tutto il territorio nazionale che
tiene conto della diversa incidenza del rischio sismico nelle diverse
aree. Ecco gli importi che ciascuna regione avrà a disposizione
per rafforzare l'azione di prevenzione in questo delicatissimo settore:
Regione Abruzzo: 2.286.850,36; Regione Basilicata: 1.291.937,00; Regione
Calabria: 4.775.129,54; Regione Campania: 11.622.677,10; Regione Friuli
Venezia Giulia: 1.642.901,00; Regione Emilia Romagna: 5.578.731,00;
Regione Lazio: 7.445.302,52; Regione Liguria: 860.160,00; Regione
Lombardia: 2.040.303,00; Regione Marche: 2.916.281,00; Regione Piemonte:
580.317,00; Provincia autonoma Trento: 425.969,00; Regione Puglia:
3.674.577,00; Regione Sicilia: 9.664.163,00; Regione Toscana: 6.040.474,00;
Regione Umbria: 1.676.584,37; Regione Veneto: 4.026.129,00. Per un
totale di assegnazioni di 66.548.455,89 milioni di euro.
Dal
sei giugno nuovo volo dalla Calabria verso Bologna, parte da Crotone
03/06 Dal 6 giugno Emilia-Romagna e Calabria saranno piu' vicine:
prendera' infatti il via lunedi' prossimo il nuovo volo diretto Bologna
- Crotone. Operato dalla compagnia aerea 'Club Air' con BAe 146/200
da 91 posti, il volo avra' cadenza trisettimanale, con partenze il
lunedi', mercoledi' e venerdi'. La partenza da Bologna e' fissata
per le ore 15,50 con arrivo a Crotone alle ore 17,30. Il ritorno da
Crotone parte alle ore 9,50 con arrivo a Bologna alle ore 11,30. I
biglietti, con prezzi a partire da 89 euro (tariffa di sola andata,
tasse e supplementi esclusi), possono essere acquistati all'indirizzo
www.clubair.it, chiamando il call center al numero 02-801581, oppure
rivolgendosi alle agenzie di viaggio. Nata nel novembre 2002 dall'esperienza
del tour operator Valsole Viaggi e Turismo di Milano, la 'Club Air'
si e' specializzata nei voli per l'Est europeo. Da Bologna opera con
collegamenti trisettimanali per Bucarest e Cluj. Con Crotone, salgono
a dieci le destinazioni nazionali raggiungibili dal 'Marconi' con
voli di linea.
Ammaraggio
d’emergenza di un Canadair a Lamezia
03/06 Un Canadair del Dipartimento della Protezione Civile ha compiuto
questa mattina un ammaraggio davanti a Lamezia Terme, a causa di un'avaria
al motore. La manovra, attuata a scopo precauzionale, e' perfettamente
riuscita e sia i piloti sia il velivolo non hanno riportato alcuna
conseguenza. L'ammaraggio e' stato seguito da due vedette della Capitaneria
di Porto, che avevano precedentemente interdetto ad altre imbarcazioni
il tratto di mare. Il Canadair e' stato successivamente rimorchiato
nel porto di Vibo Valentia per le riparazioni.
Accade
ancora questo: A Lamezia due giovani apprezzano la sorella e lui li
accoltella
03/06 In Calabria succede ancora questo: apprezzano la sorella e
lui accoltella i due ragazzi che avevano osato tanto. E’ successo
a lamezia Terme dove un ventenne , Francesco Piperissa, e' stato arrestato
dagli agenti del Commissariato di PS di Lamezia Terme per tentato
omicidio. Vittime due ragazzi di sedici anni. Il giovane, sapendo
di essere ricercato, si e' costituito alcune ore dopo il fatto in
Commissariato. Ai poliziotti ha anche consegnato un coltello ancora
sporco di sangue. Ad avvertire gli agenti e' stato il sanitario di
turno al pronto soccorso dell' ospedale lametino dove si erano presentati
due sedicenni con ferite di arma da punta e taglio in piu' parti del
corpo. I due sono stati giudicati guaribili in 12 e 10 giorni. Dalla
ricostruzione fatta dai poliziotti e' emerso che i sedicenni, nel
corso della serata di ieri, erano stati presi a coltellate in una
discoteca del luogo da Piperissa che in tal modo, e' stato riferito,
avrebbe dovuto difendere l' onore della sorella, oggetto di apprezzamenti
troppo spinti.
La
vedova Calipari si costituisce parte offesa nel procedimento aperto
dalla Procura di Roma. La Sgrena dichiara: “Non sarò
libera se non si saprà la verità”
Ucciso
in un agguato un pregiudicato a Vibo.
02/06 Potrebbe essere maturato negli ambienti degli spacciatori di
droga il movente dell'omicidio di Antonino D'Amico, il pregiudicato
di 27 anni ucciso la scorsa notte in un agguato nella frazione Piscopio
di Vibo Valentia. E' quanto e' emerso dalle prime risultanze delle
indagini sull'omicidio , svolte dalla Squadra mobile di Vibo Valentia.
D'Amico era stato scarcerato nello scorso mese di novembre dopo essere
stato arrestato nel gennaio del 2000 nell'ambito dell'operazione denominata
Tuono condotta contro una banda di spacciatori di droga. Il pregiudicato
era stato coinvolto anche nell'omicidio di un ragazzo nomade, ucciso
il 21 luglio del 1997, ma era stato successivamente assolto dall'accusa
con sentenza passata in giudicato. Per i dieci mesi di detenzione
che aveva trascorso a causa di tale accusa il suo avvocato, Bruno
Ganino, aveva presentato una richiesta di risarcimento per ingiusta
detenzione. Per Antonino D'Amico, di recente, era stata disposta la
misura della sorveglianza speciale, ma il relativo provvedimento,
secondo quanto si e' appreso, non gli era stato ancora notificato.
Un fratello di D'Amico, Salvatore, e' attualmente detenuto, in regime
di arresti domiciliari, perche' coinvolto anch'egli in un'operazione
contro un'organizzazione di spacciatori di sostanze stupefacenti.
Per quanto riguarda la dinamica dell'omicidio, gli investigatori ipotizzano
che a uccidere D'Amico siano state due persone. Lo si desume dal fatto
che i colpi d'arma da fuoco sparati contro il pregiudicato sono di
due calibri diversi. Nel momento dell'agguato D'Amico, che risiedeva
a Soriano Calabro, era alla guida del proprio scooter e stava facendo
rientro a casa dei nonni, che abitano a Piscopio e dei quali era ospite
da alcune settimane. Il giovane, quando e' stato raggiunto dai primi
colpi, ha accelerato, nel tentativo di sfuggire all'agguato. A quel
punto, pero', gli assassini hanno sparato altri colpi che hanno raggiunto
il pregiudicato. La morte di D' Amico, raggiunto dai colpi in varie
parti del corpo, e' stata istantanea. L' omicidio, secondo quanto
si e' appreso, non ha avuto testimoni.. Le indagini sull'omicidio
sono dirette dal sostituto procuratore della Repubblica di Vibo Valentia,
Rosina Romano.
Callipo
apre il dibattito sulla mafia: Esercito si o no, è comunque
una gravissima emergenza.Contrari Loiero e Minniti.
Nella
Locride si respira la paura
02/06 (G.C.) La Locride ripiomba nella paura, dopo l’ attentato
di stampo mafioso avvenuto nei giorni scorsi a Siderno. Col passare
delle ore tra gli inquirenti prende sempre più forma l’
ipotesi di una nuova guerra tra cosche. L’ omicidio di Cosimo
Cordì avvenuto a Siderno, in via Cesare Battisti, si presume
possa fare parte della sanguinosa faida di Locri tra le cosche dei
Cordì e dei Cataldo. A coordinare le indagini è il sostituto
procuratore della Repubblica di Locri , Monica Gargiulo. Secondo alcune
indiscrezioni nei prossimi giorni il fascicolo passerà ai magistrati
della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. Intanto
la società civile cerca di reagire. L’ on. Domenico Bova-chiede
un incontro con il Ministro degli Interni, Giuseppe Pisanu, per discutere
gli eventi accaduti nella locride. Da settembre sono stati commessi
dodici attentati di stampo mafiosi, tutti rimasti impuniti. Nella
giornata di oggi ci sarà un incontro nella sede della DIA di
Reggio Calabria per cercare di contrastare l’ ondata di violenza
che sta turbando gli abitanti della Locride. Anche la chiesa ha preso
posizione con il vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, mons. Giancarlo
Brigantini “ Speriamo che il sangue non continui a chiamare
sangue”, ed ha aggiunto, “quanto sta avvenendo nella Locride
è molto grave, sta turbando tutto il territorio e l’
intera opinione pubblica. Come Chiesa- siamo preoccupati”. Ora
si attende una risposta decisa dello Stato per mettere la parola fine
alla lunga scia di sangue che ha caratterizzato la locride negli ultimi
decenni.
Calabria
sotto l’assedio della criminalità. Secondo Confesercenti
crimini in costante aumento
02/06 Da Vibo Valentia, a Gioia Tauro al crotonese, gli imprenditori
calabresi sono sotto assedio. La 'ndrangheta, negli ultimi anni, si
e' fatta piu' pervasiva, piu' minacciosa e violenta. A Reggio Calabria,
ad esempio, il 70 per cento dei commercianti paga il pizzo. E lo stesso
succede nel vibonese o nella Locride. La conferma arriva dall'ultimo
rapporto stilato da Sos Impresa di Confesercenti Calabria: gli attentati
intimidatori ai dannid elle imprese e dei commercianti sono in costante
aumento. E nel mirino delle cosche finiscono sempre piu' spesso le
amministrazioni locali. Nel solo 2004, secondo un rapporto di Legautonomie
Calabria, sono stati 88 gli attentati ai danni di dirigenti e amministratori
pubblici. Un attentato ogni quattro giorni nella sola Vibo Valentia.
Ecco i dati degli ultimi 3 mesi. :
12 MARZO - Colpi di pistola contro un impianto di distribuzione di
carburante in costruzione a Serra San Bruno.
13 MARZO - Esplosione di un ordigno rudimentale vicino al camion della
societa' 'Proserpina Spa' a Soriano. Nello stesso giorno, sempre a
Soriano, va a fuoco l'automobile di un imprenditore.
23 MARZO - A Vibo viene ritrovata una busta di plastica
contenete due proiettili di fucile calibro 12, tre petardi e pezzi
di
giornale nei pressi dell'abitazione di Franco De Luca, segretario
della Federazione Ds di Vibo Valentia.
30 MARZO - Viene dato alle fiamme un escavatore della ditta 'Press
Pali' nella zona di Mileto, lungo l'autostrada Salerno Reggio Calabria.
La ditta sta curando i lavori di ampliamento della carreggiata.
4 APRILE - Incendio di un'auto ad Acquaro
5 APRILE - Atti vandalici contro il campo sportivo ad Acquaro
6-7 APRILE - Esplode un ordigno rudimentale in un panificio di Pizzo
Calabro. La panetteria e' di proprieta' di un consigliere comunale
di Filogaso.
11 APRILE - La 'ndrangheta torna ad uccidere. A Piscopio viene assassinato
Antonio De Pietro, ispettore della Direzione Provinciale del lavoro.
15 APRILE - Una bomba rudimentale esplode davanti ad un gelateria
di San Nicolo', frazione di Ricadi.
16 APRILE - Incendio in un negozio di giocattoli a Tropea.
20 APRILE - Colpi di pistola contro la saracinesca di un negozio di
esposizioni di materiali per l'edilizia e contro un esercizio commerciale
di materiali elettrici.
21 APRILE - Incendio di due autovetture a Zambrone Garavati, frazione
di Rombiolo.
22 APRILE - A Piscopio vengono dati alle fiamme due escavatori di
proprieta' di Vincenzo Restuccia, uno dei maggiori imprenditori edili
della provincia di Vibo Valentia. Nello stesso giorno alcuni colpi
di pistola vengono esplosi contro altri mezzi di proprieta' dell'imprenditore.
23 APRILE - A Vibo Valentia viene ritrovata na busta di plastica contenente
9 proiettili per pistola calibro 9, nelle vicinanze della ditta Polistena,
in contrada Colamazza. Nello stesso giorno la 'ndrangheta appicca
il fuoco in una falegnameria di proprieta' di Raffaele Muscia a Tropea.
24 APRILE - Incendio nell'azienda dolciaria Cassarese a Nardodipace,
aperta da circa due mesi da alcuni giovani del posto, anche grazie
ai contributi di incentivo all'imprenditoria giovanile.
25 APRILE - Tre giovani mandano in frantumi numerose bottiglie e suppellettili
in un bar rosticceria a Serra San Bruno. Nello stesso giorno vengono
date alle fiamme mille balle di fieno a Filandari.
2 MAGGIO - Esplosione di un ordigno artigianale sotto l'auto di un
impreditore edile a Ricadi
4 MAGGIO - Distruzione di uno stabilimento balneare in localita'Difesa
di Pizzo, che avrebbe dovuto iniziare l'attivita' dopo pochi giorni.
5 MAGGIO - Incendio in un supermercato a servizio di un'azienda turistica
di Ricadi. (segue)
30 MAGGIO - Una tanica di benzina e alcuni proiettili vengono ritrovati
su una betoniera dell'azienda di proprieta' del presidente degli induatriali
di Vibo Valentia, VincenzoRestuccia.
1 GIUGNO - L'ultimo atto di una lunga scia di violenza in serata.
A Vibo Velentia Antonio D'Amico, 27 anni viene freddato da una raffica
di proiettili. A sparare, con ogni probabilita', un commando composto
da almeno due persone. D'Amico aveva numerosi precedenti penali, ed
era stato implicato nell'omicidio di uno slavo.
Cetraro
come centro di Cultura
02/06 Nelle piu' antiche citta' della costa calabrese, che affondano
le loro radici in una storia millenaria, si sta facendo strada la
consapevolezza di rappresentare gli anelli piu' forti e privilegiati
di una catena che abbraccia e lega idealmente assieme popoli e paesi
di una comune civilta' mediterranea. Questo il senso complessivo della
manifestazione ''La scuola incontra la cultura'', organizzata dalla
citta' di Cetraro, alla quale hanno preso parte personalita' politiche
regionali, provinciali e cittadine e che e' stata animata dai 350
studenti della locale Scuola media statale. La manifestazione, giunta
ormai alla sua sesta edizione, ha avuto quest'anno come tema dominante
quello dello sviluppo ecosostenibile ed autocentrato dei Paesi in
via di sviluppo. Su un palco all' aperto, nei giardini del Palazzo
del Trono di questa che e' una delle piu' belle ed antiche citta'
della costa tirrenica calabrese, si sono alternati studenti che hanno
letto testi attinenti al tema dello sviluppo, illustrato anche con
l'ausilio di materiale video e fotografico i risultati della loro
ricerca durata un anno intero e, infine, suonato i loro strumenti
(la scuola media statale di Cetraro e' ad indirizzo musicale). ''Cetraro
e' sempre stata una stella che, da ogni punto di vista e soprattutto
da quello culturale, ha sempre voluto brillare di luce propria'',
ha detto il presidente del Consiglio provinciale Francesco Principe.
Gli ha fatto eco il sindaco, professor Giuseppe Aieta, il quale ha
affermato che la citta' ''diverra' sempre di piu' un centro di solidarieta'
e, conscia di appartenere al mondo ricco e sviluppato e convinta che
il proprio futuro e' nel Mediterraneo, compira' ogni sforzo necessario
per affrancarsi sempre piu' da una dimensione paesana e diventare
protagonista dei propri destini in tutta la regione mediterranea''.
''Quello della nostra scuola media statale - ha detto dal canto suo
il preside Leopoldo Piccolillo - e' un percorso didattico volto a
fare della ricerca sui temi d'attualita' uno dei pilastri fondamentali
dell'educazione dei nostri ragazzi. Quest'anno ci siamo dedicati allo
sviluppo sostenibile ed ai differenti aspetti che esso assume in occidente
e nel mondo in via di sviluppo. L'anno scorso abbiamo invece affrontato
il tema dei deboli e degli handicappati e l'anno prima quello dell'
acqua''. "La nostra ricerca - ha aggiunto il docente - si conclude
tradizionalmente con la premiazione di personalita' che, con la loro
attivita', hanno svolto un'azione meritoria per la nostra regione
e per i temi sociali che ci stanno a cuore''. Quest'anno la citta'
ha voluto premiare, in questo contesto, ANSAmed e la Fondazione Laboratorio
Mediterraneo, per il lavoro svolto da questi due organismi nell'affermazione
di un'immagine della regione Mediterraneo come lago di pace e cooperazione
e non come fonte di tensioni e incomprensioni internazionali. L'architetto
Michele Capasso ha ritirato il premio per il fondazione Laboratorio
Mediterraneo. Per ANSAmed e' intervenuto il responsabile degli esteri
e dei rapporti internazionali dell'ANSA, Giulio Pecora, al quale e'
stata consegnata una pergamena in riconoscimento, scrivono le autorita'
cittadine, ''del lavoro svolto da ANSAmed per la comunicazione tra
genti di culture diverse''.
Sei
arresti per spaccio a Corigliano
02/06 I carabinieri hanno arrestato a Corigliano Calabro sei persone,
tutte appartenenti allo stesso nucleo familiare, con l' accusa di
detenzione illegale a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. Gli
arrestati sono Cataldo Gammuto, di 31 anni; Pino Cosimo Gammuto e
Giuseppe Gammuto, entrambi di 34 anni; Antonio Gammuto, di 36; Pasqualina
Montella, di 28 e Rosa Russo, di 59, tutti residenti nella frazione
Schiavonea. Gli arresti sono stati fatti dai carabinieri della Compagnia
di Corigliano Calabro in collaborazione con il Nucleo unita' cinofile
di Vibo Valentia. Gli arresti sono scaturiti da una perquisizione
domiciliare nel corso della quale i sei arrestati sono stati trovati
in possesso di 180 grammi di hashish, gia' confezionati in dosi per
la vendita; 16 fiale di metadone, 11 piantine di marijuana, due confezioni
di semi di marijuana, materiale per il confezionamento delle dosi
di droga ed un coltello. Gli arrestati, su disposizione del sostituto
procuratore della Repubblica di Rossano, Francesca Neri, sono stati
portati nel carcere di Rossano.
Callipo
scrive al Presidente Ciampi: “Lo Stato si riappropri del territorio
anche con l’esercito”. Loiero “Callipo ha ragione”.
Sbarra: “appello che non può passare inosservato”
01/06 ''Tra le tante 'incompiute' di cui spesso si parla, il labirinto
delle grandi opere non fatte in Italia, dovrebbe comprenderne una
che, se non portata a termine, rischia veramente di bloccare la democrazia
calabrese: la lotta alla mafia''. A sostenerlo e' Filippo Callipo,
presidente di Confindustria Calabria che ha scritto una ''lettera
aperta'' al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, invocando,
se necessario, anche l' intervento dell' esercito ''purche' lo Stato
si riappropri del territorio''. ''Noi, in Calabria - prosegue Callipo
- combattiamo contro una delle mafie definite da autorevoli esperti,
la piu' pericolosa. Ma sentiamo, Signor Presidente, un senso d' impotenza
che non e' per nulla rassicurante; e che e' il risultato dell' assenza
di risposte da parte degli Organi pubblici competenti. In Calabria
la mafia, ormai, ha in ostaggio lo spazio vitale indispensabile per
l'esercizio d' importanti diritti costituzionali.Dal diritto a fare
impresa, continuamente assediato, al diritto a vivere in una societa'
normale''. Per il leader degli imprenditori calabresi, in passato
vittima di diversi episodi intimidatori, ''la triste, desolante, sveglia
nella mia regione, al mattino, un po' dappertutto, la da' la mafia,attraverso
i suoi emissari che,impuniti,minacciano, intimoriscono, colpiscono.
Ci vanno di mezzo amministratori pubblici, imprenditori, cittadini.
Il rischio e' l'assuefazione, che forse in parte c' e' gia'. La realta'
e' che lo Stato, benche' assicuri, a parole, interventi mirati, non
e' in grado, pero', di garantire l' integrita' fisica dei cittadini
italiani che risiedono in Calabria. Senza sicurezza non c'e' sviluppo''.
Nella lettera Callipo spiega di avere deciso di rivolgersi al Capo
dello Stato ''perche' le mie formali istanze, rivolte a diverse autorita'
regionali e nazionali, non hanno sortito alcun effetto, mentre in
Calabria la recrudescenza della criminalita' e' un fenomeno che condiziona
la vita di tutti noi''. ''Lo sviluppo della regione e' zoppo - prosegue
Callipo - l' anno scorso 10mila giovani laureati hanno lasciato la
Calabria, le imprese subiscono il tallone di ferro della criminalita'
e non sanno piu' a quale santo votarsi. A luglio la Banca Antonveneta,
chiudera' lo sportello di Gioia Tauro. Una disfatta vera e propria.
Ci manca soltanto che qualche burocrate, di quelli piu' zelanti, apponga
un cartello ai confini della Calabria: 'Chiuso per mafia'''. Il leader
degli industriali calabresi ricorda, nella lettera, di avere indirizzato,
lo scorso ottobre, un appello al Ministro degli Interni ''che e' rimasto
senza risposta. Nella provincia di Vibo Valentia ci sono imprenditori
che sono presi di mira giornalmente e di recente la criminalita' ha
sparato anche sugli operai dell' impresa di cui e' titolare il Presidente
dell' Assindustria della stessa provincia. Eppure dal Ministro non
si e' avuto neanche un cenno d'attenzione. In seguito, ho rivolto
un appello al Presidente della Regione, Agazio Loiero, che ha garantito
l' istituzione dell'ennesimo Osservatorio sulla legalita', quasi che
la mafia fosse un fatto di secondaria importanza, o al piu' un fenomeno
su cui chiamare a raccolta uno stuolo d' esperti magari''. Callipo
fa riferimento anche ai colloqui avuto con i vertici della Polizia
''durante i quali - scrive Callipo - ho avuto la sensazione che i
due alti dirigenti dello Stato, avessero percepito l' inaudita situazione
calabrese, a distanza di qualche mese, in Calabria sono stati inviati
dei funzionari del Ministero per illustrare un questionario da me
gia' definito banale ed offensivo per la gente di Calabria''. ''Sebbene
l' impegno delle Forze di Polizia presenti sul territorio sia apprezzabile
- prosegue il presidente di Confindustria Calabria - il fenomeno negli
anni passati e' stato sottovalutato ed oggi ha raggiunto dimensioni
tali da richiedere misure eccezionali. Se necessario, ben venga anche
la presenza dell' Esercito, giunti a questo punto, purche' lo Stato
si riappropri del territorio. La sovranita' statuale, oggi, in Calabria,
e' messa in crisi. Secondo alcuni, questa misura eccezionale rovinerebbe
l' immagine della Calabria. Allora si propongano interventi congegnati
per arginare la recrudescenza insopportabile della mafia, a meno che
non si voglia accettare l' idea di un' emigrazione generalizzata.
O quella di convivere con la mafia''.
Loiero: “Callipo ha ragione, serve
l’impegno dello Stato”
''Mi complimento per l'iniziativa del presidente degli industriali
calabresi. Ha ragione Callipo: ci sono condizioni di anormalita' in
Calabria che andiamo denunciando da tempo e che impongono un impegno
immediato e concreto anche a livello nazionale''. Lo ha sostenuto
il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, commentando la
lettera aperta inviata dal presidente della Confindustria calabrese,
Filippo Callipo, al Capo dello Stato, sui problemi della criminalita'.
'La Regione da me guidata - ha aggiunto Loiero - si e' fatta carico
degli stessi problemi, avviando una serie di iniziative, come l'Osservatorio
antimafia e la costituzione di parte civile nei processi di mafia,
per contrastare un fenomeno che impedisce lo sviluppo della regione''.
Sbarra : “L’appello di Callipo
mon può passare inosservato”
''L' ennesimo appello disperato del presidente di Confindustria, Callipo,
alle autorita' di Governo nazionale e regionale per contrastare con
iniziative concrete il ripetersi oramai continuo e costanti di atti
criminosi contro il mondo dell' impresa, del lavoro, delle istituzioni
locali non puo' passare inosservato''. A sostenerlo e' stato il segretario
generale della Cisl Calabria, Luigi Sbarra. ''Il sindacato confederale
calabrese, il 21 maggio scorso - ha aggiunto Sbarra - ha fatto sfilare
nella Citta' di Lamezia Terme 40.000 lavoratori e cittadini per rivendicare
piu' legalita' e sicurezza per sostenere il processo di sviluppo economico
e sociale della Calabria. Lo Stato e la Regione non possono ignorare
e sottovalutare quanto sta avvenendo in queste ore in Calabria dove
la mafia spara all' impazzata su amministratori ed imprenditori diventati
facile bersaglio del crimine organizzato. Infatti i continui episodi
di violenza e di intimidazione mafiosa ai danni di amministratori
locali, imprenditori, lavoratori e' il segnale piu' evidente della
pericolosita' e dell' aggressivita' raggiunta in Calabria dalla criminalita'
organizzata''. ''Le Istituzioni nazionali e regionali ad ogni livello
- ha sostenuto il segretario della Cisl - non possono assistere inermi
a questa escalation criminale che offende la dignita' delle persone
oneste e pregiudica ogni seria prospettiva di crescita economica della
Calabria. Quanto e' accaduto negli ultimi giorni a Lamezia Terme,
ad Altomonte, a Vibo Valentia, nel Reggino, a Cassari di Nardodipace
e' la testimonianza vera e concreta di come la criminalita' mafiosa
attacca le istituzioni democratiche, ostacola lo sviluppo, distrugge
il lavoro e l' occupazione, mette in discussione diritti e liberta'
nei nostri territori. La risposta dello Stato deve essere forte, efficace,
puntuale non solo nelle attivita' di prevenzione e repressione dei
reati assicurando presto i responsabili di questi gesti sconsiderati
alla giustizia, ma anche con interventi di politica economica e sociale
coniugando sviluppo e sicurezza, occupazione e cultura della legalita'.
Non e' piu' tempo di pannicelli caldi, di questionari informativi,
di osservatori regionali sul fenomeno mafioso, ne esistono tanti,
non hanno funzionato e prodotto nulla in termini di risultati concreti
salvo che per i componenti i quali hanno ricevuto qualche lauto compenso.
Serve invece costruire una forte risposta civile e democratica di
tutta la societa' calabrese, una straordinaria capacita' di lotta
e di mobilitazione collettiva che metta insieme istituzioni, politica,
forze dell' economia, rappresentanza sindacali, il mondo della Chiesa,
della cultura, delle professioni per isolare nelle coscienze, nelle
comunita' e nei territori la malapianta mafiosa e criminale''. ''Il
sindacato confederale Cgil-Cisl-Uil della Calabria - ha concluso Sbarra
- intende fare, come sempre, senza tentennamenti ed ambiguita', la
sua parte per contrastare con le armi della protesta civile e democratica
dei lavoratori la violenza mafiosa in qualunque modo essa si presenti''.
Medaglia
d’oro alla memoria di Calipari consegnata dal Presidente Ciampi
alla moglie Rosa Villecco
Sequestrato
dalla Finanza, per contributi indebiti, uno stabilimento tessile di
Montalto.
01/06
Uno stabilimento industriale, la Modacolor di Montalto Uffugo, operante
nel settore tessile e del valore di circa sette milioni di euro, e'
stato sequestrato dalla Guardia di finanza nell' ambito di un' inchiesta
condotta dalla procura di Cosenza sulla percezione di contributi a
fondo perduto nazionali e comunitari. Quattro persone risultano indagate.
Le indagini della Guardia di finanza sono cominciate lo scorso autunno
su una societa' che risultava avere avuto rapporti economici con fornitori
tedeschi e inglesi presentando i modelli relativi al monitoraggio
delle transazioni intracomunitarie, ma non le dichiarazioni annuali
ai fini dell' Iva e delle imposte sui redditi. La societa', dopo un
breve periodo di vita e di operativita' del tutto cartolare per gli
investigatori, era stata messa in liquidita'. I finanzieri hanno quindi
ipotizzato un possibile caso di ''frode carosello'', ossia un meccanismo
tipico delle operazioni intracomunitarie finalizzato alla creazione
di un fittizio diritto alla detrazione dell' Iva o di una indebita
richiesta di rimborso mediante l' emissione di fatture per operazioni
inesistenti. Un meccanismo, hanno spiegato gli investigatori, che
prevede l' esistenza di una societa' ''cartiera'' (Termine utilizzato
per indicare una societa' che, di fatto, opera solo sulla carta) e
di una impresa utilizzatrice che e' la vera beneficiaria della frode.
In questo caso, secondo gli investigatori, la Modacolor. Dagli accertamenti,
secondo l' accusa, e' emerso che la Modacolor aveva utilizzato fatture
emesse per operazioni inesistenti relative all' acquisto di macchinari
industriali in realta' contrattati ed acquistati direttamente dai
fornitori intracomunitari. L' utilizzo delle fatture fittizie era
finalizzato all' evasione fiscale, visto che la modacolor ha conseguito
un rimborso d' Iva per oltre 500 mila euro. Inoltre la societa', a
fronte di un investimento di 5,5 milioni di euro, ha incassato un
contributo di oltre quattro milioni impegnandosi all' adeguamento
del capitale sociale con versamenti per oltre tre milioni. Tali versamenti,
secondo la finanza, non sono avvenuti con capitali freschi versati
dai soci, ma grazie alle somme restituite loro dalla ''cartiera''
con assegni circolari intestati a nomi di fantasia frutto della sovrafatturazione
emessa fittiziamente per l' acquisto dei macchinari. Gli investigatori
non hanno fornito indicazioni circa la ''cartiera'' perche' le indagini
proseguono per accertare se abbia avuto rapporti anche con altre societa'.
Il
corpo di un dentista di San Marco rinvenuto sotto un cavalcavia. Si
pensa al suicidio
01/06 Il cadavere di un uomo, Riccardo La Regina, di 45 anni, di
San Marco Argentano, dentista, e' stato rinvenuto nella tarda mattinata
di oggi, dopo una notte di ricerche scattate intorno alle 19 di ieri,
sotto un cavalcavia della statale 283 delle Terme. Il corpo era accasciato
sotto il ponte. Nella tarda serata di ieri i carabinieri avevano ritrovato
la sua vettura, una Audi A6, con le chiavi inserite nel cruscotto,
il cellulare dell'uomo e il suo portafogli. Dal punto del ritrovamento
si sono quindi avviate le ricerche. Sospese per la notte. Stamattina,
alla ripresa delle ricerche, c’è stato il rinvenimento
del cadavere. Il professionista era sposato e padre di un bambino
di 15 anni. Le circostanze del decesso non sono state ancora chiarite,
ma si sospetta che si sia trattato di un insano gesto. Secondo i primi
accertamenti, comunque, l'uomo e' precipitato dal viadotto, alto 120
metri. Per il recupero della salma sono intervenuti i Vigili del Fuoco.
Riunito
a Lamezia, sotto la presidenza di Saverio Greco, il Coordinamento
regionale dei Consigli comunali
01/06 “Si è riunito nella giornata di martedì
il coordinamento regionale dei Consigli Comunali calabresi, presieduto
dal Dr. Saverio Greco, Presidente del Consiglio Comunale di Cosenza”.
E’ quanto afferma in una nota il Coordinatore regionale dei
Consigli comunali, Saverio Greco. “La riunione si è tenuta
nella sede municipale di Lamezia Terme, il cui Consiglio Comunale
è tornato in attività dopo il lungo scioglimento decretato
dal Presidente della Repubblica. Con tale iniziativa il coordinamento
regionale ha inteso trasmettere al Presidente Luzzo i migliori auspici
di buon lavoro, al Sindaco Speranza un incoraggiamento a proseguire
sulla via della partecipazione democratica e della mobilitazione civile,
ai cittadini tutti di Lamezia l’espressione concreta della solidarietà
e della vicinanza di tutti i comuni calabresi. Nel corso della riunione
si è trattato peraltro delle gravi incertezze che ancora oggi
caratterizzano l’aspetto della proiezione esterna al municipio
del ruolo e della funzione del presidente dell’assise di rappresentanza
democratica municipale. La particolare segnalazione pervenuta, secondo
cui sarebbe imminente l’inaugurazione di una nuova sala consiliare
di un importante municipio della nostra regione con una cerimonia
che non vede affatto coinvolto il presidente di quello stesso consiglio
comunale la cui sala viene inaugurata, ha convinto il Direttivo Regionale
ad assumere una ferma posizione di rincrescimento sul caso specifico,
che segnala in maniera inequivocabile la necessità di impegnare
il coordinamento regionale nello sforzo di proporre regole istituzionali
che, una volta recepite dai singoli consigli in forma regolamentare,
non provochino più alcuna incertezza in tema di cerimoniale
e circa la proiezione esterna della figura del Presidente del Consiglio
Comunale e dell’istituzione democratica che lo stesso rappresenta.
Nei prossimi mesi il coordinamento regionale dei consiglieri comunali
elaborerà una bozza regolamentare che disciplinerà quale
sia la più corretta esposizione all’esterno dell’amministrazione
municipale del Consiglio Comunale e della sua rappresentanza istituzionale
in occasione di convegni, inaugurazioni, cerimonie pubbliche e quant’altro
preveda la presenza della rappresentanza municipale.
Il
Presidente Oliverio incontra i vertici di Sviluppo Italia che investirà
nel turismo
01/06 Dell'importante ruolo di Sviluppo Italia nella provincia di
Cosenza e in Calabria e di una importante sinergia istituzionale s'e'
parlato stamani, nella sede della Provincia, nel corso di un incontro
tra il presidente, Mario Oliverio, Francesco Samengo, vicepresidente
di Sviluppo Italia e Leonardo Loprete, amministratore delegato di
Sviluppo Italia Calabria. Erano inoltre presenti il Sindaco di Corigliano,
Giovan Battista Genova ed il consigliere regionale Franco Pacenza.
Nel corso della riunione, riferisce una nota, ''sono state affrontate
alcune problematiche relative all'area di Sibari, al porto di Corigliano,
alla valorizzazione del sito archeologico e dei beni culturali della
Sibaritide, sino alla realizzazione di un consistente investimento,
da parte di Sviluppo Italia, nel settore turistico, proprio nella
Sibaritide''. Da parte del Presidente della Provincia e' stato ''evidenziato
il ruolo che Sviluppo Italia e' chiamato ad assumere per contribuire
al decollo e all'utilizzazione del porto di Sibari, in particolare
attraverso Italia Navigando, societa' promossa da Sviluppo Italia
e verso la valorizzazione delle potenzialita' turistiche oggetto di
interventi gia' programmati e che devono essere portati a compimento
nel rispetto di scadenze indicate''. ''Si tratta - ha spiegato Oliverio
- di realizzare le sinergie necessarie tra i diversi soggetti istituzionali
per realizzare obiettivi che, in particolare nell'area della Sibaritide,
possono rendere concreto un percorso di crescita e di sviluppo per
il tramite di una valorizzazione integrata delle risorse che sono
in quel territorio''. Dal canto suo Samengo ha espresso la piena disponibilita'
di Sviluppo Italia a collaborare e concertare interventi su progetti
che rientrano nelle competenze e nelle finalita' della societa'. ''Attraverso
al concertazione con la Provincia e le istituzioni interessate- ha
riferito il vicepresidente di Sviluppo Italia- abbiamo gia' in cantiere
un importante progetto nel settore del turismo proprio a Sibari e
quanto prima inizieremo i lavori per la sua realizzazione''. Disponibilita'
ed interesse sono stati manifestati ancora da parte del dottor Samengo
per le attivita' che possono consentire un pieno utilizzo del Porto
di Corigliano e la valorizzazione dei beni culturali. Nei prossimo
giorni, e' stato stabilito stamani, si terranno altri colloqui destinati
ad approfondire singole questioni, sia a Cosenza che a Roma. Nella
capitale, il Presidente Oliverio incontrera' anche Massimo Caputi,
amministratore delegato di Sviluppo Italia.
Sabato
4 al Metropolis presentazione della Mostra “Arti e Mestieri
d’Altri Tempi”
01/06 Importante appuntamento sabato 4 giugno prossimo, alle ore 12.00,
presso la galleria superiore del Centro Commerciale Metropolis, Zona
Food, per la conferenza stampa di presentazione della Mostra “Arti
e Mestieri d’Altri Tempi”, organizzata dalla Provincia
di Cosenza, in collaborazione con il Centro Commerciale Metropolis.
Saranno il Presidente della Provincia di Cosenza On. Gerardo Mario
Oliverio, l’Ing. Rolando Manna, Presidente dell’omonimo
Gruppo, e l’Assessore all’Artigianato e Formazione Professionale,
Domenico Bevacqua, ad illustrare l’iniziativa, nata dall’esigenza
di “mettere in vetrina”, attraverso una Mostra dell’Artigianato
di Eccellenza della provincia di Cosenza, la produzione dell’artigianato
diffuso sul territorio in settori tradizionali, quali il tessile,
la lavorazione della ceramica, del ferro, del cuoio e delle pelli.
Da sabato 4 giugno e fino al 30, per la prima volta, dunque, in un
Centro Commerciale, ambito solitamente deputato a luogo di aggregazione,
viene allestita una mostra che consente ad un più vasto pubblico
di ammirare non solo i manufatti, ma anche le varie fasi della loro
lavorazione, cioè mentre vengono realizzati. In particolare
la Mostra sarà suddivisa in quattro sezioni: dal 4 all’11
giugno, ci sarà la settimana dedicata alla ceramica, dal 13
al 18 alla pelletteria, dal 20 al 30 giugno al ferro battuto e tessili
e ricami. Saranno presenti gli Assessori ed i Consiglieri Provinciali.
Trovate
tracce vicino al cadavere della ragazza trovata morta a Montalto a
gennaio
01/06 Un' impronta digitale ed un campione di Dna, che potra' servire
per eventuali comparazioni, sono state trovate dai carabinieri del
Ris di Messina su una bottiglia di whisky e su alcuni mozziconi di
sigarette trovati vicino al corpo di Lisa Gabriele, di 22 anni, il
cui cadevere fu trovato il 9 gennaio scorso in un bosco alla periferia
di Montalto Uffugo. La giovane, secondo i risultati dell' autopsia,
potrebbe essere stata uccisa. Le indagini sono condotte dai carabinieri
e coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Cosenza,
Antonio Tridico.
Venerdì
3 chiusi gli uffici della Provincia di Cosenza
01/06 Il Settore Ordinamento ed Organizzazione Intersettoriale della
Provincia di Cosenza avvisa, in una nota diffusa dll’Ufficio
stampa dell’Amministrazione provinciale, che gli Uffici dell’Ente
Provincia “rimarranno chiusi al pubblico, nella giornata di
venerdì 3 giugno prossimo, per disinfezione locali”.
Medaglia
d’oro del presidente Ciampi ai minatori caduti a Marcinelle.
Il Presidente Loiero ringrazia
31/05 La Repubblica italiana non dimentica i suoi lavoratori che
hanno perso la vita per guadagnare un pezzo di pane lontano da casa.
In occasione della Festa del 2 Giugno, Carlo Azeglio Ciampi ha voluto
dirlo con un gesto altamente significativo: conferendo la Medaglia
d'Oro al Merito Civile alla memoria di ognuno dei 136 minatori italiani
che l'8 agosto 1956 persero la vita nella terribile sciagura della
miniera di carbone di Marcinelle, in Belgio, causata da una esplosione
di gas in galleria. Il decreto che assegna il riconoscimento alla
memoria, e' stato firmato dal presidente della Repubblica su proposta
del ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu. Questa la motivazione
ufficiale, identica per ciascuna delle 136 vittime italiane: ''Lavoratore
emigrato in Belgio, in seguito alla tragica esplosione di gas verificatasi
nella miniera di carbone di Marcinelle, rimaneva bloccato insieme
ad altri 135 connazionali, in un pozzo a piu' di mille metri di profondita',
sacrificando la vita ai piu' nobili ideali di riscatto sociale. Luminosa
testimonianza del lavoro e del sacrificio degli italiani all'estero,
meritevole del ricordo e dell'unanime riconoscenza della Nazione tutta''.
8 agosto 1956 - Marcinelle, Belgio. Nel 2002, durante la visita di
Stato in Belgio, Ciampi si reco' in visita alla miniera ormai in disuso,
trasformata in museo. Accompagnato dal re del Belgio, richiamo' ''dolorosissimi
ricordi'' di quella che fu, nel 1956, una grande tragedia italiana
ed europea, ma anche un test per l'Europa che passato l'immediato
dopoguerra, cominciava ad unirsi e ad integrarsi. A quella sciagura
che costo' la vita a 262 minatori, di cui 136 italiani, disse Ciampi,
''per la prima volta, e' bene ricordarlo, fu data una risposta europea:
furono migliorate radicalmente le condizioni di lavoro in tutte le
miniere dell'Europa comunitaria''. ''La tragedia di Marcinelle - sottolineo'
il presidente della Repubblica - fece, per la formazione di una coscienza
europea, piu' di quel che avevano fatto tutti i trattati firmati in
quegli anni. Quei lavoratori che lasciarono le loro terre per emigrare
in cerca di lavoro varcando frontiere secolari, recentemente abbattute,
furono i primi costruttori di un'Europa unita, i primi cittadini europei.
Come tali li ricordiamo e rendiamo omaggio al loro sacrificio e alla
loro memoria''.
Il Presidente Loiero ringrazia:
''Il riconoscimento alla memoria da parte della piu' alta carica dello
Stato alle vittime della tragedia di Marcinelle, emigranti per bisogno
come ebbe a sottolineare Romano Prodi quando da presidente della Commissione
europea visito' il luogo della tragedia, e' quanto di piu' doveroso
si potesse fare per ricordarle ma che solo la sensibilita' del presidente
della Repubblica, Carlo Azelio Ciampi, ha fatto''. Lo ha detto, secondo
quanto riferisce una nota del portavoce, il presidente della Regione
Calabria, Agazio Loiero. ''Per questo - ha aggiunto Loiero - come
presidente di una Regione che a quella tragedia ha pagato un contributo
enorme in vite umane, in questo momento mi sento di ringraziare Ciampi
con tutto il cuore''. Loiero, ''particolarmente sensibile - si afferma
ancora nella nota - al dramma dell' emigrazione che per oltre un secolo
ha svuotato la Calabria di forze vive e di intelligenze'', ha simbolicamente
dedicato il suo primo atto istituzionale proprio a una visita a Marcinelle
al fine di sottolineare gli ''importanti valori del lavoro italiano
all' estero e i sacrifici, anche di sangue, di cui e' lastricata la
vita degli emigranti''. ''Erano tempi duri - ha detto ancora Loiero
-, tempi in cui questi lavoratori garantivano al nostro Paese, in
uno scambio disumano, la fornitura di carbone che contribuivano a
estrarre dalle viscere della terra''. E allora le medaglie concesse
da Ciampi per quella che egli giustamente definisce una grande tragedia
italiana ed europea, sono la riaffermazione dei valori di un Europa
unita che intende voltare pagina. Proprio per dare un senso ed un
significato al sacrificio delle vittime di Marcinelle del 1956, quando
l' Europa, partendo dal sud d' Italia, muoveva i primi passi, dobbiamo
batterci per una coscienza europea. Non condividiamo, in questa convinzione,
le scelte francesi fatte col voto, ne' alcune dichiarazioni del nostro
governo di questi giorni che tendono a disunire il continente europeo
che tende, invece a mettere insieme la storia e la cultura dei popoli
europei. Marcinelle e' un esempio''.
Il 12 aprile scorso, come primo atto dopo essere stato eletto Presidente
della Regione Calabria, Agazio Loiero si era recato in visita a Marcinelle
dove depose una corona di fiori davanti al cippo di marmo che ricorda
quei 262 minatori, di cui 136 emigrati dall'Italia, che morirono intrappolati
a quasi mille metri di profondita'. ''La nostra - disse il presidente
della Regiobe Calabria - e' una regione legata all'emigrazione: una
famiglia su due nel Mezzogiorno e' stata segnata da questo fenomeno.
Mi e' sembrato naturale, come primo atto, ricordare tutti coloro che
sono stati costretti a lasciare il proprio paese per trovare un lavoro
all'estero, spesso senza alcuna tutela e garanzia, che serviva solo
a costruire gli imperi economici degli altri. Oggi il fenomeno dell'emigrazione,
sia pure sotto forme diverse, sembra aver ripreso vigore. Molti giovani
del Mezzogiorno stanno partendo per trovare lavoro altrove. Spariscono
cosi' dalle statistiche della disoccupazione, tanta e' la sfiducia.
Noi dobbiamo batterci per invertire questa tendenza''. A Marcinelle,
l'8 agosto 1956, una nuvola di fumo nero si levo' dalla miniera 'Bois
du Cazier'. Un pozzo era in fiamme a 975 metri di profondita'. Tra
gli italiani che rimasero morirono nella tragedia c'erano lavoratori
provenienti da molte regioni del Mezzogiorno, compresa la Calabria.
''E' nel nostro codice genetico avere un grande rispetto per gli immigrati,
aprire le porte fa parte del nostro Dna'', disse Loiero facendo riferimento
alla parte della Costituzione italiana sulla tutela degli stranieri.
-->Il
nostro speciale sull'evento Marcinelle del 12 aprile
Morto
in ospedale il nipote di un boss, a Siderno, ferito a fucilate in
un agguato
31/05 E' morto nell'ospedale di Locri, dove era stato ricoverato
in gravi condizioni, Salvatore Cordi', di 51 anni, ferito in un agguato
compiuto da sconosciuto nel centro di Siderno. L'uomo, ferito alla
testa da due colpi di fucile caricato a pallettoni, e' stato sottoposto
a due interventi chirurgici ma non e' sopravvissuto a causa della
gravita' delle ferite. La vittima, che era nipote del boss della 'ndrangheta
Antonio Cordi' detto il ragioniere, si trovava nel centro di Siderno
quando e' stato avvicinato da alcune persone che hanno iniziato a
sparare diversi colpi di fucile, due dei quali l'hanno raggiunto alla
testa. Cordi' e' stato soccorso e accompagnato nell'ospedale di Locri
dove le sue condizioni sono parse da subito molto gravi. Dopo l'agguato
i carabinieri e gli agenti della polizia di Stato hanno avviato numerose
perquisizioni e controlli nei confronti di persone con precedenti
penali di Siderno e dei comuni limitrofi. Gli investigatori non escludono
che l'agguato contro Salvatore Cordi' sia stato compiuto nell'ambito
di contrasti tra gli esponenti della criminalita' organizzata locale
per il controllo dei traffici illeciti. Gli investigatori stanno sentendo
anche amici e familiari della vittima per ricostruire i suoi ultimi
spostamenti prima dell'agguato. Dagli interrogatori non sarebbero
emersi, secondo quanto si e' appreso, elementi utili alle indagini.
Ancora
intimidazioni al presidente Restuccia. Oggi spari contro un suo cantiere
31/05 Alcuni colpi d'arma da fuoco sono stati sparati da sconosciuti
contro il cantiere di proprieta' dell'imprenditore e presidente dell'Assindustria
di Vibo Valentia, Vincenzo Restuccia, nella frazione Piscopio di Vibo
Valentia. I colpi hanno raggiunto un cumulo di detriti. Il rumore
degli spari e' stato sentito da un operaio che si trovava in quel
momento all' interno del cantiere e che ha denunciato l'accaduto ai
carabinieri. Gia' nella giornata di ieri un' altra intimidazione era
stata compiuta da sconosciuti contro il cantiere. Vicino alla struttura
era stata lasciata una tanica di benzina e dei proiettili. Prima di
quelle di ieri sera e di oggi, l' imprenditore, nell' ultimo mese,
aveva subito quattro intimidazioni, tutte e quattro nello stesso cantiere
dove vengono svolti lavori per la metanizzazione. Dopo gli ultimi
episodi il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica aveva deciso
di sottoporre i cantieri a vigilanza.
''Nei cantieri della ditta Restuccia lavorano circa duecento persone.
Duecento padri di famiglia. Ho sulle spalle una responsabilita' enorme.
Come faccio a lasciare tutto e dire loro che da domani si troveranno
senza un'occupazione?''. Cosi' il presidente dell'Assindustria di
Vibo Valentia, Vincenzo Restuccia, ha commentato l'ennesima intimidazione,
la seconda in due giorni e la sesta in un mese, compiuta ai suoi danni.
''Io credo nella Calabria - ha aggiunto Restuccia - e sono fermamente
convinto delle sue potenzialita'. Questa scia di violenza, pero',
preclude ogni possibilita' di crescita economica. L'ccanimento contro
gli imprenditori e' feroce e se tale situazione persistera', e' reale
il rischio che non riusciremo piu' a fare impresa nella nostra bellissima
Calabria. Sono consapevole che la presenza inquietante della malavita
spaventa tutti noi, ma dobbiamo credere, abbiamo il dovere di farlo,
che anche da noi si puo' dare occupazione. Ormai siamo arrivati ad
una vera e propria lotta per la sopravvivenza. E' in gioco il futuro
dell'intera Calabria, che corre il serio rischio di vedere collassare
il suo sistema economico. Alle aziende vengono tarpate le ali della
crescita. E meno imprese equivale a piu' disoccupazione e minore ricchezza.
Allora mi domando: a chi giova una Calabria arretrata economicamente?
E a chi puo' interessare una terra preda della criminalita' ed impregnata
d'illegalita'? Pertanto invito tutti a resistere e ad avere il coraggio
di lottare e non farsi sopraffare da questa ondata di violenza''.
Illegittima
la perquisizione dell’abitazione di Chiaravalloti. Il Tar accoglie
il ricorso
31/05 Il Tribunale per il riesame di Catanzaro ha annullato, dichiarandone
l'illegittimita', il provvedimento con il quale la Procura della Repubblica
ha disposto la perquisizione nell'abitazione dell'ex presidente della
Regione Calabria, Giuseppe Chiaravalloti, effettuata nell'ambito dell'inchiesta
sulla presunta truffa sull'utilizzo da parte dell'ex Giunta regionale
dei finanziamenti statali e comunitari destinati al settore della
depurazione delle acque. La decisione e' stata presa in accoglimento
del ricorso che era stato presentato dagli avvocati Armando Veneto,
Enzo Musco e Franco Scalzi, difensori di Chiaravalloti, attuale vicepresidente
dell'Authority per la privacy. Gli avvocati di Chiaravalloti avevano
chiesto, in particolare, l'annullamento del provvedimento di perquisizione
e del sequestro di atti e documenti fatto nel corso dello stesso accertamento.
I legali dell'ex presidente della Regione Calabria avevano motivato
la loro iniziativa, secondo quanto si sosteneva nel ricorso presentato
ai giudici del riesame, con ''la totale assenza di elementi indizianti
a carico di Chiaravalloti per il reato ipotizzato di associazione
per delinquere finalizzata alla truffa, all' abuso d' ufficio ed al
disastro ambientale''. Secondo i difensori, infatti, ''il decreto
di perquisizione ed il sequestro devono essere motivati, oltre che
dall'esistenza dei gravi indizi di reato, dall'effettiva necessita'
della perquisizione e della pertinenza degli oggetti sequestrati''.
''In sostanza - ha spiegato l'avv. Veneto - la perquisizione a carico
di Chiaravalloti non poteva essere effettuata perche' mancavano gli
indizi di reato e, di conseguenza, non c'era una motivazione adeguata
per disporre l'accertamento. A questo c' e' da aggiungere - ha detto
ancora Veneto - che gli oggetti sequestrati non avevano alcuna pertinenza
con l'indagine, essendo Chiaravalloti estraneo alla stessa''. L'inchiesta
sull'utilizzo dei finanziamenti nel settore della depurazione, condotta
dal sostituto procuratore Luigi de Magistris, aveva portato il 16
maggio scorso all'emissione di 12 informazioni di garanzia, con contestuale
decreto di perquisizione. Oltre che nei confronti di Chiaravalloti,
i provvedimenti erano stati emessi a carico, tra gli altri, dell'ex
assessore regionale all'Ambiente, Domenico Basile, e dell'ex subcommissario
per l'emergenza ambientale in Calabria, Giovambattista Papello, attuale
consigliere d'amministrazione dell'Anas.
La
commissione antimafia, su iniziativa della Napoli, chiede le verifiche
delle liste dei candidati di Lamezia e Briatico
31/05 La commissione parlamentare antimafia chiedera' le liste dei
candidati alle elezioni amministrative nei comuni di Lamezia Terme
e Briatico nelle ultime due tornate elettorali. Lo ha deciso l' Ufficio
di Presidenza che ''nell' ambito della costante attenzione alla lotta
alla criminalita' in Calabria'' acquisira' anche informazioni ed aggiornamenti
dalle DDA della Calabria.
La decisione dell'Ufficio di presidenza della Commissione parlamentare
antimafia di acquisire le liste dei candidati nelle due ultime elezioni
comunali svoltesi a Lamezia Terme e Briatico e' stata presa su proposta
del vicepresidente dell'organismo, Angela Napoli. A renderlo noto
e' stata la stessa vicepresidente Napoli. I Comuni di Lamezia Terme
e Briatico, in occasione delle elezioni amministrative del 3 e 4 aprile
scorsi, sono tornati alla gestione ordinaria dopo un periodo di commissariamento
determinato dal loro scioglimento nel 2003 per presunte infiltrazioni
mafiose. ''La decisione della Commissione - ha detto il vicepresidente
Napoli - non deve essere intesa come un fatto punitivo nei confronti
dei Consigli comunali eletti in occasione della consultazione del
3 e 4 aprile, ne' delle Giunte che amministrano attualmente i due
enti. Si tratta, piuttosto, di un'iniziativa che va interpretata in
termini di pura conoscenza e di verifica. La nostra iniziativa potrebbe
anche essere di aiuto, tra l'altro, per interpretare, per quanto riguarda
in particolare Lamezia Terme, l'origine e il movente delle intimidazioni
compiute nelle ultime settimane ai danni del sindaco, Gianni Speranza''.
''C' e' da precisare, comunque - ha aggiunto Angela Napoli - che la
Commissione antimafia non ha alcun potere d'intervento sulla composizione
delle liste presentate dai singoli partiti, ne' puo' esercitare, in
questo senso, alcun ruolo repressivo''. Da parte sua lo stesso sindaco
Speranza ha detto di non considerare negativamente l'iniziativa della
Commissione antimafia. ''Si tratta - ha detto Speranza - di un fatto
normale che credo possa essere di tutela della citta' e delle istituzioni
di Lamezia Terme''.
A
Corigliano giornata di studi degli ingegneri sulla figura del Responsabile
unico

Nella foto da sx: Silvio Mele,
Carlo De Vuono, Oreste Morcavallo, Battista Genova, Raffaele
Agrippino, Alessandro Coletta |
31/05 S'è svolto, nei giorni scorsi, nel Castello Ducale di
Corigliano una giornata di studio organizzata dall'Inarsind (Sindacato
Nazionale Ingegneri e Architetti della Provincia di Cosenza) sul tema
"Il Responsabile del Procedimento - Ruolo, Compiti e Responsabilità".
L'appuntamento, patrocinato dall'Ordine degli Ingegneri della Provincia
di Cosenza, dall'Amministrazione Comunale di Corigliano e dall'Amministrazione
Provinciale di Cosenza, ha riguardato un tema molto importante per
le categorie degli Ingegneri e degli Architetti.<<Oltre all'argomento
- ha spiegato nel corso del suo intervento Il Presidente dell'Inarsind
Cosenza, Raffaele Agrippino, che riguarda un aspetto complesso della
Professione, la giornata di studi ha rappresentato un momento importante
per la categoria poiché è riuscita ad offrire su questo
argomento e più in generale sulle problematiche della professione,
un momento di confronto e sintesi tra i il Sindacato, l'Ordine degli
Ingegneri, l' Unitel (Unione Nazionale Italiana Tecnici Enti Locali
ndc) e le Istituzioni grazie al contributo dell'Assessore provinciale
ai Lavori Pubblici con delega alle categorie Professionali, Oreste
Morcavallo, che sta dimostrando, su temi fondamentali per la Professione,
una straordinaria attenzione e sensibilità>>.
<<Questa giornata di studi - ha ribadito il segretario del Sindacato
Carlo De Vuono è stata importantissima perché finalmente
si discute di aspetti importanti per le attività Professionale
degli Ingegneri e degli Architetti con un approccio finalizzato alla
risoluzione delle problematiche più rilevanti>>. A Carlo
De Vuono ha fatto eco il presidente dell'Ordine degli Ingegneri di
Cosenza Menotti Imbrogno. <La categoria degli Ingegneri nella nostra
regione - ha detto - non sta vivendo un momento felice. Come confermano
i dati Inarcassa - si trovano agli ultimi posti italiani per produzione
di reddito. Un segnale d'allarme che non va sottovalutato e che impone
sia al Sindacato che all'Ordine ed alle Istituzioni la necessità
di trovare soluzioni adeguate>>.
Nel Corso della giornata di studi particolarmente apprezzato è
stato l'intervento dell'Assessore Oreste Morcavallo che ha relazione
sugli "aspetti legali della figura del Responsabile Unico del
procedimento" sottolineando come <<la figura del Responsabile
Unico - ha detto - abbia assunto un ruolo importantissimo per la semplificazione
dei procedimenti amministrativi con lo scopo di operare un avvicinamento
tra il cittadino e la Pubblica Amministrazione. L'obiettivo della
normativa è quello di individuare un riferimento pubblicamente
conosciuto, quale responsabile di tutto l'iter di un'attività,
cui, sia l'Amministrazione che il cittadino, si possa rapportare>>.
L'Ing. Alessandro Coletta ha invece discusso dell' "Incarico
di progettazione e di direzione lavori all'interno ed all'esterno
dell'amministrazione - Ruolo dei liberi professionisti". Proprio
nel corso dell'intervento dell'Ing. Coletta è stato, tra l'altro,
chiarito un aspetto che in passato ha destato diverse perplessità
tra i Professionisti e che riguarda l' attività di progettazione
e direzione lavori da parte di un iscritto all'albo professionale
che <<non può rientrare - è stato detto con chiarezza
dall'Ing. Coletta - tra le prestazioni di lavoro autonomo occasionale
ne di collaborazione coordinata e continuativa>>.
Sono, infine, intervenuti i delegati Inarcassa degli architetti e
degli Ingegneri rispettivamente Pasquale Costabile e Giuseppe De Salvo
ed il Presidente Provinciale dell'Unitel , Silvio Mele, ed il Sindaco
di Corigliano, Battista Genova.
Il
Sindaco di Cassano, Gallo, chiede all’Anas il completamento
dei lavori tra la ss534 e la 106
31/05 ''L' imminente stagione estiva e l'afflusso di innumerevoli
turisti che da qui a poco affolleranno la costa cassanese impongono
di sapere i tempi di apertura della strada che collega la ss534 e
la 106 bis, per dare risposte certe ai cittadini residenti, agli operatori
turistici e a quanti sceglieranno Sibari per le vacanze''. E' quanto
sostiene il sindaco di Cassano allo Ionio, Gialuca Gallo, in una lettera
inviata all'Anas per protestare contro la mancata ultimazione dei
lavori della strada che collega le strade statali 534 e 106 bis. ''Su
questa bretella - ha aggiunto - nonostante gli impegni e le rassicurazioni
da parte dei vertici dell'Anas a distanza di tre settimane i lavori
ancora procedono a rilento e il rischio che anche l'estate 2005 trascorra
senza l'apertura di questo importante segmento viario si fa sempre
piu' reale''. Il sindaco Gallo ha invitato il capo sezione dell'Anas
di Cosenza e il direttore del compartimento di Catanzaro ''ad attivarsi
in fretta e a porre in essere ogni utile azione affinche' si giunga
celermente alla soluzione definitiva della problematica''.
L’Agenzia
delle entrate fornirà assistenza per la presentazione del modello
“Unico 2005”
31/05 Ha avuto inizio l'operazione per la presentazione della dichiarazione
dei redditi ''Unico 2005'' che terminera' il primo agosto 2005 per
i contribuenti che sceglieranno di presentare il modello cartaceo
tramite banche o posta, ed il prossimo due novembre per chi invece
avra' preferito la modalita' di trasmissione telematica. ''Anche per
''Unico 2005'' - e' scritto in una nota - dopo il successo dello scorso
anno, l'Agenzia delle Entrate dedica particolare attenzione al servizio
gratuito di trasmissione telematica delle dichiarazioni riservato
ai contribuenti persone fisiche, attraverso i suoi uffici locali uniformemente
distribuiti sul territorio nazionale. Proprio per garantire il massimo
di assistenza ed essere concretamente sempre piu' collaborativi con
i contribuenti, l'Agenzia ricorda che attraverso le pagine Web del
sito Internet www.agenziaentrate.it, si puo' accedere al servizio
''Trova l'ufficio'', per individuare la sede dell'Amministrazione
fiscale piu' vicina a casa, o meglio servita dai mezzi pubblici o
dotata di parcheggio, in altre parole piu' comoda''. I contribuenti
possono inoltre prenotare un appuntamento, con l'indicazione del giorno
e dell'ora desiderati. Una volta giunti in ufficio saranno assistiti
gratuitamente dalla fase della preparazione, alla compilazione e alla
trasmissione on-line del modello, senza la possibilita' di commettere
errori formali.
Il
Comune di Castrovillari celebra, per il 2giugno, la Festa della Repubblica
31/05 L'amministrazione comunale di Castrovillari celebra e ricorda
la Festa della Repubblica. Un momento importante nella coscienza collettiva
del Paese per quello che significa, a tutela della democrazia, della
liberta', per la costruzione e per l'allargamento dell'Europa, che
sta attraversando un momento particolare dopo l'esito negativo del
referendum in Francia sul trattato costituzionale europeo. ''L'occasione
- ricorda il sindaco, Franco Blaiotta- e' per ribadire anche il ruolo
dell'Italia nell'Unione e di questa sulla scena internazionale, senza
perdere di vista le radici cristiane dell'Europa, quelle che hanno
aiutato la riconciliazione delle nazionidopo la fine della Seconda
Guerra Mondiale e garantito la pace per oltre mezzo secolo''. Il dialogo
culturale, lo sforzo di affermare questa appartenenza al progetto
comune ''e' la condizione indispensabile della crescita delle nostre
popol