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Sport: Calcio
dal 9/5 al 30/7

 

Cosenza Calcio: decisione entro lunedì

30/07 Una città in attesa. Anzi, tutto il popolo rossoblu distribuito in giro per il mondo è rimasto tutt’oggi incollato a radio, computer e mezzi di comunicazione per avere le ultime notizie di questa avventura che sembra non avere mai fine. Oggi la sesta sezione del Consiglio di Stato doveva discutere l’appello del Cosenza Calcio per la non applicazione, da parte della FIGC, della sentenza emessa giorni orsono. Grandi e vecchi, tifosi e sportivi, massaie ed operai tutti a domandare notizie sull’appello di oggi. Ma ce n’era di lavoro da svolgere in quel di Palazzo Spada in Roma (sede del Consiglio di Stato) . La seduta prevista verso le 16, è potuta iniziare solo alle 21.30, per laa notevole mole di lavoro, e di sedute, che il Consiglio ha affrontato prima di quella del Cosenza Calcio. L’udienza, durata oltre quaranta minuti, ha visto di fronte gli avvocati del Cosenza, Enrico Lubrano e Giuseppe caratelli contro quelli della FIGC. Al termine gli avvocati si sono dichiarati moderatamente soddisfatti. Nella seduta, addirittura i legali della Federazione non avrebbero affatto disquisito sull’oggetto del contendere (l’iscrizione del Cosenza in un campionato di professionisti di serie C) ma sarebbero andati “fuori petitum”, quasi a calpestare il giudizio di un Consiglio di Stato che è il massimo organo giurisdizionale della nostra Repubblica, tirando in ballo le pendenze economiche di alcuni giocatori, cosa normale per una società di calcio, ma qui aggravata dalla Federazione che con il suo comportamento ha bloccato ogni possibilità di azione alla società. Un atteggiamento che ai più è parso oltre che provocatorio anche offensivo per l’organo giudicante. C’è una sentenza del Consiglio di Stato ed in Federazione pare che non ne abbiano tenuto conto, leggendo il deliberato con interpretazioni di parte. Così quando a pagina 40 prima, “Al momento dell’adozione del provvedimento di decadenza non poteva, come appena detto, neanche considerarsi definitivamente concluso l’iter dei ricorsi interni alla giustizia sportiva e, come evidenziato dal Tar, il Cosenza non aveva prestato acquiescenza alla mancata iscrizione al Campionato di serie C/1.
Le successive affermazioni del giudice di primo grado relative al fatto che il Cosenza non era stato espressamente dichiarato decaduto dall’iscrizione al campionato di serie C/2 e faceva ancora parte della Lega nazionale professionisti di serie C, (“tant’è che ben potrebbe essere iscritta a detto Campionato, per il quale possiede perlomeno il titolo sportivo”) non possono che essere intese nel senso che la mancata definizione del contenzioso, anche di giustizia sportiva, non consentiva ancora un giudizio definitivo circa il campionato, cui il Cosenza poteva essere iscritto e, di conseguenza, l’inattività, oltre a non essere imputabile alla ricorrente, non doveva necessariamente essere riferita ad alcun determinato campionato.“ ed a pagina 41, dopo, della sentenza viene scritto “La FIGC dovrà quindi verificare, allo stato attuale, la volontà del Cosenza di partecipare ai campionati di calcio e, in caso di riscontro positivo, dovrà, anziché proseguire il procedimento per la decadenza dall’affiliazione, procedere ad individuare il campionato a cui il Cosenza può essere iscritto, sulla base delle ordinarie disposizioni federali, dei criteri seguiti in fattispecie analoghe e degli eventuali presupposti per il ricorso a poteri di carattere straordinario, tenendo anche conto dei posti resi disponibili nei determinati campionati.” sul comunicato numero 44 della Federazione viene soltanto descritto l’ultimo punto di pagina 41 così sintetizzato “individuare il campionato cui il Cosenza può essere iscritto” e più avanti “sulla base delle ordinarie disposizioni federali, dei criteri seguiti in fattispecie analoghe e degli eventuali presupposti per il ricorso a poteri di carattere straordinario, tenendo anche conto dei posti resi disponibili nei determinati campionati”. Insomma una guerra di bervi che sta mettendo a dura prova le coronarie degli sportivi cosentini che tra l’altro stanno cercando di comprendere quale sia l’oggetto negativo e misterioso di tanto astio da parte della Federazione contro il Cosenza Calcio. Non riusciamo comprenderlo neanche noi. Sta di fatto che siamo arrivati alle ore 22.15 del 30 luglio 2004 ed ancora questo maledetto stillicidio continua. Continua perché, ovviamente, la decisione ha bisogno di essere discussa e il risultato, molto verosimilmente, potrebbe uscire lunedì 2 agosto. Ma non finisce qui perché per il quattro agosto, i legali del Cosenza discuteranno dell’istanza di arbitrato presentata al CONI. Come dire, ci siamo attenuti anche ai procedimenti formali sportivi. Ricordiamo pure che i consiglieri della Provincia con in testa il Presidente della stessa ed il Presidente del Consiglio provinciale sono in attesa di essere ricevuti dal Presidente Ciampi, a cui si sono rivolti in questi giorni. Uno sbarramento di fuoco che dovrebbe, finalmente, portare quella giustizia fin troppo calpestata in questi giorni.
Di seguito pubblichiamo per intero il Comunicato n.44 della Federazione e l’istanza di arbitrato al CONI.
COMUNICATO UFFICIALE N. 44/A
Il Presidente Federale visto il proprio precedente provvedimento in data 31 ottobre 2003 (C.U. n. 96/A), con il quale fu dichiarata la decadenza dall’affiliazione della Soc. Cosenza Calcio 1914 S.p.A. ai sensi dell’art. 16, comma 2, lett. a), delle N.O.I.F.; Letta la decisione n. 5025/2004 emessa inter partes dalla VI Sezione del Consiglio di Stato, che -nel confermare la statuizione resa sul punto dal T.A.R. del Lazio, Sez. III ter, con la sentenza n. 2987/2004- ha definitivamente annullato il suddetto provvedimento perché adottato in difetto della preventiva comunicazione dell’atto di avvio del procedimento; Vista la nota in data 7 aprile 2004, con la quale questa Federazione, nella pendenza del giudizio d’appello sopra ricordato, aveva prudenzialmente riattivato il procedimento diretto a verificare la sussistenza dei presupposti per la declaratoria di decadenza per inattivi tà, notificando alla Soc. Cosenza Calcio 1914 S.p.A. l’avviso prescritto dall’art. 7 della legge n. 241/1990; Visto il deliberato del 27 luglio 2004, con il quale il Consiglio Federale –nel condividere la relazione fatta sull’argomento dal Presidente- ha convenuto, per i motivi infra specificati, sull’impossibilità giuridica di riconoscere al Cosenza Calcio 1914 S.p.A. una collocazione nei campionati professionistici, deliberando di dare mandato al Presidente di individuare – sentiti i Vice Presidenti e la L.N.D. - il livello di partecipazione in ambito dilettantistico da attribuire alla società Cosenza calcio 1914 S.p.A.; Esaminate la memoria procedimentale presentata dalla Società interessata in data 30 giugno 2004 nell’esercizio della facoltà di interlocuzione accordatale con lettera dell’11 giugno 2004 nonché l’ulteriore nota fatta pervenire dalla stessa al Consiglio federale il 27
luglio 2004; Ritenuto di doversi attenere alle regole conformative enunciate dal Consiglio di Stato nel paragrafo 6.7. della decisione sopra menzionata, laddove viene chiarito (cfr. pag. 41) che “la mancata partecipazione della Società ricorrente ai campionati di calcio nella stagione 2003-2004 non può essere causa di decadenza dall’affiliazione, non essendo l’inattività del tutto imputabile al Cosenza”; Preso atto della dichiarazione resa dalla Soc. Cosenza Calcio 1914 S.p.A. nella sua richiesta di esecuzione del giudicato formulata in data 12 luglio 2004, con la quale essa ha manifestato la volontà di partecipare all’attività agonistica nella stagione 2004-2005; Osservato che, in ragione di quanto precede, deve essere abbandonato il procedimento preordinato alla verifica della sussistenza dei presupposti per la declaratoria di decadenza, riattivato in data 7 aprile 2004, fermo restando tuttavia il potere della Federazione di “individuare il campionato cui il Cosenza può essere iscritto” (cfr. pag. 41, I cpv., sent. cit.). Rilevato che a tanto la F.I.G.C. viene invitata a provvedere “sulla base delle ordinarie disposizioni federali, dei criteri seguiti in fattispecie analoghe e degli eventuali presupposti per il ricorso a poteri di carattere straordinario, tenendo anche conto dei posti resi disponibili nei determinati campionati” (cfr. ibidem). Precisato che lo stesso Consiglio di Stato ha, peraltro, avuto cura di sottolineare che le affermazioni contenute nella sentenza di primo grado relative ad una perdurante appartenenza del Cosenza Calcio 1914 S.p.A. alla Lega Professionisti di serie C –ove interpretate nel senso che con esse si sarebbe inteso riconoscere alla ricorrente il possesso del relativo titolo sportivo - “non sarebbero corrette, in quanto in sede di esame di un ricorso avverso un provvedimento di decadenza dall’affiliazione al giudice spetta il compito di verificare la legittimità del provvedimento di decadenza, non quello di indicare a quale
campionato iscrivere una società, trattandosi di questione estranea rispetto all’oggetto di un giudizio avente ad oggetto appunto la decadenza dall’affiliazione” (cfr. pag. 40, penult. cpv.); Atteso che l’applicazione delle disposizioni ordinarie vigenti all’epoca dell’originario diniego di iscrizione al campionato di serie C1 (cfr. C.U. n. 151/A del 28 aprile 2003, punto III, penult. cpv.) stabilivano che alle società escluse dall’ammissione ai campionati professionistici per mancanza dei requisiti economico-finanziari ivi prescritti, “purché in regola con gli altri punti, è concessa la possibilità di eventuale iscrizione ad un campionato organizzato dalla LND, in ambito regionale, nella categoria in cui siano presenti disponibilità di posti nel rispettivo organico, dopo avere adempiuto alle altre disposizioni
della Lega Nazionale Dilettanti e su decisione della Lega stessa”; Considerato che la disposizione oggi vigente in materia (art. 52, punto 6, NOIF) comporterebbe, invece, per la società non ammessa versante nella situazione sopra descritta (diniego di ammissione al campionato di serie C1) la possibilità di presentare domanda di iscrizione al campionato di III categoria; Constatato che l’applicazione di tali norme consentirebbe, quindi, alla Soc. Cosenza Calcio 1914 S.p.A. (legittimamente esclusa dal campionato professionistico di serie C1, secondo quanto acclarato con forza di giudicato dallo stesso Consiglio di Stato), nel primo caso, la partecipazione “ad un campionato organizzato dalla L.N.D. in ambito regionale” e, nel secondo caso, la partecipazione al campionato di III categoria (provinciale); Preso atto che la L.N.D., attraverso i suoi rappresentanti in seno al Consiglio Federale, nel corso della riunione del 27 luglio scorso ha espresso parere contrario a qualsiasi collocazione della società Cosenza Calcio 1914 S.p.A. diversa da quella scaturente dall’applicazione delle disposizioni sopra richiamate, orientamento ribadito dal Consiglio Direttivo della L.N.D. riunitosi il 28 luglio 2004 e comunicato per le vie brevi dal Presidente della L.N.D. Valutata, tuttavia, alla stregua delle indicazioni del Consiglio di Stato, la peculiarità della fattispecie concreta e ravvisata l’opportunità di adottare invece una soluzione di
carattere straordinario, che consenta alla Società istante di attingere, nell’ambito del settore dilettantistico cui essa resta necessariamente destinata per effetto del succitato diniego di iscrizione al campionato di serie C1, il massimo livello di partecipazione possibile (campionato nazionale dilettanti), e ciò ispirandosi a criteri di maggior favore rispetto a quanto consentito dalla normativa ordinaria di riferimento, in coerenza con quanto eccezionalmente stabilito in passato. Sentiti i Vice Presidenti delibera
a) di non dare luogo alla declaratoria di decadenza per inattività della Soc. Cosenza Calcio
1914 S.p.A. per le ragioni di cui in premessa;
b) di autorizzare la stessa Società a presentare domanda di ammissione al campionato
nazionale dilettanti (se del caso in soprannumero), ferma restando la verifica del possesso
dei requisiti di iscrizione all’uopo prescritti da parte del Comitato Interregionale;
c) di assegnare alla Società interessata termine perentorio sino alle ore 18,00 del giorno 9
agosto 2004 per eseguire gli adempimenti previsti per l’iscrizione al suddetto campionato e
produrre la documentazione necessaria, come disposto dal Comitato Interregionale con il
C.U. n.173 dell’ 1 giugno 2004;
d) di subordinare l’iscrizione al predetto campionato al deposito entro il termine perentorio
del 9 agosto 2004, ore 18,00 presso il Comitato Interregionale di una dichiarazione
sottoscritta dal legale rappresentante della Cosenza Calcio 1914 S.p.A., contenente
l’impegno a provvedere al pagamento entro il 31 marzo 2005 di tutti i debiti della società,
non ancora estinti, nei confronti di tesserati, dipendenti e collaboratori addetti al settore
sportivo.
Pubblicato in Roma il 29 luglio 2004. Il segretario Avv. Giancarlo Gentile. Il Presidnete
Dott. Franco Carraro
Istanza di arbitrato al CONI
Ai sensi e per gli effetti dell’art. 5, n. 6, del Regolamento di Arbitrato per la risoluzione delle controversie relative all’iscrizione ai campionati nazionali di calcio professionistico, si rende noto che il giorno 29 luglio 2004, è stata presentata istanza di arbitrato, a cura della Cosenza Calcio 1914 S.p.A. nei confronti di:
F.I.G.C.
??Oggetto:
A seguito della sentenza del Consiglio di Stato n. 5025/2004 il Consiglio Federale della F.I.G.C. ha preso atto dell’impossibilità di inquadrare la società istante nei Campionati professionistici, dando mandato alla Lega Nazionale Dilettanti di trovare adeguata collocazione nell’ambito dei propri Campionati. Assume parte ricorrente l’erronea interpretazione della sentenza del Consiglio di Stato, con conseguente violazione del giudicato e l’obbligo per la F.I.G.C. di iscrizione del Cosenza al Campionato di serie C1.
??Pretese:
Riconoscimento dello status di società affiliata alla F.I.G.C.;riconoscimento dello status di società affiliata alla L.P.S.C.; accertamento della titolarità del titolo sportivo per la presentazione delle domanda di iscrizione al Campionato di serie C1, con l’ordine di immediato inserimento nello stesso Campionato o, in via subordinata in quello di serie C2. Con vittoria di spese, competenze ed onorari di giudizio. Ai sensi dell’art. 5, del Regolamento di Arbitrato, per la risoluzione delle controversie relative all’iscrizione ai campionati nazionali di calcio professionistico, si rende noto che l’intervento di terzi è possibile ai sensi ed alle condizioni dell’art. 7 del
Regolamento stesso.

Gentile chiede una commissione d’inchiesta sulla FIGC

30/07 ''A settembre chiederemo la commissione d' inchiesta sulla Figc perche' e' l'ora di restituire trasparenza al governo del calcio. Non abbiamo nulla di personale contro il presidente Carraro''. A sostenerlo e' stato Antonio Gentile, senatore di Fi. ''Non siamo senatori-tifosi - ha sostenuto Gentile - ma solo parlamentari che non si mettono il prosciutto davanti agli occhi. Il calcio e' invaso da una crisi finanziaria cronica, il calcio scommesse sta fornendo realta' agghiaccianti, c' e' un processo sul doping che riguarda una famosa compagine torinese, c' e' stata passaportopoli: ebbene, la Figc non ha mai mosso un dito per moralizzare il calcio. Mi chiedo dove portera' questa gestione. Forse all' affermazione di una triade che prima o poi portera' alla disaffezione generale''. ''Piazze importanti stanno sparendo - ha concluso Gentile - e fra poco Sky-Tv, se continueranno le cose in questo modo, abbassera' sensibilmente i diritti. La Commissione d' inchiesta dovra' esserci accordata per fare i conti con una vera moralizzazione''.

Cosenza Calcio: La Provincia pronta a sbarcare a Roma.

30/07 Il consigliere provinciale e leader del movimento Diritti Civili Franco Corbelli, ha reso noto che l'intero Consiglio provinciale di Cosenza (i 36 consiglieri provinciali con il presidente Principe e il presidente della Giunta Oliverio) e' pronto a recarsi a Roma per incontrare il Presidente della Repubblica, Ciampi, per la vicenda del Cosenza calcio 1914. Intanto, l'atto deliberativo approvato ieri sera all'unanimita' dall'intero Consiglio provinciale, e' da questa mattina sul tavolo e all'attenzione personale del Capo dello Stato. Il documento e' stato preparato e proposto dal consigliere Corbelli, e si chiede l'iscrizione del Cosenza calcio in serie C1, "quale atto di giustizia nei confronti dei tifosi, della citta' e dell'intera provincia". Nello stesso documento si chiede l'intervento di Ciampi e un incontro urgente del Consiglio provinciale con lo stesso Ciampi. "I presidenti Principe e Oliverio e tutti i consiglieri - afferma Corbelli - siamo pronti a partire per Roma a bordo di un pullman per incontrare il presidente Ciampi per illustrare la grande ingiustizia subita dal Cosenza, dai tifosi, dalla citta' e dall'intera provincia. Al Capo dello Stato, se ci concedera' l'onore di riceverci, chiederemo solo che venga fatta giustizia con l'iscrizione del Cosenza Calcio 1914 alla serie C1".

Cosenza Calcio: il Consiglio provinciale chiede l’intervento del Presidente Ciampi

29/07 E’ stato discusso stasera in Consiglio provinciale l’ordine del giorno proposto da Franco Corbelli a proposito delle vicenda Cosenza Calcio. L’ordine del giorno, che è stato approvato all’unaimità, prevede l’invio di una missiva urgente al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e in copia al Presidente della FIGC Carraro. Nel dispositivo approvato c’è anche la richiesta al Presidente Ciampi di ricevere, domani stesso, la delegazione della Provincia di Cosenza guidata dal Presidente Oliverio e dal Presidente del Consiglio Principe con tutti i consiglieri provinciali. Questo il testo della missiva che ricalca l’Ordine del giorno discusso e approvato all’unanimità da tutti i consiglieri. “Egregio Presidente, la società Cosenza Calcio 1915, dopo oltre 90 anni di gloriosa storia, è stata lo scorso anno ingiustamente ed arbitrariamente esclusa da tutti i campionati per un addebito assolutamente irrilevante (rispetto ai veri grandi scandali del mondo del calcio: società con centinaia di miliardi di debiti, calcio scommesse, doping…): il ritardo di un giorno nella presentazione delle fideiussioni; il Tar del Lazio, nel marzo di quest’anno, e il Consiglio di Stato, agli inizi di luglio, hanno stabilito che il Cosenza debba essere riaffiliato alla Figc partendo dal campionato di appartenenza (Serie C1); tutti i parlamentari della provincia di Cosenza hanno sottoscritto un documento inviato al Presidente della FIGC Carraro, per chiedere l’iscrizione del Cosenza calcio alla serie c1; i 16 capigruppo del Consiglio provinciale di Cosenza hanno sottoscritto, per primi, la stessa richiesta a Carraro a favore del Cosenza calcio; gli stessi presidenti del Consiglio e della Provincia di Cosenza, on. Francesco Principe e on. Mario Oliverio hanno inviato un telegramma a Carraro per perorare la causa del Cosenza calcio; tutti i tifosi, una città, e l’intera provincia di Cosenza chiedono giustizia per il Cosenza Calcio (unica squadra ad essere ingiustamente penalizzata, offesa, umiliata e discriminata); Le chiediamo, quindi con questo documento un suo intervento ed un incontro urgente circa l’iscrizione del Cosenza calcio 1914 alla serie C1 quale “atto di giustizia nei confronti di una città e dell’intera provincia”.

Padre Fedele scrive ai cinque senatori di Forza Italia

29/07 Il presidente della societa' Cosenza Calcio 1914, padre Fedele Bisceglia, ha aspramente criticato i cinque senatori di Forza Italia che ieri avevano espresso solidarieta' a Carraro dopo la richiesta di commissariamento della Figc avanzata da 25 parlamentari. Questo il etsto della sua lettera inviata ai cinque senatori: Alla c.a. dei Senatori: P. BORELLI, L. FABBRI, G. CASTAGNETTI, M. IOANNUCCI, A. M. CICOLANI . Allibito, scandalizzato dal vostro intervento come Senatori della Repubblica Italiana, che strumentalizzano il ruolo politico contro una Città offesa e, ingiustamente, condannata. Le vostre parole sono macigni irriguardosi, simili alla vergognosa e arrogante sentenza di Carraro. Il vostro intervento “siliconato” e solidale a sostegno di Carraro, almeno nel caso Cosenza è, a dir poco, ingiustificato e contro ogni logica. I Senatori dovrebbero essere saggi e prudenti, specialmente quando sposano la stessa causa o corrente politica. Inoltre Deputati e Senatori, dovrebbero essere a servizio di tutta l’Italia. Solidarizzare e, addirittura, additare Carraro come “moralizzatore” è grave. Infatti è noto a tutti, dalla Stampa e dai Media, che la F.I.G.C., diretta da Carraro, sforna arbitri, calciatori e simili corrotti e, attualmente, sotto inchiesta per presunti illeciti; giocatori che si comportano in modo incivile (cfr. scene durante il Campionato Europeo). “Le allegre gestioni” sono altrove, forse nella F.I.G.C., nel Senato e nel Parlamento, dove c’è una girandola di miliardi che fa perdere il ben dell’intelletto. Come missionario, a contatto diretto e quotidiano con la fame, la guerra, lo sfruttamento, condanno questo modo di agire contrario ai valori evangelici. Ricordatevi: “E’ più facile che un cammello entri per la cruna di un ago che un ricco in Paradiso!”. Anche voi subirete il Giudizio Divino… che non è lontano. Quello sì che è impeccabile e giustissimo!
P. Fedele Bisceglia”

Sette ricorsi all’arbitrati del CONI. Il 4 agosto c’è anche il Cosenza.

29/07 Atteso agli straordinari l'arbitrato del Coni. Dopo l'esclusione di undici club dai prossimi campionati ratificata due giorni fa dal consiglio federale della Figc, per i primi di agosto calendario fitto per i ricorsi: sette societa' infatti hanno chiesto l'intervento dell'organo di giustizia del comitato olimpico, ma non tutti riguardano il ricorso avverso le decisioni di Covisoc e Coavisoc. Tra le domande c'e' infatti quella dell'Empoli, retrocesso in serie B sul campo, che ha chiesto l'arbitrato contro Parma, Siena, Reggina, Lazio, Chievo e Brescia. L'udienza e' fissata per il 9 agosto (ore 11,30) e il collegio sara' presieduto dal dott. Cirignotta. Gli altri arbitrati riguardano tutti i club che chiedono che venga respinta la decisione della Figc in merito alla bocciatura sulle iscrizioni ai campionati: l'Ancona (udienza il 9 agosto alle 15,30), la Viterbese (9 agosto ore 18), il Napoli S.S. Spa (4 agosto ore 11,30), il Cosenza calcio 1914 (4 agosto ore 17), il Como (7 agosto ore 8,30) e il Varese (7 agosto ore 9,15).

Cosenza protesta: Bloccato l’ingresso dell’autostrada per due ore

28/07 E’ durato quasi due ore il blocco dell’ingresso dell’autostrada (Cosenza Sud) della Salerno Reggio da parte dei circa mille tifosi che stanno ancora protestando contro l’esclusione del Cosenza dai campionati professionistici. Cori contro la Federazione Gioco Calcio, contro Carraro frammisti ai canti della curva. Una pittoresca vista d’insieme di tantissime bandiere rossoblu che hanno continuato insistentemente a sventolare al vento. La manifestazione organizzata ieri sera subito dopo il verdetto del Consiglio Federale era partita intorno alle 19.10 da piazza Europa, con in testa uno striscione con su scritto "STOP ALLA MAFIA DI CARRARO", per dirigersi in un primo momento verso il comune, Ma poi gli organizzatori hanno chiesto un cambio di programma alla Questura ed hanno svoltato immediatamente a destra raggiungendo l’ingresso dell’autostrada. Li i cori si sono sollevati ancora più in alto e la gente affacciata dai balconi, molti con le bandiere del Cosenza, ha applaudito i ragazzi al loro passaggio e cantava assieme a loro. Una protesta civile che ha però creato non pochi problemi al traffico in ingresso ed in uscita dalla città. Il blocco ha creato una lunga coda di circa due chilometri che ha invaso la carreggiata nord dell’autostrada. Clacson spianati e qualche protesta, a dire il vero, c’è stata ma la Polizia Stradale intervenuta in forze è riuscita a gestire il problema. Molti, per il lungo protrarsi del blocco sono stati fatti tornare indietro ad imboccare l’autostrada da dove sono poi usciti a Cosenza Nord. Altri hanno spento i motori e si sono avvicinati agli ultrà in protesta. Insomma una giornata forte che grazie al buon senso di tutti si è svolta nel relativo ordine. Verso le 21.15 il tifosi hanno rimosso il blocco e si sono diretti in corteo verso il Comune, dove, in una specie di festa scioglieranno la manifestazione. Guarda il filmato (in mpeg)

Padre Fedele alla manifestazione: “Vogliamo giustizia”

28/07 Stiamo protestando contro una vergognosa onnipotenza. Noi chiediamo giustizia per la nostra societa'''. Lo ha detto il presidente del Cosenza Calcio, Padre Fedele Bisceglia, il frate francescano che da anni e' tra gli ultras della squadra. ''La nostra protesta si sta svolgendo pacificamente - ha aggiunto - perche' la nostra citta' non merita i soprusi a cui siamo stati sottoposti. Noi crediamo nella giustizia e riteniamo che il 30 luglio, con la nuova decisione del Consiglio di Stato, verra' restituito a Cosenza quanto gli e' stato tolto ingiustamente''.
''Noi - ha concluso padre Fedele - vogliamo essere trattati come tutte le altre squadre. La nostra societa' non e' mai fallita e non riusciamo ancora a capire il perche' non ci viene garantita almeno l'iscrizione al campionato di serie C. Nel mondo del calcio ci sono societa' fallite e piene di debiti che invece hanno avuto ed hanno ancora ora trattamenti nettamente migliori di quello riservato al Cosenza Calcio”.

Venticinque senatori, di tutti e due i raggruppamenti, hanno chiesto il commissariamento della FIGC

28/07 Venticinque senatori dei due schieramenti, primo firmatario Antonio Gentile di Forza Italia, secondo firmatario Iervolino (Udc) hanno rivolto un' interrogazione ai Ministri Urbani e Siniscalco chiedendo che ''siano assunti provvedimenti urgenti nei confronti della Figc e del suo Presidente, con il commissariamento immediato della Presidenza''. Nel documento sottoscritto dai 25 senatori, fra i quali figurano Casillo e Marini (SDI), Morra, Izzo, Fasolino,Giuliani, Lauro e D'Ippolito (Fi), Crino' (Nuovo Psi), Trematerra, Salzano e Borea (Udc), Florino e De Masi (An), si fa riferimento ''alla gravissima decisione presa dal Consiglio federale della Figc che ha inottemperato alla sentenza del Consiglio di Stato sulla riammissione del Cosenza Calcio nei campionati professionistici ed alla esclusione della S.A. Napoli, legittima affittuaria della SSC Napoli, con un criterio che viola i principi legislativi essendo la cessione del fitto d'azienda prevista dal Codice Civile''. I parlamentari fanno riferimento inoltre ''al rischio possibile che l'erario perda circa 50 milioni di euro di crediti fiscali dalle due societa' per azioni, in caso di fallimento ''. Nell'interrogazione si sottolinea anche il ''gravissimo ritardo della Figc nell'attivazione delle ispezioni federali sui casi di doping e di calcio-scommesse, che prelude ad un'ulteriore omissione dopo quella nota su passaportopoli e che rende praticamente inaffidabile l'intero sistema''. ''Si chiede - conclude l'interrogazione - l'immediato commissariamento della Figc , ormai destinata ad annullare il calcio meridionale. Nel caso del Napoli sia stato seguito un metodo incredibilmente difforme rispetto al Parma Calcio, mentre sul Cosenza l'arroganza dei vertici federali ha addirittura consentito di bypassare sentenze del supremo organo amministrativo, colpendo una citta' esclusa dal calcio professionistico in ragione di interessi potenti”
C'è da aggiungere anche che cinque senatori di Forza Italia, hanno dato la loro solidarietà a Carraro. Sono Paolo Barelli, Luigi Fabbri, Guglielmo Castagnetti, Maria Claudia Ioannucci e Angelo Maria Cicolani. ''Avendo letto i comunicati in cui alcuni senatori 'tifosi' hanno rivolto ingiustificate accuse alla Federcalcio e al suo presidente - si legge in un comunicato - desideriamo esprimere solidarieta' ed apprezzamento per l'operato di Franco Carraro, diretto a moralizzare il calcio italiano e per evitare che 'allegre' gestioni dei club possano arrecare grave danno all'immagine dello sport italiano. Il campanilismo che ha animato questi senatori puo' essere compreso, ma non giustificato''. Esiste anche questo in Italia. Evidentemente tifano per altri colori visto che o non sono informati o nessuno gli ha detto che il Cosenza oltre a non essere mai fallito è stato privato di un diritto che gli apparteneva, quello di cgiocare in un campionato di calcio professionistico, a prescindere dalle sentenze del Consiglio di Stato.

Pietro Mancini: “I cosentini non meritano la serie D”

28/07 “Sportivi e tifosi cosentini meritano di meglio che assistere alle modeste partite della serie D''. E' quanto sostiene in una nota l'ex sindaco di Cosenza, Pietro Mancini. ''Non sarei sincero, tuttavia, se non dicessi - ha aggiunto - che Cosenza, anche nel calcio, paga la carenza di punti di riferimento, seri e credibili, nelle istituzioni. Ricordo una estate calda, a meta' degli anni 90, quando basto' una telefonata dell' allora sindaco, Giacomo Mancini, mio padre, al buon Tonino Matarrese, numero uno della federcalcio, per salvare la societa' dalla mannaia degli ispettori della Covisoc. Oggi credo che Carraro e Petrucci non sappiano neppure i nomi del sindaco pro-tempore e del presidente della Provincia di Cosenza, peraltro troppo impegnati nei ribaltoni della volonta' popolare, per piombare a Roma a sostenere le ragioni del Cosenza''. ''E, intanto, dopo solo 2 anni di purgatorio - conclude Mancini - Firenze tornata in serie A, anche grazie alle forti pressioni dei DS. Eppure, dalla Juventus al Cosenza, le regole dovrebbero valere per tutti. Spero che Carraro e Petrucci, cosi' rigidi nel loro niet alla causa rossoblu', validamente difesa da Carratelli e Lubrano, si rendano almeno conto che sarebbe molto grave ingenerare nei tifosi dei club privi di santi in paradiso il sospetto che siano prevalse, anche stavolta, esigenze di natura diversa rispetto a quelle della corretta e sana gestione sportiva delle società”.

Corbelli: “Carraro e sodali hanno offeso, umiliato e discriminato la città di Cosenza e la sua provincia”

28/07 Il ''caso Cosenza calcio'' verra' discusso domani nella riunione del Consiglio provinciale di Cosenza: lo ha reso noto il leader del Movimento Diritti Civili e consigliere provinciale Franco Corbelli che ha aggiunto di avere sollecitato l' anticipazione dell' argomento come primo punto all' ordine del giorno della seduta. ''Il leader di Diritti Civili ha anche confermato - e' scritto in una nota - di aver recapitato questa mattina, via fax, alla Procura della Repubblica di Roma un esposto denuncia contro Carraro e la Figc per la mancata iscrizione del Cosenza 1914 alla serie C1. Il reato ipotizzato nell' esposto e' quello di omissione in atti d' ufficio per aver la Figc disatteso il deliberato del Tar del Lazio e del Consiglio di Stato''. Secondo Corbelli ''Carraro e i suoi sodali hanno offeso, umiliato e discriminato la sportiva, civile, colta e pacifica citta' di Cosenza e l' intera provincia. Dire che siamo indignati e' superfluo. Una cosa e' certa - ha sostenuto ancora il leader di Diritti civili - non accetteremo questa ingiustizia e questa infamia ad opera di uomini plurindagati dalla magistratura, indegni di rappresentare il calcio e la giustizia sportiva''. ''Reagiremo pacificamente e gandhianamente con ogni mezzo - ha aggiunto Corbelli - soli contro tutti, contro i potenti, contro i poteri forti che hanno deciso di cancellare, dopo oltre 90 anni di gloriosa storia, il Cosenza calcio 1914. Sono accanto ai tifosi a lottare, come faccio, da oltre un anno. Domani in Consiglio faro' un intervento durissimo e preannuncio una protesta clamorosa. Lotteremo sino all' ultimo contro questa vergogna e per chiedere giustizia per il Cosenza, per i tifosi, per la citta' e per l' intera provincia''.

Covello sul caso Cosenza Calcio: “Bisogna combattere tutti insieme”

28/07 ''Bisogna superare le barriere ideologiche e combattere insieme in nome del Cosenza calcio''. E' quanto sostiene in una nota l' amministratore unico delle Ferrovie della Calabria ed esponente di Forza Italia, Franco Covello che lancia un appello al presidente della provincia Mario Oliverio, al sindaco Eva Catizone, all'assessore regionale allo sport Pino Gentile, ai deputati e senatori eletti nel comprensorio, a tutte le forze imprenditoriali. ''Mi auguro che - ha aggiunto - per la prima volta unitariamente si faccia sentire il peso della citta' di Cosenza e della sua tradizione calcistica chiedendo un incontro a Petrucci, Carraro e al presidente della Corte Federale della lega calcio''. L'amministratore unico delle Ferrovie della Calabria, che da sempre ha seguito la storia dei rossoblu rilanciando la squadra nelle stagioni 1982 e 1987 critica l'attuale atteggiamento della lega calcio che ''ancora una volta - sottolinea Covello- ha voluto ingannare gli interlocutori nella recente riunione mortificando di fatto il calcio cosentino''. ''Occorre recuperare - ha concluso - un anno di tempo perduto. In questo momento non ci possono essere protagonisti o personaggi che vogliono primeggiare perche' il rischio e' la solitudine''.

Presentato il ricorso al Consiglio di Stato: verrà discusso il 30 luglio

28/07 Il collegio difensivo del Cosenza Calcio 1914, composto dagli avvocati Giuseppe Carratelli Filippo ed Enrico Lubrano, ha presentato questa mattina un ricorso innanzi al Consiglio di Stato per ottenere l'esecuzione del giudicato di cui alla sentenza n5025/2004 che sancisce l'affiliazione della societa' alla Federazione Italiana Giuoco Calcio. Il ricorso e' stato presentato perche' gli avvocati del Cosenza ritengono il provvedimento emanato ieri dal Consiglio Federale elusivo del dettato della sentenza del Consiglio di Stato. Proprio ieri il Consiglio Federale ha stabilito l'impossibilita' di iscrivere il Cosenza 1914 nei campionati professionistici dando mandato al Presidente e ai Vicepresidenti insieme alla Lega Nazionale Dilettanti di trovare la migliore collocazione possibile nell'ambito della Lega Nazionale Dilettanti. In particolare i legali Carratelli e Lubrano, si legge in un comunicato, ritengono che l'atto emanato dalla Corte Federale neghi al Cosenza il titolo sportivo di serie C1 e la posizione di soggetto affiliato alla Lega Professionisti di serie C , realizzi una macroscopica disparita' di trattamento rispetto ad altri provvedimenti assunti nei confronti delle societa' Foggia, Trento e Monza e ometta di considerare il fatto che si erano nel frattempo si sono resi disponibili due posti in serie C1 e sei posti in serie C2. Considerata l'eccezionalita' della situazione il ricorso sara' discusso nell'udienza di dopodomani davanti alla Sesta Sezione del Consiglio di Stato. Il Collegio difensivo della societa' Cosenza Calcio 1914 Spa, ritiene inoltre che il ''provvedimento emanato in data 27 luglio 2004 dal Consiglio federale e' un atto elusivo del giudicato di cui la sentenza n.5025/2004 per le seguenti ragioni: per avere illegittimamente negato alla societa' Cosenza Calcio 1914 Spa il ''titolo sportivo'' per la Serie C1 (titolo questo mai espressamente sottratto alla societa' con alcun provvedimento prima di ieri) e la propria posizione di soggetto affiliato alla Lega Professionisti di Serie C (posizione quanto mai espressamente sottratta alla Societa' con alcun provvedimento prima di ieri), e cio' nonostante con la sentenza n.5025/2004 avesse imposto alla Figc, nell' individuazione del campionato cui il Cosenza deve essere iscritto, di non potere utilizzare l' elemento della mancata partecipazione del Cosenza al campionato 2003-2004 ''in maniera penalizzante rispetto alla posizione del Cosenza''; per avere illegittimamente realizzato una macroscopica disparita' di trattamento rispetto ad altri provvedimenti recentemente assunti nei confronti delle societa' Foggia, Trento e Monza (Comunicati ufficiali n.199, 200, 201 del 30 giugno 2004), e cio' nonostante che la sentenza n.5025/2004 avesse imposto alla Figc, nell' individuazione del campionato cui il Cosenza deve essere iscritto, di ''tenere anche conto dei posti resi disponibili nei determinati campionati''.

Barile: “Il muro di gomma eretto dalla FIGC mortifica tutti. Stasera manifesto con i tifosi”.

28/07 “Esprimo il mio apprezzamento al Senatore Gentile ed all’On. Santelli per lo straordinario impegno profuso in favore del Cosenza Calcio”. Lo Ha dichiarato Mimmo Barile, coordinatore della Casa delle Libertà in Consiglio provinciale. “Si tratta di una vicenda estremamente delicata che impone la massima determinazione possibile da parte di tutti. Purtroppo il “muro di gomma” eretto dal Consiglio federale della Figc, mortifica la passione dei tifosi rossoblu e di quanti si stanno impegnando per arrivare ad un positivo epilogo della vicenda. Non tutto è perso, ma la mobilitazione civile della Città deve, a questo punto, essere massiccia. Ho, per questa ragione conclude Mimmo barile - , deciso di prendere parte al corteo dei tifosi rossoblu che legittimamente stanno manifestando per vendere riconosciuto il diritto del Cosenza Calcio a prendere parte ad un campionato professionistico degno delle tradizioni di questa gloriosa squadra”.

Esclusione Cosenza calcio: per gli avvocati è un atto illegittimo, elusivo della sentenza del Consiglio di Stato

27/07 E nel mentre si tenta di capire cosa possa essere successo, vista la sentenza del Consiglio di Stato i legali della societa', Giuseppe Carratelli e Enrico e Filippo Lubrano, stanno avviando un nuovo capitolo giuridico dopo la decisone di oggi di non iscrivere il Cosenza Calcio 1914 nei campionati professionistici. I tre legali, infatti, con un comunicato sono scesi sul piede di guerra e stanno preparando un giudizio di ottemperanza, per l' esecuzione immediata della sentenza, da presentare nei prossimi giorni al Consiglio di Stato “A rischio di bloccare i campionati” ci è stato detto espressamente. Questo il comunicato diffuso in serata: “Il collegio difensivo della Società Cosenza Calcio 1914, s.p.a., costituito dagli avvocati Giuseppe caratelli, prof. Filippo Lubrano ed Enrico Lubrano – in relazione al provvedimento emanato dal Consiglio Federale della FIGC in data 27 luglio 2004, con il quale lo stesso “ha stabilito che non è possibile inquadrare la società Cosenza 1914 nei campionati professionistici ed ha dato mandato al presidente e ai vice presidenti, insieme alla LND, di trovare - possibilmente in accordo con la società - la migliore collocazione possibile nell'ambito della Lega Nazionale Dilettanti.” Esprime le seguenti considerazioni:
a) ritiene tale provvedimento un atto elusivo del giudicato da cui alla sentenza della Sesta sezione del Consiglio di Stato 9 luglio 2004, n.5025
b) ritiene tale provvedimento un atto illegittimo per il fatto di avere lo stesso,senza alcuna motivazione, negato alla Società Cosenza calcio 1914 s.p.a. il “titolo sportivo” per la serie C1 (titolo questo mai espressamente sottratto alla Società con alcun provvedimento prima di oggi) e la propria posizione di soggetto affiliato alla Lega Professionisti di Serie C (posizione questa mai espressamente sottratta alla Società con alcun provvedimento prima di oggi);
c) rileva l’assoluta incongruità delle decisioni assunte nei confronti della Società Cosenza Calcio 1914 s.p.a. rispetto ad altre determinazioni recentemente assunte nei confronti delle società Foggia, Trento, Monza (Comunicati ufficiali nn. 199, 200, 201 del 30 giugno 2004), costituenti disparità di trattamento, espressione di eccesso di potere:
d) si riserva ogni azione giudiziaria nelle diverse sedi competenti a tutela degli interessi della Società Cosenza Calcio 1914 s.p.a.
E nel mentre si tenta di capire cosa possa essere successo, vista la sentenza del Consiglio di Stato, secondo quanto si e' appreso, i legali della societa', Giuseppe Carratelli e Enrico e Filippo Lubrano, stanno preparando un giudizio di ottemperanza, per l' esecuzione immediata della sentenza, da presentare nei prossimi giorni al Consiglio di Stato.

Esclusione Cosenza Calcio: Corbelli preannuncia una denuncia alla Procura della Repubblica di Roma

27/07 Il leader del movimento Diritti civili, Franco Corbelli, ha annunciato che domani presentera' alla Procura della Repubblica di Roma una denuncia sulla vicenda del Cosenza Calcio 1914. ''Avevo auspicato - sostiene Corbelli in una nota - che prevalesse il buon senso e il rispetto della legge e che non ci fosse bisogno di questa azione legale. Cosi' purtroppo non e' stato. Dopo le sentenze del Tar e del Consiglio di Stato l'iscrizione del Cosenza Calcio 1914 alla serie C1 era un atto dovuto. Disattenderlo significa, a mio avviso, commettere una omissione in atti d'ufficio. Sara' a questo punto la competente Procura di Roma a valutare la mia denuncia e ad agire di conseguenza nel rispetto della legge. Il Consiglio federale della Figc aveva il dovere di iscrivere il Cosenza 1914''. ''Se poi questa societa' - ha concluso Corbelli - non era in grado di far fronte agli adempimenti previsti e non era nelle condizioni di offrire le garanzie richieste e previste dalla legge sportiva la Figc aveva il diritto-dovere di cancellarla. Ma prima doveva essere riconosciuto il diritto alla iscrizione in serie C1 del Cosenza Calcio 1914''

Esclusione Cosenza Calcio: Per Giacomo Mancini “Una decisone abominevole”

27/07 “La decisione del consiglio federale della Figc e' abominevole. Da mesi un' intera collettivita' aspettava con ansia la riammissione del Cosenza nei campionati professionistici, incoraggiata dalle pronunzie del Consiglio di Stato, dai pareri favorevoli dei legali e dalla disponibilita' espressa dalle istituzioni''. A sostenerlo e' stato il deputato Giacomo Mancini. ''Oggi invece - ha aggiunto - dobbiamo subire l' ennesima mortificazione: un colpo al cuore che sara' difficile da assorbire. Adesso pero' e' venuto il momento di fare piena chiarezza. Bisogna capire se ancora una volta il governo del calcio ha voluto calpestare la passione sportiva di Cosenza oppure se c' e' stato qualcuno che ha alimentato false illusioni. In entrambi i casi il popolo rossoblu' non rimarra' in silenzio''.

Esclusione Cosenza Calcio: Gentile denuncia manovre da Cosenza

27/07 Una decisione che sospettavo da giorni: dopo innumerevoli sforzi, avevamo ottenuto udienza con questi signori che detengono il potere calcistico, siamo stati buggerati da Roma e anche da Cosenza''. E' questa la reazione del sen. Antonio Gentile, di Fi, alla decisione del Consiglio federale della Figc di escludere il Cosenza dai campionati professionistici. ''Adesso - ha aggiunto Gentile bisogna ripartire con la stessa rabbia civile, adire Consiglio di Stato e richiedere il giudizio di esecuzione della sentenza: e' un invito che faccio ai miei colleghi parlamentari ed alle istituzioni che davvero, e non solo a parole, vogliono difendere i diritti del Cosenza. Il Cosenza l' anno scorso fu letteralmente derubato della serie B in favore di potentati economici e di una precisa societa'. Il calcio e' invaso da una grave crisi morale e da societa' che hanno centinaia di miliardi di debiti, con una Figc che fa finta di non vedere e sentire. Il calcio e' quello del doping impunito''. “Gli avvocati Carratelli e Lubrano - ha concluso Gentile - devono subito adire il Tar del Lazio e bloccare i campionati. La Figc vuole cancellare il calcio meridionale e ridurre tutto ad una triade milano-torinese? La sensazione e' questa. Comunque non bisogna mollare e lo dico io che sono rimasto solo, per amore del diritto e della città”.

Esclusione Cosenza Calcio: per De Rose“Questa vergognosa decisone merita un ricorso al TAR”


27/07 “Quest'ennesima vergogna merita un ricorso urgente al Tar del Lazio: Franco Carraro si e' dimostrato ancora una volta un presidente che deve scomparire al piu' presto. Avevamo dato tutte le garanzie possibili e stamattina avevamo concordato tutto con Paolo Pagliuso. Carraro e' uno strumento dei nemici del Cosenza che si sono mossi, anche all'interno della citta', per farci del male''. Lo afferma in una nota Umberto De Rose, che era pronto a diventare il presidente del Cosenza calcio 1914. “Invito Lubrano e Carratelli ad adire subito il Tar del Lazio ed il Tribunale di Cosenza- dice De Rose- per i danni subiti: Pagliuso merita rispetto anche per le spese subite. verificheremo chi sono stati i nemici del Cosenza - conclude De Rose - e lo diremo a chiare lettere”..

Cosenza fuori dal calcio professionistico

27/07 La tanto attesa sentenza, il crude verdetto, che in molti già avevano percepito, ma che nessuno voleva minimamente osare di pensare è uscito. Il Cosenza calcio è stato escluso da tutti i campionati professionistici. “Il Consiglio federale della Figc - recita un comunicato della Federazione - all'unanimita' ha stabilito che la societa' calcistica Cosenza 1914 non puo' essere iscritta nei campionati professionistici. Di conseguenza, sempre il Consiglio federale, ha dato mandato alla Lega Nazionale Dilettanti di trovare la migliore collocazione possibile”. Non erano parole al vento, quelle che Macalli aveva professato il giorno dopo l’uscita della sentenza del Consiglio di Stato. “Il Cosenza in C? io divento Papa”. Offesa oltre l’umiliazione. Tifosi amareggiati che scendono in piazza per un mega raduno a piazza dei Bruzi questa sera alle 19. Sconforto amarezza, ma è la cruda realtà. Chi aveva attentamente analizzato le vicende societarie degli ultimi giorni aveva già capito che non sarebbe arrivato nessun regalo da Babbo Natale. Nessuno che ha voluto affrontare seriamente il problema economico. Da un anno a questa parte, nessun vero investimento sul calcio è stato fatto. Fallimentare ed offensivo alla dignità di Cosenza, poi, l’esperienza Cosenza Football Club che se in questo momento assurge a pari grado del Cosenza Calcio, ha il grave demerito di aver infangato ancora una volta il nome di Cosenza. Taglio della luce per bollette non pagate, giocatori prima strapagati e poi trattati come pezze vecchie e mandati al diavolo. Una società che non è mai esistita. Una vergogna che ha fatto riflettere seriamente il mondo del calcio, quello che conta e che decide. Cosenza è stata offesa e umiliata una prima volta, ma nella seconda volta è stata anche ridicolizzata da chi avrebbe dovuto investire nel pallone e non l’ha fatto. Poi è stata la volta dei politci che hanno soffiato sulla fiammella della speranza alimentandola di illusioni. C1, C2, chi lo sa, potrebbe essere. Ma senza basi societarie, senza progetti economici dove si vuole andare? Per finire all’ultimo balletto andato in onda ieri dove chi doveva prendere in mani le sorti del futuro del pallone a Cosenza ha sparato a zero sugli stessi compagni di cordata. Ma a Roma pensate che hanno gli occhi foderati di prosciutto e i tappi alle orecchie? Sono state chieste garanzie economiche. Nessuno ha alzato un dito. Solo parole ma nessuno ha veramente fatto le operazioni che andavo fatte. Ma non tutti i mali vengono per nuocere. C’è solo rimasto l’alibi che probabilmente, ameno di nuovi ricorsi che altro non fanno che illudere, partendo realmente da una categoria minore con un progetto serio in tre anni si può puntare di nuovo ad un campionato che conta. Ma chi ci crede più? Chi ha la forza di riprendersi dopo questa mazzata? Ora è tempo di proteste. Il vento soffia forte ed i tifosi vogliono giustizia. Speriamo che la protesta non degeneri. In fondo, si tratta solo di un gioco.

Padre Fedele presenta il conto su cui versare l'azionariato popolare

26/07 Un assemblea abbastanza partecipata, nonostante l'evento clou della giornata fosse a palazzo dei Bruzi, quella organizzata dal monaco tuttofare, oggi presidente del Cosenza Calcio. Ci si aspettava i nomi dei giocatori e dell'allenatore, ma la sorpresa è stata rinviata soltanto di alcune ore. C'è ancora da chiarire alcune cose tra la proprietà e Umberto De Rose domani mattina. Sede dell'incontro lo studio dell'Avv. Carratelli. Qualcuno gioca al buio, è stato detto, e domani potrebbero scaturire altre novità. Ma a Padre Fedele queste cose non interessano. Lui è per il nuovo corso. Partendo dalla città, dalle vecchiette nel confessionale che gli offrono i loro spiccioli per il Cosenza che Padre Fedele vuol far ripartire il Cosenza dei cosentini. Un entusiasmo che meraviglia lui stesso. "In qualunque luogo vado, vedono la macchina dell'Oasi Francescana e mi fermano. Ma sapete cosa mi chiedono tutti? Mi chiedono del Cosenza Calcio. persino in chiesa dove vado a celebrar messa le pie donne, che per nulla al mondo avrei giurato potessero interessarsi di pallone, mi chiedono del mio Cosenza". Una proposta concreta poi alla fine Padre Fedele la fa. Mostra a tutti un solo foglio con dei numeri. Sono i numeri del conto corrente su cui si possono far pervenire le offerte di azionariato popolare. La causale è "Cosenza bene Comune" la banca è la Banca Popolare di Crotone - Filiale di Castrolibero, il numero di Conto è 860005 ABI 5256 CAB 88800 CIN Y. Nient'altro chiede padre Fedele. Armato della sua incrollabile fede fa riferimento ai Santi Gioacchino ed Anna (oggi è la loro ricorrenza) per un ulteriore miracolo "Dopo l'OASI Francescana adesso costruiamo il Cosenza Calcio 1914". Questo l'appello che Padre Fedele rivolge a tutti. (Video mpeg)

Calcio: La Coavisoc respinge i ricorsi di Napoli e Ancona in B e di Viterbese e Como in C1

26/07 Giornata intermedia quella che oggi il calcio ha vissuto con non senza scalpori, più o meno previsti. Napoli e Ancona sono al momento fuori dai campionati. La Coavisoc, la commissione d'appello di controllo dei parametri economico-finanziari dei club, ha infatti respinto il ricorso presentato dai due club, che avevano gia' ricevuto la prima bocciatura dalla Covisoc. Domani sara' il consiglio federale della Figc a ratificare le decisioni assunte dalla commissione che dal 22 luglio scorso ha esaminato le documentazioni dei ricorsi. In serie C1 nei guai anche Viterbese e Como, che non passano l'esame della commissione d'appello. La commissione d'appello ha quindi confermato il primogiudizio dato dalla Covisoc, che aveva 'bocciato' i bilanci delle due societa'. Martedi tocchera' al consiglio federale della Figc ratificare le decisioni assunte dalla commissione, che dal 22 luglio scorso ha esaminato le documentazioni dei ricorsi. La decisione della Coavisoc di rigettare i ricorsi di Napoli e Ancona avvicina ancora di piu' Pescara e Bari al ripescaggio in serie B. ''La bocciatura degli appelli presentati da campani e marchigiani e' davvero una buona notizia - afferma il direttore sportivo del Bari, Fausto Pari - e' un altro auspicato segnale positivo. Ora aspettiamo il responso del Consiglio federale della Figc''. I dirigenti pugliesi attendono domani la ratifica delle decisioni della Coavisoc da parte delle Federazione, solo dopo - spiegano - si potra' pensare a programmare la nuova stagione tra i cadetti. ''Da domani - conclude Pari - ci impegneremo ad allestire un Bari competitivo, e soprattutto con giocatori determinati e con grandi motivazioni''. Ad Ancona invece si respira un aria diversa. Il sindaco di Ancona Fabio Sturani sta gia' lavorando per ricorrere al lodo Petrucci, che consentirebbe all' Ancona calcio di iscriversi al campionato di C/1, con il sindaco in veste di garante di una nuova societa'. ''Cerchiamo imprenditori, affiancati da un azionariato diffuso, per gestire la nuova Ancona'', ha detto Sturani, lanciando una sorta di ''appello alla citta'''; anche se l' ultima parola sull' esclusione del club dal campionato di B la dira' domani il consiglio federale della Figc. In realta', stando a quanto si e' appreso, contatti sono gia' in corso da giorni, sicuramente con l' imprenditore anconetano Sergio Schiavoni (che aveva declinato l' offerta di partecipare alla ricapitalizzazione dell' attuale societa'), e con altri quattro o cinque personaggi, che pero' devono ancora dare la loro risposta. I tempi comunque sono strettissimi. Certo, non si nasconde il sindaco, ''quello di oggi e' un epilogo triste per l' Ancona e per la citta'''. Ma grazie al lodo Petrucci si potrebbe ripartire dalla C ''costruendo una societa' senza pendenze con il passato, che possa rilanciare l' immagine di Ancona e del suo calcio professionistico''. Nessuna sorpresa dunque, perche' la federcalcio, si limitera' a deliberare quelle che a oggi sono le esclusioni dai campionati decretate sulla base delle nuove, e piu' rigide, norme sull'iscrizione ai campionati. Niente da fare per il club partenopeo, la cui vicenda ora rischia di trasformarsi in un nuovo caso della calda estate calcistica: nonostante il doppio stop delle commissioni di controllo, il Napoli prosegue il suo cammino fatto di ricorsi. Quelli al Tar sono gia' partiti, e la societa', con Luciano Gaucci in prima fila, (oggi protagonista di una visita quasi informale a Palazzo Chigi per perorare la causa del Napoli) continua, da esclusa, la preparazione agonistica. In attesa che si pronuncino l'arbitrato del Coni e il tribunale amministrativo, la societa' ha chiesto la sospensione di tutte le iniziative federali. In via ''cautelativa'', come fanno sapere dallo staff di Gaucci, il club prepara anche la richiesta per il Lodo Petrucci: le societa' escluse e che abbiano i requisiti per ricorrere alla nuova norma hanno due giorni di tempo per presentare la domanda. Insomma stesso refrain a Napoli dove i tifosi si sono ritrovati in 40.000 al San paolo per la festa dell'orgoglio napoletano. Parole che ci fanno venire i brividi per la tremenda somiglianza con i fatti vissuti dodici mesi fa anche a Cosenza. Non eravamo 40.000 ma il triste epilogo lo conosciamo bene. Nonostante fossimo dalla parte della ragione con una società mai fallita, abbiamo subito un esclusione che non ci apparteneva.

Quinta lettera di Padre Fedele a Carraro: “Caro Presidente riammetti il Cosenza in C1”

26/05 Padre Fedele Bisceglia, presidente del Cosenza Calcio 1914, in una lettera inviata al presidente della Figc, Franco Carraro, scrive: ''Carissimo presidente Carraro, questa e' la quinta lettera che le scrivo in sette giorni: neanche gli innamorati seguono questo ritmo cronologico. Evidentemente il caso Cosenza e' piu' importante di una storia d' amore... Infatti coinvolge non due persone ma un' intera citta' e provincia con risvolti drammatici, in alcuni settori specifici''. ''Ieri - dice padre Fedele - sono venuti in molti, presso l' Oasi Francescana di Cosenza, struttura socio-assistenziale da me fondata, ad esternare il proprio disagio quotidiano che, a volte, raggiunge il limite del drammatico. Sono famiglie, molte, i cui membri hanno perduto il posto di lavoro perche' dipendenti del Cosenza Calcio 1914. Le riferisco solo alcune domande-riflessioni che mi hanno posto: 'Da luglio 2003 non guadagno una lira, non porto nulla a casa!'' dice un signore; ''Non abbiamo latte per i bambini, il frigorifero piange, siamo aiutati da parenti... debbo scendere sul marciapiede per mandare avanti la famiglia?'' dice una donna. ''Fa molto caldo, i miei genitori non hanno la possibilita' di comprarmi un gelato...'' dice un bambino. ''Verremo tutti da te, all' Oasi Francescana, se non dovessimo rientrare nel giro calcistico!'' incalza un altro ancora. ''Debbo rubare? Se il Cosenza non verra' riammesso in C1, non mi resta altra scelta'' piange e si copre il viso con le mani un altro, quasi a nascondere il suo dramma. Si', perche' di dramma si tratta. Io che raccolgo lacrime e storie tragiche di uomini, donne e bambini affamati di tutto il mondo, non posso rimanere insensibile. Il mio ruolo di presidente di squadra prevarica il comune impegno come responsabile di questo settore, ed assurge ad apostolato missionario-sacerdotale''. ''Il calcio si tinge di rosso. E' un semaforo che impone uno stop di riflessione: la riammissione del Cosenza nella categoria che gli spetta, e' un problema che coinvolge decine di famiglie al limite della sopravvivenza. A lei, caro presidente, la decisione di salvare o di buttare sul lastrico queste famiglie. Spero di poter scrivere la sesta lettera, questa volta di ringraziamento, per aver dato ad una citta' e ad una provincia la dignita' sportiva tolta l' anno scorso ed alle famiglie dipendenti del Cosenza Calcio, il pane quotidiano. Dio la benedira'''.

De Rose si dice preoccupato per i timori del sen. Gentile e definisce fantasiose le proposte di P.Fedele

26/07 “Forse qualcuno briga per danneggiare il Cosenza Calcio ed e' compito di tutti, al di la' delle dichiarazioni di circostanza, chiarire questi aspetti'': Lo ha detto Umberto De Rose presidente dell' Assindustria di Cosenza e imprenditore che ha manifestato da tempo l' interesse a rilevare la societa'. ''Domani mattina - ha affermato De Rose in una dichiarazione - avremo un incontro con Pagliuso e con i nostri rispettivi consulenti per definire l' operazione Cosenza, ma mi preoccupano i timori espressi dal sen. Antonio Gentile, che e' persona seria e che sta portando avanti con grande coraggio la battaglia per riportare il Cosenza nel calcio che conta''. ''C' ero anch' io da Mario Pescante - ha proseguito il presidente dell' Assindustria - e c' erano anche rappresentanti dei tifosi che hanno sentito parole inquietanti, confermate dal disimpegno della Figc che, almeno fino ad oggi, non ha convocato il prof. Lubrano''. De Rose, nella dichiarazione, ricorda ''di avere ottemperato agli impegni presi. Sono una persona seria e credo di meritare per questo un po' di fiducia. Le ipotesi fantasiose di azionariati popolari che Padre Fedele dice di portare avanti si contraddicono con impegni che abbiamo assunto tutti davanti a Carraro, ma soprattutto qualcuno dimentica che tutto cio' e' subordinato alle decisioni di domani della Figc. Se saremo ancora una volta esclusi dal calcio che conta - ha concluso De Rose - qualcuno dovra' darne conto”.

Calcio Cosenza: Gentile “silenzio preoccupante, qualcuno briga contro”

25/07 “C'e' un silenzio preoccupante della Figc che mi fa riflettere: avevamo concordato con il dott. Franco Carraro , lunedi' scorso, che venisse chiamato il prof. Enrico Lubrano, designato come rappresentante ufficiale della societa', dai legali della federazione per definire l'accordo , ma ad oggi nessuna convocazione e' arrivata . Questo silenzio non mi piace e se a via Allegri pensano di escluderci ancora, si sbagliano e di grosso''. E' quanto afferma il sen. Antonio Gentile ''Lunedi' sera la Figc era apparsa disponibile- prosegue Gentile- poi ha cambiato atteggiamento: ho il sospetto che ci sia la manina di qualcuno che apparentemente dice di sostenere la causa del Cosenza , ma dietro le quinte briga per frenarne le legittime aspirazioni. Del resto-prosegue Gentile- l'on. Mario Pescante martedi' scorso ci ha riferito che qualcuno, concretamente, si stava adoperando contro il Cosenza Calcio: chi e cosa lo scopriremo in questi giorni. Martedi' la Figc deve restituire al Cosenza cio che le spetta- aggiunge Gentile-anche perche' so che Pagliuso e De Rose si vedranno, nella stessa giornata, per definire i dettagli della cessione azionistica: c'e' il progetto, c'e' la nuova societa', ci sono le carte in regola per compensare, seppure solo in parte, la citta' e la provincia del torto subito. Se qualcun altro pensa al Lodo Petrucci per altri fini-conclude Gentile- lo sapremo e sapremo anche i volti di queste persone che vogliono il male della citta'.

Red Blue Flag78 sulle sottoscrizioni:" nessuna contrapposizione ma unità di intenti”

25/07 La Red Blue Flag ’78, promotrice dell’azionariato popolare tra i tifosi del Cosenza, esprime soddisfazione e sostegno per la proposta dell’attuale presidente del Cosenza Calcio 1914 S.p.A., Padre Fedele Bisceglie. E’ naturale che le due proposte, che vanno nella stessa identica direzione, dovranno essere coordinate sotto l’aspetto operativo e procedurale, e riteniamo che l’assemblea di lunedì sera, sarà un utile momento costruttivo e di confronto, per cui invitiamo tutte le componenti della tifoseria (ultrà, club, singoli tifosi e cittadini) a partecipare a tale incontro. La decisione di Padre Fedele è fortemente opportuna in un momento in cui dall’imprenditoria tutta non provengono gesti concreti. Riteniamo comunque che il ruolo degli imprenditori resta importante e decisivo per poter garantire il ritorno del calcio professionistico a Cosenza. E’ il momento di unire tutte le forze positive della città e della provincia. Ricordiamo che come associazione abbiamo proposto che le somme versate dai tifosi per l’azionariato popolare potranno essere utilizzate dalla società solo se sarà inserita un’apposita clausola nello statuto della stessa, in cui si preveda che le azioni sottoscritte dai tifosi non partecipano ad eventuali abbattimenti di capitale per la copertura di perdite. Questa è una clausola che salvaguarda nel tempo il ruolo della tifoseria, in modo da non trovarsi, tra un anno o due, di fronte all’alternativa di sottoscrivere nuove quote o essere estromessi dalla società. Per cui riteniamo che sia per i tifosi più idonea questa formula che non la previsione di investire somme a fondo perduto nella società. Uniamoci tutti per dimostrare che Cosenza è capace di avere una società seria ed è degna di ritornare nel calcio ad alto livello.

Galliani: “Non mi ricandido. Il calcio non è malato e non grava sullo Stato. Novità sugli arbitri.”

25/07 Il calcio non e' malato: ha dei problemi che sono ripianati dagli azionisti dei club e ai quali rimedia con le proprie forze, non grava sullo Stato''. Parola del presidente della Lega calcio Adriano Galliani, intervenuto stasera a un incontro organizzato a Marina di Pietrasanta dal Caffe' della Versiliana. Dalla crisi del mondo del pallone ai diritti televisivi, dal doping, agli arbitri, al mercato. Tanti gli argomenti affrontati dal vicepresidente del Milan, ascoltato insieme al direttore della Gazzetta dello Sport Pietro Calabrese e intervistato da Gigi Marzullo e Romano Battaglia. Confusi tra il pubblico anche molti volti noti, come il direttore del Tg4 Emilio Fede e l' ex portiere del Milan Fabio Cudicini. Sulle ultime vicende che assillano il settore, ''mi sembra - e' il pensiero di Galliani - che attualmente vi sia un piacere masochistico nel colpire il calcio e non so perche'. Ma continuo a credere che non sia il calcio il principale problema del Paese''. Secondo Galliani, a differenza di altre forme di spettacolo il calcio ''e' fonte di reddito per lo Stato, non ne riceve l' assistenza''. Il mondo del pallone, per il presidente della Lega, ''sta in piedi grazie al pubblico, alla passione degli italiani, agli sponsor e ai propri azionisti, che hanno messo mano al portafoglio permettendo che il campionato ripartisse anche quest' anno''. Difesa a spada tratta, dunque, nonostante l' eco dei vari scandali, come il calcio-scommesse, il doping (''l' Italia e' il Paese che fa piu' controlli antidoping'', ha sottolineato) o i diritti tv. Materia quest' ultima sulla quale e' intervenuto recentemente con durezza anche il capo dello Stato. ''Il problema dei diritti televisivi - fa notare Galliani - e' presente in tutta Europa ma in Italia e' molto piu' complesso. Da noi non c' e' solo la mutualita' tra serie A e serie B, ma anche all' interno della A. Non credo che la soluzione sia quella di togliere la mutualita' alla serie B''. Svestiti i panni del presidente di Lega, Galliani non si sottrae anche a considerazioni sul versante mercato, comprese quelle riguardanti il suo club. ''Non credo che la Roma, che e' a posto con l' iscrizione al campionato, sara' costretta a vendere Totti''. Il mercato rossonero ''e' strachiuso'', ha ribadito il vicepresidente del Milan, che poi ha smentito anche le voci su un possibile arrivo di Alberto Gilardino. ''Abbiamo quattro grandissimi attaccanti e sei giocatori straordinari per tre diversi ruoli. Puo' bastare cosi', era gia' considerato un lusso Hernan Crespo''. Parentesi sul suo futuro. Galliani ha confermato che non si ricandidera' alla presidenza della Lega calcio, in scadenza a settembre. ''E' molto probabile - ha detto - che ci saranno altre persone a guidare la Lega e la Federazione per il prossimo quadriennio olimpico, io non ho intenzione di ricandidarmi''. Sui motivi, Galliani ha spiegato di essersi ''un po' stancato'' delle polemiche su un suo presunto conflitto di interessi, in quanto presidente della Lega e, contemporaneamente, vicepresidente del Milan. ''Non esiste nessuna incompatibilita'''. Infine breve escursus sugli arbitri: “Potrebbero esserci alcune novita', con un allargamento del numero delle fasce del sorteggio arbitrale da tre a cinque, al consiglio federale di dopodomani”. ''Si potrebbe arrivare a un maggior numero di fasce - ha detto -, probabilmente cinque, per le dieci partite di serie A e le 11 di B, con all' interno di una fascia le quattro gare piu' importanti decise dai designatori. E' ancora tutto da decidere, ma questa e' la linea suggerita anche dall' Uefa, che vuole responsabilizzare maggiormente i designatori, e anch' io penso che nascondersi dietro il sorteggio non vada bene''.

Padre Fedele propone da lunedì l'azionariato popolare

24/07 Il presidente del Cosenza calcio 1914, padre Fedele Bisceglia, ha annunciato oggi l' avvio, a partire da lunedi', di un azionariato popolare allo scopo di formare una ''societa' forte''. A tale scopo, lunedi' sara' aperto un conto corrente bancario presso un' agenzia cittadina della Banca popolare di Crotone. ''Non abbiamo tempo da perdere - ha spiegato padre Fedele - ed e' per questo che ho deciso di intraprendere questa iniziativa. L' obiettivo e' realizzare una societa' forte che sia veramente di tutti i cosentini e che sia un modello di trasparenza, correttezza e passione, battendo ogni forma di violenza fisica e psicologica. Credo che la citta' possa rispondere ad un invito del genere. L' unico problema, forse, e' che siamo in prossimita' delle vacanze estive''. ''Non vogliamo vincere la partita fuori casa, alla Figc di Roma, e perderla in casa come l' anno scorso'', ha concluso il frate-presidente riferendosi evidentemente alla necessita' di disporre di capitali per far fronte agli impegni sportivi.

Cosenza Calcio: I tifosi si organizzano e propongono un azionariato popolare

23/07 Presentate questa mattina, presso il ristorante la Gulia, nel centro storico cosentino, le iniziative dell'associazione di tifosi "RedBlueFlag78" che mirano a far partire un azionariato popolare di supporto alla squadra del Cosenza che sarà iscritta nei campionati di calcio. Stanchi delle tante promesse, i tifosi, hanno deciso di costituirsi in associazione ed ora si stanno organizzando per addivenire al loro obiettivo che è quello di far parte, con due rappresentanti, della società di calcio cittadina. L’obiettivo si finalizza dunque anche in un controllo diretto dei fatti societari e di una nuova forma di partecipazione che vede coinvolti i tifosi in prima persona nella gestione della società. Questo il testo del comunicato" BASTA CHIACCHIERE, VULIMU i FATTI! L’Associazione RedBlueFlag ’78 ha avviato una serie di incontri con la proprietà del Cosenza Calcio 1914 S.p.A. con l’intento di inaugurare un nuovo corso per il futuro dei colori rossoblu. Senza rinnegare il giudizio negativo rispetto alla passata gestione del “1914”, siamo comunque consapevoli che sia giunta l’ora di una inversione di rotta. In questo momento di ricostruzione crediamo sia necessario mettere da parte le inutili divisioni e contrapposizione che hanno caratterizzato lo scenario calcistico cosentino degli ultimi anni, intraprendendo un dialogo costruttivo tra la tifoseria e la dirigenza del Cosenza Calcio, che possa finalmente dare una nuova immagine alla società e ricreare un clima di fiducia e simpatia verso la compagine rossoblu. BASTA CON VELENI, POLEMICHE E PROTAGONISMI! Il popolo rossoblu ha voglia di ritrovarsi ad accendere il fuoco della passione con rinnovato entusiasmo. In questo frangente sarà fondamentale l’allestimento di una forte compagine societaria. Pertanto, se da un lato ci auguriamo che gli impegni presi da politici, imprenditori e rappresentanti istituzionali in questi ultimi giorni, non rimangano solo inutili passerelle, dall’altro siamo oltremodo convinti che sia fondamentale la partecipazione attiva della tifoseria per garantire un adeguato livello di trasparenza e correttezza nelle future gestioni. L’attivazione di un azionariato popolare sarà proprio l’occasione per garantire una partecipazione attiva della tifoseria e della cittadinanza, e per garantire una maggior livello di coinvolgimento e di informazione da parte della società verso l’esterno. L’azione sarà pertanto portata avanti su più versanti:
- la promozione di una campagna di sottoscrizione rivolta ai singoli tifosi, con quote da 500 euro che saranno sottoscritte dall’associazione per conto dei singoli tifosi
- Una campagna rivolta ai 155 sindaci della provincia, a tutti i consiglieri comunali di Cosenza, ai consiglieri provinciali ed ai consiglieri regionali eletti in provincia di Cosenza, affinché ognuno di loro sottoscriva tramite l’associazione, una quota della società.
- una campagna di sensibilizzazione verso singoli imprenditori e professionisti per la sottoscrizione di quote significative della società.
- Una libera sottoscrizione tra tutti i tifosi, anche con quote minime, che saranno poi consolidate dall’associazione per la sottoscrizione di quote societarie.
La sottoscrizione delle quote sociali avverrà secondo le modalità che saranno concordate con la società che rappresenterà Cosenza nel calcio professionistico. Siamo stanchi delle chiacchiere, vogliamo i fatti.”

Un vulcanico Padre Fedele ha pronta la sua soluzione

22/07 Il Presidente del Cosenza Calcio 1914 s.p.a, padre Fedele Bisceglia, non si smentisce mai e dal suo cilindro magico tira fuori una proposta eclatante. Se entro sabato non si presenta nessuno per rilevare la società, allora sarà lui stesso a “sorprendere tutti” con una proposta societaria. Questo il testo integrale del comunicato: “Ho scritto e detto che sono il Presidente più povero del mondo ma anche il più forte. Pochi hanno creduto, molti hanno sorriso. Ebbene, è giunto il momento della verifica! Se, entro sabato, non si presenterà nessuno, da me Presidente, per rilevare la Società del Cosenza Calcio 1914, lunedì 26, giorno di Sant’Anna, la madre della madonna, presenterò un programma-miracolo con una società fortissima e trasparente, una rosa di giocatori, l’allenatore, il manager tecnico sportivo. Sbalordirò tutti, anche lo stesso Carraro! Non posiamo più attendere! Ogni ora che passa è un passo indietro. Io, invece, voglio andare avanti, qualunque sarà la sentenza. Un miracolo lo abbiamo compiuto: l’Oasi Francescana. Il secondo è in cantiere…! Ho accettato questa responsabilità con amore e passione. Non posso deludere ne la città, ne la nostra provincia che mi ha sempre sostenuto moralmente e materialmente e che, ancora una volta anche nel calcio, mi supporta con fiducia e stima infinita.”

Tutti i parlamentari cosentini, uniti, scrivono a Carraro: “Restituire un ruolo calcistico dignitoso alla città”

22/07 I parlamentari cosentini dei due schieramenti hanno sottoscritto una lettera aperta al presidente della Figc, Franco Carraro per chiedergli l' iscrizione del Cosenza Calcio al campionato di C1. ''Dopo i fruttuosi incontri di questa settimana - e' scritto nella lettera - cresce nella citta' di Cosenza la fiducia nella decisione che ella, insieme al Consiglio federale, prendera' in merito alle sorti del Cosenza Calcio. L' impegno preciso del presidente dell' Assindustria provinciale a rilevare la societa' calcistica e' garanzia della reale possibilita' di costruire una nuova compagine societaria''. Nella missiva i parlamentari Antonio Gentile, Iole Santelli, Giacomo Mancini, Geppino Camo, Roberto Caruso, Domenico Pappaterra, Giuseppe Geraci, Gino Trematerra, Cesare Marini si dicono ''sicuri che, dopo la lunga controversia giudiziaria, si possa chiudere questa vicenda restituendo alla citta' ed alla provincia un ruolo calcistico dignitoso. Per questo le chiediamo formalmente di voler iscrivere il Cosenza Calcio 1914 al prossimo campionato di serie C1, con la regolare mutualita' spettante per un anno alle compagini che retrocedono dalla B''. La richiesta, sottolineano i parlamentari di entrambi gli schieramenti politici, e' fatta ''in difesa e per diritto della tradizione di Cosenza ed a prescindere da ogni valutazione partitica”.

Corbelli a Carraro “Ora bisogna iscrivere il Cosenza in C1”

22/07 Il leader del Movimento ''Diritti Civili'' e consigliere provinciale, Franco Corbelli, dopo l' adesione del sindaco di Cosenza, Eva Catizone'' all' appello a favore del Cosenza calcio e la lettera dei parlamentari cosentini, ha reso noto di avere scritto anche lui una lettera aperta al presidente della Figc, Franco Carraro, per invitarlo ad iscrivere subito il Cosenza calcio 1914 alla serie C1. Corbelli aveva nei giorni scorsi rivolto un appello a tutte le istituzioni e a tutti i parlamentari del centrodestra e del centrosinistra invitandoli a sottoscrivere un documento comune, da inviare a Carraro, con il quale chiedere l' iscrizione del Cosenza 1914 alla C1. Inoltre, secondo quanto riferito dallo stesso Corbelli, aveva fatto approvare un identico documento ai 15 capigruppo del Consiglio provinciale e ai presidenti del Consiglio, Francesco Principe, e dell' Amministrazione provinciale, Mario Oliverio. ''Dopo la discesa in campo anche del sindaco di Cosenza - ha sostenuto Corbelli - il presidente Carraro ha ottenuto quello che chiedeva come condizione per iscrivere il Cosenza calcio alla C1: ovvero un fronte compatto e un documento comune di tutte le istituzioni, i partiti e i parlamentari cosentini a favore del Cosenza 1914. Siamo riusciti anche in questo piccolo miracolo. Adesso chiediamo a Carraro di iscrivere subito il Cosenza e non perdere altro tempo prezioso alla nuova societa' per allestire una squadra che dovra' essere subito competitiva e puntare alla immediata promozione in serie B. Carraro non occorre che aspetti la data del 27 del Consiglio federale. E' nei suoi poteri - ha concluso Corbelli - iscrivere subito il Cosenza e riconoscere cosi' finalmente il diritto del club silano a partecipare al prossimo campionato di C1''.

Venerdì conferenza stampa dell'associazione dei tifosi per il lancio dell'azionariato popolare

21/07 Venerdì 23 luglio, alle ore 12:00 presso il ristorante “la Gulia” in Via Galeazzo da Tarsia, si terrà una conferenza stampa dell’Associazione “Red Blue Flag ‘78”.Oggetto della conferenza sarà la presentazione delle iniziative per la realizzazione dell’azionariato popolare e di una serie di proposte concrete per l’avvio di una nuova fase nella storia calcistica della città.

Il sindaco Catizone scrive a Carraro: “Mi dica cosa posso fare per il Cosenza Calcio 1914”

21/07 Il Sindaco di Cosenza, Eva Catizone, ha scritto oggi una lunga lettera al Presidente della FIGC Franco Carraro. Il sindaco, dopo aver ricordato le traversie dell’ultimo anno sul fronte calcistico cittadino, esprime la sua totale disponibilità a sostenere le rivendicazioni della città a favore del Cosenza Calcio 1914, considerati anche gli ultimi positivi avvenimenti, come l’impegno personale di Padre Fedele Bisceglie e le assicurazioni del Presidente degli Industriali di Cosenza. “Io tifo per la mia città, la città che vivo e che amministro con amore e passione. –scrive Eva Catizone a Carraro- Mi dica per favore cosa posso realmente fare per il Cosenza Calcio 1914”.
Questo il testo integrale della missiva:
“Lo scorso anno la città di Cosenza è stata privata della sua gloriosa squadra di calcio, il Cosenza Calcio 1914. Migliaia di concittadini mi hanno chiesto di intervenire, in quanto Sindaco, per salvare le sorti del calcio nella città che mi onoro di governare. Mi sono precipitata da Lei, a Roma, per invitarLa a trovare una soluzione consona e che avrebbe potuto garantire alla città una squadra di calcio. Dopo una discussione che - ricorderà - ha avuto anche non pochi momenti di tensione, abbiamo saputo che il Cosenza Calcio 1914 vantava un debito verso fisco e istituzioni sportive pari a 12 milioni di euro, e che, saldando lo stesso, la città di Cosenza avrebbe potuto aspirare a mantenere il titolo sportivo e giocare così in un campionato professionistico.
Sono stati dei momenti assai concitati in città, la tifoseria presa dal panico di non vedere più il “Lupo” correre sui campi di calcio era praticamente schierata contro la dirigenza del Cosenza Calcio 1914 e l’imprenditoria, purtroppo, non mostrava la giusta attenzione alla vicenda. In quella situazione era impensabile coinvolgere l’Amministrazione Comunale nel pagamento del debito.
In un Consiglio Comunale piacevolmente invaso - come forse mai era accaduto nella storia della città - da tanti cittadini armati di sciarpe e bandiere, a sostegno di una squadra di calcio che rappresenta una Provincia intera, ho avuto il consenso unanime a farmi carico, come Sindaco, della spiacevole vicenda, ma senza poter garantire impegni economici da parte dell’Ente da me rappresentato.
Alla fine, senza alcun apporto da parte di parlamentari ed esponenti politici del Governo, sono riuscita a strappare un campionato di serie D, ma mi sono ritrovata a dovere costituire una nuova società di calcio, a mio nome e responsabilità: il Cosenza FC.
Oggi la situazione è diversa.
Apprendo dalla stampa che dopo la splendida affermazione degli avvocati del Cosenza Calcio 1914 in sede di Consiglio di Stato, anche l’imprenditoria si è fatta avanti, ed il Presidente dell’Assindustria, Umberto De Rose, esprime chiara volontà di rilevare la Società. Sempre dalla stampa apprendo che, nell’incontro svoltosi lunedì nei Suoi uffici, sarebbe emersa la necessità di un mio personale intervento per la risoluzione del problema. Mi sono preoccupata di sentire direttamente il Presidente, Padre Fedele Bisceglie. Il “monaco” è persona per cui nutro affetto e grande rispetto; nel suo quotidiano impegno sociale contribuisce a rendere “grande” la nostra città. È venuto a trovarmi in Municipio e finalmente sono stata informata della sua opera anche nell’interesse del Cosenza Calcio 1914. È riuscito a creare una nuova linfa che può risollevare le sorti della squadra, mi ha confermato che il Presidente De Rose è deciso a rilevare la società, che garantirebbe i debiti spalmati in rateizzazioni decennali e che al suo fianco ci sono altri piccoli imprenditori che sono entusiasti di contribuire alla causa rossoblu. Anche la tifoseria, unita nell’Associazione Red Blue Flag, sta lanciando una grande sottoscrizione popolare per portare in seno al Consiglio d’Amministrazione almeno due componenti della tifoseria. Insomma, da questo incontro avuto con Padre Fedele mi pare di capire che ci sono tutte le condizioni per una svolta del caso Cosenza Calcio 1914. Ho molta fiducia in Padre Fedele, è in grado di trasmettere energia positiva, troverà ancora altri imprenditori, e poi credo che le assicurazioni del Presidente degli Industriali di Cosenza siano assai importanti al fine delle dovute garanzie economiche.
Discorso non diverso ma particolare è quello della nostra tifoseria - invidiabile a qualunque altra squadra di calcio su questa penisola - anche se in questo momento forse abbastanza delusa dal susseguirsi delle passerelle politiche degli ultimi tempi. Solo per dirgliene una, l’anno scorso, seppure militando in serie D, allo stadio si registravano ben 12.000 presenze (anche se questo Lei lo sa bene). Dico questo per significare che i tifosi – ne sono certa - sapranno fare la loro parte, e sarà anche significativa. Sul fronte istituzionale mi preme infine sottolineare che il neo-Presidente della provincia di Cosenza, on. Mario Oliverio – come tra l’altro Le ha già testimoniato in una recente missiva – ha molto a cuore le sorti calcistiche della città.
Padre Fedele mi ha comunque detto che Lei ha bisogno di un mio intervento. Ne sono onorata. Ma, per favore, mi si dica cosa posso realmente fare per il Cosenza Calcio 1914. Sono stata accusata dalla stampa di parteggiare per il Cosenza FC, nulla di più sgradevole e falso; io tifo per la mia città, la città che vivo e che amministro con amore e passione. Mi pare ovvio che io voglia sostenere ciò che &