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Notizie di Cronaca
dal 28/10 al 9/11

 

Un indagine antimafia grossa come un uragano sconvolge la politica e Reggio Calabria. Coinvolti politici, avvocati, magistrati. Il vice premier Fini grida al complotto

09/11 Una imponente indagine che non ha guardato in faccia nessuno è partita a Reggio Calabria coinvolgendo politici, amministratori, avvocati e magistrati. Una specie di uragano che ha portato a 34 informazioni di garanzia e sei arresti di cui due eccellenti. L’accusa parla che A Reggio Calabria ci sarebbe stato un gruppo di potere, una sorta di comitato politico-affaristico, che avrebbe cercato di condizionare l' attivita' della Dda nel tentativo di bloccare o influenzare le inchieste sui rapporti tra mafia e politica e le cointeressenze sui grandi investimenti in citta' finanziati col Decreto Reggio. Questo l’impianto accusatorio da cui ha preso le mosse e si e' sviluppata l' inchiesta della Procura distrettuale di Catanzaro che la scorsa notte ha portato all' arresto da parte della Squadra mobile di Reggio Calabria delle persone coinvolte. Un' inchiesta che ha provocato un' enorme scalpore ed innumerevoli reazioni, in senso sia positivo che negativo, per la qualita' delle persone coinvolte e per il quadro di diffusa illegalita' sul quale apre uno squarcio significativo, anche se, ovviamente, tutto da verificare nei successivi passaggi processuali. Tra le sei persone contro le quali il capo dell' ufficio gip di Catanzaro, Antonio Baudi, ha emesso le ordinanze di custodia cautelare, su richiesta del procuratore Mariano Lombardi, del procuratore aggiunto, Mario Spagnuolo, e del sostituto procuratore Luigi de Magistris, ci sono due ex parlamentari, Amedeo Matacena, di 41 anni, di Forza Italia, e Paolo Romeo, di 57, del Psdi, figura quest' ultima attorno alla quale ruota l' intera inchiesta. Romeo, tra l' altro, era gia' detenuto per scontare una pena conseguente a una condanna definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa. Gli altri arrestati sono il giornalista Francesco Gangemi, di 70 anni, direttore del periodico Il Dibattito, sul quale sarebbero state pubblicate notizie derivanti da informazioni riservate al solo scopo di denigrare i magistrati della Dda reggina impegnati nelle inchieste piu' delicate; due avvocati, Francesco Gangemi, di 74 anni, cugino del primo, e Ugo Colonna, di 44, di Messina, difensore di numerosi collaboratori di giustizia, ed un insegnante, Riccardo Partinico, di 47, collaboratore de Il Dibattito. Matacena e Romeo sono accusati di associazione per delinquere di tipo mafioso, mentre ai due Gangemi viene contestato il concorso nello stesso reato. All' avv. Colonna ed a Partinico, invece, viene contestato il reato di violenza o minaccia ad un corpo giudiziario, reato di cui devono rispondere anche i due Gangemi, Romeo e Matacena. Tra le persone indagate ci sono un assessore regionale, Alberto Sarra, di An; il presidente del Consiglio comunale di Reggio, Aurelio Chizzoniti; un assessore provinciale di Reggio, Antonio Franco (An),e uno comunale,Amedeo Canale (Forza Italia). Per anni, in sostanza, l' attivita' dei magistrati della Dda avrebbe subito la pressione costante di questo gruppo di potere che sarebbe stato tutt' altro che isolato nel contesto politico cittadino, riuscendo a trovare sponde significative anche all' interno del tribunale. Tra le 34 persone contro le quali sono state emesse informazioni di garanzia, infatti, ci sono due impiegate del palazzo di giustizia, le sorelle Domenica e Cecilia De Lorenzo, di 49 e 53 anni, che, secondo l' accusa, sarebbero state le ''talpe'' negli uffici giudiziari del gruppo di potere svelato dall' inchiesta, al quale avrebbero fornito le informazioni riservate che poi diventavano oggetto di articoli ''al vetriolo'' su Il Dibattito allo scopo, sempre secondo l' accusa, di mettere in atto una campagna di stampa per delegittimare il lavoro svolto dalla stessa Dda. Gli uffici delle sorelle De Lorenzo sono stati perquisiti. Uno degli elementi piu' eclatanti che emerge dall' inchiesta e' la presunta partecipazione alla stessa campagna di delegittimazione contro i magistrati di due autorevoli esponenti di Alleanza nazionale, il sottosegretario alla Giustizia Giuseppe Valentino ed il deputato Angela Napoli, vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia. Nel fascicolo dell' inchiesta ci sarebbero intercettazioni ambientali e telefoniche da cui emergerebbe il ruolo assunto nella vicenda da Valentino e dalla Napoli. Secondo l' accusa, il primo, indagato per concorso in associazione mafiosa, sarebbe stato legato a filo doppio a Paolo Romeo, del quale lo stesso Valentino, nella sua qualita' di avvocato, sarebbe stato difensore e che lo avrebbe utilizzato per mettere in atto la campagna di delegittimazione contro i magistrati della Dda anche attraverso l' attivazione di ispezioni ministeriali. Per quanto riguarda Angela Napoli, nei confronti della quale viene ipotizzato il reato di violenza o minaccia al corpo giudiziario, cio' che emergerebbe dall' inchiesta sono i suoi presunti rapporti, con reciproco scambio di informazioni, con il giornalista Gangemi. Nell' inchiesta sono indagati anche il prefetto Giuseppe Rizzo sui presunti condizionamenti sui magistrati della Dda reggina per il ruolo che ha svolto come commissario, nel periodo in cui e' stato viceprefetto, per l' attuazione del ''Decreto Reggio'', il provvedimento straordinario adottato alla fine degli anni '80 per lo sviluppo economico ed il risanamento infrastrutturale di Reggio Calabria. Rizzo assunse il ruolo di commissario, gestendo i fondi previsti dal provvedimento, dopo che la stessa funzione era stata svolta, in seguito alla morte di Italo Falcomata', dal sindaco facente funzioni di Reggio, Demetrio Naccari Carlizzi. Secondo quanto sarebbe emerso dall' inchiesta, ad attivarsi, ''con un ruolo rilevante, anche se dietro le quinte'', sostengono i magistrati della Dda di Catanzaro, per la nomina di Rizzo a commissario, sarebbe stato l' ex deputato Paolo Romeo, che si sarebbe anche interessato per la revoca dell' incarico a Naccari Carlizzi.

- La Cosca De Stefano coinvolta - Secondo alcune indiscrezioni ci sarebbe addirittura l'ombra della cosca De Stefano nell'inchiesta sulle minacce ai pm dell'antimafia reggina. Infatti, tra le 24 persone indagate dalla Procura distrettuale di Catanzaro ci sono l'avvocato Giorgio De Stefano, di 56 anni, e Giovanni De Stefano, di 31, avvocato, figlio di Giorgio, entrambi cugini dei capi dell'omonima cosca di Reggio Calabria, indicata come il centro motore (attraverso collegamenti in ambienti forensi, politici ed amministrativi reggini) dell'attività di condizionamento e delegittimazione nei confronti dei magistrati della Dda reggina. Giorgio De Stefano fu arrestato negli anni '90 per associazione di tipo mafioso, in quanto indicato da alcuni pentiti come la "mente" della famiglia criminale, ma poi scarcerato perché l'accusa non resse in giudizio. Indagati anche il funzionario di polizia Francesco Montagnese, di 59 anni, in servizio a Reggio Calabria; Francesco Spanò, di 54, agente del Sisde, in servizio a Reggio Calabria; un agente di polizia, Antonio Caracciolo, di 53; un sottufficiale dei carabinieri, Biagio Gatto, di 57, in servizio a Messina; Francesco Romeo, di 54, primario ospedaliero, e Andrea Saraceno, di 53, imprenditore edile ed ex dirigente del Comune di Reggio Calabria. Tra i politici, oltre agli on. Valentino e Napoli, all'assessore regionale Sarra e al presidente del consiglio comunale di Reggio Aurelio Chizzoniti, risultano indagati Antonio Michele Franco, di 43, assessore provinciale a Reggio Calabria, di An; Amedeo Antonino Canale, di 32, assessore comunale alla Pubblica istruzione, di Forza Italia, e Francesco Germanò, di 45, consigliere comunale, di An. Tra le altre persone che hanno ricevuto le informazioni di garanzia ci sono anche un prefetto e un magistrato della Corte di cassazione. Si tratta di Giuseppe Rizzo, 59 anni, ex viceprefetto di Reggio Calabria, oggi prefetto con funzioni di commissario in un Comune della Sicilia, Villabate, e di Paolo Bruno, 52 anni, di Reggio Calabria.
--Nessun giudizio del Ministro Castelli, chiamato in causa da Bobbio, che vuol prima vedere gli atti ''Prima devo capire cosa e' successo''. Il ministro della Giustizia, Roberto Castelli, non vuole esprimere giudizi sull'indagine condotta dalla Dba di Catanzaro nell'ambito della quale risultano indagati, tra gli altri, il sottosegretario alla Giustizia, Giuseppe Valentino, e il vicepresidente della commissione parlamentare Antimafia, Angela Napoli. Il Guardasigilli fa sapere che e' sua intenzione prima documentarsi: ''Poi, se e' del caso, parlo''. Questa sua prudenza in ogni caso, ''non va interpretata - afferma lo stesso Castelli - come una presa di distanza da Valentino''.
.-- Innumerevoli le reazioni provocate dall' inchiesta. In difesa, in particolare, di Valentino ed Angela Napoli e' intervenuto il vicepresidente del Consiglio, Gianfranco Fini, che grida al complotto - ''Esprimo piena solidarietà ad Angela Napoli e a Giuseppe Valentino, parlamentari unanimemente stimati e da tutti considerati, non solo in Calabria, in prima linea contro la criminalità organizzata''. Lo afferma in una nota il presidente di Alleanza nazionale, Gianfranco Fini, intervenendo sull'inchiesta in cui sembrano coinvolti due parlamentari di via della Scrofa. ''Confido -dice Fini- che la montatura ordita contro di loro e contro altri amministratori locali venga rapidamente meno per la onestà intellettuale e per la serietà professionale degli inquirenti, di cui non dubitiamo''. ''Va infatti ricordato -prosegue il presidente di An-che la incredibile vicenda vede, nella qualità di persone offese, due magistrati di Reggio Calabria, i dottori Macrì e Mollace, nei cui confronti l'ispettorato del ministero della giustizia, che ha esaminato elementi documentali, è giunto alla conclusione che Macrì ha 'falsificato una sentenza' (si veda risposta a interrogazione parlamentare 4-04780 del sen. meduri) e che mollace ha 'manipolato con interferenze pervicaci ed abusivi' le indagini affidategli (si veda risposta a int. parl. 4-06195 non a caso dell'on. Napoli)''. ''Se la magistratura vuole davvero dimostrare di non essere prigioniera di solidarietà corporative e di non volere lo scontro con il parlamento -conclude Fini nella nota- la vicenda reggina è un'ottima occasione per farlo''. A seguire la solidarietà di tutti i vertici del partito nazionale da Alemanno a Gasparri, a molti leader di An come Nania , Catanoso, Bavilacqua, Fragalà, Bobbio, Strano, Rositani.
- Improntate a soddisfazione, invece, le reazioni dei magistrati vittima della campagna di denigrazione. Secondo Enzo Macri', procuratore nazionale antimafia, ''l' inchiesta ha consentito di svelare i loschi retroscena e le oscure complicita' alla base del disegno della 'ndrangheta di colpire i magistrati che la contrastano''.
-- E il partito di AN si mobilita preannunciando una manifestazione il 16 a Reggio Calabria ''E' il momento che il partito ritrovi unita' in tutte le sue componenti rispetto ad attacchi esterni finalizzati a far arretrare l'azione dei nostri uomini impegnati in prima linea nelle istituzione e sul territorio''. E' quanto ha affermato il ministro delle politiche agricole e forestali, Gianni Alemanno, nell'annunciare insieme al coordinatore nazionale di AN, Ignazio La Russa, la manifestazione 'un partito in prima linea' che si svolgera' al Palazzo del consiglio regionale di Reggio Calabria martedi' 16 novembre alle ore 18. ''La manifestazione chi mi vedra' presente - ha proseguito Alemanno - vuole essere non solo un momento di riflessione, ma anche un'occasione per ribadire il forte impegno del nostro partito per la crescita e lo sviluppo di questa realta' territoriale, che niente nessuno potranno mai far venir meno''.
- Il Procuratore Vigna “Indagine fondata su elementi concreti” - Il procuratore nazionale antimafia Piero Luigi Vigna pensa che l' indagine della procura distrettuale di Reggio Calabria su presunte pressioni e condizionamenti operati su magistrati della procura antimafia reggina sia fondata su ''elementi concreti'', anche se bisognera' attendere gli sviluppi dell' inchiesta. Vigna, ad Ancona per una riunione in Prefettura sulle iniziative contro la tratta degli esseri umani, ha risposto ad una domanda dell' Ansa sul 'caso Reggio'. ''Rimando alla lettura dell' ordinanza per la misura di custodia cautelare - ha detto il capo della Dna - ordinanza che ho avuto modo di leggere, anche se abbastanza in fretta, dopo l' esecuzione. Mi sembra che ci sia una serie di elementi concreti, posti bene in luce dal giudice per le indagini preliminari. Ma naturalmente l' indagine e' all' inizio, penso che gli accusati ricorreranno al Tribunale della liberta', e quindi vedremo gli sviluppi ulteriori''.
- Chiaravalloti si dice convinto che il suo assessore farà pena luce- In relazione alle notizie provenienti da Reggio Calabria e alla posizione dell' assessore regionale al Personale, Alberto Sarra, il presidente della Giunta calabrese, Giuseppe Chiaravalloti, in serata ha espresso ''l' auspicio e la convinzione'' che ''l' avvocato Sarra sapra' presto fare piena chiarezza nel merito dell' inchiesta della magistratura calabrese''.
- Il Presidente dell’antimafia Centaro assicura l’acquisizione degli atti ''La commissione parlamentare antimafia acquisira' gli atti dell'inchiesta della procura di Reggio Calabria''. Lo ha detto il presidente Roberto Centaro aggiungendo di ''essere molto meravigliato che vi sia anche l' onorevole Angela Napoli, che conosco molto bene, pero' verificheremo...''.
-- Chi sono Matacena e Romeo - I due ex parlamentari Amedeo Matacena jr, di Fi, e Paolo Romeo, del Psdi, arrestati stamani insieme ad altre quattro persone nell' ambito di un' inchiesta su presunte pressioni e condizionamenti operati su alcuni magistrati della Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria, gia' negli anni scorsi erano stati coinvolti in altre inchieste di mafia e Romeo e' stato anche condannato, con sentenza passata in giudicato, per concorso esterno in associazione mafiosa. Amedeo Matacena jr, figlio dell' armatore Amedeo Matacena, il fondatore della societa' di navigazione Caronte la prima compagnia privata ad effettuare il servizio di traghettamento nello Stretto di Messina morto nell' agosto scorso, ha iniziato la sua carriera politica con il Pli diventando consigliere regionale alla fine degli anni '80. Nel '94 e' stato eletto deputato per il centrodestra ed e' passato a Forza Italia, ottenendo, nelle politiche del '96, la riconferma al seggio in Parlamento. Coinvolto nell' inchiesta denominata Olimpia 3, Amedeo Matacena e' stato rinviato a giudizio il 14 luglio 1998 e, il 13 marzo 2001, e' stato condannato in primo grado a cinque anni e quattro mesi di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Tra gli elementi di accusa c' erano le dichiarazioni di 18 collaboratori di giustizia secondo i quali Matacena avrebbe intrattenuto rapporti con elementi mafiosi in occasione di alcune competizioni elettorali. La sentenza e' stata poi annullata il 22 luglio dello scorso anno dalla Corte di Cassazione e successivamente, nel dicembre 2003, dalla Corte d' assise d' appello di Reggio Calabria. La Cassazione, infatti, si e' pronunciata sul conflitto di attribuzione sollevato dall' ex presidente della Camera, Luciano Violante, in r%lazione alla dichiarazione di contumacia fatta dalla Corte d' assise di Reggio nei confronti di Matacena, che non si era presentato davanti ai giudici adducendo un impedimento giustificato, a suo dire, dai suoi impegni parlamentari. La Corte non aveva riconosciuto l' impedimento ed aveva dichiarato la contumacia dell' imputato. Il nuovo processo di primo grado contro Amedeo Matecana e' stato fissato per il gennaio prossimo. Paolo Romeo, avvocato, eletto deputato nel '92, e' stato coinvolto nell' operazione Olimpia 1 e nel luglio del '95 fu arrestato. Un pentito di 'ndrangheta lo ha definito come il ''Lima reggino''. L' arresto arrivo' dopo una serie di episodi che lo hanno visto nei primi anni '90 al centro di varie vicende a cavallo tra eversione e 'ndrangheta, con in mezzo la parentesi di parlamentare. Romeo era stato arrestato una prima volta per la fuga di Franco Freda, all' epoca imputato per la strage di Piazza Fontana. Successivamente, il 21 aprile 1980, Romeo, che allora militava nell' Msi-Dn, venne rimesso in liberta' ed il reato ascrittogli (favoreggiamento) cadde in prescrizione. Nel '93, la Dda reggina inoltro' al Parlamento la richiesta di autorizzazione a procedere, con l' accusa di associazione mafiosa. Per Romeo si ipotizzo', sulla base delle dichiarazioni dei pentiti Giacomo Lauro e Filippo Barreca, una figura densa di ambiguita': ambasciatore presso Cosa Nostra, legami con i servizi, presenza tra i gladiatori e massone con oscuri contatti. Romeo, secondo l' accusa, avrebbe avuto stretti contatti con i gruppi che facevano capo alla famiglia dei De Stefano-Tegano, fino al 1991, e poi alla struttura unitaria che la 'ndrangheta si diede dopo il raggiungimento della pace tra i gruppi in lotta. I magistrati reggini, nella richiesta di autorizzazione a procedere, scrissero che Romeo ''assumerebbe un ruolo direttivo, divenuto ancora piu' preminente in occasione delle trattative per porre fine alla guerra tra i gruppi e nell' assetto raggiunto successivamente. E' un ruolo che va ben al di la' di quello di referente politico di una determinata cosca, ma che e' di vera e propria partecipazione all' organismo associativo, tanto da costituire uno degli obiettivi militari delle cosche Condello-Imerti-Serraino''. Filippo Barreca, infatti, disse ai magistrati che, nell' estate del 1989, in una riunione venne programmata l' uccisione proprio di Romeo, all' epoca non ancora deputato del Psdi. Il 12 ottobre 2000 Romeo e' stato condannato dalla Corte d' assiste di Reggio Calabria a cinque anni di reclusione per associazione di stampo mafioso. La condanna fu successivamente ridotta dalla Corte d' assise d' appello di Reggio Calabria a tre anni di reclusione. Paolo Romeo, l' 11 febbraio scorso, si e' costituito nel carcere di Vibo Valentia dopo che la condanna e' divenuta definitiva.
-- 'Ai magistrati del DDA volevano togliere le scorte Oltre a tentativi di condizionamento e pressioni di vario genere, i magistrati della Dda di Reggio avrebbero subito un' attivita' di delegittimizione anche attraverso il tentativo di togliere loro le scorte: e' quanto e' emerso dall' inchiesta della Procura distrettuale di Catanzaro. L' attivita' di delegittimazione sarebbe stata posta in essere anche attraverso la presentazione di interrogazioni parlamentari al Ministro della Giustizia nelle quali si criticava l' attivita' dei magistrati, accusandoli di eccedere e di abusare dei loro poteri nell' ambito delle loro inchieste. In questo senso un episodio, in particolare, riguarda il sostituto procuratore Francesco Mollace, oggetto di un' interrogazione dopo l' arresto nei mesi scorsi di Orazio De Stefano, presunto capo dell' omonima cosca, arresto fatto su richiesta dello stesso Mollace. Nell' interrogazione si contestava l' operato di Mollace mettendo in dubbio la regolarita' della procedura seguita per l' arresto di De Stefano. In tale ambito indagini sono state avviate dalla Dda di Catanzaro anche sul procedimento disciplinare avviato nei giorni scorsi dal Ministero della Giustizia nei confronti del sostituto procuratore Mollace e del sostituto procuratore nazionale antimafia Enzo Macri'. Al primo sono state contestate irregolarita' nella gestione del pentito di mafia Luigi Sparacio, attribuendogli in questo senso un presunto ''trattamento di favore'' nei confronti del collaboratore di giusizia, mentre a Macri' sono state mosse contestazioni riguardo una sentenza emessa dallo stesso magistrato nel 1979, quando era pretore di Melito Porto Salvo, nel reggino.
Reazioni dell’opposizione:
- Cesare Marini chiede chiarezza: ''Le notizie apparse sulla stampa e relative ad arresti e avvisi di garanzia per noti personaggi della regione suscitano sconcerto e stupore, in modo particolar rispetto ad alcuni parlamentari che nell'ultimo periodo si sono distinti per una decisa azione di denuncia della delinquenza organizzata. Prudenza vuole che si sospenda ogni giudizio per attendere le risultanze investigative ma è indiscutibile che in Calabria esista un pericolo grave rappresentato dall'espansione della 'ndrangheta ed che esistano,come ho avuto modo di denunciare più volte, comnplicità tra l'area della delinquenza organizzata e una parte del ceto politico. Tutta la regione si attende che sia fatta piena luce, e nel più breve tempo possibile, sui gravi episodi avvenuti negli ultimi tempi e rappresentati da eclatanti attentati''. Lo afferma il senatore calabrese dello Sdi Cesare Marini, presidente del gruppo Misto di palazzo Madama.
- Per Di Pietro superati i livelli di guardia. 'I clamorosi sviluppi dell'inchiesta promossa dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro su condizionamenti e pressioni da parte di gruppi criminali nei confronti di magistrati reggini, dimostra come i livelli d'inquinamento tra politica-istituzioni e 'ndrangheta abbiano da tempo superato in Calabria il livello di guardia'', lo dichiara il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio di Pietro, in merito agli arresti scattati nel reggino. ''Gli arresti e gli indagati eccellenti - sottolinea il leader di Idv - dimostrano che potremmo trovarci ad uno snodo decisivo nell'azione di contrasto alla criminalità organizzata che deve trovarenuovo impulso e vigore''. ''Colpisce - continua Di Pietro - la circostanza di magistrati che risulterebbero parte lesa nell'inchiesta in atto i quali, guarda caso proprio in questi giorni, sono sottoposti ad indagini e verifiche amministrative da parte del ministro della Giustizia ''. ''Bisogna adesso creare un clima positivo - conclude Di Pietro -intorno ai magistrati della Dda di Catanzaro perché portino avanti con serenità un'azione investigativa, che si annuncia complessa, difficile e potenzialmente esplosiva per le prevedibili strumentalizzazioni da parte di qualche santuario intoccabile della politica calabrese''.
-- Lumia Inchiesta delicata e complessa. - L'on. Giuseppe Lumia, capogruppo DS in Commissione Antimafia, ha commentato gli sviluppi dell'inchiesta sulla `ndrangheta portata a termine oggi a Reggio Calabria, in questi termini: ''si tratta di un'inchiesta delicata e complessa. Per poter dare un giudizio andranno approfonditi i contenuti delle indagini e i diversi ruoli che si suppone siano stati svolti dai personaggi coinvolti a diversi livelli''. ''Lo scenario - dice Lumia - che viene disegnato dalle notizie rese note finora e' sicuramente inquietante e fonte di preoccupazione ma bisogna mantenere un atteggiamento sereno e costruttivo.Le connessioni tra la `ndrangheta, il potere politico di Reggio e l'economia sono un dato di fatto noto da tempo, e non possiamo che rilevare che al centro di queste vicende ci sono ancora uomini politici gia' processati per collusioni con la mafia''.

Riunione in Provincia con l’ANAS sui problemi dell’autostrada A/3

09/11 Riunione congiunta, oggi, alla Provincia di Cosenza, fra la Prima Commissione Consiliare – Politica Istituzionale, Bilancio e Programmazione Economica – e la Seconda Commissione – Viabilità, Edilizia Scolastica e Lavori Pubblici – con l’Assessore Provinciale alla Viabilità Arturo Riccetti e l’Ing. Roberto Mastrangelo, Capo Compartimento ANAS per la Salerno-Reggio Calabria, per trattare di importanti problematiche riguardanti alcuni svincoli dell’autostrada stessa. Il problema più cogente, immediatamente affrontato nella riunione, riguarda lo svincolo Sud della Città di Cosenza, sul quale sia il Comune che la Provincia stanno ponendo attenzione in vista dell’imminente conclusione della fase progettuale del lotto all’interno del quale dovrà essere inserito. In merito a ciò, in particolare, il Consigliere Provinciale Vincenzo Adamo ha proposto che nel prossimo mese di dicembre – e comunque prima delle festività natalizie – si tenga una riunione collegiale per discutere concretamente della localizzazione dello svincolo stesso, secondo le necessità dell’intero territorio, tra i rappresentanti del Comune di Cosenza, dell’Ente Provincia e degli altri Comuni interessati allo svincolo, nonché dei Consiglieri Provinciali rappresentanti delle comunità parimenti riguardate dall’intervento. La proposta ha trovato l’immediato assenso dell’Assessore Arturo Riccetti, oltre che l’adesione unanime delle due commissioni. Non meno importante l’invito rivolto dai Consiglieri Marino Reda, Biagio Diana ed Elio Filice per una sollecita formalizzazione della Convenzione – già precedentemente concordata – fra Provincia di Cosenza ed ANAS per la distribuzione del sale in caso di neve e/o ghiaccio. Esiste un accordo preliminare, in tal senso, affinché la Provincia di Cosenza possa utilizzare i Silos dell’Anas, da concretizzare in tempi celeri atteso che la stagione invernale è ormai iniziata: la questione è, infatti, tanto più importante e prioritaria, proprio in quanto tocca la tematica della sicurezza stradale e dell’incolumità dei cittadini. Assicurazioni in tal senso sono quindi venute dall’Ing. Mastrangelo e dall’Assessore Arturo Riccetti, nella consapevolezza che la tutela degli utenti stradali deve essere al primo posto nella programmazione degli interventi e delle sinergie fra istituzioni pubbliche.
Il Consigliere Provinciale Biagio Diana ha quindi posto all’attenzione un argomento parimenti importante, sempre attinente a problematiche di sicurezza stradale: trattasi dello svincolo autostradale Sibari/Spezzano Albanese, tratto pericoloso da percorrere nelle ore notturne a causa della mancanza d illuminazione pubblica e, quindi, del rischio di incidenti per scarsa visibilità. Diana ha quindi chiesto all’ANAS di provvedere urgentemente, proprio per motivi di sicurezza pubblica, atteso che il tratto successivo allo svincolo è di competenza della stessa Azienda Statale. All’Ing. Mastrangelo, che interrogato sulla questione ha dato assicurazione di una sollecita verifica della competenza, il Consigliere Diana ha anche posto la questione della manutenzione del Viadotto Italia, i cui lavori creano problemi allo svincolo di Laino Borgo: nell’effettuare la manutenzione, infatti, l’autostrada viene bloccata e il traffico deviato per il suddetto svincolo. Le modeste dimensioni della strada creano, allora, ingorghi notevoli, anche a causa del passaggio di numerosi camion, per cui si è chiesto all’ANAS di ampliarne la carreggiata, atteso che questo tratto viario (attualmente di proprietà della Provincia) sta per ripassare di competenza statale. Su quest’ultima sollecitazione l’Ing.Mastrangelo ha assunto l’impegno di effettuare un sopralluogo sul posto.
Il Consigliere Provinciale Giuseppe Gallo, infine, ha fatto presente la completa assenza di manutenzione sulla SS 616 che collega lo svincolo A3 di Altilia con Colosimi. L’Ingegnere Mastrangelo si è impegnato a provvedere in merito con il programma d’interventi 2005, entro il mese di gennaio.
Una riunione proficua, dunque, quella tenutasi fra le due commissioni consiliari, l’Assessore Provinciale alla Viabilità e l’Anas. I Presidenti delle Commissioni, Giuseppe Aieta e Pietro Lecce, hanno espresso soddisfazione per il metodo di lavoro seguito, che inaugura una diversa e più proficua sinergia fra istituzioni ed enti pubblici.

La Coppedè denuncia “La Regione non ha mantenuto le promesse per sostenere i diversamente abili”

09/11 La Regione Calabria non ha mantenuto le promesse nel delicato settore delle persone diversamente abili. La denuncia e' di Nunzia Coppede', presidente della Fish (Federazione Italiana Superamento Handicap) della Calabria. ''Il 7 giugno del 2002, alle ore 10.00, presso la sala convegni del Centro Agroalimentare di Lamezia Terme -scrive Nunzia Coppede' - alla presenza dei rappresentanti delle Associazioni di Volontariato, l'Onorevole Chiaravalloti e il Dirigente Generale del Dipartimento Obiettivi Strategici, Franco Morelli, hanno presentato la nuova impostazione politica, che intendevano attuare in riferimento alla erogazione dei fondi alle Associazioni di Volontariato''. ''Con chiarezza – prosegue Coppede' - hanno comunicato che ''era finita l'era dei contributi a pioggia'' e che tutte le risorse economiche sarebbero state distribuite su progetti. In questo incontro e' stato presentato il Bando ''Definizione criteri per l'erogazione di finanziamenti alle Associazioni di Volontariato'' - Delibera della Giunta Regionale del 2 aprile 2002 n. 247, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria del 30 aprile 2002 n. 8, - che da due anni permette alle Associazioni di Volontariato attive da almeno un biennio, di presentare progetti entro il 30 ottobre di ogni anno''. ''E' difficile, quindi - aggiunge la Presidente della FISH - comprendere come si colloca la Delibera della Giunta Regionale n. 706 del 12 ottobre 2004, che stanzia interventi per un ammontare di Euro 1.126.670,00 senza regolare Bando, e quindi, senza il rispetto di criteri, di modalita' di accesso e soprattutto violando il diritto alla partecipazione, privilegiando una selezione nominativa data dai Consiglieri e dalla Giunta Regionale. Come hanno fatto a scegliere alcune associazioni e cooperative e non altre? Come si e' potuto erogare Euro 90.000,00 a una cooperativa e Euro 1.000,00 ad un altro Ente? Come si e' potuto deliberare finanziamenti a pioggia anche a quei pochi Enti che ne hanno gia' ricevuti durante l'anno? La FISH Calabria chiede, all'attuale Governo Regionale e al futuro, l'impegno politico per una corretta gestione delle risorse economiche, che sia finita davvero l'''era dei contributi a pioggia'', e che tutte le risorse economiche siano erogate attraverso criteri oggettivi e trasparenti, ricordando che esse devono essere utilizzate per i bisogni della collettivita' su progetti e non per interessi di parte''. ''Stiamo ancora in attesa del Piano Sociale Regionale - conclude Nunzia Coppede' - l'assenza del quale non fara' attuare i Piani di Zona, strumento indispensabile per un'equa distribuzione delle risorse e dei servizi territoriali. Ricordiamo, inoltre, che la Regione Calabria non ha ancora recepito la Legge nazionale sulle Associazioni di Promozione Sociale (Legge 7 dicembre 2000, n. 383), penalizzando le stesse a livello regionale e perdendo annualmente fondi nazionali finalizzati allo scopo''.

La Commissione regionale antimafia ha ascoltato i direttori ASL su eventuali infiltrazioni mafiose negli appalti

09/11 La Commissione regionale contro il fenomeno mafioso, presieduta da Vincenzo Pisano, ha avviato nel pomeriggio di oggi, le audizioni dei dirigenti delle Aziende sanitarie locali per approfondire una serie di dati acquisiti che danno un quadro del monitoraggio della spesa attuata dalle Asl. Tutto questo, e' scritto in un comunicato, anche con l' obiettivo di verificare e trarre utili indicazioni in ordine al livello di attenzione verso le possibili infiltrazioni degli apparati mafiosi nel circuito delle attivita' economiche, nel mercato del lavoro, nello smaltimento dei rifiuti speciali e dei siti finali di destinazione e nelle attivita' delle strutture convenzionate. Nel corso dei lavori, sono stati sentiti i direttori generali Antonino Scuteri (Asl Paola), Antonio Crusco (Asl Castrovillari), Francesco Buoncristiano (Asl Cosenza) e il direttore amministrativo Bruno Calvetta, delegato dal direttore generale dell' Asl di Rossano. ''Le audizioni - ha sostenuto Pisano a conclusione della seduta - sono state utilissime perche' ci consentono di fare delle valutazioni immediate in ordine al livello di trasparenza e di sensibilita' delle aziende sanitarie sul fronte dell' impegno antimafia. Dalle audizioni svolte, sono emersi dati contraddittori e, in qualche caso, di scarsa dedizione nel curare aspetti specifici e come tali, facilmente esposti a possibili infiltrazioni mafiose. Senza dubbio, a conclusione di tutte le audizioni programmate che riguardano le Asl e le Aziende Ospedaliere, procederemo, alla luce dei dati emersi, ad un ulteriore approfondimento sugli elementi che destano maggiore preoccupazione, ritenendo necessario altresi' un confronto con l' assessorato regionale alla Sanita'''.

Il comandante dei Vigili Urbani di Trebisacce arrestato per peculato

09/11 Il comandante dei vigili urbani di Trebisacce, Francesco Santagada, e' stato arrestato oggi, e posto ai domiciliari, dalla Guardia di finanza con l' accusa di peculato e falso per soppressione. La finanza ha anche sequestrato conti correnti bancari, titoli ed azioni per un valore ''ingente''. Altre due persone sono state denunciate in stato di liberta'. L' arresto e' giunto al termine di un' inchiesta coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Castrovillari, Baldo Pisani, che ha chiesto al Gip Claudio Tedeschi l' emissione del provvedimento restrittivo. Santagada, che e' anche dirigente responsabile della V area polizia municipale e ambiente, e' accusato di essersi appropriato del denaro proveniente dal pagamento della tassa per l' occupazione del suolo pubblico (Tosap) e dalle contravvenzioni e della distruzione o occultamento di documenti. Il comandante dei vigili, in particolare, e' accusato di avere distrutto o occultato i bollettari Tosap dal 1998 al 2003 ed i preavvisi di accertamento delle violazioni al codice della strada redatti dagli ausiliari al traffico negli anni '98 e '99 per rendere impossibile la rendicontazione del denaro incassato. Inoltre e' accusato di avere incassato dai commercianti ambulanti la Tosap senza emettere la ricevuta e di essersi appropriato del denaro pagato in contanti per le contravvenzioni al codice della strada. Le indagini della guardia di finanza di Trebisacce sono cominciate dopo che nel corso di una perquisizione nel comando dei vigili urbani nell' ambito di un' altra inchiesta, sono stati trovati 30 mila euro senza che sia stata giustificata la presenza di quel denaro. Secondo la guardia di finanza ''le condotte criminose hanno trovato una condizione agevolatrice nell' inerzia degli organi istituzionali deputati al controllo e, ancor di piu', nell' omessa disciplina dell' attivita' amministrativa di riscossione delle entrate tributarie locali''. Nel corso delle indagini, infatti, ''non e' stato rinvenuto alcun registro o altra elementare forma di rendicontazione del tributo Tosap''. Inoltre, i finanzieri hanno accertato che nel 1998 e nel 1999, a fronte dell' assunzione a tempo determinato di 31 ausiliari del traffico, risultano incassate per cassa solo 48 multe a fronte delle quasi 3.000 incassate con le stesse modalita' tra il 2000 ed il 2003 con l' impiego di solo due ausiliari dopo l' istituzione dei parcheggi a pagamento.

Euromediterraneo: Oliverio incontra gli ambasciatori dell’accordo di Agadir

09/11 ''In vista del 2010, allorche' sara' realizzata l' area di libero scambio euromediterraneo e' necessario costruire una rete di partenariato bilaterale e multilaterale tra la UE e tra i Paesi interessati per arrivare preparati a quell' appuntamento. Si tratta di definire progetti mirati di partenariato sui temi dell' economia, della formazione, dei servizi, dell' innovazione e ricerca''. A sostenerlo e' stato l' on. Mario Oliverio, presidente della Provincia di Cosenza che oggi, a Roma, ha promosso una riunione con gli Ambasciatori dei Paesi firmatari dell' accordo di Agadir (Tunisia, Marocco, Giordania, Egitto). Al centro dell' incontro sono stati posti i temi delle relazioni euro mediterranee e la costituzione della Fondazione Europa Mezzogiono Mediterraneo a cui sta dando vita la Provincia di Cosenza. Oliverio nel ringraziare gli Ambasciatori intervenuti, ha evidenziato l' importanza della realizzazione di un rapporto di cooperazione tra l' Unione Europea ed i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. ''A tal proposito - ha aggiunto Oliverio in merito ai progetti di partenariato - e' importante rafforzare la rete di relazioni e di cooperazione tra le Universita' e per quanto ci riguarda tra le Universita' calabresi e quelle dei Paesi della riva sud del Mediterraneo. Una attenzione particolare bisognera' riservare agli scambi culturali ed al patrimonio dei beni storici, culturali ed ambientali che costituiscono una risorsa enorme concentrata proprio in quest'area del mondo. Iniziative comuni dovranno essere attivate sui problemi della tutela ambientale, della valorizzazione del mare, attraverso strategie comuni di lotta all' inquinamento, di regolazione della pesca, di difesa delle coste, di valorizzazione delle montagne mediterranee''. ''Per la realizzazione di questo processo di cooperazione e di parterariato - ha proseguito Oliverio - la Provincia di Cosenza sta promuovendo la costituzione di una Fondazione che vedra' la partecipazione di altre istituzioni pubbliche e private ed in collegamento con la Fondazione costituita dalla Ue che porta il nome di Fondazione Euromediterranea Anna Lindt per il dialogo delle culture e delle civilta', in coerenza con le linee assunte dall' Unione Europea, dal Consiglio d' Europa dal Parlamento Italiano. Con la costituzione della Fondazione puntiamo a rafforzare la rete di partecipazione delle realta' e dei sistemi locali al processo di cooperazione, per realizzare condizioni di superamento dei conflitti, di pace e di progresso, e per fare del bacino Mediterraneo un' area di stabilita' economica e politica e di propulsione di un clima di coesistenza pacifica. La Calabria - ha concluso Oliverio - considerata la sua collocazione di avamposto dell' Europa nel Mediterraneo, intende giocare un ruolo strategico per il perseguimento di obiettivi comune tra i nostri Paesi''. Gli ambasciatori intervenuti, secondo quanto riferito, hanno espresso interesse e condivisione per l' impostazione e le linee illustrate da Oliverio. In particolare l' Ambasciatore della Giordania, Omar Abdul Monem Rifai, ha sottolineato l' apprezzamento del suo Paese per l' intensificazione di rapporti di parterariato, dando la piena disponibilita' ad un comune impegno su progetti di parterariato mirati ed articolati. L' Ambasciatore della Tunisia, Mohamed Jegham, ha accolto con soddisfazione l' iniziativa e ha espresso condivisione per gli obiettivi posti a base del progetto di costituzione della Fondazione. L' Ambasciatore del Marocco, Tayeddine Baddou, ha espresso, poi, con il suo apprezzamento per le linee illustrate da Oliverio e ha dichiarato che il Marocco accogliera' con grande soddisfazione la notizia di questo interessante progetto. A conclusione dell' incontro gli ambasciatori presenti hanno dichiarato piena disponibilita' e massimo impegno a partecipare alla manifestazione euromediterranea che si terra' il prossimo 4 febbraio a Cosenza, in occasione della quale sara' presentata ufficialmente la costituenda Fondazione Europa Mezzogiono Mediterraneo.

La Giunta regionale approva provvedimenti sugli eventi sismici

09/11 La Giunta Regionale si e' riunita questa mattina in via di urgenza sotto la presidenza dell'Assessore alla Presidenza, Raffaele Mirigliani, in assenza del Presidente Chiaravalloti fuori sede per impegni istituzionali, per approvare l'elenco degli edifici e delle opere infrastrutturali di interesse strategico, di competenza regionale, da salvaguardare nel caso di eventi sismici. Relatore del provvedimento e' stato l'Assessore alla Protezione Civile, Dionisio Gallo, il quale ha sostenuto che il provvedimento e' propedeutico all'approvazione del programma regionale delle verifiche sismiche, previste da una apposita ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri, da presentare al Dipartimento Nazionale di protezione Civile, per il conseguente finanziamento, entro il 13 novembre 2004.''Il programma - ha sostenuto Gallo - prevede un'azione graduale nel tempo che tiene conto delle risorse economiche disponibili; in particolare sono previsti interventi prioritari nei Comuni della Regione Calabria classificati in zona sismica 1, cui seguiranno i Comuni in fascia sismica 2.Gli edifici sui quali si interverra' in via prioritaria sono le sedi strategiche ai fini di protezione civile , le sedi istituzionali e di governo, connesse alla gestione dell'emergenza (Regione, Province e Comuni), ospedali e strutture sanitarie dotate di pronto soccorso o dipartimenti di emergenza, urgenza ed accettazione, Presidi Sanitari Locali (Ambulatori,ecc.), Centrali Operative SUEM 118, Comandi e Distaccamenti dei VV.F., strutture funzionali alle attivita' della Regione, strutture territoriali delle Forze dell'Ordine (con priorita' per l'Arma dei Carabinieri)''.

Presi dopo cinque anni i responsabili della strage di Strongoli

09/11 Dopo quasi cinque anni gli inquirenti ritengono di aver fatto piena luce sulla cosiddetta “strage di strangoli”, un efferato agguato di mafia avvenuto il 26 febbraio del 2000 nella cittadina della provincia crotonese che lascio' sul terreno quattro morti, tra i quali anche un anziano passante e provoco' il ferimento di tre carabinieri. Cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip distrettuale di Catanzaro su richiesta del sostituto procuratore della Dda Salvatore Dolce, sono state eseguite dai carabinieri della compagnia di Ciro' Marina, nei confronti di Salvatore Giglio, 39 anni, ritenuto il capo dell'omonima cosca di Strongoli; del fratello Pasquale Giglio, 25 anni; di Francesco Abbruzzese, 34 anni, nativo di Cosenza ma residente a Cassano Ionio; di Nicola Acri, 25 anni, nato a Sondrio ma residente a Rossano Calabro; di Francesco Giarratano, 32 anni, di Strongoli. Ai fratelli Giglio e ad Abbruzzese il provvedimento e' stato notificato in carcere dove si trovano detenuti per altre cause. I primi quattro uomini sono accusati di omicidio plurimo, tentato omicidio plurimo, detenzione e porto abusivo di armi comuni e da guerra, rapina aggravata, con l'aggravante di aver agito secondo le modalita' dell'associazione mafiosa. Giarratano e' accusato di detenzione abusiva di armi da guerra. Altre cinque persone di Strongoli sono indagate per favoreggiamento. Un nuovo impulso alle indagini e' arrivato negli ultimi mesi da due collaboratori di giustizia: Antonio Di Dieco, 38 anni, ex boss di Castrovillari, e Cosimo Alfonso Scaglione, 26 anni, ex killer della cosca del Pollino, che si e' autoaccusato della strage di Strongoli. Le loro dichiarazioni sono confluite nel maxi processo antimafia 'Sybaris' che si sta celebrando a Cosenza. Agli inquirenti i due collaboratori hanno indicato il nome degli assassini, dei loro mandanti e il movente della strage. Rivelazioni finite sul tavolo del sostituto procuratore della direzione distrettuale antimafia Salvatore Dolce che negli ultimi tempi, proprio alle cosche di Strongoli, ha gia' inferto pesanti colpi. Secondo i collaboratori a scatenare l'inferno di fuoco sulla via principale di Strongoli, quel pomeriggio del 26 febbraio 2000, sarebbero stati tre killer venuti da Cassano Ionio: lo stesso Scaglione, Abbruzzese e Acri.

Calo repentino delle temperature (15 gradi). Prima nevicata in Sila

08/11 Prime nevicate in Calabria, in contemporanea con l'ondata di maltempo che da sabato, con pioggia e raffiche di vento, sta flagellando buona parte del territorio regionale, con allagamenti, smottamenti e frane. Temperature crollate di colpo, in soli quattro giorni, di oltre 15 gradi e situazione che passa dai bagni al mare di domenica scorsa alla neve della Sila. Infatti oggi la neve e' caduta sul Pollino e sulla Sila, con circa 9 centimetri di coltre bianca nella zona di Botte Donato. Problemi alla circolazione stradale, soprattutto per gli automoblisti sorpresi dalle nevicate e senza catene a bordo, ma al momento non si segnalano situazioni di particolare disagio. Mentre la neve fa la sua prima apparizione, la pioggia battente continua a cadere su tutta la regione. Nel catanzarese e nel cosentino i vigili del fuoco sono intervenuti per rimuovere alcuni tronchi di albero caduti su alcune strade. I vigili hanno effettuato interventi anche per allagamenti di scantinati ed abitazioni a piano terra. A San Lucido, nel cosentino, si e' verificata una una frana che ha provocato danni ad una strada comunale. A Bagnara Calabra, nel reggino, a causa della pioggia si e' verificata una frana che ha provocato disagi alla circolazione stradale sulla SS18 che e' stata invasa da fango e detriti. Stamane, probabilmente a causa della pioggia, sulla strada statale 107 si e' verificato un incidente stradale nel quale e' rimasta ferita una persona. I mezzi della protezione civile sono intervenuti e hanno sgomberato l'asfalto dalla terra e dai detriti. Le abbondanti piogge, a Cosenza. Hanno provocato anche la diminuzione della portata idrica per l’intorbidimento degli acquedotti.

Approvato dal Consiglio regionale comma dello Statuto sulla ripartizione dei seggi

08/11 Il Consiglio regionale, nel corso della seduta odierna, ha approvato all'unanimita', su proposta del presidente della Commissione per le riforme istituzionali, Paolo Naccarato, un comma aggiuntivo alla norma transitoria che individua nello Statuto regionale la ripartizione dei seggi. ''In sede di approfondimento - ha detto Naccarato - con i professori Caravita e Gambino, consulenti giuridici della Commissione, da parte della sottocommissione incaricata di predisporre una prima bozza di legge elettorale, e' emerso un problema tecnico in relazione all'applicabilita' dei meccanismi di distribuzione dei seggi previsti dall'attuale normativa che va sotto il nome di tatarellum. Qualunque potranno essere le modifiche che il legislatore calabrese vorra' apportare al tatarellum stesso esso rimarra' il modello sul quale si andranno ad innestare gli aggiustamenti che andranno via via emergendo''. ''Questo comma - ha aggiunto - tenta di risolvere un problema legato alla rigidita' del numero dei consiglieri regionali con la flessibilita' che invece e' prevista nelle norme attualmente in vigore nel tatarellum. Il comma approvato segue l'iter di una vera e propria modifica statutaria, e quindi doppia lettura dopo sessanta giorni, e poi devono trascorrere novanta giorni entro i quali e' possibile indire il referendum. Dunque non e' certo che tale norma potra' dispiegare i suoi effetti, seppur quale comma transitorio, prima dalle prossime elezioni regionali''. ''Tuttavia - ha concluso Naccarato - poiche' in sede di esame tecnico il problema e' emerso, abbiamo ritenuto di corrispondere con una soluzione giuridicamente ineccepibile''. Il consiglio regionale ha approvato a maggioranza una variazione di Bilancio necessaria per la copertura del disavanzo della sanita' relativo all' esercizio 2003 di 19 milioni e 243 mila euro, ''disavanzo confermato - si legge nella proposta della Giunta regionale - anche dal Tavolo di Monitoraggio istituito a seguito dell'Accordo Stato-Regioni dell'8 agosto 2001''. Le risorse sono state recuperate esclusivamente attraverso una riduzione della spesa, centrata essenzialmente su economie derivanti da minori esborsi da erogare a titolo di interessi inerenti la contrazione di mutui, e operando tagli alle risorse non ancora impegnate. In particolare, i tagli hanno riguardato il sostegno delle iniziative di new-economy; i finanziamenti alle imprese che operano nel campo informatico ed internet; spese per l'attuazione di politiche regionali per la famiglia; spese per la riscossione e per la gestione della tassa automobilistica; i contributi ai comuni per la formazione dei piani e degli strumenti urbanistici; le spese per l'istituzione e l'organizzazione del Parco regionale delle Serre; le spese per il recupero e la tutela ambientale delle aree di pregio; le spese per il funzionamento della commissione regionale in materia di espropri; i contributi per il superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati; parte del fondo di anticipazione per la demolizione di opere e manufatti realizzati in violazione di legge; una parte di contributi destinati in conto interessi per l'attivita' delle piccole e medie imprese; i contributi per le calamita' in agricoltura; riduzione dei contributi alla legge sui teatri; riduzione degli stanziamenti a sostegno dell'apertura di nuove facolta' universitarie; contributi per le minoranze linguistiche; decurtazione del fondo per l'istituto zooprofilattico sperimentale e la riduzione dello stanziamento relativo alla realizzazione di un sistema informativo sanitario regionale. Infine, il Consiglio regionale, ha approvato all'unanimita' una mozione sottoscritta da quindici consiglieri di tutti i partiti per l'istituzione della Commissione regionale per le cure palliative e di destinare i fondi necessari per garantire la rete dei servizi ai malati terminali su tutto il territorio regionale e per la gestione degli hospice di Rossano e Reggio Calabria, ormai prossimi alla loro ultimazione. In via di realizzazione, inoltre, vi sono gli hospice per gli ammalati terminali a Cosenza, Vibo, Catanzaro, Locri e Melicucco.

Meeting internazionale il 12 ad Altomonte “Cibi Meridiani, Monumenti Paralleli”

08/11 Si svolgera' il 12 e 13 novembre prossimi, nel Salone Razetti del Convento domenicano di Altomonte (Cs), il Meeting internazionale Progetto Comunitario - Cibi Meridiani - Monumenti Paralleli. La giornata di studio di Altomonte e' organizzata dal Programma Comunitario Interreg III B, Programma Comunitario Leader e Progetto CIMPA della Regione capofila e coordinatore transnazionale ed il GAL Valle del Crati con il patrocinio del Comune di Altomonte. La tematica del progetto che si svolgera' ad Altomonte e' ''Turismo Enogastronomico Integrato Sostenibile''. Dopo il saluto del Sindaco di Altomonte, Gianpietro Coppola, interverranno il direttore del Centro Servizi Avanzati di Lamezia Terme, Leopoldo Chieffallo, il presidente del GAL Valle del Crati, Antoniello Della Motta, il presidente dell'ARSSA, Antonio Pizzini, il presidente della Provincia di Cosenza , Mario Oliverio, l'Assessore regionale all'Agricoltura, Giovanni Dima, l'Assessore regionale all'Ambiente, Domenico Antonio Basile, l'Assessore regionale alla Pubblica Istruzione, Saverio Zavettieri, l'Assessore regionale al Turismo, Giuseppe Gentile, l'Assessore regionale agli Enti locali, Alberto Sarra, ed il Presidente della Giunta regionale, Giuseppe Chiaravalloti.

Giovane ubriaco arrestato a Roseto Capo Spulico per violenze e danneggiamenti

08/11 I carabinieri hanno arrestato a Roseto Capo Spulico un giovane, Alex Caparra, di 27 anni, di Amendolara, con l'accusa di danneggiamento aggravato e violenza, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale. Caparra, mentre era in stato di ubriachezza, avrebbe picchiato un suo amico ed avrebbe anche danneggiato una finestra dell' abitazione di quest' ultimo. Il giovane, inoltre, avrebbe opposto resistenza ai carabinieri giusti sul posto per arrestarlo. L'arrestato e' stato portato nel carcere di Castrovillari.

Codacons: “Garantire la sicurezza sulla ss 18”

08/11 Garantire la sicurezza degli automobilisti sulla strada statale 18 dove si stanno verificando troppi morti a causa di incidenti stradali: e' quanto chiede il Codacons in una nota nella quale, dopo l'incidente avvenuto sabato sera nel quale sono morte quattro persone, si propone la chiusura della strada. ''La strada statale 18 - e' scritto nella nota - e' una tra le arterie piu' pericolose d'Italia, che fa registrare ogni anno numerosi incidenti e troppe vittime. Occorre allora intervenire per migliorarne le condizioni di sicurezza. Il Codacons propone non solo di abbassare i limiti di velocita' sulla Statale 18, ma di incrementare la presenza delle forze dell'ordine lungo la strada, affinche' questi limiti siano rispettati. Indispensabili poi interventi strutturali nei punti piu' a rischio, finalizzati ad aumentare il livello di sicurezza, sia sul piano dell'illuminazione che su quello della segnaletica e dell'asfalto''. ''Se tutto cio' non sara' fatto in tempi brevi - prosegue la nota - chiederemo la chiusura della strada Statale 18, onde evitare altre stragi e salvaguardare la salute degli automobilisti calabresi”.

Colpi di fucile contro l’abitazione del Presidente dell’Agea

08/11 Due colpi di fucile caricato a pallettoni sono stati sparati a Bagnara Calabra contro l' abitazione dell' avv. Antonio Bonfiglio, di 36 anni, presidente dell' Agea, l' Agenzia per le erogazioni in agricoltura. Nel momento dell' intimidazione, secondo quanto hanno riferito i carabinieri, nell' abitazione del professionista non c' era nessuno. I colpi di fucile hanno provocato danni al portone. Antonio Bonfiglio e' anche coordinatore per il Mezzogiorno di Destra sociale, la componente di An che fa capo al ministro per le Politiche agricole, Gianni Alemanno.
“Esprimo grande solidarietà e massima vicinanza al presidente dell’Agea (Agenzia per l’erogazione dei contributi in campo agricolo) per il vile gesto criminoso che pone ancora una volta al centro dell’attenzione il clima pesante e intimidatorio contro amministratori e rappresentanti delle Istituzioni a vari livelli. - Ha dichiarato subito il capogruppo di An, Egidio Chiarella - Non bisogna dimenticare anche il ruolo di livello nazionale che Bonfiglio ricopre: egli è infatti uno degli uomini di fiducia del Ministro per le Politiche Agricole, Gianni Alemanno, che nell’ultima competizione europea, ha avuto in Calabria un considerevole successo elettorale. Antonio Bonfiglio è un punto di riferimento per il mondo dell’agricoltura calabrese, settore nel quale, tanti sono stati i risultati concreti conseguiti in quest’ultimo periodo, rispetto all’attenzione riservata, negli anni scorsi, dal governo nazionale”. Parlando a nome di tutti i consiglieri regionali di An, Chiarella ha concluso: “Bonfiglio è uomo risoluto e professionalmente qualificato. Questo attacco nei suoi confronti, non può che appartenere a quei gruppi di potere che hanno le radici nella prepotenza e nella prevaricazione anche rispetto alle regole poste a base di un corretto funzionamento delle Istituzioni democratiche. Ci auguriamo che al più presto, magistratura e forze dell’ordine facciano luce sull’inquietante episodio che allarma sempre di più gli ambienti della politica e la cittadinanza nel suo insieme. Appena saputo dell’attentato sono arrivati i comunicati di solidarietà, del vicepremier Fini, dl Ministro Alemanno, del Sindaco Scopelliti, del coordinatore regionale di AN Rositani, del Presidente Chiaravalloti e dell’ass. Dima.

Giovanni Marzullo neo Direttore Generale dell’ARSSA

08/11 Cambio di guardia al vertice burocratico dell’ Agenzia Regionale per lo Sviluppo e per i Servizi in Agricoltura. L’ha sancito, venerdì scorso, il Consiglio d’Amministrazione dell’ Organismo strumentale della Regione Calabria, presieduto da Antonio Pizzini, designando, all’importante carica di Direttore Generale dell’ARSSA, un proprio dirigente nella persona del dr. Giovanni Marzullo. Per l’importante incarico assunto dal Dr. Marzullo, sono già pervenute alla Presidenza dell’Agenzia numerose attestazioni di congratulazioni e di buoni auspici per il neo Direttore Generale dell’ARSSA, sia dal personale della Struttura, sia dal Sindacato e da esponenti delle istituzioni locali e regionali. Proveniente dal vecchio Ente agricolo (diretta emanazione del Ministero dell’Agricoltura), il Dr. Marzullo, 54 anni, ha ricoperto – prima dell’accesso nei ruoli dell’ OVS – Ente di Sviluppo in Calabria – il ruolo di Ufficiale nella Guardia di Finanza. Il dr. Marzullo è stato chiamato a ricoprire il prestigioso e delicato incarico di Direttore Generale del più importante Organismo strumentale della Regione Calabria, dopo aver svolto, con passione, le funzioni di Dirigente di Settore, Capo di Gabinetto della Presidenza, assumendo anche la responsabilità di gestione di alcuni Servizi strategici dell’Agenzia ( Controllo Interno, Affari Generali, etc.). Marzullo, nell’ambito dell’Ente, prima di accedere ai ranghi della dirigenza, ha ricoperto, in oltre 27 anni d’impegnato e costante servizio, diversi incarichi, tra i quali la titolarità dell’Ufficio Segreteria del Consiglio e del Servizio Relazioni Pubbliche. Giovanni Marzullo è stato coerente militante e stimato segretario regionale del Sindacato aziendale CISL, Organizzazione dei lavoratori che non ha mai abbandonato. Marzullo sostituisce nell’incarico, il predecessore D.G., dr. Ignazio Marrone.

Acciardi, presidente pari opportunità, “Il mainstreming deve diventare azione di sistema”

08/11 A margine della presentazione dello studio “Linee guida per l’applicazione del principio di mainstreaming di genere nelle politiche urbane e sociale”, illustrato questa mattina al Palazzo Campanella, la presidente della Commissione regionale Pari Opportunità, Maria Rita Acciardi ha reso nota la seguente dichiarazione: “E’ stata un’occasione molto utile quella odierna per far conoscere questo studio affidato dalla Commissione regionale pari opportunità al rigore scientifico ed alla straordinaria esperienza e sensibilità culturale della professoressa Francesca Moraci, direttrice del corso di laurea in Pianificazione territoriale, ambientale ed urbanistica dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. E’ una ricerca di cui andiamo molto orgogliosi (e che nei prossimi giorni presenteremo a Venezia), perché assurge a strumento dai contenuti innovativi, rivolti alla pubblica amministrazione, agli operatori dei settori coinvolti e, più in generale, agli attori sociali per la costruzione di politiche territoriali, urbane e sociali partecipate, finalizzate alla riqualificazione, materiale ed immateriale, del territorio e dell’urbano e ad intercettare ed interpretare la complessità della domanda di trasformazione del territorio e della società, degli uomini e delle donne della Calabria. La regionalizzazione in atto del sistema del welfare, dei servizi alla persona, della sanità, delle politiche attive del lavoro, della formazione, dell’istruzione, dell’innovazione, delle politiche ambientali e dei beni culturali, della pianificazione territoriale ed urbana, esalta il ruolo e la missione della Regione e delle comunità locali, richiamando la partecipazione dei soggetti sociali, uomini e donne, alla costruzione di progetti di sviluppo locale e del controllo dal basso delle azioni poste in essere dalla governance. In questo contesto, la sfida è quella della costruzione di processi di sviluppo caratterizzati dall’autonomia, dalla sostenibilità ambientale e sociale, dall’attivazione di politiche attive del lavoro, di politiche coerenti per la formazione, l’istruzione, l’alta formazione, il welfare e le pari opportunità, calibrati sulla consistenza, valorizzazione ed esaltazione delle risorse locali, materiali ed immateriali, tesi a dare piena riconoscibilità alla cittadinanza calabrese, degli uomini e delle donne della Calabria, ed a farla diventare un compiuto e condiviso progetto sociale e culturale. Come non pensare, allora, che Pari opportunità e qualità urbane siano i paradigmi primari dei progetti di sviluppo locale, in un contesto reso strategico dal percorso identitario delle donne e dalla loro natura di soggetti sociali protagonisti di cambiamenti, discontinuità, modernità ed innovazione? In parole povere, le Linee Guida si pongono come strumento atto a tradurre il principio delle pari opportunità in un sistema di azioni integrate che intercetta le problematiche territoriali, urbane e sociali, orientandone l’approccio amministrativo, istituzionale, formativo, culturale e sociale. Sta, dunque, a tutti i soggetti sociali attori dello sviluppo contribuire ad attivare una progettualità dello stesso che sarà equa, coerente, sostenibile ed efficace se porterà a sintesi la ricchezza delle diversità, utilizzando il paradigma delle pari opportunità e della differenza di genere quale elemento ordinatore dei bisogni e delle aspettative sociali per una migliore qualità della vita. Le linee guida, in tal senso, costituiscono una esperienza innovativa in Calabria ed hanno l’ambizione di tradurre l’impianto strategico che le sostiene in azioni divulgative e buone prassi strumentali, procedurali ed attuative, indirizzate ai responsabili della governance locale per la riqualificazione e rigenerazione sociale ed urbana, per il raggiungimento di standard di sviluppo “migliorativi” dei sistemi urbani e territoriali calabresi, per implementare i processi identitari e per consolidare coerenti strategie volte al miglioramento della qualità della vita, delle condizioni lavorative e sociali degli uomini e, in particolare, delle donne della Calabria. In una regione come la Calabria, dove è ancora attenuata la consapevolezza sociale e culturale del valore rappresentato dalla risorsa donna nella costruzione dei processi di sviluppo, lo zoccolo duro è trasformare il principio di mainstreaming in azione di sistema, passando dai contenuti alle procedure concrete. Allora, l’auspicio della Commissione regionale Pari Opportunità è davvero che le istituzioni prestino la dovuta e necessitante attenzione al documento, ai suoi contenuti scientifici e culturali, alla metodica e agli strumenti operativi in esso delineati e, in particolare, alle linee di impatto strategico (politiche di welfare, programmazione economico-finanziaria, management urbano, progettazione urbana, politiche per la sicurezza), su cui orientare le azioni e gli interventi della governance locale in una logica di progettazione integrata, trasversale e plurale, di cui, siamo certe, le donne calabresi sapranno essere autentiche interpreti e protagoniste nel cogliere e mettere in pratica le opportunità di rigenerazione del territorio”.

Siglato il contratto integrato decentrato dei dipendenti regionali

08/11 E' stato siglato, a regime, il contratto collettivo integrato decentrato dei dipendenti regionali. ''Dietro indirizzo - e' scritto in una nota - e sollecitazione dell' Assessore al personale, Alberto Sarra, lo scorso 6 novembre la delegazione trattante, rappresentata dalle organizzazioni sindacali accreditate e la Parte Pubblica, nella persona dell' avv. Cesare Carlo Romano, alla presenza delle Rsu, hanno firmato il contratto collettivo per l'anno in corso, fatto, questo, di portata storica quanto inusuale''. ''Contestualmente - prosegue la nota - sono stati approvati gli indirizzi generali e sono state introdotte le nuove figure previste dal contratto collettivo nazionale, con particolare rilievo per le ''posizioni di alta responsabilita'''. ''Nel medesimo - conclude la nota - proficuo incontro sono stati fissati i criteri per le cosiddette 'progressioni orizzontali', in aggiunta a quelli gia' fissati per quelle 'verticali'. Sono stati, altresi', fissati i criteri per le responsabilita' d'ufficio''.

Giovedì 11 a Lamezia primo tavolo sull’emersione edilizia

08/11 Si riunirà il prossimo 11 novembre, presso i locali dell’UnionCamere regionale, a Lamezia Terme, il primo Tavolo permanente in edilizia attivato lo scorso 21 settembre su iniziativa della Commissione regionale per l’emersione presieduta da Mimmo Barile. Al centro dell’incontro, le linee d'intervento e le politiche da adottare per contrastare l’economia irregolare nel settore edìle. Il Tavolo sull’edilizia istituito in Calabria è frutto di un Avviso comune tra le parti sociali, datoriali e istituzionali, e segue l’accordo nazionale siglato lo scorso anno a Roma. La nuova politica settoriale è stata avviata dal ministero del Lavoro e dal Comitato nazionale per l’emersione al termine della fase della legge 383/01, ed è volta all’istituzione di Tavoli permanenti anche in altri settori produttivi. Lo scopo di questi Tavoli è quello di ricercare soluzioni concertate che mirino, attraverso il principio della "premialità", a debellare il fenomeno del sommerso. Alla riunione di giovedì, indetta alle ore 11, parteciperanno i firmatari dell'accordo, la rete dei tutori calabresi coordinata da Cosimo Cuomo e Enzo De Bernardo, in rappresentanza il Comitato nazionale presso il ministero del Welfare.

Pioggia e allagamenti, numerosi interventi dei Vigili del Fuoco per il maltempo

08/11 Sono numerosi gli interventi compiuti dai vigili del fuoco a causa della pioggia che da alcune ore sta interessando la gran parte della regione. Nel cosentino, ed in particolare a Belvedere Marittimo, i vigili del fuoco sono intervenuti per l'allagamento di alcuni scantinati e per rimuovere intonaci pericolanti. Probabilmente a causa della pioggia sulla strada statale 107 si e' verificato un incidente stradale nel quale sono rimaste ferite alcune persone. Anche in provincia di Crotone e Catanzaro i vigili del fuoco hanno compiuto verifiche sulla stabilita' di edifici ed hanno rimosso dalle strade tronchi di alberi e cartelloni pubblicitari caduti durante la notte a causa del forte vento.

La Provincia di Cosenza promuove una banca dati dei beni culturali provinciali

08/11 Un vero e proprio censimento sui beni culturali esistenti in Provincia di Cosenza, la costituzione di una preziosa banca dati, che permetta di raccogliere informazioni sulle attivita', sulle figure istituzionali, sulle infrastrutture che rendono possibile veicolare la cultura sul nostro territorio: e' questo il senso di una iniziativa lanciata dall'Assessorato alla Cultura ed alla Pubblica Istruzione della Provincia di Cosenza, formalizzata attraverso una richiesta di dati ai Comuni. 155 le lettere partite negli scorsi giorni, firmate dal Presidente, onorevole Mario Oliverio e dal Vicepresidente Salvatore Perugini, assessore delegato, ed indirizzate ai Sindaci del cosentino. In queste, unito al sollecito verso una tempestiva ed utile risposta, e' allegato un articolato questionario che, una volta compilato, offrira' un completa mappatura del tutto quanto fa cultura in provincia di Cosenza, riconoscendo certa esistenza a teatri comunali, privati, anfiteatri, cinema, spazi idonei a manifestazioni di spettacolo, auditorium, case della cultura, ludoteche, gallerie d'arte e quant'altro fra le strutture, ma anche alle compagnie teatrali professionali ed amatoriali, alle associazioni, ai club service, alle fondazioni. Altre notizie sono state richieste sulle scuole, sugli appuntamenti culturali, sulle attivita' artigianali Dop.

A Sibari muore un motociclista sulla 106

07/11 Un giovane di 23 anni, Francesco Capuano, e' morto nella tarda serata di ieri sera per le ferite riportate in un incidente stradale accaduto sul vecchio tracciato della 106 nei pressi del centro abitato di Sibari. Il giovane, in sella alla sua moto, mentre percorreva la statale da Villapiana verso Sibari, per cause ancora in corso d'accertamento da parte dei carabinieri, ha tamponato un' auto. Francesco Capuano, le cui condizioni sono apparse subito gravi, e' stato trasportato nell' ospedale di Trebisacce dove, poco dopo, e' morto. Illeso il conducente della vettura.

Sale a quattro il tragico bilancio delle vittime dell’incidente di ieri a Fuscaldo

07/11 E' salito a quattro il numero delle vittime dell' incidente stradale accaduto ieri sera lungo la statale 18, a Fuscaldo. Nella tarda serata di ieri era spirato Pietro Covelli di 55 anni e la notte scorsa, nell' ospedale di Cosenza, e' morta Antonietta Mazzei, di 50 anni. Nello scontro frontale tra due auto ieri erano morti Elisa Covelli, di 62 anni (che era immigrata in Belgio), e Fabrice Tilkens, di 33 anni, di nazionalita' belga, che viaggiavano a bordo di una Fiat Tipo che, per cause in corso d' accertamento, si e' scontrata frontalmente con un' Alfa Romeo 156. Nell' incidente sono anche rimasti feriti Davide Covello, di 22 anni, ricoverato nel reparto di chirurgia dell' ospedale di Paola, e Guerino Serpa, di 24 anni, di Guardia Piemontese, ricoverato nell' ospedale di Reggio Calabria. Quest' ultimo, secondo la ricostruzione, era alla guida dell' Alfa Romeo.

Sopralluogo del presidente Oliverio nella zona di Tarsia colpita dall’alluvione

06/11 ''Sin dalle prime ore successive all' alluvione che ha duramente colpito il territorio di Tarsia e parte di quello di San Marco Argentano, i tecnici della Provincia di Cosenza stanno ininterrottamente lavorando per ridurre al minimo i disagi creati soprattutto alla viabilita'. Circostanza, questa, accertata sul luogo, oggi pomeriggio dal presidente, Mario Oliverio, che ha voluto rendersi personalmente conto della situazione''. E' quanto si afferma in un comunicato dell' ufficio stampa della Provincia. Oliverio, riferisce il comunicato, ''si e' dapprima recato nel Municipio di Tarsia, dove ha incontrato il Sindaco ed gli amministratori, ed effettuato un sopralluogo sia nel centro abitato del comune, che ha subito danni ed in un quartiere anche cenni di smottamento, che sulla strada provinciale che costeggia la diga in cui sono impiegate cinque ruspe ed otto camion. Oliverio ha inoltre valutato i problemi creatisi sulla ex statale 19, interessata da movimenti franosi, e sul tratto della A/3 investito dalla vera e propria frana, nonche' sulla strada, di competenza Anas, che collega Sibari allo svincolo Tarsia Nord. Il presidente della Provincia di Cosenza ha voluto inoltre essere presente nelle attivita' produttive danneggiate''. ''L'evento calamitoso che ha colpito il territorio di Tarsia ed in parte quello di San Marco Argentano - ha detto Oliverio - nel primo centro ha determinato danni notevoli alle strutture pubbliche ed anche a quelle private. In particolare le infrastrutture viarie hanno subito danni notevoli ed in molti casi sono rimaste impercorribili. La viabilita' comunale, secondo quanto mi ha riferito il sindaco, e' per il 90% impraticabile, mentre in alcuni tratti di quella provinciale una massa franosa ha ostruito la transitabilita'. Sono dalle prime ore mobilitati, da parte nostra, mezzi ed uomini per rendere percorribili le strade di nostra competenza e per aiutare gli amministratori a far fronte a questa vera e propria emergenza. Abbiamo immediatamente richiesto, come Provincia, un intervento della Protezione Civile e della Regione, per le parti di sua competenza, segnatamente in direzione della dichiarazione dello stato di calamita' naturale per interventi urgenti relativi al consolidamento del centro abitato e del centro storico interessato da movimenti franosi. La Regione, attraverso la dichiarazione dello stato di calamita', deve anche intervenire nei riguardi dei danni alle strutture produttive, aziende agricole, artigianali ed industriali che hanno subito un colpo notevole''. ''Il Comune di Tarsia, infine - ha concluso Oliverio - deve essere sostenuto per fronteggiare il grave dissesto determinato sul territorio, soprattutto per ripristinare la viabilita' attraverso interventi che richiedono un sostegno adeguato da parte della Regione, dello Stato e delle istituzioni sovracomunali. Per quanto ci riguarda, siamo in azione dalle prime ore e faremo la nostra parte e non solo per le nostre strette competenze, per aiutare il Comune di Tarsia a fronteggiare questo distruttivo evento''.

Naccarato: “La Legge elettorale di fronte a problemi tecnico organizzativi”

06/11 ''La Sottocommissione incaricata di entrare nel merito di un confronto sulla legge elettorale, e che ha svolto fin qui un ottimo lavoro in uno spiccato e riconfermato spirito bipartisan, nell'approfondire l'intera materia con l'aiuto del Prof. Beniamino Caravita e del Prof. Silvio Gambino, si e' trovata di fronte, tra gli altri, ad una serie di problemi di natura tecnico-organizzativa in relazione al procedimento attuativo di una nuova legge elettorale. Problemi che rappresentano i nodi piu' urgenti per il varo di una nuova legge elettorale regionale''. E' quanto riferisce, in una nota, Paolo Naccarato, presidente della Commissione Riforme del Consiglio regionale. ''L'attuale legislazione statale in materia di elezioni regionali - e' detto nella nota - contiene diverse disposizioni relative al procedimento elettorale. Per l' espletamento delle procedure elettorali e' previsto l' utilizzo di organi statali, quali i tribunali per la costituzione dell'ufficio centrale circoscrizionale e la Corte di appello per la costituzione dell' Ufficio centrale regionale, affidando ad essi importanti funzioni decisorie. Il sistema di elezione e i casi di ineleggibilita' e d' incompatibilita' del Presidente degli altri componenti della Giunta regionale, nonche' dei consiglieri regionali, sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei principi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi''. Lo scorso luglio, poi, e' stata approvata dal Parlamento la legge recante ''Disposizioni di attuazione dell'art. 122 primo comma, Cost. Tale legge contiene principi fondamentali in materia d' ineleggibilita' e d' incompatibilita', nonche' sul sistema di elezione del Consiglio e del Presidente della Giunta, ma nulla dispone riguardo al procedimento elettorale. Una delle possibili interpretazioni di tale omissione del legislatore statale potrebbe essere quella della riconduzione della disciplina sul procedimento elettorale alla competenza esclusiva dello Stato. A tale interpretazione si oppone, tuttavia, la giurisprudenza della Corte costituzionale, secondo cui 'il procedimento per la elezione del Consiglio regionale e' divenuto ormai di competenza (concorrente) della Regione ai sensi del nuovo art. 122, primo comma, della Costituzione. La legge elettorale regionale rappresenta, insieme allo Statuto, uno dei due momenti fondamentali per il rinnovo dell'assetto istituzionale della Regione. L'art. 5 della legge costituzionale n. 1 del 1999, recante disposizioni transitorie, ha introdotto una disciplina che e' andata giustapporsi al regime precedente e che e' destinata ad essere applicata 'fino alla data di entrata in vigore dei nuovi statuti regionali e delle nuovi leggi elettorali'. Da cio' deriva che la cessazione dell'efficacia del primo comma dell'articolo 5 e' subordinata al verificarsi di due condizioni, entrambe necessarie ed indefettibili: l'approvazione o meglio l'entrata in vigore del nuovo Statuto e l' entrata in vigore della nuova legge elettorale regionale. Oggi alcune Regioni, dopo aver approvato lo Statuto, si accingono pertanto ad approvare le nuove leggi elettorali. Tuttavia, nel silenzio della legge n. 165/2004, il legislatore regionale si troverebbe a dettare la disciplina del procedimento elettorale in assenza di nuovi principi statali in materia. Sempre che lo Stato non decida, anche all' ultimo momento, di dettare con Decreto Legge i principi fondamentali in materia di procedimento elettorale. D' altra parte, la Corte costituzionale ha stabilito che i principi fondamentali ben possono essere dettati anche con decreti legge. Emergerebbero subito numerosi problemi. Puo' ad esempio la legge elettorale regionale affidare compiti agli organi giudiziari (Tribunali e Corti d'appello)? Oppure, puo' affidare fasi del procedimento elettorale ad organi diversi da quelli giudiziari, tradizionalmente scelti in ragione della loro terzieta' e neutralita'? Quale organo nomina scrutatori e presidenti dei seggi? Quale organo svolge i compiti degli Uffici elettorali regionali? Chi stampa le schede? Chi detta le circolari interpretative della legge elettorale? Qualora le Regioni, approvato il nuovo Statuto, non procedessero ad approvare una nuova legge elettorale, troverebbe piena applicazione il ''Tatarellum'' e le annesse norme procedurali, cosi' come integrate e modificate (e costituzionalizzate) dall' art. 5 della legge costituzionale n. 1 del 1999. Fintanto che, infatti, non verra' approvata una nuova legge elettorale regionale, si applica il regime transitorio di cui all'art. 5 della stessa legge costituzionale n. 1''. Secondo quanto e' detto nella nota di Naccarato, ''alcuni problemi potrebbero sorgere, invece, per quelle Regioni, che, approvato il nuovo Statuto, volessero modificare la legislazione elettorale vigente esclusivamente in relazione al numero dei consiglieri, adeguando la legge elettorale all'aumentato numero dei consiglieri previsto dallo Statuto. Tale modifica non altererebbe la coerenza della legge n. 108 del 1968, posto che tale legge e' gia organizzata in modo tale da trovare applicazione per Consigli regionali aventi composizione diversa. Rimarrebbe, tuttavia, il problema dell'eventuale quota aggiuntiva di seggi prevista dall'art. 15 della legge n. 108/1968 e successive modificazioni, che prevede l'attribuzione di una quota ulteriore di seggi alla maggioranza qualora la stessa non raggiunga un livello 'di sicurezza' per poter governare la Regione. E' evidente, allora, che l' applicazione di tale norma creerebbe la situazione in cui l'applicazione della legge elettorale regionale viola lo Statuto, conducendo ad un numero di consiglieri superiore rispetto a quello previsto dalla Statuto L'approvazione della legge elettorale regionale o, comunque, la modifica sostanziale dell'attuale legislazione e', invece, preclusa a quelle Regioni che non hanno approvato il nuovo Statuto. Come ha precisato la Corte costituzionale, prima dell' entrata in vigore dei nuovi Statuti le Regioni possono modificare l'attuale legislazione elettorale solo in aspetti di dettaglio, vale a dire solo quelle parti non direttamente o indirettamente implicate nell'art. 5 della legge costistituzionale 1 del 1999''. ''In ogni caso - e' detto ancora nella nota - per le Regioni che, dopo aver adottato lo Statuto, volessero approvare la nuova legge elettorale e conseguentemente un nuovo procedimento elettorale, rimane l'oggettiva difficolta' di gestire l'intera fase delle procedure. La complessita' delle procedure elettorali richiede una competenza ed una tecnicita' che difficilmente appare oggi in possesso delle Regioni, sicche' si rischia di non garantire la corretta gestione delle procedure elettorali. Occorrerebbe pensare, allora, a forme di convenzione tra il Ministero dell'Interno e le singole Regioni al fine di svolgere in modo coordinato funzioni e servizi determinati, come, ad esempio, la gestione dell'elenco degli scrutatori, la predisposizione delle schede elettorali, l'adozione delle circolari interpretative. Si tratta, allora, di capire se il Ministero dell'Interno ritiene di poter accedere a convenzioni con le Regioni per la gestione delle procedure elettorali; di poter gestire solo l'attuale legge elettorale, a cui la legge regionale faccia rinvio; di poter accettare e in che misura modifiche di norme della legge elettorale vigente''. ''E' per tutti questi motivi - afferma il Presidente della Commissione Riforme - che abbiamo quindi ritenuto di avviare una serie di contatti con i competenti uffici del Ministero dell' Interno al fine di procedere alle verifiche tecniche necessarie a predisporre una legge elettorale che possa, senza incorrere nei rischi di possibili impugnative, produrre i propri benefici effetti gia' fin dalle prossime elezioni regionali del 2005''.

A Roma sfilano i precari, manifestazione del sindacalismo di base e dei lavoratori flessibili

06/11 La legge Biagi ha mandato in pensione i Co.co.co, ma il popolo dei precari torna in piazza, a Roma, per chiedere in nome di S. Precario l'istituzione del reddito sociale nella finanziaria, che si avvia ad approdare in Aula. ''Reddito per tutti, guerra per nessuno'' e' lo slogan dietro il quale hanno sfilato 11 carri musicali e alcune migliaia di persone della galassia di lavoratori flessibili insieme ai sindacati di base, ai Verdi e ai Giovani Comunisti. Si votano ad un santo tutto loro, quel S. Precario, che campeggia in testa al corteo nelle forme di una statua con 6 braccia ''perche' devi fare 6 lavori per avere un solo stipendio'' i manifestanti, arrivati nel primo pomeriggio da Cosenza come da Torino, da Napoli e da Bologna. Una manifestazione colorata, rumorosa e goliardica che non ha risparmiato nessuno: Sono gli studenti universitari di scienze politiche del gruppo ''Sapienza pirata'' e quelli del centro sociale Strike di Portonaccio che dai loro furgoni, con l' immagine femminile, quella di una donna che allatta e della donna con sei braccia, ''vogliono riappropriarsi della cultura e del sapere contestando il potere e schierandosi dalla parte dei piu' deboli''. E poi c' e' il carro di ''Radici'', con un Berlusconi di cartapesta, con bandana bianca in testa e la chitarra tra le braccia che sorregge un cartello con su scritto ''Ve la do io l' America. Altro che reddito garantito''. Ancora un furgone dei Cobas di Cosenza, un grande striscione di Action con su scritto ''Casa, reddito, diritti e dignita' ''. A sfilare ci sono anche i Cub di Messina e quelli di Torino, insieme alle tante bandiere dei sindacati, tra cui in tantissimi quelli che sorreggono quelle della federazione delle rappresentanze sindacali. Ci sono anche i lavoratori socialmente utili del Lazio che portano lo striscione ''Basta: dopo otto anni di precarieta' ''. Anche un camion con sopra una vera e propria banda, con tanto di chitarra e batteria, che suona. Sono i 'Suoni Boodoo'.Anche Fausto Bertinotti, finito nelle scritte con le quali giovanissimi writers hanno imbrattato i muri: ''Bertinotti, o sei dalla parte della soluzione o sei parte del problema''. Con la musica ad altissimo volume, diffusa dagli altoparlanti dei carri, interinali e lavoratori in nero, disoccupati e immigrati, Rdb-cub e Cobas, coalizzati nella Rete per il reddito ed il diritto, si sono fatti sentire per rilanciare una vecchia battaglia, quella del reddito garantito, gia' sposata in Parlamento dai Verdi. ''E' giunto il momento - ha affermato il deputato dei Verdi Paolo Cento - di introdurre in Italia, come in tutti i Paesi d'Europa, un reddito sociale garantito per tutelare tutti contro disoccupazione e precarieta'. Questo e' un movimento che vuole combattere il carovita e che porta l'Italia dentro l'Europa. Noi Verdi abbiamo depositato un emendamento alla legge finanziaria per aprire in Parlamento il dibattito sul reddito sociale di cittadinanza''. E Don Vitaliano, il sacerdote no-global, ha puntato il dito contro ''il ritardo della Chiesa, che tante volte ha anticipato i tempi nel ragionare sui problemi'' nell'affrontare il problema del precariato. E se il corteo si e' svolto in modo pacifico, qualche tensione c'e' stata la notte scorsa nella stazione di Bologna, dove un gruppo di no-global e' entrato in contatto con le forze dell'ordine dopo aver cercato di salire gratis sul treno, ribattezzato 'S.Precario Express'. La gratuita' del biglietto e' diventato un ''prezzo politico'' come quello applicato ad un centinaio di disobbedienti che con un blitz sono entrati stamattina in un supermercato per fare la spesa gratis. Forme di protesta in linea con gli slogan urlati poi nel corteo romano per chiedere la garanzia del reddito e dei servizi sociali. Perche', alla fine, tranne che per S. Precario, le braccia umane restano due.

Scontro frontale a Fuscaldo, due morti equattro feriti

06/11 Due morti e quattro feriti,uno dei quali grave: questo il bilancio di un incidente stradale avvenuto un serata sulla strada statale 18, nei pressi di Fuscaldo. Sul posto sono intervenuti le forze dell'ordine, gli operatori del servizio sanitario 188 ed i vigili del fuoco. La strada e' stata chiusa alla circolazione. Secondo le prime notizie l'incidente sarebbe avvenuto tra due autovetture: uno scontro frontale violento. Le vittime si chiamavano Adele Elisa Covelli, 60 anni, nativa di Fuscaldo (Cs) e residente in Belgio, e Piere Rene' Fabrice Pilkens, 33 anni, del Belgio. I due erano a bordo di una Fiat Tipo, sulla quale viaggiavano anche altre due persone, che sono rimaste ferite, una delle quali in maniera grave, che si e' scontrata frontalmente con una Alfa Romeo 156, a bordo della quale vi erano altre due persone, ricoverati all'ospedale di Paola. Lo scontro e' avvenuto sulla strada dove nell'ultimo mese sono morte,sempre in incidenti, altre quattro persone.

Il Sindaco di Firenze rieletto plebiscitariamente presidente dell’ANCI. Riconfermata nel consiglio la Catizone.

06/11 Settecento ottanta voti a favore, 3 contrari e 4 astenuti: con un voto quasi plebiscitario il 13/esimo Congresso dell'Anci, che ha chiuso oggi a Genova la XXI assemblea dell'associazione nazionale dei Comuni, ha riconfermato per altri cinque anni alla carica di presidente Leonardo Domenici. Sindaco di Firenze al secondo mandato, Domenici raddoppia cosi' un'altra volta, confermando un successo che era stato annunciato, e che rafforza l'associazione dei Comuni, in un momento di particolare difficolta', come non ha mancato di sottolineare Cofferati, sindaco di Bologna: ''il taglio ai trasferimenti unito al limite al tetto di spesa che e' stato imposto determina un crollo verticale dell'autonomia dei comuni: questo e' un disegno politico''. Nel corso del congresso e' stato anche rinnovato il Consiglio nazionale dell'Anci, 280 componenti, che saranno guidati dal neo presidente, Giambattista Bufardeci, sindaco di Siracusa il quale prende il posto di Paolo Agostinacchio, sindaco di Foggia. Segretario generale dell'Anci, figura inedita introdotta dal nuovo Statuto dell'associazione, sara' invece, Angelo Rughetti, attualmente direttore generale. Nel corso del congresso e' stata anche fissato per il 29 novembre, il voto per il rinnovo del comitato direttivo e dell'ufficio di presidenza dell'Anci. ''E' stato un voto - ha commentato Domenici a qualche ora dalla sua rielezione - che oltre ad essere di grande soddisfazione personale, conferma il carattere unitario della nostra associazione. Come testimonia anche il voto unanime espresso per il nuovo Consiglio nazionale, e' il risultato del lavoro di tutti. L'Anci - ha aggiunto Domenici - non rinuncia, quando serve, alla protesta, ma la nostra vera risorsa, a fronte di un Paese diviso, e' la nostra unita'. Credo che solo lavorando insieme e allargando la partecipazione potremo arrivare a grandi risultati per il bene dei nostri Comuni.'' Dopo una quattro giorni di dibat