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Sanità e Salute
dal 7/5 al 2/11


Primo espianto di cornee all’Ospedale di Rossano

02/11 E' stato eseguito per la prima volta nell' ospedale civile di Rossano, un intervento di espianto di cornee. Le due cornee, espiantate dall' equipe di oculistica e di rianimazione dell' ospedale, sono state inviate al centro di riferimento regionale per gli innesti corneali di Cosenza, dove saranno conservate per essere poi immesse nel circuito regionale e nazionale dei trapianti. ''L' intervento - ha detto il direttore generale dell' Azienda sanitaria di Rossano, Achille Gentile - assume per la nostra azienda un valore particolare per quanto attiene la cultura della donazione degli organi. Si tratta di un chiaro esempio di come, grazie all' opera di sensibilizzazione degli operatori e dei mezzi di comunicazione, anche nella nostra zona il numero dei donatori tende sensibilmente ad aumentare''.

Pacenza (DS) “In Calabria emergenza sanità, abilmente occultata”

30/10 “C'e' un'emergenza sanita' finora abilmente occultata ed oggi scoppiata con rischi gravissimi per l'intero sistema. La Calabria, infatti, e' fuori dal Patto di stabilita'. Da qui la carenza di liquidita' che diverse Aziende sanitarie hanno registrato in questi ultimi tempi e che si sono manifestate con il ritardato pagamento degli stipendi per i dipendenti, con la difficolta' nelle forniture e l'acquisizione di strumenti necessari''. E' quanto sostiene in una nota il consigliere regionale dei Ds, Franco Pacenza. ''Ieri sera in Consiglio regionale - ha aggiunto - e' stata annunciata la delibera di assestamento di bilancio per la sanita' concernente il disavanzo 2003. La sanita' calabrese, a quanto si evince, e' fuori di 40 miliardi di vecchi lire; e cio', automaticamente, significa che rischiamo di perdere oltre 700 miliardi di vecchie lire, dato che chi fuoriesce dal Patto di stabilita' non ha diritto di ricevere le risorse di cui all'accordo 1 agosto 2001 (siglato in sede di Conferenza Stato-Regioni) in materia di riparto del fondo nazionale. Chi in questi ultimi anni e, cosa ancor piu' grave, in queste ultime settimane ad incominciare dal presidente Chiaravalloti e dall'assessore Luzzo ha diffuso notizie rassicuranti sull'andamento dei conti nella sanita', ha fatto soltanto propaganda becera. Si e' andati avanti, nonostante le critiche del centrosinistra, sulla strada della dispersione delle risorse non finalizzate a ridare efficienza al sistema, si e' scelto di non mettere in discussione alcun centro di potere clientelare, assecondando le istanze degli amici, e penalizzando gli interessi dei cittadini e le urgenze del sistema sanitario calabrese''. ''Non sono bastati quindi - ha aggiunto Pacenza - ticket, aumenti del bollo automobilistico, l'aumento dell'addizionale regionale: la sanita' continua la marcia verso il fallimento e la Giunta regionale e' costretta a gettare la maschera. Si vede, finalmente, con chiarezza l'inadeguatezza del Piano sanitario ed i guasti provocati dal centrodestra nella sanita', metafora efficace di una politica di governo fallimentare, che non ha mai avuto tra i propri obiettivi il rilancio del settore, ma l'utilizzazione delle risorse pubbliche per foraggiare consulenze, dare all'esterno interi servizi pubblici ed incentivare l'emigrazione sanitaria''. ''E' altrettanto ovvio - ha concluso Pacenza - che la sanita' calabrese senza un autentico affrancamento politico, senza un vero processo di liberazione dalla cappa di potere che la Casa delle liberta' ha costruito in questi cinque anni, non riuscira' a mettere in moto alcun processo di risanamento. La consapevolezza, a questo punto, deve essere generale e coinvolgere le forze politiche, sociali, culturali migliori della nostra regione per dare una svolta visibile alla Calabria''.

Aperto a Rossano un ambulatorio di medicina del lavoro

28/10 Il bacino d'utenza dell' Azienda Sanitaria n. 3 di Rossano, composto da circa duecentomila abitanti, da oggi potra' contare sull'ambulatorio specialistico di medicina del lavoro. Il nuovo servizio potra' soddisfare eventuali richieste da parte di lavoratori o ex lavoratori i quali ritengono che la propria patologia possa riconoscere una causa o concausa di sospetta malattia professionale. La visita specialistica prevede il rilascio di una relazione sanitaria con risultati strumentali ed ematochimici di sospetta malattia professionale da inviare all'INAIL

Visite sanitarie sempre più a pagamento. Insoddisfazione per i servizi medici offerti.

Sempre piu' visite specialistiche a pagamento per la maggior parte degli italiani, meno posti letto ma piu' cure in day hospital ed assistenza domiciliare integrata a macchia di leopardo. A fotografare le differenze regionali regioni nel delicato settore della sanita' ed analizzare i rapporti Stato-Regioni o Regioni-Aziende Sanitarie per valorizzare gli elementi positivi e ridurne quelle negative e' stata la ricerca Farmafactoring-Cergas Bocconi che ha analizzato i differenti approcci e strumenti messi in campo dalle amministrazioni locali nel rispetto del patto Stato-Regioni in tema sanitario. A tre anni dall'accordo Stato-Regioni la ricerca Farmafactoring-Bocconi rileva molte differenze tra le Regioni a livelli di attivita' del Servizio Sanitario Nazionale.
- Dai dati disponibili, per lo piu' riferiti all'anno 2000 e frutto di una serie di indagini condotte da ISTAT, ASSR (Agenzia dei Servizi Sanitari Regionali) e CENSIS, emerge che le regioni del Nord registrano livelli di soddisfazione piu' elevati di quelli dell'Italia meridionale ed insulare sui servizi medici, infermieristici ed igienici negli ospedali. Dal 1999 al 2001, e' stato registrato un lieve calo nel livello di qualita' percepita, che, tuttavia, rimane a livelli accettabili (piu' per i servizi medici e infermieristici e meno per quelli igienici). La distanza tra le diverse regioni e' fortissima: altissimo gradimento per le province autonome di Trento e Bolzano, Valle d'Aosta e Friuli Venezia Giulia mentre bassa soddisfazione in Puglia, Sicilia e Calabria.
- Aggiornando alcuni dati al 1999-2000 contenuti in una indagine Multiscopo dell'ISTAT emerge che per le visite specialistiche il 52,8% dei pazienti si rivolge prevalentemente alle strutture private a pagamento intero con percentuali piu' elevate in Liguria (61%) e Campania (59%) e piu' basse nelle province autonome di Bolzano (28,4%) e Trento (45%) e in Veneto (45,3%). Rispetto agli accertamenti diagnostici, in Italia vengono effettuati ogni anno quasi 122 accertamenti diagnostici ogni 1.000 abitanti, con una forte differenziazione a livello regionale: le Regioni del Centro presentano i valori piu' elevati (al di sopra di 126 accertamenti diagnostici per 1.000 abitanti), mentre le Regioni del Nord e del Sud presentano valori inferiori alla media nazionale. Nelle Regioni di grandi dimensioni del Centro-Nord si fa ricorso all'assistenza domiciliare integrata rispetto alle Regioni del Sud: le percentuali maggiori si registrano in Lombardia (16,5%), Emilia Romagna (15,1%), Lazio (12,9%) e Veneto (11,9%). In tutte le regioni l'offerta e' prevalentemente pubblica (81,7% dei posti letto a livello nazionale) ma il privato accreditato costituisce una quota significativa dell'offerta in Regioni come la Calabria (34,8%), la Campania (30,5%) e il Lazio (30%). I posti letto complessivi si sono ridotti dell'8% con forti differenze regionali: riduzioni in Veneto e Puglia (-15%), Piemonte e Abruzzo (-13%) e nel Friuli (-12%) mentre hanno aumentato i posti letto la provincia autonoma di Trento (+9%) e la Toscana (+1%). Rispetto alla complessiva riduzione dei posti letto, il privato accreditato pesa solo per il 5%, segno che in quasi tutte le regioni si e' intervenuti sostanzialmente sul pubblico soprattutto sui posti letto per degenza ordinaria. I posti letto pubblici per Day Hospital sono aumentati dell'8% con variazioni del 66,5% della Provincia Autonoma di Bolzano al -30% della Sardegna, mentre quelli privati sono aumentati del 71% e il trend e' stato in quasi tutte le regioni al rialzo, eccetto Molise, Calabria e Sardegna. Per gli ambulatori e laboratori, la presenza di strutture private accreditate e' forte nelle Regioni meridionali insieme a Lazio e Lombardia. ''Da questa situazione a macchia di leopardo nasce la necessita' di attivare alcuni strumenti per evitare una ulteriore divaricazione in tema di tutela della salute che non sarebbe sostenibile per il Paese dichiara Marco Rabbuffi, Presidente di Farmafactoring - In futuro sara' necessario investire su professionalita' nuove affinche' il governo e la programmazione del sistema non finiscano per privilegiare modelli di centralismo regionale''.

Quindici consiglieri chiedono una “Commissione regionale per le cure palliative”

23/10 Quindici consiglieri regionali, appartenenti sia al centrodestra che al centrosinistra, hanno reso noto di avere presentato una mozione con cui s' impegna la Giunta ad ''istituire la Commissione regionale per le cure palliative''. Nella mozione si chiede anche di ''destinare i fondi necessari per garantire il funzionamento della Rete dei Servizi ai malati terminali su tutto il territorio regionale e per la gestione degli Hospice di Rossano e di Reggio Calabria''. I consiglieri affermano, in premessa, che ''la legge n.39 del 26 febbraio 1999 ha finanziato la creazione dei Centri residenziali di cure palliative a favore dei malati inguaribili, meglio conosciuti appunto come 'Hospice'. Presso l' Assessorato alla Sanita' prima del 2000 era operativa la Commissione per le cure domiciliari oncologiche, chiamata Nucleo operativo direzionale cure domiciliari oncologiche, composta da tecnici operanti nel settore delle cure domiciliari, e che ha prodotto la cartella clinica domiciliare, il programma regionale per l' Assistenza continuativa oncologica domiciliare e le linee guida per la realizzazione degli Hospice. Dal 2000 ad oggi questa Commissione, cosi' come la Commissione oncologica regionale, sono state annullate nonostante non costassero nulla in termini economici in quanto nessuna forma di compenso, ne' gettone di presenza era previsto per i componenti''. Secondo i firmatari della mozione, inoltre, ''la legge 328 del 2000 e i successivi decreti attuativi contenenti importanti indicazioni alle regioni, finalizzati a raggiungere la piena integrazione tra interventi sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali nell' ambito delle cure e dell' assistenza domiciliare, non ha trovato finora nella Regione la necessaria corrispondenza. Eppure gli interventi domiciliari a favore dei malati terminali costituiscono livelli essenziali di assistenza. Il Piano sanitario nazionale e quello regionale 2003-2005 intendono realizzare la rete delle Cure palliative. In tutte le altre Regioni italiane, presso gli assessorati alla Sanita', sono costituite da tempo le Commissioni per le cure palliative, composte da operatori esperti nel settore nonche' da rappresentanti di societa' scientifiche e associazioni di volontariato. Sono in via di realizzazione in Calabria sette hospice (Rossano, Reggio Calabria, Cosenza, Vibo Valentia, Catanzaro, Locri e Melicucco), i primi due deiquali il prossimo anno saranno operativi''. La mozione e' stata sottoscritta dai consiglieri del centrosinistra Michelangelo Tripodi, Nuccio Fava, Mario Pirillo, Giuseppe Bova, Francesco Amendola, Franco Pacenza, Diego Tommasi e Damiano Guagliardi e da quelli del centrodestra Giovanni Nucera, Maddalena Basile, Giuseppe Pezzimenti, Vincenzo Pisano, Raffaele Senatore, Gesuele Vilasi ed Alberto Sarra.

Calabria ultima nelle vacccinazioni

22/10 Sono stati 1002, secondo il Ministero della Salute, nel 2003, in Calabria, i casi di morbillo sul totale dei 10.982 registrati a livello nazionale. Alla regione spetta, inoltre, il primato negativo del piu' basso tasso di copertura vaccinale in Italia. Il quadro della situazione relativa all' incidenza della malattia nella regione, alla luce di possibili nuove fiammate epidemiche a livello nazionale, e' stato delineato in occasione del congresso della Societa' di Igiene, Medicina Preventiva e Salute Pubblica in corso a Genova. Proprio due anni addietro, e' stato ricordato nel corso dell' assise, circa 20 mila persone di ammalarono e ci furono dieci morti. ''C' e' un rischio - ha sottolineato Pietro Crovari, presidente della societa' scientifica assieme e Giovanni Renga - perche' la copertura vaccinale predisposta dal Piano nazionale del Ministero della Salute non ha raggiunto l' obiettivo. Non sono soddisfacenti, infatti, i risultati della campagna per il morbillo e le malattie associate allo stesso vaccino, cioe' rosolia e parotite''. In Calabria nel 2003, a livello provinciale, sono stati registrati 50 casi a Catanzaro; 444 a Cosenza; 101 a Crotone; 304 a Reggio Calabria e 103 a Vibo Valentia. Nel territorio regionale, inoltre, la copertura vaccinale per morbillo (morbillo - parotite - rosolia) e' stata pari all' 53,4 ogni cento abitanti. Nettamente al di sotto della media nazionale dell' 83,6 per cento e molto lontana dalla copertura vaccinale del 90 per cento fissata come obiettivo da raggiungere entro il 2005 dal Piano nazionale di Eliminazione del morbillo e della rosolia congenita del Ministero della Salute. Nel corso del congresso di Genova sono stati riproposti i dati, su scala calabrese, relativi all' incidenza della meningite e comunque ritenuti sottostimati. Secondo l' Istituto Superiore di Sanita' nel 2004 i casi di meningite sono stati sette (dei quali uno da pneumococco e uno da meningococco), a fronte di 371 in Italia, mentre nel 2003 erano stati tre (dei quali due da pneumococco e uno da meningococco) rispetto a 966 dell' anno precedente. Per la varicella si sono verificati 771 casi di varicella mentre a livello nazionale sono stati 77890. Piu' colpita la provincia di Reggio con 491 casi; seguita da Cosenza (126); Catanzaro (84); Vibo (58) e Crotone (12).

Secondo uno studio di medicina preventiva in Calabria si vive più a lungo

21/10 In Calabria si vive di piu', anche se fra ''micce accese e trappole''. Un bambino che nasce oggi in Calabria se e' un maschio ha una speranza di vita di 77.8 anni, se e' una femmina di 82.9 anni. Dal 1951 al 2002 i calabresi hanno allungato la vita di 12.6 anni se uomini e di 16.8 se donne. E' questo il risultato di uno studio realizzato dalla Societa' di igiene, medicina preventiva e salute pubblica che si e' riunita a Genova sotto la presidenza di Pietro Crovari e Giovanni Renga. Viviamo di piu' ma viviamo su una polveriera. Un' Italia piena di trappole per la Salute. E tante trappole anche in Calabria. ''Molte - dice Pietro Crovari presidente con Giovanni Renga del Congresso - sono le micce accese e le trappole. Aria, troppo alti i livelli di benzene e polveri sottili nelle citta' che diventano cosi' camere a gas; acqua sicura, ma troppo spesso all' origine piena di sostanze inquinanti; sistema fognario antiquato e con pochi depuratori; rifiuti troppi e mal smaltiti; e poi i topi, i veri padroni di casa delle citta'. Ma la trappola piu' grande e' a tavola, nascosta nel cibo: e cosi' mangiamo fragole con antimuffa, gamberetti colorati e peperoncino dipinto. Scarseggia l' igiene nel trattamento non industriale degli alimenti. Alla fine di questo tunnel malattie infettive, allergie, intossicazioni e addirittura neoplasie. E se tutto cio' non bastasse a sparger benzina sulla polveriera ci pensiamo noi con i cattivi stili di vita che sono ormai diventati abitudini di vita''. ''Il diabete sta crescendo, ecco la prima conseguenza - dice Walter Ricciardi, Presidente della Societa' Europea di Sanita' Pubblica - di un cattivo stile di vita. A tavola si mangia sempre meno frutta e verdura e piu' carne, le donne e i giovani continuano a fumare, i giovani esagerano con l'alcool e, tra i ragazzi e gli over cinquanta, dilagano comportamenti sessuali a rischio''. Per quanto riguarda la situazione ambientale in Calabria vengono citati i dati del ''Rapporto Ecosistema Urbano 2004 di Legambiente'', dell' Istat e dell' Osservatorio Nazionale Rifiuti. Da questi, secondo quanto riferito in un comunicato, emerge che Catanzaro e' tra le sette citta' italiane (insieme a Enna, Isernia, L'Aquila, Messina, Oristano e Trapani) in cui non e' ancora attivo alcun tipo di monitoraggio della qualita' dell' aria. Un merito a Crotone: con 20 mg/mc e' la seconda citta' italiana con il piu' basso valore di Biossido di azoto. Vibo Valentia con 5 mg/mc e' tra le migliori citta' (pur se al 28esimo posto) per quanto riguarda i livelli di Benzene il cui limite previsto e' di 10 mg/mc. Non sono disponibili dati degli altri capoluoghi di provincia. Per quanto riguarda l' acqua Vibo Valentia esce a pieni voti e con lode visto che e' al primo posto per la percentuale dei nitrati che non solo e' al di sotto del valore guida di 5 mg/l ma si e' attestata su 0,0 mg/l. Bene anche a Crotone (1,4), Catanzaro (2,9) e Cosenza (4,8). Negativa la situazione di Reggio Calabria con 20 mg/l. Circa i litri di acqua potabile erogati, alle utenze civili, per abitante al giorno a Crotone sono 207, mentre a Cosenza sono 214, a Vibo Valentia 470, a Reggio Calabria 612. Il valore di queste due citta', secondo quanto riferito, e' in parte sovrastimato se considerato come consumo pro-capite in quanto in mancanza dei dati sugli effettivi consumi civili viene utilizzato il totale dell' acqua immessa. Ma l' acqua e' anche sistema fognario. In Calabria, secondo l' Istat (i dati sono aggiornati al 1999 e sono gli ultimi disponibili) su 409 comuni tutti hanno il servizio di fognatura, ma solo 103 effettuano una depurazione completa delle acque reflue convogliate nella fognatura pubblica; gli altri 193 effettuano una depurazione parziale mentre per 113 la depurazione e' assente. In Calabria, secondo i dati dell' Osservatorio Nazionale Rifiuti, nel 2002 sono state prodotte 859.193 tonnellate di rifiuti, vale a dire 427,5 chilogrammi di rifiuti pro capite. In totale, in Italia vengono prodotti 29.787.587 tonnellate di rifiuti. Ogni italiano ne produce, pro capite oltre 522 chilogrammi.

Armodio Lombardo nuovo presidente dell’Ordine degli Psicologi calabresi

21/10 Armodio Lombardo e' il nuovo presidente dell' Ordine degli Psicologi della Calabria, commissariato nel giugno scorso dal ministro della Giustizia, Castelli. Lombardo,dirigente dell' Azienda sanitaria di Crotone, e' stato eletto al termine delle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale che ha visto una partecipazione di circa il 70% dei mille psicologi calabresi. Vice presidente e' stata eletta Luisa Altomare, segretario, Angelo Luigi Triglia, e Tesoriere, Domenico D' Elia.

Da mercoledì il via alla campagna antinfluenzale a Rossano

21/10 Prendera' il via mercoledi' prossimo la campagna di vaccinazione antinfluenzale promossa dall' Azienda sanitaria di Rossano. Allo scopo di soddisfare il maggiore numero possibile di richieste, l' azienda ha acquistato oltre 25 mila dosi equivalenti al 10% in piu' rispetto allo scorso anno. Gli aventi diritto - fa sapere la Direzione sanitaria dell' As di Rossano - potranno farsi vaccinare gratuitamente presso i Distretti Sanitari di Rossano, Corigliano, Trebisacce e Cariati.

CGIL “Piano sanitario, siamo al ridicolo. Dov’è il Polo Pediatrico di Cosenza?”

13/10 ''Il Piano per la Salute e le reiterate assicurazioni dell' assessore regionale alla Sanita', Luzzo, ci avevano indotto a dare per scontata l'eccellenza del polo pediatrico a Cosenza. Siamo rimasti, pertanto, a dir poco stupiti nel leggere che per lo stesso assessore sarebbe un' opportunita' straordinaria procedere alla costruzione dell' ospedale di Germaneto per farne, tra l'altro, un grande centro di eccellenza pediatrica denominato Gaslini 2, sotto la tutela del Gaslini di Genova, come proposto dai Ds di Catanzaro Lido''. E' quanto sostiene, in una nota, Teresa Papalia, responsabile della Funzione pubblica Cgil Medici nell' Azienda ospedaliera di Cosenza. ''Per tale iniziativa, e cioe' per il Gaslini 2 a Germaneto - afferma ancora Teresa Papalia - i soldi ci sarebbero e ci sarebbe anche l'interesse del Ministro della Sanita'. Se cosi' e' e se le intenzioni dell'assessore sono quelle riportate dalla stampa, dobbiamo ritenere che l' ormai agonizzante sanita' calabrese sia semplicemente caduta nel ridicolo. E allora ci sentiamo ancora piu' confusi e non possiamo fare a meno di chiederci che significato dare alla parola ''Eccellenza'' in una sanita' come quella della nostra regione dove, nella maggior parte dei casi, non solo la mano destra non sa cosa faccia la sinistra, ma non sembrano esserci piu' soldi nemmeno per piangere. Gli interrogativi, infatti, diventano assillanti. Ci chiediamo di quanti poli di Eccellenza pediatrica abbia bisogno la Calabria perche' si possa fare una buona sanita' e in quale altra regione le Eccellenze nascano prima sulla carta e non siano, invece, il riconoscimento di prestazioni qualificate gia' consolidate e in ulteriore evoluzione positiva. E ancora ci domandiamo se per creare un Centro di eccellenza la Calabria abbia veramente bisogno del solito Gaslini, che in maniera ossessiva ritorna periodicamente alla ribalta, o invece non sarebbe piu' giusto individuare e recuperare le varie professionalita' che pure ci sono nella nostra regione, acquisendone di esterne ove necessario ma nell'esclusivo interesse della sanita' calabrese. Perche', insomma, invece di pensare alle Eccellenze e a curare gli interessi di ospedali come il Gaslini, non proviamo a sforzarci, ognuno per la parte che ci compete, di garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini calabresi a casa nostra e valorizzando le risorse della nostra regione?''.

I sindacati incontrano l'ass. Luzzo per il contenimento dellla spesa farmaceutica

08/10 La Filcea-Cgil, la Femca-Cisl e la Uilcem-Uil Calabria comunicano che si e' tenuto un incontro all'Assessorato alla Sanita' della Regione Calabria, al quale hanno partecipato l'Assessore Giovanni Luzzo, i sindacati e gli ordini dei medici, Federfarma per i farmacisti privati e i rappresentanti dei lavoratori chimici, dei pensionati e della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil per identificare nuove misure di contenimento della spesa farmaceutica. Pur evidenziando che la spesa farmaceutica pro capite ponderata e' stata in Calabria pressoche' simile alla spesa media pro capite nazionale ( euro 132 spesa nazionale - euro 133 spesa Calabria), Federfarma, Filcea-Cgil, Femca-Cisl e Uilcem-Uil hanno sottolineato la validita' del Protocollo d'intesa del 2 gennaio 2003, con il quale la distribuzione di taluni farmaci e dei farmaci necessari dopo le dimissioni di ricoveri ospedalieri avviene attraverso le farmacie private, presenti ovunque e non attraverso le poche farmacie degli ospedali. ''Cio' permette - affermano i sindacati - di garantire un miglior servizio ed una riduzione della spesa farmaceutica, attraverso la rinuncia di farmacisti e grossisti ad una parte dei loro utili. La Filcea-Cgil, la Femca-Cisl e la Uilcem-Uil, al fine di realizzare il contenimento della spesa farmaceutica, che la Regione afferma di dovere obbligatoriamente perseguire, ha proposto di richiedere e verificare l'appropriatezza prescrittiva nelle ASL, ove la spesa farmaceutica e' ingiustificatamente elevata, lo sviluppo dei farmaci generici e la prescrizione, per i pazienti dimessi dagli ospedali, del nome della sostanza farmaceutica necessaria ad effettuare la terapia e non del nome commerciale del farmaco, lasciando al medico generico, che e' poi responsabile del costo della terapia, la scelta del farmaco piu' vantaggioso''. I sindacati dei medici hanno indicato come strumento di contenimento della spesa farmaceutica la erogazione dei farmaci solo attraverso le farmacie ospedaliere. La Filcea-Cgil, la Femca-Cisl e la Uilcem-Uil, infine,''qualora dovessero prevalere gli interessi delle categorie forti a danno degli ammalati, delle famiglie e delle categorie deboli ricorrera' alla mobilitazione''.

Spesa farmaceutica fuori budget solo in Calabria, Lazio. Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna

08/10 La spesa farmaceutica e' fuori budget ''solo in alcune regioni: Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna, che contribuiscono per il 90% al 'buco' del Ssn. Mentre tutte le altre restano piu' o meno nei margini stabiliti del 13%, pur avendo una buona sanita'. Questo significa che il tetto fissato, pur se corregibile e' pero' ragionevole. E invece il problema e' semmai quello dei controlli''. Questa la risposta di Giuseppe Mascioni (Ds), vicepresidente della Commissione Igiene e sanita' del Senato, al sottosegretario alla Salute Cesare Cursi. Entrambi sono intervenuti alla trasmissione radiofonica 'Radio anch'io' sul tema 'Farmaci e concorrenza'. Per Mascioni, invece, ''il sistema di distribuzione dei farmaci in Italia e' complessivamente buono. Dunque la questione rimane quella di verificare le regioni che 'fanno' e quelle che 'non fanno'. Il sottosegretario Cursi - ha aggiunto il parlamentare Ds - lo deve sapere e deve intervenire''. Infine il senatore pone l'accento ''sull'aggressivita' dell'industria farmaceutica, cui corrisponde l'inerzia di alcune regioni. E il chiaro esempio e' rappresentato dal decreto sul ripiano della spesa farmaceutica: in principio le industrie dovevano contribuire per il 60% e le regioni per il restante40%. Poi, dopo le pressioni delle aziende, queste sono riuscite ad avere uno 'sconto' e a scendere al 40%''.

Malasanità: Il reparto di ortopedia dell’Ospedale di Lamezia oggi senza medici

07/10 Il reparto di ortopedia dell' ospedale di Lamezia Terme, per tutta la giornata di oggi, e' rimasto senza primario e senza medici costringendo, di fatto, i malati a recarsi nel vicino ospedale di Soveria Mannelli, mentre i ricoverati sono stati affidati alle cure del personale infermieristico. Stamattina, infine, i cinque medici che operano all' interno del reparto non erano disponibili perche', secondo quanto si e' appreso, uno era in ferie, un altro era assente per motivi personali e tre, invece, erano ricoverati per patologie varie negli ospedali di Lamezia e di Cetraro. Il Tribunale dei diritti del malato, in una nota, ha definito l' episodio di ''inaudita gravita', probabilmente unico nel settore della sanita' pubblica'' e ha parlato di cause ''risalenti nel tempo, consistenti nella illegittimita' delle nomine dei responsabili della struttura con conseguente contenzioso a pioggia ed ineludibile paralisi della struttura stessa''. Per il Tribunale dei diritti del Malato si tratta di un episodio ''non isolato in quanto si stava verificando la settimana scorsa nell' Unita' operativa di Oncologia, dove i protocolli terapeutici stavano per essere bloccati a causa della mancanza di personale infermieristico''. Il Tribunale ha quindi rivolto un ''accorato appello agli organi competenti perche' provvedano con la massima tempestivita', dando assicurazione alla popolazione tutta''. La vicenda trae origine alcuni anni fa quando l' Asl ha indetto un concorso per primario del reparto di ortopedia. Dopo la nomina e' stato presentato un ricorso da un altro partecipante escluso. Il Tribunale si e' espresso dando ragione al ricorrente. Sono state fatte nuove nomine e sono stati presentati nuovi ricorsi, tutti vinti. La vicenda e' proseguita per anni, sino al settembre scorso quando, in seguito ad una sentenza del giudice del lavoro che dispone l' annullamento della delibera numero 1731 del 4 dicembre 2002 con cui l' Asl conferiva l' incarico quinquennale di direttore della struttura complessa Unita' operativa di ortopedia e traumatologia dell' ospedale di Ferrantazzo, l' As revoca il mandato al primario che, pero', ricorre, perdendo la causa e, di fatto, lasciando il reparto senza guida. Stasera i vertici dell' Azienda si sono riuniti ed hanno emesso una disposizione di servizio in base alla quale, con decorrenza immediata, l' attuale primario del reparto di ortopedia dell' ospedale di Soveria Mannelli, Giovanni D' Onofrio, e' stato comandato a prestare la propria direzione anche nell' Unita' operativa dell' ospedale Ferrantazzo, delegandogli, di fatto, la gestione, l' organizzazione e la responsabilita' dello stesso.

Mistorni (Margherita) “L’Ospedale di Castrovillari è una struttura precaria”

07/10 ''L' ospedale di Castrovillari, pur essendo dotato di vari reparti specialistici, non riesce a svolgere in maniera esaustiva la sua funzione per la precarieta' e la deficienza delle sue strutture ricettive''. Lo sostiene, in un' interrogazione presentata all' assessore alla Sanita', Giuseppe Mistorni, presidente del gruppo Ppi-Margherita in Consiglio regionale. Mistorni, che afferma di avere presentato l' interrogazione ''su sollecitazione dei dirigenti locali della Margherita'', afferma che ''i lavori di ristrutturazione riguardanti l' ospedale appaltati con i finanziamenti ex art. 20 erogati dalla Regione sono fermi da alcuni mesi con grave pregiudizio al funzionamento dei reparti esistenti e con la mancata attivazione del reparto di rianimazione. L' importante presidio ospedaliero, inoltre, non e' dotato di risonanza magnetica, uno dei fondamentali ed indispensabili mezzi diagnostici, con conseguenti disagi per l' utenza ed aggravi di spesa per la forzata emigrazione verso altre Aziende sanitarie''. All' assessore Luzzo Mistorni chiede ''quali sono i motivi che hanno portato alla sospensione dei lavori di ristrutturazione e se non ritenga necessario intervenire per dotare la struttura di Castrovillari della risonanza magnetica''.

Il Presidente dell’AIOP, Paolini: “Una spesa sanitaria fuori controllo mette in crisi i conti regionali”

05/10 Documento del Presidente regionale della ospedalità privata AIOP, avv. Enzo Paolini, sulla relazione della Corte dei Conti ai conti della Regione. “Ormai e’ un appuntamento annuale quello con la Corte dei Conti ed anche se il compito istituzionale della magistratura contabile e’ politicamente asettico,e’ inevitabile che le considerazioni illustrate dal magistrato relatore finiscono per avere rilevanza ed effetti politici.Qui ci occupiamo della parte che, nella relazione della Corte dei Conti, riguarda la sanità calabrese ed il suo sofferente andamento nel bilancio regionale.La relazione rileva, relativamente ai controlli sul sistema e sulla spesa sanitaria,che da parte dei direttori generali delle ASL non vengono attuate le norme che tali controlli prevedono e per i quali, se non effettuati, i direttori generali debbono essere chiamati a rispondere.In pratica la Corte rileva che il management delle aziende sanitarie opera, in Calabria, in un anomalo regime di irresponsabilità rispetto ai dati di bilancio delle singole ASL.A conferma di ciò la Corte fa notare che, in presenza di bilanci nettamente in perdita nelle singole ASL, non esiste alcuna proposta o richiesta alla Regione, da parte dei direttori generali, affinchè le perdite vengano coperte e i bilanci rimessi in pareggio.La relazione non lo dice ma fa emergere deduttivamente che, di fronte ai silenzi dei direttori generali, la Regione non prende le iniziative che dovrebbe assumere.La denuncia e’ autorevole ma non e’ una rivelazione, nel senso che già il dibattito politico aveva messo in evidenza l’inadeguatezza di alcuni direttori generali a ricoprire il ruolo assegnatogli dalla Regione, richiamando a conferma di ciò i bilanci delle ASL da loro dirette. Veniva messa in evidenza, semmai, l’impunita’ di questi direttori generali che, di fatto,non rispondevano a nessuno delle loro disastrose gestioni.La risposta e la spiegazione di tale “impunita’’” va cercata nella natura politica della scelta e della nomina dei direttori generali e questo spiega perchè l’accertamento ed il sanzionamento delle responsabilità diventa problema difficile e complesso.La Corte si limita a ricordare che i direttori generali inadempienti possono essere rimossi dal loro incarico ma, prudentemente, non va oltre consapevole degli interessi politici che sottostanno alla loro nomina.Dal nostro punto di vista vorremmo distinguere fra le responsabilità soggettive dei singoli direttori generali e il deragliamento dei bilanci delle ASL dalla spesa programmata, con effetti destabilizzanti sull’intero servizio sanitario regionale.Il problema che la Corte dei Conti pone, quando si riferisce ai controlli non effettuati nel corso dell’anno, non deve riguardare tanto i singoli direttori generali quanto l’andamento della spesa da questi autorizzato o consentito. Bisogna, cioè, impedire che il bilancio si chiuda a fine anno con perdite facilmente prevedibili e, quindi, arginabili.L’effetto dei bilanci in perdita e’ destabilizzante perchè va a colpire la sanità nel suo complesso e, cioè, anche nella componente privata che nei suoi bilanci di fine anno non beneficia di alcuna indulgenza poichè tutto ricade nella responsabilità e nel rischio dell’imprenditore privato.Una spesa sanitaria fuori controllo, con accumuli progressivi di deficit gestionali, finisce inevitabilmente per mettere in crisi i conti regionali in una drammatica prospettiva di insanabile dissesto finanziario che altro non verrebbe a significare se non che le prestazioni sanitarie richieste dai cittadini calabresi non avrebbero sufficiente copertura finanziaria. Dei passi vanti sono stati fatti e l’assessorato regionale ha emanato le nuove regole cui bisogna attenersi.Rimane grave la situazione a Reggio dove all’ospedalità privata, che eroga prestazioni in quantità maggiore dell’ospedalità pubblica, si vogliono imporre tagli e abbattimenti di budget, nella ripartizione dei fondi destinati alla sanità, in forza delle voragini verificatesi nei conti pubblici. In pratica si vorrebbe che le case di cura, esaurito il budget assegnato a fronte di quello maggiore assegnato all’ospedalità pubblica, erogassero le prestazioni gratuitamente.In sede di rinnovo dei contratti annuali con le ASL, l’ospedalità privata ha confermato la propria disponibilità a fare i sacrifici che la situazione impone e ha firmato un nuovo protocollo di intesa che, nel mentre azzera in larga parte il contenzioso pregresso, fissa le nuove regole che, in qualche modo, garantiscono l’ospedalità privata, per la parte contrattualizzata, dal rischio di dover pagare per le inefficienze, le negligenze e i costi impropri dell’ospedalità pubblica.A conclusione della lunga trattativa condotta dall’AIOP in rappresentanza delle case di cura associate, e’ stato ribadito, contrariamente alle ricorrenti e stucchevoli contrapposizioni pubblico-privato di qualche politico a corto delle necessarie competenze tecniche e normative, come l’ospedalità privata sia fortemente interessata ad una sana gestione dei bilanci delle ASL.Come dire che se il pubblico funziona, al privato non vengono richiesti sacrifici ed e’ “il mercato” e la qualità delle prestazioni offerte a fare la differenza.”

Domenica 10, cardiologie aperte in 18 ospedali calabresi

04/10 Il 10 ottobre 'cardiologie aperte' in 150 ospedali d' Italia, 18 in Calabria. Gli specialisti dalle 10 alle 17 informeranno i cittadini sui rischi cardiovascolari, verra' misurata la pressione e verranno spiegati i principali esami diagnostici come la coronarografia o l' ecocardiogramma. La prima Giornata Nazionale di 'Cardiologie aperte', manifestazione promossa da Heart Care Foundation (Fondazione Italiana per la Lotta alle Malattie Cardiovascolari) nell'ambito del Progetto Tuttocuore, insieme con ANMCO (Associazione Nazionale dei Medici Cardiologi Ospedalieri), rientra tra quelle approvate dal Ministero della Salute per l' Anno del Cuore 2004. Obiettivo principale dell'iniziativa e' quello di rinsaldare il legame tra le cardiologie ospedaliere e le comunita' territoriali aumentando il grado di conoscenza sulle malattie cardiovascolari, il rischio globale e la necessita' di valutarlo periodicamente, creando confidenza con l' emergenza cuore e soprattutto informando su cosa fare e come farlo. Nella maggior parte delle cardiologie sono infatti previsti momenti di incontro, dove i medici spiegheranno come funziona il cuore e cosa bisogna fare per mantenerlo giovane. Tra i messaggi principali della giornata 'Cardiologie aperte' c'e' la promozione dello stile di vita 'salva-cuore'. Anche in una persona 'sana' infatti diversi fattori (il leggero sovrappeso, il fumo anche moderato, la pressione 'un po' alta') possono, sommandosi, aumentare in modo considerevole il rischio cardiovascolare globale. Ed allora al bando il fumo di sigaretta, attenzione alla giusta pressione arteriosa e soprattutto un po' di attivita' fisica anche leggera (trenta minuti ogni giorno, anche scegliendo di non prendere l'ascensore o fare qualche tratto di strada a piedi). Importante infine il regime alimentare, dove la famosa 'dieta mediterranea' rappresenta un esempio da seguire. Questo l' elenco delle cardiologie che hanno aderito all' iniziativa in Calabria: Azienda Ospedaliera Mater Domini di Catanzaro, Ospedale Civile Pugliese di Catanzaro, Presidio Ospedaliero Mariano Santo di Cosenza, Ospedale Santissima Annunziata di Cosenza, Istituto Senili di Cosenza, Ospedale Civile di Cetraro, Ospedale Civile Ferrari di Castrovillari, Ospedale Civile di Cariati, Ospedale Civile di Lamezia Terme, Ospedale Tiberio Evoli di Melito Porto Salvo, Ospedale Civile di Paola, Ospedale S. Barbara di Rogliano, Ospedale Civile Giannettasio di Rossano, Ospedale Scillese d'America di Scilla, Ospedale di Soriano Calabro, Ospedale G. Chidichino di Trebisacce e l'Ospedale Civile Jazzolino di Vibo Valentia.

La Regione aderisce alla “Campagna Nastro Rosa 2004” per la prevenzione dei tumori al seno

04/10 La Regione Calabria, nell' ambito delle iniziative di comunicazione istituzionale della Presidenza della Giunta, ha aderito alla ''Campagna Nastro Rosa 2004'' promossa dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori per la prevenzione del tumore al seno e che si prolunghera' per tutto il mese di ottobre. Sulla home page del sito internet della Regione www.regione.calabria.it e' stato attivato - fa sapere una nota del Portavoce della Presidenza calabrese - un collegamento con un mini portale che fornisce tutta una serie di indicazioni e consigli per la cura, l' igiene del seno, nonche' per la prevenzione specificando gli accertamenti periodici da eseguire, suddivisi per fasce di eta'. Diverse sono le iniziative promosse nel corso di questo mese, tra cui le visite senologiche gratuite che saranno effettuate in tutti gli ambulatori della Lega presenti anche in Calabria a Catanzaro, Soverato, Cosenza e Reggio Calabria. A Cosenza e' presente anche una unita' mobile che visitera' le realta' territoriali carenti di strutture specialistiche. ''Abbiamo aderito a questa iniziativa - ha commentato il Presidente Chiaravalloti - per favorire e stimolare la sensibilizzazione delle donne, soprattutto le giovani, sull' importanza della prevenzione di una malattia, purtroppo cosi' diffusa e divenuta una malattia sociale. Riteniamo fondamentale rafforzare le strategie di una corretta informazione ed educazione sanitaria, in quanto la diagnosi precoce risulta determinante ed e' auspicabile diventi un gesto abituale per ogni donna''.

Mari (PSE) “A dieci anni di distanza il 118 ancora in una struttura provvisoria”

29/09 Pietro Mari, consigliere comunale del Pse-Lista Mancini, ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Suscita sconcerto ed indignazione il fatto che, a circa dieci anni dalla sua istituzione, il 118 di Cosenza sia ancora allocato nella struttura provvisoria, realizzata alla meno peggio ed allocata in un angolo del piazzale dell'Annunziata antistante il Pronto Soccorso, in attesa della realizzazione del Dipartimento d'emergenza, i cui lavori però languono nel generale disinteresse.Il Nuovo Piano Sanitario Nazionale prevede che il 118 debba passare interamente sotto la gestione dell'Azienda Territoriale tuttavia, per ovvi motivi, la struttura dovrà restare allocata nell'area dell'Ospedale; ma nel balletto delle competenze il servizio è stato, dai due direttori generali, quelli in carica e quelli del passato, abbandonato a se stesso, in preda a difficoltà ed ostruzionismi di ogni sorta che impediscono al personale sanitario di poter avere suppellettili d'ufficio decenti, computer funzionanti e quel minimo di materiale di consumo necessario alla gestioneordinaria. L'unità del 118 di Cosenza, diretta con competenza e professionalità dal dott. Burza, dispone attualmente di un organico composto da 6 medici e da 15 paramedici altamente specializzati i quali assicurano, con turni che coprono a pieno regime 24 ore su 24, un servizio di intervento determinante per salvare vite umane e per ridurre, con la tempestività e l'efficacia del soccorso, le conseguenze di traumi, incidenti e gravi patologie invalidanti. Un servizio che non può e non deve essere ospitato all'interno di un locale che è poco più di una baracca. Del tutto incomprensibile è l'atteggiamento silente ed indifferente che, a fronte dei reiterati appelli e delle odierne proteste degli operatori, mantengono il Sindaco e l'Assessore alla sanità del Comune di Cosenza, che, quanto meno, dovrebbero sollecitare soluzioni adeguate e maggiore attenzione per un servizio sanitario dalla cui efficienza potrebbe dipendere la vita dei cittadini. Evidentemente nel Sindaco ed nell'Assessore prevale l'esigenza di evitare le polemiche e di mantenere rapporti amichevoli ed acquiescenti con i Direttori Generali".

Cinquantacinque milioni di euro dall’Inail agli ospedali calabresi

29/09 La sanita' pubblica calabrese ricevera' quest' anno 55 milioni di euro dall' Inail che salgono a 62 considerando un precedente finanziamento: a renderlo noto e' stato il presidente dell' Inail, Vincenzo Mungari. ''L' intervento dell' Inail nel sud, ed in particolare in Calabria - ha sostenuto Mungari incontrando i giornalisti - ha lo scopo di fronteggiare con strumenti efficienti la crescita del divario esistente rispetto al nord per quanto riguarda l' adeguatezza dell' organizzazione ospedaliera. Il nostro costante interessamento ha prodotto l' effetto desiderato, ossia l' atto di indirizzo del Ministero della Salute del primo giugno di quest' anno, in forza del quale l' Istituto potra' investire circa 55 milioni di euro per l' ammodernamento del sistema ospedaliero calabrese, che per le sue endemiche carenze induce quel fenomeno della 'migrazione sanitaria' verso le strutture del centro-nord, con conseguente dissanguamento di risorse e mortificazione delle professionalita' locali''. ''L' azione dell' Inail - ha aggiunto Mungari - si sviluppera' su diverse aree di intervento e interessera' tutte le province della regione, contribuendo a qualificare ulteriormente la missione dell' Istituto, che assume sempre piu' la veste di soggetto fondamentale nella costruzione del nuovo welfare''. Mungari ha anche riferito che gli interventi finanziari per la Calabria sono passati dal 15% al 40%. ''La Calabria - ha sostenuto - era in una situazione di arretratezza e non vi erano stati interventi, ad eccezione del centro di riabilitazione previsto a Lamezia dove l' Inail ha investito oltre 10 milioni di euro. Non so se riusciremo attraverso questi interventi previsti per la Sanita' pubblica a livellarci agli standard sanitari del centro nord, ma la direzione e' sicuramente questa. Non a caso per consistenza e per numero di interventi la Calabria, per la prima volta, supera tutte le altre regioni. Questo va incontro ad una sentita esigenza di tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento di ovviare a quello stato di inadeguatezza strutturale che nel campo della sanita' accusa la Calabria''. Nella sua visita in Calabria Mungari incontrera' anche i rappresentanti della Giunta regionale. Giunta, ha sostenuto il presidente dell' Inail, che ''risponde bene ed in un certo senso ha sollecitato questo incontro soprattutto per cercare di rimuovere da una situazione di stallo relativa alla struttura sanitaria di Chiaravalle che ha subito uno svuotamento di servizi e che, pero', non e' stata ancora riconvertita. Di sicuro non per l' Inail che si e' adeguata all' atto di indirizzo firmato il 21 maggio 2002 dal ministro della Sanita'''. ''Noi - ha aggiunto Mungari - abbiamo stanziato la somma contemplata per quell' atto di indirizzo, ma non basta. Basta per l' acquisto, ma non per i lavori di ristrutturazione che richiederanno oltre otto milioni di euro''. Infine, un quadro della situazione a Lamezia dove, e' stato assicurato, entro la fine dell'anno dovrebbe aprire il centro protesi. ''A Lamezia Terme - ha detto il presidente dell' Inail - il centro protesi lo abbiamo avviato quando siamo stati nominati commissari. Sarebbe stato gia' completato se non si fosse verificato un contenzioso tra due ditte: quella che eseguiva i lavori e quella che si riteneva ingiustamente esclusa. Adesso l' accordo tra le ditte e' avvenuto ed entro la fine dell'anno il progetto sara' completato. Intanto stiamo provvedendo alle assunzioni del personale infermieristico e paramedico, per trovarci pronti. Sara' una struttura gestita dall' Inail e sara' come quella di Budrio che rappresenta un centro eccellenza conosciuto da tutto il mondo''. Gli investimenti previsti nella varie province, secondo quanto e' stato riferito, sono: realizzazione di una Rsa nel crotonese per un importo di 3.097.064 euro; realizzazione del distretto sanitario di Rossano (6.250.000); realizzazione dell' edificio polifunzionale e direzionale a Crotone (17.124.380); realizzazione della sede dei servizi territoriali del distretto sanitario di Soverato (4.061.400); realizzazione della sede amministrativa del distretto sanitario in Vibo Valentia (7.939.451); ristrutturazione del distretto sanitario territoriale, ex Saub, del lametino (6.351.000); ristrutturazione dell' ospedale Rosario finalizzata alla riconversione in centro di riabilitazione Asl 10 di Palmi (9.774.490).

Malasanità: All’ospedale di Vibo mancano gli anestesisti ed il primario sospende i ricoveri

24/09 La mancanza di anestesisti ha indotto il primario del reparto di ortopedia dell' ospedale di Vibo Valentia, Michele Soriano, a sospendere i ricoveri. Soriano ha reso nota la sua decisione con una lettera inviata al direttore dell' Azienda sanitaria. ''In tutto l' ospedale - ha detto Soriano - c' e' un solo anestesista che deve soddisfare le esigenze di tutti i reparti e che stamattina, tra l' altro, ha dovuto fare fronte a quattro parti cesarei e a due interventi di erniectomia. Io sono qui con la mia equipe pronto ad operare, ma al contempo mi trovo impossibilitato a farlo. Alcuni ricoverati in ortopedia da lunedi' sono in attesa di intervento chirurgico. Piu' volte sono stati messi a digiuno, ma quando e' arrivato il momento stabilito e' saltato tutto proprio per mancanza dell' anestesista''.

A fine gennaio arriva l’influenza in Calabria. A rischio anziani e bambini. Prevenzione con il vaccino

24/09 Arrivera' a fine gennaio l'influenza in Calabria e, secondo quanto sostengono gli esperti, potra' avere un impatto piuttosto duro sui i piu' piccoli. Il consiglio, dunque, e' quello di puntare decisamente sulla prevezione parlando con il pediatra. Attenzione riservata anche ai nonni, mentre andra' meglio per gli adulti. A sottolineare le caratteristiche dell' epidemia influenzale e' stato il virologo Fabrizio Pregliasco in occasione della presentazione, a Roma, della ''Campagna influenza'' promossa dal Movimento Italiano Genitori (Moige). Si prevede che, quest' anno, l' influenza colpira' tra Natale e Capodanno le regioni del Nord, con l'Epifania quelle del Centro e alla fine di gennaio quelle del Sud. ''Che si teme una ''batosta'' per tutti i bambini lo dicono anche gli esperti americani- afferma Pregliasco - che se lo scorso anno consigliavano la vaccinazione per i piu' piccoli, quest' anno la raccomandano. Pochi giorni fa a Bruxelles ho preso parte ad un vertice del Gruppo europeo per lo studio dell' influenza dove e' stato ribadito che quest' anno a rischiare di piu' saranno i bambini''. L' influenza di quest' anno, per quanto riguarda i bambini oltre l' anno di vita, si manifestera' con febbre molto alta, dolori muscolari e articolari, un grande senso di stanchezza e totale inappetenza per piu' giorni. Durera' da quattro a cinque giorni. Stessi sintomi, per i bambini da sei mesi a un anno, ma con assenza di febbre. La percentuale di vaccinazione rilevata in Calabria nella stagione 2003-2004, secondo sttime del Ministero della Salute, e' stata del 13,8 contro una media nazionale del 16,3. A vaccinarsi, nella regione, sono soprattutto gli over 65 (55,1 ogni cento abitanti), ma anche i bambini con meno di quattro anni (3,2), i ragazzi tra 5 e 14 anni (2,9), i giovani 15-24 anni (2,8) e gli adulti tra i 25 e i 64 anni (6,3). Sempre per quanto riguarda la copertura vaccinale, in Calabria e' stata registrata una crescita rispetto alla stagione 2002-2003 quando si e' vaccinato il 10,2 per cento della popolazione generale (44,2 persone oltre i sessantacinque anni ogni cento abitanti e 1,2 bambini 3-12 anni sempre ogni cento) contro la media nazionale del 15,2 per cento.

Da domani l’iniziativa “Cuore Vivo” anche in Calabria

23/09 La Regione si mobilita contro la Morte Cardiaca Improvvisa: Paola, Scalea e Castrovillari unite in un non stop di prevenzione dal 24 al 26 Settembre Le tre giornate di prevenzione si inseriscono nell'ambito di Cuore Vivo, la prima campagna ministeriale di prevenzione della Morte Cardiaca Improvvisa, patologia che in Calabria fa registrare 1 caso ogni 4 ore. In occasione di Domenica 26 settembre, dichiarata dall'Organizzazione Mondiale della Sanita' Giornata Mondiale del Cuore, nelle citta' di Paola, Scalea e Castrovillari si terranno una serie di importanti iniziative volte ad informare e a sensibilizzare la popolazione locale sulle tematiche dello scompenso cardiaco e della morte cardiaca improvvisa, patologia che solo nella Regione Calabria fa registrare un caso ogni 4 ore. Le iniziative fanno parte di un ampio progetto nato per volonta' ministeriale in occasione di ''2004: Anno del Cuore''. Si tratta di Cuore Vivo (www.cuorevivo.org), una campagna di informazione volta a sensibilizzare popolazione, comunita' medica e Istituzioni sulla tematica della Morte Cardiaca Improvvisa, patologia che ogni anno in Italia colpisce 57.000 persone. Nel complesso il 40% di tutti i decessi per causa cardiaca sono dovuti a Morte Cardiaca Improvvisa. Agli eventi, oltre alla partecipazione delle maggiori autorita' civili e religiose locali, di personaggi di spicco del mondo medico e della cultura locale, sara' presente Gianni Spinella, Presidente di Conacuore, il Coordinamento Nazionale Associazioni di volontariato del cuore, ideatore e promotore della campagna Cuore Vivo. ''La Morte Cardiaca Improvvisa non e' una patologia imprevedibile - sostiene Gianni Spinella - con l' informazione, con opportune strategie di prevenzione e soprattutto con l' unione delle forze oggi si puo' combattere. Per questo ho deciso di presenziare le iniziative delle associazioni calabresi aderenti a Conacuore: l' unita' di intenti ottenuta da Paola, Scalea e Castrovillari e Belvedere, rappresenta un caso esemplare di collaborazione che tutte le citta' dovrebbero mettere in atto per perseguire una corretta strategia di prevenzione della Morte Cardiaca Improvvisa. La donazione di una moto provvista di defibrillatore che le associazioni aderenti a Conacuore di Castrovillari e Mormanno faranno ai vigili di Castrovillari di concerto con la Running Heart Foundation - conclude Spinella - vuole essere il primo passo verso la costituzione di una rete defibrillazione precoce che, insieme alle terapie preventive con farmaci o mediante l'impianto di defibrillatori, sara' in grado di mettere al sicuro il cuore dei calabresi''. Venerdi' 24 Settembre a Paola e Domenica 26 Settembre a Castrovillari, il personale medico e infermieristico delle unita' cardiologiche locali sara' impegnato in incontri con i
cittadini, in dibattiti sulla prevenzione della patologia, in dimostrazioni di rianimazione cardiopolmonare, nella distribuzione di materiale informativo. Inoltre chi lo desidera potra' effettuare gratuitamente un controllo dei fattori di rischio. I cittadini potranno anche ottenere il calcolo del rischio cardiovascolare globale. Nella mattinata di Sabato 25 Settembre anche a Scalea, presso la Biblioteca Civica, il personale medico e infermieristico della Cardiologia di Castrovillari rispondera' ai quesiti dei cittadini, distribuira' materiale informativo e eseguira' il controllo gratuito dei fattori di rischio e il calcolo del rischio cardiovascolare globale. Nella antistante Piazza De Palma sara' anche effettuata una dimostrazione di rianimazione cardiopolmonare con simulazione su manichini computerizzati.

Parte la banca regionale delle cellule staminali da cordone ombelicale a Reggio

20/09 Prende il via, nell' Azienda ospedaliera ''Bianchi-Melacrino-Morelli'' di Reggio Calabria, la Banca regionale delle cellule staminali da cordone ombelicale. Il presidente della Giunta regionale, Giuseppe Chiaravalloti, in una nota dell' Ufficio stampa, infatti, ha reso noto che ''con l' approvazione, da parte della struttura preposta del Dipartimento Sanita', del Decreto dirigenziale attuativo della delibera gr 339/2004 'programma delle attivita' di trapianto delle cellule staminali ematopoietiche e di terapia cellulare', l' avvio della Banca regionale delle cellule staminali da cordone ombelicale e' divenuta una positiva realta'''. Il decreto dispone per tutta l' attivita' e per il supporto tecnologico necessario il finanziamento specifico di 920 mila euro. ''Con questo atto - e' scritto nel comunicato - la Calabria si pone all' avanguardia nella ricerca biomedica e le recenti informazioni relative alle potenzialita' differenziative delle cellule staminali umane, ci dicono che la ricerca ha raggiunto una nuova frontiera della Medicina, paragonabile a quella della scoperta degli antibiotici''. La Giunta regionale, con l' istituzione della Banca delle cellule staminali da cordone ombelicale, prosegue la nota, ''raggiunge il duplice obiettivo di rendere concreta la possibilita' di donare il sangue placentare nella nostra regione e, unica nel sud, di creare le condizioni per strategie terapeutiche innovative per un gran numero di patologie fino ad oggi incurabili, malattie neurologiche a carattere degenerativo e traumatiche, alcune malattie pediatriche del sangue, diabete insulino-resistente, insufficienza cardiaca post-infartuale''. Cio', inoltre, consentira' alla Calabria di ''inserirsi concretamente nell' attuale dibattito che coinvolge la politica, l' etica e la scienza perche' disporra' delle tecnologie e delle professionalita' in grado di sviluppare questo settore della ricerca''

Definito il calendario regionale delle vaccinazioni per l’età evolutiva

20/09 L' assessore regionale alla Sanita', Giovanni Luzzo, ha reso noto, con un comunicato diffuso dall' ufficio stampa della Giunta regionale della Calabria , che ''il Settore prevenzione ed epidemiologia del Dipartimento alla Sanita' ha definito il Calendario regionale delle vaccinazioni per l' eta' evolutiva, pubblicato con il decreto dirigenziale del 9 settembre scorso attuativo del Piano regionale per la Salute 2004-2006''. ''Il decreto - si afferma ancora nel comunicato - e' nato non solo in esecuzione di una norma di legge, ma anche dopo un attivo e proficuo confronto con i responsabili del Centri vaccinali del Servizio sanitario regionale, con la Societa' di igiene e con la Federazione dei medici pediatri, che hanno contribuito con competenza e responsabilita' al perfezionamento del documento di base allestito dal Dipartimento Sanita'. E' la prima volta in assoluto che la Regione riesce a dotarsi di uno strumento cosi' importante che, oltre ad attuare una delle scelte fondamentali del recente Piano regionale sanitario, fornisce alla popolazione ed agli operatori del settore il riferimento tecnico-operativo per le attivita' di prevenzione rivolte alla persone, che costituiscono un fondamentale livello di assistenza da garantire ai cittadini. Il provvedimento, inoltre, adegua l' utilizzo dei vaccini, nella consapevolezza della situazione epidemiologica calabrese, agli indirizzi scientifici piu' avanzati nel mondo occidentale. La realta' del livello di garanzia e' assicurata anche dal fatto che per i vaccini utilizzati e le prestazioni correlate e' prevista l' offerta gratuita ai cittadini. Anche per quei vaccini la cui somministrazione e' raccomandata solo a particolari categorie di piccoli utenti la gratuita' e' sempre garantita dopo la valutazione del proprio pediatra. Un altro passo avanti nella realizzazione del Piano regionale per la Salute e' stato fatto. La concretezza delle azioni di tutti gli operatori del settore, dal centro dell' assessorato fino alla cosiddetta periferia del territorio, che in realta' rappresenta il vero cuore operativo del sistema sanitario calabrese, hanno consentito il raggiungimento di tale risultato''.

Gazebo informativo sull’Alzheimer domani a Cosenza

20/09 L' Associazione italiana malattia Alzheimer (Aima) Calabria ha organizzato a Cosenza un gazebo all'interno del quale medici, psicologi e sociologi incontreranno chiunque voglia parlare della malattia. L'iniziativa si svolgera' domani mattina nell'ambito della 'Giornata mondiale della lotta all’Alzheimer'. Nel gazebo dell'Aima ci si potra' sottoporre al Minimental State Examination, cioe' ad un esame dello stato della memoria. ''L'Alzheimer - dice il presidente calabrese dell'Aima, la docente universitaria Delly Fabiano - e' una malattia organica dovuta alla morte progressiva di parti di cellule cerebrali che perdono la capacita' di comunicare tra di loro. Questa patologia cancella la personalita', l'intelligenza e con essa ogni conoscenza, ogni relazione, ogni affetto. In Italia si registrano ben 800.000 casi ed anche in Calabria il numero di vittime e' piuttosto alto''. L'Alzheimer - ha aggiunto - e' una malattia che non fa notizia in quanto colpisce soprattutto gli anziani, ma il problema e' davvero molto serio. Il malato ha bisogno di assistenza ventiquattro ore al giorno ed e' proprio nel supporto alle famiglie che interviene l'Aima''. ''Qualche tempo fa - ha concluso - e' stato proprio grazie alla nostra associazione se il farmaco necessario ai malati e' stato inserito nella fascia gratuita. Merito di una raccolta a livello nazionale di oltre settemila firme''.

Ass. Vincenzo Gallo: “Avviata una collaborazione che potrebbe portare ad un progetto di ricerca sulle cellule staminali”

18/09 Dichiarazione dell’Assessore ai diritti del Cittadino Vincenzo Gallo: “L’assessorato ai diritti del cittadino, proseguendo nella sua opera di stimolo di iniziative di ricerca a favore delle persone con disabilità, ha promosso l’avvio di un rapporto di collaborazione tra gruppi di ricerca dell'Università della Calabria e l'equipe del prof. Vescovi dell’ospedale San Raffaele di Milano, che potrebbe permettere a breve l'elaborazione di un progetto sulle cellule staminali in Calabria. Le prospettive di ricerca nel settore delle cellule staminali sono decisamente incoraggianti, tali da determinare grandi aspettative in tutto il mondo. Mi auguro che in futuro si possa creare nell’area di Cosenza un distretto di imprese innovative destinate a migliorare le condizioni di vita delle persone con disabilità o con gravi patologie.
Già il Cipe ha finanziato nel 2000 uno studio di fattibilità per la realizzazione di un centro di ricerche biomediche per persone con varie disabilità, i cui titolari sono il Comune di Cosenza e altri enti, che stiamo facendo di tutto perché venga rilanciato.
Lo scorso anno abbiamo attivato rapporti di collaborazione col centro ricerche Fiat che nell’ottobre scorso ha presentato al Miur un progetto sulla mobilità difficile, prevedendo anche la sperimentazione di sistemi telematici avanzati sui nostri mezzi del servizio taxi.
Infine un’azienda veneta, che ha brevettato un sistema informativo e di orientamento a raggi infrarossi per non vedenti, sperimentato soprattutto nel nord est, ci ha comunicato, qualche giorno fa, di avere presentato alla Regione Calabria una prima proposta di finanziamento in seguito ad una nostra sollecitazione. Ha previsto lo sviluppo della sperimentazione anche a Cosenza con l’utilizzo di sistemi satellitari.
Ci auguriamo che per queste iniziative ci sia una adeguata attenzione da parte del Ministero per la ricerca scientifica e della Regione Calabria, e auspichiamo che vengano finanziati non solo progetti di ricerca che favoriscono lo sviluppo economico ma anche quello sociale e umano”.

Il 24 convegno scientifico sulla tossicodipendenza promosso dall’ASL di Cosenza

17/09 Maremmanni e Pani, due dei piu' grandi neuroscienziati italiani , pionieri della doppia diagnosi in tossicodipendenza - annuncia un comunicato dell'Asl di Cosenza - saranno i relatori piu' prestigiosi dell'incontro scientifico organizzato dal Dipartimento per le Dipendenze dell'azienda sanitaria, che si terra', nella sede del Sert, il prossimo 24 settembre. Il convegno scientifico sara' valido come ecm per i medici. Durante le sette ore di discussione interverranno, fra gli altri, il prof. Menichini, direttore della facolta' di farmacia dell'Unical, la dott.ssa Fernanda Magnelli, direttore del dipartimento per le dipendenze , il dott. Francesco Buoncristiano, direttore generale dell'a.s. , Renato Caforio,della comunita' terapeutica Il Delfino. ''La questione della doppia diagnosi- ha detto il dott. Buoncristiano- e' uno dei punti cruciali dell'approccio alla tossicodipendenza, un male sempre attuale, che affligge migliaia di giovani anche nel nostro territorio. La preesistenza di patologie della personalita' - ha affermato ancora il direttore generale - e' un punto scientifico ormai riconosciuto e, grazie all'impegno del dipartimento e della dott.ssa Magnelli, arriveranno proprio i due maggiori esponenti nazionali del settore per discuterne''. La dott.ssa Fernanda Magnelli ha ricordato come ''a giugno, nel corso della giornata mondiale contro la droga, il dipartimento abbia fornito dati, che non possono non far riflettere sull'uso delle sostanze, specie fra i giovanissimi”.

Presentato dalla AO di Cosenza un progetto di cooperazione sanitaria con la Somalia

16/09 E' stato presentato oggi pomeriggio a Cosenza l' accordo di cooperazione sanitaria fra l' Azienda ospedaliera e l' organizzazione non governativa Cosmed, per gli aiuti all' ospedale di Portland, in Somalia. Per il direttore generale Antonio Belcastro l' accordo prevede ''una fattiva collaborazione professionale di formazione e di informazione, in un' ottica che risponde alla cultura del fare e dell' agire. Non parliamo ma operiamo - ha aggiunto - e riteniamo che sia importante per la comunita' cosentina farsi portavoce di esigenze di solidarieta'''. Il direttore sanitario Gianfranco Scarpelli ha parlato della ''globalizzazione positiva, che produce effetti circolari nel sapere e nell' intervenire. Cosenza vuole essere comunita' di passione e di sapere guardando ad un' Africa che non puo' essere lasciata sola''. All' incontro ha preso parte anche Mohamud Abdulcaid Giama, responsabile di Cosmed che ha ricordato come ''in Africa ogni secondo muoia un bambino e tante donne arrivino ad otto-nove gravidanze senza partorire, perche' il feto muore per l' insufficienza placentare dovuta alla fame. Una tragedia che il mondo deve guardare in faccia. Voglio ringraziare l' azienda ospedaliera di Cosenza - ha concluso - per questo segno tangibile di solidarieta'''. Il direttore generale dell' Azienda ospedaliera di Cosenza, nel corso dell' incontro, ha ha donato una targa a Licia Lucchetta, dirigente medico dell' ospedale civile dell' Annunziata, anestesista, reduce da 34 giorni a Baghdad.

A Corigliano congresso regionale di nefrologia

16/09 Si discutera' del tema ''La qualita' nella Nefrologia calabrese'' da domani e per due giornate, a Corigliano Calabro, in occasione dei lavori dell' ottavo congresso regionale promosso dalla Societa' italiana di Nefrologia (Sin). All' appuntamento, secondo gli organizzatori, oltre ad alcuni dei maggiori specialisti italiani della materia, parteciperanno circa 150 medici nefrologi calabresi e cento infermieri professionali. ''In un Sistema sanitario nazionale, che si vuole moderno ed efficiente, il peso e il buon funzionamento delle organizzazioni di servizio - e' scritto in un comunicato - e' di importanza fondamentale per garantire, in termini di salute, i risultati attesi. Dal momento che in questo sistema sono coinvolte numerose figure professionali e risorse economiche crescenti, cio' non puo' realizzarsi senza un' adeguata conoscenza del sistema organizzativo in cui si opera e, soprattutto, con una convinta partecipazione di chi vi lavora''.

Paolini: “Ospedalità privata penalizzata per pareggiare i conti di quella pubblica”

16/09 In un documento del Presidente dell’AIOP, avv. Enzo Paolini, si sottolinea la disparità di trattamento tra spedalità pubblica e privata, entrambe paritariamente nel Servizio Sanitario Nazionale: “Nel mese di agosto in genere, chi puo’. se ne sta al mare o in montagna, divertendosi o riposandosi, comunque lasciando da parte le incombenze abituali. Per i politici e’ diverso perche’ il ruolo pubblico non consente latitanze rispetto ai problemi che incombono.E cosi’ sulla stampa locale si e’ sviluppato un animato dibattito fra consiglieri comunali e non sullo stato della sanita’ in Calabria, muovendo da un episodio specifico che riguardava alcune valutazioni date sull’ospedale dell’Annunziata.
Premesso che tutte le opinioni espresse meritano rispetto non fosse che per la sensibilita’ dimostrata per un problema serio e delicato come il servizio sanitario regionale cui e’ affidata la salute dei calabresi, come presidente dell’AIOP debbo intervenire per correggere talune vistose inesattezze e per dare al dibattito elementi certi e reali di discussione.
Intanto il ricorrente equivoco per cui la sanita’ pubblica e’ gratuita mentre quella privata e’ a pagamento. Bisogna acquisire ed accettare,una volta per tutte, che il servizio sanitario e’ unico e di natura pubblica.Alla erogazione delle prestazioni sanitarie concorrono le case di cura private “accreditate” dalla Regione che nel loro insieme costituiscono l’ospedalita’ privata che opera in posizione di assoluta parita’ con l’ospedalita’ pubblica. Semplificando, il cittadino che deve farsi curare e’ libero di scegliere se farsi curare presso una struttura a gestione pubblica o presso una struttura a gestione privata. Le cure sono gratuite in entrambe le strutture nel senso che e’ sempre la Regione a farsene carico e il cittadino di tasca propria non deve nulla.
Chiarito questo aspetto generale ma fondamentale del servizio sanitario regionale, non sempre chiaro a tutti, politici e sindacalisti compresi, si puo’ tranquillamente affermare che, a fare la differenza fra pubblico e privato, e’ la qualita’ delle prestazioni e la considerazione in cui viene tenuto il cittadino ammalato. E’ lui, insieme ai suoi familiari, a giudicare e decidere dove farsi curare.
Se in Calabria un sondaggio commissionato dalla Regione rivela che i calabresi manifestano maggior apprezzamento per l’ospedalita’ privata rispetto a quella pubblica e’ problema che deve interessare i manager degli ospedali, i quali sono ben consapevoli che si opera, per legge, in un regime di libera concorrenza.
Semmai c’e’ da dire che, sempre piu’ spesso, le regole della libera concorrenza vengono violate a danno dell’ospedalita’ privata che viene penalizzata con misure e provvedimenti restrittivi per spostare risorse a sostegno dei bilanci degli ospedali pubblici gravati da costi impropri e bassa produttivita’.
E’ fuori luogo, quindi, l’indignazione del consigliere comunale Amedeo Pingitore, politico sensibile e impegnato sulle problematiche sociali, quando sostiene che “ il tetto massimo di spesa e’ imposto alle strutture pubbliche,ospedali e ambulatori, mentre….. si lascia libero per quelle strutture private accreditate,ossia pagate con i soldi pubblici per lucrosi interessi privati”.
Ho difficolta’ a comprendere quali fonti abbiano potuto indurre Amedeo Pingitore ad incorrere in un’affermazione del tutto arbitraria, perche’ e’ semmai vero il contrario e cioe’ che alle case di cura vengono imposti tetti di spesa che non vengono fatti valere, per come vorrebbe la legge, per gli ospedali pubblici.
Per intenderci, fino ad oggi i sacrifici sono stati richiesti alle case di cura mentre agli ospedali e’ stato chiesto di mettere fine agli sprechi e di mettere a posto i bilanci, unica vera ragione della crisi finanziaria del servizio sanitario regionale.
Non a caso lo stesso Pingitore fa riferimento a “quegli ospedali inefficienti sparsi su tutto il territorio regionale,luoghi dove si fa poco e molto si spende”.
Se una casa di cura e’ inefficiente, chiude e nessuno ripiana il dissesto finanziario.Questa e’ la verita’, queste sono le regole di una concorrenza pulita e trasparente. Il resto è chiacchiericcio che non porta a nulla

Convegno di Rifondazione sulla salute, sabato 18 alla Casa delle Culture

15/09 Si terrà sabato prossimo 18 settembre alle ore 17 presso la casa delle Culture il convegno promosso da Rifondazione Comunista, “La salute da merce a diritto, la salute a Cosenza il piano sanitario regionale”. La discussione indetta per un programma alternativo sulla danità alla Regione Calabra verrà coordinata da Giorgio Liguori della segreteria provinciale di Rifondazione. Interverranno: Piero Adamo, direttore del Centro di Salute Mentale di Cosenza, sul tema “l’assistenza sanitaria e la salute mentale”; Francesco Febbraio, medico del 118 di Paola, sul tema “la rete delle emergenze”; Valerio Formisani, medico di Cosenza, sul tema “la prevenzione ed i servizi territoriali”; Silvano La Bruna, direttore dell’Unita Operativa medico riabilitativa dell’Ospedale di Mormanno, sul tema “La riabilitazione”; Marcello Sbarra, sindacalista del direttivo regionale Funzione Pubblica della CGIL, sul tema “ la rideterminazione della rete ospedaliera ed il rapporto pubblico-privato”; Rosa Tavella, medico dell’Unità Operativa di Medicina dell’Ospedale di Lamezia Terme, sul tema “ la presa in carico dei malati cronici, l’aggiornamento professionale ed il rapporto medici-industria”. La conclusione dei lavori è affidata a Stefano Zuccherini, Presidente del Comitato Politico Nazionale e Commissario regionale di Rifondazione Comunista.

La FULC denuncia interferenze nell’assistenza farmaceutica calabrese

13/09 La FULC – Federazione Unitaria Lavoratori Chimici - CGIL-CISL-UIL, che rappresenta i 1000 addetti all'informazione scientifica sui farmaci, che operano in Calabria, denuncia all'opinione pubblica e alle istituzioni l'ennesimo tentativo, operato da sedicenti associazioni mediche, di interferire nelle determinazioni riguardanti l'assistenza farmaceutica in Calabria, per affermare interessi particolari e di pochi, creando gravi disservizi agli ammalati, alle famiglie e a quanti operano nel settore. La esenzione del ticket, concordato tra le OOSS e l'Assessorato alla Salute della Regione Calabria, e' messa in discussione da associazioni senza sigle e senza rappresentativita', che pretendono di rappresentare una categoria, i medici, che di sindacati di categoria ne hanno piu' che a sufficienza e che non risulta siano mai ricorse a posizioni equivoche. Chi attacca oggi sulla stampa l'Accordo Regione Calabria/ADF/Federfarma/fulc e che chiede l'abolizione, proponendo l'acquisto e la distribuzione diretta dei farmaci, da effettuare attraverso gli ospedali e i presidi idonei, perche' in questo modo si risparmia il 50% sulla spesa sui farmaci ed aggiunge, poi, che sarebbe il caso di chiedere alle aziende farmaceutiche di praticare uno sconto ancora maggiore per i farmaci distribuiti eventualmente solo dagli ospedali, dimostra di ignorare totalmente la materia di cui parla e usa slogan demagogici per influenzare l'opinione pubblica e creare sconcerto tra la gente. Non e' vero - spiega il comunicato della Fulc - che la distribuzione diretta dei farmaci da parte degli ospedali porterebbe ad un risparmio del 50 % sulla spesa farmaceutica, perche' non e' vero che, se l'ASL acquista i farmaci risparmia il 50 %, e non e' vero che se l'ASL distribuisce i farmaci direttamente ottiene un risparmio, ma, documentatamene, gli costa piu' caro. Questa logica ragioneristica , basata peraltro su analisi dei costi errate, non tiene conto del fattore piu' importante – quale servizio viene offerto ai cittadini attraverso la distribuzione diretta dei farmaci (che ricorda tanto la tessera del pane) effettuata dalle ASL. L'unico tentativo reale di distribuzione diretta dei farmaci e' stato effettuato dall'ASL 8 di Vibo, che prevedeva per l'intera copertura del territorio, la sola distribuzione dalle ore 9,30 alle ore 13,30, da lunedi' a venerdi', presso gli ospedali di Vibo, di Soriano, di Serra S. Bruno e di Tropea. Questo e' il servizio che nella migliore delle ipotesi ci propone chi promuove in Calabria la distribuzione diretta e, naturalmente, senza alcun risparmio e, come ha dichiarato l'Assessore Regionale alla Salute, ad un costo piu' elevato di quello attuale. Peraltro, questi interventi irresponsabili sull'assistenza farmaceutica e sul contenimento della spesa non sono credibili quando provengono proprio da chi tale spesa la ordina e la produce, salvo che tali occulti rappresentanti non ci vogliano dimostrare che i pazienti si prescrivono da soli i farmaci che ritirano in farmacia. Ci spieghi - continua il comunicato - chi si rivolge ai giornali, argomentando su materie che non conosce, perche' la spesa pro capite netta per cittadino gennaio-marzo-04 (fonte: sole24ore) e' a Reggio di 73,89 Euro e a Catanzaro di 54,24Euro (quasi il 40% in meno) e ci dica se e' il medico di Reggio a prescrivere troppo, oppure se e' il medico di Catanzaro a prescrivere troppo poco. La Fulc Calabria non chiede di far pagare gli eccessi prescrittivi ai medici, cosi' come pare abbia fatto l'ASL 3 di Napoli, ma chiede, invece, che categorie, cittadini ed istituzioni, tutti insieme e se sara' il caso anche sopportando i sacrifici che risulteranno inevitabili, trovino le necessarie soluzioni ai problemi che, comunque, vanno risolti.

Le Asl calabresi, davanti al rischio meningite, dividono i bambini in serie A e serie B

10/09 Le Asl della Calabria, davanti al rischio della meningite, ''dividono i bambini in serie A e in serie B'': e' quanto e' emerso dalla presentazione delle ''pagelle'' delle Asl italiane che e' stata illustrata, a Roma, in occasione della presentazione della nuova campagna del Movimento Italiano Genitori-Moige contro la meningite. Secondo quanto riferito in un comunicato, si distingue la Asl di Vibo Valentia che da' il vaccino contro lo pneumococco gratis a tutti i bambini senza distinzioni. ''Nelle 11 Asl della regione - e' scritto in un comunicato diffuso a Catanzaro - vivono 134.978 bambini da 0 a 5 anni. L' Asl di Vibo Valentia si distingue in modo positivo perche' e' l' unica che da' gratuitamente il vaccino contro lo pneumococco a tutti i bambini, tutte le altre lo danno gratis solo ai bambini a rischio, quelle di Catanzaro e Locri anche ai bambini in comunita'. Chi non rientra in queste categorie, non essendo previsto nemmeno il ticket, deve pagare per intero il vaccino, eccezion fatta per la Asl di Reggio Calabria che prevede un ticket di 27 euro. Tuttavia, anche quando si sia acquistato il vaccino non c' e' la possibilita' di essere vaccinati gratis alla Asl''. Per quanto riguarda il vaccino antimeningococco, e' scritto
nella nota, ''la situazione in Calabria e' molto variegata. Le Asl di Castrovillari, Lamezia Terme e Palmi non solo non prevedono nessuna situazione di gratuita', ma lasciano i costi della vaccinazione contro il meningococco C interamente a carico della famiglia. Si distingue l' Asl di Catanzaro - prosegue il comunicato - che offre gratis il vaccino non solo ai bambini a rischio ma a tutti quelli che hanno un' eta' compresa tra 1 e 5 anni; a tutti gli altri chiede un ticket di 24 euro. Le Asl di Vibo Valentia e Locri danno gratis il vaccino ai bambini a rischio, a quelli del nido e della materna; per gli altri i costi sono a carico della famiglia. La Asl di Rossano si limita alla gratuita' per bambini a rischio e quelli iscritti al nido, non prevedendo per gli altri alcuna agevolazione. Nelle Asl di Paola, Cosenza, Crotone e Reggio Calabria il vaccino e' gratuito esclusivamente per i bambini a rischio; per gli altri tutto e' a carico della famiglia''. Per quanto riguarda i casi di meningite, il Moige sottolinea che i dati ufficiali dell' Istituto Superiore di Sanita' ''sono assolutamente sottostimati perche' non c' e' l' obbligo di notifica e quindi rappresentano solo la punta dell' iceberg''. Per quanto riguarda i casi in Calabria, secondo i dati, non definitivi, dell' Istituto Superiore di Sanita' diffusi dal Moige, nel 2004 sono stati sette; nel 2003 tre 3; nel 2002 11. Il Moige ha sottolineato che ''esistono vaccini sicuri e affidabili per combattere una malattia che rappresenta la prima paura dei genitori europei, con italiani e spagnoli in testa, come e' emerso da un sondaggio presentato a Londra''.

La delibera della Giunta Regionale sui farmaci è inutile e dannosa

08/09 Le organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale e dei medici ospedalieri, la federazione delle societa' scientifiche e gli ordini provinciali dei medici, in relazione alla delibera della Giunta regionale ed alla successiva circolare per il contenimento della spesa farmaceutica, in un documento, parlano di ''abbandono, da parte dell' Assessore regionale alla Sanita', dell'apprezzabile metodo della concertazione adottato a luglio'' e ribadiscono che ''le norme contenute nella delibera stessa non porteranno al contenimento della spesa farmaceutica e creano non pochi problemi a medici e pazienti''. Nel documento, al quale ha aderito anche il segretario regionale dell' Anaao-Assomed, Domenico Saraceno, si aggiunge che ''relativamente alla norma del numero di confezioni per ricetta c' e' una incongruenza tra la circolare, che e' corretta, e la delibera nella quale la norma e' scritta erroneamente e si presta pertanto ad interpretazione non univoca. Per quanto riguarda il primo ciclo di terapia (primi trenta giorni dopo il ricovero) si rileva che, nonostante abbiamo piu' volte ribadito come il metodo migliore per il contenimento della spesa sia la distribuzione diretta dei farmaci da parte delle Aziende ospedaliere e delle Asl, non e' previsto alcun tentativo di tale distribuzione malgrado alcune aziende siano pronte a realizzarla quanto meno in via sperimentale. Avevamo inoltre concordato con l' assessorato che, qualora tutto cio' non fosse stato realizzabile in tempi brevi, la prescrizione su apposito ricettario del Servizio sanitario nazionale avrebbe potuto essere a carico dei medici ospedalieri, a condizione che il protocollo di intesa regionale fosse considerato superato e si ottenesse una sburocratizzazione delle procedure previste da tale protocollo, che invece viene piu' volte richiamato in delibera ed in circolare''. ''Avevamo anche concordato con l' Assessore - sostengono ancora le organizzazioni mediche - che, in caso di prescrizioni da parte dei medici ospedalieri, a questi ultimi si sarebbe dovuto fornire la garanzia di una rapida formazione sulla corretta compilazione delle nuove ricette e sulla adeguata conoscenza delle note Cuf; l' estensione delle norme di garanzia di cui all' art.16 del DPR 270/2000, con criteri da affidare alla Direzione sanitaria dei oresidi ospedalieri e l' estensione dei benefici previsti dall'art.13 della legge regionale 29/2002, soprattutto per quanto riguarda la formazione. Era necessario, inoltre, l' accordo con le industrie farmaceutiche per la concessione a prezzi scontati dei medicinali utili al solo primo ciclo terapeutico. Di tutto questo non si fa cenno nella delibera e si crea cosi' un inutile aggravio burocratico che non porta ad alcun risparmio, mentre l' adozione della modalita' di distribuzione diretta da parte di Aziende ospedaliere e sanitarie comporterebbe la riduzione del 50% della spesa relativa al primo ciclo di terapia''. Nel documento si sostiene inoltre che ''manca, e non si capisce quali siano i tempi tecnici invocati dall' assessore dal momento che sono trascorsi inutilmente gia' due mesi, il punto ritenuto piu' importante e piu' utile di tutto l'accordo, e cioe' l' istituzione dell' Agenzia del farmaco in cui vi sia una congrua rappresentanza di medici, finalizzato a promuovere l' appropriatezza di uso ed il corretto consumo del farmaco; promuovere l' uso di quei farmaci generici che hanno ancora validita' secondo le evidenze scientifiche; controllare e prevenire eventuali abusi e al quale affidare compiti di Formazione mirata all'eventuale sovrautilizzazione di farmaci''. ''Per quanto riguarda infine gli accordi delle singole Asl con la Guardia di finanza finalizzati al controllo - conclude il documento - si ribadisce che, qualora non si voglia ritirare tali accordi, si dovra' sostituire alle singole intese un accordo generale regionale che dovra' prevedere una sinergia tra la stessa Agenzia e la Guardia di Finanza. Si segnala,inoltre, che nell'ambito del contenimento della spesa farmaceutica, le Asl che hanno la responsabilita' della maggior parte dello sfondamento andrebbero messe sotto osservazione con eventuale nomina di commissario ad acta''.

La Confsal Sanità contro le rimozioni dei direttori ASL

07/09 ''A distanza di pochi mesi dalle nomine dei direttori generali delle asl, riteniamo che sia sbagliato procedere a rimozione, ma necessario insistere su criteri di modernizzazione che tardano a farsi vedere. Lo sostiene, in una nota, la Confsal Sanita', per la quale ci sono ''realtà'', come Castrovillari, in cui mancano punti di riferimento nell'approccio con l'utenza e la gesitone sembra essere autoreferenziale ''. Negativo il giudizio di Confsal su ''la volontà precisa dei direttori delle asl di essere autosufficienti e di impostare il lavoro secondo uno schema preordinato: Cosenza si autoesalta troppo, mentre Castrovillari e Rossano mancano di un vero e profondo rapporto comunicativo con l'utenza''. Per la segreteria provinciale Confsal Sanità, ''il rimedio sta nella capacità di portare avanti un lavoro umile e fecondo, senza chiudersi a riccio e senza burocraticismi inutili''.

Anche a Cosenza viene raccolto il cordone ombelicale. E’ importante donarlo

09/07 ''Lo straordinario intervento, eseguito a Pavia sul bambino talassemico, ci conferma le opportunita' connesse all'uso delle cellule staminali : anche a Cosenza raccogliamo ed utilizziamo il cordone ombelicale. Questo l'invito a tutte le mamme, con l'augurio naturale per le prossime nascite, donare il cordone: un'operazione semplice ma importante''. E' quanto afferma, in una nota, il direttore generale dell'azienda ospedaliera di Cosenza, Antonio Belcastro. Belcastro ricorda che '' a Cosenza la raccolta del cordone serve per interventi, realizzati insieme al centro di eccellenza di Ematologia di Reggio Calabria. E' importante che si parli di alta sanita' italiana- afferma Belcastro- e che di discuta di fatti propriamente clinici: per troppo tempo si e' parlato solo di burocrazia . Belcastro ha sottolineato che '' e' presumibile ipotizzare una rete di solidarieta' e di saperi intorno alle staminali, simile a quella dei trapianti''.

Pirillo (Margherita) "disfunzioni della sede ASL di Amantea"

07/09 Il capogruppo della Margherita al Consiglio Regionale, On. Mario Pirillo, ha inviato una lettera al Direttore Generale dell’Asl di Paola, Antonio Scuteri, in merito alla struttura sanitaria presente in Amantea. “Ricevo quotidianamente numerose lamentele circa il notevole abbassamento dei livelli quali – quantitativi delle prestazioni erogate nel poliambulatorio di Amantea”, scrive l’On. Pirillo. “Da tempo è in atto una lenta ed inesorabile soppressione di vari ambulatori culminata finanche col trasferimento in altro presidio del litotritore, avvenuto nell’indifferenza più assoluta delle autorità locali. Desidero, però, sottoporre alla Sua attenzione la situazione di estrema precarietà che caratterizza l’erogazione delle prestazioni di radiologia: nel recente passato la pianta organica prevedeva cinque tecnici di Rx, poi quattro e poi due; ora la presenza si è ridotta ad appena un Tecnico; i medici specialisti da tre sono passati ad uno; le prenotazioni per la Densitometria ossea (si fa solo ad Amantea) sono arrivate a novembre, mentre le Rx ordinarie sono prenotate a più di un mese; spesso, causa la mancanza di medico specialista, gli esami radiografici effettuati ad Amantea si refertano altrove; addirittura qualche volta non si effettuano prestazioni per mancanza di personale”. Il quadro rappresentato, evidenzia il capogruppo della Margherita, è “davvero da “terzo mondo”, soprattutto se confrontato con un recente passato in cui il Poliambulatorio di Amantea rappresentava il fiore all’occhiello dell’intero comprensorio”.
“Le chiedo – scrive l’esponente politico in ultimo - di esaminare con urgenza la possibilità di potenziare il personale della Radiologia, onde rispondere tempestivamente e compiutamente ai bisogni di salute del comprensorio di Amantea che, come Lei sa, ha una popolazione di oltre 30 mila abitanti”.
La lettera è stata inviata anche all