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Notizie di Culto e Religione
Mons. Morosini consacrato Vescovo, le felicitazioni di Principe 09 mag 08 "Rivolgo a padre Giuseppe Fiorini Morosini,
nel giorno della sua consacrazione a vescovo della Diocesi di Locri-Gerace,
le mie più affettuose felicitazioni e gli auguri più
sinceri per il nuovo importante impegno a cui è stato chiamato
da Papa Benedetto XVI". Lo afferma, in una dichiarazione, il
consigliere regionale Sandro Principe. "Padre Morosini - prosegue
Principe - saprà essere non solo una guida preziosa ed illuminata
per l'intera comunità della locride, ma anche e soprattutto
punto di riferimento di fede e di speranza per i tanti giovani impegnati
ad affermare principi di solidarietà e di legalità in
una terra mortificata ed umiliata da fenomeni negativi che oscurano
le tante positività di cui è ricca la regione per l'impegno,
spesso silente, di tanti uomini di buona volontà". "In
questo momento solenne - conclude Sandro Principe - ribadisco a padre
Morosini la mia più profonda stima ed incondizionata vicinanza". Il 9 maggio la consacrazione di Padre Morosini a Vescovo di Locri 03 mag 08 ''Vivo nella fede del Figlio di Dio, che
mi ha amato e ha dato se stesso per me''. E' il testo del motto episcopale,
ripreso dalla lettera dell'Apostolo Paolo ai Galati, del nuovo vescovo
di Locri-Gerace, padre Giuseppe Fiorini Morosini che il 9 maggio prossimo
nella Basilica del Santuario di San Francesco di Paola verra' consacrato
nel suo incarico. La frase, che fu posta da padre Giuseppe sul ricordino
della sua Ordinazione Presbiterale il 2 agosto 1969, apparira' nello
stemma episcopale del nuovo vescovo di Locri. Il motto che ha costituito
da allora il fondamento della vita sacerdotale di padre Morosini viene
oggi sintetizzata a significare una continuita' ideale e di piano
pastorale per il nuovo ministero. ''Le mani che sostengono la fiamma
- e' scritto in un comunicato della Diocesi di Locri - ricordano uno
degli eventi prodigiosi della vita di San Francesco di Paola, fondatore
dell'Ordine dei Minimi al quale Padre Giuseppe appartiene. Nel 1468
Papa Paolo II invio' a Paola un prelato a rendersi conto della vita
dell'Eremita: se fosse veramente un santo o un appartenente a qualche
movimento ereticale. Fu accolto da lui in un ambiente freddo, scarsamente
riscaldato da un braciere e il prelato redargui' il Santo per l'eccessivo
rigore della sua vita e dei suoi seguaci; Francesco prese allora dal
braciere dei carboni ardenti senza scottarsi manifestando quindi che
con l'aiuto di Dio, del Suo amore, tutto era possibile, tanto piu'
accettare una vita rigorosa''. ''Il campo dello scudo - prosegue il
comunicato - e' in oro, metallo piu' nobile, simbolo quindi della
prima Virtu', la Fede; infatti, e' grazie alla Fede che possiamo comprendere
a fondo la santita' della vita di San Francesco e noi stessi possiamo
accettare la sequela di Gesu' Cristo e annunciarlo con coraggio al
mondo. Il capo, parte piu' importante dello scudo, e' in rosso, il
colore intenso dell'amore e del sangue, della Carita'; l'amore senza
limiti del Padre che ha inviato il Figlio ad offrirsi fino al dono
estremo della vita e a versare il proprio sangue per la nostra redenzione.
Qui appare il sole con la scritta Charitas, il motto dell'Ordine dei
Minimi; il sole rappresenta la luce di Dio, luce che illumina e guida
il nostro cammino terreno verso di lui, verso la salvezza''. ''Noi
crediamo - ha scritto padre Morosini - che Cristo ci ha amati: sostenuti
da questa fede possiamo essere sicuri che anche noi riusciremo ad
amare Dio e a svolgere la missione che ci affidati di essere suoi
testimoni nel mondo''. Pasqua, Mons. Ciliberti “Chi non ha fede è senza futuro” 21 mar 08 "Nella Pasqua di Cristo, che è
la Pasqua per l'uomo, noi troviamo la risposta esauriente a tutti
i nostri interrogativi inquietanti: donde vengo, dove vado, cosa si
può sperare oltre la soglia della morte? Il crocifisso risorto
è la definitiva risposta ai problemi dell'uomo: sono figlio
di Dio, in cammino, lungo il pellegrinaggio terreno, verso la casa
eterna del padre". E' uno dei passaggi del messaggio di Pasqua
dell'arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, mons. Antonio
Ciliberti. "Per entrare efficacemente in questo circuito d'amore
divino - prosegue il messaggio del presule catanzarese - è
necessaria la fede dell'uomo che si realizza nell'accogliere Gesù
Cristo nel mistero della vita come l'unico nostro vero salvatore.
Chi non ha la fede è senza memoria e senza futuro perché
non sa donde viene e non sa dove va. Chi cresce nella fede, avverte
un radicale cambiamento della vita. Una fede che non cambia la vita
non è una vera fede in Cristo Risorto". Per mons. Ciliberti
"dai frutti si commisura la maturità delle fede pasquale.
Il primo frutto della vera fede è l'unione. Quando l'esperienza
di Cristo risorto occupa il centro della vita, allora le differenze
del pensare e del volere contano molto poco, fino al punto da poterle
sottomettere al potere dell'amore. Il secondo frutto - prosegue l'arcivescovo
- della fede nella risurrezione è la testimonianza. Gli apostoli
annunziano con audacia ed ardore questo mistero che ha trasformato
la loro esistenza per sempre. Chi è risorto in Cristo avverte
irreversibile il bisogno di testimoniare con le parole e con le opere
la gioia ineffabile della novità della sua vita. Il terzo frutto
è la condivisione, in spirito di solidarietà. Chi esperimenta
nel Risorto la certezza della salvezza naturalmente è portato
a condividerla coi fratelli". "Si istaura, così,
- sostiene ancora il presule - sempre più stretto il rapporto
di solidarietà tra i redenti che oggi costituisce l'espressione
più alta della maturità culturale e spirituale dei credenti.
Naturalmente il Risorto lo si incontra quando lo si ricerca".
"Con cuore di fratello e di amico - conclude mons. Ciliberti
- io auguro a tutti voi di essere uomini ragionevoli e felici. Questo
augurio troverà mirabile riscontro nella nostra vita se, mediante
l'intelligente ricerca, incontreremo il Risorto, incarnazione della
verità increata. Perciò, forte della cristiana speranza,
voglio gridare per tutti: Buona Pasqua!". A Cosenza Mons. Nunnari celebra la messa del Crisma 20 mar 08 Celebrata in Cattedrale la messa del Crisma,
nel corso della quale i sacerdoti di tutta l'Arcidiocesi hanno rinnovato
le loro promesse sacerdotali. Nel corso dell'eucarestia un sacerdote
ha consegnato nelle mani di monsignor Nunnari anche le offerte che
tutti i parroci hanno raccolto la domenica delle Palme a favore del
Seminario. Monsignor Nunnari ha celebrato anche i suoi 9 anni di ordinazione
episcopale; il vicari generale, nel suo saluto ha formulato l'augurio
all'arcivescovo evidenziando "la felice coincidenza della messa
crismale con l'anniversario di episcopato che viene solennemente celebrato
davanti all'altare del Signore, insieme con i presbiteri e i fedeli.
Questa comunità di pastori, che si innesta nella più
grande comunione del Corpo mistico di Cristo, è forma e matrice
di un singolare servizio per l'unità, la riconciliazione, la
pace nella Chiesa e nel mondo". Hanno concelebrato all'eucarestia
monsignor Giuseppe Agostino, arcivescovo emerito di Cosenza-Bisignano
e monsignor Serafino Sprovieri, arcivescovo ememerito di Benevento.
Sono stati presenti 180 sacerdoti. Nel corso dell'omelia monsignor
Nunnari ha detto che "il sacerdozio è mistero di comunione
e di servizio dell'amore ai fratelli. Le vocazioni cresceranno con
il nostro esempio di amore a Cristo e di santità della vita
. Gli Olii santi irradieranno la grazia in tutta la diocesi".
Questa sera, alle 18.00, sempre in Cattedrale monsignor Nunnari presiederà
la Celebrazione Eucaristica nella Cena del Signore. Nel corso di questa
messa sarà ripetuto anche il segno della Lavanda dei piedi
agli apostoli; quest'anno il presule cosentino laverà i piedi
agli ospiti, diversamente abili, della comunità Arcadinoé.
Domani, alle ore 10.00 monsignor Nunnari celebrerà la Passione
del Signore nel carcere di Cosenza con i detenuti e alle 18.00 in
Cattedrale. Sarà anche esposta in Cattedrale la Stauroteca.
La Via Crucis cittadina, guidata dall'Arcivescovo, muoverà
da piazza Loreto alle 20.30 e si chiduerà in piazza San Nicola. “Celebrazioni del Mercoledì Santo e Giovedì Santo” a Cosenza 18 mar 08 Gli appuntamenti per mercoledì e giovedì santo, presieduti dall’Arcivescovo, sono i seguenti: 19 marzo – Mercoledì santo 20 marzo – Giovedì Santo - Ore 9.00 Santa Messa del Crisma, presiede l’Arcivescovo e concelebrano tutti i sacerdoti dell’Arcidiocesi. Benedizione degli Olii e rinnovo delle promesse sacerdotali. Dalle 9 alle 12 non si celebra in tutta la diocesi nessun’altra eucarestia e nessun altro rito liturgico. Durante questa celebrazione eucaristica, nella quale
la Chiesa (popolo di Dio) si riunisce attorno all’apostolo vengono
consacrati i Sacri Olii del Crisma (l’olio dei cristiani che
viene utilizzato nel battesimo, nella cresima, nell’ordinazione
sacerdotale e per consacrare i nuovi altari), l’Olio dei Catecumeni
(specifico per il battesimo) e quello degli infermi (per l’unzione
degli ammalati); nella messa della sera gli olii saranno accolti nelle
rispettive comunità parrocchiali. Inoltre, durante questa celebrazione,
tutti i sacerdoti rinnovano le loro promesse sacerdotali. - Ore 18.00 in cattedrale l’Arcivescovo presiede la Santa Messa “Nella Cena del Signore” – Riposizione del Santissimo sacramento all’altare apposimanete preparato. Questa messa viene celebrata facendo memoria dell’istituzione
dell’Eucarestia e del sacerdozio; non è solo il ricordo
storico dell’Ultima Cena di Gesù. Durante questa celebrazione
si svolge anche il rito della lavanda dei piedi, in ricordo del gesto
di Gesù che ha lavato i piedi agli apostoli. Quest’anno
l’Arcivescovo laverà i piedi agli ospiti diversamente
abili della casa famiglia “Arca di noè”. Successivamente
l’Eucarestia consacrata anche per le celebrazioni del Venerdì
santo, viene portata in un apposito altare (della Reposizione) da
non confondere con il sepolcro (come erroneamente viene chiamato).
In questo luogo si prosegue la preghiera del giovedì sera unendosi
alla preghiera di Gesù nell’orto degli ulivi si è
preparato alla sua morte. Dal momento in cui si celebra questa eucarestia
le campane di tutte le chiese non suonano fino alla notte di Pasqua. Padre Rocco Benvenuto eletto presidente della Conferenza dei Superiori Maggiori della Calabria 15 mar 08 Da circa un anno è in atto un deciso
ricambio ai vertici degli ordini religiosi operanti in Calabria. Dapprima
è cambiato il ministro provinciale dei Frati Minori e al posto
del P. Antonio Martella è stato eletto P. Francesco Lanzillotta.
E’ stata poi la volta, a luglio del 2007, dei Frati Minori Conventuali,
dove P. Francesco Celestino è subentrato allo scomparso P.
Nicola Criniti nell’ufficio di custode provinciale. Alla fine
di settembre anche i Minimi hanno cambiato il loro superiore maggiore,
eleggendo P. Rocco Benvenuto al posto dell’uscente P. Gregorio
Colatorti. Da ultimo, il 31 gennaio, è cambiato è pure
il ministro provinciale dei Cappuccini. Il ministro generale ha nominato
come nuovo provinciale il piemontese P. Ferruccio Bertolozzo, il quale
avrà il compito di unificare tutti conventi presenti in Calabria,
originariamente suddivisi in due province. Dal 26 la Settimana Biblica a Cosenza: I racconti della Passione 24/02 La forania Urbana I che raggruppa le parrocchie
della città di Cosenza ha organizzato, nell’ambito dell’Anno
della Parola e del cammino spirituale quaresimale verso la Pasqua,
una settimana biblica su “I Racconti della Passione di Gesù
Cristo”. Lunedì 25 febbraio – Parrocchia S. Giuseppe
(Serra Spiga): Martedì 26 febbraio – Chiesa di San Domenico:
Mercoledì 27 febbraio – Cinema San Nicola:
Giovedì 28 febbraio – Galleria Nazionale
“Palazzo Arnone” – Sala conferenze Venerdì 29 febbraio – Parrocchia Ssacroa
Cuore di Gesù e Madonna di Loreto Il percorso di catechesi, attraverso l’arte,
la cultura, la teologia, la musica, il cinema e la tradizione sarà
trasmesso in differita su Cam Tele 3 nei giorni immediatamente prima
della Pasqua a cura del Centro diocesano per la Pastorale della Comunicazione. A Cittadella giornata per San Josemaria Escrivà 13/02 E' un'intera giornata quella che l'Accademia
dei Fiumi ed il Gruppo delle poste italiane hanno programmato per
il primo marzo per ricordare il 60/mo anniversario del viaggio apostolico
di San Josemaria Escrivà in Calabria e Sicilia. La mattina
è in programma l'apertura di una mostra fotografica e la proiezione
di un filmato con una guida alla conoscenza del Santo curata da Mario
Caligiuri, docente dell'Università della Calabria. In programma
anche una mostra filatelica sull'arte sacra in Calabria, curata da
un circolo di Cariati, mentre per l'intera giornata sarà funzionante
un ufficio postale temporaneo per l'annullo filatelico relativo all'iniziativa.
Nel pomeriggio nella parrocchia della Santissima Annunziata di Cittadella
del Capo ci sarà la concelebrazione di una messa da parte di
mons. Domenico Crusco, vescovo di San Marco Argentano-Scalea, di mons.
Juan Carlos Dominguez, mentre dalle 18 alle 20 sarà presentato
il volume di Assunta Scorpiniti (editoriale Progetto 2000) "La
Calabria di Escrivà". Numerosi gli interventi programmati,
tra cui lo stesso Dominguez, che è rettore del collegio ecclesiastico
internazionale Sedes Sapientiae di Roma e di Giuseppe Frega, decano
dell'Università della Calabria e presidente dell'Accademia
dei Fiumi di Cosenza. Il dibattito sarà concluso da mons. Crusco.
Festa della Madonna del Pilerio, il Vescovo approva nuovo rito della Messa 11/02 L’Arcivescovo di Cosenza, monsignor Salvatore Nunnari, ha approvato ad experimentum, il nuovo rito della messa di Nostra Signora del Pilerio. Con il geado di solennità, la Vergine del Pilerio, sarà venerata con una messa particolare approntato dall’Ufficio liturgico diocesano, che ne ha curato l’edizione ed è stato distribuito a tutti sacerdoti e alle parrocchie della Metropolia. Il primo rito della Messa e il relativo Ufficio del Breviario era stato approvato il 17 maggio 1818 dalla Congregazione dei riti; successivamente monisgnor Trabalzini prima, monsignor Agostino poi, avevano approvato delle lievi modifiche, sempre ad esperimentum, sui testi esistenti. Monsignor Nunnari ha dato mandato ed approvato invece il nuovo rito; sono state scelte nuove letture e nuovi riferimenti biblici che richiamano con più evidenza la funzione materna di Maria. Nelle preghiere della messa, nel prefazio e nelle invocazioni è evidenziata meglio la funzione materna di Maria, la particolare funzione di intercessione e di sostegno del popolo cristiano (che recupera la tradizione della vicinanza al popolo cosentino nei momenti di dolore) con i riferimenti di Maria come “colonna di nube e di fuoco”, “avvocata di grazia” e “difesa del popolo cristiano”. Nelle parrocchie di tutta la dicoesi la mattina l’eucarestia sarà celebrata con il nuovo messale; nel pomeriggio fedeli, consacrati e sacerdoti si ritroveranno in Cattedtale secondo il programma della festa. Pellegrinaggio a Lourdes organizzato dalla diocesi di Cosenza-Bisignano 11/02 Oggi 11 febbraio, è il 150° anniversario delle Apparizioni della Vergine a Lourdes, l’Ufficio pellegrinaggio ha reso noto il programma del perllegrinaggio, presieduto da monsignor Salvatore Nunnari, e che si terrà dal 15 al 18 luglio con volo speciale da Lametia Terme. Il Vescovo non ha mancato di incoraggiare i fedeli e i parroci a vivere questo momento di comunione della Chiesa cosentina “valorizzando l’occasione del pellegrinaggio, in questo particolare anno giubilare, come momento di crescita spirituale e di fecondità dello spirito”. Per informazioni rivolgersi alla propria parrocchia o all’ufficio pellegrinaggi della dicoesi (0984.28185). Migliaia di fedeli accolgono le reliquie di Santa Maria Goretti in Calabria 10/02 Sono stati alcune migliaia i fedeli che hanno accolto, ieri a Catanzaro e oggi a Palmi, le reliquie di S. Maria Goretti, morta per avere resistito a un tentativo di stupro e canonizzata nel 1950 da Pio XII. Le reliquie sono giunte in Calabria provenienti da Nettuno (Roma), dove sono conservate nel Santuario di Nostra Signora delle Grazie. A Catanzaro, nella giornata di ieri, i fedeli hanno potuto pregare davanti alle reliquie di Maria Goretti nella chiesa omonima ubicata nel quartiere S. Elia del capoluogo regionale. La cerimonia religiosa e' stata celebrata dall'arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, mons. Antonio Ciliberti. In mattinata le reliquie sono giunte a Palmi, nella chiesa della Santa Famiglia, accolte da una folla enorme di fedeli ma anche di autorita' locali e dai Cavalieri del Santo Sepolcro di Reggio Calabria. Nella chiesa, a poca distanza da una struttura per l'accoglienza delle ragazze madri che e' intitolata proprio alla martire della Chiesa cattolica, si terra' una veglia di preghiera notturna. Domani, sempre a Palmi, e' prevista un'iniziativa alla presenza delle scolaresche della citta'. La conferenza episcopale ringrazia Mons. Bregantini 06/02 Si è riunita il 4 e 5 febbraio 2008 la Conferenza Episcopale Calabra. Ai lavori ha preso parte, in qualità di amministratore diocesano della Diocesi di Locri - Gerace, mons. Cornelio Femia. "In apertura - riferisce un comunicato - i vescovi hanno rivolto affettuose e sincere parole di saluto e ringraziamento a mons. Giancarlo Bregantini, di recente trasferito dal Santo Padre alla guida dell'Arcidiocesi Metropolitana di Campobasso - Boiano, per lo zelo, l'intelligenza, l'amore e l'impegno pastorale profuso a favore della Diocesi locrese e dell'intera Calabria, nella certezza che la Parola di Dio, da lui proclamata senza sosta, continuerà ad essere seminata e porterà frutto anche in terra Molisana". "Il presidente della Cec, mons. Vittorio Mondello - riporta il comunicato - ha riferito poi dei lavori dell'ultimo Consiglio permanente della Cei. Nel prosieguo dei lavori, la Conferenza calabra s'é impegnata a far sì che, attraverso un'accorta programmazione, sia dato il giusto risalto all'anno paolino, che avrà inizio nel giugno prossimo. E' stato poi esaminato ed approvato lo Statuto del Seminario Regionale San Pio X. Si è quindi proceduto al riesame della seconda bozza dell'Istrumentum laboris 'Chiesa comunione, testimone di Gesu' Risorto, speranza del mondo in Calabrià, preparata per il Convegno delle Chiese di Calabria per la primavera del 2009 e che quanto prima sarà inviata a tutte le realtà ecclesiali della Calabria". "La Conferenza, in occasione della manifestazione che si terrà a Locri il prossimo 1 marzo 'Nella Locride per vincere in Calabria' - riferisce ancora il comunicato - ha incaricato l'amministratore diocesano, Mons. Cornelio Femia di porgere il saluto ed esprimere il sentimento di vicinanza e solidarietà della stessa Conferenza agli organizzatori. Successivamente, si é passati all'esame ed all'approvazione del bilancio consuntivo della Cec per l'anno 2007. I Vescovi hanno preso poi in esame la proposta di autorizzare la Commissione regionale per la Cooperazione missionaria tra le chiese di inviare una lettera ai Responsabili diocesani degli Uffici missionari perché verifichino la disponibilità di sacerdoti, diaconi e laici ad andare per qualche tempo in missione. Il risultato di tale verifica sarà sottoposto ai propri vescovi per un ulteriore discernimento e poi inviato al segretario della Commissione regionale che preparerà una ulteriore relazione da presentare alla Conferenza episcopale". "Hanno poi ascoltato la relazione di don Antonio Staglianò che - riporta ancora il comunicato - preso atto della decisione della Cec di chiudere il Pastor Bonus, ha riferito sulle possibilità di far confluire le finalità del suddetto organismo nell'Istituto reologico calabro. Successivamente il P. Vitaliano Rogolino, presidente regionale dell'Apostolato della preghiera, ha presentato la situazione in regione di tale Associazione. I Vescovi hanno inoltre ascoltato Mons. Antonino Denisi, Segretario della Commissione Migrantes, che ha relazionato sull'impegno missionario dei sacerdoti delle Diocesi calabresi che operano in terra di Missione e sulla situazione della pastorale agli immigrati. Hanno ascoltato anche le relazioni del Presidente Internazionale del Serra Club, Cesare Gambardella; del Presidente nazionale del Banco Alimentare, mons. Mauro Inzoli; e i Responsabili del progetto "Calabria excelsà'". "I vescovi hanno espresso parere favorevole alla richiesta dei padri Rogazionisti di inoltrare domanda alla S. Sede perché Sant'Annibale Maria Di Francia venga proclamato Patrono delle Vocazioni. In seguito hanno proceduto alla nomina del Delegato regionale Fies, don Francesco Romano dell'Arcidiocesi di Rossano - Cariati; e alla iscrizione di tre nuovi avvocati all'Albo dei patroni abilitati del Ter: avv. Maria Stefania Filippone e avv. Dorotha Cabero della Diocesi di Oppido - Palmi e avv. Maria Siriani della Diocesi di Lamezia". “Inaugurazione a.a. 2007/08 Studio Teologico Cosentino e dell’Istituto di Scienze Religiose” 06/02 Con la Lectio Magistralis del Rev.do Sac. Adolfo
Russo, Preside della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia
Meridionale, giovedì 7 febbario 2008, alle ore 17, nell’Auditorium
Giovanni Paolo II del Seminario di Rende, si inaugurerà il
nuovo anno accedemico dell’Istituto Teologico “Redemptoris
Custos” e dell’ ISSR “San Francesco di Sales”. Convegno della Caritas sul valore della famiglia venerdì a Falerna 22/01 Riscoprire il valore della famiglia come forza
per sperare. Questa la finalità del convegno regionale delle
Caritas calabresi in programma venerdì e sabato prossimi a
Falerna. Il programma del convegno annuale, quest'anno sul tema "Ripartire
da Cana. La famiglia calabrese tra risorse e fragilità",
è stato presentato stamani a Cosenza nel monastero di Santa
Maria delle Vergini. All'incontro con i giornalisti hanno partecipato
il delegato regionale Caritas, don Ennio Stamile; il presidente della
Fondazione Facite, mons. Ignazio Schinella ed il vescovo delegato
per la Caritas, mons. Luigi Cantafora. Monsignor Schinella ha sottolineato
come "la famiglia di oggi è filiarcale, sono i figli quelli
che comandano, ed è proprio questa la malattia delle famiglie
moderne. Non dobbiamo fare dei nostri figli un sottoproletariato,
che rappresenta il male della società moderna". "E'
nelle nostre famiglie e nelle famiglie calabresi - ha detto mons.
Cantafora - che si compie il miracolo, come a Cana il Signore ha trasformato
l'acqua in vino, così nelle famiglie la fragilità deve
essere trasformata in coraggio. Nel corso del convegno rifletteremo
se la famiglia rappresenta una risorsa. Come Caritas diocesane lavoriamo
da tempo in questa direzione attraverso i nostri centri di ascolto
e di accoglienza. Nelle famiglie calabresi esiste anche la criminalità
ed è proprio in queste che i valori del perdono e della riconciliazione
devono radicarsi e far abbandonare i falsi valori come l'omertà
e il potere del denaro. Tutto ciò è possibile solo se
le famiglie fanno rete. La risorsa della famiglia è la coppia
che si fortifica nel cammino di fede". "Quest'anno - ha
detto don Ennio Stamile - affronteremo un tema importante come quello
della famiglia, soprattutto perché ci troviamo di fronte alla
distrazione delle politiche familiari: in Calabria ci sono circa 200
mila famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà.
Dobbiamo comunque riconoscere la disponibilità del neo assessore
regionale al Bilancio, Demetrio Naccari Carlizzi, che ha evidenziato
una fattiva intenzione di collaborazione. La scelta di presentare
il convegno nel monastero delle Vergini, che è anche un centro
di accoglienza per ragazze madri, è emblematico perché
queste ragazze sono madri coraggio per aver scelto la vita".
Gli atti del convegno dello scorso anno delle Caritas calabresi sono
stati pubblicati in un volume dal titolo "E' Cosa Nostra",
che é stato presentato nei giorni scorsi nella sede nazionale
della Caritas italiana a Roma. "Si tratta - ha detto don Ennio
- di un lavoro che ha interessato anche la stampa giapponese e proprio
oggi pomeriggio a Lamezia una delegazione di giornalisti verrà
ad intervistarci". Il convegno, diviso in tre sezioni, prenderà
il via venerdì mattina con una meditazione sulla "Famiglia
di Nazareth" e proseguirà fino a sabato. Nessun riscontro sulle voci che Mons. Bregantini lascia Locri. Loiero “Spero non sia vero” 05/11 Non trovano alcun riscontro negli ambienti della
Curia di Locri le notizie ufficiose apparse su alcuni siti internet,
circa la possibile nomina di mons. Giancarlo Bregantini ad arcivescovo
metropolita di Campobasso in seguito alle dimissioni, per limiti di
età, del presule del capoluogo molisano, mons. Armando Dini.
Impossibile raggiungere il presule che non è in episcopio e
non possiede telefono cellulare. "Non è la prima volta
che vengono diffuse notizie di questo tenore - dice Giovanni Lucà,
responsabile dell'Ufficio stampa della Diocesi di Locri-Gerace -.
Lo scorso anno si parlò con insistenza della nomina di mons.
Bregantini al vertice della diocesi di Lecce. Quel che è certo
è che quasi nessuno può dire nulla in proposito".
Mons. Bregantini, originario di Trento, già prete operaio e
appartenente all'ordine degli Stimmatini, è vescovo della Diocesi
di Locri-Gerace dal 7 aprile del 1994. In questi oltre 13 anni il
presule ha caratterizzato il suo impegno pastorale e la sua presenza
prendendo posizione contro la violenza della 'ndrangheta e incoraggiando,
tra l'altro, la realizzazione di cooperative agricole e di consorzi
che occupano diversi giovani anche grazie alla collaborazione instaurata
con analoghe realtà della sua regione d'origine, il Trentino. Terzo Cammino di fraternità delle Confraternite calabresi 18/10 Mentre si avvicina l’appuntamento regionale
delle confraternite calabresi ad Amantea, il 20 e 21 ottobre prossimi,
che ha ricevuto il Patrocinio dell’Ente Regione e della Provincia
di Cosenza, oltre che dalla stessa Arcidiocesi e della Confederazione
delle Confraternite, monsignor Salvatore Nunnari, arcivescovo di Cosenza-Bisignano,
-è scritto in una nota- ha voluto esprimere in un messaggio
l’augurio della Chiesa cosentina al particolare momento ecclesiale.
“Dalla lode a Dio al servizio dell’uomo le confraternite
esprimono, ed hanno espresso nella loro secolare storia, un cammino
di fede inculturato nel tempo e nella storia dei popoli. Il mio augurio
e che esse possano ancora essere per la nostra Chiesa particolare
e per la Chiesa italiana spazio di solidarietà spirituale e
concreta, prima risposta alle ansie e alle speranze dell’uomo
e condivisione vera di tutte le istanze che da esso muovo verso la
Chiesa. Essendo un movimento laicale possono esprimere bene lo spazio
di impegno del credente nel mondo con gli occhi rivolti sempre al
cielo”. Le confraternite furono una forte risposta sociale ed
ecclesiale alle istanze di ospitalità, di sofferenza, di comunione
con i fratelli defunti, verso la sofferenza (con la fondazione di
ospedali ed ospizi) e la malattia, secondo lo spirito associativo
che ha profeticamente anticipato finanche le moderne forme caritative
di associazionismo e movimenti, aggregando per finalità spirituali
e sociali diverse categorie di persone, divenendo finanche forti committenti
di monumentali chiese ed opere d’arte che arricchiscono il patrimonio
storico-artico e culturale d’Italia. Parte la canonizzazione di Arcangela Filippelli 16/10 L'arcivescovo di Cosenza-Bisignano mons. Salvatore
Nunnari ha emanato l'editto per la causa di canonizzazione della giovane
Arcangela Filippelli, di Longobardi, morta nella seconda metà
dell'Ottocento dopo avere resistito ad un'aggressione in un bosco
nei pressi del paese del cosentino dove viveva con la propria famiglia.
"Dopo aver ricevuto il parere favorevole ed unanime della Conferenza
episcopale calabra, aver fatto le opportune indagini preliminari ed
aver ricevuto il nulla osta della Congregazione per la causa dei Santi
- è scritto nella nota - il vescovo ha accolto la richiesta
ufficiale del postulatore ed ha avviato le prime fasi della causa".
Arcangela, nata Longobardi il 17 marzo 1853 e morta il 7 febbraio
del 1869, figlia di Vincenzo, bracciante agricolo del posto e Domenica
Pellegrini, filatrice, - è scritto nel testo - era una ragazza
di buona famiglia e di sani principi morali, frequentava la parrocchia
e aiutava la famiglia nei lavori domestici. Il 7 febbraio del 1869,
domenica di carnevale, la giovane donna recatasi a raccogliere legna
in una tenuta assieme a delle amiche venne trattenuta con uno stratagemma
da un giovane fratello delle altre ragazze. Accortasi delle intenzioni
del giovane, Arcangela tentò di fuggire invocando la Madonna
ma venne raggiunta. L'aggressore tentò più volte di
usarle violenza senza riuscirci e alla fine le amputò le mani
e i piedi e poi la finì con oltre 40 colpi di ascia. Mese di preghiera dell’Arcidiocesi cosentina “per un cammino di conversione” 02/08 Il 1 Agosto, come annunciato, monsignor Salvatore
Nunnari ha aperto il mese penitenziale e di preghiera per la diocesi.
Il vescovo ha celebrato l’eucarestia nel Santuario Diocesano
Mariano di Santa Maria di Mendicino dove si apriva la quindicina in
onore dell’Assunta alle ore 06.00 unendosi ai tanti fedeli e
pellegrini che vi si recano fin dalle prime ore del mattino. Azione Cattolica Diocesana: Cammino Neocatecumenale: Mons. Ciliberto “Il divario tra poveri e ricchi provoca degrado della dignità” 16/07 "Osservando la nostra società si coglie immediatamente che essa ha bisogno di crescere nell' unità. Per realizzare questa finalità deve essere messa al centro del dibattito culturale e politico la ricerca della Verità, che in campo sociale coincide con la realizzazione del bene comune, con cui si promuove la crescita umana, economica, culturale dell'intera società e di ogni singolo membro". E' un passaggio dell' omelia tenuta dall' arcivescovo metropolita di Catanzaro - Squillace mons. Antonio Ciliberti in occasione della festa di San Vitaliano, patrono del capoluogo calabrese. "Tutto ciò - ha aggiunto il presule - esige che sia bandito ogni tipo di egoismo personale e di gruppo, ogni tipo di individualismo, di consorteria affaristica, di interesse contro la collettività. Di conseguenza va combattuta in maniera risoluta ogni violazione della legalità, ogni tipo di cultura mafiosa, ogni organizzazione malavitosa, ogni genere di delinquenza. I privilegi di pochi, a discapito di molti, acuiscono il divario tra poveri e ricchi e producono un' inquietante degradazione della dignità personale". Per mons. Ciliberti, inoltre, "l' uomo non si identifica col suo lavoro, ma questo è un diritto inalienabile della persona che concorre alla promozione della sua dignità. Su questo versante giusto, doveroso e necessario è il confronto politico e culturale che va realizzato con un linguaggio franco, un pensiero robusto fondato sulla ragione, portato avanti sempre nel rispetto dell' altra persona e secondo le regole della buona educazione". "La diversità delle idee e delle opinioni - ha esortato ancora mons. Ciliberti - è una ricchezza sociale, una risorsa, fin tanto che tutto è in vista della ricerca del bene comune e della sua realizzazione. Diventa, invece, sinonimo di povertà sociale, allorquando egoisticamente e ostinatamente ci si arrocca su posizioni preconcette e ideologiche che niente hanno a che fare con la verità". Nell' omelia il presule catanzarese, invocando la protezione di San Vitaliano sulla città e sulla regione, ha invitato a guardare alla "ricchezza degli insegnamenti che ci propone la testimonianza del nostro Santo Patrono". "L' opera di San Vitaliano, dettata esclusivamente dall' amore e dal desiderio della salvezza - ha aggiunto il presule catanzarese - lo ha mosso ad offrire a tutti la Verità che salva. Oggi è prioritaria, sia in ambito ecclesiale che sociale, una persistente opera di evangelizzazione e di formazione delle coscienze alla luce della verità. Infatti, il relativismo che domina la cultura e la società civile, non risparmia neppure la comunità ecclesiale, infettando, come un tarlo, il cuore e la fede dei credenti e la vita delle comunità ecclesiali. Sono molti i segni di tale malessere: tra questi i molti battezzati che non vivono pienamente la fede, che non partecipano attivamente alla vita della comunità, che non si nutrono dei sacramenti, che non hanno fatto di Cristo la loro ragione di vita". "Questi nostri fratelli, incapaci di resistere al relativismo, all'agnosticismo e al laicismo - ha detto ancora il presule - sono in genere persone non sufficientemente evangelizzate. Pertanto, la prima opera che la Chiesa è chiamata a compiere è di annunziare continuamente il Vangelo a se stessa, ad ogni suo membro. Prima di dare la verità agli altri, la Chiesa deve donarla a se stessa, sempre memore che la verità non consiste nella conoscenza di principi astratti e teorici, ma nella conoscenza della Persona di Cristo che è la via, la verità e la vita. Nella consapevolezza che non la si possiede una volta per tutte, ma si è introdotti in essa e nella comprensione della sua sapienza con gradualità. La sua interezza è data non dalla conoscenza dei suoi principi, ma dalla trasformazione di questi in amore concretamente vissuto". Dal Monte Athos a Bivongi esempi di coesistenza religiosa 16/07 Sono le tre del mattino e padre Gennadios Dionysiatis ieromonaco,
lunga barba sul petto, inizia la sua giornata con le lodi al Signore,
come detta la Regola. Una preghiera che si protrarrà fino all'
alba. Padre Gennadios è il Superiore del monastero di San Giovanni
Theristis di Bivongi, nella vallata bizantina calabrese dello Stilaro.
Qui, ormai da più di 13 anni, coesistono due religioni: quella
cattolica e quella greco-ortodossa. Nel 1994, infatti, dopo quasi
mezzo millennio, al monastero abbandonato sono ritornati i monaci
del Monte Athos della penisola Calcidica, in Grecia, simbolo di tutte
le montagne sacre all' uomo. Secondo la leggenda, su questa costa
greca naufragò la Madre di Cristo mentre, con Giovanni l' Evangelista,
si stava recando dalla Palestina a Cipro. E sono oltre 1.700 anni
che sul Monte Athos, repubblica autonoma sotto la sovranità
greca, vivono i monaci ortodossi. Nel '94, il Consiglio regionale
della Calabria ha dichiarato sacra la valle tra le fiumare Stilaro
e Assi, per fare in modo che i monaci del Monte Athos potessero stabilirvisi.
E, agli inizi del '95, il Comune di Bivongi ha consegnato ufficialmente
il monastero di San Giovanni Theristis all' Arcidiocesi ortodossa
d' Italia che fa parte del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli,
facendolo diventare così l' unico monastero bizantino, in tutta
l' Europa occidentale, dove si celebrano regolarmente le funzioni
liturgiche. All' area monastica di Bivongi si accede attraverso un
portale granitico. Vi sono alcune celle, il refettorio. Un cortile
interno la separa dalla basilica - I Katholikon - che risale all'
XI secolo. Più in fondo, i resti del monastero originario.
Dopo le lodi e aver atteso a qualche incombenza, tutte le mattine
padre Gennadios celebra la liturgia ortodossa per i fedeli. Poi, preghiera,
lavoro e studio. Come i confratelli del Monte Athos, i monaci della
vallata dello Stilaro consumano collettivamente il pranzo, che è
frugale e vegetariano: verdura, frutta, olive, cereali prodotti nell'
orto del monastero e un bicchiere di vino. E di nuovo lavoro, studio
e la preghiera esicastica, così chiamata perché le parole
sono ritmate dal battito del cuore. Ma la piccolissima comunità
non è isolata dal territorio. Fin da quando sono giunti, i
monaci si sono aperti allo scambio con istituzioni, fedeli, turisti.
Ogni anno, la felice convivenza è sancita dalla celebrazione,
a Bivongi, di due Pasque; quella cattolica e quella greco-ortodossa.
E padre Gennadios celebra la sua liturgia in quattro lingue: greco,
italiano, russo e rumeno. A seguito della venuta dei monaci, è
anche nata un'associazione culturale, la "San Giovanni Theristis",
con lo scopo di sostenere la comunità nei rapporti con il mondo
esterno. Il gruppo, inoltre, organizza iniziative culturali e religiose
e ha costituito un centro studi italo-greco che mira a conservare,
riscoprire, diffondere e valorizzare il patrimonio storico-culturale
della Magna Grecia e della civiltà greca. La comunità
greco-ortodossa interagisce anche con l' Amministrazione comunale
che ha avviato, ormai da anni, una serie di gemellaggi con Comuni
e istituzioni greche. Sono consolidati, infatti, i rapporti con l'
Università di Salonicco e la città di Volos, in Tessaglia.
Visite di studenti, manifestazioni con gruppi etnici, progetti di
studio sono le attività che animano la vita culturale della
città. E i monaci si fanno tramite per gli scambi, in sinergia
con l'associazione "San Giovanni Theristis". Il Comune di
Bivongi, inoltre, è uno dei partner del progetto Mo.no.pi.
(Monument nomination and pilot implementation as an alternative form
of architecture and religious tourism), nell' ambito del programma
europeo Interreg III C - zona est, la cui prima fase si è conclusa
lo scorso dicembre. L' obiettivo é lo studio e la ricognizione
di alcuni importanti monasteri, considerati quali asset su cui basare
una strategia di valorizzazione territoriale. Tra le istituzioni che
partecipano al progetto, il dipartimento per lo Sviluppo della Magnesia,
il Comune di Milies, il Comune di Artemida, nella Tessaglia, in Grecia;
e il dipartimento per lo Sviluppo di Larnaca, a Cipro. E' ormai pomeriggio
e, tra le attività dei monaci athoniti di Bivongi, vi è
quella dell' accoglienza dei turisti che vogliono visitare basilica
e monastero. Ma solo fino al tramonto. Per padre Gennadios e i confratelli,
infatti, è il tempo di una cena frugale e della liturgia del
vespro che concluderanno le ore della veglia. Nella vallata dello
Stilaro, come sul monte Athos, sono più di mille anni che è
il sole a stabilire quando ogni azione deve essere compiuta. Mostra su San Francesco di Paola a Reggio Calabria 23/06 E' stata inaugurata stamani a Reggio Calabria, a Palazzo Campanella,
sede del Consiglio regionale, la mostra iconografica sulla vita di
San Francesco di Paola, a cinquecento anni dalla sua morte. La figura
del Santo è stata ricordata in una raccolta dei suoi Fioretti,
curata dal prof. Pietro Addante per conto dell'editore Laruffa. "E'
un fatto molto positivo - ha detto il padre provinciale dell' Ordine
dei Minimi di Cosenza, Gregorio Colatorti - divulgare questa opera
in questo particolare momento celebrativo. E' uno stimolo ulteriore
affinché il Patrono della Calabria sia più amato e meglio
conosciuto". L' arcivescovo di Reggio Calabria, mons. Vittorio
Mondello, presidente della Conferenza episcopale calabrese si è
detto "particolarmente lieto dell' iniziativa. Francesco è
un calabrese eccezionale ed i calabresi in Lui si identificano non
solo per onorarlo, ma per imitarne le virtù, anche se in questo
non sempre ci si riesce". Nel suo intervento, il presidente del
Consiglio regionale, Giuseppe Bova, ha ricordato "la straordinaria
personalità di Francesco, che ha segnato di se il periodo della
sua vita terrena, vicino ai bisogni della gente, soprattutto dei poveri".
"La sua memoria - ha aggiunto Bova - deve suonarci come stimolo
per affrontare e risolvere i problemi di oggi e superare le difficoltà
in cui vive la Calabria. San Francesco, Bernardino Telesio, Tommaso
Campanella hanno segnato la Calabria come terra di fermento di speranza
ed intellettualità, e non come terra degli ultimi, emarginata.
Francesco, in particolare, compiva degli atti che scuotevano dal profondo
la nostra spiritualità e che oggi, ognuno di noi deve assumere
come riferimento". Per il presidente del Consiglio regionale
calabrese "vale dunque la pena di impegnarsi per aprire la strada
a nuove esperienze solidali, nuove energie che si dimostrino ispirate
a quella memoria, quella di Francesco, che oggi serve forse più
del pane". La rivista teologica Vivarium compie 15 anni 01/06 E' entrata nel quindicesimo anno di vita, con il primo numero
del 2007 attualmente in distribuzione, la rivista "Vivarium"
dell' Istituto Teologico Calabro "San Pio X" di Catanzaro,
pubblicata dalle Edizioni Ursini. "E' un traguardo editoriale
veramente importante - ha detto l'editore Vincenzo Ursini - raggiunto
grazie alla rigorosa scelta dei testi effettuata dai direttori che
si sono avvicendati negli anni, mons. Domenico Graziani, arcivescovo
di Crotone - S. Severina, don Antonio Staglianò, attuale direttore
dell' Istituto Teologico, ed ora don Vincenzo Lopasso, docente di
Sacre Scritture, ma anche grazie anche all' intero gruppo redazionale
composto da qualificati docenti ed illustri esponenti del mondo cattolico,
non solo calabrese, tra i quali Giorgio Andolfi, Armando Augello,
Natale Colafati, Gaetano Currà, Giuseppe De Simone, Raffaele
Facciolo, Giovanni Mazzillo, Francesco Milito, Fortunato Morrone,
Francesco Oliva, Serafino Parisi, Ignazio Schinella, Gabriele Bilotti,
Antonio Cannizzaro, Emidio Commodaro, Gesualdo De Luca, Francesco
Guida, Luigi Magnelli, Michele Mazzeo, Gregorio Montillo e Giuseppe
Silvestre". Il primo numero del 2007 si apre con una nota di
mons. Vincenzo Rimedio, vescovo emerito di Lamezia Terme, dal titolo
"L' uomo e la ricerca di senso". Nella rubrica "Ragioni
e domande" trovano spazio due autori: Vincenza Cinzia Capristo
(L'intreccio di rapporti diplomatici di Cina e Giappone con la Santa
Sede nel 1942) e Manfredo Falasca (L' amore del Frassinetti per la
Sacra Scrittura). Nel suo articolo, Capristo parte dall' analisi dell'
intreccio di relazioni diplomatiche, nel 1942, tra la Santa Sede e
le due grandi potenze asiatiche all' epoca in contrasto tra loro,
Cina e Giappone, ponendo le basi per una riflessione su ciò
che oggi può significare il riallacciarsi di relazioni diplomatiche
tra la Santa Sede e la Cina Continentale. Falasca analizza, invece,
la raccolta di Annotazioni sopra la Bibbia di Frassinetti, ricavate
dalle annotazioni letterali e spirituali della Vulgata di Luigi Isacco.
L'autore rileva come ogni pagina dell'opera è piena di rinvii
ai Padri, dei quali si riportano i passi, ma non v' è nulla
di quanto si studia a introduzione biblica o a scuola di esegesi.
Nella sezione "Urgenze e prospettive" la pubblicazione accoglie
i contributi di Pino Falvo (Evangelizzare il sociale in Calabria)
ed Enzo Chiodo (La famiglia cristiana: speranza e profezia dell' educazione
alla socialità in Calabria). Don Falvo si propone di analizzare
quanto già riflettuto in Calabria nei quattro Convegni ecclesiali
regionali, svolti negli ultimi anni, e nella Prima Settimana sociale,
svoltasi nel 2006, circa le problematiche e le tendenze presenti nella
società calabrese e l' offerta di indirizzi e orientamenti
etici. Enzo Chiodo, invece, riflette sulla validità di alcune
risorse etiche che ancora permangono nella famiglia calabrese. Pur
nelle trasformazioni, suggerisce l' autore, essa rimane l' intreccio
relazionale autenticamente umano che interpella la teologia e chiede
indicazioni per una salvaguardia della stessa, quale luogo naturale
di crescita e di educazione alla socialità. Nello spazio "Comunicazioni
e strumenti" vengono poi proposti i contributi di Pasquale Aceto
(Metafisica e morale in Felice Battaglia nel confronto con l' esistenzialismo)
e Luigi Intrieri (Pio XII e la persecuzione degli ebrei durante la
II Guerra Mondiale). Aceto delinea il percorso filosofico di Felice
Battaglia (Palmi, 1902 - Bologna, 1977), evidenziando l' atteggiamento
di questo pensatore di fronte all' esistenzialismo , col quale ha
intessuto una lunga ed intensa riflessione, iniziata negli anni bui
del secondo conflitto mondiale e protrattasi anche dopo l'approdo
del Battaglia allo spiritualismo cristiano. Intrieri confuta la responsabilità
morale attribuita da alcuni al "silenzio" di Pio XII di
fronte ai crimini commessi dal nazismo contro gli ebrei. Il Pontefice,
infatti, nonostante la mancanza di prove inconfutabili, denunciò
varie volte la persecuzione degli ebrei e intervenne costantemente
in loro favore. In questa valutazione, puntualizza Intrieri, non bisogna
dimenticare la vicenda degli ebrei olandesi che, a seguito di una
pubblica protesta dei vescovi locali, furono tutti arrestati e deportati.
Ciò comunicava da parte di Hitler un messaggio molto chiaro:
le conseguenze dannose delle proteste pubbliche sarebbero ricadute
su chi avrebbe dovuto beneficiarne e non su chi aveva protestato.
Una protesta pubblica sarebbe stata certamente più clamorosa,
ma com'era accaduto in Olanda, sarebbe servita solo a condannare a
morte numerose persone. La scelta del silenzio, al contrario, ottenne
il duplice scopo di salvare molte persone e di continuare l'opera
di assistenza a Roma e altrove. Il primo numero del 2007 di Vivarium
si chiude con la rubrica "Rassegna" che accoglie un contributo
di Filippo D' Andrea sugli "Aspetti etici e pedagogici in San
Francesco di Assisi". Domenica 3 giugno la Diocesi di Cosenza incontra i laici 31/05 L' arcivescovo metropolita di Cosenza-Bisignano padre Salvatore
Nunnari incontrerà domenica 3 giugno, solennità liturgica
della Ss. Trinità, il laicato cattolico della diocesi organizzato
in associazioni, movimenti e gruppi. L' iniziativa si svolgerà
nell' Auditorium "Giovanni Paolo II" di Rende. "L'
appuntamento annuale unitario con l' arcivescovo - è scritto
in un comunicato - caratterizza il percorso che la Consulta diocesana
delle aggregazioni laicali sta compiendo per una piena comunione nella
vita della Chiesa e nell' azione pastorale. L' incontro di domenica
prevede la preghiera comune, riflessioni bibliche, antropologiche
e sociali sulla visione dell' uomo che scaturisce dalla dinamica dell'
amore trinitario a cura di un biblista, di un docente di filosofia
e di una coppia di coniugi". L' intervento di mons. Nunnari sarà
dedicato al tema "La Trinità sorgente e modello di vita
personale, familiare, ecclesiale e sociale". Dal 24 i festeggiamenti per il V centenario della morte di San Francesco di Paola a Cosenza 20/05 Solenni festeggiamenti in onore di san Francesco di Paola patrono
della Calabria e della gente di mare d’Italia patrono della
città e dell’arcidiocesi di Cosenza nel V centenario
della sua morte (1507-2007) 24 maggio – 3 giugno 2007. I festeggiamenti
in onore di S. Francesco di Paola quest’anno avranno un carattere
unico ed eccezionale per la fausta ricorrenza del mezzo millennio
della sua nascita al Cielo. I Vescovi Calabresi, che con la loro presenza
onoreranno il Capoluogo della Provincia che ha dato i natali al Santo
Patrono, nel loro messaggio ci invitano caldamente «a ripensare
la vita di questo gigante della santità cristiana, figlio della
nostra terra di Calabria. Vogliamo proporvi la sua figura con la speranza
che un ritorno a S. Francesco di Paola possa far maturare la nostra
fede cristiana e il coraggio di essere protagonisti della nostra storia.
Contribuiremo così allo sviluppo della nostra amata Regione,
che vorremmo veder finalmente decollare verso quegli obiettivi, che
rimangono tuttora solo speranze e progetti». Cassano ha il suo nuovo Vescovo, Mons. Bertolone 13/05 ''Saro' un pastore prima di tutto amico del mio gregge, avendo
particolare sollecitudine verso i piu' deboli, gli anziani, i poveri,
per coloro che soffrono e che attraversano difficolta'. Il dialogo
e il richiamo costante alla solidarieta' saranno i due elementi del
mio ministero nella continuita' della strada percorsa dai miei venerati
predecessori, i quali non hanno mancato di ricercare e di promuovere
iniziative in ambiti comuni a Chiesa e societa' civile''. A dirlo
e' stato mons. Vincenzo Bertolone, nuovo vescovo della diocesi di
Cassano, nel suo discorso di ringraziamento al saluto del sindaco
e alle autorita' nella manifestazione di presa di possesso della diocesi.
''In osculo Christi pax tecum'' (Nel bacio di Cristo, pace a te) e'
l' augurio che il nuovo Vescovo ha fatto, a conclusione del suo discorso,
alla diocesi di Cassano e a tutti i suoi abitanti. All' insediamento
del nuovo Pastore hanno partecipato, oltre al clero diocesano e al
sindaco Gianluca Gallo; Carmelo Alba, sindaco di San Biagio Platani
(Agrigento), paese natio di mons. Bertolone; l' arcivescovo metropolita
di Cosenza, mons. Salvatore Nunnari; l' arcivescovo di Crotone - Santa
Severina, mons. Domenico Graziani; il vescovo di Lamezia Terme, mons.
Luigi Cantafora; il vescovo di San Marco Argentano - Scalea nonche'
amministratore apostolico della diocesi cassanese, mons. Domenico
Crusco; il Prefetto di Cosenza, Francesco Antonio Musolino, e i massimi
rappresentanti della autorita' civili e militari della Provincia d
Cosenza e rappresentanti della Regione. Gallo, nel porgere il saluto
e gli auguri al nuovo Vescovo ha sostenuto che ''Il popolo cassanese
nella sua passionalita' sapra' certamente essere vicino al nuovo Vescovo
nella sua azione che privilegera' sicuramente gli uomini e non le
cose. Un Vescovo che investira' sugli uomini, sui giovani e sicuramente
sulla cultura della solidarieta'''. Mons. Vincenzo Bertolone e' il
settantaquattresimo vescovo della diocesi di Cassano Ionio e succede
a mons. Domenico Graziani che dal 14 gennaio scorso e' arcivescovo
della diocesi di Crotone - Santa Severina. Dopo 500 anni matrimonio ebraico in Calabria 09/05 Per la prima volta dopo cinquecento anni nel castello normanno
di Lamezia Terme è stato celebrato un matrimonio ebraico, che
ha unito una coppia di americani, Lupe Torres Ugent e Andrew Alan
Ewart. A celebrare il rito è stata la prima donna rabbino italiana,
Barbara Aiello, esponente di punta dell'ebraismo progressivo, tendenza
nata negli ambienti liberal ebraici statunitensi; la donna è
rientrata in Calabria nella primavera scorsa, dopo aver guidato la
comunità ebraica progressiva di Milano. La cerimonia ha avuto
inizio con un piccolo corteo dietro i quattro portatori della Chuppà,
il baldacchino sotto il quale si celebra il rito del matrimonio e
che rappresenta la camera nuziale e l'amore di Dio. Rabbi Barbara
ha aperto la cerimonia con la benedizione di una coppa di vino, creando
uno spazio sacro sotto la Chuppà, dove è avvenuta la
lettura di un brano della bibbia che il nonno di Andy gli regalò
in occasione del suo dodicesimo compleanno. Tra i due sposi la promessa
d'amore e quindi lo scambio degli anelli, che, secondo Rabbi Barbara,
hanno una importanza grandissima perché sono "il simbolo
dell'amore infinito, perché tenendovi per mano gli anelli fanno
il simbolo dell'infinito o il numero otto". Il rabbino ha offerto
sette benedizioni mentre, prima la sposa e poi lo sposo, hanno fatto
sette giri l'una intorno all'altro e viceversa. Tra le persone che
hanno assistito alla cerimonia c'era tanta emozione e c'é anche
chi ha versato qualche lacrima di felicità. Ma la cerimonia
non è ancora conclusa perché la sposa e lo sposo dividono
il bicchiere di vino (che per l'occasione è un Cirò
di Calabria) nella coppa Kiddush. E intanto Rabbi Barbara ha recitato
una antica formula: "Vivano a lungo nella prosperità e
nella pace e, con tutti gli amici che li circondano, giungano la felicità
del tuo regno per il nostro Signore Amen". Infine il bicchiere
nel quale c'era il vino, avvolto in un panno, è stato schiacciato.
Anche questa particolarità è una delle tradizioni del
matrimonio ebraico secondo cui ogni del bicchiere è una benedizione
e allunga la vita degli sposi. E finalmente, probabilmente tanto atteso
dagli sposi e dai loro familiari, si è vista la coppia di sposi
baciarsi mentre il loro capo era coperto da un drappo giunto dal Sudan.
La scelta del luogo non è stata casuale: secondo ricerche storiche,
sembra che ai piedi del Castello Normanno di Nicastro, a Lamezia Terme,
viveva una comunità di rifugiati ebrei provenienti dalla Spagna
delle persecuzioni di Ferdinando e Isabella di Castiglia. Al termine
della cerimonia Rabbi Barbara si è intrattenuta con i due sposi
conversando e illustrando il significato religioso del matrimonio.
Alla coppia è stato consegnato anche l'antico certificato Ketubah
che, secondo Rabbi Barbara, è un documento importante perché
ha anticipato, nella storia dei matrimoni, ogni documento civile relativo
all'unione di due persone. Mercoledì 9 al Seminario diocesano a Rende incontro su “Multimedialità e processi culturali” 07/05 «Multimedialità e processi culturali» è
il tema dell’incontro promosso dall’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano
per mercoledì 9 maggio alle ore 18.30 nella sala del Seminario
Cosentino (Via Rossini - Rende). La comunità ecclesiale intende
interrogarsi sulla complessa realtà multimediale nel contesto
della riflessione dopo il Convegno nazionale di Verona e in preparazione
alla 41a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Relatore sarà
il Dott. Piermarco Aroldi dell’Università Cattolica del
Sacro Cuore (Milano), Ricercatore di “Sociologia dei processi
culturali e comunicativi”, Vicedirettore dell’Osservatorio
sulla Comunicazione e Docente di “Sociologia della comunicazione
e dei processi associativi” e “Media e processi sociali”.
Introdurranno Don Pasquale Traulo, Vicario episcopale per il coordinamento
della pastorale, e le Suore Figlie di San Paolo che operano a Cosenza.
Le conclusioni - dopo la discussione aperta al contributo di tutti
- sono affidate a Padre Salvatore Nunnari, Arcivescovo Metropolita
di Cosenza-Bisignano. I lavori saranno coordinati da Raffaele Zunino,
Direttore dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali.
L’iniziativa prende spunto dal Messaggio di benedetto XVI per
la 41a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali I bambini e i
mezzi di comunicazione: una sfida per l’educazione, in cui –
tra l’altro – il Papa scrive: «Le complesse sfide
che l’educazione contemporanea deve affrontare sono spesso collegate
alla diffusa influenza dei media nel nostro mondo. Come aspetto del
fenomeno della globalizzazione e facilitati dal rapido sviluppo della
tecnologia, i media delineano fortemente l’ambiente culturale.
(…) Per molte persone, la realtà corrisponde a ciò
che i media definiscono come tale». San Francesco di Paola, santo europeo 25/04 Sono passati cinquecento anni dalla "nascita al cielo" di Francesco Martolillo, più noto al mondo come San Francesco di Paola. E a cinque secoli dalla morte è sempre forte la presenza del Santo nella storia e nell'arte del Vecchio Continente, ma anche al di là dell' Atlantico, dove l'Ordine dei Minimi da lui fondato conta numerosi conventi e seguaci. Proprio a "San Francesco di Paola nella storia e nell'arte" è dedicato il titolo di un volume realizzato da Emiliano Splendore che ripercorre e approfondisce le tappe della vita del Santo calabrese e ne delinea aspetti inediti. Il libro (239 pp., edito in Abruzzo dal Gruppo archeologico superequano) si avvale infatti di documentazione raccolta nel corso degli anni in varie biblioteche pubbliche e private in Italia e in Europa, permettendo di mettere in luce anche il ruolo che Francesco di Paola, un po' eremita e un po' diplomatico, ricoprì alla Corte di Francia. Così Splendore ripercorre, da attento studioso, quel 1483 in cui Francesco fu convinto dal Papa e dal Re di Napoli ad accettare l' invito del Re francese Luigi XI. La Francia era allora molto potente e i suoi rapporti con il Papato e il Regno napoletano non erano troppo saldi. A Francesco arrivarono dunque le pressioni di Sisto IV e Ferdinando I. Quando arrivò al castello di Plessis les Tours, Luigi XI si inginocchiò ai suoi piedi e la presenza di Francesco di Paola in suolo francese permise di riallacciare i legami con Roma e Napoli. Il Santo rimase in Francia 25 anni, con Carlo VIII e Luigi XII che lo vollero ancora al loro fianco. E in Francia morìil 2 aprile 1507 senza più rivedere Paola, città nella quale era nato il 27 marzo 1416. Ma il volume di Splendore ci narra anche dei miracoli attribuiti al Santo, arricchendo la narrazione con iconografia del tempo. Si scopre così che tra i prodigi di Francesco di Paola c'é anche l'attraversamento sul suo mantello del Faro di Messina (lo Stretto) con il compagno di viaggio Frà Nicolò, dopo il rifiuto di un traghettatore "ingordo" di danaro. La traccia lasciata da San Francesco di Paola in Europa ricorre anche nei nomi di luoghi e addirittura di prodotti. Ad esempio in Germania i frati minimi sono detti 'Paulaner', nome immortalato in una famosa birra bavarese che un tempo veniva prodotta in convento, così come 'Paulaner' è il nome di un quartiere viennese e di una fermata di metropolitana che deriva dal relativo convento. Ma anche l' importante porto francese sull'Atlantico di La Rochelle è conosciuto come 'Port de Minimes', quasi a significare il 'salto' oltreoceano dei frati paolani diffusi oggi anche in Nord e Sud America. Concluso il Convegno del Movimento Apostolico 15/03 Sono state oltre 1.200 le persone, giunte a Catanzaro da diverse
regioni italiane e anche dall'estero, che hanno partecipato ai lavori
del secondo convegno nazionale del Movimento Apostolico che sono stati
conclusi dall'arcivescovo di Bologna, Cardinale Carlo Caffarra. Nel
corso dei lavori si sono susseguiti gli interventi dell'Arcivescovo
di Rossano-Cariati, Mons. Santo Marcianò, dell'Arcivescovo
Metropolita di Catanzaro-Squillace, Mons. Antonio Ciliberti. E' toccato,
invece, a mons. Costantino Di Bruno, assistente ecclesiastico centrale,
e alla presidente del Movimento, Cettina Marraffa, porgere i saluti
al cardinale Caffarra. "Le nostre scelte - ha detto il Card.
Caffarra - sono sempre in vista di un bene particolare; ma alla fine
ciascuna di esse si inscrive e si radica nel desiderio di un bene
che sia tale da dare piena soddisfazione alla nostra fame e sete di
beatitudine". Per il Cardinale Caffarra "solo una cultura
disumana e superficiale come la nostra poteva tentare di estenuare
nell'uomo questo suo desiderio, insegnandogli che è possibile
ben navigare anche se si naviga sempre a vista senza avere nessun
porto a cui dirigersi". Per il l'Arcivescovo di Bologna "l'incontro
con Cristo pesca nella profondità dell'essere, poiché
Cristo è sentito come la risposta vera e totale al proprio
desiderio illimitato di beatitudine. Chi è in Cristo cerca
con la sua ragione la risposta nella luce di Cristo, nella luce della
Sapienza stessa di Dio. Ecco perché la ragione del credente
è spinta ad esercitarsi al massimo, senza precludersi nulla.
Nasce una nuova cultura". La fondatrice del Movimento Apostolico,
Maria Marino, al termine dei lavori del convegno ha rivolto un saluto
a tutti i partecipanti. Per il quinto centenario di San Francesco a Paola il Cardinal Martino 07/03 Il Papa ha nominato suo inviato speciale alle solenni celebrazioni del quinto centenario della morte di San Francesco di Paola il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio consiglio della Giustizia e della pace e del Pontificio consiglio della Pastorale per i migranti e gli itineranti. Le celebrazioni avranno luogo a Paola (Cosenza) dal primo al 4 maggio prossimi. Convegno sul testamento biologico al Seminario di Rende 10/02 ''Il testamento biologico'': e' il tema del convegno promosso
dalla Unione Giuristi Cattolici Italiani e dall'Ordine degli Avvocati
di Cosenza per venerdi' prossimo alle ore 16.30 nell'auditorium ''Giovanni
Paolo II'' di Rende. ''Parlare di testamento biologico, di accanimento
terapeutico o di eutanasia e' impresa estremamente difficile e delicata
- afferma Carmine Nicotera, presidente della sezione cosentina dell'Unione
Giuristi Cattolici - anche per le implicazioni di carattere etico
che la problematica comporta. E tuttavia, e' utile, anzi necessaria,
per prenderne coscienza soprattutto se questi temi sono oggetto di
riflessione in vista di una legge dello Stato''. Questa esigenza,
spiega Nicotera, ''e' stata sentita dai giuristi cattolici di Cosenza
che, unitamente al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, hanno organizzato
il convegno di venerdi' 16 febbraio. E' auspicabile - conclude il
presidente dei Giuristi cattolici di Cosenza - che il convegno contribuisca
ad una presa di coscienza il piu' ampia possibile. Saranno certamente
di aiuto gli interventi programmati di esimi professionisti che dal
proprio angolo di visuale illustreranno il problema''. A Rende sabato riapre il Monastero delle figlie di S. Chiara d’Assisi 07/02 Sabato 10 febbraio un drappello di suore clarisse contemplative,
provenienti dai Monasteri clariani di Sicilia, prenderà dimora
nel Monastero “S. Chiara all’Immacolata” nel centro
storico di Rende, già convento di S. Francesco di Assisi dei
Frati Minori. A Falerna convegno della Caritas sulla ndrangheta 25/01 La Chiesa calabrese si ritrovera' venerdì e sabato a
Falerna, in occasione del convegno annuale delle Caritas diocesane,
per confrontarsi su come si deve svolgere una "pastorale ecclesiale
per l'educazione delle coscienze in contesti di 'ndrangheta''. L'iniziativa
è stata strutturata in tre sessioni in cui i 120 convegnisti,
almeno 10 delegati per ogni diocesi, si confronteranno con vescovi,
sacerdoti, religiosi, suore e laici impegnati, ma anche docenti universitari
e responsabili di associazioni antimafia per conoscere meglio il fenomeno
'ndrangheta e dare delle giuste risposte. Domani si terranno le prime
due sessioni. Quella mattutina riguardera' "approfondimenti di
alcuni significativi aspetti storici e sociologici, culturali e politici
della 'ndrangheta di ieri e di oggi''. A questa prima parte, dopo
il saluto del presidente della Conferenza episcopale calabra, mons.
Vittorio Mondello, interveranno mons. Ignazio Schinella ed i professori
Rocco Sciarrone e Piero Fantozzi. La seconda sessione nel pomeriggio
sul tema "Panoramica di esperienze messe in campo dalle Chiese
locali e dalla società civile, di contrasto a logiche e a poteri
mafiosi". Interverranno il vescovo di Locri-Gerace, mons. Giancarlo
Maria Bregantini, padre Emanuele Maggioni e don Rosario Morrone. Ci
saranno anche il diacono Vincenzo Alampi, che si soffermerà
sul modo in cui nella Piana di Gioia Tauro si utilizzano in modo "sociale"
i beni confiscati alla mafia; il presidente delle associazioni antiracket
calabresi, Maria Teresa Morano, ed il sindaco di Gioia Tauro, Giorgio
Dal Torrione. La terza sessione, "Elaborazione di proposte pastorali
innovative, efficaci e continuative, per un futuro di speranza"
si terrà nella mattinata di sabato con la partecipazione del
prof. Ercole Giapparini e del vescovo Francesco Montenegro, presidente
di Caritas Italiana. Le conclusioni saranno tratte dal vescovo di
Mileto, mons. Domenico Tarcisio Cortese. Le Chiese di Calabria si interrogano come annunciare il Vangelo in contesti di 'ndrangheta 21/01 Vescovi, preti, religiosi, suore, laici impegnati, ma anche
docenti universitari, amministratori e responsabili di associazioni
antiracket si confronteranno su «È cosa nostra»
Due giornate per capire come fare pastorale ecclesiale in contesti
fortemente influenzati dalla 'ndrangheta; questo è il senso
dell'annuale incontro voluto dalla Delegazione regionale della Caritas
calabrese, sotto l'egida della Conferenza Episcopale Calabra; il seminario
si terrà venerdì 26 gennaio e sabato 27 a Falerna nei
locali dell'hotel Eurolido. L'assise, a carattere residenziale, vedrà
la partecipazione di vescovi, sacerdoti, religiosi, suore, di docenti
universitari, amministratori e di numerosi laici impegnati per una
nuova cultura della legalità. Emblematico il titolo scelto
quest'anno dalla delegazione regionale Caritas: «È cosa
nostra. Una pastorale ecclesiale per l'educazione delle coscienze
in contesti di 'ndrangheta». |