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Tanta paura per un "bigbang"
Paura a Cosenza e scenari di guerra in Sila, ma era solo il big bang di due jet militari 30 mag 08 Tanto rumore per nulla, così si può descrivere la mattinata di tensione vissuta a Cosenza. Voci che si rincorrono a descrivere scenari apocalittici ed invece il tutto si è sgonfiato nel più classico dei modi. All’inizio un forte boato avvertito nella Sila cosentina ed a Cosenza ha provocato allarme e fatto scattare la procedura di emergenza e di soccorso con un codice rosso per l’ospedale di Cosenza ed i mezzi del 118. L’allarme è cessato dopo le 11, dopo che mezzi e uomini di esercito, polizia, finanza e carabinieri impiegati per l’emergenza hanno accertato e scartato l’ipotesi di un incidente aereo così come denunciato dai tanti testimoni oculari che hanno visto sorvolare a bassa quota tre aerei. Il boato, secondo quanto è emerso dalle verifiche, sarebbe stato determinato dal superamento del muro del suono (big bang) da parte di due velivoli militari in operazione di controllo militare sulla zona. Il cessato allarme ha fatto rientrare la mobilitazione che era scattata nell'ospedale di Cosenza per il ricovero di eventuali feriti.
Quinto scramble italiano. I due 'Viper' (e' la denominazione degli F-16 nel gergo aeronautico internazionale) si sono diretti verso il velivolo Lufthansa attraversando i cieli dell'Italia meridionale a velocita' supersonica nel tentativo di raggiungere l'obiettivo nel minor tempo possibile. Di qui il boato avvertito dalla popolazione. Quello di oggi e' stato il quinto 'scramble' dall'inizio dell'anno, dopo un decollo su allarme a gennaio ed altri tre ad aprile. Nella maggior parte dei casi si tratta di aerei che non rispondono ai requisiti richiesti, non hanno le previste autorizzazioni al sorvolo dello spazio aereo nazionale, perdono le comunicazioni con gli organi del controllo del traffico aereo o divergono dalla rotta prevista senza validi motivi. In questi casi il Comando Operativo delle Forze Aeree dispone il decollo immediato degli intercettori che, sotto la guida dei controllori di intercettazione a terra, si dirigono verso il velivolo 'sospetto' per accertarne l'identita' e per scortarlo fino ai limiti dello spazio aereo italiano. L'Aeronautica Militare assicura la continua sorveglianza e la difesa dello spazio aereo nazionale tramite un sistema di radar, velivoli e sistemi missilistici, integrato con quelli degli altri Paesi appartenenti alla Nato. Oltre che dal 5° Stormo di Cervia, il servizio di decollo immediato e di intercettazione nei casi di allarme e' svolto dal 37° Stormo di Trapani, equipaggiato anch'esso con aerei F-16, e dal 4° Stormo di Grosseto, dotato invece di aerei F-2000 'Typhoon', piu' noti come Eurofighter. Dallo scorso 1° ottobre anche il 36° Stormo di Gioia del Colle (Bari) e' stato equipaggiato con aerei Eurofighter. In futuro, quindi, il reparto pugliese entrera' a far parte del servizio di sorveglianza e difesa dello spazio aereo nazionale. Corbelli: Il Ministrro La Russa chiarisca i fatti. Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, in una nota, fa riferimento ''a quanto accaduto questa mattina nel cielo della Sila e ancora adesso - afefrma - avvolto nel mistero, nonostante le tardive e poco convincenti versioni ufficiali''. Corbelli chiede, in particolare, alla Procura della Repubblica di Cosenza ''di aprire una immediata inchiesta e di procedere nei confronti, per adesso di ignoti, per le ipotesi di reato di procurato allarme sociale, pericolo e minaccia alla incolumita' pubblica (mancata strage)''. Il leader di Diritti civili chiede inoltre che il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, chiarisca immediatamente nelle sedi istituzionali preposte la verita' sui gravi e misteriosi fatti di oggi in Calabria. L'esperienza del Mig libico caduto sui monti di Castelsilano, in Sila, nel luglio del 1980, insegna che le versioni ufficiali in questi casi sono assai lontani dalla realta'. Quanto accaduto questa mattina in Sila e' un fatto gravissimo. Si e' allarmata una intera provincia e si sono mobilitati centinaia di uomini delle forze dell'ordine e del 118. Non solo: si e' rischiato che gli aerei (2-3?) in caso di incidenti potessero, abbattendosi nel territorio calabrese che stavano sorvolando, procurare una vera e propria strage. Per queste ragioni e' assolutamente indispensabile e doveroso che la competente Procura della Repubblica di Cosenza apra subito una inchiesta e accerti e, nel caso, persegua ogni eventuale responsabilita' penale a tutti i livelli, nel rispetto della legge''. ''I cittadini calabresi - conclude Corbelli - hanno il diritto di sapere cosa e' realmente successo questa mattina nei cieli della Sila. Vogliamo conoscere la verita' sulle cause di quel boato e su quegli aerei sfrecciati sull'altopiano Silano, che a molti ignari e spaventati spettatori e' sembrata una sorta di operazione di guerra (solo simulata?)'' Il video dei servizi del TGTen
Le ambulanze a Montescuro in fila, pronte
Mezzi di polizia ed esercito
I mezzi dei vigili del fuoco schierati sulla ss107
Sanitari del 118 pronti ad intervenire, radunati a Montescuro
Vigili del fuoco pronti ad intervenire
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del 28/01/2004
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