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Notizie di Cronaca
Giugno 2006

 

 

Adriana Musella “Voglio andare via dalla Calabria terra suicida e autodistruttiva”

30/06 "Voglio andare via dalla Calabria. Chiedo a tutte quelle persone che hanno imparato in tutti questi anni a conoscermi ad aiutarmi a realizzare il mio proposito". E' questo l'appello lanciato, in una dichiarazione, da Adriana Musella, presidente del Coordinamento nazionale antimafia Riferimenti. Adriana Musella è figlia di un imprenditore edile, Gennaro, di origine campana, ucciso nel 1982 a Reggio Calabria in un attentato dinamitardo. "Credo che in 20 anni - afferma Adriana Musella - io abbia dato tanto a una terra non mia dalla quale, forse, dovevo scappare fin dal giorno in cui la 'ndrangheta uccise mio padre. Ho creduto invece che il mio dovere fosse quello di impegnarmi a costruire una societa' diversa per dare un senso a quella morte ma anche alla mia vita. La Calabria, però, è una terra strana e, chissà perché, suicida ed autodistruttiva. Qui si gioca al massacro e a un certo punto non si capisce più dove sia la verità, perché tutto finisce nella melma, il buono ed il cattivo. Ho voglia di tornarmene a casa, tra la mia gente. Con la Calabria chiudo. Purtroppo, essendo un funzionario regionale con 32 anni di servizio, non mi è concessa ancora la pensione. Non devo ringraziare nessuno in quanto né io, né la mia famiglia, abbiamo mai avuto un riconoscimento, un grazie o un qualsivoglia appoggio". "Chiedo pertanto, pubblicamente al presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino - conclude Adriana Musella - di farmi tornare nella mia terra, accettando la mia domanda di trasferimento e, nel contempo, mi affido al prefetto di Reggio Calabria, Luigi De Sena, perché salvaguardi la mia persona".

Sessantenne di Paola si getta sotto un treno

30/06 Un uomo di 63 anni, originario di Paola (Cosenza), V.C., si e' tolto la vita questa mattina lanciandosi da un treno in corsa nei pressi della stazione di Torricola, a Roma. L'uomo, che soffriva da tempo di depressione, si trovava a bordo dell'intercity Milano-Salerno. Il sul corpo e' stato ritrovato in un fossato dai carabinieri.

Insediato il nuovo presidente della Corte dei Conti della Calabria

30/06 Si è insediato stamani a Catanzaro il nuovo presidente della Sezione di controllo per la Calabria della Corte dei Conti, Silvio Aulisi. Il presidente Aulisi, che subentra a Gian Giorgio Paleologo, ha presieduto un' adunanza pubblica sul controllo amministrativo contabile in un campione di dieci comuni calabresi. "Sono felice - ha aggiunto Auliso - di tornare in Calabria dove ho vissuto da ragazzo e dove ho numerosi amici. Provengo da Roma dove ho svolto sia funzioni di controllo che di giurisdizione. Quello attuale - ha detto ancora - è un momento importante e decisivo, come si rileva dalla situazione dei conti dello Stato, per il rilancio della nostra attività. Uno stimolo ulteriore viene dal fatto che la recente finanziaria ha posto nuove incombenze a carico della Corte dei Conti". Per il nuovo presidente della Sezione regionale di Controllo della Corte dei conti calabrese, "le priorità sono rivolte proprio alla necessità di agire per indirizzare gli enti locali affinché diano il loro contributo al risanamento del Paese seguendo le direttive della legge finanziaria e rispettando il patto di stabilità. Da un periodo caratterizzato dall' eccesso si è passati ad una fase segnata dalla quasi assenza dei controllo, quello di cui c' è bisogno adesso è un controllo collaborativo".

Corte dei Conti: Buono il lavoro dei revisori, devono adeguare gli schemi alle varie realtà

30/06 "I collegi dei revisori dei conti dei Comuni calabresi fanno abbastanza bene il loro lavoro anche se, in sostanza, si è constatato che la relazione che accompagna il conto consuntivo è redatta sulla base di uno schema comune che è stato loro fornito dagli organismi professionali di appartenenza". Lo ha detto Luigi Condemi presentando la relazione su "Il funzionamento dei controlli di regolarità amministrativo-contabile di un campione di dieci comuni della Calabria per l' anno di gestione 2004" letta nell' adunanza di oggi della Sezione regionale di controllo per la Calabria della Corte dei Conti. Condemi, nel corso della seduta - presieduta dal nuovo presidente della Sezione, Silvio Aulisi, che si è insediato oggi subentrando a Gian Giorgio Paleologo - ha sottolineato la metodologia utilizzata nella realizzazione della relazione precisando di avere inviato agli organi ed enti interessati la bozza della relazione finale per eventuali osservazioni o controdeduzioni. Alla sollecitazione rivolta ai Comuni interessati che sono Briatico, Melissa, Chiaravalle Centrale, Davoli, Diamante, Mesoraca, Mileto, Roccella ionica e Spezzano Albanese, ha risposto solo il Comune di Scilla, i cui revisori hanno presenziato alla seduta. "La possibilità di avere a disposizione uno schema comune fornito dall' ordine dei revisori ufficiali dei conti, e da quelli dei dottori commercialisti e dei ragionieri commercialisti i quali da tempo indicano ai loro associati le linee guida per lo svolgimento della funzione - ha sottolineato il relatore - rappresenta un fatto estremamente positivo, non fosse altro perché facilita il compito dei revisori e consente una certa uniformità di fondo all' esercizio della loro funzione. Senonché siffatto 'modus operandi' contiene in sé un inconveniente che è costituito dalla propensione che taluni revisori hanno di avvalersi degli schemi di relazione soltanto per inserire i dati essenziali della gestione. Solo che, agendo in tal modo, essi frustrano le finalità della loro importante funzione la quale, anche se non soprattutto, comporta la necessità di seguire passo passo il dispiegarsi della gestione cogliendo gli aspetti più salienti, esaminando i fenomeni, approfondendo i fatti gestori e indicando agli organi di vertice dell' ente sia gli accadimenti patologici, sia quelli di buona e sana gestione". "In buona sostanza - ha aggiunto Condemi - ben vengano le linee guida comuni, ma esse vanno calate nelle singole realtà gestorie, le quali rappresentano il vero interesse dell' organo politico dell' ente (il Consiglio), di cui i revisori dei conti costituiscono l' osservatorio più importante ai fini del' indirizzo e del controllo. E' anche mediante l' ausilio dell' organo di revisione economico - finanziaria, quindi, che il rappresentante della comunità locale (il Consiglio dell' Ente) può disporre di utili elementi di valutazione per effettuare con consapevolezza le proprie ragionate scelte al fine di meglio conseguire quell' interesse pubblico che istituzionalmente è chiamato a curare". Nella relazione è riportato, inoltre, un lungo excursus sui controlli interni alla luce delle novità introdotte dalla legislazione in materia e sui compiti dei revisori anche e soprattutto tenuto conto delle disposizioni della recente legge finanziaria che ha imposto a tali figure l' obbligo di trasmettere alle sezioni regionali di controllo della Corte di conti una relazione sul bilancio di previsione dell' esercizio di competenza e sul rendiconto dell' esercizio medesimo. "Ciò - ha precisato Condemi - ai fini della tutela dell' unità economica della Repubblica e del coordiamento della finanza pubblica". La metodologia dell' indagine, inoltre, ha riguardato l' acquisizione sia dei conti consuntivi (e relativi allegati) sia delle relazioni dei revisori dei conti. La sezione di controllo per la Calabria della Corte dei conti ha anche predisposto un questionario che ha trasmesso ai presidenti dei collegi dei revisori dei comuni presi in esame per avere ulteriori elementi di valutazione.

A Scalea un camionista denuncia una falsa rapina e viene arrestato

30/06 Un camionista, L. R., 30 anni, di Bari, e' stato arrestato dai carabinieri a Scalea per procurato allarme, simulazione di reato e appropriazione indebita di denaro. Il camionista si e' presentato negli uffici della caserma dei carabinieri di Scalea ed ha denunciato di aver subito una rapina. L'uomo ha raccontato agli investigatori che mentre si alla guida del suo camion e percorreva la strada statale 18, due persone hanno bloccato il suo mezzo costringendolo a consegnare il denaro che era in suo possesso, pari a 2 mila euro, ricevuto al termine di una consegna di merce. I carabinieri, insospettiti dal racconto del camionista, hanno deciso di compiere una perquisizione a bordo del camion dove e' stato trovato il denaro.

Due truffe scoperte dalla Finanza nel Vibonese

30/06 I finanzieri della Tenenza di Tropea hanno denunciato 55 persone con l' accusa di truffa ai danni dello Stato e falsità ideologica in atti nel settore dei contributi pubblici, a sostegno delle locazioni, previsti per i cittadini meno abbienti. I militari, a seguito di una serie di verifiche dei dati nelle autocertificazioni presentate, hanno scoperto che le persone denuciate avevano presentato documentazioni false ai danni del Comune di Tropea e del Ministero dei Lavori pubblici.A Vibo, inoltre, sempre la Guardia di Finanza ha denunciato 77 persone per i reati di truffa ai danni dello Stato e falso ideologico nel settore delle prestazioni sociali agevolate. Il Nucleo provinciale di polizia tributaria, nel corso di un' operazione di controllo della spesa sanitaria, ha esaminato le posizioni patrimoniali di centinaia di cittadini, che avevano dichiarato di avere un reddito inferiore a quello reale per usufruire dell' esenzione del ticket sanitario per l' acquisto di prodotti farmaceutici e per la fruizione di alcune prestazioni sanitarie.

Brevi di cronaca da Piano Lago, Bocchigliero, Rende, Cerisano

30/06 A Piano Lago di Mangone i carabinieri hanno arrestato un pregiudicato con l' accusa di detenzione illegale di armi. L' uomo è stato trovato in possesso dai militari della Compagnia di Rogliano di un fucile calibro 16 con canne mozzate e matricola abrasa. Un' altra persona è stata denunciata in stato di libertà per ricettazione. A Bocchigliero i Carabinieri della locale Stazione ha tratto in arresto una persona per tentato furto. A Rende militari dell'arma della locale Stazione, unitamente ai militari della sezione di polizia giudiziaria, in esecuzione ad un ordine di custodia cautelare agli arresti domiciliari, ha tratto in arresto una persona accusata di reati contro la persona e la famiglia. A Cerisano i carabinieri hanno arrestato Luigi Righetti, di 31 anni, con precedenti penali, con l' accusa di detenzione illegale di sostanze stupefacenti. Righetti, sottoposto a controllo mentre si trovava nei pressi di un bar, è stato trovato dapprima in possesso di tre grammi di cocaina. Successivamente i militari hanno trovato nell' abitazione di Righetti altri 45 grammi di cocaina, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi di sostanza stupefacente, oltre ad un' apparecchiatura ricetrasmittente. L' arrestato è stato portato nel carcere di Cosenza. Sempre a Cerisano sono stati eseguiti due arresti. Uno è un immigrato rumeno, Ovidio Rostas, di 21 anni, accusato di non avere ottemperato al decreto di espulsione emesso nei suoi confronti dal prefetto di Cosenza il 2 giugno dello scorso anno. L' altra persona arrestata è Giuseppe Pignataro, di 25 anni. Nell' abitazione di Pignataro i militari della stazione di Cerisano e del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Cosenza hanno trovato, nel corso di una perquisizione, cento grammi di cocaina, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi e 500 euro in contanti provento, secondo gli investigatori, dell' attività di spaccio di droga svolta dal giovane. I militari, nell' ambito dell' operazione che ha portato all' arresto di Pignataro, hanno denunciato in stato di libertà altri due giovani per detenzione di due grammi di cocaina e porto ingiustificato di coltello di genere vietato. Ovidio Rostas e Giuseppe Pignataro sono stati portati nel carcere di Cosenza.

Arrestato il feritore del tabaccaio, ricoverato in gravi condizioni, che lo percosse durante la rapina

29/06 I carabinieri hanno arrestato un giovane, Fausto Raso, di 23 anni, con l' accusa di essere il responsabile della rapina nel corso della quale, ieri sera, a Lamezia Terme, è stato ferito in modo grave il titolare di una tabaccheria, Nunzio Raso, di 30 anni. Nunzio Raso è stato colpito alla testa col calcio di una pistola e si trova adesso ricoverato, con prognosi riservata, nell' ospedale di Cosenza. A fare irruzione nella tabaccheria sono state due persone, una armata di pistola e l' altra di coltello. Fausto Raso avrebbe compiuto la rapina insieme a due complici che, secondo quanto si è appreso, sono stati identificati dai carabinieri e sul conto dei quali sono in corso indagini per accertare la loro responsabilità. All' arresto di Raso, accusato di rapina e lesioni gravi, i militari del Reparto operativo di Catanzaro e della Compagnia di Lamezia sono giunti dopo che nell' abitazione del giovane è stato trovato un coltello a serramanico imbrattato di sangue. In un magazzino di proprietà di Raso è stato trovato, inoltre, uno scooter che potrebbero essere stato quello utilizzato dai banditi per allontanarsi dal luogo della rapina. Le indagini che hanno portato all' arresto di Fausto Raso sono state coordinate dal procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Raffaele Mazzotta.
''Ho espresso al procuratore della Repubblica di Lamezia, al colonnello dei Carabinieri Lanzillotti, al capitano Micucci e alle altre forze dell' ordine, il mio apprezzamento vivissimo e quello della cittadinanza''. E' quanto sostiene in una nota il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza. ''In pochissime ore - ha aggiunto - l' azione investigativa dei Carabinieri e' riuscita a venire a capo di un episodio criminoso gravissimo, dando un segnale di grande fiducia alla citta'. L' indagine ha avuto successo perche' si e' stabilito una collaborazione forte tra i carabinieri e i cittadini del territorio. Esprimo solidarieta' e auguri di una pronta guarigione al nostro concittadino ferito''

Legacoop “Privilegiare l’utilizzo sociale dei beni confiscati”

29/06 "Il sequestro e la confisca dei beni rappresentano sicuramente due istituti in grado di minare le fondamenta su cui poggia il potere mafioso regionale ed è una strada da percorrere fino in fondo snellendo e velocizzando le procedure di assegnazione, per il riutilizzo efficace ed a scopo sociale di tali ingenti beni". E' quanto afferma, in una dichiarazione, Tommaso Innocenti, responsabile regionale di Legacoop Agroalimentare commentando l' iniziativa attuata martedì dalla Giunta regionale calabrese alla presenza dei prefetti di Catanzaro e Reggio e del viceministro dell' Interno Marco Minniti. "Tali istituti, a mio giudizio, - aggiunge Innocenti - intanto hanno efficacia, in quanto è chiara la loro precisa destinazione sociale e produttiva in favore della comunità. Tale indirizzo, è finalizzato ad allargare la cultura della legalità e della sicurezza ed a diminuire lo spazio della 'zona grigia' fatta di silenzi e rassegnazione in cui vegeta il potere mafioso. A tale proposito lo scorso 24 giugno a Gioia Tauro la cooperativa Valle Del Marro/Libera Terra, nostra aderente, ha organizzato una iniziativa pubblica per esporre i prodotti che derivano dalla coltivazione e dalla gestione di 30 ettari di terreni confiscati. Un impegno straordinario da parte dei giovani della cooperativa che hanno visto nella gestione di tali beni non solo la possibilità di testimoniare un impegno civile e sociale, ma anche quella di contribuire allo sviluppo e al progresso del territorio attraverso una iniziativa innovativa in grado, se adeguatamente supportata, di creare reddito ed occupazione". "Come movimento cooperativo - sottolinea ancora Innocenti - abbiamo avuto modo, già dalla nascita della cooperativa, di esprimere condivisione e vicinanza per lo sviluppo dell' iniziativa, ma, riteniamo fondamentale per il futuro dell' iniziativa, avere il sostegno delle istituzioni pubbliche e della Giunta regionale in primo luogo. Le possibilità di sviluppo e di allargamento della cooperativa Valle Del Marro, ma anche di altre cooperative assegnatarie di beni confiscati, passa, attraverso la possibilità di costruire imprese con caratteristiche di stabilità e durata al fine di coniugare legalità e sviluppo contro la prevaricazione che distorce ed impedisce la crescita. In questo senso, io non so, se occorra costituire nuove 'agenzie di gestione dei beni confiscati', credo sia opportuno aver chiaro la destinazione e l' effettivo utilizzo sociale e produttivo di tali beni. La Cooperativa Valle ne è un esempio"

Brevi di cronaca da Torano, Corigliano, Rogliano, Cassano, Aiello Calabro

29/06 A Torano Castello personale della locale stazione, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Ravenna, ha tratto in arresto una persona, gia' ai domiciliari presso la comunita' terapeutica ''Regina Pacis'', per violazione delle regole del programma terapeutico. A Corigliano Calabro i carabinieri del locale Norm hanno arrestato due cittadini polacchi, responsabili di rissa aggravata. A Rogliano i miliari del Nucleo operativo e radiomobile, in esecuzione di una ordinanza di applicazione della misura cautelare emessa dal Tribunale di Cosenza, hanno tratto in arresto tre presone responsabili, in concorso, del reato di detenzione di considerevole quantitativo di hashish. A Cassano Ionio - I carabinieri hanno trovato, occultate in un terreno in località Pietra del Cervo, una pistola semiautomatica scacciacani cal. 6 e relativo caricatore privo di munizioni ed una pistola semiautomatica cal. 6,35 con matricola abrasa e relativo caricatore contenente 5 cartucce dello stesso calibro, prive di marca, entrambe efficienti ed in buono stato di conservazione. Ad Aiello Calabro una persona e' stata arrestata e posta ai domiciliari dai Carabinieri della locale stazione, con l'accusa di avere compiuto atti sessuali con minorenne e tentata violenza privata. L'uomo e' stato fermatp in esecuzione ad una ordinanza emessa dal Tribunale di Paola. Durante una perquisizione domiciliare l'uomo e' stato trovato in possesso di una pistola e di 8 proiettili illegalmente detenuti.

Rapina in tabaccheria a Lamezia, titolare ferito gravemente

28/06 Il titolare di una tabaccheria, Nunzio Agostino Raso, di 30 anni, e' stato ferito in modo grave stasera a Lamezia Terme in una rapina nel suo negozio. Nella tabaccheria, secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri del Reparto operativo di Catanzaro, hanno fatto irruzione due persone, una armata di pistola e l' altra di coltello. I banditi hanno intimato a Raso di consegnare loro il denaro custodito in cassa. Il titolare della tabaccheria ha tentato di reagire ed e' stato colpito alla testa col calcio della pistola. I rapinatori hanno poi arraffato i soldi e sono fuggiti a piedi. Per la grave ferita riportata alla testa Nunzio Agostino Raso e' stato ricoverato, con prognosi riservata, nel reparto di neurochirurgia dell' ospedale di Cosenza.

Indebiti finanziamenti comunitari, la Finanza sequestra beni per dieci milioni di euro e denuncia 23 persone nel lametino

28/06 Indebite percezioni di finanziamenti pubblici comunitari e nazionali sono finite nel mirino della Guardia di Finanza di Lamezia Terme che ha denunciato 23 persone e sequestrato beni mobili ed immobili per un valore di circa 10 milioni di euro. A spiegare i dettagli di tre distinte operazioni, due delle quali già concluse, è stato il comandante regionale della guardia di finanza, gen. Riccardo Piccinni, il procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Raffaele Mazzotta, il col. Stefano Paoluzi ed il maggiore Marco Letizi. Secondo quanto è stato riferito, nell'operazione ancora in fase di conclusione, gli inquirenti avrebbero accertato che un progetto presentato nel 1998 per la realizzazione di un insediamento produttivo per la fabbricazione di componenti elettronici nel comune di Soveria Mannelli non avrebbe mai visto la luce, nonostante l'erogazione, nel 1999, di una prima tranche di contributo per un valore di oltre tre milioni di euro, a fonte di un impegno di spesa previsto di 28 mln di euro. I finanzieri hanno accertato false dichiarazioni presentate al ministero per le Attività produttive che attestavano l'operatività aziendale e l'assunzione di 235 persone tra operai specializzati ed impiegati mentre, di fatto, nulla di tutto questo è successo. Da qui il recupero di 10 mln di euro e la segnalazione alla procura di due persone che, in concorso, devono rispondere di falso in atto pubblico e truffa ai danni dello Stato. In un'altra operazione sono state nove le persone coinvolte, accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato e del bilancio comunitario attraverso emissione ed annotazione di truffa per operazioni inesistenti. Inoltre la finanza ha eseguito un sequestro preventivo, emesso dal Gip del tribunale di Lamezia Terme su richiesta della Procura. Nel corso delle indagini, che hanno riguardato un complesso turistico nel comune di Jacurso, la titolare di una società operante nel settore turistico-alberghiero, attraverso l'utilizzazione di fatture per operazioni economiche inesistenti emesse da società compiacenti ed aventi come rappresentanti legali dei meri prestanome, ha presentato al ministero delle Attività produttive, per richieste di finanziamento rientranti nei Patti territoriali lametini, false dichiarazioni con l'esposizione di dati contabili non corrispondenti alla reale situazione economico-patrimoniale della società e delibere di fittizi aumenti di capitale sociale. Un meccanismo, questo, che avrebbe consentito agli indagati di ottenere finanziamenti illeciti per un importo pari ad oltre 2.200.000 euro complessivi interamente percepiti. I nove sono già stati rinviati a giudizio. L'ultima indagine, infine, ha riguardato indebite percezioni di finanziamenti pubblici nazionali per un importo superiore ai due milioni di euro e sono state denunciate 12 persone. A finire nel mirino delle Fiamme gialle un progetto industriale che, finalizzato alla realizzazione di un opificio a Lamezia Terme ed all'acquisto di macchinari per un costo complessivo di oltre cinque mln doveva essere finanziato con capitali pubblici per 2.595.366 e con capitali privati per 2.474.174. Dalle indagini, invece, è emerso che l'opera sarebbe stata realizzata solo con i capitali pubblici e che la documentazione contabile presentata al ministero delle Attività produttive era costituita da fatture per operazioni inesistenti, false certificazioni, falsi bilanci, false quietanze e fittizi aumenti di capitale. Inoltre, secondo quanto è stato riferito, il tutto avveniva con "la complicità di funzionari ministeriali, direttori di banca, commercialisti ed imprenditori". In questa operazione, i finanzieri hanno individuato e posto sotto sequestro beni per un valore complessivo di oltre 7,5 milioni di euro.

Truffa alla 488, tre denunce a Vibo

28/06 Tre persone sono state denunciate a Vibo Valentia dal Comando provinciale della Guardia di finanza di Vibo Valentia nell' ambito di un' indagine che ha portato alla scoperta di una truffa mirata all' indebita percezione di un contributo comunitario ex legge 488-92, del valore di 500 mila euro. In particolare, due persone sono state denunciate per i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato e malversazione, emissione ed utilizzo di fatture emesse a fronte di operazioni commerciali inesistenti, occultamento di scritture contabili, falsità ideologica, mentre la terza dovrà rispondere di falsità ideologica per la sottoscrizione di una falsa perizia giurata. L' attività operativa, protrattasi per circa due anni, ha permesso ai finanzieri di rilevare gravi irregolarità da parte di un' azienda ubicata nella zona industriale di Vibo impegnata nella produzione di sedie, attraverso l' utilizzo di documentazione fiscale falsa e non allegata alla pratica di finanziamento. La truffa, secondo quanto emerso, si è concretizzata grazie alla compiacenza di un tecnico estensore della falsa perizia e alla complicità dell' amministratore di un' altra azienda, operante nello stesso settore. I finanzieri hanno accertato che il presunto nuovo impianto era stato avviato con l' utilizzo di macchinari e attrezzature già usate dall' azienda operante da anni nello stesso stabilimento.

Truffa da un milione di euro scoperta dalla Finanza a Locri

28/06 Una truffa ai danni dello Stato con false certificazioni di spesa per circa un milione di euro nell' ambito dei finanziamenti dei Patti territoriali è stata scoperta dalla guardia di finanza di Locri a pochi giorni dalla conclusione di una attività simile fatta dai finanzieri di Roccella Ionica. Esaminando i tabulati forniti dal ministero delle Attività produttive che riepilogano i soggetti beneficiari delle agevolazioni, le fiamme gialle, nell' ottobre scorso, hanno avviato un controllo nei confronti di una società di Siderno che aveva beneficiato di un finanziamento pubblico, rientrante nel Patto territoriale della Locride, per un importo di oltre 900.000 euro finalizzato alla realizzazione di un complesso produttivo destinato al recupero ed al riciclaggio di materie plastiche e che prevedeva l' acquisizione di un terreno, la costruzione di un capannone e l' acquisto di macchinari e attrezzature. Nel corso di un sopralluogo, secondo quanto è stato riferito, la finanza ha accertato che la società provvedeva alla raccolta di pneumatici usati riponendoli all' interno di un fabbricato adibito a deposito senza essere in possesso delle prescritte autorizzazioni amministrative e senza provvedere allo smaltimento trimestrale degli stessi così come previsto dal Decreto Ronchi. L' immobile è stato subito sequestrato come discarica abusiva che si estendeva su una superficie di circa 1.800 mq. All' interno si trovavano stoccate 145 tonnellate di rifiuti speciali costituti da copertoni usati. Un successivo esame della documentazione contabile e bancaria acquisita sul conto della società, ha permesso alla finanza di accertare come la stessa avesse indebitamente ricevuto la prima tranche del finanziamento ed avesse predisposto una serie di artifizi contabili al fine di ottenere l' erogazione della seconda quota nonostante che il programma previsto dal finanziamento non fosse stato minimamente realizzato. In particolare, è stato riferito, la società aveva comunicato di aver sostenuto spese per complessivi 781.000 euro per l' acquisto del terreno su cui sorge il capannone e per l' acquisto di macchinari che dovevano essere forniti da una fantomatica società tunisina. L' attività investigativa ha permesso invece di accertare che la compravendita del suolo era stata simulata, in quanto di proprietà della moglie dell' amministratore unico della società, che nessun impianto era mai giunto in Italia, che il fornitore africano era totalmente inesistente e che nemmeno un centesimo era stato in realtà speso. I Finanzieri hanno poi scoperto che nella contabilità della società era stato simulato l' apporto di mezzi propri per 150.000 euro attraverso il versamento sui conti societari di un assegno bancario, tratto da un conto corrente personale dell' amministratore che già da tempo era stato estinto, che nella medesima giornata era stato richiamato. A conclusione delle indagini, la guardia di finanza ha denunciato alla Procura della Repubblica di Locri C.F., di 51 anni, amministratore unico della società, per truffa aggravata ai danni dello Stato, malversazione e per aver esercitato senza autorizzazione un'attività di gestione rifiuti. Il pm, Rosanna Sgueglia, ha già ottenuto dal Gip Gianluca Sarandrea, il sequestro preventivo di disponibilità bancarie e di beni immobili dell' indagato, per circa 500.000 euro, pari alla prima tranche del finanziamento indebitamente percepito, che dovranno essere restituiti con gli interessi. E' stata inoltre impedita l' erogazione della seconda quota del contributo.

Rdb/Cub “Treni passeggeri o carri bestiame?”

28/06 “Nel giro di poche ore, circa un centinaio di pendolari, hanno spontaneamente raccolto le firme per protestare contro il trattamento che subiscono i “clienti” di Trenitalia qui in Calabria.
Le firme, accompagnate da una nota, sono state inviate prontamente dai viaggiatori firmatari a Trenitalia e, per conoscenza all’Assessore Regionale, ma “ovviamente” non vi è stata alcuna risposta”. E’ quanto si legge nella lettera aperta inviata dalla La Direzione Regionale di Federazione Rdb/Cub a Trenitalia, al Ministro Bianchi, al Presidente Loiero e all'Assessore ai Trasporti Tripodi. C'è chi pensa che la modernizzazione di una regione passi attraverso lo smantellamento di strutture pubbliche o attraverso monumentali, quanto spesso inutili, opere (vedi il Ponte sullo Stretto), mentre per noi modernizzazione significa, invece, far sì che gli abitanti della nostra regione si sentano cittadini a tutti gli effetti. Zecche, pulci, sporcizia varia, questo è il trattamento riservato a chi viaggia da Napoli in giù; se poi il treno è un “regionale”, destinato prevalentemente ai pendolari, le condizioni peggiorano ancora: carrozze prive di aria condizionata e spesso anche di luce.
Eppure questi “clienti” pagano regolarmente biglietti o abbonamenti che non sono affatto economici. Ricordate le bugie che ci hanno propinato col sorriso a trentadue denti?
“se privatizziamo le ferrovie, i servizi saranno migliori e finalmente elimineremo un baraccone, rendendo più moderno il Paese”. Queste sono le menzogne di chi voleva farci credere che la privatizzazione di per sé avrebbe portato automaticamente un miglioramento dei servizi; per questo siamo più che mai convinti che non si debbano smantellare i servizi della Pubblica Amministrazione, ma solo renderli migliori e mettere i dipendenti nelle condizioni di poter lavorare al meglio. Ci uniamo, quindi, alla richiesta dei firmatari dell’esposto a Trenitalia e chiediamo al sig. Ministro, al Presidente della Giunta Regionale e all'Assessore ai Trasporti della Regione Calabria, cui inviamo questa lettera aperta per conoscenza, di intervenire presso Trenitalia, al fine di dare una risposta alle lamentele avanzate da nostri corregionali, facendo in modo che la modernità cominci dando dignità ai cittadini calabresi.
Riteniamo che, da calabresi dovremmo vergognarci di quanto evidenziato nell’esposto e fare in modo che ciò non avvenga più per il futuro, dal momento che nel contratto di trasporto che si sottoscrive con l’acquisto del biglietto o dell’abbonamento, è previsto che il trasporto debba avvenire su un treno passeggeri e non su un carro bestiame.

L’ass. Laudadio nel Comitato tecnico dell’Upi

28/06 L' Unione province italiane ha designato quale proprio rappresentante nel Comitato tecnico consultivo nazionale per l' applicazione della Legge 482 sulle minoranze linguistiche l' assessore alla Provincia di Cosenza, Donatella Laudadio. I rappresentanti dell' Upi nel Comitato sono soltanto due: uno per il nord, l' assessore provinciale di Belluno, ed uno per il centro-sud, individuato in Donatella Laudadio. "E' un incarico assai prestigioso ed importante - ha detto il Presidente della Provincia, Mario Oliverio - poiché garantisce la presenza della Calabria in un organismo che deve vigilare sull' applicazione della legge su tutto il territorio nazionale, tutelando le Province del Sud dalle discriminazioni che si sono verificate ai nostri danni, soprattutto in termini di trasferimenti finanziari, durante tutta la permanenza del governo di Centrodestra. Per questa ragione ho ufficialmente chiesto che fosse la Provincia di Cosenza ad essere rappresentata nel Comitato, in ragione del fatto che essa ha il più alto numero di abitanti di Comuni di minoranza del Mezzogiorno e che sta producendo in questo ambito una mole di lavoro davvero all' avanguardia per quantità e qualità delle iniziative, in linea con il mio programma, volto a favorire il multiculturalismo e l' intensificarsi dei rapporti tra le realtà culturali del Mediterraneo". "Sono particolarmente soddisfatta per questa nomina, che premia la lungimiranza del Presidente Oliverio che ha voluto istituire una delega specifica per le Minoranze Linguistiche - ha affermato, dal canto suo, Laudadio - e sono ancor più soddisfatta perché la nostra nomina è stata sostenuta anche dalle altre Province del Mezzogiorno, che nell' aprile 2005 costituirono il Comitato Interprovinciale per le Minoranze, dando alla Provincia di Cosenza il mandato di rappresentanza per il primo biennio". "La nomina - ha concluso la Laudadio - premia inoltre il grande impegno dei Comuni di Minoranza, che compongono il Coordinamento Provinciale insieme all' Unical ed a rappresentanze istituzionali e parlamentari calabresi, che da più anni chiedevano al governo nazionale, inutilmente, una rappresentanza meridionale in seno al Comitato. Vigileremo perché tutte le Province meridionali vedano rispettati i propri diritti, sia in termini di attuazione puntuale della legge, sia in termini di trasferimenti finanziari". L' assessore Laudadio, infine, ha fatto presente che si è costituito in seno all' Upi un Coordinamento per le problematiche delle Minoranze Linguistiche, proprio in seguito alle richieste della Provincia di Cosenza, che ha visto riuniti tutti gli assessori alle Minoranze d' Italia, nella seduta d' insediamento del 19 giugno scorso e che "ha già avviato una nutrita agenda di incontri per discutere delle iniziative e delle proposte tese alla più efficace applicazione della legge sulla tutela delle Minoranze Linguistiche d' Italia, dai problemi della scuola a quelli della comunicazione, da quelli del rapporto con la Rai a quelli della formazione, da quelli del lavoro a quelli dei rapporti con le nazioni d' origine".

Divieto estivo per il traffico pesante sulla litoranea tirrenica

28/06 Il prefetto di Cosenza Bruno Sbordone ha emanato un' ordinanza con la quale, nel tratto della statale 18 compreso tra i comuni di Tortora e Amantea, è sospesa la circolazione degli automezzi con massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate. Lo riferisce un comunicato della Prefettura di Cosenza. Il provvedimento, è spiegato nel comunicato, è stato adottato d' intesa con le amministrazioni dei Comuni interessati e sentite anche le associazioni di categoria. "Al fine, comunque, di evitare - è detto ancora nella nota - che l' adozione di questo provvedimento abbia ripercussioni negative sulle attività economiche, specie commerciali che si svolgono nel territorio, la circolazione sarà consentita dalle ore 5 alle 10,30; dalle 13,30 alle 17 e dalle 20,30 alle 21,30".

Due arresti per rissa a Corigliano

28/06 I carabinieri hanno arrestato per rissa aggravata due cittadini polacchi, Zdzislaw Matuszewski, di 47 anni e Przemyslaw Tomaz Wlodarski, di 22 anni, entrambi domiciliati a Corigliano. I due sono stati sorpresi dai militari durante una lite, scoppiata per motivi ancora da accertare, con altri tre connazionali che sono fuggiti. I due sono stati ricoverati nell'ospedale di Corigliano per contusioni giudicate guaribili in sette giorni.

Truffa alla UE per oltre 6 milioni di euro: Sequestrate a Corigliano la Sensitec e la Printec, quattro arresti. Cinquanta lavoratori presi in giro.

27/06 Sono arrivati nell' area industriale di Corigliano dalla Germania, hanno realizzato due aziende, la Sensitec, per la produzione di sensori per i contatori del gas, e la Printec, per la fabbricazione di oggetti di cancelleria, assunto 80 persone, intascando un finanziamento di sei milioni 470 mila euro sul Fers, il fondo per lo sviluppo regionale, ma la produzione non e' mai partita. A scoprire la frode e' stata la Guardia di finanza di Rossano e del Comando provinciale di Cosenza, coordinati dalla Procura di Cosenza. L'operazione e' stata condotta dai finanzieri dopo articolate e complesse indagini di polizia giudiziaria, effettuate nei confronti di due fittizie iniziative imprenditoriali, finalizzate a percepire indebitamente contributi comunitari del fondo europeo di sviluppo regionale (Fers). I provvedimenti di sequestro preventivo delle due aziende con annesse palazzine degli uffici amministrativi, delle attrezzature, dei macchinari, degli impianti nonche' degli arredi vari, per un valore complessivo di circa euro 1.500.000,00, sono stati emessi dal gip del tribunale di Cosenza che ha inoltre firmato le ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre soggetti implicati. Le societa' implicate, sono la Sensitec s.r.l., specializzata nella costruzione di contatori per gas liquidi, destinataria di contributi pubblici per 1.760.000,00 euro e la Printec International s.r.l., industria per la fabbricazione di oggetti di cancelleria, destinataria di contributi pubblici per 4.710.000,00 euro, per un totale di contributi concessi e percepiti in conto capitale pari a 6.470.000,00 euro. L'attivita' investigativa eseguita dagli uomini delle fiamme gialle di Rossano, coordinate dalla procura della Repubblica di Cosenza, ha consentito di individuare ''evidenti irregolarita''' a carico delle due societa' coinvolte nell'inchiesta, con riferimento agli obblighi imposti dalla normativa in vigore. Ed ai fini dell'inchiesta di particolare rilevanza sono state le dichiarazioni testimoniali dei dipendenti delle societa' sotto inchiesta, che, seppur inizialmente assunti, non hanno mai svolto, di fatto, alcuna attivita' lavorativa, in quanto non e' mai stata avviata l'attivita' produttiva delle aziende. Infatti secondo quanto hanno accertato gli uomini delle Fiamme Gialle i circa cinquanta lavoratori, per mesi si sono recati presso i 2 opifici, senza, pero', essere mai impiegati effettivamente, per mancanza dei minimi presupposti per l'avvio a regime del ciclo produttivo. Operai che successivamente, sono stati messi in cassa integrazione ed i cancelli d'ingresso delle fabbriche sono stati chiusi ''per ferie'', comunque costantemente presieduti da alcuni lavoratori in attesa di essere ''impiegati''. A giudizio della Guardia di Finanza, l'assunzione dei lavoratori e le iniziali retribuzioni corrisposte dal datore di lavoro sono solo servite a dare la parvenza, all'esterno, dello svolgimento dell'attivita' economica, al fine di evitare eventuali controlli in grado di ''smascherare l'ordito truffaldino''. Questa ''simulazione'' dell'adempimento degli impegni assunti nelle iniziative imprenditoriali finanziate, ''purtroppo'', hanno spiegato gli investigatori nel corso di una conferenza stampa, ''per gli ideatori del disegno criminoso, non ha impedito ai finanzieri della compagnia di Rossano di proseguire nelle indagini, che si sono concretizzate con diversi sopralluoghi nelle due aziende, con l'effettuazione di specifici rilevamenti di carattere contabile ed amministrativo e nell'esame della documentazione amministrativo-contabile sequestrata presso il soggetto giuridico attuatore del finanziamento, in qualita' di banca concessionaria''. Attivita' investigativa, e' stato detto che ''ha consentito agli uomini della Guardia di Finanza di rilevare, oltre alla sostanziale inattivita' delle aziende oggetto dell'indagine, il mancato rispetto degli impegni assunti con particolare riferimento ai parametri: occupazionali (fittizia assunzione di 82 dipendenti a regime); ambientali (mancata adesione alla certificazione internazionale di qualita' ambientale uni eso 14001); economici (mancato avvio della produzione ed il conseguente raggiungimento dei limiti quantitativi circa il fatturato previsto a regime); l'irreperibilita' del rappresentante legale delle societa' interessate nonche' di gran parte della documentazione contabile'' Nel corso dei successivi sopralluoghi tecnici, effettuati presso le aziende poste sotto sequestro, dagli uomini della sezione operativa della compagnia di Rossano, insieme al consulente tecnico nominato dalla procura della Repubblica di Cosenza, sono emersi ulteriori elementi probatori, idonei a cristalizzare il quadro gravemente indiziario emerso, corroborando l'impianto accusatorio gia' acquisito. E' stato definitivamente accertato, hanno detto gli inquirenti, ''l'utilizzo, da parte di entrambe le societa', di macchinari ed impianti tecnologicamente vetusti e di valore di gran lunga inferiore a quello documentato a mezzo di fatture fiscali di acquisto, emesse dai fornitori esteri''. In particolare, ''sono stati rinvenuti macchinari con la riverniciatura delle parti meccaniche effettuata in modo artigianale e con l'apposizione apocrifa e di comodo delle targhette identificative dei macchinari in sostituzione di quelle originali''. Nel corso dell'inchiesta oltre alla responsabilita' dell'amministratore, sono emersi gravi indizi di reita' a carico di 4 liberi professionisti (due commercialisti uno di Catanzaro ed uno di Lamezia, un architetto di Reggio ed un ingegnere di Catanzaro) che, incaricati dalla banca concessionaria di effettuare il collaudo tecnico-amministrativo dei progetti agevolati, hanno di fatto omesso i controlli e le verifiche previste dalla normativa, avuto riguardo soprattutto agli aspetti essenziali per la realizzazione delle opere finanziate nonche' rispetto agli impegni assunti dalla societa' in argomento. In pratica, secondo gli uomini delle Fiamme Gialle, ''e' stata attestata falsamente dai predetti professionisti, formulando parere favorevole, la sussistenza dei requisiti previsti quale 'conditio sine qua non' per l'erogazione dell'ultima rata di finanziamento e per la conseguente emanazione del decreto di concessione del definitivo intero contributo pubblico comunitario''.

Di Pietro chiede il commissariamento dell’ANAS. La Procura apre un indagine. L’azienda replica abbiamo sempre rispettato le regole

27/06 L’Anas nella bufera. E' arrivato sul tavolo del Procuratore della Repubblica di Roma, Giovanni Ferrara, il 'dossier' sulla gestione della societa' che il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro ha deciso di presentare all'Autorita' giudiziaria. Una mossa preannunciata questa mattina nel corso di un'audizione alla Commissione Ambiente della Camera nella quale il responsabile del dicastero di Porta Pia aveva parlato di ''ipotesi da valutare sotto l'aspetto della false comunicazioni sociali e del falso in bilancio''. E Di Pietro ha anche riferito di aver avanzato al premier, Romano Prodi, e all'azionista Tesoro la richiesta di commissariamento della societa': un ''atto doveroso'', ha detto, sul quale ora decidera' il ministero dell'Economia di concerto con la presidenza del Consiglio. E la risposta dell'Anas non si e' fatta attendere: la societa' ha ''sempre rispettato le leggi'', non ha mai cantierato opere senza copertura finanziaria e ''non veritiere'' sono le informazioni fornite da Di Pietro sulla contrattalizzazione di impegni per 19 miliardi di euro. Quanto al nodo dei vertici, il presidente Vincenzo Pozzi ha valutato se le sue dimissioni immediate non rischino di comportare un danno per lo Stato visti i tempi stretti dell'operazione in corso tra Autostrade e Abertis. Per l'Anas, dunque, e' stata una giornata convulsa, cominciata di buon mattino con un incontro di due ore tra Pozzi e Di Pietro. Ma la mina e' esplosa nel corso dell'audizione alla Camera quando il ministro delle Infrastrutture ha aperto il 'dossier' relativo alla mancanza di risorse di cassa e di competenza della societa'. Come ha spiegato Di Pietro, ''la questione Anas nasce nel 2001-2002 a seguito della trasformazione dell'ente pubblico in una societa' per azioni. In quel momento, si e' cercato di fare un riepilogo di quelle che erano le potenzialita' dell'Anas in termini di cassa e di competenza. Al 18 dicembre 2002, l'Anas aveva residui passivi per 12 miliardi di euro presi in carico dalla nuova spa''. E di questi, 6 miliardi erano vincolati a lavori in esecuzione e oltre 4 miliardi venivano destinati a nuovi investimenti. A quel punto, si procedeva a definire ''un elenco importante di opere da attivare con quei 4 miliardi di euro. E tutto questo e' inserito nel contratto di programma 2003-05. Ma in realta' -ha detto il ministro delle Infrastrutture - quei 4 miliardi erano destinati a impegni gia' presi''. Insomma, l'Anas ''ha posto in essere una duplice attivita' con gli stessi soldi. Ma e' evidente che cosi' si andava verso una strozzatura''. Di fronte a questa situazione, il ministro Di Pietro ha chiesto una serie di verifiche sugli impegni e i fondi di copertura. ''Al 31 dicembre 2005 e' emerso che a fronte di 19 miliardi di euro c'era una copertura di 15,5 miliardi con una differenza negativa di 3,5 miliardi di euro. L'Anas non puo' completare gli investimenti perche' le mancano 3,5 miliardi ai quali si devono aggiungere i maggiori costi''. E Di Pietro ha sottolineato che di questo ''non e' mai stata data comunicazione''. Altro elemento emerso, sempre secondo quanto riferito dal ministro Di Pietro, nel bilancio 2004, e' che ''qualcuno ha fatto risultare quei 4 miliardi vincolati''. ''Ma quelli dell'Anas -si e' chiesto quindi Di Pietro- sono impazziti? O qualcuno gliel'ha comandato?''. Parole, queste, che hanno fatto da preludio all'affondo sulla questione di un ricambio al vertice. ''L'attivo patrimoniale dell'Anas- ha detto il ministro- risulta minore dei debiti e questo comporta delle precise responsabilita' in capo ad una societa' per azioni: quella di informare quando il debito superano l'attivo patrimoniale''. Di qui la necessita' di chiedersi, ha ancora argomentato Di Pietro, se, nel momento in cui si chiede all'azionista di ripianare, ''questi soldi debbano essere consegnati all'attuale management'' o se invece ''non debbano essere consegnati ad altro management''. Una domanda retorica visto che Di Pietro ha poi annunciato di aver presentato la richiesta di commissariamento dell'Anas. E il ministro delle Infrastrutture ha anche parlato di 3 milioni di consulenze indebite e illegale pagate dall'Anas. Anche in questo caso, i fatti risalgono al momento della trasformazione dell'Anas in spa. ''Quando e' stata trasformata in Spa -ha detto Di Pietro- c'e' stato un compromesso indebito e illegittimo. Il vecchio cda non voleva andare via e sono stati pagati 3 milioni in consulenze non dovute e non fatte e in liquidazioni in parte non dovute''. Al termine dell'audizione, il ministro Di Pietro ha sottolineato che ''si tratta di liquidazioni e consulenze in parte indebite, in parte illegittime e in parte illegali''. E a chi gli chiedeva di chi siano le responsabilita', il ministro delle Infrastrutture si e' limitato a rispondere di aver ''chiesto la secretazione''. Denunce, queste, che il ministro Di Pietro ha esposto in un'altra audizione, nel pomeriggio, presso la Commissione Lavori Pubblici del Senato. E dopo il j'accuse del ministro delle Infrastrutture, la parola e' passata all'Anas. La prima puntualizzazione riguarda la decisione del cda di avviare le procedure propedeutiche allo stop ai cantieri.Gia' a partire dal gennaio 2005, Anas ''ha ripetutamente segnalato al Governo e al Parlamento i mancati trasferimenti di cassa da parte del Tesoro, e che sia prima, sia durante, sia dopo l'iter di approvazione della legge finanziaria 2006, ha evidenziato la necessita' di innalzare di almeno 1,1 miliardi di euro il tetto di spesa per gli investimenti e contestualmente di provvedere alle erogazioni di cassa, per far fronte al pagamento degli stati di avanzamento lavori che sarebbero maturati nel corso del 2006''. La seconda precisazione riguarda la situazione dei conti. L'Anas, anche in relazione alle recenti disposizioni della Legge Finanziaria 2006, ha effettuato un approfondito riesame delle risorse finanziarie effettivamente disponibili a copertura degli investimenti ancora da attivare in adempimento sia del Contratto di Programma 2003-2005 sia di ulteriori disposizioni di legge. Da tale analisi, e' emerso che alla data del 31 dicembre 2005, a fronte di disponibilita' finanziarie di 15,5 miliardi di euro, risultano impegni da parte dell'Anas per un importo complessivo di 14,8 miliardi di euro, cosi' composti: 10,6 miliardi di euro per impegni gia' contrattualizzati verso terzi; 3,3 miliardi di euro per impegni vincolati comunque da attivare; 0,9 miliardi di euro per stima del contenzioso pendente sui lavori in corso. Residuano, pertanto, disponibilita' finanziarie per un ammontare complessivo di 0,8 miliardi di euro. Alla luce di questi dati, afferma Anas,''e' evidente, quindi, che non risultano veritiere le informazioni in ordine alla contrattualizzazione di impegni 'per 19 miliardi contro un totale di fondi a disposizione pari a 15,5 miliardi'. L'Anas non ha ne' contrattualizzato ne' appaltato alcun lavoro che non avesse la relativa copertura finanziaria''. Inoltre, i bilanci Anas sono stati approvati dal cda e vengono controllati in modo analitico dalla Corte dei Conti e da molti altri organismi dello Stato, oltre che dal collegio dei sindaci, e sono certificati da primarie societa' indipendenti di revisione. E ancora, ''tutte le attivita' contabili dell'Anas sono state puntualmente comunicate all'Azionista (il Ministero dell'Economia), al quale il Presidente e il Consiglio di Amministrazione hanno riferito costantemente anche in ordine alle criticita' di cassa, in atti pubblici e in comunicazioni scritte e verbali''. La realta' e' che l'attuale criticita' di cassa e' la conseguenza degli enormi crediti vantati dall'Anas nei confronti del Tesoro, pari a 7,548 miliardi di euro, che non sono stati mai erogati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. Crediti che consistono in gran parte in 6,437 miliardi di euro di residui passivi di precedenti esercizi di bilancio. I restanti crediti dell'Anas si riferiscono agli stanziamenti ancora non erogati relativi alle leggi finanziarie 2004, 2005 e 2006, pari globalmente a 1,110 miliardi di euro. Quanto al problema dei vertici, Pozzi, riferisce sempre l'Anas, ''si e' rammaricato che nonostante le sue dichiarazioni scritte al Ministro delle Infrastrutture Di Pietro di rimettere il suo mandato al Governo, non sia stato minimamente ascoltato in merito alle cosiddette criticita' esposte alle Camere, che avrebbe potuto chiarire in maniera ampia ed esaustiva''. E Pozzi ''ha attentamente valutato se le sue immediate dimissioni non possano comportare un danno per lo Stato in riferimento ai tempi molto stretti relativi alla fusione Autostrade-Abertis, con l'obiettivo di evitare che, dimettendosi, impedisca quelle azioni a tutela dell'interesse pubblico che il Governo considera giustamente necessarie''.

La bimba annegata all’Acquapark di Zambrone era stata già salvata dieci minuti prima

27/06 Dieci minuti prima di annegare, Letizia, la bambina di cinque anni morta sabato scorso in una piscina dell' Aquapark di Zambrone, nel vibonese, era stata salvata da una bagnina in una vasca profonda 120 centimetri. Lo ha sostenuto, in una dichiarazione, il direttore della struttura, Saverio Mancini. ''Premesso che la disgrazia accaduta lo scorso sabato all' interno del parco acquatico Aquapark di Zambrone - ha sostenuto Mancini - ha scosso profondamente me e le circa 80 persone che al momento compongono lo staff del parco, in qualita' di direttore, anche allo scopo di tutelare quell' immagine di qualita' e sicurezza che nel corso dei 18 anni di attivita' piu' di 3 milioni di persone ci hanno voluto riconoscere con la loro presenza, desidero riferire con esattezza la sequenza di quegli eventi che alla fine si sono conclusi con la tragica disgrazia accaduta alla piccola Letizia''. ''Dieci minuti prima di annegare - ha proseguito Mancini - la piccola Letizia, senza la presenza dei suoi genitori, e' gia' oggetto di un intervento di salvataggio da parte di una bagnina all' interno di una piscina denominata Laguna. La piccola arriva da uno scivolo in una piscina profonda 120 centimetri. Incustodita, senza saper nuotare e priva di braccioli, la piccola va sott' acqua e solo l' intervento immediato della bagnina li presente scongiura in quel momento una disgrazia. Subito dopo Letizia, ancora sola, si allontana ulteriormente ed entra nella piscina Onde, dove diversi ospiti ed il bagnino addetto la vedono giocare. La piscina Onde ha un fondale che da zero centimetri scende gradatamente fino a 180 centimetri. Partono le onde dopo un avviso acustico''. ''Pochi attimi dopo - ha aggiunto Mancini - la bambina viene vista con la testa sott' acqua. Il bagnino addetto attua la procedura di soccorso prevista per questi casi: si tuffa per il recupero, la porta fuori dalla piscina e la adagia sul fianco iniziando subito ad effettuare i primi interventi di soccorso. La bambina inizia subito a vomitare una grande quantita' di cibo ancora intero. Scattato l' allarme arrivano subito la dottoressa che come sempre era presente nell' infermeria del Parco e il capo bagnino, al quale pochi minuti prima i genitori di Letizia si erano rivolti per cercare aiuto per la ricerca della propria figlia. La situazione appare subito critica: cianotica, priva di sensi. La dottoressa esegue subito le diverse manovre di rianimazione. Si chiama contemporaneamente il 118 per chiedere un' ambulanza, la quale arriva dopo 20-25 minuti. Un tempo veramente eccezionale; anzi dopo cinque minuti ne arriva una seconda. I dottori del 118 provano anche loro a rianimarla portandola all' interno dell' ambulanza. Dopo 15-20 minuti arriva l' elisoccorso. Quello che e' accaduto dopo lo sappiamo tutti''. ''Per quanto sara' solo il dottore incaricato dal magistrato ad appurare le cause che hanno portato all' annegamento - ha concluso Mancini - ritengo che i fatti descritti e la conoscenza personale che ho maturato in questi anni con i miei collaboratori, mi autorizzano ad affermare con serenita' e sicurezza che tutto cio' che era in nostro potere fare per Letizia, e' stato fatto. Se questa consapevolezza rassicura la nostra coscienza, ci lascia comunque un grande peso nel cuore: la morte di una bambina lascia il segno, soprattutto su chi ha tentato tutto il possibile perche' questo non si verificasse''.

Presentazione alla Provincia del Piano dei Beni storici

27/06 Il Piano per la valorizzazione dei beni paesistici e storici della Provincia di Cosenza sara' presentato mercoledì 28 dal presidente dell' Ente, Mario Oliverio e dall' assessore provinciale all' Urbanistica, Pietro Mari. ''Oggi - ha sostenuto Oliverio - la cultura si produce nelle botteghe, nelle accademie, nelle scuole, nei musei, negli atelier di moda. Bisogna essere in grado di individuare in ogni sito, i luoghi di produzione della cultura, cogliendo le vocazioni esistenti ed incoraggiando e valorizzando quelle latenti. In questo contesto, la conoscenza e la consapevolezza del capitale culturale odierno sono essenziali per qualsiasi piano di valorizzazione''. ''Conoscere nei dettagli il sistema culturale - ha proseguito Oliverio - e' un' operazione necessaria per poterne mobilitare 'tutte' le componenti. Quello che abbiamo ottenuto con le ricerche svolte e che presentiamo con il lavoro fin qui prodotto, non e' un semplice censimento, ma la costruzione di un vero e proprio sistema culturale''. ''La forza di un' esperienza culturale - ha concluso il Presidente della Provincia - va recuperata nei valori della 'forza del carattere' delle comunita' locali, la cui identita' si afferma pienamente solo nel radicamento territoriale e nella storia''. ''Con il Piano di Tutela e Valorizzazione del Patrimonio Storico e Ambientale - ha dichiarato dal canto suo l' assessore Mari illustrando gli obiettivi del progetto - la Provincia di Cosenza intende invertire una tendenza consolidata, mirando ad un modello di sviluppo connesso sinergicamente con la rinascita culturale del territorio. Esso si articola su cinque livelli progettuali: il progetto delle conoscenze; il progetto della tutela e della conservazione; il progetto della valorizzazione culturale; il progetto della valorizzazione economica; il progetto di monitoraggio''. ''Obiettivo finale del Piano - ha concluso Mari - e' la creazione di uno strumento operativo capace di promuovere l' integrazione tra le componenti del settore culturale territoriale con quelle dei settori connessi, valorizzando al massimo le risorse umane e le conoscenze specifiche presenti sul territorio, poco conosciute e, percio', sottoutilizzate''.

Il presidente Oliverio chiede un incontro con il Ministro Bianchi per le infrastrutture nel cosentino

27/06 Al fine di affrontare le problematiche relative alle infrastrutture nella provincia di Cosenza, con particolare riferimento al progetto dell'aeroporto di Sibari e all'estensione dell'autorita' portuale di Gioia Tauro al Porto di Corigliano, il Presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, ha inviato stamane un telegramma al Ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, attraverso cui ha chiesto un incontro da concordare al piu' presto. ''Sarebbe opportuno definire la data a breve termine - e' scritto nel telegramma - anche al fine di tranquillizzare le popolazioni, gli amministratori locali, le forze sociali e i consiglieri provinciali, fortemente preoccupati dalle tue dichiarazioni relative all'infrastruttura portuale di Sibari''.

Al via il Piano per Sibari Patrimonio dell’Unesco

27/06 Sottoscritta la convenzione tra il comune di Cassano, rappresentato dal responsabile del settore Affari Generali, Giuseppe Manera, e l'architetto Pietro Laureano, tecnico incaricato, per la redazione di un Piano di fattibilita' finalizzato alla candidatura dell'area di Sibari nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco. Al momento della sottoscrizione della convenzione erano presenti il sindaco di Cassano, Gianluca Gallo, la sovrintendente per i Beni Archeologici della Calabria, Annalisa Zarattini, la direttrice del Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide, Silvana Luppino, i consiglieri provinciali Pasqualina Straface e Luigi Lione, e la direttrice della filiale della Banca Carime di Cassano, Gilda Scarpelli, e il vice presidente della Bcc dei Due Mari di Calabria, Roberto Ruscelli, i due istituti bancari che con il loro contributo economico hanno sposato la causa. Il sindaco Gallo ha definito la sottoscrizione della convenzione ''un momento importante per il territorio. Con questo atto - ha evidenziato - si apre l'iter procedurale che dovra' portare all'ambito riconoscimento''. La Sovrintendente Zarattini, dopo aver ha affermato che ''l'area archeologica di Sibari e' eccezionale soprattutto per le sue peculiarita''', ha sostenuto che l'iniziativa del riconoscimento Unisco ''rappresenta anche una promozione culturale di elevato spessore per far conoscere il territorio in una prospettiva piu' ampia, sia dal punto di vista storico, culturale e scientifico''. L'architetto Laurenzano nel rimarcare che ''il percorso sara' lungo e difficoltoso, in quanto vi sono gia' 40 siti italiani che ambiscono al riconoscimento Unisco'', ha sottolineato che ''non avrei accettato se non pensassi che il progetto di Sibari potesse andare a buon fine''.

Corbelli “La sibaritide una priorità nazionale”

27/06 ''Ritengo che la Sibaritide debba porsi come problema e come priorita' non solo della Provincia di Cosenza, ma dell'intera Regione Calabria''. E' quanto ha detto il consigliere provinciale di Cosenza, Franco Corbelli, nel corso della conferenza stampa che i consiglieri provinciali della 'Sibaritide' Pasqualina Straface, Antonio Pucci e Giuseppe Bruno di An, Luigi Garofalo e Gilberto Raffo dell'Udeur, Giovanbattista Genova dei Ds e Leonardo Trento della Rosa nel Pugno, insieme con il primo cittadino cassanese, Gianluca Gallo, e agli assessori provinciali Rosetta Console e Giuseppe Gagliardi, hanno tenuto questa mattina, nell'aula consiliare cassanese, sulla questione dell'aeroporto della Sibaritide. ''Propongo - ha aggiunto Corbelli - che qui, nella Sibaritide, si dia vita a una grande manifestazione per richiamare l'attenzione delle Istituzioni e che qui, a Cassano, nella sala consiliare del Comune, si tenga una riunione di un consiglio provinciale straordinario a cui dovrebbe partecipare lo stesso ministro Bianchi e tutti quegli enti che sono impegnati e coinvolti nella realizzazione dell'aeroporto della Sibaritide. Bisogna partire con questo tipo di iniziative concrete che diano un segnale preciso perche' si capisca che la Calabria, e non solo Sibari, puo' ripartire, puo' decollare se si iniziano a dare soluzioni alle problematiche. L'aeroporto della Sibaritide, insieme alla statale 106 e alla rete ferroviaria jonica, devono essere viste come priorita'''. Il sindaco di Cassano ha poi detto che ''la battaglia che stiamo conducendo insieme, al di la' delle appartenenze politiche sull'aeroporto di Sibari ha un forte connotato di territorialita'. Le dichiarazioni del ministro Bianchi sull'aeroporto di Sibari sono solo il frutto di una mancata conoscenza della questione''. Tutti i partecipanti alla conferenza stampa, anche se da angolazioni diverse, hanno argomentato sulla necessita' che questa importante infrastruttura venga realizzata e sull'importanza che riveste per il definitivo decollo economico-sociale dell'intera provincia di Cosenza.

Sapia (Inail) “Avviare un tavolo di concertazione sigli incidenti sul lavoro”

27/06 Il presidente provinciale del Comitato consultivo dell'Inail di Cosenza, Michele Sapia (nella foto a sinistra), ritiene prioritario aprire un tavolo di concertazione al livello locale sui temi: sicurezza sui posti di lavoro, malattie professionali, infortuni, morti bianche. ''Le eccessive carenze di equipaggiamenti adeguati - ha detto Sapia - e di mezzi protettivi, determinano il proliferare di infortuni e decessi sul posto di lavoro. Il problema spezza la vita della corpus operaio e la crescita della produttivita' edilizia ed agricola. Inequivocabili ed allarmanti i dati rilevati dal nostro Istituto: tre morti al giorno per incidenti sul lavoro. La tragedia avvenuta sul tratto autostradale Catania-Siracusa non e' che un esempio della triste catena. I sub-appalti sono la piaga sociale della Calabria e troppo spesso vengono affidati a ditte che eludono le norme di sicurezza a scapito dei lavoratori''. ''Alla luce di cio' - ha proseguito Sapia - viene spontaneo chiedersi verso quali angusti scenari si dirigera' il nostro sistema economico. Per tracciare un percorso qualificante e progressista del nostro paese e' necessario dedicarsi alla concertazione fra l'Inail, gli enti locali e le strutture. Lo dobbiamo ai lavoratori che rischiano la vita per miseri guadagni ed alle aziende coraggiose che investono, spesso con esiti disastrosi, i loro capitali nella fragile economia italiana. La sicurezza e' l'unico parametro che difende l'onorabilita' del lavoro dalle contaminazioni di un mercato mercenario. Bisogna calendarizzare una nuova e serrata stagione di controlli sul risanamento dei posti di lavoro attraverso una campagna di sensibilizzazione e di prevenzione''. ''Sono convinto - ha concluso Sapia - che la sinergia tra la Dirigenza dell'Istituto Inail provinciale e le sedi periferiche di Cosenza sarebbe un passo decisivo in tal senso''

Pensionato, presunto pedofilo, arrestato ad Aiello Calabro

27/06 Avrebbe abusato di una bambina di otto anni per oltre una settimana, minacciandola di morte se avesse rivelato a qualcuno dell' accaduto. Un pensionato di 76 anni e' stato arrestato dai carabinieri di Aiello Calabro in esecuzione di un' ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Nel corso della perquisizione nell' abitazione del pensionato, i carabinieri hanno sequestrato un computer dove sarebbero stati trovati documenti pornografici. Inoltre e' stata trovata una pistola 6,35, detenuta illegalmente e numerose munizioni. L' uomo dovra' rispondere anche di detenzione illegale dell' arma.

La Finanza sequestra mezzo chilo di marijuana a San Giovanni

26/06 Mezzo chilo di marijuana e una bilancia di precisione utilizzata per il confezionamento della sostanza stupefacenti sono stati sequestrati dalla guardia di finanza di San Giovanni in Fiore nel corso di un' operazione antidroga effettuata in diverse localita' dell' altopiano silano. La droga e' stata trovata in localita' Valle Piccola, nelle vicinanze del centro silano. Le indagini proseguono per individuare i responsabili del traffico. ''L' operazione - e' scritto in una nota della finanza - conferma ancora una volta il ruolo strategico della statale 107 per il transito di sostanze stupefacenti per essere poi smistate nei paesi dell' altopiano silano''.

Scomparso da gironi, ritrovato carbonizzato in Basilicata

26/06 Un cadavere carbonizzato - quasi certamente quello di un uomo del quale non si avevano notizie da alcuni giorni - e' stato trovato in contrada ''Gamba pelosa'' di Rotonda (Potenza) all' interno di un' automobile che era stata data alle fiamme. La scoperta dell' automobile incendiata e del cadavere nell' abitacolo e' stata fatta dagli agenti del Corpo forestale dello Stato, che stavano perlustrando una zona del Parco nazionale del Pollino, ai confini fra Basilicata e Calabria. Vettura e cadavere sono nei pressi di una cava. Il cadavere dovrebbe essere quello di un uomo di 49 anni. I Carabinieri, che indagano per omicidio, stanno facendo rilievi nella zona e stanno interrogando alcune persone. Il delitto potrebbe essere avvenuto - con modalita' ancora da accertare - per motivi passionali o di interesse.

Finanziata la metanizzazione della sibaritide

26/06 Il Ministero dell' Economia e delle Finanze, nell' ambito della legge sulla metanizzazione del Mezzogiorno, ha finanziato il progetto presentato dalla societa' Italiana per il Gas per la realizzazione delle rete urbana di distribuzione del metano a Sibari. Il finanziamento ammonta a 343 mila euro. Per consentire la realizzazione dell' intero progetto, i cui lavori ammontano ad un milione e 100 mila euro, il Comune di Cassano integrera' il finanziamento con un mutuo concesso dalla Cassa depositi e prestiti. L' intervento dovra' essere realizzato in due anni. L' avvio dei lavori e' previsto per la fine del 2006.

Diciottenne di Rogliano arrestato a Taranto con pasticche di ecstasy

26/06 Sono state numerose, oltre una cinquantina, le pasticche di ecstasy sequestrate durante controlli fatti, nel fine settimana, davanti alle discoteche, dai carabinieri di Taranto che hanno per questo arrestato tre persone. In particolare, davanti ad un locale notturno di Castellaneta, sono stati arrestati Vittorio Corrado, di 19 anni, di Scanzano Jonico (Matera), che aveva con se' 27 pasticche di ecstasy, e Carlo Migliori, di 18, di Rogliano (Cosenza) scarcerato da pochi giorni per gli stesso reati, che aveva nove grammi di hascisc e una pasticca di ecstasy. A Castellaneta Marina, inoltre, e' stato arrestato Vincenzo Missere, di 26 anni, di Mesagne (Brindisi), che aveva 28 pasticche di ecstasy. Nel corso dei controlli sono stati inoltre segnalati 26 giovani come assuntori di sostanze stupefacenti.

Quattro condanne per l’alluvione di Soverato

26/06 Quattro condanne e quattro assoluzioni: e' questa la sentenza emessa dal Tribunale di Catanzaro a conclusione del processo per l' alluvione nel camping Le Giare di Soverato che, nella notte tra il 9 ed il 10 settembre del 2000, provoco' la morte di 13 persone. Le persone condannate sono il gestore del campeggio, Egidio Vitale, al quale e' stata comminata una pena di quattro anni di reclusione; Carlo Serrao, funzionario della Regione, e Vincenzo Citriniti, funzionario del Ministero delle Finanze (tre anni e sei mesi ciascuno) e Silvestro Perrone, anch' egli funzionario della Regione (un anno ed otto mesi). Assoluzione, invece, per Giovanni Calabretta, all' epoca dei fatti sindaco di Soverato; Vincenzo Ceniti (funzionario della Regione) e per Marco Donato Agrusti e Pasquale De Lucia, funzionari del Ministero delle Finanze. I quattro imputati condannati, insieme alla Regione ed all' Agenzia del demanio, sono stati condannati, in solido, al risarcimento dei danni alle parti civili. Nel frattempo il Tribunale ha disposto la liquidazione di provvisionali che vanno da un minimo di mille euro ad un massimo di 60 mila euro. Quest' ultima cifra dovra' essere corrisposta ai parenti di Vinicio Calio', il giovane che lavorava nel camping Le Giare e che mori' nell' alluvione. Il cadavere di Calio' non e' mai stato trovato.

Brevi di cronaca da Aiello, Campana, Cassano, Corigliano

26/06 A Campana e' stato arrestato un uomo per evasione dagli arresti domiciliari e resistenza a pubblico ufficiale. Ad Aiello Calabro e' stata arrestata una persona per rapina impropria. A Cassano Ionio, un giovane, Michele Pepe, di 19 anni e' stato arrestato dai carabinieri con l' accusa di furto aggravato. Il giovane e' stato sorpreso a bordo di una Fiat Panda che era stata rubata nel villaggio turistico ''Marina di Sibari'' a un pensionato del luogo. Sempre a Cassano Ionio, Francesco Cavaliere, di 21 anni, e' stato arrestato dai carabinieri per resistenza a pubblico ufficiale. Il giovane, secondo quanto riferito dai militari, era alla guida del suo ciclomotore e non si e' fermato ad un posto di blocco. Cavaliere, raggiunto dai carabinieri, ha inveito contro i militari. A Corigliano una psicologa, M.V., di 38 ani, e un cittadino di nazionalita' marocchina, M.F., di 39 anni, sono stati arrestati dai carabinieri per resistenza e minacce a pubblico ufficiale. Durante una perquisizione in un magazzino nella loro disponibilita' i due, secondo l' accusa, hanno opposto resistenza ed hanno minacciato i militari. Dopo la convalida degli arresti, i due sono stati scarcerati in attesa di giudizio. Sempre a Corigliano due giovani di 18 e 19 anni sono stati arrestati da carabinieri perche' sorpresi a rubare denaro e profilattici da un distributore automatico posto all'esterno di una farmacia. I due studenti, che sono stati scarcerati, sono stati trovati in possesso della somma di 50 euro portati via dal distributore automatico di profilattici.

Bilancio grave per un auto fuori strada a Rossano: un morto ed un ferito

25/06 E' di un morto e di un ferito grave il bilancio di un incidente stradale accaduto alla periferia di Rossano, sulla ex Statale 177, che dallo Scalo porta al Centro storico. La vittima e' Maria Russo che viaggiava a bordo di un' auto guidata dal nipote, Umberto Pace. La vettura, per cause ancora in corso d' accertamento da parte della polizia municipale, e sbandata andando a finire contro un paracarro.

In trenta fuggono dal CPT di Isola. Danneggiate due palazzine del centro.

25/06 Una trentina di immigrati che si trovavano nel Cpt di Isola Capo Rizzuto, sono fuggiti dopo che un tentativo di fuga aveva coinvolto praticamente tutti i 120 ospiti della struttura. L' episodio e' accaduto in mattinata. Un centinaio di immigrati ha tentato la fuga cercando di scavalcare l' alta recinzione. L' intervento dei poliziotti e dei carabinieri in servizio al centro ha impedito che il tentativo andasse a buon fine. Gli stranieri, per riuscire nel loro intento, si sono allora divisi in gruppetti in maniera da costringere polizia e carabinieri a fronteggiare piu' situazioni. E' stato in questa fase, secondo quanto si e' appreso, che una trentina di immigrati e' riuscito a forzare uno dei cancelli del centro ed a fuggire. Al centro sono poi arrivati rinforzi di polizia e carabinieri che hanno fatto tornare la situazione alla normalita'. Nei disordini un poliziotto, un carabiniere ed un immigrato sono rimasti contusi. I rivoltosi hanno anche danneggiato gravemente due delle quattro palazzine del centro, rompendo infissi, suppellettili e termosifoni. Le due palazzine sono state dichiarate momentaneamente inagibili in attesa dei lavori di ripristino. Le forze dell' ordine hanno avviato una serie di battute per cercare di rintracciare gli stranieri fuggiti.

Due ore di attesa agli imbarcaderi di Villa

25/06 E' di due ore il tempo di attesa, a Villa San Giovanni, per l' imbarco sui traghetti per la Sicilia. Nessun problema, invece, viene segnalato dalla polizia stradale per quanto riguarda la circolazione sull' autostrada Salerno-Reggio Calabria.

Rissa a Schiavonea, sei arresti

25/06 Sei persone, cinque giovani e una ragazza, tutti di Corigliano, sono stati arrestati ieri sera dai carabinieri con l' accusa di rissa aggravata. Il fatto e' accaduto nei pressi di un locale notturno in localita' Schiavonea. I militari stanno indagando per individuare i motivi che hanno portato alla rissa. Uno degli arrestati e' stato medicato al pronto soccorso dell' ospedale di Corigliano per le contusioni riportate.

Tragedia all’Acquapark di Zambrone, bimba di 5 anni annega in piscina

24/06 Doveva essere il suo ultimo giorno di vacanza in Calabria, ma e' stato il suo ultimo giorno di vita. Una bambina di cinque anni e' morta annegata, oggi, in una piscina di un parco giochi acquatici, l' Acquapark di Zambrone, una delle principali localita' turistiche della costa tirrenica, a pochi chilometri da Tropea, nel vibonese. I genitori L.T., di Carpi (Modena), domani sarebbero ripartiti alla volta dell' Emilia Romagna, ma prima di andarsene hanno pensato di portare la figlia ed il fratellino piu' grande, di dieci anni, a divertirsi nel parco acquatico che aveva aperto i battenti proprio oggi. Nel pomeriggio, verso le 18, la coppia stava guardando la figlia giocare con il fratello e con altri bambini nella piscina per i piccoli, quella con l' acqua molto bassa. Improvvisamente l' hanno persa di vista. Spinta forse dalla curiosita', e' l' ipotesi che fanno gli investigatori, la bambina e' uscita dalla vasca e si e' incamminata per percorrere le poche decine di metri che la separavano dalla piscina con le onde, l' unica, in tutta la struttura, dove l' acqua e' in movimento. Qui l' entrata e' graduale, con il livello dell' acqua che sale da zero sino a due metri, come al mare. La piccola, inconsapevole, si e' avventurata in avanti. Forse e' stata sorpresa dal moto ondoso meccanico che viene azionato ogni mezzora circa e che potrebbe averla travolta e trascinata in una zona in cui l' acqua e piu' profonda. E' stato un bagnino a notarla riversa in acqua. Subito si e' gettato e l' ha portata a bordo vasca. Un medico rianimatore che stava trascorrendo una giornata di riposo e' intervenuto per le prime operazioni di salvataggio in attesa dell' arrivo dell' ambulanza. Operazioni che si sono svolte in mezzo agli altri bagnanti, ignari del dramma che si sarebbe consumato di li' a poco. La bambina, appena uscita dall' acqua, respirava ancora e dopo essere giunta all' ospedale di Tropea, i medici hanno deciso di trasferirla immediatamente, con l' eliambulanza, in quello di Lamezia Terme. Al suo arrivo al pronto soccorso del nosocomio lametino, pero', la piccola era gia' morta e per i medici non c' e' stato niente da fare. In ospedale, poco dopo, sono giunti i genitori che adesso, distrutti dal dolore, stanno vegliando la loro figlioletta, in attesa che venga stabilita' la procura competente per territorio, se quella di Vibo Valentia o quella di Lamezia Terme, a svolgere gli adempimenti del caso.

Amministratori dello Ionio denunciati dalla Finanza per irregolarità sulla stabilizzazione degli LSU

24/06 La brigata della guardia di finanza di Trebisacce, nell'ambito di attivita' di servizio nel settore della polizia economico-finanziaria ed in particolare in relazione al corretto utilizzo delle poste di bilancio di alcune amministrazioni comunali, ha concluso un'articolata indagine di polizia giudiziaria diretta dalla procura della Repubblica di Castrovillari che ha consentito di individuare i responsabili di presunti abusi relativi alla stabilizzazione di nove lavoratori socialmente utili per l'anno 2002. Le indagini sono scaturite da numerosi esposti di alcuni cittadini che ipotizzavano irregolarita' nelle procedure adottate per la stabilizzazione, favorendo l'inserimento di alcuni lavoratori sulla base di criteri strettamente discrezionali in violazione dei criteri previsti dalla vigente normativa del settore. Dagli accertamenti sinora compiuti sarebbero emersi profili di rilevanza penale a carico di amministratori e componenti delle apposite commissioni, che sono stati segnalati pertanto all'autorita' giudiziaria per i reati di falsita' ideologica in atto pubblico ed abuso d'ufficio. Le indagini sono state effettuate sotto la direzione del sostituto procuratore della Repubblica di Castrovillari, Sandro Cutrignelli, ed hanno evidenziato anche sospetti sull'indebita percezione di fondi regionali previsti per la stabilizzazione.

Giovane scomparso da un anno a San Giovanni, Laratta chiede l’intervento del Ministro Amato

24/06 Il deputato dell' Ulivo Franco Laratta ha depositato una interrogazione al ministro dell' Interno, Giuliano Amato, per sapere ''quali informazioni disponga il Governo e quali atti concreti siano stati compiuti dalle forze dell' ordine in direzione della ricerca'' di Giuseppe Loria, di 26 anni, scomparso lo scorso anno a San Giovanni in Fiore. Laratta nell'interrogazione ha rievocato quel pomeriggio del 3 settembre 2005, quando il giovane, dopo una giornata di lavoro e senza plausibili motivi, e' scomparso nel nulla senza lasciare alcuna traccia di se'. Nell'interrogazione Laratta sostiene che per i fatti finora conosciuti si ''evincono connotati poco chiari e per questo chiede al Ministro di imprimere un forte impulso investigativo volto all'accertamento dei fatti e delle circostanze sulla scomparsa di Pino, in modo da dare alla famiglia del giovane quella parola di verita' e di speranza che attende da troppo tempo''.

La Finanza scopre evasione iva da 16 milioni di euro nel messinese. Coinvolte società calabresi

24/06 I finanzieri del nucleo regionale della polizia tributaria hanno scoperto una ingente frode fiscale dell'Iva pari a circa 16 milioni di euro, realizzata da 7 societa' in Sicilia orientale operanti nel settore del commercio all'ingrosso di prodotti alimentari. I militari hanno accertato inoltre violazioni alla normativa antiriciclaggio. Trentadue le persone finora denunciate, mentre sono state eseguite 13 perquisizioni domiciliari e aziendali. All'indagine, cominciata nel 2004, sono interessate le Procure di Catania, Messina, Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) e Modica (Ragusa). Il sistema di frode coinvolge anche societa' calabresi e campane. L'operazione delle Fiamme gialle, che ha permesso di ricostruire la frode, ha preso avvio da una verifica fiscale nei confronti di una societa' commerciale con sede a Milazzo, nella cui contabilita' erano registrate ripetute vendite all'ingrosso di prodotti alimentari non imponibili poiche' il regime di cui all''art. 8 del D.P.R. 633/72 esclude il pagamento dell'Iva quando le merci siano, direttamente o indirettamente, destinate a Paesi diversi da quelli dell'Unione europea. L'attivita' di intelligence e una serie di circostanze emerse durante l'indagine hanno suscitato dubbi sulla regolarita' fiscale delle numerosissime operazioni ''atipiche''. Sono stati avviati quindi diversi controlli incrociati che hanno gradualmente portato a ricomporre il quadro di una illecita triangolazione commerciale. Ecco la ricostruzione fatta dalla Guardia di finanza: un falso commerciante dichiarava alla societa' di Milazzo di voler acquistare la merce per esportarla; la societa' cedeva cartolarmente al commerciante la merce ''con fattura ma senza Iva, mentre in realta' la merce arrivava in nero ad altri commercianti che, a loro volta, rivendevano la merce al minuto e senza scontrino; nel frattempo, il falso commerciante occultava o distruggeva tutta la documentazione fiscale ricevuta per impedire, in concorso con la societa' di Milazzo, la scoperta della frode. In conclusione, il falso commerciante ha ''schermato'' i reali clienti della societa' di Milazzo, tutti commercianti al minuto del messinese che, inosservando anche la vigente normativa antiriciclaggio, hanno potuto occultare gr