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Regione Calabria: Nuova bocciatura Corte dei Conti

 

La Corte dei Conti boccia di nuovo la Regione: “Inefficienza e instabilità politica non creano sviluppo nonostante la mole di risorse”

08 gen 09 "Il problema del ritardo di sviluppo della Calabria non è dovuto tanto alla mancanza assoluta di precondizioni e di dotazioni per lo sviluppo, quanto all'incapacità delle istituzioni pubbliche e private di tradurre le risorse materiali e immateriali regionali in occasioni di sviluppo duraturo e sostenibile". E' un passaggio della relazione sul Rendiconto generale e sulle politiche di spesa della Regione esercizio finanziario 2007 letta oggi nell'adunanza della sezione regionale di controllo per la Calabria della Corte dei conti. La relazione, resa nota nel corso della seduta presieduta da Martino Colella, è stata letta dal consigliere relatore Vittorio Cirò Candiano. Presenti il vice presidente della Regione, Domenico Cersosimo, e i direttori generali Luigi Bulotta (Bilancio e Patrimonio), Andrea Guerzoni (Dipartimento politiche per la Salute) e Antonio Izzo (Personale). Tre le parti in cui si articola la relazione, che rileva ritardi nell'aprovazione del Dpef, criticità e inefficienze. La prima è dedicata al divario nord-sud che permane e rischia di aggravarsi con l'avvento del federalismo fiscale; la seconda riguarda i profili finanziari e contabili della Regione per l'anno 2007 e la terza prende in considerazione due comparti della spesa regionale come la gestione dei programmi cofinanziati dall'Unione europea e al Sistema sanitario regionale. "Il sistema Calabria - è scritto nella relazione - risente massicciamente dell'inefficienza, dell'instabilità e della gracilità degli assetti politico-decisionali e amministrativi. In particolare, la pubblica amministrazione regionale, ai diversi livelli, esprime forti deficit organizzativi e di competenze e una marcata incapacità di promuovere, sostenere e realizzare in maniera efficiente ed efficace programmi e iniziative di sviluppo socio-economico di qualità".

La Regione replica “Maggiore controllo sull’evasione”. "Lo sforzo dell'amministrazione regionale si è incentrato verso una più efficace azione di controllo dell'evasione oltre che ad interventi mirati all'allargamento della base imponibile". E' quanto si legge nelle controdeduzioni relative alla gestione delle entrate che il Dipartimento Bilancio e patrimonio della Regione ha fatto pervenire in risposta ai contenuti della relazione sul rendiconto generale e sulle politiche di spesa dell'esercizio finanziario 2007 della Regione presentata dalla sezione di controllo della Corte dei Conti. Nel documento si sottolinea lo "spirito collaborativo" compiuto e si evidenzia la volontà di "fornire alcuni chiarimenti e integrazioni". In primo luogo si parla di lotta all'evasione. "A tale riguardo, relativamente alla tassa automobilistica a fine 2005 - é scritto nel documento, a firma dell'assessore al Bilancio, Demetrio Naccari Carlizzi, e del direttore generale, Luigi Bulotta - sono stati inviati 200 mila avvisi di accertamento per gli anni 2000, 2001 e 2002 il cui ammontare è pari a 110 milioni di euro". In relazione al contenzioso, poi, nelle controdeduzioni si precisa che è stata varata la legge regionale 15/2008 che disciplina il riconoscimento e si propone di contenere il fenomeno. Sulle operazioni di finanza derivata "già nello scorso mese di novembre - prosegue il testo - nell'ottica di un accurato esame della problematica, è stato dato mandato all'Avvocatura regionale di verificare la correttezza di tutti i contratti in essere al fine di individuare motivi di antigiuridicità che possono consentire causa di recesso anticipato". "La Regione - prosegue la relazione - intende accelerare il processo di valorizzazione del patrimonio immobiliare di proprietà attraverso l'attuazione di azioni volte alla riqualificazione, e dismissione ma anche mediante forme di gestione più efficienti". "Sforzi notevoli - conclude il testo - sono stati compiuti per definire e avviare il sistema integrato di controlli interni con varie iniziative legislative e amministrative".

Ritardi in programmazione finanziaria. Il Documento di programmazione economica e finanziaria regionale (Dpefr), approvato "con notevole ritardo", si manifesta alla stregua di "un voluminoso 'Zibaldone' privo di un preciso e comprensibile 'indirizzo programmatico -finanziario'' e non costituisce "lo strumento di raccordo per la programmazione generale e finanziaria della Regione". E' netto il giudizio che emerge dalla relazione sul Rendiconto generale e sulle politiche di spesa della Regione per l'esercizio finanziario 2007 redatta dalla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti. "Dall'analisi dei risultati conseguiti dalla gestione 2007 - prosegue il testo, letto dal consigliere Vittorio Cirò Candiano - emerge in tutta la sua evidenza l'inappropriatezza delle politiche fin qui condotte, sia a livello nazionale che regionale, con il rischio di subire ulteriori contraccolpi nella prospettiva dell'attuazione del 'federalismo fiscale' qualora la Regione non dovesse fin d'ora prepararsi politicamente ed attrezzarsi amministrativamente in funzione di questo confronto, che sarà lungo e complesso". A proposito del Rendiconto generale, nella relazione si evidenzia che "é stato approvato dalla Giunta regionale a giugno del 2008 mentre ad oggi non risulta ancora approvato dal Consiglio regionale". Una "irregolarità contabile" che "va sanata al più presto". "Il risultato d'amministrazione dell'esercizio 2007 - è scritto ancora - presenta un avanzo di oltre 3.748 milioni di euro" mentre "la manovra economico-finanziaria 2007 è sostanzialmente affidata alla legge finanziaria n.10/2007". Il provvedimento, secondo quanto riporta il testo della relazione, "appare particolarmente rilevante relativamente all'accorpamento delle 11 Asl nelle cinque Asp, alla soppressione degli enti strumentali Arssa e Afor e all'istituzione della Stazione unica appaltante e alla razionalizzazione e contenimento di fitti passivi, collaborazioni, consulenze, dismissioni di partecipazioni azionarie, spese per il personale del sistema sanitario regionale". Sempre in materia di spesa "dall'analisi emerge che le spese impegnate di natura corrente costituiscono il 77,21 % delle spese globali dell'amministrazione regionale, mentre quelle impegnate in conto capitale costituiscono il 22,79%". Per il relatore, inoltre, "si evince che il grado di autonomia regionale è estremamente esiguo". Per quanto riguarda il contenzioso, riferisce la relazione, "dalle audizioni svolte e dai pochi documenti forniti è emerso che la Regione non è in grado di conoscere in modo puntuale la situazione del contenzioso in atto presso l'ente". Sui debiti fuori bilancio, inoltre, "é possibile verificare che la gran parte è attribuibile alla fornitura di beni e servizi, il che denota una difficoltà delle strutture regionali a rispettare le procedure giuscontabilistiche del processo finanziario della spesa". "La Regione - prosegue ancora il relatore - ha inteso concorrere al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalla legge finanziaria per l'anno 2007, oltre che rispettando i vincoli imposti dal patto di stabilità interno, adottando anche misure nell'ambito dei principi di coordinamento nella stessa contenuti". Sotto l'aspetto finanziario si rileva che le spese per fitto locali e fabbricati adibiti a uffici della Regione sono passate da quasi nove milioni di euro del 2006 a sette milioni del 2007. Un capitolo a parte è dedicato alle operazioni di finanza derivata. La Regione, attualmente, risulta avere in vigore nove contratti: quattro con Ubs, quattro con Bnl e uno con Dresner bank. "I contratti - rileva la Corte dei Conti - presentano alcune situazioni contrattuali e gestionali che appaiono pregiudizievoli per la sana gestione dell'ente e che si ritiene di portare all'attenzione del Consiglio regionale. "Il mancato completamento dell'aggiornamento dell'inventario patrimoniale - prosegue la relazione - rappresenta una irregolarità contabile da rimuovere al più presto in quanto rende inattendibile la rappresentatività dei dati e dei documenti del rendiconto". In merito allo stato di attuazione del Por 2000-2006 nella relazione si rileva che a fronte di una spesa pubblica ammissibile pari a 4.017 milioni di euro, alla data del 3 novembre 2008 si registrano impegni giuridicamente vincolanti per 4.305 milioni di euro e pagamenti per 3.381 milioni. I fondi Fesr, Feaog e Sfop hanno parametri positivi mentre per il Fse ci sono criticità con il 58,42% di impegni e il 50,32 di pagamenti. Confermate, dalla relazione, invece, le criticità di cui soffre il Sistema sanitario regionale. "In sintesi le analisi condotte evidenziano - prosegue il testo - situazioni pregiudizievoli per la sana gestione delle Aziende sanitarie ed ospedaliere che manifestano una diffusa difficoltà a mantenere gli equilibri economico-finanziari, con l'acutizzarsi di fenomeni di squilibri strutturali che incidono negaivamente sulla stabilità del bilancio della Regione". Alla relazione della Sezione di controllo ha controdedotto, punto per punto, il Dipartimento Bilancio e patrimonio della Regione con un testo firmato dall'assessore Demetrio Naccari Carlizzi e del direttore generale Luigi Bulotta, diffuso assieme alla relazione.

Cersosimo: Una frustata benefica "Questa relazione è stata una frustata benefica". Lo ha detto il vicepresidente della Giunta regionale, Domenico Cersosimo, intervenendo nella seduta della sezione regionale di controllo della Corte dei conti della Calabria sulla relazione sul Rendiconto generale e sulle politiche di spesa della Regione per l'esercizio 2007. Cersosimo ha sottolineato lo spirito di collaborazione che esiste tra la Regione e la sezione di controllo della Corte dei conti, sostenendo che gli uffici regionali stanno imparando molto nel contatto quotidiano con la Corte. Ha chiesto, inoltre, una maggiore attenzione al contesto in cui il solo "attore pubblico", la Regione, deve confrontarsi. "Il grigio ed il nero prevalgono in questa relazione - ha aggiunto Cersosimo - dove, accanto alle criticità, vengono sottolineati anche alcuni avanzamenti. La cosa più insopportabile è il divario tra potenzialità e realizzazioni. Divario forte tra stock dei flussi e impiego di spesa. Emerge purtroppo, così, un quadro opaco che diventerà più problematico con la crisi che sta arrivando". "In Calabria - ha detto ancora Cersosimo - si è alle prese con emergenze quotidiane che fanno prevalere quella che definisco 'l'economia del Prefettò. Il meccanismo naviga e galleggia sulle emergenze. Siamo dinanzi ad un disastro che è una stratificazione storica". In merito alle critiche sulla mancata approvazione del Dpef nei tempi previsti, Cersosimo ha detto che "si tratta di un disagio, ma si sa, comunque, che il bilancio è ossificato. La manovra è al margine e non ci sono risorse libere"

Trematerra “manca burocrazia efficiente”. "La puntuale analisi della Corte dei Conti sulle politiche di spesa della Regione è in perfetta linea con le osservazioni che da tempo l'Udc propone al dibattito politico". E' quanto sostiene Michele Trematerra, capogruppo dell'Udc alla Regione. "Dinanzi alla recessione incombente e allo scenario cupo che si profila all'orizzonte per il Mezzogiorno e per la Calabria - prosegue Trematerra - sarebbe quanto mai urgente, anziché dilungarsi in polemiche inutili che ci fanno perdere altro tempo prezioso, introdurre nella burocrazia della Regione competenze autentiche in grado di tradurre le scelte politiche in azioni concrete. Purtroppo, come andiamo sostenendo da tempo, oggi manca una burocrazia efficiente cosi come non c'é l'ombra di un Governo della Regione che sia in grado di tradurre, come dice l'autorevole Corte, le risorse materiali ed immateriali in occasioni di sviluppo duraturo e sostenibile". "Esattamente questa incapacità della Giunta regionale di creare occasioni di sviluppo produttivo - prosegue Trematerra - é la fotografia della criticità calabrese più acuta e, insieme, il punto da cui riprendere un ragionamento tra le forze politiche finalizzato ad affrontare finalmente i veri problemi della Calabria. Altrimenti come ha ricordato l'on. Roberto Occhiuto in un suo recente intervento in Parlamento e come sottolinea oggi la Corte dei Conti, il federalismo fiscale, anziché essere un'opportunità per la modernizzazione della Calabria sarà una iattura". "Perderemo senz'altro un'occasione importante - conclude il capogruppo dell'Udc alla Regione - se non saremo in grado di superare la gracilità degli assetti politico-decisionali e amministrativi e di costruire una proposta politica aperta alla migliore Calabria e intesa a valorizzare le potenzialità a nostra disposizione".

 

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