Sport: Calcio
dal 9/5 al 30/7
Cosenza
Calcio: decisione entro lunedì
30/07 Una città in attesa. Anzi, tutto il
popolo rossoblu distribuito in giro per il mondo è rimasto
tutt’oggi incollato a radio, computer e mezzi di comunicazione
per avere le ultime notizie di questa avventura che sembra non avere
mai fine. Oggi la sesta sezione del Consiglio di Stato doveva discutere
l’appello del Cosenza Calcio per la non applicazione, da parte
della FIGC, della sentenza emessa giorni orsono. Grandi e vecchi,
tifosi e sportivi, massaie ed operai tutti a domandare notizie sull’appello
di oggi. Ma ce n’era di lavoro da svolgere in quel di Palazzo
Spada in Roma (sede del Consiglio di Stato) . La seduta prevista verso
le 16, è potuta iniziare solo alle 21.30, per laa notevole
mole di lavoro, e di sedute, che il Consiglio ha affrontato prima
di quella del Cosenza Calcio. L’udienza, durata oltre quaranta
minuti, ha visto di fronte gli avvocati del Cosenza, Enrico Lubrano
e Giuseppe caratelli contro quelli della FIGC. Al termine gli avvocati
si sono dichiarati moderatamente soddisfatti. Nella seduta, addirittura
i legali della Federazione non avrebbero affatto disquisito sull’oggetto
del contendere (l’iscrizione del Cosenza in un campionato di
professionisti di serie C) ma sarebbero andati “fuori petitum”,
quasi a calpestare il giudizio di un Consiglio di Stato che è
il massimo organo giurisdizionale della nostra Repubblica, tirando
in ballo le pendenze economiche di alcuni giocatori, cosa normale
per una società di calcio, ma qui aggravata dalla Federazione
che con il suo comportamento ha bloccato ogni possibilità di
azione alla società. Un atteggiamento che ai più è
parso oltre che provocatorio anche offensivo per l’organo giudicante.
C’è una sentenza del Consiglio di Stato ed in Federazione
pare che non ne abbiano tenuto conto, leggendo il deliberato con interpretazioni
di parte. Così quando a pagina 40 prima, “Al momento
dell’adozione del provvedimento di decadenza non poteva, come
appena detto, neanche considerarsi definitivamente concluso l’iter
dei ricorsi interni alla giustizia sportiva e, come evidenziato dal
Tar, il Cosenza non aveva prestato acquiescenza alla mancata iscrizione
al Campionato di serie C/1.
Le successive affermazioni del giudice di primo grado relative al
fatto che il Cosenza non era stato espressamente dichiarato decaduto
dall’iscrizione al campionato di serie C/2 e faceva ancora parte
della Lega nazionale professionisti di serie C, (“tant’è
che ben potrebbe essere iscritta a detto Campionato, per il quale
possiede perlomeno il titolo sportivo”) non possono che essere
intese nel senso che la mancata definizione del contenzioso, anche
di giustizia sportiva, non consentiva ancora un giudizio definitivo
circa il campionato, cui il Cosenza poteva essere iscritto e, di conseguenza,
l’inattività, oltre a non essere imputabile alla ricorrente,
non doveva necessariamente essere riferita ad alcun determinato campionato.“
ed a pagina 41, dopo, della sentenza viene scritto “La FIGC
dovrà quindi verificare, allo stato attuale, la volontà
del Cosenza di partecipare ai campionati di calcio e, in caso di riscontro
positivo, dovrà, anziché proseguire il procedimento
per la decadenza dall’affiliazione, procedere ad individuare
il campionato a cui il Cosenza può essere iscritto, sulla base
delle ordinarie disposizioni federali, dei criteri seguiti in fattispecie
analoghe e degli eventuali presupposti per il ricorso a poteri di
carattere straordinario, tenendo anche conto dei posti resi disponibili
nei determinati campionati.” sul comunicato numero 44 della
Federazione viene soltanto descritto l’ultimo punto di pagina
41 così sintetizzato “individuare il campionato cui il
Cosenza può essere iscritto” e più avanti “sulla
base delle ordinarie disposizioni federali, dei criteri seguiti in
fattispecie analoghe e degli eventuali presupposti per il ricorso
a poteri di carattere straordinario, tenendo anche conto dei posti
resi disponibili nei determinati campionati”. Insomma una guerra
di bervi che sta mettendo a dura prova le coronarie degli sportivi
cosentini che tra l’altro stanno cercando di comprendere quale
sia l’oggetto negativo e misterioso di tanto astio da parte
della Federazione contro il Cosenza Calcio. Non riusciamo comprenderlo
neanche noi. Sta di fatto che siamo arrivati alle ore 22.15 del 30
luglio 2004 ed ancora questo maledetto stillicidio continua. Continua
perché, ovviamente, la decisione ha bisogno di essere discussa
e il risultato, molto verosimilmente, potrebbe uscire lunedì
2 agosto. Ma non finisce qui perché per il quattro agosto,
i legali del Cosenza discuteranno dell’istanza di arbitrato
presentata al CONI. Come dire, ci siamo attenuti anche ai procedimenti
formali sportivi. Ricordiamo pure che i consiglieri della Provincia
con in testa il Presidente della stessa ed il Presidente del Consiglio
provinciale sono in attesa di essere ricevuti dal Presidente Ciampi,
a cui si sono rivolti in questi giorni. Uno sbarramento di fuoco che
dovrebbe, finalmente, portare quella giustizia fin troppo calpestata
in questi giorni.
Di seguito pubblichiamo per intero il Comunicato n.44 della Federazione
e l’istanza di arbitrato al CONI.
COMUNICATO UFFICIALE N. 44/A
Il Presidente Federale visto il proprio precedente provvedimento in
data 31 ottobre 2003 (C.U. n. 96/A), con il quale fu dichiarata la
decadenza dall’affiliazione della Soc. Cosenza Calcio 1914 S.p.A.
ai sensi dell’art. 16, comma 2, lett. a), delle N.O.I.F.; Letta
la decisione n. 5025/2004 emessa inter partes dalla VI Sezione del
Consiglio di Stato, che -nel confermare la statuizione resa sul punto
dal T.A.R. del Lazio, Sez. III ter, con la sentenza n. 2987/2004-
ha definitivamente annullato il suddetto provvedimento perché
adottato in difetto della preventiva comunicazione dell’atto
di avvio del procedimento; Vista la nota in data 7 aprile 2004, con
la quale questa Federazione, nella pendenza del giudizio d’appello
sopra ricordato, aveva prudenzialmente riattivato il procedimento
diretto a verificare la sussistenza dei presupposti per la declaratoria
di decadenza per inattivi tà, notificando alla Soc. Cosenza
Calcio 1914 S.p.A. l’avviso prescritto dall’art. 7 della
legge n. 241/1990; Visto il deliberato del 27 luglio 2004, con il
quale il Consiglio Federale –nel condividere la relazione fatta
sull’argomento dal Presidente- ha convenuto, per i motivi infra
specificati, sull’impossibilità giuridica di riconoscere
al Cosenza Calcio 1914 S.p.A. una collocazione nei campionati professionistici,
deliberando di dare mandato al Presidente di individuare – sentiti
i Vice Presidenti e la L.N.D. - il livello di partecipazione in ambito
dilettantistico da attribuire alla società Cosenza calcio 1914
S.p.A.; Esaminate la memoria procedimentale presentata dalla Società
interessata in data 30 giugno 2004 nell’esercizio della facoltà
di interlocuzione accordatale con lettera dell’11 giugno 2004
nonché l’ulteriore nota fatta pervenire dalla stessa
al Consiglio federale il 27
luglio 2004; Ritenuto di doversi attenere alle regole conformative
enunciate dal Consiglio di Stato nel paragrafo 6.7. della decisione
sopra menzionata, laddove viene chiarito (cfr. pag. 41) che “la
mancata partecipazione della Società ricorrente ai campionati
di calcio nella stagione 2003-2004 non può essere causa di
decadenza dall’affiliazione, non essendo l’inattività
del tutto imputabile al Cosenza”; Preso atto della dichiarazione
resa dalla Soc. Cosenza Calcio 1914 S.p.A. nella sua richiesta di
esecuzione del giudicato formulata in data 12 luglio 2004, con la
quale essa ha manifestato la volontà di partecipare all’attività
agonistica nella stagione 2004-2005; Osservato che, in ragione di
quanto precede, deve essere abbandonato il procedimento preordinato
alla verifica della sussistenza dei presupposti per la declaratoria
di decadenza, riattivato in data 7 aprile 2004, fermo restando tuttavia
il potere della Federazione di “individuare il campionato cui
il Cosenza può essere iscritto” (cfr. pag. 41, I cpv.,
sent. cit.). Rilevato che a tanto la F.I.G.C. viene invitata a provvedere
“sulla base delle ordinarie disposizioni federali, dei criteri
seguiti in fattispecie analoghe e degli eventuali presupposti per
il ricorso a poteri di carattere straordinario, tenendo anche conto
dei posti resi disponibili nei determinati campionati” (cfr.
ibidem). Precisato che lo stesso Consiglio di Stato ha, peraltro,
avuto cura di sottolineare che le affermazioni contenute nella sentenza
di primo grado relative ad una perdurante appartenenza del Cosenza
Calcio 1914 S.p.A. alla Lega Professionisti di serie C –ove
interpretate nel senso che con esse si sarebbe inteso riconoscere
alla ricorrente il possesso del relativo titolo sportivo - “non
sarebbero corrette, in quanto in sede di esame di un ricorso avverso
un provvedimento di decadenza dall’affiliazione al giudice spetta
il compito di verificare la legittimità del provvedimento di
decadenza, non quello di indicare a quale
campionato iscrivere una società, trattandosi di questione
estranea rispetto all’oggetto di un giudizio avente ad oggetto
appunto la decadenza dall’affiliazione” (cfr. pag. 40,
penult. cpv.); Atteso che l’applicazione delle disposizioni
ordinarie vigenti all’epoca dell’originario diniego di
iscrizione al campionato di serie C1 (cfr. C.U. n. 151/A del 28 aprile
2003, punto III, penult. cpv.) stabilivano che alle società
escluse dall’ammissione ai campionati professionistici per mancanza
dei requisiti economico-finanziari ivi prescritti, “purché
in regola con gli altri punti, è concessa la possibilità
di eventuale iscrizione ad un campionato organizzato dalla LND, in
ambito regionale, nella categoria in cui siano presenti disponibilità
di posti nel rispettivo organico, dopo avere adempiuto alle altre
disposizioni
della Lega Nazionale Dilettanti e su decisione della Lega stessa”;
Considerato che la disposizione oggi vigente in materia (art. 52,
punto 6, NOIF) comporterebbe, invece, per la società non ammessa
versante nella situazione sopra descritta (diniego di ammissione al
campionato di serie C1) la possibilità di presentare domanda
di iscrizione al campionato di III categoria; Constatato che l’applicazione
di tali norme consentirebbe, quindi, alla Soc. Cosenza Calcio 1914
S.p.A. (legittimamente esclusa dal campionato professionistico di
serie C1, secondo quanto acclarato con forza di giudicato dallo stesso
Consiglio di Stato), nel primo caso, la partecipazione “ad un
campionato organizzato dalla L.N.D. in ambito regionale” e,
nel secondo caso, la partecipazione al campionato di III categoria
(provinciale); Preso atto che la L.N.D., attraverso i suoi rappresentanti
in seno al Consiglio Federale, nel corso della riunione del 27 luglio
scorso ha espresso parere contrario a qualsiasi collocazione della
società Cosenza Calcio 1914 S.p.A. diversa da quella scaturente
dall’applicazione delle disposizioni sopra richiamate, orientamento
ribadito dal Consiglio Direttivo della L.N.D. riunitosi il 28 luglio
2004 e comunicato per le vie brevi dal Presidente della L.N.D. Valutata,
tuttavia, alla stregua delle indicazioni del Consiglio di Stato, la
peculiarità della fattispecie concreta e ravvisata l’opportunità
di adottare invece una soluzione di
carattere straordinario, che consenta alla Società istante
di attingere, nell’ambito del settore dilettantistico cui essa
resta necessariamente destinata per effetto del succitato diniego
di iscrizione al campionato di serie C1, il massimo livello di partecipazione
possibile (campionato nazionale dilettanti), e ciò ispirandosi
a criteri di maggior favore rispetto a quanto consentito dalla normativa
ordinaria di riferimento, in coerenza con quanto eccezionalmente stabilito
in passato. Sentiti i Vice Presidenti delibera
a) di non dare luogo alla declaratoria di decadenza per inattività
della Soc. Cosenza Calcio
1914 S.p.A. per le ragioni di cui in premessa;
b) di autorizzare la stessa Società a presentare domanda di
ammissione al campionato
nazionale dilettanti (se del caso in soprannumero), ferma restando
la verifica del possesso
dei requisiti di iscrizione all’uopo prescritti da parte del
Comitato Interregionale;
c) di assegnare alla Società interessata termine perentorio
sino alle ore 18,00 del giorno 9
agosto 2004 per eseguire gli adempimenti previsti per l’iscrizione
al suddetto campionato e
produrre la documentazione necessaria, come disposto dal Comitato
Interregionale con il
C.U. n.173 dell’ 1 giugno 2004;
d) di subordinare l’iscrizione al predetto campionato al deposito
entro il termine perentorio
del 9 agosto 2004, ore 18,00 presso il Comitato Interregionale di
una dichiarazione
sottoscritta dal legale rappresentante della Cosenza Calcio 1914 S.p.A.,
contenente
l’impegno a provvedere al pagamento entro il 31 marzo 2005 di
tutti i debiti della società,
non ancora estinti, nei confronti di tesserati, dipendenti e collaboratori
addetti al settore
sportivo.
Pubblicato in Roma il 29 luglio 2004. Il segretario Avv. Giancarlo
Gentile. Il Presidnete
Dott. Franco Carraro
Istanza di arbitrato al CONI
Ai sensi e per gli effetti dell’art. 5, n. 6, del Regolamento
di Arbitrato per la risoluzione delle controversie relative all’iscrizione
ai campionati nazionali di calcio professionistico, si rende noto
che il giorno 29 luglio 2004, è stata presentata istanza di
arbitrato, a cura della Cosenza Calcio 1914 S.p.A. nei confronti di:
F.I.G.C.
??Oggetto:
A seguito della sentenza del Consiglio di Stato n. 5025/2004 il Consiglio
Federale della F.I.G.C. ha preso atto dell’impossibilità
di inquadrare la società istante nei Campionati professionistici,
dando mandato alla Lega Nazionale Dilettanti di trovare adeguata collocazione
nell’ambito dei propri Campionati. Assume parte ricorrente l’erronea
interpretazione della sentenza del Consiglio di Stato, con conseguente
violazione del giudicato e l’obbligo per la F.I.G.C. di iscrizione
del Cosenza al Campionato di serie C1.
??Pretese:
Riconoscimento dello status di società affiliata alla F.I.G.C.;riconoscimento
dello status di società affiliata alla L.P.S.C.; accertamento
della titolarità del titolo sportivo per la presentazione delle
domanda di iscrizione al Campionato di serie C1, con l’ordine
di immediato inserimento nello stesso Campionato o, in via subordinata
in quello di serie C2. Con vittoria di spese, competenze ed onorari
di giudizio. Ai sensi dell’art. 5, del Regolamento di Arbitrato,
per la risoluzione delle controversie relative all’iscrizione
ai campionati nazionali di calcio professionistico, si rende noto
che l’intervento di terzi è possibile ai sensi ed alle
condizioni dell’art. 7 del
Regolamento stesso.
Gentile
chiede una commissione d’inchiesta sulla FIGC
30/07 ''A settembre chiederemo la commissione d'
inchiesta sulla Figc perche' e' l'ora di restituire trasparenza al
governo del calcio. Non abbiamo nulla di personale contro il presidente
Carraro''. A sostenerlo e' stato Antonio Gentile, senatore di Fi.
''Non siamo senatori-tifosi - ha sostenuto Gentile - ma solo parlamentari
che non si mettono il prosciutto davanti agli occhi. Il calcio e'
invaso da una crisi finanziaria cronica, il calcio scommesse sta fornendo
realta' agghiaccianti, c' e' un processo sul doping che riguarda una
famosa compagine torinese, c' e' stata passaportopoli: ebbene, la
Figc non ha mai mosso un dito per moralizzare il calcio. Mi chiedo
dove portera' questa gestione. Forse all' affermazione di una triade
che prima o poi portera' alla disaffezione generale''. ''Piazze importanti
stanno sparendo - ha concluso Gentile - e fra poco Sky-Tv, se continueranno
le cose in questo modo, abbassera' sensibilmente i diritti. La Commissione
d' inchiesta dovra' esserci accordata per fare i conti con una vera
moralizzazione''.
Cosenza
Calcio: La Provincia pronta a sbarcare a Roma.
30/07 Il consigliere provinciale e leader del movimento
Diritti Civili Franco Corbelli, ha reso noto che l'intero Consiglio
provinciale di Cosenza (i 36 consiglieri provinciali con il presidente
Principe e il presidente della Giunta Oliverio) e' pronto a recarsi
a Roma per incontrare il Presidente della Repubblica, Ciampi, per
la vicenda del Cosenza calcio 1914. Intanto, l'atto deliberativo approvato
ieri sera all'unanimita' dall'intero Consiglio provinciale, e' da
questa mattina sul tavolo e all'attenzione personale del Capo dello
Stato. Il documento e' stato preparato e proposto dal consigliere
Corbelli, e si chiede l'iscrizione del Cosenza calcio in serie C1,
"quale atto di giustizia nei confronti dei tifosi, della citta'
e dell'intera provincia". Nello stesso documento si chiede l'intervento
di Ciampi e un incontro urgente del Consiglio provinciale con lo stesso
Ciampi. "I presidenti Principe e Oliverio e tutti i consiglieri
- afferma Corbelli - siamo pronti a partire per Roma a bordo di un
pullman per incontrare il presidente Ciampi per illustrare la grande
ingiustizia subita dal Cosenza, dai tifosi, dalla citta' e dall'intera
provincia. Al Capo dello Stato, se ci concedera' l'onore di riceverci,
chiederemo solo che venga fatta giustizia con l'iscrizione del Cosenza
Calcio 1914 alla serie C1".
Cosenza
Calcio: il Consiglio provinciale chiede l’intervento del Presidente
Ciampi
29/07 E’ stato discusso stasera in Consiglio
provinciale l’ordine del giorno proposto da Franco Corbelli
a proposito delle vicenda Cosenza Calcio. L’ordine del giorno,
che è stato approvato all’unaimità, prevede l’invio
di una missiva urgente al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio
Ciampi e in copia al Presidente della FIGC Carraro. Nel dispositivo
approvato c’è anche la richiesta al Presidente Ciampi
di ricevere, domani stesso, la delegazione della Provincia di Cosenza
guidata dal Presidente Oliverio e dal Presidente del Consiglio Principe
con tutti i consiglieri provinciali. Questo il testo della missiva
che ricalca l’Ordine del giorno discusso e approvato all’unanimità
da tutti i consiglieri. “Egregio Presidente, la società
Cosenza Calcio 1915, dopo oltre 90 anni di gloriosa storia, è
stata lo scorso anno ingiustamente ed arbitrariamente esclusa da tutti
i campionati per un addebito assolutamente irrilevante (rispetto ai
veri grandi scandali del mondo del calcio: società con centinaia
di miliardi di debiti, calcio scommesse, doping…): il ritardo
di un giorno nella presentazione delle fideiussioni; il Tar del Lazio,
nel marzo di quest’anno, e il Consiglio di Stato, agli inizi
di luglio, hanno stabilito che il Cosenza debba essere riaffiliato
alla Figc partendo dal campionato di appartenenza (Serie C1); tutti
i parlamentari della provincia di Cosenza hanno sottoscritto un documento
inviato al Presidente della FIGC Carraro, per chiedere l’iscrizione
del Cosenza calcio alla serie c1; i 16 capigruppo del Consiglio provinciale
di Cosenza hanno sottoscritto, per primi, la stessa richiesta a Carraro
a favore del Cosenza calcio; gli stessi presidenti del Consiglio e
della Provincia di Cosenza, on. Francesco Principe e on. Mario Oliverio
hanno inviato un telegramma a Carraro per perorare la causa del Cosenza
calcio; tutti i tifosi, una città, e l’intera provincia
di Cosenza chiedono giustizia per il Cosenza Calcio (unica squadra
ad essere ingiustamente penalizzata, offesa, umiliata e discriminata);
Le chiediamo, quindi con questo documento un suo intervento ed un
incontro urgente circa l’iscrizione del Cosenza calcio 1914
alla serie C1 quale “atto di giustizia nei confronti di una
città e dell’intera provincia”.
Padre
Fedele scrive ai cinque senatori di Forza Italia
29/07 Il presidente della societa' Cosenza Calcio
1914, padre Fedele Bisceglia, ha aspramente criticato i cinque senatori
di Forza Italia che ieri avevano espresso solidarieta' a Carraro dopo
la richiesta di commissariamento della Figc avanzata da 25 parlamentari.
Questo il etsto della sua lettera inviata ai cinque senatori: Alla
c.a. dei Senatori: P. BORELLI, L. FABBRI, G. CASTAGNETTI, M. IOANNUCCI,
A. M. CICOLANI . Allibito, scandalizzato dal vostro intervento come
Senatori della Repubblica Italiana, che strumentalizzano il ruolo
politico contro una Città offesa e, ingiustamente, condannata.
Le vostre parole sono macigni irriguardosi, simili alla vergognosa
e arrogante sentenza di Carraro. Il vostro intervento “siliconato”
e solidale a sostegno di Carraro, almeno nel caso Cosenza è,
a dir poco, ingiustificato e contro ogni logica. I Senatori dovrebbero
essere saggi e prudenti, specialmente quando sposano la stessa causa
o corrente politica. Inoltre Deputati e Senatori, dovrebbero essere
a servizio di tutta l’Italia. Solidarizzare e, addirittura,
additare Carraro come “moralizzatore” è grave.
Infatti è noto a tutti, dalla Stampa e dai Media, che la F.I.G.C.,
diretta da Carraro, sforna arbitri, calciatori e simili corrotti e,
attualmente, sotto inchiesta per presunti illeciti; giocatori che
si comportano in modo incivile (cfr. scene durante il Campionato Europeo).
“Le allegre gestioni” sono altrove, forse nella F.I.G.C.,
nel Senato e nel Parlamento, dove c’è una girandola di
miliardi che fa perdere il ben dell’intelletto. Come missionario,
a contatto diretto e quotidiano con la fame, la guerra, lo sfruttamento,
condanno questo modo di agire contrario ai valori evangelici. Ricordatevi:
“E’ più facile che un cammello entri per la cruna
di un ago che un ricco in Paradiso!”. Anche voi subirete il
Giudizio Divino… che non è lontano. Quello sì
che è impeccabile e giustissimo!
P. Fedele Bisceglia”
Sette
ricorsi all’arbitrati del CONI. Il 4 agosto c’è
anche il Cosenza.
29/07 Atteso agli straordinari l'arbitrato del Coni.
Dopo l'esclusione di undici club dai prossimi campionati ratificata
due giorni fa dal consiglio federale della Figc, per i primi di agosto
calendario fitto per i ricorsi: sette societa' infatti hanno chiesto
l'intervento dell'organo di giustizia del comitato olimpico, ma non
tutti riguardano il ricorso avverso le decisioni di Covisoc e Coavisoc.
Tra le domande c'e' infatti quella dell'Empoli, retrocesso in serie
B sul campo, che ha chiesto l'arbitrato contro Parma, Siena, Reggina,
Lazio, Chievo e Brescia. L'udienza e' fissata per il 9 agosto (ore
11,30) e il collegio sara' presieduto dal dott. Cirignotta. Gli altri
arbitrati riguardano tutti i club che chiedono che venga respinta
la decisione della Figc in merito alla bocciatura sulle iscrizioni
ai campionati: l'Ancona (udienza il 9 agosto alle 15,30), la Viterbese
(9 agosto ore 18), il Napoli S.S. Spa (4 agosto ore 11,30), il Cosenza
calcio 1914 (4 agosto ore 17), il Como (7 agosto ore 8,30) e il Varese
(7 agosto ore 9,15).
Cosenza
protesta: Bloccato l’ingresso dell’autostrada per due
ore
28/07
E’ durato quasi due ore il blocco dell’ingresso dell’autostrada
(Cosenza Sud) della Salerno Reggio da parte dei circa mille tifosi
che stanno ancora protestando contro l’esclusione del Cosenza
dai campionati professionistici. Cori contro la Federazione Gioco
Calcio, contro Carraro frammisti ai canti della curva. Una pittoresca
vista d’insieme di tantissime bandiere rossoblu che hanno continuato
insistentemente a sventolare al vento. La manifestazione organizzata
ieri sera subito dopo il verdetto del Consiglio Federale era partita
intorno alle 19.10 da piazza Europa, con in testa uno striscione con
su scritto "STOP ALLA MAFIA DI CARRARO", per dirigersi in
un primo momento verso il comune, Ma poi gli organizzatori hanno chiesto
un cambio di programma alla Questura ed hanno svoltato immediatamente
a destra raggiungendo l’ingresso dell’autostrada. Li i
cori si sono sollevati ancora più in alto e la gente affacciata
dai balconi, molti con le bandiere del Cosenza, ha applaudito i ragazzi
al loro passaggio e cantava assieme a loro. Una protesta civile che
ha però creato non pochi problemi al traffico in ingresso ed
in uscita dalla città. Il blocco ha creato una lunga coda di
circa due chilometri che ha invaso la carreggiata nord dell’autostrada.
Clacson spianati e qualche protesta, a dire il vero, c’è
stata ma la Polizia Stradale intervenuta in forze è riuscita
a gestire il problema. Molti, per il lungo protrarsi del blocco sono
stati fatti tornare indietro ad imboccare l’autostrada da dove
sono poi usciti a Cosenza Nord. Altri hanno spento i motori e si sono
avvicinati agli ultrà in protesta. Insomma una giornata forte
che grazie al buon senso di tutti si è svolta nel relativo
ordine. Verso le 21.15 il tifosi hanno rimosso il blocco e si sono
diretti in corteo verso il Comune, dove, in una specie di festa scioglieranno
la manifestazione. Guarda il
filmato (in mpeg)
Padre
Fedele alla manifestazione: “Vogliamo giustizia”
28/07
Stiamo protestando contro una vergognosa onnipotenza. Noi chiediamo
giustizia per la nostra societa'''. Lo ha detto il presidente del
Cosenza Calcio, Padre Fedele Bisceglia, il frate francescano che da
anni e' tra gli ultras della squadra. ''La nostra protesta si sta
svolgendo pacificamente - ha aggiunto - perche' la nostra citta' non
merita i soprusi a cui siamo stati sottoposti. Noi crediamo nella
giustizia e riteniamo che il 30 luglio, con la nuova decisione del
Consiglio di Stato, verra' restituito a Cosenza quanto gli e' stato
tolto ingiustamente''.
''Noi - ha concluso padre Fedele - vogliamo essere trattati come tutte
le altre squadre. La nostra societa' non e' mai fallita e non riusciamo
ancora a capire il perche' non ci viene garantita almeno l'iscrizione
al campionato di serie C. Nel mondo del calcio ci sono societa' fallite
e piene di debiti che invece hanno avuto ed hanno ancora ora trattamenti
nettamente migliori di quello riservato al Cosenza Calcio”.
Venticinque
senatori, di tutti e due i raggruppamenti, hanno chiesto il commissariamento
della FIGC
28/07
Venticinque senatori dei due schieramenti, primo firmatario Antonio
Gentile di Forza Italia, secondo firmatario Iervolino (Udc) hanno
rivolto un' interrogazione ai Ministri Urbani e Siniscalco chiedendo
che ''siano assunti provvedimenti urgenti nei confronti della Figc
e del suo Presidente, con il commissariamento immediato della Presidenza''.
Nel documento sottoscritto dai 25 senatori, fra i quali figurano Casillo
e Marini (SDI), Morra, Izzo, Fasolino,Giuliani, Lauro e D'Ippolito
(Fi), Crino' (Nuovo Psi), Trematerra, Salzano e Borea (Udc), Florino
e De Masi (An), si fa riferimento ''alla gravissima decisione presa
dal Consiglio federale della Figc che ha inottemperato alla sentenza
del Consiglio di Stato sulla riammissione del Cosenza Calcio nei campionati
professionistici ed alla esclusione della S.A. Napoli, legittima affittuaria
della SSC Napoli, con un criterio che viola i principi legislativi
essendo la cessione del fitto d'azienda prevista dal Codice Civile''.
I parlamentari fanno riferimento inoltre ''al rischio possibile che
l'erario perda circa 50 milioni di euro di crediti fiscali dalle due
societa' per azioni, in caso di fallimento ''. Nell'interrogazione
si sottolinea anche il ''gravissimo ritardo della Figc nell'attivazione
delle ispezioni federali sui casi di doping e di calcio-scommesse,
che prelude ad un'ulteriore omissione dopo quella nota su passaportopoli
e che rende praticamente inaffidabile l'intero sistema''. ''Si chiede
- conclude l'interrogazione - l'immediato commissariamento della Figc
, ormai destinata ad annullare il calcio meridionale. Nel caso del
Napoli sia stato seguito un metodo incredibilmente difforme rispetto
al Parma Calcio, mentre sul Cosenza l'arroganza dei vertici federali
ha addirittura consentito di bypassare sentenze del supremo organo
amministrativo, colpendo una citta' esclusa dal calcio professionistico
in ragione di interessi potenti”
C'è da aggiungere anche che cinque senatori di Forza Italia,
hanno dato la loro solidarietà a Carraro. Sono Paolo Barelli,
Luigi Fabbri, Guglielmo Castagnetti, Maria Claudia Ioannucci e Angelo
Maria Cicolani. ''Avendo letto i comunicati in cui alcuni senatori
'tifosi' hanno rivolto ingiustificate accuse alla Federcalcio e al
suo presidente - si legge in un comunicato - desideriamo esprimere
solidarieta' ed apprezzamento per l'operato di Franco Carraro, diretto
a moralizzare il calcio italiano e per evitare che 'allegre' gestioni
dei club possano arrecare grave danno all'immagine dello sport italiano.
Il campanilismo che ha animato questi senatori puo' essere compreso,
ma non giustificato''. Esiste anche questo in Italia. Evidentemente
tifano per altri colori visto che o non sono informati o nessuno gli
ha detto che il Cosenza oltre a non essere mai fallito è stato
privato di un diritto che gli apparteneva, quello di cgiocare in un
campionato di calcio professionistico, a prescindere dalle sentenze
del Consiglio di Stato.
Pietro
Mancini: “I cosentini non meritano la serie D”
28/07 “Sportivi e tifosi cosentini meritano
di meglio che assistere alle modeste partite della serie D''. E' quanto
sostiene in una nota l'ex sindaco di Cosenza, Pietro Mancini. ''Non
sarei sincero, tuttavia, se non dicessi - ha aggiunto - che Cosenza,
anche nel calcio, paga la carenza di punti di riferimento, seri e
credibili, nelle istituzioni. Ricordo una estate calda, a meta' degli
anni 90, quando basto' una telefonata dell' allora sindaco, Giacomo
Mancini, mio padre, al buon Tonino Matarrese, numero uno della federcalcio,
per salvare la societa' dalla mannaia degli ispettori della Covisoc.
Oggi credo che Carraro e Petrucci non sappiano neppure i nomi del
sindaco pro-tempore e del presidente della Provincia di Cosenza, peraltro
troppo impegnati nei ribaltoni della volonta' popolare, per piombare
a Roma a sostenere le ragioni del Cosenza''. ''E, intanto, dopo solo
2 anni di purgatorio - conclude Mancini - Firenze tornata in serie
A, anche grazie alle forti pressioni dei DS. Eppure, dalla Juventus
al Cosenza, le regole dovrebbero valere per tutti. Spero che Carraro
e Petrucci, cosi' rigidi nel loro niet alla causa rossoblu', validamente
difesa da Carratelli e Lubrano, si rendano almeno conto che sarebbe
molto grave ingenerare nei tifosi dei club privi di santi in paradiso
il sospetto che siano prevalse, anche stavolta, esigenze di natura
diversa rispetto a quelle della corretta e sana gestione sportiva
delle società”.
Corbelli:
“Carraro e sodali hanno offeso, umiliato e discriminato la città
di Cosenza e la sua provincia”
28/07 Il ''caso Cosenza calcio'' verra' discusso
domani nella riunione del Consiglio provinciale di Cosenza: lo ha
reso noto il leader del Movimento Diritti Civili e consigliere provinciale
Franco Corbelli che ha aggiunto di avere sollecitato l' anticipazione
dell' argomento come primo punto all' ordine del giorno della seduta.
''Il leader di Diritti Civili ha anche confermato - e' scritto in
una nota - di aver recapitato questa mattina, via fax, alla Procura
della Repubblica di Roma un esposto denuncia contro Carraro e la Figc
per la mancata iscrizione del Cosenza 1914 alla serie C1. Il reato
ipotizzato nell' esposto e' quello di omissione in atti d' ufficio
per aver la Figc disatteso il deliberato del Tar del Lazio e del Consiglio
di Stato''. Secondo Corbelli ''Carraro e i suoi sodali hanno offeso,
umiliato e discriminato la sportiva, civile, colta e pacifica citta'
di Cosenza e l' intera provincia. Dire che siamo indignati e' superfluo.
Una cosa e' certa - ha sostenuto ancora il leader di Diritti civili
- non accetteremo questa ingiustizia e questa infamia ad opera di
uomini plurindagati dalla magistratura, indegni di rappresentare il
calcio e la giustizia sportiva''. ''Reagiremo pacificamente e gandhianamente
con ogni mezzo - ha aggiunto Corbelli - soli contro tutti, contro
i potenti, contro i poteri forti che hanno deciso di cancellare, dopo
oltre 90 anni di gloriosa storia, il Cosenza calcio 1914. Sono accanto
ai tifosi a lottare, come faccio, da oltre un anno. Domani in Consiglio
faro' un intervento durissimo e preannuncio una protesta clamorosa.
Lotteremo sino all' ultimo contro questa vergogna e per chiedere giustizia
per il Cosenza, per i tifosi, per la citta' e per l' intera provincia''.
Covello
sul caso Cosenza Calcio: “Bisogna combattere tutti insieme”
28/07 ''Bisogna superare le barriere ideologiche
e combattere insieme in nome del Cosenza calcio''. E' quanto sostiene
in una nota l' amministratore unico delle Ferrovie della Calabria
ed esponente di Forza Italia, Franco Covello che lancia un appello
al presidente della provincia Mario Oliverio, al sindaco Eva Catizone,
all'assessore regionale allo sport Pino Gentile, ai deputati e senatori
eletti nel comprensorio, a tutte le forze imprenditoriali. ''Mi auguro
che - ha aggiunto - per la prima volta unitariamente si faccia sentire
il peso della citta' di Cosenza e della sua tradizione calcistica
chiedendo un incontro a Petrucci, Carraro e al presidente della Corte
Federale della lega calcio''. L'amministratore unico delle Ferrovie
della Calabria, che da sempre ha seguito la storia dei rossoblu rilanciando
la squadra nelle stagioni 1982 e 1987 critica l'attuale atteggiamento
della lega calcio che ''ancora una volta - sottolinea Covello- ha
voluto ingannare gli interlocutori nella recente riunione mortificando
di fatto il calcio cosentino''. ''Occorre recuperare - ha concluso
- un anno di tempo perduto. In questo momento non ci possono essere
protagonisti o personaggi che vogliono primeggiare perche' il rischio
e' la solitudine''.
Presentato
il ricorso al Consiglio di Stato: verrà discusso il 30 luglio
28/07 Il collegio difensivo del Cosenza Calcio 1914,
composto dagli avvocati Giuseppe Carratelli Filippo ed Enrico Lubrano,
ha presentato questa mattina un ricorso innanzi al Consiglio di Stato
per ottenere l'esecuzione del giudicato di cui alla sentenza n5025/2004
che sancisce l'affiliazione della societa' alla Federazione Italiana
Giuoco Calcio. Il ricorso e' stato presentato perche' gli avvocati
del Cosenza ritengono il provvedimento emanato ieri dal Consiglio
Federale elusivo del dettato della sentenza del Consiglio di Stato.
Proprio ieri il Consiglio Federale ha stabilito l'impossibilita' di
iscrivere il Cosenza 1914 nei campionati professionistici dando mandato
al Presidente e ai Vicepresidenti insieme alla Lega Nazionale Dilettanti
di trovare la migliore collocazione possibile nell'ambito della Lega
Nazionale Dilettanti. In particolare i legali Carratelli e Lubrano,
si legge in un comunicato, ritengono che l'atto emanato dalla Corte
Federale neghi al Cosenza il titolo sportivo di serie C1 e la posizione
di soggetto affiliato alla Lega Professionisti di serie C , realizzi
una macroscopica disparita' di trattamento rispetto ad altri provvedimenti
assunti nei confronti delle societa' Foggia, Trento e Monza e ometta
di considerare il fatto che si erano nel frattempo si sono resi disponibili
due posti in serie C1 e sei posti in serie C2. Considerata l'eccezionalita'
della situazione il ricorso sara' discusso nell'udienza di dopodomani
davanti alla Sesta Sezione del Consiglio di Stato. Il Collegio difensivo
della societa' Cosenza Calcio 1914 Spa, ritiene inoltre che il ''provvedimento
emanato in data 27 luglio 2004 dal Consiglio federale e' un atto elusivo
del giudicato di cui la sentenza n.5025/2004 per le seguenti ragioni:
per avere illegittimamente negato alla societa' Cosenza Calcio 1914
Spa il ''titolo sportivo'' per la Serie C1 (titolo questo mai espressamente
sottratto alla societa' con alcun provvedimento prima di ieri) e la
propria posizione di soggetto affiliato alla Lega Professionisti di
Serie C (posizione quanto mai espressamente sottratta alla Societa'
con alcun provvedimento prima di ieri), e cio' nonostante con la sentenza
n.5025/2004 avesse imposto alla Figc, nell' individuazione del campionato
cui il Cosenza deve essere iscritto, di non potere utilizzare l' elemento
della mancata partecipazione del Cosenza al campionato 2003-2004 ''in
maniera penalizzante rispetto alla posizione del Cosenza''; per avere
illegittimamente realizzato una macroscopica disparita' di trattamento
rispetto ad altri provvedimenti recentemente assunti nei confronti
delle societa' Foggia, Trento e Monza (Comunicati ufficiali n.199,
200, 201 del 30 giugno 2004), e cio' nonostante che la sentenza n.5025/2004
avesse imposto alla Figc, nell' individuazione del campionato cui
il Cosenza deve essere iscritto, di ''tenere anche conto dei posti
resi disponibili nei determinati campionati''.
Barile:
“Il muro di gomma eretto dalla FIGC mortifica tutti. Stasera
manifesto con i tifosi”.
28/07 “Esprimo il mio apprezzamento al Senatore
Gentile ed all’On. Santelli per lo straordinario impegno profuso
in favore del Cosenza Calcio”. Lo Ha dichiarato Mimmo Barile,
coordinatore della Casa delle Libertà in Consiglio provinciale.
“Si tratta di una vicenda estremamente delicata che impone la
massima determinazione possibile da parte di tutti. Purtroppo il “muro
di gomma” eretto dal Consiglio federale della Figc, mortifica
la passione dei tifosi rossoblu e di quanti si stanno impegnando per
arrivare ad un positivo epilogo della vicenda. Non tutto è
perso, ma la mobilitazione civile della Città deve, a questo
punto, essere massiccia. Ho, per questa ragione conclude Mimmo barile
- , deciso di prendere parte al corteo dei tifosi rossoblu che legittimamente
stanno manifestando per vendere riconosciuto il diritto del Cosenza
Calcio a prendere parte ad un campionato professionistico degno delle
tradizioni di questa gloriosa squadra”.
Esclusione
Cosenza calcio: per gli avvocati è un atto illegittimo, elusivo
della sentenza del Consiglio di Stato
27/07 E nel mentre si tenta di capire cosa possa
essere successo, vista la sentenza del Consiglio di Stato i legali
della societa', Giuseppe Carratelli e Enrico e Filippo Lubrano, stanno
avviando un nuovo capitolo giuridico dopo la decisone di oggi di non
iscrivere il Cosenza Calcio 1914 nei campionati professionistici.
I tre legali, infatti, con un comunicato sono scesi sul piede di guerra
e stanno preparando un giudizio di ottemperanza, per l' esecuzione
immediata della sentenza, da presentare nei prossimi giorni al Consiglio
di Stato “A rischio di bloccare i campionati” ci è
stato detto espressamente. Questo il comunicato diffuso in serata:
“Il collegio difensivo della Società Cosenza Calcio 1914,
s.p.a., costituito dagli avvocati Giuseppe caratelli, prof. Filippo
Lubrano ed Enrico Lubrano – in relazione al provvedimento emanato
dal Consiglio Federale della FIGC in data 27 luglio 2004, con il quale
lo stesso “ha stabilito che non è possibile inquadrare
la società Cosenza 1914 nei campionati professionistici ed
ha dato mandato al presidente e ai vice presidenti, insieme alla LND,
di trovare - possibilmente in accordo con la società - la migliore
collocazione possibile nell'ambito della Lega Nazionale Dilettanti.”
Esprime le seguenti considerazioni:
a) ritiene tale provvedimento un atto elusivo del giudicato da cui
alla sentenza della Sesta sezione del Consiglio di Stato 9 luglio
2004, n.5025
b) ritiene tale provvedimento un atto illegittimo per il fatto di
avere lo stesso,senza alcuna motivazione, negato alla Società
Cosenza calcio 1914 s.p.a. il “titolo sportivo” per la
serie C1 (titolo questo mai espressamente sottratto alla Società
con alcun provvedimento prima di oggi) e la propria posizione di soggetto
affiliato alla Lega Professionisti di Serie C (posizione questa mai
espressamente sottratta alla Società con alcun provvedimento
prima di oggi);
c) rileva l’assoluta incongruità delle decisioni assunte
nei confronti della Società Cosenza Calcio 1914 s.p.a. rispetto
ad altre determinazioni recentemente assunte nei confronti delle società
Foggia, Trento, Monza (Comunicati ufficiali nn. 199, 200, 201 del
30 giugno 2004), costituenti disparità di trattamento, espressione
di eccesso di potere:
d) si riserva ogni azione giudiziaria nelle diverse sedi competenti
a tutela degli interessi della Società Cosenza Calcio 1914
s.p.a.
E nel mentre si tenta di capire cosa possa essere successo, vista
la sentenza del Consiglio di Stato, secondo quanto si e' appreso,
i legali della societa', Giuseppe Carratelli e Enrico e Filippo Lubrano,
stanno preparando un giudizio di ottemperanza, per l' esecuzione immediata
della sentenza, da presentare nei prossimi giorni al Consiglio di
Stato.
Esclusione
Cosenza Calcio: Corbelli preannuncia una denuncia alla Procura della
Repubblica di Roma
27/07 Il leader del movimento Diritti civili, Franco
Corbelli, ha annunciato che domani presentera' alla Procura della
Repubblica di Roma una denuncia sulla vicenda del Cosenza Calcio 1914.
''Avevo auspicato - sostiene Corbelli in una nota - che prevalesse
il buon senso e il rispetto della legge e che non ci fosse bisogno
di questa azione legale. Cosi' purtroppo non e' stato. Dopo le sentenze
del Tar e del Consiglio di Stato l'iscrizione del Cosenza Calcio 1914
alla serie C1 era un atto dovuto. Disattenderlo significa, a mio avviso,
commettere una omissione in atti d'ufficio. Sara' a questo punto la
competente Procura di Roma a valutare la mia denuncia e ad agire di
conseguenza nel rispetto della legge. Il Consiglio federale della
Figc aveva il dovere di iscrivere il Cosenza 1914''. ''Se poi questa
societa' - ha concluso Corbelli - non era in grado di far fronte agli
adempimenti previsti e non era nelle condizioni di offrire le garanzie
richieste e previste dalla legge sportiva la Figc aveva il diritto-dovere
di cancellarla. Ma prima doveva essere riconosciuto il diritto alla
iscrizione in serie C1 del Cosenza Calcio 1914''
Esclusione
Cosenza Calcio: Per Giacomo Mancini “Una decisone abominevole”
27/07 “La decisione del consiglio federale
della Figc e' abominevole. Da mesi un' intera collettivita' aspettava
con ansia la riammissione del Cosenza nei campionati professionistici,
incoraggiata dalle pronunzie del Consiglio di Stato, dai pareri favorevoli
dei legali e dalla disponibilita' espressa dalle istituzioni''. A
sostenerlo e' stato il deputato Giacomo Mancini. ''Oggi invece - ha
aggiunto - dobbiamo subire l' ennesima mortificazione: un colpo al
cuore che sara' difficile da assorbire. Adesso pero' e' venuto il
momento di fare piena chiarezza. Bisogna capire se ancora una volta
il governo del calcio ha voluto calpestare la passione sportiva di
Cosenza oppure se c' e' stato qualcuno che ha alimentato false illusioni.
In entrambi i casi il popolo rossoblu' non rimarra' in silenzio''.
Esclusione
Cosenza Calcio: Gentile denuncia manovre da Cosenza
27/07 Una decisione che sospettavo da giorni: dopo
innumerevoli sforzi, avevamo ottenuto udienza con questi signori che
detengono il potere calcistico, siamo stati buggerati da Roma e anche
da Cosenza''. E' questa la reazione del sen. Antonio Gentile, di Fi,
alla decisione del Consiglio federale della Figc di escludere il Cosenza
dai campionati professionistici. ''Adesso - ha aggiunto Gentile bisogna
ripartire con la stessa rabbia civile, adire Consiglio di Stato e
richiedere il giudizio di esecuzione della sentenza: e' un invito
che faccio ai miei colleghi parlamentari ed alle istituzioni che davvero,
e non solo a parole, vogliono difendere i diritti del Cosenza. Il
Cosenza l' anno scorso fu letteralmente derubato della serie B in
favore di potentati economici e di una precisa societa'. Il calcio
e' invaso da una grave crisi morale e da societa' che hanno centinaia
di miliardi di debiti, con una Figc che fa finta di non vedere e sentire.
Il calcio e' quello del doping impunito''. “Gli avvocati Carratelli
e Lubrano - ha concluso Gentile - devono subito adire il Tar del Lazio
e bloccare i campionati. La Figc vuole cancellare il calcio meridionale
e ridurre tutto ad una triade milano-torinese? La sensazione e' questa.
Comunque non bisogna mollare e lo dico io che sono rimasto solo, per
amore del diritto e della città”.
Esclusione
Cosenza Calcio: per De Rose“Questa vergognosa decisone merita
un ricorso al TAR”
27/07 “Quest'ennesima vergogna merita un ricorso urgente al
Tar del Lazio: Franco Carraro si e' dimostrato ancora una volta un
presidente che deve scomparire al piu' presto. Avevamo dato tutte
le garanzie possibili e stamattina avevamo concordato tutto con Paolo
Pagliuso. Carraro e' uno strumento dei nemici del Cosenza che si sono
mossi, anche all'interno della citta', per farci del male''. Lo afferma
in una nota Umberto De Rose, che era pronto a diventare il presidente
del Cosenza calcio 1914. “Invito Lubrano e Carratelli ad adire
subito il Tar del Lazio ed il Tribunale di Cosenza- dice De Rose-
per i danni subiti: Pagliuso merita rispetto anche per le spese subite.
verificheremo chi sono stati i nemici del Cosenza - conclude De Rose
- e lo diremo a chiare lettere”..
Cosenza
fuori dal calcio professionistico
27/07 La tanto attesa sentenza, il crude verdetto,
che in molti già avevano percepito, ma che nessuno voleva minimamente
osare di pensare è uscito. Il Cosenza calcio è stato
escluso da tutti i campionati professionistici. “Il Consiglio
federale della Figc - recita un comunicato della Federazione - all'unanimita'
ha stabilito che la societa' calcistica Cosenza 1914 non puo' essere
iscritta nei campionati professionistici. Di conseguenza, sempre il
Consiglio federale, ha dato mandato alla Lega Nazionale Dilettanti
di trovare la migliore collocazione possibile”. Non erano parole
al vento, quelle che Macalli aveva professato il giorno dopo l’uscita
della sentenza del Consiglio di Stato. “Il Cosenza in C? io
divento Papa”. Offesa oltre l’umiliazione. Tifosi amareggiati
che scendono in piazza per un mega raduno a piazza dei Bruzi questa
sera alle 19. Sconforto amarezza, ma è la cruda realtà.
Chi aveva attentamente analizzato le vicende societarie degli ultimi
giorni aveva già capito che non sarebbe arrivato nessun regalo
da Babbo Natale. Nessuno che ha voluto affrontare seriamente il problema
economico. Da un anno a questa parte, nessun vero investimento sul
calcio è stato fatto. Fallimentare ed offensivo alla dignità
di Cosenza, poi, l’esperienza Cosenza Football Club che se in
questo momento assurge a pari grado del Cosenza Calcio, ha il grave
demerito di aver infangato ancora una volta il nome di Cosenza. Taglio
della luce per bollette non pagate, giocatori prima strapagati e poi
trattati come pezze vecchie e mandati al diavolo. Una società
che non è mai esistita. Una vergogna che ha fatto riflettere
seriamente il mondo del calcio, quello che conta e che decide. Cosenza
è stata offesa e umiliata una prima volta, ma nella seconda
volta è stata anche ridicolizzata da chi avrebbe dovuto investire
nel pallone e non l’ha fatto. Poi è stata la volta dei
politci che hanno soffiato sulla fiammella della speranza alimentandola
di illusioni. C1, C2, chi lo sa, potrebbe essere. Ma senza basi societarie,
senza progetti economici dove si vuole andare? Per finire all’ultimo
balletto andato in onda ieri dove chi doveva prendere in mani le sorti
del futuro del pallone a Cosenza ha sparato a zero sugli stessi compagni
di cordata. Ma a Roma pensate che hanno gli occhi foderati di prosciutto
e i tappi alle orecchie? Sono state chieste garanzie economiche. Nessuno
ha alzato un dito. Solo parole ma nessuno ha veramente fatto le operazioni
che andavo fatte. Ma non tutti i mali vengono per nuocere. C’è
solo rimasto l’alibi che probabilmente, ameno di nuovi ricorsi
che altro non fanno che illudere, partendo realmente da una categoria
minore con un progetto serio in tre anni si può puntare di
nuovo ad un campionato che conta. Ma chi ci crede più? Chi
ha la forza di riprendersi dopo questa mazzata? Ora è tempo
di proteste. Il vento soffia forte ed i tifosi vogliono giustizia.
Speriamo che la protesta non degeneri. In fondo, si tratta solo di
un gioco.
Padre
Fedele presenta il conto su cui versare l'azionariato popolare
26/07 Un assemblea abbastanza partecipata, nonostante
l'evento clou della giornata fosse a palazzo dei Bruzi, quella organizzata
dal monaco tuttofare, oggi presidente del Cosenza Calcio. Ci si aspettava
i nomi dei giocatori e dell'allenatore, ma la sorpresa è stata
rinviata soltanto di alcune ore. C'è ancora da chiarire alcune
cose tra la proprietà e Umberto De Rose domani mattina. Sede
dell'incontro lo studio dell'Avv. Carratelli. Qualcuno gioca al buio,
è stato detto, e domani potrebbero scaturire altre novità.
Ma a Padre Fedele queste cose non interessano. Lui è per il
nuovo corso. Partendo dalla città, dalle vecchiette nel confessionale
che gli offrono i loro spiccioli per il Cosenza che Padre Fedele vuol
far ripartire il Cosenza dei cosentini. Un entusiasmo che meraviglia
lui stesso. "In qualunque luogo vado, vedono la macchina dell'Oasi
Francescana e mi fermano. Ma sapete cosa mi chiedono tutti? Mi chiedono
del Cosenza Calcio. persino in chiesa dove vado a celebrar messa le
pie donne, che per nulla al mondo avrei giurato potessero interessarsi
di pallone, mi chiedono del mio Cosenza". Una proposta concreta
poi alla fine Padre Fedele la fa. Mostra a tutti un solo foglio con
dei numeri. Sono i numeri del conto corrente su cui si possono far
pervenire le offerte di azionariato popolare. La causale è
"Cosenza bene Comune" la banca è la Banca Popolare
di Crotone - Filiale di Castrolibero, il numero di Conto è
860005 ABI 5256 CAB 88800 CIN Y. Nient'altro chiede padre Fedele.
Armato della sua incrollabile fede fa riferimento ai Santi Gioacchino
ed Anna (oggi è la loro ricorrenza) per un ulteriore miracolo
"Dopo l'OASI Francescana adesso costruiamo il Cosenza Calcio
1914". Questo l'appello
che Padre Fedele rivolge a tutti. (Video mpeg)
Calcio:
La Coavisoc respinge i ricorsi di Napoli e Ancona in B e di Viterbese
e Como in C1
26/07 Giornata intermedia quella che oggi il calcio
ha vissuto con non senza scalpori, più o meno previsti. Napoli
e Ancona sono al momento fuori dai campionati. La Coavisoc, la commissione
d'appello di controllo dei parametri economico-finanziari dei club,
ha infatti respinto il ricorso presentato dai due club, che avevano
gia' ricevuto la prima bocciatura dalla Covisoc. Domani sara' il consiglio
federale della Figc a ratificare le decisioni assunte dalla commissione
che dal 22 luglio scorso ha esaminato le documentazioni dei ricorsi.
In serie C1 nei guai anche Viterbese e Como, che non passano l'esame
della commissione d'appello. La commissione d'appello ha quindi confermato
il primogiudizio dato dalla Covisoc, che aveva 'bocciato' i bilanci
delle due societa'. Martedi tocchera' al consiglio federale della
Figc ratificare le decisioni assunte dalla commissione, che dal 22
luglio scorso ha esaminato le documentazioni dei ricorsi. La decisione
della Coavisoc di rigettare i ricorsi di Napoli e Ancona avvicina
ancora di piu' Pescara e Bari al ripescaggio in serie B. ''La bocciatura
degli appelli presentati da campani e marchigiani e' davvero una buona
notizia - afferma il direttore sportivo del Bari, Fausto Pari - e'
un altro auspicato segnale positivo. Ora aspettiamo il responso del
Consiglio federale della Figc''. I dirigenti pugliesi attendono domani
la ratifica delle decisioni della Coavisoc da parte delle Federazione,
solo dopo - spiegano - si potra' pensare a programmare la nuova stagione
tra i cadetti. ''Da domani - conclude Pari - ci impegneremo ad allestire
un Bari competitivo, e soprattutto con giocatori determinati e con
grandi motivazioni''. Ad Ancona invece si respira un aria diversa.
Il sindaco di Ancona Fabio Sturani sta gia' lavorando per ricorrere
al lodo Petrucci, che consentirebbe all' Ancona calcio di iscriversi
al campionato di C/1, con il sindaco in veste di garante di una nuova
societa'. ''Cerchiamo imprenditori, affiancati da un azionariato diffuso,
per gestire la nuova Ancona'', ha detto Sturani, lanciando una sorta
di ''appello alla citta'''; anche se l' ultima parola sull' esclusione
del club dal campionato di B la dira' domani il consiglio federale
della Figc. In realta', stando a quanto si e' appreso, contatti sono
gia' in corso da giorni, sicuramente con l' imprenditore anconetano
Sergio Schiavoni (che aveva declinato l' offerta di partecipare alla
ricapitalizzazione dell' attuale societa'), e con altri quattro o
cinque personaggi, che pero' devono ancora dare la loro risposta.
I tempi comunque sono strettissimi. Certo, non si nasconde il sindaco,
''quello di oggi e' un epilogo triste per l' Ancona e per la citta'''.
Ma grazie al lodo Petrucci si potrebbe ripartire dalla C ''costruendo
una societa' senza pendenze con il passato, che possa rilanciare l'
immagine di Ancona e del suo calcio professionistico''. Nessuna sorpresa
dunque, perche' la federcalcio, si limitera' a deliberare quelle che
a oggi sono le esclusioni dai campionati decretate sulla base delle
nuove, e piu' rigide, norme sull'iscrizione ai campionati. Niente
da fare per il club partenopeo, la cui vicenda ora rischia di trasformarsi
in un nuovo caso della calda estate calcistica: nonostante il doppio
stop delle commissioni di controllo, il Napoli prosegue il suo cammino
fatto di ricorsi. Quelli al Tar sono gia' partiti, e la societa',
con Luciano Gaucci in prima fila, (oggi protagonista di una visita
quasi informale a Palazzo Chigi per perorare la causa del Napoli)
continua, da esclusa, la preparazione agonistica. In attesa che si
pronuncino l'arbitrato del Coni e il tribunale amministrativo, la
societa' ha chiesto la sospensione di tutte le iniziative federali.
In via ''cautelativa'', come fanno sapere dallo staff di Gaucci, il
club prepara anche la richiesta per il Lodo Petrucci: le societa'
escluse e che abbiano i requisiti per ricorrere alla nuova norma hanno
due giorni di tempo per presentare la domanda. Insomma stesso refrain
a Napoli dove i tifosi si sono ritrovati in 40.000 al San paolo per
la festa dell'orgoglio napoletano. Parole che ci fanno venire i brividi
per la tremenda somiglianza con i fatti vissuti dodici mesi fa anche
a Cosenza. Non eravamo 40.000 ma il triste epilogo lo conosciamo bene.
Nonostante fossimo dalla parte della ragione con una società
mai fallita, abbiamo subito un esclusione che non ci apparteneva.
Quinta
lettera di Padre Fedele a Carraro: “Caro Presidente riammetti
il Cosenza in C1”
26/05 Padre Fedele Bisceglia, presidente del Cosenza
Calcio 1914, in una lettera inviata al presidente della Figc, Franco
Carraro, scrive: ''Carissimo presidente Carraro, questa e' la quinta
lettera che le scrivo in sette giorni: neanche gli innamorati seguono
questo ritmo cronologico. Evidentemente il caso Cosenza e' piu' importante
di una storia d' amore... Infatti coinvolge non due persone ma un'
intera citta' e provincia con risvolti drammatici, in alcuni settori
specifici''. ''Ieri - dice padre Fedele - sono venuti in molti, presso
l' Oasi Francescana di Cosenza, struttura socio-assistenziale da me
fondata, ad esternare il proprio disagio quotidiano che, a volte,
raggiunge il limite del drammatico. Sono famiglie, molte, i cui membri
hanno perduto il posto di lavoro perche' dipendenti del Cosenza Calcio
1914. Le riferisco solo alcune domande-riflessioni che mi hanno posto:
'Da luglio 2003 non guadagno una lira, non porto nulla a casa!'' dice
un signore; ''Non abbiamo latte per i bambini, il frigorifero piange,
siamo aiutati da parenti... debbo scendere sul marciapiede per mandare
avanti la famiglia?'' dice una donna. ''Fa molto caldo, i miei genitori
non hanno la possibilita' di comprarmi un gelato...'' dice un bambino.
''Verremo tutti da te, all' Oasi Francescana, se non dovessimo rientrare
nel giro calcistico!'' incalza un altro ancora. ''Debbo rubare? Se
il Cosenza non verra' riammesso in C1, non mi resta altra scelta''
piange e si copre il viso con le mani un altro, quasi a nascondere
il suo dramma. Si', perche' di dramma si tratta. Io che raccolgo lacrime
e storie tragiche di uomini, donne e bambini affamati di tutto il
mondo, non posso rimanere insensibile. Il mio ruolo di presidente
di squadra prevarica il comune impegno come responsabile di questo
settore, ed assurge ad apostolato missionario-sacerdotale''. ''Il
calcio si tinge di rosso. E' un semaforo che impone uno stop di riflessione:
la riammissione del Cosenza nella categoria che gli spetta, e' un
problema che coinvolge decine di famiglie al limite della sopravvivenza.
A lei, caro presidente, la decisione di salvare o di buttare sul lastrico
queste famiglie. Spero di poter scrivere la sesta lettera, questa
volta di ringraziamento, per aver dato ad una citta' e ad una provincia
la dignita' sportiva tolta l' anno scorso ed alle famiglie dipendenti
del Cosenza Calcio, il pane quotidiano. Dio la benedira'''.
De
Rose si dice preoccupato per i timori del sen. Gentile e definisce
fantasiose le proposte di P.Fedele
26/07 “Forse qualcuno briga per danneggiare
il Cosenza Calcio ed e' compito di tutti, al di la' delle dichiarazioni
di circostanza, chiarire questi aspetti'': Lo ha detto Umberto De
Rose presidente dell' Assindustria di Cosenza e imprenditore che ha
manifestato da tempo l' interesse a rilevare la societa'. ''Domani
mattina - ha affermato De Rose in una dichiarazione - avremo un incontro
con Pagliuso e con i nostri rispettivi consulenti per definire l'
operazione Cosenza, ma mi preoccupano i timori espressi dal sen. Antonio
Gentile, che e' persona seria e che sta portando avanti con grande
coraggio la battaglia per riportare il Cosenza nel calcio che conta''.
''C' ero anch' io da Mario Pescante - ha proseguito il presidente
dell' Assindustria - e c' erano anche rappresentanti dei tifosi che
hanno sentito parole inquietanti, confermate dal disimpegno della
Figc che, almeno fino ad oggi, non ha convocato il prof. Lubrano''.
De Rose, nella dichiarazione, ricorda ''di avere ottemperato agli
impegni presi. Sono una persona seria e credo di meritare per questo
un po' di fiducia. Le ipotesi fantasiose di azionariati popolari che
Padre Fedele dice di portare avanti si contraddicono con impegni che
abbiamo assunto tutti davanti a Carraro, ma soprattutto qualcuno dimentica
che tutto cio' e' subordinato alle decisioni di domani della Figc.
Se saremo ancora una volta esclusi dal calcio che conta - ha concluso
De Rose - qualcuno dovra' darne conto”.
Calcio
Cosenza: Gentile “silenzio preoccupante, qualcuno briga contro”
25/07 “C'e' un silenzio preoccupante della
Figc che mi fa riflettere: avevamo concordato con il dott. Franco
Carraro , lunedi' scorso, che venisse chiamato il prof. Enrico Lubrano,
designato come rappresentante ufficiale della societa', dai legali
della federazione per definire l'accordo , ma ad oggi nessuna convocazione
e' arrivata . Questo silenzio non mi piace e se a via Allegri pensano
di escluderci ancora, si sbagliano e di grosso''. E' quanto afferma
il sen. Antonio Gentile ''Lunedi' sera la Figc era apparsa disponibile-
prosegue Gentile- poi ha cambiato atteggiamento: ho il sospetto che
ci sia la manina di qualcuno che apparentemente dice di sostenere
la causa del Cosenza , ma dietro le quinte briga per frenarne le legittime
aspirazioni. Del resto-prosegue Gentile- l'on. Mario Pescante martedi'
scorso ci ha riferito che qualcuno, concretamente, si stava adoperando
contro il Cosenza Calcio: chi e cosa lo scopriremo in questi giorni.
Martedi' la Figc deve restituire al Cosenza cio che le spetta- aggiunge
Gentile-anche perche' so che Pagliuso e De Rose si vedranno, nella
stessa giornata, per definire i dettagli della cessione azionistica:
c'e' il progetto, c'e' la nuova societa', ci sono le carte in regola
per compensare, seppure solo in parte, la citta' e la provincia del
torto subito. Se qualcun altro pensa al Lodo Petrucci per altri fini-conclude
Gentile- lo sapremo e sapremo anche i volti di queste persone che
vogliono il male della citta'.
Red
Blue Flag78 sulle sottoscrizioni:" nessuna contrapposizione ma
unità di intenti”
25/07 La Red Blue Flag ’78, promotrice dell’azionariato
popolare tra i tifosi del Cosenza, esprime soddisfazione e sostegno
per la proposta dell’attuale presidente del Cosenza Calcio 1914
S.p.A., Padre Fedele Bisceglie. E’ naturale che le due proposte,
che vanno nella stessa identica direzione, dovranno essere coordinate
sotto l’aspetto operativo e procedurale, e riteniamo che l’assemblea
di lunedì sera, sarà un utile momento costruttivo e
di confronto, per cui invitiamo tutte le componenti della tifoseria
(ultrà, club, singoli tifosi e cittadini) a partecipare a tale
incontro. La decisione di Padre Fedele è fortemente opportuna
in un momento in cui dall’imprenditoria tutta non provengono
gesti concreti. Riteniamo comunque che il ruolo degli imprenditori
resta importante e decisivo per poter garantire il ritorno del calcio
professionistico a Cosenza. E’ il momento di unire tutte le
forze positive della città e della provincia. Ricordiamo che
come associazione abbiamo proposto che le somme versate dai tifosi
per l’azionariato popolare potranno essere utilizzate dalla
società solo se sarà inserita un’apposita clausola
nello statuto della stessa, in cui si preveda che le azioni sottoscritte
dai tifosi non partecipano ad eventuali abbattimenti di capitale per
la copertura di perdite. Questa è una clausola che salvaguarda
nel tempo il ruolo della tifoseria, in modo da non trovarsi, tra un
anno o due, di fronte all’alternativa di sottoscrivere nuove
quote o essere estromessi dalla società. Per cui riteniamo
che sia per i tifosi più idonea questa formula che non la previsione
di investire somme a fondo perduto nella società. Uniamoci
tutti per dimostrare che Cosenza è capace di avere una società
seria ed è degna di ritornare nel calcio ad alto livello.
Galliani:
“Non mi ricandido. Il calcio non è malato e non grava
sullo Stato. Novità sugli arbitri.”
25/07 Il calcio non e' malato: ha dei problemi che
sono ripianati dagli azionisti dei club e ai quali rimedia con le
proprie forze, non grava sullo Stato''. Parola del presidente della
Lega calcio Adriano Galliani, intervenuto stasera a un incontro organizzato
a Marina di Pietrasanta dal Caffe' della Versiliana. Dalla crisi del
mondo del pallone ai diritti televisivi, dal doping, agli arbitri,
al mercato. Tanti gli argomenti affrontati dal vicepresidente del
Milan, ascoltato insieme al direttore della Gazzetta dello Sport Pietro
Calabrese e intervistato da Gigi Marzullo e Romano Battaglia. Confusi
tra il pubblico anche molti volti noti, come il direttore del Tg4
Emilio Fede e l' ex portiere del Milan Fabio Cudicini. Sulle ultime
vicende che assillano il settore, ''mi sembra - e' il pensiero di
Galliani - che attualmente vi sia un piacere masochistico nel colpire
il calcio e non so perche'. Ma continuo a credere che non sia il calcio
il principale problema del Paese''. Secondo Galliani, a differenza
di altre forme di spettacolo il calcio ''e' fonte di reddito per lo
Stato, non ne riceve l' assistenza''. Il mondo del pallone, per il
presidente della Lega, ''sta in piedi grazie al pubblico, alla passione
degli italiani, agli sponsor e ai propri azionisti, che hanno messo
mano al portafoglio permettendo che il campionato ripartisse anche
quest' anno''. Difesa a spada tratta, dunque, nonostante l' eco dei
vari scandali, come il calcio-scommesse, il doping (''l' Italia e'
il Paese che fa piu' controlli antidoping'', ha sottolineato) o i
diritti tv. Materia quest' ultima sulla quale e' intervenuto recentemente
con durezza anche il capo dello Stato. ''Il problema dei diritti televisivi
- fa notare Galliani - e' presente in tutta Europa ma in Italia e'
molto piu' complesso. Da noi non c' e' solo la mutualita' tra serie
A e serie B, ma anche all' interno della A. Non credo che la soluzione
sia quella di togliere la mutualita' alla serie B''. Svestiti i panni
del presidente di Lega, Galliani non si sottrae anche a considerazioni
sul versante mercato, comprese quelle riguardanti il suo club. ''Non
credo che la Roma, che e' a posto con l' iscrizione al campionato,
sara' costretta a vendere Totti''. Il mercato rossonero ''e' strachiuso'',
ha ribadito il vicepresidente del Milan, che poi ha smentito anche
le voci su un possibile arrivo di Alberto Gilardino. ''Abbiamo quattro
grandissimi attaccanti e sei giocatori straordinari per tre diversi
ruoli. Puo' bastare cosi', era gia' considerato un lusso Hernan Crespo''.
Parentesi sul suo futuro. Galliani ha confermato che non si ricandidera'
alla presidenza della Lega calcio, in scadenza a settembre. ''E' molto
probabile - ha detto - che ci saranno altre persone a guidare la Lega
e la Federazione per il prossimo quadriennio olimpico, io non ho intenzione
di ricandidarmi''. Sui motivi, Galliani ha spiegato di essersi ''un
po' stancato'' delle polemiche su un suo presunto conflitto di interessi,
in quanto presidente della Lega e, contemporaneamente, vicepresidente
del Milan. ''Non esiste nessuna incompatibilita'''. Infine breve escursus
sugli arbitri: “Potrebbero esserci alcune novita', con un allargamento
del numero delle fasce del sorteggio arbitrale da tre a cinque, al
consiglio federale di dopodomani”. ''Si potrebbe arrivare a
un maggior numero di fasce - ha detto -, probabilmente cinque, per
le dieci partite di serie A e le 11 di B, con all' interno di una
fascia le quattro gare piu' importanti decise dai designatori. E'
ancora tutto da decidere, ma questa e' la linea suggerita anche dall'
Uefa, che vuole responsabilizzare maggiormente i designatori, e anch'
io penso che nascondersi dietro il sorteggio non vada bene''.
Padre
Fedele propone da lunedì l'azionariato popolare
24/07 Il presidente del Cosenza calcio 1914, padre
Fedele Bisceglia, ha annunciato oggi l' avvio, a partire da lunedi',
di un azionariato popolare allo scopo di formare una ''societa' forte''.
A tale scopo, lunedi' sara' aperto un conto corrente bancario presso
un' agenzia cittadina della Banca popolare di Crotone. ''Non abbiamo
tempo da perdere - ha spiegato padre Fedele - ed e' per questo che
ho deciso di intraprendere questa iniziativa. L' obiettivo e' realizzare
una societa' forte che sia veramente di tutti i cosentini e che sia
un modello di trasparenza, correttezza e passione, battendo ogni forma
di violenza fisica e psicologica. Credo che la citta' possa rispondere
ad un invito del genere. L' unico problema, forse, e' che siamo in
prossimita' delle vacanze estive''. ''Non vogliamo vincere la partita
fuori casa, alla Figc di Roma, e perderla in casa come l' anno scorso'',
ha concluso il frate-presidente riferendosi evidentemente alla necessita'
di disporre di capitali per far fronte agli impegni sportivi.
Cosenza
Calcio: I tifosi si organizzano e propongono un azionariato popolare
23/07 Presentate questa mattina, presso il ristorante
la Gulia, nel centro storico cosentino, le iniziative dell'associazione
di tifosi "RedBlueFlag78" che mirano a far partire un azionariato
popolare di supporto alla squadra del Cosenza che sarà iscritta
nei campionati di calcio. Stanchi delle tante promesse, i tifosi,
hanno deciso di costituirsi in associazione ed ora si stanno organizzando
per addivenire al loro obiettivo che è quello di far parte,
con due rappresentanti, della società di calcio cittadina.
L’obiettivo si finalizza dunque anche in un controllo diretto
dei fatti societari e di una nuova forma di partecipazione che vede
coinvolti i tifosi in prima persona nella gestione della società.
Questo il testo del comunicato" BASTA CHIACCHIERE, VULIMU i FATTI!
L’Associazione RedBlueFlag ’78 ha avviato una serie di
incontri con la proprietà del Cosenza Calcio 1914 S.p.A. con
l’intento di inaugurare un nuovo corso per il futuro dei colori
rossoblu. Senza rinnegare il giudizio negativo rispetto alla passata
gestione del “1914”, siamo comunque consapevoli che sia
giunta l’ora di una inversione di rotta. In questo momento di
ricostruzione crediamo sia necessario mettere da parte le inutili
divisioni e contrapposizione che hanno caratterizzato lo scenario
calcistico cosentino degli ultimi anni, intraprendendo un dialogo
costruttivo tra la tifoseria e la dirigenza del Cosenza Calcio, che
possa finalmente dare una nuova immagine alla società e ricreare
un clima di fiducia e simpatia verso la compagine rossoblu. BASTA
CON VELENI, POLEMICHE E PROTAGONISMI! Il popolo rossoblu ha voglia
di ritrovarsi ad accendere il fuoco della passione con rinnovato entusiasmo.
In questo frangente sarà fondamentale l’allestimento
di una forte compagine societaria. Pertanto, se da un lato ci auguriamo
che gli impegni presi da politici, imprenditori e rappresentanti istituzionali
in questi ultimi giorni, non rimangano solo inutili passerelle, dall’altro
siamo oltremodo convinti che sia fondamentale la partecipazione attiva
della tifoseria per garantire un adeguato livello di trasparenza e
correttezza nelle future gestioni. L’attivazione di un azionariato
popolare sarà proprio l’occasione per garantire una partecipazione
attiva della tifoseria e della cittadinanza, e per garantire una maggior
livello di coinvolgimento e di informazione da parte della società
verso l’esterno. L’azione sarà pertanto portata
avanti su più versanti:
- la promozione di una campagna di sottoscrizione rivolta ai singoli
tifosi, con quote da 500 euro che saranno sottoscritte dall’associazione
per conto dei singoli tifosi
- Una campagna rivolta ai 155 sindaci della provincia, a tutti i consiglieri
comunali di Cosenza, ai consiglieri provinciali ed ai consiglieri
regionali eletti in provincia di Cosenza, affinché ognuno di
loro sottoscriva tramite l’associazione, una quota della società.
- una campagna di sensibilizzazione verso singoli imprenditori e professionisti
per la sottoscrizione di quote significative della società.
- Una libera sottoscrizione tra tutti i tifosi, anche con quote minime,
che saranno poi consolidate dall’associazione per la sottoscrizione
di quote societarie.
La sottoscrizione delle quote sociali avverrà secondo le modalità
che saranno concordate con la società che rappresenterà
Cosenza nel calcio professionistico. Siamo stanchi delle chiacchiere,
vogliamo i fatti.”
Un
vulcanico Padre Fedele ha pronta la sua soluzione
22/07 Il Presidente del Cosenza Calcio 1914 s.p.a,
padre Fedele Bisceglia, non si smentisce mai e dal suo cilindro magico
tira fuori una proposta eclatante. Se entro sabato non si presenta
nessuno per rilevare la società, allora sarà lui stesso
a “sorprendere tutti” con una proposta societaria. Questo
il testo integrale del comunicato: “Ho scritto e detto che sono
il Presidente più povero del mondo ma anche il più forte.
Pochi hanno creduto, molti hanno sorriso. Ebbene, è giunto
il momento della verifica! Se, entro sabato, non si presenterà
nessuno, da me Presidente, per rilevare la Società del Cosenza
Calcio 1914, lunedì 26, giorno di Sant’Anna, la madre
della madonna, presenterò un programma-miracolo con una società
fortissima e trasparente, una rosa di giocatori, l’allenatore,
il manager tecnico sportivo. Sbalordirò tutti, anche lo stesso
Carraro! Non posiamo più attendere! Ogni ora che passa è
un passo indietro. Io, invece, voglio andare avanti, qualunque sarà
la sentenza. Un miracolo lo abbiamo compiuto: l’Oasi Francescana.
Il secondo è in cantiere…! Ho accettato questa responsabilità
con amore e passione. Non posso deludere ne la città, ne la
nostra provincia che mi ha sempre sostenuto moralmente e materialmente
e che, ancora una volta anche nel calcio, mi supporta con fiducia
e stima infinita.”
Tutti
i parlamentari cosentini, uniti, scrivono a Carraro: “Restituire
un ruolo calcistico dignitoso alla città”
22/07 I parlamentari cosentini dei due schieramenti
hanno sottoscritto una lettera aperta al presidente della Figc, Franco
Carraro per chiedergli l' iscrizione del Cosenza Calcio al campionato
di C1. ''Dopo i fruttuosi incontri di questa settimana - e' scritto
nella lettera - cresce nella citta' di Cosenza la fiducia nella decisione
che ella, insieme al Consiglio federale, prendera' in merito alle
sorti del Cosenza Calcio. L' impegno preciso del presidente dell'
Assindustria provinciale a rilevare la societa' calcistica e' garanzia
della reale possibilita' di costruire una nuova compagine societaria''.
Nella missiva i parlamentari Antonio Gentile, Iole Santelli, Giacomo
Mancini, Geppino Camo, Roberto Caruso, Domenico Pappaterra, Giuseppe
Geraci, Gino Trematerra, Cesare Marini si dicono ''sicuri che, dopo
la lunga controversia giudiziaria, si possa chiudere questa vicenda
restituendo alla citta' ed alla provincia un ruolo calcistico dignitoso.
Per questo le chiediamo formalmente di voler iscrivere il Cosenza
Calcio 1914 al prossimo campionato di serie C1, con la regolare mutualita'
spettante per un anno alle compagini che retrocedono dalla B''. La
richiesta, sottolineano i parlamentari di entrambi gli schieramenti
politici, e' fatta ''in difesa e per diritto della tradizione di Cosenza
ed a prescindere da ogni valutazione partitica”.
Corbelli
a Carraro “Ora bisogna iscrivere il Cosenza in C1”
22/07 Il leader del Movimento ''Diritti Civili''
e consigliere provinciale, Franco Corbelli, dopo l' adesione del sindaco
di Cosenza, Eva Catizone'' all' appello a favore del Cosenza calcio
e la lettera dei parlamentari cosentini, ha reso noto di avere scritto
anche lui una lettera aperta al presidente della Figc, Franco Carraro,
per invitarlo ad iscrivere subito il Cosenza calcio 1914 alla serie
C1. Corbelli aveva nei giorni scorsi rivolto un appello a tutte le
istituzioni e a tutti i parlamentari del centrodestra e del centrosinistra
invitandoli a sottoscrivere un documento comune, da inviare a Carraro,
con il quale chiedere l' iscrizione del Cosenza 1914 alla C1. Inoltre,
secondo quanto riferito dallo stesso Corbelli, aveva fatto approvare
un identico documento ai 15 capigruppo del Consiglio provinciale e
ai presidenti del Consiglio, Francesco Principe, e dell' Amministrazione
provinciale, Mario Oliverio. ''Dopo la discesa in campo anche del
sindaco di Cosenza - ha sostenuto Corbelli - il presidente Carraro
ha ottenuto quello che chiedeva come condizione per iscrivere il Cosenza
calcio alla C1: ovvero un fronte compatto e un documento comune di
tutte le istituzioni, i partiti e i parlamentari cosentini a favore
del Cosenza 1914. Siamo riusciti anche in questo piccolo miracolo.
Adesso chiediamo a Carraro di iscrivere subito il Cosenza e non perdere
altro tempo prezioso alla nuova societa' per allestire una squadra
che dovra' essere subito competitiva e puntare alla immediata promozione
in serie B. Carraro non occorre che aspetti la data del 27 del Consiglio
federale. E' nei suoi poteri - ha concluso Corbelli - iscrivere subito
il Cosenza e riconoscere cosi' finalmente il diritto del club silano
a partecipare al prossimo campionato di C1''.
Venerdì
conferenza stampa dell'associazione dei tifosi per il lancio dell'azionariato
popolare
21/07 Venerdì 23 luglio, alle ore 12:00 presso
il ristorante “la Gulia” in Via Galeazzo da Tarsia, si
terrà una conferenza stampa dell’Associazione “Red
Blue Flag ‘78”.Oggetto della conferenza sarà la
presentazione delle iniziative per la realizzazione dell’azionariato
popolare e di una serie di proposte concrete per l’avvio di
una nuova fase nella storia calcistica della città.
Il
sindaco Catizone scrive a Carraro: “Mi dica cosa posso fare
per il Cosenza Calcio 1914”
21/07 Il Sindaco di Cosenza, Eva Catizone, ha scritto
oggi una lunga lettera al Presidente della FIGC Franco Carraro. Il
sindaco, dopo aver ricordato le traversie dell’ultimo anno sul
fronte calcistico cittadino, esprime la sua totale disponibilità
a sostenere le rivendicazioni della città a favore del Cosenza
Calcio 1914, considerati anche gli ultimi positivi avvenimenti, come
l’impegno personale di Padre Fedele Bisceglie e le assicurazioni
del Presidente degli Industriali di Cosenza. “Io tifo per la
mia città, la città che vivo e che amministro con amore
e passione. –scrive Eva Catizone a Carraro- Mi dica per favore
cosa posso realmente fare per il Cosenza Calcio 1914”.
Questo il testo integrale della missiva:
“Lo scorso anno la città di Cosenza è stata privata
della sua gloriosa squadra di calcio, il Cosenza Calcio 1914. Migliaia
di concittadini mi hanno chiesto di intervenire, in quanto Sindaco,
per salvare le sorti del calcio nella città che mi onoro di
governare. Mi sono precipitata da Lei, a Roma, per invitarLa a trovare
una soluzione consona e che avrebbe potuto garantire alla città
una squadra di calcio. Dopo una discussione che - ricorderà
- ha avuto anche non pochi momenti di tensione, abbiamo saputo che
il Cosenza Calcio 1914 vantava un debito verso fisco e istituzioni
sportive pari a 12 milioni di euro, e che, saldando lo stesso, la
città di Cosenza avrebbe potuto aspirare a mantenere il titolo
sportivo e giocare così in un campionato professionistico.
Sono stati dei momenti assai concitati in città, la tifoseria
presa dal panico di non vedere più il “Lupo” correre
sui campi di calcio era praticamente schierata contro la dirigenza
del Cosenza Calcio 1914 e l’imprenditoria, purtroppo, non mostrava
la giusta attenzione alla vicenda. In quella situazione era impensabile
coinvolgere l’Amministrazione Comunale nel pagamento del debito.
In un Consiglio Comunale piacevolmente invaso - come forse mai era
accaduto nella storia della città - da tanti cittadini armati
di sciarpe e bandiere, a sostegno di una squadra di calcio che rappresenta
una Provincia intera, ho avuto il consenso unanime a farmi carico,
come Sindaco, della spiacevole vicenda, ma senza poter garantire impegni
economici da parte dell’Ente da me rappresentato.
Alla fine, senza alcun apporto da parte di parlamentari ed esponenti
politici del Governo, sono riuscita a strappare un campionato di serie
D, ma mi sono ritrovata a dovere costituire una nuova società
di calcio, a mio nome e responsabilità: il Cosenza FC.
Oggi la situazione è diversa.
Apprendo dalla stampa che dopo la splendida affermazione degli avvocati
del Cosenza Calcio 1914 in sede di Consiglio di Stato, anche l’imprenditoria
si è fatta avanti, ed il Presidente dell’Assindustria,
Umberto De Rose, esprime chiara volontà di rilevare la Società.
Sempre dalla stampa apprendo che, nell’incontro svoltosi lunedì
nei Suoi uffici, sarebbe emersa la necessità di un mio personale
intervento per la risoluzione del problema. Mi sono preoccupata di
sentire direttamente il Presidente, Padre Fedele Bisceglie. Il “monaco”
è persona per cui nutro affetto e grande rispetto; nel suo
quotidiano impegno sociale contribuisce a rendere “grande”
la nostra città. È venuto a trovarmi in Municipio e
finalmente sono stata informata della sua opera anche nell’interesse
del Cosenza Calcio 1914. È riuscito a creare una nuova linfa
che può risollevare le sorti della squadra, mi ha confermato
che il Presidente De Rose è deciso a rilevare la società,
che garantirebbe i debiti spalmati in rateizzazioni decennali e che
al suo fianco ci sono altri piccoli imprenditori che sono entusiasti
di contribuire alla causa rossoblu. Anche la tifoseria, unita nell’Associazione
Red Blue Flag, sta lanciando una grande sottoscrizione popolare per
portare in seno al Consiglio d’Amministrazione almeno due componenti
della tifoseria. Insomma, da questo incontro avuto con Padre Fedele
mi pare di capire che ci sono tutte le condizioni per una svolta del
caso Cosenza Calcio 1914. Ho molta fiducia in Padre Fedele, è
in grado di trasmettere energia positiva, troverà ancora altri
imprenditori, e poi credo che le assicurazioni del Presidente degli
Industriali di Cosenza siano assai importanti al fine delle dovute
garanzie economiche.
Discorso non diverso ma particolare è quello della nostra tifoseria
- invidiabile a qualunque altra squadra di calcio su questa penisola
- anche se in questo momento forse abbastanza delusa dal susseguirsi
delle passerelle politiche degli ultimi tempi. Solo per dirgliene
una, l’anno scorso, seppure militando in serie D, allo stadio
si registravano ben 12.000 presenze (anche se questo Lei lo sa bene).
Dico questo per significare che i tifosi – ne sono certa - sapranno
fare la loro parte, e sarà anche significativa. Sul fronte
istituzionale mi preme infine sottolineare che il neo-Presidente della
provincia di Cosenza, on. Mario Oliverio – come tra l’altro
Le ha già testimoniato in una recente missiva – ha molto
a cuore le sorti calcistiche della città.
Padre Fedele mi ha comunque detto che Lei ha bisogno di un mio intervento.
Ne sono onorata. Ma, per favore, mi si dica cosa posso realmente fare
per il Cosenza Calcio 1914. Sono stata accusata dalla stampa di parteggiare
per il Cosenza FC, nulla di più sgradevole e falso; io tifo
per la mia città, la città che vivo e che amministro
con amore e passione. Mi pare ovvio che io voglia sostenere ciò
che &