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    Progetto: Il Risorgimento a Cosenza

     

     

    Progetto: Il Risorgimento a Cosenza

    25 gen 10 È stato illustrato questa mattina, nel Salone di Rappresentanza del Comune, il progetto su “Il Risorgimento a Cosenza”, nato dall’Associazione per il Progresso del Centro Storico e in via di realizzazione in collaborazione con l’Amministrazione Comunale. L’iniziativa si inserisce nel percorso delle celebrazioni per i 150 anni dall’Unità che già la settimana scorsa hanno visto una tappa importante nell’incontro in cui – nel Cinema Teatro Italia “Aroldo Tieri” – le scuole cittadine hanno presentato gli spot elaborati per il concorso nazionale “Verso il 150° anniversario dell’Unità d’Italia”, indetto dalla Fondazione Napoli 99 per valorizzare l’identità e la cultura del Paese. Del progetto “Il Risorgimento a Cosenza” hanno parlato con i giornalisti il Sindaco, Salvatore Perugini, il Vice Sindaco, Franco Ambrogio, l’Assessore alle Politiche Educative, Franco Napoli, il coordinatore del progetto, Prof. Gabriele Petrone. In sala erano presenti la Dirigente del Settore Cultura del Comune, Dott.ssa Maria Rosaria Mossuto, e la Direttrice del Museo dei Brettii e degli Enotri, Dott.ssa Maria Cerzoso. La conferenza stampa è stata aperta dalla proiezione di uno spot che pubblicizzerà il progetto e metterà in luce l’azione di Cosenza e della Calabria nel processo unitario. Nel suo intervento, il Prof. Petrone ha sottolineato il ruolo di primo piano della città nel Risorgimento, evidenziando come questa straordinaria tradizione meriti di essere ricostruita e conosciuta, sia per ragioni legate all’orgoglio identitario, sia per restituire un’importante pagina di storia alla verità. Il percorso proposto avrà proprio per questo un carattere divulgativo e si articolerà in diverse iniziative: la distribuzione a tutti gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori cittadine del volume La Calabria che fece l’Italia. Il Risorgimento a Cosenza e in Calabria (1799-1861), realizzato nel quadro del progetto; l’allestimento, in una sala del Museo dei Brettii e degli Enotri, di una mostra di documenti e reperti del periodo risorgimentale, accompagnati da una cartellonistica esplicativa; la realizzazione, a cura di Simona Crea, di un filmato di 30 minuti dal titolo Chi per la patria muor, vissuto è assai, che ricostruisce le vicende relative al moto insurrezionale del 15 marzo 1844 e alla cattura, al processo e alla fucilazione dei Fratelli Bandiera, avvenuta nel Vallone di Rovito il 25 luglio 1844; l’organizzazione di alcuni convegni sui 150 dall’Unità d’Italia; la realizzazione di una conferenza-concerto su “Musica e Risorgimento” nel Teatro “A. Rendano”, d’intesa con la Prof.ssa Pia Tucci del Conservatorio di Cosenza, in cui – attraverso l’esecuzione di brani della tradizione risorgimentale e reazionaria – raccontare alcune vicende dell’epoca; la creazione di un apposito link relativo al progetto sul portale del Comune. Si tratta – ha detto ancora Petrone, che ha ringraziato l’Amministrazione e i Dirigenti comunali per la sensibilità culturale e la collaborazione – di riportare alla luce una storia importante: raccontare, ad esempio, che l’insurrezione del marzo 1844, in cui si tentò di occupare il Palazzo dell’Intendenza (oggi Palazzo Arnone), ebbe un’eco internazionale: i Fratelli Bandiera ne vennero a conoscenza dai giornali maltesi, francesi, inglesi e per questo decisero di venire a Cosenza per sostenere il moto, senza sapere che era stato represso. Insieme ad altri reperti custoditi nel Museo Civico dei Brettii e degli Enotri, facenti parte dei “corpi di reato” del processo del 1844, sarà esposto uno dei più antichi tricolori italiani, di proprietà del Comune di Cosenza, portato in città proprio dalla spedizione dei Fratelli Bandiera. Inoltre, ci sarà una “reliquia”, un pezzo di albero del Vallone di Rovito, dove i Bandiera furono giustiziati, appartenuto a Giuseppe Mazzini e custodito nel Museo di Genova. Bisogna smentire – ha aggiunto il Prof. Petrone – la vulgata che vuole una Calabria indifferente o, addirittura, ostile all’Unità, che sotto i Borbone viveva bene. Se anche il Mezzogiorno soffrì per il processo unitario, tuttavia il Risorgimento diede ad una nazione divisa la possibilità non solo di realizzare l’Unità, ma di creare i presupposti per una democrazia che è figlia anche di quel percorso. Oggi sentiamo parlare di federalismo come di qualcosa che dovrebbe dividere ciò che è unito; l’idea federalista presente durante il Risorgimento aveva l’obiettivo opposto, unire ciò che era diviso. Prendendo la parola, il Vice Sindaco Franco Ambrogio ha sottolineato particolarmente l’attualità dell’iniziativa dell’Associazione per il Progresso del Centro Storico, che può favorire una rappresentazione reale e veritiera del percorso di costruzione dello Stato unitario, pur con tutte le contraddizioni emerse soprattutto dal punto di vista del Mezzogiorno. Il progetto è un’occasione per capitalizzare storia e identità, soprattutto a beneficio delle nuove generazioni, per bloccare il tentativo e la tentazione di un revisionismo storico che, lontano dalla verità, propone una rappresentazione idilliaca del Mezzogiorno sotto i Borboni. Inoltre, l’On. Ambrogio ha evidenziato come c’è davvero una storia da ricostruire: in città, ad esempio, non è mai stata intitolata una strada ad un personaggio importante come Donato Morelli, protagonista insieme al fratello dei moti risorgimentali, sostenitore della spedizione dei Mille, primo Governatore della Calabria dopo l’Unità ed eletto Deputato nel collegio di Rogliano, poi nominato Senatore del Regno. Gli aspetti educativi del progetto sul Risorgimento a Cosenza, particolarmente legati al coinvolgimento delle scuole cittadine, sono stati messi in luce dall’Assessore Franco Napoli, il quale ha sottolineato il contributo importante e peculiare dell’iniziativa alle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. La Fondazione Napoli 99 – ha evidenziato tra l’altro – attraverso la Presidente Mirella Barracco ha apprezzato lo sforzo creativo dei nostri scolari e studenti nella realizzazione degli spot per il concorso nazionale, uno sforzo oggettivamente serio e produttivo. Nel suo intervento, il Sindaco Salvatore Perugini ha subito fatto propria l’idea dell’On. Ambrogio dell’intitolazione di una strada a Donato Morelli: con l’Assessore Damiano Covelli – che nel frattempo aveva preso posto nel Salone insieme all’Assessore Francesca Bozzo –, infatti, l’Amministrazione Comunale sta lavorando ad una delibera complessiva per l’intitolazione di centro strade e piazze attualmente prive di denominazione, e tra queste ce ne potrà sicuramente essere una per Morelli. Il Sindaco ha ringraziato l’Associazione per il Progresso del Centro Storico, il suo Presidente Antonio Nardi e il Prof. Petrone per avere proposto al Comune la partnership nella realizzazione del progetto sul Risorgimento. Si tratta – ha detto – di un’iniziativa che, riproponendo il ruolo della Calabria nel processo unitario, ha una grande valenza pedagogica ed è importante per il passato, per il presente e per il futuro: per il passato, perché nel riportare alla memoria fatti storici rilevanti, contribuisce alla ricostruzione dell’identità; per il presente, perché il valore dell’Unità non deve essere disperso e si contrastino le spinte che tendono, in nome di un malinteso federalismo, se non addirittura a dividere il Paese, a rimarcare le differenze tra i diversi territori; per il futuro, perché bisogna, invece, valorizzare ciò che tiene unito il Paese e che, grazie al rispetto dei principi di solidarietà e di equità, in un momento di grande difficoltà può aprirci alla speranza del cambiamento; un cambiamento che, se non ha un forte radicamento nella memoria e una robusta consapevolezza del passato, può rivelarsi avventuristico. Anche grazie al progetto che oggi presentiamo – ha concluso il Sindaco – possiamo lavorare perché i valori confluiti nella Costituzione non siano dimenticati e si vada verso una loro piena concretizzazione.

    Il Risorgimento a Cosenza è stato caratterizzato da figure e vicende assai significative che però non hanno guadagnato la ribalta della storia, almeno quello dei libri di testo scolastico, ed ha finito per vivere quasi esclusivamente nell’ambito della storiografia locale. La ragione di ciò, come nota Antonio Iofrida, nella sua introduzione al pregevole lavoro di Vittorio Visalli (I calabresi nel Risorgimento Italiano. Storia documentata delle rivoluzioni calabresi dal 1700 al 1862, Cosenza, Brenner, 1989, p. I), risiede nel fatto che la Calabria è stata sempre considerata terra di briganti e il suo contributo al Risorgimento italiano ha finito per essere posto in secondo piano. Eppure la Calabria, e Cosenza in particolare, parteciparono attivamente (al di là del pur significativo episodio della Spedizione dei fratelli Bandiera) al movimento di liberazione e unificazione nazionale come dimostrano episodi come il forte di Vigliena a Napoli (dove l’eroismo di Antonio Toscano non ha nulla da invidiare a quello più noto di P. Micca), le battaglie a Campotenese, la fucilazione dei martiri di Cosenza del 15 marzo 1844, l’eccidio dei martiri di Gerace, l’Angitola, Soveria Mannelli o personaggi come Giovambattista Falcone, Giovanni Nicotera, Agesilao Milano o Benedetto Musolino.
    La stessa toponomastica del Comune di Cosenza (Piazza XV marzo, Via Frugiuele o Via Micieli) è profondamente segnata da questa storia ricca di eroismi e di totale dedizione ad un ideale e che smentisce l’immagine di una Calabria Vandea d’Italia, indifferente e ostile al cambiamento che spesso caratterizza certa “vulgata” storiografica che riemerge in queste celebrazioni sui 150 anni dell’Unità d’Italia. Scopriamo che l’immagine del calabrese rozzo, ignorante, vendicativo e naturalmente brigante, non è nuova e caratterizzò piuttosto l’atteggiamento delle classi dirigenti centro-setentrionali dopo l’Unità poste di fronte la problema della repressione del brigantaggio, fenomeno sociale subalterno ed endemico del Mezzogiorno, rappresentato erroneamente come opposizione politica di masse “miserevolissime e ignoranti” alle magnifiche sorti e progressive del nuovo Stato. Se, infatti, opposizione ci fu, soprattutto se si considera la riconquista regia del Cardinale Ruffo e della sua Armata della Santa Fede che liquidò uno straordinario esperimento di innovazione istituzionale e politica come la repubblica partenopea, essa non può, però, come ha giustamente notato Lucio Villari, mettere in secondo piano il valore e la forza che ebbero iniziative di segno contrario, le quali godettero in non poche occasioni, di un altrettanto significativo appoggio popolare anche in Calabria e nel Sud. In questo senso ha certamente pesato, nella valutazione storiografica, certa tendenza critica sulla costruzione effettiva della nuova Italia che, tuttavia nulla toglie alla straordinarietà dello sforzo politico compiuto in Italia tra il 1796 ed il 1870 per realizzare l’unificazione e porre le basi dell’introduzione nel nostro Paese di istituzioni liberal-democratiche. Non si può dimenticare, infatti, che il sentimento risorgimentale è stato intrinsecamente legato agli ideali di libertà, di democrazia, di uguaglianza, di laicizzazione dello Stato, che corrispondevano ad una più generale esigenza di modernizzazione delle istituzioni europee, esigenza nata dalla rivoluzione francese e dalla sua espansione armata rappresentata dall’avventura napoleonica.
    E’ del tutto evidente, dunque, che Cosenza può, legittimamente, essere in prima fila nella celebrazione della ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia. D’intesa con l’Associazione per il Progresso del Centro Storico sono state programmate le seguenti iniziative:
    a) Distribuzione a tutti gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori cittadine del volume: La Calabria che fece l’Italia. Il Risorgimento a Cosenza e in Calabria (1799-1861) realizzato dal prof. Gabriele Petrone. Il lavoro ricostruisce accuratamente personaggi, luoghi e vicende del periodo risorgimentale a Cosenza e nell’intera Regione;
    b) Allestimento di una mostra museale di documenti e reperti con cartellonistica esplicativa sul periodo risorgimentale con cartelli esplicativi in un locale del Museo dei Brettii e degli Enotri;
    c) Realizzazione di un filmato di 30 minuti circa dal titolo: Chi per la patria muor, vissuto è assai, che ricostruisce le vicende relative al 15 marzo 1844 e alla cattura, processo ed esecuzione dei fratelli Bandiera nel Vallone di Rovito il 25 luglio 1844.
    d) Organizzazione di almeno tre eventi a carattere convegnistico per celebrare la ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia;
    e) Allestimento un apposito link del portale del Comune di Cosenza per i 150 anni del Risorgimento a Cosenza.
    f) Allestimento di una conferenza-concerto dal titolo “Musica e Risorgimento” nel Teatro “A. Rendano” d’intesa con la Prof.ssa Pia Tucci del Conservatorio di Cosenza.

     

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