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    Apertura anno Giudiziario a Reggo Calabria "ndrangheta deforma cittadini"

     

    Apertura anno Giudiziario a Reggo Calabria "ndrangheta deforma cittadini", presente Minniti

    28 gen 17 "Decenni di crescente presenza 'ndranghetista hanno avuto effetti deformanti anche sul modo di pensare dei cittadini, quasi predisponendone l'habitus all'illegalità diffusa nel convincimento dell'impunità. Una situazione paradossale: proprio nel territorio che avrebbe maggiore necessità di affermare la presenza dello Stato e di garantire i diritti dei singoli, si denotano i maggiori i ritardi e le carenze dell'azione giudiziaria". Lo ha detto il presidente della Corte d'Appello di Reggio Calabria Luciano Gerardis aprendo con la sua relazione l'anno giudiziario, alla presenza del ministro dell'Interno Marco Minniti, della presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosi Bindi, del sottosegretario alla Giustizia, Gennaro Migliore e del comandante generale dell'Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette. "Il distretto di Reggio - ha sostenuto - è connotato dalla presenza e dalla pervasività della 'ndrangheta, associazione criminale unitaria, efficiente e moderna, che si incunea nelle pieghe di qualsiasi attività di cui assume il dominio". "Da decenni - ha proseguito Gerardis - le stesse famiglie continuano a gestire i traffici e gli organismi criminali, un ramificato sistema di potere che trova a livello di vertice una componente occulta o riservata con funzioni strategiche, composta anche da esponenti delle istituzioni e delle professioni, capace di condizionare la vita politica ed economica della città e dell'intera regione". Gerardis ha quindi voluto ribadire l'impegno dei magistrati del distretto, "nonostante la cronicità delle carenze di organico e del personale di cancelleria, che in taluni settori sfiora il 50%, con decine e decine di maxi procedimenti penali trattati e di difficile cernita che riguardano centinaia di inquisiti per reati di mafia". Poi l'appello finale all'opinione pubblica, ricordando le parole del presidente del Cile Salvator Allende rivolte al suo popolo prima di essere ucciso: "Sappiate che molto più prima che dopo si apriranno i grandi viali per i quali passerà l'uomo libero per costruire una società migliore".

    DDA: cosche agenzia crimine mondiale. E' in atto "un processo di scotomizzazione" della 'ndrangheta "allo scopo di trasformarla da organizzazione per delinquere di tipo mafioso operante su un territorio a principale agenzia criminale del pianeta". Lo ha detto il procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero de Raho intervenendo all'inaugurazione dell'anno giudiziario, rimarcando "esistenza ed operatività della componente occulta o riservata avente funzioni strategiche". Un concetto ripreso dal presidente del Tribunale facente funzioni Olga Tarzia, che ha definito "preoccupante il fenomeno che vede intersecarsi la deriva criminale di vasti settori della politica dedita alle pratiche corruttive con il fenomeno dell'acculturazione e della politicizzazione delle elite mafiose che ha dato vita a 'comitati d'affari' di cui fanno parte soggetti della politica, delle istituzioni, della finanza e i colletti bianchi delle aristocrazie mafiose, che mettono in comune le loro risorse (potere economico, di influenza politica, di intimidazione, capitali relazionali) per colonizzare interi comparti economici ed istituzionali". De Raho, analizzando il fenomeno ndranghetistico, ne ha sottolineato "il carattere unitario e piramidale in grado di evitare l'insorgere di conflitti interni all'organizzazione e di potersi relazionare con ambienti più elevati di tipo politico ed istituzionale, i cui soggetti, allo stato sono in corso di esplorazione investigativa". Il procuratore di Reggio ha parlato di "superassociazione composta dai vertici delle consorterie mafiose più potenti della città di Reggio Calabria, secondo le propalazioni di Antonino Fiume, organismo decisionale che costituisce esso stesso un'autonoma e diversa associazione ex art. 416 bis collocata ad un livello gerarchicamente superiore rispetto alle singole cosche, che ha assunto la direzione, la regolamentazione, organizzazione delle attività criminali, innanzitutto ordinarie, di tutto il mandamento centro. Qualcosa di assolutamente nuovo e riservato - ha sottolineato de Raho - da non potere, in nessun caso, essere percepito come esistente dai livelli intermedi e dalla base". Il magistrato, inoltre, ha affermato che "l'analisi congiunta delle plurime, qualificatissime fonti di prova acquisite nell'ambito del procedimento 'Mammasantissima' ha consentito di ritenere, sia pure a livello cautelare, l'attuale esistenza ed operatività della componente plurisoggettiva 'occulta' o riservata' avente finzioni strategiche nell'ambito della strutturazione complessiva del'associazione denominata 'ndrangheta' di più ampia portata. Un processo evolutivo che ne ha caratterizzato la crescita e la sua vorticosa espansione che ne ha fatto assumere caratteri peculiari". Per Olga Tarzia "si tratta di uno storico passaggio di fase con la creazione di un sistema criminogeno (mafio-corruzione) in grado di condizionare gli equilibri locali e nazionali, che la magistratura reggina ha individuato con le recenti inchieste 'Alchemia', 'Fata Morgana', Mammasantissima', 'Rhegion'".

    Realtà corrotta esposta a crimine. "Una realtà corrotta sarà certamente sempre più esposta agli attacchi della criminalità organizzata. Ma, come diceva Giovanni Falcone, la 'ndrangheta come tutte le cose umane ha un inizio, una vita di mezzo e una fine". Lo ha detto il ministro dell'Interno Marco Minniti intervenendo a Reggio Calabria alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. "Nel Mezzogiorno e in Calabria - ha detto - arriveranno molto presto ingenti risorse che potranno positivamente incidere sulle vite dei cittadini e sul tessuto sociale. Noi dobbiamo impedire che queste risorse pubbliche finiscano per ingrassare i poteri corruttivi e criminali che concorrono a condizionare la vita democratica del nostro Paese. La partita sappiamo essere durissima. Di pari passo bisogna tenere costante l'aggressione ai centri di comando della 'ndrangheta affinché quelle risorse siano correttamente spese per il benessere della gente"

    Contro cosche prevenzione culturale. "La 'ndrangheta controlla in Italia pezzi del territorio in cui è radicata da moltissimi anni e da qui muove le sue fila e le sue strategie per influenzare anche le grandi capitali economiche del Paese. Oggi occorre ricreare, oltre la repressione, quel clima di prevenzione ideale e culturale, una sorta di afflato nazionale affinché il magistrato che si alza a sostenere l'accusa dentro un'aula di tribunale avverta accanto a se la gratitudine dell'interno Paese". A dirlo il ministro dell'Interno Marco Minniti. "Parlare di 'ndrangheta - ha sostenuto Minniti - non significa parlare male della nostra città e della nostra regione, è invece un atto d'amore verso questa nostra terra". Commentando la relazione del presidente della Corte d'appello Luciano Gerardis, il Ministro l'ha definita "forte e orgogliosa rivendicazione e speranza per il futuro. Se terremo aperta quella porta per una speranza di vita migliore la battaglia contro la 'ndrangheta verrà vinta. Da parte mia, ritengo doveroso fare di tutto per dare una mano alla mia città e ai nostri concittadini. Ad oggi registriamo una sequenza di straordinari successi contro questa organizzazione criminale e io, da Ministro dell'Interno dico grazie a tutte le forze di polizia che qui operano ed alla magistratura reggina e calabrese. Qui si gioca una partita decisiva per il Paese che va oltre, per le evidenti ragioni che emergono, i confini della nostra terra"

    Bindi: Approfondire attività logge. "C'è la determinazione della Commissione di continuare gli approfondimenti sulle attività delle obbedienze massoniche poiché c'è il rischio, e lo sottolineo, che si possa dare vita a strutture permanenti tra 'ndrangheta, massoneria deviata e settore dell'economia del Paese". Lo ha detto la presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi a margine della cerimonia di apertura dell'anno giudiziario a Reggio Calabria. "Nessuno - ha aggiunto - vuole disconoscere il ruolo storico avuto da queste associazioni, anzi, credo di potere dire che dopo le prime iniziali audizioni, hanno capito l'intento del nostro lavoro. L'appartenenza a qualunque associazione deve comunque avere come obiettivo la rappresentanza dei valori della nostra Costituzione". "La svolta alla lotta alle mafie richiede che ognuno faccia la sua parte" ha poi detto Rosy Bindi.

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