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    Sindaco Limbadi: Stufi di essere sempre accostati a criminalità

     

     

    Sindaco Limbadi: Stufi di essere sempre accostati a criminalità

    23 feb 17 "Apprendiamo, non senza stupore, dell'interrogazione parlamentare del deputato Riccardo Nuti, palermitano, con la quale viene nuovamente gettato discredito sulla presente Amministrazione Comunale nonché sulla cittadinanza tutta del Comune di Limbadi". Lo afferma, in una dichiarazione, il sindaco di Limbadi, Giuseppe Morello, facendo riferimento alla richiesta di accesso antimafia avanzata nei giorni scorsi dal parlamentare al Ministro dell'Interno. "Veramente insolita, inoltre - aggiunge Morello - è la tempistica dell'intervento del deputato pentastellato, che interviene immediatamente dopo la proposizione della mediazione obbligatoria e preliminare all'azione di risarcimento danni per diffamazione intrapresa dal Sindaco e da due assessori di Limbadi contro diversi soggetti, tra i quali il quotidiano 'Il Tempo'. Ed è proprio sulla base di un articolo del quotidiano romano che il nostro amatissimo e preparatissimo deputato Nuti interroga la Presidenza del Consiglio nonché il Ministero dell'Interno. Orbene, ci si domanda se nella sua attività politica un parlamentare abbia la necessità di reperire le notizie circa presunti coinvolgimenti mafiosi da articoli di giornale e non dall'attività di commissioni parlamentari all'uopo predisposte. Ci si domanda ancora se possa essere considerata attività parlamentare l'accostamento di notizie prive di collegamento e relative a personaggi e fatti anche risalenti nel tempo. E ci si domanda, infine, se 'gli atti' a cui fa riferimento il deputato Nuti siano realmente esistenti e se lo stesso abbia quantomeno avuto il buon senso di leggerli, prima di porli a fondamento di un'interrogazione parlamentare". "L'Amministrazione comunale e la cittadinanza tutta - dice ancora il sindaco di Limbadi - sono stufi di essere sempre e solo accostati alla criminalità organizzata. Limbadi è una cittadina che da anni combatte il fenomeno criminale e costantemente cerca di emergere dal pantano, anche di provenienza mediatica, in cui si cerca sempre di annegarla. Molteplici sono le attività commerciali, peraltro di eccellenza e perfettamente oneste, che stanno valutando la possibilità di spostare la sede sociale, al solo fine di non venire continuamente accostati ad un contesto criminale che non gli appartiene: sarebbe opportuno pertanto informarsi, prima di emettere comunicati che provochino pesanti ripercussioni all'economia locale". "Il deputato Nuti - prosegue Giuseppe Morello - dovrebbe imparare che prima di gettare fango su un'intera comunità sarebbe opportuno effettuare le dovute ricerche, mediante le quali ben avrebbe potuto scoprire che: nessun procedimento ha mai accertato corresponsabilità, connivenze od anche solo rapporti amicali con criminali in capo all'attuale giunta; il coinvolgimento nelle operazioni della Procura dell'assessore Gurzì ha fatto chiaramente emergere non solo la sua estraneità al contesto criminale, ma addirittura l'astio che i Mancuso provavano nei suoi confronti (invitiamo il deputato Nuti a leggere le intercettazioni di persona, senza farsele riferire da altri); l'attuale Amministrazione è composta da persone che nel corso degli anni sono sempre scese in prima linea nella lotta alle mafie, pagandone a volte anche conseguenze pesanti". "A tutela della popolazione - dice ancora il sindaco Morello - volevamo infine invitare il deputato Nuti, che ben altri interessi di natura penale dovrebbe avere al momento, ad evitare facili strumentalizzazioni: è gravemente offensivo per i cittadini perbene essere accostati a contesti di criminalità organizzata, specie se si è stati vittima proprio di tale contesto. Ritenere che tutte le elezioni siano pilotate dalla 'ndrangheta comporta implicitamente la connivenza della popolazione civile: se tale affermazione proviene da un rappresentante dello Stato viene percepita come atto di accusa infamante e pertanto non è accettabile. Invitiamo il deputato Nuti a contattare l'on.Bindi, presidente della Commissione parlamentare antimafia, al fine di visionare tutta la documentazione relativa al Comune di Limbadi ed a pubblicarla, in modo da smentire una volta per tutte le voci diffamatorie messe in giro da avversari codardi e privi di argomentazioni valide". "Comunichiamo, infine - conclude il sindaco di Limbadi - di aver dato mandato ad uno studio legale per la predisposizione di una denuncia/querela nei confronti di quei 'leoni da tastiera' che hanno leso il decoro e l'onore di una Giunta rispettabilissima che da sempre combatte la criminalità organizzata".

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