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    Proposta di ristrutturazione legge Anselmi contro "massomafie"

     

     

    Proposta di ristrutturazione legge Anselmi contro "massomafie"

    22 feb 17 Proporre una "ristrutturazione" della legge Anselmi che la renda più utile a colpire le cosiddette "massomafie" ma anche a tenere alla larga dalla pubblica amministrazione chi possa considerarsi, in ragione di "obbedienze" seppure legali, non sufficientemente libero e imparziale. E' quanto prevede una proposta di legge che verrà depositata domani, primo firmatario il deputato del Pd Davide Mattiello. Se ne è parlato oggi al convegno "La mafia non è più quella di una volta, ma resta quella di sempre", in corso alla Camera, presenti il vicepresidente della Commissione Antimafia, Claudio Fava, il professor Isaia Sales, il procuratore Giuseppe Lombardo, l'avvocato Fabio Repici, la giornalista Alessia Candito. "Sul tavolo abbiamo due questioni - ha detto Mattiello - l'efficacia degli strumenti con cui contrastiamo il fenomeno mafioso, che è mutato, tra il 416 bis e la legge Anselmi, e la compatibilità tra l'esercizio delle funzioni pubbliche apicali e l'appartenenza a sodalizi fondati su un "qualificato" vincolo di obbedienza. E' tollerabile che ruoli apicali siano ricoperti da persone che fanno parte di associazioni legali ma fondate su vincoli di obbedienza? Non esiste una norma che sancisca questa incompatibilità". La giornalista Candito, che ha fatto un lungo excursus dal 1800 ad oggi, ha evidenziato come "non sia un rapporto episodico quello tra mafia e massoneria".

    Nella proposta di legge che verrà depositata domani per il rafforzamento della legge Anselmi "ho colto un dato fondamentale, in particolare su vincolo di obbedienza: quel vincolo che caratterizza le mafie è un ostacolo enorme nel momento in cui mina la tenuta delle istituzioni democratiche". Lo ha detto il procuratore Giuseppe Lombardo, intervenendo al convegno "La mafia non è più quella di una volta". "Ritengo che a livello investigativo - ha detto il procuratore Lombardo - i risultati vanno cercati usando più strumenti: la legge Anselmi è una norma straordinaria. A volte ci troviamo di fronte ad attività di interferenza o di influenza che sono difficilmente sanzionabili in sede penale al quale per fortuna è possibile ovviare facendo ricorso agli articoli 1 e 2 della legge Anselmi. La legge Anselmi aggravata dal vincolo mafioso diventa straordinario strumento per sanzionare le interferenze".

    "La contaminazione tra mafia e massoneria è una costante degli ultimi 40 anni. Questa sinergia racconta un punto importante di debolezza dello stato, delle sue funzioni e dei suoi valori, delle garanzie che doveva fornire. Si sono creati luoghi di compensazione che potevano chiamarsi P2, massoneria o in altro modo". Lo ha detto il vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia, Claudio Fava, intervenendo al convegno "La mafia non è più quella di una volta ma resta quella di sempre", in corso alla Camera. "Perchè la provincia di Trapani o la città di Castelvetrano con tasso alfabetizzazione basso, ha metà della giunta comunale iscritta a logge massoniche?", si è chiesto Fava. "Perchè tutto questo serve a garantire protezione, probabilmente anche quella protezione particolare di cui Messina Denaro ha goduto 25 anni", si è risposto. Per Fava, ci sono strumenti per combattere tutto questo "assai poco usati e abbiamo sottratto attenzione" a questo fenomeno. "La dottoressa Principato ci dice come la preoccupazione è concreta quando si scopre che alcune intercettazioni a familiari di Messina Denaro sono state svelate da personale di polizia giudiziaria che fa parte di logge massoniche", ha proseguito. "Sono maturi i tempi per un passo avanti", ha detto Fava, secondo il quale la proposta di legge presentata da Mattiello, merita un confronto. Fava ha annunciato che porterà a breve in Antimafia una propria proposta di legge, simile a quella di Mattiello, per una revisione della legge Anselmi, che affermerà tre principi: un divieto di affiliazione alle logge per i militari le forze di polizia e le forze armate; che entro tre mesi dalla proclamazione i membri del parlamento depositino una dichiarazione sulla propria affiliazione o meno alle logge massoniche. Infine si chiede che gli elenchi delle associazioni o delle società siano pubblici. "Questa legislatura mai approverà testi come il mio o di Mattiello per ragioni di tempo - ha concluso Fava - ma il Paese ha diritto a questo dibattito".

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