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Notizie di Cronaca
Agguato a Lamezia, ucciso Francesco Povenzano. Il Padre sfuggì alla morte sei anni fa 31/03 Un uomo, Francesco Provenzano, di 22 anni, e' morto in un agguato
di stampo mafioso a Lamezia Terme. L' omicidio, secondo quanto si
e' appreso, e' avvenuto in pieno centro. La vittima era nei pressi
della sua automobile, una Audi A3, quando e' stato avvicinato da sconosciuti
che hanno sparato una decina di colpi di pistola calibro 9 alcuni
dei quali lo hanno raggiunto alle spalle. Il giovane era in compagnia
di un familiare che lo ha accompagnato nell'ospedale di Lamezia Terme
dove e' morto poco dopo. Sul luogo dell'agguato sono intervenuti i
carabinieri che hanno avviato i rilievi dell'agguato. Gli investigatori
stanno predisponendo anche una serie di interrogatori e perquisizioni
nei confronti di persone con precedenti penali di Lamezia e dei comuni
limitrofi. In passato anche il padre della vittima, Antonio Provenzano,
aveva subito un tentativo di omicidio. Il padre di Francesco Provenzano
sfuggi' ai killer il 20 novembre del 2000. L'uomo, titolare di un
caseificio assieme ad alcuni familiari, si trovava all'interno del
suo ufficio in Piazza Rotonda, a pochi metri dal luogo dove questa
sera e' stato ucciso il figlio, quando uno sconosciuto entro' e gli
esplose contro dieci colpi di pistola che lo ferirono in diverse parti
del corpo. Il 2 marzo 2002, poi, Antonio Provenzano, di 46 anni, e
la moglie, Silvana Reventino, di 41 anni, furono arrestati dai carabinieri
con l'accusa di detenzione e porto di arma clandestina e munizioni.
L'arresto dei coniugi scaturi' da un controllo fatto dai carabinieri
del Nucleo operativo del Comando provinciale di Catanzaro in localita'
Capizzaglie mentre i due erano a bordo di un'automobile. Nel corso
della perquisizione, infatti, nella borsa che Silvana Reventino aveva
con se' fu trovato un revolver calibro 38 col numero di matricola
cancellato e sei pallottole nel tamburo Truffa alla 488: Sequestrato dalle Fiamme Gialle un impianto oleario, denunciato il proprietario 31/03 Una truffa messa in atto da un imprenditore oleario attraverso
l' indebito utilizzo dei finanziamenti della legge 488/92 è
stata scoperta dal nucleo provinciale di Polizia tributaria di Cosenza.
I finanzieri, nell' ambito delle attività mirate al contrasto
delle frodi al bilancio comunitario e nazionale, hanno denunciato
un imprenditore per i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato
e malversazione mettendo sotto sequestro preventivo, su disposizione
del Gip di Cosenza Carmela Ruberto, l' impianto oleario di cui l'
uomo risulta proprietario. In particolare, secondo quanto emerso dalle
indagini, il progetto finanziato prevedeva, a fronte di un investimento
complessivo di due milioni 654 mila euro per la realizzazione di una
nuova linea di produzione, un contributo a fondo perduto di un milione
e 50 mila euro circa, da corrispondere in tre tranches. Il decreto
di concessione del finanziamento stabiliva, inoltre, quale condizione
necessaria per l' erogazione del contributo, un apporto di capitale
proprio, da parte dell' imprenditore, di circa un milione 700 mila
euro. Dalle indagini condotte dai finanzieri, coordinati dal sostituto
procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza, Giuseppe
Francesco Cozzolino, è emerso il carattere fittizio dell' apporto
di capitale. Dall' analisi della documentazione bancaria, infatti,
è stato dimostrato che le nuove risorse finanziarie erano somme
prestate da un altro imprenditore e nelle cui disponibilità
continuavano a rientrare. I riscontri effettuati dalle Fiamme gialle
hanno permesso di accertare l' indebita percezione del contributo
di cui è stata effettivamente incassata soltanto la prima quota,
per un ammontare di 350 mila euro circa. Inoltre, è emerso
che una parte rilevante della sovvenzione pubblica erogata non è
stata destinata alle finalità previste nel progetto d' investimento,
bensì utilizzata per ripianare posizioni debitorie verso istituti
di credito. Ipotizzato a carico dell' imprenditore anche il reato
di falsità ideologica in atto pubblico e di utilizzo, in sede
di dichiarazione annuale, di fatture per operazioni inesistenti. Al
termine delle indagini, il G.I.P. del Tribunale di Cosenza, Dott.ssa
Carmela Ruberto, ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo
dell’opificio per un valore stimato di 350.000 Euro, equivalente
alla quota di finanziamento indebitamente percepita. Nei confronti
dell’imprenditore è stata inoltre disposta l’esecuzione
della misura interdittiva del divieto di esercitare attività
imprenditoriali per la durata di due mesi. Anche con questa operazione
di servizio, la Guardia di Finanza, nell’ambito della missione
di polizia economico finanziaria, conferma l’impegno a tutela
dell’economia legale. Primo incontro sul trasferimento delle funzioni da Regione a Provincia al Rendano
Oliverio “dalla formazione un salto di qualità” 31/03 ''Occorre fare della formazione il terreno concreto sul quale
cimentarsi per far leva verso un salto di qualita'. Dopo il passaggio
del settore dalla Regione, bisognera' esaltarne la funzione, organizzarla
al meglio, diversificare gli obiettivi, definire i profili e quindi
mettere in rete con le opportunita' lavorative''. Lo ha detto Mario
Oliverio, presidente della Provincia di Cosenza, in relazione al trasferimento
in materia delle funzioni amministrative dalla Regione, come sancito
nel protocollo d' intesa stipulato lo scorso lunedi' 27 a Catanzaro.
Sulla questione, riferisce un comunicato, ''il presidente Oliverio
ha gia' aperto un confronto con l' ente regionale, uno dei tanti che
serviranno a sfruttare al meglio il passaggio di nuove competenze,
guardando alla crescita, alla qualificazione, allo sviluppo. Ad una
riunione recentemente convocata dal presidente Oliverio ha partecipato
anche Alberto De Maio, direttore generale del settore Formazione della
Regione. De Maio e Oliverio hanno stabilito alcune linee guida per
governare il trasferimento che comportera' per la Provincia di Cosenza
l' accoglimento di ben 12 centri di Formazione Permanente, con un
relativo personale pari a 170 unita' professionali. ''E' necessario
- ha sostenuto De Maio - accompagnare il trasferimento meramente burocratico
e funzionale con una nuova cultura del rapporto tra istituzioni che
possa raccordarsi a sua volta con l' orientamento dei bisogni e verso
politiche di sviluppo'' Rapporto annuale delle Fiamme Gialle. Scoperti nel 2005 238 evasori totali 31/03 Sono sette i macro settori su cui si e' sviluppata l'attivita'
investigativa della Guardia di finanza calabrese, nel corso del 2005.
Il dato e' emerso questa mattina, nel corso della conferenza stampa
di presentazione del rapporto annuale del 2005 delle fiamme gialle,
alla presenza del comandante regionale Calabria, generale Riccardo
Piccinni. Un inteso lavoro di intelligence che ha indagato su evasione
fiscale, dogane e contrabbando, criminalita' organizzata, traffico
di sostanze stupefacenti, danni erariali, frodi comunitarie e immigrazione
clandestina. A testimoniare la consistenza del rapporto 2005, due
dati salienti: 93% di aumento per le violazioni Iva e il 65% in piu'
di interventi della Gdf. Nel dettaglio, le attivita' operative poste
in essere nello scorso anno hanno fornito risultati piu' che soddisfacenti.
Per l'evasione fiscale, sono stati rilevati imponibili non dichiarati
e costi non deducibili per circa 257 milioni di euro, scoperte violazione
all'Iva per oltre 72 milioni di euro, mentre sono stati individuati
238 evasori totali, 24 evasori paratotali e 711 lavoratori irregolari
dei quali 586 completamente in nero. Poco meno di 300 le violazioni
riscontrate nel settore dogane e contrabbando, con ingenti sequestri
di merci, sia di contrabbando che contraffate, per un complessivo
di 40 milioni di pezzi. Nella lotta alla criminalita' organizzata,
sono cinque i latitanti assicurati, dalla guardia di finanza calabrese,
alla giustizia, e 3310 le persone denunciate, ai quali si aggiungono
16.750.000 euro di valore per i sequestri portati a termine. Alla
'ndrangheta sono state sottratte anche 105.000 tra armi e munizioni
da guerra e piu' di 2400 chili di esplosivo. Il settore della droga
resta quello piu' rilevante. "Abbiamo avviato - ha detto il generale
Piccinni - una particolare attenzione al traffico internazionale di
stupefacenti, dal momento che e' stato riscontrato come il traffico
di sostanze di tipo pesante viene gestito dalle 'ndrine. Da parte
delle altre mafie c'e' addirittura sudditanza in questo settore, dal
momento che chiedono il benestare alla mala calabrese". Un'operazione
contro questo fenomeno e' stata conclusa dalle fiamme gialle in questo
ultimo periodo, ma risulta essere ancora coperta dal segreto istruttorio.
Nel frattempo, nel corso del 2005, e' stata sequestrata quasi una
tonnellata di droga, 6000 piante di canapa indiana e 39 automezzi,
con la segnalazione di 469 soggetti. Nell'ambito dei danni erariali,
ne sono stati accertati 87 milioni e sono stati segnalati 416 soggetti.
Altro settore rilevante e' quello delle frodi comunitarie, per le
quali il generale Piccinni ha specificato che bisogna verificare gli
investimenti nella fase successiva alla loro attuazione da parte degli
imprenditori. Sono state 253 le violazioni con un accertamento pari
a 150 milioni di euro. "Il dato saliente di questo anno di attivita'
- ha dichiarato il generale Riccardo Piccinni - e' l'attenzione rivolta
soprattutto a quei fenomeni criminali che pervadono in modo importante
il territorio. La guardia di finanza opera con questa metodologia,
individua quali sono i filoni investigativi che possono piu' direttamente
dare contezza al cittadino - ha evidenziato -, di un'opera che il
corpo cerca di svolgere nel loro interesse, vicino a loro, a loro
tutela. Questo perche' sentiamo fortemente la necessita' che il cittadino
percepisca di avere un amico nel finanziere e non un avversario da
evitare. Per fare questo - ha concluso - occorre infondere fiducia,
ma occorre soprattutto dimostrare che si lavora per loro e con loro". Infiltrazioni mafiose nell’AS di Locri, anticipazioni parlano di scioglimento degli organi gestionali 31/03 Scioglimento degli organi gestionali ordinari e nomina di un
commissario prefettizio nell' Azienda sanitaria di Locri. Sono le
richiesta che emergerebbero dalla relazione che il Ministro dell'
Interno Giuseppe Pisanu presenterà al Consiglio dei Ministri
(che non si riunirà oggi), secondo quanto anticipato stamane
due quotidiani. Un documento che delinea un quadro molto netto delle
infiltrazioni e dei condizionamenti mafiosi all' interno dell' Asl
calabrese. Successivamente all' adozione del decreto di scioglimento
da parte del Consiglio dei Ministri verranno anche resi noti gli atti
che hanno portato alla decisione: la relazione redatta dalla Commissione
di accesso guidata dal prefetto Paola Basilone e le centinaia di documenti
allegati. In particolare, secondo quanto riportano i due quotidiani,
la decisione di rendere noti i risultati della relazione è
stata presa dopo che sono venute meno, con gli sviluppi della magistratura
sull' omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale Francesco
Fortugno, le esigenze di segretezza necessarie per evitare interferenze
con quella indagine. La commissione di accesso agli atti dell' Azienda
sanitaria di Locri, infatti, venne nominata da Pisanu proprio all'
indomani del delitto Fortugno. Il quotidiano "l' Unità"
che parla dell' Asl locrese come "centro di affari e di potere"
cita i numeri del business sanità: un bilancio di 172 milioni
di euro l' anno, due ospedali Locri e Siderno e 1.700 dipendenti".
In generale, poi, i dati che emergerebbero dalla relazione vengono
definiti "sconvolgenti, al punto che nella stessa relazione non
ci si limita a ribadire le gravi infiltrazioni mafiose riscontrate
nella gestione della sanità nel distretto di Locri, ma si evidenzia
la necessità che la relazione stessa e molti documenti allegati
vengano trasmessi alla magistratura 'per i profili di carattere penale
in essa contenuti'. C' è di più: dall' inchiesta emergerebbe
la necessità di estendere gli accertamenti anche ad altri pezzi
della sanità pubblica a forte rischio di inquinamento mafioso.
In particolare si parla degli ospedali di Melito Porto Salvo, di Gioia
Tauro e di Palmi". La relazione non risparmierebbe, "strutture,
funzionari e apparati di controllo della sanità regionale che
sarebbero passati indenni tra i vari cambiamenti politici ai vertici
della Regione Calabria, senza mai conoscere rotazioni o avvicendamenti".
Sarebbero citati, nello specifico, anche casi di opposizione da parte
di singoli funzionari o medici che avrebbero ricevuto minacce, attentati
intimidatori e persino trasferimenti punitivi. Almeno 75 sarebbero
gli episodi delittuosi ascrivibili agli interventi mirati a convincere
quanti osavano denunciare il malaffare. Nelle schede riepilogative
poi verrebbe delineato il potere delle cosche dentro l' ospedale:
124 dipendenti dell' azienda che vengono indicati in rapporti di polizia
come direttamente collegati alle maggiori cosche mafiose e 36 dipendenti
rimasti uccisi in agguati di mafia. Anche un quotidiano ha titolato
oggi sulla possibilità che l' Azienda sanitaria locale di Locri
venga commissariata in base alle conclusioni dell' inchiesta amministrativa
disposta dal prefetto di Reggio Calabria, Luigi De Sena. Secondo quanto
riporta il quotidiano "corrono voci che il ministro dell' Interno
Giuseppe Pisanu sia determinato a commissariare l' Asl 9 dopo avere
esaminato il rapporto della commissione d' accesso. Il rapporto a
firma del presidente della Commissione, prefetto Paola Basilone -
è scritto ancora nell' articolo - ha descritto l' allarmante
situazione in cui si trova l' Asl di Locri. L' analisi è stata
meticolosa e i commissari hanno passato al setaccio tutti gli atti
dell' azienda abbracciando un periodo piuttosto largo. Alla luce dei
risultati di cinque mesi di lavoro i dubbi sull' esistenza di infiltrazioni
mafiose sono diventati certezza". Tentativi di furto in abitazioni a San Demetrio Corone 31/03 Quattro tentativi di furto in quattro diverse abitazioni sono
stati compiuti nella notte da sconosciuti a S. Demetrio Corone. I
ladri hanno cercato di introdursi in quattro abitazioni, tutte situate
nella parte periferica del paese, vicino la provinciale che porta
verso la statale 106 ionica. In una abitazione sono riusciti ad entrare,
dopo aver forzato una finestra e hanno asportato telefonini e oggetti
in oro senza che gli inquilini addormentati si accorgessero dell'intrusione.
I ladri si sono allontanati dal paese quando si sono accorti dell'arrivo
dei carabinieri. Immigrati ridotti a schiavi, due arresti a Laino Borgo 31/03 I carabinieri hanno arrestato a Laino Borgo due persone, Erminia
Cafacioli, di 59 anni, e Placido Fazio, di 41, titolari di una azienda
per la produzione di fertilizzanti, con l'accusa di riduzione in schiavitu'.
I due imprenditori, secondo quanto riferito dai militari di Laino
Borgo, avrebbero sottoposto in uno stato di soggezione continuata
due immigrato rumeni, uno di 39 e l'altro di 33 anni, che avevano
assunto nel febbraio scordo. I due immigrati erano costretti a lavorare
non meno di 15 ore al giorno, sette giorni su sette, e dormivano in
una casa diroccata e dichiarata inagibile a causa dei danni subiti
per un terremoto. Ai due immigrati, inoltre, veniva garantito un vitto
minimo. I due rumeni erano in possesso di permesso di soggiorno. Protocollo d’Intesa tra Provincia e Comuni di Cosenza, Rende e Montalto sui trasporti
Brevi di cronaca da Corigliano, Cassano, Amendolara 30/03 A Corigliano Calabro i carabinieri hanno arrestato
due persone per danneggiamento e tentato furto aggravato in concorso.
Sempre a Corigliano un giovane, F.A., di 21 anni,
e' stato arrestato dai carabinieri per resistenza a pubblico ufficiale.
Il ragazzo era alla guida di una Smart priva di targa e non si e'
fermato ad un controllo dei carabinieri, i quali lo hanno inseguito
e fermato poco dopo. Il giovane ha quindi opposto resistenza ai carabinieri,
che lo hanno arrestato. A Cassano Ionio i militari
dell’Arma hanno arrestato due persone con l' accusa di favoreggiamento
all' ingresso ed alla permanenza dell' immigrazione clandestina. Inoltre,
sono stati denunciati, in stato di liberta', cinque cittadini indiani
per occupazione abusiva di un fabbricato e sono state avviate le procedure
di espulsione per tredici extracomunitari perche' trovati sprovvisti
di permesso di soggiorno. Sempre a Cassano un cittadino
straniero di nazionalita' pakistana Muhammed Yasar, di 30 anni, e'
stato arrestato per non aver rispettato un decreto di espulsione dal
territorio italiano. Stamane i carabinieri hanno fermato Yasar e dagli
accertamenti e' emerso che non aveva rispettato il decreto di espulsione
emesso nei suoi confronti dal Prefetto di Crotone il 31 ottobre. Ad
Amendolara un uomo, Prosperino Roma, di 35 anni,
e' stato arrestato dai carabinieri per evasione dagli arresti domiciliari.
Prosperino Roma, che stava scontando ai domiciliari una pena di quattro
mesi e quattro giorni per violenza, minaccia e resistenza a pubblico
ufficiale, e' stato trovato, durante un controllo, lontano dalla sua
abitazione. Truffa allo Stato per 470 mila euro scoperta dalla Finanza nell’alto Tirreno cosentino 29/03 Una truffa ai danni dello stato perpetrata con richiesta indebita
di rimborsi Iva e' stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Scalea
. L'inchiesta riguarda ditte e societa' operanti nel territorio dell'alto
Tirreno cosentino. Il danno accertato per le casse dello stato sarebbe
di oltre 470 mila euro. Avvisi di garanzia e di chiusura delle indagini
sono stati notificati nei confronti di sette persone per reati che
vanno dalla associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata
nei confronti dello stato, alla ricettazione, al falso, alla sottrazione
fraudolenta al pagamento delle imposte, alla presentazione delle dichiarazioni
dei redditi e dell'Iva fraudolenta mediante l'utilizzo di fatture
per operazioni inesistenti, alla emissione di fatture per operazioni
inesistenti. Societa' e ditte coinvolte hanno sede a Tortora e Praia
a Mare. L'indagine scaturisce da una verifica fiscale eseguita nei
confronti di una societa' di costruzioni al cui vertice era stato
posto un "prestanome". L'inchiesta avrebbe svelato l'esistenza
di un'associazione per delinquere che, attraverso denominazioni sociali
diverse, avrebbe posto in essere per il periodo dal 1998 al 2004,
la truffa. Il disegno criminoso sarebbe stato attuato, tra l'altro,
attraverso la redazione di impianti contabili fittizi realizzati mediante
la contabilizzazione di fatture per operazioni inesistenti associati
anche all'utilizzo di falsi atti sostitutivi di notorieta', al fine
di creare artificiosamente crediti Iva inesistenti nei confronti dello
stato. L'organizzazione annoverava tra le proprie fila dei prestanome
residenti sia in Lombardia sia in Calabria i quali, in cambio di soggiorni
estivi nel territorio calabrese, ovvero di poche decine di euro, venivano
nominati legali rappresentati delle societa' coinvolte nelle illecite
richieste di rimborsi Iva per le quali venivano utilizzate fatture
per operazioni inesistenti apparentemente emesse da ditte e societa'
che rimanevano all'oscuro della vicenda per un importo complessivo
di oltre un milione di euro. Nel corso delle indagini sarebbe stato
accertato inoltre che uno degli organizzatori della truffa, a seguito
della verifica fiscale eseguita da funzionari dell'agenzia delle entrate
di Paola (Cosenza), avrebbe proceduto fraudolentemente in concorso
con altre persone alla vendita del proprio patrimonio mobiliare ed
immobiliare, allo scopo di sottrarsi all'esecuzione forzata da parte
dello stato. Una parte dei rimborsi Iva, pari a circa 29.000 euro,
sarebbe finita nel conto corrente personale di un parente di un promotore
ed organizzatore della truffa.( Gli americani sapevano degli spostamenti di Calipari. Una rogatoria per un racconto. La Villecco si dice fiduciosa della Magistratura 29/03 Due richieste di rogatoria che, come le altre, probabilmente
resteranno senza risposta, per verificare due tesi contrapposte sull'omicidio
di Nicola Calipari: quella della 'trappola' tesa dagli stessi rapitori
di Giuliana Sgrena, come scrive oggi ''Il Corriere della Sera'', che
avrebbero avvertito i militari Usa della presenza di un'autobomba
sulla Route Irish (in realta' l'auto con a bordo lo stesso agente
del Sismi). E quella basata sulle rivelazioni di un ex agente della
Nsa (National security Agency) secondo il quale i militari Usa sapevano
di tutti i movimenti di Calipari, compresi gli ultimi spostamenti
il 4 marzo quando la Toyota fu crivellata di proiettili. E' quanto
intendono verificare i pm del pool antiterrorismo della procura della
capitale, Franco Ionta, Pietro Saviotti ed Erminio Amelio che si apprestano,
dopo la chiusura dell'indagine, a chiedere probabilmente il rinvio
a giudizio nei confronti di Mario Lozano 'lo specialista' della guardia
nazionale Usa che sparo', come si evince dagli atti dell'indagine,
sull'auto con a bordo la giornalista italiana, Giuliana Sgrena, Nicola
Calipari, e il maggiore dei carabinieri Andrea Carpani. La richiesta
di rinvio a giudizio, seppure una ipotesi, dovrebbe essere formalizzata
per i reati di omicidio volontario e tentato omicidio, dopo la rogatoria,
ancora senza risposta, inviata agli Usa per notificare a Lozano il
capo di imputazione. Il pool antiterrorismo della procura di Roma,
in particolare, intende verificare, con la richiesta di rogatoria
inoltrata nei mesi scorsi alle autorita' irachene, il racconto fatto
da Mustafa' Mohamed Salman, un terrorista detenuto in Iraq, alla polizia
locale. Secondo la versione del detenuto, contenuta in un' informativa
dei carabinieri del Ros, l'auto con a bordo Calipari, la giornalista
del Manifesto e il maggiore Carpani, fu segnalata ai militari americani,
dagli stessi rapitori della Sgrena, come una vettura-bomba che sarebbe
transitata la sera del 4 marzo 2005 sulla Route Irish. Insomma una
trappola tesa, secondo Salman, agli italiani da coloro che avevano
gestito il sequestro. Una tesi, sottolineano tuttavia fonti investigative,
che fornirebbe agli Usa un alibi per l'omicidio Calipari ma a cui,
tuttavia, le autorita' americane non hanno mai fatto cenno. Circostanza
che renderebbe quantomeno singolare il racconto dello stesso Salman.
La procura di Roma, nella richiesta di rogatoria, inoltrata dopo l'arresto
in Iraq dello stesso Salman avvenuto circa tre mesi fa, intende verificare
un altro particolare del racconto fatto dall'iracheno, quello relativo
alla circostanza che a gestire ed ideare il sequestro di Giuliana
Sgrena, ma anche quello della giornalista francese di Liberation,
Florance Aubenas, e della cooperante Margaret Hassan (uccisa, ma il
cui corpo non e' mai stato trovato) sia stato lo sceicco Huessein,
il personaggio che Sgrena avrebbe dovuto intervistare il giorno in
cui fu rapita. La procura, tramite rogatoria agli Usa, intende poi
verificare il racconto di Wayne Madsen, il funzionario della Nsa,
che avrebbe rivelato che le autorita' Usa intercettavano Calipari
durante l'intero periodo della sua missione in Iraq e che avrebbero
saputo esattamente la sua posizione al momento della sparatoria il
4 marzo del 2005. Madson, ex consulente del progetto di intercettazione
Echelon, non e' piu' in forza alla Nsa. Corriere con quasi 4 chili di coca arrestato dalle fiamme gialle nel reggino 29/03 I finanzieri della Compagnia di Gioia Tauro hanno arrestato
un corriere che stava trasportando 3,4 chili di cocaina pura per un
valore di mercato di circa 800 mila euro. L' arresto e' giunto al
termine di un' indagine condotta con appostamenti e pedinamenti. I
finanzieri hanno individuato un insospettabile corriere della droga,
I.A., di 40 anni, originario della provincia di Napoli, che con la
propria autovettura effettuava, secondo l' accusa, consegne di sostanze
stupefacenti per conto di organizzazioni criminali della zona e del
napoletano. Una volta raccolti gli indizi, i finanzieri, con un cane
antidroga, Isel, hanno atteso l' arrivo del corriere e lo hanno fermato.
Nascosti nel sedile posteriore sono stati trovati tre involucri contenenti,
complessivamente, 3,4 chili di cocaina. Processo G8: A cinque anni dai fatti di Genova 29/03 Sono passati quasi cinque anni, ormai, dalle tre giornate del
luglio 2001 che hanno segnato così profondamente la storia
di molte e molti di noi. Cinque anni durante i quali Genova è
ritornata sotto molte forme. Nel ricordo e nell'impegno di quanti
non hanno voluto cedere all'intimidazione e nella repressione messa
in atto da uno stato che si vergogna sempre meno di dichiararsi per
quello che è: mero strumento per l'esercizio di potere - nelle
mani di pochi, a discapito di molti. In questi cinque anni sono state
moltissime le realtà e gli individui che hanno voluto mantenere
il ricordo di ciò che è stato, recuperando parti di
verità alla messa in scena giuridica e mediatica che, ancora
oggi, ci vorrebbe convinti che quanto accaduto sia stato solo uno
"spiacevole inconveniente". Ma Genova non è soltanto
un ricordo. I processi più importanti seguiti al G8 del 2001
sono ora tutti aperti. È - come abbiamo ripetuto spesso - la
nostra storia che va alla sbarra. Tra i manifestanti sotto processo
c'è chi rischia da otto a quindici anni di carcere - mentre,
attraverso la macchina giudiziaria, si cerca di legittimare i pestaggi,
le torture e le menzogne della scuola Diaz, della caserma di Bolzaneto.
Storie per cui nessuno si aspetta giustizia da un tribunale di Stato,
ma su cui non vogliamo che cali mai il silenzio e la consueta omertà.
Supporto Legale è nato quasi due anni fa per assistere tecnicamente
ed economicamente la Segreteria Legale di Genova - e per diffondere
informazione sui processi, nella convinzione che nessuno andasse lasciato
indietro e che quelle aule di tribunale, per quanto a noi estranee,
ci rigurdassero tutte e tutti. Supporto Legale segue ora altri processi
- contro il "Sud Ribelle", a Cosenza; per i fatti del San
Paolo, a Milano - con l'obiettivo di provare a interpretare e denunciare
lo strano fenomeno del potere giuridico ed esecutivo in Italia. Da
oltre un anno, attraversa tutte le realtà con cui entra in
contatto per raccontare Genova e i suoi processi, partecipando a serate
di informazione e aggiornamento, realizzando progetti benefit per
contribuire a mantenere in piedi il lavoro degli avvocati e di quanti
continuano - cinque anni dopo - a non rinunciare a quelle parti di
verità che riguardano ciascuna e ciascuno di noi. Ciò
nonostante, tutto questo lavoro non regge il confronto con i tempi
e i costi dei procedimenti legali di questo paese. Perché si
muova, il motore di ogni progetto va oliato con cura. Per questo vorremmo
incontrare nuovamente quanti ci hanno già accolto e seguire
nuovi percorsi assieme a quanti non abbiamo ancora conosciuto. Portare
all'esterno il nostro lavoro e le nostre conoscenze per condividerle
con i compagni di strada consueti e con tutti coloro vorranno aiutarci
a non smettere il nostro impegno - che resta, primariamente, la sopravvivenza
della Segreteria Legale di Genova. Per questo rinnoviamo il nostro
invito ad organizzare per e con Supporto Legale una serie di iniziative
che ci permettano di diffondere informazione, allacciare contatti,
costruire reti di collaborazioni e conoscenze per continuare ad ampliare
e rendere attivo e utile il nostro lavoro. Serate durante le quali
confrontarci sul come e perché si sia giunti all'attuale tenore
repressivo, espresso in primo luogo dalla progressiva riduzione degli
spazi d'azione e di pensiero. Perché a cinque anni da Genova
la memoria continua ad essere un ingranaggio collettivo. E perché
Genova, cinque anni dopo, è ancora e sempre nelle nostre strade,
nelle carceri, nelle caserme di questo paese. Sulla discarica di Bucita Oliverio chiede la conferenza dei servizi 29/03 Il Presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, ha
inviato al Prefetto di Cosenza, Bruno Sbordone, una lettera sulla
discarica di Bucita, per chiedere la convocazione di una Conferenza
di Servizi per una attenta valutazione della situazione ad essa inerente.
''L'ordinanza del Commissario - dice Oliverio - per l'emergenza ambientale
in Calabria, con la quale si dispone la ripresa dell'esercizio delle
attivita' della discarica privata per lo smaltimento dei rifiuti in
localita' Bucita di Rossano Calabro ed il provvedimento di dissequestro
della stessa, hanno determinato preoccupazione e tensione nelle popolazioni
della citta' di Rossano. Gia' in passato, in relazione a detta vicenda,
si sono verificate situazioni di forte tensione che sono sfociate
in manifestazioni di massa per chiedere la chiusura di detta discarica.
Alla luce del provvedimento prima richiamato, assunto senza la necessaria
concertazione con le istituzioni locali e considerate le annunciate
manifestazioni di protesta del comitato locale e di altre organizzazioni
operanti nel territorio di Rossano, ritengo opportuna la convocazione
di un'apposita Conferenza di Servizi per una valutazione approfondita
della situazione con particolare riferimento all'impatto ambientale
di detto impianto nel contesto territoriale in cui e' collocato. In
tal senso, ritengo utile una sua iniziativa nei confronti del Commissario
Straordinario per l'emergenza ambientale in Calabria affinche' proceda
alla convocazione di una Conferenza di Servizi per consentire alle
istituzioni preposte ed agli enti locali di poter esprimere il proprio
parere sulla base dei necessari approfondimenti; e, nelle more di
detta conferenza, alla sospensione dell'ordinanza commissariale prima
richiamata''. Intesa tra Provincia di Cosenza e Ferrovie della Calabria per una società di trasporti 29/03 Provincia di Cosenza e Ferrovie della Calabria hanno sottoscritto
un protocollo d' intesa che getta le basi per la costituzione di una
societa' a responsabilita' limitata tra Ente e Azienda per puntare
''alla promozione ed allo sviluppo, nell' ambito del territorio della
Provincia di Cosenza, di servizi di trasporto di persone e cose con
qualsiasi modalita' ed, in particolare, a mezzo ferrovie, autolinee,
tranvie, filovie, metropolitane leggere, funicolari e funivie ed altri
veicoli, compreso il trasporto aereo ed i servizi aeroportuali ed
il trasporto marittimo''. Il protocollo, sottoscritto dal presidente
della provincia, Mario Oliverio, e dal presidente delle Ferrovie della
Calabria, Giuseppe Mario Scali, impegna le parti a definire entro
il 15 aprile uno schema di statuto per la Srl, da sottoporre non oltre
il 15 maggio ai rispettivi organi competenti. ''Il protocollo, di
fatto - e' scritto in un comunicato - da' seguito ad un preliminare
atto formale stipulato lo scorso 21 novembre tra Oliverio e Scali,
nel quale si individuavano comuni strumenti, opportunita' e sinergie
operative finalizzate all'incentivazione dello sviluppo di sistemi
di mobilita' integrata a forte contenuto innovativo anche mediante
la costituzione di apposite societa'. Il tutto, riconosciuta la volonta'
della Provincia di Cosenza, nell' ambito della piu' generale attivita'
di programmazione e di sviluppo del trasporto pubblico locale, di
sviluppare un sistema integrato fortemente orientato all' intermodalita'
dei servizi che correlasse i fabbisogni di mobilita' degli utenti
con la sostenibilita' ambientale e con la tutela della salute della
popolazione''. In base all' intesa, la Srl potra' elaborare e proporre
modelli di gestione di reti e infrastrutture per l'esercizio delle
attivita' di trasporto, nonche' tutte le altre attivita' complementari
o affini a quelle che costituiscono l' oggetto sociale inclusa quella
relativa alla progettazione e realizzazione d' infrastrutture di trasporto.
''Un grande passo in avanti - ha sostenuto Oliverio - verso nuovi
e piu' efficaci modelli di gestione del sistema del trasporto pubblico
locale, uno strumento che studiera' e realizzera' servizi per le moderne
e sempre piu' pressanti esigenze dei cittadini nel settore dei trasporti,
avvicinando l' intera area della provincia di Cosenza alle piu' avanzate
realta' italiane ed europee''. Riaperte dal Comune di Cassano al pubblico le Grotte di Sant’Angelo 29/03 Dal 28 marzo scorso le Grotte di Sant'Angelo sono stata riaperte
al pubblico dopo la temporanea sospensione provocata dalla conclusione
del rapporto di collaborazione tra il comune di Cassano ed un raggruppamento
temporaneo di imprese avvenuta nel maggio del 2005. Le grotte ora
saranno gestite da dipendenti comunali specializzati nel settore.
Su disposizione dell' amministrazione comunale - e' scritto in una
nota - il servizio di accoglienza, informazione e guida alle Grotte
di Sant'Angelo e' stato affidato a personale idoneo, formato e abilitato
alla professione di guida turistica, operante presso l'ufficio comunale
Pubblica Istruzione e Cultura. Per il sindaco di Cassano, Gianluca
Gallo, le Grotte di Sant'Angelo sono una ''risorsa preziosa e importante
da valorizzare e rilanciare nei circuiti turistici e culturali nazionali
ed esteri per provocare quello sviluppo economico, sociale e culturale
di cui Cassano ha bisogno''. Proteste dei cittadini di Montalto davanti la Regione contro l’elettrodotto 29/03 Circa 150 persone provenienti da Montalto Uffugo (Cosenza)
stanno manifestando davanti alla sede della Giunta regionale. I manifestanti
hanno chiesto un incontro con il presidente della Regione, Agazio
Loiero, o con un rappresentante della Giunta per illustrare la loro
contrarieta' alla realizzazione dell' elettrodotto Laino Borgo-Rizziconi.
Alla protesta partecipa anche il sindaco di Montalto Uffugo. Brevi di cronaca da Rossano, Aiello, Santa Sofia, Lago, Cassano, Corigliano 29/03 A Rossano i carabinieri del nucleo operativo
radiomobile in ottemperanza ad una ordinanza di custodia cautelare
in carcere, emessa dal Gip del Tribunale dei minori di Catanzaro,
ha arrestato un minorenne del luogo per evasione. Ad Aiello
Calabro i carabinieri hanno denunciato, in stato di liberta',
una persona del luogo per porto illegale di una revolver cal.357 magnum
e di sei cartucce dello stesso calibro. A Santa Sofia D' Epiro
tre cittadini slavi sono stati denunciati per furto dai carabinieri.
A Lago il personale del Nas dei carabinieri di Cosenza
ha denunciato, in stato di liberta', il responsabile di un allevamento
avicolo, per violazione di alcune norme igienico -sanitarie e strutturali,
sequestrando, inoltre, la struttura. A Cassano allo Ionio
i carabinieri della Tenenza, in collaborazione con i colleghi della
compagnia di Corigliano, hanno arrestato, in flagranza del reato di
favoreggiamento all'ingresso e alla permanenza di immigrazione clandestina,
Salvatore Bloise, anni 45 anni di Sibari, e Marco Garofalo, 27 anni
di Cassano. I due sono accusati di aver affittato, a titolo oneroso,
due distinte abitazioni ubicate in localita' ''Spadelle'' di Sibari
a nove cittadini extracomunitari di nazionalita' marocchina, pakistana
e rumena, tutti privi del permesso di soggiorno. A Salvatore Bloise
e a Marco Garofalo, dopo le formalita' di rito, sono stati concessi
gli arresti domiciliari, mentre per i nove cittadini extracomunitari
sono state avviate le procedure per l'espulsione dal territorio italiano.
Le due abitazioni sono state poste sotto sequestro. A Corigliano
i carabinieri hanno arrestato, stamani, con l'accusa di danneggiamento
e tentato furto, Mario Benincasa, di 21 anni e Pierluigi Filadoro,
di 26 anni entrambi di Corigliano. I giovani, dopo aver danneggiato
un telefono pubblico, sono stati sorpresi mentre erano intenti a forzare
una saracinesca di un bar. Ai due sono stati concessi gli arresti
domiciliari in attesa del giudizio Si è dimesso il presidente del Papa Giovanni, Mons. Alfredo Luberto 28/03 “L’Arcivescovo Metropolita di Cosenza-Bisignano,
Padre Salvatore Nunnari, ha accolto le dimissioni di Mons. Alfredo
Luberto dall’incarico di Presidente e legale rappresentante
della Fondazione Istituto Papa Giovanni XXIII”. E’ quanto
si legge in una nota della Curia Vescovile di Cosenza-Bisignano. “Le
dimissioni – prosegue la nota- sono state dallo stesso Mons.
Luberto ritenute necessarie in seguito al nuovo incarico di Coordinatore
diocesano per l’economia e l’amministrazione, aspetti
della vita ecclesiale fortemente legati alla pastorale, sui quali
l’Arcivescovo mantiene, sin dal primo giorno del suo ministero
episcopale in Cosenza, la supervisione. Mons. Nunnari ha espresso
a Mons. Alfredo Luberto la propria gratitudine per il lavoro fin qui
portato avanti ed ha nominato Presidente e rappresentante legale della
Fondazione “Istituto Papa Giovanni XXIII” il Signor Sergio
Principe, già Consigliere di Amministrazione dell’ente,
chiedendogli un forte impegno per giungere alla conclusione della
trattativa già avviata per la scelta del partner della Fondazione
a cui cedere le attività e preparare su indicazione della diocesi
un nuovo Statuto dell’ente, per un nuovo Consiglio di amministrazione”. Operazione antidroga a Reggio: 17 arresti, scoperto un bunker I carabinieri hanno arrestato a Reggio Calabria 17 persone con l'accusa
di avere fato parte di un'organizzazione di trafficanti di droga da
tempo attiva in citta' e nel suo hinterland. Gli arresti sono stati
fatti in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal
Gip di Reggio Calabria su richiesta della Procura antimafia. I provvedimenti
restrittivi emessi, secondo quanto si e' appreso, sono stati 18, ma
uno dei destinatari risulta irreperibile. L'operazione dei carabinieri
del comando provinciale di Reggio Calabria, denominata 'Tsunami 2',
rappresenta il seguito di un'analoga attivita' investigativa effettuata
nel 2000. Era un'organizzazione dedita allo smercio a Reggio Calabria
di sostanze stupefacenti, in particolare eroina, cocaina e hashish
proveniente dalla Locride quella scoperta dai carabinieri che stamani
hanno portato a termine l'operazione ''Tsunami 2'' per l'esecuzione
di 17 ordinanze di custodia cautelare in carcere. L'operazione, condotta
dal nucleo radiomobile del comando provinciale dei carabinieri di
Reggio Calabria rappresenta la prosecuzione di quella denominata Tsunami
e realizzata nel gennaio 2003. In quella circostanza vennero catturate
dieci persone. Secondo quanto emerso dalle indagini, uno dei fornitori
della sostanza stupefacente era Girolamo Bruzzese di Gioiosa Jonica
legato alla cosca Mazzaferro. All'interno dell'abitazione dell'uomo,
infatti, e' stato trovato un nascondiglio, ricavato in un sottoscala
occultato da una porta semovente mimetizzata con la parete. A Messina
sono stati arrestati, invece Marco Bisazza e Ivan Bontempo entrambi
di Messina mentre a Roma il reggino Domenico Versace, impiegato al
Ministero della Giustizia. Luigi Musolino e' stato arrestato a Lamezia
Terme dove lavora come corriere in una ditta di autotrasporti. Questo
l' elenco delle persone arrestate nell' ambito dell' operazione ''Tsunami
2'': Adil Belloubad, di 38 anni, marocchino; Vincenzo Bruzzese (40)
di Gioiosa Marina e i reggini Sergio Antonino De Marco (39), Antonino
Ferrara (39), Vincenzo Foro (29), Claudio Macri' (25), Pietro Malavenda
(42), Francesco Manco (31), Domenico Marciano' (43), Giovanni Sebastiano
Modafferi (29), Giovambattista Parpiglia (53), Demetrio Quattrone
(34), Stefano Russo (36). Tutti questi arresti sono stati effettuati
a Reggio. A Lamezia Terme, invece, e' stato arrestato Luigi Musolino,
di 30 anni, mentre in provincia di Messina sono stati arrestati i
messinesi Marco Bisazza di 30 anni e Ivan Bontempo di 26. A Roma i
carabinieri hanno arrestato Domenico Versace di 29 anni. Irreperibile
risulta l' algerino Kais Taib, di 33 anni Secondo quanto e' stato
riferito successivamente dai carabinieri del Comando provinciale di
Reggio Calabria, per uno degli arrestati nell' ambito dell' operazione
Tsunami 2 , Domenico Versace, di 29 anni, e' stata successivamente
accertata l' estraneita' ai fatti emersi dall' inchiesta. Versace
e' stato cosi' rimesso in liberta'. G8: I pestaggi alla Bolzaneto un esperienza che lascia nelle persone un segno indelebile 28/03 Come ingranaggi di un orologio si incastrano le testimonianze
ascoltate nelle udienze di ieri ed oggi 28 marzo per il processo Bolzaneto.
Condividono tutti le stesse vicende e riemerge drammatico il pestaggio
di T.M., un invalido di 50 anni, del quale si parlò già
lo scorso venerdì 24 marzo. C.V., ascoltato ieri, per quanto
appaia confuso e con difficoltà a ricordare con precisione,
ha in mente nitido questo episodio e parlandone inizia a piangere.
E' talmente forte la carica emotiva del racconto che perfino il suo
difensore di parte civile si scioglie in lacrime. L'ennesima conferma
che l'esperienza di Bolzaneto lascia nelle persone un segno indelebile,
così forte da far perdere il controllo anche dopo cinque anni.
Sei i testi che sono stati ascoltati in questi due giorni, quasi tutti
arrestati nel medesimo luogo e tutti raccontano gli stessi particolari.
Ciò che accadde sabato 21 luglio nella caserma degli orrori
prende forma con precisione: i gas urticanti nelle celle, le ore passate
in piedi nelle celle, le canzoni fasciste, i pestaggi, le umiliazioni,
e quell'orrenda filastrocca "un due tre - viva Pinochet".
Prossima udienza venerdi 31 marzo. Ance Calabria: Ok sul protocollo contro la mafia” 28/03 Il Presidente di Ance Calabria, ing. Giuseppe Gatto, ha espresso
viva soddisfazione per la recente sottoscrizione da parte del Ministero
dell'Interno e dell'Autorita' per la Vigilanza sui lavori pubblici,
di un protocollo d'intesa per la creazione di un sistema integrato
di scambio di informazioni sugli appalti pubblici per un piu' incisivo
contrasto dell'infiltrazione mafiosa nelle regioni dell'obiettivo
1. ''Sin dal mio insediamento ho invocato iniziative veramente concrete
che, anche con l'utilizzo dei fondi del ''PON Sicurezza per lo sviluppo
del Mezzogiorno'', determinassero, per tutti gli appalti e non solo
per le grandi opere, un effettivo monitoraggio finalizzato a far emergere
le criticita' dell'intera filiera procedurale delle costruzioni e,
conseguentemente, contribuire realmente al loro superamento. In questi
anni abbiamo, invece, assistito alla nascita di ''mille osservatori''
nazionali, provinciali, comunali, prefettizi, etc. che hanno pesantemente
condizionato la risposta da parte delle stazioni appaltanti e generato
dati parziali e spesso inattendibili. Ben venga quindi la semplificazione
della raccolta delle informazioni sugli appalti, sia per evitare duplicazioni
di adempimenti per le amministrazioni appaltanti e per le imprese,
sia per l'acquisizione da parte delle prefetture di esaurienti informazioni
su cui basare gli accertamenti antimafia. Accertamenti che, come piu'
volte ho avuto modo di dichiarare ed auspicare, devono assolutamente
essere estesi ai capitali delle Societa' attraverso i quali, spesso,
gli ingenti patrimoni provenienti da attivita' illecite possono essere
facilmente riciclati, nascondendo in tal modo, dietro il paravento
d'impresa edile, la vera attivita' malavitosa''. A Rossano chiesta la conferenza dei servizi per vagliare la regolarità delle discariche 28/03 I residenti delle contrade Bucita, Iti, Lampa, Valle Monti,
Amica, Toscano e Zolfara e le Associazioni Wwf Calabria, Cobas Rossano,
Uci Rossano, dopo aver fatto presente che e' stata autorizzata la
riapertura di una discarica privata per rifiuti speciali non pericolosi
nella contrada Bucita di Rossano, hanno chiesto al Commissario straordinario
del Comune e all'Ufficio emergenza ambientale della regione Calabria,
di convocare una conferenza dei servizi per vagliare la regolarita'
della discarica ed eventualmente procedere alla sua bonifica. I residenti
hanno fatto presente che nella zona vivono circa 2500 abitanti che
''sono soggetti agli odori nauseabondi nonche' a rischio di infezioni
da parte di insetti che, con grande facilita', si riproducono alimentandosi
dei rifiuti della discarica; che la zona e' vocata ad uso agricolo
con specializzazione in agrumi ed ulivi che limitano con la discarica;
che nella zona vi sono cinque villaggi turistici, un ristorante ed
altre attivita' artigianali''. Il Commissario straordinario del comune,
Maria Vercillo, ha trasmesso la richiesta all'Uffico del Commissario
dell'Emergenza Ambientale della Regione, precisando anche che ''sussistono
fondati motivi di preoccupazione che la questione prospettata possa
avere gravi ripercussioni sull'ordine pubblico e sulla serena convivenza
civile, in particolare nella delicata fase pre-elettorale. Si chiede
anche di ''voler aderire alla richiesta di convocare al piu' presto
una nuova Conferenza di Servizi, volta a verificare se sussistano
motivi di pericolo per la salute pubblica e gravi conseguenze per
l'economia del territorio''. Brevi di cronaca A Rossano, San Lorenzo del vallo, Rende, San benedetto Ullano, Roseto 28/03 A Rossano il personale del Norm ha arrestato due cittadini
polacchi, sorpresi mentre tentavano di rubare del gasolio. A San Lorenzo
del Vallo e' stata incendiata l' autovettura di proprieta' di una
casalinga del luogo. A Rende una persona ha rubato un autocarro furgonato,
dopo aver spintonato e fatto cadere a terra il conducente. Ignoti
hanno incendiato, a San Benedetto Ullano, la saracinesca esterna di
una macelleria. A Roseto Capo Spulico un operaio del luogo ha tentato
il suicidio, ingerendo una chiave per cassaforte e tagliandosi il
polso della mano sinistra. Grasso rivela: “Un sommergibile per la cocaina dalla Colombia” 27/03 ''Un sommergibile avrebbe dovuto trasportare la cocaina dalla
Colombia''. lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Piero
Grasso, in una lunga intervista. ''La 'ndrangheta ha con la Colombia
un traffico annuo di 400 tonnellate di cocaina. Il sommergibile era
in costruzione in Colombia ed e' stato sequestrato - ha spiegato Grasso
che di recente e' stato nel paese sudamericano - Il sommergibile avrebbe
dovuto portare nel nostro paese la cocaina via mare sfuggendo cosi'
ai controlli radar''. Il procuratore ha anche spiegato che ''in Colombia
la cocaina costa 3 dollari il grammo, mentre in Italia e' venduta
a 50-100 euro al grammo a seconda della qualita'. Le forze dell'ordine
cercano di bloccare il commercio di droga con tutti i sistemi a loro
disposizione, anche con gli interventi sulle coltivazioni: cerchiamo
con i diserbanti di distruggere le piante, ma alcuni chimici studiano
prodotti specifici per far fiorire le piante anche 4 volte l'anno.
In questo modo le piantagioni possono essere anche di dimensioni piu'
piccole. Oltre al nostro lavoro bisogna pero' chiedersi perche' la
richiesta di cocaina continua ad aumentare. Anche in questo settore
il meccanismo e' lo stesso: il rapporto domanda-offerta''. Il procuratore
Piero Grasso spiega che ''bisogna intervenire sulla societa' che ci
impone di arrivare presto e comunque. L'ecstasy ti da' lo sballo,
l'eroina la fuga e la cocaina aumenta le capacita' di intervento,
di produrre di piu', di dormire di meno'' L’incasso delle visite guidate alle Valli Cupe per la cooperativa danneggiata 27/03 L'incasso delle visite guidate organizzate durante il lunedi'
di Pasquetta nelle Valli Cupe dalla Cooperativa 'Segreti Mediterranei',
sara' devoluto alla Cooperativa Valle del Bonamico di monsignor Giancarno
Maria Brigantini. ''Noi - ha puntualizzato Carmine Lupia, presidente
della Cooperativa Segreti Mediterranei che ha in monsignor Giancarlo
Brigantini uno dei suoi piu' importanti sostenitori e testimonial
- lavoriamo intensamente ogni giorno ed il lavoro aumentera' progressivamente
con le belle giornate, abbiamo gia' tredici guide occupatissime, ma
sicuramente l'incasso piu' rilevante sara' fatto a Pasquetta quando
anche le guide con il turno di riposo eccezionalmente quel giorno
lavoreranno. Ebbene, la somma che ricaveremo in quella giornata sara'
interamente destinata alla ricostruzione di quanto e' stato distrutto
alla Cooperativa Valle del Bonamico a cui siamo legati da amicizia,
affetto e solidarieta'''. ''Ogni biglietto staccato a Pasquetta -
ha concluso - all'entrata del canyon e della cascata del Campanaro
ormai dotate di biglietteria e servizi di assistenza, andra' a ricostruire
quanto e' stato distrutto a Locri''. La Cooperativa 'Segreti Mediterranei'
ha inviato una lettera di solidarieta' a monsignor Bregantini che
l'anno scorso, insieme al presidente degli imprenditori calabresi
Pippo Callipo, ha visitato alcune cascate e celebrato messa nella
Presila catanzarese tra pini e lecci. Prima cartografia dei mari italiani. Censiti mille siti sommersi 27/03 Conoscere il territorio e i fondali marini, per la tutela del patrimonio archeologico del mediterraneo. Questo l'obiettivo del progetto 'Archeomar', che fornira' la prima cartografia scientifica dei mari italiani. Nell'ambito del progetto Archeomar sono stati individuati oltre 1000 potenziali siti archeologici sommersi, per 628 di questi sono state realizzate schede documentali e per 288 siti sommersi sono stati prodotti video ed effettuate classificazioni. Tra questi, circa un centinaio erano inediti, prima dello studio promosso dal Ministero per i Beni Culturali. I primi risultati sono stati presentati al Museo archeologico nazionale dal vice ministro per i Beni Culturali, Antonio Martusciello, con la soprintendente per i Beni Archeologici di Napoli e Caserta, Maria Luisa Nava, la direttrice generale per i beni Archeologici, Anna Maria Reggiani, la direttrice generale per l'innovazione tecnologica e la promozione, Antonia Pasqua Recchia e al direttore generale regionale per la Campania, Stefano De Caro. Per le indagini sottomarine sono state utilizzate tre navi oceanografiche, tre unita' per rilievi in acque poco profonde, tre veicoli da immersione filoguidati e un minisommergibile La terza fase del progetto, che ha portato all'interpretazione finale dei dati censiti, ha visto confluire le informazioni ottenute dalle ricerche nel data base territoriale integrato, creato per la messa a punto di piani di tutela del territorio. In Campania sono stati censiti 154 siti archeologici, 91 con una documentazione e una classificazione complete; tra questi 30 relitti di navi, 7 non navali (aerei, sottomarini), 20 costruzioni (opere portuali, banchine di attracco), e poi anfore, ancore e manufatti che il mare ha risparmiato. L'eta' romana si conferma quella piu' ricca di reperti nei fondali della 'Campania Felix', con la meta' di resti classificati. Al termine dei lavori, i ricercatori del progetto Archeomar produrranno un atlante fotografico e cartografico dei siti e un dvd. Il vice ministro Martusciello ha precisato che, ''l'indagine ha esplorato i fondali marini della Campania, della Puglia, della Basilicata e della Calabria, si e' compiuta una mappatura completa dei nostri siti archeologici, ricchezze sommerse nei mari del Mezzogiorno''. Sulla metodologia di intervento e i possibili sviluppi, Martusciello ha indicato tre ambiti: ''Conservazione e restauro, sviluppando le potenzialita' esistenti per la creazione di laboratori di restauro; la musealizzazione, progettando la fattibilita' di nuovi musei, dedicati alla storia dell'uomo sui mari; valorizzazione turistica dei luoghi'', ha concluso il vice ministro per i Beni Culturali. Estradato dall’Olanda il boss Strangio 27/03 E' arrivato alle 16.30 all'aeroporto di Ciampino Sebastiano
Strangio, il boss della 'ndrangheta arrestato il 27 ottobre scorso
ad Amsterdam ed estradato dall'Olanda. Strangio, che e' stato latitante
per oltre 10 anni, e' un importante esponente dell'ndrangheta reggina,
dell'omonima cosca mafiosa di San Luca (RC) colpito di numerosi provvedimenti
restrittivi, emessi dall'Autorita' giudiziaria di Reggio Calabria,
per associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti
ed altri gravi delitti. E' ritenuto un figura di primissimo piano
del mercato internazionale della cocaina, responsabile di importanti
canali di approvvigionamento della droga proveniente dal Sud America
e destinata all'Europa. Nell'ottobre scorso venne fermato dalla Polizia
olandese in collaborazione con quella italiana, mentre era seduto
ad un bar lungo i canali di Amsterdam. Sempre gravi le condizioni della nipote di “Tiradrittu” 27/03 Sono sempre gravi le condizioni di Bruna Morabito,la donna
di 32 anni ferita con colpi di pistola sparati dal fratello Giovanni,
che si e' poi costituito ai carabinieri di Reggio Calabria. Il giovane
ha confessando di avere tentato di uccidere la sorella perche' aveva
avuto un figlio con il convivente dopo essersi separata dal marito.
La donna e' ricoverata nel reparto di Rianimazione del Policlinico
di Messina Brevi di cronaca da Amantea, Paola 27/03 Ad Amantea la porta d'ingresso di un negozio e' stata incendiata da sconosciuti. Per l'incendio, secondo quanto si e' appreso, e' stato utilizzo del liquido infiammabile. Le fiamme sono state spente dai vigili del fuoco. L'episodio e' stato denunciato ai carabinieri che hanno avviato le indagini. A Paola L'automobile di una impiegata delle poste e' stata incendiata da sconosciuti. Il mezzo e' stato cosparso di liquido infiammabile e dato alle fiamme. L'incendio ha provocato danni anche da una automobile che era parcheggiata poco distante. L'episodio e' stato denunciato ai carabinieri che hanno avviato le indagini. Nuove collaborazioni per il caso Fortugno 26/03 Ci sono nuove collaborazioni all' inchiesta sull'omicidio del
vice presidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco
Fortugno. Lo rileva un quotidiano siciliano che in un articolo, tra
l'altro, scrive: ''Il quadro dell'inchiesta potrebbe, infatti, allargarsi
grazie ad ulteriori collaborazioni che servirebbero ad integrare il
lavoro. La presenza di nuove testimonianze andrebbe a completare l'attivita'
di indagine e assicurare la ricostruzione della verita' completa''.
Alla domanda se ci sia un nuovo collaboratore all'inchiesta il capo
della squadra mobile di Reggio Calabria, Salvatore Arena, ha detto
alle agenzie: ''Non sono autorizzato a dire alcunche' sull'inchiesta''.
Bocche cucite anche in Procura su questo nuovo aspetto dell'inchiesta
che si basa gia' sulla collaborazione di un pentito, Bruno Piccolo,
di 27 anni, il primo della cosca Cordi', da anni in lotta con quella
dei Cataldo in uno scontro che ha provocato decine di morti. L'uomo
ha iniziato a collaborare con la Dda di Reggio Calabria un mese dopo
l'arresto, avvenuto il 14 novembre scorso, e le sue affermazioni,
ha scritto il Gip di Reggio Calabria nell'ordinanza che ha portato
all'arresto dei presunti esecutori materiali del delitto Fortugno,
''puntualmente riscontrate, hanno fornito indicazioni importantissime
per l'individuazione dei responsabili dell'omicidio''. Piccolo, titolare
di un bar-pasticceria a Locri, ha avuto la possibilita' di ascoltare
alcune conversazioni tra affiliati alla cosca Cordi', che s' incontravano
nel suo locale, nel corso della fase progettuale dell'assassinio di
Fortugno. Il giovane ha parlato di come e' maturato il progetto per
uccidere Francesco Fortugno, ha descritto le riunioni operative e
ha fornito i nomi di chi materialmente ha eseguito il delitto, Salvatore
Ritorto. La nipote di “Tiradrittu” ancora in coma 26/03 E' ancora in coma Brunetta Morabito, la donna di 32 anni ferita
da alcuni colpi di pistola sparati dal fratello Giovanni, che si e'
poi consegnato ai carabinieri di Reggio Calabria, confessando di avere
agito per riparare al disonore causato dalla sorella per avere avuto
un figlio con il convivente dopo essersi separata dal marito. La donna
e' ricoverata nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Messina.
E' stata operata ieri alla testa. L' intervento chirurgico e' durato
circa dieci ore. I medici hanno detto che le sue condizioni sono stabili.
Un uomo ucciso in un agguato nel reggino 26/03 Il titolare di una rimessa per camion, Vincenzo Celi, di 73 anni, e' stato ucciso oggi a Seminara, nel reggino. L' omicidio e' stato compiuto nella rimessa della vittima, in localita' Barrettieri. Ad agire, secondo i primi accertamenti compiuti dai carabinieri della Compagnia di Palmi, sono state almeno due persone. Due, infatti, le pistole usate per l' agguato, una calibro 9 ed una 7.65. Contro Celi sono sparati numerosi colpi. Secondo quanto si e' appreso, al momento del delitto, nel parcheggio non vi sarebbero stati testimoni. L' uomo, pensionato, era noto alle forze dell' ordine per un piccolo precedente risalente agli anni '80 relativo alla detenzione di armi e non risultava avere legami con ambienti criminali della zona. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi, sono indirizzate sulla vita privata della vittima e sulla sua attivita'. Quattro denunce per il taglio di un querceto a San Demetrio Corone 26/03 Quattro persone sono state denunciate al termine di una operazione
condotta dal Corpo Forestale dello Stato che ha portato anche a vari
sequestri nel territorio di San Demetrio Corone. Personale del Corpo
forestale di Corigliano e Rossano, in localita' Due Mulini, Monte
Santo e Sofferetti hanno sequestrato, denunciando i responsabili,
una area di circa cinquemila metri quadri da cui erano state estirpate
piante di specie quercina senza autorizzazione. Un' altra persona
e' stata denunciata per l' apertura abusiva di una pista poderale.
Il Corpo forestale ha poi sequestrato due discariche abusive realizzate
su un' area di cinquemila metri quadri. All' interno sono stati ritrovati
rifiuti classificati come speciali e pericolosi, tra cui materiale
ferroso e plastico, pneumatici, elettrodomestici, materiale legnoso
e proveniente da demolizioni. In fiamme ad Amantea un vagone dell’intercity Reggio-Milano 25/03 Una vagone del treno intercity n. 752 Reggio Calabria-Milano
si e' incendiato, probabilmente a causa di un corto circuito all'impianto
di condizionamento posizionato sotto la carrozza, nella stazione di
Amantea. Il personale delle Ferrovie si e' accorto subito del fatto
ed e' intervenuto prima per far scendere i viaggiatori che si trovavano
sulla carrozza e poi per isolare su un binario morto il vagone. Sul
posto sono intervenuti i vigili del fuoco del compartimento di Paola,
che hanno spento le fiamme. A Cosenza la maglia nera di tutto il sud dei bocciati per la patente 25/03 Se ad Enna conoscano alla perfezione la segnaletica stradale
e se siano veramente bravi a guidare, saranno il tempo, le multe e
i punti persi sulla patente a dirlo. Ma per lo Stato italiano sono
proprio gli abitanti della cittadina siciliana, almeno al momento,
i piu' virtuosi in materia di sicurezza e codice stradale: degli oltre
14mila che si sono presentati alle prove d'esame per ottenere la patente
nel 2005, quasi il 97 per cento sono stati promossi e solo 437 (3,8%)
dovranno riprovare il prossimo anno. Il dato e' uno dei tanti contenuti
nelle 79 pagine del rapporto del Ministero delle Infrastrutture e
Trasporti del 2005 relativo agli esami per il conseguimento della
patente di guida. Un rapporto da cui si evince, anche, che le donne
sono piu' brave nelle prove teoriche (idonee il 73,96%, contro il
67,10% degli uomini) mentre i maschi sono piu' 'forti' nelle prove
di guida (91,40% di idonei, contro 84,23% delle donne) e che in questa
speciale classifica il sud e' piu' preparato del nord e del centro
Italia. ''Chi guida un mezzo - commenta il ministro delle Infrastrutture
e Trasporti Pietro Lunardi - deve avere una preparazione comportamentale,
teorica e pratica adeguata e deve conoscere a fondo il codice della
strada''. Per questo, aggiunge, ''gli esami di idoneita' per il rilascio
delle patenti e dei patentini devono essere rigorosi e severi. Cio'
diventa una garanzia soprattutto per i giovani e le famiglie''. Complessivamente,
nel 2005 sono stati oltre 2 milioni e 300mila gli italiani che hanno
fatto l'esame per la patente (2.332.113): di questi oltre un milione
e 800mila, l'80,1 per cento, ha passato le prove, mentre 466.216 sono
stati i bocciati. Dall'analisi dei dati emerge che la percentuale
piu' alta di idonei e' al sud Italia - 83,79%, pari a 480.601 persone
- seguito dalle isole (80,61%) e dal nord (78,70%). Fanalino di coda
l'Italia centrale, con 407.150 promossi, pari al 77,86%. E se a Enna
sono i piu' bravi, e' sempre in un'isola, la Sardegna, che, stando
alle statistiche, ci sono i peggiori guidatori italiani: a Cagliari
sono infatti stati bocciati il 33,68 per cento dei candidati agli
esami (12.490 su 37.086). Al nord la maglia nera va a Trento e Forli'
(entrambi con il 28,57% di non idonei), al centro a Terni (28,57%)
e a Cosenza al sud (23,13%). Quanto alle grandi citta', e' ancora
una volta il Sud in testa. Palermo e Napoli, rispettivamente con l'89,19%
e l'88,14% di promossi, si lasciano alle spalle Bologna (79,18%),
Torino (77,42%), Firenze (76,75%), Milano (76,14%) e Roma (74,45%).
Un'intera sezione del rapporto e' poi dedicata all'esame per conseguire
il 'patentino' di guida per i ciclomotori, obbligatorio per i minorenni.
Su 448.571 giovanissimi che si sono presentati alle prove, uno su
tre e' stato bocciato. 313.323 sono infatti gli idonei (il 69,85%)
e 135.248 i respinti (pari al 30,15% del totale). In questo caso e'
Potenza ad avere il maggior numero di bocciati. Su 2.405 ragazzi che
hanno fatto l'esame, 972 (il 40,42 per cento) non lo hanno passato.
E i piu' bravi? Ad Enna, ovviamente: su 2.126 che ci hanno provato,
1.779 (l'83,78%) hanno passato l'esame e solo 347 sono tornati a casa
a piedi. Beccato nella stazione di Reggio con un chilo di coca nascosta in un torrone 25/03 Un commerciante di materiale sanitario, Andrea Rusconi, di
31 anni, di Piacenza, incensurato, e' stato arrestato dalla Polizia
di Stato a Milano con l' accusa di traffico di sostanze stupefacenti
nel corso di un' operazione congiunta effettuata dalle Sezioni narcotici
delle Squadre mobili di Reggio Calabria e del capoluogo lombardo.
Rusconi, secondo quanto ha riferito la Squadra mobile reggina, e'
stato bloccato mentre si trovava nella stazione ferroviaria. L' uomo
aveva una valigia all' interno della quale custodiva un chilo e 40
grammi di cocaina pura al 90%, divisa in due panetti. Il commerciante,
al momento dell' arresto, era appena sceso da un treno. La droga era
nascosta tra alcune confezioni di torrone. Le indagini della Polizia
di Stato mirano adesso ad identificare le persone che avevano fornito
a Rusconi la droga ed a chi il commerciante dovesse consegnare la
sostanza stupefacente. Secondo gli investigatori, Rusconi sarebbe
il ''corriere'' di un' importante organizzazione di trafficanti di
droga di cui adesso si sta tentando di ricostruire l' organigramma
e l' ambito di attivita'. Brevi di cronaca da Cassano, S. Domenica Talao, Aiello calabro, Montalto, Corigliano 25/03 A Cassano allo Jonio due cittadini stranieri
di nazionalita' ucraina, Nadia Kolosova e Vladimir Nogotcov, entrambi
di 57 anni, sono stati arrestati dai carabinieri per tentata estorsione
e resistenza a pubblico ufficiale. I due sono stati trovati in possesso
di un'automobile, una Ford Escord, di proprieta' di un uomo di 45
anni, al quale, per la restituzione, avevano chiesto 300 euro. I due
cittadini ucraini sono stati sorpresi ed arrestati mentre stavano
per incassare il denaro. Santa Domenica Talao. Una
discarica abusiva e' stata scoperta e sequestrata dai carabinieri
nelle campagne di Santa Domenica Talao. L'area e' stata sequestrata
su provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Paola. Nella discarica,
secondo quanto si e' appreso, sono stati trovati numerosi rifiuti
di tipo speciale. I carabinieri stanno accertando l'identita' delle
persone che hanno realizzato la discarica. Ad Aiello calabro
un imprenditore del luogo ha denunciato ai carabinieri il furto di
varie attrezzature agricole trafugate da ignoti da alcuni capannoni
di sua proprietà. A Montalto Uffugo ignoti,
nella notte, hanno ripulito un intera officina rubando 5 cassette
di attrezzi vari; 2 saldatrici; 2 P.C. e una autovettura Crhysler
Jeep Wrangler, targata AL831PL.. Sul posto sono interveunti i Crabinieri
che hanno avviato le indagini. A Corigliano Calabro
un giovane, Enrico La Grotta, di 26 anni, e' stato arrestato ed altre
tre persone sono state denunciate dai carabinieri nel corso di controlli
finalizzati a contrastare il fenomeno dello spaccio di droga. Nel
corso di una perquisizione i carabinieri hanno trovato nell'abitazione
di La Grotta 3 chili di marijuana in parte gia' pronta per la vendita.
Arrestato e' stato condotto nel carcere di Rossano. In un' altra operazione,
sempre a Corigliano, i carabinieri hanno sorpreso tre giovani che
erano in possesso di 25 grammi di marijuana. I tre sono stati denunciati Vandali e scippatori in azione a Corigliano. 25/03 Un registro di classe ed una cattedra sono stati distrutti
da sconosciuti nel liceo classico a Corigliano Calabro. L'atto vandalico
e' stato scoperto dal personale della scuola che l'ha denunciato ai
carabinieri. Sempre a Corigliano due persone che erano in sella ad
un ciclomotore hanno rapinato la borsa ad una casalinga. La donna,
dopo aver subito la rapina, ha denunciato l'accaduto ai carabinieri
che hanno avviato le indagini. All'interno della borsa c'erano 160
euro circa ed alcuni documenti personali della vittima. Maxioperazione della Finanza. Arrestate 32 persone. Una vera e propria holding delle cosche dedita al traffico internazionale della droga. Operazione in tutta Italia
Il Comune di Rossano replica “Sul traliccio Enel siamo attenti” 24/03 Il Comune di Rossano, circa la protesta di alcuni cittadini
contro la realizzazione di un traliccio dell'Enel, ha reso noto di
aver ''provveduto, in passato, a far sospendere i lavori in corso
da parte della Societa' Terna, per conto dell'Enel. La motivazione
della sospensione era giustificata dalla mancata presentazione della
documentazione necessaria per la prosecuzione dei lavori''. ''Tra
i documenti richiesti - prosegue la nota - vi era il nulla osta paesaggistico
che non e' stato ancora trasmesso al comune. Per la sospensione dei
lavori la Societa' Terna, titolare dei lavori in Contrada Piragineti,
ha presentato ricorso al Tar Calabria davanti al quale la causa e'
ancora pendente''. Nel frattempo il Comune di Rossano ha chiesto alla
Regione Calabria di ricevere notizia circa il decreto di autorizzazione
e in particolare sulla necessita' della presentazione da parte della
ditta del nulla osta paesaggistico. ''Ma la Regione Calabria - evidenzia
la nota del Comune - non ha mai fornito risposte. Di conseguenza rimane
valida la decisione del Comune di sospendere i lavori. Il Comune assicura
ai residenti in Contrada Piragineti, la massima attenzione e vicinanza,
ma nello stesso tempo precisa che, dal sopralluogo effettuato nella
mattinata di giovedi' scorso dalla polizia municipale nella contrada
interessata dalla presunta ripresa dei lavori per il traliccio Enel,
e' emerso che non si sta procedendo ad alcun tipo di lavoro, ne' tanto
meno era presente alcun operaio della ditta a cui sono stati affidati
i lavori dall'Enel''. Convalidati gli arresti ai fratelli Rosati per l’arsenale scoperto a Locri 24/03 Sono stati convalidati dal gip del Tribunale di Locri, Andrea Amadei, gli arresti dei fratelli Luciano e Giuseppe Rosati, di 45 e 40 anni, entrambi di Siderno. Il gip locrese ha emesso a carico dei due fratelli, arrestati dalla Guardia di finanza, un' ordinanza di custodia cautelare in carcere per detenzione illegale di armi comuni e da guerra, munizioni di vario genere e ricettazione. I militari delle Fiamme gialle di Locri, al termine di un' indagine, avevano trovato all' interno dell' abitazione dei fratelli Rosati un autentico arsenale composto, in particolare, da undici pistole, un lanciagranate, un fucile mitragliatore, una pistola mitragliatrice, tre fucili da caccia di cui uno a cannamozza, undici chilogrammi di polvere da sparo e circa 8 mila cartucce di vario calibro. Truffa all’ASl di Locri: 126 denunce per false autocertificazioni sul ticket 24/03 Centoventisei persone, tra cui imprenditori, commercianti, artigiani, professionisti e dipendenti pubblici, sono state denunciate dai militari della guardia di finanza di Bianco perche' hanno presentato alla Asl di Locri delle false autocertificazioni per ottenere l'esenzione dal pagamento del ticket sanitario. Le persone denunciate sono accusate di falso ideologico e truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale. Nel corso delle indagini, durate circa un anno, i finanzieri hanno esaminato la documentazione prodotta da circa 1000 persone e necessaria ad ottenere il diritto all'esenzione del pagamento del ticket sanitario. Dagli accertamenti e' emerso che i denunciati avevano presentato delle false autocertificazioni, in quanto risultate sprovviste dei requisiti previsti dalla legge per beneficiare delle agevolazioni in materia sanitaria. Molti tra questi cittadini, dichiarandosi disoccupati o omettendo di dichiarare i redditi realmente percepiti, erano riusciti ad evitare il pagamento del ticket previsto per l'esecuzione di esami di laboratorio. Processo G8/Bolzaneto: Udienza scioccante quella di venerdì 24/03 Udienza scioccante quella di venerdì 24 marzo, durante la quale si sono ricostruite con precisione le vicende di due dei 99 fermati che sabato 21 luglio 2001 furono condotti nella caserma di Bolzaneto. I due testimoni ascoltati, C.C. e M.D., hanno vissuto quasi la stessa esperienza: sono arrestati nello stesso luogo, condotti nelle stesse cella a Bolzaneto ed infine ammanettati insieme per essere tradotti nel carcere di Alessandria. C.C. comincia il suo racconto dettagliato e preciso con una lucidità stimabile. Appena arrivato nell'androne della struttura, racconta di un ragazzino diciottenne di Torino picchiato da un agente in borghese, che poi riconoscerà come Salomone Massimo, ispettore di Polizia di Stato. Condotto nella prima cella vede un ragazzo steso a terra, completamente denudato. Fanno spogliare anche lui e gli ordinano di fare flessioni nudo in cella. Si susseguono serrati, nei racconti dei due testi, gli avvenimenti e le ricostruzioni che si incastrano come ingranaggi di uno stesso meccanismo con le testimonianze di chi li ha preceduti e non lasciano spazio ad un controesame. Entrambi raccontano di un pestaggi |