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Arriva sentenza definitiva per inchiesta Jonny, arrestati 4 esponenti cosca
Arriva sentenza definitiva per inchiesta Jonny, arrestati 4 esponenti cosca 31 lug 26 carabinieri della Tenenza di Isola capo Rizzuto, dopo le conferme di condanna della Corte di Cassazione a carico di numerosi indagati nell'inchiesta Jonny, hanno eseguito i provvedimenti di carcerazione, trasferendo nei penitenziari della regione alcune figure di primissimo piano legate al vertice del clan Arena. Tra i destinatari dell'ordine di carcerazione figurano Rosario Lentini (di 65 anni), che deve scontare una pena residua di 3 anni e 12 giorni; Vincenzo Lentini (35), la cui pena ammonta a 2 anni, 4 mesi e 10 giorni; Giuseppe Arena, noto con l'alias di "Pino Tropeano" (59), condannato a 3 anni, 10 mesi e 7 giorni; e infine Pasquale Arena (33), che dovrà scontare 2 anni, 2 mesi e 9 giorni. I soggetti coinvolti, precedentemente rilasciati per decorrenza dei termini cautelari, sono chiamati a scontare in maniera definitiva le pene. L'operazione "Jonny", scattata originariamente nel maggio del 2017 e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, ha smantellato un sistema criminale radicato nel territorio. Al centro dell'inchiesta il drenaggio sistematico di denaro pubblico destinato alla gestione del Centro di accoglienza per richiedenti asilo. Per l'accusa la 'ndrangheta era riuscita a incamerare oltre 36 milioni di euro, su un totale di circa 103 milioni stanziati dallo Stato italiano tra il 2006 e il 2015. Il meccanismo fraudolento si poggiava sull'affidamento di lucrosi subappalti per la ristorazione e i servizi a società di comodo. L'ingerenza mafiosa, tuttavia, non si limitava in all'accoglienza. Il quadro investigativo interforze ha delineato un controllo asfissiante e totale del tessuto economico da parte del clan Arena. L'organizzazione criminale aveva infatti imposto un monopolio assoluto nel settore delle scommesse online e delle slot machine tra Crotone e provincia, assicurandosi così profitti milionari costanti. A questo si affiancava un sistema di estorsioni a tappeto ai danni di commercianti e villaggi turistici. Un giro d'affari illecito imponente, che l'operazione congiunta di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza aveva inizialmente azzerato portando a 110 arresti e sequestri patrimoniali per un valore superiore agli 84 milioni di euro.
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