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    Stop alle trivelle nello Ionio, Tar Lazio accoglie ricorso Comuni cosentini

     

    Stop alle trivelle nello Ionio, Tar Lazio accoglie ricorso Comuni cosentini

    30 mar 17 Il Tar del Lazio, con ordinanze pubblicate ieri, accogliendo le tesi difensive svolte dall'avvocato Oreste Morcavallo nell'interesse dei Comuni di Rossano, Villapiana e Crosia, ha sospeso i provvedimenti autorizzativi Ministeriali di ricerca e prospezione di idrocarburi liquidi e gassosi nel Mar Ionio, ritenendo fondati i ricorsi, ed ha fissato l'udienza di merito al 25 ottobre 2017. Lo rende noto lo stesso legale in una nota. Analogo ricorso era stato presentato anche dal Comune di Crotone. Il ricorso prende le mosse dai permessi ottenuti dalla Global Med LLC di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi nel Mare Ionio. "Acquisita la documentazione presentata da Global Med LLC - ricorda l'avv. Morcavallo - il ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, rilasciava i permessi di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi nel Mare Ionio, Zona marina 'F'" che coinvolgevano le coste calabresi. Anche la Schlumberger Italiana Spa ha poi chiesto il permesso per la prospezione di idrocarburi liquidi e gassosi ottenendolo dal Ministero. I Comuni di Rossano, Crosia e Villapiana, con il patrocinio di Morcavallo, hanno quindi proposto ricorso al Tar del Lazio, rilevando "che i provvedimenti risultavano gravemente lesivi dell'integrità ambientale, paesaggistica ed archeologica delle zone interessate, e pesantemente incidenti sul già precario assetto turistico ed economico dei Comuni coinvolti". Nel ricorso, Morcavallo aveva evidenziato "come i permessi rilasciati superavano i limiti estensionali previsti a livello legislativo con conseguenze dannose per l'ambiente marino interessato, per il territorio ed il tessuto economico, turistico, culturale, in un contesto dove l'equilibrio tra i fattori in oggetto è particolarmente fragile. Veniva eccepita pure la violazione dei principi concernenti la tutela dell'ambiente e degli ecosistemi naturali e del patrimonio culturale che deve essere garantita da tutti gli enti pubblici e privati, dalle persone fisiche e giuridiche, pubbliche e private, mediante un'adeguata azione informata ad evitare danni all'ambiente". "Sono particolarmente soddisfatto - ha commentato Morcavallo - per l'esito dei giudizi, per l'assoluta novità delle questioni giuridiche trattate e per i riflessi socio-economici, turistici e ambientali ricadenti sui territori interessati". Il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, dal canto suo, ha parlato di "una prima, importante vittoria della città e dei suoi cittadini, dei sindaci del territorio, di tutte le forze che in questi mesi abbiamo convogliato a difesa del nostro mare. Ho sempre sostenuto - ha aggiunto - la pericolosità delle tecniche utilizzate per la ricerca di idrocarburi e mi sono battuto affinché questo attentato al nostro mare non si attuasse. L'accoglimento della sospensiva del nostro ricorso è un primo importante passo. Non molleremo la presa".

    "Grande soddisfazione" è stata espressa dal presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, e dall'assessore all'Ambiente Antonella Rizzo, informa l'ufficio stampa della Giunta, per la decisione del Tar del Lazio di accogliere il ricorso presentato contro il decreto del ministero dell'Ambiente che autorizzava le trivellazioni nei mari regionali. Secondo il presidente Oliverio e l'assessore Rizzo, "con la sospensione del decreto ministeriale viene tutelato il patrimonio marino calabrese da attacchi che potevano mettere a rischio il suo stato di salute. Altro che silenzio. La Regione vigila e difende il territorio con i mezzi più idonei a sua disposizione". "Di fatto il Tar del Lazio - si aggiunge nel comunicato - sospende gli effetti del decreto ministeriale che assegnava alla società 'Global Med' il permesso di effettuare ricerche di idrocarburi con il metodo 'Air gun', considerato devastante per la flora e la fauna marina interessata dagli interventi. Sono state accolte tutte le osservazioni mosse dalla Regione Calabria. Il ricorso, voluto personalmente dal presidente Oliverio e dall'assessore Rizzo, è stato curato dall'Avvocatura regionale".

    Parentela: Era doveroso ricorso Regione e Comune Crotone. "Era doveroso che Regione Calabria e Comune di Crotone ricorressero al Tar del Lazio contro l'autorizzazione ad estrarre energia fossile nel Mare Ionio". Lo afferma, in una nota, il deputato M5s Paolo Parentela. "Avevamo sollecitato da tempo il loro intervento - aggiunge - contro le autorizzazioni ministeriali alla Global Med. Però la verità è che lo Ionio non è ancora salvo dalle trivelle. Ne è prova la vicenda di Appenine Energy, che vorrebbe realizzare un pozzo esplorativo presso Laghi di Sibari. Su questa folle ipotesi abbiamo interrogato più volte il ministro dell'Ambiente". "Invito ancora il governatore Oliverio e l'assessore regionale Rizzo - dice ancora Parentela - a proseguire la battaglia contro le trivelle, anche sostenendo la mia proposta legislativa di reintrodurre il 'Piano delle Aree'. Tale provvedimento consente a Regioni ed enti locali di partecipare attivamente nella 'governance' energetica in fatto di trivellazioni, proprio come prevede la Costituzione".

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