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Cosenza verso una rivoluzione, senza stadio e con la nuova Salary Cap tutto più difficile![]()
Cosenza verso una rivoluzione, senza stadio e con la nuova Salary Cap tutto più difficile 30 giu 26 Delle famose trattative per la cessione del club del Cosenza Calcio si è persa non solo traccia ma anche ogni speranza. Due degli imprenditori che hanno portato avanti la trattativa, che definiremo Rota per convenzione, Vincenzo Rota e i fratelli Aiello, sono a New York per il Fancy Food, fiera mondiale della gastronomia. Da lì stanno riflettendo sugli ultimi eventi che oltre ad allontararli dall'Italia, ma per lavoro s'intende, e dalle pressioni della piazza che vorrebbe un colpo di magia sembra che si allontanino anche dall'acquisizione del club rossoblù. La parola d'ordine è: Guarascio non vuole vendere. Un periodo di riflessione, forse. Ma analisi dei costi e budget messi su non convincono, nonostante le promesse dello sblocco delle stadio. Vatti a fidare della politica. Intanto business plan e piani di rientro degli investimenti sono in profondo rosso. Alle nostre latitudini, invece, il Cosenza calcio ha problemi ben più gravi da risolvere. Primo fra tutti, e fondamentale, è quello dello stadio. Senza uno stadio dove giocare, allenarsi e portare avanti il settore giovanile: Under 15, Under 17 e Primavera, tutto si complica maledattemente. Stasera scadono tutti i contratti non solo di staff e alenatori ma anche del settore giovanile. Questo significa che da domani, primo luglio, si fa tabula rasa di tutto. Non solo. Da domani tutte e 60 le società di Serie C sono obbligate a rispettare il nuovo Salary Cap voluto dal presidente della Lega Pro, Matteo Marani. In sostanza ogni club della Lega Pro non potrà spendere più del 50% del suo Valore di Produzione (le entrate economiche derivanti da vendita di biglietti, abbonamenti, merchandising, sponsorizzazioni, plusvalenze dalla cessione di calciatori) in stipendi. Tradotto in soldoni significa che il monte ingaggi, oltre 5 milioni, dei calciatori verrà drasticamente ridotto e che probabilmente il settore giovanile verrà trasferito lontano da Cosenza. E il calciomercato, la programmazione, il ritiro? Tutto bloccato. Senza campo di allenamento e senza stadio non si può parlare di futuro. Non ci meraviglieremmo se tutto si sposti in altra città. Un pò il refrain di quanto sta accadendo in altre città, Catania su tutte dove il Comune non è ai ferri corti come a Cosenza con la società etnea ma dopo l'ultima delusione si sta cambiando decisamente rotta tagliando di tutto e di più. Il calcio costa tanto e nessuno è disposto a cacciare soldi senza una prospettiva certa nè tantomeno, come accade nella città dei Bruzi, nessuno investe con le nubi all'orizzonte di un futuro che, giorno dopo giorno, sembra più che incerto. Potremmo definirlo il deprofundis del gioco del pallone. Altro che partenza dal basso. Qui si è toccato il punto più basso mai visto. Con buona pace di chi, ancora oggi, vuole fare le nozze coi fichi secchi. Ficcanaso Tributo a Tonino Tocci (VIDEO) Ficcanaso senza calcio (VIDEO)
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