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    Camminiamo verso la vita, due giorni in Sila con la Fondazione Exodus

     

     

    Camminiamo verso la vita, due giorni in Sila con la Fondazione Exodus

    01 mar 17 Il 3 e 4 marzo la Fondazione Exodus accoglie ed ospita i rover e le scolte del clan “Wampaus” del gruppo scout Cosenza 6, nella propria casa di Caccuri, in Sila. La Casa non offre soltanto programmi di accoglienza residenziale, ma svolge anche opera di prevenzione primaria e formazione attiva. La responsabile del Centro Exodus della Provincia di Cosenza, dott.ssa Deborah Granata, sottolinea l’importanza della relazione, dell’incontro con l’altro e della comunicazione informativa . Infatti, attorno alla comunità si è creata una forte rete di solidarietà e di scambio che coinvolge comunità locali, parrocchie ed enti no profit. La sede Exodus di Cosenza, attraverso il Centro Giovanile di “Don Mazzi” ha organizzato l’evento “camminiamo insieme……… verso la vita”. Il Centro Giovanile mira ad attivare e realizzare una proposta di vita autentica per i ragazzi come forma di prevenzione al disagio. La Fondazione Exodus con i suoi centri di aggregazione sparsi per l’Italia si occupa di prevenire il disagio giovanile e promuovere il benessere sociale per i giovani. “Ogni uomo traccia la sua strada, ne segue il suo percorso e non si accorge degli ostacoli : i momenti difficili, duri e dolorosi, che essa ci riserva. Il gioco della vita è meraviglioso, e va vissuto fino in fondo, fino all’ultimo respiro con gioia e responsabilità, perché noi non ne siamo padroni, non possiamo disporne a piacimento, ma accettarne le fragilità e le sofferenze, ne illuderci di essere le vittime del sistema, ma con coraggio, cogliamo le sfide dell’esistenza, riconoscendo i nostri sbagli, ripartendo con speranza e fiducia verso gli altri, imparando ad amarci per ciò che siamo.” I rover e le scolte del clan “Wampaus” del gruppo scout Cosenza 6, hanno scelto di utilizzare come strumento di conoscenza un confronto-inchiesta sulle dipendenze , per una comprensione del problema, per avere un proprio giudizio critico e fare delle scelte con più consapevolezza. Ci saranno due giornate di condivisione molto articolate. I ragazzi della Casa Exodus e gli Scout avranno modo di conoscersi e confrontarsi e dividendosi i compiti contribuiranno insieme alla preparazione dei pasti, all’allestimento della sala pranzo e alla sistemazione nelle camere. Un’importante occasione di aggregazione e confronto sarà il “Fuoco di Bivacco”, intorno al quale i ragazzi si sistemeranno e realizzeranno attività teatrali, cabaret e canti. I ragazzi parteciperanno al Momento di gruppo “ Parola”, gestito dallo psicologo. I ragazzi della casa porteranno le loro testimonianze e tutti insieme parleranno dell’esperienza condivisa, affrontando il tema del disagio. Il percorso sarà una tremenda avventura per chi ha una “tremenda voglia di vivere”. Le parole d’ordine saranno “condivisione ed amicizia” che passeranno dalla conoscenza all’ ascolto, dal confronto ai sogni. Si tratta di un contesto educativo dove la vita in comune ha la funzione di sviluppare una esperienza, un viaggio, se vogliamo anche un "programma" che possa inizialmente alleviare il disagio psicologico e sociale delle persone che vi sono inserite e successivamente abbia come obiettivo finale la piena autonomia della persona. Il punto di partenza utile ad affrontare e superare il disagio, che costituisce l'elemento di forza dell'accoglienza, è principalmente la centralità attribuita alle relazioni, con se stessi, con le altre persone, con il mondo. Il cammino personale inizia all'instaurarsi di un rapporto di fiducia dove è possibile riprendere in mano la tessitura della trama e dell'ordito delle relazioni personali. In un ambiente definito, familiare, affettivo, con la sua valenza di riferimento sicuro dei ritmi spazio-temporali della casa, che consente una serena esplorazione di sé e dei propri problemi e conduce a rimettere in circolo le proprie energie. Qui la forza del gruppo si avvale del concetto di auto-aiuto, secondo cui una persona, anche in una situazione di grave disagio, può aiutare gli altri oltre che se stessa, in un processo di crescita continuo all'interno di un contesto di forte e intensa reciprocità. Alla fine del cammino percorso insieme, sia gli scout che i ragazzi della casa Exodus saranno più ricchi e consapevoli delle scelte da fare. L'esperienza che Exodus propone è quella di "un'avventura" la cui meta è il progetto di vita individuale, frutto di un processo di crescita e di maturazione consapevole e cosciente che vede la persona "protagonista" delle scelte e responsabile delle conseguenze che da queste discendono.

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