![]() |
|
|
|
Dir.resp. Pippo Gatto |
| Home | . | Cronaca | . | Università | . | Sport | . | Politica | . | Link | . | Cultura | . | Spettacoli | . | Calcio | . | Forum | . | Meteo | . |
|
Sindacati
Cinquemila persone alla manifestazione sindacale sulla crisi del tessile a Belvedere 13/11 Oltre 5.000 persone (secondo fonti sindacali)
hanno partecipato stamani alla manifestazione promossa dai sindacati
a Belvedere Marittimo in occasione dello sciopero generale del Tirreno
proclamato per solidarieta' ai lavoratori della Foderauto Bruzia. ''Grande
soddisfazione per la massiccia partecipazione di lavoratori, studenti,
commercianti e rappresentanti delle istituzioni locali'' e' stata manifestata
da Carla Cantone, responsabile per le politiche industriali per la Cgil
nazionale. ''La nostra richiesta, come Cgil - ha sostenuto Cantone -
e' che il governo nazionale, anche in questa vertenza che coinvolge
la Calabria, non si limiti a svolgere il ruolo di notaio, ma svolga
un ruolo attivo e convochi al piu' presto sia la Foderauto Bruzia che
la Lear al fine di trovare una soluzione che dia continuita' di lavoro
all' azienda calabrese. Insistiamo per avere in tempi rapidissimi la
convocazione degli imprenditori e delle organizzazioni sindacali presso
la Presidenza del Consiglio. In assenza di questo tavolo noi come Cgil
continueremo e intensificheremo le iniziative di lotta a partire dalla
prossima settimana''. Per la Cisla ha invece parlato il segretario organizzativo
della CISL Calabria, Antonio Ferrari. ''Consideriamo la massiccia adesione
dei lavoratori dell' Alto Tirreno cosentino allo sciopero per difendere
l' occupazione e il presidio industriale di Belvedere Marittimo come
un momento di grande mobilitazione popolare''. Secondo la Cisl l' astensione
dal lavoro ha prodotto la chiusura di tutti gli esercizi commerciali,
le attivita' produttive nonche' di uffici pubblici e le scuole della
zona. ''Ancora una volta - afferma Ferrari - i lavoratori calabresi
hanno dimostrato di essere pronti a difendere gli interessi della collettivita'
e a saper reagire contro qualsiasi ipotesi di ridimensionamento del
tessuto produttivo del proprio territorio. La manifestazione di oggi
evidenzia la capacita' dei lavoratori del comprensorio di saper reagire
di fronte al degrado che sta interessando il territorio a seguito della
mancanza di una seria politica industriale della Regione''. Per il segretario
provinciale della Cisl di Cosenza, Paolo Tramonti. ''i lavoratori chiedono
che si attivino politiche industriali per difendere e rilanciare le
filiere produttive del territorio di cui il tessile rappresenta un settore
strategico''. I Sindacati sollecitano una forte mobilitazione per lo sciopero di sabato a Belvedere 11/11 Una forte mobilitazione in vista dello sciopero
generale di sabato a Belvedere Marittimo e' sollecitato dai segretari
territoriali di Cgil, Cisl e Uil. La protesta e' stata decisa dopo la
crisi delle aziende Mdc, Marlane e Foderauto. “Vogliamo - sostengono
i segretari delle tre organizzazioni sindacali - richiamare l'attenzione
dei cittadini della costa tirrenica e piu' in generale della nostra
provincia affinche' ci sia una forte partecipazione per il profondo
malessere che vive il nostro territorio in cui tutti gli indicatori
economici e sociali segnano un arretramento preoccupante con le crisi
drammatiche del settore informatico, di quello tessile appunto, di quello
meccanico, con l'abbandono della Calabria da parte dei grandi gruppi
nazionali quali Enel, Telecom, Anas, Ferrovie dello Stato e Poste. A
fare da cornice a questo quadro desolante vi e' una classe politica
ingessata e miope che attenta costantemente agli interessi del meridione,
come nella recente manovra finanziaria per il 2005 che e' ben lontana
dall'avviare una ripresa degli investimenti nel Sud per come richiesto
dal sindacato unitariamente, che taglia drasticamente le risorse per
la Calabria, che penalizza gli Enti locali per il taglio dei trasferimenti''.
''Una politica Governativa - proseguono i sindacalisti - che brilla
per l'assenza di un serio piano industriale che affronti le criticita'
della nostra economia ed una classe di governo regionale distratta e
assente dall'emergenze vere della Calabria, incapace di utilizzare i
fondi europei di Agenda 2000, priva di un piano per lo sviluppo, il
lavoro, capace di elevare la pressione fiscale (ticket sanitari, bollo
auto, addizionali Irpef) ai piu' alti indici senza dare ai calabresi
servizi degni. Per queste ragioni abbiamo scelto Belvedere Marittimo
luogo simbolo dell'assenza delle Istituzioni e della politica dallo
stato di afflizione e di bisogno dei cittadini''. ''Ai cittadini - hanno
concluso - agli abitanti dell'area, alle coscienze piu' sensibili e
accorte chiediamo di unirsi alla nostra lotta che e' la lotta di una
intera regione che chiede dignita', lavoro e rispetto''. CGIL “Sul Parco della Sila bisogna avviare una vera e propria vertenza” 09/11 ''Avviare da subito una vera e propria vertenza
parco della Sila'': e' questo l' obiettivo della Camera del lavoro di
Cosenza annunciato dal segretario generale della Cgil cosentina, Massimo
Covello, nel corso del convegno svoltosi oggi su ''Il protagonismo delle
Comunita' locali ed il ruolo degli enti nel Parco Nazionale della Sila''
organizzato dalla stessa Camera del lavoro. ''Chiusa dopo anni la discussione
sulla perimetrazione - ha sostenuto Covello - definite con scelte molto
discutibili e non condivise le nomine nell' Ente Parco, resta sospesa
ed in balia di scambi opachi la definizione della sede, non e' ancora
designato il direttore e soprattutto non e' stata avviata nessuna azione
di pianificazione gestionale organizzativa, occupazionale, ne di programmazione
degli interventi. Serve, ha proseguito, una vera e propria scossa sociale
per affermare la definizione dei programmi di pianificazione nelle varie
zone''. La Camera del lavoro sollecita un coordinamento pieno dell'
attivita' dei vari enti sui temi della filiera forestale, delle risorse
idriche, della tracciabilita' e riconoscibilita' dei prodotti agroalimentari,
zootecnici, della ricerca su nuove filiere come quelle energetiche,
del turismo ambientale, religioso, sportivo, culturale, la mobilita'
nel parco con centralita' della tratta ferroviaria per il treno del
Parco, il recupero ed il restauro dei villaggi Silani. Tonino Perna,
presidente del Parco Nazionale di Aspromonte, e Michele Galimi, sindaco
di Cinquefrondi e presidente nazionale dei sindaci dei Parchi, con i
loro interventi, e' scritto in una nota, hanno dimostrato come in una
realta' per molti aspetti piu' degradata e marginale come l' Aspromonte,
l' azione sinergica di vari soggetti ed il protagonismo delle comunita'
locali ha prodotto risultati straordinari ed innescato processi di crescita
sociale, economica, occupazionale, democratica. Concludendo i Lavori
Claudio Falasca, responsabile nazionale del dipartimento ambiente e
territorio della Cgil, ha sostenuto che ''viviamo in una fase in cui
l' intero Paese spreca e distrugge risorse economiche, dilapidando saperi,
risorse e talenti. Nei settori della riqualificazione ambientale, della
valorizzazione delle risorse naturali come l' acqua, nella gestione
consapevole del ciclo dei rifiuti e delle filiere innovative nel campo
energetico e' possibile non soltanto qualificare il lavoro, ma dare
un segno diverso allo sviluppo possibile. La Cgil Nazionale - ha concluso
Falasca - e' attenta alla elaborazione che strutture come la Camera
del Lavoro di Cosenza sta promovendo condividendo i temi della contrattazione
confederale territoriale, in cui la vertenza 'Parco della Sila' si inserisce
pienamente''. Ai lavori hanno partecipato anche Giovanni Donato, segretario
generale della Flai; Massimo Covello, Pietro Lecce, sindaco d Spezzano
della Sila; Nuccio Martire, sindaco di Pedace; Emanuele De Simone, sindaco
di Longobucco; Pietro Tarasi, presidente provinciale di Coldiretti;
Franco Covello, amministratore unico delle Ferrovie della Calabria;
Antonio Nicoletti, responsabile nazionale parchi di Legambiente; il
sen. Massimo Veltri; Michele Laudati, direttore generale Afor; Franco
Pantano dell' Arssa; Michele Presta, segretario generale Flai Calabria.
Campolongo (CISL) “Carrefour viola i diritti dei lavoratori ignorando i turni di riposo festivi” 08/11 ''Dobbiamo prendere atto che, in molte realta'
economiche, di consolidata tradizione e cultura partecipativa, c'e'
un'involuzione nei diritti, che ci riporta indietro di secoli. A denunciarlo
e' il Segretario Generale della Fisascat-Cisl di Cosenza, Gianluca Campolongo,
che evidenzia il comportamento, a suo giudizio, antisindacale di una
delle piu' consolidate e radicate realta' commerciali della provincia
quale e' il Centro commerciale ''Carrefour'' di Zumpano (Cs). Nella
fattispecie, evidenzia Campolongo, ''l'ipermercato con sede legale in
Zumpano, non solo sta ignorando le ordinanze comunali sull'obbligo di
chiusura festiva, mostrando scarso rispetto per le leggi di un Paese
straniero, ma va offendendo e mortificando la dignita' dei molti lavoratori,
costretti a turni massacranti, specie nei periodi di ''festa''. Quanto
sta succedendo, continua il Segretario della Fisascat-Cisl, e' una amara
conferma della triste piega che va prendendo la societa', e in essa
il mondo del lavoro, sempre piu' esposta ai rischi del rinascente pensiero
neoliberista con la sua esaltazione del mero profitto a spese dei diritti
e della dignita' dei lavoratori''. Campolongo chiede ''al Sindaco di
Zumpano una veloce convocazione di un tavolo allargato ai vertici nazionali
di Carrefour e ai sindacati, mi sento di rivolgere un appello forte
e deciso agli organi preposti per un celere e risolutivo intervento
che sani il vulnus inferto alla emocrazia e ai diritti dei lavoratori,
ricorrendo se il caso alle sanzioni previste dalla normativa vigente''. Allarme dei Sindacati sugli ex LSU del Parco del Pollino “Prossimo il loro licenziamento” 08/11 ''E' sempre piu' vicino il licenziamento dei
331 lavoratori ex Lsu del Parco nazionale del Pollino, stabilizzati
con la societa' Duemila'', il cui progetto sarebbe finanziato dal Parco
solo fino alla fine di novembre. Lo hanno annunciato, con una nota congiunta,
Cgil, Cisl e Uil della Basilicata e della Calabria. Secondo le tre organizzazioni
sindacali, il pericolo di perdere il posto di lavoro sta facendo aumentare
''la tensione gia' forte fra i lavoratori'' e ''potrebbe sfociare in
forme di lotta del tutto imprevedibili'', con ''situazioni incontrollabili
anche da parte del movimento sindacale''. Cgil, Cisl e Uil hanno detto
che ''si deve cambiare immediatamente registro nel governo di questo
progetto: i soggetti istituzionali devono attivare ogni forma di iniziativa
per sostenere le attivita' e individuarne altre''. FLAI CGIL: I Consorzi di Bonifica cosentini lasciati senza fondi dalla Regione ''L' assessorato regionale alla Forestazione lascia senza fondi i Consorzi di Bonifica della Provincia di Cosenza''. A sostenerlo e' Vincenzo Laurito, segretario generale comprensoriale della Flai Cgil Pollino-Sibari Tirreno. ''Abbiamo appreso da fonti vicine all' Assessorato - afferma Laurito - che dall' erogazione della quarta anticipazione, pari al 20% delle somme complessive assegnate agli Enti regionali che gestiscono i lavoratori forestali per provvedere al pagamento delle loro spettanze riferite al mese di ottobre, inspiegabilmente sono stati esclusi i quattro Consorzi di Bonifica (Valle Lao, Ferro e Sparviero, Pollino e Sibari Crati), operanti nella provincia di Cosenza. Questi quattro Enti non saranno in grado di far fronte al pagamento delle spettanze ai propri lavoratori''. Il sindacalista ha annunciato di avere chiesto il perche' della discriminazione all' assessore regionale Dionisio Gallo e di avere chiesto e ottenuto un incontro con il direttore generale del Dipartimento Rosario Calvano. ''A Calvano - ha detto ancora Laurito - chiedero' spiegazioni e impegni precisi per la tempestiva assegnazione delle somme dovute ai quattro Consorzi di bonifica della provincia di Cosenza. In assenza di risposte esaustive e concrete saremo, pero', costretti a intraprendere una forte mobilitazione che vedra' coinvolti tutti i lavoratori forestali interessati''. Granata (CGIL) “Rilanciare il Parco del Pollino come risorsa di sviluppo” 06/11 A dieci anni dalla sua istituzione Il Parco nazionale del Pollino ''non e' vissuto come una risorsa, bensi' come un problema'': e' quanto si sostiene in una nota della Cgil comprensoriale Pollino - Sibari - Tirreno che, sull' argomento, ha indetto per martedi' prossimo un' iniziativa chiamando a raccolta tutti i sindaci e i presidenti delle Comunita' Montane dell' area per illustrare le proprie idee sul rilancio del Parco. ''Aspettative, speranze ed entusiasmi - sostiene i segretario generale comprensoriale Antonio Granata - si sono alternate a delusioni, illusioni e talvolta rabbia per le potenzialita' inespresse da una delle riserve ambientali e faunistiche piu' grandi d'Europa. Il Parco, perlomeno sul versante calabrese non e' stato vissuto e soprattutto non e' stato fatto vivere come una risorsa, anzi, per taluni aspetti, per la scarsa capacita' gestionale e per la lottizzazione di scarsa qualita' della politica, e' stato vissuto come un problema''. Granata, nella nota, parla di ''accordi istituzionali sottoscritti e non rispettati, strumenti finanziari non piu' attuali, la programmazione negoziata bandita dai governi nazionali e regionali, una nuova e diversa sensibilita' delle popolazioni verso i temi ambientali. Fatti questi che hanno sostanzialmente prodotto effetti devastanti verso un' area che doveva fungere da volano per lo sviluppo sostenibile''. ''La Cgil - prosegue Granata - ha elaborato una bozza, un' idea, una proposta aperta a tutti i contributi, per aprire una nuova e forte tensione politica e sociale sui destini del Parco stesso''. La Rosa (CGIL) “Rimangono contrasti su chi deve gestire l’interporto di Gioia Tauro” 06/11 ''I contrasti sulla societa' che dovra' gestire
l' interporto di Gioia Tauro permangono''. A sostenerlo, in una dichiarazione,
e' Pasquale Larosa, segretario generale della Cgil di Gioia Tauro. ''Non
c' e' dubbio - afferma Larosa - che la nascita della societa' che dovra'
gestire l' Interporto e' un fatto importante e significativo. A nessuno
puo' sfuggire questo dato. Come sindacato confederale ci siamo sempre
battuti affinche' si superassero i tanti dissidi tra i diversi enti
che dovevano comporre l' assetto societario. Dalla composizione societaria,
invece, si deduce che questi contrasti non sono stati per niente superati.
Infatti l' assetto societario attuale risulta cosi' suddiviso: l' 80%
all' Asi e la restante parte alla Camera di Commercio di Reggio Calabria.
Appare agli occhi di tutti una societa' monca e priva dell' apporto
che noi riteniamo fondamentale degli enti locali, della Provincia, dell'
Autorita' Portuale, dei gestori della logistica internazionale e locale
presenti a Gioia Tauro e, soprattutto, dei soci privati. Comprendiamo
bene che la risposta ai nostri dubbi e interrogativi resta. Chi e' stato
chiamato a guidare la societa' dira' che entro pochi mesi verra' predisposto
un bando di gara ad evidenza pubblica per far entrare il privato nella
societa'. Ma questa rassicurazione non ci basta perche' sappiamo benissimo
che il parto della societa' non e' stato per niente indolore e che la
contrapposizione tra Asi e Autorita' Portuale permane. Nessuno, peraltro,
ha ancora smentito le affermazioni di Leopoldo Chieffallo riguardo lo
spostamento della logistica da Gioia Tauro a Lamezia. Nessuna smentita
politica a questo riguardo c' e' stata da parte del Presidente della
Giunta Regionale ed del Ministero delle attivita' Produttive e delle
Infrastrutture. Non vorremmo minimamente pensare che la nascita della
societa' divenga un contenitore vuoto e utile solo a soddisfare i soliti
noti che albergano nel sottogoverno della politica calabrese, anche
se dobbiamo constatare che la storia passata e recente ci insegna questo''.
''Noi, come sempre - aggiunge il dirgente della Cgil - saremo vigili
su tutto quello che si fara' a Gioia Tauro. Non esiteremo a denunciare
tutte quelle forze distorsive e situazioni politiche che potrebbero
ancora danneggiare il porto, l' interporto e l' area industriale. Siamo
sempre piu' convinti che bisogna trovare una forte unita' delle istituzioni
locali e delle organizzazioni sindacali ed imprenditoriali per arrivare
ad un confronto serio e sereno ed alla creazione, come sostiene anche
il sindaco di Rosarno, 'di un programma condiviso e sostenuto dal territorio'.
Finora tutto questo non e' avvenuto perche' forze esterne hanno lavorato
per disunire e massacrare questo territorio e in termini di sviluppo
e dell' ambiente. Bisogna che il territorio si riappropri del ruolo
e delle funzioni che gli spettano e non sia succube delle scelte che
avvengono fuori dalla provincia''. Il commissario dell’AFOR incontra i sindacati per le problematiche dei forestali 04/11 Il commissario dell' Afor, Francesco Macri',
ha incontrato i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil per esaminare le
problematiche che riguardano gli operai forestali. ''Obiettivo dell'
incontro - e' detto in un comunicato dell' Afor - stabilire un confronto
periodico tra assessorato, organizzazioni sindacali e Afor. I sindacalisti,
nell' esporre le tematiche inerenti la categoria, hanno sottoposto a
Macri', in modo prioritario, la questione relativa ai ritardi nel pagamento
dei salari, suggerendo che sia l' azienda ad anticipare gli stipendi
ogni fine mese, indipendentemente dal trasferimento dei fondi da parte
della Regione. E' stata affrontata, inoltre, la questione della Cassa
integrazione guadagni e della sua corretta applicazione. A tale proposito
i sindacalisti hanno chiesto criteri univoci che stabiliscano delle
regole in base alle esigenze di ciascun territorio''. ''E' stato poi
messo a fuoco - prosegue la nota - il problema dei dispositivi di protezione
individuali sui cantieri previsti dalla legge 626 e dell' attribuzione
delle qualifiche superiori. Non e' stato trascurato, poi, l' argomento
relativo alle biomasse, in merito al quale il commissario ha riferito
che l' Azienda si e' gia' attivata con specifici provvedimenti. Macri',
dopo aver ascoltato con attenzione le tematiche sottoposte dai rappresentanti
sindacali, ha espresso la propria disponibilita' alla concertazione
centrale e anche decentrata con tutte le sigle sindacali per meglio
definire i problemi della categoria, garantendo l' impegno da parte
dell' Azienda per l' avvio delle procedure di informatizzazione degli
uffici e dei servizi provinciali al fine di snellire le operazioni relative
al pagamento dei salari, il tutto indirizzato al trasparente, efficace
ed efficiente funzionamento dell' azienda''. Castagna “(UIL) “Il Governo non ha una politica di sviluppo per il Mezzogiorno” 03/11 ''Il Governo nazionale non ha una politica di sviluppo per il Mezzogiorno, Sindacati e Imprese rilanciano e propongono misure capaci di richiamare risorse per le Regioni del Sud''. E' quanto sostiene in una nota il segretario generale della Uil, Roberto Castagna. ''Ancora una volta - ha aggiunto - di fronte all' assenza di una politica di governo, le parti sociali ed imprenditoriali diventano i veri soggetti del cambiamento e dello sviluppo. L' introduzione di una fiscalita' di vantaggio; la semplificazione amministrativa per l'attivita' d'impresa; gli interventi sul Turismo; l' accelerazione procedurale per gli interventi di ristrutturazione urbana e la creazione di un fondo pilota per la ristrutturazione urbana, con una quota di interventi destinata al Sud; gli interventi per favorire la ricerca e l' innovazione e la promozione delle produzioni e dei servizi del Mezzogiorno attraverso una deduzione fiscale delle spese sostenute dalle imprese meridionali, sono sei priorita' che, se messe in campo, possono rappresentare uno strumento per cambiare le condizioni socio-economiche delle realta' del Sud e, in particolare, della Calabria''. ''Ma la Calabria - ha proseguito Castagna - necessita di una classe politica ed istituzionale piu' attenta e capace di promuovere buona spesa ed idee e progetti adeguati a rispondere alle esigenze del territorio e alle aspettative dei tanti giovani altamente scolarizzati. L' accordo romano certamente e' significativo tuttavia l' illuminata posizione del Presidente Montezemolo deve avere altrettanta conseguenzialita' in Calabria per quanto concerne l' atteggiamento del Gruppo Lear (Fiat) nei confronti della Foderauto Bruzia e relativamente alle questioni che interessano il comparto Tessile nel suo complesso''. ''Dal Presidente Montezemolo - ha concluso Castagna - ci aspettiamo, quindi, un piccolo segnale di disponibilita' nei confronti delle imprese che operano per Fiat e un segnale piu' forte di investimento nella realta' calabrese''. Nota congiunta di CGIL e CISL sulla Foderauto: “Piccoli segnali di disgelo” 03/11 ''Primi piccoli segnali di disgelo nei rapporti
tra i vertici della Lear e la proprieta' della Foderauto''. E' quanto
sostengono, in una nota congiunta, i dirigenti regionale della Cgil
e della Cisl circa il vertice, tenutosi a Roma presso il Ministero delle
Attivita' produttive, per discutere sulla vertenza che interessa lo
stabilimento della Foderauto Bruzia. All' incontro, presieduto dall'
on. Gianfranco Borghini, hanno partecipato per la Cisl Giorgio Santini,
Antonio Ferrari, Paolo Tramonti e Mammi' e per la Cgil Antonio Granata,
Franco Mazza e Antonio Barone. Nel corso dell' incontro, definito dai
sindacati come interlocutorio, e' emerso che la Lear sarebbe pronta
a ristabilire rapporti contrattuali con l'azienda tessile calabrese
riattivando una delle commesse affidata alla Foderauto. Secondo i rappresentati
sindacali delle due confederazioni l'incontro e' riuscito solo a far
registrare l'impegno da parte del Governo nazionale a farsi promotore
di una serie di iniziative tese a ristabilire il rapporto tra le due
aziende. Un impegno garantito da Borghini. Il responsabile nazionale
della Task force per l'occupazione ha infatti rassicurato le delegazioni
delle due sigle sindacali e dei lavoratori presenti all'incontro sui
prossimi passi che il Governo nazionale intraprendera' per risolvere
la vertenza. In particolare Borghini, in seguito alle sollecitazioni
dei sindacati, si e' fatto carico di promuovere un nuovo incontro con
i vertici della Lear tesi proprio a riattivare le commesse prima affidate
alla Foderauto. Il segretario della Uil, Benedetto Di Iacovo, in una
dichiarazione, ha detto che ''l' incontro e' stato una presa d' atto
della persistenza del logoramento di rapporto tra la Lear Italia e la
Foderauto, nonostante la Lear abbia fatto qualche piccola concessione
sulla fornitura di commesse alla Foderato. La Uil e' del parere che
il Governo nazionale non si puo' limitare a svolgere un ruolo da 'Ponzio
Pilato' ma deve incrementare la sua azione sui decisori, quindi la Fiat,
al fine di far ritornare sui suoi passi la Lear ed offrire effettive
opportunita' alla Foderauto Bruzia per rimanere sul mercato delle commesse
del mercato Fiat''. ''La Uil - ha concluso Di Iacovo - invita i lavoratori
ad un forte livello di vigilanza e di mobilitazione e le forze politiche
ed amministrative a livello comunale, provinciale e regionale a non
demordere, a sostenere la lotta del sindacato e dei lavoratori e a non
accontentarsi degli 'scampoli'''. Sbarra (CISL) “Positivo l’accordo sindacati-imprese per lo sviluppo a Sud” 03/11 ''La Cisl Calabrese esprime piena condivisione
e plaude alla sottoscrizione dell' Accordo Sindacato- Imprese sul tema
dell' Sviluppo e del Lavoro nel Sud''. E' quanto sostiene in una nota
il segretario generale della Cisl della Calabria, Luigi Sbarra. ''L'
intesa - ha aggiunto - firmata tra Sindacato e Associazioni Imprenditoriali
per agevolare e rilanciare le questioni legate allo Sviluppo ed alla
Crescita Economica e Sociale del Mezzogiorno assume un valore politico
altissimo. Aver definito attraverso il metodo della Concertazione priorita',
obiettivi, scelte e contenuti capaci di sostenere una strategia finalizzata
alla ripresa del Sud appare estremamente importante perche' riporta
le politica meridionalistica al centro del dibattito e dell' interesse
dell' intero paese. Fiscalita' di vantaggio, infrastrutture, riordino
degli incentivi, innovazione, formazione e ricerca, credito e sicurezza
sono le questioni decisive per attrezzare i territori ed il mezzogiorno
ad attrarre investimenti pubblici e privati e per recuperare i divari
di sviluppo tra le aree forti e le aree deboli del paese. Il Sud e la
Calabria vivono una condizione drammatica dal punto di vista economico,
produttivo ed occupazionale. Qui piu' che altrove sono concentrati indicatori
economici e sociali negativi che rallentano ogni prospettiva di sviluppo.
I Governi Locali sono inadeguati ed impreparati ad affrontare e risolvere
le condizioni di grande difficolta' dei nostri territori''. ''Occorre
- ha aggiunto Sbarra - una politica economica e finanziaria nazionale
che nel segno della solidarieta', della cooperazione, della responsabilita'
affronti con strumenti nuovi e progettualita' l' emergenza economica
e sociale presente nel mezzogiorno. Il Governo Nazionale con l' ultima
finanziaria sembra non rendersene conto, anzi taglia e rimodula risorse
ed investimenti a favore del Mezzogiorno come se la condizione economica
e sociale non destasse alcuna preoccupazione, riduce ulteriormente i
trasferimenti agli Enti Locali mettendo in discussione gli attuali livelli
di Welfare, reitera in modo generalizzato il blocco delle assunzioni
nella Pubblica Amministrazione. Tutto cio' diventa particolarmente insopportabile
in un tessuto civile e sociale debole come la Calabria. Le misure proposte
nonche' la ripartizione delle risorse per aiutare lo sviluppo delle
aree meridionali sottoutilizzate sono inadeguate per procedere ad un
riequilibrio territoriale e per favorire la coesione sociale del paese.
Una manovra economica quella del Governo Berlusconi che al posto di
assumere il Mezzogiorno quale nuova frontiera per la crescita e lo sviluppo
dell' intero paese e come snodo fondamentale per una politica di adeguamento
e potenziamento delle infrastrutture, di valorizzazione delle risorse
naturali e culturali, per la ricerca e l' innovazione, rimodula e sposta
molto in avanti risorse precedentemente definite e programmate pari
a 5 miliardi di euro quasi 10.000 mila miliardi di vecchie lire facendo
definitivamente calare il sipario sulla programmazione negoziata (patti
territoriali, contratti d' area, contratti di programma), mettendo in
discussione strumenti di sostegno alla occupazione come il credito di
imposta, il bonus per la occupazione, il prestito d' onore, la stessa
L. 488 che con alterne dimensioni, avevano dato una spinta notevole
al sistema delle imprese meridionali per garantire risposte anche di
tipo occupazionali''. Il segretario generale della Cisl della Calabria
ha aggiunto inoltre che ''l' intesa sottoscritta tra Sindacato ed Imprese
e' importante perche' riporta al centro del dibattito politico il Mezzogiorno,
perche' richiama il Governo Nazionale ed i Governi Locali ad assumere
iniziative politiche e legislative concrete e stringenti per aiutare
la ripresa economica e produttiva delle aree meridionali, perche' il
Sistema delle Rappresentanze Sociali parla un unico linguaggio sul tema
del Sud evitando generalizzazioni e diversita'. Ora tocca al Governo
Nazionale fare la propria parte dimostrando operativamente di avere
a cuore le sorti del Sud. L' intesa firmata va fatta diventare Accordo
con il Governo Nazionale con l' obbligo di recepimento in ambito Regionale
e Locale portando il confronto alle estreme conseguenze anche mettendo
in campo, qualora dovessero permanere atteggiamenti di distrazione o
contrarieta', iniziative di lotta comuni al fine di evitare che un'ottima
definizione strategica di obiettivi e responsabilita', rimanga solo
sulla carta''. ''La Cisl Calabrese - ha concluso Sbarra - e' convinta
che per il mondo del Lavoro e dell' Economia Meridionale l' Intesa dovra'
rappresentare la bussola su cui attivare confronti con gli attuali Governi
Locali, con le Forze della Politica, con gli schieramenti ed i singoli
Candidati in vista delle prossime Elezioni Regionali ai quali chiedere
ufficialmente di esprimere pareri, valutazioni ed impegni concreti per
sostenere ed attualizzare con atti politici, provvedimenti legislativi
ed amministrativi i contenuti dell' Accordo''. Di Iacovo (UIL) sulla vertenza ARSSA “Opportuna l’iniziativa di domani dei braccianti” 02/11 ''E' opportuna l'iniziativa di domani delle organizzazioni
bracciantili di categoria Flai-CGIL, Fai-CISL, Uila-UIL, volta affrontare
con la Presidenza dell'Agenzia Regionale (ARSSA), nell'ambito della
trattativa per il rinnovo del contratto di lavoro dei dipendenti, la
particolare vertenza dei dipendenti delle Aziende sperimentali di Sibari.
E' un contributo importante che va nella direzione della risoluzione
di una vertenza, per troppo tempo lasciata in assoluta solitudine, portata
avanti con coraggio ed ostinazione dai 32 dipendenti''. E' quanto afferma
Benedetto Di Iacovo, segretario generale della UIL cosentina. Di Iacovo
sottolinea la necessita' di stabilire a chi andranno assegnati i terreni
di prorieta' Arssa e la stabilizzazione dei 32 dipendenti, addetti alle
colture sperimentali. La UIL su quest'ultimo argomento non ha pregiudiziali
ma ribadisce: ''per noi viene prima la stabilizzazione a tempo indeterminato
dei 32 lavoratori oggi in forza, contemporaneamente il mantenimento
della componente pubblica della destinazione dei 210 ettari di terreno
in attivita' di sperimentazione e divulgazione, infine, l'eventuale
rapporto che potra' intercorrere tra l'Arssa ed eventuali privati, se
questo dovesse servire a creare reddito aggiuntivo per mantenere le
attivita' e la forza-lavoro nel tempo''. Castagna (UIL) “La Calabria sarà penalizzata dalla finanziaria” 28/10 ''La manovra correttiva adottata e la Finanziaria
che il Governo si appresta a varare appesantisce ulteriormente il divario
infrastrutturale, produttivo ed occupazionale della nostra regione''.
E' quanto sostiene in una nota il segretario generale della Uil Calabria,
Roberto Castagna a conclusione di una riunione dei quadri e delegati
dell'organizzazione sindacale. ''Sono almeno sette le 'debolezze' -
ha aggiunto - da rimuovere per fare uscire la regione dallo stato di
marginalita' in cui versa: l'inadeguatezza della classe dirigente; il
fragile tessuto industriale; l'inadeguatezza infrastrutturale; l'alto
tasso di criminalita' e il basso tasso di sicurezza; la difficolta'
e la disparita' di trattamento nell'accesso al credito; la capacita'
di spendere bene, e in tempi rapidi, le risorse regionali; l'assenza
di un progetto o almeno di una idea concreta di possibile sviluppo.
Relativamente alla classe dirigente, pur evitando giudizi general generici,
c'e' da dire che l'assenza di risultati significativi la collocano nella
scala della mediocrita'. Su questo versante decisivo e' il ruolo dei
partiti, delle associazioni nella selezione dei gruppi dirigenti. Manca,
comunque, una scuola per gli Amministratori, cosi' come esiste in altri
paesi europei, e spesso il sistema di selezione e' basato su criteri
di appartenenza e di forte sudditanza al potente di turno. Poiche' questo
e' uno dei punti nodali della questione calabrese, e' necessario che
la politica si doti di strumenti largamente partecipativi per sopperire
alla scarsa capacita' che i Partiti dimostrano di avere nella selezione
della classe dirigente''. ''Sul deficit di radicamento industriale -
prosegue il segretario regionale della Uil - la crescita di un effettivo
sistema d'imprese in Calabria resta un obiettivo da realizzare. Senza
industria, senza imprese non c'e' sviluppo e non ci puo' essere nuova
occupazione. Alle imprese non basta piu' la dotazione di aree infrastrutturate
solo al primo livello di urbanizzazione. Servono centri comuni, servizi
innovativi, ricerca e formazione d'eccellenza. In una parola, servono
Distretti Industriali Specializzati, di filiera, di settore come quelli
esistenti, da lungo tempo, nel Nord del Paese che hanno contribuito
ad irrobustire l'apparato produttivo di quelle zone. Anche la New economy
potra' meglio dispiegare i suoi effetti potenziali se in Calabria si
affermera' un tessuto connettivo di imprese in ogni settore. Sul piano
Infrastrutturale, le opere contenute nella Legge Obiettivo sono indispensabili
per il rilancio del territorio. Diversamente la Calabria rischia di
rimanere spaccata in due parti affiancate, quella Ionica e quella Tirrenica''.
Il segretario generale della Uil - Calabria sostiene inoltre che ''sul
versante tirrenico continueranno ad esistere situazioni come quella
di Gioia Tauro, che rischia di rimanere solo un porto dove si scaricano
container e si passa altrove e dove nulla si ferma. La Calabria ha bisogno
di infrastrutture efficienti, di coniugare le proprie risorse con la
valorizzazione del territorio, sfruttando le enormi potenzialita' che
sono presenti. La Calabria deve combattere e vincere il crimine organizzato
attraverso una strategia istituzionale mirante a debellare le tre concause:
la disoccupazione, la connivenza del fenomeno mafioso con alcuni settori
statali e la cultura all'illegalita'. La Calabria, attraverso la sua
classe dirigente, deve affrontare e risolvere i problemi legati al Credito,
ripensando agli errori commessi e scommettendo sulla necessita' di promuovere,
magari insieme ad altre regioni del Mezzogiorno, una grande Banca del
Sud''. ''Il bacino del Mediterraneo - ha concluso Castagna - puo' essere
il mercato ideale nel quale la Calabria puo' esprimere gran parte delle
sue potenzialita'. La strategicita' del Porto di Gioia Tauro; le bellezze
naturali di coste, pianure e montagne; il patrimonio archeologico e
culturale; la fertilita' di un territorio vocato sul piano agricolo,
agrituristico, artigianale, industriale di piccola e media dimensione
e l'esistenza dei ''saperi'', dell'innovazione tecnologica, della ricerca
presenti nelle strutture Universitarie, possono rappresentare la condizione
migliore per un grande processo di sviluppo''. Lamonica (CGIL) “Precari Lsu-Lpu, sconcertante silenzio della Regione” 27/10 ''La Finanziaria proposta dal governo Berlusconi,
nell' assestare un altro duro colpo alla tenuta economica e sociale
del Mezzogiorno e della Calabria, rischia di produrre effetti drammatici
sul precariato del bacino Lsu-Lpu''. Lo sostiene Vera Lamonica, della
segreteria regionale della Cgil che preannuncia, a breve, una mobilitazione
del sindacato a livello nazionale e regionale. ''Sono a rischio i Fondi
nazionali destinati alla Calabria per garantire i sussidi agli Lsu -
sostiene Lamonica - stante il taglio previsto al Fondo per l' Occupazione
e soprattutto, le norme sul blocco totale delle assunzioni nelle pubbliche
amministrazioni, la riduzione secca dei trasferimenti alle amministrazioni
locali e alle Regioni e l' estensione del Patto di stabilita' anche
ai Comuni sotto i 5.000 abitanti con cui si vuole mettere, di fatto,
una pietra sopra ad ogni concreta prospettiva di stabilizzazione''.
Per la componente della segreteria regionale della Cgil ''quello che
sconcerta e' l' assoluto silenzio della Regione con la quale si era
concordato, fin dal 5 Ottobre scorso, di richiedere un incontro al Ministero
del Lavoro per sottoporre al Governo i problemi del bacino calabrese
e per verificarne gli effettivi orientamenti anche alla luce degli impegni
che, nella primavera scorsa, aveva assunto il sottosegretario Viespoli,
e che sarebbe oramai ora di verificare. Naturalmente nulla e' stato
ancora fatto, anzi, pur in presenza di un allarme di questo genere,
non si fa neanche quello che e' in esclusivo potere della Regione di
fare come, per esempio, pagare i sussidi agli LPU che, ricordiamo, per
il 2004 sono tutti coperti in Bilancio e che invece, inspiegabilmente,
ai lavoratori si stanno pagando solo in questi giorni fino ad Aprile''.
''Nonostante lo stato di gravissima difficolta' in cui versano gli Enti
locali calabresi - prosegue la sindacalista - sul bando della Legge
20 per il 2004 sono state prodotte molte domande per quasi 1.200 lavoratori,
da parte del sistema degli enti utilizzatori, e per altri 700 da lavoratori
stessi per fuoriuscite volontarie, autoimprenditoria e persino aziende
private. Insomma in tanti ci hanno creduto, nonostante i limiti della
Legge e la esiguita' dei finanziamenti previsti. Ma a tutt' oggi dalla
Regione tutto tace - conclude Lamonica - non si sono compiuti neanche
gli atti burocratici necessari, ad esempio la pubblicazione sul Burc
degli elenchi dei lavoratori aventi diritto''. I sindacati chiedono un incontro urgente a Roma per il settore tessile. Probabili forme estreme di protesta. 27/10 Le segreterie territoriali e regionali di Cgil,
Cisl e Uil hanno avanzato una richiesta di incontro urgente alla presidenza
del Consiglio dei Ministri per fare il punto sulla crisi del settore
tessile in provincia di Cosenza. E' quanto si sostiene in un comunicato
nel quale si preannunciano clamorose iniziative di protesta. ''E' grave
- affermano in una nota i segretari regionali Granata, Tramonti e Martino
- registrare paurosi e continui arretramenti nella vertenza, nonostante
i numerosi incontri effettuati nei mesi e nei giorni scorsi che pure
avevano prodotto l' assunzione di formali e ufficiali impegni. Proprio
per questo e' indispensabile, e non piu' rinviabile, riportare il tavolo
di trattativa presso il Comitato per le iniziative per l' occupazione,
presieduto dal sottosegretario Letta, in modo da mettere insieme tutti
i soggetti coinvolti nella vicenda: Ministero delle Attivita' produttive,
Ministero del Lavoro, Task-force per l' occupazione, Presidenza della
Giunta regionale, Assessorato regionale alle Attivita' produttive, Amministrazione
provinciale di Cosenza, Sviluppo Italia, Assindustria, aziende interessate,
organizzazioni sindacali''. Per i rappresentanti regionali di Cgil,
Cisl e Uil ''non e' possibile assistere passivamente allo smantellamento
di un intero comparto produttivo come quello del tessile. Pertanto,
qualora i tempi di convocazione dell' incontro dovessero ulteriormente
slittare, sindacato e lavoratori non esiteranno a ricorrere a forme
estreme di lotta e mobilitazione che si protrarranno fino a quando la
situazione non si risolvera' nel senso auspicato''. Nel comunicato congiunto
''Cgil, Cisl e Uil rivolgono un forte appello alle istituzioni affinche'
prestino maggiore attenzione verso una problematica, quella del tessile
appunto, che, come si sa, coinvolge oltre mille lavoratori e che, proprio
per questo, presenta forti implicazioni di carattere economico e sociale
per l' intero territorio''. Granata (CGIL) “Grave crisi della Comunità Montana dell’Alto Tirreno” 27/10 ''Tra le tante mancate risposte della Giunta
Regionale ne annoveriamo un'altra, quella riferita alla grave situazione
della Comunita' Montana ''Alto Tirreno'' Verbicaro (Cs) denunciata dai
Sindaci dei Comuni ricadenti nello stesso Ente montano, unitamente al
Commissario Straordinario dello stesso. Infatti cade nel nulla il grido
di allarme lanciato dai detti Amministratori che, ad oggi, non hanno
avuto alcun riscontro, da parte della G.R e dal suo Presidente, rispetto
alla richiesta di un urgente incontro, in grado di aprire un costruttivo
confronto sulla difficile situazione finanziaria della detta Comunita'
Montana, verificatasi a seguito degli atti di pignoramento della Ditta
Lamaro Appalti, che hanno, di fatto, paralizzato l'attivita' dell'Ente,
mettendo a repentaglio il pagamento di n.145 Operai Idraulico forestali
e addirittura degli stessi dipendenti in forza alla stessa Comunita'
Montana''. Lo sostiene Antonio Granata, Segretario generale della Cgil,
comprensorio del Pollino. ''Grave e' il comportamento della G.R. che,
in questo caso - sostiene Granata - non solo non da' ascolto agli Amministratori
locali, ma addirittura si disinteressa anche di una particolare circostanza,
quella di essere stata impegnata ad occuparsi ed individuare la soluzione
della vicenda direttamente dal Consiglio Regionale che in tal senso
ha approvato, con voto unanime, un ordine del giorno che risale allo
scorso 3 Agosto 2004''. La Funzione Pubblica CGIL Calabria, unitamente
alla CGIL del Comprensorio Sibari-Tirreno-Pollino, denunciano ''il grave
ritardo per l'avvio del citato confronto e prendono atto di un mancato
interesse della Giunta Regionale, che, omettendo il confronto con le
dette istituzioni locali, finisce a non rispondere alle difficolta'
del relativo sistema e nel silenzio compromette l'attivita' e coinvolge
i livelli occupazionali''. La CGIL protesta avverso ''il comportamento
elusivo dell'Esecutivo Regionale e preannuncia una fase di mobilitazione
a difesa dell'attivita' dell'Ente, con coinvolgimento attivo delle stesse
istituzioni e a tutela dei diritti dei lavoratori interessati avviera'
azioni eclatanti''. Assemblea dei dirigenti CGIL sui lavori della A/3 il 28 a Cosenza 27/10 La CGIL nazionale,congiuntamente alla FILT e
alla FILLEA, a pochi giorni dal seminario tenuto a Reggio Calabria sui
trasporti nel Mezzogiorno e nel Mediterraneo - annuncia in un comunicato
- ritorna a Cosenza domani, 28 ottobre, per tenere un assembra di tutti
i dirigenti sindacali e dei delegati, impegnati sui lavori di ammodernamento
dell'Autostrada Salerno- Reggio Calabria. Questa iniziativa pubblica,
a seguito anche della conferenza stampa tenuta dal Segretario Generale
Epifani il 18 ultimo scorso, e' un momento di confronto e di denuncia
importante sui gravi ritardi che si stanno maturando sulla realizzazione
dei lavori di ammodernamento della A3. L'iniziativa e' tesa a sollecitare
il Governo e l'ANAS a velocizzare i tempi nella realizzazione dei lavori,
a prevedere le risorse finanziarie mancanti, ad agire concretamente
per impedire il propagarsi del lavoro nero e le infiltrazioni della
criminalita'. La CGIL e' impegnata affinche' si realizzi un'opera infrastrutturale
di qualita', che aumenti notevolmente i livelli di sicurezza della circolazione
e di fluidita' del traffico veicolare nell'unica arteria di scorrimento
che, attraversando i territori campani, lucani e calabresi, collega
anche la Sicilia alla grande rete autostradale italiana ed europea.
La CGIL Calabria ritiene che l'A3 riveste una grande importanza strategica
al fine del recupero socio-economico di una parte rilevante del territorio
nazionale. Da cio' deriva l'esigenza di un maggiore impegno del Governo
e dell'ANAS per dare soluzione anche ai problemi che hanno provocato
i gravi ritardi, riscontrati nell'esecuzione dei lavori e nel riaffidamento
di alcuni appalti, che sono stati rescissi nei setti anni di inizio
dei lavori di ammodernamento (1998-2004). Di Iacovo (UIL) “Fortemente preoccupati per la situazione di stallo alla Foderauto” 26/10 ''La serieta' e l'impegno concreto a difesa delle
attivita' produttive della nostra provincia e' nota ed evidente. La
nostra preoccupazione per una difficile fase che sta attraversando la
Foderauto, non puo' essere, artatamente, fatta passare come un'organizzazione
che vuole alzare polveroni''. E' quanto afferma, in risposta a Federauto,
Benedetto Di Iacovo, segretario generale della UIL di Cosenza, il quale
aggiunge: ''Il nostro impegno, personale e di organizzazione, sulla
Foderauto viene da lontano, dal 1980 in poi, quando la struttura aziendale
era ad un livello embrionale e solo grazie ad un sindacato serio, propositivo
e non conflittuale come la UIL, alla sua capacita' di saper sottoscrivere
accordi di riallineamento e di produttivita', ha consentito alla Foderauto
di mantenere in Calabria un'azienda (da sempre a ''commessa dedicata''
e quasi unica per la committente Fiat), di rimanere sul mercato e di
accrescere anche l'occupazione. Segno questo di un altissimo livello
di responsabilita' del Sindacato, della UIL in particolare. Fatti, questi,
che comunque non possono essere sottaciuti. La UIL, in verita' e' fortemente
preoccupata per la situazione di stallo in cui si trova la Foderauto.
Nessuno puo' nasconderne le difficolta'. La nuda verita' e' che la Foderauto,
ad oggi, e' senza commesse, e per le sue peculiarita' e tipologia industriale
(considerato che lavora solo su commesse che sono gestite solo da grandi
Holding come la Lear) all'orizzonte non si intravede niente di nuovo
e di immediato. La UIL ha un solo interesse, difendere l'occupazione
e il bene aziendale che la produce. Su questo terreno la UIL svolgera'
sempre un ruolo responsabile e attento''. La CISL FPS avvia la campagna elettorale per il rinnovo delle RSU nel Pubblico Impiego. 26/10 In un’affollata assemblea tenutasi presso
la sala “P. Mancini” della Camera di Commercio di Cosenza,
si è svolta l’assemblea Generale dei candidati della CISL
per le elezioni delle RSU nel Pubblico Impiego. La Cisl proclama una giornata di sciopero per i lavoratori LPU LSU di Castiglione 26/10 Una protesta degli Lsu-Lpu di Castiglione Cosentino,
con astensione dal lavoro per l'intersa giornata del 28 ottobre, e'
stata proclamata dalla Cisl di Cosenza. La protesta e' stata decisa
al termine di un incontro tra il presidente provinciale dell' Alai-Cisl
Mauro Venulejo, il responsabile organizzativo Romolo Cozza e una nutrita
rappresentanza dei lavoratori Lsu-Lpu del Comune di Castiglione Cosentino.
''Il percorso di mobilitazione - e' scritto in una nota dai sindacalisti
della Cisl - si inserisce in un fitto programma di iniziative tese alla
mobilitazione dei lavoratori Lsu-Lpu con il coinvolgimento pieno dei
Sindaci e degli amministratori comunali per lanciare un segnale forte
alla Regione Calabria affinche' delinei con chiarezza il percorso di
stabilizzazione dei lavoratori Lsu-Lpu. Esprimiamo grande preoccupazione
per lo stato di attuazione delle legge regionale di stabilizzazione
degli Lsu-Lpu, che ad un anno di distanza dalla sua introduzione non
e' riuscita a stabilizzare ancora nessuna unita' lavorativa, con grave
disagio e afflizione per i lavoratori precari della nostra provincia
i quali vivono con sussidi da fame e spesso erogati con mesi di ritardo,
come nel caso degli Lpu''. ''Non riusciamo a spiegarci - e' aggiunto
nella nota - per quali ragioni la Regione Calabria non attiva, come
d' altronde previsto dalla legge, il Piano annuale e triennale per dare
concreta attuazione alle domande di stabilizzazione delle centinaia
di Lsu-Lpu della nostra provincia pervenute dagli Enti utilizzatori,
da imprese o da autonome decisioni di fuoriuscita dal bacino di singoli
lavoratori''. ''Quanto sta succedendo - conclude la nota - e' grave
e merita risposte certe e concrete per la classe politica non puo' piu'
eludere, visto anche il grande contributo dato da questi lavoratori
nell' erogazione dei servizi ai cittadini''. Di Iacovo (UIL) “Non bastano le rassicurazioni di Pizzini sui lavoratori della sperimentazione ARSSA” 25/10 ''Vanno bene le rassicurazioni del Presidente
Pizzini, ma non ci bastano. La convenzione scade il 9, vogliamo conoscere
prima di quella data il destino sia dei lavoratori che della sperimentazione
e divulgazione sui terreni pubblici dell'Arssa''. E' quanto sostiene
in una nota il segretario generale della Uil provinciale di Cosenza,
Benedetto Di Iacovo. Si terra' venerdi' 5 novembre alle ore 10 l' incontro
tra il segretario generale della Uil di Cosenza Benedetto Di Iacovo
ed il Sindaco del Comune di Cassano Gianluca Gallo. ''Noi non abbiamo
dubbi - ha proseguito Di Iacovo - che sulla stabilizzazione e l'aumento
delle giornate per i 32 lavoratori, non si torna indietro. In tal senso
le categorie bracciantili di Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto importanti
e precisi accordi che nessuno puo' rimangiarsi. Noi come sindacato confederale
e come cittadini siamo interessati a sapere se per lo sviluppo del settore
agricolo in Calabria e nella piana di Sibari, in particolare, l'Arssa,
attraverso attivita' di sperimentazione e divulgazione, con i suoi 210
ettari di terreno pubblico a disposizione puo' svolgere un ruolo di
effettivo aiuto e sviluppo dell'imprenditoria agricola regionale, oppure
no. E qui, per noi, comunque, non e' indifferente sapere se la sperimentazione
si fa o no''. ''Tutti - ha concluso - una volta chiarite le necessarie
garanzie per i lavoratori, dovranno sapere e conoscere le modalita'
di partecipazione per l'assegnazione dei terreni disponibili per attivita'
private, che dovranno, comunque, essere sempre collegate alle attivita'
istituzionali dell'Ente'' Secondo un’indagine CISL la Calabria paga le tariffe gas più alte. Proposto osservatorio regionale dei prezzi.” 25/10 In quattro capoluoghi su cinque si pagano tariffe
molto alte per il gas metano mentre per i rifiuti ci sono ritardi e
resistenze per passare da tassa a tariffa. Sono alcuni dei dati che
emergono da una indagine compiuta dalla Cisl della Calabria e l'Istituto
di Studi e formazione nel campo dell'Economia e del lavoro (Isfel).
Lo studio ha tenuto presente il monitoraggio su un paniere di tariffe
nei servizi di pubblica utilita' nell'anno 2003. In particolare sono
stati oggetto della rilevazione le tariffe del gas, acqua, rifiuti e
asili nido, relativamente a servizi che vengono utilizzati dalla vasta
platea dei cittadini-utenti. ''Nelle tariffe del gas - e' scritto in
una nota di Cisl e Isfel - la Calabria e' tra le piu' alte d'Italia.
Infatti 4 capoluoghi su 5 si trovano ai primissimi posti della classifica
delle citta' in cui si paga di piu' la tariffa del metano. Per quel
che riguarda i rifiuti il passaggio dalla tassa alla tariffa registra
notevoli ritardi e resistenze, dal momento che tutte e 5 le citta' capoluogo
continuano ad applicare la tassa sui rifiuti solidi urbani. Crotone
detiene il primato calabrese di citta' piu' cara, con una tassa pari
a l,73 euro a metro quadro di rifiuti, mentre il Capoluogo dove si e'
pagato di meno nel 2003 e' Reggio Calabria. Per quanto concerne l'acqua
l'aumento medio delle tariffe del 2003 sul 2002 e' del 6%, con la citta'
di Tropea che ha il costo piu' elevato a metro cubo, mentre Cosenza
e' quella che paga di meno''. ''Nel 2003 in Italia - prosegue la nota
- e' aumentato del 47% il gettito dell'addizionale regionale Irpef,
mentre quello dell'addizionale comunale e' stato del 20%. Tra le Regioni
con la piu' alta fiscalita' locale figura la Calabria, mentre I Comuni
che applicano l'addizionale Irpef dello 0,5 sono Catanzaro e Cosenza,
rispetto a Vibo Valentia con lo 0,4, Crotone con lo 0,3 e Reggio Calabria
con lo 0,2. L'incremento delle tariffe viene giustificato dai Comuni
dalla riduzione dei trasferimenti statali in atto (sia 2002 che 2003),
pari a circa 2 miliardi di euro''. ''La Cisl Calabrese - sostiene il
segretario regionale, Luigi Sbarra - mette a disposizione la sua ricerca
per avviare confronti con l'Anci e Confservizi regionale, i Comuni e
le aziende di servizi, nella pratica concertativi su prezzi e tariffe.
Pertanto si punta a realizzare intese con le organizzazioni sindacali,
le associazioni dei consumatori e del commercio e della distribuzione,
con il coinvolgimento degli Enti Locali e della Regione che portino
a governare la dinamica dei prezzi, individuando un paniere di beni
e tariffe essenziali per le famiglie povere e per i lavoratori con reddito
medio-basso sul quale avviare un monitoraggio costante dei prezzi''.
''L'idea - conclude Sbarra - sarebbe quella di istituire un vero e proprio
osservatorio regionale su prezzi e tariffe, aggiornando costantemente
i dati, con l'intento di svolgere un ruolo indiretto di persuasione
morale contro gli aumenti selvaggi''. Belcastro (CISL) “La Calabria sta subendo una marginalizzazione crescente” 25/10 ''Con il Governo Berlusconi la Calabria ha subito una marginalizzazione crescente, prova ne sono il taglio costante dei trasferimenti consacrati dalle finanziarie 2002-2003-2004-2005''. E' quanto ha detto il segretario generale della cisl di Cosenza, Giuseppe Belcastro, nel corso della riunione del comitato esecutivo dell'organizzazione sindacale. ''Le inopportune - ha aggiunto - scelte di politica economica e industriale del Governo Berlusconi sono sotto gli occhi: crisi industriale, delocalizzazioni all'estero, crisi dell'export, crisi della domanda interna dovuta prevalentemente all'erosione del potere d'acquisto dei redditi sotto gli effetti del carovita, inflazione, flessibilizzazione crescente dei rapporti di lavoro con l'introduzione di nuove tipologie di contratti senza sostanziali tutele con il serio rischio, in assenza di una riforma degli ammortizzatori sociali, che la flessibilita' sconfini nel precariato diffuso e nel disagio sociale gia' in crescita, mancanza di rinnovi contrattuali''. ''Per di piu' a peggiorare questi tristi primati nella nostra Regione si sommano i problemi atavici della mancanza di lavoro, del precariato diffuso, delle destrutturazioni industriali, della dismissione delle grandi societa' di servizio nazionale nel silenzio assordante dell'esecutivo regionale ormai distratto dalle emergenze vere del territorio e teso ad una mera gestione del potere fine a se stessa preso com'e' dal solo problema delle candidatura in vista delle prossime elezioni regionali. Ci rattrista pensare, inoltre, come su 155 lettere che la nostra Federazione dei pensionati la Fnp-Cisl ha inviato ad altrettanti Sindaci della provincia per chiedere la convocazione urgente dei rispettivi Consigli Comunali sui temi delle pensioni, del carovita, dell'inflazione, dei redditi, delle pensioni per lanciare un segnale forte dal basso e dalle istituzioni locali al Governo abbia risposto positivamente il solo Sindaco di Luzzi''. ''C'e' il rischio - ha concluso Belcastro - che se dai Sindaci non arrivano segnali forti sul malessere dei cittadini e delle famiglie, e se il Governo Nazionale e il Governo regionale continuano a riproporre logori modelli di scontro invece che di dialogo, modelli di sfida alle forze sociali, di marginalizzazione e affronto alla dignita' dei lavoratori, piuttosto che il confronto civile e costruttivo sulle emergenze vere del Paese, che riprendi vigore la conflittualita' sociale, il radicalismo non gestibile piu' dai tradizionali canali democratici''. Zumbo (CGIL) “L’omertà e l’illegalità hanno sopraffatto la cultura delle regole e del diritto” 24/10 ‘'E' oggi, piu' che mai, evidente la massiccia
presenza della criminalita' organizzata e la diffusa illegalita' nella
Pubblica Amministrazione e in generale fra i diversi settori della societa'
civile e dell' economia''. A sostenerlo, in una dichiarazione, e' Nino
Zumbo, segretario della Cgil Calabria. ''Il rafforzamento della criminalita'
organizzata - afferma Zumbo - dimostra che l' illegalita' e l' omerta'
hanno pervaso e sopraffatto la cultura per il rispetto delle regole
e quindi del diritto. Questo, spesso, mette in discussione anche l'
autorevolezza delle Istituzioni, della pubblica amministrazione, delle
associazioni democratiche e dei partiti. Non mancano in Calabria situazioni
in cui la criminalita' si pone come classe dirigente occupando funzioni
e ruoli di rilievo nelle istituzioni e nel sistema produttivo e finanziario.
Sono frequenti le intimidazioni nei confronti dei dirigenti sindacali
e dei lavoratori per impedire o condizionare vertenze; come anche sono
frequenti gli attentati alle aziende o ai suoi titolari. Le azioni del
sindacato che rivendicano maggiore sicurezza e legalita' sono state
lasciate cadere sia dal Governo nazionale che da quello Regionale''.
Dopo avere ricordato gli attentati e le intimidazioni a comuni, Zumbo
afferma che la Cgil ''ritiene che l' azione dei sindaci ieri come oggi,
come anche l' azione del sindacato, non sia accompagnata con politiche
di sviluppo per la creazione di posti di lavoro e da politiche tese
a rafforzare le autonomie locali per la gestione dei servizi. Queste
azioni sono rimaste isolate sul piano delle risposte ai cittadini e
soprattutto ai giovani disoccupati. In questo drammatico e preoccupante
scenario - aggiunge - occorrono coerenti comportamenti per scelte politiche
contestuali ed efficaci in direzione dello sviluppo economico e occupazionale
e della lotta alla criminalita'''. E' per questo, che, secondo la Cgil,
''necessitano dai diversi livelli dello Stato azioni congiunte, forti
e innovative di contrasto e di prevenzione alla criminalita'''. La Cgil
inoltre ritiene, ''diversamente da come ha sostenuto il Ministro degli
Interni, che la Finanziaria 2005 riduce pesantemente le risorse per
il comparto delle forze di sicurezza e in misura maggiore per lo sviluppo
del Mezzogiorno e delle regioni come la Calabria. Non risulta alla Cgil
- afferma Zumbo - sempre contrariamente a quanto riferito dal Ministro
Pisanu, che gli organici delle forze dell' ordine siano 'pieni'. Infatti,
essi necessitano di consistenti adeguamenti. Occorre, innanzitutto,
razionalizzare le risorse gia' insediate sul territorio e valorizzarne
le professionalita' acquisite; occorrono nuovi e maggiori investimenti
che consentano l' adeguamento delle infrastrutture e delle tecnologie
a disposizione dell'apparato sicurezza. Occorre che il Governo riveda
quei programmi di riorganizzazione dell' apparato sicurezza che prevedono
la fuoriuscita dal territorio regionale o lo smantellamento di importanti
e funzionanti settori operativi dell' attivita' di contrasto al fenomeno
criminale''. ''Per la Cgil - afferma Zumbo - e' altrettanto indispensabile
che anche la Regione corregga il suo modo di governare per superare
le ripetute irregolarita' amministrative, sottolineate nelle relazioni
annuali della Corte dei Conti. E' anche indispensabile che la Regione
si dia una legge sui controlli interni per la verifica di legittimita'
degli atti. Non e' piu' rinviabile per la Regione un' azione di legalita'
organica e efficace per favorire l' emersione dei circa 190.000 lavoratori
in nero. Come, non e' altrettanto rinviabile un governo pubblico del
debole mercato del lavoro''. ''La Cgil - conclude Zumbo - stigmatizza
l' autoreferenzialita' della Giunta regionale che senza alcun confronto
con le parti sociali e le associazioni contro la criminalita' ha elaborato
e sottoscritto l' Accordo di Programma Quadro 'Legalita' e Sicurezza'.
Pertanto chiede che lo stesso venga rimodulato nei contenuti per inserire
innovative e condivise linee d' azione di contrasto e di prevenzione
alla criminalita', coinvolgendo tutti i soggetti interessati''. Sbarra (CISL) “La massiccia adesione a sciopero trasporti è sostegno alla lotta per il rinnovo dei contratti” 23/10 ''La massiccia adesione dei lavoratori calabresi
allo sciopero del settore del trasporto pubblico e' un momento di sostegno
alla nostra lotta per ottenere un rinnovo del contratto di categoria
piu' aderente alle aspettative dei dipendenti''. Lo ha detto Luigi Sbarra,
segretario generale della Cisl Calabria commentando gli esiti dello
sciopero indetto dai sindacati per protestare contro il mancato rinnovo
contrattuale. In Calabria, secondo i dati della Cisl, l' astensione
dal lavoro ha sfiorato il 90 % e su tre province delle cinque ha interessato
il 95% dei lavoratori del comparto. ''Ancora una volta - afferma Sbarra
- i lavoratori calabresi hanno dimostrato di essere sensibili alle azioni
di lotta intraprese per tutelare gli interessi della categoria. Un settore
che sembra essere stato dimenticato dal Governo Berlusconi''. Per Antonio
Ferrari, segretario regionale Cisl con delega ai trasporti ''stiamo
registrando gravi inadempienze da parte del governo che sta tradendo
gli impegni presi gia' il 7 aprile scorso che prevedevano anche trasferimenti
di risorse all' intero comparto. I lavoratori calabresi - sostiene Ferrari
- hanno risposto massicciamente e con senso di responsabilita' garantendo,
come prevede la legge, il servizio durante le fasce orari di garanzia''.
Il novanta percento di adesioni allo sciopero del trasporto pubblico in Calabria 22/10 ''Il notevole successo dello sciopero degli autoferrotranvieri, le adesioni in media oscillano tra l'80% e il 90% sull'intero territorio nazionale, dimostrano come il rinnovo del contratto nazionale degli autoferrotranvieri costituisca una priorit ineludibile per il riordino e lo sviluppo di un segmento strategico per la mobilit collettiva''. E' quanto sottolinea il Segretario Nazionale della Fit Cisl autoferrotranvieri Michele Ragusa intervenendo a proposito dello sciopero di 24 ore che in corso. ''Una mobilitazione sentita da tutta la categoria -continua- che ha raggiunto percentuali dell'85% a Roma, a Milano e Bari, del 90% in Molise e Calabria, con punte del 95% a Imperia e del 100% a Genova e Napoli''. ''Le resistenze incontrate al tavolo della trattativa – prosegue Michele Ragusa - hanno obbligato i lavoratori allo sciopero, con inevitabili disagi agli utenti con i quali ci scusiamo. Le posizioni di sostanziale rigidit delle parti datoriali - sottolinea il Segretario della Fit Cisl - si collegano con un perdurante quanto inaccettabile disimpegno di tutti i soggetti chiamati ad intervenire sulle problematiche del trasporto pubblico locale, dal Governo agli enti locali, alle imprese'' La CISL chiede la proroga immediata dei progetti per i Co.Co.Co della Provincia di Cosenza 22/10 La CISL chiede l'immediata proroga dei progetti
per i Co.Co.Co. della Provincia di Cosenza. Lo hanno reso noto Giuseppe
Belcastro, Segretario Generale della CISL cosentina, Mauro Venulejo,
Presidente dell'ALAI-CISl e una delegazione di lavoratori, impegnati
in questi progetti, nell'incontro avuto questa mattina presso la sede
della CISL di Cosenza . ''Esprimiamo grande preoccupazione, commentano
i sindacalisti della CISL, per il ritardo accumulato nella proroga dei
progetti, scaduti a settembre, ai 43 Collaboratori Coordinati e Continuativi.
Queste professionalita', evidenzia la CISL, meritano di essere adeguatamente
valorizzate e tenute nella debita considerazione, al pari degli altri
dipendenti, non solo per l'elevato standard professionale raggiunto,
e l'indubbia preparazione culturale, ma anche per la meritoria azione,
svolta nel rilancio e nel funzionamento dei nuovi centri per l'impiego
della nostra provincia. La CISL sollecitera', ribadiscono Belcastro
e Venulejo, un intervento affinche' si provveda in tempo a rinnovare
i progetti di questi lavoratori, verso i quali esiste l'adeguata copertura
finanziaria negli appositi capitoli delle risorse del POR Calabria,
per come stanno gia' facendo nelle altre province calabresi, potendo
contare sin da subito sul senso di responsabilita' e sulla sensibilita'
del Presidente dell'amministrazione provinciale, Mario Oliverio, e dell'Assessore
al Lavoro, Donatella Laudadio, con i quali, piu' volte, ci siamo trovati
a combattere e a difendere il diritto al lavoro di tanti lavoratori,
come nel recente caso della crisi del settore tessile a Roma. Per queste
ragioni, conclude il Segretario Generale Giuseppe Belcastro, il nostro
sindacato vigilera' con attenzione auspicando una breve e positiva definizione
del caso impegnando da subito tutte le sue strutture affinche' i lavoratori
tornino presto al loro posto di lavoro. Secondo la CISL Pisanu si deve fare interprete dei problemi del territorio 22/10 Il ministro dell' Interno, Giuseppe Pisanu ''si
faccia interprete dei gravi problemi del territorio'': ad affermarlo
e', in una dichiarazione, il segretario generale della Cisl cosentina,
Giuseppe Belcastro, in vista della seduta di domani del Consiglio regionale.
''Siamo da sempre convinti - sottolinea Belcastro - che non vi puo'
essere sviluppo senza legalita' e non c' e' legalita' laddove manca
lo sviluppo, il lavoro, un reddito decente. In situazioni di poverta'
e disagio sociale, i fenomeni di devianza, come tutte le ricerche sociologiche
confermano, tendono a moltiplicarsi. La crescita economica, morale e
civile di un territorio - prosegue Belcastro - non puo' realizzarsi
attraverso una politica dei due tempi dove una variabile e' precondizione
dell' altra, ma e' necessario agire nella direzione della definizione
di un politica ad ampio spettro, che affronti alla radice tanto le criticita'
economiche e sociali del territorio, quanto i problemi di bonifica del
territorio dai fenomeni criminosi, se si vuole generare una spirale
virtuosa di comportamenti sociali ed economici funzionale alla crescita
complessiva del territorio''. ''Al ministro Pisanu - prosegue il segretario
generale della Cisl di Cosenza - chiediamo impegni certi e programmi
concreti, non solo di prevenzione del crimine e di controllo del territorio,
ma per porre fine agli umilianti viaggi romani, evidenziando la sordita'
del Governo sulle gravi emergenze della nostra provincia, sugli inutili
tavoli convocati presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, dove
il Governo chiamato a rispondere sulle drammatiche crisi della nostra
economia, non ultima quella del tessile, si presenta privo di idee,
senza programmi e risorse umiliando e mortificando ulteriormente lavoratori
gia' di per se privati di tanti diritti. Per combattere i fenomeni di
illegalita' e criminalita' - conclude il sindacalista - occorrono risposte
unitarie e per questo il sereno confronto potra' servire per puntualizzare
obiettivi, tempi e strumenti adeguati per l' affermazione di un clima
di sicurezza e per procedere con tempestivita' a realizzare le opere
necessarie per lo sviluppo economico e sociale''. Di Iacovo (UIL) “Bisogna procedere alla stabilizzazione degli LSU-LPU” 22/10 Si e' tenuta, nella sala del cinema del comune
di Acri (Cs), una assemblea degli LSU-LPU,utilizzati da piu' anni da
detto Ente. I lavoratori hanno lamentato ''una serie di atteggiamenti
elusivi, sia da parte dell'Ente che della Regione Calabria, nonche'
alcune precise inadempienze del comune di Acri, come quella, tra le
altre,della non restituzione ai lavoratori delle somme indebitamente
trattenute a titolo di penale per il 2003''. Ha concluso i lavori Benedetto
Di Iacovo, Segretario Generale della UIL cosentina nonche' responsabile
regionale UIL per le politiche attive del lavoro, che ha messo in evidenza
alcune lacune dell'attuale Bando di stabilizzazione dei lavoratori LSU-LPU,
a partire dalla scarsita' di risorse economiche, che prevedono una copertura
di appena 775 unita', a fronte di circa 2200 richieste di stabilizzazione,
pervenute da Enti e da singoli lavoratori, che hanno scelto la strada
dell'autostabilizzazione. Di Iacovo, ha anche rimarcato la scarsa informazione
e pubblicizzazione del bando, inerente le richieste di stabilizzazione,
gia' scaduto il 4 luglio 2004, criticando anche i criteri scelti per
procedere alla selezione dei lavoratori da stabilizzare. Ha anche annunciato
che con decreto monocratico del dirigente del settore lavoro, la Giunta
ha riaperto i termini per gli enti attuatori, che vorranno stabilizzare
i lavoratori (prima fuoriusiciti) reinseriti dalla CRT in data 23 luglio
2004, ad iniziare dai corsisti ENEL di Rossano. La legge regionale n.
20 – ha rimarcato - resta inattuata per scarsezza di risorse,
ma anche per la mancanza di una legislazione nazionale di sostegno in
grado di aiutare gli Enti locali, che ne hanno necessita' di procedere
alla assunzione diretta di LSU/LPU. E' importante - ha continuato Di
Iacovo - che il Governo ripresenti, quindi, la deroga per l'assunzione
diretta del 100% dei soggetti utilizzati da parte degli Enti (art. 78
della finanziaria 2001), cosi' come e' importante che la Regione lavori
concretamente a progetti mirati per creare occasioni di stabilizzazioni
effettive sia nella Pubblica Amministrazione, sia negli Enti sub-regionali
(attivando per davvero il vincolo dell'obbligo di assunzione di almeno
il 30% di LSU/LPU), che nell'Imprese, attuando un monitoraggio delle
effettive opportunita' e non lasciando le cose al caso. Particolare
attenzione Di Iacovo ha riposto sul prossimo incontro con il Sottosegretario
al Lavoro, On. Pasquale Viespoli, al quale la Regione dovra' presentare
un piano per il lavoro effettivo, quindi, un progetto specifico capace
di individuare azioni, misure, strumenti e risorse economiche adeguate
per, poi, procedere, in almeno cinque anni, a ricollocare millecinquecento/duemila
lavoratori l'anno in attivita' stabili, svuotando cosi' il Bacino in
un quinquennio. Di Iacovo ha stigmatizzato, inoltre, ''il modo vergognoso
con il quale la Regione eroga il sussidio agli LPU, che e' sempre in
ritardo''. Vertenza LSU Parco del Pollino, assente la Regione Calabria 22/10 Nell' incontro di ieri a Rotonda, all' Ente Parco
Nazionale del Pollino, ''la vertenza dei 331 lavoratori ex lsu impegnati
nel progetto di stabilizzazione, non ha fatto registrare alcun passo
in avanti, anzi, per certi aspetti c' e' stato un arretramento delle
posizioni rispetto agli impegni assunti nell' incontro del 6 ottobre''.
Lo sostengono, in una nota congiunta, le segreterie regionali della
Basilicata della Cgil e della Filcams. ''All' incontro - e' scritto
nella nota - era assente la Regione Calabria, che si era impegnata ad
attivare un tavolo tecnico regionale per individuare nuove attivita'
all' interno del Por calabrese e le relative risorse per finanziarle,
come pure era assente la Regione Basilicata che in compenso ha inviato
una lettera dell' assessore regionale nella quale si confermavano gli
impegni e le disponibilita' a cofinanziare la prosecuzione del progetto
anche con la poca capienza di risorse disponibili all' interno del Por
lucano. All' assenza delle due regioni si e' aggiunta anche quella di
Italia Lavoro - ha rilevato la Cgil - che doveva riscrivere il progetto
ed inserire nuove attivita' in base ai suggerimenti e alle indicazioni
che erano venute nell' incontro del 6 ottobre da parte delle organizzazioni
sindacali e del Parco''. Il sindacato ''ha stigmatizzato il comportamento
delle Regioni e di Italia Lavoro' e ha espresso ''con fermezza le preoccupazioni
sul futuro del progetto'' chiedendo al ''Presidente del Parco di farsi
promotore di un intervento per ripristinare quel confronto corretto,
auspicabile per dare alla vertenza una netta inversione di tendenza''.
Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto, altresi', alla societa' Duemila Spa
il ritiro della procedura di mobilita' avviata il 10 ottobre ''proprio
per dare un segnale di positivita' ad una vertenza che ormai sta assumendo
aspetti che non lasciano intravedere nulla di buono''. Secondo la Cgil,
''se entro il 10 di novembre come si e' impegnato a fare il Presidente
del Parco, non si avesse una schiarita con la presentazione della nuova
stesura del progetto sulle attivita' e la copertura finanziaria per
dicembre si attiveranno iniziative di lotta. Per quanta e' alta la tensione
e quante sono forti le preoccupazioni dei 331 lavoratori, che vedrebbero
sfumare con il fallimento del progetto l' unica risorsa di sostegno
al reddito familiare - conclude la Cgil - non vi e' certezza sugli sviluppi
che potrebbero avere le proteste e le manifestazioni che verranno attivate''.
Larizza al convegno della UIL ‘Quale Calabria?’: “Ci vuole uno scossone alla politica” 21/10 La Calabria, ''rispetto ai fondamentali dell'
economia, si colloca nei posti piu' bassi per la qualita' delle infrastrutture,
della produzione, del reddito e dell' occupazione. A fronte di una situazione
del genere il rischio maggiore e' quello della rassegnazione: ci vuole
percio' uno scossone a partire dalla politica e dal ruolo delle istituzioni''.
A sostenerlo e' stato il presidente del Cnel, Pietro Larizza, che oggi
ha partecipato, a Cosenza, ad un convegno della Uil sul tema ''Quale
Calabria? Parliamone con le forze sociali''. All' incontro hanno partecipato
i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, il presidente della Confindustria
Calabria, Pippo Callipo, il segretario regionale della Cna, Luigi Leone,
e del presidente della Legacoop Calabria, Giorgio Gemelli. Larizza,
nel suo intervento, ha citato alcuni dati sulla produttivita' e su altri
indicatori, sottolineando, tra l' altro, come la Calabria disponga ''di
un gioiello, il porto di Gioia Tauro, primo nel Mediterraneo, ma circondato
dal nulla''. ''Le forze sociali del lavoro e dell' impresa, i centri
del sapere e della cultura, i cittadini - ha sostenuto Larizza - hanno
il diritto di chiedere e pretendere una rottura drastica con questo
lungo passato che sembra non avere soluzioni di continuita' con il presente
e forse anche con il futuro. So bene che non ci sono grandi risorse,
ma compito fondamentale della politica e' quello di utilizzarle nel
modo piu' redditizio per lo sviluppo: impegnarle per i tanti piccoli
bisogni produce solo assistenza e poverta'; a concentrare i mezzi disponibili
sui settori produttivi, nelle infrastrutture e nei servizi alle imprese
e alla persona, vuol dire invece creare nuova ricchezza e coesione sociale.
Vanno bene i programmi per il futuro, ma bisogna assicurare comunque
interventi concreti sulle poche cose essenziali che sono gia' oggi a
portata di mano. Ad esempio si possono snellire ancora le normative
e rimotivare la burocrazia che deve essere un valore aggiunto per i
cittadini e per le imprese. Nella selezione delle priorita', il credito
speciale alle piccole imprese era e resta un punto centrale per farle
vivere e crescere. Ci sono poi gli ingenti fondi europei, che a volte
non vengono utilizzati per scarsa conoscenza delle norme e delle procedure,
anche da parte degli imprenditori. Si avverte inoltre la mancanza di
una azione politica e promozionale a largo raggio per spiegare le opportunita'
e le convenienze per attrarre capitali italiani ed esteri''. ''Con umilta',
i politici che saranno eletti - ha sostenuto il presidente del Cnel
- debbono mettersi al servizio della comunita', chiedere la collaborazione,
l' impegno e il sostegno della produzione, del lavoro, delle universita',
delle professioni e dei cittadini. Se lo sviluppo e la modernizzazione
saranno possibili solo con una nuova cultura politica, la prima conseguenza
sara' quella di rompere lo schema del quieto vivere''. ''Le cose - ha
concluso Larizza - non avvengono perche' c' e' un destino gia' scritto.
La qualita' dei governi e' una conseguenza naturale degli atti che precedono
la loro formazione. Le elezioni sono il punto di approdo finale di un
processo politico che puo' essere democratico o feudale, partecipato
nella sua evoluzione o comunicato dall' alto nelle sue conclusioni.
Una scelta o l' altra non dipendono da un potere sovrano indiscutibile:
nel nostro sistema democratico e' suddito solo chi ne ha la vocazione,
o chi sceglie di esserlo perche' e' l' unico mezzo di promozione di
se stesso''. FLAI-CGIL: “Preoccupa la grave situazione dell’AFOR” 21/10 La Flai Cgil regionale, in un comunciato, ha
denunciato, ''con grave preoccupazione, la difficile situazione che
si e' determinata nell' Azienda delle Foreste''. ''Giochi di potere,
guerre all' interno delle correnti dei partiti di maggioranza - ha sostenuto
Michele Presta, segretario generale della Flai-Cgil - contraddistinguono
in queste ore la discussione, sulla nomina del Commissario all' Afor
della Calabria. Le polemiche degli ex componenti il Consiglio di Amministrazione
ed il neo Commissario, mettono a nudo una situazione sempre piu' difficile
e delicata per il ruolo che l' Azienda svolge nella Regione. Si gioca,
infatti, per interessi di parte, sulla testa di migliaia di lavoratori
forestali (oltre 7 mila) per i quali non e' stato ancora firmato il
mandato di pagamento del salario maturato, e nel mentre vanno avanti
per i vari uffici della regione pendenze legali, per vertenze individuali
e collettive, per centinaia di milioni di vecchie lire''. ''La Flai
Cgil - ha proseguito Presta - nel denunciare la difficilissima condizione
che si e' venuta a determinare nell' Azienda Regionale delle Foreste,
fa appello alle forze politiche ed al Consiglio Regionale affinche'
si ponga fine ad una situazione di gravissima instabilita' ed inefficienza
che ha caratterizzato in questi anni l' Afor della Calabria. L' Azienda
doveva rappresentare un momento di coordinamento e di unificazione vero
per la regione, per una forestazione produttiva, per invertire una tendenza
di tipo assistenziale, per la salvaguardia del territorio e dell'ambiente,
per creare le condizioni per lo sviluppo delle aree interne. Cosi' non
e' stato, anzi in questi ultimi anni e' andato avanti un processo di
arretramento, caratterizzato da sprechi e sperperi con nessun intervento
serio sulla montagna e sui territori interessati. Altro che risparmio
sulla pelle dei lavoratori, gli istituti contrattuali vanno rispettati
e non sempre e' stato cosi'. E' altresi' stupefacente la gravissima
dichiarazione sugli 'interessi' in contrapposizione al ruolo dei consorzi
di bonifica''. ''La Flai Cgil - ha conccluso Presta - nel denunciare
con forza questi fatti, chiede una immediata presa di posizione da parte
dell' Assessorato alla forestazione, e preannuncia nei prossimi giorni
iniziative politiche e di lotta presso tutti gli uffici provinciali
ed all' Afor Regionale per porre fine ad una vicenda che sta creando
allarme fra le maestranze, fra i dipendenti stessi dell'Azienda e per
bloccare strumentalizzazioni ed operazioni clientelari dopo le improvvide
decisioni della Giunta Regionale''. Per la CISL la riforma del mercato del lavoro peserà sul futuro 21/10 ''La riforma del mercato del lavoro e' destinata ad occupare la scena delle relazioni sindacali per il prossimo futuro'': lo ha sostenuto Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl calabrese aprendo, a Lamezia Terme, i lavori di un seminario di studi sul tema ''Il nuovo mercato del lavoro: prospettive e criticità''. Nel corso dell' iniziativa, e' detto in un comunicato, sono stati discussi e approfonditi i contenuti dei Decreti legislativi 276/2003 e 251/2004 che regolano la materia. ''L' applicazione delle norme nell' ambito socio - economico calabrese, strutturalmente debole e con un mercato del lavoro poco sviluppato - ha detto ancora Sbarra - determina una sua specifica criticita' che merita di essere attentamente analizzata. Occorre approfondire la possibile applicazione e la praticabilita' delle nuove norme in un sistema che introduce nuove flessibilita' per un mercato del lavoro asfittico, al fine di costruire un sistema di relazioni sindacali che sia capace di gestirle e sia in grado di governarne l' applicazione senza alimentare ulteriormente la precarieta' ed il lavoro nero''. ''La Regione - detto ancora Sbarra - e' incapace di mettere in campo una moderna proposta di politica per il lavoro in grado di offrire risposte all' esercito dei disoccupati calabresi che lentamente riprendono l' odiosa via della emigrazione di massa''. Ai lavori del seminario hanno partecipato il segretario regionale Graziella Larizza; Carmine Russo e Umberto Gargiulo docenti dell' Universita' Magna Grecia di Catanzaro. I lavori si sono conclusi con una tavola rotonda alla quale hanno partecipato, oltre a Sbarra, l' assessore alla Formazione Pietro Aiello; Francesco De Bonis, direttore generale Blg Gioia Tauro; Antonio Saladino, responsabile Piazza del Lavoro Calabria; Lidio Vallone, Assessore al Lavoro della Provincia di Vibo Valentia e Raffaele Bonanni, segretario confederale Cisl con delega al Mercato del Lavoro. Secondo una ricerca sui tributi locali a Cosenza l’addizionale Irpef più alta 21/10 Tributi locali e tariffe (acqua, metano, rifiuti,
bus urbano, asili nido, scuola materna, etc.) nei principali centri
della nostra Regione e della nostra provincia sono passati sotto la
lente di ingrandimento di uno studio promosso, dalla CISL e dall'ISFEL.
Tale esigenza, evidenzia Franco Marano, ricercatore e Coordinatore provinciale
del Progetto, si e' resa necessaria in virtu' della crescita di peso,
responsabilita' assegnata alle autonomie locali dal decentramento istituzionale,
che dotera' l'Ente locale di sempre maggiore autonomia amministrativa,
finanziaria e contabile con relative ripercussioni in materia di tributi
locali, tariffe e con l'evidente rischio di una fuga in avanti nel nostro
territorio delle dinamiche tariffarie, che sovente provocano aumenti,
che vanno oltre il tasso di inflazione programmato, creando difficolta'
al potere reale di acquisto dei salari, degli stipendi e delle pensioni,
che si trovano intrappolati in una morsa di imposizione fiscale centrale
da una parte e una differente politica di imposizione tariffaria e di
tributi a livello periferico. Dal rapporto emerge, evidenzia Marano,
come nella nostra provincia l'add.IRPEF comunale, nel periodo 2002/03,
sia piu' alta rispetto alle altre province calabresi, con Cosenza che
si attesta allo 0,5 per mille contro lo 0,3 di Crotone e lo 0,4 di Reggio
C. e Vibo. Differenze che riguardano anche i prezzi dei biglietti degli
autobus con 77 centesimi a Cosenza, 52 a Crotone, 80 centesimi a Reggio
C. e Catanzaro e i 60 centesimi di Vibo V. Passando, invece, ai rifiuti
solidi urbani, secondo il ricercatore del sindacato, in Calabria siamo
in ritardo nel passaggio dal sistema basato sulla tassa (TARSU) alla
quello basato sulla tariffa vigendo ancora la tariffazione ordinaria,
cosi' in attesa del passaggio al regime della tariffa Crotone e' stata
la citta' calabrese dove nel 2003 la TARSU e' stata piu' cara con 1,79
euro a mq. (comprensivo di add.erariale e provinciale) a seguire Castrovillari
con 1,68 euro a mq., poi abbiamo 1,60 euro a mq. a Cosenza, gli 1,22
euro a mq. di Catanzaro, mentre nella citta' di Reggio si e' raggiunto
il minimo con 85 euro a mq. Sul costo dell'acqua, calcolato su una media
di 140 metri cubi annui di consumo Cosenza detiene il costo piu' basso
con 74 euro, inferiore al comune montano di San Giovanni in fiore con
81 euro, poi seguono Castrovillari con 88 euro e Rossano con 104 euro.
Mentre piu' alto il costo dell'acqua nelle altre provincie con Reggio
C. a 108 euro, Catanzaro a 121 euro, Crotone a 139 euro, mentre spetta
a Troppa il primato calabrese con 222 euro annui. Sul fronte energetico
della bolletta del gas, premesso che le citta' calabresi hanno un costo
medio tra i piu' alti in Italia, va segnalato, su un consumo medio di
2.000 metri cubi annui, il costo di 1676 euro a Cosenza, 1840 euro a
Reggio C., 1650 euro a Catanzaro, 1570 euro a Vibo ed infine i 1365
euro a Crotone che e' il capoluogo calabrese in cui la tariffa del gas
e' piu' bassa. Inoltre siamo agli ultimi posti in Italia per quanto
riguarda i servizi offerti all'infanzia, come disponibilita' di posti
negli asili nido. Per il responsabile della ricerca, Franco Marano,
le differenze nella tariffazione sono dovute alla mancanza di un unico
gestore che potrebbe consentire risparmi di gestione e costi inferiori
ai cittadini. Infatti e' impossibile per ogni singolo comune offrire
servizi di fornitura d'acqua potabile a tariffe basse se e' poi lo stesso
ente che dovra' curarsi della manutenzione dell'intera rete idrica.
La soluzione non puo' che essere, ad avviso della CISL, quella di fornire
i servizi a societa' nate dalla fusione di municipalizzate o dalla costituzione
di consorzi fra i comuni. Da parte sua il Segretario Generale della
CISL provinciale, Giuseppe Belcastro, afferma che dall'indagine rilevata
sul campo emerge chiaro la mancanza di una adeguata politica dei servizi,
con l'intervento di moral suasion delle province nei confronti dei comuni
per omogeneizzare le tariffe, per innalzare l'offerta dei servizi all'infanzia.
Per Belcastro e' indispensabile puntare a realizzare grandi intese tra
istituzioni, associazioni di consumatori e commercianti, organizzazioni
sindacali per poter governare le dinamiche dei prezzi e delle tariffe
per come si e' fatto a Torino e a Palermo, attuando politiche sociali
per la tutela delle fasce deboli e il miglioramento dei servizi pubblici
proprio nel momento in cui assistiamo ad un aumento della pressione
dei tributi locali, assieme ai costi di fornitura di acqua, gas asili
nido ed altri servizi essenziali per i cittadini che incidono sul potere
d'acquisto dei redditi e pesano soprattutto sulle fasce deboli della
societa'. Questa ricerca,conclude Belcastro, e' un modo intelligente
per conoscere con precisione gli andamenti dei tributi e delle tariffe
locali, rappresentando uno strumento valido per tutelare e difendere
i lavoratori e i pensionati, oltre a rappresentare un modo ''informato''
di sedersi al tavolo delle discussioni e del confronto. Sbarra (CISL) “Sabato arriva Pisanu, caso Calabria sia una priorità” 21/10 ''La criminalita' e' il vero freno allo sviluppo economico della regione''. A sostenerlo e' s |