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    Scritte a Locri, reazioni e commenti

     

     

    Scritte a Locri, reazioni e commenti

    20 mar 17 Convocata d'urgenza dal prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari, si é tenuta oggi pomeriggio una riunione tecnica di Coordinamento per l'esame delle scritte offensive riferite a don Ciotti e alle Forze dell'Ordine. "Nel corso dell'incontro, al quale hanno partecipato il Questore e i Comandanti provinciali dei carabinieri e della Guardia di finanza - é detto in un comunicato della Prefettura - è stata disposta, nelle more degli accertamenti giudiziari e investigativi, l'intensificazione dei servizi di controllo del territorio locrese, nonché la sensibilizzazione del personale preposto al vigente dispositivo di protezione in favore della predetta personalità". "Lo Stato - sottolinea il prefetto di Bari - non arretra, ma rilancia con maggiore forza e determinazione ed è al fianco di coloro che contrastano ogni forma di condizionamento mafioso, soprattutto in questi difficili contesti". "L'obiettivo prioritario dello Stato - si aggiunge nel comunicato della Prefettura - è la riaffermazione della legalità sul territorio insieme ai tanti cittadini, alle organizzazioni e alle associazioni che, come Libera, condividono i medesimi valori per il perseguimento dei quali non sono consentiti cedimenti. In proposito, vengono profusi continui ed enormi sforzi, come ampiamente dimostrato dagli eccezionali risultati conseguiti dall'Autorità giudiziaria e dalle forze di Polizia alle quali non si può non esprimere un lodevole e sincero apprezzamento. Il lavoro è un diritto e vanno promosse tutte le iniziative ritenute adeguate per la crescita e lo sviluppo di questo territorio e non può essere assolutamente condizionato da alcuna forma di strumentalizzazione da parte della criminalità organizzata".

    Il premier Paolo Gentiloni ha espresso in una telefonata solidarietà e vicinanza a Don Luigi Ciotti per le intimidazioni subite a Locri.

    "Con #DonCiotti e il Vescovo di #Locri. La lotta alle mafie riguarda tutti noi @libera_annclm". Così il ministro Maurizio Martina su Twitter.

    "Le nuove minacce a Don Ciotti confermano quanto sia stato forte e importante il messaggio di legalità che il presidente Mattarella ha lanciato ieri a Locri al fianco dei familiari delle vittime e dell'associazione Libera. Passa anche da giornate come queste, non rituali ma di grande portata educativa, una lotta alla mafia efficace, nella quale il lavoro straordinario di magistrati e forze dell'ordine sia accompagnato da un lavoro culturale che deve riguardare cittadini, politica e mondo imprenditoriale con lo stesso grado di intensità. A Don Ciotti rinnoviamo la nostra affettuosa vicinanza e solidarietà". Lo afferma il coordinatore dei Centristi per l'Europa, Gianpiero D'Alia, dopo le scritte apparse sul vescovado di Locri all'indomani dell'iniziativa nel comune calabrese a cui ha partecipato il Capo dello Stato.

    "Le scritte apparse sui muri dell'Arcivescovato di Locri rappresentano il tentativo evidente della 'ndrangheta, a poche ore dal duro discorso contro le mafie del presidente Mattarella, di ribadire la propria forza e il proprio radicamento in quel territorio". Lo afferma il capogruppo del Pd in Commissione parlamentare Antimafia, Franco Mirabelli. "Quelle scritte - prosegue Mirabelli - offendono lo stato e appaiono minacciose nei confronti di don Luigi Ciotti e dello stesso vescovo di Locri che proprio ieri ha denunciato il tentativo delle mafie di utilizzare le manifestazioni religiose per affermare il proprio controllo. Una iniziativa così esplicita e così diretta da parte della 'ndrangheta merita una risposta forte da parte dello Stato e di tutta la società civile. A don Ciotti e al vescovo di Locri non facciamo mancare vicinanza e solidarietà".

    La Cgil Calabria esprime "indignazione e condanna - afferma il segretario generale, Angelo Sposato - per quanto avvenuto nell'arcivescovado della Locride, esprime solidarietà a Don Luigi Ciotti e a Monsignor Francesco Oliva, ed invita ad una reazione la società civile calabrese a partecipare domani a Locri contro la 'ndrangheta". "Le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e di Don Luigi Ciotti nel giorno dell'incontro a Locri con i familiari delle vittime di mafia contro il potere mafioso, dei suoi intrecci con la politica, con la massoneria e quella zona grigia che ne mantiene il collegamento - aggiunge - sono una boccata di ossigeno per la nostra regione. Parole chiare, forti, senza filtri, contro la mafia e la 'ndrangheta e che danno forza, vivacità a chi la 'ndrangheta la vuole combattere davvero. La Calabria ha bisogno come il pane di un movimento che parta dal basso, che si crei una rete di legalità che coinvolga le scuole, le associazioni del terzo settore, il sindacato, la parte sana di quella società civile che vuole e può fare di più per il risveglio delle coscienze sopite. Per fare ciò occorre una politica nuova, diversa da quella attuale, che combatta davvero la corruzione e la collusione, che fa meno convegni e che affermi ed applichi la legalità giorno per giorno. Le inchieste in corso contro la cosiddetta zona grigia da parte della Magistratura calabrese che mettono mani al controllo della spesa comunitaria ed alla gestione dei fondi europei e quelli sulla sanità sono la testimonianza che ci sono le condizioni per combattere un sistema di potere, trasversale, che negli anni ha messo in ginocchio la Calabria, togliendole le opportunità di sviluppo e di lavoro e rubandole il futuro. Per anni i cittadini calabresi non hanno mai saputo cosa hanno prodotto miliardi di fondi comunitari, chi li ha presi, come e dove li ha spesi, quanti posti di lavoro hanno prodotto. È arrivato il tempo della chiarezza e della trasparenza. La Cgil Calabria che ha sempre denunciato le storture sulla programmazione e gestione dei fondi di coesione ritiene utile una operazione verità e trasparenza, nonché un' indagine a tutto campo anche della commissione antimafia su tutta la spesa che va dal 2000 al 2016, altrimenti è pronta ad uscire dai comitati di sorveglianza che servono a poco o niente. Abbiamo chiesto al governo centrale e regionale strumenti idonei ed efficaci per la tracciabilità della spesa per sapere chi prende i fondi, come li utilizza e quanti posti di lavoro determina e siamo pronti a sottoscrivere i protocolli di legalità con le clausole sociali per creare un piano regionale per il lavoro. Il potere mafioso si combatte se le istituzioni intervengono sul patrimonio dei mafiosi e possibilmente facciano la loro parte prima della Magistratura". "La Cgil Calabria - conclude Sposato - ringrazia il Presidente della Repubblica per le parole che danno fiducia e speranza, per aver dato un nuovo orizzonte alla Calabria e sarà presente il 21 marzo a Locri nel ricordo delle vittime di mafia e per costruire una rete e una nuova primavera di legalità per una nuova 'Calabria Parte Civile'"

    "Hanno scritto sui muri di una chiesa e di una scuola, cioè sui luoghi del presidio contro la violenza, l'arroganza e la malvagità. Così oggi la 'ndrangheta ha ferito la città di Locri dopo le parole durissime di ieri del Presidente Mattarella e di Don Ciotti. Ma lo Stato, la Chiesa e la Scuola non si fanno intimidire e non si arrendono. La nostra solidarietà va a Libera a e ai calabresi. Non li lasceremo soli: il lavoro e la sicurezza li porteranno buone leggi e buone pratiche". Lo dichiara Ettore Rosato, presidente dei deputati del Pd.

    "L'azione di alcuni incivili non deve sminuire il valore di una grande giornata vissuta e interpretata in modo esemplare dalla comunità della Locride, che ieri ha accolto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con generosità, calore e carica di un desiderio di riscatto ed emancipazione che non possono e non devono essere oscurate dalle balorde mani che hanno imbrattato la sede del vescovado di Locri, in cui è ospite don Ciotti". Ad affermarlo è la segreteria regionale del Pd Calabria, "in riferimento - é detto in un comunicato - alle ingiurie e alle offese apparse stamane sui muri della Diocesi di Locri, all'indomani della grande manifestazione organizzata dall'associazione Libera per la giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie". "Una delegazione della segreteria regionale, insieme al responsabile organizzativo del Pd Calabria Giovanni Puccio - si aggiunge - sarà presente domani al corteo che si dipanerà sul lungomare della cittadina ionica per testimoniare la vicinanza del Partito democratico calabrese a tutte le vittime della violenza criminale". "Quanto accaduto stanotte, le offese e l'oltraggio della sede della Diocesi - sostiene la segreteria del Pd Calabria - rappresentano un fatto molto grave, che ci indigna e che avvalora ancor di più la straordinaria e forte testimonianza del presidente Mattarella fornita nella giornata di domenica".

    "Il rinvenimento delle ignobili scritte sui muri del Vescovado di Locri non solo lascia sgomenti, ma è purtroppo la conferma di quanto la sottocultura mafiosa sia pervasiva e presente nella nostra società". Lo sostiene, in una dichiarazione, il presidente della Commissione regionale contro la 'ndrangheta, Arturo Bova. "Messaggi inquietanti e abbietti come quelli lasciati nottetempo da qualche balordo - aggiunge - non possono però in alcun modo scalfire il valore assoluto degli eventi positivi di questi giorni e sono convinto, ancora di più, che la presenza della società sana e perbene alla Marcia di martedì sarà ancora più forte e compatta". "La visita a Locri del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e le parole di mons. Galantino - dice ancora il presidente Bova - siano le pietre miliari su cui costruire una lotta sociale alla 'ndrangheta. Aver ascoltato dal vivo le parole di Mattarella, aver potuto quindi percepirne il sentimento con cui il Capo dello Stato le ha pronunciate, è stata un'esperienza che mi ha segnato in maniera particolare. A dare conforto alle famiglie delle vittime della mafia non è stato un politico, non è stato solo il Presidente della Repubblica, ma è stato un uomo a cui la mafia ha portato via un fratello". "Faccio quindi mie - aggiunge Bova - le parole di Mattarella: 'La lotta alla mafia è una necessità per tutti: lo è, prima ancora che per la propria sicurezza, per la propria dignità e per la propria effettiva libertà. Si tratta di una necessità fondamentale per chi tiene, insieme alla libertà, alla serenità personale e familiare; per chi vuole misurarsi con le proprie forze e le proprie capacità, senza padroni né padrini"'. E nel mio personalissimo pantheon ispiratore nel lavoro quotidiano contro la 'ndrangheta non posso non inserire anche le parole di Mons. Galantino con il suo forte richiamo 'alla responsabilità per quanti amministrano a diversi livelli la cosa pubblica, che incontrando queste persone devono sentire forte il bisogno di prendere con chiarezza le distanze dal malaffare. Deve avvertire forte lo schifo del compromesso e della vicinanza di chi vi ha privato di un affetto'". "Chiesa e Stato, nel fine settimana che si è appena concluso - conclude il presidente Bova - hanno saputo tracciare una linea netta, anzi una rotta che tutti noi cittadini, e soprattutto noi politici e amministratori, dobbiamo avere la forza di seguire. Un impegno che già il 21 marzo, sempre a Locri, potrà trovare concreta applicazione con la manifestazione indetta da Libera e da Avviso Pubblico, alla quale mi auguro ci sia una partecipazione straordinaria da parte di politici, amministratori e cittadini, tutti insieme per ribadire un forte 'no' alla 'ndrangheta".

    "Nell'esprimere la nostra solidarietà al Vescovado di Locri e a don Ciotti, condanniamo con forza l'atto intimidatorio di cui sono stati vittime". Lo dice Emanuele Fiano del Pd, secondo cui "le scritte apparse questa mattina a Locri sono una sfida allo Stato, alle Istituzioni democratiche e al sentimento nazionale. Una sfida che viene portata il giorno dopo la manifestazione in vista della Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime di tutte le mafie, a dimostrazione dell'importanza che questa giornata riveste e di quanto sia importante fare terra bruciata alla criminalità organizzata". "Noi saremo sempre e comunque contro le mafie e a favore della legalità", conclude Fiano.

    "Le oltraggiose scritte che hanno imbrattato i muri di Locri testimoniano la necessità di non abbassare mai la guardia nei confronti della criminalità organizzata". Lo sostiene, in una dichiarazione, la deputata Stefania Covello, della segreteria nazionale del Pd. "Un segno pericoloso di sfida verso le Istituzioni - aggiunge - che sono chiamate a reagire. Le parole pronunciate ieri dal Presidente della Repubblica sono state dure e vere e, con un messaggio forte, non di circostanza. Parole che danno coraggio ad una terra che non vuole rassegnarsi alla prevaricazione criminale. Piena e assoluta solidarietà a Don Ciotti e alla Chiesa di Locri". "La straordinaria partecipazione di ieri a Locri - conclude Stefania Covello - è stata la più autentica dimostrazione che lo Stato è più forte e può vincere questa guerra".

    "Le frasi scritte sul muro del Vescovado di Locri contro don Luigi Ciotti e contro le forze dell'ordine sono gravissime, lo Stato devo dare immediatamente una risposta decisa ed inequivocabile contro questo messaggio mafioso. Ma per essere credibile, quello stesso Stato deve dare un messaggio altrettanto inequivocabile nella lotta alla corruzione, il cui contrasto registra un deciso passo indietro con le previsioni contenute nel disegno di legge penale che cancella la possibilità di fare intercettazioni informatiche a carico dei colletti bianchi che rubano. Combattere le associazioni mafiose perché uccidono e varare norme che lasciano impuniti i corrotti è un'aberrazione perché anche la corruzione uccide e in modo più subdolo visto che toglie agli uomini e alla società la possibilità di prosperare in maniera onesta". Lo affermano i deputati di Alternativa Libera, Massimo Artini, Marco Baldassarre, Eleonora Bechis, Samuele Segoni e Tancredi Turco.

    "Come i cani pisciano contro gli alberi per marcare il territorio, così i mafiosi e i loro simpatizzanti imbrattano i muri della città di Locri offendendo Mattarella, Don Ciotti, il Vescovo e tutti gli italiani onesti. Non ci sono giustificazioni per simili atti. Massima solidarietà a tutti coloro che sono stati oltraggiati da queste scritte vili e ingiuriose. Ma Locri è abitata da una maggioranza di uomini e donne per bene che ha deciso da tempo di non abbassare più la testa. Piuttosto resta principale compito dello Stato quello di assicurare gli strumenti necessari tanto al contrasto criminale quanto al riscatto sociale a cominciare da scuole sicure, belle e con insegnanti tenuti nella giusta considerazione". Lo afferma in una nota Davide Mattiello, parlamentare PD e sostenitore della Mozione Orlando.

    "Le scritte si stanotte a Locri contro Don Ciotti e contro chi si impegna ogni giorno contro le mafie, sono un gesto di vigliaccheria che ci spinge a raddoppiare gli sforzi e l'impegno per la legalita' e per lo sviluppo della Calabria". Lo afferma Celeste Costantino di Sinistra Italiana, della commissione parlamentare antimafia. "Niente potrà rovinare - prosegue l'esponente della segreteria nazionale di SI - il giorno della memoria per le vittime innocenti delle mafie. Noi - conclude Costantino - domani saremo in piazza al fianco di Libera e di tutti coloro che contro le mafie lottano ogni giorno da una vita".

    "La risposta della ndrangheta non si e' fatta attendere. Le scritte apparse al Vescovado di Locri dopo l'iniziativa del Capo dello Stato sono la prova che il messaggio di legalita' ed i veri esempi di giustizia sono piu' forti delle mafie e che l'autorevolezza e la integrità morale del nostro Capo dello Stato in un Paese nel quale ormai la politica spesso si alimenta di contraddizioni e cattivi esempi, sono ora piu' che mai il vero baluardo della democrazia e dei principi costituzionali del nostro Paese. Il Mezzogiorno soprattutto, e' un grande messaggio di resistenza alla criminalita', che si materializza anche con il lavoro quotidiano di persone come Giuseppe Antoci e Benedetto Zoccola e tante altre piccole e coraggiose sentinelle di legalita' e di buon governo". Lo afferma Simone Valiante, deputato del Pd.

    "Piena solidarietà a Don Ciotti e alle forze dell'ordine. Siamo fieri di essere dalla loro parte e dalla parte della legalità. Le frasi ingiuriose apparse oggi a Locri, che vorrebbero offendere lo spirito dell'iniziativa di ieri con il Presidente Mattarella, avranno come risposta una partecipazione ancora più massiccia alla Giornata della memoria che si svolgerà a Locri e in altre piazze italiane". Lo sostiene, in una nota, Dorina Bianchi, sottosegretario al Turismo e deputato calabrese di Alternativa Popolare. "Gesti plateali come quello di questa notte - aggiunge - sono il sintomo di una sofferenza da parte della malavita rispetto all'azione dello Stato. Le coscienze si stanno risvegliando e loro ne hanno paura. Il lavoro è un'emergenza ma quello fornito dalla 'ndrangheta e dalla malavita organizzata non è la soluzione, come ha ben evidenziato vescovo di Locri, monsignor Francesco Oliva, perché ci renderebbe schiavi dell'illegalità e della prepotenza". "Solo la presenza delle forze dell'ordine, dello Stato e delle istituzioni - conclude il sottosegretario Bianchi - può assicurare la legalità e la giustizia. Ora attendiamo che le indagini facciano il loro corso per risalire agli artefici della scritta"

    "La risposta della ndrangheta non si è fatta attendere. Le scritte apparse al Vescovado di Locri dopo l'iniziativa del Capo dello Stato sono la prova che il messaggio di legalità ed i veri esempi di giustizia sono più forti delle mafie e che l'autorevolezza e la integrità morale del nostro Capo dello Stato in un Paese nel quale ormai la politica spesso si alimenta di contraddizioni e cattivi esempi, sono ora più che mai il vero baluardo della democrazia e dei principi costituzionali del nostro Paese". Lo afferma Simone Valiante del Pd. "Il Mezzogiorno stesso è il più grande fenomeno alla criminalità, che si materializza anche con il lavoro quotidiano di persone come Giuseppe Antoci e Benedetto Zoccola e tante altre piccole e coraggiose sentinelle di legalità e di buon governo", conclude Valiante.

    "Esprimiamo piena solidarietà a don Luigi Ciotti e al vescovo di Locri per le scritte intimidatorie apparse questa mattina. Lo Stato deve essere sempre più presente in questi territori dove la 'ndrangheta è un flagello. Questo perché non è vero che la criminalità organizzata dà lavoro, al contrario toglie il lavoro ai cittadini onesti, impoverendo tutto ciò che tocca. Le mafie arricchiscono le tasche di pochi, creando miseria. Chi combatte la criminalità apre uno squarcio e permette di rendere più ricchi quei luoghi che riescono a ribellarsi al giogo mafioso". Così in una nota congiunta i capigruppo M5s Vincenzo Caso e Michela Montevecchi e i parlamentari 5stelle in commissione Antimafia.

    Michele Emiliano, candidato alla segreteria nazionale del PD, ha espresso attraverso la sua pagina di Facebook, solidarietà a Don Luigi Ciotti dopo le frasi offensive comparse, a Locri, sui muri dell'arcivescovado a poche ore dall'intervento del presidente Sergio Mattarella in occasione delle celebrazioni per la Giornata della memoria: "Mi è capitato spesso di essere chiamato "sbirro" nella mia vita di magistrato e so bene che si tratta della peggiore offesa che un mafioso può fare al suo avversario. E don Luigi Ciotti è uno dei pochissimi veri avversari "politici" delle mafie italiane avendo organizzato la più vasta rete di antimafia sociale del mondo, coinvolgendo migliaia di associazioni e di comuni italiani, continuando a ricordare adeguatamente non solo i nomi e le storie delle vittime, ma anche i nomi e le malefatte dei mafiosi e dei loro fiancheggiatori. Libera e don Ciotti negli ultimi 25 anni hanno suggerito e stimolato continue e puntuali modifiche legislative che hanno reso sempre più efficace il contrasto di questi fenomeni. Ma don Luigi è anche rimasto l'unico soggetto diverso dalle forze dell'ordine e dalla magistratura a parlare con credibilità e coerenza di lotta alla mafia. Ecco perché sono vicino ed immedesimato con don Luigi Ciotti che evidentemente è rimasto troppo solo in questo paese nel silenzio assordante della politica che ha pudore di occuparsi della criminalità organizzata considerandolo argomento incompatibile con la cultura del nulla che sembra essersi impadronita delle forze politiche. E dunque oggi l'insulto di "sbirro" rivolto a don Luigi ce lo carichiamo tutti. Spiegando agli italiani che non lo lasceremo più solo e che "sbirro" per noi non è neanche una brutta parola tanto che ci trasformeremo in "sbirri" della legalità e dell'antimafia al fianco di tutti coloro che non meritano di essere abbandonati come già accaduto a tante meravigliose persone che dopo la solitudine hanno dovuto accettare anche il martirio come prezzo del dovere compiuto. Deve finire oggi il silenzio che delega sempre agli altri ciò che in realtà è compito di tutti", conclude.

    "Piena solidarietà a Don Ciotti e alle Forze dell'Ordine. Siamo fieri di essere dalla loro parte e dalla parte della legalità. Le frasi ingiuriose apparse oggi a Locri, che vorrebbero offendere lo spirito dell'iniziativa di ieri con il Presidente Mattarella, avranno come risposta una partecipazione ancora più massiccia alla Giornata della memoria che si svolgerà a Locri e in altre piazze italiane. Gesti plateali come quello di questa notte sono il sintomo di una sofferenza da parte della malavita rispetto all'azione dello Stato. Le coscienze si stanno risvegliando e loro ne hanno paura". A dirlo è Dorina Bianchi, sottosegretario al Turismo e deputato calabrese di Alternativa Popolare. "Il lavoro - aggiunge - è un'emergenza ma quello fornito dalla 'Ndrangheta e dalla malavita organizzata non è la soluzione, come ha ben evidenziato vescovo di Locri, monsignor Francesco Oliva, perché ci renderebbe schiavi dell'illegalità e della prepotenza. Solo la presenza delle forze dell'ordine, dello Stato e delle istituzioni può assicurare la legalità e la giustizia. Ora attendiamo che le indagini facciano il loro corso per risalire agli artefici della scritta".

    "Le scritte contro le forze dell'ordine e contro il rappresentante di una meritoria associazione come 'Libera', don Luigi Ciotti, apparse sul muro della sede vescovile di Locri, offendono l'intera Calabria. Le condanno con fermezza, nella certezza che gli inquirenti faranno al più presto luce sulla vicenda, ed esprimo piena solidarietà a don Luigi, alle forze dell'ordine, a Libera e alla Curia di Locri". Lo afferma, in una dichiarazione, il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto. "Questo episodio - aggiunge Irto - è grave perché si verifica all'indomani di un momento di alto valore e di significato non solo simbolico: la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Locri, città divenuta capitale del mondo che si ribella alle mafie. L'ho detto più volte e lo ribadisco: la Calabria ha bisogno di occupazione, ma è proprio la 'ndrangheta a creare condizioni di bisogno e togliere il lavoro ai figli di questa terra".

    "Sono gesti idioti ma è chiaro che la 'ndrangheta sta accusando il colpo. Le scritte sui muri di Locri sono un segnale di come le cosche e i loro affiliati temano la perdita del controllo del territorio. A Don Ciotti e Libera diciamo grazie, corriamo insieme verso la rinascita di questa terra". Lo afferma, in una dichiarazione, il Sindaco metropolitano di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. "La 'ndrangheta in Calabria - aggiunge - fonda la sua forza sul controllo del territorio, offrendo a migliaia di persone afflitte dal bisogno una risposta sociale spesso più concreta di quella costruita dalle istituzioni, ponendosi quasi come una sorta di ammortizzatore sociale. Ai messaggi subliminali dell'antistato, che scrive sui muri 'più lavoro meno sbirri', rispondiamo con la voglia di riscatto dei familiari delle vittime innocenti di tutte le mafie che ieri hanno accolto il Presidente Mattarella e con i sorrisi delle migliaia di ragazzi che domani coloreranno le strade di Locri". "La Calabria - conclude Falcomatà - vuole rinascere. Chi vorrebbe tenerla nelle tenebre se ne faccia una ragione".

    "A don Luigi Ciotti e al vescovo di Locri mons. Francesco Oliva va la mia solidarietà per l'ignobile attacco subito oggi con le scritte comparse su vari muri di Locri. Gesti vili, compiuti da chi nasconde dietro l'anonimato la pochezza e la volgarità delle proprie azioni. Si cerca di contrastare la voglia di cambiamento, di costruire senso civico e partecipazione per un futuro più degno per tutti. Ma non daremo loro la possibilità di farlo". Lo afferma in una nota il senatore del Pd Vannino Chiti. "Colgo l'occasione - aggiunge - per rivolgere la mia vicinanza e la mia adesione a Libera e Avviso pubblico che, per domani, promuovono a Locri e in altre 4000 località la XXII Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. La battaglia per la legalità ha bisogno di buone leggi, di un impegno senza tregua della magistratura e delle forze dell'ordine, ma anche di un profondo e costante lavoro sul piano culturale, educativo, simbolico. Il nostro no agli imbrattatori di Locri è la risposta di chi le mafie vuole spazzarle via e crede nel lavoro che nasce nell'economia legale e solidale".

    "A Locri ieri lo Stato, le associazioni, la società civile, hanno mostrato il volto di chi non si rassegna al condizionamento mafioso. La presenza del Presidente Sergio Mattarella ha inteso, anche con la sua storia personale e familiare, essere più di una testimonianza per assumere il carattere di un chiaro impegno politico per tutte le istituzioni democratiche". Lo sostiene, in una dichiarazione, la deputata del Pd Enza Bruno Bossio, componente della Commissione parlamentare antimafia. "Ieri a Locri - aggiunge - ho sentito più che mai l'orgoglio e la responsabilità di questo impegno come donna, come calabrese e come rappresentante di questa nostra terra. Le forze criminali hanno capito bene il messaggio. Le scritte inqualificabili fatte trovare oggi rappresentano il tentativo della 'ndrangheta di rivendicare la propria presenza e il proprio dominio sul territorio. Per questo non vanno sottovalutate". "Ha ragione il procuratore di Reggio Calabria, De Raho: è la 'ndrangheta che toglie il lavoro e strozza la Calabria, altro che gli 'sbirri' o Don Ciotti e 'Libera'. Perché l'unico 'lavoro' che bisogna eliminare in Calabria è quello dei mafiosi"

    "Lotta alla mafia sia impegno forte e costante. Siamo al fianco di don Luigi Ciotti e delle famiglie delle vittime". Così su Twitter la sindaca di Roma Virginia Raggi.

    Avviso Pubblico, afferma in una dichiarazione il presidente dell'associazione, Roberto Montà, "condanna fermamente le minacce inquietanti rivolte al Presidente di Libera don Luigi Ciotti, comparse sui muri dell'Arcivescovado, di una scuola e del Comune di Locri". Montà, nell'esprimere "un forte senso di vicinanza a don Luigi Ciotti e a tutta l'associazione Libera e comunicando la sua presenza a Locri già da oggi pomeriggio, aggiunge che "questi vili messaggi sono una sfida allo Stato, alle istituzioni democratiche, e dimostrano quanto la 'ndrangheta sia ancora forte in alcune zone del nostro Paese. Ma sono anche la dimostrazione di quanto le mafie hanno paura di una società libera, solidale, in cui prevalgono la legalità e la giustizia. Utilizzare un tema molto delicato e sensibile come il lavoro e la disoccupazione per infangare un nome e un'associazione, che da oltre vent'anni organizza, insieme ad Avviso Pubblico, una giornata nazionale per ricordare chi è stato strappato alla vita dalla violenza mafiosa e che quotidianamente lavora per costruire un'Italia libera dalle mafie, dalla corruzione e dal malaffare, è un segnale di forte preoccupazione, di fastidio, di paura". "Queste scritte - dice ancora Montà - ci fanno capire ancora di più quanto sia stato importante aver scelto la città di Locri come tappa principale della Giornata della memoria e dell'impegno per le vittime innocenti della mafia. Domani dobbiamo essere in tanti, dobbiamo invadere le vie della città per dimostrare che noi siamo di più, noi siamo più forti. Per questo colgo l'occasione per invitare i tanti amministratori locali delle locride a partecipare alla manifestazione per denunciare tutti insieme coloro che continuano a violare e calpestare il progresso di questa terra e ad ostacolarne lo sviluppo, per stimolare e incoraggiare coloro che vogliono vivere una vita senza condizionamenti, per ricordare uno per uno coloro che hanno dato la loro vita per un futuro migliore, il nostro". "Siamo vicini a quella Chiesa, rappresentata da monsignor Francesco Oliva e dall'arcivescovo di Monreale Michele Pennisi - conclude il presidente di Avviso pubblico - che concretamente e quotidianamente prova a dare segnali di rottura forti e chiari contro ogni forma di criminalità organizzata e mafiosa".

    "Non saranno certamente questi vigliacchi messaggi intimidatori a interrompere la lotta contro tutte le mafie che da anni don Luigi Ciotti conduce e che l'Arci sostiene attivamente con tutte le sue forze": così in una nota l'Arci commenta quanto accaduto a Locri. La presidente nazionale Francesca Chiavacci e l'associazione esprimono "piena e affettuosa solidarietà" a don Luigi Ciotti, vittima - alla vigilia della Giornata della memoria delle vittime innocenti delle mafie, celebrata ieri a Locri alla presenza del Capo dello Stato - di minacce e insulti, comparsi sui muri della città, fra cui quelli dell'Arcivescovado.

    Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (Cnca) esprime la propria vicinanza e solidarietà a don Luigi Ciotti e al vescovo e al sindaco di Locri, bersagli di insulti mafiosi. "Domani a Locri si terrà la Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Alla criminalità organizzata non fa piacere che si vada su quello che considera il proprio territorio per sfidare l'egemonia mafiosa anche dal punto di vista della mobilitazione sociale e culturale. Sappiamo bene che né don Ciotti né il vescovo e il sindaco di Locri si faranno intimidire. Noi siamo con loro, per dire insieme che la questione delle mafie è cruciale per lo sviluppo del nostro paese e riguarda l'intero territorio nazionale e i più diversi contesti istituzionali, economici e sociali" afferma don Armando Zappolini, presidente del Cnca. "In particolare, sollecitiamo l'opinione pubblica e i rappresentanti delle istituzioni a tener ben presente l'infiltrazione delle mafie nel settore del gioco d'azzardo. Lo stesso comandante generale della Guardia di Finanza ha affermato che 'per la criminalità organizzata quello del gioco è uno dei settori in forte espansione per le proprie mire di riciclaggio di denaro e per l'alta rimuneratività che lo caratterizza'. Una constatazione che ci ricorda la grande capacità delle mafie di insinuarsi nei più diversi ambiti della vita delle persone e della collettività. La nostra impressione è che questa specifica attività della criminalità organizzata sia ancora troppo poco considerata a livello politico e non abbia prodotto quella risposta istituzionale e normativa che sarebbe necessaria per contrastare con efficacia le infiltrazioni mafiose" conclude.

    "Doloroso che venga insultato l'impegno di chi porta avanti la battaglia contro la criminalità organizzata, ma questi gesti non indeboliranno chi non si rassegna alla violenza mafiosa". Lo ha detto il presidente della Fondazione Casa della Carità don Virginio Colmegna, esprimendo solidarietà al presidente di Libera don Luigi Ciotti. "È triste e doloroso che, a meno di 24 ore dall'importante visita a Locri del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il giorno precedente la XXII Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie - ha aggiunto - venga insultato l'impegno di chi da anni porta avanti una dura battaglia civile e culturale contro la criminalità organizzata". "Questi gesti meschini - ha concluso - non indeboliranno chi non si rassegna alla violenza mafiosa e agli abusi di potere"

    "Esprimiamo indignazione per quanto accaduto a Locri e piena solidarietà a don Luigi Ciotti e a monsignor Francesco Oliva. Condanniamo quelle parole intimidatorie e come previsto domani, Giornata della Memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, saremo alla manifestazione nazionale di Libera e Avviso Pubblico per ribadire ancora una volta che la nostra battaglia continua e che l'unica strada per avere 'più lavoro' è quella della legalità e dei diritti": così il segretario confederale della Cgil, Giuseppe Massafra, commenta le scritte comparse questa mattina sul muro della sede del Vescovado di Locri. "Non sono la 'ndrangheta, lo sfruttamento, la violenza, la corruzione e il malaffare - prosegue Massafra - a poter dare risposte ad un territorio come la Calabria. Sono necessarie invece cultura della legalità, sviluppo, buona occupazione e pieni diritti. Ed è necessario impegno per sconfiggere una piaga che ormai attraversa tutto il Paese. Un impegno - sottolinea il segretario confederale - che la Cgil mette in campo ogni giorno e che continuerà e si allargherà ancor di più dopo intimidazioni come quella di oggi". "Per questo - conclude - domani saremo insieme a Libera e Avviso pubblico, alla società civile e ai cittadini che condividono con noi il cammino contro la criminalità organizzata e per ricordare le vittime innocenti delle mafie".

    "Siamo rimasti molto male. Vogliamo capire meglio cosa sta accadendo". A dirlo un gruppo di studenti di Sondrio, a Locri per partecipare alla 22/ma Giornata della memoria e dell'impegno per le vittime innocenti delle mafie. I ragazzi, insieme al docente, sono andati a vedere la scritta lasciata nella notte sul Centro di aggregazione giovanile. Al suo posto hanno trovato il cartello dell'Amministrazione in reazione al gesto con la scritta "Siamo tutti orgogliosamente Sbirri". "Ci ha fatto male - hanno detto i ragazzi - l'attacco a don Ciotti. Non dobbiamo lasciarci schiacciare, è un motivo in più per combattere le mafie. Siamo a Locri perchè crediamo sia l'unico modo per farci sentire vicini agli abitanti che lottano ogni giorno".

    "Don Ciotti 'sbirro', come Boris Giuliano, Ninni Cassarà, Emanuele Basile, Beppe Montana; magistrato come Falcone, Borsellino, Livatino, Chinnici; politico, come Piersanti Mattarella, Pio la Torre e Angelo Vassallo; prefetto, come il Generale Dalla Chiesa; padre, come Vincenzo, il padre di Nino Agostino che non taglia la barba da quando gli hanno ucciso il figlio; madre, come Felicia Impastato; figlio, come Giuseppe e Salvatore Asta, vittime innocenti della strage di Pizzolungo; moglie, come Pina Maisano Grassi; giornalista, come Mario Francese e Giancarlo Siani; prete, come Don Peppe Diana e padre Puglisi; cittadino, come le quasi mille vittime di cui anche domani ricorderemo tutti i nomi; familiare delle vittime, che ancora attendono verità e giustizia; Con quelle scritte pensavano di offenderti: si vede che non sanno quante bellissime cose sei. Ci vediamo domani a Locri, caro Luigi". E' quanto scrive il presidente del Senato Pietro Grasso su Facebook riferendosi alla vicenda di Locri.

    "E' la mafia, non certo gli sbirri, a togliere il lavoro e ad impedire lo sviluppo del Mezzogiorno. Chi pensa di usare la parola sbirro in modo dispregiativo sappia che per chi è impegnato nell'antimafia questo termine ha un'accezione positiva. A don Ciotti e a quanti sul territorio lavorano quotidianamente contro le mafie, attirando più strali che consenso, va il mio pieno sostegno". Lo dice il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della Commissione parlamentare antimafia, commentando le scritte apparse stamani sui muri dell'arcivescovado di Locri, all'indomani della visita del Presidente Mattarella. "Il Giorno della memoria - aggiunge Lumia - è un percorso progettuale che dura da anni e che mette in discussione anche l'egemonia culturale delle mafie. Le scritte dimostrano che questo lavoro dà molto fastidio alle cosche. Bisogna andare avanti seguendo il monito del Presidente della Repubblica, che ha chiamato tutto il Paese e le istituzioni all'impegno. Per farlo è indispensabile che le istituzioni in particolare facciano leva sul lavoro e sui diritti sociali".

    "Trovo vergognose le scritte 'Più lavoro meno sbirri', 'don Ciotti sbirro', comparse a Locri, dopo le parole di verità pronunciate dal Capo dello Stato, nei giorni in cui don Luigi è ospite in città, impegnato nelle manifestazioni contro la mafia e per la memoria delle vittime. Torna così quella menzogna balorda, che credevamo dimenticata, secondo cui l'illegalità, la mafia, dà lavoro". Lo scrive in un post su Facebook il ministro della Giustizia Andrea Orlando. "E invece - aggiunge - è l'esatto contrario: la legalità è la prima infrastruttura, è la condizione perché si attraggano investimenti e si crei sviluppo vero. La lotta contro la mafia, nella storia e ancora oggi, è soprattutto questo: battaglia culturale, civile e politica per il progresso economico, sociale, democratico. Oggi, come ieri e come sempre, al fianco di don Ciotti e di tutti quelli che combattono contro le mafie, per lo sviluppo e la legalità, contro gli 'uomini senza onore', per tenere alta la dignità dell'uomo"

    "Queste vili minacce non ti scalfiranno, ma ti renderanno più forte. I frati del Sacro Convento di Assisi ti sono accanto e ti sostengono nella tua battaglia quotidiana per la giustizia e la legalità": cosi' padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del Sacro Convento di Assisi, nell'esprimere solidarietà a don Luigi Ciotti. Dopo la visita di ieri del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, le scritte "più lavoro meno sbirri" e "don Ciotti sbirro", è stata tracciata nella notte sul Vescovado di Locri che in questi giorni ospita il presidente di Libera, per la manifestazione nazionale della Giornata della Memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

    "Le scritte offensive e violente apparse sui muri di Locri la scorsa notte contro don Ciotti rappresentano un'offesa alla Calabria civile, laboriosa e democratica che vuole vivere nel rispetto della legalità e delle regole e sono il segno evidente che la presenza dello Stato sul nostro territorio dà fastidio". É quanto afferma, in una nota, il Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, "il quale, appena appresa la notizia della comparsa delle scritte - é detto in un comunicato - ha immediatamente raggiunto telefonicamente don Ciotti, fondatore di "Libera" e il Prefetto di Reggio Calabria a cui ha ribadito con forza l'impegno della Regione a favore della legalità e contro ogni tipo di imposizione mafiosa ed ha espresso solidarietà, vicinanza ed impegno concreto al sacerdote, alla sua associazione e ai familiari delle vittime di mafia". "Piccoli e squalificati gruppi di uomini che intendono mantenere la nostra regione sotto il ricatto della violenza, della minaccia e della paura - aggiunge Oliverio - non possono offuscare i valori e l'immagine di una terra operosa e accogliente come la nostra, amante della propria storia, della propria libertà e della propria dignità. La presenza del Capo dello Stato ieri e la grande manifestazione programmata per domani a Locri evidentemente hanno fatto saltare i nervi a chi non ama che si accendano i riflettori su una realtà come quella calabrese in cui la stragrande maggioranza delle persone è contro la 'ndrangheta ed è pronta a combatterla quotidianamente per debellarla definitivamente. E' questa, infatti, la Calabria onesta e virtuosa che domani scenderà in piazza per stringersi intorno ai familiari delle vittime innocenti delle mafie per testimoniare al Paese e al mondo intero che solo una vita vissuta all'insegna della legalità e nel rispetto delle regole e degli uomini, può assicurare una speranza ed un futuro alla nostra regione e, soprattutto, ai giovani che vi vivono. Per questo motivo la Regione continua ad essere in prima fila nella battaglia a difesa della legalità e contro tutte le mafie". "Ai calabresi e a tutti quelli che non vogliono rassegnarsi e cedere al ricatto e al sopruso della violenza e della intimidazione criminale - conclude il Governatore - rivolgo un appello forte ed accorato ad essere insieme a noi, domani a Locri, per testimoniare che la Calabria sta dalla parte di quanti, come don Ciotti, si battono per liberare questa terra e tutte le terre in cui la mafia, ogni tipo di mafia, cerca di imporre il proprio dominio e il proprio potere".

    "Siamo tutti #donciotti. I mafiosi vivono nascosti come topi e colpiscono al buio. A noi tocca accendere la luce della legalità x sconfiggerli". Così il deputato dem Dario Ginefra sul suo profilo twitter.

    La Chiesa italiana vive e opera nella "condivisione della voglia di riscatto e di cambiamento - più grande di ogni intimidazione - che anima la società: la nostra solidarietà in queste ore va, in particolare, a Mons. Francesco Oliva, Vescovo di Locri, a quanti con lui stanno facendo memoria delle vittime innocenti della mafia, e a tutta la cara popolazione calabra". Lo ha affermato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, pronunciando la sua prolusione in apertura del Consiglio episcopale permanente.

    "La presenza a Locri del Presidente Mattarella è stata un segnale forte e inequivocabile. Ora tutte le forze politiche democratiche e tutte le componenti sociali devono intensificare la propria iniziativa concreta e credibile contro le mafie e contro ogni comportamento che le favorisca, direttamente o indirettamente. Esprimiamo a don Luigi Ciotti e a tutto il movimento di Libera il nostro sostengo e la nostra vicinanza affettuosa e sincera". Lo dichiara Lorenzo Dellai, Presidente del gruppo parlamentare 'Democrazia Solidale-Centro Democratico' alla Camera.

    "Domani sarò a Locri alla manifestazione per la 'Giornata Nazionale della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime delle mafie'. La lotta all'illegalità è un presupposto irrinunciabile per costruire un Paese migliore. Sarà anche l'occasione per esprimere solidarietà e sostegno all'azione di Don Luigi Ciotti". Lo scrive su Facebook Roberto Speranza, leader di Articolo 1 - Movimento democratico e progressista.

    La Cisl Scuola esprime "un'adesione convinta e attiva" alla Giornata della Memoria e dell'Impegno promossa per il 21 marzo da Libera. "Saremo presenti domani con una nostra delegazione alla manifestazione di Locri, ma intanto - afferma la segretaria generale, Maddalena Gissi - vogliamo esprimere piena solidarietà a don Ciotti per le scritte minacciose nei suoi confronti apparse sui muri del vescovado e di altri edifici. Massimo sostegno alle forze dell'ordine per la loro azione di contrasto alla criminalità, nella quale non devono mai essere lasciate né sentirsi sole: forte e chiaro deve essere il sostegno che ricevono da parte dell'intera comunità. La presenza attiva di studenti e insegnanti alle iniziative del 21 marzo sottolinea - conclude la sindacalista - l'impegno quotidiano della scuola per far crescere intelligenza e coscienza, per formare persone libere e affermare i valori della legalità, della giustizia, della solidarietà. Educazione e istruzione sono per questo risorse decisive per sconfiggere alla radice la non cultura della criminalità".

    "Lo dico con forza: mettetevi l'anima in pace. Il pensiero e l'azione di Don Ciotti non si possono estorcere". Così il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, senatore Antonio Gentile, commenta le scritte apparse oggi contro Don Ciotti. "Da sempre Don Ciotti e la sua associazione - aggiunge - rappresentano un baluardo contro la criminalità organizzata, il punto di riferimento di quei tanti calabresi onesti che, come me, non hanno alcuna intenzione di arrendersi di fronte a chi tenta di infangare un'intera regione. Tutta la Calabria che lavora, quella che onestamente in Italia e nel mondo porta in alto la nostra terra non può che essere offesa e sentirsi umiliata da chi con viltà ha lasciato scritte ingiuriose". "A Don Ciotti ed a quanti insieme a lui lavorano quotidianamente per dare corpo alla sua opera - dice ancora il sottosegretario Gentile - giunga la mia vicinanza e solidarietà, unita però alla certezza che tutto ciò servirà soltanto a rafforzare in lui la determinazione e l'impegno per la sua missione".

    "Domani saro' a Locri per la giornata della memoria e dell'impegno per le vittime di tutte le mafie, al fianco di Libera e di Don Ciotti. E ci sarò a maggior ragione dopo gli attacchi subiti nelle scorse ore". Lo annuncia il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni. "La mafia - prosegue l'esponente della sinistra - si insinua, si fa cultura, stile di vita e governo dove manca lo Stato. Si fa sistema con la corruzione e con i corrotti, dove le regole sono sempre a tutto vantaggio dei piu' forti. Per questo - conclude Fratoianni - la lotta contro la mafia, contro la corruzione, contro i ladri di futuro, e' una delle piu' importanti per noi. Al fianco di chi non si piega". Lo rende noto l'ufficio stampa di Sinistra Italiana

    "Un abbraccio di solidarietà a Don Ciotti, che ogni giorno, con umile coraggio, conduce la battaglia per affermare i diritti dei più deboli e per educare alla legalità. Saremo sempre al suo fianco e non lo lasceremo solo". E' quanto dichiara Francesco Laforgia, capogruppo Mdp a Montecitorio.

    "Scritte distanti anni luce dal sentimento vero dei calabresi e, certamente, dei locresi, riconoscenti alle forze dell'ordine e alla magistratura per il loro quotidiano impegno contro gli affari della ndrangheta, così come a don Ciotti per aver dato voce alle speranze di riscatto di questa terra. La mano che ha sporcato i muri e l'impegno di Locri è stata mossa dalla stessa ignoranza che alimenta la criminalità, ne accresce la manovalanza, disgrega le comunità e allontana le opportunità di lavoro. Quello vero, libero dai lacci e dalle catene della sopraffazione". Lo sostiene, in una nota, il capogruppo del Pd nel Consiglio regionale, Sebi Romeo. "La 'ndrangheta, come tutte le mafie - aggiunge - non ha mai creato occupazione, semmai ha impedito la libera iniziativa, ha dopato il mercato del lavoro attraverso imposizioni, minacce e intimidazioni continue, con l'unico obiettivo di rendere le comunità schiave dei boss, liberi così di regnare, quasi incontrastati, sui loro sporchi affari. Il nostro obiettivo di rappresentanti del popolo è quello di contribuire al rafforzamento della qualità dell'istruzione, del pensiero libero, della consapevolezza, della crescita sociale e delle conseguenti opportunità occupazionali. La cultura di questi luoghi e la loro imponente storia può diventare concreta opportunità di crescita, ci abbiamo creduto e stiamo lavorando ad un importante progetto in tal senso. Chiunque abbia usato la città di Locri per diffondere messaggi di chiara subalternità intellettiva, sappia che non ha fatto altro che rafforzare la consapevolezza di poter debellare l'ignoranza che alimenta la criminalità, dandoci anche una occasione per ribadirlo tutti insieme. La mia vicinanza alla città per aver dovuto sopportare, ancora una volta, una mortificazione indegna ed infame, e la certezza che le forze dell'ordine sapranno individuare artefici, ed eventuali mandanti, di questo insulso gesto". "Domani, primo giorno di primavera - dice ancora Romeo - come gruppo consiliare regionale del Partito Democratico saremo a Locri al fianco dei familiari delle vittime di mafia, a loro memoria e contro ogni forma di violenza mafiosa. Per questa opportunità sentiamo di ringraziare affettuosamente don Luigi Ciotti ed il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, presente ieri all'emozionante manifestazione tenutasi allo stadio comunale. Il nostro augurio è che Locri diventi per la ndrangheta uno dei tanti 'sbirri' imbattibili"

    "Nessun gesto vile lo potrà fermare. Don Ciotti e Libera sono, con le loro opere, i degni rappresentanti di quel cambiamento che vogliamo vedere, che tutela i più deboli e gli emarginati, a difesa della pace, diritti e legalità. Don Luigi Ciotti è uno di quei preti lottatori che non mollano mai e insieme a lui, da Locri, creeremo in tutto il Paese un ideale filo di memoria per le vittime della mafia. Quella memoria responsabile che dal ricordo genera impegno e giustizia nel presente. Noi siamo con la Calabria per bene. E' quanto dichiara Mimmo Iaconantonio, segretario regionale di Italia dei valori.

    Domani, martedì 21 marzo, Roberto Speranza, Arturo Scotto, Lucrezia Ricchiuti e Nico Stumpo saranno a Locri per partecipare alla XXII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. E' quanto si legge in una nota dell'ufficio stampa.

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