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Notizie di Cronaca
Giugno 2006

 

 

Adriana Musella “Voglio andare via dalla Calabria terra suicida e autodistruttiva”

30/06 "Voglio andare via dalla Calabria. Chiedo a tutte quelle persone che hanno imparato in tutti questi anni a conoscermi ad aiutarmi a realizzare il mio proposito". E' questo l'appello lanciato, in una dichiarazione, da Adriana Musella, presidente del Coordinamento nazionale antimafia Riferimenti. Adriana Musella è figlia di un imprenditore edile, Gennaro, di origine campana, ucciso nel 1982 a Reggio Calabria in un attentato dinamitardo. "Credo che in 20 anni - afferma Adriana Musella - io abbia dato tanto a una terra non mia dalla quale, forse, dovevo scappare fin dal giorno in cui la 'ndrangheta uccise mio padre. Ho creduto invece che il mio dovere fosse quello di impegnarmi a costruire una societa' diversa per dare un senso a quella morte ma anche alla mia vita. La Calabria, però, è una terra strana e, chissà perché, suicida ed autodistruttiva. Qui si gioca al massacro e a un certo punto non si capisce più dove sia la verità, perché tutto finisce nella melma, il buono ed il cattivo. Ho voglia di tornarmene a casa, tra la mia gente. Con la Calabria chiudo. Purtroppo, essendo un funzionario regionale con 32 anni di servizio, non mi è concessa ancora la pensione. Non devo ringraziare nessuno in quanto né io, né la mia famiglia, abbiamo mai avuto un riconoscimento, un grazie o un qualsivoglia appoggio". "Chiedo pertanto, pubblicamente al presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino - conclude Adriana Musella - di farmi tornare nella mia terra, accettando la mia domanda di trasferimento e, nel contempo, mi affido al prefetto di Reggio Calabria, Luigi De Sena, perché salvaguardi la mia persona".

Sessantenne di Paola si getta sotto un treno

30/06 Un uomo di 63 anni, originario di Paola (Cosenza), V.C., si e' tolto la vita questa mattina lanciandosi da un treno in corsa nei pressi della stazione di Torricola, a Roma. L'uomo, che soffriva da tempo di depressione, si trovava a bordo dell'intercity Milano-Salerno. Il sul corpo e' stato ritrovato in un fossato dai carabinieri.

Insediato il nuovo presidente della Corte dei Conti della Calabria

30/06 Si è insediato stamani a Catanzaro il nuovo presidente della Sezione di controllo per la Calabria della Corte dei Conti, Silvio Aulisi. Il presidente Aulisi, che subentra a Gian Giorgio Paleologo, ha presieduto un' adunanza pubblica sul controllo amministrativo contabile in un campione di dieci comuni calabresi. "Sono felice - ha aggiunto Auliso - di tornare in Calabria dove ho vissuto da ragazzo e dove ho numerosi amici. Provengo da Roma dove ho svolto sia funzioni di controllo che di giurisdizione. Quello attuale - ha detto ancora - è un momento importante e decisivo, come si rileva dalla situazione dei conti dello Stato, per il rilancio della nostra attività. Uno stimolo ulteriore viene dal fatto che la recente finanziaria ha posto nuove incombenze a carico della Corte dei Conti". Per il nuovo presidente della Sezione regionale di Controllo della Corte dei conti calabrese, "le priorità sono rivolte proprio alla necessità di agire per indirizzare gli enti locali affinché diano il loro contributo al risanamento del Paese seguendo le direttive della legge finanziaria e rispettando il patto di stabilità. Da un periodo caratterizzato dall' eccesso si è passati ad una fase segnata dalla quasi assenza dei controllo, quello di cui c' è bisogno adesso è un controllo collaborativo".

Corte dei Conti: Buono il lavoro dei revisori, devono adeguare gli schemi alle varie realtà

30/06 "I collegi dei revisori dei conti dei Comuni calabresi fanno abbastanza bene il loro lavoro anche se, in sostanza, si è constatato che la relazione che accompagna il conto consuntivo è redatta sulla base di uno schema comune che è stato loro fornito dagli organismi professionali di appartenenza". Lo ha detto Luigi Condemi presentando la relazione su "Il funzionamento dei controlli di regolarità amministrativo-contabile di un campione di dieci comuni della Calabria per l' anno di gestione 2004" letta nell' adunanza di oggi della Sezione regionale di controllo per la Calabria della Corte dei Conti. Condemi, nel corso della seduta - presieduta dal nuovo presidente della Sezione, Silvio Aulisi, che si è insediato oggi subentrando a Gian Giorgio Paleologo - ha sottolineato la metodologia utilizzata nella realizzazione della relazione precisando di avere inviato agli organi ed enti interessati la bozza della relazione finale per eventuali osservazioni o controdeduzioni. Alla sollecitazione rivolta ai Comuni interessati che sono Briatico, Melissa, Chiaravalle Centrale, Davoli, Diamante, Mesoraca, Mileto, Roccella ionica e Spezzano Albanese, ha risposto solo il Comune di Scilla, i cui revisori hanno presenziato alla seduta. "La possibilità di avere a disposizione uno schema comune fornito dall' ordine dei revisori ufficiali dei conti, e da quelli dei dottori commercialisti e dei ragionieri commercialisti i quali da tempo indicano ai loro associati le linee guida per lo svolgimento della funzione - ha sottolineato il relatore - rappresenta un fatto estremamente positivo, non fosse altro perché facilita il compito dei revisori e consente una certa uniformità di fondo all' esercizio della loro funzione. Senonché siffatto 'modus operandi' contiene in sé un inconveniente che è costituito dalla propensione che taluni revisori hanno di avvalersi degli schemi di relazione soltanto per inserire i dati essenziali della gestione. Solo che, agendo in tal modo, essi frustrano le finalità della loro importante funzione la quale, anche se non soprattutto, comporta la necessità di seguire passo passo il dispiegarsi della gestione cogliendo gli aspetti più salienti, esaminando i fenomeni, approfondendo i fatti gestori e indicando agli organi di vertice dell' ente sia gli accadimenti patologici, sia quelli di buona e sana gestione". "In buona sostanza - ha aggiunto Condemi - ben vengano le linee guida comuni, ma esse vanno calate nelle singole realtà gestorie, le quali rappresentano il vero interesse dell' organo politico dell' ente (il Consiglio), di cui i revisori dei conti costituiscono l' osservatorio più importante ai fini del' indirizzo e del controllo. E' anche mediante l' ausilio dell' organo di revisione economico - finanziaria, quindi, che il rappresentante della comunità locale (il Consiglio dell' Ente) può disporre di utili elementi di valutazione per effettuare con consapevolezza le proprie ragionate scelte al fine di meglio conseguire quell' interesse pubblico che istituzionalmente è chiamato a curare". Nella relazione è riportato, inoltre, un lungo excursus sui controlli interni alla luce delle novità introdotte dalla legislazione in materia e sui compiti dei revisori anche e soprattutto tenuto conto delle disposizioni della recente legge finanziaria che ha imposto a tali figure l' obbligo di trasmettere alle sezioni regionali di controllo della Corte di conti una relazione sul bilancio di previsione dell' esercizio di competenza e sul rendiconto dell' esercizio medesimo. "Ciò - ha precisato Condemi - ai fini della tutela dell' unità economica della Repubblica e del coordiamento della finanza pubblica". La metodologia dell' indagine, inoltre, ha riguardato l' acquisizione sia dei conti consuntivi (e relativi allegati) sia delle relazioni dei revisori dei conti. La sezione di controllo per la Calabria della Corte dei conti ha anche predisposto un questionario che ha trasmesso ai presidenti dei collegi dei revisori dei comuni presi in esame per avere ulteriori elementi di valutazione.

A Scalea un camionista denuncia una falsa rapina e viene arrestato

30/06 Un camionista, L. R., 30 anni, di Bari, e' stato arrestato dai carabinieri a Scalea per procurato allarme, simulazione di reato e appropriazione indebita di denaro. Il camionista si e' presentato negli uffici della caserma dei carabinieri di Scalea ed ha denunciato di aver subito una rapina. L'uomo ha raccontato agli investigatori che mentre si alla guida del suo camion e percorreva la strada statale 18, due persone hanno bloccato il suo mezzo costringendolo a consegnare il denaro che era in suo possesso, pari a 2 mila euro, ricevuto al termine di una consegna di merce. I carabinieri, insospettiti dal racconto del camionista, hanno deciso di compiere una perquisizione a bordo del camion dove e' stato trovato il denaro.

Due truffe scoperte dalla Finanza nel Vibonese

30/06 I finanzieri della Tenenza di Tropea hanno denunciato 55 persone con l' accusa di truffa ai danni dello Stato e falsità ideologica in atti nel settore dei contributi pubblici, a sostegno delle locazioni, previsti per i cittadini meno abbienti. I militari, a seguito di una serie di verifiche dei dati nelle autocertificazioni presentate, hanno scoperto che le persone denuciate avevano presentato documentazioni false ai danni del Comune di Tropea e del Ministero dei Lavori pubblici.A Vibo, inoltre, sempre la Guardia di Finanza ha denunciato 77 persone per i reati di truffa ai danni dello Stato e falso ideologico nel settore delle prestazioni sociali agevolate. Il Nucleo provinciale di polizia tributaria, nel corso di un' operazione di controllo della spesa sanitaria, ha esaminato le posizioni patrimoniali di centinaia di cittadini, che avevano dichiarato di avere un reddito inferiore a quello reale per usufruire dell' esenzione del ticket sanitario per l' acquisto di prodotti farmaceutici e per la fruizione di alcune prestazioni sanitarie.

Brevi di cronaca da Piano Lago, Bocchigliero, Rende, Cerisano

30/06 A Piano Lago di Mangone i carabinieri hanno arrestato un pregiudicato con l' accusa di detenzione illegale di armi. L' uomo è stato trovato in possesso dai militari della Compagnia di Rogliano di un fucile calibro 16 con canne mozzate e matricola abrasa. Un' altra persona è stata denunciata in stato di libertà per ricettazione. A Bocchigliero i Carabinieri della locale Stazione ha tratto in arresto una persona per tentato furto. A Rende militari dell'arma della locale Stazione, unitamente ai militari della sezione di polizia giudiziaria, in esecuzione ad un ordine di custodia cautelare agli arresti domiciliari, ha tratto in arresto una persona accusata di reati contro la persona e la famiglia. A Cerisano i carabinieri hanno arrestato Luigi Righetti, di 31 anni, con precedenti penali, con l' accusa di detenzione illegale di sostanze stupefacenti. Righetti, sottoposto a controllo mentre si trovava nei pressi di un bar, è stato trovato dapprima in possesso di tre grammi di cocaina. Successivamente i militari hanno trovato nell' abitazione di Righetti altri 45 grammi di cocaina, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi di sostanza stupefacente, oltre ad un' apparecchiatura ricetrasmittente. L' arrestato è stato portato nel carcere di Cosenza. Sempre a Cerisano sono stati eseguiti due arresti. Uno è un immigrato rumeno, Ovidio Rostas, di 21 anni, accusato di non avere ottemperato al decreto di espulsione emesso nei suoi confronti dal prefetto di Cosenza il 2 giugno dello scorso anno. L' altra persona arrestata è Giuseppe Pignataro, di 25 anni. Nell' abitazione di Pignataro i militari della stazione di Cerisano e del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Cosenza hanno trovato, nel corso di una perquisizione, cento grammi di cocaina, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi e 500 euro in contanti provento, secondo gli investigatori, dell' attività di spaccio di droga svolta dal giovane. I militari, nell' ambito dell' operazione che ha portato all' arresto di Pignataro, hanno denunciato in stato di libertà altri due giovani per detenzione di due grammi di cocaina e porto ingiustificato di coltello di genere vietato. Ovidio Rostas e Giuseppe Pignataro sono stati portati nel carcere di Cosenza.

Arrestato il feritore del tabaccaio, ricoverato in gravi condizioni, che lo percosse durante la rapina

29/06 I carabinieri hanno arrestato un giovane, Fausto Raso, di 23 anni, con l' accusa di essere il responsabile della rapina nel corso della quale, ieri sera, a Lamezia Terme, è stato ferito in modo grave il titolare di una tabaccheria, Nunzio Raso, di 30 anni. Nunzio Raso è stato colpito alla testa col calcio di una pistola e si trova adesso ricoverato, con prognosi riservata, nell' ospedale di Cosenza. A fare irruzione nella tabaccheria sono state due persone, una armata di pistola e l' altra di coltello. Fausto Raso avrebbe compiuto la rapina insieme a due complici che, secondo quanto si è appreso, sono stati identificati dai carabinieri e sul conto dei quali sono in corso indagini per accertare la loro responsabilità. All' arresto di Raso, accusato di rapina e lesioni gravi, i militari del Reparto operativo di Catanzaro e della Compagnia di Lamezia sono giunti dopo che nell' abitazione del giovane è stato trovato un coltello a serramanico imbrattato di sangue. In un magazzino di proprietà di Raso è stato trovato, inoltre, uno scooter che potrebbero essere stato quello utilizzato dai banditi per allontanarsi dal luogo della rapina. Le indagini che hanno portato all' arresto di Fausto Raso sono state coordinate dal procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Raffaele Mazzotta.
''Ho espresso al procuratore della Repubblica di Lamezia, al colonnello dei Carabinieri Lanzillotti, al capitano Micucci e alle altre forze dell' ordine, il mio apprezzamento vivissimo e quello della cittadinanza''. E' quanto sostiene in una nota il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza. ''In pochissime ore - ha aggiunto - l' azione investigativa dei Carabinieri e' riuscita a venire a capo di un episodio criminoso gravissimo, dando un segnale di grande fiducia alla citta'. L' indagine ha avuto successo perche' si e' stabilito una collaborazione forte tra i carabinieri e i cittadini del territorio. Esprimo solidarieta' e auguri di una pronta guarigione al nostro concittadino ferito''

Legacoop “Privilegiare l’utilizzo sociale dei beni confiscati”

29/06 "Il sequestro e la confisca dei beni rappresentano sicuramente due istituti in grado di minare le fondamenta su cui poggia il potere mafioso regionale ed è una strada da percorrere fino in fondo snellendo e velocizzando le procedure di assegnazione, per il riutilizzo efficace ed a scopo sociale di tali ingenti beni". E' quanto afferma, in una dichiarazione, Tommaso Innocenti, responsabile regionale di Legacoop Agroalimentare commentando l' iniziativa attuata martedì dalla Giunta regionale calabrese alla presenza dei prefetti di Catanzaro e Reggio e del viceministro dell' Interno Marco Minniti. "Tali istituti, a mio giudizio, - aggiunge Innocenti - intanto hanno efficacia, in quanto è chiara la loro precisa destinazione sociale e produttiva in favore della comunità. Tale indirizzo, è finalizzato ad allargare la cultura della legalità e della sicurezza ed a diminuire lo spazio della 'zona grigia' fatta di silenzi e rassegnazione in cui vegeta il potere mafioso. A tale proposito lo scorso 24 giugno a Gioia Tauro la cooperativa Valle Del Marro/Libera Terra, nostra aderente, ha organizzato una iniziativa pubblica per esporre i prodotti che derivano dalla coltivazione e dalla gestione di 30 ettari di terreni confiscati. Un impegno straordinario da parte dei giovani della cooperativa che hanno visto nella gestione di tali beni non solo la possibilità di testimoniare un impegno civile e sociale, ma anche quella di contribuire allo sviluppo e al progresso del territorio attraverso una iniziativa innovativa in grado, se adeguatamente supportata, di creare reddito ed occupazione". "Come movimento cooperativo - sottolinea ancora Innocenti - abbiamo avuto modo, già dalla nascita della cooperativa, di esprimere condivisione e vicinanza per lo sviluppo dell' iniziativa, ma, riteniamo fondamentale per il futuro dell' iniziativa, avere il sostegno delle istituzioni pubbliche e della Giunta regionale in primo luogo. Le possibilità di sviluppo e di allargamento della cooperativa Valle Del Marro, ma anche di altre cooperative assegnatarie di beni confiscati, passa, attraverso la possibilità di costruire imprese con caratteristiche di stabilità e durata al fine di coniugare legalità e sviluppo contro la prevaricazione che distorce ed impedisce la crescita. In questo senso, io non so, se occorra costituire nuove 'agenzie di gestione dei beni confiscati', credo sia opportuno aver chiaro la destinazione e l' effettivo utilizzo sociale e produttivo di tali beni. La Cooperativa Valle ne è un esempio"

Brevi di cronaca da Torano, Corigliano, Rogliano, Cassano, Aiello Calabro

29/06 A Torano Castello personale della locale stazione, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Ravenna, ha tratto in arresto una persona, gia' ai domiciliari presso la comunita' terapeutica ''Regina Pacis'', per violazione delle regole del programma terapeutico. A Corigliano Calabro i carabinieri del locale Norm hanno arrestato due cittadini polacchi, responsabili di rissa aggravata. A Rogliano i miliari del Nucleo operativo e radiomobile, in esecuzione di una ordinanza di applicazione della misura cautelare emessa dal Tribunale di Cosenza, hanno tratto in arresto tre presone responsabili, in concorso, del reato di detenzione di considerevole quantitativo di hashish. A Cassano Ionio - I carabinieri hanno trovato, occultate in un terreno in località Pietra del Cervo, una pistola semiautomatica scacciacani cal. 6 e relativo caricatore privo di munizioni ed una pistola semiautomatica cal. 6,35 con matricola abrasa e relativo caricatore contenente 5 cartucce dello stesso calibro, prive di marca, entrambe efficienti ed in buono stato di conservazione. Ad Aiello Calabro una persona e' stata arrestata e posta ai domiciliari dai Carabinieri della locale stazione, con l'accusa di avere compiuto atti sessuali con minorenne e tentata violenza privata. L'uomo e' stato fermatp in esecuzione ad una ordinanza emessa dal Tribunale di Paola. Durante una perquisizione domiciliare l'uomo e' stato trovato in possesso di una pistola e di 8 proiettili illegalmente detenuti.

Rapina in tabaccheria a Lamezia, titolare ferito gravemente

28/06 Il titolare di una tabaccheria, Nunzio Agostino Raso, di 30 anni, e' stato ferito in modo grave stasera a Lamezia Terme in una rapina nel suo negozio. Nella tabaccheria, secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri del Reparto operativo di Catanzaro, hanno fatto irruzione due persone, una armata di pistola e l' altra di coltello. I banditi hanno intimato a Raso di consegnare loro il denaro custodito in cassa. Il titolare della tabaccheria ha tentato di reagire ed e' stato colpito alla testa col calcio della pistola. I rapinatori hanno poi arraffato i soldi e sono fuggiti a piedi. Per la grave ferita riportata alla testa Nunzio Agostino Raso e' stato ricoverato, con prognosi riservata, nel reparto di neurochirurgia dell' ospedale di Cosenza.

Indebiti finanziamenti comunitari, la Finanza sequestra beni per dieci milioni di euro e denuncia 23 persone nel lametino

28/06 Indebite percezioni di finanziamenti pubblici comunitari e nazionali sono finite nel mirino della Guardia di Finanza di Lamezia Terme che ha denunciato 23 persone e sequestrato beni mobili ed immobili per un valore di circa 10 milioni di euro. A spiegare i dettagli di tre distinte operazioni, due delle quali già concluse, è stato il comandante regionale della guardia di finanza, gen. Riccardo Piccinni, il procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Raffaele Mazzotta, il col. Stefano Paoluzi ed il maggiore Marco Letizi. Secondo quanto è stato riferito, nell'operazione ancora in fase di conclusione, gli inquirenti avrebbero accertato che un progetto presentato nel 1998 per la realizzazione di un insediamento produttivo per la fabbricazione di componenti elettronici nel comune di Soveria Mannelli non avrebbe mai visto la luce, nonostante l'erogazione, nel 1999, di una prima tranche di contributo per un valore di oltre tre milioni di euro, a fonte di un impegno di spesa previsto di 28 mln di euro. I finanzieri hanno accertato false dichiarazioni presentate al ministero per le Attività produttive che attestavano l'operatività aziendale e l'assunzione di 235 persone tra operai specializzati ed impiegati mentre, di fatto, nulla di tutto questo è successo. Da qui il recupero di 10 mln di euro e la segnalazione alla procura di due persone che, in concorso, devono rispondere di falso in atto pubblico e truffa ai danni dello Stato. In un'altra operazione sono state nove le persone coinvolte, accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato e del bilancio comunitario attraverso emissione ed annotazione di truffa per operazioni inesistenti. Inoltre la finanza ha eseguito un sequestro preventivo, emesso dal Gip del tribunale di Lamezia Terme su richiesta della Procura. Nel corso delle indagini, che hanno riguardato un complesso turistico nel comune di Jacurso, la titolare di una società operante nel settore turistico-alberghiero, attraverso l'utilizzazione di fatture per operazioni economiche inesistenti emesse da società compiacenti ed aventi come rappresentanti legali dei meri prestanome, ha presentato al ministero delle Attività produttive, per richieste di finanziamento rientranti nei Patti territoriali lametini, false dichiarazioni con l'esposizione di dati contabili non corrispondenti alla reale situazione economico-patrimoniale della società e delibere di fittizi aumenti di capitale sociale. Un meccanismo, questo, che avrebbe consentito agli indagati di ottenere finanziamenti illeciti per un importo pari ad oltre 2.200.000 euro complessivi interamente percepiti. I nove sono già stati rinviati a giudizio. L'ultima indagine, infine, ha riguardato indebite percezioni di finanziamenti pubblici nazionali per un importo superiore ai due milioni di euro e sono state denunciate 12 persone. A finire nel mirino delle Fiamme gialle un progetto industriale che, finalizzato alla realizzazione di un opificio a Lamezia Terme ed all'acquisto di macchinari per un costo complessivo di oltre cinque mln doveva essere finanziato con capitali pubblici per 2.595.366 e con capitali privati per 2.474.174. Dalle indagini, invece, è emerso che l'opera sarebbe stata realizzata solo con i capitali pubblici e che la documentazione contabile presentata al ministero delle Attività produttive era costituita da fatture per operazioni inesistenti, false certificazioni, falsi bilanci, false quietanze e fittizi aumenti di capitale. Inoltre, secondo quanto è stato riferito, il tutto avveniva con "la complicità di funzionari ministeriali, direttori di banca, commercialisti ed imprenditori". In questa operazione, i finanzieri hanno individuato e posto sotto sequestro beni per un valore complessivo di oltre 7,5 milioni di euro.

Truffa alla 488, tre denunce a Vibo

28/06 Tre persone sono state denunciate a Vibo Valentia dal Comando provinciale della Guardia di finanza di Vibo Valentia nell' ambito di un' indagine che ha portato alla scoperta di una truffa mirata all' indebita percezione di un contributo comunitario ex legge 488-92, del valore di 500 mila euro. In particolare, due persone sono state denunciate per i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato e malversazione, emissione ed utilizzo di fatture emesse a fronte di operazioni commerciali inesistenti, occultamento di scritture contabili, falsità ideologica, mentre la terza dovrà rispondere di falsità ideologica per la sottoscrizione di una falsa perizia giurata. L' attività operativa, protrattasi per circa due anni, ha permesso ai finanzieri di rilevare gravi irregolarità da parte di un' azienda ubicata nella zona industriale di Vibo impegnata nella produzione di sedie, attraverso l' utilizzo di documentazione fiscale falsa e non allegata alla pratica di finanziamento. La truffa, secondo quanto emerso, si è concretizzata grazie alla compiacenza di un tecnico estensore della falsa perizia e alla complicità dell' amministratore di un' altra azienda, operante nello stesso settore. I finanzieri hanno accertato che il presunto nuovo impianto era stato avviato con l' utilizzo di macchinari e attrezzature già usate dall' azienda operante da anni nello stesso stabilimento.

Truffa da un milione di euro scoperta dalla Finanza a Locri

28/06 Una truffa ai danni dello Stato con false certificazioni di spesa per circa un milione di euro nell' ambito dei finanziamenti dei Patti territoriali è stata scoperta dalla guardia di finanza di Locri a pochi giorni dalla conclusione di una attività simile fatta dai finanzieri di Roccella Ionica. Esaminando i tabulati forniti dal ministero delle Attività produttive che riepilogano i soggetti beneficiari delle agevolazioni, le fiamme gialle, nell' ottobre scorso, hanno avviato un controllo nei confronti di una società di Siderno che aveva beneficiato di un finanziamento pubblico, rientrante nel Patto territoriale della Locride, per un importo di oltre 900.000 euro finalizzato alla realizzazione di un complesso produttivo destinato al recupero ed al riciclaggio di materie plastiche e che prevedeva l' acquisizione di un terreno, la costruzione di un capannone e l' acquisto di macchinari e attrezzature. Nel corso di un sopralluogo, secondo quanto è stato riferito, la finanza ha accertato che la società provvedeva alla raccolta di pneumatici usati riponendoli all' interno di un fabbricato adibito a deposito senza essere in possesso delle prescritte autorizzazioni amministrative e senza provvedere allo smaltimento trimestrale degli stessi così come previsto dal Decreto Ronchi. L' immobile è stato subito sequestrato come discarica abusiva che si estendeva su una superficie di circa 1.800 mq. All' interno si trovavano stoccate 145 tonnellate di rifiuti speciali costituti da copertoni usati. Un successivo esame della documentazione contabile e bancaria acquisita sul conto della società, ha permesso alla finanza di accertare come la stessa avesse indebitamente ricevuto la prima tranche del finanziamento ed avesse predisposto una serie di artifizi contabili al fine di ottenere l' erogazione della seconda quota nonostante che il programma previsto dal finanziamento non fosse stato minimamente realizzato. In particolare, è stato riferito, la società aveva comunicato di aver sostenuto spese per complessivi 781.000 euro per l' acquisto del terreno su cui sorge il capannone e per l' acquisto di macchinari che dovevano essere forniti da una fantomatica società tunisina. L' attività investigativa ha permesso invece di accertare che la compravendita del suolo era stata simulata, in quanto di proprietà della moglie dell' amministratore unico della società, che nessun impianto era mai giunto in Italia, che il fornitore africano era totalmente inesistente e che nemmeno un centesimo era stato in realtà speso. I Finanzieri hanno poi scoperto che nella contabilità della società era stato simulato l' apporto di mezzi propri per 150.000 euro attraverso il versamento sui conti societari di un assegno bancario, tratto da un conto corrente personale dell' amministratore che già da tempo era stato estinto, che nella medesima giornata era stato richiamato. A conclusione delle indagini, la guardia di finanza ha denunciato alla Procura della Repubblica di Locri C.F., di 51 anni, amministratore unico della società, per truffa aggravata ai danni dello Stato, malversazione e per aver esercitato senza autorizzazione un'attività di gestione rifiuti. Il pm, Rosanna Sgueglia, ha già ottenuto dal Gip Gianluca Sarandrea, il sequestro preventivo di disponibilità bancarie e di beni immobili dell' indagato, per circa 500.000 euro, pari alla prima tranche del finanziamento indebitamente percepito, che dovranno essere restituiti con gli interessi. E' stata inoltre impedita l' erogazione della seconda quota del contributo.

Rdb/Cub “Treni passeggeri o carri bestiame?”

28/06 “Nel giro di poche ore, circa un centinaio di pendolari, hanno spontaneamente raccolto le firme per protestare contro il trattamento che subiscono i “clienti” di Trenitalia qui in Calabria.
Le firme, accompagnate da una nota, sono state inviate prontamente dai viaggiatori firmatari a Trenitalia e, per conoscenza all’Assessore Regionale, ma “ovviamente” non vi è stata alcuna risposta”. E’ quanto si legge nella lettera aperta inviata dalla La Direzione Regionale di Federazione Rdb/Cub a Trenitalia, al Ministro Bianchi, al Presidente Loiero e all'Assessore ai Trasporti Tripodi. C'è chi pensa che la modernizzazione di una regione passi attraverso lo smantellamento di strutture pubbliche o attraverso monumentali, quanto spesso inutili, opere (vedi il Ponte sullo Stretto), mentre per noi modernizzazione significa, invece, far sì che gli abitanti della nostra regione si sentano cittadini a tutti gli effetti. Zecche, pulci, sporcizia varia, questo è il trattamento riservato a chi viaggia da Napoli in giù; se poi il treno è un “regionale”, destinato prevalentemente ai pendolari, le condizioni peggiorano ancora: carrozze prive di aria condizionata e spesso anche di luce.
Eppure questi “clienti” pagano regolarmente biglietti o abbonamenti che non sono affatto economici. Ricordate le bugie che ci hanno propinato col sorriso a trentadue denti?
“se privatizziamo le ferrovie, i servizi saranno migliori e finalmente elimineremo un baraccone, rendendo più moderno il Paese”. Queste sono le menzogne di chi voleva farci credere che la privatizzazione di per sé avrebbe portato automaticamente un miglioramento dei servizi; per questo siamo più che mai convinti che non si debbano smantellare i servizi della Pubblica Amministrazione, ma solo renderli migliori e mettere i dipendenti nelle condizioni di poter lavorare al meglio. Ci uniamo, quindi, alla richiesta dei firmatari dell’esposto a Trenitalia e chiediamo al sig. Ministro, al Presidente della Giunta Regionale e all'Assessore ai Trasporti della Regione Calabria, cui inviamo questa lettera aperta per conoscenza, di intervenire presso Trenitalia, al fine di dare una risposta alle lamentele avanzate da nostri corregionali, facendo in modo che la modernità cominci dando dignità ai cittadini calabresi.
Riteniamo che, da calabresi dovremmo vergognarci di quanto evidenziato nell’esposto e fare in modo che ciò non avvenga più per il futuro, dal momento che nel contratto di trasporto che si sottoscrive con l’acquisto del biglietto o dell’abbonamento, è previsto che il trasporto debba avvenire su un treno passeggeri e non su un carro bestiame.

L’ass. Laudadio nel Comitato tecnico dell’Upi

28/06 L' Unione province italiane ha designato quale proprio rappresentante nel Comitato tecnico consultivo nazionale per l' applicazione della Legge 482 sulle minoranze linguistiche l' assessore alla Provincia di Cosenza, Donatella Laudadio. I rappresentanti dell' Upi nel Comitato sono soltanto due: uno per il nord, l' assessore provinciale di Belluno, ed uno per il centro-sud, individuato in Donatella Laudadio. "E' un incarico assai prestigioso ed importante - ha detto il Presidente della Provincia, Mario Oliverio - poiché garantisce la presenza della Calabria in un organismo che deve vigilare sull' applicazione della legge su tutto il territorio nazionale, tutelando le Province del Sud dalle discriminazioni che si sono verificate ai nostri danni, soprattutto in termini di trasferimenti finanziari, durante tutta la permanenza del governo di Centrodestra. Per questa ragione ho ufficialmente chiesto che fosse la Provincia di Cosenza ad essere rappresentata nel Comitato, in ragione del fatto che essa ha il più alto numero di abitanti di Comuni di minoranza del Mezzogiorno e che sta producendo in questo ambito una mole di lavoro davvero all' avanguardia per quantità e qualità delle iniziative, in linea con il mio programma, volto a favorire il multiculturalismo e l' intensificarsi dei rapporti tra le realtà culturali del Mediterraneo". "Sono particolarmente soddisfatta per questa nomina, che premia la lungimiranza del Presidente Oliverio che ha voluto istituire una delega specifica per le Minoranze Linguistiche - ha affermato, dal canto suo, Laudadio - e sono ancor più soddisfatta perché la nostra nomina è stata sostenuta anche dalle altre Province del Mezzogiorno, che nell' aprile 2005 costituirono il Comitato Interprovinciale per le Minoranze, dando alla Provincia di Cosenza il mandato di rappresentanza per il primo biennio". "La nomina - ha concluso la Laudadio - premia inoltre il grande impegno dei Comuni di Minoranza, che compongono il Coordinamento Provinciale insieme all' Unical ed a rappresentanze istituzionali e parlamentari calabresi, che da più anni chiedevano al governo nazionale, inutilmente, una rappresentanza meridionale in seno al Comitato. Vigileremo perché tutte le Province meridionali vedano rispettati i propri diritti, sia in termini di attuazione puntuale della legge, sia in termini di trasferimenti finanziari". L' assessore Laudadio, infine, ha fatto presente che si è costituito in seno all' Upi un Coordinamento per le problematiche delle Minoranze Linguistiche, proprio in seguito alle richieste della Provincia di Cosenza, che ha visto riuniti tutti gli assessori alle Minoranze d' Italia, nella seduta d' insediamento del 19 giugno scorso e che "ha già avviato una nutrita agenda di incontri per discutere delle iniziative e delle proposte tese alla più efficace applicazione della legge sulla tutela delle Minoranze Linguistiche d' Italia, dai problemi della scuola a quelli della comunicazione, da quelli del rapporto con la Rai a quelli della formazione, da quelli del lavoro a quelli dei rapporti con le nazioni d' origine".

Divieto estivo per il traffico pesante sulla litoranea tirrenica

28/06 Il prefetto di Cosenza Bruno Sbordone ha emanato un' ordinanza con la quale, nel tratto della statale 18 compreso tra i comuni di Tortora e Amantea, è sospesa la circolazione degli automezzi con massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate. Lo riferisce un comunicato della Prefettura di Cosenza. Il provvedimento, è spiegato nel comunicato, è stato adottato d' intesa con le amministrazioni dei Comuni interessati e sentite anche le associazioni di categoria. "Al fine, comunque, di evitare - è detto ancora nella nota - che l' adozione di questo provvedimento abbia ripercussioni negative sulle attività economiche, specie commerciali che si svolgono nel territorio, la circolazione sarà consentita dalle ore 5 alle 10,30; dalle 13,30 alle 17 e dalle 20,30 alle 21,30".

Due arresti per rissa a Corigliano

28/06 I carabinieri hanno arrestato per rissa aggravata due cittadini polacchi, Zdzislaw Matuszewski, di 47 anni e Przemyslaw Tomaz Wlodarski, di 22 anni, entrambi domiciliati a Corigliano. I due sono stati sorpresi dai militari durante una lite, scoppiata per motivi ancora da accertare, con altri tre connazionali che sono fuggiti. I due sono stati ricoverati nell'ospedale di Corigliano per contusioni giudicate guaribili in sette giorni.

Truffa alla UE per oltre 6 milioni di euro: Sequestrate a Corigliano la Sensitec e la Printec, quattro arresti. Cinquanta lavoratori presi in giro.

27/06 Sono arrivati nell' area industriale di Corigliano dalla Germania, hanno realizzato due aziende, la Sensitec, per la produzione di sensori per i contatori del gas, e la Printec, per la fabbricazione di oggetti di cancelleria, assunto 80 persone, intascando un finanziamento di sei milioni 470 mila euro sul Fers, il fondo per lo sviluppo regionale, ma la produzione non e' mai partita. A scoprire la frode e' stata la Guardia di finanza di Rossano e del Comando provinciale di Cosenza, coordinati dalla Procura di Cosenza. L'operazione e' stata condotta dai finanzieri dopo articolate e complesse indagini di polizia giudiziaria, effettuate nei confronti di due fittizie iniziative imprenditoriali, finalizzate a percepire indebitamente contributi comunitari del fondo europeo di sviluppo regionale (Fers). I provvedimenti di sequestro preventivo delle due aziende con annesse palazzine degli uffici amministrativi, delle attrezzature, dei macchinari, degli impianti nonche' degli arredi vari, per un valore complessivo di circa euro 1.500.000,00, sono stati emessi dal gip del tribunale di Cosenza che ha inoltre firmato le ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre soggetti implicati. Le societa' implicate, sono la Sensitec s.r.l., specializzata nella costruzione di contatori per gas liquidi, destinataria di contributi pubblici per 1.760.000,00 euro e la Printec International s.r.l., industria per la fabbricazione di oggetti di cancelleria, destinataria di contributi pubblici per 4.710.000,00 euro, per un totale di contributi concessi e percepiti in conto capitale pari a 6.470.000,00 euro. L'attivita' investigativa eseguita dagli uomini delle fiamme gialle di Rossano, coordinate dalla procura della Repubblica di Cosenza, ha consentito di individuare ''evidenti irregolarita''' a carico delle due societa' coinvolte nell'inchiesta, con riferimento agli obblighi imposti dalla normativa in vigore. Ed ai fini dell'inchiesta di particolare rilevanza sono state le dichiarazioni testimoniali dei dipendenti delle societa' sotto inchiesta, che, seppur inizialmente assunti, non hanno mai svolto, di fatto, alcuna attivita' lavorativa, in quanto non e' mai stata avviata l'attivita' produttiva delle aziende. Infatti secondo quanto hanno accertato gli uomini delle Fiamme Gialle i circa cinquanta lavoratori, per mesi si sono recati presso i 2 opifici, senza, pero', essere mai impiegati effettivamente, per mancanza dei minimi presupposti per l'avvio a regime del ciclo produttivo. Operai che successivamente, sono stati messi in cassa integrazione ed i cancelli d'ingresso delle fabbriche sono stati chiusi ''per ferie'', comunque costantemente presieduti da alcuni lavoratori in attesa di essere ''impiegati''. A giudizio della Guardia di Finanza, l'assunzione dei lavoratori e le iniziali retribuzioni corrisposte dal datore di lavoro sono solo servite a dare la parvenza, all'esterno, dello svolgimento dell'attivita' economica, al fine di evitare eventuali controlli in grado di ''smascherare l'ordito truffaldino''. Questa ''simulazione'' dell'adempimento degli impegni assunti nelle iniziative imprenditoriali finanziate, ''purtroppo'', hanno spiegato gli investigatori nel corso di una conferenza stampa, ''per gli ideatori del disegno criminoso, non ha impedito ai finanzieri della compagnia di Rossano di proseguire nelle indagini, che si sono concretizzate con diversi sopralluoghi nelle due aziende, con l'effettuazione di specifici rilevamenti di carattere contabile ed amministrativo e nell'esame della documentazione amministrativo-contabile sequestrata presso il soggetto giuridico attuatore del finanziamento, in qualita' di banca concessionaria''. Attivita' investigativa, e' stato detto che ''ha consentito agli uomini della Guardia di Finanza di rilevare, oltre alla sostanziale inattivita' delle aziende oggetto dell'indagine, il mancato rispetto degli impegni assunti con particolare riferimento ai parametri: occupazionali (fittizia assunzione di 82 dipendenti a regime); ambientali (mancata adesione alla certificazione internazionale di qualita' ambientale uni eso 14001); economici (mancato avvio della produzione ed il conseguente raggiungimento dei limiti quantitativi circa il fatturato previsto a regime); l'irreperibilita' del rappresentante legale delle societa' interessate nonche' di gran parte della documentazione contabile'' Nel corso dei successivi sopralluoghi tecnici, effettuati presso le aziende poste sotto sequestro, dagli uomini della sezione operativa della compagnia di Rossano, insieme al consulente tecnico nominato dalla procura della Repubblica di Cosenza, sono emersi ulteriori elementi probatori, idonei a cristalizzare il quadro gravemente indiziario emerso, corroborando l'impianto accusatorio gia' acquisito. E' stato definitivamente accertato, hanno detto gli inquirenti, ''l'utilizzo, da parte di entrambe le societa', di macchinari ed impianti tecnologicamente vetusti e di valore di gran lunga inferiore a quello documentato a mezzo di fatture fiscali di acquisto, emesse dai fornitori esteri''. In particolare, ''sono stati rinvenuti macchinari con la riverniciatura delle parti meccaniche effettuata in modo artigianale e con l'apposizione apocrifa e di comodo delle targhette identificative dei macchinari in sostituzione di quelle originali''. Nel corso dell'inchiesta oltre alla responsabilita' dell'amministratore, sono emersi gravi indizi di reita' a carico di 4 liberi professionisti (due commercialisti uno di Catanzaro ed uno di Lamezia, un architetto di Reggio ed un ingegnere di Catanzaro) che, incaricati dalla banca concessionaria di effettuare il collaudo tecnico-amministrativo dei progetti agevolati, hanno di fatto omesso i controlli e le verifiche previste dalla normativa, avuto riguardo soprattutto agli aspetti essenziali per la realizzazione delle opere finanziate nonche' rispetto agli impegni assunti dalla societa' in argomento. In pratica, secondo gli uomini delle Fiamme Gialle, ''e' stata attestata falsamente dai predetti professionisti, formulando parere favorevole, la sussistenza dei requisiti previsti quale 'conditio sine qua non' per l'erogazione dell'ultima rata di finanziamento e per la conseguente emanazione del decreto di concessione del definitivo intero contributo pubblico comunitario''.

Di Pietro chiede il commissariamento dell’ANAS. La Procura apre un indagine. L’azienda replica abbiamo sempre rispettato le regole

27/06 L’Anas nella bufera. E' arrivato sul tavolo del Procuratore della Repubblica di Roma, Giovanni Ferrara, il 'dossier' sulla gestione della societa' che il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro ha deciso di presentare all'Autorita' giudiziaria. Una mossa preannunciata questa mattina nel corso di un'audizione alla Commissione Ambiente della Camera nella quale il responsabile del dicastero di Porta Pia aveva parlato di ''ipotesi da valutare sotto l'aspetto della false comunicazioni sociali e del falso in bilancio''. E Di Pietro ha anche riferito di aver avanzato al premier, Romano Prodi, e all'azionista Tesoro la richiesta di commissariamento della societa': un ''atto doveroso'', ha detto, sul quale ora decidera' il ministero dell'Economia di concerto con la presidenza del Consiglio. E la risposta dell'Anas non si e' fatta attendere: la societa' ha ''sempre rispettato le leggi'', non ha mai cantierato opere senza copertura finanziaria e ''non veritiere'' sono le informazioni fornite da Di Pietro sulla contrattalizzazione di impegni per 19 miliardi di euro. Quanto al nodo dei vertici, il presidente Vincenzo Pozzi ha valutato se le sue dimissioni immediate non rischino di comportare un danno per lo Stato visti i tempi stretti dell'operazione in corso tra Autostrade e Abertis. Per l'Anas, dunque, e' stata una giornata convulsa, cominciata di buon mattino con un incontro di due ore tra Pozzi e Di Pietro. Ma la mina e' esplosa nel corso dell'audizione alla Camera quando il ministro delle Infrastrutture ha aperto il 'dossier' relativo alla mancanza di risorse di cassa e di competenza della societa'. Come ha spiegato Di Pietro, ''la questione Anas nasce nel 2001-2002 a seguito della trasformazione dell'ente pubblico in una societa' per azioni. In quel momento, si e' cercato di fare un riepilogo di quelle che erano le potenzialita' dell'Anas in termini di cassa e di competenza. Al 18 dicembre 2002, l'Anas aveva residui passivi per 12 miliardi di euro presi in carico dalla nuova spa''. E di questi, 6 miliardi erano vincolati a lavori in esecuzione e oltre 4 miliardi venivano destinati a nuovi investimenti. A quel punto, si procedeva a definire ''un elenco importante di opere da attivare con quei 4 miliardi di euro. E tutto questo e' inserito nel contratto di programma 2003-05. Ma in realta' -ha detto il ministro delle Infrastrutture - quei 4 miliardi erano destinati a impegni gia' presi''. Insomma, l'Anas ''ha posto in essere una duplice attivita' con gli stessi soldi. Ma e' evidente che cosi' si andava verso una strozzatura''. Di fronte a questa situazione, il ministro Di Pietro ha chiesto una serie di verifiche sugli impegni e i fondi di copertura. ''Al 31 dicembre 2005 e' emerso che a fronte di 19 miliardi di euro c'era una copertura di 15,5 miliardi con una differenza negativa di 3,5 miliardi di euro. L'Anas non puo' completare gli investimenti perche' le mancano 3,5 miliardi ai quali si devono aggiungere i maggiori costi''. E Di Pietro ha sottolineato che di questo ''non e' mai stata data comunicazione''. Altro elemento emerso, sempre secondo quanto riferito dal ministro Di Pietro, nel bilancio 2004, e' che ''qualcuno ha fatto risultare quei 4 miliardi vincolati''. ''Ma quelli dell'Anas -si e' chiesto quindi Di Pietro- sono impazziti? O qualcuno gliel'ha comandato?''. Parole, queste, che hanno fatto da preludio all'affondo sulla questione di un ricambio al vertice. ''L'attivo patrimoniale dell'Anas- ha detto il ministro- risulta minore dei debiti e questo comporta delle precise responsabilita' in capo ad una societa' per azioni: quella di informare quando il debito superano l'attivo patrimoniale''. Di qui la necessita' di chiedersi, ha ancora argomentato Di Pietro, se, nel momento in cui si chiede all'azionista di ripianare, ''questi soldi debbano essere consegnati all'attuale management'' o se invece ''non debbano essere consegnati ad altro management''. Una domanda retorica visto che Di Pietro ha poi annunciato di aver presentato la richiesta di commissariamento dell'Anas. E il ministro delle Infrastrutture ha anche parlato di 3 milioni di consulenze indebite e illegale pagate dall'Anas. Anche in questo caso, i fatti risalgono al momento della trasformazione dell'Anas in spa. ''Quando e' stata trasformata in Spa -ha detto Di Pietro- c'e' stato un compromesso indebito e illegittimo. Il vecchio cda non voleva andare via e sono stati pagati 3 milioni in consulenze non dovute e non fatte e in liquidazioni in parte non dovute''. Al termine dell'audizione, il ministro Di Pietro ha sottolineato che ''si tratta di liquidazioni e consulenze in parte indebite, in parte illegittime e in parte illegali''. E a chi gli chiedeva di chi siano le responsabilita', il ministro delle Infrastrutture si e' limitato a rispondere di aver ''chiesto la secretazione''. Denunce, queste, che il ministro Di Pietro ha esposto in un'altra audizione, nel pomeriggio, presso la Commissione Lavori Pubblici del Senato. E dopo il j'accuse del ministro delle Infrastrutture, la parola e' passata all'Anas. La prima puntualizzazione riguarda la decisione del cda di avviare le procedure propedeutiche allo stop ai cantieri.Gia' a partire dal gennaio 2005, Anas ''ha ripetutamente segnalato al Governo e al Parlamento i mancati trasferimenti di cassa da parte del Tesoro, e che sia prima, sia durante, sia dopo l'iter di approvazione della legge finanziaria 2006, ha evidenziato la necessita' di innalzare di almeno 1,1 miliardi di euro il tetto di spesa per gli investimenti e contestualmente di provvedere alle erogazioni di cassa, per far fronte al pagamento degli stati di avanzamento lavori che sarebbero maturati nel corso del 2006''. La seconda precisazione riguarda la situazione dei conti. L'Anas, anche in relazione alle recenti disposizioni della Legge Finanziaria 2006, ha effettuato un approfondito riesame delle risorse finanziarie effettivamente disponibili a copertura degli investimenti ancora da attivare in adempimento sia del Contratto di Programma 2003-2005 sia di ulteriori disposizioni di legge. Da tale analisi, e' emerso che alla data del 31 dicembre 2005, a fronte di disponibilita' finanziarie di 15,5 miliardi di euro, risultano impegni da parte dell'Anas per un importo complessivo di 14,8 miliardi di euro, cosi' composti: 10,6 miliardi di euro per impegni gia' contrattualizzati verso terzi; 3,3 miliardi di euro per impegni vincolati comunque da attivare; 0,9 miliardi di euro per stima del contenzioso pendente sui lavori in corso. Residuano, pertanto, disponibilita' finanziarie per un ammontare complessivo di 0,8 miliardi di euro. Alla luce di questi dati, afferma Anas,''e' evidente, quindi, che non risultano veritiere le informazioni in ordine alla contrattualizzazione di impegni 'per 19 miliardi contro un totale di fondi a disposizione pari a 15,5 miliardi'. L'Anas non ha ne' contrattualizzato ne' appaltato alcun lavoro che non avesse la relativa copertura finanziaria''. Inoltre, i bilanci Anas sono stati approvati dal cda e vengono controllati in modo analitico dalla Corte dei Conti e da molti altri organismi dello Stato, oltre che dal collegio dei sindaci, e sono certificati da primarie societa' indipendenti di revisione. E ancora, ''tutte le attivita' contabili dell'Anas sono state puntualmente comunicate all'Azionista (il Ministero dell'Economia), al quale il Presidente e il Consiglio di Amministrazione hanno riferito costantemente anche in ordine alle criticita' di cassa, in atti pubblici e in comunicazioni scritte e verbali''. La realta' e' che l'attuale criticita' di cassa e' la conseguenza degli enormi crediti vantati dall'Anas nei confronti del Tesoro, pari a 7,548 miliardi di euro, che non sono stati mai erogati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. Crediti che consistono in gran parte in 6,437 miliardi di euro di residui passivi di precedenti esercizi di bilancio. I restanti crediti dell'Anas si riferiscono agli stanziamenti ancora non erogati relativi alle leggi finanziarie 2004, 2005 e 2006, pari globalmente a 1,110 miliardi di euro. Quanto al problema dei vertici, Pozzi, riferisce sempre l'Anas, ''si e' rammaricato che nonostante le sue dichiarazioni scritte al Ministro delle Infrastrutture Di Pietro di rimettere il suo mandato al Governo, non sia stato minimamente ascoltato in merito alle cosiddette criticita' esposte alle Camere, che avrebbe potuto chiarire in maniera ampia ed esaustiva''. E Pozzi ''ha attentamente valutato se le sue immediate dimissioni non possano comportare un danno per lo Stato in riferimento ai tempi molto stretti relativi alla fusione Autostrade-Abertis, con l'obiettivo di evitare che, dimettendosi, impedisca quelle azioni a tutela dell'interesse pubblico che il Governo considera giustamente necessarie''.

La bimba annegata all’Acquapark di Zambrone era stata già salvata dieci minuti prima

27/06 Dieci minuti prima di annegare, Letizia, la bambina di cinque anni morta sabato scorso in una piscina dell' Aquapark di Zambrone, nel vibonese, era stata salvata da una bagnina in una vasca profonda 120 centimetri. Lo ha sostenuto, in una dichiarazione, il direttore della struttura, Saverio Mancini. ''Premesso che la disgrazia accaduta lo scorso sabato all' interno del parco acquatico Aquapark di Zambrone - ha sostenuto Mancini - ha scosso profondamente me e le circa 80 persone che al momento compongono lo staff del parco, in qualita' di direttore, anche allo scopo di tutelare quell' immagine di qualita' e sicurezza che nel corso dei 18 anni di attivita' piu' di 3 milioni di persone ci hanno voluto riconoscere con la loro presenza, desidero riferire con esattezza la sequenza di quegli eventi che alla fine si sono conclusi con la tragica disgrazia accaduta alla piccola Letizia''. ''Dieci minuti prima di annegare - ha proseguito Mancini - la piccola Letizia, senza la presenza dei suoi genitori, e' gia' oggetto di un intervento di salvataggio da parte di una bagnina all' interno di una piscina denominata Laguna. La piccola arriva da uno scivolo in una piscina profonda 120 centimetri. Incustodita, senza saper nuotare e priva di braccioli, la piccola va sott' acqua e solo l' intervento immediato della bagnina li presente scongiura in quel momento una disgrazia. Subito dopo Letizia, ancora sola, si allontana ulteriormente ed entra nella piscina Onde, dove diversi ospiti ed il bagnino addetto la vedono giocare. La piscina Onde ha un fondale che da zero centimetri scende gradatamente fino a 180 centimetri. Partono le onde dopo un avviso acustico''. ''Pochi attimi dopo - ha aggiunto Mancini - la bambina viene vista con la testa sott' acqua. Il bagnino addetto attua la procedura di soccorso prevista per questi casi: si tuffa per il recupero, la porta fuori dalla piscina e la adagia sul fianco iniziando subito ad effettuare i primi interventi di soccorso. La bambina inizia subito a vomitare una grande quantita' di cibo ancora intero. Scattato l' allarme arrivano subito la dottoressa che come sempre era presente nell' infermeria del Parco e il capo bagnino, al quale pochi minuti prima i genitori di Letizia si erano rivolti per cercare aiuto per la ricerca della propria figlia. La situazione appare subito critica: cianotica, priva di sensi. La dottoressa esegue subito le diverse manovre di rianimazione. Si chiama contemporaneamente il 118 per chiedere un' ambulanza, la quale arriva dopo 20-25 minuti. Un tempo veramente eccezionale; anzi dopo cinque minuti ne arriva una seconda. I dottori del 118 provano anche loro a rianimarla portandola all' interno dell' ambulanza. Dopo 15-20 minuti arriva l' elisoccorso. Quello che e' accaduto dopo lo sappiamo tutti''. ''Per quanto sara' solo il dottore incaricato dal magistrato ad appurare le cause che hanno portato all' annegamento - ha concluso Mancini - ritengo che i fatti descritti e la conoscenza personale che ho maturato in questi anni con i miei collaboratori, mi autorizzano ad affermare con serenita' e sicurezza che tutto cio' che era in nostro potere fare per Letizia, e' stato fatto. Se questa consapevolezza rassicura la nostra coscienza, ci lascia comunque un grande peso nel cuore: la morte di una bambina lascia il segno, soprattutto su chi ha tentato tutto il possibile perche' questo non si verificasse''.

Presentazione alla Provincia del Piano dei Beni storici

27/06 Il Piano per la valorizzazione dei beni paesistici e storici della Provincia di Cosenza sara' presentato mercoledì 28 dal presidente dell' Ente, Mario Oliverio e dall' assessore provinciale all' Urbanistica, Pietro Mari. ''Oggi - ha sostenuto Oliverio - la cultura si produce nelle botteghe, nelle accademie, nelle scuole, nei musei, negli atelier di moda. Bisogna essere in grado di individuare in ogni sito, i luoghi di produzione della cultura, cogliendo le vocazioni esistenti ed incoraggiando e valorizzando quelle latenti. In questo contesto, la conoscenza e la consapevolezza del capitale culturale odierno sono essenziali per qualsiasi piano di valorizzazione''. ''Conoscere nei dettagli il sistema culturale - ha proseguito Oliverio - e' un' operazione necessaria per poterne mobilitare 'tutte' le componenti. Quello che abbiamo ottenuto con le ricerche svolte e che presentiamo con il lavoro fin qui prodotto, non e' un semplice censimento, ma la costruzione di un vero e proprio sistema culturale''. ''La forza di un' esperienza culturale - ha concluso il Presidente della Provincia - va recuperata nei valori della 'forza del carattere' delle comunita' locali, la cui identita' si afferma pienamente solo nel radicamento territoriale e nella storia''. ''Con il Piano di Tutela e Valorizzazione del Patrimonio Storico e Ambientale - ha dichiarato dal canto suo l' assessore Mari illustrando gli obiettivi del progetto - la Provincia di Cosenza intende invertire una tendenza consolidata, mirando ad un modello di sviluppo connesso sinergicamente con la rinascita culturale del territorio. Esso si articola su cinque livelli progettuali: il progetto delle conoscenze; il progetto della tutela e della conservazione; il progetto della valorizzazione culturale; il progetto della valorizzazione economica; il progetto di monitoraggio''. ''Obiettivo finale del Piano - ha concluso Mari - e' la creazione di uno strumento operativo capace di promuovere l' integrazione tra le componenti del settore culturale territoriale con quelle dei settori connessi, valorizzando al massimo le risorse umane e le conoscenze specifiche presenti sul territorio, poco conosciute e, percio', sottoutilizzate''.

Il presidente Oliverio chiede un incontro con il Ministro Bianchi per le infrastrutture nel cosentino

27/06 Al fine di affrontare le problematiche relative alle infrastrutture nella provincia di Cosenza, con particolare riferimento al progetto dell'aeroporto di Sibari e all'estensione dell'autorita' portuale di Gioia Tauro al Porto di Corigliano, il Presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, ha inviato stamane un telegramma al Ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, attraverso cui ha chiesto un incontro da concordare al piu' presto. ''Sarebbe opportuno definire la data a breve termine - e' scritto nel telegramma - anche al fine di tranquillizzare le popolazioni, gli amministratori locali, le forze sociali e i consiglieri provinciali, fortemente preoccupati dalle tue dichiarazioni relative all'infrastruttura portuale di Sibari''.

Al via il Piano per Sibari Patrimonio dell’Unesco

27/06 Sottoscritta la convenzione tra il comune di Cassano, rappresentato dal responsabile del settore Affari Generali, Giuseppe Manera, e l'architetto Pietro Laureano, tecnico incaricato, per la redazione di un Piano di fattibilita' finalizzato alla candidatura dell'area di Sibari nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco. Al momento della sottoscrizione della convenzione erano presenti il sindaco di Cassano, Gianluca Gallo, la sovrintendente per i Beni Archeologici della Calabria, Annalisa Zarattini, la direttrice del Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide, Silvana Luppino, i consiglieri provinciali Pasqualina Straface e Luigi Lione, e la direttrice della filiale della Banca Carime di Cassano, Gilda Scarpelli, e il vice presidente della Bcc dei Due Mari di Calabria, Roberto Ruscelli, i due istituti bancari che con il loro contributo economico hanno sposato la causa. Il sindaco Gallo ha definito la sottoscrizione della convenzione ''un momento importante per il territorio. Con questo atto - ha evidenziato - si apre l'iter procedurale che dovra' portare all'ambito riconoscimento''. La Sovrintendente Zarattini, dopo aver ha affermato che ''l'area archeologica di Sibari e' eccezionale soprattutto per le sue peculiarita''', ha sostenuto che l'iniziativa del riconoscimento Unisco ''rappresenta anche una promozione culturale di elevato spessore per far conoscere il territorio in una prospettiva piu' ampia, sia dal punto di vista storico, culturale e scientifico''. L'architetto Laurenzano nel rimarcare che ''il percorso sara' lungo e difficoltoso, in quanto vi sono gia' 40 siti italiani che ambiscono al riconoscimento Unisco'', ha sottolineato che ''non avrei accettato se non pensassi che il progetto di Sibari potesse andare a buon fine''.

Corbelli “La sibaritide una priorità nazionale”

27/06 ''Ritengo che la Sibaritide debba porsi come problema e come priorita' non solo della Provincia di Cosenza, ma dell'intera Regione Calabria''. E' quanto ha detto il consigliere provinciale di Cosenza, Franco Corbelli, nel corso della conferenza stampa che i consiglieri provinciali della 'Sibaritide' Pasqualina Straface, Antonio Pucci e Giuseppe Bruno di An, Luigi Garofalo e Gilberto Raffo dell'Udeur, Giovanbattista Genova dei Ds e Leonardo Trento della Rosa nel Pugno, insieme con il primo cittadino cassanese, Gianluca Gallo, e agli assessori provinciali Rosetta Console e Giuseppe Gagliardi, hanno tenuto questa mattina, nell'aula consiliare cassanese, sulla questione dell'aeroporto della Sibaritide. ''Propongo - ha aggiunto Corbelli - che qui, nella Sibaritide, si dia vita a una grande manifestazione per richiamare l'attenzione delle Istituzioni e che qui, a Cassano, nella sala consiliare del Comune, si tenga una riunione di un consiglio provinciale straordinario a cui dovrebbe partecipare lo stesso ministro Bianchi e tutti quegli enti che sono impegnati e coinvolti nella realizzazione dell'aeroporto della Sibaritide. Bisogna partire con questo tipo di iniziative concrete che diano un segnale preciso perche' si capisca che la Calabria, e non solo Sibari, puo' ripartire, puo' decollare se si iniziano a dare soluzioni alle problematiche. L'aeroporto della Sibaritide, insieme alla statale 106 e alla rete ferroviaria jonica, devono essere viste come priorita'''. Il sindaco di Cassano ha poi detto che ''la battaglia che stiamo conducendo insieme, al di la' delle appartenenze politiche sull'aeroporto di Sibari ha un forte connotato di territorialita'. Le dichiarazioni del ministro Bianchi sull'aeroporto di Sibari sono solo il frutto di una mancata conoscenza della questione''. Tutti i partecipanti alla conferenza stampa, anche se da angolazioni diverse, hanno argomentato sulla necessita' che questa importante infrastruttura venga realizzata e sull'importanza che riveste per il definitivo decollo economico-sociale dell'intera provincia di Cosenza.

Sapia (Inail) “Avviare un tavolo di concertazione sigli incidenti sul lavoro”

27/06 Il presidente provinciale del Comitato consultivo dell'Inail di Cosenza, Michele Sapia (nella foto a sinistra), ritiene prioritario aprire un tavolo di concertazione al livello locale sui temi: sicurezza sui posti di lavoro, malattie professionali, infortuni, morti bianche. ''Le eccessive carenze di equipaggiamenti adeguati - ha detto Sapia - e di mezzi protettivi, determinano il proliferare di infortuni e decessi sul posto di lavoro. Il problema spezza la vita della corpus operaio e la crescita della produttivita' edilizia ed agricola. Inequivocabili ed allarmanti i dati rilevati dal nostro Istituto: tre morti al giorno per incidenti sul lavoro. La tragedia avvenuta sul tratto autostradale Catania-Siracusa non e' che un esempio della triste catena. I sub-appalti sono la piaga sociale della Calabria e troppo spesso vengono affidati a ditte che eludono le norme di sicurezza a scapito dei lavoratori''. ''Alla luce di cio' - ha proseguito Sapia - viene spontaneo chiedersi verso quali angusti scenari si dirigera' il nostro sistema economico. Per tracciare un percorso qualificante e progressista del nostro paese e' necessario dedicarsi alla concertazione fra l'Inail, gli enti locali e le strutture. Lo dobbiamo ai lavoratori che rischiano la vita per miseri guadagni ed alle aziende coraggiose che investono, spesso con esiti disastrosi, i loro capitali nella fragile economia italiana. La sicurezza e' l'unico parametro che difende l'onorabilita' del lavoro dalle contaminazioni di un mercato mercenario. Bisogna calendarizzare una nuova e serrata stagione di controlli sul risanamento dei posti di lavoro attraverso una campagna di sensibilizzazione e di prevenzione''. ''Sono convinto - ha concluso Sapia - che la sinergia tra la Dirigenza dell'Istituto Inail provinciale e le sedi periferiche di Cosenza sarebbe un passo decisivo in tal senso''

Pensionato, presunto pedofilo, arrestato ad Aiello Calabro

27/06 Avrebbe abusato di una bambina di otto anni per oltre una settimana, minacciandola di morte se avesse rivelato a qualcuno dell' accaduto. Un pensionato di 76 anni e' stato arrestato dai carabinieri di Aiello Calabro in esecuzione di un' ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari. Nel corso della perquisizione nell' abitazione del pensionato, i carabinieri hanno sequestrato un computer dove sarebbero stati trovati documenti pornografici. Inoltre e' stata trovata una pistola 6,35, detenuta illegalmente e numerose munizioni. L' uomo dovra' rispondere anche di detenzione illegale dell' arma.

La Finanza sequestra mezzo chilo di marijuana a San Giovanni

26/06 Mezzo chilo di marijuana e una bilancia di precisione utilizzata per il confezionamento della sostanza stupefacenti sono stati sequestrati dalla guardia di finanza di San Giovanni in Fiore nel corso di un' operazione antidroga effettuata in diverse localita' dell' altopiano silano. La droga e' stata trovata in localita' Valle Piccola, nelle vicinanze del centro silano. Le indagini proseguono per individuare i responsabili del traffico. ''L' operazione - e' scritto in una nota della finanza - conferma ancora una volta il ruolo strategico della statale 107 per il transito di sostanze stupefacenti per essere poi smistate nei paesi dell' altopiano silano''.

Scomparso da gironi, ritrovato carbonizzato in Basilicata

26/06 Un cadavere carbonizzato - quasi certamente quello di un uomo del quale non si avevano notizie da alcuni giorni - e' stato trovato in contrada ''Gamba pelosa'' di Rotonda (Potenza) all' interno di un' automobile che era stata data alle fiamme. La scoperta dell' automobile incendiata e del cadavere nell' abitacolo e' stata fatta dagli agenti del Corpo forestale dello Stato, che stavano perlustrando una zona del Parco nazionale del Pollino, ai confini fra Basilicata e Calabria. Vettura e cadavere sono nei pressi di una cava. Il cadavere dovrebbe essere quello di un uomo di 49 anni. I Carabinieri, che indagano per omicidio, stanno facendo rilievi nella zona e stanno interrogando alcune persone. Il delitto potrebbe essere avvenuto - con modalita' ancora da accertare - per motivi passionali o di interesse.

Finanziata la metanizzazione della sibaritide

26/06 Il Ministero dell' Economia e delle Finanze, nell' ambito della legge sulla metanizzazione del Mezzogiorno, ha finanziato il progetto presentato dalla societa' Italiana per il Gas per la realizzazione delle rete urbana di distribuzione del metano a Sibari. Il finanziamento ammonta a 343 mila euro. Per consentire la realizzazione dell' intero progetto, i cui lavori ammontano ad un milione e 100 mila euro, il Comune di Cassano integrera' il finanziamento con un mutuo concesso dalla Cassa depositi e prestiti. L' intervento dovra' essere realizzato in due anni. L' avvio dei lavori e' previsto per la fine del 2006.

Diciottenne di Rogliano arrestato a Taranto con pasticche di ecstasy

26/06 Sono state numerose, oltre una cinquantina, le pasticche di ecstasy sequestrate durante controlli fatti, nel fine settimana, davanti alle discoteche, dai carabinieri di Taranto che hanno per questo arrestato tre persone. In particolare, davanti ad un locale notturno di Castellaneta, sono stati arrestati Vittorio Corrado, di 19 anni, di Scanzano Jonico (Matera), che aveva con se' 27 pasticche di ecstasy, e Carlo Migliori, di 18, di Rogliano (Cosenza) scarcerato da pochi giorni per gli stesso reati, che aveva nove grammi di hascisc e una pasticca di ecstasy. A Castellaneta Marina, inoltre, e' stato arrestato Vincenzo Missere, di 26 anni, di Mesagne (Brindisi), che aveva 28 pasticche di ecstasy. Nel corso dei controlli sono stati inoltre segnalati 26 giovani come assuntori di sostanze stupefacenti.

Quattro condanne per l’alluvione di Soverato

26/06 Quattro condanne e quattro assoluzioni: e' questa la sentenza emessa dal Tribunale di Catanzaro a conclusione del processo per l' alluvione nel camping Le Giare di Soverato che, nella notte tra il 9 ed il 10 settembre del 2000, provoco' la morte di 13 persone. Le persone condannate sono il gestore del campeggio, Egidio Vitale, al quale e' stata comminata una pena di quattro anni di reclusione; Carlo Serrao, funzionario della Regione, e Vincenzo Citriniti, funzionario del Ministero delle Finanze (tre anni e sei mesi ciascuno) e Silvestro Perrone, anch' egli funzionario della Regione (un anno ed otto mesi). Assoluzione, invece, per Giovanni Calabretta, all' epoca dei fatti sindaco di Soverato; Vincenzo Ceniti (funzionario della Regione) e per Marco Donato Agrusti e Pasquale De Lucia, funzionari del Ministero delle Finanze. I quattro imputati condannati, insieme alla Regione ed all' Agenzia del demanio, sono stati condannati, in solido, al risarcimento dei danni alle parti civili. Nel frattempo il Tribunale ha disposto la liquidazione di provvisionali che vanno da un minimo di mille euro ad un massimo di 60 mila euro. Quest' ultima cifra dovra' essere corrisposta ai parenti di Vinicio Calio', il giovane che lavorava nel camping Le Giare e che mori' nell' alluvione. Il cadavere di Calio' non e' mai stato trovato.

Brevi di cronaca da Aiello, Campana, Cassano, Corigliano

26/06 A Campana e' stato arrestato un uomo per evasione dagli arresti domiciliari e resistenza a pubblico ufficiale. Ad Aiello Calabro e' stata arrestata una persona per rapina impropria. A Cassano Ionio, un giovane, Michele Pepe, di 19 anni e' stato arrestato dai carabinieri con l' accusa di furto aggravato. Il giovane e' stato sorpreso a bordo di una Fiat Panda che era stata rubata nel villaggio turistico ''Marina di Sibari'' a un pensionato del luogo. Sempre a Cassano Ionio, Francesco Cavaliere, di 21 anni, e' stato arrestato dai carabinieri per resistenza a pubblico ufficiale. Il giovane, secondo quanto riferito dai militari, era alla guida del suo ciclomotore e non si e' fermato ad un posto di blocco. Cavaliere, raggiunto dai carabinieri, ha inveito contro i militari. A Corigliano una psicologa, M.V., di 38 ani, e un cittadino di nazionalita' marocchina, M.F., di 39 anni, sono stati arrestati dai carabinieri per resistenza e minacce a pubblico ufficiale. Durante una perquisizione in un magazzino nella loro disponibilita' i due, secondo l' accusa, hanno opposto resistenza ed hanno minacciato i militari. Dopo la convalida degli arresti, i due sono stati scarcerati in attesa di giudizio. Sempre a Corigliano due giovani di 18 e 19 anni sono stati arrestati da carabinieri perche' sorpresi a rubare denaro e profilattici da un distributore automatico posto all'esterno di una farmacia. I due studenti, che sono stati scarcerati, sono stati trovati in possesso della somma di 50 euro portati via dal distributore automatico di profilattici.

Bilancio grave per un auto fuori strada a Rossano: un morto ed un ferito

25/06 E' di un morto e di un ferito grave il bilancio di un incidente stradale accaduto alla periferia di Rossano, sulla ex Statale 177, che dallo Scalo porta al Centro storico. La vittima e' Maria Russo che viaggiava a bordo di un' auto guidata dal nipote, Umberto Pace. La vettura, per cause ancora in corso d' accertamento da parte della polizia municipale, e sbandata andando a finire contro un paracarro.

In trenta fuggono dal CPT di Isola. Danneggiate due palazzine del centro.

25/06 Una trentina di immigrati che si trovavano nel Cpt di Isola Capo Rizzuto, sono fuggiti dopo che un tentativo di fuga aveva coinvolto praticamente tutti i 120 ospiti della struttura. L' episodio e' accaduto in mattinata. Un centinaio di immigrati ha tentato la fuga cercando di scavalcare l' alta recinzione. L' intervento dei poliziotti e dei carabinieri in servizio al centro ha impedito che il tentativo andasse a buon fine. Gli stranieri, per riuscire nel loro intento, si sono allora divisi in gruppetti in maniera da costringere polizia e carabinieri a fronteggiare piu' situazioni. E' stato in questa fase, secondo quanto si e' appreso, che una trentina di immigrati e' riuscito a forzare uno dei cancelli del centro ed a fuggire. Al centro sono poi arrivati rinforzi di polizia e carabinieri che hanno fatto tornare la situazione alla normalita'. Nei disordini un poliziotto, un carabiniere ed un immigrato sono rimasti contusi. I rivoltosi hanno anche danneggiato gravemente due delle quattro palazzine del centro, rompendo infissi, suppellettili e termosifoni. Le due palazzine sono state dichiarate momentaneamente inagibili in attesa dei lavori di ripristino. Le forze dell' ordine hanno avviato una serie di battute per cercare di rintracciare gli stranieri fuggiti.

Due ore di attesa agli imbarcaderi di Villa

25/06 E' di due ore il tempo di attesa, a Villa San Giovanni, per l' imbarco sui traghetti per la Sicilia. Nessun problema, invece, viene segnalato dalla polizia stradale per quanto riguarda la circolazione sull' autostrada Salerno-Reggio Calabria.

Rissa a Schiavonea, sei arresti

25/06 Sei persone, cinque giovani e una ragazza, tutti di Corigliano, sono stati arrestati ieri sera dai carabinieri con l' accusa di rissa aggravata. Il fatto e' accaduto nei pressi di un locale notturno in localita' Schiavonea. I militari stanno indagando per individuare i motivi che hanno portato alla rissa. Uno degli arrestati e' stato medicato al pronto soccorso dell' ospedale di Corigliano per le contusioni riportate.

Tragedia all’Acquapark di Zambrone, bimba di 5 anni annega in piscina

24/06 Doveva essere il suo ultimo giorno di vacanza in Calabria, ma e' stato il suo ultimo giorno di vita. Una bambina di cinque anni e' morta annegata, oggi, in una piscina di un parco giochi acquatici, l' Acquapark di Zambrone, una delle principali localita' turistiche della costa tirrenica, a pochi chilometri da Tropea, nel vibonese. I genitori L.T., di Carpi (Modena), domani sarebbero ripartiti alla volta dell' Emilia Romagna, ma prima di andarsene hanno pensato di portare la figlia ed il fratellino piu' grande, di dieci anni, a divertirsi nel parco acquatico che aveva aperto i battenti proprio oggi. Nel pomeriggio, verso le 18, la coppia stava guardando la figlia giocare con il fratello e con altri bambini nella piscina per i piccoli, quella con l' acqua molto bassa. Improvvisamente l' hanno persa di vista. Spinta forse dalla curiosita', e' l' ipotesi che fanno gli investigatori, la bambina e' uscita dalla vasca e si e' incamminata per percorrere le poche decine di metri che la separavano dalla piscina con le onde, l' unica, in tutta la struttura, dove l' acqua e' in movimento. Qui l' entrata e' graduale, con il livello dell' acqua che sale da zero sino a due metri, come al mare. La piccola, inconsapevole, si e' avventurata in avanti. Forse e' stata sorpresa dal moto ondoso meccanico che viene azionato ogni mezzora circa e che potrebbe averla travolta e trascinata in una zona in cui l' acqua e piu' profonda. E' stato un bagnino a notarla riversa in acqua. Subito si e' gettato e l' ha portata a bordo vasca. Un medico rianimatore che stava trascorrendo una giornata di riposo e' intervenuto per le prime operazioni di salvataggio in attesa dell' arrivo dell' ambulanza. Operazioni che si sono svolte in mezzo agli altri bagnanti, ignari del dramma che si sarebbe consumato di li' a poco. La bambina, appena uscita dall' acqua, respirava ancora e dopo essere giunta all' ospedale di Tropea, i medici hanno deciso di trasferirla immediatamente, con l' eliambulanza, in quello di Lamezia Terme. Al suo arrivo al pronto soccorso del nosocomio lametino, pero', la piccola era gia' morta e per i medici non c' e' stato niente da fare. In ospedale, poco dopo, sono giunti i genitori che adesso, distrutti dal dolore, stanno vegliando la loro figlioletta, in attesa che venga stabilita' la procura competente per territorio, se quella di Vibo Valentia o quella di Lamezia Terme, a svolgere gli adempimenti del caso.

Amministratori dello Ionio denunciati dalla Finanza per irregolarità sulla stabilizzazione degli LSU

24/06 La brigata della guardia di finanza di Trebisacce, nell'ambito di attivita' di servizio nel settore della polizia economico-finanziaria ed in particolare in relazione al corretto utilizzo delle poste di bilancio di alcune amministrazioni comunali, ha concluso un'articolata indagine di polizia giudiziaria diretta dalla procura della Repubblica di Castrovillari che ha consentito di individuare i responsabili di presunti abusi relativi alla stabilizzazione di nove lavoratori socialmente utili per l'anno 2002. Le indagini sono scaturite da numerosi esposti di alcuni cittadini che ipotizzavano irregolarita' nelle procedure adottate per la stabilizzazione, favorendo l'inserimento di alcuni lavoratori sulla base di criteri strettamente discrezionali in violazione dei criteri previsti dalla vigente normativa del settore. Dagli accertamenti sinora compiuti sarebbero emersi profili di rilevanza penale a carico di amministratori e componenti delle apposite commissioni, che sono stati segnalati pertanto all'autorita' giudiziaria per i reati di falsita' ideologica in atto pubblico ed abuso d'ufficio. Le indagini sono state effettuate sotto la direzione del sostituto procuratore della Repubblica di Castrovillari, Sandro Cutrignelli, ed hanno evidenziato anche sospetti sull'indebita percezione di fondi regionali previsti per la stabilizzazione.

Giovane scomparso da un anno a San Giovanni, Laratta chiede l’intervento del Ministro Amato

24/06 Il deputato dell' Ulivo Franco Laratta ha depositato una interrogazione al ministro dell' Interno, Giuliano Amato, per sapere ''quali informazioni disponga il Governo e quali atti concreti siano stati compiuti dalle forze dell' ordine in direzione della ricerca'' di Giuseppe Loria, di 26 anni, scomparso lo scorso anno a San Giovanni in Fiore. Laratta nell'interrogazione ha rievocato quel pomeriggio del 3 settembre 2005, quando il giovane, dopo una giornata di lavoro e senza plausibili motivi, e' scomparso nel nulla senza lasciare alcuna traccia di se'. Nell'interrogazione Laratta sostiene che per i fatti finora conosciuti si ''evincono connotati poco chiari e per questo chiede al Ministro di imprimere un forte impulso investigativo volto all'accertamento dei fatti e delle circostanze sulla scomparsa di Pino, in modo da dare alla famiglia del giovane quella parola di verita' e di speranza che attende da troppo tempo''.

La Finanza scopre evasione iva da 16 milioni di euro nel messinese. Coinvolte società calabresi

24/06 I finanzieri del nucleo regionale della polizia tributaria hanno scoperto una ingente frode fiscale dell'Iva pari a circa 16 milioni di euro, realizzata da 7 societa' in Sicilia orientale operanti nel settore del commercio all'ingrosso di prodotti alimentari. I militari hanno accertato inoltre violazioni alla normativa antiriciclaggio. Trentadue le persone finora denunciate, mentre sono state eseguite 13 perquisizioni domiciliari e aziendali. All'indagine, cominciata nel 2004, sono interessate le Procure di Catania, Messina, Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) e Modica (Ragusa). Il sistema di frode coinvolge anche societa' calabresi e campane. L'operazione delle Fiamme gialle, che ha permesso di ricostruire la frode, ha preso avvio da una verifica fiscale nei confronti di una societa' commerciale con sede a Milazzo, nella cui contabilita' erano registrate ripetute vendite all'ingrosso di prodotti alimentari non imponibili poiche' il regime di cui all''art. 8 del D.P.R. 633/72 esclude il pagamento dell'Iva quando le merci siano, direttamente o indirettamente, destinate a Paesi diversi da quelli dell'Unione europea. L'attivita' di intelligence e una serie di circostanze emerse durante l'indagine hanno suscitato dubbi sulla regolarita' fiscale delle numerosissime operazioni ''atipiche''. Sono stati avviati quindi diversi controlli incrociati che hanno gradualmente portato a ricomporre il quadro di una illecita triangolazione commerciale. Ecco la ricostruzione fatta dalla Guardia di finanza: un falso commerciante dichiarava alla societa' di Milazzo di voler acquistare la merce per esportarla; la societa' cedeva cartolarmente al commerciante la merce ''con fattura ma senza Iva, mentre in realta' la merce arrivava in nero ad altri commercianti che, a loro volta, rivendevano la merce al minuto e senza scontrino; nel frattempo, il falso commerciante occultava o distruggeva tutta la documentazione fiscale ricevuta per impedire, in concorso con la societa' di Milazzo, la scoperta della frode. In conclusione, il falso commerciante ha ''schermato'' i reali clienti della societa' di Milazzo, tutti commercianti al minuto del messinese che, inosservando anche la vigente normativa antiriciclaggio, hanno potuto occultare gran parte del loro fatturato al fisco. Sulla base degli elementi probatori, la Procura presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto ha disposto l'esecuzione di 13 perquisizioni presso le sedi delle imprese messinesi e delle abitazioni dei suoi titolari che, unitamente agli accertamenti bancari, hanno permesso di smascherare l'intera organizzazione criminosa e di ricostruire il fatturato reale di tutti i commercianti coinvolti. L'esperienza investigativa ha consentito di individuare lo stesso sistema di frode in altre societa' di Messina, Torregrotta, San Giovanni la Punta, Belpasso e Modica, con le Procure di Messina, Catania e Modica che hanno potuto disporre accertamenti bancari e specifiche attivita' delegate nei confronti di 6 imprenditori che avrebbero, a piu' riprese e sempre fittiziamente, intrattenuto rapporti commerciali con l'estero. L'esito di ulteriori verifiche fiscali e accertamenti sono tuttora al vaglio delle autorita' giudiziarie. Complessivamente, sono state finora deferite 32 persone, responsabili delle violazioni di cui all'art. 4, art. 5 e art. 8 del D. Lgs. 10/03/2000 n. 74 (in caso di condanna, la pena piu' grave prevede la reclusione da 1 anno e sei mesi a 6 anni); sono state sequestrate 18 dichiarazioni di intento per l'esportazione, 521 documenti extra-contabili e 81 assegni bancari; e' stata accertata l'emissione di 6.649 fatture false per un imponibile pari a 96.673.000 di euro e violazioni in materia Iva per un'imposta dovuta pari a 15.749.000 di euro. All'Agenzia delle Entrate sono state anche avanzate 2 proposte per l'adozione di misure cautelari reali, previste dall'art. 22 del D. Lgs. 472/97. L'attivita' del nucleo regionale polizia tributaria ha riguardato anche il rispetto della normativa antiriciclaggio, prevista dalla legge 5 luglio 1991 n.197, che, come ben noto, vieta le transazioni di denaro, superiori alla soglia di euro 12.500, svolte al di fuori del circuito bancario. In particolare, e' stato rilevato il ''frazionamento'' delle operazioni commerciali, effettuato con vendite realizzate con piu' fatture senza Iva emesse, nella stessa giornata e con numerazioni immediatamente consequenziali, nei confronti dello stesso cliente, con lo scopo, attraverso l'elusione dei divieti imposti dalla legge 197/91, di rendere difficile l'individuazione degli effettivi commercianti acquirenti e, nello stesso tempo, degli illeciti tributari connessi. Le violazioni antiriciclaggio ammontano a complessivi 11.202.000 di euro e sono collegate a 424 operazioni regolate in contante. Gli imprenditori sono stati segnalati all'ufficio italiano cambi e al ministero dell'Economia per l'applicazione delle sanzioni. Alle filiali dell'Agenzia delle Entrate e ai comandi territoriali della Guardia di finanza sono stati, nel frattempo, trasmessi elementi di prova sul conto di altre 15 societa' - con sede in Calabria, Campania ed Emilia-Romagna - per frode fiscale, da segnalare alle Procure della Repubblica competenti, per ulteriori 87 milioni di euro, pari ad altra Iva evasa di circa 15 milioni di euro.

Il Termometro sfiora i 40 gradi, allerta della Protezione civile per gli anziani

24/06 Temperature agostane - con punte che sfiorano i 40 gradi - nel primo fine settimana d' estate, caldo reso ancora piu' insopportabile dall' umidita'. E scatta l' allerta del ministero della Salute alle Regioni, affinche' attivino i piani per far fronte alle ondate di calore.
Il grande caldo avanza e non ci dara' tregua anche nei prossimi giorni. Parola di Protezione Civile che annuncia valori di temperatura diurna superiori alle medie del periodo e un aumento graduale delle massime almeno fino a martedi' prossimo. L'alta pressione di matrice africana garantira' condizioni di tempo bello e stabile praticamente su tutta la penisola, ma determinera' una inevitabile spinta in su del termometro soprattutto al centro-sud e sulle zone pianeggianti a partire da domani. Da lunedi' andra' anche peggio: le temperature sono previste in ulteriore aumento ben al di sopra delle medie del periodo, con una accentuazione maggiore ancora una volta in pianura e sulle regioni centro-meridionali. Il picco massimo del caldo si potrebbe avere nella giornata di martedi' quando sono previsti ancora aumenti specie sulle due isole maggiori. L'ondata di calore puo' provocare danni alla salute, soprattutto agli anziani. Ecco allora il ministero di Livia Turco ricordare che spetta ai medici di famiglia e ai servizi socio-sanitari il compito di contattare regolarmente i soggetti a rischio, soprattutto quelli residenti in centri urbani nei quali e' previsto un forte innalzamento delle temperature come a Milano, Brescia, Torino, Roma, Napoli, Bari, Catania, Palermo e Cagliari. L'"allarme rosso" in particolare, riguarda Roma, Milano, Catania e Palermo. Le condizioni meteorologiche che parlano di colonnina di mercurio anche oltre i 40 gradi, sottolinea ancora il ministero, suggeriscono di adottare alcune importanti norme di comportamento per diminuire i disagi fisiologici: bere molta acqua, vestire leggeri e consumare pasti a basso contenuto calorico, evitando alcol e cibi grassi. Il grande caldo non rappresenta comunque un pericolo solo per gli umani. A rischiare, infatti, sono anche gli amici "a quattro zampe" perche' sotto la canicola cani e gatti risultano particolarmente esposti ai colpi di sole e di calore. La Protezione Animali ricorda che e' punito dalla legge chi lascia animali chiusi in auto o legati alla catena senza riparo dal sole e consiglia di lasciare sempre acqua fresca a dispozione. Attenzione pero' a non somministrare acqua fredda di frigorifero. Meglio l'acqua del rubinetto. E con il termometro che sale, parte la corsa degli italiani verso le localita' di mare. Telefono Blu calcola che non siano meno di 9 milioni gli italiani fuori citta' per una "due giorni" di vacanze.
ALLERTA MINISTERO SALUTE
La cappa d' afa - secondo il Centro di competenza nazionale della Protezione civile - e' infatti destinata a rimanere ancora per qualche giorno su gran parte dell' Italia, con effetti particolarmente acuti in molti centri urbani, tra i quali Milano, Brescia, Torino, Roma, Napoli, Bari, Catania, Palermo e Cagliari. Condizioni che hanno indotto il ministero ad attivare gli assessorati regionali alla Sanita' ed i Servizi sociali in modo che medici di famiglia e servizi socio-sanitari contattino regolarmente i soggetti a rischio, come gli anziani. Per gli ultrasessantenni, infatti, le ondate di calore sono un rischio, specie in presenza di malattie respiratorie e cardiovascolari e di condizioni socio-economiche disagiate, quando vivono da soli ed in piani alti privi di impianti di condizionamento.
GOVERNATORI RISPONDONO
E le Regioni si dicono preparate a rispondere all' emergenza. ''Abbiamo gia' allertato un mese e mezzo fa - spiega il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni - le Asl e i Comuni, diramando le indicazioni necessarie per fronteggiare adeguatamente tutte le situazioni legate al problema del caldo e ribadendo le informazioni sui comportamenti da assumere e la corretta alimentazione con particolare riferimento agli anziani e ai cardiopatici''. Analoga la risposta del presidente del Lazio, Piero Marrazzo. ''Sono in costante contatto - osserva - con la sala operativa della Protezione civile regionale. Le alte temperature che si registrano nelle ultime ore destano qualche preoccupazione, soprattutto per le persone anziane, ma al momento i volontari non si sono trovati ad affrontare situazioni di particolare rilevanza''. A tutti i soggetti potenzialmente a rischio, aggiunge, ''consigliamo, soprattutto in previsione di un aggravarsi dell' ondata di caldo, che dovrebbe durare fino a martedi', di non uscire nelle ore piu' calde della giornata e di bere molto''.
TEMPERATURE IN AUMENTO
Le temperature sono dunque in aumento con valori, indica il bollettino meteo della Protezione civile, ''nettamente superiori alle medie del periodo'' per domani e dopodomani, in particolare su Sardegna, Sicilia, Calabria e Puglia. Oggi il termometro ha toccato il picco ad Alghero, dove si sono registrati ben 38 gradi, ma ovunque le temperature hanno raggiunto livelli di guardia: a Catania 35,4 gradi, ma quella percepita, a causa dell' alto tasso di umidita', e' di 38,4; a Milano i 33,6 ''ufficiali'' diventano 36,3 percepiti. E stupiscono anche i 33 gradi di Bolzano ed i 31 di Aosta, citta' abituate, in questo periodo, ad un clima piu' fresco.

Il Sindaco di Lamezia scrive agli amministratori calabresi “Formiamo un comitato regionale per la sicurezza”

24/06 ''La convocazione del comitato regionale per la sicurezza e l' ordine pubblico da parte del vice ministro all' Interno, Minniti, immediatamente dopo gli ultimi gravi avvenimenti di recrudescenza della criminalita' mafiosa in Calabria, le misure di rafforzamento e di coordinamento tra le forze di polizia prese verso la citta' di Lamezia rappresentano un primo positivo ed importante segnale nei confronti della nostra regione che deve essere sottolineato positivamente''. Con queste parole il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, ha iniziato una lettera aperta scritta ai sindaci ed ai presidenti delle province calabresi. ''La sicurezza in Calabria - ha scritto Speranza - e' fondamentale nella vita quotidiana, per la tranquillita' dei cittadini e per lo sviluppo, per gli investimenti degli imprenditori e per la qualita' della vita. Proprio per questo le istituzioni locali devono accompagnare gli sforzi degli organi dello Stato in una maggiore capacita' d' indagine e di repressione, ma anche svolgere un ruolo politico democratico che e' proprio della rappresentanza dei cittadini, concertando politiche di costante impegno con il governo nazionale''. Da qui l'idea di dare vita ad un' assemblea regionale di tutti gli amministratori calabresi da tenersi nella prima decade di luglio, ed alla quale Speranza chiede a Minniti di essere presente. ''Ho pensato - ha concluso Speranza - che quest' assemblea, se siete d' accordo, si possa tenere a Lamezia, sia per la centralita' geografica e la comodita' che avrebbe per voi tutti sia per il significato particolare. La mia citta' sta ripartendo positivamente tra mille difficolta' e fatti gravi che vorrebbero riportarla indietro. Da Lamezia potrebbe partire un processo d' intesa e di concertazione tra Calabria e Governo''.

Il Sindaco di Platì “Indignazione e sconcerto per lo scioglimento del Consiglio”

24/06 ''Ho appreso, ancora una volta per via mediatica, dello scioglimento del Consiglio Comunale di Plati' per possibili infiltrazioni mafiose. Io, che ho speso una vita sempre ed ovunque al servizio dei piu' bisognosi, dei piu' deboli, dei piu' emarginati; io che ho sempre creduto nello Stato di diritto e nelle sue istituzioni, sono indignato, anzi sconcertato per come quelle istituzioni a cui ho sempre creduto stanno operando in maniera indecorosa e, passatemi il termine, schifosa''. E' quanto sostiene in una nota il sindaco di Plati', Francesco Mittiga, dopo lo scioglimento del consiglio deciso con provvedimento del Consiglio dei Ministri per infiltrazioni della criminalita' organizzata. ''Non mi si venga a dire - ha aggiunto - che delegittimo le istituzioni, perche' sono esse stesse che si stanno delegittimando una dopo l'altra con il loro improvvido e preconcetto operare, per il gioco allo sfascio in cui oggi mi pare siano impegnate quasi tutte le istituzioni; mi convinco sempre di piu' che dove non arriva la mafia ad operare guasti ci pensa l'antimafia. Penso ad un loro patto segreto, certamente non scritto. Sono rammaricato per i platiesi, nella stragrande maggioranza persone oneste e laboriose, che sono oggetto continuo di vessazioni gratuite da parte di chi viola impunemente la legge ed opera per preconcetti''. ''I nostri governanti - ha concluso Mittiga - preferiscono a capo delle varie istituzioni ed enti, nani, ballerine e persone duttili alla loro bisogna. Ora e' arrivato il momento della carta bollata, con la speranza che la Giustizia con la 'G' maiuscola possa finalmente trionfare''.

Corbelli chiede al Procuratore Creazzo di portare a termine l’indagine su Fortugno

24/06 ''Completi prima l'inchiesta e poi accetti pure la promozione al ministero della Giustizia. Intanto rinunci, congeli momentaneamente questa nomina per non disperdere il patrimonio di notizie, elementi investigativi, conoscenze, sensazioni che sino ad oggi ha acquisito su questo efferato delitto''. E' l'appello rivolto dal leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, al sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria, Giuseppe Creazzo, che coordina le indagini sull'omicidio di Franco Fortugno. ''Creazzo - ha aggiunto - continui con la determinazione e competenza che gli vengono riconosciute. Il suo lavoro, insieme ai suoi validi colleghi, alla ricerca di quella verita' sul movente e sui mandanti politici dell'omicidio di Fortugno che tutti, in Calabria e in Italia, da oltre 8 mesi, da domenica 16 ottobre 2005, si aspettano ad iniziare dal procuratore nazionale antimafia, Grasso. C'e' il rischio che dopo gli ultimi due arresti, sull'omicidio Fortugno possa calare, per sempre, il sipario e il silenzio''

Di Pietro “Non ci sono i fondi per finire i lavori sulla A3”

23/06 Le risorse per le Infrastrutture? "Non abbiamo gli occhi per piangere", dice il ministro Antonio Di Pietro, ribadendo che per le grandi opere bisogna individuare gli interventi da realizzare come priorità compatibilmente con le risorse in cassa. Intervistato da Radio24, Di Pietro si rivolge anche al ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, per "segnalare" che, dovendo fare scelte in base alle risorse disponibili, "tra le priorità" del Governo "quella dei cantieri deve essere la priorità delle priorità". Oggi, dice il ministro delle Infrastrutture, il Governo si trova di fronte un piano per le infrastrutture varato "senza farsi prima i conti in tasca. Il Governo precedente ha voluto mettere in piedi tanti cantieri con pochi soldi pagando solo gli acconti, ed ora che bisogna pagare il rendiconto non ci sono i soldi. Anas e Ferrovie, soprattutto l'Anas, a fine mese non possono pagare gli stipendi per i lavoratori che stanno lavorando nei cantieri, servono 5 mld di euro, ed altri 5 miliardi per le Ferrovie. Se non diciamo queste verità sembra che siamo noi a non voler fare le opere". Bisogna "fare delle scelte, individuare delle priorità", dice Di Pietro, ribadendo che è un ragionamento che vale anche per il progetto di ponte sullo stretto di Messina: "Un ponte è un manufatto che che collega due sponde, da un lato e dall'altro devono arrivare strade, autostrade e ferrovie, altrimenti è una cattedrale nel deserto, ci passano solo gli asini. Per un treno ad alta velocità da Battipaglia a Reggio Calabria ci vogliono 20 miliardi, e noi non abbiamo gli occhi per piangere". Per la Tav Torino-Lione, dice invece il ministro, ci sono contributi europei disponibili, con "un miliardo subito all'avvio dei lavori", e "sarebbe un errore buttarli via". La notizia della chiusura del cantiere di Venaus in Val di Susa "non va né amplificata, né tenuta sotto tono. La verità è più semplice e lineare: di quei lavori bisognerà discutere con le realtà locali. Non vuol dire che la Tav non si fa. Stiamo semplicemente cercando la soluzione su come farla, ma siamo tutti decisi perché il corridoio 5 possa passare anche per la Torino-Lione. Non lo dico solo io, lo ha detto anche Prodi. Bisogna incanalare un dialogo, e trovare la soluzione che crei meno problemi". Rinunciare, "sarebbe da allocchi".
Dunque l'Anas è sul punto di chiudere i cantieri: da luglio, ha annunciato, non ci saranno più soldi per gli investimenti. La "situazione è delicatissima", conferma il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro: nelle casse di Anas e Ferrovie mancano "11,6 miliardi" da spendere nel 2006. Ma il ministro dell'Economia "se ne sta occupando, lasciamolo lavorare". E rassicura: "Aspettiamo da un momento all'altro che arrivino i soldi, perché non vogliamo bloccare i cantieri". L'allarme dell'Anas arriva dal consiglio di amministrazione, che sollecita "un auspicabile ed urgente provvedimento normativo che consenta un innalzamento del tetto di spesa", ed intanto affida al presidente Vincenzo Pozzi il mandato di mettere in atto "ogni azione necessaria e propedeutica" per la sospensione dei cantieri. Lo stop ai lavori è previsto in tempi brevissimi, "già da luglio", perché se non arrivano nuove risorse "dal prossimo mese non si potrà più procedere ad ulteriori pagamenti". Il presidente di Legambiente, Roberto Della Seta, parla di decisione "indecente": l'Anas "ha usato malissimo i soldi pubblici", i vertici "devono andarsene perché hanno fallito". E Anas replica: "La realtà è che mancano i soldi promessi per opere in pieno svolgimento". Il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, anche in questo caso non usa mezzi termini: le risorse per le infrastrutture? "Non abbiamo neanche gli occhi per piangere". Di Pietro spiega di aver parlato anche ieri con Anas e Ferrovie, e di aver "fatto presente" in Consiglio dei Ministri che "siamo di fronte ad una situazione molto delicata". E si rivolge direttamente al ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa: "Tra le priorità del Governo quella dei cantieri deve essere la priorità delle priorità". Le risorse possono essere reperite "solo attraverso manovre finanziarie, interventi definitivi e mirati. Ed è di questo - spiega - che il ministro Padoa-Schioppa si sta occupando". Solo per esigenze di cassa nel 2006, "perché se guardiamo alla competenza la mancanza di risorse è molto più ampià". l'Anas "ha bisogno di 5 miliardi, di cui 1,9 miliardi subito". Ma il problema investe anche le Ferrovie che, aggiunge Di Pietro, hanno bisogno di "6,618 miliardi", la somma di "2,1 miliardi per la Tav, 3 miliardi per la rete convenzionale, 900 milioni per il contratto di programma, e 618 milioni per gli interessi Ispa". Una eredità del precedente Governo, dice Di Pietro: le grandi opere previste dalla Legge Obiettivo "rappresentano più un elenco di opere pie che un elenco di opere pubbliche. Per far vedere che stavano facendo tante cose hanno aperto tanti cantieri. Con le cento lire necessarie per un solo cantiere, ne hanno aperti 10 con un acconto di 10 lire ciascuno". Ed ora che "arriva il conto", ed in cassa ci sono "10-20 miliardi rispetto a opere per 160-180 miliardi", per il ministro "va rivisto" il piano per le infrastrutture, è necessario "individuare priorità" in base alle risorse disponibili. Così se per la Tav Torino-Lione ci sono fondi europei, "e sarebbe un errore buttarli via", non ci sono abbastanza fondi per fare "strade, autostrade e ferrovie" necessarie perché realizzare il ponte sullo stretto di Messina non significhi costruire "una cattedrale nel deserto".

Per la seconda volta in quattro anni sciolto il Comune di Platì per mafia

23/06 E' la seconda volta, negli ultimi quattro anni, che il consiglio comunale di Plati' viene sciolto a causa di infiltrazioni mafiose. La commissione d'accesso che ha portato allo scioglimento deciso oggi dal consiglio dei ministri si era insediata alla fine del novembre scorso, su decisione del prefetto di Reggio Calabria, Luigi De Sena. L'arrivo della commissione era stata piu' volte criticata sia dal sindaco Franco Mittiga sia dagli altri componenti della locale amministrazione comunale. L'Amministrazione comunale di Plati' era in carica dal 13 giugno del 2004, data in cui venne eletta dopo ben diciassette mesi di gestione commissariale. Dieci giorni prima dell' insediamento della Commissione d'accesso antimafia, ignoti malviventi incendiarono il portone del Municipio dopo averlo cosparso di liquido infiammabile. Quello di Plati' e' un territorio che, da poco piu' di un ventennio, e' diventato noto per episodio collegati alla 'ndrangheta.

Pelle (CISL) “A quando la ripresa dei lavori dello svincolo di Zumpano?”

23/06 "Da mesi aspettiamo di vedere gli operai all' opera allo svincolo di Zumpano ma finora abbiamo solo letto dichiarazioni e annunci mediatici sull' inizio dei lavori. Forse non cogliamo la sfumatura tra cantierizzazione del sito e costruzione effettiva dell' opera". A sostenerlo è Enzo Pelle, segretario generale della Filca Cisl di Cosenza che, sulla questione, si rivolge al Comune di Zumpano. "Per tale motivo - prosegue Pelle - chiediamo al Comune di Zumpano di chiarirci le idee sullo stato dell' arte dell' opera progettata. Già che ci siamo vorremmo conoscere anche le motivazioni che soggiacciono a questo inspiegabile ritardo anche per i disagi logistici che la delimitazione del cantiere sta arrecando da mesi all' utenza della 107 ed alle attività che ricadono sul medesimo territorio". Per il segretario provinciale della Filca Cisl "é necessario che, chi di competenza, risponda a quesiti del tutto ovvi ma basilari: 'questo svincolo si realizzera'? O resterà l' ennesima incompiuta della provincia di Cosenza? Di chi è la responsabilità del fermo lavori? Attendiamo delle risposte immediate".

Il Procuratore Creazzo lascia la DDA di Reggio per il Ministero di Grazia e Giustizia

23/06 Il sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria, Giuseppe Creazzo, titolare dell' inchiesta sull' omicidio di Francesco Fortugno, a breve lascera' gli uffici giudiziari reggini per andare a ricoprire l' incarico di vice capo dell' Ufficio legislativo del ministero di Grazia e giustizia. Allo stato manca ancora la formalizzazione del trasferimento, ma dovrebbe essere questione di poco. La proposta era stata avanzata al dott. Creazzo gia' nei mesi scorsi, ma la decisione di accettare, secondo quanto si e' appreso, e' stata presa dal magistrato recentemente. Creazzo, con il trasferimento, sara' necessariamente costretto a lasciare le indagini sull' omicidio Fortugno.

Scarcerato ex sindaco del vibonese

23/06 Il Tribunale del Riesame di Catanzaro, uniformandosi al principio di diritto fissato dalla Corte di Cassazione che, nel marzo 2006 aveva accolto il ricorso presentato dall' Avv.Francesco Gambardella per conto dell'ex Sindaco di S. Gregorio Ippona, Filippo Ruggiero, di 49 anni, aveva annullato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip distrettuale nei confronti del primo cittadino, ha disposto la scarcerazione dell'indagato per mancanza dei gravi indizi di colpevolezza. Lo ha reso noto l'avvocato Gambardella. Ruggiero, quale sindaco del comune del vibonese, era stato ritenuto appartenere al clan Fiare', in quanto a suo carico furono acquisiti elementi a seguito di intercettazioni su autovetture, telefoniche ed ambientali. Per tali motivi il Procuratore Dda chiese ed ottenne l'applicazione della misura della custodia cautelare in carcere che fu confermata anche dal Tribunale del Riesame a cui i difensori del Ruggiero, Avv. Francesco Gambardella ed Avv. Francesco Casuscelli, avevano fato ricorso. Da qui il ricorso in Cassazione conclusosi con una sentenza di annullamento dell'ordinanza cautelare. La vicenda e' relativa all'operazione ''Rima'' nell'ambito della quale furono arrestate alcune persone che, a vario titolo, erano accusate di appartenere ad un comitato di affari tra mafia e politica finalizzato ad ottenere il controllo del territorio.

Brevi di cronaca da Rossano, Corigliano

23/06 A Rossano, i carabinieri del Nucleo operativo radiomobile hanno arrestato, una persona gia' nota alle forze dell' ordine, con l' accusa di evasione dagli arresti domiciliari. Sempre a Rossano i carabinieri hanno arrestato un cittadino marocchino per non aver rispettato l' ordine di espulsione emesso dal Questore di Latina. A Corigliano tre persone sono state arrestate dai carabinieri per furto. Si tratta di un cittadino italiano di 45 anni e due stranieri di nazionalità romena di 24 e 20. I tre sono stati sorpresi con 160 piante di arance rubate in un terreno di priorità del Consorzio di bonifica Sibari-Crati.

Forte scossa di terremoto nello Jonio avvertita a Cosenza, Catanzaro, Taranto e Bari. Tanta paura e gente in strada ma nessun danno.

22/06 Una forte scossa di terremoto, avvertita dalla popolazione, e' stata registrata in serata a Cosenza. Dalle prime informazioni del Dipartimento della Protezione civile la magnitudo sarebbe 4.2 Richter. L' epicentro, sempre secondo le prime notizie, sarebbe localizzato in mare. Al momento non risulterebbero danni a persone. Le verifiche sono tuttora in corso. I rilievi effettuati dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno accertato che la magnitudo del sisma e' stata di 4.5. La scossa e' stata registrata alle 21.34. L'epicentro e' stato localizzato tra i comuni di Trebisacce, Corigliano Calabro e Villapiana in mare a quindici chilometri dalla costa di Corigliano. La scossa - rende noto il Dipartimento della protezione civile - e' stata avvertita anche nelle province di Catanzaro, Taranto e Bari. La scossa registrata stasera nel cosentino, e' stata avvertita nelle zone piu' vicine all'epicentro, quali Cassano, Rossano e Trebisacce, ma anche ai piani alti dei palazzi a Catanzaro. Decine e decine di telefonate sono giunte al centralino dei vigili del fuoco da persone spaventate dal sisma, ma al momento non sono segnalati danni a cose o persone. Nei paesi della costa jonica la paura ha fatto scendere la gente in strada. Non si segnalano danni

CISL: “Lo scalo aereo di Sibari importante per lo sviluppo”

21/06 ''La Cisl provinciale di Cosenza condivide e sostiene la battaglia per l'istituzione dell'Aeroporto di Sibari e stigmatizza con forza le dichiarazioni di disimpegno espresse a tal proposito dal neo-Ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi''. E' quanto sostiene in una nota il segretario della Cisl di Cosenza, Paolo Tramonti. ''La Cisl - ha aggiunto - e' fortemente convinta che il nostro territorio puo' recuperare il proprio ritardo di sviluppo anche e soprattutto attraverso il potenziamento delle infrastrutture. In questo senso avevamo salutato favorevolmente l'inserimento nel nuovo Governo di un rappresentante della nostra Regione, quale segnale di svolta autentica ai fini di una maggiore attenzione per quest'area della nostra Regione. Ma la realta' ha fugato subito ogni nostra speranza. Si e' esordito con la contrarieta' espressa dal Ministro alla costruzione del Ponte sullo Stretto a cui e' seguita la bocciatura unilaterale sull'istituzione dell'Aeroporto della Sibaritide. Ma quello che sorprende e lascia sconcertati e' non solo il merito della questione, ma anche e sopratutto il metodo adottato, se si considera che la ventilata decisione di non istituire l'Aeroporto di Sibari, per quanto ci risulta, non e' stata socializzata con nessun livello istituzionale, Regione, Provincia e Comuni interessati e ben che mai discussa con le rappresentanze sociali ed economiche del territorio. Fra l'altro proprio su questa importante infrastruttura la stessa Amministrazione Provinciale di Cosenza ha costituito da tempo una apposita 'Societa' per l'Aeroporto di Sibari'''. ''Se questa - ha sostenuto Tramonti - e' la concertazione tanto declamata dal Governo Prodi e se questi sono i primi atteggiamenti di chi dovrebbe al contrario avere un occhio di riguardo per le problematiche di questa parte del Paese non c'e' tanto da stare allegri. Piu' in particolare, per quanto riguarda l'Aeroporto di Sibari, la Cisl ritiene che l'aspettativa dei cittadini di quell'area sia del tutto legittima, anche in considerazione della specificita' di quel comprensorio che, come si sa, possiede una forte caratterizzazione economico, produttiva, agroindustriale oltre che turistica. Per queste ragioni l'Aeroporto di Sibari puo' davvero costituire un vero fattore di crescita e sviluppo dell'intera Provincia, oggi fortemente penalizzata sul fronte delle infrastrutture materiali e immateriali''. ''In considerazione della complessita' dei temi - ha concluso Tramonti - si ritiene necessaria l'attivazione di una forte sinergia Regione - Provincia - Comuni affinche' si apra al piu' presto una fase di confronto e concertazione, allargata alle parti sociali, che si prefigga l'obiettivo di elaborare una proposta comune non solo per l'Aeroporto della Sibaritide, ma anche sulle scelte strategiche da effettuare in materia di infrastrutture e trasporti per la Provincia di Cosenza''

Decine di incendi in Calabria: A Reggio raggiunti i 40 gradi

22/06 Decine di incendi sono in corso in Calabria. I roghi sono alimentati dal caldo intenso che, a Reggio Calabria, ha raggiunto i 40 gradi. Per spegnere le fiamme stanno lavorando numerose squadre dei vigili del fuoco, del corpo forestale dello stato e volontari del servizio antincendio regionale. Nella zona del reggino, dove vengono segnalate le situazioni piu' critiche, e' stato chiesto l'intervento di tre mezzi aerei. Anche nel cosentino e' previsto l'arrivo di un canadair che dovra' far fronte ad un incendio che da alcune ore divampa nelle campagne di Rossano. Una decina di persone, la gran parte dei quali anziani, hanno avvertito dei lievi malori e, dopo aver ricevuto le cure negli ospedali, hanno fatto rientro nelle loro abitazioni.
Lavoro fin dalle prime ore del giorno per i mezzi aerei della flotta dello Stato gestita dal Dipartimento della Protezione Civile: Canadair ed elicotteri sono dovuti intervenire su 13 incendi che si sono sviluppati nel sud Italia. Le situazioni piu' difficili sono in Sicilia, dove dall'alba sono impegnati tutti i mezzi aerei a disposizione: per fermare l'incendio scoppiato nella riserva dello Zingaro, alimentato dal forte vento che rende difficili le operazioni, stanno lavorando 2 Canadair (e' in arrivo un terzo) ed un elicottero. Sono, invece, stati spenti i roghi ad Adrano e in provincia di Messina. Problemi anche in provincia di Reggio Calabria. Sui numerosi incendi stanno lavorando complessivamente 2 Canadair, 2 elicotteri Erikssonn S64 (mezzi che trasportano fino a 9mila litri d'acqua) e un terzo elicottero. Infine in Sardegna e' stato spendo un incendio in provincia di Nuoro mentre a Narcao, in provincia di Cagliari, sta ancora lavorando un S64.

Brevi di cronaca da Cassano, Campana, Longobardi, San Fili

22/06 A Cassano allo Ionio un uomo, Maurizio Belmonte, di 38 anni, e' stato arrestato dai carabinieri per furto. I carabinieri hanno sorpreso l'uomo mentre si allontanava dal centro ricreativo ''San Matteo'', ubicato nel quartiere di Lauropoli, da dove aveva rubato del materiale informatico e alcuni hi-fi, per un valore complessivo di 5 mila euro. La merce e' stata recuperata e riconsegnata al parroco che gestisce il centro ricreativo. A Campana un operaio, Carmine Franco Sapia, di 38 anni, e' stato arrestato dai carabinieri perche' accusato del tentato omicidio nei confronti della moglie, dalla quale vive separato, dei figli e della suocera. Sapia ha tentato di investire con la propria autovettura i suoi familiari. All' arrivo dei carabinieri, chiamati da alcune persone, l'uomo ha cercato di fuggire ma e' stato raggiunto e fermato. I familiari dell'operaio non hanno pero' denunciato l'uomo che e' stato lasciato libero. Nel corso della notte pero' Sapia ha incendiato il portone dell'abitazione all'interno della quale c'erano i familiari. L'uomo e' stato rintracciato dai carabinieri che lo hanno arrestato.A Longobardi un uomo e' stato arrestato dai carabinieri per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso di controlli i carabinieri hanno trovato l'uomo in possesso di alcune dosi di droga. A San Fili una piantagione di canapa indiana e' stata scoperta e sequestrata dai carabinieri nelle campagne del posto. Nell'area sono state sequestrate 46 piante che erano state coltivate tra la fitta vegetazione della zona. I carabinieri hanno avviato le indagini per identificare chi aveva impiantato la piantagione.

Un dialogo interreligioso per il secondo Meeting Euromediterraneo a Cosenza

21/06 E' stato presentato a Cosenza il programma del secondo meeting Euromediterraneo promosso dalla Fondazione Europa Mezzogiorno Mediterraneo e dalla Provincia di Cosenza sul tema "Dialogo interreligioso, laicità e dialogo tra le religioni nel mediterraneo", che si svolgerà il 23 e 24 giugno prossimi. L' appuntamento sarà concluso sabato con l' intervento del viceministro dell' Interno Marco Minniti e la presentazione del "Manifesto per le alleanze tra le civiltà". "La Fondazione Europa Mezzogiorno Mediterraneo - ha spiegato il direttore Riccardo Allevato - si pone come strumento di dialogo e di comprensione tra tutti i popoli del Mediterraneo. La promozione del dialogo interreligioso e interculturale è uno dei suoi compiti fondamentali, ritenendo che l' incontro tra le grandi religioni monoteiste del Mediterraneo e tra persone di fedi diverse possa contribuire a superare i conflitti, ad accrescere la conoscenza e a promuovere il rispetto e la fraternità tra i popoli". Al meeting, è stato evidenziato nel corso della presentazione, parteciperanno tra gli altri i rappresentanti dell' Unione europea, il ministro plenipotenziario per il Mediterraneo e il Medio oriente del Ministero degli Affari esteri in Italia, il Ministro delle Piccole e medie imprese del Senegal, il direttore del Ministero degli Affari islamici del Marocco, l' imam della moschea Elabidin di Cartagine. "Il meeting - ha sostenuto il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio - intende iniziare un percorso e un impegno durevole negli anni, perché ritiene che sia ancora molto importante il ruolo e l' influenza che le religioni esercitano nella vita sociale e nella vita pubblica di milioni di persone e perché l' incontro tra le religioni, costituisce un aspetto imprescindibile per la costruzione della pace, per la coesione sociale, per la realizzazione di percorsi comuni di sviluppo economico, di solidarietà e giustizia, dei diritti fondamentali per le molteplici comunità religiose e per tutte le donne e gli uomini che vivono sulle rive del Mediterraneo". La manifestazione sarà caratterizzata da due momenti di musica. Il primo venerdì con la rassegna di cori e musica sacra Novum Musicum e sabato sera con l'atteso concerto dei Mau Mau. " E' importante - ha sostenuto la senatrice Rosa Villecco Calipari, dei Ds - costruire percorsi di pace quali precondizione per lo sviluppo economico e sociale. L' esperienza irachena ha dimostrato che il conflitto non è la soluzione dei problemi. "Euromediterraneo - ha concluso il presidente Oliverio - non é un appuntamento a sé, ma è l' occasione per avviare relazioni diplomatiche tra i paesi del mediterraneo. Dopo il meeting dello scorso anno abbiamo avviato contatti e cooperazioni con la Tunisia e il Marocco. Primi risultati di una lavoro intenso che proseguirà e si intensificherà nei prossimi anni".

Con il caldo arrivano gli incendi: ben otto in Calabria

21/06 I mezzi di intervento della flotta aerea dello Stato coordinati dal dipartimento della Protezione civile sono stati oggi impegnati nello spegnimento delle fiamme di 17 roghi divampati tra Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia e Liguria. La regione piu' colpita, e' detto in una nota della Protezione Civile, e' stata la Calabria: otto incendi boschivi sono scoppiati tra le province di Reggio Calabria, Crotone e Cosenza. Cinque di questi sono stati spenti mentre per gli altri tre i velivoli antincendio sono ancora in azione. La Sicilia e' stata invece colpita particolarmente nelle zone intorno alle province di Palermo, Catania, Agrigento e Messina con sei incendi, tre dei quali ora domati. Ancora attivi risultano alcuni roghi presso le localita' di Altavilla Milicia (PA), Adrano, (CT) e Porte Empedocle,(AG). Al nord, un incendio e' divampato in Liguria, nella localita' di Monte Moro (GE); l'intervento di due elicotteri ne ha permesso lo spegnimento.

Brevi di cronaca da Cassano, Corigliano, San Fili, Santa Maria del Cedro

21/06 A Cassano allo Ionio un giovane, V.S., di 26 anni, e' stato arrestato dai carabinieri per resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalita'. Il ventiseienne, in qualita' di vigilante presso un villaggio turistico della zona, ha opposto resistenza ai carabinieri che dovevano entrare all'interno del villaggio per effettuare un normale controllo. A Corigliano un giovane pescatore, A.M., di 18 anni, e' stato arrestato dai carabinieri per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso di una perquisizione nell'abitazione del giovane i carabinieri hanno trovato 20 grammi di hascisc e 10 di marijuana, un bilancino di precisione e altro materiale per il confezionamento della droga. A San Fili un uomo, M.G., di 52 anni, è stato arrestato dai carabinieri per detenzione illegale di armi e munizioni. Nel corso di una perquisizione domiciliare i carabinieri hanno trovato un fucile monocanna, senza marca e matricola, una carabina ad aria compressa di fabbricazione tedesca, senza matricola, un castello ed una canna di fucile, 5 cartucce calibro 12 a palla singola, un caricatore per pistola calibro 7,65, attrezzature per la fabbricazione di cartucce da caccia e 3 chili di polvere da sparo. A Santa Maria del Cedro è stato arrestato un cittadino straniero di nazionalità marocchina per lesioni.

Scandalo sanità in Puglia, coinvolto Fitto (ai domiciliari). Sui conti calabresi dell’Udc parte di una presunta tangente

20/06 E' transitata - secondo l'accusa - su conti correnti della segreteria nazionale e della segreteria regionale calabrese dell'Udc parte della presunta tangente da 500.000 euro che società del gruppo Tosinvest avrebbero elargito con bonifici bancari al movimento politico di Fitto 'La Puglia prima di tutto'. E' quanto è stato spiegato nel corso di una conferenza stampa dai pm inquirenti. I magistrati hanno affermato che il danaro transitato su due conti correnti dell'Udc ammonta a complessivi 200.000 euro e hanno sottolineato che per la dazione complessiva di danaro "non è stata rigorosamente rispettata la legge sul finanziamento pubblico ai partiti". Secondo l'accusa, otto società del gruppo Tosinvest hanno compiuto "fittiziamente" tre bonifici per complessivi 100.000 euro sul conto corrente della segreteria nazionale dell'Udc; e altri tre bonifici per altri 100.000 euro sul conto corrente della segreteria regionale calabrese dell'Udc. "Somme - sostiene l'accusa - in realtà destinate 'ab origine' alla lista 'La Puglia prima di tutto' e da quest'ultima percepite durante la campagna elettorale". Tutto il danaro - sempre secondo i pm - sarebbe poi finito a mezzo di bonifici sul conto corrente bancario della 'Puglia prima di tutto': sia i 200.000 euro provenienti dai due conti dell'Udc sia altri 300.000 euro provenienti direttamente da conti bancari delle società del gruppo Tosinvest. Nel corso delle indagini militari della Guardia di Finanza hanno sequestrato disposizioni di bonifico sulle quali - rileva il gip nel provvedimento cautelare - vi era "l'eloquente dicitura 'confidential'".
Con le accuse di concorso in corruzione e illecito finanziamento ai partiti, la Procura di Bari ha ottenuto dal gip Giuseppe De Benedictis un provvedimento di arresti domiciliari per l'ex presidente Fitto, 37 anni, accusato anche di falso, e per l'imprenditore ed editore romano Giampaolo Angelucci, di 35, proprietario di un impero economico composto da una miriade di societa' che spaziano dall'editoria alla sanita'. Nei confronti di Fitto, neoparlamentare di Forza Italia, il provvedimento non e' esecutivo ed e' stata quindi chiesta alla giunta per le autorizzazioni della Camera dei Deputati il via libera per l'arresto. La giunta si riunira' il 27 giugno per esaminare il caso Fitto ma il presidente, Carlo Giovanardi (Udc), ha gia' anticipato che ''si tratta di una richiesta davvero sorprendente''. In attesa delle determinazioni della giunta di Montecitorio, a Fitto, Angelucci e a quattro societa' dell'impero Tosinvest (della famiglia Angelucci) sono stati sequestrati beni immobili, quote societarie, autoveicoli e conti correnti bancari per 55 milioni di euro, pari al valore dell'utile ipotetico dell'appalto (stimato in 54,5 milioni) aggiunto all'importo della mazzetta. A Fitto non e' stata risparmiato neppure un ciclomotore Vespa. Dalle 149 pagine del provvedimento cautelare si evince che il gip De Benedictis non ha dubbi: i 500.000 euro versati durante e dopo la campagna elettorale per le regionali del 2005 sono una tangente che Fitto fece versare nelle casse del suo partito dal Consorzio San Raffaele di Roma (gruppo Tosinvest) per affidare al consorzio stesso l'appalto per la gestione di undici Residenze sanitarie assistite (Rsa) pugliesi, che hanno in cura disabili e anziani non autosufficienti. Per un'altra presunta vicenda di corruzione e' finito ai 'domiciliari' l'imprenditore salentino Paolo Pagliaro, di 46 anni, editore del Gruppo Mixer Media del quale fa parte l'emittente televisiva salentina Telerama. Pagliaro, per il tramite di Fitto, e' accusato di aver ricevuto dalla Seap, la societa' che gestisce gli aeroporti pugliesi, un lucroso appalto per la pubblicita' del nuovo aeroporto di Bari: in cambio, secondo i magistrati baresi, Telerama avrebbe offerto appoggio politico a Fitto durante la campagna elettorale. Per questo fatto e' indagato per corruzione l'amministratore unico della Seap, Domenico Di Paola, che avrebbe affidato l'appalto a Pagliaro senza bandire alcuna gara. Nelle maglie dell'inchiesta, che si avvale di una consistente mole di intercettazioni telefoniche e di sequestri, sono finite almeno 23 persone. Tra queste l'arcivescovo di Lecce, monsignor Cosmo Francesco Ruppi. Il prelato, che e' il presidente dei vescovi pugliesi, e' accusato di corruzione - a quanto e' dato sapere - per provvedimenti approvati dalla giunta Fitto che prevedevano finanziamenti in favore degli oratori della chiesa cattolica per la costruzione di strutture sportive e del tempo libero. Ruppi si e' detto ''pronto per ogni chiarimento che gli verra' richiesto dalla competente autorita' giudiziaria''. Estranei alla vicenda si sono detti il gruppo Tosinvest, e gli imprenditori Angelucci e Pagliaro. Respingendo tutte le accuse, Fitto ha invece definito ''chiari'' e ''leciti'' i finanziamenti ricevuti. ''Questo Paese - ha detto - deve al piu' presto recuperare una concezione di legalita' vera, effettiva, allo stato resa irriconoscibile dal sinistro tintinnare di manette''.

Lotta alla ndrangheta: La strategia del contrasto punta sulla confisca dei patrimoni

20/06 La strategia di contrasto contro la 'ndrangheta puntera', nel breve termine, soprattutto sul sequestro e la confisca dei beni delle cosche nel tentativo di cancellare il principale elemento su cui si basa il potere delle cosche, e cioe' il loro smisurato potere economico. E' quanto e' stato concordato nel corso della Conferenza regionale sulla sicurezza, riunitasi ieri a Reggio Calabria sotto la presidenza del viceministro all' Interno, Marco Minniti. Nel corso della riunione, inoltre, secondo quanto si e' appreso, e' stata tracciata una mappatura dettagliata delle cosche nelle cinque province della Calabria sulla base del lavoro avviato dal Servizio analisi criminale del Ministero dell' Interno. Sul fronte della lotta alla droga, nel corso della riunione, e' stato redatto un primo elenco di soggetti direttamente o indirettamente coinvolti in inchieste, nazionali ed internazionali, sui traffici di sostanze stupefacenti controllati dalla 'ndrangheta al fine di proporre eventuali misure di prevenzione patrimoniali. Una particolare funzione, in questa direzione, sara' svolta dalla Dia che, secondo quanto emerso dai lavori della Conferenza, e' destinata a coordinare in tutta la Calabria l' attivita' avviata a livello centrale in tema di misure patrimoniali. Un ruolo preciso, infine, sara' affidato ai Servizi segreti il lavoro dei quali, in particolare, servira' a monitorare alcune aree di particolare problematicita', tra cui l' area di Gioia Tauro.

Riferimenti “sul caso Calipari il Governo si costituisca in giudizio”

20/06 ''Se, come sostiene la Procura della Repubblica di Roma, l' uccisione di Nicola Calipari ha prodotto un danno allo Stato Italiano, chiediamo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, individuata dai pm come parte lesa, di costituirsi in giudizio contro Mario Lozano''. A sostenerlo e' stato il Coordinamento nazionale antimafia Riferimenti. ''Sarebbe un atto di grande responsabilita' - e' scritto in una nota - nei confronti di un' assassinio che non appartiene soltanto al privato, ma a tutto il popolo italiano che esige verita' e giustizia, rivendicando il rispetto della dignita' della Nazione''

Aeroporto di Sibari: intervengono il Sindaco Perugini e Garofalo (Udeur)

20/06 "Un aeroporto in più in Calabria non sarebbe certo un surplus inutile. Al contrario, può significare la differenza, o quanto meno contribuire sensibilmente a farla, tra sviluppo sempre auspicato e sviluppo reale". E' quanto sostiene il sindaco di Cosenza, Salvatore Perugini, circa la nascita dell'Aeroporto di Sibari. "Non sono un mistero per nessuno - ha proseguito - le condizioni precarie di strade, autostrade e ferrovie calabresi. Per volare, letteralmente e metaforicamente, la Calabria ha bisogno della presenza di uno scalo in una delle sue aree più belle ed interessanti da molteplici punti di vista. Sibari non può continuare ad essere solo simbolo di storia e di arte calabresi. Oggi costituisce, piuttosto, una potenzialità preziosa di proiezione verso mete commerciali, turistiche, culturali che verrebbero ad arricchire tutta la regione. Europa da una parte e Paesi del Mediterraneo dall'altra sono altrettanti mondi nuovi che la Calabria può scoprire e dai quali può farsi scoprire. Lo sviluppo della stessa area urbana cosentina non può prescindere da Sibari, dal suo porto e dal suo aeroporto". "Sono certo - ha concluso Perugini - che il Ministro Bianchi, prima di assumere qualsiasi decisione, dimostrerà la sensibilità che gli è riconosciuta e si confronterà con i rappresentanti delle istituzioni locali. Il Ministro potrà, così, riconsiderare la questione nell'ottica più giusta, nell'interesse dei calabresi e dell'intera nazione"
"L'aeroporto di Sibari è ritenuto una delle più importanti strutture che potranno dare un forte impulso allo sviluppo socio economico dell' intero comprensorio. Non possiamo accettare l' ennesimo tentativo di sotterrare le speranze della Sibaritide, che ancora una volta è la grande tradita e che vede naufragare i suoi progetti di sviluppo e si ritrova con un pugno di mosche". Lo ha detto il capogruppo dell' Udeur nel Consiglio provinciale di Cosenza, Luigi Garofalo, facendo riferimento alle dichiarazioni del ministro dei Trasporti, Bianchi, secondo cui la realizzazione dell' aeroporto della Sibaritide non è necessaria. "La provincia di Cosenza, da tempo impegnata sul fronte della realizzazione dell' aeroporto della Sibaritide - aggiunge Garofalo - si era attivata per creare una sinergia fra le istituzioni (Comune, Provincia, Regione, Governo) su questa vicenda. Sinergia che aveva portato questi enti a riunirsi attorno ad uno stesso tavolo e che li aveva condotti a marciare assieme. La realizzazione dell' aeroporto della Sibaritide è sempre stata ritenuta dall' Amministrazione provinciale di Cosenza, sul piano dello sviluppo delle attività imprenditoriali e turistiche, indispensabile per l' avvio di un processo di modernizzazione dei sistemi di collegamento con elevati standard di qualità. Proprio per questo - conclude Garofalo - invito le forze politiche presenti sul nostro territorio a non abbassare la guardia e lavorare affinché il sogno possa diventare realtà".

La Famiglia di Carlo Giuliani chiede l’interruzione della prescrizione per l’ex cc Placanica

20/06 "Ho inviato una raccomandata a Mario Placanica a fini cautelativi per interrompere i termini di prescrizione". Lo ha detto l' avv. Gilberto Pagani, del foro di Milano, legale della famiglia di Carlo Giuliani, il giovane morto in piazza Alimonda il 20 luglio 2001, durante in G8. Il legale ha spiegato che non si tratta di una citazione in giudizio ma solo di una raccomandata che è stata inviata anche a Filippo Cavataio, autista del Defender sul quale si trovava l' ex carabiniere Placanica accusato di aver ucciso Carlo Giuliani con un colpo di pistola alla testa, e poi assolto, ed al vice questore romano Adriano Lauro, che era responsabile di area. Inoltre, ha aggiunto l' avv. Pagani, la stessa raccomandata é stata mandata al ministero della Difesa, a quello degli Interni ed alla Presidenza del Consiglio. "La speranza della famiglia Giuliani - ha sottolineato il legale milanese - è che ci sia una riapertura delle indagini. Se ciò non avverrà valuteremo se promuovere l' azione civile". "Non chiediamo i danni a Placanica ma vogliamo che rimanga aperta la possibilità di arrivare ad un processo per l'uccisione di nostro figlio". A parlare è Haidi Giuliani che, dai microfoni di Popolare Network, spiega il motivo per cui i suoi legali hanno inviato la lettera all'ex carabiniere. "La vita di un figlio non ha prezzo - aggiunge -; noi abbiamo semplicemente chiesto ai nostri legali di inviare una lettera formale in modo da evitare l'impossibilità di intentare una causa civile. Devo precisare che noi non abbiamo intenzione di intentare cause civili; vorremmo ottenere una causa penale che faccia luce non solo su 'piazza Alimonda', non solo su chi effettivamente ha sparato, ma anche sulle responsabilità politiche e sulla catena di comando". "Senza questa lettera formale - prosegue Haidi Giuliani - dopo 5 anni dai fatti, non avremmo più avuto la possibilità di arrivare ad un processo". Rispondendo a Radio Popolare sulla possibilità, come effetto collaterale, che Placanica debba risarcire, Haidi Giuliani ha detto: "Solo nel caso noi promuovessimo una causa civile. Ma, ripeto, noi vogliamo arrivare al processo penale". E perché si possa raggiungere questo intento, ha proseguito, "ci vorrebbe l'attenzione da parte della magistratura". "Comunque - ha concluso - noi abbiamo fatto ricorso alla Corte di Strasburgo. Attendiamo questa risposta"

Provincia di Cosenza: Insediato lo staff per la rete dei servizi minimi

20/06 Si è insediato oggi lo staff tecnico incaricato della redazione della Rete dei servizi minimi tra i Comuni di Cosenza, Rende e Montalto Uffugo, alla presenza dell' assessore provinciale ai Trasporti, Giuseppe Gagliardi. Si tratta, è scritto in una nota della Provincia di Cosenza, del secondo passaggio per la realizzazione della Rete, dopo la firma del protocollo d'intesa tra la Provincia, alla quale è stato affidato il ruolo di coordinamento delle attività di progettazione, ed i tre Comuni dell' area urbana. L' assessore Gagliardi, nell' esprimere soddisfazione per il lavoro svolto ed i risultati raggiunti, ha evidenziato "l' importanza connessa all' accordo istituzionale sottoscritto, che vede le principali realtà dell' area urbana cosentina, compreso il Comune di Castrolibero, condividere, per la prima volta ed in maniera concreta, un percorso di elaborazione progettuale di grande respiro e ricaduta sulla qualità della vita delle comunità amministrate". "Un sistema di trasporto efficiente, al di là dei ristretti confini geografici - ha detto Gagliardi - rappresenta la pietra angolare per la costruzione di una grande area metropolitana, l'unica possibile in Calabria, in cui sviluppare le potenzialità rappresentate dal patrimonio storico, culturale e produttivo dell'area in questione. Per fare questo è necessaria una fase di concertazione e condivisione tra le diverse articolazioni istituzionali, che sarà avviata nei prossimi giorni con i sindaci dei tre Comuni, che hanno aderito al protocollo d'intesa. Insieme definiremo obiettivi e strategie per l' elaborazione tecnico-progettuale e per pervenire, in tempi brevi, alla predisposizione di uno strumento di programmazione inedito ed innovativo nel metodo e nel merito. Successivamente si avvierà la fase di affidamento dei servizi su basi oggettive, senza alcuna indebita discrezionalità". Gagliardi ha anche auspicato "la ripresa del dialogo con la Regione, inspiegabilmente interrotto dopo una faticosa fase di concertazione, per arrivare alla definizione del livello dei servizi minimi e consentire la prosecuzione delle procedure di affidamento dei servizi nel rispetto delle normative nazionali e comunitarie con il contributo dei sindaci della provincia".

Di Pietro scrive all’ANAS: “Ridurre i disagi sulla A3”

20/06"La gente deve sapere che anche la prossima estate ci troveremo, ancora, ad affrontare tutta una serie di disagi, a partire dall' autostrada Salerno-Reggio Calabria". Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, spiegando che ha "scritto all' Anas chiedendogli di fare tutto il possibile per ridurre il danno. Ma é tardi, serve programmazione - aggiunge -. Per fermare i cantieri bisogna pensarci per tempo".

Laratta (DL) “Grave la situazione economica dell’ANAS”

20/06 "La situazione dell'Anas è estremamente grave sul piano economico e finanziario per cui occorrono provvedimenti urgenti per consentire la messa in sicurezza delle strade calabresi". E' quanto è emerso nel corso di un incontro tra il parlamentare dell'Ulivo Franco Laratta ed una delegazione della Anas guidata dall'ing. Raffaele Celia, capo del compartimento della viabilità per la Calabria. "In Calabria - è scritto in una nota - esiste l'elevato rischio che tutto il sistema viario interno soffochi nella morsa del degrado e dell'abbandono a causa del taglio consistente di risorse economiche. Rispetto al piano industriale elaborato dall'Anas, la finanziaria del 2005 per l'anno in corso - è stato detto nel corso dell'incontro - ha decurtato i fondi del 50 percento: 1 miliardo e 700 milioni di euro a fronte di un fabbisogno finanziario minimo di 3,5 mld di euro. Un provvedimento giudicato dagli addetti ai lavori e dall'onorevole Laratta ingeneroso verso un comparto che ha il gravoso onere di garantire la sicurezza sulla viabilità calabrese. Da questo ne deriva una gravissima sofferenza per l'utenza, soprattutto alla vigilia delle vacanze estive con migliaia di turisti che s'immettono sul sistema viario regionale. Le condizioni in cui versano le statali 18 e 106; la grave fatiscenza della statale 107 Silana Crotonese, impongono interventi urgenti al fine di ripristinare le minime condizioni anche sul piano manutentivo". Nel corso dell'incontro, inoltre, si è discusso della situazione del viadotto di Celico per il quale sarà avviata una fase di monitoraggio che allo stato è impossibile per via della mancanza di fondi. "Laratta - conclude la nota - chiederà al ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro e al ministro del Tesoro Padoa Schioppa di assegnare all'Anas, già nel prossimo Dpef, in via d'urgenza, le risorse indispensabili per garantire la sicurezza alle infrastrutture viarie della Calabria. La delegazione dell'Anas ed il parlamentare Franco Laratta hanno inoltre posto l'accento sulla situazione dei precari dell'Anas che dovrà essere affrontata nell'immediato al fine di garantire sicurezza e manutenzione nella rete di viabilità calabrese"

Sanfilese ferito a colpi di pistola a Lamezia

20/06 Un uomo, Luciano Oliva, di 32 anni, di San Fili, pregiudicato, e' stato ferito a Lamezia Terme da sconosciuti con un colpo di pistola che lo ha raggiunto ad un fianco. Oliva, nonostante fosse ferito, e' riuscito a raggiungere a piedi la sede di una azienda di trasporti dove ha chiesto aiuto. Soccorso da alcune persone e' stato portato nell'ospedale di Lamezia Terme dove i sanitari lo hanno sottoposto ad un intervento chirurgico. Sull'episodio sono in corso le indagini della polizia di Stato. Al momento, secondo quanto si e' appreso, non e' stato possibile ricostruire la dinamica del ferimento.

Fa prostituire e abortire cinque volte la convivente. Ricercato un albanese

20/06 Una storia di degrado e di sfruttamento maturata nel contesto dell' immigrazione clandestina,l'ennesima, quella portata alla luce dai carabinieri della Compagnia di Castrovillari, coordinati dal sostituto procuratore, Baldo Pisani: una giovane donna albanese, S.A., costretta dal suo convivente a prostituirsi e ad abortire per ben cinque volte. L' uomo, Bujar Islami, di 38 anni, di Tiber, nei cui confronti è stata emessa un' ordinanza di custodia cautelare e una richiesta di estradizione al governo albanese, è al momento latitante. Pisani, delegato dal procuratore di Castrovillari, Agostino Rizzo, incontrando i giornalisti ha spiegato che le indagini sono partite dopo la coraggiosa denuncia della donna che ha raccontato di essere arrivata in Italia a bordo di un gommone nel '98 e di essere stata costretta, da allora, a prostituirsi in varie citta' italiane: Bologna, Napoli, Salerno, Crotone, Spezzano albanese. Un vero incubo anche perché,ha raccontato la donna, Islami l' ha costretta, con torture e sevizie, ad effettuare cinque interruzioni di gravidanza nell' ospedale di Castrovillari sempre sotto falso nome. Al riguardo, comunque, alcuni sanitari sono stati raggiunti da avviso di garanzia per concussione. L' uomo, infatti, avrebbe pagato per fare abortire la donna. Islami avrebbe anche costretto la donna a pagare una somma di denaro per darle l' autorizzazione e convivere con un cittadino italiano che si era innamorato di lei. L' uomo, accusato di violenza sessuale continuata e di interruzione di gravidanza senza il consenso della donna, è ora ricercato.

Minniti alla conferenza regionale sulla sicurezza “La lotta alla ndrangheta priorità del Governo”

19/06 ''La lotta alla 'ndrangheta rappresenta una priorita' per il Governo e non e', ne' sara' mai, una questione che riguarda soltanto i calabresi. Si tratta, anzi, di un problema che riguarda la stessa tenuta del sistema democratico del Paese''. Lo ha detto il viceministro all'Interno, Marco Minniti, incontrando i giornalisti a conclusione della Conferenza regionale sulla sicurezza, svoltasi a Reggio Calabria. Alla conferenza, convocata dal prefetto di Reggio Calabria, Luigi De Sena, coordinatore dei cinque prefetti della Calabria, hanno partecipato i rappresentanti della magistratura e delle forze dell'ordine. ''Abbiamo potuto constatare da tempo - ha aggiunto Minniti - che devastanti iniziative criminali partono dalla Calabria e si sviluppano su scala nazionale ed internazionale. L'abbattimento degli attuali livelli di criminalita' e' un prerequisito per l'avvio in Calabria di qualsiasi iniziativa di sviluppo economico. E' necessario attuare un'azione di contrasto quotidiana. In questa direzione lo Stato deve dimostrarsi forte sotto l'aspetto sia del controllo del territorio che investigativo''. Secondo Minniti, inoltre, ''e' necessario costruire un rapporto di fiducia dei cittadini calabresi con lo Stato, sapendo che il successo di ogni strategia contro il crimine si fonda anche su questo aspetto. Non e' vero, comunque, che ci sia una rottura tra lo Stato e la Calabria. Stiamo notando, anzi, una forte ripresa di attenzione dei calabresi nei confronti delle azioni dello Stato. Oggi, nel corso della riunione della Conferenza regionale sulla sicurezza, siamo stati chiamati ad esaminare una situazione complessa e difficile. La nostra volonta' e' di non sottovalutare alcun aspetto, raccomandando pero' a tutti una certa prudenza nella valutazione di alcuni fatti anche gravi e di evidente allarme sociale''. Minniti, parlando con i giornalisti, ha annunciato ''una lotta senza quartiere contro la 'ndrangheta'', aggiungendo che ''nel corso del vertice di oggi sono stati definite priorita' e indirizzi da raggiungere e verificare nell'azione di contrasto contro la criminalita' organizzata. Priorita' ed indirizzi che, ovviamente, non possono essere svelati per non concedere vantaggi alla criminalita'''. Il viceministro all'Interno ha anche riferito che il prefetto di Reggio Calabria, Luigi De Sena, nella qualita' di coordinatore dei cinque prefetti della Calabria, ha a disposizione tre milioni di euro per finanziare nuove tecnologie contro la 'ndrangheta.
''Molto presto la nuova Commissione del Viminale che si occupa della protezione dei pentiti e dei testimoni di giustizia sara' messa nelle condizioni di funzionare''. Ha poi detto il viceministro all'Interno, Marco Minniti, parlando con i giornalisti a Reggio Calabria a conclusione della Conferenza regionale sulla sicurezza. ''Posso assicurare che la Commissione - ha aggiunto Minniti - interverra' puntualmente sui vari casi segnalati negli ultimi tempi da alcuni testimoni di giustizia e collaboratori di giustizia riguardo la loro sicurezza''.

Ragazzi toscani in Calabria Coltivano le terre confiscate alla ‘nrangheta

19/06 Partiranno in questi giorni i 140 ragazzi toscani che quest'anno aiuteranno Libera, l'associazione di Don Luigi Ciotti, a combattere la mafia coltivando i campi sequestrati alle cosche. L'anno scorso furono 82. Si alterneranno in Sicilia e in Calabria in sette turni di due settimane fino al 4 settembre e a salutarli, domani alle 11 nell'auditorium della Regione Toscana in via Cavour n. 4 a Firenze, sara' il vice presidente della Toscana Federico Gelli e l'assessore alla cultura Mariella Zoppi, capofila dei progetti per la cultura della legalita'. Con loro ci sara' anche il giudice ed ex procuratore nazionale antimafia Pierluigi Vigna. La Regione e' uno dei promotori e sostenitori del progetto ''Liberarci dalle spine'', a cui quest'anno ha aderito anche la Regione Calabria. La Regione Toscana in particolare si fara' carico di tutte le spese di viaggio. Quattro sono le realta' in cui i ragazzi andranno ad operare: a Corleone e Monreale in provincia di Palermo e a Canicatti' in provincia di Agrigento, in Calabria a Gioia Tauro, San Luca e Locri nella provincia di Reggio Calabria. I volontari presteranno il loro lavoro nelle cooperative agricole, collaboreranno anche alla realizzazione di alcuni spettacoli ed eventi culturali e daranno un ulteriore contributo di sei euro al giorno per le spese sostenute.

Imprenditore di Petilia Policastro scomparso da quattro giorni

19/06 Da giovedi' scorso non si hanno piu' notizie di un uomo di Petilia Policastro, Salvatore Carvelli, di 75 anni, imprenditore edile che si interessa anche della compravendita di terreni. Il mancato rientro a casa e' stato denunciato ai carabinieri della Compagnia di Petilia Policastro dai familiari dell' anziano il giorno successivo a quello in cui e' stato visto per l' ultima volta. I militari hanno avviato le ricerche dell' uomo, sposato e padre di due figlie, con l'ausilio di unita' cinofile, ma finora senza esito. Tra le ipotesi sulle quali i carabinieri stanno indagando c' e' anche quella di un eventuale malore che l' uomo potrebbe avere accusato magari lontano dall' abitato.

Il macabro rito continua. Ancora cani morti per le strade di Dipignano.

19/06 (AT) La popolazione è allarmata. Dal 15 Giugno non c’è giorno in cui non siano stati trovati nuovi animali morti in contrada Cappuccini di Dipignano. Domenica 18 sono state segnalate ancora morti sospette, e carcasse di cani e di gatti sono state rinvenute nelle strade della zona e dintorni. Sono stati segnalati anche numerosi uccelli morti. Non c’è più serenità, e alcune abitanti della zona si sono dette preoccupate a far giocare i bambini per strada, dal momento che non si è ancora fatta luce sulla natura dell’ipotetico veleno che pare sia stato copiosamente distribuito per la strade e nei giardini della zona. C’è tensione tra gli abitanti che sospettano l’uno dell’altro, e chi normalmente faceva la passeggiata serale col proprio cane al guinzaglio evita di farlo per non vivere la brutta situazione che ha colpito la famiglia Guarasci o la signora Grillo che al ritorno dalla consueta camminata ha assistito impotente all’agonia del proprio amato cane. I veterinari della zona non sanno come dividersi, anche se nonostante le somministrazioni di emetico ai primi sintomi di avvelenamento nessuno dei cani è stato salvato. I carabinieri continuano a raccogliere denunce da parte dei proprietari di cani, ma molti non sporgono denuncia per sfiducia verso le istituzioni.
Domenica durante un incontro pubblico nella piazza di Dipignano, il prof. Silvio Gambino dell’Unical ha anticipato l’uscita di una approfondita indagine sulle modalità di gestione del fenomeno del randagismo nei comuni che non dispongono di un canile comunale, facendo capire che vi sono infiltrazioni del mondo illegale anche in questo settore. Speriamo che venga fatta presto luce su questo inquietante rito che ogni anno si ripete, privando molti cittadini della libertà affettiva di condividere la propria vita con un compagno a quattro zampe.

Alla Procura di Catanzaro cambiano i rapporti con la stampa

19/06 Da oggi cambia l' organizzazione della Procura della Repubblica di Catanzaro, nel rispetto di quanto previsto dalla riforma dell' ordinamento giudiziario, per quanto riguarda i rapporti con la stampa. La diffusione delle notizie ai giornalisti ed eventuali dichiarazioni sulle inchieste in corso saranno affidate esclusivamente al procuratore della Repubblica, Mariano Lombardi. I due procuratori aggiunti, Salvatore Murone e Mario Spagnuolo, potranno fornire notizie, su delega dello stesso procuratore Lombardi, per quanto riguarda i rispettivi settori di competenza, che per il primo e' la Procura ordinaria, di cui lo stesso Murone e' coordinatore, e per il secondo e' l' attivita' della Procura distrettuale riguardante il territorio di Cosenza e della provincia. Murone fornira' anche le informazioni per quanto riguarda l' attivita' antiterrorismo, di cui lo stesso magistrato e' coordinatore. Lombardi e Murone, per quanto riguarda, rispettivamente, La Procura distrettuale e la Procura ordinaria, sono anche titolari del potere di assenso sulle richieste di emissione delle ordinanze di custodia cautelare fatte dai singoli sostituti al gip. Per quanto riguarda, invece, la Procura della Repubblica di Reggio Calabria non si ha notizia, secondo informazioni raccolte tra alcuni sostituti, di disposizioni impartite dal procuratore, Antonino Catanese in merito ad una diversa organizzazione dell' ufficio.

Presidente Oliverio “Serve una migliore viabilità per Acri”

19/06 E' stato interamente dedicato a due importanti infrastrutture del territorio di Acri, la Sibari-Sila e la strada statale 660 di collegamento con la A3, l' incontro convocato dal presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio. Alla riunione hanno partecipato il sindaco della citta', Elio Coschignano; l' assessore provinciale alla Viabilita', Arturo Riccetti e il responsabile dell' Ufficio progettazione infrastrutture strategiche della Provincia, Battista Iacino. ''In ordine alla statale 660 - e' detto nel comunicato - preso atto delle difficolta' dell' Anas a farsi carico della realizzazione dell' opera viaria a seguito delle limitazioni imposte all' azienda dalla Legge finanziaria, la Regione ha deliberato di individuare la Provincia di Cosenza quale ente attuatore degli interventi previsti. Allo scopo, i prossimi giorni vedranno la firma della relativa convenzione tra le parti interessate, ormai superata la fase di discussione che negli scorsi mesi aveva portato al tavolo provinciale tecnici ed amministratori. Per quanto riguarda invece la Sibari-Sila, tenendo a base gli elaborati progettuali gia' esistenti, e' stato stabilito di individuare un lotto funzionale per consentire l'utilizzo dei fondi disponibili, circa 29 milioni di euro, in modo da rispettare i tempi previsti dalla relativa delibera Cipe. A conclusione dell' incontro, il presidente Oliverio ha proposto la costituzione del tavolo odierno in tavolo permanente per monitorare il prosieguo del lavoro, via via, sino alla realizzazione delle conseguenti gare d' appalto per l' opera. ''E' stata una riunione importante - ha sostenuto Mario Oliverio - e particolarmente impegnativa per delineare il percorso che portera' nell' arco di pochi mesi ad indire le gare d' appalto di due importanti infrastrutture che toglieranno la citta' di Acri ed il suo comprensorio da uno stato di isolamento ed apriranno ad un rapporto con l'autostrada e la Piana di Sibari una vasta area interna della nostra provincia''
''La riunione tenutasi oggi alla Provincia di Cosenza e promossa dal presidente Oliverio sulla grande viabilita' di Acri rappresenta un momento importante per l'avvio dei lavori delle due grandi arterie, quella verso Cosenza e quella verso la piana di Sibari''. E' quanto sostiene, in una dichiarazione, il consigliere regionale Maurizio Feraudo, di Italia dei valori, che ha partecipato alla riunione. ''Dall' incontro - aggiunge Feraudo - e' emersa la volonta' concreta di affrontare il problema dell'isolamento viario di Acri utilizzando le risorse economiche che la Regione ha inserito nell' Accordo di programma quadro dei Trasporti. Quando saranno esaurite le dovute verifiche di carattere tecnico, sara' definito il tracciato della nuova statale 660 e sara' individuato il tratto della Sibari-Sila su cui intervenire con immediatezza. Sono soddisfatto per l' esito dell' incontro che ha segnato un passo in avanti importante in direzione della questione che avevo sollevato e che, finalmente, ha riavviato l'iter che a breve, e comunque entro l' anno, portera' ad appaltare i primi lotti delle due grosse opere. Insieme alla Provincia e al Comune la Regione portera' avanti gli impegni assunti e dara' quelle risposte che Acri sta aspettando da anni. Il mio impegno continuera' ad essere quello di stimolo verso gli enti preposti affinche' nel piu' breve tempo possibile si passi alla fase operativa''

Intimidazione al DG della Provincia di Vibo: rinvenute due cartucce da fucile nella sua auto

19/06 Due cartucce da fucile caricate a pallettoni sono state lasciate oggi all' interno dell' auto del direttore generale della Provincia di Vibo Valentia, Domenico Mazzitelli. L' auto era nel parcheggio riservato attiguo alla sede dell' ente. E' stato lo stesso Mazzitelli a rinvenire le cartucce e ad avvisare la polizia. Nelle scorse settimane tra Mazzitelli ed il personale dell' Ente ci sono stati contrasti e polemiche.

Il 23 e 24 giugno il 2° Meeting Euromediterraneo al Rendano

19/06 Il 23 ed il 24 Giugno si svolgerà a Cosenza il 2°Meeting Euromediterraneo della Fondazione Europa Mezzogiorno Mediterraneo, dedicato al tema del dialogo interreligioso.
Alle due importanti giornate parteciperanno, tra gli altri, le massime cariche istituzionali della Regione Calabria, rappresentanti della Commissione Europea, il Presidente del Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d’Europa, delegati dell’Istituto Internazionale Jacques Maritain, il Ministro Plenipotenziario –DGMM del Ministero degli Affari Esteri.
Ancora, animeranno i due giorni di incontro e riflessione numerose autorità laiche e religiose, nazionali ed internazionali, in rappresentanza delle comunità Cristiana, Ebraica, ed Islamica.
La Fondazione Europa Mezzogiorno Mediterraneo continua così nell’impegno verso le relazioni tra le comunità, i popoli e i Paesi dell'area per costruire la pace e per intraprendere percorsi di comprensione di cooperazione e di sviluppo condiviso.

Ad Antonio Marziale il premio “Mauro Laeng 2006”

19/06 E' stata conferito al presidente dell'Osservatorio sui diritti dei minori, Antonio Marziale, il ''Premio Mauro Laeng 2006'' per la comunicazione educativa. Antonio Marziale, sociologo e giornalista calabrese, e' scritto in una nota, ha condiviso il riconoscimento con il giornalista della Rai, Massimo Bernardini, conduttore di ''Tv Talk'', e con Marisa D' Alessio, docente di psicologia dell' eta' evolutiva dell' Universita' La Sapienza di Roma. La cerimonia di consegna si e' svolta nell' aula consiliare del Comune di Colledara, in provincia di Teramo, al termine di una relazione che il giovane professionista taurianovese, distintosi per le sue battaglie finalizzate al ricentraggio qualitativo dell' offerta televisiva, ha tenuto sul tema ''Universi educativi e universi emozionali: segni e simboli della comunicazione per i minori''. Marziale, componente della commissione ministeriale che ha redatto il ''Codice Gasparri per l' autoregolamentazione Tv e minori'' ed il ''Codice Internet e Minori'', fondatore della Scuola online permanente di Educazione ai media, patrocinata dal Ministero delle Comunicazioni, ha ricevuto il premio dal sindaco di Colledara, Giuseppe Di Bartolomeo, alla presenza della vedova del prof. Laeng, la docente universitaria Graziella Ballanti. Il prof. Mauro Laeng, cui e' intestato il premio organizzato dal Comitato ''I Teramani'', presieduto da Giancarlo Puritani, e' stato pedagogista di fama internazionale, autore di studi tradotti in lingua inglese, francese, tedesca, spagnola, giapponese e coreana, direttore del Museo storico della Didattica, fondatore e direttore dell' Enciclopedia pedagogica e dell'Istituto superiore Montessori di Ricerca e Formazione, insignito della Medaglia d' oro dei Benemeriti della scuola, della cultura e dell' arte con decreto del Presidente della Repubblica.

Brevi di cronaca da Scala Coeli, Corigliano

19/06 I militari della stazione dei Carabinieri di Scala Coeli, in provincia di Cosenza, hanno arrestato tre persone con l'accusa di furto aggravato sono R.P., 41 anni, R.P., 47 anni e M. P., 22 anni tutti residenti in provincia di Arezzo. I carabinieri sono riusciti ad intercettare i tre mentre si allontanavano a bordo di una autovettura Mercedes di loro proprieta', dopo aver sottratto abbigliamento sportivo ad Ahmed Said, commerciante ambulante residente a Cariati, in provincia di Cosenza. La refurtiva composta da abbigliamento sportivo per un valore di 50 euro e' stata restituita, mentre i soggetti fermati, dopo le formalita' di rito sono stati rimessi in liberta' su disposizione dell'autorita' giudiziaria. A Corigliano due persone, marito e moglie, Giorgio Elia Guaranna, di 50 anni, e Teresa Sorba, di 36, sono stati arrestati dai carabinieri con l' accusa di produzione e detenzione di sostanze stupefacenti. I militari, nel corso di una perquisizione nell' abitazione della coppia, hanno trovato 90 grammi di semi di canapa indiana e, coltivate in un giardino circostante la casa, 19 piante di marijuana.

Tano Grasso ai funerali di Scarcella a Briatico “Un delitto di ‘ndrangheta”

18/06 ''Quello di Fedele Scarcella e' stato, senza alcun dubbio, un delitto di 'ndrangheta. Un omicidio cosi' efferato non si decide senza il placet di una consorteria mafiosa''. Lo ha detto il presidente onorario della Fondazione antiracket, Tano Grasso, parlando con i giornalisti a conclusione dei funerali di Scarcella, l'imprenditore agricolo ucciso nella notte tra il 9 e 10 giugno scorsi a Briatico, nel vibonese. Grasso ha partecipato ai funerali di Scarcella, svoltisi oggi pomeriggio nel Duomo di Vibo Valentia, insieme a rappresentanti di associazioni antiracket della Calabria e della Sicilia. Il sospetto degli investigatori e' che l'omicidio di Scarcella, il cui cadavere carbonizzato e' stato trovato sul sedile posteriore dell'auto dell'imprenditore, data alle fiamme dagli stessi assassini, sia da collegare ad una vendetta del racket delle estorsioni. Scarcella, infatti, alcuni anni fa, quando era residente a Gioia Tauro, aveva denunciato i responsabili di una serie di azioni estorsive ai suoi danni. ''Fedele Scarcella- ha aggiunto Tano Grasso - era un imprenditore libero. Cio' che mi ha piu' colpito in senso negativo e' stata l'assenza ai funerali di rappresentanti delle istituzioni. E questo mi porta a pensare che quando si viene uccisi e' perche' si resta soli. Scarcella, purtroppo, era rimasto solo e per questo oggi il suo e' stato un funerale in solitudine. Ci sono persone che sicuramente sanno perche' Fedele Scarcella e' stato ucciso. L'invito che rivolgo loro e' di parlare e di collaborare con le istituzioni. Lo dobbiamo a Fedele ed ai suoi familiari''. Ai funerali di Scarcella ha partecipato anche Angela Napoli, deputato di Alleanza nazionale e vicepresidente uscente della Commissione parlamentare antimafia, secondo la quale ''l'omicidio di Scarcella deve fare meditare tante persone e spronarle a reagire ed a ribellarsi ai soprusi della 'ndrangheta. La Calabria intera deve trovare la forza e l'unita' per sconfiggere il crimine''. Un invito a reagire contro i poteri criminali e' venuto anche dal sacerdote che ha celebrato i funerali, don Nino Vattiata, parroco di Vazzano, il centro del vibonese in cui Scarcella viveva insieme alla famiglia. ''Bisogna uscire - ha detto il sacerdote - da questa condizione di omerta'. E' drammatico che tutti sappiano ma nessuno trova il coraggio di parlare. Perche' ci sia maggiore collaborazione occorre, pero', che vengano date maggiori garanzie alla gente sulla certezza della pena. Altrimenti qualsiasi appello alla collaborazione cadra' nel vuoto''.

Il premio “Mela D’Oro Bellisario” alla Ad della Simet

18/06 ''Mela d' Oro per l' impegno con cui e' riuscita a coniugare gli interessi turistici e di marketing con le declinazioni piu' genuine della responsabilita' sociale d' impresa. Grazie alla sua guida, la Simet rappresenta uno dei piu' noti e rispettati gruppi del Mezzogiorno operanti nel settore dei Trasporti''. Con questa motivazione e' stata consegnata ieri la Mela d' Oro - Premio Fondazione Bellisario, a Mariella De Florio, amministratore delegato della Simet di Rossano. Al suo arrivo in citta', emozionata e soddisfatta per il riconoscimento, Mariella De Florio ha dedicato il Premio a tutte le numerose giovani donne imprenditrici del Mezzogiorno. ''Esse - ha detto - sono una testimonianza ed una speranza per un Sud che sa e vuole fare impresa e che, proprio per questo, contribuisce a costruire un progetto alternativo e credibile di rilancio sociale, economico e culturale del Mezzogiorno''.

Un minore arrestato a Reggio dopo una rapina. I complici riescono a fuggire

18/06 Un minore e' stato arrestato a Reggio Calabria dai carabinieri poco dopo che aveva compiuto una rapina in un negozio per la vendita di prodotti per la casa, asportando circa millecinquecento euro in contanti. I complici del minore, almeno altre due persone, sono invece riusciti ad allontanarsi a piedi. L' arresto del minore e' avvenuto dopo che i rapinatori, mentre si allontanavano a bordo di un' automobile, sono stati intercettati dal fratello del titolare del negozio, che li ha speronati con la sua vettura. Il minore, nello scontro, ha riportato una contusione al volto ed e' stato poi bloccato dai carabinieri della stazione di Gallico. I militari hanno anche sequestrato una pistola giocattolo utilizzata per compiere la rapina.

Iniziativa del Comune di Reggio: Mille euro al mese per 15 anni ai datori che assumeranno 300 disoccupati

18/06 ''I disagi che stanno subendo i disoccupati che hanno risposto all'opportunita' di occupazione che abbiamo creato erano inevitabili se si vuole garantire effettivamente l'assoluta trasparenza nell'individuazione delle persone da avviare al lavoro''. Lo ha detto il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, commentando la lunga coda di persone (oltre 700 al momento) che si e' formata davanti all'ufficio incaricato di ricevere le domande per la partecipazione ad un'iniziativa del Comune per la creazione di 300 nuovi posti di lavoro. L'Amministrazione comunale, utilizzando fondi del Decreto Reggio, garantira' un contributo di mille euro per 15 anni a chi assumera' persone con un'anzianita' di disoccupazione superiore ai due anni. I disoccupati per l'assunzione dei quali e' previsto il contributo erogato dal Comune sono 300. ''La grande aspettativa che si e' creata in citta' in merito alla nostra iniziativa - ha aggiunto il sindaco Scopelliti - aspettativa che non ci ha sorpreso anche se non ci attendevamo una presenza cosi' folta, testimonia il bisogno di lavoro che si avverte tra i giovani di Reggio Calabria. Come Amministrazione comunale, comunque, siamo riusciti a proporre opportunita' che mai prima d'ora i giovani avevano avuto. Ed in ogni caso, meglio queste file interminabili per i nostri giovani che il vuoto del passato''. La scelta delle persone da avviare al lavoro sara' fatta sulla base dell'ordine cronologico di presentazione della domande, che l'ufficio comunale incaricato comincera' a ricevere da domani. ''Un metodo - ha commentato Scopelliti - che, malgrado i disagi che si sono creati, rimane il piu' trasparente in un'area come il Mezzogiorno che negli ultimi 40 anni ha subito logiche clientelari ed abusi. La soluzione che abbiamo adottato ha l'obiettivo di rendere sempre piu' credibili quelle istituzioni che vogliono rappresentare anche su questo versante una svolta sul piano della trasparenza''. Scopelliti ha anche riferito che ''per sopperire ai disagi che si sono creati, ci sono stati il pronto intervento e la collaborazione dalla Croce rossa, dalla Protezione civile e dalle organizzazioni di volontariato, che sono intervenute subito somministrando generi di conforto alle persone che sono in coda''. ''Fino a ieri - ha detto ancora il sindaco Scopelliti - l' unica possibilita' per quei giovani che oggi stanno facendo la coda era quella della 'valigia', e cioe' trovare fuori dalla nostra citta' una prospettiva occupazionale. Oggi, invece, la mia Amministrazione trasmette idee positive che consentono a questi giovani di immaginare un futuro diverso creandosi anche una famiglia nella loro citta'''. ''Quelle che stiamo promuovendo - ha aggiunto Scopelliti - sono politiche attive del lavoro che fanno registrare non soltanto un processo di nuova occupazione sul territorio, ma che realizzano anche un percorso di riemersione dal lavoro irregolare. Tutto questo, nel suo complesso, rappresenta un passaggio utile anche per uscire dalle forme di illegalita' che si registrano nel mercato del lavoro. Questo progetto si pone lungo una linea di continuita' col successo che avevamo gia' registrato lo scorso anno con l' iniziativa Workmed, grazie alla quale 360 dei 500 giovani che hanno fatto tirocini formativi hanno trovato lavoro presso le imprese. Successivamente, sempre nel campo del lavoro, abbiamo realizzato, credo per primi in Italia, attraverso il Psu con fondi comunitari, il progetto 'Carpe diem' rivolto a giovani disoccupati intenzionati a creare un' impresa. Grazie a quest' ultimo progetto sono in via di costituzione 100 nuove imprese giovanili che avvieranno la loro attivita' nel campo del turismo allargato''.

La Foderauto Bruzia chiude i battenti.

17/06 La Foderauto Bruzia chiude definitivamente i battenti. La storica industria con sede a Belvedere Marittimo, sul Tirreno cosentino, rinomata per la produzione di fodere per automobili, cessa la sua attivita' dopo trenta anni da leader nel proprio settore. Di conseguenza, e' stata avviata la procedura di attivazione della mobilita' per le 225 unita' lavorative impegnate nello stabilimento della provincia di Cosenza. E' il crollo, quindi, di un sogno imprenditoriale e di sviluppo occupazionale, con un indotto complessivo di circa cinquecento unita' lavorative. La comunicazione della cessazione di attivita' e' stata inviata, lo scorso 14 giugno, alla presidenza del Consiglio dei Ministri, alla presidenza della Giunta regionale della Calabria, alla presidenza della Provincia di Cosenza, alle organizzazioni sindacali e alla Confindustria, oltre che ai sindaci dei comuni di Sangineto, Bonifati, Diamante e Belvedere Marittimo. Un fiume in piena che travolge le istituzioni, dal momento che e' ben chiara - sottolinea l'azienda - la posizione per la quale ogni iniziativa eventualmente posta in essere, non sara' piu' compatibile con i tempi dettati dalle regole del mercato e dalle modalita' di affidamento delle commesse. Tre le critiche forti e drammatiche che, a parere della Foderauto Bruzia, hanno portato alla chiusura definitiva dell'azienda. A partire dalla creazione di un rapporto diretto con la Fiat, che sarebbe dovuto passare dall'intervento diretto della Regione Calabria. Passando dall'attivazione di uno strumento di finanziamento, noto come Sistema moda regione Calabria, che permettesse alla Foderauto Bruzia di ristrutturarsi per passare dalla sola produzione delle fodere a quella del sedile completo. Infine, la salvaguardia dei livelli occupazionali e l'attivazione di tutte le procedure per il mantenimento di tutto l'indotto lavorativo. Un accordo quadro, sottoscritto dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, e implementato con specifici accordi siglati con Regione Calabria, Provincia di Cosenza e Confindustria. Impegni istituzionali che, secondo l'azienda, sarebbero rimasti solo attivi sulla carta. Suffragati, questo si', esclusivamente dalla societa' di Belvedere Marittimo. Tempi biblici di attesa, secondo la Foderauto Bruzia, contro la necessita' di concretizzare tutto senza dovere attendere il tempismo della politica e della burocrazia, per permettere alla societa' di rimanere competitiva secondo i parametri del mercato e dei principali committenti. Considerato che, mentre le istituzioni promettevano di applicare provvedimenti utili e indifferibili, l'azienda cosentina era costretta a fare fronte a un biennio contrassegnato dalle crescenti difficolta' del comparto automobilistico e dalla concorrenza, definita "sleale", da parte di Paesi in via di sviluppo. Nessuna speranza resta nella comunicazione trasmessa dalla Foderauto Bruzia, dal momento che la societa' per azioni dichiara che non sussistono le condizioni per potere ulteriormente attendere gli esiti, del tutto ininfluenti rispetto ai tempi di mercato, di qualunque ulteriore iniziativa. Si infrange quindi il sogno di un'occupazione stabile per circa cinquecento lavoratori, in una regione gia' in ginocchio in termini di occupazione, in una realta' in cui le grandi speranze imprenditoriali nate negli anni settanta, si piegano su se' stesse senza riuscire piu' a reggere le dure regole del mercato europeo.

Eseguita l’autopsia sull’agricoltore ucciso nel vibonese: nessun colpo di arma da fuoco rinvenuto

17/06 Non e' stato ucciso con colpi di arma da fuoco Fedele Scarcella, di 71 anni, l' agricoltore assassinato domenica scorsa a Briatico. E' quanto e' emerso dall' autopsia effettuata stasera nell' obitorio dell' ospedale di Vibo Valentia. Il cadavere di Scarcella era stato trovato carbonizzato a bordo dell' automobile dell' agricoltore, nei pressi della spiaggia di Briatico. La vettura (una Fiat Punto) era stata data alle fiamme dagli assassini di Scarcella. Il medico legale che ha effettuato l' autopsia, Giulio Di Mizio, dell' Universita' Magna Grecia di Catanzaro, non ha rilevato sul cadavere di Scarcella ferite provocate da colpi di pistola o di fucile. Sulle cause della morte di Scarcella, dunque, al momento regna il mistero. L' ipotesi che viene presa in considerazione dagli investigatori e' che l' agricoltore possa essere stato strangolato oppure che la sua morte possa essere stata la conseguenza di un pestaggio. Il cadavere di Scarcella e' stato poi caricato sul sedile posteriore dell' automobile dell' agricoltore, che e' stata incendiata allo scopo, presumibilmente, di cancellare eventuali tracce che potessero consentire di identificare i responsabili dell' omicidio. Il medico legale effettuera' nei prossimi giorni esami istologici e tossicologici sui tessuti prelevati dal corpo di Scarcella nel tentativo di accertare la causa della morte dell' agricoltore. Il procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Alfredo Laudonio, ed i carabinieri, che conducono le indagini, non hanno comunque alcun dubbio sul fatto che Scarcella sia stato ucciso, escludendo categoricamente l' ipotesi del suicidio. Una delle piste che vengono seguite dagli investigatori per accertare il movente dell' omicidio e' che l' uccisione di Scarcella sia da collegare ad una vendetta del racket delle estorsioni. Nel 1998, infatti, l' agricoltore, quando viveva a Gioia Tauro, aveva denunciato le persone che lo avevano sottoposto ad una serie di taglieggiamenti. Scarcella, due anni dopo, decise di trasferirsi nel Vibonese, dove era proprietario di alcuni terreni. L' ipotesi della vendetta del racket, comunque, non sarebbe l' unica che viene presa in considerazione per risalire al movente dell' omicidio

Il legale dell’ucciso di Lamezia precisa “Rotundo mai condannato per truffa”

17/06 Luciano Rotundo, il rappresentante di gioielli ucciso giovedi' sera a Lamezia Terme, non era mai stato indagato, ne' aveva subito condanne per truffa. E' quanto riferisce, in una nota, l' avvocato Gregorio Barba, legale di Antonio Rotundo, padre della vittima, facendo riferimento a notizie di stampa. ''La seconda sezione penale della Corte suprema di Cassazione, inoltre - aggiunge l' avv. Barba - all'udienza del 24 maggio scorso, in accoglimento delle mie tesi difensive, ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna pronunciata dalla Corte d'appello di Catanzaro a carico di Luciano Rotundo inerente ad una contestata vicenda di natura esclusivamente privata, che, pertanto, si ha motivo di ritenere totalmente estranea alla sua allarmante soppressione. Tanto si precisa ai fini di una corretta informazione ed a doverosa tutela della memoria dello scomparso ad opera di odiosa mano criminale che, purtroppo, dilaga incessantemente e prepotentemente in Calabria, mortificando le coscienze oneste ed operose dei suoi abitanti''.

La Provincia di Cosenza presenta numerosi progetti all’Euro PA

17/06 ''Sono numerosi i progetti che la Provincia di Cosenza ha presentato nell' ambito dell' Euro P.A, l' importante salone delle autonomie locali, sede di confronto e programmazione che, aperto lo scorso 14 giugno, si e' chiuso ieri nel quartiere fieristico di Rimini''. Lo rende noto la Provincia in un comunicato. ''In linea con il tema-traino dell' edizione 2006, 'Difendere l' innovazione e premiare le eccellenze' - prosegue la nota - la Provincia di Cosenza ha inserito, in questa vera e propria comunita' che discute su temi importanti legati al governo locale, le piu' significative piattaforme di servizi avanzati che sono o prossime al debutto o gia' operanti in qualita' di servizi ai cittadini. Tra i progetti, a Rimini si e' ridiscusso di 'In Chiaro' e 'Chiaritevi', che, agendo sull' ampliamento della dimensione dell' accesso alla sfera pubblica, hanno quale target la partecipazione democratica dei cittadini nel nuovo rapporto con l'Amministrazione''. Nello specifico, ''In Chiaro'', rivolto ai giovani (studenti delle ultime due classi dei Tecnici superiori) ed alle donne (25-45 anni, diplomate, laureate in cerca di prima occupazione), e' scritto nel comunicato, ''crea un canale di collaborazione sui temi del mercato del lavoro attraverso percorsi di e-democracy articolati sull' informazione, il dialogo e la consultazione, supportati da strumenti tradizionali (laboratori, tavoli tematici, sondaggi, focus group) e da strumenti legati alle nuove tecnologie (newsletter, weblog, portali)''. ''Chiaritevi'', come divulgato all' Euro P.A., e' invece un programma servizi di T-gouvernement da erogare attraverso il mezzo televisivo. Un nuovo canale di comunicazione che sfrutta il digitale terrestre e che permettera' agli utenti di consultare informazioni di pubblica utilita', ma anche di richiederne, dialogando con semplici strumenti interattivi. Tra i progetti di maggiore interesse presentati dalla Provincia di Cosenza c' era anche il Cst, Centro servizi territoriali, Polisnet, diretto ad eliminare il digital divide tra i Comuni medio-piccoli (popolazione inferiore ai 25.000 abitanti) e le altre istituzioni. ''Una azione, successiva alla risposta ad uno specifico bando della Regione Calabria - e' scritto nella nota - che aggrega alla Provincia di Cosenza, istituzione capofila, le altre Province calabresi in un consorzio il cui scopo e' garantire un supporto tecnologico agli enti locali di piccole e medie dimensioni, assicurando la disponibilita' di servizi adeguati nei territori a rischio di marginalita'. A Polisnet hanno gia' aderito 231 Comuni della Calabria, un Consorzio di Comuni della Locride, 6 Comunita' Montane, il CST Casali Cosentini. Area tecnologica dedicata al Trasporto Pubblico Locale, ancora presente all' Euro P.A., si presenta Trasport@ndo, supporto on line per definire e monitorare la qualita' dei servizi per la mobilita' dei cittadini, fornendo nel contempo informazione all'utenza, provvisto di un portale strutturato su di un Osservatorio dedicato. Ancora per l' intervento nelle politiche del lavoro, il numero verde S.O.S. lavoro Provincia di Cosenza 800.53.53.2, rivolto sia ai disoccupati che alle aziende con l'obiettivo principale di facilitare l'incontro tra domanda ed offerta, intermediandole''. ''Come sottolineato nel corso del Salone delle Autonomie Locali - conclude la nota - l' attivita' del Numero Verde ha evidenziato un indice di gradimento altissimo: 12.433 contatti nel 2005, con un incremento del 26% rispetto all' anno precedente. Un dato significativo: il 95% delle telefonate e' stata fatta da disoccupati, fra i quali hanno prevalso le donne, ben il 62%. Presenti a Rimini, tra gli altri, nell' apprezzato e frequentato stand del padiglione C7, Luigi Oliva, responsabile dei Servizi Informatici della Provincia di Cosenza, i consiglieri Michele Ambrogio, Antonio Belmonte, Flaviano Federico''.

A Civita, sequestra la ex ragazza e la picchia: uomo arrestato dai carabinieri

17/06 Un giovane V.D., di 31 anni, di Civita, e' stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Castrovillari per il reato di sequestro di persona in esecuzione di un' ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del locale Tribunale. V.D., secondo quanto hanno riferito i militari, il giovedi' scorso, per futili motivi, avrebbe costretto una ragazza, che si trovava a bordo dell' autovettura del proprio fidanzato, a seguirlo sulla propria auto. Dopo averla condotta in una zona isolata avrebbe percosso la donna, provocandole lesioni guaribili in dieci giorni. Al giovane sono stati concessi gli arresti domiciliari.

Brevi di cronaca da Rossano e Castrovillari

17/06 A Rossano i carabinieri della Compagnia di Rossano hanno arrestato un uomo, gia' agli arresti domiciliari, per evasione e resistenza a pubblico ufficiale. – A Castrovillari carabinieri hanno denunciato in stato di liberta' cinque persone per violazione degli obblighi della sorveglianza speciale.

Anziano perde la vita in un incidente sulla strada di Laurignano

16/06 E' giunto cadavere in ospedale l'uomo di 81 anni che per cause che sono in via d'accertamento da parte dei carabinieri della compagnia di Cosenza diretti dal capitano simone Pacioni e' finito in un burrone con la sua utilitaria sulla provinciale Cosenza Laurignano. Si tratta di Francesco Beltrano che subito dopo l'uscita di strada e' stato soccorso da un'ambulanza del 118; l'uomo pero' e' deceduto durante il trasporto in ospedale.

Indagine della Finanza sull’Alberghiero di Castrovillari: Informazione di garanzia a dirigente

16/06 La Guardia di finanza ha notificato un' informazione di garanzia al dirigente scolastico dell' Istituto alberghiero di Castrovillari, Santino Di Stasi, indagato per abuso d' ufficio. L' informazione di garanzia e' stata emessa nell' ambito di un' inchiesta condotta dai sostituti procuratori della Repubblica di Castrovillari Sandro Cutrignelli e Baldo Pisani. I finanzieri della Tenenza di Castrovillari hanno anche eseguito una perquisizione nell' istituto alberghiero, su delega dei sostituti Cutrignelli e Pisani, sequestrando, secondo quanto si e' appreso, alcuni documenti.

Task Force di PS inviata a Lamezia. Soddisfazione del Sindaco Speranza.

16/06 L' invio di una task force di investigatori per contrastare ''con maggiore incisivita''' la criminalita' nella zona di Lamezia Terme, in Calabria e' stato concordato in sede interforze dal Dipartimento di Pubblica sicurezza, a seguito dei recenti episodi delittuosi verificatisi nella zona. La task force sara' formata da esperti della Polizia di Stato, dell' Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Dia per fornire un adeguato supporto specialistico agli uffici ed ai comandi territoriali, gia' impegnati nell' azione di contrasto. Il Direttore centrale della Polizia Criminale, prefetto Alessandro Pansa, e' stato incaricato di coordinare l' iniziativa.
Il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, si e' detto ''molto soddisfatto'' per la decisione di inviare in citta' una task force concordata in sede interforze dal Dipartimento di pubblica sicurezza. ''Gia' stamattina - ha aggiunto Speranza - il viceministro Minniti mi aveva telefonato per informarmi del fatto che stava seguendo personalmente la situazione di Lamezia Terme e che si stava approfondendo la possibilita' di risposte concrete e positive in favore della nostra comunita'. Il fatto che cosi' celermente sia stata presa una decisione conferma la mia fiducia e ringrazio Minniti, il ministro Amato e l' intero Governo per questo primo segnale di attenzione nei nostri confronti''. Inoltre il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, ha reso noto di avere ricevuto stamattina una telefonata del vice ministro dell'Interno, on. Marco Minniti. "L' on. Minniti, nel corso del colloquio telefonico, - ha aggiunto Speranza - ha voluto approfondire con me i drammatici avvenimenti che hanno investito la nostra comunità. Inutile dire che ho molto gradito questo segno d' attenzione del quale gli sono grato. Il vice ministro era già dettagliatamente informato su tutto perché, mi ha spiegato, ha fin dall' inizio e personalmente seguito la vicenda". "Il vice ministro Minniti - ha detto ancora Speranza - mi ha garantito che continuerà ad occuparsi di quanto sta avvenendo per dare una risposta che garantisca la sicurezza dei nostri concittadini in modo stabile e quotidiano. Nel ringraziare l'on. Minniti per quanto sta facendo, gli ho chiesto di partecipare a una riunione istituzionale a Lamezia quanto prima, trovando la sua disponibilità".

Si indaga sulla vita privata dell’uomo ucciso a Lamezia

16/06 Sono indirizzate verso la vita privata e professionale le indagini dei carabinieri per fare luce sull' omicidio del rappresentante di gioielli Luciano Rotundo, di 41 anni, ucciso ieri sera a Lamezia Terme. Secondo quanto si è appreso in ambienti investigativi, allo stato verrebbe esclusa la matrice della criminalità organizzata. Un' ipotesi, quest' ultima, che è basata sulle modalità del delitto. Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri, i killer hanno atteso l' arrivo di Rotundo davanti al cancello che immette nel cortile della palazzina nella quale l' uomo abitava con la compagna, con la quale avrebbe dovuto sposarsi a breve, e la figlia piccola. Quando Rotundo, a bordo della sua auto Bmw, è arrivato e si è fermato per aprire il cancello elettrico, uno dei due ha sparato un colpo di pistola calibro 7.65. L' uomo è riuscito però ad accelerare e ad entrare nel cortile. Uno dei due sicari lo ha inseguito ed ha sparato altri quattro colpi dentro la vettura, che aveva il finestrino dal lato guida abbassato. Quindi è tornato dal complice ed a bordo di uno scooter è fuggito. In ambienti investigativi si fa rilevare che la criminalità organizzata lametina, solitamente, usa altre modalità: gli omicidi sono più eclatanti e spesso vengono compiuti in luoghi affollati, vengono usate armi più potenti e motociclette di grossa cilindrata. Anche l' ipotesi della rapina è stata scartata dopo che nell' auto è stata trovata la borsa di Rotundo contenente gioielli e denaro. Tra l' altro viene ritenuto improbabile che i due siano fuggiti perché disturbati da qualcuno o da qualcosa prima di riuscire ad impossessarsi della borsa. Rotundo stava aprendo una gioielleria a Lamezia Terme. Nelle scorse settimane il locale, in fase di ristrutturazione, aveva subito un danneggiamento. Ignoti avevano incendiato la serranda. Un particolare ritenuto non sufficiente a giustificare un omicidio da parte del racket delle estorsioni. Rotundo, secondo quanto è stato riferito dagli investigatori, era stato indagato in passato per truffa. Inoltre, avrebbe avuto un carattere irruente. Gli investigatori stanno quindi cercando di appurare se nel recente passato possa avere avuto contrasti con qualcuno.

Le associazioni antiracket ai funerali dell’agricoltore ucciso dalla ndrangheta

16/06 Le associazioni antiracket calabresi parteciperanno domenica prossima a Vibo Valentia ai funerali di Fedele Scarcelli, di 71 anni, l' agricoltore ucciso a Briatico ed il cui cadavere carbonizzato e' stato trovato nella sua auto data alle fiamme. Scarcelli, secondo un' ipotesi investigativa, potrebbe essere stato ucciso per vendetta per avere denunciato un' estorsione subita. ''Accanto alla famiglia e agli imprenditori calabresi delle associazioni antiracket, uniti in questa triste circostanza - e' detto in un comunicato diramato da Maria Teresa Morano, coordinatore delle associazioni antiracket calabresi - ci saranno anche i colleghi di tutte le associazioni aderenti alla Fai, la Federazione delle associazioni antiracket ed antiusura italiane, insieme al presidente onorario, Tano Grasso, ed al presidente in carica, Giuseppe Scandurra. La storia personale e il valore della scelta di Fedele Scarcella e di tutti gli imprenditori che come lui denunciano il racket delle estorsioni - si afferma ancora nella nota - devono diventare un patrimonio comune ed un richiamo a tutta la societa' civile per un comune impegno nel contrasto a tutte le forme di sopraffazione e violenza mafiosa''

Truffa da un milione di euro scoperta nel vibonese

16/06 Ammonterebbe ad oltre un milione di euro la truffa consumata ai danni di una quarantina di ditte produttrici di attrezzi agricoli e concimi, sparse su tutto il territorio nazionale, scoperta dai carabinieri nel Vibonese. Si tratta comunque di un bilancio provvisorio in quanto continuano ad affluire altre denunce che segnalano modalità e termini del raggiro perpetrato ai loro danni da alcuni commercianti vibonesi e alle cui spalle ci potrebbe essere una più vasta organizzazione. Secondo quanto accertato dai carabinieri, gli appartenenti all' organizzazione aprivano dei centri di vendita e quindi ritiravano la merce dai fornitori: trattori, motoseghe, decespugliatori, concimi e tutto quanto serve nel settore agricoltura. Le prime forniture venivano pagate puntualmente, ma col passare del tempo i fornitori, nel portare gli assegni all' incasso, se li sono visti respingere per estinzione dei conti. Nel contempo, però, la merce acquistata e consegnata veniva venduta ad altri commercianti in nero o addirittura occultata, mentre successivamente veniva chiusa l' attività. Da qui la difficoltà dei militari dell' Arma nell' individuare i titolari delle aziende. Solo alcuni sono stati identificati e denunciati. Le indagini dei carabinieri di Vibo Valentia e di Sant' Onofrio sono ancora in corso e mirano ad accertare l' esatta entità della truffa.

Truffe alla UE: sette denunce della Finanza a Roccella Jonica

16/06 La Tenenza di Roccella Jonica della Guardia di finanza ha denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Locri due fratelli, M.Z. e P.Z., titolari di altrettante aziende, e altre cinque persone con l' accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato e dell' Unione europea, malversazione, emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Le denunce sono scattate a seguito di controlli da parte dei finanzieri nell' ambito di un' operazione denominata "Patti chiari" finalizzata alla verifica del corretto utilizzo delle somme percepite da alcune imprese nell' ambito dei Patti territoriali per la Locride, e dei finanziamenti comunitari per l' incentivazione delle attività agricole. Dall' analisi dei tabulati forniti dal Ministero dell' Economia e delle Finanze, che riepilogano i soggetti beneficiari delle agevolazioni, i militari hanno eseguito un controllo nei confronti di due aziende agricole, con sede a Gioiosa Jonica, una delle quali, gestita da M.Z., aveva beneficiato di un finanziamento pubblico rientrante nel Patto territoriale della Locride per un importo di circa 300 mila euro per la realizzazione di un agriturismo. L' altra azienda, gestita dalla sorella, P.Z., aveva ricevuto finanziamenti comunitari per circa 200 mila euro per lo sviluppo delle aree rurali. L' esame della documentazione contabile e bancaria acquisita ha evidenziato i titolari delle due aziende avessero ripetutamente chiesto ed ottenuto, per diversi anni, finanziamenti di natura comunitaria e nazionale, utilizzando sempre lo stesso iter procedurale. I contributi percepiti avevano per oggetto la ristrutturazione di fabbricati rurali e l' acquisto di macchine agricole. Per i fabbricati le opere risultavano essere state fatte da una piccola impresa edile che non aveva alcuna capacità operativa per poterle realizzare. Inoltre, i pagamenti delle fatture emesse dall' impresa edile e non solo, che risultavano saldate con assegni, dopo un breve giro, rientravano nella disponibilità delle aziende agricole. I titolari delle due aziende, per giustificare i pagamenti delle fatture passive, esibivano i medesimi assegni per i diversi fornitori in modo da aumentare l' ammontare del finanziamento. Il sistema di frode architettato dai due fratelli è risultato particolarmente insidioso dal momento che se il controllo fosse stato eseguito nei confronti di uno solo di loro sarebbe stato difficile scoprire il raggiro ai danni dello Stato e della Comunità europea. La Procura della repubblica di Locri ha disposto il sequestro preventivo delle disponibilità bancarie dei due fratelli per circa 500 mila euro, pari alla somma dei finanziamenti indebitamente percepiti.

Strage di cani a Dipignano

16/06 (AT) Il risveglio della mattina del 15 Giugno 2006 per gli abitanti della contrada Cappuccini di Dipignano verrà ricordata come un incubo. Numerosi cani e decine di gatti sono morti apparentemente a causa di decine di polpette avvelenate gettate per le strade, e nei recinti di ville private della contrada. Per passare con le macchine si sono dovuti evitare vari cadaveri di cani appena morti in mezzo alla strada. La mattanza è continuata fino al giorno seguente, tra le urla strazianti degli animali agonizzanti. Già due anni fa si era verificata in contrada Cappuccini la stessa situazione, con la morte di altri 20 cani. I proprietari degli animali uccisi hanno sporto denuncia ai carabinieri, che si sono impegnati a svolgere approfondite indagini, e alcuni cadaveri sono stati prelevati dall’Istituto Zooprofilattico perché vengano eseguite le autopsie per determinarne la causa della morte. Il sindaco di Dipignano Roberto Perri ha condannato questa barbara circostanza, e si è riservato di costituirsi parte civile al fianco dei proprietari degli animali barbaramente uccisi, qualora le indagini mettano in luce precise responsabilità. Gandhi disse che la civiltà di un popolo si misura dal rispetto che ha per gli animali.

Brevi di cronaca da Luzzi

16/06 Un operaio di Luzzi, in provincia Cosenza, e' stato arrestato dai carabinieri della locale Stazione, in flagranza di reato con l'accusa di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e minaccia grave.

Calabria martoriata dalla criminalità: Ucciso a colpi di pistola un rappresentante di gioielli a Lamezia

15/06 Un rappresentante di gioielli, Luciano Rotundo, e' stato ucciso a Lamezia Terme con alcuni colpi di pistola. L'uomo e' morto poco dopo il ricovero in ospedale. Il fatto e' accaduto in localita' Quattrocchie di Lamezia Terme, nelle vicinanze dell'abitazione dell'uomo. L'omicidio, secondo le prime notizie, e' stato compiuto intorno alle 21. Rotundo, quando e' stato affrontato dal killer, era a bordo della sua automobile, una Bmw, nel cortile antistante la palazzina in cui abitava, nei pressi del cimitero del quartiere Nicastro. Contro l'uomo sono stati sparati almeno cinque colpi di pistola, probabilmente calibro 9. Rotundo non e' morto sul colpo. Soccorso e' stato portato subito in ospedale dove, pero', e' morto per le gravi ferite riportate. A bordo dell'auto, secondo quanto si e' appreso, polizia e carabinieri, subito intervenuti sul posto, non hanno trovato la valigetta con i preziosi, ma, al momento, non sarebbe stato ancora appurato se sia stata portata via dal sicario o se Rotundo non l'aveva con se'. Sposato e padre di una bambina, Saverio Rotundo, risultava residente a Catanzaro, ma era domiciliato a Lamezia Terme. Secondo le ricostruzioni fatte dagli investigatori sarebbero stati due uomini a sparare contro Luciano Rotundo. I due sono poi fuggiti a bordo di una moto. Sempre secondo la prima ricostruzione del delitto, i due hanno atteso l'arrivo di Rotundo nel cortile della sua abitazione. Quando l'uomo e' arrivato, uno dei due ha sparato almeno cinque colpi di pistola. Quindi, insieme al complice, a bordo della moto, si e' allontanato dal luogo dell'agguato. Rotundo, sposato e padre di una bambina piccola, non e' morto sul colpo. E' stato soccorso da un' ambulanza del 118, ma e' deceduto durante il trasporto verso l'ospedale e non, come si era appreso in un primo momento, dopo il ricovero nel nosocomio. Sul luogo dell'omicidio, gli investigatori hanno trovato alcuni bossoli che ad un primo esame sembrano essere calibro 9. I reperti saranno comunque sottoposti a perizia balistica per accertare in maniera definitiva il calibro. Dalla ricostruzione della dinamica del delitto, seppure in una prima fase, gli investigatori sembrano propensi a parlare di un vero e proprio agguato. Il che porterebbe ad escludere l'ipotesi di una rapina. Anche perche', dalle prime indicazioni, sembra che i killer siano entrati in azione non appena Rotundo e' arrivato nel cortile della palazzina di tre piani in cui abitava a bordo della sua Bmw. Sul movente del delitto i carabinieri del Reparto operativo di Catanzaro e quelli della Compagnia di Lamezia Terme, che conducono le indagini, non escludono alcuna ipotesi. Rotundo, in ogni caso, dai primi accertamenti, risultava essere incensurato. Gli investigatori stanno adesso sentendo i familiari della vittima e gli abitanti della zona alla ricerca di elementi utili per risalire agli autori del delitto. Il luogo in cui e' avvenuto il delitto e' nelle vicinanze del cimitero del quartiere Nicastro in una zona abbastanza isolata, a circa tre chilometri dal centro dei Lamezia Terme.

Appartenente al clan dei Mancuso arrestato a Milano con un arsenale di armi

15/06 Fucili mitragliatori, pistole mitragliatrici, revolver, bombe a mano, un migliaio di munizioni, kit per la confezione artigianale di munizioni: "uno dei più rilevanti sequestri di armi negli ultimi anni nel milanese" è stato fatto a Seregno dai carabinieri di Monza. In carcere è finito Salvatore Mancuso, di 39 anni di Limbadi, appartenente all’omonima cosca. L'arsenale era nascosto in un carrello da traino con la copertura di metallo, chiusa con un lucchetto, "immediatamente trasferibile - si legge in un comunicato dei carabinieri - e pronto all'uso in località anche distanti dal luogo del rinvenimento. Le armi sono efficienti e in perfetto stato di conservazione. L'uomo, con precedenti per stupefacenti e armi, residente a Giussano (Milano) e a carico del quale non risultavano provvedimenti restrittivi, è stato notato tempo fa dagli uomini del reparto territoriale di Monza nei pressi di un palazzo di Seregno (Milano) e dall'osservazione dei suoi spostamenti si è arrivati all'arsenale, che si trovava in un box nelle sue disponibilità. Salvatore Mancuso, ora, è rinchiuso nel carcere di Monza. "Abbiamo tenuto d'occhio il carico d'armi per un po' di tempo - ha spiegato Antonio Pizzi, procuratore della Repubblica di Monza - ma ad un certo punto per timore che potesse essere trasferito siamo intervenuti". "Il tipo e la cura con cui sono state conservate le armi, tra cui spiccano numerosi silenziatori e fucili di precisione - ha detto il colonnello Alfonso Manzo, comandante del Reparto territoriale di Monza - indica chiaramente che queste armi potevano essere utilizzate per omicidi e agguati"

Continua la protesta dei lavoratori della Bocoge

15/06 Questa mattina gli operai della Bocoge hanno marciato pacificamente dal cantiere dell’Unical a piazza Matteotti di Rende. Oltre 100 manifestanti si sono riversati per le strade del Comune per tenere viva l’attenzione delle Istituzioni locali sulla vertenza del Polo tecnologico. L’incontro fra i sindacati e la Regione è fissato per domani ma l’agitazione è permanente fino all’esito delle trattative. Gli operai sono stati chiari. <Ci attendiamo un segnale ed un ragionamento inequivocabile dalla Regione>, dichiarano, <ma non siamo pronti ad abboccare di nuovo all’amo delle promesse. Dopo tutti questi mesi non bastano le belle parole, sono necessari i fatti. Siamo esasperati dalla mancanza di certezze sulla prosecuzione dei lavori e dai rinvii dei tavoli istituzionali. Annaspiamo in una cassa integrazione straordinaria non ancora approvata dal Ministero del Lavoro e senza alcuna anticipazione economica>. I lavoratori guardano con sospetto il fermo-lavori al Cubo di Economia che, comunque, definiscono <un provvedimento tampone sul quale non ci si deve cullare. Noi combattiamo, principalmente, per la realizzazione del Polo Tecnologico, la panacea di tutti i mali>. E sono doppiamente motivati nell’obiettivo. Tutelare il loro posto di lavoro e garantire un futuro “calabrese” ai figli che studiano nell’Università che, senza un centro scientifico, non avrebbe alcun significato. <Ma la protesta pacifica di oggi>, affermano Pasquale Costabile della Segreteria Filca Cisl, Bruno Marte Segretario generale della Feneal Uil e Umberto Calabrone della Fillea Cgil, <ha lo scopo soprattutto di coinvolgere l’ente comunale nell’Odissea di questa vertenza. Il Comune rendese, in questi anni, non si è mai schierato a favore dei suoi lavoratori né ha mai preso posizione né ha mai accompagnato i sindacati nei tavoli di concertazione. Eppure il Comune è legato alle controversie del Polo Tecnologico da un filo doppio: l’opera ricade nel suo territorio di competenza e la maggior parte dei lavoratori risiedono a Rende>. Il nuovo sindaco Umberto Bernaudo ha ricevuto i lavoratori al seguito dei rappresentanti sindacali, ha accolto le loro istanze e ne ha sposato la causa. Domani, infatti, Bernaudo presenzierà in veste ufficiale all’appuntamento con la Giunta regionale a Catanzaro. La Filca Cisl, Fillea Cgil, Feneal Uil precisa che i lavori dell’Unical dagli anni ’70 sono affidati in concessione alla Bocoge e non in appalto come erroneamente qualche organo di stampa ha diffuso. Oggi anche gli universitari del movimento “Resistenza studentesca”, indipendente dal gruppo del “Filo Rosso”, si è unito ai lavoratori con i quali condividono timori, speranze e prospettive. I giovani rinnovano un invito alla solidarietà di tutti gli studenti dell’Unical.

Brevi di cronaca da Santa Maria del Cedro, Corigliano, Paterno

15/06 I carabinieri hanno arrestato a Santa Maria del Cedro due immigrati rumeni, un uomo ed una donna, Sorin Stefan, di 27 anni, ed Ana Stefan, di 30. I due, secondo quanto riferito dai carabinieri, non hanno ottemperato al decreto di espulsione emesso nei loro confronti dal prefetto di Cosenza. Sorin Stefan ed Ana Stefan sono stati portati, rispettivamente, nelle carceri di Paola e Castrovillari. A Corigliano è stata arrestata una persona per evasione dagli arresti domiciliari. All'uomo è stata notificata una ordinanza emessa dal Gip del tribunale di Rossano. A Paterno Calabro, infine, è stato arrestato un uomo per inosservanza alle prescrizioni previste dalla misura della sorveglianza speciale.

La Finanza scopre un’evasione per 11 milioni di euro. Fatture false per 5 milioni

14/06 La Guardia di Finanza ha scoperto un'evasione totale alle imposte sui redditi per oltre 11 milioni di euro, con un'ulteriore emissione di fatture false per 5 milioni, ed all'Iva per oltre 5 milioni d'euro. Le indagini, condotte dal Nucleo di polizia tributaria del Comando provinciale di Crotone e dirette dalla direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone, hanno consentito di ricostruire un imponente fatturato attraverso indagini bancarie e centinaia di controlli avvenuti nei confronti di aziende operanti su tutto il territorio nazionale. Molte fatture, che riportano valori superiori al reale ed altre totalmente false, sono state utilizzate per ottenere finanziamenti pubblici per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro.

Esponenti antiracket dai familiari della vittima nel vibonese. La Napoli scrive al ministro Amato

14/06 Il presidente della Federazione Antiracket italiana, Mimmo Comissotto, ha incontrato la compagna e i figli di Fedele Scarcella, l'agricoltore di 71 anni ucciso a Briatico, nel vibonese, e il cui cadavere è stato trovato carbonizzato nella sua automobile bruciata. All'incontro ha partecipato anche il presidente del coordinamento antiracket della Calabria, Maria Teresa Morano. Sul fronte delle indagini, intanto, non emerge nessuna novità utile che possa portare a scoprire gli autori e il movente del delitto. Gli investigatori stanno compiendo verifiche nella vita professionale e privata di Scarcella. Non viene inoltre esclusa l'ipotesi che l'omicidio sia una vendetta del racket considerato che l'agricoltore, nel 1998 mentre era residente nel reggino, denunciò due persone che gli estorcevano denaro. Nell'ambito delle indagini sono in corso verifiche anche dal punto di vista patrimoniale. Tra i carabinieri di Vibo Valentia e negli ambienti della magistratura, però, viene mantenuto il massimo riserbo. Domani, intanto, dovrebbe svolgersi l'autopsia che dovrà chiarire in che modo è stato ucciso Scarcella. Per avere la certezza dell'identità del cadavere, intanto, si è in attesa dell'esito dell'esame del Dna. Fedele Scarcella era proprietario di alcuni terreni a Briatico interessati a una lottizzazione. Non è escluso che l'agricoltore, nelle ultime settimane, stesse concentrando la sua attenzione sulla possibilità di cedere i terreni ed anche sul costo della vendita. Scarcella, secondo quanto si è appreso a Briatico, nonostante fosse ufficialmente residente a Filogaso si spostava periodicamente in alcuni appartamenti che aveva acquistato nel vibonese. Nell'ambito investigativo non si esclude che la sera del delitto l'uomo si sia recato nei pressi della spiaggia di Briatico per un appuntamento con una persone che poi lo ha ucciso. La Fiat Uno della vittima sarebbe stata poi incendiata per eliminare qualsiasi traccia utile per risalire agli autori del delitto.
La deputata di An Angela Napoli ha presentato un' interrogazione al Ministro dell' Interno per sapere se "se disponga di informazioni sulla matrice degli omicidi ed attentati" compiuti recentemente nel vibonese e "sulla preoccupante ascesa della pressione criminale sul territorio" e "quali urgenti iniziative intenda assumere per garantire le massime condizioni di sicurezza dei cittadini di quell'intero territorio". "Nei giorni scorsi - ha sostenuto la Napoli - un gravissimo fatto di sangue, consumato a Briatico, ha destato viva preoccupazione in tutti i cittadini calabresi. E' stato, infatti, trovato carbonizzato nella sua auto il corpo dell' imprenditore Fedele Scarcella, componente dell'associazione 'Sos Impresa'. Scarcella aveva nel 1998 denunziato e fatto arrestare i suoi aguzzini in Gioia Tauro e nel 2000 si era trasferito in provincia di Vibo Valentia. Poiché l' imprenditore era diventato un attivista dell'antiracket, il suo omicidio ha destato viva preoccupazione nell' intera Calabria. Il corpo carbonizzato di Scarcella è, peraltro, stato trovato nel vibonese, dove da qualche mese si sta assistendo ad una preoccupante ascesa dell' attività criminale evidenziata da quotidiani attentati ed atti intimidatori". "Gli operatori turistici, gli imprenditori, i commercianti ed i professionisti - ha proseguito la parlamentare - sono stritolati dai clan che impongono mazzette, forniture, operai, e guardianie. Anche se nei giorni scorsi il processo d' appello ha sancito, per la prima, volta l' esistenza del clan mafioso dei Mancuso di Limbadi, assicurando alla sbarra 31 persone coinvolte nell' operazione Dinasty, i loro sostituti e le giovani leve, assetate di dominio, esercitano quotidianamente le loro pressioni sull' intero territorio. Tutti gli imprenditori sono sfiduciati di fronte alla strategia del terrore posta in essere dagli uomini della 'ndrangheta. Colpi di pistola contro esercizi commerciali, incendi di automobili, furgoni e attrezzi agricoli, attentati incendiari contro fabbriche, videoteche e lidi, persino colpi di pistola contro l' auto del capogruppo di opposizione del Comune di Briatico, nel cui territorio è stato ritrovato il cadavere carbonizzato dell' imprenditore Scarcella: il tutto non può lasciare privi di grande paura e preoccupazione i cittadini di quel territorio". "Poche settimane fa, in pieno centro a Vibo Valentia - ha concluso Angela Napoli - è stato, altresì, ucciso il pastore Pasquale Franzé. Ieri l' ultimo preoccupante appello lanciato dal Presidente degli industriali calabresi, Filippo Callipo".

Protesta dei pescatori, ancora disagi sulla linea ferroviaria

14/06 E' ripresa alle 17,45 la circolazione ferroviaria lungo la linea Reggio Calabria-Paola. I manifestanti, circa 200 pescatori, che avevano occupato la stazione di Bagnara alle 16,35 di ieri, hanno lasciato liberi i binari poco dopo le ore 17, bloccando, quasi contemporaneamente i binari della stazione di S. Lucido Marina. Un blocco, quest'ultimo, durato però circa mezz'ora: alle 17,45, infatti, i manifestanti hanno lasciato la stazione. Le occupazioni dei binari in Calabria hanno provocato forti disagi al trasporto ferroviario in tutta Italia. Nonostante l'avvenuto sblocco della situazione, la circolazione dei convogli, secondo quanto riferito da Trenitalia, resta critica a causa del ritardato passaggio verso nord soprattutto dei treni notte, che non saranno quindi disponibili in molte stazioni del settentrione. Trenitalia, è scritto in una nota, "ha già potenziato al massimo la macchina dell'assistenza, ma invita comunque i viaggiatori a informarsi in stazione prima di mettersi in viaggio. Per affrontare l'emergenza, infatti - prosegue la nota - Trenitalia aveva predisposto un'apposita task force che ha curato i servizi sostitutivi con i pullman tra le stazioni di Villa San Giovanni, Gioia Tauro, Rosarno, Lamezia e Paola, e le navette veloci di Rfi tra i porti di Messina e Gioia Tauro. Circa quindicimila i viaggiatori trasbordati; garantita dal personale di Trenitalia anche l'assistenza a numerosi disabili".
"La protesta minacciata dai pescatori di Bagnara Calabra sarebbe uno sconsiderato atto contro la natura e un segnale di disprezzo per il futuro dell'uomo". A sostenerlo è il coordinatore regionale dell' Enpa della Calabria, Aldo Pirillo, circa la protesta dei pescatori calabresi. "Non è stata sufficiente - ha aggiunto - la procedura di infrazione aperta dalla commissione Ue contro l'Italia per il mancato rispetto delle direttive europee. Il mare non deve essere saccheggiato, tra l'altro con metodi illegali, per l'interesse economico di pochi. Sono migliaia gli animali che muoiono ogni giorno a causa di reti che, gettate in mare, continuano a mietere vittime tra i pesci; spesso a soccombere nelle reti sono anche i delfini e i piccoli cetacei". "Chiediamo - ha concluso Pirillo - al Governo un giro di vite e una particolare attenzione alle norme comunitarie: basta con i metodi di pesca che impoveriscono il mare e che rischiano di consegnare alla future generazioni un ambiente marino depauperato e profondamente alterato a causa dell'egoismo umano"

Processo G8/Diaz: Un poliziotto afferma “Una situazione tranquilla”

14/06 Doveva essere, quella di stamani, la prima udienza del processo per i fatti accaduti nella scuola Diaz in cui erano chiamati a deporre cinque agenti che parteciparono all'irruzione nella scuola Pascoli, durante il G8. A presentarsi davanti ai giudici è stato però solo l'agente scelto Sandro Santopolo, calabrese. Incalzato dalle domande dei pm Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini, l'agente ha raccontato che quando entrò in una stanza della scuola Pascoli vide delle persone inginocchiate con le mani sulla testa. Alla domanda del pm se quella posizione fosse stata ordinata da qualche poliziotto, Santopolo ha risposto negativamente, suscitando ilarità tra i rappresentanti delle parti civili. "Dopo alcuni minuti - ha aggiunto - dato che la situazione era alquanto tranquilla, uscivo dallo stabile per avere nuove disposizioni". Dopo il poliziotto ha deposto la teste Angela Petrone, di Foggia, la quale ha raccontato l'irruzione della polizia nella scuola Diaz. "Gli agenti - ha detto - lanciavano ingiurie e minacce nei nostri confronti del tipo: 'Bastardi, assassini, ve la faremo pagare'". L'udienza proseguirà domani con altri testi, tra cui la parlamentare europea Luisa Morgantini.

Brevi di Cronaca da Corigliano, Castrovillari, Catraro, Mangone

14/06 A Corigliano i carabinieri hanno arrestato stamani, Giovanni Arturi, di 27 anni, del luogo, già agli arresti domiciliari per estorsione, in esecuzione di un' ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Rossano. Il Gip ha disposto l' arresto in quanto Arturi non si era adeguato agli obblighi imposti dalla misura degli arresti domiciliari. A Castrovillari, un camion di proprietà di una impresa di calcestruzzi è stato danneggiato da un incendio sulle cui cause sono in corso accertamenti. Il mezzo era parcheggiato all'interno del cortile dell'azienda quando è stato travolto dalle fiamme. L'incendio é stato spento dai vigili del fuoco. L'episodio è stato denunciato agli agenti della polizia di stato che hanno avviato le indagini. A Cetraro è stata arrestata una persona per inosservanza degli obblighi imposti dalla sorveglianza speciale. A Mangone è stato arrestato un giovane per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale.

La Finanza blocca traffico di droga tra Bologna e Rossano: cinque arresti

13/06 La Guardia di Finanza di Rossano, in provincia di Cosenza, ha arrestato cinque giovani, di cui non sono state rese note le generalita', nel corso di un'operazione contro lo spaccio di sostanze stupefacenti. Una pattuglia delle Fiamme Gialle in servizio di prevenzione e repressione dei traffici illeciti sulla strada statale 106, in localita' S. Irene, ha sottoposto ad un controllo di routine un autocarro con a bordo quattro giovani rossanesi, provenienti da Bologna. A seguito di un accurata ispezione dell'automezzo, supportata dal cane antidroga 'It', e' stato possibile scoprire, abilmente occultati all'interno di una cassetta portattrezzi, 2 panetti di sostanza stupefacente del tipo hashish, per un peso complessivo di 200 grammi, che, una volta 'tagliati', avrebbero potuto fruttare lo spaccio di centinaia di dosi. Si e' proceduto cosi' all'arresto dei 4 giovani, oltre al sequestro della sostanza stupefacente, di 6 telefonini e dell'autocarro utilizzato per il trasporto della droga. Il rinvenimento dell'ingente quantitativo di hashish, unito all'individuazione di un pericoloso canale di smercio di sostanza stupefacente proveniente dalla citta' di Bologna verso l'hinterland rossanese, ha consentito di avviare un'immediata attivita' investigativa, finalizzata a ripercorrere le rotte dell'approvvigionamento della sostanza stupefacente. E' stato, cosi', attuato un dipositivo operativo che ha portato le fiamme gialle sulle tracce di un altro giovane rossanese, domiciliato a Bologna, citta' dove, come gli arrestati, vive per motivi di lavoro. L'attivita' di osservazione, pedinamento ed appostamento, effettuata a Bologna per alcuni giorni, con l'assistenza del reparto territoriale della citta' felsinea, ha confermato l'ipotesi investigativa delle Fiamme Gialle di Rossano, che, pertanto, hanno eseguito, una perquisizione locale, delegata dalla Procura della Repubblica del tribunale di Rossano, in un appartamento nella disponibilita' del giovane. Nell'abitazione bolognese, sono stati rinvenuti 200 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish, suddivisi in piu' pezzi, oltre a 5 grammi di marijuana, 55 semi di canapa indiana nonche' sostanza (mannite, ammoniaca e bicarbonato) ed attrezzatura varia per il taglio e la preparazione delle dosi, 1.600 euro in banconote di vario taglio e 2 telefonini. Tutto il materiale e' stato sottoposto a sequestro, con il conseguente arresto dell'uomo per detenzione illecita di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. All'interno di un armadio c'era un vaso rettangolare contenente terriccio, utilizzato per la coltivazione di canapa indiana e dotato di un impianto artigianale di riscaldamento, composto da alcuni condensatori, per l'alimentazione di una lampada posizionata nella parte superiore del vaso, e da un termometro digitale per controllare il livello dell'umidita' e la temperatura.

Un arresto e due denunce della Finanza a Schiavonea per contrabbando

13/06 Un cittadino ucraino, privo del permesso di soggiorno, è stato arrestato e altri due stranieri, rispettivamente un ucraino ed un lituano, sono stati denunciati in stato di libertà a Schiavonea dai baschi verdi della Guardia di Finanza di Rossano. I militari hanno anche sequestrato due autovetture con all' interno circa 12 chili di tabacchi lavorati esteri introdotti illecitamente nel territorio italiano. Al termine di un' attività di controllo e di osservazione sul lungomare di Schiavonea, dove molti cittadini extracomunitari smerciano vari prodotti provenienti dai paesi d' origine, i finanzieri hanno operato delle perquisizioni che hanno consentito il ritrovamento di 560 pacchetti di sigarette di contrabbando. L' operazione dei 'baschi verdi' di Rossano si inserisce nel quadro dei servizi di controllo del territorio predisposti su tutta la fascia ionica del cosentino nei settori della repressione dell' immigrazione clandestina e dei traffici illeciti

Spadare: 200 pescatori bloccano i treni a Bagnara.

La circolazione sulla linea ferroviaria tirrenica è interrotta a causa di una manifestazione di circa 200 pescatori che hanno occupato i binari nella stazione di Bagnara Calabra, nel reggino. I manifestanti, secondo quanto si è appreso, protestano contro una norma dell'Unione europea che vieta l'utilizzo delle reti da posa per la pesca, comunemente dette "spadare". In seguito alla protesta i treni, sia locali che a lunga percorrenza, sono stati fermati lungo il percorso nelle prime stazioni utili. Trenitalia, tra le stazioni di Villa San Giovanni e Gioia Tauro, sta organizzando un servizio sostitutivo con autobus. E' in corso anche il potenziamento degli uffici di assistenza alla clientela. Una protesta analoga a quella in corso oggi pomeriggio si era svolta il 24 maggio scorso, sempre nella stazione ferroviaria di Bagnara Calabra. Da Messina a Gioia Tauro Ferrovie dello Stato ha organizzato una nave veloce per i viaggiatori di due treni notte: il Sicilia-Torino (150 viaggiatori) e il Sicilia-Venezia (290 viaggiatori). Il provvedimento, secondo quanto si apprende da Trenitalia, è stato deciso a causa della protesta dei pescatori che hanno occupato la stazione ferroviaria di Bagnara Calabra. I viaggiatori arriveranno nella stazione ferroviaria Gioia Tauro da dove proseguiranno il loro viaggio. Coloro che dovranno raggiungere Torino troveranno un treno diretto mentre per i viaggiatori diretti a Venezia ci sarà un treno per Roma da dove potranno proseguire.
''Esprimo il pieno sostegno alla Capitaneria di porto di Reggio Calabria che sta effettuando controlli contro l'uso di spadare, non consentite dall'Unione Europea. La linea del rigore indicata dal Ministero per le Politiche agricole sul divieto di pesca con sistemi devastanti per la fauna ittica ci trova d'accordo''. Lo afferma il presidente della commissione Agricoltura Marco Lion commentando la protesta dei pescatori a Bagnara Calabra. ''La comunita' scientifica - prosegue Lion - e' concorde nel sostenere che il Mediterraneo e' un mare a rischio per la riduzione ed in molti casi per la stessa sopravvivenza del pescato. L'impegno dell'Italia dovra' proseguire facendo rispettare le norme comunitarie e non consentire sistemi di pesca che provocano una vera e propria mattanza anche contro cetacei e tartarughe. Le spadare, come altri sistemi di pesca, sono dannose perche' riducono la fauna ittica, provocando non solo un grave danno ambientale ma anche economico a danno degli stessi pescatori, oggi e ancor di piu' domani''

Giallo dei canadair all’aeroporto di Reggio: Tripodi ne denuncia lo spostamento, la Sogas nega, ProtCivile li smentisce

13/06 "Deve essere impedito il trasferimento della base operativa della protezione civile e dei canadair da Reggio Calabria. E' necessario sospendere il provvedimento, che dovrebbe decorrere dal prossimo 16 giugno e per questo chiedo l' intervento degli esponenti di governo del centrosinistra per evitare quella che rischia di diventare una vera e propria spoliazione ai danni della città, frutto di una scelta miope e sbagliata partita stranamente dalla stessa città". A sostenerlo, in una nota, è l' assessore regionale all' Urbanistica, Michelangelo Tripodi. "Sembra che questa decisione - aggiunge Tripodi - sia stata determinata da un' iniziativa assunta dal direttore generale della Sogas, Luigi Salfa, che ha chiesto al dipartimento della Protezione civile lo spostamento dei Canadair su uno scalo alternativo a quello di Reggio Calabria per la stagione estiva. Tale richiesta avrebbe dovuto essere almeno discussa con gli enti locali e con i rappresentanti istituzionali della città, della Provincia e della Regione. Lo spostamento degli aerei ad oltre 100 chilometri di distanza produrrà un abbassamento dei livelli di garanzia, tutela e sicurezza per tutta l' area dello Stretto, che nel periodo estivo è particolarmente esposta al dilagare degli incendi". "La presenza della base di protezione civile in questa fase - conclude Tripodi - deve essere resa compatibile con tutte le altre attività aeroportuali, in attesa di trovare una soluzione definitiva. Sollecito la sospensione del trasferimento dei canadair e l' apertura immediata di un tavolo di confronto per ricercare e trovare le soluzioni adeguate per l' Aeroporto dello Stretto
"In merito alla voce, totalmente infondata, secondo la quale la società di gestione dell'Aeroporto dello Stretto vorrebbe spostare la base operativa della Protezione Civile su uno scalo alternativo, si fa presente che oggi i due Canadair fanno base al Tito Minniti, e vi rimarranno fino alla fine dell'anno in corso, posizionati uno nello stand 4, l'altro nello stand dell'Aviazione Civile". E' quanto scritto in una nota della Sogas, la società di gestione dell'aeroporto di Reggio Calabria. "Proprio a garanzia del servizio - prosegue la nota - questa società di gestione si è anzi preoccupata, da mesi, di ottenere da Enac tutte le specifiche autorizzazioni per permettere i posizionamenti dei Canadair, posizionamenti che presentavano punti di criticità causati dall'esiguità dello spazio disponibile. Forse la voce, mal riportata, fa riferimento al fatto che il Dipartimento Protezione Civile ha chiesto nei mesi scorsi di aggiungere altri 5 Canadair ai 2 già ospitati dal Tito Minniti. Dopo un incontro tra il Direttore Generale, Luigi Salfa, ed il Direttore Enac, Patrizia Terlizzi, verificando che ospitare altri Canadair, e dunque impegnare il piazzale solo per i mezzi della Protezione Civile, equivaleva a chiudere l'aeroporto civile, è stata comunicata la disponibilità a mantenere per il 2006 due soli Canadair, e la conseguente indisponibilità a prenderne altri". "Almeno per il momento: è previsto - conclude la nota - l'ampliamento dei parcheggi, in corso di progettazione, e per il 2007 potranno essere destinati ulteriori nuovi spazi ai mezzi della Protezione Civile. Per completezza di informazioni, si comunica infine che lo scorso fine settimana sono stati spostati due Canadair, che erano stati mandati in aggiunta ai due presenti ed operativi, per poter procedere ai lavori in corso di pavimentazione ed interventi air-side per la pista 11-29".
I Canadair antincendio sono stati spostati dall' aeroporto di Reggio Calabria perche' lo ha chiesto la societa' Aeroporto dello Stretto - Sogas Spa. Lo fa sapere la Protezione civile. Il Dipartimento riporta una lettera del direttore della Sogas inviata lo scorso 11 maggio, in cui la societa' spiega che ''la carenza di disponibilita' di parcheggi sullo scalo e il contestuale intenso programma schedulato di voli commerciali, che prevede attualmente quattro aeromobili in night stop, costringe la scrivente a richiedere per la stagione corrente lo spostamento della Vs. base operativa su uno scalo alternativo a quello di Reggio Calabria''. Dunque, rileva la Protezione civile, ''il Dipartimento non ha potuto fare altro che prendere atto della situazione e provvedere, suo malgrado, al ridislocamento della flotta aerea dello Stato impegnata nella lotta agli incendi boschivi nella sede alternativa strategicamente piu' idonea''.

I Carabinieri salvano tre persone in una barca alla deriva a Corigliano

13/06 I carabinieri della motovedetta di Corigliano Calabro hanno soccorso e tratto in salvo tre persone che si trovavano a bordo di una barca che era alla deriva a causa di un guasto al motore. L'avaria al motore si è verificata mentre l'imbarcazione si trovava ad un miglio dalla costa. Le tre persone che erano a bordo hanno contattato i carabinieri e la motovedetta è intervenuta effettuando il salvataggio

Revocato lo stato di agitazione dei dipendenti il Comune di Praia a Mare

13/06 E' stato revocato lo stato di agitazione dei dipendenti del Comune di Praia a Mare. La decisione e' stata presa in seguito all' esito positivo dell' incontro, convocato per espletare un tentativo preventivo di conciliazione, che si e' tenuto oggi nella Prefettura di Cosenza. All' incontro ha preso parte il sindaco, Biagio Pratico', accompagnato dal segretario comunale e dal responsabile dei servizi finanziari. Erano presenti i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Cgil funzione pubblica e Diccap Sulpm. ''Dopo una circostanziata illustrazione e discussione - e' detto in un comunicato - da parte dei rappresentanti sindacali delle questioni poste a base dello stato di agitazione e registrata l' ampia disponibilita' dell' Amministrazione comunale, in tutti i livelli di competenza, politica e gestionale, a promuovere un confronto per esaminare congiuntamente e nel merito le questioni stesse, le organizzazioni sindacali hanno revocato lo stato di agitazione dei lavoratori comunali''

Funerali e lutto cittadino per la piccola Alice a Santa Sofia d’Epiro

13/06 Alcune centinaia di persone hanno partecipato oggi pomeriggio a Santa Sofia D'Epiro ai funerali di Alice De Marco, la bambina di sei anni morta in un incidente stradale avvenuto domenica nei pressi di Bari. I funerali della bambina si sono svolti nella chiesa di S. Atanasio il Grande. Il sindaco, Vincenzo Sanseverino, per il pomeriggio ha proclamato il lutto cittadino. Al rito funebre hanno partecipato anche i compagni di asilo di Alice che hanno lanciato sulla piccola bara bianca confetti e fiori, sparsi anche lungo il percorso che porta in cimitero. All' uscita dalla chiesa il feretro e' stato salutato con un lungo applauso e dal volo di centinaia di palloncini.

Brevi di cronaca da Cropalati, Corigliano,

13/06 A Cropalati, il personale del Norm della compagnia di Rossano, coadiuvato dai carabinieri della locale stazione, ha arrestato due persone, per resistenza a pubblico ufficiale. A Corigliano Calabro quattro persone, tutte dello stesso nucleo familiare, sono state arrestate dai carabinieri per produzione e detenzione di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi e munizioni. I carabinieri hanno compiuto una perquisizione nell'abitazione dei quattro dove hanno trovato e sequestrato nove piante di canapa indiana coltivate in vasi e, nascoste in un armadio, 20 cartucce di calibro 22, due di calibro 12, un passamontagna e una pistola a salve. Il Sostituto Procuratore di turno di Rossano ha confermato gli arresti concedendo la scarcerazione dei quattro in attesa del giudizio in quanto incensurati. E sempre a Corigliano i militari del Nucleo Operativo della locale compagnia, hanno arrestato un pregiudicato del luogo per evasione dagli arresti domiciliari.

La Provincia di Cosenza stanzia 77 milioni di euro per “La via delle Terme”

12/06 ''La Via delle Terme'' e' il nome del progetto integrato strategico, che verra' presentato il 14 giugno alle ore 11,00, nel salone di presidenza della provincia di Cosenza. Il progetto integrato strategico, e' una delle direttrici strategiche individuate dal presidente della provincia di Cosenza Mario Oliverio per lo sviluppo e la crescita del territorio, coinvolgera' i cinque luoghi del termalismo della provincia di Cosenza e prevede un totale di investimenti attivati pari a circa 77 milioni di euro di cui 57,305 di finanza pubblica e 19,508 di cofinanziamento privato. Oliverio spiega che ''sono molteplici, gli scopi specifici del programma che vanno dalla ristrutturazione degli stabilimenti di cure termali, alla espansione della capacita' ricettiva del sistema, alla rinaturalizzazione della viabilita' esistente con previsione di nuova viabilita', alla generale promozione e fruizione delle risorse dell'area vasta presa in considerazione, tutti confluenti verso l'obiettivo globale della rivilitalizzazione e valorizzazione della risorsa termale, utilizzando quest'ultima come momento di lancio e sviluppo di un complesso di attivita' economiche''. Alla conferenza saranno presenti oltre Oliverio, Maurizio Nicolai e Massimo Chiodo, ideatori del progetto integrativo strategico, Giovanni Soda, dirigente del settore programmazione ed internazionalizzazione della provincia di Cosenza, i sindaci dei comuni di Acquappesa, Guardia Piemontese, Cassano allo Jonio, Spezzano Albanese e Cerchiara di Calabria.

Parte la settimana espositiva “Arti e Mestieri” organizzata dalla Provincia

12/06 Inizia, oggi a Rende, la seconda settimana espositiva dedicata alle pelletterie, nell' ambito della manifestazione "Arti & Mestieri d'altri tempi", organizzata dalla Provincia di Cosenza in collaborazione con il Centro commerciale Metropolis, che proseguirà fino al 30 giugno. La rassegna "Arti & Mestieri d'Altri Tempi", è scritto in una nota della Provincia di Cosenza, che sta registrando un notevole successo di visitatori, rappresenta una delle vetrine più prestigiose dell' artigianato artistico e di tradizione della Provincia, confermando la validità dell' idea voluta dal presidente della Provincia, Mario Oliverio e dall' assessore provinciale all' Artigianato, Mimmo Bevacqua. Altre due settimane tematiche saranno dedicate all' esposizione del tessile e dei ricami, a partire, da lunedì 19 giugno e dal 26 giugno, l' ultima settimana in cui saranno in esposizione manufatti di ferro battuto e vetro. La Provincia di Cosenza, grazie alla collaborazione delle Associazioni degli artigiani e alla disponibilità del Centro commerciale Metropolis, anche quest'anno è riuscita a mettere in vetrina la migliore produzione dell' artigianato cosentino che vanta eccellenti artigiani nella lavorazione della ceramica, del cuoio e delle pelli, del ferro battuto, del vetro, e nel settore del tessile e ricamo, coniugando la tradizione dell' artigianato con la modernità del Centro commerciale. "L' artigianato artistico e di tradizione - spiegano il presidente Oliverio e l' assessore Bevacqua - rappresenta ed interpreta le origini, la cultura, le tradizioni del nostro territorio e, quindi, è fortemente rappresentativo dell' identità della nostra Provincia. Per questo motivo riteniamo importante che l' artigianato debba essere sempre più sostenuto e valorizzato e che questa iniziativa, da riproporre annualmente, possa rappresentare una valida occasione per tanti artigiani per farsi conoscere ed apprezzare dal grande pubblico, creando delle nicchie privilegiate per l' intero comparto". La grande novità di questa seconda edizione, conclude la nota, è stata la manifestazione itinerante, allestita in contemporanea, nella piazza del Metropolis, denominata "Paesi Calabria storia & sapori", e patrocinata dalla Provincia di Cosenza, che dopo i primi quattro giorni di permanenza al Centro Commerciale Metropolis, si è spostata per portare in mostra, con 60 stand in 23 Comuni, la tradizione artigiana e le ricchezze storiche, culturali e naturalistiche della Provincia di Cosenza.

Conclusa l’iniziativa Field “Alumni networking”

12/06 Si e' conclusa a Tiriolo, col ritiro dei diplomi, la manifestazione ''Alumni Networking'' che sancisce la chiusura dei corsi dei laboratori formativi Field presieduta da Mario Muzzi'. ''Ero sul punto di fare le valige ed andarmene dalla Calabria. La mia attivita' di imprenditore turistico non andava bene ed avevo deciso di trovare altrove la mia strada''. A dirlo, secondo quanto riferito in un comunicato, e' stato un imprenditore, Fernando, che ha raccontato di avere cambiato idea per un corso per imprenditori bandito dalla Fondazione Field nel quadro delle attivita' di laboratorio promosse dalla scuola di Tiriolo. ''Ho letto il bando - ha raccontato - e ho deciso di partecipare alla selezione, era la mia ultima chance. Per la verita' ho affrontato la selezione per l' ammissione al corso senza particolare entusiasmo, con il sospetto che si trattasse di una delle tante iniziative calabresi di formazione. Il colloquio mi ha in un certo senso sorpreso, ho capito dalle cose che mi chiedevano che si faceva sul serio e il corso e' stata una cosa molto seria, che mi ha consentito anche di fare uno stage in Canada dove ho avuto l' opportunita' di conoscere il mondo dei tour operators''. ''Il protagonista di questa storia in Calabria - prosegue la nota - non solo e' rimasto, ma dal prossimo autunno nella sua struttura turistica arrivera' il primo gruppo di turisti canadesi, a dimostrazione che la Calabria e' anche terra di opportunita'. Fernando e' uno dei 100 giovani calabresi che hanno partecipato ai corsi di formazione per imprenditori della Field e che si sono ritrovati sabato a Tiriolo per ritirare i diplomi di qualifica e soprattutto per aderire al programma 'Alumni networking', un' aula virtuale che mediante il principio di rete vuole essere un riferimento costante per quanti interagiscono con la Fondazione''. Le finalita', le modalita' di funzionamento ed i servizi attivabili del network sono stati illustrati da Rosaria Amantea, direttore tecnico del laboratorio di formazione e ricerche della Field, che ha richiamato l' esperienza maturata sotto la guida di Luca Meldolesi, presidente del Comitato nazionale per l' emersione del lavoro non regolare presso il Ministero del Lavoro, e responsabile del comitato tecnico-scientifico della Fondazione Field, autore del progetto che da un paio d' anni la Fondazione sta realizzando in Calabria per diffondere la cultura d'impresa e stimolare processi di sviluppo locale anche per combattere l'economia sommersa. Meldolesi, presente a Tiriolo, ha presentato il suo ultimo saggio ''Il giuoco degli Dei'' edito da Rubbettino, ''un nuovo contributo di analisi e di proposte per la legalita' del lavoro - e' scritto nella nota - e soprattutto per consentire ad un' economia fragile, come quella calabrese, di riscattarsi mettendo a frutto la grande risorsa umana e le potenzialita' presenti nei diversi territori''. Il presidente della Fondazione Mario Muzzi', nell' introdurre l' incontro di Tiriolo, ha indicato le linee lungo le quali la Field intende operare coerentemente con gli indirizzi programmatici del governo regionale, con l' ambizione di diventare un' agenzia regionale per la promozione dello sviluppo locale. Un obiettivo che il direttore generale dell' assessorato regionale alla formazione Alberto De Maio ha condiviso e rilanciato. Il presidente Muzzi' si e' particolarmente soffermato sul problema del credito, annunciando per il prossimo 7 luglio un incontro con gli oltre 190 piccoli operatori calabresi, che, grazie al fondo di garanzia costituito da Field, hanno potuto accedere a linee di credito. La giornata del 7 luglio e' la prima di una serie di iniziative che saranno attuate per preparare una conferenza regionale sul credito che la Fondazione intende promuovere per il prossimo autunno.

Domenica cambia l’orario dei treni

12/06 Domenica prossima, 18 giugno, nuovo cambio di orario per i treni, con modifiche che riguarderanno 170 convogli nazionali e circa 1.500 treni regionali. La seconda revisione dell'orario 2006, dopo quella attuata lo scorso mese di marzo, è stata concordata con le Regioni e con le associazioni dei Consumatori, nell'obiettivo - spiega Trenitalia, società di trasporto del Gruppo Ferrovie dello Stato - di "migliorare la puntualitàe adeguare l'offerta alle richieste dei clienti". Tutte le informazioni al riguardo si possono conoscere consultando il sito www.trenitalia.com, o telefonando all' 892021 e presso le stazioni ferroviarie. Le nuove modifiche sono state messe a punto "al termine di un approfondito confronto con le Regioni e le associazioni dei Consumatori", giungono dopo circa tre mesi dalla prima revisione operata lo scorso marzo e riguarderanno complessivamente gli orari di 170 convogli nazionali e di circa 1.500 treni regionali. Gli obiettivi perseguiti da Trenitalia puntano a "consolidare gli standard di puntualità raggiunti negli tre ultimi mesi, con il 91,3% dei treni regionali puntuali entro i 5 minuti e il 90% dei treni a lunga percorrenza puntuali entro i 15 minuti adeguare sempre di più l'offerta alle esigenze espresse dalle istituzioni, dalle associazioni dei consumatori e dai clienti in generale; riorganizzare il servizio sulla Roma Napoli anche in previsione dello sviluppo dei collegamenti sulla linea ad Alta Velocità/Alta Capacità; proseguire nel processo di fluidificazione dei nodi di Firenze e Roma; potenziare l'offerta commerciale in alcune aree, con l'attivazione di nuove fermate". Nel dettaglio, queste le principali modifiche all'orario dei treni nazionali, secondo quanto reso noto da Trenitalia: Modificato l'orario di 28 Intercity tra Roma e Napoli, anticipandone la partenza da Napoli e/o posticipandone l arrivo di 6/12 minuti; assegnate 16 nuove fermate a treni Intercity nelle stazioni di Firenze Campo Marte e Firenze Rifredi; spostata da Firenze SMN a Firenze Rifredi la fermata degli ES 9306 - 9307 tra Roma e Torino; spostata da Firenze Campo Marte a Firenze Rifredi la fermata degli ES 9457 - 9458 Roma - Bergamo; eliminata la fermata a Roma Termini degli Espressi 806/809 Napoli-Torino, conservando la fermata a Roma Ostiense; riposizionata su Roma Ostiense anziché Roma Tiburtina la fermata del treno EN 369 Montecarlo Nizza - Napoli; istituiti due Eurostar tra Milano - Ancona che collegheranno nei fine settimana dall'1 luglio al 10 settembre le principali località balneari adriatiche con il capoluogo lombardo; anticipata alle 17.16 da Roma Tiburtina la partenza del TrenOK Roma - Bari ed assegnata la fermata ad Ariano Irpino sia da che verso Roma; assegnata la fermata a Grassano agli Eurostar 9360-9363 Roma Taranto; assegnata la fermata di Cattolica a quattro IC da e per Milano nel periodo estivo; riattivati gli Espressi 924 925 tra Bolzano e Lecce/Napoli e, dal 1 luglio, le antenne joniche degli Intercity Notte 763-766 da/per Torino e 750-753 da/per Milano.

A Corigliano maltratta la convivente e viene arrestato

12/06 I carabinieri hanno arrestato, in località Schiavonea, Giuseppe Gammuto, di 36 anni, di Corigliano, con l' accusa di maltrattamenti in famiglia, minacce e lesioni personali. L' uomo è stato sorpreso dai carabinieri mentre minacciava la convivente, C.B. di 30 anni, di Corigliano, alla quale aveva anche provocato lesioni personali giudicate guaribili in 25 giorni. Gammuto, dopo la convalida dell' arresto da parte della Procura della Repubblica di Rossano, è stato condotto in carcere

Brevi di cronaca da Rogliano

12/06 Un uomo è stato arrestato dai carabinieri a Rogliano per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso di controlli l'uomo è stato trovato in possesso di alcune dosi di droga.

Omicidio della ndrangheta nel vibonese. Ucciso e dato alle fiamme un agricoltore socio dell’associazione antiracket SOS impresa. Aveva fatto arrestare due pluripregiudicati.

11/06 Dovrebbe sicuramente essere riconducibile ad una vendetta del racket delle estorsioni l'omicidio dell'agricoltore Fedele Scarcella, di 71 anni, il cui cadavere carbonizzato e' stato trovato dai carabinieri nei pressi della spiaggia di Briatico, nel vibonese. Il cadavere dell'uomo e' stato trovato dopo una segnalazione anonima giunta ai carabinieri di Briatico i quali nei pressi della spiaggia hanno trovato una Fiat Punto in fiamme. Vigili del fuoco e carabinieri hanno spento le fiamme e all'interno del mezzo, tra i sedili posteriori e quelli anteriori, hanno trovato il cadavere dell'agricoltore. Il corpo e' stato portato nell'obitorio dell'ospedale di Vibo Valentia dove sono stati compiuti diversi accertamenti per l'identificazione. Attraverso la comparazione delle impronte digitali e con altri elementi raccolti i carabinieri sono riusciti a risalire all'identita' della vittima. L'uomo era uscito ieri pomeriggio dalla sua abitazione dove non era piu' rientrato. Dopo il ritrovamento del cadavere i carabinieri hanno compiuto numerose perquisizioni e controlli nei confronti di persone con precedenti penali del vibonese e nella zona del reggino. Gli investigatori hanno sentito anche familiari ed amici dell'agricoltore per ricostruire i suoi ultimi spostamenti e per verificare se recentemente aveva ricevuto minacce. Sulla dinamica dell'omicidio gli investigatori attendono l'esito dell'autopsia che dovra' accertare se Scarcella e' stato ucciso prima che venisse incendiata l'automobile all'interno della quale e' stato trovato il corpo. La vittima, secondo quanto si e' appreso, era residente a Gioia Tauro dove fu vittima di numerosi danneggiamenti ed estorsioni. Nel 1998 decise di denunciare quanto gli stava accadendo ed i carabinieri arrestarono due pluripregiudicati ritenuti appartenenti alla cosca dei Piromalli-Mole'. . Nel 2000 l'agricoltore decise di trasferirsi nella zona del vibonese dove era proprietario di alcuni terreni. Dopo la denuncia dei suoi estorsori Scarcella ottenne anche il risarcimento da parte del fondo antiracket ed ora era socio dell'associazione 'Sos Impresa' della Confesercenti di Reggio Calabria. ''La barbara uccisione di Fedele Scarcella - e' scritto in una nota dell'Associazione Sos Impresa di Reggio Calabria - ci addolora e di indigna. Da anni era in prima linea nella lotta contro il racket e l'estorsione in Calabria. Esprimiamo innanzitutto il nostro cordoglio alla famiglia con cui condividiamo il dolore per la sua scomparsa''. ''Una lunga e solidale attivita' - conclude la nota - ci legava all'imprenditore caduto vittima del racket, delle prepotenze, operate dalla criminalita' organizzata''

Bimba di sei anni di Santa Sofia d’Epiro morta in un incidente ad Acquaviva

11/06 Una bambina di 6 anni, Alice De Marco, di Santa Sofia d'Epiro (Cosenza), e' morta oggi in un incidente sull'autostrada A 14, nei pressi di Acquaviva delle Fonti. Sono rimasti feriti i suoi genitori, Attanasio De Marco, di 44 anni, e Maria Russo, di 38, e i suoi due fratelli, Alessandro, di 15 anni, e Luigi, di 13. La famiglia calabrese viaggiava a bordo di una Fiat Punto, condotta dall'uomo, che per cause ancora da accertare e' finita fuori strada. La piccola, che e' morta sul colpo, era seduta insieme con i fratelli sul sedile posteriore della vettura. I feriti sono stati trasportati agli ospedali Di Venere e Policlinico di Bari, dove sono stati giudicati guaribili con prognosi fra i 25 e i 15 giorni. Indagini per accertare la dinamica dell'incidente sono in corso da parte della Polizia stradale di Palagiano (Taranto).La famiglia di Santa Sofia D'Epiro si stava recando a Bari, a bordo della Fiat Punto, per partecipare alla cerimonia della prima comunione di una loro nipote residente con i familiari nel capoluogo pugliese. A Santa Sofia la famiglia De Marco e' molto conosciuta e stimata. Dopo la notizia dell'incidente stradale in molti si sono recati dai nonni della bambina che vivono nel piccolo centro del cosentino.

Ricercato per una rapina a Tarsia arrestato a Scalea

11/06 Un uomo, Vito Della Gatta, di 34 anni, e' stato arrestato dai carabinieri a Scalea. Della Gatta era ricercato dal maggio scorso perche' destinatario di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Cosenza per il reato di rapina. Della Gatta e' accusato con altre persone di una rapina compiuta il 9 febbraio a San Marco Argentano nella Banca di Credito Cooperativo di Tarsia. In quella il bottino fu di 6.650 euro.

Medico di Siderno muore in sella alla sua moto in un incidente

11/06 Un medico, M.C., di 73 anni, e' morto in un incidente stradale avvenuto sulla Ss 106, nei pressi di Siderno. L'uomo era in sella alla sua moto che, per cause ancora in corso di accertamento, si e' scontrata contro una automobile. Il medico e' stato soccorso ed accompagnato nell'ospedale di Locri dove e' morto poco dopo. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti gli agenti della polizia stradale di Brancaleone.

Studente arrestato a Soverato trovato in possesso di cocaina e marijuana

11/06 Uno studente, D.T., di 24 anni, e' stato arrestato dai carabinieri a Soverato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso di controlli, ai quali hanno partecipato anche unita' cinofile, i carabinieri hanno compiuto una perquisizione nell'abitazione di Tedesco dove hanno trovato e sequestrato 27 grammi di cocaina e 40 grammi di marijuana. Nel corso della perquisizione sono stati sequestrati anche tre assegni per un importo complessivo di 13 mila euro.

Incontro diplomatico con dirigenti tunisini del Presidente della Provincia Oliverio

10/09 Dopo l' incontro ufficiale dello scorso anno del Console di Tunisia a Napoli, Mohamed Imed Torjemane, e la presenza diplomatica del Paese della Riva Sud nella prima edizione del Meeting Euromediterraneo, il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, ricevuto la visita del Direttore generale dell' Istituto nazionale del patrimonio della Tunisia, Mohamed Beji Ben Mami. Ben Mami era accompagnato da Fethi Be'jaoui, direttore della Ricerca dell' Istituto e Conservatore del sito di Cartagine, e Ridha Boussoffara, responsabile del Servizio di preistoria dell' Inp, a Cosenza per una giornata di studi organizzata dall'Universita' della Calabria. ''E' con grande piacere che abbiamo programmato questo incontro - ha detto agli ospiti tunisini il presidente Oliverio -. Siamo una terra naturalmente proiettata verso le relazioni con il Mediterraneo, delle quali si fa cura la nostra Fondazione Europa Mezzogiorno Mediterraneo che ha gia' ricevuto molteplici adesioni da parte di istituzioni del nostro territorio. Siamo infatti convinti che nel bacino del mare comune si possa aprire una fase di stabile pace se ci sara' cooperazione costruita su basi economiche. Grazie all'azione del Presidente Ben Ali riconosciamo il vostro quale Paese fortemente impegnato in un grande sforzo di sviluppo del quale i frutti sono gia' evidenti E' nostro intendimento legare le due realta' non solo con i vincoli di amicizia che vanno stabilendosi, ma anche attraverso una serie di opportunita' offerte da progetti di partenariato che possano ricevere il sostegno dell' Unione Europea. Pensiamo ai programmi Meda, ma guardiamo al 2010, all' avvio cioe' dell' area di libero scambio ed alle prospettive che essa apre''. ''La Tunisia e' un Paese aperto al dialogo culturale, sociale, religioso - ha detto dal canto suo Mohamed Beji Ben Mami -, che da' importanza alla democrazia e ben lieto di collaborare con la Calabria e con la Provincia di Cosenza con la quale ritiene di avere molte cose in comune, a partire dalla storia millenaria che ha fatto incrociare uomini e vicende. Nutriamo lo stesso spirito di tolleranza, siamo naturalmente portati all' accoglienza, abbiamo avviato progetti culturali di ampio respiro che tendono a valorizzare i nostri giacimenti culturali. Le relazioni fra le nostra comunita' ed istituzioni - ha aggiunto Ben Mami, che e' anche Vicesindaco di Tunisi - rivestono particolare importanza. Auspichiamo possano caratterizzarsi sempre piu' in maniera ufficiale''. E proprio a questo scopo, unanimemente riconosciuto ed accolto, alla fine dell' incontro gli ospiti hanno preannunciato al Presidente Oliverio l'invito a recarsi in Tunisia per una visita i cui dettagli di programma verranno definiti in seguito alla prossima comunicazione ufficiale da parte delle autorita' locali. All'incontro erano presenti anche gli assessori Donatella Laudadio e Giuseppe Gagliardi; Franco Iacucci, coordinatore dello staff di presidenza della Provincia di Cosenza; Giovanni Soda, dirigente del Dipartimento di Internazionalizzazione; Riccardo Allevato, responsabile della Fondazione Europa Mezzogiorno Mediterraneo, nonche' i docenti dell'Unical Roma e Sangineto, con i quali la delegazione tunisina condivide la realizzazione di un progetto di telerilevamento delle aree archeologiche.

Presentato dalla CM del Savuto sistema informativo per la gestione del catasto degli incendi boschivi

10/06 Voluto dalla Comunita' montana del Savuto e' stato presentato a Rogliano, nel corso del convegno sul tema ''Difendere e conservare il patrimonio boschivo-Prevedere e prevenire il rischio incendi'', il Sistema informativo territoriale per la gestione del catasto degli incendi boschivi''. ''Considerato - e' detto in una nota - che almeno l' 80% degli incendi e' causato dall' uomo, l'esistenza di un catasto, tra l'altro imposto da una legge poco applicata, rende disponibili subito le informazioni riguardanti le aree che, se colpite da incendio, non possono essere edificate per almeno 10 anni, con l' aggiunto del divieto di caccia e pascolo. Anna Aurora Colosimo, presidente della Comunita' montana del Savuto, ha ricordato che, nel caso venissero date licenze per tale aree, la legge prevede che le responsabilita' restino a carico degli amministratori che le concedessero. Lo strumento del catasto e' dunque anche una salvaguardia per le Amministrazioni, oltre che un ovvio deterrente contro i piromani''. L' Agriconsulting di Roma, che ha curato la realizzazione pratica del sistema informatico, ha catalogato finora tutte le aree interessate da incendi tra il 2000 e il 2004, sulla base delle indicazioni fornite dal Corpo forestale dello Stato. Il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, nel corso della presentazione, ha auspicato che ''un sistema simile sia presto adottato anche nel resto della Calabria, mentre l' assessore regionale all' Agricoltura ed alla Forestazione, Mario Pirillo, ha sottolineato ''il grande attivismo della Comunita' montana del Savuto e come questa realizzi sempre progetti di grande interesse''.

Abbattute “vacche vaganti” nel reggino

10/06 Il Corpo forestale dello Stato ha effettuato un servizio di controllo del territorio in provincia di Reggio Calabria per reprimere il cosiddetto fenomeno delle ''vacche sacre'', i bovini di proprieta' di latitanti della 'ndrangheta che vagano liberamente provocando danni alle colture e disagi alla circolazione. Una situazione che in passato e' stata oggetto dell' attenzione delle forze di polizia e della magistratura. Il servizio e' stato effettuato dal Comando stazione di Caulonia in collaborazione con il Servizio veterinario di Locri, che hanno sequestrato due capi bovini, privi di marchi auricolari e vaganti nei boschi. Il sequestro e' stato eseguito in considerazione del fatto che i bovini erano privi di marchio auricolare e non consentivano quindi alcun controllo sanitario. Trascorse le 48 ore senza che nessuno si sia presentato per rivendicarne la proprieta', gli animali, sotto il controllo delle autorita' veterinarie, sono stati abbattuti.

Brevi di cronaca a Pedace, Rocca Imperiale

10/06 A Pedace una persona e' stata arrestata dai carabinieri per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso di controlli l'uomo e' stato fermato e trovato in possesso di alcune dosi di droga. A Rocca Imperiale un cittadino straniero, C.J., di 23 anni, e' stato arrestato dai carabinieri per furto. Il giovane e' stato sorpreso mentre stava rubando dei vestiti e altri oggetti in una abitazione.

Commerciante di Pietrapaola ucciso dallo spasimante della figlia

09/06 Un commerciante di generi alimentari, Pasquale Mancuso, di 75 anni, incensurato, è stato ucciso oggi pomeriggio a Pietrapaola, un centro dell' alto Jonio cosentino. L' omicidio è accaduto nel negozio di Mancuso, ubicato nel centro del paese. Il commerciante è stato assassinato, secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri della Compagnia di Rossano, che stanno svolgendo le indagini, con una coltellata al torace infertagli da una persona che si è poi allontanata facendo perdere le proprie tracce. La morte del commerciante è stata istantanea. Non è escluso che l' assassino abbia agito in complicità con un' altra persona. Sul movente dell' omicidio non si esclude, al momento, alcuna ipotesi. Mancuso, oltre ad essere incensurato, secondo quanto riferito dai carabinieri, non aveva frequentazioni in ambienti malavitosi. Chi ha ucciso il commerciante, inoltre, non voleva compiere una rapina, visto che dalla cassa non è stato sottratto nulla. In serata la soluzione del giallo. I carabinieri hanno, quindi, fermato un giovane, Ettore Scigliano, di 28 anni, con l' accusa di essere il responsabile dell' omicidio. I fatti: Scigliano ha subito tentato di crearsi un alibi chiamando i carabinieri per avvertirli dell' omicidio di Mancuso. Giunti sul posto, i militari della Compagnia di Rossano hanno pero' cominciato ad avere sospetti sulla possibile responsabilita' di Scigliano nell' omicidio. Approfondendo le indagini i carabinieri hanno scoperto, cosi', che da alcuni mesi il giovane aveva tentato di allacciare una relazione con la figlia del commerciante. Tentativi osteggiati da Mancuso per i numerosi precedenti penali esistenti a carico di Scigliano. Successivamente i carabinieri hanno trovato il coltello utilizzato per uccidere Mancuso, ancora sporco di sangue, nel giardino dell' abitazione di Scigliano. Il giovane nel corso dell' interrogatorio compiuto dal sostituto procuratore della Repubblica di Rossano, Maria Vallefuoco, ha ammesso, secondo quanto riferito dai carabinieri, le proprie responsabilita'. Si sta verificando, in particolare, se Scigliano abbia premeditato l' omicidio, visto che si e' recato nel negozio di Mancuso armato di coltello, o se l' assassinio sia avvenuto nel corso di una lite. La contrarieta' di Mancuso alla relazione tra la figlia e Scigliano potrebbe essere stata la causa scatenante dell' omicidio

Il GIP scarcera l’ex presidente del Consorzio industriale di Crotone

09/06 Il Gip del Tribunale di Crotone, Rosa Larocca, ha disposto oggi la scarcerazione di Carlo Turino, di 54 anni, l' ex presidente del Consorzio industriale di Crotone che si trovava agli arresti domiciliari dallo scorso 28 aprile con l' accusa di concussione ed estorsione. Il Gip ha accolto l' istanza del difensori, gli avvocati Francesco Verri e Vincenzo Cardone, revocando la misura della custodia cautelare domiciliare sostituendola con il divieto temporaneo di esercitare uffici direttivi nell' ambito delle persone giuridiche sia pubbliche che private e l' attività di impresa. Turino, che ha ricoperto fino alle recenti elezioni amministrative la carica di consigliere comunale di Alleanza nazionale, era stato bloccato dai carabinieri del Reparto operativo di Crotone il 25 aprile scorso mentre un imprenditore gli dava una busta contenente due banconote da 500 euro ciascuna. La consegna era stata ripresa dai militari con una telecamera nascosta. Mentre l' imprenditore aveva detto che quella somma di denaro serviva per ottenere uno sconto per i costi della depurazione presso l' impianto del Consorzio industriale, Turino (che intanto si era dimesso da presidente del Consorzio industriale ed era stato sospeso da An) aveva invece parlato di un contributo elettorale. Turino, dopo la convalida dell' arresto era stato quindi posto agli arresti domiciliari. Il giudice, nel disporre la scarcerazione di Carlo Turino, ha ritenuto che non esista il pericolo di inquinamento delle prove.

Nessuna traccia del commerciante di Locri scomparso da casa

09/06 A distanza di una settimana dalla misteriosa scomparsa, e nonostante le indagini e le ricerche fatte dai carabinieri, non ci sono tracce, né notizie, di Leonardo Martelli, di 54 anni, di Locri, titolare di un bar situato in pieno centro, a pochi metri dal Municipio, svanito nel nulla nel primo pomeriggio di venerdì 2 giugno. A denunciare ai carabinieri di Locri, la mattina successiva, il suo mancato rientro a casa e quindi la sua misteriosa scomparsa sono stati i familiari. Leonardo Martelli è sposato e padre di quattro figli, di cui tre femmine. Dell' uomo non si hanno notizie da una settimana, ossia da quando lo stesso Martelli, persona nota alle forze dell' ordine per via di alcuni precedenti con la giustizia risalenti però ad oltre dieci anni fa, ha deciso di recarsi, utilizzando il suo fuoristrada Kia (ritrovato dai carabinieri), alla periferia sud di Locri nei pressi di un ristorante-pizzeria di proprietà dello stesso, ma mai aperto al pubblico poiché in perenne fase di ristrutturazione. In questi giorni, più volte familiari e parenti dello scomparso sono stati interrogati a lungo dagli investigatori dei carabinieri della Compagnia di Locri. A coordinare l' indagine é il sostituto procuratore di Locri, Rosanna Sgueglia. Sulla misteriosa scomparsa di Leonardo Martelli, che non legato ad ambienti criminali, gli investigatori non si sbilanciano più di tanto visto che si limitano a sussurrare che "dietro la sparizione del commerciante locrese non c' è, allo stato, una pista precisa, chiara, per cui le indagini si snodano su più fronti senza tralasciare alcuna ipotesi investigativa". Al di là di questo, col passare dei giorni prendono corpo due ipotesi per spiegare la misteriosa scomparsa di Martelli: allontanamento volontario per via di possibili e imminenti problemi di natura personale o giudiziaria o un caso di "lupara bianca". In particolare, per quanto riguarda la seconda ipotesi, gli investigatori stanno valutando se la sparizione di Martelli possa avere un qualche punto di contatto con uno di due omicidi avvenuti a Locri, nel 2004 e nell' aprile scorso, uno dei quali compiuto nei pressi del suo bar. La scomparsa di Leonardo Martelli porta a due il numero di persone svanite nel nulla nella Locride nell' ultimo anno. Dal 13 agosto 2005, infatti, non si hanno più notizie di Renato Vettrice, 41 anni, operaio incensurato, sposato e padre di tre figli, di Bovalino, scomparso mentre lavorava in una azienda agricola e floreale di S.Ilario dello Ionio

Un arresto a Castrovillari

06/09 Un uomo con precedenti penali è stato arrestato dai carabinieri a Castrovillari perche deve scontare una condanna per violazione delle prescrizioni della sorveglianza speciale. All'arrestato è stata notifica una ordinanza emessa dalla Procura della Repubblica di Castrovillari

La Finanza scopre una truffa a danno di compagnie petrolifere: sette denunce

08/06 La Guardia di finanza di Cosenza ha denunciato in stato di libertà sette persone nell' ambito di un' inchiesta su una presunta truffa ai danni della società Tamoil Petroli, con sede a Milano, e della Società internazionale lubrificanti di Soresina (Cremona) per un valore complessivo di oltre 560.000,00 €.. I risultati dell' operazione sono stati illustrati a Cosenza dal comandante provinciale della Guardia di finanza, col. Maurizio Massarini, e dal tenente Renato Sommella, comandante della Compagnia di Castrovillari. Tre dei sette denunciati, agenti o subagenti della stesse società vittime della truffa, avrebbero effettuato fittizi ordini di acquisto di oli lubrificanti utilizzando nominativi di imprese inesistenti, inattive o ignare degli stessi ordinativi. Le stesse tre persone, insieme ad altre quattro, anche loro agenti o subagenti, sono accusate di essersi appropriate indebitamente totalmente o in parte di somme di denaro della stesse società petrolifere di cui erano agenti o subagenti. Somme derivanti dai compensi per cessione a terze persone di olio lubrificante. Dall' indagine della Guardia di finanza, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Castrovillari, Baldo Pisani, è emersa una fitta ragnatela di rapporti commerciali fittizi in molti centri della Calabria e della Basilicata.

Catturato il boss di Sant’Onofrio, Domenico Bonavota

08/06 I carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia hanno tratto in arresto Domenico Bonavota, 27 anni, di Sant'Onofrio, da tempo latitante perche' colpito da ordinanza di custodia in carcere dal Gip del tribunale di Catanzaro per i reati di estorsione ed usura commessi con modalita' mafiosa in concorso con altri. L'arresto di Bonavota, elemento di spicco dell'omonima cosca mafiosa, e' avvenuto dopo un inseguimento nelle campagne del comune di Sant'Onofrio. Unitamente a Domenico Bonavota carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia hanno tratto in arresto un giovane di 21 anni, Antonio Patania, che gli faceva da spalla fin da quando era ancora minorenne. Rocambolesche le fasi che hanno portato alla loro cattura. Il comandante della locale stazione Sebastiano Cannizzaro, che gli dava la caccia da circa un anno, ha individuato il ricercato nelle campagne della "Morsillara", la frazione di Sant'Onofrio dove i due risiedono. Il sottufficiale ha chiesto i rinforzi facendo confluire sul luogo una trentina di carabinieri che, integrati anche da militari dello squadrone eliportato cacciatori "Calabria", hanno circondato la zona togliendo ogni possibilita' di scampo. Bonavota, non appena si e' accorto della loro presenza, si e' dato a una precipitosa fuga tra sentieri e sterpaglie fino a quando non e' inciampato in una rete, facendosi catturare. Bonavota, elemento di spicco dell'omonima cosca vibonese, che era riuscito a sottrarsi all'ordinanza del Gip della DDA di Catanzaro emessa nel luglio 2005 nell'ambito dell'operazione "Van Helsing", concretizzata con l'arresto di nove persone accusate a vario titolo di estorsioni e usura con le modalita' mafiose nei confronti di alcuni commercianti del luogo, uno dei quali ridotto sul lastrico. Domenico Bonavota, figlio del defunto boss Vincenzo, secondo quanto e' emerso nella conferenza stampa degli inquirenti, attraverso una carriera fulminante all'insegna di una serie di reati, era diventato uno degli elementi di vertice dell'omonima cosca uscita vincente dalla faida con il clan Petrolo che ha insanguinato il paese e culminata nella "strage dell' Epifania" del 1991.

A Crotone truffa all’Inps, tre imprenditori denunciati, scoperti 92 falsi braccianti

08/06 I carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro, nel corso di alcuni controlli effettuati nel crotonese, hanno scoperto un meccanismo per truffare l'Inps allo scopo di ottenere prestazioni e indennità per lavori agricoli in realtà mai effettuate. Tre imprenditori agricoli della provincia di Reggio Calabria e 92 falsi braccianti sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per truffa e tentata truffa ai danni dello Stato. Gli imprenditori sono accusati anche di false dichiarazioni. Secondo quanto è emerso dalle indagini dai carabinieri, i tre imprenditori avevano comunicato alla sede Inps di Crotone di essere proprietari o comunque titolari di alcuni terreni ubicati nel territorio del comune di Isola Capo Rizzuto. Ai funzionari della stessa sede Inps, poi, era stato riferito che alcuni braccianti agricoli della zona avevano svolto una serie di giornate lavorative per loro conto, ottenendo in questo modo prestazioni e indennità per malattia, disoccupazione, maternità ed altri benefici. Dai controlli effettuati dai carabinieri è emerso, invece, che in effetti le giornate di lavoro non erano mai state effettuate e che i contratti di acquisto o di affitto dei terreni che gli imprenditori reggini avevano esibito all'Inps erano stati disconosciuti dai legittimi proprietari. L' ammontare della truffa, che si riferisce al secondo semestre del 2004, è di circa 30 mila euro.

Corbelli “Sul delitto Fortugno un silenzio inquietante”

08/06 "La Calabria e l' intero Paese aspettano ancora di conoscere, dopo otto mesi, il movente e i nomi dei mandanti (politici?) dell' omicidio dell' ex vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno, ucciso a Locri il 16 ottobre scorso. Su questa vicenda sembra essere calato un silenzio inquietante". Lo sostiene, in una dichiarazione, Franco Corbelli, leader del Movimento Diritti Civili. "Sorprende poi - sostiene ancora Corbelli - che dopo 236 giorni e nonostante l' arresto del killer e dei suoi complici, la testimonianza decisiva di un pentito e le intercettazioni telefoniche e ambientali, non si sia fatta ancora piena luce sul delitto". Corbelli critica anche il Consiglio regionale della Calabria per la "colpevole mancata elezione, a tutt' oggi - dice - del nuovo vice presidente in sostituzione di Fortugno. A che serve un Consiglio regionale che non si riunisce da sei mesi, fatta eccezione per la seduta lampo per la scelta dei grandi elettori per l' elezione del Presidente della Repubblica, e che non riesce, da otto mesi, ad eleggere il sostituto di Francesco Fortugno? Farebbero bene ad andarsene tutti a casa".

La Provincia di Cosenza appalta lavori per cinque strade

08/05 Una serie di progetti per l' esecuzione di lavori su cinque strade in provincia di Cosenza è stata avviata a realizzazione, già con l' assegnazione degli appalti e, quindi, ormai al via. "Si tratta - è detto in una nota dell' ufficio stampa dell' ente - di interventi consistenti, per un primo blocco di lavori cui seguiranno presto altri, che danno risposte a situazioni di viabilità precaria del territorio provinciale, sul quale si snodano circa tremila chilometri di strade di competenza della Provincia". La somma complessiva dei lavori appaltati, per cinque diversi interventi, inseriti nel Piano Triennale dei Lavori Pubblici 2005/2007, annualità 2005, ammonta a tre milioni e 880 mila euro, finanziati dalla Cassa depositi e prestiti. Grande soddisfazione hanno manifestato il presidente della Provincia, Mario Oliverio, e l' assessore alle Infrastrutture e viabilità, Arturo Riccetti, "per questi progetti che vanno a buon fine, arricchendo il patrimonio di rete stradale e rendendo le percorribilità più adeguate alle esigenze di mobilità degli utenti". "Si tratta di uno sforzo di notevole entità che la Provincia mette in campo - hanno detto il presidente Oliverio e l' assessore Riccetti- per ottemperare alle plurime esigenze del territorio e favorirne sviluppo e crescita, assicurando, al contempo, standard di sicurezza sulle arterie, pur nella contingenza di una disponibilità sempre più ridotta di risorse assegnate agli enti locali". "E' grazie anche all' impegno profuso dal dirigente del Settore Viabilità della Provincia, Ing. Francesco Basta - prosegue la nota - che si sono attivati gli espletamenti procedurali per avviare questa fase, che consentirà di dotare presto il territorio cosentino di nuove infrastrutture viarie o, comunque, rese più agevoli e sicure. Lavori di costruzione del ponte sul fiume Crati sulla strada provinciale, ex-strada statale 178, saranno, pertanto, avviati, per un importo di un milione e 600 mila euro, restituendo un importante e strategico collegamento tra i paesi ivi ubicati. Per la strada provinciale Serricella-Canaletta, in territorio di Acri, sono previsti lavori di ampliamento ed ammodernamento per una spesa di 700 mila euro, mentre per la provinciale San Nicola-Lorica, lavori di manutenzione straordinaria; lavori di completamento, infine, sulla variante esterna all' abitato di San Giovanni in Fiore, per il costo di un milione di uro. Responsabile del procedimento per la Provincia, relativamente a questi quattro lavori, sarà l' ing. Stefano Aiello". "Altri lavori riguardanti la strada provinciale 106, nel tratto che va da San Giorgio Albanese al Bivio di San Giacomo D'Acri - conclude la nota - saranno realizzati, con la responsabilità del procedimento a carico del geom. De Angelis, per una spesa di 130 mila euro".

Colpi di fucile contro concessionaria auto di Crotone

08/06 La notte scorsa, ignoti hanno sparato due colpi di fucile caricato a pallettoni contro la vetrata di una concessionaria d' auto, lungo la statale 106, nel territorio del comune di Crotone. Nessun danno, comunque, e' stato provocato alle auto esposte nel salone interno. E' stato lo stesso titolare della ditta ad accorgersi dell' accaduto ed a chiamare le Volanti della Polizia. Sul gesto indaga la squadra mobile.

Le associazioni antiracket plaudono all’iniziativa della Magistratura di Palmi contro le banche

08/06 Il Coordinamento delle Associazioni Antiracket calabresi ha espresso il "plauso per l' azione della magistratura nella vicenda di usura che ha interessato l' imprenditore De Masi" e che ha portato al rinvio a giudizio dei vertici di tre istituti di credito nazionali. "Siamo certi - è scritto in una nota - che si potranno accertare eventuali responsabilità nel perfezionamento dell' azione giudiziaria. Anche in questo caso, come nella lotta al racket, va premiata l' azione diretta dell' imprenditore che decide di non soccombere ma si fa promotore di una azione di 'liberazione'. E' ormai innegabile che le condizioni del fare imprenditoria al sud siano impari rispetto alle aziende del nord, ma se a questo si aggiungono le 'pressioni' finanziarie che in questi momenti difficili stringono nella morsa le imprese meridionali, il rischio è quello del collasso". "Ancora una volta - conclude la nota - l' imprenditoria del Sud paga un prezzo troppo alto per sopravvivere sui mercati ed il nostro auspicio è quello che si possano ristabilire condizioni tali per cui fare impresa significa competere solo con le imprese concorrenti e non anche con le banche o con i mafiosi".

Sul quotidiano inglese Guardian: “La ndrangheta più potente di cosa nostra”

08/06 La mafia calabrese che davvero gestisce l'Italia: con questa copertina, il Guardian di oggi - nell'inserto G2 - dedica un lungo articolo alla 'Ndragheta, affermando che la criminalita' organizzata calabrese "é più forte della Mafia". "Fatti da parte, Cosa Nostra", i titola all'interno, nel quale si parla di "spargimenti di sangue pubblici, assassinii, faide brutali... la mafia calabrese è più grande, più profondamente radicata e più potente della mafia siciliana". Nell'articolo si parla nel dettaglio della storia di questa organizzazione criminale e della sua potenza, ricordando le sue imprese più sanguinarie, come l'assassinio di Francesco Fortugno o la vicenda di Giovanni Morabito, il nipote del boss Giuseppe Morabito, che sparò a sua sorella perché la donna, che aveva lasciato il marito, aspettava un figlio da un altro uomo.

Brevi di cronaca da Corigliano, Cassano

08/06 A Corigliano tre giovani, tutti di età compresa tra i 21 ed i 24 anni, sono stati arrestati dai carabinieri per furto. I tre sono stati sorpresi dai carabinieri a bordo di un autocarro carico di materiale inerte prelevato, senza le previste autorizzazioni, dal torrente Cino nei pressi di Corigliano. A Cassano allo Jonio i carabinieri hanno arrestato un immigrato tunisino, Aifa Belgacem Ben Bechir, di 36 anni, con l' accusa di sequestro di persona, rapina impropria e lesioni personali. Secondo quanto riferito dai militari della Tenenza di Cassano, l' immigrato ha picchiato, nel corso di una lite, la convivente, una cittadina polacca, ha costretto la donna a consegnargli 700 euro e l' ha poi chiusa in casa. L' immigrato è stato portato nel carcere di Castrovillari.

Arrestato Vincenzo Ficara, latitante da otto anni

07/06 I carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria hanno arrestato a Matelica (Macerata) Vincenzo Ficara, di 37 anni, latitante dal 1998. L' uomo, ritenuto uno dei boss della cosca Ficara-Latella di Reggio Calabria, e' stato condannato all' ergastolo in via definitiva ed e' ritenuto il killer di Vincenzo Barreca, ucciso alcuni anni fa mentre si trovava dal barbiere, nel rione Pellaro, alla periferia sud di Reggio Calabria. Secondo quanto riferito dagli investigatori, Ficara era ospite di alcuni amici calabresi. Al momento dell' irruzione, condotta dai carabinieri di Reggio con l' ausilio di quelli di Macerata, l' uomo, che non era armato, non ha opposto resistenza. Vincenzo Ficara e' stato sorpreso stamani insieme alla madre, Consiglia Latella, di 63 anni, sorella del boss Giacomo Latella, esponente dell' omonima famiglia della 'ndrangheta del Valanidi, i cui movimenti erano stati seguiti dai carabinieri del Comando provinciale. Ficara e la madre si trovavano insieme per festeggiare oggi il compleanno della donna, avvenimento a cui il latitante teneva molto. L' uomo era stato inquisito e condannato nell' operazione ''Revenge'' del 1994 e nelle inchieste ''Valanidi 1'' e ''Valanidi 2'' condotte a meta' degli anni '90 dai carabinieri del Comando provinciale e dalla Procura distrettuale antimafia a carico di decine di boss e gregari della cosca Latella-Ficara.
Sono numerosi i reati contestati a Vincenzo Ficara, arrestato stamane dai carabinieri mentre con la madre si trovava in un centro commerciale in provincia di Macerata. Ficara e' figlio del defunto Giovanni, alias ''u'ngigneri'', nonche' nipote di Giacomo, Saverio, Giuseppe e Antonino Latella, ritenuti tutti esponenti di spicco dell'omonima cosca, notoriamente dedita alle estorsioni, al traffico degli stupefacenti ed all'inserimento illecito nei pubblici appalti. Vincenzo Ficara e' stato inquisito nel procedimento scaturito dalla nota operazione ''Valanidi'' dove gli venivano contestati i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso ed una serie di omicidi e tentati omicidi, riconducibili ad una presunta guerra di mafia tra cosche rivali. Tra gli omicidi contestatigli, figuravano quelli di Domenico Alampi e Angelo Ronaldo, assassinati a Reggio Calabria nel dicembre del 1988. E' accusato anche dell'omicidio di Pasquale Amodeo e Paolo Dattola, uccisi nel luglio del 1989; di quello di Domenico Serraino avvenuto nel febbraio 1990 ed infine dell' uccisione del minore Letterio Nettuno del gennaio 1991. Nettuno, secondo gli investigatori, era stato sequestrato proprio da Ficara e successivamente ucciso per aver collaborato, fungendo da vedetta, nell'attentato a colpi di bazooka ai danni del padre Giovanni, il quale si era salvato perche' viaggiava a bordo di un fuoristrada blindato. Vincenzo Ficara e' stato inquisito anche per i tentati omicidi di Umberto Sconti e Carmelo Zema, compiuti rispettivamente nei mesi di giugno 1989 e settembre 1990.

Sequestrate nove tonnellate di sigarette al porto di Gioia

07/06 Nove tonnellate di tabacchi lavorati esteri di contrabbando di marca ''Bon'', per un valore di un milione e mezzo di euro, sono state sequestrate dalla guardia di finanza al termine di un' operazione condotta nel porto di Gioia Tauro in collaborazione con l' Ufficio doganale. Il carico, in transito nello scalo gioiese, era all' interno di un container proveniente da Jebel Ali (Emirati Arabi) con la motonave ''MSK Detroit''. Il contenitore carico di sigarette, che dai documenti di carico avrebbe dovuto trasportare giocattoli, era destinato in Croazia anche se gli investigatori sospettano una possibile introduzione fraudolenta nel circuito commerciale comunitario attraverso l' utilizzazione di altre frontiere. Il controllo preventivo effettuato con il sistema di controllo a raggi-x (Scanner), ha evidenziato una disomogeneita' del carico che ha insospettito gli investigatori. Un successivo controllo ha portato alla scoperta del carico di sigarette, occultate dietro il carico di copertura di giocattoli. Il risultato, ha evidenziato la guardia di finanza, e' stato raggiunto grazie ad una ''meticolosa attivita' d' intelligence mediante la quale, i finanzieri e i funzionari doganali, sono riusciti ad individuare, fra le migliaia di container che quotidianamente sbarcano nel porto calabrese, il carico illecito di bionde''.

Scomparso un commerciante a Locri

07/06 Nessuna ipotesi viene esclusa dai carabinieri che hanno avviato le indagini sulla scomparsa del gestore di un bar di Locri, Leonardo Martelli, di 54 anni. Dell'uomo, che e' sposato e padre di quattro figli, non si hanno piu' notizie da venerdi' scorso quando si e' recato alla periferia sud di Locri, nei pressi del Museo nazionale lungo la Statale 106, in un ristorante di sua proprieta', ma mai aperto al pubblico. I familiari di Martelli successivamente hanno denunciato ai carabinieri di Locri la scomparsa del congiunto. In questi giorni i carabinieri hanno sentito ripetutamente i familiari e gli amici del commerciante. Dagli interrogatori, pero', non emerso nessun elemento utile che possa motivare la scomparsa. Leonardo Martelli, secondo quanto si e' appreso, non e' ritenuto dagli inquirenti un affiliato o vicino ad ambienti della criminalita' organizzata.

I Carabinieri rendono onore alle vittime di Nassiryia

07/06 Nella sede del Comando Regione dei carabinieri di Catanzaro si e' svolta una breve, solenne cerimonia di omaggio ai caduti dell' Arma e di tutte le Forze Armate negli attentati a Nassiriya. La celebrazione del 192/mo annuale della Fondazione dell' Arma dei carabinieri, e' scritto in una nota, che avrebbe dovuto svolgersi il 6 giugno scorso, alla presenza delle massime autorita' civili, religiose, militari e di rappresentanze della cittadinanza e delle scolaresche locali, non ha avuto luogo in segno di lutto per l' ennesima tragedia che ha colpito le Forze Armate italiane impegnate in Iraq. Alla cerimonia era presente il generale Vittorio Barbato, Comandante interregionale carabinieri ''Culqualber'', che accompagnato dal generale Edoardo Centore, Comandante della Regione carabinieri Calabria e dal generale Arturo Esposito, Comandante della Regione carabinieri Sicilia, ha deposto una corona di alloro al Sacrario della sede. Barbato, giunto appositamente da Messina, ha voluto cosi' rendere la sua personale testimonianza ed affettuosa partecipazione al sacrificio di tutti i militari caduti nelle missioni di pace all' estero.

La Provincia approva il rendiconto del 2005 e lo statuto della Agenzia per lo sviluppo

07/06 Il Consiglio provinciale di Cosenza ha approvato con ventidue voti a favore (quelli della maggioranza di centrosinistra), sei contrari (An, Fi e gruppo misto) e con l' astensione di Franco Corbelli di Diritti Civili, il Rendiconto di gestione dell' esercizio finanziario 2005. Nel corso della seduta il presidente della Provincia, Mario Oliverio ha sottolineato ''lo stato di ottima salute finanziaria dell' ente e la soddisfazione, circa il perseguimento degli obiettivi programmatici a cui si e' pervenuti attraverso un'oculata azione di governo. Registriamo - ha aggiunto Oliverio - risultati positivi che rappresentano un ente sano, sotto l' aspetto economico-finanziario, che consolida, pertanto le sue certezze e puo' guardare al futuro con serenita', facendosi garante di un percorso propulsivo di sviluppo per il territorio''. Via libera da parte dell' assemblea anche allo statuto della societa' consortile Alessco (Agenzia locale per l' energia e lo sviluppo sostenibile) costituita tra l' ente come socio promotore con il 60% delle quote, il Comune di Cosenza, l' Universita' della Calabria, la Confindustria di Cosenza, la Confederazione nazionale degli artigiani, l' Istituto industriale Monaco.

Ordigno esplode vicino un supermercato di Crotone

07/06 Un rudimentale ordigno e' stato fatto esplodere da sconosciuti dinanzi all'ingresso di un supermercato che si trova nel centro di Crotone, a poche decine di metri dal palazzo di giustizia. L'esplosione ha provocato ingenti danni alla struttura. Sul luogo sono intervenuti i vigili del fuoco. L'episodio e' stato denunciato agli agenti della squadra mobile della questura di Crotone che hanno avviato le indagini.

Vandali al teatro comunale di Lamezia

07/06 Danni sono stati provocati da sconosciuti all'interno del teatro comunale 'Umberto' a Lamezia Terme. Gli sconosciuti si sono introdotti nella struttura e con gli estintori hanno danneggiato le poltrone del teatro. L'episodio e' stato segnalato da una anonimo agli agenti della polizia di Stato. Sono in corso le indagini per identificare gli autori dell'atto vandalico.

Rimesso in libertà il Presidente della Camera di Commercio di Crotone che afferma “Sulla ‘Giara’ non è stata detta la verità”

06/06 Il Tribunale della libertà di Catanzaro ha revocato l' ordinanza di arresti domiciliari che era stata emessa il 23 maggio scorso dal gip di Crotone nei confronti dell' industriale oleario Luigi Siciliani, di 52 anni, accusato di associazione per delinquere finalizzata ad una serie di reati, dalla bancarotta fraudolenta, al falso in bilancio ed alla truffa aggravata. L' inchiesta che aveva portato all' arresto di Siciliani riguardava il fallimento delle società La Giara, Tradizioni di Calabria e Tradizioni Italiane. I giudici del Tribunale della libertà hanno accolto l' istanza che era stata presentata dai difensori di Siciliani, avvocati Vincenzo Ioppoli e Francesco Verri, e discussa nel corso dell' udienza del primo giugno. Secondo i difensori, il provvedimento nei confronti di Siciliani faceva riferimento a reati per i quali, a loro dire, non sussistevano i gravi indizi di colpevolezza richiesti dalla legge. Inoltre non vi erano più esigenze cautelari da salvaguardare nel momento in cui Siciliani si era dimesso da tutte le cariche ricoperte, compresa la presidenza della Camera di commercio di Crotone. Nell' inchiesta che aveva portato all' arresto di Siciliani risulta tra le parti offese Samaritana Rattazzi, figlia di Susanna Agnelli, socia dell' industriale oleario nella gestione delle società coinvolte nel fallimento.
''Sulla storia di Giara e sulla mia storia personale per molte cose non e' stata detta la verita'. Voglio che si sappia, comunque, che io non subiro'. Faro' chiarezza e quando l' inchiesta me lo permettera' scrivero' io una storia piu' autentica''. Lo ha detto l' industriale oleario Luigi Siciliani commentando la decisione del Tribunale della liberta' di Catanzaro di revocare l' ordinanza di arresti domiciliari emessa nei suoi confronti dal gip di Crotone. ''Lo devo a me stesso - aggiunge Siciliani - a mia figlia ed agli affetti piu' cari, alla memoria di mia madre ed alle persone che mi sono state vicino in questa vicenda triste e stupefacente per molti versi. Dedichero' tutte le mie energie, insieme ai miei legali, per ristabilire la verita'. Preferisco anche in questa occasione, comunque, non rilasciare dichiarazioni nel merito della mia vicenda''.

Sequestrate alcune spadare a Bagnara, scoppiano tafferugli. Goletta Verde non approda

06/06 Tafferugli sono avvenuti nel pomeriggio a Bagnara Calabra dopo che il personale della Capitaneria di porto ha sequestrato alcune reti da posa per la pesca, comunemente dette ''spadare''. Le mogli di alcuni pescatori, dopo aver appreso la notizia del sequestro, hanno inscenato una manifestazione di protesta contro il provvedimento. Le donne hanno anche lanciato sassi e bottiglie contro il personale della capitaneria di Porto. Per placare gli animi sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Palmi. In serata, dalle forze dell'ordine, si e' appreso che la protesta delle mogli dei pescatori avvenuta a Bagnara Calabria e' consistita solamente in urla contro il sequestro delle 'spadare' compiuto dal personale della Capitaneria. La situazione dell'ordine pubblico non ha comunque subito problemi.
La Capitaneria di Porto ha poi chiesto a Goletta Verde di non attraccare al porto di Bagnara Calabra a causa dei tafferugli avvenuti dopo il sequestro delle spadare. La barca di Legambiente, nell'ambito della campagna 'Occhio alle Coste', ha quindi proseguito la navigazione verso Reggio ed i volontari dell'associazione ambientalista non hanno potuto incontrare la comunita' della costa viola. ''Siamo amareggiati dal fatto - ha detto il portavoce di Goletta Verde, Antonino Morabito - che le azioni illegali di pochi abbiano impedito un momento di gioia per tutti, deludendo l'attesa di tanti bambini, in trepidazione per l'arrivo di Goletta. Veleggiando verso Reggio Calabria abbiamo manifestato pacificamente e civilmente, com'e' nei modi che da sempre ci caratterizzano, la nostra ferma contrarieta' all'uso delle reti derivanti, innalzando sulla Goletta Verde lo striscione: No alle spadare killer! Tutto il nostro sincero apprezzamento va alla Guardia Costiera che in queste settimane ha sequestrato decine e decine di km di reti proibite, portando avanti una battaglia per l'affermazione della legalita' e della civilta'. Chiediamo espressamente alle Istituzioni di non promettere a coloro che perseverano nell'illegalita', cio' che non puo' essere mantenuto''. ''Sarebbe grave ed incosciente - ha concluso Morabito - alimentare illusioni verso quei i pescatori che in questi anni hanno ricevuto sostegni economici indirizzati alla riconversione delle attrezzature, nel contempo continuando ad infrangere chiare normative comunitarie''

Il Prefetto Sbordone riceve i precari delle Aziende sanitarie di Rossano e Paola”

06/06 Il prefetto di Cosenza, Bruno Sbordone, ha ricevuto stamattina i rappresentanti sindacali regionali e territoriali della Cgil e Uil ed una delegazione di lavoratori a tempo determinato operanti presso le Aziende sanitarie di Paola e di Rossano che hanno proclamato lo stato di agitazione. "I lavoratori interessati alla mobilitazione - è detto in un comunicato della Prefettura - appartengono a qualifiche quali autisti, caldaisti, centralinisti e operatori sanitari essenziali per il quotidiano e regolare funzionamento del sistema sanitario. I delegati sindacali presenti hanno richiesto l' intervento del Prefetto sulla Regione perché svolga le necessarie attività sia in sede legislativa che esecutiva perché le suddette categorie lavorative approdino ad un rapporto di lavoro a tempo indeterminato". "Il Prefetto, ascoltata con la massima attenzione l' argomentazione illustrata dalle organizzazioni sindacali e dagli stessi lavoratori - prosegue il comunicato - ha assicurato il pieno sostegno affinché la problematica rappresentata trovi la giusta risoluzione, attesa la rilevanza sociale della stessa in considerazione delle ripercussioni che essa comporta sul buon andamento di un servizio primario quale quello sanitario. Infine, si è impegnato a rivolgersi da subito a tutti gli organismi regionali interessati alla vertenza per sollecitarne l' intervento con la tempestività che la questione richiede".

Annullata la festa dei Carabinieri a Catanzaro per l’attentato a Nassiriya

06/06 E' stata annullata la celebrazione a Catanzaro del 192/mo anniversario della fondazione dell' arma dei carabinieri organizzata dal Comando Regione dell' Arma. L' annullamento è stato deciso dal Comando generale in segno di lutto per l' attentato di ieri sera a Nassirya. Stessa decisione è stata presa negli altri comandi regionali in cui oggi avrebbero dovuto svolgersi analoghe manifestazioni.

Cordopatri “Andrò a testimoniare senza scorta”

06/06 "Dopo l' immotivata decisione, peraltro non notificatami, del prefetto di Roma, Achille Serra, che, inopinatamente, ha disposto la revoca di ogni sistema di sicurezza che ininterrottamente mi era stato garantito quando era Ministro dell' Interno Giorgio Napolitano, fin dal 1997 e, successivamente, potenziato, quando era Ministro dell' Interno Rosa Russo Iervolino nel 1999, mi vedo costretta a rischiare in prima persona per far valere i miei diritti di cittadina e di testimone di giustizia". Lo ha detto, in una dichiarazione, Maria Giuseppina Cordopatri, testimone di giustizia. "Da oggi, quindi, pur privata della scorta e rischiando la mia incolumità - aggiunge Maria Giuseppina Cordopatri - mi recherò nelle aule di Tribunale e negli uffici di Procura, dove, come sempre, difenderò la legalità, negata da quanti si piegano alle logiche intimidatorie ed interdittive del crimine organizzato. Riterrò responsabile di qualsiasi cosa mi accada quanti, contraddicendo le richieste della magistratura, hanno deciso di privarmi, dopo nove anni, di ogni forma di sicurezza"

Sistema informativo sugli incendi boschivi della Comunità Montana del Savuto

06/06 La Comunita' Montana del Savuto, in provincia di Cosenza, ha realizzato, previo apposita delega dei 17 comuni associati, il sistema informativo territoriale per la gestione del catasto incendi boschivi. Il progetto e' stato sviluppato in risposta agli adempimenti previsti dalla legge quadro in materia di previsione, prevenzione e lotta contro gli incendi boschivi in particolare dell'articolo 10, che prescrive espressamente l'istituzione da parte dei comuni di un catasto dei suoli colpiti da incendio. Il catasto incendi boschivi costituisce un importante strumento preventivo, soprattutto rispetto alle motivazioni di carattere speculativo. Il sistema informativo territoriale e' stato realizzato dalla Agriconsulting Spa di Roma, societa' leader sia in Italia che all'estero nel campo delle politiche ambientali ed in particolare nell'elaborazione degli strumenti di pianificazione in ambiente Gis. E' strutturato in una grande banca dati in ambiente Gis del territorio del Savuto che consente l'individuazione, la perimetrazione e la rappresentazione cartografica delle aree percorse dal fuoco negli ultimi 5 anni che sono sottoposte ai divieti di carattere urbanistico edilizio dettati dalla legge. Sono previsti gli aggiornamenti annuali della banca dati mediante l'inserimento di tutte le informazioni necessarie per l'identificazione e catalogazione delle nuove superfici boscate interessate dal fuoco. Lo scopo della comunita' montana del Savuto e' quello di implementare ed estendere il data base per consentire ulteriori applicazioni sempre in ambiente Gis, come ad esempio la gestione dei piani intercomunali di protezione civile e la gestione degli strumenti urbanistici comunali.

Disagi sulla linea ferroviaria tirrenica

06/06 Traffico ferroviario in difficoltà per un'ora, durante la scorsa notte, a causa del cedimento di un portale dell'alta tensione a sud dello stazione di Ascea. L'incidente, verificatosi intorno alle 22 di ieri, ha coinvolto un traliccio in ferro, inclinatosi di circa dieci gradi, che ha mandato in tilt l'intera linea elettrica da San Mauro Labruca a Omignano Scalo e ha paralizzato il traffico sulla tratta da Salerno a Reggio Calabria. L'intervento delle squadre di Omignano, Agropoli e Pisciotta dipendenti dall'Unità Territoriale di Sapri, ha in seguito consentito la partenza dei convogli che hanno proceduto in entrambe le direzioni su un solo binario. Fermo per l'intera nottata, al contrario, un treno merci partito da Lamezia e diretto a Marcianise che al momento del black-out transitava sul binario coinvolto dall' interruzione elettrica. Solo questa mattina intorno alle otto, e con gravi ritardi, la circolazione é tornata alla normalità. Esclusa l'origine dolosa dell'incidente, pare che l'inclinazione del traliccio sia da imputare alla corrosione del pilone. La Direzione Compartimentale della Rete ferroviaria di Reggio Calabria ha comunque avviato una inchiesta amministrativa per appurare con esattezza i motivi che hanno causato il cedimento.

Brevi di cronaca a Corigliano, Sangineto, mangone, Diamante, Paola

06/06 A Corigliano due persone di 31 e 22 anni sono stati arrestati dai carabinieri per il furto di un furgone. Nel corso di controlli i carabinieri hanno individuato i due mentre erano alla guida di un furgone che e' risultato rubato. A Sangineto è stato arrestato un uomo per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. A Mangone è stata arrestata una persona per evasione dagli arresti domiciliari. A Diamante, è stato arrestato un uomo in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale di Napoli per violazione delle leggi sugli stupefacenti. A Paola due operai di una ditta appaltatrice per conto delle Ferrovie dello Stato sono stati arrestati dagli agenti della polizia ferroviaria. I due, originari della provincia di Bari, sono stati sorpresi mentre stavano rubando un ingente quantitativo di rame. Nel corso di controlli gli agenti della polizia ferroviaria hanno notato i due operai mentre stavano portando via il materiale da un deposito delle ferrovie. All'interno della loro automobile gli agenti hanno trovato e sequestrato 150 chilogrammi di rame.

Sgominata una banda di spacciatori a Soverato

05/06 Avevano creato un' associazione dedita al traffico ed allo spaccio di stupefacenti nella zona di Soverato, soprattutto nel periodo estivo. Un giro andato avanti per anni fino a quando, stamani, i carabinieri, non sono intervenuti arrestando il presunto capo del gruppo, corrieri e spacciatori. Otto le persone arrestate, quattro delle quali sono state poste ai domiciliari, in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata al traffico e alla cessione di stupefacenti emesse dal Gip del Tribunale di Catanzaro, Antonio Giglio, su richiesta del sostituto procuratore della Dda, Gerardo Dominijanni, a conclusione di un' indagine avviata dai carabinieri della Compagnia di Soverato nella primavera del 2004. Nel corso dell' operazione, denominata Zefiro (un vento lieve che pulisce le acque), sono anche state notificate sette informazioni di garanzia. I particolari dell' operazione sono stati illustrati stamani dal procuratore aggiunto della Repubblica, Salvatore Murone, da Dominijanni, dal comandante provinciale dei carabinieri, col. Giuseppe Lanzillotti, dal comandante del reparto operativo, Francesco Iacono, e dal comandante della Compagnia di Soverato, Francesco Tocci. A capo dell' organizzazione, secondo gli investigatori, c' era Piero Folino, di 33 anni, di San Sostene, che all' inizio delle indagini si trovava agli arresti domiciliari nell' ambito dell' operazione Mithos in quanto ritenuto affiliato al "locale" di Guardavalle facente capo alle famiglie Gallace e Novella. Proprio per la sua condizione agli arresti domiciliari, ha spiegato Tocci, Folino aveva creato una rete di corriere e spacciatori che vendevano nel soveratese hascisc, cocaina ed eroina, reperite nel reggino e nel comprensorio catanzarese, "come peraltro confermato dai numerosi sequestri eseguiti nel corso delle indagini". All' operazione di stamani, oltre ai carabinieri di Soverato, hanno partecipato quelli di Roma, Catanzaro, Montepaone Lido Davoli, San Sostene, Satriano e Marina di Gioiosa Ionica (Reggio Calabria). Complessivamente sono stati un centinaio i militari impiegati. Secondo l' accusa, i corrieri della banda erano Salvatore Folino, di 28 anni, di Catanzaro, studente; Rodolfo Del Sorbo (47), di Montepaone Lido, parrucchiere e Antonietta Scozzafava (21), di Catanzaro, studentessa. Il fornitore era Francesco Manno (36) di Marina di Gioiosa Ionica, venditore ambulante, mentre gli spacciatori erano Francesco Procopio (31), di Davoli, carrozziere; Vitaliano Sinopoli (37), di Catanzaro, impiegato; Pierangelo Corapi (37), di Satriano, studente. Procopio, Scozzafava, Sinopoli e Corapi. Quest' ultimo non è stato trovato a casa, ma i carabinieri hanno subito accertato che si trovava a Roma. All' uomo è stata quindi fatta una telefonata e, con una scusa, convocato in una caserma dei carabinieri della capitale dove gli è stata notificata l' ordinanza. Le informazioni di garanzia emesse da Dominijanni sono state notificate a Piero Abruzzo (23), di Soverato, commerciante; Cristian Ferraro (37), di Satriano, studente; Giuseppe Gualtieri (39), di Davoli, operaio; Antonio Longo (29), di Soverato, pescatore; Antonio Lucà (21), di Gioiosa Ionica, operaio; Michele Matarese (30), di Montepaone Lido, operaio; Carmine Procopio (24), di San Sostene, carrozziere. "Vivo apprezzamento" per gli esiti dell' operazione è stata espressa da Lanzillotti. "Sono qua dall' ottobre scorso - ha aggiunto - ed ho impostato il lavoro performare una squadra, primo passo per arrivare a centrare gli obiettivi. Ho cercato di ricostruire certi rapporti arrugginiti e rifondare l' impianto lavorativo in modo che ognuno di noi mettesse a disposizione la propria parte migliore". Complimenti agli investigatori sono stati fatti anche da Murone, mentre Dominijanni ha spiegato come l' operazione di stamani sia "una costola dell' operazione Mithos. Da quell' inchiesta è emerso che c' era una costola del gruppo che era dedita al traffico ed allo spaccio di stupefacenti". Il magistrato ha anche reso noto che le richieste di arresto presentate al Gip erano state 15. Quindi ha rivolto i complimenti ai carabinieri di Soverato "con i quali si lavora divinamente ottenendo risultati considerevoli".

Denuncia alla Procura di Paola per i danni della processionaria

05/06 Una denuncia alla Procura della Repubblica di Paola è stata presentata dal Nucleo di vigilanza ambientale dei Vas di Cetraro nei confronti delle autorità preposte in relazione alla mancata realizzazione degli interventi previsti contro la "processionaria del pino" le cui larve si sviluppano sulle piante di conifere, pini in particolare, nel periodo compreso tra l' autunno e la primavera. "Non sono tuttavia solo i pini - è detto in un comunicato - ad essere danneggiati dalla 'processionaria' poiché i peli urticanti, come detto prima, possono causare effetti nocivi anche su persone e animali, ove gli effetti patologici sono causati dal contatto con la cute e con le mucose. Di tale situazione già lo scorso anno le guardie ecologiche avevano informato il servizio fitosanitario della Regione, ed il Corpo forestale dello Stato di Cetraro nonché i sindaci dei Comuni di Cetraro, Acquappesa e Guardia Piemontese ed il Dipartimento di prevenzione dell' Azienda sanitaria di Paola, chiedendo di intraprendere con estrema urgenza idonei provvedimenti atti a contenere la proliferazione della processionaria del pino al fine di prevenire i gravi ed irreparabili danni al patrimonio arboreo pubblico e privato e l'insorgere di eventuali pregiudizi igienico - sanitari a carico della popolazione e degli animali". Per il nucleo ecologista dei Vas "sarebbe integrato anche il reato di omissione di atti d' ufficio a carico di coloro i quali erano deputati ad eseguire l' intervento di lotta che avrebbe, sicuramente, evitato tale indecente e pericolosa situazione".

PM Dominijanni “Rivedere l’istituto dei domiciliari, gli indagati continuano a delinquere”

05/06 "L' istituto degli arresti domiciliari, di per sé meritevole, andrebbe rivisto e dovrebbe essere applicato solo a determinati tipi di reato visto che la nostra esperienza ci dimostra che adesso serve a ben poco". A sostenerlo è stato il sostituto procuratore della Dda di Catanzaro, Gerardo Dominijanni, illustrando i risultati di un' operazione condotta dai carabinieri contro un' organizzazione dedita allo spaccio di stupefacenti il cui presunto capo era agli arresti domiciliari quando ha avviato l' attività illecita. "Oltretutto - ha aggiunto il magistrato - è un istituto che impone un dispendio di energie da parte delle forze dell' ordine che sottraggono uomini al controllo del territorio ed alle indagini. A questo punto è meglio la rimessione in libertà". L' incontro con i giornalisti è stato l' occasione per il comandante provinciale dei carabinieri di Catanzaro, col. Giuseppe Lanzillotti, per affermare che "i sei mesi intercorsi tra la richiesta delle ordinanze di custodia cautelare e la loro emissione sono un tempo assolutamente accettabile per questa sede", facendo evidente riferimento alle carenze di organico dell' ufficio Gip del Tribunale del capoluogo calabrese. Un argomento ripreso anche dal procuratore della Repubblica aggiunto di Catanzaro, Salvatore Murone, il quale ha sottolineato che le "difficoltà di organico comportano ritardi nei tempi di riposta, che comunque, in questo caso, è stato contenuto". "Per l' ufficio del Gip - ha detto al riguardo Dominijanni - non posso avere che parole di ammirazione, ma purtroppo tra richiesta e emissione delle ordinanze c' è stato un ritardo nel corso del quale gli indagati hanno continuato a delinquere. Non c' è niente da rimproverare all' Ufficio Gip, ma se non si arriva ad un' analisi complessiva del lavoro, continueranno a verificarsi casi del genere".

Brevi di cornaca a Spezzano Albanese, Bonifati

05/06 A Spezzano Albanese i carabinieri hanno arrestato nel corso di un' operazione di controllo del territorio, un operaio V.P., di 20 anni. L' arresto è scattato dopo che il giovane è stato trovato in possesso di 17 grammi di hascisc.A Bonifati un ventenne del luogo, Andrea Califano, è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L' atteggiamento sospetto del giovane ha indotto i militari a perquisire lui e la sua auto. Califano è stato trovato in possesso di 28 grammi di hascisc, di un coltello a serramanico e di un bilancino di precisione. Al giovane sono stati concessi gli arresti domiciliari.

Studente sedicenne arrestato a Vibo per estorsione

04/06 Avrebbe incendiato il portone d' ingresso di un pub per due volte per indurre il titolare a pagare la tangente: con questa accusa i carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia e di San Costantino Calabro hanno arrestato uno studente sedicenne mentre stava ritirando una busta con il denaro versato dal commerciante. Il giovane e' accusato di estorsione, minacce aggravate e danneggiamento. L' arresto e' giunto a conclusione di indagini prolungate, avviate dopo una serie di danneggiamenti subiti dal commerciante di San Costantino. Quest' ultimo, dopo avere subito l' incendio del portone della sua attivita', ha ricevuto lettere e messaggi contenenti minacce e richieste di denaro in cambio di ''tranquillita'''. I militari, dopo un servizio di appostamento, sono intervenuti quando hanno visto il giovane prendere la busta con il denaro lasciata dall' imprenditore. In casa del minore i carabinieri hanno sequestrato il computer e la stampante che, secondo gli investigatori, potrebbero essere stati utilizzati per scrivere le lettere di minacce. Dopo l' arresto il sedicenne e' stato portato nel centro di prima accoglienza per minori di Catanzaro.

Due ore di coda agli imbarcaderi per la Sicilia

04/06 E' di circa due ore il tempo medio di attesa per imbarcarsi sui traghetti diretti in Sicilia in partenza da Villa San Giovanni. Nessun problema particolare viene segnalato sull' autostrada Salerno-Reggio Calabria, dove il traffico e' regolare.

Arresti e denunce nel vibonese

04/06 Un uomo, Pantaleo Calello, di 30 anni, con precedenti di polizia, è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Tropea in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Vibo perché deve scontare una pena di un anno e quattro mesi. I militari, a Rombiolo, hanno denunciato R. M. di 29 anni, del posto, per il reato di ricettazione. Il giovane aveva venduto cinque telefoni cellulari risultati rubati in un negozio di Gioia Tauro. Denunciate per incauto acquisto anche cinque persone. I cellulari sono stati restituiti al proprietario. A Tropea, per ricettazione, è stato denunciato A.A., di 30 anni, del posto, sorpreso a bordo di una moto risultata rubata l'anno scorso ad un cittadino di Padova. Sempre a Tropea C.G., di 36 anni, è stato denunciato per favoreggiamento dell' immigrazione clandestina mentre uno straniero che era in sua compagnia M.A., anche lui di 36 anni, di origine irachena, è stato trovato in possesso di alcuni grammi di eroina. Nel corso di una perquisizione, a Ricadi, i carabinieri hanno trovato circa 11 grammi di marijuana nella disponibilità di A.G. di 31 anni. La sostanza stupefacente è stata sequestrata. Altri quattro cittadini extracomunitaria, due di nazionalità rumena e due ucraini, sono stati denunciati per inosservanza del provvedimenti di espulsione. Nel corso dei posti di blocco istituiti nei vari punti nevralgici del territorio, sono stati sottoposti a verifica centinaia di veicoli. Al termine dei controlli sono stati ritirati ritirati 8 documenti di guida e di circolazione; sequestrati cinque ciclomotori e quattro vetture prive della copertura assicurativa.

Brevi di cronaca da Cariati, Dipignano, San Giorgio Albanese, Altomonte

04/06 A Cariati personale del Nucleo Operativo della Compagnia di Rossano ha arrestato un pregiudicato del luogo, per violazione delle prescrizioni inerenti la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. A San Giorgio Albanese personale del Nucleo Operativo della compagnia di Corigliano Calabro, ha arrestato tre cittadini polacchi, perche' trovati in possesso di patenti di guida polacche, contratti assicurativi e passaporti polacchi falsi, nonche' vario materiale informatico utilizzato per la produzione dei documenti falsi. A Dipignano due persone sono state arrestate dai Carabinieri della compagnia di Cosenza in contrada Granci, nel corso di un'operazione antidroga. Si tratta di Giuseppe Ruffolo, 28 anni, autista, e Andrea Molinari, 29 anni, autotrasportatore, entrambi di Cosenza gia' noti alle forze dell'ordine. I due sono stati sorpresi in flagranza del reato di illecita detenzione di sostanze stupefacenti. A seguito di una perquisizione, sono stati trovati in possesso di 7 grammi di cocaina, 30 grammi di hashish, 1,5 grammi di marjuana, un coltellino per il confezionamento delle dosi, un bilancino di precisione, la somma contante di 12.300 euro in banconote di vario taglio ed assegni per un importo complessivo di 9.600 euro, ritenuti provento dell'attivita' di spaccio. E' stata inoltre segnalata al locale ufficio territoriale del governo una persona, trovata in possesso di una dose di cocaina. Gli arrestati, espletate le formalita' di rito, sono stati associati alla casa circondariale di via Popilia a disposizione della competente autorita' giudiziaria. Ad Altomonte i carabinieri della locale Stazione, hanno tratto in arresto due cittadini Rumeni senza il permesso di soggiorno, per furto aggravato.

Arrestato un uomo a Cassano trovato con due kalashnikov nel bagagliaio

03/06 Due fucili d' assalto kalashnikov, con circa 100 proiettili, sono stati sequestrati dai carabinieri di Rende e di Cassano che, al termine di una serie di indagini, hanno anche arrestato un uomo. Le armi erano a bordo della vettura dell' uomo, di Taurianova e gia' noto alle forze dell' ordine. L' uomo, Domenico Siclari, di 36 anni, e' stato arrestato dai carabinieri della compagnia Rende e della tenenza di Cassano allo Ionio per detenzione illegale di armi da guerra. Nel bagagliaio e sotto il sedile della vettura in uso a Siclari, un' Audi A2, i militari hanno rinvenuto due fucili Zastava M 70 di fabbricazione Jugoslava e 103 colpi. Secondo quanto si e' appreso, da alcuni mesi i militari erano sulle tracce del pregiudicato reggino, che secondo quanto riferito dagli investigatori ha precedenti per omicidio. L' uomo, forse, era a Cosenza per un incontro con alcuni esponenti della criminalita' della zona. E stamani i carabinieri hanno intercettato la vettura diretta a Cassano. In localita' ''Le Sorgenti'' i militari hanno notato l' auto parcheggiata nei pressi dell'abitazione di un pregiudicato del luogo. Sono state avviate quindi le perquisizioni nel corso delle quali sono state trovate le armi. Siclari e' stato portato nella casa circondariale di Castrovillari a disposizione del sostituto procuratore Sandro Cutrignelli.

Centauro muore in un incidente sulla 106 vicino Corigliano

02/06 Domenico De Stefano, di 36 anni, e' morto in un incidente stradale accaduto a Corigliano Calabro lungo la statale 106 jonica, nel territorio della contrada Torricella. De Stefano era alla guida di una moto di grossa cilindrata di cui, mentre superava un' automobile, ha perso il controllo, finendo rovinosamente sull' asfalto. Il conducente della moto, che indossava il casco, e' morto sul colpo. I rilievi sul luogo dell' incidente sono stati fatti dagli agenti del distaccamento di Rossano della Polizia stradale.

La famiglia Mazza, i ristoratori minacciati di Villa, vanno via dalla Calabria.

02/06 ''Al Valantain'', il ristorante di proprieta' della famiglia Mazza, situato in localita' ''Santa Trada'' di Villa San Giovanni, chiude i battenti. Lo ha detto stamani la stessa proprietaria, Vittoria Mazza, nel corso di una manifestazione antimafia organizzata in occasione del 2 giugno dai ragazzi del coordinamento antimafia ''AmmazzateciTutti'' che si e' svolta nel ristorante e a cui hanno partecipato forze sociali, come il Fo.re.ver., imprenditori, associazioni scout e i rappresentanti di Libera. Il ristorante chiude, incalzato dai creditori e dagli attentati subiti dai proprietari in questi mesi ad opera della 'ndrangheta, che non hanno permesso la prosecuzione dell' attivita' imprenditoriale. ''Avervi qui e' una grande gioia - ha detto Vittoria Mazza - perche' in questi mesi ci siamo sentiti molto soli. E la solitudine fa paura ed e' di paura che si ingrassa la mafia. Noi dobbiamo vivere, e quindi dobbiamo lavorare, per questo andremo via da qui. Avremmo voluto che lo Stato ci fosse venuto piu' incontro. Abbiamo combattuto una battaglia di idee contro l' omerta' e per una societa' che si liberi dalla violenza, alzando il nostro urlo di dolore contro la 'ndrangheta. Prima di andare via, pero', voglio ricordare ancora che la 'ndrangheta e' fatta non solo di 'coppole', ma anche di colletti bianchi''. ''Contro questo sistema - ha concluso Vittoria Mazza - abbiamo contrapposto le nostre piccole forze. Per questo posso dire che dalla Calabria andiamo via a testa alta''. Alla manifestazione ha partecipato anche Mario Congiusta, il padre di Gianluca, commerciante di articoli di telefonia ucciso nei mesi scorsi a Siderno. ''Non avremmo voluto essere qui per i motivi che oggi conosciamo tutti. I giovani sono con noi - ha detto Congiusta - e si assumono grandi rischi. Lo Stato e' invece il grande assente. Trentadue omicidi a Siderno e Locri nell' ultimo anno e nessuno degli autori e' stato individuato. Io credo che nella Locride occorre impegnare investigatori di provata esperienza. Siamo in guerra, e ai giudici che chiedono misure adeguate per sostenere questa guerra contro la 'ndrangheta i politici non danno risposte sufficienti. Nelle settimane scorse ho scritto a tutti i componenti della Commissione regionale antimafia per conoscere l' attivita' dell' organismo, e non ho ancora ricevuto alcuna risposta. Posso soltanto dire che nel 2005 la Commissione regionale antimafia ha tenuto soltanto due sedute, di cui una di insediamento. Nel 2006 invece non e' stata mai convocata. Mi chiedo: se non sentono il bisogno di rispondere ai cittadini che cosa fanno?''. ''Infine - ha concluso Congiusta - vogliamo conoscere i mandanti degli omicidi, quelli che hanno cioe' deciso la morte di mio figlio o di Franco Fortugno. Quelli vanno condannati ed incarcerati, perche' sapere soltanto il nome degli autori non puo' certamente bastare''.
''Sono, in generale e per principio, contrario alle parate antimafia, soprattutto quando sono strumentalizzate politicamente da una sola parte contro un' altra. Nella fattispecie ritengo quella organizzata dal Forum 'Ammazzateci tutti', e dalle altre ben note associazioni, la solita, inutile trovata mediatica''. A sostenerlo e' stato il leader di Diritti civili, Franco Corbelli, in merito alla manifestazione promossa oggi per solidarieta' con i titolari del ristorante Valantain. ''Questi giovani onnipresenti, noti preti, note signore - ha sostenuto Corbelli - dov' erano quando Diritti Civili denunciava e manifestava, nel febbraio scorso, andando finanche a Reggio Calabria a sfidare la mafia, per e insieme ai fratelli Mazza? Erano tutti silenti e latitanti. Oggi scoprono il caso dei fratelli Mazza, ignorando che lo Stato, dopo la mia denuncia e l' incontro con il prefetto di Reggio Calabria, e' gia' intervenuto, per aiutare e non abbandonare chi come i fratelli Mazza ha avuto il coraggio di dire no alla mafia. Il 3 marzo e' stata scritta una grande pagina di giustizia e solidarieta'. Una vittoria delle Istituzioni e una sconfitta della 'ndrangheta. Da Reggio e' infatti arrivata la notizia che il prefetto di Reggio Calabria, Luigi De Sena, aveva firmato il provvedimento che sospende tutti gli atti ingiuntivi e le istanze di fallimento nei confronti dei tre fratelli, Anna, Valentina e Ernesto Mazza''. ''A che cosa serve dunque - ha concluso Corbelli - scoprire tre mesi dopo il caso Mazza. Solo per giustificare la solita parata dei nuovi professionisti dell' antimafia?''

Gesto eclatante della Cordopatri che rinunzia alla cittadinanza italiana

02/06 Maria Giuseppina Cordopatri, testimone di giustizia in numerosi processi contro la 'ndrangheta, ha deciso di rinunciare alla cittadinanza italiana. ''Ho preso questa decisione, annunciandola significativamente nel giorno della Festa della Repubblica - afferma la stessa testimone di giustizia - in segno di protesta contro l' improvvisa ed immotivata revoca della scorta concessami nel lontano '97 dall'allora Capo della Polizia Masone. Di fatto mi trovo segregata nell' alloggio protetto in precaria condizione di salute. E' troppo alto, infatti, il pericolo perche' possa liberamente circolare. Nel momento in cui ho toccato alcuni gangli vitali del potere ministeriale e giudiziario romano, giunge la revoca della scorta, una vera e propria rappresaglia che mi impedisce di partecipare a numerose udienze, di curarmi e, addirittura, di acquistare i viveri. Mi vedo cosi' costretta a prendere una decisione clamorosa di fronte al comportamento di rappresentanti istituzionali che, in effetti, agevola la mafia e davanti a cosi' tanta violenza nei miei confronti''.

Dal 5 giugno al Metropolis “Arti e mestieri d’altri tempi”

02/06 Si aprira' il 5 giugno la manifestazione ''Arti&Mestieri d' altri tempi'', organizzata dalla Provincia di Cosenza in collaborazione col Centro commerciale Metropolis. Lo stesso giorno e' in programma una conferenza di presentazione dell' iniziativa alla quale parteciperanno il presidente della Provincia, Gerardo Mario Oliverio, l' assessore Provinciale all' Artigianato, Mimmo Bevacqua, il direttore del Centro commerciale, Pino Belmonte, il presidente dell' Associazione regionale delle Pro-Loco, Unpli, Mimmo Bloise. ''La manifestazione - e' scritto in una nota - proseguira' fino al 30 giugno, dopo lo straordinario successo registrato nella passata edizione imponendosi come rassegna dell' artigianato artistico e di tradizione della provincia di Cosenza. I numerosi artigiani che prendono parte all' iniziativa metteranno in mostra i loro prodotti nelle vetrine delle aree espositive, appositamente poste nella galleria superiore del Metropolis, in quattro diversi turni: ceramica, pelle, tessile, vetro-ferro battuto. Come lo scorso anno, e'' prevista la dimostrazione pratica da parte degli artigiani che daranno dimostrazione dal vivo della lavorazione dei manufatti''. All' iniziativa saranno presenti le Associazioni degli artigiani ed i Sindaci dei Comuni dove fara' tappa la manifestazione itinerante, allestita in contemporanea, a partire da giorno 5, nella piazza del Metropolis, denominata ''Paesi Calabri-storia & sapori'', e patrocinata dalla Provincia di Cosenza. Dopo i primi quattro giorni di permanenza al Centro Commerciale Metropolis, la manifestazione si spostera' per portare in mostra, con 60 stand in 23 Comuni, il meglio della tradizione artigiana e le ricchezze storiche, culturali e naturalistiche della provincia di Cosenza.

Corbelli: “Assai dubbie le ultime vincite al Superenalotto. La Procura indaghi”

02/06 Il leader del movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ha chiesto al procuratore capo della Repubblica di Paola, Luciano D' Emmanuele, di indagare sulle ultime due vincite al superenalotto definite ''assai dubbie''. Corbelli, gia' nel 1998, aveva presentato una denuncia alla Procura di Paola ''sulle vincite sospette al Superenalotto'', ha sostenuto di confidare nel procuratore D' Emmanuele, ''un magistrato coraggioso e riservato, che non ha mai interrotto, in tutti questi anni, le sue indagini sulle vincite sospette all' insaputa e a danno della Sisal''. ''Gli hacker - ha sostenuto il leader di Diritti civili - si inseriscono dall' esterno nel cervellone della Sisal e programmano la giocata con la sestina vincente. Questo sistema da me denunciato e spiegato dettagliatamente in questi anni, accertato da alcune perizie disposte dalla Procura di Paola, e' non solo tecnicamente possibile, ma anche estremamente semplice. Questo e' quello che vado denunciando da 8 anni e che ha portato all' apertura dell' inchiesta della Procura di Paola. Le ultime due vincite, quella di Mentana e di Pozzuoli, sono sospette. Per la facilita', la regolarita', il montepremi identico, le stesse zone. Ancora una volta si sono vinti 70 miliardi di vecchie lire con semplici schedine di appena qualche euro: il 4 aprile a Pozzuoli (Napoli) e ieri sera a Mentana (Roma). Nonostante il Superenalotto, lo ricordo, sia il gioco piu' difficile al mondo: per fare 6 esiste una sola possibilita' su 623 milioni di combinazioni possibili. Lascia perplessi, a parte la facilita', la regolarita' delle vincite. Le vincite, infatti, avvengono con lo stesso montepremi (35 milioni di euro) e si registrano quasi sempre nelle stesse zone, Roma, Napoli, Milano, cosi' come storicamente nella superfortunata Puglia''.

Brevi di cronaca da Santa Sofia d’Epiro, Rossano, San Giorgio Albanese

02/06 A Santa Sofia d' Epiro un sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno e' stato arrestato dai carabinieri. L' uomo, secondo l' accusa, non ha rispettato le prescrizioni imposte dalla misura cautelare. A Rossano un giovane, F.G.A., di 21 anni, e' stato arrestato per avere aggredito i carabinieri che lo avevano fermato per un controllo e trovato senza assicurazione. Il giovane, inoltre, mentre veniva fatto salire sulla vettura dei militari ha danneggiato la portiera colpendola con calci e pugni. A San Giorgio Albanese i carabinieri, hanno arrestato un uomo, Miroslaw Vlodzimierz Domagalski, di 42 anni, e due donne, Bozena Brzozowska, di 47, e Marta Gabula, di 38, per possesso e fabbricazione di patenti, contrassegni assicurativi, passaporti falsi e altri documenti di vario tipo. Durante la perquisizione nella loro abitazione, i militari hanno trovato attrezzature e materiale per la produzione dei documenti falsi che venivano poi utilizzati per i cittadini polacchi che soggiornavano in Italia

Brevi di cronaca da Briatico, San Costantino

02/06 A Briatico, persone non identificate, la scorsa notte, hanno incendiato un furgone di proprieta' di F.C., di 68 anni, proprietario di un villaggio turistico della zona. L' automezzo si trovava parcheggiato nelle vicinanza dell' abitazione del proprietario. L' intervento dei vigili del fuoco non ha consentito di evitare che il furgone andasse distrutto. Sull' intimidazione hanno avviato indagini i carabinieri, che non escludono una possibile matrice estorsiva. A San Costantino Calabro, ignoti hanno incendiato la notte scorsa, , un deposito di attrezzi agricoli. Il capannone e' situato sulla strada che da San Costantino conduce a Francica. I danni, secondo una prima stima, ammontano ad almeno 5.000 euro. Le indagini sono condotte dai carabinieri.

Campagna di Riferimenti a sostegno dei commercianti taglieggiati dal pizzo

01/06 ''La meravigliosa risposta dei giovani calabresi dovrebbe sollecitare gli adulti ad avere uno scatto d' orgoglio, e riscattarsi dall' ignavia secolare ma tutto, invece, resta invariato''. E' quanto si afferma in una nota del Coordinamento nazionale antimafia Riferimenti nella quale si evidenzia ''la mortificante vicenda del ristorante Valantain di Villa San Giovanni, i cui proprietari sono in procinto di abbandonare la Calabria a seguito degli innumerevoli attentati subiti e della solitudine in cui sono stati lasciati''. L' associazione, in particolare, lancia in Calabria una campagna di adesione per ''raccogliere le firme dei cittadini che si impegnano personalmente e attivamente a sostenere i commercianti che si oppongono al pizzo proponendo una campagna di consumo critico antiracket e invitando a frequentare il ristorante Valantain ridotto alla chiusura per mancanza di clientela dileguatasi dopo gli innumerevoli attentati subiti dall' esercizio''. Per Riferimenti ''in Calabria, il popolo non tutela la propria dignita' continuando ad arrendersi alla paura, per questo invitiamo i cittadini calabresi che non vogliono essere chiamati mafiosi ne' vogliono essere ad essi accomunati, a compiere una scelta di campo netta e concreta, non lasciando soli ,in questa regione, quei pochi che hanno avuto la forza di ribellarsi alla prepotenza criminale''. ''In Calabria - prosegue il comunicato del coordinamento - ancora non si e' capito che la battaglia antimafia si vince tenendosi per mano e facendo muro. A quella gente che pensa che il problema non sia il proprio ma di altri, Riferimenti chiede di mettersi in gioco perche' il gioco riguarda tutti. Un invito ben preciso viene rivolto a frequentare proprio quel martoriato ristorante Valantain la cui clientela si e' dileguata dopo gli atti intimidatori. L'appello viene rivolto, innanzitutto, agli amministratori pubblici cui viene richiesto di dare un esempio, poi a tutta quella parte di Calabria onesta che crede nella sfida della legalita' e che questa sfida vuole vincere, perche' non risulti sconfitta la speranza''

La Polizia municipale di Castrovillari una delle poche ad avere la “patente di servizio”

01/06 Il Corpo della Polizia municipale di Castrovillari e' uno dei pochissimi di Italia ad essere in possesso della patente di servizio. Lo rende noto il comandante dei Vigili urbani di Castrovillari, Salvatore De Cecio, il quale precisa ''che sono ben 19 le unita' che hanno questo documento, che serve per guidare i veicoli di servizio di polizia stradale''. ''La patente - spiega De Cecio - e' rilasciata dal Prefetto della Provincia, nella quale l' agente esplica il servizio di Polizia stradale. Il documento in realta' ha lo scopo di qualificare tutti gli operatori di Polizia stradale e, in particolare, gli appartenenti a quella municipale che, al contrario di coloro i quali svolgono servizio per la Polizia di Stato, arma dei carabinieri, Guardia di Finanza, non erano dotati della patente di servizio per condurre i veicoli di servizio. La patente di servizio diventa elemento indispensabile per ogni appartenente alla Polizia municipale ai fini dell' espletamento dei servizi di Polizia stradale. Opportunita' di approfondimento che hanno trovato particolare interesse tra i colleghi provenienti dalla Sicilia, Puglia, Basilicata e dalla stessa Calabria''

Frode per evadere l’Iva dalle auto nuove scoperta dalla Finanza a Gioia

01/06 Una frode fiscale per oltre un milione di euro nel settore del commercio delle automobili e' stata scoperta dai militari della Compagnia della guardia di finanza di Gioia Tauro che hanno denunciato in stato di liberta' il responsabile che farebbe parte di un piu' vasto giro a livello nazionale. L' operazione e' stata condotta nell' ambito di una vasta attivita' d' indagine, disposta dal comandante provinciale della guardia di finanza di Reggio Calabria, col. Francesco Gazzani, ed ha portato ad una verifica fiscale nei confronti di una grossa azienda della piana, operante nel settore della compravendita di auto nuove provenienti dalla comunita' europea. Ad attirare l' attenzione dei finanzieri sono stati i prezzi particolarmente competitivi che l' azienda riusciva ad applicare alle auto vendute; prezzi, e' stato riferito, che avrebbero trovato una qualche giustificazione solo se si fosse trattato di una delle varie forme di vendita di auto aziendali, ma non di auto nuove di fabbrica. I finanzieri hanno ricostruito tutti i passaggi degli acquisti effettuati, fino a scoprire il fornitore comunitario e i diversi intermediari, tra cui sono stati individuati soggetti completamente sconosciuti al fisco. Si tratta, ha riferito la guardia di finanza, della cosiddetta ''frode carosello''. L' operatore nazionale acquista l' auto da un Paese della comunita' europea. L' Iva che colpisce il bene (20%), rimane sospesa fintanto che l' auto non viene venduta. Un altra societa' italiana (che puo' essere il rivenditore finale o, come normalmente accade, una societa' fasulla) acquista la vettura e la rivende ad un altro operatore, una societa' di comodo o concessionario. Questo soggetto emette regolarmente le fatture, ma non versa l' Iva ne' paga le tasse. Si tratta, ha evidenziato la guardia di finanza, di ditte individuali di vita breve, di difficile individuazione e, quandanche individuate, ''ci si trova di fronte a soggetti anziani, nullatenenti, tutti elementi che vanificano la pretesa dello stato al recupero delle imposte ed alla inflazione della sanzione penale dell' arresto''. Il concessionario, dunque, avra' a disposizione un' auto nuova al costo scontato del 20%, tolta la provvigione per l' intermediario fasullo (dal 5 al 10%), che immettera' sul mercato ad un prezzo interessante, potendo cosi' sbaragliare la concorrenza. Il responsabile gioiese, secondo quanto e' stato riferito, dovra' versare nelle casse dell' erario piu' di 500.000 euro, oltre alle sanzioni amministrative.

Gestori di distributori di benzina denunciati a Catanzaro per frode: praticavano prezzi più alti

01/06 Praticavano prezzi piu' alti, da 3 a 8 centesimi, di quanto pubblicizzati dalle loro aree di servizio: per questo motivo i gestori di tre impianti di distribuzione carburante di Catanzaro sono stati denunciati dalla guardia di finanza per frode in commercio. Ad altri otto, invece, sono state contestate violazioni amministrative per non avere esposto i prezzi praticati. L' operazione del Nucleo provinciale di polizia tributaria della guardia di finanza di Catanzaro, che ha interessato venti distributori, e' scattata dopo le lamentele e le segnalazioni di numerosi automobilisti che hanno riferito di difformita' tra i prezzi del carburante praticati all' erogazione e quelli esposti all' ingresso delle aree di servizio. I gestori denunciati, in particolare, praticavano la frode negli orari in cui era in funzione il servizio self-service. I finanzieri hanno accertato una differenza di prezzo tra i 3 e gli 8 centesimi a seconda del carburante tra quelli indicati dalla colonnina e quelli esposti all' ingresso dell' area di servizio. Per un pieno medio di 50 litri di benzina, per esempio l' automobilista spendeva inconsapevolmente fino a 4 euro in piu' ricevendo circa 3 litri in meno a quanto dovuto rispetto ai prezzi esposti.

Prosegue il ripopolamento delle lepri nell’alto ionio

01/06 Saranno altri ventuno i Comuni della provincia di Cosenza destinati, questa volta nelle localita' dell' alto Ionio, ad accogliere la selvaggina in immissione sul territorio, nell' ambito del Piano di ripopolamento lepri per il 2006, che completera' gli interventi prossimamente anche nella zona dello basso Ionio. Lo rende noto la Provincia di Cosenza. Come previsto dal Piano Faunistico provinciale, e' scritto in una nota, sono state molte centinaia i capi di lepri liberati fino a questo momento. Soddisfazione hanno espresso il presidente della Provincia, Mario Oliverio e l' assessore provinciale alla Caccia e Pesca, Pietro Mari, che in piu' occasioni, secondo il calendario previsto, hanno voluto essere presenti all' atto dell' immissione della selvaggina in alcune delle localita' della provincia.

Brevi di cronaca da San Demetrio Corone, Castrovillari

01/06 A San Demetrio Corone due coniugi, S. B., di 22 anni e M.G.L., di 29 anni, entrambi di origine tedesca, sono stati arrestati dai carabinieri per detenzione di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi. I militari, nel corso di una perquisizione effettuata nell' abitazione dei due coniugi, hanno rinvenuto nel terrazzo, in vasi opportunamente occultati, varie piante di canapa indiana e nascosta in un armadio una carabina ad aria compressa non denunciata. I due sono stati trasferiti a Rossano dove il Sostituto Procuratore della Repubblica, Paolo Remer ha confermato gli arresti e ha concesso agli arrestati, a norma dell' articolo 121 delle norme di attuazione del codice di procedura penale, la scarcerazione in stato di liberta', in attesa del giudizio perche' incensurati. A Castrovillari un cittadino rumeno, C.C., di 34 anni, e' stato arrestato dalla polizia per non aver ottemperato al provvedimento di espulsione. Il cittadino extracomunitario era stato espulso dal territorio italiano con un decreto emesso il 18 febbraio 2005 dal Questore di Reggio Calabria.

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