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    Guerra dell'acqua Occhiuto rilancia: Comuni gestiscano le reti. Gentile: "Fa scaricabarile"

     

     

    Guerra dell'acqua Occhiuto rilancia: Comuni gestiscano le reti. Gentile: "Fa scaricabarile"

    15 feb 17 “L'’acqua è di tutti. In Calabria è necessario ripartire dai beni comuni”. Queste parole venivano pronunciate dal sindaco Mario Occhiuto nel 2013, commentando la sentenza del Consiglio di Stato che dava ragione all’Amministrazione municipale di Cosenza, a conferma della precedente decisione del Tar e bocciando, per la seconda volta, il ricorso della Sorical contro Palazzo dei Bruzi. Un evidente successo politico-amministrativo dell’esecutivo Occhiuto che già nell’aprile del 2012, non aveva esitato a definire la notevole e inspiegabile riduzione idrica nel capoluogo bruzio, da parte della Sorical, un gesto arbitrario e illegittimo. Il Sindaco in quell’occasione aveva emesso un’ordinanza che imponeva alla società di riportare immediatamente alla normalità i valori medi della fornitura, a tutela di un diritto delle persone. Le affermazioni di allora ritornano oggi di stretta attualità: Mario Occhiuto riapre infatti il dibattito sull’importanza che l’acqua, bene primario, non sia più oggetto di lucro o di profitti per carrozzoni pubblici e privati che, sprecando risorse, assecondano esclusivi interessi clientelari. La Sorical aveva ritenuto lecito diminuire di circa il 70% la portata di arrivo del serbatoio del Merone, fornito dalle sorgenti degli acquedotti regionali dell’Abatemarco e del Bufalo. Più specificamente, giova ricordarlo, nel mese di agosto 2013 a Cosenza era stata registrata una fornitura idrica giornaliera inferiore a 50 litri al secondo a fronte di una fornitura per l’anno precedente di circa 95 litri al secondo. A settembre di quell’anno era stata poi registrata una fornitura giornaliera inferiore a 40 litri al secondo a fronte di una fornitura nello stesso periodo dell’anno precedente di 90 litri al secondo. Tale riduzione era stata operata senza alcun preavviso e senza alcuna giustificazione, ponendosi contro la tutela del bene della vita di gran parte della cittadinanza e delle istituzioni pubbliche quali scuole, ospedali, cliniche, uffici, eccetera. “La gestione di Sorical dell’acqua in Calabria – afferma il primo cittadino bruzio – è risultata un fallimento. Hanno dimostrato di essere incapaci di investire e di conseguenza hanno peggiorato la situazione di un settore già di per sé complesso”. Così propone: “Ritengo che le reti di distribuzione debbano essere gestite dai Comuni, mentre la rete di adduzione potrebbe essere affidata a un Consorzio formato dai medesimi Comuni interessati”. Fuori il privato, dunque. L’idea di Occhiuto è la seguente: “La Regione deve occuparsi esclusivamente di fare programmazione, assegnando maggiore potere e deleghe ai Comuni e anche alle Province. I beni di prima necessità devono essere di proprietà pubblica in base al principio della sussidiarietà, con la gestione affidata agli enti più vicini ai cittadini, in modo che vi sia una partecipazione diretta riguardo, appunto, la fruizione dei beni primari e dei servizi di prima necessità – ribadisce ancora il Sindaco – Per questo motivo occorre attuare un percorso per la loro riappropriazione. Troppi abusi a danno dei cittadini non possono più essere tollerati. Il passaggio intermedio che si interpone tra le sorgenti e i fruitori finali non può essere ricondotto a un soggetto privato che ha dimostrato di non sapere apportare miglioramenti, utilizzando vecchie infrastrutture non valorizzate adeguatamente. Che fine hanno fatto i milioni e milioni di euro che la Sorical avrebbe dovuto investire sulle reti? Il socio privato Veolia, come se non bastasse, ha incassato soldi pubblici e adesso vuole letteralmente volare via. La Regione aveva le risorse europee per finanziare le opere di efficientamento delle reti di distribuzione dei Comuni e ha preteso di fare un accordo quadro per gestire e appaltare gli interventi in maniera diretta. La conseguenza è stata che non è riuscita neanche ad iniziare i lavori, facendo così duplicare la spesa occorrente e già finanziata con fondi strutturali perché intanto i Comuni sono stati costretti ad intervenire per riparare di volta in volta la rete (opere appunto comprese nell’appalto regionale)”.

    Il sindaco Mario Occhiuto annuncia di aver scritto una corposa memoria al Prefetto, documentazione incentrata perlopiù sulla ipotetica configurazione del reato da parte della Sorical, non avendo adempiuto completamente, la società, alla recente ordinanza emessa dal primo cittadino.

    Lo afferma da tempo Mario Occhiuto, allargando il discorso agli altri servizi pubblici: “Quando vengono gestiti da privati, i servizi pubblici devono poter mantenere i requisiti del servizio pubblico, ovvero mantenere i criteri di economicità per i cittadini-utenti, di trasparenza e di legalità. Il principio vale pure per il ciclo dei rifiuti, per i trasporti, per la Sanità. Le multinazionali (ad esempio con i termovalorizzatori di Gioia Tauro) sono arrivate in Calabria a gestire la cosa pubblica soltanto con lo scopo di prendersi i finanziamenti, andando poi via, e lasciando disastri e mancati investimenti. Affidare ai privati la risoluzione dei problemi della collettività, quindi, non è positivo quando i privati prediligono vantaggi diretti anziché di natura comunitaria. E’ l’ambito del Pubblico che deve avere le competenze e la volontà di indicare la strada. Ci devono essere programmi chiari e progetti concreti”. Tornando quindi all’acqua, gli stessi cittadini italiani, con il referendum del giugno 2011, hanno dato un chiaro segnale dell’indirizzo che deve assumere la questione. Lo testimoniano di continuo i numerosi comitati e associazioni che si battono per l’acqua pubblica. “Su questo tema la popolazione italiana si è già espressa – sottolinea Occhiuto – Perché l’acqua, come l’aria, è un bene vitale e pertanto deve tornare a diventare davvero un bene comune, di tutti, senza la scure di chi arriva a ridurne arbitrariamente la portata nelle abitazioni e nelle strutture come ospedali o cliniche. Per raggiungere gli standard dei Paesi europei – conclude – dobbiamo sperare che si affermi anche da noi in Calabria la coscienza civica per cui ciò che è di primaria necessità debba essere comune e appartenere davvero a tutti”.

    Katya Gentile, ex assessore della Giunta Occhiuto ai lavori pubblici, dal canto suo, attraverso i social, invece, punta il dito contro l'amministrazione Occhiuto ripredendo l'accusa lanciata dai circoli del PD e scrive:
    "Benchè Alvaro Soler sia solo un lontano ricordo, l'acqua tarda a scorrere dai rubinetti dei cosentini e con tutta l'immeritata benevolenza che si vuole concedere ad Occhiuto, bisogna prendere atto che in tutto questo tempo non ha avuto la capacità di risolvere il problema. Ha pensato, sempre per sviare, di utilizzare il solito gioco dello scaricabarile, di cui continua a detenere il primato assoluto, cercando di allontanare da se ogni responsabilità. È vero che la Regione Calabria per qualche dissennato motivo, che sarei molto curiosa di conoscere come tutti credo, è riuscita a perdere i finanziamenti di opere che avrebbero dovuto essere realizzate anche a Cosenza. Per la redazione di quei progetti, ammessi a finanziamento, avevo dato mandato io stessa all'ufficio tecnico, questo voglio ricordarlo al Sindaco, che deve essersene dimenticato per troppo tempo, se se ne è accorto solo quando i soldi sono andati persi e non prima. L' assessorato regionale ai lavori pubblici (2013/2014, assessore Pino Gentile) aveva recuperato le somme da un vecchio Por, preparato i bandi svolto le gare e aggiudicato i lavori, poi che è successo, lui lo sa? Lo ha mai chiesto? Ha mai inviato una nota o chiesto un incontro alla Regione Calabria?? O si è limitato a fare la solita postuma polemica sterile di chi dovrebbe invece coprirsi il capo di cenere e condividerne le colpe per l'inazione e l'inoperosità? Ma il problema è un altro, è che la rete idrica cittadina, anche se dovesse arrivare l'intervento del Padre Eterno, di cui tra l'altro si sente unto, è di competenza dell'amministrazione comunale PUNTO.
    Voglio ricordare, prima a me stessa e poi a tutti gli altri, che essendo il primo cittadino anche il primo responsabile in città non potrà sfuggire per sempre. Io rispondo d'emblée, per i dati "immagazzinati" fino a maggio 2013.
    1)se per "in ingresso alle utenze" si intendono i vari serbatoi riforniti da sorical, non è misurabile perchè non esistono contatori del comune; se "per utenze private" si intendono appartamenti, esercizi commerciali etc dipende dai consumi
    2) Non credo, non ha funzionato quasi mai.
    3) Non ricordo, era un opera realizzata molto prima del nostro insediamento 2011. Forse però hanno realizzato qualche cosa anche dopo il 2013...
    4)vedi sopra
    5)mi piacerebbe saperlo fino al 2013 non c'era mai disponibilità economica per sistemare il telecontrollo.
    6)anche questo mi piacerebbe sapere e quanti operai dedicati lo fanno.
    7) assolutamente No (motivo rintracciabile nella risp.num 6)
    8) No (utopia)
    9) dalle eloquenti immagini dell'acqua che ha divelto le porte del serbatoio di via De Rada oserei dire di no con una certa tranquillità.
    10) se la matematica non è un'opinione...
    Ora tocca a te. Riunisci i tuoi "amati" tecnici e facci vedere chi sei... Onore e Oneri caro "archicerchio"... Non ci si può nascondere a vita.
    "

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