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Notizie di Cronaca

 

Agguato a Lamezia, ucciso Francesco Povenzano. Il Padre sfuggì alla morte sei anni fa

31/03 Un uomo, Francesco Provenzano, di 22 anni, e' morto in un agguato di stampo mafioso a Lamezia Terme. L' omicidio, secondo quanto si e' appreso, e' avvenuto in pieno centro. La vittima era nei pressi della sua automobile, una Audi A3, quando e' stato avvicinato da sconosciuti che hanno sparato una decina di colpi di pistola calibro 9 alcuni dei quali lo hanno raggiunto alle spalle. Il giovane era in compagnia di un familiare che lo ha accompagnato nell'ospedale di Lamezia Terme dove e' morto poco dopo. Sul luogo dell'agguato sono intervenuti i carabinieri che hanno avviato i rilievi dell'agguato. Gli investigatori stanno predisponendo anche una serie di interrogatori e perquisizioni nei confronti di persone con precedenti penali di Lamezia e dei comuni limitrofi. In passato anche il padre della vittima, Antonio Provenzano, aveva subito un tentativo di omicidio. Il padre di Francesco Provenzano sfuggi' ai killer il 20 novembre del 2000. L'uomo, titolare di un caseificio assieme ad alcuni familiari, si trovava all'interno del suo ufficio in Piazza Rotonda, a pochi metri dal luogo dove questa sera e' stato ucciso il figlio, quando uno sconosciuto entro' e gli esplose contro dieci colpi di pistola che lo ferirono in diverse parti del corpo. Il 2 marzo 2002, poi, Antonio Provenzano, di 46 anni, e la moglie, Silvana Reventino, di 41 anni, furono arrestati dai carabinieri con l'accusa di detenzione e porto di arma clandestina e munizioni. L'arresto dei coniugi scaturi' da un controllo fatto dai carabinieri del Nucleo operativo del Comando provinciale di Catanzaro in localita' Capizzaglie mentre i due erano a bordo di un'automobile. Nel corso della perquisizione, infatti, nella borsa che Silvana Reventino aveva con se' fu trovato un revolver calibro 38 col numero di matricola cancellato e sei pallottole nel tamburo

Truffa alla 488: Sequestrato dalle Fiamme Gialle un impianto oleario, denunciato il proprietario

31/03 Una truffa messa in atto da un imprenditore oleario attraverso l' indebito utilizzo dei finanziamenti della legge 488/92 è stata scoperta dal nucleo provinciale di Polizia tributaria di Cosenza. I finanzieri, nell' ambito delle attività mirate al contrasto delle frodi al bilancio comunitario e nazionale, hanno denunciato un imprenditore per i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato e malversazione mettendo sotto sequestro preventivo, su disposizione del Gip di Cosenza Carmela Ruberto, l' impianto oleario di cui l' uomo risulta proprietario. In particolare, secondo quanto emerso dalle indagini, il progetto finanziato prevedeva, a fronte di un investimento complessivo di due milioni 654 mila euro per la realizzazione di una nuova linea di produzione, un contributo a fondo perduto di un milione e 50 mila euro circa, da corrispondere in tre tranches. Il decreto di concessione del finanziamento stabiliva, inoltre, quale condizione necessaria per l' erogazione del contributo, un apporto di capitale proprio, da parte dell' imprenditore, di circa un milione 700 mila euro. Dalle indagini condotte dai finanzieri, coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza, Giuseppe Francesco Cozzolino, è emerso il carattere fittizio dell' apporto di capitale. Dall' analisi della documentazione bancaria, infatti, è stato dimostrato che le nuove risorse finanziarie erano somme prestate da un altro imprenditore e nelle cui disponibilità continuavano a rientrare. I riscontri effettuati dalle Fiamme gialle hanno permesso di accertare l' indebita percezione del contributo di cui è stata effettivamente incassata soltanto la prima quota, per un ammontare di 350 mila euro circa. Inoltre, è emerso che una parte rilevante della sovvenzione pubblica erogata non è stata destinata alle finalità previste nel progetto d' investimento, bensì utilizzata per ripianare posizioni debitorie verso istituti di credito. Ipotizzato a carico dell' imprenditore anche il reato di falsità ideologica in atto pubblico e di utilizzo, in sede di dichiarazione annuale, di fatture per operazioni inesistenti. Al termine delle indagini, il G.I.P. del Tribunale di Cosenza, Dott.ssa Carmela Ruberto, ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo dell’opificio per un valore stimato di 350.000 Euro, equivalente alla quota di finanziamento indebitamente percepita. Nei confronti dell’imprenditore è stata inoltre disposta l’esecuzione della misura interdittiva del divieto di esercitare attività imprenditoriali per la durata di due mesi. Anche con questa operazione di servizio, la Guardia di Finanza, nell’ambito della missione di polizia economico finanziaria, conferma l’impegno a tutela dell’economia legale.

Primo incontro sul trasferimento delle funzioni da Regione a Provincia al Rendano

31/03 Primo significativo approccio tra i vertici politici ed amministrativi della Provincia di Cosenza e i 191 dipendenti regionali del settore Agricoltura (sono 435 quelli complessivamente trasferiti) distaccati per effetto del protocollo d’intesa sul conferimento di funzioni e competenze amministrative, sottoscritto nei giorni scorsi a Catanzaro.
L’incontro, svoltosi questa mattina presso il Ridotto del Teatro “Rendano”, è stato presieduto dal vice presidente della Provincia di Cosenza, Salvatore Perugini.
Il presidente, on. Mario Oliverio, pur avendolo fortemente sollecitato, non ha potuto prendervi parte perché trattenuto in sede per gravi problemi familiari.
Al tavolo della presidenza erano presenti anche Franco Iacucci, Capo della Segreteria del Presidente, l’assessore provinciale all’Agricoltura, Luciano Manfrinato e alle Attività Produttive, Mimmo Bevacqua, il vice presidente del Consiglio provinciale, Mario Caligiuri e i dirigenti dell’Ente, Silvana Naccarato e Lucio Sconza.
I lavori sono stati introdotti dall’assessore Manfrinato il quale, dopo aver ricordato l’iter politico-amministrativo del Decentramento in Calabria e aver dato atto al presidente Loiero per aver mantenuto appieno l’impegno assunto con gli elettori circa un anno fa, ha sottolineato con forza il ruolo fondamentale del comparto agricolo in una provincia di “vasta area” come quella cosentina.
Tutti gli interventi che si sono succeduti hanno sottolineato il valore di un atto di grande valenza politica, che apre una nuova stagione riorganizzativa all’interno della struttura amministrativa della Provincia, che non sarà più la riproposizione di nuovi centralismi, seppure frantumati in cinque parti, ma il tentativo di una maggiore e più piena aderenza ai problemi dei cittadini e del territorio amministrato.
“Con questo atto -ha dichiarato dal canto suo, il vice presidente Perugini, concludendo i lavori- è stato pienamente riconosciuto il ruolo delle Province nella formalizzazione di un percorso in cui la Provincia di Cosenza, grazie alla tenacia e alla sensibilità politica del suo presidente Oliverio e all’apporto tecnico dell’ avv. Sconza, si è caratterizzata per essere stata protagonista rispetto alle altre Province, con una volontà decisa non solo a favorire l’accelerazione dell’intero processo, ma a dare un generoso contributo di idee affinché esso si potesse concretizzare al più presto e nel miglior modo possibile”.
“L’incontro di oggi –ha concluso Perugini- vuole essere la presa di coscienza di tutto ciò, ma anche e soprattutto un benvenuto caloroso, non solo formale ma soprattutto sostanziale, da parte del Presidente, della Giunta, del Consiglio e dell’intera struttura provinciale, affinché il nostro cammino possa svolgersi il più speditamente possibile in una struttura organizzativa che è davvero una grande famiglia sana, intelligente, che sa quali sono i suoi compiti e che ha voglia di lavorare insieme, all’interno di un percorso formativo costante e fortemente innovativo”.

Oliverio “dalla formazione un salto di qualità”

31/03 ''Occorre fare della formazione il terreno concreto sul quale cimentarsi per far leva verso un salto di qualita'. Dopo il passaggio del settore dalla Regione, bisognera' esaltarne la funzione, organizzarla al meglio, diversificare gli obiettivi, definire i profili e quindi mettere in rete con le opportunita' lavorative''. Lo ha detto Mario Oliverio, presidente della Provincia di Cosenza, in relazione al trasferimento in materia delle funzioni amministrative dalla Regione, come sancito nel protocollo d' intesa stipulato lo scorso lunedi' 27 a Catanzaro. Sulla questione, riferisce un comunicato, ''il presidente Oliverio ha gia' aperto un confronto con l' ente regionale, uno dei tanti che serviranno a sfruttare al meglio il passaggio di nuove competenze, guardando alla crescita, alla qualificazione, allo sviluppo. Ad una riunione recentemente convocata dal presidente Oliverio ha partecipato anche Alberto De Maio, direttore generale del settore Formazione della Regione. De Maio e Oliverio hanno stabilito alcune linee guida per governare il trasferimento che comportera' per la Provincia di Cosenza l' accoglimento di ben 12 centri di Formazione Permanente, con un relativo personale pari a 170 unita' professionali. ''E' necessario - ha sostenuto De Maio - accompagnare il trasferimento meramente burocratico e funzionale con una nuova cultura del rapporto tra istituzioni che possa raccordarsi a sua volta con l' orientamento dei bisogni e verso politiche di sviluppo''

Rapporto annuale delle Fiamme Gialle. Scoperti nel 2005 238 evasori totali

31/03 Sono sette i macro settori su cui si e' sviluppata l'attivita' investigativa della Guardia di finanza calabrese, nel corso del 2005. Il dato e' emerso questa mattina, nel corso della conferenza stampa di presentazione del rapporto annuale del 2005 delle fiamme gialle, alla presenza del comandante regionale Calabria, generale Riccardo Piccinni. Un inteso lavoro di intelligence che ha indagato su evasione fiscale, dogane e contrabbando, criminalita' organizzata, traffico di sostanze stupefacenti, danni erariali, frodi comunitarie e immigrazione clandestina. A testimoniare la consistenza del rapporto 2005, due dati salienti: 93% di aumento per le violazioni Iva e il 65% in piu' di interventi della Gdf. Nel dettaglio, le attivita' operative poste in essere nello scorso anno hanno fornito risultati piu' che soddisfacenti. Per l'evasione fiscale, sono stati rilevati imponibili non dichiarati e costi non deducibili per circa 257 milioni di euro, scoperte violazione all'Iva per oltre 72 milioni di euro, mentre sono stati individuati 238 evasori totali, 24 evasori paratotali e 711 lavoratori irregolari dei quali 586 completamente in nero. Poco meno di 300 le violazioni riscontrate nel settore dogane e contrabbando, con ingenti sequestri di merci, sia di contrabbando che contraffate, per un complessivo di 40 milioni di pezzi. Nella lotta alla criminalita' organizzata, sono cinque i latitanti assicurati, dalla guardia di finanza calabrese, alla giustizia, e 3310 le persone denunciate, ai quali si aggiungono 16.750.000 euro di valore per i sequestri portati a termine. Alla 'ndrangheta sono state sottratte anche 105.000 tra armi e munizioni da guerra e piu' di 2400 chili di esplosivo. Il settore della droga resta quello piu' rilevante. "Abbiamo avviato - ha detto il generale Piccinni - una particolare attenzione al traffico internazionale di stupefacenti, dal momento che e' stato riscontrato come il traffico di sostanze di tipo pesante viene gestito dalle 'ndrine. Da parte delle altre mafie c'e' addirittura sudditanza in questo settore, dal momento che chiedono il benestare alla mala calabrese". Un'operazione contro questo fenomeno e' stata conclusa dalle fiamme gialle in questo ultimo periodo, ma risulta essere ancora coperta dal segreto istruttorio. Nel frattempo, nel corso del 2005, e' stata sequestrata quasi una tonnellata di droga, 6000 piante di canapa indiana e 39 automezzi, con la segnalazione di 469 soggetti. Nell'ambito dei danni erariali, ne sono stati accertati 87 milioni e sono stati segnalati 416 soggetti. Altro settore rilevante e' quello delle frodi comunitarie, per le quali il generale Piccinni ha specificato che bisogna verificare gli investimenti nella fase successiva alla loro attuazione da parte degli imprenditori. Sono state 253 le violazioni con un accertamento pari a 150 milioni di euro. "Il dato saliente di questo anno di attivita' - ha dichiarato il generale Riccardo Piccinni - e' l'attenzione rivolta soprattutto a quei fenomeni criminali che pervadono in modo importante il territorio. La guardia di finanza opera con questa metodologia, individua quali sono i filoni investigativi che possono piu' direttamente dare contezza al cittadino - ha evidenziato -, di un'opera che il corpo cerca di svolgere nel loro interesse, vicino a loro, a loro tutela. Questo perche' sentiamo fortemente la necessita' che il cittadino percepisca di avere un amico nel finanziere e non un avversario da evitare. Per fare questo - ha concluso - occorre infondere fiducia, ma occorre soprattutto dimostrare che si lavora per loro e con loro".

Infiltrazioni mafiose nell’AS di Locri, anticipazioni parlano di scioglimento degli organi gestionali

31/03 Scioglimento degli organi gestionali ordinari e nomina di un commissario prefettizio nell' Azienda sanitaria di Locri. Sono le richiesta che emergerebbero dalla relazione che il Ministro dell' Interno Giuseppe Pisanu presenterà al Consiglio dei Ministri (che non si riunirà oggi), secondo quanto anticipato stamane due quotidiani. Un documento che delinea un quadro molto netto delle infiltrazioni e dei condizionamenti mafiosi all' interno dell' Asl calabrese. Successivamente all' adozione del decreto di scioglimento da parte del Consiglio dei Ministri verranno anche resi noti gli atti che hanno portato alla decisione: la relazione redatta dalla Commissione di accesso guidata dal prefetto Paola Basilone e le centinaia di documenti allegati. In particolare, secondo quanto riportano i due quotidiani, la decisione di rendere noti i risultati della relazione è stata presa dopo che sono venute meno, con gli sviluppi della magistratura sull' omicidio del vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Fortugno, le esigenze di segretezza necessarie per evitare interferenze con quella indagine. La commissione di accesso agli atti dell' Azienda sanitaria di Locri, infatti, venne nominata da Pisanu proprio all' indomani del delitto Fortugno. Il quotidiano "l' Unità" che parla dell' Asl locrese come "centro di affari e di potere" cita i numeri del business sanità: un bilancio di 172 milioni di euro l' anno, due ospedali Locri e Siderno e 1.700 dipendenti". In generale, poi, i dati che emergerebbero dalla relazione vengono definiti "sconvolgenti, al punto che nella stessa relazione non ci si limita a ribadire le gravi infiltrazioni mafiose riscontrate nella gestione della sanità nel distretto di Locri, ma si evidenzia la necessità che la relazione stessa e molti documenti allegati vengano trasmessi alla magistratura 'per i profili di carattere penale in essa contenuti'. C' è di più: dall' inchiesta emergerebbe la necessità di estendere gli accertamenti anche ad altri pezzi della sanità pubblica a forte rischio di inquinamento mafioso. In particolare si parla degli ospedali di Melito Porto Salvo, di Gioia Tauro e di Palmi". La relazione non risparmierebbe, "strutture, funzionari e apparati di controllo della sanità regionale che sarebbero passati indenni tra i vari cambiamenti politici ai vertici della Regione Calabria, senza mai conoscere rotazioni o avvicendamenti". Sarebbero citati, nello specifico, anche casi di opposizione da parte di singoli funzionari o medici che avrebbero ricevuto minacce, attentati intimidatori e persino trasferimenti punitivi. Almeno 75 sarebbero gli episodi delittuosi ascrivibili agli interventi mirati a convincere quanti osavano denunciare il malaffare. Nelle schede riepilogative poi verrebbe delineato il potere delle cosche dentro l' ospedale: 124 dipendenti dell' azienda che vengono indicati in rapporti di polizia come direttamente collegati alle maggiori cosche mafiose e 36 dipendenti rimasti uccisi in agguati di mafia. Anche un quotidiano ha titolato oggi sulla possibilità che l' Azienda sanitaria locale di Locri venga commissariata in base alle conclusioni dell' inchiesta amministrativa disposta dal prefetto di Reggio Calabria, Luigi De Sena. Secondo quanto riporta il quotidiano "corrono voci che il ministro dell' Interno Giuseppe Pisanu sia determinato a commissariare l' Asl 9 dopo avere esaminato il rapporto della commissione d' accesso. Il rapporto a firma del presidente della Commissione, prefetto Paola Basilone - è scritto ancora nell' articolo - ha descritto l' allarmante situazione in cui si trova l' Asl di Locri. L' analisi è stata meticolosa e i commissari hanno passato al setaccio tutti gli atti dell' azienda abbracciando un periodo piuttosto largo. Alla luce dei risultati di cinque mesi di lavoro i dubbi sull' esistenza di infiltrazioni mafiose sono diventati certezza".

Tentativi di furto in abitazioni a San Demetrio Corone

31/03 Quattro tentativi di furto in quattro diverse abitazioni sono stati compiuti nella notte da sconosciuti a S. Demetrio Corone. I ladri hanno cercato di introdursi in quattro abitazioni, tutte situate nella parte periferica del paese, vicino la provinciale che porta verso la statale 106 ionica. In una abitazione sono riusciti ad entrare, dopo aver forzato una finestra e hanno asportato telefonini e oggetti in oro senza che gli inquilini addormentati si accorgessero dell'intrusione. I ladri si sono allontanati dal paese quando si sono accorti dell'arrivo dei carabinieri.

Immigrati ridotti a schiavi, due arresti a Laino Borgo

31/03 I carabinieri hanno arrestato a Laino Borgo due persone, Erminia Cafacioli, di 59 anni, e Placido Fazio, di 41, titolari di una azienda per la produzione di fertilizzanti, con l'accusa di riduzione in schiavitu'. I due imprenditori, secondo quanto riferito dai militari di Laino Borgo, avrebbero sottoposto in uno stato di soggezione continuata due immigrato rumeni, uno di 39 e l'altro di 33 anni, che avevano assunto nel febbraio scordo. I due immigrati erano costretti a lavorare non meno di 15 ore al giorno, sette giorni su sette, e dormivano in una casa diroccata e dichiarata inagibile a causa dei danni subiti per un terremoto. Ai due immigrati, inoltre, veniva garantito un vitto minimo. I due rumeni erano in possesso di permesso di soggiorno.

Protocollo d’Intesa tra Provincia e Comuni di Cosenza, Rende e Montalto sui trasporti

30/03 “Con la firma del protocollo d’intesa oggi si aggiunge un importante tassello alla costruzione di una rete urbana unica che rappresenta la base per la futura impostazione della mobilità cittadina, volta a rispondere a criteri di moderna efficienza del trasporto locale. E’ un atto che valutiamo con favore e piena soddisfazione perché assieme, Provincia di Cosenza, città di Cosenza, Rende e Montalto, potremo creare il presupposto per rendere funzionale e strategico, per l’intera area, il trasporto pubblico del nostro territorio, perseguendo criteri di razionalizzazione e miglioramento dell’intero sistema”.
Così il Presidente della Provincia On. Gerardo Mario Oliverio ha salutato, questa mattina, nella sala della Presidenza, la sottoscrizione del protocollo d’intesa, tra l’Ente Provincia ed i tre Comuni dell’area urbana cosentina, Cosenza, Rende e Montalto Uffugo, rappresentati rispettivamente dal Commissario Straordinario Dr. Eugenio La Rosa, dai Sindaci Dr. Emilio Chiappetta e Avv. Ugo Gravina.
“Si tratta di disegnare, con una visione unitaria ed onnicomprensiva dei problemi, un progetto di sviluppo dei servizi minimi di Trasporto, che diano complessivamente al territorio quel respiro innovativo, quale strumento di emancipazione, di riequilibrio e di crescita socio-economica. E tutto questo deve poter scaturire da una rete di servizi garantiti sul territorio che aprano possibilità, integrandosi con le infrastrutture, di attivare serie politiche di accelerazione, in tutti i sensi. Di concerto con il sistema delle Autonomie Locali stiamo individuando -ha detto ancora il Presidente Mario Oliverio- percorsi concreti di programmazione e pianificazione sul territorio, che mettano in moto, con tempi e modi certi, le iniziative realmente utili a superare il gap che finora ci ha distanziato dall’Europa e dal resto del Paese”.
L’Assessore Provinciale ai Trasporti Giuseppe Gagliardi, ha sottolineato l’importanza della firma del protocollo d’intesa tra i tre Comuni dell’area urbana ai fini di creare, con un progetto unico, una rete omogenea, dinamica e rispondente alle plurime esigenze dell’utenza. E’ un primo passo fondamentale che vedrà proiettato anche l’impegno, già previsto nel Piano Provinciale dei Trasporti, per la soluzione dei problemi di mobilità dell’intera fascia extra-urbana, dove si muovono oltre 300 mila abitanti, costituita dalla cintura dei paesi intorno alla città capoluogo.
Anche il Commissario Straordinario del Comune di Cosenza Eugenio La Rosa, ha salutato l’evento con compiacimento, quale esempio positivo di concertazione che muove in direzione dell’interesse pubblico generale, superando l’angusto limite dei confini territoriali per ambire a perseguire criteri di efficienza e di efficacia amministrativa. Apprezzamento è stato espresso, poi, per lo sforzo di coordinamento operato dalla Provincia di Cosenza in un settore strategico e, tuttavia, complesso come quello dei Trasporti.
Un progetto utile e di cui si avvertiva forte l’esigenza, ha considerato il Sindaco di Montalto Ugo Gravina, ed il protocollo sottoscritto sancisce solennemente la filosofia dell’azione comune, che deve fungere da stimolo e da esempio per le realizzazioni concrete e dirette a portare servizi necessari ai cittadini.
Sulla stessa linea, il Sindaco di Rende Emilio Chiappetta, che individua nel potenziamento dei Trasporti una dimensione dinamica della società, necessitata, comunque, a recuperare tempo e spazio per perseguire una migliore qualità di vita, e ciò può avvenire, in primo luogo, solo attraverso collegamenti celeri che ottimizzino i percorsi urbani.
Il protocollo d’intesa, nasce dall’obbligo per i Comuni con popolazione di oltre 15 mila abitanti di provvedere a definire la rete dei servizi minimi, privilegiando l’integrazione fra le varie modalità e favorendo quella di minore impatto ambientale e che comporti minori costi. Stabilisce, tra l’altro, oltre a creare forme di integrazione fra le reti di trasporto, di tener conto del pendolarismo scolastico e lavorativo, della fruibilità dei servi da parte dell’utenza per l’accesso ai servizi amministrativi, socio-sanitari, culturali e turistici. E’ previsto anche che la redazione della rete unica dei servi minimi dovrà essere ultimata entro sei mesi dalla stipula del protocollo d’intesa con la Provincia di Cosenza.
Al solenne momento della sigla del protocollo, erano presenti, tra gli altri, il Presidente del Consorzio Autolinee di Cosenza Rocco Carlomagno, il Presidente del Consorzio AMACO Francesco Cribari, il Presidente del Consiglio Provinciale On. Francesco Principe, l’Assessore Provinciale Mario Mari, il dirigente del settore Trasporti Ing. Claudio Carravetta, imprenditori di autolinee locali, rappresentanti sindacali della categoria.

Brevi di cronaca da Corigliano, Cassano, Amendolara

30/03 A Corigliano Calabro i carabinieri hanno arrestato due persone per danneggiamento e tentato furto aggravato in concorso. Sempre a Corigliano un giovane, F.A., di 21 anni, e' stato arrestato dai carabinieri per resistenza a pubblico ufficiale. Il ragazzo era alla guida di una Smart priva di targa e non si e' fermato ad un controllo dei carabinieri, i quali lo hanno inseguito e fermato poco dopo. Il giovane ha quindi opposto resistenza ai carabinieri, che lo hanno arrestato. A Cassano Ionio i militari dell’Arma hanno arrestato due persone con l' accusa di favoreggiamento all' ingresso ed alla permanenza dell' immigrazione clandestina. Inoltre, sono stati denunciati, in stato di liberta', cinque cittadini indiani per occupazione abusiva di un fabbricato e sono state avviate le procedure di espulsione per tredici extracomunitari perche' trovati sprovvisti di permesso di soggiorno. Sempre a Cassano un cittadino straniero di nazionalita' pakistana Muhammed Yasar, di 30 anni, e' stato arrestato per non aver rispettato un decreto di espulsione dal territorio italiano. Stamane i carabinieri hanno fermato Yasar e dagli accertamenti e' emerso che non aveva rispettato il decreto di espulsione emesso nei suoi confronti dal Prefetto di Crotone il 31 ottobre. Ad Amendolara un uomo, Prosperino Roma, di 35 anni, e' stato arrestato dai carabinieri per evasione dagli arresti domiciliari. Prosperino Roma, che stava scontando ai domiciliari una pena di quattro mesi e quattro giorni per violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, e' stato trovato, durante un controllo, lontano dalla sua abitazione.

Truffa allo Stato per 470 mila euro scoperta dalla Finanza nell’alto Tirreno cosentino

29/03 Una truffa ai danni dello stato perpetrata con richiesta indebita di rimborsi Iva e' stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Scalea . L'inchiesta riguarda ditte e societa' operanti nel territorio dell'alto Tirreno cosentino. Il danno accertato per le casse dello stato sarebbe di oltre 470 mila euro. Avvisi di garanzia e di chiusura delle indagini sono stati notificati nei confronti di sette persone per reati che vanno dalla associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata nei confronti dello stato, alla ricettazione, al falso, alla sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, alla presentazione delle dichiarazioni dei redditi e dell'Iva fraudolenta mediante l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, alla emissione di fatture per operazioni inesistenti. Societa' e ditte coinvolte hanno sede a Tortora e Praia a Mare. L'indagine scaturisce da una verifica fiscale eseguita nei confronti di una societa' di costruzioni al cui vertice era stato posto un "prestanome". L'inchiesta avrebbe svelato l'esistenza di un'associazione per delinquere che, attraverso denominazioni sociali diverse, avrebbe posto in essere per il periodo dal 1998 al 2004, la truffa. Il disegno criminoso sarebbe stato attuato, tra l'altro, attraverso la redazione di impianti contabili fittizi realizzati mediante la contabilizzazione di fatture per operazioni inesistenti associati anche all'utilizzo di falsi atti sostitutivi di notorieta', al fine di creare artificiosamente crediti Iva inesistenti nei confronti dello stato. L'organizzazione annoverava tra le proprie fila dei prestanome residenti sia in Lombardia sia in Calabria i quali, in cambio di soggiorni estivi nel territorio calabrese, ovvero di poche decine di euro, venivano nominati legali rappresentati delle societa' coinvolte nelle illecite richieste di rimborsi Iva per le quali venivano utilizzate fatture per operazioni inesistenti apparentemente emesse da ditte e societa' che rimanevano all'oscuro della vicenda per un importo complessivo di oltre un milione di euro. Nel corso delle indagini sarebbe stato accertato inoltre che uno degli organizzatori della truffa, a seguito della verifica fiscale eseguita da funzionari dell'agenzia delle entrate di Paola (Cosenza), avrebbe proceduto fraudolentemente in concorso con altre persone alla vendita del proprio patrimonio mobiliare ed immobiliare, allo scopo di sottrarsi all'esecuzione forzata da parte dello stato. Una parte dei rimborsi Iva, pari a circa 29.000 euro, sarebbe finita nel conto corrente personale di un parente di un promotore ed organizzatore della truffa.(

Gli americani sapevano degli spostamenti di Calipari. Una rogatoria per un racconto. La Villecco si dice fiduciosa della Magistratura

29/03 Due richieste di rogatoria che, come le altre, probabilmente resteranno senza risposta, per verificare due tesi contrapposte sull'omicidio di Nicola Calipari: quella della 'trappola' tesa dagli stessi rapitori di Giuliana Sgrena, come scrive oggi ''Il Corriere della Sera'', che avrebbero avvertito i militari Usa della presenza di un'autobomba sulla Route Irish (in realta' l'auto con a bordo lo stesso agente del Sismi). E quella basata sulle rivelazioni di un ex agente della Nsa (National security Agency) secondo il quale i militari Usa sapevano di tutti i movimenti di Calipari, compresi gli ultimi spostamenti il 4 marzo quando la Toyota fu crivellata di proiettili. E' quanto intendono verificare i pm del pool antiterrorismo della procura della capitale, Franco Ionta, Pietro Saviotti ed Erminio Amelio che si apprestano, dopo la chiusura dell'indagine, a chiedere probabilmente il rinvio a giudizio nei confronti di Mario Lozano 'lo specialista' della guardia nazionale Usa che sparo', come si evince dagli atti dell'indagine, sull'auto con a bordo la giornalista italiana, Giuliana Sgrena, Nicola Calipari, e il maggiore dei carabinieri Andrea Carpani. La richiesta di rinvio a giudizio, seppure una ipotesi, dovrebbe essere formalizzata per i reati di omicidio volontario e tentato omicidio, dopo la rogatoria, ancora senza risposta, inviata agli Usa per notificare a Lozano il capo di imputazione. Il pool antiterrorismo della procura di Roma, in particolare, intende verificare, con la richiesta di rogatoria inoltrata nei mesi scorsi alle autorita' irachene, il racconto fatto da Mustafa' Mohamed Salman, un terrorista detenuto in Iraq, alla polizia locale. Secondo la versione del detenuto, contenuta in un' informativa dei carabinieri del Ros, l'auto con a bordo Calipari, la giornalista del Manifesto e il maggiore Carpani, fu segnalata ai militari americani, dagli stessi rapitori della Sgrena, come una vettura-bomba che sarebbe transitata la sera del 4 marzo 2005 sulla Route Irish. Insomma una trappola tesa, secondo Salman, agli italiani da coloro che avevano gestito il sequestro. Una tesi, sottolineano tuttavia fonti investigative, che fornirebbe agli Usa un alibi per l'omicidio Calipari ma a cui, tuttavia, le autorita' americane non hanno mai fatto cenno. Circostanza che renderebbe quantomeno singolare il racconto dello stesso Salman. La procura di Roma, nella richiesta di rogatoria, inoltrata dopo l'arresto in Iraq dello stesso Salman avvenuto circa tre mesi fa, intende verificare un altro particolare del racconto fatto dall'iracheno, quello relativo alla circostanza che a gestire ed ideare il sequestro di Giuliana Sgrena, ma anche quello della giornalista francese di Liberation, Florance Aubenas, e della cooperante Margaret Hassan (uccisa, ma il cui corpo non e' mai stato trovato) sia stato lo sceicco Huessein, il personaggio che Sgrena avrebbe dovuto intervistare il giorno in cui fu rapita. La procura, tramite rogatoria agli Usa, intende poi verificare il racconto di Wayne Madsen, il funzionario della Nsa, che avrebbe rivelato che le autorita' Usa intercettavano Calipari durante l'intero periodo della sua missione in Iraq e che avrebbero saputo esattamente la sua posizione al momento della sparatoria il 4 marzo del 2005. Madson, ex consulente del progetto di intercettazione Echelon, non e' piu' in forza alla Nsa.
''Sono molto sorpresa per questo tipo di fughe di notizie che avvengono sulla stampa la' dove ci sono indagini ancora in corso. Ribadisco che io ho grande fiducia nella magistratura che va lasciata operare liberamente''. A parlare in questi termini Rosa Villecco Calipari, vedova di Nicola Calipari, nel commentare quanto pubblicato oggi dal 'Corriere della Sera' in merito alle modalita' con cui venne ucciso il marito.

Corriere con quasi 4 chili di coca arrestato dalle fiamme gialle nel reggino

29/03 I finanzieri della Compagnia di Gioia Tauro hanno arrestato un corriere che stava trasportando 3,4 chili di cocaina pura per un valore di mercato di circa 800 mila euro. L' arresto e' giunto al termine di un' indagine condotta con appostamenti e pedinamenti. I finanzieri hanno individuato un insospettabile corriere della droga, I.A., di 40 anni, originario della provincia di Napoli, che con la propria autovettura effettuava, secondo l' accusa, consegne di sostanze stupefacenti per conto di organizzazioni criminali della zona e del napoletano. Una volta raccolti gli indizi, i finanzieri, con un cane antidroga, Isel, hanno atteso l' arrivo del corriere e lo hanno fermato. Nascosti nel sedile posteriore sono stati trovati tre involucri contenenti, complessivamente, 3,4 chili di cocaina.

Processo G8: A cinque anni dai fatti di Genova

29/03 Sono passati quasi cinque anni, ormai, dalle tre giornate del luglio 2001 che hanno segnato così profondamente la storia di molte e molti di noi. Cinque anni durante i quali Genova è ritornata sotto molte forme. Nel ricordo e nell'impegno di quanti non hanno voluto cedere all'intimidazione e nella repressione messa in atto da uno stato che si vergogna sempre meno di dichiararsi per quello che è: mero strumento per l'esercizio di potere - nelle mani di pochi, a discapito di molti. In questi cinque anni sono state moltissime le realtà e gli individui che hanno voluto mantenere il ricordo di ciò che è stato, recuperando parti di verità alla messa in scena giuridica e mediatica che, ancora oggi, ci vorrebbe convinti che quanto accaduto sia stato solo uno "spiacevole inconveniente". Ma Genova non è soltanto un ricordo. I processi più importanti seguiti al G8 del 2001 sono ora tutti aperti. È - come abbiamo ripetuto spesso - la nostra storia che va alla sbarra. Tra i manifestanti sotto processo c'è chi rischia da otto a quindici anni di carcere - mentre, attraverso la macchina giudiziaria, si cerca di legittimare i pestaggi, le torture e le menzogne della scuola Diaz, della caserma di Bolzaneto. Storie per cui nessuno si aspetta giustizia da un tribunale di Stato, ma su cui non vogliamo che cali mai il silenzio e la consueta omertà. Supporto Legale è nato quasi due anni fa per assistere tecnicamente ed economicamente la Segreteria Legale di Genova - e per diffondere informazione sui processi, nella convinzione che nessuno andasse lasciato indietro e che quelle aule di tribunale, per quanto a noi estranee, ci rigurdassero tutte e tutti. Supporto Legale segue ora altri processi - contro il "Sud Ribelle", a Cosenza; per i fatti del San Paolo, a Milano - con l'obiettivo di provare a interpretare e denunciare lo strano fenomeno del potere giuridico ed esecutivo in Italia. Da oltre un anno, attraversa tutte le realtà con cui entra in contatto per raccontare Genova e i suoi processi, partecipando a serate di informazione e aggiornamento, realizzando progetti benefit per contribuire a mantenere in piedi il lavoro degli avvocati e di quanti continuano - cinque anni dopo - a non rinunciare a quelle parti di verità che riguardano ciascuna e ciascuno di noi. Ciò nonostante, tutto questo lavoro non regge il confronto con i tempi e i costi dei procedimenti legali di questo paese. Perché si muova, il motore di ogni progetto va oliato con cura. Per questo vorremmo incontrare nuovamente quanti ci hanno già accolto e seguire nuovi percorsi assieme a quanti non abbiamo ancora conosciuto. Portare all'esterno il nostro lavoro e le nostre conoscenze per condividerle con i compagni di strada consueti e con tutti coloro vorranno aiutarci a non smettere il nostro impegno - che resta, primariamente, la sopravvivenza della Segreteria Legale di Genova. Per questo rinnoviamo il nostro invito ad organizzare per e con Supporto Legale una serie di iniziative che ci permettano di diffondere informazione, allacciare contatti, costruire reti di collaborazioni e conoscenze per continuare ad ampliare e rendere attivo e utile il nostro lavoro. Serate durante le quali confrontarci sul come e perché si sia giunti all'attuale tenore repressivo, espresso in primo luogo dalla progressiva riduzione degli spazi d'azione e di pensiero. Perché a cinque anni da Genova la memoria continua ad essere un ingranaggio collettivo. E perché Genova, cinque anni dopo, è ancora e sempre nelle nostre strade, nelle carceri, nelle caserme di questo paese.

Sulla discarica di Bucita Oliverio chiede la conferenza dei servizi

29/03 Il Presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, ha inviato al Prefetto di Cosenza, Bruno Sbordone, una lettera sulla discarica di Bucita, per chiedere la convocazione di una Conferenza di Servizi per una attenta valutazione della situazione ad essa inerente. ''L'ordinanza del Commissario - dice Oliverio - per l'emergenza ambientale in Calabria, con la quale si dispone la ripresa dell'esercizio delle attivita' della discarica privata per lo smaltimento dei rifiuti in localita' Bucita di Rossano Calabro ed il provvedimento di dissequestro della stessa, hanno determinato preoccupazione e tensione nelle popolazioni della citta' di Rossano. Gia' in passato, in relazione a detta vicenda, si sono verificate situazioni di forte tensione che sono sfociate in manifestazioni di massa per chiedere la chiusura di detta discarica. Alla luce del provvedimento prima richiamato, assunto senza la necessaria concertazione con le istituzioni locali e considerate le annunciate manifestazioni di protesta del comitato locale e di altre organizzazioni operanti nel territorio di Rossano, ritengo opportuna la convocazione di un'apposita Conferenza di Servizi per una valutazione approfondita della situazione con particolare riferimento all'impatto ambientale di detto impianto nel contesto territoriale in cui e' collocato. In tal senso, ritengo utile una sua iniziativa nei confronti del Commissario Straordinario per l'emergenza ambientale in Calabria affinche' proceda alla convocazione di una Conferenza di Servizi per consentire alle istituzioni preposte ed agli enti locali di poter esprimere il proprio parere sulla base dei necessari approfondimenti; e, nelle more di detta conferenza, alla sospensione dell'ordinanza commissariale prima richiamata''.

Intesa tra Provincia di Cosenza e Ferrovie della Calabria per una società di trasporti

29/03 Provincia di Cosenza e Ferrovie della Calabria hanno sottoscritto un protocollo d' intesa che getta le basi per la costituzione di una societa' a responsabilita' limitata tra Ente e Azienda per puntare ''alla promozione ed allo sviluppo, nell' ambito del territorio della Provincia di Cosenza, di servizi di trasporto di persone e cose con qualsiasi modalita' ed, in particolare, a mezzo ferrovie, autolinee, tranvie, filovie, metropolitane leggere, funicolari e funivie ed altri veicoli, compreso il trasporto aereo ed i servizi aeroportuali ed il trasporto marittimo''. Il protocollo, sottoscritto dal presidente della provincia, Mario Oliverio, e dal presidente delle Ferrovie della Calabria, Giuseppe Mario Scali, impegna le parti a definire entro il 15 aprile uno schema di statuto per la Srl, da sottoporre non oltre il 15 maggio ai rispettivi organi competenti. ''Il protocollo, di fatto - e' scritto in un comunicato - da' seguito ad un preliminare atto formale stipulato lo scorso 21 novembre tra Oliverio e Scali, nel quale si individuavano comuni strumenti, opportunita' e sinergie operative finalizzate all'incentivazione dello sviluppo di sistemi di mobilita' integrata a forte contenuto innovativo anche mediante la costituzione di apposite societa'. Il tutto, riconosciuta la volonta' della Provincia di Cosenza, nell' ambito della piu' generale attivita' di programmazione e di sviluppo del trasporto pubblico locale, di sviluppare un sistema integrato fortemente orientato all' intermodalita' dei servizi che correlasse i fabbisogni di mobilita' degli utenti con la sostenibilita' ambientale e con la tutela della salute della popolazione''. In base all' intesa, la Srl potra' elaborare e proporre modelli di gestione di reti e infrastrutture per l'esercizio delle attivita' di trasporto, nonche' tutte le altre attivita' complementari o affini a quelle che costituiscono l' oggetto sociale inclusa quella relativa alla progettazione e realizzazione d' infrastrutture di trasporto. ''Un grande passo in avanti - ha sostenuto Oliverio - verso nuovi e piu' efficaci modelli di gestione del sistema del trasporto pubblico locale, uno strumento che studiera' e realizzera' servizi per le moderne e sempre piu' pressanti esigenze dei cittadini nel settore dei trasporti, avvicinando l' intera area della provincia di Cosenza alle piu' avanzate realta' italiane ed europee''.

Riaperte dal Comune di Cassano al pubblico le Grotte di Sant’Angelo

29/03 Dal 28 marzo scorso le Grotte di Sant'Angelo sono stata riaperte al pubblico dopo la temporanea sospensione provocata dalla conclusione del rapporto di collaborazione tra il comune di Cassano ed un raggruppamento temporaneo di imprese avvenuta nel maggio del 2005. Le grotte ora saranno gestite da dipendenti comunali specializzati nel settore. Su disposizione dell' amministrazione comunale - e' scritto in una nota - il servizio di accoglienza, informazione e guida alle Grotte di Sant'Angelo e' stato affidato a personale idoneo, formato e abilitato alla professione di guida turistica, operante presso l'ufficio comunale Pubblica Istruzione e Cultura. Per il sindaco di Cassano, Gianluca Gallo, le Grotte di Sant'Angelo sono una ''risorsa preziosa e importante da valorizzare e rilanciare nei circuiti turistici e culturali nazionali ed esteri per provocare quello sviluppo economico, sociale e culturale di cui Cassano ha bisogno''.

Proteste dei cittadini di Montalto davanti la Regione contro l’elettrodotto

29/03 Circa 150 persone provenienti da Montalto Uffugo (Cosenza) stanno manifestando davanti alla sede della Giunta regionale. I manifestanti hanno chiesto un incontro con il presidente della Regione, Agazio Loiero, o con un rappresentante della Giunta per illustrare la loro contrarieta' alla realizzazione dell' elettrodotto Laino Borgo-Rizziconi. Alla protesta partecipa anche il sindaco di Montalto Uffugo.

Brevi di cronaca da Rossano, Aiello, Santa Sofia, Lago, Cassano, Corigliano

29/03 A Rossano i carabinieri del nucleo operativo radiomobile in ottemperanza ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale dei minori di Catanzaro, ha arrestato un minorenne del luogo per evasione. Ad Aiello Calabro i carabinieri hanno denunciato, in stato di liberta', una persona del luogo per porto illegale di una revolver cal.357 magnum e di sei cartucce dello stesso calibro. A Santa Sofia D' Epiro tre cittadini slavi sono stati denunciati per furto dai carabinieri. A Lago il personale del Nas dei carabinieri di Cosenza ha denunciato, in stato di liberta', il responsabile di un allevamento avicolo, per violazione di alcune norme igienico -sanitarie e strutturali, sequestrando, inoltre, la struttura. A Cassano allo Ionio i carabinieri della Tenenza, in collaborazione con i colleghi della compagnia di Corigliano, hanno arrestato, in flagranza del reato di favoreggiamento all'ingresso e alla permanenza di immigrazione clandestina, Salvatore Bloise, anni 45 anni di Sibari, e Marco Garofalo, 27 anni di Cassano. I due sono accusati di aver affittato, a titolo oneroso, due distinte abitazioni ubicate in localita' ''Spadelle'' di Sibari a nove cittadini extracomunitari di nazionalita' marocchina, pakistana e rumena, tutti privi del permesso di soggiorno. A Salvatore Bloise e a Marco Garofalo, dopo le formalita' di rito, sono stati concessi gli arresti domiciliari, mentre per i nove cittadini extracomunitari sono state avviate le procedure per l'espulsione dal territorio italiano. Le due abitazioni sono state poste sotto sequestro. A Corigliano i carabinieri hanno arrestato, stamani, con l'accusa di danneggiamento e tentato furto, Mario Benincasa, di 21 anni e Pierluigi Filadoro, di 26 anni entrambi di Corigliano. I giovani, dopo aver danneggiato un telefono pubblico, sono stati sorpresi mentre erano intenti a forzare una saracinesca di un bar. Ai due sono stati concessi gli arresti domiciliari in attesa del giudizio

Si è dimesso il presidente del Papa Giovanni, Mons. Alfredo Luberto

28/03 “L’Arcivescovo Metropolita di Cosenza-Bisignano, Padre Salvatore Nunnari, ha accolto le dimissioni di Mons. Alfredo Luberto dall’incarico di Presidente e legale rappresentante della Fondazione Istituto Papa Giovanni XXIII”. E’ quanto si legge in una nota della Curia Vescovile di Cosenza-Bisignano. “Le dimissioni – prosegue la nota- sono state dallo stesso Mons. Luberto ritenute necessarie in seguito al nuovo incarico di Coordinatore diocesano per l’economia e l’amministrazione, aspetti della vita ecclesiale fortemente legati alla pastorale, sui quali l’Arcivescovo mantiene, sin dal primo giorno del suo ministero episcopale in Cosenza, la supervisione. Mons. Nunnari ha espresso a Mons. Alfredo Luberto la propria gratitudine per il lavoro fin qui portato avanti ed ha nominato Presidente e rappresentante legale della Fondazione “Istituto Papa Giovanni XXIII” il Signor Sergio Principe, già Consigliere di Amministrazione dell’ente, chiedendogli un forte impegno per giungere alla conclusione della trattativa già avviata per la scelta del partner della Fondazione a cui cedere le attività e preparare su indicazione della diocesi un nuovo Statuto dell’ente, per un nuovo Consiglio di amministrazione”.

Operazione antidroga a Reggio: 17 arresti, scoperto un bunker

I carabinieri hanno arrestato a Reggio Calabria 17 persone con l'accusa di avere fato parte di un'organizzazione di trafficanti di droga da tempo attiva in citta' e nel suo hinterland. Gli arresti sono stati fatti in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip di Reggio Calabria su richiesta della Procura antimafia. I provvedimenti restrittivi emessi, secondo quanto si e' appreso, sono stati 18, ma uno dei destinatari risulta irreperibile. L'operazione dei carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria, denominata 'Tsunami 2', rappresenta il seguito di un'analoga attivita' investigativa effettuata nel 2000. Era un'organizzazione dedita allo smercio a Reggio Calabria di sostanze stupefacenti, in particolare eroina, cocaina e hashish proveniente dalla Locride quella scoperta dai carabinieri che stamani hanno portato a termine l'operazione ''Tsunami 2'' per l'esecuzione di 17 ordinanze di custodia cautelare in carcere. L'operazione, condotta dal nucleo radiomobile del comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria rappresenta la prosecuzione di quella denominata Tsunami e realizzata nel gennaio 2003. In quella circostanza vennero catturate dieci persone. Secondo quanto emerso dalle indagini, uno dei fornitori della sostanza stupefacente era Girolamo Bruzzese di Gioiosa Jonica legato alla cosca Mazzaferro. All'interno dell'abitazione dell'uomo, infatti, e' stato trovato un nascondiglio, ricavato in un sottoscala occultato da una porta semovente mimetizzata con la parete. A Messina sono stati arrestati, invece Marco Bisazza e Ivan Bontempo entrambi di Messina mentre a Roma il reggino Domenico Versace, impiegato al Ministero della Giustizia. Luigi Musolino e' stato arrestato a Lamezia Terme dove lavora come corriere in una ditta di autotrasporti. Questo l' elenco delle persone arrestate nell' ambito dell' operazione ''Tsunami 2'': Adil Belloubad, di 38 anni, marocchino; Vincenzo Bruzzese (40) di Gioiosa Marina e i reggini Sergio Antonino De Marco (39), Antonino Ferrara (39), Vincenzo Foro (29), Claudio Macri' (25), Pietro Malavenda (42), Francesco Manco (31), Domenico Marciano' (43), Giovanni Sebastiano Modafferi (29), Giovambattista Parpiglia (53), Demetrio Quattrone (34), Stefano Russo (36). Tutti questi arresti sono stati effettuati a Reggio. A Lamezia Terme, invece, e' stato arrestato Luigi Musolino, di 30 anni, mentre in provincia di Messina sono stati arrestati i messinesi Marco Bisazza di 30 anni e Ivan Bontempo di 26. A Roma i carabinieri hanno arrestato Domenico Versace di 29 anni. Irreperibile risulta l' algerino Kais Taib, di 33 anni Secondo quanto e' stato riferito successivamente dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, per uno degli arrestati nell' ambito dell' operazione Tsunami 2 , Domenico Versace, di 29 anni, e' stata successivamente accertata l' estraneita' ai fatti emersi dall' inchiesta. Versace e' stato cosi' rimesso in liberta'.

G8: I pestaggi alla Bolzaneto un esperienza che lascia nelle persone un segno indelebile

28/03 Come ingranaggi di un orologio si incastrano le testimonianze ascoltate nelle udienze di ieri ed oggi 28 marzo per il processo Bolzaneto. Condividono tutti le stesse vicende e riemerge drammatico il pestaggio di T.M., un invalido di 50 anni, del quale si parlò già lo scorso venerdì 24 marzo. C.V., ascoltato ieri, per quanto appaia confuso e con difficoltà a ricordare con precisione, ha in mente nitido questo episodio e parlandone inizia a piangere. E' talmente forte la carica emotiva del racconto che perfino il suo difensore di parte civile si scioglie in lacrime. L'ennesima conferma che l'esperienza di Bolzaneto lascia nelle persone un segno indelebile, così forte da far perdere il controllo anche dopo cinque anni. Sei i testi che sono stati ascoltati in questi due giorni, quasi tutti arrestati nel medesimo luogo e tutti raccontano gli stessi particolari. Ciò che accadde sabato 21 luglio nella caserma degli orrori prende forma con precisione: i gas urticanti nelle celle, le ore passate in piedi nelle celle, le canzoni fasciste, i pestaggi, le umiliazioni, e quell'orrenda filastrocca "un due tre - viva Pinochet". Prossima udienza venerdi 31 marzo.

Ance Calabria: Ok sul protocollo contro la mafia”

28/03 Il Presidente di Ance Calabria, ing. Giuseppe Gatto, ha espresso viva soddisfazione per la recente sottoscrizione da parte del Ministero dell'Interno e dell'Autorita' per la Vigilanza sui lavori pubblici, di un protocollo d'intesa per la creazione di un sistema integrato di scambio di informazioni sugli appalti pubblici per un piu' incisivo contrasto dell'infiltrazione mafiosa nelle regioni dell'obiettivo 1. ''Sin dal mio insediamento ho invocato iniziative veramente concrete che, anche con l'utilizzo dei fondi del ''PON Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno'', determinassero, per tutti gli appalti e non solo per le grandi opere, un effettivo monitoraggio finalizzato a far emergere le criticita' dell'intera filiera procedurale delle costruzioni e, conseguentemente, contribuire realmente al loro superamento. In questi anni abbiamo, invece, assistito alla nascita di ''mille osservatori'' nazionali, provinciali, comunali, prefettizi, etc. che hanno pesantemente condizionato la risposta da parte delle stazioni appaltanti e generato dati parziali e spesso inattendibili. Ben venga quindi la semplificazione della raccolta delle informazioni sugli appalti, sia per evitare duplicazioni di adempimenti per le amministrazioni appaltanti e per le imprese, sia per l'acquisizione da parte delle prefetture di esaurienti informazioni su cui basare gli accertamenti antimafia. Accertamenti che, come piu' volte ho avuto modo di dichiarare ed auspicare, devono assolutamente essere estesi ai capitali delle Societa' attraverso i quali, spesso, gli ingenti patrimoni provenienti da attivita' illecite possono essere facilmente riciclati, nascondendo in tal modo, dietro il paravento d'impresa edile, la vera attivita' malavitosa''.

A Rossano chiesta la conferenza dei servizi per vagliare la regolarità delle discariche

28/03 I residenti delle contrade Bucita, Iti, Lampa, Valle Monti, Amica, Toscano e Zolfara e le Associazioni Wwf Calabria, Cobas Rossano, Uci Rossano, dopo aver fatto presente che e' stata autorizzata la riapertura di una discarica privata per rifiuti speciali non pericolosi nella contrada Bucita di Rossano, hanno chiesto al Commissario straordinario del Comune e all'Ufficio emergenza ambientale della regione Calabria, di convocare una conferenza dei servizi per vagliare la regolarita' della discarica ed eventualmente procedere alla sua bonifica. I residenti hanno fatto presente che nella zona vivono circa 2500 abitanti che ''sono soggetti agli odori nauseabondi nonche' a rischio di infezioni da parte di insetti che, con grande facilita', si riproducono alimentandosi dei rifiuti della discarica; che la zona e' vocata ad uso agricolo con specializzazione in agrumi ed ulivi che limitano con la discarica; che nella zona vi sono cinque villaggi turistici, un ristorante ed altre attivita' artigianali''. Il Commissario straordinario del comune, Maria Vercillo, ha trasmesso la richiesta all'Uffico del Commissario dell'Emergenza Ambientale della Regione, precisando anche che ''sussistono fondati motivi di preoccupazione che la questione prospettata possa avere gravi ripercussioni sull'ordine pubblico e sulla serena convivenza civile, in particolare nella delicata fase pre-elettorale. Si chiede anche di ''voler aderire alla richiesta di convocare al piu' presto una nuova Conferenza di Servizi, volta a verificare se sussistano motivi di pericolo per la salute pubblica e gravi conseguenze per l'economia del territorio''.

Brevi di cronaca A Rossano, San Lorenzo del vallo, Rende, San benedetto Ullano, Roseto

28/03 A Rossano il personale del Norm ha arrestato due cittadini polacchi, sorpresi mentre tentavano di rubare del gasolio. A San Lorenzo del Vallo e' stata incendiata l' autovettura di proprieta' di una casalinga del luogo. A Rende una persona ha rubato un autocarro furgonato, dopo aver spintonato e fatto cadere a terra il conducente. Ignoti hanno incendiato, a San Benedetto Ullano, la saracinesca esterna di una macelleria. A Roseto Capo Spulico un operaio del luogo ha tentato il suicidio, ingerendo una chiave per cassaforte e tagliandosi il polso della mano sinistra.

Grasso rivela: “Un sommergibile per la cocaina dalla Colombia”

27/03 ''Un sommergibile avrebbe dovuto trasportare la cocaina dalla Colombia''. lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, in una lunga intervista. ''La 'ndrangheta ha con la Colombia un traffico annuo di 400 tonnellate di cocaina. Il sommergibile era in costruzione in Colombia ed e' stato sequestrato - ha spiegato Grasso che di recente e' stato nel paese sudamericano - Il sommergibile avrebbe dovuto portare nel nostro paese la cocaina via mare sfuggendo cosi' ai controlli radar''. Il procuratore ha anche spiegato che ''in Colombia la cocaina costa 3 dollari il grammo, mentre in Italia e' venduta a 50-100 euro al grammo a seconda della qualita'. Le forze dell'ordine cercano di bloccare il commercio di droga con tutti i sistemi a loro disposizione, anche con gli interventi sulle coltivazioni: cerchiamo con i diserbanti di distruggere le piante, ma alcuni chimici studiano prodotti specifici per far fiorire le piante anche 4 volte l'anno. In questo modo le piantagioni possono essere anche di dimensioni piu' piccole. Oltre al nostro lavoro bisogna pero' chiedersi perche' la richiesta di cocaina continua ad aumentare. Anche in questo settore il meccanismo e' lo stesso: il rapporto domanda-offerta''. Il procuratore Piero Grasso spiega che ''bisogna intervenire sulla societa' che ci impone di arrivare presto e comunque. L'ecstasy ti da' lo sballo, l'eroina la fuga e la cocaina aumenta le capacita' di intervento, di produrre di piu', di dormire di meno''

L’incasso delle visite guidate alle Valli Cupe per la cooperativa danneggiata

27/03 L'incasso delle visite guidate organizzate durante il lunedi' di Pasquetta nelle Valli Cupe dalla Cooperativa 'Segreti Mediterranei', sara' devoluto alla Cooperativa Valle del Bonamico di monsignor Giancarno Maria Brigantini. ''Noi - ha puntualizzato Carmine Lupia, presidente della Cooperativa Segreti Mediterranei che ha in monsignor Giancarlo Brigantini uno dei suoi piu' importanti sostenitori e testimonial - lavoriamo intensamente ogni giorno ed il lavoro aumentera' progressivamente con le belle giornate, abbiamo gia' tredici guide occupatissime, ma sicuramente l'incasso piu' rilevante sara' fatto a Pasquetta quando anche le guide con il turno di riposo eccezionalmente quel giorno lavoreranno. Ebbene, la somma che ricaveremo in quella giornata sara' interamente destinata alla ricostruzione di quanto e' stato distrutto alla Cooperativa Valle del Bonamico a cui siamo legati da amicizia, affetto e solidarieta'''. ''Ogni biglietto staccato a Pasquetta - ha concluso - all'entrata del canyon e della cascata del Campanaro ormai dotate di biglietteria e servizi di assistenza, andra' a ricostruire quanto e' stato distrutto a Locri''. La Cooperativa 'Segreti Mediterranei' ha inviato una lettera di solidarieta' a monsignor Bregantini che l'anno scorso, insieme al presidente degli imprenditori calabresi Pippo Callipo, ha visitato alcune cascate e celebrato messa nella Presila catanzarese tra pini e lecci.

Prima cartografia dei mari italiani. Censiti mille siti sommersi

27/03 Conoscere il territorio e i fondali marini, per la tutela del patrimonio archeologico del mediterraneo. Questo l'obiettivo del progetto 'Archeomar', che fornira' la prima cartografia scientifica dei mari italiani. Nell'ambito del progetto Archeomar sono stati individuati oltre 1000 potenziali siti archeologici sommersi, per 628 di questi sono state realizzate schede documentali e per 288 siti sommersi sono stati prodotti video ed effettuate classificazioni. Tra questi, circa un centinaio erano inediti, prima dello studio promosso dal Ministero per i Beni Culturali. I primi risultati sono stati presentati al Museo archeologico nazionale dal vice ministro per i Beni Culturali, Antonio Martusciello, con la soprintendente per i Beni Archeologici di Napoli e Caserta, Maria Luisa Nava, la direttrice generale per i beni Archeologici, Anna Maria Reggiani, la direttrice generale per l'innovazione tecnologica e la promozione, Antonia Pasqua Recchia e al direttore generale regionale per la Campania, Stefano De Caro. Per le indagini sottomarine sono state utilizzate tre navi oceanografiche, tre unita' per rilievi in acque poco profonde, tre veicoli da immersione filoguidati e un minisommergibile La terza fase del progetto, che ha portato all'interpretazione finale dei dati censiti, ha visto confluire le informazioni ottenute dalle ricerche nel data base territoriale integrato, creato per la messa a punto di piani di tutela del territorio. In Campania sono stati censiti 154 siti archeologici, 91 con una documentazione e una classificazione complete; tra questi 30 relitti di navi, 7 non navali (aerei, sottomarini), 20 costruzioni (opere portuali, banchine di attracco), e poi anfore, ancore e manufatti che il mare ha risparmiato. L'eta' romana si conferma quella piu' ricca di reperti nei fondali della 'Campania Felix', con la meta' di resti classificati. Al termine dei lavori, i ricercatori del progetto Archeomar produrranno un atlante fotografico e cartografico dei siti e un dvd. Il vice ministro Martusciello ha precisato che, ''l'indagine ha esplorato i fondali marini della Campania, della Puglia, della Basilicata e della Calabria, si e' compiuta una mappatura completa dei nostri siti archeologici, ricchezze sommerse nei mari del Mezzogiorno''. Sulla metodologia di intervento e i possibili sviluppi, Martusciello ha indicato tre ambiti: ''Conservazione e restauro, sviluppando le potenzialita' esistenti per la creazione di laboratori di restauro; la musealizzazione, progettando la fattibilita' di nuovi musei, dedicati alla storia dell'uomo sui mari; valorizzazione turistica dei luoghi'', ha concluso il vice ministro per i Beni Culturali.

Estradato dall’Olanda il boss Strangio

27/03 E' arrivato alle 16.30 all'aeroporto di Ciampino Sebastiano Strangio, il boss della 'ndrangheta arrestato il 27 ottobre scorso ad Amsterdam ed estradato dall'Olanda. Strangio, che e' stato latitante per oltre 10 anni, e' un importante esponente dell'ndrangheta reggina, dell'omonima cosca mafiosa di San Luca (RC) colpito di numerosi provvedimenti restrittivi, emessi dall'Autorita' giudiziaria di Reggio Calabria, per associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti ed altri gravi delitti. E' ritenuto un figura di primissimo piano del mercato internazionale della cocaina, responsabile di importanti canali di approvvigionamento della droga proveniente dal Sud America e destinata all'Europa. Nell'ottobre scorso venne fermato dalla Polizia olandese in collaborazione con quella italiana, mentre era seduto ad un bar lungo i canali di Amsterdam.

Sempre gravi le condizioni della nipote di “Tiradrittu”

27/03 Sono sempre gravi le condizioni di Bruna Morabito,la donna di 32 anni ferita con colpi di pistola sparati dal fratello Giovanni, che si e' poi costituito ai carabinieri di Reggio Calabria. Il giovane ha confessando di avere tentato di uccidere la sorella perche' aveva avuto un figlio con il convivente dopo essersi separata dal marito. La donna e' ricoverata nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Messina

Brevi di cronaca da Amantea, Paola

27/03 Ad Amantea la porta d'ingresso di un negozio e' stata incendiata da sconosciuti. Per l'incendio, secondo quanto si e' appreso, e' stato utilizzo del liquido infiammabile. Le fiamme sono state spente dai vigili del fuoco. L'episodio e' stato denunciato ai carabinieri che hanno avviato le indagini. A Paola L'automobile di una impiegata delle poste e' stata incendiata da sconosciuti. Il mezzo e' stato cosparso di liquido infiammabile e dato alle fiamme. L'incendio ha provocato danni anche da una automobile che era parcheggiata poco distante. L'episodio e' stato denunciato ai carabinieri che hanno avviato le indagini.

Nuove collaborazioni per il caso Fortugno

26/03 Ci sono nuove collaborazioni all' inchiesta sull'omicidio del vice presidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno. Lo rileva un quotidiano siciliano che in un articolo, tra l'altro, scrive: ''Il quadro dell'inchiesta potrebbe, infatti, allargarsi grazie ad ulteriori collaborazioni che servirebbero ad integrare il lavoro. La presenza di nuove testimonianze andrebbe a completare l'attivita' di indagine e assicurare la ricostruzione della verita' completa''. Alla domanda se ci sia un nuovo collaboratore all'inchiesta il capo della squadra mobile di Reggio Calabria, Salvatore Arena, ha detto alle agenzie: ''Non sono autorizzato a dire alcunche' sull'inchiesta''. Bocche cucite anche in Procura su questo nuovo aspetto dell'inchiesta che si basa gia' sulla collaborazione di un pentito, Bruno Piccolo, di 27 anni, il primo della cosca Cordi', da anni in lotta con quella dei Cataldo in uno scontro che ha provocato decine di morti. L'uomo ha iniziato a collaborare con la Dda di Reggio Calabria un mese dopo l'arresto, avvenuto il 14 novembre scorso, e le sue affermazioni, ha scritto il Gip di Reggio Calabria nell'ordinanza che ha portato all'arresto dei presunti esecutori materiali del delitto Fortugno, ''puntualmente riscontrate, hanno fornito indicazioni importantissime per l'individuazione dei responsabili dell'omicidio''. Piccolo, titolare di un bar-pasticceria a Locri, ha avuto la possibilita' di ascoltare alcune conversazioni tra affiliati alla cosca Cordi', che s' incontravano nel suo locale, nel corso della fase progettuale dell'assassinio di Fortugno. Il giovane ha parlato di come e' maturato il progetto per uccidere Francesco Fortugno, ha descritto le riunioni operative e ha fornito i nomi di chi materialmente ha eseguito il delitto, Salvatore Ritorto.

La nipote di “Tiradrittu” ancora in coma

26/03 E' ancora in coma Brunetta Morabito, la donna di 32 anni ferita da alcuni colpi di pistola sparati dal fratello Giovanni, che si e' poi consegnato ai carabinieri di Reggio Calabria, confessando di avere agito per riparare al disonore causato dalla sorella per avere avuto un figlio con il convivente dopo essersi separata dal marito. La donna e' ricoverata nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Messina. E' stata operata ieri alla testa. L' intervento chirurgico e' durato circa dieci ore. I medici hanno detto che le sue condizioni sono stabili.

Un uomo ucciso in un agguato nel reggino

26/03 Il titolare di una rimessa per camion, Vincenzo Celi, di 73 anni, e' stato ucciso oggi a Seminara, nel reggino. L' omicidio e' stato compiuto nella rimessa della vittima, in localita' Barrettieri. Ad agire, secondo i primi accertamenti compiuti dai carabinieri della Compagnia di Palmi, sono state almeno due persone. Due, infatti, le pistole usate per l' agguato, una calibro 9 ed una 7.65. Contro Celi sono sparati numerosi colpi. Secondo quanto si e' appreso, al momento del delitto, nel parcheggio non vi sarebbero stati testimoni. L' uomo, pensionato, era noto alle forze dell' ordine per un piccolo precedente risalente agli anni '80 relativo alla detenzione di armi e non risultava avere legami con ambienti criminali della zona. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Palmi, sono indirizzate sulla vita privata della vittima e sulla sua attivita'.

Quattro denunce per il taglio di un querceto a San Demetrio Corone

26/03 Quattro persone sono state denunciate al termine di una operazione condotta dal Corpo Forestale dello Stato che ha portato anche a vari sequestri nel territorio di San Demetrio Corone. Personale del Corpo forestale di Corigliano e Rossano, in localita' Due Mulini, Monte Santo e Sofferetti hanno sequestrato, denunciando i responsabili, una area di circa cinquemila metri quadri da cui erano state estirpate piante di specie quercina senza autorizzazione. Un' altra persona e' stata denunciata per l' apertura abusiva di una pista poderale. Il Corpo forestale ha poi sequestrato due discariche abusive realizzate su un' area di cinquemila metri quadri. All' interno sono stati ritrovati rifiuti classificati come speciali e pericolosi, tra cui materiale ferroso e plastico, pneumatici, elettrodomestici, materiale legnoso e proveniente da demolizioni.

In fiamme ad Amantea un vagone dell’intercity Reggio-Milano

25/03 Una vagone del treno intercity n. 752 Reggio Calabria-Milano si e' incendiato, probabilmente a causa di un corto circuito all'impianto di condizionamento posizionato sotto la carrozza, nella stazione di Amantea. Il personale delle Ferrovie si e' accorto subito del fatto ed e' intervenuto prima per far scendere i viaggiatori che si trovavano sulla carrozza e poi per isolare su un binario morto il vagone. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del compartimento di Paola, che hanno spento le fiamme.

A Cosenza la maglia nera di tutto il sud dei bocciati per la patente

25/03 Se ad Enna conoscano alla perfezione la segnaletica stradale e se siano veramente bravi a guidare, saranno il tempo, le multe e i punti persi sulla patente a dirlo. Ma per lo Stato italiano sono proprio gli abitanti della cittadina siciliana, almeno al momento, i piu' virtuosi in materia di sicurezza e codice stradale: degli oltre 14mila che si sono presentati alle prove d'esame per ottenere la patente nel 2005, quasi il 97 per cento sono stati promossi e solo 437 (3,8%) dovranno riprovare il prossimo anno. Il dato e' uno dei tanti contenuti nelle 79 pagine del rapporto del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti del 2005 relativo agli esami per il conseguimento della patente di guida. Un rapporto da cui si evince, anche, che le donne sono piu' brave nelle prove teoriche (idonee il 73,96%, contro il 67,10% degli uomini) mentre i maschi sono piu' 'forti' nelle prove di guida (91,40% di idonei, contro 84,23% delle donne) e che in questa speciale classifica il sud e' piu' preparato del nord e del centro Italia. ''Chi guida un mezzo - commenta il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Pietro Lunardi - deve avere una preparazione comportamentale, teorica e pratica adeguata e deve conoscere a fondo il codice della strada''. Per questo, aggiunge, ''gli esami di idoneita' per il rilascio delle patenti e dei patentini devono essere rigorosi e severi. Cio' diventa una garanzia soprattutto per i giovani e le famiglie''. Complessivamente, nel 2005 sono stati oltre 2 milioni e 300mila gli italiani che hanno fatto l'esame per la patente (2.332.113): di questi oltre un milione e 800mila, l'80,1 per cento, ha passato le prove, mentre 466.216 sono stati i bocciati. Dall'analisi dei dati emerge che la percentuale piu' alta di idonei e' al sud Italia - 83,79%, pari a 480.601 persone - seguito dalle isole (80,61%) e dal nord (78,70%). Fanalino di coda l'Italia centrale, con 407.150 promossi, pari al 77,86%. E se a Enna sono i piu' bravi, e' sempre in un'isola, la Sardegna, che, stando alle statistiche, ci sono i peggiori guidatori italiani: a Cagliari sono infatti stati bocciati il 33,68 per cento dei candidati agli esami (12.490 su 37.086). Al nord la maglia nera va a Trento e Forli' (entrambi con il 28,57% di non idonei), al centro a Terni (28,57%) e a Cosenza al sud (23,13%). Quanto alle grandi citta', e' ancora una volta il Sud in testa. Palermo e Napoli, rispettivamente con l'89,19% e l'88,14% di promossi, si lasciano alle spalle Bologna (79,18%), Torino (77,42%), Firenze (76,75%), Milano (76,14%) e Roma (74,45%). Un'intera sezione del rapporto e' poi dedicata all'esame per conseguire il 'patentino' di guida per i ciclomotori, obbligatorio per i minorenni. Su 448.571 giovanissimi che si sono presentati alle prove, uno su tre e' stato bocciato. 313.323 sono infatti gli idonei (il 69,85%) e 135.248 i respinti (pari al 30,15% del totale). In questo caso e' Potenza ad avere il maggior numero di bocciati. Su 2.405 ragazzi che hanno fatto l'esame, 972 (il 40,42 per cento) non lo hanno passato. E i piu' bravi? Ad Enna, ovviamente: su 2.126 che ci hanno provato, 1.779 (l'83,78%) hanno passato l'esame e solo 347 sono tornati a casa a piedi.

Beccato nella stazione di Reggio con un chilo di coca nascosta in un torrone

25/03 Un commerciante di materiale sanitario, Andrea Rusconi, di 31 anni, di Piacenza, incensurato, e' stato arrestato dalla Polizia di Stato a Milano con l' accusa di traffico di sostanze stupefacenti nel corso di un' operazione congiunta effettuata dalle Sezioni narcotici delle Squadre mobili di Reggio Calabria e del capoluogo lombardo. Rusconi, secondo quanto ha riferito la Squadra mobile reggina, e' stato bloccato mentre si trovava nella stazione ferroviaria. L' uomo aveva una valigia all' interno della quale custodiva un chilo e 40 grammi di cocaina pura al 90%, divisa in due panetti. Il commerciante, al momento dell' arresto, era appena sceso da un treno. La droga era nascosta tra alcune confezioni di torrone. Le indagini della Polizia di Stato mirano adesso ad identificare le persone che avevano fornito a Rusconi la droga ed a chi il commerciante dovesse consegnare la sostanza stupefacente. Secondo gli investigatori, Rusconi sarebbe il ''corriere'' di un' importante organizzazione di trafficanti di droga di cui adesso si sta tentando di ricostruire l' organigramma e l' ambito di attivita'.

Brevi di cronaca da Cassano, S. Domenica Talao, Aiello calabro, Montalto, Corigliano

25/03 A Cassano allo Jonio due cittadini stranieri di nazionalita' ucraina, Nadia Kolosova e Vladimir Nogotcov, entrambi di 57 anni, sono stati arrestati dai carabinieri per tentata estorsione e resistenza a pubblico ufficiale. I due sono stati trovati in possesso di un'automobile, una Ford Escord, di proprieta' di un uomo di 45 anni, al quale, per la restituzione, avevano chiesto 300 euro. I due cittadini ucraini sono stati sorpresi ed arrestati mentre stavano per incassare il denaro. Santa Domenica Talao. Una discarica abusiva e' stata scoperta e sequestrata dai carabinieri nelle campagne di Santa Domenica Talao. L'area e' stata sequestrata su provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Paola. Nella discarica, secondo quanto si e' appreso, sono stati trovati numerosi rifiuti di tipo speciale. I carabinieri stanno accertando l'identita' delle persone che hanno realizzato la discarica. Ad Aiello calabro un imprenditore del luogo ha denunciato ai carabinieri il furto di varie attrezzature agricole trafugate da ignoti da alcuni capannoni di sua proprietà. A Montalto Uffugo ignoti, nella notte, hanno ripulito un intera officina rubando 5 cassette di attrezzi vari; 2 saldatrici; 2 P.C. e una autovettura Crhysler Jeep Wrangler, targata AL831PL.. Sul posto sono interveunti i Crabinieri che hanno avviato le indagini. A Corigliano Calabro un giovane, Enrico La Grotta, di 26 anni, e' stato arrestato ed altre tre persone sono state denunciate dai carabinieri nel corso di controlli finalizzati a contrastare il fenomeno dello spaccio di droga. Nel corso di una perquisizione i carabinieri hanno trovato nell'abitazione di La Grotta 3 chili di marijuana in parte gia' pronta per la vendita. Arrestato e' stato condotto nel carcere di Rossano. In un' altra operazione, sempre a Corigliano, i carabinieri hanno sorpreso tre giovani che erano in possesso di 25 grammi di marijuana. I tre sono stati denunciati

Vandali e scippatori in azione a Corigliano.

25/03 Un registro di classe ed una cattedra sono stati distrutti da sconosciuti nel liceo classico a Corigliano Calabro. L'atto vandalico e' stato scoperto dal personale della scuola che l'ha denunciato ai carabinieri. Sempre a Corigliano due persone che erano in sella ad un ciclomotore hanno rapinato la borsa ad una casalinga. La donna, dopo aver subito la rapina, ha denunciato l'accaduto ai carabinieri che hanno avviato le indagini. All'interno della borsa c'erano 160 euro circa ed alcuni documenti personali della vittima.

La conferenz a reggio

Maxioperazione della Finanza. Arrestate 32 persone. Una vera e propria holding delle cosche dedita al traffico internazionale della droga. Operazione in tutta Italia

 

 

Colpo dei carabinieri che arrestano nella piana di Gioia il super latitante D’Agostino. A lui addebitati 10 omicidi.

Il Comune di Rossano replica “Sul traliccio Enel siamo attenti”

24/03 Il Comune di Rossano, circa la protesta di alcuni cittadini contro la realizzazione di un traliccio dell'Enel, ha reso noto di aver ''provveduto, in passato, a far sospendere i lavori in corso da parte della Societa' Terna, per conto dell'Enel. La motivazione della sospensione era giustificata dalla mancata presentazione della documentazione necessaria per la prosecuzione dei lavori''. ''Tra i documenti richiesti - prosegue la nota - vi era il nulla osta paesaggistico che non e' stato ancora trasmesso al comune. Per la sospensione dei lavori la Societa' Terna, titolare dei lavori in Contrada Piragineti, ha presentato ricorso al Tar Calabria davanti al quale la causa e' ancora pendente''. Nel frattempo il Comune di Rossano ha chiesto alla Regione Calabria di ricevere notizia circa il decreto di autorizzazione e in particolare sulla necessita' della presentazione da parte della ditta del nulla osta paesaggistico. ''Ma la Regione Calabria - evidenzia la nota del Comune - non ha mai fornito risposte. Di conseguenza rimane valida la decisione del Comune di sospendere i lavori. Il Comune assicura ai residenti in Contrada Piragineti, la massima attenzione e vicinanza, ma nello stesso tempo precisa che, dal sopralluogo effettuato nella mattinata di giovedi' scorso dalla polizia municipale nella contrada interessata dalla presunta ripresa dei lavori per il traliccio Enel, e' emerso che non si sta procedendo ad alcun tipo di lavoro, ne' tanto meno era presente alcun operaio della ditta a cui sono stati affidati i lavori dall'Enel''.

Convalidati gli arresti ai fratelli Rosati per l’arsenale scoperto a Locri

24/03 Sono stati convalidati dal gip del Tribunale di Locri, Andrea Amadei, gli arresti dei fratelli Luciano e Giuseppe Rosati, di 45 e 40 anni, entrambi di Siderno. Il gip locrese ha emesso a carico dei due fratelli, arrestati dalla Guardia di finanza, un' ordinanza di custodia cautelare in carcere per detenzione illegale di armi comuni e da guerra, munizioni di vario genere e ricettazione. I militari delle Fiamme gialle di Locri, al termine di un' indagine, avevano trovato all' interno dell' abitazione dei fratelli Rosati un autentico arsenale composto, in particolare, da undici pistole, un lanciagranate, un fucile mitragliatore, una pistola mitragliatrice, tre fucili da caccia di cui uno a cannamozza, undici chilogrammi di polvere da sparo e circa 8 mila cartucce di vario calibro.

Truffa all’ASl di Locri: 126 denunce per false autocertificazioni sul ticket

24/03 Centoventisei persone, tra cui imprenditori, commercianti, artigiani, professionisti e dipendenti pubblici, sono state denunciate dai militari della guardia di finanza di Bianco perche' hanno presentato alla Asl di Locri delle false autocertificazioni per ottenere l'esenzione dal pagamento del ticket sanitario. Le persone denunciate sono accusate di falso ideologico e truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale. Nel corso delle indagini, durate circa un anno, i finanzieri hanno esaminato la documentazione prodotta da circa 1000 persone e necessaria ad ottenere il diritto all'esenzione del pagamento del ticket sanitario. Dagli accertamenti e' emerso che i denunciati avevano presentato delle false autocertificazioni, in quanto risultate sprovviste dei requisiti previsti dalla legge per beneficiare delle agevolazioni in materia sanitaria. Molti tra questi cittadini, dichiarandosi disoccupati o omettendo di dichiarare i redditi realmente percepiti, erano riusciti ad evitare il pagamento del ticket previsto per l'esecuzione di esami di laboratorio.

Processo G8/Bolzaneto: Udienza scioccante quella di venerdì

24/03 Udienza scioccante quella di venerdì 24 marzo, durante la quale si sono ricostruite con precisione le vicende di due dei 99 fermati che sabato 21 luglio 2001 furono condotti nella caserma di Bolzaneto. I due testimoni ascoltati, C.C. e M.D., hanno vissuto quasi la stessa esperienza: sono arrestati nello stesso luogo, condotti nelle stesse cella a Bolzaneto ed infine ammanettati insieme per essere tradotti nel carcere di Alessandria. C.C. comincia il suo racconto dettagliato e preciso con una lucidità stimabile. Appena arrivato nell'androne della struttura, racconta di un ragazzino diciottenne di Torino picchiato da un agente in borghese, che poi riconoscerà come Salomone Massimo, ispettore di Polizia di Stato. Condotto nella prima cella vede un ragazzo steso a terra, completamente denudato. Fanno spogliare anche lui e gli ordinano di fare flessioni nudo in cella. Si susseguono serrati, nei racconti dei due testi, gli avvenimenti e le ricostruzioni che si incastrano come ingranaggi di uno stesso meccanismo con le testimonianze di chi li ha preceduti e non lasciano spazio ad un controesame. Entrambi raccontano di un pestaggi