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    Finti incidenti stradali, 200 persone denunciate dai CC. Tra loro medici, periti e legali

     

    Finti incidenti stradali, 200 persone denunciate dai CC. Tra loro medici, periti e legali

    16 mar 17 Oltre 200 persone denunciate in stato di libertà, 70 incidenti stradali inesistenti accertati, scoperte 100 polizze assicurative contraffatte e un danno da oltre 800 mila euro a diverse compagnie assicurative: è il bilancio dell'inchiesta "Car crash" condotta nella Locride dai carabinieri della Compagnia di Bianco. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di falsa testimonianza, falsità ideologica, fraudolento danneggiamento di beni assicurati, sostituzione di persona, riciclaggio di autovetture ed altro. L'inchiesta, durata oltre 3 anni e condotta in particolare dai carabinieri di San Luca anche in collaborazione con le Unità antifrode di diverse compagnie assicurative, è nata da alcune intercettazioni ambientali captate nell'ambito dell'operazione "Colombiani d'Aspromonte". Alcuni indagati discutevano tranquillamente delle strategie da adottare per frodare le assicurazioni e percepire ingiusti risarcimenti.

    --- Video Guarda le immagini dei Carabinieri

    Coinvolti avvocati, medici e periti. Ci sono anche una decina di avvocati, un medico e alcuni periti tra le 200 persone denunciate dai carabinieri della Compagnia di Bianco per un truffa da 800 mila euro a compagnie assicurative per falsi incidenti stradali. I promotori della truffa, secondo quanto emerso dalle indagini, erano una ventina di persone, che, di volta in volta, coinvolgevano altri soggetti nei vari ruoli richiesti dal sinistro inscenato: testimone, ferito, trasportato. L'indagine è nata in seguito ad intercettazioni di conversazioni nelle quali gli indagati parlavano dell'approvvigionamento di targhe tedesche da apporre su veicoli da coinvolgere, del coinvolgimento di soggetti residenti in Germania, delle parti di veicoli da danneggiare per indurre in errore i periti assicurativi e della partecipazione alle frodi dei professionisti, tutti della Locride. Alcuni veicoli già coinvolti in sinistri venivano "riciclati" dalla Germania, paese nel quale era poi previsto il reimpiego di cospicui proventi illeciti in attività commerciali. Nessun dettaglio sfuggiva agli indagati, i quali discutevano delle false dichiarazioni che altri soggetti da coinvolgere avrebbero dovuto rendere in caso di testimonianza, le aree da evitare per il timore della presenza di telecamere di sicurezza e della simulazione di danni fisici da dichiarare durante al pronto soccorso dell'Ospedale di Locri. Le indagini sono state effettuate anche col supporto dell'Interpol per alcuni accertamenti in Germania ed in Austria che hanno consentito di appurare che alcuni indagati avevano addirittura rilevato dei ristoranti e che gli stessi, già negli anni '80, risultavano essere stati oggetto di indagini dell'autorità giudiziaria tedesca per analoghi reati. Alcuni indagati avevano contraffatto un centinaio di polizze assicurative falsificando i propri documenti di identità e dichiarando di risiedere in provincia di Alessandria per pagare un premio assicurativo ridotto rispetto a quello che avrebbero dovuto corrispondere se residenti nel Reggino. Svariate le dinamiche scelte per i sinistri per i quali chiedere il risarcimento: dai tamponamenti agli investimenti di pedoni; dal coinvolgimento di congiunti e di veicoli con targhe estere. In alcuni casi venivano denunciati sinistri avvenuti nei due anni antecedenti la richiesta risarcitoria e venivano dichiarate false lesioni. Alcuni legali inoltre, anche all'insaputa di ignari soggetti dei quali falsificavano procure speciali e testimonianze, incassavano direttamente i risarcimenti. Numerose le incongruenze emerse nelle richieste risarcitorie esaminate dai carabinieri: una bambina di 5 anni è risultata investita dai propri genitori in ben 2 occasioni differenti nell'arco di un anno, ottenendo cospicue somme a titolo risarcitorio; due coniugi hanno dichiarato di essersi investiti a vicenda in due distinte occasioni. Infine un cittadino marocchino è risultato coinvolto, come responsabile, in 94 sinistri ed una società proprietaria di alcuni autoveicoli è risultata coinvolta in 240 sinistri in due anni.

    Le attività d’indagine sono state effettuate anche grazie al supporto dell’Interpol, grazie cui è stato possibile effettuare numerosi accertamenti in Germania ed anche nella vicina Austria, che hanno consentito di appurare che, alcune delle persone sottoposte alle indagini, in Germania avevano addirittura rilevato delle attività commerciali (ristoranti) e che gli stessi, già negli anni ‘80, risultavano essere stati indagati dall’Autorità Giudiziaria Tedesca per analoghi reati. Complessivamente è stato possibile far luce su oltre 70 sinistri artefatti in cui risultano coinvolti i soggetti sopra citati e circa 100 polizze assicurative contraffatte nelle quali gli intestatari, falsificando i propri documenti di identità, attestavano di essere residenti nella provincia di Alessandria pagando un premio assicurativo ridotto rispetto a quello che avrebbero dovuto corrispondere dichiarando di essere residenti nel Reggino. Le dinamiche dei sinistri per i quali venivano avanzate le richieste risarcitorie erano le più svariate, e talvolta sospette. In particolare, gli indagati: dichiaravano di essere rimasti coinvolti in tamponamenti ovvero in investimenti di pedoni; coinvolgevano nei sinistri artefatti prossimi congiunti e veicoli con targhe estere o doganali; denunciavano di essere rimasti coinvolti in sinistri avvenuti in epoca passata (fino a due anni prima della presentazione delle richieste risarcitorie); danneggiavano personalmente le proprie autovetture ovvero sostituivano parti integre con pezzi danneggiati in modo da fare apparire compatibili i danni denunciati durante le perizie alle quali venivano sottoposti; dichiaravano falsamente di aver subito lesioni; precostituivano dichiarazioni mendaci da rendere innanzi all’Autorità Giudiziaria; ideavano più sinistri con la medesima autovettura effettuando poi vari passaggi di proprietà ed immatricolazioni - utilizzando nella maggior parte dei casi documentazione contraffatta o alterata - il tutto prima che i veicoli fossero periziati dalle società assicurative. Come accennato gli indagati, nel porre in essere le condotte delittuose contestate, si avvalevano della fondamentale compiacenza di legali e medici oltre che di periti specializzati nella pre-costituzione della documentazione da produrre alle compagnie assicurative unitamente alle richieste risarcitorie. Alcuni legali inoltre, anche all’insaputa di ignari malcapitati a carico dei quali producevano false procure speciali e false dichiarazioni testimoniali recanti firme apocrife, incassavano direttamente le somme elargite dalle compagnie assicurative a titolo risarcitorio.

    Nel corso delle attività investigative sono state effettuate intercettazioni telefoniche su circa 50 utenze, oltre che intercettazioni ambientali, ed analizzata la documentazione di oltre 70 sinistri artefatti e sentite a sommarie informazioni testimoniali circa 280 persone. Numerose sono le incongruenze emerse durante le indagini. Sono state analizzate richieste risarcitorie per circostanze inverosimili nelle quali i richiedenti attestavano che avrebbero comunicato le generalità dei testimoni “all’occorrenza” ovvero di aver investito dei propri congiunti: in una circostanza una bambina di 5 anni è risultata investita dai propri genitori in ben 2 occasioni differenti nell’arco di un anno, ottenendo cospicue somme a titolo risarcitorio; due coniugi hanno dichiarato di essersi investiti a vicenda in due distinte occasioni, richiedendo successivamente € 30.000,00 per i danni causati dalla moglie al marito ed € 20.000,00 per quelli cagionati dal marito a quest’ultima; un soggetto di origini marocchine, infine, risulta coinvolto, in qualità di responsabile, in circa 94 sinistri ed una società proprietaria di alcuni autoveicoli è risultata coinvolta in circa 240 sinistri in due anni. Il danno complessivo accertato in danno alle compagnie assicurative - le quali venute a conoscenza degli illeciti hanno presentato oltre 30 querele sospendendo anche l’erogazione di somme di denaro a titolo risarcitorio - ammonta a circa € 800.000,00.

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