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Sindacati

Archivio dal 4/6 al 14/9


La Confsal boccia la gestione dell’ATERP. Non risponde ai bisogni dell’utenza.

14/09 ''La gestione dell'ATERP di Cosenza non risponde ai bisogni dell'utenza. Dopo alcuni mesi dall'insediamento del direttore generale, ing. Gianfranco Volpe, dobbiamo constatare, con rammarico, un immobilismo generale, che non produce sortite di rinnovamento e ignora le drammatiche esigenze della popolazione''. Lo sostiene, in un documento, la Segreteria provinciale della Confsal Enti locali. ''L'Aterp - secondo la Confsal - e' sottorganico, se e'vero che vi lavora il 60% di quanto previsto dalla pianta aziendale, e non esprime segnali di concreta attenzione verso la popolazione amministrata. Il nuovo direttore generale ha programmato e portato a termine solo un concorso per la direttrice del servizio di ragioneria, che e', a nostro avviso - sostiene la Confsal - illegittimo, la dove si attribuiscono titoli e credenziali non evincbiili dalla documentazione cartacea''. ''Si assiste ad una scelta - sostiene la Confsal – di privilegiare situazioni locali ed amicali molto discutibile e rientrante in una gestione regionale dei lavori pubblici deludente ed arrogante. Non essendoci alcun dialogo con le forze sindacali, si arriva a constatare un declino inarrestabile che imporrebbe scelte manageriali forti e non logiche parentali, che stanno affossando, definitivamente, l'azienda residenziale pubblica di Cosenza''.

Belcastro (CISL):“Le imprese fuggono dalla Provincia di Cosenza”

14/09 ''Ci rammarica osservare come dal nostro territorio, accanto alla ''fuga dei cervelli'' e delle tante professionalita' si vada aggiungendo un fenomeno nuovo e drammatico che e' quello della ''fuga delle imprese'', come denunciato anche dal Presidente dell'Assindustria regionale Callipo''. E' quanto sostiene in una nota il segretario generale della Cisl di Cosenza, Giuseppe Belcastro, circa la situazione dell'economia e lo sviluppo del territorio provinciale. ''Le aziende fuggono - ha aggiunto - perche' messe in ginocchio dal peso delle intimidazioni mafiose, dal racket e dal sistema creditizio i cui elevati tassi di accesso al credito alimentano un diffuso e pericoloso sistema d'usura. E' sconcertante osservare che il credito, nella nostra provincia, funzioni male proprio dove dovrebbe funzionare meglio, essendo
in cima alla lista delle province italiane per il piu' alto costo del denaro, piu' del doppio rispetto alla provincia di Milano''. ''E' chiaro - ha proseguito Belcastro - che in queste condizioni fare impresa, produrre economia, creare posti di lavoro aggiuntivi diventa estremamente difficile. Ne' da soli possono bastare meccanismi straordinari come la 488 e il credito d'imposta per consolidare la fragile economia del territorio. Occorre puntare su risorse finanziarie provenienti dal sistema bancario, che inderogabilmente deve essere chiamato a svolgere quella funzione di accompagnamento nello sviluppo dell'attivita' d'impresa, adottando dei tassi d'interesse in linea con quelli delle regioni del nord piu' sviluppate''. ''Per queste ragioni - ha concluso - non bastano piu' le sole parole, ma occorrono risposte certe in tempi brevi, occorre uno sforzo di tutti, un salto di qualita' dell'azione politica del territorio, attraverso la creazione di un osservatorio attento sul credito che coinvolga appieno la Camera di Commercio, l'istituzione Provincia, i Comuni, le rappresentanze sociali ed economiche''.

CISL: “Necessario che la Giunta regionale sostenga il settore tessile con una adeguata programmazione”

14/09 Le convocazioni fissate per i prossimi 16 Settembre presso la Giunta Regionale della Calabria per discutere del Polo Tessile di Cetraro e quelle programmate a Roma per le vertenze FODERAUTO e Manifattura del Crati rappresentano senz’altro un primo risultato positivo ottenuto grazie alla grande mobilitazione messa in atto dal Sindacato e dai lavoratori. Ad affermarlo sono Antonio Ferrari (Segretario Regionale della CISL Calabrese), Paolo Tramonti (Segretario Organizzativo dell’UST-CISL Cosenza) e Giuseppe Mammì (Segretario Regionale FEMCA-CISL) secondo i quali occorre insistere nello sforzo unitario che dovrà proseguire fino a quando non verrà bloccato il processo di smantellamento del comparto tessile della nostra provincia e non verranno recuperati tutti i posti di lavoro, oggi pesantemente a rischio. In tal senso – sottolineano i Sindacalisti della CISL – è a questo punto necessario che la Giunta Regionale avvii al più presto un’adeguata programmazione del comparto, in modo da consentire non solo il mantenimento dell’esistente, ma anche di sostenere la crescita dell’intero settore industriale calabrese che, proprio sul tessile, può contare su una forza-lavoro estremamente qualificata. Proprio per questo è necessario che gli incontri in programma, sia a livello regionale che nazionale, vengano preventivamente istruiti considerando la vicenda del tessile calabrese merita la stessa considerazione che, per altre Regioni, rappresenta la FIAT. Per la CISL FODERAUTO E MDC rappresentano un “pezzo” troppo importante per la storia economica e sociale della provincia di Cosenza e per questo la mobilitazione e le azioni di lotta del Sindacato e dei lavoratori dovranno proseguire fino a quando non saranno raggiunti i risultati sperati.

Per i sindacati l’utilizzo del POR è stato un disastro. Persi 150 milioni di euro di premialità

10/09 “La Calabria ha subito e continua a subire un disastro nell' utilizzo dei fondi strutturali che rappresentano le uniche risorse certe e disponibili per le politiche di sviluppo della regione”: ad affermarlo sono i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Fernando Pignataro, Luigi Sbarra e Roberto Castagna, che criticano senza mezzi termini la gestione del Por Calabria 2000-2006 e, in un lungo documento, parlano di ''ritardi di attuazione, stravolgimenti delle strategie, non adeguatezza della struttura regionale preposta all' attuazione, di procedure che in alcuni casi, a parere dei sindacati, sono illegittime''. Questo il testo dell'intero documento inviato al Governatore Chiaravalloti, all’autorità di gestione del Por, Caterina Guarna, al Presidente della Commissione politiche comunitarie del Consiglio, ai direttori dei dipartimenti politiche di coesione e sviluppo e servizio fondi strutturali del Ministero dell' Economia, ed al capo dell' Unita' Italia della Commissione Europea.

CGIL, CISL e UIL regionali, sin dall'avvio della programmazione 2000-2006, hanno contribuito con spirito costruttivo alla elaborazione del programma operativo regionale, attraverso la partecipazione ai tavoli partenariali. Nell'attuale fase di attuazione CGIL, CISL e UIL hanno continuato, con spirito di responsabilità, insieme agli altri Soggetti del Partenariato Economico e Sociale, a dare il proprio contributo in tutte le sedi a partire dal Comitato di Sorveglianza. In questi anni molteplici sono state le osservazioni e le denunzie che CGIL, CIS UIL hanno fatto in merito ai ritardi di attuazione del POR Calabria, agli stravolgimenti delle strategie, alla non adeguatezza della struttura regionale preposta all'attuazione, alle procedure utilizzate che in alcuni casi, a parere delle scriventi, sono illegittime.

Le critiche avanzate da CGIL, CISL e UIL hanno trovato conferma nei risultati della valutazione intermedia del POR Calabria e negli incontri che le stesse hanno avuto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze e con la Commissione Europea. Durante questi incontri sono stati presentati documenti puntuali, elaborati e condivisi con il Partenariato Economico e Sociale, a partire dai quali le Istituzioni preposte sono intervenute sulla Regione Calabria per richiedere l'assunzione in tempi certi degli impegni necessari a superare le criticità rilevate e condivise.

Un ruolo importante di CGIL, CISL e UIL e del Partenariato Economico e Sociale è stato svolto in occasione delle riunioni del Comitato di Sorveglianza. I verbali dei Comitati di Sorveglianza del POR Calabria, se riletti con attenzione, danno conto della correttezza e giustezza delle numerose osservazioni e richieste avanzate dal partenariato.

CGIL, CISL e UIL e il Partenariato Economico e Sociale, con senso di responsabilità, hanno continuato, nonostante i continui riscontri negativi, a credere che gli impegni assunti dalla Regione Calabria, e per essa dall'Autorità di Gestione, avrebbero avuto un seguito positivo.

Oggi, alla ripresa delle attività e a seguito dell'ultimo e importante Comitato di Sorveglianza del mese di luglio è necessario fare il punto della situazione per valutare correttamente lo stato di attuazione del POR Calabria. Nella fase attuale, dopo quattro anni di attuazione del POR Calabria, si rileva quanto segue:
• La spesa del POR Calabria è pari al 23,8% ed è per circa l'80% costituita da progetti coerenti. CGIL, CISL e UIL Calabria ritengono altamente probabile che una parte non trascurabile della spesa rendicontata non sia ammissibile sulla base di quanto previsto dal POR Calabria e dal relativo Complemento di Programmazione e degli attuali regolamenti comunitari. Queste organizzazioni e il Partenariato Economico e Sociale, più volte, hanno richiesto all'Autorità di Gestione l'elenco dei progetti cofinanziati (inclusi i progetti coerenti) senza ricevere mai nessuna risposta. Ciò tra l'altro non è conforme a quanto prevedono le Leggi nazionali e i Regolamenti comunitari in materia di informazione e trasparenza dell'azione delle Amministrazioni Pubbliche. CGIL, CISL e UIL chiedono all'Autorità di Gestione del QCS Italia Obiettivo 1 e ai Servizi della Commissione Europea di intervenire formalmente sulla Regione Calabria sia per verificare l'ammissibilità della spesa relativa a tutti i progetti coerenti ad oggi certificati sia per fornire al sindacato e al Partenariato Economico e Sociale la documentazione richiesta.
• La Regione Calabria nella ripartizione delle premialità (comunitaria e nazionale) ha di fatto perso circa 150 Milioni di euro. Su questo punto l'ultimo Comitato di Sorveglianza ha preso atto aldilà delle non corrette comunicazioni istituzionali effettuate dalla Giunta Regionale. CGIL, CISL e UIL ritengono che questo risultato negativo abbia arrecato un grave danno alla società e all'economia calabrese e pertanto occorre individuare le responsabilità politiche e amministrative per pervenire al superamento delle criticità. Inoltre, nel rispetto di quanto previsto dai regolamenti comunitari in materia di informazione e comunicazione, queste organizzazioni sindacali, chiedono che l'Autorità di Gestione provveda tempestivamente a informare correttamente su questo punto e sull'attuazione complessiva del POR i calabresi. Nel caso in cui la Regione Calabria continuasse a dare informazioni politiche non corrette al posto di quelle amministrative attraverso l'attuazione concreta del Piano di Comunicazione CGIL, CISL e UIL chiedono all'Autorità di Gestione del QCS e ai Servizi della Commissione di intervenire per garantire l'applicazione dei regolamenti comunitari.
• La Regione Calabria ha pubblicato molteplici bandi di gara sulle diverse misure che non sono legittimi. In particolare si fa riferimento ai bandi relativi alla Misura 6.3 che non sono conformi a quanto previsto dal POR Calabria e dal relativo Complemento di Programmazione. Inoltre nel mese di luglio 2004 sono stati pubblicati i bandi relativi alla Misura 3.16 facendo riferimento ad una modifica del Complemento di Programmazione del POR che non risulta essere stata mai approvata dal Comitato di Sorveglianza in procedura scritta. Questi bandi, pertanto sono illegittimi in quanto non hanno la necessaria base giuridica di riferimento. Pertanto CGIL, CISL e UIL chiedono all'Autorità di Gestione del POR Calabria di annullare i bandi pubblicati sulla Misura 6.3 e sulla Misura 3.16 e di riproporli in modo conforme al Complemento di Programmazione. Nel contempo queste OO.SS. chiedono all'Autorità di Gestione del QCS e ai Servizi della Commissione di pronunziarsi in merito alla legittimità e alla correttezza di questi bandi.
• CGIL, CISL e UIL e il Partenariato Economico e Sociale hanno più volte e per iscritto denunziato il mancato avvio del Programma di Azioni Innovative ILSRE, contestando le procedure e le azioni messe in atto dal Responsabile di Progetto, Dott. Turatto, per la modifica del programma. Ad oggi, nonostante la discussione su questo punto nell'ultimo Comitato di Sorveglianza, e gli impegni assunti dalla Regione, la situazione non è cambiata. La Regione Calabria, infatti, si era impegnata a comunicare ai Componenti del Comitato di Sorveglianza i risultati dell'incontro con la Commissione. Ormai siamo a quattro mesi dalla data di chiusura del programma, peraltro già prorogato di un anno, e la perdita delle risorse finanziarie assegnate, pari a poco più di 4 Milioni di euro, è pressoché certa. Si rileva che oltre al danno finanziario per la Regione Calabria è andata persa una unica ed importante occasione per innovare i processi di sviluppo locale in Calabria. CGIL, CISL e UIL si riservano di trasmettere alla Corte dei Conti la documentazione relativa al programma richiedendo il relativo intervento per verificare eventuali responsabilità patrimoniali ai danni della Regione Calabria. Inoltre CGIL, CISL e UIL chiedono ai Servizi della Commissione, non essendo pervenuta nessuna informazione da parte della Regione Calabria, di essere informati sui risultati dell'incontro tenuto con la Regione Calabria dopo l'ultimo Comitato di Sorveglianza.
• CGIL, CISL e UIL ritengono che il Piano di Informazione e Comunicazione del POR Calabria non sia stato ancora nei fatti avviato. Ciò è inammissibile in quanto i calabresi hanno il diritto di essere informati puntualmente e correttamente su come si spendono le risorse comunitarie del POR Calabria e sui risultati prodotti. In tale contesto si denunzia l'uso scorretto della comunicazione istituzionale del POR Calabria come è avvenuto per la Misura 1.10 - Rete Ecologica. Si chiede all'Autorità di Gestione del POR Calabria e ai Servizi della Commissione di verificare se le azioni informative realizzate dalla Regione Calabria sui quotidiani regionali sulla Misura 1.10 siano ammissibili e corretti.
• Nell'ambito del POR Calabria sono ormai tantissime le attività di consulenza contrattualizzate e pagate. L'uso eccessivo e non sempre giustificato delle "short list" è un elemento che desta fortissime preoccupazioni. CGIL, CISL e UIL chiedono agli Organi di Controllo regionali e nazionali del POR Calabria e ai Servizi della Commissione di effettuare una verifica su tutte le "short list" attivate e sulla loro reale utilità. Analogo problema si rileva, forse in misura più rilevante, per le consulenze sulla Misura 7.1 e sulle altre Misure del POR Calabria (in particolare la Misura 6.3 e il Piano di Comunicazione). E' netta la percezione e la sensazione che molte di queste consulenze rispondono a logiche clientelari, non apportano nessun contributo all'attuazione del POR Calabria, sono affidate in mancanza di adeguati e coerenti titoli e competenze professionali, non corrispondo ad attività realmente attuate dai Soggetti incaricati. CGIL, CISL e UIL chiedono all'Autorità di Gestione, agli Organismi di Controllo regionali e nazionali e ai Servizi della Commissione europea di effettuare specifici controlli su tutte le consulenze affidate nell'ambito del POR Calabria. Queste organizzazioni sindacali ritengono che si è di fronte ad un problema di etica e moralità in una regione che vede 1/3 delle famiglie in stato di povertà.
• Una delle condizioni necessarie per il rilancio dell'azione tecnico-amministrativa del POR Calabria, individuata e condivisa da tutti i Soggetti rappresentati nel Comitato di Sorveglianza, era il potenziamento della struttura dell'Autorità di Gestione. Ad oggi non si vedano miglioramenti e risultati concreti. E' cambiata nuovamente l'Autorità di Pagamento e ciò induce non poche perplessità sulle motivazioni che portano i vari dirigenti che si sono susseguiti in questo ruolo a lasciare questa funzione. Si evidenzia a tal fine che nell'ultimo Comitato di Sorveglianza del QCS i Servizi della Commissione hanno comunicato che la Regione Calabria non ha presentato nessuna domanda di pagamento nel 2004. CGIL, CISL e UIL chiedono di conoscere le reali motivazioni di questi ritardi e i motivi che hanno portato il Dirigente preposto al ruolo di Autorità di Pagamento di dimettersi dalla carica. Per quanto riguarda la SOG (Struttura Operativa di Gestione) più volte e in più occasioni sono state manifestate perplessità, anche condivise dall'Autorità di Gestione, sulla presenza e sull'impegno reale di alcuni dei suoi Componenti. Anche in questo caso si è di fronte ad un problema di etica e di moralità. CGIL, CISL e UIL chiedono all'Autorità di Gestione di essere informati sui risultati della valutazione del lavoro effettuato dai componenti della SOG nel primo periodo appena concluso e sui criteri che hanno guidato la stessa per il rinnovo degli incarichi di collaborazione. Su questo punto CGIL, CISL e UIL chiedono che l'Autorità di Gestione dia incarico al Responsabile di Controllo di 2° Livello e al Valutatore Indipendente di valutare il lavoro effettuato dai singoli componenti della SOG. Analogo discorso dovrà essere effettuato per il Nucleo di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici. Tutto ciò anche al fine di realizzare un migliore funzionamento della struttura di accompagnamento nell'attuazione del POR.. CGIL, CISL e UIL, inoltre, evidenziano che alcuni componenti della SOG sono al contempo anche dipendenti impegnati a tempo pieno presso altri enti o società private e che il Coordinatore del Nucleo di Valutazione è anche Presidente di Sviluppo Italia.
• La progettazione integrata costituisce lo strumento strategico di attuazione del POR Calabria. Ancora oggi, nonostante i molteplici impegni assunti dall'Autorità di Gestione anche nel Comitato di Sorveglianza, non ci sono significativi avanzamenti. I PIAR sono ancora da negoziare e non è stata data ancora ai Soggetti proponenti la certezza finanziaria sugli importi da utilizzare che devono essere quelli inizialmente previsti nella Delibera della Giunta Regionale per i PIT. Per quanto riguarda i PIS si è in pieno stato confusionale. A CGIL, CISL e UIL risulta, ad esempio, che il PIS Oreste non sia mai stato approvato mentre gli Enti locali beneficiari hanno già contratto obbligazioni in merito. CGIL, CISL e UIL e il Partenariato Economico e Sociale hanno chiesto più volte di sapere quali sono i PIS approvati e quali sono state le procedure seguite non essendo mai state attivate le fasi di concertazione previste dal Complemento di Programmazione del POR Calabria. Infine per quanto riguarda i PIT si ha la netta sensazione che si è in presenza di una corsa all'approvazione degli stessi a scapito della qualità e dell'efficacia. Si chiede alla Regione Calabria di conoscere le procedure che vengono utilizzate per la valutazione dei PIT e di rendere pubblici sul sito internet i risultati delle singole valutazioni. CGIL, CISL e UIL denunciano anche che gli APQ sono stati realizzati senza il rispetto della procedura di concertazione con il partenariato economico-sociale e mancano le relazioni semestrali ed eventuali proposte di rimodulazione.
• CGIL, CISL e UIL ritengono che l'attuazione di alcune misure del POR Calabria è fortemente inefficace e con un rapporto costi/risultati eccessivamente sfavorevole. E' per esempio il caso della Misura 4.3 relativa alla promozione turistica che ad una prima visione delle spese effettuate genera fortissimi dubbi anche in termini di legittimità della spesa. Si chiede all'Autorità di Gestione, agli Organismi di controllo regionali e nazionali, ai Servizi della Commissione di verificare la coerenza e l'ammissibilità delle spese sostenute. Analoghe perplessità suscita l'attuazione del Progetto del CRES (Centro Regionale per l'Economia Sociale). Infine, CGIL, CISL e UIL ritengono non coerente con il POR Calabria il Regolamento sul Contratto di Investimento previsto dalla Misura 4.2 e l'utilizzo delle Misure dell'Asse II per finanziare l'attuale Accordo di Programma Quadro che non garantisce l'integrazione prevista e richiesta dal QCS. Anche su questo punto CGIL, CISL e UIL e il Partenariato Economico e Sociale hanno formulato specifiche e motivate osservazioni.
• CGIL, CISL e UIL ritengono che nei settori dell'ambiente, dell'energia, della società dell'informazione, della ricerca e innovazione, dei trasporti, delle politiche per la formazione e il lavoro, il quadro degli strumenti di programmazione e pianificazione sia ancora inadeguato e incompleto. Ciò comporta, oltre ai ritardi nell'attuazione del POR, il finanziamento di progetti non coerenti. CGIL, CISL e UIL chiedono una verifica immediata da parte dell'Autorità di Gestione del QCS e dei Servizi della Commissione sul reale iter di approvazione di questi strumenti. Si evidenzia ad esempio che molti di questi Piani, ancorché disponibili, non sono stati ancora discussi e approvati dal Consiglio Regionale.
Da quanto fin qui riportato emerge in tutta la sua gravità il disastro che la Calabria ha subito e continua a subire nell'utilizzo dei Fondi strutturali che rappresentano le uniche risorse certe e disponibili per le politiche di sviluppo della nostra regione. In Calabria si vive ormai in un continuo e cronico clima di sfiducia e di depressione economica che per essere superato richiede il concreto e responsabile contributo di tutti i Soggetti Istituzionali che hanno corresponsabilità nella efficace e corretta utilizzazione dei Fondi strutturali.

Ferrari (Cisl): “Diventi una emergenza nazionale la crisi tessile calabrese”

10/09 ''Assumere la Calabria come emergenza nazionale significa frenare il degrado e nel contempo rilanciare interi settori come quello tessile che hanno rappresentato un volano di sviluppo per l'intera regione''. E' quanto sostiene in una nota il segretario regionale della Cisl con delega all'industria, Antonio Ferrari, circa la crisi della Mdc di Castrovillari. ''Il dissipegno - ha aggiunto - e la mancanza di una politica industriale da parte della giunta regionale, la scarsa attenzione del governo nazionale alle tante emergenze di questa regione come sostenuto anche con lo sciopero generale del 28 aprile con la presenza del segretario generale Savino Pezzotta non sono stati sufficienti a riavviare un processo di poitica per l'occupazione che ha visto solo nel comparto tessile la perdita di oltre 1.000 posti di lavoro da Castrovillari a Praia a Mare, Cetraro, Belvedere e Reggio Calabria''. ''In questo contesto diventa difficile - ha proseguito Ferrari - per i lavoratori calabresi in presenza di situazioni come la mdc di castrovillari partecipare al dibattito sul candidato alla presidenza della regione alle prossime elezioni amministrative. Saremmo piu' interessati come Cisl e come lavoratori se la politica e in particolare questa giunta regionale riattaccasse lauricolare dell'ascolto sui veri problemi calabresi''. ''In questo contesto - ha concluso - la cisl regionale ha chiesto alla presidenza della giunta all'assessore regionale alle attivita' produttive, alla presidenza del consiglio dei ministri, e al ministro delle attivita' produttive di riavviare il tavolo di confronto per una definizione della vertenza della Mdc di Castrovillari''.

CISL: “Assistiamo ad un inesorabile precipitare degli eventi nel reparto tessile”

09/09 ''Nonostante gli sforzi profusi da piu' tempo dal sindacato e dai lavoratori, e pur in presenza di tavoli istituzionali attivati ai massimi livelli, si sta assistendo all' inesorabile precipitare degli eventi''. E' quanto sostengono, in una nota, Paolo Tramonti, segretario organizzativo della Cisl di Cosenza, e Giuseppe Mammi', segretario regionale della Femca-Cisl, in relazione alla situazione della Manifattura del Crati. ''Va ricordato - aggiungono Tramonti e Mammi' - come, grazie all'incessante opera del sindacato calabrese, regionale e territoriale, e dopo le numerose iniziative svoltesi presso la Presidenza della Giunta Regionale, nei mesi scorsi si era riusciti a portare la vertenza del tessile in sede di Presidenza del Consiglio dei Ministri. In quella sede si era convenuto che il Governo avrebbe assunto il coordinamento dell'intera vicenda, anche con il coinvolgimento della task-force per l' occupazione, e del Ministero delle Attivita' produttive''. A tale proposito la Cisl chiede ''il rispetto dell' impegno, assunto dalla stessa Presidenza del Consiglio dei Ministri il 3 giugno scorso, finalizzato al rilancio dell' opificio di Cammarata attraverso l' individuazione di un gruppo imprenditoriale in grado di riavviare le attivita' riportando sul mercato l' azienda. Ad oggi, al contrario, non resta che rilevare il progressivo smantellamento di quel che resta del comparto tessile nella provincia di Cosenza, se si considera quanto sta avvenendo, non solo con la Mdc ma anche con la Marlane di Praia a Mare, con il Distretto di Cetraro e con la Foderauto di Belvedere Marittimo. S' impongono a questo punto una netta inversione di tendenza ed un ruolo maggiormente attivo ed incisivo del sistema istituzionale territoriale (Amministrazione Provinciale e, nel caso specifico, Comune di Castrovillari) anche in funzione di stimolo nei confronti dei livelli istituzionali superiori. In questo senso, la Cisl continuera' a lavorare, per quanto di propria competenza, nella ricerca di uno sbocco positivo della vertenza considerando le forti implicazioni di carattere economico e sociale ad essa collegate''.

La triplice sulla criminalità a Cosenza: “Necessario agire sull’economia e bonificare il territorio”

09/09 ''E' necessario agire nella direzione della definizione di un politica ad ampio spettro, che affronti alla radice tanto le criticita' economiche e sociali del territorio, quanto i problemi di bonifica del territorio dai fenomeni criminosi, se si vuole generare una spirale virtuosa di comportamenti sociali ed economici funzionale alla crescita complessiva del territorio''. E' quanto sostengono, in una nota, le segreterie comprensoriali di Cosenza di Cgil, Cisl e Uil. ''Nel nostro territorio - aggiungono i sindacati confederali - le drammaticita' economiche, i fenomeni di smantellamento del tessuto economico-produttivo, la disoccupazione, il diffuso disagio sociale, la qualita' della vita ed i fenomeni criminosi meriterebbero la presenza quotidiana delle istituzioni in ogni luogo. I fatti recenti di Cosenza, la maxiretata operata dalla meritoria azione investigativa della magistratura e delle forze dell'ordine, con l'arresto di circa 70 persone, ultimo atto di una stagione di intensa escalation criminale, testimoniano come non esistano, anche nella nostra provincia, oasi felici esenti dai fenomeni criminosi, allontanando dallo stereotipo collettivo anche il ''mito'', per molti versi errato, di una Cosenza realta' avulsa dalla penetrazione mafiosa e dai fenomeni di devianza. Le tristi vicende di questi giorni confermano che le nostre denunce dei mesi scorsi, specie in occasione dello sciopero generale provinciale, trovano concreta conferma in una realta' provinciale in cui si moltiplicano gli attentati ai rappresentanti delle istituzioni locali e del mondo del lavoro e si allargano le infiltrazioni mafiose nei glangli vitali dell' economia a riprova di un territorio che diventa sempre piu' vulnerabile ed in cui l' illegalita' dilaga ed il potere criminale pretende di orientare la spesa, comportando inesorabilmente un peggioramento della vita civile e della sicurezza ed un sicuro arretramento della democrazia''. Secondo Cgil, Cisl e Uil, ''la forza delle organizzazioni criminali sta crescendo. Aree intere del territorio sono sottratte al controllo dello Stato e consegnate alle prevaricazioni e alla violenza. Il fenomeno dell' usura, che e' assunto a forma di credito quasi ordinaria, oggi elevato agli onori della gloria, rischia di soffocare la fragile economia provinciale con tutte le conseguenze immaginabili. Siamo sempre convinti che non vi puo' essere sviluppo senza legalita' e non c' e' legalita' dove mancano lo sviluppo, il lavoro, un reddito decente. In situazioni di poverta' e disagio sociale i fenomeni di devianza sociale, come tutte le ricerche sociologiche confermano, tendono a moltiplicarsi. La crescita economica, morale e civile di un territorio non puo' realizzarsi attraverso una politica dei due tempi dove una variabile e' precondizione dell'altra. Senza una cultura della legalita' non puo' esserci sviluppo. Per queste ragioni non bastano piu' rivendicazioni di principio, le buone intenzioni o celebrare scialbi protocolli di legalita' che nulla hanno prodotto. Occorre una seria azione d'urto e che la questione legalita' nel territorio provinciale diventi una grande questione nazionale che sviluppi un'efficace azione di contrasto con dispiegamento di forza di intelligence, e di nuovi strumenti di indagine che potenzino le ottime professionalita' e risorse presenti. Confidiamo nella sensibilita' di ttute le istituzioni affinche' si costituisca un tavolo permanente che, mantenendo alta la riflessione culturale sul fenomeno, affronti con determinazione le emergenze di questo martoriato territorio''.

Crisi del turismo in Sila: La Cisl sollecita la convocazione della conferenza dei servizi

08/09 Si è svolta nei giorni scorsi una riunione presso la sede comunale della CISL di S. Giovanni in Fiore dedicata alle problematiche legate allo sviluppo dell’Altopiano Silano.
Erano presenti il Segretario Generale dell’UST-CISL Cosenza Giuseppe Belcastro, il Segretario Organizzativo, con delega confederale al turismo, Paolo Tramonti, il Segretario Generale della FISASCAT-CISL Gianluca Campolongo, il Responsabile dell’Unione Comunale di S. Giovanni in Fiore Giovanni Bitonti. Nel corso dei lavori è stato tracciato un primo bilancio sui risultati della stagione turistica appena trascorsa che, al di là di ben determinati periodi (ferragosto etc.), ha fatto registrare un sensibile calo delle presenze, soprattutto nei centri più importanti come Camigliatello e Lorica. Proprio in prossimità della fase estiva la CISL – è stato ribadito nell’incontro – aveva lanciato l’allarme sulle inefficienze ed i ritardi che ancora oggi si registrano sul fronte dei servizi nelle zone interne, anche a causa della mancata erogazione di basilari e fondamentali prestazioni.
Purtroppo quanto poi successo nei mesi di “alta stagione”, Luglio e Agosto, ha confermato nei fatti questo stato di cose dovute al perdurare della situazione di estremo degrado esistente. Ancora una volta, infatti, si è dovuto assistere alla mancata apertura di strutture ricettive e al cattivo funzionamento di quelle in attività, con la conseguenza che le stesse non state rese pienamente fruibili a fini turistici a conferma dello stato di assoluto abbandono in cui è relegata una delle Aree più belle del Mezzogiorno, qual’è appunto la Sila, che continua a non godere, al di là di qualche estemporanea dichiarazione, della dovuta attenzione da parte dei nostri Rappresentanti politici ed istituzionali. Quel che è ancora più grave è oltretutto il totale immobilismo da parte degli Enti locali del territorio che, da anni ormai, non solo non riescono ad approntare un serio piano di sviluppo della Sila ma, addirittura, non si fanno carico neanche di migliorare in qualche modo la qualità dei servizi, così come competerebbe loro. Ancora oggi, infatti, è possibile assistere ad uno spettacolo degradante ed avvilente qual’è quello costituito dai cumuli di immondizia che fanno bella mostra di sé dappertutto, senza che nessuno senta il dovere di intervenire per eliminare definitivamente il problema, che comporta peraltro notevoli inconvenienti dal punto di vista igienico e ambientale.
Si impone a questo punto – prosegue la nota della CISL – una netta inversione di tendenza in modo da riportare la “vertenza-Sila” ai primi punti dell’agenda politico-programmatica, attivando, in primo luogo, uno specifico tavolo di concertazione che veda il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati (Regione Calabria, Amministrazione Provinciale, Comunità Montana, Comuni dell’area, ARSSA, Ente Parco, Rappresentanze delle categorie economiche e produttive, Organizzazioni Sindacali) allo scopo di avviare con immediatezza un’intensa fase di programmazione, tenendo conto delle prossime scadenze legate all’avvicinarsi della stagione invernale (che al momento nessuno sa come e da chi verrà affrontata e gestita) e, successivamente, a quella estiva che fin da adesso va preparata adeguatamente, se non si vogliono ripetere vecchi e consueti errori.
In questo contesto la CISL si impegna fin da adesso a presentare in occasione dei prossimi incontri, di cui il primo dovrà necessariamente essere rappresentato dalla Conferenza dei Servizi, una propria proposta operativa che, partendo dalle vocazioni del territorio, consenta l’effettivo decollo dell’Altopiano, che – per la CISL - non può prescindere dallo sfruttamento di alcune specificità, quali: patrimonio boschivo, risorse idriche, comparto agro-industriale, piena fruibilità del patrimonio storico e culturale, quindi turismo e ambiente, potenziando al contempo il sistema dei trasporti, ad oggi assolutamente carente (basti pensare che non esiste alcun tipo di collegamento nei giorni festivi).
In questa ottica priorità assoluta deve essere costituita – conclude la CISL - dall’accelerazione dell’iter per l’avvio operativo dell’Ente Parco della Sila individuando, al più presto, la sede che non potrà non ricadere in una delle località più rappresentative del comprensorio.
Proprio la piena operatività del Parco, così come avvenuto in altre realtà del Paese, potrà essere utile ad incrementare l’occupazione che, soprattutto nelle aree interne, è ai minimi storici così come dimostra l’inarrestabile spopolamento in atto da più tempo con gravi ripercussioni economiche e sociali per il territorio interessato.

Pignataro (CGIL): “Gravissima la crisi della Foderauto di Belvedere”

07/09 ''La crisi che sta vivendo la Foderauto di Belvedere Marittimo e' una cosa gravissima che riguarda l' economia di tutta la regione, che non deve essere sottovalutata da nessuno, tantomeno dal governo regionale che continua ad assumere atteggiamenti assolutamente inadeguati di fronte a fatti che stanno determinando lo smantellamento definitivo del gia' esiguo tessuto produttivo calabrese''. E' quanto sostiene in una nota il segretario generale della Cgil Calabria, Fernando Pignataro. ''La Foderauto - ha aggiunto - e' una struttura industriale moderna, con maestranze in possesso di elevatissime capacita' professionali grazie alle quali si e' potuto far sempre fronte alle commesse in termini quantitativi e qualitativi, una realta' produttiva per cui diventa difficilmente comprensibile una condizione di crisi come quella che si e' determinata. Una fabbrica che da' lavoro a settecentocinquanta persone (tra diretti ed indotti) di cui l' 80% donne il che ha determinato in quel pezzo di Tirreno cosentino una opportunita' di crescita sociale e democratica e per cui e' facile prevedere l' arretramento che determinerebbe la perdita di questa condizione, in una realta' in cui la criminalita' organizzata ha dato inequivocabili segnali di vitalita' e di presenza''. ''La chiusura della Foderauto - ha proseguito Pignataro - sarebbe un tragico sbocco per le prospettive di quel territorio ed un grave danno per l'economia della regione che vedrebbe venire meno un tassello importante del suo apparato industriale. Solo un forte impegno istituzionale da parte del Governo centrale puo' costringere la Lear a rivedere il suo atteggiamento e recuperare in pieno il rapporto con Foderauto, in passato e' stato cosi': l' intervento diretto del ministro dell' industria Bersani fu risolutivo nel convincere la committente a mantenere le commesse diversificando il mercato, oggi e' necessario fare la stessa cosa''. ''Tutto cio' - ha concluso Pignataro - potra' realizzarsi se intorno a questa vertenza si realizzera' la necessaria sinergia di tutti i soggetti politici ed istituzionali se la Giunta Regionale riuscira' a giocare fino in fondo il suo ruolo nei confronti del Governo Nazionale, il sindacato dal canto suo e' gia' pronto a ricorrere alle iniziative che gli competono, la lotta dei lavoratori resta la piu' appropriata''.

Scarpino (CISL): “Il turismo in Calabria, un disastro”

04/09 ''Si parla di estate nera per il turismo calabrese. L'estate peggiore di questo secolo per la Calabria; il giudizio e' pressocche' unanime e, per la prima volta, i dati non vengano confusi, equivocati, travisati. Riteniamo essenziale una riflessione seria senza veli, senza rete, senza ipocrisie: una riflessione a fine stagione, e non prima, per evitare di essere accusati di disfattismo''. Lo afferma Sergio Scarpino, Segretario generale della Cisl Fps Calabria. ''Una analisi spietata, se si vuole,veramente, affrontare la situazione in modo determinato, senza nascondere, come lo struzzo, la testa davanti all'evidenza. Sappiamo tutti che il turismo- afferma Scarpino - e' complessivamente in crisi, un calo generalizzato di presenze, problemi di congiuntura internazionale, problemi legati all'euro: ma tutto cio' non puo' tradursi in un comodo alibi. In Calabria la situazione negativa ha radici profonde, non solo congiunturali, ma di natura strutturale''. ''Crediamo sia giunto il momento di dirci tutta la verita'. Non si tratta di un risultato negativo episodico quello di quest'anno, ma di un trend progressivo. Insomma i nodi sono venuti al pettine. E' un disastro annunciato. Per anni abbiamo campato di rendita, amplificando ed esagerando a dismisura le favorevoli condizioni naturali e sottacendo sulle condizioni ambientali, ricettive e di accoglienza. Ora anche le condizioni del mare, sempre piu' peggiorate progressivamente - prosegue il sindacalista – per mancanza di interventi adeguati e per la carenza di appropriati controlli sono diventate penose. Se proprio vogliamo si puo' salvare qualche grossa struttura alberghiera, per il resto l'accoglienza e' disastrosa: prezzi assolutamente esagerati e non competitivi, qualita' scadente, servizi approssimativi, personale non professionalizzato, anzi, spesso improvvisato e raccattato. Ma soprattutto la sporcizia. Sporcizia dappertutto; invade le spiagge, le strade, le aiuole, i prati; gli argini traboccano di rifiuti di ogni genere. Tristemente, oramai, abbiamo fatto gli occhi e quasi non ce ne accorgiamo di essere inondati da una marea di immondizia, ma chi arriva da fuori rimane disgustato e scioccato''. ''Dobbiamo porci un interrogativo nella forma piu' appropriata - sostiene il sindacalista della Cisl – per tentare di dare una risposta seria studiando una strategia adeguata: domandarci non perche' i turisti non sono venuti in Calabria , quanto piuttosto perche' i turisti dovrebbero venire o tanto piu' tornare se le condizioni obiettive sono quelle che registriamo tutti ogni giorno: caro prezzi, inquinamento, mare sporco, coste contaminate da batteri, infezioni, zanzare, mancanza di servizi, tratte stradali intasate ed impercorribili, assente la cultura delle regole e dell'ordine. Tranne limitate eccezioni siamo allo stato primitivo: un quadro che non invoglia il turista ma che spesso infastidisce noi stessi calabresi''. ''Ma come si fa a parlare - prosegue Scarpino – di prolungamento della stagione turistica quando in presenza di tali condizioni diventa un miracolo fare il pieno anche in agosto ? E allora perche' investire tempo e risorse in promozioni all'estero, investire su un prodotto immaginario, perche' inventare e divulgare costosi battages, perche' sponsorizzare manifestazioni ? E' un prodotto fantasioso quello reclamizzato e quindi una politica e una strategia controproducente perche' il turista convinto di venire a scoprire le bellezze della Calabria scopre, invece, di essere stato turlupinato, rimane male e diventa un feroce veicolo di promozione negativa''. ''Perche' - afferma Scarpino – non fermarsi un po' di anni e rivolgere l'attenzione non all'estero, ma all'interno della Calabria. Concentrare gli sforzi per migliorare la qualita' del prodotto: l'accoglienza, la pulizia, la professionalita', l'educazione. Cercare di educare le popolazioni alla vocazione turistica. Non si puo' creare sviluppo turistico senza la cultura dell'accoglienza. Lavorare per colmare quell'abisso di cultura che ci separa e che anziche' regredire aumenta rispetto a comunita' piu' evolute e progredite. Perche' dovrebbero venire in Calabria i turisti se anche noi, sempre piu' spesso non vediamo l'ora di scappare dalla Calabria e trascorrere almeno le ferie - conclude Scarpino - in localita' piu' evolute, piu' accoglienti ed anche a prezzi piu' convenienti''.

Castagna (UIL): “Rilanciare la questione sociale”

01/09 Sviluppo, lavoro, sicurezza, questione sociale e lotta al precariato saranno gli argomenti sui quali il Sindacato lancera' la sfida alla politica in questa lunga ed articolata campagna elettorale. Criminalita', precarieta', nuove e vecchie poverta' e l'assenza di una idea forte sullo sviluppo da dare, richiedono la messa in campo di tutti i soggetti istituzionali, politici e sociali, in una regione che, diversamente, rischia di rimanere esclusa da qualunque processo di sviluppo economico e sociale, con conseguenze gravissime per le nuove generazioni e un impoverimento generalizzato per le classi medie e per il grande esercito dei pensionati'': questo il commento del Segretario Generale della UIL Calabrese, Roberto Castagna, che, in una nota, parla di una stagione in cui, a differenza delle altre volte, il Sindacato ha il diritto-dovere di entrare, a pieno titolo, nella kermesse elettorale, non per sostituirsi alla politica, ma per rilanciare una grande questione sociale e una proposta di sviluppo da confrontare con le forze in campo. ''Mai come questa volta, quindi, sara' necessario uscire dalle facili accuse nei confronti della politica per rivendicare il ruolo - dice Castagna - insieme agli imprenditori e alle associazioni di categorie disponibili, di soggetto di proposta, di cambiamento e, anche, di suggerimento nella selezione della classe dirigente che dovra' guidare un grande processo di trasformazione culturale e morale. Se cio' non accadra', cadranno nel vuoto le tante analisi, le proposte e le sollecitazioni coraggiose che, fino ad oggi, sono venute da personalita' vecchie e nuove della politica nazionale e regionale''. ''Da destra a sinistra non sono mancate critiche ed autocritiche, voglia di cambiare, anche prefigurando scomposizioni all'interno della stessa coalizione di governo - osserva castagna - puntando ad una ricomposizione dell'area cattolica e dell'area riformista capace di assicurare una forma di governo forte, il tutto pero', condito dalla necessita' di una vera selezione della classe dirigente''. Quello della selezione della classe dirigente e', ad avviso del Segretario della UIL, ''il vero problema da affrontare e risolvere. Senza una classe dirigente onesta, preparata e motivata, con a capo una personalita' autorevole sul piano politico, sara' difficile dare un futuro alla Calabria. La sfida, quindi, dovra' vedere le forze piu' rappresentative della societa', impegnate su due fonti: candidati e programmi da presentare ai cittadini calabresi e, pertanto, il Sindacato non potra' evitare di porre le questioni del lavoro, della sicurezza, dello sviluppo economico e sociale, possibilmente, in chiave unitaria. Puntare alto – conclude Castagna - sapendo che cio' che manca in Calabria, e', soprattutto, una idea forte sullo sviluppo da dare''.

Sciopero nelle Banche il 10 settembre e il 4 ottobre

20/08 Bancari in sciopero generale il 10 settembre, poi il 1* ottobre in 9 regioni e il 4 ottobre nelle altre 11 regioni. E' quanto comunica la Federazione Autonoma Bancari Italiani, informando che ieri ''e' stato esperito il tentativo di conciliazione in ABI e, come previsto, non ha ottenuto nessun risultato concreto''. ''Si rende quindi necessaria - dichiara il segretario generale Fabi, Cristina Attuati - la mobilitazione della categoria per il rifiuto di ABI a trattare. La scissione radicale fra parte economica e normativa, cosi' come dichiarato dalla delegazione ABI, rappresenta un inaccettabile presupposto riduttivo della capacita' negoziale del sindacato. Neppure si puo' accettare l'impostazione delle aziende che vogliono sterilizzare il salario contrattato per incrementare la quota di retribuzione variabile da elargire senza alcuna condivisione dei criteri''. Pertanto la FABI, il primo sindacato dei bancari in termini di rappresentatività, ''nel rispetto delle attuali normative di legge informa l'opinione pubblica che e'previsto uno sciopero generale della categoria per l'intera giornata del 10 settembre 2004''. Inoltre - conclude la nota della FABI - e' prevista un'ulteriore giornata, da effettuarsi a livello regionale,con le seguenti articolazioni: 1* ottobre: Lazio, Umbria,Trentino, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Puglia, Veneto,Emilia Romagna, Toscana; 4 ottobre: Lombardia, Campania,Marche, Sicilia, Molise, Abruzzo, Piemonte, Valle d'Aosta,Liguria, Calabria, Basilicata.

Fenica Cisl: “Bene le gare sui prodotti nelle aree di servizio sulla A/3. Cade un monopolio”.

10/08 "Non puo' non essere riconosciuta ad ANAS, ai suoi uomini ed al Presidente Pozzi che ha speso la sua responsabilita' direttamente, la ferma determinazione di dare seguito agli impegni assunti gia' nel 2002, di procedere al rinnovo degli affidamenti dei servizi sulle aree autostradali della Salerno-Reggio Calabria, consentendo anche la piena attuazione delle facolta', fissate dal Parlamento nelle Leggi 496/99 e 57/01, previste per i gestori, in materia di attivita' non-oil e di vendita di alimentari". E' quanto si legge in un comunicato della Segreteria Nazionale della Fegica Cisl. "E' percio' con soddisfazione che i gestori possono verificare quanto contenuto nel primo dei bandi di gara pubblici che ANAS ha elaborato e che interesseranno tutte le 24 aree della tratta. Questo e' un atto - prosegue la nota - che assume ancora piu' rilievo perche' ANAS traccia, con l'autorevolezza della posizione di ente concedente di tutte le attivita' esercitate e di tutte le tratte autostradali italiane, una via alternativa e completamente diversa da quella pervicacemente imposta dal monopolista privato". "E' una via - prosegue la nota - che passa per l'uso di bandi di gara integralmente pubblici e percio' trasparenti in ogni loro fase attuativa (la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale rappresenta il primo indicativo passo) e che sceglie di contenere a livelli sopportabili la richiesta di royalties sui carburanti (33 centesimi di euro medi per ANAS, contro i circa 60 che ASPI sta gia' incassando!) e di aprire la concorrenza anche sulla vendita dei prodotti diversi in generale ed alimentari in particolare, dando seguito alle leggi ed alle indicazioni dell'Antitrust in materia. Un atto importante, quindi, tipico di un soggetto che sa di essere investito delle responsabilita' proprie di un gestore di concessione pubblica e che, di conseguenza, deve contemperare le proprie esigenze di recupero delle risorse, con quelle legittime di tutti gli operatori attraverso i quali saranno esercitate le attivita' delle aree. A questo proposito non stupiscono le reazioni scomposte della lobby della ristorazione. I gestori - conclude il comunicato della Fegica - sapranno vigilare perche' a questo primo significativo atto ne seguano altri conseguenti.": Immediata la replica di Confimprese alla nota di Fenica Cisl sugli appalti Anas sulla A/3: “La Salerno Reggio Calabria e' un progetto troppo importante per lo sviluppo del Paese per le polemiche estive. Si tratta di portare il sud in Europa e l'Europa al sud. Ho rivolto prima al presidente dell'Anas e poi ai ministri competenti alcune domande sulla legittimita' di un bando di gara che una volta conosciuto nei particolari dimostra lacune ancora piu' vistose. - afferma il presidente della confederazione delle imprese della ristorazione Mario Resca - Rispetto il parere di tutti, ma e' dalle istituzioni che Confimprese attende una risposta''

La FLAI CGIL dice no al contratto agricolo e florovivaistico per motivi di principio

09/08 ''I motivi per cui la Flai Cgil non ha inteso sottoscrivere l' ipotesi d' accordo per il rinnovo del contratto provinciale degli operai del comparto agricolo e florovivaistico sono squisitamente di principio e attengono al riconoscimento del valore e alla salvaguardia dei principi contenuti nel contratto nazionale''. A sostenerlo sono stati Giovanni Donato e Vincenzo Laurito, rispettivamente segretario generale comprensoriale della Flai-Cgil Cosenza e segretario generale comprensoriale della Flai-Cgil Pollino-Sibari-Tirreno. ''A nostro parere - hanno aggiunto i due esponenti della Cgil - con l' ipotesi d' accordo provinciale sottoscritta nei giorni scorsi dalle altre sigle sindacali, il contratto nazionale e' stato indebolito. Noi, come Flai, respingiamo, a differenza di Fai-Cisl e Uila-Uil, l' ipotesi che gli incentivi economici futuri, che scaturiranno dal prossimo rinnovo del contratto nazionale, debbano essere ignorati. Per quanto attiene poi la rivisitazione della scala parametrale, ribadiamo che, per noi della Flai, la rivisitazione rimane un punto fermo e irrinunciabile. Nell' ipotesi di contratto sottoscritto questo aspetto e' solo un obiettivo da raggiungere. C' e' solo l' impegno, ma niente di sicuro''. ''Il nostro auspicio - hanno concluso Donato e Laurito - e' che, con la ripresa delle attivita' sindacali, a settembre, si possa riprendere la discussione e ritrovare quella unita' che c' e' stata fino al 30 luglio scorso e che ci porti alla sottoscrizione unitaria di un contratto provinciale che salvaguardi i principi ed i valori del contratto nazionale e tuteli tutti i lavoratori interessati''.

Tramonti (CISL): "Sviluppo turistico della Sila: tante parole ma niente fatti"

05/08 Come ogni anno, a stagione turistica ormai avanzata, non mancano le polemiche su quello che poteva essere fatto, e non è stato fatto, per il decollo turistico dell’Altopiano Silano. Secondo Paolo Tramonti – Segretario Organizzativo dell’UST-CISL Territoriale, con delega alle politiche turistiche e ambientali – quanto si sta verificando o, peggio ancora, quanto non si sta verificando in questi giorni denota ancora una volta l’approssimazione e la colpevole superficialità con cui vengono affrontati temi che, al contrario, meriterebbero ben altra considerazione.
E’ da più tempo infatti, che la CISL, a più livelli, sta evidenziando lo stato di assoluta precarietà in cui versa l’intero comparto turistico nella nostra provincia, con particolare riferimento allo stato di estremo degrado del sistema dei servizi nelle zone interne, anche a causa della mancanza dell’erogazione di basilari e fondamentali prestazioni.
In questo contesto si inserisce lo stato di assoluto abbandono in cui sono relegate le principali località turistiche dell’Altopiano Silano; tale situazione sta giustamente provocando un coro di proteste sia da parte dei residenti che dei villeggianti i quali non riescono a spiegarsi come Centri importanti - è il caso di Lorica - non godano della dovuta attenzione da parte dei nostri Rappresentanti politici e istituzionali.
E’ assurdo che in questa località – Lorica appunto - le poche strutture ricettive esistenti siano chiuse e rese non fruibili a fini turistici e, quel che è ancor più grave, è assistere al vergognoso “scaricabarile” ed al rimpallo di responsabilità di questi giorni ad opera dei soggetti e degli Enti a vario titolo coinvolti, dai quali non viene proposta alcuna soluzione che possa consentire il superamento dell’attuale difficile situazione.
Non si capiscono quali siano i compiti ed i ruoli delle Istituzioni e degli Enti che, ancora oggi, monotonamente continuano ad affermare, attraverso le dichiarazioni dei loro Rappresentanti, di voler porre il turismo, in particolare quello montano, ai primi punti dell’agenda politico-programmatica, senza dirci però come tutto questo dovrebbe realmente realizzarsi. In tal senso la CISL – prosegue Tramonti – ritiene che, ai fini della piena valorizzazione dell’Altopiano Silano, e coerentemente con le vocazioni del territorio, ci si debba muovere anche in altre direzioni, e cioè: sfruttando il patrimonio boschivo, le risorse idriche, le risorse agro-industriali, potenziando le infrastrutture e i trasporti, valorizzando il patrimonio storico-culturale e quindi il turismo e l’ambiente. Su questi temi la CISL chiede che si apra una nuova stagione di confronto attivando uno specifico tavolo di concertazione con tutti i soggetti competenti (Regione Calabria, Amministrazione Provinciale, Comunità Montana, Comuni del territorio, ARSSA, Ente Parco, Parti sociali) allo scopo di avviare tutte le iniziative più opportune per il rilancio dell’Altopiano, assumendo così impegni concreti in modo che realtà di così rilevante valore non vengano relegate ad una condizione di inaccettabile isolamento.

Accordo dei sindacati con la Regione per i ticket farmaceutici

05/08 Su richiesta delle Confederazioni regionali di CGIL CISL e UIL, delle Federazioni dei Pensionati di SPI, FNP e UILP, dei Chimici della FULC e della Funzione Pubblica, si sono tenuti nei giorni scorsi due incontri con l'Assessore alla Sanita' prima ed il competente Dipartimento dopo, nel corso dei quali e' stata trattata la richiesta sindacale di eliminazione dei tickets sui farmaci. ''L'iniquo provvedimento, introdotto dalla Giunta Regionale - si legge in un comunicato - continua ad essere causa di forte disagio per le fasce meno abbienti della popolazione calabrese, gia' gravate dal carovita, dall'inflazione, dalla perdita del potere di acquisto di salari e pensioni, dalla contrazione delle risorse per la spesa sociale e dall'acuirsi delle condizioni generali di crisi economica in cui versa il Paese ed ancor piu' la nostra Regione. Con tale consapevolezza - continua il comunicato - le OO.SS. hanno espresso preoccupazione per l'impatto sociale che avrebbe l'adozione da parte della Giunta Regionale di misure correttive di contenimento della spesa sanitaria che, anziche' agire sui fattori che determinano sprechi e sperperi, si ponessero diversamente il 'facile' obiettivo di inasprire di ulteriori costi il gia' difficile accesso al diritto di cura dei cittadini, vessati da tempo dai tickets e da una tassazione regionale e comunale, che non trova corrispondenza nella qualita' e nella quantita' dei servizi sanitari e sociali che ricevono''. Proprio allo scopo di avviare un percorso, che porti all'eliminazione dei tickets sui farmaci, l'assessore Luzzo e i sindacati hanno sottoscritto un Accordo che rappresenta il primo passo nella direzione di tale obiettivo. L'Accordo, in ottemperanza all'art. 13 della L.R. 29/02, con la quale la Giunta Regionale si impegnava a individuare le fasce di cittadini da esentare dal pagamento dei tickets, prevede intanto, l'esenzione per le patologie neoplastiche e per quelle ad esse correlate, anche se in fase di riconoscimento dell'invalidita', e l'abolizione dei tickets per i farmaci generici. Inoltre, previa verifica di sostenibilita' finanziaria da parte del Dipartimento regionale alla sanita' e di monitoraggio della spesa farmaceutica, da effettuare entro l'inizio di novembre, l'Accordo e' orientato al recepimento della richiesta di estendere l'esenzione dei tickets ai pensionati, ai bambini ed alle famiglie a basso reddito.

Zumbo (Cgil): “Dpef regionale, documento inutile, inadeguato e superato”

02/08 Il Consiglio regionale della Calabria ha approvato il DPEF regionale (Documento di programmazione economonica e finanziaria) per il 2004. Abbiamo già avuto modo, come Cgil calabrese, unitamente a Cisl e Uil, di esporre, attraverso dettagliate osservazioni, le ragioni del dissenso verso un documento inutile, inadeguato e superato, a fronte di una legge finanziaria 2004 già operativa da diversi mesi. C’è da chiedersi perché si arriva solo oggi ad un intervento necessario da tempo, e non certo nei termini proposti dalla legge 8/2002. E quando sarà presentato il Dpef 2005-2008 che dovrebbe anticipare gli orientamenti della prossima legge finanziaria?
La Cgil Calabria rimane fortemente preoccupata per quanto la Giunta regionale e la sua maggioranza intendono con arroganza perseguire. Un documento di programmazione economica e finanziaria che non tiene assolutamente conto delle condizioni reali della società calabrese. E non poteva essere altrimenti, giacché in commissione, nelle poche audizioni avviate, il documento ha ricevuto solo giudizi pesantemente negativi. Però la Giunta e la maggioranza di centrodestra alla Regione proseguono nella loro opera di devastazione della realtà socio-economica della Calabria. La Giunta Regionale avrebbe dovuto trasmettere al Consiglio il nuovo DPEFR per l‘anno 2005. Ciò non è avvenuto a dispetto delle continue richieste della CGIL, della CISL e della UIL. Il consiglio regionale ha discusso il DPEFR presentato dalla Giunta nel 2003 per l’anno 2004, con indicatori economici e sociali riferiti al 2002, piuttosto che al 2003, e senza tenenre conto della manovra aggiuntiva di 7,5 mld € e del nuovo Dpef nazionale, in discussione al Parlamento. Un metodo – sottolinea Nino Zumbo Segretario Cgil Calabria – che rappresenta un’ autentica presa in giro per i calabresi, illusi ancora una volta sui risultati improbabili di una politica economica e finanziaria dissennata, ed incapace di attivare reali prosessi di sviluppo nella Regione”.
Analoga preoccupazione della Cgil calabrese, viene espressa sulla manovra di assestamento di bilancio regionale 2004, in riferimento soprattutto alle scarse risorse finanziarie destinate alla stabilizzazione dei lavoratori Lsu ed Lpu della Calabria. E’ evidente che nonostante le dichirazioni di buona volontà da parte della Giunta e della sua maggioranza, verso la stabilizzazione dei precari calabresi LSU e LPU e l’aumento dell’occupazione, poi nei fatti non si mettono in atto né politiche occupazionali né adeguate risorse finanziarie. Stessa cosa sta avvenendo per i trasporti perché le risorse previste non consentono di raggiungere il fabbisogno finanziario definito per la stipula dei contratti di servizio, fra la Regione Calabria e le aziende pubbliche e private di autoservizi. Altro aspetto evidenziato dalla Cgil, l’eccessiva polverizzazione della spesa e la scarsa attenzione verso le politiche del sociale e dei servizi.

La CISL invita anon abbassare la guardia sull’afflizione sociale

02/08 Il Segretario Generale della Cisl di Cosenza, Giuseppe Belcastro, nel passare in rassegna le principali emergenze della Provincia, invita le Istituzioni e quanti hanno ruoli di responsabilita', ''a non abbassare la guardia, anche nell'imminenza del periodo feriale, sullo stato di grave afflizione sociale che interessa migliaia di calabresi''. ''E' vero, continua Belcastro, che l'estate e' tempo di sole, di mare e vacanze. Ma l'enfasi sugli svaghi legittimi, dopo un anno di lavoro d'ufficio, di stress, non deve distrarre la nostra attenzione su quanti queste vacanze non l'hanno mai conosciute, o meglio vorrebbero assaporarle come meritato risultato di un anno di impegno e produzione, ci riferiamo agli oltre 200.000 disoccupati calabresi, agli oltre 187.000 lavoratori in nero, agli oltre 30.000 precari di questa Regione, e a quanti vivono il dramma delle dismissioni industriali cioe' ai circa 4.000 lavoratori dei comparti tessile, meccanico, siderurgico, informatico etc''. ''Drammaticamente, evidenzia Belcastro, il 2003 e il 2004 saranno ricordati come anni nei quali lo sviluppo economico e occupazionale della nostra provincia ha registrato degli stop clamorosi tra l'atro opportunamente documentati dai rapporti dell'Assindustria. Dal Nord al Sud della nostra Regione, da Castrovillari a Reggio Calabria, da Ovest verso Est, dalla Costa Tirrenica alla Costa Ionica, registriamo nel tessuto economico-produttivo un vero e proprio bollettino di guerra, con la perdita di migliaia di posti di lavoro, in conseguenza dell'inarrestabile processo di dismissione e destrutturazione del gia' debole tessuto economico e produttivo del nostro territorio, ai quali si aggiungono i nefasti riflessi dei tagli operati dalle grandi societa' a partecipazione pubblica, quali Poste, Enel, Ferrovie dello Stato, Telecom, ANAS, che hanno deciso di abbandonare la Calabria e di tagliare gli organici dal 30 al 50 %.
- ''A questi problemi, aggiunge Belcastro, si sommano quelli relativi: all'incapacita' di utilizzare le risorse comunitarie di Agenda 2000, la mancanza di una seria politica per il lavoro, la formazione inesistente, l'elevato livello di pressione fiscale e tributaria (addiz. IRPEF, bollo auto, ticket sanitari su tutto) e il forte degrado morale della vita politica regionale, che impongano alla societa' civile calabrese un forte scatto di orgoglio e di protagonismo per dare una speranza al nostro territorio, quella speranza che la politica ha tradito.
Cifre umilianti che denunciano il grave dramma umano e sociale, che si va consumando nella nostra regione, nel silenzio assordante del Governo nazionale e regionale, che hanno portato durante l'intero anno a forti iniziative di denuncia e mobilitazione delle forze sociali, col sostegno della societa' civile e di suoi importanti settori come la Chiesa calabrese, ricordiamo le denunce dei Vescovi, le prese di posizione della Magistratura contabile della Corte dei Conti regionale all'operato della Giunta regionale. Per tutto questo e' necessario, conclude Belcastro, una forte presa di consapevolezza sociale; ormai la Calabria e i calabresi sono stanchi delle solite parole, dei buoni propositi, delle promesse elettoralistiche, hanno bisogno di risposte certe, in tempi brevi, se non vogliamo che il dramma di una ripresa dell'emigrazione sottragga ulteriori energie vitali a questa terra, per come e' avvenuto in passato. Per questo, la CISL, ritene necessario un nuovo protagonismo sindacale, che acceleri la formazione di tavoli di confronto e discussione, che stiamo invocando ad ogni livello, per definire, dal basso, in coerenza con quanto sta avvenendo, appropriate politiche di intervento, definire Patti con i Comuni capoluogo per lo sviluppo e l'occupazione, contrastando con forza i settori iper-liberisti del Governo nazionale e regionale, decisi a cancellare il ruolo e il valore delle rappresentanze sociali, cosi' come si sta facendo su pensioni, politica economica e federalismo. La Calabria non puo' assistere impassibile al suo degrado morale, civile ed economico (come purtroppo sta avvenendo) e al ridimensionamento per logiche economiciste e di bilancio di tante realta' e all'aggressione ai piu' elementari diritti. Noi abbiamo bisogno, conclude Belcastro, di una rinnovata stagione di mobilitazione e protagonismo per contrastare in Calabria, come nel Paese, le scelte del Governo di attacco al sindacato e alla concertazione e per ristabilire un clima di autentici diritti e rispetto della dignita' di ognuno''.

Zumbo (CGIL): “Preoccupa l’approvazione del Dpefr da parte della II Commissione regionale”

31/07 “La notizia dell' approvazione a maggioranza, da parte della seconda commissione del Consiglio regionale, del Documento di Programmazione economica e finanziaria regionale 2004 (Dpefr), preoccupa la Cgil in quanto il Dpefr oggetto di discussione forniva gli indirizzi, le strategie e le regole per la Legge Finanziaria Regionale 2004, gia' approvata dal Consiglio Regionale il 16 marzo 2004''. A sostenerlo e' Nino Zumbo, della segreteria regionale della Cgil. ''L' ordinamento del bilancio e della contabilita' della Regione, definito dalla L.r. del 4 febbraio 2002, n. 8 e precisamente nell' articolo 2 comma 3 - ha sostenuto Zumbo - prevede che il Dpefr deve essere trasmesso dalla Giunta al Consiglio regionale entro il 30 luglio dell' anno precedente a quello cui si riferisce. La Giunta Regionale avrebbe dovuto quindi trasmettere al Consiglio il nuovo Dpefr per l' anno 2005. Cio' non e' avvenuto a dispetto delle continue richieste della Cgil, della Cisl e della Uil. La Commissione 'Sviluppo Economico' ha ripreso il Dpefr presentato dalla Giunta nel 2003 per l' anno 2004, riproponendolo alla discussione dei consiglieri e pervenendo all' approvazione per la successiva discussione in Consiglio Regionale''. ''Stando cosi' le cose - ha aggiunto Zumbo - la Commissione e il suo Presidente devono chiarire ai calabresi cosa hanno approvato. Un documento ormai superato dalla Legge Finanziaria Regionale 2004, peraltro ormai da parecchi mesi in vigore? Oppure siamo di fronte all' ennesimo tentativo per spacciare il Dpefr 2004-2007 come buono anche per il 2005-2008? Se cosi' fosse siamo di fronte ad una farsa in quanto ci troviamo in condizioni sociali ed economiche a livello regionale, nazionale e internazionale differenti che devono essere debitamente tenute in conto nella formulazione del nuovo documento. Ad esempio l' analisi socio-economica presentata nel documento si riferisce all' anno 2002 e non all' anno 2003 come dovrebbe essere. Inoltre non risulta indifferente per il Dpefr 2005 l' impatto derivante dalla manovra aggiuntiva del Governo nazionale di 7,5 miliardi di euro e dalla prossima finanziaria che si prefigura di circa 24 miliardi di euro''. ''La Cgil Calabria - ha concluso Zumbo - chiede alla Giunta Regionale e al Consiglio di operare nel rispetto di quanto previsto dalla Legge Regionale n. 8 procedendo alla presentazione di un corretto ed adeguato Dpefr per l' anno 2005 che accolga le richieste avanzate formalmente da Cgil, Cisl e Uil e di procedere rapidamente alla sua approvazione per non aggravare ulteriormente le condizioni sociali ed economiche della Calabria''.

CGIL-CISL-UIL: Il DPEFR è un atto formale e d’immagine. Non tiene conto degli indicatori”

29/07 ''La Giunta regionale ripropone, quasi interamente, il Dpefr presentato a dicembre 2003 per la finanziaria 2004, non tenendo conto delle variazioni degli indicatori economici, finanziari e sociali intervenute nel frattempo in ambito internazionale, nazionale e regionale''. Lo sostengono le segreterie calabresi di Cgil, Cisl e Uil. In un documento congiunto, Fernando Pignataro, Luigi Sbarra e Roberto Castagna, criticano duramente l' impostazione del documento di programmazione economica e finanziaria regionale 2005-2008. ''Nella riproposizione del Dpefr, la Giunta regionale - sostengono i leader sindacali - non tiene conto delle nuove scelte di politica economica e finanziaria decise dal Governo centrale con la manovra aggiuntiva di 7,5 miliardi di euro finalizzata al contenimento del debito pubblico e delle scelte e degli indirizzi del nuovo Dpef nazionale 2005-2008 che prefigura una finanziaria 2005 di circa 24 milioni di euro. La scelta della Giunta regionale di non attivare momenti di confronto e di concertazione con le parti sociali ed economiche sulle linee d'indirizzo prima, e sulle scelte del Dpefr dopo - proseguono - non garantisce la giusta attenzione per il raggiungimento degli obiettivi di governo dell' economia calabrese. Tutto cio' costringe a supporre che si vuole procedere all' approvazione di un documento che non solo e' quello gia' presentato per la finanziaria 2004 e che, quindi, non puo' assolvere minimamente alla funzione strategica e di raccordo fra i vari livelli di programmazione e la prossima legge finanziaria regionale 2005, ma che e' inadeguato e probabilmente ha il solo fine di un adempimento formale, un atto burocratico e d' immagine senza alcuna efficacia''. Per Cgil, Cisl e Uil ''e' indispensabile un nuovo Dpefr con l' aggiornamento dei dati macroeconomici della Calabria sulla base dei quali il Consiglio regionale dovra' preventivamente discutere delle scelte strategiche e di finanza pubblica stabilendo regole a cui dovra' attenersi la Giunta per l' elaborazione della finanziaria regionale 2005''. Nelle osservazioni sul documento, i sindacati parlano di ''gravi lacune analitiche'' e di ''lavoro elaborato senza un sufficiente impegno e senza un' adeguata consapevolezza del valore dello strumento in questione''. In particolare, si critica il quadro economico che ''riporta luoghi comuni sugli indicatori macroeconomici riferiti al 2002 anziche' al 2003 e non compie alcuna scelta degli obiettivi da raggiungere. Il documento presentato, inoltre, non affronta l' entita' del debito pubblico regionale e non si sofferma affatto sul patrimonio pubblico immobiliare''. Secondo Pignataro, Sbarra e Castagna ''nessun impegno e' assunto per l' elaborazione del Piano di sviluppo regionale;per non aumentare la pressione fiscale, la piu' alta rispetto alle altre regioni; per istituire il sistema di controllo interno e i centri di costo; per il contenimento della spesa corrente entro la soglia del tasso programmato di inflazione e rispettare i vincoli posti dal Patto di stabilita' interno; per dare priorita' alla spesa per investimenti. Non si fa alcun riferimento alla programmazione negoziata che in Calabria e' molto diffusa e rappresenta uno dei processi piu' importanti per lo sviluppo e la crescita dell' occupazione (12 Patti territoriali, due Contratti d' area, diversi Contratti di programma, di cui alcuni in itinere, e tre Accordi di Programma)''. Mancano riferimenti all' utilizzo delle risorse delle aree sottoutilizzate e al Contratto di localizzazione. In tema di ambiente, Cgil, Cisl e Uil ritengono che la strategia ''deve essere articolata al recupero e alla valorizzazione delle risorse naturali ambientali'' e lametano nel documento ''l' assenza di qualsiasi analisi e proposta su Piano energia; parchi, aree protette, riserve naturali; smaltimento dei rifiuti e bonifica dei siti inquinanti; tutela dell' ambiente e delle risorse idriche (a partire dall' Apq Ciclo integrato delle acque), dello stato operativo della Sorical e piano quinquennale di investimenti per il miglioramento dell' offerta idrica. Nel Dpefr - proseguono - e' richiamata l' Intesa generale quadro fra il Governo centrale e quello regionale pure non essendo ancora recepita dal Piano di trasporto locale e dal Piano regionale dei trasporti. Nessun riferimento viene fatto alle reti di grande comunicazione come alla progettazione dell' Alta capacita' Ferroviaria Battipaglia - Reggio Calabria, all' ammodernamento della statale 106/E90 e al completamento della autostrada A3. Manca una visione strategica del settore per migliorare la qualita' e il funzionamento delle infrastrutture di trasporto, soprattutto per quanto concerne il Porto di Gioia Tauro e la logistica''. Anche sui beni culturali ''e' ripetuta in parte - sostengono i sindacati - la strategia del Por Calabria senza l' indicazione degli obiettivi. Manca qualsiasi riferimento ai grandi attrattori e alla concentrazione e integrazione delle risorse ai fini di un' adeguata valorizzazione e non si vede, inoltre, una strategia per rafforzare il tessuto urbano delle citta' calabresi''. Sul piano delle attivita' produttive le critiche dei sindacati si appuntanto per il settore agricolo sulla ''strategia non sufficientemente chiarita''. Circa i settori industria, artigianato e commercio, secondo i sindacati, il Dpefr ''non esplicita un' adeguata strategia per il superamento dei limiti strutturali della struttura produttiva industriale composta di piccole e piccolissime imprese''. Assenti, ancora, i riferimento alla razionalizzazione degli incentivi e all' utilizzazione di strumenti come i Pia. Nessun riferimento ai mancati risultati che dovevano essere realizzati con la 488/92 e con la legge Sabatini. A distanza di quattro anni - sostengono Cgil, Cisl e Uil - dall' attuazione del Por, ''non sono stati individuati i Sistemi turistici locali e le azioni di miglioramento dell' ospitalita'''. ''Viene meccanicamente ripetuta - sostengono i sindacati - la strategia europea e nazionale sulle politiche attive per il lavoro senza poi individuare le azioni e gli strumenti per renderla operativa a livello regionale''. Cgil, Cisl e UIl sollecitano, infine, un Piano per la legalita' e la sicurezza del territorio e sottolineano la necessita' di intervenire sull' organizzazione del lavoro e degli uffici dell' Ente regione.

CISL: “Vertenza Cosenza deve diventare questione nazionale assieme a quella della Calabria”

29/07 La vertenza Cosenza e piu' in generale quella che riguarda la Calabria devono diventare questioni nazionali: e' quanto si sostiene in un documento approvato dal comitato esecutivo provinciale della Cisl di Cosenza. ''Mancanza di lavoro, precariato diffuso, destrutturazioni industriali e dismissione delle grandi societa' di servizio nazionale Enel, Telecom, Anas e Poste e Ferrovie dello Stato - e' scritto nel documento - sono le emergenze che affiorano nel silenzio assordante dell' esecutivo regionale ormai distratto dalle emergenze vere del territorio e teso ad una mera gestione del potere fine a se stessa''. I lavori dell' organismo sindacale sono stati aperti dal segretario provinciale della Cisl, Giuseppe Belcastro. ''Le scellerate ed inopportune politiche economiche del Governo Berlusconi - ha sottolineato Belcastro - vanno inevitabilmente producendo ripercussioni sociali fortissime, difficolta' nel controllare le dinamiche salariali, perdita del potere d' acquisto dei redditi e delle pensioni, peggioramento della qualita' della vita, destrutturazioni economiche. Questi sono soltanto alcuni esempi delle gravi difficolta' che sta attraversando il Paese. Per di piu' - conclude Belcastro - tale quadro e' peggiorato dalla rottura registrata tra Governo e sindacati con la decisione dell' esecutivo di ricorrere allo strumento della fiducia per approvare la riforma delle pensioni''.

Di Iacovo (Uil): "Il polo turistico di Sibari può essere volano di sviluppo"

28/07 ''Il Polo turistico integrato di Sviluppo Italia a Sibari puo' rappresentare un grande volano per lo sviluppo dell'intera sibaritide e, per questo, merita un trattamento contrattuale particolare per facilitare le ''condizioni insediative'' delle imprese in un quadro di sicurezza e di ''economie di scala'' nella fase di avvio degli investimenti, al fine di creare buona e duratura occupazione''. E' quanto sostiene il segretario generale della Uil provinciale, Benedetto Di Iacovo, nel corso di un incontro dell'organizzazione sindacale svoltasi a Cassano allo Ionio. ''L'investimento proposto da Sviluppo Italia - ha aggiunto - per il quale esprimo il mio vivo ringraziamento ed apprezzamento al vicepresidente Francesco Samengo e' di grande portata e cambiera' sicuramente i connotati del nostro territorio e le condizioni socio-economiche del Comune di Cassano. Per questo merita, oltre che grande attenzione, un protocollo di intesa tra le Parti Sociali, attraverso il quale creare le condizioni contrattuali flessibili al fine di assicurare le condizioni di sviluppo dell'economia e del sistema delle imprese nella fase di avvio degli investimenti, all'interno di un quadro di corrette relazioni sindacali. Il Sindacato, almeno la Uil, e' disponibile ad offrire particolari condizioni contrattuali di avvio degli investimenti con le imprese, sia per la fase di realizzazione del centro turistico, che per le strutture ricettive e gestionali del centro stesso''. ''Necessario diventa anche -ha proseguito Di Iacovo- l'impulso di attivita' di controllo nel rispetto delle norme in materia di avviamento al lavoro, igiene e sicurezza sul lavoro, di tutela del lavoratore attraverso accordi sindacali sulla gestione del mercato del lavoro; la prevenzione di fenomeni di usura, attraverso il ricorso a strumenti di garanzia di accesso al credito, tramite la sottoscrizione di un protocollo con le Banche locali. In una parola questo investimento e' troppo importante sia per Cassano che per l'intera Sinbaritide. Per questo va tenuto al riparo da eventuali deviazioni ed inquinamenti e va sostenuto con accordi sindacali che evidenzino la capacita' di una classe dirigente sindacale attenta, moderna, propositiva, progettuale''. ''E siccome l'investimento - ha concluso - riguarda molteplici settori, questo dovra' essere sottoscritto dalle tre Confederazioni, a livello provinciale, per poi essere gestito, a seconda della tipologia merceologica, dalle categorie aderenti a Cgil, Cisl e Uil''.

Sindacati "La Giunta regionale presenti un nuovo DPEFR"

26/07 La CGIL, unitamente a CISL e UIL, nell'audizione del 21 luglio 2004 sull'Assestamento del Bilancio 2004, ha evidenziato alla seconda Commissione Consiliare che e' ''sbagliato accettare la discussione sul Documento di Programmazione Economica e Finanziaria Regionale ( DPEFR), presentato dalla Giunta regionale nel dicembre 2003 per la finanziaria 2004. Pertanto, e' necessario che la Giunta regionale presenti un nuovo DPEFR 2005-2008 che stabilisca le strategie e le regole per la prossima finanziaria 2005, tenendo conto delle decisioni, degli indirizzi e degli effetti della manovra aggiuntiva di 7,5 milioni di euro e del nuovo Documento di Programmazione Economica e Finanziaria Nazionale''. Per la Cgil ''e' indispensabile che il nuovo DPEFR sia discusso con il sindacato e con le altre forze sociali e istituzionali prima che venga presentato in Commissione e al Consiglio in modo da affrontare nel merito e con il tempo necessario i problemi del lavoro, dello sviluppo e dei servizi, in particolare quelli del sociale. La discussione sul DPEFR non si puo' consumare in una semplice audizione, che e' sempre utile e opportuna per avanzare richieste e proposte, con la seconda Commissione consiliare Il confronto si dovrebbe tenere con l'Esecutivo per discutere sulle politiche di sviluppo e per evitare che alla presenza dei pesanti tagli alla spesa decisi dal Governo centrale la Calabria rimanga una regione estrema per bassi livelli di produzione del Prodotto Interno Lordo(PIL) e per alta disoccupazione con il rischio che continuano a pagare il risanamento della finanza pubblica esclusivamente i disoccupati, i pensionati e i lavoratori. Un' eventuale decisione della Giunta e della maggioranza di portare in discussione il vecchio DPEFR presentato nel 2003 acquista il significato di una volonta' di pervenire all'approvazione senza confronto e quindi per ottenere solo risultati di immagine e non per affrontare i problemi dello sviluppo, del sociale e della finanza pubblica in Calabria. La CGIL Calabria stigmatizza, inoltre, le decisioni assunte dalla Giunta regionale in merito all'Assestamento del Bilancio 2004, nonostante le preoccupazioni, le proposte e le richieste avanzate a marzo 2004, prima dell'approvazione dello stesso bilancio preventivo, non sono state tenute debitamente in considerazione. La Giunta regionale nell'assestamento di Bilancio sui 74,5 miliardi di euro, provenienti da economie realizzate sui fondi liberi, continua nella frammentazione delle risorse attraverso interventi poco strategici che spesso corrispondono a scelte assistenziali e a volte anche clientelari. L'esigenze del lavoro in Calabria, secondo la CGIL, continuano ad essere poco considerate tanto e' che le risorse destinate non sono sufficienti a dare risposte alle domande di stabilizzazione pervenute gia' all'Assessorato al Lavoro. E' evidente che nonostante le dichirazioni di buona volonta' da parte della Giunta verso la stabilizzazione dei LSU e LPU e l'aumento dell'occupazione, poi nei fatti non mette in atto ne' politiche occupazionali ne' adeguate risorse. E' opportuno invece che la Giunta ci ripensi e decida di iscrivere nell'assestamento di bilancio 2004 maggiori risorse verso il lavoro, rispetto quelli previste. La Giunta regionale per quanto concerne il Trasporto Pubblico Locale e' dall'anno 2000 che non ha inteso attuare la legge regionale 23 e quindi realizzare la riforma per riorganizzare i servizi, razionalizzare la spesa e per dare le giuste risposte agli utenti. Nell'anno 2004, pur avendo deciso le modifiche alla legge regionale 23 e previsto la stipula dei Contratti di Servizio per una quota pari a 100 milioni di euro, non ha destinato sufficienti risorse ne' nella legge finanziaria ne' nell'assestamento di bilancio. Ancora, mancano le risorse per l'ammodernamento della funivia di Lorica che rischia la chiusura nelle prossime stagioni mettendo in discussione i livelli occupazionali e l'intera economia turistica locale. La CGIL Calabria ritiene indispensabile una profonda svolta nelle politiche di finanza pubblica sia nel metodo per come si perviene alla formazione del DPEFR e della Finanziaria sia nel merito delle scelte di politica economica e del sociale per portare a trasparenza le decisioni e la spesa''.

Stabilizzazione dei lavoratori LSU-LPU: I sindacati chiedono un incontro urgente in Regione

26/07 CGIL, CISL e UIL chiedono un incontro urgente per un esame delle domande di stabilizzazione dei lavoratori LSU-LPU pervenute all' assessorato al lavoro a seguito dell'avviso pubblico in attuazione della L.R. 20, i cui termini sono scaduti il 4 Luglio scorso. I sindacati sono ''informalmente a conoscenza che tali domande riguardano oltre 1.500 persone e che, quindi, nonostante la grave crisi finanziaria in cui versano gli enti locali calabresi, si e' prodotto nel territorio uno sforzo notevole per dare risposte concrete ad una buona fascia di questo precariato. Ora spetta alla Regione saper raccogliere questa domanda e saper ricercare soluzioni concrete. Oggi esistono gli sbocchi concreti per oltre 1.500 persone, esiste la possibilita' del Governo a trattare, esiste lo strumento, che e' la Sua stessa legge e c'e' ancora la possibilita' di intervenire sul bilancio, con la manovra di assestamento non ancora votata dal Consiglio Regionale. Pertanto non sono tollerabili ulteriori lentezze, ritardi e sottovalutazioni”.

La CGIL bolla i DPEF calabrese come “manovra terribile”

23/07 Un' analisi severa dell' attuale situazione politica, quella effettuata oggi nel corso del comitato direttivo regionale della Cgil tenutosi a Lamezia Terme. Ai lavori ha partecipato anche Paolo Nerozzi, segretario nazionale dell' organizzazione sindacale, secondo il quale ''oggi abbiamo un' emergenza. In questo momento - ha spiegato - ci troviamo di fronte all' arrivo di un Dpf preoccupantissimo. Gia' la manovra approvata ieri sera con un voto di fiducia, fatto insolito, ha un effetto sul Mezzogiorno di 70mila posti di lavori in meno circa e si interviene sugli Enti locali''. Per il sindacalista, poi, non ci sarebbero dubbi sul fatto che ''le condizioni delle persone che noi rappresentiamo nel Mezzogiorno peggiorino ulteriormente. Bisogna dare una risposta immediata. Un Dpef cosi' - ha aggiunto - non va bene. Non va bene la manovra correttiva e non va bene colpire anche quei meccanismi come la programmazione negoziata che avevano dato dei risultati''. Nerozzi ha poi posto l' accento sulla ripresa dell' attivita' criminale. ''Un motivo, questo - ha sostenuto - che dovrebbe spingere a rilanciare, in qualche modo, tutta la battaglia per la legalita'. Noi ovviamente chiediamo un quadro politico piu' generale e alle forze di opposizione un programma forte per le questioni che riguardano in modo particolare il Mezzogiorno che e' la parte piu' debole e piu' a rischio di questo paese''. Per il segretario generale della Cgil calabrese, Fernando Pignataro, che ha aperto i lavori, la riunione di oggi e' stata importante in quanto era ''opportuno fare il punto sulla situazione della fase politica che si e' determinata subito dopo le elezioni con la sconfitta del governo e la crisi latente che viene fuori quotidianamente sempre piu' rilevante su tante questioni. E' un governo che si e' indebolito - ha aggiunto Pignataro - in una situazione economica e sociale che si e' aggravata, proprio mentre occorrerebbero scelte e manovre economiche e finanziarie serie e interventi che producano incentivi agli investimenti. Mi pare che si vada nella direzione tremontiana senza Tremonti''. Affermazioni condivise dagli altri intervenuti che hanno definito ''terribile'' la manovra economica. ''Ma non sara terribile solo questa - ha sostenuto Pignataro - Lo saranno anche i Dpef finanziari dei prossimi mesi perche' per restare in Europa, ed ormai tutti gli osservatori ci indicano 24milioni di euro a 45 di fabbisogno, avremo delle
finanziarie 'lacrime e sangue' che punteranno quasi tutte sul mondo che rappresentiamo noi''.
Entrando nel merito della manovra finanziaria decisa dal governo, il segretario generale della Cgil calabrese, ha evidenziato che essa ''taglia gli Enti locali, il Mezzogiorno, il welfare locale, i servizi dei comuni''. A giudizio di Pignataro e' necessaria ''una forte iniziativa da parte della Cgil, del sindacato, impegnato anche su tavoli diversi, sulla questione dei modelli contrattuali da cui non vuole sfuggire, ma tentando di avere una posizione univoca con Cisl e Uil proprio per avere un tavolo in cui c' e' il tentativo di rilanciare fortemente l'azione del sindacato''. Parlando della situazione calabrese, Pignataro ha sostenuto che ''non c'e' dubbio che tutta quanta questa vicenda ha delle ripercussioni forti anche sulla Calabria, sempre piu' allo sfascio, senza idee e con una Giunta regionale che e' fallita. Non comprendiamo - ha aggiunto - anche alcuni distinguo e tentativi di recupero o di allargamento dell' area del centrosinistra, dell' alternativa. Riteniamo che ci debba essere un' azione di contrasto forte, un' alternativa chiara, visibile con un leader forte che recuperi quello che si e' mosso nella societa' fermo rimanendo il ruolo dei partiti e il ruolo degli altri soggetti sociali che devono essere autonomi e distinti''.

Sbarra (Cisl): La manovra di assestamento della Giunta Regionale non affronta le emergenze

22/07 La manovra di assestamento del bilancio 2004