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    Arrestato da CC e PS il latitante Antonio Princi

     

    Arrestato da CC e PS il latitante Antonio Princi

    25 feb 17 I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, con il supporto dello Squadrone Cacciatori Calabria, e congiuntamente a personale della Questura, hanno arrestato a Cardeto il latitante Antonino Princi, di 46 anni, di Calanna, ricercato dal 29 luglio 2016. Nei suoi confronti la Dda di Reggio Calabria aveva emesso un provvedimento di fermo nell'ambito dell'operazione "Kalanè". Princi è ritenuto responsabile, in concorso, dell'omicidio di Domenico Polimni e del tentato omicidio di Giuseppe Greco, commessi nella frazione Sambatello di Reggio Calabria il 3 aprile 2016. L'uomo è stato localizzato in un'abitazione di Cardeto di proprietà di un 45enne già noto alle forze dell'ordine, anch'egli arrestato. Princi non era armato e non ha opposto resistenza. Antonino Princi, il latitante arrestato stamani da carabinieri e polizia, era sfuggito ad un agguato nell'ambito di uno scontro interno alla famiglia Greco di Calanna, comune dell'hinterland reggino, che portò, come reazione, all'omicidio di Domenico Polimeni ed al tentato omicidio di Giuseppe Greco. Quest'ultimo, collaboratore di giustizia, è stato arrestato nell'operazione Kalanè del luglio scorso alla quale era sfuggito Princi. Secondo la ricostruzione dei magistrati della Dda di Reggio Calabria, Greco - figlio dello storico boss di Calanna don Ciccio Greco - aveva progettato di uccidere Princi per il suo tentativo di prendere la guida della cosca, all'uscita dell'impianto di trattamento dei rifiuti nel quartiere Sambatello di Reggio, dove lavorava come operaio. Quindi, il 9 febbraio 2016, da bordo di un'auto guidata da un complice, avrebbe messo in atto l'agguato sparando numerosi colpi di fucile e pistola contro l'auto sulla quale viaggiava Princi che riuscì a salvarsi grazie ad una serie di manovre che lo portarono prima a sfondare il cancello dell'impianto dove lavora, quindi a nascondersi in un luogo non conosciuto dai sicari. Il tentato omicidio, secondo le indagini condotte all'epoca dalla squadra mobile reggina, era stato all'origine della vendetta compiuta il 3 aprile successivo, quando alcuni sodali di Princi si appostarono sotto l'abitazione dove Greco si era rifugiato e lo ferirono gravemente quando si affacciò al balcone. Nell'occasione fu ucciso Polimeni che gli aveva dato ospitalità.

    --- Video VIDEO cattura e arresto Princi

    Si nascondeva in una casa isolata. E' stato individuato in un'abitazione isolata di Cardeto Antonino Princi, il latitante arrestato stamani da carabinieri e polizia. Il ricercato è stato rintracciato grazie alle indagini condotte dai carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria convergente con gli autonomi accertamenti compiuti dalla Polizia di Stato che nel luglio scorso aveva portato a termine l'operazione Kalanè alla quale si era sottratto Princi. L'abitazione, secondo gli accertamenti svolti, avrebbe dovuto essere disabitata ma gli investigatori avevano notato dei movimenti sospetti che li hanno condotti al latitante. Insieme a lui è stato arrestato il proprietario dell'appartamento, Saverio Arfuso (nella foto a destra), di 45 anni, già noto alle forze dell'ordine, accusato di favoreggiamento.

    PRINCI era ricercato dal 29 luglio 2016 quando sul suo conto la Procura della Repubblica di Reggio Calabria – Direzione Distrettuale Antimafia emetteva un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nell'ambito dell'operazione cosidetta “Kalanè”, condotta dalla Polizia di Stato. Il successivo 1 agosto il GIP presso il locale Tribunale emetteva Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere. PRINCI, ritenuto responsabile in concorso dell'omicidio di POLIMENI Domenico e del tentato omicidio di GRECO Giuseppe, commessi nella frazione Sambatello di Reggio Calabria il 3 aprile 2016, è stato localizzato, ad esito di attività investigativa condotta dalla Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria, convergente con autonome acquisizioni della Polizia di Stato, in un'abitazione isolata di Cardeto, di proprietà di un 45enne pregiudicato del posto, ARFUSO Saverio, tratto in arresto per favoreggiamento personale. L’abitazione, secondo le acquisizioni informative dell’Arma, sarebbe dovuta essere disabitata, mentre non erano sfuggiti alla quotidiana capillare azione di controllo del territorio della locale Stazione Carabinieri alcuni movimenti sospetti proprio in corrispondenza di quel fabbricato. All'atto dell'intervento il latitante non era armato e non ha opposto resistenza. L’indagine “Kalanè”, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e condotta dalla locale Squadra Mobile, aveva consentito di ricostruire le dinamiche di un omicidio e due tentati omicidi, nonché i ruoli dei mandanti e degli esecutori materiali. Dagli elementi acquisiti nel corso dell’indagine è emerso come all’interno della famiglia GRECO di Calanna fosse scaturito un conflitto interno, con l’ascesa al potere criminale proprio di Antonino PRINCI, il quale, approfittando dell’assenza dalla Calabria di Giuseppe GRECO Giuseppe classe 1960 e del periodo di collaborazione con la giustizia che quest’ultimo aveva avviato dopo il suo arresto nell’ambito dell’Operazione “Meta”, aveva accentrato su di sé il controllo delle attività illecite nella zona di Calanna e Sambatello, feudo storico ed incontrastato della famiglia GRECO, alla quale PRINCI è legato anche da rapporti di parentela. Secondo la ricostruzione della Procura Distrettuale Antimafia, Giuseppe GRECO, sentendosi esautorato, avrebbe deciso di eliminare PRINCI senza però riuscirci e scatenando la reazione della vittima. In particolare, GRECO, figlio dello storico boss di Calanna don Ciccio GRECO, aveva progettato di uccidere PRINCI Antonino all’uscita dell’impianto di trattamento dei rifiuti a Sambatello, dove lavorava come operaio. Per attuare il progetto criminoso, il 9 febbraio 2016, previo accurato studio delle abitudini della vittima, accompagnato da uno dei sodali, con una spettacolare azione di fuoco attentava alla vita del PRINCI, esplodendo numerosi colpi di arma da fuoco (fucile e pistola) contro l’autovettura sulla quale viaggiava quest’ultimo, il quale riusciva miracolosamente a salvarsi, con una serie di manovre repentine che lo portavano prima a sfondare il cancello carraio dell’impianto di smaltimento della spazzatura e poi a trovare riparo all’interno di esso, in luoghi poco conosciuti agli assalitori. Il tentato omicidio PRINCI innescava la successiva vendetta: la sera del 3 aprile, due fidatissimi sodali di PRINCI Antonino si appostavano nei pressi di una piccola abitazione di Calanna, dove GRECO Giuseppe aveva trovato rifugio e con una fulminea azione di fuoco riuscivano a ferire gravemente GRECO Giuseppe che si era affacciato al balcone. Nel corso della sparatoria, investito dai pallettoni, veniva ucciso POLIMENI Domenico che aveva dato ospitalità al GRECO e assieme a lui stava sul balcone.

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