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    Prefetto Reggio traccia bilancio su caporalato

     

     

    Prefetto Reggio traccia bilancio su caporalato

    15 feb 17 Nel corso del 2016, in provincia di Reggio Calabria, sono state condotte 38 operazioni contro il caporalato ed il lavoro nero con 198 aziende controllate in 39 comuni, 1.062 lavoratori controllati, di cui 270 extracomunitari, 31 persone denunciate, 160 sanzioni amministrative elevate per un valore complessivo di 1.191.998,25 euro, grazie all'impiego di 616 unità delle forze dell'ordine e dell'ispettorato del lavoro. A tracciare un bilancio dell'attività svolta è stato il prefetto di Reggio Calabria Michele Di Bari, insieme al Questore, ai Comandanti provinciali dei carabinieri, della Guardia di finanza e della Polizia provinciale ed al Dirigente dell'Ispettorato territoriale del lavoro. "Attività - ha detto di Bari - che prosegue e proseguirà anche nel 2017". Il Prefetto ha anche illustrato i dati relativi al contrasto del nuovo fenomeno, peraltro estremamente pericoloso sul piano della sicurezza e l'incolumità delle persone, degli allacciamenti abusivi alla rete di distribuzione del gas metano. "Tre - ha detto il Prefetto - le operazioni messe in atto in questo primo scorcio dell'anno che hanno interessato i territori di Rosarno, Gioia Tauro e Taurianova. Le attività sono state eseguite da personale del Commissariato della Polizia di Stato di Gioia Tauro, in collaborazione con i carabinieri della Compagnia, unità della Polizia Provinciale e tecnici della società di gestione della rete, la Cpl Concordia. "Due le persone denunciate - ha riferito il dirigente del Commissariato Diego Trotta - e 15 quelle arrestate, tra le quali anche la moglie di Antonino Pesce, ritenuto il reggente dell'omonima cosca di 'ndrangheta, individuato ed arrestato il 29 gennaio scorso dopo un periodo di latitanza; due pluripregiudicati per reati di associazione mafiosa ed un dipendente infedele della Cpl Concordia che avrebbe realizzato personalmente diversi allacci abusivi". Un fenomeno che nella Piana ha raggiunto livelli preoccupanti di diffusione "ed ha consentito, a molta gente, soprattutto a Rosarno - ha precisato il funzionario di polizia - di utilizzare il gas della rete di distribuzione senza alcun contratto e senza pagare un centesimo".

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