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Agroalimentare
Archivio dal 18/1 al 30/4

 

Gli olivicoltori calabresi chiedono maggiore considerazione da parte della Regione

30/04 ''E' auspicabile che il Governo regionale, che in questi giorni s' insediera', tenga nella giusta considerazione le questioni del settore olivicolo al fine di non disperdere un patrimonio costruito negli anni con innumerevoli sacrifici''. E' quanto ha sostenuto il presidente dell' Associazione regionale produttori olivicoli (Arpol), Domenico Commisso, nel corso dell' annuale assemblea dei soci, svoltasi a Catanzaro. ''L' attuale momento politico - e' detto in un comunicato - vede la categoria degli olivicoltori alle prese con le nuove norme dettate dal recente Regolamento emanato dalla Comunita' europea, che disciplina fino al 2013 i rapporti relativi agli aiuti economici per il settore olivicolo ed e' in attesa di conoscere, prima della prossima campagna olearia, gli orientamenti del Governo riguardo a specifiche situazioni''. Nella relazione introduttiva, il presidente Commisso si e' detto ''fiducioso sull' accoglimento delle richieste presentate in questi mesi al tavolo del Ministero delle Politiche agricole per mettere fine alle diverse e contrastanti interpretazioni che lasciano nella incertezza gli operatori del settore''. Secondo Commisso, ''il nuovo Regolamento comunitario contiene anche alcuni obiettivi a carico delle Associazioni olivicole che mirano al miglioramento della produttivita' e della qualita' dell' olio di oliva, della sua tracciabilita', della salvaguardia dell' ambiente e della commercializzazione del prodotto. Si tratta di una vera e propria rivoluzione copernicana, introdotta dalla Comunita' europea, considerato che le associazioni dovranno assumere un ruolo nuovo nel comparto e sostenere il peso delle relative problematiche. In tale prospettiva, l'Arpol ha avviato da tempo una serie di interventi a sostegno degli olivicoltori associati, mettendo a loro disposizione una serie di servizi, a cominciare dall' assistenza tecnica e amministrativa, alla fornitura di idonei contenitori per la raccolta delle olive, all' utilizzo di reti, scuotitori ed altre attrezzature meccaniche. Inoltre e' stato messo a disposizione dei soci lo stabilimento che l' Arpol ha realizzato nella zona Pip di Caraffa di Catanzaro, su un' area di 1.800 metri quadri, nel quale sono stati collocati un moderno frantoio, un centro di stoccaggio, con cisterne inox e un impianto di imbottigliamento. E' stato, inoltre, dato il via ad una campagna di promozione e di commercializzazione dell'olio di oliva calabrese''. Commisso ha sottolineato ''le difficolta' che quotidianamente incontrano gli operatori del settore, non essendo stata mai affrontata a livello regionale la valorizzazione di uno dei veri e significativi prodotti della terra calabra, rappresentato appunto dall' olio di oliva. Nel settore operano ben 150 mila aziende ed oltre 200 mila addetti che rappresentano, se ben orientati, un volano economico di indubbia valenza che non puo' essere lasciato alla libera iniziativa di pochi volenterosi''. I partecipanti all' assemblea, conclude la nota, ''hanno condiviso l' analisi svolta dal presidente Commisso, esprimendo la volonta' d' intraprendere tutte le necessarie iniziative, sia a livello regionale che nazionale, per portare certezze e nuove opportunita' di sviluppo all' olivicoltura calabrese''. ì

L’ARSSA al Convegno Nazionale Podologico (Mipaf) di Torino

28/04 S’è svolto, recentemente, a Torino, presso la sede della Regione Piemonte, un importante quanto attuale Convegno nazionale sullo stato delle conoscenze pedologiche nelle Regioni e sul ruolo dell’Osservatorio Nazionale Pedologico, in vista dell’applicazione della nuova Politica Agricola Comunitaria.
Il Simposio, promosso dal Ministero per le Politiche Agricole e Forestali e dal Centro Ricerche in Agricoltura, ha visto la partecipazione dell’autorevole Ufficio Europeo del suolo. Oltre al Piemonte, Regione ospitante, sono state chiamate a rappresentare la situazione in tema di studio dei suoli ed applicazione delle conoscenze pedologiche, le regioni Lombardia, Marche e Calabria.
Per la nostra Regione hanno partecipato all’incontro il Responsabile del Settore Servizi Tecnici di Supporto dell’ARSSA, Francesco Longo ed il Referente Regionale per la Pedologia Giovanni Aramini (ARSSA Servizio Agropedologia), che ha esposto sull’attività svolta in Calabria in materia di studio dei suoli e cartografia pedologica.
Attività, questa dell’ARSSA, molto apprezzata dai partecipanti e che pone la Calabria all’avanguardia nel panorama nazionale. In particolare, ha suscitato interesse il taglio applicativo che caratterizza i lavori realizzati. Sulla base delle carte pedologiche si stanno affrontando, infatti, tematiche agroambientali rilevanti per il territorio regionale, quale la vulnerabilità da nitrati d’origine agricola, già pubblicata, e quelle recentemente completate: “carta del rischio d’erosione”, “carta dell’attitudine dei suoli allo spargimento dei reflui oleari”, “carta della capacità d’uso” (land capability classification), “carta della vulnerabilità da prodotti fitosanitari”.
Nella sessione concernente le funzioni del suolo nella riforma della Politica Comunitaria di Sviluppo Rurale, è stato evidenziato il ruolo centrale di quest’importante risorsa naturale. In una situazione agricola che progressivamente si allontana dall’obiettivo esclusivo di produzione di beni alimentari per aprirsi ad un sempre più concreto ruolo multifunzionale, il suolo, quale elemento fondamentale del sistema ambiente, diventa elemento strategico. Il concetto stesso di qualità dei prodotti è indissolubilmente legato al territorio ed in modo particolare al pedoambiente.
Il recente Regolamento Comunitario 1782/03 condiziona il sistema degli aiuti diretti alle aziende agricole al rispetto di precise indicazioni finalizzate alla tutela del suolo (lotta all’erosione, incremento della sostanza organica, mantenimento della struttura). E’ stato riferito durante l’incontro che in sede Comunitaria si sta elaborando una Direttiva Quadro sul suolo basata sulla Comunicazione 179/2002, con la quale la Commissione europea evidenzia le principali “minacce” di degrado dei suoli stessi a livello Comunitario.
Altro argomento di grande interesse emerso durante l’incontro ha riguardato il contributo che può venire dalla conoscenza dei suoli nella definizione degli impegni per il prossimo periodo di programmazione 2007-2012 riguardo lo Sviluppo Rurale. Il Comitato Nazionale Pedologico, emanazione del Ministero Agricoltura al quale partecipano i Referenti Regionali per la Pedologia e Istituzioni di ricerca, si è impegnato a dare il proprio contributo alla stesura delle “linee strategiche nazionali”, propedeutiche ai Piani di Sviluppo Rurale 2007 – 2012.
Per l’importante ruolo assicurato dall’ARSSA all’Assise torinese, l’Amministrazione dell’Agenzia a cura del Presidente f.f., Ettore Vaccaro, ha espresso apprezzamento per l’importante lavoro fin qui svolto ed auspicato che, per il futuro, tale strategica attività dell’ Agenzia per i Servizi in agricoltura possa essere di gran riferimento e di orientamento, sia per il mondo agricolo, sia per i responsabili della gestione del territorio.-

Presto assunti 16.000 stagionali extra comunitari. Soddisfazione della CIA

27/04 Sedicimila lavoratori stagionali extracomunitari ''indispensabili all'agricoltura nazionale per il normale svolgimento delle lavorazioni e della raccolte primaverili ed estive'' potranno finalmente essere assunti. E' quanto annuncia la Coldiretti che ha partecipato al tavolo tecnico sull'immigrazione presso il Ministero del Welfare. La circolare n. 16/2005 prevede infatti la ripartizione su base regionale dei nuovi ingressi di lavoratori stagionali extracomunitari autorizzati con l'ordinanza 3426firmata dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi su proposta del Ministro del Welfare Roberto Maroni per far fronte alla ''situazione emergenziale in atto''. ''Con il provvedimento - spiega la Coldiretti - e' stata effettuata la distribuzione tra le Regioni e le Province Autonome di 16.000 ingressi per lavoratori stagionali extracomunitari tenuto conto dei fabbisogni individuati sulla base delle domande pervenute, mentre una quota di 4.000 unita' viene mantenuta nella disponibilita' del Ministero per far fronte ad eventuali successive esigenze. Il maggior numero di lavoratori extracomunitari autorizzati con il nuovo provvedimento lavorera' - riferisce la Coldiretti - in Emilia Romagna (5500), seguita dal Veneto (1850), dalla Campania (1600), Piemonte (1200), Abruzzo (1100), Puglia (1000), Toscana (900), Provincia Autonoma di Bolzano (600) e Provincia Autonoma di Trento (500). Ma ulteriori ingressi - continua la Coldiretti - riguardano il Friuli Venezia Giulia (250), le Marche (250), il Lazio (200), la Lombardia (200), la Calabria (200), la Sicilia (150), l'Umbria (150), la Liguria (100), la Basilicata (70), la Sardegna (60), il Molise (50) e la Val d'Aosta (20). Oltre ai ventimila nuovi ingressi autorizzati, nel 2005 - ricorda la Coldiretti - e' stato dato il via libera all'ingresso di 159.000 lavoratori, meta' neocomunitari e meta' extracomunitari dei quali 24.800 lavoratori subordinati stagionali residenti fuori dall'Unione gia' ripartiti tra le Regioni. L'immigrazione legale - sottolinea la Coldiretti - e' una risorsa indispensabile per lo sviluppo della nuova agricoltura come dimostra il fatto che negli ultimi anni la presenza di lavoratori immigrati nei campi e' cresciuta con tassi di incremento annui a due cifre e che, sulla base dell'ultima indagine Inea, gli extracomunitari occupati in agricoltura sono pari a circa 117.000, quasi l'11% del totale degli occupati in agricoltura, concentrati per circa la meta' nelle Regioni del Nord (48%), ma presenti anche nel sud e isole (37%) e nel centro Italia (15%).
La Cia giudica con soddisfazione l'ordinanza con la quale si autorizzano ulteriori 20 mila ingressi per lavoratori stagionali extracomunitari (16 mila subito piu' 4 mila come riserva presso il ministero del Welfare). La confederazione degli agricoltori pero' ritiene che ''sia necessario affrontare il problema degli oneri che le aziende sostengono per assumere lavoratori stranieri''. Il carattere di emergenza del provvedimento e' pienamente giustificato dalle pressanti richieste provenienti dal settore agricolo e la Cia ''auspica che tale meccanismo possa essere rinnovato anche per le situazioni di eccezionalita' che dovessero in futuro verificarsi''. Allo stesso tempo la Cia ritiene che il Tavolo ministeriale sul lavoro stagionale, che ha natura permanente, debba anche affrontare adeguatamente la programmazione dei flussi cosi' da consentire alle aziende maggiore certezza e un'offerta realmente rispondente alla domanda per un congruo periodo dell'anno. Infine, la Confederazione ha manifestato l'esigenza che il Tavolo di confronto con il Ministero affronti il problema degli elevati oneri (alloggio, spese di rientro, ecc.) che le aziende devono sostenere per assumere lavoratori stranieri, nonche' le problematiche legate ai lavoratori non stagionali ma regolarmente soggiornanti in Italia e fortemente penalizzati dalle lunghe e inadeguate procedure di rinnovo dei permessi di soggiorno.

Selezione degli oli calabresi presso il CSD ARSSA di Mirto Crosia

26/04 Presso il Centro Pilota Olivicolo-Elaiotecnico del Centro Sperimentale Dimostrativo dell’ARSSA (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e i Servizi in Agricoltura) di Mirto (CS), si è svolta, nei giorni scorsi, la selezione regionale del “Premio Internazionale BIOL” – Città di Andria - 10^ edizione anno 2005, che mette a concorso i migliori oli da agricoltura biologica italiani e stranieri. Il CIBI - Consorzio Italiano per il Biologico di Bari, l’Ente ideatore e organizzatore del Premio, ha affidato al Comitato Territoriale BIOL Calabria dell’ARSSA, il compito di curare l’evento in ambito regionale, mediante l’organizzazione e la diffusione dell’iniziativa, la raccolta e la selezione degli oli.
La Commissione regionale di degustazione degli oli vergini d’oliva, presieduta dal Capo Panel ARSSA Giuseppe Giordano, era costituita da assaggiatori professionali dell’Agenzia per i Servizi in Agricoltura e del CRA – ISOl (Centro Ricerche in Agricoltura – Istituto Sperimentale per l’Olivicoltura) di Rende (CS).

Giordano  Giuseppe

Capo Panel

Cirillo Nicola

Assaggiatore

Cricrì Walter

Assaggiatore

Lauro Antonio Giuseppe

Assaggiatore

Madeo Alfredo

Assaggiatore

Pellegrino Massimiliano

Assaggiatore

Perri Luigi

Assaggiatore

Pittore Pietro

Assaggiatore

Boccuti Pietro Francesco

Addetto Sala Panel

Gli oli presentati sono stati 15, suddivisi in quattro categorie: Premio BIOL, destinato ai produttori che hanno ottenuto l'olio extravergine biologico di migliore qualità; Premio Biol Blended, destinato all'olio imbottigliato e commercializzato con marchi non del produttore, che abbia in ogni modo origine e qualità certa; Premio Biol Frantoio destinato ai frantoiani, che, oltre al proprio prodotto, imbottigliano olio derivante dall’acquisto di olive, di olio o dalla molenda; Premio Biol Packaging, che premia il confezionamento di prodotto con il migliore design, la migliore (più chiara, corretta e comprensibile) etichettatura. Di seguito sono indicati i produttori che entreranno alla finale internazionale: Classifica Premio BIOL

Az. Agr. Le Conche – Loc. Franci , Bisignano (CS)

Fattorie Greco S.r.l. – Via Magenta, 33 Cariati (CS)

Az. Agr. Terre di Vasia – C.da Cavale, 1 Loc. Vasia – Serrata (RC)

CLASSIFICA PREMIO BIOL BLENDED

 Lucifero & Zurlo S.r.l. – Via Mercalli Loc. Zicari, Crotone

CLASSIFICA PREMIO BIOL FRANTOIO

Oiland S.a.s. – Zagarise (CZ)

Oleificio Migliarese – Loc. Piani di Rocco, Soverato (CZ)

Oleificio Gabro – Strada Prov. Sibari-Lauropoli, Lauropoli (CS)

CLASSIFICA PREMIO BIOL PACKAGING

Az. Agr. Terre di Vasia – C.da Cavale, 1 Loc. Vasia – Serrata (RC)

La Molazza S.a.s. (Le Terre del Castello) – Via Mezofato, 1 Corigliano C. (CS)

Lucifero & Zurlo S.r.l. – Via Mercalli Loc. Zicari, Crotone

La selezione regionale, i cui lavori si sono svolti nella Sala di degustazione degli oli vergini d’oliva del Centro Sperimentale Dimostrativo ARSSA di Mirto Crosia (CS), ha avuto lo scopo di decretare i migliori oli calabresi da agricoltura biologica, i quali hanno fatto bella mostra alla finale internazionale che si è svolta ad Andria (BA) dal 21 al 23 aprile 2005. Questa volta, a selezionare gli oli vincitori, che saranno resi noti nei prossimi giorni, sarà una Giuria Internazionale formata da Capi Panel provenienti dall’Italia e dall’Estero (tra i quali Giuseppe Giordano dell’ ARSSA).

La Calabria presente alla fiera europea della pesca a Bruxelels

26/04 Da oggi al 28 aprile, circa settanta aziende produttrici, di tredici regioni italiane, espongono i loro prodotti sui banchi della European Seafood Exposition (Ese), la piu' grande e qualificata fiera europea dedicata ai prodotti del mare, che si tiene a Bruxelles. In cinque anni la partecipazione di operatori del settore alla piu' grande e qualificata fiera europea dedicata ai prodotti del mare, e' andata via via crescendo, sulla spinta di associazioni di categoria e armatoriali (Agci pesca, Api, Federcoopesca, Federpesca, Lega pesca ed Unci pesca), riunite nel consorzio di promozione del settore ittico Uniprom. ''Cinque anni fa abbiamo cominciato con un mini-stand di 200 metri quadrati che ospitava solo 11 aziende, in rappresentanza di pochissime regioni'', afferma Ettore Iani', il presidente di Uniprom che, con il contributo del ministero delle politiche agricole e dell' Ue, agisce per promuovere l'immagine delle imprese italiane all'estero. ''Oggi, la nostra presenza alla grande fiera di Bruxelles e' adeguata allo sviluppo delle nostre coste e all'attivita' di acquacoltura che nel nostro paese sta raggiungendo traguardi ragguardevoli, rispetto a quanto accade in altri paesi concorrenti'', ha aggiunto Iani'. Lo stand Italia si sviluppa infatti su una superficie di 870 mq, piu' altri 150 mq destinati all'area degustazioni. In totale, alla fiera partecipano 12 mila aziende provenienti da 140 paesi. Molto ricca la presenza dei paesi asiatici e della Cina che, anche nel settore ittico, si rivela una concorrente temibile, in particolare per la coltura di anguille e per la produzione di farina di pesce. Nel 2002, la Cina guidava la classifica dei paesi esportatori di prodotti ittici, con una quota mondiale del 7,5%. Il peso delle esportazioni dell'insieme dei 25 paesi della Ue, nello stesso anno, era del 23,7% tra scambi comunitari ed extracomunitari. Nel 2003, la produzione italiana e' stata pari a 518 mila tonnellate, per un valore di 1.947 milioni di euro. Il saldo commerciale e' stato negativo: l'Italia ha esportato per 359 milioni di euro, ma ha importato per 3.029 milioni di euro. Negli ultimi anni si e' registrato un forte incremento di consumo pro-capite che ha superato nel 2002 i 20 chili a testa. Un forte impulso alla produzione e' venuto dall'acquacoltura, settore nel quale sono attive 15 mila aziende, incluso l'indotto. Le regioni presenti alla grande fiera di Bruxelles sono Emilia Romagna (con la delegazione piu' numerosa), Friuli Venezia Giulia, Veneto, Calabria, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia e Toscana. A queste si aggiungono le province autonome di Bolzano e Trento.

 

Dichiarata incostituzionale la legge regionale relativa all’inquadramento degli ispettori fitosanitari

La Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale della legge della Regione Calabria n. 28 del 5 dicembre 2003, relativa all'inquadramento degli ispettori fitosanitari. Contro la legge regionale, nel febbraio dell'anno scorso, era stato presentato ricorso dal Presidente del Consiglio dei ministri. In particolare nel ricorso si faceva riferimento all'articolo 1 della legge regionale nel quale e' previsto che ''il personale dipendente dell'assessorato all'agricoltura della Regione Calabria, il quale alla data di entrata in vigore della legge svolga le mansioni di ispettore fitosanitario o ne abbia acquisito la qualifica con la partecipazione a corsi di formazione professionale espletati dalla stessa Regione e svolga talune attivita' tecnico-ispettive specificamente elencate ovvia sia componente 'essenziale e indispensabile' di talune commissioni regionali, 'puo' accedere, previo superamento di un concorso per esami e titoli, alla qualifica di funzionario - categoria D3'''. Al secondo comma, inoltre, e' previsto anche che ''gli idonei al concorso per titoli ed esami, presteranno servizio presso il Dipartimento Agricoltura, Caccia e Pesca''. Nella sentenza la Corte Costituzionali ha evidenziato che ''la regola del pubblico concorso puo' dirsi pienamente rispettata solo qualora le selezioni non siano caratterizzate da arbitrarie ed irragionevoli forme di restrizione dei soggetti legittimati a parteciparvi''. Anche l'accesso dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni a funzioni piu' elevate ''non sfugge - e' scritto nella sentenza - di norma alla regola del pubblico concorso e che non sono pertanto ragionevoli norme che prevedano scivolamenti automatici verso posizioni superiori o concorsi interni per la copertura della totalita' dei posti vacanti''. ''Nemmeno e' condivisibile - conclude la sentenza della Corte Costituzionale - l'ulteriore argomentazione prospettata dalla Regione Calabria, secondo cui la normativa legale e contrattuale relativa al personale in questione delineerebbe un quadro complessivo all'interno del quale la progressione verticale costituirebbe la regola di sviluppo della carriera''.

Gli animalisti accusano Alemanno per la concessione dell’uso di reti vietate. Il Ministero smentisce

21/04 "Mi giunge notizia, da fonti attendibili, che ieri il ministro Alemanno, per placare gli animi degli irruenti pescatori di Lipari che minacciavano violente proteste, avrebbe concesso un decreto, autorizzando l'uso delle ferrettare dal 15 aprile al 31 luglio con reti di 5 chilometri nelle isole minori, disattendendo ancora una volta le normative europee e facendo un altro autogol". A denunciare il fatto e' Ilaria Ferri, direttore del settore cattivita' e ambiente marino dell'associazione Animalisti italiani. La notizia l'ha data oggi al convegno "Spadare: analisi e valutazioni sull'utilizzo illegale delle reti pelagiche derivanti nel Mar Mediterraneo, a tre anni dal bando europeo". Come ricorda Ferri, infatti, dal primo gennaio 2002 "e' vietato a qualsiasi imbarcazione tenere a bordo ed effettuare attivita' di pesca con una o piu' reti da posta derivanti, o spadare". La ragione del divieto sta soprattutto nei numeri delle catture accidentali di cetacei documentate dall'Internationa whaling commission-Iwc: su una pesca, solo il 20% del pesce e' la specie cacciata (tonni o pescespada), l'altro 80% sono specie incappate nella rete e comunque uccise. Morirebbero cosi' almeno 8 mila cetacei l'anno, 50 mila dal 1999 al 2004. Ma a quanto pare il bando (che autorizza comunque le ferrettare, spadare meno micidiali) non e' stato rispettato dai pescatori italiani: dal primo luglio 2004 a oggi, secondo i dati del comando generale delle Capitanerie di porto, come ha ricordato il tenente di vascello Fabio Rivalta, "sono stati effettuati 190 controlli e sequestrati 26.770 metri di rete spadara, in testa la marineria di Reggio Calabria, dove tale pratica e' diffusa, con 24 controlli e 82.300 metri di rete sequestrati, seguita da Palermo con 18 controlli e 66.700 metri e da Napoli con 20 controlli e 50.600 metri". "Quest'attivita' del tutto illegale e' stata incentivata da una serie di ambigui provvedimenti del ministero delle Politiche agricole- spiega Ferri per Animalisti italiani- con il decreto del 27 marzo 2003 n.88 'Modalita' per l'aggiunta degli atterzzi da posta alle unita' gia' autorizzate alla ferrettara', la relativa circolare di Tripodi (Attilio, direttore generale Pesca al Mipaf, ndr) e il decreto che ridefinisce, in modo del tutto illeggitimo le reti da posta, in spregio a tutte le normative italiane e ai regolamenti europei vigenti". Insomma, "l'artificio legislativo messo in opera dal nostro governo- rincara la dose Ferri- e' da ritenersi illeggittimo perche' non in linea con i regolamenti europei". La ferrettara e' una rete pelagica derivante con maglia molto stretta, 5 cm di lato, lunga solo 2 Km che deve essere utilizzata entro 3 miglia dalla costa, quindi in regola con la norma europea. Intanto, pero', cone fa notare Giancarlo Lauriano e ricercatore dell'Istituto centrale per la ricerca applicata al mare (Icram) "stenella e capodoglio sono in declino nel Mediterraneo, a causa delle catture accidentali, come gia' rilevato dall'Iwc nel 1990". La pesca con le spadare poi "e' particolarmente diffusa nel Tirreno meridionale- aggiunge- dove se ne svolge il 75% circa. Ma l'area e' fondamentale anche per il capodoglio: il maggior numero di spiaggiamenti si e' verificato tra maggio e agosto, e se vediamo qual e' l'attrezzo usato nel momento in cui maggiore e' il numero delle catture accidentali, quello e' la ferrettara".
E il Ministero poi smentisce: “Riguarda le reti non vietate”
"Si tratta di reti fisse, ancorate, non mobili, quindi non rientrano nei parametri restrittivi delle derivanti" stabiliti dall'Unione europea. Cosi' l'ingegner Benedetto Da Col, consigliere tecnico del sottosegretario con delega alla pesca Paolo Scarpa Bonazza Buora chiarisce la questione del decreto che autorizza reti lunghe cinque chilometri, cioe' ben al di la' dei 2,5 chilometri autorizzati dalla direttiva europea sulle reti derivanti. Insomma, quelle autorizzate per 12 miglia marine dalle isole minori "sono reti da posta, non sono derivanti e quindi non sono illegali", spiega De Col replicando alle sccuse che stamattina sono state mosse al ministero delle Politiche agricole dagli Animalisti italiani imn una conferenza stampa sull'uso illegale di spadare nei nostri mari. Piuttosto dovrebbero essere gli ambientalisti a mettersi una mano sulla coscienza, esorta il consigliere del ministero, perche' "il provvedimento si e' reso necessario perche' intere comunita' dipendono dalla pesca in maniere esclusiva e ora vivono in uno stato di incertezza- spiega ancora il tecnico- e Scarpa ha deciso il provvedimento in ossequio al suo principio di mettere insieme compatibilita' sociale a ambientale". Inoltre Scarpa "sta incentivando attivita' collaterali per allentare lo sforzo della pesca sull'ambiente marino- aggiunge- come l'ittiturismo". Insomma, chi protesta e basta "non e' attento alle esigenze delle comunita'".

Sul sito web dell’ARSSA la carta dei Suoli della Calabria

21/04 Sul sito web dell’ARSSA, www.regione.calabria.it/arssa, è stata pubblicata, alla conclusione della Ia fase del progetto, una prima versione interrogabile della Carta dei Suoli della Regione Calabria in scala 1:250.000.
Lo studio è stato realizzato nell’ambito del Programma Interregionale “Agricoltura - Qualità-Misura 5”, relativo alle regioni a statuto ordinario, con il riferimento tecnico-scientifico del Comitato per l’Osservatorio Pedologico e la Qualità del Suolo del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.
L’ARSSA ha realizzato, già nell’anno 2003, la monografia divulgativa denominata “I Suoli della Calabria”, carta dei suoli in scala 1:250.000 della Regione Calabria” che è stata pubblicata nel mese di novembre del 2003.
La carta dei suoli consultabile sul sito permette l’accesso attraverso l’interrogazione interattiva sulla mappa delle unità cartografiche dei Sottosistemi Pedologici (Soilscapes).
E’ possibile, inoltre, operare anche attraverso i codici dei suoli rilevati in ciascun Comune organizzati per provincia e su quelli presenti sul territorio dei Centri Divulgazione Agricola ARSSA.
Seguirà, a breve, anche la pubblicazione della carta e della banca dati anche su supporto CD-Rom visualizzabile mediante il browser Microsoft Internet Explorer 6.0 e Netscape. La parte Pedologica è stata curata dal Servizio Agropedologia dell’ARSSA, la parte GIS dal Servizio SITAC, che ha curato anche la realizzazione dell’ipertesto.

Tre aziende olivicole calabresi premiate alla Fiera di Verona

21/04 Tre aziende calabresi olivicole sono state premiate nel corso della Fiera di Verona, dove la Calabria ha riscosso un notevole successo. Le produzioni dell'olio calabresi, infatti, insieme a quelle del vino, sono state considerate tra le migliori. In questa occasione lo ''Slow Food'' ha attribuito dei riconoscimenti molto importanti ad alcune aziende agricole, come Maurizio Bigotti, ''Serracavallo'' di Demetrio Stancati e ''Terre del Castello''. L'imprenditore agricolo Bilotti, Vice Presidente dell'Unione Agricoltori di Cosenza e Vice Presidente della Federazione Confagricoltura, ha ricevuto un premio come migliore olio extravergine Monocoltivar. La sua azienda, sita a Mongrassano Scalo, vanta una lunga esperienza contraddistinta dalla qualita' e dalla competitivita' nel settore. Gia' negli anni Trenta era dotata di un frantoio che negli anni Cinquanta fu sostituito da macchine piu' sofisticate. L'altra azienda agricola calabrese e cosentina premiata a Verona per l'ottima qualita' del suo olio extravergine di oliva e' la ''Serracavallo'' di Demetrio Stancati, Consigliere dell'Unione Agricoltori di Cosenza. La terza azienda premiata per l'ottimo olio extravergine di oliva prodotto e' la ''Terre del Castello'' di Corigliano Calabro, nata dalla fusione di tre aziende agricole: oliveto Feraudo, oliveto Minisci ed oliveto Marchiano'.

Importanti successi per la Calabria che produce qualità

16/04 Hanno chiuso i battenti gli appuntamenti fieristici tra i più attesi dell’anno a Veronafiere, nell’ambito dei quali la Calabria ha conquistato, ancora una volta sul campo, il suo meritato successo, sul piano della qualità espositiva e della rappresentanza delle migliori produzioni oleicole ed enologiche delle aziende produttrici, provenienti da tutta la regione. Un successo confermato dall’affluenza record di oltre 140 mila visitatori, di cui oltre 30 mila tra osservatori ed operatori esteri. L’ ARSSA, in fiera, è stata presente con una delegazione di personale esperto nelle diverse discipline, guidata dal Direttore Generale, dr.Giovanni Marzullo.
In cifre ‘l’isola regionale Calabria’ del SOL ha occupato una superficie di 540 mq, con 32 aziende in box personalizzato e circa 50 aziende nello spazio collettivo le cui produzioni sono state esposte nella zona centrale dello stand. Altro spazio è stato destinato alle degustazioni guidate condotte dai tecnici dell’Agenzia. Un importante appuntamento partecipato è stato certamente quello della degustazione degli oli di Calabria, in collaborazione con l’Enoteca italiana di Siena, forte delle due dop “ Lamezia” e “ Bruzio” e delle produzioni oleicole che si sono fregiate della gran menzione al Concorso internazionale “ Sol d’Oro”.
Alle rassegne fieristiche scaligere, oltre alle “ Isole regionali” ben curate, con scenografie molto indicative, s’è vista una Calabria produttiva diversamente motivata, meglio organizzata, partecipe ed attenta più che mai. Dalla Calabria al Veneto s’è trasferito un mondo imprenditoriale che vuole guardare avanti ed organizzare il proprio futuro commerciale con un rinato interesse ed il giusto ottimismo. L’ ARSSA ha operato d’intesa con la Regione Calabria - Assessorato Agricoltura per la rassegna del SOL – Rassegna internazionale dell’olio d’oliva vergine ed extravergine . La rassegna del Vinitaly – Salone internazionale dei vini e dei distillati - ha visto impegnata, invece, l’UnionCamere della Calabria con una nutrita rappresentanza d’aziende vitienologiche regionali ed uno spazio espositivo altrettanto espressivo.
Le tendenze emerse alle rassegne internazionali di Settore: “ Vinitaly e Sol” - Edizione 2005 ( rispettivamente 39^ e 11^ edizione), indicano segnali certamente incoraggianti per i due comparti strategici dell’agricoltura calabrese. Segnali che lasciano ben sperare per una ripresa dei consumi, ma di qualità, con un prodotto al giusto prezzo. Diverse, infatti, sono state le opportunità di analisi e di confronto tra esperti ed operatori dei settori sul fattore ‘prezzo-qualità’. L’indicazione emersa, pur con qualche sfaccettatura, è che occorre perseguire tale obiettivo di equilibrio, anche a tutela del consumatore e per migliorare lo stesso comparto della commercializzazione.
Molta attenzione è stata riservata anche all’identità e visibilità dei prodotti che sono le chiavi importanti per affrontare il mercato globale. Il mondo del vino torna così con i piedi per terra, quello che produce olio extravergine di oliva auspica che tra i consumatori , da annoverare come persone pensanti e non astrattamente di mercato, si faccia definitivamente la scelta più oculata di consumare olio italiano di qualità certificata.
Così le manifestazioni, celebratasi nella Città dell’Arena, hanno dimostrato, ancora una volta, di essere un appuntamento fondamentale nel panorama fieristico internazionale, perché per vendere, e vendere bene, occorre anche riflettere sui mutamenti di tendenze in atto, sulle scelte sempre più oculate dei consumatori, sulle logiche di mercato che, spesso, influenzano le strategie di marketing. Il dato più importante emerso è proprio questo: che i consumatori non “bevono” di tutto, nel senso che ormai in molti si sono affinati nei gusti, hanno studiato, hanno imparato e non sono più disposti a credere che per bere un buon vino o cunsumare un ottimo olio occorre spendere fior di quattrini. Possono anche comprare un vino costoso, ma devono percepire che il prezzo è adeguato alla qualità. A questo, non solo alla crisi economica, deve essere imputato il calo dei consumi su certi mercati, perché è proprio in questi momenti particolari che i consumatori stanno più attenti.
Ma il connubio vincente ( Vino & Olio) ha suscitato interesse, curiosità ed anche fatti concreti, come i contratti di fornitura del prodotto del made in Calabria. Lo Spazio fieristico calabrese dedicato ai due comparti principe dell’economia regionale, è stato letteralmente preso d’assalto da qualificati osservatori ed esperti nazionali ed esteri del settore, da autorità locali e nazionali, operatori commerciali ed esponenti dell’informazione specializzata, provenienti da vari paesi dell’UE, ma anche da altri paesi extraeuropei. Esponenti delle Organizzazioni Professionali agricole (Confagricoltura, Coldiretti, Cia e Copragri), sia a livello regionale che nazionale, hanno fatto visita al SOL ed al Vinitaly. Gli Spazi espositivi Calabria hanno destato l’auspicato interesse anche dai numerosissimi visitatori, sia italiani che stranieri e dalla gente comune.
La Calabria, nella sua più autentica dimensione produttiva, porta a casa dei risultati di non poco conto sul piano delle produzioni vitivinicole. Così come i riconoscimenti alla qualità di alcuni oli regionali non si sono fatti attendere. Nell’ambito del “ Premio Sol d’ Oro” la gran menzione è stata attribuita a due validissime aziende: l’Olearia S.Giorgio dei f.lli Fazzari di S. Giorgio Morgeto (RC), con l’olio sinopolese – categoria fruttato leggero ed alle Fattorie Greco di Cariati Marina( CS ), con l’olio S.Tommaso biologico – categoria fruttato intenso.
Consapevole che il momento è quello giusto, anche se difficile dal punto di vista dell’evoluzione della politica agricola e di mercato, soprattutto a livello europeo. I due eventi fieristici, infatti, sono considerati dagli osservatori tra i più importanti appuntamenti d’incontro-confronto tra le produzioni vitivinicole e olivicole-olearie, che costituiscono l’essenza dei due comparti strategici dell’economia agricola calabrese, dell’intero Mezzogiorno d’Italia e del bacino del Mediterraneo.
L’isola Calabria In Fiera è stata visitata e molto apprezzata anche dal Ministro per le Politiche Agricole e Forestali, Gianni Alemanno e dalle altre autorità nazionali e regionali presenti nella delegazione istituzionale. Il gruppo operativo dell’ ARSSA, particolarmente impegnato nella gestione organizzativa del SOL e con una presenza d’esperti in enologia, nell’ambito del Vinitaly, è stato molto attivo anche nel seguire i diversi incontri tecnico-scientifici, organizzati da Veronafiere e da realtà imprenditoriali non perdendo di vista gli avvenimenti salienti delle intense giornate degustative scaligere.
Il Direttore Generale dell’ARSSA, Marzullo, ha puntualmente visitato gli stand degli espositori ed ha avuto una serie d’incontri con diversi operatori ed esperti d’altre regioni italiane. E’ anche intervenuto nella convegnistica, promossa dalla Regione Calabria, da altri Organismi, dall’Ente Fiera e dall’Enoteca Italiana di Siena e di altre Associazioni di prodotto. Da segnalare il riuscito seminario “ Metodi innovativi per la rintracciabilità degli oli di oliva e la repressione delle frodi”, organizzato, d’intesa con l’ARSSA, dall’ Istituto Sperimentale per l’Olivicoltura di Cosenza.
Anche in quest’occasione s’è potuto costatare che compattezza produttiva e sinergismo istituzionale sono, sicuramente, le migliori coordinate per proiettare all’esterno la Calabria, in tutte le sfide non solo di natura commerciale.

Ricerca Eurispes: I calabresi preferiscono i prodotti locali”

16/04 ''Occorre stimolare iniziative territoriali che favoriscano la fiducia dei consumatori e avvicinino maggiormente i cittadini alla produzione made in Calabria. Obiettivi raggiungibili agevolando il consumatore nell'operazione di monitoraggio e confronto della variabilita' dei prezzi nel tempo e nello spazio, attraverso l'istituzione di cinque centri di rilevazione dei prezzi del mercato da realizzare in collaborazione con le Camere di Commercio calabresi''. Cosi', il presidente dell'Eurispes Calabria, Raffaele Rio commenta l'ultima indagine dell'Istituto di ricerca sul consumo, sui comportamenti e le motivazione d'acquisto dei calabresi. Dalla ricerca si evince che 9 consumatori su 10, ben il 90,2%, dichiarano di consumare beni alimentari di provenienza locale calabrese, con una percentuale maggiore fra i maschi rispetto alle femmine, il 93% a fronte dell'87,6%; rispetto all'eta', invece, si osserva che gli over 64 anni, tra i quali si rileva comunque una percentuale di risposte positive pari all'81,4%, risultano meno inclini a consumare prodotti di origine locale. ''I prezzi che si formano sui mercati - continua Rio - sono lo specchio di una realta' fatta di venditori e compratori i cui rapporti sono ancora poco chiari e trasparenti. Monitorare il prezzo significa da un lato regolamentare il mercato e dall'altro produrre maggiori informazioni per i consumatori aumentando un generale clima di fiducia''. Anche incrociando i dati con la variabile che descrive la condizione occupazionale degli intervistati si osservano alcuni importanti differenze: i dirigenti (100%), i liberi professionisti (98,5%) gli impiegati (96,2%) e gli insegnanti (95,5%), la cui posizione professionale puo' essere considerata di livello medio-alto, rappresentano le categorie in cui si conta il maggior numero di consumatori di prodotti tipici calabresi; meno sostenuto, ma comunque consistente, il consumo delle casalinghe (89,4%), dei disoccupati (87,0%), dei pensionati (80,8%) e degli operai (78,9%). Se si considera, poi, la composizione del nucleo familiare, i single rappresentano, tra le quattro tipologie di nucleo, quella che consuma prodotti tipici con minore frequenza, nel 78,1% dei casi, a fronte di percentuali di consumo ben piu' elevati evidenziate dai nuclei familiari con piu' componenti. L'indagine dell'Eurispes Calabria ha previsto anche un quesito volto a indagare come il consumatore valuti il livello dei prezzi praticati dai produttori e/o distributori di prodotti tipici in rapporto ai prezzi di prodotti simili ma non di provenienza locale.Dall'analisi delle risposte fornite dal campione, si evidenzia che un calabrese su due (46,8%) li considera alti: il 33,1% moderatamente alti e il 13,7% esageratamente alti. Oltre un terzo dei cittadini giudica, invece, i prezzi dei prodotti tipici calabresi rispetto a un prodotto simile ma non tipico ''proporzionati'', vale a dire che al valore monetario elevato corrisponde anche una qualita' elevata. Per il 12,5%, infine, risultano ''competitivi'' avendo lo stesso prezzo di prodotti analoghi non tipici e una qualita' maggiore. Nella suddivisione del campione per sesso, si nota che le donne (50,8%) piu' degli uomini (42,6%) tendono a giudicarli piu' elevati, mentre rispetto all'eta' tale tendenza si riscontra maggiormente tra gli adulti, il 49,6% a fronte del 43,8% dei piu' giovani. Differenze valoriali si riscontrano anche nella suddivisione del campione per provincia. Nell'area di Vibo Valentia e di Cosenza, rispettivamente nel 53,4% e nel 50,6% dei casi, si riscontra il numero maggiore di consumatori che ritiene esageratamente/moderatamente elevato il livello dei prezzi dei prodotti tipici, mentre all'opposto le province in cui si registra il numero maggiore di persone convinte della competitivita' di tali prezzi sono Crotone, con il 18%, e con un valore di poco inferiore, il 14,4%, la provincia di Reggio Calabria. Anche l'analisi per condizione occupazionale evidenzia delle divergenze di opinione: pensionati (52,4%), disoccupati (49%), insegnanti (48,5%) e casalinghe (48%) sono le categorie che piu' delle altre sono concordi nel ritenere che i prezzi dei prodotti agroalimentari tipici calabresi siano significativamente alti; al contrario dirigenti (75%) e liberi professionisti (44,2%) sono maggiormente convinti che siano equilibrati, mentre e' fra gli operai (21,1%), i disoccupati (17,4%) e gli impiegati (15,8%) che si computano piu' casi di consumatori che li valutano competitivi ed economici. Quali sono allora i prodotti tipici maggiormente consumati dai calabresi? A tale domanda oltre la meta' degli intervistati, il 56,9%, ha risposto fornendo i nomi dei piu' tradizionali prodotti agroalimentari tipici o locali, vale a dire gli insaccati (salsiccia, soppressata, 'nduja, ecc.); a seguire, con il 32,1% delle preferenze, i formaggi e i latticini (in particolare i prodotti silani, quali il caciocavallo), i prodotti ortofrutticoli, indicati nella misura del 29,3% dei casi: tra questi, sono stati principalmente indicati le clementine, il peperoncino, la cipolla di Tropea e le patate silane. Gli intervistati segnalano, inoltre, nel 12,7% dei casi, un prodotto tipico molto apprezzato e diffuso: l'olio d'oliva calabrese. Tra i meno indicati e dunque meno consumati sono invece da elencare: i vini locali (6,8%), sottoli e sottaceti (5,7%), il pane e i dolci tipici (4,8%) e il pesce (3,8%), nonostante riscuota particolare successo il tonno. Chiudono la classifica le confetture (2,5%), la pasta (2,9%), le bevande e i liquori tipici (1%). Alla domanda ''quali sono le motivazioni che spingono ad acquistare questi prodotti'', quasi un calabrese su tre (29,3%) indica quale ragione principale il fatto che essi siano di provenienza locale, lasciando intendere che cio' e' sufficiente per avere garanzia o fiducia sulle loro qualita'; sono di questo parere piu' gli uomini (31,1%) che le donne (27,4%). A seguire, vengono segnalate la salubrita' nella misura del 23,1% (in questo caso sono piu' le donne che gli uomini ad indicare tale fattore, rispettivamente con il 26,8% e il 19,3% delle risposte),il valore nutrizionale (22,9%), la qualita' superiore e la tradizione,entrambi scelti dal 18,4% del campione, le maggiori garanzie di sicurezza alimentare (13,7%), mentre in un solo caso su dieci e' la conoscenza diretta del produttore a stimolare l'acquisto di prodotti tipici (11,2%). Infine, i fattori che sembrano avere la minore influenza sulle decisioni d'acquisto risultano essere il prezzo economico (4%), la notorieta' del marchio e la curiosita', entrambe segnalate appena nel 2,5% dei casi. Al fine di completare la mappa di percezione dei comportamenti e delle abitudini d'acquisto del consumatore calabrese, e' stato chiesto agli intervistati di indicare il punto vendita in cui e' piu' preferibile acquistare i prodotti agroalimentari tipici locali. Oltre un terzo del campione (36,9%) afferma che e' conveniente farlo direttamente dal produttore, un calabrese su quattro (25,2%) consiglia i reparti della grande distribuzione, ipermercati e supermercati, il 15,3% del campione i mercati rionali, il 12% il negozio specializzato e solo l'8% propone il negozio alimentare tradizionale.

Confagricoltura chiede la borsa telematica degli agrumi

15/04 ''L'ausilio di strumenti telematici applicati al mercato agrumicolo calabrese puo' rappresentare un segnale positivo di svolta in un comparto da tempo alle prese con difficolta' strutturali e commerciali, dove esiste un'accesa concorrenza dei Paesi del bacino del Mediterraneo ed extracomunitari, aggravata dalla lontananza dai mercati e dall'eccessivo costo del lavoro''. E' questo il commento del Presidente di Confagricoltura Calabria Francesco Macri' alla presentazione ufficiale presso la Camera di Commercio di Reggio Calabria di ''Meteora S.p.A.'', la Borsa Merci Telematica Italiana, presieduta da Francesco Bettoni, alla quale hanno preso parte numerosi agricoltori ed operatori del settore. ''Il progetto avra' il compito di agevolare la contrattazione dei prodotti agricoli ed agroalimentari - cosi' come ha dichiarato il Presidente della Cciaa Lucio Dattola - attraverso un rapporto trasparente con il mercato e con i consumatori''. Questa iniziativa ha concluso la fase sperimentale ed entrera' a regime nella prossima Campagna ''L'agrumicoltura calabrese - sottolinea Macri' - possiede delle enormi potenzialita' e pertanto e' necessario interpretare le nuove dinamiche commerciali ed il 'Sistema Meteora' puo' certamente accorciare le distanze nell'intermediazione fra i produttori ed il mercato, consentendo un rilancio dell'economia agrumicola calabrese''. Questo strumento telematico, conclude la nota di Confagricoltura Calabria, ''impone un salto di qualita' nell'accettare sostanziali cambiamenti sul piano organizzativo e produttivo da parte degli imprenditori e le opportunita' previste da questa forma particolare di commercio consentono di intercettare nuovi segmenti di mercato, nuovi consumatori, facendo ulteriormente conoscere le qualita' delle produzioni calabresi''.

Lucia (Cia) “Rivedere la quota degli operai agricoli stranieri”

15/04 ''Da diverso tempo occorre rivedere la quota di lavoratori extracomunitari assegnata dal Governo alla Calabria. Allo stato essa e' irrisoria appena 100 unita'. Da una ricognizione sommaria l'agricoltura calabrese necessita di almeno 1000 unita' stabili e 2000 stagionali da utilizzare in occasione delle grandi campagne di raccolta. E' importante che la nuova Giunta Regionale nell'ambito della Conferenza Stato Regione si muova in tale direzione''. E' quanto sostiene in una nota il presidente della Cia di Catanzaro, Franco Lucia. ''In Calabria - ha aggiunto - nonostante ci sia un tasso di disoccupazione oltre il 25% in alcuni settori, soprattutto in quello agricolo che e' piu' esposto alla stagionalita' legata alle varie colture, oltre alle fluttuazioni del mercato e' impossibile pena il blocco produttivo, reperire manodopera aggiuntiva. Senza manodopera extracomunitaria aggiuntiva comparti nevralgici dell'agroalimentare calabrese, quale l'ortofrutta e il florovivaismo vanno in forte sofferenza con conseguenti ricadute negative sull'occupazione e sui redditi. La Cia, ritiene inoltre che l'incremento di quote deve essere accompagnato da una politica concertativa tra istituzioni regionali, organizzazioni delle imprese, enti locali e sindacati tesa a intervenire sugli aspetti sociali del fenomeno con l'obiettivo di favorire l'integrazione in loco dei lavoratori extracomunitari''. ''Solo cosi' - ha concluso - si fronteggia in modo efficientela presenza nei diversi settori economici di sacche di illegalita'. La Cia e' impegnata in questa direzione, tanto e' vero che, nel prossimo mese in collaborazione con la Commissione Regionale per il lavoro irregolare, avviera' un'indagine conoscitiva del fenomeno per la piana di Lamezia da cui scaturiranno, in tempi brevi, proposte operative''.

Confagricoltura e UPA: “La crescita della Calabria passa per l’agricoltura”

12/04 ''La crescita economica della Calabria passa anche dal consolidamento e dalla modernizzazione del settore agricolo, il quale deve essere posto al centro del programma del nuovo governo di centrosinistra''. E' quanto sostengono in una nota il Presidente di Confagricoltura Calabria Francesco Macri', e i presidenti delle Unioni Provinciali Agricoltori, rivolgendosi al neo eletto presidente della giunta regionale Agazio Loiero, alla vigilia del suo insediamento. ''E' importante - ha aggiunto Macri' - mantenere e rafforzare i livelli di concertazione tra le organizzazioni professionali agricole, la presidenza della giunta, l'assessorato regionale all'agricoltura, utilizzando lo strumento del Tavolo Verde di recente insediato. Siamo consapevoli di trovarci di fronte ad una svolta storica rappresentata dall'allargamento dell'Unione Europea, con il conseguente abbandono degli strumenti tradizionali di garanzia dei prezzi e delle produzioni e se non si interviene con una politica intelligente e flessibile, adeguata alle diverse condizioni del mercato, gli effetti di questi cambiamenti comunitari si ripercuoteranno sulle regioni meridionali ed in particolare sulla Calabria''. ''Dinanzi a questi nuovi scenari - ha concluso - ed alle oggettive difficolta' esistenti, Confagricoltura si rende disponibile, come per il passato, anche in accordo con altre organizzazione di categoria, a dare un fattivo contributo per il rilancio dell'agricoltura calabrese e per la difesa dei legittimi interessi delle imprese agricole, che rischiano di rimanere emarginata dai mercati nazionali ed esteri''.

Coldiretti: “Riprogrammare le problematiche dell’agricoltura”

08/04 Le problematiche riguardanti il settore agricolo ''dovranno essere rimesse al centro della programmazione regionale''. A sostenerlo e' stato il presidente della Coldiretti Calabria, Pietro Molinaro. ''La Coldiretti - ha aggiunto Molinaro - e' pronta a riprendere il confronto diretto e trasparente con il nuovo Governo regionale, sul progetto complessivo che ho avuto modo di presentare agli allora candidati alla Presidenza della Giunta in occasione di un incontro con tutti i quadri dirigenti della Organizzazione. Il confronto con i canoni della concertazione progettuale dovra' avvenire nel tavolo agricolo costituito presso la Giunta''. Le problematiche del settore saranno discusse nel corso del Consiglio direttivo della Coldiretti in programma lunedi' prossimo a Lamezia Terme che oltre ad un' analisi politico-organizzativa del settore dovra' anche approvare il bilancio dell' associazione. Nell' occasione, Molinaro e il direttore, Sorbo, renderanno nota una lettera inviata al presidente eletto della Giunta, Agazio Loiero, che, e' scritto in una nota, ''oltre agli auguri di buon lavoro per l' elezione, declina alcune urgenze che si devono affrontare nell' immediato''.

Sindaco di Corigliano. “Giusta la proroga per la pesca del novellame”

02/04 Il sindaco di Corigliano Calabro, Giovanni Battiglia Genova, ha inviato un telegramma al ministro per le Politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno, in relazione alla proroga della pesca del novellame. ''Desidero ringraziarla - scrive Genova nel telegramma ad Alemanno - per aver accolto le giuste istanze dei pescatori di Schiavonea di Corigliano, decidendo la proroga di 15 giorni del termine fissato per la pesca del novellame di sarda''. La richiesta di proroga avanzata dai pescatori di Schiavonea era stata motivata col fatto che le avverse condizioni atmosferiche hanno impedito la pesca del novellame non solo a Schiavonea, ma nell' intera fascia ionica cosentina.

Proroga di quindici giorni per la pesca del novellame. Soddisfazioni e critiche

01/04 Un'ulteriore proroga di quindici giorni per consentire l'esercizio delle pesche tradizionali, bianchetto e rossetto in testa, a partire dal prossimo 5 aprile: e' quanto ha stabilito il Sottosegretario alla Pesca Paolo Scarpa Bonazza Buora, d'intesa con il Ministro Alemanno, in risposta alle sollecitazioni giunte da numerose marinerie d'Italia, soprattutto da parte di quelle pugliesi e calabresi. A darne notizia e' una nota dello stesso ministero delle Politiche agricole e forestali. A causa del maltempo, sottolinea la nota, la precedente concessione e' stata, infatti, vanificata dai molteplici e prolungati fermi a cui sono state costrette le imbarcazioni.
- La soddisfazione e le critiche di Oliverio: ''Il mondo della pesca ha avuto una boccata di ossigeno, ma ancora restano irrisolti i problemi di fondo''. Cosi' il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, che negli scorsi giorni aveva scritto al ministro Alemanno per sensibilizzarlo sul problema dei pescatori della fascia jonica, ha commentato la proroga concessa dal 5 aprile per quindici giorni per la pesca del novellame. ''L' intervento delle istituzioni locali - ha sostenuto Oliverio - ed in particolare del sindaco di Corigliano, Genova, che si e' fatto interprete di una esigenza del mondo dei pescatori di Schiavonea e della costa Jonica, investendo la Provincia di Cosenza e quella di Crotone per esercitare con il peso dovuto una giustificata pressione nei confronti del Ministero dell' Agricoltura, ha sancito i risultati richiesti con la proroga dei termini per l' esercizio della pesca del novellame. Un momentaneo respiro di sollievo per la nostra marineria interessata al forzato fermo cui era stata costretta dal maltempo che non risolve certo problemi piu' radicati che richiedono una attenzione nuova ed un sostegno adeguato attraverso misure strutturali e permanenti che Governo e Regione devono finalmente assumere''. ''Nelle prossime settimane - ha concluso Oliverio - di concerto con la Provincia di Crotone e le organizzazioni dei pescatori, organizzeremo una apposita iniziativa per mettere a punto un programma ed una strategia a sostegno e difesa di un comparto importante della nostra economia quale quello della pesca''.
Per Legambiente, una manovra elettorale. - La decisione di prorogare di 15 giorni la pesca della cosiddetta 'neonata' nei mari di Puglia e Calabria e' per Legambiente e Wwf ''una manovra elettorale, che portera' solo danni all'ambiente e conflitto tra i pescatori e allontana ancora l'Italia dall'Europa''. ''Ancora una volta - e' detto in un comunicato delle associazioni ambientaliste - Scarpa Bonazza utilizza le larghe maglie delle normative comunitarie e perfino prolunga quella che e' gia' una deroga eccezionale. Oggi con questo provvedimento infligge un durissimo colpo al tentativo di pianificazione di un settore difficile da governare come quello della pesca''. Secondo Legambiente e Wwf, ''la pesca della neonata si effettua attraverso reti sottilissime e cieche in grado di intrappolare gli esemplari piu' piccoli. Metodo che non permette selezione. Cosi' insieme a sardine e alici si finisce per pescare anche spigole, pesce bianco e altre specie che sarebbero destinate invece alla pesca costiera artigianale. Il limite a marzo doveva servire proprio per non sovrapporre i periodi di riproduzione dei pesci''. ''Per l'uso sconsiderato delle deroghe che fa per questo tipo di pesca - prosegue il comunicato - l'Italia e' da tempo anche sotto osservazione da parte della Comunita' Europea. La proroga che permettera' ai pescatori di Puglia e Calabria di esercitarla ancora per quindici giorni, oltre a danneggiare le risorse del mare, creera' un aspro conflitto anche tra le categorie dei pescatori. Per questo chiediamo l'immediato ritiro dell'autorizzazione''.

Oliverio scrive al Ministro Alemanno per l’incentivazione della pesca al novellame

29/03 “Avvieremo tutte le iniziative necessarie affinché un attività così importante quale è la pesca del novellame per la flotta peschereccia di Corigliano e dell’intero comprensorio possa essere sostenuta ed anzi incentivata, a partire dall’immediato.”
Lo annuncia il Presidente della Provincia, Mario Oliverio, che quale primo atto formale ha già inviato al Ministro per le Politiche Agricole, Alemanno, un telegramma che ha lo scopo di sollecitare modifiche ai regolamenti inerenti questo tipo di particolare attività di pesca, con specifico riguardo alla proroga del periodo di raccolta del novellame, richiesta dagli addetti.
“Non è pensabile- annota Oliverio- che una fonte di reddito così essenziale per la già fragile economia del comparto possa essere oggetto di restrizioni. Le giornate perse a causa della avverse condizioni marittime, oltre che metereologiche, debbono essere recuperate. Così come deve essere estesa l’area in cui i pescatori di Corigliano possono muovere le proprie imbarcazioni per la pesca, potendo tranquillamente muoversi nel confinante compartimento di Taranto.”
“ Il problema sollevato in questi giorni- continua il Presidente- ha il merito di porre l’accento sulle difficoltà che attraversa un particolare tipo di attività produttiva che ancora in provincia conta numerosa forza lavoro. Sbaglia enormemente chi pensa che una vicenda così delicata, proprio perché riguarda la vita, la fatica di centinaia di addetti di una categoria che andrebbe protetta ed aiutata in tutti i modi, possa essere oggetto di mistificazioni legate alla propaganda politica di questo periodo. Il problema della pesca del novellame, ma in generale quello dell’attività più estesa, ha maturato i tempi per un esame serio da cui discendano serie politiche che per espressa volontà normativa, non possono dipendono da Regione e Stato. Spetta ad essi configurare nuovi margini che razionalizzino e associno prospettive di sviluppo attese dall’intero settore, già avviate da altri Paesi europei.”
“E, questo considerando- conclude il Presidente della Provincia- non resta che constatare con rammarico che anche in questo settore la Regione ha lasciato l’immobilismo più assoluto, quasi che la pesca non fosse attività da cui traggono sostentamento centinaia di calabresi. Una situazione che deve essere modificata prima possibile, sensibilizzando le istituzioni e promuovendo cambiamenti che favoriscano tutti coloro i quali dal mare fanno dipendere il proprio lavoro”.

Fuda: “Nella zootecnia è necessario cambiare registro”

26/03 ''Ai candidati Abramo e Loiero, che ieri hanno avuto un incontro importante in cui, parlando di agricoltura, hanno condiviso la necessita' di giungere ad una programmazione concertata, ricordo che anche nel campo della zootecnia e' necessario cambiare registro raccordando, a livello regionale, le diversita' territoriali per caratteristiche geografiche e per vocazioni''. E' quanto sostiene in una nota il presidente della Provincia di Reggio Calabria, Pietro Fuda, dopo l'incontro avuto con il presidente dell' Associazione Provinciale Allevatori reggina, Domenico Tripodi. ''Nell' augurio - ha aggiunto - che le Province calabresi possano svolgere al piu' presto il compito assegnato dalla Legge regionale 34/02, che in materia di sviluppo agricolo e rurale recupera ed amplia le funzioni ed i compiti amministrativi gia' attribuiti dalla Legge regionale 9/1998, fino ad oggi completamente disattesa, si rende necessaria la costituzione, a livello provinciale, di tavoli di lavoro che permettano di esprimere il massimo coordinamento e la massima guida a problemi cosi' importanti e dettagliati. Ricordo che, durante il dibattito in Commissione Riforme, si e' posto ripetutamente l' accento sulla tendenza degli assessori, di destra e di sinistra, a farsi portatori dei problemi della provincia di appartenenza, forse perche' meglio conosciuti. La necessita' di assicurare che gli assessori regionali, a prescindere dal colore di appartenenza politica, potessero farsi garanti di tutte le realta' territoriali, porto' alla proposta di introdurre nella legge elettorale meccanismi che ipotizzavano una quota di eletti su base regionale; ipotesi poi scartata per non creare consiglieri regionali di serie A e di serie B''. ''Anche in questa circostanza - ha proseguito Fuda - la risposta e' a portata di mano: dare voce ai territori, e dunque maggiori competenze agli enti locali, permettendo loro di garantire meglio le singole esigenze. Nel campo zootecnico, come e' venuto alla luce durante l' incontro con Tripodi, ci troviamo di fronte a due aree diverse, che richiedono due diversi approcci a livello di politica regionale: la Calabria meridionale, che ha una forte vocazione per la produzione di bovini da carne e di ovocaprini, caratterizzata da piccole aziende, e dunque da una frammentazione ed una conseguente dispersione sul territorio, e la Calabria settentrionale, piu' vocata ai bovini da latte, con grandi aziende, forti anche in tutte le relative filiere. Atteso che la Calabria, come ben sanno Abramo e Loiero, avrebbe bisogno, innanzitutto, di una forte spinta sulla zootecnia, per le naturali condizioni favorevoli (basti ricordare i tanti tentativi di approccio al problema di Cremonini e di Rosi, che le istituzioni regionali si sono fatti sfuggire), e' altrettanto vero che la Regione deve adottare misure confacenti alle reali necessita' dei territori, in modo da non sbilanciare gli interventi a favore di un'area e a danno di un'altra. Misure che devono, quindi, essere individuate e filtrate attraverso la garanzia delle istituzioni e degli enti locali, e non affidate esclusivamente ad associazioni di categoria che potrebbero tradursi in lobby, piccole o grandi, assicurando gli interessi di pochi e perdendo di vista quelli della regione, che avrebbe invece la possibilita' di crescere allontanandosi, una volta per tutte, dalle logiche assistenzialistiche''. Il presidente della Provincia di Reggio Calabria ha poi evidenziato che ''l' Apa reggina ha rimandato al mittente regionale la prima stesura del programma Sata 2005 , che, riducendo notevolmente il compenso per ovocaprini e bovini da carne, costringerebbe veterinari e zootecnici a non erogare l' assistenza al 96% delle aziende della nostra provincia (484 su 505), creando una serie di ripercussioni negative che porterebbero ad una crisi irreversibile dell' intero settore. Dall' incontro e' emersa anche la necessita' di accelerare ulteriormente il completamento ed il potenziamento delle infrastrutture viarie, per facilitare il servizio agli allevamenti sparsi sul territorio e consentire ai veterinari di accettare la convenzione cosi' come avvenuto nelle altre province''. ''I fondi per la viabilita' rurale - ha concluso - uniti a quelli per la zootecnia, devono prevedere interventi mirati, di filiera, non disgiunti. Le leggi, se applicate, consentirebbero di lavorare per potenziare un comparto cosi' importante per la nostra economia''.

Agriturist festeggia i 40 anni della sua fondazione

25/03 ''I calabresi Rinaldo Chidichimo, Giovanni Martirano e Francesco Amantea sono stati tra i costitutari, il 10 febbraio 1965, del gruppo di dirigenti della Confagricoltura che firmarono, in Campidoglio, a Roma, l' atto costitutivo dell' associazione Agriturist ''. A ricordarlo e' il segretario regionale dell' Agriturist Calabria, Nunzio Lacquaniti. Lacquaniti, in una nota, evidenzia che ''con quell' atto aveva inizio il cammino dell' agriturismo italiano, allora soltanto un' idea ispirata a modelli francesi e britannici, oggi una realta' che vede l' Italia, unica in Europa e nel mondo, con una legislazione organica che lega l' ospitalita' all' agricoltura, i prodotti del territorio alla tavola, la rivalutazione del paesaggio all' accoglienza''. Il primo presidente dell' Agriturist fu Simone Velluti Zati, imprenditore agricolo toscano, che ha guidato l' associazione per 33 anni ed e' ormai riconosciuto come il padre dell' agriturismo. Nel 1998 ha consegnato il testimone a Riccardo Ricci Curbastro, produttore vitivinicolo in Franciacorta, operatore agrituristico. Il quarantennale dell' Agriturist e' stato celebrato a Roma alla presenza di Federico Vecchioni, presidente della Confagricoltura. Quest' ultimo, nell' occasione, ha consegnato a Velluti Zati il ''Menologio d' Oro'', riproduzione su medaglia dell' antico calendario agricolo romano che la Confagricoltura attribuisce agli imprenditori che piu' si sono distinti nella innovazione agricola e nella azione sindacale. Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Agriturist, ha quindi premiato i costituenti dell' Associazione, e altre personalita' che hanno contribuito alla sua crescita e al suo prestigio, consegnando loro una delle trenta copie, numerate e firmate, della pubblicazione che Agriturist ha realizzato per ricordare i propri quarant' anni. ''Sono stati premiati, fra gli altri - e' scritto in un comunicato - Rinaldo Chidichimo, primo segretario generale dell' Associazione, che in seguito, nella veste di direttore generale della Confagricoltura, ha sostenuto gli obiettivi dell' agriturismo impegnando l' intera Confederazione nello sviluppo di questa attivita'; l' imprenditore agricolo Francesco Amantea, il quale aveva, gia' alla fine degli anni sessanta, elaborato e applicato un progetto di 'coltivazione' integrale delle risorse territoriali di cui oggi riconosciamo la straordinaria somiglianza con le politiche di sviluppo rurale promosse dall' Unione Europea. Quindi Giovanni Martirano, oggi direttore dell' agenzia di stampa Agrapress, e Piergiorgio Ortis, promotore di tantissime iniziative per portare la gente a conoscere la campagna e l' ospitalita' dell' agricoltura, a partire dalla campagna 'Cancelli aperti' del 1970 e 1971 che grande successo ha avuto in Calabria''. ''Questa felice intuizione - ha sottolineato Francesco Macri', presidente degli imprenditori agricoli calabresi - ha permesso negli anni di poter sviluppare anche in Calabria il settore agrituristico con la costituzione della sede regionale (1970) e successivamente con le sedi provinciali, diventando un modello di sviluppo per le aziende collinari e per il recupero di beni architettonici di interesse rurale, altrimenti abbandonati''

Rapporto Eurispes sull’agricoltura: I calabresi snobbano il biologico preferendo i prodotti locali

25/03 Nove calabresi su dieci acquistano prodotti tipici locali, snobbando il biologico. Oltre il 63 per cento degli operatori economici ha usufruito degli incentivi regionali, ma lamenta una congiuntura economica sfavorevole. Tre le priorita' per lo sviluppo del comparto secondo gli imprenditori: innovazione, potenziamento della rete distributiva e protezione della tipicita' e della qualita' dei prodotti. E, intanto, in Calabria si produce il 30,6 per cento degli agrumi del Paese. Sono i risultati emersi dal Primo Rapporto sull'agricoltura in Calabria, realizzato da Eurispes Calabria, che ha coinvolto 200 imprenditori agricoli calabresi e 1.000 cittadini. Per il presidente dell'Eurispes Calabria, Raffaele Rio, ''e' necessario favorire i processi di cooperazione e di filiera per uscire dall'isolamento e competere sul mercato puntando sulla produzione di qualita'''. ''La terziarizzazione dell'economia, la differenziazione e segmentazione delle attivita' economiche, il progresso tecnologico, l'ampliamento e la globalizzazione dei mercati - ha dichiarato Rio - fanno da sfondo ad un cambiamento dell'intero sistema agricolo calabrese. Non piu' semplice comparto produttore di derrate alimentari, ma produttore di beni e servizi di qualita', mirati ad esaltare il ruolo polivalente, assunto dall'agricoltura''. Qualche dato emergente dal rapporto Eurispes: sono 194.600 le aziende agricole presenti in Calabria secondo gli ultimi dati disponibili. In cima alla graduatoria per incidenza percentuale, la provincia di Cosenza con 69.295 unita' pari al 35,7 per cento del totale regionale; seguono Reggio Calabria con 52.496 aziende agricole pari al 27%, Catanzaro (17,9%), Vibo Valentia (10,1%) e Crotone (9,5%). Tuttavia, per comprendere quale sia la distribuzione delle aziende agricole sul territorio, e' necessario considerare anche un indicatore capace di mettere in relazione il numero di unita' produttive con la popolazione residente. Si tratta, in altre parole, del tasso di densita' imprenditoriale relativo alle imprese agricole. Attraverso la lettura di questo indicatore, emerge che a registrare la quota maggiore di imprese agricole ogni 1.000 abitanti e' la provincia di Vibo Valentia (111,6 per mille); segue Crotone (106,6 per mille). Sotto la soglia del valore medio calabrese, con poco piu' di 95 imprese ogni 1.000 abitanti (95,1 per mille), si trovano le province di Cosenza (93,1 per mille), Reggio Calabria (91,9 per mille) e Catanzaro (90,8 per mille).

L’imprenditore Francesco Macrì confermato presidente di Confagricoltura Calabria

24/03 L' imprenditore Francesco Macri' e' stato confermato alla presidenza della Confagricoltura calabrese. L' elezione di Macri', che rimarra' in carica per il prossimo triennio, e' stata sancita al termine dell' assemblea dei delegati dell' organizzazione imprenditoriale agricola svoltasi a Catanzaro. Ai lavori dell' assemblea annuale, che ha eletto anche il nuovo consiglio direttivo, hanno partecipato, tra gli altri, il presidente nazionale di Confagricoltura Federico Vecchioni, il direttore generale Vito Bianco ed il componente di Giunta Carlo Siciliani, responsabile per i problemi del Mezzogiorno. ''La fiducia accordatami - ha sostenuto Macri' - impone un impegno maggiore rispetto al passato soprattutto a difesa delle vere imprese agricole che occupano e commercializzano e nello stesso tempo nei confronti della Regione. Con la collaborazione del consiglio direttivo - ha aggiunto il presidente di Confagricoltura - intendo guardare avanti, non solo per consolidare l' attuale situazione delle imprese, ma assisterle con supporti intelligenti e flessibili, adeguati alle condizioni di mercato ed alle mutate politiche comunitarie e nazionali''. ''Il nostro sindacato - ha affermato ancora Macri' - deve rappresentare qualcosa in piu', favorendo un processo di fidelizzazione che rafforzi lo spirito di appartenenza dei nostri associati, garantendo nel contempo servizi sempre piu' efficienti che possano divenire un punto di riferimento per tutti gli agricoltori calabresi''. Per il leader della Confagricoltura calabrese, inoltre, esiste ''la necessita' di rafforzare il confronto tra i rappresentanti del mondo imprenditoriale e le istituzioni al fine di definire strategie di intervento integrate e condivise, atte soprattutto a calibrare azioni mirate rispetto ai principali problemi dei diversi sistemi produttivi dei vari territori. Cio' che e' auspicabile e' la stabilita' politica della Giunta regionale per l' intera legislatura ed una stretta sinergia operativa con il Consiglio regionale, affinche' la Regione nel suo complesso risponda alle nuove esigenze del mondo agricolo''.

Il pecorino crotonese a Geo & geo del 30 marzo

24/03 Le tecniche di produzione del pecorino crotonese saranno illustrate nel corso della trasmissione televisiva Geo&Geo, condotta da Sveva Sagramola, che andra' in onda il 30 marzo alle 17,30 su Raitre. La trasmissione televisiva rientra nell'ambito delle iniziative della Coldiretti della Calabria per la promozione dei prodotti locali. Nel corso della trasmissione si parlera' anche della preparazione di un timballo del marchesato che prevede l' utilizzo del formaggio crotonese nonche', l' illustrazione di abbinamenti per la degustazione del formaggio al quale, il pascolo crotonese conferisce qualita' e profumi particolari. Saranno in studio ad illustrare questa parte Roberto Torchia e Franco Russo. Durante il programma ci sara' anche il maestro orafo Michele Affidato con le sue creazioni uniche nel loro genere, che spaziano dall' oreficeria antica e moderna a quella dell' arte sacra. Il maestro Affidato, presentera' nel corso della trasmissione ''l' infilatura di perline in un centro collana di fattezze bizantine'' una lavorazione unica in Italia. Le creazioni che proporra' il maestro Affidato, saranno tutte di oreficeria antica in stile Magno Greco - Bizantino, e tutte realizzate a mano. Nel corso del programma saranno messi a disposizione dell' utenza televisiva dei numeri di centralino per ogni genere d'informazione sul contenuto della trasmissione ed ogni altra informazione utile che vedra' la presenza di Marina Mazzei della Coldiretti calabrese.

Vecchioni (Confagri) “Colmare il gap strutturale del sud. Ridurre la politica dei costi”

23/03 ''L' agricoltura meridionale risente di una parte delle criticita' che sono relative al sistema primario in tutto il Paese e, in piu', ha dei gap strutturali che devono essere colmati''. Lo ha detto Federico Vecchioni, presidente nazionale di Confagricoltura, partecipando all' assemblea annuale dell' Unione agricoltori della Calabria che si è svolta a Catanzaro. ''In questi giorni - ha aggiunto Vecchioni - Confagricoltura si sta attivando in sede nazionale e in sede comunitaria per una serie di scadenze, alcune delle quali di breve periodo come l' applicazione della riforma della politica agricola comunitaria e delle organizzazione comuni di mercato, in particolare quella relativa all' olio d' oliva che in Calabria ha una ricaduta importante e significativa. Nel contempo ci stiamo occupando anche del tema relativo alle risorse, che l' Unione europea ha stabilizzato fino al 2013 ma che vedono anche la necessita' di programmare il periodo 2007-2013 per i Por e per i piani di sviluppo rurale. Si tratta di un capitolo importante di risorse che devono rimanere a disposizione del settore in un processo che deve vedere la Confagricoltura attiva sotto il profilo delle progettualita'''.
E' il piu' giovane presidente nella storia di Confagricoltura, Federico Vecchioni, 37 anni - titolare in provincia di Grosseto di un' azienda agricola a indirizzo olivicolo e cerealicolo - e' dallo scorso dicembre a capo dell' organizzazione agricola. In Calabria, dove l' olivicoltura rimane uno dei comparti strategici del settore primario, Vecchioni e' venuto stamani per partecipare all' assemblea dell' Unione regionale degli agricoltori. Assieme al neo presidente di Confagricoltura, nel primo incontro ufficiale con i quadri calabresi dell' organizzazione, sono intervenuti il direttore generale Vito Bianco, Carlo Siciliani, componente della Giunta esecutiva nazionale e responsabile per i problemi del Mezzogiorno e il presidente regionale, Francesco Macri'. ''La Calabria - sostiene Vecchioni - e' una realta' territoriale con delle notevoli potenzialita' e, in quest' ottica, la sua specificita' puo' servire a Confagricoltura per far si' che si raggiunga l' obiettivo piu' grande, cioe' quello di collocare l' agricoltura italiana a pieno titolo nell' agenda della politica economica del paese. Il settore primario in Calabria ha una molteplicita' di tipologie: si va dalle produzioni ad alto valore aggiunto a quelle cosiddette di massa. Qui, esiste anche una tipologia che dovrebbe consentire a Confagricoltura, una volta valorizzati tutti gli elementi con gli strumenti necessari, di contribuire a portare l' intero sistema agricolo italiano all' attenzione dell' organo politico che in questo caso e' il Governo nazionale e che, in sede locale e' rappresentato dall' esecutivo regionale. Non si puo' pensare ad uno sviluppo della Calabria senza un' agricoltura rinnovata e competitiva''. La difesa delle specificita' e' una delle priorita' come dimostra il caso delle clementine. ''Il tema generale delle denominazioni - afferma Vecchioni - ha visto in questi giorni un primo risultato nel panel del Wto di Ginevra. Il nostro sistema e' stato riconosciuto in ambito di accordi internazionali. Il problema delle menzioni, cioe' la possibilita' di utilizzare alcune tipologie di menzioni su marchi registrati all' estero, invece preoccupa. Cio' perche' consentira' ad alcuni paesi di farne un uso per noi fortemente concorrenziale''. Una regione come la Calabria quale strategia dovra' attuare per impedire penalizzazioni? ''In realta' come quella calabrese dobbiamo far si' che il marchio collettivo sia tanto uno strumento di legame col territorio quanto uno strumento per essere piu' forti sul mercato. E qui la politica di promozione sul consumatore risulta determinate. Ancora il 90% dei cittadini europei non distingue una Dop da una Igp''. Esistono problemi anche per quanto riguarda la corsa dei prezzi. ''In questi giorni, come spesso succede, giustamente, - sottolinea Vecchioni - sono stati rilevati prezzi all' origine molto bassi e prezzi al consumo che hanno subito un' impennata. Questo sistema non funziona e richiede un monitoraggio sugli anelli della filiera e della catena. In particolare, tale stato di cose, - conclude il presidente di Confagricoltura - esige soprattutto l' avvio di un dialogo chiamiamolo interprofessionale, ma comunque tra gli attori, per riuscire a snellire il percorso e rendere l' aggregazione dell' offerta per i vari comparti in grado di essere anche piu' forte in termini di contrattazione con la grande distribuzione''..

Oliverio: “Ultimare i lavori della condotta idrica del Savuto”

22/03 “E’ necessario accelerare per quanto più è possibile i lavori di ripristino della condotta per l’irrigazione dei campi del Savuto”. Lo sostiene il Presidente della Provincia, Mario Oliverio, che si è rivolto direttamente ai responsabili del Consorzio di bonifica del Lametino da cui dipendono le squadre che stanno riparando il sistema idrico che serve la zona agricola a cavallo tra Nocera Terinese e Campora, danneggiato un mese addietro dalla tracimazione del fiume Savuto. “Raccolgo il grido d’allarme dei coltivatori della zona, preoccupati per l’esito di un raccolto che potrà essere del tutto compromesso se non verrà adeguatamente irrigato il seminato- ha precisato l’onorevole Oliverio-. I problemi per le colture del Savuto sono alcuni fra i tanti che registrano le attività economiche e produttive in seguito al maltempo delle scorse settimane e per la risoluzione dei quali si sta lavorando su più fronti. La cipolla rossa della zona, apprezzata e rinomata non solo in Calabria, è un vero e proprio patrimonio che non può essere in alcun modo intaccato. Pertanto, la Provincia di Cosenza, che riconosce in questo tipo di coltivazione una punta di eccellenza ed una specificità produttiva da salvaguardare e tutelare in ogni modo, si unisce al giusto appello dei coltivatori della zona chiedendo uno sforzo suppletivo, se dovesse rendersi necessario, per mettere in condizione la condotta idrica di funzionare al più presto. Per scongiurare, si tenga inoltre presente, anche il collasso economico di una realtà produttiva che seppure di non vaste dimensioni, rappresenta fonte di reddito per alcune decine di famiglie”.

Il 23 assemblea della Confagricoltura calabrese con il presidente Vecchioni

21/03 Il presidente nazionale di Confagricoltura, Federico Vecchioni, assieme al direttore generale Vito Bianco e a Carlo Siciliano, componente della Giunta confederale e responsabile per i problemi del Mezzogiorno, sara' mercoledi' 23 marzo a Catanzaro per partecipare ai lavori dell' assemblea della Confagricoltura calabrese. ''Il rinnovo degli organi sociali - ha affermato il presidente di Confagricoltura Calabria, Francesco Macri' - rappresenta un appuntamento tra i piu' importanti nella vita sindacale della nostra organizzazione. La partecipazione del presidente Vecchioni, che tra l' altro e' il piu' giovane presidente della storia centenaria di Confagricoltura sta a rappresentare una forte volonta' affinche' l' agricoltura del Mezzogiorno svolga un ruolo di primo piano per cio' che rappresenta sul piano delle grandi produzioni e dell' occupazione''. Nel corso dell' assemblea - e' detto in un comunicato - saranno inoltre delineati gli scenari e le prospettive strategiche che l' organizzazione dovra' attuare nel prossimo periodo.

Alemanno: “Forte impulso dai contratti di distretto agroalimentare”

21/03 ''Nel decreto sulla competitivita' abbiamo inserito la figura dei contratti di distretto agroalimentare, cioe' la possibilita' di finanziare progetti sul territorio per valorizzare le identita' e le specificita' di territori come quello calabrese''. Lo ha detto Gianni Alemanno, ministro per le Politiche agricole, parlando con i giornalisti a Catanzaro. ''La Regione Calabria, in questo senso - ha aggiunto il ministro - aveva gia' previsto l' istituzione dei distretti agroalimentari di qualita'. Adesso, dopo la decisione del Governo si mette in campo una possibilita' molto importante per un' agricoltura volta alla qualita' come quella calabrese''.

Ass. Dima: “Approvato il piano delle aree rurali della Sibaritife”

15/03 Il Piano integrato per le aree rurali (PIAR) della Sibaritide e dello Jonio e' stato approvato, in via definitiva, dal direttore generale del Dipartimento agricoltura della Regione Calabria. Il progetto punta alla valorizzazione e alla promozione dell'area altamente vocata sotto il profilo rurale: Cassano e' il comune referente di tale progetto. Lo ha reso noto l'assessore regionale Giovanni Dima. ''I piani integrati – ha osservato Dima - sono finalizzati alla valorizzazione delle aree rurali attraverso l'attuazione di procedure concertative, caratterizzate dal coinvolgimento nella fase di progettazione e di elaborazione dei piani stessi, di soggetti pubblici, comuni e comunita' montane, privati e imprenditori locali. Ci troviamo di fronte a uno strumento che, parte integrante del POR Calabria, punta alla valorizzazione delle aree rurali regionali attraverso il coinvolgimento dei soggetti attivi del territorio, alla promozione di quest'ultimo e alla creazione di un sistema di sviluppo che, partendo dal basso, persegue l'obiettivo della crescita economica e sociale dei comprensori. Siamo consapevoli – ha aggiunto Dima - di aprire una nuova stagione di sviluppo, che vedra' coinvolti la Regione, i Comuni della Sibaritide e dello Jonio, che insieme dovranno individuare le procedure piu' consone e gli obiettivi piu' realistici da perseguire e da raggiungere al fine di avviare il rilancio delle aree rurali''.

Coldiretti: “Contro l’uso illegale dell’olio di colza ridurre le accise sul Biodiesel. Ne giova l’ambiente”

14/03 ''Con il biodiesel ottenuto da coltivazioni come il colza e il girasole e' possibile ridurre dell'80 per cento le emissioni di idrocarburi e policiclici aromatici e del 50 per cento quelli di particolato e polveri sottili, principali responsabili dello smog in citta'''. E' quanto afferma la Coldiretti, in riferimento alla notizia che in Trentino nei supermercati e' quasi introvabile l'olio di colza da cucina perche' gli automobilisti lo usano come carburante nelle vetture diesel. Se in questo caso – spiega la Coldiretti - si tratta di una pratica illegale perche' vengono evase le accise fissate dal fisco per il carburante da autotrazione e' senza dubbio vero che l'aumento record del prezzo del petrolio aumenta la competitivita' economica dei combustibili ecologici nei confronti dei derivati del greggio che nel caso del biodiesel contribuiscono anche al raggiungimento degli obiettivi del protocollo di Kyoto con la riduzione di circa 2,5 chilogrammi di anidride carbonica per ogni chilogrammo utilizzato. A differenza dell'olio di colza ad uso alimentare venduto nei supermercati che, oltre a problemi di ''odore'' secondo pareri tecnici potrebbe causare problemi alle autovetture, il biodiesel - sottolinea la Coldiretti - deriva dall'esterificazione degli oli vegetali ottenuti da colture come il colza e il girasole ed e' molto diffuso in Paesi come la Francia dove un proprietario di auto
diesel su due viaggia utilizzando energia verde, sette raffinerie su tredici incorporano il biodiesel nel gasolio in percentuale del 5% e oltre trenta gruppi industriali utilizzano veicoli con biodiesel al 30%. Peraltro in Francia - prosegue la Coldiretti - il premier Raffarin ha annunciato di voler triplicare nei prossimi tre anni il contingente defiscalizzato. Un obiettivo che deve perseguire anche l'Italia dove si stima che - prosegue la Coldiretti – si dovrebbe prevedere nel 2010 un consumo di 800.000 tonnellate annue di biodiesel secondo la Direttiva 30/2003 emanata dall'Unione Europea che prevede una sostituzione progressiva dal 2% al 5,75% del totale consumo di carburante con biocarburanti. Un traguardo che - sottolinea la Coldiretti - e' possibile raggiungere solo se verra' raddoppiato ad almeno 400.000 tonnellate l'anno il contingente annuo di biodiesel in esenzione di accisa fissato dalla legge finanziaria a 200.000 tonnellate. Per affrontare il problema dello smog in citta' - sostiene la Coldiretti - occorre innanzitutto cambiare i combustibili di bus e mezzi pubblici con l'aggiunta di biocarburanti in grado di abbattere le emissioni inquinanti, secondo un orientamento sostenuto dall'Unione Europea. Con la coltivazione di 350.000 ettari di colza e girasole, in grado di produrre 0,85 tonnellate/ettaro di biodiesel puro e' possibile ottenere 300.000 tonnellate di biodiesel che, integrate nel carburante al 5%, assicurano - precisa la Coldiretti - ad oltre 3 milioni di auto, in Italia, l'autonomia per un intero anno (20.000 km). Si tratta - conclude la Coldiretti - di una opportunita' per evitare il diffondersi dell'illegalita' con il carburante fai da te senza disperdere il vantaggi che questo tipo di alimentazione delle autovetture comporta all'ambiente e alla riduzione nei consumi dei combustibili fossili.

Coldiretti: “Subito le norme sulla rintracciabilità degli alimenti”

12/03 ''Stringere i tempi per l' entrata in vigore delle nuove norme sulla rintracciabilita' obbligatoria degli alimenti, cosi' come previsto dalla legge del n. 204 del 3 agosto 2004 che impedisce di 'spacciare' come italiani prodotti provenienti da altri continenti''. Lo afferma Francesco Giovinazzo, presidente della Coldiretti di Reggio Calabria. ''Le truffe alimentari - sostiene Giovinazzo - oltre a mettere a repentaglio la salute dei consumatori, minacciano la produzione agrumicola tipica e genuina con gravi ripercussioni sulle diverse economie locali''. Anche secondo il direttore provinciale dell' associazione agricola reggina ''e' necessario evitare che vengano organizzate truffe alimentari ai danni dei consumatori che disconoscono i passaggi di filiera dei prodotti che arrivano sulla tavola. Per tale ragione e' piu' che mai urgente rendere esecutiva la legge sull' etichettatura obbligatoria degli alimenti garantendo la conoscibilita' al consumatore del luogo di origine e delle diverse fasi di lavorazione degli stessi''.

Gugliemelli (Isfa) “I produttori silani possono risolvere la crisi della patata”

11/03 Sulla crisi che investe il settore della patata silana e' da ritenere ''una parziale buona risposta'' quella data dal Ministro Alemanno che, aderendo alla sollecitazione dell' assessore regionale all' agricoltura Giovanni Dima, ha disposto che i quantitativi di prodotto che non hanno trovato sbocco sul mercato pare saranno trasformati in fiocchi in Abruzzo per essere poi destinati ad aiuti alimentari a favore di popolazioni bisognose. Lo afferma Franco Guglielmelli, presidente dell' Istituto Isfa-Reis ed esperto in economia dei mercati agricoli. ''Considerare parziale la positivita' della risposta, se confermata, - prosegue Guglielmelli - e' dovuto al fatto che queste crisi sono ricorrenti, anche se non sempre si arriva al ritiro pubblico e che il provvedimento ministeriale rappresenta il tampone a una situazione di emergenza che pero' non rimuove in alcun modo le cause che l' hanno determinata. Per cui, non affrontando le ragioni strutturali che ne sono origine, ci vuole poco a prevedere che nuove difficolta' di mercato, cosi' come avvenuto in passato, si ripresenteranno in futuro''. ''Allora il problema da porsi e' - si chiede il presidente dell' istituto Isfa-Reis - perche' questo stato di cose in Calabria non viene risolto una volta per tutte? Perche' da una parte si continuano a impiegare tanti soldi pubblici e dall' altra si va avanti nella precarieta' e nella insicurezza, quando sarebbe piu' conveniente per tutti, sia in termini economici sia in termini sociali, lavorare per ottenere una condizione di efficienza e di premialita' di mercato portando a redditivita' costante l'intero comparto della Patata della Sila?''. Per Guglielmelli ''tuttavia, il mondo dei produttori silani di patate non puo' risolvere i suoi problemi se non vi e' a monte una assunzione di responsabilita' della Regione che diverra' co-protagonista nella fase immediatamente successiva. Allora la domanda che va rivolta con assoluta priorita' all'ambito pubblico, e dunque in primis all'Assessorato all'Agricoltura in uno con l'Assessore Dima, ma anche alle forze politiche che si contrappongono nella competizione elettorale in corso e' cosa si intende fare (o si chiede che venga fatto) per porre fine a questa situazione paradossale? Sapendo che, se ci si muove con assoluta tempestivita', alcuni interventi iniziali, con i conseguenti primi positivi risultati, - conclude Guglielmelli - possono essere gia' in atto nella prossima campagna di vendita, ovvero nel settembre/ottobre 2005''.

Le arance italiane sulle tavole giapponesi. Tolto l’embargo

09/03 Il Sol Levante arricchisce il proprio paniere alimentare di un'altra tipicita' tutta made in Italy. Le prime ad aprire la strada sono le arance Tarocco, ma le intenzione del ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno sono ancora piu' ambiziose. Dopo aver superato i rigidi controlli fitosanitari nipponici, l'obiettivo e' di ''aggiungere presto l'export di kiwi e pere''. Resta, comunque, il fatto che finalmente, grazie al via libero di un decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale giapponese, si apre un mercato finora precluso, dal divieto di importazione, a causa della difficolta' di eliminare le larve della 'mosca mediterranea': un piccolissimo 'infestante' tanto fastidioso, ma, quanto basta, per bloccarne la commercializzazione. A beneficiare di questo nuovo successo all'estero dell'agroalimentare nostrano e', piu' di tutti, la Sicilia: terra di sole e di sapori genuini, ma soprattutto patria dell'arancia con oltre il 60% del prodotto seguita con il 30%, al di la' dello Stretto, dalla vicina Calabria. Nell'isola sono presenti sia quelle bionde, come le 'navel', le 'navelina', la 'Washington navel', sia le sanguigne: moro, sanguinello, e la tarocco. Ed e' proprio quest'ultima, che esteticamente si presenta di un brillante color arancio con sfumature rosso granato, a rappresentare il 50% della produzione italiana . A seguire le Navel con il 17%, il Biondo Comune con il 15%, Moro e Valencia entrambe con il 5%. Non puo' non nascondere la propria soddisfazione l'assessore all'agricoltura della Sicilia, Innocenzo Leontini che rileva come sia ''un grande passo in avanti per l'economia siciliana, che avra' delle ottime ricadute in ambito occupazionale, grazie all'espansione reale del mercato agrumicolo''. Secondo il direttore del Consorzio Aop Sicilia, Rosario Provino ''esportare le arance in un nuovo mercato e' una buona notizia ma dovremo puntare soprattutto su quel che abbiamo di piu' prezioso e cioe' su la qualita' e la particolarita' del nostro prodotto per superare chi e' gia presente''. E si tratta di una concorrenza non poco temibile visto che sui banchi di frutta giapponesi sono gia' presenti da tempo arance prodotte in California e Sud Africa. ''Sono Paesi che hanno gia' fatto le loro conquiste - spiega Provino - noi dobbiamo ancora creare un mercato''. Ma l'aspetto piu' delicato che i produttori dovranno affrontare e' quello delle distanze. ''Non siamo proprio dietro l'angolo - rileva il presidente della Coldiretti Sicilia, Giuseppe Guastella - ma le arance possono essere la Ferrari dell'agricoltura italiana ed e', quindi, necessaria una svolta nell'associazionismo per abbattere i costi di trasporto perche' inviare circa 22 mila chili di merce in Giappone in container refrigerati che assicurano la qualita' all'arrivo, puo' costare anche 3.000 euro, costo che lievita - aggiunge - nel caso si utilizzi il trasporto aereo''. Restano quindi solo le vie del mare con una sola avvertenza: abituarsi a aspettare che il carico giunga a destinazione dopo 20-30 giorni.
- E' il trattamento a freddo o 'cold treatment, ad aver permesso alle arance Tarocco di superare l'embargo cui erano sottoposte dal Giappone. Studi e ricerche durate parecchi anni hanno dimostrato che le larve della Mosca Mediterranea possono essere cosi' debellate. Il sistema e' stato applicato su un carico di arance della tipologia Tarocco, di cui e' stata simulata una spedizione commerciale, depositato per due settimane all'interno di un container refrigerato. Le basse temperature hanno disinfestato le arance dalle trentamila larve del parassita introdotte artificialmente. La 'Ceratitis capitata' (mosca mediterranea della frutta) e' ampiamente diffusa nell'Africa sub-sahariana, in tutto il Bacino del Mediterraneo, nel vicino Oriente, Arabia, nel Centro e Sud America, nell'Australia occidentale e nelle Hawaii. L'analisi genetica ha evidenziato una maggiore variabilita' delle popolazioni africane rispetto a quelle europee, confermando l'ipotesi che l'area originaria della specie sia l'Africa e che l'Europa sia un'area marginale di diffusione. (ANSA).
- ''Finalmente - spiega, in una nota, il ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno - si apre un nuovo mercato, un mercato giapponese di qualita' finora precluso dal divieto di importazione delle arance a causa della difficolta' di eliminare le larve della 'mosca mediterranea''. La 'Gazzetta Ufficiale' giapponese - si legge nella nota - contiene la cancellazione della specie delle arance tarocco dai prodotti ortofrutticoli di cui era vietato l'ingresso nel Paese. Dopo oltre un decennio, grazie al 'Cold treatment', e' stato infatti eliminato il problema causato dal parassita che si annida negli agrumi gia' raccolti, e questo senza danneggiare in alcun modo la qualita' del frutto. ''E' solo l'inizio di un nuovo rapporto commerciale - sostiene Alemanno - e siamo sicuri che dara' risultati eccellenti, a cui speriamo si possano aggiungere presto l'esportazione di kiwi e di pere, dei quali abbiamo gia' avviato la procedura per l'export in Giappone''.Secondo il ministro ''quello delle arance e' un successo che dimostra l'importanza dei mercati asiatici per l'Italia e sottolinea l'interesse del Giappone per le produzioni di alta qualita' tipiche del nostro Paese e dell'agricoltura meridionale''.

Cia: “In Calabria l’agricoltura è in ginocchio. Danni pe milioni di euro”

08/03 Il maltempo continua a far sentire i suoi pesanti effetti sull'agricoltura. Nel Sud, ma soprattutto in Calabria, si sono registrati danni per milioni di euro. Colpite non solo le colture (ortaggi, alberi da frutta), ma anche le strutture agricole (in particolare serre e stalle) e in special modo la zootecnia che e' a rischio sopravvivenza. A sottolinearlo e' la Confederazione italiana agricoltori che sta seguendo con attenzione l'evolversi della situazione attivando sul territorio centri di assistenza per gli agricoltori e gli allevatori colpiti dalle conseguenze delle abbondanti nevicate e piogge e dall'eccezionale ondata di freddo. Tuttavia il quadro piu' critico al momento, secondo la Cia, si registra in molte zone agricole della Calabria dove le intemperie hanno provocato ingenti danni sia al comparto ovicaprino che a quello bovino. Molti animali sono morti per il freddo, altri per il crollo di stalle e capannoni, mentre migliaia di capi rischiano di morire per l'impossibilita' di essere alimentati. Numerose aziende zootecniche calabresi stanno, inoltre, esaurendo le scorte di foraggio e mangime. Nelle zone interne e montane, dove la zootecnia rappresenta l'unica fonte di reddito, sono numerose le imprese isolate da diversi giorni e che rischiano di vedere i loro animali morire per stento.Questi danni - conclude la Confederazione - rendono ancora piu' complesso lo scenario della zootecnia calabrese che gia' vive un momento di grande incertezza con gli imprenditori che a causa di emergenze climatiche sanitarie, come la Lingua Blu, vedono calare i redditi e diminuire sempre di piu' la loro competitivita' sui mercati.

Da domani a Bologna “La Calabria è servita”

08/03 Degustazione e presentazione di prodotti tipici della gastronomia e del turismo, menu' a tema in tre ristoranti: e' 'La Calabria e' servita', che da domani a sabato portera' a Bologna le piccole e medie imprese del Crotonese e del Cosentino, in una manifestazione promossa da 'E'-group' e dal 'Club dei Sapori'. Al centro commerciale Conad Leclerc per quattro giorni e' prevista la degustazione di prodotti tipici (dal peperoncino alla sardella in salamoia, dalle salse ai vini, fino all'olio calabro e i formaggi dop), oltre alla presentazione di localita' ed offerte turistiche per la prossima stagione estiva. In tre ristoranti ('Nonno Rossi' domani e giovedi', 'La Bottega di Franco' venerdi', e 'Antichi sapori di Bologna' sabato) saranno invece proposti menu' 'calabresi' a prezzo fisso, entro 35 euro bevande comprese, dagli chef del Centro regionale di formazione professionale di San Giovanni in Fiore (Cosenza). Alla presentazione dell'iniziativa, che si e' tenuta nella sede dell'Ordine dei giornalisti, hanno partecipato i presidenti di Bologna Turismo, Aldo Bacchiocchi (che ha auspicato piu' scambi con altre realta' regionali) e dell'Associazione giornalisti agroalimentari Roberto Zalambani, e il rappresentate della delegazione del Club dei Sapori Giulio Biasion. Non sono potuti intervenire invece i rappresentanti di 'E'-group', bloccati in Calabria per problemi di viabilita' dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria.

Coldiretti: E’ allarme nelle campagne, danni a colture, serre e stalle

08/03 Migliaia di alberi da frutta (pesche, albicocche, nettarine, agrumi) nella piana di Sibari piegati sotto il peso della neve che ha distrutto centinaia di serre di ortaggi (cavoli, insalate, finocchi, ecc.), allevamenti di mucche, pecore e capre isolati senza foraggi per lalimentazione e animali morti per fame e freddo. E' questo il primo bilancio dei danni tracciato dalla Coldiretti per l'ondata di maltempo che si e' riversata con particolare intensita' in Calabria, dal Pollino alla Sila, dove in provincia di Cosenza a causa delle frane molte famiglie agricole rischiano di perdere le loro case e le strutture aziendali situate in zone a rischio. Una situazione - sottolinea l'organizzazione agricola - favorita dal degrado e dall'abbandono che hanno messo in atto da anni un processo di erosione che il maltempo di questi giorni ha accentuato. Nelle Valli del Crati e dell'Esaro problemi ai frutteti, mentre l'isolamento degli animali nelle zone interne impedisce la consegna del latte con una conseguente perdita del prodotto che dura da tre giorni per un quantitativo di circa 4-5000 quintali, che potrebbero però aumentare se la situazione di isolamento permarrà ulteriormente. A Longobardi e Aiello Calabro si registrano in alcuni allevamenti la morte di pecore e capre per il freddo e la fame, mentre in Sila si e' aggravata la situazione delle strutture per gli allevamenti e molte stalle risultano danneggiate fortemente e inagibili per gli animali e per cui occorre realizzare ricoveri di emergenza per evitare che il freddo li uccida. Sempre nella zona silana con il crollo dei magazzini ortofrutticoli e' a rischio il raccolto delle patate che e' stato stoccato dal mese di novembre. Anche la viabilita' interna e' fortemente compromessa rendendo impossibile raggiungere molte aziende agricole e strutture zootecniche delle zone interne. La Coldiretti ha attivato le proprie strutture sul territorio per raccogliere le esigenze piu' immediate delle imprese agricole e per realizzare una mappa aggiornata della situazione in costante evoluzione. L'organizzazione agricola sollecita le istituzioni regionale ad attivare tutte le necessarie procedure per la proclamazione dello stato di emergenza considerata la calamita' naturale rappresentata da uno degli inverni piu' freddi degli ultimi venti anni.

Per la neve quattromila ovini rischiano di morire di fame

08/03 Quattromila ovini rischiano di morire in alcuni centri della provincia di Cosenza perche', a causa delle abbondanti nevicate, non e' possibile garantire le forniture di foraggio. La situazione piu' critica si registra ad Acri e nei centri della presila cosentina, dove la scorsa notte ci sono state abbondanti nevicate. L' Amministrazione comunale di Acri ha chiesto l' intervento della Protezione civile e della Prefettura di Cosenza per fronteggiare l' emergenza ed attuare provvedimenti urgenti in favore degli allevatori. Da stamane sono in funzione 20 mezzi spalaneve del Comune di Acri e della provincia di Cosenza. Ha nevicato per tutta la notte anche nei paesi italo albanesi, da San Demetrio Corone a San Giorgio Albanese.

Emergenza degli allevatori: Il maltempo ha messo in ginocchio le aziende

07/03 ''E' emergenza maltempo per l' agricoltura calabrese, con la zootecnia che e' tra i settori piu' danneggiati dall' eccezionale ondata di maltempo che in questi giorni sta colpendo la Calabria''. A sostenerlo e' l' Associazione regionale allevatori della Calabria che, in una nota, chiede l' adozione degli interventi previsti dal decreto sulla crisi di mercato rendendo, inoltre, possibile l' accensione di mutui senza intaccare il patto di stabilita'. ''A provocare danni - afferma il presidente Franco Barretta - non e' solo la neve e il freddo, in alcune zone le copiose piogge hanno provocato smottamenti dei terreni agricoli e hanno seriamente compromesso i raccolti e le strutture aziendali. Il quadro e' preoccupante. Il maltempo ha provocato, infatti, ingenti danni sia al comparto ovicaprino che a quello bovino. Molti animali sono morti per il freddo, altri per il crollo di stalle e capannoni, mentre migliaia di capi rischiano di morire per l 'impossibilita' di essere alimentati''. ''Numerose - afferma Barretta - sono le aziende zootecniche che stanno esaurendo le scorte di foraggio e mangime. Nelle zone interne e montane, dove la zootecnia rappresenta l' unica fonte di reddito, molte aziende isolate da diversi giorni rischiano di vedere i loro animali morire per stento. Stesso discorso vale per il latte il cui trasporto, proprio a causa dell' impraticabilita' delle strade di campagne ha fatto registrare notevole difficolta'. Un gran numero di allevatori si sono cosi' trovati nell' impossibilita' di consegnare il prodotto, molto del quale e' andato distrutto''. Per il presidente dell' Ara ''questi danni rendono ancora piu' complesso lo scenario della nostra zootecnia che gia' vive un momento di grande incertezza con gli imprenditori. La situazione resta ancora molto critica e le aree interne e di montagna sono senz' altro quelle che stanno soffrendo di piu'''.

A Sanremo successo delle iniziative promozionali calabresi

07/03 Tra i tanti successi del 55/mo Festival di Sanremo e' da registrare senz' altro l' edizione 2005 di 'Calabria in Festival', tra i tradizionali appuntamenti di promozione della Calabria in coincidenza di grandi eventi come quello della manifestazione canora nazionale. Quest' anno a Sanremo la Regione ha inteso far conoscere e valorizzare il marchio Calabria, dando spazio ai prodotti tipici dell' agricoltura e alla cucina calabrese. Cosi durante la manifestazione, a cura dell' Arssa con la maestria degli chef del Centro Florens di San Giovanni in Fiore (Cs), si e' potuto far gustare nel corso delle cinque serate, ai giornalisti accreditati al Festival e agli ospiti che si sono avvicendati nella Sala stampa dell' Ariston, alcuni piatti tipici significativi delle cinque province calabresi: dai maccheroni dei Tre colli con peperoncino, ai maltagliati con sardelline e alici dello Jonio, alla zuppa di ceci della Sila, alle penne al tonno di Pizzo, al risotto ai profumi dello stretto con bergamotto e gamberi, accompagnati da salumi e formaggi, da dolci tipici, con vino e acqua di Calabria. L' iniziativa e' stata resa possibile grazie alla spontanea disponibilita' di Raiuno, consolidando un rapporto tra la Regione Calabria e la Rai, che in questi ultimi anni ha permesso di far parlare sempre piu' spesso delle straordinarie risorse naturali e delle produzioni di qualita' calabresi, che l' Assessorato regionale all' Agricoltura intende a buon ragione promuovere. Insieme alla Regione Calabria quest' anno le Associazioni agricole di categoria Coldiretti, Confagricoltura e Cia hanno avuto modo di far conoscere il proprio impegno in un settore considerato strategico per l' economia regionale. Un successo testimoniato da tante attestazioni favorevoli da parte della stampa accreditata al Festival. Oltre a questa iniziativa la Calabria e' stata presente a Sanremo con una degustazione pubblica di prodotti, offerti dal G.al.Kroton, nel corso della manifestazione 'Festival Arti e Costumi' in collaborazione con l' Associazione culturale di oriundi ''Magna Grecia'', presieduta da Giovanni Iuliano.

Coldiretti “Per il maltempo in calo del 30% la produzione della mimosa”

07/03 ''La produzione di mimose destinate tradizionalmente ad essere donate in occasione della festa della donna e' prevista quest' anno in calo del 30% a causa del maltempo e del freddo intenso che hanno causato un ritardo della fioritura nel Ponente Ligure dove, nei tipici terrazzamenti che si affacciano sul Tirreno, viene ottenuto tre quarti del raccolto nazionale''. E' quanto sostiene in una nota la Coldiretti della Calabria che, in occasione della Festa di domani, rivolge un augurio a tutte le donne. ''Saranno comunque quasi quindici milioni - prosegue la nota della Coldiretti - i mazzetti del curioso fiore giallo offerti alle italiane. Un acquisto 'ambientalmente corretto' perche' si tratta di una coltivazione realizzata in zone collinari svantaggiate con tecniche sostenibili dal punto della salvaguardia del territorio. Il prezzo pagato all'imprenditore agricolo nelle zone di produzione si aggira sui 6-7 euro al chilo, un valore che si moltiplica piu' volte al consumo dove viene venduto a costi che variano a seconda del tipo di confezione e del luogo: dal rametto di 2-3 euro al mazzo di 15 euro. Una spesa che puo' essere ottimizzata se si seguono alcune semplici regole di conservazione per evitare il disseccamento veloce''. ''Si consiglia - aggiunge la Coldiretti - di tagliare quanto prima gli steli che devono rimanere per due ore in acqua pulita e inacidita con due gocce di limone. Vanno quindi collocati in piena luce e mantenuti in ambiente fresco e umido perche' la mimosa rilascia molta acqua attraverso la traspirazione e bisogna evitare che la grande perdita di liquidi faccia seccare rapidamente il fiore. La mimosa simboleggia la determinazione, la concretezza e allo stesso tempo la sensibilita' delle donne e per questo e' stata scelta come simbolo universale della loro festa. La mimosa e' coltivata in Italia da circa 2000 imprese su una superficie di quasi 600 ettari di terreno dai quali si ottengono annualmente circa 120 milioni di steli raccolti soprattutto in Liguria e destinati anche all'esportazione in Francia, Svizzera e Paesi del Nord Europa''. ''La mimosa - conclude la nota - venne introdotta in Europa intorno al 1820 e con il passar del tempo riusci' ad adattarsi molto bene al clima Italiano, soprattutto nelle zone temperate come la Liguria. Nei paesi d'origine come Sud America e Australia dove e' considerata fiore nazionale, la mimosa raggiunge i 30 metri di altezza, in Europa, invece, al massimo 10 metri''.

Successo delle aziende calabresi all’ “Agrifood” di Verona.

04/03 Stanno riscuotendo un grande interesse le aziende agroalimentari della Calabria presenti ad Agrifood a Verona. Per la Calabria si va dai formaggi, alla liquirizia, ai salumi Dop, all’olio e al vino, al miele e all’ortofrutta ed ancora bergamotto e patate della sila e prodotti trasformati l’eccellenza produttiva di tutte le province. “È la prima fiera che guarda al Made in Italy nella sua globalità abbandonando le vecchie rotture settoriali e corporative che il mercato non capisce, per inaugurare invece una formula che porta il prodotto di qualità fuori dalla nicchia e lo proietta definitivamente nella logica d’impresa in una prospettiva al dialogo tra i soggetti della filiera” ha affermato il presidente della Coldiretti Paolo Bedoni in occasione del nuovo Salone dedicato al “prodotto agroalimentare di qualità” che si propone come una rappresentazione completa del mercato con la presenza di tutte le componenti di una “filiera allargata”. Un evento fieristico come Agrifood che vede la presenza di primarie imprese calabresi. Il Presidente Regionale della Coldiretti della Calabria, Pietro Molinaro, presente a Verona con un nutrito numero di imprenditori e dirigenti ha affermato che “è un’occasione stimolante per il tessuto produttivo della Calabria che si affaccia al mercato per dialogare in modo diretto e senza intermediazioni di sorta con gli altri soggetti della filiera”. Un appuntamento che “porta l’impresa al mercato”, mette alla prova la sua abilità nella vendita diretta, ma anche la sua capacità di dialogare con l’industria, con la distribuzione, con la ristorazione, la gastronomia e anche con i media ai quali affida i suoi messaggi e rappresenta le sue potenzialità. È l’agricoltura che non produce solo “materia prima”, come si diceva una volta, ma prodotti ad alto valore aggiunto perché sono espressione di cultura, conoscenza, professionalità. Un valore aggiunto per il Made in Italy alimentare sul quale ricostruire la coesione tra i vari soggetti della filiera con l’indicazione in etichetta dell’origine dei prodotti alimentari, a favore della quale sono arrivati importanti consensi nell’ultimo Consiglio dei Ministri agricoli europei. Dall’impresa agricola l’industria e la distribuzione devono pretendere qualità e competitività, ma dall’industria l’impresa agricola - queste le motivazioni degli imprenditori calabresi - deve pretendere che si impegni a valorizzare il prodotto agricolo italiano. È il consumatore a volerlo. Uno sforzo congiunto da fare insieme, visto e considerato che disponiamo di una varietà di risorse territoriali uniche al mondo. Imprenditori e dirigenti della Calabria hanno partecipato al convegno “il marchio dei marchi per il made in Italy alimentare” moderato da Fabrizio Del Noce con il presidente Paolo Bedoni, Gianluca Rana e Davide Paolini esperto di gastronomia.

Ventisei aziende agroalimentari calabresi alla Fiera di Verona

02/03 Ventisei aziende agroalimentari calabresi, grazie all' impegno della Coldiretti, parteciperanno a Verona, da domani e fino al 6 marzo, ad Agrifood 2005 il ''salone internazionale del prodotto agroalimentare di qualita''' un evento biennale sui prodotti agroalimentari. ''L' obiettivo - ha sostenuto il presidente della Coldiretti, Molinaro - e' quello di promuovere il prodotto agroalimentare di qualita', la Regione e il territorio di origine, i nuovi modelli di vita in campagna e le straordinarie potenzialita' dell' agricoltura rigenerata''. La Calabria proporra', in linea con l' impostazione di Agrifood, le proprie produzioni per aree tematiche al fine di coinvolgere e motivare la partecipazione del grande pubblico e dei consumatori. Le imprese saranno raggruppate nei padiglioni per tipologia produttiva, il fulcro sara' il Salone del Made in Italy nel quale ci saranno anche le imprese calabresi con i loro prodotti di eccellenza e il loro legame con il territorio. Ciascun comparto, sara' firmato da un esperto di fama che sara' un vero e proprio testimonial. L' interesse della Coldiretti della Calabria, e' scritto in una nota, si e' concentrata su tutte le aree tematiche e pertanto tutte le imprese calabresi presenti, proporranno in questa primaria vetrina internazionale le proprie produzioni. Il direttore regionale della Coldiretti, Sorbo, presente insieme a Molinaro, agli imprenditori espositori e a tutti i dirigenti delle Federazioni a Verona ha affermato che con la presenza ad Agrifood, ''intendiamo dare una grande e pratica visibilita' al progetto di 'Campagna Amica' che deve uscire dalla fase dei mercatini per giungere alla fase dei mercati''.

Sottoscritto il nuovo contratto agricolo provinciale

01/03 Le organizzazioni datoriali e i sindacati di categoria della provincia di Cosenza hanno firmato il nuovo contratto agricolo. A sottoscrivere il contratto, che avra' validita' fino al 31 dicembre del 2007, sono stati Upa, Coldiretti e Cia, da una parte, e Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil dall' altra. ''In una fase particolarmente delicata del sistema agricolo dell' intera provincia - affermano i sindacati in una nota - la sottoscrizione del contratto si pone esplicitamente come un impegno sostanziale di tutela e valorizzazione degli interessi delle aziende e dei lavoratori. Un nuovo modello relazionale tra le parti che rafforza l'impegno a costruire una bilateralita' efficace su tutte le materie in cui e' possibile come le problematiche connesse al mercato del lavoro, la tutela della salute, dell'ambiente e la politica ecologica, i fabbisogni di formazione e di riqualificazione professionale e la conciliazione sui ricorsi e sulle vertenze tra le parti, che rendono il contratto agricolo provinciale un moderno ed efficace strumento di regolazione dei rapporti di lavoro''. Nel contratto, riferisce ancora la nota, ''e' previsto che gli aumenti salariali a regime saranno del 7,3% sulle tabelle del contratto scaduto al 31 dicembre del 2003. In materia di classificazione professionale il contratto presenta tre aree professionali e riduce a sette i livelli di inquadramento.Le parti, preso atto del risultato negativo registrato dalle colture intensive a basso valore aggiunto, ed in considerazione della difficile situazione economica in cui versa l' agricoltura, hanno convenuto che per le operazioni di raccolta semplice, le aziende che operano in territori particolarmente svantaggiati, potranno utilizzare il parametro 100 per la raccolta di patate, olive e orticole a pieno campo.Inoltre per meglio assecondare le esigenze produttive aziendali e garantire la stabilita' occupazionale, le aziende dell' ortofrutta con meno di duemila giornate lavorative, avranno l' opportunita' di utilizzare in maniera polivalente le prestazioni dei lavoratori interessati gia' prevista per le grandi aziende''. ''Le parti contraenti - conclude la nota - hanno sollecitato un' adeguata attenzione politica nei confronti del settore agricolo che consenta alle aziende di reggere la sfida della competitivita', valorizzando le qualita' produttive, professionali ed il miglioramento organizzativo''.

Prodotti tipici calabresi al festival di Sanremo

01/03 Si rinnova la tradizione degli "assaggini" di prodotti tipici a Sanremo in sala stampa all'Ariston, tradizione che ha preso le mosse da qualche anno. Ad aprire la serie in questa edizione del Festival e' la Regione Calabria, con il suo assessorato all'Agricoltura, e in collaborazione con le sezioni regionali di Coldiretti, Confagricoltura e Confederazione italiana agricoltori (Cia). Il menu' a base di maltagliati "ammottolati" con sardellina piccante e alici croccanti dello jonio, quindi salumi e formaggi e, per finire, dolci tipici calabresi. Il tutto innaffiato con vini regionali.

Sequestrati 31 quintali di caciocavallo Dop contraffatto

28/02 La Guardia di Finanza e l' Ispettorato centrale repressione frodi hanno sequestrato in Basilicata 31 quintali di caciocavallo che stavano per essere immessi in commercio con la denominazione comunitaria protetta di 'Caciocavallo silano Dop', senza aver ottenuto la certificazione prevista dall' apposito disciplinare. Il sequestro, che ha portato alla denuncia del titolare del caseificio alla Procura della Repubblica di Melfi per frode in commercio, si e' reso necessario per evitare che il prodotto contraffatto fosse immesso definitivamente al consumo con una denominazione ingannevole per i consumatori. Al momento del sequestro il prodotto era custodito per la stagionatura all' interno di containers privi di qualsiasi specifica autorizzazione sanitaria. ''L' attivita' di controllo svolta in concorso tra la Guardia di Finanza e l' Ispettorato centrale repressione frodi, come nel caso del sequestro del caciocavallo silano - ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno - dimostra l' efficacia della collaborazione tra i diversi organismi di controllo in vista dell' obiettivo comune della tutela della qualita' delle produzioni agroalimentari italiane senza inutili duplicazioni e sovrapposizioni di interventi ispettivi nei confronti degli operatori''. I prodotti a denominazione protetta, ha sottolineato il ministro, ''costituiscono un patrimonio del settore agroalimentare che va difeso con fermezza da qualsiasi contraffazione per dare certezze ai consumatori e per tutelare i produttori onesti dell' intera filiera agroalimentare''.

Aipo: “Un piano per l’ovicoltura a difesa di produttori e consumatori”

28/02 Un piano olivicolo a difesa di produttori e consumatori. E' quanto emerso nel corso del convegno dell' Associazione Italiano Produttori Olivicoli (Aipo) svoltosi presso il Protoconvento Francescano a Castrovillari. Nel corso dell'incontro il presidente dell' Aipo, Giuseppino Santoianni, ha rivolto un invito al Ministero dell'Agricoltura affinche' venga attuato il Piano olivicolo per la difesa e la tutela dei produttori e dei consumatori. Il tema della riforma sulla nuova Politica agricola comunitaria (Pac), che investe tutti i frantoiani nonche' i produttori, e' stato illustrato dal capo tecnico del ministero delle politiche agricole e forestali Flaminia Ventura. Dal suo intervento e' emerso che gli strumenti del decreto sono finalizzati all' ottenimento della qualita' nelle produzioni. Il direttore della Aipo, Renato Verzari, ha affrontato, oltre le azioni previste per l' aiuto della produzione ed i diritti finanziari agli agricoltori, il tema della commercializzazione della produzione dei propri associati che, secondo decreto, e' pari al 75%. L'intervento finale del Direttore dell' Istituto Sperimentale dell' Olivicoltura di Cosenza Nicola Lombardi ha sottolineato la necessita' di sostenere l' agricoltore calabrese a migliorare la qualita' della produzione olivicola.

Francesca Gerace eletta responsabile regionale Donne Impresa Coldiretti

28/02 Francesca Gerace, imprenditrice olivicola di Francica, e' stata eletta nella carica di responsabile regionale del coordinamento Donne Impresa di Coldiretti. Gerace, eletta nel corso di una riunione del coordinamento regionale, sara' affiancata da due vice Serenella Rizzo, imprenditrice agrituristica di Montalto Uffugo e Caterina Malaspina di Reggio Calabria, imprenditrice vitivinicola. L' elezione dei vertici del coordinamento calabrese di Donne Impresa, e' stata sancita nel corso di una riunione svoltasi alla presenza del presidente di Coldiretti Calabria Pietro Molinaro e del direttore regionale Prisco Lucio Sorbo. ''Il coordinamento regionale - e' detto in un comunicato - valorizzera' al massimo le politiche di sviluppo al femminile con un particolare impegno per la concreta attuazione dell' impegno sulle pari opportunita' e partecipera' attivamente all' azione sindacale dell' organizzazione''. Per Francesca Gerace ''anche in Calabria e' necessario valorizzare al massimo l' esperienza delle donne nella gestione delle imprese agricole anche perche' si va sempre piu' affermando in questo settore l' esperienza delle imprese in rosa. Le donne imprenditrici, secondo una indagine della Coldiretti calabrese, - ha aggiunto - crescono di numero e contribuiscono a fare affermare una impresa rinnovata e pronta a recepire i cambiamenti, mettendo a frutto le ultime riforme del settore agricolo''. La neo coordinatrice calabrese, insieme a Serenella Rizzo, e' stata nominata anche nel coordinamento nazionale Donne Impresa.

Martedì 1 marzo conferenza di presentazione “Dalla terra alla vita” all’ARSSA

26/02 Martedì 1 Marzo, ore 11.00, nella Sala Consiliare ARSSA, il Sig. Presidente uscente dell’ ARSSA, Antonio Pizzini e la responsabile dell’Associazione Sud Italia Trapiantati di Cosenza, dott.ssa Rosanna Piemonte, hanno inteso promuovere la Conferenza Stampa di presentazione al mondo dell’informazione calabrese degli obiettivi della Manifestazione denominata: “ Dalla Terra alla Vita” .
L’iniziativa, mirata al sostegno ed alla crescita del Volontariato socio-culturale, è giunta alla sua 5^ edizione e si svolgerà il prossimo 12 Marzo 05, a partire dalle ore 8.30, nella piazzetta antistante Palazzo degli Uffici – Cosenza ( Isola Pedonale).
La manifestazione ASIT, fin dalla prima edizione, ha sempre registrato la piena adesione, la collaborazione ed il supporto organizzativo dell’Agenzia per i Servizi in Agricoltura della Regione Calabria, sia per i nobili presupposti dell’evento, sia perché sarà in primo piano negli aspetti organizzativi un importante tassello dell’agricoltura tradizionale, essendo prevista la distribuzione del prezioso tubero silano ( la patata).
Alla Conferenza Stampa prenderanno parte oltre ai responsabili di ARSSA e ASIT, gli esponenti del CdA ed Direttore Generale dell’Agenzia, i componenti del Direttivo dell’Associazione, il Dr. Antonio Belcastro – Direttore Generale A.O. – Cosenza; la Dott.ssa Rita Roberti – Coord. locale per le attività di donazione e trapianti – AS n. 4 Cosenza.

Apre i battenti il Centro Sperimentale Dimostrativo dell’ARSSA di Paola

25/02 La neo Struttura pubblica regionale, definita come: “Un Prototipo di Centro Sperimentale all’avanguardia in Italia”, si pone al servizio della didattica tecnico-scientifica, degli operatori del Settore e del mondo della Scuola. L’ innovativa realizzazione dell’Agenzia per i Servizi in Agricoltura della Regione Calabria è ubicata in Località San Miceli - zona collinare denominata: La Stara – Sipala – Montagna Grande - Valle della Noce. Un lembo di territorio molto rappresentativo della realtà ambientale dell’entroterra del Tirreno casentino.
La Cerimonia ufficiale d’apertura del Centro è avvenuta questa mattina sul posto, dove è intervenuto un numeroso pubblico, agricoltori e allevatori, ricercatori, tecnici e professionisti, rappresentanti del mondo agro-zootecnico ed ambientale, dirigenti, funzionari e personale tecnico dell’Agenzia, impegnato nelle diverse aree della Calabria, le maestranze del neo CSD ed i lavoratori forestali del Consorzio “Valle Lao” che sono impegnati nelle opere strutturali del Centro. L’afflusso sul posto è stato agevolato grazie anche alla preziosa collaborazione delle Ferrovie della Calabria, che ha messo a disposizione due potenti pulmini-navetta, che hanno sfidato i punti critici dell’impervia stradina d’accesso al CSD.
Sono intervenuti alla manifestazione,inoltre, i responsabili delle istituzioni scolastiche e di Organismi diversi presenti sul territorio ( Corpo Forestale dello Stato, Vigili del Fuoco), l’Istituto Sperimentale per la Silvicoltura di Cosenza, con il Direttore, prof. Silvano Avolio;la Copagri provinciale, con il Presidente Gaetano Rizzo, altri esponenti del mondo agricolo. Ad accogliere i partecipanti c’erano l’entusiasta Presidente dell’ARSSA, Antonio Pizzini, i membri del CdA, Maria Grazia Caporale ed Ettore Vaccaro, il Direttore Generale dell’ARSSA, Giovanni Marzullo, esponenti della Giunta Comunale di Paola, gli assessori Carnevale, Iovino e Penna; l’ex Sindaco della Città del Santo, Giovanni Gravina ed altri esponenti delle precedenti amministrazioni.
Il responsabile dell’Agenzia, per la felice circostanza, ha tenuto un breve ma indicativo intervento sul percorso che ha portato alla realizzazione del nuovo Centro ARSSA. Pizzini ha parlato della fattiva collaborazione con il Comune di Paola, che ha messo a disposizione la superficie, ma anche con altri Soggetti presenti sul territorio, con i quali – ha posto l’accento Pizzini – è stata avviata una sinergica collaborazione per tutto quello che ancora dovrà essere realizzato per rendere il Centro e l’area interessata più a portata di utente e meglio organizzata.
Mancava, sicuramente, - ha detto tra l’altro il Presidente dell’ARSSA, Antonio Pizzini – per le sue caratteristiche oro-geografiche e per l’impostazione di tipo ‘modulare’ – sono presenti allo stato ben 15 postazioni sperimentali - nel panorama delle attività di ricerca applicata nei comparti dell’agro-zootecnica, della piccola agricoltura, dell’ambiente, dell’allevamento della selvaggina, una struttura pubblica polivalente e multifunzionale come quella che abbiamo inteso realizzare sulla collina paolana.
Un Centro – ha illustrato Pizzini - che esprime, nella sintesi più edificante, un punto avanzato per le attività d’Istituto, in carico all’ARSSA, ed un inimitabile laboratorio all’aperto per la didattica scolastica, scientifica ed ambientale. Una Struttura, in sintesi, capace di rappresentare il miglior modello produttivo da esportare in aree marginali, difficili, segnate dall’abbandono.
La scheda:
La Nuova Struttura ARSSA per la Sperimentazione e la Ricerca Applicata di Paola - Un Centro Sperimentale Pilota all’Avanguardia in Italia
Il neo Centro Sperimentale e Dimostrativo ARSSA – Regione Calabria di Paola (CS), ubicato in una suggestiva località collinare ( circa 600 s.l.m.), denominata Piano la Stara-Sipala – Montagna Grande-Valle della Noce, costituisce, sicuramente, un prototipo di realtà pubblica, unica nel suo genere per impostazione in tutto il Mezzogiorno d’Italia. Un’Azienda modello che sarà, sicuramente, un esempio per quanti intendono avvicinarsi al comparto dell’agro-zootecnia e della piccola agricoltura.
La Struttura dell’Agenzia, infatti, che è stata pienamente condivisa dalle istituzioni regionale e locali competenti, racchiude un’articolata e ben distribuita rappresentazione d’attività istituzionali, rivolte, sapientemente, all’agro-zootecnica, all’ambiente, alla selvaggina da ripopolamento, sia per le aree protette, sia per l’attività venatoria, all’attività apistica ed alla coltivazione di funghi e dei piccoli frutti.
Tutto questo è stato possibile realizzare, grazie all’impegno delle Strutture tecniche dell’Agenzia ed al costante e prezioso lavoro delle maestranze del Centro. La realizzazione della nuova struttura sul Tirreno casentino è stata pienamente condivisa e sostenuta dagli Organi regionali competenti.
La funzione strutturale ed operativa del Centro Sperimentale di Paola, un sicuro esempio di realtà agro-faunistica all’avanguardia, è stata programmata secondo le regole della sostenibilità ambientale, avendo fortemente rispetto di un territorio ameno, caratterizzato da un suolo ricco d’elementi naturali e dal rilevante patrimonio, rappresentato dalla biodiversità vegetale ed animale, che necessità salvaguardare ed allo stesso tempo valorizzare.
Tutto il territorio interessato è continuamente monitorato da una stazione agro-meteorologica computerizzata e da continui rilievi sullo stato di qualità del terreno. La filosofia tecnico-operativa del CSD ARSSA di Paola, si può meglio dimostrare in tre salienti momenti indicativi:
- 1) di voler rappresentare un esclusivo polo didattico-culturale e tecnico scientifico, da porre al servizio oltre che delle diverse realtà socio-produttive interessate, anche del mondo della Scuola ad ogni livello, costituendo il Centro, di fatto, un autentico laboratorio all’ aperto, con sentieri pedonali e un centro servizi, dove poter effettuare visite guidate, escursioni agro-naturalistiche a contatto con un ambiente che presenta particolari caratteristiche geo-morfologiche e botaniche.
- 2) di poter racchiudere, nella sua ampia estensione, oltre 400 ettari, tutta distribuita in ambiente collinare-montano intatto, naturalisticamente interessante, adeguatamente alberato, cespugliato, con un ricco sottobosco d’essenze pabulari, per la presenza di piante minori spontanee, di risorse idriche e fauna selvatica. Siamo, certamente, al cospetto di una Struttura che racchiude una sorta di mirabile sintesi dinamica di tutte le principali attività di ricerca applicata e sperimentazione che l’ARSSA svolge sui restanti 14 Centri Sperimentali, presenti su tutto il territorio calabrese.
- 3 ) di costituire un sicuro punto di riferimento per il mondo della ricerca agro-faunistico-ambientale e scientifica, anche ai fini d’indirizzo socio-produttivo e di studio-monitoraggio del territorio dell’appennino paolano ( entroterra area Tirreno casentino), rappresentativo delle aree interne svantaggiate della Calabria ma fortemente predisposto per ospitare attività sostenibili ed eco-compatibili.
“ Una realtà strumentale quella che l’ intera Amministrazione ARSSA ha voluto realizzare – ricorda il Presidente Pizzini - che ha significato anche il riscatto di un ampio territorio comunale non produttivo, prioritariamente orientata alla tutela del patrimonio endogeno animale e vegetale, articolata in una sequenza d’iniziative che abbiamo l’onore ed il piacere d’indicare alla pubblica opinione, alle istituzioni, alla classe dirigente e, soprattutto, alle nuove generazioni che devono di più amare l’agricoltura.
Personalmente, auguro ai giovani di ricercare, proprio negli esempi di agricoltura moderna, le eventuali aspettative lavorative del loro futuro”.

Dima: “A Corigliano gli uffici fitosanitari della Regione”

25/02 Saranno inaugurati domani a Corigliano Calabro gli uffici fitosanitari della Regione ubicati nella Stazione marittima del Porto. A darne notizia e' stato l' assessore regionale all' Agricoltura
Giovanni Dima. Alla manifestazione saranno presenti il sindaco di Corigliano Calabro, Giovanni Battista Genova ed il deputato Giuseppe Geraci. Gli uffici regionali svolgeranno una funzione di controllo e di monitoraggio sulle merci agro-alimentari che transitano nella stessa struttura portuale. ''L' inaugurazione dei nuovi uffici regionali - ha affermato Dima - rappresenta la realizzazione di un impegno preso con il territorio nel contesto del necessario potenziamento dei servizi offerti dalla Regione. Anche questa inaugurazione rappresenta concretamente la realizzazione di un progetto piu' complessivo di sviluppo e di rilancio del Porto che caratterizzandosi come piattaforma logistica dell' agroalimentare, ha necessita' della presenza di importanti servizi come quello fornito anche dalla Regione in materia di controlli fito-sanitari''. L' assessore Dima ha messo in rilievo ''l' impegno della Regione per quanto riguarda la prossima apertura della caserma dei Vigili del Fuoco; la costruzione della darsena peschereccia; il finanziamento per la costruzione di un impianto di alaggio e varo con annessi magazzini di rimessaggio; la costruzione e quindi la prossima inaugurazione della stazione marittima; il riconoscimento del porto, da parte del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, come punto d'ingresso dei prodotti vegetali e dei suoi derivati; l' attivazione della procedura ministeriale per l' istituzione della dogana; l' avvio della creazione dell' Autorita' portuale; i sempre piu' stretti rapporti con il porto di Gioia Tauro''. ''Garantire servizi al territorio - ha concluso Dima - significa contribuire allo sviluppo ed al rilancio dello stesso: siamo convinti di essere sulla strada giusta per perseguire e raggiungere un obiettivo prestigioso per il comprensorio''.

La Regione ha approvato i 41 piani integrati per le Aree Rurali

24/02 Con decreto del direttore generale del Dipartimento Agricoltura, sono stati dichiarati ammissibili 41 Piani Integrati per le Aree Rurali (Piar). Lo si e' appreso dall' assessore regionale Giovanni Dima che ha evidenziato l' importanza di un risultato che rafforza ulteriormente un' azione politico - amministrativa sempre piu' diretta a valorizzare ed a creare sistemi rurali moderni e produttivi. I Piani Integrati per le Aree Rurali sono finalizzati alla valorizzazione delle aree rurali attraverso l' attuazione di procedure concertative caratterizzate dal coinvolgimento, nella fase della progettazione e dell' elaborazione dei piani stessi, di soggetti pubblici, Comuni e Comunita' montane, e privati, imprenditori locali. ''Ci troviamo di fronte - ha detto Dima - ad uno strumento che, parte integrante del Por Calabria, punta alla valorizzazione delle aree rurali regionali attraverso il coinvolgimento dei soggetti attivi del territorio, la promozione di quest' ultimo e la creazione di un sistema di sviluppo che, partendo dal basso, persegue l' obiettivo della crescita economica e sociale dei comprensori. Un altro importante passo in avanti e' stato compiuto nel percorso relativo alla definizione di uno strumento comunitario innovativo e moderno che portera' alla rapida emissione dei decreti di impegno e quindi alla realizzazione delle iniziative pubbliche e private importanti per lo sviluppo e la crescita dei singoli territori''. ''Siamo consapevoli - ha concluso Dima - di aprire una nuova stagione che vedra' coinvolti, come soggetti protagonisti di tale iniziativa, la Regione e, soprattutto, i Comuni e le Comunita' montane calabresi che, insieme ai soggetti privati coinvolti, dovranno individuare le procedure piu' consone e gli obiettivi piu' realistici da perseguire e da raggiungere al fine di avviare il rilancio delle aree rurali calabresi attraverso una costante valorizzazione delle loro specificita' e caratteristiche e nel quadro della creazione di un progetto di sviluppo territoriale concreto e calato nella realta' in cui dovra' realizzarsi''.

Nuovo ente per i contributi all’agricoltura: nasce l’Argea

24/02 E' di 365 milioni di euro all' anno, in Calabria, l' ammontare delle erogazioni comunitarie in agricoltura veicolate dall' Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea): all' organismo pagatore nazionale subentra, da oggi, l' Arcea (Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura) presentata stamani, a Catanzaro, dal capo di gabinetto della Giunta regionale, Franco Morelli. All' incontro con i giornalisti, svoltosi in concomitanza con una nuova riunione del Tavolo verde regionale, hanno partecipato i rappresentanti di Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Copagri e Urbi. ''Anche la Calabria, dopo Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo e Lombardia - ha detto Morelli - ha il suo organismo pagatore in agricoltura che nasce sotto l' impulso dell' art. 12 della legge 8 luglio 2002 n. 24. L' Arcea avra' un profilo snello, agile e flessibile lontano da ogni concezione baracconistica, cosi' come fortemente voluto dal presidente della Giunta regionale Giuseppe Chiaravalloti e dall' assessore all' Agricoltura Giovanni Dima. A dare forza e concretezza all' azione, inoltre, sara' la sinergia avviata con le organizzazioni professionali agricole calabresi che rappresentano la totalita' del settore''. Per il capo di gabinetto della Giunta regionale ''l' obiettivo principale, sulla base del know-how dell' Agea messo a disposizione dal presidente Antonio Buonfiglio, e' quello di garantire efficienza, efficacia e redditivita' eliminando i tempi lunghi che rappresenterebbero una insopportabile penalizzazione per le aziende. Per il primo periodo, tre anni, - ha proseguito - l' Agea garantira' il tutoraggio con un intervento che non avra' alcun costo per la Regione. In ogni caso la struttura sara' molto leggera''. ''La realizzazione dell' Arcea - ha sostenuto Prisco Lucio Sorbo, direttore di Coldiretti Calabria - e' importantissima non solo nell' azione di ulteriore riduzione dei tempi dell' erogazione, ma anche per quanto concerne gli aspetti della sicurezza e della tracciabilita'''.

La spina dorsale dell’economia italiana nelle qualità territoriali dei piccoli comuni

24/02 La spina dorsale dell'economia italiana sta nelle qualita' territoriali, presenti nove volte su dieci nei piccoli comuni, che spingono un agricoltore su tre a scegliere di produrre con marchi di qualita', 3,5 milioni di turisti ogni anno verso mete enogastronomiche e sviluppano un fatturato di 8,5 miliardi di euro con i prodotti a denominazione di origine. Sono i numeri del successo ''della Terza Italia dove il 94% dei 5.824 piccoli comuni vanta almeno un prodotto certificato Dop'', ribaditi da Coldiretti e Legambiente ''con l'orgoglio di un'economia ne' di nani ne' di giardinieri'' in occasione della presentazione, avvenuta oggi a Roma, del 'Primo rapporto sulle qualita' agro-territoriali', elaborato da Ager. Sul podio delle eccellenze il Trentino Alto Adige risulta leader nell'agriturismo, l'Abruzzo per parchi e aree protette, il Lazio nei comuni liberi da transgenico, la Sardegna nelle coltivazioni biologiche e la Valle d'Aosta nei prodotti tipici. ''Una fotografia che ribalta molti luoghi comuni -ha sottolineato il segretario generale della Coldiretti Franco Pasquali- con indici che vedono, ad esempio, Molise e Calabria molto attive nell'avviare le strade del vino o la Campania perdere l'immagine di regione delle discariche e criminalita' mostrando ricchezza di aree protette con segnali di nuova vitalita', insieme a Lazio-Abruzzo e Sardegna, sulla difesa del territorio da contaminazioni Ogm''. Il Rapporto analizza il territorio italiano attraverso una decina di indicatori socio-economici della qualita' agro-territoriale: tra essi i 4.000 prodotti tradizionali con almeno 25 anni di storia, i 148 prodotti Dop e Igp che danno all'Italia il primato europeo, i 29.111 Km quadrati di parchi ed aree protette che occupano il 10% del territorio nazionale. ''La capacita' del territorio nel generare valore e' anche dimostrata - continuano Coldiretti e Legambiente - dal fatto che quasi la meta' degli oltre quattromila prodotti tradizionali censiti a livello nazionale, per l'utilizzazione di metodi di lavorazione rimasti inalterati nel tempo, ha un nome che evoca il territorio anche attraverso espressioni dialettali''. Un patrimonio anche lessicale quindi, oltre che produttivo e di presidio ambientale, che secondo il presidente della Coldiretti Paolo Bedoni ''da' un valore aggiunto inimitabile al Made in Italy, di fronte alla spregiudicatezza e alla concorrenza sleale dell'agropirateria, con l'indicazione dell' origine del prodotto in etichetta che diventa un elemento indispensabile di difesa e di garanzia della produzione nazionale''. Per evidenziare l'idea del nuovo modello di sviluppo secondo il presidente onorario di Legambiente Ermete Realacci ''basta pensare che un tempo il numero di occupati in agricoltura era un indice di arretratezza di un Paese, mentre oggi una filiera che punta alla qualita' agro-territoriale e' considerato indice di modernita' e di un modello di sviluppo che guarda al futuro affondando nelle radici della tradizione. Contro il fenomeno dei prodotti alimentari 'Italian Sounding' (che sembrano italiani) che, solo nella grande distribuzione americana, vengono venduti ogni anno per 16,2 miliardi di dollari, c'è una sola chance - conclude Realacci - cioe' scommettere sulla creativita', sulla ricerca, sul gusto, sulle tradizioni che nessuno puo' copiarci o delocalizzare''.

Olivicoltori a convegno domenica prossima a Castrovillari: “La riforma UE nella politic agricola”

24/02 A tutela dei produttori e dei consumatori: e' questo l' obiettivo dell' opera di informazione portata avanti dall' Aipo (Associazione italiana produttori olivicoli) che per domenica prossima, a Castrovillari, ha organizzato un convegno sul tema ''La riforma dell' organizzazione comune di mercato dell' olio di oliva nel contesto della nuova politica agricola comunitaria''. ''Una riforma - e' scritto in un comunicato dell' Aipo - destinata a cambiare il comparto agricolo di riferimento, che e' bene conoscere, per affrontare al meglio le nuove sfide del settore. Il comparto olivicolo e' interessato da una profonda trasformazione che coinvolgera' tutta la filiera, dall' azienda agricola agli operatori commerciali. L' Ue ha approvato la nuova organizzazione Comune di Mercato dell' olio di oliva ed ha inserito il settore olivicolo nel piu' complesso contesto degli aiuti alla agricoltura. Un passaggio tra aiuto alla produzione ed aiuto al reddito: un confine netto tra passato e futuro''. Le difficolta' dell' olivicoltura italiana, legate anche alle sue peculiari caratteristiche, a giudizio dell' Aipo, non sembrano facilmente affrontabili nel nuovo scenario. ''In questo quadro di complesse normative - afferma l' Associazione - e' bene vederci chiaro, soprattutto in territorio come il nostro, dove molti sono i produttori del settore e numerosi anche quelli aderenti al sodalizio nazionale''.

Venerdì 25 inauguuraziine del Centro Sperimentale dimostrativo dell’ARSSA a Paola

26/02 Il Centro Sperimentale Dimostrativo (CSD) ARSSA di Paola è ormai una realtà. L’attesa manifestazione d’inaugurazione, della neo Struttura pubblica dell’Agenzia sul Tirreno cosentino, definita appropriatamente: “ Un Prototipo di Centro Sperimentale all’avanguardia in Italia”, si terrà, come previsto, il prossimo 25 Febbraio (ore 10,00). Oltre al Presidente dell’Agenzia per i Servizi in Agricoltura, Antonio Pizzini, hanno assicurato la presenza il Governatore della Calabria, On.le Giuseppe Chiaravalloti e l’Assessore Regionale all’Agricoltura, On.le Giovanni Dima.
Prenderanno parte, inoltre, alla cerimonia i membri del CdA ed il Direttore Generale dell’ARSSA, esponenti delle autonomie locali, territoriali e regionali, esponenti del Parlamento e del Governo nazionale, rappresentanti del mondo agro-zootecnico ed ambientale, responsabili delle istituzioni scolastiche e di Organismi diversi presenti sul territorio
“Mancava, sicuramente, - afferma il Presidente dell’ARSSA, Antonio Pizzini – per le sue caratteristiche oro-geografiche e per l’impostazione di tipo ‘modulare’, nel panorama delle attività di ricerca applicata nei comparti dell’agro-zootecnica regionale, una struttura pubblica polivalente e multifunzionale come quella che abbiamo voluto realizzare sulla collina paolana.
Un Centro – spiega Pizzini - che esprime, nella sintesi, un punto avanzato per le attività d’Istituto, in carico all’ARSSA, ed un inimitabile laboratorio all’aperto per la didattica scolastica, scientifica ed ambientale”.

Emergenza maltempo per l'agricoltura. Aziende agricole bloccate

22/02 Le eccezionali nevicate che si sono abbattute in queste ultime ore, hanno bloccato le aziende agricole isolandole, mentre l'ondata di gelo ha distrutto coltivazioni di ortaggi e molti alberi da frutta, danneggiando anche oliveti, vigneti, colture floricole. Il peso della neve ha fatto poi crollare stalle, serre e capannoni. Questo il primo bilancio tracciato dalla Confederazione italiana agricoltori (Cia) secondo la quale il colpo di coda dell'inverno ha provocato danni al settore per decine di milioni di euro. La situazione generale - avverte la Cia - e' assai difficile anche perche' per molti allevamenti c'e' il rischio di carenza di foraggi e mangimi in quanto la non praticabilita' delle strade impedisce la regolare circolazione dei mezzi e, quindi, il trasporto degli approvvigionamenti. Numerose aziende zootecniche stanno, infatti, esaurendo le scorte. Stesso discorso per il latte. In alcune zone, in particolare del Centro-Sud, il ritiro del prodotto dalle stalle non avviene da tre giorni. Danni - affermano dalla Confederazione - si registrano in quasi tutte le regioni, in particolare quelle che si affacciano sul litorale adriatico. Pesanti conseguenze si sono comunque avute anche in Basilicata, in Calabria, in Campania, in Umbria, nel Lazio, in Liguria. In alcune zone le piogge copiose e le grandinate hanno provocato smottamenti dei terreni agricoli e hanno seriamente compromesso i raccolti. Anche gli allagamenti hanno causato perdite di colture. La Cia ha organizzato sul territorio centri di assistenza per gli agricoltori e sta portando avanti un'attenta attivita' di monitoraggio. L'obiettivo e' di valutare le varie situazioni al fine di chiedere lo stato di calamita' per venire incontro agli imprenditori agricoli duramente colpiti.

Pirillo (Margherita) “L’ARSSA deve assumere 53 divulgatori agricoli”

22/02 “L’Arssa con deprecabile superficialità, da una parte accumula ingenti perdite per l’allegra e dissennata gestione dei punti vendita e degustazione, con perdite quantizzate in diversi milioni di euro, e dall’altra, continua a mortificare una categoria di lavoratori altamente specializzati che aspirano legittimamente alla meritata assunzione, per aver superato un pubblico concorso con relativa copertura finanziaria assicurata dal Regolamento Cee”. È il testo della interrogazione urgente a risposta scritta presentata al presidente della giunta e all’assessore all’agricoltura dal presidente del gruppo regionale della Margherita, On. Mario Pirillo, in merito alla mancata assunzione dei 53 Divulgatori Agricoli da parte dell’Arssa. L’On. Pirillo chiede “quali iniziative urgenti ed indifferibili si intendono intraprendere per consentire l’immediata assunzione dei divulgatori agricoli che l’ostruzionistico ed incomprensibile comportamento dell’Arssa continua a relegare in una estenuante e mortificante attesa”.
La Regione Calabria, recependo il regolamento Cee del 1979, riguardante lo “Sviluppo della divulgazione agricola in Italia”, disciplinato dalla legge regionale n° 11 ’92 (ora legge 19/99), ha provveduto a costituire il Servizio di Divulgazione Agricola ed i Centri di Divulgazione Agricola (CeDA). Il Piano di Divulgazione Agricola per la Calabria è stato poi approvato dalla Comunità Europea con la previsione di un contingente di nr. 234 divulgatori. Nel corso degli anni e fino a dicembre 2003, a seguito di trasferimenti, dimissioni e cause diverse, tale organico si è ridotto di 53 unità rispetto al contingente iniziale.
“Per ricostituire il suddetto organico di 234 unità iniziale – scrive l’On. Pirillo nella interrogazione - su mia proposta e con delibera della Giunta regionale n° 3635/ 1999 veniva bandito pubblico concorso a 38 posti di divulgatore agricolo, conclusosi nel dicembre 2003. La graduatoria di merito veniva pubblicata sul Bur Calabria – suppl. n° 1 del 22/01/04. A tutt’oggi, nonostante sia stato anche espletato il periodo di alta formazione e specializzazione previsto dal bando, i vincitori del concorso si trovano nell’angosciante e mortificante attesa di non essere stati ancora assunti dall’Arssa per iniziare a svolgere il loro importante ruolo al servizio dell’agricoltura calabrese”.
Considerato che, fa presente ancora il consigliere regionale della Margherita, Mario Pirillo, “il direttore generale ed il dirigente di settore dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, pare abbiano regolarmente disposto l’assunzione dei giovani divulgatori invitando l’Arssa a ratificarne la nomina ed a disporre il loro utilizzo nei vari CeDa della Regione; l’Arssa, a giustificazione dell’incomprensibile e negligente comportamento, pare si sia trincerata dietro risibili scuse, addebitando il tutto alla mancata approvazione della sua pianta organica da parte degli organi della Regione, non considerando - nel contempo - il parere dell’Avvocatura regionale che sostiene che il ruolo dei Divulgatori è da considerarsi scorporato dalla pianta organica dell’Ente “Arssa” essendo la Divulgazione Agricola inserita nella previsione e nel finanziamento del Reg. 270/79.
“La problematica legata all’assunzione dei divulgatori agricoli – spiega l’On. Pirillo - è stata più volte portata all’attenzione dei vari assessorati competenti e dell’Arssa, scontrandosi con gli appetiti di potere di chi pensa di preparare la campagna elettorale sulla pelle di questi giovani in attesa di essere assunti. I Centri di divulgazione agricola, con il loro patrimonio professionale di indiscusso valore – ha detto in ultimo il presidente del gruppo della Margherita - si rivelano assolutamente indispensabili all’assistenza dell’agricoltura calabrese e rappresentano il fulcro dei servizi di sviluppo dell’agenzia strumentale della Regione, in quanto assicurano le informazioni scientifiche, tecniche ed economiche attraverso la consulenza diretta agli agricoltori”.

La presentazione del libro sull’OVS occasione per ricordare la storia dell’ente

19/02 Come da programma, si è regolarmente svolta, presso il Centro Congressi Hotel S. Francesco – Rende (CS), la prevista manifestazione incentrata sulla presentazione del volume d’interesse storico: “ L’Opera Valorizzazione Sila (O.V.S.) – ora ARSSA – Celebra i ‘50 anni ‘ della sua istituzione” (di fianco l'immagine della copertina).
Il volume – testimonianza, scritto dal Geom. Mario Nicotera, già Direttore Generale f.f. dell’ARSSA , in collaborazione con le Strutture preposte dell’Agenzia per i Servizi in Agricoltura, rappresenta una sorta di compendio su quello che è stato effettivamente il ruolo peculiare in Calabria della storica O.V.S ( Opera Valorizzazione Sila), poi Esac ed all’attualità Agenzia Regionale per lo Sviluppo e per i Servizi in Agricoltura, che ha iniziato ad aperare prima sull’Altopiano Silano, poi inaltre area della regione.
L’O.V.S., infatti, è stata voluta dal legislatore con Atto normativo risalente all’ammo 1949.
Lo stesso anno, due figure istituzionali di primissimo livello, l’On.le Alciide De Gasperi (Presienete del Consiglio dei Ministri ) e l’On.le Antonio Segni ( Ministro per l’Agricoltura), insieme ad altri esponenti del Governo, di amministratori locali e di dirigenti delle Strutture pubbliche presenti sul territorio, effettuarono una visita ufficiale in Calabria ed in Sila tennero a battesinmo l’inizio dell’operatività della storica OVS su territori della Riforma Agraria. Proprio nella Struttura attuale del CSD ARSSA di Molarotta, ieri conosciuta cone “ Stazione Razionale d’Alpeggio M. Bianchi” il grande statista Ge Gasperi lasciò nel registro delle autorità di Molarotta la famosa espressione: “ Ammirando e Ben Augurando”.
Alla manifestazione hanno preso parte, con relazioni, i vertici dell’ARSSA: il Presidente, Antonio Pizzini, il Vicepresidente, Ettore Vaccaro, il Direttore Generale, Giovanni Marzullo.
Sono intervenuti, inoltre, lo stesso Autore, Mario Nicotera, Emilio Tarditi, dirigente dell’ARSSA, ed il Dott. Alberto Torre, già Direttore Generale dell’ESAC. Per la Presidenza della Regione ha preso parte all’iniziativa il Dott. Abbenante. Il Dott. Nicola Cumino, invece, - che è intervenuto sul tema dell’Evento - quale Direttore Generale del Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria, ha rappresentato anche l’Assessore al ramo, l’On.le Giovanni Dima.
Hanno assicurato la partecipazione all’Evento ARSSA oltre che i membri in carica del CdA dell’Agenzia, alcuni Direttori Generali delle precedenti amministrazioni dell’Ente agricolo.
Ma la sala convegni era gremita oltre che di dirigenti, funzionari e tecnici in servizio, anche dal personale che ha svolto attività nelle diverse fasi storiche dell’Organismo agricolo, alcuni esponenti delle Autonimie locali, le categorie produittive, il Sindacato aziendale e quello territoriale, con le diverse sigle.
Presenti all’iniziativa, il mondo della Scuola e le realtà ordinistiche, rappresentanze d’Organismi pubblici e privati, liberi professionisti, osservatori, studiosi ed appassionati d’agricoltura. A conslusione della manifestazione sono state consegnate ai Direttori Generali ed agli Amministratori dell’Ente targhe ricordo dell’iniziativa che è stata molto apprezzata dal personale, in quanto ha significato un momento importante di afflato umano ed un sicuro appuntamento storico per l’Organismo agricolo calabrese.
“ La presentazione del volume – afferma il presidente dell’ARSSA, Antonio Pizzini - ha offerto l’opportunità d’entrare in contatto anche con testimonianze d’immagini uniche, risalenti alla Riforma agraria ed alla civiltà contadina del tempo. Con il primario scopo di divulgare le attività dell’Agenzia, che ho l’onore di presiedere, abbiamo inteso dar corso alla pubblicazione in questione, con l’obiettivo di far conoscere programmi ed iniziative di un Organismo ancora poco conosciuto, oltre che di proiettare l’immagine dell’ Agenzia ad ogni livello: in Calabria, in Italia e all’estero.”

Il 18 all’Hotel San Francesco presentazione del volume "I 50 anni dell’OVS-ARSSA"

16/01 Come da Programma, si svolgerà il prossimo 18 Febbraio – ore 10,00 – presso il Centro Congressi Hotel S. Francesco – Rende (CS) – la prevista manifestazione incentrata sulla presentazione del volume d’interesse storico: “ L’Opera Valorizzazione Sila (O.V.S.) – ora ARSSA – Celebra i ‘50 anni ‘ della sua istituzione” .
Il volume – testimonianza, scritto dal Geom. Mario Nicotera, già Direttore Generale f.f. dell’ARSSA , in collaborazione con le Strutture preposte dell’Agenzia, rappresenta una sorta di compendio su quello che è stato effettivamente il ruolo peculiare in Calabria della storica OVS
( Opera Valorizzazione Sila), poi Esac ed all’attualità Agenzia Regionale per lo Sviluppo e per i Servizi in Agricoltura.
Il programma dei lavori ha previsto indirizzi di saluto delle autorità regionali.
E’ prevista la partecipazione sia del Governatore della Calabria, On.le Giuseppe Chiaravalloti, sia dell’On.le Giovanni Dima, Assessore all’Agricoltura. Prenderanno parte ai lavori, oltre al Presidente dell’ARSSA, Antonio Pizzini, i componenti del C.d.A, il Direttore Generale, Giovanni Marzullo, lo stesso Autore, Emilio Tarditi, dirigente dell’ARSSA ed alcuni esponenti delle precedenti Amministrazioni dell’ Ente di Sviluppo calabrese.
E’ prevista la presenza, oltre che di dirigenti, funzionari e tecnici in servizio, anche del personale che ha svolto attività nelle diverse fasi storiche dell’Organismo agricolo, d’esponenti del mondo agricolo, delle istituzioni locali, degli ordini professionali e del mondo della Scuola, dell’Università della Calabria, rappresentanti d’organismi pubblici e privati, liberi professionisti, osservatori, studiosi ed appassionati d’agricoltura.
“ La presentazione del volume – afferma il presidente dell’ARSSA, Antonio Pizzini - che contiene dati ed elementi importanti sulle principali attività condotte in tanti anni dall’Ente agricolo calabrese, offre l’opportunità d’entrare in contatto con anche con testimonianze d’immagini uniche, risalenti alla riforma agraria ed alla civiltà contadina del tempo. Anche allo scopo di divulgare le attività dell’Agenzia, che ho l’onore di presiedere, abbiamo inteso dar corso alla pubblicazione in questione, con l’obiettivo di far conoscere programmi ed iniziative di un Organismo ancora poco conosciuto, oltre che di proiettare l’immagine dell’ Agenzia ad ogni livello: in Calabria, in Italia e all’estero.”

La Flai CGIL chiede “Una legge regionale per la pesca”. Replica l’ass. Dima “Esiste già”

''Le istituzioni, in una regione con piu' di 700 chilometri di costa, non dovrebbero sottovalutare l' importanza che assumono le attivita' dirette o collegate alla pesca. Questo in Calabria purtroppo accade se pensiamo che ancora non esiste uno strumento legislativo regionale di qualificazione, di promozione e di sostegno del settore, armonizzato con le normative dell' Unione Europea''. E' quanto sostiene in una nota il responsabile del dipartimento Pesca della Flai-Cgil, Antonio Spataro. La Flai-Cgil, la Fai-Cisl e la Uila-Uil regionali, in rappresentanza dei lavoratori dipendenti coinvolti nelle attivita' della pesca ''venuti a conoscenza - prosegue Spataro - che presso la quarta commissione del Consiglio Regionale sono giacenti da tempo due proposte di legge inerenti il settore, hanno immediatamente chiesto una audizione presso la stessa commissione per aprire il necessario confronto, precedentemente ignorato dall' assessore regionale al ramo''. ''L' opportunita' di un intervento nel settore - ha aggiunto - e' quanto meno necessario ed urgente anche in considerazione delle normative comunitarie sempre e piu' indirizzate verso la riduzione dello sforzo di pesca, che se da un lato hanno notevolmente ridimensionato la nostra flotta, dall' altro hanno legato il prelievo dal mare a piu' alti livelli di qualita' e sicurezza alimentare oltre a promuovere e sostenere le attivita' di acquacoltura e marinocoltura. Occorre quindi bilanciare gli effetti e le ricadute economiche negative che coinvolgono il settore con le possibilita' e le attivita' sostitutive o collegate, cosi' come occorre sostenere e promuovere il completamento della filiera, qui' in Calabria e non altrove. Se si adeguassero le risorse economiche e le attivita' promozionali e formative in direzione del completamento della filiera del pescato offriremmo una grande chance all'economia ed all' occupazione della nostra Regione''. ''Ma se da un lato - ha concluso - occorre migliorare, concentrare e qualificare la nostra offerta in termini di pescato mantenendo sempre alto il livello di qualita' e sicurezza alimentare, dall' altro, occorre anche che si aiutino i processi rivolti a garantire una maggiore sicurezza a bordo per il personale imbarcato. Di questo vogliamo discutere con la Regione e non di come mettere il bastone tra le ruote, come qualche pessimo politico afferma''.
Pronta la replica dell’assessore regionale all’agricoltura e alla pesca:
''La Regione ha gia' dal 29 ottobre 2004 una nuova legge regionale per il settore pesca per questo desta stupore la richiesta di Flai-Cgil Fai-Cisl e Uila-Uil regionali di un' audizione al Consiglio regionale per sollecitare una legge in realta' gia' approvata all' unanimita''': lo afferma Giovanni Dima, assessore regionale all' agricoltura, caccia e pesca, in una dichiarazione resa nota dal portavoce della presidenza regionale. ''La stessa legge - prosegue Dima - e' peraltro frutto di un' intenso confronto e di un' attenta concertazione con le associazioni e gli operatori di categoria da parte dell' assessorato regionale da cui e' emerso un testo, poi approvato in Consiglio, che ha finalmente consentito di superare disattenzioni e ritardi del passato, offrendo al contempo un concreto ed efficiente strumento di sviluppo per l' intero comparto. Un testo - aggiunge l' assessore Dima - in linea anche con le disposizioni ministeriali e comunitarie e al contempo ritagliato su specificita' regionali, proprio per le caratteristiche e le peculiarita' del territorio calabrese''. ''L' attuale normativa sulla pesca - sostiene ancora Dima - consente inoltre di prevedere attraverso i nuovi strumenti previsti, cioe' il tavolo azzurro e il comitato tecnico regionale, il coinvolgimento delle categorie della pesca prevedendo ulteriori opportunita' di lavoro qualificato nel settore soprattutto per cio' che riguarda la riconversione e la riqualificazione degli addetti con progetti mirati nei segmenti innovativi dell' acquacoltura, marinocoltura e pescaturismo. Non a caso l' autorevole quotidiano 'Sole 24 Ore' ha recentemente ritenuto di giudicare la legge calabrese tra le migliori del comparto

Successo della manifestazione in Sila “il Treno dei Ricordi”. L’ARSSA ha ospitato il Club Papillon

14/02 Gli appuntamenti del Club Papillon, sono sempre eventi importanti ed attesi, per l’originalità dell’impostazione e per la qualità degli obiettivi che s’intendono realizzare con i momenti celebrativi. Domenica scorsa è perfettamente riuscita la “ II^ Giornata della Resistenza Umana”, iniziativa a cura del Club Papillon della Calabria, che ha avuto inizio con il classico e prolungato fischio della storica locomotiva della FCL, con partenza dalla stazione di Camigliatello Silano (CS). Un’iniziativa che ha avuto come slogan significativo: “Un nuovo motore per l’ascolto dei nostri sapori” e che ha coinvolti oltre 150 persone, tra soci del Club, osservatori, esponenti delle testaste giornalistiche specializzate, rappresentanti di Organismi diversi, provenienti sia dalle cinque province di Calabria, sia da altre regioni d’Italia.
La giornata, all’insegna di “ Scopri, Assaggia e Incontra”, alla riscoperta dei prodotti della terra ( artigianato alimentare), delle migliori tradizioni eno-gastronomiche, di storia e cultura dei territori d’interesse, impostata secondo l’attenzione al gusto ed alla scoperta della qualità e dell’eccellenza, tipiche dell’azione del Club Papillon, è stata trascorsa, prevalentemente, sulle rotaie a scartamento ridotto della storica linea dell’Altopiano Silano a bordo della Locomotiva a vapore n.353.
Attraverso l’itinerario, recuperato e restituito al pubblico grazie all’impegno delle Ferrovie della Calabria, è stato possibile immergersi, tra ambienti d’irripetibile bellezza, in un paesaggio montano ancora coperto dalla candida coltre bianca, in un mosaico del gusto, tra Olii di altissima qualità, Cipolle rosse di Tropea e Caciocavallo Silano. “Sì perché – ha informato Francesco Saliceti, delegato del Club di Papillon della Calabria - durante l’itinerario enogastronomico, le tre carrozze d’epoca del Treno dei Ricordi sono state dedicate a questi prodotti considerati vere e proprie glorie gastronomiche calabresi.
Non solo questi grandi prodotti, però, sono stati i protagonisti di una giornata intensa e piena di emozioni, incentrata sul piacere del gusto, sulla riscoperta delle tradizioni locali e materiali, sulla valorizzazione di un territorio tra i più importanti per la gastronomia italiana”. Dopo la partenza mattutina e, in seguito alla simulazione di un assalto al treno di artisti-briganti, il percorso è proseguito per Croce di Magara alla volta di San Nicola-Silvana Mansio (una tra le stazioni ferroviarie più alte d’Europa).
All’arrivo presso San Nicola gli chef Giampiero Laise e Roberto Filippelli hanno offerto una calda degustazione dedicata alla patata silana; successivamente i viaggiatori hanno proseguito per San Giovanni in Fiore, capitale della Sila. Dopo aver onorato la memoria dell’Abate Gioacchino (le cui spoglie sono custodite nella duecentesca Abbazia Florense da lui stesso edificata), s’è svolto il momento degustativo mirato con un eccezionale menu di prelibatezze elaborato dal personale del Centro Florens dell’Arssa della Regione Calabria.
I numerosi ospiti sono stati accolti dal Presidente Antonio Pizzini, che ha brevemente illustrato la funzione peculiare del Centro d’eccellenza del Florens, indicando obiettivi e finalità dell’Organismo pubblico ARSSA, soprattutto nell’ambito della valorizzazione delle risorse agro-alimentari di qualità della Calabria. Pizzini, in seguito, ha salutato, soddisfatto, la delegazione presso il CSD ARSSA di Molarotta, dove s’è tenuta, con interventi, illustrazioni e commenti a cura di esperti dell’Agenzia, un’importante rassegna dedicata a: “I formaggi di Calabria”, che è stata molto apprezzata per l’ originalità e per la qualità della ricerca e preparazione, effettuate dai tecnici ARSSA.
La giornata ha visto partecipipi illustri ospiti, tra questi: Maurizio Pescari - giornalista e collaboratore del Golosario; Valeria Vocaturo, Maestra di Cucina; Mario Reda, Presidente dell’ Associazione dottori Agronomi e Forestali di Cosenza, esponenti delle categorie produttive e dei Consorsi.
“Le Giornate di Resistenza Umana come quella che è stata organizzata in Calabria – ha dichiarato Paolo Massobrio, fondatore del Club Papillon - sono dei momenti di incontro con le persone che “resistono” nei loro luoghi natii, affermando la cultura della qualità: momenti pensati per coniugare il gusto con la difesa del territorio. La valenza di queste giornate è quella di sviluppare l’attenzione originale che il Club di Papillon ha verso i luoghi e i loro prodotti, esemplificando come la presenza dell’uomo in determinate zone sia legato solo a profonde ragioni culturali”.
"Abbiamo voluto assicurare - ha dichiarato il Presidente dell’ARSSA, Antonio Pizzini – d’intesa con l’Assessore regionale all’Agricoltura, On.le Giovanni Dima, ancora una volta, un’ampia collaborazione e partecipazione, per la buona riuscita della manifestazione promossa dal Club Papillon della Calabria, che riteniamo rientri nel quadro delle migliori iniziative di valorizzazione e promozione dei prodotti tipici calabresi.
Risorse – ha aggiunto Pizzini - che rappresentano una ricchezza in termini sia di tradizione gastronomica millenaria, sia di riscoperta del territorio in cui si producono. Valori, questi, ha sostenuto ancora Pizzini che devono essere sempre di più salvaguardati e divulgati.
Siamo convinti – ha affermato infine Pizzini - che anche attraverso la creazione di un sistema di tutela e di valorizzazione del prodotto tipico calabrese, che l’Istituto regionale sta perseguendo, potrà essere meglio gestita e sostenuta nel mondo l'immagine positiva di una Calabria che cresce attraverso la valorizzazione delle proprie risorse, tra le quali un posto prioritario occupano quelle eno - gastronomiche".

Ass. Dima “Il marchio di qualità dell’olio DOP Bruzio opportunità di sviluppo”

13/02 ''Il consorzio di tutela dell' olio di oliva Dop Bruzio e' un mezzo importante, perche' significa finalmente poter affiancare la nostra capacita' produttiva ad un marchio che esalti la qualita' del nostro olio e che diventi luogo, filiera e opportunita' di sviluppo e ricchezza per il territorio stesso''. A sostenerlo e' stato l' assessore regionale all' Agricoltura, Giovanni Dima. Dima ha partecipato, a Cariati, ad un convegno sul tema ''Olio Dop, la fiera olivicola, la tracciabilita' del prodotto, opportunita' e prospettive alla luce della nuova Ocm (Nuova integrazione olio d' oliva)'' nel corso del quale e' stata prestata particolare attenzione agli aiuti e alle politiche europee nazionali per la tutela della qualita' e delle biodiversita'. Durante l' incontro e' stato anche presentato il riconoscimento del Consorzio Dop Bruzio da parte del Ministero delle Politiche Agricole. ''Il riconoscimento del Dop Bruzio del ministro Alemanno - ha aggiunto Dima - e la nostra attivita' di Consorzio sono importanti per la valorizzazione del territorio e delle sue capacita'''. Presente al dibattito anche il direttore generale dell' assessorato regionale all' Agricoltura, Nicola Cumino, il quale ha sostenuto che il marchio Dop Bruzio rappresenta la garanzia della provenienza, della qualita' e della varieta' dell' olio extra vergine d' oliva prodotto nelle zone dello Ionio cosentino. Al convegno erano presenti anche il presidente onorario del Consorzio, Saverio Greco; il presidente del Consorzio, Giancarlo Greco; il presidente dell' Agea, Antonio Buonfiglio; il dirigente di settore e sviluppo rurale Por Calabria, Tommaso Di Girolamo; Enzo Perri, dell' Istituto di Sperimentazione Ovicoltura di Cosenza; Renzo Caligiuri, presidente della Confagricoltura; Antonio Mondera, direttore dell' Istituto Calabria qualita' (Icq); il sindaco di Cariati, Domenica Arcudi.

Protocollo d’intesa tra ARSSA e Istituto Tecnico “Pizzini” di Paola

13/02 L’ ARSSA sempre più impegnata verso il “Pianeta Scuola”. Dopo il protocollo d’Intesa con l’ Ufficio Scolastico Regionale ed altri atti analoghi, stipulati con Enti ed Organismi diversi sul territorio regionale, ultimo in ordine di data quello sottoscritto tra l’ Agenzia per i Servizi in Agricoltura e l’Amministrazione Provinciale – Assessorato Caccia e Pesca di Vibo Valentia, c’è da segnalare un altro passo importante. Nei giorni scorsi è stata varata l’ufficializzazione del Protocollo d’Intesa tra ITCG “ G.P. Pizzini” di Paola (CS) e l’ARSSA della Regione Calabria.
Nell’ambito dell’essenziale cerimonia, svoltasi nel plesso scalastico paolano, le Istituzioni interessate sono state rispettivamente rappresentate dal dirigente scolastico, Prof.ssa Giuseppina Raineri ( presente per la circostanza la prof.ssa Adriana Rainone, referente del Progetto “ PON” Impresa Formativa Simulata) e dal Presidente dell’ARSSA, Antonio Pizzini ( presenti anche il Vicepresidente, Ettore Vaccaro ed il Direttore Generale, Giovanni Marzullo). Alla cerimonia ha assistito anche il dott. Carlo Martello.
Il contenuto del “ Protocollo d’Intesa” verte essenzialmente sulla valenza operativa che le due realtà pubbliche possono dispiegare sul territorio riguardo al perseguimento di obiettivi mirati di collaborazione scientifica, tecnica, di ricerca e consulenza sulle diverse discipline. Aspetto fondamentalmente dell’intesa è quello di rendere attuabile un innovativo progetto denominato Progetto PON – 2004 “ Dolcezze di Calabria Srl” , presentato dall’Istituto “Pizzini” della Città del Santo ed ammesso a finanziamento dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e dalla Commissione Europea. Tale progetto prevede la costituzione di un’impresa virtuale costituita da n.15 soci, finalizzata alla produzione e commercializzazione di prodotti tipici calabresi.
In linea con il Protocollo d’intesa varato con l’Ufficio Scolastico Regionale, l’ Atto ufficiale tra ITCG e ARSSA interagirà, sinergicamente, per “ la promozione del territorio a supporto della didattica divulgativa e informativa, in materia d’agricoltura, di agroalimentare di qualità, nell’ambito della scuola calabrese, con l’organizzazione di seminari miranti a promuovere la cultura d’impresa, iniziative di orientamento, giornate di studio, visite aziendali, progeti e stages formativi per agevolare eventuali sbocchi professionali e di lavoro tra i giovani, azioni per l’inserimento nel mondo della Scuola dei soggetti più deboli,”.
Il protocollo – pone l’accento con entusiasmo la dirigente Scolastica, Giuseppina Raineri - ha previsto altre importanti iniziative congiunte con l’Agenzia agricola calabrese,quali: migliorare le competenze tecnico-professionali, tecnologiche ed operative degli studenti dell’ ITCG “ Pizzini” per la promozione d' attività di informazione sulle metodiche di ricerca in campo produttivo del settore agroindustriale calabrese. L’ARSSA, per tutto questo, fornirà ogni collaborazione utile con tutti i supporti tecnico-scientifici e divulgativi di cui dispone, assicurando in ogni momento la costante presenza delle competenze professionali dei propri esperti e tecnici delle varie discipline d’interesse della realtà scolastica in questione.
L’ARSSA – ha dichiarato soddisfatto il Presidente, Antonio Pizzini - per la piena attuazione dei presupposti del Protocollo e del Progetto PON in esame, metterà a disposizione dell’ITCG “ Pizzini” anche alcuni spazi utili, individuati nei locali dell’Agenzia di Paola dove si potranno esporre: “ la strumentazione virtuale”, la pubblicizzazione e la degustazione dei prodotti tipici dolciari dell’IFS - “ Dolcezze di Calabria”.

Presentato il sito web ufficiale dell’ARSSA. “I servizi in Agricoltura in punta di mouse”

11/02 In linea con gli indirizzi generali d’ammodernamento multimediale della pubblica amministrazione regionale, anche l’ARSSA – Agenzia Regione per lo Sviluppo e per i Servizi in Agricoltura, Organismo tecnico-strumentale della Regione Calabria, ha presentato ufficialmente, questa mattina, il proprio Sito Web, presso il Centro Congressi dell’ Hotel S. Francesco di Rende (CS). L’evento è stato presentato nell’ambito di una pubblica manifestazione avente pere tema: ” L’ ARSSA nel WEB- I servizi in Agricoltura a portata di mouse “.
Il Programma dei lavori ha fatto registrare l’intervento introduttivo di presentazione del Sito Web ARSSA da parte del Presidente ARSSA, Antonio Pizzini che ha illustrato gli obiettivi e le finalità che l’Agenzia intende perseguire con un nuovo strumento al servizio dell’utenza e dei cittadini. E’ seguito l’ intervento di Luigi Bulotta, responsabile del Settore Comunicazione Istituzionale della Regione Calabria, che ha anche porto il saluto del Governatore, On. Giuseppe Chiaravalloti.
Bulotta, in sintesi, ha affermato che l’iniziativa ARSSA è in perfetta sintonia con l’esigenza dell’Ente regione di procedere all’ammodernamento delle strutture, offrendo sempre più i servizi di pubblica utilità all’utenza attraverso la Rete multimediale. Le illustrazioni ed i contenuti, in dettaglio, del sito sono state curate da Salvatore Grasso, dirigente ARSSA, Carmine Gallo e Napoleone Palermo per conto del settore informatico ISES, l’Istituto che sta allestendo il Sito ufficiale dell’Agenzia.
Hanno preso parte ai lavori i membri del CdA, il Direttore Generale dell’Agenzia per i Servizi in Agricoltura, Giovanni Marzullo, il personale tecnico dell’Agenzia, che ha fattivamente concorso alla realizzazione del Sito ed una delegazione di funzionari e dirigenti del Comparto proveniente dalle diverse aree geografiche della Calabria. Presenti alla manifestazione numerosi esponenti delle diverse categorie produttive, del sindacato, del mondo accademico, d’Organismi pubblici e privati, tecnici dell’agricoltura, semplici cittadini.
“ Questa realizzazione ARSSA, che – dichiara il Presidente Pizzini - si pone in perfetta sintonia con quanto deliberato del CdA dell’Agenzia, mira all’ obiettivo di rendere più capillare la presenza dell’Agenzia sul territorio, attraverso uno strumento multimediale organicamente inserito nel portale della Regione Calabria. Il Sito Web ufficiale dell’Agenzia – informa il Presidente dell’ARSSA – una struttura dinamica, in continuo allestimento, intende realizzare anche un sostante sinergismo operativo con tutti gli Enti e gli Organismi tecnico-scientifici che operano nel settore primario, per assicurare dati, studi, elementi e informazioni di sicura utilità per l’utenza. Da questo punto di vista – afferma ancora Pizzini – va anche detto che l’iniziativa costituisce un importante avvenimento, da considerare storico per l’Organismo strumentale della Regione Calabria, che guarda al futuro con un rinato impegno”.

L’ARSSA presenta il suo sito web venerdì 11 al S. Francesco

09/02 In linea con gli indirizzi generali d’ammodernamento multimediale della pubblica amministrazione regionale, anche l’ARSSA – Agenzia Regione per lo Sviluppo e per i Servizi in Agricoltura, Organismo tecnico-strumentale della Regione Calabria, presenterà ufficialmente il proprio Sito Web, presso il Centro Congressi dell’ Hotel S. Francesco di Rende (CS), il prossimo 11 Febbraio, alle ore 10,00. L’evento sarà ricordato con una manifestazione pubblica,denominata: ” L’ ARSSA nel WEB- I servizi in Agricoltura a portata di mouse “.
Il Programma dei lavori prevede la presentazione dell’iniziativa a cura di Antonio Pizzini – Presidente ARSSA. Sono previsti, a seguire, gli interventi per le illustrazioni ed i contenuti del sito a cura di Salvatore Grasso, dirigente ARSSA e Carmine Gallo, responsabile settore informatico ISES.
Prenderanno parte ai lavori i membri del CdA ed il Direttore Generale dell’Agenzia per i Servizi in Agricoltura, Giovanni Marzullo, il personale tecnico dell’Agenzia, che ha fattivamente concorso alla realizzazione del Sito ed una delegazione di funzionari e dirigenti del Comparto proveniente dalle diverse aree geografiche della Calabria.
L’iniziativa ARSSA è aperta a tutti gli interessati, alle categorie produttive, agli Ordini professionali, alle Organizzazioni e Associazioni agricole, agli Enti pubblici locali e statali, ai Soggetti privati, al mondo della Scuola, ai cittadini sensibili alle tematiche del territorio, dell’agro-zootecnia e dell’ambiente e soprattutto a quei giovani che intendono operare nei comparti produttivi dell’attività primaria regionale.
Il Presidente ARSSA ha dichiarato: “ E’ molto atteso quest’appuntamento ARSSA, che – come ricorda il Presidente Pizzini - si pone in perfetta sintonia con quanto deliberato del CdA dell’Agenzia, in pratica di rendere più capillare la presenza dell’Agenzia sul territorio, attraverso strumenti multimediali.
Ecco perché il varo del Sito Web ufficiale dell’Agenzia – informa il Presidente dell’ARSSA - organicamente inserito nel portale della Regione Calabria, ed in continuo allestimento con argomenti tecnico-scientifici, di sicura utilità per l’utenza, costituisce un importante momento istituzionale, da considerare storico per l’Organismo strumentale della Regione Calabria, che guarda al futuro con un rinato impegno”.

La Coldiretti chiede di rivedere la legge regionale per la zootecnica

07/02 La Coldiretti ha inviato a tutti i Consiglieri Regionali una lettera a firma del Presidente Regionale Molinaro e del Direttore Sorbo con allegate le proposte di emendamenti che la Coldiretti ritiene necessari apportare in occasione della discussione - prevista in occasione del Consiglio Regionale convocato per domani - del Progetto di Legge Regionale ''Disciplina del settore zootecnico e del sistema allevatori in Calabria''. Il progetto che e' stato approvato dalla seconda commissione regionale, e che nasce dalla sintesi di tre distinte proposte - sottolinea la Coldiretti - non e' quello atteso dalle imprese zootecniche.La Coldiretti propone attraverso gli emendamenti predisposti, di far fare alla normativa sul comparto zootecnico, un salto di qualita' con l'obiettivo di avviare nella produzione della norma legislativa una piena sintonia con la normativa comunitaria e l'avanzata legislazione nazionale che ci chiama a parlare di impresa, qualita', sicurezza alimentare, ambientale e benessere degli animali. Il Progetto di Legge approvato dalla commissione, ha le caratteristiche di una 'Legge Provvedimento' e non guarda alla modernizzazione del sistema anzi, in qualche modo favorisce gli sprechi''.

Nuovo software per la gestione delle pratiche agricole dell’ENAPA

02/07 Un software per la gestione telematica delle domande di disoccupazione agricola e degli assegni del nucleo familiare e' stato presentato nel corso di un incontro al quale hanno partecipato 73 responsabili delle regioni meridionali dell' Ente Nazionale Assistenza Patrocinio Agricoltori della Confagricoltura. Il programma informatico permette di velocizzare e razionalizzare i tempi e le procedure di presentazione delle pratiche, nonche' gestire in modo piu' efficiente l'archivio informatico degli utenti. L'incontro, che e' stato coordinato dai funzionari della sede nazionale dell'Enapa Cipriani, Trotta e Rosati, sono stati introdotti dal Presidente della Confagricoltura Calabria Francesco Macri' e dal responsabile regionale Enapa Lorella Turco, che hanno sottolineato l'importanza di queste riunioni finalizzate all'aggiornamento dei tecnici addetti al settore.Macri' ha inoltre aggiunto che ''il lavoro di patronato e' un'attivita' complessa che presuppone un continuo aggiornamento professionale e sindacale, nonche' una forte motivazione e spirito di servizio''. Nel suo intervento il Presidente dell'Erapra Calabria, l'Ente di formazione della Confagricoltura, Rossana Grandinetti, ha evidenziato la necessita' di supportare adeguatamente l'attivita' formativa per garantire un servizio agli agricoltori piu' rispondente ai nuovi indirizzi in materia di previdenza e assistenza.

Gli agricoltori della CIA chiedono più attenzione ai candidati delle regionali

04/02 ''L' agricoltura, pur rappresentando ben il 5-6% del Pil e del valore aggiunto regionale, non ha il posto che le spetta ne' nelle politiche finanziarie nazionali ne' in quelle regionali''. Lo sostiene Giuseppe Mangone presidente regionale della Confederazione italiana agricoltori della Calabria che si rivolge ai due candidati alla presidenza della Regione, Loiero e Abramo per richiamare la loro attenzione sui problemi del comparto agricolo calabrese. ''I dati dell' ultimo censimento nella nostra regione - sostiene Mangone - indicano una riduzione del numero degli addetti senza alcun incremento della dimensione media delle aziende che, anzi, diminuisce al di sotto dei 3 ettari. Aumenta la fascia dei conduttori ultra cinquantacinquenni che rappresentano ben il 65% del totale. Con il Por Calabria - prosegue Mangone - e' stato erogato il premio di primo insediamento a circa 2.000 giovani ma la gran parte di questi non si e' insediato per la mancata approvazione del piano di miglioramento aziendale, presentato contestualmente alla richiesta del premio di insediamento''. Per Mangone ''in Calabria gli indicatori dello sviluppo economico, segnano una condizione di ristagno. Negli ultimi anni gli investimenti aggiuntivi sono stati costantemente ridotti, fino alla totale eliminazione. Le risorse dei fondi strutturali, da aggiuntive sono diventate sostitutive dell' intervento ordinario. Cosi' facendo, si e' aggravato il divario con il resto del paese e le altre regioni del Sud. I pochi fondi di bilancio destinati all'agricoltura sono ripartiti per oltre l'80% all' Arssa che, per i motivi che ben conosciamo e che costantemente denunciamo, non riesce ad erogare servizi utili ed efficienti alle aziende agricole''. A parere del presidente regionale della Cia ''i problemi del reddito degli agricoltori non possono essere piu' rinviati: urge trovare soluzioni agendo in piu' direzioni, la prima e' sulla materia dei prezzi''.

Gli appuntamenti dell’ARSSA per febbraio

04/02 Serie di appuntamenti dell’ARSSA per il mese di febbraio.
Giorno 11 Febbraio 2005 – ore 10,00 - Centro Congressi Hotel S. Francesco – Rende (CS) – manifestazione denominata“ L’ ARSSA nel WEB – I servizi in Agricoltura a portata di mouse “ - Programma dei lavori: Presentazione a cura di Antonio Pizzini – Presidente ARSSA – Interventi: illustrazioni e contenuti del sito a cura di Salvatore Grasso, dirigente ARSSA e Carmine Gallo, responsabile settore informatico ISES. Prenderanno parte ai lavori i membri del CdA ed il Direttore Generale dell’Agenzia per i Servizi in Agricoltura. L’iniziativa è aperta a tutti gli interessati.
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“Evento molto atteso, in linea con l’esigenza di rendere più capillare la presenza dell’Agenzia, costituisce un importante momento da considerare storico per l’Organismo strumentale della Regione Calabria, che guarda al futuro con un rinato impegno”.
Giorno 18 Febbraio 2005 – ore 10.00
- Centro Congressi Hotel S.Francesco – Rende (CS) – manifestazione incentrata sulla presentazione del volume d’interesse storico: “ L’Opera Valorizzazione Sila (O.V.S.) – ora ARSSA – Celebra i ‘50 anni ‘ della sua istituzione” . Il volume – testimonianza, scritto dal Geom. Mario Nicotera, già Direttore Generale f.f. dell’ARSSA , rappresenta una sorta di compendio su quello che è stato effettivamente il ruolo in Calabria della storica OVS, poi Esac ed oggi Agenzia per i Servizi. Prenderanno parte ai lavori, oltre al Presidente dell’ARSSA, Pizzini, i componenti del CdA ed il Direttore Generale dell’Agenzia, lo stesso Autore, alcuni esponenti delle precedenti Amministrazioni dell’ Ente di Sviluppo - Esac, dirigenti delle diverse generazioni dell’Organismo agricolo calabrese, esponenti del mondo agricolo.
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“ La presentazione del volume, che contiene dati importanti sulle principali attività condotte in tanti anni dall’Ente, offre l’opportunità d’entrare in contatto con testimonianze d’immagini uniche, risalenti alla riforma agraria ed alla civiltà contadina del tempo”.
Giorno 25 Febbraio 2005 – ore 10,00
- Centro Sperimentale Dimostrativo (CSD) ARSSA – Paola ( in località la Stara-Sipala) – manifestazione d’inaugurazione del neo CSD di Paola: “ Un Centro Sperimentale pubblico all’avanguardia in Italia” . Oltre al Presidente Pizzini prenderanno parte alla cerimonia i membri del CdA ed il Direttore Generale dell’Agenzia, esponenti delle autonomie locali, territoriali e regionali, esponenti del Parlamento e del Governo nazionale, rappresentanti del mondo agro-zootecnico e delle istituzioni scolastiche.
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“ Mancava, sicuramente, nel panorama delle attività di ricerca applicata nei comparti dell’agro-zootecnica regionale, una struttura pubblica polivalente, che esprime, nella sintesi, un punto avanzato per le attività d’Istituto in carico all’ARSSA ed un inimitabile laboratorio all’aperto per la didattica scolastica e scientifica”.

L’ARSSA all’incontro di valorizzazione del peperoncino a Lamezia

02/02 S’è svolto, recentemente, presso l’Union Camere di Lamezia Terme il previsto incontro tecnico per la definizione del disciplinare di produzione finalizzato all’ottenimento dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP) - Peperoncino di Calabria. L’incontro, organizzato dalla Camera di Commercio di Vibo Valentia scaturisce da una collaborazione attivata nel marzo 2003 tra i responsabili dell’Organismo Camerale di Vibo, il vice presidente dell’ARSSA, Ettore Vaccaro e di Enzo Monaco, presidente Accademia del Peperoncino.
Sulla base di questa collaborazione l’ARSSA, grazie alla sua struttura capillare sul territorio regionale, ha avviato con i propri tecnici un monitoraggio sul territorio al fine di tracciare un quadro complessivo della filiera in termini di superfici investite, produzioni, varietà utilizzate, numero delle aziende agricole e impianti di trasformazione esistenti in Calabria.In Calabria non ci sono vere e proprie colture intensive, ma sono segnalate delle coltivazioni gestite con tecniche tradizionali da piccole imprese orientate ad una produzione di tipo artigianale a basso contenuto d’ innovazione tecnologica.
La superficie investita a peperoncino è molto variabile e dipendente molto dalla richiesta di mercato. In ogni modo gli appezzamenti di queste aziende variano da un minimo di 5000 mq. ad un massimo di 10.000 mq. Vi sono alcune eccezioni come in provincia di Cosenza dove sono state rilevate aziende con superficie investita intorno o superiore ai 10 Ha.
Esistono poi una miriade di aziende, di difficile rilevazione, che investono in peperoncino superfici variabili dai 1000 mq. ai 3.000 mq. all’anno, la cui produzione è destinata ai mercati locali ed alla produzione di elaborati artigianali. Questo a dimostrazione della tradizionalità della coltura. Infatti, là dove si realizzano appezzamenti investiti ad ortaggi, il peperoncino è sempre presente anche in minime quantità, per il semplice fatto che rappresenta un ingrediente essenziale nelle lavorazioni alimentari tradizionali delle famiglie contadine ( olive schiacciate sott’olio, melanzane sott’olio, peperoncini sott’olio, funghi sott’olio, salumi piccanti, etc.). E proprio sulla base delle caratteristiche qualitative e di tradizionalità della coltura che si fonda il lavoro di valorizzazione avviato dai due Enti regionali. E’ necessario – è stato affermato - che il prodotto regionale sia difeso e differenziato dal prodotto di provenienza estera, anche in virtù delle recenti frodi che hanno investito quest’ultimo su tutto il territorio nazionale con lo scandalo del peperoncino colorato al “Sudan”.
L’incontro lametino ha registrato il confronto dei tecnici dell’ARSSA, delle aziende agricole e di trasformazione con il dirigente della Società Dintec di Roma, Orazio Olivieri, incaricato dalla Camera di Commercio di Vibo nella stesura definitiva del disciplinare di produzione che sarà poi sottoposto alle aziende ed agli operatori della Regione.
All’incontro erano presenti anche il responsabile regionale della Coldiretti, Pietro Molinaro ed il direttore, Prisco Lucio Sorbo che hanno posto l’accento la valenza dell’iniziativa. Anche il presidente dell’ARSSA, Antonio Pizzini, ha espresso apprezzamento per l’importante riunione di Lamezia che è destinata a rappresentare un momento concreto d’operatività per la valorizzazione complessiva di un prodotto che, di fatto, costituisce un simbolo delle migliori emergenze produttive della nostra Regione.

Domenica a Montalto convegno sulla produzione vitivinicola locale

28/01 “Vino? un territorio si racconta' e' il titolo del convegno organizzato dal Comune di Montalto Uffugo in collaborazione con l'Associazione italiana sommeliers e la Comunita' montana della media valle Crati che si svolgera' presso la sala consiliare del Comune di Montalto domenica 30 gennaio alle 9.30. L'incontro - si legge nelle note di presentazione della manifestazione- rappresentare un momento di 'conoscenza' delle realta' produttive della vitivinicoltura del territorio della media valle del Crati per valutarne la qualita' e stimolarne lo sviluppo nel contesto economico locale. A introdurre i lavori, gli interventi del sindaco di Montalto, Ugo Gravina, e del presidente della Comunità montana della media valle Crati, Ferruccio Ceci. Nella sala consiliare sara' allestito un banco di assaggio curato dai produttori vinicoli e dalla sezione calabrese dell'associazione sommeliers. A conclusione del dibattito si terra' una degustazione guidata di quattro vini: il Campoville bianco Boscarelli, il Donna Aurelia bianco di Vivacqua, il Cariglialto rosso di Lidia Matera e il Terraccia Rosso Serracavallo.

Coldiretti “Anomali rincari delle arance: dal campo alla tavola aumenti di cinque volte”

27/01 ''Per ridurre efficacemente il consumo di farmaci occorre anche garantire adeguati controlli per evitare che i rincari anomali nei prezzi dal campo alla tavola di prodotti come le arance impediscano a molti cittadini di beneficarne aumentando cosi i casi di influenza''. E' quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che la moltiplicazione media di cinque volte del prezzo delle arance dalla produzione al consumo, secondo i dati dell'Osservatorio prezzi del Governo relativi alla seconda settimana di gennaio, fa raggiungere valori che costringono molti cittadini a rinunciare all'acquisto. Un comportamento che non manchera' di avere ripercussioni sulla salute degli italiani perche' - spiega l'organizzazione agricola - non e' un caso se le arance sono state scelte come frutto simbolo di benessere e solidarieta' in occasione della giornata per il sostegno alla ricerca sui tumori che si svolge nel prossimo weekend organizzato Airc (Associazione Italiana Ricerca contro il cancro). E l'Italia ha la fortuna di produrre arance in abbondanza, tanto che - conclude la Coldiretti - si stima, per quest'anno, un aumento dei raccolti con circa due milioni di tonnellate di arance, oltre il 60% coltivate in Sicilia.

Coldiretti chiede che sulle etichette dell’olio venga indicata la provenienza

25/01 ''Occorre tutelare la salute dei consumatori e la genuinita' dei prodotti tipici attraverso l' esecuzione della legge 204/94 sulle disposizioni relative al luogo d'origine e provenienza degli alimenti soprattutto per un prodotto di punta come l' olio d'oliva''. E' quanto sostiene il presidente della Coldiretti reggina, Francesco Giovinazzo, sulla base della delibera approvata dalla Food and Drug Administration (FDA), che autorizza a indicare sulle etichette il Paese di origine e le proprieta' terapeutiche dei prodotti genuini come l' olio extravergine di oliva. ''L' etichettatura trasparente degli alimenti - ha aggiunto - permette di individuare sul mercato nazionale ed internazionale l' esatta origine di oli extravergini dichiarati italiani, invece prodotti con olive tunisine o di altri paesi. Nel caso dell' olio extravergine il prodotto calabrese rappresenta il 33% della produzione nazionale, ed e' riconosciuto a livello internazionale come elemento basilare della tipica dieta mediterranea apprezzata e consigliata per le sue qualita' terapeutiche contro le malattie coronariche''. ''L' obbligatorieta' dell' etichettatura - ha concluso - per certificare le varie fasi di filiera e le proprieta' di ogni alimento contenuto nel prodotto finale, e' necessaria sia per valorizzare le produzioni locali, diventando nel contempo competitivi sui mercati, sia per educare il consumatore a salvaguardare la propria salute acquistando esclusivamente prodotti genuini la cui origine e' chiara''.

Riconosciuto il Consorzio di tutela DOP per l’olio extravergine “Bruzio”

24/01 Ha ottenuto il riconoscimento ministeriale il Consorzio per la tutela e la valorizzazione dell'olio extravergine di oliva Dop 'Bruzio', con sede a Cariati in provincia di Cosenza. E' quanto prevede il decreto (13 gennaio) del direttore generale per la qualita' dei prodotti agroalimentari e la tutela del consumatore, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 22 gennaio. Il Mipaf, verificata la conformita' dello statuto, incarica il Consorzio di svolgere le funzioni di tutela della Dop Bruzio per tre anni.

Chiesto lo stato di crisi del settore pataticolo calabrese

22/01 Le organizzazioni agricole calabresi chiedono lo stati di crisi per il settore pataticolo. La grave crisi del settore e' stata al centro di un incontro tra le stesse organizzazioni e l'assessore regionale all'Agricoltura, Giovanni Dima. I rappresentanti delle organizzazioni di categoria hanno sottolineato che la produzione di patate nel 2004, a causa delle avverse condizioni climatiche, ha avuto costi elevati ed un ingresso tardivo sul mercato che ha, tra l'altro, determinato la perdita di una parte importante di vendite, vale a dire quella in cui i produttori spuntavano tradizionalmente i prezzi piu' remunerativi. Il confronto con il mercato - sostengono i dirigenti delle organizzazioni agricole - e' stato sin dall'inizio difficile facendo registrare una debole domanda ed un progressivo peggioramento del prezzo all'origine. Della produzione stimata intorno ai 400 mila quintali, circa il 70% risulta in giacenza e si sovrapporra', nelle prossime settimane, con il prodotto proveniente da altri paesi, determinando cosi' un'ulteriore riduzione dei prezzi, costringendo le aziende a vendere sotto costo. In conseguenza di questa situazione, il patrimonio di imprese e di lavoro, rappresentato dal comparto rischia, se abbandonato a se stesso, di essere definitivamente travolto e cancellato. Le organizzazioni professionali agricole, inoltre, nel corso dell'incontro con l'assessore calabrese Dima, hanno rimarcato la necessita', intanto, di proclamare lo stato di crisi per il comparto. Hanno poi proposto all'assessorato di attivarsi con l'Agea per un intervento di ritiro di produzione dal mercato e comunque la realizzazione di un provvedimento per sovvenire le imprese interessate. L'assessore Dima, nel riservarsi di approfondire ulteriormente la problematica, ha prospettato la possibilita' di proporre all'Agea il ritiro e l'invio di un quantitativo considerevole di prodotto alle popolazione del Sudest Asiatico colpite dal maremoto. L'assessore si e' inoltre impegnato ad attivarsi con il Ministero per le Risorse agricole per avviare accordi con la grande distribuzione sul modello gia' sperimentato in Puglia. E' stato, altresi', prospettato un intervento regionale per finanziare il packaging e la campagna pubblicitaria, elementi indispensabili per poter siglare un eventuale accordo con la grande distribuzione. L'assessore ha anche espresso il convincimento che in ogni caso vi e' la necessita' di un intervento e si e' impegnato a prospettarlo in sede di elaborazione del bilancio regionale 2005. Confagricoltura, Cia e Coldiretti, al termine dell'incontro hanno espresso apprezzamento per la manifestata disponibilita' dell'assessore Dima ed hanno insistito, in ogni caso, per la proclamazione immediata dello stato di crisi.

Oltre il 50% delle acque usate per irrigare si disperde prima di giungere a destinazione

19/01 Si disperde prima di giungere a destinazione il 50% delle acque destinate ad uso irriguo in Calabria. Il dato emerge da uno studio dell'Urbi, l'Unione regionale delle bonifiche e delle irrigazioni, che definisce "allarmante" la situazione complessiva delle risorse idriche della regione. Il fenomeno, secondo quanto emerge dallo studio, deriva dallo stato di criticita' della rete irrigua, insufficiente sotto l'aspetto della manutenzione e della stessa estensione. L'Urbi evidenzia, in primo luogo, il divario netto esistente tra la superficie dominata (ovvero ricadente nella competenza dei consorzi di bonifica della regione), pari a 125.000 ettari, la superficie irrigabile (cioe' potenzialmente raggiungibile dalla rete), pari a 92.000 ettari, e la superficie irrigata, che e' di 47.000 ettari. L'indice di utilizzazione media e' dunque calcolato nel 35-40%. "Il dato, di per se' allarmante, - si legge nella relazione dell'Urbi - e' conseguenza di diversi fattori: generale deterioramento delle opere di presa, minore disponibilita' delle risorse idriche derivabili, generale vetusta' delle reti di adduzione e distribuzione, problematiche correlabili ai sistemi di gestione". Da questa situazione derivano, secondo l'Unione delle bonifiche, l'elevato livello delle perdite sulle reti, pari appunto a circa il 50%, molte delle quali ancora a pelo libero (cioe' non intubate); l'insufficiente disponibilita' dei comprensori irrigui; l'enorme incremento del numero di impianti autonomi a carattere privato per lo piu' alimentati da prelievi non controllati delle falde sotterranee. "Il progressivo impoverimento di queste ultime - segnala l'Urbi - e' in alcune aree (Piana di Sibari, crotonese, Piana di Gioia Tauro, area di Reggio Calabria) talmente grave da accentuare i fenomeni di subsidenza e salinizzazione della falda in atto per la tendenza all'inaridimento conseguente alle note crisi climatiche in atto". Sempre secondo l'Unione delle bonifiche "i problemi connessi alla ottimizzazione dei sistemi irrigui calabresi riguardano l'ambito dell'intera Calabria e si riferiscono ad una molteplicita' di questioni tra loro correlate per la cui analisi, individuazione e soluzione delle problematiche connesse occorre necessariamente ipotizzare il ricorso a progetti integrati attraverso i quali concentrare le risorse e garantire la coerenza con le vocazioni del territorio".

Parte il laboratorio di formazione d’impresa agricola

18/01 Realizzare un modello innovativo che sia economico, associativo ma di concezione imprenditoriale per la creazione d' impresa e l' occupazione in agricoltura in Calabria. E' questo l' obiettivo di Agronos, progetto inserito nel programma Equal-Fondo sociale europeo e dal Ministero del Lavoro, presentato stamani nella sede della Giunta regionale a Catanzaro. Il progetto ''laboratorio'' - predisposto dall' agenzia Tertium, dall' associazione Romea onlus, da Confagricoltura Calabria - e' rivolto al superamento delle forme di discriminazione e disuguaglianza del mercato del lavoro e prevede una disponibilita' economica pari a un milione 300 mila euro. La durata dell' iniziativa che si sviluppera' sul piano della promozione, della divulgazione e della ricerca e' di 24 mesi: dal luglio 2005 al luglio 2007. Agronos - che e' uno dei 55 elaborati ammessi a finanziamento dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali su un totale di 386 - punta, anche attraverso la cooperazione transnazionale, a rafforzare l' area del terzo settore attraverso un' azione di sviluppo mirata a far nascere piccole e medie imprese sociali in agricoltura favorendo l' irrobustimento di quelle esistenti. ''Abbiamo cercato di creare e di diffondere - ha spiegato Sandro Turano (della societa' Tertium specializzata in formazione) - un nuovo modello di orientamento valido per i piccoli, i medi e i neo imprenditori agricoli e per le imprese sociali che offrono o intendono offrire servizi al settore agricolo''. Per Monica Falcomata' dell' associazione Romea onlus, ''l' iniziativa ha puntato, sin dalla fase d' ideazione, alla realizzazione di un modello formativo non fine a se stessa. L' intento, infati, e' quello di dare il necessario sostegno alle aziende esistenti cercando di agire positivamente laddove ci sono idee imprenditoriali''. ''Quello realizzato con questo progetto - ha sostenuto il presidente regionale di Confagricoltura, Francesco Macri' - e' un secondo tentativo, dopo il primo avviato con il reinserimento dei detenuti. Siamo felici, per questo, - ha aggiunto - di poter fare da incubatore in questo senso, sempre con un intento costruttivo''. Rossana Grandinetti, presidente Erapra Calabria (l' ente per l' istruzione professionale di Confagricoltura) ha messo in evidenza, dal canto suo, gli obiettivi posti a base del progetto: crescita professionale e della cultura imprenditoriale; attivazione dello sviluppo del territorio agricolo, promozione e rafforzamento dello spirito dell' associazionismo nelle varie forme e livelli.

Archivio dal 5/11 al 18/01


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