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      Dallo scudetto col Milan, ai playoff di Cosenza, ecco Giacomo Beretta

       

       

      Dallo scudetto col Milan, ai playoff di Cosenza, ecco Giacomo Beretta

      01 apr 26 L'umiltà di chi ha fatto calcio con giocatori ad alti livelli e continua a giocare allenandosi anche più del dovuto. Arriva al nostro appuntamento per l'intervista con un pò di ritardo ma giustificatissimo. Stava finendo un'altra mezzoretta dopo che i compagni avevano già finito per mantenersi in forma. Parliamo di Giacomo Beretta che a diciannove anni ha debuttato a San Siro nel Milan campione d'Italia (2010/2011) giocando con i vari Ibrhaimovic, Seedorf, Nesta, Gattuso, Pato, Pirlo, Inzaghi e chi più ne ha più ne metta. "Allenarmi con loro mi ha dato tanto". Ma non solo nei due anni al Milan, dove nella U19 ha realizzato 18 gol, ma ha giocato anche nelle Nazionali U17, U19, U20 segnando 20 gol in maglia azzurra e collezionando anche un terzo posto con gli azzurrini negli europei U17 in Germania. Tra le altre squadre, tra C e B, ha indossato le maglie di Ascoli, Cittadella e Foggia, prossima avversaria dei Lupi dove si presenta da ex.

      D.: Giacomo Beretta, giocatore del Cosenza Calcio, attaccante con quattro reti all'attivo in questa stagione, oltre 60 reti in carriera, però noi partiamo da qualche giorno fa: che si prova a debuttare a San Siro a 19 anni con il Milan che ha vinto lo scudetto

      Quel giorno lì me lo ricordo molto bene. Un'emozione incredibile, cioè San Siro tutto pieno e fare quei 10 minuti lì, in quel Milan lì, è stato super. E' un'emozione che mi porto per tutta la vita e mi mi resterà sempre nel cuore.

      D.: Arrivi lì tra altre cose dopo un ritiro invernale con un mini torneo a Dubai, dove segni il primo gol con la maglia del Milan.

      Eh sì, ho fatto diversi ritiri e in quel ritiro mi ricordo che sono riuscito a buttarla dentro e niente in quell'anno lì tante volte sono stato aggregato alla prima squadra è stata un'esperienza incredibile e con tanti campioni che veramente giocatori troppo forti.

      D: Giusto per fare qualche nome Ibrahimovic, Gattuso, Nesta, Pippo Inzaghi, hai giocato con la storia del calcio.

      Pato, Ronaldinho, Tiago Silva. No, era un Milan incredibile infatti quell'anno lì ha vinto lo scudetto e allenarsi con quei campioni lì me lo sono portato dietro per tutta la carriera, poi.

      D.: Assolutamente sì, tra le altre cose il tuo trucco l'ho capito adesso perché, per chi non lo sapesse, è arrivato dopo una mezz'oretta quando tutti i suoi compagni avevano già finito perché tu stavi continuando.

      No, io ho fatto un piccolo allenamento in più quello che faccio sempre, ma che mi serve. Che mi serve per essere sempre pronto.

      D.: E questo è il tuo trucco alla fine.

      Il trucco, diciamo che sia un trucco, bisogna avere tanta dedizione, tanta costanza, tanta passione penso che Questi sono i trucchi per per continuare a giocare.

      D.: Senti, quattro gol quest'anno due dei quali proprio decisivi tu hai fatto quattro punti con due gol schiacciando il povero Roma a Bevenento dove lo hai messo sotto poverino.

      Sì, per fortuna la palla è entrata poi dalla gioia sono andato in panchina ad abbracciare il direttore: è stata una gioia immensa.

      D.: Ma perché poi proprio lui?

      Perché ci eravamo detti una cosa prima della partita. La cosa si è avverata e quindi sono andato al abbracciarlo.

      D.: Possiamo dire è lui che ti ha voluto qui a Cosenza. Roma ti ha portato qui dove, la partenza di quest'anno, ci hai messo a carburare, ma perché non avevi fatto il ritiro finito il campionato con la Pro Patria. Poi ti ti allenavi da solo.

      Sì, sì, ma ha portato qua il direttore e ovviamente quando uno l'ultima partita che avevo fatto era metà maggio e io sono arrivato qua a metà metà ottobre, uno si può allenare quanto quanto vuole come ho fatto io, ma ... Comunque sono arrivato in un altro contesto da dove ero prima io mi sono sempre allenato con costanza, ma per entrare nei meccanismi giusti per entrare in forma ci vuole sicuramente del tempo. Ovviamente la gente si aspetta subito tante cose, ma diciamo che sono stato bravo ad aver pazienza, credere sempre in me stesso e a non mollare mai un centimetro.

      D.: Eh sì, come che tutte le cose belle spuntano a primavera, perché tu adesso a marzo hai fatto tre gol di fila e voglio dire la porta comunque la vedi. Specialità della casa il colpo di testa?

      Diciamo che in queste ultime due partite il colpo di testa mi ha dato una grande mano, però diciamo che sono come si dice anche uno che protegge palla e altre caratteristiche, però sicuramente il colpo di testa è un gesto che so fare abbastanza bene dai

      D.: Dobbiamo anche dire che tu hai giocato sia punta centrale, sia ala sinistra, sia seconda punta, ovviamente prediligi...

      Ovviamente punta centrale nel mio ruolo, in tutta la carriera ho fatto lì davanti, io li ho girati tutti i ruoli in avanti. Mi trovo sempre bene in tutti i ruoli, ovviamente, Quando giochi uno deve fare il meglio in qualsiasi posizione il mister ti mette in campo.

      D.: tra le altre cose stai facendo qualcosa anche in più penso a questo ruolo di ricucire il gioco fra centrocampo e attacco. Spesso ti vediamo a metà del campo andare a catturare palloni questo è proprio quello che ti chiede il mister?

      Sì, sì questo è quello che mi chiede il mister io ce l'ho delle corde e lo faccio molto volentieri un ruolo che mi piace, mi piace molto e quindi io faccio ovvio. Ci deve essere sacrificio, ma lo faccio con la massima passione il massimo divertimento quando scendo in mezzo al campo.

      D.: Com'è mister Buscè? Ti sei allenato con "acciughina" Allegri voglio dire com'è mister Buscè?

      Mister Buscè è molto bravo, molto preparato una bravissima persona. Che ti dice sempre le cose in faccia e questo noi lo ammiriamo molto.

      D.: Sabato arriva il Foggia, ex di turno sei proprio tu, dove lì mi pare fatto sette gol, e cinque gol non ricordo

      Sono andato due volte a Foggia nel corso della mia carriera una volta in serie B che ho fatto sette gol e l'ultima volta che ho fatto la prova ho fatto 4/5 gol. Mi sono trovato molto bene anche a Foggia. Speriamo che sabato venga fuori una bella partita e che portiamo a casa i tre punti noi.

      D.: Che partita sarà secondo te?

      Sarà una partita bella tosta conteranno le motivazioni noi dobbiamo avere più motivazioni di loro, perché stare lì a quel punto della classifica per noi è molto importante per affrontare meglio i playoff.

      D.: Playoff conquistati, già messi messi in cassaforte, adesso bisogna ambire alla posizione migliore per poter sfruttare al meglio gli scontri

      Eh sì, noi dobbiamo finire bene questo scorcio di campionato che ci rimane, queste quattro partite e arrivare più in alto possibile in classifica perché sappiamo benissimo che nei play-off poi deciderà un episodio a favore. Saranno tutte partite livellate e gli episodi saranno saranno quelli che decideranno le partite, quindi anche se anche arrivare sopra una squadra, magari fai due pareggi passi te e questo deve essere È molto importante finire bene in campionato.

      D.: Di solito si chiedeva, ma l'ultimo gol a chi lo hai dedicato?

      L'ultimo gol è facile da dedicare l'ho dedicato a mia mamma che il giorno prima era il suo compleanno e quindi l'ho dedicato a lei.

      D.: Bellissimo. Senti c'è qualche scaramanzia perché tu da "varesotto" non penso che ne hai, ma l'influenza di Buscè ti ha dato portato scaramanzia?

      No, per fortuna scaramanzia non ne ho io vado in campo senza, non ci credo tanto non ci credo. Credo in Dio la fede che mi porto sempre con me.

      D.: Bellissimo. Alla fine in che condizioni arriva ai play-off Beretta a questo punto, visto che stai continuando ad allenarti mattina e sera ogni momento?

      No, prima di arrivare ai playoff bisogna finire bene questa parte qua domani c'è un altro allenamento bisogna sempre pensare al presente sempre stare sempre sul pezzo . Poi, quando sarà il momento dei play-off, penseremo ai playoff, ma per per adesso pensiamo al presente.

      Questo è Giacomo Beretta. Umile e realista più del re. Complimenti.

      Ficcanaso

      Dallo scudetto col Milan ai playoff: Beretta (VIDEO)

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