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      Dalla Regione Calabria 5.2 mln di euro per accoglienza profughi

       

       

      Dalla Regione Calabria 5.2 mln di euro per accoglienza profughi

      05 mar 22 Ammonta a 5,2 milioni di euro il totale dei finanziamenti che la Regione Calabria mette a disposizione per i profughi Ucraini che in questo momento stanno scappando dalla loro terra a causa della guerra. A darne notizia il presidente Roberto Occhiuto che ha incontrato la stampa nella sede della Cittadella regionale. "I finanziamenti provengono dal Por - ha detto Occhiuto - che non sempre la Calabria riesce a spendere in maniera produttiva. Quattro milioni saranno destinati alla rifunzionalizzazione delle abitazioni e un milione e 200mila euro alle prime spese. Se però il Governo dovesse rendere disponibili altre risorse per queste attività è evidente che utilizzeremo quelle risorse". La Giunta regionale, infatti ha approvato due delibere. "La prima - ha spiegato il presidente - dà la possibilità ai Comuni di accedere a fondi per la rifunzionalizzazione delle abitazioni da destinare all'accoglienza, di quelli che stanno scappando dalla guerra; un'altra che dà la possibilità alla Protezione civile ai comuni per far fronte alle prime spese che dovranno sostenere le persone che scappano dalla guerra. Un modo concreto di dimostrare come la Calabria che è una regione che ha grande necessità di solidarietà da parte della comunità nazionale riesce a sua volta ad essere solidale soprattutto nei confronti di chi fino a poche settimane fa viveva come noi e vuole continuare a farlo conservando la propria libertà". Per quanto riguarda la distribuzione dei flussi migratori Occhiuto ha chiarito che "ci aspettiamo flussi consistenti nel nostro Paese. Il console Ucraino che ho sentito, mi ha segnalato che la Calabria, dopo la Campania, è la regione con la maggior presenza di ucraini, quindi iniziative del genere vanno nella direzione di favorire anche un ricongiungimento familiare. Nella nostra regione tantissimi sindaci hanno espresso la volontà di accogliere e ci sono iniziative spontanee di volontariato che però vanno coordinate, per questo ci siamo rivolti alla Protezione civile".

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