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    Blitz della PS alle giovani leve dei Giampà: 12 arresti

     

    Blitz della PS alle giovani leve dei Giampà: 12 arresti

    24 feb 17 Vasta operazione antimafia della Polizia di Stato di Catanzaro che sta eseguendo 12 ordinanze di custodia cautelare a carico di persone ritenute attive nella cosca Giampà di Lamezia Terme della 'ndrangheta. I destinatari dei provvedimenti restrittivi sono ritenuti colpevoli di associazione per delinquere di stampo mafioso e di numerose estorsioni ai danni di esercizi commerciali ed imprenditori di Lamezia Terme, nonché di atti intimidatori consistiti nel posizionamento di bottiglie incendiarie nei pressi delle attività commerciali e di danneggiamenti con l'utilizzo di ordigni esplosivi. Le indagini hanno permesso di accertare l'esistenza di soggetti considerati "nuove leve" della cosca lametina. Le cosiddette "nuove leve" della cosca Giampà da cui, tra l'altro, prende il nome l'operazione di stamattina, si sarebbero adoperati per rinsaldarne le fila dopo le diverse operazioni di Polizia condotte negli anni scorsi nei confronti dello stesso gruppo criminale, con l'intento di continuare nell'esercizio delle attività estorsive sul territorio per conto dei capi della cosca detenuti. Le attività investigative sono state condotte, con il concorso del Servizio centrale operativo, dalla Squadra mobile di Catanzaro e dal Commissariato di Lamezia Terme e coordinate dalla Dda del capoluogo. I magistrati che hanno diretto le indagini sono stati il Procuratore aggiunto, Giovanni Bombardieri, ed il Pm Elio Romano, con la supervisione del Procuratore Capo, Nicola Gratteri.

    --- Video Il VIDEO degli arresti

    Capillare attvità estorsiva.Una capillare attività estorsiva nei confronti dei commercianti ambulanti che partecipavano, a Lamezia Terme, all'annuale festa di San Giovanni. E poi atti intimidatori a commercianti ed imprenditori, piccoli e grandi. Era questo, secondo le indagini della polizia, il modus operandi delle "nuove leve" della cosca di 'ndrangheta dei Giampà di Lamezia Terme sgominate dall'operazione condotta all'alba che ha portato all'arresto di 11 persone - una ai domiciliari - mentre una dodicesima è irreperibile. Attività illecite finalizzate a rinsaldarne le fila della cosca colpita dalle operazioni delle forze dell'ordine e dopo la decisione del boss Giuseppe Giampà, di 37 anni, di diventare collaboratore di giustizia e a reperire denaro per il sostentamento economico delle famiglie degli associati detenuti. Le indagini, condotte, con il concorso dello Sco, dalla Squadra mobile di Catanzaro e dal Commissariato di Lamezia e coordinate dal procuratore aggiunto della Dda Giovanni Bombardieri e del pm Elio Romano, con la supervisione del procuratore Nicola Gratteri, hanno permesso di accertare l'organizzazione da parte dello storico boss Vincenzo Bonaddio (58), postosi a capo di una frangia della cosca Giampà con l'apporto di Vincenzo Tino Giampà detto "Camacio", di un gruppo di soggetti considerati "Nuove Leve" della stessa cosca. Alcuni degli arrestati sono accusati di avere fatto esplodere un ordigno ad alto potenziale nei pressi del cancello d'ingresso della villa dell'imprenditore Vincenzo Perri con l'intento di costringerlo a dare 100 mila euro al capostipite della famiglia Arcieri, fidelizzata ai Giampà. Gli investigatori hanno anche individuato il ruolo di Domenico Giamà (38), detto "Buccacciello", ora collaboratore di giustizia, quale rappresentante esterno della cosca dopo il pentimento di Giuseppe Giampà, così da essere considerato come referente del clan rispetto a tutte le altre famiglie di 'ndrangheta calabresi. Diversi arrestati sono parenti con gli esponenti della 'ndrina già in carcere. Tra loro, secondo gli investigatori, spicca la figura di Francesca Allegro (32), moglie di Giuseppe Chirico (35) detto "u batteru", considerato elemento di spicco della cosca, detenuto per l'espiazione di una pena definitiva, alla quale viene contestato di aver svolto il ruolo di vettore delle indicazioni e delle direttive impartitele dal marito durante i colloqui in carcere verso gli associati in libertà.

    Le persone arrestate oggi sono Vincenzo Giampà (49), "il Camacio"; Roberto Castaldo (27); Gregorio Scalise (25); Giuseppe Paone (23); Pasquale Mercuri (28); Francesca Allegro (32); Francesco Morello (32); Marco Francesco De Vito (43); Danilo Cappello (28), detto "Kirbi", ai domiciliari; Andrea Mancuso (25); Vincenzo Vigliaturo (26).

    Nuove leve come "locale". "Nonostante i colpi inferti negli anni scorsi con le importanti operazioni coordinate dalla Dda di Catanzaro, la cosca Giampà era riuscita a riorganizzarsi affiliando nuove leve all'organizzazione". Lo ha detto il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri incontrando i giornalisti per illustrare i particolari dell'operazione "Nuove leve". "Si erano strutturati - ha aggiunto - secondo il modello tipico del locale di 'ndrangheta, con tanto di bacinella e contabile dell'organizzazione". A riorganizzare il clan con il ruolo di reggente sarebbe stato Domenico Giampà, unico del gruppo storico a non essere detenuto al 41bis. "Tramite i colloqui in carcere - ha spiegato il procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri - disponeva le nuove affiliazioni, conferiva le doti e indicava gli obiettivi da colpire. Questo dimostra l'importanza del regime carcerario al 41bis. L'operazione di oggi è importante perché dimostra la costante attenzione della Dda di Catanzaro verso la città di Lamezia che adesso ha la possibilità di ribellarsi e creare le condizioni per la 'legalizzazione' del territorio". Il capo della Squadra mobile di Catanzaro Antonino De Santis ha evidenziato la pervasività dell'azione criminale del gruppo delle nuove leve. "Imponevano il pizzo a imprenditori e commercianti - ha detto - e costringevano anche gli ambulanti della fiera di San Giovanni a versare 50 euro".

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