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    Presidente Mattarella a Locri per giornata delle vittime di mafia: "Mafiosi non hanno onore"

     

    Presidente Mattarella a Locri per giornata delle vittime di mafia: "Mafiosi non hanno onore"

    19 mar 17 Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella arriva a Locri per incontrare i familiari delle vittime delle mafie e lancia un monito forte per la lotta alla criminalità organizzata. I mafiosi, dice senza mezzi termini, "non hanno onore" e benché l'Italia abbia fatto passi avanti nel contrasto, "é necessario non fermarsi e prosciugare le paludi dell'inefficienza, dell'arbitrio, del clientelismo, del favoritismo, della corruzione, della mancanza di Stato, che sono l'ambiente naturale in cui le mafie vivono e prosperano". Lui, colpito dalla mafia negli affetti più cari con l'omicidio del fratello Piersanti, ucciso a Palermo il 6 gennaio 1980, si trova a parlare a coloro che si trovano nella sua stessa situazione, radunati a Locri per la XXII Giornata della Memoria e dell'impegno, organizzata da Libera di don Ciotti e Avviso pubblico. Un gesto sottolineato anche dall'ex premier Matteo Renzi: "È bello vedere oggi il Presidente della Repubblica, il Presidente di tutti gli italiani, alla manifestazione di Libera". E Mattarella, sottolinea Renzi in un post su Facebook, "compie oggi un gesto particolarmente significativo per il Paese ma anche per la sua storia personale. Grazie Presidente Mattarella". Seduto al fianco del ministro dell'Interno Marco Minniti, con vicino la presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi, il Capo dello Stato ascolta i familiari delle vittime leggere, uno ad uno, i nomi di 950 persone uccise dalle mafie, tra i quali quello di suo fratello. Tra loro, sottolinea dopo avere preso la parola, ci sono anche "donne e bambini. Sì, tante donne e tanti bambini". Perché, dice, "i mafiosi non conoscono pietà né umanità. I loro sicari colpiscono, con viltà, persone inermi e disarmate". È per questo - ed è l'altro monito che lancia dalla Calabria - che "la lotta alle mafie riguarda tutti. Nessuno può pensare di chiamarsene fuori. Lottare contro la mafia - aggiunge - non è soltanto una stringente e doverosa esigenza morale e civile. E' anche una necessità per tutti". E' una necessità per la società e lo è per lo Stato, "che deve tutelare i diritti dei suoi cittadini e deve veder rispettate ovunque, senza zone franche, legalità e giustizia". Ed in questa lotta contro le cosche ad ogni latitudine la loro parte la devono fare anche politici ed amministratori, qualunque sia il loro livello, che devono "essere fedeli ai propri doveri e, quindi, impermeabili alle infiltrazioni e alle pressioni mafiose". Perché la mafia, tiene a sottolineare il Capo dello Stato, "è ancora forte, è ancora presente". E controlla attività economiche, legali e illegali, tenta di dominare su pezzi di territorio, cerca di arruolare in ogni ambiente. Da qui la necessità invocata da Mattarella di "azzerare le zone grigie, quelle della complicità, che sono il terreno di coltura di tante trame corruttive". Di passi avanti nella lotta alle mafie, comunque, evidenzia Mattarella, l'Italia ne ha fatti molti "seguendo anche l'intuizione di uomini illuminati e spesso vittime delle mafie". Ed allora, è l'invito del Presidente della Repubblica, "occorre sostenere il lavoro quotidiano, la rettitudine, la professionalità, l'intelligenza di tante donne e uomini dello Stato che, in magistratura e nelle forze dell'ordine, difendono la vita sociale, la libertà personale e familiare, dall'aggressione delle mafie, con prevenzione e repressione". Ed infine, rivolto ai familiari delle vittime che lo ascoltano, dice che le loro ferite "sono inferte al corpo di tutta la nostra società, di tutta l'Italia" e che il loro ricordo "rappresenta la base sulla quale costruiamo, giorno dopo giorno, una società più giusta, solidale, integra, pacifica".

    Piersanti Mattarella, fratello del Presidente della Repubblica Sergio, è una delle vittime di mafia il cui nome è stato letto dai familiari delle vittime innocenti di mafia nel corso dell'incontro a Locri con il Capo dello Stato. Un applauso ha accompagnato la lettura dei nomi. Anche il vescovo di Locri-Gerace Francesco Oliva, nel suo intervento, ha fatto riferimento al Capo dello Stato come familiare di vittima delle mafie. "Le Chiese di Calabria - ha detto il presule - sono vicine a Lei, signor Presidente, e alla sua personale sofferenza per la perdita di suo fratello Piersanti, vittima anch'egli dell'arroganza criminale".

    Bindi: Ognuno sia sentinella di legalità. "Ringrazio il presidente Mattarella per la sua presenza e le sue parole oggi a Locri. È stato un abbraccio forte di solidarietà e speranza ai familiari di tutte le vittime innocenti di mafia, un segno concreto di vicinanza e di condivisione che interpreta il sentire profondo degli italiani". Così la presidente della Commissione parlamentare Antimafia a Locri per la Giornata dell'impegno e della memoria di tutte le vittime di mafia, ha commentato così l'intervento del Presidente della Repubblica. "Il presidente ci ha ricordato che le mafie sono ancora tra noi, forti di complicità nelle professioni, nella pubblica amministrazione, nella politica che le aiutano a infiltrarsi e controllare settori importanti della vita economica e sociale del paese. Per fermarle serve l'impegno di tutti, la consapevolezza che ciascuno di noi può e deve essere sentinella della legalità e della democrazia", ha concluso Bindi.

    Oliverio: Mattarella a Locri segnale di speranza. "La presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella oggi, a Locri, fa di questa una giornata indimenticabile". Lo afferma, in una dichiarazione, il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio. "Una giornata - aggiunge - che assume un'importanza particolare per la Locride e per tutta la Calabria ed il cui ricordo rimarrà indelebile in ognuno di noi. Ringrazio l'Associazione 'Libera' e don Ciotti per aver scelto Locri come luogo in cui organizzare quest'anno la XXII Giornata della memoria e dell'impegno per ricordare tutte le vittime delle mafie. La scelta del Capo dello Stato di essere insieme a noi è stata una scelta importante, fortemente desiderata e voluta. Egli è venuto qui non solo per testimoniare e ribadire la sua vicinanza ai familiari delle vittime innocenti della mafia, questa piovra tentacolare e spietata di cui egli stesso ha conosciuto la tracotanza e la spietatezza per aver perso il fratello Piersanti, ucciso da 'cosa nostra' il 6 gennaio del 1980, e la cui prematura e tragica scomparsa ha segnato profondamente la sua vita e quella dei suoi familiari, ma per invitarci a tenere alta la testa e a difendere caparbiamente, con orgoglio, la nostra storia, la nostra libertà e la nostra dignità". "Quella del Presidente della Repubblica oggi a Locri - dice ancora Oliverio - è stata, quindi, una presenza tutt'altro che formale o istituzionale. Essa ha rappresentato un segnale forte e carico di speranza per una terra che non sempre ha avvertito la vicinanza dello Stato e delle istituzioni. Mattarella ha scelto di essere oggi, qui, in una città e in un comprensorio che hanno sofferto molto e pagato con il sacrificio dei suoi figli migliori la lotta contro le mafie. Questo territorio rappresenta una parte importante della nostra regione per le risorse che esprime, per la storia e le antiche radici culturali ma, soprattutto, perchè qui vive una comunità aperta ed accogliente che, nella stragrande maggioranza, è composta da uomini e donne oneste e laboriose, pronte a perdere la vita per difendere la propria dignità. Questa comunità, che ha potenzialità enormi per rialzarsi e riprendere il cammino, ha pieno diritto di guardare con speranza e fiducia al futuro".

    Bianchi: significativa presenza Mattarella. "La presenza del Presidente Mattarella oggi a Locri con le famiglie delle vittime delle mafie è particolarmente significativa. Infatti, non solo dimostra la presenza e la vicinanza dello Stato a chi ogni giorno lotta con coraggio contro la criminalità organizzata, ma è egli stesso testimonianza del dolore di quelle famiglie". A dirlo è Dorina Bianchi, sottosegretario al Turismo e deputato di Alternativa Popolare. "Iniziative come quelle dell'associazione Libera - aggiunge - dimostrano che la società sta reagendo alle mafie, si stanno creando gli anticorpi e che stiamo sconfiggendo l'omertà e la paura. Dobbiamo continuare la nostra battaglia soprattutto attraverso l'educazione alla legalità, l'istruzione, il radicamento di una cultura sana e onesta, a cominciare dalle scuole. Lo Stato è in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata con una serie di norme approvate volte a facilitare l'azione di contrasto". "Negli ultimi tempi - conclude il sottosegretario Bianchi - sono stati raggiunti risultati importanti che ci danno coraggio e imprimono fiducia nell'andare avanti. Come diceva Falcone la mafia è un fatto umano e come tutte le cose umane è destinata a finire".

    Covello: Mattarella a Locri grande segnale per il sud. "La presenza del Presidente Mattarella a Locri è un grande segnale di attenzione al Sud e richiama con grande autorevolezza tutto il Paese a non abbassare la guardia nella lotta alla criminalità organizzata. Una straordinaria giornata di partecipazione per una terra che non si rassegna alla prepotenza criminale". Lo afferma Stefania Covello, della segreteria Pd.

    Magorno: Politica colga da Locri spunto riflessione. "La politica tutta colga da questa giornata lo spunto per una riflessione autentica sul senso del proprio agire, sempre teso alla ricerca della verità e all'affermazione dei principi di legalità e giustizia". Ad affermarlo è Ernesto Magorno, segretario regionale Pd Calabria, partecipando a Locri alla Giornata della memoria e dell'impegno organizzata da Libera alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "La nostra tensione - aggiunge - deve essere quella di essere e apparire classe dirigente seria e responsabile, impegnata per restituire giustizia a chi ha conosciuto nella nostra terra la mano pesante della criminalità organizzata e mantenere vivi il ricordo e la memoria come antidoto a ogni forma di abuso, prevaricazione e violenza. Servono gesti e azioni visibili, in grado di essere da esempio e monito per la collettività". "Ringraziamo il presidente Mattarella - conclude Magorno - per la sua presenza odierna, che ci incoraggia a credere in istituzioni vicine alla Calabria e solidali in una quotidiana battaglia contro le mafie".

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