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    Scarpelli "Ritirare pdl regionale su vitalizi"

     

     

    Scarpelli "Ritirare pdl regionale su vitalizi"

    13 feb 17 "Non possiamo stare in silenzio alla luce di quanto sta avvenendo in Consiglio regionale in merito alla reintroduzione di forme vitalizie ai componenti dell'Assemblea, con la proposta di legge presentata da un folto gruppo di consiglieri per il ripristino di forme retributive per l'impegno politico di coloro che dovrebbero essere al servizio dei cittadini calabresi e che già percepiscono una retribuzione a dir poco vergognosa rispetto alla situazione di povertà delle famiglie calabresi". Lo sostiene, in una nota, il segretario regionale di Rifondazione Comunista, Pino Scarpelli. "A fronte di un reddito medio annuo di 7.412 euro e di una disoccupazione giovanile altre il 60% - aggiunge - sarebbe stato opportuno presentare una proposta di legge che potesse sostenere i redditi familiari e avviare politiche serie per il lavoro soprattutto dei giovani invece di arrampicarsi sugli specchi per giustificare un aumento dei propri privilegi che si aggiungono a quelli già acquisiti. Perché a prescindere dal dato formale, che vengono chiamati 'vitalizi' o 'contributi pensionistici' sottratti dallo stipendio dei consiglieri e non dai bilanci, le risorse economiche provengono sempre dalle tasche dei calabresi. Già percepire come consigliere regionale un contributo mensile di 8.000 euro al mese di fronte ad una regione fanalino di coda in tutte le statistiche economiche d'Italia e del Mezzogiorno stesso, è un affronto alla dignità di chi deve sopravvivere con un reddito medio al di sotto della soglia di povertà". "Chiediamo, come Rifondazione Comunista regionale - dice ancora Scarpelli - il ritiro immediato della proposta di legge, iniziando a lavorare invece sulla diminuzione degli stipendi dei consiglieri e delle cariche politiche, per investire le risorse risparmiate per la lotta alla povertà e alla disoccupazione in questa regione. Vogliamo una classe politica al servizio dei calabresi e non al servizio degli 'eletti', che iniziasse a offrire il proprio impegno politico e di rappresentanza istituzionale per costruire un legame con la popolazione e con i suoi bisogni, elaborando un programma di sviluppo sostenibile che impieghi tutte le risorse pubbliche per ridare speranza soprattutto alle giovani generazioni che stanno abbandonando le città ed i paesi calabresi".

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