HOME, Torna alla pagina Indice
Citta' di Cosenza , Torna alla pagina Indice
Dir.resp. Pippo Gatto
Home . Cronaca . Università . Sport . Politica . Link . Cultura . Spettacoli . Calcio . Forum . Meteo .
Hinterland
 Rende
 Castrolibero
 Castiglione
 Servizi on Line
 Segnala i problemi 
 Famacie di Turno 
 Gare e Appalti 
 Bandi e Concorsi 
 Cinema 
 Scrivi alla Redazione 


 
 Turismo
 I Monumenti
 Mappa dell'Hinterland
 Centro Storico
 Notizie per i visitatori
 Rubriche
 Alimentazione
 Ambiente
 Attualità/Cronaca
 Consumatori
 Cronaca Rosa e Gossip
 Cultura
 Diritti del Cittadino
 Economia e Finanza
 Innovazione e Tecnologia
 Politica e Sociale
 Servizi Speciali e Dossier
 Sindacati
 Spettacoli
 Sport
 Partecipativi
 Chat
 Forum
 Scienza
 Informatica
 Innovazione
 Scienza
 Associazioni
 Salute
 Prevenzione
 Sanità e Salute
 Scuola e Giovani
 Scuola
 Musica
 Università




Previsioni: Epson Meteo

Notizie di Cronaca
dal 23/08 al 22/09

 

Scoperto in Sila un villaggio preistorico di 5 mila anni fa

22/09 Secondo la Sovrintendenza Archeologica regionale, si tratta del più grande villaggio preistorico risalente in Italia. Si trovava nel centro della Sila, vicino il Lago Ampollino, e secondo gli esperti che stanno conducendo la campagna di scavi risale a 5 mila anni fa. "Pensiamo - ha dichiarato al Tg3 Calabria il sovrintendente regionale per i beni archeologici, Domenico Marino- sia esistito un vasto abitato, con centinaia di capanne. Dobbiamo ritenere siano i nostri antenati". Dalle tracce, si presume che questi uomini del 3000 A.C. lavorassero strumenti di pietra e vivessero di pastorizia. Si ipotizza avessero un commercio marittimo con Lipari, perché estraevano e lavoravano l'ossidiana, il vetro vulcanico che si trova nell'Isola siciliana.

Castrovillari partecipa alla “Fiera dei Cento Comuni”

22/09 ''L'amministrazione comunale di Castrovillari partecipera', con i suoi prodotti , manufatti e capacita', alla Fiera dei Cento Comuni, promossa ed organizzata dalla Provincia di Cosenza''. Lo ha reso noto l'assessore alle politiche giovanili, sport, turismo e tempo libero, Anna De Gaio, che ha partecipato a Cosenza, a nome e per conto dell'amministrazione, ad un incontro con l'assessore, Rosetta Console, per ottimizzare l'offerta e l'esposizione che ogni anno richiama decine di migliaia di visitatori tra gli stands e gli incontri. ''Quest'anno come negli anni passati, il capoluogo del Pollino sara' presente, consapevole dell'importanza della manifestazione - ha aggiunto la De Gaio - che e' uno degli strumenti per migliorare l'offerta dei territori. Per richiamare l'attenzione l'Amministrazione di Castrovillari portera' in fiera manufatti, prodotti e tante testimonianze, in rappresentanza della volonta' di essere sempre piu' partecipi dello sviluppo e promozione dell'area. Insomma - ha concluso l'assessore - un momento importante per quanto riguarda la ricaduta d'immagine che vogliamo diventi una maggiore occasione di crescita turistica di un'area/incrocio di tre regioni, di piu' identita' e culture''.

Cinque arresti e denunce ad opera dei Carabinieri a Cassano, Corigliano, Fagnano, Marano Marchesato, Mirto e Scalea

22/09 Cinque persone arrestate e cinque denunciate e' il bilancio di alcune operazioni portate a termine dai Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza. A Corigliano Calabro, gli uomini del nucleo operativo e radiomobile hanno arrestato una persona, pregiudicata, con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di cocaina. A Mirto Crosia gli uomini della locale stazione e i carabinieri del Norm di Rossano, hanno tratto in arresto un uomo, in esecuzione ad un ordine di custodia cautelare emesso dal Gip del tribunale di Rossano, per incendio doloso. A Cassano Ionio la locale Tenenza, e gli uomini del Norm di Corigliano Calabria, hanno arrestato un soggetto per ricettazione e inosservanza degli obblighi imposti dalla sorveglianza speciale. E' stata inoltre, denunciata a piede libero la convivente per i medesimi reati. A Scalea, i carabinieri del nucleo radiomobile hanno tratto in arresto un cittadino somalo, per violazione del decreto di espulsione. A Marano Marchesato, i carabinieri del nucleo operativo e radimobile della compagnia di Cosenza ha tratto in arresto un soggetto, pregiudicato, per furto aggravato, insieme ad un complice in corso di identificazione. A Fagnano Castello i carabinieri della locale stazione hanno denunciato a piede libero quattro persone, due per abuso d'ufficio e abusivismo edilizio e due per solo abusivismo edilizio. Infine a Scalea ignoti hanno incendiato una Fiat Brava targata AG 668 AZ, di proprieta' di un pensionato del luogo.

Giovane di 18 anni arrestato per rapina a Trebisacce

22/09 Un giovane di Trebisacce, R.R., di 18 anni, e' stato arrestato dai carabinieri con l' accusa di aver rapinato il 22 agosto scorso, armato di coltello, un uomo, sottraendogli la borsa. Il giovane e' stato portato al centro di prima accoglienza di Catanzaro in quanto, nel momento della rapina, era ancora minorenne.

Due soccorsi della motovedetta dei Carabinieri sullo Jonio

22/09-(G.C.)- Una motovedetta dei Carabinieri a Mirto Crosia, in provincia di Cosenza, sulla costa Jonica è stata impegnata in due operazioni di salvataggio. Nello specchio d’ acqua antistante il centro abitato, ad un miglio a nord-est dalla costa, nel corso di un servizio di polizia marittima, la motovedetta CC N525 ha soccorso una imbarcazione 7CR/183 'Nicolas Green' di proprieta' dell'Istituto professionale di Stato di Corigliano, alla deriva a causa della rottura dell'asse dell'elica con a bordo il solo conducente. La motovedetta, inoltre, ha prestato soccorso ad un altro natante alla deriva a causa dell'avaria del motore con a bordo due persone del luogo.

Tre arresti dei CC a Corigliano

22/09 I carabinieri hanno arrestato Francesco Policastri, di 48 anni, di Corigliano, sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno, con l' accusa di aver violato gli obblighi. L' uomo e' stato trovato in compagnia di un altro pregiudicato di Cosenza per cui e' stato arrestato e portato nel carcere di Rossano. Sempre a Corigliano i I carabinieri hanno arrestato due cittadini romeni, Lungu Cezarel, di 38 anni, senza fissa dimora e Lidia Ilaria Foca, di 25 anni, entrambi clandestini. I due non avevano ottemperato ad un decreto di espulsione del Prefetto di Cosenza emesso il 15 settembre di quest' anno. L' uomo e la donna sono stati portati, rispettivamente, nelle carceri di Rossano e Castrovillari.

Inchiesta Vibo: il difensore di Luzzo precisa, “Non è il regista”

22/09 ''Nessun ruolo di regista o di concorrente in ipotesi di reato puo' essere attribuito a Gianfranco Luzzo per la semplice ragione che lo stesso e' destinatario di un' unica contestazione svincolata da qualsiasi altra posizione soggettiva''. Lo afferma, in una nota, l' avv. Francesco Gambardella, difensore dell' ex assessore alla Sanita' della Regione Calabria. L' iniziativa dell' avv. Gambardella trae origine dall' emissione da parte della Procura della Repubblica di Vibo Valentia di un avviso di conclusione indagini nei confronti di 30 persone, tra le quali lo stesso ex assessore Luzzo, attuale presidente del Consiglio comunale di Lamezia Terme, nell' ambito di un' inchiesta su un presunto giro di tangenti per la realizzazione del nuovo ospedale di Vibo Valentia. ''La singola contestazione, rivolta ad un singolo soggetto senza il 'concorso' di terzi - aggiunge l' avv. Gambardella - inibisce a monte la possibilita' di semplicemente ipotizzare i ruoli inopinatamente attribuiti a Luzzo. La serena ed oggettiva lettura della contestazione formulata nell' avviso conclusioni delle indagini consente a chiunque una corretta interpretazione. Il dott. Luzzo intende rimettersi tranquillamente a tutte le determinazioni che l' autorita' giudiziaria assumera', nella piena convinzione di potere chiarire immediatamente la propria posizione, consapevole di avere operato nel pieno rispetto della legge e dell' interesse pubblico. Non intendiamo, comunque, in questa sede entrare nel merito di una vicenda che solo il giudice potra' e dovra' esaminare''.

Intimidazione ad un commerciante di Reggio Calabria

22/09-(G.C.)- All’ ingresso di un negozio a Reggio Calabria e' stata recuperata dalla polizia una tanica di benzina. E' stato il proprietario del negozio, R.C., ad avvertire le forze dell'ordine. Indagini sono in corso da parte della squadra mobile per identificare gli autori del gesto di intimidazione.

Uccide il cognato e ferisce la moglie che lo voleva lasciare

21/09 I rapporti con la moglie erano deteriorati da tempo, ma la notizia che la donna voleva avviare le pratiche per la separazione ha fatto scattare la sua furia che lo ha portato a sparare contro il cognato ed il suocero, uccidendo il primo e ferendo gravemente il secondo, ed a ferire anche la moglie. Protagonista della vicenda Roberto Rocco Pisano, di 48 anni, imprenditore residente a Lodi che la notte scorsa, a Laureana di Borrello, grosso centro agricolo della piana di Gioia Tauro, ha ucciso Antonio Furfaro, di 36 anni, ha ferito il suocero, Michele Furfaro, di 73, che e' in fin di vita nell' ospedale di Cosenza, ed in modo lieve la moglie, Beatrice, di 39. La coppia si era trasferita dalla Calabria a Lodi con i due figli una decina di anni fa e in Lombardia Pisano aveva iniziato la sua attivita' imprenditoriale. I rapporti tra i due, pero', si erano incrinati ed erano cominciati i primi dissapori. Alla fine della scorsa settimana, secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro che conducono le indagini, Beatrice Furfaro e' tornata dal padre, a Laureana di Borrello. Ieri la donna ha telefonato al marito per comunicargli la sua intenzione di avviare le pratiche di separazione. Una notizia che ha sconvolto Pisano che e' immediatamente partito alla volta della Calabria portandosi dietro un fucile calibro 12 regolarmente detenuto ed una pistola calibro 9 di cui gli investigatori stanno cercando di accertare la provenienza. Verso mezzanotte l' uomo ha bussato alla porta dell' abitazione del suocero e quanto la moglie gli ha aperto, l' ha colpita con il calcio della pistola alla testa. Quindi si e' diretto nella stanza dove si trovavano i due uomini ed ha cominciato a sparare col fucile. I due hanno tentato di strappargli l' arma dalle mani, ma Pisano ha continuato a fare fuoco con la pistola ferendo gravemente suocero e genero. La donna, nel frattempo, e' riuscita a chiamare i carabinieri che facendo irruzione hanno trovato Pisano con ancora la pistola in mano. L' uomo si e' fatto ammanettare senza opporre resistenza. Antonio e Michele Furfaro sono stati subito soccorsi, ma il primo e' morto durante il tragitto verso l' ospedale di Polistena, mentre il secondo e' stato portato nell' ospedale di Cosenza per la gravita' delle sue ferite. Nell' appartamento i carabinieri hanno trovato anche numerosi colpi inesplosi, segno che la pistola si e' inceppata. Pisano, dopo avere sparato, si e' chiuso nel mutismo. Solo dopo essere stato portato in caserma ha chiesto: ''Ho ucciso qualcuno?''. Alla risposta affermativa dei carabinieri non ha piu' parlato.

Presentato in Provincia il progetto di catasto informatizzato

21/09 E’ stato presentato ufficialmente, in Provincia, il progetto di realizzazione del catasto informatizzato delle strade, utilissimo strumento di lavoro che permetterà di rilevare e raccogliere dati su tutta la rete stradale provinciale.
“Abbiamo ritenuto necessario- ha detto in proposito il Presidente, Mario Oliverio- dotare la grande attenzione che l’Amministrazione Provinciale ha sempre avuto verso la rete stradale che gestisce, di un supporto tecnologico adeguato a soddisfare le necessità e le nuove tendenze in materia di opere stradali al fine di raggiungere una sicurezza diffusa e completa”-
“ Una rete di 3.000 chilometri di strade dalle non omogenee caratteristiche - ha rilevato ancora Oliverio- impone la conoscenza quanto più approfondita possibile, aggiornata in costante tempo reale, di un patrimonio per il quale il catasto funzionerà quale opera prioritaria per le attività di programmazione e prevenzione.”
“Il catasto informatizzato- ha spiegato l’Assessore alla Viabilità, Arturo Riccetti- permetterà di tenere sotto continuo controllo la nostra viabilità. Il che consentirà una immediata visione di verifica per eventuali segnalazioni, grazie al sistema di telecamere di sorveglianza. Una vera fotografia con dati aggiornati che metterà in grado non solo di stabilire le priorità in termini di progettazione ma anche di monitorare lo stato della segnaletica, dei lavori, degli accessi non denunciati ed altro. Per non parlare dei tratti di criticità.”
Il servizio di realizzazione del catasto informatizzato è stato affidato in appalto ed attualmente si sta già lavorando alla rilevazione e raccolta dati sulla rete stradale con utilizzazione di tecnologia innovativa che combina un sistema di navigazione inerziale e un sistema di GPS.
I lavori sono stati assegnati ad un’associazione di imprese costituita dalla G.I.O.V.E. S.r.l., Eldasoft S.p.A, CM Sistemi SpA, GSG srl, Cartocal srl ( presenti con i propri responsabili alla presentazione di ieri) e prevedono: il rilievo e raccolta dati, l’acquisizione di immagini stereoscopiche e filmati, software GIS stradale, catasto strade, segnaletica verticale ed orizzontale, concessioni stradali.
In aggiunta, verranno realizzati la “cippatura” delle strade di competenza provinciale ed i cartelli di indicazione della strada e della progressiva chilometrica che daranno all’utente/cittadino ed alle unità di protezione civile, forze dell’ordine e di pronto intervento impegnate sul territorio, la possibilità di localizzare tempestivamente e precisamente le aree di intervento.

Riprende a Genova il processo G8

21/09 “Nella prima udienza dopo la pausa estiva del processo a 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio durante il G8 di Genova sono stati ascoltati due testi”.A comunicarlo è una nota di “Supporto Legale” degli inquisiti NoGloabal. Le prime due ore se ne vanno nell'esame del teste Sebastiano Pinzone, digos di Genova chiamato per l'identificazione di un imputato attraverso le foto scattate mentre fa la spesa nella propria città. Il secondo teste invece è Claudio Cappello, attualmente maggiore dei carabinieri paracadutisti Tuscania, nel 2001 capitano della Ccir "Echo" del Battaglione Sicilia, la Compagnia di Contenimento e Intervento Risolutivo dei carabinieri impegnata in piazza Alimonda il 20 luglio del 2001. Cappello scarica sul vicequestore aggiunto Adriano Lauro, funzionario di PS responsabile di piazza, ogni scelta sugli interventi effettuati. In particolare, Cappello ribadisce le sue perplessità sull'ultimo intervento in via Caffa, che ha portato all'omicidio di Carlo Giuliani in piazza Alimonda. Nella deposizione di Cappello, esperto d'ordine pubblico, ma soprattutto di missioni all'estero (tra cui Israele, Somalia, Bosnia, Iraq), sono implicite pesanti critiche nei confronti dei vertici dell'Arma, per aver inserito personale inesperto in una situazione "calda" come quella di Genova, personale che comprendeva militari di leva in servizio anche da pochi mesi, come Raffone e Placanica. Uno degli aspetti più importanti emersi dal controesame della difesa è la questione dei due defender presenti in piazza Alimonda. Uno dei due era a disposizione del colonnello Truglio, l'altro di Cappello stesso, il quale ricorda la presenza dei due mezzi fino a circa 10 minuti prima dell'omicidio di Carlo Giuliani. Cappello ordina a Placanica di montare su uno dei mezzi in quanto "affetto da problemi psicomotori e molto nervoso" e poi dice di essersene disinteressato, dando per scontato che i mezzi se ne sarebbero andati. Cappello ci tiene a sottolineare più volte che i defender non dovevano assolutamente seguire il plotone, in quanto sarebbero stati solo un impiccio, e che se li avesse notati li avrebbe mandati via. I mezzi invece restano e anzi seguono i carabinieri a piedi, con le conseguenze che ben conosciamo. Cappello dice di non aver visto l'omicidio di Carlo Giuliani. Si avvicina però al corpo subito dopo e incredibilmente dichiara di aver ritenuto che fosse stato investito, nonostante le foto mostrino chiaramente la sua presenza accanto al corpo mentre uno zampillo di sangue esce dallo zigomo di Carlo. Guardando una foto in cui si vede chiaramente un altro carabiniere che tocca Carlo steso a terra, dichiara candidamente che né lui né alcun altro militare ha toccato il corpo. Sostiene infine di non aver mai avuto in mano gli oggetti appartenenti a Placanica durante la serata successiva, nonostante gli venga fatta ascoltare una comunicazione radio in cui, lui presente, si affermava che il casco di Placanica era in suo possesso. Insomma il maggiore Cappello si trincea dietro affermazioni incongruenti e dietro una serie di imbarazzanti "non ricordo" fino addirittura ad affermare che la notizia che Giuliani fosse stato ucciso da un colpo di arma da fuoco gli è giunta non prima dell'una di notte e che, nonostante il defender fosse affidato a lui, non ha alcuna notizia su dove sia finito e che percorso abbia fatto dopo i drammatici avvenimenti di piazza Alimonda. Non resta che augurarsi che il colonnello Truglio, che si trovava a bordo dell'altro defender, ricordi qualcosa di più...”

Petizione di Riferimenti per la verità sul caso Calipari

21/09 Una raccolta di firme e' stata avviata dal coordinamento nazionale antimafia ''Riferimenti'' che, in una nota, invita i cittadini ''a ritenersi parte lesa nell'uccisione di Nicola Calipari e ad esigere verita' e giustizia per la sua morte, a tutt'oggi avvolta da misteri inquietanti''. Primi firmatari della petizione, e' scritto nella nota, sono Adriana Musella, presidente del coordinamento, ed Elisabetta Baldi, vedova di Antonino Caponnetto fondatore dell'associazione.

In Commissione Trasporti della Provincia i piani di bacino

21/09 I criteri progettuali seguiti nella redazione del Piano Provinciale dei Trasporti per rendere operativi i Piani di bacino, sono stati oggetto di approfondita discussione in seno alla VI Commissione Consiliare, presieduta da Marino Reda. Due, in sintesi, sono stati quelli posti alla base dell’impostazione per realizzare un servizio pubblico locale organizzato e funzionale al territorio: “schema a rete” e “intermodalità”.
“Il primo -è stato evidenziato nella relazione dell’Assessore Provinciale ai Trasporti Giuseppe Gagliardi- risponde ad una esigenza di modernità e di funzionalità rispetto all’assetto attuale, costituito da una serie di collegamenti che seguono lo schema a linea; il secondo, una volta realizzato un servizio su ferro, garantirebbe il funzionamento della rete con, appunto, l’intermodalità ferro-gomma e, quindi, assicurerebbe un’implementazione dei servizi di trasporto in generale.”
“Allo stato attuale il servizio pubblico -riferisce l’Assessore nella sua relazione- risulta obsoleto, disarticolato e poco flessibile e, pertanto, poco rispondente alle esigenze di mobilità, fortemente cambiate negli ultimi decenni, di una Provincia, grande quanto la Liguria e con Comuni distanti anche 150 Km. Dalla città capoluogo. Per questa ragione, nella impostazione di progetto per ogni ambito territoriale, o bacino (Pollino, Rossano-Corigliano, Paola e Area tirrenica, Cosenza-Rende) sono stati identificati uno o più poli di attrazione, come sedi di Tribunali, Ospedali, Asl ecc..., che sono diventati i nodi dello schema a rete. La rete, in ogni caso, viene concepita in modo che i collegamenti entrino nel nodo e se ne allontanino, secondo orari cadenzati di agevole memorizzazione, per lasciare spazio a molteplici soluzioni di spostamenti.”
Dalla relazione dell’Assessore si evince anche che, nell’ambito dello schema a rete, gli unici collegamenti che nel progetto si è ritenuto di non variare e, quindi in deroga allo steso schema, sono quelli scolastici, per i quali il collegamento a linea, dal luogo di origine a quello di destinazione, risulta giustificato da una serie di fattori quali: i vettori viaggiano pieni e, dunque, una rottura di carico perderebbe di significato ed, inoltre, aumenterebbe i tempi di percorrenza, esponendo gli utenti a trasbordi da evitare, data la loro giovane età.
Le linee di percorrenza, allo stato attuale, sono impostate prevalentemente per il soddisfacimento di esigenze di tipo scolastico e lavorativo e, pertanto, dal traffico che si muove secondo queste modalità, resta esclusa un’ampia fascia di categorie deboli alla quale bisognerebbe garantire almeno i servizi minimi. Nell’elaborazione del progetto, tenendo conto di ciò e per ovviare a tale situazione, si è ritenuto opportuno, come criterio unitario, di dotare i centri abitati di una corsa inframattutina e, nel primo pomeriggio, verso il polo di attrazione di loro competenza, e di un rientro dal polo, in tarda mattinata. Il rientro serale, nella maggior parte dei casi fissato per le 16:00, è stato posticipato, invece, alle 18:00, inserendo anche in serata una corsa di rientro, in coincidenza con le corse lungo le principali direttrici afferenti l’Università.
Strategicamente e per rispondere all’esigenza di mobilità fortemente dinamica, si è ipotizzato che, all’interno dei centri identificati come nodi, le linee si diramino da un capolinea attrezzato come un’autostazione, posto in prossimità delle stazioni ferroviarie.
Il Presidente della VI Commissione, Marino Reda, ed il Consigliere Giuseppe Gallo, nell’esprimere apprezzamento per la puntuale relazione dell’Assessore relativa ai Piani di bacino e al Piano Provinciale dei Trasporti, hanno inteso sottolineare la necessità di integrare questa impostazione con le eventuali opere infrastrutturali di cui si auspica la realizzazione, come la Metropolitana leggera e il Porto di Corigliano, in modo da pervenire al decongestionamento della rete stradale, ridurre i tempi di percorrenza ed elevare i livelli di sicurezza, rendendo il trasporto pubblico locale servizio efficiente per l’utenza.

Rapina una tabaccheria di Marano e viene arrestato dai CC

21/09 I militari della compagnia carabinieri di Cosenza hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, a Marano Marchesato Aldo Pranno, 38 anni, operaio cosentino, con precedenti penali. L'uomo secondo quanto hanno appurato i carabinieri sarebbe responsabile, insieme ad un complice, in corso di identificazione, che e' riuscito a sfuggire alla cattura, di furto aggravato di numerose stecche di sigarette e pacchetti sfusi e di 900 euro asportati all'interno di una tabaccheria di Marano Marchesato in via Martiri della Liberta'. La refurtiva ed il denaro, interamente recuperati, sono stati riconsegnati al proprietario mentre l'autovettura utilizzata dai due per mettere a segno la rapina, e parcheggiata nei pressi del tabacchino, e' stata posta sotto sequestro. Il Pranno, dopo le formalita' di rito di rito, e' stato rinchiuso nella casa circondariale di Cosenza a disposizione della autorita' giudiziaria competente.

Incendiata l’auto del giovane che era con l’estortore ucciso a San Lorenzo del vallo

21/09 Un' automobile, un' Alfa Romeo 156, e' stata incendiata la notte scorsa a Spezzano Albanese. La vettura e' del giovane che si trovava insieme a Francesco Gabriella, di 55 anni, l' uomo ucciso l' 11 settembre scorso a San Lorenzo del Vallo da un commerciante al quale da tempo la vittima chiedeva la tangente. Nell' occasione il giovane fu aggredito dai dipendenti dell' azienda del commerciante, Eugenio Ciliberti, e riporto' una grave lesione all' occhio. La posizione del giovane e' al vaglio degli inquirenti.

Un arresto e tre denunce ad opera dei CC di Cosenza

21/09 Una persona e' stata arrestata ed altre tre sono state denunciate in stato di liberta' dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza nell' ambito di diversi servizi. A Marano Marchesato un uomo e' stato arrestato per furto ai danni di una rivendita di tabacchi, mentre a Castrolibero tre persone sono stati denunciate per ricettazione di telefoni cellulari.

Un arresto per ricettazione a Rossano

21/09 Un uomo, Antonio Iannicelli, di 41 anni, e' stato arrestato dai carabinieri, in flagranza, per i reati di ricettazione e inosservanza degli obblighi e delle prescrizioni imposte dalla sorveglianza speciale. I militari della Tenenza di Cassano e quelli del nucleo operativo della compagnia di Corigliano, nel corso di una perquisizione domiciliare effettuata nell' abitazione dell' uomo, hanno trovato un computer completo di stampante che era stato asportato furtivamente, la settimana scorsa, a G. F. di Cassano. Il computer e tutti gli accessori recuperati, per un valore totale che si aggira intorno ai 1.500 euro, sono stati restituiti al legittimo proprietario. Iannicelli e' stato portato nel carcere di Castrovillari.

Incendia auto, arrestato dai CC a Rossano

21/09 Un uomo, Domenico Roger Cetera, di 38 anni, di Mirto Crosia e' stato arrestato dai carabinieri, in esecuzione di un' ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del tribunale di Rossano, perche' ritenuto responsabile dell' incendio di un' autovettura data alle fiamme lo scorso 7 settembre. Cetera, che nell' immediatezza dei fatti era stato denunciato, si sarebbe procurato della benzina da un distributore automatico di carburante e quindi avrebbe incendiato la vettura di proprieta' di un artigian parcheggiata nei pressi di alcune abitazioni e di depositi di legname. Secondo quanto si e' appreso, a portare i carabinieri sulle tracce del presunto piromane sarebbero state le immagini registrate da una telecamera a circuito chiuso posta nella stazione di servizio. L' uomo e' stato portato nel carcere di Rossano.

Rosa Villecco Calipari: “Le forze politiche sostengano la Magistratura. Non mi candiderò alle elezioni politiche”

20/09 ''Le forze politiche garantiscano sostegno e appoggio all'azione che la magistratura sta svolgendo per identificare i responsabili diretti ed indiretti della morte di mio marito''. Lo ha detto Rosa Calipari, vedova di Nicola Calipari, ritirando stasera a Lamezia Terme la targa ricordo offertale dai Ds in occasione della prima giornata della festa nazionale sul tema ''Sicurezza e' liberta''. La targa e' stata consegnata a Rosa Calipari da Marco Minniti, responsabile sicurezza e difesa dei Ds. ''L'omicidio di mio marito - ha aggiunto Rosa Calipari - non puo' diventare un altro dei misteri italiani. Nicola e' stato fedele fino alla fine all'impegno che aveva assunto con lo Stato ed e' morto perche' colpito da fuoco amico, che vuol dire essere ucciso da coloro che sono i nostri alleati''. La vedova di Nicola Calipari ha ricordato con emozione gli anni trascorsi in Calabria quando il marito lavorava in Polizia. ''Sono contentissima - ha detto - di essere qui oggi. La Calabria e' la mia terra ed era anche la terra di Nicola. Mi commuove partecipare e ricevere un riconoscimento in occasione di un' iniziativa in cui si parla di legalita' e sicurezza, quei valori che mio marito ha incarnato nel corso di tutta la sua vita''. Sulla targa consegnata da Marco Minniti a Rosa Calipari e' riportata la scritta: ''A Nicola, un uomo giusto che ha onorato la Calabria e servito con lealta' le istituzioni''. ''Nego tutto. Non e' vero che mi candidero' alle prossime elezioni politiche''. Ha detto infine Rosa Calipari. ''Non c' e' nulla di vero - ha aggiunto Rosa Calipari - nelle voci che sono state diffuse e mi da' fastidio che si arrivi a pensare certe cose. Io sono un funzionario dello Stato e mio marito era un uomo delle istituzioni''.

Auto della Polizia stradale si scontra con un camion sulla 106. Due morti. Cordoglio di Pisanu

20/09 Due persone sono morte, nella tarda serata di ieri, in seguito ad un incidente stradale avvenuta sulla strada statale 534, nel territorio di Cassano Ionio. Lo scontro ha coinvolto un'auto della Polizia. Le persone decedute sono un sovrintendente di Polizia, Ottavio Godi, 53 anni, in servizio alla questura di Lecce, ed Angelo Campanelli, 35 anni, residente nella provincia di Foggia, che era alla guida di un autoarticolato il quale si e' scontrato con la vettura, una Fiat Marea, su cui viaggiavano gli agenti. Nello scontro e' rimasto ferito un altro sovrintendente di Polizia, Antonio Perrone, di 50 anni, pure in servizio a Lecce. I due agenti rientravano nel capoluogo salentino dopo aver accompagnato un extracomunitario al centro di permanenza di Lamezia Terme. Avevano da poco lasciato l'autostrada A3 e si erano diretti verso la statale 106, imboccando la 534, quando, per cause in corso d'accertamento, la Fiat Marea di servizio e' entrata in collisione lateralmente con l'autoarticolato, carico di blocchi di cemento, che viaggiava in direzione opposta. Il pesante automezzo si e' capovolto finendo in una scarpata. Niente da fare per il conducente. Anche il poliziotto morto e' rimasto imprigionato nell'auto e si e' reso necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco per il recupero del cadavere. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri. Perrone ha riportato un trauma cranico ed escoriazioni multiple giudicate guaribili in 10 giorni. Il sovrintendente Godi era sposato ed aveva tre figli, il piu' grande dei quali ha 25 anni ed e' anche lui agente della Polizia di Stato; gli altri due sono una ragazza di 24 anni e un bambino di 11. I funerali del sovrintendente capo della Polizia di Stato Ottavio Godi si svolgeranno domani pomeriggio alle 15 nella chiesa madre S. Andrea apostolo di Novoli (Lecce) . A lla cerimonia parteciperanno anche il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano e il capo della Polizia, Gianni De Gennaro.
Il Ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, ''appresa la notizia del decesso del Sovrintendente di Polizia Ottavio Godi – riporta un comunicato del Viminale- a seguito di un tragico incidente stradale avvenuto durante l'espletamento del proprio servizio, attraverso il Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Giovanni De Gennaro, ha espresso ai familiari del poliziotto sentimenti di cristiana e commossa partecipazione''.

Vicepresidente Perugini: “Chiederemo l’intervento di Bertolaso per la frana di Amendolara”

20/09 “Colpisce profondamente la situazione prospettata nel corso del Consiglio Comunale aperto, tenutosi ieri ad Amendolara”. Ad affermarlo, il Vicepresidente dell’Amministrazione Provinciale, Salvatore Perugini, dopo la conclusione dell’assise voluta dal Comune della città dell’Alto Jonio cosentino, dedicata in sessione aperta al problema della minaccia di frana che grava sul centro storico. “La Provincia di Cosenza- ha spiegato Perugini- constatata la gravità di una situazione che pone un serio rischio per la popolazione e l’intera comunità, si impegnerà su di un duplice fronte per far sì che possa mettersi in moto un efficace meccanismo di prevenzione. Da un lato sarà pronta ad assicurare il massimo appoggio per tutto ciò che rientra nell’ambito delle proprie competenza. Dall’altro, quale ente di coordinamento, si farà sponda istituzionale con i competenti livelli responsabili”. “A tal fine- ha annunciato il Vicepresidente dell’Amministrazione provinciale di Cosenza nel corso del Consiglio aperto- per il tramite del Presidente Oliverio, sarà chiesto un incontro urgente con il responsabile della Protezione Civile nazionale, Guido Bertolaso, così come investirà in via immediata anche la Commissione grandi rischi.” “Intervenire adeguatamente e, soprattutto, tempestivamente- ha chiarito Perugini- significherà salvaguardare e tutelare non solo l’integrità materiale di un luogo ma più propriamente anche la sua identità sociale, storica, culturale. Un patrimonio che deve essere difeso contro il pericolo di dispersione”. Il Vicepresidente della Provincia, inoltre, per conto dell’onorevole Oliverio, ha assicurato impegno nel sostenere ed accelerare nel suo iter burocratico una richiesta di finanziamento, pari a 250.000 Euro, che il Comune di Amendolara ha inoltrato presso la Regione Calabria. Grande l’apprezzamento espresso nei confronti dell’impegno espresso dal Vicepresidente Perugini da parte degli amministratori di Amendolara. Come concordato, nei prossimi giorni l’onorevole Oliverio invierà una lettera di segnalazione del problema e contenente la richiesta di intervento al direttore del Dipartimento di Protezione Civile, Bertolaso.

Solidarietà del Coordinamento dei Consigli comunali dell’ANCI agli amministratori vittime di intimidazioni

20/09 Il Direttivo Nazionale del Coordinamento dei Consigli Comunali dell’ANCI, riunitosi a Roma il 16 settembre 2005, ha preso in esame la preoccupante situazione registratasi in alcuni comuni della Calabria, teatro di gravi atti intimidatori perpetrati nei confronti di amministratori ed eletti. Nell’esprimere solidarietà a quanti sul territorio, in rappresentanza dei cittadini amministrati, si battono per l’affermazione della democrazia e della legalità, il Comitato Direttivo ha ribadito il suo impegno al fianco di tutte le istituzioni deputate a combattere ogni forma di violenza criminale. I gravi atti registrati nelle ultime settimane ai danni delle istituzioni consiliari e dei loro rappresentanti dimostrano inequivocabilmente la necessità di riscoprire la funzione ed il ruolo della democrazia rappresentativa e della sua istituzione municipale, il Consiglio Comunale; un ruolo che soffre nella realtà calabrese e che dunque espone oltre misura gli eletti agli atti di violenza che, qualunque ne sia la natura, colpiscono indifferentemente rappresentanti di ogni schieramento.
Il Direttivo Nazionale del Coordinamento dei Consigli Comunali dell’ANCI si appella alle istituzioni statali deputate alla sicurezza ed all’amministrazione della giustizia, a quelle regionali e provinciali, oltre che a tutte le forze politiche impegnate nella vita democratica calabrese affinché la solidarietà ai singoli coincida con il fattivo impegno per la valorizzazione di quelle funzioni di rappresentanza contro cui si producono gli intollerabili atti intimidatori.

Sequestrati dai CC beni per due milioni di euro a boss che faceva il forestale

20/09 Beni per un valore di due milioni di euro sono stati sequestrati dai carabinieri del reparto operativo del Comando provinciale di Crotone a Vincenzo Comberiati, di 48 anni, indicato come il boss dell' omonima cosca operante a Petilia Policastro. L' uomo attualmente sta scontando una condanna a 16 anni di reclusione per duplice omicidio. I carabinieri, in particolare, hanno sequestrato titoli di credito e depositi bancari, quattro auto di grossa cilindrata, due delle quali blindate, due appartamenti e 35 ettari di terreno. Il provvedimento di sequestro e' stato emesso dal Tribunale di Crotone al termine delle indagini compiute dai carabinieri del reparto operativo ed ha riguardato beni risultati riconducibili a Comberiati e ai suoi familiari.
Faceva l' operaio forestale Vincenzo Comberiati, di 48 anni, il presunto boss della 'ndrangheta i cui beni, per un valore di due milioni di euro, sono stati sequestrati dai carabinieri in esecuzione di un provvedimento emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Crotone. Il sequestro e' stato disposto in accoglimento della richiesta fatta dal sostituto procuratore della Repubblica Pier Paolo Bruni. Secondo quanto hanno riferito i carabinieri, il sequestro e' scattato sulla base della sproporzione tra i redditi dichiarati da Comberiati e i beni da lui posseduti o a lui riconducibili. In realta', a detta degli investigatori, i beni sarebbero provento delle attivita' illecite svolte dall'operaio, e in particolare dalle estorsioni e dal traffico di sostanze stupefacenti. I carabinieri hanno riferito che i redditi ufficiali di Comberiati derivavano dalla sua attivita' di operaio dell' Afor, l' Azienda regionale per la forestazione, e dall' indennita' di disoccupazione percepita dall'Inps dal 1993 al 2004. ''Lo strumento migliore per combattere la mafia - ha detto il procuratore della Repubblica di Crotone, Fabio Tricoli - e' proprio quello di aggredire i patrimoni dei suoi affiliati e i proventi delle attivita' illecite''. Il comandante del Reparto operativo di Crotone dei carabinieri, cap. Paolo Storoni, ha ricordato che Comberiati e' stato arrestato, in tutto, 12 volte e ha al suo attivo una sessantina di denunce. ''Ci troviamo di fronte - ha detto il comandante provinciale dell' Arma, col. Angelo Cuneo - non a un boss di paese, ma a un esponente criminale di rilievo che, tra l' altro, per i suoi spostamenti, utilizzava auto blindate e poteva contate su cospicue risorse finanziarie''.

Informazione di garanzia al sindaco di Laino Borgo per una discarica

20/09 I carabinieri hanno notificato al sindaco di Laino Borgo, Michele Mele, unì' informazione di garanzia emessa dalla Procura della Repubblica di Castrovillari in relazione alla gestione di una discarica non autorizzata. L' avviso di garanzia e' stato emesso dal sostituto procuratore Baldo Pisani nell' ambito di un' inchiesta sulla gestione sulla discarica che sorge in localita' ''Petroso'', a poca distanza dal fiume Lao, in un' area gia' sottoposta a sequestro il 9 settembre scorso dall' autorita' giudiziaria. Il sindaco Mele, in un comunicato, ha espresso la ''massima fiducia nell' autorita' giudiziaria e totale disponibilita' a collaborare per fare luce sull' intera vicenda''.

Conclusi i lavori di riqualificazioni delle case Aterp di Rossano

20/09 Sono terminati i lavori di manutenzione e riqualificazione delle abitazioni destinate all' edilizia residenziale pubblica in contrada Matassa di Rossano, finanziati ed eseguiti dall' Aterp di Cosenza. I lavori hanno interessato un primo lotto dove si e' proceduto alla demolizione di alcune fatiscenti strutture, alla bonifica dell' area, alla realizzazione di nuovi parcheggi e aree verdi, all' eliminazione delle barriere architettoniche e alla messa in sicurezza dei punti adiacenti il Torrente Inferno. Sugli stessi alloggi, l' Amministrazione comunale interverra' con altre azioni di rifinitura, per perfezionare il complessivo intervento migliorativo dell' area.

Convocato il Consiglio comunale di Castrovillari

20/09 E' stato convocato per venerdi' prossimo, in prima convocazione, e lunedi' 26, in seconda, il Consiglio comunale di Castrovillari, dal presidente Nunzio Masotina su determinazione dei capigruppo consiliari. Il calendario dei lavori prevede oltre le variazioni di Bilancio, alcune comunicazioni del sindaco sul prelevamento dal fondo di riserva nonche' la sostituzione ed integrazione dei consiglieri nelle Commissioni consiliari permanenti. E ancora, la sostituzione di un componente nella Commissione elettorale comunale, la ratifica di una deliberazione di Giunta sulla devoluzione di mutui rinegoziati ed occorrenti per espropri finalizzati alla realizzazione di edilizia residenziale pubblica, l'approvazione del piano di localizzazione per la diffusione della stampa periodica e quotidiana e l'adesione alla Societa' consortile Asmenet Calabria.

Riaperto il traffico sulla A3 tra Serre e Mileto

20/09 L'Anas ha definitivamente riaperto al traffico veicolare la carreggiata sud della A3 Salerno-Reggio Calabria, tra gli svincoli di Serre e Mileto, dopo aver provveduto ad ultimare la bitumazione del tratto. Il tratto fin dalle 8 di stamani era gia' stato parzialmente ripristinato e reso fruibile alla circolazione, dopo gli interventi, durati otto ore, eseguiti dai tecnici e dalle squadre dell'Anas. Il traffico e' tornato ora alla completa normalita'. Nel tratto interessato, la scorsa notte si era verificato il cedimento del piano viabile, generato involontariamente dai lavori di scavo eseguiti dalla Snam al di sotto della piattaforma autostradale per la posa in opera dei cavi del metanodotto Italia-Algeria. I tecnici dell'Anas precisano che non si e' trattato, quindi, di un evento franoso dovuto alle piogge intense della notte scorsa, ma di un cedimento, peraltro di estensione limitata, causato appunto dai lavori per l'attraversamento, sotto il piano autostradale, dei cavi per il trasporto del metano algerino.

Incendiata una roulotte a Marina di Sibari

20/09 Incendiata, nella notte tra domenica e lunedi', una roulotte che e' andata completamente distrutta. Teatro dell'incendio e' stato un noto lido nel villaggio turistico di Marina di Sibari di proprieta' dell'imprenditore turistico G. T., dove la roulotte era parcheggiata. Sulle cause del ''rogo'' indagano i carabinieri della tenenza di Cassano, che non escludo la natura dolosa dell'accaduto.

Incendiata a Paola l’auto di un impiegato

20/09 Persone non identificate, la scorsa notte, a Paola, hanno compiuto un attentato incendiario ai danni di un' automobile di proprieta' di un impiegato. La vettura (una Lancia Prisma), che prima di essere incendiata e' stata cosparsa con liquido infiammabile, ha subito danni rilevanti. Sull' episodio hanno avviato indagini i carabinieri.

Agguato a Catanzaro: ucciso un uomo a Janò

19/09 Un uomo e' stato ucciso in un agguato stamani nella frazione Jano' di Catanzaro. La vittima, secondo quanto si e' appreso, e' stata uccisa con alcuni colpi d' arma da fuoco. L' si chiamava Sergio Pisani, di 39 anni, di Albi, paese alle porte di Catanzaro. L' uomo, secondo quanto e' stato riferito, aveva numerosi precedenti penali. Nell' agguato e' rimasta ferita lievemente anche un' altra persona che, secondo le prime indicazioni, sarebbe stata colpita per errore, trovandosi nelle vicinanze della vittima designata. Numerosi i colpi d' arma da fuoco (potrebbe essere stato usato anche un mitra) sparati contro Pisani. Sul posto sono intervenuti carabinieri e polizia. Dalle prime indicazioni, gli investigatori non escludono che l' omicidio possa essere maturato nell' ambito della lotta tra clan della Presila Catanzarese, che ha gia' portato negli ultimi mesi ad una decina di morti. E' stato bersagliato da scariche di mitraglietta e kalashinkov e finito con un colpo alla testa Sergio Pisani. Pisani, titolare di un' impresa edile, al momento dell' agguato era sulla sua auto, una Fiat Punto, insieme a Tommaso Bubba, di 61 anni, di Maida, incensurato, che con lui aveva interessi nel settore dell' edilizia e che e' rimasto ferito solo lievemente dai colpi sparati, il cui unico obiettivo era Pisani. L' uomo, nonostante fosse gia' ferito, e' sceso dall' auto tentando una fuga disperata, ma fatti una decina di metri e' stato raggiunto dagli assassini che lo hanno finito con un colpo alla testa. Per i carabinieri che conducono le indagini, dirette dal sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Maria Carla Sacco, l' omicidio di stamani si inserisce nell' ambito della lotta tra clan della Presila Catanzarese, che ha gia' portato negli ultimi mesi ad una decina di morti. In particolare, secondo gli investigatori vi potrebbe essere un legame tra l' uccisione di Pisani ed un duplice omicidio compiuto il 18 agosto scorso a Belcastro, altra localita' della Presila. In quell' occasione furono uccisi i cognati Felice Onofrio, di 23 anni, e Maurizio Ferraro, di 24 anni. I due, che viaggiavano a bordo di un' auto blindata, furono fatti uscire di strada con un furgone e quindi uccisi mentre tentavano la fuga a piedi. I mezzi usati dal commando furono lasciati sul posto e incendiati con dentro le armi. Le stesse modalita' sono state usate per uccidere Pisani. Infatti i carabinieri, poco distante dal luogo del delitto dell' uomo, hanno trovato l' auto usata dai killer, una station wagon, incendiata con dentro le armi utilizzate per l' omicidio di stamani. Pisani, secondo quanto si e' appreso, lo scorso anno fu sottoposto a fermo per l' omicidio di un allevatore compiuto a Parenti (Cosenza), ma il provvedimento non fu convalidato e l' uomo torno' subito in liberta'.

Cambio di guardia al Nucleo Operativo dei Carabinieri di Corigliano

19/09 Cambio al vertice del nucleo operativo della Compagnia dei carabinieri di Corigliano. Domattina il ten. Domenico Menna, che ha diretto per tredici mesi il nucleo operativo e che e' destinato a dirigere, con i gradi di capitano, la Compagnia carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto (Mesina), lascera' il suo posto al ten. Riccardo Napoli, proveniente dal Ris di Roma.

Cercava di vendere coca a Calpoezzati: arrestato

19/09 Un uomo di 30 anni, di Calopezzati, di cui non sono state rese note le generalita', e' stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Rossano mentre cercava di cedere ad un giovane sostanze stupefacenti del tipo cocaina. In una successiva perquisizione eseguita in casa dell' arrestato sono stati trovati diversi grammi di cocaina e bilancini di precisione utilizzati per il confezionamento delle dosi. Nell' operazione sono stati impiegate anche unita' cinofile. L' arrestato e' Vincenzo Boccuti, di 30 anni, di Calopezzati. L' uomo e' stato bloccato mentre stava cedendo una dosa di cocaina ad un coetaneo. Nella successiva perquisizione in un locale nella disponibilita' dell' uomo, i finanzieri hanno trovato cinque grammi di cocaina, bilancini ed altre sostanze usate per il confezionamento.

Callipo: “Il Governo dedichi maggiore attenzioni alla Locride”

19/09 ''Il Governo dedichi una maggiore attenzione alla Locride e si inizi a bonificare, attraverso proposte mirate, un pezzo di Calabria in cui manca il lavoro, c' e' una alta dispersione scolastica e tantissime emergenze sociali tra cui il clamoroso deficit di infrastrutture che isola in maniera particolare la Locride dal Paese e dall' Europa e la rende sconveniente per gli investimenti nazionali ed europei''. Lo afferma, in una nota Filippo Callipo, presidente di Confindustria Calabria. ''L' occasione offerta dai Ds, da domani a Lamezia, per discutere delle questioni sicurezza - sostiene Callipo - cade giusto a proposito ma occorre, giunti a questo drammatico punto, iniziare a riflettere, interpellando i livelli di responsabilita' nazionali, soprattutto sulle risposte immediate da predisporre per evitare di consegnare pezzi interi di Calabria alla delinquenza organizzata e alle sue regole. Quando in meno di un anno si segnalano 22 omicidi e' segno inequivocabile che la democrazia e' in difficolta', che nessuno puo' dirsi vincitore di nulla e che ogni progetto di sviluppo della Calabria e' marchiato da un fenomeno che impedisce a tutti noi di entrare dignitosamente in Europa''. Per il presidente di Confindustria Calabria ''dinanzi all' escalation di violenza nella Locride, non si puo' fingere indifferenza e le reazioni mi auguro che possano essere corali e forti. Non si puo' andare avanti come se nulla fosse accaduto e anche le stesse iniziative pubbliche piu' pregevoli sarebbero depotenziate se rimanessero sganciate da impegni da assumere e da mettere in atto in tempi brevissimi. Il ceto dirigente calabrese, senza distinzioni, su quanto sta accadendo nella Locride deve fermarsi e riflettere - conclude Callipo - deve trovare assieme il modo per rendere eclatante e scandaloso questo fenomeno che blocca ogni sviluppo e getta nell' angoscia famiglie e centri urbani. Dobbiamo tutti chiederci cosa possiamo fare, se non vogliamo che la politica e la realta' calabrese vivano separati in casa, ognuno dentro propri codici e regole, paralleli e mai comunicanti''.

Assaliti dalle pulci i passeggeri del treno Reggio Calabria-Milano

19/09 Due uomini, rispettivamente di 48 e 53, anni entrambi originari di Caulonia, in provincia di Reggio Calabria, hanno dovuto ricorrere alle cure del sanitario di turno alla Guardia medica di Sant'Eufemia Lamezia perche' punte da alcune pulci. Secondo quanto si e' appreso, i due stavano viaggiando sul treno numero 35014 che, partito da Melito Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria, era diretto a Milano. Giunto nella stazione di Lamezia Terme centrale, intorno alle 21.09, il convoglio si e' fermato. E' stato allora che i due passeggeri hanno chiesto l'intervento dei sanitari. La vettura, che pare fosse in condizioni igieniche piuttosto precarie, e' stata subito staccata dal treno e lasciata in stazione per essere disinfettata mentre il treno e' ripartito con 35 minuti di ritardo sulla tabella di marcia. I due passeggeri, sarebbero stati assaliti dalle pulci lungo la tratta compresa tra Roccella e Badolato.

Il dramma delle carceri in Consiglio Provinciale

19/09 Fra i tanti, e certamente importanti, argomenti trattati nel corso del primo Consiglio Provinciale post-agostano, uno ha indiscutibilmente monopolizzato l’attenzione dei presenti (consiglieri, assessori e partecipanti a vario titolo) per il forte impatto emotivo che la materia genera e per l’appassionata dissertazione con cui gli oratori, e firmatari dell’ordine del giorno, hanno voluto presentare al Consiglio la controversa questione. I Consiglieri Franco Corbelli, leader del gruppo Diritti Civili, Gianfranco Ponzio e Marino Reda (rispettivamente di Forza Italia e Rifondazione Comunista) hanno dato vita ad una “intesa” trasversale per portare all’attenzione di governanti e cittadini un problema troppo spesso trascurato: le drammatiche condizioni e il sovraffollamento delle carceri italiane. I tre rappresentanti hanno trovato un punto d’incontro sulla necessità di fare richiesta al Governo e al Parlamento di un atto di clemenza nei confronti dei detenuti condannati per pene lievi: un indulto o un’amnistia affinché le carceri possano divenire quanto meno “vivibili” e smettano di somigliare a gironi dell’inferno in cui la pena consiste non nella detenzione in sé, né nella restrizione delle libertà personali, bensì nella imposizione a vivere in luoghi inumani e fatiscenti, straripanti di corpi e incertezze.
Non è forse la tortura una pratica vietata nel nostro Paese? E non si tratta di tortura quando sei esseri umani (soprav)vivono stipati in una cella concepita per ospitarne due? La clemenza del Governo e del Parlamento, è questo che chiedono Corbelli, Reda e Ponzio, proprio nel suo significato più pieno: indulgenza, tolleranza, umanità.
L’argomento è forte e la discussione in Consiglio è stata altrettanto energica e appassionata; Franco Corbelli ha espresso tutte le sue perplessità sulla validità del sistema penitenziario in Italia: “Sono oggi circa 60 mila i detenuti nelle carceri italiane a fronte di meno di 45 mila posti disponibili, dislocati in 257 strutture decrepite e inidonee. Questo stato di cose, assieme alle carenze igienico-sanitarie che si determinano, non è degno di un paese civile che deve guardare alla pena detentiva come un’occasione di riscatto e non di svilimento della dignità umana”. Particolare attenzione da parte di Corbelli è stata posta sul problema nel problema delle madri detenute, che sono costrette a far crescere i propri figli dietro le sbarre e, quel che è peggio, in
condizioni vergognose: il leader di Diritti Civili ha chiesto che alle detenute madri di bambini fino a 10 anni possano essere concessi gli arresti domiciliari per evitare almeno all’innocente prole di queste donne “difficili” l’angosciante esperienza della detenzione carceraria.
Marino Reda, Consigliere di Rifondazione Comunista, invece, ha voluto porre l’accento sul problema degli extracomunitari detenuti negli istituti detentivi italiani, che sono più della metà dell’intera popolazione carceraria e che, a volte, sono confinati nelle nostre strutture perché non dispongono di un abitazione dove poter scontare la più lieve pena degli arresti domiciliari. E’ ovvio che questo stato di cose congestiona in maniera impressionante e ingiustificata le carceri italiane che tra l’altro “sono fra le peggiori del mondo” ha detto in Consiglio Marino Reda. “E’ necessario migliorare le condizioni degli istituti per la detenzione” ha continuato il Consigliere di Rifondazione Comunista “il sovraffollamento esponenziale, l’assistenza medica inadeguata e le condizioni igieniche inaccettabili fanno registrare un’altissima percentuale di suicidi ed episodi di autolesionismo”. Questa “fotografia” della situazione rimanda ad un contesto in cui sono proprio l’umanità e l’indulgenza a fare difetto; quell’indulgenza che adesso, dal Consiglio Provinciale, si chiede a gran voce: il documento infatti è stato approvato all’unanimità.

Due arresti e quattro denunce dai CC in operazioni di controllo del territorio

19/09 Due persone arrestate e quattro denunciate a piede libero e' il bilancio dell'attivita' investigativa dei Carabinieri del Comando Provincia di Cosenza. A San Demetrio Corone, i militari della locale stazione hanno tratto in arresto due persone e denunciato a piede libero due minorenni con l'accusa di rissa. A Castrovillari i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile hanno denunciato a piede libero un soggetto, per violazione degli obblighi imposti dalla sorveglianza speciale di pubblica sicurezza. Ed a Moltanto Uffugo una persona e' stata denunciata perche' trovato in possesso di un coltello di genere vietato. A San Giovanni in Fiore un pensionato del luogo ha denunciato che ignoti, introdottisi all'interno della propria abitazione, hanno trafugato un orologio in oro del valore di 2.500 euro.

Processo Mithos: Udienza del GUP anche di domenica per non far scadere i termini

18/09 Scadono mercoledi' prossimo i termini di carcerazione preventiva per trenta imputati detenuti e il gup, per accelerare al massimo i tempi, decide di tenere udienza anche di domenica. E' quanto sta accadendo a Catanzaro nell' udienza preliminare del processo alla cosche di Guardavalle. Gli imputati che compaiono davanti al gup, Rosario Murgida, sono 81, ma il pubblico ministero, Gerardo Dominijanni, ha chiesto il rinvio per 70. Stamattina, cosi', magistrati e avvocati si sono presentati nell' aula bunker allestita nei pressi dello stadio di Catanzaro per tenere, malgrado la giornata festiva, l' udienza, occupata dagli interventi dei difensori che andranno avanti fino a mercoledi', giorno in cui il gup Murgida si ritirera' in camera di consiglio per prendere la sua decisione. Nel processo nei giorni scorsi e' stata ammessa la costituzione di parte civile da parte della Giunta regionale della Calabria, che ha chiesto un risarcimento dei danni per tre milioni di euro.

Cinque denunce dei carabinieri a Cassano, Cosenza e San Lorenzo del Vallo

18/09 I carabinieri del comando provinciale di Cosenza hanno denunciato in tre distinte operazioni cinque persone. A Cosenza i carabinieri della stazione di Cosenza Nord, hanno denunciato a piede libero una persona disoccupata, responsabile di tentato furto di una autovettura Lancia Y10. A San Lorenzo del Vallo, invece, i militari del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di San Marco Argentano, insieme ai militari della stazione di Spezzano Albanese, hanno denunciato a piede libero tre persone di cui una per tentata estorsione in concorso e due per lesioni. A Cassano Jonio, infine, i carabinieri della locale stazione hanno denunciato a piede libero un pregiudicato del luogo, per inosservanza degli obblighi della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza.

Quattro omicidi in 24 ore nella locride: è allarme criminalità. Convocato comitato OP

17/09 Quattro omicidi in 24 ore: torna l' allarme nella Locride, territorio da sempre ad alto tasso di criminalita' ed oggetto di particolare attenzione da parte delle forze dell' ordine e della magistratura. Esaurita ormai da molti anni la fase dei sequestri di persona, gestiti da organizzazioni criminali che proprio nella Locride avevano le loro basi operative, nella zona anche negli ultimi anni si sono susseguiti a ritmo incalzante omicidi e ferimenti. E cio' a testimonianza di una situazione dell' ordine pubblico che si e' mantenuta grave, con una forte influenza delle cosche della 'ndrangheta e scontri cruenti tra i diversi gruppi criminali per il controllo delle attivita' illecite, ed in particolare delle estorsioni e del traffico della droga, sempre molto fiorenti. I quattro omicidi delle ultime 24 ore sono accaduti a Bovalino ed Bruzzano Zeffirio. Nella prima localita', in un agguato di chiaro stampo mafioso, sono stati uccisi i fratelli Domenico e Filippo Cristarella, di 60 e 57 anni, braccianti agricoli. I due sono stati assassinati da almeno due persone su un terreno di loro proprieta', dove avevano lavorato per l' intera giornata. Gli assassini li hanno sorpresi mentre facevano rientro a piedi nella loro abitazione, distante poche centinaia di metri dal luogo dell' agguato. Sei colpi di fucile caricato a pallettoni andati tutti a segno. Un duplice omicidio il cui movente appare misterioso in considerazione della non appartenenza delle due vittime alla criminalita' organizzata, anche se le modalita' di esecuzione lasciano pochi dubbi sulla matrice mafiosa del duplice omicidio. Sarebbe da collegare ad un movente passionale, invece, l' assassinio di Giuseppe Talia, di 26 anni, ed Antonia Lugara', di 27, uccisi mentre erano appartati a bordo di un fuoristrada nei pressi del cimitero di Bruzzano Zeffirio. I carabinieri stanno accertando se tra le due vittime ci fosse una relazione e se cio' possa avere provocato la reazione di qualcuno. Anche in questo caso gli assassini hanno utilizzato fucili a pallettoni. Gli omicidi accaduti tra ieri sera ed oggi si aggiungono a quello dell' 8 settembre a Gerace, sempre nella Locride, del medico oculista Fortunato Larosa, di 64 anni, ucciso in un agguato anche lui con colpi di fucile a pallettoni. Un omicidio sul movente del quale permane ancora il mistero. La serie di omicidi, e la gravita' della situazione che ne deriva per l' ordine pubblico anche per le possibili reazioni e vendette che potrebbero scaturirne, ha indotto il prefetto di Reggio Calabria, Giovanni D' Onofrio, a convocare per martedi' prossimo una riunione d' urgenza del Comitato provinciale per l' ordine e la sicurezza pubblica, invitando a parteciparvi i parlamentari ed i sindaci della zona, i procuratori di Reggio Calabria e Locri ed un rappresentante della Procura nazionale antimafia. ''L' attenzione, l' impegno e che lo sforzo che stiamo profondendo per capire cosa sta accadendo nella Locride - ha detto D' Onofrio - sono massimi''.

Programmata per il 23 una esercitazione di Protezione civile, a Luzzi, con la simulazione di un terremoto

17/09 E’ stata programmata per il 23 settembre a Luzzi, una esercitazione di Protezione Civile con la simulazione di un terremoto. L’esercitazione che durerà un giorno, complessivamente, ipotizza un terremoto notturno della magnitudo 6.2 in una zona dell’Appennino Calabrese. Questo lo scenario ipotizzato: epicentro con le seguenti coordinate: long. 39°25'50'' Latit. 16°48'10''.- dati trasmessi dall'INGV al DPC-Ce.Si. - Comune epicentrale Luzzi (CS). Nel corso dell'esercitazione l'attività sarà concentrata soprattutto in alcuni punti di possibile crisi, che saranno preventivamente individuati sulla base delle indicazioni del Piano di Protezione Civile del Comune di Luzzi, del Programma di Previsione e Prevenzione del Rischio della Provincia di Cosenza. I punti di crisi riguarderanno aree ricadenti nel centro storico ed in alcuni centri montani ( alcune cittadini allontanandosi dalle proprie abitazione risultano disperse (ricerca in superficie), altri risultano sotto le macerie (non hanno raggiunto le aree di accoglienza).
I terremoti presi in riferimenti sono i seguenti:

Anno

Mese

Giorno

Ora

Min

Lat

Long

Io

Int

Epicentro

Me

RC

1184

5

24

-

-

39.43.00

16.25

9.00

9.00

ValledelCrati

5.09

A

1638

3

27

15

5

39.08.00

16.28

11.00

9.00

Calabria

7.01

A

1767

7

14

1

5

39.40.00

16.28

8.05

8.05

Cosentino

5.09

A

1835

10

12

22

35

39.33.00

16.30

9.00

7.00

Cosentino

5.04

A

1854

2

12

17

50

39.25.00

16.30

10.00

6.05

Cosentino

6.00

A

1870

10

4

16

55

39.22.00

16.33

9.05

7.00

Cosentino

5.08

A

1887

12

3

3

45

39.53.00

16.17

8.00

6.00

CalabriaSett.

5.02

A

1905

9

8

1

43

38.67

16.05

10.00

7.05

Calabria

6.09

A

1913

6

28

8

53

39.55.00

16.20

8.00

7.05

CalabriaSett.

5.06

A

1962

8

21

18

19

41.15.00

15.00

9.00

6.00

Irpinia

6.01

S

1980

11

23

18

34

40.85

15.28

10.00

4.05

Irpinia-Basilic.

6.07

S

Effetti del terremoto:
1184: Danni al castello menzionati nella «Descritione» dell'autore seicentesco Calepino, citato da Marchese.
1638: La scossa del 27 marzo causò gravi distruzioni. Secondo una relazione a stampa morirono 200 persone.
1767: Il terremoto causò il crollo di numerose abitazioni e lesionò gravemente le altre, molte delle quali divennero inabitabili; i morti e i feriti furono numerosi.
1835: Il terremoto danneggiò notevolmente l'abitato.
1854: Il terremoto causò lievi fenditure nei fabbricati, ma le due chiese di Sant'Angelo e San Giuseppe furono più danneggiate. Danneggiata anche la Chiesa dell'Immacolata nella quale cadde un muro.
1870: Il terremoto causò il crollo della parte alta del campanile dell'Immacolata e lesionò le navate della chiesa; il campanile precipitò su una casa danneggiandola gravemente. Gli altri edifici pubblici e privati furono danneggiati, ma non in modo da risultare inabitabili.
1887: Tutta la popolazione si svegliò e abbandonò le case. Si rovesciarono lumi, bottiglie e altri oggetti con qualche sedia. Nell'altare maggiore della chiesa si staccarono alcune cornici di stucco e caddero pezzi di calcinaccio nella connessione dei travi con i muri. Non si registrarono lesioni alle case.
1905: Il terremoto produsse danni. Furono demolite parzialmente 6 case, puntellate 4 e riparate 195. Danneggiato anche l'ufficio postale, la chiesa Matrice di Santa Maria, quelle rettorali di San Michele e quella di Sant'Angelo.
1913: La scossa fu violenta; moltissime case divennero pericolanti, una persona fu ferita. I
danneggiati furono 372 di cui 44 poveri e meritevoli di sussidio secondo il parere del comitato comunale. La caserma dei carabinieri fu danneggiata e resa pericolante.
1962: Il terremoto causò danni ai fabbricati.
1980: Una recente revisione scientifica attribuisce un valore d'intensità pari al IV-V grado MSK senza fornire descrizione degli effetti.
L'esercitazione consiste nel coordinamento di soccorso, dell'Associazione di protezione civile "Tutela Civium" , dei vari gruppi della Croce Rossa Italiana e cioè l'intervento : dei Cinofili, logistici e sanitari e delle Associazione di Volontariato Sanitarie e di Protezione Civile che si Tro