
Omicido Fortugno: è mistero
sull’identità del secondo pentito, che comunque collabora.
Il procuratore Grasso s’arrabbia. Nessun avvocato degli arrestati
è stato revocato.
27/03 Il nome - ufficialmente - non lo fa nessuno ma su chi dei quattro
accusati dell' omicidio Fortugno, almeno a sentire i loro avvocati,
abbia deciso di vuotare il sacco resterebbero pochi dubbi. La sua
identificazione e' cosa fatta. Ma in serata arriva un nuovo venticello,
anzi due, e tutto torna in apparenza in alto mare, nell' inchiesta
piu' delicata su un delitto di mafia in Calabria che si svolge ormai
praticamente sui mezzi d' informazione. Nessuno riesce piu' a fermare
il fiume di indiscrezioni. L' ultima fuga di notizie non puo' essere,
come tutte le altre, ne' confermata ne' smentita: il pentito, si dice,
non sarebbe nessuno dei quattro ma uno fermato per rapina che ha deciso
di cantare. O quella piu' intrigante: se parla uno dei Cordi' attenti,
si aggiunge, perche' potrebbe essere una manovra raffinatissima di
depistaggio della cosca per allontanare i sospetti. Vero o falso che
sia nessuno lo sa. In serata da Reggio Calabria partono in aereo,
destinazione sconosciuta, i giudici titolari dell' inchiesta, sia
il Gip che il Pm, e gli investigatori della Mobile di Reggio. Si attendono
novita' clamorose dopo la verifica delle ultime deposizioni del secondo
pentito, che presumibilmente stanno proseguendo. Per la potente cosca
dei Cordi' di Locri il nuovo pentimento dopo quello di Bruno Piccolo,
e' infatti un' autentica mazzata, devastante nelle proporzioni, perche'
Piccolo non era un uomo stretto della cosca mentre gli altri quattro
si' ed uno soprattutto, Domenico Novella, e' addirittura un nipote
di Vincenzo Cordi', il capocosca in carcere a Novara, che e' accusato
di associazione mafiosa in quest' indagine. I quattro arrestati accusati
di omicidio volontario sono Salvatore Ritorto, indicato come il killer
di Fortugno; Domenico Audino, che accompagno' in auto Ritorto sul
luogo dell' agguato; Domenico Novella e Carmelo Dessi', che hanno
svolto nell' agguato un ruolo di supporto organizzativo. Ma Novella
non e' solo questo: dall' ordinanza si capisce come sia lui, infatti,
l' elemento di spicco del gruppo tant' e' che e' Novella che tiene
i contatti tra Ritorto e Audino per evitare che i due si parlino direttamente.
Al momento nessuno degli avvocati dei presunti assassini di Fortugno
ha avuto revocato il mandato difensivo. Fatto questo che, a detta
degli stessi avvocati, dimostra che per nessuno dei quattro presunti
assassini di Fortugno e' stata avviata, almeno per il momento, la
procedura per l' attuazione del sistema di protezione previsto per
i collaboratori di giustizia, che prevede in primo luogo la nomina
di un difensore diverso da quello di fiducia. Ma potrebbe essere questione
di ore e soprattutto chi parla ora non riferisce cose per sentito
dire e puo' aprire spazi importanti per capire chi ha dato l' ordine
di uccidere Fortugno. Tra l' altro, la decisione del nuovo pentimento
sarebbe stata fatta subito dopo l' interrogatorio di garanzia, giovedi'
sera, difronte all' evidenza delle prove portate dai magistrati reggini.
Ovviamente nei palazzi delle indagini e' bufera piena sulla fuga di
notizie che continua. Ieri da Palermo e' pesantemente intervenuto
il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso: ''e' un criminale
- dice Grasso - chi ha fatto uscire una notizia del genere, sia sotto
il profilo formale della giustizia, che viola il segreto investigativo,
che sotto quello etico, perche' mette in pericolo o le persone coinvolte
ancora sconosciute, o familiari degli indagati per vendetta, o per
tentare di bloccare il proseguo della collaborazione''. ''Io non parlo,
non esisto''. Cosi' dal canto suo risponde ai giornalisti Giuseppe
Creazzo, il sostituto procuratore distrettuale di Reggio Calabria
titolare dell' inchiesta sull' assassinio di Fortugno. Ed alla domanda
se la rivelazione possa pregiudicare gli sviluppi dell' inchiesta,
la risposta di Creazzo e' stata: ''Questa e' una bella notizia''.
Il difensore di Novella , “familiari
tranquilli, io gli ho mandato un telegramma”
''Ho scritto proprio adesso un telegramma a Domenico Novella, e mi
accingo ad inviarglielo in carcere, per chiedergli chiarimenti sulla
sua attuale posizione''. Lo ha detto l' avvocato Luca Maio, difensore
di Domenico Novella, una delle quattro persone arrestate per l' omicidio
di Francesco Fortugno. Maio ha spiegato di avere deciso di scrivere
a Novella dopo avere appreso, attraverso notizie di stampa, che nell'
inchiesta sull' assassinio del vicepresidente del Consiglio regionale
della Calabria c' e' un nuovo pentito, la cui identita', al momento,
rimane sconosciuta. ''Per quanto mi riguarda - ha aggiunto l' avvocato
Maio - non ho ricevuto alcuna revoca del mandato difensivo che mi
e' stato affidato, ne' sono stati depositati atti, in tal senso, nella
cancelleria dell' ufficio gip di Reggio Calabria. Per cui, al momento,
non ho motivi per ritenere che sia proprio Domenico Novella il nuovo
pentito di cui si parla. Cio' che so e' che giovedi' scorso, nel corso
dell' interrogatorio di garanzia cui e' stato sottoposto in carcere
in mia presenza, si e' avvalso della facolta' di non rispondere. Ritengo
che se Novella avesse deciso di collaborare con la giustizia, mi sarebbe
dovuta arrivare la revoca del mandato, con la nomina di un altro difensore.
E questo non e' accaduto. Per me, dunque, al momento, non e' cambiato
nulla. Cio' che serve, in questo momento, e' molta cautela e prudenza,
evitando di parlare a sproposito''.
I familiari di Domenico Novella sono assolutamente tranquilli e secondo
loro e' da escludere che possa essere lui a collaborare con la giustizia:
lo ha riferito l'avvocato Luca Maio, difensore di fiducia di Novella,
che e' una delle quattro persone arrestate per l'assassinio di Francesco
Fortugno. ''Oggi - ha aggiunto l' avvocato Maio - sono venuti a trovarmi
in studio i familiari di Novella e da parte loro c'e' un atteggiamento
assolutamente tranquillo''. Novella, al quale oggi Maio ha inviato
un telegramma, e' detenuto nel carcere di Cuneo. Maio ha detto anche
di avere incontrato, sempre oggi, i familiari di un altro degli arrestati,
Domenico Audino, e che anche loro sono tranquilli. ''Domani, comunque
- ha detto il penalista - andro' a trovare Audino nel carcere di Reggio
Calabria''.
I difensori di Dessì e Ritorto
non sono cambiati
Non sono cambiati i difensori di Salvatore Ritorto e Carmelo Dessi',
due delle quattro persone arrestate con l' accusa di essere i responsabili
dell' assassinio di Francesco Fortugno. Ritorto, secondo l' accusa,
sarebbe stato il killer di Fortugno, mentre Dessi' avrebbe svolto
un ruolo di supporto nell' organizzazione dell' omicidio. I difensori
di Ritorto e Dessi', gli avvocati Rosario Scarfo' e Giovanni Taddei,
non hanno ricevuto, al momento, alcuna revoca del mandato difensivo.
Questo fa ritenere - e' stato fatto osservare - che non siano ne'
Ritorto, ne' Dessi il nuovo collaboratore di giustizia dell' inchiesta
di cui si e' appreso ieri.
Difensore di Audino “Lo vedrò
in carcere”
''Quello che posso dire e' che domani avro' con Audino un colloquio
in carcere''. Lo ha detto l' avvocato Luca Maio, difensore di Domenico
Audino, una delle quattro persone arrestate per l' omicidio di Francesco
Fortugno. ''Il colloquio che avro' con Audino - ha aggiunto l' avvocato
Maio - mi consentira' di chiedergli se la sua posizione nell' ambito
dell' inchiesta e' cambiata alla luce delle notizie di stampa secondo
cui in merito all' assassinio di Fortugno si registra la collaborazione
di un nuovo pentito. ''Al momento - ha aggiunto l' avvocato Maio -
escludo che il nuovo collaboratore sia Audino, visto che non ho ricevuto
alcuna revoca del mandato difensivo. Una certezza, in tal senso, la
potro' avere pero' soltanto dopo il colloquio che avro' col mio assistito''.
Procuratore Grasso: “Un criminale
chi ha dato la notizia del secondo pentito”
''E' un criminale chi ha fatto uscire una notizia del genere, sia
sotto il profilo formale della giustizia, che viola il segreto investigativo,
che sotto quello etico, perche' mette in pericolo o le persone coinvolte
ancora sconosciute, o familiari degli indagati per vendetta, o per
tentare di bloccare il proseguo della collaborazione''. Cosi' Piero
Grasso, procuratore nazionale antimafia, commenta la notizia di un
nuovo collaboratore di giustizia fra le persone arrestate per il delitto
di Francesco Fortugno. ''In un contesto - afferma il capo della Dna
- in cui si e' visto che la vita di un uomo vale ben poco di fronte
ai rilevanti interessi messi in crisi, rimane il problema della deontologia
professionale da parte della stampa''. Grasso critica la decisione
di pubblicare la notizia. ''Certamente - afferma il procuratore -
non si puo' condividere la scelta di quel quotidiano locale calabrese
che per primo domenica ha diffuso la notizia poi rilanciata dalle
agenzie''. ''Se voleva essere un messaggio rivolto alle cosche criminali
- aggiunge il procuratore nazionale - certamente ha raggiunto il risultato:
quello di far prendere le contromisure a chi poteva sentirsi al sicuro
da eventi del genere''
Tutti i familiari degli arrestati
sono a Locri
Nessun familiare delle nove persone arrestate nell' ambito dell'
inchiesta sull' assassinio di Francesco Fortugno e' stato allontanato
da Locri. Nei loro confronti, dunque, secondo quanto si e' appreso,
non e' stata adottata alcuna misura di tutela in relazione al fatto
che nell' inchiesta sull' assassinio del vicepresidente del Consiglio
regionale della Calabria, dopo quella di Bruno Piccolo, si registra
la collaborazione di un nuovo pentito. I familiari degli arrestati,
ed in particolare dei quattro accusati dell' omicidio di Fortugno,
stanno continuando a svolgere normalmente la loro vita a Locri. Nella
cittadina reggina, inoltre, stamattina non si registra alcuna presenza
aggiuntiva o particolare di forze dell' ordine e l' atmosfera e' tranquilla.
Nessun segnale o situazione particolare, inoltre, si rileva a palazzo
di giustizia o nelle sedi delle forze dell' ordine, dove l' attivita'
si svolge come ogni giorno.
Il nuovo pentito collabora
La presenza di un nuovo pentito nell' inchiesta sull' assassinio
di Francesco Fortugno ha trovato stamattina conferma, sia pure indiretta,
in ambienti investigativi e giudiziari, accompagnata, comunque, dalla
sorpresa generale per la rivelazione della notizia. Non si hanno notizie
sull' identita' del nuovo collaboratore. Cio' che si sa e' che si
tratta di una delle quattro persone arrestate nella notte tra il 20
ed il 21 marzo scorsi, insieme ad altri cinque, accusate di omicidio
volontario perche' hanno avuto una responsabilita' diretta nell'omicidio.
Si tratta di Salvatore Ritorto, di 27 anni, indicato come l'esecutore
materiale dell'assassinio; Domenico Audino (27), che avrebbe accompagnato
in auto Ritorto sul luogo dell'agguato, e Carmelo Dessi' (28) e Domenico
Novella (30), che hanno svolto un ruolo di supporto nell'ambito dell'organizzazione
dell'omicidio. Sono tutti esponenti della cosca Cordi' di Locri, il
cui presunto capo, Vincenzo Cordi', e' finito anch' egli in manette
nell' ambito della stessa inchiesta, ma soltanto con l' accusa di
associazione per delinquere di tipo mafioso. Secondo quanto si e'
appreso, il nuovo pentito avrebbe deciso di collaborare con la giustizia
di fronte all' evidenza delle prove raccolte a suo carico in relazione
alle sue responsabilita' nell' assassinio di Fortugno. Messo alle
strette, in sostanza, ed intuendo di non avere alcuna via uscita per
sottrarsi alle accuse che gli vengono contestate, ha deciso di rivelare
cio' che sa dopo avere chiesto di parlare con i magistrati che conducono
l' inchiesta.
Ed è dunque mistero sull' identita' del nuovo pentito che collabora
all' inchiesta sull' assassinio di Francesco Fortugno. Le verifiche
fatte stamattina in ambienti investigativi e giudiziari hanno consentito
di avere soltanto una conferma indiretta sull' esistenza del nuovo
collaboratore di giustizia. Nessun particolare, pero', sulla sua identita',
ne', tanto meno, sui motivi che lo hanno indotto ad avviare la sua
collaborazione. Il nuovo collaboratore si aggiunge a Bruno Piccolo,
il pentito le cui rivelazioni, gia' agli atti dell' inchiesta, avevano
portato nella notte tra lunedi' e martedi' scorsi all' arresto, da
parte della Polizia di Stato, di nove persone nell' ambito dell' inchiesta
sull' assassinio di Fortugno. Il nuovo pentito e' uno dei quattro
arrestati accusati di omicidio volontario: Salvatore Ritorto, indicato
come il killer di Fortugno; Domenico Audino, che accompagno' in auto
Ritorto sul luogo dell' agguato, e Domenico Novella e Carmelo Dessi',
che hanno svolto nell' agguato un ruolo di supporto organizzativo.
Al momento, tra l' altro, nessuno degli avvocati dei presunti assassini
di Fortugno ha avuto revocato il mandato difensivo. Fatto questo che,
a detta degli stessi avvocati, dimostra che per nessuno dei quattro
presunti assassini di Fortugno e' stata avviata, almeno per il momento,
la procedura per l' attuazione del sistema di protezione previsto
per i collaboratori di giustizia, che prevede in primo luogo la nomina
di un difensore diverso da quello di fiducia.
Servizi Precedenti
26/03
Omicidio Fortugno: Gli investigatori sono ottimisti
sulla possibilità di arrivare ai mandanti
A
Locri in centinaia per dire no ai voti alla mafia
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essere collegato a più affari delle cosche. Ma chi ha
ordinato l’omicidio? Gli
investigatori rivelano: “un killer non professionista ma che
ha eseguito bene il suo compito”
25/03
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le indagini puntano anche all’ASL di Locri. Silenzio
degli inquirenti sugli omissis. Dessì
non risponde al Gip
24/03
Si arroventa il clima sul caso Fortugno. E tra
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sugli omissis. Mancini
accusa “Nei DL calabresi infiltrazioni malavitose”.
23/03
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anomalie nella gestione dell’Asl di Locri. Le
indagini si intrecciano con quelle del delitto Cotroneo.
22/03
Omicidio Fortugno, si indaga sugli appalti della sanità. Interrogato
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21/03
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i particolari nel nostro speciale.
21/03
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arrestati legati al clan dei Cordì. Indagini
accelerate da un collaboratore di giustizia. Grasso: “Solo
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