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Cronaca
Arrestati i presunti assassini di Francesco Fortugno

Jovanotti e i ragazzi di Locri presentano il libro della “ribellione” in Consiglio regionale

30/03 Dai primi rilievi scientifici sul luogo del delitto, quel Palazzo Nieddu diventato tristemente famoso in Italia e all' estero, alla positiva irruenza giovanile testimoniata dallo slogan ''E adesso ammazzateci tutti'' che ha rotto gli argini di un' omerta' diventata per molti versi insostenibile. E' la sequenza per immagini de ''I Ragazzi di Locri'', il libro fotografico di Adriana Sapone e Franco Cufari con testi dei giornalisti Annarosa Macri', redattrice Tgr Rai Calabria, e Gianfranco Manfredi, direttore del mensile ''Calabria'', edito dal Consiglio regionale. Comincia con una ''foto che non c' e''' il racconto per fotogrammi, 74 in tutto, della 'ribellione' civile di una generazione non piu' disposta a subire che si chiude con una pagina bianca. E il bianco, un bianco che dice molto piu' di tante parole, e' stato, sin dall' inizio, il colore che gli studenti locresi hanno scelto per documentare, in uno striscione imbracciato nella prima reazione dopo il delitto del vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Fortugno, l' impossibilita' di aggiungere altre parole al gia' detto ''perche' le parole sono finite, ormai consumate e comunque inutili''. Il libro e' una sorta di contributo della massima istituzione elettiva calabrese, quella che con l' omicidio Fortugno e' stata colpita in modo diretto, al Forum permanente Forever (acronimo di 'Forum per la resistenza e la verita'' e traduzione dall' inglese di 'per sempre'), nato il 16 dicembre del 2005, a due mesi esatti dal delitto, a Palazzo Nieddu, come patto tra il Consiglio regionale, la famiglia Fortugno, il vescovo di Locri, il sindaco della citta', le autorita' scolastiche e gli studenti''. ''Cortei, striscioni, slogan: l' Italia intera, e con essa tante altre realta' della stessa Europa, - sottolinea nel suo intervento Giuseppe Bova, presidente del Consiglio regionale - e' rimasta colpita da quanto hanno fatto, da come hanno saputo reagire di fronte al delitto, per mano di mafia, del vicepresidente del Consiglio regionale Franco Fortugno. Anche noi ne siamo stati e ne siamo orgogliosi. Ma abbiamo visto tante altre generazioni reagire come loro e prima di loro. E poi sparire, come i fiumi carsici, trascinati dai flussi migratori o da una quotidianita' frustrante e senza prospettive''. Per Manfredi i ragazzi di Locri ''rappresentano un punto di rottura. Diciamolo senza retorica. Sono un punto di rottura storico. Sono apparsi sulla scena dalle piazze e dalle tv, dalle radio e dalle pagine dei giornali gridando il loro sogno impossibile. Con le fiaccole a rischiarare le ombre di gelide notti calabresi. I ragazzi-coraggio di Locri e dintorni hanno levato alta la loro indignazione. Voci di dissenso, le loro. Che non si oppongono solo alla 'ndrangheta. Sono - fatte le debite proporzioni - 'il rasoio che separa il passato dal futuro' come e' accaduto quarant' anni fa, ai giovani del maggio francese. 'Vous etes tous concernes' gridavano i loro coetanei di Parigi. 'Siete tutti coinvolti': quello slogan risuono' per la prima volta il sette maggio 68. E 'siamo tutti coinvolti, tutti testimoni, tutti' hanno detto e ridetto i ragazzi di Locri'. E' proprio vero. Il delitto Fortugno e tutto il suo contesto riguardano davvero tutti''. ''Non vengono da Marte i ragazzi di Locri - scrive Macri' tornando alle ore immediatamente successive al delitto. Hanno ricevuto una delega dai loro padri, dai loro insegnanti, dalla gente onesta, da una generazione che ci ha provato, a ribellarsi alla mafia, ed e' stata sconfitta, forse si e' stancata troppo presto, ma che se ha messo al mondo figli cosi' ...se ha messo al mondo figli cosi', non ha fallito. Non hanno analisi politiche, i ragazzi di Locri, non propongono facili ricette di leggi speciali, non ripetono frasi fatte imparate dai vecchi e un po' saccenti maestri dell' antimafia. Il loro sogno scavalca tutte le categorie, tutto il gia' visto e il gia' detto, perche' di niente sono fatti i loro sogni. Ma sono merce rara, non hanno prezzo''.

Jovanotti: “facciamo vivere ciò che non è inferno”

''Oggi onoriamo tutte le persone uccise dalla mafia che hanno servito le istituzioni, per tenere vivo il loro ricordo. Ma vogliamo pensare anche ai vivi, a coloro che stanno lottando in prima persona contro la mafia. L' inferno, scriveva Italo Calvino nel libro 'Le citta' invisibili', non e' cio' che verra', ma e' quello che sta intorno a noi. Cerchiamo, dunque, cio' che non e' inferno e facciamolo vivere''. Con questo appello, lanciato a oltre 700 studenti provenienti dalla Locride, Jovanotti ha chiuso la manifestazione per la presentazione del libro ''I ragazzi di Locri'', voluto dal Consiglio regionale della Calabria e realizzato con 74 foto tra le piu' significative delle manifestazione di protesta successive all' assassinio del vice presidente dell' Assemblea, Franco Fortugno. La pubblicazione e' accompagnata dagli scritti di Gianfranco Manfredi, direttore della rivista Calabria, edita dal Consiglio regionale, e dall' inviata della Rai, Anna Rosa Macri'.''Abbiamo provato a dare piu' continuita' a questo movimento - ha detto Manfredi - fermando le immagini che hanno fatto il giro del mondo. L' iniziativa e' frutto della corale decisione del Consiglio per non dimenticare il suo vicepresidente''. Anna Rosa Macri' ha ricordato come ''talvolta le immagini, senza commenti, da sole, non rendono testimonianza vera del momento. Le parole sono importanti come i silenzi, come quello striscione bianco esposto la mattina dopo l' assassinio di Fortugno. Da quel silenzio e' cominciato tutto questo''. Alla manifestazione ha partecipato anche il prefetto di Reggio, Luigi De Sena, verso il quale Anna Fortugno, figlia di Franco, ha testimoniato ''il bene e l' affetto che la famiglia prova nei suoi confronti. Questa occasione, questo luogo - ha proseguito - mi ricorda il sorriso di mio padre, le sue battaglie, la sua passione politica, la sua volonta' di contribuire a un futuro migliore della nostra terra. Questo libro e' una ventata positiva, di civilta', una spinta a non tornare alla passivita'. Avete risvegliato le coscienze - ha detto rivolta agli studenti - a difesa della legalita' e della democrazia. Grazie a voi, oggi, si guarda in modo diverso alla Calabria''. Il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova, accompagnato da un lungo applauso, ha espresso solidarieta' a mons. Giancarlo Bregantini, vescovo di Locri, recentemente colpito dall' attentato alla cooperativa ''Valle del Bonamico''. ''C' e' bisogno - ha poi sostenuto Bova, trattenendo a stento le lacrime - di serieta' e rigore verso quella tragedia che ci ha visti tutti fortemente e direttamente coinvolti, con l' uccisione per mano di mafia del povero Franco. Il libro esprime un bisogno di liberta' contro le tante insicurezze e precarieta' che ci circondano e che ci possono inghiottire, una generazione dopo l' altra. Il nostro fine e' la verita' e la liberta', senza mai dimenticare, neppure per un momento, il delitto Fortugno, i tanti delitti di mafia. Percio' vogliamo la verita', fino in fondo, senza tirare nessuno per la giacca, ne' alzando la voce, rispettando il lavoro che le forze dell' ordine e la magistratura stanno facendo''. Poi il lungo confronto tra Jovanotti e i giovani. ''Siete voi il messaggio - ha detto Lorenzo Cherubini agli studenti - io l' ho raccolto solamente. In ogni mio concerto racconto le emozioni della sera del primo gennaio scorso, a Locri, pur in presenza di una tragica vicenda. Avvertii da subito che questa cosa aveva assunto per me, come artista, cantante, un carattere straordinario, indelebile per la mia vita e le mie canzoni. Ad Anna e Peppe hanno ucciso il padre un concetto cui non riesco neppure lontanamente a relazionarmi, tanto e' grave. Pero' a questo stiamo reagendo, per una Calabria che vuole cambiare. Non serve solo lottare contro la mafia ma costruire una idea di futuro, che tocca alla politica indicare''.

L’intervento del Presidente Bova

''Buongiorno e benvenuti a tutti voi che siete qui nell'auditorium ''Nicola Calipari'' del Consiglio regionale della Calabria''. Cosi' ha esordito il presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe Bova, alla presentazione stamni del libro fotografico sui ragazzi di Locri. ''Lo dico - ha proseguito Bova - a nome di tutte le mie colleghe e di tutti i miei colleghi consiglieri regionali. Di tutti, nessuno escluso.Saluto il signor Prefetto, dott. Luigi De Sena, il Sindaco di Locri, dott. Carmine Barbaro, il dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale, prof. Guido Leone, il rappresentante degli studenti nel Forum Fo.re.ver., Antonio Esposito. Un abbraccio alla figlia di Franco, ad Anna Fortugno. Infine, l'espressione della nostra solidarieta' a mons. Giancarlo Maria Bregantini, vescovo di Locri, recentemente colpito dal barbaro attentato alla cooperativa ''Valle del Bonamico''.E grazie, grazie per aver accettato il nostro invito, grazie a tutti. Grazie agli studenti, ai giovani, agli insegnanti, alle scuole.Un grazie particolare a Lorenzo Cherubini o, per come lo conosciamo tutti, a Jovanotti per il regalo, il segno grande di vicinanza e di amicizia che ci ha dato venendo qui oggi, accettando di essere il testimonial del libro fotografico I ragazzi di Locri''. ''Gli amici che sono qui, accanto a me, gli autori del libro: delle fotografie e dei testi, Adriana Sapone, Franco Cufari, Annarosa Macri' e Gianfranco Manfredi, hanno voluto che la nostra iniziativa fosse semplice e sobria.Nessuna concessione a rituali o cerimonie, il cui sbocco diventa purtroppo quello di parlarsi addosso, un intervento e dopo un altro e un altro ancora, insomma ciascuno fa il suo compitino e tutto finisce li'.Noi vorremmo che quello di oggi fosse un nuovo incontro, come quello dello scorso primo gennaio, allora in piazza, tra i ragazzi di Locri e Jovanotti. La presentazione del libro diventa l'occasione o, se volete, lo spunto per rifarlo, ancora una volta, ripartendo da dove siamo, dallo stato delle cose, da quello che ci preoccupa, da quello che non capiamo, da quello che vorremmo.Le ragioni per fare cosi' sono tante. C'e', innanzitutto, un bisogno di serieta' e di rigore verso quella tragedia che ci ha visti tutti cosi' fortemente e direttamente coinvolti, quella sera terribile del 16 ottobre scorso, con l'uccisione per mano di mafia del povero Franco. E ancora c'e' un segno forte di rispetto verso quella risposta, data da voi e da tanti altri giovani di Locri e dintorni, da subito, senza fermarsi nemmeno un attimo, quasi fino a farsi scoppiare il cuore dentro.Vedete, il libro, attraverso i lampi di luce di 74 istantanee, scandisce quei momenti. Il bisogno di liberta', di farlo assieme contro le tante, le troppe insicurezze e precarieta' che ci circondano e che possono inghiottire tutte e tutti, una generazione dopo l'altra. Certo Locri e la Calabria non sono un'astrazione, ne' una costruzione virtuale, non sono un qualsiasi altro punto del mondo. Ma ieri a Locri, oggi a Parigi o in Francia, e' un'intera generazione che reagisce alle forti insicurezze e precarieta' di una fase che non si vuole diventi un'intera epoca buia. Io, noi pensiamo che di questi giovani Jovanotti ha il lessico, i sentimenti, il ritmo di vita, che esprime attraverso le sue canzoni.Noi qui; con a fianco un nemico quasi invisibile, che sembra uno di noi, che sta nei nostri paesi e che parla come noi.E lui a dire: ¿ sconfiggere il nemico e' guardarsi dentro / cercare il proprio centro e dargli vita / come un fuoco quasi spento¿ renderlo vivo / e dargli movimento- [Occhio non vede cuore non duole] Noi qui; dalla seconda meta' di ottobre i ragazzi coraggio di Locri e dintorni, ma al contempo con la paura che tutto rifluisca, ancora una volta, nello scoramento, nella passivita', nella frustrazione fatalista di chi pensa che nulla possa cambiare. O di chi puo' finire per vedere nemici dappertutto.E lui a dire: ¿ Forte come una roccia, delicato come un fiore che sboccia¿ [Umano] E ancora: La gente si muove, la musica cresce ed ancora un altro muro viene giu'. Ma il pensiero non lo puoi murare e sta di qua e di la' del muro. Butta la palla di la'. [Il muratore] Ecco perche' pensiamo che il modo migliore di presentare il libro sia lasciare il campo libero al confronto diretto tra giovani e, scusate il gioco di parole, Jovanotti. Per quanto ci riguarda, in questi mesi, assieme alle energie sane di questa regione, abbiamo tentato di portare avanti una sfida vera a tante inerzie, ritardi, cattive abitudini. L'abbiamo fatto con noi stessi, verificando con i fatti la capacita' e la volonta' di produrre interventi efficaci e in grado di migliorare la qualita' dell'istruzione, della formazione, tentando di offrire, per questa via, sbocchi occupazionali adeguati alle nuove generazioni. Da qui e' nato Fo.re.ver., il forum per la resistenza e la verita'. Da qui il ''progetto d'urto'' per la Locride: una citta' degli studi a Locri, un nuovo piano dei trasporti, i master per i giovani nella pubblica amministrazione, il piano per il risanamento urbano dei centri storici locridei. Ora questo libro. Domani un'altra cosa ancora. Tutto questo senza dimenticare, nemmeno per un momento, il delitto Fortugno; i tanti delitti di mafia. Ora comincia a vedersi uno squarcio. Si vada avanti. Noi siamo determinati e testardi. Vogliamo la verita' fino in fondo. Ma non tiriamo nessuno per la giacca, non alziamo la voce. Abbiamo rispetto vero del lavoro che le forze dell'ordine e la magistratura stanno facendo. Siamo pronti a fare da sponda, anche finanziaria, per l'uso sociale dei beni confiscati alla mafia. Il fine e' la verita' e la liberta'''. ''Attenzione - ha proseguito Bova - Non si tratta solo di un bisogno insopprimibile di giustizia, ma di avviare un processo che liberi questa terra da una sorta di maledizione che la fa vedere da fuori tutta negativa e tutta buia. Noi vogliamo continuare, procedendo di lena, assieme agli studenti della Locride e della Calabria e ai tanti calabresi che hanno amore per la loro terra e che soprattutto rendono onore a quanto una personalita' straordinaria, come Corrado Alvaro, diceva di loro:¿ Da secoli noi amiamo la verita' come gli aspetti della nostra terra; e l'immagine delle cose, il senso delle cose¿ Per questa via il futuro, un sogno: il sogno europeo dei calabresi.Io la dico cosi'. Per progredire oggi l'Europa si propone di privilegiare le ragioni dello sviluppo sostenibile, della ricerca, della conoscenza, dell'integrazione sociale, della responsabilita' collettiva, di una grande apertura ai paesi extraeuropei del Mediterraneo, improntata ai valori della pace e della nonviolenza. Una nuova ardita visione del futuro, all'altezza delle sfide poste dalla societa' globale, in alternativa a vecchie, affannate, utopie e frontiere. I ragazzi di Locri: sono loro la via per questo sogno''.

Servizi Precedenti

29/03 Omicidio Fortugno: Inviato a Pisanu il rapporto sull’accesso all’ASL di Locri. Il difensore di Novella ricorre al Tdl

28/03 Omicidio Fortugno: In attesa di una svolta i magistrati in missione al nord per ascoltare il nuovo pentito. Bova "Dare continuità alla reazione dei giovan

27/03 Omicidio Fortugno: è mistero sull’identità del secondo pentito, che comunque collabora. Il procuratore Grasso s’arrabbia per le indiscrezioni trapelate. Nessun avvocato degli arrestati è stato revocato

26/03 Omicidio Fortugno: Gli investigatori sono ottimisti sulla possibilità di arrivare ai mandanti A Locri in centinaia per dire no ai voti alla mafia

25/03 (17.00) Omicidio Fortugno: Il movente potrebbe essere collegato a più affari delle cosche. Ma chi ha ordinato l’omicidio? Gli investigatori rivelano: “un killer non professionista ma che ha eseguito bene il suo compito”

25/03 (01.30) Omicidio Fortugno: Cercando i mandanti le indagini puntano anche all’ASL di Locri. Silenzio degli inquirenti sugli omissis. Dessì non risponde al Gip

24/03 Si arroventa il clima sul caso Fortugno. E tra veleni, elezioni e sanità distorta si cerca di arrivare ai mandanti. Tanti e troppi gli errori del presunto killer. Giallo sugli omissis. Mancini accusa “Nei DL calabresi infiltrazioni malavitose”.

23/03 (17.00) Delitto Fortugno: I Cordì non potevano decidere da soli, dalle indagini emerge più di un mandante. Si indaga tra sanità e rifiuti. Pesanti anomalie nella gestione dell’Asl di Locri. Le indagini si intrecciano con quelle del delitto Cotroneo.

22/03 Omicidio Fortugno, si indaga sugli appalti della sanità. Interrogato il killer, fa scena muta. Gli omissis delle indagini celerebbero il referente politico della cosca Cordì. PM Creazzo “Le indagini sui mandanti non cominciano certo oggi”. Vedova Fortugno: "Notizie che acuiscono il dolore".

21/03 (23.30) Omicidio Fortugno: Dopo gli arresti ora si punta ai mandanti. Grossa operazione di intelligence per la cattura. Il killer pedinò Fortugno per un mese. Dall'accesso all'AS di Locri arriveranno sviluppi. Tutti i particolari nel nostro speciale.

21/03 (14.30) Arrestati i presunti assassini del vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Fortugno. In quattro per eseguire l’agguato. La vedova “Trovate i mandanti”. La svolta alle indagini a novembre. Gli arrestati legati al clan dei Cordì. Indagini accelerate da un collaboratore di giustizia. Grasso: “Solo un punto di partenza. Sviluppi legati anche ad ambienti politici”.

 

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