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    Pagina aggiornata alle 18.18 del 28 maggio 2012

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    Calcioscommesse: 19 arresti, tra loro il cosentino Pellicori

     

     

    Calcioscommesse: 19 arresti, tra loro il cosentino Pellicori. Sconvolto mondo del calcio. Indagato Conte e Criscito

    28 mag 12 Nuovo blitz della polizia contro il calcioscommesse. Gli agenti di diverse squadre mobili e del Servizio centrale operativo stanno eseguendo una serie di arresti e perquisizioni in Italia e all'estero nei confronti di soggetti appartenenti ad un'organizzazione transnazionale dedita alle combine degli incontri di calcio. I 19 provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal Gip del tribunale di Cremona Guido Salvini nell'ambito dell'inchiesta 'Last Bet', coordinata dal procuratore Roberto Di Martino che nel giugno e nel dicembre dell'anno scorso ha portato a diversi arresti. L'operazione di oggi è stata condotta dalle squadre mobili di Cremona, Brescia, Alessandria e Bologna, coordinate dagli uomini del Servizio centrale operativo Anche gli indagati di questa nuova tranche dell'inchiesta devono rispondere dei reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva. I particolari dell'operazione verranno illustrati in una conferenza stampa alle 11 alla questura di Cremona, alla quale parteciperanno gli inquirenti e gli investigatori che hanno condotto questa terza tranche dell'indagine.

    --- Calcioscommessse, Presidente Abete "Una giornata amara"

    --- indagato anche Bonucci

    --- 24 le partite nel mirino dei giudici

    --- PM: "Mauri agiva anche per classifica"

    --- Gip "Inquinamento etico. Troppa omertà, Sculli colluso"

    --- Coni: Sdegno, ora sanzioni severe

    Parla il PM: Non si esclude ruolo società. Le società Lazio e Lecce sono coinvolte nella nuova inchiesta sul calcio scommesse? "Non posso escludere nulla". Lo ha detto il procuratore di Cremona Roberto Di Martino sottolineando che allo stato c'é la dichiarazione di uno degli ungheresi arrestati secondo il quale sarebbero coinvolti i club. Il procuratore Di Martino, inoltre, ha invitato a "non enfatizzare" la perquisizione eseguita a Coverciano. "Si è trattato di un atto che riguardava il solo Criscito. Non ci sono altri soggetti della Nazionale coinvolti in questa vicenda". "Non commento: ognuno dice quello che vuole". Così il procuratore di Cremona Roberto Di Martino ha risposto ai cronisti che gli chiedevano un commento alle dichiarazioni dei giorni scorsi del portiere della Nazionale e della Juve, Gigi Buffon, secondo il quale a fine campionato "ogni tanto qualche controllo bisogna anche farlo". In occasione di Lecce-Lazio i giocatori delle squadre, fra cui Stefano Mauri, sarebbero stati corrotti con 600 mila euro. Lo dice il procuratore di Cremona Roberto Di Martino sottolineando che quella partita fruttò all'organizzazione un guadagno di 2 milioni. Sono "7-8 partite" all'esame della magistratura di Cremona che riguardano il Siena per vicende "relative al 2011". Per questo le indagini hanno interessato, anche con perquisizioni, anche "dirigenti o comunque persone che fanno parte dello staff della squadra". Lo ha detto il procuratore di Cremona, Roberto di Martino nel corso di una conferenza stampa."Sarà impossibile che si possa andare avanti all'infinito con questa inchiesta, perché il mio ufficio non è in grado di farlo". Il procuratore della Repubblica di Cremona, Roberto Di Martino, nel corso di una conferenza stampa sugli sviluppi dell'inchiesta Last Bet, ha così risposto alle domande dei giornalisti. "Se si volesse si potrebbe andare avanti in eterno - ha detto Di Martino - ma il personale è pochissimo e ne approfitto per ringraziarlo".

    Coinvolti calciatori dalla A alla Lega Pro. Ci sono anche calciatori di serie A tra i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Cremona nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse. Complessivamente sono stati emessi 19 provvedimenti, 10 dei quali riguardano ex giocatori e calciatori di A, B e Lega Pro. Secondo quanto accertato dall'inchiesta, i giocatori - per conto dell'organizzazione criminale transnazionale che fa capo a Singapore - avrebbero agito come referenti dell'associazione in Italia per la combine delle partite dei campionati di A, B e Lega Pro.

    Gli arresti: Il Gip Guido Salvini ha emesso complessivamente 19 provvedimenti, uno in meno delle richieste del pm: la procura infatti aveva chiesto anche l'arresto dell'attaccante del Genoa Giuseppe Sculli. Dei 19 provvedimenti, 14 sono ordinanze di custodia cautelare in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 2 provvedimenti di obbligo di presentazione all'autorità giudiziaria. I destinatari sono cinque cittadini ungheresi, 11 tra calciatori ed ex giocatori, e tre soggetti legati a dei calciatori. Ecco nel dettaglio i provvedimenti.

    STEFANO MAURI (giocatore della Lazio - custodia cautelare in carcere)
    OMAR MILANETTO (ex giocatore Genoa, ora al Padova - custodia cautelare in carcere);
    KEWULLAH CONTEH (ex giocatore del Piacenza - obbligo presentazione);
    JOSE INACIO JOELSON (giocatore del Pergocrema - arresti domiciliari);
    ALESSANDRO PELLICORI (giocatore svincolato del Queen's Park Rangers - custodia cautelare in carcere);
    PAOLO DOMENICO ACERBIS (giocatore del Vicenza - custodia cautelare in carcere)
    IVAN TISCI (ex calciatore - custodia cautelare in carcere);
    FRANCESCO RUOPOLO (calciatore del Padova - obbligo presentazione);
    MARCO TURATI (giocatore del Modena; custodia cautelare in carcere);
    MATTEO GRITTI (giocatore dell' Albinoleffe; custodia cautelare in carcere);
    CRISTIAN BERTANI (ex giocatore del Novara, ora alla Sampdoria - custodia cautelare in carcere);
    ZOLTAN KENESEI (cittadino ungherese, già detenuto in Ungheria);
    MATYAS LAZAR (cittadino ungherese già detenuto in Ungheria - custodia cautelare in carcere);
    LAZLO SCHULTZ (cittadino ungherese già detenuto in Ungheria - custodia cautelare in carcere);
    LASLO STRASSER (cittadino ungherese - custodia cautelare in carcere);
    ISTVAN BORGULYA (cittadino ungherese - custodia cautelare in carcere)
    VITTORIO GATTI (custodia cautelare in carcere)
    LUCA BURINI (arresti domiciliari);
    DANIELE RAGONE (arresti domiciliari).

    Gip: No ad arresto Sculli. Il gip di Cremona Guido Salvini non ha accolto la richiesta di arresto avanzata dalla procura di Cremona nei confronti dell'attaccante del Genoa Giuseppe Sculli. Il giocatore è indagato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva.
    Cresciuto nella Juventus, natali calabresi e un passato "scomodo" legato al nonno, Giuseppe Morabito, di Africo (Reggio Calabria) detto Tiradritto, finito in tante inchieste sui clan della 'ndrangheta, Giuseppe Sculli, 31 anni, attaccante del Genoa, lui che durante la follia degli ultra' rossoblù ha affrontato a tu per tu i 'tifosi', entra nella vicenda calcioscommesse tirato in ballo da Hristiyan Ilievski, figura di spicco degli 'zingari' che ha parlato del presunto coinvolgimento dell'attaccante in Lazio-Genoa del del 14 maggio del 2011. Tutto carattere e determinazione, in campo come nella vita, uomo spogliatoio per eccellenza, Sculli è nato a Bruzzano nella Locride. Nipote prediletto di Tiradritto, quell'uomo ingombrante lo ha sempre difeso in modo netto anche quando disse: "Vergognarmi? Io vado a testa alta, per me mio nonno non ha fatto nulla di male". Si dice che durante la latitanza di Tiradritto, gli investigatori girassero gli stadi mezza Italia con la speranza di trovarlo a veder giocare il nipote, tanto era l'affetto per quel ragazzo. Sculli come non ha avuto esitazioni a difendere il nonno, così non ne ha avute nella domenica di follia degli ultras di Genova. Si è mosso deciso verso i tifosi per spiegare loro come stavano le cose. In nome della dignità personale, di quella dei suoi compagni di squadra, o soltanto in virtù di un sano istinto di ribellione, lui la maglia non se la toglieva. E non se l'é tolta. Cresciuto nella Juventus, ha giocato col Crotone dal 2000 al 2002. Poi è stata A, con Modena, Chievo, Brescia e Messina, e soprattutto Nazionale Under 21, con cui ha conquistato un Bronzo alle Olimpiadi di Atene e il Campionato europeo del 2004. Il Genoa lo ha preso nel 2006, ma, poche settimane dopo ha avuto otto mesi di squalifica con l'accusa di aver truccato assieme ad alcuni compagni del Crotone una gara con il Messina. Al Genoa, con Gian Piero Gasperini che lo conosceva dai tempi della Juventus, Sculli ha giocato alcune delle stagioni migliori. Dava carattere e temperamento a una squadra giovane e nuova che si affacciava nel massimo campionato. Non ha mai avuto paura degli avversari, del Milan, dell'Inter e della Juventus. E neanche di amicizie o parentele 'scomode'.
    Incontri pericolosi di Sculli. Nel disporre i nuovi arresti nell'inchiesta sul calcioscommesse, il gip di Cremona Guido Salvini descrive un incontro, poco prima di Lazio-Genoa che si ritiene taroccato, tra il calciatore genoano Giuseppe Sculli, il nazionale Domenico Criscito, un pregiudicato albanese e alcuni esponenti di spicco deli ultras del Genoa. L'incontro avviene in un ristorante di Genoa nel pomeriggio, quando l'esercizio pubblico è chiuso. Nel corso delle indagini è stato registrato il summit nel ristorante genovese (in orario pomeridiano quando lo stesso era chiuso) il giorno 10 maggio 2011. - scrive il gip -. A tale incontro hanno partecipato, Sculli Giuseppe, il calciatore all' epoca del Genoa Criscito Domenico, il pregiudicato bosniaco Altic Safet, Pollicino Luca, Pollicino Stefano (fratelli titolari del ristorante in argomento Osteria del Coccio) Leopizzi Massimo (esponente di spicco della tifoseria ultras del Genoa), Fileni Fabrizio (tifoso ultras genoano) e Qoshy Kujtim (soggetto albanese legato ad Altic)". "Il summit in argomento è stato oggetto di un servizio di osservazione, adeguatamente documentato. Sono i giorni che precedono la partita di calcio Lazio-Genoa", annota Salvini.

    Indagato Conte. Perquisizioni sono state compiute dalla polizia nei confronti dell'allenatore della Juventus, Antonio Conte, nell'ambito dell'inchiesta della procura di Cremona sul calcioscommesse. Secondo quanto si apprende, Conte è indagato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva. Il coinvolgimento dell'allenatore della Juventus Antonio Conte è dovuto al periodo in cui era allenatore del Siena. E' stato in particolare il calciatore Filippo Carobbio a chiamarlo in causa per Novara-Siena del 30 aprile 2011. "Lo stesso allenatore Antonio Conte - aveva raccontato Carobbio - ci rappresentò che potevamo stare tranquilli in quanto avevamo raggiunto l'accordo con il Novara per il pareggio".

    Criscito fuori dalla Nazionale. Domenico Criscito non fa parte della lista dei convocati azzurri per Euro 2012. Lo ha detto Demetrio Albertini a Coverciano. Il giocatore è stato raggiunto stamattina da un avviso di garanzia nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse.

    Indagato nazionale Criscito. Era Domenico Criscito il destinatario della perquisizione effettuata dalla polizia nel ritiro della Nazionale a Coverciano. Secondo quanto si apprende, il difensore azzurro è accusato di associazione a delinquere finalizzata alla frode e alla truffa sportiva nell'ambito dell'indagine cremonese che ha portato a diversi arresti. Gli agenti che hanno effettuato le perquisizioni nel ritiro della nazionale di calcio e hanno consegnato a Criscito l'avviso di garanzia sono arrivati a Coverciano alle 6.25. Due auto e cinque agenti hanno varcato il portone del centro tecnico federale quando la nazionale di Prandelli ancora dormiva, e attualmente sono ancora all'interno di Coverciano. In mattinata, è attesa la diramazione della lista dei 23 azzurri per Euro 2012, nella quale era prevista la presenza di Criscito.
    All'estero si guadagna di più. Ha fatto esercizio di sincerità, Domenico Criscito, quando gli è stato chiesto perché mai fosse andato fino in Russia, lui che in nazionale ha il posto fisso come terzino sinistro. Stranezze del calcio italiano, certo. Sottolineate ancor di più quando il Napoli, per bocca di De Laurentiis, chiuse al suo trasferimento al San Paolo dicendo che per un napoletano è più difficile giocare con quella maglia. Domenico Criscito, 'Mimmo' per gli amici anche a Genova, è un classe '86. Ovvero uno di quei ragazzi chiamati a risollevare le sorti malandate del calcio azzurro. Nato a Cercola, alle pendici del Vesuvio, il 30 dicembre, Criscito, 1.83 per 75 chili, la faccia d'angelo e gli occhi azzurri da scugnizzo, non ha il 'physique du role' del difensore centrale. Ruolo al quale si trova relegato quando dopo l'approdo giovanissimo al Genoa la Juve lo prende e lo lancia nella serie A appena conquistata dopo Calciopoli. Servono due gol di Totti in un Roma-Juve finito 2-2 a far capire a tutti che quello di centrale non è esattamente il suo ruolo. La stagione Juve va male, Criscito torna al Genoa già al mercato di gennaio, nel 2008, e con la maglia rossoblù il ragazzo di Cercola ritrova se stesso. Anche perché Gasperini lo ha definitivamente trasformato in un terzino sinistro, veloce e fisicamente solido, capace di giocare sia nelle difese classiche sia in quegli strani disegni tattici a metà tra terzino e ala: il cosiddetto 3-5-2. Tra l'inizio 2008 e la fine della stagione 2011, sono due anni d'oro per Criscito. Che cresce di peso nell'Under 21, e conquista la nazionale maggiore. L'esordio è il 12 agosto 2009, contro la Svizzera a Basilea. Anche lui, come Bonucci, partecipa alla disastrosa spedizione dei Mondiali 2010. E torna nel giro azzurro dopo una breve pausa, con Prandelli, a ottobre 2010. Fino a collezionare 25 convocazioni, 19 presenze ma senza gol. L'estate del 2011 nel frattempo diventa quella del trasferimento all'estero. Arriva lo Zenit San Pietroburgo, sono 11 milioni per il Genoa e 2,8 milioni di euro l'anno a stagione per il ragazzo di Cercola. Che accetta, e farà la sua fortuna calcistica vincendo due scudetti con Spalletti.

    Criscito regala maglia europei a Pisacane. La maglia azzurra degli europei a Fabio Pisacane: a regalarla al giocatore della Ternana che denunciò un tentativo di combine è stato Domenico Criscito, l'ex compagno alle giovanili del Genoa, escluso dai convocati della nazionale dopo l'avviso di garanzia per il calcioscommesse. "Conosco Mimmo - ha spiegato Pisacane - è un bravissimo ragazzo, non posso credere a quelle accuse. Insieme veniamo da Napoli, insieme siamo stati a Genova. Mi dispiace per lui". Pisacane è stato oggi ospite della nazionale, insieme a Simone Farina. "Ringrazio Prandelli, é stato comunque un giorno bellissimo - ha raccontato - ho incontrato Mimmo, abbiamo parlato di altro. Mi ha regalato la sua maglia azzurra. 'Prendila tu, doveva essere quella degli europei...', mi ha detto".

    Sequestrato palmare e iPad di Criscito: La squadra mobile di Genova ha sequestrato nella abitazione del calciatore Mimmo Criscito, nel levante genovese, un iPad della Apple ed una serie di documenti e dati bancari che verranno analizzati dagli inquirenti cremonesi a cui saranno inviati nelle prossime ore. Alla perquisizione ha assistito la moglie del calciatore, Pamela. Tutto il materiale repertato è stato secretato dagli agenti genovesi ed inviato a Cremona per le analisi di competenza.
    Avrebbero sequestrato un computer palmare gli agenti della squadra mobile di Firenze che stamani hanno perquisito la stanza e l'armadietto personale del calciatore Domenico Criscito, in ritiro con la Nazionale a Coverciano. Il difensore azzurro è accusato di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva nell'ambito dell'indagine della Procura di Cremona che ha portato a diversi arresti. Questa mattina gli agenti si sono recati direttamente nella stanza del giocatore, senza disturbare gli altri giocatori azzurri, che hanno iniziato gli allenamenti regolarmente.

    Il nazionale Criscito a summit con pregiudicati e ultras. Agli atti dell'indagine di Cremona che ha portato agli arresti di stamani vi è anche il resoconto di un summit in un ristorante genovese, il 10 maggio 2011, nei giorni precedenti la partita Lazio-Genova a cui parteciparono Giuseppe Sculli, il calciatore della Nazionale Domenica Criscito, un pregiudicato bosniaco e due dei maggiori esponenti degli ultrà del Genova. L'incontro è stato documentato dagli agenti della polizia che hanno condotto le indagini.

    Blitz dopo scoperta cellula ungherese. Ci sono anche cinque cittadini ungheresi tra i destinatari dei provvedimenti emessi dalla procura di Cremona nell'ambito della nuova tranche dell'inchiesta sul calcioscommesse. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della polizia, i cinque facevano parte di una 'cellula' che riferiva direttamente al boss dell'organizzazione criminale, il singaporiano Eng Tan Seet, colpito da un'ordinanza di custodia cautelare emessa lo scorso dicembre. La cellula degli ungheresi si è di fatto sostituita al gruppo degli 'zingari' - decimato dagli arresti dei mesi scorsi - per continuare nella manipolazione degli incontri dei campionati di calcio italiani. Gli investigatori hanno accertato diversi contatti tra i calciatori e gli emissari del gruppo, proprio in occasione di incontri da truccare.

    Perquisite abitazioni in Pellissier e Fenis a Verona. Su mandato della procura di Cremona la squadra mobile della Questura di Aosta ha perquisito questa mattina, alle 4, l'abitazione di Fenis di Sergio Pellissier, attaccante del Chievo coinvolto nell'inchiesta sul calcioscommesse. Analoga ispezione è avvenuta nella casa di Verona del giocatore, che risulta essere indagato. All'interno della villa sulla strada statale 26 sono stati sequestrati computer, ipad e pennette usb che verranno messi a disposizione degli inquirenti.

    Capitano Lazio tirato in ballo da Gervasoni. Centrocampista atipico, un po' attaccante un po' trequartista. Col piacevole vizio del gol. Da sette stagioni veste la maglia della Lazio di cui è capitano: Stefano Mauri, 32 anni, brianzolo doc (é nato a Monza), entra nei verbali dell'inchiesta di Cremona sul calcioscommesse tirato in ballo da Carlo Gervasoni in merito alle presunte combine delle partite Lazio-Genoa e Lecce-Lazio, nella scorsa stagione di Serie A. Nella vicenda non gli giova nemmeno l'amicizia con Alessandro Zamperini, conosciuto ai tempi di Modena. Mauri inizia la gavetta in Brianza (da piccolissimo nel Casati Arcore, poi nel Monza, nel Brugherio e infine nel Meda). Nel 2001 arriva al Modena dove esordisce in serie A. Poi veste le maglie di Brescia e Udinese. Nel 2004 arriva la prima convocazione nella nazionale di Marcello Lippi: il 17 novembre 2004, a 24 anni, nella partita Italia-Finlandia (1-0). In azzurro disputa 6 partite fino al 2007, convocato anche dai ct Roberto Donadoni. A tre anni di distanza dalla sua ultima presenza, Mauri torna nel gruppo degli Azzurri con il ct Cesare Prandelli contro l'Irlanda del Nord (0-0), valida per le qualificazioni a Euro 2012. Alla Lazio Mauri arriva nella stagione 2005/2006. Il suo esordio con la maglia biancoceleste avviene in Coppa Italia nella partita Lazio-Inter 1-1. Ben presto conquista la maglia da titolare e diventa una colonna della squadra giocando sulla fascia sinistra del centrocampo. La stagione successiva è tra i protagonisti della qualificazione dei biancocelesti in Champions League. Seguono un paio di stagioni poco brillanti. La stagione 2010-11, la sesta con la Lazio, inizia per Mauri sotto i migliori auspici: relegato in panchina nella prima uscita stagionale contro la Sampdoria, società che peraltro lo aveva a lungo ed invano corteggiato torna titolare contro il Bologna realizzando il primo gol della Lazio in campionato e servendo un assist per il raddoppio. Nelle successive uscite si conferma su alti livelli. Anche nel campionato appena terminato Mauri è stato assoluto protagonista nonostante un infortunio che lo tiene fermo per diverso tempo, con un viaggio negli Usa per curarsi, proprio nei giorni in cui il suo nome comincia ad essere accostato all'inchiesta calcioscommesse. Mauri torna, il 4 marzo 2012 firma la rete che regala alla Lazio la vittoria nel derby di ritorno. A rete va anche contro la Juve nel match di Torino che sembra essere un bivio scudetto, prima del gol vittoria di Del Piero. Il suo campionato si chiude con una rovesciata spettacolo nel 3-1 col Napoli. Quel giorno Mauri non sa che la stagione avrà un epilogo ben più amaro.

    Milanetto: Da bandiera del Genoa ad addio. La bandiera, l'Insostituibile, il regista. E poi l'odiato dagli ultras del Genoa, costretto ad andar via per una storia mai chiarita. Omar Milanetto, centrocampista ora in serie B col Padova, è stato per anni giocatore simbolo del Genoa. E per gli anni in rossoblù è ora nei guai con la giustizia: era lui, secondo gli inquirenti, a incassare i soldi dagli slavi per vendere la partita con la Lazio. Nato a Venaria Reale, in provincia di Torino, il 30 novembre 1975, Milanetto è cresciuto nelle giovanili della Juventus. E si è trasformato da rude centrocampista centrale in play, regista di gioco. L'esordio da professionista, dopo aver vinto uno scudetto Primavera, in C1 col Fiorenzuola nel '94. Il Modena e' il suo trampolino di lancio, due stagioni dal 2000 al 2002 con altrettante promozioni, fino alla A. Ma anche qualche giorno nero, come quel 19 novembre 2001 in cui il compagno di squadra Francesco Bertolotti viene colpito al volto dal comasco Max Ferrigno, e va in coma. Da Modena al Brescia in A, sono gli anni in cui Milanetto si guadagna un soprannome macabro, 'Hannibal', per la sua potenza fisica. I tifosi emiliani lo hanno ribattezzato anche 'Insostituibile'. E' più o meno il rapporto di grande amore che il centrocampista istaurerà rapidamente con la curva rossoblù, quando nel 2006 arriva a vestire la maglia del Genoa. Sono cinque anni intensi e sanguigni. Gol, vittorie, sconfitte, cori e contestazioni. Fino al derby di ritorno con la Samp, nel 2011: la vittoria del Grifone dà una spinta verso la B ai cugini blucerchiati, al gol vittoria il n.77 corre sotto la propria curva e insulta i tifosi che avevano contestato la squadra. Si rompe il rapporto. Le scuse non bastano. Il clima è pesante, Genova rossoblù isola il suo oramai ex simbolo. A fine stagione Milanetto lascia Genova, l'offerta del Lugano non lo convince, scende in B col Padova dove gioca tutta la stagione fino al limite dei play off per tornare in A. E dove lo rincorrono le voci sulle confessioni di Gervasoni al pm di Cremona: 'fu lui a incontrare Gegic per truccare Genoa-Lazio, fu lui a fare da tramite con la squadra''.

    Perquisito Soncin. L'abitazione ascolana dell'attaccante dell'Ascoli Andrea Soncin è stata perquisita dalla polizia nell'ambito dell'inchiesta della procura di Cremona sul calcioscommesse. A quanto si è appreso, Soncin è indagato a piede libero per associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva, in relazione a presunti illeciti commessi nello scorso campionato, quando militava nel Grosseto. Estranea alla vicenda l'Ascoli calcio.A casa del giocatore dell'Ascoli Andrea Soncin, indagato a piede libero e perquisito nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse, gli agenti di polizia avrebbero sequestrato diverso materiale informatico. Secondo l'ipotesi della procura di Cremona, l'attaccante sarebbe entrato in contatto telefonico in varie occasioni con uno degli ungheresi sotto inchiesta, alla vigilia o comunque a ridosso di partite giocate dal Grosseto calcio, squadra in cui Soncin militava durante il campionato 2010-2011. Per gli inquirenti, l'apporto fornito dal giocatore lo avrebbe reso compartecipe dell'associazione per delinquere finalizzata alla frode e alla truffa sportiva, anche se la sua posizione deve essere ulteriormente approfondita. I fatti contestati a Soncin non riguardano la sua militanza nell'Ascoli calcio, che, sottolinea il club marchigiano, non può essere colpita da sanzioni sportive legate alla responsabilità oggettiva.

    Signori accusato di riciclaggio. All'ex bomber della Nazionale Beppe Signori la Procura di Cremona contesta anche il reato di riciclaggio, in concorso con l'ex calciatore Luigi Sartor, un suo amico, Luca Burini, e il suo commercialista Daniele Ragone. Questi ultimi due sono stati posti agli arresti domiciliari. L'accusa riguarda della movimentazione di denaro, attraverso una società panamense, proveniente dalle scommesse. Signori e Sartor rimangono a piede libero in quanto erano già stati arrestati nella prima tranche dell'inchiesta.

    Indagato presidente Siena, Mezzaroma. Anche il presidente del Siena Massimo Mezzaroma sarebbe indagato nell'inchiesta del calcioscommesse di Cremona che ha portato oggi a diversi arresti. Nei confronti di Mezzaroma, secondo quanto si apprende, sarebbero scattate delle perquisizioni. A chiamare in causa il presidente dei bianconeri è stato Carlo Gervasoni che agli inquirenti ha raccontati di aver saputo tramite il gruppo degli 'Zingari' che Mezzaroma avrebbe pagato due giocatori di un'altra squadra.

    Perquisizioni in Veneto. L'arresto del giocatore del Padova Omar Milanetto e la notifica dell'avviso di garanzia ad altre cinque persone, tra giocatori ed ex hanno impegnato in Veneto la squadra mobile di Venezia su delega della procura di Cremona e coordinata dallo Sco di Roma. Stamani gli agenti lagunari hanno notificato il provvedimento restrittivo a Milanetto a Torino dove era giunto sabato scorso dopo l'ultima partita. Il giocatore aveva lasciato Padova ed è stato seguito fino al capoluogo piemontese dove aveva raggiunto la sua famiglia. L'accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva e alla truffa sportiva. Contemporaneamente sono scattate altre 4 perquisizioni e la notifica degli avvisi di garanzia. Le perquisizioni hanno riguardato un altro giocatore del Padova, Vincenzo Italiano, raggiunto nella sua casa nella città euganea; poi a Verona il giocatore del Chievo Sergio Pellissier, con il sequestro, tra l'altro, di quattro tra computer e tablet, e il brasiliano Luciano Siquera De Oliveira, anch'egli in forza al Chievo. Gli avvisi hanno riguardato anche i fratelli Federico e Michele Cossato, che hanno giocato nelle due società sportive scaligere ma da tempo non più in attività professionistica. Da un anno la squadra mobile lagunare stava svolgendo indagini, su delega della procura di Cremona, con intercettazioni, osservazioni e pedinamenti degli indagati annotando, tra l'altro, le giocate che facevano online nelle ricevitorie autorizzate a scommettere.

    Accuse per il portiere Gritti coinvolto dal clan degli zingari. Il ruolo dell'ex portiere dell'Albinoleffe Matteo Gritti, arrestato dalla polizia a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), dove era in vacanza, nell'ambito dell'inchiesta New Last Bet sul calcioscommesse riguarda in particolare "l'apporto illecito fornito alla sistematica e stabile partecipazione alle dinamiche dell'organizzazione nonché per la fattuale e convinta adesione al programma criminale". A Gritti il gip di Cremona contesta di essere "un compartecipe all'associazione a delinquere, facendo da tramite con un gruppo di slavi, meglio denominati 'zingari', al fine di esportare dalla Svizzera all'Italia il fenomeno della manipolazione delle partite". Attualmente il giocatore è in forza alla squadra svizzera del Bellinzona. I fatti che gli sono contestati risalgo al 2009. In particolare - secondo l'accusa - gli Svizzeri proponevano l'opportunità di combinare, mediante un compenso in contanti anticipato, partite del campionato di serie B e di serie C nonché di favorire "l'acquisto da parte dei predetti di alcune squadre appartenenti ai campionati citati al fine di alterarne i risultati, così consentendo al Gritti la manipolazione di numerose partite dell'Albinoleffe".

    Perquisito DS del Brescia. Una delle perquisizioni nell'ambito degli sviluppi dell'inchiesta della Procura di Cremona sul calcioscommesse ha riguardato anche Andrea Iaconi, attuale direttore sportivo del Brescia ma che è stato coinvolto nell'indagine quando lavorava al Grosseto. E' stato il giocatore Filippo Carobbio a chiamarlo in causa davanti alla giustizia sportiva. "Il nostro direttore sportivo Iaconi - aveva detto Carobbio - incaricò Turati e Joelson a trattare con i calciatori dell'Ancona". "I miei compagni andarono a parlare con l'Ancona - aveva aggiunto - promettendo una somma di denaro in cambio della vittoria: non ricordo se ero presente quando Iaconi chiese ai miei compagni di andare, ma ero presente in altre occasioni in cui il direttore sportivo discorreva della circostanza"

    Perquisita abitazione DS Siena, Perinetti. Anche l'abitazione senese del responsabile dell'area tecnica bianconera Giorgio Perinetti è stata sottoposta stamani a una perquisizione nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Cremona sul calcio scommesse. Raggiunto dall'Ansa, il dirigente del Siena si è limitato a dire: "Ho già risposto alla Procura federale, sono a completa disposizione delle autorità inquirenti". Perinetti infatti era già stato sentito da Palazzi alcune settimane fa (insieme al collaboratore Faggiano e ai giocatori Terzi e Vitiello) in merito alla possibile 'combine' di Novara-Siena, una delle partite del Siena dello scorso campionato di serie B finite sotto la lente della Procura di Cremona. Sono circolate voci, per ora non confermate, anche di perquisizioni in abitazioni di alcuni giocatori del Siena, mentre risulta che non siano state effettuate perquisizioni nella sede della società.

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