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Notizie di Cronaca dal 30/12 al 17/01
Ulteriore
rinvio, al 25 gennaio, per la legge elettorale in Consiglio regionale
17/01 Nessun accordo in seno al Consiglio regionale
sulla legge elettorale. La riunione slittata più volte ha avuto
inizio alle 18.30 per essere sospesa dopo venti minuti. Passa un ora
e mezza e si riprende intorno alle 20.20. L’ordine del giorno
è composto da 13 punti. Al primo posto c’è l' approvazione
della nuova legge elettorale. Il Consiglio doveva poi occuparsi del
Piano energetico ambientale, dell' istituzione dell' Osservatorio regionale
permanente sulle politiche comunitarie e delle norme di consulenza per
la Regione. In apertura di seduta il capogruppo di An, Egidio Chiarella,
ha chiesto il ritiro dell' emendamento presentato dal presidente della
Commissione Riforme, Paolo Naccarato, che prevede l' introduzione di
una soglia di sbarramento al 4 per cento. Lo stesso Naccarato, replicando
a Chiarella, ha escluso tale ipotesi in attesa di un pronunciamento
formale del Consiglio. Successivamente e' intervenuto il capogruppo
del Pdci, Michelangelo Tripodi, il quale ha chiesto al presidente Fedele,
ai sensi del regolamento del Consiglio, la nomina di un commissario
relatore del progetto di legge elettorale. Il capogruppo del Nuovo Psi,
Francesco Galati, nel suo intervento, ha respinto la richiesta di Tripodi
chiedendo che venga esaminata la proposta presentata dal capogruppo
di Forza Italia, Gianfranco Leone, e dal vicepresidente del Consiglio,
Domenico Rizza, di An, che prevede uno sbarramento al 3% per le singole
liste e del 5% per le coalizioni. Non si perviene a nessuna accordo.
La seduta viene rinviata a martedì 25 gennaio. dibattito tra
i diversi gruppi consiliari sulla possibilita' di procedere all' approvazione
della legge nella seduta odierna - che era stata messa discussione dal
capogruppo dei Comunisti italiani, Michelangelo Tripodi - si e' concluso
con un nulla di fatto. E' stato deciso cosi' un ulteriore differimento
Consegnato
ad Adriano Sofri, oggi a passeggio per Pisa, il premio Provincia di
Crotone
17/01 ''Oggi ho passeggiato per Pisa e la gente mi
ha riconosciuto, bonariamente''. Lo ha raccontato al termine di una
giornata di permesso dal carcere Don Bosco di Pisa, dove e' tuttora
detenuto, Adriano Sofri. L' ex leader di Lc ha parlato con i giornalisti
prima di ricevere, in un noto albergo cittadino, un premio dell' amministrazione
provinciale di Crotone, dedicato al Mediterraneo e consegnatoli dal
Presidente Sergio Iritale. Un riconoscimento dato ad ''una persona che
con grande lucidita' ha voluto dare un messaggio di serenita' e solidarieta''',
ha ricordato Iritale. Sofri ha ringraziato parlando di ''gesto di amicizia''.
Rispetto alle motivazioni del premio ha aggiunto, ''spero di simulare
bene la mia serenita' e consegnarla agli altri''. ''La cosa bella e'
comunque l'intenzione di unire le sponde del Mediterraneo - ha concluso
Sofri - in un momento dove il Mediterraneo si e' fatto sepolcro di tanti
naufraghi''.
Indagine.
Pregiudizi per il reinserimento dei detenuti nelle imprese calabresi
17/01 - “Il disagio sociale può essere
contrastato ponendo a confronto il mondo politico con quello socio-economico.
Anzi rovesciando i termini negativi della questione, questo fenomeno,
foriero di molte forme di irregolarità nel mondo del lavoro,
può essere considerato una risorsa potenziale per avviare processi
di sviluppo locale”. E' quanto emerge dalle attività della
Nour onlus, Associazione senza scopo di lucro con sede a Cosenza, svolte
sul territorio. In particolare è stata avviata una indagine nelle
carceri e in contesti ambientali dove queste forme di disagio sono più
accentuate.
Il 48% del campione, costituito da detenuti che hanno cercato di reinserirsi
nel mondo del lavoro dopo l’esperienza carceraria, ha dichiarato
come principale difficoltà di reinserimento il pregiudizio nei
confronti di un ex detenuto, oltre alla mancanza di fiducia e affidabilità
e la disponibilità ad offrire solo lavori con retribuzione molto
bassa e non regolari. Inoltre, il 29% del campione intervistato ha dichiarato
che già dal primo tentativo di inserimento nel mondo del lavoro,
prima della detenzione in carcere, aveva incontrato difficoltà
di inserimento lavorativo. Il 53% del sottocampione, sul punto, ha indicato
tra le principali cause, la mancanza del titolo di studio, il 40% del
sottocampione, la mancanza di una qualifica professionale specifica,
ed il restante del sottocampione, la mancanza di esperienza lavorativa.
Sono questi i dati snocciolati dall'associazione Nour onlus, che ritiene
indispensabile il coinvolgimento degli imprenditori per porre rimedio
all'emarginazione derivante dalla reclusione e la conseguente valorizzazione
di soggetti che possono contribuire al rilancio dell'economia locale.
“Bisognerebbe
cercare di rinnovare il metodo delle relazioni industriali adeguandolo
e rimodernandolo sulla scorta dei cambiamenti socio-economici già
evidenti ed inevitabili” sostiene il presidente della Nour onlus,
dott. Franco Felice Capone (nella foto a sinistra
), esperto di politiche del lavoro. “La novità
- aggiunge - dovrebbe stare proprio nello spirito di collaborazione
tra le parti sociali, cioè tra portatori di interessi per loro
natura divergenti e spesso contrastanti. La riflessione del nostro gruppo,
è partita dal significato del termine sviluppo, che è
presupposto necessario per affrontare qualsiasi discorso sul problema
del lavoro sommerso, della disoccupazione di lunga durata, della carenza
di competenze specialistiche, ovvero dell’ignoranza delle reali
esigenze e richieste del mercato, in una logica di superamento di quella
che ahimè, per la Calabria è diventata una vera e propria
cultura dell’assistenzialismo e dell’attesa. Non è
solo un fatto di lessico intellettuale, ma traccia concreta di una certa
impostazione del problema e di una precisa individuazione delle dinamiche
che creano quella stagnazione socioeconomica nella quale prosperano
le zone del disagio sociale. Ciò che la Nour onlus propone e
sostiene da sempre, è il passaggio dal vecchio Welfare State
al nuovo Workfare State”.
“L’incertezza
delle prospettive economiche dipende anche da fattori strutturali di
squilibrio, che rimettono in discussione il rapporto tra sviluppo economico
e produzione sociale” precisa Paola Rizzuto (nella
foto a destra) , avvocato aziendalista e vicepresidente
della Nour onlus. “Il modello di Welfare State e la stessa sua
tradizionale impostazione, certamente non favorisce lo sviluppo economico
ma al contrario lo ostacola. Bisognerebbe passare ad un nuovo modello
di Workfare State” ribadisce l’Avv. Rizzuto. “La mia
formazione ed i diversi ruoli che ho ricoperto -continua Rizzuto, che
è anche Tutor nazionale di emersione del lavoro non regolare
per la Regione Calabria. - mi hanno permesso di constatare che l’economia
nel Sud, in particolare, deve fare i conti con la riluttanza ad uscire
da una condizione per così dire “domestica” del fare
impresa, che comporta necessariamente la tendenza a rimanere nella piccola
dimensione originaria, invece di puntare coraggiosamente sull’obiettivo
della crescita. Esiste, ad esempio, una grande disinformazione su vantaggi
e convenienze concrete in favore dell’impresa che si apre al “sociale”
ed alle cosiddette “fasce deboli. Epperò, questo dato deve
fare i conti, obiettivamente, con il nostro sistema caratterizzato da
molte Pmi e poche grandi imprese, ed il nostro tessuto imprenditoriale,
caratterizzato da imprenditori più che da manager, il che comporta,
a sua volta, una ridotta capacità di fare ricerca e quindi innovazione,
di fare formazione correlandola alle reali esigenze e richieste del
mercato del lavoro, ovvero alle reali prospettive di inserimento, difficoltà
di fare massa critica nelle nuove dimensioni dei mercati, ed inoltre
stride con la nuova logica che ci vuole presenti nella competizione
globale. L’irrigidimento dell’imprenditoria rispetto a dette
questioni, è ricorrente, sta nei costi per sostenerle che, allo
stato, appaiono ancora per l’imprenditoria calabrese proibitivi”.
“In realtà, il gap - sostiene Rizzuto - è determinato
solo da una grossa disinformazione e dalla mancanza di integrazione
vera tra le politiche del lavoro, le politiche sociali e l’universo
della formazione”.
“In particolare - aggiunge il presidente della onlus, Franco Felice
Capone, da una parte bisognerebbe preparare le nuove generazioni a svolgere
con competenza le funzioni che il nuovo modo di fare impresa e di fare
economia richiede; dall’altra, predisporre percorsi di riqualificazione
per coloro che non trovano più posto nel sistema produttivo,
oppure in certi settori del sistema produttivo, ma sono ancora in grado
di dare un contributo attivo in altri settori, oppure in altri comparti
del sistema economico-sociale. Questa è appunto la logica del
Workfare State impostato soprattutto sull’obiettivo di favorire
l’ingresso nel mondo del lavoro a chi ne è ancora fuori
o ne è stato escluso. E’ questo l’equilibrio tra
protezione sociale e sviluppo economico che dovrebbe essere ristabilito
sì da consentire di riacquistare un elevato livello di competitività”.
Attualmente la Nour onlus si sta interessando in particolare del disagio
sociale vissuto dalle popolazioni detenute nelle carceri, avendo come
obiettivo quello di cercare di “aggredire” due aspetti importanti:
primo, l’incidenza del territorio di appartenenza nella “scelta”
di delinquere oppure reiterare; secondo, gli effetti devastanti di una
permanenza passiva nella struttura carceraria. Da questa premessa l’associazione
ha posto le basi per una serie di incontri il primo dei quali è
avvenuto con la direttrice dell'Istituto penitenziario di Rossano, dott.ssa
Angela Paravati, che ha condiviso il concetto di Workfare State, nonché
la disponibilità e l’apertura di un imprenditore “illuminato”
del mercato calabrese, Ercole Barile, noto designer di alta gioielleria
e ceramiche artistiche, amministratore della Ebi Srl, azienda produttrice
delle crete in argento, con sede in Piano Lago (Cs), ha permesso alla
Nour onlus di avviare delle iniziative progettuali coinvolgendo gli
imprenditori calabresi, la prima delle quali denominata “Jonathan”.
L’iniziativa è stata preceduta dalla formalizzazione di
un protocollo d’intesa tra la Nour onlus, il ministero di Grazia
e Giustizia con l'Istituto penitenziario di Rossano, la Ebi Srl, l'Assindustria
di Cosenza, la Uil di Cosenza, la Commissione regionale per l'emersione
del lavoro non regolare della Calabria e l’Istituto ccolastico
artistico (Isa) di san Giovanni in Fiore.
L'avvocato Rizzuto in merito all’idea che ha generato il progetto
“Jonathan” ha affermato che “il tempo è la
vera risorsa del detenuto. Da una parte, gli offre l’opportunità
di effettuare ‘riflessioni’, che se adeguatamente supportate
e realmente attente alla personalità ed al vissuto dello stesso,
possono favorire la riabilitazione psicologica, che è condizione
preliminare ed imprescindibile in qualsivoglia percorso di crescita
e di rivalutazione del sé. Dall’altra, il tempo offre al
recluso l’opportunità di intraprendere percorsi di qualificazione
o riqualificazione professionale, che soli garantiscono possibilità
di reinserimento nella società civile e costituiscono il coronamento
del percorso riabilitativo”. “Viceversa”, precisa
il vicepresidente della Onlus “ciò che all’imprenditore
manca è proprio ‘il tempo’: riuscire a velocizzare
alcune fasi dei processi produttivi, significa ottimizzare la propria
attività aziendale contenendone i costi di produzione e di gestione
del personale. Inoltre all’imprenditore possono profilarsi ulteriori
convenienze, che hanno maggiore ‘appeal’ in una logica di
scambio, quali gli incentivi e gli sgravi fiscali in favore delle aziende
che si aprono ad alcune categorie di disagio sociale, come ad esempio,
nel caso dei detenuti, la legge 193/00, meglio nota come "legge
Smuraglia”.
L’indagine
è partita con uno studio conoscitivo all'interno dei Penitenziari
della provincia di Cosenza ed in particolar modo in quello di Rossano,
promossa dall’Osservatorio regionale sul lavoro sommerso e curata
per la Nour onlus dalla Dott.ssa Carmen D’Onofrio
(nella foto a sinistra), sociologa ed esperta di valutazione. L’indagine
in questione, era finalizzata a rilevare, tra l'altro, il fabbisogno
formativo dei detenuti, allo scopo di promuove azioni di formazione
dirette a consentire reali sbocchi lavorativi sia all'interno che all'esterno
dei luoghi di detenzione.
La NOUR Onlus, prima di avviare la sperimentazione basata su un’azione
di formazione e lavoro all’interno dei Penitenziari di Rossano,
ha ritenuto necessario rilevare il fabbisogno di un’azione mirata
all’interno delle strutture carcerarie consentine, oltre a verificare
preliminarmente l’interesse e la disponibilità in merito
da parte dei soggetti che dovrebbero essere coinvolti attivamente, ovvero
gli stessi detenuti. Pertanto lo strumento di indagine costruito serviva
in primo luogo a rilevare tale disponibilità ed eventuali settori
di interesse da parte dei detenuti. Il 93% del campione ha manifestato
grande interesse, dando la propria disponibilità ad avviare esperienze
formativo/lavorative. Parimenti, l’indagine era finalizzata a
rilevare informazioni in merito al rapporto tra i detenuti ed il mondo
del lavoro.
“E’ necessario profilare al detenuto, individuo spesso disilluso
e disincantato, che nulla di positivo si aspetta dal mondo esterno,
al di là ed al di fuori di prevenzione, pregiudizio, diffidenza
e ritrosia, l’idea di una concreta, nuova opportunità di
vita” - afferma la Dott.ssa D’Onofrio.“L’universo
carcerario, infatti, - aggiunge - che rimane sconosciuto nelle sue complesse
e variegate sfaccettature, genera frequentemente nella società
civile, rabbia, risentimento e paura, ovvero, il che è peggio,
falso perbenismo e moralismo, che più di tutto offende la dignità
dell’individuo, la quale permane al di là ed oltre l’“errore”
commesso. La privazione della libertà fisica, che di per sé
è già una grande punizione, per questa via, rischia, nondimeno,
di riverberarsi sulla società civile tutta, che così si
limita esclusivamente a dare, consapevolmente o inconsapevolmente, il
proprio contributo non remunerato alla spesa pubblica. Ciò, invece,
potrebbe trasformarsi in uno scambio proficuo e biunivoco, attraverso
un efficace programma di riabilitazione ‘intra moenia’,
supportato da reali prospettive di lavoro e guadagno regolare all’esterno,
il che favorisce il concreto inserimento e/o reinserimento del detenuto
nella società. Partendo dai risultati dell'indagine sono emerse
diverse esigenze tutte dettate dagli interessi e dalle aspettative dei
reclusi; tra queste alcune hanno trovato riscontro in possibilità
concrete offerte dall'imprenditoria locale di cui è espressione
concreta il progetto Jonathan”.
Il Presidente Capone nel descrivere questo progetto ha sottolineato
come “trattandosi di una attività specialistica, i lavoratori
verranno preliminarmente formati per acquisire competenze specifiche
attraverso l'utilizzo di strumenti formativi ufficiali consistenti nell'attivazione
di progetti PON gestiti dal Ministero dell'Istruzione. Successivamente
alla formazione, per la fase di lavorazione dei manufatti, si procederà
all'allestimento di un laboratorio con le attrezzature necessarie all'interno
del penitenziario, ovvero si sta vagliando la possibilità di
impiegare lavoratori detenuti, in regime carcerario compatibile con
attività in esterna, utilizzandoli direttamente nell'azienda,
previo assenso delle autorità competenti. Inoltre, sempre attraverso
l’utilizzo degli strumenti formativi ufficiali gestiti dal Ministero
dell'Istruzione (vedi progetti Pon) realizzeremo in collaborazione con
l’Ipalb di Paola anche un corso per pizzaioli a favore dei detenuti
della Casa di reclusione di Rossano, avendo anche questo settore trovato
riscontro nel mercato del lavoro.
L’Eparchia
di Lungro devolve centomila euro ai terremotati del sudest asiatico
17/01 Nella gara di solidarieta' nazionale, iniziata subito dopo la
sconvolgente catastrofe che ha colpito le popolazioni del sud-est asiatico
lo scorso 26 dicembre, scende in campo anche la Eparchia di rito greco-bizantino
di Lungro. In una circolare trasmessa dal direttore della Caritas della
diocesi lungrese, papa's Antonio Trupo, al clero di tutte le parrocchie,
alle suore e ai collaboratori laici si afferma che ''il giorno dopo
la catastrofe naturale, sulle parole del Papa, la Caritas italiana ha
lanciato una colletta nazionale alla quale si e' unita anche la Caritas
diocesana del centro italo-albanese. La nostra comunita' ecclesiale
non puo' non essere presente in queste gravi emergenze. Pertanto vi
invito a voler partecipare con gesto di generosita' e solidarieta' a
sostenere gli interventi in corso inviando offerte, oltre ad altri enti,
alla Caritas diocesana o alla Curia vescovile di Lungro. La Caritas
italiana e' in costante contatto con le istituzioni religiose locali
e con la rete internazionale''. ''In questa prima fase di emergenza
- e' detto ancora nella comunicazione di papa's Trupo - la Caritas ha
stanziato un primo contributo di 100 mila euro, con la prospettiva di
un affiancamento che, a partire dall' emergenza, preveda anche azioni
di ricostruzione e di sviluppo''.
Per
la giornata della memoria il 22 a Castrovillari iniziativa di musica
e poesia
17/01 La giornata della Memoria, in ricordo dello sterminio
e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici
italani nei campi nazisti, sara' celebrata sabato 22 gennaio a Castrovillari.
Il programma prevede, e' detto in una nota, uno spettacolo di poesia
e musica con Silvana Licursi, Anyla Kraja e Sergio Saracino che si svolgera'
al teatro Sybaris nel Protoconvento Francescano. Lo spettacolo si inserisce
nella stagione teatrale 2004-2005 ''Inscenare'' promossa dall' Assessorato
alla Cultura del Comune di Castrovillari. ''La musica - affermano gli
organizzatori - puo' essere espressione sincera della memoria. La poesia
puo' esprimere le emozioni piu' intime e profonde. Assieme, musica e
poesia, possono rappresentare il piu' antico e virtuoso dei linguaggi
universali come quello della pace''
Attivati
dalla Giunta regionale i 14 presidi idraulici
17/01 La Giunta regionale ha attivato i 14 presidi
idraulici che si occuperanno, su tutto il territorio calabrese, di seguire
il processo di controllo, monitoraggio e manutenzione dei bacini regionali.
Lo rende noto un comunicato dell' Ufficio stampa della Giunta regionale.
''Gia' nel 1999 - e' detto nel comunicato - la Regione aveva avviato
in via sperimentale e provvisoria un servizio di controllo dei corsi
d' acqua sul territorio regionale, contribuendo in maniera efficace
anche alla formazione di una banca dati che si e' rilevata fondamentale
ai fini della redazione del Piano stralcio di assetto idrogeologico.Successivamente,
con un provvedimento che risale al 2002, si e' proceduto alla elaborazione
di un dettagliato progetto di 'Presidio idraulico regionale' che prevedeva
la organizzazione di una struttura di tipo tecnico-amministrativo articolata
sul territorio e posta a garanzia della funzionalita' dei bacini idrografici''.
''La deliberazione della Giunta regionale - prosegue il comunicato -
sistematizzera' e rendera' organiche una serie di iniziative che gli
uffici regionali hanno gia' attivato e che sono state direttamente orientate
all' individuazione delle situazioni di rischio e alla conoscenza degli
elementi che interagiscono piu' pesantemente con lo sviluppo dei corsi
d' acqua''. Prevista, nell' ambito delle attivita', la definitiva messa
a punto del Data Base gia' in parte costruito, che contribuira' alla
realizzazione di un Sistema Informativo che si ritiene fondamentale
strumento di controllo per le operazioni di manutenzione ordinaria e
straordinaria e direttamente finalizzato anche all' impiego ottimale
delle risorse finanziarie che si renderanno disponibili per la riduzione
del rischio idrogeologico in Calabria.
Pensionato
di Corigliano in manette per aver ospitato clandestini
17/01 Un pensionato, Leonardo Pedace, di 66 anni, e'
stato arrestato dai carabinieri a Corigliano Calabro con l' accusa di
favoreggiamento dell' immigrazione clandestina. Pedace, secondo l' accusa,
ospitava in un casolare, dietro compenso in denaro, dodici immigrati
di nazionalita' marocchina, polacca e nigeriana privi di permesso di
soggiorno. Gli immigrati, tra l' altro, vivevano in condizioni igieniche
precarie, dormendo su giacigli posti a terra. Per i dodici clandestini
sono state avviate le pratiche di espulsione dal territorio nazionale.
La Procura della Repubblica di Rossano, dopo avere convalidato l' arresto,
ha disposto comunque la scarcerazione di Pedace per mancanza di esigenze
cautelari.
Immigrato
magrebino arrestato a Rossano per evasione dai domiciliari
17/01 Un immigrato marocchino, M.H., di 28 anni, e'
stato arrestato a Rossano dai carabinieri con l' accusa di evasione
dagli arresti domiciliari. Il giovane, nel corso di un controllo da
parte dei militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia,
e' stato sorpreso nell' abitazione di alcuni amici. L' immigrato, su
disposizione del sostituto procuratore della Repubblica, Paolo Remer,
e' stato portato nel carcere di Rossano.
Bufera
di neve in Sila. Impianti di risalita fermi.
16/01 Neve, forte vento e temperature sotto lo zero
(tra -4 e -5 gradi) nella Calabria settentrionale. Sulla sila cosentina
continua a nevicare. Nella stazione turistica di Camigliatello la nevicata
intensa si associa a un forte vento, per cui gli impianti di risalita
sono rimasti fermi. Due strade di grande comunicazione, la Paola-Crotone
e la San Giovanni in Fiore-Cosenza sono bloccate nella zona di San Nicola.
Nella notte sono caduti 60 centimetri di neve, ma oggi gli spazzaneve
dell' Anas e della Provincia non sono potuti entrare in azione per ripulire
le strade a causa della bufera. Anche in mattinata sulal città
di Cosenza aveva iniziato a nevicare ma poi il tempo si è messo
al meglio lasciando solo la temperatura bassa. Nessun problema, invece,
sull'Autostrada Salerno-Reggio Calabria.
Partiti
gli aiuti della Protezione Civile calabrese per lo Sri Lanka
16/01 Sono partiti oggi pomeriggio alla volta di Brescia
da dove raggiungeranno lo Sri Lanka, i primi aiuti umanitari per le
popolazioni del sud-est asiatico colpite dal maremoto inviati dalla
Protezione civile dela Calabria. Si tratta di 300 tende che verranno
prese in consegna dal personale del Dipartimento nazionale della Protezione
civile gia' sul posto e utilizzate per ospitare i senza tetto. I 13
container con le tende, una volta giunti all' aeroporto di Brescia saranno
caricati su un aereo cargo e inviati nello Sri Lanka. ''Si tratta -
ha detto l' assessore regionale alla Protezione civile, Dionisio Gallo
- della prima fase dell' impegno della Calabria in questa operazione
coordinata dal Dipartimento nazionale. Tra una settimana, dieci giorni,
partira' invece un ospedale da campo da 40 posti letto e con 15 uomini,
una cucina da campo e materiale sanitario. Siamo gia' stati avviati
e siamo pronti all' invio. Tutta l' operazione si svolge sotto la direzione
del direttore generale del Dipartimento della Regione, Rosario Calvano''.
L' intervento della Calabria si inserisce nel piano di aiuti concordato
nei giorni scorsi nel corso di una riunione cui hanno partecipato gli
assessori alla Protezione civile di tutte le regioni ed i funzionari
del Dipartimento nazionale.
Il
Procuratore generale Pudia apre l’anno giudiziario a Catanzaro
“La ndrangheta è divenuta impresa”
15/01 ''Non esistono reati che non siano diffusi su
tutto il territorio del Distretto''. A dirlo e' stato il procuratore
generale presso la Corte d' appello di Catanzaro, Domenico Pudia, nella
sua relazione in occasione dell' inaugurazione dell' anno giudiziario.
''La fanno da padrone le organizzazioni mafiose - ha detto Pudia - che
non tralasciano mai di inserirsi in tutti i circuiti economici condizionando
lo sviluppo. La criminalita' organizzata, diventata ormai impresa, gestisce
direttamente o tramite prestanome tutti gli affari lucrosi inquinando
anche vasti settori della pubblica amministrazione. Ne sono testimonianze
anche le infiltrazioni in amministrazioni locali colpite da scioglimento
o sottoposte ad attenzione. Purtroppo i casi individuati o denunciati
sono di scarsa rilevanza numerica poiche' le persone non solo non rivelano
soprusi, intimidazioni e imposizioni per timore di mali peggiori, ma
spesso, rifiutano di collaborare perche' spesso trovano conveniente
concordare un accomodamento con il crimine. Questo fenomeno e' il piu'
devastante perche' fa lievitare i costi, diffonde una pratica che si
espande pericolosamente, riconosce di fatto il potere impositivo della
criminalita' con danni irreparabili sul tessuto sociale. La pratica
dell' omerta' e' diffusa ovunque e specialmente nel settore del commercio.
Non vi sono purtroppo rimedi giudiziari perche' l' unico modo per convincere
le vittime alla collaborazione sarebbe la minaccia di un male peggiore
che lo Stato non puo' evidentemente neanche ipotizzare. I numeri verdi
non hanno dato esito''. Ma non e' solo il taglieggiamento mafioso, a
giudizio di Pudia, che ''che inquina i rapporti economici. E' purtroppo
diffusa la pratica della tangente anche nell' ambito della pubblica
amministrazione''. ''A parte le estorsioni - ha proseguito il Pg - i
reati piu' consistenti sono quelli connessi alla azione della criminalita'
organizzata. Usura, traffico di stupefacenti e di armi, riciclaggio,
omicidi e attentati di varia gravita' vengono segnalati ovunque in aumento.
Vengono dati in aumento rapine e reati di criminalita' comune e quelli
di sfruttamento di esseri umani con inserimento anche di criminali di
altre nazionalita'. Pervengono notizie di frodi informatiche in numero
molto elevato che rappresentano una novita'. In aumento e sempre piu'
gravi sono gli atti di intimidazione contro amministratori locali. Quelli
che maggiormente hanno destato allarme sono i numerosissimi fatti di
sangue per lo piu' connessi a guerre fra cosche. Di recente il fenomeno
e' stato ed e' piu' acuto nel vibonese e nel crotonese dove sono state
usate armi da guerra micidiali tipo bazooka. I dati sono particolarmente
allarmanti per le modalita' di esecuzione, circostanze di luogo e di
tempo scelte per destare maggior clamore, e per il tipo di armi usate
che denuncia l' esistenza di un traffico che travalica i confini regionali
e forse anche nazionali e fornisce ancora una prova di quanto estesi
siano i rapporti delle associazioni criminali al di fuori del loro abituale
territorio. In questa temperie grave e complessa l' attivita' repressiva
della magistratura e delle Forze dell' ordine e' stata notevole. Ho
potuto notare l' impegno profuso da tutti nonostante le difficolta'
ambientali e la scarsita' dei mezzi disponibili''. Pudia ha quindi sottolineato
che ''il fenomeno non puo' essere eliminato soltanto con gli interventi
repressivi. Vi sono a monte una serie di fattori sociali, economici
e culturali, primo fra tutti quello della disoccupazione e delle disuguaglianze,
che debbono essere rimossi a cura della Politica e attraverso il netto
rifiuto della societa' civile di tutti quei comportamenti illegali da
qualsiasi parte provengano''. Parlando della situazione del distretto,
Pudia ha evidenziato la ''particolarita' data da molti processi con
un numero elevato di imputati e di reati. A causa delle dimensioni degli
uffici, poi, per effetto di impedimenti o di incompatibilita' a catena
non e' possibile spesso costituire i collegi. Il fenomeno non puo' essere
sottovalutato perche' perfino presso il Tribunale Ordinario del capoluogo
vi sono processi fermi in cerca di giudice e sono tutti di importanza
notevole''. ''Da valutare nettamente in negativo - ha sostenuto Pudia
- l' inammissibile mancata eliminazione di ben 520 processi ad esaurimento
del Pretore tuttora pendenti. I procedimenti ad esaurimento del Pretore
erano nel nostro distretto 800 circa. A Milano erano 12, altrettanti
a Trieste, 31 a Bologna, 322 a Roma, 4408 a Napoli, 271 a Brescia, 47
a l' Aquila. La situazione nel settore civile e' sempre drammatica e
di molto aggravata rispetto all' anno precedente. Vi e' una diminuzione
della produzione. Presso i Tribunali pendono oltre 41.000 processi con
un aumento di oltre 4.000. La pendenza delle cause di lavoro e di previdenza
e' superiore a 55 mila. Nelle sezioni stralcio giacciono quasi 10 mila
processi. La nostra situazione e' la piu' grave di tutte. La causa prima
delle difficolta' e' data dalla mancanza dei Giudici onorari aggregati.
A Catanzaro, per esempio, operano in 4 su 10. Se non si pone rimedio
a questa situazione il collasso non e' lontano''. Pudia, infine, ha
evidenziato che anche nel distretto di Catanzaro ''si sono verificati
casi di intolleranza e di aggressioni contro magistrati o uffici impegnati
in processi o in indagini che hanno sfiorato personaggi politici senza
tuttavia coinvolgerli direttamente. Cosi' come avviene in campo nazionale
vi sono state reazioni spropositate quanto disinformate. E' altresi'
deprecabile che alle polemiche abbiano partecipato anche magistrati
che hanno pure affidato alla stampa le loro beghe interne e i loro dissidi
o i loro contrasti personali. Mi auguro che per l' avvenire si evitino
le esternazioni precipitose e le risse a mezzo stampa. Tutti abbiamo
bisogno di moderazione e di tranquillita' nel quotidiano lavoro e non
intendiamo perdere il tempo in vaniloqui''.
Imposte leggi ad personam
: ''Il problema della revisione delle circoscrizioni giudiziarie non
e' stato mai preso in considerazione da Governo e Parlamento per evidenti
ragioni elettoralistiche. Ad altro pero' Governo e Parlamento hanno
accordato priorita'. Vengono ancora imposte ai cittadini le cosiddette
leggi fotografia o ad personam perche' emanate a beneficio esclusivo
di determinate persone'' ''E' una pratica ormai costante - ha sostenuto
Pudia - che affligge da anni il nostro Paese e che viene perseguita
senza alcuna considerazione dell' interesse generale, addirittura con
disprezzo. Voglio ricordare quelle piu' recenti che sono ancora in cantiere
o addirittura nei propositi del parlamentare di turno. Intendo la legge
sulla prescrizione gia' approvata da un ramo del Parlamento e quella
sulla modifica del reato di partecipazione esterna nei reati associativi,
di mafia, ma estensivamente anche di terrorismo, allo stato soltanto
annunciato. La prima servira' soltanto a cancellare reati con gli effetti
di una amnistia permanente e non influira' sicuramente sulla durata
dei processi. Ma, a parte il merito, quella licenziata dalla Camera
mi sembra un esempio di incomprensibilita'. Vi sono infatti vari richiami
ad altri articoli di altre leggi che si occupano di tutt' altro o ad
articoli della stessa legge assolutamente inesistenti. Tornando al discorso
sulle piu' recenti leggi e sulla loro connessione con clamorosi casi
giudiziari vorrei segnalare che su La Repubblica e' riportata un'intervista
del relatore della legge sulla prescrizione, subentrato al collega precedente
che forse non ne condivideva il contenuto. Il parlamentare non solo
si vanta di avere lavorato anche al falso in bilancio e ad altri provvedimenti
con tutta evidenza della stessa specie, ma espressamente correla la
sua recentissima nomina a sottosegretario di Stato alla riuscita dell'
approvazione della sua legge e all' appoggio determinante dei potenti
che ne hanno tratto o ne trarranno benefici. Riferisco il caso senza
commenti. Ognuno di voi trarra' le proprie conclusioni''. Pudia non
ha voluto comunque ''tralasciare o sottovalutare le responsabilita'
della magistratura che si e' dimostrata spesso divisa al suo interno
e che forse non ha affrontato con la necessaria decisione il problema
della crisi e non ha sostenuto adeguatamente con l' azione quotidiana
la promozione delle riforme. Cosa certa e' pero' che i magistrati non
hanno mai respinto le critiche e non sono mai stati teneri con i colleghi
resisi colpevoli di reati ai quali hanno sempre irrogato pesanti condanne''.
Pudia ha poi sostenuto, parlando del nuovo
ordinamento giudiziario: ''Da poco e' stata approvata
da parte del Parlamento, a tappe forzate, la legge di delega al Governo,
che tuttavia e' stata rinviata alle Camere dal Capo dello Stato, che
con un lungo e motivato messaggio ha chiesto una nuova deliberazione.
Quello che maggiormente stupisce, e' l' atteggiamento del Ministro che,
dopo le osservazioni del Quirinale ha dichiarato, in ossequio alla tattica
collettiva della minimizzazione, che si tratterebbe di rilievi di non
molta importanza a fronte di quelli piu' consistenti che egli si era
prefigurato''.. ''Questa reazione - ha affermato Pudia - fornisce la
certezza che il Ministro aveva la piena consapevolezza della illegittimita'
costituzionale di un' ampiezza addirittura maggiore di quella indicata
dal Capo dello Stato e ciononostante ha sostenuto il disegno, ha insistito
per l' approvazione da parte del Parlamento rifiutando il dialogo con
chicchessia, compresi i piu' alti livelli istituzionali e associativi
della Magistratura che chiedevano una riforma condivisa e prima di tutto
in sintonia con i principi costituzionali. Come tutti sappiamo la proposta
prima e l' approvazione della legge delega poi hanno prodotto un gravissimo
conflitto istituzionale che ha coinvolto il Csm e il Capo dello Stato,
ed e' sfociato negli scioperi dei magistrati che tutti ormai conosciamo''.
''I motivi per cui tutti i magistrati hanno contestato questa riforma
sono di metodo e di merito. La proposta e la discussione della legge
- ha proseguito Pudia - sono state precedute da un clamore mediatico
fatto di attacchi alla magistratura in generale e a magistrati, in particolare,
titolari di indagini o di processi coinvolgenti uomini politici e delle
Istituzioni noti ormai a tutti perche' da piu' anni agli onori delle
cronache. Gli uffici interessati sono stati fatti oggetto di vilipendio
e di pressioni indebite non solo attraverso i mezzi di informazione,
ma anche con iniziative finalizzate al controllo dell' operato dei singoli
e dei dirigenti sempre in relazione agli stessi processi e alle stesse
indagini. Vi e' stata una continua azione di delegittimazione non solo
dei singoli magistrati e dell' ufficio di appartenenza ma di tutta la
magistratura, talche' il varo del nuovo Ordinamento giudiziario e' apparso
come un atto punitivo nei confronti di tutto l' Ordine giudiziario piuttosto
che come una riforma della giustizia; una rappresaglia conseguente a
determinate azioni giudiziarie; un atteggiamento intimidatorio finalizzato
al conseguimento dell' impunita' da parte di note personalita' protagoniste
di processi, neanche attenuato da un minimo di rispetto e di correttezza''.
''Nel merito - ha sostenuto Pudua - e' stato ripetutamente osservato
che, a parte le gravi violazioni di piu' norme della Costituzione e
il difetto generale di impianto, per un ritorno ad istituti da tempo
cancellati, la riforma tanto pervicacemente perseguita non riduce di
un solo minuto la patologica durata dei processi che e' la vera ragione
della crisi. Che, anzi, la macchinosita' delle introdotte norme che
dovranno regolare le funzioni, la progressione in carriera e i tramutamenti
dei magistrati incepperanno sempre di piu' l' attivita'''.
''Ogni anno concludo questa mia relazione con l' auspicio di poter comunicare
per il successivo segnali non dico di soluzione della crisi della giustizia,
ma almeno di miglioramento di un settore che e' evidentemente fondamentale
per la convivenza civile e democratica e che e' ormai da troppo tempo
in sofferenza diventata ormai cronica. Ogni volta debbo con rammarico
denunciare che un altro anno e' trascorso invano''. ''A nessuno, tanto
meno ai responsabili dei destini del nostro Paese - ha aggiunto Pudia
- puo' sfuggire che l' insufficienza e l' inefficienza del sistema rappresenta
una spina nel fianco della nostra democrazia perche' apre ampi varchi
alla diffusione dell' illegalita', particolarmente in quelle zone ad
alto tasso di criminalita' comune e organizzata; crea inammissibili
sacche di impunita', premiando alla fine la furbizia e la prepotenza,
generando sfiducia nelle categorie piu' rispettose delle leggi che rappresentano
la stragrande maggioranza della nostra gente e colpendo soprattutto
gli strati piu' deboli della nostra societa'''. ''L' anno trascorso,
che nelle speranze di tutti avrebbe dovuto segnare l' inizio di un'attivita'
seriamente riformatrice con iniziative legislative e organizzative adeguate
a fronteggiare la crisi - ha proseguito il Procuratore generale - e'
trascorso deludendo tutte le aspettative. Che anzi ha purtroppo registrato
una riacutizzazione dello scontro fra poteri dello Stato che sia pure
con intensita' minore era stato segnalato negli anni immediatamente
precedenti. La vicenda, come ormai tutti sanno, e' conseguente alla
presentazione da parte del Governo di un progetto di riforma dell' Ordinamento
giudiziario non condiviso dall' intera magistratura, da quasi tutta
la classe forense, dalla dottrina e da buona parte della politica, dal
Csm. Tutti hanno fin dalla prima stesura del disegno individuato e denunciato
gravi violazioni di piu' principi costituzionali. I tentativi di mediazione
non hanno consentito neanche un minimo di dialogo. I magistrati, dopo
un congresso straordinario dell' Anm, sono entrati in sciopero e il
Presidente della Repubblica ha rinviato alle Camere la legge di delega
approvata dal Parlamento per una nuova deliberazione''.
In una nota, infine, viene comunicat che si svolgera' il 29 gennaio
la cerimonia d'inaugurazione dell'anno giudiziario 2005 della Corte
dei Conti della Calabria. La cerimonia si svolgera' presso gli uffici
della corte dei conti in via Buccarelli a Catanzaro.
Jole
Santelli: “In quale punto della riforma c’è un attacco
all’autonomia dei magistrati?”
15/01 ''Io non riesco a capire in quale punto della riforma dell' ordinamento
giudiziario ci sia una lesione dell' indipendenza e dell' autonomia
della magistratura. Ed ogniqualvolta ho posto questo punto a chi si
oppone al provvedimento, mi sono sempre state fornite risposte vaghe''.
Lo ha detto il sottosegretario alla Giustizia, Jole Santelli, parlando
a Catanzaro a margine della cerimonia d' inaugurazione dell' anno giudiziario.
''Purtroppo - ha aggiunto il sottosegretario - credo che la questione
dell' attacco da parte del potere politico all' autonomia ed all' indipendenza
della magistratura sia diventato un leitmotiv degli ultimi dieci anni
che nell' ultimo periodo si e' particolarmente intensificato, svilendo
una questione che e' invece molto delicata. Per quanto mi riguarda,
non mi stanchero' mai di difendere la riforma dell' ordinamento giudiziario
che abbiamo varato e che il Governo ritiene strettamente necessaria.
Non si tratta, si badi bene, della riforma della giustizia, perche'
non ha nulla a che fare con la pendenza dei processi ed altri problemi
specifici, ma della modifica della struttura stessa della magistratura
per avere un giudice piu' professionale e per fare acquisire allo Stato
una responsabilita' sulla professionalita' e la carriera dei giudici,
che in questo momento sono lasciate esclusivamente alla buona volonta'
dei singoli''. Jole Santelli ha definito la relazione del procuratore
generale di Catanzaro, Domenico Pudia, ''molto dura'' proprio sul punto
della riforma dell' ordinamento contestando, tra l' altro, la tesi sostenuta
dallo stesso Pudia secondo cui il provvedimento ''e' coralmente osteggiato
da magistrati ed avvocati''. ''In realta' - ha detto il sottosegretario
alla Giustizia - bisogna precisare che la riforma e' si' osteggiata
da queste due categorie, ma per motivi esattamente opposti: la magistratura,
infatti, la considera eccessivamente dura ed in alcune parti incostituzionale
perche' lesiva dell' indipendenza e dell' autonomia dei giudici, mentre
gli avvocati la ritengono morbida perche' lascia le cose come stanno.
Unificare dunque il giudizio di magistrati ed avvocati sulla riforma
e' arbitrario''.
Il
Procuratore Generale Marletta, apre l’anno giudiziarioa Reggio:
“Ndrangheta palla al piede”
15/01 Lo stato della giustizia nel circondario della
Corte d'appello di Reggio Calabria e' stato illustrato dal procuratore
generale Giovanni Antonino Marletta, con una relazione che ha preceduto
l'inaugurazione del nuovo anno giudiziario. Osservando il funzionamento
dell'Amministrazione della giustizia in generale, Marletta ha parlato
dei diritti fondamentali dell'uomo, della separazione dei poteri "tra
i quali non puo' esserci alcuna gerarchia o primizia, ma solo una situazione
di equilibrio e di controllo reciproco. Solo cosi' - ha sottolineato
il Procuratore generale di Reggio Calabria - puo' comporsi il conflitto
tra politica e magistratura per assicurare la giurisdizione a garanzia
di ogni cittadino". Affrontando lo spinoso argomento della critica
agli atti giudiziari, l'alto magistrato che sottolineato che questa
"non puo' e non deve degenerare nella scorrettezza e nell'insulto,
mentre indiscutibilmente giova a quella continua maturazione della sensibilita'
collettiva che contribuisce ad affinare e correggere non solo lo stesso
magistrato criticato ma anche la giurisdizione e la legislazione, facendo
si' che queste siano sempre in linea con il piu' aggiornato sentire
della collettivita'". Giovanni Antonino Marletta soffermandosi
sulla lentezza dei processi ha sostenuto altresi' che il "prospettato
nuovo ordinamento giudiziario non ha affrontato il problema" che
rappresenta "il male piu' pernicioso che affligge la giustizia".
E sulla separazione delle funzioni ha ricordato che e' "stata strutturata
in modo da trasformarsi in pratica in una vera e propria separazione
delle carriere, che e' ritenuta nefasta dalla quasi totalita' della
magistratura in quanto introdurrebbe un grave attacco all'indipendenza
dei pubblici ministeri". Nel prendere in esame lo stato della giustizia
nel distretto della Corte d'Appello di Reggio Calabria, il Procuratore
Generale, Giovanni Antonino Marletta, e' partito da un articolo sulla
Calabria dello scrittore polacco Andrzej Stasiuk e dalle lettere di
Cesare Pavese, scritte durante il suo confino a Brancaleone, per disegnare
uno spaccato della nostra terra che dal brigantaggio di una volta e'
passata ad un contesto sociale "gravemente inquinato da una malavita
organizzata, la 'ndrangheta, che permea ormai pesantemente la vita della
comunita' del distretto". E su questo aspetto ha ripreso le analisi
fatte da altri sul fenomeno mafioso calabrese, per ribadire che "la
malavita organizzata diventa cosi' una palla al piede dell'ordinario
sviluppo economico - sociale del Mezzogiorno e della Calabria in particolare,
poiche' induce sfiducia negli investimenti e tende ad impedire l'affrancazione
delle gente dallo stato di sottosviluppo culturale ed il diffondersi
dell'educazione alla legalita' in quanto e' nel segno del senso civico
che riesce a trovare l'humus per il dilagare del suo potere". In
tale clima che sono maturati gli attentati a politici ed operatori economici.
Giovanni Marletta auspica che vadano finalmente dismessi gli interventi
assistenziali che perpetuano la situazione di inferiorita' economica
e sociale dei calabresi rispetto al nord, mentre va monitorato costantemente
il settore degli appalti", relativi all'ammodernamento della Salerno
- Reggio, alla realizzazione dell'interporto di Gioia Tauro e al futuro
ponte sullo Stretto; e va controllata attentamente l'erogazione dei
contributi della legge 488. Inoltre "va intercettato il percorso
che gli enormi proventi illeciti seguono" finendo "in mano
a validi professionisti che li dirottano spesso in proficui investimenti
all'estero sottraendola notevoli risorse al mercato della nostra regione".
Tutto cio' - ha evidenziato ancora il Procuratore Generale - "convalida
la certezza dello strapotere della 'ndrangheta che, oltre a sfruttare
i soliti tradizionali settori operativi costituiti soprattutto dall'usura
e dalle estorsioni, dilaga ormai anche fuori della regione ed all'estero,
imponendo il suo strapotere anche tra le altre associazioni criminali".
Indicando una delle via da percorrere per contrastare la criminalita'
organizzata, il procuratore Marletta ha sottolineato la necessita' di
"una intensa diffusione dell'educazione alla legalita' che va instillata
nei giovani non solo nell'ambito familiare, ma anche fin dalle prime
nozioni scolastiche". Rimanendo all'universo giovani il magistrato
ha sostenuto che "vanno sottratti alle nefaste influenze dei genitori
mafiosi ed, in caso di condanna di questi ultimi, appare di notevole
spessore la proposta di sottrarre a questi ultimi la patria potesta'".
L'eccessiva durata dei processi, la lotta alla disoccupazione, la situazione
delle strutture giudiziarie dei tribunali di Reggio, Locri e Palmi sono
stati altri importanti argomenti trattati nella relazione di Giovanni
Marletta. Non e' mancato un accenno ai collaboratori di giustizia, considerati
"strumento indispensabile", auspicando "una verifica
della legge per migliorarla e non per renderla inefficace". La
relazione e' proseguita con l'analisi sugli organici dei magistrati,
sui carichi di lavoro e sui procedimenti che riguardano la giustizia
civile, quella minorile, l'attivita' delle varie sezioni di polizia
giudiziaria e delle forze dell'ordine nel corso dell'anno e la situazione
degli istituti di custodia.
A
Corigliano bruciate due auto al giovane accusato dell’assassinio
dell’ucraino
15/01 A Corigliano Calabro sono state incendiate due
automobili di proprieta' di Marco Ruggeri, il giovane di 26 anni arrestato
con l' accusa di avere ucciso a bastonate un immigrato ucraino, Vasil
Slanina, di 51 anni. L' omicidio di Slanina risale al 26 settembre scorso.
Per lo stesso episodio, che avrebbe avuto una matrice razziale, sono
state arrestate altre due persone, Pasquale Marasco, di 20 anni, ed
un minore, A.S., di 17. I carabinieri stanno verificando se l' attentato
incendiario contro le due automobili di Ruggeri sia da collegare all'
omicidio di cui e' accusato. Oltre alle due automobili di Ruggeri ne
e' stata incendiata una terza di proprieta' di una persona che non ha
nulla a che vedere con l' assassinio dell' ucraino.
La
Tallarico rinuncia allo staff di Loiero
15/01 ''In merito alla mia nomina ad addetto stampa
quale componente dello staff tecnico di comunicazione elettorale dell'
on. Loiero, candidato alla Presidenza della Regione Calabria, rendo
noto, sinceramente dispiaciuta, di aver rinunciato all' incarico che
avrebbe comportato ritmi di lavoro e problematiche operative troppo
differenti dalle abituali mansioni che intendo tornare a esercitare
presso la redazione di Telespazio Calabria''. E' quanto afferma Maria
Pia Tallarico. ''Ringrazio - dice la giornalista - Agazio Loiero per
la fiducia concessami e Telespazio Calabria per la comprensione manifestata''.
Smarrito
in Sila bimbo di sette anni, ritrovato dopo un ora da CC e CFS
14/01 Si era smarrito nei boschi della Sila, nella
zona di Montescuro, nel comune di Spezzano. I Carabinieri e gli uomini
del Corpo Fotestale lo hanno ritrovato poco meno di un'ora dopo nella
stessa zona, dopo che i genitori avevano dato l'allarme. Si tratta di
un bambino di 7 anni, di Acquaviva delle Fonti (Bari). Il piccolo si
era allontanato dai familiari con i quali si trovava in vacanza ed aveva
imboccato un sentiero. Subito erano scattate le ricerche, con il contributo
anche di volontari, che hanno dato esito positivo. . Il bambino, ha
raccontato successivamente, di aver imboccato un sentiero e di non essere
riuscito a ritrovarlo per tornare dai suoi genitori.
Stanno
per scadere i termini del bando acquisto prima casa. Poche le domande
14/01 Stanno per scadere i termini, ma ancora solo
pochissime coppie di giovani calabresi hanno saputo cogliere la grande
opportunita' offerta dalla Regione Calabria di richiedere un contributo,
a fondo perduto, per l' acquisto della prima casa. L' importo stanziato
e' di oltre 3 milioni di euro che, se non perverranno altre domande
di famiglie di nuova costituzione che rientrano nei parametri del reddito
richiesto per essere ammessi al bando, resteranno per ora in gran parte
inutilizzati. La Regione ha pubblicizzato il bando, anche sul web, ma
sinora c' e' stata, poca ''risposta''. Eppure il vantaggio e' evidente:
un contributo a fondo perduto nella misura del 10% del prezzo di acquisto
dell' immobile e fino ad un totale massimo di 15.000 euro. Un bel regalo
di nozze della Regione Calabria per chi ha 'aperto' famiglia. Possono
presentare domanda le famiglie di nuova costituzione che alla data di
pubblicazione del bando (22 novembre 2004), abbiano contratto matrimonio
da non piu' di 36 mesi o che intendano contrarlo entro il 31 marzo 2005,
nelle quali siano presenti uno o piu' figli di eta' non superiore a
6 anni. La fascia dei potenziali interessati quindi si allarga. Per
ottenere il contributo a fondo perduto il reddito complessivo del nucleo
famigliare non deve superare i 40.000 euro.
Intesa
tra Enel e Sindaci sul recupero delle somme dovute per i depuratori
dei comuni
14/01 Si e' svolto oggi presso gli Uffici del Commissario
delegato per l' emergenza ambientale nel territorio della regione Calabria
un ulteriore incontro con i funzionari dell' Enel ed i Sindaci di alcuni
comuni del versante ionico catanzarese allo scopo di risolvere definitivamente
la problematica relativa alla voltura dei contratti di fornitura elettrica
degli impianti di sollevamento dei collettori fognari che portano le
acque reflue agli impianti di depurazione. I contratti erano ancora
intestati all' Ufficio del Commissario ed i Comuni interessati non provvedevano
al pagamento delle fatture di consumo e l'ufficio del Commissario risultava
debitore nei confronti dell' Enel. La situazione ha indotto l' Enel
alla sospensione delle forniture con gravi conseguenze sull' ambiente.
D' intesa con il Prefetto di Catanzaro e con il Presidente della Provincia
in qualita' di autorita' di ambito, avranno luogo nei prossimi giorni
una serie incontri finalizzati al recupero delle somme dovute dai Comuni
a titolo di tariffa di depurazione. ''Il mancato pagamento delle somme
- conclude una nota - ha messo in seria difficolta' l' impresa che gestisce
gli impianti e che ha serie difficolta' sia per pagare le maestranze
che per gestire al meglio gli impianti''.
Il
Sindaco di Cassano assicura: “Le frazioni avranno la rete fognaria”
14/01 ''Non voglio promettervi niente perche', per
troppi anni, siete stati presi in giro con false promesse. Vi dico solo
che, rispetto al passato, un piccolo passo avanti lo abbiamo realizzato.
Abbiamo fatto redigere dall' ufficio tecnico un progetto per la realizzazione
della rete fognaria nelle contrade cassanesi''. E' quanto ha detto il
sindaco di Cassano, Gianluca Gallo, stamattina ai cittadini di contrada
Lattughelle nel corso di un sopralluogo. Con il primo cittadino c'erano
anche l'assessore provinciale all'Ambiente, Luigi Marello, ed il capogruppo
di Alleanza Popolare in consiglio provinciale, Luigi Garofalo. ''Non
ne avevo mai parlato prima - ha aggiunto - perche' volevo farlo solo
quando eravamo gia' in possesso dell' eventuale finanziamento''. I due
amministratori provinciali dopo aver espresso la loro piu' piena soddisfazione
per la notizia appresa, hanno assicurato che ''l' amministrazione provinciale
supportera' in ogni dove questa battaglia tesa a dare dignita' e un
minimo di civilta' a queste zone che accusano un ritardo incomprensibile''.
Nessun
rinvio al Consiglio regionale, si terrà regolarmente il 17
14/01 Il Consiglio regionale si terrà regolarmente
lunedì prossimo 17 gennaio, alle ore 15. Come si ricorderà,
ieri, il capogruppo di Liberal Sgarbi, Giuseppe Pezzimenti aveva avanzato
esplicita richiesta di rinvio della seduta di qualche giorno, motivandola
con “sopravvenuti, improrogabili impegni politici nazionali”.
Il presidente dell’assemblea regionale, Luigi Fedele, informa
che, dopo un colloquio avuto con lo stesso Pezzimenti, quest’ultimo
“si è detto disponibile a soprassedere ai propri impegni,
assicurando la sua presenza ai lavori consiliari”. Successivamente,
il capogruppo di Liberal Sgarbi, Giuseppe Pezzimenti, ha precisato con
una nota : “Nel lungo colloquio intercorso con il presidente del
Consiglio, on. Fedele, pur trattando di varie argomentazioni e discussioni
sulla prossima seduta , non ho garantito la mia presenza in Aula, non
essendo venuti meno gli impegni precedentemente assunti. Tuttavia, sulla
mia richiesta, ho detto al Presidente che doveva essere lui a decidere”.
Il
sequestro dei 200 chili di cocaina a Gioia ha permesso di smascherare
una rete di trafficanti in Serbia
14/01 Tre persone sono state arrestate ed altre venti
sono indagate nell'ambito di una indagine compiuta dai militari della
Guardia di Finanza in collaborazione con le polizie della Serbia e del
Montenegro che ha portato all'individuazione di una organizzazione dedita
al traffico di sostanze stupefacenti. Le tre persone arrestate sono
Momeilo Pepic, Stojan Kilic e Vuksan Cemovic. Le indagini hanno avuto
inizio nell'ottobre dell'anno scorso quando i finanzieri hanno individuato
nel porto di Gioia Tauro una motonave a bordo della quale c'erano due
container nei quali, tra un ingente quantitativo di lamine d'asfalto,
erano stati nascosti circa 200 chilogrammi di cocaina. I due container
con la droga erano destinati ad una ditta con sede a Vranje in Serbia.
Per la prima volta in Italia, secondo quanto si e' appreso dagli investigatori,
i finanzieri del Goa di Catanzaro e della compagnia di Gioia Tauro hanno
effettuato la consegna controllata della droga in territorio serbo-montenegrino.
I finanzieri si sono recati in Montenegro e Serbia dove, in collaborazione
con la locale polizia, sono riusciti ad individuare i componenti dell'organizzazione
criminale che si occupava del traffico di stupefacenti. Dalle indagini
si e' riusciti ad individuare la base operativa dell'organizzazione
che era a Belgrado e con interessi anche nelle citta' di Vranje e nel
porto di Bar. A capo dell'organizzazione, secondo quanto riferito dai
finanzieri, ci sarebbe Vuskan Cemovic di Berane, ex doganiere del porto
di Bar e destinatario della droga che fu individuata nel porto di Gioia
Tauro. Le indagini dei finanzieri sono state coordinate dal procuratore
aggiunto del Tribunale di Palmi, Bruno Giordano. "Più aumentano
i volumi di traffico container nel porto di Gioia Tauro, più
aumentano i tentativi della criminalità organizzata di far transitare
da lì ciò che è più pericoloso, armi, stupefacenti
ed altro. Più aumentano i volumi, infatti, più è
facile sfuggire ai controlli". E' l'analisi del Procuratore Capo
di Palmi, Vincenzo Lombardo,espressa nel corso della conferenza stampa
indetta stamattina, nel tribunale di Palmi, per illustrare nei dettagli
l'operazione che ieri ha portato al maxi-sequestro di cocaina (due quintali
nascosti in un container scaricato da una nave proveniente dal Sud America).
Revocata
la licenza per un antenna di telefonia mobile nel centro di Sibari
14/01 E' stata revocata la concessione per l' installazione
di un' antenna di telefonia mobile che la societa' H3G voleva posizione
nel centro abitato di Sibari, a pochi passi da alcuni plessi scolastici
e da una clinica privata. Il responsabile del settore Urbanistica del
comune di Cassano, l' arch. Forace, ha provveduto alla revoca della
concessione. Il funzionario ha basato il suo atto ''sul presupposto
che il manufatto sul quale e' stata rilasciata la concessione non sia
in regola dal punto di vista urbanistico edilizio''. Dopo aver appreso
questa decisione, l' assessore provinciale all' ambiente, il verde Luigi
Marrello, il quale stava effettuando un sopralluogo sul territorio cassanese,
si e' congratulato con il sindaco di Cassano, Gianluca Gallo, che, a
suo dire, ancora una volta, ''ha dimostrato di avere un grande spirito
ambientalista''.
A
Rossano, interviene per sedare la lite dei genitori e riceve una coltellata
14/01 Un uomo di 32 anni, G.A., di Rossano, e' stato
ferito da una coltellata sferrata dal padre dopo che si e' frapposto
tra i suoi genitori durante una lite per futili motivi. Il giovane ha
riportato una profondo ferita al fianco, per cui si e' reso necessario
il ricovero nell' ospedale di Cariati. Il padre e' stato denunciato
in stato di liberta' dai carabinieri per lesioni personali.
Un
arresto per evasione dai domiciliari a Rossano
14/01 I carabinieri di Rossano hanno arrestato Sergio
Esposito, di 35 anni, sorpreso fuori dalla sua abitazione anche se sottoposto
agli arresti domiciliari. L' uomo deve scontare una pena residua per
minaccia, violenza e lesioni ai danni di tre carabinieri. Su disposizione
del sostituto procuratore Paolo Remere, l' uomo e' stato trasferito
nel carcere di Rossano.
Esplosione
all’interno di un’azienda di Lamezia. Ingenti i danni
13/01 Una esplosione, sulle cui cause sono in corso
accertamenti, e' avvenuta in serata nella sede di una azienda per la
pulizia dei pozzi artesiani a Lamezia Terme. L'esplosione ha provocato
danni ad un container, dove erano ubicati gli uffici dell'azienda, e
ad alcuni mezzi parcheggiati a poca distanza dal luogo della deflagrazione.
Sul luogo sono intervenuti i vigili del fuoco ed i carabinieri che hanno
avviato le indagini per accertare le cause dell'esplosione.
Processo
“Diplomi facili” a Paola, 24 assolti
13/01 Ventiquattro persone, tra titolari e docenti
di istituti privati, e funzionari della Regione, sono stati assolti
dai giudici del Tribunale di Paola dall' accusa di truffa in relazione
alla vicenda dei cosiddetti ''diplomi facili'' rilasciati da un istituto
privato per il conseguimento del diploma di odontotecnico a Cetraro
dal 1991 al 1998. Due i capi di imputazione contestati agli imputati:
la truffa alla Regione e quella agli studenti. In relazione alla prima
accusa i 24 sono stati assolti per intervenuta prescrizione del reato,
mentre per la seconda lo sono stati per difetto di querela.
Maurizo
Mauro davanti al GIP respinge tutte le accuse
13/01 Maurizio Mauro, 38 anni, presidente dei giovani
industriali della Calabria, consigliere della ''Mauro Caffe''', tratto
in arresto insieme al padre Antonio, 69 anni,nell'ambito di una inchiesta
della Guardia di Finanza del Comando Provincia di Catanzaro, e' comparso
questa mattina davanti al Gip del Tribunale di Reggio Calabria. Mauro,
che era assistito dai suoi legali, Vincenzo D'Ascola e Francesco Albanese,
ha inteso rispondere alle domande che prima il gip e poi il pubblico
ministero hanno formulato. Secondo quanto riferiscono i legali, l'imprenditore
ha contestato documentalmente i capi di imputazione e dimostrando che
i prestiti erogati avevano un tasso di interesse applicato di molto
inferiore al tasso della soglia previsto dalla legge antiusura. Al termine
dell'interrogatorio, che e' durato circa tre ore, i legali hanno avanzato
l'istanza di revoca degli arresti domiciliari. Il gip si e' riservato
di decidere. Nell'inchiesta, oltre ad Antonio e Maurizio Mauro, sono
coinvolte altre tre persone: Giuseppe Scopelliti, di 43 anni, Francesco
Lia di 41, entrambi dipendenti dell'azienda Mauro, e Salvatore Nicito,
rappresentante di commerci, 'accusati' a vario titolo di associazione
per delinquere finalizzata all'usura e di esercizio abusivo dell'attivita'
finanziaria. L'inchiesta che ha portato all'emissione degli ordini di
custodia e' partita sulla base delle rivelazioni di una delle vittime.
Due
quintali di cocaina sequestrati nel porto di Gioia Tauro
13/01 Due quintali di cocaina sono stati sequestrati
nel porto di Gioia Tauro dalla Guardia di finanza che ha anche arrestato
tre persone. I particolari dell' operazione che, secondo quanto si e'
appreso, ha avuto anche sviluppi internazionali, saranno forniti domani
dal procuratore della Repubblica di Palmi, Vincenzo Lombardo, dal comandante
regionale della Guardia di finanza, gen. Riccardo Piccini e dal comandante
provinciale di Reggio Calabria, col. Agatino Sarra Fiore. L' incontro
e' in programma alle 10 nei locali della Procura di Palmi.
Truffa
alla UE sulle olive, eseguito il quinto arresto
13/01 E' stata arrestata anche la quinta persona ricercata
nell' ambito dell' operazione condotta stamani dai carabinieri del Comando
provinciale di Reggio Calabria e del Nucleo antifrodi comunitarie di
Roma nell' ambito di un' indagine su una truffa all' Agea. I militari,
infatti, hanno bloccato alla periferia di Reggio Nicola Di Mento, 41
anni, di Spadafora (Messina). L' uomo, secondo l' accusa, e' il personaggio
chiave su cui ruota tutta la vicenda. Era colui, hanno riferito gli
investigatori, che fittiziamente risultava il tenutario dei fondi adibiti
ad oliveto e che quindi ha materialmente riscosso i contributi comunitari.
Dopo aver falsificato i contratti di fitto e di variazione colturale
dei terreni da bosco, Di Mento avrebbe presentato all' Agea (Agenzia
Erogazioni in Agricoltura), fornendo estremi di una ditta di fatto inesistente,
le richieste di contributi. Nel 1999 ha chiesto contributi per la coltivazione
e la molitura di oltre un milione di chili di olive da cui si sarebbero
ricavati 188700 chili circa di olio, come attestato falsamente, secondo
l' accusa, dai frantoi di Michele Todaro e di Maria Virginia Albanese.
In seguito a tale richiesta Di Mento ha percepito dall' Agea 266 mila
euro a titolo di contributo comunitario. Nel 2001 avrebbe presentato
richiesta di contributi per la coltivazione e la molitura di oltre due
milioni di chili olive da cui si sarebbero ricavati quasi 500 mila chili
di olio come attestato falsamente da Catalano Carmelo, tenutario di
frantoio. Per questa richiesta Di Mento stava per per ricevere dall'
Agea 360 mila euro. Somma mai percepita per l' intervento delle attivita'
di controllo della stessa Agea tramite la societa' Agecontrol e dei
Carabinieri. A fare insospettire gli inquirenti, oltre alla movimentazione
di denaro fra gli interessati dopo l' incasso dei contributi, e' stata
anche l' attivita' di Di Mento, che risulta essere iscritto alla Camera
di Commercio per la gestione di un negozio di giocattoli.
Attivato
dalla Regione un numero verde per le informazioni sui concorsi
13/01 Il Dipartimento Organizzazione e Personale della
Regione Calabria, d' intesa con l' URP della Giunta regionale, ha attivato
un numero verde, 800-841289, che servira' a fornire informazioni di
carattere generale agli interessati ai concorsi banditi dalla Regione
e pubblicati sul Bollettino Ufficiale del 13 novembre 2004, Supplemento
Straordinario n. 8 al n. 20 del 30 ottobre 2004. Il numero verde e'
gia' operativo dalle 09 alle 13 dei giorni feriali. Il numero verde
costituisce, per cio' che riguarda le finalita' del servizio, una novita'
assoluta per la Regione. Le stesse informazioni possono anche essere
richieste via internet all'indirizzo di posta elettronica prontoregione@regione.calabria.it
Prende
il via la task force provinciale delle pari Opportunità
13/01 Prenderà il via ufficialmente domani,
venerdì 14 gennaio, alle ore 9.30, presso il Centro per l’Impiego
di Cosenza, in Via Vagliolise, il Progetto Task-Force Pari Opportunità.
Si tratta di un Progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e delle
Politiche Sociali, teso a promuovere le parità di accesso al
Mercato del Lavoro in contesti territoriali critici.
L’obiettivo generale che il Progetto si propone di realizzare
consiste nella valorizzazione dei Centri per l’Impiego, introducendo
modalità di intervento che promuovano l’occupazione femminile
e la piena partecipazione delle donne ai processi di sviluppo locale.
Le realtà interessate al Progetto sono, per la Regione Campania,
le Province di Salerno e di Caserta, per la Regione Calabria, la Provincia
di Vibo Valentia e la Provincia di Cosenza.
La gestione del Progetto è stata affidata ad un Raggruppamento
temporaneo di Imprese (RTI), che comprende tre organismi con competenze
specifiche quali: Consiel Allaxiagroup, IPRI (Istituto Progettazione
e Ricerca) e Cora (Centro Orientamento Retravailler Associati).
Quest’ultima impresa è impegnata da tempo nell’affiancare
gli operatori pubblici nella progettazione e gestione di servizi dedicati
alle donne. “In particolare, nella provincia di Cosenza, l’intervento
sarà finalizzato -ha specificato in merito al Progetto l’Assessore
Provinciale al Mercato del Lavoro Donatella Laudadio- nella definizione
di strategie per favorire l’emersione dal lavoro sommerso femminile
e di metodologie per contrastare l’emigrazione di donne inoccupate
o sottoccupate, che pure dispongono di curricula di alto livello formativo”.
“L’intento della Provincia nell’attuare questo Progetto,
che ha trovato la piena condivisione del Presidente della provincia
Mario Oliverio -ha concluso l’Assessore al Mercato del Lavoro-
è, soprattutto, quello di dare le giuste, meritate e pari opportunità
alle competenze ed alle professionalità femminili che, ancora
oggi, nel terzo millennio, nonostante il ruolo apparentemente consolidatodella
donna nei processi economici e produttivi, rimane ancora in difficoltosa
salita”. La fase preliminare del Progetto è stata caratterizzata
da una serie di attività di conoscenza delle risorse territoriali,
delle esperienze e delle relazioni che sostengono gli operatori dei
Centri, nonché da un’analisi concreta dei bisogni e degli
ostacoli che le donne incontrano nell’inserimento lavorativo nel
contesto territoriale specifico. Nel corso dell’incontro di domani,
cui parteciperanno tutti gli operatori dei cinque Centri per l’Impiego
della provincia, saranno individuate le condizioni organizzative e operative
per sostenere un programma dettagliato di implementazione per l’attivazione
di tali servizi per ciascun Centro, le azioni da svolgere, i tempi e
le risorse necessarie alla realizzazione di “buone pratiche”,
sostenibili nel tempo. Referente del Progetto Task-force Pari Opportunità
per la Provincia di Cosenza è Maria Rosa Vuono.
Convocato
il Consiglio provinciale per il 17 gennaio
13/01 E’ convocato il Consiglio Provinciale,
sotto la Presidenza dell’On. Francesco Principe, in sessione straordinaria
e in seduta di prima convocazione, nella sala delle adunanze consiliari
del Comune di Cosenza, per lunedì 17 gennaio 2005 alle ore 17.00
e, in continuazione, per gli argomenti che non dovessero essere trattati,
per venerdì 21 gennaio c.a. alle ore 17.00; in seconda convocazione,
per lunedì 24 gennaio 2005 alle ore 17.00, per discutere i seguenti
punti punti iscritti all’Ordine del giorno:
• Comunicazioni del Presidente relative all’art. 18 dello
Statuto della Fondazione “Europa Mezzogiorno Mediterraneo”,
approvato con deliberazione di Consiglio Provinciale N° 56 del 16.12.2004;
• Banca Popolare delle Province Calabre - Adesione - Approvazione
schema Statuto;
• Ordine del Giorno, presentato dai Consiglieri Provinciali Marino
Reda e Biagio Diana, sulla situazione delle carceri in Provincia di
Cosenza e in Italia;
• Ordine del Giorno, presentato dai Consiglieri Provinciali Vincenzo
Adamo e Leonardo Trento, a sostegno della petizione, inviata al Parlamento
Europeo, per il riconoscimento della Città di Cosenza come “paesaggio
culturale di rilevanza europea”;
• Ordine del Giorno, presentato dai Consiglieri Provinciali Barile,
Ponzio, Straface, Zanfini, Raffo, Giordano e Fiorillo, per il rifinanziamento
regionale dei contributi per l’acquisto e la ristrutturazione
della prima casa;
• Ordine del Giorno, presentato dai Consiglieri Provinciali Pasqualina
Straface e Francesco Giuseppe Bruno, sulla struttura dell’edificio
che ospita il Liceo Classico di Corigliano;
• Ordine del Giorno, presentato dai Consiglieri Provinciali Biagio
Diana e Marino Reda, sulla dislocazione dei punti ENEL nel territorio
del Pollino;
• Ordine del Giorno, presentato dal Consigliere provinciale Luigi
Garofalo, sull’Aeroporto della Sibaritide;
• Ordine del Giorno, presentato dai Consiglieri Provinciali Biagio
Diana e Marino Reda, sulla costruzione del Palazzetto dello Sport di
Bonifati;
• Ordine del Giorno, presentato dal Consigliere Provinciale Luigi
Garofalo, sullo stato della linea ferroviaria Jonica;
• Ordine del Giorno, presentato dal Consigliere Provinciale Mario
Giordano, per la realizzazione di uno svincolo autostradale a Cosenza
Sud;
• Ordine del Giorno, presentato dai Consiglieri Provinciali Gianfranco
Ponzio e Domenico Barile, sul collegamento viario tra l’Università
della Calabria e i Comuni limitrofi;
• Ordine del Giorno, presentato dai Consiglieri Provinciali Gianfranco
Ponzio, Mario Giordano, Mario Russo ed Elio Filice, sui 240 lavoratori
della TelecomItalia-Finsiel a rischio di perdita di lavoro;
• Ordine del Giorno, presentato dal Consigliere Provinciale Pasqualina
Straface, sul Corpo di Polizia Provinciale;
• Ordine del Giorno, presentato dai Consiglieri Provinciali Antonio
Pucci, Pasqualina Straface e Francesco Bruno, sull’inquinamento
con ferrite di zinco nel Comune di Cerchiara di Calabria.
Luigi
Siciliani eletto presidente del Centro Estero della Calabria
13/01 Luigi Siciliani, presidente della Camera di Commercio
di Crotone, e' il nuovo presidente del Centro estero della Calabria.
Siciliani che subentra al dimissionario Lucio Dattola (che ricoprira'
la carica di vicepresidente), e' stato eletto con voto unanime espresso
da tutti i rappresentanti delle Camere di Commercio calabresi. ''Ringraziando
per la fiducia accordatagli dal sistema camerale regionale - e' detto
in un comunicato - il neo presidente Siciliani ha promesso il massimo
impegno nell' espletamento dell' importante funzione ed ha auspicato
che il Centro Estero riesca a garantire alle imprese calabresi maggiore
competitivita' sui mercati mondiali, ribadendo il ruolo centrale che
questa struttura deve ricoprire nella promozione e commercializzazione
delle produzioni della regione''.
Arrestato
il direttore dei lavori del porto di Badolato
13/01 La Guardia di finanza ha arrestato, con l' accusa
di truffa aggravata in concorso, un ingegnere, Gianfranco Pietro Gregorace,
di 58 anni, direttore dei lavori per la realizzazione del porto turistico
di Badolato, denominato Bocche di Callipari. L' arresto e' stato fatto
dal Nucleo di polizia tributaria delle fiamme gialle in esecuzione di
un' ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa
dal gip del Tribunale di Catanzaro, Flavia Costantini, su richiesta
del sostituto procuratore della Repubblica Luigi de Magistris, che ha
condotto l' inchiesta. Il gip ha anche emesso una misura interdittiva
dall' esercizio dell' attivita' imprenditoriale nei confronti di Mario
Grossi, di 53 anni, di San Felice sul Panaro (Modena), indagato anch'
egli per truffa, presidente della Salteg, la societa' che sta eseguendo
i lavori per la realizzazione del porto, che non sono stati ancora completati.
Il sostituto De Magistris aveva chiesto la custodia cautelare in carcere
per Gregorace e gli arresti domiciliari per Grossi. Nell' agosto dello
scorso anno, lo stesso porto di Badolato era stato sequestrato in esecuzione
di un provvedimento emesso in via d' urgenza dallo stesso sostituto
de Magistris in considerazione dei danni all' ambiente provocati con
la realizzazione della struttura, mai collaudata e costruita, secondo
l' accusa, in difformita' rispetto alle autorizzazioni concesse ed alla
normativa vigente, con conseguente danno al demanio ed all' ambiente.
Nel momento del sequestro nel porto erano ospitate 160 imbarcazioni.
La stessa Guardia di finanza, nell' ambito della stessa operazione,
sta notificando una serie di informazioni di garanzia emesse nei confronti
di alcuni indagati e sta anche eseguendo alcune perquisizioni. Secondo
quanto e' emerso dalle indagini, il porto avrebbe avviato la sua attivita'
in assenza della specifica autorizzazione e del collaudo da parte del
Genio civile regionale, con la realizzazione, anche in questo caso abusiva,
delle strutture sulla terraferma e dei pontili. Gregorace, sempre secondo
l' accusa, avrebbe anche redatto due verbali di collaudo falsi facendoli
firmare a due professionisti compiacenti ed inducendo in errore, in
tal modo, la Regione e gli altri enti pubblici interessati, a vario
titolo, alla realizzazione del porto. I verbali di collaudo sarebbero
serviti a Gregorace ed a Grosso, sempre secondo l' accusa, per ottenere
un finanziamento regionale di oltre un milione e 125 mila euro cui la
Salteg non avrebbe avuto diritto in considerazione del fatto che l'
opera non era stata autorizzata e che la societa' non aveva rispettato
gli impegni assunti con l' ente erogatore del contributo. I due indagati
avrebbero anche ottenuto tre proroghe necessarie per incassare le varie
tranche del finanziamento regionale. L' inchiesta del sostituto de Magistris,
secondo quanto si e' appreso, sta proseguendo per verificare eventuali
complicita' di cui Gregorace e Grosso avrebbero beneficiato presso la
Regione, il Comune di Badolato e gli uffici preposti al controllo sulla
regolarita' dei lavori. Secondo quanto e' emerso dalle indagini, il
porto era stato aperto malgrado i lavori di realizzazione, iniziati
nel 2001, non fossero stati completati e mancassero, di conseguenza,
le necessarie condizioni di sicurezza e di salvaguardia dell' incolumita'
dei diportisti. Nei mesi scorsi il porto, che e' tuttora sotto sequestro,
ha subito gravi danni a causa di una mareggiata con conseguente aggravamento
delle condizioni di pericolosita' della struttura.
Arriva
il Presidente Ciampi in Calabria: Il TGR predispone le dirette da Vibo
e da Crotone
12/01 Per la visita del Presidente della Repubblica,
Carlo Azeglio Ciampi, a Vibo e a Crotone la redazione giornalistica
della Sede Rai calabrese ha predisposto un programma di collegamenti
in diretta e di servizi filmati che per tre giorni consecutivi occuperanno
gran parte dei TG regionali. La scelta e' stata voluta dal caporedattore
Pino Nano d' intesa con il direttore di testata Angela Buttiglione e
''vuole dare il segno della grande attenzione - dice Pino Nano - che
i TG regionali della Rai intendono assicurare a questa visita cosi'
speciale. Mai come in questo momento abbiamo registrato, soprattutto
nelle aree piu' interne di questa regione, la necessita' di sentire
sempre di piu' vicine le istituzioni, e la visita del Capo dello Stato
colma un impegno che lo stesso Presidente Ciampi aveva assunto quattro
anni fa quando venne per la prima volta in Calabria, ma senza riuscire
allora a visitare le due nuove province di Vibo e Crotone''. Per l'
occasione, gia' da stasera, il TG regionale sara' in collegamento diretto
con Vibo, dove domani arriva il Capo dello Stato, poi venerdi' e sabato
Crotone per la conclusione di questa visita. E' la prima volta che dopo
25 anni dalla sua nascita il TG regionale viene quasi interamente trasmesso
da un luogo fisico diverso dalla Sede Rai di Cosenza e ''questo sara'
possibile farlo - sottolinea il caporedattore Pino Nano - grazie alla
disponibilita' piena e partecipata del Direttore della Tgr Angela Buttiglione,
che insieme alla redazione calabrese ha pienamente condiviso questa
scelta editoriale''. La mobilitazione della Sede Rai calabrese in queste
ore e in questi giorni sara' totale, anche perche' in programma c'e'
uno speciale TV che andra' in onda dalle 9.45 alle 10.45 di domenica
mattina e che ''ci aiutera' a mettere insieme - dice Pino Nano - le
varie parti di questa visita di Stato perche' rimanga per il futuro
un documento completo e organico della visita del Presidente in Calabria''.
Incontro
in Regione per i problemi del black out in Sila
12/01 ''L' energia elettrica e' un mezzo per produrre
ricchezza, ma per alimentare lo sviluppo serve una corretta gestione'':
lo ha detto Giuseppe Chiaravalloti, presidente della Giunta regionale
nel corso della riunione convocata per discutere delle cause del black
out che ha interessato nei giorni scorsi l' altopiano silano. Il presidente
Giuseppe Chiaravalloti - e' scritto in una nota dell' ufficio stampa
della Giunta - e' intervenuto alla riunione che si e' svolta alla presenza
dell' assessore all' Urbanistica Raffaele Mirigliani e del dirigente
di settore Domenico Lemma. ''Bisogna trovare la via di mezzo - ha detto
ancora Chiaravalloti - tra produzione e rispetto dell' ambiente seguendo
la logica del buon senso, mettendo da parte l' interesse personale e
privato per far prevalere l' interesse collettivo. Per l' assessore
Mirigliani ''l' incontro e' servito per fare un' analisi ricognitiva
di quello che si e' verificato e per individuare le prospettive affinche'
cio' non si verifichi piu'''. Alla riunione hanno partecipato Michele
Sarluca responsabile del Gestore rete trasmissione energia nazionale
(Grtn); Dino Codispoti e Antonio Limone del Centro direzione Terna di
Napoli; Sergio Volpato responsabile Enel Cosenza; Franco Iacucci dell'
Amministrazione provinciale di Cosenza e Rosario Calvano direttore dipartimento
forestazione e protezione civile. A conclusione dell' incontro e' stato
stabilito che un' altra riunione si terra' il prossimo 20 gennaio.
La
Giunta regionale approva il Piano regionale degli interventi e dei servizi
sociali
12/01 La Giunta regionale, su proposta del presidente
Chiaravalloti, ha approvato, nel corso dell' ultima seduta, il Piano
regionale degli interventi e dei servizi sociali. Il Piano, elaborato
dal Dipartimento ''Obiettivi strategici'', settore ''Politiche sociali'',
diretto dal dirigente generale, Francesco Morelli, e' scritto in una
nota, e' il primo nella storia della nostra Regione e viene a seguito
della L.R. 23 del 5 dicembre 2003, che ha recepito la legge nazionale
quadro 328/2000. ''Quanto dichiarato dal dott. Morelli durante l' audizione
del 17 dicembre scorso alla Terza Commissione consiliare di Reggio Calabria,
cui viene trasferito, per competenza, il Piano per il prosieguo dell'
iter legislativo - e' stato il commento di Chiaravalloti - ha trovato
compiuta attuazione con la delibera di Giunta assunta. E' una tappa
importante per le politiche sociali in Calabria e trovera' completa
applicazione con la redazione dei Piani di zona parte degli Enti locali.
La regione deve armonizzare e indirizzare i percorsi politici e gli
Enti locali devono gestire gli interventi''. Il Piano, e' scritto nel
comunicato, si compone sostanzialmente di tre parti: la prima contiene
un' analisi statistica del sistema sociale regionale attuale, in riferimento
anche al sistema nazionale; nella seconda parte viene descritto l' assetto
organizzativo dell' attuale sistema dei servizi, la dislocazione sul
territorio, per Comuni appartenenti ai Distretti socio-sanitari, la
differenziazione per tipologia di servizi erogati e le relative risorse
finanziarie destinate alle singole strutture raggruppate per aggregazione
dei Comuni ricadenti nel territorio distrettuale; nella terza parte
sono contenute le linee programmatorie dalle quali dovranno emergere
le progettualita' dei singoli piani di zona, di cui lo stesso Piano
sociale regionale contiene alcuni indirizzi. Il lavoro e' stato svolto
dal settore Politiche sociali nel rispetto delle linee dettate dal Piano
nazionale degli interventi e dei servizi sociali e delle indicazioni,
segnalazioni pervenute allo stesso settore dalle organizzazioni di cui
all' art.18 della L.R. 23/2003. ''Un ringraziamento particolare - ha
concluso Chiaravalloti - alle Associazioni, organizzazioni sindacali,
forze politiche, di maggioranza e di opposizione, che hanno contribuito,
con autentico spirito di collaborazione, alla redazione della L.R. n.23/2003''.
Tre
cacciatori trovati con fucili all’interno del Parco del Pollino
sono stati denunciati
12/01 Personale del Corpo forestale dello Stato di
Morano Calabro e Mormanno ha denunciato tre cacciatori per introduzione
abusiva di armi e esercizio venatorio all' interno di una area protetta.
I tre, due di Francavilla Marittima ed una di Castrovillari, sono state
trovate in localita' Commenda di Castrovillari, localita' ricadente
nella zona ''2'' del Parco nazionale del Pollino. L' operazione antibracconaggio
e' stata condotta con l' ausilio di un elicottero del Corpo forestale
proveniente dalla base di Lamezia Terme. Un' altra denuncia e' scattata
sul versante lucano del parco, nel comune di Carbone (Potenza). Un uomo
e' stato sorpreso mentre, con l' ausilio di una motosega, tagliava una
grossa pianta di faggio all' interno del parco. Controlli finalizzati
a contrastare l' abusivismo edilizio sono stati fatti anche fuori dall'
area protetta. Al termine del monitoraggio un uomo di San Sosti e' stato
denunciato per aver eseguito dei lavori edili che hanno mutato l'assetto
territoriale e urbanistico della zona senza alcuna autorizzazione comunale.
Le opere, realizzate in localita' Cerreto di San Sosti, sono state sequestrate.
Antonino
Cotroneo nuovo direttore della Dogana di Paola
12/01 E' il Antonino Cotroneo il nuovo direttore della
Dogana Principale di Paola. Cotroneo nella presentazione del proprio
programma di lavoro ha espresso l' intenzione di promuovere azioni sinergiche
con le varie istituzioni per favorire lo sviluppo di tutte le attivita'
economiche e produttive della provincia di Cosenza.
Critiche
del’ass. De Gaio e del capogruppo di AN di Castrovillari per gli
incidenti nella gara con l’Acri
12/01 L' assessore allo sport del Comune di Castrovillari,
Anna De Gaio, ed il capogruppo di An, Giuseppe Abbenante, in una dichiarazione
congiunta, hanno contestato l' organizzazione ''con la quale sono gestiti
i tifosi del Castrovillari'' in occasione della gara giocata ad Acri
e durante la quale ci sono stati incidenti. Dopo avere condannato quanto
accaduto a fine gara, i due, che erano presenti allo stadio, hanno sostenuto
che ''e' inammissibile come una gara di cartello come quella di domenica
sia stata gestita in questo modo. Da tempo ormai - hanno aggiunto -
tutti i quotidiani locali avevano annunciato l' arrivo ad Acri di centinaia
di sostenitori del Castrovillari i quali giunti nello stadio si sono
visti sbarrati i cancelli della tribuna est. Nonostante noi stessi avessimo
avvertito molto prima dell' inizio della gara i dirigenti della societa'
di Acri e le forze dell' ordine dell' arrivo di questi ultimi. Non solo,
ma di contro ci siamo sentiti dire che questi potevano accomodarsi nella
tribuna ovest, dove vi erano i tifosi locali, in quanto non vi era l'
agibilita' dell' altro settore, tribuna questa nella quale non era stato
predisposta alcuna divisione di settore per gli ospiti. Ecco quindi
che i tifosi rossoneri sono stati tenuti per diverso tempo fuori dallo
stadio dalle forze dell' ordine presenti, in attesa di trovare una collocazione
agli stessi''. ''Alcuni tifosi, e dobbiamo dire fortunatamente - hanno
proseguito De Gaio e Abbenante - si sono rifiutati di entrare in tribuna
con la tifoseria locale e con forza sono entrati nel settore opposto
alla tifoseria avversaria, pur contravvenendo a quanto a loro impartito,
che non era stato predisposto come erroneamente e' stato trascritto
dalla stampa per ospitare la tifoseria ospite. Da li' in poi e' nato
un normale 'scontro' di cori tra le due tifoserie sfociato nel primo
disordine allorquando un tifoso rossonero, reo di voler attaccare alcuni
striscioni alla rete, e' stato malmenato da un dirigente e da una persona
autorizzata a stare in campo della societa' di casa''. ''In occasioni
del genere - hanno concluso De Gaio e Abbenante - bisogna intervenire
prima prevenendo il tutto. Ora ci chiediamo se esiste una ordinanza
sul divieto di usare quella tribuna, poi occupata dalla tifoseria ospite,
e come mai questa se esiste non e' stata comunicata precedentemente
per evitare che i tifosi arrivassero cosi' numerosi ad Acri e se il
direttore di gara era al corrente dell' inagibilita' del settore occupato
in seguito dalla tifoseria ospite''.
Summit
operativo sul maltempo con il Prefetto D’Amico: “scongiurare
le criticità evidenziate in Sila |