16/10 Sembrava che bisognava accontentarsi, per come erano andate
le cose. Pareva che il pareggio regalato agli avversari con la solita
distrazione (un gol preso direttamente dal calcio d’angolo)
avesse messo fine ad una gara iniziata ad handicap con un rigore,
più che dubbio, regalato anch’esso per colpa di un
ingenuità del numero uno. Scorrano a fine gara ha detto che
il suo intervento è stato direttamente sulla sfera. Dunque
rigore inesistente. Ma alla fine esce fuori dal cilindro sempre
lui, il capocannoniere della serie D Girone I a mettere le cose
a posto. Vincenzino Cosa al suo quinto gol in cinque gare, purga
ancora una volta e dona la vittoria ai Lupi. Dicevamo di una gara
partita ad handicap e cominciata a movimentarsi in 10 minuti, introno
alla mezzora del primo tempo. E’ il Cosenza che fa tutto.
Un pasticcio tra portiere e difesa regala la palla agli ospiti.
Pinto che se ne impossessa è bravo a buttarsi in area dopo
l’intervento di Scorrano. L’arbitro valuta per la massima
punizione e assegna il penalty al Trapani. E’ lo stesso Pinto
che trasforma. Neanche cinque minuti passano per la immediata reazione
del Cosenza con Lio che, con una punizione delle sue, batte da oltre
35 metri il portiere di casa. 1 a 1 e palla a centro. Il Cosenza
insiste ed è sempre capitan Lio ad ispirare la marcatura.
Da calcio d’angolo manda un pallone in area che dopo un rimpallo
finisce al giovane Dierna che si improvvisa goleador. 2 a 1. Per
lui prima rete della sua carriera. E’ una festa intorno a
lui. Un tripudio di compagni lo vanno ad abbracciare. Nanche ci
crede il giovane difensorino classe 87. Sono appena passati sette
minuti dal pareggio. Un gol che ribadisce i valori in campo. Cosenza
cinico e preciso. Dopo un avvio balbettante e dopo le sgridate di
Marulla i Lupi conducono la gara. Nel secondo tempo Lio sfiora la
doppietta con una nuova punizione questa volta preda del portiere.
Sul taccuino, inoltre annotiamo una punizione in due in area siciliana.
Ma il Cosenza non riesce ad approfittarne neanche questa volta.
In pratica tutta la squadra trapanese è schierata sulla linea
di porto e ne Lio ne Cosa riescono a trovare lo spiraglio. Un rigore
mancato, in pratica. Nulla può la squadra di casa che “non
ha mai tirato in porta” ribadisce Marulla a fine gara, se
non nelle occasioni distratte concesse dal Cosenza. E a otto minuti
dal termine arriva come una pioggia gelata il pareggio di Iovino.
Pensate un po’, calciato direttamente dalla lunetta del calcio
d’angolo. Nessuno tocca la sfera. Bruni la valuta malamente
e il pallone si adagia in rete dopo una parabola arcuata. Sembra
una beffa. Ma così non è. In campo, da appena dieci
minuti, ha fatto il suo esordio in rossoblu, Papè Senè
il quale sembra morso dalla tarantola. Comincia a macinare chilometri
sulla fascia e prova che ti riprova a tre minuti dal termine dona
una sfera d’oro a Cosa, ben piazzato in area, che non perdona.
3 a 2 per il Cosenza e gioia immensa. Confermata la regola che vuole
il Cosenza combattivo fino agli ultimi secondi. Per Senè
i complimenti di Vincenzino e di tutti i suoi compagni. Le sue progressioni
e le sue corse al fulmicotone saranno, anche a Cosenza fulminanti
e determinati. Senè che oltre ad essere un valido giocatore
è un esterno con il vizio del gol. O lo fa, o lo fa fare.
Così è stato oggi. Ma la gara non finisce qui. Nei
quattro minuti di recupero c’è anche il tempo per Bruni
di riscattarsi alla grande. Infatti al minuto 92 su di una doppia
conclusione di Pinto e di Iovino il numero uno rossoblu, compie
il doppio miracolo su due tiri destinati in porta. E’ la fine.
Le coronarie dei tanti tifosi che hanno seguito l’evento da
casa via radio hanno retto. A Trapani il solito nugolo di trenta
persone ha seguito la squadra. Ora per mercoledì si aspetta
la sentenza che questa uscirà per davvero. Ne hanno dato
conferma, nelle dichiarazioni di fine gara, il Presidente Intrieri
ed il DS Marino. Vedremo cosa deciderà il giudice dopo l’inchiesta
della Commissione federale. Di certo il Cosenza si presenta bene
con un bottino di 13 punti in cinque gare. Se solo ad Eboli si fosse
giocato ora la classifica sarebbe ben altra. Non solo. Con il San
Vito pieno di pubblico la musica in casa cambierebbe di molto. Aspettiamo
con ansia, sicuramente senza farci grandi illusioni. Per adesso
il Cosenza macina punti e avversarie. Poi vedremo il da farsi. Finale
per il caso Domicoli. Il giocatore sembra destinato a tornare a
Cosenza. Così ha confermato a fine partita il Presidente
che alla domanda ha risposto ai cronisti che c’è l’accordo
con il Presidente del Trapani con cui rimane un accordo sui giovani
promettenti. Domicoli dovrebbe tornare la prossima settimana a Cosenza.
TRAPANI-COSENZA 2-3 (1-2)
Marcatori: 31’ Pinto (T) rig., 34’ Lio (C), 42’
Diena (C), 82’ Iovino (T), 88’ Cosa (C) TRAPANI: Canale, Di Girolamo (46’ De Grazia),
Gambi, Cutaia, Minichini, Bennardo, Melillo, Buscaino, Tiscione
(68’ Iovino), Pinto, Di Fisio (46’ Arcamone). All. De
Feo COSENZA: Bruni, Dierna, Ambrosechia, Vanzetto,
Scorrano, Marcosano, Di Girolamo, Cordua, Cosa, Lio, Criniti (68’
Sene`). All. Marulla
Arbitro: Russo di Milano
Ammoniti: Ambrosecchia (C), Cutaia, Bennardo, Gambi, Melillo (T)
Spettatori: 800 con circa trenta tifosi giunti da Cosenza
16/10 Sembrava quasi fatta per gli uomini di Fausto SIlipo che
con una accorta tenuta di gara e sorretti da un ottimo Alfieri (tra
i migliori in campo) erano andati in vantaggio intorno alla mezzora
garzie ad un gol del capitano biancorosso. Poi il solito erroraccio
difensiva permetteva i padroni di casa di pareggiare le sorti dell’incontro
al 15’ del secondo tempo. Con il punto conquistato a Nopcera
il rende si piazza a centro classifica e penda alal sfida di domenica
prossima contro il Potenza con un po più di tranquillità.
NOCERINA - RENDE 1-1 (0-1)
MARCATORI: 28` Alfieri (R), 58` Greco (N) NOCERINA: Milan, Di Martino, Di Giorgio, Piemonte,
Bagnara, Esposito G., Ramora, Rocco, Greco, Buonocunto (69` Niedda),
Mazzeo - ALL. Roberto Chiancone RENDE: Ambrosi, Morelli, David, Altomare, Braca,
Riolo (69` Montano), Benincasa, Alfieri (81` Moschella), Criniti
(56` Occhiuzzi), Scarnato, Galantucci - ALL. Fausto Silipo
ARBITRO: Gaetano Zonno (Bari)
RECUPERO: 8 minuti (3` pt + 5` st)
AMMONITI: Rocco, Di Giorgio (N)
SPETTATORI: circa 2000
Classifica: Gallipoli punti 19; Melfi 17; Real Marcianise 16; Taranto
15; Cisco Roma e Giugliano 13; Pro Vasto, Latina, Rende e Modica
10; Potenza 9; Rieti 8; Viterbo, Vigor Lamezia e Nocerina 7; Andria
BAT e Vittoria 6; Igea Virtus 5.
Prossimo turno 9/a giornata (domenica 23 ottobre ore 15:00): Andria
BAT-Giugliano; Melfi-Cisco Roma; Modica-Igea Virus; Pro Vasto-Latina;
Real Marcianise-Taranto; Rende-Potenza; Rieti-Vigor Lamezia; Viterbo-Nocerina;
Vittoria-Gallipoli.
I Lupi sbarcano
a Trapani
15/10 Dopo un lungo viaggio durato quasi nove ore, i Lupi di Mister
Marulla sono arrivati in serata in quel di Trapani. Partiti questa
mattina dopo la classica rifinitura di un ora, sono 19 i giocatori
che ha portato con sé il tecnico. Tra di loro prima convocazione
per il colored Senè, alla sua prima gara in rossoblu. Ovviamente
non è detto che il lungo senegalese scenderà in campo.
Il Mister k’ha portato per farlo ambientare al clima campionato.
Partita difficile, ci ha setto Marulla, che si gioca contro una
buona squadra. Non bisogna farsi illusioni sul fatto che i siciliani
vengono da due sconfitte consecutive. Loro, anche se prendono qualche
gol in più, sono molto bravi in avanti. Poi il tecnico De
Feo non è l’ultimo arrivato. Probabilmente scenderò
in campo con la stessa formazione schierata con l’Alcamo.
Ancora qualche dubbio su Marcosano, per un fastidio ad un tendine,
ma in liena di massima riconferma per tutti gli undici di domenica.
Questo il pensiero del tecnico. I convocati sono19: portieri Bruni
e D’Auria; difensori: Ambrosecchia, Dierna, Maglione, Marcosano,
Scarkato, Scorrano; centrocampisti: Cordua, Cozzolino, Di Girolamo,
Lio, Sanso,Vanzetto; attaccanti: Cosa, Criniti, Levato, Senè,
Jovanic.
Il Dott. Carpino
nuovo medico sociale. Arbitra Russo di Milano
14/10 Risolta abbastanza velocemente la vacatio del medico sociale.
Il Presidente Intrieri ha scelto il dott. Pasquale Carpino come
medico dell’As Cosenza Calcio. Il dottore ha già fatto
conoscenza dello staff ed ha subito verificato la situazione dell’infermeria.
Infatti Tocci, Impiccichè e Longobardi sono alle prese con
l’influenza. Invece Mororne è stato sottoposto a risonanza
dopo che giovedì nella partitella aveva risentito di un vecchio
malanno. La squadra nel pomeriggio ha svolto una seduta tattica
senza forzare la mano. Sabato mattina allenamento alle 9.30 con
rifinitura e partenza sul presto verso le 10.30. Trasferta molto
lunga quella di domenica e Marulla non vuole affaticare i ragazzi.
Definita la terna arbitrale. A dirigere l’incontro ci sarà
Matteo Russo da Milano. Lo coadiuveranno gli assistenti Carlo Ippolito
di Caltanissetta e Dario Pace di Palermo.
Cosenza: Stipendi
pagati in anticipo fino a gennaio. Lupi sconfitti dalla Luzzese
nella partitella.
13/10 Tiene desta l’attenzione dei tifosi la situazione “medica”
nel Cosenza. Pagati gli stipendi fino a gennaio, unica società
di D che paga in anticipo gli emolumenti, così come avvenuto
a luglio con il pagamento in anticipo fino a settembre, il Presidente
Intrieri deve risolvere il buco creatosi nello staff tecnico dopo
l’improvvisa uscita di scena del dottore Canonaco. Un specie
di lampo a ciel sereno che impensierisce un tantino la dirigenza
rossoblu. Il presidente ha assicurato che nelle prossime ore il
problema verrà risolto. Una situazione che non ci voleva
e che aveva fatto già “chiacchierare” in giro
tutta la tifoseria. Poi il pagamento degli emolumenti a squadra
e staff ha completamente messo a tacere ogni diceria. Ma la cosa
ha evidentemente lasciato qualche strascico visto che oggi nella
partitella è venuta a mancare la vittoria. E si perché
i Lupi di Marulla nella partitella giocata con la Luzzese hanno
perso per 2 a 1. Ma è anche giusto affermare che la Luzzese,
soprattutto nel secondo tempo, ha meritato la vittoria sul campo.
Nessuna preoccupazione e nessun campanello d’allarme per Marulla
e società. Volti scuri a fine partitella e nessuna dichiarazione
del Mister, ovvio, perdere non piace a nessuno neanche nelle infrasettimanali.
Ma il Cosenza sceso in campo questo pomeriggio è stato un
laboratorio di schemi. In campo nel primo tempo la probabile squadra
titolare, orfana di Ambrosecchia fermo per un fastidio ai flessori,
con Bruni in porta, Scorrano e Marcosano centrali, esterni di dietro
Dierna e Scarlato adattato sulla difensiva sinistra, Cordua e Vanzetto
al centro, supportati da De Girolamo e Lio sulle fasce, Cosa e Criniti
di punta. Un classico 4-4-2 che ha giocato la sua onesta partita.
Ai Lupi ha risposto la Luzzese con Lanza, Reale, Arcuri, Sarcinelli,
De Luca, Granozio, Carnevale, Rose, Ferrara, Brunetti e Brunicelli.
Il Cosenza con la solita difesa di ferro ha corso solo qualche piccolo
pericolo per due incursioni innocenti. Qualche problema a sinistra
nella spinta, con Scarlato in evidente fuori ruolo e prove tecniche
di trasmissione dalla cintola in su con numerose variazioni sul
tema. Marulla ha voluto sperimentare diverse soluzioni, da Lio dietro
le punte, ad una sorta di attacco a tre a finire con Lio a destra.
Insomma per il Mister esperimenti di piazzamenti tattici per verificare
l’improbabile arrivo di Senè, non ancora pronto ma
che oggi giocava i suoi primi 45 minuti, in squadra. Probabilmente
in testa al tecnico ci sono altre soluzioni, che ovviamente non
ci sono state svelate.. Fuori Maglione per un leggero stato influenzale
e Senè che effettuava giri di campo, con Tocci, per tutto
il primo tempo. La formazione di Marulla oggi ci è apparsa
un attimino sotto i suoi soliti standard. Niente di preoccupante.
Visto che il risultato dei primi quarantacinque minuti, che è
rimasto inchiodato sullo zero a zero. Ma diverse attenuanti, su
tutti Cosa che oggi continuava a lamentare un noioso mal di schiena
e per una successiva botta rimediata su di un fianco che hanno fatto
si che il lungaglione offensivo dei lupi non avesse la sua solita
brillantezza. Poi le prove di Marulla hanno anche sortito qualche
incomprensione visto che il solito assetto è stato modificato.
Ma le occasioni sono state per il Cosenza che con i soliti Criniti
e Cosa hanno sfiorato un paio di volte la marcatura. Bravo il portiere
ospite che per due volte ha compiuto delle vere prodezze. Ma per
i rossoblu non era giornata. Un sotto tono che è proseguito
nei secondi quarantacinque minuti con l’assetto completamente
cambiato. In campo Cosenza con la difesa tre con Scarlato che trovava
centrale e Dierna e Longobardi sulle fasce, cinque a centrocampo
con Scigliano e Cozzolino esterni ed al centro Levato Morrone e
Sanso, e due punte Jovanci, brillante come al solito e Senè
apparso completamente fuori condizione. Per lui vero e proprio debutto
che ha messo in mostra, in tutta la sua innocenza, la lunga lontananza
dal manto erboso. Sulla sinistra si soffre e arrivano due gol. A
dire il vero anche belli. Il primo di Cardillo ed il secondo di
Ferraro, che nel frattempo avevano preso il posto dei loro compagni
che avevano giocato nel primo tempo. A realizzare il gol della bandiera
uan stupenda autorete di Sbano che fa secco il suo portiere deviando
con un preciso sinistro un cross di Levato in area. Ma il portiere
Nigro ha messo in mostra una bella serie di parate sullo slavo Jovanic
che in tre occasioni diverse ha sfiorato la marcatura. E meno male
che D'Auria ci ha messo una pezza perchè il risultato per
gli ospiti poteva essere ancora più rotondo.Sul finirie si
fa male Morronee d entra in campo per qualche minuto il Mister in
seconda Zunico. Ma si trattava di una partitella infrasettimanale
che se da una parte ha chiarito i dubbi al Mister dall’altra
ha scontentato i (pochi) tifosi presenti delusi dalla prestazione.
Una confitta rimane sempre una sconfitta. Ma non se ne può
fare un dramma. La gara serviva per provare nuovi meccanismi avendo
un avversario di fronte. Per domani è prevista una singola
seduta. Sabato mattina allenamento prestissimo e partenza per la
Sicilia verso le 10.
Doppia seduta
al San Vito. Nessuna decisone del Giudice Sportivo.
12/10 Nessuna decisione del giudice sportivo e attesa che si prolunga
di almeno un'altra settimana, per quanto riguarda i fatti di Eboli.
Nel frattempo i lupi oggi hanno svolto una doppia seduta di allenamento
con cura particolare alal forma atletica il mattino e pomeriggio
dedicato al pallone. Rientrato Marcosano che, ovviamente, non ha
forzato, nel pomeriggio si è fermato Vicnenzo Cosa colpito
da un mal di schiena. Fermo, perché influenzato, il centrocampista
Tocci, Longobardi è stato invece sottoposto ad ecografia.
Domani pomeriggio amichevole con la Luzzese.
Marulla: “Per
il bene del calcio la gara con l’Ebolitana andrebbe ripetuta”
11/10 La mente corre lì. A quella gara mai disputata,
o meglio, giocata per solo un minuto rimasto impresso nella mente
di cinquecento cosentini andati con gioia a passare una domenica
di festa. Ad Eboli è fermo anche il ricordo di chi, guardando
al classifica, vede una casellina che manca nelle gare disputate
di Cosenza ed Eboli. E a chi più da fastidio è proprio
l’allenatore. A colui che in quattro gare ha raccolto ben
10 dei 12 punti disponibili. Gigi Marulla lo usa ormai come intercalare.
La sua mente non riesce a rimuoverlo “Peccato per Eboli”.
Lo racconta ad ogni intervista quasi a somatizzare un evento doloroso
di cui non sa darsi alcuna spiegazione e del quale non ha alcuna
colpa. Anzi. Ne ha solo subito le conseguenze. Campo neutro. Porte
chiuse. E tre giocatori che vanno via di punto in bianco. Una tifoseria
ferita ancora una volta dal gesto di uno sconsiderato. Ma ferita
anche da chi ancora pensa che andare in trasferta sia una sorta
di riscatto delle proprie frustrazioni. La molla della reazione
ha poi fatto il resto. Ma tutto nacque da una pianta lanciata dal
primo piano di una appartamento posto sopra un bar del centro di
Eboli dove alcuni tifosi cantavano un po troppo allegramente una
canzone in dialetto non gradita ai locali. Da li una reazione a
catena ha scatenato un tentativo di omicidio, la conseguente reazione
dei tifosi, il folle gesto dell’amico investito che entra
al primo minuto di gioco nel campo per sferrare un calcio al portiere
di casa. Quasi uno sfogo. Uno sfogo che però ha messo in
discussione una tranquilla domenica di calcio. Un paese ha reagito.
Sceso in piazza ha inscenato una guerriglia urbana. E la mente corre
sempre lì. Si viene successivamente a sapere che il bar e
colui che nel bar ha fatto saltare in aria un tavolino e schiaffeggiato
la proprietaria, appartengono a persone non proprio in regola con
la giustizia. Da lì le varie ipotesi di complotto contro
il Cosenza. Il Presidente ne ha ben donde. Sono in tanti che gli
stanno facendo pressione per rilevare la società Lui tiene
duro. Ma ovviamente fino ad un certo punto. Calcio e violenza associati
in un triste epilogo che cade come una mannaia su tutta una città,
su tutta una tifoseria umiliata da una fine ingloriosa del pallone
che nessuno ha mai cercato, che nessuno ha mai voluto, ma che tutti
stiamo subendo da quasi tre anni a questa parte. Mercoledì
un nuovo appuntamento fa tremare, a tutti, le gambe. L’indagine
federale voluta dalla Lega Interregionale (è una prassi d’ufficio)
è agli sgoccioli e questo mercoledì, o al massimo
l’altro potrebbe emettere una sentenza che potrebbe addirittura
scrivere fine al campionato in corso. Si perché una qualifica
di sei mesi del campo, così come si ventila in giro, corrisponderebbe
ad una nuova eutanasia del calcio cosentino. Una botta a cui nessun
presidente, nessun giocatore riuscirebbe ad uscirne fuori tranquillamente.
Il rammarico è ancora più forte se si guarda alal
realtà,e d ai numeri raggiunti sino ad oggi. Quattro gare
disputate, tre vinte ed una pareggiata fuori casa. Un organico ed
una squadra forte da fare paura a chiunque. Una nuova società
che sta rimettendo le basi del calcio a Cosenza. Tanti eventi positivi
guastati da una pianta scagliata da un balcone. Da pietre scagliate
prima della gara contro la panchina di Marulla. Da un fato che investe
deliberatamente un tifoso di Cosenza. Da un pazzo che in un campo
senza alcuna sicurezza, senza alcun servizio di polizia, scavalca
indisturbato la rete di recinzione e da un calcio al portiere avversario,
brava marionetta, che simula quasi un colpo di pistola. Da un arbitro
che , oggettivamente, non avrebbe affatto dovuto fischiare il calcio
d’inizio. Ora si attende un verdetto. Nella mente di molti
Eboli è stato somatizzato come un brutto sogno da mettere
da parte. Invece ora si ripresenta in tutta la sua tristezza. In
tutta la sua freddezza. Facciamo nostre le parole di Marulla: “Per
il bene del calcio, che questa gara si rigiuochi nuovamente”. Diario dal campo: Ripresa della preparazione con
l’infermeria vuota. Senè è tornato in campo
a tempo pieno. Per Criniti e Cordua, invece, allenamento leggero
con soli giri di campo. Fermo precauzionalmente Marcosano che ha
effettuato degli esami per verificare il dolore al polpaccio che
lo ha tenuto fuori domenica contro l’Alcamo. Pincente, dopo
aver fatto svolgere un po’ di palestra, ha fatto lavorare
sulla velocità la truppa. Alla fine Marulla ha schierato
attacco contro difesa deliziando i presenti con la sua partecipazione
in campo. Domani doppia seduta. Oggi era il compleanno di Vanzetto
che è stato festeggiato nello spogliatoio. La giornalista
Iole Perito ha offerto i pasticcini perché nello stesso giorno
festeggiava gli anni.
Cinque buste
con proiettili ai dirigenti del Catanzaro. Poggi: “Assurdo
arrivare a questo punto”
11/10 Cinque buste in ognuna delle quali era contenuto un proiettile
per pistola, indirizzate ad altrettanti dirigenti ed azionisti del
Catanzaro calcio, sono state intercettate nell' ufficio postale
di Vibo Valentia che funziona da centro di smistamento della corrispondenza
proveniente dai centri della provincia. Il personale postale ha
informato del ritrovamento delle buste la Digos, che ha avviato
le indagini. Secondo quanto si e' appreso, le buste erano indirizzate
al presidente ed amministratore unico della societa' Claudio Parente;
ai consiglieri Massimo Poggi, Saverio Procopio e Pino Mirante ed
all' azionista Nino Princi. All' interno delle buste sono stati
trovati anche dei biglietti con minacce rivolte ai dirigenti e agli
azionisti del Catanzaro obiettivo dell' intimidazione, accompagnate
dalla sollecitazione a lasciare la societa'. La Digos, in merito
al ritrovamento delle buste con i proiettili, ha inviato un' informativa
di reato alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia. Gli investigatori,
in primo luogo, stanno tentando di accertare la localita' dalla
quale erano state spedite le cinque buste. Proprio oggi c' era stata
un' assemblea dei soci della societa' per azioni proprietaria del
Catanzaro nel corso della quale era stato deciso di modificare l'
assetto e le quote societarie. Sulla base del nuovo accordo la presidenza
della societa' e' passata da Claudio Parente a Saverio Procopio.
Il Catanzaro, che milita nel campionato di serie B, occupa attualmente
l' ultimo posto in classifica, con quattro punti in nove partite.
''Sapevamo che il clima attorno alla societa' fosse pesante, ma
non pensavamo che si potesse arrivare a questo punto''. Lo ha detto
infine Massimo Poggi, uno dei dirigenti del Catanzaro ai quali erano
state spedite le buste. ''Continuiamo a ritenere - ha aggiunto Poggi
- che il calcio sia un gioco, solo che dopo quanto e' accaduto,
evidentemente, non possiamo piu' ritenerlo tale. A questo punto
- ha detto Poggi - ci sentiamo importanti anche noi, visto che buste
con proiettili sono state inviate nei mesi scorsi ad importanti
esponenti della classe politica calabrese. Questi fatti, in definitiva,
e' meglio prenderli con ironia''.
Richiesta la
scarcerazione del giocatore della Vigor, Capuozzo
10/10 Richiesta di liberta' o arresti domiciliari per Vincenzo
Capuozzo davanti al Tribunale del Riesame di Campobasso: l'hanno
presentata oggi gli avvocati difensori del calciatore della Vigor
Lamezia (C/2), arrestato due settimane fa assieme ad altre 12 persone
nell'ambito dell'operazione antidroga dei Carabinieri di Termoli
(Campobasso) ''Fuorigioco 2''. Capuozzo nei giorni scorsi si e'
visto negare la scarcerazione del Gip e spera ora nella decisione
del Tribunale del Riesame che si pronuncera' probabilmente all'inizio
della prossima settimana. Il 29enne napoletano era stato arrestato
a Roma dove al momento del blitz si trovava in ritiro con la sua
squadra, ma la scorsa settimana e' stato trasferito nel carcere
di Larino (Campobasso).
Il Cosenza
batte l’Alcamo senza problemi
09/10
E pensare che anche oggi la malasorte sembrava volerci mettere lo
zampino, Infatti, prima della gara, Marcosano ha avuto un risentimento
al polpaccio e per lui niente partita. Partenza ad handicap ma rimedio
pronto con Maglione in forma che sostituisce degnamente il centrale
rossoblu. Seconda gara consecutiva conclusa senza reti subite, segno
evidente di una trovata quadratura del cerchio del reparto difensivo
e sopratutto maggiore convinzione dei propri mezzi del numero uno
Bruni che, gara dopo gara, sembra riprendere quella sicurezza vista
ad inizio stagione e andata appannandosi nelle prime gare di campionato.
Vincere, e vincre bene aggiungiamo noi, fa bene a tutto. Fa bene
al morale, fa bene alla classifica, e fa bene a tutto l’ambiente
che mai come oggi si ritrova compatto intorno alla squadra. Dopo
quattro gare giocate il Cosenza si ritrova con 11 punti nel carniere
e una gara che ancora oggi ci si chiede come mai sia stato possibile
non giocarla per la follia di un tifoso. Ma in questa settimana
che entra, il termometro comincia a salire per il probabile arrivo
della sentenza della commissione di inchiesta a riguardo dei fatti
di Eboli. Ma questa è un'altra storia. Oggi vi dobbiamo raccontare
il vero esordio di Criniti che veloce come un lampo mette scompiglio
sulla fascia sinistra e in attacco. Fa spettacoli pirotecnici con
Cosa e alla fine risulta il migliore in campo, assieme a Cosa, nei
primi quarantacinque minuti. I due si completano a vicenda. Uno
corre, apre varchi, salta l’uomo, dribbla e fa uscire pazzo
l’avversario, quasi fosse un ragazzinop tal e tanta è
la voglia che ha di far bene. L’altro, lungaglione, fa da
torre, cerca ed ottiene l’uno due e qualche volta torna anche
indietro a coprire. Due instancabili lavoratori, Cosa e Criniti,
che mostrano il volto di questo neo Cosenza tuttofare alla bisogna.
Ed oggi c’era anche l’handicap in più. Non solo
su campo neutro e a porte chiuse, ma si è giocato su di un
terreno ai limiti della praticabilità. Zuppo di acqua all’inverosimile
(a Ricadi ha piovuto tutta la notte e tutta la mattina) il campo
da gioco era viscido ed imprevedibile. I palloni prendevano traiettorie
ingestibili ed uomini veloci come Criniti venivano anche penalizzati.
Ma lui, con la gran voglia di riprendere, sembrava volare sull’acqua.
Ci ha provato più volte a venire anche a capo della tenzone
cercando il gol e solo per un soffio la palla non ha varcato la
soglia della porta. Peccato davvero. Come premio per il suo rientro
il gol sarebbe stato davvero bello. Ed a questo pensava anche Vincenzo
Cosa che, messa la sfera dentro alla sua maniera (colpo di testa
preciso nell’angolino basso destro della porta, su di una
punizione calciata da centrocampo da Maglione, e l’incolpevole
complicità del portiere avversario che non trattiene la sfera
resa viscida dalla pioggia) ha provato e riprovato schemi e movimenti
per favorire la marcatura del compagno di reparto. Il suo gol fa
splendere di colpo il sole sul “San Giovanni Bosco”
ma per Criniti nulla da fare. Significativo l’abbraccio tra
i due sul termine dei primi quarantacinque minuti, quasi a suggellare
quel patto che solo due attaccanti possono sottoscrivere. Un patto
di belligeranza contro le porte avversarie. Davvero encomiabile
il loro impegno. Oggi, comunque, sul “San Giovanni Bosco”
di Capo Vaticano è esistita una sola squadra. Il Cosenza
di Mister Marulla. Chiude varchi, non corre alcun pericolo, gioca
la palla senza affanni e manda sul tappeto, già sul nascere,
le idee bellicose di Abbenante (ex di turno assieme a Coppola e
Colle, assente per infortunio) e Lo Bue. I Lupi, oramai, dopo quattro
giornate (ad Eboli non si è giocato purtroppo) si trovano
a menadito ed hanno composto una macchina quasi perfetta con meccanismi
già oleati. Anche se, bisogna dire il vero, qualcosa non
è proprio al top. La fascia destra per esempio, non brilla
come ad inizio stagione. De Girolamo sta tornando lentamente, forse
troppo, ai suoi livelli e la spinta su quel lato a volte lascia
a desiderare. Ma nel complesso tutto l’organico risponde bene.
Tant’è che per tutti i novanta minuti il Cosenza “abita”
nella metacarpo avversaria segnando due gol e cogliendo due traverse.
Da cineteca il secondo gol di Lio che si invola, coem suo solito,
sulla sinistra e poi, non vedendo compagni liberi arriva nella metacampo
e dopo aver preso la mira, guadando bene che il portiere fosse piazzato
al centro della porta, decide all’improvviso di tirare e libera
un bel pallonetto che si insacca nell’angolino basso di destra
del portiere avversario. Lo stesso angolino dove Cosa nel primo
tempo e nell’altra porta aveva depositato il suo colpo di
testa. L’Alcamo non regge l’onda d’urto e per
poco, anzi per imprecisione, non incassa la terza rete che Di Girolamo
aveva tutto i tempo per poggiare in porta. La precipitazione gli
fa sbagliare un gol quasi fatto. Ma va bene così. Buona anche
la quarta, ora si veleggia alla volta della Sicilia. Domenica la
trasferta più lunga del campionato. Trapani dall’altra
parte della Sicilia. In mezzo un viaggio lungo lungo con una sosta
intermedia mercoledì prossimo. Chissà l’ultimo
miracolo di San Francesco di Paola. Lui che davvero può,
provasse a mettere una parolina buona alla commissione federale.
Nel frattempo la tifoseria freme ed aspetta con ansia la possibilità
di ritornare nel San Vito. Al resto, dice il Presidente Intrieri,
ci penseranno i giocatori con un bel regalo per domenica prossima.
La classifica è li e nessuno cede. Ma il Lupi avanzano.
Il Rende batte
la capolista Real Marcianise e mette fieno in cascina
09/10 Con un gol per tempo il Rende di Silipo batte con una gran
prova di carattere l’ex capolista Real Marcianise del tecnico
Boccolini. Una vittoria salubre che scaccia i fantasmi di una crisi,
non invocata, ma alle porte dopo due gare perse di seguito per due
svarioni difensivi. Oggi il Rende, invece, è stato molto
accorto, provando prima con una difesa a tre e poi con una difesa
a quattro che, assieme ad un robusto centrocampo a cinque, ha dato
maggiore sicurezza alla squadra. E davanti, l’unica punta,
Galantucci, c’ha pensato due volte, prima a concretizzare
un gran lavoro di Benincasa , con un bel diagonale, e poi sugli
sviluppi di una punizione, spettacolare sforbiciata che inganna
il portiere ospite. Real Marcianise che non rende onore al blasone
di prima in classifica (per i campani prima sconfitta esterna) ma
è stato il rende che ha cercato, voluto ed ottenuto questa
vittoria.
Rende-Real Marcianise 2-0 (1-0)
Marcatori 37’ e 58’ Galantucci (R) Rende: Ambrosi, Morelli, Riolo, David, Altomare,
Braca, Benincasa, Alfieri (65’ Moschella), Galantucci (74’
Maniero), Criniti (70’ Novello), Scarnato. A disp. Vitale,
Occhiuzzi, Montano, D’Agostino. All. Silipo Real Marcianise: Della Corte, Ciano, Pagano (46’
Manco), D’Apice, Gallo, Chiavaro, Amita (60’ D’Ambrosio),
Di Napoli, Ferro (46’ Galizia), Poziello, Corsale. A disp.
Ciontoli, Masturbo, Della Ventura, Mariniello. All. Boccolini
Arbitro: Lupo di Matera
Ammoniti: David (R), Chiavaro, Galizia, D’Ambrosio (M)
Angoli: 7-2 per il Rende
Spettatori: 500 circa (Incasso devoluto in beneficenza)
Note: Osservato un minuto di raccoglimento per Franco Scoglio
Recupero: 5’ (1’ pt, 4’ st)
Classifica: Gallipoli punti 16; Melfi 14; Real
Marcianise 13; Cisco Roma, Giugliano e Taranto 12; Modica 10; Potenza
e Rende 9; Rieti, Viterbo, Pro Vasto, Latina e Vigor Lamezia 7;
Nocerina, Andria BAT e Vittoria 6; Igea Virtus 4.
(In serie C1 la prima, ai playoff dalla seconda alla quinta; in
serie D l'ultima, ai playout dalla quint'ultima alla penultima)
Non osservano
il minuto di silenzio per Scoglio e si dimette il presidente di
AIAC Calabria
09/10 Il presidente dell'Associazione Italia Allenatori di Calcio
della Calabria, Vincenzo Logozzo, ha deciso di dimettersi dal suo
incarico per protestare contro il ''mancato rispetto - scrive Logozzo
in una nota - del minuti di raccoglimento in memoria di Franco scoglio
sui campi di calcio della regione''. ''Nessun arbitro - prosegue
la nota - dalla eccellenza alla seconda categoria ha fatto osservare
il minuto di raccoglimento. A Gioia Tauro proprio sul terreno del
vecchio campo dove Franco ha allenato, malgrado la disponibilita'
delle squadre l'arbitro non ha potuto fare niente, perche' non era
stato informato ed a nulla e' servito l'esibizione del fax della
Presidenza Federale. La stessa cosa a Palmi, dove Scoglio ha giocato
nel vecchio Lopresti, e' risultato che nemmeno gli arbitri della
massima categoria dei campionati calabresi - eccellenza sono stati
avvisati''. ''Rasenta l'irreale - aggiunge Logozzo - l'episodio
di Marina di Gioia Jonica (Reggio Calabria) dove le squadre hanno
comunque deciso di effettuare il minuto di raccoglimento ad inizio
gara mentre la terna arbitrale si e' disinteressata passeggiando
per il campo. Oggi, insomma, e' stata una nerissima ed amarissima
pagina che macchia il calcio calabrese perche' umilia lo sport ed
i sentimenti umani''. ''Qualcuno dovra' spiegare - ha concluso -
perche' malgrado l'autorizzazione della Presidenza Federale gli
arbitri ed i loro dirigenti periferici non sono stati informati''.
Pronti per
la gara con l’Alcamo. Diretta TV e streaming su internet
08/10 Aria decisamente tranquilla e ambiente super-concentrato
questa mattina al San Vito. Giocatori impegnati nella rifinitura
con Marulla che da le ultime indicazioni che potranno rivelarsi
utili nella gara. Si prova la formazione che scenderà domani
pomeriggio in campo, sul neutro di Capo Vaticano il “San Giovanni
Bosco”. Partitella e poi schieramento tattico sul campo. Tutti
attenti e concentrati ai dettami del tecnico. A fine allenamento
Marulla non si sbilancia. “Tutte le partite sono uguali, Nessuna
è più facile dell’altra. L’Alcamo è
una squadra pericolosa come lo sono tutte el altre squadre. In serie
D nessuna partita è scontata. Certo noi andremo in campo
con la solita determinazione. Ai miei ho chiesto la stessa prova
di carattere e lo stesso impegno con cui hanno affrontato sinora
le partite. Non so se Criniti giocherà dal primo minuto.
Domani mattina vedrò il da farsi”. Un Marulla concentrato
al massimo torna al tradizionale con la formazione che in grosse
linne dovrebbe essere quella standard con Bruni tra i pali, Ambrosecchia
e Dierna sulle fasce difensive, Scorrano e Marcosano a centro difesa,
davanti a loro Vanzetto e Cordua, con Di Girolamo e Lio a spedire
palloni dalle fasce. Davanti il duo delle meraviglie Cosa –
Criniti. Ebbè, non c’è che dire. Ora la parola
passa al campo. A fine seduta l’elenco dei 19 convocati che
sono: portieri: Bruni, D'Auria; difensori: Ambrosecchia , Dierna,
Maglione, Marcosano, Scarlato, Scorrano; centrocampisti: Cordua,
Cozzolino,Di Girolamo, Levato, Lio, Sanso, Tocci;Vanzetto; attaccanti:Cosa,
Jovanic, Criniti. A casa, a tener compagnia a Senè, rimangono
Impiccichè, Longobardi e Morrone. Nel pomeriggio,poi, alle
17 la partenza per Capo Vaticano. Come tutti sapranno la gara verrà
trasmessa in diretta a partire dalle ore 14.15, con ampio pre-partita,
da TEN e digitalizzato in diretta streaming sul nostro giornale
all’indirizzo: http://www.nuovacosenza.com/direttatv.html
Franco Scoglio
verrà ricordato con un minuto di raccoglimento nelle partite
in Calabria, Sicilia e Liguria
07/10 Franco Scoglio sara' ricordato con un minuto di raccoglimento
sabato e domenica prossimi in Calabria, Sicilia e Liguria prima
dell' inizio delle partite di serie B e dei campionati minori. L'
iniziativa e' stata promossa dalla sezione calabrese dell' Aiac,
l' associazione italiana degli allenatori di calcio. I presidenti
calabresi delle due organizzazioni, Vincenzo Logozzo (Aiac) e Nino
Cosentino (Figc), che avevano rivolto la richiesta subito dopo la
morte di Scoglio, hanno ottenuto l' autorizzazione dalla presidenza
federale. Sulla scorta della richiesta fatta da Aiac e Figc della
Calabria sono state autorizzate ad attuare la stessa iniziativa
anche la Sicilia e la Liguria. ''Riteniamo doveroso - ha sostenuto
l' Aiac nazionale - ricordare la figura di Franco Scoglio che per
lunghi anni ha rappresentato per gli allenatori un simbolo di professionalita'
e di grande competenza calcistica. Il minuto di raccoglimento di
sabato e domenica rappresenta un ultimo tributo alla sua figura''.
L' Aiac e la Figc ricordano che e' stato proprio in Calabria che
Franco Scoglio ha iniziato la sua carriera di allenatore, prima
con le giovanili della Reggina, poi con la Gioiese in serie D e
ancora con la Reggina in serie C. Entro il mese di ottobre, inoltre,
sulla figura di Franco Scoglio sara' organizzato un incontro-dibattito
a Gioia Tauro.
Criniti si
presenta con un poker. Domenica diretta streaming su NuovaCosenza
06/10 Non c’è bisogno della zingar< per indovinare
il futuro. Con una coppia come Criniti e Csoa in attacco c’è
solo da stropicciarsi gli occhi e divertirsi. Sugli scudi, come
era prevedibile, la nuovissima coppia di attacco del Cosenza ha
fatto divertire, oggi pomeriggio, quanti sono andati allo stadio
ad assistere alla partita infrasettimanale giocata in famiglia.
Un solo tempo di sessanta minuti è quanto ha fatto disputare
Mister Marulla ai suoi uomini ben mischiati in campo. Senza Bruni,
vittima di un forte raffreddore Marcosano, alle prese con un indolenzimento
muscolare e al polpaccio e quindi tenuto precauzionalmente fermo
per un suo probabile recupero, con Senè e Morrone al lavoro
differenziato, in campo sono scesi Malfi, Dierna, Scorrano, Maglione,
Ambrosecchia, Di Girolamo, Vanzetto, Cordua, Lio, Cosa e Criniti
da una parte del campo e D’Auria, Tartaro, Impicciché,
Scarlato, Principe; Levato, Sanso, Tocci, Cozzolino; Jovanic, Molinaro
dall’altro lato. In difesa, quindi, Marulla senza Marcosano
ha dato le chiavi del pacchetto difensivo a Maglione, il bomber
da tre punti di due domeniche fa a Brindisi. Per lui il compito
gravoso di sostituire Marcosano se quest’ultimo non dovesse
riscuire a recuperare dal noioso risentimento che lo tiene bloccato
da due giorni. Ma le note liete, come prevedibile, sono venute dalla
sensazionale coppia d’attacco Cosa-Criniti. I due si trovano
a meraviglia e sembrano fatti uno per l’altro. Il grande Vincenzo
pronto di testa ad appoggiare al compagno libero e Criniti, in tutte
le salse, che non vede l’ora di buttarla dentro come meglio
gli aggrada. Poi oggi si è davvero scatenato. Sei a uno il
risultato finale e ben quattro marcature sono state realizzate da
Criniti. Quattro pregevoli marcature una più belal dell’altra.
DI testa, pallonetto, contropiede e in dribbling con finta le realizzazioni.
Con il solito Lio ad ispirare palloni di marca, e Cosa pronto alla
girata volate, il bomber rossoblu ha avuto lavoro per il suo mestiere.
Il bomber. Tra lui e Cosa una intesa incredibile. Non ci stanchiamo
di scriverlo. I due hanno così entusiasmato che Mister Marulla
sembra intenzionato a schierarli sin dal primo minuto. “Non
ha l’autonomia per tutta la gara, ci ha detto Mister Marulla,
ma penso che un tempo sarà possibile vederlo in campo”.
Non ci spiega s eil primo o il secondo. Il Mister ci lascia con
il dubbio. Ma di sicuro Criniti sarà in campo a dire la sua.
Le altre reti sono state realizzate da Di Girolamo e Ambrosecchia.
Di Levato il gol per l’altra formazione che fungeva da sparring
partner. Soddisfazione de tecnico che ci inoltre detto, a proposito
di Di Girolamo, “Il ragazzo questa settimana l’ho visto
decisamente più convinto e l’ho schierato sulla fascia”.
Quindi un ritorno all’antico, per così dire, con il
veloce laterale che torna nella sua zona di campo di competenza.
Come per la gara di due domeniche fa, la gara sarà trasmessa
in diretta televisiva su Ten Teleuropa Network. NuovaCosenza.com,
il quotidiano digitale più letto in Calabria, d’accordo
con TEN, rinnova l’impegno con tutti i suoi lettori mandando
in diretta su internet in video streaming la gara al seguente indirizzo:
http://www.nuovacosenza.com/direttatv.html
Nessuna irregolarità
per l’iscrizione della Reggina. Chiesta l’archiviazione
per Carraro
06/10 Nessuna irregolarita' dietro l'iscrizione della Reggina al
campionato di Serie A. Lo ha stabilito la procura di Roma, che ha
chiesto l'archiviazione degli atti relativi alla posizione del presidente
della Federcalcio, Franco Carraro. L'alto dirigente era indagato
per abuso d'ufficio in seguito ad una denuncia presentata dalla
Salernitana. La richiesta di archiviazione e' stata firmata dal
procuratore aggiunto Maria Cordova e dal sostituto Pietro Polidori.
Per Carraro e' stata sollecitata l'archiviazione anche in merito
alla querela per diffamazione presentata nei suoi confronti dal
presidente della Salernitana, Aniello Aliberti. Secondo i magistrati,
nessun illecito, secondo le norme del codice, e' imputabile a Carraro
per l' iscrizione del club amaranto in quanto avvenuto all' inizio
dello scorso luglio sulla base del via libera arrivato dalla Covisoc,
l' organo di vigilanza dei bilanci delle societa' di calcio, e,
soprattutto dalle sentenze del Tar del Lazio e del Consiglio di
Stato. L' inchiesta giudiziaria era partita con l' esposto della
Salernitana, rappresentata dall' avvocato Carlo Taormina, la quale
accusava la Figc di aver attuato una disparita' di trattamento.
In particolare, sosteneva il club campano, l' iscrizione della Reggina,
la cui esposizione con l' agenzia delle entrate sono state sanate
successivamente all' iscrizione, sarebbe stata irregolare. Nella
vicenda era parte lesa il Bologna di Giuseppe Gazzoni Frascara,
societa' che avrebbe preso il posto della Reggina in caso di esclusione.
Il Cosenza
batte per la seconda volta la Viribus Unitis. Il Presidente Intrieri
lancia l’abbonamento politico/vip. Domenica diretta TV e internet
05 ott 05 La giornata calcistica
del Cosenza si apre con quella notizia che già era nell’aria.
Il Giudice sportivo della serie D, Settembrino Nebbioso, ha schiarito
l’inizio ottobre dei lupi. Perdonateci il gioco di parole
ma giustizia (almeno la prima puntata) è stata fatta. Infatti
con il comunicato diramato dalla Lega nel primo pomeriggio, è
stato convalidato ed omologato il risultato del campo. Quel due
a uno sudato e portato a casa con tanto di magliette fradice di
sudore. Con questa notizia è ripresa nel pomeriggio la seduta
dei giocatori. Soddisfazione e clima allegro, come lo era nella
mattinata, hanno accompagnato i lupi per tutta la giornata. In mattinata
torchiati a dovere da Mister Pincente per la seduta atletica. Nel
pomeriggio pallone, pallone ed ancora pallone agli ordini di Msiter
Marulla. Tutti disponibili e prove di questo nuovissimo attacco
da leggenda, Cosa Criniti, che sta per andare in scena nel campionato
di serie D girone I. E si proprio loro due sono stati gli obiettivi
delle attenzioni speciali di Mister Marulla. A fine seduta, il bomber
di Stilo, ha preso in cura la coppia di diamante del Cosenza. Gol
a raffica e applausi dei presenti per lo spettacolo pirotecnico
dei due. Già da domenica aumenta l’autonomia di Criniti
e per lui almeno una trentina di minuti in campo domenica prossima.
E Senè non rimane a guardare. Anche lui, oramai re-integrato
nell’organico, ha ripreso alla grande il lavoro con il gruppo.
Qualche problema invece per Marcosano, che nel pomeriggio è
rimasto a riposo andando ad effettuare una seduta di fisioterapia
dal Dott. Canonaco, e per Jovanic che sul finire della seduta pomeridiana
ha avvertito problemi al ginocchio. In serata infine il Presidente
Intrieri ha incontrato i tifosi nella sala del Cinema Teatro Italia,
un centinaio in tutto, sciorinando le ultime novità di casa
rossoblu. Il Presidente (che vedete nel filmato) ha fatto un nuovo
appello alle istituzioni dopo che questa mattina il Sindaco di Cosenza
ha quantificato in soli ventimila euro, la sponsorizzazione della
squadra, contro i 120.000 promessi. “Le casse comunali non
possono permettersi altro - ha giustificato il massimo esponente
della società rossoblu – ed allora ho pensato di riaprire
gli abbonamenti solo per la tribuna numerata. Abbonamenti che propongo
a tutti i politici cosentini che fino ad oggi non si sono visti
per niente. E’ incredibile come – ha aggiunto Intrieri
– si fosse data dalla Regione Calabria una fideiussione di
18 milioni di euro per la Reggina, una sponsorizzazione di tre milioni
di euro in tre anni, sempre alla Reggina e un contributo di cinquecentomila
euro al Catanzaro. Con un vicepresidente di Cosenza e sette assessori
cosentini sembra che la Regione si fermi a Catanzaro ed a Cosenza
non si pensa affatto. E’ vero che giochiamo in serie D, ma
è anche vero che in serie D ci siamo finiti non per demeriti
sportivi ma per ben altro. Ora i politici, consiglieri, comunali,
consiglieri provinciali, consiglieri regionali, eletti a Cosenza
dovrebbero darmi una mano a uscire fuori da questa situazione. Lo
stesso dicasi per gli imprenditori che volgiono dare una mano. Già
il Sig. Gatto della Despar mi ha sottoscritto 50 abbonamenti. E
a proposito dei fatti di Eboli, la prossima settimana la Commissione
Federale emetterà il verdetto sui quanto accaduto lì
in Campania. Oggi siamo stati ascoltati io e Marino e successivamente
ho avuto un incontro con la Questura di Cosenza che mi sta dando
una grande mano. Sono stati proprio loro a dire che il tifo di Cosenza
non ha alcuna colpa tranne quei quattro. E nelle deposizioni alla
Commissione federale hanno deposto per come sono stati i fatti.
Cosenza ha tifosi per bene. Se pensate che ad Eboli, secondo quanto
mi ha segnalato la questura di Salerno, ci sono stati ben 80 diffidati.
Da oggi posso dire che sono ottimista e che aspetto con serenità
il verdetto del giudice. Una nota ai denigratori voglio farla: tra
due settimane dovranno abbozzare perchè saremo primi in classifica.
Infine una notizia in anteprima: Il Cosenza provvederà autonomamente
a fare quello che serve, telecamere, tornelli, badge, per riportare
la capienza a 29.000 posti così come è giusto che
sia per uno stadio come il San Vito. In settimana presenteremo la
poposta in Comune”. Un Intrieri a valanga che con il suo ottimismo
ha contagiato tutta la sala. Il presidente, inoltre, si è
detto sicuro di non aspettarsi alcuna penalizzazione anche se probabilmente
il San Vito resterà vuoto per un po’ di tempo. Indiscrezioni
sibilline che fanno presagire una squalifica di due o tre mesi,
o giù di lì. Infine la comunicazione che la televisione
TEN Teleuropa Network manderà in diretta televisiva, per
motivi di ordine pubblico, la gara che si disputerà sul neutro
di Capo Vaticano. Anche questa volta, NuovaCosenza.com offrirà
la diretta ai suoi lettori attraverso internet.
la sentenza del Giuidice Sportivo
2.1. Decisioni del Giudice Sportivo
Il Giudice Sportivo, Dott. Settembrino Nebbioso, coadiuvato dal
rappresentante dell’A.I.A., Prof. Antonio Sauro e dall’Assistente
di Segreteria Sig. Marco Ferrari, nella seduta del 4 ottobre 2005,
ha adottato le decisioni che di seguito integralmente si riportano:
GARA DEL 11/09/2005 COSENZA CALCIO S.P.A.
- VIRIBUS UNITIS
Il Giudice Sportivo,
- sciogliendo la riserva di cui al C.U. n°17 del 15\09\2005;
- esaminato il reclamo fatto pervenire, a seguito di tempestivo
preannuncio dalla Pol.Viribus Unitis e con il quale si deduce l'irregolare
partecipazione alla gara del calciatore Senno Giuseppe ( tesserato
Cosenza ) in quanto ancora destinatario di provvedimento di squalifica
inflitto dal Giudice Sportivo della Lega di Serie C e di cui al
C.U. n° 79\tb del 5\05\2005 (squalifica per una gara per recidività
in ammonizione - IV infrazione), invocandosi pertanto la sanzione
di cui all'art.12 comma 5 let.a) del CGS; - esaminate, altresì,
le controdeduzioni fatte pervenire dalla A.S. Cosenza Calcio spa;
OSSERVA
La A.S. Cosenza ha impiegato, nella gara di cui in epigrafe, dall'ottavo
del secondo tempo il calciatore Sanzo Giuseppe che, tesserato per
la medesima società, nella stagione precedente aveva preso
parte alla gara di Campionato Nazionale "D.Beretti" Catanzaro
– Cosenza riportando la sanzione della squalifica per una
gara effettiva per recidività in ammonizione. Dovendosi tale
circostanze ritenere pacifiche e documentate, il " thema -
decidendum " del presente giudizio verte sulla esecuzione della
sanzione. Se cioè il citato calciatore doveva necessariamente
scontare la squalifica, come sostenuto dalla reclamante, nella gara
di cui in epigrafe in quanto prima gara della stagione sportiva
successiva ai sensi dell'art.12 comma 6 del CGS, posto che la società
Cosenza non partecipa quest'anno al Torneo "D.Beretti, o se,
come sostenuto dalla resistente, andava scontata nel Campionato
Nazionale Juniores. Ai fini della decisione occorre prendere in
esame il parere interpretativo degli artt. 14 e 17 del C.G.S. reso
dalla Corte Federale in relazione a quesiti diversi formulati dalla
L.N.D. e concernenti le modalità per scontare le squalifiche
irrogate a calciatori ( C.U. n° 12 CF del 12\01\2004). In esso,
sebbene in ipotesi diverse ma simili, si afferma il principio "
della necessità che la pena inflitta al calciatore sia dallo
stesso effettivamente scontata nella stagione successiva, nella
squadra di sua militanza ed in gare omogenee ( e quindi, tipologicamente
corrispondenti) a quelle nelle quali era maturata la condotta punita".
Prosegue ancora la corte:" la conseguenza diretta di questo
processo ermeneutico è, pertanto, che - qualora non ricorre,
per le ragioni anzidette, il carattere di omogeneità tra
la gara del penato incriminante e gare attuali, la squalifica va
scontata in qualunque tipo di gara disputata dalla società
di attuale appartenenza del calciatore" (con l'unico limite,
che qui non rileva, della separatezza tra gare di campiontao e gare
di coppa). Alla luce di tale principio ermeneutico, l'indagine va
dunque rivolta ad accertare se possano essere individuate gare "omogenee"
rispetto a quella in cui è maturata la squalifica del calciatore
Senno ( gara di Campionato Trofeo Beretti ). La risposta, nel caso
in esame, deve essere affermativa. Se è vero infatti che
la A.S. Cosenza non disputa nella corrente stagione il Campionato
"D.Beretti", risulta tuttavia che la medesima società
è regolarmente iscritta quest'anno al Campionato Nazionale
Juniores. E tra i due campionati possono,senza dubbio, rinvenirsi
quei caratteri di omogeneità richiesti dalla Corte Federale.
Entrambi infatti, sono organizzati a livello nazionale ed hanno
le caratteristiche di competizione giovanile. Ne consegue dunque,
per quanto sopra esposto, che il calciatore Sanzo Giuseppe ha regolarmente
ed a pieno titolo preso parte alla gara di cui in epigrafe. Ne discende
il rigetto del reclamo;
P.Q.M.
delibera:
1) di respingere il reclamo;
2) di convalidare il risultato della gara conclusasi col seguente
punteggio: Cosenza – Viribus Unitis 2-1;
3) di addebitare sul conto della Viribus Unitis la tassa di reclamo.
Domenica si
gioca a Capo Vaticano. Marulla ricorda Scoglio.
04 ott 05 È ripresa sotto una pioggia battente la preparazione
del Cosenza per questa settimana. Una settimana che si preannuncia
ricca di avvenimenti per l’indagine federale che continua
ad andare avanti dopo i fatti di Eboli. Infatti nella giornata di
domani il Presidente Intrieri verrà ascoltato dalla commissione
d’inchiesta che sta raccogliendo tutte le informazioni di
quella nera domenica che vide i tifosi del Cosenza in balia degli
scalmanati del paese campano. Un pomeriggio da dimenticare anche
per il tifoso del Cosenza investito, premeditatamente da un auto,
dal quale fatto poi scaturirono i primi incidenti. Poi l’epilogo
del singolo tifoso “impazzito” che saltò la rete
di recinzione e che prese a calci il portiere di casa al primo minuto
di gioco. Una gara che non andava giocata per gli evidenti problemi
di ordine pubblico. Addirittura prima della gara una sassaiola prese
come obiettivo la panchina del Cosenza posta sul campo senza alcuna
protezione e fu costretta a spostarsi dall’altro lato del
terreno di gioco. Per quello che ne seguì, la Lega dispose
la sospensione del San Vito e la conseguenza di giocare a porte
chiuse e su campo neutro le restanti partite. Siamo alla terza gara
in questa situazione e l’indagine continua. Ma di questo ai
ragazzi che oggi correvano sotto la pioggia agli ordini di Mister
Marulla, non importa niente. Almeno apparentemente, e ce lo ha confermato
anche il tecnico, nulla si avverte nello spogliatoio. Meno male,
perché invece le preoccupazioni le ha il Presidente Intrieri
che oggi ha voluto assistere all’allenamento della squadra
ed ha dichiarato la sua preoccupazione amche ieri sera nel corso
di una trasmissione televisiva. “non è possibile che
per colpa di uno scalmanato, ne debba pagare le conseguenze un intera
città e la società che con tanti sacrifici sto costruendo”.
Ma al riguardo ancora nulla di ufficiale si prevede per questa settimana.
Nel frattempo che i Lupi si allenavano è giunta la notizia
della prossima sede del campo neutro per la gara in casa: si giocherà
a Capo Vaticano. In campo invece i lupi hanno sostenuto la solita
seduta di inizio settimana senza forzare tanto. Buone nuove dall’infermeria.
Senè è stato riaggregato al guppo e finalmente ha
potuto correre sul campo del sanvitino durante le solite partitelle.
Per lui ancora un paio di settimane. Chi invece comincia ad aumentare
di qualche tacca la sua autonomia, è Gianfranco Criniti che,a
detta di tecnico e medici domenica potrà giocare almeno per
una buona mezzora. Buona la sua intesa con Cosa. I due insieme,
oggi, hanno dato vita ad uno spettacolo pirotecnico. E con Senè,
quando sarà disponibile, sarà davvero un'altra musica.
I tre potranno giocare assieme, ci ha confessato il tecnico di Stilo,
visto che sia Senè che Criniti hanno coperto in passato il
ruolo di laterali. Insomma un bel progetto che prende forma giorno
dopo giorno. Riposo precauzionale invece per Lio e Cordua che hanno
svolto lavoro a parte. Nel breafing con la stampa, infine, Mister
Marulla ha ricordato il professore Scoglio, scomparso tragicamente
ieri sera in diretta tv. “Era un uomo contro corrente, ‘fuori
dal gregge’, coem amava definirsi, ci ha detto Marulla. Originale
nelle battute tra le quali ne ricordo una significativa che diceva:
‘Ci sono giocatori di pallone e giocatori di calcio’.
Un uomo che comunque mi ha lasciato un buon ricordo. Mi spiace perché
con la sua scomparsa il calcio perde un grande personaggio”.
Sulla gara il tecnico ha poi confermato quanto da noi analizzato
già domenica scorsa. “Il Ragusa ha un forte contropiede
e sulla sinistra ha una marcia in più con Bonarrigo. Mi sono
cautelato mettendo un uomo di esperienza in quel punto, Maglione,
scelta che mi ha poi obbligato a schierare un 87 sulla fascia per
ovviare alla mancanza di Dierna. Una squadra forte il Ragusa che
darà filo da torcere a tutti. Per il resto siamo a riserva
di giocatori per infortuni e varie, vedremo con il Presidente e
con Ciccio Marino come operare sull’organico. Certo è
che per trovare altri under ora è difficile, sono già
tutti accasati. Ma quelli che ho sono buoni”. Infine da segnalare
a strenua prova di Cosa, Cordua e Jovanic. “I tre –
ha detto il tecnico- hanno giocato ognuno con qualche problema.
Pensavo che non ce la facessero ed invece hanno retto bene. A aprte
Jovanic che non ha fatto preparazione e quindi giustifico la sua
condizione che comunque migliora giorno dopo giorno. Non dimentichiamoci,
infine, che in questa settimana abbiamo gicoatop tre gare importanti
in sette giorni.”. Domani doppia seduta.
Cosenza, in
arrivo la sentenza: pronti al peggio
03/10 C’è aria di pessimismo in città a proposito
della sentenza inerente ai fatti di Eboli che hanno portato all’arresto
di otto persone e dell’incredibile invasore, avvenuta al primo
minuto di gioco sella gara. La gara, che secondo tutti gli addetti
ai lavori, non andava affatto disputata, si inziò in un clima
ostile per via dell’investimento volontario di un tifoso del
Cosenza da parte di un’auto di Eboli. Pietre e bastoni arrivarono
sulla panchina del Cosenza e il commissario di campo presente fu
malmenato dai giocatori dell’Ebolitana. Poi l’apice
del tifoso che scavalcate le recinzioni senza alcuna protezione
e senza un’adeguata scorta di polizia (solo sei carabinieri
presenti per quattrocento tifosi di Cosenza) andò a sferrare
un calcio al portiere dell’Ebolitana. Un gesto senza senso
che il Presidente Intrieri ha subito evidenziato come anomalo e
probabilmente pilotato da qualche forza malavitosa. Infatti si venne
a sapere dopo il suo arresto che l’invasore era un sorvegliato
speciale. Il grave fu che dopo la sospensione della gara da parte
dell’arbitro, i tifosi locali chiamarono a raccolta tutto
il paese che arrivò al campo, armato di coltelli, accette
e armi, a dare “una lezione” ai tifosi del Cosenza distruggendo
autobus e aggredendo con ogni mezzo tutti i tifosi presenti, alcuni
dei quali riuscivano anche a difendersi. Una situazione simile avvenne
in serie B con un tifoso del Napoli che aggredì un giocatore
delle propria squadra. Ma allora di quel caso non se ne fece nulla.
Nessuna diffida al Napoli e nessuna squalifica al San Paolo.Ma soprattutto
non avvenne nessun incidente grazie al sostanzioso cordone sanitario
della Celere che evitò qualunque possibilità di incidente.
Oggi invece, sembra, che il giudice sportivo, secondo indiscrezioni,
voglia usare la mano pesante comminando una squalifica di sei mesi
del San Vito. Una situazione grave che di fatto farebbe saltare
in aria i piani di risalita immediata del Presidente Intrieri. Lo
stesso, in una trasmissione televisiva, ha ammesso che se una cosa
del genere dovessee accadere allora il progetto di risalita del
Cosenza potrebbe spostarsi alla stagione successiva. Nessun ente
pubblico, fuorché il Comune di Cosenza, ha dato una mano
o ha dato al propria disponibilità ad uscire da questa empasse.
“La Regione Calabria- ha detto Intrieri- che ha ben otto assessori
di Cosenza non si è fatta vedere ne sentire”. Il Presidente
Intrieri confidava negli incassi che i buoni risultati del Cosenza
avrebbero portato. Così, invece, tutto rischia di finire
e se non intervengono fatti straordinari la stagione si può
dire rimandata a data da destinarsi. Un epilogo amaro che vede ancora
una volta affondare intenzioni e buoni propositi in fondo al mare.
Mercoledì dovrebbe arrivare la sentenza ma l’ottimismo,
giorno dopo giorno, sembra svanire. Non è per fasciarsi la
testa, ma francamente, dopo quanto accaduto, è davvero difficile
essere ottimisti.
Giocatore della
Vigor Lamezia arrestato prima della partita
03/10 Vincenzo Capuozzo, di 29 anni, napoletano, e' stato arrestato
assieme ad altre 12 persone nell' ambito di un' operazione dei carabinieri
su una presunta organizzazione che avrebbe gestito un' attivita'
di spaccio di droga tra Molise, Campania e Puglia. L' arresto di
Capuozzo e' avvenuto ieri nell' albergo di Roma in cui il giocatore
era in ritiro prima dell' incontro della Vigor Lamezia con la Cisco
Roma allo stadio Flaminio. Secondo quanto si e' appreso, i fatti
contestati a Capuozzo risalgono ad alcuni anni fa, quando Capuozzo
giocava nel Montenero di Bisaccia (Campobasso). L' operazione, denominata
''Fuori gioco 2'', e' stata condotta dai carabinieri di Termoli.
Il Gip del tribunale di Larino, Roberto Veneziano, comincera' domani
la serie di interrogatori delle 13 persone arrestate nell'ambito
dell'inchiesta ''Fuori gioco 2'' condotta dal sostituto procuratore
della Repubblica di Larino Arianna Armanini. Sei degli arrestati
sono detenuti nel carcere di Larino, tre a Vasto, due a Roma e altrettanti
si trovano agli arresti domiciliari. I carabinieri di Termoli hanno
anche denunciato 15 persone - di cui 4 minorenni - compiuto 36 perquisizioni
domiciliari e sequestrato 70 grammi di hashish, 20 di cocaina e
sostanze anabolizzanti sequestrate. Il blitz ha interessato Petacciato
(Campobasso) e Montenero di Bisaccia (Campobasso), Vasto e San Salvo
(Chieti) e Roma. La droga - secondo gli inquirenti che lo scorso
9 luglio attuarono la prima fase dell'operazione ''Fuori Gioco''
- arrivava dalla Campania per essere poi piazzata dalla fitta rete
di piccoli spacciatori lungo le coste molisana ed abruzzese.
Muore durante
una trasmissione televisiva l’ex allenatore del Cosenza, Franco
Scoglio
03/10
E' morto in diretta, sotto i riflettori dello studio di un'emittente
televisiva genovese, parlando del suo Genoa, dopo un battibecco
con il patron Enrico Preziosi: il generoso cuore di Franco Scoglio,
il professore, non ha retto agli insulti dell'eta' e dell'emozione
e, dopo 64 anni, si e' fermato per sempre. Scoglio ha lasciato sbigottiti
gli altri quattro ospiti della trasmissione ''Gradinata Nord'',
il conduttore Giovanni Porcella, ed e' finito disteso sul pavimento
della Terrazza, lo studio di Primocanale sul grattacielo di piazza
Dante che domina tutta la citta'. I soccorritori del 118 che hanno
tentato invano di rianimarlo lo hanno lasciato a torso nudo, le
braccia in croce, qualche cerotto con degli elettrodi ancora applicati
sul petto, mentre attorno al corpo gli agenti di una pattuglia della
Volante svolgono gli accertamenti di rito e lo fotografano. Il professor
Scoglio era in procinto di partire per la Guinea Bissau, dove nei
prossimi giorni avrebbe dovuto firmare il contratto per allenare
la nazionale di quel paese africano. Un fascino, quello dell'Africa,
che lo aveva portato in Tunisia, in Libia per far crescere le giovani
squadre di quei paesi. Ma aveva chiesto ugualmente a Primocanale
di partecipare alla trasmissione piu' seguita dai genoani per parlare
del suo grande amore, il Genoa Cricket and Football Club, la piu'
antica societa' di calcio italiana che ha vissuto il suo anno piu'
nero, il 2005. E' arrivato in serata a Genova, e' sceso in un albergo
cittadino e, accompagnato da un volto storico delle televisioni
private genovesi, Vittorio Sirianni, ha raggiunto sulla Terrazza
di Primocanale il conduttore Giovanni Porcella e gli altri ospiti,
i giornalisti Nino Pirito e Domenico Ravenna e Claudio Onofri. Il
dibattito si e' subito animato quando e' intervenuto per telefono
l'ormai ex presidente del Genoa Enrico Preziosi. Alla richiesta
di Scoglio di aprire un franco confronto sulla societa' rossoblu,
di dialogare, Preziosi si e' detto perplesso: ''Perche' dovrei confrontarmi
con lei, io sono il presidente''; ''Vede, questo conferma che lei
non cerca il dialogo, vuole solo monologhi''; ''i dialoghi si fanno
con la tifoseria, non con lei che e' un ex allenatore; che titolo
ha di parlare del Genoa?''. Ma il tono si e' alzato quando Preziosi
ha detto: ''Senta, Scoglio...''. ''Quando si rivolge a me - ha replicato
l' ex allenatore - mi deve chiamare dottore o professore, perche'
io la chiamo presidente...'; ''Io la chiamo Scoglio...''; ''E allora
io la chiamo Preziosi...''. Il conduttore Giovanni Porcella e' allora
intervenuto per calmare gli animi e chiamare altri interlocutori.
Dopo tre-quattro minuti, mentre Preziosi parlava, gli ospiti hanno
visto Scoglio tutto un tratto sbiancare in volto, rantolare e reclinare
il capo all'indietro sulla sedia. ''Pensavo che stesse scherzando
- dice Ravenna, corrispondente del Sole 24 Ore e appassionato tifoso,
che gli era seduto accanto - pensavo che volesse prendere in giro
Preziosi fingendo di dormire mentre lui parlava. Invece stava morendo!''.
La trasmissione e' stata subito interrotta e sono stati praticati
i primi soccorsi a Franco Scoglio, mentre veniva chiamato il 118.
La squadra di soccorritori, arrivata in pochi minuti, ha cercato
di rianimare l'allenatore, ma senza risultato. Un sussulto del corpo
ha riacceso le speranze, ma era solo il risultato delle manovre
rianimatorie. Il cadavere e' rimasto per terra, sotto l'accecante
luce dei riflettori. ''Siamo addolorati, sconvolti, perche' abbiamo
perso un vero amico''. Il direttore dei servizi giornalistici di
Primocanale, Mario Paternostro, si fa interprete dello choc che
ha colto i colleghi dell'emittente e gli ospiti della trasmissione
per la morte in diretta di Franco Scoglio, mentre i cronisti accorrono
a Primocanale per prendere notizie. ''Aveva chiesto lui di partecipare
alla trasmissione, Gradinata Nord, proprio per parlare del suo Genoa'',
precisa Paternostro. ''Siamo vicini con grande affetto ai suoi familiari
ed in particolare a suo figlio'', conclude il direttore dell' emittente,
che e' stato a lungo vicedirettore del Secolo XIX. In piazza Dante,
sotto la sede di Primocanale, nella notte cominciano ad affluire
i tifosi del Genoa che in questo anno terribilis avranno ancora
qualcosa per cui piangere. La scheda
Franco Scoglio era nato a Lipari (Messina) il 2 maggio 1941. Aveva
iniziato la carriera di allenatore nel 1972, nelle giovanili della
Reggina; tra il 1973 e il 1981 aveva guidato la Gioiese (2 volte,
sempre in serie D), il Messina (con cui aveva esordito in C), l'Acireale
(D) e la Reggina (C1). Nella stagione 1981/82 era tornato alla Gioiese,
in Interregionale, e aveva vinto il suo primo campionato. Dopo una
sostituzione con la Reggina (C1) e un subentro con l'Akragas (C1),
nel 1984 era tornato al Messina e aveva guidato i siciliani alla
promozione in B (1985/86) e, nei due anni seguenti, a due ottimi
campionati nella serie cadetta. Dal 1988 aveva disputato due tornei
sulla panchina del Genoa: aveva vinto il campionato di B e ottenuto
una brillante salvezza in quello di A. Dal 1990 al 1998 non era
riuscito piu' ad allenare per una stagione intera: tra esoneri e
dimissioni aveva guidato il Bologna (serie A), l'Udinese (B), la
Lucchese (B), il Pescara (B), il Genoa (A), il Torino (A), il Cosenza
in serie B nella sfortunata annata 96/97 in cui il Cosenza retrocesse,
sostituendo De Biasi e poi sostituito di nuovo da de Biasi, e l'Ancona
(B). Nell'autunno del '98 era diventato commissario tecnico della
nazionale tunisina, con la quale si era piazzato quarto nella coppa
d'Africa 2000. A febbraio del 2003 era arrivata la chiamata del
Genoa: Scoglio si dimise da Ct della Tunisia, praticamente qualificata
ai Mondiali, per tornare ad allenare i rossoblu'. Guido' il Genoa
nelle ultime 16 giornate (due da allenatore non ufficiale e poi,
dal 2 marzo, 14 da allenatore ufficiale) portandolo alla salvezza.
Terminata la stagione, Scoglio aveva accettato l'incarico di ct
della Libia, con contratto annuale rinnovabile. L'obiettivo erano
i Mondiali 2006. Ma la vittoria sul Congo nella prima gara di qualificazione
alla Coppa d'Africa 2004 per 3-2 (8/9/02 a Tripoli nel gruppo 9)
si rivelera' la sua unica partita ufficiale sulla panchina libica,
delle quattro complessive. Il 16 dicembre 2002 subentro' a Colomba
nella guida del Napoli per poi essere esonerato l'11 marzo. Successivamente
aveva stipulato un contratto con la tv araba 'Al Jazeera' per commentare
il calcio italiano in una trasmissione. Era consulente del presidente
della Lucchese e partecipava, come opinionista, a Controcampo e
ad altre trasmissioni che parlavano di calcio. Quella tenuta a 'Primo
Canale', emittente locale genovese, e' stata l'ultima lezione del
'Professore'.
02/10
Si torna a casa con un bel punto dalla Sicilia. Uno zero a zero,
quello con il Ragusa, che lascia anche un pizzico di amaro in bocca
al tecnico che a fine gara si lamenta della cattiva sorte avuta
sotto porta. “Dobbiamo essere più cattivi sottoporta.
Dovevamo chiudere la gara con le due occasioni avute da Cosa. Nel
secondo tempo non abbiamo visto l’avversario e nonostante
avessimo fatto un gran numero di cross non siamo riusciti a portare
via l’intera posta”. Eppure il Mister la gara l’aveva
preparata bene. Rinnovata a sorpresa la fascia destra con Maglione
in difesa e Levato adattato a laterale di centrocampo, Marulla si
era preparato bene la gara coprendosi su quella fascia dove il Ragusa
è più forte. Ovviamente questa mossa ha comportato
il sacrificio di Dierna e Di Girolamo. Il difensore, classe 87,
è stato rimpiazzato, per forza di cose dal suo pari grado
di età, Levato a centrocampo, lui che centrocampista non
è, per la necessità di utilizzare l’esperto
Maglione, che garantiva migliore copertura in difesa. Un gioco ad
incastro. Un mosaico da costruire con i giocatori guardando al carta
d’identità. In attacco, al fianco di Cosa, la scelta
obbligata è caduta sul giovane Jovanic, classe 86, che ha
giocato finchè ne aveva. Altro a disposizione non c’era.
E per quel gioco della coperta corta, che comunque bisogna garantire
i quattro under (un 85, due 86 e un 87) in campo, è uscita
fuori una buona formazione da fuori casa, coperta al punto giusto
che però ha avuto qualche affanno in avanti. Il solo Cosa
non può cantare messa e portare la croce. Se poi aggiungiamo
che il Cosenza era reduce da una dura gara di Coppa giocata mercoledì
contro la Vibonese, allora si spiega anche il calo avuto in questa
partita. Tre gare in sette gironi pesano a chiunque. Figuriamoci
al Cosenza che aveva Cordua e Cosa non proprio al top della condizione.
Anzi i due (che non hanno giocato l’intera gara di Coppa)
hanno tenuto sulle spine il tecnico fino a sabato. Ma alla fine
il punto ottenuto fa tenere le posizioni alte della classifica in
un secondo posto del tutto onorevole, viste le vicissitudini degli
ultimi tempi. Da tenere conto, pure, che in un fazzoletto di due
punti, in pratica, c’è metà delle squadre del
girone I. Un groppone di testa che conferma un campionato senza
veri e propri schiacciasassi. Quattro squadre a otto punti, quattro
a sette e il Siracusa a sei dimostrano quanto affermava Marulla
nelle conferenze di inizio campionato. Non c’è la squadra
ammazza campionato , o meglio, aggiungiamo noi, la squadra c’è
e si chiama Cosenza ma non lo possiamo dire. In tre gare sette punti
e si aspetta l’esito delle indagini sui fatti di Eboli. I
più sperano nella ripetizione della gara, visto quanto accaduto
in maniera così rocambolesca. Fare arrivare quasi cinquecento
tifosi e non aver organizzato un servizio d’ordine, bè,
ci sono gravi responsabilità per chi ha messo su il servizio
di ordine pubblico, a prescindere dal fatto che la gara non andava
affatto disputata. Pietre in campo e in panchina e recinzione alta
un metro e mezzo senza forse dell’ordine a tutelare il campo
di gioco. Ma tornando alla gara, il Cosenza ha pensato più
a non prenderle nel primo tempo che a cercare la via del gol. Difesa
perfetta con gli unici due pericoli, se così possiamo chiamarli,
per due disattenzioni, la prima al 25’ allorquando Boemia
vedeva Bruni fuori dai pali e provava con un pallonetto da fuori
area a farlo secco , ma il numero uno si salvava smanacciando in
angolo e la seconda sul finire dei primi quarantacinque minuti quando
Bruni e Ambrosecchia pasticciavano un po’ e liberatisi in
angolo trovavano in Maglione il salvatore della patria che sventava
sulla linea di porta. Primo tempo, insomma, controllato dai lupi
che attendono i locali per imbavagliarli per bene dopo un lungo
periodo di studio delle due squadre. Nel secondo tempo la premiata
ditta Lio e Cosa si mettono in azione. Tremila cross arrivati in
area, prima Jovanic e poi Cosa non riescono a globalizzare in rete
le pennellate del francesino calabrese. Poi è la traversa
a dire no a Cosa e sulla panca Marulla si mangia le mani. Il tecnico
sostituisce lo slavo, un attaccante, con Cozzolino, che attaccante
non è (altro non c’era), e il risultato è che
si gioca con qualche attacco in più. Lo stesso Cozzolino
è autore, assieme a Lio, di ottimi spunti offensivi. Ma la
sostanza rimane quella di prima, Cosa non può cantare e suonare
da solo. Tanto più che la stanchezza del mercoledì
affiora nelle gambe e gli ultimi minuti sono altalenati con una
occasione per uno. Da una parte Leone si vede neutralizzato un tiro
dai venti metri da Scorrano e dall’altra una punizione da
ultimo minuto, fatta ripetere per l’ostruzione di Bonarrigo,
che altro non fa che spostare vento sulla porta del numero uno siciliano.
Ultimi venti secondi per Gianfranco Criniti che fa il suo battesimo
in maglia rossoblù. Troppo poco tempo per “quagliare”
qualcosa. Per lui, dirà alla fine il mister “ci vorranno
ancora una ventina di giorni, non si poteva rischiare di rovinare
il lungo lavoro di recupero”. Nel frattempo aspettiamo in
settimana qualche cenno dalla Federazione. La prossima a porte chiuse
è contro l’Alcamo. Un ultimo pensiero va al tifo. In
settimana, dopo che questa estate si erano sciolti anche gli Old
Style, si è sciolto il gruppo storico del tifo ultrà
del Cosenza, i Cosenza Supporters, vera avanguardia di tifo e di
iniziative sociali della curva che hanno segnato un periodo lunghissimo
di belle cose fatte in campo e in città. Una grave perdita
per tutto il tifo cosentino che mostra il periodo di transizione
che la tifoseria sta vivendo in questo momento. Speriamo soltanto
che questa crisi generalizzata venga superata al più presto.
Cosenza ha sempre fatto storia nelle curve di tutta Italia ed è
un vero peccato assistere inermi a quanto sta accadendo. Un periodo
di riflessione profonda che speriamo porti ad una rifondazione di
tutto il tifo organizzato di cui Cosenza è sempre stata all’avanguardia.
Ma a portare alta la bandiera dei tifosi, a Ragusa erano in quaranta,
ad incitare nel lontano capoluogo siciliano i colori rossoblu. A
loro l’encomio del Presidente Intrieri che sottolinea come
Cosenza meriti di tornare al più presto tra i professionisti,
soprattutto per loro.
Ragusa-Cosenza: 0-0 Ragusa: Lucenti, Vindigni, Boemia, Spinelli F.,
Desideri, Romeo D., Vasile, Cervillera, Pierucci (37’ Prete),
Bonarrigo, Leone . All.: Infantino Cosenza: Bruni, Maglione, Ambrosecchia, Vanzetto,
Scorrano, Marcosano, Levato, Cordua, Cosa (93’ Criniti), Lio,
Jovanic (61’ Cozzolino). All.: Marulla. Arbitro; Sabatini da Viterbo Assistenti Messina e Greco Ammoniti: Vanzetto, Scorrano, Cordua (C), Bonarrigo
(R). Recupero: 6’ (2’ pt t.; 4’ st).
Calci d'angolo: 5 a 3 per il Ragusa Spettatori: 700 circa con la presenza di una quarantina
di tifosi rossoblù