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      Nasce la Carta di Calabria, patto per il futuro dell'olivicoltura italiana

       

       

      Nasce la Carta di Calabria, patto per il futuro dell'olivicoltura italiana

      11 lug 26 È la Carta di Calabria l'eredità più importante della convention nazionale delle Città dell'Olio, in corso a Corigliano-Rossano (Cosenza). Per la prima volta la rete dei 560 enti pubblici olivicoli italiani si dota di un documento che tiene insieme una visione di lungo periodo e impegni operativi immediati. In particolare la visione 2030 della civiltà dell'olio italiano, elaborata dalla Consulta degli Ambasciatori delle Città dell'Olio — personalità del mondo delle istituzioni, della cultura e della ricerca riunite per la prima volta in seduta plenaria — e gli impegni concreti assunti dalle Comunità dell'Olio, le reti territoriali che uniscono Comuni, produttori, ristoratori, scuole e società civile, riunite a Rossano per il loro primo incontro nazionale. Firmata nell'anno dell'ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana, la Carta rivendica per l'olivicoltura un fondamento costituzionale esplicito: un oliveto curato è la traduzione concreta dell'articolo 9 (tutela del paesaggio e della biodiversità), dell'articolo 4 (il lavoro come fondamento della comunità nazionale) e dell'articolo 32 (la salute come diritto e interesse collettivo, di cui l'olio extravergine — pilastro della Dieta Mediterranea — è presidio quotidiano). l valore economico e in termini occupazionali del settore olivicolo è "già di per sé un motivo valido per ritenere il comparto strategico per l'agricoltura italiana", afferma il sottosegretario al ministero dell'Agricoltura, sovranità alimentare e delle foreste Patrizio Giacomo La Pietra. "La Carta di Calabria è la parola che le Città dell'Olio danno al Paese nell'anno degli ottant'anni della Repubblica. Un oliveto curato è un atto repubblicano, perché tiene insieme il paesaggio, il lavoro e la salute che la Costituzione ci affida", spiega il presidente dell'Associazione Nazionale Città dell'Olio Michele Sonnessa. La Carta di Calabria rappresenta "molto più di un documento programmatico: è l'impegno condiviso a costruire una nuova stagione per l'olivicoltura italiana, mettendo al centro i territori, le comunità e il valore del nostro patrimonio olivicolo", afferma l'assessore regionale all'Agricoltura Gianluca Gallo. "Per Corigliano-Rossano è motivo di grande orgoglio aver ospitato un appuntamento destinato a lasciare un segno nelle politiche nazionali dedicate all'olivicoltura", sottolinea il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi.

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