Adriana
Musella “Voglio andare via dalla Calabria terra suicida e autodistruttiva”
30/06
"Voglio andare via dalla Calabria. Chiedo a tutte quelle persone
che hanno imparato in tutti questi anni a conoscermi ad aiutarmi a
realizzare il mio proposito". E' questo l'appello lanciato, in
una dichiarazione, da Adriana Musella, presidente del Coordinamento
nazionale antimafia Riferimenti. Adriana Musella è figlia di
un imprenditore edile, Gennaro, di origine campana, ucciso nel 1982
a Reggio Calabria in un attentato dinamitardo. "Credo che in
20 anni - afferma Adriana Musella - io abbia dato tanto a una terra
non mia dalla quale, forse, dovevo scappare fin dal giorno in cui
la 'ndrangheta uccise mio padre. Ho creduto invece che il mio dovere
fosse quello di impegnarmi a costruire una societa' diversa per dare
un senso a quella morte ma anche alla mia vita. La Calabria, però,
è una terra strana e, chissà perché, suicida
ed autodistruttiva. Qui si gioca al massacro e a un certo punto non
si capisce più dove sia la verità, perché tutto
finisce nella melma, il buono ed il cattivo. Ho voglia di tornarmene
a casa, tra la mia gente. Con la Calabria chiudo. Purtroppo, essendo
un funzionario regionale con 32 anni di servizio, non mi è
concessa ancora la pensione. Non devo ringraziare nessuno in quanto
né io, né la mia famiglia, abbiamo mai avuto un riconoscimento,
un grazie o un qualsivoglia appoggio". "Chiedo pertanto,
pubblicamente al presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino
- conclude Adriana Musella - di farmi tornare nella mia terra, accettando
la mia domanda di trasferimento e, nel contempo, mi affido al prefetto
di Reggio Calabria, Luigi De Sena, perché salvaguardi la mia
persona".
Sessantenne
di Paola si getta sotto un treno
30/06 Un uomo di 63 anni, originario di Paola (Cosenza), V.C., si
e' tolto la vita questa mattina lanciandosi da un treno in corsa nei
pressi della stazione di Torricola, a Roma. L'uomo, che soffriva da
tempo di depressione, si trovava a bordo dell'intercity Milano-Salerno.
Il sul corpo e' stato ritrovato in un fossato dai carabinieri.
Insediato
il nuovo presidente della Corte dei Conti della Calabria
30/06 Si è insediato stamani a Catanzaro il nuovo presidente
della Sezione di controllo per la Calabria della Corte dei Conti,
Silvio Aulisi. Il presidente Aulisi, che subentra a Gian Giorgio Paleologo,
ha presieduto un' adunanza pubblica sul controllo amministrativo contabile
in un campione di dieci comuni calabresi. "Sono felice - ha aggiunto
Auliso - di tornare in Calabria dove ho vissuto da ragazzo e dove
ho numerosi amici. Provengo da Roma dove ho svolto sia funzioni di
controllo che di giurisdizione. Quello attuale - ha detto ancora -
è un momento importante e decisivo, come si rileva dalla situazione
dei conti dello Stato, per il rilancio della nostra attività.
Uno stimolo ulteriore viene dal fatto che la recente finanziaria ha
posto nuove incombenze a carico della Corte dei Conti". Per il
nuovo presidente della Sezione regionale di Controllo della Corte
dei conti calabrese, "le priorità sono rivolte proprio
alla necessità di agire per indirizzare gli enti locali affinché
diano il loro contributo al risanamento del Paese seguendo le direttive
della legge finanziaria e rispettando il patto di stabilità.
Da un periodo caratterizzato dall' eccesso si è passati ad
una fase segnata dalla quasi assenza dei controllo, quello di cui
c' è bisogno adesso è un controllo collaborativo".
Corte
dei Conti: Buono il lavoro dei revisori, devono adeguare gli schemi
alle varie realtà
30/06 "I collegi dei revisori dei conti dei Comuni calabresi
fanno abbastanza bene il loro lavoro anche se, in sostanza, si è
constatato che la relazione che accompagna il conto consuntivo è
redatta sulla base di uno schema comune che è stato loro fornito
dagli organismi professionali di appartenenza". Lo ha detto Luigi
Condemi presentando la relazione su "Il funzionamento dei controlli
di regolarità amministrativo-contabile di un campione di dieci
comuni della Calabria per l' anno di gestione 2004" letta nell'
adunanza di oggi della Sezione regionale di controllo per la Calabria
della Corte dei Conti. Condemi, nel corso della seduta - presieduta
dal nuovo presidente della Sezione, Silvio Aulisi, che si è
insediato oggi subentrando a Gian Giorgio Paleologo - ha sottolineato
la metodologia utilizzata nella realizzazione della relazione precisando
di avere inviato agli organi ed enti interessati la bozza della relazione
finale per eventuali osservazioni o controdeduzioni. Alla sollecitazione
rivolta ai Comuni interessati che sono Briatico, Melissa, Chiaravalle
Centrale, Davoli, Diamante, Mesoraca, Mileto, Roccella ionica e Spezzano
Albanese, ha risposto solo il Comune di Scilla, i cui revisori hanno
presenziato alla seduta. "La possibilità di avere a disposizione
uno schema comune fornito dall' ordine dei revisori ufficiali dei
conti, e da quelli dei dottori commercialisti e dei ragionieri commercialisti
i quali da tempo indicano ai loro associati le linee guida per lo
svolgimento della funzione - ha sottolineato il relatore - rappresenta
un fatto estremamente positivo, non fosse altro perché facilita
il compito dei revisori e consente una certa uniformità di
fondo all' esercizio della loro funzione. Senonché siffatto
'modus operandi' contiene in sé un inconveniente che è
costituito dalla propensione che taluni revisori hanno di avvalersi
degli schemi di relazione soltanto per inserire i dati essenziali
della gestione. Solo che, agendo in tal modo, essi frustrano le finalità
della loro importante funzione la quale, anche se non soprattutto,
comporta la necessità di seguire passo passo il dispiegarsi
della gestione cogliendo gli aspetti più salienti, esaminando
i fenomeni, approfondendo i fatti gestori e indicando agli organi
di vertice dell' ente sia gli accadimenti patologici, sia quelli di
buona e sana gestione". "In buona sostanza - ha aggiunto
Condemi - ben vengano le linee guida comuni, ma esse vanno calate
nelle singole realtà gestorie, le quali rappresentano il vero
interesse dell' organo politico dell' ente (il Consiglio), di cui
i revisori dei conti costituiscono l' osservatorio più importante
ai fini del' indirizzo e del controllo. E' anche mediante l' ausilio
dell' organo di revisione economico - finanziaria, quindi, che il
rappresentante della comunità locale (il Consiglio dell' Ente)
può disporre di utili elementi di valutazione per effettuare
con consapevolezza le proprie ragionate scelte al fine di meglio conseguire
quell' interesse pubblico che istituzionalmente è chiamato
a curare". Nella relazione è riportato, inoltre, un lungo
excursus sui controlli interni alla luce delle novità introdotte
dalla legislazione in materia e sui compiti dei revisori anche e soprattutto
tenuto conto delle disposizioni della recente legge finanziaria che
ha imposto a tali figure l' obbligo di trasmettere alle sezioni regionali
di controllo della Corte di conti una relazione sul bilancio di previsione
dell' esercizio di competenza e sul rendiconto dell' esercizio medesimo.
"Ciò - ha precisato Condemi - ai fini della tutela dell'
unità economica della Repubblica e del coordiamento della finanza
pubblica". La metodologia dell' indagine, inoltre, ha riguardato
l' acquisizione sia dei conti consuntivi (e relativi allegati) sia
delle relazioni dei revisori dei conti. La sezione di controllo per
la Calabria della Corte dei conti ha anche predisposto un questionario
che ha trasmesso ai presidenti dei collegi dei revisori dei comuni
presi in esame per avere ulteriori elementi di valutazione.
A
Scalea un camionista denuncia una falsa rapina e viene arrestato
30/06 Un camionista, L. R., 30 anni, di Bari, e' stato arrestato
dai carabinieri a Scalea per procurato allarme, simulazione di reato
e appropriazione indebita di denaro. Il camionista si e' presentato
negli uffici della caserma dei carabinieri di Scalea ed ha denunciato
di aver subito una rapina. L'uomo ha raccontato agli investigatori
che mentre si alla guida del suo camion e percorreva la strada statale
18, due persone hanno bloccato il suo mezzo costringendolo a consegnare
il denaro che era in suo possesso, pari a 2 mila euro, ricevuto al
termine di una consegna di merce. I carabinieri, insospettiti dal
racconto del camionista, hanno deciso di compiere una perquisizione
a bordo del camion dove e' stato trovato il denaro.
Due
truffe scoperte dalla Finanza nel Vibonese
30/06 I finanzieri della Tenenza di Tropea hanno denunciato 55 persone
con l' accusa di truffa ai danni dello Stato e falsità ideologica
in atti nel settore dei contributi pubblici, a sostegno delle locazioni,
previsti per i cittadini meno abbienti. I militari, a seguito di una
serie di verifiche dei dati nelle autocertificazioni presentate, hanno
scoperto che le persone denuciate avevano presentato documentazioni
false ai danni del Comune di Tropea e del Ministero dei Lavori pubblici.A
Vibo, inoltre, sempre la Guardia di Finanza ha denunciato 77 persone
per i reati di truffa ai danni dello Stato e falso ideologico nel
settore delle prestazioni sociali agevolate. Il Nucleo provinciale
di polizia tributaria, nel corso di un' operazione di controllo della
spesa sanitaria, ha esaminato le posizioni patrimoniali di centinaia
di cittadini, che avevano dichiarato di avere un reddito inferiore
a quello reale per usufruire dell' esenzione del ticket sanitario
per l' acquisto di prodotti farmaceutici e per la fruizione di alcune
prestazioni sanitarie.
Brevi
di cronaca da Piano Lago, Bocchigliero, Rende, Cerisano
30/06 A Piano Lago di Mangone i carabinieri hanno
arrestato un pregiudicato con l' accusa di detenzione illegale di
armi. L' uomo è stato trovato in possesso dai militari della
Compagnia di Rogliano di un fucile calibro 16 con canne mozzate e
matricola abrasa. Un' altra persona è stata denunciata in stato
di libertà per ricettazione. A Bocchigliero
i Carabinieri della locale Stazione ha tratto in arresto una persona
per tentato furto. A Rende militari dell'arma della
locale Stazione, unitamente ai militari della sezione di polizia giudiziaria,
in esecuzione ad un ordine di custodia cautelare agli arresti domiciliari,
ha tratto in arresto una persona accusata di reati contro la persona
e la famiglia. A Cerisano i carabinieri hanno arrestato
Luigi Righetti, di 31 anni, con precedenti penali, con l' accusa di
detenzione illegale di sostanze stupefacenti. Righetti, sottoposto
a controllo mentre si trovava nei pressi di un bar, è stato
trovato dapprima in possesso di tre grammi di cocaina. Successivamente
i militari hanno trovato nell' abitazione di Righetti altri 45 grammi
di cocaina, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento
delle dosi di sostanza stupefacente, oltre ad un' apparecchiatura
ricetrasmittente. L' arrestato è stato portato nel carcere
di Cosenza. Sempre a Cerisano sono stati eseguiti due arresti. Uno
è un immigrato rumeno, Ovidio Rostas, di 21 anni, accusato
di non avere ottemperato al decreto di espulsione emesso nei suoi
confronti dal prefetto di Cosenza il 2 giugno dello scorso anno. L'
altra persona arrestata è Giuseppe Pignataro, di 25 anni. Nell'
abitazione di Pignataro i militari della stazione di Cerisano e del
Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Cosenza hanno trovato,
nel corso di una perquisizione, cento grammi di cocaina, un bilancino
di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi e 500 euro
in contanti provento, secondo gli investigatori, dell' attività
di spaccio di droga svolta dal giovane. I militari, nell' ambito dell'
operazione che ha portato all' arresto di Pignataro, hanno denunciato
in stato di libertà altri due giovani per detenzione di due
grammi di cocaina e porto ingiustificato di coltello di genere vietato.
Ovidio Rostas e Giuseppe Pignataro sono stati portati nel carcere
di Cosenza.
Arrestato
il feritore del tabaccaio, ricoverato in gravi condizioni, che lo
percosse durante la rapina
29/06 I carabinieri hanno arrestato un giovane, Fausto Raso, di 23
anni, con l' accusa di essere il responsabile della rapina nel corso
della quale, ieri sera, a Lamezia Terme, è stato ferito in
modo grave il titolare di una tabaccheria, Nunzio Raso, di 30 anni.
Nunzio Raso è stato colpito alla testa col calcio di una pistola
e si trova adesso ricoverato, con prognosi riservata, nell' ospedale
di Cosenza. A fare irruzione nella tabaccheria sono state due persone,
una armata di pistola e l' altra di coltello. Fausto Raso avrebbe
compiuto la rapina insieme a due complici che, secondo quanto si è
appreso, sono stati identificati dai carabinieri e sul conto dei quali
sono in corso indagini per accertare la loro responsabilità.
All' arresto di Raso, accusato di rapina e lesioni gravi, i militari
del Reparto operativo di Catanzaro e della Compagnia di Lamezia sono
giunti dopo che nell' abitazione del giovane è stato trovato
un coltello a serramanico imbrattato di sangue. In un magazzino di
proprietà di Raso è stato trovato, inoltre, uno scooter
che potrebbero essere stato quello utilizzato dai banditi per allontanarsi
dal luogo della rapina. Le indagini che hanno portato all' arresto
di Fausto Raso sono state coordinate dal procuratore della Repubblica
di Lamezia Terme, Raffaele Mazzotta.
''Ho espresso al procuratore della Repubblica di Lamezia, al colonnello
dei Carabinieri Lanzillotti, al capitano Micucci e alle altre forze
dell' ordine, il mio apprezzamento vivissimo e quello della cittadinanza''.
E' quanto sostiene in una nota il sindaco di Lamezia Terme, Gianni
Speranza. ''In pochissime ore - ha aggiunto - l' azione investigativa
dei Carabinieri e' riuscita a venire a capo di un episodio criminoso
gravissimo, dando un segnale di grande fiducia alla citta'. L' indagine
ha avuto successo perche' si e' stabilito una collaborazione forte
tra i carabinieri e i cittadini del territorio. Esprimo solidarieta'
e auguri di una pronta guarigione al nostro concittadino ferito''
Legacoop
“Privilegiare l’utilizzo sociale dei beni confiscati”
29/06 "Il sequestro e la confisca dei beni rappresentano sicuramente
due istituti in grado di minare le fondamenta su cui poggia il potere
mafioso regionale ed è una strada da percorrere fino in fondo
snellendo e velocizzando le procedure di assegnazione, per il riutilizzo
efficace ed a scopo sociale di tali ingenti beni". E' quanto
afferma, in una dichiarazione, Tommaso Innocenti, responsabile regionale
di Legacoop Agroalimentare commentando l' iniziativa attuata martedì
dalla Giunta regionale calabrese alla presenza dei prefetti di Catanzaro
e Reggio e del viceministro dell' Interno Marco Minniti. "Tali
istituti, a mio giudizio, - aggiunge Innocenti - intanto hanno efficacia,
in quanto è chiara la loro precisa destinazione sociale e produttiva
in favore della comunità. Tale indirizzo, è finalizzato
ad allargare la cultura della legalità e della sicurezza ed
a diminuire lo spazio della 'zona grigia' fatta di silenzi e rassegnazione
in cui vegeta il potere mafioso. A tale proposito lo scorso 24 giugno
a Gioia Tauro la cooperativa Valle Del Marro/Libera Terra, nostra
aderente, ha organizzato una iniziativa pubblica per esporre i prodotti
che derivano dalla coltivazione e dalla gestione di 30 ettari di terreni
confiscati. Un impegno straordinario da parte dei giovani della cooperativa
che hanno visto nella gestione di tali beni non solo la possibilità
di testimoniare un impegno civile e sociale, ma anche quella di contribuire
allo sviluppo e al progresso del territorio attraverso una iniziativa
innovativa in grado, se adeguatamente supportata, di creare reddito
ed occupazione". "Come movimento cooperativo - sottolinea
ancora Innocenti - abbiamo avuto modo, già dalla nascita della
cooperativa, di esprimere condivisione e vicinanza per lo sviluppo
dell' iniziativa, ma, riteniamo fondamentale per il futuro dell' iniziativa,
avere il sostegno delle istituzioni pubbliche e della Giunta regionale
in primo luogo. Le possibilità di sviluppo e di allargamento
della cooperativa Valle Del Marro, ma anche di altre cooperative assegnatarie
di beni confiscati, passa, attraverso la possibilità di costruire
imprese con caratteristiche di stabilità e durata al fine di
coniugare legalità e sviluppo contro la prevaricazione che
distorce ed impedisce la crescita. In questo senso, io non so, se
occorra costituire nuove 'agenzie di gestione dei beni confiscati',
credo sia opportuno aver chiaro la destinazione e l' effettivo utilizzo
sociale e produttivo di tali beni. La Cooperativa Valle ne è
un esempio"
Brevi
di cronaca da Torano, Corigliano, Rogliano, Cassano, Aiello Calabro
29/06 A Torano Castello personale della locale stazione, in esecuzione
di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Ravenna, ha tratto
in arresto una persona, gia' ai domiciliari presso la comunita' terapeutica
''Regina Pacis'', per violazione delle regole del programma terapeutico.
A Corigliano Calabro i carabinieri del locale Norm hanno arrestato
due cittadini polacchi, responsabili di rissa aggravata. A Rogliano
i miliari del Nucleo operativo e radiomobile, in esecuzione di una
ordinanza di applicazione della misura cautelare emessa dal Tribunale
di Cosenza, hanno tratto in arresto tre presone responsabili, in concorso,
del reato di detenzione di considerevole quantitativo di hashish.
A Cassano Ionio - I carabinieri hanno trovato, occultate in un terreno
in località Pietra del Cervo, una pistola semiautomatica scacciacani
cal. 6 e relativo caricatore privo di munizioni ed una pistola semiautomatica
cal. 6,35 con matricola abrasa e relativo caricatore contenente 5
cartucce dello stesso calibro, prive di marca, entrambe efficienti
ed in buono stato di conservazione. Ad Aiello Calabro una persona
e' stata arrestata e posta ai domiciliari dai Carabinieri della locale
stazione, con l'accusa di avere compiuto atti sessuali con minorenne
e tentata violenza privata. L'uomo e' stato fermatp in esecuzione
ad una ordinanza emessa dal Tribunale di Paola. Durante una perquisizione
domiciliare l'uomo e' stato trovato in possesso di una pistola e di
8 proiettili illegalmente detenuti.
Rapina
in tabaccheria a Lamezia, titolare ferito gravemente
28/06 Il titolare di una tabaccheria, Nunzio Agostino Raso, di 30
anni, e' stato ferito in modo grave stasera a Lamezia Terme in una
rapina nel suo negozio. Nella tabaccheria, secondo la ricostruzione
fatta dai carabinieri del Reparto operativo di Catanzaro, hanno fatto
irruzione due persone, una armata di pistola e l' altra di coltello.
I banditi hanno intimato a Raso di consegnare loro il denaro custodito
in cassa. Il titolare della tabaccheria ha tentato di reagire ed e'
stato colpito alla testa col calcio della pistola. I rapinatori hanno
poi arraffato i soldi e sono fuggiti a piedi. Per la grave ferita
riportata alla testa Nunzio Agostino Raso e' stato ricoverato, con
prognosi riservata, nel reparto di neurochirurgia dell' ospedale di
Cosenza.
Indebiti
finanziamenti comunitari, la Finanza sequestra beni per dieci milioni
di euro e denuncia 23 persone nel lametino
28/06 Indebite percezioni di finanziamenti pubblici comunitari e
nazionali sono finite nel mirino della Guardia di Finanza di Lamezia
Terme che ha denunciato 23 persone e sequestrato beni mobili ed immobili
per un valore di circa 10 milioni di euro. A spiegare i dettagli di
tre distinte operazioni, due delle quali già concluse, è
stato il comandante regionale della guardia di finanza, gen. Riccardo
Piccinni, il procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Raffaele
Mazzotta, il col. Stefano Paoluzi ed il maggiore Marco Letizi. Secondo
quanto è stato riferito, nell'operazione ancora in fase di
conclusione, gli inquirenti avrebbero accertato che un progetto presentato
nel 1998 per la realizzazione di un insediamento produttivo per la
fabbricazione di componenti elettronici nel comune di Soveria Mannelli
non avrebbe mai visto la luce, nonostante l'erogazione, nel 1999,
di una prima tranche di contributo per un valore di oltre tre milioni
di euro, a fonte di un impegno di spesa previsto di 28 mln di euro.
I finanzieri hanno accertato false dichiarazioni presentate al ministero
per le Attività produttive che attestavano l'operatività
aziendale e l'assunzione di 235 persone tra operai specializzati ed
impiegati mentre, di fatto, nulla di tutto questo è successo.
Da qui il recupero di 10 mln di euro e la segnalazione alla procura
di due persone che, in concorso, devono rispondere di falso in atto
pubblico e truffa ai danni dello Stato. In un'altra operazione sono
state nove le persone coinvolte, accusate, a vario titolo, di associazione
a delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato
e del bilancio comunitario attraverso emissione ed annotazione di
truffa per operazioni inesistenti. Inoltre la finanza ha eseguito
un sequestro preventivo, emesso dal Gip del tribunale di Lamezia Terme
su richiesta della Procura. Nel corso delle indagini, che hanno riguardato
un complesso turistico nel comune di Jacurso, la titolare di una società
operante nel settore turistico-alberghiero, attraverso l'utilizzazione
di fatture per operazioni economiche inesistenti emesse da società
compiacenti ed aventi come rappresentanti legali dei meri prestanome,
ha presentato al ministero delle Attività produttive, per richieste
di finanziamento rientranti nei Patti territoriali lametini, false
dichiarazioni con l'esposizione di dati contabili non corrispondenti
alla reale situazione economico-patrimoniale della società
e delibere di fittizi aumenti di capitale sociale. Un meccanismo,
questo, che avrebbe consentito agli indagati di ottenere finanziamenti
illeciti per un importo pari ad oltre 2.200.000 euro complessivi interamente
percepiti. I nove sono già stati rinviati a giudizio. L'ultima
indagine, infine, ha riguardato indebite percezioni di finanziamenti
pubblici nazionali per un importo superiore ai due milioni di euro
e sono state denunciate 12 persone. A finire nel mirino delle Fiamme
gialle un progetto industriale che, finalizzato alla realizzazione
di un opificio a Lamezia Terme ed all'acquisto di macchinari per un
costo complessivo di oltre cinque mln doveva essere finanziato con
capitali pubblici per 2.595.366 e con capitali privati per 2.474.174.
Dalle indagini, invece, è emerso che l'opera sarebbe stata
realizzata solo con i capitali pubblici e che la documentazione contabile
presentata al ministero delle Attività produttive era costituita
da fatture per operazioni inesistenti, false certificazioni, falsi
bilanci, false quietanze e fittizi aumenti di capitale. Inoltre, secondo
quanto è stato riferito, il tutto avveniva con "la complicità
di funzionari ministeriali, direttori di banca, commercialisti ed
imprenditori". In questa operazione, i finanzieri hanno individuato
e posto sotto sequestro beni per un valore complessivo di oltre 7,5
milioni di euro.
Truffa
alla 488, tre denunce a Vibo
28/06 Tre persone sono state denunciate a Vibo Valentia dal Comando
provinciale della Guardia di finanza di Vibo Valentia nell' ambito
di un' indagine che ha portato alla scoperta di una truffa mirata
all' indebita percezione di un contributo comunitario ex legge 488-92,
del valore di 500 mila euro. In particolare, due persone sono state
denunciate per i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato e
malversazione, emissione ed utilizzo di fatture emesse a fronte di
operazioni commerciali inesistenti, occultamento di scritture contabili,
falsità ideologica, mentre la terza dovrà rispondere
di falsità ideologica per la sottoscrizione di una falsa perizia
giurata. L' attività operativa, protrattasi per circa due anni,
ha permesso ai finanzieri di rilevare gravi irregolarità da
parte di un' azienda ubicata nella zona industriale di Vibo impegnata
nella produzione di sedie, attraverso l' utilizzo di documentazione
fiscale falsa e non allegata alla pratica di finanziamento. La truffa,
secondo quanto emerso, si è concretizzata grazie alla compiacenza
di un tecnico estensore della falsa perizia e alla complicità
dell' amministratore di un' altra azienda, operante nello stesso settore.
I finanzieri hanno accertato che il presunto nuovo impianto era stato
avviato con l' utilizzo di macchinari e attrezzature già usate
dall' azienda operante da anni nello stesso stabilimento.
Truffa
da un milione di euro scoperta dalla Finanza a Locri
28/06 Una truffa ai danni dello Stato con false certificazioni di
spesa per circa un milione di euro nell' ambito dei finanziamenti
dei Patti territoriali è stata scoperta dalla guardia di finanza
di Locri a pochi giorni dalla conclusione di una attività simile
fatta dai finanzieri di Roccella Ionica. Esaminando i tabulati forniti
dal ministero delle Attività produttive che riepilogano i soggetti
beneficiari delle agevolazioni, le fiamme gialle, nell' ottobre scorso,
hanno avviato un controllo nei confronti di una società di
Siderno che aveva beneficiato di un finanziamento pubblico, rientrante
nel Patto territoriale della Locride, per un importo di oltre 900.000
euro finalizzato alla realizzazione di un complesso produttivo destinato
al recupero ed al riciclaggio di materie plastiche e che prevedeva
l' acquisizione di un terreno, la costruzione di un capannone e l'
acquisto di macchinari e attrezzature. Nel corso di un sopralluogo,
secondo quanto è stato riferito, la finanza ha accertato che
la società provvedeva alla raccolta di pneumatici usati riponendoli
all' interno di un fabbricato adibito a deposito senza essere in possesso
delle prescritte autorizzazioni amministrative e senza provvedere
allo smaltimento trimestrale degli stessi così come previsto
dal Decreto Ronchi. L' immobile è stato subito sequestrato
come discarica abusiva che si estendeva su una superficie di circa
1.800 mq. All' interno si trovavano stoccate 145 tonnellate di rifiuti
speciali costituti da copertoni usati. Un successivo esame della documentazione
contabile e bancaria acquisita sul conto della società, ha
permesso alla finanza di accertare come la stessa avesse indebitamente
ricevuto la prima tranche del finanziamento ed avesse predisposto
una serie di artifizi contabili al fine di ottenere l' erogazione
della seconda quota nonostante che il programma previsto dal finanziamento
non fosse stato minimamente realizzato. In particolare, è stato
riferito, la società aveva comunicato di aver sostenuto spese
per complessivi 781.000 euro per l' acquisto del terreno su cui sorge
il capannone e per l' acquisto di macchinari che dovevano essere forniti
da una fantomatica società tunisina. L' attività investigativa
ha permesso invece di accertare che la compravendita del suolo era
stata simulata, in quanto di proprietà della moglie dell' amministratore
unico della società, che nessun impianto era mai giunto in
Italia, che il fornitore africano era totalmente inesistente e che
nemmeno un centesimo era stato in realtà speso. I Finanzieri
hanno poi scoperto che nella contabilità della società
era stato simulato l' apporto di mezzi propri per 150.000 euro attraverso
il versamento sui conti societari di un assegno bancario, tratto da
un conto corrente personale dell' amministratore che già da
tempo era stato estinto, che nella medesima giornata era stato richiamato.
A conclusione delle indagini, la guardia di finanza ha denunciato
alla Procura della Repubblica di Locri C.F., di 51 anni, amministratore
unico della società, per truffa aggravata ai danni dello Stato,
malversazione e per aver esercitato senza autorizzazione un'attività
di gestione rifiuti. Il pm, Rosanna Sgueglia, ha già ottenuto
dal Gip Gianluca Sarandrea, il sequestro preventivo di disponibilità
bancarie e di beni immobili dell' indagato, per circa 500.000 euro,
pari alla prima tranche del finanziamento indebitamente percepito,
che dovranno essere restituiti con gli interessi. E' stata inoltre
impedita l' erogazione della seconda quota del contributo.
Rdb/Cub
“Treni passeggeri o carri bestiame?”
28/06 “Nel giro di poche ore, circa un centinaio di pendolari,
hanno spontaneamente raccolto le firme per protestare contro il trattamento
che subiscono i “clienti” di Trenitalia qui in Calabria.
Le firme, accompagnate da una nota, sono state inviate prontamente
dai viaggiatori firmatari a Trenitalia e, per conoscenza all’Assessore
Regionale, ma “ovviamente” non vi è stata alcuna
risposta”. E’ quanto si legge nella lettera aperta inviata
dalla La Direzione Regionale di Federazione Rdb/Cub a Trenitalia,
al Ministro Bianchi, al Presidente Loiero e all'Assessore ai Trasporti
Tripodi. C'è chi pensa che la modernizzazione di una regione
passi attraverso lo smantellamento di strutture pubbliche o attraverso
monumentali, quanto spesso inutili, opere (vedi il Ponte sullo Stretto),
mentre per noi modernizzazione significa, invece, far sì che
gli abitanti della nostra regione si sentano cittadini a tutti gli
effetti. Zecche, pulci, sporcizia varia, questo è il trattamento
riservato a chi viaggia da Napoli in giù; se poi il treno è
un “regionale”, destinato prevalentemente ai pendolari,
le condizioni peggiorano ancora: carrozze prive di aria condizionata
e spesso anche di luce.
Eppure questi “clienti” pagano regolarmente biglietti
o abbonamenti che non sono affatto economici. Ricordate le bugie che
ci hanno propinato col sorriso a trentadue denti?
“se privatizziamo le ferrovie, i servizi saranno migliori e
finalmente elimineremo un baraccone, rendendo più moderno il
Paese”. Queste sono le menzogne di chi voleva farci credere
che la privatizzazione di per sé avrebbe portato automaticamente
un miglioramento dei servizi; per questo siamo più che mai
convinti che non si debbano smantellare i servizi della Pubblica Amministrazione,
ma solo renderli migliori e mettere i dipendenti nelle condizioni
di poter lavorare al meglio. Ci uniamo, quindi, alla richiesta dei
firmatari dell’esposto a Trenitalia e chiediamo al sig. Ministro,
al Presidente della Giunta Regionale e all'Assessore ai Trasporti
della Regione Calabria, cui inviamo questa lettera aperta per conoscenza,
di intervenire presso Trenitalia, al fine di dare una risposta alle
lamentele avanzate da nostri corregionali, facendo in modo che la
modernità cominci dando dignità ai cittadini calabresi.
Riteniamo che, da calabresi dovremmo vergognarci di quanto evidenziato
nell’esposto e fare in modo che ciò non avvenga più
per il futuro, dal momento che nel contratto di trasporto che si sottoscrive
con l’acquisto del biglietto o dell’abbonamento, è
previsto che il trasporto debba avvenire su un treno passeggeri e
non su un carro bestiame.
L’ass.
Laudadio nel Comitato tecnico dell’Upi
28/06 L' Unione province italiane ha designato quale proprio rappresentante
nel Comitato tecnico consultivo nazionale per l' applicazione della
Legge 482 sulle minoranze linguistiche l' assessore alla Provincia
di Cosenza, Donatella Laudadio. I rappresentanti dell' Upi nel Comitato
sono soltanto due: uno per il nord, l' assessore provinciale di Belluno,
ed uno per il centro-sud, individuato in Donatella Laudadio. "E'
un incarico assai prestigioso ed importante - ha detto il Presidente
della Provincia, Mario Oliverio - poiché garantisce la presenza
della Calabria in un organismo che deve vigilare sull' applicazione
della legge su tutto il territorio nazionale, tutelando le Province
del Sud dalle discriminazioni che si sono verificate ai nostri danni,
soprattutto in termini di trasferimenti finanziari, durante tutta
la permanenza del governo di Centrodestra. Per questa ragione ho ufficialmente
chiesto che fosse la Provincia di Cosenza ad essere rappresentata
nel Comitato, in ragione del fatto che essa ha il più alto
numero di abitanti di Comuni di minoranza del Mezzogiorno e che sta
producendo in questo ambito una mole di lavoro davvero all' avanguardia
per quantità e qualità delle iniziative, in linea con
il mio programma, volto a favorire il multiculturalismo e l' intensificarsi
dei rapporti tra le realtà culturali del Mediterraneo".
"Sono particolarmente soddisfatta per questa nomina, che premia
la lungimiranza del Presidente Oliverio che ha voluto istituire una
delega specifica per le Minoranze Linguistiche - ha affermato, dal
canto suo, Laudadio - e sono ancor più soddisfatta perché
la nostra nomina è stata sostenuta anche dalle altre Province
del Mezzogiorno, che nell' aprile 2005 costituirono il Comitato Interprovinciale
per le Minoranze, dando alla Provincia di Cosenza il mandato di rappresentanza
per il primo biennio". "La nomina - ha concluso la Laudadio
- premia inoltre il grande impegno dei Comuni di Minoranza, che compongono
il Coordinamento Provinciale insieme all' Unical ed a rappresentanze
istituzionali e parlamentari calabresi, che da più anni chiedevano
al governo nazionale, inutilmente, una rappresentanza meridionale
in seno al Comitato. Vigileremo perché tutte le Province meridionali
vedano rispettati i propri diritti, sia in termini di attuazione puntuale
della legge, sia in termini di trasferimenti finanziari". L'
assessore Laudadio, infine, ha fatto presente che si è costituito
in seno all' Upi un Coordinamento per le problematiche delle Minoranze
Linguistiche, proprio in seguito alle richieste della Provincia di
Cosenza, che ha visto riuniti tutti gli assessori alle Minoranze d'
Italia, nella seduta d' insediamento del 19 giugno scorso e che "ha
già avviato una nutrita agenda di incontri per discutere delle
iniziative e delle proposte tese alla più efficace applicazione
della legge sulla tutela delle Minoranze Linguistiche d' Italia, dai
problemi della scuola a quelli della comunicazione, da quelli del
rapporto con la Rai a quelli della formazione, da quelli del lavoro
a quelli dei rapporti con le nazioni d' origine".
Divieto
estivo per il traffico pesante sulla litoranea tirrenica
28/06 Il prefetto di Cosenza Bruno Sbordone ha emanato un' ordinanza
con la quale, nel tratto della statale 18 compreso tra i comuni di
Tortora e Amantea, è sospesa la circolazione degli automezzi
con massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate. Lo
riferisce un comunicato della Prefettura di Cosenza. Il provvedimento,
è spiegato nel comunicato, è stato adottato d' intesa
con le amministrazioni dei Comuni interessati e sentite anche le associazioni
di categoria. "Al fine, comunque, di evitare - è detto
ancora nella nota - che l' adozione di questo provvedimento abbia
ripercussioni negative sulle attività economiche, specie commerciali
che si svolgono nel territorio, la circolazione sarà consentita
dalle ore 5 alle 10,30; dalle 13,30 alle 17 e dalle 20,30 alle 21,30".
Due
arresti per rissa a Corigliano
28/06 I carabinieri hanno arrestato per rissa aggravata due cittadini
polacchi, Zdzislaw Matuszewski, di 47 anni e Przemyslaw Tomaz Wlodarski,
di 22 anni, entrambi domiciliati a Corigliano. I due sono stati sorpresi
dai militari durante una lite, scoppiata per motivi ancora da accertare,
con altri tre connazionali che sono fuggiti. I due sono stati ricoverati
nell'ospedale di Corigliano per contusioni giudicate guaribili in
sette giorni.
Truffa
alla UE per oltre 6 milioni di euro: Sequestrate a Corigliano la Sensitec
e la Printec, quattro arresti. Cinquanta lavoratori presi in giro.
27/06
Sono arrivati nell' area industriale di Corigliano dalla Germania,
hanno realizzato due aziende, la Sensitec, per la produzione di sensori
per i contatori del gas, e la Printec, per la fabbricazione di oggetti
di cancelleria, assunto 80 persone, intascando un finanziamento di
sei milioni 470 mila euro sul Fers, il fondo per lo sviluppo regionale,
ma la produzione non e' mai partita. A scoprire la frode e' stata
la Guardia di finanza di Rossano e del Comando provinciale di Cosenza,
coordinati dalla Procura di Cosenza. L'operazione e' stata condotta
dai finanzieri dopo articolate e complesse indagini di polizia giudiziaria,
effettuate nei confronti di due fittizie iniziative imprenditoriali,
finalizzate a percepire indebitamente contributi comunitari del fondo
europeo di sviluppo regionale (Fers). I provvedimenti di sequestro
preventivo delle due aziende con annesse palazzine degli uffici amministrativi,
delle attrezzature, dei macchinari, degli impianti nonche' degli arredi
vari, per un valore complessivo di circa euro 1.500.000,00, sono stati
emessi dal gip del tribunale di Cosenza che ha inoltre firmato le
ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre soggetti
implicati. Le societa' implicate, sono la Sensitec s.r.l., specializzata
nella costruzione di contatori per gas liquidi, destinataria di contributi
pubblici per 1.760.000,00 euro e la Printec International s.r.l.,
industria per la fabbricazione di oggetti di cancelleria, destinataria
di contributi pubblici per 4.710.000,00 euro, per un totale di contributi
concessi e percepiti in conto capitale pari a 6.470.000,00 euro. L'attivita'
investigativa eseguita dagli uomini delle fiamme gialle di Rossano,
coordinate dalla procura della Repubblica di Cosenza, ha consentito
di individuare ''evidenti irregolarita''' a carico delle due societa'
coinvolte nell'inchiesta, con riferimento agli obblighi imposti dalla
normativa in vigore. Ed ai fini dell'inchiesta di particolare rilevanza
sono state le dichiarazioni testimoniali dei dipendenti delle societa'
sotto inchiesta, che, seppur inizialmente assunti, non hanno mai svolto,
di fatto, alcuna attivita' lavorativa, in quanto non e' mai stata
avviata l'attivita' produttiva delle aziende. Infatti secondo quanto
hanno accertato gli uomini delle Fiamme Gialle i circa cinquanta lavoratori,
per mesi si sono recati presso i 2 opifici, senza, pero', essere mai
impiegati effettivamente, per mancanza dei minimi presupposti per
l'avvio a regime del ciclo produttivo. Operai che successivamente,
sono stati messi in cassa integrazione ed i cancelli d'ingresso delle
fabbriche sono stati chiusi ''per ferie'', comunque costantemente
presieduti da alcuni lavoratori in attesa di essere ''impiegati''.
A giudizio della Guardia di Finanza, l'assunzione dei lavoratori e
le iniziali retribuzioni corrisposte dal datore di lavoro sono solo
servite a dare la parvenza, all'esterno, dello svolgimento dell'attivita'
economica, al fine di evitare eventuali controlli in grado di ''smascherare
l'ordito truffaldino''.
Questa
''simulazione'' dell'adempimento degli impegni assunti nelle iniziative
imprenditoriali finanziate, ''purtroppo'', hanno spiegato gli investigatori
nel corso di una conferenza stampa, ''per gli ideatori del disegno
criminoso, non ha impedito ai finanzieri della compagnia di Rossano
di proseguire nelle indagini, che si sono concretizzate con diversi
sopralluoghi nelle due aziende, con l'effettuazione di specifici rilevamenti
di carattere contabile ed amministrativo e nell'esame della documentazione
amministrativo-contabile sequestrata presso il soggetto giuridico
attuatore del finanziamento, in qualita' di banca concessionaria''.
Attivita' investigativa, e' stato detto che ''ha consentito agli uomini
della Guardia di Finanza di rilevare, oltre alla sostanziale inattivita'
delle aziende oggetto dell'indagine, il mancato rispetto degli impegni
assunti con particolare riferimento ai parametri: occupazionali (fittizia
assunzione di 82 dipendenti a regime); ambientali (mancata adesione
alla certificazione internazionale di qualita' ambientale uni eso
14001); economici (mancato avvio della produzione ed il conseguente
raggiungimento dei limiti quantitativi circa il fatturato previsto
a regime); l'irreperibilita' del rappresentante legale delle societa'
interessate nonche' di gran parte della documentazione contabile''
Nel corso dei successivi sopralluoghi tecnici, effettuati presso le
aziende poste sotto sequestro, dagli uomini della sezione operativa
della compagnia di Rossano, insieme al consulente tecnico nominato
dalla procura della Repubblica di Cosenza, sono emersi ulteriori elementi
probatori, idonei a cristalizzare il quadro gravemente indiziario
emerso, corroborando l'impianto accusatorio gia' acquisito. E' stato
definitivamente accertato, hanno detto gli inquirenti, ''l'utilizzo,
da parte di entrambe le societa', di macchinari ed impianti tecnologicamente
vetusti e di valore di gran lunga inferiore a quello documentato a
mezzo di fatture fiscali di acquisto, emesse dai fornitori esteri''.
In particolare, ''sono stati rinvenuti macchinari con la riverniciatura
delle parti meccaniche effettuata in modo artigianale e con l'apposizione
apocrifa e di comodo delle targhette identificative dei macchinari
in sostituzione di quelle originali''. Nel corso dell'inchiesta oltre
alla responsabilita' dell'amministratore, sono emersi gravi indizi
di reita' a carico di 4 liberi professionisti (due commercialisti
uno di Catanzaro ed uno di Lamezia, un architetto di Reggio ed un
ingegnere di Catanzaro) che, incaricati dalla banca concessionaria
di effettuare il collaudo tecnico-amministrativo dei progetti agevolati,
hanno di fatto omesso i controlli e le verifiche previste dalla normativa,
avuto riguardo soprattutto agli aspetti essenziali per la realizzazione
delle opere finanziate nonche' rispetto agli impegni assunti dalla
societa' in argomento. In pratica, secondo gli uomini delle Fiamme
Gialle, ''e' stata attestata falsamente dai predetti professionisti,
formulando parere favorevole, la sussistenza dei requisiti previsti
quale 'conditio sine qua non' per l'erogazione dell'ultima rata di
finanziamento e per la conseguente emanazione del decreto di concessione
del definitivo intero contributo pubblico comunitario''.
Di
Pietro chiede il commissariamento dell’ANAS. La Procura apre
un indagine. L’azienda replica abbiamo sempre rispettato le
regole
27/06 L’Anas nella bufera. E' arrivato sul tavolo del Procuratore
della Repubblica di Roma, Giovanni Ferrara, il 'dossier' sulla gestione
della societa' che il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro
ha deciso di presentare all'Autorita' giudiziaria. Una mossa preannunciata
questa mattina nel corso di un'audizione alla Commissione Ambiente
della Camera nella quale il responsabile del dicastero di Porta Pia
aveva parlato di ''ipotesi da valutare sotto l'aspetto della false
comunicazioni sociali e del falso in bilancio''. E Di Pietro ha anche
riferito di aver avanzato al premier, Romano Prodi, e all'azionista
Tesoro la richiesta di commissariamento della societa': un ''atto
doveroso'', ha detto, sul quale ora decidera' il ministero dell'Economia
di concerto con la presidenza del Consiglio. E la risposta dell'Anas
non si e' fatta attendere: la societa' ha ''sempre rispettato le leggi'',
non ha mai cantierato opere senza copertura finanziaria e ''non veritiere''
sono le informazioni fornite da Di Pietro sulla contrattalizzazione
di impegni per 19 miliardi di euro. Quanto al nodo dei vertici, il
presidente Vincenzo Pozzi ha valutato se le sue dimissioni immediate
non rischino di comportare un danno per lo Stato visti i tempi stretti
dell'operazione in corso tra Autostrade e Abertis. Per l'Anas, dunque,
e' stata una giornata convulsa, cominciata di buon mattino con un
incontro di due ore tra Pozzi e Di Pietro. Ma la mina e' esplosa nel
corso dell'audizione alla Camera quando il ministro delle Infrastrutture
ha aperto il 'dossier' relativo alla mancanza di risorse di cassa
e di competenza della societa'. Come ha spiegato Di Pietro, ''la questione
Anas nasce nel 2001-2002 a seguito della trasformazione dell'ente
pubblico in una societa' per azioni. In quel momento, si e' cercato
di fare un riepilogo di quelle che erano le potenzialita' dell'Anas
in termini di cassa e di competenza. Al 18 dicembre 2002, l'Anas aveva
residui passivi per 12 miliardi di euro presi in carico dalla nuova
spa''. E di questi, 6 miliardi erano vincolati a lavori in esecuzione
e oltre 4 miliardi venivano destinati a nuovi investimenti. A quel
punto, si procedeva a definire ''un elenco importante di opere da
attivare con quei 4 miliardi di euro. E tutto questo e' inserito nel
contratto di programma 2003-05. Ma in realta' -ha detto il ministro
delle Infrastrutture - quei 4 miliardi erano destinati a impegni gia'
presi''. Insomma, l'Anas ''ha posto in essere una duplice attivita'
con gli stessi soldi. Ma e' evidente che cosi' si andava verso una
strozzatura''. Di fronte a questa situazione, il ministro Di Pietro
ha chiesto una serie di verifiche sugli impegni e i fondi di copertura.
''Al 31 dicembre 2005 e' emerso che a fronte di 19 miliardi di euro
c'era una copertura di 15,5 miliardi con una differenza negativa di
3,5 miliardi di euro. L'Anas non puo' completare gli investimenti
perche' le mancano 3,5 miliardi ai quali si devono aggiungere i maggiori
costi''. E Di Pietro ha sottolineato che di questo ''non e' mai stata
data comunicazione''. Altro elemento emerso, sempre secondo quanto
riferito dal ministro Di Pietro, nel bilancio 2004, e' che ''qualcuno
ha fatto risultare quei 4 miliardi vincolati''. ''Ma quelli dell'Anas
-si e' chiesto quindi Di Pietro- sono impazziti? O qualcuno gliel'ha
comandato?''. Parole, queste, che hanno fatto da preludio all'affondo
sulla questione di un ricambio al vertice. ''L'attivo patrimoniale
dell'Anas- ha detto il ministro- risulta minore dei debiti e questo
comporta delle precise responsabilita' in capo ad una societa' per
azioni: quella di informare quando il debito superano l'attivo patrimoniale''.
Di qui la necessita' di chiedersi, ha ancora argomentato Di Pietro,
se, nel momento in cui si chiede all'azionista di ripianare, ''questi
soldi debbano essere consegnati all'attuale management'' o se invece
''non debbano essere consegnati ad altro management''. Una domanda
retorica visto che Di Pietro ha poi annunciato di aver presentato
la richiesta di commissariamento dell'Anas. E il ministro delle Infrastrutture
ha anche parlato di 3 milioni di consulenze indebite e illegale pagate
dall'Anas. Anche in questo caso, i fatti risalgono al momento della
trasformazione dell'Anas in spa. ''Quando e' stata trasformata in
Spa -ha detto Di Pietro- c'e' stato un compromesso indebito e illegittimo.
Il vecchio cda non voleva andare via e sono stati pagati 3 milioni
in consulenze non dovute e non fatte e in liquidazioni in parte non
dovute''. Al termine dell'audizione, il ministro Di Pietro ha sottolineato
che ''si tratta di liquidazioni e consulenze in parte indebite, in
parte illegittime e in parte illegali''. E a chi gli chiedeva di chi
siano le responsabilita', il ministro delle Infrastrutture si e' limitato
a rispondere di aver ''chiesto la secretazione''. Denunce, queste,
che il ministro Di Pietro ha esposto in un'altra audizione, nel pomeriggio,
presso la Commissione Lavori Pubblici del Senato. E dopo il j'accuse
del ministro delle Infrastrutture, la parola e' passata all'Anas.
La prima puntualizzazione riguarda la decisione del cda di avviare
le procedure propedeutiche allo stop ai cantieri.Gia' a partire dal
gennaio 2005, Anas ''ha ripetutamente segnalato al Governo e al Parlamento
i mancati trasferimenti di cassa da parte del Tesoro, e che sia prima,
sia durante, sia dopo l'iter di approvazione della legge finanziaria
2006, ha evidenziato la necessita' di innalzare di almeno 1,1 miliardi
di euro il tetto di spesa per gli investimenti e contestualmente di
provvedere alle erogazioni di cassa, per far fronte al pagamento degli
stati di avanzamento lavori che sarebbero maturati nel corso del 2006''.
La seconda precisazione riguarda la situazione dei conti. L'Anas,
anche in relazione alle recenti disposizioni della Legge Finanziaria
2006, ha effettuato un approfondito riesame delle risorse finanziarie
effettivamente disponibili a copertura degli investimenti ancora da
attivare in adempimento sia del Contratto di Programma 2003-2005 sia
di ulteriori disposizioni di legge. Da tale analisi, e' emerso che
alla data del 31 dicembre 2005, a fronte di disponibilita' finanziarie
di 15,5 miliardi di euro, risultano impegni da parte dell'Anas per
un importo complessivo di 14,8 miliardi di euro, cosi' composti: 10,6
miliardi di euro per impegni gia' contrattualizzati verso terzi; 3,3
miliardi di euro per impegni vincolati comunque da attivare; 0,9 miliardi
di euro per stima del contenzioso pendente sui lavori in corso. Residuano,
pertanto, disponibilita' finanziarie per un ammontare complessivo
di 0,8 miliardi di euro. Alla luce di questi dati, afferma Anas,''e'
evidente, quindi, che non risultano veritiere le informazioni in ordine
alla contrattualizzazione di impegni 'per 19 miliardi contro un totale
di fondi a disposizione pari a 15,5 miliardi'. L'Anas non ha ne' contrattualizzato
ne' appaltato alcun lavoro che non avesse la relativa copertura finanziaria''.
Inoltre, i bilanci Anas sono stati approvati dal cda e vengono controllati
in modo analitico dalla Corte dei Conti e da molti altri organismi
dello Stato, oltre che dal collegio dei sindaci, e sono certificati
da primarie societa' indipendenti di revisione. E ancora, ''tutte
le attivita' contabili dell'Anas sono state puntualmente comunicate
all'Azionista (il Ministero dell'Economia), al quale il Presidente
e il Consiglio di Amministrazione hanno riferito costantemente anche
in ordine alle criticita' di cassa, in atti pubblici e in comunicazioni
scritte e verbali''. La realta' e' che l'attuale criticita' di cassa
e' la conseguenza degli enormi crediti vantati dall'Anas nei confronti
del Tesoro, pari a 7,548 miliardi di euro, che non sono stati mai
erogati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. Crediti che consistono
in gran parte in 6,437 miliardi di euro di residui passivi di precedenti
esercizi di bilancio. I restanti crediti dell'Anas si riferiscono
agli stanziamenti ancora non erogati relativi alle leggi finanziarie
2004, 2005 e 2006, pari globalmente a 1,110 miliardi di euro. Quanto
al problema dei vertici, Pozzi, riferisce sempre l'Anas, ''si e' rammaricato
che nonostante le sue dichiarazioni scritte al Ministro delle Infrastrutture
Di Pietro di rimettere il suo mandato al Governo, non sia stato minimamente
ascoltato in merito alle cosiddette criticita' esposte alle Camere,
che avrebbe potuto chiarire in maniera ampia ed esaustiva''. E Pozzi
''ha attentamente valutato se le sue immediate dimissioni non possano
comportare un danno per lo Stato in riferimento ai tempi molto stretti
relativi alla fusione Autostrade-Abertis, con l'obiettivo di evitare
che, dimettendosi, impedisca quelle azioni a tutela dell'interesse
pubblico che il Governo considera giustamente necessarie''.
La
bimba annegata all’Acquapark di Zambrone era stata già
salvata dieci minuti prima
27/06 Dieci minuti prima di annegare, Letizia, la bambina di cinque
anni morta sabato scorso in una piscina dell' Aquapark di Zambrone,
nel vibonese, era stata salvata da una bagnina in una vasca profonda
120 centimetri. Lo ha sostenuto, in una dichiarazione, il direttore
della struttura, Saverio Mancini. ''Premesso che la disgrazia accaduta
lo scorso sabato all' interno del parco acquatico Aquapark di Zambrone
- ha sostenuto Mancini - ha scosso profondamente me e le circa 80
persone che al momento compongono lo staff del parco, in qualita'
di direttore, anche allo scopo di tutelare quell' immagine di qualita'
e sicurezza che nel corso dei 18 anni di attivita' piu' di 3 milioni
di persone ci hanno voluto riconoscere con la loro presenza, desidero
riferire con esattezza la sequenza di quegli eventi che alla fine
si sono conclusi con la tragica disgrazia accaduta alla piccola Letizia''.
''Dieci minuti prima di annegare - ha proseguito Mancini - la piccola
Letizia, senza la presenza dei suoi genitori, e' gia' oggetto di un
intervento di salvataggio da parte di una bagnina all' interno di
una piscina denominata Laguna. La piccola arriva da uno scivolo in
una piscina profonda 120 centimetri. Incustodita, senza saper nuotare
e priva di braccioli, la piccola va sott' acqua e solo l' intervento
immediato della bagnina li presente scongiura in quel momento una
disgrazia. Subito dopo Letizia, ancora sola, si allontana ulteriormente
ed entra nella piscina Onde, dove diversi ospiti ed il bagnino addetto
la vedono giocare. La piscina Onde ha un fondale che da zero centimetri
scende gradatamente fino a 180 centimetri. Partono le onde dopo un
avviso acustico''. ''Pochi attimi dopo - ha aggiunto Mancini - la
bambina viene vista con la testa sott' acqua. Il bagnino addetto attua
la procedura di soccorso prevista per questi casi: si tuffa per il
recupero, la porta fuori dalla piscina e la adagia sul fianco iniziando
subito ad effettuare i primi interventi di soccorso. La bambina inizia
subito a vomitare una grande quantita' di cibo ancora intero. Scattato
l' allarme arrivano subito la dottoressa che come sempre era presente
nell' infermeria del Parco e il capo bagnino, al quale pochi minuti
prima i genitori di Letizia si erano rivolti per cercare aiuto per
la ricerca della propria figlia. La situazione appare subito critica:
cianotica, priva di sensi. La dottoressa esegue subito le diverse
manovre di rianimazione. Si chiama contemporaneamente il 118 per chiedere
un' ambulanza, la quale arriva dopo 20-25 minuti. Un tempo veramente
eccezionale; anzi dopo cinque minuti ne arriva una seconda. I dottori
del 118 provano anche loro a rianimarla portandola all' interno dell'
ambulanza. Dopo 15-20 minuti arriva l' elisoccorso. Quello che e'
accaduto dopo lo sappiamo tutti''. ''Per quanto sara' solo il dottore
incaricato dal magistrato ad appurare le cause che hanno portato all'
annegamento - ha concluso Mancini - ritengo che i fatti descritti
e la conoscenza personale che ho maturato in questi anni con i miei
collaboratori, mi autorizzano ad affermare con serenita' e sicurezza
che tutto cio' che era in nostro potere fare per Letizia, e' stato
fatto. Se questa consapevolezza rassicura la nostra coscienza, ci
lascia comunque un grande peso nel cuore: la morte di una bambina
lascia il segno, soprattutto su chi ha tentato tutto il possibile
perche' questo non si verificasse''.
Presentazione
alla Provincia del Piano dei Beni storici
27/06 Il Piano per la valorizzazione dei beni paesistici e storici
della Provincia di Cosenza sara' presentato mercoledì 28 dal
presidente dell' Ente, Mario Oliverio e dall' assessore provinciale
all' Urbanistica, Pietro Mari. ''Oggi - ha sostenuto Oliverio - la
cultura si produce nelle botteghe, nelle accademie, nelle scuole,
nei musei, negli atelier di moda. Bisogna essere in grado di individuare
in ogni sito, i luoghi di produzione della cultura, cogliendo le vocazioni
esistenti ed incoraggiando e valorizzando quelle latenti. In questo
contesto, la conoscenza e la consapevolezza del capitale culturale
odierno sono essenziali per qualsiasi piano di valorizzazione''. ''Conoscere
nei dettagli il sistema culturale - ha proseguito Oliverio - e' un'
operazione necessaria per poterne mobilitare 'tutte' le componenti.
Quello che abbiamo ottenuto con le ricerche svolte e che presentiamo
con il lavoro fin qui prodotto, non e' un semplice censimento, ma
la costruzione di un vero e proprio sistema culturale''. ''La forza
di un' esperienza culturale - ha concluso il Presidente della Provincia
- va recuperata nei valori della 'forza del carattere' delle comunita'
locali, la cui identita' si afferma pienamente solo nel radicamento
territoriale e nella storia''. ''Con il Piano di Tutela e Valorizzazione
del Patrimonio Storico e Ambientale - ha dichiarato dal canto suo
l' assessore Mari illustrando gli obiettivi del progetto - la Provincia
di Cosenza intende invertire una tendenza consolidata, mirando ad
un modello di sviluppo connesso sinergicamente con la rinascita culturale
del territorio. Esso si articola su cinque livelli progettuali: il
progetto delle conoscenze; il progetto della tutela e della conservazione;
il progetto della valorizzazione culturale; il progetto della valorizzazione
economica; il progetto di monitoraggio''. ''Obiettivo finale del Piano
- ha concluso Mari - e' la creazione di uno strumento operativo capace
di promuovere l' integrazione tra le componenti del settore culturale
territoriale con quelle dei settori connessi, valorizzando al massimo
le risorse umane e le conoscenze specifiche presenti sul territorio,
poco conosciute e, percio', sottoutilizzate''.
Il
presidente Oliverio chiede un incontro con il Ministro Bianchi per
le infrastrutture nel cosentino
27/06 Al fine di affrontare le problematiche relative alle infrastrutture
nella provincia di Cosenza, con particolare riferimento al progetto
dell'aeroporto di Sibari e all'estensione dell'autorita' portuale
di Gioia Tauro al Porto di Corigliano, il Presidente della Provincia
di Cosenza, Mario Oliverio, ha inviato stamane un telegramma al Ministro
dei Trasporti, Alessandro Bianchi, attraverso cui ha chiesto un incontro
da concordare al piu' presto. ''Sarebbe opportuno definire la data
a breve termine - e' scritto nel telegramma - anche al fine di tranquillizzare
le popolazioni, gli amministratori locali, le forze sociali e i consiglieri
provinciali, fortemente preoccupati dalle tue dichiarazioni relative
all'infrastruttura portuale di Sibari''.
Al
via il Piano per Sibari Patrimonio dell’Unesco
27/06 Sottoscritta la convenzione tra il comune di Cassano, rappresentato
dal responsabile del settore Affari Generali, Giuseppe Manera, e l'architetto
Pietro Laureano, tecnico incaricato, per la redazione di un Piano
di fattibilita' finalizzato alla candidatura dell'area di Sibari nella
lista del patrimonio mondiale dell'Unesco. Al momento della sottoscrizione
della convenzione erano presenti il sindaco di Cassano, Gianluca Gallo,
la sovrintendente per i Beni Archeologici della Calabria, Annalisa
Zarattini, la direttrice del Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide,
Silvana Luppino, i consiglieri provinciali Pasqualina Straface e Luigi
Lione, e la direttrice della filiale della Banca Carime di Cassano,
Gilda Scarpelli, e il vice presidente della Bcc dei Due Mari di Calabria,
Roberto Ruscelli, i due istituti bancari che con il loro contributo
economico hanno sposato la causa. Il sindaco Gallo ha definito la
sottoscrizione della convenzione ''un momento importante per il territorio.
Con questo atto - ha evidenziato - si apre l'iter procedurale che
dovra' portare all'ambito riconoscimento''. La Sovrintendente Zarattini,
dopo aver ha affermato che ''l'area archeologica di Sibari e' eccezionale
soprattutto per le sue peculiarita''', ha sostenuto che l'iniziativa
del riconoscimento Unisco ''rappresenta anche una promozione culturale
di elevato spessore per far conoscere il territorio in una prospettiva
piu' ampia, sia dal punto di vista storico, culturale e scientifico''.
L'architetto Laurenzano nel rimarcare che ''il percorso sara' lungo
e difficoltoso, in quanto vi sono gia' 40 siti italiani che ambiscono
al riconoscimento Unisco'', ha sottolineato che ''non avrei accettato
se non pensassi che il progetto di Sibari potesse andare a buon fine''.
Corbelli
“La sibaritide una priorità nazionale”
27/06 ''Ritengo che la Sibaritide debba porsi come problema e come
priorita' non solo della Provincia di Cosenza, ma dell'intera Regione
Calabria''. E' quanto ha detto il consigliere provinciale di Cosenza,
Franco Corbelli, nel corso della conferenza stampa che i consiglieri
provinciali della 'Sibaritide' Pasqualina Straface, Antonio Pucci
e Giuseppe Bruno di An, Luigi Garofalo e Gilberto Raffo dell'Udeur,
Giovanbattista Genova dei Ds e Leonardo Trento della Rosa nel Pugno,
insieme con il primo cittadino cassanese, Gianluca Gallo, e agli assessori
provinciali Rosetta Console e Giuseppe Gagliardi, hanno tenuto questa
mattina, nell'aula consiliare cassanese, sulla questione dell'aeroporto
della Sibaritide. ''Propongo - ha aggiunto Corbelli - che qui, nella
Sibaritide, si dia vita a una grande manifestazione per richiamare
l'attenzione delle Istituzioni e che qui, a Cassano, nella sala consiliare
del Comune, si tenga una riunione di un consiglio provinciale straordinario
a cui dovrebbe partecipare lo stesso ministro Bianchi e tutti quegli
enti che sono impegnati e coinvolti nella realizzazione dell'aeroporto
della Sibaritide. Bisogna partire con questo tipo di iniziative concrete
che diano un segnale preciso perche' si capisca che la Calabria, e
non solo Sibari, puo' ripartire, puo' decollare se si iniziano a dare
soluzioni alle problematiche. L'aeroporto della Sibaritide, insieme
alla statale 106 e alla rete ferroviaria jonica, devono essere viste
come priorita'''. Il sindaco di Cassano ha poi detto che ''la battaglia
che stiamo conducendo insieme, al di la' delle appartenenze politiche
sull'aeroporto di Sibari ha un forte connotato di territorialita'.
Le dichiarazioni del ministro Bianchi sull'aeroporto di Sibari sono
solo il frutto di una mancata conoscenza della questione''. Tutti
i partecipanti alla conferenza stampa, anche se da angolazioni diverse,
hanno argomentato sulla necessita' che questa importante infrastruttura
venga realizzata e sull'importanza che riveste per il definitivo decollo
economico-sociale dell'intera provincia di Cosenza.
Sapia
(Inail) “Avviare un tavolo di concertazione sigli incidenti
sul lavoro”
27/06
Il presidente provinciale del Comitato consultivo dell'Inail di Cosenza,
Michele Sapia (nella foto a sinistra), ritiene prioritario aprire
un tavolo di concertazione al livello locale sui temi: sicurezza sui
posti di lavoro, malattie professionali, infortuni, morti bianche.
''Le eccessive carenze di equipaggiamenti adeguati - ha detto Sapia
- e di mezzi protettivi, determinano il proliferare di infortuni e
decessi sul posto di lavoro. Il problema spezza la vita della corpus
operaio e la crescita della produttivita' edilizia ed agricola. Inequivocabili
ed allarmanti i dati rilevati dal nostro Istituto: tre morti al giorno
per incidenti sul lavoro. La tragedia avvenuta sul tratto autostradale
Catania-Siracusa non e' che un esempio della triste catena. I sub-appalti
sono la piaga sociale della Calabria e troppo spesso vengono affidati
a ditte che eludono le norme di sicurezza a scapito dei lavoratori''.
''Alla luce di cio' - ha proseguito Sapia - viene spontaneo chiedersi
verso quali angusti scenari si dirigera' il nostro sistema economico.
Per tracciare un percorso qualificante e progressista del nostro paese
e' necessario dedicarsi alla concertazione fra l'Inail, gli enti locali
e le strutture. Lo dobbiamo ai lavoratori che rischiano la vita per
miseri guadagni ed alle aziende coraggiose che investono, spesso con
esiti disastrosi, i loro capitali nella fragile economia italiana.
La sicurezza e' l'unico parametro che difende l'onorabilita' del lavoro
dalle contaminazioni di un mercato mercenario. Bisogna calendarizzare
una nuova e serrata stagione di controlli sul risanamento dei posti
di lavoro attraverso una campagna di sensibilizzazione e di prevenzione''.
''Sono convinto - ha concluso Sapia - che la sinergia tra la Dirigenza
dell'Istituto Inail provinciale e le sedi periferiche di Cosenza sarebbe
un passo decisivo in tal senso''
Pensionato,
presunto pedofilo, arrestato ad Aiello Calabro
27/06 Avrebbe abusato di una bambina di otto anni per oltre una settimana,
minacciandola di morte se avesse rivelato a qualcuno dell' accaduto.
Un pensionato di 76 anni e' stato arrestato dai carabinieri di Aiello
Calabro in esecuzione di un' ordinanza di custodia cautelare agli
arresti domiciliari. Nel corso della perquisizione nell' abitazione
del pensionato, i carabinieri hanno sequestrato un computer dove sarebbero
stati trovati documenti pornografici. Inoltre e' stata trovata una
pistola 6,35, detenuta illegalmente e numerose munizioni. L' uomo
dovra' rispondere anche di detenzione illegale dell' arma.
La
Finanza sequestra mezzo chilo di marijuana a San Giovanni
26/06 Mezzo chilo di marijuana e una bilancia di precisione utilizzata
per il confezionamento della sostanza stupefacenti sono stati sequestrati
dalla guardia di finanza di San Giovanni in Fiore nel corso di un'
operazione antidroga effettuata in diverse localita' dell' altopiano
silano. La droga e' stata trovata in localita' Valle Piccola, nelle
vicinanze del centro silano. Le indagini proseguono per individuare
i responsabili del traffico. ''L' operazione - e' scritto in una nota
della finanza - conferma ancora una volta il ruolo strategico della
statale 107 per il transito di sostanze stupefacenti per essere poi
smistate nei paesi dell' altopiano silano''.
Scomparso
da gironi, ritrovato carbonizzato in Basilicata
26/06 Un cadavere carbonizzato - quasi certamente quello di un uomo
del quale non si avevano notizie da alcuni giorni - e' stato trovato
in contrada ''Gamba pelosa'' di Rotonda (Potenza) all' interno di
un' automobile che era stata data alle fiamme. La scoperta dell' automobile
incendiata e del cadavere nell' abitacolo e' stata fatta dagli agenti
del Corpo forestale dello Stato, che stavano perlustrando una zona
del Parco nazionale del Pollino, ai confini fra Basilicata e Calabria.
Vettura e cadavere sono nei pressi di una cava. Il cadavere dovrebbe
essere quello di un uomo di 49 anni. I Carabinieri, che indagano per
omicidio, stanno facendo rilievi nella zona e stanno interrogando
alcune persone. Il delitto potrebbe essere avvenuto - con modalita'
ancora da accertare - per motivi passionali o di interesse.
Finanziata
la metanizzazione della sibaritide
26/06 Il Ministero dell' Economia e delle Finanze, nell' ambito della
legge sulla metanizzazione del Mezzogiorno, ha finanziato il progetto
presentato dalla societa' Italiana per il Gas per la realizzazione
delle rete urbana di distribuzione del metano a Sibari. Il finanziamento
ammonta a 343 mila euro. Per consentire la realizzazione dell' intero
progetto, i cui lavori ammontano ad un milione e 100 mila euro, il
Comune di Cassano integrera' il finanziamento con un mutuo concesso
dalla Cassa depositi e prestiti. L' intervento dovra' essere realizzato
in due anni. L' avvio dei lavori e' previsto per la fine del 2006.
Diciottenne
di Rogliano arrestato a Taranto con pasticche di ecstasy
26/06 Sono state numerose, oltre una cinquantina, le pasticche di
ecstasy sequestrate durante controlli fatti, nel fine settimana, davanti
alle discoteche, dai carabinieri di Taranto che hanno per questo arrestato
tre persone. In particolare, davanti ad un locale notturno di Castellaneta,
sono stati arrestati Vittorio Corrado, di 19 anni, di Scanzano Jonico
(Matera), che aveva con se' 27 pasticche di ecstasy, e Carlo Migliori,
di 18, di Rogliano (Cosenza) scarcerato da pochi giorni per gli stesso
reati, che aveva nove grammi di hascisc e una pasticca di ecstasy.
A Castellaneta Marina, inoltre, e' stato arrestato Vincenzo Missere,
di 26 anni, di Mesagne (Brindisi), che aveva 28 pasticche di ecstasy.
Nel corso dei controlli sono stati inoltre segnalati 26 giovani come
assuntori di sostanze stupefacenti.
Quattro
condanne per l’alluvione di Soverato
26/06 Quattro condanne e quattro assoluzioni: e' questa la sentenza
emessa dal Tribunale di Catanzaro a conclusione del processo per l'
alluvione nel camping Le Giare di Soverato che, nella notte tra il
9 ed il 10 settembre del 2000, provoco' la morte di 13 persone. Le
persone condannate sono il gestore del campeggio, Egidio Vitale, al
quale e' stata comminata una pena di quattro anni di reclusione; Carlo
Serrao, funzionario della Regione, e Vincenzo Citriniti, funzionario
del Ministero delle Finanze (tre anni e sei mesi ciascuno) e Silvestro
Perrone, anch' egli funzionario della Regione (un anno ed otto mesi).
Assoluzione, invece, per Giovanni Calabretta, all' epoca dei fatti
sindaco di Soverato; Vincenzo Ceniti (funzionario della Regione) e
per Marco Donato Agrusti e Pasquale De Lucia, funzionari del Ministero
delle Finanze. I quattro imputati condannati, insieme alla Regione
ed all' Agenzia del demanio, sono stati condannati, in solido, al
risarcimento dei danni alle parti civili. Nel frattempo il Tribunale
ha disposto la liquidazione di provvisionali che vanno da un minimo
di mille euro ad un massimo di 60 mila euro. Quest' ultima cifra dovra'
essere corrisposta ai parenti di Vinicio Calio', il giovane che lavorava
nel camping Le Giare e che mori' nell' alluvione. Il cadavere di Calio'
non e' mai stato trovato.
Brevi
di cronaca da Aiello, Campana, Cassano, Corigliano
26/06 A Campana e' stato arrestato un uomo per evasione dagli arresti
domiciliari e resistenza a pubblico ufficiale. Ad Aiello Calabro e'
stata arrestata una persona per rapina impropria. A Cassano Ionio,
un giovane, Michele Pepe, di 19 anni e' stato arrestato dai carabinieri
con l' accusa di furto aggravato. Il giovane e' stato sorpreso a bordo
di una Fiat Panda che era stata rubata nel villaggio turistico ''Marina
di Sibari'' a un pensionato del luogo. Sempre a Cassano Ionio, Francesco
Cavaliere, di 21 anni, e' stato arrestato dai carabinieri per resistenza
a pubblico ufficiale. Il giovane, secondo quanto riferito dai militari,
era alla guida del suo ciclomotore e non si e' fermato ad un posto
di blocco. Cavaliere, raggiunto dai carabinieri, ha inveito contro
i militari. A Corigliano una psicologa, M.V., di 38 ani, e un cittadino
di nazionalita' marocchina, M.F., di 39 anni, sono stati arrestati
dai carabinieri per resistenza e minacce a pubblico ufficiale. Durante
una perquisizione in un magazzino nella loro disponibilita' i due,
secondo l' accusa, hanno opposto resistenza ed hanno minacciato i
militari. Dopo la convalida degli arresti, i due sono stati scarcerati
in attesa di giudizio. Sempre a Corigliano due giovani di 18 e 19
anni sono stati arrestati da carabinieri perche' sorpresi a rubare
denaro e profilattici da un distributore automatico posto all'esterno
di una farmacia. I due studenti, che sono stati scarcerati, sono stati
trovati in possesso della somma di 50 euro portati via dal distributore
automatico di profilattici.
Bilancio
grave per un auto fuori strada a Rossano: un morto ed un ferito
25/06 E' di un morto e di un ferito grave il bilancio di un incidente
stradale accaduto alla periferia di Rossano, sulla ex Statale 177,
che dallo Scalo porta al Centro storico. La vittima e' Maria Russo
che viaggiava a bordo di un' auto guidata dal nipote, Umberto Pace.
La vettura, per cause ancora in corso d' accertamento da parte della
polizia municipale, e sbandata andando a finire contro un paracarro.
In
trenta fuggono dal CPT di Isola. Danneggiate due palazzine del centro.
25/06 Una trentina di immigrati che si trovavano nel Cpt di Isola
Capo Rizzuto, sono fuggiti dopo che un tentativo di fuga aveva coinvolto
praticamente tutti i 120 ospiti della struttura. L' episodio e' accaduto
in mattinata. Un centinaio di immigrati ha tentato la fuga cercando
di scavalcare l' alta recinzione. L' intervento dei poliziotti e dei
carabinieri in servizio al centro ha impedito che il tentativo andasse
a buon fine. Gli stranieri, per riuscire nel loro intento, si sono
allora divisi in gruppetti in maniera da costringere polizia e carabinieri
a fronteggiare piu' situazioni. E' stato in questa fase, secondo quanto
si e' appreso, che una trentina di immigrati e' riuscito a forzare
uno dei cancelli del centro ed a fuggire. Al centro sono poi arrivati
rinforzi di polizia e carabinieri che hanno fatto tornare la situazione
alla normalita'. Nei disordini un poliziotto, un carabiniere ed un
immigrato sono rimasti contusi. I rivoltosi hanno anche danneggiato
gravemente due delle quattro palazzine del centro, rompendo infissi,
suppellettili e termosifoni. Le due palazzine sono state dichiarate
momentaneamente inagibili in attesa dei lavori di ripristino. Le forze
dell' ordine hanno avviato una serie di battute per cercare di rintracciare
gli stranieri fuggiti.
Due
ore di attesa agli imbarcaderi di Villa
25/06 E' di due ore il tempo di attesa, a Villa San Giovanni, per
l' imbarco sui traghetti per la Sicilia. Nessun problema, invece,
viene segnalato dalla polizia stradale per quanto riguarda la circolazione
sull' autostrada Salerno-Reggio Calabria.
Rissa
a Schiavonea, sei arresti
25/06 Sei persone, cinque giovani e una ragazza, tutti di Corigliano,
sono stati arrestati ieri sera dai carabinieri con l' accusa di rissa
aggravata. Il fatto e' accaduto nei pressi di un locale notturno in
localita' Schiavonea. I militari stanno indagando per individuare
i motivi che hanno portato alla rissa. Uno degli arrestati e' stato
medicato al pronto soccorso dell' ospedale di Corigliano per le contusioni
riportate.
Tragedia
all’Acquapark di Zambrone, bimba di 5 anni annega in piscina
24/06 Doveva essere il suo ultimo giorno di vacanza in Calabria,
ma e' stato il suo ultimo giorno di vita. Una bambina di cinque anni
e' morta annegata, oggi, in una piscina di un parco giochi acquatici,
l' Acquapark di Zambrone, una delle principali localita' turistiche
della costa tirrenica, a pochi chilometri da Tropea, nel vibonese.
I genitori L.T., di Carpi (Modena), domani sarebbero ripartiti alla
volta dell' Emilia Romagna, ma prima di andarsene hanno pensato di
portare la figlia ed il fratellino piu' grande, di dieci anni, a divertirsi
nel parco acquatico che aveva aperto i battenti proprio oggi. Nel
pomeriggio, verso le 18, la coppia stava guardando la figlia giocare
con il fratello e con altri bambini nella piscina per i piccoli, quella
con l' acqua molto bassa. Improvvisamente l' hanno persa di vista.
Spinta forse dalla curiosita', e' l' ipotesi che fanno gli investigatori,
la bambina e' uscita dalla vasca e si e' incamminata per percorrere
le poche decine di metri che la separavano dalla piscina con le onde,
l' unica, in tutta la struttura, dove l' acqua e' in movimento. Qui
l' entrata e' graduale, con il livello dell' acqua che sale da zero
sino a due metri, come al mare. La piccola, inconsapevole, si e' avventurata
in avanti. Forse e' stata sorpresa dal moto ondoso meccanico che viene
azionato ogni mezzora circa e che potrebbe averla travolta e trascinata
in una zona in cui l' acqua e piu' profonda. E' stato un bagnino a
notarla riversa in acqua. Subito si e' gettato e l' ha portata a bordo
vasca. Un medico rianimatore che stava trascorrendo una giornata di
riposo e' intervenuto per le prime operazioni di salvataggio in attesa
dell' arrivo dell' ambulanza. Operazioni che si sono svolte in mezzo
agli altri bagnanti, ignari del dramma che si sarebbe consumato di
li' a poco. La bambina, appena uscita dall' acqua, respirava ancora
e dopo essere giunta all' ospedale di Tropea, i medici hanno deciso
di trasferirla immediatamente, con l' eliambulanza, in quello di Lamezia
Terme. Al suo arrivo al pronto soccorso del nosocomio lametino, pero',
la piccola era gia' morta e per i medici non c' e' stato niente da
fare. In ospedale, poco dopo, sono giunti i genitori che adesso, distrutti
dal dolore, stanno vegliando la loro figlioletta, in attesa che venga
stabilita' la procura competente per territorio, se quella di Vibo
Valentia o quella di Lamezia Terme, a svolgere gli adempimenti del
caso.
Amministratori
dello Ionio denunciati dalla Finanza per irregolarità sulla
stabilizzazione degli LSU
24/06 La brigata della guardia di finanza di Trebisacce, nell'ambito
di attivita' di servizio nel settore della polizia economico-finanziaria
ed in particolare in relazione al corretto utilizzo delle poste di
bilancio di alcune amministrazioni comunali, ha concluso un'articolata
indagine di polizia giudiziaria diretta dalla procura della Repubblica
di Castrovillari che ha consentito di individuare i responsabili di
presunti abusi relativi alla stabilizzazione di nove lavoratori socialmente
utili per l'anno 2002. Le indagini sono scaturite da numerosi esposti
di alcuni cittadini che ipotizzavano irregolarita' nelle procedure
adottate per la stabilizzazione, favorendo l'inserimento di alcuni
lavoratori sulla base di criteri strettamente discrezionali in violazione
dei criteri previsti dalla vigente normativa del settore. Dagli accertamenti
sinora compiuti sarebbero emersi profili di rilevanza penale a carico
di amministratori e componenti delle apposite commissioni, che sono
stati segnalati pertanto all'autorita' giudiziaria per i reati di
falsita' ideologica in atto pubblico ed abuso d'ufficio. Le indagini
sono state effettuate sotto la direzione del sostituto procuratore
della Repubblica di Castrovillari, Sandro Cutrignelli, ed hanno evidenziato
anche sospetti sull'indebita percezione di fondi regionali previsti
per la stabilizzazione.
Giovane
scomparso da un anno a San Giovanni, Laratta chiede l’intervento
del Ministro Amato
24/06 Il deputato dell' Ulivo Franco Laratta ha depositato una interrogazione
al ministro dell' Interno, Giuliano Amato, per sapere ''quali informazioni
disponga il Governo e quali atti concreti siano stati compiuti dalle
forze dell' ordine in direzione della ricerca'' di Giuseppe Loria,
di 26 anni, scomparso lo scorso anno a San Giovanni in Fiore. Laratta
nell'interrogazione ha rievocato quel pomeriggio del 3 settembre 2005,
quando il giovane, dopo una giornata di lavoro e senza plausibili
motivi, e' scomparso nel nulla senza lasciare alcuna traccia di se'.
Nell'interrogazione Laratta sostiene che per i fatti finora conosciuti
si ''evincono connotati poco chiari e per questo chiede al Ministro
di imprimere un forte impulso investigativo volto all'accertamento
dei fatti e delle circostanze sulla scomparsa di Pino, in modo da
dare alla famiglia del giovane quella parola di verita' e di speranza
che attende da troppo tempo''.
La
Finanza scopre evasione iva da 16 milioni di euro nel messinese. Coinvolte
società calabresi
24/06 I finanzieri del nucleo regionale della polizia tributaria
hanno scoperto una ingente frode fiscale dell'Iva pari a circa 16
milioni di euro, realizzata da 7 societa' in Sicilia orientale operanti
nel settore del commercio all'ingrosso di prodotti alimentari. I militari
hanno accertato inoltre violazioni alla normativa antiriciclaggio.
Trentadue le persone finora denunciate, mentre sono state eseguite
13 perquisizioni domiciliari e aziendali. All'indagine, cominciata
nel 2004, sono interessate le Procure di Catania, Messina, Barcellona
Pozzo di Gotto (Messina) e Modica (Ragusa). Il sistema di frode coinvolge
anche societa' calabresi e campane. L'operazione delle Fiamme gialle,
che ha permesso di ricostruire la frode, ha preso avvio da una verifica
fiscale nei confronti di una societa' commerciale con sede a Milazzo,
nella cui contabilita' erano registrate ripetute vendite all'ingrosso
di prodotti alimentari non imponibili poiche' il regime di cui all''art.
8 del D.P.R. 633/72 esclude il pagamento dell'Iva quando le merci
siano, direttamente o indirettamente, destinate a Paesi diversi da
quelli dell'Unione europea. L'attivita' di intelligence e una serie
di circostanze emerse durante l'indagine hanno suscitato dubbi sulla
regolarita' fiscale delle numerosissime operazioni ''atipiche''. Sono
stati avviati quindi diversi controlli incrociati che hanno gradualmente
portato a ricomporre il quadro di una illecita triangolazione commerciale.
Ecco la ricostruzione fatta dalla Guardia di finanza: un falso commerciante
dichiarava alla societa' di Milazzo di voler acquistare la merce per
esportarla; la societa' cedeva cartolarmente al commerciante la merce
''con fattura ma senza Iva, mentre in realta' la merce arrivava in
nero ad altri commercianti che, a loro volta, rivendevano la merce
al minuto e senza scontrino; nel frattempo, il falso commerciante
occultava o distruggeva tutta la documentazione fiscale ricevuta per
impedire, in concorso con la societa' di Milazzo, la scoperta della
frode. In conclusione, il falso commerciante ha ''schermato'' i reali
clienti della societa' di Milazzo, tutti commercianti al minuto del
messinese che, inosservando anche la vigente normativa antiriciclaggio,
hanno potuto occultare gr