HOME, Torna alla pagina Indice
Citta' di Cosenza , Torna alla pagina Indice
Dir.resp. Pippo Gatto
Home . Cronaca . Università . Sport . Politica . Link . Cultura . Spettacoli . Calcio . Forum . Meteo .
Hinterland
 Rende
 Castrolibero
 Castiglione
 Servizi on Line
 Segnala i problemi 
 Famacie di Turno 
 Gare e Appalti 
 Bandi e Concorsi 
 Cinema 
 Scrivi alla Redazione 


 
 Turismo
 I Monumenti
 Mappa dell'Hinterland
 Centro Storico
 Notizie per i visitatori
 Rubriche
 Alimentazione
 Ambiente
 Attualità/Cronaca
 Consumatori
 Cronaca Rosa e Gossip
 Cultura
 Diritti del Cittadino
 Economia e Finanza
 Innovazione e Tecnologia
 Politica e Sociale
 Servizi Speciali e Dossier
 Sindacati
 Spettacoli
 Sport
 Partecipativi
 Chat
 Forum
 Scienza
 Informatica
 Innovazione
 Scienza
 Associazioni
 Salute
 Prevenzione
 Sanità e Salute
 Scuola e Giovani
 Scuola
 Musica
 Università




Previsioni: Epson Meteo


Notizie di Culto e Religione
Da Maggio 2005 ad Aprile 2006

 

San Vincenzo La Costa donerà l’olio alla lampada votiva di San Francesco a Paola

11/04 Il Comune di San Vincenzo La Costa è stato invitato a donare il prossimo 2 maggio l’olio della lampada votiva che arde perennemente dinanzi ai resti mortali di San Francesco di Paola. Un evento straordinario che ricade nel periodo delle celebrazioni per il quinto centenario della morte del Santo paolano, che fu punto di riferimento nella vita religiosa del Venerabile Padre Bernardo Maria Clausi, il cui processo di beatificazione è ancora in corso e particolarmente seguito dalla comunità parrocchiale di San Vincenzo La Costa. Per dare un impulso di forte motivazione religiosa all’evento i frati minimi dell’Ordine di San Francesco di Paola svolgeranno dal 18 al 20 aprile nelle tre chiese del Comune di San Vincenzo La Costa una missione spirituale trasferendo una delle reliquie del Santo, quale occasione di preghiera e conversione. L’evento prevede momenti di preghiera, di incontri sociali e civili con il coinvolgimento dei Sindaci di Paola, Roberto Perrotta, e San Vincenzo La Costa, Marisa Fallico. Il Sindaco del Comunale di San Vincenzo La Costa, Marisa Fallico, ha indetto per mercoledì 12 aprile, alle ore 10,30, presso la casa comunale di San Vincenzo La Costa, una Conferenza Stampa per illustrare il programma delle tre giornate delle missioni e della giornata del 2 maggio. Sarà presente padre Vincenzo Arzente, dell’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola.

Mons. Mondello: “La Pasqua sia un segno per ritrovare la strada della speranza”

08/04 La Pasqua "inserita nell' attuale momento storico, segnato dall' emergere di una profonda crisi che attraversa l' essere stesso dell' uomo ed accostata ai sofferti problemi del nostro territorio e della nostra gente, dentro, tra l' altro, una stagione politica colma di lacerazioni e di confusioni, può diventare il segno di una ritrovata strada di speranza": lo afferma mons. Vittorio Mondello, Arcivescovo metropolita di Reggio Calabria e presidente della Conferenza episcopale calabra nel messaggio augurale rivolto alla comunità. "Perché è certo che, se l' esperienza della fatica, del dolore e della morte, lacera il tessuto della nostra storia - prosegue il presule - è anche certo che essa non è l' ultima parola. Oltre la morte si sveglia la vita. Oltre le esperienze difficili che generano paure ed angosce, può levarsi, senza retorica, l' orizzonte di una rinascita. E' la Pasqua, davvero, che dà solidità e spessore ai legittimi sogni della gente, segnata da troppe ferite". "Accompagnare Cristo nel suo itinerario - sottolinea ancora mons. Mondello nel suo messaggio - e nella totale offerta di sé, dall' Ultima Cena alla solitudine del Getsemani, dalla notte della cattura e degli insulti alla tragica esperienza dei tribunali che lo giudicano e lo condannano a morte, dalla flagellazione alla Via Crucis, dalle parole di perdono che pronuncia innalzato da terra... fino alla morte, e poi dal silenzio del sepolcro all' aprirsi della pietra e alla novità dela Risurrezione, ci darà la possibilità di entrare nel mistero della sua vita e di permettere alla forza dela sua vita di entrare nella fragilità della nostra. Ma tale esperienza non é solo liturgica".

Domenica delle Palme, inizio della Settimana Santa.

07/04 La comunità ecclesiale si prepara alla Domenica delle palme, che si celebra quest’anno il 9 aprile. Con essa inizia la Settimana Santa, durante la quale i credenti sono invitati a rivivere gli ultimi giorni della vita di Gesù e l’evento della Sua resurrezione. Nelle liturgie, infatti, verrà ripercorso l’itinerario che Gesù compie dal momento dell’ingresso a Gerusalemme: l’ultima cena, l’arresto, il processo, la tortura, la crocifissione, la morte, la resurrezione. In particolare, domenica prossima, nella celebrazione delle Palme, sarà ricordato e rivissuto l’ingresso di Gesù in Gerusalemme. La Domenica delle Palme è detta anche Domenica di passione perché con essa ha inizio l’itinerario che, nei giorni successivi, porterà Gesù sulla croce. Durante la celebrazione delle Palme sarà letto il brano evangelico dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme; durante la S. Messa, invece, si leggerà il Vangelo della passione per sottolineare l’inizio della Settimana Santa. Il testo utilizzato quest’anno sarà il Vangelo secondo Marco. L’Arcivescovo, Padre. Salvatore Nunnari, sarà a Bisignano nel pomeriggio, alle 18.00, per la benedizione delle Palme e per presiedere la Celebrazione eucaristica nella Concattedrale di Santa Maria Assunta. Altre notizie sulle celebrazioni della Settimana Santa verranno inviate nei prossimi giorni. Si anticipa, comunque, che la Via Crucis del Venerdì Santo a Cosenza muoverà quest’anno dalla chiesa del Sacro Cuore di Gesù e della Madonna di Loreto e avrà come mèta la chiesa di S. Nicola.

I giovani di Cosenza ricordano Papa Wojtyla sabato in Duomo. Collegamento con Mons. Stanislao

31/03 “I giovani ricordano Giovanni Paolo II. Immagini e suoni”: è il tema di un incontro che si terrà domani, sabato 1 aprile, alle ore 20.30 nella Cattedrale di Cosenza.
Ad un anno dal ritorno di Giovanni Paolo II alla casa del Padre, ci sarà una celebrazione eucaristica presieduta dal padre arcivescovo Salvatore Nunnari. Al termine della s. messa, attraverso un collegamento in diretta da Cracovia su maxi-schermo, l’arcivescovo card. Stanislaw Dziwisz, già segretario di papa Giovanni Paolo II, offrirà la sua testimonianza personale sul grande pontefice che ha attraversato tanta parte della storia a cavallo tra il XX e il XXI secolo.
L’incontro è organizzato dal Servizio di pastorale giovanile dell’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano. Tutti sono invitati a partecipare.

Convocazione del movimento “Rinnovamento nello Spirito” il 26 al Cinema Italia

23/03 Domenica 26 marzo 2006, IV di Quaresima, presso il Cinema Teatro Italia di Cosenza si terrà la X Convocazione Diocesana dei gruppi di Rinnovamento nello Spirito Santo sul tema: “Pronti a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi” (1 Pt. 3,15). La Convocazione avrà inizio alle ore 9.00 con un intervento del Coordinatore Diocesano, Pino Coscarelli ed una relazione tenuta dalla dott.ssa Marcella Reni, Coordinatrice Regionale per la Calabria del Rinnovamento nello Spirito Santo. Alle ore 11.30 ci sarà la celebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Rev.ma Mons. Salvatore Nunnari, Arcivescovo Metropolita della Diocesi di Cosenza-Bisignano. Nel pomeriggio alle 15.00 ci sarà una relazione tenuta dal Rev.mo Padre Giambattista Urso (ofm) ed alle 16.30 un momento di preghiera comunitaria. Il Coordinatore Diocesano, Pino Coscarelli, ha affermato: “è veramente con letizia e piena gioia del cuore che abbiamo organizzato questo importante momento per il Rinnovamento nello Spirito Santo diocesano e per la Chiesa di Cosenza-Bisignano tutta. Il Signore ha deciso che questo è il tempo favorevole per ascoltare la Sua Parola, radunati tutti intorno al nostro Padre Arcivescovo, Mons. Salvatore Nunnari.” “Aspettiamo quindi – ha concluso Coscarelli - tutti i nostri fratelli della Diocesi, anche degli altri gruppi e movimenti ecclesiali, come dono prezioso, ben consapevoli che la gioia è piena solo se condivisa!”

Tornano le Clarisse nel Monastero delle figlie di S. Chiara d’Assisi a Rende

17/03 Nella prossima primavera, un drappello di suore clarisse contemplative, provenienti dai Monasteri clariani di Sicilia, prenderà dimora nel convento di S. Francesco di Assisi dei Frati Minori, ora chiamato dell’Immacolata, nel centro storico di Rende (CS). Il glorioso convento, con annessa la chiesa dedicata alla Madonna delle Grazie, è stato fondato nel 1530, su richiesta della popolazione di Rende, per «realizzare - come dicono le cronache rendesi dell’epoca - le aspirazioni di un rinnovamento spirituale fra la popolazione». È situato a sud del castello ed è stato definito «faro luminoso di cultura e di virtù». Da alcune settimane fervono i lavori di ristrutturazione dell’imponente complesso conventuale per adattarlo a monastero di suore contemplative, che vivono cioè in clausura, nella dedizione totale alla preghiera. Tutto sarà pronto nella prossima primavera. L’apertura di questo monastero realizza un sogno cullato da molti anni dall’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, dalla Provincia dei frati Minori e da tutto il movimento francescano - largamente diffuso nelle componenti del primo Ordine e del Terz’Ordine, sin dalle sue origini, nel territorio cosentino-bisignanese e in tutta la Calabria - e dai tanti estimatori della vita contemplativa, ritenuta parte integrante dell’esperienza della comunità cristiana.
Il monastero sarà un luogo totalmente dedicato alla preghiera e alla meditazione, aperto all’accoglienza di quanti sono desiderosi di un colloquio, di una “ricarica” spirituale.
La presenza delle figlie di S. Chiara viene ad arricchire la componente contemplativa non solo nella Chiesa di Cosenza-Bisignano, ma di tutta la regione, costellata nel passato da centinaia di monasteri maschili e femminili. Anche i monasteri delle clarisse in Calabria un tempo si contavano a decine. Sin dalle origini della fondazione dell’Ordine ad opera di S. Chiara, discepola di San Francesco di Assisi, i monasteri sono sorti in gran numero nella nostra regione, sulla scia dei conventi francescani. Anche Rende, a suo tempo, ha avuto un monastero di suore clarisse. Si pouò dire che l’apertura di un nuovo monastero è, in realtà, un “ritorno” delle figlie di S. Chiara. Alla realizzazione della ristrutturazione del convento sta provvedendo una lunga e generosa schiera di benefattori e di estimatori della vita monastica lariana, a cominciare dall’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, dai Conventi dei Frati Minori di Calabria, dall’Ordine Francescano Secolare, dalla Gioventù Francescana e da numerosissimi fedeli.

Apertura dell’anno accademico al Seminario e presentazione del volume di Mons. Agostino “Tra memoria e speranza”

13/03 L’anno accademico dello Studio Teologico Cosentino “Redemptoris Custos” sarà inaugurato giovedì 16 marzo alle ore 16.30 nell’Auditorium “Giovanni Paolo II” (complesso del Seminario Cosentino in Rende). Nell’occasione, sarà presentato il nuovo libro di Mons. Giuseppe Agostino, Arcivescovo emerito di Cosenza-Bisignano, Tra memoria e speranza - Vescovo in Calabria per oltre un trentennio (1974-2006) edito da Progetto 2000. Sarà S.E. Mons. Salvatore Nunnari, Arcivescovo Metropolita di Cosenza-Bisignano e Moderatore dello Studio Teologico, a porgere il saluto introduttivo. Il volume di Mons. Agostino sarà presentato dal Canonico Filippo Curatola dell’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova e da Mons. Pietro De Luca dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano; interverrà poi l’Autore stesso. Coordinerà i lavori Padre Rocco Benvenuto dei Minimi di San Francesco di Paola, Prefetto degli Studi. Il libro ripercorre tutto l’arco del ministero episcopale di Mons. Agostino, iniziato a Crotone e concluso a Cosenza, con l’enorme bagaglio di incontri, di scelte pastorali, di esperienze che l’hanno caratterizzato. La «Presentazione» è del Padre Arcivescovo Salvatore Nunnari e la «Postfazione» di Don Antonio Staglianò, Direttore dell’Istituto Teologico Calabro “S. Pio X”. Il volume è corredato dalla bibliografia di Mons. Giuseppe Agostino curata da Giustina Aceti e da numerose foto scattate da Giulio Archinà. L’incontro sarà aperto e concluso dall’esecuzione di alcuni brani musicali a cura del Conservatorio “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza.

Un libro ed un dvd sulla vita dei monaci di Serra San Bruno

25/02 Per la prima volta la clausura dei monaci viene documentata in un libro e in un dvd. Si tratta dei monaci di Serra San Bruno, in Calabria, che - fatto insolito nella loro storia - hanno aperto le porte del loro monastero a una troupe televisiva che ne ha documentato la vita nei suoi gesti quotidiani. Dai dieci giorni di convivenza tra i reporter e i monaci e' nata una testimonianza riportata nel libro ''I solitari di Dio. Separati da tutto, uniti a tutti'', scritto da Enzo Romeo, capo-redattore esteri e vaticanista del Tg2, integrato da un dvd che fotografa la vita della comunita' monastica di Serra San Bruno. La documentazione illustra come si svolge la vita in un monastero di clausura, quali azioni, cose, momenti cadenzano il ritmo quotidiano di una comunita' di monaci, quali motivi spingono alla solitudine nel mondo per cercare il mondo di Dio: uno stile di vita completamente fuori dalle logiche del nostro tempo, con uomini separati dal mondo per essere piu' vicini a Dio, fedeli a una regola plurisecolare che ha segnato la storia del monachesimo occidentale. Il volume e il dvd verranno presentati lunedi' prossimo, alle 17.30, presso l'Aula del Corso Formatori dell'Universita' Pontificia Salesiana di Roma. L'incontro e' promosso dall'Istituto di Teologia Spirituale e dal Curricolo di Psicologia dell'Universita' Salesiana. Oltre all'autore interverranno il prof. Eugenio Fizzotti, docente di Psicologia, il prof. Jesus Manuel Garcia e il prof. Francois-Marie Lethel, docenti di Teologia Spirituale rispettivamente alla Salesiana e al Teresianum di Roma.

A Castrovillari ricordato l’anniversario della morte di Don Giussani

22/02 E' stato celebrato a Castrovillari l'anniversario della morte di don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione e di Gioventu' studentesca. Alla messa hanno partecipato il vescovo della diocesi di Cassano allo Ionio, mons. Domenico Graziani, studenti, giovani lavoratori e le comunita' di Comunione e Liberazione della Sibaritide e del Pollino. L'introduzione al gesto unitario e' stata affidata ad una lettera di Don Julian Carron, successore di Giussani, indirizzata a tutto il Movimento, e letta per l'occasione dalla professoressa Antonietta Cirigliano. ''La ricorrenza della sua morte - e' scritto nella lettera - ci mette tutti davanti alla sua eredita', che non e' qualcosa soltanto del passato, ma un avvenimento presente che continua a sfidare la nostra liberta'''. ''L'attenzione all'uomo, alla sua storia, alla sua identita' - ha detto mons. Graziani - ha contraddistinto l'opera di Giussani, un uomo che non ha riservato nulla per la sua persona, consapevole solo di essere uno strumento d'amore in mano a Gesu' Cristo e per Gesu' Cristo. Da qui il suo continuo richiamo alla fede ed alla compagnia in essa come metodo per crescere insieme nella realta' dura della vita e per aprirsi sempre piu' a chi desidera incontrare questo fatto, pur essendo fermo sulla soglia, quasi titubante a giocarsi, ad essere coinvolto, ma, in fondo in fondo, profondamente proteso a questo incontro''

Mercoledì il vescovo, Mons. Nunanri, ricorderà don Giussani a Laurignano

19/02 Il vescovo dell'arcidiocesi di Cosenza Bisignano, Salvatore Nunnari, celebrera' la Santa Messa per il primo anniversario della morte di don Luigi Giussani e per il 24ø riconoscimento pontificio della Fraternita' di Comunione e Liberazione. La celebrazione liturgica si svolgera' mercoledi' sera nel santuario di Laurignano (Madonna della Catena)

Lezione di Rav Giuseppe Laras, Gran Rabbino d’Italia, alla Scuola di pastorale Sanitaria di Cosenza

18/02 Il Gran Rabbino d’Italia Giuseppe Laras, Presidente dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia, terrà a Cosenza, giovedì 23 febbraio alle ore 15.30, una lezione nella Scuola di Pastorale Sanitaria presso l’Istituto Canossiano in via Tommaso Arnoni. Il tema affidatogli riguarda «La visione ebraica dell’uomo sofferente e la deontologia medica ebraica». L’intervento del Dottor Rav Giuseppe Laras rientra nell’ambito del biennio di specializzazione in “Umanizzazione ed etica sanitaria” della Scuola di Pastorale Sanitaria “Bearto Angelo d’Acri”, promossa dall’Ufficio di pastorale sanitaria dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano e dal Servizio di pastorale della salute dei Frati Minori Cappuccini. La lezione di Rav Giuseppe Laras è aperta a tutti.

Sabato la commemorazione dei defunti nelle comunità arbreshe

16/02 Nei centri di lingua e cultura albanese ancora legati al rito greco-bizantino ricorre sabato prossimo la commemorazione dei defunti, una vera ''festa'', che cade il sabato prima la seconda domenica di Carnevale e il mercoledi' delle Ceneri. Quella dei defunti e' una ricorrenza ''mobile'', in quanto e' soggetta ogni anno a spostamenti in dipendenza delle festivita' pasquali. Consumare e offrire alla gente in visita al cimitero del vino, pane e salumi; la benedizione dei sepolcri; i toccanti canti funebri in arberesh durante la processione in cimitero; tenere da sabato e per tutta la settimana successiva un lume acceso nelle case per rendere piu' agevole ''il ritorno'' delle anime in quelle che un tempo erano le loro abitazioni: sono questi i momenti salienti e peculiari della ''diversita''' culturale arbereshe e della liturgia bizantina. Molte abitazioni, soprattutto quelle colpite da un lutto recente, sono visitate dai papa' s per la benedizione del ''grano bollito''. Su un tavolo vengono posti una candela accesa (simbolo della immortalita' dell' anima), due pani e una bottiglia di vino (simboli sacramentali) e un piatto contenente del grano bollito (simbolo della resurrezione dei corpi). Il sacerdote taglia poi il pane per offrirlo assieme al grano bollito ai presenti alla cerimonia. Di sera, infine, l' ultimo atto con la tradizione secondo la quale il modo migliore per ricordare i morti e' riunirsi tra amici in abitazioni private per consumare una cena ''assieme'' alle anime dei conoscenti piu' vicine ai presenti.

Dal 16 la settimana sociale della Diocesi di San Marco-Scalea

15/02 La Diocesi di San Marco Argentano-Scalea celebrera', dal 16 al 18 febbraio, la settimana sociale sul tema ''Testimoni di speranza in Calabria'' che sara' preparatoria alla settimana sociale calabrese in programma dal 3 al 5 marzo. ''E' la prima volta che cio' accade nella nostra Diocesi - ha sostenuto don Ennio Stamile, delegato regionale della Caritas - e questo gia' di per se dimostra che l' evento nutre un particolare importanza, anche per comprendere la giusta attenzione che ogni credente deve porre nei riguardi della Dottrina Sociale della Chiesa. Essa, infatti, secondo una felice espressione di Giovanni Paolo II, contenuta nell' ultima Enciclica sociale Centesimus annus, 'e' parte integrante della nuova evangelizzazione'''. Il 16 febbraio, a Belvedere Marittimo, nella Chiesa del Santissimo Crocifisso, padre Michele Mazzeo, biblista e docente di Sacra scrittura, ''guidera' lungo l' intensa Prima Lettera di Pietro a rintracciare i fondamenti dell' impegno sociale e della Speranza del cristiano''. Il 17 febbraio a Scalea, nei locali della parrocchia San Nicola in Plateis, invece, tocchera' ad Anna Maria Ribaldi, del consiglio nazionale di Azione cattolica, relazionare su l' Istrumentum Laboris del Convegno Ecclesiale di Verona sul tema ''Testimoni di Gesu' Cristo Speranza del mondo''. La giornata conclusiva sara' celebrata a San Marco Argentano, sabato 18 febbraio, nel Piccolo Teatro Urbano II, con una tavola rotonda dal Titolo ''Il lavoro e' un bene dell' uomo''. Sono previsti gli inventi di Antonio Coscarelli responsabile della Commissione Giustizia e Pace diocesana, di Roberto Occhiuto, vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria e di Mario Maiolo consigliere regionale.

XX anniversario della morte di S. E. Mons. Umberto Altomare

11/02 Nel XX anniversario della morte, S. E. Mons. Umberto Altomare (1914-1986) - Vescovo di Teggiano-Policastro (SA) e figlio della Chiesa cosentina - sarà ricordato martedì 14 febbraio alle ore 11.00 a Cellara, suo paese natale, durante una liturgia eucaristica. Saranno presenti alla concelebrazione S. E. Mons. Angelo Spinillo, attuale Vescovo di Teggiano-Policastro, e gli Arcivescovi Antonio Cantisani e Vincenzo Cozzi, originari della stessa Diocesi. Concelebrerà anche un folto gruppo di sacerdoti che conservano una grata memoria dello zelo pastorale di Mons. Altomare.

Riunita a Reggio la Conferenza Episcopale della Calabria

08/02 Si e' riunita a Reggio Calabria la Conferenza episcopale calabra, presieduta da mons. Vittorio Mondello. Hanno partecipato tutti i vescovi ad eccezione di mons. Ercole Lupinacci per problemi fisici. Nel corso della riunione, i vescovi hanno rinnovato le Commissioni pastorali della Cec per il quinquennio 2006-2010, provvedendo alla nomina dei vescovi delegati, quindi hanno impostato il lavoro per la Visita ad Limina, fissata per la settimana dall' 11 al 16 dicembre 2006, impegnandosi per la Relazione quinquennale e prevedendo per il tempo della visita anche una serie di pellegrinaggi dei fedeli alle tombe degli Apostoli e all' udienza generale di Papa Benedetto XVI del 13 dicembre. Quanto alla vita e alla formazione del Clero e dei Seminaristi, i Vescovi hanno verificato le due iniziative attuate nel corso del 2005, programmandone nel contempo la continuazione nel corso di quest' anno. ''Un altro particolare momento di spiritualita' per l'intera Regione - e' scritto nel documento conclusivo - sara' l' offerta dell' Olio alla Basilica di San Francesco di Assisi, fissata per il 3 e 4 ottobre. A tal fine e' stato costituito un apposito Comitato''. Non poteva mancare il riferimento all' Anno Paolano, che si aprira' il 2 Luglio prossimo in vista del 500/mo anniversario della morte di san Francesco da Paola, avvenuta il 2 aprile 1507. ''In tale contesto - e' scritto nel documento - e' stato ascoltato il padre generale dei Minimi, Giuseppe Morosini, che ha illustrato tutta una serie di impegni, avviati, e da avviare, sia in Calabria, sia in Italia e all'estero. I vescovi auspicano che per l' occasione si possa avere a Paola la presenza del Papa Benedetto XVI. Tra le iniziative presentate e' previsto il pellegrinaggio delle reliquie nelle 12 diocesi e la commemorazione della miracolosa attraversata dello Stretto''. I Vescovi hanno poi accolto il rettore del Pontificio Seminario Regionale, don Dino Piraino, che ha esposto i primi passi compiuti in questi mesi, evidenziando le scelte da compiere nei lavori da prevedere, e quella di don Antonino Iachino, riguardante la Facite, ''rallegrandosi dei notevoli passi in avanti compiuti dalla Fondazione in questi anni''. E' stato anche approvato il piano di lavoro della Settimana sociale calabrese prevista per il 3, 4 e 5 marzo. ''La Settimana - e' scritto nel documento - dovra' mantenere chiaro il suo taglio di approfondimento specifico, per meglio rispondere alle tante sollecitazioni drammatiche sul piano sociale che ogni giorno dobbiamo affrontare''. I vescovi hanno poi approvato il resoconto del cammino del Progetto Policoro e della Fondazione san Bruno. Quindi e' stato approvato all'unanimita' il bilancio della Cec.

Conclusa positivamente a Fuscaldo la mostra bibliografica sull’ebraismo

03/02 (M.L.) Si è conclusa il 31 Gennaio la mostra sull'Ebraismo organizzata dall'Istituto Secondario di Primo Grado "L. De Seta" di Fuscaldo in collaborazione con la Biblioteca Nazionale di Cosenza. La mostra è rimasta aperta per quindici giorni suscitando un notevole interesse tra gli alunni di tutte le scuole di Fuscaldo e dei paesi vicini. Il prof. Marcello Lorello, Dirigente Scolastico,è fermamente convinto che la strada della collaborazione tra le istituzioni culturali nella formazione delle nuove generazioni porta a dei risultati positivi. La scuola si è trasformata in un laboratorio, i lavori prodotti dai ragazzi sono stati numerosi e pertinenti alla tematica proposta. I docenti hanno guidato i ragazzi nella ricerca utilizzando i testi presenti nella mostra. Alessandro Tarsia ex alunno della Scuola Media di Fuscaldo, attualmente studente dell'Unical, ha dedicato tre giorni per parlare della cultura ebraica con i diversi gruppi di giovani che hanno visitato la mostra. Significativa la presenza degli alunni delle classi quinte della scuola primaria di Bisignano che in numero di circa cento hanno raggiunto Fuscaldo ed hanno assistito ad una magistrale lezione di Alessandro sul "Cammino degli Ebrei nel deserto". Nel corso del meeting partito il sedici gennaio, sono stati organizzati incontri culturali che hanno visto la partecipazione di numerose personalità. L'incontro iniziale, moderato dalla professoressa Marianna Cavallari, dopo il saluto del Dirigente Scolastico Prof. Marcello Lorello, ha visto la partecipazione del signor Emilio Cesario in rappresentanza del Comune di Fuscaldo, della dottoressa Rita Fiordalisi curatrice della mostra e del dottor Davide Gravina, storico.
Don Vincenzo Carnevale nel suo dialogo con i ragazzi, sia a Fuscaldo Marina che a Scarcelli, è riuscito a trascinarli in un dibattito vivace, ricco di spunti positivi e costruttivo. I valori forti , per evitare di essere trascinati nel vortice del male, Don Vincenzo li individua nel rispetto del diverso, nel senso di carità e nell'amore per la vita che è il grande dono di Dio.
Significativi sono stati gli interventi di Titta Lo Jacono (Presidente dell'Istituto Internazionale di Cultura Ebraica "SLM") , di Padre Salvatore Nunnari (Arcivescovo della diocesi di Cosenza - Bisignano) , di Eufemia Tarsia ( commissario prefettizio del comune di Fuscaldo), di Padre Emanuele dei Dehoniani dell'Unical.
Il professore Lo Jacono ha invitato i ragazzi a prestare una grande attenzione alla costruzione della propria identità: " Ciascuno di voi non dimentichi le proprie origini".
Senza memoria del passato non si vive bene il presente e non si costruisce il futuro. Il ricordo della persecuzione degli ebrei nel periodo fascista è stato vissuto direttamente dal professore. Racconta ai ragazzi quando è stato espulso dalla scuola elementare ma aggiunge che ha vivo il ricordo della solidarietà della popolazione siciliana e calabrese verso gli ebrei.
La dottoressa Eufemia Tarsia commissario prefettizio del comune di Fuscaldo ha messo in rilievo l'interesse della prefettura per le celebrazioni della giornata della memoria. Nel suo intervento ha evidenziato come la costituzione italiana ha sancito i diritti fondamentali dell'uomo e del cittadino.
L'incontro di S.E. Monsignor Salvatore Nunnari ed il suo spontaneo dialogo con i ragazzi della scuola ha toccato i temi più vivi della formazione delle giovani generazioni.
Toccanti sono state le sue parole quando ha sottolineato che nel periodo della persecuzione e della distruzione dell'uomo Dio soffriva insieme agli Ebrei e a tutte le persone vittime della barbarie nazista. Ai ragazzi ha indicato la via della speranza e del cammino comune verso un mondo libero, con più giustizia e con maggiore rispetto per il diverso.
Se a sognare è una sola persona le cose della vita non cambiano ma se a sognare siamo in tanti quei nostri sogni diventano realtà e allora possiamo costruire un mondo migliore.
Il senso di tutti gli interventi è stato quello di coltivare la memoria di quella che è stata la shoah per evitare che si possa ripetere una tragedia simile.

“Il Concilio davanti a noi”. Un convegno ed una mostra al Seminario

01/02 Due iniziative - una mostra ed un convegno - caratterizzeranno nell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano il ricordo e la riproposizione del Concilio Ecumenico Vaticano II, della cui conclusione nel dicembre scorso sono stati celebrati i quarant’anni.
Domenica 5 febbraio alle ore 18.00, nell’Auditorium “Giovanni Paolo II” (complesso del Seminario Cosentino - Rende), avrà luogo un incontro-dibattito sul tema: «Il Concilio davanti a noi». La relazione introduttiva sarà tenuta da S. E. Mons. Francesco Lambiasi, Assistente generale dell’Azione Cattolica Italiana. Presiederà i lavori S. E. Mons. Salvatore Nunnari, Arcivescovo Metropolita di Cosenza-Bisignano.
Nell’occasione sarà inaugurata la Mostra «Il grande dono dello Spirito alla Chiesa. 1965-2005: il Concilio davanti a noi». La mostra - ideata e realizzata dall’Azione Cattolica Italiana - consiste in un interessante percorso tra storia ed attualità attraverso le immagini, «per entrare nello spirito del Concilio Ecumenico Vaticano II e mantenerlo vivo».
La mostra resterà aperta dal 4 all’11 febbraio, dalle ore 16.00 alle ore 20.00; l’ingresso è gratuito. Per prenotazioni, prenotazioni di visite guidate per gruppi e scuole ci si può rivolgere a Don Tommaso Scicchitano, tel. 328.6541136.
Il Concilio Ecumenico Vaticano II - la grande assemblea dei Vescovi di tutto il mondo, aperta nel 1962 da Papa Giovanni XXIII e conclusa nel 1965 da Papa Paolo VI - ha, secondo le prospettive indicate dal beato Giovanni XXIII, “aggiornato” il volto della Chiesa attraverso una nuova comprensione di se stessa e della sua missione nella storia degli uomini. La sua influenza sulle vicende ecclesiali, sociali e politiche della storia degli ultimi quarant’anni è stata enorme e il suo insegnamento richiede ancora oggi di essere riproposto e rimeditato, perché i frutti che ne possono scaturire maturano via via nel tempo. In questo senso, il Concilio è evento che appartiene alla storia, ma capace di delineare grandi prospettive e nuove strade che si aprono davanti alla Chiesa.
Vale la pena di richiamare alcune espressioni contenute nell’ampio discorso di Papa Benedetto XVI alla Curia romana il 22 dicembre 2005, in occasione della presentazione degli auguri natalizi: «L’ultimo evento di quest’anno su cui vorrei soffermarmi in questa occasione è la celebrazione della conclusione del Concilio Vaticano II quarant’anni fa. Tale memoria suscita la domanda: Qual è stato il risultato del Concilio? È stato recepito nel modo giusto? Che cosa, nella ricezione del Concilio, è stato buono, che cosa insufficiente o sbagliato? Che cosa resta ancora da fare? (…) Emerge la domanda: Perché la ricezione del Concilio, in grandi parti della Chiesa, finora si è svolta in modo così difficile? Ebbene, tutto dipende dalla giusta interpretazione del Concilio o - come diremmo oggi - dalla sua giusta ermeneutica, dalla giusta chiave di lettura e di applicazione. I problemi della ricezione sono nati dal fatto che due ermeneutiche contrarie si sono trovate a confronto e hanno litigato tra loro. L’una ha causato confusione, l’altra, silenziosamente ma sempre più visibilmente, ha portato frutti. Da una parte esiste un’interpretazione che vorrei chiamare “ermeneutica della discontinuità e della rottura”; essa non di rado si è potuta avvalere della simpatia dei mass-media, e anche di una parte della teologia moderna. Dall’altra parte c’è l’ “ermeneutica della riforma”, del rinnovamento nella continuità dell’unico soggetto-Chiesa, che il Signore ci ha donato; è un soggetto che cresce nel tempo e si sviluppa, rimanendo però sempre lo stesso, unico soggetto del Popolo di Dio in cammino. (…) All’ermeneutica della discontinuità si oppone l’ermeneutica della riforma, come l’hanno presentata dapprima Papa Giovanni XXIII nel suo discorso d’apertura del Concilio l’11 ottobre 1962 e poi Papa Paolo VI nel discorso di conclusione del 7 dicembre 1965. Vorrei qui citare soltanto le parole ben note di Giovanni XXIII, in cui questa ermeneutica viene espressa inequivocabilmente quando dice che il Concilio “vuole trasmettere pura ed integra la dottrina, senza attenuazioni o travisamenti”, e continua: “Il nostro dovere non è soltanto di custodire questo tesoro prezioso, come se ci preoccupassimo unicamente dell’antichità, ma di dedicarci con alacre volontà e senza timore a quell’opera, che la nostra età esige… È necessario che questa dottrina certa ed immutabile, che deve essere fedelmente rispettata, sia approfondita e presentata in modo che corrisponda alle esigenze del nostro tempo. Una cosa è infatti il deposito della fede, cioè le verità contenute nella nostra veneranda dottrina, e altra cosa è il modo col quale esse sono enunciate, conservando ad esse tuttavia lo stesso senso e la stessa portata” (S. Oec. Conc. Vat. II Constitutiones Decreta Declarationes, 1974, pp. 863-865). È chiaro che questo impegno di esprimere in modo nuovo una determinata verità esige una nuova riflessione su di essa e un nuovo rapporto vitale con essa; è chiaro pure che la nuova parola può maturare soltanto se nasce da una comprensione consapevole della verità espressa e che, d’altra parte, la riflessione sulla fede esige anche che si viva questa fede. In questo senso il programma proposto da Papa Giovanni XXIII era estremamente esigente, come appunto è esigente la sintesi di fedeltà e dinamica. Ma ovunque questa interpretazione è stata l’orientamento che ha guidato la recezione del Concilio, è cresciuta una nuova vita e sono maturati frutti nuovi. Quarant’anni dopo il Concilio possiamo rilevare che il positivo è più grande e più vivo di quanto non potesse apparire nell’agitazione degli anni intorno al 1968. Oggi vediamo che il seme buono, pur sviluppandosi lentamente, tuttavia cresce, e cresce così anche la nostra profonda gratitudine per l’opera svolta dal Concilio. (…) È proprio in questo insieme di continuità e discontinuità a livelli diversi che consiste la natura della vera riforma.

Da lunedì 30 la settimana della vita. Verso la 28a giornata per la Vita

28/01 «Rispettare la vita» è il tema della Giornata per la Vita, indetta per il prossimo 5 febbraio dalla Conferenza Episcopale Italiana. A Cosenza, il comitato organizzatore - nato dall’esperienza e dall’impegno profusi in occasione del referendum sulla fecondazione assistita - ha programmato da lunedì 30 gennaio a domenica 5 febbraio una Settimana per la Vita, durante la quale saranno proposte diverse occasioni di riflessione. Il comitato nasce da persone appartenenti all’Ufficio di Pastorale Familiare dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, a diversi movimenti (Acli, Associazione Genitori, Azione Cattolica, Scout dell’Agesci, Alleanza Cattolica, Apostolato della Preghiera, Comunione e Liberazione, Centro Sportivo Italiano, Focolarini, Rinnovamento nello Spirito Santo), all’Associazione “Scienza & Vita”, al Circolo culturale “Vittorio Bachelet”. Gli incontri programmati - che avranno il punto d’arrivo nella manifestazione di sabato 4 febbraio presso il Cinema Teatro Italia di Cosenza - seguiranno il seguente calendario:
Lunedì 30 gennaio, ore 19.30: Cappella dell’Ospedale Civile dell’Annunziata - Cosenza. Introdurrà: Franco De Maria (Associazione “Gianmarco De Maria”). Relatori: Giovanna Scarcello, Michele Florio (medici). Seguirà una testimonianza di Ferdinando e Pina Sergio (Ufficio Pastorale Familiare Arcidiocesi Cosenza-Bisignano).
Martedì 31 gennaio, ore 21.00: Parrocchia Universitaria S. Paolo Apostolo - Arcavacata di Rende. Relatori: Giorgio Marcello (Dipartimento di Sociologia dell’Università della Calabria, Franco Macchione (Dipartimento Difesa del Suolo Unical). Seguirà una testimonianza di Franco De Maria (Associazione “Gianmarco De Maria”).
Mercoledì 1 febbraio ore 17.45: Parrocchia S. Lucia - S. Giovanni in Fiore. Introdurrà: don Emilio Salatino (parroco). Relatori: Michele Florio (medico) e Pio Miceli (avvocato) dell’ Associazione “Scienza & Vita” - Cosenza.
Giovedì 2 febbraio, ore 19.30: Parrocchia S. Maria Madre della Chiesa - Cosenza, V.le Cosmai. Introdurrà: don Franco Gravante (vicario cooperatore parrocchiale). Relatori: Giovanna Scarcello (medico), Franco De Maria (Associazione “Gianmarco De Maria”); ore 20.30-22.00: Parrocchia S. Vito Martire - Cosenza, Via degli Stadi - Veglia di Preghiera: «Rispettare la vita». Con il parroco don Giancarlo Gatto, curerà l’animazione il Rinnovamento nello Spirito Santo.
Venerdì 3 febbraio, ore 18.00: Parrocchia S. Lorenzo - Cerisano. Iniziativa promossa da Acli e Azione Cattolica - Coordinerà: Roberto Perri. Introdurrà: don Gabriele Vencia (parroco). Relatori: Mariella Scornaienchi ((Ufficio Pastorale Familiare Arcidiocesi Cosenza-Bisignano), Giovanna Scancello (medico).
Sabato 4 febbraio, ore 17.00 - Cinema Teatro Italia (Cosenza) «Rispettare la Vita»
Canti e musiche di accoglienza a cura di don Giancarlo Gatto.
Coordinamento: Giovanna Scarcello, Associazione “Scienza & Vita” - Cosenza.
Interventi:
Giorgio Gibertini, Segretario nazionale Giovani Movimento per la Vita: «Rispetto e accoglienza alla vita. L’esperienza dei Centri di Aiuto alla Vita (C.A.V.)»;
Antonio Oriente, Dirigente medico Tutela Materno-Infantile - Azienda Sanitaria n. 5 di Messina, Direttore Consultorio Diocesi Patti-Tindari.
Testimonianze:
Casa Famiglia “L’Arca”, accoglienza bambini - Gianni Romeo);
Ufficio Pastorale Familiare Arcidiocesi Cosenza-Bisignano e Consultorio familiare “L’Approdo” - Aurelio e Concetta Diano, Mariella Scornaienchi;
Associazione “Gianmarco De Maria” - Franco De Maria;
Coop. “Don Bosco”, assistenza anziani - Sergio Principe;
Centro Accoglienza Suore Misericordine - Parrocchia S. Teresa, Cosenza;
Mons. Vincenzo Filice, Direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale familiare concluderà l’incontro.

NOTA DEL Comitato “Scienza & VITA”: L'ABORTO E' soppressione diretta di vite innocenti
«Oltre alla mancanza di politiche organiche a sostegno della natalità, resta grave nel nostro Paese il problema della soppressione diretta di vite innocenti tramite l’aborto, dietro al quale spesso ci sono gravi drammi umani ma a cui, a volte, si ricorre con leggerezza».
È quanto si legge nel documento del Consiglio episcopale permanente intitolato “Rispettare la vita” per la Giornata della vita del prossimo 5 febbraio. Nei giorni scorsi il cardinale Ruini aveva ricordato che anche il ricorso alla pillola Ru486 era una forma grave di aborto. Il cardinale aveva sottolineato di fronte all’assemblea generale dei vescovi come fosse preoccupante il «segnale che viene dalla corsa, in atto in alcune regioni, ad introdurre l’uso della pillola abortiva Ru486. Si compie così un ulteriore passo in avanti nel percorso che tende a non far percepire la reale natura dell’aborto, che è e rimane soppressione di una vita umana innocente».
In questo senso si era poi aperta una discussione aspra perché diverse regioni avevano chiesto di avviare la sperimentazione della pillola Ru486 nelle loro strutture sanitarie. «La vita umana - afferma oggi il vertice della CEI nel testo - viene prima di tutte le istituzioni: lo Stato, le maggioranze, le strutture sociali e politiche; precede anche la scienza con le sue acquisizioni». «La Vita - afferma ancora il documento - precede il creato e l’uomo: l’uomo e con lui ogni realtà vivente è reso partecipe della vita per un gesto di amore libero e gratuito di Dio. Ogni uomo è riflesso del Verbo di Dio. La vita è perciò un bene indisponibile; l’uomo lo riceve, non lo inventa; lo accoglie come dono da custodire e da far crescere, attuando il disegno di Colui che lo ha chiamato alla vita; non può manipolarlo come fosse sua proprietà esclusiva».
Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana per la28ª Giornata per la vita, domenica 5 febbraio 2006

RISPETTARE LA VITA
“In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini” (Giovanni 1,1.4).
La Vita precede il creato e l’uomo: l’uomo – e con lui ogni realtà vivente – è reso partecipe della vita per un gesto di amore libero e gratuito di Dio. Ogni uomo è riflesso del Verbo di Dio. La vita è perciò un bene “indisponibile”; l’uomo lo riceve, non lo inventa; lo accoglie come dono da custodire e da far crescere, attuando il disegno di Colui che lo ha chiamato alla vita; non può manipolarlo come fosse sua proprietà esclusiva. La vita umana viene prima di tutte le istituzioni: lo Stato, le maggioranze, le strutture sociali e politiche; precede anche la scienza con le sue acquisizioni.
La persona realizza se stessa quando riconosce la dignità della vita e le resta fedele, come valore primario rispetto a tutti i beni dell’esistenza, che conserva la sua preziosità anche di fronte ai momenti di dolore e di fatica.
Chi non vuole essere libero e felice e non fa tutto il possibile per realizzare questa sua massima aspirazione? Ognuno ha racchiusa nel segreto del suo cuore la propria strada verso la libertà e la felicità. Ma per tutti vale una condizione: il rispetto della vita. Nessuno potrà conquistare libertà e felicità oltraggiando la vita, sfidandola impunemente, disprezzandola, sopprimendola, scegliendo la via della morte. Questo vale per tutti, ma in modo speciale per i giovani, tra cui non manca chi sembra ricercare la libertà e la felicità con espressioni esasperate o estreme.
L’uso pervasivo delle droghe, che in taluni ambienti sono così diffuse da essere considerate cose normali; l’assunzione di stimolanti nella pratica sportiva; le ubriacature e le sfide in auto o in moto e altri comportamenti analoghi non sono semplicemente gesti di sprezzo della morte, un gioco tanto infantile quanto incosciente.
No, essi dicono soprattutto indifferenza per la vita e i suoi valori; scarso amore per se stessi e per gli altri. Una società che tollera una simile deriva e non si interroga sulle cause e sui rimedi, o che la considera una malattia passeggera da prendere alla leggera, da cui si “guarisce” crescendo, non si rende conto della reale posta in gioco: chi da giovane non rispetta la vita, propria e altrui, difficilmente la rispetterà da adulto.
È nostro dovere, perciò, aiutare quei giovani che si trovano in particolare disagio e difficoltà a ritrovare la speranza e l’amore alla vita, a guardare con fiducia e serenità a progetti di matrimonio e famiglia, a servire la cultura della vita e non quella della morte. Un fattore importante che incide sulla vitalità e sul futuro della nostra società, ma tuttora trascurato, è sicuramente oggi quello demografico: sono molti i coniugi, infatti, che hanno meno figli di quanti ne vorrebbero. Ma, oltre alla mancanza di politiche organiche a sostegno della natalità, resta grave nel nostro Paese il problema della soppressione diretta di vite innocenti tramite l’aborto, dietro al quale spesso ci sono gravi drammi umani ma a cui, a volte, si ricorre con leggerezza.
Vanno valorizzati quegli aspetti della stessa legge 194, che si pongono sul versante della tutela della maternità e dell’aiuto alle donne che si trovano in difficoltà di fronte ad una gravidanza. Davanti alla piaga dell’aborto tutti siamo chiamati a fare ogni sforzo per aiutare le donne ad accogliere la vita.Il rispetto della vita, infatti, comincia dalla tutela della vita di chi è più debole e indifeso. Nessuno può dirsi padrone e signore assoluto della vita propria, a maggior ragione di quella altrui. Rispettare la vita, in questo contesto, significa anche fare tutto il possibile per salvarla.
Quando pensiamo a un nascituro, vogliamo, perciò, pensare a un essere umano che ha il diritto, come ogni altro essere umano, a vivere e a ricercare la libertà e la felicità. Rispettare la vita significa, ancora, mettere al primo posto la persona. La persona governa la tecnica, e non viceversa; la persona, e non la ricerca o il profitto, è il fine.
Chiedere l’abolizione di regole e limitazioni che tutelano la vita fin dal concepimento in nome della libertà e della felicità è un tragico inganno, che produce al contrario la schiavitù e l’infelicità di chi lascia che a costruire il futuro siano da un lato i propri desideri soggettivi, dall’altro una tecnica fine a se stessa e sganciata da ogni riferimento etico.
Occorre continuare un capillare e diffuso lavoro di informazione e sensibilizzazione per aiutare tutti a comprendere meglio il valore della vita, le potenzialità e i limiti della scienza, il dovere sociale di difendere ogni vita dal concepimento fino al suo termine naturale.
Se nel cuore cerchi la libertà e aspiri alla felicità, rispetta la vita, sempre e a ogni costo.
Roma, 21 novembre 2005 Presentazione della Beata Vergine Maria

Don Carron all’incontro di CL a Lamezia: “Serve il dialogo per trasmettere il cristianesimo”

28/01 (Sas) La fede cristiana è la modalità sovversiva e sorprendente di vivere le solite cose. Su questo tema il presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, lo spagnolo don Julián Carrón, ha tenuto un incontro a Lamezia Terme seguito da oltre tremila persone. “Una platea differenziata - ha voluto precisare all’inizio dell’incontro Antonio Saladino il responsabile regionale di Comunione e Liberazione - anche con tante presenze laiche e di formazione diversa” Saladino ha aperto l’incontro ricordando il fondatore del movimento mons. Luigi Giussani, deceduto poco meno di un anno fa “E’ grazie a lui se oggi siamo qui: è assente, ma in realtà è il più presente”. Il vescovo di Lamezia, mons. Luigi Cantafora, come capo della Chiesa locale ha porto il saluto di benvenuto a Carron ringraziandolo per aver accettato l’invito suo e del vescovo di Cassano, mons. Domenico Graziani di essere presente a Lamezia.
Proprio il vescovo di Cassano ha invece ricordato tutto il percorso di don Carron, dalla sua formazione teologica in Spagna, alla fondazione del movimento Nueva Tierra confluito poi dentro CL, l’affiancamento a Giussani negli ultimi tempi della sua vita e poi la successione allo stesso fondatore del movimento di CL dopo la morte del fondatore. Carron ha condotto l’incontro rispondendo ad alcune domande postegli da cinque esponenti calabresi di CL.
La vita è un cammino. Incontrando don Giussani mi è stato possibile fare un cammino, conoscere un metodo che mi ha consentito di imparare a vivere. Voi siete uomini ed avete dentro esigenze di verità, di bellezza, di giustizia, quelle esigenze che la Bibbia racchiude nella parola cuore. Il tentativo del Movimento è sempre quello di parlare al cuore dell’uomo. Le esigenze del cuore sono oggettive e la proposta cristiana si calza perfettamente ad esse. Non occorre sacrificare sé stessi ma amare se stessi.
E’ necessario ridestare l’io. I nostri amici che stanno a Salvador de Bahia a ricostruire le palafitte di chi abita lì, sono riusciti a coinvolgere gli abitanti locali in questa attività. Ciò ha stupito la Banca Mondiale, che così ha inserito nei suoi programmi la parola sussidiarietà. Ma non si può dare per scontato l’io. Occorre che una persona sia educata ad essere aperta alla realtà ed a comprendere che il Verbo si è fatto carne. Oggi invece prevale dappertutto il nichilismo, che è uno svuotamento dell’io. L’io non può essere ridestato da una decisione etica o da un’idea: l’esperienza cristiana dimostra che solo in un incontro con un Altro l’io può essere ridestato.
'Non si puo' concepire il lavoro come qualcosa di estraneo dalla vita, da cui scappare prima possibile. Occorre cercare un'attrattiva nel lavoro, non si puo' fuggire dalle circostanze , che sono le modalita' con cui il ministero ci esorta, ci interroga, ci fa venire in mente Cristo'. Insomma, per Julian Carron ''per vivere cosi' il lavoro occorre riconoscere una presenza diversa, una presenza, Gesu' Cristo, il mistero che ci fa, che consente al lavoro di diventare parte del vivere''
Solo se siamo coinvolti nella dinamica della Sua liberazione possiamo diventare noi stessi. L’avvenimento del Cristianesimo è come l’amore tra le persone: uno è tutto preso da quella presenza. O il cristianesimo ha questa capacità oppure non interessa nessuno; la Chiesa deve prendere consapevolezza di questa natura dell’evento cristiano.
Succede raramente nella vita di ognuno di incontrare una persona e desiderare di incontrarla il giorno dopo,. di andare da lui. Questo è quello che è successo a Giovanni ed Andrea, erano lì a sentir parlare Giovanni Battista e ad un certo punto, mentre erano lì hanno incontrato Gesù. Il giorno dopo sono andati a casa sua, e nei giorni successivi ci sono andati ancora. Auguro ad ognuno di voi di incontrare persone che, come ha insegnato a noi Giussani, insegnino a voi il gusto di vivere.

Dopo 140 anni un frate di Cosenza presbitero nell’Ordine dei Minimi

27/01 Sabato 28, con inizio alle ore 17.30, Fr. Marco Gagliardi, dell'Ordine dei Minimi, sarà ordinato sacerdote da Mons. Salvatore Nunnari nella chiesa cosentina di S. Francesco di Paola in corso Plebiscito, durante una solenne funzione. Mentre nel secolo scorso vi sono diversi Cosentini che sono entrati tra i Minimi come semplici frati, domani, invece, sarà la prima volta dal 1863 che un Minimo nato a Cosenza riceverà l'ordine del presbiterato.

Don Juan Carron, nuovo leader di CL, a Lamezia per un dibattito sulla fede cristiana

20/01 Arriva in Calabria don Julián Carrón, sacerdote spagnolo successore di Mons. Luigi Giussani alla guida del Movimento di Comunione e Liberazione. “La fede cristiana è la modalità sovversiva e sorprendente di vivere le solite cose” questo il tema dell’incontro che don Carrón terrà il prossimo 28 gennaio alle 16 nell’auditorium del Centro Agroalimentare di Lamezia Terme. Julián Carrón, 55 anni, docente di Teologia all’Università di Madrid, ha vissuto accanto a don Luigi Giussani gli ultimi mesi della sua lunga malattia e gli è succeduto nel marzo scorso alla Presidenza della Fraternità di CL. Don Carrón, cha attualmente vive a Milano e insegna Introduzione alla teologia all’Università Cattolica (la cattedra che fu di Giussani), in occasione del Meeting di Rimini è stato ricevuto dal Papa. Inoltre, per la stima che il Papa ha dimostrato verso il carisma di don Giussani, è stato invitato al Sinodo dei vescovi sull’Eucaristia. Quella di CL è un’esperienza aperta a tutti che propone una educazione continua sia per i giovani che per gli adulti. Far crescere le persone in un modo adeguato a reggere l’impatto con la realtà in tutti i suoi aspetti (dalla questione affettiva, allo studio, al lavoro) è la grande sfida del nostro tempo. Per questo il Movimento di Comunione e Liberazione dirige particolarmente la propria attenzione all’educazione, perché è attraverso di essa che si costruisce la persona, e quindi la società. Un percorso di crescita inteso non solo come possibilità di avviare le persone al lavoro, ma come possibilità di costruzione dell’Io, una personalità adulta e cosciente dove si sperimenta la bellezza di un metodo fondato tutto sulla libertà.
La scheda di Julián Carrón
Julián Carrón nasce nel 1950 a Navaconcejo (Cáceres, Spagna). Giovanissimo entra nel Seminario Conciliar di Madrid, dove svolge gli studi secondari superiori e teologici. Viene ordinato sacerdote nel 1975 e nell’anno successivo ottiene la laurea in Teologia, con specializzazione in Sacra Scrittura, presso l’Università Pontificia Comillas.
È Docente presso l’Università Complutense di Madrid.
Ottiene la nomina a Élève Titulaire presso l’École Biblique et Archéologique Française di Gerusalemme, dove lavora sotto la direzione di M.-É. Boismard. Compie un anno di ricerca presso la Catholic University of America (Washington), è docente presso lo Studio Teologico del Seminario Conciliar di Madrid.
È responsabile del Seminario Minore, professore di Religione, incaricato della pastorale presso il Collegio Arcivescovile de la Immaculada di San Dámaso (Madrid), di cui diviene direttore dal 1987 al 1994.
Consegue il dottorato in Teologia presso la Facoltà Teologica del Norte de España, a Burgos, nel 1984. È docente presso l’Istituto di Teologia, Scienze religiose e catechetiche San Dámaso e professore ordinario di Nuovo Testamento alla Facoltà di Teologia San Dámaso di Madrid, dove è docente di “Introduzione alla Sacra Scrittura”, “Corpo paolino e Atti degli Apostoli”, “Origini del cristianesimo”. È inoltre membro del comitato direttivo della collana “Studia Semitica Novi Testamenti”. È stato direttore dell’Istituto di Filologia Classica e Orientale San Justino di Madrid. Ha tenuto numerose conferenze sulla storicità dei Vangeli a Madrid, Milano, Torino, Bologna, Roma, Firenze, Rimini, e lezioni presso la New York University, il John Paul II Institute della Catholic University di Washington, la University of San Francisco, sul tema: “Alla ricerca della certezza del valore storico dei Vangeli” (Febbraio 1996). Oltre a numerosi articoli in diverse riviste, pubblica El Mesías manifestado. Tradición literaria y trasfondo judío de Hch 3, 19-26 (Studia Semitica Novi Testamenti 2, Madrid 1993). È stato direttore dell’edizione spagnola della rivista cattolica internazionale Communio, della rivista Estudios Bíblicos, nonché della Biblioteca della Facoltà di Teologia San Dámaso di Madrid e dell’Istituto di Scienze religiose legato alla stessa Facoltà.
Dal settembre 2004 si trasferisce a Milano, chiamato da don Luigi Giussani, fondatore del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione, a condividere con lui la responsabilità di guida dell’intero movimento. Il 19 marzo 2005 la Diaconia Centrale della Fraternità di Comunione e Liberazione lo nomina Presidente della Fraternità, quale successore di don Giussani, scomparso il 22 febbraio 2005. Il 13 maggio 2005 il Pontificio Consiglio per i Laici lo nomina Assistente Ecclesiastico dell’Associazione Memores Domini. Dall’anno accademico 2004-2005 è docente di Introduzione alla Teologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
E’ direttore della Collana «i libri dello spirito cristiano» presso la Casa Editrice Rizzoli e della Collana discografica «Spirto gentil», entrambe fondate da don Giussani.

Nueva Tierra e Comunione e Liberazione
Julián Carrón, insieme all’attuale arcivescovo di Granada, monsignor Javier Martinez e a un gruppo di sacerdoti della diocesi di Madrid iniziano un’esperienza in parrocchia che a poco a poco coinvolge molti giovani. Questi sacerdoti, ordinati tutti negli anni 70, oltre ad essere accomunati da una profonda amicizia e dal gusto per lo studio dell’esegesi biblica, hanno la stessa concezione del cristianesimo: la fede cristiana è fonte di vita e deve essere presente in tutti gli ambiti della realtà, nella vita privata come in quella pubblica. Nel 1983 questo genera un movimento ecclesiale che si chiama Nueva Tierra. Parallelamente, nel ’76, alla Fiera del Libro di Francoforte, Josè Miguel e Carmina Oriol conoscono i responsabili della casa editrice Jaca Book, nata per iniziativa di persone di Cl. Nel 1977, durante un viaggio in Italia, conoscono alcuni membri del movimento. È l’inizio di Cl in Spagna. Nel 1978 i coniugi Oriol fondano la casa editrice Encuentro. Nel 1979 Julián Carrón viene a conoscenza delle pubblicazioni di Encuentro. Questo fatto casuale provoca una grande sorpresa nei sacerdoti di Nueva Tierra: scoprono che c’è un gruppo cattolico in Spagna che si nutre delle stesse fonti teologiche e letterarie. Inizia un rapporto stabile tra i due movimenti. Negli anni 83-85 don Giussani visita spesso la comunità spagnola e ha occasione di incontrare i membri di Nueva Tierra. Nel 1985 accade un fatto determinante: un corso organizzato da Nueva Tierra ad Avila a cui partecipa don Giussani. Nel settembre dello stesso anno Nueva Tierra, movimento ormai presente in molte diocesi spagnole, decide di sciogliersi per confluire nel movimento di Cl.

Un corso di introduzione alla Bibbia dal 20 gennaio al Seminario Cosentino

16/01 L’interpretazione dei testi biblici suscita da sempre vivo interesse, data l’importanza fondamentale della Bibbia per la fede cristiana e per la vita della Chiesa nonché per i rapporti con i fedeli delle altre religioni e per le radici culturali che in essa si possono ritrovare. A quarant’anni dalla promulgazione della Costituzione sulla Divina Rivelazione Dei Verbum, uno dei frutti più preziosi del Concilio Vaticano II, l’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano offre, per l’iniziazione biblica degli operatori pastorali e di tutti coloro i quali intendono accostarsi al testo sacro, un Corso di formazione ed alfabetizzazione biblica, che si terrà presso il Seminario Cosentino in Rende con cadenza quindicinale, a partire da venerdì 20 gennaio, dalle ore 18,00 alle ore 20,00. La formazione sarà affidata a teologi biblisti dell’équipe del Settore Apostolato Biblico (SAB) diocesano e seguirà il seguente calendario (sempre dalle ore 18,00 alle ore 20,00): venerdì 20 e 27 gennaio; venerdì 10 e 14 febbraio; venerdì 10 e 14 marzo; venerdì 7 e 21 aprile; venerdì 5 e 19 maggio.

Il 28 a Lamezia incontro con Don Julian Carron

16/01 Il 28 gennaio prossimo, a Lamezia Terme, nella sede del Centro agroalimentare, si terra' un incontro con don Julian Carron, successore di don Giussani, fondatore di Comunione e liberazione. Don Julian Carron, dal settembre 2004, riferisce una nota, e' chiamato da don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione, a condividere con lui la responsabilita' di guida dell' intero Movimento. Il 19 marzo scorso la Diaconia centrale della Fraternita' di Comunione e Liberazione lo nomina Presidente della Fraternita', quale successore di don Giussani, scomparso il 22 febbraio dello stesso anno. ''Questo incontro - si aggiunge nella nota - e' particolarmente significativo per la Compagnia delle Opere, generata proprio dal carisma di don Giussani e che da lui prende le mosse nello svolgere la propria attivita' quotidiana''.

Dal 18 gennaio la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

14/01 Come ogni anno, dal 18 al 25 gennaio si celebra la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che vede coinvolti credenti in Cristo appartenenti a diverse confessioni religiose. Il tema scelto per le meditazioni di quest’anno si richiama ad un versetto dell’Evangelo secondo Matteo (18, 20): «Perché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro». Per l’area cosentina, l’incontro di preghiera interconfessionale si terrà lunedì 23 gennaio alle ore 18.00, nella Chiesa Evangelica Valdese di Dipingano; la meditazione sarà tenuta da Padre Salvatore Nunnari, Arcivescovo di Cosenza-Bisignano. L’iniziativa è curata dalla Commissione per l’Ecumenismo e il Dialogo dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano e dalla Chiesa Evangelica Valdese di Dipignano e Cosenza. Inoltre, secondo una consuetudine ormai sperimentata, martedì 17 gennaio alle ore 16.00, nel settore ebraico del Cimitero Comunale di Cosenza ci sarà un incontro di preghiera e meditazione con la partecipazione di Carlos Canino, di fede ebraica.

Domenica in Calabria la CEI celebra la giornata della migrazione

13/01 Il prossimo 15 gennaio la Chiesa celebra la Giornata mondiale delle migrazioni, in Italia la Cei ha scelto come ogni anno una regione nella quale si svolgeranno i principali eventi legati alla ricorrenza, e questa volta e' toccato alla Calabria. Secondo quanto disposto dalla Santa Sede la Giornata delle migrazioni deve tenersi nella seconda domenica successiva all'Epifania, nel 2006 la celebrazione cade quindi il 15 gennaio. Per quel che riguarda i maggiori appuntamenti liturgici la messa di domenica 15 verra' celebrata nella cattedrale di Cassano Jonico, in provincia di Cosenza, e trasmessa in diretta da Rai Uno. Il messaggio per la Giornata delle migrazioni di Benedetto XVI, gia' noto da tempo, ha per titolo: ''Migrazioni, segno dei tempi: cieli e terra nuova il signore dara'''. Nel messaggio il Papa ricordava come il fenomeno migratorio sia caratterizzato da ''componenti diverse'': migrazioni interne e internazionali, forzate e volontarie, legali e irregolari, soggette alla piaga del traffico di essere umani e al numero crescente di studenti stranieri. Allo stesso tempo il Papa sottolineava in modo particolare come negli ultimi anni si vada assistendo ad una femminilizzazione del fenomeno. La presenza femminile pero' si registra soprattutto, ricordava ancora il Pontefice, ''nei settori che offrono bassi salari''. Nel mondo i migranti sono circa 200 milioni il 2% di essi e' costituito da italiani (circa il 4%). Sono invece 2 milioni e 800mila gli stranieri che vivono nel nostro Paese.

Una strada di Cosenza alla memoria di padre Martino Milito

09/01 Verrà intitolata domenica prossima a Cosenza una strada a Padre Martino Maria Milito frate dell’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola, scomparso alcuni anni fa. Padre Martino, così era comunemente conosciuto e chiamato, era un frate molto conosciuto a Cosenza per la sua opera caritatevole e di preghiera. Grande predicatore presso le Monache Minime della Passione di Suor Elena Aiello, padre Martino era colto oratore e valente studioso della storia dell’Ordine dei Minimi che attraversa ben 500 anni del nostro tempo. Dal 1507 ad oggi i Minimi raggiunsero il loro culmine in Francia come ordine reale. Per domenica 15 gennaio, quindi, alle 10.30 l’Amministrazione comunale gli intitolerà una strada di Cosenza (la prima traversa a destra di via della Repubblica, dopo piazza Europa) a sua perenne memoria.

Il 5 gennaio saranno ordinati nel Duomo di Cosenza quattro nuovi sacerdoti

03/01 L’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano si prepara all’ordinazione di quattro presbìteri che avverrà giovedì 5 gennaio alle ore 17.00 nella Cattedrale di Cosenza, per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di Padre Salvatore Nunnari, Arcivescovo Metropolìta di Cosenza-Bisignano.
I quattro ordinandi - che saranno “presentati” all’Arcivescovo e al popolo di Dio dal Rettore del Seminario Cosentino, Mons. Leonardo Bonanno - sono i diaconi: Giovanni Cananzi (che proviene dall’Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova e ha studiato presso la Pontificia Università Gregoriana in Roma), Ubier Henao Castaneda (proveniente dalla Colombia e attualmente impegnato come diacono nella parrocchia di S. Nicola di Bari in Mendicino), Antonello Gatto (proveniente dalla parrocchia di S. Nicola in Cosenza e formatosi nel Seminario Teologico Cosentino), Luca Perri (proveniente dalla parrocchia di S. Nicola in Dipignano e formatosi nel Seminario Teologico Cosentino).
In un messaggio «al popolo di Dio che vive nella chiesa di Cosenza-Bisignano», l’Arcivescovo Padre Salvatore Nunnari sottolinea che l’ordinazione dei nuovi sacerdoti è «un evento di Chiesa che siamo chiamati a vivere con gratitudine e stupore. Dio ama il suo popolo - prosegue Mons. Nunnari - e continua a stupirci con le meraviglie che opera in noi. Il Signore resta fedele alla sua promessa: “Vi darò pastori secondo il mio cuore” (Geremia 3, 15), mentre a noi chiede di meritarci i suoi doni invocandoli con la preghiera e accogliendoli, come Maria, con la piena disponibilità del cuore per entrare nel suo progetto». Il Padre Arcivescovo rivolge poi un particolare invito ai giovani «perché, guardando a questi quattro loro coetanei, comprendano il mistero di una chiamata. L’amore è il segreto della vita ed è il segreto della chiamata di Dio: ma è anche il segreto della risposta. Il vero amore ha questo significato strano e splendido: donare se stessi. Con gratitudine e stupore, quindi - conclude Mons. Nunnari -, vivremo quest’ora di grazia. Aspetto tutti in Cattedrale». Per il giorno dell’ordinazione, l’Arcivescovo Metropolita ha disposto che in tutta l’Arcidiocesi, dalle 17.00 alle 19.00 - in coincidenza cioè con l’orario della celebrazione in Cattedrale -, tutte le chiese siano chiuse (non ci saranno, pertanto, altre liturgie), così da consentire a tutti i presbiteri di accogliere gli ordinandi in Cattedrale e di partecipare alla celebrazione.
La parola presbìtero (da cui deriva il termine “prete”, di uso comune) viene dal greco e significa anziano. Nel Nuovo Testamento è adoperata per indicare non tanto un’anzianità cronologica, ma la maturità spirituale di chi è chiamato a cooperare con il vescovo, pastore del gregge, nel suo compito di guida della comunità cristiana. Il “ministero” (cioè il “servizio”) ecclesiastico del “presbiterato” rientra fra i tre gradi del sacramento dell’Ordine, cioè in quel compito di istituzione divina, voluto dallo stesso Gesù, presente nella Chiesa sin dal suo sorgere. È conferito da un atto sacramentale chiamato “ordinazione”, che compete al vescovo.
Il Concilio Vaticano II così si esprime riguardo ai presbiteri: «Cristo, consacrato e mandato nel mondo dal Padre, per mezzo dei suoi Apostoli ha reso partecipi della sua consacrazione e della sua missione i loro successori, cioè i vescovi, i quali hanno legittimamente affidato, secondo diversi gradi, l’ufficio del loro ministero a vari soggetti nella Chiesa. La loro funzione ministeriale fu trasmessa in grado subordinato ai presbiteri, affinché questi, costituiti nell’Ordine del presbiterato, fossero cooperatori dell’Ordine episcopale, per il retto assolvimento della missione apostolica affidata da Cristo. La funzione dei presbiteri, in quanto strettamente unita all’Ordine episcopale, partecipa dell’autorità con la quale Cristo stesso fa crescere, santifica e governa la Chiesa. Per questo motivo, il sacerdozio dei presbiteri (…) viene conferito da quel particolare sacramento (l’Ordine, appunto) per il quale essi, in virtù dell’unzione dello Spirito Santo, sono segnati da uno speciale carattere che li configura a Cristo sacerdote, in modo da poter agire in nome e nella persona di Cristo».

Corso di formazione biblica a Cetraro

02/01 La diocesi di San Marco Argentano-Scalea ha organizzato a Cetraro un corso di formazione biblica sul tema ''La missione dei vangeli''. Il corso, iniziato oggi, si protrarra' fino al 4 gennaio. A promuovere l' iniziativa e' stata l' Area per l' evangelizzazione e la catechesi e la Scuola di formazione teologica. Il corso e' tenuto da don Vincenzo Lo Passo, che presentera' alcuni aspetti del Vangelo di Marco e di Luca sulla missione dei 12 apostoli.

Il 7 gennaio marcia per la pace e veglia di preghiera a Cosenza. Il messaggio del Papa.

31/12 Gennaio è, tradizionalmente, il “mese della pace”, caratterizzato dal messaggio che il Papa propone all’attenzione del mondo intero. A Cosenza, come avviene da qualche anno, sabato 7 gennaio una marcia ed una veglia di preghiera richiameranno il tema «Nella verità, la pace» scelto da Benedetto XVI per il suo messaggio del primo gennaio, Giornata Mondiale dedicata, appunto, alla riflessione sulla Pace.
Sarà il Padre Arcivescovo Salvatore Nunnari a guidare la marcia e a presiedere la preghiera comune. Il raduno è previsto per le ore 18,45 in piazza 11 settembre. Alle 19,00 il corteo muoverà verso la chiesa di San Nicola dove alle 19,30 inizierà la veglia. Durante il percorso saranno letti brani del messaggio del Santo Padre, di cui si allega il testo. L’iniziativa è stata curata dall’Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro e dalla Commissione per il laicato.
Il Messaggio del Papa per la giornata della Pace:
1. Con il tradizionale Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, all'inizio del nuovo anno, desidero far giungere un affettuoso augurio a tutti gli uomini e a tutte le donne del mondo, particolarmente a coloro che soffrono a causa della violenza e dei conflitti armati. È un augurio carico di speranza per un mondo più sereno, dove cresca il numero di quanti, individualmente o comunitariamente, si impegnano a percorrere le strade della giustizia e della pace.
2. Vorrei subito rendere un sincero tributo di gratitudine ai miei Predecessori, i grandi Pontefici Paolo VI e Giovanni Paolo II, illuminati operatori di pace. Animati dallo spirito delle Beatitudini, essi hanno saputo leggere nei numerosi eventi storici, che hanno segnato i loro rispettivi Pontificati, il provvidenziale intervento di Dio, mai dimentico delle sorti del genere umano. A più riprese, quali infaticabili messaggeri del Vangelo, essi hanno invitato ogni persona a ripartire da Dio per poter promuovere una pacifica convivenza in tutte le regioni della terra. Nella scia di questo nobilissimo insegnamento si colloca il mio primo Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace: con esso desidero ancora una volta confermare la ferma volontà della Santa Sede di continuare a servire la causa della pace.
Il nome stesso di Benedetto, che ho scelto il giorno dell'elezione alla Cattedra di Pietro, sta ad indicare il mio convinto impegno in favore della pace. Ho inteso, infatti, riferirmi sia al Santo Patrono d'Europa, ispiratore di una civilizzazione pacificatrice nell'intero Continente, sia al Papa Benedetto XV, che condannò la Prima Guerra Mondiale come « inutile strage » (1) e si adoperò perché da tutti venissero riconosciute le superiori ragioni della pace.
3. Il tema di riflessione di quest'anno — « Nella verità, la pace » — esprime la convinzione che, dove e quando l'uomo si lascia illuminare dallo splendore della verità, intraprende quasi naturalmente il cammino della pace. La Costituzione pastorale Gaudium et spes del Concilio Ecumenico Vaticano II, chiusosi 40 anni or sono, afferma che l'umanità non riuscirà a « costruire un mondo veramente più umano per tutti gli uomini su tutta la terra, se gli uomini non si volgeranno con animo rinnovato alla verità della pace ».(2) Ma quali significati intende richiamare l'espressione « verità della pace »? Per rispondere in modo adeguato a tale interrogativo, occorre tener ben presente che la pace non può essere ridotta a semplice assenza di conflitti armati, ma va compresa come « il frutto dell'ordine impresso nella società umana dal suo divino Fondatore », un ordine « che deve essere attuato dagli uomini assetati di una giustizia sempre più perfetta ».(3) Quale risultato di un ordine disegnato e voluto dall'amore di Dio, la pace possiede una sua intrinseca e invincibile verità e corrisponde « ad un anelito e ad una speranza che vivono in noi indistruttibili ».(4)
4. Delineata in questo modo, la pace si configura come dono celeste e grazia divina, che richiede, a tutti i livelli, l'esercizio della responsabilità più grande, quella di conformare — nella verità, nella giustizia, nella libertà e nell'amore — la storia umana all'ordine divino. Quando viene a mancare l'adesione all'ordine trascendente delle cose, come pure il rispetto di quella « grammatica » del dialogo che è la legge morale universale, scritta nel cuore dell'uomo,(5) quando viene ostacolato e impedito lo sviluppo integrale della persona e la tutela dei suoi diritti fondamentali, quando tanti popoli sono costretti a subire ingiustizie e disuguaglianze intollerabili, come si può sperare nella realizzazione del bene della pace? Vengono infatti meno quegli elementi essenziali che danno forma alla verità di tale bene. Sant'Agostino ha descritto la pace come « tranquillitas ordinis »,(6) la tranquillità dell'ordine, vale a dire quella situazione che permette, in definitiva, di rispettare e realizzare appieno la verità dell'uomo.
5. E allora, chi e che cosa può impedire la realizzazione della pace? A questo proposito, la Sacra Scrittura mette in evidenza nel suo primo Libro, la Genesi, la menzogna, pronunciata all'inizio della storia dall'essere dalla lingua biforcuta, qualificato dall'evangelista Giovanni come « padre della menzogna » (Gv 8,44). La menzogna è pure uno dei peccati che ricorda la Bibbia nell'ultimo capitolo del suo ultimo Libro, l'Apocalisse, per segnalare l'esclusione dalla Gerusalemme celeste dei menzogneri: « Fuori... chiunque ama e pratica la menzogna! » (22,15). Alla menzogna è legato il dramma del peccato con le sue conseguenze perverse, che hanno causato e continuano a causare effetti devastanti nella vita degli individui e delle nazioni. Basti pensare a quanto è successo nel secolo scorso, quando aberranti sistemi ideologici e politici hanno mistificato in modo programmato la verità ed hanno condotto allo sfruttamento ed alla soppressione di un numero impressionante di uomini e di donne, sterminando addirittura intere famiglie e comunità. Come non restare seriamente preoccupati, dopo tali esperienze, di fronte alle menzogne del nostro tempo, che fanno da cornice a minacciosi scenari di morte in non poche regioni del mondo? L'autentica ricerca della pace deve partire dalla consapevolezza che il problema della verità e della menzogna riguarda ogni uomo e ogni donna, e risulta essere decisivo per un futuro pacifico del nostro pianeta.
6. La pace è anelito insopprimibile presente nel cuore di ogni persona, al di là delle specifiche identità culturali. Proprio per questo ciascuno deve sentirsi impegnato al servizio di un bene tanto prezioso, lavorando perché non si insinui nessuna forma di falsità ad inquinare i rapporti. Tutti gli uomini appartengono ad un'unica e medesima famiglia. L'esaltazione esasperata delle proprie differenze contrasta con questa verità di fondo. Occorre ricuperare la consapevolezza di essere accomunati da uno stesso destino, in ultima istanza trascendente, per poter valorizzare al meglio le proprie differenze storiche e culturali, senza contrapporsi ma coordinandosi con gli appartenenti alle altre culture. Sono queste semplici verità a rendere possibile la pace; esse diventano facilmente comprensibili ascoltando il proprio cuore con purezza di intenzioni. La pace appare allora in modo nuovo: non come semplice assenza di guerra, ma come convivenza dei singoli cittadini in una società governata dalla giustizia, nella quale si realizza in quanto possibile il bene anche per ognuno di loro. La verità della pace chiama tutti a coltivare relazioni feconde e sincere, stimola a ricercare ed a percorrere le strade del perdono e della riconciliazione, ad essere trasparenti nelle trattative e fedeli alla parola data. In particolare, il discepolo di Cristo, che si sente insidiato dal male e per questo bisognoso dell'intervento liberante del Maestro divino, a Lui si rivolge con fiducia ben sapendo che « Egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca » (1 Pt 2,22; cfr Is 53,9). Gesù infatti si è definito la Verità in persona e, parlando in visione al veggente dell'Apocalisse, ha dichiarato totale avversione per « chiunque ama e pratica la menzogna » (22,15). È Lui a svelare la piena verità dell'uomo e della storia. Con la forza della sua grazia è possibile essere nella verità e vivere di verità, perché solo Lui è totalmente sincero e fedele. Gesù è la verità che ci dà la pace.
7. La verità della pace deve valere e far valere il suo benefico riverbero di luce anche quando ci si trovi nella tragica situazione della guerra. I Padri del Concilio Ecumenico Vaticano II, nella Costituzione pastorale Gaudium et spes, sottolineano che non diventa « tutto lecito tra le parti in conflitto quando la guerra è ormai disgraziatamente scoppiata ».(7) La Comunità Internazionale si è dotata di un diritto internazionale umanitario per limitare al massimo, soprattutto per le popolazioni civili, le conseguenze devastanti della guerra. In molteplici circostanze e in diverse modalità, la Santa Sede ha espresso il suo sostegno a tale diritto umanitario, incoraggiandone il rispetto e la pronta attuazione, convinta che esiste, anche nella guerra, la verità della pace. Il diritto internazionale umanitario è da annoverare tra le espressioni più felici ed efficaci delle esigenze che promanano dalla verità della pace. Proprio per questo il rispetto di tale diritto si impone come un dovere per tutti i popoli. Ne va apprezzato il valore ed occorre garantirne la corretta applicazione, aggiornandolo con norme puntuali, capaci di fronteggiare i mutevoli scenari degli odierni conflitti armati, nonché l'utilizzo di sempre nuovi e più sofisticati armamenti.
8. Il mio grato pensiero va alle Organizzazioni Internazionali e a quanti con diuturno sforzo operano per l'applicazione del diritto internazionale umanitario. Come potrei qui dimenticare i tanti soldati impegnati in delicate operazioni di composizione dei conflitti e di ripristino delle condizioni necessarie alla realizzazione della pace? Anche ad essi desidero ricordare le parole del Concilio Vaticano II: « Coloro che, al servizio della patria, sono reclutati nell'esercito, si considerino anch'essi ministri della sicurezza e della libertà dei popoli. Se adempiono rettamente a questo dovere, concorrono anch'essi veramente a stabilire la pace ».(8) Su tale esigente fronte si colloca l'azione pastorale degli Ordinariati militari della Chiesa Cattolica: tanto agli Ordinari militari quanto ai cappellani militari va il mio incoraggiamento a mantenersi, in ogni situazione e ambiente, fedeli evangelizzatori della verità della pace.
9. Al giorno d'oggi, la verità della pace continua ad essere compromessa e negata, in modo drammatico, dal terrorismo che, con le sue minacce ed i suoi atti criminali, è in grado di tenere il mondo in stato di ansia e di insicurezza. I miei Predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II sono intervenuti più volte per denunciare la tremenda responsabilità dei terroristi e per condannare l'insensatezza dei loro disegni di morte. Tali disegni, infatti, risultano ispirati da un nichilismo tragico e sconvolgente, che il Papa Giovanni Paolo II descriveva con queste parole: « Chi uccide con atti terroristici coltiva sentimenti di disprezzo verso l'umanità, manifestando disperazione nei confronti della vita e del futuro: tutto, in questa prospettiva, può essere odiato e distrutto ».(9) Non solo il nichilismo, ma anche il fanatismo religioso, oggi spesso denominato fondamentalismo, può ispirare e alimentare propositi e gesti terroristici. Intuendo fin dall'inizio il dirompente pericolo che il fondamentalismo fanatico rappresenta, Giovanni Paolo II lo stigmatizzò duramente, mettendo in guardia dalla pretesa di imporre con la violenza, anziché di proporre alla libera accettazione degli altri la propria convinzione circa la verità. Scriveva: « Pretendere di imporre ad altri con la violenza quella che si ritiene essere la verità, significa violare la dignità dell'essere umano e, in definitiva, fare oltraggio a Dio, di cui egli è immagine ».(10)
10. A ben vedere, il nichilismo e il fondamentalismo fanatico si rapportano in modo errato alla verità: i nichilisti negano l'esistenza di qualsiasi verità, i fondamentalisti accampano la pretesa di poterla imporre con la forza. Pur avendo origini differenti e pur essendo manifestazioni che si inscrivono in contesti culturali diversi, il nichilismo e il fondamentalismo si trovano accomunati da un pericoloso disprezzo per l'uomo e per la sua vita e, in ultima analisi, per Dio stesso. Infatti, alla base di tale comune tragico esito sta, in definitiva, lo stravolgimento della piena verità di Dio: il nichilismo ne nega l'esistenza e la provvidente presenza nella storia; il fondamentalismo ne sfigura il volto amorevole e misericordioso, sostituendo a Lui idoli fatti a propria immagine. Nell'analizzare le cause del fenomeno contemporaneo del terrorismo è auspicabile che, oltre alle ragioni di carattere politico e sociale, si tengano presenti anche le più profonde motivazioni culturali, religiose ed ideologiche.
11. Dinanzi ai rischi che l'umanità vive in questa nostra epoca, è compito di tutti i cattolici intensificare, in ogni parte del mondo, l'annuncio e la testimonianza del « Vangelo della pace », proclamando che il riconoscimento della piena verità di Dio è condizione previa e indispensabile per il consolidamento della verità della pace. Dio è Amore che salva, Padre amorevole che desidera vedere i suoi figli riconoscersi tra loro come fratelli, responsabilmente protesi a mettere i differenti talenti a servizio del bene comune della famiglia umana. Dio è inesauribile sorgente della speranza che dà senso alla vita personale e collettiva. Dio, solo Dio, rende efficace ogni opera di bene e di pace. La storia ha ampiamente dimostrato che fare guerra a Dio per estirparlo dal cuore degli uomini porta l'umanità, impaurita e impoverita, verso scelte che non hanno futuro. Ciò deve spronare i credenti in Cristo a farsi testimoni convincenti del Dio che è inseparabilmente verità e amore, mettendosi al servizio della pace, in un'ampia collaborazione ecumenica e con le altre religioni, come pure con tutti gli uomini di buona volontà.
12. Guardando all'attuale contesto mondiale, possiamo registrare con piacere alcuni promettenti segnali nel cammino della costruzione della pace. Penso, ad esempio, al calo numerico dei conflitti armati. Si tratta di passi certamente ancora assai timidi sul sentiero della pace, ma già in grado di prospettare un futuro di maggiore serenità, in particolare per le popolazioni martoriate della Palestina, la Terra di Gesù, e per gli abitanti di talune regioni dell'Africa e dell'Asia, che da anni attendono il positivo concludersi degli avviati percorsi di pacificazione e di riconciliazione. Sono segnali consolanti, che chiedono di essere confermati e consolidati attraverso una concorde ed infaticabile azione, soprattutto da parte della Comunità Internazionale e dei suoi Organi, preposti a prevenire i conflitti e a dare soluzione pacifica a quelli in atto.
13. Tutto ciò non deve indurre però ad un ingenuo ottimismo. Non si può infatti dimenticare che, purtroppo, proseguono ancora sanguinosi conflitti fratricidi e guerre devastanti che seminano in vaste zone della terra lacrime e morte. Ci sono situazioni in cui il conflitto, che cova come fuoco sotto la cenere, può nuovamente divampare causando distruzioni di imprevedibile vastità. Le autorità che, invece di porre in atto quanto è in loro potere per promuovere efficacemente la pace, fomentano nei cittadini sentimenti di ostilità verso altre nazioni, si caricano di una gravissima responsabilità: mettono a repentaglio, in regioni particolarmente a rischio, i delicati equilibri raggiunti a prezzo di faticosi negoziati, contribuendo a rendere così più insicuro e nebuloso il futuro dell'umanità. Che dire poi dei governi che contano sulle armi nucleari per garantire la sicurezza dei loro Paesi? Insieme ad innumerevoli persone di buona volontà, si può affermare che tale prospettiva, oltre che essere funesta, è del tutto fallace. In una guerra nucleare non vi sarebbero, infatti, dei vincitori, ma solo delle vittime. La verità della pace richiede che tutti — sia i governi che in modo dichiarato o occulto possiedono armi nucleari, sia quelli che intendono procurarsele —, invertano congiuntamente la rotta con scelte chiare e ferme, orientandosi verso un progressivo e concordato disarmo nucleare. Le risorse in tal modo risparmiate potranno essere impiegate in progetti di sviluppo a vantaggio di tutti gli abitanti e, in primo luogo, dei più poveri.
14. A questo proposito, non si possono non registrare con rammarico i dati di un aumento preoccupante delle spese militari e del sempre prospero commercio delle armi, mentre ristagna nella palude di una quasi generale indifferenza il processo politico e giuridico messo in atto dalla Comunità Internazionale per rinsaldare il cammino del disarmo. Quale avvenire di pace sarà mai possibile, se si continua a investire nella produzione di armi e nella ricerca applicata a svilupparne di nuove? L'auspicio che sale dal profondo del cuore è che la Comunità Internazionale sappia ritrovare il coraggio e la saggezza di rilanciare in maniera convinta e congiunta il disarmo, dando concreta applicazione al diritto alla pace, che è di ogni uomo e di ogni popolo. Impegnandosi a salvaguardare il bene della pace, i vari Organismi della Comunità Internazionale potranno ritrovare quell'autorevolezza che è indispensabile per rendere credibili ed incisive le loro iniziative.
15. I primi a trarre vantaggio da una decisa scelta per il disarmo saranno i Paesi poveri, che reclamano giustamente, dopo tante promesse, l'attuazione concreta del diritto allo sviluppo. Un tale diritto è stato solennemente riaffermato anche nella recente Assemblea Generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, che ha celebrato quest'anno il 60o anniversario della sua fondazione. La Chiesa cattolica, nel confermare la propria fiducia in questa Organizzazione internazionale, ne auspica un rinnovamento istituzionale ed operativo che la metta in grado di rispondere alle mutate esigenze dell'epoca odierna, segnata dal vasto fenomeno della globalizzazione. L'Organizzazione delle Nazioni Unite deve divenire uno strumento sempre più efficiente nel promuovere nel mondo i valori della giustizia, della solidarietà e della pace. Da parte sua la Chiesa, fedele alla missione ricevuta dal suo Fondatore, non si stanca di proclamare dappertutto il « Vangelo della pace ». Animata com'è dalla salda consapevolezza di rendere un indispensabile servizio a quanti si dedicano a promuovere la pace, essa ricorda a tutti che, per essere autentica e duratura, la pace deve essere costruita sulla roccia della verità di Dio e della verità dell'uomo. Solo questa verità può sensibilizzare gli animi alla giustizia, aprirli all'amore e alla solidarietà, incoraggiare tutti ad operare per un'umanità realmente libera e solidale. Sì, solo sulla verità di Dio e dell'uomo poggiano le fondamenta di un'autentica pace.
16. A conclusione di questo messaggio, vorrei ora rivolgermi particolarmente ai credenti in Cristo, per rinnovare loro l'invito a farsi attenti e disponibili discepoli del Signore. Ascoltando il Vangelo, cari fratelli e sorelle, impariamo a fondare la pace sulla verità di un'esistenza quotidiana ispirata al comandamento dell'amore. È necessario che ogni comunità si impegni in un'intensa e capillare opera di educazione e di testimonianza che faccia crescere in ciascuno la consapevolezza dell'urgenza di scoprire sempre più a fondo la verità della pace. Chiedo al tempo stesso che si intensifichi la preghiera, perché la pace è anzitutto dono di Dio da implorare incessantemente. Grazie all'aiuto divino, risulterà di certo più convincente e illuminante l'annuncio e la testimonianza della verità della pace. Volgiamo con fiducia e filiale abbandono lo sguardo verso Maria, la Madre del Principe della Pace. All'inizio di questo nuovo anno Le chiediamo di aiutare l'intero Popolo di Dio ad essere in ogni situazione operatore di pace, lasciandosi illuminare dalla Verità che rende liberi (cfr Gv 8,32). Per sua intercessione possa l'umanità crescere nell'apprezzamento di questo fondamentale bene ed impegnarsi a consolidarne la presenza nel mondo, per consegnare un avvenire più sereno e più sicuro alle generazioni che verranno.

Te Deum di ringraziamento il 31 alle 17 nella cattedrale di Cosenza

30/12 Sarà l’Arcivescovo emerito di Cosenza-Bisignano, Mons. Giuseppe Agostino, a presiedere nella Cattedrale di Cosenza, sabato 31 dicembre, alle ore 17.00, la celebrazione eucaristica e ad intonare alla fine, con i fedeli presenti, il Te Deum di ringraziamento per l’anno che sta per concludersi. Il Te Deum sarà cantato in tutte le chiese dell’Arcidiocesi. Questa tradizione liturgica sottolinea il valore del tempo come dono di Dio da valorizzare e non come puro consumarsi senza alcun senso.

A Castrovillari il 5 gennaio la Messa della Stella

29/12 L'Amministrazione comunale di Castrovillari in collaborazione con la Chiesa monumentale di San Giuliano organizza per giovedi' 5 gennaio la Messa della stella. Lo ha reso noto l'assessore Anna De Gaio, ricordando che il programma prevede la processione che partira' da piazza Cavour alle ore 22 per arrivare in chiesa, nel cuore del rione Civita, a mezzanotte, dove verra' officiata la tradizionale liturgia della Epifania del Signore. La processione attraversera' corso Garibaldi, via dei Martiri, via Roma, corso Garibaldi, corso Luigi Saraceni, via Pollino, via xx Settembre, piazza Giovanni XXIII°, corso Garibaldi, via Giudeca, per giungere in largo San Giuliano.

Presentata la settimana sociale della Chiesa Calabrese

29/12 E' stata presentata stamattina a Lamezia dal vescovo di Locri-Gerace, monsignor Giancarlo Bregantini, la Settimana sociale della Chiesa calabrese, in programma dal 3 al 5 marzo a Vibo Valentia. Nel corso dell'incontro con i giornalisti monsignor Bregantini ha illustrato il testo guida della settimana che gia' nel titolo sintetizza il messaggio che la Chiesa calabrese intende lanciare: ''Cristo nostra speranza in Calabria. Testimoni di corresponsabilita' per servire questa terra su strade di liberazione''. Ad aprire la settimana sociale, l' excursus storico del lavoro che la Conferenza episcopale calabra ha compiuto negli ultimi 30 anni. Nel corso dei vari incontri saranno affrontati temi che avranno al centro del dibattito la marginalita' della Calabria ma anche la ''sua tipicita' che deve diventare reciprocita', rapporto sinergico con le altre regioni del Paese''. Obiettivo della Chiesa calabrese, quindi, ''quello di far emergere il positivo sommerso, prendendo atto della storia passata e di una situazione attuale certamente non facile. Sperare vuol dire accompagnare i giovani a superare barriere come la mafia e la massoneria, - ha sottolineato monsignor Bregantini - per essere finalmente liberi. I laici devono comprendere che hanno davanti un lungo percorso di liberazione perche' la speranza e' cammino, conquista della normalita' come gia' avviene per molte altre regioni italiane. Speranza ¿ ha concluso - e' sogno e segno, l'uno senza l'altro generano solo illusione e frammento''.

L’Eparchia di Lungro dal papa per gli auguri natalizi

29/12 Sono 16 le diocesi invitate quest' anno a partecipare all' incontro speciale tenutosi in Vaticano per porgere gli auguri di Natale al Santo Padre. Tra queste anche la Eparchia di rito greco-bizantino di Lungro, rappresentata da due ragazzi dell' Azione cattolica e da un loro accompagnatore. I giovani provenivano da due diverse comunita' calabro-albanesi: Emanuele Alfano, della parrocchia di San Nicola di Mira di Lungro e Rossella Romano, della parrocchia di Santa Maria di Costantinopoli di Vaccarizzo Albanese; ad accompagnarli e' stata incaricata la responsabile diocesana Vicky Macri' di S. Demetrio Corone. Fu il pontefice Paolo VI, nel 1974, ad introdurre la tradizione che consente ancora oggi ad alcuni ragazzi di recarsi in udienza speciale dal Santo Padre per rivolgere gli auguri natalizi

In 40.000 per la prima benedizione Urbi et Orbi del Papa. “L’uomo tecnologico rischia di essere vittima della sua intelligenza”

25/12 "L'uomo dell'era tecnologica rischia di essere vittima degli stessi successi della sua intelligenza e dei risultati delle sue capacità operative, se va incontro ad un'atrofia spirituale, ad un vuoto del cuore". E' l'allarme che Papa Ratzinger ha lanciato quest'oggi nel tradizionale Messaggio natalizio, il primo di Benedetto XVI. "E' vero - sottolinea il pontefice dalla Loggia delle Benedizioni e rivolgendosi a migliaia di fedeli riuniti nella piazza vaticana - nel corso del millennio da poco concluso e specialmente negli ultimi secoli, tanti sono stati i progressi compiuti in campo tecnico e scientifico", così come "vaste sono le risorse materiali di cui oggi possiamo disporre", rimarca il Papa. Ma il pericolo è che l'uomo diventi "vittima degli stessi successi della sua intelligenza". Il Papa dunque, invita i fedeli di tutto il mondo ad aprire "la propria mente e il proprio cuore al Natale di Cristo - aggiunge - evento di salvezza capace di imprimere rinnovata speranza all'esistenza di ogni essere umano". E poi ancora una invocazione: "Svegliati, uomo del terzo millennio - ammonisce il pontefice - a Natale l'Onnipotente si fa bambino e chiede aiuto e protezione", interpella "la nostra libertà e ci chiede di rivedere il nostro rapporto con la vita e il nostro modo di concepirla". Piazza san Pietro è gremita da migliaia di fedeli giunti per assistere alla prima benedizione 'Urbi et Orbi' di Papa Ratzinger. La Loggia delle Benedizioni è corredata dall'arazzo con lo stemma pontificio di Benedetto XVI. I primi fedeli, incuranti della pioggia e del freddo, sono arrivati fin da questa mattina presto.
Pace in Africa, in Terra Santa, in Iraq, in Libano e in Asia. E'stato successivamente il forte appello che Papa Ratzinger ha fatto al suo primo messaggio di Natale a tutto il mondo. Solo "l'umanità unita", ha detto il pontefice dalla Loggia delle Benedizioni di fronte ad oltre 40mila fedeli, può sconfiggere le "minacce" che gravano su di essa, dal "terrorismo alle condizioni di umiliante povertà di cui vivono milioni di esseri umani, dalla proliferazione delle armi alle pandemie e al degrado ambientale che pone a rischio il futuro del pianeta". Il Papa si appella a quanti "operano in Terra Santa, in Iraq, in Libano, dove i segni di speranza, che pure non mancano - ha detto - attendono di essere confermati da comportamenti ispirati a lealtà e saggezza". E chiede di favorire "processi di dialogo nella Penisola coreana e altrove nei Paesi asiatici" perché vengano superate "pericolose divergenze" e "si giunga, in spirito amichevole a coerenti conclusioni di pace, tanto attese da quelle popolazioni". Il primo messaggio 'Urbi et Orbi' di Benedetto XVI è dunque un 'grido' alla pace e all'equilibrio mondiale. Già nella messa di mezzanotte, il pontefice aveva chiesto con forza "pace in Terra Santa", luogo della nascita del Bambino Gesù. Un tema tanto caro a Giovanni Paolo II che non mancava mai di fare un riferimento alla pace nei suoi messaggi natalizi. Nel messaggio 'Urbi et Orbi' non manca un riferimento all'"l'uomo tecnologico che rischia - sottolinea il Papa - di essere vittima degli stessi successi della sua intelligenza e dei risultati delle sue capacità operative, se va incontro ad un'atrofia spirituale, ad un vuoto del cuore". 'Piccola sorpresa' per le lingue con cui il Papa si è rivolto nei consueti auguri natalizi alle Nazioni del mondo. Trentatre le lingue di Ratzinger, la metà di quelle utilizzate da Papa Wojtyla che, lo scorso anno, a Natale, arrivò a parlare in 62 lingue, tra cui anche il mongolo, l'hindi e l'urdu. In particolare, rivolgendosi al popolo italiano, Benedetto XVI ha invitato l'Italia a "mantenere sempre vive l'eredità cristiana che ha fecondato la tradizione, l'arte, la storia e l'intera cultura dell'Italia".

Gli appuntamenti natalizi di Mons. Nunnari. Quattro nuovi presbiteri e marcia della pace

21/12 Tante iniziative vedono coinvolto nei giorni pre-natalizi padre Salvatore Nunnari, Arcivescovo Metropolita di Cosenza-Bisignano. Tra queste, segnaliamo il pranzo con gli ospiti dell’Oasi francescana, a Cosenza, il 22 dicembre e, nel giorno di Natale, la celebrazione della S. Messa nel carcere alle ore 9,30. Inoltre, nella notte della vigilia Mons. Nunnari presiederà nella Cattedrale di Cosenza la celebrazione della Messa di mezzanotte e, il 25 dicembre, quella delle 12,00. L’Arcidiocesi si prepara, intanto, all’ordinazione di quattro presbiteri che avverrà il 5 gennaio. Nei giorni precedenti ci saranno tre giorni di predicazione e una veglia di preghiera e, in quello dell’ordinazione, in tutta l’Arcidiocesi, dalle 17.00 alle 19.00 - in coincidenza cioè con l’orario della celebrazione in Cattedrale - non ci saranno altre liturgie, per permettere a tutti i presbiteri di accogliere gli ordinandi. Infine, sabato 7 gennaio, per il “mese della pace”, a Cosenza, come avviene da qualche anno, una marcia ed una veglia di preghiera richiameranno il tema scelto da Benedetto XVI per il messaggio della Giornata Mondiale della Pace (primo gennaio), «Nella verità, la pace». Sarà il Padre Arcivescovo Salvatore Nunnari a guidare la marcia e a presiedere la veglia.

Celebrato a San Sisto il 156° anniversario della scomparsa del venerabile Bernardo Maria Clausi

20/12 Si celebra oggi il 156° anniversario della scomparsa del venerabile Padre Bernardo Maria Clausi, dell’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola, e l’associazione intitolata al suo nome, con sede a San Sisto dei Valdesi del Comune di San Vincenzo La Costa, lo ricorda con particolare devozione e una maggiore motivazione, forte del fatto che il nuovo postulatore generale del processo di beatificazione, padre Ottavio Laino, è impegnato nella raccolta delle testimonianze di grazie e soprattutto miracoli avvenuti nella nostra regione per sua intercessione, utili ai fini della conclusione del processo, affinché l’intera famiglia dell’Ordine dei Minimi e i tanti devoti sparsi in Calabria, sul territorio nazionale e all’estero possano celebrarlo sugli altari, quale nuovo beato e santo calabrese.
Anche il nuovo arcivescovo metropolita della diocesi di Cosenza – Bisignano, Mons. Salvatore Nunnari, ha espresso in occasione della sua visita pastorale alla comunità parrocchiale di San Vincenzo La Costa, avvenuta lo scorso 26 novembre, in coincidenza dell’anniversario della nascita del venerabile Padre Bernardo Maria Clausi, parole di sostegno e incoraggiamento, attraverso la preghiera, affinché la Calabria possa avere con padre Bernardo un nuovo santo.
Per la sua testimonianza terrena (26 novembre 1789 – 20 dicembre 1840), come laico, sacerdote e padre minimo, il venerabile Clausi può essere portato ad esempio da imitare per un naturale percorso di fede e amore che porti alla santità, a cui ogni buon cristiano deve tendere.
Durante la sua vita è stato un perfetto imitatore della figura di San Francesco di Paola e del suo verbo “Charitas” mettendosi a disposizione dei bisognosi e degli umili con una forte devozione dialogante con la Santissima Trinità e la Madonna.
“Per quello che ha fatto, padre Bernardo, per noi tutti – ha detto Mons. Salvatore Nunnari – è già sulla via della santità ed è giusto che come diocesi dobbiamo essere vicini, sostenere ed incoraggiare i Padri Minimi affinché il loro lavoro e impegno verso il raggiungimento di questa importante meta sia concretizzato con la conclusione del processo.
Avere in padre Bernardo Maria Clausi un nuovo Beato della chiesa e in particolare della diocesi di Cosenza – Bisognano è fonte di gioia non soltanto per la famiglia dell’Ordine dei Minimi, quanto per la stessa comunità parrocchiale di San Vincenzo La Costa, dove la sua presenza si avverte ed è fortemente radicata, sostenuta dalla stessa Associazione che ne porta il nome”.
La dichiarazione dell’Arcivescovo di Cosenza – Bisignano è stata particolarmente gradita dal direttivo dell’Associazione, presieduta da Francesco Perrotta, dal momento che nella stessa circostanza è stata manifestata la volontà di un apposito incontro da realizzare in Arcivescovado subito dopo le feste natalizie, nel corso del quale verranno rese note le attività che saranno svolte nel 2006-2007 per i festeggiamenti in onore di San Francesco di Paola.


Promulgazione di decreti della Congregazione delle cause dei Santi per la serva di Dio Isabella De Rosis

20/12 Il 19 dicembre 2005, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza privata Sua Eminenza Rev.ma il Sig. Card. José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell'Udienza il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti: - le virtù eroiche della Serva di Dio ISABELLA DE ROSIS, Fondatrice della Congregazione delle Suore Riparatrici del S. Cuore, nata il 9 giugno 1842 a Rossano Calabro (Italia) e morta l'11 agosto 1911 a Napoli (Italia);

Il M.a.s.c.i. di Belvedere accogli e si fa portatore della “Luce della Pace di Betlemme”

18/12 Nella notte di sabato 11 dicembre 2005 Il M.A.S.C.I. (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani) di Belvedere Marittimo raccoglie la “Luce di Betlemme”, simbolo luminoso d’Amore, di Pace e di Fratellanza. In occasione del X Anniversario della sua diffusione in Italia sarà consegnata al Santo Padre Benedetto XVI da tutte le comunità scout mercoledì 21 dicembre.
“Veniva nel mondo la Luce vera, quella che illumina ogni uomo” ci dice Giovanni, una luce che ci libera dalle tenebre, un sole che non smette mai di riscaldarci ma soprattutto di illuminarci. Quando accogliamo Dio nella nostra vita sentiamo come un fuoco che riscalda i nostri cuori, un sole che infiamma la nostra persona. Dentro di noi arde una fiamma nuova, essa non vuole spegnersi mai ma anzi aspira a rinnovarsi sempre. E’ la Luce di Cristo, faro delle genti e maestro esemplare, Colui che ci guida verso la speranza, verso la costruzione di un mondo migliore dove regna amore e pace.
Questa luce che si può contemplare in noi stessi, sono andati a cercarla gli adulti scout del M.A.S.C.I. (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani) di Belvedere, e adesso brilla in mezzo a noi. Ha un nome che non lascia nessuno indifferente: “la Luce della Pace di Betlemme” Così chiamata perché proviene dalla Chiesa della Natività in Betlemme. Lì c'è una lampada ad olio che arde perennemente da lungo tempo, probabilmente già pochi secoli dopo la venuta di Cristo. La lampada è alimentata dall'olio donato dalle nazioni cristiane della Terra, una volta l’anno, a turno. Per capire come fa ad arrivare qui fra noi bisogna credere all’unione dei fratelli tra i popoli. Il progetto è nato prima in Austria, nel 1986 per la raccolta di fondi a favore dei ragazzi disabili o in difficoltà. Subito le Ferrovie austriache insieme agli Scout viennesi hanno deciso di collaborare alla distribuzione della Luce della Pace diffondendola al di fuori dei confini austriaci. Sono ormai una trentina le Nazioni che partecipano all'iniziativa. Nel Natale del 1993, in occasione di uno scambio internazionale, uno scout austriaco porta la Luce della Pace di Betlemme alle Associazioni scout di Trieste che nel 1996 si impegnerà a portare la Luce della Pace in tutta Italia attraverso la rete ferroviaria riuscendo a toccare tutte le regioni italiane compresa la Sicilia. Quest’anno ricorre il 10° Anniversario della distribuzione della Luce e verrà consegnata ufficialmente a Benedetto XVI, mercoledì 21 dicembre da tutte le Comunità Scout
Ed è così che nella notte di sabato 11 dicembre una delegazione del M.A.S.C.I. di Belvedere è andata a raccogliere la fiamma alla stazione di Paola che viaggiava insieme a scout triestini nella linea Trieste-Palermo. La “Luce della Pace di Betlemme” è stata portata nella propria Parrocchia l’indomani domenica durante la Santa Messa all’offertorio. Un gesto di consegna alla propria comunità e un invito alla diffusione della stessa Luce a più persone possibili ma soprattutto alle persone che si possono, in qualche modo, sentire emarginati o sofferenti. A coloro che si sentono vuoti e senza fiducia, a quelli che avvertono di essere dei “diversi” o degli “esclusi dalla società” perché dimenticati, come gli anziani e i poveri. L’accensione di un lume che attinge alla stessa fiamma non è solo un segno di Pace e di solidarietà, ma è sicuramente un segno di Speranza e di vita. Come la Vita nascente che festeggiamo in questo Santo Natale, una vita che va rispettata e protetta fin dal suo concepimento. Questa luce, ci tocca diffonderla perché una volta accolta non va tenuta gelosamente solo per se o per la propria Comunità o peggio ancora ostentata con sfoggio o esibizionismo. Invece tocca condividerla e renderne testimonianza allo stesso modo come Cristo ci ha chiesto di fare della nostra stessa Fede. Gli Adulti Scout la porteranno nelle diverse cliniche della propria cittadina e negli ospedali non solo in quanto luoghi di sofferenza e di degenza ma anche per la presenza di reparti di neonatologia dove nasce la speranza perché nascono nuove vite. E la con le altre parrocchie dell’Unità Pastorale del territorio di Belvedere M.mo incoraggiando tutti a farsi “portatori” a loro volta di una fiammella che ci vuole missionari di Pace e di Speranza anche nelle proprie famiglie. Con un invito a tenerla accesa quanto più a lungo possibile non solo nelle proprie case ma altresì nei nostri cuori.

Il Presidente della Cec, Mons. Mondello, augura un Natale di Gioia e Serenità

17/12 Mons. Vittorio Mondello, arcivescovo metropolita di Reggio e presidente della Conferenza episcopale calabra, ha inviato un messaggio ai fedeli in occasione delle prossime festivita' natalizie. ''Carissimi, nell' approssimarsi del S. Natale - scrive il presule - sento forte il desiderio di rivolgere gli auguri piu' fervidi non solo ai cristiani della mia arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, ma anche a quelli di tutte le diocesi calabresi e a quei calabresi che vivono lontani dalla loro terra di origine. L' augurio che a tutti costoro vorrei rivolgere e' che il Santo Natale porti loro tanta gioia e serenita' nonostante le difficolta' e le sofferenze che la vita quotidiana comporta. Vorrei, cioe', augurare quella gioia autenticamente cristiana che non e' disgiunta dal sacrificio, anzi non puo' esistere senza questo. E', pero', una gioia fondata sul fatto che Dio viene incontro a noi, si fa uno di noi, ci comunica la sua gioia: 'perche' la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena' (Gv.15,11). E' una gioia che non solo allarga il cuore alla speranza, ma non puo' essere trattenuta in noi stessi e deve essere comunicata agli altri''. ''Questa gioia auguro a voi, - conclude il messaggio del presule reggino - alle vostre famiglie e alle vostre comunita' perche' viviate un Natale di serenita' e di pace e portiate nel mondo la gioia vera, ridestando in tutti gli uomini il desiderio ardente della serenita' e della pace''.

Don Pasquale Traulo, parroco della Sambucina di Luzzi, sacerdote da dieci anni

17/12 Le comunità parrocchiali dei Sacri Cuori e di Santa Maria Assunta - Sambucina di Luzzi annunciano una celebrazione per il decimo anniversario dell’ordinazione presbiterale del Parroco, Don Pasquale Traulo. Domani, domenica 18 dicembre, alle ore 17.00, nella chiesa della Madonna del Carmine in Carolei (paese natale di Don Pasquale) la ricorrenza sarà ricordata con una solenne celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo di Cosenza-Bisignano, Padre Salvatore Nunnari, del quale Don Traulo è segretario personale. Nel corso della liturgia sarà consacrato il nuovo altare della chiesa e benedetta la cappella della Patrona, di cui è stato ultimato il restauro.

Mons. Bregantini: “La ndrangheta e la Massoneria deviata strumenti di peccato”

16/12 ''La 'ndrangheta e le cosche sono strumento di peccato. Come pure la Massoneria deviata, spesso collusa con la mafia, in un intreccio di interesse losco e pericoloso, perche' favorisce non il bene comune, ma sempre e in modo prevalente il bene privatistico. Questo e' il vero peccato della Massoneria, oggi, in terra di Calabria''. A sostenerlo, tra i tanti temi trattati, e' stato il vescovo della diocesi di Locri-Gerace, monsignor Giancarlo Bregantini nel suo messaggio per l'Avvento e per il Natale 2005. Nel suo messaggio, in cui non mancano i riferimenti ai tanti ed efferati omicidi compiuti nel 2005 nella Locride, tra cui quello ''del vicepresidente del Consiglio regionale calabrese, Francesco Fortugno e alla forte, splendida e incoraggiante reazione dei giovani di Locri e della Locride'', il presule ha inoltre evidenziato che ''se una persona appartiene ad una cosca non puo' appartenere alla comunita' cristiana''. ''E poiche' la mafia e' una struttura di peccato - ha concluso - il mafioso che non si converte e rifiuta il messaggio del Vangelo, come potra' fare da padrino o che senso ha che si sposi in chiesa?''.

La Diocesi di Cosenza-Bisignano si prepara al Convegno Ecclesiale nazionale di Verona

07/12 «Testimoni del Risorto per rendere ragione della speranza» è il tema dell’incontro che venerdì 9 dicembre alle ore 17.00, nell’Auditorium “Giovanni Paolo II” (complesso del Seminario Cosentino in Rende) vedrà impegnata l’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, nel contesto del cammino preparatorio al convegno della Chiesa italiana che si terrà a Verona dal 16 al 20 ottobre 2006.
Dopo l’introduzione dell’Arcivescovo Metropolita padre Salvatore Nunnari, i lavori proseguiranno con la preghiera e la meditazione sulla Prima lettera di Pietro, testo-guida del percorso della Chiesa italiana verso il convegno di Verona, a cura dell’Arcivescovo emerito padre Giuseppe Agostino. Simbolicamente, all’assemblea sarà, quindi, consegnato il testo della Prima lettera di Pietro, perché la comunità diocesana ne faccia punto di riferimento per la propria meditazione. Al teologo don Antonio Staglianò, Direttore dell’Istituto Teologico Calabro, è affidato il compito di presentare all’assemblea la traccia di riflessione in preparazione al convegno nazionale, Testimoni del Risorto per rendere ragione della speranza.
Il convegno di Verona, a quarant’anni dal Concilio Vaticano II, sarà il quarto che la Chiesa italiana terrà a livello nazionale dopo Evangelizzazione e promozione umana (Roma, 1976), Riconciliazione cristiana e comunità degli uomini (Loreto, 1985), Il Vangelo della carità per una nuova società in Italia (Palermo, 1995): questi incontri rappresentano le tappe significative del cammino delle diocesi del nostro Paese, per interrogarsi sulla propria missione nel tempo in cui concretamente i cristiani sono chiamati a riproporre l’annuncio di Gesù risorto.
Nel percorso preparatorio al convegno di Verona, sottolinea don Salvatore Bartucci, docente di Teologia nel Seminario Casentino e delegato dell’Arcivescovo padre Salvatore Nunnari per il convegno di Verona, «tutta la comunità diocesana è invitata ad interrogarsi sui segni di speranza presenti nel nostro contesto e ad illuminarli e sostenerli alla luce della Speranza fondata sul Risorto». Al convegno di Verona sono dedicate anche alcune pagine del numero attualmente in distribuzione della rivista dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano Le due città.
L’incontro di venerdì 9 è aperto a tutti.

Il 9, all’Auditorium Giovanni Paolo II del Seminario, incontro di preparazione al Convegno della Chiesa del 2006

03/12 «Testimoni del Risorto per rendere ragione della speranza» è il tema dell’incontro che venerdì 9 dicembre alle ore 17.00, nell’Auditorium “Giovanni Paolo II” (complesso del Seminario Cosentino in Rende) vedrà impegnata l’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, nel contesto del cammino preparatorio al convegno della Chiesa italiana che si terrà a Verona dal 16 al 20 ottobre 2006. Dopo l’introduzione dell’Arcivescovo Metropolita padre Salvatore Nunnari, i lavori proseguiranno con la preghiera e la meditazione sulla Prima lettera di Pietro, testo-guida del percorso della Chiesa italiana verso il convegno di Verona, a cura dell’Arcivescovo emerito padre Giuseppe Agostino. Simbolicamente, all’assemblea sarà, quindi, consegnato il testo della Prima lettera di Pietro, perché la comunità diocesana ne faccia punto di riferimento per la propria meditazione. Al teologo don Antonio Staglianò, Direttore dell’Istituto Teologico Calabro, è affidato il compito di presentare all’assemblea la traccia di riflessione in preparazione al convegno nazionale, Testimoni del Risorto per rendere ragione della speranza. Il convegno di Verona, a quarant’anni dal Concilio Vaticano II, sarà il quarto che la Chiesa italiana terrà a livello nazionale dopo Evangelizzazione e promozione umana (Roma, 1976), Riconciliazione cristiana e comunità degli uomini (Loreto, 1985), Il Vangelo della carità per una nuova società in Italia (Palermo, 1995): questi incontri rappresentano le tappe significative del cammino delle diocesi del nostro Paese, per interrogarsi sulla propria missione nel tempo in cui concretamente i cristiani sono chiamati a riproporre l’annuncio di Gesù risorto. Nel percorso preparatorio al convegno di Verona, sottolinea don Salvatore Bartucci, docente di Teologia nel Seminario Casentino e delegato dell’Arcivescovo padre Salvatore Nunnari per il convegno di Verona, «tutta la comunità diocesana è invitata ad interrogarsi sui segni di speranza presenti nel nostro contesto e ad illuminarli e sostenerli alla luce della Speranza fondata sul Risorto». Al convegno di Verona sono dedicate anche alcune pagine del numero attualmente in distribuzione della rivista dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano Le due città.
L’incontro di venerdì 9 è aperto a tutti

Il Card. Piovanelli a Cetraro: “Don Milani era un po’ scomodo, ma aveva il dono di guardare lontano”

25/11 ''Don Milani era un po' scomodo. Un profeta col dono di guardare lontano. Era il suo essere integrale, intero, nella sua vita rispetto alla fede, egli era un convertito e come tutti i convertiti hanno il suo essere in blocco dentro la Chiesa''. E' quanto ha detto il cardinale Silvano Piovanelli, arcivescovo emerito di Firenze, nel corso degli esercizi spirituali dei sacerdoti cosentino in corso a Cetraro. Alla riunione dei sacerdoti, che si concludera' domani, hanno partecipato anche l' arcivescovo di Cosenza-Bisignano, monsignor Salvatore Nunnari, e il vescovo di San Marco Argentano-Scalea, monsignor Domenico Crusco. ''Anche quando era in seminario insieme con noi - ha aggiunto Piovanelli - riferendosi a don Milani - ed eravamo dei giovani da venti a ventiquattro anni, anche allora lui era un rigido. Eravamo molto amici, ma a lui riguardavano le norme le regole, quello che si deve fare lui era un rigido. Una parte della sua rigidita', e del fatto che alcuni non riescono ad accettarlo ed a capirlo e' per il fatto che e' profeta. ''Lui e' stato lungimirante - ha proseguito - per cio' che riguarda la scuola, per cui la scuola non deve rivolgersi ai migliori perche' loro riescano ad avere in mano le leve del potere politico ed economico. Bisogna cominciare dagli ultimi, bisogna andare incontro ai poveri. A coloro che non hanno la parola bisogna dare la parola. E questo bel regalo lo ha fatto ai piu' poveri. Non e' l' elemosina, e' la capacita' di esprimersi e di capire gli altri. La sua era una scuola particolare: era un vivere imparando e comunicando''. ''Non c'erano le vacanze - ha concluso Piovanelli - non c'era l' orario, la scuola era una forma di vita. Una vita dove s' impara insieme. Don Milani era capace di stimolare cio' che vi e' in ciascuno''.

A Cetraro esercizi spirituali con Mons. Piovanelli

22/11 Da ieri al 26 novembre a Cetraro alla Colonia San Benedetto, la diocesi di San Marco Argentano - Scalea, ha organizzato gli esercizi spirituali per sacerdoti, tenuti dal Cardinale Silvano Piovanelli, arcivescovo emerito di Firenze. Tema degli esercizi spirituali e' ''Con la guida di Marco sulle orme di Gesu'''. Meditazioni, tempi di riflessioni; esposizione del SS. Sacramento - adorazione, scandiranno una settimana dedicata allo spirito che vedra' impegnati diversi sacerdoti di tutta la provincia di Cosenza.

Mons. Nunnari domenica ordina un nuovo Diacono a Casole Bruzio

18/11 Domenica 20 novembre alle ore 17.00, nella Parrocchia di S. Marina Vergine e Martire in Casole Bruzio (CS), per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria dell’Arcivescovo Metropolita, Padre Salvatore Nunnari, sarà ordinato diacono il giovane Paride Iazzolino, formatosi nel Seminario Teologico cosentino e proveniente dal centro presilano in cui domenica sarà ordinato. Il diaconato è un “ministero” (cioè un “servizio”) ecclesiastico che rientra nei tre gradi del sacramento dell’Ordine (episcopato, presbiterato, diaconato), quindi in un compito presente nella Chiesa sin dal suo sorgere. È finalizzato all’aiuto ed al servizio dell’episcopato e del presbiterato. È conferito da un atto sacramentale chiamato “ordinazione”, che compete al vescovo. Il seminarista che sarà ordinato domenica diventerà il prossimo anno presbìtero (cioè sacerdote), ma dopo il Concilio Vaticano II la Chiesa ha istituito anche il “diaconato permanente”, al quale cioè non segue l’ordinazione presbiterale, che può essere conferito anche ad uomini sposati per un servizio stabile alla comunità cristiana..

Mons. Nunnari ordina un nuovo diacono in città

05/11 Domenica 6 novembre, alle ore 18.00, nella Parrocchia Sacro Cuore di Gesù in Cosenza, per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria dell’Arcivescovo Metropolita, Padre Salvatore Nunnari, sarà ordinato diacono il giovane Antonio Perri, formatosi nel Seminario Teologico cosentino. Antonio Perri ha ventisei anni e proviene da Dipignano. La sua ordinazione avverrà nella parrocchia cosentina di piazza Loreto poiché in quella chiesa sta svolgendo il suo servizio pastorale. Sarà “presentato” al Padre Arcivescovo e alla comunità dal rettore del Seminario Mons. Leonardo Bonanno. Il diaconato è un “ministero” (cioè un “servizio”) ecclesiastico che rientra nei tre gradi del sacramento dell’Ordine (episcopato, presbiterato, diaconato), quindi in un compito presente nella Chiesa sin dal suo sorgere. È finalizzato all’aiuto ed al servizio dell’episcopato e del presbiterato. È conferito da un atto sacramentale chiamato “ordinazione”, che compete al vescovo.
I diaconi - afferma il Catechismo della Chiesa Cattolica - «partecipano in una maniera particolare alla missione e alla grazia di Cristo. Il sacramento dell’Ordine imprime in loro un segno (“carattere”) che nulla può cancellare e che li configura a Cristo, il quale si è fatto “diacono”, cioè servo di tutti. Compete ai diaconi, tra l’altro, assistere il vescovo e i presbiteri nella celebrazione dei divini misteri, soprattutto dell’Eucaristia, distribuirla, assistere e benedire il Matrimonio, proclamare il Vangelo e predicare, presiedere ai funerali e dedicarsi ai vari servizi della carità». Il diacono, quindi, non può celebrare l’Eucaristia né amministrare il sacramento della Penitenza.
Il seminarista che sarà ordinato domenica diventerà il prossimo anno presbìtero (cioè sacerdote), ma dopo il Concilio Vaticano II la Chiesa ha istituito anche il “diaconato permanente”, al quale cioè non segue l’ordinazione presbiterale, che può essere conferito anche ad uomini sposati per un servizio stabile alla comunità cristiana. Attualmente, nell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano prestano il loro servizio alla pastorale oltre venti diaconi permanenti.

Il Papa incontrerà il Presidente Loiero ed il Vescovo di Lungro

01/11 Il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero, ed il vescovo della diocesi di Lungro, monsignor Ercole Lupinacci, incontreranno a dicembre il Papa, Benedetto XVI, al quale doneranno una copia dell'edizione italiana dell'Evangeliario Bizantino. ''Sara' un mercoledi' - ha detto monsignor Lupinacci - a meta' dicembre. In occasione della consueta udienza settimanale il presidente della Regione, alcuni suoi collaboratori ed io ci avvicineremo al Papa per donargli una copia dell'evangeliario stampato in lingua italiana''. L'evangeliario e' stato curato dal diacono Prof. Luigi Fioriti per l'eparchia di Lungro. ''La copia dell'evangeliario che il presidente Loiero donera' al Papa - ha concluso monsignor Lupinacci - e' stata stampata con fondi della Regione e avra' una copertina appositamente realizzata per l'occasione''. L'incontro e' stato confermato anche dal portavoce del presidente Loiero. ''Il presidente, proprio nei giorni tragici seguiti al delitto Fortugno, - afferma il portavoce - aveva avuto notizia dell'udienza con il Papa. Non ne avevamo dato comunicazione per rispettare il protocollo. Il presidente Loiero ha accolto con estremo piacere l'attenzione del Pontefice verso la Calabria, importantissima in un momento come quello attuale in cui la regione sta vivendo una situazione di particolare difficolta'''.

L’Azione Cattolica festeggia a Rogliano la “Festa del Ciao”

30/10 L'Azione Cattolica ha festeggiato oggi la Festa del Ciao diocesana, che quest'anno si e' svolta a Rogliano, provincia di Cosenza, sotto lo slogan di '6 con noi'. Un appuntamento, questo, che ogni anno riunisce i ragazzi dell'Acr di tutte le parrocchie italiane, e che oggi ha avuto una forte connotazione sportiva, con gare e competizioni. ''La festa -si legge in una nota degli organizzatori della giornata- sara' solo l'inizio di un allenamento che continuera' nelle parrocchie durante l'intero anno associativo, durante il quale i ragazzi impareranno a fare gioco di squadra, donando la loro amicizia a tutte le persone che incontreranno nel loro cammino coinvolgendole in questa meravigliosa competizione per la Santita'''.

Don Benzi “A Ognissanti una preghiera per i bimbi mai nati”

29/10 Per la festa di Ognissanti la Comunita' Papa Giovanni XXIII di don Oreste Benzi propone in varie citta' un momento di preghiera in memoria di tutti i bambini morti prima di nascere. ''Ora vivono al cospetto di Dio, sia quelli che il Padre, nel suo disegno d'amore, ha chiamato a se' - si legge in una nota della Comunita' - sia molti altri perche' e' stata negata loro la possibilita' di nascere e la loro esistenza e' stata spezzata dall'aborto volontario, dalle tecniche di fecondazione artificiale, dai contraccettivi abortivi, dalle pillole del giorno dopo e del mese dopo''. Per Don Benzi, ''i bambini abortiti sono santi perche' il martirio dona loro la partecipazione alla vita divina; essi si possono paragonare ai bambini innocenti fatti uccidere da Erode dopo la nascita di Gesu'''. La Comunita' Giovanni XXIII ricorda di aver da tempo offerto la propria disponibilita' alle diverse Aziende sanitarie dove e' presente ''a prendersi cura del seppellimento delle bambine e dei bambini abortiti di cui nessuno si interessa'' e per onorare la memoria dei bambini ''per cui nessuno prega'' da' appuntamento il primo novembre nei cimiteri di Bologna, Forli', Castrovillari e Cassano lo Ionio (Cosenza), Cuneo, Novafeltria (Pesaro). A Bologna (ore 12) e a Forli' (ore 14.30) sara' presente anche don Benzi.

Il nuovo postulatore generale dell’Ordine dei Minimi in visita a San Sisto, paese del Venerabile Clausi

27/10 (F. Bartucci) Un nuovo postulatore generale dei processi di canonizzazione dei santi dell’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola. Si tratta di Padre Ottavio Laino (nella foto assieme all'associazione del venerabile Clausi di San Sisto) che subentra per ragioni di salute a Padre Alfredo Bellantonio. La nomina è stata accolta con particolare entusiasmo dal direttivo dell’associazione Padre Bernardo Maria Clausi, che ha sede in San Sisto dei Valdesi del Comune di San Vincenzo La Costa, in quanto va riconosciuto proprio a Padre Ottavio Laino il merito di avere, attraverso il lavoro di una tesi per il dottorato in teologia pubblicata nel 1975, riscoperto la ricchezza spirituale e l’opera religiosa del confratello Padre Bernardo Maria Clausi, che Giovanni Paolo II nel mese di dicembre del 1987 ne proclamò le virtù eroiche aprendo la strada per un nuovo processo di beatificazione. Il Venerabile Padre Bernardo Maria Clausi nacque a San Sisto dei Valdesi il 26 novembre 1789 e morì nel santuario di San Francesco di Paola, in odore di santità, il 20 dicembre 1849. Fu Leone XIII° nel 1893 ad introdurre la causa di beatificazione non ancora conclusa. Di tutto ciò si è parlato durante l’incontro che padre Ottavio Laino ha avuto a San Sisto dei Valdesi con il direttivo dell’Associazione “Venerabile Padre Bernardo Maria Clausi”, istituita nel 1999 proprio per dare uno stimolo in più all’Ordine dei Minimi a sostegno del processo di beatificazione e soprattutto per diffonderne l’immagine e l’opera a distanza di oltre 150 anni dalla sua scomparsa. Per il direttivo dell’Associazione, presieduta da Franco Perrotta, la nomina di Padre Ottavio Laino a postulatore generale dei processi di canonizzazione dei Santi dell’Ordine dei Minimi costituisce uno stimolo in più perché gli obiettivi e i programmi stabiliti con l’atto costitutivo siano perseguiti con maggiore entusiasmo e partecipazione, non solo da parte di coloro che hanno dato la loro adesione alla stessa associazione, quanto da parte dell’intera comunità parrocchiale di San Vincenzo La Costa e non solo, pensando a quei luoghi dove è ancora presente una traccia viva della testimonianza religiosa lasciata dal Venerabile Padre Bernardo Maria Clausi.
In questi anni l’Associazione si è impegnata a diffondere sul territorio calabrese con varie iniziative ed incontri la memoria storica e religiosa del Venerabile Padre Bernardo Maria Clausi che hanno contribuito a far accrescere le visite al Santuario di San Francesco di Paola per momenti di preghiera e richieste di grazie presso la cappella che accoglie i suoi resti mortali. Certamente anche i momenti di preghiera sono richiesti e stimolati sia da parte dell’Ordine dei Minimi, come da parte della stessa Associazione di San Sisto dei Valdesi, che ha come meta principale lo svolgimento e la conclusione del processo di beatificazione in corso di svolgimento a Roma.

Convegno per ricordare Papa’s Giuseppe Faraco

24/10-(M.G.)- Tema del convegno ''1 concorso internazionale papa's Giuseppe Faraco. Comunicare l'Arberia attraverso la fotografia e le tecnologie multimediali''.
E' iniziato con una messa in suffragio di papa's Giuseppe Faraco celebrata nella chiesa matrice, per continuare nel pomeriggio nella sala teatro del Collegio di Sant'Adriano, il primo appuntamento del convegno organizzato dalla Associazione culturale Arbitalia in memoria dell'arciprete che per trenta anni ha guidato la comunita' parrocchiale, scomparso il 1998.
Due le sezioni della gara, fotografia e video. Oltre ogni aspettativa la partecipazione di concorrenti che saranno premiati nel secondo incontro previsto per il 1 novembre. Piu' di cento le foto inviate da partecipanti residenti in trenta comunita' (su quarantanove) di lingua albanese sparse nel centro-sud d'Italia, dieci i lavori in video. Piena di ricordi la carrellata di fotogrammi e filmati proiettati nel corso della manifestazione, con papa's Faraco impegnato a celebrare matrimoni, tenere battesimi e officiare il rito dei defunti secondo la tradizione della chiesa d'Oriente di rito bizantino; a seguire un filmato su S. Demetrio Corone realizzato negli anni '70 All'incontro, moderato da Pasquale De Marco, hanno porto i saluti il prof. Franco Altimari dell'Unical, il sindaco di S. Demetrio Corone, Cesare Marini e di Vaccarizzo Albanese (paese natio di don Giuseppe), Aldo Marino; il presidente dell'Unione Arberia, Giuseppe Sangermano.e il direttore dell'Istituto regionale per la comunita' arbëreshe di Calabria, Serafina Loricchio. Sono intervenuti il vice presidente del consiglio comunale di Rossano, Vincenzo Iapichino; i docenti Unical Renato Guzzardi (autore del filmato sopra riportato) e Francesco Iusi; Francesco Paolo Lavriani (sua la mostra fotografica aperta fino al 1 novembre) e l'assessore alla cultura del comune di Corigliano, Gaetano Gianzi. A conclusione dei lavori e' seguito il concerto del gruppo ''Vuxhet Arbereshe''.

Padre Catanoso Santo. Mons. Nunnari: “Espressione di una bella tradizione calabrese”

23/11 ''Considerato quello che sta avvenendo nella nostra regione e che ci porta in testa alle cronache nere oggi la Calabria ha in Padre Catonoso l'espressione piu' bella delle sue antiche e nuove tradizioni''. Lo ha affermato mons. Domenico Nunnari, arcivescovo metropolita di Cosenza -Bisignano, per 20 anni parroco della Chiesa del Divin Coccorso, del rione Gebbione di Reggio Calabria, presente oggi in piazza San Pietro per assistere alla canonizzazione di Padre Gaetano Catanoso. ''Padre Cotonoso - ha aggiunto mons. Nunnari - rappresenta le piu' belle virtu' del nostro popolo calabrese: l'umilta', la semplicita', la bonta' soprattutto. Perche' il calabrese e' capace anche di bonta'''. L'arcivescovo di Cosenza-Bisignano ha definito la cerimonia ''un momento di grande esultanza, non solo per i parroci''. ''Vedere che un uomo del Sud -ha detto- li rappresenta in questo momento di santita' e' importante per i parroci che spesso sono dimenticati, che fanno un grande lavoro nelle nostre montagne, nelle nostre valli, nelle nostre citta'. Un lavoro silenzioso e nascosto, umile ma fecondo''.
Era il 1889 quando Gaetano Catanoso, all'eta' di dieci anni, venne accompagnato dal padre, Antonio, al seminario di Reggio Calabria dove studio' e divenne sacerdote. Dopo aver percorso con un asino una vecchia mulattiera che collega il comune di San Lorenzo a Reggio Calabria i due giunsero dinanzi alla porta del seminario ed al sacerdote che gli apri' la porta Gaetano disse ''sono venuto per farmi prete''. A 16 anni, dopo aver gia' indossato l'abito talare, Gaetano tenne la prima predica alla gente del suo paese natio, meravigliando tutti per il fervore con cui parlava di Gesu', della Madonna e dei sacramenti. Dopo alcuni anni padre Gaetano, ricordando la sua prima omelia, non esito' disse ''e' stato un episodio molto bello, un anticipo della mia futura missione sacerdotale. Nel seminario di Reggio Calabria si tramanda che i padri superiori di Gaetano Catanoso temevano che non riuscisse ad arrivare all'altare, ma lui, stupendo tutti, cresce in modo brillante cosi' che dira' di se stesso: ''l'asinello ce l'ha fatta''. Padre Gaetano viene ordinato sacerdote a Reggio Calabria il 20 settembre 1902. Il giorno dell'ordinazione sacerdotale era cosi' contento che ai familiari disse ''o parenti e amici, chiamati a prender parte alla mia festa, pregate il Cuore di Gesu' che mi renda santo''. A 25 anni padre Gaetano diventa parroco a Pentadattilo, un piccolo borgo sull'Aspromonte, dove rimarra' fino al 1921, dove si dedica con particolare attenzione ai bambini e ai ragazzi, agli anziani e ai malati, ai piu' poveri. Istruisce i giovani con una scuola serale gratuita, chiama i suoi fedeli a prender parte alla Santa Messa, in modo consapevole e fervoroso. Dopo aver fondato la Confraternita del Santo Volto non si stanco' mai di invitare i suoi parrocchiani ad unirsi ''nella devozione al Volto Santo, per riparare i nostri peccati, in primo luogo la bestemmia e la profanazione della festa, per la conversione dei peccatori. Vogliamo diventare anime riparatrici, contribuire al trionfo della Chiesa, partecipare alle sublimi ricompense promesse da Nostro Signore''. Padre Gaetano fu anche cappellano delle carceri e dell'ospedale di Reggio, direttore spirituale del Seminario diocesano, poi canonico penitenziere in cattedrale. Nelle sue predicazioni attraverso l'Aspromonte, incontra numerosi ragazzi che non possono realizzare la loro vocazione sacerdotale per mancanza di mezzi: Don Gaetano, dal 1921, fa nascere l'Opera vocazionale per i chierici poveri e ne conduce diversi al sacerdozio. Allo stesso tempo progetta e fonda un'altra grande opera che e' una 'Famiglia religiosa' votata alla preghiera riparatrice, all'evangelizzazione e all'assistenza all'infanzia, alla gioventu' e agli anziani, raggiungendo paesi sperduti di montagna, privi di strade e abbandonati sotto ogni aspetto. ''Il tempo in cui visse Padre Catanoso - ha detto il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti - e' stato segnato da estrema poverta' per la gente del Sud e, in particolare, per gli abitanti della provincia di Reggio. Padre Catanoso non e' rimasto a guardare, ma si e' impegnato con tutte le sue forze a lenire i tanti bisogni che erano sotto i suoi occhi''

Padre Gaetano Catanoso oggi Santo

22/10 Cinque nuovi santi verranno elevati agli onori degli altari domenica da Benedetto XVI. Si tratta di due ucraini, un cileno e due italiani, Gaetano Catanoso, calabrese, e Felice da Nicosia, siciliano. Il Papa presiedera' anche in piazza San Pietro, insieme ai padri sinodali, la messa conclusiva dell'XI Assemblea generale ordinaria del sinodo. I nuovi santi sono: Jozef Bilczewski (1860-1923, Ucraina), Vescovo; Gaetano Catanoso (1879-1963, Italia), presbitero, fondatore della Congregazione delle Suore veroniche del volto santo; Zygmunt Gorazdowski (1845-1920, Ucraina), presbitero, fondatore della Congregazione delle suore di San Giuseppe; Alberto Hurtad Cruchaga (1901-1952 Cile), presbitero, della Compagnia di Gesu'; Felice da Nicosia (1715-1787, Italia), religioso, dell'Ordine Francescano dei Frati Minori Cappuccini.
Gaetano Catanoso nacque a Chorio di San Lorenzo, nell'Arcidiocesi di Reggio Calabria, il 14 febbraio 1879 All'eta' di dieci anni, avvertita la chiamata al sacerdozio, entro' nel Seminario Arcivescovile di Reggio. Terminato il periodo di formazione, fu ordinato sacerdote dal Cardinale Gennaro Portanova, il 20 settembre 1902. In quella occasione manifesto' pubblicamente il proposito di voler diventare sacerdote. Fece allora la promessa di non commettere mai alcun peccato deliberato. Per due anni fu prefetto d'ordine in Seminario. Quindi, nel 1904, venne nominato parroco di Pentidattilo, un piccolo paese dell'Aspromonte, dove erano diffusi la poverta', l'analfabetismo, l'ignoranza religiosa e dove la gente viveva in silenzio il dramma dell'emarginazione e talvolta della prepotenza. Padre Catanoso, senza attardarsi in teorizzazioni pastorali o sociologiche, si dedico' immediatamente ed interamente alla missione di pastore, facendosi tutto a tutti. (segue) Condivise le privazioni, i disagi, le gioie e le sofferenze della sua gente. Annuncio' la parola di Dio e insegno' la dottrina cristiana. Per i giovani, che non potevano frequentare le scuole pubbliche, apri' una scuola serale gratuita ed egli stesso ne fu l'insegnante. Collaboro' nella predicazione e nell'amministrazione del sacramento della penitenza con i parroci piu' vicini. A Pentidattilo coltivo' la devozione verso Volto sofferente del Signore. Nel 1919 istitui' a Pentidattilo la Pia Unione del Volto Santo e piu' tardi fondo' un bollettino che diffondeva tale devozione. Convinto che la rinascita spirituale e morale delle popolazioni calabresi non sarebbe stata possibile senza l'attivita' pastorale dei sacerdoti, promosse l'Opera dei Chierici Poveri, il cui scopo era quello di offrire ai giovani, sprovvisti di mezzi, il necessario per poter raggiungere il sacerdozio. Dal 1921 al 1940 fu parroco, nella citta' di Reggio, della Chiesa di Santa Maria della Purificazione (detta anche della Candelora), dove, coadiuvato dal fratello sacerdote, don Pasqualino, svolse un'attivita' ancora piu' intensa e piu' vasta. Fu poi direttore spirituale del Seminario Arcivescovile (1922-1949), cappellano degli Ospedali Riuniti (1922- 1933), confessore degli Istituti Religiosi cittadini e del carcere (1921- 1950), canonico penitenziere della Cattedrale (1940-1963), rettore della Pia Unione del Volto Santo, trasferita da Pentidattilo a Reggio nel 1950, con decreto di Mons. Demetrio Moscato, arcivescovo di Salerno ed Amministratore Apostolico di Reggio e di Bova. (segue) Nel 1934, incoraggiato anche da San Luigi Orione, che gli era amico da tempo, fondo' le Suore Veroniche del Volto Santo, che nel 1953 vennero canonicamente approvate dall'Arcivescovo Giovanni Ferro e, successivamente, anche dalla Santa Sede. Con la forza della carita' e dell'umilta', cerco' di restituire ai poveri la loro dignita'. Mori' il 4 aprile 1963 a Reggio, nella Casa Madre della Congregazione che lui aveva fondato. Fu annoverato tra i Beati da Papa Giovanni Paolo II, il 4 maggio 1987.

Mons. Nunnari nomina i collaboratori

21/10 L' Arcivescovo Metropolita di Cosenza-Bisignano, mons. Salvatore Nunnari, ha reso noto di avere nominato alcuni collaboratori che lo affiancheranno nell' azione pastorale. A riferirlo e' un comunicato della Curia cosentina. Pro-vicario generale e' stato nominato mons. Leonardo Bonanno (Rettore del Seminario Cosentino) mentre don Franco Perrone e' il nuovo economo dell' Arcidiocesi. In base a quanto comunicato don Antonio Morcavallo e' il direttore della Caritas; don Giacomo Tuoto e' il nuovo delegato arcivescovile per la cultura e la scuola; padre Antonio De Rose, generale degli Ardorini, e' il vicario episcopale per la vita consacrata; don Francesco Greco rivestira' l' incarico di direttore dell' Ufficio tecnico diocesano; don Mario Corraro di direttore del Centro diocesano vocazioni; don Bruno Di Domenico di direttore dell' Ufficio migrantes; don Pierluigi Mauro di vice cancelliere dell'Arcidiocesi. Consigliere e collaboratore personale dell' arcivescovo per le questioni tecnico-amministrative e' mons. Alfredo Luberto. I nuovi assistenti dell' Azione cattolica diocesana sono mons. Emilio Aspromonte, don Roberto Bonanno (Adulti), don Tommaso Scicchitano e don Mario Cassano (Giovani); don Enrico Trombino (Ragazzi), don Michele Buccieri (Movimento Studenti) e don Salvatore Buccieri (Movimento Lavoratori).

Tutto pronto per l’elevazione agli altari di padre Catanoso, domenica in Vaticano

20/10 Due preti, amici, che operano insieme per aiutare i poveri e i deboli e che meno di 100 anni dopo diventano entrambi santi. Benedetto XVI celebrera' domenica la sua prima messa di canonizzazione per elevare agli onori degli altari, tra gli altri, padre Gaetano Catanoso: un nuovo santo della chiesa cattolica che fu legato a san Luigi Orione. Un rapporto che e' possibile ricostruire tramite i documenti messi a disposizione dell'Ansa dall'archivio dell'Opera orionina. Il primo incontro con Don Orione avvenne nel 1918, da allora nacque una ''profonda amicizia per sintonia spirituale''. E' lo stesso Don Catanoso che lo racconta: ''Ho conosciuto Don Orione verso il 1918, a S. Prospero, e' stato tanto commovente. Per un bel po' ho parlato sempre io, gli domandavo consigli per l'Opera dei Chierici poveri...I consigli eseguiti con ogni impegno mi furono di grande aiuto nello svolgimento delle suddette opere. Don Orione mi ascolto' con grande carita' e benevolenza''. Dai documenti emerge che i due santi sacerdoti si erano perfettamente compresi fin dai primi incontri e si scambiarono sempre l'aiuto prezioso della preghiera e del consiglio. Gli incontri fra don Catanoso e don Orione furono piu' frequenti e famigliari dal 1921, quando don Catanoso fu nominato parroco alla Candelora in Reggio Calabria. Ci sono due circostanze che confermano ancora meglio l'affinita' spirituale fra il sacerdote tortonese e quello calabrese. Catanoso aveva progettato la costruzione di un istituto per raccogliere gli orfani del terremoto del 1908. Quando venne a sapere che don Orione aveva lo stesso progetto gli fece dono del terreno detto Collina degli Angeli, su cui e' sorto il grande istituto e il santuario di sant'Antonio. Non solo: tutto il denaro che aveva raccolto, elemosinando, lo consegno' a Don Orione. Interessante anche la qualifica che i due davano di se' stessi. Non si sa chi dei due abbia influito sull'altro: tutt'e due si definivano ''asini del Signore''. L'amicizia e la collaborazione con don Orione costituisce un momento importante del percorso spirituale e apostolico di padre Catanoso, che accompagnera' in tutte le sue principali imprese, compresa la fondazione della nuova congregazione delle suore Veroniche del Volto Santo. In una lettera del 2 settembre 1934 Don Orione scrive: ''Caro signor Canonico... prego da Nostro Signore ogni piu' larga benedizione su la nuova famiglia religiosa. Affitti una casa modesta, ritirata, in parrocchia; veda se potesse ottenere due suore di altra comunita' gia' costituita, (ma che le due siano religiose sotto ogni riguardo, di ottimo spirito e ben formate a disciplina e vita interiore e spirituale) ed esse diano forma al gruppo, lo spirito bisogna che lo dia Dio e Lei... Non fate chiasso, ma nascete e vivete nascoste nella ferita del Cuore Santissimo di N. Signore Crocifisso, in grande carita', in silenzio, in preghiera e lavoro, umilissimamente, strette alla SS. Madre Addolorata''. Tre mesi dopo, il 2 dicembre 1934, il Canonico poteva finalmente vedere coronati i propri sforzi con la fondazione dell'Istituto religioso Don Orione terminava la lettera del 2 settembre 1934 con queste parole: ''Caro Canonico, la abbraccio fraternamente con il bacio santo. Se non ci vedessimo piu', arrivederci in Paradiso. Preghi per l'anima mia''. E aggiungeva: ''La ringrazio di quanto ha fatto e fara' per noi, non La dimentichero' ne' vivo ne' in Paradiso. Iddio la ricompensi!''. I due preti non si sentirono piu' direttamente e sei anni dopo, il 12 marzo del 1940, Don Orione si spegneva in Sanremo. Nel periodico ''Il Volto Santo'' del 1941 Padre Catanoso ricorda Don Orione: ''Mi ha sempre legato un'amicizia piu' che fraterna ed una filiale devozione al sacerdote di Tortona, fondatore della Piccola Opera della Divina Provvidenza. A Lui avevo esposto con candidezza quanto mi frullava in mente circa la istituzione delle Figlie di Santa Veronica, e da lui ho ricevuto sempre consigli savi e santi, da quel uomo esperimentato che era nelle vie di Dio. E di lui conservo una preziosa lettera che potrei chiamare la Magna Charta della mia congregazione. Passato Lui a miglior vita, la mia amicizia, tanto bene e fraternamente corrisposta, non ha subito interruzioni con la Piccola Opera della Divina Provvidenza''.

Domenica le prime canonizzazioni di Papa Benedetto. Tra di loro quella del calabrese Gaetano Catanoso

18/10 Da domenica prossima la Chiesa cattolica avra' cinque nuovi santi: sono le prime canonizzazioni del pontificato di Benedetto XVI, a sei mesi dalla sua elezione, ma in qualche modo anche le ultime di quello di Giovanni Paolo II, in quanto sancite sotto il Papa polacco. L'ultima cerimonia di canonizzazione era stata, infatti, quella del 16 maggio 2004, quando Wojtyla proclamo' sei nuovi santi. Nella solenne concelebrazione che, a chiusura del Sinodo dei vescovi e dell'Anno dell'Eucaristia, Benedetto XVI presiedera' con i padri sinodali dalle 9,30 sul sagrato della basilica vaticana, verranno fatti santi i beati: Jozef Bilczewski, polacco, arcivescovo di Leopoli dei Latini, in Ucraina; Gaetano Catanoso, sacerdote diocesano, fondatore della Congregazione delle Suore Veroniche del Volto Santo; Zygmunt Gorazdowski, sacerdote diocesano, anch'egli polacco, fondatore sempre a Leopoli della Congregazione delle Suore di San Giuseppe; Alberto Hurtado Cruchaga, cileno, sacerdote professo della Compagnia di Gesu' e fondatore di ''El Hogar de Cristo''; Felice da Nicosia (al secolo Filippo Giacomo Amoroso), laico professo dell'Ordine francescano dei Frati Minori Cappuccini.
JOZEF BILCZEWSKI (1860-1923) - Nato a Wilamowice, all'epoca nella diocesi di Cracovia, insegno' teologia all'universita' di Leopoli, di cui in seguito divenne rettore. Il 17 dicembre del 1900, su proposta dell'imperatore d'Austria Francesco Giuseppe, fu nominato da papa Leone XIII arcivescovo di Leopoli, incarico che ricopri' fino alla morte. Oltre a incentivare le vocazioni, promosse la costruzione di chiese, scuole e asili, e fu propugnatore dell'unita' e della concordia, tanto che durante il suo episcopato non sorsero conflitti nazionalistici o religiosi. Nel giugno 2001 la Congregazione delle Cause dei Santi ha riconosciuto come miracolosa la rapida e inspiegabile guarigione da gravi ustioni di Marcin Gawlik, ragazzo di nove anni. Questo apri' la via per la beatificazione, avvenuta il 26 giugno 2001 a Leopoli, durante la visita di Giovanni Paolo II in Ucraina.
GAETANO CATANOSO (1879-1963) - Nato a Chorio di San Lorenzo, nell'arcidiocesi di Reggio Calabria, fu ordinato sacerdote nel 1902 e nominato parroco di Pentidattilo, dove istitui' la Pia Unione del Volto Santo, poi trasferita a Reggio, e promosse l'Opera dei Chierici Poveri, diretta a offrire ai giovani sprovvisti di mezzi il necessario per raggiungere il sacerdozio. Dal 1921 al 1940 fu parroco nella citta' di Reggio, dove svolse un'intensa attivita', comprendente anche la fondazione, nel 1934, della Congregazione delle Suore Veroniche del Volto Santo. Giovanni Paolo II lo proclamo' beato il 4 maggio 1987.
ZYGMUNT GORAZDOWSKI (1845-1920) - Nacque a Sanok (Polonia) e venne ordinato presbitero, dopo aver superato una grave malattia, nella cattedrale di Leopoli nel 1871. Si distinse durante l'epidemia di colera prodigandosi nel soccorrere i malati. Fu sempre conosciuto come il ''sacerdote dei mendicanti'' e il ''padre dei poveri'', dando vita a innumerevoli opere di assistenza e accoglienza in favore dei malati, dei poveri, dei bambini abbandonati, delle ragazze madri, delle vedove. Fondo' nel 1884 la Congregazione delle Suore di San Giuseppe, che oggi opera in vari stati, con missioni anche in Africa e in Sudamerica. La beatificazione di don Zygmunt fu a Leopoli nel 2001 durante la visita di Wojtyla in Ucraina.
ALBERTO HURTADO CRUCHAGA (1901-1952) - Nato a Vina del Mar, in Cile, divento' sacerdote nel 1933 entrando nei Gesuiti. Dopo una lunga attivita' di educatore, si occupo' a Santiago di attivita' caritativa in favore dei poveri e dei senza tetto, offrendo loro non solo un luogo in cui vivere, ma un vero focolare domestico, ''El Hogar de Cristo'', con case in vari luoghi del paese. Nel 1947 fondo' anche l'Associazione sindacale cilena (Asich), ispirata alla dottrina sociale della Chiesa. E' stato beatificato da papa Wojtyla il 16 ottobre 1994.
FELICE DA NICOSIA (1715-1787) - Fratello laico dei Francescani Cappuccini, vissuto nella Sicilia del 1700, di umili origini, orfano di padre fin dalla nascita e analfabeta, veniva sbeffeggiato per la sua ignoranza persino tra i confratelli del convento di Nicosia. Aveva il compito di fare l'elemosina e definiva se stesso come ''l'asinello del convento''. Rimase questuante per tutta la vita diventando nella citta' una presenza di spiritualita' radicata nella popolazione. Fu beatificato da Leone XIII il 12 febbraio 1888.

Continuano le polemiche contro il trasferimento del Papas di Santa Sofia d’Epiro.

11/10 Lo scorso anno, quando era venuta a Santa Sofia d' Epiro, centro del cosentino dove viene praticato il rito cattolico bizantino, aveva chiesto all' allora parroco del paese, papas Demetrio Braile, di essere lui, alla sua morte, a darle l' ultima benedizione. La volonta' della donna non si e' potuta attuare poiche' nel frattempo papas Braile e' stato trasferito in un paese vicino, Acquaformosa, inducendo i parenti della donna a rifiutare la benedizione. E cosi' la salma di Carmelina Vigna, per volonta' dei parenti, non e' stata portata in chiesa, come programmato in un primo tempo, ed accompagnata direttamente al cimitero. Carmelina Vigna viveva da molti anni insieme al marito e la figlia in Inghilterra, ma aveva espresso il desiderio di essere sepolta a Santa Sofia d' Epiro. Secondo quanto hanno riferito i parenti della donna, papas Braile non sarebbe stato autorizzato dalla Diocesi di Lungro ad impartire la benedizione alla salma di Carmelina Vigna poiche' tale atto doveva essere compiuto dal nuovo parroco del paese. Il trasferimento di papas Braile ha gia' suscitato nei mesi scorsi a Santa Sofia d' Epiro vivaci proteste. Gli abitanti del paese, infatti, avevano chiesto che fosse papa Braile a sostituire l' ex parroco, Giovanni Capparelli, morto alcuni mesi fa. La Diocesi di Lungro ha deciso invece di trasferire papas Braile ad Acquaformosa, nominando ad Acquaformosa un altro parroco. Decisione che ha provocato la proteste degli abitanti del paese, l' ultima delle quali e' stata quella fatta oggi dai prenti di Carmelina Vigna.

Percorsi di fede e testimonianza cristiana al Seminario, a cura del Meic

08/10 «Il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?» (Lc 18,8) Vivere la fede in un tempo di incertezza. “Il Gruppo MEIC (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale) di Cosenza, ponendosi al servizio del cammino della nostra Chiesa locale – com’è nella sua tradizione di Movimento culturale appartenente alla grande famiglia dell’Azione Cattolica Italiana –, propone, per l’anno sociale appena iniziato, un percorso di approfondimento, aperto a tutti, sui temi fondamentali della fede e della testimonianza cristiana, articolato su due piste di ricerca: una biblica – sotto la guida del Padre Pino Stancari della Compagnia di Gesù, assistente ecclesiastico del Gruppo Meic – e l’altra teologico-culturale, che avrà come punto di riferimento un importante saggio scritto qualche anno fa dall’allora Card. Joseph Ratzinger, oggi Papa Benedetto XVI, che ha per titolo Introduzione al Cristianesimo (Editrice Queriniana). «In un tempo di incertezza, il cristianesimo non dovrà forse ritrovare la sua voce, per “introdurre” il suo messaggio nel nuovo millennio, facendolo diventare un “segnavia” comprensibile per il futuro?». Con questo interrogativo si confronta il libro e ci confronteremo anche noi, per essere aiutati a comprendere in modo nuovo la fede come possibilità di vera umanità nel nostro mondo di oggi.
Il percorso sarà completato e arricchito da una due giorni biblica in tempo di Avvento e da una due giorni patristica in tempo di Quaresima.
La nostra proposta si basa sulla consapevolezza che la fede ha bisogno della cultura per essere vissuta in sintonia con le domande e le inquietudini del tempo presente e che la cultura necessita della fede per esprimere la pienezza della vocazione dell’uomo.
Di seguito riportiamo il calendario degli incontri, che si svolgeranno presso il Seminario Diocesano di Rende (terza scala), il 2° e 4° martedì di ogni mese, alle ore 19.00.
Questo il calendario degli incontriper la stagione 2005/06 che si terranno presso il Seminario Diocesano di Rende, il 2° martedì:un incontro biblico ed il 4° martedì un: incontro teologico-culturale a partire dalle ore 19.

Ottobre     2005

2°  Martedì     11

4°  Martedì     25

Novembre

  Martedì      8

4°  Martedì     22

Dicembre

 Martedì     13

===============

Gennaio     2006

  Martedì     10

4°  Martedì     24

Febbraio

  Martedì     14

4°  Martedì     28

Marzo

  Martedì     14

4°  Martedì     28

Aprile

  Martedì     11

4°  Martedì     25

Maggio

 Martedì      9

4°  Martedì     23

Giugno

2°  Martedì     13

===============

 

Celebrata ad Assisi la festa di San Francesco con casini e Prodi. La regione Calabria donerà nel 2006 l’olio per la lampada

04/10 C' erano anche il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, ed il leader dell' Unione, Romano Prodi, alle celebrazioni per la festa di San Francesco che quest' anno, per la prima volta, coincide anche con quella del dialogo tra le varie religioni, cosi' come ha stabilito di recente il Parlamento italiano. Il governo era rappresentato dal sottosegretario ai rapporti con il Parlamento, Cosimo Ventucci. La cerimonia e' stata trasmessa in diretta da Raiuno. Il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha inviato un messaggio, letto dal custode del Sacro Convento, padre Vincenzo Coli, nel quale e' detto che ''in un mondo segnato da divisioni, squilibri e contraddizioni, i valori religiosi fanno parte di un patrimonio etico universale che deve rafforzare l'impegno di ognuno in favore della pace, della solidarieta' e della fratellanza'' La regione ospite quest' anno era l' Emilia Romagna, presente con il suo presidente, Vasco Errani, il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, che ha acceso la lampada votiva sulla tomba di San Francesco, e numerosi altri sindaci della stessa regione. La messa e' stata celebrata dall' arcivescovo di Bologna, mons. Carlo Caffarra. Tra i fedeli c' era anche una rappresentanza degli operai della Cisa, una azienda con stabilimento in Umbria che rischia la chiusura. A loro hanno espresso pubblicamente solidarieta' padre Coli ed i rappresentanti delle istituzioni. Nel corso della cerimonia e' stato anche annunciato che la regione che offrira' l' olio per la tomba di San Francesco il prossimo anno sara' la Calabria.
Non solo una regione italiana potrebbe essere presente il 4 ottobre del 2006, ad Assisi: alla Calabria, che - come e' stato annunciato oggi - offrira' il prossimo anno l' olio per la lampada che arde sulla tomba di San Francesco, potrebbe infatti affiancarsi un Paese del Sud del mondo. La proposta e' stata avanzata dal custode del Sacro convento, padre Vincenzo Coli, ed e' stata illustrata stamani in una conferenza stampa dall' on. Giuseppe Giulietti, alla presenza del presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini. ''L' idea - ha affermato Giulietti - e' quella di formare un comitato che metta assieme ricercatori, intellettuali, scrittori, autori delle diverse confessioni, per cominciare a ragionare su come costruire il prossimo 4 ottobre, pensando anche a realizzare la proposta di padre Coli di ospitare, oltre ad una regione italiana, anche un Paese del Sud del mondo''. ''Puo' servire a quella nazione - ha spiegato Giulietti - per venire in Italia, raccontarsi, essere conosciuta e usare le televisioni pubbliche e private nel modo migliore per realizzare una grande raccolta di solidarieta' in quella giornata su un progetto da concretizzare in quel Paese, che sara' scelto dal comitato appositamente formato''. ''Sarebbe bello - ha aggiunto Giulietti - che il prossimo anno ci fosse anche un asse tra Assisi e Gerusalemme. E che nel giorno in cui accenderemo la lampada votiva, in questo luogo le tre grandi religioni accendessero ciascuna a suo modo una lampada per costruire un ponte sul progetto di dialogo che stiamo costruendo''. ''Ne abbiamo discusso molto - ha detto ancora Giulietti - con le famiglie francescane, con le altre confessioni e fra i parlamentari che se ne stanno occupando''. ''Bisogna guardare gia' al prossimo 4 ottobre - ha osservato - perche' il problema non e' una giornata in cui si dialoga, ma e' come si costruisce un percorso di dialogo che coinvolga le scuole, le universita', i mezzi di comunicazione. Il punto e': come si costruiscono piu' giornate contro la paura, cioe' come si consente alle persone di conoscere per superare la paura proprio attraverso la conoscenza''.

Aperti i lavori del Convegno pastorale dell’Arcidiocesi Cosenza-Bisignano. Mons. Bonanno eletto Pro-Vicario

29/09 Aperti oggi pomeriggio nell’Auditorium “Giovanni Paolo II” in Rende (complesso del Seminario Cosentino) i lavori del convegno pastorale dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano «Parrocchia e iniziazione cristiana». Durante la preghiera iniziale Padre Salvatore Nunnari, Arcivescovo Metropolita, che per la prima volta ha presieduto l’assemblea di un convegno nella Chiesa cosentino-bisignanese, ha richiamato i presenti al valore della testimonianza cristiana e del cammino di formazione alla fede. Ha poi ricordato all’assemblea alcuni sacerdoti ammalati; un pensiero particolare è stato rivolto al Vicario generale, Mons. Lorenzo Bilotto, al quale Mons. Nunnari ha augurato una rapida ripresa. E proprio in riferimento all’attuale stato di infermità del Vicario, il Padre Arcivescovo ha annunciato la nomina di un Pro Vicario nella persona del Rettore del Seminario Cosentino, Mons. Leonardo Bonanno. Mons. Bonanno è nato a San Giovanni in Fiore il 18 ottobre 1947 e nella città silana è stato ordinato sacerdote il 27 giugno del 1971. È stato Vice Parroco nella parrocchia del Sacro Cuore di Gesù in Cosenza, Parroco di S. Barbara in Rovito e, di nuovo a Cosenza, Parroco di S. Aniello. Dottore in Filosofia e in Diritto Canonico, è stato nominato Cappellano di Sua Santità il 19 ottobre 2001. È Vicario episcopale per il Clero e Direttore dell'Ufficio Diocesano per il Clero, Canonico del Capitolo Metropolitano della Cattedrale di Cosenza. Fa parte del Collegio dei Consultori e del Consiglio Presbiterale. Giudice del Tribunale Ecclesiastico Regionale Calabro, è l’Assistente ecclesiastico dei Catechisti di Cristo Re. Oggi, dopo l’introduzione ai lavori di Mons. Emilio Aspromonte, Vicario per la pastorale, e di Padre Celeste Garrafa, Direttore dell’Ufficio Catechistico Diocesano, Don Andrea Fontana, Direttore dell’Ufficio Catechistico della Diocesi di Torino, ha tenuto la prima relazione sul tema: «La riscoperta del modello del catecumenato nella situazione pastorale contemporanea». Domani, venerdì 30 settembre, i lavori si apriranno alle ore 16.30 nell’Auditorium “Giovanni Paolo II”. Dopo la preghiera comune e la meditazione dell’Arcivescovo, Don Andrea Fontana terrà la seconda relazione sul tema: «Gli itinerari di iniziazione cristiana nelle nostre parrocchie». Sabato 1 ottobre i lavori si svolgeranno nella Cattedrale di Cosenza, con inizio alle 16.30; alla relazione di Don Andrea Fontana su «Il modello del catecumenato applicato all’iniziazione cristiana del fanciulli e dei ragazzi» seguirà la concelebrazione eucaristica presieduta dal Padre Arcivescovo per l’inizio del nuovo anno pastorale, durante la quale due seminaristi saranno ordinati diaconi.

Inizia il Convegno pastorale dell’Arcidiocesi Cosenza-Bisgnano. Due seminaristi ordinati diaconi

28/09 Inizierà giovedì 29 settembre, giorno di San Michele Arcangelio, e si concluderà il primo ottobre il convegno pastorale dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano «Parrocchia e iniziazione cristiana». I lavori saranno presieduti da Padre Salvatore Nunnari, Arcivescovo Metropolita.
La lettera di invito del Padre Arcivescovo Salvatore Nunnari. Nella lettera di invito indirizzata ai presbiteri, ai diaconi, ai religiosi e alle religiose, ai fedeli laici, Mons. Nunnari definisce il prossimo convegno «un momento di esperienza comunionale, prima ancora di verifica e di progettazione di un piano pastorale. È urgente - aggiunge - dare un volto missionario alle nostre parrocchie».
I lavori
Il convegno si aprirà giovedì 29 settembre alle ore 16.30, nell’Auditorium “Giovanni Paolo II” in Rende (complesso del Seminario Cosentino). Dopo la preghiera comunitaria, durante la quale sarà il Padre Arcivescovo a proporre la meditazione all’assemblea, Don Andrea Fontana, Direttore dell’Ufficio Catechistico della Diocesi di Torino, terrà la prima relazione sul tema: «La riscoperta del modello del catecumenato nella situazione pastorale contemporanea».
Anche venerdì 30 settembre i lavori si apriranno alle ore 16.30 nell’Auditorium “Giovanni Paolo II”. Dopo la preghiera comune e la meditazione dell’Arcivescovo, Don Andrea Fontana terrà la seconda relazione sul tema: «Gli itinerari di iniziazione cristiana nelle nostre parrocchie».
Sabato primo ottobre i lavori si svolgeranno nella Cattedrale di Cosenza, con inizio alle 16.30; alla relazione di Don Andrea Fontana su «Il modello del catecumenato applicato all’iniziazione cristiana del fanciulli e dei ragazzi» seguirà la concelebrazione eucaristica presieduta dal Padre Arcivescovo per l’inizio del nuovo anno pastorale.
Due seminaristi saranno ordinati diaconi
Durante la celebrazione conclusiva nella Cattedrale di Cosenza, per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria dell’Arcivescovo Metropolita Padre Salvatore Nunnari, saranno ordinati due diaconi che diventeranno in futuro presbìteri. È per la Chiesa cosentino-bisignanese un evento importante per l’arricchimento che ne deriverà al servizio del popolo di Dio.
I futuri diaconi sono Serafino Bianco, nato a Cosenza nel 1974 e proveniente dalla comunità parrocchial di San Giacomo Apostolo in Bianchi, e Frederic Mbo Mpeti, nato in Congo, a Kinshasa, nel 1975, formatosi nella comunità del Seminario cosentino.
Il diaconato è un “ministero” (cioè un “servizio”) ecclesiale che rientra nei tre gradi del sacramento dell’Ordine (episcopato, presbiterato, diaconato), quindi in un compito presente nella Chiesa sin dal suo sorgere. È finalizzato all’aiuto ed al servizio dell’episcopato e del presbiterato. È conferito da un atto sacramentale chiamato “ordinazione”, che compete al vescovo. I diaconi - afferma il Catechismo della Chiesa Cattolica - «partecipano in una maniera particolare alla missione e alla grazia di Cristo. Il sacramento dell’Ordine imprime in loro un segno (“carattere”) che nulla può cancellare e che li configura a Cristo, il quale si è fatto “diacono”, cioè servo di tutti. Compete ai diaconi, tra l’altro, assistere il vescovo e i presbiteri nella celebrazione dei divini misteri, soprattutto dell’Eucaristia, distribuirla, assistere e benedire il Matrimonio, proclamare il Vangelo e predicare, presiedere ai funerali e dedicarsi ai vari servizi della carità». Il diacono, quindi, non può celebrare l’Eucaristia né amministrare il sacramento della Penitenza. I due seminaristi che saranno ordinati a Cosenza sabato primo ottobre diventeranno successivamente presbìteri (cioè sacerdoti).

Riunita la Conferenza Episcopale Calabrese: “Uscire dalla rassegnazione, accogliere chi è senza famiglia”

28/09 ''Vivere fino in fondo la riflessione teologica e pastorale sulla speranza perche' la nostra terra abbia una consolidata progettualita', per uscire dall' ottica miope della rassegnazione e del destino che la stanno incatenando, anche in relazione a reiterati atti di mafia che quasi ogni giorno fa vittime e stragi, strangolando con l' usura e le intimidazioni la nostra economia sana, negando orizzonti di sviluppo e di crescita''. E' l' auspicio espresso dalla Conferenza episcopale calabra, presieduta da mons. Vittorio Mondello, al termine della sessione autunnale, in previsione della Settimana sociale. ''In particolare - hanno sostenuto i vescovi nel documento conclusivo - ci preoccupano gli attacchi criminosi agli amministratori locali, che in non pochi casi si distinguono per impegno nella gestione del bene comune''. Questi gesti ''distruttivi'' sono stati ''fortemente condannati'' dai vescovi, che hanno manifestato ''la loro vicinanza solidale a chi e' ingiustamente colpito''.
La Conferenza episcopale calabra ha proposto una bozza d' intesa con l' assessorato regionale ai Beni culturali allo scopo di ''valorizzare sempre meglio il nostro patrimonio artistico, presente nelle chiese e nei musei diocesani''. La bozza, e' scritto nel documento approvato a conclusione della Conferenza, presieduta da mons. Vittorio Mondello, verra' poi discussa ed approvata in modo bilaterale, in tempi successivi. ''Tutto questo - conclude il documento - permettera' poi una maggior sincronizzazione degli interventi di restauro, di recupero e di fruizione dei beni artistici''.
La Conferenza episcopale calabra, riunitasi sotto la presidenza di mons. Vittorio Mondello, ha lanciato un appello affinche' ''si facciano famiglie affidatarie nei confronti di chi, per tante cause, e' stato privato della sua famiglia naturale''. ''Ascoltando la Facite, fondazione di culti e religione promossa dalla Conferenza episcopale italiana - e' scritto nel documento conclusivo della Conferenza episcopale - i Vescovi hanno preso a cuore l' appello che sorge dalla realta' dei minori in Calabria, poiche', in base alla legge 149/2001, tutti gli istituti assistenziali dovranno chiudere entro la fine del 2006''. ''Se e' vero - prosegue il documento - che la solidarieta' e l' ospitalita' sono nel Dna della cultura calabrese, i Vescovi esortano anche a questo tipo, attualissimo, di accoglienza, certi che il Signore sapra' premiare chi allarga la propria tenda e apre la sua casa''. Nel corso della Conferenza e' stata anche sottolineata ''l' alta adesione della Calabria alla sottoscrizione dell' otto per mille, che e' una fonte feconda per il sostegno della Chiesa, nel sostentamento dei nostri sacerdoti e nelle tante azioni di carita' quotidiana, a beneficio dei poveri in progetti intelligenti e tenaci. Ma si e' pure notata - e' scritto nel documento conclusivo - la fatica delle nostre comunita' nelle offerte liberali, dovuta soprattutto alle difficolta' della nostra gente, in questo momento di crisi economica''. I Vescovi indicano quindi ''tutta una serie di iniziative di rilancio, come l' esempio personale di sobrieta' e poverta' dei nostri preti, l' approccio a questa mentalita' di condivisione nel piano degli studi dei nostri seminaristi, la pubblicazione tempestiva dei bilanci, la comunicazione attenta delle iniziative gia' realizzate, l' intelligente e creativo utilizzo dei beni della chiesa a vantaggio di opere sociali e culturali, soprattutto in aiuto e stimolo ai nostri giovani disoccupati''.

Soddisfazione del Sindaco di Rossano per le celebrazioni di San Nilo

27/09 Il sindaco di Rossano Orazio Longo, al termine delle celebrazioni per il Millenario Niliano, conclusesi a Palazzo San Bernardino, ha voluto esprimere la sua soddisfazione per la riuscita della manifestazione. ''L' obiettivo principale che ci eravamo posti - ha sostenuto - e cioe' quello di migliorare e potenziare, con ogni mezzo, la diffusione del messaggio del nostro Santo Patrono, la sua vita, la sua opera e quindi, i suoi luoghi, e' stato raggiunto. La presenza di tanti visitatori, l' attenzione tangibile che e' stata riservata ed osservata per le vie del nostro centro storico, custode immaginario dello spirito niliano, sono la testimonianza che tra gli effetti di questo grande evento vi e' senz' altro il fatto che Rossano oggi e' ancora piu' conosciuta, in Calabria ed in Italia''. ''San Nilo - ha aggiunto Longo - continua ad affascinarci ed a rendere affascinante la sua terra natia, Rossano. Allora come oggi, a mille anni di distanza dalla morte del proprio piu' illustre figlio, San Nilo, Rossano torna a rivivere il proprio ruolo di sintesi culturale tra culture e religioni diverse. Oggi, passato questo straordinario 26 settembre 2005, possiamo affermare che questa ricorrenza millenaria e quanto per essa e' stato pensato ed organizzato dalle istituzioni laiche e religiose, e' ben riuscito a riportare in auge la memoria, non sufficientemente diffusa, di un Santo complesso ed eclettico''.

Dal 29 al Seminario, convegno religioso sul tema: “Parrocchia e iniziazione cristiana”

24/09 «Parrocchia e iniziazione cristiana» è il tema del convegno pastorale dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano che si svolgerà dal 29 settembre al primo ottobre. I lavori saranno presieduti da Padre Salvatore Nunnari, Arcivescovo Metropolita. Nella lettera di invito indirizzata ai presbiteri, ai diaconi, ai religiosi e alle religiose, ai fedeli laici, Mons. Nunnari definisce il prossimo convegno «un momento di esperienza comunionale, prima ancora di verifica e di progettazione di un piano pastorale. È urgente - aggiunge - dare un volto missionario alle nostre parrocchie». Il convegno si aprirà giovedì 29 settembre alle ore 16.30, nell’Auditorium “Giovanni Paolo II” in Rende (complesso del Seminario Cosentino). Dopo la preghiera comunitaria, durante la quale sarà il Padre Arcivescovo a proporre la meditazione all’assemblea, Don Andrea Fontana, Direttore dell’Ufficio Catechistico della Diocesi di Torino, terrà la prima relazione sul tema: «La riscoperta del modello del catecumenato nella situazione pastorale contemporanea». Anche venerdì 30 settembre i lavori si apriranno alle ore 16.30 nell’Auditorium “Giovanni Paolo II”. Dopo la preghiera comune e la meditazione dell’Arcivescovo, Don Andrea Fontana terrà la seconda relazione sul tema: «Gli itinerari di iniziazione cristiana nelle nostre parrocchie». Sabato primo ottobre i lavori si svolgeranno nella Cattedrale di Cosenza, con inizio alle 16.30; alla relazione di Don Andrea Fontana su «Il modello del catecumenato applicato all’iniziazione cristiana del fanciulli e dei ragazzi» seguirà la concelebrazione eucaristica presieduta dal Padre Arcivescovo per l’inizio del nuovo anno pastorale. Durante i tre giorni è prevista, dopo le relazioni, la discussione in assemblea.

Domenica 18 a Spezzano festa di San Francesco di Paola con il Vescovo, Mons. Nunnari

14/09 Sarà Padre Salvatore Nunnari, Arcivescovo Metropolita di Cosenza-Bisignano, a presiedere a Spezzano della Sila, domenica 18 settembre alle ore 11.00, la solenne celebrazione eucaristica nella festa di San Francesco di Paola. A partire da sabato 10 settembre la novena prevede, ogni giorno, una catechesi dedicata ai sacramenti. La festa di quest’anno – sottolinea il Parroco, Don Cosimo De Vincentis – è orientata verso il quinto centenario della morte di San Francesco di Paola, avvenuta a Tours nel 1507. La Parrocchia di San Pietro Apostolo e il Santuario di San Francesco saranno dunque, in questi giorni, centro di preghiera, di formazione e di incontro per tutta la popolazione di Spezzano della Sila.

Al Crocifisso della Riforma i festeggiamenti in onore della Madonna Addolorata

07/09 Giovedì 8 settembre con l'esposizione del venerato simulacro della Beata Vergine, e la S. Messa alle ore 18,30 avranno inizio nel Santuario del SS. Crocifisso della Riforma gli annuali festeggiamenti religiosi in onore della Madonna Addolorata. Da venerdì 9 settembre, ogni giorno, al mattino la celebrazione della S. Messa alle ore 7,30. Nel pomeriggio, alle ore 17,45 la recita del S. Rosario, la Salve Regina e le Litanie cantate a cui seguono la S. Messa con la Predica (animatore sarà Fr. Santo Pacini) e le Preghiere alla B. V. Addolorata. Lunedì 12, ricordando il SS. Nome di Maria, alle ore 18,30 ci sarà una celebrazione Eucaristica con la benedizione di tutte coloro che portano il nome della Madonna. Alle ore 21,00 la giornata si concluderà con una Veglia Mariana. Martedì 13 alla S. Messa della sera verranno esposte le Reliquie della S. Croce, custodite gelosamente nel Santuario, in vista della festa di mercoledì 14 settembre, l'Esaltazione della S. Croce. In questo giorno, alle ore 18,15 verranno celebrati solennemente i Vespri e alle ore 18,30 seguirà la S.Messa che si concluderà con le Preghiere al SS. Crocifisso accompagnate dalla benedizione e dal bacio delle Reliquie. Giovedì 15 ricorrerà la festa della Madonna Addolorata. Al mattino saranno celebrate SS. Messe alle ore 7,30 - 8,30 - 10,00. Alle ore 11,30 ci sarà la recita del S. Rosario seguita dalla Supplica alla Madonna. Nel pomeriggio, alle ore 17,30 la solenne Concelebrazione presieduta dal Ministro Provinciale dei Frati Cappuccini di Cosenza, Fr. Rocco Timpano, al termine della quale, intorno alle ore 18,30, partirà la solenne Processione della Vergine Addolorata per le strade del quartiere. Al rientro verrà rinnovato l'Atto di consacrazione. Nelle giornate di festa del 14 e 15 settembre per particolare privilegio concesso dal S. Padre i fedeli che si recheranno nel Santuario del SS. Crocifisso potranno lucrare l'Indulgenza Plenaria. Nella città di Cosenza la Devozione alla Vergine Addolorata ha sempre accompagnato quella al SS. Crocifisso nel Santuario Cappuccino della Riforma. Binomio inscindibile nel cuore dei fedeli, additati con semplicità, ma espressione di una pietà piena e sincera, da un frate di felice memoria, Fra Felice Esposito (d'Acerra)."a Mamma e ò Figlio". La venerata e suggestiva immagine della Vergine Addolorata, incoronata dal popolo Cosentino con un diadema d'oro il 2 Maggio 1959, troneggia ai piedi della miracolosa immagine del SS. Crocifisso durante il solenne Novenario per la festa del 3 Maggio e l'accompagna nella grande processione che, in questo giorno, gremisce le strade della città di Cosenza, creando una scena di forte commozione. A Lei è dedicata la piccola Cappella che sorge sulla salita che conduce al Santuario (Via Riforma) testimonianza storica di un popolo che ha eletto il Redentore Crocifisso quale suo sovrano e ha riconosciuto in Maria la Guardiana insonne, la Madre teneramente vigile, la Consigliera premurosa.

La statua della Madonna di Fatima al Santuario del Pettoruto

05/09 La statua della Madonna di Fatima giungera' il 7 settembre al Santuario di Santa Maria del Pettoruto a Cosenza. L'immagine sacra, definita la ''signora vestita di bianco piu' splendente del sole'' sara' accolta da tutta la comunita'. Al suo arrivo sara' pronunciata una concelebrazione dal Nunzio apostolico, Alberto Tricarico, dall'Arcivescovo di Sistroniana e dal Vescovo della diocesi di San Marco, Argentano Domenico Crusco, che ha sancito questo avvenimento con un Decreto di approvazione sottoscritto anche da Serafim de Sousa Ferreira e Silva Vescovo di Leiria-Fatima. Alle celebrazioni sacre seguira' la firma della pergamena del gemellaggio tra il rettore di Fatima, Luciano Gomes Paulo Guerra, e il rettore del Pettoruto, Carmelo Perrone. A seguire, dalle 12 in poi, le statue della Madonna Pellegrina e della Madonna di Fatima sfileranno in una processione per i piazzali del Santuario. Un 'pellegrinaggio' che culminera' con la benedizione papale impartita dal loggione della basilica. Le manifestazioni proseguiranno anche il giorno successivo a partire dalle 10.30 con la concelebrazione presieduta da Luciano Gomes Paulo Guerra, rettore del Santuario internazionale di Fatima. Alle 12.00, infine, e' prevista la benedizione dei bambini all'altare della Madonna. Il rettore del Pettoruto, Carmelo Perrone, in una lettera inviata ai fedeli ha dichiarato: ''Il sogno diventa realta' e il Pettoruto, che da anni coltiva e diffonde la devozione al messaggio di Fatima sara' uno dei tredici santuari che negli anni a venire si gemelleranno con Fatima''. Il gemellaggio proseguira' il 13 maggio 2006 a Fatima, con la restituzione della visita di una delegazione della basilica del Pettoruto guidata dal rettore Carmelo Perrone.

Piazza di Vadue intitolata a Giovanni Paolo II

02/09 Domenica 4 settembre sarà intitolato a Giovanni Paolo II il piazzale su cui sorge la chiesa parrocchiale di S. Luca Evangelista in Vadue di Carolei (CS). Saranno presenti l’Arcivescovo Metropolita di Cosenza-Bisignano, Padre Salvatore Nunnari, e il Sindaco Dott. Umberto Silvagni. L’iniziativa di dedicare il piazzale alla memoria del Pontefice recentemente scomparso è partita dalla comunità parrocchiale, in particolare dai giovani, e il Parroco, Mons. Dario De Paola, se ne è fatto portavoce a nome del Consiglio pastorale. La proposta è stata subito accolta dall’Amministrazione municipale di Carolei. Domenica prossima, dunque, il Padre Arcivescovo aprirà solennemente il novenario dedicato alla Madonna del Carmine presiedendo la Celebrazione eucaristica delle 11.15, al termine della quale egli benedirà il piazzale e il Sindaco procederà all’intitolazione.

La libertà religiosa al centro delle preghiere di settembre

02/09 Benedetto XVI pregherà, ogni giorno nel mese di settembre, affinchè il "diritto alla libertà religiosa sia riconosciuto dai governi di tutti i popoli della terra". È questa l'intenzione che Papa Ratzinger ha scelto come "offerta quotidiana di orazioni e sacrifici". La preghiera del pontefice, spiega Radio Vaticana, riguarda molti casi e alcuni paesi in particolare. Cina, India, Arabia Saudita, Nigeria sono "alcuni dei Paesi-simbolo delle difficoltà che tuttora persistono per le comunità cattoliche in alcune aree del pianeta, sia dal punto di vista della tutela giuridica, sia da quello della convivenza". "Per esempio - ha detto monsignor Felix Maciado, sottosegretario del pontificio consiglio Dialogo Interreligioso - in Arabia Saudita i cattolici hanno il diritto di riunirsi in comunità, in particolare per la messa della domenica e non solo di pregare in casa a porte chiuse. In ogni caso - ha spiegato - i fondamentalismi non sono solo dei singoli ma anche dello stato intero, come ad esempio in India".

GMG: Il Papa ha parlato al cuore dei giovani.

22/08 Le migliaia di ragazzi rimasti nella notte bloccati a Colonia per le vistose carenze dell'organizzazione tedesca della Gmg hanno avuto almeno due ''consolazioni'': la ''scoperta'' del papa nuovo, capace di parlare al loro cuore di temi anche molto complessi, e il pensiero della prossima Gmg di Sidney del 2008, un viaggio dall'altra parte del mondo, che non sara' certo alla portata di tutti, ma che tuttavia da' il senso dell'universalita' della chiesa cattolica. Dai commenti dei giovani, da quelli della stampa, dalle impressioni di chi ha partecipato direttamente all'evento di Colonia, e' stata la capacita' comunicativa del papa a colpire di piu', forse perche' inaspettata. Primo viaggio all'estero di Benedetto XVI, i quattro giorni in terra tedesca hanno riservato momenti di particolare rilevanza storica, come la visita nella sinagoga distrutta dai nazisti o l'incontro con le comunita' musulmane presenti in Germania. Ma l'attesa dei ragazzi, e non solo, era forte soprattutto per i due momenti principali della giornata mondiale della gioventu' la veglia del sabato notte e la messa della mattina successiva: prima di tutto sono state smentite le previsioni al ribasso sulla partecipazione, fatte dagli stessi organizzatori tedeschi, con almeno 800 mila giovani presenti nella spianata di Marienfeld. Anche se visti i disagi dell'andata e gli incolonnamenti del ritorno si puo' pensare tranquillamente che ci fossero almeno un milione di persone. Per quanto riguarda, poi, il nuovo papa, non ritenuto un ''comunicatore'' come e' stato Giovanni Paolo II, e' di particolare interesse il giudizio di padre Federico Lombardi, direttore dei programmi di Radio Vaticana, che ha partecipato in prima persona alla Gmg di Colonia, uno dei principali ''comunicatori'' della chiesa cattolica: il papa , ha detto il gesuita, ha impressionato per ''la limpidezza e la chiarezza del discorso, per la sua profondita'. Questo e' il dono che ci puo' fare e i giovani l'hanno rapidamente capito''. Anche perche', a dispetto della complessita' dei temi affrontati sia nella veglia di sabato notte che nell'omelia di domenica, Ratzinger e' stato in grado di parlare direttamente ai ragazzi: ''Nelle due omelie capolavoro - ha sottolineato padre Lombardi - ha usato un linguaggio adatto alla comunicazione con i giovani'', per colpire nel profondo. Anche perche' Benedetto XVI non e' stato in grado soltanto di far comprendere temi difficili, da teologo, ma ha messo ''nelle mani dei giovani la vera rivoluzione che viene da Dio'', come spiega oggi oggi L'Osservatore Romano in un commento del direttore Mario Agnes: ''Camminatori ed adoratori con lo sguardo fisso ad una stella. Alla Stella. Ecco i giovani della XX Giornata Mondiale. Giovani che camminano da mesi. Pellegrini del dolore, della gioia, della speranza. I loro passi non si sono mai fermati. E da Piazza San Pietro, sempre guardando ed invocando la stella, sono giunti a Colonia''. ''Un cammino - scrive ancora L'Osservatore Romano - che da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI ha saputo ritrovare la via maestra. La 'santa inquietudine di Cristo' ha condotto i giovani verso la novita' tanto antica e tanto aperta al sapore della primavera. I giovani non si sono fatti indietro. Con audacia interiore hanno lasciato lungo il loro pellegrinare le orme della ricerca affannosa e serena della Verita'. E si sono incontrati con il Successore di Pietro. Un incontro di Verita' e nella Verita'''. E poco importa se non si sono viste le 'ole' di Manila, Parigi, Roma o Toronto, se i momenti di festa sono stati sostituiti con quelli di riflessione, se gli applausi sono stati inferiori agli appuntamenti passati o se nei salotti si continuera' a dire ''era meglio Wojtyla''. I ragazzi della Gmg hanno gia' risposto ieri: con quello striscione che diceva ''Joseph come Karol''. La chiesa giovane non si vuole fermare, e gia' pensa a Sidney.

GMG: Il Papa da vigore all’orgoglio nazionale tedesco

21/08 Tanto il viaggio di Ratzinger in Germania dal punto di vista organizzativo è stato un disastro, tanto è stato un trionfo sotto il profilo dei contenuti.L'immagine del 'Panzerkardinal' ne ha tratto giovamento, Benedetto XVI ha gettato fondamentali ponti verso l'Islam e l'ebraismo, e ha rafforzato - con una bella iniezione di fiducia - l'orgoglio nazionale. Ratzinger è arrivato in un momento in cui il morale dei tedeschi è a terra, l'economia ristagna, la disoccupazione cresce e, per quanto riguarda il discorso dei cattolici, la Chiesa da tempo batte in ritirata, con circa 200 mila battesimi l'anno (31 per cento in meno rispetto al 1990). Le parole più cariche di significato per la nazione le ha pronunciate lasciando Colonia, all'aeroporto, quando ha ricordato che le colpe del nazismo ("che noi riconosciamo con vergogna e dolore") non devono permettere ai tedeschi di non guardare avanti con "speranza". "In questi giorni, grazie a Dio, si è mostrato largamente che esisteva ed esiste anche l 'altra Germania, unpaese di singolari risorse umane, culturali e spirituali". Papa Ratzinger arrivato fino a Colonia sotto la spinta della Provvidenza, come ha detto lui stesso. La GMG l'ha ricevuta in eredità dal suo predecessore e davanti al gravoso lascito – il rapporto coi giovani - ha optato per un approccio più concettuale. Se Wojtyla parlava coi gesti e arrivava al cuore di schiere di papaboys, Benedetto XVI ha privilegiato la parola e l'intelletto. Cosicché nelle due omelie - quella della veglia di preghiera e della messa domenicale - ha tracciato il percorso per arrivare ad una fede matura e convinta. Ai ragazzi parla così dell'unica rivoluzione credibile per cambiare il mondo: le ideologie non servono, serve solo il Vangelo. Un cammino, questo, che implica un'adesione totale, da accettare senza riserve. Chissà se le Giornate Mondiali della Gioventù daranno frutti.Intanto sul prossimo appuntamento, Sidney 2008, Papa Ratzinger la annuncia ma omette di pronunciare il consueto "arrivederci" che usava fare Wojtyla.La Germania saluta cosi il suo primo papa dopo secoli, gli dà appuntamento per l'anno prossimo e intanto il giornale più letto,Bild, domani pubblica un sondaggio nel quale emerge che i tedeschi vorrebbero che Benedetto XVI trasferisse il Vaticano a Berlino. "Benedetto resta tra noi".
L’arrivederci di Kohler
Benedetto XVI "Aufwiedersehen", arrivederci in Germania. Con questo augurio il presidente della Repubblica federale tedesca, Horst Koehler, ha salutato Papa Ratzinger durante la cerimonia di congedo all'aeroporto di Colonia. Il capo di Stato tedesco ha ringraziato il pontefice per aver preso parte alla Gmg. "L'ottimismo, l'entusiasmo, la fede" rappresentano un "segnale di fiducia dei giovani", ha sottolineato Kohler, soprattutto per la "gioia e lo spirito di comprensione e pace" manifestati oltre "le cose materiali". Al termine della Giornata mondiale della Gioventù e del primo viaggio di Papa Ratzigner fuori dal confine italiano, quello che rimane a "tutti noi" è "la speranza dei giovani", ha concluso il presidente, aggiungendo un "Grazie giovani, siete proprio infaticabili".

GMG, Il Papa ai giovani: “Seguite Dio, non le ideologie”

20/08 Se i giovani vogliono "cambiare il mondo", modificarlo davvero in modo "decisivo", e servire così la causa della giustizia e della pace, sfuggano alle ideologie. "Non sono, infatti, le ideologie che salvano" il pianeta "ma solo il volgersi al Dio vivente, che è il nostro creatore, il garante della nostra libertà, il garante di ciò che è veramente buono e vero". La "vera rivoluzione", dunque, può arrivare solo dal Vangelo. E' un vero e proprio manifesto dell'orgoglio cattolico la densa catechesi che 'B16', come viene chiamato Ratzinger dai papaboys, rivolge alle 800 mila sentinelle del mattino che affollano la spianata di Marienfeld, a Colonia. Dai giovani viene accolto con l'entusiasmo tipico di quell'età. Ratzinger sembra un nonno pacato e gentile quando li mette in guardia dalle false "rivoluzioni" propagandate dalle ideologie del secolo passato -dal nazismo al comunismo - il cui "programma comune era di non attendere più l'interveto di Dio ma di prendere totalmente nelle proprie mani il destino del mondo". Ma c'è un altro pericolo che incombe sul mondo d'oggi: essere "schiavizzati" dal relativismo che, alla fin fine, altro non è che un nuovo "totalitarismo"."L'assolutizzazione di ciò che non è assoluto ma relativo, si chiama totalitarismo" e toglie la dignità all'uomo, scandisce il Papa dal grande palco sovrastato dalla croce della Gmg. Il Papa invita i 'suoi' giovani a riflettere sull'esempio dei Re Magi. Seguirono una stella per andare ad adorare un bambino indifeso. Gasparre, Melchiorre e Baldassarre sapevano "che per cambiare il mondo bisogna disporre del potere" ma "dovevano anche cambiare la loro idea sul potere, su Dio e sull'uomo, e facendo questo - dice il Papa - Ora capivano: il potere di Dio è diverso dal potere dei potenti del mondo". La riflessione sul potere che propone è carica di passione e va controcorrente rispetto alla mentalità corrente, seguendo la logica disarmante del Vangelo. "Il modo di agire di Dio -aggiunge - è diverso da come noi lo immaginiamo e da come vorremmo imporlo anche a lui. Dio in questo mondo non entra in concorrenza con le forme terrene del potere. Non contrappone le sue divisioni ad altre divisioni". I re Magi avevano imparato che "per servire la causa della giustizia e del bene nel mondo", non potevano "realizzarlo semplicemente per mezzo di comandi e dall'alto di un trono". Capiscono anche che "devono donare se stessi" e che "la loro vita deve conformarsi a questo modo divino di esercitare il potere, a questo modo d'essere Dio stesso". Solo così si trasformano in "uomini della verità, del diritto, della bontà, del perdono, della misericordia".

Calabrese (UIL Giovani): “Al GMG tanti giovani per una speranza di un mondo migliore”

20/08 “Abbiamo bisogno di una compagnia serena e severa, capace di infondere coraggio e speranza, e che diventi un impegno concreto per creare le condizioni, perché sia possibile per tutti i giovani studiare, lavorare, mettere su famiglia, impegnarsi nella vita sociale e politica’.Questo è quello che i giovani italiani cha hanno partecipato a Colonia, alla Giornata Mondiale della Gioventù hanno scritto al nostro Presidente della Repubblica. Semplici parole che raccontano le speranze di un futuro “normale”, quello che molti giovani ancora non hanno, non per loro scelta”. Ad affermarlo in una nota è il Segretario Regionale UIL Giovani, Alessandro Calabrese.”Troppo lungo –prosegue Calabrese- l’elenco delle cause dei disagi giovanili, inutile dilungarsi, è storia vecchia. In questa giornata si è voluto stare insieme, divertirsi, pregare , sperare, distogliere la mente da quei pensieri fastidiosi e quelle preoccupazioni che assillano i giovani. Un milione, quasi, i ragazzi che si sono raccolti a Colonia ed hanno atteso con ansia e curiosità la loro nuova guida, che non si è fatta attendere. Benedetto XVI è arrivato, ed ha portato con se parole di incoraggiamento e speranza, parole di fede, che insegnano come superare ansie e paure. Sono quelle parole che tante volte abbiamo ascoltato da Giovanni Paolo II, e che ancora sono vive nella nostra mente, come vivo è il ricordo di colui che nei giovani ha creduto e li ha voluti accanto a se fino alla fine. B16, come viene chiamato ora dai giovani il Papa, era con loro a Colonia a raccogliere un’eredità impegnativa, e sa di essere diventato il faro che deve illuminare il cammino di milioni di ragazzi. E’ facile smarrire la strada quando si è giovani, è facile cadere nello sconforto, soprattutto in questa società che a volte ci tratta con superficialità e non riesce a darci le giuste risposte. Già perché chi non l’avesse ancora capito, politici e non, i giovani hanno bisogno di risposte, certezze, non importa da dove arrivino, destra o sinistra, l’importante è che ci siano soluzioni ai tanti problemi. Tante le testimonianze di chi ha ritrovato la fede, e di chi ha vissuto questo momento di festa e di preghiera nella speranza di un futuro migliore.La “Giovane Europa” era tutta li , anche solo attraverso i media, per gridare e cantare a squarciagola “ Siamo venuti per adorarlo”, il motto di questa GMG. E nei canti di gioia e di festa è racchiuso un linguaggio universale, quello fatto di valori comuni, di fede, ma anche di valori civili e politici che non hanno nessuna distinzione ma una sola appartenenza. Il treno per il Futuro è partito, ci siamo tutti. Con l’augurio che la stella cometa innalzata a Colonia, (che ricorda la presenza delle reliquie dei Magi nel duomo) che ha guidato tanti giovani , possa condurci in un cammino fatto di discontinuità con il passato, e portarci verso il lavoro, i diritti e soprattutto verso la pace, quella pace che un milione di “hooligans della fede” hanno chiesto al mondo intero.Oggi più attuale che mai è una bella canzone di Ramazzotti scritta diversi anni fa e rivolta ad un pubblico giovanile:Siamo i ragazzi di oggi…..Noi siamo fatti così, guardiamo sempre al futuro, e così immaginiamo un mondo meno duro, finchè qualcosa cambierà, finchè nessuno ci darà… Una Terra promessa, un mondo diverso, dove crescere i nostri pensieri, noi non ci fermeremo, non ci stancheremo di cercare, il nostro cammino… una terra promessa, un mondo diverso…”

GMG: Giornata storica di Papa Benedetto XVI a Colonia per la riconciliazione con gli Ebrei

19/08 Benedetto XVI sta mantenendo le promesse poco dopo essere stato eletto: il Papa aveva annunciato che avrebbe proseguito e fatto ulteriori passi sulla strada del dialogo con il mondo ebraico proseguendo il cammino di Giovanni Paolo II; poi aveva messo al centro del suo pontificato il dialogo ecumenico, cioe' la ricomposizione dei cristiani divisi nelle diverse confessioni. E cosi' questi sono stati i temi centrali del secondo giorno di vista del Papa nella sua terra natale. La Germania dalle cui viscere nacque il Nazismo e il ''crimine inaudito'' dello sterminio degli ebrei e ancora la Germania culla storica delle chiese protestanti oggi attraversate da una crisi di fede che investe tutto il cristianesimo nella vecchia Europa. L'ingresso nella sinagoga di Colonia e l'incontro con i rappresentati delle chiese evangeliche svoltosi in serata hanno cosi' caratterizzato l'intensa giornata di Benedetto XVI. E se pure l'entusiasmo dei giovani per la figura di questo Papa e' cresciuta, non c'e' dubbio che gli atti piu' significativi compiuti da Ratzinger hanno avuto valore soprattutto dal punto di vista delle grandi prospettive teologiche e storiche della Chiesa. Non sara' un papato di gesti ma un papato di parole e concetti ha detto proprio in queste ore il portavoce vaticano Joaquin Navarro Valls. E in effetti questo sembra essere non solo lo stile ma anche il segno che sta lasciando Benedetto XVI. E tuttavia piu' di una volta e' sembrato che il pontefice fosse travolto dall'affetto e dall'emozione della gente. La giornata era iniziata a Bonn con un incontro molto cordiale fra Benedetto XVI e il presidente della Repubblica tedesca Horst Kehler, ma non c'e' dubbio pero' che sotto il profilo dei simboli e dei richiami storici, l'ingresso nella sinagoga di Colonia di questa mattina, abbia rappresentato un punto decisivo del suo pontificato e della storia della Chiesa. Il Papa, che si e' soffermato un momento in raccoglimento nella sala del tempio dedicata alla memoria delle vittime dell'Olocausto, ha avuto parole inequivocabili di condanna del Nazismo e della Shoah - particolarmente significative perche' pronunciate da un pontefice tedesco - e ha guardato al futuro del dialogo con il mondo ebraico e le altre fedi. Ha ricordato la svolta del Concilio con la dichiarazione Nostra aetate - di cui si celebrano in questi mesi i 40 anni - che cancellava l'accusa di deicidio rivolta agli ebrei dalla Chiesa e apriva all'incontro e alla riconciliazione con gli ebrei. Benedetto XVI ha chiuso il suo discorso nella sinagoga con un appello rivolto ai giovani affinche' seguano come una bussola i dieci comandamenti; a partire dal ''decalogo'', ha spiegato il pontefice, ebrei e cristiani potranno lavorare insieme ''perche' mai piu' le forze del male arrivino al dominio''. - ''I dieci comandamenti non sono un peso - ha detto Ratzinger - ma l'indicazione del cammino verso una vita riuscita. Lo sono, in particolare, per i giovani che incontro in questi giorni e che mi stanno tanto a cuore. Il mio augurio e' che essi sappiano riconoscere nel Decalogo la lampada per i loro passi, la luce per il loro cammino''. ''Ai giovani gli adulti hanno la responsabilita' di passare la fiaccola della speranza che da Dio e' stata data agli ebrei come ai cristiani - ha spiegato Ratzinger - perche' 'mai piu'' le forze del male arrivino al dominio e le generazioni future, con l'aiuto di Dio, possano costruire un mondo piu' giusto e pacifico in cui tutti gli uomini abbiano uguale diritto di cittadinanza''. Nel pomeriggio poi il pontefice aveva incontrato alcune migliaia di seminaristi nella Chiesa di San Pantaleone. In questa occasione, in modo evidente, si e' visto con quanto entusiasmo i fedeli circondano gia' Benedetto XVI. Significativamente questo incontro, come quello nella sinagoga, erano stati chiesti espressamente dal Papa e non si trattava di due appuntamenti di massa. Infine il pontefice ha avuto modo di incontrare in serata, nella sede dell'arcivescovado, anche i rappresentanti, circa 30, delle altre chiese cristiane. ''E' il comandamento del Signore - ha detto il Papa nel suo discorso - ma anche l'imperativo dell'ora presente, di continuare in modo convinto il dialogo a tutti i livelli della vita della Chiesa. Cio' deve ovviamente avvenire con sincerita' e realismo, con pazienza e perseveranza nella fedelta' al dettato della coscienza. Non puo' esserci un dialogo a prezzo della verita'; il dialogo deve svolgersi nella carita' e nella verita'''. Il dialogo, ha quindi spiegato il pontefice, ''e' piu' di uno scambio di pensieri: e' uno scambio di doni nel quale le Chiese e le Comunita' ecclesiali possono mettere a disposizione i loro tesori. E' proprio grazie a questo impegno che il cammino puo' proseguire passo passo fino a raggiungere all'unita' piena''. Domani mattina Benedetto XVI incontrera' alcuni dei maggiori leader politici e istituzionali del Paese, fra gli altri il cancelliere socialdemocratico Gherard Schroeder e la candidata alla guida alla guida del Paese Angela Merkel della Cdu data in testa nei sondaggi relativi alle prossime elezioni politiche di settembre. Verso le 18 poi un altro importante e atteso incontro: quello con la comunita' musulmana tedesca. In serata il Papa partecipera' alla veglia dei ragazzi in attesa della messa conclusiva della Gmg che sara' celebrata domenica mattina da Benedetto XVI.

GMG: Il Papa torna nella “sua” Germania accolto da un milione di fedeli

18/08 Joseph Ratzinger e' tornato nella sua Germania ma questa volta lo ha fatto da Papa e in occasione della XX giornata mondiale della Gioventu', la prima per lui dal giorno dell'elezione al soglio pontificio. Questo per Benedetto XVI e' il primo viaggio internazionale. L'arrivo del Papa e' stato preceduto nei giorni scorsi dall'arrivo di migliaia di fedeli che, da martedi' 16, giorno d'inaugurazione della 'festa dei giovani', hanno atteso il suo arrivo e che oggi idealmente da tutta Colonia lo hanno accolto con canti e balli. Il Papa e' partito questa mattina, intorno alle 10, dall'aeroporto romano di Ciampino, a bordo di un aereo Airbus 321 dell'Alitalia, alla volta di Colonia dove e' atterrato intorno a mezzogiorno. Poco prima di partire, Benedetto XVI aveva salutato i giornalisti presenti sull'aereo papale esprimendo la sua commozione per questo incontro con i giovani. ''Un incontro - ha detto - straordinario fra i giovani di tutte le culture uniti nella ricerca della verita', uniti sotto il segno di Gesu' Cristo. Questi giovani sono la forza di pace nel mondo''. Ad annunciare il suo arrivo a Colonia sono state due bandiere, quella tedesca e quella vaticana, esposte dai finestrini della cabina di pilotaggio dell'aereo. Ad accogliere Papa Ratzinger sulla pista dell'aeroporto di Koln-Bonn erano presenti il presidente della Repubblica federale Horst Koehler, il cancelliere Gerhard Schroeder, oltre ai piu' alti rappresentanti della chiesa tedesca. Non appena la porta dell'aereo si e' aperta e Benedetto XVI ha messo piede sulla scaletta un colpo di vento gli ha fa volare via la papalina. Sorridente e incurante del piccolo incidente, il Papa ha cosi' inaugurato il suo arrivo. Ha stretto le mani a tutti salutando le autorita' e la delegazione di giovani presenti. Quando ha preso la parola Benedetto XVI era visibilmente emozionato. Nel suo primo discorso pronuncianto sulla pista d'atterragio dell'aeroporto, Benedetto XVI ha espresso la sua ''profonda gioia''. ''Con viva emozione - ha detto - ringrazio Dio che mi ha concesso di iniziare le visite pastorali al di fuori dei confini dell'Italia proprio con la visita alla nazione che mi ha dato i natali''. ''L'incontro di tanti giovani col successore di Pietro e' un segno della vitalita' della Chiesa - ha aggiunto ancora Papa Ratzinger - sono felice di stare in mezzo ai giovani, di sostenerne la fede e di animarne la speranza''. Prima di salire sull'aereo che partiva per Colonia, il Papa aveva inviato un commosso telegramma di cordoglio per la morte di Roger, fondatore di Taize', ucciso ieri in Francia da una donna rumena. ''Testimone infaticabile della fede'', il monaco e' stato ricordato da Benedetto XVI come un uomo che ha amato ''appassionatamente la chiesa''. ''Auspico che l'opera di riconciliazione iniziata da Frere Roger prosegua''. Ma questo non e' stato l'unico telegramma inviato oggi dal Papa.Come di consueto, infatti, prima di partire da Roma, Benedetto XVI ha scritto al presidente della repubblica italiana, Carlo Azeglio Ciampi augurando a tutto il popolo italiano ''pace e prosperita'''. Stesso augurio quello contenuto nel telegramma che il Pontefice ha inviato al presidente della Confederazione Elvetica, Samuel Schmid. Un gesto che ha simboleggiato la vicinanza del Papa a tutto il popolo svizzero mentre l'aereo papale sorvolava la Svizzera. Al suo arrivo a Colonia, Benedetto XVI ha rotto una tradizione, ripetuta in questi anni dal suo predecessore Giovanni Paolo II, che ad ogni visita all'estero si chinava per baciare la terra. Solo nel 1984, durante una visita lampo a Timor Est, il Papa polacco rifiuto' di baciare il suolo, rompendo la consuetudine. Quel 'non gesto' fu chiaramente dettato da una presa di posizione politica, contro le persecuzioni indonesiane del clero e della popolazione di Timor, unica regione asiatica, insieme alle Filippine, ad avere una popolazione a maggioranza cattolica. Non appena sceso dall'aereo Alitalia il primo a ricevere il Pontefice e' stato il presidente della Repubblica tedesca Horst Koehler, che ha stretto la mano al Papa e ha sottolineato il carattere 'storico' dell'elezione di Joseph Ratzinger, un Papa tedesco dopo un Pontefice polacco. E' come una ''riconciliazione'', ha lasciato intendere Koehler, sottolineando che la Polonia e' stata la prima nazione invasa dai nazisti, nel 1939. ''Questo fatto mi incoraggia, 60 anni dopo la fine dell'ideologia nazista, un'ideologia contraria all'uomo e a Dio'', ha spiegato Koehler. Benedetto XVI, che in occasione di questa ''festa dei giovani'' incontrera' i vescovi e i rappresentanti delle altre Chiese e comunita' ecclesiali, fara' visita alla sinagoga per incontrare la comunita' ebraica e accogliera' i rappresentanti di alcune comunita' islamiche, ha ricordato alla folla di fedeli giunti da tutto il mondo che un tema centrale di questa XX giornata mondiale sara' ''Siamo venuti per adorarlo'' tratto dal Vangelo di San Matteo. Nel suo discorso, Bendetto XVI non ha dimenticato un accenno al dialogo che il suo pontificato vuole proseguire con l'Ebraismo e l'Islam. ''Si tratta - ha spiegato il Papa - di un'opportunita' da non perdere per approfondire il significato dell'esistenza umana come pellegrinaggio, compiuto sotto la guida della stella, alla ricerca del Signore''. Oltre ai momenti di preghiera, poi, il Pontefice ha ricordato che ''si tratta di incontri importanti per intensificare il cammino di dialogo e di cooperazione nel comune impegno per la costruzione di un futuro piu' giusto e fraterno, che sia veramente a misura d'uomo''. ''Sara' una giornata mondiale della gioventu' sotto il segno di due Papi: di Benedetto XVI ma anche di Giovanni Paolo II, che continua ad essere concretamente 'presente' in mezzo ai giovani'', aveva detto ieri il cardinale vicario di Roma e presidente della Conferenza episcopale italiana, Camillo Ruini. Un concetto ribadito quest'oggi anche da Benedetto XVI che nel suo discorso non ha dimenticato di ricordare il suo predecessore. ''Mi e' spontaneo ricordare con emozione e riconoscenza il 'Servo di Dio' tanto amato da tutti noi Giovanni Paolo II che ebbe l'idea luminosa di chiamare a a raccolta i giovani del mondo intero per celebrare insieme Cristo. Oggi tocca a me raccogliere questa straordinaria eredita' spirituale che papa GiovanniPaolo II ci ha lasciato''. Poi, il viaggio a Colonia di Benedetto XVI e' proseguito a bordo del battello 'Rhein Energie' partito dal molo del Rodenkirchenbrucke sul Reno e che ha fatto la sua prima tappa dopo dieci km. Il battello papale, su cui viaggiava anche una folta delegazione di giovani, e' stato scortato da cinque battelli in rappresentanza dei cinque continenti. Una volta gettata l'ancora davanti alla banchina del Poller Rheinwiesen, il Pontefice ha pronunciato un altro discorso, il secondo in questo suo viaggio, di fronte a circa 300mila giovani accompagnati dal cardinale Karl Lehmann, presidente della Conferenza episcopale tedesca. Il Papa si e' concentrato sul significato del suo viaggio e di quello dei milioni di fedeli arrivati a Colonia da ogni parte del mondo accostando quest'immagine a quella del viaggio compiuto dai re magi partiti alla ricerca di Cristo. ''Con immensa gioia - ha detto il Papa rivolgendosi ai fedeli- vi saluto e vi accolgo, cari giovani, qui venuti da vicino o da lontano. E un particolare saluto lo rivolgo a quanti sono venuti dall'Oriente, come i Magi''. Sempre parlando ai giovani, poi, Benedetto XVI ha invitato a far entrare ''Cristo nella propria vita''. ''Siatene pienamente convinti perche' Cristo - ha aggiunto - nulla toglie di quanto avete in voi di bello e di grande ma porta tutto a perfezione per la gloria di Dio, la felicita' degli uomini, la salvezza del mondo''. La partenza a bordo del catamarano 'Rhein Energie' e' stata segnata anche da un incidente. Sempre a causa del forte vento, che ha accompagnato costantemente questa prima giornata di Benedetto XVI a Colonia, e' caduta spezzandosi la croce dei 'giovani', donata da Giovanni Paolo II nel 1986 come simbolo della Giornata Mondiale della Gioventu' e che da allora ha accompagnato ovunque i fedeli che si riunivano per celebrare le giornate mondiali. Un danno che ha ritardato di circa mezz'ora la partenza del Papa a bordo del battello in attesa che il braccio della Croce fosse aggiustato. Una volta sistemato il simbolo della fede cristiana e' stato nuovamente montato sulla nave. Dopo aver attraccato al molo di sbarco del Hohenzollernbrucke, Benedetto XVI e' sceso dal battello e si e' diretto a piedi al Duomo di Colonia passando in mezzo alla folla di fedeli che era li' ad attenderlo. Poi, l'ultimo tratto di strada e' stato compiuto da papa Ratzinger a bordo della 'Papamobile' donata dalla Mercedes per l'occasione e costata 400 milioni di euro. Dopo una breve visita all'urna delle reliquie dei magi, il pontefice si e' soffermato brevemente presso le tombe dei cardinali Frings e Hoffner per poi giungere arrivera' in Roncalliplatz, dove lo attendono circa 30mila persone e alle quali il Papa ha rivolto un caloroso saluto. Questa prima giornata mondiale della Gioventu' per Benedetto XVI si e' conclusa con il trasferimento, a bordo della Papamobile' nella sede dell'arcivescovado, dove Ratzinger soggiornera' fino a domenica 21. Un fuori programma concludera' il viaggio a Colonia diPapa Ratzinger. Domenica 21 agosto, quando il Pontefice fara' ritorno in Italia, l'aereo su cui viaggera' fara' una piccola deviazione in omaggio del suo 'prestigioso' ospite. L'aereo della compagnia tedesca 'Lufthansa' sorvolera' simbolicamente Marktl am Inn, localita' della Baviera che ha dato i natali al Pontefice. Lufthansa ha ribattezzato l'Airbus A321 'Regensburg', in onore del paese tedesco di cui Joseph Ratzinger e' cittadino. E' infatti in questa localita' che sorge l'abitazione privata tedesca del Papa. A pilotare il mezzo sara' Martin Ott, che prima di intraprendere la carriera di pilota e' stato un allievo di teologia di Ratzinger, all'Universita' di Regensburg.

GMG: Colonia invasa dai giovani. Messaggio del Presidente Ciampi

17/08 E' uno spettacolo straordinario, davvero inconsueto per l'austera ed elegante Colonia quello al quale si assiste per le strade della citta' dove centinaia di migliaia di giovani sfilano dalle prime ore della mattina per raggiungere il Duomo e visitare le reliquie dei Re Magi, formando lunghi cortei. Una volta arrivati sulla piazza i ragazzi esplodono in girotondi, grida di saluto, suoni di tamburo. Molti gli inni nazionali e le bandiere di tutto il mondo sventolano allegramente alla testa dei gruppi: Angola, Messico, Siria, Cile. Questa folla incontenibile ha attirato la curiosita' degli abitanti che si sono riversati anch'essi lungo le strade per assistere alla scena. Gli elicotteri e la polizia in bicicletta sorvegliano costantemente la situazione. L'ingresso in Duomo e' filtrato da volontari che separano i pellegrini da giornalisti e turisti. Il corteo sfila velocemente, giusto il tempo per una preghiera e per scattare qualche foto col telefonino, un po' come si era visto in San Pietro nei giorni che hanno preceduto le esequie di Papa Wojtyla. Ritornati in piazza i giovani piu' stanchi si accasciano sulle panchine di un giardinetto di fronte alla cattedrale. Gli altri proseguono nella festa, cosi' come hanno fatto i 70 mila italiani che nel pomeriggio si sono radunati nello stadio per assistere allo spettacolo 'Italyani Koln'. Papa Benedetto XVI, atteso domani a Colonia, ha parlato intanto ai giovani tedeschi dalla tv, invitandoli 'di cuore' a partecipare al mega-raduno di Colonia. Ci sara' "tanta gente amabile attorno al Papa tedesco", ha detto aggiungendo di augurarsi "una festa di fede e di credo. Si incontreranno tante persone di altre culture e continenti che e' come si conoscessero gia' perche' a unirli e' la fede, perche' la fede in Cristo abbatte i muri e rende fratelli e sorelle. L'amicizia in Cristo fa amici in tutto il mondo perche' accomuna e non toglie nulla ma da' alla vita la giusta grandezza". Parole alle quali ha voluto fare eco nella sua catechesi, tenuta presso la Christuskirche di Duesseldorf , il segretario generale della Cei, Giuseppe Betori, che ha delineato lo scenario culturale di oggi, schiacciato sulla "disillusione di chi nulla si attende, perche' nulla spera, di nulla ha memoria, ritiene che su nulla meriti di andare a fondo". Ed anche il cantante Marco Masini, dal palco dello Stadio, ha reso omaggio al nuovo Papa e ai suoi sforzi per riportare i valori cristiani al centro dell'Europa. "Essere il custode principale della parola di Dio e dimostrare al mondo intero la tua forza per rendere costantemente testimonianza della potenza della fede, con tutti i messaggi che il mondo sta dando non deve essere un compito facile", ha poi spiegato attraverso il sito 'Korazym.org'.
Il messaggio del Presidente Ciampi
L'apprezzamento per la scelta di Colonia, la città dove è nata la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, il ricordo, sempre vivo, di Papa Giovanni Paolo II, e il ruolo fondamentale che Stato e Chiesa possono giocare, uniti, ma rispettosi ciascuno del proprio ambito, nel promuovere la convivenza tra popoli di diverse culture. Tocca tutti questi aspetti il messaggio che il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha scritto ai giovani in occasione della Giornata mondiale della gioventù che si è aperta ieri nella città renana. "In questa giornata di festa e di speranza - scrive il Capo dello Stato - il vostro incontro ripropone un patto tra le generazioni di intenso contenuto etico religioso. Ribadisce la necessità di un impegno collettivo in nome della verità umana, dell'uguaglianza, della giustizia e della solidarietà fra le persone e le nazioni". Sono questi, aggiunge Ciampi "i valori fondanti della convivenza civile" e, a distanza di quasi due mesi dalla visita in Quirinale di Papa Benedetto XVI, il presidente torna a parlare dei rapporti tra Stato e Chiesa. Due le parole chiave: rispetto reciproco e alleanza. "E' questo il messaggio - afferma, infatti, il Capo dello Stato - che, nella consapevolezza dei doveri e dei diritti comuni, deve cementare un'alleanza proficua e duratura fra le istituzioni religiose e quelle statali che contribuisca, nel rispetto reciproco, al dialogo e alla concordia fra tutte le civiltà". I giovani italiani, sottolinea il presidente, "hanno sempre partecipato con passione e apporto propositivo" alle Gmg e "il raffronto di esperienze diverse, ispirate agli stessi ideali, favorisce il consolidarsi di valori condivisi e arricchisce la nostra nazione". Ai ragazzi, poi, che gli hanno scritto di vivere "un periodo storico carico di inquietudini" dove "il sogno europeo fatica ad avanzare" e "la guerra, il sottosviluppo ed il terrorismo gravano su molte aree del pianeta" e dove è difficile per le nuove generazioni "essere protagonisti della vita economica, politica e culturale dell'Italia", Ciampi ricorda che è ora il momento delle scelte coraggiose. Se è vero che a Colonia "il Consiglio europeo lanciò nel giugno del 1999, il progetto di una Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, indicando così la strada per la costruzione di un'Europa dei popoli e dei cittadini" adesso Colonia, insiste Ciampi, "è il luogo ideale per rilanciare con forza quelle scelte coraggiose, indispensabil per promuovere un futuro di pace e di fratellanza tra tutti i popoli della terra". Poi, il pensiero di Ciampi corre al raduno di Roma 2000 a Tor Vergata: "La voce di Giovanni Paolo II rimane nei nostri cuori - conclude il presidente - e in quelli delle migliaia di voi che ascoltarono con entusiasmo le sue parole. Quello spirito ideale, quell'anelito di pace tra i popoli continuano oggi con sua Santità Benedetto XVI arricchiti dalla forza del suo pensiero". Il messaggio di Ciampi verrà letto in occasione di "Italyani", un momento all'interno della Gmg interamente dedicato alla comunità degli emigranti italiani, che in Germania conta circa mezzo milione di persone. Nella lettera al presidente i giovani italiani che vivranno l'esperienza di Colonia esprimono anche il loro apprezzamento per la sua 'lezione' di unità e coesione. A lui promettono di raccogliere il 'testimone' per il bene del Paese e "per spendere - assicurano - le nostre migliori energie per ciò che è buono, vero e bello, secondo la parola del Vangelo, i principi della nostra Costituzione e gli ideali che ispirarono quanti vollero e vogliono oggi una Europa unita".

In duecentomila all’apertura della Giornata mondiale della Gioventù a Colonia. Previsto un milione di presenze. Da giovedì presente anche il Papa.

16/08 Uno stadio pieno di colori, bandiere e striscioni: il segno dell'incontro di culture e nazioni di tutto il mondo. Questo pomeriggio 200mila giovani hanno affollato il Rhein Energy Stadium per il via ufficiale della ventesima Giornata mondiale della gioventù. Alla celebrazione di apertura, presieduta dall'arcivescovo di Colonia cardinale Joachim Meisner, ha partecipato in prima fila anche il presidente della Repubblica tedesca Horst Kohler che giovedì mattina accoglierà all'aeroporto della città Papa Benedetto XVI. Il cardinale Meisner ha sottolineato l'importanza di questo evento perché "i giovani hanno una sola vita" e sono loro "i testimoni della fede". L'arcivescovo di Colonia ha inoltre ricordato che questa Gmg è nel segno "di due papi, Giovanni Paolo II ci guarda dall'alto e Benedetto XVI si unirà presto a noi". Per una settimana Colonia diventa città del mondo. Prende ufficialmente il via la ventesima Gmg e la città tedesca è letteralmente invasa da pellegrini di ogni nazione. Affollano le strade, in negozi, i bus. Il traffico sembra impazzire. Sono centinaia i giovani che si incamminano lungo le vie della città per raggiungere lo stadio che oggi ha ospitato la cerimonia di apertura della kermesse. Bandiere colorate, canadesi, americane, tedesche, italiane e polacche, striscioni, bandana sfilano per la città. I Papaboys indossano in spalla lo zaino del pellegrino: una sacca celeste con in bella mostra il logo della manifestazione, una stella, il duomo e una croce che insieme formano la C di Colonia. Tante la bandiere italiane. Sono proprio i connazionali a fare la parte del leone: oltre 100.000 giovani di rappresentanza di tutto lo Stivale partecipano all'evento. Allo stadio ci sono anche tantissimi volontari del comitato tedesco, riconoscibili dalle magliette rosse e la scritta volunteer. Ed anche decine di ragazzi che vendono i gadget dell'evento, tra cui anche il tatuaggio della Gmg: l'ultima moda che sembra far impazzire i teenagers. Si conclude con canti, lunghi applausi e sventolii di bandiere la cerimonia di apertura. E l'immancabile coro "Be-ne-det-to, Be-ne-det-to". Maggiori informazioni sulla Giornata mondiale della Gioventà sul sito http://www.wjt2005.de

Il Papa ai giovani: “Non perdetevi mai d’animo”

14/08 ''Invito ogni battezzato e, in modo speciale, i giovani che prendono parte alla Giornata mondiale della gioventu', a non perdersi mai d'animo e a non disperare nemmeno in mezzo alle piu' dure prove della vita''. E' quanto ricorda ai giovani Benedetto XVI nel suo discorso prima dell'Angelus di oggi, affacciato al balcone del cortile interno del Palazzo apostolico di Castel Gandolfo. Papa Ratzinger, che il prossimo giovedi partira' per Colonia, in Germania, dove lo attende un milione circa di partecipanti alla XX Gmg, ricorda nelle sue parole i santi e i martiri come ''fulgidi esempi di eroismo evangelico''. Il Pontefice cita l'esempio di fede di una donna cananea, che chiede a Gesu' di guarire sua figlia ''crudelmente tormentata da un demonio''. ''Il Signore -osserva Benedetto XVI- resiste alle sue insistenti invocazioni e pare non cedere nemmeno quando gli stessi discepoli intercedono per lei. Il Signore -continua il Papa- non chiude gli occhi dinanzi alle necessita' dei suoi figli e, se talora sembra insensibile alle loro richieste, e' solo per metterne alla prova e temprarne la fede. Questa -sottolinea Ratzinger- e' la testimonianza dei Santi, questa e' specialmente la testimonianza dei martiri, associati in modo piu' stretto al sacrificio redentore di Cristo''. ''Nei giorni scorsi abbiamo commemorato diversi santi e martiri -continua Benedetto XVI- i Pontefici Ponzano e Sisto II, Il sacerdote Ippolito, il diacono Lorenzo con i compagni uccisi a Roma agli albori del cristianesimo. Abbiamo ricordato, inoltre, una martire del nostro tempo, Santa Teresa Benedetta Della Croce, Edith Stein, compatrona d'Europa, morta in campo di concentramento; e proprio oggi la liturgia ci presenta un martire della carita', che suggello' la sua testimonianza di amore a Cristo ad Auschwitz: San Massimiliano Maria Kolbe, immolatosi volontariamente al posto di un padre di famiglia''. Benedetto XVI, nell'invitare i giovani a prendere esempio dai martiri e dai santi, invoca su tutti i giovani la loro protezione ed ''in particolare quella di Santa Teresa Benedetta Della Croce, che trascorse alcuni anni della sua vita proprio nel Carmelo di Colonia''.''Su ciascuno -conclude il Papa prima della recita dell'Angelus di oggi- vegli con amore materno Maria, la Regina dei martiri, che domanicontempleremo nella sua assunzione al cielo''.

Inizia a Colonia la Giornata Mondiale della Gioventù, giovedì sarà presente Papa Ratzinger. Prima intervista a Radio Vaticana

13/08 Il Papa auspica che la La Gmg possa dare ''un impulso nuovo a un continente vecchio''. Lo ha detto nella prima intervista dall'inizio del pontificato, rilasciata alla Radio Vaticana proprio a pochi giorni dalla vigilia della Giornata mondiale della gioventu' di Colonia. L'intervista verra' trasmessa domani dall'emittente Pontificia. ''L'idea diffusa - afferma il Papa in una frase anticipata oggi - e' che i cristiani debbano osservare un'immensita' di comandamenti, divieti e che si e' piu' liberi senza tutti questi fardelli. Io invece vorrei mettere in chiaro che essere sostenuti da un grande Amore non e' un fardello e che e' bello essere cristiani''. La prima intervista del Papa dall'inizio del pontificato e' stata realizzata nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo dal responsabile del programma tedesco dell'emittente pontificia, il gesuita Eberhard v. Gemmingen. Oltre che quello dei giovani, Benedetto XVI affronta alcuni temi attuali della vita della Chiesa in rapporto con la societa' contemporanea, quali la crisi dei valori, la saggezza della fede, la ''giovinezza'' della Chiesa dopo duemila anni, l'impegno ecumenico. Parlando delle radici cristiane d'Europa, papa Ratzinger esprime l'auspicio che la Gmg di Colonia possa dare ''un impulso nuovo anche al Continente vecchio''. Il testo completo dell'intervista di Benedetto XVI sara' trasmesso domani, prima nel notiziario in tedesco e poi in quelli in francese, inglese e italiano. Verra' poi inoltrata a tutte le 40 redazioni linguistiche dell'emittente pontificia, comprese cinesi, hindi, russo e arabo. La Radio Vaticana trasmettera' l'intervista in tedesco domani, domenica 14 agosto, alle 16, all'interno del Radiogiornale in tedesco, mentre la versione integrale sarà trasmessa dal radiogiornale italiano delle ore 14 di lunedì 15 agosto (a Roma FM 93.3 e 105 MHz, OM 585 kHz) e nel programma dedicato alla Giornata Mondiale della Gioventù trasmesso sempre lunedì 15 agosto dal canale One O Five Live a partire dalle ore 15 (a Roma 105 MHz e OM 585 kHz) per poi diffonderla nelle varie lingue, dalle 18 in poi, nei notiziari francese, inglese e italiano.

Il cardinal Tonini, a Mormanno, il 13 agosto incontra la stampa

04/08 Il cardinale Esilio Tonini torna nella diocesi di Cassano allo Ionio, ospite al Seminario di Mormanno, dal 13 al 15 agosto. Nel corso della precedente visita, il 27 ottobre dello scorso anno, e' scritto in un comunicato della Diocesi, il cardinale Tonini aveva espresso il desiderio di incontrare la stampa rammaricandosi di non avere molto tempo a disposizione da dedicare ai giornalisti. ''E' noto, infatti - prosegue il comunicato - che il cardinale Tonini ha sempre privilegiato il rapporto con i media, che considera un valido strumento di formazione e di crescita per la comunita'. Ci aveva colpiti, in modo particolare, il suo desiderio di poter avere a disposizione un' emittente locale che, con appuntamenti mensili, avrebbe potuto garantirgli il contatto diretto con la nostra terra''. Per tale motivo la Diocesi ha organizzato ''un incontro privilegiato e riservato con i giornalisti e le televisioni'' in programma sabato 13 agosto alle 10.30 nel Seminario Vescovile di Mormanno.

Mons. Rizzato sabato 6 agosto a Cariati

03/08 Sabato prossimo, 6 agosto sara' in visita a Cariati mons. Oscar Rizzato, che per oltre 15 anni e' stato arcivescovo elemosiniere di papa Giovanni Paolo II. Mons. Rizzato, originario di San Giorgio delle Pertiche (Padova), lo stesso paese d' origine dell' Arciprete di Cariati don Renzo Bagarolo, dopo i primi anni di sacerdozio al servizio della Diocesi di Padova, fu chiamato da Papa Giovanni XXIII al servizio della segreteria di Stato. Nel 1989 Papa Woytila lo volle come Elemosiniere ed il 6 gennaio del 1990 lo consacro' personalmente Arcivescovo nella Basilica Vaticana. Stretto collaboratore del Pontefice, Mons. Rizzato, come Elemosiniere, fu la mano della Carita' del Papa. Come ''Familiare'' del Sommo Pontefice fu presente in tutte le celebrazioni pubbliche del Papa, nonche' nei ricevimenti e nelle udienze dei Capi di Stato, dei Governanti e delle diverse personalita'. Nel corso della sua permanenza a Cariati, che si protrarra' per tre giorni, mons. Rizzato presiedera' una serie di manifestazioni religiose e civili, tra cui la dedicazione del ''Largo Giovanni Paolo II''.

L’Archimandita Vatopedinos chiede al Sindaco di Cosenza un edificio per il culto ortodosso

30/07 L' Archimandita delle Calabrie e della Sicilia, Nilos Vatopedinos, chiede al sindaco di Cosenza, l'utilizzo di una struttura da adibire ad edificio di culto per i circa duemila ortodossi che risiedono stabilmente nell' aria urbana cosentina. Vatopedinos avrebbe individuto un piccolo chiosco, allo stato inutilizzato, ubicato nei giardini pubblici nella centralissima via Roma, luogo di ritrovo per moltissimi immigrati provenienti dai paesi dell'Est Europa. ''I costi di adattabilita' della struttura e successivo mantenimento - ha detto l' Archimandita - saranno a carico della comunita' ortodossa''.

Messa funebre negata: “Pretendo le scuse del parroco”

22/07 ''Il parroco di Marcellinara mi deve delle scuse, la mia convivente non era una peccatrice, anzi era una persona stupenda e molto religiosa. Devota a Padre Pio, ha pregato e sperato, sino all' ultimo, in un miracolo''. Costantino Scerbo, il compagno della donna morta a Marcellinara, alla quale e' stata negata la messa funebre, chiede un gesto di pentimento da parte del sacerdote. Separato dal '97, una figlia accettata pienamente e accudita dalla donna che pur molto malata aveva deciso di vivere con lui, Scerbo si dice 'molto amareggiato'' del fatto che la compagna sia stata dipinta come una peccatrice. ''Sono sinceramente offeso dalle parole del prete e mi rivolgo alle gerarchie ecclesiastiche - aggiunge - perche' modifichino il loro atteggiamento nei confronti della convivenza. Ci sono rapporti stupendi come quello che ho vissuto io. Non ho difficolta' a dire che ho avuto piu' soddisfazioni in questi due anni con la mia compagna che con mia moglie. La convivenza vissuta con amore e' molto meglio del matrimonio''.

Negata una messa funebre. La Curia di Lamezia replica “Educativo per le coscienze”

21/07 ''L'agire del pastore non e' da considerarsi come posizione di un giudicare, atto riservato solo alla misericordia di Dio, ma come intervento pastorale ed educativo-formativo per la coscienza dei fedeli che oggi stanno diventando vittime delle sfide della modernita' e della fragilita' umana e spirituale specie nei cristiani''. E' quanto sostiene in una nota il vicario generale della diocesi di Lamezia Terme, mons. Pasquale Luzzo, circa la vicenda del parroco di Marcellinara, don Giuseppe Mazzotta, che, in occasione dei funerali di una donna convivente con un uomo separato, ha deciso di non celebrare la messa. ''E' a tutti noto - prosegue la nota di mons. Luzzo - che la carita' pastorale spinge il parroco a rendersi consapevole delle situazioni in cui vivono i fedeli della comunita' per dar loro suggerimenti ed aiuti al fine di vivere cristianamente la propria vocazione. Tra i diversi problemi insorge, oggi, in maniera preponderante quello della convivenza, piaga della famiglia umana che contrasta con la santita' del matrimonio. Alle sollecitudini pastorali del parroco si puo' verificare la resistenza del fedele che non riesce a far scelte di vita consone alle norme morali della religione cattolica cui appartiene. In tal caso spetta al parroco rispettare la volonta' del fedele e conseguentemente agire secondo le norme canoniche che parlano di 'esclusione dalle esequie ecclesiastiche ai peccatori manifesti (can. 1184,3)'''. ''Il parroco di Marcellinara - ha concluso mons. Luzzo - peraltro gia' responsabile in diocesi della Pastorale della famiglia, ha inteso, pero', dare significato al commiato che la comunita' dei battezzati ha reso alla persona-membro della parrocchia celebrando una prolungata Liturgia della parola''.

Mon. Nunnari: “Le intelligenze oneste sono schierate per la vita”

07/07 ''L' accostamento delle parole scienza e vita mi piace molto, in una fase che puo' sul serio definirsi epocale, anche le intelligenze oneste e parte della scienza laica si sono schierati per difendere la vita''. A sostenerlo e' stato l' arcivescovo metropolita di Cosenza-Bisignano, mons. Salvatore Nunnari, ricevendo una rappresentanza dei promotori ed animatori del Comitato Scienza e Vita. ''Siamo stati e saremo sempre piu' sollecitati - ha aggiunto mons. Nunnari, secondo quanto riferito dal Comitato - come cristiani a ritrovarci per costruire la qualita' della vita. Vi ringrazio per l' impegno profuso in questi mesi, e' bello che ci sia stato un incontro fra movimenti e gruppi cattolici. I gruppi sono espressione di un incontro con Cristo non con un'ideologia; da qui cogliamo che cio' che c' e' stato non e' stato un fatto episodico, ma valutiamo gli aspetti positivi di tali avvenimenti. Ritengo che per il futuro l' esempio del Comitato produrra' fecondita' apostolica, perche' ha vinto la Vita e non un singolo o un solo gruppo. E le prospettive sia nazionali che locali vanno seguite e coltivate; pensiamo alla possibilita' di dare ai bambini che nascono una vita dignitosa, alle difficolta' delle adozioni''. Nel corso dell' incontro, e' scritto in un comunicato, ''e' stato ribadito che l' impegno per la vita non si puo' esaurire col referendum, ma il dovere e' di dar voce a chi non ha voce, per non disperdere i frutti del lavoro svolto ed operare un collegamento fra tutti i problemi latamente sociali di cui si occupa la Dottrina sociale naturale e cristiana, per un'attuazione pratica e concreta dell'ispirazione e delle finalita' originarie del Comitato''.

Sabato posa prima pietra del complesso parrocchiale di viale Cosmai

07/07 Sabato 9 luglio alle ore 19.00, alla presenza del Padre Arcivescovo di Cosenza-Bisignano Mons. Salvatore Nunnari, sarà posta la “prima pietra” del complesso parrocchiale di “S. Maria Madre della Chiesa” in Cosenza. Si tratta della parrocchia di viale Cosmai, retta dal parroco don Franco Bonofiglio e dal vicario cooperatore don Francesco Gravante. La parrocchia è stata istituita dieci anni fa e, attualmente, le liturgie e le altre attività pastorali della comunità sono ospitate – per concessione del Comune – nei locali sottostanti la scuola elementare di viale Cosmai. Sono circa settemila gli abitanti compresi nel territorio parrocchiale. Nella comunità sono impegnati gruppi di Azione Cattolica e di Scout. È molto attiva la Caritas. La posa della prima pietra avverrà nel contesto della celebrazione eucaristica presieduta dal Padre Arcivescovo, per sottolineare che l’edificio liturgico e delle attività pastorali è in funzione di una più piena esperienza di fede della comunità ecclesiale. La struttura parrocchiale – che comprende la chiesa, numerose sale e la casa canonica – è stata progettata dall’ingegnere Rodolfo Magnifico dall’architetto Sandro Adriano. Sarà realizzata – su terreno donato dal Comune di Cosenza – con un finanziamento derivante dall’otto per mille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica presentando la dichiarazione di redditi e con il contributo dei fedeli della stessa comunità.

Entro il prossimo autunno il Duomo di Cosenza avrà il suo organo

06/07 Tremilatrecentonove canne, tre tastiere da 61 note in finissimo abete, e una pedaliera da 32 con tasti in rovere, 7,60 metri di larghezza, 2,5 di profondità, 11 di altezza. È il nuovo organo donato dal Comune alla Cattedrale di Cosenza, le cui caratteristiche sono state illustrate ieri sera, nel corso di una conferenza stampa tenutasi all’interno della stessa Cattedrale. Gli elementi dell’organo sono già all’interno del Duomo e nei prossimi giorni inizierà il lungo e complesso montaggio dello strumento, che verrà poi armonizzato nel mese di settembre e sarà inaugurato in autunno. L’organo è opera della Fabbrica Mascioni, fondata a Comacchio nel 1829. È da 176 anni che la famiglia Mascioni costruisce organi, richiesti a livello nazionale ed internazionale. Dal 2003 un loro strumento suona nella Cattedrale di Tokio. Gran parte della lavorazione è di tipo manuale. Le canne, in lega di stagno e piombo, sono ricavate da un’unica lastra di metallo, fusa e stesa a raffreddare. La canna più lunga misura 5 metri e pesa 80 chilogrammi. L’organo, che è stato già mostrato al pubblico in occasione di un open day tenutosi in fabbrica, sarà contenuto in una cassa di risonanza di legno massello, di colore scuro, scelto dalla Sovrintendenza per intonarsi al meglio con lo stile della Cattedrale. La trasmissione sarà di tipo meccanico, per cui ogni tasto per mezzo di un tirante aprirà le valvole delle canne, consentendo all’organista di controllare l’attacco dei suoni. Un ritorno all’antico, ma in meglio: con un particolare dispositivo automatico, la Fabbrica Mascioni ha rimosso la naturale durezza di suono che si crea quando si uniscono più tastiere. “Il nuovo organo sarà espressione della felice sinergia tra Amministrazione Comunale e Chiesa”, ha sottolineato Mons. Giuseppe Agostino, Arcivescovo Emerito della Diocesi di Cosenza-Bisignano, ricordando che fu proprio Giacomo Mancini, nel 2001, in occasione del cinquantesimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale, ad annunciare l’impegno del Comune per la realizzazione del nuovo impianto di riscaldamento e di illuminazione del Duomo e per l’acquisto del nuovo organo. “L’organo avrà valore liturgico, e per questo avremo bisogno di validi organisti e di un coro polifonico all’altezza, ma avrà anche valore culturale – ha sottolineato – e si potranno organizzare all’interno del Duomo dei concerti”. Rivolgendosi a Mons. Salvatore Nunnari, Arcivescovo Metropolita di Cosenza-Bisignano, ha continuato “quest’organo sarà simbolo di coralità e auspicio per l’armonia della Chiesa”. Per Mons. Nunnari “l’organo ricorderà Giacomo Mancini, ricorderà l’impegno pastorale di Mons. Agostino, ricorderà la collaborazione tra Chiesa e Amministrazione Comunale e l’attenzione del Comune verso il Centro Storico”. “Ogni promessa è un debito” – ha detto il Sindaco Eva Catizone – Per cui noi oggi onoriamo un impegno preso dall’Amministrazione Mancini. Quest’opera – ha continuato – accrescerà il patrimonio artistico della città e sarà un invito alle giovani generazioni perché si avvicinino alla musica”. Don Giacomo Tuoto, parroco della Cattedrale, ha confermato che l’organo verrà collocato alla sinistra dell’altare, nel posto occupato dallo strumento precedente. Entusiasta dello strumento Luigi Celeghin, docente presso il Conservatorio di Roma, che ha progettato fonicamente l’organo insieme al collega del Conservatorio di Cosenza, Federo Vallini. “Si tratta senza dubbio – ha detto – dell’organo più bello da Roma in giù. È uno strumento – ha continuato – dotato di una sua identità e destinato a suscitare ammirazione”. Il maestro organaro Eugenio Mascioni ha assicurato tutto l’impegno della casa costruttrice nella realizzazione dell’opera. “Spero che l’organo – ha detto – parli per me”. Federo Vallini, che si occupa della formazione degli organisti presso il Conservatorio di Cosenza, ha garantito al Sindaco che l’organo verrà usato dai giovani. Il suo ultimo pensiero è stato rivolto a Giacomo Mancini. “Sono certo che da qualche parte ci sta guardando ed è contento”. Il costo dell’opera si aggira intorno ai 750.000 euro di cui 500.000 a carico dell’ente comunale.

Il Papa, alla vigilia del G8, chiede aiuto per l’Africa

03/07 Due appelli in due giorni ai grandi della Terra, alla vigilia del G8, perche' non dimentichino l'Africa, mantengano fede agli impegni presi in materia di debito estero, mettano in opera ''misure concrete'' per promuovere un autentico sviluppo del Continente, ''nell'ardente speranza che il flagello della poverta' possa un giorno essere consegnato alla storia''. Oggi ha formulato l'augurio che il G8 abbia ''pieno successo'', nell'auspicio che ''essa porti a condividere in solidarieta' i costi della riduzione del debito, a mettere in atto misure concrete per lo sradicamento della poverta' e a promuovere un autentico sviluppo dell'Africa''. Ieri in un messaggio inviato al Make Poverty History Rally, aveva chiesto di assicurare una piu' giusta distribuzione dei beni della terra e di mantenere gli impegni presi per la riduzione del debito estero dei Paesi poveri. ''I popoli dei Paesi piu' ricchi del mondo - si leggeva in un messaggio a firma del cardinale segretario di Stato, Angelo Sodano - devono essere pronti ad accettare il peso della riduzione del debito dei Paesi poveri e devono spronare i propri leader a rispettare l'impegno a ridurre la poverta', specie in Africa, entro il 2015''. Come gia' il suo predecessore, Benedetto XVI nei tre mesi del suo pontificato piu' volte e' intervenuto per cercare di evitare che si continui a ''trascurare'' l'Africa. I motivi del suo impegno non sono solo umanitari, Benedetto XVI e' convinto, e lo ha detto, che l'Occidente sia almeno in parte responsabile dell'attuale situazione del Continente nero, e non solo sul piano dello sfruttamento economico. Poco piu' di un mese fa, il 13 maggio, incontrando il clero romano in San Giovanni in Laterano e prendendo spunto dalla presenza di alcuni giovani sacerdoti di colore, parlo' di una ''responsabilita'' anche della Chiesa per l'Africa. ''Dobbiamo confessare - osservo' in quell'occasione - che l'Europa ha esportato non solo fede in Cristo ma anche tutti i vizi, senso della corruzione, violenza che sta devastando l'Africa: e' nostra responsabilita' che l'esportazione della fede sia piu' forte dell'esportazione dei vizi: ancora si fa commercio con le armi, abuso dei tesori di questa terra, tanto piu' noi cristiani dobbiamo far tutto perche' con la fede arrivi la forza di resistere a questi vizi e ricostruire un' Africa cristiana che sia felice, un grande continente dell'umanesimo nuovo''. Pochi giorni dopo, il 25 maggio, il giorno dell'Africa Day, ha fatto un appello alla comunita' internazionale, affinche' sia attenta alle necessita' dei popoli africani, e si senta sempre piu' coinvolta a risolvere i problemi del continente. ''I miei pensieri e le mie preghiere - ha detto in quell'occasione - sono con gli amati popoli africani. Incoraggio le istituzioni cattoliche a continuare ad assicurare un'attenzione alle loro necessita'. E spero e prego perche' la comunita' internazionale sia sempre piu' coinvolta nei problemi del continente africano''. Ed il 22 giugno ha anche confermato la decisione presa a suo tempo da Giovanni Paolo II che all'Africa aveva deciso di dedicare una seconda assemblea speciale del Sinodo dei vescovi. ''Nutro grande fiducia - ha detto in quell'occasione - che tale assise segni un ulteriore impulso nel continente africano all'evangelizzazione, al consolidamento e alla crescita della Chiesa e alla promozione della riconciliazione e della pace''.

Il Duomo di Cosenza si dota di un nuovo organo. Martedì 5 presentazione alla stampa

01/07 Verranno presentate martedì 5 luglio, alla stampa, le caratteristiche del nuovo organo della Cattedrale di Cosenza. Saranno presenti: il Sindaco di Cosenza Dott.ssa Eva Catizone, con una rappresentanza della Giunta e il Capo di gabinetto Dott. Giuseppe Di Donna, l’Arcivescovo Metropolita di Cosenza-Bisignano Mons. Salvatore Nunnari, l’Arcivescovo emerito Mons. Giuseppe Agostino, il Vicario generale dell’Arcidiocesi Mons. Lorenzo Bilotto, il Parroco della Cattedrale Don Giacomo Tuoto, il maestro organaro Vincenzo Mascioni in rappresentanza della Casa costruttrice.
Come si ricorderà, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’ordinazione sacerdotale di Mons. Giuseppe Agostino (luglio 2001) l’allora Sindaco di Cosenza, On. Giacomo Mancini, assunse a nome del Comune l’impegno di contribuire alla valorizzazione della Cattedrale come luogo di culto, memoria storica e bene culturale della città assumendo l’onere del nuovo impianto di illuminazione, dell’installazione dell’impianto di riscaldamento e dell’acquisto di un organo adeguato all’importanza del Duomo cosentino. L’illuminazione e il riscaldamento sono stati, negli anni scorsi, realizzati; per quanto riguarda lo strumento musicale liturgico, il Sindaco Eva Catizone ha confermato l’impegno assunto dall’on. Mancini nel 2001 e il Comune ne finanzierà interamente l’acquisto. L’iniziativa è una concreta testimonianza della collaborazione fra Comune di Cosenza e Arcidiocesi per la crescita culturale del territorio e, in particolare, dell’attenzione della Giunta per le esigenze di culto della città e dell’intera Arcidiocesi.
Il complesso “montaggio” del nuovo organo inizierà nei prossimi giorni e prevede diverse fasi. Lo strumento sarà poi “armonizzato” nel mese di settembre ed è probabile la sua inaugurazione in autunno.
L’organo è opera della Fabbrica Famiglia Mascioni che ha sede in Cuvio (provincia di Varese). Si tratta di uno strumento maestoso, largo m. 7,60, profondo m. 2,5, alto m. 11, con tre tastiere di sessantuno note e una pedaliera di trentadue. La trasmissione è di tipo meccanico.
Altre interessanti notizie su uno strumento che sarà patrimonio di tutto il territorio cosentino e arricchirà la liturgia e l’offerta culturale musicale della città potranno essere raccolte durante la conferenza-stampa, soprattutto dalla voce del costruttore.
Nella spedizione via posta elettronica saranno allegate alcune foto dell’organo così come è stato costruito nella Fabbrica Mascioni.

Gli auguri dell’ass. Principe e della Santelli a Mons. Nunnari

30/06 “Rivolgo a Monsignor Salvatore Nunnari le mie più affettuose felicitazioni e gli auguri più sinceri per il nuovo importante impegno a cui è stato chiamato da Papa Benedetto XVI”. E’ quanto ha affermato l’assessore regionale alla Cultura, Università, Ricerca e Pubblica Istruzione,On. Sandro Principe, in occasione del conferimento del tradizionale Pallio all’arcivescovo Metropolita della Diocesi di Cosenza- Bisignano. “Monsignor Nunnari – ha proseguito l’On. Principe- saprà accogliere ed abbracciare la nuova missione a cui è stato chiamato con la fede, la tenacia,la passione e l’umiltà che lo contraddistinguono e che lo hanno reso, in breve tempo, Presule amatissimo dall’intera comunità diocesana. “In questo momento solenne – ha concluso l’assessore regionale alla cultura – ribadisco al neo Arcivescovo Metropolita della Diocesi di Cosenza-Bisignano la mia più profonda stima ed incondizionata vicinanza e formulo allo stesso l’augurio che possa realizzare quanto più desidera nel profondo del Suo cuore, in questa nuova ed esaltante missione pastorale che oggi si appresta a vivere”.
''Felicitazioni vivissime per la prestigiosa ed impegnativa onorificenza conferita a Monsignor Nunnari, con la consegna del Sacro Pallio'' vengono espresse, in una dichiarazione, dal sottosegretario alla Giustizia, Jole Santelli. ''Il pallio - aggiunge la Santelli - e' un' insegna liturgica d'onore e di giurisdizione, che indossata in determinate circostanze dagli Arcivescovi Metropoliti nelle rispettive chiese ed in quelle delle loro province e' simbolo della potesta' papale, espressione della particolare comunione con il Romano Pontefice e testimonianza dell' impegno profuso dall'eminentissimo Presule Metropolita, con grande passione e al contempo profonda umilta'. Al neo-arcivescovo della diocesi di Cosenza-Bisignano vanno i piu' sentiti auguri per il nuovo percorso intrapreso per il compimento della missione pastorale''.

Trentatrè arcivescovi ricevono il Pallio dal Papa. Tra loro Mons. Nunnari

29/06 La Chiesa di Roma e' ''una, santa, cattolica e apostolica'': questo il tema della prima omelia tenuta da Benedetto XVI nel giorno della festa dei Santi Pietro e Paolo, i ''fondatori'' della Chiesa di Roma. In questa ''festa'', per tradizione la statua di Pietro viene vestita degli abiti pontificali, mentre all'ingresso della basilica viene posta una rete, una nassa, a ricordare la frase evangelica sul ''pescatore d'uomini''. Tradizione vuole che venga anche intonato l'inno ''felix Roma''. E' in questo quadro che partecipa alla festa anche una delegazione del Patriarcato di Costantinopoli, cosi' come una delegazione cattolica va alla festa di Sant'Andrea, considerato il fondatore di quella Chiesa. L'imposizione del pallio, che per tradizione avviene nel giorno della festa di San Pietro, sta ad indicare il particolare rapporto tra il metropolita che lo riceve e la Sede apostolica. Per questo chi riceve il pallio, come primo gesto giura ''fedelta' e obbedienza'' ai successori di Pietro. Il pallio, una stola di lana bianca, prima della benedizione papale e della consegna viene portato alla tomba di Pietro, quasi, come ha detto Benedetto XVI, per farglieli benedire. In questa occasione Benedetto XVI ha dedicato alla Chiesa di Roma la sua omelia. Cattolicita', ha ricordato ''significa universalita''': cio' ''non esprime solo una dimensione orizzontale, il raduno di molte persone nell'unita'; esprime anche una dimensione verticale: solo rivolgendo lo sguardo a Dio, solo aprendoci a Lui noi possiamo diventare veramente una cosa sola''. Citando sant'Ireneo di Lione, il Papa spiegato il legame tra cattolicita' e unita: ''Questa dottrina e questa fede la Chiesa disseminata in tutto il mondo custodisce diligentemente formando quasi un'unica famiglia: la stessa fede con una sola anima e un solo cuore, la stessa predicazione, insegnamento, tradizione come avesse una sola bocca. Diverse sono le lingue secondo le regioni, ma unica e medesima e' la forza della tradizione''. La Chiesa e' ''apostolica, perche' - ha spiegato il Papa - confessa la fede degli Apostoli e cerca di viverla. Vi e' una unicita' che caratterizza i Dodici chiamati dal Signore, ma esiste allo stesso tempo una continuita' nella missione apostolica. San Pietro nella sua prima lettera si e' qualificato come 'presbitero' con i presbiteri ai quali scrive. E con cio' ha espresso il principio della successione apostolica: lo stesso ministero che egli aveva ricevuto dal Signore ora continua nella Chiesa grazie all'ordinazione sacerdotale''. Festa grande, con i 32 arcivescovi applauditi dai presenti: particolare calore c'e' stato per mons. Stanislaw Dziwisz, gia' segretario di Giovanni Paolo II, ora nuovo arcivescovo di Cracovia. Tra coloro che hanno ricevuto il pallio, gli italiani mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, mons. Paolo Mario Virgilio Atzei, arcivescovo di Sassari e mons. Salvatore Nunnari, arcivescovo di Cosenza-Bisignano. Con loro ha ricevuto il pallio il cardinale segretario di Stato, Angelo Sodano, il quale nella sua qualita' di nuovo decano del Collegio cardinalizio (succeduto proprio al card. Ratzinger) e' ora vescovo della diocesi suburbicaria di Ostia.

Mons. Nunanri riceve il Pallio dal Papa insieme a Mons. Stanislao, ex segretario di Wojtyla

28/06 Mercoledì 29, ricorrenza della solennita' degli apostoli Pietro e Paolo, l'ex segretario di Giovanni Paolo II monsignor Stanislaw Dziwisz ricevera' il Pallio, simbolo dell'unione fra il Pontefice e gli arcivescovi da Benedetto XVI durante una solenne celebrazione che si svolgera' nella basilica vaticana. Fra i nuovi vescovi insigniti del Pallio ci sara' anche il nuovo arcivesvoco di Parigi, monsignor Andre' Vingt-Trois. Entrambi presto diventeranno cardinali. Papa Ratzinger imporra' il Pallio, ossia l'insegna liturgica riservata ai metropoliti, anche all'arcivescovo metropolita di Cosenza-Bisignano, monsignor Salvatore Nunnari. L'arcivescovo di Cosenza sara' accomapagnato per l'occasione dal vicario generale dell'arcidiocesi, monsignor Lorenzo Bilotto e da numerosi sacerdoti e fedeli. Monsignor Nunnari e' gia' giunto oggi a Roma per prendere parte, in serata, alla celebrazione per l'apertura della causa di canonizzazione di Giovanni Paolo II, nella basilica di San Giovanni in Laterano.

L’Arcivescovo di Cosenza, Mons. Nunnari, riceverà il 29, da Papa Benedetto XVI, l’imposizione del Pallio

27/06 Mercoledì 29 giugno, Solennità dei SS. Pietro e Paolo, nella Basilica di San Pietro, il Santo Padre Benedetto XVI imporrà all’Arcivescovo Metropolìta di Cosenza-Bisignano, Mons. Salvatore Nunnari, il Pallio, cioè l’insegna liturgica riservata ai Metropolìti. Il Padre Arcivescovo sarà accompagnato dal Vicario generale dell’Arcidiocesi, Mons. Lorenzo Bilotto, e da numerosi sacerdoti e fedeli. Il Padre Arcivescovo sarà a Roma già il 28 giugno per prendere parte, in serata, alla celebrazione per l’apertura della causa di canonizzazione di Papa Giovanni Paolo II, nella Basilica di San Giovanni in Laterano.
Il Pallio è una stola di lana bianca, adorna di sei croci di seta nera. Prima di essere conferito, è conservato in una cassetta d’argento presso l’altare della Confessione sulla tomba di San Pietro e per tale motivo è considerato una vera e propria reliquia. Non è un caso che la celebrazione del conferimento si tenga nel giorno in cui la liturgia fa memoria dell’Apostolo Pietro, Vescovo di Roma, e che la consegna del Pallio avvenga per mano del suo successore: è evidente il riferimento all’unità della Chiesa.
Il Metropolìta è il Vescovo di una Diocesi “metropolitana”: come si ricorderà, il primo maggio 2001, in una solenne celebrazione nella Cattedrale di Cosenza, alla presenza del Nunzio apostolico in Italia, fu resa esecutiva la bolla pontificia che elevava l’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano a Metropolìa e istituiva la corrispondente provincia ecclesiastica, con l’Arcidiocesi di Rossano-Cariati, la Diocesi di San Marco Argentano Scalea e la Diocesi di Cassano allo Jonio come “suffraganee”.
Il Pallio indica la potestà gerarchica rivestita dal Metropolìta nella provincia ecclesiastica, in comunione con la Chiesa di Roma. Egli presiede la provincia ecclesiastica ed è chiamato – secondo il canone 436 del Codice di Diritto Canonico – a vigilare perché siano osservate la fede e la disciplina ecclesiastica e a fare, in alcuni casi, azione di supplenza, senza sostituirsi ai Vescovi delle Diocesi suffraganee nell’azione pastorale.
Un’interessante spiegazione del simbolo del Pallio è stata data da Papa Benedetto XVI nell’omelia del 24 aprile scorso, durante la celebrazione in cui a lui stesso è stato imposto il Pallio e consegnato l’anello del Pescatore per l’inizio del Ministero Petrino: «Invece di esporre un programma – affermava il Santo Padre – io vorrei semplicemente cercare di commentare i due segni con cui viene rappresentata liturgicamente l’assunzione del Ministero Petrino; entrambi questi segni, del resto, rispecchiano anche esattamente ciò che viene proclamato nelle letture di oggi.
Il primo segno è il Pallio, tessuto in pura lana, che mi viene posto sulle spalle. Questo antichissimo segno, che i Vescovi di Roma portano fin dal IV secolo, può essere considerato come un’immagine del giogo di Cristo, che il Vescovo di questa città, il Servo dei Servi di Dio, prende sulle sue spalle. Il giogo di Dio è la volontà di Dio, che noi accogliamo. E questa volontà non è per noi un peso esteriore, che ci opprime e ci toglie la libertà. Conoscere ciò che Dio vuole, conoscere qual è la via della vita – questa era la gioia di Israele, era il suo grande privilegio. Questa è anche la nostra gioia: la volontà di Dio non ci aliena, ci purifica – magari in modo anche doloroso – e così ci conduce a noi stessi. In tal modo, non serviamo soltanto Lui ma la salvezza di tutto il mondo, di tutta la storia.
In realtà il simbolismo del Pallio è ancora più concreto: la lana d’agnello intende rappresentare la pecorella perduta o anche quella malata e quella debole, che il pastore mette sulle sue spalle e conduce alle acque della vita. La parabola della pecorella smarrita, che il pastore cerca nel deserto, era per i Padri della Chiesa un’immagine del mistero di Cristo e della Chiesa. L’umanità – noi tutti - è la pecora smarrita che, nel deserto, non trova più la strada. Il Figlio di Dio non tollera questo; Egli non può abbandonare l’umanità in una simile miserevole condizione. Balza in piedi, abbandona la gloria del cielo, per ritrovare la pecorella e inseguirla, fin sulla croce. La carica sulle sue spalle, porta la nostra umanità, porta noi stessi. Egli è il buon pastore, che offre la sua vita per le pecore. Il Pallio dice innanzitutto che tutti noi siamo portati da Cristo. Ma allo stesso tempo ci invita a portarci l’un l’altro. Così il Pallio diventa il simbolo della missione del pastore, di cui parlano la seconda lettura ed il Vangelo. La santa inquietudine di Cristo deve animare il pastore: per lui non è indifferente che tante persone vivano nel deserto. E vi sono tante forme di deserto. Vi è il deserto della povertà, il deserto della fame e della sete, vi è il deserto dell’abbandono, della solitudine, dell’amore distrutto. Vi è il deserto dell’oscurità di Dio, dello svuotamento delle anime senza più coscienza della dignità e del cammino dell’uomo. I deserti esteriori si moltiplicano nel mondo, perché i deserti interiori sono diventati così ampi. Perciò i tesori della terra non sono più al servizio dell’edificazione del giardino di Dio, nel quale tutti possano vivere, ma sono asserviti alle potenze dello sfruttamento e della distruzione. La Chiesa nel suo insieme, ed i Pastori in essa, come Cristo devono mettersi in cammino, per condurre gli uomini fuori dal deserto, verso il luogo della vita, verso l’amicizia con il Figlio di Dio, verso Colui che ci dona la vita, la vita in pienezza. Il simbolo dell’agnello ha ancora un altro aspetto. Nell’Antico Oriente era usanza che i re designassero se stessi come pastori del loro popolo. Questa era un’immagine del loro potere, un’immagine cinica: i popoli erano per loro come pecore, delle quali il pastore poteva disporre a suo piacimento. Mentre il pastore di tutti gli uomini, il Dio vivente, è divenuto lui stesso agnello, si è messo dalla parte degli agnelli, di coloro che sono calpestati e uccisi. Proprio così Egli si rivela come il vero pastore: “Io sono il buon pastore… Io offro la mia vita per le pecore”, dice Gesù di se stesso (Giovanni 10, 14s). Non è il potere che redime, ma l’amore! Questo è il segno di Dio: Egli stesso è amore. Quante volte noi desidereremmo che Dio si mostrasse più forte. Che Egli colpisse duramente, sconfiggesse il male e creasse un mondo migliore. Tutte le ideologie del potere si giustificano così, giustificano la distruzione di ciò che si opporrebbe al progresso e alla liberazione dell’umanità. Noi soffriamo per la pazienza di Dio. E nondimeno abbiamo tutti bisogno della sua pazienza. Il Dio, che è divenuto agnello, ci dice che il mondo viene salvato dal Crocifisso e non dai crocifissori. Il mondo è redento dalla pazienza di Dio e distrutto dall’impazienza degli uomini.
Una delle caratteristiche fondamentali del pastore deve essere quella di amare gli uomini che gli sono stati affidati, così come ama Cristo, al cui servizio si trova. “Pasci le mie pecore”, dice Cristo a Pietro, ed a me, in questo momento. Pascere vuol dire amare, e amare vuol dire anche essere pronti a soffrire. Amare significa: dare alle pecore il vero bene, il nutrimento della verità di Dio, della parola di Dio, il nutrimento della sua presenza, che egli ci dona nel Santissimo Sacramento».

Solenni celebrazioni in ricordo di San Josemarì a Escrivà anche in Calabria

26/06 Oggi ricorre il trentesimo anniversario della morte di San Josemari'a Escriva'. Per la circostanza in tutto il mondo si celebreranno delle Messe. In Italia monsignor Javier Echevarria, prelato dell'Opus Dei, ha celebrato la messa in onore di san Josemaria ieri a Roma, nella Chiesa di S. Eugenio. Ancora a Roma, si celebrera' questo pomeriggio il trentennale della scomparsa del fondatore dell'Opus Dei, nella chiesa di S. Josemaria alle ore 18.30. La funzione sara' celebrata dal cardinale Julian Herranz. Altre messe si terranno a Sesto San Giovanni (lunedi' 27, ore 18,30, nella Basilica di S. Stefano); a Brescia (lunedi' 27, ore 18.30, Duomo), a Verona (lunedi' 27 giugno, h. 18.30, Duomo) celebra mons. Flavio Roberto Carraro; a Venezia (lunedi' 27 giugno, h.18.30, Basilica di San Marco). E ancora, in differenti date, da mercoledi' fino al 1 luglio: a Conegliano Veneto (Tv); a Trieste; a Udine; a Genova; a Torino; a Bologna; a Firenze; a Prato; a Perugia; a S. Benedetto del Tronto; a Pesaro; a Pescara; a L'Aquila; a Castelgandolfo; a Napoli; a Ischia Porto; a Bari; a Lecce; a Taranto; a Foggia; a Potenza; a Matera; a Cosenza; a Catanzaro; a Reggio; a Cagliari; a Nuoro; a Sassari; a Palermo; a Catania; a Messina; a Trapani; a Siracusa; a Caltanissetta. A Cosenza una messa celebrativa è stata celebrata nelal giornata di sabato 24 scorso. Infine, per l'occasione, la casa editrice Leonardo International ha completato la pubblicazione in tre volumi della biografia di San Josemari'a Il Fondatore dell'Opus Dei dello storico Andre's Vazquez de Prada, per un totale di 2219 pagine.

Il Papa all’Angelus definisce la Chiesa patria dei rifugiati ed invita alla solidarietà

19/06 Nuovo festoso incontro con la folla per Benedetto XVI, che oggi alla preghiera dell'Angelus ha avuto modo di scherzare su un mini raduno di Ferrari organizzato in piazza San Pietro, ma ha soprattutto richiamato la Chiesa alla responsabilita' verso i rifugiati, uomini ma anche donne e bambini, costretti a lasciare patria e casa: il papa ha chiesto ai cristiani gesti ''concreti di solidarieta', perche' chiunque si trova lontano dal proprio paese senta la chiesa come una patria dove nessuno e' straniero''. Alle migliaia di persone presenti, una folla che e' rimasta costante negli appuntamenti pubblici dei due mesi di pontificato di Ratzinger che oggi proprio festeggia il secondo mese dalla elezione, il papa ha anche augurato ''buon tempo di vacanze''. Una presenza sempre molto affettuosa nei confronti del papa, interrotto piu' volte dagli applausi. Un affetto ricambiato da Ratzinger con sorrisi e numerosi saluti con la mano e con un eloquente ''grazie per tutto''. E un saluto e' stato fatto dal papa anche alla ventina di Ferrari radunate in piazza San Pietro dall'associazione Easy Rider: ''Le vediamo e tra poco anche le sentiamo'', ha detto riferendosi al rombo del motore delle auto del cavallino rampante. Le auto, che sono state fatte entrare nell'emiciclo destro della piazza, erano tutti modelli nuovi o recenti del cavallino rampante, rosse, ma anche gialle, nere e color argento. Ma il momento piu' importante dell'Angelus e' stato quando Benedetto XVI ha affermato che la chiesa ''si sente vicina'' a quanti vivono la ''dolorosa condizione'' dell'essere rifugiato, ricordando che domani si celebra la giornata mondiale del rifugiato, promossa dalle Nazioni Unite ''per tenere viva l'attenzione sui ''problemi di coloro che debbono abbandonare forzatamente la patria''. Approfondendo il tema della giornata mondiale, ''Il coraggio di essere rifugiato'', il papa ha detto che questo ''pone l'accento sulla forza d'animo richiesta a chi deve lasciare tutto, a volte perfino la famiglia, per scampare a gravi difficolta' e pericoli. La Comunita' cristiana si sente vicina a quanti vivono questa dolorosa condizione; si sforza di sostenerli e in diversi modi manifesta loro il suo interessamento e il suo amore che si traduce in concreti gesti di solidarieta', perche' chiunque si trova lontano dal proprio Paese senta la Chiesa come una patria dove nessuno e' straniero'. Per Benedetto XVI, ''l'attenzione amorevole dei cristiani verso chi e' in difficolta' e il loro impegno per una societa' piu' solidale si alimentano continuamente con la partecipazione attiva e consapevole all'Eucaristia. Chi si nutre con fede di Cristo alla mensa eucaristica assimila il suo stesso stile di vita, che e' lo stile del servizio attento specialmente alle persone piu' deboli e svantaggiate. La carita' operosa, infatti, e' un criterio che comprova l'autenticita' delle nostre celebrazioni liturgiche''. ''L'Anno dell'Eucaristia, che stiamo vivendo - ha concluso Ratzinger - aiuti le comunita' diocesane e parrocchiali a ravvivare questa capacita' di andare incontro alle tante poverta' del nostro mondo. Quest'oggi vogliamo affidare, in particolare, gli uomini, le donne e i bambini che vivono la condizione di rifugiati alla materna protezione di Maria Santissima, che, insieme allo sposo san Giuseppe e al piccolo Gesu', conobbe l'amarezza dell'esilio, quando l'assurda persecuzione del re Erode costrinse la santa Famiglia a fuggire in Egitto. Preghiamo la Vergine Santissima perche' questi nostri fratelli e sorelle incontrino sulla loro strada accoglienza e comprensione''. Infine, Benedetto XVI ha ricordato al termine dell'Angelus che oggi si conclude a Varsavia, il Congresso Eucaristico della Polonia e che durante la solenne concelebrazione presieduta dal card. Jozef Glemp sono stati iscritti nell'albo dei Beati ''tre figli di quella nobile Nazione: Ladislao Findysz, Bronislao Markiewicz e Ignazio Klopotowski''. ''Auspico - ha aggiunto il papa - che questo significativo evento ecclesiale contribuisca a rafforzare lo spirito di riconciliazione fraterna, fondamento necessario per l'edificazione della comunione di quanti partecipano all'unica mensa di Cristo. Cosi' il Redentore rimarra' sempre nelle nostre famiglie, come e' detto nel tema del Congresso: 'Rimani,Signore, nelle nostre famiglie. Dio vi benedica' '', ha concluso pronunciando in buon polacco le ultime due frasi.

La Chiesa inizia il primo congresso sulla lotta alla prostituzione

19/06 La chiesa cattolica scende in campo contro la prostituzione, un fenomeno sempre piu' preoccupante, che coinvolge milioni di persone. Il pontificio consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti dedica, lunedì e martedì, due giornate di studio e di riflessione al dramma delle donne costrette a prostituirsi. E' il primo incontro internazionale promosso dal dicastero vaticano per la liberazione delle donne di strada. Un fenomeno che ''coinvolge ogni anno un milione di persone'', ha detto a Radio Vaticana mons. Agostino Marchetto, segretario del consiglio per i migranti: ''mi riferisco al traffico di esseri umani, con donne e bambini in posizione di maggior rischio, provenienti dai Paesi in via di sviluppo. Solo in Thailandia si calcolano fra le 150 e 200 mila le donne di strada, tra le quali 35 mila hanno meno di 18 anni. In Italia, si calcola che siano 40 mila le donne di strada, 4 mila delle quali minorenni, e moltissime extraeuropee''. ''Il nostro Congresso - ha detto il vescovo - e' un'occasione per pensare insieme, a livello di Chiesa universale, con la sollecitudine partecipata del Santo Padre per tutte le Chiese, anche a questo dramma del mondo di oggi, a questa nuova schiavitu'. L'esperienza condivisa ci aiutera' a stabilire alcuni orientamenti pastorali comuni, che si traducano in un apostolato dell'accoglienza, con relativi programmi nei loro vari aspetti, umani, familiari, sociali, economici, ecclesiali. Non dobbiamo avere paura nell'affrontare i drammi del nostro tempo per quanto gravi e dobbiamo 'vincere il male con il bene'. Forse il nostro Congresso sara' una goccia di acqua dolce nel gran mare salato della sofferenza umana, ma se non ci fosse, nella visione di Madre Teresa di Calcutta, qualcosa in esso mancherebbe''. Tra i relatori del congresso, anche don Oreste Benzi, responsabile della Comunita' Papa Giovanni XXIII, da tanti anni ormai impegnato ad aiutare le donne a liberarsi dalla schiavitu' della prostituzione: ''Il Congresso e' un passo in avanti notevolissimo ed importantissimo: e' la Chiesa intera che si pone il problema di questa orribile e terribile schiavitu'. E' una risposta alla speranza che tutte le schiave del mondo e le schiave specialmente italiane attendevano dalla Chiesa''. ''Nel medesimo tempo - ha aggiunto don Benzi - e' anche una spinta a debellare tutto il commercio che viene compiuto dai criminali. Ma rappresenta anche un monito molto forte che viene dato ai clienti, che sono in realta' i primi colpevoli della prostituzione coatta''. Per quanto riguarda l'Italia, don Benzi ha detto che ci sono segnali di ''peggioramento. Adesso, infatti, i criminali forniscono anche prostitute minorenni e soprattutto le minorenni romene, che costituiscono una parte principale della domanda che c'e' da parte dei clienti. C'e' una perversione sempre maggiore nei clienti, perche' chiedono le minorenni, chiedono le bambine''. Sul ruolo della chiesa, don Benzi ha affermato che ''anzitutto ogni parrocchia in Italia dovrebbe adottare una ex prostituta: ci sono 24 mila parrocchie e gia' potremmo andare incontro a 24 mila ragazze, che possono trovare all'interno della comunita' parrocchiale un popolo che si prenda carico di queste creature fornendo loro il lavoro. Questo sarebbe certamente un segnale grandioso nella Chiesa. Ma, nel medesimo tempo, si potrebbe operare su un'illuminazione maggiore per quanto riguarda i cosiddetti clienti, con un impegno forte. Si potrebbe anche costituire in ogni parrocchia un comitato che si occupi di andare a cercare queste ragazze per la strada, cosi' come facciamo noi''. ''All'interno della popolazione, io direi quasi al cento per cento, c'e' la coscienza e il sentire che le schiave debbano essere liberate tutte, tutte! La Chiesa puo' far forza su questo senso comune profondo. La gente pensa pero' che le prostitute non siano tutte schiave e quindi si dice che si tratta di un male minore e si potrebbe rinchiuderle nei villaggi a luci rosse. Se vengono pero' illuminate bene, le persone arrivano a capire che la donna e' il bene piu' grande dell'umanita' e che ogni ferita apportata a lei, e' una ferita apporta alla comunita'. Dobbiamo quindi avere il coraggio - ha concluso don Benzi - come nell'ultima campagna referendaria, di dire finalmente come stanno le cose. I cristiani hanno ragione, sembra quasi che chiedano scusa di esistere. Io non sono pessimista, se la Chiesa si unisce insieme''.

Wojtyla verso la beatificazione. Aperta una e-mail per segnalare le grazie

19/06 Chi vuole ''partecipare'' alla causa di beatificazione di Giovanni Paolo II lo puo' fare scrivendo lettere di ammirazione o raccontando eventuali ''grazie ricevute'', sia attraverso la posta normale, sia con la e-mail: postulazione.giovannipaoloII@vicariatusurbis.org. Lo ha detto don Slawomir Oder, polacco di 45 anni, postulatore per il vicariato di Roma per la causa di beatificazione di Karol Wojtyla, a Roma Sette, il supplemento domenicale di Avvenire della diocesi romana. Si puo' partecipare alla causa, spiega don Oder, ''innanzi tutto pregando per l'intercessione di papa Wojtyla'', ma anche scrivendo direttamente al vicariato, o mandando un'offerta. Il religioso, che il 28 giugno, giorno della solenne apertura del processo di beatificazione, giurera' a San Giovanni in Laterano insieme ai sei tra vicari, giudici e notai interessati alla causa, ha detto che il lavoro di analisi dei documenti e' gia' iniziato e sono 635 le ''posizioni'' relative agli scritti e ai libri del papa polacco, a partire da ''L'Apostolo'' del 1949 dedicato al Jan Tyranowski, considerato da Wojtyla una sorta di suo maestro di vita. Sotto esame anche le poesie e gli articoli di giornale. Don Oder ha spiegato che la causa seguira' l'iter normale, nonostante sia iniziata, per decisione di Benedetto XVI, prima dei cinque anni canonici previsti dalla morte del servo di Dio. Dopo gli scritti, sara' la volta delle testimonianze, dalle quali potrebbe giungere la notizia di grazie ricevute e di un ''eventuale miracolo'' su cui si dovranno pronunciare gli esperti. Chiusa la fase diocesana, tutto poi passera' alla congregazione delle cause dei santi, per il parere del Vaticano.

Dedicata all’Eucarestia la rivista Vivarium

15/06 La rivista di scienze teologiche Vivarium, a cura dell' Istituto teologico regionale San Pio X, pubblicata dalle Edizioni Ursini di Catanzaro, con il numero di giugno in distribuzione in questi giorni, e' entrata nel suo tredicesimo anno di vita. ''Un successo editoriale - e' detto in una nota della Ursini editore - maturato grazie alla rigorosa scelta dei testi effettuata nel corso degli anni dai direttori che si sono man mano succeduti, tutti di alto profilo, tra cui mons. Domenico Graziani, vescovo di Cassano allo Jonio; don Antonio Stagliano', docente di ''Teologia sistematica'' e attuale direttore dell'Istituto teologico, e don Vincenzo Lopasso, docente di Sacre scritture ed autore di alcuni interessanti volumi'', tra i quali ''Breve storia d'Israele''. Il nuovo numero, interamente dedicato all' Eucaristia, si apre con un articolo dell' arcivescovo di Catanzaro, mons. Antonio Ciliberti, dal titolo ''Il sacramento dell'Eucaristia''. Su Vivarium anche la rubrica ''Ragioni e domande'' che accoglie i contributi di Bernardo Gianluigi Boschi (L'Eucaristia, il Sacramento dell'Amore. Per una fondazione biblica del rapporto Eucaristia ed Agape'') e di Giovanni Mazzillo (Eucaristia e testimonianza nella carita'). Nella rubrica ''Urgenze e prospettive'' sono stati accolti gli articoli di don Pino Silvestre e del professor Gesualdo De Luca. La rivista pubblica infine la rubrica ''Comunicazioni e strumenti'' con un saggio di mons. Ignazio Schinella, dal titolo ''L'Eucaristia e la Chiesa: l'eredita' di Giovanni Paolo II e il patrimonio di Benedetto XVI'', e l'articolo ''Il pensiero eucaristico di Calvino: terreno di scontro o di dialogo tra i cristiani?'' di Salvatore Borzi'.

Appello del Papa per la liberazione della Cantoni

05/06 L'accorato appello per la liberazione della volontaria italiana Clementina Cantoni, un pensiero per le regioni del mondo che sperimentano tensioni sociali e gravi conflitti, e in particolare per la Bolivia, l'invito affinchè lo sport favorisca la fratellanza e la solidarietà fra le persone. Benedetto XVI sceglie il tema della pace e della fratellanza tra i popoli nel suo primo Angelus di giugno. Lo fa con parole coraggiose di fronte ad una piazza san Pietro gremita di fedeli. La folla ha applaudito a lungo Papa Ratzinger per l'appello a favore dell'italiana di 'Care International' Clementina Cantoni, rapita in Afghanistan il 16 maggio scorso. "Volgendo il pensiero ad un altro teatro di tensioni e di scontri - ha detto il pontefice - unisco la mia voce a quella del presidente della Repubblica italiana, del presidente dell'Afghanistan e dei popoli italiano ed afgano per chiedere la liberazione della volontaria italiana Clementina Cantoni. La dolorosa esperienza che questa nostra sorella sta vivendo - ha aggiunto - sia di stimolo a ricercare con ogni mezzo la pacifica e fraterna intesa tra gli individui e le nazioni". Il Papa si è soffermato poi sulla difficile situazione che sta vivendo la Bolivia, mostrando la propria preoccupazione per quei Paesi che "sperimentano, nell'ora presente, tensioni sociali e politiche, che rischiano in alcuni casi di sfociare in gravi conflitti". "Il mio pensiero - ha sottolineato Papa Ratzinger - va particolarmente alla Bolivia e alla preoccupante situazione che si sta vivendo". Da qui l'invito del pontefice ai fedeli a "pregare per quella cara popolazione", nella speranza che "prevalgano in tutti la ricerca del bene comune, il senso di responsabilità e la disponibilità al dialogo aperto e leale". La situazione in Bolivia continua a peggiorare di giorno in giorno, soprattutto nella capitale La Paz, da due settimane teatro di violenti disordini e dove ormai scarseggiano viveri e combustibile. Infine, l'invito di Benedetto XVI affinchè lo sport favorisca "la fratellanza e la solidarietà tra le persone e il rispetto e la valorizzazione dell'ambiente naturale". Ricordando che oggi si celebra la Giornata dello sport, il pontefice ha sottolineato il "legame fra sport e natura" e ha auspicato che lo sport venga "praticato in modo sano e armonico a tutti i livelli".
All’inizio dell’Angelus il Papa si è affidato al cuore Immacolato di Maria. "Il cuore che piu' d'ogni altro rassomiglia a quello di Cristo e' senza dubbio il cuore di Maria, sua Madre Immacolata, e proprio per questo la liturgia li addita insieme alla nostra venerazione. Rispondendo all'invito rivolto dalla Vergine a Fatima, affidiamo al suo cuore immacolato il mondo intero, perche' sperimenti l'amore misericordioso di Dio e conosca la vera pace". Benedetto XVI, affacciato alla finestra del suo studio per la recita dell'Angelus, ha ricordato come, nel linguaggio biblico, il "cuore" indichi "il centro della persona, la sede dei suoi sentimenti e delle sue intenzioni. Nel cuore del Redentore noi adoriamo l'amore di Dio per l'umanita', la sua volonta' di salvezza universale, la sua infinita misericordia. Rendere culto al Sacro cuore di Cristo significa, pertanto, adorare quel cuore che, dopo averci amato sino alla fine, fu trafitto da una lancia e dall'alto della croce effuse sangue e acqua, sorgente inesauribile di vita nuova". "La festa del Sacro cuore (che ricade nel venerdì della settimana dopo il Corpus Domini e precede la festa del Cuore di Gesù, ricordato sabato scorso ndr) e' stata anche la Giornata mondiale per la santificazione dei sacerdoti, occasione propizia per pregare affinche' i presbiteri nulla antepongano all'amore di Cristo. Profondamente devoto al cuore di Cristo fu il beato Giovanni Battista Scalabrini vescovo, patrono dei migranti, di cui il 1 giugno abbiamo ricordato il centenario della morte. Egli fondo' i missionari e le missionarie di San Carlo Borromeo, detti "Scalabriniani", per l'annuncio del Vangelo tra gli emigranti italiani". "Ricordando questo grande vescovo - ha concluso il Santo padre - rivolgo il mio pensiero a coloro che si trovano lontani dalla patria e spesso anche dalla famiglia ed auspico che incontrino sempre sul loro cammino volti amici e cuori accoglienti, capaci di sostenerli nelle difficolta' di ogni giorno".

Nessuna alternativa per la chiesa alla famiglia. Il matrimonio è inostituibile

04/06 La Chiesa non puo' che annunciare, in sintonia con i piani di Dio, che "il matrimonio e la famiglia sono insostituibili e non ammettono altre alternative". Lo ha scritto il Papa nella lettera indirizzata al cardinale Alfonso López Trujillo, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, in occasione dell'Incontro mondiale delle famiglie che avra' luogo nella prima settimana di luglio 2006 a Valencia, in Spagna. Appuntamento, giunto alla quinta edizione, convocato lo scorso 22 febbraio da Giovanni Paolo II. Nella lettera il Pontefice, nel confermare questo appuntamento, ricorda l'assemblea speciale del Sinodo dei vescovi dedicato nel 1980 alla famiglia e da cui scaturi' l'Esortazione apostolica "Familiaris consortio". Un documento - sottolinea ancora Ratzinger - che "analizza profondamente l'identita' e la missione della famiglia e la qualifica come chiesa domestica e santuario di vita". E Benedetto XVI ricorda anche che egli stesso, in quella occasione, fu relatore generale dell'assemblea, ed oggi torna su un tema a lui caro: la solidita' della famiglia, l'indissolubilita' del matrimonio. Come ha fatto stamattina incontrando i pellegrini della diocesi di Verona, ai quali ha parlato di terra dove anche li' "ci sono tanti divorzi e tante unioni irregolari". Il Papa ribadisce nella lettera al card. Lopez Trujillo che tutti i popoli, se si vuol dare un senso veramente umano alla societa', "non possono ignorare il bene prezioso della famiglia, fondata sul matrimonio". E quando si dice alleanza matrimoniale, per la quale marito e moglie costituiscono tra loro un consorzio per tutta la vita, fondato per sua stessa indole naturale al bene dei coniugi e dei figli e all'educazione della prole, equivale a parlare di "fondamento della famiglia, patrimonio e bene comune dell'umanita'". E proprio per questo la Chiesa non puo' che annunciare l'insostituibilita' del matrimonio e della famiglia, non vedendo alternative ad essi. "La famiglia cristiana - scrive ancora Ratzinger - ha, oggi piu' mai, un compito nobilissimo ed ineludibile, come quello di trasmettere la fede, che implica l'affidarsi a Gesu' e l'inserimento nella comunita' ecclesiale. I genitori sono i primi evangelizzatori dei figli, dono prezioso di Dio, cominciando con l'insegnamento delle prime preghiere. In questo maniera si costruisce un universo morale radicato nella volonta' divina, nel quale il figlio cresce con i valori umani e cristiani che danno pieno senso alla vita".

Don Stanislao, l'ex segretario di Papa Wojtyla, nominato vescovo di Cracovia

03/06 Papa Ratzinger ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell'arcidiocesi di Cracovia presentata dal cardinale Franciszek Macharski, per raggiunti limiti di età, e ha nominato suo successore monsignor Stanislaw Dziwisz. La nomina è stata ufficializzata oggi, come aveva anticipato ieri Apcom. Si tratta di un grande riconoscimento che prelude alla porpora cardinalizia. 'Don Stanislao', come è sempre stato chiamato in Vaticano colui che per 40 anni è stato il segretario personale di Wojtyla, dapprima a Cracovia, quando era cardinale, e poi, per 26 anni, quando fu eletto pontefice prendendo il nome di Giovanni Paolo II, diventerà cardinale al prossimo concistoro. Stanislao è stata l'ombra del pontefice defunto, la persona a lui più cara, una sorta di figlio che lo ha accudito amorevolmente durante la lunga e penosa malattia, ma anche il depositario e custode dei segreti. StanisLaw Dziwisz nasce il 27 aprile 1939 a Raba Wyona, un piccolo paese vicino a Cracovia, figlio di Stanislao e Sofia Bielarczyk. Dopo aver superato gli esami di maturità nel liceo classico, nel 1957 decide di farsi prete entrando nel seminario maggiore di Cracovia, dove compie gli studi filosofici e teologici. E' stato ordinato prete nel 1963 nella Cattedrale di Cracovia dall'allora arcivescovo Karol Wojtyla. Dal 1963 al 1965 ha lavorato come viceparroco nella parrocchia di Makow Podhalanski. Successivamente viene inviato a continuare gli studi liturgici presso la Facoltà di Teologia di Cracovia, dove consegue la licenza in Teologia (1967). Nel 1981 ha ottenuto il dottorato in Teologia presso la Pontificia Facoltà di Teologia a Cracovia con la tesi di laurea sul culto di Santo Stanislao, figura centrale per la chiesa polacca durante il Concilio di Trento. Dal 1966 al 1978 Wojtyla lo vuole come segretario particolare all'arcivescovo di Cracovia. Nello stesso tempo insegna liturgia presso l'Istituto Superiore Catechetico a Cracovia, fa il 'giornalista' al periodico ufficiale della Curia Vescovile "Notificationes e Curia Metropolitana Cracoviensi". Ha partecipato ai lavori del Comitato dell'Anno Santo (1974-1975) ed ha lavorato nella Commissione Generale e in quelle per il culto divino e per la santificazione del tempo del sinodo arcidiocesano di Cracovia (1972-1979). È stato co-editore del Cerimoniale Diocesano e del Manuale Parrocchiale. Dall'elezione di Giovanni Paolo II, ha svolto la funzione di segretario particolare del defunto pontefice(1978-2005). Nel 1995 viene nominato canonico del Capitolo Metropolitano di Leopoli (Ucraina), nel 1996 Protonotario Apostolico di numero, e nel 1997 Canonico del Capitolo Metropolitano di Cracovia. Nel 1998 il Papa lo promuove assegnandogli l'incarico di Prefetto Aggiunto della Casa Pontificia ricevendo l'ordinazione episcopale dalle mani di Giovanni Paolo II il 19 marzo 1988. È stato elevato alla dignità arcivescovile nel 2003. È autore del Culto di San Stanislao Vescovo a Cracovia fino al Concilio di Trento (Cracovia 1981; Roma 1984) e delle memorie sull'attentato al Santo Padre Giovanni Paolo II, "Ho toccato questo mistero" (Lublin 2001), come anche redattore dei successivi volumi dei testi pontifici editi in lingua polacca dalla Libreria Editrice Vaticana. È anche vicepresidente della Fondazione Giovanni Paolo II. Ha ricevuto la medaglia "Benemerenti" della Pontificia Accademia di Teologia a Cracovia ed il dottorato "honoris causa" dell'Università Cattolica di Lublino.

Messaggio di Papa Ratzinger all’Unesco: “La pace si ottiene solo con il rispetto dei diritti dell’uomo”

02/06 Benedetto XVI in un Messaggio inviato all'Unesco ricorda la "relazione che unisce ogni uomo al Creatore della vita", rimarcando che da questo nesso ne deriva "la dignità inalienabile di ogni essere umano dal momento del suo concepimento alla sua fine naturale". Il testo del messaggio scritto in occasione del colloquio "Cultura, ragione e libertà", in corso a Parigi, lo ha affidato al cardinale Jean-Louis Tauran, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa. Nel testo Papa Ratzinger ribadisce l'appoggio del Vaticano all'Unesco a "mobilitare tutte le proprie forze, che sono innanzitutto di natura spirituale, per concorrere al bene dell'essere umano", soprattutto "in un mondo sottomesso alle esigenze della globalizzazione nelle relazioni economiche e più ancora delle informazione" dove si rende "necessario agire affinchè siano riconosciuti dovunque i diritti dell'uomo all'educazione e alla cultura, specialmente nei paesi più poveri". Papa Ratzinger ricorda anche la storica visita di Giovanni Paolo II all'organizzazione internazionale che avvenne esattamente 25 anni fa e fa proprie le parole pronunciate da Wojtyla in difesa dell'uomo e dei suoi diritti. "Dobbiamo provare immenso riconoscimento verso Giovanni Paolo II - afferma Ratzinger – che ha sempre sottolineato nei suoi insegnamenti il ruolo centrale e insostituibile dell'uomo, la sua dignità, fonte dei suoi diritti inalienabili". E ancora. "L'uomo è sempre il fattore primordiale e fondamentale della cultura". Da qui, l'invito a "costruire la pace cominciando dal rispetto di tutti i diritti umani, sia quelli che sono legati alla dimensione materiale ed economica, che quelli legati all'aspetto spirituale e interiore". "La Chiesa - ha concluso Papa Ratzinger - vuole portare il proprio contributo a servizio della comunità umana".

Sabato a Rossano un incontro su San Nilo

24/05 Si terra' sabato presso il Palazzo delle Culture - San Bernardino, nel Centro Storico di Rossano un incontro culturale, sul tema ''La personalita' e l' opera di San Nilo di Rossano'' a conclusione dell' omonimo progetto, co-organizzato dall' Amministrazione Comunale e dalla Pro Loco. E' prevista la partecipazione del Sindaco, Orazio Longo, della Presidente della Pro Loco cittadina Stella Pizzuti e gli interventi di Mons. Franco Milito, Coordinatore del Comitato Diocesano Promotore Millennio Nilano e Membro del Comitato Rossano per San Nilo e del Prof. Giovanni Morello, Presidente della Pontificia Fondazione per i beni e le attivita' artistiche della Chiesa. L' incontro culturale si concludera' con l' inaugurazione della mostra pittorica e con la consegna delle targhe di partecipazione ai pittori che hanno aderito al progetto.

Giovedì 26 la processione del Corpus Domini a Cosenza

23/05 Si svolgerà giovedì 26 maggio a Cosenza la processione del Corpus Domini, durante la quale l’Eucaristia sarà solennemente accompagnata lungo le strade della città.
Alle ore 20.00, in Cattedrale, l’Arcivescovo Metropolita Padre Salvatore Nunnari presiederà la celebrazione eucaristica, al termine della quale (alle ore 20.30 circa) lo stesso Pastore guiderà la processione lungo il seguente itinerario: corso Telesio, via Sertorio Quattromani, corso Mazzini, viale Trieste, via Monte Santo, piazza Scura, via Arabia, piazza Santa Teresa. Davanti alla chiesa di Santa Teresa (prevedibilmente intorno alle 21.30) Padre Nunnari pronuncerà l’omelia e impartirà la benedizione eucaristica.
La Solennità liturgica del Corpo e del Sangue di Cristo – che sarà celebrata domenica prossima, come avviene in Italia ormai da diversi anni – si colloca, in questo anno dedicato all’Eucaristia, nel contesto del XXIV Congresso Eucaristico Nazionale in corso a Bari, sul tema «Senza la domenica non possiamo vivere»: un tema che pone l’accento sul recupero del senso cristiano della domenica “giorno del Signore”, in cui si fa comunitariamente memoria della resurrezione di Gesù secondo la tradizione che risale alla prima comunità cristiana.
La processione si svolgerà giovedì (ripristinando, per quest’anno, l’antica consuetudine che poneva la celebrazione del Corpus Domini in questo giorno, nel ricordo dell’Ultima Cena di Gesù con i discepoli, il Giovedì Santo, consuetudine mai abbandonata nella città di Roma) perché domenica prossima, per la giornata conclusiva del Congresso Eucaristico, i Vescovi italiani – fra essi Padre Salvatore Nunnari - si recheranno a Bari per partecipare alla celebrazione con il Papa Benedetto XVI. Saranno molti anche i pellegrini (sacerdoti, religiosi, laici) presenti.
Proprio Benedetto XVI, all’inizio del suo mandato di Successore di Pietro, osservava: «In maniera quanto mai significativa, il mio pontificato inizia mentre la Chiesa sta vivendo lo speciale Anno dedicato all’Eucaristia (…). L’Eucaristia rende costantemente presente il Cristo risorto, che a noi continua a donarsi, chiamandoci a partecipare ala mensa del suo Corpo e del suo Sangue».

A Reggio la nuova redazione della rivista religiosa on line Calabria Ecclesia

20/05 Sara' il presidente della Conferenza episcopale calabrese, mons. Vittorio Mondello ad inaugurare la nuova sede del Giornale on-line della Conferenza Episcopale Calabra 'Calabria Ecclesia Magazine'. E' stata scelta una data molto suggestiva per inaugurare la nuova redazione: domani 21 maggio, festa della venuta a Reggio di S. Paolo, il grande comunicatore, che oggi navigherebbe nella rete informatica. Dopo circa cinque anni di vita il giornale della Chiesa calabrese, il primo on line di una Conferenza episcopale, si rinnova dunque con una grafica molto facile da leggere. Nuova la testata, con a sinistra la colonna paolina che ricorda il prodigio avvenuto nella rada dei giunchi dove Paolo approdo' nel 61 D.C., mentre il versetto ''...costeggiando arrivammo a Reggio'', tratto dagli Atti degli Apostoli (28,13), anche nelle versioni latina e greca, scorre a destra; al centro, invece, vengono mostrati i santuari piu' celebri della Calabria. I nuovi locali, che ospitano la redazione centrale, presso la parrocchia San Sperato di Reggio Calabria, saranno benedetti dal presidente della CEC, mons. Vittorio Mondello, presente anche il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti. Rinnovato nei contenuti tecnologici e nella veste grafica, il magazine, sempre diretto da don Giorgio Costantino, avra' cadenza settimanale con aggiornamenti quotidiani. L'home page offre le principali notizie della Chiesa italiana e regionale, e in solo colpo d'occhio permette la navigazione nelle varie sezioni in cui e' organizzato il giornale. La colonna di destra ospita le notizie delle 12 diocesi calabresi, ognuna in una sezione dedicata, curate dalle redazioni diocesane; i 3 seminari maggiori della regione con gli studentati teologici e il Centro ecclesiale regionale. La colonna di sinistra accoglie le 12 rubriche, varie nelle tipologie, e curate da esperti nel campo. Approfondimenti sono possibili con vari links agli indirizzi dei principali mass media cattolici e con documenti allegati. Il giornale è raggiungibile all'indirizzo www.calabriaecclesia2000.it. Calabria Ecclesia Magazine si avvarra' di una redazione centrale presso la parrocchia di S. Sperato a Reggio Calabria, di quattordici redazioni periferiche, tra cui una a Roma per seguire l'attivita' del Vaticano e della Conferenza episcopale italiana e una a Catanzaro per i lavori della Regione Calabria, del Centro ecclesiale regionale e della CEC, oltre a vari collaboratori per un totale di sessanta giornalisti. ''Siamo convinti che oggi la comunicazione del Vangelo - ha detto il presidente dei vescovi calabri mons. Mondello, orgoglioso insieme agli altri presuli dell'iniziativa - oggi non può avvenire senza tener conto dei nuovi linguaggi e delle nuova cultura generata dai media, ma soprattutto, prima ancora di strumenti e tecnologie e linguaggi, la rete e il villaggio globale hanno bisogno di autentici testimoni, che non temano di manifestare la propria appartenenza cristiana e la propria fede''.

Mons. Agostino presenta il volume su San Francesco di Paola”

18/05 Giovedì 19 maggio alle 19.30 a Cosenza, nella chiesa di S. Francesco di Paola, viene presentato il volume "Il viaggio incantato di San Francesco di Paola", scritto dal prof. Giuseppe N. Catrambone. L'Autore è nato a Catanzaro e, oltre essere docente presso l'Università di Genova, attualmente è il Primario della Divisione Regionale di Chirurgia Toracica dell'Ospedale San Martino di Genova. Il volume sarà presentato da Mons. Giuseppe Agostino. A distanza di 45 anni dal famoso discorso tenuto da Enrico Medi su S. Francesco, è la prima volta che un "uomo di scienza" si occupa del Paolano ed è pure la prima volta che il libro viene presentato in Calabria.

La reliquia del bastone di San Francesco di Paola arriva a Cosenza. Il programma dei festeggiamenti del Santo Patrono

15/05 Con l’arrivo stamani della reliquia di S. Francesco sono entrati nel vivo i festeggiamenti in onore del S. Patrono, anticipati quest’anno rispetto alla data tradizionale – ultima domenica di maggio - a motivo della festa del Corpus Domini.
La reliquia del bastone del Santo è giunta alle ore 11 nella Parrocchia di S. Francesco Nuovo, tenuta dai PP. Minimi, e vi ha sostato sino alle 19 quando, accompagnata da un lunghissimo corteo motorizzato, è ripartita alla volta della chiesa di S. Francesco, nel centro storico di Cosenza.
È la prima volta che questo bastone, attualmente custodito presso la Postulazione Generale dei Minimi a Roma, viene esposto alla pubblica venerazione dei fedeli in Calabria. Il frammento ligneo, custodito all’interno di un’antichissima teca, si trova ricoperto da uno strato di cera che ne impedisce il deterioramento, sulla quale sono stati apposti i sigilli ecclesiastici che ne garantiscono l’autenticità.
I festeggiamenti, apertisi il 12 maggio e che vedono ogni sera alternarsi le parrocchie cittadine nell’animazione della messa serale, si concluderanno il 22 maggio, con il solenne pontificale presieduto per la prima volta dal neo arcivescovo P. Salvatore Nunnari e con la processione cittadina.
I festeggiamenti di quest’anno, oltre che per la reliquia del bastone, si caratterizzeranno per due eventi culturali. Venerdì 20 maggio, alle ore 19.30, mons. Giuseppe Agostino ed il giornalista Francesco Kostner, presenteranno il recente volume Il viaggio incantato di San Francesco di Paola, scritto dal prof. GIUSEPPE N. CATRAMBONE, Primario della Divisione Regionale di Chirurgia Toracica dell'Ospedale San Martino di Genova. Alla presentazione del volume sarà presente l’illustre docente universitario, chirurgo da oltre un trentennio, uno dei tanti Calabresi che ha mantenuto saldi i contatti con le proprie origini. Il 21 maggio, alle ore 21, a cura della terza Circoscrizione cittadina, ci sarà un concerto per Quartetto d’archi.

Questo il programma dei festeggiamenti in onore di San Francesco di Paola che si tengono a Cosenza dal 12 al 22 maggio 2005

Giovedì 12 maggio
Ore 16 Apertura dei solenni festeggiamenti
Ore 16,30 Esposizione del Santissimo con Adorazione Eucaristica
Ore 17.30 Recista del Santo Rosario e Canto comunitario del Vespro
Ore 18.30 Santa Messa

Venerdì 13 maggio Inizio del Novenario
Sante messe alle ore 7.30 - 8.30 - 9.30 - 10.30 - 18.30
Ore 16,30 Esposizione del Santissimo con Adorazione Eucaristica
Ore 17.30 Recita del Santo Rosario e Canto comunitario del Vespro
Ore 18.30 Santa Messa con l’omelia di P.Cesare Silipo, Parroco di S.Francesco d’Assisi

Sabato 14 maggio
Sante messe alle ore 8.30 - 9.30 - 18.30
Ore 16,30 Esposizione del Santissimo con Adorazione Eucaristica
Ore 17.30 Recita del Santo Rosario e Canto comunitario del Vespro
Ore 18.30 Santa Messa in rito greco con l’omelia di P.Marius Barbat, Parroco del Ss. Salvatore

Domenica 15 maggio
Sante messe alle ore 8.30 - 10.30 – 12.00 -18.30
Ore 16,30 Esposizione del Santissimo con Adorazione Eucaristica
Ore 17.30 Recita del Santo Rosario e Canto comunitario del Vespro
Ore 18.30 Santa Messa con l’omelia di Don Germano Anastasio Parroco di S.Maria della Sanità
Ore 19.00 Corteo motorizzato con la reliquia del bastone di San Francesco

Lunedì 16 maggio
Sante messe alle ore 8.30 - 9.30 - 18.30
Ore 16,30 Esposizione del Santissimo con Adorazione Eucaristica
Ore 17.30 Recita del Santo Rosario e Canto comunitario del Vespro
Ore 18.30 Santa Messa con omelia di Don Mario Cassano Parroco di S. Agostino

Martedì 17 maggio
Sante messe alle ore 8.30 - 9.30 - 18.30
Ore 16,30 Esposizione del Santissimo con Adorazione Eucaristica
Ore 17.30 Recita del Santo Rosario e Canto comunitario del Vespro
Ore 18.30 Santa Messa con omelia di Don Emmanuel Doudou Parroco di S. Lucia

Mercoledì 18 maggio
Sante messe alle ore 8.30 - 9.30 - 18.30
Ore 16,30 Esposizione del Santissimo con Adorazione Eucaristica
Ore 17.30 Recita del Santo Rosario e Canto comunitario del Vespro
Ore 18.30 Santa Messa con omelia di Padre Pietro Girono Parroco di S. Giuseppe

Giovedì 19 maggio Giornata delle Vocazioni e inizio del Triduo in onore a San Francesco
Sante messe alle ore 8.30 - 9.30 - 18.30
Ore 16,30 Esposizione del Santissimo con Adorazione Eucaristica
Ore 17.30 Recita del Santo Rosario e Canto comunitario del Vespro
Ore 18.30 Santa Messa celebrata dal Molto Reverendo Padre Pietro Manca, Correttore Provinciale dei Minimi di Genova e predicatore del triduo conclusivo. La celebrazione verrà animata dalla Parrocchia di San Francesco Nuovo di via Popilia

Venerdì 20 maggio Giornata dell’Ordine dei Minimi
Sante messe alle ore 7.30 - 8.30 - 9.30 - 10.30 - 18.30
Ore 16,30 Esposizione del Santissimo con Adorazione Eucaristica
Ore 17.30 Recita del Santo Rosario e Canto comunitario del Vespro
Ore 18.30 Santa Messa con benedizione dei bambini e consegna del cingolo e dello scapolare. La celebrazione verrà animata dal Terz’Ordine dei Minimi.
Ore 19.30 Presentazione del volume “Il viaggio incantato di San Francesco di Paola” scritto dal Prof. Dott. Giuseppe Catrambone e dedicato alla vita del Santo. Interverrà Mons. Giuseppe Agostino. Presenta l’evento il giornalista Francesco Kostner.

Sabato 21 maggio Giornata mariana e conclusione del triduo e del novenario
Sante messe alle ore 8.30 - 9.30 - 18.30
Ore 16,30 Esposizione del Santissimo con Adorazione Eucaristica
Ore 17.30 Recita del Santo Rosario e Canto comunitario del Vespro
Ore 18.30 Santa Messa con Supplica alla Madonna del Miracolo, protettrice dell’Ordine dei Minimi. La celebrazione verrà animata dall’Apostolato della Preghiera.
Ore 21.00 Concerto d’archi

Domenica 22 maggio solennità di San Francesco di Paola a Cosenza
Sante messe alle ore 8.00 - 9.00 - 10.30 - 12.00 -18.30 - 19.30
Ore 9.00 Santa Messa con l’omelia del Molto Reverendo Padre Gregorio Colatorti, Correttore Provinciale dell’Ordine dei Minimi di Paola e Rettore della Basilica di Paola.
Ore 10.30 Consegna delle chiavi della città a San Francesco di Paola, Patrono di Cosenza, da parte del Sindaco Eva Catizone. La concelebrazione eucaristica sarà presieduta da Mons. Salvatore Nunnari Arcivescovo Metropolita di Cosenza-Bisignano
Ore 18.00 Inizio della processione per le vie della città con la statua del Santo secondo il seguente percorso: Via San Francesco di Paola, Via Alarico, Piazza Matteotti, Viale Trieste, Via Vittorio Veneto, Via Roma, Piazza Loreto, Via Caloprese, Piazza Fera, Viale degli Alimena, Piazza Scura, Via Monte Santo, Via Piave, Corso Mazzini, Piazza dei Bruzi, Via Sertorio Quattromani, Corso Telesio, Ponte San Francesco, Corso Plebiscito, Ponte Europa, Via Catanzaro, Ponte Alarico, Chiesa Santuario.
Si avvisa la citatdianzna che durante la processione non si raccolgono offerte.

Ai fedeli che partecipano alla preghiera davanti a Gesù Sacramentato è concessa l’indulgenza Plenaria alle solite condizioni: Confessione sacramentale, Comunione eucaristica e preghiera secondo l’intenzione dl Sommo Pontefice, con l’animo totalmente distaccato dall’affetto verso qualunque peccato.

Veglia di Pentecoste con l’Arcivescovo nella Chiesa di San Carlo Borromeo

11/05 Una veglia di preghiera in preparazione alla solennità di Pentecoste sarà celebrata nella Parrocchia di San Carlo Borromeo in Rende sabato 14 maggio alle ore 20,00. Presiederà Padre Salvatore Nunnari, Arcivescovo Metropolita di Cosenza-Bisignano. L’iniziativa è curata dal Servizio di Pastorale Giovanile dell’Arcidiocesi cosentina. La solennità di Pentecoste è la memoria liturgica dell’evento narrato nel Nuovo Testamento, precisamente nel libro degli Atti degli apostoli al capitolo 2, dove si racconta che nella festa ebraica di Pentecoste (“cinquanta giorni” dopo la Pasqua), gli apostoli vengono «riempiti di Spirito Santo» e iniziano ad annunciare la “buona notizia” (cioè l’“evangelo” dal greco, lingua del Nuovo Testamento) di Gesù: «Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi».

Compie 18 anni la Fondazione di Natuzza Evolo, la mistica di Paravati

05/05 La Fondazione del Cuore immacolato di Maria rifugio delle Anime di Natuzza Evolo compie 18 anni. Sabato, alle 16, e' in programma una processione che partira' dalla sede della Fondazione per ritornarvi per la solenne celebrazione eucaristica, presieduta dal cardinale Ignace Moussa Daoud, prefetto per le Chiese orientali. Si tratta, e' scritto in un comunicato, ''di un' occasione di preghiera e di festa, cui parteciperanno i soci, i cenacoli, le autorita' ed i fedeli che proverranno da tutta Italia e dall' estero, per ricordare il diciottesimo anniversario della costituzione della Fondazione''. Particolarmente importante, si afferma nella nota, e' la presenza del cardinale Moussa Daoud, in rappresentanza della Congregazione per le Chiese orientali, che ha origine dalla Congregatio de Propaganda Fide pro negotiis ritus orientalis eretta da papa Pio IX il 6 gennaio 1862 con la Costituzione Apostolica Romani Pontifices. Papa Benedetto XV la rese autonoma il primo maggio 1917, con il Motu Proprio Dei Providentis, e la denomino' Congragatio pro Ecclesia Orientali. Papa Paolo VI, con la Costituzione apostolica Regimini Ecclesiae Universae del 15 agosto 1967, modifico' il nome in Congregatio pro Ecclesiis Orientalibus. Il Dicastero ha ricevuto istituzionalmente dal Pontefice il mandato di porsi in collegamento con le Chiese orientali cattoliche per favorirne la crescita, salvaguardarne i diritti e mantenere vivi ed integri nella Chiesa Cattolica, accanto al patrimonio liturgico, disciplinare e spirituale della Chiesa latina, anche quelli delle varie tradizioni cristiane orientali. La Congregazione e' composta da un cardinale prefetto e da 27 cardinali, un arcivescovo e 4 vescovi, designati dal Papa ad quinquennium. Membri di diritto sono i patriarchi e gli arcivescovi maggiori delle Chiese orientali e il presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell' unita' dei Cristiani. L' attivita' dei cardinali membri consiste nel definire le questioni piu' importanti, mentre i problemi di minore entita' sono risolti dal prefetto Ignace Moussa Daoud.

Home . Cronaca . Università . Sport . Politica . Link . Cultura . Spettacoli . Calcio . Forum . Meteo .

Copyright © dal 2004 Nuova Cosenza. Quotidiano di informazione. Reg. Trib. CS n.713 del 28/01/2004
Tutti i dati e le immagini presenti sul sito sono tutelati dalla legge sul copyright
Il loro uso e' consentito soltanto previa autorizzazione scritta dell'editore

Per una migliore visualizzazione del portale si consiglia uan risoluzione di 800x600 punti