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Notizie di Cronaca
dal 27/9 al 1/10

 

Continua la protesta dei lavoratori del Consorzio Ferro Sparviero

01/10 Prosegue da parte dei lavoratori addetti all' irrigazione e alla manutenzione delle reti scolanti l' occupazione della sede del Consorzio di Bonifica ''Ferro e Sparviero'' di Trebisacce, che va avanti da lunedi' scorso. ''Considerato - ha sostenuto Antonio Gaetani, segretario comprensoriale della Flai-Cgil, a conclusione dell' assemblea di stamattina - che ancora non abbiamo ricevuto alcuna risposta alle nostre richieste e che ancora non c' e' stata nessuna convocazione del consiglio d' amministrazione del Consorzio per discutere della stabilizzazione dei lavoratori precari e per la definizione di tutti gli atti necessari a consolidare, finanziariamente e strutturalmente, il Consorzio, i lavoratori, unitamente ai responsabili sindacali, nel corso dell' assemblea hanno deciso di proseguire la loro protesta continuando a occupare la sede consortile. Si e' anche deciso di invitare a unirsi alla lotta dei precari anche i lavoratori idraulico forestali, che non hanno alcuna certezza di vedersi pagate, nemmeno nei prossimi giorni, le spettanze che avanzano da alcuni mesi''. ''L'incontro di ieri con l'assessore Dima - ha aggiunto Antonio De Gregorio, segretario provinciale della Uila Uil - non ha prodotto le garanzie minime per interrompere la protesta. Al di la' delle frasi di circostanza e delle belle intenzioni i vertici del Consorzio hanno tentato di scaricare ogni responsabilita', e ve ne sono, sugli organi regionali. C' e' stata la conferma della volonta' di qualcuno di voler giocare la classica partita di ping pong, dove i lavoratori sono costretti a fare la pallina. Noi non ci stiamo. Continueremo nella lotta fino a quando non avremo risposte concrete e impegni precisi''.

Sommerso in edilizia: firmato accordo contro il lavoro nero

01/10 Sicurezza e legalità, assenza di normativa sugli appalti, difficoltà di accesso al credito. Sono questi alcuni dei punti trattati nei giorni scorsi tra la Commissione regionale per l’emersione guidata da Mimmo Barile e le parti datoriali e sindacali dell’universo degli edili. Un settore che soffre, soprattutto in Calabria, di un’elevata utilizzazione di manopera non regolare. Per debellare questo fenomeno nei cantieri, il mondo dell’edilizia si è riunito con gli esperti del Comitato nazionale presiduto da Luca Meldolesi e quelli della Commissione regionale, sottoscrivendo un Avviso comune regionale che contempla una serie di misure che consentono di avviare un progetto d'urto per l'occupazione, fronteggiando con tutti gli strumenti possibili il fenomeno sommerso nel settore edile.
L’iniziativa, promossa dalla rete regionale per l’emersione coordinata dal tutore nazionale per l’emersione Cosimo Cuomo, è finalizzata a ridurre il gap del lavoro nero in edilizia, portandolo verso standard europei attraverso una nuova strategia basata su principi come la ‘bilateralità’ e la ‘premialità’. Il documento sottoscritto prevede, tra l’altro, l’attivazione di un Tavolo permanente per monitorare l'universo del sommerso in un settore esposto alla facile utilizzazione di manodopera non regolare. Un tavolo attorno al quale le parti discutano tutte le problematiche di settore e ricerchino soluzioni concertate, bilaterale appunto. Altro strumento contemplato dall'Avviso è la “premialità”, la cui essenza è quella di incoraggiare le imprese interessate dal fenomeno a uscire dal sommerso e porsi in una condizione di regolarità. Più nello specifico i firmatari dell’accordo hanno posto in essere alcune considerazioni sia di merito che di metodo. Non solo atti formali dunque, ma atti sostanziali pronti a contrastare, come mai in passato, il sommerso nei cantieri. Una vera e propria task force che individui e debelli collegialmente tutte le forme di irregolarità, favorendo più occupazione e nel contempo una cultura del fare regolare e del fare legale condiviso. Tuttavia sotto la lente dei firmatari non mancano quelle incongruenze che impediscono di procedere ad una vera regolarizzazione: a cominciare dalle criticità specifiche che il territorio calabrese esprime nel mondo edile, ed in particolare all’assenza di una legge regionale sugli appalti pubblici; ad una normativa che garantisca la sicurezza dei lavoratori; la legalità quale elemento essenziale dell’agire civile ed imprenditoriale; congruità tra manodopera impiegata, costo del lavoro, tempi di esecuzione, prezziario regionale, valore degli appalti, ribasso d’asta; sub-appalti; razionalità di vigilanza e controllo; difficoltà di accesso al credito dal che ne deriva un facile ricorso all’usura e alla criminalità organizzata. Al seguito le parti datoriali, sindacali ed istituzionali hanno posto i seguenti obiettivi: contrastare in maniera strutturale il ricorso a forme di economia sommersa e lavoro irregolare; qualificare il comparto dell’edilizia pubblica e privata calabrese in termini di tutela del lavoro ed emersione, garanzie per le imprese (concorrenza leale), innovazione (certificazione, sistemi di premialità per le imprese regolari), trasparenza e legalità, prevenzione di forme di irregolarità e di contaminazioni di tipo ambientale; elevare il livello di cultura imprenditoriale e professionalità degli operatori del settore edile; fondare un sistema di monitoraggio del comparto e per l’osservazione dell’andamento occupazionale, della vitalità imprenditoriale, delle criticità e dei bisogni dello stesso, anche per effetto dell’introduzione di novità legislative, prescrizioni, sistemi di certificazione e innovazioni in genere; razionalizzare e ottimizzare i rapporti tra le parti a diverso titolo interessate al comparto (rappresentanze, vigilanza e controllo, stazioni appaltanti, formatori); procedere a una revisione della normativa regionale in materia di edilizia; L’Avviso regionale calabrese è il primo ad essere sottoscritto, dopo quello nazionale del dicembre scorso. Il documento è stato definito col concorso sostanziale delle parti riconosciute portatrici di conoscenze ed esperienze specialistiche di settore. Tutti i firmatari, rappresentanti dei lavoratori e della parte datoriale, hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa e per il supporto della rete regionale per l’emersione.
Hanno inoltre confermato l’adesione a questa strategia premiale e bilaterale nel settore edile, convenendo sulla necessità di procedere in futuro ad iniziative analoghe anche in altri settori, quali ad esempio il mondo dell’agricoltura del manifatturiero e dei servizi.

Ponte sullo stretto “operazione ciclopica e di azzardo”

01/10 Un gruppo di esperti e' stato ascoltato dalla commissione consiliare del comune di Messina, che ha il compito di valutare l' impatto sociale e ambientale del ponte sullo Stretto. ''Si tratta di un atto meramente formale perche' l' iter della costruzione segue il suo corso'', ha affermato Piero Ciucci, amministratore delegato della societa' Ponte. ''La prima settimana di ottobre il Consiglio della societa' - ha detto Ciucci - si riunira' per valutare i soggetti qualificati all' appalto. Poi a gennaio sara' fatta la scelta e quindi l' appalto sara' aggiudicato''. I responsabili scientifici della Ponte sullo Stretto hanno illustrato i risultati delle loro analisi: Remo Calzona, ordinario di Tecnica delle Costruzioni alla Sapienza di Roma, Giorgio Piana, del Politecnico di Milano, e Michele Yamiolkowski, del Politecnico di Torino, hanno discusso delle caratteristiche tecniche del Ponte, confrontandolo con altre strutture simili nel mondo, in particolare in Giappone. Secondo i docenti la struttura avrebbe la massima stabilita', nessun problema di aerodinamica e impatto ambientale quasi nullo. Di parere diverso Federico Mazzolani, ordinario di Tecnica delle costruzioni dell' Universita' di Napoli, secondo il quale ''si tratta di una operazione ciclopica e di un azzardo''. ''Un conto e' studiare sui modelli - ha detto - un conto e' la realta'. Il progresso tecnologico evolutivo ha i suoi tempi e credo noi non siamo ancora pronti per una struttura di 3 chilometri e 300 metri''.

Il boss Pangallo ucciso con una pietra dopo una lite

01/10 Sarebbero ad una svolta le indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Melito Porto Salvo sull' assassinio di Antonino Pangallo, di 34 anni, ucciso nelle campagne di Roccaforte del Greco la mattina di martedi' scorso. Il fascicolo dell' inchiesta, intanto, e' stato assegnato al sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia, Alessandra Nunnari. Antonino Pangallo, contrariamente a quanto era stato ipotizzato in un primo momento, e' morto (ma gli esiti dell' autopsia non sono ancora stati definiti) per le conseguenze di una profonda ferita alla testa infertagli con una pietra e con particolare violenza da qualcuno che si trovava in sua compagnia. Le verifiche ed i sospetti degli investigatori sono concentrate su una sorta di summit che si sarebbe svolto proprio nei pressi del luogo del delitto, a cui avrebbero preso parte personaggi della 'ndrangheta di Roccaforte del Greco. ''Riunione'' nel corso della quale sarebbe esplosa una lite sfociata con l' assassinio di Antonino Pangallo. Gli inquirenti sembrano escludere, al momento, il riesplodere della faida di Roghudi, un feroce scontro tra le ''famiglie'' mafiose del triangolo Roccaforte del Greco-S. Lorenzo-Roghudi che negli anni '90 fece segnare numerosi ed efferati fatti di sangue, tra cui l' attacco, avvenuto dieci anni fa, all' abitazione dei Pangallo a Roccaforte del Greco. Un raid che costo' la vita ad uno dei fratelli del pregiudicato ucciso martedi' scorso.

A Rocca Imperiale in vendita gli immobili del paese per ristrutturare il castello

01/10 A Rocca Imperiale, piccolo comune calabrese al confine con la Basilicata, il sindaco, Ferdinando Di Leo, e' pronto, con tutti i suoi concittadini, a mettere in vendita tutti gli immobili del paese per trovare i fondi necessari alla ristrutturare del castello federiciano che e' in pessime condizioni strutturali. ''Siamo disponibili a tutte le iniziative - ha detto il sindaco - pur di salvare il castello. Certo quella di vendere tutti gli immobili del nostro paese e' una forma provocatoria ma se sara' necessario siamo disponibili anche a farlo''. Per realizzare la ristrutturazione del castello, secondo alcuni studi tecnici realizzati nei mesi scorsi, servono oltre venti milioni di euro. ''Una cifra - ha aggiunto - che noi, con il nostro misero bilancio comunale, non potremo mai mettere a disposizione. Il nostro castello e' un bene tutelato dalla sovrintendenza ma sta candendo a pezzi. Servono degli interventi urgenti e tempestivi per evitare che la struttura vada distrutta''.

Nominata la commissione assegnazione alloggi a Rossano

01/10 Con decreto del Presidente della Giunta Regionale della Calabria N. 95 del 11.06.2004, e' stata riconosciuta la Commissione per l'Assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, ricadenti nella Circoscrizione del Tribunale di Rossano. A presiederla e' stato nominato il Dott. Giuseppe Stasi, Magistrato di Cassazione, noto e stimato nell'ambiente giudiziario di questo comune per avervi, a suo tempo, svolto le funzioni di Pretore, prima e di Giudice Istruttore e di Presidente facenti funzioni, dopo. Componenti della Commissione sono: Ottavio Dodaro, dipendente dell'ATERP di Cosenza; Mauro Venulejo, rappresentante del SICET; Antonio Salvo, rappresentante del SUNIA. Svolge le funzioni di Segretario Giuseppe Madeo, incaricato dal Sindaco del Comune di Rossano. Compito della Commissione e', non solo quello di predisporre la graduatoria definitiva, concernente le domande di assegnazione, presentate dai soggetti facenti parte di nuclei familiari residenti nell'ambito territoriale di sua competenza, ma anche quello di esaminare e decidere in ordine agli eventuali ricorsi che gli interessati dovessero presentare avverso le graduatorie provvisorie predisposte dai Sindaci dei vari Comuni. Attualmente, la Commissione sta completando le graduatorie relative ai Comuni di Caloveto e Terravecchia. Procedera' poi all'esame di pratiche concernenti S. Demetrio Corone e Pietrapaola, in attesa che pervengono delucidazioni e chiarimenti richiesti a tutti i Comuni del Circondario che sono stati adempienti in ordine alle prescrizioni di cui alla legge regionale n. 32/96 che, tra l'altro, fa loro obbligo di procedere all'emanazione di bandi generali e di integrazioni biennali. La nomina della Commissione - si sottoliena in un comunicato - e' stata accolta con soddisfazione dai residenti del Circondario nella speranza che essa contribuisca per quanto di sua competenza ad intervenire in situazioni non piu' tollerabili di occupazioni abusive di alloggi di edilizia residenziale pubblica.

L’ucraino ucciso a Corigliano, vittima di un raid razziale. Due arresti. Si cerca una terza persona. Coinvolto un minorenne.

01/10 Potrebbe essere stato provocato da un movente razziale l'assassinio di Vasyl Slanina, l' immigrato ucraino di 51 anni ucciso il 26 settembre scorso a Corigliano Calabro. E' quanto e' emerso dalle indagini dei carabinieri, svolte sotto le direttive della Procura della Repubblica di Castrovillari, che hanno portato al fermo dei due presunti responsabili dell' omicidio, Pasquale Marasco, di 20 anni, e Marco Ruggeri, di 26. Il sostituto procuratore Paolo Remer, che ha coordinato le indagini che hanno portato ai due fermi, parlando con i giornalisti delle modalita' dell'uccisione di Slanina, ha parlato di ''un'aggressione brutale che fa pensare ad un vero e proprio raid razziale''. L'immigrato, secondo quanto ha riferito anche il comandante della Compagnia dei carabinieri di Corigliano Calabro, cap. Massimiliano Dovico, e' stato aggredito mentre dormiva e colpito con calci e pugni. L'uomo e' stato poi finito con un bastone. All'aggressione ha partecipato una terza persona, di cui non sono state fornite le generalita', che risulta irreperibile. E' accusato di omicidio volontario al pari del ventenne Pasquale Marasco e del ventiseienne Marco Ruggeri, finiti in manette ieri sera e oggi pomeriggio dinanzi al gip di Rossano Salvatore Iulia per la convalida dell'arresto. La terza persona e' al momento irreperibile, mentre gli inquirenti coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica di Rossano, Paolo Remer, stanno valutando il ruolo nell'omicidio di un quarto giovane, minorenne Gli investigatori hanno sottolineato anche la fattiva collaborazione fornita dalla popolazione di Corigliano Calabro per l'identificazione dei responsabili dell'omicidio . Secondo il sostituto procuratore Remer, inoltre, ''c'e' il rischio che episodi come l'assassinio di Vasyl Slanina si possano ripetere, anche se questo non significa che Corigliano Calabro sia una citta' invivibile o razzista. Tutt'altro. La possibilita' che simili episodi si ripetano e' comunque collegata alla massiccia presenza di extracomunitari nella zona dell'alto ionio cosentino e al fatto che anche a Corigliano c'e' qualcuno che non li vede di buon occhio''.

Malgeri (CSV): “Dopo la liberazione delle Simone ci sentiamo più liberi”

01/10 ''Con le due Simona, oggi ci sentiamo piu' liberi tutti. 'Due di noi' avevamo intitolato il primo intervento nel numero 0 della nostra Newsletter. E intendevamo dire due volontarie, due cittadine impegnate, due cittadine attive come noi. Ma oggi, dopo quanto e' successo in questi lunghi giorni, dopo quanto ciascuno ha sentito dentro di se' per il dolore provocato da questo sequestro, quel 'Due di noi' ha assunto un altro significato''. A sostenerlo e' stato Gianni Malgeri, direttore del Centro di servizio per il volontariato della provincia di Cosenza. '''Due di noi' - ha aggiunto - oggi non sono solo i volontari, non sono solo gli italiani, sono milioni di cittadini, nel e del mondo, anche tanti arabi e musulmani, che si riconoscono e gioiscono per la liberazione di Simona e Simona e degli altri due sequestrati. Anche i sequestratori, prima di liberarle hanno chiesto perdono. Un gesto incredibile e' diventato realta'. Non importa se e' stato pagato un riscatto. Quel che e' successo ha, infatti, un' importanza epocale. Parla della forza della non violenza, del consenso per un certo modo di essere, di operare, della sua capacita' di parlare alle coscienze di tutti, di culture e credi diversi, e di infrangere anche i muri piu' alti e resistenti. L' auspicio e' che si apra una riflessione profonda e fuori dai vecchi schemi su quanto accaduto''. ''Ancora - ha proseguito Malgeri - e' troppo presto per dire che fare. Il primo passo pero' e' prendere coscienza del fatto che il modo di essere volontari puo' cambiare il mondo. Una nuova consapevolezza. Partiamo da qui. Dall' angoscia siamo passati alla speranza. E con gioia e con fermezza riprendiamo l' appello del nostro Presidente della Repubblica, Ciampi, per le altre persone rapite in Iraq: 'Ed ora liberateli tutti'''.

La DIA sequestra beni per sei milioni di euro al presunto boss Antonio Nirta

01/10 Beni mobili ed immobili per un valore di sei milioni di euro sono stati sequestrati dalla Dia ad un presunto boss della 'ndrangheta, Antonio Nirta, di 85 anni, di San Luca, considerato uno dei capi storici della criminalita' organizzata calabrese. Il sequestro e' stato compiuto dal Centro operativo di Reggio Calabria della Dia, diretto dal col. Francesco Falbo, in esecuzione di un decreto emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura della Repubblica di Locri. Tra i beni sequestrati, oltre a vari immobili, anche le quote sociali ed il patrimonio aziendale di due societa', la Poliambulatorio Salus e la Pio center srl, con sede entrambe a Bovalino e la cui proprieta', anche se intestate ad alcuni familiari del boss, e' riconducibile, secondo le indagini svolte dalla Dia, ad Antonio Nirta. La societa' Pio center gestisce un centro sanitario a Bovalino in cui vengono effettuate analisi cliniche ed ambientali. Secondo quanto ha riferito la Dia, una parte dell'edificio in cui ha sede la societa' Poliambulatorio Salus risulta ceduta in locazione, insieme ad una serie di apparecchiature mediche particolarmente costose, all'Asl di Locri, che vi gestisce una serie di servizi sanitari di medicina preventiva e polispecialistica. Nel provvedimento di sequestro rientrano inoltre due edifici di quattro piani ciascuno ubicati uno a Benestare (Reggio Calabria) e l'altro a Bovalino, per una superficie complessiva di tremila metri quadrati, e due terreni di oltre mille metri quadrati ciascuno. Sequestrati anche conti correnti e depositi bancari per oltre 450 mila euro. Un fratello di Antonio Nirta, Giuseppe, considerato uno dei capi dell'anonima sequestri calabrese, fu ucciso in un agguato nel 1995 quando aveva 82 anni. Un nipote dello stesso Antonio Nirta, Bruno, figlio del fratello Francesco, fu assassinato in un altro agguato nel 1986. Il sequestro dei beni e' stato disposto dopo che la Dia ha accertato la sproporzione tra il patrimonio riconducibile ad Antonio Nirta ed i redditi derivanti dalla sua attivita' di capo squadra forestale. La stessa Dia di Reggio Calabria ha sequestrato altri beni appartenenti ad un altro boss della 'ndrangheta, Domenico Libri, di 70 anni, capo dell'omonima cosca di Reggio Calabria. I beni, consistenti in due unita' immobiliari ed in una quota societaria, hanno un valore di circa centomila euro.
- Nirta: da forestale a miliardario. Voleva dare ai figli, ai quali aveva fatto seguire gli studi universitari, un'immagine di rispettabilita' ed un futuro senza imprevisti sotto l'aspetto economico e cosi' aveva realizzato un vero e proprio impero finanziario. Antonio Nirta, 85 anni, e' il patriarca della 'ndrangheta reggina. Il patrimonio di 6 milioni di euro sequestratogli dalla Dia non derivava certo dalla sua attivita' ufficiale di capo squadra degli operai forestali. Il "cursus honorum" mafioso di Nirta, infatti, e' degno del suo rango criminale. All'interno della cosca il boss era coadiuvato dai fratelli Giuseppe, ucciso a 82 anni nel 1995, Francesco e Sebastiano. Il primo, plurindagato per associazione mafiosa, omicidio, strage, traffico di sostanze stupefacenti ed altri gravi delitti, era indicato come capo storico dell'anonima sequestri calabrese e mafioso d'alto rango. Fu ucciso da una raffica di colpi di arma da fuoco in pieno volto. Francesco vanta a sua volta vari precedenti. Anche'egli ritenuto uno dei capi storici della 'ndrangheta, e' stato piu' volte sottoposto a misure di prevenzione personale e misure di sicurezza. Il terzo fratello, Sebastiano, accusato di omicidio volontario, associazione mafiosa ed altri gravi reati, e' deceduto nel 1986 per cause naturali. La carriera di Antonio, cresciuto in seno alla cosca, e' costellata di procedimenti penali ed assoluzioni per insufficienza di prove, che non configurano, pero', secondo gli inquirenti, un indice di estraneita' ai fatti delittuosi attribuitigli. Ai fini del sequestro dei beni, infatti, sono sufficienti dei semplici indizi. Le sue vicende penali ebbero inizio nel 1935 con una denuncia per il reato di minaccia a mano armata ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Nel 1953 gli fu irrogata la prima diffida di pubblica sicurezza, mentre nel 1967 fu colpito dal primo mandato di cattura per associazione per delinquere, estorsione e tentato omicidio. Nel 1969 Antonio Nirta prese parte al famoso raduno di Montalto, una vera e propria assemblea della 'ndrangheta, cui parteciparono alcuni degli esponenti piu' autorevoli del crimine organizzato calabrese; per tale motivo fu condannato dal Tribunale di Locri a 2 anni e 7 mesi di reclusione per associazione per delinquere. Piu' volte arrestato nell'ambito delle indagini su alcuni sequestri e sull'omicidio di Bruno Strangio, oltre che per reati di estorsione, il vecchio boss di San Luca, nel tentativo di porre fine alla sanguinosa faida tra i Nirta ed i Vottari, apertasi nel mese di febbraio dell 1993 nella zona di San Luca e Plati', rimase coinvolto in un fatto criminoso assai significativo. Nel corso di un'intercettazione ambientale, il 16 maggio 1993, fu infatti accertata la sua presenza nell'abitazione di Rosa Errigo, moglie dei defunto boss Paolo De Stefano, allo scopo di tentare una mediazione fra esponenti di spicco della criminalita' reggina in grado di raggiungere l'obiettivo della pacificazione nella faida. Negli anni '90, in seguito a varie operazioni anticrimine (operazione "Aspromonte" 1 e 2, operazione "Zagara" ed altre) ed alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, Nirta fu raggiunto da provvedimenti restrittivi che ne misero in luce il potere nell'ambito della criminalita' organizzata calabrese, nonche' i contatti fra gli affiliati di San Luca, a lui legati, con esponenti di elevato spessore cnminale di Plati' e di Africo. A differenza di quanto accaduto ai fratelli Giuseppe, assassinato nel 1995, e Francesco, al quale nel 1986 uccisero il figlio Bruno, non sono mai stati compiuti attentati alla vita di Antonio Nirta o a quella dei suoi familiari, probabilmente in considerazione dell'elevato rango criminale da egli raggiunto.

Si è costituito un componente del Clan Muto, ricercato dalla Polizia

01/10 Un ricercato nell'ambito dell'operazione Azimuth - che il 5 settembre scorso' porto' in carcere oltre settanta presunti affiliati al clan Muto di Cetraro, accusato a vario titolo di 40 capi di imputazione, tra i quali spiccano l'associazione per delinquere di stampo mafioso e l'usura - si e' costituito nella tarda serata di ieri alla questura di Cosenza. Si tratta di Delfino Lucieri, 46 anni, di Cetraro, accusato di associazione per delinquere di stampo mafioso, rapina, usura ed estorsione. Oggi, intanto, e' stata disposta la scarcerazione di Roberto Cesareo, costituitosi nei giorni scorsi, per il quale sarebbero cadute alcune accuse.

La Regione partner del consorzio “Scuola Mediterranea di Design”

01/10 La terza Commissione consiliare, “Politica Sociale”, presieduta da Salvatore Vescio ha ascoltato stamani, in audizione, l’architetto Stefano Muscari Tomajoli, presidente del Consiglio di amministrazione della Scuola Mediterranea di Design. Il professionista è stato ascoltato nell’ambito della definizione, in atto, oggetto della valutazione della Terza Commissione, di un progetto di legge di iniziativa dell’ex capogruppo di An, Alberto Sarra, adesso assessore regionale al Personale, e di un provvedimento amministrativo – di cui è relatore lo stesso presidente Vescio - di iniziativa della Giunta regionale, che dettano norme per la partecipazione della Regione Calabria alla società consortile Scuola Mediterranea di Design di Reggio Calabria. L’architetto Muscari Tomajoli, nel suo intervento, ha evidenziato l’importanza della Scuola che, tra l’altro, promuove corsi di alta formazione, di aggiornamento, favorisce scambi culturali e progettuali a livello nazionale, promuove l’innovazione tecnologica, nonchè iniziative utili per la crescita della nostra regione.

Sabato 2 il trentennale della scomparsa di Antonio Guarasci.

01/10 L'Università della Calabria è tra i soggetti promotori dell'iniziativa curata dalla Fondazione Antonio Guarasci che domani, sabato 2 ottobre, a Rogliano ricorda il trentesimo anniversario della scomparsa del primo presidente della Giunta Regionale della Calabria.
Come noto aderiscono, inoltre, a tale importante evento, la Regione Calabria, la Provincia e il Comune di Cosenza, il Comune di Rogliano e l'Istituto di Istruzione "A. Guarasci" dello stesso comune, che comprende il Liceo Scientifico e l'Istituto Tecnico Commerciale.
La manifestazione prevede, alle ore 10,00, nel Duomo San Pietro di Rogliano, una Santa Messa celebrata dall'Arcivescovo Metropolita della Diocesi di Cosenza - Bisignano, Mons. Giuseppe Agostino. Per le ore 11,30, nell'Auditorium del Liceo Scientifico, avrà luogo, la manifestazione commemorativa si aprirà con i saluti delle autorità e a seguire vi saranno delle brevi testimonianze introduttive a cura dell'on. Piero Bassetti, del giornalista Domenico Nunnari e del Vice Ministro ai Trasporti, on. Mario Tassone. Sono previsti poi gli interventi del sottosegretario alla giustizia, on, Jole Santelli e dell'on. Giacomo Mancini.
E' prevista, inoltre, la partecipazione del Presidente della Giunta Regionale della Calabria,on. Giuseppe Chiaravalloti, del Presidente della Provincia di Cosenza, on. Mario Oliverio, e del Sindaco di Cosenza, Eva Catizone.
A conclusione della manifestazione verranno consegnate agli studenti dell'Istituto Superiore d'Istruzione di Rogliano le borse di studio istituite dalla vedova, sig.ra Geltrude Guarasci, in memoria del prof. Antonio Guarasci.

Il 1° Don Alfonso Gatto ad Acri in concerto per Susy

30/09 Un paragone impossibile? Probabilmente, sì. Chi, infatti, oserebbe azzardare un qualsivoglia raffronto fra il principe dei cantautori italiani, Lucio Dalla e don Giancarlo Gatto, prete-cantautore e parroco di un quartiere di periferia, come viene spesso definito il quartiere “San Vito” di Cosenza, in cui da oltre un anno egli svolge un’opera pastorale ed evangelizzatrice assai apprezzata e considerata?Eppure c’è qualcosa che unisce i due personaggi, così antitetici e diversi: la stessa voglia di cantare la vita, il gusto di raccontare la grandezza e la drammaticità dell’esistenza, le mille domande che assillano l’uomo e che attendono, da sempre, una risposta esaustiva e convincente.Per una strana e casuale coincidenza entrambi si esibiranno il 1° ottobre alla stessa ora, in posti diversi.
Il primo sarà a Rende, nella grande piazza del Metropolis, definita “Piazza dei miracoli”, dove verranno ad ascoltarlo migliaia di giovani di tutta la provincia; il secondo terrà il suo concerto-testimonianza ad Acri, presso la locale Chiesa di San Domenico, dove cento, al massimo duecento persone (tra cui tantissimi giovani) verranno poste, ancora una volta, di fronte alla drammaticità dell’incontro dell’uomo con Dio, che ha la pretesa di essere l’unica risposta plausibile ed esauriente per tutti, credenti e non. Ma c’è di più. Don Giancarlo dedicherà il suo concerto a Susy, una ragazza ventunenne di Acri, scomparsa il 21 giugno scorso, al termine di una grande sofferenza provocatale dalla leucemia, che nel suo diario, cinque giorni prima di morire, scriveva: “Forse la mèta non è la vita, ma è la forza della vita, che senti nella tua anima, anche quando di fronte a te c’è la morte, la capacità di credere di far parte di un qualcosa di più grande e bello, che nessuna malattia o sofferenza possono cancellare”.Al centro delle due esibizioni ci sono, dunque, i giovani, la cui domanda sul senso ultimo delle cose e della vita si fa sempre più forte e radicale ed attende risposte semplici ma definitive.Chissà, se al termine dei due concerti, tra i giovani del Metropolis e quelli di Acri, ce ne sarà qualcuno che, dopo aver ascoltato Lucio Dalla e don Giancarlo, possa finalmente dire di aver scoperto per sé il motivo per cui oggi, nel secolo di Internet e delle stragi mediatiche, in cui muoiono centinaia di donne e bambini innocenti, vale ancora la pena vivere e morire?
Rosita Dinapoli (undici ann,i quasi dodici)

Il 23 il ministro Pisanu sarà in Consiglio regionale nella seduta sulla sicurezza. Fedele: “Un segnale importante”

30/09 Il ministro dell' Interno, Giuseppe Pisanu, sara' il 23 ottobre a Reggio Calabria per presenziare ad una seduta straordinaria ed aperta del Consiglio regionale della Calabria dedicata alle questioni della legalita' e della sicurezza. Pisanu, come informa il consiglio regionale, ha accolto l' invito in tal senso che gli era stato rivolto il 3 settembre scorso dal presidente del Consiglio regionale, Luigi Fedele. Invito rinnovato dopo l' annuncio di dimissioni, poi rientrate, da parte del sindaco di Villa San Giovanni, Rocco Cassone, a causa della serie di intimidazioni subite. ''Aderisco senz'altro - scrive Pisanu in una lettera inviata al presidente Fedele - al suo cortese invito. L' occasione rappresenta la giusta risposta corale alla sfida criminale nei confronti delle comunita' calabresi''. Immediato il commento positivo del Presidente del Consiglio regionale Luigi Fedele: ''La presenza del Ministro dell' Interno nell' aula della massima Assemblea elettiva calabrese, per una seduta straordinaria aperta alle rappresentanze istituzionali e alle parti sociali, costituisce gia' di per se' un segnale importante e senza precedenti''. ''Un segnale - aggiunge Fedele - che certamente verra' colto appieno innanzitutto da quanti, per spirito di servizio verso le loro comunita', mettono a repentaglio anche l' incolumita' dei propri familiari e dai purtroppo innumerevoli professionisti, operatori economici e semplici cittadini vittime di attentati, intimidazioni e minacce. L' invito che avevo rivolto al Ministro il 3 settembre aveva poi riscosso il sostegno unanime di tutti i gruppi consiliari, sancito cinque giorni dopo nella Conferenza dei capigruppo, e da numerosissime adesioni che mi sono pervenute da parte di organizzazioni della societa' civile e da cittadini di tutte e cinque le province calabresi che, evidentemente, hanno colto pienamente il senso della mia iniziativa. Il positivo riscontro da parte dell' on.Pisanu dimostra la sensibilita' dell' uomo di governo verso la sollecitazione proveniente da un' Assemblea elettiva che si fa interprete, ancora una volta, delle preoccupazioni, delle angosce, dei timori e del vivo allarme che in questo momento sono piu' che mai avvertiti in Calabria per l'intensificarsi degli attacchi criminali di stampo mafioso''. Secondo Fedele, inoltre, ''la presenza di Pisanu nell' aula di palazzo Tommaso Campanella, oltre a rappresentare un' occasione importante per dar voce alla Calabria degli onesti, che rappresenta la stragrande maggioranza e lavora e produce nella legalita', conferma anche un' attenzione nuova verso la nostra regione che gia' avevamo rilevato dagli importanti risultati conseguiti, ne abbiamo avuto ampie prove, del resto, negli ultimi anni, con l' opera fattiva del ministero di Pisanu, che si sta rivelando rigorosa, serena, di notevole spessore e frutto di un' attenta valutazione del fenomeno''.

Due donne arrestate a Schiavonea per detenzione di canapa indiana

30/09 I carabinieri di Corigliano, hanno arrestato stamani a Schiavonea due donne, una albanese Beqiri Bukuriye, di anni 49, di Tirana e residente a Corigliano e G.I. di 21 anni, di Corigliano. Nel corso di una perquisizione nella loro abitazione, i carabinieri le hanno trovate in possesso di 78 grammi di canapa indiana.La Bukuriye e' stata trasferita in carcere, mentre G.I. e' stata scarcerata perche' madre di una bambina in tenera eta'.

Gentile: “Orgogliosi per la candidatura all’Oscar del Film di Amelio”

30/09 ''Penso di poter interpretare il sentimento di tutti i calabresi se dico che siamo orgogliosi del fatto che 'Le Chiavi di casa', del regista calabrese Gianni Amelio, sia stato scelto per rappresentare l' Italia agli Oscar: adesso tifiamo tutti affinche' arrivi la nomination''. E' quanto sostiene in una nota l'assessore regionale al turismo , Giuseppe Gentile. ''E' un film - ha aggiunto - di una bellezza straordinaria, intimo, sobrio, delicato, con un Kim Rossi Stuart monumentale. Peraltro e' bello che la colonna sonora sia stata firmata da Vasco Rossi, che consideriamo calabrese a tutti gli effetti''. ''L' infanzia difficile di Amelio - ha concluso - ma la genuinita' che lo ha pervaso, formandolo come un regista straordinario di cui tutti siamo fieri: ci vediamo a Los Angeles''.

Lettera di Confagricoltura ai parlamentari calabresi. “Gli oneri sociali in crescita, ostacolo allo sviluppo del settore agricolo”

30/09 ''Dobbiamo purtroppo constatare che ancor oggi i gravi ed irrisolti nodi della previdenza agricola continuano ad affollare gli ''incubi' degli agricoltori calabresi''. E' questo in sintesi - spiega un comunicato - l'amaro sfogo del presidente della Confagricoltura Calabria, Francesco Macri' che, facendosi portavoce del sempre piu' diffuso malcontento degli imprenditori agricoli, ha inviato una lettera a tutti i parlamentari calabresi per evidenziare come l'elevato costo degli oneri sociali, in continua crescita, ed in particolare l'annosa questione della cartolarizzazione dei crediti INPS, rappresentano un duro ostacolo per lo sviluppo occupazionale nel settore agricolo calabrese. ''Molte aziende agricole – si legge nella missiva del Presidente dell'Organizzazione degli imprenditori agricoli calabresi - non riescono a far fronte, con regolarita', al pagamento dei contributi previdenziali ed assistenziali, peggiorando di giorno in giorno la loro esposizione debitoria nei confronti dell'INPS''. Ad aggravare la situazione, a parere della Confagricoltura Calabria, vi e' il fatto che, ormai, gli accordi di riallineamento retributivo - che in modo sostanziale sono riusciti ad alleggerire il costo del lavoro negli anni scorsi e a far emergere il lavoro sommerso - si sono conclusi con la fine del 2003 e non possono piu' essere reiterati. ''La legge delega per la riforma del sistema pensionistico, recentemente approvata dal Parlamento - continua Macri' - deve rappresentare un'utile occasione per porre mano all'ordinamento previdenziale agricolo, in modo tale da realizzare, finalmente, un sistema trasparente ed efficace che assicuri costi sostenibili per le imprese e adeguate tutele ai lavoratori. Questa e' l'unica strada per restituire competitivita' alle imprese calabresi, combattere il lavoro
nero e rilanciare l'occupazione in agricoltura''. ''Ma nessuna speranza - conclude il Presidente Macri' - ci puo' essere per l'avvenire, se non si trova il modo di chiudere i conti col passato, dando la possibilita' alle imprese agricole, indebitate con l'INPS, di sistemare in modo agevolato la loro posizione debitoria''.

Numerosi campi sportivi della provincia dichiarati inagibili.

30/09 Numerosi campi sportivi della provincia di Cosenza sono stati dichiarati per motivi di sicurezza, inagibili e quindi inadatti a ospitare le partite di calcio delle squadre dilettanti di prima, seconda e terza categoria. Lo si e' appreso da una nota del consigliere provinciale e leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli. Per affrontare il problema domani mattina alle ore 9 si terra' un incontro presso la prefettura di Cosenza tra il vice prefetto vicario Diego Vanella e la terza commissione consiliare provinciale composta dal presidente Antonio Pratico (Margherita), dal vice presidente Francesco Bruno (An) e dai consiglieri Mario Bria (Verdi), Giovan Battista Genova (Ds),Angelo Forte (Italia dei Valori), Tonino Belmonte (Margherita), Luigi Garofalo (Udeur), Flaviano Federico (Sdi), Michele Ambroggio (Ds), Gilberto Raffo (Nuovo Psi), Filippo Fiorillo (Udc)e Franco Corbelli (Diritti Civili). La Commissione provinciale ha disposto una indagine ricognitiva dei campi di calcio su tutto il territorio provinciale. Sono stati anche programmati degli incontri con l' assessore provinciale allo Sport, Rosetta Console, ed ai Lavori Pubblici, Arturo Riccetti. ''Molte squadre di calcio - sostiene Corbelli - di piccoli centri a pochi giorni dall' inizio dei campionati si sono ritrovati senza il campo sportivo per il provvedimento della prefettura di Cosenza che per motivi di sicurezza ha chiesto ai sindaci di verificare i vari impianti sportivi. E' successo cosi' che diversi campi di calcio sono stati dichiarati non agibili anche per piccole mancanze che potrebbero benissimo e facilmente essere riparate''. ''Occorre per questo - ha concluso - un intervento delle Istituzioni ai vari livelli ma anche un po' di elasticita' e tolleranza da parte sia della prefettura che dei sindaci. Va bene garantire le condizioni di sicurezza ma senza porre limiti e vincoli difficilmente superabili e non determinanti per la sicurezza dei campi di calcio''.

Istituita l’agenzia regionale per la cultura

30/09 La Giunta regionale, su proposta dell' assessore Saverio Zavettieri, ha istitutito l' Agenzia regionale per la cultura. L' agenzia, secondo quanto riferisce una nota dell' assessorato alla Cultura, ha il compito di gestire e valorizzare i beni culturali proprieta' o comunque detenuti dalla Regione e di valorizzare i beni culturali presenti sul territorio calabrese e la promozione delle varie attivita' culturali. ''L' Agenzia - hadetto l' assessore Zavettieri - rappresenta uno strumento per estendere sull'intero territorio regionale la fruizione del patrimonio bibliotecario attraverso la creazione di un sistema bibliotecario regionale. Un sistema che mira a promuovere e disciplinare l' organizzazione bibliotecaria regionale attraverso una serie di interventi che possano potenziare e creare qualita' per valorizzare l' immenso patrimonio bibliografico sparso nei vari enti pubblici''. ''Il sistema bibliotecario regionale - si afferma ancora nella nota - sara' il vero fiore all' occhiello dell' Assessorato, che mira a creare un coordinamento dei vari sistemi bibliotecari, l'attuazione di una rete integrata di strutture e servizi bibliotecari e documentari, l' acquisizione, la conservazione, la tutela, la valorizzazione e la pubblica fruizione dei beni librari e documentari. La Calabria sara' al centro di una grossa operazione in cui grazie alle nuove tecnologie si dara' l' opportunita' di mandare in rete il contenuto delle maggiori opere rappresentative della tradizione culturale calabrese, il tutto coordinato alla rete bibliografica nazionale ma collegato alla realizzazione di una mediateca in ciascuno dei 12 distretti territoriali gia' individuati.Queste intenzioni sono state recepite dalla Giunta regionale, che ha accolto la proposta elaborata dalle strutture del Dipartimento 10, guidato dal dirigente Gaetano Princi, ma fortemente seguita in ogni iter dall' assessore Zavettieri, un ente che avra' sede a Catanzaro con risorse strutturali, umane e finanziarie. Un organismo che sara' dotato di autonomia organizzativa, amministrativa, contabile e patrimoniale, attraverso la creazione e l' azione del Direttore amministrativo, del Comitato tecnico scientifico e del Collegio dei revisori dei conti''. ''La dotazione organica dell' agenza - riferisce ancora il comunicato - sara' costituita da personale assegnato ai vari sistemi bibliotecari regionali, tenendo conto delle risorse di cui alla legge regionale 20 del 2003. Nei prossimi mesi saranno svolti tutti quegli adempimenti amministrativi, tra cui il regolamento di funzione dell' Agenzia, la nomina del Comitato tecnico scientifico, composto da cinque membri, nominato dalla Giunta regionale su proposta dell' Assessore alla Pubblica istruzione. tra esperti, docenti e ricercatori universitari di comprovata esperienza, ed il Collegio dei revisori''

Approvata, in Giunta regionale, la normativa sulla polizia locale

30/09 ''L'approvazione, da parte della Giunta regionale, della proposta di legge, relativa alla normativa in materia di Polizia locale e sicurezza urbana ed il conseguente, prossimo, esame in Assemblea, da un lato mi consenta di esprimere soddisfazione, dall'altro notevole ottimismo''. E' quanto sostiene l'Assessore regionale Alberto Sarra. ''Soddisfazione, certamente, sul piano culturale, storico e di salvaguardia e rilancio delle proprie radici, ma ancor piu' in termini pratici sotto forma di controllo del territorio medesimo e, quindi, di standard di sicurezza omogenei da raggiungere, ma anche di tutela della natura e dell'ambiente. L'istituzione, come previsto dalla proposta di legge, di organismi, finalizzati alla gestione dei servizi e delle risorse umane e strumentali, dovra' fornire, in termini concreti, quelle risposte che sul piano dell'efficacia e dell'efficienza non sempre, in passato, sono risultate adeguate rispetto alle legittime istanze dei cittadini. Imprescindibile - ha proseguito l'assessore Sarra – primo punto della proposa di legge, il riordino della normativa vigente in materia di polizia locale, che passa anche attraverso l'assegnazione ai singoli Enti di specifici settori di competenza: cosi' le province si occuperanno particolarmente di attivita' venatoria e dell'ambiente e del territorio, mentre i Comuni definiranno piani annuali di interventi per la sicurezza urbana ed individueranno le aree da sottoporre a tele-sorveglianza. Un altro aspetto di assoluto rilievo, nella medesima ottica di operativita' concreta, sara' rappresentato dalla istituzione di una vera e propria sala operativa, funzionale a fronteggiare ogni situazione di emergenza per la sicurezza urbana''.

Un pensionato di Rossano si toglie la vita in ospedale

30/09 Un pensionato di 64 anni si e' tolto la vita lanciandosi dal terzo piano della tromba delle scale dell'ospedale civile ''Nicola Giannettasio'' a Rossano. L'uomo, che era ricoverato da alcuni giorni nel reparto di medicina probabilmente per un male incurabile, stamane eludendo la sorveglianza dell'unico infermiere di turno, ha compiuto l'insano gesto.

L’idrogeno verde a Soveria Mannelli

30/09 Il Comune di Soveria Mannelli nell’agosto del 2003 aveva installato “abusivamente” una cella ad idrogeno presso il Palazzo Comunale “Cimino” e nell’occasione erano state inviate delle mail alle massime cariche dello Stato per sollecitare un forte impegno sulle energie rinnovabili. Adesso, a distanza di circa un anno, per la prima volta l’idrogeno viene riconosciuto per legge alla pari delle fonti rinnovabili e viene finalmente considerato tra le risorse energetiche che usufruiscono dei cosiddetti “certificati verdi”. Infatti, è stata varata dopo due anni di aggiustamenti la “riforma Marzano” sul riassetto del settore energetico nazionale, che è stata approvata a maggioranza dalla Camera dei Deputati. Si tratta di una vittoria delle “Cittaslow” che va nel segno tracciato dai progetti e dalle azioni delle cento città del buon vivere e degli altri soggetti amministrativi, sindacali ed economici che con Jeremy Rifkin hanno firmato il 6 settembre 2003 la “Charta di Orvieto” per la promozione dell’Economia dell’Idrogeno. Tra le Cittaslow pionierie e firmatarie, c’è Soveria Mannelli e tra le organizzazioni il Progetto “Eùmedia”, ideatore di “Soveria ad Idrogeno”. Pertanto, da oggi il Comune di Soveria Mannelli dispone di uno strumento in più per realizzare progetti pilota, incentrati sull’utilizzo dell’idrogeno. C’è voluto un black-out nazionale e il prezzo del barile di petrolio schizzato a record mai visti, per spingere le politiche energetiche nazionali ed europee a prendere in seria considerazione anche l’idrogeno. Come sottoscrittrice della “Charta di Orvieto”, Soveria Mannelli è impegnata a sostenere una nuova politica energetica basata sull’idrogeno “verde”, cioè a partire da fonti di energia rinnovabili, rompendo dunque risolutamente e definitivamente con l’economia ormai insostenibile basata sull’energia degli idrocarburi e sul nucleare. Per realizzare al più presto un’azione integrata in cui coinvolgere cittadini ed imprese e rendere autosufficiente il Palazzo Comunale “Cimino” attraverso una cella all’idrogeno, si è tenuto ieri un incontro operativo presso la Regione Calabria, tra il Dirigente del Settore Energia regionale Domenico Lemma, il Presidente del Consiglio Comunale di Soveria Mannelli Mario Caligiuri ed i tecnici del progetto “Eùmedia” Adriana Ciaccio e Giampiero Lepreti. L’obiettivo finale dell’iniziativa è quello di realizzare un prototipo sperimentale di piano comunale energetico ed ambientale, da utilizzare poi per tutta la Regione. A tale scopo, il Comune di Soveria Mannelli si è già dotato di un Piano Comunale a riguardo, che è all’attenzione anche delle Nazioni Unite.

Nasce la prima associazione di giornalisti cosentini

30/09 E’ stata ufficialmente costituita a Cosenza la prima associazione dei giornalisti cosentini. Davanti al notaio Stanislao Amato hanno firmato l’atto costitutivo della “Maria Rosaria Sessa” ben 30 soci fondatori. Confermato il Consiglio direttivo dell’associazione che risulta essere composto da Filippo Veltri, presidente, Franco Rosito e Paride Leporace, vice presidenti, Mario Tursi Prato, segretario, Roberto Barbarossa, tesoriere, Rosellina Arturi e Francesco Montemurro, consiglieri. “Un numero così alto di soci fondatori – ha detto Filippo Veltri, Caporedattore dell’Ansa Calabria, nella sua veste di neopresidente della “Sessa” – è indice di una necessità reale per una categoria come la nostra di discutere, confrontarsi, aggiornarsi. Se si pensa, poi, che questa è solo un’avanguardia di un gruppo ancora più numeroso di soci ordinari, si comprende meglio quanto l’esigenza di condividere problemi ed interessi sia fortemente avvertita”. Nei prossimi giorni l’associazione “Maria Rosaria Sessa” sarà presentata pubblicamente alla stampa, alle autorità, alle associazioni di categoria della città.

Ad Anoia verrà premiato il libro di Patrizia Altomare “Amore senza titolo, storia di un clone umano”

30/09 Si svolgerà sabato 2 ottobre, alle ore 20,30, presso Anoia Superiore (RC) inPiazza SS. Assunta, il Galà del Premio Anoia-Salvatore Gemelli 2004 “Navie Naviganti” organizzato dall¹Associazione Culturale “Sirio di Anoia”,giunto alla sua XI° edizione e dedicato alla memoria del Preside LuigiMarafioti, scomparso nello scorso febbraio e già presidente della giuria del premio. Durante la serata di gala, che sarà condotta dall¹attuale presidente Michele Condò, saranno consegnati numerosi riconoscimenti a personalità di spicco nel campo della cultura, della ricerca., del giornalismo. Tra i premiati anche la Casa Editrice Pellegrini di Cosenza. In particolare, la Giuria dei Giovani Lettori istituita in seno all¹associazione Sirio, nell¹ambito del ‘Progetto Lettura Sempre’, ha stabilito di assegnare la targa ‘Navi e Naviganti-Luigi Pellegrini Editore’ alla scrittrice Patrizia Altomare per il romanzo “Amore senza titolo, storia di un clone umano” (Pellegrini Editore).Altro importante riconoscimento al Prof. Pasquino Crupi, figura di illustre studioso e profondo conoscitore della Letteratura Calabrese, già consulente scientifico in seno all’editrice Pellegrini, autore di saggi di rilievo (ultimo in ordine di tempo “Benedetto Croce e gli studi di letteratura calabrese”, Pellegrini) e direttore della rivista “La Questione Meridionale. Bimestrale d’inattualità”.

Giudizio non positivo della Corte dei Conti sul rendiconto 2003 della Regione: “Enorme deficit nella spesa sanitaria”

29/09 Una Regione che risulta fra le meno indebitate tra quelle italiane, ma che, per ripianare il deficit della spesa sanitaria, spreme le tasche ai cittadini: l'addizionale Irpef è stata quasi triplicata in due anni; è aumentata del dieci per cento la tassa automobilistica; da due anni i calabresi devono pagare un ticket di un euro sulle ricette farmaceutiche. Queste le linee più evidenti del quadro tracciato oggi a Catanzaro dalla Corte dei Conti nella sua relazione annuale sul rendiconto della Regione. Secondo i magistrati contabili, i cui rilievi sono stati espressi da Quirino Lorelli, in cinque anni la spesa corrente è cresciuta del 44 percento, e la prima voce fra quelle che hanno portato a questo aumento si riferisce al servizio sanitario. I controlli sulla spesa sanitaria, ha affermato la Corte dei Conti, "sono svolti in modo casuale, o addirittura non sono svolti. La conseguenza è che le Aziende sanitarie locali non hanno mai inoltrato alla Regione proposte per il riequilibrio delle perdite. Le stesse Asl hanno manager spesso deresponsabilizzati, che hanno impegnato più di quanto disponevano". Da qui l'enorme deficit della spesa sanitaria che, come afferma la Corte, sarà difficile controllare nei prossimi anni. Altri capitoli critici, le consulenze esterne (per le quali la Regione usa non solo fondi propri ma anche quelli comunitari) e l'ennesimo ritardo nel presentare il rendiconto, approvato dal consiglio regionale tre mesi oltre i termini previsti dalla legge. Il documento e' stato ufficializzato nella seduta presieduta da Gian Giorgio Paleologo, relatore Quirino Lorelli. Alla seduta hanno partecipato il presidente della Giunta regionale, Giuseppe Chiaravalloti e gli assessori alla Sanita' Giovanni Luzzo e alla presidenza Raffaele Mirigliani. ''Il rendiconto del 2003 - ha sottolineato il relatore - non e' stato ancora approvato dal Consiglio regionale, cosi' come quelli del 2002, 2001 e del 2000 e viene spontaneo chiedersi a cosa siano dovuti tali ritardi, mai chiariti. I ritardi, e' bene chiarirlo ancora una volta, se ve ne fosse bisogno, costituiscono una sistematica inottemperanza agli obblighi statutari e si traducono in una sostanziale vanificazione delle finalita' perseguite dalla legge regionale di contabilita'''. I magistrati contabili calabresi hanno rilevato, inoltre, che ''il Consiglio regionale non ha mai ritenuto di procedere ad audizioni della Corte'' mentre ''diverso e', invece, il livello di interazione con la Giunta regionale, la quale, successivamente all' avvio delle attivita' istruttorie relative, seppur con qualche difficolta' discendente presumibilmente da un ridotto livello di informatizzazione degli uffici e dalla carenza di profili professionali specialistici, ha comunque fatto fronte alle richieste della Corte''. Dai rilievi sui tempi di approvazione dei bilanci a quelli sui controlli sul sistema e sulla spesa sanitaria, passando per l' esame delle entrate e il loro utilizzo, l' andamento delle tasse, la spesa regionale, il Patto di stabilita', il patrimonio e l' attuazione del Por: e' contenuto in 26 cartelle, il ''verdetto'', tra luci e ombre, che la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti ha stilato dopo l' esame del rendiconto della Regione per l' anno 2003. In tema di ritardo nell' approvazione dei bilanci, il magistrato relatore Quirino Lorelli ha sottolineato, citando la legislazione in materia, i ritardi accumulati per il via libera al bilancio di previsione (26 giugno 2003), evidenziando il protrarsi per ''quasi tre mesi di una anomala situazione di gestione provvisoria che, seppure limitata alla sola ordinaria amministrazione, si e' contraddistinta per il carattere aleatorio proprio di un' attivita' priva di autorizzazione''. Nella relazione si riconosce, in particolare, che la Regione ''ha rispettato, sotto il profilo macroeconomico, l' equilibrio di bilancio'', ma si rileva l' esiguita' dell' avanzo di amministrazione che e' pari a 2,9 miliardi di euro, somma destinata a coprire il disavanzo della sanita'. In tema di indebitamento, secondo i magistrati contabili, ''la Regione ha garantito il rispetto del limite massimo fissato al 25%'' mentre per quanto concerne la tassazione si rileva che ''in soli due anni l' addizionale Irpef e' stata quasi triplicata ed e' stata aumentata del 10% la tassa automobilistica''. La manovra, rileva la relazione, e' pero' destinata a fronteggiare i disavanzi sanitari senza che il maggior gettito vada a sostenere investimenti per l' innalzamento del Pil regionale. ''La Regione - e' scritto nella relazione - ha prestato particolare attenzione alla riscossione dei propri crediti, ma soprattutto ha impresso maggiore velocita' alla spesa con un significativo tasso di smaltimento dei residui passivi. Sensibile e' stata la diminuzione del fondo cassa che, alla fine del 2003, riportava un decremento del 45% rispetto all' anno precedente. Situazione dovuta anche ai ritardi delle erogazioni da parte dello Stato che potrebbe creare problemi di liquidita'''. Attenzione, la sezione di controllo della Corte dei Conti ha riservato al capitolo relativo agli esperti e consulenti esterni rispetto ai quali ''ancorche' piu' volte richiesto - e' scritto nel testo - non e' stato mai fornito il quadro completo di quanti hanno percepito o hanno diritto a percepire somme dalla Regione nelle sue diverse articolazioni, Giunta e Consiglio''. ''La Regione - riporta la relazione - ha rispettato il vincolo imposto dal Patto di stabilita' interno. I pagamenti relativi alle spese correnti complessive hanno subito nel 2003 un incremento pari al 9% rispetto al 2002 ed al 22% rispetto al 2000, rilevando una crescita in costante aumento''. Per il relatore, tuttavia, ''la Regione dovra' attivarsi per rafforzare l' opera di contenimento dell' ormai ciclico incremento delle spese correnti vincolate (aumentate del 5% in quattro anni, con una media del 1,25% per ciascun esercizio finanziario)''. Circa il patrimonio ''emerge che, anche per il 2003, la Regione non ha redatto un conto generale attendibile e completo''. ''Le attivita' finanziarie - sottolinea la relazione - sono costituite dal fondo cassa che, nel corso dell' esercizio finanziario 2003, e' diminuito di 144.122 migliaia di euro (-82%) attestandosi a 175.175 migliaia di euro e dai residui passivi che sono pari a 4.314.929 migliaia di euro (-31%). I valori di queste due poste del conto patrimonio sono connessi tra loro e palesano problemi di liquidita' della Regione. Infatti il decremento subito dal fondo cassa e' correlato, in buona misura, alle difficolta' di riscossione dei residui attivi''. In relazione al Por Calabria, dopo avere rilevato la mancata convocazione della sezione, in qualita' di componente consultivo, nel comitato di sorveglianza dello scorso giugno, il relatore pone in evidenza che ''nell' analisi della gestione finanziaria dei singoli fondi (Fesr, Feoga, Fse e Sfop) hanno registrato miglioramenti delle loro performance rispetto al 2003''. Per quanto riguarda i controlli sul sistema e sulla spesa sanitaria, nella relazione si rileva che ''le norme in materia paiono completamente inattuate sia nei termini sia negli obblighi incombenti sui direttori generali che, e' bene ricordarlo, potrebbero essere rimossi per tali inadempienze, con la conseguenza che le singole aziende sanitarie non hanno mai inoltrato alla Regione alcuna proposta per la copertura delle (proprie) perdite e per il riequilibrio della situazione economica. Tale situazione - si sostiene nella relazione - e' preoccupante poiche' costituisce la spia di un processo di deresponsabilizzazione del management delle aziende sanitarie che ha fortemente concorso all' enorme deficit sanitario calabrese. Il disavanzo sanitario per gli anni 2003-2004, infine, si presenta di difficile copertura, almeno per quanto riguarda la nostra Regione''.

Per Chiarvalloti è un work’in progress: ''Dal quadro generale, pur tra le deficienze, emerge un impegno della Regione 'in progress''': lo ha sostenuto Giuseppe Chiaravalloti, presidente della Giunta regionale, intervenendo oggi all' adunanza pubblica della sezione regionale della Corte dei Conti che ha preso in esame il rendiconto della Regione per l' anno 2003. Il presidente Chiaravalloti ha manifestato apprezzamento e rispetto per l' attivita' della Corte dei Conti sottolineando l' impegno avviato sulla spesa e la trasparenza anche in relazione alla questione delle consulenze. ''A questo proposito - ha detto - si tratta di favole raccontate dai giornalisti perche' a me risulta che non ci siano stati aumenti di incarichi ma piuttosto diminuzioni rispetto al passato''. ''La spesa corrente - ha detto Chiaravalloti - e' aumentata in un quadro che e' nazionale, mentre per il mancato censimento del patrimonio si scontano difficolta' trentennali''. Per Chiaravalloti ''la corte ha dato atto dell' inizio di un percorso virtuoso che potra' essere concluso non in tempi biblici anche se e' impossibile ottenerne uno positivo in tempi brevi''. A parere di Chiaravalloti ''e' clamoroso, invece, il limitato indebitamento della Calabria'' cosi' come va rilevato ''il rispetto del Patto di stabilita'''. Il presidente della Giunta ha parlato di ''andamento virtuoso del Por'' chiarendo che non si puo' parlare di sanzioni nei confronti della Regione. ''L' unica sanzione - ha detto - e' il disimpegno automatico. Il mancato raggiungimento del titolo della premialita' e' cosa ben diversa. Stiamo recuperando vistosamente e clamorosamente ed e' essenziale evitare il disimpegno automatico''. L' assessore regionale alla Sanita', Giovanni Luzzo ha messo in evidenza gli sforzi avviati e i risultati ottenuti anche in ordine alla quantificazione delle prestazioni e l' introduzione del tariffario nazionale. ''Sin dall' agosto 2002 - ha precisato Luzzo - abbiamo adottato una legge regionale che si aggiunge alle misure tese non soltanto a garantire il rispetto e la razionalizzazione della spesa, finalizzandola a servizi ed eliminando gli sprechi. Da quest' anno - ha aggiunto - siamo partiti anche con disposizioni che tendono all' attuazione del Piano della Salute, mirate a far si' che i bilanci non solo garantiscano il pareggio da rispettare da parte dei manager ma che lavorando perche' i bilanci tendano alla realizzazione delle cose che noi abbiamo scritto nel Piano sanitario''. ''Noi ci stiamo muovendo nella direzione che la Corte sollecita - ha detto ancora Luzzo - e abbiamo avuto i primi risultati. Adesso, siamo attenti a far si' che la qualita' del servizio venga sempre piu' ad essere assicurata posto che, per quanto riguarda la razionalizzazione delle risorse, siamo gia' a buon punto''. ''In particolare - ha detto Luzzo - abbiamo creato le condizioni perche' anche l' operatore privato conosca i limiti della spesa. La Calabria e' entrata nel Patto di stabilita' e sono stati recuperati 300 milioni di euro di disavanzo. Su questo, al Ministero, e' in corso una verifica che tiene conto delle misure che abbiamo adottato''.

Per Chiravalloti, ancora, troppe leggende sulle consulenze. “Quella delle consulenze e degli incarichi esterni ''e' una vecchia leggenda''. ''E' come - ha aggiunto Chiaravalloti - se il relatore si fosse documentato o sulle pagine di un quotidiano o sui discorsi degli esponenti dell' opposizione. Dai conti che risultano a noi le consulenze della Giunta regionale, quelle che si chiamano consulenze e incarichi per cui si puo' ipotizzare una responsabilita' politica sono diminuite rispetto alle giunte precedenti. Di converso e' aumentata enormemente la qualita' dei consulenti''. ''Mi risulta che in passato - ha aggiunto il presidente della Giunta - ci fossero dei ragionieri consulenti dell' assessore alla Sanita'. I nostri consulenti sono docenti universitari, professionisti di altissimo livello chiamati per rendere servigi autentici alla Regione e non per pagare sussidi a taluni. Il dato mi ha un pochino meravigliato e ho inteso chiarire e ribadire anche il fatto secondo cui la Regione non avrebbe fornito questi elenchi. Elenchi che noi, invece, abbiamo mandato almeno sette volte. Tra l' altro sono a disposizione di tutti perche' pubblicati sul Burc''. Per Chiaravallori ''l' equivoco forse nasce dal fatto che il relatore considera consulenze tutte le prestazioni erogate a soggetti che fanno parte dell' Amministrazione regionale. Ogni dipartimento ha le sue regole come il Por che, per esempio, esige che vengano coinvolti una serie di soggetti. Anzi - ha concluso - riceviamo rimproveri dal ministero dell' Economia perche' non assumiamo piu' gente e incrementiamo questa voce di spesa per la previsione di un piu' efficace ritorno di operativita'''.

Per il segretario della CGIL Calabria, Zumbo, la relazione evidenzia ritardi. ''La relazione della Corte dei conti sul 'Rendiconto Generale della Regione Calabria per l' esercizio finanziario 2003' evidenzia ancora una volta i cronici ritardi della Giunta Regionale nell' approvazione dei documenti di bilancio''. ''Puntualmente, come ogni anno - ha aggiunto - la Giunta regionale non e' in grado di presentare il bilancio preventivo nei tempi previsti del 30 di settembre e di farlm approvare dal Consiglio Regionale entro il 30 di novembre. Per questi ritardi la Giunta ricorre all' esercizio provvisorio sino al 31 marzo d' ogni anno e cosi' e' stato anche per l' anno 2003. La Giunta protrae in questo modo sino alla data di approvazione del bilancio di previsione una gestione della spesa non autorizzata, snaturando di fatto la valenza e la funzione di quest' importante strumento di programmazione finanziaria. La relazione della Corte dei Conti evidenzia l'innalzamento generalizzato dell' addizionale Irpef che, in due soli anni, a decorre dal promo gennaio 2003, e' stato portato all' 1,4% e nello stesso tempo l' aumento del 10% della tassa automobilistica. Tali aumenti sono stati fortemente contrastati da Cgil, Cisl e Uil perche' incidono pesantemente sul potere d'acquisto dei cittadini calabresi''. ''Ancora, nella relazione trovano conferma - ha proseguito Zumbo - le denunce del sindacato in merito all' eccessivo aumento delle spese per consulenze e l' assenza di controlli interni per la verifica della legittimita' e regolarita' della spesa pubblica regionale. Contrariamente a quanto sostenuto dal Presidente Chiaravalloti, nell' occasione di presentazione della relazione 2003 della Corte dei Conti, le consulenze della Giunta e del Consiglio Regionale non sono state mai rese pubbliche e trasmesse alla stessa Corte dei Conti e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Questo modo di operare della Giunta Regionale provoca enormi difficolta' nel sistema produttivo e nell' erogazione dei servizi ai cittadini e ai lavoratori Calabresi. L' economia Calabrese nel 2003, come nel 2002, ha continuato la preoccupante fase di rallentamento sino a diventare stagnante. Essa si presenta sempre piu' depressa e chiusa ai mercati esterni. La quota delle esportazioni e' di appena l'0,1% del PIL pari a circa 309,2 milioni d'euro, piu' o meno quanto esporta una media industria del nord del Paese, e la disoccupazione continua ad essere la piu' alta (circa il 24%) rispetto al tasso delle altre regioni del Mezzogiorno che raggiungono la media del 17%. Il Prodotto Interno Lordo (PIL) a prezzi costanti oscilla fra tassi di crescita prossimi allo 0,4% sino a variazioni negative, mentre le altre regioni del Mezzogiorno registrano una crescita del PIL dello 0,8%, che e' piu' del doppio di quello Calabrese''. ''La Cgil - sostiene Zumbo - condivide i rilievi della Corte dei Conti per quanto concerne i ritardi nell' attuazione del Por Calabria e prende atto della conferma della perdita di premialita' per circa 150 milioni di euro. Sarebbe importante, secondo la Cgil, correggere l' attuazione del POR Calabria al fine di recuperare i ritardi e le criticita' per raggiungere accettabili obiettivi di sviluppo economico - sociale. La Cgil giudica sbagliato il tentativo del Presidente Chiaravalloti di scaricare esclusivamente sulla struttura amministrativa le responsabilita' dei ritardi e delle disfunzioni nell' attuazione del Por Calabria. Egli, pero', dimentica le proprie responsabilita' politiche e quelle dell' intera Giunta Regionale. La Cgil ritiene necessaria una tempestiva ed energica svolta nel governo della finanza pubblica regionale, a partire dalla prossima legge finanziaria regionale di previsione 2005 che dovra' essere presentata e discussa con il sindacato e approvata nei tempi previsti (novembre 2004). Occorre che la Regione Calabria rispetti le leggi che regolano la formazione e l' approvazione degli strumenti di della programmazione e gestione della finanza pubblica per realizzare trasparenza nelle decisioni e nella spesa''. ''Per la Cgil - ha concluso Zumbo - sarebbe necessario ridare la giusta funzione agli strumenti di indirizzo, di programmazione e di gestione della finanza pubblica regionale per realizzare qualita' nella spesa e agire nella giusta direzione della crescita del sistema produttivo, dell' occupazione e della qualita' della vita dei calabresi. E' solo cosi' che si contrasterebbe l' attuale progressivo peggioramento dell' economia Calabrese e della qualita' dei servizi ai cittadini''.

Per l’ass. Luzzo: Bisogna garantire ai pazienti la necessaria assistenza. La relazione della sezione regionale della Corte dei Conti, in materia di deficit sanitario, si e' soffermata sulla vicenda dell' Istituto Papa Giovanni XXIII di Serra d' Aiello, che ricade nella competenza dell' Azienda sanitaria locale di Paola. ''Questo istituto, appartenente attualmente ad una fondazione religiosa , - e' scritto nella relazione - rappresenta la fonte principale della perdita d' esercizio dell' As di Paola che, solo per il 2002, e' stata pari a 21,5 milioni di euro''. Sulla vicenda, a margine dell' adunanza della Corte, e' intervenuto l' assessore alla sanita', Giovanni Luzzo. ''Questa maggioranza - ha detto Luzzo - per la prima volta forse, nella storia della Regione, ha avuto il coraggio di affrontare il problema Papa Giovanni. Si tratta di una questione annosa che ha prodotto una serie di disavanzi, spesso oggetto di spesa da parte dell' azienda di Paola. Abbiamo avuto denunce, anche accorate da parte dell' Arcivescovo di Cosenza, sullo stato dei pazienti. Ritengo che su questo avevamo l' obbligo di intervenire e siamo intervenuti con una legge regionale che deve garantire ai pazienti ricoverati i livelli di assistenza di cui hanno bisogno''. ''Abbiamo anche ipotizzato - ha detto ancora Luzzo - che il livello di assistenza da realizzare si attui con la riconversione dei posti letto, si' da renderli coerenti con i bisogni dei pazienti. Da questa operazione certamente il Papa Giovanni otterra' risorse con le quali potra' fare fronte alla spesa necessaria per assistere in modo adeguato i pazienti ricoverati. La cessione che la legge ipotizza e' finalizzata a far si' che cessi la precarieta' della struttura da un punto di vista economico ma anche assistenziale''. Per Luzzo ''il debito pregresso, del quale la Corte parla, non e' problema che riguardava la Regione, ma attiene la fondazione privata. E' una situazione economica che, pertanto, sara' oggetto di definizione tra la Fondazione e l' eventuale acquirente. Entrambe le parti dovranno garantire, comunque, che tutti i debiti vengano soddisfatti''

Per Corbelli è stata bocciata la classe politica: ''Significativa e sonora bocciatura da parte dell' autorevole organismo giudiziario, di un' intera classe politica e dirigente che in questi anni ha sperperato il denaro pubblico trovando silenzi di consiglieri compiacenti e compartecipi della spartizione del potere e dei diversi benefici'' E' quanto sostiene in una nota il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, circa la relazione della Corte dei Conti. ''Ricordo - ha aggiunto - di aver piu' volte chiesto l' intervento della Corte dei Conti per lo spreco di denaro pubblico della Regione Calabria, per le assunzioni di 83 portaborse, per i 16 monogruppi consiliari regionali, per l' aumento di 4 milioni netti di vecchie lire al mese dell' indennita' dei consiglieri regionali, per la prolungata e ingiustificata vacanza dei consiglieri regionali che si concludera' solo il prossimo 5 ottobre con la convocazione del Consiglio regionale''. ''Dopo la severa condanna - ha concluso - e la solenne bocciatura da parte della Corte dei Conti i consiglieri regionali farebbero bene a restarsene a casa e non ricandidarsi. Occorre una nuova classe politica e dirigente che lavori solo per la soluzione dei problemi di questa regione e non pensi , invece, ai propri interessi personali e politici''.


Per Pacenza (DS) l’ente Regione è fuori controllo. ''Dalle circostanziate osservazioni della Corte dei Conti, si capisce che il ginepraio ben nascosto delle consulenze, la sanita' letteralmente fuori controllo e l' incapacita' di piena utilizzazione dei fondi comunitari, non sono soltanto una favola dell' opposizione di centrosinistra per screditare la Giunta regionale''. ''Siamo davanti - ha aggiunto Pacenza - a questioni che hanno un preoccupante rilievo politico. Un insieme di cose che fa apparire la Regione come un campo aperto per ogni pescecane. Altro che difesa degli interessi dei cittadini. In questa condizione di completa opacita' della spesa pubblica, e' naturale che tutto puo' succedere. Se a cio' si aggiunge l' assenza di governo della problematica sanitaria, che assorbe risorse e non garantisce prestazioni efficienti, ed il fatto che siamo nel Sud la Regione piu' arretrata per l' impiego di risorse comunitarie, emerge nettamente un quadro preoccupante: la Regione, nella sua complessita', in pratica e' fuori controllo''. ''Colpisce, in particolare - ha concluso l' esponente dei Ds - la vicenda delle consulenze: perche', visto che il Consiglio regionale non e' mai riuscito ad ottenere risposte, che neanche la Corte dei Conti e' riuscita ad ottenere l' elenco dei consulenti esterni pagati dalla Regione e che il sospirato elenco non e' stato mai rassegnato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, come pure la Regione avrebbe obbligatoriamente dovuto fare, a questo punto, per averlo bisognera' forse ricorrere ai carri armati. C' e' da chiedersi quale logica di trasparenza puo' mai vantare una Giunta regionale che nega cosi' clamorosamente atti che dovrebbero essere basilari e di facile consultazione''.

Per Guagliardi (Rif. Com.) la relazione evidenzia che la CDL non ha idee di governo. ''La relazione della Corte dei Conti evidenzia, in maniera inequivocabile, che il centrodestra non ha nessuna idea di governo''. ''Bisogna prendere atto - ha aggiunto Guagliardi - che Chiaravalloti e i suoi assessori pensano e ragionano di una Calabria che non c' e'. Lontani dalla fatica e dal sudore dei tanti calabresi costretti a farsi in quattro per sbarcare il lunario. La crisi che ha investito la nostra regione e' la conseguenza delle scelte sbagliate, della totale assenza di politiche mirate alla crescita e allo sviluppo. In questi ultimi anni la Calabria ha conosciuto uno dei momenti piu' bui della sua storia. Tante parole, tantissimo fumo, ma di fatti concreti neanche l' ombra''. ''Questa terra - ha concluso Guagliardi - ha bisogno di progettualita' politica, di concretezza, di percorsi chiari e lineari, non di annunci, proclami e quant' altro il centrodestra ci ha propinato in questo triste lasso di tempo''.

Le CEI calabrese, in conferenza regionale, “Dare alla gente risposte concrete” e lamenta esclusione da aiuti a scuole non statali

29/09 Si e' riunita, nei giorni 27 e 28 settembre 2004, nel Seminario Regionale San Pio X, di Catanzaro, la Conferenza episcopale calabra, per la sua consueta sessione autunnale, sotto la presidenza dell'Arcivescovo Metropolita di Reggio Calabria - Bova, Mons. Vittorio Mondello, che ha augurato buon anno pastorale a tutti i Confratelli Vescovi e alle Chiese di Calabria, ha rinnovato affettuosi auguri a S.E. Mons. Tarcisio Cortese per il suo 50* di Sacerdozio e 25* di Episcopato. Ha poi riferito, come di consueto, sui lavori del Consiglio Permanente della CEI, svoltisi a Roma dal 20 al 23 c.m., riprendendo l'acuta riflessione del Card. Camillo Ruini, in relazione al tema della morte, relegata nella dimenticanza culturale, oppure ostentata in modo raccapricciante dai mass-media. E' infatti solo dalla saggia riflessione sulla morte che la nostra societa' ritrovera' il valore della vita e la corretta impostazione dei valori sociali, che ne fanno da solido fondamento nella giustizia e nella pace. Gli angoscianti problemi odierni, quasi una ''notte dell'umanita''' (come annotava l'Osservatore Romano in questi giorni con particolare relazione alla guerra e al terrorismo) - si legge nel comunicato finale - richiedono, infatti, una riproposizione dei giusti valori etici, che soli possono garantire il bene comune. Dalla riflessione sul mondo - continua il comunicato – i Vescovi hanno poi preso in considerazione i problemi della nostra Regione, nell'unico intento pastorale di cogliere le sfide che il territorio pone alle comunita' cristiane, nello spirito della nota della CEI sulle parrocchie, dove il dialogo tra comunita' cristiana e territorio e' fondamentale e dialettico. Cogliamo cosi' un grande accorato appello alla speranza - si legge ancora - che sale dalle nostre comunita', che va accolto e non tradito da nessuno. E' infatti urgente dare risposte concrete alle nostre popolazioni, superando la facile delega, i ritardi compiacenti, i comodi egoismi di gruppo, scontri di potere, superando la lontananza delle Istituzioni dal grido della nostra gente. Grido che se non accolto, puo' diventare ribellione o scoraggiamento, creando un ulteriore pericoloso fossato. Di fronte a questa realta', le chiese di Calabria sentono urgente l'invito ad impegnarsi
nella formazione, sia del clero che dei laici. I vescovi - continua il comunicato - hanno dovuto, purtroppo, constatare con amarezza l'esclusione da parte dell'Assessorato Regionale alla Pubblica Istruzione delle scuole non statali da quegli aiuti che la legge tuttavia assicurava loro, creando enormi disagi. Quindi hanno discusso sulla formazione del clero, sull'unificazione a rete dell'Istituto Teologico Calabro, nelle tre sedi di Catanzaro, Reggio Calabria e Cosenza, nella prospettiva di poter arrivare ad una Facolta' Teologica Calabra, che realizzi tutti questi desideri di formazione adeguata del Clero. I vescovi non hanno tralasciato di discutere anche della formazione dei laici. I Vescovi si riservano di emettere una loro matura riflessione, in altra data, sullo Statuto regionale. Solo cosi' infatti sara' possibile preparasi bene alle prossime elezioni regionali, che devono avere alla loro base l'unico corale intento di realizzare il Bene comune della Regione. Dopo aver proceduto ad esaminate tante questioni di natura ecclesiale, la sessione si e' conclusa in grande gioia alla notizia della liberazione di Simona Torretta e Simona Pari, attesissima, per la quale si era a lungo pregato nelle nostre comunita' cristiane, notizia che ha riempito di speranza i cuori di tutti i Vescovi, perche' altri passi di pace e di smilitarizzazione si possano finalmente compiere in Iraq e in tante altre regioni dove la guerra, purtroppo, ha devastato e portato solo morte e lacrime.

I lavoratori della Ferro e Sprrviero bloccano la 106. In serata lo sblocco dopo la promessa di un incontro con l’ass. Dima

29/09 E' stato rimosso il blocco stradale realizzato sul vecchio tracciato della Ss 106 dai lavoratori del consorzio di bonifica Ferro - Sparviero. La rimozione del blocco e' stata decisa dopo che l'assessore regionale all' Agricoltura, Giovanni Dima, ha promosso per domani pomeriggio, presso la sede dell'assessorato a Catanzaro, un incontro, con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e i vertici dell' ente di bonifica per discutere della vertenza. In attesa delle risultanze dell' incontro di domani, i lavoratori continuano nell' occupazione della sede del consorzio che prosegue da lunedi' sera.

La Regione con l’ARSSA al “6° Festival Nazionale dei Primi Piatti”

29/09 La Regione Calabria-Assessorato all’Agricoltura e l’ ARSSA ( Agenzia Regionale per lo Sviluppo e per i Servizi in Agricoltura) saranno presenti all’importante Evento di Foligno “ I Primi Piatti d’Italia”, nell’ambito dello spazio “ Villaggio del Gusto e dei Prodotti Tipici”, che sarà ospitato nella “ Taverna Morlupo”, nel chiostro storico della città umbra.
Nell’ambito del Villaggio del Gusto, funzionerà anche uno Stand promo-istituzionale, con l’obiettivo di divulgare le principali attività nei diversi comparti produttivi dell’agro-zootecnia calabrese, dell’agroalimentare e delle innovazioni tecnologiche, rivolte al settore primario regionale. Il pubblico sarà accolto dai tecnici divulgatori dell’ARSSA.
Altro impegno della Regione Calabria – ARSSA, sarà quello di rappresentare, in ogni serata in calendario ( con esclusione della giornata del 1° Ottobre p.v., dedicata alla cerimonia di gala), con il proprio personale specializzato, l’atteso aspetto delle degustazioni continuative a tema dei primi piatti tipici regionali, con l’abbinamento del dolce e del vino Doc. Quest’importante aspetto della manifestazione è curato del Centro Florens dell’Agenzia per i Servizi in Agricoltura di S.Giovanni in Fiore (CS).
Trattasi di una struttura d’altissimo livello, impegnato per la ristorazione di qualità, cui è anche abbinata la Scuola di Formazione Professionale. Già nella 3^ edizione del Festival dei Primi Piatti di Foglino la Regione Calabria – ARSSA ha ottenuto uno dei maggiori riconoscimenti della Ressegna, con medaglia d’oro.
Il Centro Florens della Regione Calabria - ARSSA, per la sua ben collaudata esperienza, rappresenta il braccio operativo dell’Istituto regionale per la promozione e la valorizzazione delle produzioni agroalimentari d’eccellenza della Calabria in ogni occasione e nell’ambito delle più importanti rassegne di settore a livello nazionale ed estero.
La Regione Calabria – Assessorato Agricoltura, Caccia e Pesca e l’ARSSA, pertanto, - dichiarano l’assessore al ramo, On.le Giovanni Dima ed il responsabile dell’Agenzia, Antonio Pizzini- assegnano particolare valore istituzionale, divulgativo e culturale alla Rassegna nazionale de “I Primi Piatti di Foligno”.
Manifestazione che si configura sempre più – affermano Dima e Pizzini - per la sua originalità e lo spessore dei contenuti promozionali, come uno dei più prestigiosi appuntamenti destinati a valorizzare, sviluppare e promuovere aspetti fondamentali del Made in Italy, qual è il comparto della ristorazione tipica.

Sponsorizzato dalla Provincia nasce il comitato promotore per la Corte d’Appello a Cosenza

29/09 E’ stato costituito, presso la sede della Provincia di Cosenza, il Comitato promotore per l’istituzione in città di una Sezione staccata della Corte d’Appello di Catanzaro.
L’organismo, promosso dall’Ordine degli avvocati di Cosenza, ha trovato l’immediato ed entusiastico sostegno del Presidente della Provincia, Mario Oliverio e vanta l’adesione, in qualità di soci-fondatori, dei quattro Comuni, sede di tribunale (Cosenza, Paola, Castrovillari e Rossano), dei rispettivi Consigli forensi e della stessa Provincia di Cosenza ed avrà il compito di promuovere, raccordare e favorire tutte le proposte e le azioni finalizzate all’istituzione dell’importante organismo giudiziario.
Ad esso, già nei prossimi giorni, potranno aderire, attraverso formale deliberazione, l’Università della Calabria, enti, associazioni e consorzi, pubblici e privati, tutti i Comuni della provincia di Cosenza e quanti ne faranno richiesta.
“L’istituzione di una Sezione staccata della Corte d’Appello di Catanzaro a Cosenza –ha dichiarato l’assessore provinciale ai Rapporti con gli Ordini Professionali e Forensi e all’Edilizia Pubblica e Scolastica, avv. Oreste Morcavallo, introducendo i lavori dell’incontro- va al di là di ogni tentativo fazioso, strumentale o campanilistico.
Essa, infatti, intende rispondere non solo ad un’esigenza fortemente avvertita dai nostri concittadini residenti nei comuni più periferici della nostra provincia, costretti ogni volta a sopportare sacrifici enormi per raggiungere Catanzaro, ma è anche l’unico modo per accelerare il percorso della giustizia in un territorio che produce oltre il 50% della mole di lavoro ricadente sulla Corte d’Appello del capoluogo regionale”.
A proposito di dati, sono risultati molto interessanti quelli forniti, nel corso della riunione, dal Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza, avv. Antonio Baffa, secondo cui “da essi emerge che la Corte d’Appello di Catanzaro, per carichi di lavoro, rispetto ai 26 distretti di Corte d’Appello presenti in Italia, è situata al dodicesimo posto e che il suo carico di lavoro consentirebbe di creare una sezione che, se sommato a quello dell’attuale Corte d’Appello, avrebbe un carico di lavoro complessivo comunque superiore a dieci delle Corti d’Appello operanti in tutto il Paese”.
“Tutto ciò dimostra –ha concluso l’avv. Baffa- quale sia l’effettivo, enorme carico di lavoro della Corte d’Appello di Catanzaro e che la creazione di una sezione staccata a Cosenza non creerebbe alcuno smembramento o ridimensionamento ”.
All’incontro erano presenti, oltre all’assessore provinciale Oreste Morcavallo e al Presidente dell’Ordine forense di Cosenza, Antonio Baffa, l’avv. Alfredo Ceccherini, consigliere-tesoriere dell’Ordine forense di Castrovillari, l’avv. Serafino Trento, presidente dell’Ordine forense di Rossano, il sindaco di Castrovillari, Franco Blaiotta, il sindaco di Paola, Roberto Perrotta, il sindaco di Rossano, Orazio Longo, l’assessore Ottavio Cavalcanti, in rappresentanza del Comune di Cosenza, i Consiglieri dell’Ordine Forense di Cosenza, Mario Guarnieri (segretario), Stanislao De Santis, Laura Carratelli, Pietro Greco, Vittorio Gallucci, Filippo Mancini, Franco Locco, Giancarlo Gentile, Rossella Masi, Giuseppe Mastrangelo, Eugenio Bisceglia. Assente giustificato il presidente dell’Ordine Forense di Paola, Franco Carota.

L’AIRC Calabria festeggia i dieci anni di attività l’ 1 ottobre a Cosenza

29/09 Il Comitato della Calabria dell' Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) celebrera', i prossimi 1 e 2 ottobre, rispettivamente a Cosenza e Catanzaro, i dieci anni dalla sua costituzione. Venerdi' sera presso il teatro Rendano di Cosenza, il presidente regionale Airc, Rosella Pellegrini Serra, il presidente nazionale Airc, Alfio Noto, ed il professore Umberto Veronesi, direttore scientifico dell'Istituto Europeo di Oncologia e Ministro della Sanita' nel 2000, illustreranno i risultati ottenuti in questi anni di attivita' in Calabria. L'incontro sara' anticipato da una Conferenza Stampa, moderata dal giornalista Michele Mirabella, in programma alle 17 sempre al Rendano, mentre a Catanzaro l'incontro avra' luogo all'auditorium Casalinuovo alle 9,30 di sabato. ''In dieci anni - dice Rosella Pellegrini Serra - abbiamo raccolto 5.427.000 di euro; sul territorio calabrese esistono 120 delegazioni che operano in oltre 150 comuni; possiamo contare su trentamila soci, in pratica una famiglia calabrese su venticinque contribuisce alla ricerca oncologica, e ben 1500 volontari che rappresentano la vera colonna della nostra associazione. Proprio a questi volontari, in occasione del decennale, in segno di riconoscenza, l'Airc ha dedicato una borsa di studio straordinaria che sara' attribuita, nei primi giorni di novembre prossimo, ad un giovane ricercatore calabrese''. In Calabria sono 74 i progetti finanziati dall'Airc presso la facolta' di Medicina e Chirurgia dell'Universita' Magna Grecia di Catanzaro e la facolta' di Farmacia dell'Universita' della Calabria, per un importo di ben 4.763.083 euro e 17 sono i giovani studenti calabresi che si sono specializzati in Italia ed all'estero grazie alle nostre borse di studio del valore complessivo di 212.500 euro. ''Siamo riusciti, inoltre, a dotare - ha concluso Pellegrini Serra - il reparto di Oncologia dell'ospedale di Paola un ecografo di ultima generazione e, con il sostegno del professore Guido Paolucci, oncologo pediatra dell'Universita' di Bologna, anche lui molto vicino alla nostra regione, abbiamo contribuito alla realizzazione del reparto di Oncoematologia pediatrica dell'Annunziata di Cosenza''.

Sulla devolution i Governatori italiani sono divisi. Secondo Chiaravalloti “Aperta via percorribile”

29/09 Cambia radicalmente, a seconda della appartenenza politica, il giudizio dei presidenti della Regioni sulla riforma costituzionale che la Camera sta approvando. Al ''megapasticcio'' con cui l'ha bollata ieri a botta calda Vasco Errani (Ds) presidente dell'Emilia-Romagna, Giancarlo Galan (Forza Italia), governatore del Veneto, replica che e' ''il meglio di quello che si poteva fare in questo momento''. Annuncia che se non verranno introdotti cambiamenti al testo votato dalla Camera sara' inevitabile il ricorso al referendum Claudio Martini (Ds) presidente della Regione Toscana. Si tratta, sottolinea, di una riforma ''senza federalismo fiscale, senza una vero Senato rappresentativo delle Regioni, con un meccanismo di produzione delle leggi che definire barocco e' dire poco e tale da aumentare il contenzioso''. Una riforma, conclude, che provoca ''una lacerazione politica forte'' per l'opposizione di molte Regioni tra le quali ''buona parte'' di quelle amministrate dal centrodestra. Referendum abrogativo inevitabile anche per Filippo Bubbico (Ds) presidente della Basilicata che considera ''inaudito che si metta mano alla Costituzione per acuire, anziche' risolvere, i problemi tra Stato Regioni e autonomie locali'' e sottolinea che ''il fatto stesso che nessuno sia in grado di prevedere quali potranno essere gli effetti della riforma rafforza le critiche'' e ''accresce le inquietudini per le preoccupanti prospettive di disordine che la riforma riflette sulla salvaguardia della Repubblica''. Di ''pochi passi avanti e molti indietro'' parla Riccardo Illy (centrosinistra) presidente del Friuli-Venezia Giulia che pure, come presidente di una Regione speciale e' parzialmente soddisfatto dell'accoglimento di due delle tre richieste avanzate. ''A fronte di qualche contentino puramente nominale alla Lega - osserva - mi pare che vi sia stato un forte riaccentramento di nuovi poteri, e cio' vuol dire che i partiti piu' centralisti l'hanno avuta vinta''. Per Vito D'Ambrosio (Ds), presidente delle Marche, e' ''una riforma poco utile, poco efficace, difficilissima da far funzionare''. Infatti, sostiene ''c'e' una divisione di competenze che sara' fonte di ulteriori conflitti tra lo Stato e le Regioni e anche tra gli stessi rami del Parlamento''.Per Maria Rita Lorenzetti (Ds), presidente dell'Umbria ''manca un disegno istituzionale serio e condiviso'' e ci si trova davanti a ''un miscuglio strano di norme caratterizzate da fughe in avanti e rigurgiti centralisti''. Secondo Enzo Ghigo (Fi), presidente del Piemonte e della conferenza delle Regioni, la devolution ''e' partita molto bene'' e il giudizio positivo si basa anche sul fatto che ''sono stati accolti alcuni emendamenti presentati dalla regioni ed e' stata costituzionalizzata la conferenza Stato-Regioni''. Per Ghigo ''restano ancora alcuni passaggi da fare, ad esempio la riforma dell'iter legislativo, ma per le parti finora approvate dobbiamo essere soddisfatti''. ''Largamente positivo'' e' il giudizio di Galan, il quale sottolinea che quando si fanno riforme di ''portata enorme'' come questa ''ognuno ha in mente un qualcosa che ritiene migliore''. Per Galan quello che si e' fatto ''e' certamente il meglio di quello che si poteva fare in questo momento, non solo, ma e' anche al di la' del meglio del meglio''. Raffaele Fitto (Fi) presidente della Puglia ritiene ''inutile e pretestuosa'' la polemica poiche' il testo votato e' cambiato rispetto a quello originario che ''sarebbe stato grave e dannoso per il Paese''. La riforma, rileva, divide chiaramente le competenze tra Stato e Regioni e fa' si che '' si allontani qualsiasi rischio di divisione del Paese e si rafforzi il principio di unita' nazionale''. Giuseppe Chiaravalloti (Fi) presidente della Calabria, ritiene che ''Non ho ancora guardato il testo e quindi non so come si sia configurato definitivamente. In generale mi pare che il processo di devolution sia stato avviato su una strada percorribile''. ''Si e' cercato - ha aggiunto Chiaravalloti - di smussare le asperita' maggiori e di evitare quelli che potevano essere inconvenienti pesanti, specie per le regioni del Sud. Il tutto perche' il processo vada avanti con una certa razionalità” .Giovanni Pace (An), presidente della Regione Abruzzo, pone l'accento sulla diminuzione del contenzioso Stato-Regioni che derivera' dall'aver definito i rapporti tra loro. ''Si stabilisce un equilibrio tra i poteri'' e ''vengono chiarite in maniera inequivocabile le materie di rilevanza strategica nazionale che restano di competenza esclusiva dello Stato'' con l'abbattimento di ''ipotesi e prospettive di contenzioso''. Per Sandro Biasotti (Fi), presidente della Liguria, l'art 34 del Ddl ''ridisegna il potere delle Regioni: non piu' governi locali a meta' con l'esecutivo ma competenze esclusive su sanita', scuola e polizia amministrativa: certamente un bel passo avanti in campo federalista''.

Informazione di garanzia al Sindaco di Catanzaro.

28/09 Un' informazione di garanzia, in cui viene ipotizzato il reato di abuso d' ufficio, e' stata notificata al sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, della Casa delle liberta'. L' informazione di garanzia e' stata emessa dal sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Luigi de Magistris, nell' ambito di un' inchiesta su presunti illeciti nel rilascio di una concessione per l' apertura di un centro commerciale in localita' Germaneto. Nell' ambito della stessa inchiesta informazioni di garanzia, sempre per abuso d' ufficio, sono state notificate agli imprenditori ai quali e' stata rilasciata la concessione, Leonetto Noto ed i figli Desiderio e Floriano, titolari della societa' AZ. Floriano Noto e', inoltre, il presidente dell' Associazione degli industriali della Provincia di Catanzaro. Informazioni di garanzia sono state emesse nei confronti degli ex assessori comunali alle Attivita' produttive Francesco Marchese ed Antonio Mercurio; agli ex dirigenti del settore Attivita' economiche del Comune, Carla Minutolo Capece e Giuliano Siciliano, ed al dirigente del settore urbanistica, Carolina Rtrovato. Le informazioni di garanzia sono state notificate dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica.

Sette informazioni di garanzia per abusi al Comandante dei Vigili di Catanzaro. Coinvolti due assessori.

28/09 Sette informazioni di garanzia sono state emesse dal sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Luigi de Magistris, nell' ambito dell' inchiesta scaturita da un esposto presentato del comandante dei vigili urbani del capoluogo, Giuseppe Salerno, che ha denunciato presunti abusi commessi ai suoi danni da parte dell' Amministrazione. Salerno, nell' esposto, ha parlato di comportamenti discriminatori messi in atto ai suoi danni da parte dei componenti il Nucleo di valutazione del Comune chiamato a giudicare il suo operato come dirigente. Nelle informazioni di garanzia, notificate dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica, s' ipotizza il reato di abuso d' ufficio. I provvedimenti sono stati emessi nei confronti degli assessori comunali al Bilancio ed alla Polizia municipale, Vincenzo Andracchio ed Emilio Verrengia; del direttore generale del Comune, Antonio Pescatore; del viceprefetto di Catanzaro, Elena Scalfaro, e del coordinatore dell' area tecnica del Comune, Luigi Ambrosio. Gli ultimi tre sono coinvolti nell' inchiesta nella loro qualita' di componenti del Nucleo di valutazione che ha giudicato l' operato del comandante Salerno. Informazioni di garanzia inoltre sono state emesse nei confronti di altri due componenti il Nucleo di valutazione, Umberto Martucci ed Angelo Rughetti. Giuseppe Salerno era stato gia' trasferito nel 2002 dalla dirigenza del Corpo dei vigili urbani a quella dei Servizi demografici. Trasferimento annullato alcuni mesi dopo dal giudice del lavoro, che aveva accolto un ricorso presentato dallo stesso ufficiale. Il trasferimento del comandante Salerno rientra nell' inchiesta condotta dallo stesso sostituto procuratore de Magistris che il 19 gennaio scorso ha portato al rinvio a giudizio, per abuso d' ufficio, del sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, della Casa della liberta'. Analogo provvedimento e' stato adottato anche nei confronti di un dirigente del Comune, Domenico Vasapollo, che il sindaco aveva nominato comandante dei vigili urbani, in sostituzione di Salerno, malgrado lo stesso dirigente, secondo l' accusa, non fosse in possesso della qualifica necessaria.

Assolto il giornalista Pantaleone Sergi querelato dal Card. Giordano

28/09 Il Tribunale di Roma ha assolto per esercizio del diritto di cronaca l' inviato di ''Repubblica'' Pantaleone Sergi che, il 6 febbraio 2000, aveva pubblicato sul quotidiano diretto da Ezio Mauro un articolo dal titolo ''E alla fine il Cardinale sbotto': quel tenente e' un cretino'' nel quale riferiva il contenuto di diverse comunicazioni telefoniche avute dal cardinale di Napoli, Michele Giordano, con il fratello, al tempo dell' inchiesta della Procura della Repubblica di Lagonegro sull' usura in Val d' Agri nel quale l' alto prelato venne processato e assolto. Nell' articolo contestato dal cardinale Giordano, gia' soccombente, secondo quanto si e' appreso in Calabria, in sede civile in altro processo contro la stessa testata e lo stesso giornalista, Sergi dava notizia di una conversazione in cui il cardinale di Napoli aveva definito ''cretino'' uno dei funzionari di polizia giudiziaria cui erano affidate le indagini (l' ex tenente della Guardia di Finanza Fiorenzo Fioravanti, proprio oggi condannato dal tribunale di Lagonegro per concussione). Nell' articolo, inoltre, il cardinale veniva descritto come ansioso, arrabbiato, preoccupato per i risultati del processo penale avviato nei suoi confronti. Per tali motivi il cardinale Giordano aveva querelato il giornalista ed il quotidiano, sostenendo che i brani di conversazione telefoniche citate da Sergi non erano corrispondenti al vero e, comunque, erano finalizzati ad attribuirgli ''atteggiamenti poco commendevoli per un buon cristiano''. Il giudice monocratico, dottor Savio, che ha accolto le tesi difensive dell' avvocato Paolo Mazza', del Foro di Roma, ha riconosciuto, dopo l' esibizione di diversi documenti comprovanti ''l' esattezza delle notizie divulgate e la continenza dell' esposizione giornalistica'', che l' articolo di Sergi non era diffamatorio in quanto era stato redatto su fonti certe e soprattutto era stato scritto in maniera corretta e professionalmente adeguata.

Condannato l'ex ufficiale della GDF che indagò sul Cardinale Giordano

28/09 Fiorenzo Fioravanti, l'ex-ufficiale della Guardia di Finanza che aveva indagato sul Cardinale di Napoli, Michele Giordano nell'ambito di una inchiesta su un presunto caso di usura e stato condannato a 12 anni e 10 mesi di reclusione ed alla interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il pm della Dda di Potenza, Vincenzo Montemurro, aveva chiesto la condanna a 15 anni di reclusione. Secondo l'accusa l'ex-ufficiale sarebbe riuscito ad ottenere denaro e altri vantaggi, come materiali edili ed interventi nella sua villa, in Calabria. Fiorenzo Fioravanti, che oggi ha 51 anni, fini' agli arresti domiciliari il 27 aprile 2000 per concorso in tentativo di concussione ai danni di un ristoratore; il 13 luglio successivo, passo' dalla sua abitazione al carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), con l' accusa di vari episodi di concussione; il 20 novembre dello stesso anno, i Carabinieri bussano alla sua cella con un' altra ordinanza di custodia cautelare, nella quale l' accusa di concussione e' accompagnata dalla contestazione dell' associazione per delinquere; il 19 gennaio 2001, un altro arresto. Ma l' ''indomito'' era crollato gia' prima e a risollevare la sua situazione giudiziaria non basto' la difesa del professor Carlo Taormina, poi sollevato dall' incarico. Le testimonianze raccolte dal pubblico ministero, Vincenzo Montemurro, e l' andamento del processo hanno riproposto lo schema di azione dell' ufficiale delle fiamme gialle. Comandante della tenenza della Guardia di Finanza di Lauria (Potenza), guida degli investigatori della Procura che indagavano sull' usura e sul Cardinale di Napoli, Fioravanti (che scortava costantemente il Procuratore della Repubblica, titolare dell' inchiesta) ''incuteva timore'', come testimonio' una delle vittime, anche per le persone che insieme a lui agivano (e che hanno scelto il rito abbreviato: sono state condannate e attendono ora il processo di appello). Copione standard: individuato l' imprenditore o il commerciante da colpire, lo si convocava con un pretesto in caserma, a Lauria, o direttamente al palazzo di giustizia, a Lagonegro. Nel frattempo, magari aveva ricevuto una visita in azienda e alcuni documenti erano stati acquisiti. La proposta, diretta o indiretta, era chiarissima: pagare (decine di milioni) o subire le conseguenze di una verifica fiscale. In qualche caso - secondo l' accusa - il tenente ottenne l' esecuzione di lavori - senza pagare - nella sua villa in costruzione, a Villapiana. Fu uno dei suoi complici, un impreditore, ad incastrare il tenente: registro' ogni colloquio telefonico, con appuntamenti e accordi per dividere i soldi, poi nascose tutto in casa di una zia, in una valigetta 24 ore che - secondo alcuni - ha custodito anche ''carte'' pericolose per persone piu' in alto di Fioravanti. Il quale tuttavia ha presentato ricorso contro il provvedimento di diniego della richiesta di rientrare nei ranghi della Guardia di Finanza..

Ucciso in un agguato nel reggino il boss Pangallo

28/09 In un agguato è stato ucciso, Antonino Pangallo, di 34 anni, ritenuto dagli investigatori uno dei boss della 'ndrangheta. L'agguato è avvenuto nelle campagne di Roccaforte del Greco, nel reggino. L'uomo era in campagna quando e' stato avvicinato da sconosciuti che hanno sparato alcuni colpi di pistola che hanno raggiunto la vittima in diverse parti del corpo. Pangallo e' stato soccorso da un familiare e portato nell' ospedale di Melito Porto Salvo, dove e' giunto cadavere. Sull' omicidio sono in corso le indagini dei carabinieri. Antonino Pangallo era stato catturato in Spagna dagli uomini della sezione Narcotici della Questura reggina il 4 marzo scorso, dove stava trascorrendo la sua latitanza. L'arresto e' avvenuto nel contesto dell'operazione "Zappa", che ha consentito alla polizia di interrompere un narcotraffico tra la Colombia, la Spagna e l'Italia. L'uomo era stato condannato in primo grado a 10 anni per associazione per delinquere nel contesto della faida di Roghudi, ma nel giugno scorso i giudici di appello lo avevano assolto per non aver commesso il fatto. L'uomo, che fu ricercato per tre anni, dopo essere stato individuato nella capitale spagnola, fu controllato e pedinato per alcuni giorni e successivamente arrestato. Contro il latitante pendevano due ordinanze di custodia cautelare entrambe per associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata al traffico internazionale di droga. La cosca di Pangallo, alleata con quelle dei Paviglianiti e dei Maesano, e' una delle piu' attive del Reggino, con importanti collegamenti e diramazioni in Italia ed all' estero. Nel giugno scorso Antonino Pangallo, dopo l' assoluzione a conclusione del processo d'appello, era stato scarcerato.

Fine di un incubo: Simona e Simona finalmente a casa

28/09 Un incubo svanito, una liberazione, quella che tutti gli italiani stavano vivendo per il sequestro delle due Simone in Iraq. Ci sono volute ben tre settimane per assistere alla loro liberazione. La notizia è stata data per prima, come di consueto, da Al Jazeera e poi ha fatto il giro del mondo in un battibaleno passando per le conferme dei parenti e delle autorità. In ultimo è arrivata l’ufficialità dalla Presidenza del Consiglio che ha assicurato che le due Simone stanno bene e sono state prese in consegna dalla Croce Rossa Italiana. Il Presidente del Consiglio in persona ha poi annunciato che le ragazze potranno riabbracciare i loro familiari già stasera. I diplomatici hanno accelerando le procedure del rientro. La Torretta e la Pari sono arrivate a Roma in serata verso le 23.15 a bordo di un Falcon dell'aeronautica militare. A terra c'erano ada attenderle oltre ai parentiil Presidnet del Consiglio Berlusconi con il suo vice Fini, il sottosegretario Letta e il Sindaco di Roma Veltroni. Appena arrivate, le prime persone a salire sull'aereo, per salutarle, sono state le loro mamme. "Mamma, scusami per il dolore che ti ho procurato". Sono le prime parole pronunciate da Simona Torretta alla madre Anna Maria Poi le due Simone, sempre mano nella mano, sono scese dal velivolo e sono state accolte da autorità, parenti, amici e volontari. Con loro non c'erano gli altri due ostaggi iracheni. Raed Ali Abdul Aziz, ingegnere dello staff di Un ponte per, e Mahnaz Bassan, collaboratrice di Intersos, i due ostaggi iracheni liberati con Simona Pari e Simona Torretta, che alcune fonti avevano indicato in viaggio per l'Italia insieme alle due volontarie italiane. Appena scese, dopo le foto e le domande dei cronisti, le loro prime dichiarazioni sono state "Stiamo bene", poi, sempre sorridenti, sono subito state accompagnate nella saletta del 31mo Stormo dell'Aereonautica. Con loro c'è sempre stato il commissario straordinario della Cri, Maurizio Scelli regista di tutta l'operazione internazionale. "Siamo state tratate bene con molto rispetto" ha detto la Torretta prima di salire sull'elicottero dei Carabinieri che le hanno accompagnate in Procura a Roma dove c'erano i magistrati dell'antiterrorismo ad aspettarle per un primo interrogatorio. Per circa due ore Simona Pari e Simona Torretta affronteranno il faccia a faccia con i magistrati del pool antiterrorismo della Procura di Roma, Franco Ionta, Pietro Saviotti ed Erminio Amelio. Oltre alle due ragazze saranno interrogati anche il commissario straordinario della Croce Rossa, Maurizio Scelli, e due funzionari della Cri, che hanno preso parte alle ultime fasi relative alla liberazione degli ostaggi.

Il Sindaco di Panettieri disposto a cambiare il nome del paese per la donazione Bilotti

28/09 ''Se il referendum che il sindaco di Cosenza ha proposto dovesse essere negativo per il cambio del nome vorrei che il signor Bilotti prenda in seria considerazione la mia proposta: portero' all'attenzione della Giunta, del Consiglio e di tutti i miei concittadini, a Panettieri ci conosciamo tutti, di cambiare perfino il nome del nostro paese ed invece di Panettieri ci chiameremo Panettieri - Bilotti''. E' quanto sostiene in una nota il sindaco di Panettieri, Salvatore Parrotta. ''Sicuramente il nostro comune - ha aggiunto - tutelera' al meglio le opere d'arte e potrebbero trovare un giusto rilievo nel nostro caratteristico centro storico. Il nome del nostro paese come ha scritto a meta' dell'Ottocento Vincenzo Padula significa 'tutti insepolti', mentre il glottologo tedesco Rohlfs sostiene che il nome del comune deriva dal 'fatto che gli abitanti erano bravi a panificare'; proprio quel pane che e' l'alimento base per la nostra nutrizione, ma come dice Gesu' nel Vangelo 'non di solo pane vive l'uomo...', mi permetto di aggiungere anche di arte e proprio per questo siamo disponibili a ricevere le opere di Bilotti ed aggiungere al nostro toponimo il suo nome''. ''Il personaggio piu' illustre di Panettieri - ha proseguito Parrotta - fu il famoso brigante Giosafat Talarico che fini' i suoi giorni sull'isola di Lipari con la sua banda, ma con un assegno mensile donatogli dal governo borbonico e poi fra' Ntoni da Panettieri un monaco cappuccino che a meta' dell'Ottocento sapeva guardare alle cose future, tanto da ricevere nella sua cella di Rogliano il re dei Borboni. Oggi Panettieri e' un piccolo borgo con le sue tradizioni che si tramandano, con un Presepe vivente che nelle giornate natalizie raccoglie migliaia di visitatori''. ''Il museo all'aperto - ha concluso - potrebbe essere per il nostro paese un'occasione unica, ecco perche' dopo Cosenza chiediamo al dottor Bilotti di prendere in seria considerazione la nostra proposta''.


Il Presidente dell’ARSSA incontra i sindacati per il rilancio dell’altopiano silano

28/09 Il Presidente dell’ARSSA, Antonio Pizzini, mantenendo fede ad un impegno assunto nelle ultime settimane con le parti sociali e le categorie produttive interessate, riguardo alla ripresa dell’attenzione sulle problematiche concernenti la “Vertenza Altopiano Silano”,ha incontrato presso la sede regionale dell’Agenzia per i Servizi in Agricoltura una qualificata delegazione Sindacale composta da: Massimo Covello (Segretario CGIL- Cosenza); Pino Le Fosse e Giovanni Donato (esponenti della Flai-CGIL); Giovanni Bitonti e Carmine Pupo (esponenti CISL-Cosenza); Antonio De Gregorio, in rappresentanza della Uila-UIL e Corrado Scarcelli, delegato UGL. L’incontro è stato seguito anche da rappresentanti delle OO.SS. aziendali ARSSA.
Obiettivo della riunione: definire un quadro d’interventi programmati, partendo dall’ apporto ARSSA con il coinvolgimento di tutte le istituzioni e i soggetti economici presenti sul territorio in esame. Il Presidente dell’ARSSA, introducendo i lavori, ha, infatti, rilavato che non si parte da zero, dal momento che sulla specifica materia diversi sono stati gli incontri e gli approfondimenti, soprattutto con il Sindacato, negli ultimi mesi. Pizzini ha ricordato i diversi tavoli di confronto che, oggi, devono diventare qualcosa di più organico ed incisivo per portare avanti un’azione coerente con le necessità di sviluppo effettivo di un’area geografica della Calabria, unica nel suo genere per la variabilità delle immense risorse naturali.
Pizzini, che ha subito assicurato la presentazione di una sorta di “dossier –progettuale” al Sindacato, ha posto l’accento sulla necessità di far ritornare d’attualità la questione dello sviluppo della montagna e, più complessivamente, delle aree interne dell’Altopiano silano. Partendo proprio dallo storico e peculiare patrimonio strutturale e strumentale dell’Agenzia ( Centro Sperimentale, Aziende, Impianti a fune, Camping, Locali ricettivi, Patrimonio boschivo, etc.).
Il responsabile dell’ARSSA, con l’occasione, ha fornito ai presenti elementi circa la redazione di un Progetto interdisciplinare che, se supportato da adeguati finanziamenti, potrebbe avere una concreta ricaduta sulle direttrici di sviluppo e sulla stessa forza lavoro. Pizzini, presenti alcuni dirigenti responsabili di Settori importanti per favorire lo sviluppo di attività sostenibili in Sila, ha ancora una volta auspicato che l’annosa problematica silana potrà trovare un’adeguata soluzione solo se si punta a realizzare una realistica intesa programmatica, sulla base di un confronto costante, in sinergismo tra i diversi soggetti pubblici e privati e del Sindacato. Su quest’impostazione è subito dopo intervenuto Massimo Covello, il quale nel porre l’accento sulla necessità che occorre mettere in campo concrete iniziative, mirate allo sviluppo armonico ed agro-ambientale e turistico, compatibile con gli interventi del Sistema Montagna, da realizzare sull’Altopiano silano”.
Il segretario della CGIL di Cosenza, inoltre, ha parlato un inderogabile percorso di “ Programmazione concertata” , che è sempre più attuale ed irrinviabile se si hanno veramente a cuore gli annosi problemi dell’Altopiano.
Covello ha pure sostenuto che occorre inquadrare l’area silana come un vero e proprio “ Distretto Rurale”, capace di attirare e canalizzare al suo interno attenzioni diverse e soprattutto adeguati flussi finanziari per incentivare e sostenere, su reali basi produttive, tutte le direttrici storiche e moderne delle potenzialità dello sviluppo del territorio in questione. Covello, da ultimo, ha suggerito che occorre lavorare per realizzare un coinvolgimento organico di realtà istituzionali regionali, partendo dagli Assessorati:Agricoltura- Attività produttive -Turismo – Forestazione.
In quest’ottica – hanno riferito gli altri esponenti sindacali - anche il ruolo fondamentale strategico dell’ARSSA, quale Agenzia erogatrice di servizi avanzati nel sistema agro-zootenico e ambientale, potrà ritornare al centro dell’attenzione e dell’interesse del mondo politico-istituzionale.
Le attuali difficoltà finanziarie dell’ Agenzia, potranno gradualmente essere superate partendo proprio dalla proposizione progettuale che – di fatto - rilancia il ruolo di uno strumento pubblico essenziale per l’Altopiano. Un ruolo che dovrà essere ben compreso e sostenuto dalle istituzioni locali e regionali, dal mondo agricolo, dagli operatori turistici ed economici interessati. Il Sindacato tutto ciò sosterrà lealmente e con forte impegno nell’interesse del mondo del lavoro e di riflesso delle diverse categorie produttive.
L’incontro odierno – ha affermato infine Pizzini – dovrà concorrere a formulare una precisa intesa operativa con il Sindacato che dovrà configurare la partecipazione d’esponenti delle istituzioni locali e di tutti gli Organismi che operano storicamente sull’Altopiano. Anche a nome del CdA dell’Agenzia – ha sostenuto Pizzini – c’è la consapevolezza che i nodi del mancato sviluppo turistico dell’Altopiano, che resta la questione storica da affrontare con decisione, vanno affrontati con lo strumento della pianificazione degli interventi, sia tecnici che finanziari.
Al centro dell’attenzione dell’incontro anche i temi connessi alla realizzazione di una maggiore efficienza dei servizi di pubblico interesse, attraverso un’azione di riqualificazione e potenziamento delle strutture già esistenti, unitamente ad un Piano organico di formazione e qualificazione professionale delle maestranze impegnate nelle diverse attività.
Le strutture silane dell’Agenzia per i Servizi in Agricoltura – è stato detto - rappresentano un tassello importante nella logica della multifunzionalità del Sistema Montagna. Oggi, però, occorre un maggiore impegno per rilanciarne la presenza che si potrà realizzare unicamente con la proposta progettualità. Un metodo di lavoro organico, mirato ad incidere sulle angustianti questioni silane. Questo momento – ha sostenuto il Sindacato - troverà un punto di forza proprio dal tavolo di confronto permanente regionale sulle problematiche della montagna, che esalta la pratica della concertazione preventiva sulle questioni da affrontare.
Quest’importante risultato, se sarà realizzato nei prossimi giorni, consolida e rafforza il processo di reale confronto avviato tra il Sindacato e l’Amministrazione ARSSA, che ha fatto scaturire, ad esempio, importanti risultati nella gestione degli impianti a fune silani e nel processo di stabilizzazione della forza lavoro presso i CSD, vivai e aziende dell’Agenzia.

Esiste una proposta di deindustrializzazione dell’MDC di Castrovillari

28/09 Esiste una proposta di reindustrializzazione dell'Mdc di Castrovillari, con richiesta di contributo avanzata alla Regione Calabria e al Ministero delle Attivita' Produttive e rispetto alla quale vi e' una disponibilita' preventiva alla fase istruttoria accelerata. E' quanto emerso nel corso di un incontro svoltosi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. L'incontro e' stata presieduto dal sottosegretario al Ministero alle Attivita' Produttive, Giuseppe Galati, ed hanno partecipato il presidente della Task Force per l'occupazione, Gianfranco Borghini, ed i rappresentanti sindacali dei lavoratori dell'Mdc. ''Nel corso dell'incontro - e' scritto nel verbale della riunione - si e' preso atto dell' attivita' svolta dal liquidatore (vendita macchine) che consente di avere disponibili le aree e quindi giungere ad un incontro definitivo con Sviluppo Italia principale creditore rimasto e quindi addivenire ad una intesa tra gli organi della procedura e Sviluppo Italia per l' utilizzo adeguato degli impianti. Dopo questo passaggio l' area sara' disponibile per nuovi investimenti. Si e' invitato il rappresentante della Mdc a richiedere la proroga della Cigs secondo le norme previste. Per quanto riguarda la disponibilita' di risorse pubbliche per gli aiuti e' stata confermata dalla Regione e dal Map la volonta' di estendere la L.181/89 all' area industriale di Cammarata - Castrovillari e di rendere disponibili le risorse necessarie a fronte di progetti industriali valido ovvero in grande di ricreare sviluppo industriale ed occupazione''. ''Per gli investimenti - prosegue il verbale - saranno interessati altri strumenti come il contratto di localizzazione (S.I.) e contratti di investimento (Regione). Le organizzazioni sindacali hanno rappresentato con forza l' esigenza di creare le condizioni necessarie e sufficienti per i nuovi investimenti, ma hanno anche espresso l' esigenza di utilizzare gli ammortizzatori sociali per assicurare nel frattempo un sostegno minimo al reddito dei lavoratori''.

Accordo di cooperazione tra Regione Calabria e Costa d’Avorio

28/09 Regione Calabria e Repubblica della Costa d' Avorio hanno sottoscritto un ''Accordo quadro di cooperazione e di amicizia'' che riguarda vari settori d' intervento. L' accordo e' stato firmato dal presidente della Giunta regionale, Giuseppe Chiaravalloti, e dal Ministro delle Acque e foreste del Paese africano, Assoa Adou. Alla cerimonia era anche presente l' ambasciatore della Costa d' Avorio in Italia, Zady Gbaka Richard. I settori interessati dall' accordo di cooperazione, che e' il primo sottoscritto dalla Repubblica della Costa d' Avorio con una Regione italiana, sono la riforestazione, la gestione durevole del patrimonio forestale ivoriano, la trasformazione dei prodotti legnosi e non legnosi, l' amminitrazione dei parchi, le tecniche agro-forestali, la gestione dell' ambiente, il miglioramento delle infrastrutture, l' assistenza per la localizzazione di nuove imprese, lo sviluppo di energia rinnovabile, la formazione professionale di ivoriani nei vari settori delle acque e delle foreste e la formazione alla formulazione di progetti di fattibilita' di investimenti allo scopo di ottenere i finanziamenti necessari per la realizzazione degli interventi. La Regione mettera' a disposizione della Costa d' Avorio la propria esperienza in vari settori, riservando la priorita' a quello della forestazione, al fine di contribuire alla ricostruzione ed al mantenimento del patrimonio boschivo del Paese africano. La popolazione ivoriana, sulla base dell' accordo, sara' formata in merito alle tecniche di rimboschimento e di gestione del patrimonio forestale, con attenzione anche all' utilizzo di prodotti legnosi. E' prevista, inoltre, l' attuazione di progetti l' apprendimento della lingua italiana da parte della popolazione ivoriana. A breve termine si svolgeranno incontri per fare conoscere le opportunita' del territorio della Costa d' Avorio anche agli imprenditori calabresi. L' importanza dell' accordo e' stata sottolineata dal presidente Chiaravalloti, che ha anche definito ''significativo il fatto che a sottoscrivere l' intesa sia proprio la Calabria, estremo lembo d' Europa verso il sud del mondo e protagonista attivo delle nuove direttrici di sviluppo dell' intero continente. L' accordo sara' anche produttivo di relazioni sempre piu' intense tra la Calabria e la Costa d' Avorio, con reciproco orgoglio e soddisfazione. I calabresi hanno vissuto in passato il dramma dell' immigrazione e per questo hanno un atteggiamento di estrema comprensione e tolleranza verso gli immigrati. Il futuro del mondo - ha concluso Chiaravalloti - passa attraverso i ponti della solidarieta'''. Per il ministro Adou ''l' accordo sottoscritto con la Regione Calabria produrra' effetti sicuramente positivi per la salvaguardia della foresta tropicale ivoriana, oggi ridotta a tre milioni di ettari e vittima di un irreversibile processo di distruzione. Ogni anno in Costa d' Avorio vengono distrutti 300 mila ettari di foreste e di questo passo il nostro Paese rischia la desertificazione''. Adou ha anche espresso gratitudine al Governo italiano per l' aiuto garantito alla Costa d' Avorio in occasione del tentativo di colpo di Stato registratosi lo scorso anno nel Paese africano. ''Il nostro Paese - ha aggiunto il ministro Adou - e' molto interessato all' esperienza italiana, al di la' del rapporto che lo lega da sempre alla Francia, per favorire il proprio processo di sviluppo''. Alla sottoscrizione dell' accordo hanno presenziato anche gli assessori alla Presidenza, Raffaele Mirigliani, ed alla Forestazione, Dionisio Gallo, ed il consigliere regionale Raffaele Senatore.

Tagliate le gomme all’auto del Sindaco di Melito Porto Salvo

28/09 Un atto intimidatorio e' stato compiuto ai danni del sindaco di Melito Porto Salvo, comune sulla costa ionica reggina, Giuseppe Iaria, a capo di una Giunta espressione di una lista civica. Ignoti hanno tagliato due pneumatici della sua auto, una Renault Kangoo. La vettura era parcheggiata nei pressi del Municipio. Sull' episodio stanno indagando i carabinieri. Secondo quanto emerso dai primi accertamenti condotti dai carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo, sarebbe da escludere la matrice della criminalita' organizzata. Il gesto sarebbe, comunque, da ricondurre all' attivita' amministrativa di Iaria. Nella mattinata il sindaco ha anche incontrato il comandante provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria, col. Antonio Fiano. Sul contenuto del colloquio non sono state fornite notizie.

Fortugno: “Inaccettabile pagare la consultazione del BUR regionale”

28/09 ''La possibilita' di accedere facilmente agli atti della Pubblica Amministrazione e' uno degli strumenti piu' importanti per garantire la trasparenza dell' amministrazione e la massima diffusione delle opportunita', di lavoro e non, che vengono offerte ai cittadini, e' certamente un principio fondamentale che deve caratterizzare ogni attivita' di governo''. E' quanto sostiene in una nota il consigliere regionale Francesco Fortugno. ''Se tutto cio' puo' apparire - ha aggiunto - di una semplicita' assoluta, non lo e' stato per la Giunta Chiaravalloti che ha previsto un canone per l' accesso al Bur, il Bollettino Ufficiale della Regione Calabria, sul sito della Regione pari ad euro 7,50 mensili. La Giunta Chiaravalloti ha quindi ritenuto di dover ''tassare'' il diritto all' informazione dei cittadini sugli atti della Regione Calabria, facendo pagare l' accesso al canale d' informazione oggi piu' diffuso e piu' facilmente consultabile, il sito internet della Regione, per quanto attiene al Bur''. ''Se si pensa - ha aggiunto - ai moltissimi calabresi che per svariate ragioni, purtroppo la piu' frequente e' la mancanza di lavoro, vivono lontano dalla Calabria ed anche all' estero, si realizza immediatamente l' abnorme danno che viene fatto proprio ai calabresi meno fortunati, che si vedono porre una ulteriore barriera che li separa sempre piu' dalla loro terra d' origine. Non conosco quale possa essere l' introito previsto per gli abbonamenti, ma ritengo che non si possa pensare, oltretutto in una situazione generale di sperpero, di reperire fondi facendo pagare un servizio primario, comprimendo cosi' un fondamentale diritto dei calabresi''. ''Ritenendo tale determinazione della Giunta regionale - ha concluso - inaccettabile, prima che si proceda a dare attuazione alla richiamata delibera, stabilendo le modalita' di attivazione dell' abbonamento, ho presentato una interrogazione ai signori presidenti della Giunta regionale e del Consiglio regionale, onorevoli Chiaravalloti e Fedele, facendo appello al rispetto del diritto all' informazione ed alla attenzione dovuta ai bisogni dei calabresi che vivono fuori regione''.

Finanziato un progetto di sicurezza stradale al Comune di Castrovillari

28/09 Un progetto di sicurezza stradale e' stato finanziato al Comune di Castrovillari. Lo rendono noto il sindaco, Franco Blaiotta, e l'assessore ai lavori pubblici, Biagio Schifino, che stamane hanno ricevuto la notizia dell'avvenuta deliberazione relativa al cofinanziamento da parte della Regione Calabria per un importo complessivo pari a 300mila euro. ''Delle risorse - ha detto Blaiotta - che si aggiungono ad altre che faranno diventare il territorio un vero e proprio cantiere''. ''Queste ci permetteranno - ha aggiunto Schifino - di continuare il nostro programma relativo alle opere infrastrutturali, legate alla circolazione ed alla sicurezza stradale, che ha gia' consegnato alla citta' piste ciclopedonali, pavimentazioni di strade e marciapiedi, rotatorie, illuminazioni e arredi urbani''. ''Intanto per questo nuovo dato - prosegue l'assessore - un ringraziamento particolare va al senatore Trematerra ed all'assessore regionale ai Trasporti, Stillitano che dimostrano anche in questa occasione grande sensibilita' nei confronti del territorio del Pollino e di Castrovillari in particolare''.

Secondo Legambiente e Arcicaccia per gli animali selvatici in Calabria gli enti lavorano male

28/09 ''Dai dati raccolti emerge una situazione molto preoccupante per gli animali selvatici in Calabria: gli Enti responsabili per la loro gestione, ad esclusione dei Parchi nazionali dell' Aspromonte e del Pollino, lavorano poco e male''. E' quanto sostengono Antonino Morabito, responsabile fauna di Legambiente e Osvaldo Veneziano, presidente di Arcicaccia. Il quadro della Calabria emerge dalla presentazione del secondo Rapporto sulla gestione della fauna in Italia, realizzato dall' Osservatorio nazionale sulla gestione faunistica, promosso da Legambiente e Arcicaccia ed al quale aderiscono Federparchi, Anagritur, Urca, Club della Beccaccia, Arci Pesca Fisa, Coordinamento Veneto e Beccacciai d' Italia. Le risposte pervenute, da tre Province su cinque per la caccia (Cosenza , Reggio Calabria e Vibo Valentia), da una sola Provincia per la pesca nelle acque interne (Vibo Valentia) e da due Aree protette su quattro (Parco nazionale dell' Aspromonte e Parco nazionale del Pollino), e' scritto in un comunicato, analizzate sulla base di sette differenti indici scelti appositamente per evidenziare l' approccio alla gestione della fauna attraverso la costruzione delle conoscenze e delle capacita' tecniche negli uffici preposti, le attivita' per la formazione di cacciatori e pescatori, le scelte di pianificazione territoriale a fini faunistici e il controllo del territorio, ''mettono in luce una situazione calabrese tra le peggiori d' Italia''. ''Constatiamo con piacere - e' scritto nella nota delle associazioni - che i Parchi nazionali in Calabria, in controtendenza con il resto della Regione, stanno lavorando per la gestione della fauna: l' Aspromonte non solo fa bene, ma addirittura primeggia su tutte le aree protette del paese, anche se il lavoro fin qui messo in cantiere rischia di essere vanificato dalle scelte degli altri enti. Infatti, mentre troppi discutono solo dell' anticipo della stagione di caccia o dell' aumento delle specie cacciabili e mentre, nel silenzio generale, si consuma il bracconaggio contro le ultime trote calabresi, Regione e Province non fanno quasi nulla per costruire un serio quadro conoscitivo sulla base del quale dettare le regole, per dar vita agli Atc, istituti deputati alla gestione della caccia, unica eccezione positiva la Provincia di Reggio Calabria, formare e avviare serie forme di partecipazione congiunta delle categorie piu' interessate, ossia di ambientalisti,cacciatori, pescatori d' acque interne e agricoltori''. ''Si impone una seria presa di coscienza degli Enti calabresi - hanno sostenuto Morabito e Veneziano - perche' fintanto che le scelte producono un 'garante della caccia e un osservatorio regionale' nati al 'solo scopo' di dare vergognosa copertura all' uccisione di volpi e corvidi nei mesi di febbraio e marzo, contro ogni conoscenza tecnico-scientifica, non si compiono soltanto scelte sbagliate ed ipocrite a grave danno di tutta la fauna ma, ancor piu' grave, si uccide anche nei cittadini qualsiasi residua credibilita' verso la Pubblica amministrazione''. ''Questa situazione - conclude la nota - non deve pero' demoralizzare o deresponsabilizzare alcuno perche' il patrimonio faunistico ha urgente bisogno di fatti concreti ed in Italia ci sono differenti esempi di buona gestione della fauna con i quali la Calabria si puo' misurare per voltare pagina. Gli amministratori calabresi possono dare ai cittadini un importante segno di responsabilita' contro l' attuale malaffare: mettere alla porta quei dipendenti incompetenti che hanno occupato gli uffici pubblici di questo settore e i cosiddetti consulenti esperti, privi di alcuna comprovata competenza in biologia e gestione delle popolazioni animali selvatiche, che, guarda caso, parlano lo stesso linguaggio dei primi''.

Il consigliere Pisano (PRI) chiede un intervento urgente per la statale “Jonio-Tirreno”

28/09 Con un’interrogazione urgente, il consigliere regionale del Pri, Vincenzo Pisano si rivolge al presidente del Consiglio, al Presidente della Giunta e all’assessore regionale ai Lavori pubblici “per conoscere quali misure urgenti intendano adottare per porre una soluzione al problema della sicurezza della S.G.C Jonio-Tirreno e di tutte le altre arterie della viabilità calabrese”. Con questa iniziativa, Pisano interviene “sulle condizioni e sullo stato di pericolosità in cui versa la Jonio-Tirreno”, che ha visto consumarsi, nei pressi dello svincolo di località San Fili, “l’ultima tragedia della strada”: “E’ bastato un acquazzone di pochi minuti per rendere impercorribile il tratto di strada e dare vita ad una tragedia che ha lasciato due morti e tre feriti di cui uno in gravissime condizioni –dice Pisano- ma questo è solo uno delle decine di incidenti che sembrano avere uno stesso copione: pioggia, invasione di corsia e impatto frontale, con l’unica variante del numero di morti o di feriti”. Afferma ancora Pisano: “La causa, spesso, non è ascrivibile all’eccessiva velocità o alla negligenza degli autisti, ma sovente è determinata dalle condizioni di un manto stradale reso viscido dalle abbondanti piogge e aggravato da un cattivo funzionamento delle opere per il deflusso delle acque. Qui, l’acqua piovana, invece di convogliare sui bordi, attraversa la sede stradale per defluire dal lato opposto, invadendo entrambe le corsie di marcia. Una via di comunicazione con queste caratteristiche non lascia spazio a ruote antipioggia, cintura di sicurezza o air-barg: l’automobile sul bagnato perde aderenza e l’impatto frontale è devastante”. “In una democrazia come la nostra – asserisce Pisano- la sicurezza stradale dovrebbe essere un fiore all’occhiello. Il ministro Lunardi sta facendo tanto perché ciò si realizzi, ma non si può pensare che una strada come la S.G.C Jonio- Tirreno, che sopporta un’enorme volume di traffico, non debba essere adeguata al traffico moderno e dotata di idonei standard di sicurezza”. Nell’interrogazione, Pisano considera “urgentissimo un intervento mirato sulla Strada di grande comunicazione Jonio-Tirreno con la realizzazione di un nuovo e più efficace sistema di deflusso delle acque piovane e la predisposizione di guardrail di nuova generazione”.

Delegazione ungherese in visita alla Regione Calabria

28/09 La Calabria al centro dell’interesse di una delegazione ungherese di Nògràd, che è stata ospite del Consiglio regionale. La nuova Europa, nella quale la nostra Regione è impegnata a recuperare spazi e ruolo, è stata il tema dell’incontro che la stessa delegazione ha tenuto con il capo di gabinetto Salvatore Silvestri, in rappresentanza del Presidente Luigi Fedele, assente per motivi istituzionali. Alla riunione hanno preso parte Dr Barta Làszlò (segretario generale della Giunta regionale di Nògràd), Lombos Istvàn (Sindaco di Balassagyarmat), Markò Jòzsef (capo della ragioneria”, Gaàl Endre (assessore allo sport) e Naszàly Aladàr (imprenditore).
Una conversazione ampia ed esaustiva, che ha toccato argomenti interessanti come l’integrazione europea, il sistema degli enti locali, ed in particolare al rapporto Stato-Regioni, passando per la riforma federalista, in atto, nel nostro Paese. “Quando la delegazione calabrese si recò, in Ungheria, qualche tempo fa – ha ricordato Salvatore Silvestri, rivolgendosi alla delegazione – era ormai imminente l’ingresso del vostro Paese in Europa. Oggi siamo noi a ricevervi in Calabria e voi siete già in Europa”. Il capo di gabinetto ha fatto presente che, solo un anno fa, a Reggio aveva luogo la CALRE (Conferenza delle Assemblee legislative regionali d’Europa). In quella occasione, tutti i Parlamenti regionali europei parteciparono, con propri rappresentanti, all’assise, qui in riva allo Stretto. “Siederete anche voi – ha detto Silvestri - al tavolo della prossima conferenza, la cui sede non è stata ancora stabilita”. Nel corso dell’incontro, si è poi parlato di una potenziale cooperazione sul terreno delle attività produttive, fra la regione del Nògràd e la Calabria. “Avremo modo di fornire la nostra esperienza sul piano della produzione legislativa – nonché, ha aggiunto Silvestri – favorendo contatti fra i rispettivi assessorati regionali all’agricoltura, commercio, artigianato, turismo”.
I membri della delegazione hanno manifestato forte interesse sull’organizzazione, il funzionamento e le competenze delle Istituzioni regionali, e, a loro volta hanno risposto alle domande poste dal dott. Silvestri.
Al termine dell’incontro, la delegazione ha visitato l’aula consiliare e delle Commissioni e la sala Green di Palazzo Campanella.

Una lezione del Presidente Fedele ai parlamentari del Quebec in Canada

28/09 Una “lezione” di storia delle istituzioni ma anche un vero e proprio affresco storico su tre secoli di vicende italiane: dagli Stati pre-risorgimentali alla Costituzione Repubblicana, fino alla riforma regionalista, polemiche degli ultimi tempi comprese. Il presidente del Consiglio regionale Luigi Fedele ha spiegato il “caso” del regionalismo italiano ai parlamentari dello Stato del Quebec. Alla guida ufficiale di una delegazione di Presidenti dei Consigli italiani in Canada (tra gli altri, il presidente del Consiglio del Lazio, Claudio Fazzone; del Piemonte, Roberto Cota, dell’Assemblea regionale Siciliana, Guido Lo Porto; dell’Umbria, Mario Tippolotti e della Valle d’Aosta, Ego Perron), è toccato proprio a lui il compito di relazionare nella seduta più importante del programma di lavoro dei presidenti dei Consigli italiani nella grande nazione nordamericana.
Fedele ha parlato ieri a Quebec City - cuore storico e capitale politica del Canada francofono - nell’Aula dell’Assemblée Nationale, il consiglio legislativo del Quebec, introducendo una tavola rotonda estremamente vivace e partecipata. Nel suo “rapporto” ha snocciolato sinteticamente la vicenda istituzionale italiana suscitando molta attenzione e molto interesse nell’uditorio e provocando un fuoco di fila di quesiti, di interrogativi e di domande di chiarimento da parte di parlamentari canadesi.
Dall’Italia divisa in tanti staterelli prima del 1861, all’annessione del Veneto, a Roma capitale, processi storici collocati nel contesto europeo con precisi riferimenti ai ruoli svolti da Francia, Inghilterra e Prussia, la relazione di Fedele ha sintetizzato fasi politiche e processi istituzionali spiegando l’iniziale, “necessario”, centralismo per passare poi al fascismo e al dopoguerra fino alla Costituzione del ’48 col riconoscimento delle autonomie locali e l’individuazione delle Regioni con potere legislativo limitato e con l’istituzione delle Regioni a Statuto speciale. La fase regionalista, con l’avvio nel ’70 e le incertezze iniziali, sono state oggetto di un maggior approfondimento con particolare riguardo per le riforme costituzionali del 1999 e del 2001 e la fine del controllo preventivo.
Sull’autonomia statutaria e la facoltà per ogni Regione di dotarsi di una propria Costituzione Fedele ha annotato che “il processo riformatore attende ancora di essere attuato”. Più impegnativo è risultato per gli interlocutori canadesi comprendere appieno le spiegazioni sull’esclusiva peculiarità, tutta italiana, del principio di sussidiarietà, “in virtù del quale - ha affermato il presidente del Consiglio calabrese -, le funzioni legislative ed amministrative dovrebbero sempre essere esercitate al livello istituzionale più vicino agli interessi da perseguire: cioè livello comunale per la maggior parte degli interessi, che si localizzano appunto sul territorio comunale; e livello regionale o statale solo per quegli interessi che richiedono necessariamente una gestione unitaria di dimensione regionale o statale”.
Il confronto con i parlamentari canadesi è stato particolarmente vivace riguardo l’influenza dell’ordinamento comunitario sul regionalismo italiano. Fedele ha rivendicato il ruolo centrale delle regioni per l’integrazione, lo sviluppo e l’attuazione delle politiche europee: “le Regioni - ha affermato - sono infatti identificate come una dimensione ottimale di implementazione delle politiche pubbliche dell’Unione”.
Ma in conclusione - questo è stato l’interrogativo proposto da Diane Leblanc, una parlamentare del Quebec che riveste la carica di vicepresidente dell’ Assemblée Nationale ed è delegata per le relazioni con l’Europa- come si sentirebbe di definire l’ordinamento istituzionale italiano?
“Le Regioni - ha risposto Fedele - hanno poteri legislativi ed amministrativi ma non partecipano al potere giurisdizionale, possiedono autonomia ma non sovranità, possiamo quindi dire che in Italia non abbiamo un ordinamento federale ma neppure uno puramente decentrato. Si tratta piuttosto di una figura peculiare di ‘stato unitario composto’, di uno ‘stato regionale’ simile per molti aspetti a quanto è stato realizzato in Spagna ed anche al quadro istituzionale del Belgio”.

Sopralluogo della Provincia domani 29 agli scavi della antica Cirella

28/09 Si terrà domani, mercoledì 29 settembre, alle ore 13.00, presso il sito archeologico di Cirella di Diamante, un sopralluogo, cui parteciperanno il Vice Presidente della Provincia e Assessore alla Cultura, Salvatore Perugini ed il consigliere provinciale Ernesto Magorno. Ad accompagnarli a visitare i ruderi dell’antica “Cerillae”, saranno il direttore degli scavi, Prof. Giuseppe Roma, docente di Archeologia all’Università della Calabria, e la dott.ssa Cristiana Coscarella. Il progetto di scavi, nei confronti del quale il Vice Presidente Salvatore Perugini ha manifestato particolare attenzione e sensibilità, ha lo scopo di far luce sui caratteri insediativi dell'abitato dell'antica Cerillae, la cui origine risale all'epoca classica e che risulta essere stato abitato, con alterne vicende, fino agli inizi del XIX secolo.
In particolare, è prevista una campagna di scavi, della durata di due settimane, che, iniziata già il 20 settembre scorso, mira a documentare e studiare la fase di occupazione territoriale ed urbana che va dall' Alto Medioevo al XVI secolo, mediante ricognizioni topografiche, rilevamenti grafici, sondaggi stratigrafici, prospezioni geofisiche, campionature ed analisi petrografiche, paleobotaniche e archeozoologiche.
I risultati ottenuti, grazie anche all’utilizzo dì tecniche e procedure a carattere sperimentale, apporteranno, così, nuove conoscenze sulla storia locale e fungeranno da laboratorio didattico-sperimentale per gli studenti e i laureandi del corso universitario di Archeologia.
Nella iniziativa saranno coinvolti anche gli alunni dell'Istituto Tecnico per Geometri di Diamante. Il progetto è, per ora, solo un punto di partenza, ma, nelle intenzioni degli Enti coinvolti, vi è il proposito di riportare alla luce, per intero, la più rilevante delle" città morte" che vi sono in Calabria, estendendo negli anni l'area di scavo che, in questa prima fase, riguarda la zona del Castello e della Chiesa di S. Nicola.
Oltre all'indubbio valore storico e culturale dell'operazione archeologica avviata, lo scopo è anche quello di giungere ad individuare e realizzare veri e propri percorsi tematici finalizzati alla conoscenza e alla fruizione, anche di tipo turistico, del patrimonio archeologico e architettonico della nostra Regione.

Il Presidente Olivero ha concluso, dopo tre sedute, la discussione delle linee programmatiche

28/09 Il Presidente della Provincia, On. Gerardo Mario Oliverio, nel Consiglio Provinciale del 27 settembre 2004 ha concluso la discussione sulle Linee Programmatiche già presentate in aula e parzialmente dibattute nelle precedenti sedute consiliari e ringraziando preliminarmente il Presidente del Consiglio per la passione che caratterizza i suoi interventi. “E’ doveroso – ha continuato il Presidente – rispetto ad una discussione così ampia, che si è sviluppata in tre sedute del Consiglio Provinciale, fare da parte mia alcune riflessioni. Innanzitutto un ringraziamento ai consiglieri che con i loro interventi hanno dato un contributo di riflessione e valutazione rispetto ad un passaggio importante che caratterizza l’inizio di questa esperienza”. Un ringraziamento, quello dell’On. Oliverio, rivolto non soltanto ai Consiglieri di maggioranza, intervenuti numerosi, ma anche a quelli di minoranza. E proprio nei confronti dell’opposizione, il Presidente della Provincia ha sottolineato che la discussione è stata libera e non precostituita e ciò è dimostrato dalle differenti valutazioni che sono emerse in aula, tant’è che neppure all’interno delle stesse forze politiche c’è stata precostituzione: chi ha parlato di sogni irrealizzabili (Straface), chi di basso profilo (Pucci). Ma Mario Oliverio ha voluto ringraziare soprattutto il Consigliere Barile per il suo intervento articolato, che ha colto alcuni elementi positivi e altri su cui ha espresso il suo pensiero critico e la sua netta opposizione. Un approccio importante, che consente di sviluppare un confronto di merito. “Riteniamo – ha continuato il Presidente Oliverio – che il Consiglio Provinciale debba essere il luogo nel quale esercitare le scelte fondamentali cui la Provincia è chiamata. La valutazione dell’espressione del nostro giudizio, rispetto alla questione dell’eredità che assumiamo, è positiva ed è data dai fatti: non solo sulla situazione economico finanziaria sana, ma anche per i risultati riguardo alle funzioni e alle competenze che l’ente ha assunto nel corso di questi anni: basti pensare, in merito a ciò, all’Edilizia Scolastica”. L’On.le Oliverio ha quindi sottolineato, rivolgendosi al Cons. Ponzio, che quando si parla di questioni specifiche bisognerebbe avere l’amabilità di consultarsi: al Liceo Scientifico di Rende, infatti, i lavori saranno consegnati nel marzo prossimo, mentre il Liceo Classico sarà consegnato entro il 2004 utilizzando i locali dell’Istituto Tecnico commerciale. “Se non ci si documenta – ha sottolineato il Presidente – un Consigliere Provinciale rischia di depotenziare il ruolo e l’autorevolezza che la funzione richiede”.
Per il Presidente della Provincia, l’Ente presenta un bilancio estremamente positivo: dalla viabilità all’edilizia scolastica, nonostante una Giunta Regionale che tende a mortificarlo nel quadro della distribuzione delle risorse. “Quando si parla della Regione – ha ribadito Oliverio – occorre riflettere che se non si libera di quella bardatura che ne ha fatto uno sportello gestionale, non ci sarà sviluppo. E’ necessario, allora, fare un confronto di merito su questo problema: io sono perché un Consiglio, un’istituzione faccia uno sforzo in questo senso ed esca da quella che è una visione rionale e, quando parlo di nuova Provincia, parlo di un ente che si proietta in un nuovo contesto, valorizzando quanto è stato già fatto dalla Giunta Acri. Oggi la Provincia può assolvere funzioni importanti, a seguito della Riforma del Titolo V della Costituzione, che devono però avere una valenza sovracomunale, esaltando il ruolo dei comuni. Ho l’idea di una forte spinta verso il decentramento, che non è in contraddizione con i compiti che devono svolgere altri livelli istituzionali, e costruiremo i Distretti che per noi non sono un sogno. La costituzione di nuove Province, invece, la si decide nel Parlamento della Repubblica: non possiamo prenderci in giro e ignorare che si tratta di una questione molto più ampia”.
Per il Presidente Oliverio, quindi, si deve lavorare seriamente affinché ci sia il trasferimento delle funzioni alle Province, partendo da un pacchetto di priorità, perché c’è necessità di una riforma strutturale della vita della Regione.
L’On.le Oliverio ha, quindi, indicato al Consiglio Provinciale due grandi questioni, che si presentano come emergenze e che devono avere una giusta attenzione: i rifiuti e l’acqua. Nel merito della questione rifiuti, il Presidente della Provincia ha informato di un incontro avuto con il nuovo Commissario: “è stato nominato un Prefetto – ha detto Oliverio – il dott. Bagnara, personalità che ha avuto funzioni e ruoli importanti nella vita dello Stato. La nostra Regione non ha la situazione della Campania, ma vive un’esperienza grave, e nella nostra provincia, per responsabilità del commissario precedente, siamo quasi al punto di partenza. Come Provincia, quindi, malgrado la gestione commissariale dobbiamo pretendere di dire la nostra per salvaguardare le peculiarità territoriali e le risorse paesaggistiche del nostro territorio, ma sapendo che dobbiamo costruire un sistema. Le soluzioni vanno costruite attraverso un confronto con i territori stessi e per questo abbiamo convocato l’ATO per l’11 ottobre prossimo: perché l’ATO deve essere la sede di confronto con tutti i sindaci. Sapendo, però, che ci dovrà essere la sintesi: partecipazione e coinvolgimento, ma alla fine assunzione di responsabilità”. Sull’emergenza “Acqua”, poi, pur consapevoli che è in atto un processo di riorganizzazione nazionale del settore, l’On. Oliverio ha indicato una priorità, il segmento della depurazione, per la quale è necessario vedere come adeguare gli interventi, onde evitare che la prossima estate si riproduca la stagione estiva di quest’anno. A queste due grandi questioni, infine, il Presidente Oliverio ha aggiunto quella non meno importante del territorio: “il lavoro già prodotto per l’elaborazione del Piano Territoriale di Coordinamento – ha detto il Presidente – è importante e non può essere messo in un cassetto. Quella è la base da cui partire per riprendere il confronto con gli enti locali e arrivare ad un Piano definitivo, sapendo che le nostre priorità sono le risorse paesaggistiche come punto di partenza per qualsiasi ipotesi di sviluppo. C’è, però, un problema di cultura generale che è necessario elevare, sul quale tutti devono fare un salto di qualità: assumere posizioni chiare e non condizionate dal punto di vista del proprio rione. Il territorio è un bene che deve essere condiviso. Dobbiamo stabilire le regole, una strumentazione che ci consenta di offrire un punto di riferimento”. Per l’On. Oliverio, comunque, la Provincia di Cosenza vuole dire la sua anche sul problema delle infrastrutture: “all’interno, certamente, di un progetto generale, nel quale è però necessario calare anche quella che è la nostra competenza rispetto ad esso”.
Suilla questione delle consulenze, infine, il Presidente della Provincia ha affermato che si sta utilizzando un rapporto di fiducia per lanciare attacchi strumentali ed ha invitato i consiglieri a guardare l’albo pretorio per documentarsi, esortandoli altresì a sforzarsi per dare dignità all’Ente. “Questo Consiglio Provinciale – ha concluso il Presidente Oliverio – ha dimostrato equilibrio e vorrei sottolineare l’apporto importante e positivo di Corbelli, che pur mantenendo le sue posizioni ha dato un contributo fattivo nell’esaltazione del ruolo di questo consesso”.
Il Consiglio Provinciale si è riunito altresì per esaminare la proposta di salvaguardia degli equilibri di bilancio, che è stata approvata all’unanimità dei presenti in aula. Sul punto ha relazionato, in apertura, l’Assessore al Bilancio e Finanze, Rachele Grosso Ciponte, che ha preliminarmente contestato le dichiarazioni pretestuose e strumentali rilasciate alla stampa dal Consigliere di F.I. Gianfranco Ponzio in merito a presunte censure sulla visione dei documenti contabili. “Quale accesso è stato negato? Quale metodo è stato adottato? Quale trasparenza è stata oscurata?” – ha chiesto l’Assessore Ciponte – affermando altresì la trasparenza del proprio operato, che è stato, è e sarà sempre chiaro, perché altrimenti non potrebbe essere in una Amministrazione Pubblica. Entrando, poi, nel merito della realzione, l’Assessore al Bilancio ha fatto presente che, a programmazione avviata e, in gran parte, già attuata, “la scure dei tagli si abbatte sugli Enti Locali, mettendo fortemente in discussione l’autonomia gestionale degli stessi”. Nonostante ciò, per l’Assessore Grosso Ciponte si può affermare – per come si evince dalla relazione del Responsabile del Servizio Finanziario e dal parere del Collegio dei Revisori dei Conti – “che la gestione non presenta squilibri finanziari, in quanto il corretto rapporto tra risorse di entrata e interventi di spesa viene mantenuto”. L’indice di accertamento delle entrate correnti, inoltre, garantisce il finanziamento delle spese correnti e del rimborso dei prestiti; e, per quanto attiene le spese d’investimento, non vi sono particolari problemi perché sono correlate all’accertamento della relativa fonte di finanziamento. In conclusione, ha precisato l’Assessore al Bilancio, poiché “non vi sono sopravvenienze passive (debiti fuori bilancio) e la gestione dei residui si sta svolgendo conformemente ai dati risultanti dalla chiusura dell’esercizio 2003” la Provincia presenta una situazione finanziaria positiva che fa ben sperare per una chiusura attiva anche per l’anno corrente.
L’Assessore Rachele Grosso Ciponte - in replica poi agli interventi succedutisi in aula - nel fare un elogio al Collegio dei Revisori e al Direttore di Ragioneria per il lavoro svolto – ha ribadito, come dato politico importante, il fatto che la Provincia riesce a chiudere bene i conti , pur perdendo 36 miliardi di vecchie lire all’anno grazie ai tagli del Ministero del Tesoro. L’assessore ha quindi concluso affermando che la minoranza ha forse fatto confusione fra deposito degli atti e consegna a domicilio, dimostrando di essere concettualmente priva di una visione normativa e di un concetto di democrazia veri.
Si è svolto, in aula, un ampio ed articolato dibattito sui ambedue gli importanti punti portati all’attenzione dei Consiglieri Provinciali.
Nel merito del prosieguo della discussione sulle Linee Programmatiche del Presidente, il Cons. di FI Gianfranco Ponzio ha posto una serie di questioni, chiedendo quali interventi sono stati fatti dalla Provincia sui grandi temi della Viabilità, dei Trasporti e dell’Ambiente. Per il Cons. Mario Russo, sempre del Gruppo di FI, il dibattito sulle Dichiarazioni Programmatiche del Presidente ha stimolato un momento di confronto importante. Per il consigliere provinciale oggi si tocca con mano l’assenza di entusiasmo che una maggioranza così ampia dovrebbe quantomeno avere all’inizio del suo cammino, dimostrando che le polemiche che hanno accompagnato la formazione della Giunta non sono state soltanto estive, ma continuano ad essere presenti all’interno della coalizione. Importante, comunque, è dare un giudizio sui fatti ed è fondamentale, per un ente come la Provincia, avere rapporti istituzionali corretti con i comuni. E’ quindi intervenuto il Cons. Vincenzo Adamo, del PSE, che ha parlato del dovere del centro sinistra di fare meglio di quanto ha fatto la Regione in questi anni. Questo lo si fa con azioni positive e condivise e il silenzio del centro sinistra sulle questioni che lo dividono non aiuta a dare a questa coalizione un esempio di unità e di capacità di governo. “Questa assenza di risposte - ha continuato il Cons. Adamo - aumenta le distanze: non nei partiti (perché noi siamo e saremo nel centro sinistra, anche alla Regione), ma nei confronti dei cittadini che non capiscono perché siano censurabili le consulenze del centro destra e non quelle del centro sinistra. Le linee programmatiche sono un buon avvio, ma hanno un valore se vengono realizzate e se le sposiamo intimamente. Un segnale che sia veramente di novità concreta io lo vorrei vedere. Diamo un buon esempio e cominciamo anche dai piccoli gesti amministrativi a dare segnali di equilibrio”.
Il Presidente del Consiglio, On. Francesco Principe, infine, respingendo quanto letto sui giornali rispetto a presunte censure di parola, ha sottolineato che nella discussione sulle linee programmatiche sono intervenuti 11 consiglieri di minoranza e 9 di maggioranza e che, quindi, tali nefandezze squalificano chi le ha sollecitate alla stampa. Il Presidente del Consiglio ha, quindi, espresso solidarietà al Presidente del Gruppo di Forza Italia, Mario Giordano, per la rapina subita ai danni della sua abitazione.
Nella discussione sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio, Piercarlo Chiappetta, dell’UDC, ha annunciato l’abbandono dell’aula da parte dei gruppi della Casa delle Libertà, protestando per la mancata disponibilità dei documenti contabili sul riequilibrio stesso. E’ quindi intervenuto il presidente del Consiglio, On. Francesco Principe, facendo presente che il Direttore di Ragioneria ha attestato la presentazione in Commissione Bilancio dei prospetti contabili, che sono stati consegnati a tutti i componenti. Il Presidente Oliverio, poi, ha aggiunto all’informazione della Presidenza del Consiglio la lettura del verbale della Commissione Bilancio, dal quale si evince l’avvenuta presa visione degli atti e la discussione di merito avviata dalla stessa commissione. Il presidente del Collegio dei Revisori, dott. Giorgio Sganga, ha quindi attestato all’aula che la documentazione atta a deliberare sul punto è stata messa a disposizione di chiunque ne avesse bisogno e che i consiglieri componenti la Commissione Bilancio erano tutti presenti alla discussione. Il dott. Sganga ha altresì ribadito il parere favorevole del collegio sulla deliberazione di salvaguardia degli equilibri di bilancio.
Aieta Giuseppe, Presidente della Prima Commissione Bilancio, ha parlato di atto politicamente legittimo, ribadendo che la salute delle finanze dell’Ente è ottima. Per il Cons. Aieta, la Commissione dovrà comunque fare uno sforzo di vicendevole collaborazione con gli assessorati, per il bene dell’ente stesso e dei cittadini. Per Biagio Diana, Presidente del Gruppo di R.C., l’atteggiamento della minoranza non fa onore all’Ente Provincia e il dato politico rilevante è che ci si trova di fronte ad una opposizione consiliare priva di argomenti politici seri. Gallo Giuseppe, del gruppo consiliare dei DS, ha precisato che, quello dei DS, è un voto favorevole convinto e non di mera appartenenza alla maggioranza, perché il rispetto degli equilibri di bilancio garantisce una situazione economica e finanziaria tranquilla. Nonostante le condizioni sfavorevoli di politica generale (regionale e nazionale) la Provincia di Cosenza ha saputo programmare ed investire nei settori di maggiore competenza, rispettando – una delle poche Province d’Italia – il Patto di Stabilità Interno e non ricorrendo ad anticipazioni di cassa. Per Clelia Badolato, Margherita, i Bilanci della Provincia di Cosenza sono fortemente attendibili e c’è una buona gestione dei residui. Il dato politico interessante è l’inesistenza di debiti fuori bilancio, pur in presenza di forti investimenti, perché questo fa capire che l’Ente è stato ben amministrato. Il Cons. Mario Bria, del gruppo dei Verdi, ha parlato di un Ente che è stato gestito in maniera sana, ribadendo la strumentalità dell’azione di abbandono dell’aula da parte della minoranza. Il Cons. Franco Corbelli, Diritti Civili, ha parlato del riequilibrio di bilancio come atto fondamentale, per cui avrebbe gradito che la minoranza fosse rimasta in aula a compiere il proprio dovere e, anzi, ha esortato a rientrare. Riconoscendo, quindi, che quella uscente è stata una buona amministrazione, nella quale ha sempre trovato risposte immediata nelle battaglie per i diritti civili, ha affermato di avere il dovere di dare credito e fiducia al progetto del Presidente Oliverio e di esprimere, per questo motivo, il suo voto favorevole sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio. Il Cons. Vincenzo Adamo, del PSE, ha affermato che “lo sforzo maggiore, rispetto a chi vota a favore, è il nostro, che continuiamo ad essere fuori da questa Giunta in maniera immotivata”, esortando comunque a continuare nel solco della Giunta Acri, ma con meno sprechi e meno consulenze. Per Leonardo Trento, dello SDI, i numeri ampiamente positivi parlano chiaro sulla gestione della Provincia: una gestione forte, che ha saputo incidere sul territorio in maniera positiva.

Un arresto a Cosenza per evasione dai domiciliari

28/09 I carabinieri hanno arrestato a Cosenza, con l' accusa di evasione dagli arresti domiciliari,
Guarino Marchio, di 36 anni. L' uomo e' stato arrestato nel corso di un servizio fatto dai carabinieri di Cosenza in collaborazione con quelli della compagnia di intervento operativo di Bari, di rinforzo a Cosenza nell' ambito dei servizi di controllo straordinario del territorio disposti dal comando provinciale dopo gli ultimi fatti delittuosi. I militari hanno trovato Marchio per strada insieme ad un' altra persona trovata in possesso di alcuni grammi di hashish. Quest' ultima e' stata segnalata alla Prefettura per detenzione per uso personale di stupefacente.

Consiglio Provinciale: mancano i libri contabili in commissione, la CDL abbandona l’aula. Oliverio "gesto pretestuoso"

27/09 Comunicato dei gruppi della CDL in Consiglio Provinciale: “Oggi si è discusso, o meglio, si sarebbe dovuto discutere, in un clima di dialettica democratica e rispetto delle regole, il riequilibrio di bilancio. Ci duole dover registrare l'anomalia verificatasi che ha determinato l'abbandono dell'aula dei gruppi consiliari della Cdl. I documenti contabili fondamentali per un'attenta analisi del bilancio non sono mai stati messi a disposizione in Commissione Bilancio, nonostante le continue sollecitazioni dei Consiglieri di minoranza, non ultime quelle del consigliere forzista Gianfranco Ponzio che svolge il ruolo di Vicepresidente della stessa Commissione. Quanto accaduto ci lascia perplessi e ci chiediamo se questo non sia un banale incidente di percorso dovuto alla difficoltà di una partenza ancora stentata ed un pò confusa, oppure, ma francamente non intendiamo percorrere questa strada, siamo di fronte ad un atteggiamento lesivo dei principi democratici più elementari. Tuttavia la Cdl non intende portare avanti una sterile polemica solo per il gusto di creare tensione e produrre negatività sull'operato dell'amministrazione, nutriamo anzi la speranza che quanto accaduto rimanga un episodio isolato. Fin da ora, però, chiediamo di essere messi in condizione di poter apportare il nostro fattivo contributo ed in questa ottica deve essere letta la nostra richiesta di istituire la Commissione di Controllo e Garanzia, come previsto dall'art. 11 dello Statuto. Chissà che da questa brutta pagina non nascano le basi per un positivo e costruttivo dialogo tra maggioranza ed opposizione in maniera da garantire un migliore funzionamento dell'Ente ed offrire un più efficace e trasparente servizio ai cittadini della Provincia. “
Replica immediata del Presidente Oliverio che in un comunicato esprime la condanna del gesto della CDL, definendolo pretestuoso. Questo il comunicato della Provincia. “Dura condanna è stata espressa dal Presidente della Giunta Provinciale On. Gerado Mario Oliverio all’atteggiamento definito dallo stesso “strumentale e pretestuoso” dei componenti della Casa delle Libertà che, sulla salvaguardia degli equilibri di Bilancio, hanno abbandonato l’aula adducendo motivazioni del tutto infondate. In primo luogo perché -così come ha spiegato l’Assessore al Bilancio Rachele Grosso Ciponte, come ha chiarito il Presidente della 1^ Commissione Consiliare al Bilancio, Giuseppe Aieta, il Presidente del Collegio dei Revisori Giorgio Sganga ed ha ribadito, dando lettura di un documento sottoscritto dal Direttore di Ragioneria Dr. Antonio Molinari, il Presidente del Consiglio On. Francesco Principe- in data 20 settembre u.s. è stata depositata presso gli Affari Generali tutta la documentazione inerente la proposta di deliberazione consiliare, la relazione della Giunta sullo stato di attuazione dei programmi, la relazione del Dirigente del settore Ragioneria sulla salvaguardia degli equilibri di Bilancio ed, infine, il parere dell’organo di revisione. “Non avendo la minoranza elementi di merito da confutare sugli equilibri di Bilancio e non volendo ragionevolmente prendere visione dei fatti reali, utilizza un atteggiamento improduttivo -ha detto Mario Oliverio- che mortifica le istituzioni.La deliberazione è stata approvata, quindi, all’unanimità dei presenti. Ha votato a favore anche Franco Corbelli dei Diritti Civili.”

Decisioni della Giunta regionale riunitasi quest’oggi

29/07 La Giunta regionale si e' riunita, sotto la presidenza di Giuseppe Chiaravalloti, per discutere alcune importanti pratiche di carattere amministrativo. E' quanto riferisce una nota dell' ufficio stampa dell' esecutivo. ''Su proposta dell' assessore Alberto Sarra - si afferma nella nota - e' stata approvata una proposta di legge su 'Norme in materia di polizia locale e sicurezza urbana' che passa ora al vaglio della Commissione consiliare e, quindi, del Consiglio regionale per la definitiva approvazione. Su proposta dell' assessore ai lavori pubblici, Giovanni Grimaldi, e' stata approvata la variazione al bilancio di previsione per l' anno in corso dell' Aterp di Crotone. Su proposta dell' assessore all' agricoltura Giovanni Dima, e' stata approvata una serie di provvedimenti che prevedono la 'legittimazione e l' affrancazione di terreni ad uso civico'. Su proposta dell' assessore alla Forestazione, Dionisio Gallo, e' stato concesso il parere favorevole al Comune di Bianco per la realizzazione di una pista in terra battuta da destinare ad atterraggio di deltaplani in localita' Sant'Anna. Su proposta dell' Assessore al Turismo, Giuseppe Gentile, e' stata deliberata la compartecipazione della Regione al contratto di programma strategico multiregionale della societa' ''Sviluppo Italia Turismo'' per la realizzazione del progetto polituristici integrati, oltre che in Calabria, in Puglia e Sicilia. Su proposta dell' assessore alla Pubblica istruzione, Saverio Zavettieri, e' stata deliberata la partecipazione della Regione alla 'Societa' consortile a responsabilita' limitata politecnico scientia e ars'''. La Giunta, infine, ha approvato ''gli indirizzi per la programmazione di borse di studio annuali per le scuole di specializzazione in area medica e borse di studio per dottorati e assegni di ricerca''.

Si inasprisce la protesta al Consorzio Ferro e Sparviero. Occupata l’intera sede dell’Ente

27/09 La protesta dei lavoratori, dopo un incontro con il presidente del consorzio di bonifica, Rinaldi Chidichimo, si e' inasprita, tanto che i manifestanti hanno deciso di estendere l' occupazione all' intera sede dell' ente. Secondo i lavoratori, ''il presidente Chidichimo non e' stato capace ne' di dare risposte concrete, ne' di assumersi impegni precisi sulla loro stabilizzazione''. ''Poiche' il presidente Chidichimo, durante l'incontro - ha detto Antonio De Gregorio, responsabile della Uila Uil - si e' limitato solo a fare l' elenco delle cose che il suo Consiglio d' amministrazione si e' impegnato a realizzare nell' ambito dei rapporti con la Regione e, in particolare, con l' assessorato regionale all' Agricoltura, a nome dei lavoratori, abbiamo chiesto espressamente al consiglio d' amministrazione del consorzio Ferro e Sparviero di rassegnare le dimissioni, decidendo contestualmente di occupare l' intera struttura del Consorzio''.

Maxi rissa a Bologna tra studenti cosentini ed emiliani

27/09 Un apprezzamento a una ragazza in un pub del centro di Bologna ha fatto scoppiare un violenta rissa tra sei studenti universitari, cinque originari della Calabria e un modenese, che sono stati denunciati dai carabinieri del Radiomobile provinciale. Il fatto e' accaduto nella notte tra sabato e domenica nei pressi di un locale di via Irnerio. Verso le 3, si sono affrontati due gruppetti, tre cosentini da una parte e due cosentini e un loro amico modenese dall'altra. Era stato proprio quest'ultimo poco prima ad aver rivolto un complimento ritenuto troppo pesante alla ragazza di uno dei primi tre. I militari, intervenuti a riportare la calma, hanno denunciato G.B., 23 anni, cosentino, per rissa e resistenza a pubblico ufficiale; C.A., 23enne di Cosenza, oltre alle accuse dell'amico dovra' rispondere anche di minacce e rifiuto di fornire le proprie generalita'; A.Z., 29 anni, di Modena ma residente a Sasso Marconi (Bologna), responsabile dello scontro rispondera' di rissa. Per rissa, minacce e resistenza a pubblico ufficiale sono stati denunciati gli altri tre cosentini S.L., 23 anni, P.F. e L.F.M.,entrambi di 24 anni.

Sgominata organizzazione che stampava e spacciava euro falsi. Arresti anche a Cetraro

27/09 Banconote false per un valore di circa 3 milioni di euro, tutte in taglio da 50. E' quanto hanno trovato i carabinieri del Comando provinciale di Varese e del Noam di Roma nel piano interrato di un'azienda tipografica di Baveno (Verbania). Il denaro contraffatto veniva poi messo in circolazione in tutta Italia da una serie di intermediari, che operavano anche all'estero, soprattutto in Belgio. Gli investigatori, a conclusione di un' inchiesta della procura della Repubblica di Busto Arsizio (Varese) iniziata a febbraio, hanno smantellato l'organizzazione, che era da tempo attiva sul Lago Maggiore e ramificata in diverse regioni: 10 gli arresti eseguiti, 3 le persone indagate. Quella scoperta nell'operazione chiamata 'Easy money' era un'organizzazione efficiente ed estesa, anche se la stamperia nello scantinato fa venire in mente scene da vecchi falsari alla buona, tipo 'Banda degli onesti'. In realta' nello scantinato di Baveno, al posto delle banconote appese ai fili con le mollette, i carabinieri hanno trovato un sistema di stampa sofisticato, valutato due milioni e mezzo di euro, che e' servito per confezionare banconote contraffate con una definizione molto alta e curata nei particolari. Quei soldi sarebbero finiti poi nei portafogli di mezza Europa. Ogni banconota veniva elaborata al computer, stampata su carta commerciale con sistema tipografico e non digitale, e con combinazioni alfanumeriche diverse, cosi' da sviare i sospetti. Il primo a finire in manette e' stato il titolare 44enne della tipografia di Baveno, intercettato dai carabinieri al casello autostradale di Besnate (Varese), sulla A26, mentre in auto si recava a consegnare a un intermediario un milione di euro contraffatti. Secondo l'accusa, era lui stesso a stampare nella sua azienda il denaro, sempre di notte o alla domenica, quando cioe' non erano presenti gli otto operai che normalmente lavorano al piano di sopra. L'intermediario che avrebbe dovuto prendere in consegna il milione di euro, un 56enne di Verano Brianza (Milano), e' stato arrestato subito dopo, e con lui il presunto destinatario delle banconote, un 48enne di Vietri di Potenza. Gli altri arresti sono stati eseguiti all'alba di oggi dai carabinieri a Varese, Roma, Anzio (Roma), Cetraro (Cosenza), Mariano Comense (Como) e Cava dei Tirreni (Salerno). Per tutti l'accusa e' di associazione per delinquere finalizzata alla falsificazione e alla messa in circolazione di euro. Tra gli indagati, nell'inchiesta coordinata dal sostituto Roberto Craveia, c'e' anche un uomo gia' in carcere da aprile in Belgio perche' trovato in possesso di 270mila euro contraffatti, e con ogni probabilita' realizzati proprio nella stamperia sul Lago Maggiore. Al momento, non risulta che il denaro falsificato sia servito a finanziare altre attivita' illegali: piuttosto sarebbe stato messo sul mercato attraverso la criminalita' comune. L'inchiesta va comunque avanti per ricostruire l'intera rete del traffico. Secondo gli inquirenti, buona parte delle banconote fasulle sono state piazzate in Paesi non di area euro, dove c'e' meno familiarita' con le banconote comunitarie e quindi meno possibilita' di individuare i falsi.

Operaio denunciato a San Giovanni in Fiore. Catturava cardellini

27/09 Il Corpo forestale dello Stato ha denunciato in stato di liberta' a San Giovanni in Fiore un operaio, L.D., di 60 anni, sorpreso mentre svolgeva attivita' illegale di uccellagione. L' uomo e' stato bloccato in un bosco di localita' Cerreti mentre, utilizzando una colla speciale, catturava cardellini, nascondendoli poi in una gabbietta. L' operaio, sempre secondo quanto riferito dal Corpo forestale, utilizzava un cardellino maschio come richiamo.

Chiaravalloti contrario all’istituzione della provincia di Lamezia

27/09 Il presidente della Giunta regionale, Giuseppe Chiaravalloti, e' contrario alla proposta di istituire la Provincia di Lamezia Terme, dicendosi favorevole, piuttosto, ad una cornurbazione sempre maggiore della citta' della Piana con Catanzaro. Chiaravalloti ha espresso la sua opinione in proposito nel corso della cerimonia per la sottoscrizione del protocollo d' intesa per l' attuazione del Programma di sviluppo urbano. Secondo il Presidente della Giunta regionale, 'istituire la Provincia di Lamezia Terme sarebbe solo una questione di pennacchio. Tra l' altro, la provincia di Catanzaro e' stata recentemente tripartita. Con l' istituzione di quella di Lamezia si creerebbero soltanto delle microprovince comunque non funzionali e che non ripagherebbero le attese dei promotori. Si tratta, comunque, di una proposta che deve essere valutata in una sede congrua, con un' analisi approfondita delle possibilita' di sviluppo e del bacino d'utenza. In ogni caso a me sembra che fare dell' ex provincia di Catanzaro addirittura quattro province non sia un' iniziativa molto simpatica. Cio' che vedo bene, piuttosto, e' una conurbazione tra Catanzaro e Lamezia in un disegno unico. Che la provincia poi si chiami Catanzaro o Catanzaro-Lamezia, se a questa modifica non corrisponde un impiego di capitali, di risorse, di attenzione, e' perfettamente insignificante''. Chiaravalloti si e' chiesto inoltre se a chiedere l'
istituzione della Provincia di Lamezia ''siano davvero i lametini o alcune colonie 'gridazzare' di lametini. Ho avuto modo di confrontarmi - ha aggiunto - con ambienti piu' responsabili e piu' colti di Lamezia i quali non ritengono che questo sia un problema importante. Non mi risulta, inoltre, che i catanzaresi commettano dei sorprusi, come qualcuno sostiene, nei confronti dei lametini''.

Il viceministro Santelli il 2 ottobre a Rossano inaugura la nuova area colloqui detenuti-figli

27/09 Il sottosegretario alla Giustizia, Jol Santelli, presenziera' sabato prossimo, 2 ottobre, alla cerimonia d' inaugurazione della nuova area del carcere di Rossano, denominata Peter Pan, riservata ai colloqui dei detenuti con figli minori. ''Si tratta di un progetto - e' detto in una nota - ideato e voluto dalla direzione dell' istituto di pena, in collaborazione con l' associazione 'Dove volano i delfini' onlus, allo scopo di creare una struttura che consenta al degradante spettacolo del colloquio con i familiari, spesso lesivo della dignita' umana, un' occasione di autentico incontro tra genitori e figli. E' stato creato un ambiente simile a quello esistente nelle scuole dell' infanzia, dove il bambino potra' intrattenersi ed anche giocare con il genitore. Il progetto prevede anche l' attivazione di una ludoteca al fine di animare insieme ai volontari il tempo di attesa che precede il colloquio''.

Riunita la Commissione regionale riforme. Soddisfatto Chiarella (AN)

27/09 La Commissione consiliare per l’Autoriforma, presieduta da Paolo Naccarato, si è riunita oggi con all’ordine del giorno dei lavori l’esame della proposta per il nuovo regolamento interno del Consiglio regionale; del progetto di legge dei consiglieri Tommasi, Torchia, Guagliardi, Incarnato, Michelangelo Tripodi per l’elezione del Consiglio regionale della Calabria e l’investitura del Presidente e del vicepresidente della Giunta regionale; del progetto di legge dei consiglieri Borrello e Mistorni per l’elezione del Consiglio regionale della Calabria, e del progetto di legge del consigliere Pezzimenti per l’elezione del Consiglio regionale, del Presidente e del vicepresidente della Giunta.
Il Presidente dell’organismo, Paolo Naccarato, in apertura dei lavori, ha posto all’esame della Commissione “la necessità di individuare un percorso utile per completare, dopo l’approvazione del nuovo Statuto, l’iter riformatore, con l’approvazione del regolamento, della legge elettorale e delle norme sulle incompatibilità ed ineleggibilità alla carica di consigliere”.
Su proposta del capogruppo dei Verdi, Diego Tommasi, a nome del centrosinistra, dopo ampio dibattito, la Commissione per l’Autoriforma ha votato il varo di una sottocommissione, composta da tre rappresentanti della maggioranza, altrettanti dell’opposizione e dai componenti l’Ufficio di presidenza della Commissione stessa, con l’obiettivo di affinare quanto più possibile le proposte giacenti sulle delicate materie entro il 15 ottobre.
Il vicepresidente del Consiglio regionale, Domenico Rizza(An), ed il capogruppo di Forza Italia, Gianfranco Leone, in un comunicato congiunto, affermano di “avere accettato la proposta del centrosinistra fermo restando l’indisponibilità ad eventuali manovre dilatorie sui tempi di approvazione della legge elettorale e di quanto ad essa collegato. Per far si che tutto ciò si traduca in termini operativi – affermano Rizza e Leone - abbiamo depositato preso la Segreteria generale del Consiglio regionale, una proposta di legge sulle incompatibilità ed ineleggibilità. Ci siamo inoltre riservati, qualora questa sottocommissione non giungesse ad alcun risultato entro il tempo prefissato del 15 ottobre, di presentare una organica proposta di legge elettorale che tenga conto delle modifiche introdotte dal nuovo Statuto”.
Il presidente del gruppo consiliare regionale di Alleanza nazionale, Egidio Chiarella, a conclusione dei lavori della Commissione per l’Autoriforma, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Sono soddisfatto per quanto deciso dalla Commissione per l’Autoriforma sul tema di grande attualità relativo alla nuova legge elettorale. An, anche con l’autorevole contributo del vicepresidente Domenico Rizza, ha chiesto un calendario ben definito delle riunioni dell’organismo per giungere entro il 10 novembre prossimo all’approvazione dell’importante provvedimento, a compimento dell’esaltante risultato istituzionale ottenuto con l’approvazione del nuovo Statuto”.

Sicurezza in provincia, il Presidente Oliverio incontra il Questore Marino

27/09 Il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, ha incontrato stamani il neoquestore Guido Marino. L' incontro, riferisce una nota, e' stato caratterizzato da ''un clima di grande cordialita', premessa di fattiva collaborazione''. Alla presenza del vicepresidente dell' Ente, Salvatore Perugini, Oliverio e Marino hanno discusso della situazione attuale e generale dell' ordine pubblico in provincia, ''convenendo che questo sia da considerare con tutta l'attenzione possibile, ancor piu' in particolari zone del territorio maggiormente ed interessate di altre a fenomeni delinquenziali''. In particolare e' stata sottolineata la necessita' di un impegno contro la criminalita' che sia quotidiano e costante, capace di coinvolgere tutti i livelli della societa' civile; ''un impegno che si accompagni agli sforzi verso il consolidamento di un senso civico gia' presente, per altro, in larghe fasce della comunita' cosentina''. A tale scopo Oliverio ha illustrato al Questore il senso della prossima costituzione dell' Osservatorio sulla Legalita' che avra' il compito di raccogliere informazioni sui fenomeni criminali, determinare un coordinamento fra forze sociali per contrastare le devianze, diffondere, segnatamente nelle scuole, la cultura della legalita'. Un vero e proprio percorso di democrazia che, secondo le intenzioni espresse nell' incontro, verra' seguito parallelamente ed in sinergia.

Il Sindaco di Gioia Tauro si dimette. Il suo antagonista, Alessio: “Iniziativa burla, dica la verità sulle sue dimissioni”

27/09 Il sindaco di Gioia Tauro, Giorgio Dal Torrione, della Casa delle liberta', si e' dimesso. Dal Torrione, per motivare la sua decisione, ha parlato di ''stato di abbandono in cui versa il Comune per colpa di Regione, Provincia di Reggio Calabria ed Autorita' portuale a causa della mancata attuazione dei programmi per lo sviluppo della struttura portuale e dell'intero territorio cittadino''. ''Gioia Tauro, ed in particolare il suo porto - ha aggiunto il sindaco - dovevano diventare il punto di eccellenza dello sviluppo dell'economia dell'intero Mezzogiorno, ma fino ad oggi, in questo senso, e' stato fatto poco o nulla perche' gli impegni presi non sono stati mantenuti con particolare riferimento al potenziamento del porto ed all' istituzione della zona franca''. Dal Torrione, che ha depositato la propria lettera di
dimissioni nella segreteria generale del Comune, era stato eletto sindaco nel 2001.
- Immediata la replica di Aldo Alessio capogruppo dell’Ulivo al Comune. ''Mi ero riservato di aspettare ancora qualche giorno prima di commentare le presunte, ennesime, dimissioni burla del sindaco buontempone di Gioia Tauro. I fatti mi hanno dato ragione. Infatti, nell' intervista rilasciata oggi al TG3 Calabria, l' attore sindaco ha magistralmente cambiato tutte le carte in tavola mostrate nelle sue dichiarazioni rese nel consiglio comunale di sabato scorso''. ''Tutto cio' - ha aggiunto Alessio - si spiega perfettamente quando chi fa determinate azioni non ha ne' il coraggio ne' la dignita' politica di portarle sino in fondo e di dire la verita' alla citta' su cosa sia veramente accaduto, ancora una volta, dietro le quinte. Quali sono stati i veri motivi che hanno spinto il Sindaco ad annunciare nell' ultimo Consiglio comunale le proprie dimissioni motivandole con motivi 'strettamente personali, familiari e di salute'? Perche' a distanza di 48 ore quelle motivazioni sono scomparse ed attacca le istituzioni dichiarando di averlo lasciato solo? Giova ricordare che il Governo nazionale, quello regionale e provinciale, hanno lo stesso colore politico del centrodestra che amministra Gioia Tauro e che la campagna elettorale nel 2001 e' stata fatta dal centrodestra proprio sulla zona franca. Come mai la cosi' decantata e gia' realizzata area franca, da parte del centrodestra, nonostante le nostre precedenti dichiarazioni che l' area franca industriale di diritto europeo non fosse stata mai stata realizzata a Gioia Tauro, oggi il Sindaco, dichiara senza nessun pudore che non esiste, che sono venuti a mancare 20 mila posti di lavoro? E i finanziamenti del Cipe che fine hanno fatto? Tutte queste domande dobbiamo rivolgerle noi al Sindaco anziche' lui a noi. Anzi oggi la citta' ha persino un suo rappresentante di centrodestra nel parlamento europeo forse sarebbe opportuno girarla all' interessato''. ''Nel suo lungo discorso di commiato e con lacrime da coccodrillo - ha proseguito Alessio - il Sindaco ha avuto ancora una volta l' ardire di auto incensarsi sostenendo di aver risolto tutti i secolari problemi della citta' dopo averla trovata nel 2001 allo sbando e piena di immondizia. Un vero peccato che tutte le cose che e' convinto di aver fatto, opere pubbliche comprese, non facevano parte del suo programma elettorale, ma bensi' di quello presentato dal centrosinistra nella campagna elettorale del 2001. Quale azione di contrasto ha saputo esercitare nei confronti della criminalita' organizzata cosi' pesantemente presente a Gioia Tauro? Quale giudizio possiamo esprimere nei confronti di un Sindaco e di una amministrazione comunale bravi solo a copiare, ad appropriarsi e a far passare per opere loro idee, programmi e progettazioni, della precedente amministrazione? Quale giudizio possiamo esprimere nei confronti di un Sindaco che non ha il coraggio di dire al popolo gioiese la verita', tutta la verita', sulle sue ennesime e finte dimissioni? A questo punto - ha concluso Alessio - il Sindaco, per il bene di Gioia Tauro, farebbe bene a presentare per davvero le sue vere dimissioni come atto consequenziale di una pessima e cattiva amministrazione della cosa pubblica. Dimissioni che sarebbero sicuramente condivise ed accettate da una larga maggioranza della popolazione gioiese''.

I lavoratori del “Ferro e Sparviero” occupano la sede del Consorzio

27/09 I lavoratori del consorzio di Bonifica ''Ferro e Sparviero'' di Trebisacce hanno occupato ad oltranza i locali che ospitano la presidenza dell' ente e minacciano di proseguire fino a quando non si terra' un incontro con i vertici del consorzio per discutere della loro stabilizzazione. La decisione e' stata presa dopo che, in mattinata, le maestranze impegnate nel settore irriguo e nella manutenzione ordinaria delle reti scolanti, si erano autoconvocate davanti alla sede del Consorzio alla presenza dei rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl Uil e Ugl. In particolare, la situazione e' precipitata quando i lavoratori hanno registrato l' assenza dei vertici del Consorzio (il presidente, Rinaldo Chidichimo e il direttore generale, Antonio Pirro') e l' impossibilita' di poter discutere della loro stabilizzazione. L' autoconvocazione dei lavoratori era scaturita al termine di un' assemblea, tenutasi nei giorni scorsi, e comunicata, tramite una lettera firmata dai responsabili sindacali, al presidente, al direttore generale del Consorzio e, per conoscenza, al Prefetto di Cosenza, Diego D' Amico. I sindacalisti, nella missiva, sottolineavano, tra l' altro, che ''l' esasperazione delle maestranze, che a tutt' oggi, non hanno nessuna certezza del loro futuro, potrebbe sfociare in iniziative di lotta con problemi di ordine pubblico, qualora la richiesta di incontro non venisse accolta''.

Luci ed ombre sull’organizzazione del concerto di Vasco Rossi.

27/09 Da un lato il Prefetto di Catanzaro, Panico, plaude all’organizzazione e alle forze dell’ordine. ''Voglio esprimere un plauso all' organizzazione generale del concerto, che ha dimostrato che qui a Catanzaro si possono promuovere iniziative cosi' grandi, ed al Questore, a tutte le forze dell' ordine ed al sistema di sicurezza'': lo ha detto, parlando con l' Ansa, il prefetto di Catanzaro, Alberto Di Pace, facendo riferimento al concerto di Vasco Rossi di sabato sera. ''Tutti - ha aggiunto il Prefetto - hanno gestito una situazione obiettivamente difficile con grande professionalita' ma anche con grande discrezione, evitando di trasformare in un fatto ansioso un evento di dimensioni comunque estreme, considerata la presenza di 400 mila spettatori, che sono peraltro il minimo che stimiamo''. Di Pace, sabato sera, si e' tenuto costantemente in contatto con il questore, Romolo Panico, e con l' assessore regionale alla Protezione civile, Dionisio Gallo, per aggiornarsi sull' andamento della situazione.
- Dall’altro lato i Vigili del Fuoco di base lamentano una macchina organizzativa non del tutto efficiente. La macchina organizzativa predisposta per il concerto di Vasco Rossi ''non ci e' sembrata perfettamente oleata e funzionante tant' e' che, per noi i guai sono arrivati appena a mezz' ora dalla fine quando, tranne qualche autolettiga sul posto, di altro si vedeva ben poco'': lo afferma, in una nota, Antonio Jiritano della Rappresentanza di base dei Vigili del fuoco di Catanzaro. Il quadro che dipinge il sindacalista, pur precisando di non voler alimentare facili polemiche, non e' dei piu' confortanti. ''La gente che in mezzo al fango non riusciva piu' a camminare - afferma - difficolta' motorie dovute ad una lunga ed estenuante attesa, automezzi impantanati ma, della macchina dei soccorsi nemmeno l' ombra. Anzi, ci siamo dovuti pure inventare tassisti''. ''Abbiamo avuto la netta sensazione - prosegue Jiritano - che molti, finito il concerto, hanno raccolto le attrezzature e sono andati via. Tant' e' che alle quattro di mattina dalla sede centrale di Catanzaro abbiamo dovuto fare giungere le pale gommate per tirare via la gente dalla melma. Quella che non e' sopportabile e' la solita propaganda elettorale che ogni amministratore sulla pelle della gente, fa ogni giorno, senza sapere che, per i coordinamenti, non esistono piani di evacuazione e ognuno se lo inventa sul posto quando e' possibile''. Jiritano critica in particolare l' assessore regionale alla Protezione civile e alcuni esponenti politici comunali ''che si complimentano a vicenda''. Per il rappresentante sindacale dei Vigili del Fuoco ''nelle ore notturne, quando tutti esausti delle loro dichiarazioni hanno bisogno del meritato riposo chi sta in prima linea in mezzo alla gente e' solo il corpo dei Vigili del fuoco e, onestamente, qualche volontario''.
- Invece i politici sono tutti contenti. Dal Presidente della Provincia Michele Traversa: ''Il piu' grande evento che la Calabria abbia mai ospitato e uno spettacolo che per la straordinaria partecipazione di pubblico ha fatto notizia in tutt' Italia. All' indomani dell' evento - ha sostenuto Traversa in una dichiarazione - e' opportuna qualche riflessione anche per dare atto e giusto merito a tutti coloro i quali hanno collaborato alla riuscita della manifestazione. In primo luogo a Clear Channel, la societa' che voleva organizzare un megaconcerto gratuito di Vasco Rossi nel sud. Clear Channel e il suo amministratore delegato, Roberto De Luca, non avrebbero certo avuto problemi a trovare spazi e udienza in qualunque regione, ma hanno voluto che fosse qui, in Calabria, alle porte della citta' capoluogo. La scelta di Catanzaro e' stata un implicito riconoscimento dell' affidabilita' di tutte quelle componenti, pubbliche e private, che sarebbero state chiamate a fornire una indispensabile collaborazione. La Regione Calabria, la Provincia e il Comune di Catanzaro hanno fortemente voluto che l' evento si svolgesse a Germaneto, comprendendo immediatamente quanto rara e preziosa fosse l' opportunita' di ospitare l' unico concerto gratuito di Vasco Rossi in Italia. I tre enti locali hanno cosi' assicurato ogni supporto e ogni aiuto logistico, aderendo con grande entusiasmo e ferma determinazione alle richieste organizzative della produzione. Oggi, dopo tanto lavoro, il pubblico esplicito riconoscimento di Clear Channel alla nostra capacita' e alla nostra professionalita' sono motivo di una grande soddisfazione che e' giusto condividere con tutti coloro, e sono stati tanti, hanno partecipato a fare del 25 settembre un giorno memorabile per i giovani di tutta la Calabria''. ''Il primo ringraziamento - ha proseguito Traversa - va dunque agli uffici operativi di Regione, Provincia e Comune. Alla protezione civile regionale, che ha fornito un aiuto indispensabile di uomini e mezzi. A tutte le forze di volontariato e alle forze dell' ordine, con in testa carabinieri, guardia di finanza, polizia provinciale e comunale, che hanno interpretato nel modo migliore la loro funzione di controllo e disciplina del traffico senza mai eccedere, con buon senso e misura. Poi il pensiero corre al lavoro della Questura, che ha avuto in ogni momento il pieno controllo della situazione, garantendo il rispetto dell' ordine pubblico con professionalita' e discrezione, senza quasi che se ne avvertisse la massiccia presenza. Alla Prefettura, che ha partecipato a tutte le fasi organizzative vanno invece riconosciuti uno slancio, una disponibilita', una capacita' eccezionale di analisi dei problemi e una individuazione tempestiva delle soluzioni, che hanno favorito il lavoro di tutte le altre componenti ed hanno consentito a ciascuno di lavorare in piena tranquillita'. E poi l' Amc, che ha trasportato in poche ore oltre 100 mila passeggeri e le tante imprese locali interessate, che hanno dato prova di efficienza e professionalita'. Insomma a questo grande successo hanno dato il loro contributo in tanti e soltanto una partecipazione cosi' allargata ha garantito che il concerto abbia potuto aver luogo senza problemi e senza incidenti, nonostante le 400 mila presenze ed i tanti problemi che comporta un evento di tale portata''. ''Un grazie - ha sostenuto Traversa - agli ambulanti, numerosi ed attrezzati, ai ristoratori, che hanno colto al volo l' occasione di accogliere l' esercito di giovani piovuti in citta' e sulle localita' costiere, agli albergatori che finalmente hanno visto le loro strutture affollate anche nel mese di settembre. Ai ragazzi intervenuti in massa, al loro senso della disciplina e di responsabilita', al loro entusiasmo che non ha mai trasceso, alla loro allegra partecipazione. L' amministrazione provinciale, che ha trovato nei suoi compagni di viaggio e soprattutto nell' amministrazione comunale con l' assessore Ferro e il sindaco Abramo in testa dei partner semplicemente eccezionali, non puo' e non vuole nascondere la sua soddisfazione; per la riuscita del grande evento; per la proficua collaborazione di tutti i soggetti interessati e per essere riuscita a dimostrare che oltre alla Calabria delle polemiche, delle beghe politiche e dell' immobilismo esiste una regione attiva e vitale, nella quale pubbliche amministrazioni piene di entusiasmo e di buona volonta' combattono ogni giorno contro ostruzionismi e insipienza. Sabato sera - ha concluso - di questa Calabria nuova la Provincia di Catanzaro ha dimostrato inequivocabilmente di far parte a pieno titolo''.
- All’Assessore al Turismo regionale Pino Gentile che parla di immagine positiva della Calabria: ''Un concerto bellissimo, quello di Vasco Rossi a Germaneto, che ha radunato in Calabria 400 mila persone festanti, unendo generazioni diverse e dando l' immagine concreta di una simbiosi fra musica e sud, che e' un inno di speranza per il futuro. 'Un numero cosi' esorbitante di persone - ha aggiunto Gentile - e' coinciso con una dimostrazione di gioia, di tolleranza, di rispetto: e' questa l' immagine che vogliamo dare della Calabria al mondo. La trasmissione di stasera su Italia Uno, rete particolarmente cara ai giovani, rappresenta il migliore biglietto da visita per la Calabria''. L' assessore Gentile ha sottolineato che ''la Regione ha investito 170 mila euro determinanti, insieme agli sforzi compiuti dal Comune dalla Provincia di Catanzaro, per far si che si svolgesse il concerto. Desidero ancora una volta ringraziare Vasco Rossi per essersi esibito gratuitamente regalando alla Calabria ed ai suoi fans una serata indimenticabile''. Un ringraziamento l' assessore Gentile lo ha rivolto alla Protezione civile ''per l' apporto insostituibile fornito''.

Arrestato a Corigliano Antonio Carelli per immigrazione clandestina

27/09 I carabinieri di Corigliano ieri sera, nell' ambito delle indagini scaturite dall' omicidio del cittadino ucraino di 50 anni, Basile Slon, avvenuto il 26 mattina, in localita' Schiavonea di Corigliano, hanno arrestato Antonio Carelli di 58 anni di Corigliano, commerciante, fratello del noto boss della piana, Santo Carelli, attualmente in carcere. In un appartamento dell'arrestato, a Schiavonea, i carabinieri hanno sorpreso 9 cittadini ucraini di cui 7 senza permesso di soggiorno. Il Carelli e' stato arrestato con l' accusa di favoreggiamento dell' immigrazione clandestina e rimesso in liberta' ai sensi dell'art. 121 del cod. proc. Pen. non avendo il magistrato ravvisato pericoli di fuga.

Corso di riqualificazione per il personale del Corpo di vigilanza ittico venatoria della Provincia sui danni della attività venatoria


27/09 La Provincia di Cosenza, Assessorato Caccia e Pesca, Piano Faunistico, d'intesa con l'Ordine Provinciale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali, realizza un corso di qualificazione per il proprio personale dipendente del Corpo di Vigilanza Ecologica Ittico-Venatoria, incaricato, ai sensi della legge regionale n. 9/96, all'accertamento e valutazione dei danni alle colture arrecati dalla fauna selvatica.
L'organizzazione del corso sarà curata dall'Ordine Professionale degli Agronomo-Forestali e riguarderà lo studio, l’individuazione, l'analisi della realtà territoriale agro-forestale e la valutazione dei possibili danni.
Il Presidente della Provincia, On. Gerardo Mario Oliverio, ha sottolineato che intende svolgere il proprio ruolo Istituzionale, compiendo un significativo passo in avanti nella direzione di erogare servizi efficienti anche in materia di Caccia e Pesca, qualificando ancora di più il Personale dipendente addetto al monitoraggio ed alla valutazione dei danni che possano scaturire dall'attività venatoria.
L'Assessore alla Caccia e Pesca e Piano Faunistico, Pietro Petrozza, di concerto con Presidente della Provincia, On. Mario Oliverio, con il Direttore del Settore Ambiente, Servizio Caccia e Pesca e Gestione Faunistica, Nicola Perrotta, ed in collaborazione con il Presidente dell'Ordine Professionale dei Dottori Agronomi e Forestali di Cosenza, Giovanni Perri, hanno predisposto un programma articolato da professionisti specializzati agronomo-forestali, mediante lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche, in armonia con quanto previsto dalla legge regionale n. 9 del 17.05.1996, che ha delegato alle Province l'accertamento, la quantificazione ed il risarcimento dei danni arrecati alle colture dalla fauna selvatica.
L'assessore Pietro Petrozza ha ribadito che il corso assume grande importanza poiché nel territorio della provincia di Cosenza con il Parco del Pollino e della Sila, unitamente a quello di altre aree protette minori, la fauna selvatica è presente in modo significativo, per cui le problematiche del risarcimento dei danni agli agricoltori ed imprenditori va affrontato con la dovuta attenzione e preparazione professionale.

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