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Cronaca
Arrestati i presunti assassini di Francesco Fortugno

Omicidio Fortugno: In attesa di una svolta i magistrati in missione al nord per ascoltare il nuovo pentito. Bova "Dare continuità alla reazione dei giovani". Jovanotti testimonial di un libro.

28/03 In Calabria non parla nessuno, ma ci sono attese derivanti dalla trasferta iniziata ieri sera degli inquirenti impegnati nelle indagini sull' omicidio Fortugno. Gip, Pm e investigatori della Mobile di Reggio Calabria sono al lavoro con il secondo pentito ed e' verosimile che stiano lavorando, fin dalla scorsa notte, all' audizione del nuovo collaboratore, per cercare riscontri, approfondire gli argomenti e dare quindi la patente di pentito, con la conseguente ammissione al programma, al nuovo collaboratore. E' ovvio che il nuovo pentito, per sfruttare la legge ed i riconoscimenti che gli derivano in termini di sconti di pena e quant' altro, non potra' limitarsi a confermare quanto gia' detto dal primo pentito Bruno Piccolo. Dovra' dire altro e si spera qualcosa sui mandanti del delitto Fortugno. Ma e' una corsa contro il tempo per evitare che si interrompa la collaborazione gia' avviata dal nuovo collaboratore, evitare altre fughe di notizie e indiscrezioni che rischiano di danneggiare una delicatissima indagine. Sull' identita' del nuovo pentito ovviamente nessuno si sbilancia. L' avv. Rosario Scarfo', difensore di Salvatore Ritorto, l' uomo accusato di essere l' esecutore materiale dell' omicidio di Francesco Fortugno, presentera' domattina un ricorso al Tribunale del riesame di Reggio Calabria chiedendo l' annullamento dell' ordinanza di custodia cautelare in carcere per la mancanza di gravi indizi. Scarfo' ha incontrato stamani il suo assistito, detenuto nel carcere di Reggio Calabria, ed ha affermato che non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Su nuovi pentiti, l' avvocato dice di non sapere alcunche'. ''Il mio assistito - ha precisato il legale - si dichiara estraneo ai fatti. Questa anomalia extraprocessuale derivante da questa fuga di notizie crea un fastidio alle indagini, alla Procura, ma anche a noi difensori. Se il mio assistito volesse discolparsi, come puo' farlo visto che la situazione e' in continua evoluzione? Credo nella serenita' dell' autorita' giudiziaria, ma tutta questa bufera crea difficolta' anche all' esercizio della difesa''. L' avv. Scarfo' ha annunciato che al Tribunale del riesame chiedera' di valutare con molta attenzione le dichiarazioni del collaboratore Bruno Piccolo nei confronti di Ritorto. ''Le dichiarazioni di Piccolo - ha sostenuto il legale - devono essere prese in maniera molto prudente, anche perche' tante cose le riferisce non per averle apprese direttamente, ma de relato. Il Gip la ritiene qualificata. Io invitero' il Tribunale del riesame a valutare con attenzione queste dichiarazioni nei confronti del mio assistito. Poi sull' illecito arricchimento risulta dagli atti che non vi e' stato''.

Prosegue al nord il lavoro degli inquirenti

Prosegue anche oggi la missione fuori Calabria, presumibilmente al nord, degli inquirenti impegnati nelle indagini sull' omicidio Fortugno. Gip e Pm ed il capo della Mobile reggina sono infatti partiti ieri sera per Roma, in aereo da Reggio Calabria. Da Roma sono poi ripartiti per altra destinazione ed e' verosimile che stiano oggi lavorando all' audizione del nuovo pentito, per cercare riscontri, approfondire gli argomenti e dare quindi la patente di pentito, con la conseguente ammissione al programma, al nuovo collaboratore. E' ovvio che il nuovo pentito, per sfruttare la legge ed i riconoscimenti che gli derivano in termini di sconti di pena e quant' altro, non potra' limitarsi a confermare quanto gia' detto dal primo pentito Bruno Piccolo. Dovra' dire altro e si spera qualcosa sui mandanti del delitto Fortugno. Ma e' una corsa contro il tempo per evitare che si interrompa la collaborazione gia' avviata dal nuovo collaboratore, evitare altre fughe di notizie e indiscrezioni che rischiano di danneggiare una delicatissima indagine.

IL legale del presunto killer ricorre al Tribunale del riesame

L' avv. Rosario Scarfo', difensore di Salvatore Ritorto, l' uomo accusato di essere l' esecutore materiale dell' omicidio di Francesco Fortugno, presentera' domattina un ricorso al Tribunale del riesame di Reggio Calabria, chiedendo l' annullamento dell' ordinanza di custodia cautelare in carcere per la mancanza di gravi indizi. Scarfo' ha incontrato stamani il suo assistito, detenuto nel carcere di Reggio Calabria, ed ha affermato che non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Su nuovi pentiti, l' avvocato dice di non sapere alcunche'. ''Il mio assistito - ha precisato all' Ansa il legale - si dichiara estraneo ai fatti. Questa anomalia extraprocessuale derivante da questa fuga di notizie crea un fastidio alle indagini, alla Procura, ma anche a noi difensori. Se il mio assistito volesse discolparsi, come puo' farlo visto che la situazione e' in continua evoluzione? Credo nella serenita' dell' autorita' giudiziaria, ma tutta questa bufera crea difficolta' anche all' esercizio della difesa''. L' avv. Scarfo' ha annunciato che al Tribunale del riesame chiedera' di valutare con molta attenzione le dichiarazioni del collaboratore Bruno Piccolo nei confronti di Ritorto. ''Le dichiarazioni di Piccolo - ha sostenuto il legale - devono essere prese in maniera molto prudente, anche perche' tante cose le riferisce non per averle apprese direttamente, ma de relato. Il Gip la ritiene qualificata. Io invitero' il Tribunale del riesame a valutare con attenzione queste dichiarazioni nei confronti del mio assistito. Poi sull' illecito arricchimento risulta dagli atti che non vi e' stato. Anche l' intercettazione della conversazione con la fidanzata in cui si parla dei 70 mila euro, se lo dice un pregiudicato e' una cosa, ma se lo dice un incensurato come il mio assistito, che non risulta neanche intraneo alla cosca, anche se gli viene contestata l' associazione mafiosa, e tutta un' altra cosa''.

Il Presidente Bova: “Dare continuità alla reazione del giovani”

''Dopo il delitto Fortugno abbiamo ragionato su come dare continuita' alla reazione positiva di quei giovani che hanno dimostrato la volonta' di essere soggetti di diritti e di avere un senso profondo del dovere''. Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Bova, nel corso della presentazione a Reggio Calabria del libro ''I ragazzi di Locri'', curato dall'ufficio stampa del Consiglio, di cui e' testimonial Lorenzo Jovanotti. ''Questo percorso - ha aggiunto il presidente Bova - si e' snodato attraverso numerose tappe. Dalla seduta straordinaria del Consiglio regionale del 3 novembre scorso alla costituzione del forum Fo.re.ver. Delle tante idee che realizzeremo, una, quella dei giornalisti Annarosa Macri' e Gianfranco Manfredi - si e' concretizzata oggi. Essa puo' testimoniare la nascita di una nuova generazione composta da quelle ragazze e da quei ragazzi che non si rassegnano a vedere il loro impegno scomparire come i fiumi carsici. Quello in programma giovedi', con la presentazione ufficiale del libro, e' un evento unico nella storia del Consiglio regionale della Calabria, la cui sede si aprira' ai giovani diventando al tempo stesso piu' sicura. Perche' non e' vero che la sicurezza aumenta solo se si cedono spazi di liberta': lo hanno dimostrato proprio i ragazzi di Locri. Le fotografie del libro lo testimoniano inequivocabilmente, perche' quelle immagini non si esprimono nel chiuso, ma negli spazi aperti. E cio' non solo perche' lo rivendica la natura, il clima, la realta' calabrese. La liberta' e' un valore che viene esaltato se si coniuga con la sicurezza''. ''Lorenzo Cherubini - ha concluso Bova - e' un cantante che esprime il suo messaggio attraverso il lessico, la cadenza, i ritmi dei giovani di oggi. Ma e' soprattutto un artista con una sensibilita' vera, che mi ha colpito. Ha accettato di venire qui, in Calabria, al cospetto di seicento studenti, di Locri e non solo, senza chiedere neanche una lira. Ha deciso di pagare anche l'aereo di persona: insomma, e' una sorta di regalo che fa a tutti noi''.

Jovanotti come testimonial del libro su Fortugno

Sara' Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, il testimonial della presentazione del libro ''I ragazzi di Locri'', curato dall'Ufficio stampa del Consiglio regionale della Calabria, con scritti dei giornalisti Anna Rosa Macri' e del direttore della rivista ''Calabria''. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio, Giuseppe Bova, intervenendo stamani ad una conferenza stampa per la ''prima'' della presentazione dell'opera, assieme ai fotografi Franco Cufari e Adriana Sapone, che con i loro scatti hanno fissato indelebilmente la manifestazione di protesta a Locri per l'assassinio di Franco Fortugno, ed ai due giornalisti, autori dei testi contenuti nel libro. ''La sua - ha detto Bova, riferendosi a Jovanotti - e' una presenza assolutamente gratuita, un'autentica espressione di sensibilita' non solo nei confronti dei ragazzi della Locride, ma dell'intera Calabria''. La manifestazione ufficiale della presentazione del libro sui ragazzi di Locri si terra' giovedi' prossimo nell'auditorium intitolato a Nicola Calipari ubicato all'interno di Palazzo Campanella.

Servizi Precedenti

27/03 Omicidio Fortugno: è mistero sull’identità del secondo pentito, che comunque collabora. Il procuratore Grasso s’arrabbia per le indiscrezioni trapelate. Nessun avvocato degli arrestati è stato revocato

26/03 Omicidio Fortugno: Gli investigatori sono ottimisti sulla possibilità di arrivare ai mandanti A Locri in centinaia per dire no ai voti alla mafia

25/03 (17.00) Omicidio Fortugno: Il movente potrebbe essere collegato a più affari delle cosche. Ma chi ha ordinato l’omicidio? Gli investigatori rivelano: “un killer non professionista ma che ha eseguito bene il suo compito”

25/03 (01.30) Omicidio Fortugno: Cercando i mandanti le indagini puntano anche all’ASL di Locri. Silenzio degli inquirenti sugli omissis. Dessì non risponde al Gip

24/03 Si arroventa il clima sul caso Fortugno. E tra veleni, elezioni e sanità distorta si cerca di arrivare ai mandanti. Tanti e troppi gli errori del presunto killer. Giallo sugli omissis. Mancini accusa “Nei DL calabresi infiltrazioni malavitose”.

23/03 (17.00) Delitto Fortugno: I Cordì non potevano decidere da soli, dalle indagini emerge più di un mandante. Si indaga tra sanità e rifiuti. Pesanti anomalie nella gestione dell’Asl di Locri. Le indagini si intrecciano con quelle del delitto Cotroneo.

22/03 Omicidio Fortugno, si indaga sugli appalti della sanità. Interrogato il killer, fa scena muta. Gli omissis delle indagini celerebbero il referente politico della cosca Cordì. PM Creazzo “Le indagini sui mandanti non cominciano certo oggi”. Vedova Fortugno: "Notizie che acuiscono il dolore".

21/03 (23.30) Omicidio Fortugno: Dopo gli arresti ora si punta ai mandanti. Grossa operazione di intelligence per la cattura. Il killer pedinò Fortugno per un mese. Dall'accesso all'AS di Locri arriveranno sviluppi. Tutti i particolari nel nostro speciale.

21/03 (14.30) Arrestati i presunti assassini del vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Fortugno. In quattro per eseguire l’agguato. La vedova “Trovate i mandanti”. La svolta alle indagini a novembre. Gli arrestati legati al clan dei Cordì. Indagini accelerate da un collaboratore di giustizia. Grasso: “Solo un punto di partenza. Sviluppi legati anche ad ambienti politici”.

 

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