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La DDA indaga sul rigassificatore di Gioia Tauro

 

La DDA indaga sul rigssificatore di Gioia Tauro

04 mag 09 La Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha aperto un fascicolo d'indagine su un appalto collegato al rigassificatore che dovrebbe essere costruito entro il 2015 nella Piana di Gioia Tauro. Lo rivela il settimanale Panorama nel numero che sarà in edicola domani. L'ipotesi di reato è associazione per delinquere di tipo mafioso e riguarda un finanziamento di 12 milioni di euro affidato con gara pubblica a una azienda agrigentina. "Dunque - è scritto in un comunicato di Panorama - una delle più grandi opere previste in Italia nel settore energetico (un investimento privato da quasi 1 miliardo d'euro a e una capacità annuale di 12 miliardi di metri cubi di gas) è a rischio infiltrazioni mafiose. Tanto che il primo appalto assegnato è già nel mirino della Dda e della squadra mobile reggina". "Intorno al rigassificatore che verrà costruito dalla Lng Medgas Terminal (controllata dalla Sorgenia del gruppo Cir di Carlo De Benedetti e dall'Iride) - prosegue la nota - è previsto un progetto strategico da circa 400 milioni di euro. Tra le opere previste da collegare al rigassificatore c'é la cosiddetta piastra del freddo per sfruttare le frigorie del gas liquido a fini agroalimentari. Ma proprio la piastra del freddo, prima ancora dell'inizio dei lavori, è già sotto inchiesta".

Precisazioni. LNG Medgas Terminal, societa' costituita da Sorgenia e Iride per realizzare il terminale di rigassificazione di Gioia Tauro, ha successivamente precisato che "la costruzione di una 'piastra del freddo', l'opera che secondo il settimanale sarebbe oggetto di indagini, non fa parte del progetto del rigassificatore e, dunque, non riguarda in alcun modo le attività della società e dei suoi azionisti".

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