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Notizie di Culto e Religione

 

Mons. Morosini consacrato Vescovo, le felicitazioni di Principe

09 mag 08 "Rivolgo a padre Giuseppe Fiorini Morosini, nel giorno della sua consacrazione a vescovo della Diocesi di Locri-Gerace, le mie più affettuose felicitazioni e gli auguri più sinceri per il nuovo importante impegno a cui è stato chiamato da Papa Benedetto XVI". Lo afferma, in una dichiarazione, il consigliere regionale Sandro Principe. "Padre Morosini - prosegue Principe - saprà essere non solo una guida preziosa ed illuminata per l'intera comunità della locride, ma anche e soprattutto punto di riferimento di fede e di speranza per i tanti giovani impegnati ad affermare principi di solidarietà e di legalità in una terra mortificata ed umiliata da fenomeni negativi che oscurano le tante positività di cui è ricca la regione per l'impegno, spesso silente, di tanti uomini di buona volontà". "In questo momento solenne - conclude Sandro Principe - ribadisco a padre Morosini la mia più profonda stima ed incondizionata vicinanza".

Il 9 maggio la consacrazione di Padre Morosini a Vescovo di Locri

03 mag 08 ''Vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me''. E' il testo del motto episcopale, ripreso dalla lettera dell'Apostolo Paolo ai Galati, del nuovo vescovo di Locri-Gerace, padre Giuseppe Fiorini Morosini che il 9 maggio prossimo nella Basilica del Santuario di San Francesco di Paola verra' consacrato nel suo incarico. La frase, che fu posta da padre Giuseppe sul ricordino della sua Ordinazione Presbiterale il 2 agosto 1969, apparira' nello stemma episcopale del nuovo vescovo di Locri. Il motto che ha costituito da allora il fondamento della vita sacerdotale di padre Morosini viene oggi sintetizzata a significare una continuita' ideale e di piano pastorale per il nuovo ministero. ''Le mani che sostengono la fiamma - e' scritto in un comunicato della Diocesi di Locri - ricordano uno degli eventi prodigiosi della vita di San Francesco di Paola, fondatore dell'Ordine dei Minimi al quale Padre Giuseppe appartiene. Nel 1468 Papa Paolo II invio' a Paola un prelato a rendersi conto della vita dell'Eremita: se fosse veramente un santo o un appartenente a qualche movimento ereticale. Fu accolto da lui in un ambiente freddo, scarsamente riscaldato da un braciere e il prelato redargui' il Santo per l'eccessivo rigore della sua vita e dei suoi seguaci; Francesco prese allora dal braciere dei carboni ardenti senza scottarsi manifestando quindi che con l'aiuto di Dio, del Suo amore, tutto era possibile, tanto piu' accettare una vita rigorosa''. ''Il campo dello scudo - prosegue il comunicato - e' in oro, metallo piu' nobile, simbolo quindi della prima Virtu', la Fede; infatti, e' grazie alla Fede che possiamo comprendere a fondo la santita' della vita di San Francesco e noi stessi possiamo accettare la sequela di Gesu' Cristo e annunciarlo con coraggio al mondo. Il capo, parte piu' importante dello scudo, e' in rosso, il colore intenso dell'amore e del sangue, della Carita'; l'amore senza limiti del Padre che ha inviato il Figlio ad offrirsi fino al dono estremo della vita e a versare il proprio sangue per la nostra redenzione. Qui appare il sole con la scritta Charitas, il motto dell'Ordine dei Minimi; il sole rappresenta la luce di Dio, luce che illumina e guida il nostro cammino terreno verso di lui, verso la salvezza''. ''Noi crediamo - ha scritto padre Morosini - che Cristo ci ha amati: sostenuti da questa fede possiamo essere sicuri che anche noi riusciremo ad amare Dio e a svolgere la missione che ci affidati di essere suoi testimoni nel mondo''.

Pasqua, Mons. Ciliberti “Chi non ha fede è senza futuro”

21 mar 08 "Nella Pasqua di Cristo, che è la Pasqua per l'uomo, noi troviamo la risposta esauriente a tutti i nostri interrogativi inquietanti: donde vengo, dove vado, cosa si può sperare oltre la soglia della morte? Il crocifisso risorto è la definitiva risposta ai problemi dell'uomo: sono figlio di Dio, in cammino, lungo il pellegrinaggio terreno, verso la casa eterna del padre". E' uno dei passaggi del messaggio di Pasqua dell'arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, mons. Antonio Ciliberti. "Per entrare efficacemente in questo circuito d'amore divino - prosegue il messaggio del presule catanzarese - è necessaria la fede dell'uomo che si realizza nell'accogliere Gesù Cristo nel mistero della vita come l'unico nostro vero salvatore. Chi non ha la fede è senza memoria e senza futuro perché non sa donde viene e non sa dove va. Chi cresce nella fede, avverte un radicale cambiamento della vita. Una fede che non cambia la vita non è una vera fede in Cristo Risorto". Per mons. Ciliberti "dai frutti si commisura la maturità delle fede pasquale. Il primo frutto della vera fede è l'unione. Quando l'esperienza di Cristo risorto occupa il centro della vita, allora le differenze del pensare e del volere contano molto poco, fino al punto da poterle sottomettere al potere dell'amore. Il secondo frutto - prosegue l'arcivescovo - della fede nella risurrezione è la testimonianza. Gli apostoli annunziano con audacia ed ardore questo mistero che ha trasformato la loro esistenza per sempre. Chi è risorto in Cristo avverte irreversibile il bisogno di testimoniare con le parole e con le opere la gioia ineffabile della novità della sua vita. Il terzo frutto è la condivisione, in spirito di solidarietà. Chi esperimenta nel Risorto la certezza della salvezza naturalmente è portato a condividerla coi fratelli". "Si istaura, così, - sostiene ancora il presule - sempre più stretto il rapporto di solidarietà tra i redenti che oggi costituisce l'espressione più alta della maturità culturale e spirituale dei credenti. Naturalmente il Risorto lo si incontra quando lo si ricerca". "Con cuore di fratello e di amico - conclude mons. Ciliberti - io auguro a tutti voi di essere uomini ragionevoli e felici. Questo augurio troverà mirabile riscontro nella nostra vita se, mediante l'intelligente ricerca, incontreremo il Risorto, incarnazione della verità increata. Perciò, forte della cristiana speranza, voglio gridare per tutti: Buona Pasqua!".

A Cosenza Mons. Nunnari celebra la messa del Crisma

20 mar 08 Celebrata in Cattedrale la messa del Crisma, nel corso della quale i sacerdoti di tutta l'Arcidiocesi hanno rinnovato le loro promesse sacerdotali. Nel corso dell'eucarestia un sacerdote ha consegnato nelle mani di monsignor Nunnari anche le offerte che tutti i parroci hanno raccolto la domenica delle Palme a favore del Seminario. Monsignor Nunnari ha celebrato anche i suoi 9 anni di ordinazione episcopale; il vicari generale, nel suo saluto ha formulato l'augurio all'arcivescovo evidenziando "la felice coincidenza della messa crismale con l'anniversario di episcopato che viene solennemente celebrato davanti all'altare del Signore, insieme con i presbiteri e i fedeli. Questa comunità di pastori, che si innesta nella più grande comunione del Corpo mistico di Cristo, è forma e matrice di un singolare servizio per l'unità, la riconciliazione, la pace nella Chiesa e nel mondo". Hanno concelebrato all'eucarestia monsignor Giuseppe Agostino, arcivescovo emerito di Cosenza-Bisignano e monsignor Serafino Sprovieri, arcivescovo ememerito di Benevento. Sono stati presenti 180 sacerdoti. Nel corso dell'omelia monsignor Nunnari ha detto che "il sacerdozio è mistero di comunione e di servizio dell'amore ai fratelli. Le vocazioni cresceranno con il nostro esempio di amore a Cristo e di santità della vita . Gli Olii santi irradieranno la grazia in tutta la diocesi". Questa sera, alle 18.00, sempre in Cattedrale monsignor Nunnari presiederà la Celebrazione Eucaristica nella Cena del Signore. Nel corso di questa messa sarà ripetuto anche il segno della Lavanda dei piedi agli apostoli; quest'anno il presule cosentino laverà i piedi agli ospiti, diversamente abili, della comunità Arcadinoé. Domani, alle ore 10.00 monsignor Nunnari celebrerà la Passione del Signore nel carcere di Cosenza con i detenuti e alle 18.00 in Cattedrale. Sarà anche esposta in Cattedrale la Stauroteca. La Via Crucis cittadina, guidata dall'Arcivescovo, muoverà da piazza Loreto alle 20.30 e si chiduerà in piazza San Nicola.

“Celebrazioni del Mercoledì Santo e Giovedì Santo” a Cosenza

18 mar 08 Gli appuntamenti per mercoledì e giovedì santo, presieduti dall’Arcivescovo, sono i seguenti:

19 marzo – Mercoledì santo
Ore 18.00 L’Arcivescovo presiede la celebrazione eucaristica della messa feriale nella Chiesa parrocchiale di San Gaetano in Cosenza.

20 marzo – Giovedì Santo

- Ore 9.00 Santa Messa del Crisma, presiede l’Arcivescovo e concelebrano tutti i sacerdoti dell’Arcidiocesi. Benedizione degli Olii e rinnovo delle promesse sacerdotali. Dalle 9 alle 12 non si celebra in tutta la diocesi nessun’altra eucarestia e nessun altro rito liturgico.

Durante questa celebrazione eucaristica, nella quale la Chiesa (popolo di Dio) si riunisce attorno all’apostolo vengono consacrati i Sacri Olii del Crisma (l’olio dei cristiani che viene utilizzato nel battesimo, nella cresima, nell’ordinazione sacerdotale e per consacrare i nuovi altari), l’Olio dei Catecumeni (specifico per il battesimo) e quello degli infermi (per l’unzione degli ammalati); nella messa della sera gli olii saranno accolti nelle rispettive comunità parrocchiali. Inoltre, durante questa celebrazione, tutti i sacerdoti rinnovano le loro promesse sacerdotali.
Monsignor Nunnari ha voluto legare, dal suo ingresso in diocesi, a questa celebrazione anche un particolare atto di carità nei confronti del Seminario. Le offerte raccolte nelle parrocchie durante la santa Messa della domenica delle Palme vengono consegnate nelle mani del Pastore per il luogo di formazione dei futuri presbiteri.

- Ore 18.00 in cattedrale l’Arcivescovo presiede la Santa Messa “Nella Cena del Signore” – Riposizione del Santissimo sacramento all’altare apposimanete preparato.

Questa messa viene celebrata facendo memoria dell’istituzione dell’Eucarestia e del sacerdozio; non è solo il ricordo storico dell’Ultima Cena di Gesù. Durante questa celebrazione si svolge anche il rito della lavanda dei piedi, in ricordo del gesto di Gesù che ha lavato i piedi agli apostoli. Quest’anno l’Arcivescovo laverà i piedi agli ospiti diversamente abili della casa famiglia “Arca di noè”. Successivamente l’Eucarestia consacrata anche per le celebrazioni del Venerdì santo, viene portata in un apposito altare (della Reposizione) da non confondere con il sepolcro (come erroneamente viene chiamato). In questo luogo si prosegue la preghiera del giovedì sera unendosi alla preghiera di Gesù nell’orto degli ulivi si è preparato alla sua morte. Dal momento in cui si celebra questa eucarestia le campane di tutte le chiese non suonano fino alla notte di Pasqua.

Padre Rocco Benvenuto eletto presidente della Conferenza dei Superiori Maggiori della Calabria

15 mar 08 Da circa un anno è in atto un deciso ricambio ai vertici degli ordini religiosi operanti in Calabria. Dapprima è cambiato il ministro provinciale dei Frati Minori e al posto del P. Antonio Martella è stato eletto P. Francesco Lanzillotta. E’ stata poi la volta, a luglio del 2007, dei Frati Minori Conventuali, dove P. Francesco Celestino è subentrato allo scomparso P. Nicola Criniti nell’ufficio di custode provinciale. Alla fine di settembre anche i Minimi hanno cambiato il loro superiore maggiore, eleggendo P. Rocco Benvenuto al posto dell’uscente P. Gregorio Colatorti. Da ultimo, il 31 gennaio, è cambiato è pure il ministro provinciale dei Cappuccini. Il ministro generale ha nominato come nuovo provinciale il piemontese P. Ferruccio Bertolozzo, il quale avrà il compito di unificare tutti conventi presenti in Calabria, originariamente suddivisi in due province.
Tutti questi cambiamenti hanno ovviamente comportato anche un rinnovamento alla guida della Conferenza dei Superiori Maggiori della Calabria, che rappresenta tutti i religiosi operanti in Regione. Nella riunione svoltasi a Lamezia Terme è stato eletto il nuovo Presidente, nella persona di P. Rocco Benvenuto, attuale Provinciale dei Minimi, mentre l’incarico di Vice Presidente è stato affidato a P. Francesco Lanzillotta, Ministro Provinciale dei Frati Minori.
Il nuovo presidente, oltre ad essere coadiuvato da tutti gli altri superiori maggiori, avrà al suo fianco un nuovo consiglio composto da religiosi con varie competenze, mentre a renderlo concretamente presente sul territorio saranno soprattutto i dodici segretari che svolgono la loro attività all’interno delle dodici diocesi calabresi. Oltre alla riorganizzazione della nuova struttura di governo, compito primario del nuovo presidente sarà quello di rinsaldare i rapporti di collaborazione con i vescovi e con l’Unione delle Superiore Maggiori Italiane, e puntare ad un maggiore sinergia fra le numerose realtà operanti in Calabria, per rendere ancora più incisiva e qualificata la propria azione che, in questi ultimi anni si è attenuata, a motivo dei gravosi compiti di supplenza che i religiosi, in spirito di servizio, sono stati chiamati a svolgere.

Dal 26 la Settimana Biblica a Cosenza: I racconti della Passione

24/02 La forania Urbana I che raggruppa le parrocchie della città di Cosenza ha organizzato, nell’ambito dell’Anno della Parola e del cammino spirituale quaresimale verso la Pasqua, una settimana biblica su “I Racconti della Passione di Gesù Cristo”.
La particolare catechesi itinerante si terrà secondo il calendario allegato dal 25 al 29 febbraio alle ore 20.00 di ogni giorno e svilupperà alcune interessanti tematiche.

Lunedì 25 febbraio – Parrocchia S. Giuseppe (Serra Spiga):
I racconti della Passione nei quattro Vangeli
a cura di Marinella Pernice (Coord. Settore Apostolato Biblico)

Martedì 26 febbraio – Chiesa di San Domenico:
La Passione di Gesù nel canto e nella musica
Concerto del Coro “Aura Artis” diretto dal maestro Saverio Tinto

Mercoledì 27 febbraio – Cinema San Nicola:
La passione di Gesù nella filmografia recente
a cura di Pasquale Perugini

Giovedì 28 febbraio – Galleria Nazionale “Palazzo Arnone” – Sala conferenze
L’interpretazione iconografica della Passione di Gesù: lo splendido esempio della Stauroteca di Cosenza
a cura di Giorgio Leone (Funz. Soprintendenza)

Venerdì 29 febbraio – Parrocchia Ssacroa Cuore di Gesù e Madonna di Loreto
Lectio sulle sette parole pronunciate da Gesù in Croce
a cura di Don Michele Fortino (Biblista)

Il percorso di catechesi, attraverso l’arte, la cultura, la teologia, la musica, il cinema e la tradizione sarà trasmesso in differita su Cam Tele 3 nei giorni immediatamente prima della Pasqua a cura del Centro diocesano per la Pastorale della Comunicazione.

A Cittadella giornata per San Josemaria Escrivà

13/02 E' un'intera giornata quella che l'Accademia dei Fiumi ed il Gruppo delle poste italiane hanno programmato per il primo marzo per ricordare il 60/mo anniversario del viaggio apostolico di San Josemaria Escrivà in Calabria e Sicilia. La mattina è in programma l'apertura di una mostra fotografica e la proiezione di un filmato con una guida alla conoscenza del Santo curata da Mario Caligiuri, docente dell'Università della Calabria. In programma anche una mostra filatelica sull'arte sacra in Calabria, curata da un circolo di Cariati, mentre per l'intera giornata sarà funzionante un ufficio postale temporaneo per l'annullo filatelico relativo all'iniziativa. Nel pomeriggio nella parrocchia della Santissima Annunziata di Cittadella del Capo ci sarà la concelebrazione di una messa da parte di mons. Domenico Crusco, vescovo di San Marco Argentano-Scalea, di mons. Juan Carlos Dominguez, mentre dalle 18 alle 20 sarà presentato il volume di Assunta Scorpiniti (editoriale Progetto 2000) "La Calabria di Escrivà". Numerosi gli interventi programmati, tra cui lo stesso Dominguez, che è rettore del collegio ecclesiastico internazionale Sedes Sapientiae di Roma e di Giuseppe Frega, decano dell'Università della Calabria e presidente dell'Accademia dei Fiumi di Cosenza. Il dibattito sarà concluso da mons. Crusco.

Festa della Madonna del Pilerio, il Vescovo approva nuovo rito della Messa

11/02 L’Arcivescovo di Cosenza, monsignor Salvatore Nunnari, ha approvato ad experimentum, il nuovo rito della messa di Nostra Signora del Pilerio. Con il geado di solennità, la Vergine del Pilerio, sarà venerata con una messa particolare approntato dall’Ufficio liturgico diocesano, che ne ha curato l’edizione ed è stato distribuito a tutti sacerdoti e alle parrocchie della Metropolia. Il primo rito della Messa e il relativo Ufficio del Breviario era stato approvato il 17 maggio 1818 dalla Congregazione dei riti; successivamente monisgnor Trabalzini prima, monsignor Agostino poi, avevano approvato delle lievi modifiche, sempre ad esperimentum, sui testi esistenti. Monsignor Nunnari ha dato mandato ed approvato invece il nuovo rito; sono state scelte nuove letture e nuovi riferimenti biblici che richiamano con più evidenza la funzione materna di Maria. Nelle preghiere della messa, nel prefazio e nelle invocazioni è evidenziata meglio la funzione materna di Maria, la particolare funzione di intercessione e di sostegno del popolo cristiano (che recupera la tradizione della vicinanza al popolo cosentino nei momenti di dolore) con i riferimenti di Maria come “colonna di nube e di fuoco”, “avvocata di grazia” e “difesa del popolo cristiano”. Nelle parrocchie di tutta la dicoesi la mattina l’eucarestia sarà celebrata con il nuovo messale; nel pomeriggio fedeli, consacrati e sacerdoti si ritroveranno in Cattedtale secondo il programma della festa.

Pellegrinaggio a Lourdes organizzato dalla diocesi di Cosenza-Bisignano

11/02 Oggi 11 febbraio, è il 150° anniversario delle Apparizioni della Vergine a Lourdes, l’Ufficio pellegrinaggio ha reso noto il programma del perllegrinaggio, presieduto da monsignor Salvatore Nunnari, e che si terrà dal 15 al 18 luglio con volo speciale da Lametia Terme. Il Vescovo non ha mancato di incoraggiare i fedeli e i parroci a vivere questo momento di comunione della Chiesa cosentina “valorizzando l’occasione del pellegrinaggio, in questo particolare anno giubilare, come momento di crescita spirituale e di fecondità dello spirito”. Per informazioni rivolgersi alla propria parrocchia o all’ufficio pellegrinaggi della dicoesi (0984.28185).

Migliaia di fedeli accolgono le reliquie di Santa Maria Goretti in Calabria

10/02 Sono stati alcune migliaia i fedeli che hanno accolto, ieri a Catanzaro e oggi a Palmi, le reliquie di S. Maria Goretti, morta per avere resistito a un tentativo di stupro e canonizzata nel 1950 da Pio XII. Le reliquie sono giunte in Calabria provenienti da Nettuno (Roma), dove sono conservate nel Santuario di Nostra Signora delle Grazie. A Catanzaro, nella giornata di ieri, i fedeli hanno potuto pregare davanti alle reliquie di Maria Goretti nella chiesa omonima ubicata nel quartiere S. Elia del capoluogo regionale. La cerimonia religiosa e' stata celebrata dall'arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, mons. Antonio Ciliberti. In mattinata le reliquie sono giunte a Palmi, nella chiesa della Santa Famiglia, accolte da una folla enorme di fedeli ma anche di autorita' locali e dai Cavalieri del Santo Sepolcro di Reggio Calabria. Nella chiesa, a poca distanza da una struttura per l'accoglienza delle ragazze madri che e' intitolata proprio alla martire della Chiesa cattolica, si terra' una veglia di preghiera notturna. Domani, sempre a Palmi, e' prevista un'iniziativa alla presenza delle scolaresche della citta'.

La conferenza episcopale ringrazia Mons. Bregantini

06/02 Si è riunita il 4 e 5 febbraio 2008 la Conferenza Episcopale Calabra. Ai lavori ha preso parte, in qualità di amministratore diocesano della Diocesi di Locri - Gerace, mons. Cornelio Femia. "In apertura - riferisce un comunicato - i vescovi hanno rivolto affettuose e sincere parole di saluto e ringraziamento a mons. Giancarlo Bregantini, di recente trasferito dal Santo Padre alla guida dell'Arcidiocesi Metropolitana di Campobasso - Boiano, per lo zelo, l'intelligenza, l'amore e l'impegno pastorale profuso a favore della Diocesi locrese e dell'intera Calabria, nella certezza che la Parola di Dio, da lui proclamata senza sosta, continuerà ad essere seminata e porterà frutto anche in terra Molisana". "Il presidente della Cec, mons. Vittorio Mondello - riporta il comunicato - ha riferito poi dei lavori dell'ultimo Consiglio permanente della Cei. Nel prosieguo dei lavori, la Conferenza calabra s'é impegnata a far sì che, attraverso un'accorta programmazione, sia dato il giusto risalto all'anno paolino, che avrà inizio nel giugno prossimo. E' stato poi esaminato ed approvato lo Statuto del Seminario Regionale San Pio X. Si è quindi proceduto al riesame della seconda bozza dell'Istrumentum laboris 'Chiesa comunione, testimone di Gesu' Risorto, speranza del mondo in Calabrià, preparata per il Convegno delle Chiese di Calabria per la primavera del 2009 e che quanto prima sarà inviata a tutte le realtà ecclesiali della Calabria". "La Conferenza, in occasione della manifestazione che si terrà a Locri il prossimo 1 marzo 'Nella Locride per vincere in Calabria' - riferisce ancora il comunicato - ha incaricato l'amministratore diocesano, Mons. Cornelio Femia di porgere il saluto ed esprimere il sentimento di vicinanza e solidarietà della stessa Conferenza agli organizzatori. Successivamente, si é passati all'esame ed all'approvazione del bilancio consuntivo della Cec per l'anno 2007. I Vescovi hanno preso poi in esame la proposta di autorizzare la Commissione regionale per la Cooperazione missionaria tra le chiese di inviare una lettera ai Responsabili diocesani degli Uffici missionari perché verifichino la disponibilità di sacerdoti, diaconi e laici ad andare per qualche tempo in missione. Il risultato di tale verifica sarà sottoposto ai propri vescovi per un ulteriore discernimento e poi inviato al segretario della Commissione regionale che preparerà una ulteriore relazione da presentare alla Conferenza episcopale". "Hanno poi ascoltato la relazione di don Antonio Staglianò che - riporta ancora il comunicato - preso atto della decisione della Cec di chiudere il Pastor Bonus, ha riferito sulle possibilità di far confluire le finalità del suddetto organismo nell'Istituto reologico calabro. Successivamente il P. Vitaliano Rogolino, presidente regionale dell'Apostolato della preghiera, ha presentato la situazione in regione di tale Associazione. I Vescovi hanno inoltre ascoltato Mons. Antonino Denisi, Segretario della Commissione Migrantes, che ha relazionato sull'impegno missionario dei sacerdoti delle Diocesi calabresi che operano in terra di Missione e sulla situazione della pastorale agli immigrati. Hanno ascoltato anche le relazioni del Presidente Internazionale del Serra Club, Cesare Gambardella; del Presidente nazionale del Banco Alimentare, mons. Mauro Inzoli; e i Responsabili del progetto "Calabria excelsà'". "I vescovi hanno espresso parere favorevole alla richiesta dei padri Rogazionisti di inoltrare domanda alla S. Sede perché Sant'Annibale Maria Di Francia venga proclamato Patrono delle Vocazioni. In seguito hanno proceduto alla nomina del Delegato regionale Fies, don Francesco Romano dell'Arcidiocesi di Rossano - Cariati; e alla iscrizione di tre nuovi avvocati all'Albo dei patroni abilitati del Ter: avv. Maria Stefania Filippone e avv. Dorotha Cabero della Diocesi di Oppido - Palmi e avv. Maria Siriani della Diocesi di Lamezia".

“Inaugurazione a.a. 2007/08 Studio Teologico Cosentino e dell’Istituto di Scienze Religiose”

06/02 Con la Lectio Magistralis del Rev.do Sac. Adolfo Russo, Preside della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, giovedì 7 febbario 2008, alle ore 17, nell’Auditorium Giovanni Paolo II del Seminario di Rende, si inaugurerà il nuovo anno accedemico dell’Istituto Teologico “Redemptoris Custos” e dell’ ISSR “San Francesco di Sales”.
Il tema della della Lectio Magistralis è: “Dialogo tra i credenti, convivialità tra i popoli” e sarà introdotta dal saluto del rettore del Seminario maggiore Don Mario Corraro, dal direttore dell’Issr Monsignor Francesco Marigliano e dal Prefetto dello Studio Teologici don Antonio Bartucci.
Le conclusioni saranno dell’Arcivescovo monsignor Salvatore Nunnari; seguirà una esecuzione musicale a cura del Conservatorio “Giacomantonio” di Cosenza.
Le due istituzioni formative, Issr e Studio Teologico, che contribuiscono fortemente alla crescita del sapere teologico, alla fomazione dei futuri sacerdoti, dei laici e degli isnegnantio di religione, hanno ambedue sede presso il Seminario Cosentino di Rende.

Convegno della Caritas sul valore della famiglia venerdì a Falerna

22/01 Riscoprire il valore della famiglia come forza per sperare. Questa la finalità del convegno regionale delle Caritas calabresi in programma venerdì e sabato prossimi a Falerna. Il programma del convegno annuale, quest'anno sul tema "Ripartire da Cana. La famiglia calabrese tra risorse e fragilità", è stato presentato stamani a Cosenza nel monastero di Santa Maria delle Vergini. All'incontro con i giornalisti hanno partecipato il delegato regionale Caritas, don Ennio Stamile; il presidente della Fondazione Facite, mons. Ignazio Schinella ed il vescovo delegato per la Caritas, mons. Luigi Cantafora. Monsignor Schinella ha sottolineato come "la famiglia di oggi è filiarcale, sono i figli quelli che comandano, ed è proprio questa la malattia delle famiglie moderne. Non dobbiamo fare dei nostri figli un sottoproletariato, che rappresenta il male della società moderna". "E' nelle nostre famiglie e nelle famiglie calabresi - ha detto mons. Cantafora - che si compie il miracolo, come a Cana il Signore ha trasformato l'acqua in vino, così nelle famiglie la fragilità deve essere trasformata in coraggio. Nel corso del convegno rifletteremo se la famiglia rappresenta una risorsa. Come Caritas diocesane lavoriamo da tempo in questa direzione attraverso i nostri centri di ascolto e di accoglienza. Nelle famiglie calabresi esiste anche la criminalità ed è proprio in queste che i valori del perdono e della riconciliazione devono radicarsi e far abbandonare i falsi valori come l'omertà e il potere del denaro. Tutto ciò è possibile solo se le famiglie fanno rete. La risorsa della famiglia è la coppia che si fortifica nel cammino di fede". "Quest'anno - ha detto don Ennio Stamile - affronteremo un tema importante come quello della famiglia, soprattutto perché ci troviamo di fronte alla distrazione delle politiche familiari: in Calabria ci sono circa 200 mila famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà. Dobbiamo comunque riconoscere la disponibilità del neo assessore regionale al Bilancio, Demetrio Naccari Carlizzi, che ha evidenziato una fattiva intenzione di collaborazione. La scelta di presentare il convegno nel monastero delle Vergini, che è anche un centro di accoglienza per ragazze madri, è emblematico perché queste ragazze sono madri coraggio per aver scelto la vita". Gli atti del convegno dello scorso anno delle Caritas calabresi sono stati pubblicati in un volume dal titolo "E' Cosa Nostra", che é stato presentato nei giorni scorsi nella sede nazionale della Caritas italiana a Roma. "Si tratta - ha detto don Ennio - di un lavoro che ha interessato anche la stampa giapponese e proprio oggi pomeriggio a Lamezia una delegazione di giornalisti verrà ad intervistarci". Il convegno, diviso in tre sezioni, prenderà il via venerdì mattina con una meditazione sulla "Famiglia di Nazareth" e proseguirà fino a sabato.

Nessun riscontro sulle voci che Mons. Bregantini lascia Locri. Loiero “Spero non sia vero”

05/11 Non trovano alcun riscontro negli ambienti della Curia di Locri le notizie ufficiose apparse su alcuni siti internet, circa la possibile nomina di mons. Giancarlo Bregantini ad arcivescovo metropolita di Campobasso in seguito alle dimissioni, per limiti di età, del presule del capoluogo molisano, mons. Armando Dini. Impossibile raggiungere il presule che non è in episcopio e non possiede telefono cellulare. "Non è la prima volta che vengono diffuse notizie di questo tenore - dice Giovanni Lucà, responsabile dell'Ufficio stampa della Diocesi di Locri-Gerace -. Lo scorso anno si parlò con insistenza della nomina di mons. Bregantini al vertice della diocesi di Lecce. Quel che è certo è che quasi nessuno può dire nulla in proposito". Mons. Bregantini, originario di Trento, già prete operaio e appartenente all'ordine degli Stimmatini, è vescovo della Diocesi di Locri-Gerace dal 7 aprile del 1994. In questi oltre 13 anni il presule ha caratterizzato il suo impegno pastorale e la sua presenza prendendo posizione contro la violenza della 'ndrangheta e incoraggiando, tra l'altro, la realizzazione di cooperative agricole e di consorzi che occupano diversi giovani anche grazie alla collaborazione instaurata con analoghe realtà della sua regione d'origine, il Trentino.
Loiero
''Corre voce che monsignor Giancarlo Maria Bregantini venga trasferito da Locri alla sede episcopale di Campobasso. Spero che non sia vero. Ma se e' vero, con tutto il rispetto per la Chiesa, auspico un ripensamento''. Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, in seguito ''ad alcune notizie - e' detto in una nota del portavoce - rimbalzate dal capoluogo molisano e accreditate in ambienti ecclesiastici''. ''Di Bregantini - ha aggiunto il presidente Loiero tramite la nota del portavoce - ha bisogno la Locride che in questi anni ha beneficiato della sua autorevole azione pastorale attenta ai bisogni degli ultimi e ha necessita' la stessa Calabria dove la sua opera e' stata di esempio e di stimolo per tutti''. ''La sua partenza dalla Calabria - ha concluso Loiero - significherebbe azzoppare un percorso di riscatto sociale inedito. E sarebbe allora un danno irreparabile. Spero pertanto che le gerarchie ecclesiastiche vogliano evitarlo''.

Terzo Cammino di fraternità delle Confraternite calabresi

18/10 Mentre si avvicina l’appuntamento regionale delle confraternite calabresi ad Amantea, il 20 e 21 ottobre prossimi, che ha ricevuto il Patrocinio dell’Ente Regione e della Provincia di Cosenza, oltre che dalla stessa Arcidiocesi e della Confederazione delle Confraternite, monsignor Salvatore Nunnari, arcivescovo di Cosenza-Bisignano, -è scritto in una nota- ha voluto esprimere in un messaggio l’augurio della Chiesa cosentina al particolare momento ecclesiale. “Dalla lode a Dio al servizio dell’uomo le confraternite esprimono, ed hanno espresso nella loro secolare storia, un cammino di fede inculturato nel tempo e nella storia dei popoli. Il mio augurio e che esse possano ancora essere per la nostra Chiesa particolare e per la Chiesa italiana spazio di solidarietà spirituale e concreta, prima risposta alle ansie e alle speranze dell’uomo e condivisione vera di tutte le istanze che da esso muovo verso la Chiesa. Essendo un movimento laicale possono esprimere bene lo spazio di impegno del credente nel mondo con gli occhi rivolti sempre al cielo”. Le confraternite furono una forte risposta sociale ed ecclesiale alle istanze di ospitalità, di sofferenza, di comunione con i fratelli defunti, verso la sofferenza (con la fondazione di ospedali ed ospizi) e la malattia, secondo lo spirito associativo che ha profeticamente anticipato finanche le moderne forme caritative di associazionismo e movimenti, aggregando per finalità spirituali e sociali diverse categorie di persone, divenendo finanche forti committenti di monumentali chiese ed opere d’arte che arricchiscono il patrimonio storico-artico e culturale d’Italia.
Il programma dell’incontro prevede sabato 20 alle 15 l’incontro dei direttive delle Confraternite e dei padri spirituali. All’incontro saranno presenti, monsignor Salvatore Nunnari, arcivescovo di Cosenza-Bisignano, monsignor Armando Brambilla, vescovo ausiliare di Roma e delegato Cei per le confraternite, il presidente della Confederazione delle Confraternite italiane Francesco Antonetti, il coordinatore regionale della confermazione Antoniono Punturiero. Seguirà una conferenza tenutata dal vescovo emerito di Ivrea monsignor Luigi Bettazzi. Alle 19 si terrà la celebrazione eucaristica nella chiesa di San Bernardino sede della due giorni di convegno. Seguirà un concerto lirico-sinfonico organizzato dalla banda musicale di Amantea.
Domenica le confraternite sfileranno per le vie della cittadina “per il cammino di fraternità” insieme alle autorità civili e religiose. Nella stessa chiesa di San Bernardino si terrà la celebrazione eucaristica conclusiva alle 11.30.

Parte la canonizzazione di Arcangela Filippelli

16/10 L'arcivescovo di Cosenza-Bisignano mons. Salvatore Nunnari ha emanato l'editto per la causa di canonizzazione della giovane Arcangela Filippelli, di Longobardi, morta nella seconda metà dell'Ottocento dopo avere resistito ad un'aggressione in un bosco nei pressi del paese del cosentino dove viveva con la propria famiglia. "Dopo aver ricevuto il parere favorevole ed unanime della Conferenza episcopale calabra, aver fatto le opportune indagini preliminari ed aver ricevuto il nulla osta della Congregazione per la causa dei Santi - è scritto nella nota - il vescovo ha accolto la richiesta ufficiale del postulatore ed ha avviato le prime fasi della causa". Arcangela, nata Longobardi il 17 marzo 1853 e morta il 7 febbraio del 1869, figlia di Vincenzo, bracciante agricolo del posto e Domenica Pellegrini, filatrice, - è scritto nel testo - era una ragazza di buona famiglia e di sani principi morali, frequentava la parrocchia e aiutava la famiglia nei lavori domestici. Il 7 febbraio del 1869, domenica di carnevale, la giovane donna recatasi a raccogliere legna in una tenuta assieme a delle amiche venne trattenuta con uno stratagemma da un giovane fratello delle altre ragazze. Accortasi delle intenzioni del giovane, Arcangela tentò di fuggire invocando la Madonna ma venne raggiunta. L'aggressore tentò più volte di usarle violenza senza riuscirci e alla fine le amputò le mani e i piedi e poi la finì con oltre 40 colpi di ascia.

Mese di preghiera dell’Arcidiocesi cosentina “per un cammino di conversione”

02/08 Il 1 Agosto, come annunciato, monsignor Salvatore Nunnari ha aperto il mese penitenziale e di preghiera per la diocesi. Il vescovo ha celebrato l’eucarestia nel Santuario Diocesano Mariano di Santa Maria di Mendicino dove si apriva la quindicina in onore dell’Assunta alle ore 06.00 unendosi ai tanti fedeli e pellegrini che vi si recano fin dalle prime ore del mattino.
Dal 3 agosto e per tutti i venerdì di Agosto, come deciso nell’assemblea del clero, si terrà nelle parrocchie dell’Arcidiocesi la Via Crucis. Uno dei testi proposti è quello scritto da papa Benedetto XVI, allora cardinale, per la via Crucis al Colosseo nel 2005 “sui mali della Chiesa”; il testo è scaricabile dal sito internet del Vaticano (www.vatican.va – mappa del Sito – Sez. Via Crucis).
Fra i tanti attestati di vicinanza sono giunti all’Arcivescovo quello della Presidenza dell’Azione Cattolica Diocesana e quello del Cammino Neocatecumenale; esse contano numerosi aderenti e sono presenti in diverse parrocchie dell’Arcidiocesi. Se ne riportano alcuni passaggi:

Azione Cattolica Diocesana:
“In questo momento di sofferenza della Chiesa locale, la Presidenza dell’Azione Cattolica esprime solidarietà e stima all’Arcivescovo e alla Chiesa diocesana della quale si sente profondamente parte essenziale e vitale. Essa condivide le valutazioni espresse nel comunicato e si impegna ad attuare il piano pastorale diocesano con la preghiera e con le azioni tipiche dell’associazione. Si impegna anche ad attuare le quattro tappe per un cammino di conversione. L’azione cattolica sollecita la riflessione degli organismi pastorali ad affidare i compiti di indole secolare dalla Chiesa a laici di età matura, provata competenza tecnica, lunga esperienza ed elevata moralità, affiancati da sacerdoti con compiti di assistenza spirituale”.

Cammino Neocatecumenale:
“La Chiesa di Cosenza-Bisignano è chiamata oggi più che mai ad assumere la sua “ora”. Tutti i cristiani siamo chiamati ad assumere l’Ora della Croce, l’ora di dare la testimonianza di Gesù per salvare il mondo. Tutti i fratelli del cammino neocatecumenale della diocesi Le sono vicini, sostengono con la preghiera incessante e assidia la Chiesa cosentina tutta, il Presbiterio e Lei in particolare”

Mons. Ciliberto “Il divario tra poveri e ricchi provoca degrado della dignità”

16/07 "Osservando la nostra società si coglie immediatamente che essa ha bisogno di crescere nell' unità. Per realizzare questa finalità deve essere messa al centro del dibattito culturale e politico la ricerca della Verità, che in campo sociale coincide con la realizzazione del bene comune, con cui si promuove la crescita umana, economica, culturale dell'intera società e di ogni singolo membro". E' un passaggio dell' omelia tenuta dall' arcivescovo metropolita di Catanzaro - Squillace mons. Antonio Ciliberti in occasione della festa di San Vitaliano, patrono del capoluogo calabrese. "Tutto ciò - ha aggiunto il presule - esige che sia bandito ogni tipo di egoismo personale e di gruppo, ogni tipo di individualismo, di consorteria affaristica, di interesse contro la collettività. Di conseguenza va combattuta in maniera risoluta ogni violazione della legalità, ogni tipo di cultura mafiosa, ogni organizzazione malavitosa, ogni genere di delinquenza. I privilegi di pochi, a discapito di molti, acuiscono il divario tra poveri e ricchi e producono un' inquietante degradazione della dignità personale". Per mons. Ciliberti, inoltre, "l' uomo non si identifica col suo lavoro, ma questo è un diritto inalienabile della persona che concorre alla promozione della sua dignità. Su questo versante giusto, doveroso e necessario è il confronto politico e culturale che va realizzato con un linguaggio franco, un pensiero robusto fondato sulla ragione, portato avanti sempre nel rispetto dell' altra persona e secondo le regole della buona educazione". "La diversità delle idee e delle opinioni - ha esortato ancora mons. Ciliberti - è una ricchezza sociale, una risorsa, fin tanto che tutto è in vista della ricerca del bene comune e della sua realizzazione. Diventa, invece, sinonimo di povertà sociale, allorquando egoisticamente e ostinatamente ci si arrocca su posizioni preconcette e ideologiche che niente hanno a che fare con la verità". Nell' omelia il presule catanzarese, invocando la protezione di San Vitaliano sulla città e sulla regione, ha invitato a guardare alla "ricchezza degli insegnamenti che ci propone la testimonianza del nostro Santo Patrono". "L' opera di San Vitaliano, dettata esclusivamente dall' amore e dal desiderio della salvezza - ha aggiunto il presule catanzarese - lo ha mosso ad offrire a tutti la Verità che salva. Oggi è prioritaria, sia in ambito ecclesiale che sociale, una persistente opera di evangelizzazione e di formazione delle coscienze alla luce della verità. Infatti, il relativismo che domina la cultura e la società civile, non risparmia neppure la comunità ecclesiale, infettando, come un tarlo, il cuore e la fede dei credenti e la vita delle comunità ecclesiali. Sono molti i segni di tale malessere: tra questi i molti battezzati che non vivono pienamente la fede, che non partecipano attivamente alla vita della comunità, che non si nutrono dei sacramenti, che non hanno fatto di Cristo la loro ragione di vita". "Questi nostri fratelli, incapaci di resistere al relativismo, all'agnosticismo e al laicismo - ha detto ancora il presule - sono in genere persone non sufficientemente evangelizzate. Pertanto, la prima opera che la Chiesa è chiamata a compiere è di annunziare continuamente il Vangelo a se stessa, ad ogni suo membro. Prima di dare la verità agli altri, la Chiesa deve donarla a se stessa, sempre memore che la verità non consiste nella conoscenza di principi astratti e teorici, ma nella conoscenza della Persona di Cristo che è la via, la verità e la vita. Nella consapevolezza che non la si possiede una volta per tutte, ma si è introdotti in essa e nella comprensione della sua sapienza con gradualità. La sua interezza è data non dalla conoscenza dei suoi principi, ma dalla trasformazione di questi in amore concretamente vissuto".

Dal Monte Athos a Bivongi esempi di coesistenza religiosa

16/07 Sono le tre del mattino e padre Gennadios Dionysiatis ieromonaco, lunga barba sul petto, inizia la sua giornata con le lodi al Signore, come detta la Regola. Una preghiera che si protrarrà fino all' alba. Padre Gennadios è il Superiore del monastero di San Giovanni Theristis di Bivongi, nella vallata bizantina calabrese dello Stilaro. Qui, ormai da più di 13 anni, coesistono due religioni: quella cattolica e quella greco-ortodossa. Nel 1994, infatti, dopo quasi mezzo millennio, al monastero abbandonato sono ritornati i monaci del Monte Athos della penisola Calcidica, in Grecia, simbolo di tutte le montagne sacre all' uomo. Secondo la leggenda, su questa costa greca naufragò la Madre di Cristo mentre, con Giovanni l' Evangelista, si stava recando dalla Palestina a Cipro. E sono oltre 1.700 anni che sul Monte Athos, repubblica autonoma sotto la sovranità greca, vivono i monaci ortodossi. Nel '94, il Consiglio regionale della Calabria ha dichiarato sacra la valle tra le fiumare Stilaro e Assi, per fare in modo che i monaci del Monte Athos potessero stabilirvisi. E, agli inizi del '95, il Comune di Bivongi ha consegnato ufficialmente il monastero di San Giovanni Theristis all' Arcidiocesi ortodossa d' Italia che fa parte del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, facendolo diventare così l' unico monastero bizantino, in tutta l' Europa occidentale, dove si celebrano regolarmente le funzioni liturgiche. All' area monastica di Bivongi si accede attraverso un portale granitico. Vi sono alcune celle, il refettorio. Un cortile interno la separa dalla basilica - I Katholikon - che risale all' XI secolo. Più in fondo, i resti del monastero originario. Dopo le lodi e aver atteso a qualche incombenza, tutte le mattine padre Gennadios celebra la liturgia ortodossa per i fedeli. Poi, preghiera, lavoro e studio. Come i confratelli del Monte Athos, i monaci della vallata dello Stilaro consumano collettivamente il pranzo, che è frugale e vegetariano: verdura, frutta, olive, cereali prodotti nell' orto del monastero e un bicchiere di vino. E di nuovo lavoro, studio e la preghiera esicastica, così chiamata perché le parole sono ritmate dal battito del cuore. Ma la piccolissima comunità non è isolata dal territorio. Fin da quando sono giunti, i monaci si sono aperti allo scambio con istituzioni, fedeli, turisti. Ogni anno, la felice convivenza è sancita dalla celebrazione, a Bivongi, di due Pasque; quella cattolica e quella greco-ortodossa. E padre Gennadios celebra la sua liturgia in quattro lingue: greco, italiano, russo e rumeno. A seguito della venuta dei monaci, è anche nata un'associazione culturale, la "San Giovanni Theristis", con lo scopo di sostenere la comunità nei rapporti con il mondo esterno. Il gruppo, inoltre, organizza iniziative culturali e religiose e ha costituito un centro studi italo-greco che mira a conservare, riscoprire, diffondere e valorizzare il patrimonio storico-culturale della Magna Grecia e della civiltà greca. La comunità greco-ortodossa interagisce anche con l' Amministrazione comunale che ha avviato, ormai da anni, una serie di gemellaggi con Comuni e istituzioni greche. Sono consolidati, infatti, i rapporti con l' Università di Salonicco e la città di Volos, in Tessaglia. Visite di studenti, manifestazioni con gruppi etnici, progetti di studio sono le attività che animano la vita culturale della città. E i monaci si fanno tramite per gli scambi, in sinergia con l'associazione "San Giovanni Theristis". Il Comune di Bivongi, inoltre, è uno dei partner del progetto Mo.no.pi. (Monument nomination and pilot implementation as an alternative form of architecture and religious tourism), nell' ambito del programma europeo Interreg III C - zona est, la cui prima fase si è conclusa lo scorso dicembre. L' obiettivo é lo studio e la ricognizione di alcuni importanti monasteri, considerati quali asset su cui basare una strategia di valorizzazione territoriale. Tra le istituzioni che partecipano al progetto, il dipartimento per lo Sviluppo della Magnesia, il Comune di Milies, il Comune di Artemida, nella Tessaglia, in Grecia; e il dipartimento per lo Sviluppo di Larnaca, a Cipro. E' ormai pomeriggio e, tra le attività dei monaci athoniti di Bivongi, vi è quella dell' accoglienza dei turisti che vogliono visitare basilica e monastero. Ma solo fino al tramonto. Per padre Gennadios e i confratelli, infatti, è il tempo di una cena frugale e della liturgia del vespro che concluderanno le ore della veglia. Nella vallata dello Stilaro, come sul monte Athos, sono più di mille anni che è il sole a stabilire quando ogni azione deve essere compiuta.

Mostra su San Francesco di Paola a Reggio Calabria

23/06 E' stata inaugurata stamani a Reggio Calabria, a Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale, la mostra iconografica sulla vita di San Francesco di Paola, a cinquecento anni dalla sua morte. La figura del Santo è stata ricordata in una raccolta dei suoi Fioretti, curata dal prof. Pietro Addante per conto dell'editore Laruffa. "E' un fatto molto positivo - ha detto il padre provinciale dell' Ordine dei Minimi di Cosenza, Gregorio Colatorti - divulgare questa opera in questo particolare momento celebrativo. E' uno stimolo ulteriore affinché il Patrono della Calabria sia più amato e meglio conosciuto". L' arcivescovo di Reggio Calabria, mons. Vittorio Mondello, presidente della Conferenza episcopale calabrese si è detto "particolarmente lieto dell' iniziativa. Francesco è un calabrese eccezionale ed i calabresi in Lui si identificano non solo per onorarlo, ma per imitarne le virtù, anche se in questo non sempre ci si riesce". Nel suo intervento, il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova, ha ricordato "la straordinaria personalità di Francesco, che ha segnato di se il periodo della sua vita terrena, vicino ai bisogni della gente, soprattutto dei poveri". "La sua memoria - ha aggiunto Bova - deve suonarci come stimolo per affrontare e risolvere i problemi di oggi e superare le difficoltà in cui vive la Calabria. San Francesco, Bernardino Telesio, Tommaso Campanella hanno segnato la Calabria come terra di fermento di speranza ed intellettualità, e non come terra degli ultimi, emarginata. Francesco, in particolare, compiva degli atti che scuotevano dal profondo la nostra spiritualità e che oggi, ognuno di noi deve assumere come riferimento". Per il presidente del Consiglio regionale calabrese "vale dunque la pena di impegnarsi per aprire la strada a nuove esperienze solidali, nuove energie che si dimostrino ispirate a quella memoria, quella di Francesco, che oggi serve forse più del pane".

La rivista teologica Vivarium compie 15 anni

01/06 E' entrata nel quindicesimo anno di vita, con il primo numero del 2007 attualmente in distribuzione, la rivista "Vivarium" dell' Istituto Teologico Calabro "San Pio X" di Catanzaro, pubblicata dalle Edizioni Ursini. "E' un traguardo editoriale veramente importante - ha detto l'editore Vincenzo Ursini - raggiunto grazie alla rigorosa scelta dei testi effettuata dai direttori che si sono avvicendati negli anni, mons. Domenico Graziani, arcivescovo di Crotone - S. Severina, don Antonio Staglianò, attuale direttore dell' Istituto Teologico, ed ora don Vincenzo Lopasso, docente di Sacre Scritture, ma anche grazie anche all' intero gruppo redazionale composto da qualificati docenti ed illustri esponenti del mondo cattolico, non solo calabrese, tra i quali Giorgio Andolfi, Armando Augello, Natale Colafati, Gaetano Currà, Giuseppe De Simone, Raffaele Facciolo, Giovanni Mazzillo, Francesco Milito, Fortunato Morrone, Francesco Oliva, Serafino Parisi, Ignazio Schinella, Gabriele Bilotti, Antonio Cannizzaro, Emidio Commodaro, Gesualdo De Luca, Francesco Guida, Luigi Magnelli, Michele Mazzeo, Gregorio Montillo e Giuseppe Silvestre". Il primo numero del 2007 si apre con una nota di mons. Vincenzo Rimedio, vescovo emerito di Lamezia Terme, dal titolo "L' uomo e la ricerca di senso". Nella rubrica "Ragioni e domande" trovano spazio due autori: Vincenza Cinzia Capristo (L'intreccio di rapporti diplomatici di Cina e Giappone con la Santa Sede nel 1942) e Manfredo Falasca (L' amore del Frassinetti per la Sacra Scrittura). Nel suo articolo, Capristo parte dall' analisi dell' intreccio di relazioni diplomatiche, nel 1942, tra la Santa Sede e le due grandi potenze asiatiche all' epoca in contrasto tra loro, Cina e Giappone, ponendo le basi per una riflessione su ciò che oggi può significare il riallacciarsi di relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e la Cina Continentale. Falasca analizza, invece, la raccolta di Annotazioni sopra la Bibbia di Frassinetti, ricavate dalle annotazioni letterali e spirituali della Vulgata di Luigi Isacco. L'autore rileva come ogni pagina dell'opera è piena di rinvii ai Padri, dei quali si riportano i passi, ma non v' è nulla di quanto si studia a introduzione biblica o a scuola di esegesi. Nella sezione "Urgenze e prospettive" la pubblicazione accoglie i contributi di Pino Falvo (Evangelizzare il sociale in Calabria) ed Enzo Chiodo (La famiglia cristiana: speranza e profezia dell' educazione alla socialità in Calabria). Don Falvo si propone di analizzare quanto già riflettuto in Calabria nei quattro Convegni ecclesiali regionali, svolti negli ultimi anni, e nella Prima Settimana sociale, svoltasi nel 2006, circa le problematiche e le tendenze presenti nella società calabrese e l' offerta di indirizzi e orientamenti etici. Enzo Chiodo, invece, riflette sulla validità di alcune risorse etiche che ancora permangono nella famiglia calabrese. Pur nelle trasformazioni, suggerisce l' autore, essa rimane l' intreccio relazionale autenticamente umano che interpella la teologia e chiede indicazioni per una salvaguardia della stessa, quale luogo naturale di crescita e di educazione alla socialità. Nello spazio "Comunicazioni e strumenti" vengono poi proposti i contributi di Pasquale Aceto (Metafisica e morale in Felice Battaglia nel confronto con l' esistenzialismo) e Luigi Intrieri (Pio XII e la persecuzione degli ebrei durante la II Guerra Mondiale). Aceto delinea il percorso filosofico di Felice Battaglia (Palmi, 1902 - Bologna, 1977), evidenziando l' atteggiamento di questo pensatore di fronte all' esistenzialismo , col quale ha intessuto una lunga ed intensa riflessione, iniziata negli anni bui del secondo conflitto mondiale e protrattasi anche dopo l'approdo del Battaglia allo spiritualismo cristiano. Intrieri confuta la responsabilità morale attribuita da alcuni al "silenzio" di Pio XII di fronte ai crimini commessi dal nazismo contro gli ebrei. Il Pontefice, infatti, nonostante la mancanza di prove inconfutabili, denunciò varie volte la persecuzione degli ebrei e intervenne costantemente in loro favore. In questa valutazione, puntualizza Intrieri, non bisogna dimenticare la vicenda degli ebrei olandesi che, a seguito di una pubblica protesta dei vescovi locali, furono tutti arrestati e deportati. Ciò comunicava da parte di Hitler un messaggio molto chiaro: le conseguenze dannose delle proteste pubbliche sarebbero ricadute su chi avrebbe dovuto beneficiarne e non su chi aveva protestato. Una protesta pubblica sarebbe stata certamente più clamorosa, ma com'era accaduto in Olanda, sarebbe servita solo a condannare a morte numerose persone. La scelta del silenzio, al contrario, ottenne il duplice scopo di salvare molte persone e di continuare l'opera di assistenza a Roma e altrove. Il primo numero del 2007 di Vivarium si chiude con la rubrica "Rassegna" che accoglie un contributo di Filippo D' Andrea sugli "Aspetti etici e pedagogici in San Francesco di Assisi".

Domenica 3 giugno la Diocesi di Cosenza incontra i laici

31/05 L' arcivescovo metropolita di Cosenza-Bisignano padre Salvatore Nunnari incontrerà domenica 3 giugno, solennità liturgica della Ss. Trinità, il laicato cattolico della diocesi organizzato in associazioni, movimenti e gruppi. L' iniziativa si svolgerà nell' Auditorium "Giovanni Paolo II" di Rende. "L' appuntamento annuale unitario con l' arcivescovo - è scritto in un comunicato - caratterizza il percorso che la Consulta diocesana delle aggregazioni laicali sta compiendo per una piena comunione nella vita della Chiesa e nell' azione pastorale. L' incontro di domenica prevede la preghiera comune, riflessioni bibliche, antropologiche e sociali sulla visione dell' uomo che scaturisce dalla dinamica dell' amore trinitario a cura di un biblista, di un docente di filosofia e di una coppia di coniugi". L' intervento di mons. Nunnari sarà dedicato al tema "La Trinità sorgente e modello di vita personale, familiare, ecclesiale e sociale".

Dal 24 i festeggiamenti per il V centenario della morte di San Francesco di Paola a Cosenza

20/05 Solenni festeggiamenti in onore di san Francesco di Paola patrono della Calabria e della gente di mare d’Italia patrono della città e dell’arcidiocesi di Cosenza nel V centenario della sua morte (1507-2007) 24 maggio – 3 giugno 2007. I festeggiamenti in onore di S. Francesco di Paola quest’anno avranno un carattere unico ed eccezionale per la fausta ricorrenza del mezzo millennio della sua nascita al Cielo. I Vescovi Calabresi, che con la loro presenza onoreranno il Capoluogo della Provincia che ha dato i natali al Santo Patrono, nel loro messaggio ci invitano caldamente «a ripensare la vita di questo gigante della santità cristiana, figlio della nostra terra di Calabria. Vogliamo proporvi la sua figura con la speranza che un ritorno a S. Francesco di Paola possa far maturare la nostra fede cristiana e il coraggio di essere protagonisti della nostra storia. Contribuiremo così allo sviluppo della nostra amata Regione, che vorremmo veder finalmente decollare verso quegli obiettivi, che rimangono tuttora solo speranze e progetti».
Programma
Giovedì 24 Maggio ore 16: Apertura dei solenni festeggiamenti con esposizione della statua del Santo Patrono al suono festoso delle campane.
Per Tutto Il Novenario SS. Messe ore 8.30, 9,30, 18.30.
Ore 17,30: S. Rosario e Canto del Vespro.
Durante tutti i giorni del novenario sarà possibile ottenere l’indulgenza plenaria.
Venerdì 25 Maggio Inizio Del Novenario
SS. Messe ore 7,30, 8,30, 9,30, 10,30.
Ore 18,30: Concelebrazione eucaristica presieduta dal Rev.mo Mons. Fausto Cardamone, Vicario Foraneo di Cosenza, con i Parroci della Città.
Sabato 26 Maggio Ore 18,30: Concelebrazione eucaristica presieduta da S. E. Mons. Giuseppe Agostino, arcivescovo emerito di Cosenza-Bisignano.
Domenica 27 Maggio SS. Messe ore 8,30, 10,30, 12.
Ore 18,30: Concelebrazione eucaristica presieduta dal Rev.mo P. Francesco Marinelli, Correttore Generale dei Minimi.
Ore 19.00: Partenza dalla Parrocchia S. Francesco Nuovo della processione con la reliquia di S. Francesco Calabro. Itinerario: Via Popilia - P.za dei Bruzi - Chiesa.
Ore 19.30: P.za dei Bruzi - Inaugurazione della mostra “Francesco di Paola: Testimonianze”.
Ore 20.30: P.za dei Bruzi - Accoglienza della reliquia da parte delle Autorità e prosecuzione della processione.
Lunedi’ 28 Maggio Ore 18,30: Concelebrazione eucaristica presieduta S. E. Rev.ma Mons. Domenico Crusco, vescovo di S. Marco Argentano-Scalea.
Martedì 29 Maggio Ore 18,30: Concelebrazione eucaristica presieduta S. E. Rev.ma Mons. Domenico Tarcisio Cortese, vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea.
Mercoledì 30 Maggio Ore 18,30: Concelebrazione eucaristica presieduta S. E. Rev.ma Mons. Serafino Sprovieri, arcivescovo emerito di Benevento.
Giovedì 31 Maggio Giornata delle Vocazioni.
Ore 18,30: Concelebrazione eucaristica presieduta S. E. Rev.ma Mons. Augusto Lauro, vescovo emerito di S. Marco Argentano-Scalea. La liturgia sarà animata dalla Parrocchia di S. Francesco Nuovo.
Venerdì 1 Giugno Giornata dell’Ordine dei Minimi.
SS. Messe ore 7,30 8,30, 9,30, 10,30.
Ore 18,30: Concelebrazione eucaristica presieduta S. E. Rev.ma Mons Vincenzo Bertolone, vescovo di Cassano all’Ionio. La liturgia sarà animata dalla Fraternità del Terz’Ordine dei Minimi.
Sabato 2 Giugno Giornata Mariana e conclusione del Novenario.
Ore 18,30: Concelebrazione eucaristica presieduta S. E. Rev.ma Mons. Vincenzo Rimedio, vescovo emerito di Lamezia Terme, e supplica alla Madonna del Miracolo. La liturgia sarà animata dall’Apostolato della Preghiera.
Domenica 3 Giugno Solennità di San Francesco di Paola
SS. Messe ore 8.00 - 9.00 - 10.30 - 12.00 - 18,30.
Ore 9: S. Messa ed omelia del M. R. P. Gregorio Colatorti, Correttore Provinciale dei Minimi.
ore 10,30: Offerta dell’Olio Votivo da parte del Sindaco di Paola in rappresentanza dei Comuni della Provincia di Cosenza.
Accensione della lampada e consegna della chiave d'oro della Città di Cosenza al Santo Patrono da parte del Sig. Sindaco.
Solenne concelebrazione eucaristica presieduta da MONS. SALVATORE NUNNARI, Arcivescovo Metropolita di Cosenza-Bisignano.
ore 18: Inizio processione della Statua del Santo per le vie della città.
Itinerario Della Processione:
Corso Plebiscito - Ponte S. Francesco - Corso Telesio - Ponte M. Martire - Via S. Quattromani - P.za Matteotti - Viale Trieste - Via Vittorio Veneto -Via R. Misasi - P.za Loreto - Via Caloprese - P.za Bilotti - Viale degli Alimena - P.za Scura - Via Monte Santo - Via Piave - Corso Mazzini - P.za dei Bruzi - Via Alarico - Ponte Alarico - Via S. Francesco di Paola - Chiesa.

Cassano ha il suo nuovo Vescovo, Mons. Bertolone

13/05 ''Saro' un pastore prima di tutto amico del mio gregge, avendo particolare sollecitudine verso i piu' deboli, gli anziani, i poveri, per coloro che soffrono e che attraversano difficolta'. Il dialogo e il richiamo costante alla solidarieta' saranno i due elementi del mio ministero nella continuita' della strada percorsa dai miei venerati predecessori, i quali non hanno mancato di ricercare e di promuovere iniziative in ambiti comuni a Chiesa e societa' civile''. A dirlo e' stato mons. Vincenzo Bertolone, nuovo vescovo della diocesi di Cassano, nel suo discorso di ringraziamento al saluto del sindaco e alle autorita' nella manifestazione di presa di possesso della diocesi. ''In osculo Christi pax tecum'' (Nel bacio di Cristo, pace a te) e' l' augurio che il nuovo Vescovo ha fatto, a conclusione del suo discorso, alla diocesi di Cassano e a tutti i suoi abitanti. All' insediamento del nuovo Pastore hanno partecipato, oltre al clero diocesano e al sindaco Gianluca Gallo; Carmelo Alba, sindaco di San Biagio Platani (Agrigento), paese natio di mons. Bertolone; l' arcivescovo metropolita di Cosenza, mons. Salvatore Nunnari; l' arcivescovo di Crotone - Santa Severina, mons. Domenico Graziani; il vescovo di Lamezia Terme, mons. Luigi Cantafora; il vescovo di San Marco Argentano - Scalea nonche' amministratore apostolico della diocesi cassanese, mons. Domenico Crusco; il Prefetto di Cosenza, Francesco Antonio Musolino, e i massimi rappresentanti della autorita' civili e militari della Provincia d Cosenza e rappresentanti della Regione. Gallo, nel porgere il saluto e gli auguri al nuovo Vescovo ha sostenuto che ''Il popolo cassanese nella sua passionalita' sapra' certamente essere vicino al nuovo Vescovo nella sua azione che privilegera' sicuramente gli uomini e non le cose. Un Vescovo che investira' sugli uomini, sui giovani e sicuramente sulla cultura della solidarieta'''. Mons. Vincenzo Bertolone e' il settantaquattresimo vescovo della diocesi di Cassano Ionio e succede a mons. Domenico Graziani che dal 14 gennaio scorso e' arcivescovo della diocesi di Crotone - Santa Severina.

Dopo 500 anni matrimonio ebraico in Calabria

09/05 Per la prima volta dopo cinquecento anni nel castello normanno di Lamezia Terme è stato celebrato un matrimonio ebraico, che ha unito una coppia di americani, Lupe Torres Ugent e Andrew Alan Ewart. A celebrare il rito è stata la prima donna rabbino italiana, Barbara Aiello, esponente di punta dell'ebraismo progressivo, tendenza nata negli ambienti liberal ebraici statunitensi; la donna è rientrata in Calabria nella primavera scorsa, dopo aver guidato la comunità ebraica progressiva di Milano. La cerimonia ha avuto inizio con un piccolo corteo dietro i quattro portatori della Chuppà, il baldacchino sotto il quale si celebra il rito del matrimonio e che rappresenta la camera nuziale e l'amore di Dio. Rabbi Barbara ha aperto la cerimonia con la benedizione di una coppa di vino, creando uno spazio sacro sotto la Chuppà, dove è avvenuta la lettura di un brano della bibbia che il nonno di Andy gli regalò in occasione del suo dodicesimo compleanno. Tra i due sposi la promessa d'amore e quindi lo scambio degli anelli, che, secondo Rabbi Barbara, hanno una importanza grandissima perché sono "il simbolo dell'amore infinito, perché tenendovi per mano gli anelli fanno il simbolo dell'infinito o il numero otto". Il rabbino ha offerto sette benedizioni mentre, prima la sposa e poi lo sposo, hanno fatto sette giri l'una intorno all'altro e viceversa. Tra le persone che hanno assistito alla cerimonia c'era tanta emozione e c'é anche chi ha versato qualche lacrima di felicità. Ma la cerimonia non è ancora conclusa perché la sposa e lo sposo dividono il bicchiere di vino (che per l'occasione è un Cirò di Calabria) nella coppa Kiddush. E intanto Rabbi Barbara ha recitato una antica formula: "Vivano a lungo nella prosperità e nella pace e, con tutti gli amici che li circondano, giungano la felicità del tuo regno per il nostro Signore Amen". Infine il bicchiere nel quale c'era il vino, avvolto in un panno, è stato schiacciato. Anche questa particolarità è una delle tradizioni del matrimonio ebraico secondo cui ogni del bicchiere è una benedizione e allunga la vita degli sposi. E finalmente, probabilmente tanto atteso dagli sposi e dai loro familiari, si è vista la coppia di sposi baciarsi mentre il loro capo era coperto da un drappo giunto dal Sudan. La scelta del luogo non è stata casuale: secondo ricerche storiche, sembra che ai piedi del Castello Normanno di Nicastro, a Lamezia Terme, viveva una comunità di rifugiati ebrei provenienti dalla Spagna delle persecuzioni di Ferdinando e Isabella di Castiglia. Al termine della cerimonia Rabbi Barbara si è intrattenuta con i due sposi conversando e illustrando il significato religioso del matrimonio. Alla coppia è stato consegnato anche l'antico certificato Ketubah che, secondo Rabbi Barbara, è un documento importante perché ha anticipato, nella storia dei matrimoni, ogni documento civile relativo all'unione di due persone.

Mercoledì 9 al Seminario diocesano a Rende incontro su “Multimedialità e processi culturali”

07/05 «Multimedialità e processi culturali» è il tema dell’incontro promosso dall’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano per mercoledì 9 maggio alle ore 18.30 nella sala del Seminario Cosentino (Via Rossini - Rende). La comunità ecclesiale intende interrogarsi sulla complessa realtà multimediale nel contesto della riflessione dopo il Convegno nazionale di Verona e in preparazione alla 41a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Relatore sarà il Dott. Piermarco Aroldi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Milano), Ricercatore di “Sociologia dei processi culturali e comunicativi”, Vicedirettore dell’Osservatorio sulla Comunicazione e Docente di “Sociologia della comunicazione e dei processi associativi” e “Media e processi sociali”. Introdurranno Don Pasquale Traulo, Vicario episcopale per il coordinamento della pastorale, e le Suore Figlie di San Paolo che operano a Cosenza. Le conclusioni - dopo la discussione aperta al contributo di tutti - sono affidate a Padre Salvatore Nunnari, Arcivescovo Metropolita di Cosenza-Bisignano. I lavori saranno coordinati da Raffaele Zunino, Direttore dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali. L’iniziativa prende spunto dal Messaggio di benedetto XVI per la 41a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali I bambini e i mezzi di comunicazione: una sfida per l’educazione, in cui – tra l’altro – il Papa scrive: «Le complesse sfide che l’educazione contemporanea deve affrontare sono spesso collegate alla diffusa influenza dei media nel nostro mondo. Come aspetto del fenomeno della globalizzazione e facilitati dal rapido sviluppo della tecnologia, i media delineano fortemente l’ambiente culturale. (…) Per molte persone, la realtà corrisponde a ciò che i media definiscono come tale».

San Francesco di Paola, santo europeo

25/04 Sono passati cinquecento anni dalla "nascita al cielo" di Francesco Martolillo, più noto al mondo come San Francesco di Paola. E a cinque secoli dalla morte è sempre forte la presenza del Santo nella storia e nell'arte del Vecchio Continente, ma anche al di là dell' Atlantico, dove l'Ordine dei Minimi da lui fondato conta numerosi conventi e seguaci. Proprio a "San Francesco di Paola nella storia e nell'arte" è dedicato il titolo di un volume realizzato da Emiliano Splendore che ripercorre e approfondisce le tappe della vita del Santo calabrese e ne delinea aspetti inediti. Il libro (239 pp., edito in Abruzzo dal Gruppo archeologico superequano) si avvale infatti di documentazione raccolta nel corso degli anni in varie biblioteche pubbliche e private in Italia e in Europa, permettendo di mettere in luce anche il ruolo che Francesco di Paola, un po' eremita e un po' diplomatico, ricoprì alla Corte di Francia. Così Splendore ripercorre, da attento studioso, quel 1483 in cui Francesco fu convinto dal Papa e dal Re di Napoli ad accettare l' invito del Re francese Luigi XI. La Francia era allora molto potente e i suoi rapporti con il Papato e il Regno napoletano non erano troppo saldi. A Francesco arrivarono dunque le pressioni di Sisto IV e Ferdinando I. Quando arrivò al castello di Plessis les Tours, Luigi XI si inginocchiò ai suoi piedi e la presenza di Francesco di Paola in suolo francese permise di riallacciare i legami con Roma e Napoli. Il Santo rimase in Francia 25 anni, con Carlo VIII e Luigi XII che lo vollero ancora al loro fianco. E in Francia morìil 2 aprile 1507 senza più rivedere Paola, città nella quale era nato il 27 marzo 1416. Ma il volume di Splendore ci narra anche dei miracoli attribuiti al Santo, arricchendo la narrazione con iconografia del tempo. Si scopre così che tra i prodigi di Francesco di Paola c'é anche l'attraversamento sul suo mantello del Faro di Messina (lo Stretto) con il compagno di viaggio Frà Nicolò, dopo il rifiuto di un traghettatore "ingordo" di danaro. La traccia lasciata da San Francesco di Paola in Europa ricorre anche nei nomi di luoghi e addirittura di prodotti. Ad esempio in Germania i frati minimi sono detti 'Paulaner', nome immortalato in una famosa birra bavarese che un tempo veniva prodotta in convento, così come 'Paulaner' è il nome di un quartiere viennese e di una fermata di metropolitana che deriva dal relativo convento. Ma anche l' importante porto francese sull'Atlantico di La Rochelle è conosciuto come 'Port de Minimes', quasi a significare il 'salto' oltreoceano dei frati paolani diffusi oggi anche in Nord e Sud America.

Concluso il Convegno del Movimento Apostolico

15/03 Sono state oltre 1.200 le persone, giunte a Catanzaro da diverse regioni italiane e anche dall'estero, che hanno partecipato ai lavori del secondo convegno nazionale del Movimento Apostolico che sono stati conclusi dall'arcivescovo di Bologna, Cardinale Carlo Caffarra. Nel corso dei lavori si sono susseguiti gli interventi dell'Arcivescovo di Rossano-Cariati, Mons. Santo Marcianò, dell'Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace, Mons. Antonio Ciliberti. E' toccato, invece, a mons. Costantino Di Bruno, assistente ecclesiastico centrale, e alla presidente del Movimento, Cettina Marraffa, porgere i saluti al cardinale Caffarra. "Le nostre scelte - ha detto il Card. Caffarra - sono sempre in vista di un bene particolare; ma alla fine ciascuna di esse si inscrive e si radica nel desiderio di un bene che sia tale da dare piena soddisfazione alla nostra fame e sete di beatitudine". Per il Cardinale Caffarra "solo una cultura disumana e superficiale come la nostra poteva tentare di estenuare nell'uomo questo suo desiderio, insegnandogli che è possibile ben navigare anche se si naviga sempre a vista senza avere nessun porto a cui dirigersi". Per il l'Arcivescovo di Bologna "l'incontro con Cristo pesca nella profondità dell'essere, poiché Cristo è sentito come la risposta vera e totale al proprio desiderio illimitato di beatitudine. Chi è in Cristo cerca con la sua ragione la risposta nella luce di Cristo, nella luce della Sapienza stessa di Dio. Ecco perché la ragione del credente è spinta ad esercitarsi al massimo, senza precludersi nulla. Nasce una nuova cultura". La fondatrice del Movimento Apostolico, Maria Marino, al termine dei lavori del convegno ha rivolto un saluto a tutti i partecipanti.

Per il quinto centenario di San Francesco a Paola il Cardinal Martino

07/03 Il Papa ha nominato suo inviato speciale alle solenni celebrazioni del quinto centenario della morte di San Francesco di Paola il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio consiglio della Giustizia e della pace e del Pontificio consiglio della Pastorale per i migranti e gli itineranti. Le celebrazioni avranno luogo a Paola (Cosenza) dal primo al 4 maggio prossimi.

Convegno sul testamento biologico al Seminario di Rende

10/02 ''Il testamento biologico'': e' il tema del convegno promosso dalla Unione Giuristi Cattolici Italiani e dall'Ordine degli Avvocati di Cosenza per venerdi' prossimo alle ore 16.30 nell'auditorium ''Giovanni Paolo II'' di Rende. ''Parlare di testamento biologico, di accanimento terapeutico o di eutanasia e' impresa estremamente difficile e delicata - afferma Carmine Nicotera, presidente della sezione cosentina dell'Unione Giuristi Cattolici - anche per le implicazioni di carattere etico che la problematica comporta. E tuttavia, e' utile, anzi necessaria, per prenderne coscienza soprattutto se questi temi sono oggetto di riflessione in vista di una legge dello Stato''. Questa esigenza, spiega Nicotera, ''e' stata sentita dai giuristi cattolici di Cosenza che, unitamente al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, hanno organizzato il convegno di venerdi' 16 febbraio. E' auspicabile - conclude il presidente dei Giuristi cattolici di Cosenza - che il convegno contribuisca ad una presa di coscienza il piu' ampia possibile. Saranno certamente di aiuto gli interventi programmati di esimi professionisti che dal proprio angolo di visuale illustreranno il problema''.

A Rende sabato riapre il Monastero delle figlie di S. Chiara d’Assisi

07/02 Sabato 10 febbraio un drappello di suore clarisse contemplative, provenienti dai Monasteri clariani di Sicilia, prenderà dimora nel Monastero “S. Chiara all’Immacolata” nel centro storico di Rende, già convento di S. Francesco di Assisi dei Frati Minori.
Il programma della giornata prevede alle ore 10.30 l’accoglienza delle Sorelle di S. Chiara presso la chiesa parrocchiale di S. Maria Maggiore e il saluto del Parroco, Don Domenico Sturino, e del Sindaco, Avv. Umberto Bernaudo. Alle 11.00 il Ministro provinciale dell’Ordine dei Frati Minori della Calabria, Padre Antonio Martella, “presenterà” le Clarisse alla comunità e subito dopo ci sarà la Celebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo Metropolita di Cosenza-Bisignano, Padre Salvatore Nunnari.
Alle 12.00 si muoverà processionalmente verso il Monastero delle Clarisse per il rito di apertura e, alle 12.45, il Ministro Provinciale di Sicilia dei frati Minori P. Carmelo Finocchiaro e la Presidente della Federazione delle Clarisse di Sicilia, Madre Agnese Pavone, porgeranno il loro saluto. La mattinata si concluderà con la consegna della chiave del Monastero da parte del Ministro Provinciale di Calabria P. Antonio Martella.
L’apertura di questo monastero realizza un sogno coltivato da molti anni dall’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, dalla Provincia dei frati Minori e da tutto il movimento francescano - largamente diffuso nelle componenti del primo Ordine e del Terz’Ordine, sin dalle sue origini, nel territorio cosentino-bisignanese e in tutta la Calabria - e dai tanti estimatori della vita contemplativa, ritenuta parte integrante dell’esperienza della comunità cristiana. «Una certezza guida sempre il nostro cammino: Dio ama la sua Chiesa», scrive l’Arcivescovo nell’invito per la celebrazione del 10 febbraio. «Dio ama la nostra Chiesa cosentino-bisignanese - prosegue Padre Salvatore Nunnari - arricchendola di tanti doni. Ora si aggiunge la grazia di un evento significativo per noi suoi discepoli: l’apertura di una Monastero, quello delle sorelle povere di S. Chiara». Esse - conclude l’Arcivescovo - raccoglieranno nella contemplazione le tante nostre ricerche umane e cristiane ed eleveranno lode al Signore. Ricorderanno a noi immersi e dispersi in affanni della vita il primato di Dio e con Francesco e Chiara c’inviteranno a unirci al loro canto: laudato si’, mi’ Signore».
Il convento dove avrà sede il monastero, con annessa la chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie, fu fondato nel 1530, su richiesta della popolazione di Rende, per «realizzare - come dicono le cronache dell’epoca - le aspirazioni di un rinnovamento spirituale fra la popolazione». È situato a sud del castello ed è stato definito «faro luminoso di cultura e di virtù». L’imponente complesso conventuale è stato adattato a monastero per le suore contemplative, che vivono cioè in clausura, nella dedizione totale alla preghiera: sarà, dunque, un luogo dedicato alla preghiera e alla meditazione, aperto all’accoglienza di quanti sono desiderosi di un colloquio, di una “ricarica” spirituale.
La presenza delle figlie di S. Chiara viene ad arricchire la componente contemplativa non solo nella Chiesa di Cosenza-Bisignano, ma in tutta la regione, costellata nel passato da centinaia di monasteri maschili e femminili. Anche i monasteri delle clarisse in Calabria erano piuttosto diffusi. Sin dalle origini della fondazione dell’Ordine ad opera di S. Chiara, discepola di San Francesco di Assisi, i monasteri sono sorti in gran numero nella nostra regione, sulla scia dei conventi francescani. Anche Rende, a suo tempo, ha avuto un monastero di suore Clarisse. Si può dire che l’apertura di un nuovo monastero è, in realtà, un “ritorno” delle figlie di S. Chiara.
Alla ristrutturazione del convento ha provveduto una lunga e generosa schiera di benefattori e di estimatori della vita monastica clariana: l’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, i Conventi dei Frati Minori di Calabria, l’Ordine Francescano Secolare, la Gioventù Francescana, il Comune di Rende e numerosissimi fedeli.

A Falerna convegno della Caritas sulla ndrangheta

25/01 La Chiesa calabrese si ritrovera' venerdì e sabato a Falerna, in occasione del convegno annuale delle Caritas diocesane, per confrontarsi su come si deve svolgere una "pastorale ecclesiale per l'educazione delle coscienze in contesti di 'ndrangheta''. L'iniziativa è stata strutturata in tre sessioni in cui i 120 convegnisti, almeno 10 delegati per ogni diocesi, si confronteranno con vescovi, sacerdoti, religiosi, suore e laici impegnati, ma anche docenti universitari e responsabili di associazioni antimafia per conoscere meglio il fenomeno 'ndrangheta e dare delle giuste risposte. Domani si terranno le prime due sessioni. Quella mattutina riguardera' "approfondimenti di alcuni significativi aspetti storici e sociologici, culturali e politici della 'ndrangheta di ieri e di oggi''. A questa prima parte, dopo il saluto del presidente della Conferenza episcopale calabra, mons. Vittorio Mondello, interveranno mons. Ignazio Schinella ed i professori Rocco Sciarrone e Piero Fantozzi. La seconda sessione nel pomeriggio sul tema "Panoramica di esperienze messe in campo dalle Chiese locali e dalla società civile, di contrasto a logiche e a poteri mafiosi". Interverranno il vescovo di Locri-Gerace, mons. Giancarlo Maria Bregantini, padre Emanuele Maggioni e don Rosario Morrone. Ci saranno anche il diacono Vincenzo Alampi, che si soffermerà sul modo in cui nella Piana di Gioia Tauro si utilizzano in modo "sociale" i beni confiscati alla mafia; il presidente delle associazioni antiracket calabresi, Maria Teresa Morano, ed il sindaco di Gioia Tauro, Giorgio Dal Torrione. La terza sessione, "Elaborazione di proposte pastorali innovative, efficaci e continuative, per un futuro di speranza" si terrà nella mattinata di sabato con la partecipazione del prof. Ercole Giapparini e del vescovo Francesco Montenegro, presidente di Caritas Italiana. Le conclusioni saranno tratte dal vescovo di Mileto, mons. Domenico Tarcisio Cortese.

Le Chiese di Calabria si interrogano come annunciare il Vangelo in contesti di 'ndrangheta

21/01 Vescovi, preti, religiosi, suore, laici impegnati, ma anche docenti universitari, amministratori e responsabili di associazioni antiracket si confronteranno su «È cosa nostra» Due giornate per capire come fare pastorale ecclesiale in contesti fortemente influenzati dalla 'ndrangheta; questo è il senso dell'annuale incontro voluto dalla Delegazione regionale della Caritas calabrese, sotto l'egida della Conferenza Episcopale Calabra; il seminario si terrà venerdì 26 gennaio e sabato 27 a Falerna nei locali dell'hotel Eurolido. L'assise, a carattere residenziale, vedrà la partecipazione di vescovi, sacerdoti, religiosi, suore, di docenti universitari, amministratori e di numerosi laici impegnati per una nuova cultura della legalità. Emblematico il titolo scelto quest'anno dalla delegazione regionale Caritas: «È cosa nostra. Una pastorale ecclesiale per l'educazione delle coscienze in contesti di 'ndrangheta».
Il delegato regionale, don Ennio Stamile insieme al vescovo di Mileto, mons. Domenico Tarcisio Cortese e al presidente della Facite, mons. Ignazio Schinella presenteranno agli operatori della comunicazione sociale i lavori del convegno in una conferenza stampa che si terrà lunedì 22 gennaio alle ore 11 presso la sala polifunzionale della sede Rai di Cosenza.
DAL PROGRAMMA DEL CONVEGNO
La prima sessione si terrà nella mattinata di venerdì 26 gennaio, con inizio alle ore 9.30, dal titolo: «Approfondimenti di alcuni significativi aspetti storici e sociologici, culturali politici della 'ndrangheta di ieri e oggi»; moderatore il delegato regionale della Caritas don Ennio Stamile; dopo il saluto