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    Apertura anno giudiziario a Catanzaro: solo 6 PM contro 160 clan

     

    Apertura anno giudiziario a Catanzaro: solo 6 PM contro 160 clan

    28 gen 17 Circa 160 clan in Calabria con 4389 affiliati di cui 2300 operanti nel distretto di Catanzaro. Sono questi i numeri con cui si devono confrontare i sei magistrati della Dda di Catanzaro. Lo ha sottolineato il presidente della Corte d'Appello Domenico Introcaso nella sua relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. "Organizzazioni - ha aggiunto - con elevata capacità di condizionamento e di infiltrazione nel territorio, nei settori economici, istituzionali e politici". Il magistrato ha poi voluto evidenziare il mutamento delle 'ndrine calabresi: "I figli dei boss - ha spiegato - sono divenuti i grand commis dell'economia e della finanza. Il folclore della 'coppola' e del dialetto, le manifestazioni religiose, le processioni, alle quali pure si assoggettano affiliati vecchi e nuovi, zone grigie di fiancheggiamento anche a fini di consenso elettorale, cedono alla fenomenologia della finanza, delle acquisizioni azionarie nelle piazze borsistiche primarie. La conseguenza inesorabile - ha proseguito il presidente citando la relazione del procuratore Nicola Gratteri - è una compressione del potere d'iniziativa economica, della libera concorrenza con la creazione di mono o oligopoli economici che si fondano sul potere di intimidazione delle cosche". Secondo il procuratore generale Raffaele Mazzotta, la diminuzione di omicidi mafiosi non sta a significare una ridotta presenza delle cosche sul territorio. Al contrario "tale apparente quiete è il frutto di intese tra clan, una trasformazione dell'organizzazione criminale che utilizza sistemi più raffinati e meno cruenti per il controllo del territorio, fino a sostituire del tutto l'economia sana". Il magistrato ha però voluto evidenziare i risultati raggiunti dalla Dda di Catanzaro lanciando un appello ai cittadini affinché abbandonino "omertà e rassegnazione"

    Opere abusive, "Demolire le opere abusive e colpire le condotte omissive degli amministratori". Il procuratore generale di Catanzaro Raffaele Mazzotta ha indicato, nel suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario, nella difesa dell'ambiente una delle priorità del suo ufficio per porre freno "a fenomeni devastanti di inquinamento e abusivismo". Un allarme condiviso dal presidente della Corte d'appello del capoluogo calabrese Domenico Introcaso. "Si è assistito - ha detto nella sua relazione - ad un ulteriore significativo incremento dei procedimenti relativi a reati contro l'incolumità pubblica e la salute dei cittadini, nonché di quelli in materia di tutela dell'ambiente e del territorio, riconnessi alla pluriennale situazione di emergenza ambientale circa lo smaltimento dei rifiuti e inquinamento delle acque, soprattutto nell'ambito del circondario del Tribunale di Crotone. Analoga considerazione vale per quello di Paola, caratterizzato da preoccupanti fenomeni, in trattazione di indagine o sottoposti al vaglio giudiziale. Tuttora elevato è nel distretto il numero degli incendi dolosi e colposi". "Quanto ai reati in materia edilizia e urbanistica, le violazioni permangono anche se in diminuzione; in assenza di validi strumenti urbanistici e mancando una efficace repressione degli illeciti - ha concluso il presidente sul punto - si continuano a costruire immobili abusivi. Parimenti si registrano lottizzazioni abusive".

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