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Sindacati
Archivio dal 16/11 al 31/1

 

Per la Triplice i Forestali hanno conseguito risultati positivi

31/01 ''In questi anni la stragrande maggioranza degli operai idraulico-forestali calabresi ha conseguito risultati in termini di opere di difesa del suolo ed assetto idrogeologico nonche' di azioni anti incendio, di rimboschimento e forestazione, di salvaguardia dell' ambiente'': e' quanto si afferma in un documento approvato a conclusione dell' esecutivo regionale unitario di Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil. Nel corso della riunione e' stato deciso di convocare l' assemblea dei delegati per il 24 febbraio a Catanzaro. ''La grande iniziativa di lotta della categoria del 9 e 10 dicembre scorsi - e' scritto nel documento - ha segnato un punto forte del movimento dei lavoratori in Calabria. E per dimensione, partecipazione, impatto sull'opinione pubblica Nazionale, e per il risultato ottenuto, se pur parziale, che ha costretto il Governo a fare marcia indietro sulla iniziale scelta di non prevedere in finanziaria le risorse necessarie per mantenere i livelli occupazionali''. I segretari regionali di categoria Michele Presta (Flai Cgil), Giuseppe Gualtieri (Fai Cisl) e Nino Merlino (Uila), sottolineano che ''gran parte dei mezzi di comunicazione di massa, comprese alcune trasmissioni televisive, vedi Ballaro', a volte ha letteralmente deformato la realta', descrivendo una intera categoria in termini dispregiativi e denigratori (vedi le dichiarazioni del Presidente del Consiglio, ma non solo), creando percio', cosi', un clima ed un quadro falso ed intollerante, allo scopo di appannare e la grande iniziativa di mobilitazione ed i risultati positivi che con grande sacrificio, e nonostante tutto, seppure in presenza di sacche di assistenzialismo e di sprechi di risorse umane e finanziarie per responsabilita' esclusiva degli Enti strumentali (innanzitutto Consorzi di Bonifica ed Afor) e della Giunta regionale''. ''L' esecutivo unitario - prosegue il documento - respinge il tentativo in atto in Calabria ed a livello Nazionale di far finta che in queste settimane non sia successo niente e che tutto possa continuare come se nulla fosse, continuando cioe' con la vecchia logica senza una progettazione seria per le opere da realizzare, senza un piano strategico e di lungo respiro, che per davvero segni una svolta, eliminando forme di assistenzialismo e di sfacciato clientelismo. Non si illudano tutti coloro che coltivano questo disegno, il sindacato Unitario si battera', come sempre, contro questa linea scellerata e perdente per i lavoratori e per la Calabria''. In riferimento alla vicenda dei corsi di formazione per 1.200 persone ''l' accordo firmato a suo tempo da Cgil Cisl Uil e le rispettive categorie, si sta polemizzando e discutendo, a volte anche in modo strumentale, di una cosa inesistente. Il sindacato unitario firmo' quell' accordo - e' detto nella nota - in presenza di tre condizioni fondamentali: a) si sarebbero fatti corsi di formazione finalizzati all' occupazione, aprendo cosi' per la prima volta dopo venti anni uno spiraglio per nuove assunzioni; b) era stata data assicurazione di un finanziamento triennale 2005-2007 per garantire il lavoro a tutta la categoria; c) si sarebbe abrogata o quanto meno modificata la legge 442 che blocca qualsiasi assunzione. Nessuna di queste condizioni si e' verificata, percio' per il sindacato, quell' accordo non ha piu' senso''

Il 3 marzo sciopera la Banca D’Italia

31/01 Sciopereranno a partire dal prossimo 16 febbraio i lavoratori della Banca d'Italia, secondo un calendario diviso per regioni e che culminerà, nella seconda metà di marzo, con uno sciopero nazionale. La decisione è stata assunta dai sindacati dell'istituto centrale dopo l'incontro di oggi con il segretario generale della Banca, Cesare Augusto Giussani. "La banca - sottolinea Luigi Leone, segretario della Falbi-Banca d'Italia - si è presentata all'incontro in modo arrogante, con una posizione rigida ed immodificabile e con l'assurda pretesa di avere mano libera nella modifica unilaterale degli accordi sottoscritti". Di qui la decisione di partire con gli scioperi a livello regionale che coinvolgeranno, il prossimo 16 febbraio, la Lombardia, l'Umbria, la Sicilia ed il Friuli Venezia Giulia. Gli scioperi proseguiranno il 24 febbraio con Piemonte, Valled'Aosta, Toscana e Trentino Alto Adige, il 3 marzo con Emilia Romagna, Campania, Abruzzo e Liguria, il 10 marzo con Marche, Molise, Veneto, Sardegna, Calabria, Puglia e Basilicata. Infine, il 16 marzo con il Lazio ed i servizi dell'amministrazione centrale della banca a Roma. Per arrivare, nella seconda metà di marzo appunto, allo sciopero nazionale A questo, spiega Leone, "si aggiunge una nostra iniziativa, come Falbi, di incontrare tutti i gruppi parlamentari per chiedere che il Governatore Fazio dia ragione al parlamento dei suoi comportamenti".

I sindacati bocciano il progetto di ristrutturazione industriale della Telecom in Calabria

28/01 Cgil, Cisl e Uil del settore telecomunicazioni criticano, in un documento diffuso al termine di una riunione, il progetto di riorganizzazione della Rete presentato lunedi' scorso da Telecom Italia alle stesse organizzazioni sindacali ed al coordinamento Rsu nazionale. 'Dal dibattito, secon do quanto e' detto in un comunicato, ''e' emersa, con fermezza, la non condivisione del nuovo progetto industriale, che vede per l' ennesima volta la Calabria subire una spoliazione di importanti settori della propria attivita'. Dal progetto, inoltre, emerge che in tale riassetto non si evince alcun tipo di vantaggio economico per la stessa azienda, ma solo un ulteriore impoverimento della presenza Telecom in Calabria, che gia' oggi non assicura una credibile e seria qualita' del servizio''. Sindacati ed Rsu, inoltre, esprimono ''forti preoccupazioni sul piano riorganizzativo che l' azienda intende realizzare'', rilevando che ''con l' individuazione del centro Nsu a Messina, che accorpa anche i territori di Reggio Calabria e Vibo Valentia, si divide di fatto la Calabria in due tronconi, trasferendo la gestione del territorio ad un' altra regione. Caso, questo, unico in Italia''. Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil, insieme alle Rsu Rete Calabria, ''al fine di vedere soddisfatte le esigenze politiche dello sviluppo del territorio, si attiveranno con le segreterie nazionali, le organizzazioni regionali confederali, il Ministero delle Comunicazioni e le forze politiche calabresi, ed a tale proposito hanno gia' raccolto alcune disponibilita', non escludendo iniziative di lotta volte a sensibilizzare tutti i soggetti che hanno a cuore le sorti della nostra regione''.

CGIL “Chissà se l’ass. Gallo querelerà anche Berlusconi”

27/01 ''Abbiamo appreso che l' assessore regionale alla forestazione,Dionisio Gallo, avrebbe informato la Giunta regionale di volere procedere alla querela dei dirigenti della Flai e della Camera del Lavoro di Cosenza, colpevoli, a suo dire di avere presentato nelle due trasmissioni di Ballaro' dedicate al tema 'una immagine distorta del settore'. Ci chiediamo se l' Assessore con il medesimo zelo ha proceduto a querelare Berlusconi, allorche' sostenne che i lavoratori forestali calabresi 'appiccano il fuoco ai boschi per potere poi ripiantarli'''. A sostenerlo sono le segreterie della Flai e della Camera del lavoro di Cosenza. ''Cosi' come ci chiediamo - e' scritto in un comunicato del sindacato - se provvedera' a querelare, tra gli altri che hanno espresso le medesime opinioni, anche il Procuratore antimafia Piero Luigi Vigna che nell' ultima puntata di Ballaro' riteneva perlomeno singolare la concomitanza e la ripartizione del bando di selezione con le tornate elettorali. Alla luce anche dei drammatici avvenimenti accaduti nel dicembre scorso, relativi alla decisione di tagliare le coperture finanziarie in quota nazionale, solo in seguito alle straordinarie giornate di lotta e di mobilitazione dei lavoratori ripristinate e solo per il 2005, troviamo ulteriore conferma delle motivazioni che ci portarono, tra gli altri, a criticare e contrastare fortemente l' unilaterale decisione di procedere alla emanazione di un bando di formazione finalizzato all' assunzione non di idraulici-forestali, ma, senza ironia, di operatori idraulici forestali, solo sulla base di un colloquio motivazionale''. ''Ricordiamo all' assessore Gallo - prosegue la nota - che la Flai e la Cgil di Cosenza, in assoluta coerenza con le decisioni degli altri livelli dell' organizzazione, da anni e' impegnata nell' azione di difesa del lavoro esistente e nell' obiettivo della riqualificazione e diversificazione delle attivita', nella richiesta di rinnovamento della gestione, di radicale smantellamento delle strutture e dei dirigenti responsabili di inefficienze e dequalificazione. Come abbiamo sottolineato nelle suddette trasmissioni, siamo pronti a riproporre all' Assessore ed all' intera Giunta le nostre idee circa la riqualificazione radicale del settore volta ad aggiungere alla funzione protettiva anche quella produttiva. Noi siamo convinti che il patrimonio forestale della regione, la qualita' dei contesti ambientali, nonche' l' immenso patrimonio idrico, opportunamente valorizzati nella loro qualita' di beni comuni, possono essere la leva, non solo per la giustificazione del lavoro attuale, ma per una altra economia della Regione e quindi di piu' occupazione. Ricordiamo all' assessore che ancora nessun confronto e' stato avviato con le organizzazioni sindacali a nessun livello circa la programmazione degli interventi per l' anno in corso. Domandiamo su quali obbiettivi strategici l' assessorato alla Forestazione e l' intera Giunta hanno inteso orientare l' attivita' degli enti che intervengono e gestiscono i lavoratori idraulici forestali''. ''Spenti i riflettori nazionali - conclude la nota - rimangono tutti in piedi i drammatici problemi del settore, in primo luogo la certezza dei finanziamenti per il futuro. Nei prossimi giorni terremo a Cosenza un attivo straordinario dei lavoratori idraulici forestali e dei lavoratori precari del fondo sollievo per riproporre la piattaforma di merito sulla quale insieme alle altre organizzazioni confederali chiameremo la Giunta Regionale a confrontarsi''.

Sbarra (CISL) “La Telecom penalizza la Calabria”

27/01 ''Telecom Italia continua a penalizzare la Calabria''. Lo sostiene, in una dichiarazione, Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl Calabria. ''La nostra regione - aggiunge Sbarra - continua a perdere pezzi importanti di tessuto industriale e produttivo, una permanente spoliazione di strutture, impianti, funzioni e responsabilita' trasferite in altre Regioni, con la conseguente perdita di centinaia di posti di lavoro e la mortificazione di tantissime professionalita' impiegate nel nostro territorio. L' ennesima ristrutturazione dell' organizzazione Wiriline/Rete di Telecom Italia rappresenta una beffa per la Calabria che avra' ripercussioni negative, cosi' come quelle succedutisi negli ultimi dieci anni, su occupazione diretta ed indotta investimenti e servizi alla clientela. Il disimpegno e l' allontanamento di Telecom dal territorio regionale si accompagna a quello di altre aziende nazionali come Enel, Poste e Ferrovie, che penalizzano la Calabria in termini di investimenti, innovazione e ricerca, oltre a determinare processi di decadimento quantitativo e qualitativo dei servizi verso la collettivita', precarizzazione del lavoro, ostacolando in questo modo ogni prospettiva di crescita e di sviluppo della Calabria. Negli ultimi dieci anni il rango della Telecom calabrese si e' trasformato da Direzione regionale a semplice Call center. Uno svuotamento di compiti e funzioni, trasferimento di produzioni e lavorazioni, mobilita' e spostamenti di lavoratori dalla Calabria in altre Regioni del Mezzogiorno e del Paese''. Sercondo Sbarra, ''la Telecom ultimamente ha creato delle strutture per il governo della 'piattaforma di rete' per il sud Italia con sede a Palermo. Questa struttura e' stata suddivisa in articolazioni piu' semplici e decentrate Campania/Basilicata, con sede a Napoli, e Puglia, con sede a Bari, e Calabria/Sicilia, con sede a Palermo. Ancora una volta la Calabria viene saltata da investimenti ed allocazioni di strutture ed impianti nonostante l' attuale ministro delle Comunicazioni, Gasparri, sia stato eletto con i voti dei calabresi. Non per fare campanilismo ma altre regioni tipo la Sardegna con utenze telefoniche e gestionali inferiori alla Calabria sono state individuate come sede di NSL con aumento di risorse umane e finanziarie''. ''Al danno - sostiene ancora il segretario generale della Cisl Calabria - si aggiunge anche la beffa, in quanto la Calabria da questa ultima ristrutturazione Telecom viene suddivisa in due parti per quanto riguarda i centri operativi con le province di Reggio Calabria e Vibo Valentia associate a Messina, mentre il resto della regione alla sede di Catanzaro.Tale inaccettabile decisione determina la divisione e la disgregazione del territorio calabrese e l' incoerenza a qualunque logica di tipo industriale di organizzazione del lavoro, di qualita' ed efficienza dei servizi verso la clientela''. ''Tutto cio' - conclude Sbarra - nell' assordante silenzio delle istituzioni regionali , ed in particolare della Giunta che anche in questo caso dimostra l' assoluta inconsistenza politica sul versante locale e nazionale nonche' l' assenza di autorevolezza nel rapporto con le grandi aziende di servizi che considerano la Calabria la cenerentola delle regioni del Paese. Peccato che a farne le spese non sono tanto i governanti regionali ma i calabresi, i lavoratori ed il territorio, che si vede privato di servizi importanti per favorire lo sviluppo e la crescita economica e produttiva''.

Russo (CISL) “Ulteriore trattazione superficiale del tema dei forestali da parte di Ballarò”

26/01 ''Quella che doveva essere una puntata riparatrice si e' rivelata, al contrario, un' ulteriore dimostrazione del modo, approssimativo e superficiale, con cui vengono trattate tematiche cosi' importanti e complesse''. A sostenerlo e' stato Antonio Russo, segretario generale della Fai-Cisl di Cosenza, in merito alla puntata di ieri sera della trasmissione televisiva Ballaro' dedicata, tra l' altro, alla problematica dei lavoratori idraulico-forestali calabresi. ''E' prevalsa - ha sostenuto Russo - un' idea sbagliata e falsata della forestazione calabrese, relegata ancora una volta ad una visione di puro stampo assistenziale e clientelare e che trova la propria ragion d' essere esclusivamente nella erogazione dei sussidi a favore dei lavoratori, peraltro considerati in eccesso rispetto alle reali necessita' del comparto. In questo senso e' quantomeno singolare che a contribuire nell' opera di disinformazione sia addirittura qualche sindacalista che, cosi' come avvenuto nel corso della trasmissione, ha fornito numeri assolutamente non veritieri a proposito del rapporto che intercorre tra unita' lavorative ed estensione del territorio da governare. Infatti sia un apposito studio commissionato dal Ministro competente dell' epoca, Beniamino Andreatta, che la stessa Unione europea hanno stabilito che il rapporto lavoratore/superficie e' di una unita' lavorativa ogni 65 ettari e non, come erroneamente riferito, di una ogni cento''. ''In base al patrimonio boschivo della Calabria - ha proseguito Russo - necessitano, senza tema di smentita, almeno 10-12 mila operai forestali per gli interventi di salvaguardia, tutela, manutenzione, gestione e valorizzazione del territorio. Un' altra palese falsita' emersa nel corso della trasmissione e' quella relativa al corso di formazione per 1.200 aspiranti lavoratori idraulico-forestali. I partecipanti al dibattito televisivo hanno confuso, senza essere smentiti da chi dovrebbe essere a conoscenza dei fatti, il corso con un concorso, come se al termine del processo formativo la Regione Calabria dovesse automaticamente assumere tutti i 1.200 corsisti, facendo cosi' incrementare il numero degli addetti. E' bene invece precisare che il corso e' stato promosso per far fronte a esigenze di turn-over: tanti ne escono per limiti di eta', altrettanti ne dovrebbero entrare per sopperire alle esigenze di organico. In conclusione e' arrivato il momento di fare chiarezza una volta per tutte sul ruolo strategico della forestazione ai fini dello sviluppo sociale ed economico non solo della montagna, ma dell' intera Calabria, evitando polemiche sterili e confuse che non aiutano affatto nella comprensione del problema e soprattutto non aiutano i lavoratori ai quali bisogna invece offrire certezze di un futuro stabile e dignitoso''. ''In questo senso - ha concluso Russo - la Fai-Cisl e' impegnata nel rivendicare con i Governi, nazionale e regionale, un piano pluriennale di interventi ed investimenti nel settore, non solo per consolidare l' occupazione esistente, ma anche e soprattutto per favorire la crescita della produttivita' del comparto e per rafforzare quindi un settore decisivo ai fini dello sviluppo della Calabria. In questo modo riusciremo ad allontanare dal cielo della forestazione le tante cornacchie presenti non solo nel Governo Nazionale, ma anche nella nostra Regione''.

UILA-UIL : “Nessuna denuncia sulla vergogna delle consulenze sul bilancio della forestazione”

24/01 ''La trasmissione Ballaro', che ha piegato alla logica dello scandalismo a tutti i costi la questione dei forestali, non ha registrato una sola voce che denunciasse la vergogna delle migliaia e migliaia di euro spesi per incarichi e consulenze varie che gravano, come non mai, sul bilancio della forestazione''. E' quanto sostiene in una nota la segreteria provinciale cosentina della Uila - Uil. ''Risorse sottratte - e' aggiunto nella nota - alle attivita' di forestazione autentiche e al lavoro degli operai idrauli-forestali; un comparto che ha bisogno di ben altri attori, diversamente motivati e capaci di affrontare le questioni con un pragmatismo che, ancora troppo timido, ha bisogno di trovare sostenitori coraggiosi nel sindacato, nella politica, nelle istituzioni. Chi pensa di continuare a 'macchiare' la forestazione con i propri colori politici non fara' che segnare, in negativo, e forse in maniera irreversibile, il futuro di questo comparto cosi' estremamente vitale per lo sviluppo della Calabria''. ''E' francamente eccessivo - prosegue la nota - che discutendo di forestazione, dopo oltre 50 anni dalla sua nascita, si resti ancora avvitati sull' approccio. Del partito del taglio ideologico, oltre agli scontati rappresentanti del massimalismo gridato, ne fanno parte a piene mani soprattutto alcuni partiti ed esponenti politico-istituzionali del governo di centro-destra della Calabria.Tra questi ultimi, proprio per il loro modo invasivo di detenere nella stessa mano il momento della programmazione e quello della gestione, se ne sono distinti alcuni in particolare i quali, per il tramite dei tanti dirigente esterni, collocati a raffica nei posti chiave degli enti di forestazione, ed in particolare dell' Afor, ne sono diventati i veri e propri padroni''. ''Nell' Azienda Foreste Regionali - conclude la nota - tra Presidenza, Direzione Generale, Uffici Provinciali e sub-Provinciali spuntano da un giorno all' altro personaggi, estranei all' amministrazione, ma di provata fede, con compiti di supervisori, di fiduciari e di consulenti, ai quali vengono affidate funzioni per lo piu' inutili, improprie e sovrapposte quasi sempre ben remunerate. Un modello di forestazione che, macchiato di colore politico, diventa ideologico proprio per questa sua forte connotazione e, come tale, addirittura esposta pubblicamente''.

Pignataro (CGIL) “Da Ballarò nessun buon servizio”

21/01 ''L'ultima puntata della trasmissione televisiva Ballaro' in cui si e' affrontata la vicenda della forestazione calabrese, dopo il clamore nazionale dell'iniziativa di lotta dei lavoratori e la risoluzione parziale della vertenza, non ha certo fatto un buon servizio ne' alla verita' ne' alla categoria''. E' quanto sostiene in una nota il segretario generale della Cgil della Calabria, Fernando Pignataro, circa la vicenda degli operai forestali. ''L'approccio alla problematica - ha aggiunto - ha risentito di luoghi comuni, strumentalita' e scandalismo a piene mani, aiutato dagli interventi maldestri dei dirigenti locali intervistati. Sarebbe opportuno tenere una trasmissione televisiva di livello nazionale alla presenza degli interlocutori e dei protagonisti di questi anni per fare definitivamente chiarezza. Questi lavoratori hanno acquisito meriti oggettivi nel fermare l'esodo delle aree interne e lo spopolamento, il dissesto ideologico del territorio, il degrado di migliaia di ettari di bosco, creando le condizioni in una regione dissestata, franosa e alluvionata di una migliore difesa del suolo, di un'operazione di rimboschimento e di intervento ambientale di salvaguardia. Se si parte da questo assunto si va nella direzione della chiarezza e il confronto puo' essere sereno e di merito''. ''Certamente - ha proseguito Pignataro - questo non significa che il settore non sia investito da sprechi e sperperi, da infiltrazioni, da operazioni clientelari, da sacche di assistenzialismo. Il Sindacato si batte da anni per la trasparenza nel settore e per un migliore e piu' produttivo utilizzo delle risorse umane e finanziarie, fino ad ottenere nel 1999 insieme alla Giunta Regionale dell'epoca la sottoscrizione di un accordo di Programma Quadro, nell'ambito della Intesa Istituzionale tra Stato e Regione Calabria, che prevedeva interventi produttivi legati alla stabilizzazione occupazionale.Il Governo Regionale ha cancellato quell'accordo, non ha programmato gli interventi, e' stato sconfessato e delegittimato dal Governo Nazionale, ha provocato un serio danno di immagine alla forestazione e alla Calabria. Se a cio' si unisce un atteggiamento pregiudiziale e pregiudizievole del Governo nei confronti della nostra regione, di atti penalizzanti per il nostro territorio, la miscela diventa esplosiva''. ''Ci meraviglia - sostiene ancora il segretario regionale della Cgil - la posizione del Sindaco Abramo, che in qualita' di Presidente dell'Anci aveva titoli per parlare della forestazione e non lo ha mai fatto in questi anni, e che oggi da candidato alla Presidenza del Centrodestra si concede a proclami, nel miglior metodo di Chiaravalloti e riporta assicurazioni del Presidente del Consiglio di certezza di finanziamenti come tanti altri interventi mai visti da queste parti. Invece, ci indignano le uscite dell'Assessore Gallo, che dovrebbe denunciare le sue responsabilita' e l'assenza di progetti seri, le affermazioni di dirigenti che dovrebbero vigilare e intervenire piuttosto che fare denunce pubbliche o di altri, che pur amministrando da diversi anni da piu' postazioni, hanno determinato scelte e oggi scoprono clientele''. ''Occorre ripartire - ha concluso - proprio dai contenuti dell'accordo di programma quadro, dalle analisi che vi erano contenute e dalle proposte operative. Su questo terreno sfidiamo la giunta regionale e i dirigenti degli enti di forestazione; questa sara' l'iniziativa del Sindacato per i prossimi mesi''.

Sindacati: “Il Dpef della Regione frutto di un lavoro senza confronto con le parti sociali”

21/01 ''Dpef e Finanziaria 2005 sono frutto di un lavoro fatto al chiuso del ''palazzo'', senza il confronto con le parti sociali, percio' sono incompleti e privi di strategie di sviluppo''. E' quanto hanno detto i dirigenti di Cgil, Cisl e Uil della Calabria, nel corso di una conferenza stampa svoltasi stamane nel palazzo della Regione. ''Il Dpef - ha detto il segretario della Cgil, Nino Zumbo - e' presentato in forte ritardo e cio' ne riduce l'impronta programmatoria''. Cgil, Cisl e Uil hanno individuato i ''punti critici'' del Documento finanziario presentato dalla Giunta regionale e, nel corso della conferenza stampa, denunciano ''l'aumento della fiscalita', a fronte di un mancato controllo di prezzi e tariffe''. Per Cgil, Cisl e Uil le ''entrate tributarie negli ultimi tre anni, sono complessivamente diminuite di circa 140 milioni di euro, e le uniche maggiori entrate arrivano dall'aumento della pressione fiscale, che rimane tra le piu' alte d'Italia. L' avanzo di amministrazione nel 2005 ammonta a 300 milioni di euro, con un incremento, rispetto al 2004, del 2,9%''. I rappresentanti delle organizzazioni sindacati hanno evidenziato anche che c'e' una ''diminuzione della quota libera del bilancio regionale 2005, che ammonta a 742, 251 milioni di euro, il 6% in meno rispetto al 2004. A fronte della necessita' di precise iniziative sul fronte delle politiche attive per il lavoro, nel 2005, risultano quattro milioni di euro per spese di consulenza e sette milioni per spese per il personale addetto alla Presidenza ed alla Giunta''. Nel corso della conferenza stampa sono stati illustrati anche i problemi relativi alla sanita' ed ai forestali. ''La spesa sanitaria - ha detto il segretario generale della Uil Calabria, Roberto Castagna - assorbe il 58,3 % delle spese del bilancio regionale (circa 2667 milioni di euro), cui fa da contrasto un basso livello di efficacia e d efficienza dei servizi erogati ai cittadini''. Sul futuro dei forestali, invece, secondo Cgil, Cisl e Uil, ''la Regione non garantisce nel 2005 le risorse per cofinanziare la legge 236/93 allo scopo di assicurare il pagamento dei salari ai lavoratori del settore anche dopo il 2006''.

Castagna (UIL) “Nonostante i segni di ripresa la calabria rimane agli ultimi posti bell’occupazione”

20/01 ''La Calabria, nonostante qualche segnale di ripresa, non riesce ad invertire una condizione che la colloca agli ultimi posti dell' occupazione e della stessa qualita' della vita'': lo ha detto Roberto Castagna, segretario generale della Uil calabrese intervenendo a Roma ai lavori dell' assemblea dei sindacati sul Mezzogiorno. Castagna, nella relazione, ha parlato di ''una Calabria disomogenea nel suo sviluppo, caratterizzata da qualche punto di eccellenza e da situazioni di estremo disagio e poverta', da un aumento sostanziale della precarieta' nel lavoro delle nuove generazioni e della perdita del lavoro per le generazioni meno giovani. Una Calabria che, pur non essendo all' anno zero, e dimostrando qualche timido segnale di ripresa relativamente ad alcuni punti di eccellenza e alle imprese 'in movimento', manca di un sistema di interconnessione a rete e risulta fortemente deficitaria sul piano infrastrutturale''. Il segretario generale dell' Uil calabrese ha sottolineato la negativita' in Calabria dei ''processi di privatizzazione, ristrutturazione e riorganizzazione dei grandi gruppi bancari e delle grandi aziende nazionali che ha pagato e sta pagando, unica regione d' Italia, il prezzo piu' alto in termini di perdite di strutture, funzioni, professionalita' e posti di lavoro''. ''La Calabria - ha proseguito Castagna - deve combattere e vincere il crimine organizzato attraverso una strategia istituzionale mirante a debellare le tre concause: la disoccupazione, la convivenza del fenomeno mafioso con alcuni settori statali e la cultura all' illegalita'. La Calabria deve affrontare e risolvere i problemi legati al credito scommettendo sulla necessita' di promuovere, magari insieme ad altre regioni del Mezzogiorno, una grande Banca del Sud''. Per Castagna ''la Calabria deve mettere in campo un progetto, una idea guida per lo sviluppo. Come sindacato, da tempo, abbiamo suggerito la necessita' di guardare al bacino del Mediterraneo, un mercato nel quale puo' esprimere gran parte delle sue potenzialita'''.

Di Iacovo (UIL) “ A rischio i lavoratori della “Emiliana Tessile”

19/01 ''Per i lavoratori dell'Emiliana Tessile ha preso corpo un futuro pieno di pericoli, nel quale si agitano gli spettri di massicci licenziamenti e di trasferimenti di produzioni. Al raffronto di cio' che potrebbe accadere,anche la nascita di una ''possibilita' occupazionale'' come quella del polo oncologico, appare cosa quasi trascurabile''. E' quanto ha detto il segretario generale della Uil di Cosenza, Benedetto Di Iacovo, nel corso di una riunione alla quale ha partecipato il responsabile del settore industria Antonio Lento. Una delegazione della Uil, composta da Benedetto Di Iacovo, Antonio Lento, Mario Marchetti e Cipolla Eneide, ha contestato la procedura di licenziamento dei lavoratori della Emiliana Tessile nel corso della riunione tenutasi in Assindustria di Cosenza, presenti anche Cgil e Cisl. ''Questa volta - ha aggiunto Di Iacovo - fronteggiare le crisi potrebbe risultare una pia illusione, poiche' non esistono controparti con le quali trattare l'immediata ripresa delle attivita' produttive. E' importante rilevare che oggi, accanto alla progettazione di linee di abbigliamento, parlare di moda significa anche affrontare un universo che spazia dai diversi settori che si occupano degli accessori (borse, pelletteria, occhiali da sole, bigiotteria e gioielleria, cinture, profumi, ecc.), fino ad arrivare alla editoria specializzata''. ''L'ultimo, ma non meno rilevante, aspetto - ha proseguito - che ci ha convinto a rilanciare queste professioni riguarda la possibilita' quantitativa di trovare sbocchi lavorativi, data la molteplicita' delle aziende, medie, piccole e piccolissime, che gravitano intorno al noto mondo delle passerelle. Nel distretto, il ciclo di produzione e' suddiviso tra piu' imprese; ciascuna impresa tendenzialmente si specializza su una fase di lavorazione che costituisce un fattore distintivo e, nei limiti delle richieste del mercato, ne garantisce la continuita'. Il distretto e' la risposta alla ''turbolenza ambientale'', alla ''incertezza del mercato'', alla ricerca di flessibilita'''. ''Il distretto e', quindi, una struttura complessa - ha concluso - che e' impresa, ma e' anche territorio, che richiede infrastrutture e necessita di sistemi di controllo e governo dentro e fuori le aziende. Da cio' sia i fattori di successo (radicamento, sviluppo locale, impulso all'imprenditoria giovanile, cooperazione e qualita'), sia i punti deboli, diventano, considerato l'importante opificio della ex tessile, fattori importanti e propulsivi anche per la presenza e vastita' di una rete di micro laboratori del settore esistenti a Cetraro''.

CGIL: “Ritardi nella definizione del contratto decentrato per i regionali”

19/01 ''I ritardi che si stanno registrando nella definizione del Contratto decentrato integrativo per il 2004'' per i dipendenti regionali vengono sottolineati in una nota della Funzione pubblica Cgil diffusa a conclusione di una riunione svoltasi a Catanzaro alla presenza di Luigi Veraldi, della segreteria regionale del sindacato. ''Si tratta di una situazione - si aggiunge nella nota - che a causare un ritardo nel pagamento delle spettanze ai lavoratori compromette il dispiegarsi di un apporto per il miglioramento organizzativo dell' apparato burocratico regionale''. A conclusione della riunione, cui hanno partecipato anche i componenti la Rsu, e' stato deciso di inviare un documento al dirigente regionale responsabile del settore personale ''al fine di sollecitare l' immediata convocazione della delegazione Tce dovra' condurre le trattative''. Allo stesso dirigente viene sollecitata ''la definizione della procedure relative alle progressioni verticali interne che hanno interessato centinaia di dipendenti regionali. In tale direzione la Rsu e la Funzione pubblica Cgil si riservano ogni attivita' di verifica sulle risultanze finali di tali procedure anche al fine d' intraprendere, se necessarie, eventuali azioni collettive e individuali di tutela dei lavoratori che dovessero ritenersi danneggiati dall' esito delle progressioni verticali''.

Oltre mille dalla Calabria alle manifestazioni sindacali del 19 e 20 a Roma

18/01 Saranno oltre mille i lavoratori ed i pensionati calabresi che parteciperanno alle manifestazioni organizzate a Roma da Cgil, Cisl e Uil per il 19 e 20 gennaio e finalizzate a rilanciare la vertenza Mezzogiorno e per rivendicare politiche nazionali di sostegno allo Sviluppo ed al Lavoro nel Sud. ''Il Governo Nazionale - e' scritto in una nota della Cisl della Calabria - ha totalmente rimosso dall'agenda politico - parlamentare la questione meridionale abbandonando il Sud al proprio destino e facendo in tal modo aumentare i differenziali di sviluppo economico , produttivo ed occupazionale tra le Regioni del Mezzogiorno ed il resto del Paese. Sono totalmente assenti provvedimenti legislativi ed interventi del Governo Nazionale capaci di promuovere ed organizzare i territori del mezzogiorno per renderli attrattivi ai fini degli investimenti produttivi pubblici e privati e per rilanciare l'occupazione.Noi continuiamo a sostenere che e' nel Mezzogiorno che si gioca la partita della crescita e dello sviluppo dell'intero Paese,per il rafforzamento della Unione Europea , per cogliere la nuova prospettiva Euro-Mediterranea''. ''Il Capo dello Stato Ciampi - prosegue la nota - nel messaggio di fine anno ma anche durante la Sua recente visita in Calabria ha rilanciato la vicenda del Mezzogiorno collocandola come una questione nazionale da affrontare e risolvere. Per denunciare la pigrizia e l'insipienza delle istituzioni nazionali e locali sul tema mezzogiorno occorre mobilitarsi rilanciando il protagonismo del sindacato e dei corpi intermedi della societa'. L'intesa Sindacato-Imprese sul Mezzogiorno firmata il 2 Novembre a Roma deve diventare al piu' presto impegno politico del Governo Nazionale e dei Govern i Regionali per aiutare il rilancio dello Sviluppo e la ripresa della Occupazione nelle aree meridionali ed in Calabria in modo particolare''. ''Occorre in primo luogo - conclude la nota - intervenire sui fattori di sviluppo: infrastrutture materiali ed immateriali , fiscalita' di vantaggio, riforma e semplificazione della pubblica amministrazione, accesso al credito e sistema bancario, riordino degli incentivi alle imprese , sicurezza e legalita' rappresentano le questioni piu' urgenti da affrontare per avviare una nuova e diversa prospettiva di crescita economica nel Mezzogiorno. Per tali ragioni la Cisl Calabrese si sente impegnata nella buona riuscita delle iniziative di lotta programmate che culmineranno con l'Assemblea Nazionale per il Mezzogiorno''.

Aumento degli iscritti alla CISL di Cosenza

18/01 I dati definitivi ufficiali relativi alla chiusura del tesseramento 2004 confermano il positivo andamento gia' riscontrato nell' anno precedente e nei primi mesi dello scorso anno. Nel 2003 gli iscritti Cisl erano 42 mila 867, alla fine dello scorso anno sono aumentati di 1608 unita', passando da a 44 mila 475. L' incremento percentuale e' pari al 3,75. ''Il dato - ha commentato il segretario generale dell'Unione Cisl, Giuseppe Belcastro - non ammette che una sola interpretazione: la Cisl riscuote una crescente fiducia fra i lavoratori e i pensionati. L' incremento ha interessato tutte le categorie, segno che le adesioni riflettono una generale simpatia per il nostro Sindacato, da sempre schierato nella difesa dell' indipendenza e dell' autonomia della nostra organizzazione rispetto a partiti e istituzioni. Non solo - ha aggiunto Belcastro - l' incremento degli iscritti rispecchia e conferma i successi che la Cisl ha colto in occasione delle elezioni delle rappresentanze sindacali unitarie nella scuola, nella pubblica amministrazione, nei trasporti e nelle poste. E' infatti sui posti di lavoro che la Cisl riscuote fiducia in quanto dirigenti e attivisti condividono coi loro colleghi tutti gli aspetti connessi ai problemi di natura contrattuale e alle condizioni dei luoghi di lavoro nonche' ai rapporti con le parti datoriali''. Il segretario generale dell' Ust-Cisl, dopo aver ricordato che il primo posto nelle elezioni Rsu ''non costituisce un dato casuale, ma spiega l'aumento delle iscrizioni registratosi nel 2004'', ha posto in risalto l' attivita' meritoria che vanno svolgendo il Centro servizi e il patronato Inas. ''Se soltanto la Cisl segna un aumento cosi' consistente di iscritti, nonostante la cosiddetta crisi dei sindacati, vuol dire che la nostra organizzazione e i servizi che fornisce anche ai non iscritti riscuotono fiducia e sollecitano simpatie in tutti gli ambienti. Ecco perche' - ha concluso Belcastro -, nel ringraziare dirigenti, attivisti e operatori dei servizi per l' attivita' che svolgono nell'interesse dei lavoratori, l' aumento delle iscrizioni ci sprona ad operare di piu' e meglio, adeguando le nostre strutture alle esigenze e ai bisogni dei lavoratori e studiando nuovi e piu' moderni strumenti per soddisfare la domanda di partecipazione della base e la richiesta di migliori servizi agli utenti del Centro servizi''.

I pensionati della CISL definiscono il calendario in vista del congresso provinciale

14/01 La Fnp-Cisl di Cosenza ha definito il calendario delle assemblee che le leghe comunali e intercomunali saranno tenute a svolgere il vista del prossimo Congresso provinciale che la categoria dei pensionati della Csil svolgera' ad inizio primavera per eleggere i nuovi dirigenti che rappresenteranno i circa 22.000 iscritti. ''La nostra categoria - ha sostenuto il segretario generale, Francesco Filice - oltre che a definire i prossimi appuntamenti congressuali provinciali, regionali e nazionali di categoria sta animando intensamente il territorio per tenere alta la tensione politica sul dramma umano e sociale delle migliaia di pensionati della nostra provincia costretti a misurarsi quotidianamente con i delicati problemi del carovita, della perdita di potere d' acquisto delle proprie pensioni, con i problemi dei pensionati al minimo, dei non-autosufficienti e degli incapienti presenti nel Paese. La disattenzione di questo Governo verso il Mezzogiorno, ma piu' in generale verso le categorie povere e i pensionati con maggiori problemi, ricorda Filice, ha raggiunto livelli di guardia e di insensatezza e a poco valgono le sbandierate vicinanze del premier alla cultura cristiana quando si mettono in campo provvedimenti come la recente riforma fiscale che toglie ai poveri per dare ai ricchi. Una riforma che da tanto a chi non ne' ha bisogno e nulla ai poveri, che non possono beneficiare dell' abbassamento dell' Irpef, ai pensionati al minimo. Nulla e' proposto per le famiglie monoreddito''. ''Un Governo - ha proseguito il segretario generale dei pensionati della Cisl - deciso ad aprire lo scontro sociale, ad emarginare sempre piu' i deboli e ad amplificare le divisioni nella societa'. Altro che missione cristiana nella politica, altro che umanesimo, due secoli di conquiste sociali e di diritti sono stati smantellati in quattro anni per lasciare la societa' e l' uomo soli esposti ai rigori del pensiero neo-liberista e alle ingiustizie del mercato che autoregola. Questi temi - ha concluso Filice - saranno oggetto di approfondita riflessione dei pensionati della Cisl nelle prossime assemblee congressuali delle leghe comunali ed intercomunali della nostra provincia che saranno svolte tra il 22 gennaio, con inizio ad Acri, ed il 26 febbraio, con chiusura a Trebisacce, e con appuntamenti intermedi a Cassano Ionio, Castrovillari, Cetraro, Corigliano, Cosenza, Luzzi, Morano Calabro, Paola, Rossano, S.Giovanni in Fiore, S.Marco Argentano e Scalea''.

Crispino (Cisl) guiderà la delegazione trattante per il rinnovo del contratto dei regionali

14/01 Sara' Vincenzo Crispino della Cisl, primo degli eletti tra la rappresentanza sindacale unitaria dell'Ente Regione, a coordinare la delegazione trattante per il rinnovo del integrativo aziendale. I 48 rappresentanti sindacali eletti si sono riuniti in assemblea per avviare gli adempi previsti dal regolamento. Della delegazione faranno parte per la Cisl Sodaro, Veneziano, Romeo, Brilli, Filice, Coscarello, Francica, Fortugno; per la Diccap Vozza, Romeo P.; per UGL Facciola; per la Rdb Minniti e Guarnaccia per Csa. ''L'assemblea auspica - e' scritto in una nota - che si aggregheranno anche i componenti della Uil e della Cgil in modo da completare il quadro della delegazione trattante. Pur nella provvisorieta', la delegazione intende essere attiva ed incisiva per chiudere il Contratto Integrativo Aziendale 2004. A tale proposito, si e' anche espresso favorevolmente il Dirigente dell'Assessorato al Personale nel dare il saluto a tutti i componenti della Rsu. E nel contempo di avviare la consultazione per il contratto integrativo 2005 Con l'approvazione definitiva del Contratto, si consente di percepire i riconoscimenti economici che derivano dalle progressioni orizzontali e che vengano applicati tutti gli istituti contrattuali per indennita' di funzioni - indennita' di rischio produttiva e progetti obiettivi, oltre che le indennita' di posizioni organizzative''. ''La Rsu e' pienamente cosciente - conclude la nota - della responsabilita' che deriva dalla Contrattazione Decentrata Integrativa, che poggia sull'accordo tra le parti e che comporta, quindi, il rispetto dei distinti ruoli dell'Amministrazione per raggiungere gli obiettivi di efficienza funzionale dei lavoratori nell'interesse generale della Calabria''.

Belcastro (CISL) “Alla manifestazione per il Mezzogiorno di Roma porteremo anche i problemi di Cosenza”

30/01 Saranno oltre 60 i delegati, i quadri e i dirigenti della Cisl che saranno presenti alla manifestazione nazionale sul Mezzogiorno che si svolgera' a Roma giovedi' 20 Gennaio prossimo. ''L'iniziativa - sostiene il segretario generale provinciale della Cisl di Cosenza, Giuseppe Belcastro - organizzata dalle tre confederazioni nazionali di Cgil, Cisl e Uil si pone l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica e la distratta classe di Governo sulla delicata situazione economica e sociale che sta vivendo il nostro Sud che va scivolando sempre piu' verso la soglia di poverta' con il coinvolgimento di vasti strati sociali tra cui quel ceto medio che da sempre rappresenta la spina dorsale della nostra societa', con la crisi drammatica del settore industriale, i problemi del carovita e del depauperamento dei redditi e delle pensioni, il dramma dei senza lavoro e delle migliaia di precari, il problema degli incapienti e dei non autosufficienti''. ''A questo difficile quadro - ha aggiunto - che investe piu' in generale il Mezzogiorno si sommano i drammatici problemi della nostra provincia ormai in fondo alle graduatorie delle province italiane per reddito, occupazione, esportazione e produttivita'. Non a caso la provincia di Cosenza oggi e' alle prese con una delle sue piu' difficili stagioni socio-economica e produttiva che la sua storia ricordi. Con un tasso di disoccupazione media intorno al 26 %, con la crisi esplosiva dell'intero comparto industriale in cui spicca la chiusura del settore tessile, per non parlare del dramma che investe altri comparti come ad esempio il Legno-chimica, la centrale Enel di Rossano, il settore informatico''. ''Un territorio, il nostro, dove - ha proseguito Belcastro - anche quelle piccole cose che dovrebbero funzionare, vedi il turismo, per far godere le bellezze del nostro paesaggio e il suo immenso patrimonio storico, architettonico, culturale e gastronomico, mostrano limiti e ritardi vergognosi''. Quanto e' successo con la recente nevicata di Capodanno in Sila e' paradigmatico, a testimonianza dell'assenza di interesse della politica che conta verso questa parte del Paese. Quanto sta succedendo con le grandi aziende di servizio nazionali, che decidono di tagliare in Regione i propri organici dal 30 al 50 % e ridimensionano la propria presenza e il proprio ruolo, quando indiscrimatamente si esternalizzano importanti servizi per rispondere alle logiche di mercato e non della societa', allora ognuno di noi e' chiamato ad interrogarsi per non veder rinascere un profondo conflitto sociale dalle conseguenze non facilmente definibili''. ''Per queste ragioni - ha concluso - saremo a Roma giovedi' prossimo per lanciare forte il grido di sofferenza della nostra provincia, di una terra che va perdendo la speranza e che la politica di questo Governo, piuttosto che integrare in Italia e in Europa, sta spingendo sempre piu' verso l'Africa

Lamonica (CGIL) “Il piano di interventi sul sociale della Regione ripropone l’esistente”

13/01 ''Sotto affermazioni roboanti di novita' e nuovi linguaggi si conferma il sistema che gia' c' e' ed anzi vi si aggiungono elementi di maggiore preoccupazione'': lo afferma Vera Lamonica, componente della segreteria regionale della Cgil, in relazione al testo approvato dalla Giunta regionale del Piano regionale degli interventi e dei Servizi Sociali. ''Se dovesse trattarsi, come e' probabile, dello stesso presentato nelle scorse settimane ai sindacati dal Dipartimento Servizi Sociali e dalla societa' cui e' stato commissionato, - prosegue Lamonica - si tratta di un testo assolutamente inadeguato a costruire una efficace rete di servizi nel territorio, persino datato nell' analisi dei bisogni, ispirato ad una logica tradizionale di settorialita' e residenzialita', non conforme allo spirito della Legge 328 e della Legge 23, reticente sull' assetto organizzativo e centralistico su quello amministrativo''. ''Innanzitutto - sostiene lamonica - non viene effettuata l' analisi qualitativa delle strutture e dei servizi esistenti, quindi si conferma tutto quello che c' e' cosi' com' e' e si compie la scelta di uniformare anche gli interventi futuri al modello attuale, con la proposta di istituire ulteriori 1.700 posti letto in strutture residenziali nelle aree territoriali dove queste sono meno presenti che in aree della regione dove sono concentrate il grosso delle 300 attualmente esistenti''. Per la componente della segreteria regionale della Cgil ''la vecchia scelta della istituzionalizzazione e della segregazione del bisogno che, stante le scarsissime risorse esistenti, si configura come assoluta alternativa alla domiciliarita' e ad una efficace presa in carico dei soggetti in difficolta' da parte del servizio pubblico con una moderna rete di servizi integrati come prevede la legge di riforma''.

Vertenza bancari: i sindacati congelano le relazioni con Banca Carime

11/01 Le cinque organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative del settore credito, Falcri, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Dircredito, ''hanno congelato le relazioni sindacali in Banca Carime, mettendo in forte dubbio il prosieguo del confronto, avviato a livello di Gruppo Bpu, sulle ricadute sui lavoratori conseguenti all' aggiornamento del piano industriale per il triennio 2005-2007 presentato dall' amministratore delegato del gruppo, Auletta Armenise, a Milano lo scorso 13 dicembre''. A riferirlo, in una nota, e' Emilio Contrasto, responsabile della Falcri in Banca Carime. Contrasto parla di ''forte impatto in termini di tagli occupazionali derivante dal nuovo piano industriale che si contrappone alla reale e non piu' rinviabile esigenza di immettere al piu' presto nella principale banca del sud nuova e giovane forza lavoro in grado non solo di sopperire alle esigenze ordinarie, ma anche di consentire a Carime di affrontare al meglio la sfida di un mercato sempre piu' esigente e caratterizzato da un alto livello di concorrenzialita'. C' e' poi da registrare un atteggiamento di forte chiusura da parte di Bpu rispetto alle reali problematiche della banca e del territorio meridionale. Tutto questo - secondo il responsabile della Falcri - non consente alle rappresentanze dei lavoratori di proseguire la strada del dialogo e del confronto. Non trova, infatti, spiegazione nella realta' operativa di Carime, come delle altre banche del Gruppo, la pretestuosa richiesta dei vertici di Bpu di un ulteriore riduzione del numero dei lavoratori in servizio se non nel tentativo, assolutamente da osteggiare, di ottenere risultati economici di breve periodo esclusivamente attraverso il taglio del costo del lavoro a danno, in particolar modo, della Banca meridionale e, quindi, della gia' fragile economia del Sud d'Italia. Sembra, quasi, che Bpu non voglia fare mantenere a Carime quel ruolo che storicamente le appartiene di banca di riferimento nel territorio, avvantaggiando, cosi', le banche concorrenti''. A detta della Falcri ''e' necessario bloccare una volta per tutte la logica perversa e pericolosa che vede nell' abbattimento dei costi in assenza di qualsivoglia seria politica di sviluppo produttivo lo strumento piu' facile e veloce per perseguire maggiori profitti. E', invece, indispensabile promuovere, finalmente, una politica di sviluppo di medio e lungo periodo che consenta a Carime il recupero del ruolo di banca leader del meridione e di punto di riferimento principale per le famiglie, gli operatori economici e gli enti locali.Il primo passo su questa strada non puo' che essere l'assunzione in servizio a tempo indeterminato di tutti i lavoratori assunti con contratto a tempo parziale e di recente riconfermati solo in minima parte dalla banca. Solo su presupposti che si basano sulla crescita, sullo sviluppo occupazionale e sulla pari dignita' tra tutti i lavoratori delle aziende del Gruppo Bpu sara' possibile la ripresa del confronto in Banca Carime''.

Di Iacovo (UIL) denuncia l’inadeguatezza dell’ufficio postale di Corigliano Scalo

10/01 ''I cittadini di Corigliano e dell' hinterland non possono continuare a subire gli attuali disagi negli uffici postali, soprattutto in quello dello scalo'': lo sostiene Benedetto di Iacovo, segretario generale della Uil di Cosenza e responsabile dell' associazione consumatori Adoc. ''L' ufficio postale di Corigliano scalo - sostiene Di Iacovo - e' inadeguato sia dal punto di vista della struttura fisica sia dei principi elementari di sicurezza per i cittadini che vi gravitano. Si tratta - prosegue il sindacalista - di una situazione da terzo mondo con una sola sedia, tra l' altro rotta per sedersi, e dove non esiste un mobile dove poggiarsi e scrivere un modulo, percio' i cittadini scrivono su scatoloni appoggiati alle mura. Le file sono lunghissime agli sportelli''. Per Di Iacovo ''nonostante il personale fronteggi adeguatamente il tutto, i cittadini, soprattutto anziani e invalidi, sopportano enormi disservizi. Serve piu' personale - conclude - piu' sportelli aperti e piu' servizi''.

Sbarra (CISL) “Impensabile riproporre le gabbie salariali”

05/01 ''E' impensabile riproporre le gabbie salariali, da qualunque punto di vista, salvo aprire con il sindacato, lavoratori e disoccupati un conflitto sociale di dimensioni impressionanti''. E' quanto sostiene in una nota il segretario generale della Cisl Calabria, Luigi Sbarra. ''Le gabbie salariali - ha aggiunto - sono state, ad avviso della Cisl, penalizzanti e discriminanti, ingiuste e sbagliate per questo le abbiamo, come sindacato, combattute, contrastate, annullate contrattualmente nella totale indifferenza di quanti oggi gridano allo scandalo sentendone parlare; rappresentano un passato antiquato ed antistorico lesivo della dignita' e dei diritti di uomini e donne impegnate nel mondo del lavoro. Ma non mi pare fosse questo il desiderio, sicuramente e capziosamente mal interpretato dell'on. Loiero. Al Senatore Trematerra ed al sen. Gentile, fortemente assenti dal dibattito in Parlamento sui contenuti della Legge Finanziaria, diciamo invece che le preoccupazioni e le contrarieta' circa l'eventualita' di una diversa remunerazione del lavoro legata a differenziazioni salariali o alla riproposizione delle gabbie salariali ci trova totalmente d'accordo come Cisl anche se non capiamo il silenzio colpevole dei distratti parlamentari calabresi sul futuro dei quasi 9.000 Lsu ed Lpu sussidiati e disperati, mantenuti dall'attuale Giunta Regionale di cui Trematerra e Gentile sono strenui difensori, in una condizione inaccettabile di precarieta', con sussidi da 470 euro al mese corrisposti con grande ritardo, senza diritti, contributi previdenziali ed assicurativi, mentre tutte le altre Regioni hanno gia' definito percorsi concreti di stabilizzazione dei rapporti di lavoro''. ''Qualunque prospettiva di rimodulazione degli assetti contrattuali - ha proseguito Sbarra - non puo' che passare dalla difesa e mantenimento della contrattazione collettiva nazionale quale collante naturale dei diritti universali del mondo del lavoro del nostro Paese da irrobustire ed integrare attraverso la contrattazione decentrata o di secondo livello, aziendale e territoriale per consentire di negoziare incrementi salariali legati alla produttivita', di promuovere l'occupabilita', la qualita' del lavoro e la professionalita', di regolare ed adattare le flessibilita', di sviluppare la partecipazione dei lavoratori alle scelte aziendali, di intrecciare la contrattazione con l'evoluzione della bilateralita'''. Il segretario generale della Cisl della Calabria sostiene inoltre che ''il problema vero da affrontare nella nostra Regione se si vuole ridurre la disoccupazione ed il precariato e' come far ripartire lo sviluppo, aiutare la ripresa economica, sostenere la crescita ed il rafforzamento del tessuto imprenditoriale e produttivo, attrezzare i territori per renderli attrattivi dal punto di vista industriale e per favorire gli investimenti pubblici e privati, darsi una nuova e moderna politica attiva per il lavoro collegata all'istruzione ed alla formazione. A questa domanda la classe dirigente politica deve rispondere, a tutto questo occorre dare contributi e proposte, sull'insieme di queste cose misureremo la credibilita' dei programmi degli schieramenti che si contendono il Governo della Regione. La Cisl rilancia e ripropone la strategia per la crescita economica ed il lavoro in Calabria intervenendo prioritariamente sui fattori dello sviluppo: infrastrutture materiali ed immateriali, riforma-riorganizzazione-semplificazione della pubblica amministrazione, fiscalita' di vantaggio, sistema bancario adeguato ed accesso al credito, riordino degli incentivi alle imprese, sicurezza e legalita'''. ''La strada - ha concluso Sbarra - per realizzare e conseguire questi obiettivi resta la Concertazione tra Istituzioni e Parti Sociali, proprio quello che e' mancato in questi 4 anni in Calabria dove il dialogo sociale tra Giunta Regionale e Parti Sociali e' stato annullato, la concertazione sacrificata sull'altare della personalizzazione, centralizzazione, verticalizzazione del potere gestito con criteri clientelari ed autoreferenziali''.

Castagna (UIL) “Allucinanti dichiarazioni di Maroni sui forestali”

03/01 ''Questo governo nazionale non finisce mai di stupire'': questo il commento del Segretario generale della UIL Calabria, Roberto Castagna, di fronte alle dichiarazioni, definite ''allucinanti'', del Ministro Maroni sui forestali. ''Siamo alle solite. Ieri Calderoli – afferma Castagna -, oggi Maroni ritorna a raccontare la favola di cappuccetto rosso e del lupo cattivo, individuando nel lupo cattivo i forestali, rei, questa volta di non avere permesso al governo di stanziare le risorse per la riforma degli ammortizzatori sociali. Una bugia di dimensioni colossali, ma anche un atto politico criminale nei confronti dei forestali e dell'intera comunita' calabrese''. ''Continua la campagna di disinfomazione nei confronti dei forestali – continua Castagna - con il silenzio delle forze di opposizione, a livello nazionale, e la complicita' di una stampa al servizio dei padroni padani. Un vero e proprio fuoco di fila che, ad ogni costo, vuole rappresentare la Calabria come una terra assistita ed incapace di autodeterminare il proprio sviluppo, visti i magri risultati della gestione del centro destra calabrese. Su questo punto - prosegue il segretario generale della UIL - esistono molte ragioni, tuttavia e' ingiusto e ingeneroso parlare di forestali assistiti, senza conoscere a fondo le questioni che riguardano la forestazione calabrese e la natura dell'intervento dello Stato da diversi decenni. Ai soloni del governo nazionale bisognerebbe invitarli a rileggere i motivi che hanno indotto i vari governi, dal dopoguerra ad oggi e ancor prima, a predisporre interventi per il territorio calabrese. Basterebbe solo questo - continua Castagna - per farla finita con frasi e luoghi comuni e per evitare di alimentare una odiosa campagna contro la Calabria e i calabresi. Calderoli prima e Maroni poi, dovrebbero sapere che gli interventi dello Stato, dall'inizio, non sono mai stati legati ad un fatto occupazionale, quanto alla necessita' di predisporre le condizioni per arrestare il processo di dissesto idrogeologico ed a manutenzionare costantemente il territorio per evitare cio' che e' accaduto in altre regioni e che ha causato danni e costi elevatissimi all'intera comunita' nazionale. Nel caso del Piemonte, una sola giornata di calamita' naturale, in presenza di un territorio dissennatamente devastato dall'opera dell'uomo, e' costata circa diecimila miliardi di vecchie lire, un somma di gran lunga superiore a trentanni di interventi sostenuti per la Calabria''. ''Prima di parlare dei forestali calabresi, quindi - incalza Castagna - sarebbe opportuno ragionare su queste verita' e predisporre la necessaria prevenzione laddove questa non c'e'. Sul numero, poi, dei forestali, siamo in presenza di un numero fisiologico, vista l'estensione eccezionale dei boschi calabresi e l'orografia prevalentamente montuosa del territorio. Semmai sara' indispensabile riaprire, da subito, un tavolo di discussione, se necessario anche a livello nazionale, visto l'interesse di parte ben pubblicizzato sui quotidiani nazionali, per affrontare e risolvere problemi di carattere organizzativo e di riassetto degli Enti preposti alla gestione di questo importante settore. Incidere con il bisturi, come da sempre denunciato dal Sindacato - conclude Castagna - per rimuovere le incrostazioni e gli ostacoli burocratici, che sono i veri nemici di una forestazione produttiva e di un utilizzo anche diversificato della forza lavoro. Avviare una progettualita' capace di realizzare un percorso virtuoso con altri settori e promuovere concretamente una politica ambientale collegata allo sviluppo di un turismo eco compatibile. Questo ci saremmo aspettati dalla politica nazionale e non esternazioni prive di contenuti, capaci solo di seminare un nuova e pericolosa forma di razzismo nei confronti del meridione. Un appello va rivolto ai deputati e senatori che miltano nel centro destra affinche' riscoprano il coraggio di farsi promotori di un serrato confronto con il governo per chiarire, fino in fondo, un questione che, se lasciata cosi' come e', rischia non solo di alimentare falsi pregiudizi quanto di creare ulteriori elementi di divisione tra il nord e il sud del paese''.

Bonanni (CISL) “Maroni mantenga gli impegni e faccia il decreto sugli ammortizzatori sociali”

03/01 “Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, mantenga gli impegni assunti e faccia subito un decreto legge che anticipi la riforma degli ammortizzatori sociali”. Lo chiede con forza la Cisl, con il segretario confederale Raffaele Bonanni, invitando Maroni ''a mantenere la parola data'' in questo senso dallo stesso ministro. Il riordino degli ammortizzatori, infatti, e' contenuta nell' '848 Bis', ancora all'esame del Parlamento, che contiene anche le modifiche all'art.18 dello Statuto dei Lavoratori. Ieri Maroni ha chiesto il ripristino delle risorse tolte per i forestali della Calabria, altrimenti - ha avvertito - la legge di riforma degli ammortizzatori sociali non puo' essere approvata. ''Non so perche' Maroni faccia queste affermazioni - prosegue il dirigente sindacale della Cisl - se e' per fare una provocazione oppure per giustificare le promesse non mantenute. I soldi sono stati stanziati in Finanziaria, il ministro deve dire quando la riforma entra in vigore e, appunto, lo puo' fare con un decreto; una volta individuata la data di entrata in vigore si sapra' quando cominceranno ad essere utilizzati i fondi. La piu' grave ferita da lui prodotta nei confronti delle parti sociali che, certo danneggia i lavoratori che da anni aspettano il mantenimento della promessa, e' proprio la mancata attuazione della riforma: la dimostrazione piu' palese dell'inaffidabilita' del governo. Finche' questa condizione permarra' avremo la condizione palese di un governo che promette e non mantiene, che sottoscrive e spergiura''.

Belcastro (CISL) “Nominare una commissione d’inchiesta sul black out in Sila”

03/01 Un invito alla Regione, alle Province di Cosenza e Crotone e alle rispettive Prefetture ad avviare una Commissione d' inchiesta e' stata rivolto dal segretario provinciale della Cisl di Cosenza, Giuseppe Belcastro, ''per fare luce sulle responsabilita''' del black out che ha fatto seguito alla nevicata del 30 dicembre scorso in Sila. ''Quanto e' accaduto in Sila - ha proseguito Belcastro - e' paradossale e inquietante. Tutti aspettavano l' arrivo della dama bianca come una panacea che avrebbe rimesso in moto la fragile economia dell' Altopiano silano; cosi' tra preghiere e riti propiziatori, dopo aver saltato il Natale, la neve finalmente e' arrivata per la gioia di tutti, albergatori, operatori turistici, turisti. Ci sarebbe piaciuto raccontare le cose cosi', ma purtroppo, come spesso capita in questa Regione, dove le cose non funzionano mai o quando non e' cosi' funzionano poco, l' inatteso regalo di capodanno anziche' rilevarsi una ricchezza e' diventato un disagio, un dramma. Ancora ieri, dopo oltre tre giorni dalla nevicata, interi villaggi silani risultavano privi di energia elettrica, con disagi stridenti per gli abitanti, per i contadini e per i turisti molti dei quali sono stati costretti ad abbandonare l' altopiano con grave danno all' immagine complessiva della Sila''. ''Quanto successo - ha sostenuto Belcastro - e' grave e non ci sono scusanti per nessuno. Occorre una Commissione d' inchiesta per far luce sulle colpevoli responsabilita'. Gia' da anni la Cisl sta denunciando l' abbandono dei grandi gruppi a partecipazione pubblica dalla Calabria: Enel, Telecom, Anas, Ferrovie sello Stato, Poste con tagli degli organici dal 30 al 50% e con evidenti difficolta' ad operare nell' ordinaria amministrazione per lasciare il posto alle esternalizzazione di importanti servizi che in momenti come quelli della vigilia di capodanno in Sila, che dovrebbero essere gestiti normalmente, finiscono con il causare disagi che a distanza di quattro giorni non vedono ancora la 'luce', in tutti i sensi''.

Granata (CGIL) “Buona notizia la proroga della cassa integrazione per la MDC di Castrovillari”

30/12 ''E' una buona notizia quella della proroga della Cassa integrazione guadagni per i lavoratori della ex Mdc''. A sostenerlo e' stato il segretario generale comprensoriale della Cgil, Antonio Granata. l'La Cgil - ha proseguito Granata - ha attivato tutti i canali possibili per dare un minimo di sollievo alle oltre 300 famiglie interessate. E' un provvedimento dovuto, ma che non traguarda scenari positivi nella prospettiva di una reindustrializzazione dell' area di Cammarata. Questa e' la vera scommessa. E' apprezzabile, peraltro, l' impegno istituzionale di tanti Sindaci nella vertenza ai quali va dato atto''. A giudizio di Granata, comunque, ''va ripristinato il senso della verita'. Il 28 dicembre - ha proseguito - la Giunta regionale si e' macchiata dell' ennesimo inganno a danno dei lavoratori e delle istituzioni presenti. L' inganno consiste nell' aver promesso oggi quanto la Regione avrebbe dovuto fare da circa un anno''. L' esponente della Cgil valuta poi positivamente l' opportunita' di estendere, con l' accordo del Ministero le procedure della Legge 181 anche alla Regione Calabria, nonche' di far assumere a Sviluppo Italia un ruolo di attrazione di investimenti e di recuperare, ove possibile, gli insediamenti produttivi al pubblico''.

Castagna (UIL) “Il 2004, un anno da dimenticare. Calabria in coda in tutti i settori”

30/12 ''Il 2004 sara' un anno da dimenticare. La Calabria, a differenza delle altre regioni, e' fanalino di coda in quasi tutti i settori''. E' quanto sostiene in una nota il segretario generale della Uil Calabria Roberto Castagna. ''Un anno negativo - ha aggiunto - anche sul piano economico e deludente sul versante della politica. Sul piano nazionale, la Finanziaria e l' illusione di una manovra riduttiva delle Tasse, ci consegnano un paese all'insegna della precarieta' e dell'insicurezza. In Calabria i problemi si aggravano e le condizioni sociali ed economiche ci presentano un quadro estremamente preoccupante. Il consuntivo calabrese e' prevalentemente offuscato da tante ombre e rarissime luci. L'apparato produttivo rischia di scomparire a furia di dismissioni provocando nuova disoccupazione che si aggiunge alla vecchia che ha raggiunto il piu' alto tasso esistente nella comunita' europea. Il precariato aumenta, in assenza di una politica seria da parte del governo regionale, e la criminalita' incalza di fronte ad istituzioni deboli e prive di reazioni forti e determinate. Questo lo scenario che il 2004 ci consegna e con il quale la politica deve fare i conti''. Per il segretario della UIL, sviluppo, lavoro, sicurezza, questione sociale e lotta al precariato sono gli argomenti sui quali non e' piu' possibile derogare. ''Questi temi - ha proseguito Castagna - richiedono la messa in campo di tutti i soggetti istituzionali, politici e sociali, in una regione che diversamente rischia di rimanere esclusa da qualsiasi processo di sviluppo economico e sociale, con conseguenze gravissime per le nuove generazioni ed un impoverimento generalizzato per le classi medie e per il grande esercito dei pensionati. La Calabria, piu' di ogni altra regione, e' condizionata da fattori strutturali e culturali che inibiscono ogni possibilita' di sviluppo vero. A chi si nasconde dietro un vecchio modo di fare politica diciamo che la misura e' colma. I calabresi sono stanchi di essere amministrati male, stanchi di subire vessazioni ed arroganze da qualunque parte queste arrivino. L'esempio della mobilitazione e della lotta dei forestali, senza precedenti nella storia del movimento sindacale calabrese, da' due segnali importanti: un rinnovato e grande consenso al Sindacato e la certezza che la Calabria non solo non intende piegarsi ai sopprusi quanto non si rassegna a continuare a subire''.''In questa direzione - ha concluso Castagna - forti del consenso come Uil ci sentiamo fortemente motivati a dare un contributo per un profondo e radicale cambiamento. L'auspicio, quindi, e' che il 2005 possa essere un anno di svolta''.

Belcastro (CISL) “Il 2004 è stato un anno difficile”

29/12 ''Il 2004 ha posto in evidenza la difficile situazione sociale politica-economica del nostro Paese e ci consegna, oltre alle drammatiche conseguenze del terrorismo e della guerra, nuovi temi: la poverta' che aumenta e risucchia sempre piu' vasti strati sociali, le conseguenze dell' economia che non cresce e che vede le sue performance peggiorare rispetto alla media dei Paesi europei, la difficile crisi dell' industria, il problema del Mezzogiorno, dei pensionati, dei precari e dei senza lavoro''. A sostenerlo e' la segreteria provinciale di Cosenza della Cisl. ''L' istantanea della gravita' dei problemi - ha sostenuto il segretario generale della Cisl cosentina, Giuseppe Belcastro - ha come unico responsabile la politica del Governo Berlusconi che ha deciso di riformare il Paese, secondo la propria visione politica e culturale individualista-liberista e ultracompetitiva, non tenendo conto delle drammatiche conseguenze sociali dovute all' effetto dell' aumento dei prezzi e del carovita che si sono scaricate sugli anziani per la riduzione del potere d' acquisto delle pensioni, sui dipendenti pubblici per il non rinnovo dei contratti scaduti, sul mondo del lavoro esposto alle flessibilita' della riforma Biagi a cui non sono seguiti adeguati ammortizzatori sociali, sul Mezzogiorno costantemente emarginato da un Governo nordista che ha deciso, nella recente manovra Finanziaria di tagliare i trasferimenti. Se a tutto questo si somma la riforma fiscale che abbassa le tasse prevalentemente ai ricchi e sottraendo risorse per lo sviluppo e per la tutela dei redditi e delle pensioni, il quadro e' completo''. ''Veniamo - ha proseguito Belcastro - da un anno entusiasmante sotto il profilo delle lotte e dei risultati raggiunti, la crescita d' adesioni al sindacato e' il segnale di una riviviscenza dell' azione e del protagonismo sindacale, non ultima la vicenda degli 11.000 forestali calabresi e' la testimonianza che quando l' universo dei lavoratori e' unito e compatto intorno al sindacato e' verosimile il raggiungimento di importanti conquiste di civilta' e democrazia. Nel mentre il Governo si caratterizzava per l' assenza di una seria politica economica e industriale proprio quando la Calabria e la nostra provincia ne avevano urgente bisogno. Purtroppo lo strappo che la politica del centrodestra sta consumando con il sindacato a tutti i livelli e' un cattivo segnale che si lancia al Paese in termini di divisione e capacita' di risoluzione dei problemi, che aggrava le emergenze di realta' fragili come la nostra Regione nella quale una classe politica distratta e ingessata e' ormai incapace di affrontare le criticita' del nostro tessuto economico. Dove e' assente il confronto tra Istituzioni e organizzazioni sociali, netti sono i ritardi del Governo regionale nell' attuazione delle misure del Por, nella mancanza di un serio piano per lo sviluppo e il lavoro. Un Governo regionale che ha brillato per latitanza dai problemi reali, in ritardo nelle infrastrutture, nella sanita' e nel socio-assistenziale che non ha definito una strategia adeguata che permettesse di utilizzare adeguatamente i fondi europei di Agenda 2000 sapendo che il nostro tasso di utilizzo e' il piu' basso tra tutte le Regioni europee ricadenti nell' obiettivo 1, per i livelli di spesa inconsistenti e per un utilizzo distorto degli investimenti rispetto ai contenuti del Por''. ''Su questo bilancio del 2004 dei Governi nazionale e regionale - ha concluso belcastro - e' necessario che il protagonismo della societa' civile faccia sentire la propria voce per invertire la tendenza. Le immense risorse che abbiamo in regione, unite alla consistente riserva d' energia intellettuale di tanti giovani formati e professionalizzati nelle scuole e nelle Universita' calabresi, possono diventare il nostro 'vantaggio competitivo' rispetto ad altre regioni, ma affinche' questo si realizzi bisogna creare condizioni adeguate per attrarre investimenti esterni, rafforzando la presenza delle forze dell' ordine nel controllo del territorio, intervenendo con una fiscalita' di vantaggio che attragga la delocalizzazione industriale del nord, semplificando la burocrazia. La Calabria deve inoltre pretendere programmi di investimenti chiari e certificati, un sistema creditizio rinnovato e riqualificato sostenuto con interventi statali per ridurre i tassi di interesse bancari doppi rispetto alle altre aree del Paese, la messa in sicurezza di tutto il territorio regionale, una lotta piu' incisiva al lavoro nero. Se c' e' un impegno serio su queste cose credo che la classe politica possa fare il piu' bel regalo alla Calabria e ai calabresi per il 2005''.

CGIL “I forestali torneranno a far sentire presto la loro voce”

22/12 ''La potenza di lotta messa in campo dal sindacato unitario Cgil, Cisl e Uil il 9 e 10 dicembre con gli operai idraulico-forestali tornera' presto a far sentire la sua voce''. A sostenerlo sono stati, in una dichiarazione congiunta, il segretario generale della Cgil calabrese, Fernando Pignataro, ed il segretario generale della Flai-Cgil, Michele Presta. ''Non si illudano - hanno aggiunto i due esponenti sindacali - coloro che in questi giorni tentando di nascondere la verita', e cioe' che soltanto la grande battaglia dei lavoratori ha costretto il Governo a rifinanziare il settore della Forestazione in Calabria, che tutto possa procedere come prima e come se nulla fosse accaduto, e pensano che una volta incamerati i 160 milioni di euro per il 2005 tutto andra' avanti e basta. Non hanno capito niente, non e' piu' possibile continuare a dire o a far credere che tutto va bene in questo settore, perche' sanno che cosi' non e'. Certo il lavoro di migliaia di persone ha consentito di realizzare cose serie in Calabria, per la salvaguardia del territorio, per il dissesto idrogeologico, per l' antincendio, per il rimboschimento, per la salvaguardia ambientale e cosi' via. Ma ci sono tante cose che non vanno''. ''Siamo noi - hanno aggiunto Pignataro e Presta - che rivendichiamo il fatto, e lo facciamo da anni, che si realizzi per davvero una forestazione produttiva e che si eliminino sacche di assistenzialismo, di sprechi, di clientelismo; che si finisca questa storia dei commissariamenti, Afor, Consorzi di Bonifica, Parchi Naturali, perche' cio' serve solo ad occupare poltrone e posti di potere a soli fini clientelari, soprattutto di alcune forze politiche, vedi An che ha ormai occupato tutto l' occupabile. Con la nostra lotta, per la prima volta nella storia della nostra regione, abbiamo posto all' attenzione dell' intero Paese, per giorni e giorni, una grande questione. Le prime pagine dei giornali e delle televisioni regionali e nazionali, hanno dovuto parlare della vicenda forestali in Calabria, lo hanno fatto qualche volta in modo denigratorio e con atteggiamenti antimeridionali, ma nella stragrande maggioranza dei casi hanno presentato la questione in modo serio, comprendendo la grande serieta' e delicatezza del problema che noi ponevamo e cioe' il rischio licenziamento per undici mila persone''. ''In queste ore - hanno concluso Pignataro e Presta - c' e' la rincorsa da piu' parti a scrivere letterine e ad organizzare festicciole con il Ministro-Commissario Calderoli. Il sindacato non partecipa e pensa invece che sia urgente aprire un confronto con l' Assessorato competente per fare il punto sulla vertenza appena conclusa, e di incominciare a discutere sul che fare per il prossimo futuro. Quale il ruolo degli Enti di Gestione, quali progetti, quali opere realizzare, quali strategie, quali obiettivi e per quali fini''.

Pensionati CISL “Preoccupa la situazione della Calabria con i tagli della finanziaria”

20/12 ''Forte preoccupazione per la difficile situazione politica-economica del Paese che rischia di aggravarsi ulteriormente se dovessero essere riconfermate le misure della recente manovra Finanziaria che taglia i trasferimenti verso il Mezzogiorno'' e' stata espressa dal segretario generale della Fnp-Cisl di Cosenza, Francesco Filice, nel corso del consueto appuntamento dei pensionati Cisl. All' incontro hanno partecipato anche il segretario generale della Ust-Cisl, Giuseppe Belcastro, il segretario generale della Fnp regionale, Franco Montalto. Filice ha anche evidenziato come lo ''strappo che la politica del centrodestra sta consumando con il sindacato a tutti i livelli e' un cattivo segnale che si lancia al Paese in termini di divisione e capacita' di risoluzione dei problemi, che aggrava le emergenze di realta' fragili come la nostra Regione nella quale una classe politica distratta e ingessata e' ormai incapace di affrontare le criticita' del nostro tessuto economico; inoltre nessun segnale di cambiamento di direzione arriva dalla recente manovra finanziaria per il 2004 che e' ben lontana dall' avviare una ripresa degli investimenti nel Mezzogiorno, penalizza enormemente gli Enti locali per il taglio dei trasferimenti, con evidenti ripercussioni sui livelli della qualita' e sul costo dei servizi erogati ai cittadini, per l' assenza di misure riguardanti le famiglie monoreddito''. Belcastro ha convenuto sulla ''drammatica situazione socio-economica e occupazionale che vive la Calabria, sulla mancanza di confronto tra Istituzioni e organizzazioni sociali, sui ritardi del Governo regionale nell' attuazione delle misure del Por Calabria, nella mancanza di un vero piano di sviluppo, per l' incapacita' del governo regionale di frenare lo smantellamento del tessuto economico e produttivo con la chiusura di importanti presidi industriali, tra cui la crisi drammatica del tessile, dei poli informatici''. Belcastro, inoltre, ha ribadito ''l' importanza e la centralita' che nel tessuto democratico e civile del Paese hanno avuto le Organizzazioni Sociali strumenti di emancipazione, veri baluardi di democrazia e partecipazione, sempre attente e sensibili ai problemi e ai drammi del nostro tempo, come nella recente lotta dei lavoratori forestali in Calabria''.

Gaetani (CGIL) “I lavoratori della Ferro Sparviero pronti a riprendere la protesta”

18/12 ''Se prima delle prossime festivita' natalizie l' assessore regionale all' Agricoltura e i vertici del consorzio di bonifica 'Ferro e Sparviero' di Trebisacce non convocheranno un tavolo tecnico i lavoratori riprenderanno la protesta''. E' quanto sostiene in una nota il segretario comprensoriale della Flai-Cgil del Pollino-Sibari-Tirreno, Antonio Gaetani, circa la vertenza del consorzio 'Ferro e Sparviero'. ''Serve un incontro - ha aggiunto - dove affrontare la questione relativa al 'rientro' delle somme che l'Ente ha anticipato per la gestione nel periodo 1999-2002, i lavoratori addetti al servizio irriguo e ai fossi di scolo daranno vita a nuove iniziative di lotta''. ''Anche perche' - ha concluso Gaetani - il rientro di queste somme anticipate dal consorzio dovranno essere utilizzate per la stabilizzazione dei 37 lavoratori che ancora oggi vivono nella precarieta'''.

La CGIL replica a Paolini “L’AIOP non riconosce il ruolo del sindacato. Contratto lavoratori scaduto da due anni”

17/12 ''L' Aiop regionale calabrese, attraverso il suo presidente, avv. Paolini, dimostra di non riconoscere non solo il ruolo della rappresentanza sindacale, ma anche la legittima azione a difesa dei diritti dei lavoratori della sanita' privata calabrese che reclamano il rinnovo del contratto scaduto da oltre due anni''. A sostenerlo e' la Cgil-Fp che replica cosi' alle dichiarazioni di Paolini che ieri, tra l' altro, aveva sostenuto che la manifestazione di protesta dei lavoratori delle case di cura private promossa dai sindacati ''non giova ai dipendenti''. ''In considerazione del lungo tempo trascorso e delle difficolta' frapposte al tavolo delle trattative nazionali dalla stessa Aiop - e' scritto nel comunicato della Cgil-Fp - i lavoratori hanno conferito mandato alle organizzazioni sindacali di procedere, unitariamente, ad una fase di mobilitazione che e' culminata nella proclamazione e quindi nella effettuazione dello sciopero del 13 dicembre scorso. Non comprendiamo il perche' in Calabria, come in una qualsiasi altra regione, non avremmo dovuto scioperare e indirizzare la nostra protesta contro la naturale controparte che nel caso specifico sono tutte le strutture della sanita' privata che risultano associate all' Aiop che, ad oggi, si oppone alla sottoscrizione definitiva del contratto. Inoltre vorremmo ricordare all' Aiop calabrese che le stesse motivazioni per le quali afferma di non voler definire il contratto, richiamando responsabilita' dell' assessorato regionale alla Sanita', sono le stesse che, in maniera responsabile, non sono state utilizzate, come pretesto, per impedire la conclusione ai tavoli negoziali da altre associazioni datoriali della sanita' privata, quali l' Aris e la Fondazione Don Gnocchi, che invece hanno regolarmente sottoscritto in via definitiva i loro contratti''. ''Proprio l' adesione allo sciopero dei lavoratori - conclude la nota della Cgil-Fp - dimostra che non abbiamo problemi ne' di visibilita' ne' di credibilita' e che la mobilitazione a tutela dei lavoratori della sanita' privata, che hanno protestato per il ritardo di oltre due anni del rinnovo contrattuale e' un atto legittimo contro la grave responsabilita' dell' Aiop di non sottoscrivere in via definitiva quanto gia' siglato nella pre-intesa dello stesso contratto''.

Pignataro (CGIL) “Forestali: Una vicenda emblematica”

15/12 ''Nella vertenza sindacale dei forestali sono da cogliere dei dati emblematici: l' incapacita' della Regione a rivendicare anche l'ordinario; l' atteggiamento contraddittorio del governo Berlusconi, con la provocazione dell' autocandidatura del ministro Calderoli a commissario per la gestione dei fondi per gli operai forestali, e i finanziamenti alla base dell'accordo stipulato nei giorni scorsi che sono andati a pesare sul fondo per gli ammortizzatori sociali''. Lo ha detto il segretario generale della Cgil della Calabria, Fernando Pignataro, nella relazione tenuta alla Conferenza programmatica dell' organizzazione sul tema ''Diritti, lavoro, sviluppo, la Calabria che vogliamo''. Domani, ai lavori della conferenza, partecipera' il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani. L' iniziativa, e' stato detto nel corso del dibattito, costituisce una sorta di verifica di meta' percorso e un' occasione per rilanciare le priorita' e per indicare le sfide piu' importanti e significative che attendono il sindacato nei prossimi anni. Nel corso della prima giornata i lavori sono stati coordinati dal leader della Cgil vibonese, Raffaele Mammoliti, che ha rivendicato il ruolo delle organizzazioni sindacali nel successo delle trattative per risoluzione della vicenda legata alla categoria dei forestali, la protesta dei quali, durata due giorni, ha paralizzato i trasporti e le principali vie di comunicazione della Calabria, isolando la regione dal resto del Paese. Pignataro, nella sua relazione, ha sostenuto che ''quella che stiamo vivendo e' la crisi economica piu' lunga del dopoguerra. Una crisi caratterizzata dal declino industriale, dal depauperamento del tessuto produttivo del Paese,dalla perdita incessante di competitivita', da un forte calo dei consumi e dalla flessione delle vendite e del fatturato. Tutto cio', insieme alla mancanza di una politica dei redditi e di controllo delle tariffe, ha determinato carovita e calo del potere d'acquisto dei salari con il conseguente impoverimento delle famiglie'. In questo contesto - ha aggiunto Pignataro - si inseriscono le innumerevoli iniziative di lotta promosse dalla triplice sindacale o dalla sola Cgil che hanno rappresentato un freno determinante al tentativo di egemonia di un pensiero di destra, di un modello individualista, razzista, discriminante''. Pignataro ha criticato il Governo centrale facendo riferimento, in particolare, alla Finanziaria (''un documento che ha cancellato il Mezzogiorno''), devolution (''uno dei provvedimenti piu' odiosi dell'esecutivo guidato da Berlusconi che delinea un progetto di societa' in cui c'e' competizione tra cittadini'') e criminalita' organizzata (''la 'ndrangheta continua ad impadronirsi di interi settori produttivi e si e' infiltrata nei gangli piu' remoti dei centri decisionali e del sistema burocratico mentre si registra un pesante calo di tensione istituzionale''). Pignataro ha criticato la Giunta regionale, sostenendo, tra l' altro, che ''il nuovo governo regionale, che com'e' ovvio ci auguriamo sia espressione del centrosinistra, dovra' marcare elementi di discontinuita' con l'attuale e inadeguata classe dirigente regionale. Le nostre priorita' rimangono la centralita' del lavoro; la formazione; le politiche industriali, ambientali, del territorio e delle reti; una nuova politica sociale, dell' assistenza, del servizio sanitario e delle infrastrutture materiali e immateriali che servono allo sviluppo e della qualificazione della spesa''.

Sbarra (CISL) “Banca per il Sud, potrebbe frenare l’usura e aiutare lo sviluppo”

14/12 ''Un sistema creditizio radicato e piu' attento alle realta' territoriali del Sud significa anche frenare il fenomeno preoccupante dell'usura''. Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl Calabria commenta cosi'l'idea lanciata dall’ex ministro dell'economia, Giulio Tremonti, di dare vita ad una banca per il sud. '' Comunque -avverte- non serve una Banca per il Sud staccata e slegata da un circuito nazionale ed internazionale. La necessita' non e' tanto quella di avere un banca, ma di metterla in relazione con un sistema creditizio finanziario piu' ampio''. Per Sbarra se ''ce' la consapevolezza che la politica creditizia e' uno dei fattori che puo' aiutare lo sviluppo complessivo del Mezzogiorno, la creazione di una Banca per il Sud ha un senso''. ''L'esigenza di avere un sistema creditizio piu' vicino e attento alle questioni che riguardano la crescita economica e lo sviluppo del Mezzogiorno e della Calabria - spiega- e' avvertita da tempo. Il Mezzogiorno, ormai, non riesce ad esprimere istituti di credito meridionali, considerato - sottolinea - che le uniche esperienze sono state interamente acquisite e controllate da strutture finanziarie del Nord''. In ogni modo per il numero uno della Cisl Calabria ''il problema vero e' di capire se si riesce ad invertire questa tendenza, cioe' se il Mezzogiorno deve essere ancora terra di conquista economica o area di raccolta di risparmi per poi reinvestirli sul proprio territorio per creare sviluppo''.

Castagna (UIL) “Banca per il Sud, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo del Mezzogiorno”

14/12 C'e' spazio in Calabria per una nuova Banca per il Sud? Per la Uil della Calabria si'. Purche', pero', si ponga l'obiettivo di favorire lo sviluppo complessivo del Mezzogiorno, favorendo l'accesso al credito e creando le condizioni economiche per una ripresa economica. Il segretario generale della Uil calabrese, Roberto Castagna, giudica ''in modo estremamente positivo'' l'idea, lanciata dall'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti, di dar vita a una Banca per il Sud. Un'idea che per Castagna ''ci fa riflettere sulla incapacita' della nostra classe politica del passato e del presente rispetto allo scippo di una banca del Sud come era la Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania''. Castagna e' critico nei confronti dei politici calabresi, perche' spiega ''noi avevamo una grande banca, l'ex Carical oggi Carime, che c'e' stata scippata dal Nord''. Da qui la necessita' di ricreare una banca per il Mezzogiorno, ha aggiunto il rappresentate sindacale, ''capace di promuovere lo sviluppo in quanto si pone in maniera diversa nei confronti degli imprenditori, ed anche verso i cittadini calabresi, cosa che non abbiamo avuto fino ad adesso''. Il segretario regionale della Uil ha sottolineato inoltre come in Calabria il costo del denaro ''e' superiore di 4-5 punti rispetto alle regioni del centro e del nord''. Ecco perche', ha detto Castagna, ''una banca del Sud che reperisce tanti risparmi (attualmente molti risparmiatori calabresi investono al Nord) non solo avrebbe la possibilita' di fare tassi piu' equi e compatibili per i cittadini calabresi, ma significherebbe veramente investire il denaro che si rastrella in investimenti nella nostra regione''. Il rappresentante sindacale ha poi ricordato di ''aver spesso sollecitato il centrosinistra a mettere al centro del proprio programma una diversa politica, cosa che puo' fare attraverso