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Cronaca
Arrestati i presunti assassini di Francesco Fortugno

Omicido Fortugno: è mistero sull’identità del secondo pentito, che comunque collabora. Il procuratore Grasso s’arrabbia. Nessun avvocato degli arrestati è stato revocato.

27/03 Il nome - ufficialmente - non lo fa nessuno ma su chi dei quattro accusati dell' omicidio Fortugno, almeno a sentire i loro avvocati, abbia deciso di vuotare il sacco resterebbero pochi dubbi. La sua identificazione e' cosa fatta. Ma in serata arriva un nuovo venticello, anzi due, e tutto torna in apparenza in alto mare, nell' inchiesta piu' delicata su un delitto di mafia in Calabria che si svolge ormai praticamente sui mezzi d' informazione. Nessuno riesce piu' a fermare il fiume di indiscrezioni. L' ultima fuga di notizie non puo' essere, come tutte le altre, ne' confermata ne' smentita: il pentito, si dice, non sarebbe nessuno dei quattro ma uno fermato per rapina che ha deciso di cantare. O quella piu' intrigante: se parla uno dei Cordi' attenti, si aggiunge, perche' potrebbe essere una manovra raffinatissima di depistaggio della cosca per allontanare i sospetti. Vero o falso che sia nessuno lo sa. In serata da Reggio Calabria partono in aereo, destinazione sconosciuta, i giudici titolari dell' inchiesta, sia il Gip che il Pm, e gli investigatori della Mobile di Reggio. Si attendono novita' clamorose dopo la verifica delle ultime deposizioni del secondo pentito, che presumibilmente stanno proseguendo. Per la potente cosca dei Cordi' di Locri il nuovo pentimento dopo quello di Bruno Piccolo, e' infatti un' autentica mazzata, devastante nelle proporzioni, perche' Piccolo non era un uomo stretto della cosca mentre gli altri quattro si' ed uno soprattutto, Domenico Novella, e' addirittura un nipote di Vincenzo Cordi', il capocosca in carcere a Novara, che e' accusato di associazione mafiosa in quest' indagine. I quattro arrestati accusati di omicidio volontario sono Salvatore Ritorto, indicato come il killer di Fortugno; Domenico Audino, che accompagno' in auto Ritorto sul luogo dell' agguato; Domenico Novella e Carmelo Dessi', che hanno svolto nell' agguato un ruolo di supporto organizzativo. Ma Novella non e' solo questo: dall' ordinanza si capisce come sia lui, infatti, l' elemento di spicco del gruppo tant' e' che e' Novella che tiene i contatti tra Ritorto e Audino per evitare che i due si parlino direttamente. Al momento nessuno degli avvocati dei presunti assassini di Fortugno ha avuto revocato il mandato difensivo. Fatto questo che, a detta degli stessi avvocati, dimostra che per nessuno dei quattro presunti assassini di Fortugno e' stata avviata, almeno per il momento, la procedura per l' attuazione del sistema di protezione previsto per i collaboratori di giustizia, che prevede in primo luogo la nomina di un difensore diverso da quello di fiducia. Ma potrebbe essere questione di ore e soprattutto chi parla ora non riferisce cose per sentito dire e puo' aprire spazi importanti per capire chi ha dato l' ordine di uccidere Fortugno. Tra l' altro, la decisione del nuovo pentimento sarebbe stata fatta subito dopo l' interrogatorio di garanzia, giovedi' sera, difronte all' evidenza delle prove portate dai magistrati reggini. Ovviamente nei palazzi delle indagini e' bufera piena sulla fuga di notizie che continua. Ieri da Palermo e' pesantemente intervenuto il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso: ''e' un criminale - dice Grasso - chi ha fatto uscire una notizia del genere, sia sotto il profilo formale della giustizia, che viola il segreto investigativo, che sotto quello etico, perche' mette in pericolo o le persone coinvolte ancora sconosciute, o familiari degli indagati per vendetta, o per tentare di bloccare il proseguo della collaborazione''. ''Io non parlo, non esisto''. Cosi' dal canto suo risponde ai giornalisti Giuseppe Creazzo, il sostituto procuratore distrettuale di Reggio Calabria titolare dell' inchiesta sull' assassinio di Fortugno. Ed alla domanda se la rivelazione possa pregiudicare gli sviluppi dell' inchiesta, la risposta di Creazzo e' stata: ''Questa e' una bella notizia''.

Il difensore di Novella , “familiari tranquilli, io gli ho mandato un telegramma”

''Ho scritto proprio adesso un telegramma a Domenico Novella, e mi accingo ad inviarglielo in carcere, per chiedergli chiarimenti sulla sua attuale posizione''. Lo ha detto l' avvocato Luca Maio, difensore di Domenico Novella, una delle quattro persone arrestate per l' omicidio di Francesco Fortugno. Maio ha spiegato di avere deciso di scrivere a Novella dopo avere appreso, attraverso notizie di stampa, che nell' inchiesta sull' assassinio del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria c' e' un nuovo pentito, la cui identita', al momento, rimane sconosciuta. ''Per quanto mi riguarda - ha aggiunto l' avvocato Maio - non ho ricevuto alcuna revoca del mandato difensivo che mi e' stato affidato, ne' sono stati depositati atti, in tal senso, nella cancelleria dell' ufficio gip di Reggio Calabria. Per cui, al momento, non ho motivi per ritenere che sia proprio Domenico Novella il nuovo pentito di cui si parla. Cio' che so e' che giovedi' scorso, nel corso dell' interrogatorio di garanzia cui e' stato sottoposto in carcere in mia presenza, si e' avvalso della facolta' di non rispondere. Ritengo che se Novella avesse deciso di collaborare con la giustizia, mi sarebbe dovuta arrivare la revoca del mandato, con la nomina di un altro difensore. E questo non e' accaduto. Per me, dunque, al momento, non e' cambiato nulla. Cio' che serve, in questo momento, e' molta cautela e prudenza, evitando di parlare a sproposito''.
I familiari di Domenico Novella sono assolutamente tranquilli e secondo loro e' da escludere che possa essere lui a collaborare con la giustizia: lo ha riferito l'avvocato Luca Maio, difensore di fiducia di Novella, che e' una delle quattro persone arrestate per l'assassinio di Francesco Fortugno. ''Oggi - ha aggiunto l' avvocato Maio - sono venuti a trovarmi in studio i familiari di Novella e da parte loro c'e' un atteggiamento assolutamente tranquillo''. Novella, al quale oggi Maio ha inviato un telegramma, e' detenuto nel carcere di Cuneo. Maio ha detto anche di avere incontrato, sempre oggi, i familiari di un altro degli arrestati, Domenico Audino, e che anche loro sono tranquilli. ''Domani, comunque - ha detto il penalista - andro' a trovare Audino nel carcere di Reggio Calabria''.

I difensori di Dessì e Ritorto non sono cambiati

Non sono cambiati i difensori di Salvatore Ritorto e Carmelo Dessi', due delle quattro persone arrestate con l' accusa di essere i responsabili dell' assassinio di Francesco Fortugno. Ritorto, secondo l' accusa, sarebbe stato il killer di Fortugno, mentre Dessi' avrebbe svolto un ruolo di supporto nell' organizzazione dell' omicidio. I difensori di Ritorto e Dessi', gli avvocati Rosario Scarfo' e Giovanni Taddei, non hanno ricevuto, al momento, alcuna revoca del mandato difensivo. Questo fa ritenere - e' stato fatto osservare - che non siano ne' Ritorto, ne' Dessi il nuovo collaboratore di giustizia dell' inchiesta di cui si e' appreso ieri.

Difensore di Audino “Lo vedrò in carcere”

''Quello che posso dire e' che domani avro' con Audino un colloquio in carcere''. Lo ha detto l' avvocato Luca Maio, difensore di Domenico Audino, una delle quattro persone arrestate per l' omicidio di Francesco Fortugno. ''Il colloquio che avro' con Audino - ha aggiunto l' avvocato Maio - mi consentira' di chiedergli se la sua posizione nell' ambito dell' inchiesta e' cambiata alla luce delle notizie di stampa secondo cui in merito all' assassinio di Fortugno si registra la collaborazione di un nuovo pentito. ''Al momento - ha aggiunto l' avvocato Maio - escludo che il nuovo collaboratore sia Audino, visto che non ho ricevuto alcuna revoca del mandato difensivo. Una certezza, in tal senso, la potro' avere pero' soltanto dopo il colloquio che avro' col mio assistito''.

Procuratore Grasso: “Un criminale chi ha dato la notizia del secondo pentito”

''E' un criminale chi ha fatto uscire una notizia del genere, sia sotto il profilo formale della giustizia, che viola il segreto investigativo, che sotto quello etico, perche' mette in pericolo o le persone coinvolte ancora sconosciute, o familiari degli indagati per vendetta, o per tentare di bloccare il proseguo della collaborazione''. Cosi' Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia, commenta la notizia di un nuovo collaboratore di giustizia fra le persone arrestate per il delitto di Francesco Fortugno. ''In un contesto - afferma il capo della Dna - in cui si e' visto che la vita di un uomo vale ben poco di fronte ai rilevanti interessi messi in crisi, rimane il problema della deontologia professionale da parte della stampa''. Grasso critica la decisione di pubblicare la notizia. ''Certamente - afferma il procuratore - non si puo' condividere la scelta di quel quotidiano locale calabrese che per primo domenica ha diffuso la notizia poi rilanciata dalle agenzie''. ''Se voleva essere un messaggio rivolto alle cosche criminali - aggiunge il procuratore nazionale - certamente ha raggiunto il risultato: quello di far prendere le contromisure a chi poteva sentirsi al sicuro da eventi del genere''

Tutti i familiari degli arrestati sono a Locri

Nessun familiare delle nove persone arrestate nell' ambito dell' inchiesta sull' assassinio di Francesco Fortugno e' stato allontanato da Locri. Nei loro confronti, dunque, secondo quanto si e' appreso, non e' stata adottata alcuna misura di tutela in relazione al fatto che nell' inchiesta sull' assassinio del vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, dopo quella di Bruno Piccolo, si registra la collaborazione di un nuovo pentito. I familiari degli arrestati, ed in particolare dei quattro accusati dell' omicidio di Fortugno, stanno continuando a svolgere normalmente la loro vita a Locri. Nella cittadina reggina, inoltre, stamattina non si registra alcuna presenza aggiuntiva o particolare di forze dell' ordine e l' atmosfera e' tranquilla. Nessun segnale o situazione particolare, inoltre, si rileva a palazzo di giustizia o nelle sedi delle forze dell' ordine, dove l' attivita' si svolge come ogni giorno.

Il nuovo pentito collabora

La presenza di un nuovo pentito nell' inchiesta sull' assassinio di Francesco Fortugno ha trovato stamattina conferma, sia pure indiretta, in ambienti investigativi e giudiziari, accompagnata, comunque, dalla sorpresa generale per la rivelazione della notizia. Non si hanno notizie sull' identita' del nuovo collaboratore. Cio' che si sa e' che si tratta di una delle quattro persone arrestate nella notte tra il 20 ed il 21 marzo scorsi, insieme ad altri cinque, accusate di omicidio volontario perche' hanno avuto una responsabilita' diretta nell'omicidio. Si tratta di Salvatore Ritorto, di 27 anni, indicato come l'esecutore materiale dell'assassinio; Domenico Audino (27), che avrebbe accompagnato in auto Ritorto sul luogo dell'agguato, e Carmelo Dessi' (28) e Domenico Novella (30), che hanno svolto un ruolo di supporto nell'ambito dell'organizzazione dell'omicidio. Sono tutti esponenti della cosca Cordi' di Locri, il cui presunto capo, Vincenzo Cordi', e' finito anch' egli in manette nell' ambito della stessa inchiesta, ma soltanto con l' accusa di associazione per delinquere di tipo mafioso. Secondo quanto si e' appreso, il nuovo pentito avrebbe deciso di collaborare con la giustizia di fronte all' evidenza delle prove raccolte a suo carico in relazione alle sue responsabilita' nell' assassinio di Fortugno. Messo alle strette, in sostanza, ed intuendo di non avere alcuna via uscita per sottrarsi alle accuse che gli vengono contestate, ha deciso di rivelare cio' che sa dopo avere chiesto di parlare con i magistrati che conducono l' inchiesta.
Ed è dunque mistero sull' identita' del nuovo pentito che collabora all' inchiesta sull' assassinio di Francesco Fortugno. Le verifiche fatte stamattina in ambienti investigativi e giudiziari hanno consentito di avere soltanto una conferma indiretta sull' esistenza del nuovo collaboratore di giustizia. Nessun particolare, pero', sulla sua identita', ne', tanto meno, sui motivi che lo hanno indotto ad avviare la sua collaborazione. Il nuovo collaboratore si aggiunge a Bruno Piccolo, il pentito le cui rivelazioni, gia' agli atti dell' inchiesta, avevano portato nella notte tra lunedi' e martedi' scorsi all' arresto, da parte della Polizia di Stato, di nove persone nell' ambito dell' inchiesta sull' assassinio di Fortugno. Il nuovo pentito e' uno dei quattro arrestati accusati di omicidio volontario: Salvatore Ritorto, indicato come il killer di Fortugno; Domenico Audino, che accompagno' in auto Ritorto sul luogo dell' agguato, e Domenico Novella e Carmelo Dessi', che hanno svolto nell' agguato un ruolo di supporto organizzativo. Al momento, tra l' altro, nessuno degli avvocati dei presunti assassini di Fortugno ha avuto revocato il mandato difensivo. Fatto questo che, a detta degli stessi avvocati, dimostra che per nessuno dei quattro presunti assassini di Fortugno e' stata avviata, almeno per il momento, la procedura per l' attuazione del sistema di protezione previsto per i collaboratori di giustizia, che prevede in primo luogo la nomina di un difensore diverso da quello di fiducia.

Servizi Precedenti

26/03 Omicidio Fortugno: Gli investigatori sono ottimisti sulla possibilità di arrivare ai mandanti A Locri in centinaia per dire no ai voti alla mafia

25/03 (17.00) Omicidio Fortugno: Il movente potrebbe essere collegato a più affari delle cosche. Ma chi ha ordinato l’omicidio? Gli investigatori rivelano: “un killer non professionista ma che ha eseguito bene il suo compito”

25/03 (01.30) Omicidio Fortugno: Cercando i mandanti le indagini puntano anche all’ASL di Locri. Silenzio degli inquirenti sugli omissis. Dessì non risponde al Gip

24/03 Si arroventa il clima sul caso Fortugno. E tra veleni, elezioni e sanità distorta si cerca di arrivare ai mandanti. Tanti e troppi gli errori del presunto killer. Giallo sugli omissis. Mancini accusa “Nei DL calabresi infiltrazioni malavitose”.

23/03 (17.00) Delitto Fortugno: I Cordì non potevano decidere da soli, dalle indagini emerge più di un mandante. Si indaga tra sanità e rifiuti. Pesanti anomalie nella gestione dell’Asl di Locri. Le indagini si intrecciano con quelle del delitto Cotroneo.

22/03 Omicidio Fortugno, si indaga sugli appalti della sanità. Interrogato il killer, fa scena muta. Gli omissis delle indagini celerebbero il referente politico della cosca Cordì. PM Creazzo “Le indagini sui mandanti non cominciano certo oggi”. Vedova Fortugno: "Notizie che acuiscono il dolore".

21/03 (23.30) Omicidio Fortugno: Dopo gli arresti ora si punta ai mandanti. Grossa operazione di intelligence per la cattura. Il killer pedinò Fortugno per un mese. Dall'accesso all'AS di Locri arriveranno sviluppi. Tutti i particolari nel nostro speciale.

21/03 (14.30) Arrestati i presunti assassini del vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Fortugno. In quattro per eseguire l’agguato. La vedova “Trovate i mandanti”. La svolta alle indagini a novembre. Gli arrestati legati al clan dei Cordì. Indagini accelerate da un collaboratore di giustizia. Grasso: “Solo un punto di partenza. Sviluppi legati anche ad ambienti politici”.

 

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